LA JUVENTUS E LA SUA ETERNA ABITUDINE A VINCERE.


Juventus - Napoli. I motivi essenziali del match più atteso.
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Torino Juventus Stadium, 15/02/2016 -

Ciclo finito? Macché, solo un momento di impasse! Juventus, squadra eterna e  società che poco ha sbagliato nella sua lunga storia caratterizzata da un’unica frase: “Vincere è l’unica cosa che conta”. Già, vincere è l’unica cosa che conta e la Vecchia Signora d’Italia non lo dimentica, neanche nei momenti di difficoltà. Dopo aver cominciato il campionato in corso in maniera irriconoscibile, la squadra di Allegri si è rimboccata le maniche e in tre mesi è ritornata a guardare tutti dall’alto della sua classifica. Tutto ciò, proprio alla fine del match contro quel Napoli di Sarri che ha inseguito e superato a due minuti dalla fine di una gara davvero avvincente. 15ma vittoria consecutiva e sorpasso in classifica. Una striscia di risultati incredibili che testimonia uno stato di salute fisica e mentale di indiscutibile forza. Togli Morata e inserisci Zaza che ti risolve la partita. Fai entrare Rugani e Alex Sandro e non t’accorgi se hai tolto due titolari per inserire due riserve. E’ la storia di questa Juve che scopre pure l’evergreen Barzagli, il quale ha controllato in maniera attenta il capocannoniere del campionato Higuain. Grinta e determinazione, carattere e forza mentale che scaturiscono da un equilibrio perfetto. Ma il Napoli non è stato a guardare. I partenopei, infatti, sono venuti allo Juventus Stadium per affrontare la grande rivale di sempre a viso aperto, nonostante un primo tempo in cui si sono evidenziate esagerate situazioni tattiche, capaci di soffocare a tratti il bel gioco. Ma, sostanzialmente, si è visto un match piacevole che ha dato brividi d’emozione ai tifosi delle due squadre. Gli juventini allo stadio e i napoletani a casa dietro i teleschermi, così come era stato in parti inverse nel match d’andata. Una sconfitta del calcio, un qualcosa che purtroppo ritarda il processo di maturazione di un tifo italico che per certi aspetti è ancora lontano dai sentimenti di non condivisione, ma di rispetto verso chi professa un’altra fede sportiva. Detto questo, possiamo affermare che per quanto riguarda la conquista dello scudetto è facile dedurre che ormai si tratta di un duello a distanza tra Juventus e Napoli, anche se la Roma di Spalletti è ritornata a far parlare di sé per gioco e risultati. Certo, se la Juve dovesse vincere il suo quinto scudetto consecutivo, scriverebbe il primato nella storia di tutti i tempi. E nell’eventualità che dovesse invece vincere il Napoli, ci sarebbe una specie di mega festa a livello della città partenopea, che si protrarrebbe chissà per quanto tempo. D’altra parte, i tifosi del Napoli sono ammirevoli nel sognare uno scudetto che attendono fin dai tempi del dopo Maradona. Rilevante l’applauso dei tifosi, al ritorno della squadra del Napoli dopo la sconfitta subita a Torino contro la Juve. Un segno di ringraziamento alla propria squadra del cuore che è stata capace di affrontare una partita a testa alta, persa poi soltanto per sfortuna negli ultimi minuti del match. Ma è la forza della Juve, coriacea fino alla fine e mai appagata. Così com’è la filosofia della società. Così com’è la reattività di Simone Zaza, il match winner di Juve – Napoli che non demorde mai. Neanche nell’amarezza di stare in panchina, aspettando il suo definitivo momento di essere considerato un titolare. Ma lui sa di appartenere a una grande squadra in cui non c’è differenza tra titolari e riserve. In fondo, anche questo modo di saper gestire le proprie risorse umane è un vanto di questa Juventus. Nel calcio, nulla nasce per caso.

Salvino Cavallaro                             




Salvino Cavallaro


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Tutto ciò, proprio alla fine del match contro quel Napoli di Sarri che ha inseguito e superato a due minuti dalla fine di una gara davvero avvincente. 15ma vittoria consecutiva e sorpasso in classifica. Una striscia di risultati incredibili che testimonia uno stato di salute fisica e mentale di indiscutibile forza. Togli Morata e inserisci Zaza che ti risolve la partita. Fai entrare Rugani e Alex Sandro e non t’accorgi se hai tolto due titolari per inserire due riserve. E’ la storia di questa Juve che scopre pure l’evergreen Barzagli, il quale ha controllato in maniera attenta il capocannoniere del campionato Higuain. Grinta e determinazione, carattere e forza mentale che scaturiscono da un equilibrio perfetto. Ma il Napoli non è stato a guardare. I partenopei, infatti, sono venuti allo Juventus Stadium per affrontare la grande rivale di sempre a viso aperto, nonostante un primo tempo in cui si sono evidenziate esagerate situazioni tattiche, capaci di soffocare a tratti il bel gioco. Ma, sostanzialmente, si è visto un match piacevole che ha dato brividi d’emozione ai tifosi delle due squadre. Gli juventini allo stadio e i napoletani a casa dietro i teleschermi, così come era stato in parti inverse nel match d’andata. Una sconfitta del calcio, un qualcosa che purtroppo ritarda il processo di maturazione di un tifo italico che per certi aspetti è ancora lontano dai sentimenti di non condivisione, ma di rispetto verso chi professa un’altra fede sportiva. Detto questo, possiamo affermare che per quanto riguarda la conquista dello scudetto è facile dedurre che ormai si tratta di un duello a distanza tra Juventus e Napoli, anche se la Roma di Spalletti è ritornata a far parlare di sé per gioco e risultati. Certo, se la Juve dovesse vincere il suo quinto scudetto consecutivo, scriverebbe il primato nella storia di tutti i tempi. E nell’eventualità che dovesse invece vincere il Napoli, ci sarebbe una specie di mega festa a livello della città partenopea, che si protrarrebbe chissà per quanto tempo. D’altra parte, i tifosi del Napoli sono ammirevoli nel sognare uno scudetto che attendono fin dai tempi del dopo Maradona. Rilevante l’applauso dei tifosi, al ritorno della squadra del Napoli dopo la sconfitta subita a Torino contro la Juve. Un segno di ringraziamento alla propria squadra del cuore che è stata capace di affrontare una partita a testa alta, persa poi soltanto per sfortuna negli ultimi minuti del match. Ma è la forza della Juve, coriacea fino alla fine e mai appagata. Così com’è la filosofia della società. Così com’è la reattività di Simone Zaza, il match winner di Juve – Napoli che non demorde mai. Neanche nell’amarezza di stare in panchina, aspettando il suo definitivo momento di essere considerato un titolare. 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