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11013796NewsEditorialeLe notizie dal fronte bianconero2021062811:48Allegri e la Juventus preparano la nuova stagione calcistica.<p>Mentre procede il Campionato Europeo e l'Azzurro Italia che scender&#224; in campo venerd&#236; prossimo per affrontare i quarti di finale contro il Belgio, la programmazione della Juventus va avanti con la data fissata per il ritrovo dopo le vacanze e il mercato che tra entrate e uscite comincia a vivere il suo periodo pi&#249; intenso. La Vecchia Signora si raduner&#224; agli ordini di Max Allegri il 14 o il 15 luglio (tranne gli azzurri che avranno naturalmente una o pi&#249; settimane di permesso prima del rientro alla base) e rimarr&#224; tutto il periodo della preparazione alla Continassa e al suo JHotel, l&#224; dove il gruppo dei calciatori potr&#224; pranzare, riposare ed allenarsi nella vicina struttura che comprende campi di calcio, palestre e piscine. Comincer&#224; anche il periodo delle visite mediche presso il JMedical e secondo quanto reso noto dalla societ&#224; bianconera, &#232; molto probabile che l'unica partita amichevole pre campionato si svolger&#224; al Camp Now contro il Barcellona di Messi. Per il resto si attende la decisione di Cristiano Ronaldo che ieri con il suo Portogallo &#232; stato eliminato dal Belgio. Resta o va via? Decisione ancora lontana, ma Cherubini si porta avanti con il lavoro programmando incontri per l'acquisto di Locatelli, e Dusan Vlahovic della Fiorentina. C'&#232; poi da vedere di sistemare il possibile ritorno alla base di Pjanic e la partenza di Demiral, Arthur, Frabotta, Ramsey, mentre si procede a grandi passi per rinnovare il contratto a Dybala. Al momento &#232; tutto in working, ma le scelte di Allegri sono gi&#224; abbastanza chiare, almeno per quanto riguarda l'utilit&#224; di Dybala e Morata. Il resto si vedr&#224; cammin facendo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSIncalcio-1013796.htmSI0101050n
21013795NewsEditorialeITALIA AI QUARTI CONTRO IL BELGIO. ONORE AGLI AUSTRIACI PER LA BELLA GARA DISPUTATA CONTRO GLI AZZURRI2021062805:44italia, belgio,lukaku, ronaldo,pessina, chiesa,mancini, vialli,gruppo,europei,donnarumma, hazard,austriaVenerdì 2 luglio a Monaco di Baviera gli azzurri incrociano il Belgio dell'interista Lukaku<p >Sono serviti i tempi supplementari per decretare la vincente dell'ottavo di finale tra Italia e Austria. Partita tiratissima nei 90 minuti regolamentari di gioco. Immobile centra l'incrocio dei pali e poi &#232; grazie all'ausilio del VAR che l'arbitro, Sig. Taylor, annulla un gol di testa di Arnautovic, che era riuscito ad ingannare Donnarumma in uscita. Nei supplementari segnano prima Chiesa e poi Pessina, entrambi entrati a gara in corso e soprattutto segnano in un momento cruciale della gara, quando ormai le energie psico-fisiche sono in calo e quando serve uno sforzo oltre i limiti per centrare l'obiettivo. Dopo i due gol dell'Italia, anche se la gara sembrava indirizzata sui binari azzurri, non mancano i brividi per i tifosi azzurri. Prima un miracolo di Donnarumma su un potente tiro di Schaube, poi il gol del 2-1 di Kalajdzic con un colpo di tesa su corner. L'Italia si serra nella sua linea difensiva e con tanta forza di volont&#224; ottiene una qualificazione non facile. L'Austria esce davvero a testa alta e stupisce la prestazione fisica di tutti i suoi giocatori che hanno pressato su ogni palla gli avversari per 120'. Davvero da appludire la prestazione degli austriaci. E adesso, dopo qualche giorno di riposo, venerd&#236; 2 luglio arriva l'ostacolo Belgio ai quarti (sconfitto di misura il Portogallo di Ronaldo). Ci sar&#224; tanto da soffrire contro Lukaku e compagni, ma questa Italia ci fa ben sperare.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomesroberto-mancini.jpgSISitalia-ai-quarti-arriva-il-belgio-1013795.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010108n
31013793NewsEditorialeCR7 esalta i social con il suo sombrero su Rudiger, ma.......2021062014:50Tanto fumo e poco arrosto. Ronaldo non fa la diffrenza nel suo Portogallo,<p>Quel sombrero di Cristiano Ronaldo su Rudiger che ha suscitato tante meraviglie, si potrebbe tradurre come qualcosa di evanescente, impalpabile, fine a se stesso. Una sorta di show personale che d&#224; sfogo allo spettacolo ma con il calcio non ha nulla a che fare. Indubbiamente bello il gesto tecnico ma poi la sostanza &#232; stata un'altra cosa. Intanto perch&#232; il Portogallo ha perso 4 a 2 subendo una cocente sconfitta da parte di una Germania che ha messo sul suo trono un Gosens eccezionale, e poi perch&#232; il CR7 tanto pagato non ha inciso in quella differenza che da lui ci si aspetta sempre. Un pensiero che abbiamo fatto durante tutto l'arco della partita, in cui il campione della Juventus pur avendo siglato il primo gol del Portogallo &#232; poi sparito nel nulla. Questo ci lascia pensare che questo grande calciatore di sempre si stia ormai affacciando sul viale che preclude al tramonto, pur con la lentezza di chi ancora vive del suo nome altisonante. Intendiamoci, non stiamo dicendo che &#232; ora di suonare la melodia di fine carriera, questo no, tuttavia riteniamo che qualora il campione portoghese decidesse di non rispettare l'ultimo anno di contratto alla Juventus, ebbene, ci sembrerebbe proprio che ad avvantaggiarsene sarebbe proprio la Vecchia Signora d'Italia. Un risparmio economico non indifferente che si assocerebbe ai 400 milioni di euro in entrata come aumento di capitale sociale previsto per il prossimo autunno. Da qui si aprirebbe il grande scenario del mercato, che la Juventus ha in serbo per arrivare prima a Locatelli e poi a Pogba. Ma, affinch&#232; avvenga questo &#232; necessario che CR7 prenda altre strade, altrimenti tutto resterebbe ancora in stand by almeno fino al 30 giugno 2022, data di scadenza contratto del portoghese. Vedremo cosa accadr&#224;, anche perch&#232; CR7 manifester&#224; il suo volere soltanto a Europeo terminato. Squilli di tromba enunciano l'interesse del Manchester United e del Paris Saint Germain, ma anche il Real Madrid si dice possibilista (in verit&#224; con poca convinzione da parte del presidente Florentino Perez) al ritorno in blancos di Cristiano Ronaldo.Noi, come peraltro abbiamo gi&#224; detto, crediamo che la sua partenza farebbe cambiare molte cose in casa bianconera, dando la possibilit&#224; a Max Allegri di potere rifinire una squadra rinnovata senza il peso di un nome altisonante che, comunque, incide sempre nel bene e nel male di una squadra di calcio. E se pensiamo che in fondo CR7 &#232; stato acquistato dalla Juventus per vincere la Champions che poi non ha vinto, a che &#232; servito tutto questo dispendio di milioni di euro che ha prosciugato le casse bianconere? Certo, pi&#249; che sulla vittoria internazionale si &#232; giocato molto sull'apporto iniziale dell'immagine, del merchandises e di quell'aumento in borsa, in cui il titolo della Juventus ha avuto un'impennata al suo arrivo ma che poi &#232; oscillato verso il basso. Scelte che secondo noi la Juventus ha fatto per imboccare in qualche modo la strada del rinnovamento internazionale che poi non c'&#232; stato. Con Cristiano Ronaldo ha vinto scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, trofei che riteniamo avrebbe vinto ugualmente anche senza CR7. Noi la vediamo cos&#236;. Ci auguriamo di sbagliare per la Juventus e i suoi tanti tifosi, ma questo &#232; il nostro pensiero in merito a quello che &#232; ormai diventato l'assillo shekespeariano. Cristiano Ronaldo si o no? Questo &#232; il problema!</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711ronaldo.jpgSIncalcio-1013793.htmSI0101061n
41013784NewsEditoriale2021052409:36<p>Ultimato l'ultimo turno di campionato con la qualificazione in Champions di Milan e Juventus, si apre l'inizio del progetto riguardante i club di Serie A per il nuovo anno 2021'22. Una nuova stagione calcistica che si prepara all'insegna dell'arrivo di Jos&#232; Mourinho quale nuovo allenatore della Roma, mentre c'&#232; tutta una serie di coach che costituiscono il balletto delle panchine. E mentre Ringhio Gattuso &#232; stato liquidato con uno squallido twitter dal presidente Aurelio De Laurentiis, per il resto ascoltiamo soltanto voci all'orizzonte, con le relative conferme e smentite tipiche di questo periodo di cambiamenti che si protrarr&#224; fino a settembre prossimo. Dunque, altro giro - altra corsa. Il pallone inizia a girare vorticosamente tra i sogni dei suoi tifosi i quali, tra l'altro, riassaporano il gusto di un ritorno allo stadio anche se sar&#224; ancora contingentato.E allora oggi, in virt&#249; di quanto detto sin qui, proviamo a cominciare con l'analisi del pallone della citt&#224; della Mole con le eventuali nuove idee e progetti relativi a Juventus e Torino.</p><p>Juventus - Potremmo dire che tutto &#232; bene ci&#242; che finisce bene. Adesso il popolo bianconero esulta dopo la paura, mentre Andrea Pirlo pone l'accento su due trofei conquistati in questa stagione e la speranza di essere riconfermato alla guida tecnica della Juventus per l'anno 2021'22. Tuttavia, non ci si pu&#242; nascondere dietro i marchiani errori commessi dalla societ&#224; bianconera che si &#232; trascinata un campionato da dimenticare sotto l'aspetto tecnico e non solo. In tanti articoli pubblicati su questo giornale abbiamo pi&#249; volte definito fallimentare il campionato di una Juventus irriconoscibile anche sotto l'aspetto della mentalit&#224; vincente che &#232; stata trascinata nel baratro della mancanza di gioco, di reattivit&#224; e di quel furore agonistico che si &#232; perso per strada. La Juve di Pirlo ha deluso, diciamocelo in tutta franchezza e anche con i meriti dei due trofei vinti. S&#236;, ha deluso come spesso all'inizio si era temuto, proprio per una panchina cos&#236; pesante per un neofita come Andrea Pirlo, il quale era stato prima destinato sulla panchina dell'Under 23 e dopo una settimana &#232; stato ufficializzato dal presidente Agnelli, come l'allenatore della Prima Squadra. Tutti i media ci siamo guardati in faccia quasi increduli di quanto alla Juventus, che si presentava con 9 scudetti vinti di seguito, stesse succedendo e come questa incredibile scommessa di Agnelli avesse una sua logica razionale in virt&#249; di un campionato da difendere e, soprattutto, di una Champions da affrontare per l'ennesima volta con il sogno di vincerla. E non ci siamo sbagliati, perch&#232; con il senno di poi, la Juventus ha fallito i suoi obiettivi pi&#249; importanti, arrivando ad acciuffare la partecipazione alla Champions targata 201'22 soltanto all'ultimo respiro e per il rotto della cuffia. No, tutto ci&#242; non &#232; da Juventus, una societ&#224; che si presenter&#224; ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica con gravi problemi economici, mentre c'&#232; ancora da chiarire il rapporto - Uefa Ceferin - Juventus Agnelli -. Vedremo cosa accadr&#224;, per intanto sul fronte squadra, si susseguono le voci della partenza di Cristiano Ronaldo che si aggiunge all'addio gi&#224; ufficializzato di Buffon. Per il resto si attende l'arrivo di Zinedine Zidane, anche se la candidatura di Max Allegri &#232; sempre molto forte, visto il rapporto di amicizia che c'&#232; da sempre tra Andrea Agnelli e l'allenatore livornese, Vedremo, certo &#232; che alla Juve c'&#232; bisogno di un cambiamento che noi vediamo anche nei ruoli dirigenziali della societ&#224;. C'&#232; chi rimpiange ancora Marotta, mentre Paratici sembra non averlo sostituito degnamente, almeno per quanto riguarda una campagna acquisti ritenuta sbagliata sotto l'aspetto tecnico di un centrocampo carico di doppioni e al contempo di poca qualit&#224;. Anche in questo vedremo gli sviluppi della societ&#224; Juventus.</p><p>Torino -</p>fl0711fl0711SIncalcio-1013784.htmSI0101025n
51013776NewsEditorialeAl Milan lo scontro diretto contro la Juve, sempre più in crisi e fuori dalla Champions2021051006:49juve, mila, crisi, pirlo, pioli, ronaldo, diaz,tomori,ibra,rebic,donnarumma, chiellini,morata,championsProva di forza dei rossoneri che sbancano meritatamente l'Allianz e mettono nei guai la Juve<p>Grande impresa da parte del Milan che, a sole tre giornate dalla fine del campionato, vince per tre reti a zero all'Allianz Stadium, portandosi in terza posizione, a +3 dai bianconeri, e proiettandosi verso la tanto desiderata Champions. A sbloccare la situazione ci pensa Brahim Diaz nel corso del recupero del primo tempo, seguono Rebic e Tomori rispettivamente al 78' e al 82'. Vincere questa partita sarebbe stato molto importante per il Milan poich&#233;, trattandosi di uno scontro diretto per la zona Champions, gli avrebbe permesso di guadagnare un vantaggio importante, e cos&#236; &#232; stato. Ma &#232; ancora presto per festeggiare, come afferma lo stesso Pioli e commenta cos&#236; la partita ai microfoni di Sky Sport: «La squadra ci ha creduto, con sacrificio e mentalit&#224;. Ma, soprattutto stasera, non pu&#242; essere la vittoria di un singolo. Abbiamo vinto meritatamente. La prossima partita sar&#224; ancora pi&#249; difficile. Abbiamo fatto una grande partita. &#200; uno scontro diretto, con questa classifica, molto importante da aver vinto. Purtroppo, non &#232; l'ultima gara e non possiamo esultare ancora. La dirigenza ci ha sempre sostenuto, sentivamo tutti l'importanza della gara e ci tenevamo a fare bene. Sono sempre attento alle vostre valutazioni. Spirito, sacrificio e collaborazione. Sotto questi punti di vista siamo stati i migliori per molto tempo. Stanchezza mentale e i tanti impegni ci hanno poi penalizzato. Sapevamo che dovevamo portare in campo una prestazione diversa e lo abbiamo fatto«. Sconforto, invece, in casa Juve, dove Pirlo continua ad essere in discussione e la squadra, adesso fuori dalla Champions, dimostra i suoi limiti partita dopo partita. E quando steccano anche i campioni come Ronaldo, ieri impalpabile, e Morata, fuori dalla manovra, diventa davvero difficile per tutta la squadra. Se poi i cambi li fai quando sei sotto di 2 gol e a 10' minuti dalla fine, diventa impossibile rientrare in partita contro chiunque. A tre turni dalla fine solo un'impresa potrebbe riportare i bianconeri in zona Champions, mentre per il Milan adesso tutto diventa pi&#249; facile, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, a cominciare dalla sfida di mercoled&#236; all'Olimpico Grande Torino contro i granata, a caccia di punti salvezza. I bianconeri, invece, sono obbligati a vincere sino alla fine per sperare ancora nella qualificazione Champions, a partire dalla delicatissima partita di mercoled&#236; in casa del Sassuolo.</p><p>Alessandro Vispo</p> ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISalmilanloscontrodirettoejuveneiguai-1013776.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010167n
61013772NewsEditorialeRonaldo salva una brutta Juve 2021050221:56Pirlo,gotti,molina,ronaldo,udinese,juve,champions,dybala,morata,bonucciNel finale due gol del fuoriclasse portoghese tengono a galla la Juve<p>Nel giorno in cui l'Inter vince con largo anticipo un meritato scudetto, una Juventus per lunghi tratti imbarazzante conquista a Udine tre punti di platino nella corsa - Champions. L'unica cosa da salvare, per i bianconeri, in una partita giocata sotto ritmo e costellata da tanti, troppi errori tecnici, &#232; proprio il risultato, frutto di una doppietta del redivivo Ronaldo, maturata in rimonta. Per il resto, una prestazione da dimenticare che conferma i limiti caratteriali della squadra di Pirlo, i tanti equivoci tattici specie a centrocampo e le amnesie della difesa, riconducibili pure a un deficit di concentrazione che una squadra come la Juve non pu&#242; e non deve permettersi. E domenica arriva il Milan, in uno scontro che sa tanto di spareggio Champions.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISRonaldosalvajuveeforsechampions-1013772.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,10,11010178n
71013769NewsEditorialeSolo un pari per la Juve, che rischia seriamente di non entrare in Champions2021042517:57juve, fiorentina, pirlo, iachini, ronaldo, ramsey,morata,vlaovic,franchi,championsI bianconeri nella ripresa agguantano il pareggio, ma giocano al di sotto delle proprie possibilità<p>Una Juventus da dimenticare nel primo tempo, assolutamente incolore, rimedia un punto al «Franchi» grazie a una seconda frazione di gioco un po' pi&#249; convincente, disputata per lo meno con una maggiore cattiveria agonistica. Per i viola di Iachini un punto meritato e utile in chiave salvezza. Per gli uomini di Pirlo, molti dei quali autori di una prestazione modesta - Ramsey ancora una volta deludente, Rabiot protagonista in negativo nel rigore assegnato ai padroni di casa - la conquista di un posto Champions torna in seria discussione. A preoccupare &#232; soprattutto l'incapacit&#224; di imporre il proprio gioco e di comportarsi «da Juve», con un'eccessiva timidezza persino negli atleti pi&#249; rappresentativi, da Ronaldo a Dybala. Pesante l'assenza di Chiesa, uno dei pochi a salvarsi in questa sciagurata stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISlajuverimediasolounpareggioafirenze.championsarischio-1013769.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010222n
81013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010113n
91013758NewsEditorialeBianconero tenebra e splendore granata2021040409:50Il pareggio di un derby che lascia molti rimpianti al Toro di mister Nicola<p>E' finito in parit&#224; il derby della Mole che si tinge di sgargiante colore granata, piuttosto che del buio bianconero. Ecco, potremmo dire che questa &#232; la sintesi di un derby cittadino che ha messo in evidenza i gravissimi problemi della societ&#224; bianconer&#224; e della squadra di Pirlo, esaltando al contempo i valori di un Toro che pur non avendo risolto i suoi problemi di classifica precaria, ha comunque dimostrato in campo di essersi ricordato del suo cuore granata. Un 2 a 2 che non risolve i problemi di entrambe le squadre ma, certamente, ne d&#224; consapevolezza del momento che le due squadre stanno vivendo . Alla doppietta di Sanabria la Juve ha risposto arrancando con aspettati segni di confusione totale, mancanza di memoria juventina che ha dato l'immagine di una squadra allo sbando, piuttosto che di una Juventus lontana dal suo «Vincere non &#232; importante ma &#232; l'unica cosa che conta». Il Toro di mister Nicola aveva annusato alla vigilia che questo avrebbe potuto essere finalmente quello buono, quello che l'avrebbe portato alla vittoria proprio per quanto sta succedendo in casa bianconera. Ed in effetti c'&#232; andato vicino a vincerlo questo derby, prova ne &#232; che i granata sono usciti dal campo con l'orgoglio di avere fatto di tutto per vincere meritatamente il match. Per come l'ha interpretato questo derby, per come l'ha giocato e per come l'ha impostato sfruttando tutte le debolezze dell'avversario che sono apparse davvero tante. Alla fine il pareggio dell'evanescente Ronaldo non ha fatto altro che salvare la faccia e forse la panchina di Pirlo, apparso sempre pi&#249; confuso che persuaso per quanto sta succedendo all'interno della sua squadra e forse anche della societ&#224; che l'ha voluto mettere prematuramente in un posto di rilievo. In attesa della finale di Coppa Italia, possiamo definire quello della Juventus un annus horribilis sotto tutti i punti di vista. Un grave errore di programmazione che parte dal presidente Agnelli e continua con il vicepresidente Nedved e di quel Fabio Paratici che avrebbe dovuto essere la mente illuminante di una Juve competitiva. Ma il Toro che ha i suoi grossi problemi da risolvere ha saputo capire tutto questo e, intelligentemente, ha fatto di tutto per raggiungere la soddisfazione ma soprattutto il desiderio dei tre punti in classifica che avrebbero significato un gran passo avanti nella lotta per non retrocedere. Ecco, diremmo che la sintesi di questo derby della Mole &#232; racchiusa in tutto ci&#242;. Adesso vedremo cosa accadr&#224; nel futuro delle due societ&#224; torinesi.</p><p>Salvino Cavallaro ..</p>Torinofl0711fl0711davide-nicola.jpgSIncalcio-1013758.htmSI0101058n
101013755NewsEditorialeJuve, ammetti i tuoi errori2021032218:23juventus,paraticiE' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile<p>E' la societ&#224; pi&#249; blasonata d'Italia, la pi&#249; scudettata e con il maggior numero di tifosi, ma c'&#232; troppa propensione a nascondere sempre le cose. Capiamo che ci stia pure un certo modus operandi di non fare trapelare notizie che riguardano la societ&#224; e i suoi progetti, tuttavia, sarebbe opportuno che di fronte a un fallimento stagionale di tale portata, tu Juve avresti dovuto quantomeno presentarti davanti alle telecamere di Sky senza arrampicarti sui vetri. E' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile, presentandosi inaspettatamente per raccontarci che non ci si pu&#242; dimenticare che la Juve ha vinto nove scudetti consecutivi, che in Champions &#232; arrivata due volte in finale, che contro il Benevento si &#232; giocato male e perso meritatamente, che &#232; giusto riflettere per i giocatori quanto pesa indossare questa maglia, che Pirlo continuer&#224; il progetto intrapreso con la Juve, che.....che.....che....Ma quante banali e precostituite risposte che sanno di aria fritta! La Juve ha sbagliato sonoramente tutti i suoi calcoli tecnici, tattici ed ha buttato al vento un patrimonio di denaro facendo l'errore imperdonabile di pensare che il sacrificio economico per Ronaldo potesse significare fare quel salto di qualit&#224; tale da vincere finalmente la Champions League. Tuttavia, non ci sentiamo di penalizzare CR7, del quale riconosciamo l'importanza di averlo in squadra nonostante che nessuno sia in grado di dirgli di farsi da parte quando si tratta di tirare le punizioni, ma &#232; sui vari Rabiot, Ramsey, Arthur, Kulusevski, Bentancur (impiegato in un ruolo davanti alla difesa che per sue caratteristiche tecniche non gli &#232; congeniale) che bisogna porre il punto di una supervalutazione tale da disperdere denaro inutilmente. Dunque, la societ&#224; &#232; per noi la prima ad essere sotto accusa a cominciare dal Presidente Andrea Agnelli, per continuare con Nedved e per finire con Paratici. La triade non &#232; sempre di comune accordo nelle varie decisioni importanti della societ&#224;, come ad esempio la scelta degli allenatori, infatti, fonti vicine ai vertici societari riferiscono del licenziamento di Allegri sostituito da Sarri per volere di Nedved e Paratici, mentre Agnelli dopo avere mandato a casa Sarri ha imposto la panchina di Pirlo. Non sappiamo se questo corrisponda alla verit&#224; di questa societ&#224; sempre ermetica e intrapelabile nelle sue scelte, tuttavia, quando i nodi vengono al pettine come in questo caso, c'&#232; da rimboccarsi le maniche e chiedere scusa al popolo bianconero. Ripetiamo che non &#232; scritto da nessuna parte che la Juve debba vincere tutti gli anni il campionato ed essere in corsa per tutte le competizioni, ma quando il fallimento &#232; cos&#236; evidente, ebbene, bisognerebbe non nascondere l'evidenza dei fatti. Fatti incresciosi che sono cominciati questa estate con il caso Suarez finito in Procura a Perugia e poi continuati con una serie di errori dirigenziali che non sanno di Juve ma hanno qualcosa di simile a gestioni di societ&#224; dilettantistiche. E poi Pirlo, la ciliegina su una torta bella in apparenza ma lavorata in maniera raffazzonata. Un allenatore neo patentato messo l&#236; per giustificare l'errore anche economico sostenuto dalla societ&#224; bianconera per rispettare a vuoto il contratto di Sarri. Altro errore! Prima allenatore dell'Under 23 e dopo una settimana coach della Prima Squadra. Un susseguirsi di situazioni che sembrano rattoppare falle profonde ed errori che fanno pensare al tentativo di sperare nella mano benevola del fato. No, questo sistema non &#232; da Juve, non pu&#242; esserlo. Rischiare con Pirlo, pensando a una scommessa da vincere &#232; quantomeno azzardato e pericoloso, proprio perch&#232; sei la Juve e non puoi rischiare la faccia anche a livello internazionale. Altro errore &#232; stato quello di dare l'opportunit&#224; a Marotta e Conte di andare a rafforzare proprio l'Inter, l'antagonista di sempre, proprio perch&#232; Agnelli non ha voluto che l'allenatore tornasse alla Juve. Insomma tutta una serie di situazioni che giustificano il fallimento di un'annata in cui la Juve pur essendo stata in corsa su tutto, adesso si ritrova con la sola finale di Coppa Italia da giocare contro un'Atalanta che la sovrasta per gioco, mentalit&#224; e chiarezza tattica. Adesso bisogner&#224; voltare pagina mettendo da parte i soliti stereotipi qualunquistici come «Vincere &#232; l'unica cosa che conta» oppure «La maglia della Juve pesa molto addosso ai calciatori», tutte cose trite e ritrite. Adesso la Juve deve risprendere dall'alto dei suoi vertici quello stile e quell'immagine di societ&#224; ben organizzata che sta perdendo. Non basta dire ai tifosi che ogni anno si tenta di vincere la Champions, perch&#232; se non ci sono i presupposti &#232; meglio tacere.</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong></p>fl0711fl0711paratici.jpgSISjuve-ammetti-i-tuoi-errori-1013756.htmSI01,02,03,060108n
111013751NewsEditorialeIL NAPOLI PASSA A SAN SIRO. PERDONO ANCORA TERRENO DALLA VETTA I ROSSONERI 2021031511:10MILAN, INTER, JUVE, PIOLI, PIRLO, CR7,GATTUSO, CONTEVOLA L'INTER E STACCA IL MILAN ORA A - 9<p >Un brutto Milan perde in casa contro il Napoli e si allontana ulteriormente dai cugini nerazzurri, ora avanti con 9 punti di vantaggio sui rossoneri. Alla luce del successo esterno dei bianconeri di Pirlo per 3 a 1 contro il Cagliari (tripletta di CR7), e della vittoria importante degli uomini di Conte all'Olimpico di Torino contro i granata per 2 reti a 1, il Milan era obbligato a vincere il match contro il Napoli per non perdere ulteriore terreno dalla vetta e per tenere a bada la Juventus. Purtroppo per i rossoneri cos&#236; non &#232; stato. Decisivo &#232; stato il goal di Politano a inizio ripresa, che ha regalato cos&#236; tre punti fondamentali alla squadra di Gattuso, rimettendola in gioco nella rincorsa alla Champions. Duro colpo invece per i rossoneri, che rischiano di essere scavalcati dai bianconeri (in caso di successo di Ronaldo e compagni nel recupero del 17 marzo contro i partenopei). Passo indietro quindi per gli uomini di Pioli, che sono apparsi in calo fisico e involuti nel gioco rispetto alle ultime gare. Si sar&#224; sicuramente fatta sentire la stanchezza accumulata dopo la gara con il Manchester United in Europa League, in cui i rossoneri hanno disputato un'ottima prestazione conquistando un prezioso 1 a 1 fuori casa che significa tanto in chiave qualificazione. Aldil&#224; del risultato finale, comunque la partita contro i partenopei &#232; stata abbastanza combattuta, nonostante il Milan non abbia brillato. Sicuramente meritata la vittoria del Napoli, soprattutto per la prestazione offerta nel primo tempo. Gattuso torna a sorridere, dunque, ma non c'&#232; tempo di festeggiare che mercoled&#236; 17 arriva il recupero contro la Juve, altra gara fondamentale in chiave Champions per il Napoli.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISvolainter-milansconfitto-salenapoli-juvevince-1013751.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101050n
121013750NewsEditorialeI CALCIATORI E QUEL FASTIDIOSO MESSAGGIO DI STARE ZITTI 2021031510:52ronaldo juveAnche i grandi campioni di calcio sbagliano come tutti noi. <p>Si tratti di qualsiasi giocatore criticato dai media a ragion veduta, dopo uno o pi&#249; gol realizzati nella partita successiva alle critiche c'&#232; sempre la reazione di avvicinarsi alla telecamera di campo con l'indice della mano portato davanti al naso, in segno di stare tutti zitti. Una fastidiosa risposta all'informazione sportiva che altro non fa che scrivere ci&#242; che vede in campo con oggettivit&#224; di pensiero. Il nostro non &#232; mai stato un dispetto ad personam, ma &#232; pi&#249; semplicemente un analizzare prestazioni talora anche pessime che si avvicendano ad altre brillanti sotto l'aspetto puramente tecnico. Scrivere, ad esempio, che contro il Porto Ronaldo e la Juventus hanno disputato una pessima partita, non &#232; un sacrilegio e non &#232; neppure lesa maest&#224; del pi&#249; premiato calciatore al mondo; &#232; soltanto un dato di fatto. Per questo diciamo che simili gesti visti sul campo devono essere stigmatizzati e archiviati come segno di risposte che nessuno di noi intende accettare. S&#236;, perch&#232; ogni partita fa storia a s&#232;. Sarebbe quindi opportuno che da parte dei giocatori, anche quelli considerati &#171;intoccabili&#187;, si instaurasse una sorta di accettazione alla critica costruttiva che spesso &#232; anche pungolatura verso il migliorarsi di un campione che tale deve essere anche sotto l'aspetto culturale. Noi giornalisti non siamo nemici di nessuno, ci limitiamo a pubblicare ci&#242; che vediamo e sentiamo nella certezza che la notizia sia fondata, come fondata &#232; da considerarsi la debacle di una sconfitta, piuttosto che di una prestazione negativa che a onor del vero dovrebbe essere ammessa pubblicamente anche dai rispettivi protagonisti. Ci sta poi che anche noi sbagliamo, come sbagliano arbitri, calciatori e addetti ai lavori, tuttavia, &#232; sempre opportuno essere s&#232; stessi nell'ammettere l'errore. L'etica professionale impone certe regole che vanno rispettate oltre ogni cosa, per questo noi ci battiamo per sensibilizzare questo mondo del calcio fondamentalmente intriso di denaro eccessivo che, tuttavia, in questi tempi di pandemia sembra subire una discesa economica che, comunque, no &#232; mai paragonabile ad altri settori commerciali del nostro Paese. Dunque, si faccia cultura sulla base della logica del rispetto che &#232; necessario per il bene del calcio e non solo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711ronaldo.jpgSIncalcio-ronaldo-juve-1013750.htmSI0101059n
131013748NewsEditorialeChampions: Juve attesa dall`esame Porto, una gara che vale una stagione2021030822:51juve,porto,ronaldo,ottavi,champions,tifosiLa Juve cerca continuità in Champions, in una stagione altalenante con la rosa decimata dai tanti infortuni<p ><span>Domani sera, all'Allianz Stadium, andr&#224; in scena Juve-Porto, una partita che non vale semplicemente l'approdo ai quarti di finale di Champions League, ma molto di pi&#249;. Innanzitutto, in una Juve rimaneggiata dalle assenze e con un rendimento molto altalenante, occorre trovare certezze, che hanno caratterizzato i dieci anni di vittorie in casa Juve e, ora come non mai, ce n'&#232; bisogno. La compagine bianconera, fin qui, &#232; stata protagonista di un arduo e complicato cammino, costituito da importanti soddisfazioni ma anche da cocenti delusioni, che hanno demoralizzato i pretenziosi e insaziabili tifosi juventini. Domani, dai bianconeri ci aspettiamo una partita intelligente e d'orgoglio, dato che il risultato non &#232; a loro favore e serve fare gol, ma ponendo attenzione a non subirne. Insomma, una partita da Juve, da squadra capace di compiere imprese memorabili e di emozionare i propri tifosi. Lo scacchiere juventino, senza dubbio, includer&#224; Cristiano Ronaldo, il quale, dopo aver riposato nella recente gara casalinga con la Lazio, ha voglia di vincere e trascinare la propria squadra in una competizione che lui conosce meglio di chiunque altro. Invece, il Porto, forte della vittoria casalinga per 2 a 1, presumibilmente condurr&#224; una partita difensiva, in cui soprattutto penser&#224; a contenere gli attacchi bianconeri e a conservare il risultato dell'andata, dando filo da torcere all'attacco juventino. Per i tifosi di entrambe le squadre sar&#224; di certo una partita tirata sino alla fine, una gara di sofferenza e di pazienza, che decider&#224; chi delle due entrer&#224; a far parte delle prime otto squadre d'Europa.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuve-porto-garadecisivaperlastagionedellajuve-tornaronaldo-1013748.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010174n
141013738NewsEditorialeCuadrado, emblema del gioco voluto da Pirlo 2021020715:17cuadrado,pirloLa Juve batte la Roma e risale la classifica posizionandosi alla terza posizione.<p>Se &#232; vero che la Juve &#232; molto condizionata dalla presenza di <strong>Cristiano Ronaldo,</strong> dal suo carisma e dalle sue finalizzazioni, &#232; altres&#236; vero che nella nuova idea di gioco impostata da Andrea Pirlo, Cuadrado ha assunto un ruolo dal quale la Juve non pu&#242; prescindere. Ed &#232; subito evidente il suo apporto alla squadra per fluidit&#224; di gioco, di inserimento tra le linee e passaggi filtranti tali da mettere in condizione i compagni di andare in gol con facilit&#224;. Lo abbiamo visto in pi&#249; occasioni e lo abbiamo messo a fuoco anche nell'ultima partita di campionato contro la Roma. Infatti, non appena entrato nella seconda parte della gara a circa mezzora dalla fine, si &#232; rivista l'armonia di gioco corale che ha contribuito a migliorare il centrocampo formato da un Artur e Rabiot apparsi fino a quel momento privi di idee. La Roma, da parte sua, ha messo in difficolt&#224; la Juve attraverso le sue ripartenze, ma ha mostrato gravi carenze nella finalizzazione del gioco per la mancanza di una punta vera Dzeko entrato sul finire della gara no ha inciso per chiara mancanza di forma e per polemiche contro il suo allenatore Fonseca che l'ha lasciato in disparte per qualche settimana. Il 4-4-2 di Pirlo si &#232; dunque imposto sul 3-4-2-1 di Fonseca e il 2 a 0 con il quale la Juve ha superato la Roma con un gol di Cristiano Ronaldo al 13&deg; del primo tempo e l'autorete di Ibanez, giustificano una superiorit&#224; territoriale che se pur non protratta per tutto l'arco della gara, ha dato evidenti segni di superiorit&#224;. E adesso la Juve continua la sua marcia nel recupero delle posizioni perse, nella convinzione che il recupero della partita di campionato contro il Napoli dia il l&#224; verso i pretendenti dello scudetto. Il tutto tra Coppa Italia e Champions, impegni che mettono a ferro e fuoco un calendario pieno di impegni. Dunque, possiamo propio dire che la Juve non muore mai, anzi con il rientro di Chiellini ha dato ulteriore garanzia a una difesa che ad oggi ha subito meno gol in campionato rispetto al resto delle altre squadre.Vedremo cosa accadr&#224; cammin facendo e, soprattutto, se la squadra di Pirlo riuscir&#224; a dare continuit&#224; fisica, mentale e di risultati che la dovrebbero avvantaggiare sotto il profilo del raggiungimento degli obiettivi prefissati fin dall'inizio, nonostante quella spada di damocle data da un allenatore neofita come Andrea Pirlo sul quale noi, ancora oggi, manteniamo le nostre riserve,</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong> .</p>fl0711fl0711juan-cuadrado.jpgSIScuadrado-emblema-del-gioco-voluto-da-pirlo-1013738.htmSI01,06010162n
151013734NewsEditorialeInter - Juventus, mille motivi in più per vincere.2021011517:05Sale la febbre del derby d`Italia<br /><p><span>Per i tifosi sar&#224; il primo Inter - Juve virtuale; un derby d'Italia vissuto sul divano, davanti alla televisione e senza l'ausilio degli sfott&#242; da stadio. Tuttavia, non per questo si rende meno importante dal punto di vista dell'intensit&#224; emotiva e dell'ansia di attesa. Inter - Juve &#232; sempre una partita a parte, un incontro di antica tradizione fatta di rancori, ruggini e antipatie calcistiche mai sfumate nel tempo. L'espressione «Derby d'Italia» &#232; stata coniata da Gianni Brera nel 1967 per indicare due formazioni che, pur risiedendo in due Citt&#224; e Regioni diverse, sono caratterizzate da una profonda rivalit&#224; reciproca, tipica delle sfide stracittadine. E ci sono tanti motivi in pi&#249; in questo incontro della 18ma giornata del Campionato Italiano di Serie A che lo rende ancora pi&#249; piccante. Basti pensare che le recenti reminiscenze di appartenenza juventina di Antonio Conte e Beppe Marotta, si arrovellano nell'immaginario collettivo dei tifosi bianconeri come uno sgarbo che non doveva essere fatto. Ma si sa che il tifoso non bada al razionale senso del professionismo pallonaro e si perde tra mille altri tortuosi pensieri che convergono nella parola: «tradimento». Tuttavia, lasciando da parte tutte queste annose polemiche di parte, soffermiamoci su quelli che sono i motivi di interesse che coinvolgono le due squadre dal punto di vista tecnico. Diciamo subito che sia per la Juventus di Pirlo che per l'Inter di Conte &#232; assolutamente vietato perdere per non buttare via punti in classifica. La Juve, infatti, pur con una partita da recuperare, perdendo contro l'Inter si troverebbe troppo distanziata dai vertici della classifica, mentre per i nerazzurri si potrebbe accendere l'ennesima polemica su una squadra che manca di cattiveria nel sapere gestire le partite. E poi Lukaku contro Ronaldo, chi &#233; pi&#249; decisivo? Due bomber a confronto che sono devastanti nel Campionato Italiano. Il gigante nerazzurro ha totalizzato 17 gol in 22 partite, mentre Ronaldo &#232; a quota 19 su 18 gare giocate. In Campionato CR7 comanda la classifica cannonieri con 15 gol contro le 12 reti segnate da Lukaku. Ma a parte queste considerazioni, il derby d'Italia non si pu&#242; sminuire in quest'unico concetto di base, perch&#233; sul piatto ci sono molte altre considerazioni tecniche che rendono questa partita davvero affascinante. Due squadre diverse ma simili nella ricerca di continuit&#224; di risultati e nella solidit&#224; di un centrocampo che non ha ancora messo a fuoco certi meccanismi che identificano la grande squadra. Pirlo si trover&#224; privo di Dybala infortunato, pi&#249; Cuadrado, De Ligt e Alex Sandro messi in quarantena dal Covid. Conte, invece, deve fare a meno del solo D'Ambrosio, di Sensi che stenta a entrare in forma dopo l'infortunio subito, e poi si ritrova con l'eterno problema mai risolto di un super pagato come Eriksen, che nel 3-5-2 dell'allenatore dell'Inter non troverebbe posto nel suo ruolo di trequartista. Dunque, sono tanti i temi di questo ennesimo confronto tra le due pi&#249; amate squadre d'Italia che hanno voglia di superarsi a prescindere da ogni considerazione tecnica, tattica e di natura storica. Vedremo come andr&#224; a finire. Pirlo che sostiene di essere uno che da sempre ha apprezzato il modo d'allenare di Conte fin dai tempi della Juve, e poi Conte, che forte del suo carattere caparbio che non prevede mai la sconfitta, sta preparando attentamente una partita che, come lui dice, deve essere affrontata con forza, determinazione e «pedalare». Ci riuscir&#224; a battere la sua ex squadra? E la Juve sapr&#224; stare sul pezzo di una gara che &#232; carica di stimoli? Vedremo. Tutto pu&#242; essere. Solo il campo dar&#224; la risposta. Intanto sappiamo che l'arbitro sar&#224; il Signor Doveri coadiuvato da Carbone e Peretti. Il quarto uomo sar&#224; Maresca, mentre al Var ci sar&#224; Calvarese.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>MilanoFL0711FL0711foto-inter-juve.jpgSIS-1013734.htmSI01,02,03,06,1001069n
161013718NewsCalciomercatoLa Juventus e le sue difficoltà decisionali nel calciomercato20200905175311Un`altalena che non sembra da Juve<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla Juve finirà come l’anno scorso. Ricordate quando ha aspettato tanto per l’allenatore e poi si è rifugiata in una seconda scelta per ovvie ragioni di urgenza? Così quest’anno che sta cercando di comprare una punta di rilievo da affiancare a Cristiano Ronaldo, ancora nulla si sblocca. I nomi sono tanti e vanno da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suarez a Dzeko a Morata a Cavani</i></b>, pensando poi come sistemare le situazioni in uscita dei vari <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Higuain, De Sciglio, Khedira, Rugani, </i></b>forse <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bernardeschi</i></b> e altri. Tutto è ancora in alto mare per diverse situazioni. Difficoltà non esattamente imputabili a un mercato spesso dipendente dallo sblocco di questo o quel giocatore dalla società di appartenenza. Così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Dzeko</i></b>, per il quale la Roma vuole definire prima l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Milik,</i></b> così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suarez,</i></b> cui si attende l’accordo della buona uscita con il Barcellona e il passaporto comunitario. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Edison Cavani</i></b>, il nome tenuto in caldo dalla Juve anche se ha un costo rilevante e la famiglia che abita ancora a Napoli. Tuttavia, tutto questo stato di cose non precluderebbe una mancanza di forza decisionale da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Fabio Paratici</i></b>, il quale non sembra tanto indenne da responsabilità nel non chiudere trattative che meriterebbero maggiore convinzione, soprattutto quando un affare sembra troppo tortuoso da raggiungere e non merita continuare a insistere, trovando convenienze economiche da far fruttare magari tra un anno o due come plusvalenze. Fatto è che la situazione Juve deve far fronte alle casse societarie che non sono più tanto floride come poco tempo fa, questo è vero. Tuttavia è palese un’attendibilità in affare che la Juventus ha assunto dal momento in cui a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Paratici</i></b> è stato dato lo scettro di Direttore Sportivo - Chief Football Officer - un ruolo determinante dopo la fuoruscita dall’organico della Juventus di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Beppe Marotta</i></b>. E’ vero, ci sono strategie aziendali che hanno bisogno di tempo per essere elaborate, ma la concorrenza non ti aspetta, è spietata in un calciomercato che intende chiudere le trattative in maniera quasi immediata per non perdere l’occasione. A questo proposito, come dicevamo prima, alla Juventus servirebbe inquadrare subito le situazioni possibili, lasciando perdere di incaponirsi su quelle che sembrano elaborate e prive di possibilità di successo. Così è stato per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pep</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Guardiola,</i></b> inseguito fino all’eccesso e poi in fretta e furia ripiegati su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio Sarri</i></b> con il risultato che tutti sappiamo. No, non è da Juve questo sistema. Si cambi modo di agire perché è finito il tempo in cui la Juve chiamava e tutti venivano “a piedi” da qualsiasi parte del mondo. Adesso esistono società ricche economicamente che detengono il potere strategico delle operazioni di calciomercato. La Juve è ancora una di queste, ma non la sola come tanti anni fa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711paratici.jpgSiN-1013718.htmSi100451001,02,0301037
171013716NewsCampionatiIl giorno dopo lo choc, il nulla cambia e il radicale cambiamento.2020082617223725 Agosto 2020. Una data da ricordare per gli sportivi italiani.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ la sintesi del giorno dopo, in cui si è vissuto lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Choc”</i></b> provocato dalla notizia ufficiale che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Leo</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> ha detto addio al Barcellona, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Nulla Cambia”</i></b> di marca interista che conferma Conte e tutti i quadri dirigenziali, e poi il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Radicale</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Cambiamento”</i></b> della Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b>, che resta il grande mistero del popolo bianconero. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma andiamo per ordine e analizziamo i tre punti:</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Lo “Choc” provocato da Leo Messi:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dall’Argentina la Pulce ha già preso la sua decisione e l’ha comunicata ai blaugrana con il chiaro intento di volere andarsene gratis. A lanciare l’indiscrezione è il portale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">TyC Sports</i></b> che tra le righe battute informa che Messi, tramite fax, avrebbe comunicato al Barca la sua intenzione di cambiare squadra e di volersi avvalere della clausola che gli permette di rescindere unilateralmente il contratto al termine della stagione. Un colpo a ciel sereno, capace di alimentare le speranze delle tante pretendenti che aspirano ad assicurarsi il campione argentino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Inter, il Manchester City, il Manchester United</i></b> e il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Paris Saint – Germain</i></b>, mentre qualcuno ci aggiunge pure il nome della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Juventus</i></b> in un’eventuale operazione commerciale promossa dallo sponsor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Adidas.</i></b> Ma a parte quest’ultima possibilità bianconera che noi riteniamo molto remota e suggestionabile, tutti sperano in questo sogno che fino a ieri sembrava tale e che oggi assume i contorni di una possibile realtà. Intanto arrivano conferme dalla Spagna sulla decisione definitiva di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che in questo fine settimana non prenderà parte ai test e agli allenamenti previsti agli ordini del nuovo tecnico del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Barca Ronald Koeman</i></b>. Insomma, un vero e proprio uragano si è abbattuto sulla società blaugrana la quale, dopo avere dato il benservito a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Luis Suarez, Vidal, Rakitic,</i></b> dopo aver venduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Artur</i></b> alla Juve e avere incassato i malumori di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Piquè </i></b>e compagni, adesso si trova a dovere sbrogliare la matassa assai ingarbugliata da Messi, proprio lui, il simbolo blaugrana per antonomasia, il capitano dei capitani che non ha sopportato l’8 a 2 subito in Champions dal Bayern Monaco. Uno sfacelo maturato secondo i malumori nati da molto tempo all’interno dello spogliatoio blaugrana, per l’inadeguatezza della presidenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josep Maria Bartomeu</i></b>, reo di non avere capito in tempo il repentino cambiamento di una società che aveva bisogno di essere ammodernata a partire dalle figure tecniche e dirigenziali. Un po’ come dire che era finito il grande ciclo del Barca e si doveva cominciare a cambiare in maniera graduale. Questo non è accaduto e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che da sempre è il personaggio più rappresentativo del Barcellona, già da molto tempo aveva avvertito il generale malumore della squadra nei confronti della società. Morale della favola, adesso il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu</i></b> si trova praticamente solo contro la squadra e i tifosi che hanno manifestato in piazza sotto il grido <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vattene”.</i></b> Dunque, mala tempora currunt in quel del Barca Calcio. E adesso il Messi tanto sognato dal mondo del calcio, diventa realtà per le squadre che economicamente se lo possono permettere. Sempre che il capitano del Barca faccia un passo indietro a fronte delle dimissioni del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu.</i></b> Ipotesi, questa, che riteniamo molto improbabile, viste le dichiarazioni agguerrite del massimo dirigente del Barca. Staremo a vedere i prossimi sviluppi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Il “Nulla Cambia” dell’Inter:</span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Antonio Conte</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> resta allenatore dei nerazzurri e anche i quadri dirigenti restano intatti. Il teatrino è finito, andate in pace! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang</i></b> ha fatto da paciere facendo condividere la strategia tecnica con quella dirigenziale, evitando l’addio dell’allenatore che ha ancora due anni di contratto firmato. Tre ore di incontro a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Villa Bellini</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Somma Lombardo in provincia di Varese,</i></b> hanno decretato una riappacificazione per il bene della società nerazzurra. Al momento non sono emersi i punti d’incontro per il lieto vivere, ma si presume che alla base ci siano motivi economici da mettere in primo piano, uno su tutti il lauto contratto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte</i></b> firmato l’anno scorso a 12 milioni netti a stagione. Poche note trapelano da un incontro che ha visto uscire alla spicciolata sia il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang </i></b>che l’allenatore e tutti i dirigenti nerazzurri. Ciò che si è saputo è che questo accordo non prevede la forzatura della società di vincere lo scudetto il prossimo anno e di lavorare il più possibile tranquilli, portando avanti il lavoro triennale previsto già lo scorso anno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte.</i></b> Non ci sarà un mercato con colpi da Top Player come quello fatto l’anno scorso con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Lukaku</i></b> e dove è facile pensare all’addio di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Asamoah, Vecino </i></b>(per lui si parla dell’interessamento del Cagliari) e poi<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> Skriniar,</i></b> cui è possibile farlo rientrare nell’operazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ndombèlè </i></b>con il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Tottenham</i></b>. Vedremo cosa accadrà. Una cosa pensiamo di questa Inter sempre alle prese con la sua vera identità mai trovata a parte gli anni del pre e post <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Mourinho, </i></b>ed è sempre quella latente immagine di società fragile dal punto di vista organizzativo, in cui tutti parlano, tutti dicono la propria idea pubblicamente anche contro la società stessa. Tutto ciò crea disordine, anarchia, non rispetto delle gerarchie in un ambiente in cui si vorrebbe arrivare a quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”</i></b> che è l’emblema dell’odiata Juve. Per far questo, però, c’è bisogno di fatti concreti, di un’organizzazione societaria perfettamente organizzata nei suoi quadri dirigenziali e tecnici, ma non di parole spifferate pubblicamente che sono devastanti per la coesione del gruppo e l’interruzione continua di progetti iniziati e mai conclusi. Anche in questo caso, il tempo sarà giudice di quanto la società cinese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suning </i></b>e il giovane presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zhang</b> ha optato per lasciare le cose come stanno, ovviando alla gravità dei pensieri espressi pubblicamente da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte </i></b>nei confronti del società.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>IL&nbsp;“RADICALE CAMBIAMENTO” DELLA JUVE&nbsp;DI&nbsp;ANDREA PIRLO:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Anche per la Vecchia Signora ieri è stata una giornata importante. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo </i></b>si è presentato in conferenza stampa con: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Voglio riportare un po’ di entusiasmo che è mancato nell’ultimo periodo. Voglio un calcio propositivo con grande padronanza del gioco. Ai ragazzi ho detto solo due cose: dobbiamo avere sempre il pallone e quando lo perdiamo dobbiamo recuperarlo velocemente. Sono due concetti importanti a livello mentale, da fare entrare nella testa dei giocatori. Dybala? Mai stato sul mercato! Higuain? Ciclo finito! Con Ronaldo ho già parlato. Per il mercato ho già in testa un certo tipo di giocatori che ho richiesto al club”. </i></b>La sua voce è bassa, lenta, così come sempre è stato Andrea Pirlo, l’artefice della “maledetta” che s’infilava liscia nel sette della porta avversaria. Il regista di centrocampo dotato di intelligenza. Ma essere allenatore della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Prima Squadra della Juventus</i></b> è tutta un’altra cosa, soprattutto per lui che è neofita della panchina. Il mondo bianconero ascolta in silenzio ed è più confuso che persuaso su quelle che sono le aspirazioni di una Juventus, la quale si è affidata con coraggio a un allenatore fatto in casa ma senza nessuna esperienza da coach. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo</i></b> è un vero e proprio outsider per una Juventus che si è scoperta con poche possibilità economiche e l’idea di fare un reale cambiamento per cominciare un nuovo ciclo. E’ un rischio forse anche calcolato, ma resta pur sempre un azzardo, soprattutto perché stiamo parlando di una Juventus delusa dall’anno quasi fallimentare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri </i></b>che ha vinto il nono scudetto consecutivo, ma ha deluso sotto le aspettative europee di squadra che non è andata oltre gli ottavi di Champions. Riuscirà Pirlo a riportare l’interesse dei tifosi bianconeri, nei quali regna lo scetticismo più forte di sempre? Il tempo darà le risposte a domande che in<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>questo momento appaiono lecite, ma neanche tanto convinte per avere una certezza che non c’è. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-leo-messi.jpgSiN-1013716.htmSi100451001,02,03,1001058
