UN`OCCASIONE PERSA. DIFFICILE TROVARE ALTRE PAROLE PER DESCRIVERE LA QUARTA SCONFITTA IN SEI PARTITE DI QUESTA MALINCONICA SAMPDORIA 2013/14.


Un`occasione persa. Difficile trovare altre parole per descrivere la quarta sconfitta in sei partite di questa malinconica Sampdoria 2013/14.
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29/09/2013 -

Un'occasione persa. Difficile trovare altre parole per descrivere la quarta sconfitta in sei partite di questa malinconica Sampdoria 2013/14. Anche i resti del Milan - in un "Meazza" semivuoto e acusticamente più blucerchiato che mai - hanno la meglio di misura sulla truppa di Delio Rossi, stesa da un gol del semi-carneade Birsa al pronti via della ripresa e incapace di approfittare delle assenze rossonere e di palesare, in 47 minuti, una reazione degna di questa nome.

Imprecisione. Conferme per il modulo, non per gli interpreti. Nel 4-4-2 iniziale, il mister apporta qualche modifica: Regini prende il posto di Gastaldello mentre Palombo rileva Krsticic in mediana. Sulle fasce vengono riproposti Gavazzi e Wszolek, De Silvestri e Costa coprono loro le spalle. L'imprecisione - da una parte e dall'altra - la fa da padrona nelle prime battute, battute in cui i padroni di casa costringono i blucerchiati nella propria metà-campo. Al 14' Costa abbatte Zaccardo e si becca il primo giallo della serata: diffidato, salterà il Torino. Subito dopo Constant si coordina con il mancino ma, al volo, non centra lo specchio della porta. Zapata centra in pieno Sansone al limite dell'area ma Peruzzo non ravvisa situazioni scorrette.

Déjà vu. Tra i cori del Terzo Anello Verde di San Siro, un déjà vu al 27': da corner di Sansone, Costa svetta più in alto di tutti e, bruciando Zapata sul tempo, incorna proprio come un anno fa. Peccato che stavolta la palla non gonfi la rete lato nord ed esca di un niente alla sinistra di un impietrito Abbiati. Poco più tardi Gabbiadini spaventa dalla distanza l'estremo rossonero e Mexes arriva in leggero ritardo su un'invitante punizione di Birsa. Sono questi gli ultimi sussulti di un primo tempo equilibrato e concluso senza dominatori.

Tramortiti. Dal tunnel degli spogliatoi, Allegri fa uscire Emanuelson. Dentro resta Muntari. E dentro va anche un sinistro di Birsa che passa sotto le gambe di Regini e va a infilarsi a fil di palo. Dopo 56 secondi il Doria è già sotto e, tramortito, rischia grosso negli istanti successivi. Lo sloveno scarica il mancino ancora verso Da Costa, il brasiliano respinge ma serve involontariamente Poli. L'ex blucerchiato centra per Robinho, goffissimo - per nostra fortuna - nel concludere tra le braccia del connazionale. Scampato il pericolo, Rossi decide di cambiare: Wszolek (7') e Palombo (16') lasciano il posto a Soriano e a Krsticic, il sistema di gioco resta lo stesso.

Pressione. Resta la stessa anche la sterilità offensiva. Anzi, la Samp, a causa di una dormita del neo-capitano Obiang, rischia ancora di subire: Da Costa nega con il piede il raddoppio a Matri. Al 22' il Milan inserisce Niang per Birsa; Rossi concede invece il debutto blucerchiato a Petagna, subentrato a Gabbiadini. Il troppo altruismo di Krsticic nega al Doria e all'ex punta rossonera un'occasione d'oro per il pareggio, occasione che si tramuta in un'ammonizione di frustrazione per il serbo che fa rima con squalifica. La nostra pressione offensiva produce un tris di tentativi da parte di Obiang e Sansone. Nulla di trascendentale. Niang sfiora il 2-0, Da Costa lo evita. Ma non si sorride. La classifica piange. Serve una svolta. Domenica prossima nessuna scusante e un solo risultato a disposizione: vincere.

