ECCO PERCHÉ BELOTTI SARÀ CEDUTO DAL TORINO


Il vero problema del Toro che stenta a diventare grande, non è vendere o non vendere Belotti.
tempo: 40ms
RSS
Torino, 16/02/2017 -


E mentre stiamo assistendo alla parata delle stelle in Champions League, a Torino dilaga il tormentone di casa granata. Belotti si o no - resta o và? - Sono decenni ormai che i sentimenti e le bandiere del calcio non esistono più. E oggi sarebbe persino anacronistico pensare che un giocatore del suo valore possa restare in una squadra dove si trova bene, è acclamato dai tifosi, ed è il leader della sua squadra che, tuttavia, non parteciperà alla vetrina europea del prossimo anno. Forse neanche lui stesso è padrone di stabilire un suo eventuale desiderio di conferma. Leggi di mercato, sponsor, società e procuratori, sono sempre lì in agguato per acquisire l’affare del secolo. Andrea Belotti, 23 anni, talentuoso centravanti del Toro, costituisce proprio l’affare del secolo per il presidente Urbano Cairo che si frega giustamente le mani al sol pensiero di incassare la clausola di 100 milioni di euro, da lui stesso imposta in sede di contratto. Josè Mourinho, Antonio Conte e Carletto Ancelotti sono pronti ad averlo in squadra, sicuri che le loro società di appartenenza non baderanno tanto al denaro da spendere, ma all’apporto tecnico che un giocatore come Belotti può dare all’interno della loro squadra. United, e Chelsea e Bayern Monaco sono già pronti a gareggiare per accaparrarsi il “Gallo” Belotti, senza se e senza ma. Dunque, come può rinunciare Cairo a una tale montagna di denaro, anche in considerazione del fatto che il Toro non parteciperà a nessuna competizione europea? Noi diciamo che il problema sta nella società, perché questa volta più che mai il presidente Cairo deve uscire allo scoperto nel delineare una squadra con ambizioni di primato, oppure vivacchiare a centro classifica, facendo girare il denaro incassato a beneficio delle sue tante aziende. E’ arrivata l’ora di guardarsi negli occhi, senza illudere più i sogni di tanti tifosi granata che vogliono qualcosa di concreto che si chiama progetto, che si chiama chiarezza, che si chiama andare oltre l’apparenza di un tifo effimero che non raccoglie mai fatti concreti. Insomma, se si vuole costruire un Torino all’altezza dei primi della classe, lo si faccia attraverso la montagna di denaro che si incasserà per la vendita del Gallo Belotti. Si spendano tutti gli euro fino all’ultimo centesimo, comprando calciatori di alto livello, capaci di venire al Toro non solo per i lauti guadagni ma anche per un progetto serio che possa valorizzarli ancora di più dal punto di vista professionale. Ecco, questo ci sembra un modo chiaro per capire se il Torino targato Cairo ha delle velleità di crescita, oppure restare ancorato a una mediocrità che francamente ha svilito anche i più resistenti sostenitori granata. Si comincia sempre bene, ci si illude, si fanno voli pindarici e poi il nulla. Apri il palmo della mano ed escono soltanto delle mosche. E’ l’enfasi dell’inutile e dell’evanescente, che spesso ha illuso tifosi e anche noi giornalisti che ci siamo anche inebriati di spettacolo calcistico, ricordando il Toro d’inizio stagione. Analisi concrete che abbiamo fatto al seguito di partite che hanno confortato la certezza di avere finalmente trovato una squadra, dei giocatori e un allenatore all’altezza della situazione. Ci era sembrato di respirare un’aria nuova, diversa dalla solita mediocrità che ristagna in casa granata fin dall’ultimo scudetto conquistato, anche se con qualche parentesi rosa che alla resa dei conti non ha portato la crescita sperata. Se, come pensiamo, sarà ceduto Belotti, si ha subito l’obbligo di costruire in campo e in panchina una squadra di campioni. Se non sarà così, vorrà dire che i tifosi granata dovranno essere orgogliosi di fare il tifo per una società di calcio che ha sempre i conti in ordine, che è attenta a non uscire mai dai limiti del buonsenso economico, ma con una squadra che non potrà mai essere all’altezza dei primi della classe.