181013712NewsEditorialeLa Juve e il suo ridimensionarsi. Che c`è dietro?202008159:17Rebus bianconero<p>Da tanta carne a fuoco, a preoccupanti incertezze. La Juve sta facendo perdere il sonno ai suoi tifosi, i quali sono increduli dopo aver visto arrivare Pirlo sulla panchina bianconera e, soprattutto, non riescono a capire cosa stia succedendo in seno alla societ&#224; pi&#249; scudettata d'Italia. La partenza di Matuidi e la chiara idea di uno svecchiamento globale dei suoi giocatori, porta a pensare che la Juve 2020'21 sar&#224; una squadra composta in massima parte da giovani. Almeno, queste sono ad oggi le indicazioni di massima. Ma cerchiamo insieme di fare ordine.<br /><br />Ecco la lista dei possibili partenti<br /><br />Gonzalo Higuain - per lui la Juve vorrebbe incassare almeno 10 milioni di euro -<br /><br />Federico Bernardeschi - un anno deludente che pregiudica la sua partenza dalla Juve senza tanti rimpianti. Paratici cerca di inserirlo con lo scambio di qualche giocatore che interessi a mister Pirlo. La sua valutazione di partenza &#232; di circa 35 milioni di euro,<br /><br />Daniele Rugani - un altro giocatore che non ha avuto modo di mettersi in luce e quando gli &#232; stata data questa possibilit&#224; ha praticamente mostrato lacune e insicurezze di reparto. La sua valutazione si aggira intorno ai 12 milioni di euro.<br /><br />Aaron Ramsey - qualora dovesse arrivare un'offerta per il gallese della Juve, nessuno farebbe resistenza per un calciatore che &#232; sempre stato n&#233; carne n&#233; pesce. Con lui la Juve porterebbe in cassa una discreta plusvalenza.<br /><br />Mattia De Sciglio - E' stato fermato dalla sfortuna e da tanti infortuni, tuttavia nel corso degli anni che &#232; rimasto alla Juve non ha dimostrato grandi valori tecnici, tali da considerarlo mai incedibile. Ha un discreto mercato all'estero e potrebbe partire a fronte di 12 milioni di euro.<br /><br />Douglas Costa - anche il brasiliano &#232; incappato in continui infortuni muscolari che ne hanno compromesso la stagione in seno alla Juventus che sborsa per lui un contratto troppo oneroso. Potrebbe essere il momento dell'addio, anche perch&#233; garantirebbe l'entrata di 40 milioni di euro. E per il bilancio della Juve di adesso, sarebbe un apporto importante nel riequilibrio del bilancio.<br /><br />Sami Khdira - &#232; ormai fuori dal progetto Juve. La societ&#224; vorrebbe guadagnare qualcosa dalla sua partenza ma c'&#232; anche la probabilit&#224; che il suo contratto venga rescisso.<br /><br />Adrien Rabiot - prima del lockdown &#232; stato praticamente nullo. Poi, alla ripresa del campionato &#232; sembrato riprendersi. Tuttavia, il fatto che abbia un lauto contratto e la possibilit&#224; che abbia un'ottima valutazione di mercato, la sua partenza garantirebbe alla Juve una buona plusvalenza liberandosi cos&#236; da un ingaggio piuttosto gravoso.<br /><br />Cristian Romero - rientrer&#224; dal prestito al Genoa, ma per lui non sembra esserci posto nella retroguardia bianconera. Con una valutazione di 20 milioni di euro potrebbe essere inserito come merce di scambio.<br /><br />Luca Pellegrini - anch'egli &#232; un rientro, ma dal Cagliari. La Juve per cederlo chiede almeno 12 milioni di euro.<br /><br />Griezmann, Aubameyang, Depay, Zapata, Jmenez, Kaio Jorge, Lacazette, Pinamonti, Dzeko, Milik. 10 nomi che naturalmente hanno una loro classifica di priorit&#224;. In cima c'&#232; Milik, ma attenzione anche alle candidature di Dzeko, Lacazette, Raul Jmenez e Zapata. I giovani Kaio Jorge e Pinamonti sarebbero inseriti eventualmente come ipotesi di prospettiva, vista la necessit&#224; della dirigenza della Juve di volere dare un colpo netto di svecchiamento alla squadra. Ma dopo lo scambio di Pjanic con Arthur e l'acquisto di Kulusevski fatto a gennaio, nella lista di Paratici si leggono questi nomi. Oltre il gi&#224; citato Griezmann, ci sono Verratti, Zaniolo, Milinkovic Savic, Donnarumma, Pogba, Gabriel Jesus. Naturalmente molti di questi nomi rappresentano una vera e propria suggestione per una Juve che mai come quest'anno si trova ad essere in chiare difficolt&#224; economiche dopo essersi «dissanguata» per acquistare e mantenere Cristiano Ronaldo. A proposito di CR7, sembrerebbe che anche il campione portoghese possa essere venduto per liberarsi della gravosit&#224; di un contratto davvero pesante. Evidentemente gli introiti commerciali derivanti dall'ottimo merchandising, non coprono a sufficienza i pesanti oneri per mantenere in rosa Ronaldo. E, come se non bastasse, nell'entourage bianconera circola voce di un possibile addio a Dybala, qualora dovesse arrivare dall'estero un'offerta irrinunciabile. Insomma, ad oggi, parrebbe che la Juve debba scegliere di tenere soltanto uno dei due campioni: o CR7 o Dybala, che tra l'altro, e non a caso, non gli &#232; stata data ancora la possibilit&#224; di rinnovare il contratto che era stato previsto come allungamento fino al 2025 a 10 milioni l'anno. Dunque, il cambiamento in squadra della Juve parte proprio dai conti in bilancio, che mai come in questa occasione si sta rivelando essenziale. Non aver vinto la Supercoppa, la Coppa Italia ed essere uscita agli ottavi dalla Champions, ha comportato perdite economiche non previste per una societ&#224; che con l'arrivo di Sarri pensava, o almeno sperava vivamente, di potere centrare almeno un'altra finale di Champions. Ma il parziale fallimento della stagione 2019'20, ha fatto ritornare la Juventus con i piedi per terra, fino al punto di dare al neo allenatore Pirlo una squadra che forse da quest'anno si ridimensioner&#224; dal punto di vista della strategia per la conquista dei grandi trofei. E magari chiss&#224;, cominciando in sordina e con i malumori e le incertezze dei tifosi bianconeri, hai visto mai che potrebbe essere l'anno buono? Chiss&#224;! Nel calcio tutto &#232; possibile.<br /><br />Salvino Cavallaro<br /></p>TorinoFL0711FL0711andrea-agnelli1.jpgSISjuve-calciomercato-tifosi-preoccupati-1013712.htmSI01,02,03,06,1001028n
191013711NewsCampionatiQuando si dice: “Non ha esperienza”.20200809142515Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Ubi maior minor cessat”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Per tutti quanti, in ventiquattro ore ha deciso il capo in testa. Dopo l’uscita agli ottavi di Champions e dopo un anno di gravi incertezze tecniche e tattiche della Juve di Sarri, il siluramento dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea era nell’aria, nonostante abbia vinto uno scudetto dal sapore molto insipido. Ma la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> come suo successore ha creato sbigottimento, non certo per la qualità dell’uomo e dell’ex calciatore dotato di tecnica sopraffina, ma per il grosso punto interrogativo dato dal suo essere un neofita allenatore che, peraltro, è ancora senza patentino. Apprendiamo infatti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">presidente dell’Associazione Italiana Allenatori</i></b>, che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> ha il permesso di allenare perché ha frequentato e ultimato il corso allenatori a Coverciano, e nel mese di ottobre, dopo avere consegnato la tesi, sarà ufficializzato allenatore a tutti gli effetti. Ma ciò che a molti sta sembrando una decisione troppo affrettata, diciamo che non è nello stile della Juventus fare delle scelte senza discuterle a livello dirigenziale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni operazione da fare. Infatti, ci si doveva già porre delle domande quando qualche giorno prima dell’ufficializzazione ad allenatore della prima squadra della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> è stato presentato in pompa magna come allenatore della Under 23. Troppa enfasi, troppa accademia, troppa pomposità, per essere una semplice info ai media convocati in conferenza stampa per un allenatore di Under 23, anche se questo faceva pensare al ritorno a casa di un ex campione dalla indiscussa juventinità. A dire il vero qualcuno l’aveva già intuito, ma troppe erano le legittime domande nell’affidare una panchina così importante a un personaggio che si è appena affacciato in quel mondo allenatori così tanto diverso dal calcio giocato. Così commenta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ringhio Gattuso: “Pirlo allenatore della Juve? Adesso sono tutti c……suoi”.</i></b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Tuttavia, l’eterno dubbio pallonaro in cui vige da sempre il detto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“non ha esperienza” -</i></b> viene a decadere in un calcio moderno che si è giustamente liberato da certe stereotipate idee qualunquiste, incapaci di dare fiducia a chi propone idee progressiste, giovani e di fresca iniziativa, pronta a mettersi in luce senza timori ma con l’idea di proporre un calcio di ottima fattura, capace di smitizzare il principio alienante che soltanto certi parrucconi sostenitori di esperienza in campo internazionale, possano essere affidabili. E’ certo che in qualsiasi panchina da allenatore di calcio, ogni cosa deve essere equilibrata e assecondata dalle figure che compongono l’area tecnica. E alla Juve questo c’è, per questo riteniamo che mister Pirlo sarà aiutato nella fase esplicativa del suo ruolo, sia nelle scelte tecniche che tattiche, pur avendo rispetto delle idee dell’allenatore cui è stata data fiducia. E poi, in base a quanto riferito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri, Andrea Pirlo</i></b> durante il corso allenatori ha dimostrato di essere attento e acuto anche nell’analizzare possibili strumenti di un calcio proiettato al futuro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo, dice Ulivieri</i></b>, è uno che guarda sempre avanti ed è preciso, ordinato, ascolta tutto e poi riassume le cose che ritiene più importanti. Insomma, non ci piove sull’aver affidato la Juve a una persona concretamente valida. Ma in primis resta comunque una scommessa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Agnelli</i></b> che questa volta ha preso in mano la questione allenatore, dopo avere ascoltato l’anno scorso i suoi fidi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Nedved e Paratici</i></b> nella scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri.</i></b> Per noi, questa scelta che ha sorpreso tutti resta un punto interrogativo che solo all’atto pratico si potrà eventualmente cancellare. Una cosa è certa, con la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo </i></b>come allenatore della Juventus si profila l’ennesimo tentativo di cambiamento tecnico in un sistema moderno di gioco, che si dovrebbe accostare a quel calcio europeo ad alto livello che dia la possibilità di vincere quella tanto agognata Champions che sfugge sempre di anno in anno. Già, rimandare di anno in anno quell’alzata al cielo della coppa dalle grandi orecchie che sta diventando una vera persecuzione. Ma chi ha tempo non aspetti tempo. Lo dice anche Cristiano Ronaldo, il quale adesso non è più sicuro di volere restare alla Juve. Un altro punto interrogativo da sciogliere nel caso che il leader dei bianconeri riflettesse sul fatto che neanche la sua presenza in seno alla squadra sia stata sufficiente a vincere la Champions. Con il suo arrivo, due anni fa, questo era l’obiettivo da raggiungere. Oggi, a distanza di tempo, questo obiettivo non è stato raggiunto per molti motivi, che il leader della Juve, consapevole della sua età e del fatto che non abbia più tempo da perdere, dà probabilmente colpe alla stessa società di non avere centrato ciò che maggiormente vuole. E allora? Chissà! Tutto è possibile. Intanto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“maledetta”</i></b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> si fa avanti come garanzia di affidabilità. Il resto lo commenteremo strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pirlo-6.jpgSiN-1013711.htmSi100451001,02,03,1001069
201013708NewsCampionatiIl male oscuro di Josip Ilicic20200801155718Storie di campioni che si riflettono nell`umano sentire. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ci sono storie legate all’uomo che vanno oltre il proprio stato sociale, la ricchezza o la difficoltà di vivere un quotidiano che spesso contribuisce con la sua storia a colpire la sensibilità di ognuno di noi. Storie che si intersecano nell’io più profondo, che colpiscono i meandri interiori talora oscuri e ben nascosti nell’anima, che all’apparenza possono sembrare inspiegabili, immotivate, senza senso. E invece un senso ce l’hanno, eccome se ce l’hanno! La storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josip Ilicic</i></b> calciatore sloveno e stella della bellissima Atalanta, sta interessando i media, i tifosi della Dea bergamasca e non solo. Si è appreso, infatti, che il campione dell’Atalanta non è infortunato a causa dei suoi muscoli o delle sue ossa, ma è affetto da quella malattia che colpisce l’anima e che non ti lascia più vivere serenamente. Una patologia che quasi sempre trova terreno fertile nelle persone più sensibili che somatizzano in maniera esasperata ogni accadimento avvenga nella vita. Un retaggio di situazioni che non nascono mai dal nulla ma che si trascinano nel tempo fino a farti crollare. L’Atalanta non è stata ovviamente chiara su questo problema personale di Ilicic, tuttavia, da ambienti vicini al calciatore si è appreso di quanto abbiamo detto. A curarlo sono i familiari, i quali lo conoscono davvero fin dal tempo in cui Josip era un anonimo personaggio che non aveva ancora raggiunto quella notorietà capace di proiettarlo nel benessere assieme alla sua famiglia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“E’ un ragazzo forte ma anche fragile, come i tronchi degli alberi antichi” </i></b>dicono i suoi compagni che l’hanno conosciuto quando giocava a Firenze. E adesso neanche il successo delle sue prestazioni in un’Atalanta da favola, sono bastati ad evitare a Ilicic che qualcosa si rompesse dentro di lui. Il periodo del lockdown, le immagini crude dei camion militari che portavano via le bare nella città di Bergamo a pochi passi da dove egli vive, hanno impressionato e sconvolto questo calciatore forte fisicamente ma fragile nella sua interiorità. E anche l’umano perduto come senso di conforto per sfociare poi nella paura del contagio, hanno sconvolto il profondo di un uomo che è spesso assalito da momenti di tristezza. Certo, non siamo noi a dover significare una situazione che in questo ragazzone sloveno ha tutti i presupposti di una depressione, piuttosto che di un semplice e momentaneo stato d’animo. E non è un caso che il giocatore, con il permesso della società, abbia deciso di tornare in Slovenia tra le sue persone care, la sua gente, il suo mondo che possa aiutarlo a superare questo momento buio della sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto in campo contro la Juve all’Allianz Stadium. In quell’occasione non aveva brillato come suo solito. Era apparso stanco e poco incisivo, quasi avesse la testa altrove, per questo Gasperini a un certo punto ha deciso di sostituirlo. Tutto lasciava pensare a una stanchezza fisica, non certamente a una situazione di così larga e preoccupante difficoltà personale. Già contro la Lazio, l’Udinese, il Cagliari e la Sampdoria non aveva brillato e nonostante il suo sforzo, il ragazzo non è riuscito a far scoccare quella scintilla in grado di fargli dare il meglio di sé. E adesso crediamo pure che non sia neanche in grado di partecipare con i suoi compagni alla prossima Champions League che vedrà l’Atalanta affrontare il Paris Saint Germain. E’ certo che per la squadra di Bergamo fare a meno di Ilicic significa come per la Juve fare a meno di Dybala o Cristiano Ronaldo. Tuttavia, c’è un fatto umano da rispettare che va oltre ogni conquista di titolo, trofeo o coppa che vinci grazie a campioni come lui. Ma la società, la città di Bergamo, i tifosi della Dea gli sono vicini e con rispetto e pazienza lo aspettano a braccia aperte. Sì, quelle braccia aperte che nella vita gli hanno dato il conforto ancor più della fama e della ricchezza. Non sono solo parole, no! Per Josip Ilicic è il senso della vita, l’essenza dell’umano cui aggrapparsi. Il resto è soltanto la cornice di un quadro che esprime l’esistenza attraverso i suoi colori sgargianti e variopinti, che esprimono la bellezza di vedere le cose con gli occhi della speranza. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711ilicic.jpgSiN-1013708.htmSi100451001,02,03,1001039
211013705NewsCampionatiNoi detrattori di Maurizio Sarri alla Juventus20200728124214Nono scudetto consecutivo per la Juventus. Ma restano forti dubbi sulla mancanza di gioco.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>La Vecchia Signora d’Italia ha vinto il suo nono scudetto consecutivo. E non è cosa da poco! L’ha vinto meritatamente, non attraverso il tanto agognato gioco splendido di squadra, ma come spesso è successo nella sua lunga storia, l’ha vinto attraverso i suoi solisti, i suoi campioni di alto rango che sono capaci di cambiarti le sorti di una gara con un numero, un’invenzione di alta classe. In fondo il calcio è anche questo, visto che al tirar delle somme quello che conta di più di ogni altra cosa è vincere, è buttare dentro la porta avversaria più palloni di quanto se ne vanno a raccogliere dentro la propria porta. Ma questo è stato l’anno delle grandi discussioni su Maurizio Sarri allenatore della Juve. Il mondo juventino si è suddiviso tra detrattori e positivisti su questo 61enne coach al quale si devono dare altre chance per poterlo valutare meglio. E a questo punto sorge anche un dubbio alla lunga schiera di detrattori come noi, e cioè che l’allenatore nato a Napoli e poi vissuto in Toscana, abbia dalla sua la discolpa di avere trovato una squadra di campioni non scelti da lui e, soprattutto, non adatti dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, a sviluppare quel disegno tattico di gioco armonico di squadra che tanto lo rese famoso ai tempi in cui ha allenato il Napoli. Resta però il fatto che anche se in quell'anno in cui la sua squadra divertiva gli appassionati di calcio dal palato fine, lui non ha mai vinto nulla in Italia. E allora? Qual è la verità? Dove sta la risposta a tante domande su questo ex impiegato della banca, che a un certo punto della sua vita ha deciso di intraprendere la carriera di allenatore di calcio lasciando perdere un posto di lavoro sicuro che, per quei tempi, poteva ritenersi un’occupazione ben remunerata per tutta la vita. Il tempo gli ha dato ragione e per fortuna e per capacità, il Sarri dalla filosofia calcistica armonica e spettacolare ha raggiunto l’apice del successo proprio con quella Juve che spesso ha ammirato e persino odiato. Sentimenti contrastanti che poi, nel mondo del professionismo, lasciano il tempo che trovano. Ma la Juve ha vinto il nono scudetto consecutivo grazie a Ronaldo, che è stato molto protagonista rispetto al campionato precedente con i suoi 31 gol che significano già 10 in più dell’anno scorso. Ma nel contesto della squadra, forte della leadership di CR7, Sarri ha praticamente deposto le armi nella consapevolezza che la grandezza del suo campione fosse ancora più forte del suo intento di impostare la Juve a suo modo. Sarri ha capito fin da subito che qui, in questo ambiente di campioni, sarebbe stata partita persa se avesse insistito con il suo credo. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Se vi aspettate di vedere la Juve come giocava il mio Napoli, allora vi dico subito che vi sbagliate” – Sarri dixit –</i></b>E infatti, questo abbiamo appurato dopo un anno in cui la Juve ha perso la Supercoppa, la Coppa Italia, ha vinto il nono scudetto consecutivo e spera di conquistare la Champions. Appunto, la Champions! E adesso, nonostante Paratici abbia detto che Sarri sarà ancora l’allenatore della Juve anche per il prossimo anno, ci chiediamo se sarà riproponibile una sua candidatura sulla panchina bianconera qualora non centrasse l’obiettivo più importante che la società e i tifosi chiedono: alzare al cielo la Champions. Per il momento c’è da gustare la vittoria meritata dello scudetto, tuttavia, restano in essere ancora tanti dubbi mai risolti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013705.htmSi100451001,02,0301049
221013703NewsCampionatiLa malattia dell’anima di Higuain20200722161630Ancora un infortunio per il campione argentino che soffre di malumore.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Intendiamoci, è quello che pensiamo noi del Pipita, il campione della Juventus che dopo il lungo lockdown dovuto al Covid 19 è caduto in crisi profonda. Una depressione iniziata con la malattia della mamma e proseguita in un perdersi di timori e paure accumulate anche dal fatto che la Juventus abbia deciso di non avvalersi più delle sue prestazioni fin dal prossimo campionato. L’età avanzata e il suo lauto contratto, hanno fatto sì che la Vecchia Signora abbia deciso di addivenire a un addio. Sguardo triste, preoccupato, che non nasconde una fragilità di base che nasce dal suo DNA. Basta poco per lui andare in depressione e rivedersi in un umore altalenante tra picchi di entusiasmo e demoralizzanti pensieri pessimistici offuscati da dati di fatto o anche senza motivo alcuno. E’ la storia di un ragazzo ricco e fortunato, cui non mancherebbe nulla per vivere serenamente la vita, la quale lo fa soffrire a ogni minimo intoppo. E anche adesso, il nuovo guaio fisico lo mette di malumore perché teme di non potere essere più protagonista prima dell’addio alla Juve. No, lui non teme che Cristiano Ronaldo superi il suo primato di 36 gol conquistato quattro anni fa in campionato con il Napoli, semmai se la prende col destino per l’ennesimo acciacco avvertito durante il riscaldamento della partita contro la Lazio. Ci teneva a giocare il Pipita, voleva sfruttare l’occasione di essere titolare in una partita importante della Juventus, proprio nel giorno in cui il suo allenatore gli aveva riposto fiducia. Ma quel dolore acuto che è partito dalla schiena e rivelatosi poi lombalgia, l’ha deluso, amareggiato, scoraggiato. Domani non sarà convocato per la trasferta di Udine e non si sa ancora se potrà essere recuperato per le partite successive. L’umore è nero (non bianconero) e la confusione regna sovrana nella mente di Higuain, un campione dal carattere difficile che non nasconde la fragilità d’animo. Maurizio Sarri che lo conosce bene, sa quando è ora del bastone e della carota. Ma lui, il Pipita Higuain, resta il campione in cui i fatti umani che gli capitano nel percorso della sua vita, risentono in maniera marcata sulla sua professione di calciatore. Storie di vita pallonara, in un umano sentire che non può non essere rispettato senza l’ausilio della sensibilità.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiN-1013703.htmSi100451001,02,0301065
231013697NewsCampionatiIl “Sarrismo?”, un’invenzione giornalistica.20200712172448La Juventus, prima della classe, ha smarrito la sua personalità.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo aver visto Juventus – Atalanta, abbiamo riflettuto molto su quanto l’Atalanta sia molto avanti nel gioco rispetto alla Juventus. Un altro mondo, un’altra realtà. E’ innegabile la qualità e l’espressione di gioco profuso della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> che per tutto il primo tempo (e anche oltre), ha impartito lezioni di calcio ai più accreditati avversari. Per lunghissimi tratti della partita abbiamo visto una sola squadra in campo che correva con freschezza a mille all’ora e, soprattutto, sviluppava la coralità di un gioco moderno, molto vicino a quello espresso dalle più forti squadre europee. La Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> non ne ha capito nulla e per tutto il primo tempo, tranne l’unico tiro in porta di Dybala, si è limitata a contenere la brillantezza del gioco dell’Atalanta, non per scelta ma per manifesta superiorità dell’avversario. E mentre Gasperini incanta con Zapata e Malinovskyi, Sarri si salva con due gol su rigore di Cristiano Ronaldo. Regole assurde, quelle arbitrali, regole che sanno di non calcio. Infatti, non è possibile dare tutti questi rigori perché la palla va a sbattere sul braccio del giocatore. Si ritorni all’intenzionalità e al braccio che si allarga dal corpo (giusto quello su Muriel, ingiusto quello causato da De Roon) per assegnare il calcio di rigore. Sia chiaro che non vogliamo far passare il messaggio di una Juve sempre aiutata dagli arbitri, perché a Milano contro il Milan, ad esempio, è stato dato lo stesso rigore inesistente su Bonucci, a cui era sbattuto il pallone sul braccio attaccato al corpo. Non esiste. Questa regola va cambiata e Rizzoli deve saperla modificare fin dall’inizio del prossimo campionato. Detto questo, non possiamo non continuare a sostenere che Sarri sia un allenatore non adatto alla Juve che appare sempre più compassata, priva di idee, fragile dal punto di vista fisico e mentale. Tutte magagne ingigantite da un’Atalanta brillante che meritava di vincere un match largamente dominato. Peccato, perché i sogni scudetto della bellissima squadra di Gasperini finiscono forse qui, visto che è terza in classifica a -9 dalla capolista Juve. Già, la capolista Juve! Che dire di questa squadra di Sarri che doveva essere modificata nella logica di un gioco brillante, divertente e si ritrova nell’inesauribile noiosa tiritera di chi vince il campionato per mancanza di avversari che non hanno la sua stessa regolarità, e poi perde la Champions per l’incapacità di sviluppare un gioco europeo diventato sempre più moderno e carico di logiche atletiche, fisiche, prima ancora che tecniche. Troppo poco per una Juve di campioni mal gestiti da un allenatore caparbio e cocciuto nell’insistere su una sua filosofia sarriana che è solo un’invenzione giornalistica. La Juve era già cinica, vincente in campionato e pure noiosa nel gioco. Cos’è cambiato con Sarri e il “Sarrismo” che ripropone un Danilo “pericoloso”, un centrocampo che cammina ed è incapace di verticalizzare il gioco e fornire palloni giocabili alle punte. E Bernardeschi dov’è finito? Insomma, la Juve vive sulla ritrovata verve di Dybala e su Cristiano Ronaldo. Un po’ poco per una squadra che ha investito fior di milioni di euro per rimanere quello che era. Una corazzata senza l’arma del bel gioco del calcio. Per noi, Sarri ha fallito. Chi lo ha scelto cominci a pensarci seriamente. Naturalmente, ci auguriamo di sbagliarci per i tifosi e il mondo bianconero, che tanto ha a cuore una Juventus che possa finalmente alzare la Champions al cielo. Ma così non va!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013697.htmSi100451001,02,03,0701060
241013688NewsCampionatiCompletate al J Medical le visite mediche di Arthur e Pjanic20200628191349Il mercato della Juve inizia presto<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il J Medical</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> come centro dello stato di salute di campioni e di persone comuni. Un luogo di professionisti del settore medico e di attrezzature all’avanguardia nell’indagine di patologie e cure ad esse connesse. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arthur a Pjanic, da Cristiano Ronaldo al signor Rossi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">qualunque</b>. Qui, nel centro medico J Medical di Torino ormai famoso per le visite a campioni dello sport, c’è posto per tutti coloro i quali vogliono affidarsi a mani competenti. L’ultima visita in ordine di tempo è avvenuta proprio questa mattina dalle 9,30 alle 15,30, ora in cui si sono presentati per le visite mediche il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">neo acquisto della Juventus</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arthur e Pjanic</b> che concluderà il suo rapporto con la Vecchia Signora dopo gli impegni di Campionato e Champions. E, proprio per evitare al campione della Juve l’affaticamento del viaggio a causa di eventuali limitazioni dei voli per la città spagnola, in accordo con il Barcellona si è pensato di farlo visitare da alcuni medici blaugrana al J Medical di Torino. Arthur, invece, è stato seguito da un gruppo di medici della Juventus. Ad attendere Arthur davanti all’entrata del J Medical ci sono stati alcuni tifosi, ma la loro curiosità non è stata soddisfatta in quanto il campione ex Barcellona è entrato da una porta secondaria. Il brasiliano, arrivato a Torino nella serata di ieri, è stato controllato con cura e nei minimi particolari, proprio per evidenziarne l’ottimo stato di salute. Le cifre che riguardano lo scambio tra i due giocatori sono ormai chiare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Arthur è valutato 70 milioni di euro + bonus, mentre Pjanic 60 milioni di euro + bonus. Stante questi valori di mercato, la Juventus dovrà versare al Barcellona un conguaglio di 10 milioni di euro + bonus e 5 milioni di euro</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’anno per cinque anni per Arthur</b>. Chi ha fatto il vero affare? Dal punto di vista dei conti in bilancio entrambe le società hanno acquisito delle plusvalenze, mentre dal punto di vista tecnico, il campo darà la risposta a questa domanda. Tatticamente la Juve di Sarri metterà come play davanti alla difesa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rodrigo Bentancur,</b> con il nuovo arrivato Arthur più avanzato a distribuire palloni per le punte. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic</b>, molto probabilmente continuerà nel suo ruolo di mediano metodista davanti alla difesa blaugrana e in appoggio a Messi e compagni. Discorsi, questi, che noi facciamo nell’ottica delle caratteristiche dei due campioni così diversi tra loro. Una cosa è certa, la responsabilità di questa operazione è sicuramente di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved</b> sotto l’occhio vigile di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b>. Il fatto che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri </b>sia stato tenuto all’oscuro di tutto, così come il tecnico della Juve ha affermato in conferenza stampa, ci giunge molto strano. Anzi, quello che pensiamo noi è che proprio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> abbia caldeggiato questa operazione più per una questione tattica, che non per esigenze di plusvalenze economiche che competono alla società. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino J Medicalfl0711fl0711foto-arthur-e-pjanic.jpgSiN-1013688.htmSi100451001,02,0301054
251013686NewsCampionatiPoker della Juve contro il Lecce, ma c’è ancora tanto da fare nel gioco.20200627122040I bianconeri vincono ma deludono sull`intendere del calcio moderno <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Se vincere è l’unica cosa che conta e se essere andati a +7 in classifica sulla Lazio che è seconda ma con una partita ancora da giocare, dà respiro per aggiudicarsi lo scudetto, allora ogni discorso relativo all’analisi del gioco del calcio inteso come coralità di squadra, viene a decadere. Diciamo questo perché dopo avere visto la partita vinta per 4 a 0 dalla Juventus contro il Lecce in dieci uomini, continuiamo a non vedere il gioco d’insieme di una squadra imbottita di campioni che stentano a sviluppare un insieme di azioni tali da giustificarne l’alto contenuto tecnico. C’è un motivo portante nella squadra di Sarri, ed è l’evidente incepparsi davanti a squadre chiuse che partono in contropiede. E non è un caso che i bianconeri abbiano sofferto contro il Milan, il Napoli e per tutto il primo tempo anche contro il Lecce. In antitesi, invece, riesce a migliorare l’espressione del gioco con squadre come il Bologna, le quali scendono in campo con il desiderio di giocare una partita aperta e magari di batterla questa Juve. E siccome dal punto di vista concettuale sono poche le squadre del campionato italiano ad essere supportate da questa idea tattica di calcio propositivo quando affrontano la Vecchia Signora d’Italia, sarebbe opportuno che Sarri cambiasse magari modulo, adeguandolo alla squadra che si incontra. Infatti, sembra ormai troppo scontato l’atteggiamento in campo della Juve, che si basa soprattutto sulle pregevoli giocate individuali che, tuttavia, sono quasi sempre imbrigliate dai coriacei difensori avversari, più propensi a distruggere piuttosto che a costruire il gioco. Così si determina una situazione in cui la verticalizzazione del gioco viene a mancare, le imbucate sono inesistenti, con l’inevitabile conseguenza che giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo e Dybala</b> diventino giocatori “normali”. Poi, per fortuna della Juve c’è il guizzo di una giocata individuale che fa la differenza, ma resta sempre la difficoltà di trovare un gioco che non c’è anche alla luce della prossima Champions. Insomma, Juve nuova problemi vecchi. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri a Sarri</b> la Signora è rimasta con il suo vecchio stile e modo di pensare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa che conta”</b> anche se poi patisce le partite secche e le finali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri </b>avrebbe dovuto rappresentare la novità, l’innovazione, la teorizzazione di una filosofia calcistica basata sull’armonia del gioco di squadra, adatta soprattutto ad essere competitiva in campo internazionale. Fino ad oggi non abbiamo visto nulla di tutto questo in una squadra che si affanna, spinge in avanti, trova muri invalicabili e non trova il modo per aggirare difese chiuse e protette da un centrocampo attento a chiudere ogni varco. E’ troppo poco sperare nell’entrata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> che dribbla anche se stesso e scombina i programmi tattici degli avversari. Troppo poco sperare nei pregevoli gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> che inventa la giocata da maestro campione. La Juventus è squadra di grandi talenti che sta anche rivedendo attraverso il mercato, di migliorare un centrocampo apparso vulnerabile e poco propenso a sposare in toto l’idea di Sarri. Una Juve che appare ancora troppo lontana dalla verve agonistica e dalla freschezza atletica dimostrata dall’Atalanta di Gasperini. Pensiamo anche che la Juve di Sarri debba ritrovarsi in fretta sotto l’aspetto mentale della cattiveria, perché non è ammissibile che dia sempre questa impressione di squadra che parta con sufficienza, pensando che prima o poi il gol arrivi. Rivedersi in un gioco di calcio moderno, corale, empirico, che riassuma il concetto di squadra capace di collegare all’unisono l’aspetto di possesso e non possesso palla, urge a una Juve che vuole vincere Scudetto e Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013686.htmSi100451001,02,03,0701048
261013683NewsCampionatiLa Juve e l’errore di non avere insistito su Simone Inzaghi20200619174143Dopo avere fallito la conquista della Super Coppa e della Coppa Italia, Sarri è in discussione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Chi mi segue su queste pagine di giornale web, ricorderà che fin da questa estate ho caldeggiato la candidatura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi</b> come ideale nuovo allenatore della Juventus 2019/20. Non sono stato ascoltato perché si disse che è troppo giovane, che non ha esperienza internazionale e tanti altri <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“che”</b> i quali hanno affievolito e poi annullato l’interesse verso l’attuale allenatore della Lazio. Oggi, col senno di poi e alla luce di quanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> sta facendo in casa Juventus, magari qualche ripensamento qualcuno comincia ad averlo. E non parlo dei tifosi né di noi media, ma faccio riferimento proprio a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Paratici</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pavel Nedved</b> che sono stati i veri sostenitori della soluzione B che si era presentata dopo il lungo e interminabile “NO” di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> che a chiari lettere ha affermato più d’una volta di non volersi spostare dal Manchester City. Così, tutti ricorderanno che certe titubanze dei vertici bianconeri per quanto riguardava il profilo giusto di allenatore del post <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> (dopo aver perso pure la possibilità per tardivo convincimento, di fare ritornare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zinedine Zidane</b> che già conosce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">CR7</b>) sarebbe stato quello di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b>. A dire il vero, ci risulterebbe che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> non fosse completamente d’accordo di affidare la panchina della Juve a questo allenatore che pur avendo dato un gioco nuovo e armonioso al Napoli e vissuto un anno senza brillare sulla panchina del Chelsea, non avesse spiccate caratteristiche caratteriali e di immagine adatte alla Juventus. Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved</b>, convinti che l’avvento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> avrebbe apportato un nuovo corso storico a quella Signora d’Italia che aveva bisogno di scrollarsi di dosso una vecchia immagine di società vincente ma con un calcio di antico stampo e poco incline alle idee innovative proposte dal calcio europeo, si decise di tentare la carta dell’ex coach di Napoli e Chelsea. Oggi, pur in un’annata strana dovuta alla pandemia da covid 19, la Juve di Sarri, pur essendo prima in Campionato a un punto dalla Lazio ed in corsa per la Champions League, ha perso due appuntamenti importanti come la conquista della Super Coppa e la Coppa Italia. Ciascuno legga questa situazione come meglio crede, tuttavia, se facciamo attenzione a quanto questo allenatore sta facendo in casa Juve, ci si accorge che con il suo fare da integralista convinto delle sue idee di gioco da inculcare a giocatori che non hanno le caratteristiche per poterlo attuare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Se qualcuno pensa che la Juve possa giocare come giocava il Napoli, si sbaglia di grosso” – Sarri dixit -.</b> Infatti, più volte l’allenatore napoletano ha spiegato di avere a sua disposizione giocatori con caratteristiche diverse da quelli che aveva a Napoli, in una Juventus abituata a sviluppare un calcio basato sulle individualità dei suoi numerosi campioni, ma che difettava della logica del gioco di squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ed è questo il punto sul quale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> si sta intestardendo senza trovare la via d’uscita. D’altra parte, pur riconoscendogli il fatto che al suo arrivo (tardivo per molte vicissitudini) la rosa della Juventus era già stata costruita dalla triade ANP, ci domandiamo ancora oggi perché ha accettato di venire alla Juve se già allora pensava che quei giocatori (Campioni assoluti che numericamente avrebbero potuto allestire due squadre titolari di grande qualità) non sarebbero mai stati in grado di sposare il suo credo calcistico. Così, ancora oggi, dopo avere fatto fuori <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b>, contato su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic</b> che lo ha deluso, creduto su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b> che è sempre infortunato, su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> ormai in fase calante, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b> evanescente calciatore messo in alternativa a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> (anch’egli fragile di muscolatura) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado </b>sfruttato nel ruolo di difensore, centrocampista, attaccante, e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral </b>infortunati, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rabiot</b> da dimenticare, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey</b> utile ma anch’egli incapace di capire cosa voglia l’allenatore da lui (se trequartista o mezz’ala) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> a fase alterne e ancora <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo</b> che Sarri considera dei titolari tatticamente anarchici. Campioni assoluti di calcio cui non gli si dà la possibilità di esprimersi come vogliono per caratteristiche tecniche, ma devono necessariamente ubbidire a un allenatore che cambia continuamente formazione nella speranza di trovare quel bandolo di una matassa che pare ingarbugliarsi sempre più. E a questo punto di una stagione anomala, in cui si deve fare in fretta per ultimare il Campionato e la Champions, Sarri e la Juve si trovano davanti a una situazione in cui non hanno ancora espresso il gioco che tutti avevano sperato, con l’aggravante che tutte le squadre che affrontano la Vecchia Signora hanno trovato il metodo per imbrigliarla. Si tratti di una grande squadra o di una più modesta, tutte hanno capito che basta disporsi in campo in maniera ordinata, chiudendo gli spazi sugli esterni e infoltendo il centrocampo, che si preclude così la possibilità ai campioni della Juve di arrivare a tirare in porta. Tutto questo costringe i giocatori di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> a non trovare spazi utili per esprimere il proprio gioco che, per forza di cose, si inibisce nella verticalizzazione e nei passaggi filtranti per mandare in gol Ronaldo, piuttosto che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b>, o qualche centrocampista o difensore che a turno vengono avanti per incrementare la fase di possesso palla. E così Sarri s’incaponisce, prova, riprova Ronaldo centravanti, poi capisce che il pallone d’oro ha bisogno di partire da sinistra, saltare l’uomo e possibilmente tirare in porta, ma continua a farlo giocare in mezzo all’area di rigore perché non ha un centravanti di ruolo, visto che Higuain è infortunato. Insomma, tutto questo porta a una gran confusione nella mancanza della morbidezza mentale di Sarri, il quale continua a insistere come se i suoi giocatori fossero manovrati da fili. E adesso, dopo la cocente delusione della sconfitta contro il Napoli e la perdita della Coppa Italia, la Juventus deve unirsi in toto per centrare l’obiettivo Champions e Scudetto. In fondo, era proprio questo che all’inizio di stagione chiedeva la Società, i tifosi, e tutto l’entourage bianconero. Riuscirà Sarri nell’impresa? Chissà!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711simone-inzaghi.jpgSiN-1013683.htmSi100451001,02,0301077
271013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001071
281013659NewsEditorialeIl Cit Turin non è solo Cristiano Ronaldo, è molto di più20200229193432«Una vita da mediano«, è il titolo del triangolare di squadre professionistiche riservate agli Under 14.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Angelo Frau</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>, il presidente del Cit Turin (una delle più importanti società di calcio dilettantistiche di Torino e dintorni), ci ha ormai abituato da molti anni a nobili messaggi che si intersecano tra calcio giovanile e problemi sociali. Un accorato andamento di sensibilizzazione, che sa di riflessione su quelli che sono i problemi legati alla vita. Sì, perché il presidente Frau è legatissimo al concetto culturale ed educativo, in cui si esalta il pallone come mezzo di comunicazione e aggregazione sociale con scopi educativi, specialmente per i più piccoli calciatori. Una voce che si staglia in maniera forte e decisa in un mondo, quello del calcio dilettantistico e professionistico, che mostra di essere molto lontano da quelli che sono gli antichi principi di socializzazione, per far posto al risultato che conta e si concretizza spesso in una futile vittoria ai fini del significato primario di umanizzazione. E così, in un mondo pallonaro che bada al sodo facendosi scrollare di dosso fatti che colpiscono le coscienze della vita di tutti i giorni, il presidente Frau organizza tornei, mini tornei e triangolari di calcio che lasciano traccia di sé. Un ricordo, un accenno, o una rielaborazione mentale di un fatto, di una tragedia accaduta, che possa fungere da sensibilizzazione soprattutto alle giovani generazioni che sono la speranza di un futuro migliore. Tra le tante cose fatte nell’ambito calcistico dei dilettanti, il presidente Frau sta organizzando in questi giorni un triangolare con la partecipazione di squadre professionistiche giovanili, per inaugurare il nuovo campo in erba sintetica ad intaso naturale, che grazie alle sue proprietà organolettiche uniche e innovative, offre al sistema in erba sintetica un tocco di incredibile naturalezza. Una perfezione innovativa che favorisce la tecnica del calcio moderno e al contempo completa la struttura del Cit Turin già dotata dei più moderni accorgimenti, capaci di ospitare match e avvenimenti calcistici che richiedono una particolare organizzazione tecnica. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ebbene, come dicevamo pocanzi, per inaugurare questo bellissimo campo ultimato da poco, il presidente Frau ha pensato di organizzare un triangolare con squadre professionistiche Under 14 nel pomeriggio del 25 marzo. L’evento, che conta anche la presenza di ospiti importanti del mondo del calcio, dell’arte e della cultura, oltre a un momento di festa e di allegria, vuole essere una rassegna di calcio giovanile che mette a confronto le migliori scuole di Calcio del Nord d’Italia. Ma, come dicevamo pocanzi, dietro ogni evento organizzato dal presidente Frau c’è sempre un nobile pensiero da realizzare. In questa particolare circostanza, infatti, si intende ricordare la figura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marco Salmeri</b>, un giovane calciatore di Milazzo (Me) che è morto tragicamente in un incidente d’auto dopo avere giocato la sua ultima partita di campionato. Si intitolerà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Una vita</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">da Mediano”,</b> la rassegna sportiva che vuole commemorare questo ragazzo di belle speranze calcistiche il quale ha lasciato inermi la famiglia, gli amici, i conoscenti, i compagni di squadra e l’intera cittadinanza milazzese. Così si legge in una nota della società dilettantistica Cit Turin: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Marco Salmeri è mancato all’età di 23 anni in un tragico incidente stradale, mentre rientrava a casa dopo una gara di campionato. Con lui vogliamo ricordare tutti i giovani periti in incidenti sulla strada e al contempo richiamare l’attenzione alla prudenza quando si guida”.</b> Dunque, si profila un evento calcistico atto a sensibilizzare i giovani nel ricordo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marco Salmeri</b>, un ragazzo che amava giocare a calcio ma il destino gli ha spezzato troppo presto quei sogni che esistono nei cuori di tanti giovani calciatori. Il pallone come vita e non come morte, questo potrebbe essere il messaggio del presidente Frau che vuole rimarcare il calcio quale simbolo di gioco, di divertimento, ma anche di aggregazione sociale e maturazione educativa. E non è un caso che la società sportiva da lui presieduta, si rivolga prevalentemente a bambini, ragazzi e ragazze, avendo una Prima Squadra che partecipa al Campionato di Promozione. 270 bambini tesserati che partecipano a tutte le categorie del Settore Giovanile Dilettantistico, di cui quattro squadre partecipano al Campionato Regionale e Provinciale, mentre il Calcio Femminile comprende tutte le categorie del Settore: attività di base giovanile e partecipazione della Prima Squadra al Campionato di Eccellenza. E, come se non bastasse, al Cit Turin si organizzano momenti di Calcio a 5 e a 8 riservati al disagio mentale, con la partecipazione di ragazzi Down e Ipovedenti, i quali partecipano ai vari Campionati Nazionali. Eppure, nonostante questo, tutti ricordano il Cit Turin come la struttura che ha ospitato recentemente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, per avergli dato l’opportunità di girare uno spot pubblicitario nell’ambito della propria struttura. Certo, si è trattato di un fatto che ha dato molta luce all’immagine della società del presidente Frau, tuttavia, conoscendo la sua persona e i concetti espressi da sempre, siamo certi che egli tenga maggiormente ai messaggi sociali che si propagano dalla sua società. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino, Struttura del Cit Turinfl0711fl0711il-presidente-angelo-frau.jpgSiNil-cit-turin-non-e-solo-cristiano-ronaldo-e-molto-di-pio-1013659.htmSi100451001,02,0301081
291013658NewsCampionatiJuve imbarazzante e inguardabile20200227170446A Lione si è presentata la più brutta Juventus di sempre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Facciamo fatica a capire se quella vista in Champions sul campo del Lione e in altre reiterate circostante, sia la Juventus o una qualsiasi squadra dilettantistica che si atteggia con il massimo sforzo a emularne il mito. E invece quella vista con le maglie azzurre che ha perso malamente contro la settima squadra del campionato francese, era proprio la Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b>. Già, proprio il filosofo del calcio moderno, della mentalità innovativa, del giro palla che disarma gli avversari, delle trame di gioco filtrate in maniera verticale, del pressing alto, del furore agonistico e dello spettacolo assicurato, è solo una bolla di sapone che galleggia nell’aria e poi svanisce. La sua bruttezza è stata tale da fare persino disarmare la critica all’arbitro per due rigori negati. Sì, perché se la Juve avesse lasciato tracciata di sé in quel di Lione, allora potremmo anche porre nella nostra cronaca questi due momenti che avrebbero potuto essere decisivi ai fini del risultato. Ma l’andamento della gara condotta dalla Juve è stata tale che, obiettivamente, ci sentiamo solo di mettere in primo piano ciò che ha colpito negativamente tutti: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">vedere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la non Juventus.</b> Più volte nel corso di questa stagione abbiamo messo in rilievo le tante falle di un gioco che stenta ad essere tale e che nasce da un centrocampo che mal sopporta l’idea di costruire e interdire, disponendosi armonicamente a ventaglio sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso. Ma per far questo ci vuole gamba, polmoni e testa per tutti i 95 minuti e oltre, tanto da determinare il trait d’union tattico tra i vari reparti. Purtroppo, questo non è dato vedere, e allora ci viene il dubbio se è Sarri a non essere adatto a questi giocatori, oppure sono gli stessi giocatori a non essere adatti a quest’allenatore. E intanto questo tremendo ko ha avuto ripercussioni negative non solo nella gestione della squadra a disposizione di Sarri e nei tenebrosi umori del popolo juventino nei confronti dell’allenatore, ma anche dal punto di vista economico finanziario che ha visto crollare le azioni della Juventus in Borsa. E’ tutta una catena di situazione che fanno pensare a una stagione fallimentare, anche se in questo momento, il fatto di essere prima in classifica in campionato, di essere ancora in corsa in Champions e in Coppa Italia, lascia uno piccolo spiraglio di speranza per una immediata ripresa di situazioni che al momento sono davvero negative al massimo. Chi ha avuto modo di vedere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lione – Juventus e Real Madrid –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester City</b> si sarà accorto dell’abissale differenza di gioco prodotta nei due match. Da una parte la palla cantava e dall’altra era stonata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">(Fabio Capello dixit).</b> A Madrid si è giocato a football e a Lione a nulla. Zero tiri in porta della Juve, pochissima tecnica, zero giro palla, zero corsa nel proporsi, infiniti passaggi sbagliati in difesa, a centrocampo e in attacco, dove il solo Ronaldo predica nel deserto, avendo accanto le penose prestazioni di Cuadrado, Rabiot, Pjanic, Bentancur e un Dybala che rispetto ad altre volte è stato incolore. Dunque il discorso sulla situazione della Juventus non è tanto se riuscire a sovvertire il risultato in Champions nel match di ritorno che si disputerà all’Allianz Stadium il prossimo 17 marzo, ma trovare il bandolo di una matassa che invece di srotolarsi si attorciglia sempre più. Una cosa è certa, a meno di un miracolo che ad oggi ci sembra davvero molto improbabile, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> non sarà più l’allenatore della Juventus. Il suo credo calcistico (se esiste davvero) ha fallito per tanti motivi che vediamo sul campo e altri di spogliatoio che immaginiamo. In questi casi è proprio l’allenatore che dovrebbe risolvere la situazione che, a dire il vero, secondo noi gli sta pure sfuggendo di mano. Ci auguriamo per il popolo bianconero di essere smentiti da fatti positivi che al momento non scorgiamo all’orizzonte. E adesso lo stato maggiore della Juventus alzi la voce con chi di dovere e non resti supinamente nel retroscena a osservare passivamente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lionefl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuve-imbarazzante-e-inguardabile-1013658.htmSi100451001,02,03030109
