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11012800NewsCalcio EsteroAncellotti: «Ho fiducia nel mio Real»20140327133889Ancellotti,Real madrid, Champions League, Liga Dopo la sconfitta di domenica contro il Siviglia, ora il Real si sta allontanando sempre più dalla vetta. Ma Ancellotti non si preoccupa ed è fiducioso per la rimonta. <b>Ancellotti</b> non si arrende. L'ex allenatore del <b>Milan</b> ha ancora fiducia in una rimonta del suo <b>Real</b> <b>Madrid</b>, al momento terzo con 70 punti nella Liga, alle spalle di <b>Barcellona</b> e <b>Atletico Madrid</b>, e reduce della sconfitta con il <b>Siviglia</b>, ormai a 6 successi consecutivi in campionato, di domenica scorsa.<div><br></div><div>Il tecnico italiano, dalle colonne del quotidiano “<b>As</b>”, si dice comunque fiducioso per la rimonta dei <i>blancos</i> della vetta, sicuro che i giochi non sono ancora del tutto conclusi. Il segreto, continua, è ritrovare l'equilibrio necessario tra la <b>squadra-leone</b> (come si era presentata il Real nei primi 14 minuti nell'ultima partita) e il <b>profondo stato di dormiveglia</b> che l'aveva colta anche nel <b>Clàssico</b> di due settimane fa.&nbsp;</div><div><br></div><div>I <b>tifosi</b> della squadra madrilena sperano veramente in una svegliata dei giocatori, anche in vista dell'imminente impegno di <b>Champions</b> <b>League</b> contro il <b>Borussia</b> <b>Dortmund</b>. La coppa delle grandi orecchie è un trofeo che manca da troppo tempo nella bacheca delle <i>merenghes</i> e una loro ennesima brutta figura nella competizione potrebbe essere un grosso guaio per <b>Carletto</b>.</div>C1012317,C1012318,C1012319,C1012320,C1012321,C1012322,C1007650,C1007651,C1007653,C1007654,C1007655,C1007855,C1007856,C100000 9,C1000075,C1007858Madriduttd01uttd01carlo-ancelotti.jpgSiNancellotti-madrid-fiducia-1012800.htmSi101268101,02,03030972
21009524NewsCampionatiMilazzo, arriva l`esemplare Monza di mister Asta20121205091124milazzo, monzaDue culture diverse, due diversi modi d’intendere il calcioMi piace pensare che partita potrà venire fuori tra Milazzo e Monza, mi piace pensare all’approccio che potranno imprimere alla gara fin dal fischio d’inizio le due squadre, mi piace pensare soprattutto a un confronto di calcio che vede due realtà così diverse, lontane tra loro, ma al contempo così simili. Sia Milazzo che Monza sono invase da lungo tempo da problemi societari che non lasciano scampo. Tuttavia, il comportamento delle due squadre in campionato è stato diverso nell’impostare un calcio serio che, comunque sia, per rispetto alle città di appartenenza e alle relative tifoserie, dovrebbe avere la priorità su ogni cosa, anche sugli stipendi arretrati mai pagati sino ad oggi. Due culture diverse, due diversi modi d’intendere il calcio. Da una parte il Milazzo con le sue eterne diatribe societarie mai risolte e un ambiente sbracato, deluso e depresso che, per avvilimento, tende a mollare tutto e distruggere quanto di positivo è stato fatto fino a ieri. Chiaro senso di “tradimento” del pallone professionistico milazzese che, forse per troppo amore, tende a disamorarsi dei colori rossoblu e farla finita. Dall’altra parte il Monza, una società in crisi che ha trovato in Antonino Asta un allenatore capace di ovattare il suo spogliatoio contro tutti e tutto, motivando i suoi giocatori in una maniera tale da renderli consapevoli che solo reagendo alle “disgrazie” si può risorgere, e si è uomini veri se si affrontano di petto certi momenti difficili che la vita a volte ci presenta. Si deve poter uscire dalle difficoltà con dignità, senza mai mollare ma reagendo con fermezza a tutto ciò che è contro. Un po’ come dire che il vento contrario che soffia in maniera spietata e violenta, prima o poi deve pur finire e in quel momento bisogna farsi trovare preparati. E’ la metafora della vita, capace di coniugare certi sentimenti anche attraverso la palla che rotola in mezzo al campo che, talvolta, è maledettamente impietosa e che ti deve far capire l’importanza del saper reagire a ogni disavventura. Questo, il gruppo di Antonino Asta l’ha capito molto bene e, nonostante le mille difficoltà economico – finanziarie che soffocano la società della Brianza, il Monza sta conducendo un campionato dignitoso all’insegna della serietà e della speranza che, prima o poi le cose dovranno cambiare in meglio. Diamo atto a mister Asta che da vecchio cuore granata ha dato un esemplare messaggio comportamentale non solo ai suoi ragazzi e alla sua società, ma anche a coloro i quali, come a Milazzo, non sono riusciti a capire che in questo mondo del pallone che va dalle stelle alle stalle, l’unione di gruppo è simbolo di forza, mentre la disgregazione è emblema di fragilità assoluta. Reagire fattivamente sul campo è un dovere che non si può disconoscere a prescindere. Parlare a vanvera, creare ruggini, offendere, inimicarsi tutto e tutti (anche se con tutte le ragioni) è inutile, anzi deleterio. Tutto ciò Asta l’ha capito da tanto tempo e, inculcando ai suoi ragazzi l’importanza di essere prima uomini veri e poi giocatori, ha dato un calcio alle futili parole e alle banalità senza senso, dando al contempo un&nbsp; esempio concreto che ha solcato inevitabilmente il cuore e l’anima di chi è stato ed è disposto a seguirlo.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007654FL0711FL0711milazzo.jpgSiNmilazzo-arriva-l-esemplare-monza-di-mister-asta-1009524.htmSi100451001,02,03030827
31009421NewsCampionatiClamoroso al Grotta Polifemo, la Lega autorizza il cambio di denominazione: il Milazzo si chiamerà Lomonachese20121126191021milazzo, lomonacheseMilazzo LomonacheseAvete letto bene,cari sportivi,il Milazzo da domenica si chiamerà Lomonachese. La richiesta ,avanzata dai tifosi della squadra mamertina&nbsp; circa un mese fa,dopo l’archiviazione della gestione Peditto, è stata finalmente accolta dagli organi federali e dal&nbsp; presidente Macalli ,che cerca consensi per ricandidarsi in quanto molte società non sarebbero disponibili a rieleggerlo, perché ritenuto a 75 anni troppo giovane&nbsp; per espletare un altro mandato. Si è alla ricerca di un presidente più maturo,che abbia almeno dai 90&nbsp; anni in su,ma sembra che manchino i candidati. Vedremo come andrà a finire. <BR>La dirigenza della neo-società ha&nbsp; indetto una conferenza stampa per comunicare che la Lomonachese punta quest’anno ad un obiettivo di prestigio: la retrocessione diretta possibilmente senza passare per la lotteria dei playout. A questo scopo si è messa subito al lavoro rescindendo i contratti dei migliori giocatori,ereditati&nbsp; dalla gestione&nbsp;&nbsp; Peditto,che a sua volta li aveva avuti stornati da quel furbetto di Grillo. Successivamente non ha confermato l’allenatore Marco Tosi anche a costo di pagare uno stipendio a vuoto,mentre al suo posto ha ingaggiato un&nbsp; mister di belle speranze, pescandolo in un campionato di Eccellenza,senza alcuna esperienza di campionati professionistici,che aveva seguito probabilmente soltanto in televisione. Insomma tutte le credenziali migliori per raggiungere l’obiettivo,che la società si era prefisso;&nbsp;&nbsp; la dirigenza ha rivolto al mister&nbsp; il proprio apprezzamento per la sconfitta con il Santarcangelo,che rappresenta la prima tappa per portarci dritti-dritti in serie D! i giornalisti presenti si sono guardati in faccia stralunati e qualcuno si è pure commosso fino al punto di volerli abbracciare&nbsp; per dimostrargli la propria stima e riconoscenza. I dirigenti della Lomonachese hanno proseguito la loro conferenza stampa dichiarando che il punto forte della squadra sarà la difesa,imperniata su una coppia di centrali come Strumbo e Pepe,che assicurano con la loro presenza almeno un paio di gol a partita nella nostra rete,naturalmente escludendo i calci di rigore contro,che non sono preventivabili.<BR>Ad evitare che la Lomonachese possa segnare per sbaglio qualche rete a suo favore,la dirigenza ha pensato bene di escludere dalla formazione,che via via scenderà in campo,gli attaccanti: una categoria di giocatori,che del resto non serve,se si vuole retrocedere. “I gol bisogna prenderli e non farli:questa è una delle regole fondamentali del calcio,come lo intendiamo noi” ,così hanno esclamato ad un giornalista,che aveva chiesto almeno qualche punta, che facesse il gol bandiera. <BR>Lomonachese&nbsp; quindi imbottita di centrocampisti,che mister Tudisco posiziona in campo con un originale 1-4-6,dove però 1 sta per il portiere. La dirigenza durante la stessa conferenza ha mostrato solo qualche incertezza sui giocatori D’Amico e Lewandowsky,che risultano,a loro dire, troppo pericolosi per il raggiungimento dell’obiettivo della retrocessione: di qualità superiore alla media;per questo&nbsp; è molto probabile,aggiungono, che siano ceduti al mercato di gennaio in cambio di&nbsp; qualche bidone,magari palermitano,che si addice di più al livello tecnico mostrato dalla nostra squadra. Alla fine della conferenza stampa è stata festeggiata la sconfitta in casa con il Santarcangelo stappando una bottiglia di champagne portata dai tifosi ,non molti a dire il vero,ma,se continueremo a perdere,aumenteranno sicuramente. Domenica scorsa erano circa trecento,secondo la stampa,perché noi non c’eravamo per scelta personale e di testata,ma ne mancano all’appello almeno seicento per arrivare ai novecento della&nbsp; partita inaugurale del campionato. Se si perdesse a Mantova,i tifosi sono pronti ad assieparsi sulle tribune del Grotta di Polifemo a cantare.” Lomonachese facci scendere su e così non ci pensiamo più; contenti voi-contenti noi, purchè ve ne andiate e non ritorniate più”. Testi e musica del sottoscritto!