UN CALCIO PER LA PACE


Grande evento culturale a Torino e provincia: « Lo sport come Strumento Internazionale di Pace«
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Torino, 16/03/2015 -


Torino accoglie gli ambasciatori di pace “PEACE DREAMERS”

La pace nel mondo. Il sogno dei sogni che non è utopia, ma qualcosa che prima o poi si avvererà. Ne siamo sicuri. Si deve però lavorare col pensiero di crederci tanto, senza riserve. Sì, perché è obbligo credere con tutte le proprie forze a questo sogno di pace universale, desti come siamo nel compenetrarci nella parte di chi sa che certi obiettivi si raggiungono soltanto attraverso l’amore, l’unione d’intenti, la fratellanza. La pace globale è un lungo cammino, un percorso da fare in una strada impervia, che spesso s’interseca tra ripide salite e angoli oscuri che non lasciano intravvedere la dirittura d’arrivo. Ma “IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE” è il Diritto dei Diritti della giurisprudenza che riconosce il valore della persona umana nei suoi bisogni più essenziali, non solo relativi al benessere materiale ma, soprattutto, allo sviluppo del cuore e dell’anima. Già, lo sviluppo del cuore e dell’anima, due elementi sostanziali per sensibilizzare le coscienze in un mondo che mette in evidenza, troppe volte davvero, la parte più negativa dell’uomo; la sopraffazione e quindi la mancanza di rispetto. E allora, per ovviare a questo meccanismo perverso che attenta continuamente la pace nel mondo, si deve alimentare la speranza nell’esaltazione dei valori umani. Ad esempio, il conflitto tra Israele e la Palestina non influenza solamente la regione medio orientale. Molte iniziative sono state fatte negli anni per portare la pace, dare speranza e alleviare la sofferenza delle persone nelle zone in conflitto. Tuttavia, anche se le soluzioni politiche sono indubbiamente importanti, non sono efficaci se non c’è fiducia e riconciliazione tra la popolazione. E così si è pensato allo sport e al calcio in particolare, quale veicolo pregnante per fare incontrare i ragazzi, aiutarli a creare armonia ed abbattere le barriere della diversità che, apparentemente, sembrano insormontabili. Il calcio, questo straordinario mezzo di aggregazione sociale che ci fa abbracciare, gioire per un gol fatto e unirci attraverso lo spirito di squadra, nella speranza di pareggiare e magari vincere la partita dei sogni. Sentimenti che solo il pallone riesce a dare. Proprio quel pallone che racchiude il mondo, non solo nella sua forma naturale, ma anche come passione comune. Il progetto della Universal Peace Federation (l’Organizzazione che lavora per la Pace nel Mondo) vuole essere di supporto nel creare le condizioni, affinché si costituisca una piattaforma di riconciliazione ed educazione verso i giovani, proprio attraverso quel calcio ispiratore di unione. L’idea, nata nel 2008 a seguito di un incontro con il Ministro Palestinese dello Sport Abu Daqqa e poi con il Ministro Israeliano dello Sport Majadle, si sintetizzava nel suggerimento che una ONG – Organizzazione non Governativa - Internazionale, potesse creare un punto d’incontro in una zona neutrale fra Israele e la Palestina. E così, da quell’incontro, nel mondo si è perfezionata questa straordinaria idea verso lo sport, quale strumento di Pace. Dal 20 al 25 Marzo 2015, a Torino si realizzerà l’evento: “Un Calcio per la Pace”. 14 bambini (7 arabo – israeliani e 7 ebreo – israeliani) dell’età di 11 anni, vivranno una settimana di soggiorno sotto la Mole. Un allenamento insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione mista di 18 persone composta da 14 giovani e 4 adulti, tutti provenienti dall’area israelo – palestinese. Nutrita l’agenda degli appuntamenti sportivi e culturali della città di Torino, in cui sono previsti gli incontri con la Juventus, con il Torino, ma anche la visita presso società di calcio dilettantistiche di Torino e provincia. Ma ci saranno anche incontri culturali, quali ad esempio la visita ai musei dello sport, (Juventus Museum e Museo del Grande Torino), al museo dell’automobile e altre innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando in questi giorni.

Questo è il nutrito programma nel dettaglio:

Venerdì 20 Marzo – Visita della città di Torino e incontro dei bambini e della delegazione con il Sindaco della città, on. Piero Fassino.