301013653NewsCampionati“La Juventus è la più forte”, ma è soltanto un luogo comune.20200210181005In casa Juve non si parla di crisi, ma di delusione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>E’ dall’inizio dell’anno che sentiamo dire non solo da Antonio Conte, che la Vecchia Signora d’Italia è la squadra da battere perché possiede ancora qualcosa in più rispetto alle altre squadre. Un qualcosa che fa la differenza, un qualcosa che si materializza dal nome dei suoi tanti campioni i quali da soli sembrerebbero essere più che sufficienti per la garanzia di chiamarsi “JUVENTUS”. La riteniamo una leggenda metropolitana, anzitutto perché ogni anno calcistico da affrontare è diverso, ogni partita da fare non è uguale alla precedente e ogni campionato da giocare non è mai come gli altri che hai vinto precedentemente. Dire “JUVENTUS” è una credenziale teorica suffragata dalla storia dei tanti scudetti vinti e da quel modello gestionale che ne caratterizza da sempre la reale differenza. Ma da questo, a dire che sei migliore delle altre perché hai CR7 e un nutrito gruppo di campioni, ebbè, ce ne passa davvero tanto. Il calcio è fatto di risultati positivi, di gioco, ma anche di furore agonistico che devi tradurre sul campo a prescindere da tutte quelle considerazioni che abbiamo fatto. E quello che stiamo vedendo sul campo dall’inizio del campionato a oggi da parte della Juventus “migliore di tutte”, non è propriamente ciò che si era sbandierato fin dall’inizio. E allora, qual è il problema di una squadra che nelle promesse iniziali ha fatto proseliti di bel gioco e risultati, tanto da essere la prima bellezza italiana del pallone che conta? Proviamo dunque a dare una spiegazione il più possibile plausibile. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Innanzitutto crediamo che in tutto questo stentare di identità da parte della Juventus targata Sarri, ci sia un concorso di colpe che fa capo a una più che evidente campagna acquisti estiva errata, nell’assemblare la squadra in maniera tecnicamente irrazionale nei suoi vari reparti nevralgici di difesa e centrocampo. In più, c’è da considerare la smania della società che emotivamente si è lasciata attrarre dalla voglia irrefrenabile di operare nell’ambito della squadra, quel processo di modernizzazione di gioco e cultura calcistica che agli occhi dei più appariva troppo ancorata a un sistema sì vincente, ma poco avvezzo allo spettacolo. Era la sintesi filosofica di tutto quello che noi abbiamo scritto (compreso lo scrivente che lo afferma in onore della sua onestà intellettuale), annoiati com’eravamo dal gioco noioso espresso dalla squadra di Allegri. A memoria ricordiamo che per lunghi periodi si è dibattuto molto sul tema del vincere senza divertire o cercare di essere primi appagando il palato dei buongustai del pallone e delle sue geometrie. Così, nel processo voluto da Agnelli and company, si è andati alla ricerca di tecnici che in campo internazionale potessero garantire il bel gioco e, soprattutto, dare migliorie in campo internazionale per potere vincere quella Champions che per la Juve appare sempre più stregata. E senza pensarci più d’una volta, si è andati all’affannosa ricerca di allenatori come Guardiola, Klopp, Pochettino, Sarri e altri nomi che potessero far fare quel salto di bel gioco tanto auspicato. La ricerca è stata ardua, lunga e asfissiante come la calura estiva, perché nonostante la Juve avesse corteggiato per lungo tempo questi nomi, la situazione non si sbloccava. Così, con un’operazione tardiva arrivava finalmente Maurizio Sarri, il quale si è sbloccato dai suoi impegni con il Chelsea.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Intanto bisognava pur fare una campagna acquisti che potesse risultare potenziata rispetto all’anno precedente. Il compito che è stato affidato a Paratici (l’allievo di Marotta) ha portato a vendere Cancelo, Spinazzola, Kean, Orsolini e a gennaio anche Mandzukic ed Emre Can, per creare plusvalenze e al contempo sfoltire ciò che creava esborsi economici di giocatori che non rientravano più nel progetto della Juve. Poi ha acquistato Higuain e Buffon come “cavalli” di ritorno, Ramsey, Rabiot, De Ligt, Demiral, Danilo, e a gennaio Kulusevski che di fatto avrà nell’organico soltanto a fine campionato. Ma guardando attentamente gli acquisti fatti in estate, ci si accorge che qualcosa manca soprattutto a centrocampo, zona nevralgica del gioco del calcio. Manca il trequartista che Sarri sta cercando di inventare, visto che nel gioco a rombo Ramsey non si sta rivelando ciò che era nelle promesse iniziali. Bernardeschi si sta perdendo, Matuidì arranca, Rabiot sembra correre a vuoto nel tentativo di capire cosa Sarri gli chieda e Pjanic davanti alla difesa è spesso in difficoltà. La difesa con i vari infortuni di Chiellini, Demiral, De Sciglio, Danilo, si è trovata a doversi avvalere delle prestazioni di un Cuadrado che terzino non è mai stato e fa quello che può. Il risultato è dato da una serie di gol presi da una difesa alta, messa tatticamente all’altezza del centrocampo, così com’è nel volere di Sarri. Insomma, una Juve in confusione che fa gol con Cristiano Ronaldo e poi non mantiene il vantaggio. E dov’è il bel gioco? Dov’è il calcio globale degli interscambi di ruoli e le trame fluidificanti che danno un’identità di squadra superiore? Non c’è. E allora cominciano i mugugni e una parte dell’ambiente bianconero rimpiange Allegri e quel calcio che si ispira all’antico: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Prima non</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perdere”.</b> Doveva essere la rivoluzione copernicana di un cambiamento epocale fatto per portare a vincere tutto, mentre in questo preciso momento si teme seriamente di non arrivare a vincere nulla. Sarri è sotto l’occhio del ciclone, ma riteniamo che soprattutto la dirigenza della Juventus debba cominciare a recitare il mea culpa. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711paratici.jpgSiNla-juventus-e-la-pio-forte-ma-e-soltanto-un-luogo-comune-1013653.htmSi100451001,02,03010136
311013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
321013641NewsCampionatiQuando l’extraterrestre vola in cielo e poi torna sulla terra.20191219180314Magico CR7<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se c’è qualcosa che il cultore del calcio spettacolo vorrebbe vedere con assiduità, è proprio il gesto tecnico di sopraffina classe prodotta dai geni del pallone. E allora, a prescindere dalle simpatie, dalle antipatie e dalle diverse fedi calcistiche, davanti a gol come quello fatto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> contro la Sampdoria, vale da solo il prezzo del biglietto con l’aggiunta di uno chapeau che equivale a un reverente ringraziamento per tanta bellezza. In fondo è quello che conquistò i tifosi della Juventus, quando alzandosi in piedi in uno stadio gremito di spettatori, applaudì a lungo il bellissimo gol in rovesciata con spalle alla porta di CR7, il quale in quella precisa occasione giocava ancora con il Real Madrid in Champions. La classe non è acqua. E neanche il tempo, che spesso affievolisce e opacizza la naturale freschezza della giovinezza, non permette a uno come Cristiano Ronaldo di fare un gol spettacolare di testa, saltando 2 metri e 56 centimetri con la straordinarietà di restare in sospeso da terra, aspettando di colpire la palla mentre due agguerriti avversari hanno fatto di tutto per ostacolarlo nell’area piccola. Incredibile, da restare senza parole. Ma non è la prima volta che l’attaccante pluripremiato di palloni d’oro e migliaia di altri riconoscimenti sportivi, compie imprese di questo genere. Già nel 2013, quando il bomber portoghese vestiva la maglia del Real Madrid, contro il Manchester United colpì di testa a 2,93 metri con una sospensione di 73 centesimi di secondo. E poi altri ne ha fatti in carriera di testa, sempre con lo stesso sistema. Dire che ci troviamo davanti a un fenomeno del calcio è come scoprire l’acqua calda, ma pensare che questo tenore del gol che il prossimo 5 febbraio compirà 35 anni e sappia mantenersi così in forma fisica e mentale, sembra davvero qualcosa di surreale. CR7 è un fenomeno del pallone, una sorta di extraterrestre cui l’età è solo un numero che non gli impedisce di essere ciò che lui è. Non sappiamo esattamente se tutto questo sia la naturale sintesi delle tante ore trascorse in maniera maniacale in palestra, fatto è che i muscoli delle cosce di Cristiano Ronaldo sono sempre <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>tonici così come i muscoli della parte superiore e del busto, i quali mostrano una totale assenza di grassi. A tutto questo c’è sicuramente una spiegazione scientifica che va di pari passo alla soggettività di un calciatore particolarmente volitivo nel curare anche l’aspetto mentale. E’ Cristiano Ronaldo, è CR7, è il campione che vola in alto, colpisce di testa, fa gol e poi quando torna con i piedi per terra, tutti si accorgono che ce l’ha solo la Juventus.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genova stadio Marassifl0711fl0711cr7.jpgSiNquando-l-extraterrestre-vola-in-cielo-e-poi-torna-sulla-terra-1013641.htmSi100451001,02,03030239
331013640NewsCampionatiSarri che aspetti? Usa la DH720191213162722L`incomprensibile incertezza del tecnico della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. In sintesi DH7.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Seguendo la Juventus del nuovo corso targato Maurizio Sarri, spesso ci siamo chiesti dov’è tutto questo cambiamento di mentalità nel considerare il gioco del calcio come segno tangibile dell’osare in attacco, senza avere il timore di squilibrare l’assetto tattico del centrocampo. Strano che l’ex tecnico del Napoli e del Chelsea abbia praticamente lasciato a metà la sua opera di rivoluzionario, confermando in parte quei meccanismi di squadra rodata dagli otto scudetti consecutivi, conquistati tra la gestione Conte e Max Allegri. C’è qualcosa che non ci convince in questo suo atteggiamento tattico poco propenso a lasciare le briglia sciolte a una squadra di campioni che avrebbe bisogno di essere meno inibita nella sua inventiva. Questa insistenza su Bernardeschi in chiave di finto trequartista non si addice al giocatore, il quale secondo noi è più apprezzabile nel ruolo di esterno con l’obbligo di aiutare il centrocampo. Ma Sarri non è convinto e anche in considerazione dell’aspettare la ripresa completa di Douglas Costa che dovrebbe essere pronto per la Supercoppa Italiana, sembra essere refrattario a proporre fin dall’inizio i tre tenori d’attacco della Juventus. Questione di convinzione o di insicurezza? Noi pensiamo che ci sia timore di indebolire il centrocampo e di non coprire abbastanza la difesa nella fase di non possesso palla. Sono scuole di pensiero che non si addicono alle vedute di Sarri, un tecnico che ha fatto la sua fama per i principi di calcio spettacolo non certo scriteriato tatticamente, ma intenso nel suo concetto di propositiva azione d’attacco. Tanti sostengono che è ancora presto per giudicare la Juventus di quest’anno, la quale ha visto nel cambiamento tecnico un radicale rivoluzionamento dei sistemi che la squadra aveva assorbito dopo i lunghi anni di gestione Allegri. Può darsi, ma a noi sembra che il concetto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“radicale rivoluzionamento dei sistemi</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">tattici”</i></b> sia soltanto metaforico e non conforme alla realtà. Per questo motivo continuiamo a vedere a tratti una Juventus che soffre troppo l’avversario, invece di aggredirlo per lunghi momenti della gara. E’ una Juve cinica, molto vicina a quella di Allegri e comunque non ancora sarriana del tutto. Ottima la collocazione di Bentancur a centrocampo, capace di fare filtro nelle fasi di interdizione e di ripartenza immediata, con la qualità tecnica di vedere il gioco anche da prezioso suggeritore. C’è poi il flop Rabiot, il calciatore francese che non riesce proprio a inserirsi nel gioco della Juventus. E’ dall’inizio del campionato che Sarri lo prova con pazienza, ma gli abbiamo visto sbagliare di tutto e di più, anche in circostanze in cui un calciatore della sua qualità tecnica dovrebbe dimostrare maggiore personalità. Continuando così, pensiamo che il francese non sia un giocatore adatto alla Juve ma a una squadra con minori aspirazioni. Dunque, ritornando a Sarri, confermiamo la nostra idea di proporre sistematicamente la DH7 d’attacco che non è come egli sostiene una banale idea da bar sport, ma più semplicemente la riproposizione di un trio che quando è stato messo in campo ha tolto non poche castagne dal fuoco, sia alla Juve che allo steso Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNsarri-che-aspetti-usa-la-dh7-1013640.htmSi100451001,02,03010222
341013635NewsCoppePaulo Dybala, talento sublime.20191127114446In Champions,straordinaria prestazione del campione argentino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’abbiamo visto ieri sera contro l’Atletico Madrid in Champions, ma ci siamo beati delle sue giocate anche in campionato. Paulo Dybala è un talento puro, che la Juventus ha magicamente ritrovato dopo che questa estate ha fatto di tutto per venderlo. Ma per fortuna della Vecchia Signora non si è giunti in un accordo economico con i vari acquirenti di tutta Europa, e adesso si ritrova una perla preziosa della quale aveva anche dubitato, soprattutto nell’ultimo anno della gestione di Max Allegri. Ma lui, la Joya argentina, ha sempre professato il suo desiderio di rimanere alla Juve perché, probabilmente, aveva un conto in sospeso con l’allenatore, la società e con se stesso. Quando qualche anno fa è arrivato dal Palermo era ‘u picciriddu, adesso è campione maturo e soprattutto un calciatore ritrovato. Le sue giocate sono sublimi e tutto gli riesce a meraviglia. Eleganti giocate, stop al volo, dribbling da farti girare la testa, colpi di tacco che sanno di meraviglia e spettacolo puro del football diretto agli esteti del calcio spettacolo, sono il repertorio di questo piccolo, grande campione del football dei nostri tempi. E poi il gol rifilato su calcio di punizione da una posizione impossibile all’Atletico Madrid: è magia pura. E allora succede che quando ti aspetti il ritorno di grazia di Cristiano Ronaldo in evidente periodo negativo, ecco che ti ritrovi un Dybala supremo, un De Light che è stato pagato 85 milioni di euro e oggi ti spieghi perché, e un pipita Higuain che è ritornato ad essere il giocatore amante del gol e anche abile nella costruzione del gioco a beneficio dei compagni. Di tutto questo rivitalizzarsi di campioni, diamo anche merito all’ex “talebano” Maurizio Sarri, il quale riesce a far divertire i suoi giocatori senza costrizioni tattiche asfissianti, ma con un ordine di posizione in campo che ben si addice alle caratteristiche tecniche del singolo calciatore. A ciascuno il suo, sembra dire questo allenatore della Juventus, che dopo Napoli e Chelsea ha capito che un coach che ha insito il concetto di squadra spettacolo, si deve calare al servizio delle caratteristiche tecniche dei propri giocatori, mettendo da parte anche il proprio credo calcistico a beneficio della qualità dei propri interpreti. Non è un segno di disarmo il suo, piuttosto lo riteniamo un miglioramento professionale che ne assicura una maturazione definitiva di allenatore ad alto livello. Calarsi nel ruolo di calcio moderno, è anche un arricchimento personale nell’essere propenso a capire i propri calciatori e farli giocare come desiderano. Ecco la differenza tra Sarri e Allegri, il quale vedeva in Dybala una sorta di “tuttocampista”, un neologismo tutto “allegriano” che vuole significare un giocatore portato a stare in ogni parte del campo. Un concetto egoistico da allenatore, il quale crede che a ogni giocatore bisogna imporre determinati ruoli a prescindere dalle proprie caratteristiche tecniche. Il calcio di oggi si ispira a metodologie diverse, più “democratiche” e rispettose del calciatore, nel suo desiderio di stare in campo con la smaniosa voglia di mettersi al servizio della squadra e la legittima ambizione<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di fare emergere le proprie qualità. Ecco perché c’è stata questa metamorfosi nel gioco della Juventus (anche se in verità è ancora in fase di costruzione) e di Dybala, un campione che andava capito a beneficio della squadra stessa. E’ vero, nel calcio non si inventa nulla, semmai ti aggiorni ad una scuola di pensiero moderna che deve essere in linea con i dettami espressi dalle varie potenze calcistiche europee, i cui trofei conquistati e i traguardi raggiunti sono l’emblema di un concetto di football innovativo. In questo senso Sarri è salito in cattedra, e la Juve intesa come concetto di squadra e di gioco globale, ne sta beneficiando a livello di risultati. Certo, resta ancora molto da fare, tuttavia, pensiamo che la squadra costruita da Agnelli, Paratici e Nedved, sia sulla strada giusta per conquistare quel triplete che comprende in primis la tanto sognata Champions, così bramata dal mondo bianconero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNpaulo-dybala-talento-sublime-1013635.htmSi100451001,02,03010221
351013629NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo20191112095724L`errore di CR7 nel ritenersi diverso dagli altri,non rispettando certe regole che sono alla base del professionismo calcistico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Hai sbagliato Cristiano. Sì, hai sbagliato per più di un motivo, quando il tuo allenatore Maurizio Sarri ha deciso nell’arco di tre giorni di sostituirti, prima con Douglas Costa in Champions contro la Dinamo Mosca e poi con Paulo Dybala in Campionato contro il Milan. Non è stata lesa maestà, la tua, ma più semplicemente un cambio che tu stesso avresti dovuto accettare con intelligenza, consapevole che da circa un mese a questa parte il tuo stato di forma non è consono alle aspettative che si hanno su di te che sei pluripremiato di Palloni d’Oro e Campione che costituisce per le società con le quali hai giocato in carriera, un Brand insostituibile dal punto di vista commerciale. Ed è così anche oggi per la Juventus che nell’estate 2018 ha acquistato il tuo cartellino per 100 milioni di euro, più 12 milioni di commissioni, più 58 milioni di stipendio lordo annuale, per avere da te l’accesso a nuovi mercati europei con l’eventuale assalto alla tanto sospirata conquista della Champions League. Un contratto che non avviene propriamente tutti i giorni per giocatori non solo ritenuti “normali”, ma anche per quelli come te che extraterrestre sei ritenuto. E’ vero, il management della Juventus ha fatto con te l’affare del secolo, tenuto conto che nella scorsa stagione si sono ricavati 55 milioni di euro in più rispetto al passato, tuttavia, tutto questo dare e avere sviluppato nel tuo rapporto con Andrea Agnelli e il suo entourage, non pregiudica il fatto che tu resti pur sempre un calciatore dalle immense qualità tecniche, dotato di un indiscutibile spessore carismatico all’interno della squadra e quindi dello spogliatoio, il quale ti deve caricare di responsabilità in tutti quegli sviluppi di calciatore professionista che riconducono a momenti di grande forma ad altri di appannamento fisico, tecnico e mentale. E’ un fatto naturale che investe i calciatori come te e anche quelli più giovani e meno dotati tecnicamente, ma che si vedono a dover gestire, pur tra piccoli mugugni di delusione personale, quell’accettare i momenti di difficoltà che devono essere presi con intelligenza e forza di volontà, nel superare quella particolare situazione delicata della propria carriera. Ecco, Cristiano, tu questo non l’hai fatto, perché quel tuo uscire dall’Allianz Stadium nel momento del cambio senza sederti in panchina ma andando via direttamente, mormorando frasi probabilmente irriguardose nei confronti del tuo allenatore, hai messo in evidenza una presupponenza che non è da grande campione quale tu sei. Tutto ciò va a inficiare a tuo discapito i buoni rapporti con i tuoi compagni di squadra, che quotidianamente condividono con te uno spogliatoio fatto di relazioni non solo tecniche ma anche umane. E pensa se Del Piero o il tuo amico Gigi Buffon, si fossero dimostrati in carriera quello che tu hai espresso in un attimo con quell’atteggiamento negativo, che non si addice alla grandezza dei tuoi trascorsi pallonari. E’ vero, in carriera sei stato sostituito soltanto poche volte, ma il tuo stato di forma fisica e mentale era tale, per cui non si poneva il problema. Ora, che a 35 anni è possibile qualche momento di legittimo appannamento di forma, nonostante la tua grandezza da extraterrestre, sei messo alla prova anche sotto l’aspetto della tua maturità personale. E chiedere scusa ai tuoi compagni di squadra, alla società Juventus che ti coccola, ai tifosi che da quando sei arrivato a Torino si assoggettano a pagare un biglietto salatissimo per assistere alle tue giocate, credimi, non è mortificarsi, ma, semmai, è dare un ulteriore segnale della tua grandezza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013629.htmSi100451001,02,03030234
361013625NewsCoppeChampions Juve, se si offusca CR701 s’illumina la Joya20191023134819Opaca prestazione casalinga della Juventus contro la Lokomotiv Mosca.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>L’analisi</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In una notte surreale ma vincente, la Juventus mette in cassa forte tre punti preziosissimi per la sua classifica di Champions. Diciamo subito che non è stata una bella partita, soprattutto per “merito” della Lokomotiv Mosca che dopo essere andata in vantaggio si è arroccata in difesa penalizzando il proprio gioco e quello degli avversari. Ma c’è anche tanto demerito della Juventus, che fino al primo dei due gol segnati da Dybala (coincisi con l’ingresso in campo di Higuain) è apparsa smarrita nel suo vitale senso del gioco armonico e allo stesso tempo utilitaristico. Nulla di tutto ciò è apparso all’Allianz Stadium, dove si è notato soltanto un grande sforzo di volontà dato dall’onnipresente Cuadrado e da Bentancur, per il loro instancabile apporto dato tra difesa, centrocampo e attacco. Ma è dall’inizio di campionato che nella squadra di Sarri assistiamo a un intervallarsi di partite spettacolo ad altre insipide come quella di ieri sera contro la Lokomotiv Mosca. Quando tu pensi che in toto la squadra bianconera abbia già assimilato il gioco voluto dal suo allenatore, ecco che t’accorgi che ancora non è tempo di stabilità di gioco inteso nella sua pura essenza dello spettacolo. E allora, mentre trascorrono i mesi e gli impegni si fanno sempre più estenuanti, continuiamo ad assistere a un calcio che la Vecchia Signora d’Italia stenta a recepire nei suoi basilari meccanismi sarriani, mettendo in evidenza ciò che significa rivoluzionare in maniera copernicana l’antico concetto di gioco. E allora continuiamo a dare tale giustificazione ogni qualvolta si assiste a prestazioni bianconere come quella contro i russi della Lokomotiv. Tuttavia, in una squadra così colma di grandi campioni, ci si salva spesso nell’usufruire delle giocate dei suoi fuoriclasse che mascherano in qualche modo in maniera individuale, quelli che sono i problemi di un perfezionismo di gioco globale di squadra che stenta ad emergere nell’arco dei 90 e oltre minuti di gioco. E così, quando CR701 non sembra in serata adatta ai suoi grandi mezzi, ecco che si riaffaccia alla ribalta quel Dybala che spesso è stato messo in panchina da Sarri non tanto per demeriti di forma, ma soprattutto per un equilibrio tattico che non sempre può supportare la presenza in contemporanea di Higuain, Ronaldo e lo stesso Dybala. Tuttavia, in due occasioni (vedi partita contro l’Inter e la Lokomotiv) quando Sarri decide di volere forzare in attacco la pressione del suo gioco, ecco che si raggiungono con successo gli obiettivi sperati. Dunque, crediamo che questo interrogativo della presenza in campo in maniera contemporanea dei tre fuoriclasse si riproponga per tutto l’arco della stagione. Certo, il popolo bianconero vorrebbe bearsi sempre di cotanto calcio spettacolo, ma non è soltanto questo il problema che la Vecchia Signora d’Italia rinvigorita dagli schemi moderni impartiti da Sarri, deve ancora assimilare. Il tecnico è un perfezionista del gioco del calcio e, come tale, non intende modificare l’atavica mentalità di casa Juve basata sul “vincere come unica cosa che conta”, ma vuole anche aggiungere lo spettacolo di un gioco che intende divertire divertendosi. Per far questo c’è bisogno di tempo. Lo sappiamo. Anche perché la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, neanche Maurizio Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNchampions-juve-se-si-offusca-cr701-s-illumina-la-joya-1013625.htmSi100451001,02,03030257
371013619NewsEditorialeLa Juve e l’imperdonabile errore di volere vendere Paulo Dybala20191008070334Cambia la strategia della società bianconera nei confronti della Joya <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questa estate lo volevano cedere per creare plusvalenza e incrementare le casse della società. Ma non sempre la teoria del denaro da acquisire è il toccasana di tutte le cose, perché nel calcio c’è anche un’altra logica che spesso sfugge a coloro i quali sono al centro del calciomercato: la persona che c’è dentro il campione e i suoi desideri di continuare a giocare nell’ambiente in cui si trova bene e vuole continuare a vincere. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è stato al centro di mille possibili scambi con altri giocatori che dessero l’opportunità alla Juve di dare respiro a un bilancio appesantito dall’acquisto di grandi campioni e dai loro cospicui contratti. Prima con l’Inter per avere in cambio Icardi e incassare svariati milioni di euro, poi con il Manchester United per avere in cambio Lukaku. Noi abbiamo sempre sostenuto la tesi che questo giovane campione argentino della Juventus, doveva continuare a giocare in questa società e con quella squadra che è stata concepita per vincere ancor di più di quanto non lo avesse fatto la scorsa stagione. Per la fantasia, la classe, l’inventiva e la qualità delle giocate che sa produrre, Dybala fa sempre la differenza, che lo si voglia impiegare da falso nueve, piuttosto che da trequartista a ridosso delle punte. E non è un caso che Antonio Conte lo avrebbe voluto all’Inter perché ritiene il campione argentino il giocatore ideale per il suo 3-5-2. Ma la Juve e Paratici in testa, preferivano trattare con il Manchester per avere Lukaku, togliendo così la possibilità che il giocatore belga potesse andare all’Inter e potenziarla in attacco. Per fortuna non se ne fece nulla per una sola questione di denaro, e oggi, dopo la maiuscola prestazione offerta da Paulo Dybala nel derby d’Italia, tutti a magnificarlo come se nulla fosse stato. Certo, in tutto questo frastuono c’è da ricordare che Maurizio Sarri l’ha sempre sostenuto e che ha studiato la collocazione tattica affinché il campione argentino potesse dare alla squadra l’apporto ideale per incrementare tecnicamente il gioco brillante studiato apposta per la Juve. C’era solo bisogno di tempo, ma così è stato. Sì, perché oggi Sarri ha fatto sbocciare l’idea di collocare tatticamente Dybala sia come trequartista schierandolo alle spalle di CR7 e Higuain, che come seconda punta assieme a Ronaldo. E così “u picciriddu” (come lo chiamavano a Palermo) o la Joya (come adesso lo si definisce) ha lasciato il segno sulla partita vinta dalla Juve sull’Inter, non solo per lo straordinario gol che ha saputo fare di potenza e mirata precisione, ma anche per le giocate di classe che ha impartito proprio davanti ad Antonio Conte, uno dei tanti estimatori di Dybala, che per averlo avrebbe fatto qualsiasi cosa. E adesso vorremmo essere nei pensieri di Agnelli e Paratici per capire cosa stanno pensando e se sono coscienti del macroscopico errore che stavano per fare. Chissà, forse sono stati anche consigliati male dall’idea errata che Max Allegri si era fatta su Dybala, e cioè di un indiscutibile campione di classe che però non è portato al sacrificio tattico. Lo aveva nominato tutto campista, (ricordate?) e lo faceva giocare partendo sempre dalla difesa, inibendone così le sue qualità tecniche di calciatore portato a creare attraverso la fantasia, bellissime giocate offensive. Poi è arrivato Sarri che l’ha fatto rinascere e ora punta fortemente nel suo apporto in una intuizione tattica che si avvale di due possibili soluzioni in base anche all’avversario da affrontare. E allora ci domandiamo se adesso la società Juventus abbia cambiato finalmente la sua strategia, nel trattenere Dybala in bianconero almeno fino a fine stagione. A nostro parere non dovrebbero esserci dubbi di sorta, anche se questa convinzione si doveva avere già questa estate.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNla-juve-e-l-imperdonabile-errore-di-volere-vendere-paulo-dybala-1013619.htmSi100451001,02,03030235
381013606NewsCampionatiLa rosa extra large della Juve crea problemi a Sarri.20190905173111Problemi di abbondanza in casa Juve<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo l’esclusione dalla Champions di Mandzukic e di Emre Can che ha ufficializzato il proprio disappunto, in casa Juve aleggia una certa qual insoddisfazione da parte di Maurizio Sarri nei confronti di Fabio Paratici, per non essere riuscito nel mercato appena chiuso, a sfoltire una rosa composta da troppi giocatori che mal volentieri si adattano alla panchina. Allenare la Juve non è proprio come allenare un’altra squadra, e Maurizio Sarri pur nella sua soddisfazione di essere arrivato in carriera a lavorare per la più scudettata squadra d’Italia, non nasconde le sue difficoltà di gestire un gruppo di giocatori che per quantità e qualità non ha mai avuto. Il muso duro che Sarri ha mostrato a Paratici in questi giorni, la dice lunga su un carattere poco incline ad abbassare sempre la testa alla società per cui lavora. Un problema nuovo che l’ex allenatore di Napoli e Chelsea non aveva messo in conto, non sono le questioni tecnico tattiche, dello spogliatoio, del turnover, ma è la gestione di un alto numero di campioni cui comunicare certe scelte che apparterrebbero alla società. Evidentemente Sarri era stato chiaro fin dall’inizio, dando alla società i nomi dei giocatori da trattenere e altri da cedere. Ma, evidentemente, l’opera di Fabio Paratici non è stata impeccabile da questo punto di vista. Prima Mandzukic, poi Khedira, Matuidi, Rugani, Dybala, Higuain, Emre Can, Cuadrado, e ancora marcia indietro per Higuain (che si è inserito bene) Dybala (che fino alla fine è stato in bilico se restare o essere ceduto), Khedira (improvvisamente rinato per il gioco di Sarri), Matuidi (anch’egli promosso a titolare) insomma, possiamo dire che la confusione in casa Juve è di casa. Eppure eravamo abituati a una Vecchia Signora simbolo di chiarezza di idee e ottima gestione, mentre in questa occasione si sta mettendo in evidenza l’esatto opposto. C’è chi rimpiange Beppe Marotta e c’è chi (Agnelli e Nedved) difendono a spada tratta Fabio Paratici perché il giovane e rampante dirigente della Juve ha lavorato bene in entrata, anche se le circostanze non l’hanno aiutato a fare altrettanto bene nell’uscita dei calciatori suggerita da Sarri. Al momento in mediana ci sono sette giocatori per tre maglie, Khedira, Pjanic e Matuidi al sono i titolari, mentre Ramsey, Rabiot, Bentancur ed Emre Can aspettano di giocare. Lo stesso discorso va fatto per l’attacco, dove Dybala, Mandzukic e Bernardeschi sembrano chiusi da Ronaldo, Higuain e Duglas Costa. Una serie di top campioni di Club da vertice europeo che, tuttavia, devono essere gestiti con l’aiuto della società che dovrebbe in qualche modo alleggerire il lavoro già difficile di tattica e tecnica in una squadra che deve ancora assorbire il credo calcistico del nuovo allenatore. In questo caso il “comandante” Sarri è stato messo davanti a una situazione del tutto nuova. Ma la Juve non può avere smarrito improvvisamente l’antica forma ordinata di chi ha le idee chiare e vincenti. La confusione non è mai regnata alla Continassa. E allora cosa succede quest’anno alla Vecchia Signora d’Italia, nonostante il suo primato in classifica a punteggio pieno?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNla-rosa-extra-large-della-juve-crea-problemi-a-sarri-1013606.htmSi100451001,02,03030254
391013592NewsEditorialeTra scetticismo e attesa di vedere, il popolo bianconero tace.20190622161552Dopo il radicale cambiamento,un atteggiamento che rientra nella normalità. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> è stato presentato alla stampa, che abbiamo ascoltato le sue parole sul passato anti juventino, sul presente da imbastire e su un futuro ancora da decifrare, i tifosi della Juventus si rifugiano in un silenzio assordante che sa di paziente attesa. Da più parti sentiamo frasi come: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Aspettiamo di vedere cosa sarà la Juve di Sarri, se divertirà come si dice, se vincerà com’è nell’indole della Juventus e, soprattutto, se riuscirà a vincere la Champions</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">League”</b>. Tutti interrogativi legittimi che sanno di scetticismo, ma che non vanno a turbare l’eventuale pensiero di non rinnovare il proprio abbonamento, nonostante l’ennesimo aumento voluto dalla società. Malumori che non superano la voglia di Juventus, tipica di questo periodo dell’anno in cui i sogni si moltiplicano sotto l’ombrellone. Ma quest’anno, inutile dirlo, in casa Juve c’è molta più attesa dell’anno scorso in cui ci si accingeva a godere dell’acquisto di CR7. Ma quest’anno c’è quella sorta di rivoluzione culturale, mentale e tattica che sa di rinnovamento globale. Ed è facile pensare che la nuova Juventus si presenti con un’altra faccia, con un altro vestito che non ha mai indossato prima, sposando un’immagine che sa di rinnovamento, di un ammodernamento capace di rivedere quella classica figura secolare di società aristocratica. Ed è un dato di fatto che assumendo Maurizio Sarri non si acquisti soltanto la speranza di un calcio brillante e di un’idea di gioco che sappia di vittorie e pura bellezza, ma c’è da considerare il modo con cui il nuovo tecnico si approcci ai dopogara con il suo dire spontaneo e per nulla diplomatico. Lui che appartiene alla scuola operaia, in cui si dice tutto davanti senza alcun voltafaccia, mentre è vestito di tutto punto da Juventus. Tuttavia, c’è sempre il rovescio della medaglia su ogni cosa. Infatti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> che adesso siede sulla sedia di quel Potere da lui tanto criticato e adesso molto amato, sta addirittura apportando modifiche di pensiero a un ambiente notoriamente conservatore. E la curiosità di vederlo all’opera supera ogni altra cosa, ma non certo quello scetticismo di partenza che aleggia nell’ambito dei tifosi bianconeri. Ma tenuto conto che il nuovo tecnico della Juventus sta andando a trovare in vacanza i giocatori bianconeri più rappresentativi, per parlargli, per capire come sono, cosa desiderano dal punto di vista tecnico, quali delusioni hanno vissuto nell’anno passato e cosa gli piacerebbe migliorare, allora pensiamo che questo primo lavoro di Sarri debba essere apprezzato come qualcosa che non ha precedenti. Una sorta di mental coach cui in Italia siamo poco abituati, un qualcosa che mette avanti la persona prima ancora del campione. A questo proposito sappiamo che ieri Sarri è andato a trovare Cristiano Ronaldo in Costa Azzurra e che in tutta forma privata si è intrattenuto sul suo yacht per parlargli di lavoro. Farà così anche con Dybala, Pjanic, Bernardeschi, nomi che ha fatto in conferenza stampa. Dunque, facendo riferimento a ciò che Paratici sta operando sul mercato, la Juve sta preparando un bel piattino succulento al nuovo tecnico, che vedrà arrivare molto probabilmente alla Continassa, Rabiot e forse Pogba in pole, mentre a questo punto si renderebbe incedibile Dybala. In partenza Cancelo, Matuidi, Khedira e probabilmente Mandzukic che non riteniamo adatto al gioco di Sarri. E allora, se è vero che tra i tifosi della Juventus c’è un legittimo scetticismo, è altresì vero che la curiosità di vedere questa nuova Juve diventa un fatto fondato. Tante speranze, poche certezze, tante scuole di pensiero che si intersecano in una tifoseria che da sempre ha gustato il sapore della vittoria in campo nazionale, poco in quella internazionale e adesso ha voglia di primeggiare in Champions con l’ausilio della grande bellezza! Ci riuscirà? Vedremo. I presupposti ci sono. Con la scelta di Sarri, il presidente Agnelli, Paratici e Nedved sono sicuri di non avere sbagliato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-tifosi-juve.jpgSiNtra-scetticismo-e-attesa-di-vedere-il-popolo-bianconero-tace-1013592.htmSi100451001,02,03030248
401013591NewsCalciomercatoDirettamente dalla conferenza stampa di Maurizio Sarri20190620174332Tanti sono stati i temi toccati nel corso del primo incontro pubblico con i media, da parte dell`ex tecnico del Chelsea. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella sua prima uscita pubblica da allenatore della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> ha parlato da professionista e non certo da trascinatore di fede juventina. Emozionato ma non troppo, l’ex coach di Napoli e Chelsea ha subito messo in chiaro qual è stato il motivo per cui ha subito accettato di venire alla Juve. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“In 30 anni di panchina non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore. Questo mi ha convinto a venire alla Juve, vedere una dirigenza così compatta nell’atteggiamento e tanto determinata”,</b> così esordisce Sarri nella sala stampa Gianni e Umberto Agnelli dopo avere salutato i presenti, rendendosi disponibile a rispondere alle domande dei colleghi giornalisti. Indossato per contratto la divisa ufficiale di rappresentanza della Juve, il tecnico del bel gioco continua a rispondere toccandosi l’orecchio, qualche volta la punta del naso che intervalla a parole e qualche sorso d’acqua, giusto per rinfrescare l’ugola. L’espressione è sempre la stessa, pochi sorrisi, occhiali che nascondono sguardi talora interrogativi e seriosità nel dire con orgoglio da dove è venuto, quali sono le sue radici professionali di ex allenatore dilettante arrivato nell’olimpo del football a 60 anni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non passo dai dilettanti alla Juventus. Il mio è un percorso lungo e fatto di passi. Sono arrivato al Chelsea, un grande club che chiaramente ha meno storia della Juventus. Lo ritengo un passo avanti tra quelli fatti sempre gradualmente. L’emozione è forte, ma non è quella di un allenatore</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">appena arrivato dai dilettanti”.</b> Sarri continua con apparente sicurezza, dimostrando a tutti i presenti di essersi preparato a dovere per questa giornata fitta di precise domande talora pure punzecchianti, ma che egli avrebbe già previsto prima. Chiaro riferimento di chi, pur non conoscendo la nuova piazza, ne ha già acquisito il sistema. A chi gli chiede quale disegno tattico adotterà con la sua nuova squadra, risponde che si baserà esclusivamente sulle caratteristiche tecniche dei tre o quattro giocatori che nella Juventus fanno la differenza. Chiaro il riferimento a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo, Dybala, Pjanic (che deve toccare almeno 120 palloni per</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">partita) Douglas Costa,</b> mentre ha avuto grandi parole di elogio per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Bernardeschi,</b> un calciatore che deve migliorare nelle continuità. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E poi si toccano i temi più scottanti, ovvero quelli che arrivano da Napoli, che lo definiscono un traditore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ho fatto un percorso a Napoli, da cui sono uscito per scelta della società. Poi sono andato all’estero e sono tornato con una società importante che mi ha voluto fortemente. Io penso di aver dato nella vita il 110% rispettando tutti. E lo farò anche per questi colori, può essere poco ma di più non posso fare. Penso siano scelte logiche, senza romanzarci tanto sopra. Penso di avere rispettato tutti. Se mi fischieranno in Napoli – Juventus? Comunque vada tra fischi o applausi, so che sarà un gesto d’amore. Io uscirò dal campo volendogli bene, in un modo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">o nell’altro”.</b> E lo scetticismo con cui il popolo juventino lo accoglierà, come si supera? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come ho fatto altrove, vincendo e convincendo! Andare in campo, fare risultato e divertire. Sinceramente non vedo altre strade.”</b> Insomma, tanto altro ancora c’è stato in questa ora e mezza di conferenza stampa che ha visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> accanto a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Paratici</b> davanti a 200 giornalisti, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pavel Nedved</b> posti in prima fila e molto attenti a ciò che si è detto. Ma la nostra idea è che il popolo juventino debba vedere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> come tecnico, come professionista del bel gioco, come rivoluzionatore di culture calcistiche basate sull’offensiva. Ma non si pretenda da lui l’anima bianconera, il sentimento, perché la sua passione è altrove. L’ha detto con apprezzabile correttezza di pensiero. Sarri tifa Napoli fin da bambino, poi è diventato un professionista e come tale ha fatto la sua carriera nel rispetto del suo lavoro. Quindi lo si giudichi per questo, lasciando perdere ogni romanzo legato a sentimenti intrisi di ruggine e odio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNdirettamente-dalla-conferenza-stampa-di-maurizio-sarri-1013591.htmSi100451001,02,03030422
411013583NewsCalciomercatoJuve, l’estenuante attesa sta per finire.20190605192754Noi azzardiamo l`ipotesi Guardiola<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Guardiola, Pochettino, Sarri</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>. In verità, dal 18 maggio, giorno in cui è stato ufficializzato l’addio ad Allegri da parte della Juventus, si sono fatti altri nomi. Ma ad oggi la scrematura è stata fatta, anche perché tutto questo tempo trascorso non fa altro che aumentare i malumori del popolo juventino che ha sete di sapere. Va bene l’ermetismo della società su un tema così delicato, ma questa assoluta mancanza di comunicazione su tale argomento, porta a fare mille considerazioni sul nulla. Noi proviamo a dire che la prima scelta della Juve è sempre stata quella di Guardiola e, nonostante i mille nodi da sciogliere di carattere economico e burocratico, siamo convinti che proprio l’attuale coach del Manchester City sarà il nuovo allenatore della Juventus. In verità non crediamo agli avvistamenti o pseudo tali di Pep Guardiola a Torino, ma la nostra convinzione si poggia su basi logiche. Innanzi tutto la situazione finanziaria del club inglese, il quale sarebbe alle prese con il famoso fair play finanziario. Poi, fatto non trascurabile, il nome di Guardiola fa lievitare il Titolo Finanziario della Juventus in Borsa. Un aspetto, questo, che cura molto gli interessi della società, la quale tra ricavi finanziari dovuti appunto al Titolo, Sponsor Tecnico (Adidas), Sponsor Televisivi, Plusvalenze, arriverebbe a pagare la somma richiesta per avere Guardiola. Tuttavia, da più parti leggiamo il nome di Sarri come più indicato a sedere sulla panchina della Juve il prossimo anno; perché? A noi sembra tanto il paravento della Juventus per depistare ogni traccia, anche se i contatti con l’ex allenatore del Napoli vengono tenuti a caldo come eventuale seconda scelta. Pochettino è un altro papabile, ma la sua situazione legata al Tottenham sembrerebbe difficile da sradicare. Dunque, alla Juventus non è più tempo di suggestioni, di avvistamenti ipotetici e neanche di dispersivi scenari europei. Si è perso troppo tempo anche nell’allontanare la curiosità mediatica che deve pur avere delle basi per dare delle informazioni. Ecco, diciamo che per la prima volta la Juve nel suo mentore Agnelli e nel suo braccio destro Paratici, si stanno arrovellando nel mantenere segreta ogni trattativa che, se resa pubblica, potrebbe rovinare ogni piano faticosamente portato avanti da mesi. Operazioni costruite da un’azienda forte qual è la Juventus, ma che, suo malgrado, non riesce ancora concludere ciò che dall’inizio aveva in mente di ottenere: Pep Guardiola. Conosciamo la caparbietà di Andrea Agnelli e Fabio Paratici, (il quale ha parlato di un range di allenatori da valutare) anche in considerazione dell’operazione Ronaldo che sembrava impossibile e poi si è avverata. Sono strategie aziendali che necessitano di tempo per poterle portare avanti, tuttavia, come dicevamo pocanzi, resta il fatto che il pensiero comune è che si stia aspettando troppo tempo, anche in virtù del calcio mercato che entrato nel vivo della stagione. Noi restiamo dell’idea che la Juve stia ormai puntando sul solo nome di Guardiola. Il resto è contorno. A Torino si vocifera da più parti, che sarà presentato al più tardi il 16 giugno. Le quotazioni dei bookmakers aumentano, le notizie che giungono da Londra attraverso il Sole 24 Ore danno per sicuro l’arrivo del tecnico del Manchester alla Juve, nonostante le mille smentite del tecnico. Insomma, la telenovela dell’allenatore della Juve sembra quasi arrivata alle ultime puntate. La montagna sta per partorire il suo nome eccellente, mica il topolino….!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-guardiola.jpgSiNjuve-l-estenuante-attesa-sta-per-finire-1013583.htmSi100451001,02,03030461
421013572NewsCoppeJuventus, Mourinho è in pole position per essere il nuovo allenatore20190521174322Chi l`avrebbe mai detto......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono diversi indizi che fanno pensare che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Josè Mourinho,</b> il quale è stato visto incontrare Andrea Agnelli a Torino, sarà il nuovo allenatore della Juventus. Il primo fra tutti conduce al nome di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jorge Mendes</b>, il potente agente di Mourinho che ha portato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> alla Juve ed ha un ottimo rapporto di amicizia con Paratici e Agnelli. Pare che lo stesso Mendes stia ricucendo il rapporto tra l’allenatore portoghese e CR7, incrinatosi qualche tempo fa per non precisati motivi di incomprensioni personali. Tuttavia, questa scelta di portare Mourinho alla Juventus avrebbe bisogno di un grande lavoro di diplomazia, in un ambiente che storicamente è ostile alla figura dello Special One fin dai tempi in cui vinse il triplete con l’Inter. Polemiche, provocazioni e antipatie protratte fino all’ultima partita di Champions giocata in casa dalla Juve contro il Manchester United e che all’apparenza sembrerebbero insanabili d’ambo le parti. Una situazione di repellenza ad personam che si innesca a livello epidermico e non tiene conto dell’opportunità di venirsi incontro per il bene di entrambi. Infatti, se è vero che la Juventus con il Mou risolverebbe il problema di una maggior conoscenza del calcio europeo inteso come espressione cinica, è altresì vero che lo stesso allenatore portoghese avrebbe l’opportunità di sistemarsi in una società di calcio e un ambiente che ha tanta sete di Champions. E poi Mourinho è tra i più quotati allenatori di club europei che in questo momento è libero da legami contrattuali, cosa da non sottovalutare, viste le difficoltà per avere Pochettino, piuttosto che Guardiola e Klopp. Ma c’è anche l’esteta Sarri dietro l’angolo, l’ex allenatore del Napoli attualmente in forza al Chelsea, che tuttavia in passato è stato coinvolto in polemiche contro la Juve. E allora tutto questo giro di situazioni di odio sportivo, di allenatori e di tifoserie che si guardano in cagnesco, fanno pensare che nel calcio tutto è il contrario di tutto. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Noi Allegri non lo vogliamo”,</b> tifoseria juventina dixit cinque anni fa. E poi? cinque scudetti vinti, quattro Coppe Italia, due Supercoppe e due finali di Champions. E allora dove sta la verità in un mondo del calcio che prima sembra avverso all’appartenenza di certe figure, e poi ne fa tesoro come se nulla fosse stato. Le polemiche fanno parte del gioco, le simpatie e le antipatie si rincorrono come se una avesse bisogno dell’altra per esistere, ma la vittoria alla fine è quella che mette tutti d’accordo. Dunque, nel calcio mai dire mai. E se arriverà Mourinho, hai visto mai che il popolo bianconero insorga con cortei e cori, tipo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Noi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho non lo vogliamo”</b> e poi ti vince la tanto sospirata Champions e magari altri trofei e scudetti. Corsi e ricorsi storici di un pallone che spesso si perde tra i meandri qualunquistici del nulla, ma che poi si ritrova nel celebrare ciò che prima non poteva immaginare!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-josè-mourinho.jpgSiNjuventus-mourinho-e-in-pole-position-per-essere-il-nuovo-allenatore-1013572.htmSi100451001,02,03030320