<br><br> Il prossimo avversario: F.C. Mantova<br><br> Domenica 2 Dicembre per la prima volta nella loro storia calcistica s’incontrano Milazzo e Mantova. Si giocherà allo stadio “Martelli” ,dove due domeniche fa il Mantova ha pareggiato 2-2 con il Rimini. La società del Mantova ha una storia ultra centenaria,considerato che è stata fondata&nbsp; il 24 Marzo del 1911 e, dopo aver conosciuto gli allori della serie A , è piombata per un lungo periodo nell’anonimato dei campionati dilettantistici. La rinascita inizia dal 2005 allorchè sotto la guida di Mimmo Di Carlo conquista in breve la serie B ,sfiorando la massima serie al primo anno con il Torino,che la batte ai play-off dopo i calci di rigore. Negli anni successivi resiste disputando&nbsp; campionati di prestigio, finchè ,dopo 4 anni,scende e purtroppo fallisce . Riammessa l’anno scorso in lega Pro,si salva battendo la Vibonese nella finale delle vincenti dei play-out dei due gironi di 2^ divisione.<BR>A Mantova è nato&nbsp; Edmondo Fabbri,che fu c.t. della nazionale italiana ai mondiali di Londra,che ci videro soccombere per mano di un certo Pak do Ik, centravanti della Corea.<BR>L’allenatore del Mantova si chiama Saro Frutti,59 aa.,riconfermato alla guida dei virgiliani anche per quest’anno.E’ stato un “bomber” con la B maiuscola nella sua lunghissima carriera,segnando ben 211 reti in 22 anni,sparsi tra Rimini,Modena e Mantova,ma non solo,chiudendo a Rovereto alla soglia dei 40 anni. Dopo un ‘estate turbolenta il Mantova è stato costruito di fretta e furia;nonostante ciò&nbsp; occupa la settima posizione ,anche se in coabitazione con il Forlì,e ad 1 punto dal Renate,che con i suoi 20 punti si trova all’ultimo posto valido per i play-off. Gioca con un 3-5-2 e schiera in porta&nbsp; Marco Festa,portiere di sicuro affidamento anche se ha solo 20 anni perché l’anno scorso ha contribuito con le sue parate a portare il Catanzaro in Prima Divisione. In difesa gioca il capitano dei bianco-rossi Manuel Spinale,34 aa,ma non li dimostra; Sebastiano Girelli (’84) cresciuto in casa e Andrea Bertin ,20 aa. Il centrocampo è affidato alla regia di Lorenzo Galassi (’91) ,che con il Bellaria è stato votato al di sopra della sufficienza e Federico Cerone,27 aa. ,un motorino,che si sa anche proporre.In attacco spicca il goleador della squadra&nbsp; Stefano Del Sante ,25 aa., che ha siglato finora 7 reti,di cui l’ultima ha fruttato la vittoria domenica fuori casa con il Bellaria Igea Marina. Il Mantova in casa ha vinto due volte e pareggiato tre partite,mentre ha perso una volta sola.<br><br> ATTILIO ANDRIOLO<br><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007654adm001adm001milazzo.jpgSiNclamoroso-al-grotta-polifemo-il-milazzo-si-chiamera-lomonachese-1009421.htmSi100075701,02,03030982
41009351NewsCampionatiMilazzo, continua il record negativo20121120084043milazzoMilazzoA&nbsp; Renate il Milazzo ottiene un buon pareggio a reti inviolate e ,incredibile a dirsi, stante l’inagibilità del Grotta di Polifemo,ritrova i suoi tifosi ,che in discreto numero si danno appuntamento sugli spalti del “Meda” muniti di bandiere e striscioni per incitare i beniamini siciliani. Si è trattato naturalmente di milazzesi ,che per motivi di lavoro o di studio si trovano in Lombardia e&nbsp; hanno voluto dare un esempio di attaccamento ai colori sociali e alla&nbsp; loro terra.<BR>Davanti ai loro tifosi Lewandowsky e compagni hanno lottato per portare a casa quel punticino,che aldilà delle parate strepitose di Tesoniero o dei “quasi gol” ,che hanno fatto imbestialire mister Sala e i tifosi del Renate, consente di respirare&nbsp; un po’ di ossigeno nella classifica asfittica&nbsp; dei siciliani e prepararsi con serenità alle prossime giornate di campionato,che potrebbero decidere il destino del Milazzo. Domenica&nbsp; al Grotta di Polifemo,molto probabilmente ancora inagibile, arriva il Santarcangelo,squadra che con i suoi 12 punti staziona ai margini della zona playout; per le aquile rossoblu l’imperativo è vincere per avvicinarsi ai romagnoli, dimezzando il distacco dagli stessi da 5 a 2 punti e, sperando in un passo falso del Rimini impegnato in una trasferta insidiosa ad Alessandria,agguantare anche l’altra squadra romagnola ferma&nbsp; a 10 punti,lasciandosi alle spalle il Fano e il Vallèe d’Aoste ,che se la vedranno rispettivamente con la capolista Savona in terra ligure e con la Giacomense sempre fuori casa. I pronostici sono fatti per non essere rispettati e per le aquile rossoblu la vittoria è diventata una chimera. Essa infatti manca dall’inizio del torneo,il che rappresenta un record ,di cui la squadra siciliana non può di certo vantarsi, perché&nbsp; ad oggi è l’unica fra le 111 squadre,che giocano nei campionati professionistici in Italia, a&nbsp; non aver mai vinto! Come se non bastasse il Milazzo soltanto per un gol non detiene un altro primato: quello delle reti subite; infatti l’Empoli in serie B ha incassato 30 reti,una in più dei rossoblu,anche se a giustificazione dei toscani c’è&nbsp; il maggior numero di partite disputate: ben 15 rispetto alle 12 dei mamertini!<BR>Domenica però potrebbe essere la volta buona per i mamertini in quanto il Santarcangelo con soli 8 gol all’attivo possiede il peggior attacco del girone,per cui la difesa rossoblu&nbsp; dovrebbe trascorrere una giornata relativamente tranquilla. Bene ha fatto la società a ritornare sui suoi passi e&nbsp; a reintegrare nell’organico Marc Lewandowsky,anche se resta il rimpianto per la rescissione di Ciccio Mignogna,che il Taranto non si è lasciato sfuggire, e Peppe Dama,che a suon di gol porterà l’Orlandina a vincere il campionato d’Eccellenza. Né l’ultimo acquisto Suriano sarà mai quel finalizzatore,quell’uomo di area che manca al fronte d’attacco milazzese. <BR>Ma facciamo un po’ di conti! Le aquile rossoblu nelle prossime sei&nbsp; partite giocheranno quattro volte in casa e ,se si vuole raggiungere la salvezza, occorrerà vincere tutti e quattro gli incontri casalinghi. Infatti&nbsp; ipotizzando la quota salvezza a 42-43 punti ,al Milazzo mancano ad oggi almeno 35 punti e vincendo la prossime quattro partite in casa, arriverebbe alla seconda giornata di ritorno con 19-20 punti (un pareggio in una delle due partite esterne è preventivabile). Basterebbero così facendo altri 22-23 punti da racimolare nelle restanti 16 partite per conquistare senza fatica la salvezza anticipata di qualche giornata,come successe nel campionato precedente.<BR>Se i nostri numeri torneranno,si potrebbero schiudere nuovi orizzonti per il calcio mamertino alla luce soprattutto delle decisioni,che vorrà prendere la prossima assemblea delle società di Lega Pro;la quale oltre alla riforma dei campionati ,che prevede&nbsp; la riduzione dell’organico delle squadre partecipanti da 69 a 60 nel campionato 2014-15,dovra’ votare la proposta del presidente Macalli di assegnare i rimborsi per l’utilizzo degli juniores esclusivamente alle società ,che si classificheranno nelle prime posizioni,escludendo quelle che lotterebbero per non retrocedere.<BR>Il Milazzo in questo caso dovrebbe allestire una squadra con juniores validi per lottare ai vertici del torneo,altrimenti sarebbe costretto a rinunziare o a trovare sponsorizzazioni tali da&nbsp; poter affrontare un campionato di Lega Pro anche con la prospettiva di non poter usufruire del contributo della Lega. Un bel guazzabuglio vero? Noi sappiamo già come finirà,ma non ve lo scriviamo finchè non sarà definitiva la proposta del presidente Macalli ed in attesa&nbsp; penseremo a salvare questa barca,tirandola fuori dalle secche del fondo classifica per portarla a navigare a vele spiegate in acque tranquille in attesa che,chissà,il vento possa cambiare e soffiare dalla nostra parte.<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Il Santarcangelo, prossimo avversario del Milazzo, è una società,che disputa il campionato di 2^&nbsp; divisione di Lega Pro&nbsp; per il secondo anno consecutivo. I suoi colori&nbsp; sono il giallo-blu ed è stata fondata&nbsp; nel 1926. Il presidente si chiama&nbsp; Roberto Brolli e quest’anno ha affidato la squadra romagnola&nbsp; ad un allenatore ,Filippo Masolini (42 aa.), che l’anno scorso ha allenato le giovanili del San Marino. Alcuni lo ricorderanno regista di squadre blasonate come il Modena,la Triestina e il Cesena. E’ un debuttante&nbsp; per questa categoria,su cui grava l’impegno di confermare l’ottimo piazzamento del campionato scorso,quando i giallo-blu si piazzarono al 9°&nbsp; posto&nbsp; alle soglie della zona dei playoff. Il trainer Masolini ama giocare con un 4-3-1-2&nbsp; . Il portiere titolare&nbsp; cresciuto in casa si chiama&nbsp; Michele Nardi (’86) e dovrà far dimenticare i 5 gol subiti domenica scorsa in casa contro la Pro Patria. Difesa ben collaudata con atleti,che giocano assieme da parecchi anni: Alessandro Fabbri (‘90),Claudio Cola (’86),Giovanni Rossi(’89) e Luca Benedetti (’92) ,nonostante la sonora sconfitta di domenica non si discutono.<BR>A centrocampo giostra il capitano del&nbsp; Santarcangelo:Filippo Baldinini (25 aa.) ,accanto il ghanese Francis Obeng (’86) e gli esperti Paolo Rossi (29 aa.) e Dario Bazzi (’85).<BR>In attacco ritroviamo Valerio Anastasi ,di origini catanese, a 22 aa vanta già un curriculum invidiabile: dal Chievo è transitato l’anno scorso al Chieti,con cui è sceso al Grotta di Polifemo facendo un’ottima impressione,mentre quest’estate&nbsp; è passato al Santarcangelo e domenica ha siglato il gol della bandiera del 5 a 1. Sua spalla ideale&nbsp; è Manuel Canini,un ’93&nbsp; proveniente dal Cesena,che si fa sostituire spesso in corso di partita da Andrea Parodi,19 aa., in prestito dal Genoa.<BR>I romagnoli cercheranno di recuperare i punti lasciati per strada domenica scorsa proprio in terra siciliana,almeno così è nelle intenzioni del mister Masolini; noi inseguiamo la prima vittoria. Vedremo come andrà a finire!<br><br> Attilio Andriolo<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007654adm001adm001milazzo.jpgSiNmilazzo-continua-il-record-negativo-1009351.htmSi100075701,02,03030907