Sabato 21 Marzo – Giornata Internazionale contro le Discriminazioni Razziali indetta dalle Nazioni Unite. I bambini del progetto “Gioca con me” incontrano sul campo i Peace Dreamers presso lo Juventus Football Club – Via Stupinigi 182 Vinovo.

Domenica 22 Marzo – I bambini e la delegazione incontrano il settore giovanile del Torino FC: i pulcini 2004 allenati da Gianluca Cabella incontrano in un match amichevole i Peace Dreamers presso il Centro Sportivo Blu Station, Via Gozzano, 11 Orbassano. I bambini assistono come spettatori alla partita di campionato Juventus – Genoa presso lo Juventus Stadium. Visita Juventus Museum.

Lunedì 23 Marzo – Visita della città – Lucio Stella presidente dell’Antico Borgoretto organizza la partita dei pulcini 2004 contro Peace Dreamers. Campo di Santa Maria, Via Saluzzo 6 Moncalieri. Poi, presso il Cinema Fratelli Marx, Corso Belgio, 53 a Torino, ci sarà il dibattito organizzato da Gaetano Renda e proiezione del docu film Walk on regia di Michele Michelazzo.

Martedì 24 Marzo – Arrivo a Bruzolo (TO) e incontro con gli alunni delle scuole elementari di Bruzolo. Partita amichevole Peace Dreamers vs Union Valle di Susa 2004.

Mercoledì 25 Marzo – Incontro con la squadra del Torino e il Mister Gianpiero Ventura (in alternativa visita al Museo del Grande Torino e/o Basilica di Superga). Poi UN CALCIO PER LA PACE al CIT TURIN, Corso Ferrucci 63, Torino. Saranno presenti il sindaco di Torino, on. Piero Fassino, l’assessore allo sport del Comune diTorino Stefano Gallo, l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris      

Dunque, una grande iniziativa che Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, si avvia ad attuare tra i tanti appuntamenti sportivi di un anno che sarà sicuramente da ricordare. Così si esprime in merito all’evento il sindaco di Torino on. Piero Fassino: “Semi di pace: chi meglio dei bambini può rappresentare la speranza che possa esserci un futuro senza conflitti? Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la Pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta – appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi, rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere la pace in quella terra”. E, in effetti, ospitare il pallone che arriva da luoghi così lontani, che sono eternamente in conflitto tra loro, è un’opera sicuramente significativa nell’intento di essere buoni intermediari per la pace. E non è un caso che gli ospiti saranno proprio dei giovani di 11, simbolo di incolpevolezza della cattiveria degli adulti. Ma il tentativo è proprio questo, e cioè di integrare i più piccoli, educandoli in maniera tale da costruire una forma mentis che sia l’emblema dell’unione, della fratellanza, dell’amore reciproco quale essenza di pace. Questa, naturalmente, è soltanto una goccia nel mare del conflitto dell’area israelo – palestinese. Tuttavia, desideriamo promuovere a pieni voti una iniziativa di nobili pensieri che, siamo certi, non andrà dispersa nel nulla. Tutto ciò che sembra apparentemente impossibile, deve dare maggiore forza per renderlo possibile. E la passione per il gioco del calcio sicuramente ci aiuterà. Nel mondo siamo tanti “PEACE DREAMERS”. E allora uniamoci!