431013571NewsEditorialeVia Allegri dalla Juve, ma Agnelli non si sbilancia sul futuro20190520213949E adesso si attende il nome del nuovo allenatore della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Seguendo la conferenza stampa di addio a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri,</b> ho pensato come la Juventus sia sempre in grado di affrontare con l’ausilio della diplomazia, anche i temi più scottanti e maggiormente carichi di domande precise. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono qui per celebrare Max Allegri, un allenatore</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">che ha fatto da solo la storia della Juventus”. </b>A parlare è il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Agnelli</b> che in molti momenti della conferenza stampa è apparso sincero, ma con la classica posizione del manager moderno d’azienda, capace di dire tutto e dire nulla allo stesso tempo. Infatti, sono tante le riservatezze che la Juventus ha in seno in questo momento e che non ha intenzione di spifferare a nessuno. Uno su tutti il nome del prossimo allenatore. Ma sull’esonero di Max Allegri non si è mai parlato dei punti veri di divergenza lasciati tra le stanze dei tre precedenti incontri; e cioè dell’aumento di contratto, della posizione più decisionale nell’acquisto e nella vendita dei giocatori, che Allegri avrebbe voluto in seno alla società, e poi anche del gioco della squadra per nulla apprezzato da molti dirigenti della Juventus. Tutto è stato taciuto magistralmente, abbellendo discorsi di amicizia profonda e carezzevoli momenti di infinita gratitudine. Ci sta, questo atteggiamento ci sta in casa Juve, che ha la capacità di sapere lavare i panni sporchi a casa propria, come nessun’altra società di calcio italiana sa fare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non ci sono elementi fattuali” -</b> dice il massimo dirigente bianconero <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">– “Al di là delle dietrologie, c’è stato un percorso di un mese di un gruppo di professionisti che ha avuto la capacità di capire che questo era il momento giusto, che era arrivato il momento di chiudere questo ciclo. Gestendo aziende bisogna saper prendere le giuste decisioni nei momenti in cui vanno prese. Solo il futuro saprà dire se le scelte prese erano quelle corrette”.</b> Quindi, la sostanza di tutto questo discorso è che inevitabilmente un ciclo si chiude come fatto naturale, e adesso la Juve è pronta a ripartire per cominciarne un altro con una diversa direzione tecnica. Ma di questo nuovo tentare la scalata alla Champions con un altro coach, Agnelli non ne parla esplicitamente, perché? Sappiamo che i giochi sono già fatti da tempo, ma per motivi di impegni ancora in essere di tanti allenatori con le varie società di appartenenza, l’argomento è top secret. Tra i tanti nomi che ruotano già da tempo sulla nuova panchina bianconera c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi, Maurizio Sarri, Josè Mourinho</b>. Circolano tante voci, talune fondate e altre no. Ma se guardiamo realmente le varie possibilità, il cerchio si restringe a questi nomi per tanti motivi. Adesso c’è da valutare quale pensiero corre in senso alla società, se quello dello stile e dell’immagine, o più concretamente quello legato al calcio spettacolo. E’ da molti anni che la Juventus non opta per un allenatore straniero, forse perché pensa che nessuno meglio dei nostri coach conosca il calcio italiano. Tuttavia, c’è da dire che il tempo ha rivoluzionato la cultura di un calcio che per interessi economici stratosferici, mette sempre in prima posizione la conquista della Champions League. E’ un fatto di prestigio, di immagine che contribuisce a migliorare il proprio merchandising che inevitabilmente fa lievitare il fatturato aziendale. La Juventus da questo punto di vista è cresciuta molto in questi anni, accorciando quel gap che la divideva dalle grandi forze calcistiche europee. Ma non è ancora stato fatto abbastanza, in quanto continua ormai da troppi anni a non vincere il trofeo più prestigioso del pallone giocato da club europei. Dunque, per far questo, si è capito che non è bastato investire nel solo Ronaldo, ma che molto ancora si debba fare nel costruire una cultura di gioco moderna, europea, fatta di top player ma soprattutto di mentalità offensiva. E allora, se veramente si vuole arrivare a ciò, la Juve deve puntare su un allenatore che arrivi da questo tipo di calcio e non più dal concetto basilare dell’italico pallone, capace di farti primeggiare soltanto nel nostro Paese. Ottima l’idea di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi</b>, ma la vediamo come un’operazione non immediata per le fortune europee. Dunque, si punti su un cavallo da corsa speciale. E non è un caso che il nome dello special Mourinho sta circolando con insistenza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-agnelli-allegri.jpgSiNvia-allegri-dalla-juve-ma-agnelli-non-si-sbilancia-sul-futuro-1013571.htmSi100451001,02,03030181
441013570NewsCampionatiL’Allianz Stadium e la festa scudetto in tono minore.20190517123114Allegri o non Allegri? Questo è il problema!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Domenica prossima contro l’Atalanta sarà l’ultima partita in casa della Juventus in questo campionato 2018’19, che l’ha vista vincere lo scudetto per l’ottava volta consecutiva. Allo stadio è in programma la festa ufficiale che si ripete ormai da 8 anni. Ma quest’anno sarà diverso, inevitabilmente diverso. Troppe cose bollono in pentola in casa Juve, per avere la mente sgombra e pronta ai bagordi festaioli. A Torino e nell’Italia juventina c’è un unico sentire che sa di spasmodica attesa, su quello che sarà il prossimo futuro della Vecchia Signora. E ci sono tifosi bianconeri che si arrovellano di ansia, nell’attesa di una fumata bianca della più ermetica società di calcio italiana che nulla lascia trapelare. Pensiamo persino che Andrea Agnelli non parli neanche da solo in una stanza, per evitare che i muri stessi possano ascoltare. Ma questa lunga attesa di una conferma così apparentemente sicura a parole e tanto declamata davanti alle telecamere da Agnelli e Allegri, dopo l’orrenda scoppola subita in Champions da parte dell’Ajax, adesso, col senno di poi, è sembrata una farsa per far capire al popolo bianconero che la società Juventus ha sempre le idee chiare sul da farsi. Spiace dirlo, ma questa volta non è così, perché chi attende all’esterno delle mura ha il diritto di sapere cosa stia succedendo ormai da giorni all’interno della sede della Continassa. Ad oggi sappiamo di due incontri. Il primo vissuto faccia a faccia tra Agnelli e Allegri e il secondo in compagnia di Nedved e Paratici. In ballo ci sono diverse questioni che si dividono tra richieste di Allegri che vuole un rinnovo di contratto in scadenza il prossimo anno, ma con un congruo aumento di milioni di euro (10 milioni contro gli attuali 7,5) e la possibilità di avere il potere di fare mercato, decidendo con la società i giocatori da cedere e quelli da acquistare. Sappiamo ad esempio che già da diversi mesi Allegri dice di avere bene in mente la Juve del prossimo anno, quasi fosse già tutto deciso, scontato. Non è così! Infatti, questa lungaggine di incontri senza esito definitivo, fa pensare ad una profonda incertezza che ha creato una spaccatura all’interno dei vertici dirigenziali. Andrea e suo cugino John Elkann si oppongono vivacemente al ritorno di Antonio Conte, il quale sarebbe invece gradito da Nedved e Paratici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma prescindendo da questo nodo difficile da sciogliere come tanti altri che si stanno attorcigliando in casa Juve, resta il fatto che il ruolo tecnico e manageriale richiesto da Allegri non può essere accettato da Andrea Agnelli il quale, pur tenendo conto del calcio che cambia anche nelle sue figure dirigenziali, non può disconoscere la tradizione storica della sua nobile casata, che nella Juventus ha da sempre visto il modo di gestire in maniera autorevole e senza interferenze di sorta. Ciascuno con il suo ruolo ben definito. Ciascuno con le proprie responsabilità. Ciascuno con i propri doveri. Sì, perché vincere è l’unica cosa che conta. E, se vogliamo, Max Allegri l’ha pure sposata alla lettera questa frase simbolo del feudo bianconero, vincendo 5 scudetti di fila, Coppe Italia e Supercoppe, con l’aggiunta di avere portato in finale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di Champions due volte la Juve, senza tuttavia averla mai vinta. Ed è questo il bubbone che tormenta la società e i tifosi, proprio in un anno in cui si sono fatti investimenti notevoli per l’acquisto di Cristiano Ronaldo. E tutto questo insieme di cose danno il senso della non chiarezza di idee da parte della società, la quale per la prima volta si trova ad essere fragile nelle sue scelte. Allegri o non Allegri? A questo punto non è neanche semplice, perché pensiamo che si sia aspettato troppo e tergiversato su un argomento basilare; per l’appunto quello della direzione tecnica. Buona idea sarebbe stata quella iniziale, e cioè di un ritorno di Zinedine Zidane. Tuttavia, adesso è troppo tardi! Poi si sono fatti i nomi di Deschamps, Pochettino, Simone Inzaghi e perfino Pep Guardiola che appare saldamente ancorato al Manchester City e al suo lauto contratto. Quindi che si fa? La domanda resta ancora senza risposta, anche se il calciomercato è alle porte con le voci insistenti delle cessioni di Paulo Dybala, Mandzukic, Khedira, Alex Sandro, Cancelo. Insomma una sorta di epurazione suggerita dallo stesso Allegri con l’acquisto di almeno 5 Top Player suddivisi tra difesa (2), centrocampo (2) e attacco (1). Così si è espresso pubblicamente il tecnico di Livorno, peccato che il 90% del popolo bianconero non sia d’accordo sulla sua conferma, per il ben noto problema di una Juventus incapace di esprimere un gioco moderno, brillante, agonisticamente frizzante, vivo, come quello che ci viene proposto dalle migliori compagini di calcio europee. Così, anche tra i tifosi si risente questo eco percepito in società già da diverso tempo, e cioè di una squadra che vince, annoia in Italia e non progredisce in Europa. Dunque l’attesa alla Continassa si fa davvero insopportabile e, di conseguenza, il tormentone che si arrovella nello stomaco dei tifosi juventini si manifesterà inconsciamente pure dentro le mura dell’Allianz Stadium, quando si celebrerà la festa dell’ottavo scudetto consecutivo che in un altro momento avrebbe un sapore diverso. Perché adesso la testa è altrove.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-agnelli-e-allegri.jpgSiNl-allianz-stadium-e-la-festa-scudetto-in-tono-minore-1013570.htmSi100451001,02,03030288
451013564NewsCampionatiAllegri? Ci sono diversi segnali che inducono a pensare che andrà via20190509195124Fervente attesa sul futuro della panchina della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A Torino, sponda bianconera, ci sono ormai da tempo domande su chi sarà il futuro allenatore della Juventus. Da quella bruciante esclusione dalla Champions da parte dell’Ajax, il popolo bianconero si è schierato quasi all’unanimità contro Max Allegri, ritenuto già da diverso tempo responsabile della mancanza di gioco della Juve. Certo, la delusione Champions è stata la goccia che ha fatto traboccare un <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>vaso già colmo di insoddisfazioni, nonostante i cinque scudetti vinti di seguito, supercoppe e Coppe Italia. Ma i tifosi vogliono il gioco, desiderano divertirsi, soprattutto in considerazione dei suoi tanti campioni in squadra e dalla presenza di Cristiano Ronaldo. Ma ciò che rode soprattutto ai tifosi della Juve è quell’atteggiamento di squadra che al cospetto delle meraviglie del calcio europeo, ci sia davvero un divario culturale nell’intendere un calcio offensivo, fisicamente preparato a sostenere sforzi, contrasti duri e, soprattutto, capaci di creare una ragnatela di passaggi con poche possibilità di errore per non dare vantaggio all’avversario. E allora il popolo bianconero si chiede perché la Juve che conta di grandi campioni, non possa fare un gioco più moderno e all’altezza di contrastare le più alte espressioni di calcio europeo? Il gioco all’inglese, ad esempio, è così impossibile da imparare? E’ soltanto questione di mentalità, di cultura o di che altro? Ed ecco che ci si chiede perché Andrea Agnelli non stia pensando ad un allenatore che sappia di calcio europeo per potere inculcare alla squadra i principi di un calcio che sappia andare oltre i confini. Un calcio che magari sia più adatto a vincere la Champions piuttosto che gli scudetti. E allora che fare? Secondo noi si è aspettato troppo, in quanto la società avrebbe dovuto stringere i rapporti con Zinedine Zidane per opzionarlo, prima che furbescamente Florentino Perez se lo accaparrasse nel tentativo di ricominciare un ciclo di vittorie. E adesso? Adesso ci sono diversi segnali che lasciano pensare all’addio di Allegri, nonostante in apparenza, fin dal post gara con l’Ajax, sia Agnelli che lo stesso allenatore bianconero hanno dichiarato di voler proseguire ancora insieme. Ma voci di corridoio dicono che ad Allegri sia arrivata una proposta irrinunciabile da parte del PSG. A questo punto si aprirebbero diversi scenari che porterebbero a vari nomi per la sostituzione del tecnico livornese. Potrebbe esserci infatti il ritorno di Antonio Conte che però, tranne improvvisi ripensamenti, sembrerebbe ormai destinato ad accasarsi all’Inter. Ma nel quartiere bianconero della Continassa, corre insistente il nome di Didier Deschamps che conosce molto bene l’ambiente juventino ma è attualmente legato alla nazionale francese. Ma se il punto nevralgico delle aspettative della Juventus è quello di dare alla squadra un segnale di calcio moderno ed europeo, perché pensare a un coach che di fatto non allena in una società ma è il commissario tecnico della Francia? Due ruoli diversi che porterebbero molti interrogativi. Dunque, riteniamo che Andrea Agnelli a questo debba pensare al profilo di un allenatore che arrivi dall’estero e abbia un curriculum adatto ad inculcare principi di gioco offensivo e meno inibito da schemi tattici più adatti al pallone italiano piuttosto che estero. Se Guardiola sembra irraggiungibile per il suo lauto contratto al Manchester City (ma cos’è irraggiungibile per una Juve che può permettersi di avere tra le proprie fila un costosissimo campione come CR7?), perché non pensare a Jurgen Klopp, ( 10 milioni di contratto già pronti per lui) piuttosto che Pochettino o l’allenatore dell’Ajax Erik ten Hag che tanto bene sta facendo nella squadra olandese, nonostante la sfortunata eliminazione in extremis dalla Champions ad opera del Tottenham? Insomma la Torino bianconera non sta più nella pelle e anche se nulla trapela dalla società Juventus in merito alla panchina del prossimo anno, i segnali che Max Allegri abbia ormai deciso il suo futuro lontano dall’Allianz Stadium ci sono tutti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-ci-sono-diversi-segnali-che-inducono-a-pensare-che-andra-via-1013564.htmSi100451001,02,03030293
461013562NewsCoppeAll’Anfield Stadium, grande calcio e brividi di emozione20190508170355Storica impresa dei Reds che raggiungono brillantemente la finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Remuntada è fatta! Chi non credeva nella possibilità che il Liverpool di Jurgen Klopp potesse andare in finale di Champions superando il 3 a 0 subito al Camp Nou contro il Barcellona, si dovrà cospargere il capo di cenere. Mai dire mai in un calcio stellare in cui certe magie da stadio, di notti che sanno di imprese storiche e football spettacolo dagli alti contenuti culturali, sono capaci di dissetarci dall’atavica arsura di giocate balistiche improvvisate e lunghe corse fino allo sfinimento, che durano oltre 95 minuti e non sanno mai di sparagnini pensieri nel gestire un risultato privo di emozioni. Il Liverpool ha vinto e convinto contro il Barcellona di Messi, non contro una squadra qualunque, non l’ultima arrivata, ma la compagine che da tutti era indicata come la favorita per la conquista della Champions 2019. E chi l’avrebbe mai detto che le furie rosse di Klopp, prive di Salah e Firmino ma con Origi e Wijnaldum che hanno siglato le storiche doppiette, avrebbero scritto una pagina indelebile di storia dei Reds. Tutto fatto con furore agonistico, con caparbietà, senza recondite paure o riverenze verso quella squadra che vanta un capitano che è il miglior giocatore al mondo assieme a Ronaldo. Eppure, proprio l’extraterrestre Leo Messi non ha saputo prendere con autorevolezza la sua squadra, i suoi compagni, annichiliti dall’aggressività di un Liverpool entrato in campo per conquistare la seconda partecipazione consecutiva alla finale di Champions. Un match di rara intensità calcistica, supportata da idee chiare e autostima da vendere. E in tutto questo spettacolo di calcio che diverte <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>e ti fa vibrare di emozioni, spesso abbiamo pensato alla Juve di Champions con la sua flemmatica interpretazione di un italico calcio che ha nel suo DNA quella voglia di vincere senza anima. E non è vero che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“l’importante è arrivare primi, perché quando scrivi pagine di storia di calcio, nessuno si ricorderà come hai vinto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">– Allegri dixit-</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">.</b> No, perché qui, in questo calcio che è “l’altro calcio”, si vince e si fa spettacolo negli stadi e non al circo (come dice il mister della Juve). Il Liverpool è stato trascinato da un pubblico straordinario, che in realtà non meraviglia più per quella sua peculiare forma di produrre canti e un tifo che trascina in modo particolare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Youll’ never walk alone”</b> è il famoso inno dei Reds che a fine gara, dopo avere segnato 4 memorabili gol a Messi and company, rimbombava in maniera assordante tra le mura dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Anfield</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium</b>. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non camminerete mai</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">da soli”,</b> parole che fanno venire la pelle d’oca, che ti acchiappano l’anima, così com’è successo ieri sera in chiusura di una partita che ha espresso il senso vero di un calcio che non può essere impoverito da arretrate congetture pallonare di italica mentalità. In Europa si gioca così e se vuoi arrivare a vincere la Champions, devi cambiare quel credo calcistico che resta valido soltanto all’interno dei nostri confini, ma quando ti confronti con le altre realtà europee resti sistematicamente indietro, non per chissà quale invenzione dettata dall’alibi di una Coppa stregata, ma più semplicemente per un modus operandi da cambiare in fretta. Va bene avere dei campioni in squadra che debbano fare la differenza, ma se la filosofia calcistica italiana non si allinea a quella europea, si arriva sempre a un certo punto e poi si torna a casa. Guardare e imparare. E chissà se un giorno non lontano, potremo accorgerci praticamente <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>che talvolta anche gli allievi superano i maestri. Si costruisca un calcio che ti faccia innamorare e non più annoiare con tattiche inibitori di spettacolo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Liverpool Anfield Stadiumfl0711fl0711foto-liverpool-vincente-contro-il-barcellona.jpgSiNall-anfield-stadium-grande-calcio-e-brividi-di-emozione-1013562.htmSi100451001,02,03030310
471013561NewsCampionatiLe considerazioni a tre giorni dal derby della Mole20190506175842Il dopo Juve - Toro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ronaldo V/s Torino – 1 a 1. A tre giorni dalla stracittadina torinese, emergono alcune considerazioni di carattere tecnico. Dire che CR7 è stato l’unico vero calciatore juventino a contrastare un Toro motivato dall’idea del quarto posto in classifica, corrisponde a quanto abbiamo visto sul terreno dell’Allianz Stadium. La notte del venerdì da derby ha praticamente dato la certezza di ciò che si pensava alla vigilia, e cioè di una gara in cui il Toro avrebbe incontrato una Juve poco lucida, con poche motivazioni, ancora frastornata dalla cocente esclusione dalla Champions e appagata soltanto dallo scudetto già vinto anzitempo. Insomma una squadra che pur con l’orgoglio di non volere perdere il derby, è sembrata una sorta di scampolo di fine stagione. Tuttavia, questo non significa che il Toro di Mazzarri sia stato facilitato dall’apparente disarmo dell’avversario, perché il derby della Mole è stato un match vero giocato fin dall’inizio con il giusto cipiglio da parte dei granata. Il Toro, con in testa la voglia di vincere per la classifica e onorare il 70esimo anno della morte del Grande Torino, è andato in vantaggio all’inizio del primo tempo con Lukic, grazie a uno svarione difensivo di Pjanic il quale, facendosi ingenuamente spostare di spalla, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha agevolato colpevolmente il tiro in porta del granata che ha superato Szczesny. Da qui in avanti e con il Torino in vantaggio per 1 a 0, da parte della Juve si sono visti pochi tentativi veri di riportarsi subito in pareggio. Anzi, la squadra di Allegri nel corso di tutto il primo tempo ha avuto una sola ghiotta opportunità di segnare con Matuidi, ma il tiro al volo del francese è stato neutralizzato da Sirigu. Così il Toro avvia le sue ripartenze con un Berenguer in stato di grazia e un Belotti che si catapulta su ogni pallone come un furetto. Nel secondo tempo il Toro arretra il suo baricentro, con la convinzione di potere resistere fino alla fine e portare a casa 3 punti d’oro. Purtroppo, all’84esimo quel “diavolo” di un alieno che risponde al nome di Cristiano Ronaldo, su un cross proveniente dalla sinistra si alza in cielo e di testa trafigge il portiere Sirigu. Peccato per questo Toro che ha dimostrato il suo buon momento di forma fisica e mentale, al cospetto di una Juve che si lustra il suo campione e vive di rendita. E adesso che l’Atalanta di Gasperini (a proposito, straordinaria questa squadra dal gioco brillante) si è portata a 62 punti, la Roma che ne ha 59 e il Milan che giocherà il monday night ed è a quota 56, il Torino dopo il pari con la Juve si è portato a quota 57.Un po’ come dire che ancora tutto può succedere, visto che anche l’Inter segna il passo e trovandosi con 63 punti in classifica a un solo punto di distacco dall’Atalanta, non è più neanche sicura del terzo posto. Un finale avvincente per sognare la partecipazione in Champions e restare aggrappati all’Europa League. Vediamo cosa accadrà. Intanto il Toro c’è!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone.jpgSiNle-considerazioni-a-tre-giorni-dal-derby-della-mole-1013561.htmSi100451001,02,03030303
481013559NewsCampionatiLa notte del derby della Mole20190502184228Ecco il derby torinese di ritorno. Orgoglio, passione e voglia di vincere!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Juve, storia di un grande amore” </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>contro<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “Ancora Toro”.</b> Due inni, due modi di intendere la storia dei propri colori in una sola città: Torino. E’ la notte del derby della Mole che la Juve non gioca per la classifica ma per l’orgoglio, mentre il Toro aggiunge alla propria fierezza l’importanza di fare punti anche per l’Europa. Da una parte i bianconeri e dall’altra i granata, due stili diversi di intendere il calcio nella città sabauda, la quale, quando si parla di tifo pallonaro, si accende come le luci che illuminano a giorno i tanti salotti della storica Torino. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Da Piazza San Carlo a Piazza Castello, da Via Roma, Via Po, Piazza Vittorio, la Gran Madre, i Murazzi del Po e la splendida collina a far da cornice in una cartolina che sa di quadro d’autore.</b> Per effetto del già acquisito ottavo scudetto consecutivo della Vecchia Signora, all’apparenza sembrerebbe esserci poca attesa per questo derby, ma non è così. Infatti, al sale da sempre disseminato in ogni derby della Mole, c’è una classifica che il Toro deve smuovere per continuare a sognare la zona Champions e difendere un posto in Europa. E poi le tossine causate dall’eterna e storica rivalità cittadina, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non sono mai assorbite e si acuiscono sempre in occasione del derby. Ci auguriamo di potere assistere a una bella gara, uno di quei derby che ti facciano parlare e scrivere di calcio, di campioni e di gol che sono l’essenza del gioco del calcio. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo </b>contro<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>il “gallo”<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Belotti.</b> Il bianconero per la classifica cannonieri e i suoi tifosi della Juventus, il granata per l’Europa, la storia del suo Toro e quei 70 anni di sacra liturgia che si ripete puntualmente il 4 maggio a Superga. Dettagli tecnici che incuriosiscono i tifosi e noi che siamo addetti ai lavori, ma che non superano il folklore di una partita che avrà sugli spalti quelle cromature intense di colore carico di passione vera, capace di distinguerla da ogni altra gara. Importante che non si assista a beceri comportamenti e striscioni di cattivo gusto. Lo sfottò è indispensabile, ci vuole, perché in fondo è come rispettare la storia di questa partita tanto attesa. E’ il derby di Torino. E’ la 148esima stracittadina piemontese da raccontare, da vivere, da sognare. E anche la Mole saprà sbirciare oltre le mura dell’Allianz Stadium in quell’Area 12 che è feudo bianconero. Ma saprà essere come sempre elegante, signorile, imparziale, sapendo già che da una parte si illuminerà di bianconero e dall’altra di granata. E’ come dire al mondo che Torino c’è, che il derby c’è, che l’antica rivalità si ripropone sul campo e sugli spalti, mentre lei, la Mole, antico simbolo della città sabauda, dall’alto della sua maestosa bellezza farà da arbitro!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-mole-antonelliana.jpgSiNla-notte-del-derby-della-mole-1013559.htmSi100451001,02,03030299
491013555NewsCampionatiVerso Inter – Juventus20190427181454Un derby d`Italia che racchiude sempre il suo antico fascino, anche se......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’attesa per questo derby d’Italia non è febbrile come altre volte. Tuttavia, c’è da dire che la sfida tra Inter e Juventus rievoca sempre il suo antico fascino di match, che dal punto di vista agonistico ci ricorda intensi fatti di odio sportivo. I bianconeri, già campioni d’Italia, affrontano allo stadio Meazza l’anticipo della 34ma giornata di Serie A contro i nerazzurri di Spalletti che attualmente occupano la terza posizione di classifica e ambisce, con l’eventuale vittoria di questa sera, ad avvicinarsi sempre più all’obiettivo di qualificazione Champions League. Allo stadio non c’è ancora il tutto esaurito, ma si conta che nelle prossime ore potrà esserlo per effetto di quella antica suggestione che solo questo derby d’Italia riesce a dare. Tuttavia, come dicevamo pocanzi, la partita offre un confronto tra due squadre che si trovano in situazioni diverse, ma con il medesimo spirito di superarsi vicendevolmente. Da una parte i nerazzurri che a questo campionato devono ancora dire molto sulle restanti partite ancora da giocare, e dall’altra parte una Juventus che ha l’obbligo di sfoltire la mente dai festeggiamenti per la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo di una settimana fa all’Allianz Stadium. La squadra di Spalletti dovrebbe presentarsi in campo con il suo solito 4-2-3-1 di partenza che vede in difesa D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah, poi Brozovic e Vecino a far da interdittori di centrocampo in attesa di eventuali ripartenze, consegnando a Politano, Nainggolan e Perisic il compito di supportare l’unica punta di ruolo Lautaro Martinez. Questo vuol dire che il tecnico nerazzurro opterà ancora una volta la scelta di lasciare in panchina (almeno all’inizio) Icardi. La Juve si presenterà con un probabile 3-5-2 iniziale, che prevede l’inedito Emre Can in difesa con Bonucci e Chiellini, a centrocampo Cancelo, Cuadrado, Pjanic, Matuidi e Alex Sandro alle spalle di Bernardeschi e Cristiano Ronaldo. Una squadra rabberciata per infortuni avvenuti a catena, quella di Max Allegri, che vede il rientro di Chiellini e Cuadrado, ma deve fare i conti con le assenze di Dybala e Mandzukic. In panchina ci sarà Kean, pronto eventualmente a subentrare a Bernardeschi. E mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti</b> dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fine anno si faranno i nomi di chi ha sbagliato”,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ribatte con : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Niente figuracce!</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Champions? Bella e bastarda”.</b> Chiari messaggi di due allenatori che hanno vissuto un campionato con criticità di diversa natura. Vedremo cosa accadrà questa sera. L’Inter giocherà per consolidare il terzo posto, la Juventus per lottare contro eventuali demotivazioni, ma entrambe si affronteranno come sempre in cagnesco con l’obiettivo di non farsi superare. Inter – Juve, amici mai. Comunque sia!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-inter-juventus.jpgSiNverso-inter-juventus-1013555.htmSi100451001,02,03030272
501013552NewsCoppeUno struggente messaggio a CR7, da parte di un tifoso della Juve20190418200457Quando l`amarezza di una sconfitta, tocca i sentimenti del tifoso. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sul giornale numero 18 di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Juve – Toro”</b> ho letto con piacere l’articolo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Catapano</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Caro Cristiano, ti scrivo”.</b> Ciò che mi ha colpito in questo accorato messaggio è il sentimento profondo di delusione che si percepisce nell’animo del tifoso bianconero, dopo la sconfortante uscita della Juventus dalla Champions League. Ma ciò che piace di Antonio Catapano è questo suo rivolgersi a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> in maniera amichevole, consigliandolo quasi a non sentirsi in obbligo a restare nella Juve anche per il prossimo anno. Lo definirei un atto di amore di chi, con l’amaro in bocca, distrugge ciò che ama di più. Sembra un controsenso, ma non lo è. Sì, perché quando si ama davvero e si resta delusi, ti assale quella voglia di distruggere ogni cosa. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“….perchè so come ti senti, anche tua mamma l’ha confermato che non l’hai presa bene l’uscita dalla Champions. Hai ragione, non fai miracoli. O almeno, non sempre….”.</b> Così inizia la lettera a CR7 scritta da Catapano. Un messaggio struggente che nel suo proseguire diventa quasi disarmante. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Io al posto tuo, per quello che può valere la mia inutile opinione, alzerei i tacchi. Non sei il primo giocatore bravo a trovarsi in questa situazione riflessiva – esistenziale (citofonare Dani Alves e Carlitos Tevez ore pasti). Non pensare ai soldi, che ne hai già tanti, a camionate, e comunque di certo se trovi un altro club non ti metteranno mica a stecchetto. Che ne sarà di noi? Non preoccuparti, noi magari ci riprendiamo Gonzalo…….e comunque vada andiamo a prenderci il 9° scudetto consecutivo”.</b> E’ un lasciarsi altruistico, un qualcosa che sa di importante per il bene dell’altro. E ancora: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Che altro dirti, grazie di tutto, infinitamente grazie di essere stato con noi. E’ stato un grandissimo onore. Ciao CR7,tante belle cose e Buona Pasqua. Un amico”.</b> Un po’ come dire che la Juve e il popolo bianconero non merita cotanto campione che sembrerebbe quasi sprecato in una squadra che con la Champions non ha il suo stesso feeling. E allora ho pensato ai sentimenti scaturiti da un pallone che si antepone anche alle varie fedi calcistiche. C’è chi gode per gli insuccessi dell’odiata Juve e c’è chi da juventino ne soffre. Storie di social che si manifestano talora anche in maniera pesante. Sfottò che fanno parte del tifo calcistico e non tengono conto della sportività. Ci sta! Ognuno intenda la passione per il calcio come meglio crede. I sentimenti, le passioni, le emozioni e le lacrime contrapposte ai sorrisi beffardi, fanno parte di questo gioco. Ciascuno lo interpreti al meglio, secondo il proprio modo di vedere le cose. E intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Catapano</b>, tifoso juventino, ha scritto qualcosa che anche in chi è di altra fede calcistica, non può non far riflettere e apprezzare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNuno-struggente-messaggio-a-cr7-da-parte-di-un-tifoso-della-juve-1013552.htmSi100451001,02,03030274
511013551NewsCoppeAjax in cattedra e Juve a scuola20190417161845Nonostante CR7, per la Juventus è un altro anno di fallimento Champions.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che cos’è il calcio? Un gioco di squadra! Il singolo campione può fare la differenza, ma se segna solo lui gli avversari lo prendono come unico riferimento e annullano la fonte del gioco. Ai quarti di Champions ha vinto l’Ajax 2 a 1, ma soprattutto ha perso una Juve senza idee. Questa volta non è difficile individuare il limite tra meriti i dell’Ajax e i demeriti della Juventus, perché tutto è stato chiaro nel corso della gara. I giovani olandesi hanno dato lezione di calcio mettendo in luce il vero significato di uno sport che da sempre si basa sul gioco collettivo, sulla tecnica e sulla creatività, associando grandi idee in una manovra di squadra che prevede sempre tocchi veloci e passaggi con un numero minimo di sbagli rispetto all’avversario. L’Ajax di Ten Hag è un’idea moderna del gioco del calcio, una specie di scuola olandese riveduta e corretta, ma che non si scosta molto da quello che fu il gioco totale di Cruijff e compagni. Giovani calciatori, quelli dell’attuale Ajax, che hanno messo in difficoltà una Juventus che recrimina assenze di rilievo ma che non può nascondere un’evidente inferiorità sul piano del gioco, della forma fisica e delle idee apparse annebbiate come una giornata d’inverno. Oggi siamo tutti d’accordo, l’Ajax ha meritato di andare in semifinale al cospetto di una Juventus dove il solo Cristiano Ronaldo ed Emre Can hanno in qualche modo salvato la faccia in una notte tutta da dimenticare. La squadra di Allegri ha l’attenuante di essere stata assemblata al meglio in tante situazioni recenti di Campionato, che ha messo in evidenza uno stato di fragile salute fisica e muscolare. Causa di una preparazione inadatta? Forse eccessiva nei vari carichi di allenamento? Oggi possiamo fare mille discorsi e porre miriadi congetture sul fallimento Champions della squadra di Max Allegri, ma resta il fatto che “Vincere è l’unica cosa che conta” e questa squadra la Champions non la vince mai per un motivo o per l’altro. E per favore, non ci si rifugi ancora in maniera retorica sul qualunquistico pensiero della narrazione di una Coppa stregata per i colori bianconeri. Il gioco della Juve, nonostante CR7, è ancora oggi inferiore ad alcune potenze calcistiche, nonostante il ranking tra le squadre di calcio europee metta la Juventus al 5° posto. Evidentemente non basta ancora. La Juventus non è da rifondare, deve più semplicemente ammodernare le proprie idee di gioco che devono essenzialmente essere fresche e proiettate a un calcio in cui s’intenda la necessità di squadra che faccia emergere il proprio collettivo. Troppo lenta, macchinosa e con molti passaggi sbagliati, appare la Juve in Europa. Si studi il calcio vero di questo Ajax venuto all’ Allianz Stadium di Torino, ad impartire lezioni di football moderno. Non c’è nulla di male. A volte gli allievi superano anche i maestri. E se questo vuol dire progredire in modo concettuale per essere poi primi in Europa, allora ci si tuffi nel mare dell’umiltà per assorbire gli effetti della migliore espressione del calcio puro. Da sempre la Juve è prima in Italia. In Europa no!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-ragazzi-juve-a-scuola.jpgSiNajax-in-cattedra-e-juve-a-scuola-1013551.htmSi100451001,02,03030283
521013548NewsCoppeRonaldo – Kean, il campione e il principiante.20190409193424L`esplosione di Kean, mette in difficoltà Allegri anche in Champions.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’esplosione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Moise Kean</b> nella Juventus, ha creato nell’ambiente bianconero, ma soprattutto in Allegri, una sorta di dubbio amletico di non facile soluzione tattica. Da qualche settimana è ormai consueta la domanda fatta dai media all’allenatore della Juve, riguardo la candidatura a titolare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Moise Kean</b>. Sembra diventato l’argomento principe e anche monotematico, in un finale di stagione che per la Juve si presenta palpitante di emozioni. Tuttavia, nonostante il 19enne ragazzo vercellese dal possente fisico realizzi gol determinanti per la Vecchia Signora d’Italia, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> non si sbilancia e si rifugia su argomentazioni legate soprattutto alla crescita mentale del ragazzo. Un po’ come volerlo preservare strenuamente da eventuali sbandate, che sono tipiche della giovane età di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Moise.</b> Tuttavia, crediamo che adesso la questione sia giunta a un punto d’arrivo, per cui il mister livornese dovrà prendere delle decisioni senza la ritrosia di timori legati a questo talentuoso atleta che ha l’unico “torto” di essere cresciuto troppo in fretta, con il pericolo di bruciare una carriera che in questo momento appare davvero stellare. Ma adesso incombe la Champions, per cui certe decisioni devono essere prese con coraggio e a ragion veduta. Mercoledì sera ad Amsterdam la Juventus affronterà ai quarti di finale l’Ajax, una squadra giovane, capace di produrre un ottimo calcio e anche abile nella corsa forsennata per 95 minuti e oltre. Molto probabilmente rientrerà Ronaldo. Una nota lieta per la Juve e i suoi tifosi, ma che secondo noi crea ancor più problemi ad Allegri nel disegnare tatticamente una squadra che, per sua scuola di pensiero, non deve essere troppo spregiudicata. E anche se da più parti si evoca la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">CR7 e Kean</b> come coppia d’attacco, pensiamo proprio che Allegri (almeno all’inizio) difficilmente rinuncerà a quel bilanciamento tattico tra attacco, difesa e centrocampo, che gli assicura <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic.</b> Ma la domanda è: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come potrà il croato, affrontare con il suo passo notoriamente lento, questi olandesi dalla corsa forsennata?”</b> Noi opteremmo per un atto di coraggio, presentando una Juventus con la difesa a tre, il centrocampo a cinque e due punte vere. Una sorta di 3-5-2 che in fase di interdizione potrebbe diventare 5-3-1-1 con la coppia d’attacco a dare man forte a centrocampo e in difesa. Un aprirsi e chiudersi a ventaglio, sfruttando soprattutto gli esterni in fase di ripartenza e poi di interdizioni. Comunque, sarà una Juventus che non potrà rischiare di fare una partita come quella fatta all’andata contro l’Atletico Madrid. Per questo riteniamo che vista la forza di questo giovane Ajax dal gioco esuberante e possente sotto l’aspetto atletico, la Juve debba controbattere non solo con la superiorità tecnica, ma anche con la capacità di andare a pressare alto senza mai arretrare il baricentro del centrocampo. Una partita coraggiosa che pregiudica grande preparazione atletica nell’andare a pressare alto l’avversario, disponendosi in maniera da essere padroni del centrocampo. Vedremo questo mercoledì sera? I tifosi juventini lo sperano!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-ronaldo-kean.jpgSiNronaldo-kean-il-campione-e-il-principiante-1013548.htmSi100451001,02,03030274
531013540NewsCalciomercatoL’errore della Juve? cedere Dybala.20190321184617L`equivoco tattico di Allegri condiziona il futuro di Dybala nella Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il mercato è già in fermento da diversi mesi. La debacle stagionale del Real Madrid condiziona gli scambi, gli acquisti e le cessioni da parte delle più importanti squadre europee. Florentino Perez sa che il suo Real è da rifondare, anche per questo il presidente dei blancos si è aggiudicato il ritorno di Zinedine Zidane nella veste di allenatore con libertà di decidere anche su certe strategie societarie. E così si innesca il valzer dei pezzi pregiati che potrebbero cambiare maglia. Neymar al Real per 250 milioni di euro, Griezmann al PSG e Dybala nel mirino dell’Atletico Madrid e di altre squadre. Se la cosa si attuasse, sarebbe una sorta di rivoluzione cui ormai il calcio ci ha abituati da diverso tempo. Dunque, Dybala è richiesto ormai da più parti in virtù del fatto che il giocatore è “vittima” dell’equivoco tattico di Max Allegri, il quale non lo ritiene titolare fisso nella sua Juventus. O Dybala o Bernardeschi, sembra essere ormai il dilemma tattico di Allegri che alla fine preferisce schierare l’ex fiorentino per caratteristiche tecniche che maggiormente si amalgamano all’assetto tattico della squadra. Ma Paulo Dybala è l’ex punta che fino all’anno scorso ha realizzato molti gol e che quest’anno, grazie al cambiamento tattico apportato dal mister bianconero per l’arrivo di Cristiano Ronaldo, non dà luce al suo talento. Già, perché a questo giocatore argentino è stata cambiata la sua natura talentuosa di calciatore capace di fare la differenza dalla trequarti campo in poi, sfruttando anche la sua grande capacità nel calciare con perfezione le palle inattive. E invece sembra soffrire questo dovere a tutti i costi partire da dietro per interdire in aiuto del centrocampo e poi ripartire velocemente. E’ il tuttocampista (una sorta di neologismo tattico) che Allegri si è inventato per lui, snaturando quelle che sono le vere caratteristiche di un talento puro, capace di mettere in difficoltà qualsiasi difesa avversaria. Certo, Bernardeschi ha più gamba e forza fisica di Dybala, tuttavia, a nostro parere si tratta di due giocatori diversi che possono benissimo coesistere nell’ambito di una Juventus già carica di campione. L’uomo ovunque che vuole Allegri, non si addice a Paulo Dybala che per conformazione fisica e inventiva, ha bisogno di essere lasciato libero di agire dalla trequarti in su. Ma fin quando ci sarà il tecnico livornese alla Juventus, questo non sarà possibile. Ecco perché si teme l’errore della società di disfarsi di un talento puro che oltretutto è giovane di età, ed ha ancora larghi margini di miglioramento. Si ritrovi presto la giusta collocazione in campo a questo talento argentino, chiedendogli ciò che sa fare istintivamente senza costringerlo ad accettare malvolentieri ciò che non è nelle sue corde. Avere tante richieste da parte dell’Inter e delle superpotenze europee, vorrà pur dire qualcosa no?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNl-errore-della-juve-cedere-dybala-1013540.htmSi100451001,02,03030295
541013538NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo.20190316163555Peccato per quel deprecabile gesto che in parte ha rovinato la festa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quel gesto non dovevi farlo. Potevi e dovevi evitarlo, Cristiano. Nel calcio come nella vita ci sono delle regole etiche e di buona educazione che sono fondamentali e vanno rispettate. Tu, mostrando gli attributi alla curva ospite alla fine della stupenda partita contro l’Atletico Madrid, queste regole non le hai rispettate. Penso che sia stata una grave macchia che è andata ad intaccare una partita memorabile, capace di essere ricordata nella storia degli annali del calcio della Juventus. Questo non è lo stile Juventus e forse non è neppure il tuo, giocatore di immensa classe che sei stato insignito più volte di preziose targhe e trofei, che ti hanno regalato il titolo di migliore calciatore al mondo. Chi mi segue da anni tra le pagine di questo giornale, sa che non sono un ipocrita moralista di idee falsamente puritane e ammantate da quel perbenismo di facciata che sa di bacchettone. Tuttavia, penso che ci sono atteggiamenti che vanno oltre ogni limite della più legittima euforia. Così come avevo biasimato il cholo Simeone all’andata della partita di Champions vinta dai colchoneros, per avere mostrato sbracatamente gli attributi alla tribuna dei suoi tifosi in segno di forza e virilità della sua squadra, non posso fare a meno di disapprovare il tuo gesto rivolto (probabilmente) ai tifosi ospiti. E’ stato davvero stridente essere immortalato dai fotografi e dalle telecamere di tutto il mondo, mentre con quel gesto davi sfogo alla gioia di essere stato l’interprete principale di una remuntada che sa di qualcosa di epocale. Non è da te, quell’atteggiamento volgare non può appartenere a un Cristiano Ronaldo il cui comportamento viene imitato da tutti, piccoli e grandi fan. Nel bene e nel male hai il dovere di essere da esempio, così come lo sei negli spogliatoi, negli allenamenti e in campo, quando sai trascinare i compagni da vero leader quale tu sei, non puoi dimenticare di esserlo anche quando sei stuzzicato da ingiuste e volgari offese ricevute da parte di tifoserie avverse. Sì, perché se il tuo gesto volgare voleva essere la risposta alla brutta accoglienza cui sei stato sottoposto la notte del Wanda Metropolitano dai Colchoneros, hai sbagliato alla grande perché ti sei messo alla pari di chi interpreta il mondo del calcio in maniera errata. La risposta, quella vera, l’avevi saputa dare in campo da vero trascinatore, da vero campione quale sei. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Allora, perché abbandonarsi alla bassezza di comportamenti che hanno offeso e forse anche deluso certi tifosi che vedono in te un modello da imitare? Cosa avrà pensato di papà, tuo figlio che è già un piccolo campioncino in erba? No Cristiano, è stato come mostrare tutta la tua fragilità di campione e di uomo. E poi ti ricordo che i grandi campioni del passato della Juventus hanno sempre rispettato l’etica di una società che ha fatto dello stile il suo emblema. A memoria non ricordo simili atteggiamenti da parte dei vari Platini, Baggio, Del Piero, e neanche di quella squadra che vinse l’ultima Champions League a Roma contro l’Aiax. Ricordo che la mia cronaca di allora sottolineò una grande gioia che si è intersecata tra brividi ed emozioni juventine. Adrenalina alle stelle e sensazioni forti che avrebbero potuto farti andare fuori di testa, ma che si sono limitati alla legittima euforia. E adesso, come se non bastasse per il gesto che hai fatto, si attende la decisione del Comitato di Controllo, Etica e Disciplina della UEFA che valuterà se ci sia stata o no la tua intenzione di provocare gli spagnoli presenti all’Allianz Stadium. Per il caso Simeone si optò per una multa, in quanto il Comitato si rifece all’articolo 11 del Codice disciplinare che parla chiaramente al punto B di “condotta antisportiva”. Per te, Cristiano, si parla di una multa e di una possibile squalifica di una o addirittura due giornate. E allora, in questo caso come farà la Juve senza di te nell’affrontare l’Aiax ai quarti di finale? Capisci che danno ha provocato quella tua immane sciocchezza carica di stupidità? No, non è da te. Non può esserlo! Eppure ci sei cascato, quasi a inorgoglirti di qualcosa che invece deve fare arrossire. In tutte le professioni ci sono delle regole deontologiche da rispettare, io ho le mie, tu hai le tue. Ma non esiste da nessuna parte che ad una persona ricca e famosa sia concesso di fare ciò che vuole, semmai deve sentirsi ancor più responsabile del proprio modus vivendi e operandi. E’ il prezzo che deve pagare un personaggio pubblico che appartiene a tutti oltre che a se stesso. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-cr7---gestaccio--.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013538.htmSi100451001,02,03030130
551013536NewsEditorialeDopo la remuntada sul campo, per la Juve c’è anche la risalita in Borsa20190314155144Balzo improvviso delle azioni Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La tripletta di Cristiano Ronaldo e il passaggio ai quarti di Champions della Juventus, hanno fruttato ben 214 milioni di euro e un aumento del 17% delle azioni bianconere. Una chiusura col botto in Piazza Affari a Milano, dopo la notte stellare dell’Allianz Stadium. Le azioni della Juventus hanno chiuso in rialzo del 17,4% a 1,436 euro. In una sola seduta la società Juventus ha così recuperato 214 milioni di euro di capitalizzazione e il titolo si è stabilizzato sui livelli che segnava prima della partita d’andata di Champions che i bianconeri persero per 2 a 0. In mattinata il titolo – Juve era arrivato a toccare + 24%, fino al’1,58 euro per azione, prima di essere sospeso per eccesso di rialzo. Questo è quanto informano le fonti finanziarie italiane, per quanto riguarda l’incredibile balzo delle azioni della Juventus. E’ la forza di un pallone lontano ormai anni luce dal semplice gioco del calcio. Ogni gol, ogni vittoria è ammantata da iperbolici introiti scaturiti da più parti. Giusto o sbagliato il calcio professionistico (soprattutto se ad alti livelli) è diventato interesse economico che si manifesta prima all’interno dei bilanci societari, piuttosto che sul campo. L’alzata al cielo di un trofeo come la Champions League, si arricchisce di milioni di euro che entrano nelle casse societarie. Ma anche nelle varie qualificazioni che vanno dai sedicesimi, agli ottavi e poi ai quarti, alle semifinali e in finale, sono significativi di entrate di vari milioni di euro. La Juventus è uno dei principali club calcistici al mondo e può contare di un bacino potenziale di 12 milioni di tifosi. Dunque, visti gli alti introiti derivanti dagli sponsor, dalla pubblicità, dal marketing, dalle partecipazioni alle varie Coppe e dalle vittorie ottenute, ci sono stati tutti i presupposti affinché l’azienda Juventus decidesse anni fa di far parte della Borsa Italiana, mettendo a disposizione degli azionisti i vari strumenti finanziari. Un po’ come dire che c’è un’altra realtà da seguire oltre la passione, i sentimenti, le emozioni e le notti magiche che questo pallone riesce a dare. Una semplice sfera di cuoio variopinta di cromature cangianti, capace di essere al centro di ogni cosa, di rappresentare il focus politico, economico e sociale del mondo. Un’aggregazione sociale che fa smuovere ogni cosa, che s’intromette nei vari modus vivendi e operandi dei vari popoli nella loro quotidianità. Si chiama calcio, si chiama pallone, si chiama investire per avere lauti interessi economici. Ma non si chiamava anche gioco?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-juve-dopo-un-gol.jpgSiNdopo-la-remuntada-sul-campo-per-la-juve-c-e-anche-la-risalita-in-borsa-1013536.htmSi100451001,02,03030113
561013535NewsCoppeChapeau a le roi Cristiano Ronaldo20190313192059La Juve va ai quarti di finale di Champions, grazie a una prestazione straordinaria. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Stamattina la Torino bianconera si è svegliata distesa, rilassata come dopo aver sostenuto un esame. L’emozione e l’adrenalina accumulata è stata tanta, anche in virtù di una sorta di incubo che si palesava come possibile eliminazione della Juventus in Champions. E anche per quella gran parte dell’Italia juventina che dalla Val d’Aosta alla Sicilia ha gioito per la tripletta di Cristiano Ronaldo inflitta all’Atletico Madrid, c’è grande soddisfazione. Un rotondo 3 a 0 che alla vigilia della partita era soltanto sperato, immaginato, sognato, sussurrato sottovoce, quasi a non scomodare l’intervento della fortuna per dare una mano. Grazie a questo risultato eclatante che sa di vittoria epocale, la Juventus di Max Allegri passa ai quarti di finale a seguito di una partita esaltante, perfetta per intensità, furore di gioco e intelligenza tattica. Un segnale importante, questo atteggiamento della squadra bianconera, che mette in rilievo la positività di certe critiche a mister Allegri, il quale ha azzeccato la formazione giusta da mettere in campo e, soprattutto, si è ravveduto in una espressione di gioco brillante che i numerosi campioni in squadra hanno saputo mettere in pratica. E’ stato come sciogliere le briglia a puledri di razza che parevano soffrire per essere sempre frenati da paure nell’essere sempre accorti a inibire le velleità dell’avversario di turno. Esattamente com’è stato nella partita d’andata contro l’Atletico Madrid, in cui lo stesso Allegri ha ammesso: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avevo pensato di adottare la stessa tattica e gli stessi uomini a Madrid, poi ho cambiato idea”.</b> Già, è proprio l’aver cambiato idea in corso d’opera che ha scombinato tutti i piani della squadra che si è abbassata e assoggettata all’iniziativa dell’avversario. Comunque, meglio tardi che mai! Sì, perché quando c’è il lieto fine delle cose, nonostante il pericolo scampato, si pensa di ricavarne un’esperienza da mettere a frutto per il futuro. Almeno ce lo auguriamo! Detto questo, passiamo all’analisi della gara. La Juventus si è presentata con un 4-3-3 (diventato poi 3-4-3), schierando in attacco Bernardeschi, Mandzukic, (impalpabile la sua presenza in campo, tanto da pensare a una Juve in dieci uomini) e Cristiano Ronaldo. A centrocampo Emre Can (preziosissimo il suo apporto in fase di interdizione e costruzione del gioco) Pjanic e Matuidi. Gli esterni Cancelo e Spinazzola (intensa la sua prestazione a livello tecnico e atletico) con Bonucci e Chiellini centrali, hanno formato i 4 di difesa. Il cholo Simeone ha risposto con un 4-4-1-1 con Morata punta avanzata, Griezmann alle sue spalle, Koke, Lemar, Rodrigo e Saul a centrocampo, mentre la difesa era composta da Godin, Gimenez, Arias e Juanfran. La Juve è subito partita col turbo incorporato e già al 4’ è andata in gol con Chiellini, ma l’arbitro e il Var l’hanno annullato per un fallo di Ronaldo sul portiere. Tutto ciò è il preludio ad una partita intensa e giocata intelligentemente da una Juventus che non ha mai rischiato reali pericoli dell’avversario, se non in un solo caso in cui Morata ha colpito di testa mandando però il pallone sopra la traversa. Al 27’ il continuo pressare della Juve viene premiato grazie a Cristiano Ronaldo, il quale ha insaccato di testa un ottimo cross di Bernardeschi. La Juve a questo punto crede nella remuntada e continua il suo forcing anche nella ripresa, annichilendo i cholconeros proprio come loro avevano fatto contro la Juve nella partita d’andata. Il resto della gara ci racconta un altro gol di testa di Ronaldo e poi la sua tripletta personale della serata, realizzata grazie a un calcio di rigore liberatorio per il passaggio della Juventus ai quarti di finale Champions. L’Allianz Stadium stracolmo in tutti i suoi posti, ha fatto da cornice a una festa storica, sperata, voluta, ma mai sicura nel suo epilogo a favore dei bianconeri. La Juventus ha vinto bene, divertendo i cultori del bel calcio che hanno apprezzato un Bernardeschi in grande spolvero, un Emre Can di grande qualità e uno Spinazzola che ha saputo stupire tutti, anche il suo allenatore. Ma lui, il re della Juventus, il promotore del raggiungimento di questo eclatante risultato, il leader che lo stato maggiore della Juve ha voluto fermamente, ha consegnato ciò che aveva promesso alla vigilia: la vittoria, il bel gioco e il passaggio del turno. Cristiano Ronaldo, l’indiscutibile trascinatore, il gladiatore di razza, che ai microfoni della Tv dice<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”E’ stata una bella vittoria, ma ancora la strada è lunga per arrivare in fondo. Giochiamo una partita alla volta e poi vedremo. Vinceremo la Coppa? In fondo la Juve mi ha preso per questo, no?”.</b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNchapeau-a-le-roi-cristiano-ronaldo-1013535.htmSi100451001,02,03030235
