THE 42 FOOTBALL ACADEMY, TRA DIVERTIMENTO, ETICA E FAIR PLAY


Il calciatore della Roma, fermo da 11 mesi per infortunio, inaugura la sua scuola di educazione sportiva
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Roma, 01/10/2014 -


“Il calcio mi ha dato molto e credo sia giusto ripartire dalle origini: The 42 Football Academy vuole ripartire dal calcio di una volta, con istruttori qualificati che sappiano educare e coinvolgere tutti, prima ancora di insegnare uno stop o un tiro in porta”. A parlare è Federico Balzaretti che vanta 16 presenze con la maglia azzurra tra il 2010 e il 2013 e che dopo un lungo infortunio che lo tiene lontano dai campi di calcio da undici mesi, ha maturato l’idea, assieme al Tennis Club Parioli di Roma che ospita i corsi, di aprire una scuola calcio per bambini dai 3 ai 12 anni. Fin qui nulla di strano, visto che iniziative di questo genere pullulano in tutta Italia. Ma l’idea di Balzaretti ha qualcosa di diverso, di singolare, che si identifica nel suo amore per il calcio e per i bambini in particolare. C’è poi una forma romantica fatta di ricordi personali, mentre si manifesta ancora vivo in lui quel giorno in cui suo padre lo prese per mano e lo portò al campo Filadelfia per iscriverlo ai primi calci del Torino F.C. Impossibile dimenticare quel momento, quell’emozione unica che ha rappresentato l’inizio di una lunga e fortunata carriera di calciatore. Noi, che siamo testimoni dei suoi trascorsi per averli vissuti attraverso una lunga e interessante intervista registrata su cd, possiamo dire che per Federico non è stato facile il percorso iniziale nel settore giovanile del Torino, allorquando venne momentaneamente penalizzato per il suo fisico gracilino. Una mancanza di robustezza muscolare che la natura tardava a fargli arrivare. Furono giorni terribili per lui, giorni in cui stava maturando l’idea di smettere con il calcio. Suo padre lo incoraggiava e insisteva a non abbattersi e di continuare a giocare, perché, secondo lui, Federico possedeva delle qualità tecniche tali da non trascurare. Poi, come per incanto, trovò un allenatore che gli diede fiducia. Seppe lavorare sul suo fisico in crescita ma, soprattutto, sul suo cervello, ridandogli quell’autostima persa per strada. Federico rifiorì, s’impossessò del ruolo di terzino sinistro e fu titolare e poi capitano della Prima Squadra del Torino fino a quel fatidico anno 2005, in cui si consumò il fallimento della società granata. Il resto è storia recente che conoscono tutti. Certo, ripensandoci, possiamo davvero dire che la storia di Federico Balzaretti si può accostare ad una favola, un sogno diventato realtà, che oggi, memore dei suoi trascorsi fortunati, ripropone alle nuove generazioni di bambini. Sembra incredibile il fluire veloce della vita che si tramanda da padre in figlio, da generazione in generazione. Cambiano le tecnologie, cambiano certi usi e modus vivendi, ma la storia è sempre la stessa, fatta di legittime ambizioni e sogni a cui devi credere per dare un senso alla vita stessa. E così nasce The 42 Football Academy, una filosofia di calcio per bambini, in cui l’attenzione si accentra sull’insegnamento e il divertimento, lavorando quotidianamente per il raggiungimento di obiettivi e motivazioni. L’istruttore non trasmette esclusivamente delle conoscenze, ma stimola un percorso personale lasciando che ogni ragazzo esprima sé stesso attraverso il gioco. Così, ogni esercizio è spiegato nei dettagli per rendere il gioco dei bambini consapevole. Ma c’è poi un altro obiettivo da raggiungere in The 42 Football Academy che Balzaretti spiega così: “Il nostro obiettivo non è formare calciatori, perché l’attenzione è tutta sull’insegnamento, sull’etica, sul fair play e non ultimo sul divertimento. Il calcio è la metafora della vita, e quando usciranno da questa Academy a 12 anni, a prescindere dal lavoro che faranno, i bambini porteranno con loro il bagaglio di conoscenze apprese in questa scuola”.  Ed è questo il vero focus, e cioè formare attraverso lo sport gli uomini di domani. Che diventino calciatori o che facciano altro nella vita. La scuola, che sta già avendo un notevole successo di iscritti (150 bambini sono già all’opera), si avvale di un nutrizionista e di un docente di psicopedagogia del settore tecnico di Coverciano, nel nome di Aldo Grauso. E’ bello sentire dire da Balzaretti che questa idea non nasce dai suoi undici mesi di inattività che mettono in dubbio il suo futuro di calciatore, ma più semplicemente si materializza dall’amore di educare i bambini, attraverso la magia che nasce spontanea dal divertimento di rincorrere un pallone. Una scuola calcio voluta fermamente anche da tutta la sua famiglia, da sua moglie, l’etoile Eleonora Abbagnato dalla quale aspetta il secondo figlio ed è il quarto per il calciatore. E poi, il nostro augurio sincero di chi ha vissuto l’escalation professionale e umana di Federico Balzaretti, si accompagna idealmente ad un abbraccio che racchiude un Ad Maiora beneaugurante per la sua vita futura.