Salvino Cavallaro 

Salvino Cavallaro


    Query
    Template: /notizie/index.cfm:19
    Execution Time: 0.746 ms
    Record Count: 1
    Cached: No
    Lazy: No
    SQL:
    SELECT * FROM news
    where tipo ='news' and (data<'20210731' or (data='20210731' and ora<='164316'))
    and id_arg = 1013224
    and azienda like '%01%'
    order by data desc,ora desc,id_arg desc
    id_argtipoareaTitoloDataoraKeywordsdescrizionebreveDescrizioneufficiocittaAutoreid_inserimentoimmagineinhomeINSLIDERfonteinevidenzaidargomeidteampeopledoccorrelatiStartDateEndDateaziendaPROPRIETARIOriservatocontalettureesclusiva
    11013224NewsCampionatiEcco perché Belotti sarà ceduto dal Torino20170216143142Il vero problema del Toro che stenta a diventare grande, non è vendere o non vendere Belotti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E mentre stiamo assistendo alla parata delle stelle in Champions League, a Torino dilaga il tormentone di casa granata. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti si o no - resta o và?</b> - Sono decenni ormai che i sentimenti e le bandiere del calcio non esistono più. E oggi sarebbe persino anacronistico pensare che un giocatore del suo valore possa restare in una squadra dove si trova bene, è acclamato dai tifosi, ed è il leader della sua squadra che, tuttavia, non parteciperà alla vetrina europea del prossimo anno. Forse neanche lui stesso è padrone di stabilire un suo eventuale desiderio di conferma. Leggi di mercato, sponsor, società e procuratori, sono sempre lì in agguato per acquisire l’affare del secolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Belotti</b>, 23 anni, talentuoso centravanti del Toro, costituisce proprio l’affare del secolo per il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Urbano Cairo</b> che si frega giustamente le mani al sol pensiero di incassare la clausola di 100 milioni di euro, da lui stesso imposta in sede di contratto. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Josè Mourinho,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Carletto Ancelotti</b> sono pronti ad averlo in squadra, sicuri che le loro società di appartenenza non baderanno tanto al denaro da spendere, ma all’apporto tecnico che un giocatore come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b> può dare all’interno della loro squadra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">United,</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chelsea</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern Monaco</b> sono già pronti a gareggiare per accaparrarsi il “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gallo” Belotti</b>, senza se e senza ma. Dunque, come può rinunciare Cairo a una tale montagna di denaro, anche in considerazione del fatto che il Toro non parteciperà a nessuna competizione europea? Noi diciamo che il problema sta nella società, perché questa volta più che mai il presidente Cairo deve uscire allo scoperto nel delineare una squadra con ambizioni di primato, oppure vivacchiare a centro classifica, facendo girare il denaro incassato a beneficio delle sue tante aziende. E’ arrivata l’ora di guardarsi negli occhi, senza illudere più i sogni di tanti tifosi granata che vogliono qualcosa di concreto che si chiama progetto, che si chiama chiarezza, che si chiama andare oltre l’apparenza di un tifo effimero che non raccoglie mai fatti concreti. Insomma, se si vuole costruire un Torino all’altezza dei primi della classe, lo si faccia attraverso la montagna di denaro che si incasserà per la vendita del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gallo Belotti</b>. Si spendano tutti gli euro fino all’ultimo centesimo, comprando calciatori di alto livello, capaci di venire al Toro non solo per i lauti guadagni ma anche per un progetto serio che possa valorizzarli ancora di più dal punto di vista professionale. Ecco, questo ci sembra un modo chiaro per capire se il Torino targato Cairo ha delle velleità di crescita, oppure restare ancorato a una mediocrità che francamente ha svilito anche i più resistenti sostenitori granata. Si comincia sempre bene, ci si illude, si fanno voli pindarici e poi il nulla. Apri il palmo della mano ed escono soltanto delle mosche. E’ l’enfasi dell’inutile e dell’evanescente, che spesso ha illuso tifosi e anche noi giornalisti che ci siamo anche inebriati di spettacolo calcistico, ricordando il Toro d’inizio stagione. Analisi concrete che abbiamo fatto al seguito di partite che hanno confortato la certezza di avere finalmente trovato una squadra, dei giocatori e un allenatore all’altezza della situazione. Ci era sembrato di respirare un’aria nuova, diversa dalla solita mediocrità che ristagna in casa granata fin dall’ultimo scudetto conquistato, anche se con qualche parentesi rosa che alla resa dei conti non ha portato la crescita sperata. Se, come pensiamo, sarà ceduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b>, si ha subito l’obbligo di costruire in campo e in panchina una squadra di campioni. Se non sarà così, vorrà dire che i tifosi granata dovranno essere orgogliosi di fare il tifo per una società di calcio che ha sempre i conti in ordine, che è attenta a non uscire mai dai limiti del buonsenso economico, ma con una squadra che non potrà mai essere all’altezza dei primi della classe.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cairo.jpgSiNecco-perche-belotti-sara-ceduto-dal-torino-1013224.htmSi100451001,02,03030272

    Le nostre Esclusive

    notizie calcio
    Il Conte pensiero
    di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
    Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
    della nostra redazione, Venerdì 25 Ottobre 2013
    Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
    della nostra redazione, Lunedì 23 Settembre 2013