571013534NewsCoppeJuventus, è arrivato il giorno della verità20190312174951Per Allegri,CR7 e compagni è l`ora della verità. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ da quella assurda sera del Wanda Metropolitano, che i tifosi bianconeri aspettano la notte della rivincita. Quella squadra scesa in campo non era la vera Juventus e non era neanche la lontana parente di quella che è veramente, nonostante certe manchevolezze tattiche che spesso imputiamo ad Allegri. Una notte mortificante per il popolo bianconero, il quale mise da parte persino l’immenso distacco in campionato dal Napoli, che già preannunciava la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo per la Juventus. L’amarezza di quella partita di Champions contro l’Atletico Madrid fu troppo intensa, bruciante ed impossibile da assorbire. Per questo, fin dal giorno dopo quella incredibile sconfitta, il mondo bianconero ha vissuto con ansia la spasmodica attesa della rivincita all’Allianz Stadium. Ebbene, adesso quella notte tanto attesa sta per arrivare. A Torino, nella sua parte di fede bianconera si respira aria e voglia di partita perfetta, in cui solo la Juventus stessa, prima ancora dei Colchoneros, può essere la vera antagonista di sé. Certo, resettare completamente tutto è praticamente impossibile, tuttavia, nella notte più importante della stagione della Juventus, il popolo bianconero deve mobilitarsi e provare in qualche modo a non essere prevenuto su pensieri anti Allegri, su insoddisfazioni e idee di programmazione sulla sua probabile sostituzione e di tante innumerevoli disapprovazioni contro la società per il caro biglietti. Pensiamo che a tempo dovuto i sostenitori della Vecchia Signora d’Italia abbiano la legittimità, se lo riterranno opportuno, di scegliere il modo migliore per contestare. Ma questa notte, no! La Juventus ha bisogno del dodicesimo giocatore in campo, perché l’eventuale remuntada sugli spagnoli significherebbe l’accesso ai quarti di finali e la possibilità di arrivare fino in fondo, partecipando a quella finale tanto attesa per poterla vincere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ stato il sogno delle notti juventine già da questa estate, proprio quando la Juventus ufficializzò l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Già, perché lui è senza dubbio l’uomo Champions, il calciatore che ha vinto cinque volte la Coppa dalle grandi orecchie ed ha segnato 122 reti. CR7 ha scelto la Juve, ma anche la società lo ha voluto insistentemente senza badare a spese, sicura di colmare finalmente quel fastidioso gap che le ha impedito di vincere una Champions che nel tempo è persino apparsa stregata per i colori bianconeri. E’ stato come incontrarsi in un intersecarsi di situazioni che fanno capo alla convinzione di un affare comune, capace di portare benefici ad entrambi. Quindi, in questa notte di football ad alti livelli in cui si spera in un’impresa storica da parte della Juventus, la differenza la farà sicuramente il campione tanto voluto da tutto il mondo bianconero. E se è vero che nel calcio contano gli episodi e certi meccanismi di squadra che si devono incastrare perfettamente come tessere che completano un puzzle, è altresì vero che il campione fa sempre la differenza. E CR7 la fa la differenza; su questo non ci sono dubbi! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono sicuro al 200% che Cristiano farà Cristiano”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice capitan</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini.</b> Un chiaro pensiero di quello che significa avere in squadra, nello spogliatoio, in campo e nei vari allenamenti quotidiani, un leader di tale spessore tecnico e umano, capace di migliorare l’autostima di tutti i propri compagni di squadra. E in momenti come questo c’è proprio bisogno dell’unione d’intenti, c’è bisogno di vedere l’avversario con rancore sportivo, per aver creato tanti malumori dopo quell’infausta notte al Wanda Metropolitano, capace di destabilizzare l’armonia dell’ambiente juventino che comprende, oltre ai tifosi, anche gli addetti ai lavori. C’è poi la fase tattica da analizzare da parte di Allegri, che sta studiando da giorni il modo migliore per superare la squadra del Cholo Simeone. Proprio il Max livornese che ha le sue responsabilità e che si trova ormai in mezzo a un mare di contestazioni, deve dimostrare che sa di Europa e che non è vero che tende ad un calcio fatto di antiche idee, dove basta attendere sempre l’avversario per poi colpirlo nelle ripartenze. Il calcio in Europa si gioca con aggressività, forza fisica, velocità, e con uno, o massimo due tocchi, capaci anche di verticalizzare il gioco e trovarsi in area di rigore ed essere pronti al tiro in porta. Ma snaturare le caratteristiche di certi calciatori, nel fare di Allegri sembra essere la sua specialità, il suo modo di intendere un calcio fatto di tuttologi. Naturalmente è ancora tutto da dimostrare, visto che in campo europeo conta vincere e lui non ha mai vinto nulla, al contrario dei vari Guardiola, Mourinho, Zidane, la cui prossima presenza sulla panchina della Juve sembrava già cosa fatta, se non ci fosse stato l’intervento furbesco e repentino di Florentino Perez, il quale gli ha dato maggiori poteri per convincerlo a ritornare ad allenare il Real Madrid. Ma questa notte il campo parlerà chiaro e Massimiliano Allegri lo sa bene. Le chiacchiere sono già state spazzate via dall’impetuosità del vento che in questi giorni è soffiato violentemente sull’Allianz Stadium. Dunque, signor Allegri, dimostri che in campo internazionale ci sa fare. I giocatori li ha. E <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>una volta per tutte, metta pure il turbo a questa “Ferrari” bianconera che ha a sua disposizione. Altrimenti s’ingolfa……… </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-e-arrivato-il-giorno-della-verita-1013534.htmSi100451001,02,03030245
581013527NewsEditorialeAllegri e il rapporto con i tifosi.20190301194116Il difficile momento di Allegri<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ stato un rapporto difficile fin dall’inizio, quello di Allegri con i tifosi juventini. E mentre riecheggia ancora l’urlo iniziale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Noi Allegri non lo vogliamo”</b>di quell’estate 2014 in cui l’allenatore di Livorno approdò alla Juventus, si pensa al lungo periodo di apparente quiete e all’empatia mai sbocciata. Neanche quando si è vinto tanto tra scudetti di fila, Coppe Italia e Supercoppa. Sì, perché a memoria la Juventus di Allegri non ha mai divertito i cultori del bel calcio. Lui ha sempre scelto la strada della sostanza. In fondo, Max Allegri, ha sposato la filosofia di una Juve in cui si esprimono chiaramente i concetti di vittoria, l’importanza di arrivare primi per scrivere la storia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa che conta”</b>- si legge a chiari lettere entrando allo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Museum</b>, là dove non traspare mai la parola <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come”.</b> Già, sembra una sottigliezza ma non lo è. Sì, perché da quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come”</b> che manca al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">cosa che conta”,</b> si evince chiaramente l’unica importante cosa. La sostanza del vincere a prescindere dal fatto che tu possa giocare bene o male. Così il Max Allegri si è attenuto ai concetti espressi con chiarezza dalla società, vincendo tutto in maniera non sempre brillante, snaturando le caratteristiche tecniche di alcuni suoi giocatori fondamentali, ma non vincendo mai la Champions nonostante due finali. Ecco, questo è un altro neo addebitato dai tifosi e dalla società ad Allegri, in un ciclo che non si può definire fallimentare (tutt’altro)ma che non si avvale (fino ad oggi) di quella CHAMPIONS CUP ritenuta ormai in casa Juve come qualcosa di doveroso. E non è un caso che questa estate la società è arrivata ad acquistare Ronaldo, il calciatore che di Champions ne ha vinte 5 ma che arrivato alla Juve a 34 anni con un contratto galattico, sembra non bastare ancora. Dunque, ci sono troppe cose che sembrano ormai giunte al capolinea tra la Juve, i tifosi e Allegri. Troppe cose che lasciano pensare a un addio forse anche fisiologico, dettato dalla convinzione che il lasciarsi diventa ciò che conviene a tutti. Aspettiamo dunque gli eventi, ma ad oggi, con l’aria pesante che si respira in casa Juve dopo la debacle subita al Wanda Metropolitano di Madrid ad opera dell’Atletico Madrid, questa sembra essere la strada da seguire fin dal prossimo giugno.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNallegri-e-il-rapporto-con-i-tifosi-1013527.htmSi100451001,02,03030115
591013523NewsCoppeChampions League, tra debacle Juve e caduta di stile di Simeone20190221163122Bruttissima partita dei bianconeri, che mettono in evidenza gli errori di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Erano tanti mesi che il mondo juventino aspettava con ansia questo fatidico 20 febbraio 2019. Ebbene, per la Juventus quel 20 febbraio di Champions è arrivato disastroso come non mai, sciagurato come nessuno poteva prevederlo. Ma quanto tempo ci vuole ancora affinché la direzione tecnica della Vecchia Signora d’Italia si accorga coi fatti e non a parole, che c’è una sostanziale differenza tra il calcio del nostro campionato e quello della Champions? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha sbagliato e purtroppo non è la prima volta in Champions, in cui il tecnico livornese sotto l’apparente sicurezza e la voglia di mitigare l’ansia delle attese, nelle conferenze stampa di vigilia dichiara di andare a giocare fuori casa (specie gli ottavi di finale in cui i gol segnati valgono doppio) per imporre il proprio gioco. E così, anche questa volta il buon Max non si è smentito ed ha dichiarato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”Andremo a giocare in casa dell’Atletico Madrid per segnare almeno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">un gol……anzi, meglio due”.</b> Già, almeno un gol e meglio se sono due. Parole, nient’altro che parole, perché se davvero volevi impostare il match per segnare un gol avresti dovuto avere più coraggio alzando il centrocampo, verticalizzare le azioni d’attacco e dare intensità a una manovra apparsa fin dall’inizio troppo flemmatica per impedire agli avversari di travolgerti con fiammate che sono tipiche della squadra del cholo Simeone. I Colchoneros hanno sovrastato in lungo e in largo la Juventus con furore agonistico, cattiveria da “belve scatenate” capaci di arrivare sempre primi sul pallone, corsa indemoniata per tutta la durata del match e continuo ringhiare senza respiro su una Juventus apparsa inaspettatamente inerme e disarmata. Così la squadra di Simeone ha vinto per 2 a 0 un match in cui ha convinto soprattutto nella condizione smagliante di forma atletica e mentale. E neanche il rigore prima assegnato dall’arbitro e poi giustamente negato dal Var, più un gol segnato di testa da Morata, prima convalidato e poi neutralizzato dal Var per evidente spinta dello spagnolo in area ai danni di Chiellini, hanno scoraggiato i Colchoneros a demordere sull’esasperata voglia di sconfiggere la temuta Juventus. Già, e la Juventus che ha fatto? Poca cosa! I bianconeri, infatti, hanno fatto due tiri in porta, uno con CR7 su punizione bomba nel primo tempo, mentre l’altro è stato scagliato da fuori area da Bernardeschi subentrato a Dybala proprio sul finire della gara, quando ormai con il risultato di 2 a 0 la frittata era già stata fatta. E allora la domanda che sorge spontanea è questa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perché la Juve vista negli ultimi dieci minuti, quando è stata colpita nell’orgoglio ed ormai tutto era segnato, non ha iniziato la gara con lo stesso cipiglio?</b> Evidentemente le intese tattiche volute da Allegri erano quelle di coprirsi, attendere l’avversario e fare un possesso palla che è apparso subito sterile nella sua logica di passaggi orizzontali, che hanno subito dato l’impressione di far passare il tempo e portare a casa lo 0 a 0. No Allegri, così non va! In campo internazionale non puoi avere timore dell’avversario e dell’ambiente esterno creato da stadi come il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Wanda Metropolitano di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Madrid.</b> La spinta di tifosi così accesi bisogna metterla in preventivo e bisogna controbatterla con vigore attraverso il gioco e quella manovra capace di azzittire tutti attraverso il gol. Non si può avere la pretesa di vincere la Champions League senza dimostrare carattere, attributi e voglia arrembante di spingere con forza ogni manovra d’attacco. Non si può! Adesso, il mondo Juve aspetta il 12 marzo per riscattare una partita sbagliata sotto tutti gli aspetti. Ma anche se giochi all’Allianz Stadium con il pubblico amico e hai <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> (100 milioni di euro per acquistarlo e 30 milioni di contratto annuo moltiplicati per 4 anni) ma non utilizzi scientemente l’alta qualità tecnica della totalità della tua squadra, come puoi pretendere di ribaltare un risultato che per passare ai quarti di Champions, a questo punto prevede di realizzare 3 gol senza subirne alcuno? Vedremo! Fino alla fine!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, ci preme anche sottolineare l’assoluta caduta di stile del cholo Simeone. Un gesto volgare, quello dell’allenatore dell’Atletico Madrid, un gesto di reiterata rozzezza che gli è consono per averlo già esibito da calciatore, dopo avere segnato un gol con la maglia della Lazio contro il Bologna. Evidentemente la classe non mente e all’occorrenza fa emergere la natura grossolana di un personaggio che non ha bene in mente la responsabilità dell’essere professionista in un mondo del calcio che dovrebbe essere anche esempio di comportamento e buona educazione, soprattutto per quei giovani che frequentano e sognano di diventare un giorno calciatori affermati. Ma non è questo ciò che si chiede a un professionista, che pur nell’esplosione adrenalinica di un gol segnato dalla propria squadra, deve dimostrare il limite nel manifestare la propria gioia. Adesso l’UEFA intervenga con multe salatissime, almeno se vuole essere coerente con il suo tanto decantato FAIR PLAY. Non è così che si mostrano gli attributi!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Wanda Metropolitano fl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNchampions-league-tra-debacle-juve-e-caduta-di-stile-di-simeone-1013523.htmSi100451001,02,03030223
601013522NewsEditorialeLa vera faccia di Cristiano Ronaldo20190220192930Una notizia che fa riflettere.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mi è sempre piaciuto entrare nella sfera intima dei miei interlocutori in sede di intervista. Trovo che sia un momento di giornalismo esaltante e di verità che fa emergere quell’intrinseco recondito di ciò che non appare ma è. Si tratta in fondo della sostanza dell’essere, capace di capovolgere spesso ciò che appare ai nostri occhi ma non all’anima. Questo preambolo per significare l’apprezzabile notizia che CR7 ogni settimana segue nel tempio cattolico della Gran Madre di Dio a Torino, la funzione cattolica assieme alla sua Georgina. E’ la chiesa che per antica storia architettonica si erge maestosa tra la prospiciente Piazza Vittorio Veneto e il ponte sul fiume Po, mentre alle spalle c’è quella verde dolce collina torinese che ospita il campione portoghese nella sua villa personale. Ebbene, più volte, quando è libero da impegni, Cristiano Ronaldo si reca in questa chiesa prima di qualche momento di svago attraverso lo shopping per le vie del centro. Tutto in un anonimato che si avvale di occhiali scuri, cappello e chissà quale altro stratagemma per non essere riconosciuto. Certo, quei momenti mistici appartengono a situazioni intime in cui ritengo non si debba andare oltre l’invasione personale dei sentimenti più profondi, tuttavia, questa notizia della necessità personale di recarsi a pregare Dio, mi fa pensare come il desiderio di ritrovare la propria anima in serenità e attraverso la preghiera, si scosti molto dal personaggio costruito ad arte per scopi di immagine che è frutto di iperbolici introiti economici maturati attraverso il marketing e la pubblicità. E così, oltre il conclamato campione di calcio vincitore di trofei, Champions e tutto quanto il più grande calciatore al mondo possa vincere, c’è l’uomo, c’è la sua anima, c’è la sua fragilità. Un campione che appare spesso antipatico per il suo atteggiamento in campo, spocchioso dopo avere fatto uno dei suoi tanti gol, prepotente nel suo recitare la parte del leader di squadra. E invece si scopre che è il suo modo d’essere,&nbsp;di concepire la sua professione con serietà. Così negli allenamenti, così in partita. CR7 è questo; forza fisica che ha bisogno di ritrovarsi lontano dagli stadi, nel silenzio mistico della “sua” Gran Madre di Dio a riflettere, a pregare accanto alla sua Georgina. La sua ricchezza economica in questi momenti non lo distingue da altre persone magari povere, da altri esseri umani che come lui si rivolgono a Dio per pregare e ritrovarsi. Sono momenti personali che comunque danno modo di riflettere su ciò che siamo quando ci sentiamo pronti a giudicare. Ma chi siamo noi per poterlo fare?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-chiesa-gran-madre-di-dio-di-torino.jpgSiNla-vera-faccia-di-cristiano-ronaldo-1013522.htmSi100451001,02,03030123
611013514NewsEditorialeBuon Compleanno Cristiano20190205185333Il mondo juventino fa gli auguri al suo campione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>34? A vederlo come sta fisicamente e mentalmente si potrebbe dire, 24? 28? O forse 30 anni? Boh, non sappiamo. E’ molto difficile credere alla sua carta d’identità, ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> è nato il 5 febbraio del 1985 in Portogallo e, se la matematica non è un’opinione, possiamo dire che CR7 oggi festeggia il suo 34mo compleanno. E anche se in questo periodo alla Juve si tende ad essere un po’ preoccupati per i tanti infortuni e l’andamento non molto fluido della squadra, lui, il Ronaldo dal numero 7 sulla maglia bianconera si è presentato agli allenamenti della Continassa come sempre pimpante, volitivo, deciso a portare avanti la sua leadership nell’ambito della Vecchia Signora. Compleanno o no, lui prende sempre tutto seriamente, con la convinzione di essere voluto venire a Torino, sponda Juve, per vincere ancora una volta la Champions League, così come ha fatto nelle sue precedenti esperienze fatte al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">United </b>e al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid</b>. E allora vuole trascinare tutti con la sua forza fisica, ma soprattutto mentale, di chi non si risparmia mai anche se non è visto da nessuno. Lui sa che alla fine il lavoro paga sempre gli sforzi compiuti. E’ la sua convinzione, il suo mantra che non l’ha mai tradito. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> è questo, antipatico, presuntuoso, pieno di sé e persino testardo, ma con la garanzia di essere un vero professionista del pallone che non si sente mai arrivato, che vuole continuare a mettersi alla prova e vedere fino dove, fino quando continuare a rappresentare la differenza, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’esempio da imitare. E’ il vero capitano senza esserlo di fatto. In campo lo vediamo incoraggiare i compagni ad andare avanti, a pressare, a non arretrare troppo il baricentro, anche se lui è sempre preda di marcature strettissime e asfissianti da parte di uno, due e talora anche tre avversari. Questo è il campione che ha acquistato la Juve a suon di milioni di euro, che ha voluto Andrea Agnelli per dare anche alla squadra quella carica di adrenalina e di professionalità che solo CR7 poteva dare. Sì, oggi è il suo compleanno, ma fino alle 17,05 Ronaldo è uscito dalla Continassa dopo tre ore di allenamento in preparazione della partita di domenica prossima contro il Sassuolo. Stasera si vedrà se festeggiare assieme ai suoi compagni di squadra o solo con i suoi affetti più cari. Non sappiamo, farà lui come sempre. E intanto non gli sfugge il pensiero che domani è un altro giorno. Stesso luogo, stesso allenamento, stesso pensiero nel volere superare assieme ai suoi compagni questo momento difficile per la sua Juve. Sassuolo, Frosinone e Atletico Madrid, il vero problema non parte da loro, ma dalla Juve stessa che deve risolvere ciò che si è inceppato. E CR7 è pronto a fare la sua parte. Come sempre. Lo direste che oggi ha compiuto 34 anni?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Area Continassafl0711fl0711cr7.jpgSiNbuon-compleanno-cristiano-1013514.htmSi100451001,02,03030141
621013506NewsCampionatiJuve, preparazione mirata o leggenda metropolitana?20190118160844Allegri e la ferrea preparazione della sua squadra. Ma è proprio un bene esagerare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da quanto trapela dal “bunker” della Continassa, la Juventus di Massimiliano Allegri e del suo staff starebbe iniziando la sua corsa fisico – atletica verso la Champions League. Da Gedda a Madrid intercorrono circa 5 mesi, passando attraverso l’ottavo di finale del 20 febbraio prossimo contro l’Atletico Madrid. In base a quanto si apprende, la preparazione in questo periodo di gennaio assume carichi di lavoro molto pesanti, proprio per potere permettere ai calciatori della Vecchia Signora di essere in perfetta forma per i mesi cruciali che vanno da marzo a giugno. Tutto sembra studiato a tavolino con l’ausilio dell’esperienza, ma soprattutto dei dati fisiometrici che rappresentano il termometro dello stato fisico di ogni calciatore. In effetti, non è da oggi che vediamo soffrire la Juventus, la quale spesso si limita a giocare la palla da fermo e senza l’ausilio del movimento capace di dettare quelle verticalizzazioni di gioco che spesso sono causa di corse fatte a vuoto, con il conseguente dispendio di energie. Così si esprime <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci: ”Sì, siamo un po’ stanchi, ma é normale visti i carichi di lavoro cui siamo stati sottoposti nei dieci giorni che hanno preceduto la Supercoppa contro il Milan”.</b> Certo, è naturale pensare che a questi livelli non si possa andare sempre a 100 l’ora dall’inizio a fine stagione, soprattutto affrontando impegni di alto prestigio come Champions, Campionato, Supercoppa e Coppa Italia. Il turnover, poi, in casa Juventus è utilizzato in maniera scientifica anche per la qualità tecnica di tutta la rosa a disposizione di Max Allegri. Tuttavia, in tutto questo processo di tabelle personalizzate e di perfetto ordine di accuratezza tecnico – fisica imposta dalla filosofia in cui nulla è lasciato al caso, ci si chiede quanto ci sia di rischioso in una squadra che spesso vediamo ferma sulle gambe con il naturale soffrire fino all’ultimo minuto, per non aver saputo chiudere la partita in tempo utile e poi gestirla fino alla fine. Non sembri un controsenso, ma la Juve di Ronaldo, Pjanic, Dybala, Cancelo, Mandzukic, Matuidi, Alex Sandro, che alterna Douglas Costa a Bernardeschi e altri campioni della sua rosa, spesso la vediamo più attenta a non forzare e ad imporsi un ritmo troppo lento per centellinare le energie. E’ un po’ come dire di saper ottenere il massimo con il minimo sforzo. Ma si dà il caso che il calcio non è sempre logica perfetta e che certi piani messi in programma alla vigilia, tante volte sono ribaltati da situazioni contingenti e impreviste. Per questo intendiamo dire che se è vera l’importanza di un certo tipo di preparazione mirata agli impegni della squadra, è altresì vero che questo maniacale atteggiamento sparagnino di forze fisiche e talora anche di non gioco, può rappresentare un rischio non calcolato. E’ il calcio ad alti livelli, quello in cui vincere è l’unica cosa che conta. E la Juve, in questo, è l’emblema della ricerca accurata della perfezione. Anche se il calcio ci insegna talora a intenderlo in maniera più elastica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-preparazione-mirata-o-leggenda-metropolitana-1013506.htmSi100451001,02,03030158
631013505NewsCoppeSupercoppa senz’anima20190117120228La Juventus si aggiudica la Supercoppa Italiana 2019.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Un pallone, soldi a palate, tante polemiche per avere organizzato una supercoppa italiana in un Paese ancora troppo lontano dal rispetto dei fondamentali diritti umani. Così, dopo aver programmato questo evento a Gedda in Arabia Saudita, noi cronisti ci troviamo a riflettere più sul lato sociale e degli esorbitanti interessi che fanno capo al dio denaro, piuttosto che porre in analisi una partita che non ha riservato emozioni sotto il profilo squisitamente tecnico. Infatti, più volte durante la partita abbiamo cercato di inventarci un sussulto adrenalinico capace di ricordarci che quella che stavamo vedendo era la finale di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan. E allora abbiamo elaborato i pochi momenti (davvero esigui in verità) che hanno giustificato un palcoscenico del pallone ad alti livelli. Tra la rovesciata di Ronaldo alla traversa di Cutrone, ci sono stati pochi spunti di calcio vero da raccontare. Lo stadio stracolmo di circa 62 mila spettatori, di cui 15 mila donne relegate forzatamente nel settore riservato alle famiglie, non hanno trasmesso sul campo quel tifo capace di dare significato al valore di una Supercoppa contesa da due squadre italiane che, oltre ad ambirla per il proprio prestigio, dava l’opportunità di superarsi, visto che entrambe avevano vinto per sette volte questo ambito trofeo. Come dicevamo ha vinto la Juventus con il solito CR7, che ha infilato un gol di testa a un Donnarumma che per l’occasione non è apparso completamente indenne da colpe. Ma c’è da dire che il Milan non è mai stato a guardare, tanto è vero che già all’inizio della partita ha messo i difficoltà la Juve che è apparsa lenta, prevedibile, troppo ferma sulle gambe e talora anche monotona nel suo ripetuto incedere sugli esterni, Alex Sandro e Cancelo. In tutto questo c’è da registrare una traversa colpita da Cutrone, proprio quando le due squadre si trovavano sullo 0 a 0. Tuttavia, vogliamo ritornare a rimarcare l’assenza di calore sportivo il quale dagli spalti non è stato in grado di dare impulso a un match che è mancato di furore agonistico. Qualcuno l’ha addebitato al caldo, qualche altro s’è perso tra le mille polemiche dettate da un Higuain assente, bizzarro e capriccioso, il quale sembra ormai destinato alla corte di Sarri nel Chelsea. Ma la realtà è che per gli smisurati interessi economici che vanno a gonfiare le casse di società e Federazione calcio italiana, si è persa l’identità di eventi calcistici che restano privi del loro significato principe: l’anima. E’ come se il pallone si fosse svuotato, sgonfiato di calcio e gonfiato del dio denaro. Troppo lontana l’Arabia Saudita dal nostro modo di intendere culturalmente quel calcio che resta pur sempre fermento emotivo e passione che coinvolge tutti, uomini, donne e bambini senza distinguo alcuno e senza motivi di anacronistici separatismi. La lussureggiante e numericamente altissima presenza di spettatori presenti allo stadio King Abdullah Sport City di Gedda, è stata la fredda cornice di uno stadio megagalattico privo di cuore, di passione, di adrenalina. Sì, la Juve ha vinto grazie al suo CR7 che incornicia la prima Coppa vinta in bianconero, scrivendo la storia sul libro delle 8 Supercoppe italiane conquistate con il fregio di essere sempre la prima in Italia. Tuttavia, ci siamo sforzati di emozionarci, di inventarci un qualcosa che desse il valore a una finale troppo sterile di gioco sul campo e di passione sugli spalti. Peccato, ci auguriamo di rivedere presto in questa Juventus ciò che oggi è mancato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Gedda Stadio King Abdullah Sport City fl0711fl0711foto-supercoppa-2019-vinta-dalla-juventus.jpgSiNsupercoppa-senz-anima-1013505.htmSi100451001,02,03030298
641013503NewsCampionatiQuando il cervello è un optional20181227164732Tra Inter - Napoli hanno perso tutti! <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Educazione: “Metodico conferimento o apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini in accordo con le esigenze dell’individuo e della società”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Ci piacerebbe commentare i fatti tecnici del festaiolo mercoledì calcistico di campionato. Poter dire che la Juventus è sempre più dipendente da Ronaldo, che il Milan di Gattuso è in piena crisi, che il Torino si trova a un punto dall’entrata in Europa, oppure commentare il gol di tacco di Quagliarella che continua a segnare nonostante la sua età non più giovane. Ma ci sarebbe anche da scrivere sull’incontro Roma Sassuolo e Bologna Lazio, due partite con grandi nodi da sciogliere. E invece qual è il tema che affrontiamo oggi? La reiterata stupidità e maleducazione sportiva che si é manifestata in Inter Napoli, la partita di campionato che con la morte di un tifoso, gli incidenti fuori dallo stadio, l’accanimento demenziale e l’odio razziale verso Koulibaly, hanno sancito una situazione insostenibile che coinvolge la responsabilità di tutti coloro i quali ruotano nel mondo del calcio. Dai dirigenti, agli allenatori, ai giocatori, agli arbitri, alle regole non considerate oggettive ma interpretate soggettivamente, ai tanti errori commessi da tutti che poi si ritorcono tra le masse che inevitabilmente vengono spinte ad odiarsi gli uni contro gli altri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> l’aveva detto poche ore prima: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">” In Italia manca la cultura calcistica, l’educazione sportiva. Brontolano tutti, ma si squalifichi chi va fuori dalle righe. Se i maggiori tesserati fanno delle esternazioni e creano tensione, è esattamente come quando io vado in conferenza e creo tensione. E’ poi normale che la gente quando viene allo stadio crea confusione attraverso gli incidenti e si va a piangere sulle cose che succedono. No,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’eleganza e l’educazione non si comprano”.</b> Chiaro il riferimento al comportamento di alcuni presidenti che dovrebbero mettere da parte certe dichiarazioni ritenute pericolose per i tifosi. Tuttavia, nel caso specifico dei fatti avvenuti prima, durante e dopo la partita Inter Napoli, ci vengono subito da fare alcune considerazioni che mettono sotto accusa la responsabilità degli organi federali e degli arbitri che devono attenersi alle regole, senza perdersi mai in interpretazioni personali. Nella fattispecie dei reiterati insulti razziali contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly,</b> ci domandiamo perché non sia stata sospesa immediatamente la partita, con la conseguente perdita della stessa a tavolino da parte della società ritenuta responsabile dei fatti. Le regole ci sono e vanno rispettate senza se e senza ma, siano esse dovute a fatti tecnici che a situazioni che offendono brutalmente la dignità delle persone. E’ vero, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly </b>è stato espulso per avere applaudito l’arbitro e i tifosi interisti, dopo avere fatto un fallo su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Politano.</b> L’episodio è certamente da biasimare, tuttavia, resta inammissibile che un calciatore per il colore della sua pelle debba essere offeso e umiliato in ogni circostanza. Così ha commentato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly,</b> dopo essere stato espulso: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fiero del colore della mia pelle. Orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: Uomo”</b>. Assurda discriminazione che è frutto di ignoranza, maleducazione e cervelli mai sviluppati a saper discernere il bene dal male, attraverso le più elementari basi del vivere civile. Il calcio delle famiglie, dei bambini, delle persone che si innamorano delle emozioni suscitate da un pallone che entra in rete, non hanno nulla a che fare con gli inqualificabili gesti provocati dall’inciviltà di pochi (ma sono sempre troppi) delinquenti. Ci si unisca una volta per tutte, applicando le regole. Si faccia in fretta, almeno se non si vuole che il razzismo e la stupidità opacizzino i sani valori sportivi che sono da sempre intrisi di rispetto e buona educazione.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-disordini-fuori-dallo-stadio.jpgSiNquando-il-cervello-e-un-optional-1013503.htmSi100451001,02,03030263
651013502NewsCampionatiIl Toro che non ti aspetti e la Juve che vince il derby20181216124821Un derby combattuto da parte del Torino, ma che accontenta soltanto la Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Un controsenso, ma questo è il calcio. Per quello che si è visto in campo, se il Torino avesse pareggiato la partita nessuno avrebbe urlato l’ingiustizia. Due rigori non concessi ai granata (uno su Zaza ad opera di Alex Sandro e l’altro su Belotti che su calcio d’angolo si alza al cielo e viene spinto alle spalle da Matuidì) e uno giustamente assegnato dall’arbitro Guida alla Juve per atterramento di Mandzukic in area di rigore ad opera di Ichazo. Il Toro è apparso sveglio, muscolare, deciso a vendere cara la pelle, mentre la Juve (almeno fino a quando Ronaldo non ha segnato il rigore) è apparsa la stessa di Berna. Da parte juventina sono stati tanti i passaggi sbagliati a centrocampo, con l’ormai consueta e offuscata perdita di qualità che viene compensata dal cinismo e dalla buona sorte. Detto questo, dobbiamo dire che nel calcio come nella vita sono i risultati che contano, e la Juve, in questo, è davvero capace di impartire lezioni a chiunque. Resta il fatto che, in un’analisi oggettiva del derby della Mole, il Torino avrebbe meritato di più per avere preparato la partita con la consapevolezza di essere inferiore tecnicamente alla Juve, ma che (ed è quello che ha fatto) se avesse impostato il mach sulla fisicità e l’aggressività, probabilmente avrebbe avuto le sue belle chance da giocarsi. Era l’unico modo per affrontare una Juve supportata da un altissimo tasso tecnico, ma che ultimamente pecca di qualità in un gioco che delude gli esteti del bel calcio. E non è un caso che anche da più parti del mondo bianconero si avvertono timidi mugugni che, tuttavia, sono sopraffatti da una situazione di classifica e di Champions che fa dire: Chapeau Juventus! Da parte granata resta invece il rammarico di aver perso un derby in cui non si sono evidenziati i recenti timori reverenziali al cospetto di una Vecchia Signora che resta più forte ma non imbattibile, almeno in questo periodo della stagione in cui avverte una probabile stanchezza. Ma il Toro di Mazzarri ha trovato finalmente il filone del gioco tra difesa e centrocampo. Manca soltanto il gol, questo sì! Manca Belotti e manca anche Zaza, che avrebbe dovuto fare la differenza in Toro da sempre alla ricerca dei gemelli del gol. Mazzarri è stato incerto fino alla fine se preferire il trequartista Iago Falque a Zaza, da accostare al gallo Belotti. Poi, un po’ per le non perfette condizioni fisiche dello spagnolo e un po’ per il desiderio di affrontare la Juve con due punte effettive, il tecnico toscano ha optato per quest’ultima soluzione. Peccato che Zaza e Ichazo (che ha sostituito Sirigu per infortunio in partita in corso) ne hanno combinate più di…. “Bertoldo”. Alla squadra di Mazzarri, dunque, resta l’amaro in bocca per avere perso un derby che era alla sua portata. Tuttavia, le ultime prestazioni offerte dai granata fanno intendere finalmente un ritrovato gruppo capace di fare gioco e potere ambire all’entrata in Europa. Per quanto riguarda la Juve, invece, siamo convinti che la squadra di Max Allegri stia arrancando fino all’interruzione natalizia, con la certezza di laurearsi sicuramente campione d’inverno. Ma il gioco e i suoi campioni di alta classe li deve ritrovare presto, almeno se veramente vuole fare l’accoppiata vincente tra Champions e Campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNil-toro-che-non-ti-aspetti-e-la-juve-che-vince-il-derby-1013502.htmSi100451001,02,03030257
661013501NewsCampionatiLa notte del derby della Mole20181215135751Speranze ed emozioni si rincorrono nella stracittadina torinese.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ancora Toro”</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Juve, storia di un grande amore”.</b> Due inni, due modi di intendere la storia dei propri colori in una sola città: Torino. E’ la notte del derby della Mole che non si gioca per la classifica (21 punti dividono il Torino dalla Juventus) ma per l’orgoglio che coinvolge tutta la città sabauda. Da una parte i granata e dall’altra i bianconeri, due stili diversi di intendere il calcio di una città che quando si parla di tifo pallonaro si accende come le luci d’artista che in questo periodo di Natale invadono le strade di Torino. C’è molta attesa per questo derby e l’aria che si respira non è proprio confacente a questo periodo natalizio che induce alla fraternità e alla benevolenza. La tossine causate dalla trasmissione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Report”</b> non sono state ancora assorbite e vanno ad accumularsi alla storica rivalità tra granata e bianconeri. Ci auguriamo di potere assistere a un bel derby, uno di quelli che ti facciano parlare e scrivere di calcio, di campioni e di gol che sono l’essenza del gioco del calcio. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo.</b> Il granata per sbloccarsi da una mancanza di gol che sta diventando stressante e il bianconero per riscattare la scialba partita di Champions contro lo Young Boys. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri</b> ha il dubbio se far giocare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> deve fare a meno degli infortunati <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cancelo, Cuadrado, Barzagli, Khedira</b> e lo squalificato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bentancur.</b> Dunque, il mister granata che si fa prendere dal dubbio di far giocare la coppia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti – Zaza</b> escludendo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b>, mentre l’allenatore bianconero ritrova <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini, Dybala,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perin</b> che tra i pali sostituirà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Szczesny.</b> Dettagli tecnici che incuriosiscono i tifosi e noi che siamo addetti ai lavori, ma che non superano il folklore di una partita che avrà sugli spalti quelle cromature intense di colore carico di passione vera, capace di distinguerla da ogni altra. E’ il derby di Torino. E’ la 197ma stracittadina da raccontare, da vivere, da sognare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-mole-illuminata.jpgSiNla-notte-del-derby-della-mole-1013501.htmSi100451001,02,03030240
671013500NewsCoppeLa Juve di Champions, da corazzata diventa una piccola barca.20181213190021Deludente trasferta della Juventus in Svizzera. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per tutta la partita di Champions, ultima del girone H nei sedicesimi di finale, abbiamo stentato a capire se quella vista contro lo Young Boys fosse veramente la Juventus o, piuttosto, una squadra di terza categoria. Altro che corazzata, quella era una barchetta da pesca. Troppo brutta per essere vera, troppo fuori da ogni logica calcistica che non può ammettere errori anche nella più elementare funzione dei fondamentali. Errori negli stop, innumerevoli passaggi sbagliati, frenesia assurda e gioco di squadra che è stato latitante. Si dirà del campo sintetico, si farà riferimento al freddo, al terreno ghiacciato e altre scuse che non reggono perché la Juve e Allegri hanno sbagliato alla grande. Dybala, unico giocatore veramente in forma e talentuoso, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è stato tenuto chissà perché in panchina fino a metà del secondo tempo, allorquando, dopo essersi adattato al sintetico che non predilige, ha sfoderato una prestazione maiuscola realizzando un bellissimo gol e un altro di pregevole fattura tecnica che, tuttavia, è stato annullato dall’arbitro per una molto dubbia situazione di gioco in area di rigore. Ma la Juve, a parte la nota lieta del rinvigorito argentino, deve lamentare una partita assolutamente negativa in cui pur perdendo contro i modestissimi svizzeri che hanno giocato il match della vita, chiude il proprio girone in testa alla classifica anche per effetto della sconfitta del Manchester United a Valencia. A nostro avviso si è insistito erroneamente su un Bernardeschi che è ancora troppo lontano dalla forma migliore, si è fatto giocare un Cuadrado che in allenamento aveva già avvertito male al ginocchio e un Pjanic troppo stanco e annebbiato nelle idee. Neanche Mandzukic e Cristiano Ronaldo si sono salvati nella generale confusione tattica e tecnica. A centrocampo, nel bene e nel male, ha fatto quel che ha potuto soltanto Bentancur, il quale ha creato la sua piccola diga nel contrastare gli indemoniati svizzeri che hanno pressato alto e inibito la fonte del gioco bianconera. Sì, la Juve passa agli ottavi da prima in classifica, ma deve assolutamente convertire il suo pensiero in base al quale in Champions basta soltanto CR7 per vincere la Coppa. Non è così, perché fermo restando la maggiore qualità tecnica e mentale apportata da Ronaldo nella Juventus di quest’anno, in Europa bisogna presentarsi sempre con un alto cipiglio di squadra fisicamente preparata a lottare su ogni pallone, evitando magari di far riposare i vari Cancelo, Chiellini, Matuidì per risparmiarli in vista del derby. No – Juve - non c’è giustificazione a una partita del genere. Ravvediti, se davvero vuoi vincere la Champions. Chiunque sia il tuo prossimo avversario agli ottavi di finale, prepara un altro tipo di partita. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bernafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-di-champions-da-corazzata-diventa-una-piccola-barca-1013500.htmSi100451001,02,03030331
681013499NewsEditorialeUn encomio al grande gesto di umanità del Torino F.C.20181211190000Un esemplare segnale di sportività calcistica.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è sterile buonismo il nostro, nel volere esaltare i buoni sentimenti attraverso l’ausilio della retorica. E non è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>neppure voglia di sperticare fatti che toccano il cuore e che attraverso il calcio decuplicano la cassa di risonanza. E’ semplicemente fare un servizio di informazione che, vivaddio, una volta tanto ci riconcilia con un pallone che pur con tutte le sue contraddizioni, resta un grande mezzo di aggregazione e comunicazione sociale. Il nostro riferimento specifico va a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Catanese</b>, un quattordicenne di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Caccamo in provincia di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Palermo,</b> il quale sta lottando contro una grave malattia che ne sta invadendo l’adolescenza. Ricoverato nel reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Civico di Palermo, Francesco si distrae attraverso il calcio e la passione per la sua Juventus, di cui è grande tifoso. Ebbene, conosciuta questa particolare storia che&nbsp;tocca l'animo umano, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toro Club Sicilia Granata</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Antonino Asta”</b> si è subito attivato presso la società <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torino F.C.</b> nella persona del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Direttore Operativo Alberto Barile</b>, il quale ha subito acconsentito ad esaudire la richiesta di Francesco, che sogna di scendere in campo mano nella mano con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> prima del derby di sabato 15 dicembre. E, come se non bastasse, Francesco potrà assistere al riscaldamento che i suoi idoli della Juventus effettueranno prima della partita. Una storia bellissima, un sogno che si avvera per Francesco in una partita che non è mai come le altre e che mette da parte ogni rivalità sportiva. E’ l’esempio di un calcio che unisce nei suoi valori sportivi e umani, mentre tiene giustamente conto dell’antagonismo che deve semplicemente limitarsi a fatti legati al gioco e alla passione verso i propri colori. E’ un segnale importante che, grazie a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco, al Toro Club Sicilia Granata “Antonino Asta”</b> e, soprattutto, ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alberto Barile</b> che rappresenta la società granata, vuole far riflettere sull’importanza di assistere alla stracittadina torinese rispettando i limiti sportivi.&nbsp;Per questo motivo non possiamo fare altro che complimentarci pubblicamente con il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torino F.C.</b> per un gesto apparentemente piccolo, ma assolutamente grande nella sua sostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-derby-torino-juventus.jpgSiNun-encomio-al-grande-gesto-di-umanita-del-torino-f.c-1013499.htmSi100451001,02,03030273
691013498NewsEditorialePietro Anastasi svela il suo delicato momento di vita20181209164344L`ex campione della Juventus e della Nazionale, racconta la sua lotta contro il tumore.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ sempre la solita storia. Il tempo che passa inesorabile, i ricordi che si fanno sempre più vividi e forti, la malinconia nello sfogliare le fotografie ingiallite e il rapporto con un presente che non è sempre foriero di allegria. E’ la vita che ti fa pensare come ognuno di noi abbia la sua strada da percorrere, la sua storia da raccontare, il suo vissuto che non è mai uguale ad altri. Sì, perché un certo destino assegnato da chissà chi lo viviamo in maniera diversa e in situazioni diverse, forse perché diversi siamo nell’intimo del nostro essere nel saperlo affrontare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi,</b> il bomber della Juventus di mezzo secolo fa che appena arrivato dal Varese nell’anno 1968/’69 realizzò 9 gol in 13 gare, oggi si è aperto pubblicamente nel dire che sta lottando contro il tumore che lo ha colpito. Classe 1948, catanese di nascita e varesino di adozione, Pietro non è mai stato particolarmente avvezzo alla pubblicità personale e ai clamori mediatici, neanche quando giocava a calcio e rappresentava il sogno inarrivabile di tanti giovani di allora, proprio come il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> di oggi. Basti pensare che tantissimi campioni del passato remoto e anche presente, hanno voluto scrivere il libro della loro vita calcistica fatta di aneddoti e storie personali che ne esaltano le emozioni irripetibili del proprio vissuto. Ma lui no, a lui non è mai interessato. Ricordo di avergli fatto questa precisa domanda qualche anno fa, in cui veniva spontaneo offrire ai suoi tifosi di un tempo la sua vita rivisitata in un libro. Ma la risposta è stata sempre la stessa, quasi a non volere raccontare cose che oltre la sua vita pubblica devono appartenere solo alla sua privacy personale. Ebbene, oggi, a distanza di tempo, leggo che ha deciso di rendere pubblica la sua lotta personale: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ho scoperto di avere un tumore, ma non voglio arrendermi. Sto lottando giorno dopo giorno per sconfiggerlo. Adesso sto un po’ meglio. Ormai c’è e sto imparando a conviverci”. </b>E’ la legittima voglia di non sentirsi soli, di aprirsi e creare una relazione con gli altri, i suoi fan di sempre e anche con coloro i quali professano un’altra passione calcistica <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>fatta di altri colori. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b> come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianluca Vialli,</b> storie di vita che si intersecano a un vissuto di grande calcio professionistico e privato che sanno di uomo, che sanno di persona che percorre la strada che il destino ha loro assegnato. Ma la cosa bella che nasce in ognuno di noi che viviamo tali esperienze umane di persone legate al grande sport, è proprio l’esempio e l’ammirazione per così tanto coraggio nell’alzare la testa e affrontare il male con determinazione. Un fatto che ci fa pensare, che ci insegna tante cose e ci rende partecipi nel dare forza e coraggio nell’affrontare un quotidiano non più fatto di luci della ribalta calcistica, ma di quel qualcosa che si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">VITA VERA</b>, dando un senso a ciò che oggi è ancor più importante di quel passato fatto di lustrini, di notorietà e di tanti “amici” o presunti tali. Sì, perché è proprio in questi momenti che il grande ex calciatore ha più bisogno degli altri, dell’affetto e della pacca sulle spalle che vuol dire tanto, tutto. E’ un po’ come fare metaforicamente un gol, uno di quelli che sapeva fare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> quando lo vedevamo sfrecciare tra le difese avversarie come fosse un furetto. Stessa astuzia, stessa forza fisica, stesso scatto improvviso che disorientava lo stopper; quell’antica figura di difesa che era determinante quando il calcio si intendeva in altro modo. Personalmente, e non solo da oggi, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>mi sento molto vicino a Pietro e lo esorto a continuare a vivere questo suo delicato momento di vita con la stessa forza, con la stessa determinazione di quando dava calci a quel “pallone” che gli ha dato tanto e che oggi rappresenta il nemico da sconfiggere. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b> e il gol che è tutto. Ma questa volta siamo noi a passarti la palla che sa di coraggio alla vita. Al resto pensaci tu, che di gol te ne intendi da sempre.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pietro-anastasi-foto.jpgSiNpietro-anastasi-svela-il-suo-delicato-momento-di-vita-1013498.htmSi100451001,02,03030279