51009116NewsCampionatiMilazzo, parliamo di calcio20121030143130milazzoMilazzoCi&nbsp; riusciremo a parlare&nbsp; di calcio&nbsp; nella cittadina&nbsp; siciliana? Sembra proprio&nbsp; di si: moduli, rigori,gol annullati,etc&nbsp; sono ritornati a&nbsp; popolare i discorsi al bar dei tifosi e&nbsp; “i pezzi” dei&nbsp; giornalisti della carta stampata. Noi comunque ci tenteremo e per una domenica vogliamo lasciarci alle spalle&nbsp; le vicende societarie,senza comunque dimenticarcene del tutto, ma accantonandole per dare lo spazio ,che si merita, al calcio giocato. Commentare una partita ,che si gioca a porte chiuse stante l’inagibilità dello stadio “Grotta di Polifemo”, è quasi un dovere nei confronti della maggior parte&nbsp; di tifosi,che non hanno potuto assistere all’incontro, senza escludere coloro,che sono riusciti a salire sulla terrazza&nbsp; posta sulla collinetta,all’interno della quale è situata quell’ immensa grotta ,che alcune recenti ricerche letterarie dello storico Momi Fuduli&nbsp; hanno confermato come quella,a cui fece riferimento Omero, l’autore dell’Odissea, nel raccontare l’episodio di Polifemo,il gigante con un occhio solo, accecato dall’astuto Ulisse. <BR>Dopo 4 sconfitte consecutive, si sa, il pareggio è un toccasana per tutti: per l’ambiente che si rasserena&nbsp; e per la squadra in piena crisi di gioco e di risultati, ma non deve essere comunque motivo di esaltazione. Con questo punto il Milazzo è risalito al penultimo posto in compagnia della Vallee d’Aoste, lasciandosi dietro il Fano e il Casale. Al di sopra dei siciliani troviamo il Rimini, distanziato di 3 punti e la stessa Giacomense, rimasta, con il pareggio di domenica , a 4 punti dai rossoblu, al di fuori quindi della zona rossa dei play-out. Ricordiamo a noi stessi che le ultime tre verranno retrocesse direttamente,mentre la quart’ultima e la quint’ultima si confronteranno nei playout e non basterà perchè la vincente si contenderà l’unico posto valido per rimanere in Lega Pro con la vincente dell’altro girone. Facendo le pulci alla prossima giornata,la decima, ci troviamo però a spegnere eventuali entusiasmi in eccesso,che questo pareggio in casa potrebbe aver suscitato negli addetti ai lavori. Il prossimo turno vedrà infatti le compagne di viaggio dei mamertini,stiamo parlando di Fano,Casale e Vallee d’Aoste,giocare in casa&nbsp; contro Pro Patria,Renate e Bassano. Squadre di medio-alta classifica,che potrebbero anche accontentarsi di un pareggio o magari,chi lo sa, essere sopraffatte dalla voglia di fare punti delle avversarie,padrone di casa. Il Rimini invece giocherà fuori casa contro il Santarcangelo,in un derby romagnolo aperto a qualsiasi risultato;la Giacomense infine se la vedrà in casa con l’Alessandria e per lei non sarà affatto facile averla vinta con i piemontesi. Se tanto mi dà tanto,il Milazzo,che andrà a fare visita al Venezia ,se non riuscirà a portare via almeno un punto dalla città lagunare,potrebbe ritrovarsi da solo ad occupare l’ultima posizione in classifica. E non è una bella prospettiva,per di più alla decima giornata del girone di andata. I tifosi delle aquile rossoblu&nbsp; sperano in un impresa dei loro beniamini in terra veneta,ma ad analizzare la prestazione dei giocatori siciliani,c’è poco da stare allegri. Proprio così;&nbsp; perché è difficile poter sognare in questo momento : sono altre le aquile che i tifosi vorrebbero applaudire&nbsp; dagli spalti del mitico “Grotta di Polifemo”. Il nuovo mister, Tudisco,arrivato in settimana, ha preferito andare sul sicuro e così ha schierato una squadra senza attaccanti di ruolo: con un trequartista,Andrea D’Amico (un capitano che per generosità ha sfoderato una prestazione super-8 voto) ,al centro della linea di attacco e due incontristi-incredibile a dirsi- sulle fasce esterne alti,Calcagno a dx ( bravo nell’inedito ruolo-7 voto) e Campagnaro (una frana -5 voto-ma non è il suo ruolo!). Altri tre centrocampisti,di cui uno Lewandowski&nbsp; a ridosso delle punte ( ha sfoderato un’altra prestazione da incorniciare-voto 9- premiato anche per il balletto sotto la collina del Grotta di Polifemo per salutare i tifosi!) e gli altri due Cuomo e Simonetti davanti alla nostra difesa. Sei centrocampisti può andare bene in condizioni d’emergenza,come quella che vive il Milazzo da quest’estate,ma affrontare il prosieguo del campionato&nbsp; con un simile schieramento ,sarebbe pura follia,un suicidio calcistico. La riprova sta nel fatto che ,quando mister Tudisco ha deciso d’inserire nella mischia una punta Cartone (niente male i suoi 20 minuti-voto 7-) la difesa degli ospiti ha vacillato,si è aperta di più e in quegli spazi sono riusciti ad inserirsi Lewandowski e D’Amico,che poi è riuscito nell’impresa di farsi atterrare in area di rigore e quindi farsi assegnare il calcio di rigore decisivo.<BR>E’ anche vero che in panchina mister Tudisco non aveva bocche da fuoco da schierare alla bisogna: l’unico accettabile era infatti Cartone, che&nbsp; è stato sostituito con un difensore nel convulso finale,quando avrebbe potuto dare una mano per&nbsp; tentare il colpaccio in zona Cesarini!<BR>Fa rabbia pensare che il Milazzo il suo uomo di qualità in attacco ce l’ha in casa e si chiama Ciccio Mignogna! Rinunziare a lui nelle prossime partite per scelta societaria (contratto oneroso?) sarebbe una responsabilità enorme di fronte ai tifosi. Fra tutti i giocatori,che sono stati messi fuori rosa perché gravano troppo sul bilancio della società,l’unico, a nostro parere, che permetterebbe alla squadra siciliana da oggi a gennaio,quando si riapriranno le liste di trasferimento,di incasellare punti pesanti per la conquista della salvezza,è proprio lui, l’ex brindisino. Non stiamo qui a tessere le lodi di questo ragazzo: basti dire che&nbsp; l’unico gol,realizzato quest’anno, quello contro l’Alessandria, fa da sigla alla trasmissione “Tuttolegapro” di Rai Sport 1 del lunedì sera; ma ad una squadra, che deve ancora diventare gruppo per poter aspirare a risultati,che andrebbero ben al di là&nbsp; dell’effettivo valore dei singoli atleti,occorre anche un leader nello spogliatoio e Mignogna ha dimostrato di esserlo durante le ultime vicissitudini della squadra.<BR>In conclusione risultato della domenica in casa rossoblu: un pareggio gratificante,che richiede ovviamente continuità&nbsp; e convalide di fronte ad avversari maggiormente quotati. Illudersi che questa rondine annunci la primavera sarebbe oggi davvero pericoloso.<BR>Si,occorre aspettare.<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR>C1007654adm001adm001milazzo.jpgSiNmilazzo-parliamo-di-calcio-1009116.htmSi100075701,02,03030772