Milan          1
Sampdoria 0

Reti: s.t. 1' Birsa.
Milan (4-3-2-1): Abbiati; Zaccardo, Zapata, Mexes, Constant; Poli (30' s.t. Nocerino), De Jong, Muntari (1' s.t. Emanuelson); Birsa (21' s.t. Niang), Robinho; Matri.
A disposizione: Amelia, Gabriel, Abate, Cristante, Vergara.
Allenatore: Massimiliano Allegri.
Sampdoria (4-4-2): Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Regini, Costa; Gavazzi, Palombo (16' s.t. Krsticic), Obiang, Wszolek (7' s.t. Soriano); Sansone, Gabbiadini (22' s.t. Petagna).
A disposizione: Fiorillo, Renan, Rodriguez, Castellini, Pozzi, Berardi, Eramo, Gastaldello, Gentsoglou.
Allenatore: Delio Rossi.
Arbitro: Peruzzo di Schio.
Assistenti: Di Fiore di Aosta e Musolino di Taranto.
Quarto ufficiale: Marrazzo di Tivoli.
Arbitri addizionali: Doveri di Roma 1 e Pairetto di Nichelino.
Note: ammoniti al 14' p.t. Costa, al 34' p.t. Gavazzi, al 27' s.t. Krsticic per gioco scorretto; recupero 0' p.t. e 3' s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.



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Peccato che stavolta la palla non gonfi la rete lato nord ed esca di un niente alla sinistra di un impietrito Abbiati. Poco più tardi Gabbiadini spaventa dalla distanza l'estremo rossonero e Mexes arriva in leggero ritardo su un'invitante punizione di Birsa. Sono questi gli ultimi sussulti di un primo tempo equilibrato e concluso senza dominatori.<BR><BR><STRONG>Tramortiti</STRONG>. Dal tunnel degli spogliatoi, Allegri fa uscire Emanuelson. Dentro resta Muntari. E dentro va anche un sinistro di Birsa che passa sotto le gambe di Regini e va a infilarsi a fil di palo. Dopo 56 secondi il Doria è già sotto e, tramortito, rischia grosso negli istanti successivi. Lo sloveno scarica il mancino ancora verso Da Costa, il brasiliano respinge ma serve involontariamente Poli. L'ex blucerchiato centra per Robinho, goffissimo - per nostra fortuna - nel concludere tra le braccia del connazionale. Scampato il pericolo, Rossi decide di cambiare: Wszolek (7') e Palombo (16') lasciano il posto a Soriano e a Krsticic, il sistema di gioco resta lo stesso.<BR><BR><STRONG>Pressione</STRONG>. Resta la stessa anche la sterilità offensiva. Anzi, la Samp, a causa di una dormita del neo-capitano Obiang, rischia ancora di subire: Da Costa nega con il piede il raddoppio a Matri. Al 22' il Milan inserisce Niang per Birsa; Rossi concede invece il debutto blucerchiato a Petagna, subentrato a Gabbiadini. Il troppo altruismo di Krsticic nega al Doria e all'ex punta rossonera un'occasione d'oro per il pareggio, occasione che si tramuta in un'ammonizione di frustrazione per il serbo che fa rima con squalifica. La nostra pressione offensiva produce un tris di tentativi da parte di Obiang e Sansone. Nulla di trascendentale. Niang sfiora il 2-0, Da Costa lo evita. Ma non si sorride. La classifica piange. Serve una svolta. Domenica prossima nessuna scusante e un solo risultato a disposizione: vincere.<BR><BR><STRONG>Milan &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; 1<BR>Sampdoria 0</STRONG><BR><STRONG>Reti</STRONG>: s.t. 1' Birsa.<BR><STRONG>Milan (4-3-2-1)</STRONG>: Abbiati; Zaccardo, Zapata, Mexes, Constant; Poli (30' s.t. Nocerino), De Jong, Muntari (1' s.t. Emanuelson); Birsa (21' s.t. Niang), Robinho; Matri.<BR><STRONG>A disposizione</STRONG>: Amelia, Gabriel, Abate, Cristante, Vergara.<BR><STRONG>Allenatore</STRONG>: Massimiliano Allegri.<BR><STRONG>Sampdoria (4-4-2)</STRONG>: Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Regini, Costa; Gavazzi, Palombo (16' s.t. Krsticic), Obiang, Wszolek (7' s.t. Soriano); Sansone, Gabbiadini (22' s.t. 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