701013496NewsCampionatiJuve Inter non è solo CR7 contro Icardi.20181206181724E` da sempre la sfida calcistica più attesa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cristiano Ronaldo contro Maurito Icardi e Max Allegri contro Luciano Spalletti.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Certo, sono loro i personaggi più rappresentativi delle due squadre, quelli che fanno discutere e attizzare la curiosità delle due tifoserie. Tuttavia, pur con le dovute preferenze mediatiche, dobbiamo dire che il derby d’Italia tra Juventus e Inter è molto di più per storia e antiche ruggini, che si antepongono sempre all’oggettiva analisi di ogni confronto. D’altra parte, tutti sanno che l’incontro tra queste due squadre non può essere uguale ad altre partite, proprio per quell’atavica antipatia sportiva che la storia ci racconta attraverso certi accadimenti che ormai sono largamente risaputi. Poi, neanche a farlo apposta, Beppe Marotta inaugurerà la sua posizione di nuovo amministratore Delegato dell’Inter con il chiaro intento di indispettire ancor di più la Vecchia Signora d’Italia. Insomma, si prospetta davvero un piattino colmo di polemiche che ci auguriamo siano circoscritte soltanto al senso sportivo, dando esempio di maturità culturale soprattutto sugli spalti. Detto questo veniamo alla partita che si disputerà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium venerdì 7 dicembre alle 20,30. I</b> bianconeri partono con i favori del pronostico, tuttavia c’è da tenere in considerazione la ferrea voglia dei nerazzurri di venire a Torino per vendere cara la pelle. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del Derby d’Italia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quella con l’Inter è una partita, mentre con lo Young Boys ci giochiamo il primo posto nel girone di Champions” </b>dice l’allenatore della Juve che vuole chiarire come la partita con l’Inter si prepari da sola perché c’è grande stimolo, mentre alcuni match come quelli contro lo Young Boys hanno bisogno di un maggior lavoro sulle motivazioni. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bentancur</b> ha problemi alla schiena e se non dovesse farcela sarebbe pronto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b>, oppure (in base a quanto dichiarato dal tecnico bianconero) si cambierebbe modulo. Sul versante nerazzurro, invece, si avverte una grande voglia di provare a vincere la partita dell’Allianz Stadium. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> suona la carica ai suoi dicendo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Juve Inter è la partita del collaudo per la mia squadra. Infatti, da questo risultato capiremo se possiamo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">viaggiare forte e fare risultato contro chiunque”.</b> Chiarissimo il suo concetto sul capire attraverso l’approccio della partita con la Juve, a che livello si trova la crescita del suo gruppo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nainggolan e Dalbert</b> saranno fuori per infortunio e per il resto dovrebbe scendere in campo l’Inter vista nelle ultime partite. Ma Spalletti confida molto sui tifosi nerazzurri quando dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dovremo portarci in campo i nostri tifosi, perché i loro sentimenti potrebbero farci fare grandi cose. Dobbiamo crederci, tutto è possibile”.</b> Insomma, si prospetta proprio una partita di grandi valori tecnici e agonistici tra due squadre mai amiche che, tuttavia, conoscono molto bene quelli che sono i limiti dell’antipatia sportiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-icardi-ronaldo.jpgSiNjuve-inter-non-e-solo-cr7-contro-icardi-1013496.htmSi100451001,02,03030243
711013490NewsCampionatiCristiano Ronaldo e Georgina Rodriguez, prossimi sposi a Torino.20181116184550Per l`antica città sabauda si profila un evento in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Secondo il settimanale “Gente”, che nel numero di sabato 17 novembre 2018 pubblicherà le foto di CR7 e Georgina mentre escono dalla Chiesa Gran Madre di Dio in Torino, i due sarebbero prossimi al matrimonio. Sembra addirittura che i due convoleranno a nozze proprio nella pausa del Campionato di Serie A, il prossimo fine dicembre. Dunque, il Natale sarà proprio coi fiocchi per Cristiano Ronaldo, il quale realizzerà il suo sogno dopo aver regalato alla sua Georgina un anello in platino tutto tempestato di diamanti, comprato da Cartier. Valore? Alcune fonti parlano di 600 mila euro. E poco importa se il prezzo dell’anello sarà più alto o poco più basso, fatto è che CR7 quando si muove fa volare migliaia e milioni di euro come fossero farfalle. D’altra parte lui è il più bravo calciatore al mondo e percepisce immensi guadagni che non gli arrivano soltanto dal calcio, ma anche da mille altre attività come la moda, gli sponsor e l’immagine che egli cura per gli alti introiti derivanti dai suoi partner. Un Cristiano Ronaldo che dopo avere girato il mondo in lungo e in largo, cambiato molte nazioni e squadre di calcio, sembra avere trovato a Torino la squadra e la città giusta per lui. D’altra parte la sponda di fede bianconera della città piemontese, lo coccola come fosse un fratello che mai avrebbe pensato di ospitare. Incredibile ma vero. Una villa sulla collina torinese di sfarzosa e lussureggiante bellezza, una vista mozzafiato tra alberi che in questa stagione autunnale esprimono colori da cartolina, e poi lei, Georgina Rodriguez e i bimbi che completano una famiglia superbenestante. E la Chiesa Gran Madre di Dio, dove presumibilmente si celebreranno le nozze, è il luogo di culto religioso che fa parte della zona aristocratica di Torino: la loro. Bene, adesso l’anello c’è, il vestito è stato scelto e acquistato a Londra, la lista degli invitati sembra quasi ultimata, non resta che aspettare l’ufficialità della data in cui Georgina e Cristiano si presenteranno all’altare di Dio. Non possiamo immaginare cosa accadrà a Torino in quei giorni attorno alla Chiesa e nei dintorni. Sarà tutto bloccato e rigorosamente riservato a pochi. CR7 si sposerà a Torino. E chi mai l’avrebbe detto?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cristiano-e-georgina.jpgSiNcristiano-ronaldo-e-georgina-rodriguez-prossimi-sposi-a-torino-1013490.htmSi100451001,02,03030331
721013487NewsCampionatiSqualifica di due turni per il Pipita20181113170437Questo è il verdetto del Giudice Sportivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“HIGUAIN Gonzalo Gerardo (Milan): per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara (Terza sanzione); per condotta gravemente irriguardosa nei confronti del Direttore di gara, essendosi avvicinato al medesimo, all'atto dell'ammonizione per proteste al 38° del secondo tempo, in modo scomposto e minaccioso, e avendo reiterato platealmente le proteste al momento dell'allontanamento dal terreno di giuoco”. </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questo è il verdetto del Giudice Sportivo, riguardante l’espulsione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain </b>avvenuta domenica scorsa durante il match Milan – Juventus. C’è chi dice che è poco, c’è chi pensa che è giusto e c’è pure chi sostiene che la società Milan dopo il debito ricorso farà dimezzare la squalifica. Pareri contrastanti come l’opinabilità di tutto il mondo del calcio che si basa essenzialmente su aprioristiche discriminazioni di parte, le quali opacizzano certe oggettive realtà. E’ fatto inconfutabile che la reazione del Pipita Higuain avvenuta a una decina di minuti dal termine del match Milan – Juventus, sia stata esagerata e comunque diseducativa e violenta nel suo svilupparsi. Difficile capire cosa possa passare per la testa di un calciatore emotivamente coinvolto in un partita, che al suo interno nasconda diversi sviluppi capaci di urtare la propria suscettibilità. Gonzalo Higuain giocava contro la sua ex squadra che (a suo dire) l’ha scaricato malamente dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Con questa ruggine addosso è sceso in campo per dare una sua risposta attraverso la vittoria e possibilmente un suo gol. Niente di tutto questo, perché non è arrivata né la vittoria del Milan e neanche un suo eventuale gol fallito su calcio di rigore. Crediamo che l’accumularsi di tutte queste tensioni e delusioni personali, abbiano contribuito a quella assurda reazione che il Pipita (recidivo l’argentino che inscenò qualche anno fa una simile situazione a Udine, quando giocava ancora nel Napoli) ha avuto nei confronti dell’arbitro Mazzoleni, a seguito di un fallo fischiatogli per atterramento di Benatia. Detto questo e pur con tutta la comprensibile situazione che si è venuta a creare, stigmatizziamo in maniera ferma l’assurda reazione di un calciatore tesserato dal Milan con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei rossoneri e uno stipendio netto di 8,5 milioni di Euro l’anno. Tutto ciò fa pensare al dovere di un professionista che ha l’obbligo di mantenere un comportamento atto a dare l’esempio a chi lo segue in campo, non solo per le sue giocate e i gol, ma soprattutto per un comportamento che deve essere adeguato proprio al fatto che ti chiami Higuain e hai gli occhi puntati addosso da parte dei tifosi giovani e vecchi. E’ vero, c’è anche da tenere presente il carattere e la fragilità dell’uomo che non può essere messo in secondo piano, tuttavia, chi ti guarda giudica e tende ad emularti nel bene e nel male. Una responsabilità di base che fa parte della professione e deve tenere conto del cospicuo stipendio percepito, dell’immagine pubblica e del sogno di milioni e milioni di ragazzini, i quali rincorrono quel pallone che per loro resterà un gioco e non una privilegiata e redditizia professione.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711pipita.jpgSiNsqualifica-di-due-turni-per-il-pipita-1013487.htmSi100451001,02,03030281
731013484NewsCoppeJuventus – Manchester United, una gara incredibile20181109203127Sembrerebbe un controsenso, eppure la Juve fatica a fare più gol. Perché?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus - Manchester United è stata una partita carica di spunti tecnici e comportamentali, capaci di porre in analisi diversi argomenti. Ma partiamo con l’analizzare il fatto tecnico.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come tutti ormai già sanno, la Juventus ha perso in casa per 1 a 2 la partita di Champions contro la squadra di Mourinho. Un match dominato dalla squadra di Allegri che, tuttavia, non ha saputo concretizzare con altri due o tre gol il grande volume di gioco espresso in campo. Una sconfitta immeritata e per certi versi anche grottesca per come si è presentata. Sguardi superficiali, infatti, potrebbero confondere il merito di chi ha vinto con il demerito di chi ha perso. Il Manchester ha vinto in maniera cinica e fortunosa, mentre la Juventus ha perso in un modo davvero incredibile. E non parliamo di compromissione di una eventuale qualificazione agli ottavi di finale, visto che i bianconeri sono saldamente in testa al proprio girone. Infatti, il punto da analizzare non è certamente questo, ma l’espressione un po’ superficiale di non saper pesare in maniera opportuna la gravità di avere sbagliato troppi gol, forse anche facili da fare. Quello che abbiamo notato nella Juve di quest’anno è una sorta di convinzione nel pensare che, vista la presenza di Cristiano Ronaldo, i gol possono arrivare da un momento all’altro. Non è così! Intanto il campione portoghese ha sempre due o tre avversari addosso e poi perché anche lui, da quando è arrivato alla Juve, tende a fare il passaggio anziché tentare il tiro. Il meraviglioso gol inflitto al Manchester, è l’espressione di una realizzazione superba di grande qualità tecnica. E allora, perché CR7 non fa il CR7 come sa? E’ il tecnico che gli dice di essere partecipe al gioco di squadra, oppure è lui stesso che immerso nel ruolo di insegnante psicologico dell’autostima di squadra, si immola con un atteggiamento da straordinario suggeritore di palloni che hanno solo bisogno di essere spinti in porta per fare gol? A parte la traversa e il palo colpito, sull’1 a 0 la Juve ha fallito il raddoppio ( e quindi il colpo di grazia) con Dybala, Pjanic e Cuadrado. Ma il punto che notiamo con troppa ripetitività, nonostante il suo primeggiare nella classifica di Serie A e nel girone di Champions, è che nonostante tanti campioni in squadra la vera punta della Juve è soltanto Cristiano Ronaldo, il quale (come già detto)in ogni partita è marcato da più avversari. E’ vero, il gioco di Allegri prevede sempre che tutti siano in continuo movimento e che centrocampisti e difensori possano diventare all’occorrenza anche attaccanti aggiunti. Così Khedira (che non ha il passo veloce e non incide come forza da imprimere nel calciare in porta dopo una lunga corsa da centrocampo) Pjanic, Cuadrado, Bernardeschi, Dybala, Mandzukic, Matuidi, Bentancur, Cancelo, Alex Sandro e talora anche Chiellini (con il suo gambone) e Bonucci che fa il rifinitore di centrocampo, si trovano a dovere spendere energie fisiche che annebbiano vista e muscoli. Intendiamoci, questo è il nostro parere su una squadra che per la qualità tecnica dei suoi campioni in squadra non può soffrire e restare con il patema d’animo fino alla fine, con il rischio di perdere la partita o di pareggiarla. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>Il secondo punto in esame è il comportamento dei tifosi, i quali hanno insultato Mourinho durante la partita, con il conseguente atto deprecabile dell’allenatore portoghese che a fine gara si è rivolto al pubblico in maniera provocatoria, ponendo la mano sul suo orecchio per sentire meglio quanto bruciava la delusione del popolo bianconero, per avere assistito alla sconfitta della propria squadra. Atteggiamenti da stigmatizzare, comportamenti da rimarcare come qualcosa di pericoloso che possa far scatenare scintille di guerriglia tra tifosi di opposta fazione. Si mediti</span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>bene su questo punto, soprattutto quando ci si sofferma in particolare su quel </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“# Equal Game” </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>che</span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>“dovrebbe” rientrare nel programma di responsabilità sociale UEFA, il quale intende migliorare lo stato di salute e l’integrità del calcio. E quante volte abbiamo letto quel <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“RESPECT” scritto a caratteri cubitali in ogni dove del rettangolo verde. Ma se il risultato è questo, di che cosa parliamo?</span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino AllianzStadiumfl0711fl0711foto-mourinho.jpgSiNjuventus-manchester-united-una-gara-incredibile-1013484.htmSi100451001,02,03030372
741013480NewsCampionatiInter sugli scudi e Lazio irriconoscibile20181030192714La squadra di Spalletti si impone come anti Juve assieme al Napoli<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’Inter lievita come il buon pane. C’è stato bisogno di tempo, ma adesso sembra davvero essere diventata la forte squadra che hanno sperato i suoi tifosi. Senza alcun timore reverenziale, la squadra di Spalletti ha superato l’ostacolo Olimpico contro la Lazio di Inzaghi, la quale ha dimostrato grandi lacune soprattutto a centrocampo. Un 3 a 0 che non solo mette in mostra la ritrovata forma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurito Icardi</b>, ma ha evidenziato soprattutto un assetto di squadra coesa in fase di interdizione e di ripartenza in attacco. E adesso i nerazzurri sono pure considerati <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’anti Juve assieme ai partenopei, considerando una classifica che vede Inter e Napoli appaiate al secondo posto con 22 punti, a 6 lunghezze di distacco dalla Vecchia Signora. Il merito di questa rinascita? La capacità di Spalletti che ha provato e riprovato continuamente vari assetti tattici tra difesa, centrocampo e attacco, cambiando giocatori e un sistema di gioco non sempre confacente al suo credo calcistico. Era come cercare la chiave di volta che potesse far scattare quella molla capace di far trovare la giusta soluzione. Ebbene, crediamo davvero che adesso l’Inter debba essere considerata la grande squadra che mostra con orgoglio il proprio carattere. E c’è anche da considerare un merito particolare che va a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Joao Mario</b>, il ritrovato centrocampista messo in campo a sorpresa da Spalletti. I tanti fischi che i tifosi interisti hanno indirizzato a questo giocatore si sono tramutati presto in applausi, forse anche tra lo sbigottimento generale. Il giocatore portoghese, infatti, ha spesso fallito le sue prestazioni con l’Inter, probabilmente perché più dei suoi compagni aveva bisogno di fiducia. E adesso che Spalletti l’ha tirato fuori dal suo cilindro come carta vincente, si sono visti già i risultati contro la Lazio. Ma a parte questa lieta sorpresa, c’è da dire che anche giocatori come Brozovic, Perisic, Vecino e Politano, hanno trovato la quadratura del cerchio con meccanismi che sanno di massima intesa nel mettere Icardi in condizione di segnare. Spalletti, oltre Joao Mario, ha saputo ripescare anche Miranda come baluardo di difesa al posto di De Vrij. E’ un po’ come dire che il calcio a volte stupisce per certi risultati che magari non erano messi in preventivo. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su Joao Mario come calciatore cardine del centrocampo nerazzurro. Eppure Spalletti ha avuto coraggio, e di questo bisogna dargli merito. E, anche se il tecnico toscano dopo la bellissima partita contro la Lazio non vuole sentire parlare di squadra anti Juve, noi diciamo che per la maturazione di alcuni giocatori fondamentali nel gioco voluto da Spalletti, questa Inter è squadra che ne farà vedere delle belle. Adesso i nerazzurri devono continuare su questa strada non disperdendo il carattere, la fiducia e l’intensità di gioco mostrata contro la Lazio, anche contro squadre di minore levatura. Sì, perché è proprio lì che si vede la grande squadra che si prefigge l’obiettivo di contrapporsi a fatti e non a parole, nello stare in alto alla classifica per intralciare quella Juventus di Cristiano Ronaldo che non è abituata a fare sconti a nessuno. Dunque, vedremo cosa accadrà. La lievitazione è ormai giunta al punto giusto. Non si disperda quanto di buono si è fatto.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNinter-sugli-scudi-e-lazio-irriconoscibile-1013480.htmSi100451001,02,03030156
751013478NewsCoppeChampions, Juventus e Roma alla grande20181024193938Le due squadre italiane dimostrano grande carattere <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus inarrestabile. Dopo 8 successi di fila in campionato, ecco la terza vittoria consecutiva in Champions che con 9 punti in classifica la porta in testa, conquistando anzitempo la sicurezza di passare agli ottavi di finale. Un ruolino di marcia davvero pazzesco per la squadra di Max Allegri che dà la sensazione di divertirsi e di manovrare con fluidità estrema il proprio gioco. Chi non ha visto la partita non si lasci distrarre dallo striminzito punteggio di 1 a 0 che la Juventus ha ottenuto in casa del Manchester United, grazie al gol di Dybala. In questo unico gol c’è qualcosa di più! C’è il coraggio di andare all’Old Trafford e imporre il proprio gioco; c’è la consapevolezza di puntare dritto alla finale di Champions per vincerla; ma soprattutto c’è la convinzione di essere diventata la squadra più forte d’Europa, non solo per la presenza in squadra di Cristiano Ronaldo. Certo, CR7 è il vero catalizzatore di tutte le azioni d’attacco della Juventus, il valore aggiunto, ma resta il fatto che anche gli altri campioni presenti in squadra o in panchina siano comunque influenzati positivamente dalla sua mentalità vincente. E allora diventa tutto più facile, anche se Max Allegri deve stare attento a non far ripetere più ai suoi giocatori, certi momenti di offuscamento mentale che si sono evidenziati nel match di campionato contro il Genoa. Ma ci sta, anche se quel pareggio in casa suona ancora come fosse stata quasi una sconfitta. E’ il destino delle grandi squadre, quelle abituate a vincere sempre e non ci stanno mai a fare il minimo passo falso. Detto questo, dobbiamo dire che la squadra di Mourinho attualmente non è più la pericolosa macchina da gol di qualche anno fa, anche se gli diamo l’attenuante di alcune assenze importanti. Pogba ha preso un palo, ha giocato un’ottima partita, ma non è bastato ai fini di un risultato che sentenzia la superiorità della Juventus. La Roma, invece, nell’impegno di Champions contro il CSKA doveva dare una risposta ai suoi tifosi, ma prima ancora a sé stessa, proprio per dimostrare che la vera squadra di Di Francesco non poteva essere quella vista in campionato e, soprattutto, quella che aveva perso amaramente in casa contro la Spal. Il riscatto è avvenuto in maniera chiara e inconfutabile, visto che i giallorossi vincendo con un rotondo 3 a 0 hanno saputo verticalizzare il gioco con una compattezza di squadra che è stata molto eloquente nel rispondere sul campo a chi ha criticato lungamente il lavoro di Di Francesco. E poi anche Dzeko si è finalmente sbloccato facendo 2 gol, qualche assist pregevole e grande spinta aggressiva anche per sensibilizzare i suoi compagni di squadra. Under ha poi chiuso definitivamente la pratica contro i russi realizzando il gol della tranquillità. Oltre a Dzeko sono stati<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>molto convincenti nel gioco di squadra, Pellegrini, El Shaarawy e De Rossi, eterna anima indistruttibile dei giallorossi. Adesso la Roma sale a sei punti in classifica scavalcando proprio il CSKA e condividendo il primato con il Real Madrid. Una posizione che fa ben sperare per il passaggio del turno,ma, soprattutto, rende vitale un ambiente giallorosso depresso e preoccupato per l’andamento della propria squadra. Adesso a Di Francesco si chiede continuità, anche nell’inculcare al suo giocatore più atteso (Dzeko) di non essere bello solo di notte. Lui, le qualità le ha proprio tutte. Deve soltanto sbloccarsi in maniera definitiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Manchesterfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNchampions-juventus-e-roma-alla-grande-1013478.htmSi100451001,02,03030247
761013473NewsSondaggiCristiano Ronaldo, colpevole o innocente?20181014115925Sondaggio di opinioni sulla vicenda CR7.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Lo spread? La legge Fornero? Il reddito di cittadinanza e la Legge Finanziaria del 2019? Macché! In questi giorni l’opinione pubblica italiana sembra porsi un unico grande interrogativo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Cristiano Ronaldo è o non è colpevole di reato di stupro?”.</b> Da qui si collegano tutta una serie di informazioni mediatiche iniziate dal quotidiano tedesco Der Spiegel, riguardanti il campione portoghese che da quest’anno è in forza alla Juventus. Secondo quanto si apprende, infatti, CR7 avrebbe commesso il reato di stupro quasi dieci anni fa a Las Vegas, in una notte di sesso con la modella <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kathryn Mayorga</b>. E allora tutti si sentono in dovere di esprimere la propria idea in una sorta di divisione tra innocentisti e colpevolisti, proprio come se ognuno avesse già le prove di quella sera, di quell’incontro, di tutto quanto sia successo tra le mura di quella stanza di albergo di Las Vegas. Tuttavia, ci sono delle leggi etiche di informazione, che nei casi di simile grave denuncia bisognerebbe mettere sempre in pratica. Noi che da sempre siamo sensibili al rispetto della deontologia e dell’etica professionale, vogliamo semplicemente trattare questo argomento così personale e delicato, come fatto di cronaca da non sentenziare ma da approfondire per conoscere e capire meglio. Le supposizioni trovano il tempo che trovano, i fatti inconfutabili e realmente accaduti, invece, ci danno la possibilità di fare un’informazione più corretta. Ed è per questo motivo che abbiamo voluto ascoltare su questo argomento alcune figure del mondo della giurisprudenza, dello sport e dello spettacolo, restando pur sempre in attesa che le indagini processuali facciano il loro corso. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Dal suo studio legale di Roma l’avvocato Fabio Viglione, grande tifoso del Torino: </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“<span style="mso-bidi-font-style: italic;">Nei confronti di Cristiano Ronaldo, come di ogni accusato, deve essere praticata la presunzione di non colpevolezza. Lo impone la nostra Costituzione e lo stato di diritto. Essere accusati non equivale ad essere colpevoli o “quasi” colpevoli. Con questo approccio culturale andrebbero vissute tutte le notizie di cronaca giudiziaria. L’unico accertamento, l’unica verifica che consente di poter misurare la fondatezza di una accusa è quella che si svolge in Tribunale, nel contraddittorio tra le parti. Dove cioè, chi è accusato può difendersi in modo effettivo dopo aver conosciuto tutti gli atti di cui l’accusa dispone. I processi sommari, quelli esibiti sui mass media, sono lontani dalla mia cultura e dalla mia sensibilità. Peraltro, la gravità dell’accusa non è direttamente proporzionale alla prova della colpevolezza. Al contrario, più le accuse sono gravi e più necessitano di prove solide e non di automatismi e scorciatoie. Ci sono, poi, più verità. E’ vero che non sempre la verità processuale si sovrappone a quella reale ma quanto meno si consente a tutti i protagonisti del processo di misurarsi in contraddittorio e con regole ben precise. Anche in relazione alla genuinità della raccolta delle prove. Chi giudica non è un giornale o una trasmissione televisiva ma un giudice terzo che ha strumenti di professionalità elevata per decidere. Il rischio da scongiurare, a mio avviso, è quello di dar forma ad una terza verità, quella mediatica che sovrascrive tutto, che anticipa tutto in modo sommario e che produce i suoi effetti a prescindere dai risultati delle sentenze definitive. Sono temi delicati sui quali si misura il tasso di sensibilità in uno stato di diritto. Se il rischio paventato si concretizza, neanche l’assoluzione più soddisfacente può restaurare i danni prodotti da una condanna mediatica anticipata. Proprio per questo ritengo che, nel rispetto assoluto del diritto dovere di informare i cittadini, si debba praticare nella coscienza individuale e collettiva un approccio orientato al rispetto della presunzione di non colpevolezza. Per tutti, senza distinzione alcuna. Tornando a Ronaldo, lo considero un grande campione che non ha commesso alcun illecito, fino a prova contraria, proprio alla luce di quanto ho premesso. Non ho alcuna simpatia per lui né tanto meno per la squadra in cui gioca attualmente, ma proprio per questo sento di dover affermare questi principi che non conoscono deroghe soggettive. Spero che nonostante Ronaldo in campo, il mio Toro possa battere i “cugini” nel derby e dare una grande gioia al popolo granata.</span>”<span style="mso-bidi-font-style: italic;"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Francesco Bellomo, regista di fede juventina</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>: “Premetto che ogni tentativo di abuso nei confronti di una donna, indipendentemente dall’entità, è un fatto di una gravità assoluta. Per quanto riguarda Cristiano Ronaldo, dubito che un personaggio pubblico con quella potenzialità di ricchezza e fama abbia necessità di fare ciò che gli è stato imputato. Credo poco a tutta questa situazione che improvvisamente, dopo tanti anni, venga fuori con tale insistenza. C’è qualcosa che non mi convince in questa onda lunga che sta portando dietro tutta una serie di cose. Penso dunque che Ronaldo non abbia avuto tutta questa necessità di contrarre un reato di questo tipo, vista la grande disponibilità di donne che ha a disposizione. Non me lo vedo come un soggetto capace di andare a interferire sulla volontà e sulla sessualità di una persona. Qualcuno ha pure insinuato un complotto a discapito della Juventus, della sua immagine e dei suoi interessi economici? Penso che in tutta questa storia ci sia sicuramente qualcosa di poco chiaro, tuttavia, non parlerei di complotto ma di qualche azione di disturbo premeditato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Franco Causio, ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana:</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> “Non posso dire nulla su tutta questa storia, in quanto bisognerebbe sapere bene come sono andate realmente le cose. Non sono problemi miei. Ronaldo saprà risolvere sicuramente i suoi. Non mi sento di dare giudizi frettolosi, perché non sarebbe corretto. E poi devo capire bene cosa sia successo veramente. Esprimersi su certe cose è difficile e anche molto delicato. Meglio parlare di calcio giocato ”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Antonio Cabrini ex Juve e campione del mondo nel 1982:</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> “Desidero non parlare di questo argomento perché lo ritengo un fatto personale. Ronaldo saprà bene come risolverlo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Ombretta Cantarelli, moglie dell’attore siciliano Gianfranco Jannuzzo. Ama il cinema, il teatro, la musica e soprattutto l’Inter:</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> “Mi è difficile potere dare un giudizio su questa storia, perché in questo periodo di queste situazioni ne succedono parecchie. Cristiano Ronaldo è un personaggio molto importante, un bellissimo ragazzo, per cui non credo abbia problemi di donne. E’ possibile che questa ragazza che all’epoca aveva 24 anni ed era una modella, gli abbia detto di no. Questo, allo stato attuale dei fatti, non è ancora chiaro. Tuttavia, mi fa pensare la tempistica così ritardata nel denunciare un fatto che risale a quasi dieci anni fa. Se subisco una violenza contro la mia volontà, la prima cosa che faccio è denunciare immediatamente chi mi ha fatto del male. Dunque, al momento mi riesce davvero difficile potere schierarmi pro o contro Cristiano Ronaldo. Aspetterei l’evolversi delle indagini, perché oggi ci sono troppi punti interrogativi che attendono ancora una risposta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-mayorga-ronaldo.jpgSiNcristiano-ronaldo-colpevole-o-innocente-1013473.htmSi100451001,02,03030371
771013470NewsCampionatiTempi di stupri, vendette e richieste di risarcimento.20181006175333Cristiano Ronaldo accusato di stupro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ l’escamotage dei tempi moderni, una sorta di attenta analisi su come rovino la tua immagine pubblica e mi faccio conoscere dal mondo. Una storia cominciata tanto tempo fa nell’ambiente dello spettacolo, proseguita con Weinstein, Asia Argento e continuata poi anche con Jimmi Bennet. Ma non sono purtroppo i soli casi a tenere vivo l’interesse dell’opinione pubblica. Sì, perché ogni giorno l’informazione ci ragguaglia su ulteriori fatti concernenti questo squallido reato. E adesso ci si è pure messo il caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale il 13 giugno 2009 in un albergo di Las Vegas avrebbe stuprato la 25enne <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kathryn Mayorga</b>. Ma questa denuncia è davvero fondata? Molti sono i punti oscuri della vicenda e troppe cose sono ancora sotto analisi da parte della magistratura, tuttavia, nell’attesa dei vari possibili processi che chiariranno meglio questa specifica situazione di reato, ci viene da riflettere su alcune domande. Perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kathryn Mayorga</b> ha denunciato il caso pubblicamente 9 anni dopo il presunto stupro di Ronaldo? E perché come lei afferma in quel giugno 2009 a Las Vegas fece presente alla polizia del luogo l’avvenuto stupro senza dare il nominativo del presunto stupratore? Il quotidiano tedesco Spiegel racconta che pochi mesi dopo lo stupro, la Mayorga accettò l’equivalente di 260.000 euro da Ronaldo per non parlare più di quanto fosse successo. Insomma, la questione è molto ingarbugliata e necessiterà sicuramente di un lungo periodo di tempo per fare emergere tutta la verità. Intanto CR7 ha pubblicato 2 messaggi su Twitter negando le accuse nei suoi confronti e dicendo di avere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“la coscienza pulita”.</b> Il popolo bianconero e la Juventus lo difende dichiarando: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Le vicende asseritamente risalenti a quasi dieci anni fa, non modificano questa opinione condivisa da chiunque sia entrato in</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">contatto con questo campione”.</b> Tuttavia, due grandi sponsor di Ronaldo hanno espresso posizioni più caute su quanto è successo. Sia la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nike</b> (azienda di vestiti sportivi) che la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ea Sport</b> (azienda di videogiochi) si dichiarano profondamente preoccupate di queste accuse allarmanti e non smetteranno di seguire da vicino la situazione. Il rapporto con la Nike parla di un contratto di sponsorizzazione di 1 miliardo di dollari (circa 870 milioni di euro), non proprio noccioline che potrebbero andare in fumo qualora CR7 realmente fosse ritenuto colpevole di stupro. Ma il punto da analizzare attentamente, secondo noi, è questo continuo ripetersi di attacchi di stupro da parte di persone legate allo spettacolo che in qualche modo attraggono l’attenzione dell’opinione pubblica per farsi pubblicità gratuita. Senza nulla togliere al desiderio di verità che soltanto la magistratura potrà sentenziare in tempi presumibilmente biblici, ci viene il sospetto che certe denunce di stupro siano diventate ormai una sorta di ripetitivo reato in una società che sempre più si rivolge al malcostume per apparire dal nulla e farsi pubblicità. Troppo facile per donne e uomini che hanno fatto sesso con personaggi pubblici importanti, denunciare lo stupro per uscire fuori da un anonimato che t’infastidisce in un mondo in cui se sei nessuno non vali nulla. E’ il vero problema di una società che pone in prima analisi la deriva dei valori e non fa distinguo tra il bene e il male. Apparire è meglio che essere e a tutti i costi, senza alcun ripensamento, rovino la tua immagine, la tua vita e mi arricchisco di pubblicità. Sarà così anche per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kathryn Mayorga</b> che (se è vero) ha vissuto una storia di sesso con il calciatore più forte del mondo e poi lo ha accusato di stupro? Chissà! Attendiamo gli sviluppi della vicenda.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNtempi-di-stupri-vendette-e-richieste-di-risarcimento-1013470.htmSi100451001,02,03030183
781013468NewsCoppeJuventus priva di CR7 e colma di Dybala20181003144642Tre gol dell`argentino in Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tre gol, un palo e si è pure procurato un rigore non dato dall’arbitro. La Juve di Champions contro lo Young Boys si può riassumere così. Tanto Dybala e poco valore tecnico degli avversari. Proprio nella serata in cui spiccava l’assenza di Cristiano Ronaldo, fuori per un turno di squalifica, ecco emergere quel Paulo Dybala tanto atteso da tutto l’ambiente bianconero. Ma la partita che ha dato modo alla Juventus di balzare in testa alla classifica a punteggio pieno, è stata un valido motivo per verificare una squadra che all’apparenza può sembrare Ronaldo dipendente, ma che in realtà ha una sua immagine ben precisa dal punto di vista tecnico e tattico. Molte sono le soluzioni a disposizione di Allegri che gongola di soddisfazione nel potere godere di una grande varietà nella qualità tecnica. Note liete di una squadra costruita per vincere la Champions League, azzerando il gap per lunghi anni esistente in campo internazionale tra la Vecchia Signora d’Italia e le altre potenze europee. Dall’organizzazione societaria, al bilancio, al merchandising, alla parte tecnica, la Juventus ha imboccato la strada giusta e innestato la marcia necessaria per conquistare il trofeo più ambito in Europa. Dicevamo della squadra senza Ronaldo. Ebbene, contro i mediocri svizzeri dello Young Boys, la Juventus ha provato alcune novità e trovato un Federico Bernardeschi sugli scudi per intelligenza tattica,tecnica sopraffina, capacità di adattarsi a più ruoli e mettersi al servizio della squadra. L’ex viola è la nota più lieta tra le tante di questa Juventus. Impiegato da Allegri come trequartista, Bernardeschi ha fatto vedere quanto sia ampio il suo bagaglio tecnico nell’interdire, costruire e finalizzare il gioco d’attacco. Come esterno o come centrocampista spostato più al centro, Bernardeschi è diventato un punto di riferimento insostituibile nel gioco della Juventus. Esattamente come si è espresso Paulo Dybala che uscito finalmente da quella empasse che lo ha sminuito negli ultimi periodi, ha ritrovato quei numeri tecnici che fanno di lui un campione vero. Ecco, diremmo che la sostanza posta in analisi dalla seconda partita di Champions della Juve, si possa sintetizzare con la certezza di una Juve non dipendente da Cristiano Ronaldo ma con una sua fisionomia ben precisa, con la ricchezza di poter diversificare il suo assetto tattico senza sentirsi orfana di nessuno. E’ la forza di una squadra e di una società che ha le idee chiare,che sa quel che vuole e che studia sempre il modo per essere all’avanguardia delle nuove idee che portino sempre a vincere per scrivere le pagine indelebili della propria storia. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNjuventus-priva-di-cr7-e-colma-di-dybala-1013468.htmSi100451001,02,03030234
791013465NewsCampionatiLa Juventus di Bernardeschi20180924093929Il 24enne di Carrara sbalordisce per la sua improvvisa maturazione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi pensava alla Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> si trova inaspettatamente ad ammirare la crescita esponenziale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Federico Bernardeschi</b>. In una Juventus che marcia a punteggio pieno ma che latita nel gioco, questo 24enne di Carrara è in grado di accollarsi sulle spalle la squadra, prendersi delle responsabilità da vero campione e tamponare le macroscopiche magagne di una Juventus strapiena di campioni che vincono e annoiano. Evidentemente la Vecchia Signora ha preferito fin dall’inizio optare sempre per la vittoria come il senso di ogni cosa. Il gioco? Beh quello verrà! Chissà come, chissà quando! E nell’attesa ci si affida a Bernardeschi. Ma l’avete visto cos’è in grado di fare e come cambia la Juventus quando Allegri si decide a farlo entrare in campo? Avete visto la prelibatezza dei suoi tocchi con la suola della scarpa, i dribbling, la velocità che imprime in ogni azione e la capacità di verticalizzare il gioco di una Juve che in maniera sonnolenta e farraginosa propone sempre idee monotematiche, costruite su un gioco elementare? Migliaia di passaggi sull’esterno ad Alex Sandro, che arranca con la bava alla bocca, arriva in fondo alla sua sinistra e crossa spesso in chiara difficoltà di ossigeno. Azioni ripetute e stucchevoli, cui anche l’avversario più sprovveduto sa prevedere. Ma dov’è la fantasia se ci si affida sempre a giocatori di quantità che garantiscono interdizioni ma non costruzione di gioco? E così anche a Frosinone la Juve ha sofferto e ci sono voluti ben 80 minuti di partita per sbloccare uno squallido 0 a 0 che avrebbe fatto comodo ai padroni di casa, i quali hanno fatto la loro onesta partita, disponendosi tatticamente a cercare di inibire il gioco della Juve. Ma di queste situazioni quest’anno ne vedremo tante, perché è legittimo per ogni avversario di livello inferiore, affrontare i bianconeri come se fosse la loro partita della vita. Dunque, il problema non sta nell’avversario che si chiude a riccio e cerca di non darti modo di mettere in luce il divario tecnico, ma sei tu, Juventus, che devi imporre il tuo gioco attraverso le idee e la qualità dei tuoi campioni. Ad oggi tutto questo non si è visto, nonostante la Juventus sia corsara e viaggi a punteggio pieno. Ma basta tutto questo a una compagine che tra il campo e la panchina ha due squadre che possono vincere scudetto e coppa? Per il momento la fantasia non c’è e il vero gioco del calcio è racchiuso nei sogni di chi vorrebbe spellarsi le mani per applaudire CR7, Dybala e compagni. Ma per fortuna c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b>, il vero Cristiano Ronaldo della situazione!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-bernardeschi.jpgSiNla-juventus-di-bernardeschi-1013465.htmSi100451001,02,03030153
801013463NewsCoppeIl lato umano di Cristiano Ronaldo.20180920094118La riflessione sul campione più osannato del mondo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Persone. Questo ci insegna la vita. Ognuno con la sua storia, ognuno con le proprie fragilità umane. E chissà quante volte abbiamo pensato come possa essere la vita di chi è ricco, di chi non ha problemi economici di sorta e il mondo gli si spalanca davanti senza preclusioni di sorta. Fantasie che ci assalgono come sogni che non realizzeremo mai, perché ricchi, famosi e potenti non lo saremo in nessun caso. E allora ci limitiamo a immaginarci tanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> per la sua bravura calcistica, per la fortuna che ha avuto nella vita, per la sua immensa popolarità, per la sua ricchezza che confonde anche il nostro limite nel saper contare esattamente gli svariati milioni di euro che guadagna questo grande campione della pelota mondiale. Eppure, c’è sempre quel lato umano che spesso sfugge volutamente per quella superficialità che limita l’idea di andare in profondità delle cose. E così siamo abbagliati dai gesti tecnici sopraffini di CR7, dalla sua facilità nel saper trattare il pallone nel saltare l’avversario, nel fare gol a grappoli. Tutto ci appare come magia. Ma non è così, perché spesso questo campione tanto osannato suscita simpatie da vendere e qualche antipatia dovuta proprio a certi atteggiamenti da superman. Tuttavia, alla base di tutto resta sempre l’uomo, la persona che è al centro di ogni cosa. Guardando la prima partita di Champions League che la Juventus ha giocato in terra spagnola contro il Valencia, ci sono stati diversi spunti di riflessione che ci hanno distolto per un attimo dalle considerazioni puramente tecniche. Al 29’ del primo tempo, infatti, l’arbitro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brych</b> decide di espellere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> per un contatto a palla lontana con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Murillo.</b> Il labiale dell’addizionale di linea dice all’arbitro che il portoghese, dopo avere dato un calcetto con il piede sinistro sulla gamba destra del colombiano, deve essere espulso per aver tirato i capelli all’avversario. E’ il primo cartellino rosso per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> in Champions League, una punizione eccessiva immortalata dalle telecamere che impietosamente si soffermano sul viso in lacrime del portoghese, il quale in maniera disperata urla: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non ho fatto niente”.</b> Tenuto conto che il fallo di ingenuità c’è stato, da regolamento sarebbe stato opportuno che l’arbitro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brych </b>l’avesse sanzionato con un cartellino giallo e non con una espulsione apparsa a tutti inconcepibile. Tuttavia, a prescindere dai fatti tecnici dovuti a una Juventus che rimasta in dieci uomini è riuscita ugualmente a vincere la partita con due reti messe a segno su rigore da Pjanic, restano emblematiche le lacrime di delusione di CR7 che hanno fatto il giro del mondo. Il gesto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> era da considerarsi come una vera e propria ingenuità e non come una condotta violenta; di questo non ci sono dubbi. Ma il punto che ci ha fatto riflettere, sono state le lacrime di un giocatore che ha saputo mostrare tutta la sua fragilità di uomo, proprio a noi che siamo abituati a considerarlo immune da fatti legati alle corde dell’anima. Quelle immagini di pianto dettate dall’ingiustizia avranno colpito anche i figli di CR7, i quali, come tutti noi, non sono abituati a vedere in lui un papà con la manchevolezza della forza, del coraggio dettato anche da uno strapotere economico che innalza sempre una grande quantità di autostima e sicurezza. Un papà pieno di muscoli, attento sempre all’immagine per fare sfoggio della sua bellezza fisica e dei suoi immensi interessi extra calcistici. Ma c’è anche un papà, (quel papà), che sa svestirsi pubblicamente di certe esteriorità che l’hanno reso famoso. E’ il marziano che si fa uomo. E chissà se anche il suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristianinho</b> che gioca nei pulcini della Juventus, vedendo tutto ciò che è successo a papà in campo a Valencia, non l’abbia ammirato ancor di più della sua bravura nel fare gol, dribbling e tutto ciò che fa grande un vero campione di calcio. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Valenciafl0711fl0711foto-cr7-che-piange.jpgSiNil-lato-umano-di-cristiano-ronaldo-1013463.htmSi100451001,02,03030289
811013460NewsEditorialeLa superficialità del calcio.20180906194215Il comune pensiero degli italiani su CR7 a secco di gol.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ronaldo si, Ronaldo no. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ma perché non segna ancora CR7? No, vedrai che quest’anno se li sogna i gol che faceva in Spagna. In Italia il calcio è diverso”.</b> Sono i commenti di un quotidiano calcistico nazionale che spesso verte sulla superficialità di pensiero. Tu perché sei juventino e tu perché fai il tifo per altre squadre e godi all’idea che questo fenomeno portoghese acquistato quest’estate, possa rappresentare il flop della Vecchia Signora d’Italia. Non è così. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> ha bisogno di ambientarsi, di entrare negli schemi della sua nuova squadra ed ha anche bisogno di conoscere volta per volta gli avversari, prendere le dovute misure e capire con il cervello come superare l’ostacolo delle marcature strettissime. Chi pensava inizialmente che il suo arrivo alla Juventus rappresentasse una immediata passeggiata con gol a bizzeffe, probabilmente non ha tenuto conto che anche i fenomeni nel calcio non giocano da soli, anche se rappresentano la fondamentale differenza. C’è poi da considerare l’alta professionalità di questo indiscusso campione 33enne, il quale si allena con sistematico impegno e maniacale voglia di raggiungere sempre la perfezione del tono muscolare e mentale. Alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Continassa di Torino</b> lo sanno, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> è il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andare via. E anche in questi giorni in cui le attenzioni sono deviate verso le varie Nazionali che incominciano il percorso di qualificazione agli Europei, lui, il fenomeno portoghese, continua a lavorare sodo per farsi trovare al top alla ripresa del campionato contro il Sassuolo. Un campione che potrebbe vivere di allori conquistati, che potrebbe far finta di apparire e non essere, non si accontenta di ciò che è stato ma vuole migliorarsi attraverso il sudore, la corsa, gli esercizi impartiti dall’allenatore e poi continuati per proprio conto. Con o senza palla tra i piedi, Ronaldo è uno spettacolo esemplare nella ricerca continua della forma fisica e mentale. </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span lang="EN-US" style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-ansi-language: EN-US;'>“Two worlds only: Hard work” – “Solo due</span></b><span lang="EN-US" style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-ansi-language: EN-US;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">parole: Lavoro duro”.</b> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Così scrive CR7 su Instagram. Un post <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>che in meno di un’ora ha raggiunto quasi un milione e mezzo di like. Lavoro sul possesso palla, piuttosto che potenziamento muscolare, forza fisica e cambio improvviso di direzione del pallone. Ronaldo non si ferma mai, perché sa che la Juventus tra il 16 settembre e il 6 ottobre (data in cui ci sarà la seconda sosta stagionale) sarà impegnata 5 volte in campionato e 2 in Champions League. Ebbene, se traduciamo tutto questo metodo responsabile di gestire la professione del calciatore moderno in un mondo in cui la ricchezza, la notorietà e tante altre cose che potrebbero deviare il senso di uno sport che ti dà molto ma sa essere anche spietato con chi vive di rendita, allora possiamo dire che il lavoro duro e costante alla lunga paga anche chi ha 33 anni come CR7 e una luminosa carriera alle spalle. Il gol arriverà e ne arriveranno anche tanti, a dimostrazione di una serietà e una correttezza professionale che va oltre i suoi lauti compensi che lo potrebbero distogliere da certi importanti obiettivi personali ancora da raggiungere. In fondo, tutto l’entourage bianconero l’ha voluto non solo per vincere la Champions, ma anche per quel suo modus operandi che ben si allinea allo storico stile Juventus di agnelliana memoria. Si rifletta su questo punto che secondo noi non è assolutamente da sottovalutare. Un gol può essere importante e anche banale. Comunque, in un caso o nell’altro si dia spazio alla profondità di pensiero, minimizzando quella latente superficialità che aleggia da sempre nel mondo del pallone.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNla-superficialita-del-calcio-1013460.htmSi100451001,02,03030174
821013458NewsEditorialeLa Serie A indossa la maglietta “Genova nel cuore”.20180826161941Quando il pallone tende la mano con un gesto di solidarietà.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si può accorrere festanti allo stadio per una gara di calcio, vedere giocare i propri beniamini ed emozionarsi per un gol fatto o subito, ma ci si può anche attraverso il pallone addentrarsi in sentimenti profondi che sanno di solidarietà e di rispetto verso vittime innocenti di questa nostra vita in cui l’uomo resta l’unico vero responsabile di ogni cosa. E allora se è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> o qualsiasi altro calciatore o tifoso a esporre la maglietta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Genova nel cuore”,</b> poco importa al cospetto di ciò che è il grande significato del gesto. E così Genoa e Sampdoria oggi si stringono alla propria gente nello stadio, dove una volta tanto il pallone non ha il solo significato della vittoria a tutti i costi. Certo, si gioca per il campionato e per gli interessi che toccano le due società, tuttavia, in questo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Genova nel cuore”</b> c’è poco di genoano, poco di doriano e molto di genovese. Oggi nello stadio Ferraris di Genova, la curva rossoblù starà in silenzio per i primi 43 minuti di gioco. Già 43, come il numero dei morti di quella tragedia causata dal crollo di un’ala del ponte Morandi. Un silenzioso messaggio che è l’eloquente ringraziamento a Genova e a tutti i genovesi che si adoperano ancora oggi per dare una mano alle persone e alle famiglie colpite dal lutto e dal dolore. E’ un pallone che ci piace, questo, un pallone che sa di vita prima ancora di squallidi e stratosferici interessi economici. In fondo il calcio è un incontro tra persone. Ognuno con la propria storia, con le proprie fragilità, con i problemi legati a una quotidianità non sempre facile da vivere e che tramite la passione per la propria squadra di calcio sa anche unirsi nel momento del bisogno. Al di là di ogni colore sportivo e oltre qualsiasi ruggine e antipatia calcistica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Genovafl0711fl0711genova-nel-cuore.jpgSiNla-serie-a-indossa-la-maglietta-genova-nel-cuore-1013458.htmSi100451001,02,03030174