61009035NewsCampionatiVallée d`Aoste-Monza, Asta batte l`amico Zichella20121022183130lega pro seconda divisione, vallée d`aoste, monzaLega Pro Seconda Divisione Vallée d`Aoste MonzaPrima ancora che un match valevole per il campionato Lega Pro di Seconda Divisione, la partita tra Vallée D’Aoste e Monza si può identificare come l’incontro tra vecchi amici: ovvero quando il calcio mette di fronte allenatori e giocatori provenienti dallo stesso ambiente. Mister Zichella tecnico dei valdostani e Antonino Asta coach del Monza a confronto, dopo essere stati per anni nel Settore Giovanile del Torino e aver prodotto un lavoro professionalmente impeccabile. Tuttavia, l’altisonante punteggio di 5 a 0 con il quale il Monza ha battuto il Vallée D’Aoste tra le sue mura, non si può minimizzare come la vittoria di un tecnico sull’altro ma, più correttamente, analizzarla come la vittoria di una squadra che aveva più motivazioni e rabbia in corpo, rispetto a chi invece sta andando alla deriva. Come si sa, il Monza non attraversa un periodo societario in grado di soddisfare le esigenze della squadra. Stipendi non pagati e altre carenze economiche hanno creato allarme nel clan monzese che, invece, per ben figurare e mettere in mostra tutte le capacità tecniche e atletiche della squadra stessa, avrebbe bisogno di maggiore tranquillità e armonia. E’ l’eterno problema legato a società di calcio in difficoltà finanziarie, dove il lavoro del tecnico che fa da collante tra lo spogliatoio e l’ambiente esterno, si presenta come strenua “lotta” quotidiana nell’ambito degli allenamenti. <BR><BR>E, mentre crescono le difficoltà di mantenere all’interno del gruppo un ambiente sereno che tutt’intorno non c’è, ecco che la domenica, durante la partita, i ragazzi sfoderano una prestazione che ha più il sapore della rabbia e la delusione accumulata durante la settimana, piuttosto che l’effettiva motivazione tecnica, tattica e atletica evidenziata dal confronto con l’avversario di turno. L’altisonante vittoria del Monza in terra aostana si può dunque riassumere in questa maniera. Una prestazione che ha colto forse di sorpresa l’avversario che, comunque, avrebbe anche avuto buoni motivi per non incappare in questa figuraccia. Le cronache provenienti dal settore del campionato di Lega Pro, ci informano sulla delicatezza del momento per il Vallée D’Aoste, la cui società sta pensando seriamente di avvicendare mister Zichella sulla panchina aostana per dare una scossa positiva alla squadra. <BR><BR>E’ l’ennesima riprova che a pagare sono sempre gli allenatori, anche quando, analizzando bene le capacità tecniche della squadra stessa, non sempre si scoprono colpe oggettive da parte dell’allenatore. Vedremo cosa capiterà nelle prossime ore. Intanto, per effetto di quel crudele ma legittimo pensiero che spesso ricorre nel calcio (ma anche nella vita) quando le cose vanno bene a te e non all’altro, Antonino Asta, anche se dispiaciuto vivamente per la situazione che coinvolge il suo collega e amico Zichella, si gode la vittoria dei suoi ragazzi e la speranza concreta di risalire la classifica in posizioni più consone alle reali capacità del Monza. “I miei ragazzi” dice orgoglioso mister Asta, “hanno fatto vedere di essere prima uomini e poi calciatori. Abbiamo dimostrato quantità ma anche qualità. Siamo stati umili e vogliosi, in fondo affrontare una squadra come il Vallée D’Aoste sul proprio campo non è cosa da poco. Con questa rabbia agonistica, espressa oggi in campo, avremmo potuto battere chiunque”. Appunto, mister Asta, è proprio quello che abbiamo sostenuto noi in questa nostra analisi calcistica, dove rileviamo l’importanza delle motivazioni psicologiche e caratteriali della squadra, che sono spesso la soluzione ideale a ogni tipo di problema legato al pallone e, non solo.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007654FL0711FL0711asta.jpgSiNvalle-d-aoste-monza-asta-batte-l-amico-zichella-1009035.htmNo100451001,02,03030786
71008971NewsCampionatiLega Pro, Milazzo: ragazzi senza colpe20121017101055lega pro, milazzoSalvino Cavallaro giornalista iscritto allOrdine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicato e Tra interviste e altro edito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itMilazzo 0 Savona 3. Le cronache ci riferiscono il leitmotiv di queste ultime settimane milazzesi, delle profonde spaccature e problemi societari, dei dissidi, del mancato lavoro della squadra che non si allena ormai da quindici giorni, ma anche di un comportamento sorprendentemente positivo espresso sul campo da parte dei ragazzi del vice mister La Spada, (Tosi non s’è più visto). Stoico dunque il Milazzo che, sul campo del Grotta Polifemo assolutamente deserto per motivi di inagibilità, perde contro la prima della classe ma esce in maniera dignitosa e a testa alta. La speranza è ultima a morire, questo i ragazzi del Milazzo calcio lo sanno bene, tuttavia, il pensiero fisso dello sbando collettivo dovuto a una società che non c’è, rode e mortifica oltremodo. E’ la battaglia dei nervi senza fine, una delusione dietro l’altra che è profonda e che colpisce l’anima ma non i piedi “buoni” di qualcuno di questi ragazzi che, elogiarli, è fare poco. Gran parte di loro, infatti, dorme tra le mura silenti degli spogliatoi del Grotta Polifemo, dove soltanto il rumore del vicino mar di Ponente, talora impetuoso e in burrasca, non lascia prevedere nulla di buono ed è premonitore di una storia del pallone iniziata tra legittimi sogni e continuata tra delusioni e mortificazioni senza fine. Ma che colpa ne ha Mignogna, D’Amico, Dama, Lewandowski, Cancelloni, Previti and company, di tutta questa maledetta storia che investe come un violento tornado la S.S. Milazzo? Nessuna, proprio nessuna. Fin dal ritiro estivo di Norcia, i ragazzi avevano incrociato le dita sperando in un contratto che potesse dare loro un futuro. Per i più “fortunati” di loro è avvenuta una firma che poi si è rivelata come affissa su carta straccia, mentre i “meno fortunati” (si fa per dire) hanno ricevuto il benservito con un “Grazie” di circostanza, cui faceva seguito un laconico “Non ci interessate”. Ebbene, con il senno di poi, i più fortunati sono proprio stati coloro i quali sono stati “bocciati” dalla nuova dirigenza mamertina. Ma, ritornando alla partita contro il Savona, dove lo scenario deprimente degli spalti deserti ha assunto contorni a dir poco malinconici, i ragazzi del Milazzo pur senza ”birra” nelle gambe hanno dato chiari segnali di amor proprio nel dimostrare, attraverso l’impegno profuso in campo, la loro assoluta estraneità a una situazione che li coinvolge loro malgrado e li mortifica oltremodo. Davanti a loro non c’era il Savona in quanto avversario diretto, ma il fatuo destino che li ha accomunati in una storia che ha dell’incredibile. Gli irriducibili e ammirevoli sostenitori del Milazzo hanno capito bene il loro messaggio e, in maniera commovente, assiepati com’erano tra le terrazze di case e palazzi nei dintorni del Grotta Polifemo, hanno assistito e apprezzato con il cuore l’impegno e la volontà dimostrata in campo dalla loro squadra, anche se sono incappati in una sconfitta cocente che già, peraltro,&nbsp; era stata largamente prevista alla vigilia dell’incontro. Ma i ragazzi rossoblu sono usciti dal campo sicuri di avere fatto il proprio dovere, come se più di così non avrebbero davvero potuto fare e, infatti, così è stato. In fondo sono stati ammirevoli! Il pallone resta la loro vita, il loro sogno da coltivare e da difendere con le unghie e con i denti. Per questo, sotto la calda doccia del Grotta Polifemo, dopo che la stanchezza di quell’interminabile partita senza alcun valore tecnico si era impadronita di loro, hanno rivolto il primo pensiero a una società che latita, che in questo momento non c’è, che tarda ad arrivare, anche se all’orizzonte s’intravvede uno spiraglio di luce capace di non spegnere le residue, fievoli speranze. In fondo, nonostante tutto, per questi ragazzi del pallone rossoblu non&nbsp; può essere illusorio ed evanescente il pensiero d’inseguire con caparbietà e speranza le fortune di Del Piero, Totti, Pirlo, Buffon, Balzaretti, Chiellini e altri illustri calciatori, partendo proprio da Milazzo. Questo non è vietato da nessuno. Da piccoli ci hanno insegnato a non disperare mai, a non perdere fiducia nella vita e, soprattutto, di non mettere limite ai sogni. A volte, da certe brutte avventure ci si può risvegliare traendone utili esperienze di vita. Vero capitan Mignogna and company? Non mollate!<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007654FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNlega-pro-milazzo-ragazzi-senza-colpe-1008971.htmSi100451001,02,03030917
81008920NewsCampionatiMilazzo Calcio: francamente noi non ce ne infischiamo, anzi siamo dispiaciuti20121009101531lega pro, milazzoSalvino Cavallaro giornalista iscritto allOrdine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicato e Tra interviste e altro edito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itParafrasando quel "Francamente me ne infischio" pronunciato da Rhett Butler interpretato dall'attore Clark Gable nel film "Via col vento", ci è venuto in mente come chi ha fatto volutamente del male alla S.S. Milazzo deturpando l'immagine della città di Milazzo, possa sogghignare malvagiamente urlando magari ai quattro venti quella celebre frase. Eppure, all'orizzonte, già da tanto tempo si vedevano vacillare pericolosamente i sogni del pallone rossoblu come castelli di carta, pronti a cadere al minimo soffio di vento. Ebbene, il vento è arrivato impietoso ed è simile ad un tifone di forte intensità, capace di sradicare e tranciare di brutto tutto ciò che si presenta sulla sua strada. Altro che sogni e flebili castelli di carta. La situazione societaria del Milazzo calcio che si presenta ormai chiaramente tra situazioni grottesche e realtà che fanno male, è l'esempio eclatante di una non gestione capace di situazioni volutamente ambigue che si sono delineate e manifestate nel tempo con estrema chiarezza. <BR><BR>Già da questa calda estate siciliana, avevamo percepito qualcosa di strano, di poco chiaro che in genere non si confà con chi ha a cuore qualcuno e/o qualcosa. Eterne domande senza risposta alcuna, elusioni e fraintendimenti che abbondavano a dismisura, appuntamenti importanti rimandati e fiumi di demagogia spicciola che avevano il sapore di chi vuole tamponare una situazione delicata in maniera del tutto grossolana e raffazzonata. Ma, a quale pro? Il gruppo capitanato dal giovane presidente Giuseppe Peditto ha fallito dall'inizio, troppi i suoi