Salvino Cavallaro  





Salvino Cavallaro


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Fin qui nulla di strano, visto che iniziative di questo genere pullulano in tutta Italia. Ma l’idea di Balzaretti ha qualcosa di diverso, di singolare, che si identifica nel suo amore per il calcio e per i bambini in particolare. C’è poi una forma romantica fatta di ricordi personali, mentre si manifesta ancora vivo in lui quel giorno in cui suo padre lo prese per mano e lo portò al campo Filadelfia per iscriverlo ai primi calci del Torino F.C. Impossibile dimenticare quel momento, quell’emozione unica che ha rappresentato l’inizio di una lunga e fortunata carriera di calciatore. Noi, che siamo testimoni dei suoi trascorsi per averli vissuti attraverso una lunga e interessante intervista registrata su cd, possiamo dire che per Federico non è stato facile il percorso iniziale nel settore giovanile del Torino, allorquando venne momentaneamente penalizzato per il suo fisico gracilino. Una mancanza di robustezza muscolare che la natura tardava a fargli arrivare. Furono giorni terribili per lui, giorni in cui stava maturando l’idea di smettere con il calcio. Suo padre lo incoraggiava e insisteva a non abbattersi e di continuare a giocare, perché, secondo lui, Federico possedeva delle qualità tecniche tali da non trascurare. Poi, come per incanto, trovò un allenatore che gli diede fiducia. Seppe lavorare sul suo fisico in crescita ma, soprattutto, sul suo cervello, ridandogli quell’autostima persa per strada. Federico rifiorì, s’impossessò del ruolo di terzino sinistro e fu titolare e poi capitano della Prima Squadra del Torino fino a quel fatidico anno 2005, in cui si consumò il fallimento della società granata. Il resto è storia recente che conoscono tutti. Certo, ripensandoci, possiamo davvero dire che la storia di Federico Balzaretti si può accostare ad una favola, un sogno diventato realtà, che oggi, memore dei suoi trascorsi fortunati, ripropone alle nuove generazioni di bambini. Sembra incredibile il fluire veloce della vita che si tramanda da padre in figlio, da generazione in generazione. Cambiano le tecnologie, cambiano certi usi e modus vivendi, ma la storia è sempre la stessa, fatta di legittime ambizioni e sogni a cui devi credere per dare un senso alla vita stessa. E così nasce The 42 Football Academy, una filosofia di calcio per bambini, in cui l’attenzione si accentra sull’insegnamento e il divertimento, lavorando quotidianamente per il raggiungimento di obiettivi e motivazioni. L’istruttore non trasmette esclusivamente delle conoscenze, ma stimola un percorso personale lasciando che ogni ragazzo esprima sé stesso attraverso il gioco. Così, ogni esercizio è spiegato nei dettagli per rendere il gioco dei bambini consapevole. Ma c’è poi un altro obiettivo da raggiungere in The 42 Football Academy che Balzaretti spiega così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il nostro obiettivo non è formare calciatori, perché l’attenzione è tutta sull’insegnamento, sull’etica, sul fair play e non ultimo sul divertimento. Il calcio è la metafora della vita, e quando usciranno da questa Academy a 12 anni, a prescindere dal lavoro che faranno, i bambini porteranno con loro il bagaglio di conoscenze apprese in questa scuola”.</b><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Ed è questo il vero focus, e cioè formare attraverso lo sport gli uomini di domani. Che diventino calciatori o che facciano altro nella vita. La scuola, che sta già avendo un notevole successo di iscritti (150 bambini sono già all’opera), si avvale di un nutrizionista e di un docente di psicopedagogia del settore tecnico di Coverciano, nel nome di Aldo Grauso. E’ bello sentire dire da Balzaretti che questa idea non nasce dai suoi undici mesi di inattività che mettono in dubbio il suo futuro di calciatore, ma più semplicemente si materializza dall’amore di educare i bambini, attraverso la magia che nasce spontanea dal divertimento di rincorrere un pallone. Una scuola calcio voluta fermamente anche da tutta la sua famiglia, da sua moglie, l’etoile <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eleonora Abbagnato</b> dalla quale aspetta il secondo figlio ed è il quarto per il calciatore. 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