831013457NewsCampionatiSeconda gara di campionato. Vincono Juve e Napoli.20180826153522Juve e Napoli già in testa alla classifica.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus – Lazio = 2 a 0. Gol di Pjanic al 30’ e di Mandzukic al 75’</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> non ha segnato, non è un caso. La Juventus di Allegri è una Ferrari tirata a freno, quasi sminuita della sua grande potenzialità tecnica che non riuscire a trovare né trame di gioco, né capacità di imporsi all’avversario. La Juve vince e non convince, così com’era successo una settimana fa a Verona contro il Chievo, anche all’Allianz Stadium nella sua prima partita casalinga, la Vecchia Signora ha svolto il compitino dei sufficienti in maniera risicata. Trascinati dall’euforia generale in uno stadio sold out che non è più una notizia, la squadra di Allegri si è disposta in campo con un 4-3-3 iniziale che in realtà si è poi materializzato con un 4-4-1-1 per effetto di un Mandzukic che vera punta non è più da tanto tempo e un Bernardeschi le cui caratteristiche tecniche secondo noi, dovrebbero essere sfruttate più da mezz’ala piuttosto che da esterno. Così, a conti fatti, l’unico vero attaccante è stato CR7 il quale è apparso spesso solo. Riteniamo che questo fenomeno di giocatore debba essere supportato maggiormente dai compagni di reparto e servito a dovere. Questo non è stato a Verona e neanche a Torino. Il suo continuo scattare velocemente deve essere concepito e supportato da meccanismi perfetti che prevedono passaggi precisi e soprattutto tempestivi. E invece la Juve, soprattutto all’inizio del secondo tempo, invece di fare il proprio gioco e chiudere la partita, si è preoccupata di disporsi in maniera bassa per contenere una Lazio che con il suo 3-5-1-1, ha subito pensato di limitare i danni. Certo, ci rendiamo conto che siamo solo all’inizio e che Max Allegri stia cercando di capire come guidare questa Formula 1 che la società gli ha consegnato, tuttavia, prescindendo dallo stato atletico e fisico che a questo punto della stagione non può logicamente essere eccelso, ci lascia interdetti questa forma mentale che verte più sulla preoccupazione dell’avversario di turno, piuttosto che realizzare la consapevolezza della propria forza tecnica. Durante tutta la partita abbiamo visto molti errori, passaggi sbagliati, poco movimento senza palla (l’unico è stato CR7), mancanza di gioco sugli esterni (migliorato un po’ con l’ingresso in campo di Douglas Costa) e poi troppi lanci lunghi a saltare il centrocampo, che sono state immancabili prede dell’avversario. Insomma, Allegri deve lavorare molto su questa squadra, diminuendo magari quel tentativo di smorzare i facili entusiasmi dell’ambiente. Giusta la saggezza riguardante la scontatissima frase fatta, in base al quale contro la Juve tutte le squadre giocano la partita della vita, tuttavia, è assolutamente necessario rinforzare un’autostima che non vuole essere presunzione ma consapevolezza nei propri mezzi. Se questa Juve è stata costruita per vincere tutto, perché la squadra di Allegri con cotanto fenomeno in campo e una straordinaria panchina da vertice alto, continua a preoccuparsi dell’avversario piuttosto che dare prova di un gioco e di un’identità che non ha? Per quanto riguarda la Lazio di Simone Inzaghi abbiamo notato un’involuzione di gioco rispetto allo scorso campionato. Troppo solo è apparso Immobile in attacco e Milinkovic Savic non riesce a fare quella differenza che si richiede a un campione della sua levatura. Anche Inzaghi ha molto da lavorare, sperando che resti fuori dalle polemiche con il presidente Lotito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Milan 3 a 2. Gol di Bonaventura al 15’, Calabria al 49’, Zielinski al 53’ e 67’, Mertens all’80’.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche il Napoli di Carletto Ancelotti vince la sua seconda partita di campionato e si trova in testa alla classifica ribattendo la vittoria della Juventus. Alla vigilia questo match era stato presentato come il confronto tra il maestro (Ancelotti) e l’allievo (Gattuso), ma sul campo ci si è resi conto che sono sempre i calciatori che destinano i risultati di una partita. Andati sorprendentemente in vantaggio con Bonaventura e Calabria, i rossoneri di Gattuso si sono sciolti come neve al sole dopo il primo gol di Zielinski. Sembra quasi un delitto questa sconfitta del Milan che ha mandato in malora un inizio di partita scoppiettante a discapito di un Napoli che ha subito uno strano blackout iniziale. Ma questo Napoli ha il merito di averci creduto fino alla fine, trasportato da un pubblico che come da copione ormai consumato ha fischiato il “core ingrato” Higuain, presentatosi al San Paolo con un’altra maglia. L’argentino non ha brillato, ma ha l’attenuante di doversi ancora ambientare nel gioco di squadra voluto da ringhio Gattuso. Ma la rimonta strepitosa del Napoli sul Milan ha due verità: la forza di non demordere mai della squadra di Carletto Ancelotti e la mancanza di carattere del Milan di Gattuso che, naturalmente, è stato penalizzato dal fatto di non avere potuto giocare la prima di campionato per i noti fatti accaduti a Genova. Comunque, c’è da dire che l’emozione e il tifo trascinante del popolo partenopeo è stata la chiave del successo di un Napoli che ha alternato cose buone ad altre meno interessanti, tra difesa, centrocampo e attacco. Il Milan dal canto suo deve invece recitare un “mea culpa” grandioso che serva da lezione per i tanti impegni che verranno.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNseconda-gara-di-campionato-vincono-juve-e-napoli-1013457.htmSi100451001,02,03030156
841013455NewsCampionatiCR7, il fenomeno che rivoluziona ogni cosa.20180822175223Inebriarsi di Cristiano Ronaldo. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da quando è arrivato a Torino, ha cambiato persino il modus vivendi degli juventini abitanti nell’antica città sabauda. E persino quel fascino discreto di nobile ex capitale d’Italia, è stato sostituito dal vociare squillante verso il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> che tutti vogliono vedere per un selfie, un autografo con dedica da apporre sulla maglia bianconera appena acquistata. Basta solo un attimo, un secondo capace di ripagare ore d’attesa sotto il sole cocente d’agosto dietro le sbarre che delimitano il passaggio dei calciatori. E’ la ronaldomania che imperversa nelle strade, nei bar, nei ritrovi, tra le bancarelle dei mercati, nelle piazze e, soprattutto, in quella zona “Continassa” diventata ormai il quartier generale della Juventus. E persino il lento fluire del Po sembra agitarsi improvvisamente nella zona sottostante la Gran Madre, proprio in quello spicchio di collina che lascia intravvedere in lontananza la villa ottocentesca riservata a lui, il CR7 che racchiude i sogni di tutti, grandi e bambini, uomini, donne e famiglie che non avranno mai l’opportunità di firmare la centomillesima parte dei ricchissimi contratti di questo ragazzo portoghese che ha fatto la sua fortuna con il pallone tra i piedi. E lui dichiara parole d’amore verso la Juventus, la città di Torino e tutti gli juventini cui vuole regalare quella Champions tanto ambita e spesso sfuggita per quell’attimo che sa di destino avverso. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La Juventus è uno dei top team al mondo e sono molto contento di essere qui. A Torino mi sono ambientato bene e sono felice. La squadra è forte e sono sorpreso in positivo”.</b> Dette così sembrerebbero frasi fatte, quasi un canovaccio da recitare ogni qualvolta si cambi maglia, squadra, città e si deve pagare lo scotto delle apparenze che nascondono il proprio essere. Ma lui, il CR7, il Cristiano Ronaldo plurivincitore di coppe, trofei e palloni d’oro, sembra davvero sincero quando ricorda il suo bellissimo gol in Champions, segnato alla Juve in rovesciata: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Posso solo dire che spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza, diciamo che quel che ho visto mi ha facilitato. Dispiace aver segnato contro la mia attuale squadra, ma adesso appartiene al passato. Credo che quello sia stato il gol più bello della mia carriera e sono rimasto senza parole quando ho sentito gli applausi dell’Allianz Stadium. Non mi era mai successo. Naturalmente voglio vincere questo trofeo anche con la Juve. Ce la metteremo tutta, ma non deve essere un’ossessione. Importante è avanzare il più possibile in Champions League”.</b> Parole che sembrano vere e magari lo sono pure, ma siamo sicuri che se la Juve non avesse imbottito di milioni di euro questo grande campione della pelota internazionale, difficilmente sarebbe arrivato a Torino tra le fila della Vecchia Signora d’Italia. Non vogliamo certamente fare il processo alle intenzioni per sminuire un arrivo così ampiamente voluto dalla famiglia Agnelli e da tutto il mondo Juve. CR7 è un grande apportatore di interessi economici che si moltiplicano a dismisura e a beneficio di chi se ne è assicurato le sue prestazioni. Tutti parlano di lui, tutti lo sognano, tutti vorrebbero toccarlo per attingere un po’ di quella fortuna che lui ha avuto nella vita. E’ legittimo! E poi non costa nulla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNcr7-il-fenomeno-che-rivoluziona-ogni-cosa-1013455.htmSi100451001,02,03030162
851013452NewsCalciomercatoQuando il calcio riserva storie di destini incrociati.20180802181253Quante domande si sono fatte in questa strana operazione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso positivamente il maxi affare tra Milan e Juventus che ha coinvolto Higuain, Caldara e Bonucci. Una storia di destini incrociati tra società, ma anche di due calciatori e di un terzo (Caldara) che è stato coinvolto per chiudere una situazione che rischiava di trascinarsi per le lunghe. La Juve più del Milan aveva bisogno di chiudere la trattativa per sistemare un Higuain, il cui contratto oneroso dopo l’arrivo di Ronaldo pesava in maniera eccessiva sui bilanci della stessa Juventus. Attenta a non creare una minusvalenza, la società della Continassa non è riuscita a non fare entrare nella trattativa Caldara, il giovane difensore dell’Atalanta che ha avuto appena il tempo di fare qualche allenamento in casa Juventus. Intanto, l’arrivo di Bonucci a Torino è stato accolto con molta freddezza. Pochi, sparuti tifosi si sono visti all’aeroporto di Caselle, manifestando un chiaro segnale d’insofferenza per il suo ritorno in casa bianconera. Infatti, ancora adesso c’è chi non capisce il significato di un ritorno quasi ossessivo, che si è manifestato nella volontà del difensore e della stessa società del presidente Andrea Agnelli. Troppi dissidi tra Allegri e Bonucci avevano consigliato le parti a lasciarsi più o meno di comune accordo, seguendo ognuno la propria strada. Molte sono state le polemiche durante l’incontro della scorsa stagione tra Juve e Milan all’Allianz Stadium, in cui Bonucci dopo avere segnato un gol alla sua ex squadra ha esultato in maniera ritenuta eccessiva. E si sa che i tifosi di ogni squadra non sono mai propensi a perdonare certi atteggiamenti ritenuti eccessivi, anche nel momento più adrenalinico di un gol fatto contro l’ex squadra. Ma queste sono storie di tifoserie le cui manifestazioni eccessive sono spesso legate a momenti idealizzati piuttosto che razionalizzati. Certo, prima o poi si chiarirà tutto questo ritorno di fiamma tra Leonardo Bonucci, la Juventus e Allegri, anche se intanto rode forse anche più del suo ritorno, la cessione di un giocatore elegante, giovane, tecnicamente bravo come Caldara, che avrebbe potuto segnare un importante percorso di crescita definitiva nella Juve, anche in considerazione della cessione di Rugani. Insomma, la Juve ci ha insegnato storicamente a non sbagliare mai (o quasi mai) le sue scelte, ma questa volta ci appare davvero difficile capire questa scelta impopolare. Certo, il Milan voleva Higuain e la Juve aveva bisogno di disfarsene per ovvi motivi economici, ma perché si è insistito a definire questa operazione con il Milan e non con il Chelsea? E perché si è acconsentito a Leonardo, di essere inamovibile sull’inserimento di Caldara in quest’operazione? Forse tutto è nato dalla strana voglia di Bonucci che d’accordo con la Juve ha voluto riappacificarsi in un ritorno inaspettato? C’è qualcosa di strano in tutta questa storia, qualcosa che non convince appieno e che probabilmente verrà a galla strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNquando-il-calcio-riserva-storie-di-destini-incrociati-1013452.htmSi100451001,02,03030385
861013451NewsEditorialeQuanta attenzione per CR7, ma adesso non si sta esagerando?20180730184221La CR7mania che fa perdere la testa a tutti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da quando si è appreso dell’arrivo alla Juventus di Cristiano Ronaldo, si è scatenato il delirio attorno a lui. L’attenzione è continua e persino esagerata verso un calciatore che se pur rappresenti il meglio del calcio mondiale con annessi interessi economici di straordinaria portata, non giustifica tutto questo seguito mediatico di esorbitante portata. Una villa megagalattica sulla collina di Torino, jeep in regalo e ogni confort per lui e la sua famiglia al seguito, CR7 si sente un dio incontrastato. Ovvio persino il suo altezzoso comportamento che se umanamente è ingiustificato, dal punto di vista di tutto questo clamore creato attorno a lui diventa pure legittimo. Ieri ad attenderlo a Caselle fin dalle nove del mattino, si è assiepata una nutrita schiera di tifosi per assistere al suo arrivo a Torino. C’era chi aveva portato la maglietta della Juve sperando di avere una sua dedica, chi ha sfidato la torrida canicola estiva attrezzandosi di bevande, cellulari, cappellini e occhiali, e c’era pure chi aveva in mano il proprio IBAN per chiedere un aiuto in denaro. A lui, a quel CR7 che appare come un marziano che sceso sulla terra per giocare a calcio con la maglia della Juve, sta rivoluzionando l’intero sistema della pelota italiana. Certo che questa mega accoglienza riservata soltanto ai capi di Stato, riserverà grandi riflessioni sociali su un mondo del calcio che resta sempre più lontano dalla logica quotidiana di chi vive una vita “normale”, aggrappandosi persino al fatuo sogno di potere vedere da vicino com’è fatto uno che non sembra neanche umano. 30 milioni di euro l’anno per 4 anni di contratto = 120 milioni di euro. Senza pensare tutto il resto che significa introiti d’immagine, sponsor, premi partita e tanto altro. La sicurezza intorno a lui sarà sempre numerosa e assistita da veri professionisti del mestiere, capaci di accompagnarlo dalla sua splendida dimora in Strada San Vito sulla bellissima collina di Torino, alla Continassa per gli allenamenti quotidiani. Almeno in questo senso siamo contenti che la sua presenza dia lavoro a chi per proteggerlo, guadagni magari 1.000 euro al mese con tutti i rischi del mestiere. Siamo solo all’inizio e chissà cosa sarà in seguito. Intanto l’extraterrestre è appena approdato a Torino tra noi comuni mortali. Come reagirà la nobile, riservata città sabauda a tutto questo clamore inaspettato? E l’Italia, Paese di eterni problemi politici, sociali, economici, che si arrabatta tra populismi e demagogiche promesse di un lavoro che non c’è. Gli basterà sapere cosa mangia, come vive, come sa entusiasmare Cristiano Ronaldo attraverso i suoi gol, il popolo bianconero della Vecchia Signora d’Italia? Ah, se bastasse solo tutto ciò per risolvere i veri problemi di questo nostro Paese allo sbando. Saremmo pronti persino ad aumentare ancor di più l’ingaggio a questo nuovo numero 7 da sogno, che la Juventus ha acquistato per vincere tutto e di più!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNquanta-attenzione-per-cr7-ma-adesso-non-si-sta-esagerando-1013451.htmSi100451001,02,03030183
871013449NewsCalciomercatoChe accoglienza per Cristiano!20180717180357CR7 al centro dell`interesse mediatico<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In questi giorni di calciomercato c’è soltanto un interesse a dettare la curiosità di milioni di tifosi della pelota italiana: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’arrivo alla Juventus di Cristiano Ronaldo</b>. Ogni suo passo, ogni suo piccolo spostamento è stato monitorato dal corpo di sicurezza e dai tantissimi tifosi accorsi all’evento dell’anno. C’è chi gioisce e sente vicina ogni vittoria per la Juve (in primis la conquista della tanto sospirata Champions), c’è chi rosica per l’invidia e c’è pure chi s’inventa macumbe e malefiche fatture, affinché questo tanto declamato arrivo di Cristiano in Italia risulti un insuccesso. E allora si fa appello alla sua età (33 anni) e ad un contratto quadriennale che tocca i 120 milioni di euro, per dire che anche per i campioni come lui non si possa andare contro natura. Ma lui, il CR7 della Juventus, in una sala stampa gremita di 200 giornalisti provenienti dalle più disparate nazioni del mondo, affronta la conferenza stampa con tante parole ma con un unico focus: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ho scelto la Juventus per vincere e continuare la mia carriera”.</b> E’ la sicurezza di un personaggio che sa ancora di potere dare tanto, grazie a una condizione psico – fisica davvero invidiabile. Infatti, più di una volta ha ribadito che lui si sente diverso dai suoi colleghi, i quali alla sua età preferiscono campionati di minore importanza per potere chiudere la propria carriera. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Le sfide mi appassionano, per questo ho scelto il campionato italiano che è molto tattico e fatto di scontri fisici”</b> dice CR7 a chi rivolgeva domande sulla sua scelta italiana e soprattutto sulla Juventus. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono qui per segnare la storia, non fare le ferie”, </b>parole che non lasciano adito a dubbi alcuni e che vanno oltre le solite ruffianate che di prassi ascoltiamo ogni qualvolta i calciatori si presentano in un nuovo club. Qui si tratta di un campione davvero unico, un top player che garantisce la differenza tecnica, ma anche una grande lievitazione economica e finanziaria per la sua società. E non è un caso che il merchandising della Vecchia Signora d’Italia sia volato alle stelle fin da quando è stato annunciato ufficialmente l’acquisto di CR7. Tutti parlano di lui, tutti si interessano alle sue parole, ai suoi sguardi e al suo atteggiamento sempre sicuro di chi sa di valere tanto. Poi si può pure disquisire su alcune esagerazioni che sanno di venerazione per un campione forse eccessivamente osannato. E persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli, Marotta, Paratici</b> e tutto lo staff della comunicazione della Juventus pendevano dalle sue labbra, quasi fosse essenziale curare l’evento di presentazione alla stampa con assoluta perfezione. Nulla è stato lasciato al caso, com’è da stile Juventus. Dalle visite mediche sostenute al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JMedical</b>, all’incontro con i tifosi e con la stampa, tutto ha funzionato perfettamente<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">. Cristiano Ronaldo</b> ha avuto l’accoglienza che merita un campione come lui, il quale si rende apportatore di miglioramenti tecnici e di immagine del nostro calcio, che aveva davvero bisogno di una sferzata di entusiasmo capace di risollevare appiattimenti di interesse che si sono ingigantiti anche a causa della debacle della nostra nazionale italiana, che ha fallito la partecipazione ai recenti campionati mondiali di Russia. Adesso non ci resta che attendere il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> il quale è partito alla volta del resort greco, per continuare le sue vacanze. Ritornerà il 30 luglio prossimo per allenarsi con i suoi nuovi compagni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Voglio debuttare alla prima di campionato”</b> ha detto CR7 <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Penso che la prima partita la giocherò il 12 agosto a</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Villar Perosa”.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Già, Villar Perosa!</b> Quasi fosse un segno del destino per incominciare in quel luogo in cui tutto parla di una storia unica. Qui, la famiglia Agnelli, la Fabbrica e la Juventus si respirano a pieni polmoni tra le pieghe di ogni angolo, proprio là dove ogni anno si svolge la consueta partita estiva nel “feudo”degli Agnelli. Il vernissage bianconero è un evento estivo irrinunciabile per tutti i tifosi che possono ammirare i propri calciatori dal vivo. Figuriamoci quest’anno che ci sarà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo!</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cr7.jpgSiNche-accoglienza-per-cristiano-1013449.htmSi100451001,02,03030355
881013448NewsCalciomercatoGaleotta fu quella rovesciata all’Allianz Stadium.20180712141111Tra sentimenti e interessi economici.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ripercorrendo le varie fasi del trasferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> alla Juventus, ci sono diverse tessere che il destino ha voluto fare intersecare tra loro per completare il puzzle dell’affare del secolo. Prima di tutto ci viene in mente quella bellissima rovesciata che CR7 fece in occasione della partita d’andata di Champions contro il Real Madrid. Stupore, disarmo e riconoscimento della grandezza del campione, furono i sentimenti manifestati dal popolo juventino cui attribuì un lunghissimo applauso a scena aperta. Era come avere ingoiato qualcosa di dolce amaro capace di inchinarsi alla bellezza balistica di un gesto tecnico che resta la prerogativa appartenente a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> e pochissimi altri. Anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b>, in quell’occasione alzarono gli occhi e le braccia al cielo in segno di anticipata resa, nell’eloquente pensiero che contro la grandezza di un simile campione nulla sarebbe stato possibile. Certo, ci sono cose che non si possono affermare in un mondo del calcio che strapaga il professionismo, tuttavia, resta pur sempre quel linguaggio del corpo che trasmette ogni cosa e che lascia traccia indelebile del proprio pensiero. E in quell’occasione abbiamo avuto modo di capire come al disarmo dei difensori della Juventus, si siano contrapposti i gesti di gratitudine da parte di tutto lo stadio gremito di tifosi bianconeri per lo spettacolo offerto da CR7. E lui, il campione che ha vinto più palloni d’oro al mondo, con le mani giunte ha ringraziato di cuore la gente di avversa passione calcistica che ha saputo apprezzare il suo gesto tecnico. Ecco, pensiamo proprio che quell’episodio sia rimasto nella mente e nel cuore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo,</b> il quale a parte la ratio che lega freddamente gli alti interessi economici e finanziari all’atleta, ci sia stato questo episodio che ha fatto propendere la scelta della Juve piuttosto che altre squadre. D’altra parte se pensiamo che lui, il quale è un’azienda vivente che non ha certo bisogno di aspettare il miglior offerente per accasarsi, ha voluto la Juve - ci sarà pure un motivo. Così, cavalcando l’onda della scelta professionale di CR7, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Agnelli </b>e il suo staff si sono subito attivati per chiudere immediatamente l’affare del secolo. Per la Juve, per il campionato italiano, per gli appassionati del calcio spettacolo e per coloro i quali riescono ancora a mettere da parte per un attimo la propria fede calcistica non juventina per la curiosità di gustare le giocate di questo grande campione di calcio, siamo convinti che il suo arrivo in Italia apporterà sicuramente quel valore aggiunto che ormai mancava da troppo tempo. Ma sappiamo pure che questo tanto osannato campione di nome <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, è anche antipatico a molti. Per il suo atteggiamento in campo? Per la sua grandezza di superare l’avversario e creare sublimi gesti tecnici con facilità? O forse per l’antipatia di chi vince sempre e non lascia niente a nessuno? Chissà! Una cosa è certa, nello spirito di questo campione c’é tanta professionalità, serietà e consapevolezza di condurre una vita sportiva sana che gli dà integrità fisica e mentale. Infatti, anche se la sua carta d’identità parla di un calciatore di 33 anni, sono garantiti i suoi ottimi muscoli, la forza fisica e la voglia di prepararsi sempre con desiderio di far bene (ricordiamo che Cristiano Ronaldo si allena tre volte al giorno). Dunque, ci troviamo di fronte a un campione con la C maiuscola che ha scelto la Juventus e il campionato italiano non per chiudere mestamente la sua carriera, ma per dare ancora il massimo di una professione da leggenda. In questo modo CR7 intende ringraziare i tifosi juventini, i quali dopo quella fatidica e imprendibile rovesciata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium,</b> gli tributarono un caloroso applauso. Chapeau CR7! Tutti in piedi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Totinofl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNgaleotta-fu-quella-rovesciata-all-allianz-stadium-1013448.htmSi100451001,02,03030362
891013447NewsCalciomercatoCristiano Ronaldo è stato acquistato dalla Juve.20180710183618Si è conclusa l`operazione del secolo di calciomercato in Italia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il lungo e spasmodico attendere della definitiva operazione di calciomercato più importante del secolo è giunta alla fine. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo è della Juventus</b>. Tra qualche ora ci sarà l’annuncio ufficiale della società bianconera. Una giornata intensa che ha visto Andrea Agnelli partire direttamente con un volo speciale per il resort della Grecia, dove si trova in questo momento il campione per trascorrere le sue vacanze. 105 milioni di euro per l’acquisto del cartellino e contratto di 30 milioni annui per quattro stagioni per Ronaldo. Dunque il migliore giocatore del mondo arriva alla Juventus, dopo un’operazione d’attacco che i dirigenti della società bianconera hanno fatto per non lasciarsi sfuggire un’occasione che esalta non solo l’ambiente juventino ma tutto il calcio italiano. La presenza di Andrea Agnelli in Grecia è emblematica di un viaggio d’affari sviluppata con immediatezza, segno evidente della voglia già più volte dichiarata da CR7 di volere venire alla Juventus. Intanto Marotta e Paratici attendono il ritorno di Agnelli a Milano, nella sede in cui si stipulano tutti i contratti dei calciatori della Juve. Intanto il titolo Juventus è alle stelle! Chi in questo momento ha deciso di investire comprando le azioni della Juventus ha fatto un ottimo affare. Adesso si attende l’ufficialità da parte della società bianconera che confermerebbe l’inizio di una giornata storica. Cristiano Ronaldo ha voluto la Juve e la Juve ha voluto fermamente CR7, senza se e senza ma, nella convinzione che questo sarebbe stato un affare da non perdere per nulla al mondo. La storia della Juventus continua il suo incedere in un mondo del calcio in cui l’ha vista da sempre protagonista. Presto ci sarà la presentazione di Ronaldo in grande stile, ma adesso ciò che conta è che l’operazione di mercato più importante sia stato concluso. L’era di Cristiano Ronaldo in Italia è cominciata, sembrava un sogno per il nostro campionato e invece la leggenda del nostro tempo giocherà in Italia per quattro anni. Questo è certo. E ‘ un fatto storico che non allieta soltanto il popolo juventino ma anche i cultori del calcio ad alti livelli, a prescindere dalla propria fede sportiva. L’operazione di marketing e calcistica è stata ultimata, adesso non ci resta che raccontarvi ciò che accadrà da qui in avanti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cristiano-ronaldo.jpgSiNcristiano-ronaldo-e-stato-acquistato-dalla-juve-1013447.htmSi100451001,02,03030335
901013446NewsCalciomercatoCR7 alla Juve? Oggi è più che una semplice suggestione. Ecco perchè!20180704185259I tifosi della Juve sono già in fermento.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La notizia prende sempre più fondatezza negli ambienti juventini. Quello che fino a ieri sembrava un sogno irraggiungibile, oggi appare più concretamente fattibile anche se la società bianconera non conferma e non smentisce. Le fonti provenienti da Madrid sono più che attendibili, infatti, è da qualche giorno che il quotidiano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marca</b> e i vari telegiornali spagnoli affermano che l’avventura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid</b> sia ormai giunta al termine e sia già in procinto di passare alla Juventus per 100 milioni di euro. Ma analizzando i dettagli, com’è possibile realizzare questo clamoroso passaggio di CR7 alla Juve? Proviamo a verificare i vari punti dell’affare, non solo dal punto di vista economico. Partendo dal costo del cartellino che, come abbiamo già detto si aggira sui 100 milioni di euro, si deve tenere conto di quanto percepisce il giocatore in questo momento. Pare che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Florentino Perez, </b>presidente del Real<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Madrid, abbia proposto al giocatore un rinnovo di contratto pari a 320 milioni di euro annui, mentre la Juventus proporrebbe un quadriennale a 300 milioni di euro esclusi i diritti di immagine. Dove prenderebbe tutti questi soldi la società bianconera? Da due cessioni eccellenti: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain al Chelsea</b> per 60 milioni di euro e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Miralem Pjanic</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">al Barcellona</b> per 80 – 90 milioni di euro. In questo caso l’affare potrebbe rendersi concreto, anche perché il campione portoghese ha fatto intendere di gradire il suo trasferimento a Torino sponda Juventus, memore anche dalla simpatia tributatagli in occasione di quel gol da cineteca che CR7 fece alla Juve in occasione dell’incontro d’andata di Champions League. C’è dunque più di un indizio che porterebbe Ronaldo alla Juve. In questi giorni la Torino bianconera sembra impazzita alla notizia che il campione del Real Madrid stia già cercando casa nella città Sabauda. Sembra addirittura che ci siano stati degli avvistamenti di alcuni mandatari di CR7, i quali avrebbero già avuto istruzione per trattare la sua casa ideale nella collina torinese? Probabile! Sta di fatto che anche la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sindaca Appendino</b> afferma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Seguo con apprensione la possibile trattativa, sarebbe straordinario per la città”. </b>Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta</b> sorride e parla di vere e proprie suggestioni di mercato. Intanto, questa notizia bomba lascia a bocca aperta anche tanti possibili futuri compagni di squadra di Cristiano Ronaldo come il francese Matuidi, il quale dichiara: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Siamo alla Coppa del Mondo e vivo intensamente il Mondiale. Ma ditemi, sapete qualcosa di più di questo trasferimento di CR7 alla Juve? Sarebbe bello avere uno dei migliori giocatori al mondo alla Juventus. Sarebbe davvero fantastico!”.</b> La Torino bianconera, dunque, è già affetta da Ronaldomania. Addirittura, nella serata di ieri un nutrito gruppo di tifosi bianconeri si è recato all’aeroporto di Caselle con l’immagine di Ronaldo in attesa dei voli provenienti dall’estero. Un’esagerazione? Certamente! Ma questo deve dare la dimensione di ciò che significherebbe per la città Sabauda (e non solo), un arrivo così eccellente. Ronaldo vuole la Juve non solo per la stima attribuitagli dai suoi tifosi, ma anche perché conosce bene la bramosia di conquista Champions che nutre questa piazza ormai da troppi anni. E lui di conquiste Champions se ne intende proprio. Insomma la società Juventus è balzata sul tetto del mondo nei notiziari di tutto l’universo calcio. D’altra parte, non è una sorpresa considerare un ritorno d’immagine così forte, quando si tratta di acquistare il più premiato pallone d’oro in attività, nonostante abbia già compiuto 33 anni. Certo, se teniamo conto dell’età anagrafica, non vediamo come questo campione possa rispettare il quadriennale offerto dalla Juventus. Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> rappresenta soprattutto il presente che possa fare la differenza della Juve soprattutto in campo internazionale. E poi questo suo fisico ancora così asciutto e integro, lascia pensare a un immediato futuro ancora prodigo di grandi soddisfazioni per lui e la società che si aggiudicherà le sue prestazioni professionali. Di questo non ci sono dubbi. Dunque, i tifosi bianconeri d’Italia possono davvero cominciare a credere che l’arrivo di questo immenso campione alla Juve non sia solo una semplice suggestione di mercato, ma una notizia che richiede un’attenta e seria valutazione giornaliera nei suoi sviluppi. E’ il calcio, è la passione che fa stravedere, sognare e poi realizzare. E chi ci dice che tutti gli aumenti che la Juventus ha ufficializzato quest’anno per il rinnovo degli abbonamenti, non nascondano questo straordinario arrivo? </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNcr7-alla-juve-oggi-e-pio-che-una-semplice-suggestione-ecco-perche-1013446.htmSi100451001,02,03030347
911013442NewsCoppeSoffrono le grandi squadre e i loro campioni. Tranne CR720180618144431Le nostre considerazioni tecniche sull`inizio del FIFA WORLD CUP RUSSIA 2018<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Le sorprese non mancano mai. E’ quasi una regola che nelle partite iniziali di Coppa del Mondo ci siano squadre titolate e stelle tanto attese che deludono. Così, neanche la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fifa World</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cup Russia 2018</b> sembra sfuggire a questa “regola”, in cui le squadre favorite per la vittoria finale inciampino davanti a nazionali meno dotate tecnicamente. Vince a stento la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francia </b>contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perù</b>, pareggia la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spagna</b> contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Portogallo, l’Argentina</b> contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’Islanda </b>e il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brasile </b>contro la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Svizzera</b>, mentre addirittura perdono i campioni in carica della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Germania </b>contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messico.</b> Tutto questo ha una spiegazione ben precisa, infatti, le squadre che sono inferiori dal punto di vista tecnico, partono sempre velocemente attraverso un pressing asfissiante con ripartenze frenetiche che mettono in difficoltà le grandi squadre, le quali adottano sempre la tattica della lunga tenuta atletica e mentale per arrivare fino in fondo alla competizione. Questo è un dato oggettivo, anche se la statistica dice che alla fine si contenderanno il titolo di campioni del mondo, proprio le potenze calcistiche più titolate che magari hanno perso la prima partita. Quindi, possiamo dire con assoluta certezza che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spagna,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Argentina, Brasile e Germania</b> non devono temere questo mezzo passo falso iniziale. E poi ci sono da considerare le prestazioni dei grandi campioni; su tutti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo.</b> Mentre il campione argentino ha sbagliato un rigore contro l’Islanda, la stella portoghese ha segnato tre gol alla Spagna. Due campioni a confronto, due modi di intendere il calcio ad altissimi livelli, pur con caratteristiche tecniche diverse. Messi è apparso abulico, quasi stanco. Più volte lo abbiamo seguito con lo sguardo anche quando l’azione non era nelle sue immediate vicinanze. Ebbene, il campione argentino contro l’Islanda non ha mai dato la sensazione di seguire il gioco della sua squadra, che all’interno ha grandi valori tecnici. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, invece, pur giocando in una nazionale che non appare irresistibile in tutti i reparti, ha sempre il ruolo di trascinatore, di esortatore di gioco e di azioni offensive. Infatti, contro la Spagna lo abbiamo visto lucido nelle trame di gioco con i compagni di squadra e forte nella convinzione realizzatrice. La sua leadership in campo appare superiore a quella dimostrata da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lionel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi,</b> il quale, pur essendo il capitano dell’Argentina, non ha dimostrato gli stessi valori trascinanti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>. Certo, queste nostre sensazioni si riferiscono alla prima partita del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Portogallo</b> e dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Argentina</b>, in un mondiale che ci darà ancora modo di fare delle analisi ancora più approfondite sui due campioni. Per quanto riguarda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar</b>, invece, dobbiamo dire che ci è sembrato molto volenteroso di far bene, ma alla fine è stato inconcludente. Apprezzabile il suo muoversi freneticamente in tutte le zone d’attacco del campo, ma abbiamo registrato più volontà e voglia di far bene, piuttosto che una prestazione all’altezza del suo nome altisonante. Certo, il campione è rientrato dopo un brutto infortunio, tuttavia non ha convinto. Forse ha anche sbagliato il selezionatore carioca <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tite</b> a non inserire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, che avrebbe creato sicuramente scompiglio, superiorità numerica e dato più apporto in attacco in aiuto proprio a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar</b>. Comunque, una cosa è certa; anche se resta inconfutabile la vittoria di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">CR7</b> al cospetto delle altre due stelle nel primo round del pallone mondiale, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar </b>possono contare su una vera e propria squadra a loro supporto, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> no. Arriverà il Portogallo fino in fondo?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cristiano-ronaldo.jpgSiNsoffrono-le-grandi-squadre-e-i-loro-campioni-tranne-cr7-1013442.htmSi100451001,02,03030183
921013440NewsCoppeSi apre il sipario della Coppa del Mondo 201820180613165221Ma l`Italia non ci sarà..... <font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il palcoscenico è pronto, ed eccoci qua a commentare i Mondiali di Calcio 2018 senza l’Italia. Una vetrina di football eccezionale che tutti gli appassionati del settore seguiranno sui teleschermi Mediaset, i quali offriranno un ricco piatto di appuntamenti che si possono vedere in chiaro. Tanta è l’attesa di questo evento sportivo che quest’anno si svolgerà in Russia e che inizierà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">giovedì 14 giugno</b> e si <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">chiuderà alle ore 17,00</b> (ora italiana) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">con la finale del 15</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">luglio 2018.</b> E’ la 21ma edizione organizzata dalla Fifa World Cup 2018 che prevede la partecipazione di 32 squadre, le quali si affronteranno in 11 città della Russia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Russia</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brasile<span style="color: black;">, Iran, Giappone, Messico, Belgio, Corea del Sud, Arabia Saudita, Germania, Inghilterra, Spagna, Nigeria, Costa Rica, Polonia, Egitto, Islanda, Serbia, Francia, Portogallo, Uruguay, Argentina, Colombia, Panama, Senegal, Marocco, Tunisia, Svizzera, Croazia, Svezia, Danimarca, Australia e Perù, </span></b><span style="color: black;">si contenderanno</span> il titolo di campioni del mondo 2018. Come dicevamo pocanzi, resta il grosso rimpianto della non partecipazione degli azzurri ,che hanno fallito clamorosamente la qualificazione ad opera della Svezia. Tuttavia, anche per noi sportivi italiani la Coppa del Mondo resta sempre un appuntamento affascinante da gustare, soprattutto in considerazione della presenza di stelle mondiali come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi, Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos, Mbappè, Pogba, Modric, Rakitic, Marcelo, Neymar, Milinkovic – Savic, Harry Kane</b> e tanti altri. Il piatto è davvero ricco di molti contenuti tecnici che saranno presi a commento di questa interessante edizione. Fra le tante novità dell’ultima ora, c’è l’inaspettato esonero del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">C.T. Lopetegui</b> da parte della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federazione Calcistica Spagnola</b>, per aver firmato il contratto che lo legherà al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid</b> a partire dal prossimo anno. La cosa non è piaciuta a alla Federazione Spagnola, la quale ha deciso di rimuovere l’incarico a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Julen Lopetegui</b> per darlo all’ex calciatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fernando Hierro</b>. Una vera “bomba” mediatica che alla vigilia del calcio d’inizio del mondiale 2018, complica di parecchio la situazione della nazionale spagnola, la quale fino a ieri era considerata una delle favorite per la vittoria finale. Un fulmine a ciel sereno che si abbatte sulla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Seleccion Espanola de</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Futbol.</b> Per quanto riguarda le altre squadre sembra che tutto proceda per il verso giusto e, tra allenamenti fisici e mentali, le mille visite mediche e i controlli antidoping (già 6 effettuati su Messi), l’ansia di inizio si fa sempre più forte. Dunque, il sipario sta per aprirsi e ciascuno di noi sta già pensando alla squadra che si aggiudicherà questa 21ma Coppa del Mondo. C’è chi crede nel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brasile</b>, mentre altri vedono <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Argentina, Francia, Germania, Spagna</b>, come possibili compagini che alzeranno al cielo questa ambita Coppa del Mondo. E intanto anche gli arbitri sono pronti a partire con l’ausilio del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Var,</b> che da quest’anno per volere di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianni Infantino</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">presidente della FIFA</b>, potrà ridurre il margine di errori dei fischietti mondiali. Non è cosa da poco, vista l’alta posta che c’è in palio nella più grande vetrina del pallone a livello mondiale. Adesso la parola sarà data al campo, alla qualità tecnica delle contendenti, ai loro campioni, ma soprattutto alla forza di crederci fino in fondo. Questo è il calcio. Lo spettacolo comincia, anche se gli azzurri non ci saranno.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-coppa-del-mondo-2018.jpgSiNsi-apre-il-sipario-della-coppa-del-mondo-2018-1013440.htmSi100451001,02,03030178
931013433NewsCoppeVince il Real Madrid, ma CR7 dice “E’ stato bello giocare qui”.20180527173456Una finale di Champions che racchiude gioie, tristezze e qualche rancore.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è chiuso il sipario sulla Champions League 2017-’18. Il Real Madrid resta sul tetto del mondo con 13 Champions gelosamente esposte nella sua storica bacheca, di cui tre vinte consecutivamente. A Kiev i blancos di Zidane si sono imposti per 3 a 1 sul Liverpool con una rete di Benzema e una doppietta di Bale, mentre Mane ha siglato l’unico gol per i Reds. E’ stata una gara molto strana, proprio per le sue vicissitudini che ne hanno caratterizzato il risultato finale. Il Liverpool di Jurgen Klopp è partito molto forte, costringendo per i primi venti minuti il Real Madrid a difendersi<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e ripartire sporadicamente in avanti con Benzema e Cristiano Ronaldo, costruendo per costrizione un centrocampo folto di interdittori dai piedi buoni come Kroos, Casemiro, Modric e Isco. Ma alla mezz’ora si verifica il grande rammarico dei Reds per avere perso Mohamed Salah, il quale a seguito di un brutto fallo di gioco subito da Sergio Ramos (che non è stato neanche ammonito dall’arbitro) ha dovuto lasciare il campo in lacrime perché afflitto da forte dolore alla spalla. Peccato davvero per questo segno del destino che si è poi ancora accanito contro la squadra di Klopp, nel momento in cui il portiere Karius con due allucinanti papere ha agevolato la vittoria finale dei blancos. Storie di un destino che ha favorito indubbiamente la squadra più forte, ma che, se non ci fossero stati questi due episodi, probabilmente avremmo visto un’altra partita. Questo non lo sapremo mai. E non sapremo mai neanche cosa sarebbe successo se la gara si fosse protratta con la stessa intensità agonistica che i Reds hanno saputo imprimere all’inizio. Sono i famosi punti interrogativi senza risposta che spesso inondano i pensieri dei perdenti, i quali si devono attenersi alla realtà dei vincenti. Dunque - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">The Winner is Real Madrid</b> – onore al merito a una squadra abituata a disputare le finali di Champions e che spesso è più attenta a vincere questa competizione piuttosto che la Liga di Spagna. Ma la vera novità con il retro gusto amaro di questa Champions di Madrid alzata al cielo, è che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> ha detto ai microfoni televisivi spagnoli: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“E’ stato bello giocare qui”.</b> Una frase eloquente che ha il significato dell’addio. 33 anni e una lunga carriera da calciatore migliore del mondo, CR7 ha più volte manifestato il desiderio di tornare a giocare nel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester United con Mourinho</b>, anche se in base a quanto si dice il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">PSG </b>avrebbe la possibilità economica di sostenere il lauto contratto del giocatore. Tante possono essere le strade percorribili e diverse sono le suggestioni che lo scenario calcistico riguardante questo campione pluripremiato di palloni d’oro può ancora nascondere. Fisico asciutto e integro per la sua non più giovane età, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> ha una clausola di un miliardo di euro, che eventualmente dovrà concordare con il Real Madrid per ogni eventuale mossa futura. Ma, stante a quanto si apprende dai rumors, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">CR7</b> sarebbe in combutta con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Florentino Perez</b> per due motivi: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">il contratto non ritenuto sufficiente e la corte ufficiosa che il presidente del Real Madrid sta facendo a</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar.</b> Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> così dichiara ufficialmente: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non è una questione di denaro, è qualcosa che viene da lontano. Forse non è stato il momento perfetto per parlare, ma di sicuro sono stato onesto e per questo motivo non ho nulla di cui pentirmi. Non parlo tanto, ma quando lo faccio parlo sul serio. Florentino? Non ho nulla da dirgli lo saluto da buon professionista come sono sempre stato. Resterò a Madrid? Non posso assicurare nulla. Non mi nascondo, nei prossimi giorni</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">parlerò”</b>. E allora non ci aspetta che attendere per commentare la decisione di questo grande campione, capace di avere fatto fare voli pindarici nei sogni impossibili di tanti tifosi anche italiani che oggi sperano, chissà……magari in qualcosa che apparentemente può sembrare assolutamente improponibile.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Kievfl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNvince-il-real-madrid-ma-cr7-dice-e-stato-bello-giocare-qui-1013433.htmSi100451001,02,03030183
941013413NewsCampionatiLa Juve che ti aspetti20180419194936La Vecchia Signora delude a Crotone<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è più una novità. Quando la Juventus va in provincia soffre maledettamente più che giocare in casa delle più titolate squadre del nostro campionato. E’ successo a Ferrara contro la Spal ed è successo a Crotone. Un film che continuiamo a vedere come fosse ormai qualcosa che t’aspetti. E l’aveva detto anche Marotta in una intervista televisiva poco prima dell’inizio del match in terra calabra: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per noi questa partita sarà ancora più difficile di quella contro il</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli”.</b> Evidentemente l’amministratore delegato della Juventus conosce già queste situazioni che Allegri, assieme alla squadra, non ha ancora saputo risolvere. Nei campi di provincia si suda, si corre maledettamente e si aggredisce con il pensiero fisso che non si ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. E così nasce sempre la partita della vita, naturalmente per gli avversari della Juve. E persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy, </b>il corpulento attaccante di colore del Crotone, ha vissuto la sua giornata di gloria da incorniciare per aver pareggiato i conti con la Juventus, grazie a una clamorosa rovesciata che amaramente ha ricordato quella di Cristiano Ronaldo. Ma non c’è nulla da fare, la Vecchia Signora in questi campi soffre sempre, non perché è stanca o vittima di ansia da prima in classifica, ma più semplicemente perché pecca di presunzione complicandosi il prossimo futuro. E’ una questione di testa, di approccio a queste gare caratterizzate da scarsa tecnica e grande forza fisica e atletica. L’unico a salvarsi dal naufragio calabro è stato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, il quale con il suo solito cross chirurgico ha colto la testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che ha portato in vantaggio i bianconeri. Ma il sonnecchiare della Juventus è continuato anche dopo essere andata in vantaggio, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> dalla panchina gesticola, inveisce, dà pugni alla lamiera della panchina, calci alle bottigliette d’acqua, ma la Juve sembra in ipnosi. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> corre a vuoto, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> delude ancora una volta e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> in novanta minuti e oltre di partita, sferra un solo tiro in porta che è degno di nota. In campo c’è molta confusione e tantissimi passaggi sbagliati. La Juve è proprio brutta da vedere. E così, gioco forza, la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zenga</b> sale in cattedra, spinta dal calore del suo pubblico che è complice anche del pareggio spettacolare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy</b>. Sì, l’abbiamo scritto più volte; questa Juve è cinica, quasi mai bella, ma punta sempre all’essenziale. E’ vero! Tuttavia, tutto ciò non preclude certi atteggiamenti che lasciano pensare ai problemi di una squadra che si nascondono proprio dietro al suo zoccolo duro. Troppe volte in questi campi di provincia abbiamo notato la difficoltà di sapere reagire con veemenza alla furia dell’avversario, proprio con i suoi giocatori più rappresentativi e con un Allegri che pur mettendo sempre tutti in guardia alla vigilia di certi incontri, anch’egli evidentemente ha le sue buone colpe perché non è in grado di mettere in campo una squadra che abbia maggiori motivazioni. Adesso, all’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz Stadium </b>arriva il Napoli di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri,</b> in una partita che molto probabilmente deciderà lo scudetto. Ci saranno le giuste motivazioni per la Juventus?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-che-ti-aspetti-1013413.htmSi100451001,02,03030205