proclami pro-tifosi e troppa enfasi negativa contro la precedente proprietà dei Lo Monaco. Francamente ci lasciava un po' perplessi questo dilagare forzato di evanescente populismo che sembrava artefatto. Ma, non avendo la controprova della non veridicità di quei comportamenti, abbiamo voluto credere che fosse tutto vero per amore del calcio milazzese. <BR><BR>Tuttavia, mai è stato messo pubblicamente nero su bianco, nonostante le reiterate sollecitazioni da parte delle istituzioni locali e, soprattutto, di Pippo Midili, assessore allo sport del Comune di Milazzo che ha invitato il gruppo Peditto a esibire pubblicamente l'atto notarile dell'avvenuta proprietà e le capacità economiche atte a fare fronte agli oneri derivanti l'acquisto della società stessa. Ad oggi non ci risulta che qualcosa di simile sia avvenuto. E, intanto, la situazione precipita senza freni inibitori creando in seno alla squadra e alla stessa società un groviglio di problematiche capaci di agevolare l'ammutinamento o sciopero che dir si voglia da parte dei giocatori che non percepiscono alcun stipendio, favorendo così l'anarchia più completa. Ma ciò che più fa male in tutta questa storia a dir poco grottesca è il deteriorarsi dell'immagine della città di Milazzo che brucia davvero. <BR><BR>Ora, l'Italia, guarda questa piccola ma incantevole parte di mondo che è la penisola di Milazzo, in maniera ambigua, sospetta, come se, suo malgrado, fosse stata incapace di prendere in pugno una situazione sfuggita di mano sin dall'inizio. E così Milazzo è diventata la società di calcio del viaggio in pullman, dalla Sicilia a Casale Monferrato e viceversa. No, signori, sappiate che questa città siciliana è ben altro, è qualcosa di più serio di più importante di quello che si è detto fino ad oggi. La sua anima e le sue radici più profonde trasudano di cultura e ci raccontano di una città che pullula di storia e bellezze naturali invidiate da tutto il mondo. E, per quanto riguarda il pallone milazzese, diciamo che non è malato immaginario, semmai l'hanno fatto ammalare nel corso degli anni in maniera reale; questo, se permettete, è diverso! E non si dica gratuitamente che l'ambiente milazzese, incapace di reattività, sia qualunquista e minimalista su situazioni così importanti. Non è così; anche perché lasciarsi andare alla deriva, non è cosa da prendere in considerazione e non è degno del miglior milazzese. Oggi al capezzale del pallone mamertino e della sua città c'è bisogno di "medici" in grado di salvare il salvabile. In fondo la vita ci ha insegnato che si nasce, si cresce e si vola. Certo, durante il percorso si può anche cadere rovinosamente; importante è rialzarsi, alzare il capo e proseguire con dignità. Sono i fatti che da sempre cementano lo stato delle cose che contano, le fatue parole in genere si scrivono sulla sabbia. Per questo noi non diciamo "Francamente me ne infischio", anzi desideriamo di cuore che la situazione di stallo in cui è caduto suo malgrado il Milazzo calcio abbia i giorni contati e possa evolversi al più presto in maniera positiva.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR>C1007654TorinoFL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNmilazzo-calcio-francamente-noi-non-ce-ne-infischiamo-1008920.htmSi100451001,02,03010855
91008827NewsCampionatiA Messina, sponda ACR, torna l`entusiamo:«La storia siamo noi»20121003154419ACR MessinaIntervista alla Gioventù Giallorossa di MessinaNei giorni scorsi ci siamo occupati dei derby giocati a Messina tra l'ACR e il Città di Messina. Per la cronaca ricordiamo che la doppia sfida si è conclusa per 1-0 per il Città, in una partita valida per la coppa Italia di serie D, e 2-1 per l'ACR in campionato, Serie D Giorne I. <BR><BR><BR>Per questo abbiamo raggiunto e intervistato in esclusiva per IlCalcio24.com&nbsp;lo zoccolo duro degli ultras dell'ACR e, in particolare, la fantastica e colorita&nbsp;GIOVENTÙ GIALLOROSSA di Gioiosa Marea.<BR><BR><BR>Con noi si è fermato a parlare Giuseppe Donzelli, responsabile del club "Gioventù Giallorosa Messina sezione di Gioiosa Marea". <BR><BR><BR><STRONG>1)</STRONG> Giuseppe parlaci un po' della storia delle GGR di Gioiosa Marea.<BR>"Il gruppo nasce nei primi anni '90 come un gruppo di amici appassionati di calcio e del Messina. A partire della stagione 90/91 incominciammo a frequentare la Curva Sud del Celeste. In quegli anni siamo stati molto attenti alle vicissitudini del calcio Messinese, vivendo gli anni di Mister Materazzi, Protti ma anche il fallimento dell'ACR Messina con alla guida della Società i figli di Turi Massimino. Successivamente con il passare degli anni e con l'avvento alla guida del calcio Messinese del Presidente Aliotta l'entusiasmo crebbe e da qui la volontà di darci una vera e propria organizzazione come tifosi del Messina della costa tirrenica. La prima uscita ufficiale con lo stendardo "Gioiosa Marea" con il disegno del cinque di spade avvenne il 28 Marzo 1998 a Capo D'Orlando contro l'Orlandina in serie D. Vincemmo 1-0 con rete di Criaco su punizione. Ma la data storica rimane, certamente, l'inaugurazione ufficiale del nostro club avvenuta il 6 Dicembre 1999 presso il Circolo Mediterraneo di Gioiosa Marea alla presenza del bomber Vittorio Torino, Emanuele Manitta e del direttivo GGR di Messina. Negli anni successivi abbiamo molto spesso organizzato incontri e feste con giocatori, dirigenti ed allenatori del Messina con la squadra che dalla Serie D arrivò in Serie A. Un'altra data importante è una festa organizzata il 17&nbsp; maggio 2004 presso l'Auditorium di Gioiosa Marea qualche settimana prima della promozione in serie A con i giocatori Alessandro Parisi, Ametrano e dirigenti vari.Erano presenti centinaia di persone provenienti da tutta la costa tirrenica e un entusiasmo alle stelle. Negli anni di maggiore entusiasmo abbiamo conosciuto e intrecciato rapporti con tanti ragazzi di tantissimi centri della provincia tirrenica da Patti, S.Giorgio di Gioiosa Marea, Naso, Librizzi, Rocca Caprileone, S.Piero Patti, Tusa, Sinagra etc etc con i quali eravamo legati dalla passione giallorosa. Anche oggi che militiamo in Serie D non abbiamo mai mollato e siamo certi che tutti questi ragazzi torneranno allo stadio".<BR><BR><STRONG>2)</STRONG> Raccontaci di qualche partita che è rimasta nel cuore dei tifosi.<BR>"Tantissimi sono i ricordi legati al Messina e veramente mi viene molto difficile stilare una&nbsp; graduatoria. Come non ricordare, per esempio, la vittoria alla Favorita contro il Palermo per 2-1 nel Dicembre del 2000 in C1. Perdevamo dopo solo 14 secondi 1-0 con rete di Cappioli o la vittoria per 2-1 a S.Siro con il Milan in serie A o la vittoria di Foggia nel &nbsp;2000 con rete di Scaringella o la vittoria di Catanzaro 2-1 nel 1999 o le vittorie interne &nbsp;contro l'Inter con rete di Rafael all'ultimo minuto o, ancora, l'indimenticabile 4-3 contro la Roma con il cucchiaio di Zampagna. Emozioni e sensazioni fortissime che solo il Messina ci ha saputo regalare".<BR><BR><STRONG>3)</STRONG> Nella stagione 2008/09 all'ACR non viene permesso iscriversi al campionato di Serie B. Come avete vissuto quella circostanza?<BR>"La mancata iscrizione al campionato di Serie B 2008/2009 è stata vissuta dalla tifoseria Messinese con molta maturità e dignità. Siamo ripartiti dalla Serie D con tanti presidenti faccendieri che si sono succeduti in questi ultimi anni. Ne abbiamo viste veramente di tutti i colori ed abbiamo rischiato la radiazione ma non ci siamo mai arresi perché l'attaccamento ai colori giallorossi va oltre ogni cosa e non ci importa la categoria di appartenenza".<BR><BR><STRONG>4)</STRONG> Adesso c'è Pietro Lo Monaco e sembra che i risultati inizino a vedersi. Vi preoccupa che, adesso, abbia preso impegni anche con il Palermo?<BR>"Nei confronti del gruppo Lo Monaco c'è molta fiducia e si registra molto ottimismo all'interno della tifoseria.&nbsp;I Lo Monaco hanno dimostrato di essere persone serie, credibili e capaci.<BR>Sono dirigenti molto radicati nel Messinese e questa entrata di Pietro Lo Monaco nel Palermo non credo che ci debba molto preoccupare anche perché riteniano che per i Lo monaco il Progetto Messina sia un capitolo a parte, fermo restando che ad inizio stagione nonostante i Lo Monaco avessero rilevato il Messina, Pietro Lo Monaco aveva assunto un ruolo nel Genoa che comunque non precludeva il progetto Messina".<BR><BR><STRONG>5)</STRONG> Che tipo di rapporti avete, se ne avete, con i tifosi del Città di Messina ex Camaro?<BR>"Con i tifosi del Città di Messina non vi è alcun tipo di rapporto anche perché il Città di Messina non ha una propria tifoseria organizzata ma è seguita solo da amici dei dirigenti e dai parenti e fidanzate dei giocatori. La storia siamo noi, la storia di Messina intera appartiene a noi".<BR><BR><STRONG>6)</STRONG> Infine, quali sono le speranze per il futuro?<BR>"Siamo molto fiduciosi per il cammino del nostro amato Messina. Non è solo un caso che, sia nella partita contro il Città di Messina che contro l'Agropoli eravamo circa 5 mila persone al S.Filippo; numeri quasi impossibili da riscontrare in un campionato di serie D ed ancora siamo solo all'inizio. Siamo certi che tra poco torneremo a calcare i palcoscenici calcistici che ci appartengono e che&nbsp;la città e l'intera provincia meritano". <BR><BR>C1007655,C1007654MessinaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNtorna-l-entusiasmo-a-messina-intervista-esclusiva-alla-ggr-1008827.htmSi100427901,02,030101422S