Salvino Cavallaro                 





Salvino Cavallaro


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Sì, perché è obbligo credere con tutte le proprie forze a questo sogno di pace universale, desti come siamo nel compenetrarci nella parte di chi sa che certi obiettivi si raggiungono soltanto attraverso l’amore, l’unione d’intenti, la fratellanza. La pace globale è un lungo cammino, un percorso da fare in una strada impervia, che spesso s’interseca tra ripide salite e angoli oscuri che non lasciano intravvedere la dirittura d’arrivo. Ma “IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE” è il Diritto dei Diritti della giurisprudenza che riconosce il valore della persona umana nei suoi bisogni più essenziali, non solo relativi al benessere materiale ma, soprattutto, allo sviluppo del cuore e dell’anima. Già, lo sviluppo del cuore e dell’anima, due elementi sostanziali per sensibilizzare le coscienze in un mondo che mette in evidenza, troppe volte davvero, la parte più negativa dell’uomo; la sopraffazione e quindi la mancanza di rispetto. E allora, per ovviare a questo meccanismo perverso che attenta continuamente la pace nel mondo, si deve alimentare la speranza nell’esaltazione dei valori umani. Ad esempio, il conflitto tra Israele e la Palestina non influenza solamente la regione medio orientale. Molte iniziative sono state fatte negli anni per portare la pace, dare speranza e alleviare la sofferenza delle persone nelle zone in conflitto. Tuttavia, anche se le soluzioni politiche sono indubbiamente importanti, non sono efficaci se non c’è fiducia e riconciliazione tra la popolazione. E così si è pensato allo sport e al calcio in particolare, quale veicolo pregnante per fare incontrare i ragazzi, aiutarli a creare armonia ed abbattere le barriere della diversità che, apparentemente, sembrano insormontabili. Il calcio, questo straordinario mezzo di aggregazione sociale che ci fa abbracciare, gioire per un gol fatto e unirci attraverso lo spirito di squadra, nella speranza di pareggiare e magari vincere la partita dei sogni. Sentimenti che solo il pallone riesce a dare. Proprio quel pallone che racchiude il mondo, non solo nella sua forma naturale, ma anche come passione comune. Il progetto della Universal Peace Federation (l’Organizzazione che lavora per la Pace nel Mondo) vuole essere di supporto nel creare le condizioni, affinché si costituisca una piattaforma di riconciliazione ed educazione verso i giovani, proprio attraverso quel calcio ispiratore di unione. L’idea, nata nel 2008 a seguito di un incontro con il Ministro Palestinese dello Sport Abu Daqqa e poi con il Ministro Israeliano dello Sport Majadle, si sintetizzava nel suggerimento che una ONG – Organizzazione non Governativa - Internazionale, potesse creare un punto d’incontro in una zona neutrale fra Israele e la Palestina. E così, da quell’incontro, nel mondo si è perfezionata questa straordinaria idea verso lo sport, quale strumento di Pace. Dal 20 al 25 Marzo 2015, a Torino si realizzerà l’evento: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Un Calcio per la Pace”.</b> 14 bambini (7 arabo – israeliani e 7 ebreo – israeliani) dell’età di 11 anni, vivranno&nbsp;una settimana&nbsp;di soggiorno sotto la Mole. Un allenamento insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione mista di 18 persone composta da 14 giovani e 4 adulti, tutti provenienti dall’area israelo – palestinese. Nutrita l’agenda degli appuntamenti sportivi e culturali della città di Torino, in cui sono previsti gli incontri con la Juventus, con il Torino, ma anche la visita presso società di calcio dilettantistiche di Torino e provincia. Ma ci saranno anche incontri culturali, quali ad esempio la visita ai musei dello sport, (Juventus Museum e Museo del Grande Torino), al museo dell’automobile e altre innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando in questi giorni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è il nutrito programma nel dettaglio: </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Venerdì 20 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città di Torino e incontro dei bambini e della delegazione con il Sindaco della città, on. 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Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la Pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta – appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi, rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la pace in quella terra”.</b> E, in effetti, ospitare il pallone che arriva da luoghi così lontani, che sono eternamente in conflitto tra loro, è un’opera sicuramente significativa nell’intento di essere buoni intermediari per la pace. E non è un caso che gli ospiti saranno proprio dei giovani di 11, simbolo di incolpevolezza della cattiveria degli adulti. Ma il tentativo è proprio questo, e cioè di integrare i più piccoli, educandoli in maniera tale da costruire una forma mentis che sia l’emblema dell’unione, della fratellanza, dell’amore reciproco quale essenza di pace. Questa, naturalmente, è soltanto una goccia nel mare del conflitto dell’area israelo – palestinese. Tuttavia, desideriamo promuovere a pieni voti una iniziativa di nobili pensieri che, siamo certi, non andrà dispersa nel nulla. Tutto ciò che sembra apparentemente impossibile, deve dare maggiore forza per renderlo possibile. E la passione per il gioco del calcio sicuramente ci aiuterà.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Nel mondo siamo tanti<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “PEACE DREAMERS”. </b>E allora uniamoci! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNun-calcio-per-la-pace-1013058.htmSi100451001,02,03030738

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