101008784NewsCampionatiLega Pro, Milazzo: storie di Padrini e Padrozzi di Pupi e Pupari20121001111531lega pro, milazzoLega Pro MilazzoC'era una volta una squadra che sapeva solo vincere e c`erano una volta dei giocatori,che indossavano&nbsp; la divisa&nbsp; rossoblu. Andavano per i campi polverosi della serie D a difendere i colori della loro maglia, il nome della loro città e la dignità dei tifosi,che li seguivano . Non sembravano una squadra di calcio,ma&nbsp; un&nbsp; manipolo di&nbsp; giovani guerrieri, pronti a lottare su ogni palla&nbsp; per conquistare la loro fetta di&nbsp; libertà: poter gridare ai quattro venti che anche in una cittadina del profondo Sud si poteva scrivere una pagina di calcio storica ed irripetibile.<BR><BR>Hanno vinto tutto ciò che c'era da vincere; hanno vinto per se stessi e per tutti noi,gente di provincia, abituata agli ozi ed ai pettegolezzi&nbsp; di una piccola città del Sud,la cui vita scorre tranquilla e monotona e le giornate,sempre le stesse, incollati ai divani di casa a gustarci lo spettacolo,che la televisione ci propina quotidianamente.<BR>Ma, quando&nbsp; venne il giorno della vittoria,&nbsp; fu festa senza fine. Sembrava che la notte non finisse mai e che anche la luna e le stelle volessero partecipare ai cori di gioia dei tifosi rossoblu. Eravamo in paradiso! Certamente non era la serie A o la B,ma semplicemente la lega Pro,la vecchia serie C e comunque&nbsp; per noi era&nbsp; il paradiso del calcio,quello che anche i nostri padri avevano&nbsp; sognato di raggiungere,senza mai riuscirci.<BR><BR>E la festa durò tutta l'estate e poi&nbsp; sorprendentemente continuò l'anno dopo, anche se di quei giovani guerrieri ne erano rimasti solo&nbsp; due,ma il condottiero era sempre lo stesso e seppe guidarli ancora più in alto,là dove le aquile rossoblu non avrebbero mai sognato di arrivare, ovvero fino ai play-off. Il sogno di un'intera città questa volta però s'infranse proprio ad un passo dalla cima. Sembrava impossibile, la delusione e lo sconforto furono immensi ,anche se&nbsp; presto la gente capì che quel calcio fatto di cuore,di passione,di coraggio e di onestà,in cui la sconfitta,quando arriva, va accettata , perché questa è la legge dello sport:&nbsp; chi è il più forte vince;una legge da&nbsp; rispettare ed accettare;ebbene quel calcio,capirono tutti, era scomparso,sarebbe rimasto nel libro dei ricordi fra le foto ingiallite dei quotidiani sportivi. <BR><BR>Da quel giorno la gente intuì a proprie spese che&nbsp; le sorti della loro squadra dipendevano dalla volontà&nbsp; del "padrino" :era lui a decidere per tutti. Non avrebbero più visto in campo giovani guerrieri,ma fedeli "picciotti" disposti ad eseguire i suoi ordini. Attenzione però a non&nbsp; farlo arrabbiare perché avrebbe potuto cambiare idea&nbsp; e portarci via il "giocattolo". Ma come era&nbsp; possibile che tutto ciò accadesse? In fondo il "giocattolo"&nbsp; lo avevamo&nbsp; visto crescere,lo avevamo protetto,si chiedeva&nbsp; la gente, e adesso "lui" ce lo vorrebbe strappare dalle braccia?&nbsp; Con una cattiveria immotivata il "padrino"&nbsp; mette in pratica tutta una serie di iniziative,che portano allo sfaldamento dell'alleanza fra tifosi e squadra e quindi cede il "giocattolo" a&nbsp; dei "pupi",che gli consentiranno di spremerlo come un limone a suo vantaggio per poi buttarlo tra i rifiuti. Da buon "puparo"&nbsp; lui se ne sta dietro le quinte e mette i pupi ,di cui non si fida,sotto tutela di un "patrozzo", che dovrebbe guidarli e garantire la gestione del giocattolo per consentirne la spremitura. I tifosi, come tutti gli innamorati sono ciechi, gli credono e gli danno fiducia inizialmente,ma successivamente scoprono il loro gioco e inferociti li cercano dappertutto,anche persino nel portabagaglio. Peccato che il puparo&nbsp; se ne stia alla larga e non figuri, perché avrebbe potuto spiegarci il perché di tutta questa cattiveria verso la nostra squadra . Lui anzi cerca nuovi lidi dove estendere la sua malefica potenza e forse adesso ha trovato il suo habitat naturale. I suoi "pupi" però stanno alla deriva, aggrappati alla scialuppa,che imbarca acqua da tutte le parti. Non troveranno amici facilmente, almeno dalle nostre parti,per lanciargli una ciambella di salvataggio. Se vogliono salvarsi dal naufragio, si accontentino di quella che gli viene offerta in questi giorni, perché la gente rossoblu non vede l'ora di mettergli addosso la zavorra e aspetta paziente&nbsp;&nbsp; che "qualcuno", lassù in alto, presenti il conto al loro amato "puparo".<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR><BR><BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655Milazzoadm001adm001milazzo.jpgSiNlega-pro-milazzo-storie-di-padrini-e-padruzzi-di-pupi-e-pupari-1008784.htmSi100075701,02,030101201
111008600NewsCalciomercatoMercato Carrarese, preso Pestrin20120921173130carrarese, pestrinCarrarese PestrinLa <STRONG>Carrarese</STRONG> comunica di aver raggiunto l'accordo economico con il calciatore <STRONG>Manolo Pestrin</STRONG>, centrocampista classe 1978 ex Cremonese&nbsp; fra le altre. Pestrin si allenerà già oggi con i nuovi compagni e sarà a disposizione di Mister Sabatini a partire da domenica per il derby contro il Viareggio.C1007652,C1007653,C1007654,C1007655adm001adm001tifosi.jpgSiNcarrarese-preso-pestrin-1008600.htmNo100075501,02,030101087
121008580NewsCampionatiLega Pro, Salernitana: via Galderisi arriva Perrone20120920143130salernitana, galderisi, perroneSalernitana Galderisi PerroneAdesso è ufficiale. <STRONG>Giuseppe Galderisi</STRONG> non è più l'allenatore della <STRONG>Salernitana</STRONG>; il club campano ha sollevato dall'incarico lui ed il suo staff. La guida tecnica è stata affidata a <STRONG>Carlo Perrone</STRONG>, che già nel pomeriggio allenerà la squadra.C1007652,C1007653,C1007654,C1007655adm001adm001salernitana.jpgSiNsalernitana-via-galderisi-arriva-perrone-1008580.htmNo100075501,02,030101021
131008572NewsCampionatiLega Pro, Milazzo: dire tutto e dire niente20120920083130lega pro, peditto, milazzoLega Pro Seconda Divisione MilazzoIl risultato di 3 a 3 valevole per il Campionato di calcio di <STRONG>Lega Pro</STRONG> ottenuto dal <STRONG>Milazzo</STRONG> in quel di Fano domenica scorsa, dice tutto e dice niente. Come dice tutto e dice niente l'attuale situazione societaria del nuovo gruppo <STRONG>Peditto</STRONG>. Certi comportamenti sono tipici di chi ama fare demagogia o, se volete, di chi promuove l'enfasi gratuita che si perde nei meandri di ciò che è reale. Troppi sono i lati oscuri, troppa è la mancanza di chiarezza e solarità in una terra che di sole ne ha da vendere. Per questo si dà atto all'Assessore allo Sport del Comune di Milazzo Pippo Midili che, insoddisfatto del comportamento della nuova dirigenza mamertina, ha chiesto un incontro ufficiale per chiarire una situazione i cui lati oscuri s'intrecciano e si protraggono ormai da troppo tempo. "Apprendo con dispiacere che la situazione di disagio che stanno vivendo i calciatori del Milazzo non trova ancora una soluzione positiva e, nonostante gli impegni assunti anche con me, l'attuale società non ha fornito ancora risposte concrete. A questo proposito chiedo un incontro immediato e ufficiale con il Gruppo Peditto affinché chiarisca, in modo definitivo, le tante domande che non hanno avuto risposta". Più chiaro di così, l'Assessore <STRONG>Midili </STRONG>non poteva davvero essere. Adesso tocca al Gruppo Peditto presentare concretamente, anche attraverso gli atti ufficiali di acquisto della <STRONG>S.S. Milazzo</STRONG>, tutti i pagamenti sostenuti a saldo dell'operazione contabile. E, in una situazione confusionaria di questo genere, ci sembra alquanto inutile commentare il secondo pareggio esterno del Milazzo che, se visto da un'angolazione squisitamente tecnica, potrebbe essere positiva in virtù del raggiungimento di una salvezza che, purtroppo, in una situazione societaria non chiara come questa, potrebbe risultare vana. Da troppo tempo ci occupiamo di calcio e da sempre abbiamo capito che non esistono grandi squadre se alle spalle non hanno la forza e la tutela di una grande società. <BR><BR>E' vero che il convulso e ritardato passaggio dalla vecchia proprietà dei <STRONG>Lo Monaco</STRONG> al Gruppo Peditto ha creato problemi organizzativi non indifferenti, tuttavia non capiamo come sia possibile questa lentezza nell'agire in fase organizzativa, che non ha nulla di razionale. Ancora oggi, infatti, non è stato nominato un magazziniere, sono stati stipulati contratti a 33 calciatori (un numero insostenibile e al contempo inutile, che aggrava in maniera pesante le esigue casse della società mamertina) e poi il Settore Giovanile che, ancora oggi, non risulta documentato in Lega. E, come se non bastasse, c'è da chiarire perché la struttura sportiva di <STRONG>Monforte Marina</STRONG> che era nelle disponibilità della S.S. Milazzo fino all'anno scorso, oggi sia usata dall'<STRONG>ACR Messina</STRONG>: perché? Quante incongruenze e oscurità per una squadra che si trova catapultata suo malgrado, in un'avventura professionistica che dovrebbe inorgoglire e non far disperare. Ci sentiamo dunque di applaudire, come già detto in precedenza, l'iniziativa dell'Assessore Pippo Midili che per doveri istituzionali ma anche per rispetto alla città di Milazzo e alla sua tifoseria, pretende trasparenza a tutto tondo. E, una volta fatta chiarezza, ci auguriamo di poter sostenere lo stesso spirito di ammirazione anche per la nuova proprietà composta dal Gruppo Peditto. <BR><BR>Non ce ne voglia il giovane, rampante e simpatico presidente Peditto, cui abbiamo apprezzato l'approccio con la tifoseria di Milazzo che aveva bisogno di sentirsi importante. Tuttavia, sgombrato il campo da ogni dietrologia di sorta, saremo i primi ad appoggiare un progetto serio che Milazzo e i milazzesi meritano davvero.&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR><BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655TorinoFL0711FL0711milazzo.jpgSiNlega-pro-seconda-divisione-milazzo-dire-tutto-e-dire-niente-1008572.htmSi100451001,02,030101212
141008417NewsCampionatiCasale, Danna il nuovo direttore sportivo20120912134531casale, dannaCasale DannaNuovo inserimento nell'organigramma del Casale. Il presidente del club piemontese, Umberto Goveani, ha oggi comunicato di aver affidato l'incarico di nuovo Direttore Sportivo a Giorgio Danna. Per lui si tratta di un ritorno, avendo ricoperto lo stesso ruolo negli anni '90.C1007652,C1007653,C1007654,C1007655Casaleadm001adm001tifosi.jpgSiNcasale-danna-nuovo-direttore-sportivo-1008417.htmNo100075501,02,030101156
151008399NewsCampionatiAntonio Venuto, un allenatore in attesa di panchina20120911170131venutoVenutoAntonio Venuto da Villafranca Tirrena in provincia di Messina, è stato allenatore della S.S. Milazzo dal 2008 al 2011 conquistando due promozioni tra Campionato di Eccellenza e poi di Serie D e raggiungendo il terzo posto nel Campionato di Lega Pro di Seconda Divisione nell'anno 2010-11. Una scalata professionale che l'ha visto crescere fin da quando, allenatore dilettante di terza categoria nel 1989, ha deciso di continuare i suoi studi calcistici per conquistare l'abilitazione di allenatore di seconda categoria fin dal 2007. Poi, non contento di quanto ottenuto, si misura con se stesso per verificare le sue potenzialità. Si iscrive al Corso di Allenatori Professionisti di Prima Categoria a Coverciano nell`anno 2011`12 e, con notevoli sforzi economici personali (visto l'ingente esborso che richiede l'iscrizione), s'incammina nell'avventura con l'ardire di chi ama il calcio, desidera studiarne approfonditamente i sistemi di preparazione, l'individuazione e l'abilità nel percepire la chiave tattica giusta (anche a partita in corso), conoscere le varie scuole di pensiero e l'anima da tirar fuori dai giocatori per poterli motivare positivamente. Ma è soprattutto la psicologia di gruppo e anche individuale per ogni singolo giocatore, che lo porta, alla fine del corso, a discutere la sua interessantissima tesi dal titolo, "Leadership e motivazione: il ruolo dell'allenatore". Non è un caso che mister Antonio Venuto abbia scelto di ricercare e discutere questa tesi davanti a una commissione d'esame competente, (tra gli altri c'era pure mister Spalletti). Infatti, chi lo conosce bene, sa che il suo desiderio di approfondimento teorico-pratico sulle più moderne discipline tecniche calcistiche europee, lo caratterizza come uomo-allenatore dai connotati personali talmente chiari che non si possono confondere con chi vede la professione di coach in maniera minimalista, raffazzonata e senza l'opportuna etica . Lui sa che nel calcio non c'è nulla di improvvisato e neanche di definitivo e che i risultati positivi sono la chiave del successo ripartito tra società, allenatore, giocatori e tifosi, ma sa anche che ai primi insuccessi chi paga per primo è l'allenatore. Troppo navigato è mister Venuto per illudersi di successi facili che in prospettiva non danno alcuna garanzia. Lui sa come lavorare sodo con i suoi ragazzi, dai quali pretende impegno, serietà e vita ordinata fuori dal campo. Ma è anche pronto a capire se un giocatore non rende come potrebbe a causa di problemi psicologici che non rientrano propriamente nell'infortunio fisico. Ed è questa la peculiarità più naturale e importante di mister Venuto: saper capire i suoi ragazzi e motivarli ad un impegno maggiore dal quale possa scaturire il meglio di loro. Senza stress, ma con la naturalezza e la consapevolezza che si ha quando si ama qualcosa, quando si sogna di raggiungere un obiettivo che è frutto della fatica e del lavoro serio. Sono queste le caratteristiche naturali di Venuto, un allenatore che non ha solo imparato attraverso i libri e gli studi tecnico-calcistici certi valori che sono insiti nel suo DNA, semmai le ha affinate confrontandosi con i suoi compagni di corso dai nomi altisonanti come Roberto Baggio, Valerio Bertotto, Benito Carbone, Benoit Fabiens Cauet, Alessandro Dal Canto, Davide Dionigi, Gianluca Festa, Emanuele Filippini, Devis Mangia, Fabio Pecchia, Lamberto Zauli, Zè Maria, per citarne solo alcuni tra i più famosi. Ma lui, mister Venuto, pur non vantando un curriculum altisonante di calciatore importante, non si è lasciato intimidire da nessuno, anzi si è confrontato consapevolmente con grinta e determinazione di chi deve dimostrare a se stesso e agli altri la propria preparazione. E non è un caso che ha ottenuto uno dei più alti punteggi finali di tutto il corso: 97/110. Eppure, sembrerà strano che un allenatore di tale levatura tecnica e umana non abbia, almeno in questo preciso momento, una panchina a sua disposizione. Ma lui sa aspettare, con pazienza e senza fretta. Sono le sue armi migliori di uomo saggio e di allenatore preparato che aspetta una chiamata da società che possano garantirgli un progetto serio fatto di concretezza e non di effimere parole. Quelle, non possono interessare a chi, come lui, crede nella serietà di allenare e curare con competenza e professionalità un gruppo di ragazzi seri i quali si prefiggono il raggiungimento di un obiettivo che concorda con quello della società. Il resto non gli interessa, anche a costo di perdere dei lauti contratti.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655TorinoFL0711FL0711venuto.jpgSiNantonio-venuto-un-allenatore-in-attesa-di-panchina-1008399.htmSi100451001,02,030101622
161008352NewsCampionatiMercato Nocerina, arriva Evacuo20120910123130nocerina, evacuoNocerina EvacuoLa A.S.G. Nocerina comunica di aver acquisito a titolo definitivo dallo Spezia Calcio, le prestazioni sportive del calciatore Felice Evacuo.<BR>L'attaccante campano, classe 1982, ha realizzato 15 reti nell'ultimo Campionato di Lega Pro, ed oltre 100 in tutta la sua carriera.C1007652,C1007653,C1007654,C1007655Nocera Inferioreadm001adm001stadio.jpgSiNnocerina-arriva-evacuo-1008352.htmNo100075501,02,030101156
171008366NewsCampionatiLega Pro, Seconda Divisione del girone A. Forlì dilaga a Milazzo20120910120131lega pro, milazzoLega Pro Seconda Divisione Milazzo ForlìAl Grotta di Polifemo: Milazzo 0 Forlì 4. Rare volte davvero, c`é capitato di commentare un simile punteggio a seguito di una partita ufficiale del Campionato di calcio Professionisti. E, onestamente, non sappiamo cosa dire, cosa scrivere, dinanzi a uno spettacolo che, chiamarlo calcio, è davvero un eufemismo. Disarmante la prestazione dei padroni di casa che, in una giornata ancora estiva, hanno palesato tutti i limiti derivanti non solo dal ritardo di preparazione, ma anche e, soprattutto, da una preoccupante mediocrità tecnica che lascia davvero esterrefatti e preoccupati, in considerazione del prosieguo in campionato della squadra mamertina. Solo i primi dieci minuti di partita hanno dato una lontana parvenza di gioco da parte del Milazzo, poi il nulla. Mancanza di idee, nessun movimento senza palla e gioco sugli esterni, sono stati elementi assenti in assoluto. Poi il 4-3-3 voluto da mister Tosi, appare obiettivamente velleitario e pretenzioso di una squadra che non può supportare un carico di lavoro mentale, tecnico e atletico che non è nelle corde di questa insufficiente compagine. Ciò che ci apparso maggiormente evidente è la quasi totalità dei giocatori che non sono compatibili con una categoria professionista di Lega Pro che prevede ben altre caratteristiche. I romagnoli del Forlì che sono primi in classifica a punteggio pieno con Renate e Savona, hanno vinto la partita senza strafare e, dopo il 3 a 0 rifilato in casa nella prima partita contro il Mantova, hanno superato agevolmente un Milazzo praticamente inesistente. Emblematico il commento di mister Attilio Bardi del Forlì: I miei ragazzi hanno interpretato la partita nel giusto modo. Non so, onestamente, quanto ci sia di merito da parte nostra e quanto di demerito da parte del Milazzo. So solo che, dopo aver segnato il secondo gol, i miei ragazzi hanno giocato in scioltezza, anche per la mancata reazione degli avversari milazzesi. I neo promossi romagnoli sono già in palla, dunque, con caparbietà e con la volontà nitida di chi si prefigge di ben figurare con obiettivi importanti. Per il Milazzo, che è un cantiere ancora aperto, si prospettano giorni difficili che creeranno certamente notti insonni alla nuova cordata imprenditoriale capitanata dal gruppo del giovane, rampante e volitivo presidente Peditto. E` necessario studiare in tempo, non solo l`assetto tattico e tecnico della squadra mamertina (a proposito, auguri mister Tosi), ma, soprattutto, l`organizzazione interna della società che non ha avuto il tempo necessario per collocare nei punti nevralgici della sua azienda calcio, le persone giuste al punto giusto. Il tempo per riparare il ritardo accumulato, c`è abbondantemente. Ora, è inevitabile ravvedersi e non perseverare in una conduzione dirigenziale approssimativa e raffazzonata, basata soprattutto nella superficialità e nel caso. Il calcio non è questo. Due più due fa quattro, non cinque. La qualità della conduzione aziendale della pelota professionista ha altre connotazioni, non queste. Milazzo merita un`immagine diversa. Le luci della ribalta e la vetrina della curiosità continentale del pallone che conta è un`occasione da non perdere assolutamente. Facciamo tesoro di questa opportunità e, soprattutto, non bruciamo banalmente e in maniera inconsapevole e minimalista, questo appetibile appuntamento con la notorietà oltre i confini meridionali perché potrebbe non ripresentarsi più.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655TorinoFL0711FL0711milazzo.jpgSiNlega-pro-seconda-divisione-grione-a-forli-dilaga-a-milazzo-1008366.htmSi100451001,02,03010960
181008328NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Lega Pro Seconda Divisione: risultati Gironi A e B20120909144531lega pro seconda divisioneLive Lega Pro Seconda Divisione Seconda GiornataSegui la diretta su IlCalcio24.com della seconda di Lega Pro Seconda Divisione Girone A e B. Match ore 15.<BR><BR><STRONG><EM>Girone A</EM></STRONG><BR><BR>Alessandria-Pro Patria 1-2<BR><BR>Bassano-Renate 0-2<BR><BR>Bellaria-Valle d'Aosta 2-2<BR><BR>Giacomense-Santarcangelo 1-0<BR><BR>Mantova-Fano 2-2<BR><BR>Milazzo-Forlì 0-4<BR><BR>Rimini-Monza 0-2<BR><BR>Savona-Casale 5-2<BR><BR>Venezia-Castiglione 0-1<BR><BR><STRONG><EM>Girone B</EM></STRONG><BR><BR>Arzanese-Campobasso 3-0<BR><BR>Aversa-Fondi 2-1<BR><BR>Chieti-Salernitana 4-1<BR><BR>Foligno-Aprilia 1-3<BR><BR>Hinterreggio-Borgo a Buggiano 0-0<BR><BR>Lamezia-Melfi 1-1<BR><BR>L'Aquila-Pontedera 1-2<BR><BR>Poggibonsi-Martina Franca 0-0<BR><BR>Teramo-Gavorrano 0-0<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655adm001adm001milazzo.jpgSiNlive-ilcalcio-seconda-divione-lega-pro-seconda-giornata-risultato-e-marcatori-1008328.htmSi100075501,02,030101467
191008327NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Lega Pro Prima Divisione: risultati Gironi A e B20120909141531lega prima divisioneLive Lega Pro Prima Divisione Seconda GiornataSegui la diretta su IlCalcio24.com della seconda di Lega Pro Prima Divisione Gironi A e B. Match ore 15.<BR><BR><STRONG><EM>Girone A</EM></STRONG><BR><BR>Carpi-Reggiana 2-0<BR><BR>Cremonese- Albinoleffe 1-1 <BR><BR>Cuneo-Lecce 1-2<BR><BR>Entella-Treviso 4-1<BR><BR>FeralpiSalò-Trapani 1-2<BR><BR>Lumezzane-Portogruaro 1-1<BR><BR>San Marino-Tritium 3-1<BR><BR>Sudtirol-Pavia 2-1<BR><BR><STRONG><EM>Girone B</EM></STRONG><BR><BR>Latina-Catanzaro 1-0 già giocata<BR><BR>Andria-Pisa 1-1<BR><BR>Barletta-Perugia 0-1<BR><BR>Benevento-Viareggio 2-0<BR><BR>Carrarese-Avellino 0-1<BR><BR>Gubbio-Frosinone 1-0<BR><BR>Paganese-Sorrento 2-0<BR><BR>Prato-Nocerina 0-0<BR><BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655adm001adm001stadio.jpgSiNlive-ilcalcio-lega-pro-seconda-giornata-prima-divisione-girone-a-e-b-risultati-marcatori-1008327.htmSi100075501,02,030101393
201008326NewsCampionatiLega Pro, si riaccendono le luci rossoblu del nuovo Milazzo Calcio20120909113130lega po, milazzoLega Pro MilazzoUna vera e propria standing ovation ha accompagnato sul palco i 36 calciatori del Milazzo, l`allenatore Marco Tosi e&nbsp; la nuova dirigenza capitanata dal presidente Giuseppe Peditto, nella serata ufficiale di presentazione svoltasi nell`Atrio Del Carmine della cittadina mamertina. Diciamo subito che l`enfasi e il calore dei tifosi rossoblu, accorsi in massa per acclamare la nuova società, è stata davvero notevole. Il giovane presidente Peditto ha avuto subito parole di stima nei confronti dei tifosi i quali hanno confermato la loro fiducia nel nuovo corso, soprattutto in considerazione del fatto che la vecchia proprietà dei Lo Monaco, mai amata dai tifosi, è stata definitivamente estromessa dalla città milazzese. Ed è questo il punto che ha fatto scatenare applausi a scena aperta e cori da stadio quando il presidente, microfono alla mano, ha tranquillizzato la piazza, sgombrando la loro mente da ogni eventuale retaggio di inopportuno pensiero. Non c`è altra società oltre la nostra ha assicurato con orgoglio il giovane e rampante presidente Peditto. Abbiamo pagato a dovere la vecchia proprietà e, ora, siamo noi gli unici proprietari della S.S. Milazzo. Al massimo possiamo accettare l`entrata in società di eventuali sponsor che abbiano intenzioni serie nell`abbracciare il nostro progetto che, vi assicuro, è davvero importante. E continua a parlare il presidente che sembra davvero entusiasta e irrefrenabile nel volere sbandierare ai quattro venti la propria voglia di fare grande (nel tempo) questa Milazzo calcistica, perché lui, pur essendo messinese d`adozione, è subito entrato in sintonia con la meravigliosa città mamertina e con i suoi tifosi che hanno bisogno di calore sportivo, di relazioni con la società, con i giocatori e tutto l`ambiente. Non poteva essere diverso il dire e il sentire del giovane presidente Peditto il quale, con cuore e riconosciuta psicologia, ha capito qual è stata la lacuna principale che ha inondato di antipatia e ruggine i rapporti tra tifosi e vecchia proprietà. Si parte dunque con il piede giusto, almeno per quanto riguarda l`importanza dell`essere coesi in un mondo del calcio che, già di suo, prevede spaccature e malumori nel momento in cui non arrivano i risultati positivi sul campo. E, per quanto riguarda questo argomento di carattere tecnico, preferiamo rinviare in seguito il nostro pensiero. Per il momento partiamo dal punto speranza conquistato a Casale e dalla certezza di un gruppo dirigente che vuole il bene del Milazzo: e questo non è poco. Il resto verrà fuori poco per volta, con lungimiranza, dedizione, lavoro e attaccamento ai colori sociali. Importante è che, in tempi brevi, si riesca in qualche modo a dare una fisionomia di squadra capace di ben figurare in un campionato di Lega Pro in cui le avversarie, (almeno sulla carta) appaiono avvincenti ma anche stimolanti nel sollecitare la crescita della squadra mamertina la quale, in questo momento (e non potrebbe essere diversamente) è in cantiere, ma presto troverà (lo speriamo), la quadratura del cerchio tecnico-tattico. D`altra parte, nel calcio come nella vita, si nasce, si cresce e si vola. Auguri Milazzo. Di cuore!<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655TorinoFL0711FL0711milazzo.jpgSiNleag-pro-si-riaccendono-le-luci-rossoblu-del-nuovo-milazzo-1008326.htmSi100451001,02,03010971
211008274NewsCalciomercatoLecce, preso De Feudis20120907123130lecce, de feudisLecce De FeudisGiuseppe De Fuedis si è legato al Lecce. Il calciatore, infatti, ha appena firmato un contratto biennale con la Società salentinaC1007652,C1007653,C1007654,C1007655Torinoadm001adm001tifosi.jpgSiNlecce-preso-de-feudis-1008274.htmNo100075701,02,03010923
221008188NewsCampionatiFano, esonerato il figlio di Zeman20120904180131fano, zemanFano ZemanL'Alma Juventus Fano ha esonerato l'allenatore Karel Zeman. Al figlio del tecnico giallorosso Zdenek Zeman è stata fatale la sconfitta casalinga per 6-0 contro l'Alessandria nella prima giornata del campionato della seconda divisione della Lega Pro. «Si comunica che, in data odierna, è stato sollevato dall'incarico di allenatore della 1°squadra il signor Karel Zeman; la società ringrazia il tecnico per il lavoro svolto augurandogli le migliori fortune per la sua carriera futura», si legge sul sito del club.C1007652,C1007653,C1007654,C1007655Fanoadm001adm0011286715-zeman.JPGSiNlega-pro-fano-esonerato-karel-zeman-1008188.htmSi100075701,02,030101076
231007883NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Coppa Italia Lega Pro: risultati dei match delle 1720120826181531coppa italia, lega proLive Coppa Italia Lega ProSegui su IlCalcio24 la diretta della Coppa Italia di Lega Pro. Match ore 17.<BR><BR>Arzanese-Aversa 2-0<BR>&nbsp;<BR>Forli FC-Bellaria Igea 5-0<BR>&nbsp;<BR>Melfi-Martina Franca 0-1<BR>&nbsp;<BR>Milazzo-Hinterreggio 0-2<BR>&nbsp;<BR>Prato-Borgo a Buggiano 0-1<BR>&nbsp;<BR>Savona-Alessandria 1-0<BR>&nbsp;<BR>Teramo-Foligno 2-2<BR>&nbsp;<BR>Tritium-Mantova 0-1<BR>&nbsp;<BR>US Pontedera-Viareggio 2-2<BR>&nbsp;<BR>Vallée d´Aoste-Pro Patria 1-1<BR><BR>Venezia-Bassano Virtus 0-0 posticipata<BR><BR>Alle 20.30<BR>Fano-Santarcangelo<BR>&nbsp;&nbsp;<BR>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<BR>Fondi-Latina<BR>&nbsp;&nbsp;<BR>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<BR>Renate-Monza<BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655adm001adm001pallone.jpgSiNlive-ilcalcio-coppa-italia-lega-pro-1007883.htmSi100075401,02,030101171

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