951013407NewsCoppeQuell’impresa sfiorata per poco20180413173652L`analisi sulla partita dei quarti di Champions, Real Madrid - Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A chi si chiede perché! A chi non ha dormito tutta la notte per quell’ingiustizia subita! A chi si mangia ancora le mani per avere visto i bianconeri arrivare a un passo dalla storia! A chi pensa che sarebbe stato meglio che la Juventus fosse uscita dalla Champions in un altro modo, oggi, con la mente meno sottoposta ad alta adrenalina, diciamo che questa bruciante eliminazione si può tradurre in un altro modo. In fondo quell’arbitro Oliver che ha concesso un rigore assai dubbio al 93mo scatenando le ire di Buffon, dei suoi compagni di squadra e di tutto il mondo innamorato della Vecchia Signora d’Italia, può avere un altro significato. Dopo avere assistito attentamente alle partite di andata e ritorno, pensiamo che la Juve si sia giocata banalmente l’accesso alle semifinali, grazie a quella sua abulica partita d’andata (non) giocata a Torino contro il Real Madrid. Sì, perché se la squadra di Allegri avesse interpretato quell’incontro con soltanto la metà della concentrazione mentale espressa in campo al Bernabeu, ebbene, siamo convinti che l’episodio del rigore e tutte le inevitabili polemiche che ci sono state a fine partita, non sarebbero successe. E’ vero che nella partita d’andata la Juve può recriminare un rigore non dato a Cuadrado all’ultimo minuto, tuttavia, abbiamo ancora negli occhi quell’atteggiamento disarmato e disarmante che la squadra di Allegri ha messo in campo in quella occasione. Come se tutto fosse ancora retaggio reverenziale di quella maledetta sconfitta di Cardiff in cui la Juventus fermò tutto il suo grandioso essere, in un secondo tempo di inspiegabile metamorfosi. Una sorta di blocco mentale che l’ha condizionata ancora a Torino, proprio nel suo Stadium che splende sempre per nutrita presenza di tifosi che arrivano in massa da tutta Italia e anche dall’estero. E neanche il popolo bianconero inteso come dodicesimo giocatore in campo, è valso a destare, a spronare, a sollecitare l’orgoglio di una nobile Signora apparsa troppo timida, paurosa e che ha sbagliato di tutto e di più. Ed è stato quindi inevitabile che il cinismo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> e compagni che hanno approfittato della situazione psicologica a loro vantaggio, si tramutasse in un regalo davvero inaspettato. A quel punto la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane</b> ha affondato i colpi, passeggiando letteralmente sul corpo di una Juve che ha fatto harakiri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ successo a Cardiff ed è successo a Torino. Stesso film, stessa mancanza di riparare gli errori commessi. Ma quante volte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli, Chiellini</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> devono rimproverarsi i danni fatti in tutta la partita contro un Real Madrid, che si è subito sentito superiore e agevolato nell’autostima rafforzatagli dagli avversari? Aveva proprio bisogno questo Real di avere dei vantaggi, visto che è già forte di suo? E così è venuto il primo gol di CR7 e poi la seconda rete da cineteca, mentre l’incredulo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> alzava le braccia al cielo invece di marcare l’avversario e entrare come un motocarro spinto da grinta e senza freni inibitori. Bastava più attenzione, più concentrazione mentale che non c’è mai stata. Poi, la terza rete di Marcelo è stata la saga della delusione, dello scoramento, anzi dello sbracamento di chi disarma con il pensiero di chi ha davanti una squadra di marziani. Già, gli stessi “marziani” che quella stessa Juventus ha poi incontrato una settimana dopo al Bernabeu con un altro spirito, con un altro cipiglio capace di far sbarrare gli occhi increduli di tutti quei juventini che speravano ma che non osavano credere per scaramanzia. E allora qual è la vera Juve che ha sfiorato l’epica impresa contro questo Real Madrid che giocherà la sua semifinale con il Bayern Monaco? E’ la Juventus che ha capito come si giocano certe partite in Europa! E’ la Juventus che ha compreso che in Champions si gioca in modo diverso che nel campionato italiano! E’ la Juventus che oggi recrimina quell’ingiustizia subita, ma che ha capito che in fondo è tutta colpa sua, prima che quella dell’arbitro Oliver, dell’assistente di linea e di una serata che ha scatenato anche gli animi più nobili di un Buffon e di una società che vanta da sempre il suo impeccabile stile. Poi si può parlare di designatori e di ingiustizie italiche nel mondo del calcio europeo. Ma se prima non fai autoanalisi, se prima non cerchi di fare la partita perfetta come hai saputo fare al Bernabeu, non puoi sempre pensare che la colpa sia solo degli altri. Gli errori e le ingiustizie fanno parte del calcio, ma se tu li previeni al momento giusto con la grinta, l’orgoglio, il gioco e la determinazione, forse, come abbiamo detto, un po’ di colpa è anche tua: Juventus!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Bernabeufl0711fl0711foto-real-madrid---juventus.jpgSiNquell-impresa-sfiorata-per-poco-1013407.htmSi100451001,02,03030193
961013400NewsCoppeSì, Real Madrid più forte. Ma che Juve pasticciona e disarmata!20180404165017Brutto arresto di Champions per la Juve di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Chissà cosa avrà pensato il buon <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Boniperti</b> dopo avere assistito alla partita di Champions che vedeva la sua Juventus a confronto con il Real Madrid. Uno 0 - 3 a favore dei madridisti che sa di qualcosa di disarmante e che contrasta completamente il significato emblematico di una Juve che pensa sempre in grande per arrivare a quella vittoria che in fondo è l’unica cosa che conta. Possiamo definirla chiaramente una serataccia, quella dei bianconeri di Champions contro CR7 and company. Che il Real Madrid sia più forte della squadra di Allegri non ci sono dubbi, tuttavia, l’analisi attenta della gara ci ha dato alcuni spunti di riflessione che vanno oltre il banale pensiero di avere incontrato degli extraterrestri. E’ vero, il gap tra le due squadre è apparso notevole soprattutto per la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> che è assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi </b>il miglior giocatore al mondo in attività. Detto questo, possiamo affermare con tutta franchezza che lo sbracamento totale e i marchiani errori della Vecchia Signora, hanno reso ancor più forte la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zinedine Zidane</b>. Troppi errori sono stati commessi dalla squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che resta in parte colpevole di avere scelto una retroguardia con esperienza, ma troppo disattenta. In buona sostanza, dopo avere ammirato il bellissimo gol da cineteca di Ronaldo, ci viene il dubbio che anche il rotondo risultato che ha azzittito il pubblico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Allianz Stadium</b> il quale è stato poi capace di una sportivissima standing ovation a beneficio di CR7, sia il frutto di confusione difensiva e di imperdonabile leggerezza. Sul primo gol di Ronaldo, infatti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli </b>ha lasciato troppo spazio all’attaccante, il quale in maniera furbesca ha anticipato tutta la difesa juventina e ha insaccato nei primi minuti della partita. Sul secondo gol, poi, abbiamo ancora negli occhi il marchiano errore difensivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> il quale ha messo in difficoltà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> che ci ha messo prima una pezza, e poi nulla ha potuto davanti alla stupenda rovesciata di Ronaldo. Risultato? Abbiamo visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> colpevoli di avere guardato il fuoriclasse dei blancos, senza neppure tentare di marcarlo stretto. Poi, sul terzo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marcelo,</b> abbiamo rivisto la confusione da sbracamento difensivo, in cui la Juve dopo essere rimasta in dieci per l’espulsione da doppia ammonizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> ha praticamente mollato ogni tentativo di orgoglio pallonaro. Resta dunque troppo banale affermare la schiacciante evidenza della superiorità del Real Madrid al cospetto della Juventus, decantando le oggettive meraviglie tecniche e tattiche della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane.</b> Sembra quasi un rifugio psicologico, un alibi imperdibile che ti mette a posto con la coscienza per avere affrontato una squadra più forte di te, contro la quale nulla è stato possibile. Noi non siamo convinti di questo, perché la Juve non ha saputo combattere e si è inchinata troppo presto alla superiorità dell’avversario. D’altra parte, se hai la presunzione di tentare di misurarti ad alti livelli per vincere una Champions che è diventata ormai una chimera, devi in qualche modo salvare l’immagine di squadra consapevole dei propri mezzi, ma che ha anche carica di amor proprio nel sapere affrontare squadre che ti sono oggettivamente superiori. Ebbene, la Juventus non l’ha fatto; disarmata com’è stata dai suoi stessi errori di squadra incapace di reagire. Non vogliamo parlare dei singoli, anche se abbiamo già espresso il nostro parere sulla difesa. Sì, perché a perdere la faccia è stata tutta la squadra, allenatore compreso. Adesso,chiusa questa pagina infausta della storia della Juventus, c’è la partita di ritorno al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>. Saprà la<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vecchia Signora d’Italia</b> salvaguardare la propria dignità davanti al mondo delle stelle del pallone mondiale? E pur nella consapevolezza che per la Juventus la strada della Champions 2018 sia finita malamente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b>, crediamo che da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e compagni sia doveroso uscire a testa alta dal catino del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La Juve non può dimenticare chi è. Inchinarsi arrendevolmente come ha fatto allo Stadium, non le si addice. Anche se l’Europa e la Champions rappresentano per lei un’eterna e amara storia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-ronaldo.jpgSiNsi-real-madrid-pio-forte-ma-che-juve-pasticciona-e-disarmata-1013400.htmSi100451001,02,03030194
971013394NewsCoppeJuventus – Real Madrid, storia di un destino già scritto20180317184717Si ripete la storia delle grandi sfide europee tra Juventus e Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrij Shevchenko</b> ha estratto i nomi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid</b> come accoppiamento di andata e ritorno valevole per i quarti di finale di Champions League, tutti hanno pensato a qualcosa di predestinato che aleggiasse sull’urna di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nyon.</b> E non è bastato neanche incrociare le dita per fare affidamento su quel fato che potesse far sì di agevolare un accoppiamento diverso (ad esempio Siviglia o Liverpool, tanto invocati alla vigilia dall’ambiente bianconero) che sulla carta potesse dare maggiori chance alla Juve. Ma il destino ha voluto materializzare qualcosa che la storia di queste due squadre si è incrociato da sempre. Sembra quasi che l’una debba passare attraverso l’altra, per poter vincere quella Champions League che una volta si chiamava Coppa dei Campioni. Fin dai tempi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alfredo Di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stefano</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Omar Sivori</b>, tra Real e Juve c’è sempre stato antagonismo e le due squadre rappresentano una classica rivalità nella più alta competizione europea. Ma la storia continua nel tempo con i vari rappresentanti di campioni che si sono affacciati nelle varie generazioni. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emilio Butragueno</b> a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Cabrini</b>, da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Raul Gonzales</b> ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandro Del Piero</b>, a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mijatovic,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo, Roberto Carlos</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane, Nedved</b>, fino ad arrivare a quell’ultima dannata finale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cardiff</b> <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>in cui la doppietta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Casemiro </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asensio </b>segnarono la disfatta di una Juve che deluse tutte le aspettative dei suoi tifosi. Un 4 a 1 a favore del Real che brucia ancora oggi tra la gente di fede juventina, che a distanza da quell’infausto 3 giugno 2017 non riesce ancora a capacitarsi, di quella metamorfosi negativa dimostrata dalla squadra di Allegri nel corso di un secondo tempo davvero inspiegabile. Tante sono state le supposizioni, ma nessuna certezza è venuta a galla. Adesso, a distanza di sette mesi, quando ancora in casa della Vecchia Signora non si è ancora metabolizzata definitivamente quella nerissima giornata di calcio europeo (anche per i fatti accaduti in Piazza San Carlo a Torino) il destino rimette a confronto due squadre che in fondo hanno dimostrato di temersi da sempre. Tuttavia, pur non nascondendo le reali difficoltà di questa Juventus che contro il Real avrà come sempre vita difficile, siamo convinti che la doppia sfida possa giocare a favore dei bianconeri. Il Real Madrid, infatti, è una squadra forte, ma più abituata alle finali piuttosto che al doppio confronto. E poi, quell’enorme divario che si era palesato qualche anno fa tra la Juventus e le grandi squadre europee, oggi è stato in larga parte assottigliato. Piuttosto, ciò che maggiormente pesa sulla squadra di Allegri, sarà l’assenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia </b>che devono scontare un turno di squalifica. Non è cosa da poco, soprattutto la mancanza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic</b> che sta dimostrando di essere un punto di forza nel fulcro di gioco della Juventus. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, la Juve di Allegri nella doppia sfida contro il Real non ripeterà più quella perdita di personalità che ha determinato quello sprofondo bianconero di Cardiff. Già, perché soltanto quel giorno in cui si alzerà finalmente la Champions al cielo, si potrà forse cancellare dagli infausti ricordi bianconeri. Dunque, non si parta battuti anzitempo, perché questa Juve pur non incantando nel gioco è in corsa su tre fronti. Al Real Madrid, invece, è rimasta soltanto la competizione europea. Vorrà pur dire qualcosa, no?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-juventus-real-madrid.jpgSiNjuventus-real-madrid-storia-di-un-destino-gia-scritto-1013394.htmSi100451001,02,03030225
981013368NewsEditorialeSocial si, social no, social ni.20180130115037Il calcio e i social.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Nessuno discuta l’importanza dei social, ma si metta in discussione la mancanza di equilibrio della persona. Certi post su Instagram o Facebook, mandano spesso messaggi volutamente allarmanti e privi di fondatezza. E’ il caso di calciatori ben pagati e capaci di svegliarsi al mattino e postare piccole frasi con l’intento di destabilizzare l’ambiente dei tifosi e della società cui sono legati da contratti carichi di milioni di euro. E’ il caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurito Icardi</b> capitano dell’Inter, che in questo periodo di calciomercato ha pensato di postare su Instagram questa frase sibillina che può dire tutto e può dire niente : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Poder decir adios es crecer” </b>– tradotto – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Poter dire addio è crescere”</b> e accompagna pure il finale con l’ausilio di manine che hanno l’intento di salutare. Ma qual è il suo vero significato? Da un po’ di tempo si parla di un interessamento del Real Madrid, che vorrebbe inserire Icardi nella sua squadra per sostituire l’eventuale partenza di Cristiano Ronaldo, ma, a quanto ci risulta, ad oggi non c’è ancora nulla di concreto, almeno per quanto riguarda l’immediato. Se mai se ne riparlerà a giugno prossimo, attraverso una trattativa tra le due società che sembrerebbe <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>già essere in atto. Ma allora, qual è lo scopo di allarmare tutto l’ambiente nerazzurro attraverso questa frase? Probabilmente per farsi ascoltare di più, vantandosi pure di avere richieste altisonanti che possano farti crescere professionalmente. Un po’ come dire che andare a giocare a Ferrara contro la Spal, non è come calcare palcoscenici importanti come la Champions League. Naturalmente, questa è soltanto una nostra libera interpretazione di un post che è stato studiato ad arte per allarmare i tifosi, i quali sul web sono andati letteralmente in tilt. Dunque, resta il mistero di un calciatore che con la sua compagna Wanda Nara fa uso e abuso dei social, in cui i messaggi sono sempre ricchi di parole e immagini talora anche eccessive. Intanto la società nerazzurra, nel nome del direttore sportivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Piero Ausilio</b>, nega ogni contatto con qualsiasi società per la cessione di Icardi e al contempo dichiara che al momento non ci sono le condizioni per un eventuale acquisto di Pastore all’Inter. Sono i giochi di un calciomercato fatto di sogni, pochi soldi, bugie che nascondono verità e messaggi social creati spesso ad arte per mettere in difficoltà tutti. E allora, ecco che si ripropone il problema sull’importanza dei social, sul suo utilizzo e su una comunicazione non sempre all’altezza della suo vero significato. Dunque, Icardi lascerà l’Inter il prossimo campionato? Può darsi si, può darsi no! Questo è il dilemma che oggi si intrufola malignamente nell’ambiente nerazzurro, già scosso di suo per evidenti problemi legati a una squadra che gioca male e non sa più vincere una partita. Social si, social no, social ni!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-icardi.jpgSiNsocial-si-social-no-social-ni-1013368.htmSi100451001,02,03030174
991013355NewsCampionatiIn 5 minuti Dybala si riprende la Juve20171231183843Il calciatore argentino sembra uscire lentamente dalla crisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Storie di calcio che spesso non hanno una spiegazione ben precisa. In Verona Juventus si è verificata la magia che non ti aspetti e che ti fa riflettere come il pallone sia sempre un qualcosa d’indefinibile nella sua mancanza di razionalità. Fino al 72esimo del match che la Juve ha giocato in terra veneta, Dybala non si era quasi visto, anzi, diciamo pure che era apparso come un giocatore avulso dalla logica del gioco. Poi, come per incanto, l’argentino ha segnato il gol che l’ha sbloccato psicologicamente, dandogli la possibilità dopo soli 5 minuti di imbastire da solo e realizzare una doppietta che solo i grandi campioni come lui possono fare. Un po’ come dire che il gol è tutto, soprattutto per un attaccante che ha bisogno di credere in se stesso. Questo non vuol dire che Dybala sia uscito definitivamente dal tunnel della sua crisi personale, tuttavia, possiamo dire che è sulla via di guarigione. Ottima in questo caso la gestione di Max Allegri che ha lasciato in panchina il giocatore per qualche turno, nella speranza che potesse ritrovarsi senza l’assillo di dovere giocare sempre ad alti livelli. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è un ragazzo di notevoli qualità tecniche, ma non ci si può dimenticare che è giovane e come tale non ancora completamente maturo per sostenere la gravosità di certi immensi riflettori mediatici che l’hanno paragonato in maniera troppo affrettata a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>. Figure emblematiche di un calcio che è leggenda e significa entrare nella storia per i tanti palloni d’oro conquistati in carriera. Dybala non ha ancora vinto nulla, semplicemente perché il suo percorso professionale ad alto livello è cominciato da troppo poco tempo. Dal Palermo alla Juventus, il salto di qualità è stato davvero notevole. Proveniente dall’Instituto argentino dove ha fatto la trafila delle squadre giovanili dal 2003 al 2011 e poi un anno in Prima Squadra nel 2012, il giovane Dybala viene scoperto dal presidente Zamparini, il quale lo porta a Palermo nel giugno 2012 per poi cederlo alla Juve nel 2015. Un affare economico per tutti, sia per Zamparini, sia per la Juve che si è aggiudicato un talento in grado di dargli una garanzia di qualità tecnica e di plusvalenze economiche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Arrivato a Torino due anni fa, il talento argentino non ha trovato subito un posto da titolare nella squadra di Allegri che, giustamente, ha aspettato un po’ di tempo prima di inserirlo nel suo schema tattico. Ma appena entrato la prima volta in squadra, la “Joia” ha subito dimostrato il suo valore dando l’impressione di volersi tenere stretto il ruolo di attaccante titolare della Juventus. Da qui, un’escalation di risultati positivi si susseguivano con gol realizzati a grappoli su azione ma anche su palle inattive, in cui si evincevano sempre le sue qualità tecniche che sono fuori dalla norma. Ma la maglia numero 10 che la Juve gli ha affidato e gli esorbitanti elogi mediatici, prima lo hanno esaltato e poi responsabilizzato troppo per la sua età. E così il ragazzo, dopo avere avuto un inizio di campionato 2017-’18 davvero scoppiettante, ecco che ad un certo punto (si dice anche per problemi affettivi legati alla sua ragazza) il Paulo Dybala che tutti conosciamo è sembrato un altro calciatore, sicuramente carente di quell’autostima necessaria alla carica del campione quale lui è. Così conosce la panchina e la delusione di dovere vedere i suoi compagni lottare in campo senza la sua presenza che, in quel periodo, non sarebbe servita a migliorare la situazione. E’ l’altra faccia della medaglia che un giovane campione ancora immaturo come lui deve conoscere per diventare grande in campo e anche fuori. A Verona, proprio nella terra di Romeo e Giulietta, il Paulo argentino ha dato segni di risveglio e consapevolezza di volere cercare quella maturità che raggiungerà soltanto se aiutato dall’ambiente in cui gioca, dai compagni di squadra, dai media a quali si chiede di essere più misurati nelle sue valutazioni di gioco, e poi lui stesso che dovrà guardarsi allo specchio tutti i giorni per razionalizzare la fortuna di avere già raggiunto in giovane età ciò che altri non hanno. E’ il professionismo del calcio iperpagato che impone una vita seria e ordinata non soltanto per quanto riguarda l’assiduità e lo sforzo fisico negli allenamenti, ma anche per ciò che vuol significare la qualità del quotidiano privato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Veronafl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNin-5-minuti-dybala-si-riprende-la-juve-1013355.htmSi100451001,02,03030229
1001013298NewsCoppeJuve, se in Champions ci sei, batti un colpo.20170913173835La squadra di Allegri incappa in una sonora sconfitta contro il Barca di Messi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da Cardiff a Barcellona, da Cristiano Ronaldo a Messi; per la Juve non è cambiato nulla. Stesso cliché, stessa partita amorfa, stesse pecche difensive e medesimo atteggiamento che pone l’accento su un evidente gap tecnico e tattico, che da esiguo si sta trasformando in rilevante. E non si dica che alla Juve mancavano giocatori come Chiellini, Marchisio, Cuadrado, Mandzukic, Dani Alves, Bonucci, perché buona parte di loro erano presenti in quella fatidica finale di Champions che ancora oggi brucia al popolo bianconero come carbone ardente. Una fotocopia di partita che mette a nudo problemi tecnici e tattici mai risolti da un mister Allegri che non è certamente indenne da colpe. Fermo restando la forza delle due squadre spagnole che possono vantare della presenza in campo di due veri campioni che appartengono a un altro pianeta, resta evidente che la Juventus di Champions League si trova a doversi confrontare con potenze calcistiche che la sovrastano dal punto di vista mentale e organizzativo. Si dirà che i bianconeri di Max Allegri sono pur reduci dall’aver disputato due finali consecutive, ma cosa serve arrivare fino in fondo se poi non si fa mai tesoro degli sbagli fatti? Al Camp Nou la Juve regge un tempo, prende gol allo scadere del primo tempo e poi crolla letteralmente nella ripresa. Un film già visto, un atteggiamento che sa dell’incredibile soprattutto in considerazione del fatto che manca in assoluto il senso della reattività. Le partite si possono perdere, certo, soprattutto se l’avversario si dimostra più forte e meglio organizzato, tuttavia, resta inaccettabile quell’atteggiamento inerme di chi è completamente in balia dell’avversario che si chiami Barcellona, piuttosto che Real Madrid, PSG, Manchester, Bayern o Chelsea, tanto per citarne alcune tra le migliori. Tu sei la Juventus, e come tale devi presentarti in campo internazionale con dignità e idee chiare. Un 3 a 0 inconfutabile, che parla della sconfitta contro quel Barcellona (allora c’era pure Neymar), che l’anno scorso la Juve aveva messo sotto allo Juventus Stadium. Ieri, invece, abbiamo assistito a una lezione di calcio e a una umiliazione che ripetiamo, non si può semplificare con la grandezza di un Messi spaziale. Oggi la difesa della Juventus è davvero poca cosa. La BBC è solo un ricordo, non soltanto per la mancanza di Bonucci che è andato a far danni al Milan, ma per una carta d’identità che parla chiaro su Chiellini (anche se assente per infortunio), per Barzagli e anche per un Buffon che, nonostante il suo indubbio valore, dimostra tutta la fragilità tipica del ruolo del portiere che non può più contare su un affidabile reparto difensivo. La Juve si è così sgretolata, franando come terra d’argilla dopo una breve pioggia. Dybala, al cospetto di Messi, è sembrato come un bambino al suo primo giorno di scuola e l’abulico Higuain è un serio problema che Allegri deve risolvere al più presto. Benatia è lontano da quel calciatore che fu alla Roma, Alex Sandro è fuori forma e De Sciglio (prima dell’infortunio) fa cosucce da giocatore di categoria inferiore. A centrocampo, Pjanic, Bentancur e Matuidi remano nel mare in tempesta, Douglas Costa corre, corre e non conclude nulla, mentre Sturaro fa il tappabuchi di Allegri. Non si vince così la Champions League, anzi diremmo pure che neanche si partecipa in queste condizioni. Questa non è la Juventus, non può esserlo. Almeno quella di Giampiero Boniperti che ha coniato quella fatidica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere non è importante, è la sola cosa che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">conta”</b>. Ma la Juve, almeno in campo internazionale, continua a ignorare questa indelebile frase affissa tra le pieghe delle pareti del suo Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Barcellona Camp Noufl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-se-in-champions-ci-sei-batti-un-colpo-1013298.htmSi100451001,02,03030239
1011013272NewsCoppeL’ennesima occasione perduta20170604144335Non va. Per la Juve, la conquista della Champions League è tabù.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sette finali perse. Per la Juventus continua la maledizione Champions. Ma più che al fato avverso, questa volta sarebbe più opportuno fare un’analisi tecnico – tattica di quello che è stato lo svolgimento della finale per la conquista della Coppa dalle Grandi Orecchie. L’ha vinta il Real Madrid, infliggendo un salasso di 4 reti alla Juve, che di gol ne ha realizzati soltanto 1. Ma prima di addentrarci sulla partita,vorremmo fare cenno ai gravi fatti accaduti a Torino proprio nel suo salotto storico di Piazza San Carlo, dove era stato messo uno dei maxi schermi per seguire la finale di Champions. Una piazza gremita di sostenitori arrivati da ogni parte d’Italia, faceva da cornice a quell’irraggiungibile Millennium Stadium di Cardiff, che è risultato costoso e già esaurito in tutti i suoi posti. Troppa gente in quella piazza di Torino, tanto è vero che a un certo punto si è scatenato il finimondo a causa di un rumore che ha fatto subito pensare a un attentato. La calca era troppa e a causa del fuggi fuggi generale, oltre 1500 persone si sono calpestate e ferite, mentre due versano in condizioni disperate in ospedale. Ci sentiamo di potere dire che la Juventus in questa particolare occasione, avrebbe dovuto proporre alle Istituzioni di Torino, di fruire del suo Stadium. Certo, con il senno di poi tutto è più facile, ma la prevista folla di tifosi juventini che volevano assistere alla finale di Champions, avrebbe dovuto consigliare una migliore organizzazione. Detto questo, passiamo alla partita di Cardiff. Dopo un primo tempo che aveva fatto sperare in un epilogo positivo, la Juventus si è sciolta come neve al sole. Ma, a dire il vero, anche nel primo tempo, nonostante il bellissimo gol di Mandzukic che ha pareggiato dopo pochi minuti quello segnato da Cristiano Ronaldo, abbiamo visto una Juve lenta che ha sbagliato molti passaggi, soccombendo così a un Real Madrid capace di arrivare sempre primo su ogni pallone. Abbiamo visto Dybala sbagliare tocchi e fraseggi che dovrebbero essere naturali per un talento come lui. Anche Gonzalo Higuain ha deluso le aspettative perché non è mai riuscito a far salire la squadra, fallendo come spesso gli è successo in carriera l’appuntamento con le partite importanti. Tranne un tiro di destro sferrato da fuori area nel primo tempo e il passaggio di sponda che ha dato a Mandzukic la possibilità di realizzarsi in un gesto tecnico pregevole, l’argentino non è mai riuscito a superare Ramos e Varane. Ma a parte la notte da dimenticare per la BBC, è il centrocampo della Juve che nel secondo tempo è letteralmente naufragato. Khedira e Pjanic sono stati surclassati da Casemiro (che ha segnato un bellissimo gol) e Kroos,un calciatore tosto capace di costruire e interdire con immutata capacità. E allora, quando nel calcio si capisce fin da subito che non è serata, deve intervenire l’allenatore che a gara in corso deve rileggere la partita, apportando in tempo utile gli accorgimenti del caso. Allegri l’ha fatto, ma come al solito tardivamente. Cuadrado e Marchisio dovevano essere impiegati all’inizio del secondo tempo, anche se, a parer nostro, il “principino” avrebbe dovuto trovare spazio fin dall’inizio della gara al posto di un Khedira apparso in chiaro appannamento di forma. Troppo lento il passo del tedesco, troppo prevedibile il suo agire in una zona nevralgica del campo. Dunque, il Real Madrid ha meritato di vincere la sua 12ma Coppa, per chiara superiorità tecnica e tattica, data da una maggiore freschezza atletica e dall’abitudine che per i blancos significa esperienza a partecipare alle finali con l’ardire di vincere. Quello che è mancato alla Juve è stato proprio ciò che si diceva all’inizio; e cioè che era matura, consapevole nei propri mezzi e capace di affrontare chiunque senza condizionamenti reverenziali. Il campo ha detto tutto il contrario, e cioè che Dybala ha ancora bisogno di maturare per raggiungere i livelli di Messi e CR7, che Higuain deve essere messo in condizione di fare gol in una posizione più avanzata in un modulo che preveda la verticalizzazione del gioco e che, soprattutto, c’è bisogno di arrivare al traguardo senza farsi umiliare dall’avversario, come stasera è successo contro la squadra di Zidane. Non basta avere in squadra il volenteroso Mandzukic (sempre cinico, utile ai compagni, anche se poco brillante), Dani Alves, intelligente manovratore di lunghe battaglie ad alto livello, che mette in mostra la sua classe cristallina, Alex Sandro che spesso fa cose buone in quella fascia alta di sinistra e poi pecca in fase difensiva. Non basta ancora. Tuttavia, nonostante il rammarico di avere perso l’ennesima finale di Champions che mai come questa volta era a portata della Juventus, dobbiamo dire che l’amarezza non può sostituire il senso di approvazione per quanto la squadra di Allegri ha saputo fare vincendo il sesto scudetto consecutivo e la Coppa Italia. Non è poco, nonostante essere uscita con le ossa rotte da una finale che significava conquista della Coppa cui tutto l’ambiente juventino ambiva più d’ogni altra cosa. Non è arrivato il triplete tanto auspicato, ma la Vecchia Signora ci riproverà ancora, anche se questa amara pagina di storia resterà negli annali di una delusione europea iniziata il 30 maggio 1973 e proseguita fino ad oggi con due sole eccezioni: le finali di Roma e Bruxelles. Dunque, anche se questa ferita per la Vecchia Signora sarà difficile da rimarginare, ci si deve sforzare di ricordare che questo anno calcistico 2016’17 è da ritenersi assolutamente positivo. Adesso si pensi a migliorare la squadra e la si costruisca in virtù di una presenza continua in Europa, che significa anche e soprattutto arrivare primi per alzare più volte al cielo quella Champions League che per la Juve sembra davvero stregata. Una società di calcio di così alto prestigio, di ottimo fatturato, che si fregia del maggior numero di tifosi in Italia, deve poter recuperare negli anni quanto ha perso in campo europeo. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cardifffl0711fl0711foto-pallone-finale--champions-2017.jpgSiNl-ennesima-occasione-perduta-1013272.htmSi100451001,02,03030319
1021013205NewsCampionatiClaudio Ranieri è il miglior allenatore Fifa 201620170110164527Un prestigioso premio all`allenatore romano di Testaccio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’ambito riconoscimento è stato consegnato da Diego Armando Maradona al tecnico di Testaccio, autore del miracolo Leicester. Già, è stato proprio un miracolo quello del Leicester dell’anno scorso, capace di vincere la Premier League nonostante lo strapotere dei club inglesi molto più importanti della piccola squadra di mister Ranieri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono pazzo di felicità”</b> ha commentato l’allenatore romano che ha così continuato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Il Dio del calcio ha deciso che l’anno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">scorso dovevamo vincere noi, e così in Inghilterra è successo qualcosa di incredibile. Per questo devo ringraziare i miei calciatori e i nostri tifosi”.</b> Ranieri ha conquistato il 22,6% dei voti, mentre il 16,56% sono andati a Zinedine Zidane e il 16,24% a Santos. Quello di Ranieri è anche un grande riconoscimento verso la scuola di allenatori italiani, che da qualche anno ormai è presente in tutta Europa e anche nel calcio cinese,che è sempre più propenso ad assumere le prestazioni di grandi allenatori e talenti calcistici, per potere accrescere una cultura che è ancora lontana dai massimi livelli. Con questo premio Claudio Ranieri succede a Guardiola, Del Bosque, Loew e Mourinho che l’hanno preceduto come titolo di migliore allenatore Fifa. Cristiano Ronaldo, nemmeno a dirlo, ha conquistato l’ennesimo riconoscimento dell’anno 2016 con il 34,54% dei voti, precedendo Lionel Messi che di voti ne ha avuti il 26,42%. Ma ritornando a Claudio Ranieri che è stato il principale artefice della realizzazione del sogno Leicester, ma anche suo personale, vogliamo ricordare quello che disse Mourinho quando gli mise l’etichetta del perdente : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Ranieri? Un 70enne che ha vinto</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">solo una piccola coppa”</b> Già, una piccola coppa…..Peccato che allora avesse solo 54 anni e un futuro che oggi è il presente!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711claudio-ranieri--foto.jpgSiNclaudio-ranieri-e-il-miglior-allenatore-fifa-2016-1013205.htmSi100451001,02,03030277
1031013203NewsEditorialeLa Cina frena la pazzia dei costi del pallone20170105201644Finalmente una presa di posizione intelligente...<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sarà introdotto un tetto ai salari e ai costi dei cartellini per controllare gli investimenti irrazionali e sarà introdotta una supervisione delle finanze dei club per contenere i prezzi dei giocatori all’interno di un limite ragionevole”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Sono parole chiare che sono state ufficializzate dall’Amministrazione Generale dello Sport Cinese, a seguito degli acquisti a cifre a dir poco pazzesche dell’ex Chelsea Oscar da parte dello Shanghai SIPG e di Tevez che è passato dal Boca allo Shanghai Shenhua. Non è ancora dato sapere di quanto sarà il tetto imposto dalle autorità sportive cinesi, ma riteniamo che questa sia una presa di posizione giusta e anche esemplare in un mondo del pallone che ormai ha oltrepassato ogni limite del ragionevole senso del pudore. E, se pensiamo che per acquisire il cartellino di Oscar sono stati spesi 60 milioni, mentre a Tevez è stato assicurato un salario di 38 milioni netti a stagione, beh allora possiamo davvero dire che l’offesa al mondo è davvero totale. Ma se è chiaro che queste operazioni del calcio cinese sono atte a sveltire in fretta la crescita tecnica al cospetto delle altre società occidentali, non è ammissibile che siano stati offerti ben 100 milioni per assicurarsi le prestazioni di Messi e Cristiano Ronaldo. Questi cinesi fanno davvero sul serio, perché oltre ad avere un grande potere economico di base, attraverso il denaro intendono disarmare la concorrenza delle più forti squadre europee. E allora ben vengano le riduzioni ai salari e ai costi dei cartellini, perché questo calcio ha bisogno di respirare un’aria nuova auspicata ormai da troppi anni. Già, quell’aria nuova che vuole anche dire rispetto per la gente comune.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Pechinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNla-cina-frena-la-pazzia-dei-costi-del-pallone-1013203.htmSi100451001,02,03030287
1041013145NewsCampionatiIl Portogallo si laurea Campione d’Europa 201620160711172942Cala il sipario su Euro 2016.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">E’ stata una finale europea degna di nota. Francia e Portogallo hanno onorato il calcio, affrontandosi a viso aperto e senza esclusione di colpi, fino al&nbsp;termine dei tempi supplementari. Ha vinto il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Portogallo</b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, uscito tra le lacrime al 25’per un infortunio al ginocchio. Il gol è stato segnato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eder</b> al minuto 109, nello scorrere dei tempi supplementari. La nazionale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fernando Santos</b>, dunque, ha capovolto quelli che erano i favori del pronostico della vigilia, che prevedevano la vittoria della Francia. Dopo aver superato la Germania, il tecnico francese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Deschamps</b> si è affidato alla stessa squadra, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidì</b> davanti alla difesa e il trio composto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sissoko</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Griezmann</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Payet</b> in aiuto a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giroud.</b> Tra i portoghesi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fernando Santos</b> abbiamo ritrovato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">William Carvalho</b> a centrocampo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> punta centrale e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nani</b> a svariare per il campo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Renato Sanches</b> ( ottimo il suo apporto alla squadra, per quantità e qualità) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Silva</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Joao Mario</b> a centrocampo con il compito di sfruttare le ripartenze. Una tattica studiata minuziosamente da tanti giorni a tavolino, da parte dei due coach che volevano vincere questa Coppa Europea. Poi, con l’evolversi della partita, molte cose sono cambiate e anche gli schemi tattici hanno dato spazio alla fantasia e all’imprevedibilità. Ma sono le lacrime di dolore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo </b>che hanno fatto il giro del mondo. Un punto cruciale della partita in cui si pensava che con l’uscita di scena del suo capitano, il Portogallo dovesse sprofondare sotto i colpi dei francesi. E invece non è stato così, perché i portoghesi di Fernando Santos hanno saputo trovare la linfa mentale e fisica, necessaria per superare una Francia che si è resa pericolosa in più occasioni. Il portiere portoghese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rui Patricio</b> si è superato in più occasioni, risultando alla fine il migliore in campo assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eder</b>. Dunque, emozioni di una finale di calcio che se pur non ci ha mostrato in finale la nostra Nazionale Italiana, è stata seguita da tantissimi appassionati. Ma una finale è sempre una finale. Non si può snobbare. E, tra il tripudio finale per la gioia dei portoghesi che si contrappone alla delusione cocente dei francesi, Cristiano Ronaldo è stato capace di passare dalle lacrime di dolore per l’infortunio subito, alle lacrime di gioia per la vittoria della sua squadra. Temi umani che non possono sfuggire e che sono la sostanza di un calcio capace di interpretare sempre la vita, con la sua forza ma anche con la sua fragilità. Bello l’episodio accaduto fuori dallo stadio di Parigi dopo la lunga gara. Un tifoso francese che era disperato e in lacrime è stato consolato da un bambino portoghese, il quale gli ha appoggiato in maniera carezzevole la sua mano sulla spalla. Quadretti di un calcio da incorniciare, perché visto da un’angolazione bella e pulita. Con questa emblematica fotografia, si chiude degnamente il sipario di un europeo di calcio 2016 che si è svolto tra luci e qualche ombra.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Parigifl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNil-portogallo-si-laurea-campione-d-europa-2016-1013145.htmSi100451001,02,03030386
1051013131NewsCoppePietro Anastasi: “L’Italia? È un azzurro senza stelle”20160611101655Intervista con l`ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Calibri"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“Dopo l’1 a 1 nella prima sfida, Italia e Jugoslavia si sono affrontate nella ripetizione della finale dei Campionati Europei UEFA 1968. Gli azzurri, già in vantaggio, hanno trovato il gol della sicurezza al quarto d’ora della ripresa con Pietro Anastasi, che con una conclusione in girata dal limite dell’aria certifica il primo e tuttora unico titolo continentale per l’Italia.”</span></b><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"> Ricordi da incorniciare che si rispolverano di tanto in tanto come qualcosa di indelebile e che fa parte della storia del calcio italiano. E’ l’arricchimento totale di un calcio che ci riporta a ritroso nel tempo, quando il mondo era diverso, quando il pallone giocato era diverso, quando noi stessi eravamo diversi. E’ un affiorare di emozioni e ricordi che un po’ appaiono malinconici e un po’ ti rendono orgoglioso di quel momento, di quel gol spettacolare che ancora oggi appare da cineteca. Già, quel gol in mezza girata dal limite dell’area che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b> infilò nella porta della Jugoslavia, decretando l’alzata al cielo della Coppa d’Europa in una indimenticabile notte romana. Di questo e altro parliamo in questa intervista con lui, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b>, il siculo ex centravanti della Juventus e della Nazionale che ha scritto la storia di quegli anni sessanta sui libri del calcio italiano. L’occasione è ideale, proprio nel momento in cui inizia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Europa 2016.</b> </span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, cosa ricordi di quella notte azzurra dell’Olimpico di Roma, in cui hai segnato il gol del 2 a 0 che decretò per l’Italia la conquista della prima e ancora unica Coppa d’Europa?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“I ricordi sono tanti e tutti bellissimi, se pensiamo soprattutto che avevo vent’anni e una carriera che cominciava nel migliore dei modi. Ricordo che la Jugoslavia era una grande squadra e nella prima partita, che loro avrebbero potuto vincere, ci hanno preso sottogamba. Questa è stata fondamentalmente la chiave di un match che abbiamo pareggiato 1 a 1. Nella seconda partita, invece, dopo il primo gol segnato da Gigi Riva realizzai la seconda rete che determinò la conquista della Coppa d’Europa.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Dopo aver fatto quel bellissimo gol in mezza rovesciata dal limite dell’area, che cosa hai provato in quel momento?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Ti lascio immaginare cosa può provare un ragazzo di 20 anni che fa un gol del genere in una notte stellare. Vedere tutti i compagni di squadra che venivano ad abbracciarti è stata un’emozione unica, un sogno che calcisticamente si era realizzato per me, per i miei compagni e per l’Italia intera. In carriera ho avuto altre soddisfazioni ed emozioni intense, ma quella notte del 10 Giugno 1968 la ricorderò per sempre”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Tra l’altro, in quella occasione sei stato anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. </font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Si, una bella attestazione ufficiale che ben si completava a mille altre grandi soddisfazioni di quel momento. Ricordo anche che in quella occasione, al contrario dei miei compagni di squadra che erano più vecchi di me, si è dovuto fare un’eccezione perché non avevo ancora compiuto 21 anni.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Cosa pensi della Nazionale di Conte?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Penso che è un azzurro senza stelle. I gravi infortuni di Marchisio, di Verratti e di altri giocatori, hanno costretto Conte a dover ridisegnare una Nazionale che deve in qualche modo essere competitiva al massimo. Personalmente non sono ottimista, perché sono dell’avviso che tecnicamente non è sicuramente una delle migliori nazionali degli ultimi tempi. Ottimi i giocatori convocati da Conte, ma non c’è un Del Piero, un Totti e neanche un Baggio che possa fare la differenza. Manca il classico leader di squadra. Tuttavia, è necessario aggrapparsi al senso del gruppo unito, alla grinta e alla determinazione che Conte sa dare alla squadra,così come fece alla Juventus.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Se tu fossi stato al posto di Conte, avresti convocato gli stessi giocatori o ti saresti orientato verso altri?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Conosco Leonardo Pavoletti per averlo visto giocare nel Varese. E’ una punta di ottima qualità, capace di fare molti gol. Ecco,se fossi stato io il C.T. della Nazionale lo avrei convocato, tenuto anche conto che non abbiamo il Riva della situazione, sul quale potere costruire l’attacco attorno a lui. Ci sono buoni giocatori, ma mancano i giocatori in grado di fare la differenza, così come il Portogallo di Cristiano Ronaldo e altre illustri Nazionali.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, tra i tuoi pronostici, chi vincerà il Campionato d’Europa 2016?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Partendo dal presupposto che tutte le volte che la Nazionale Italiana parte sfavorita, è statisticamente provato che fa ottimi risultati. Penso che arrivare nelle prime quattro squadre d’Europa sia già un ottimo risultato. Vedo la Francia favorita. Subito dopo la Germania, la Spagna e anche il Belgio potrebbe rappresentare una bella novità per la sua robustezza di squadra che è di ottimo livello tecnico. Poi c’è sempre la sorpresa, sarà l’Italia? E’ l’augurio sincero da parte di tutti gli sportivi e il mio in particolare.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi:-l-italia-è-un-azzurro-senza-stelle-1013131.htmSi100451001,02,03030343
1061013076NewsCampionatiLuciano Spalletti, un tecnico di grandi qualità20160216171999La Roma e il proficuo lavoro di Luciano Spalletti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Era quello che ci voleva per questa Roma. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti,</b> il tecnico toscano che sta mettendo a posto la squadra e l’ambiente giallorosso. Piace il suo modo di sussurrare verità talora scomode, impopolari per lui, ma concrete sotto l’aspetto di un progetto che deve per forza di cose badare all’essenziale, cioè alla vittoria, alla scalata in classifica e alla crescita della squadra. La sua intelligenza non solo di stratega tattico, fa sì che riesca a dare anche un tocco di psicologia applicata al calcio. E non gli importa se va ad urtare inconsapevolmente la suscettibilità dell’ambiente romanista, quando lascia in panchina il capitano Totti. Non è un’offesa contro la grandezza del giocatore che resta pur sempre legato a uno storico passato, ma è più semplicemente badare al sodo, mettendo il cervello prima ancora del cuore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Io alleno la Roma, non soltanto Totti. Il mio obiettivo sono i risultati e scelgo in base a questi, non sulla base della storia di un calciatore. Rispetto</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">moltissimo la sua storia e le sue qualità, ma io penso ai risultati”.</b> Parole di grande chiarezza che non vogliono mettersi contro nessuno, più semplicemente fanno capire una logica inconfutabile che è legata al tempo che passa. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti</b> sta lavorando per costruire il futuro immediato della Roma e lo sta facendo con molto ordine, accortezza, precisione certosina. Gli allenamenti quotidiani parlano chiaro, danno la dimensione su come si possa e si debba fare affidamento su un gruppo coeso che deve avere una sua identità ben precisa. E non è un caso se la sua cura sta facendo poco per volta l’effetto sperato, visto che la Roma sta risalendo lentamente le posizioni in classifica che le competono. Questo allenatore è deciso, ha carattere, si prende tutte le responsabilità, ma non vuole apparire un sergente di ferro, più semplicemente desidera apportare armonia tra tutto il gruppo, convincendo coloro i quali volta per volta sono destinati alla panchina, che non è una bocciatura ma è l’attesa di un momento che può arrivare da un momento all’altro, basta farsi trovare preparati dal punto di vista fisico e mentale. Soltanto remando tutti per lo stesso obiettivo, si crea armonia, si fa spogliatoio e in campo si vedranno i risultati. Se questa non è psicologia applicata al calcio, allora che cos’è? Riteniamo davvero che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> sia l’allenatore giusto al posto giusto. Intelligenza, arguzia e sprazzi di sensibilità si intersecano ai toni che non sono mai sopra le righe. E’ la qualità dell’uomo che si associa all’esperienza del tecnico e alla sua signorilità nel difendere i suoi predecessori, quando parla di Garcia per il lavoro fatto alla Roma e il rammarico per non avergli dato il tempo di ultimare ciò che era la sua idea da apportare per il bene della squadra. Egli difende a spada tratta anche altri colleghi allenatori che sono stati esonerati come Rafa Benitez, passando da Luis Enrique ai tempi in cui è stato allenatore della Roma. Ma il suo allenatore preferito è Carletto Ancelotti, per lui un maestro e un grande amico. Parla così, semplicemente, sempre a bassa voce, sia che si trovi in conferenza stampa o davanti alle telecamere. E quando è in panchina non ha mai atteggiamenti di “vendetta” ma si sgola il giusto,richiamando questo o quel giocatore che non ha tenuto la posizione corretta in campo. In questo momento c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzeco</b> da recuperare sotto il profilo psicologico e Spalletti sta lavorando da tecnico, ma anche da amico e fratello maggiore. E intanto ci si prepara ad affrontare il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Senza paura ma con la consapevolezza che questa Roma non parte battuta in partenza, avendo il 50% delle possibilità di passare il turno. E’ la convinzione dettata da un’autostima ritrovata, assieme ad un’aria nuova che si respira in casa giallorossa, fin dal momento in cui è entrato Luciano Spalletti. Galantuomo e tecnico di grandi vedute.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;"> </span></span></b><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711spalletti-dopo-ranieri.jpgSiNluciano-spalletti-un-tecnico-di-grandi-qualita-1013076.htmSi100451001,02,03030402
1071013062NewsCoppeLa Juve batte il Real Madrid. Adesso Berlino è più vicino.20150506191752Una Juventus brillante, fa sua la prima partita di semifinale contro il Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Ci sono notti soporifere e notti di calcio in cui l’adrenalina sale a mille. Allo Juventus Stadium vestito a festa come nelle migliori occasioni, è stata la notte del successo della Vecchia Signora contro il Real Madrid, nella prima partita di semifinale che i bianconeri hanno vinto 2 a 1. Adesso la finale di Champions League non è più solo un sogno, e il popolo bianconero ha il diritto di crederci con convinzione. Alla vigilia della partita si auspicava una partita perfetta da parte della Juve, per poter superare la più quotata antagonista spagnola. Ebbene, possiamo dire che la squadra di Allegri ha condotto una gara “quasi” perfetta, non fosse altro per quel gol di Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta di Buffon. Un piccolo neo che, tuttavia, non modifica la sostanza di un match giocato con intelligenza tattica, furore agonistico e fame di Coppa dei Campioni. Morata e Tevez (su rigore) sono stati gli autori dei due gol che hanno battuto il Real Madrid, mentre Llorente nel finale ha pure fallito quel terzo gol che avrebbe consentito alla Juve di avere maggiore respiro nella partita di ritorno al Santiago Bernabeu. E dire che alla vigilia della partita eravamo scettici su questa Juventus che ci è apparsa in calando dal punto di vista fisico e mentale. Avevamo ancora negli occhi le due gare effettuate contro il Monaco, e ci siamo chiesti più d’una volta come avrebbe potuto la squadra di Max Allegri, affrontare e battere i campioni del Real. E, invece, con nostro piacevole stupore, abbiamo rivisto come per incanto la Juve che conosciamo. Una squadra ben messa in campo, attenta a chiudere i varchi provenienti dagli esterni spagnoli e, soprattutto fermare, talora anche doppiandolo in difesa, il giocatore più rappresentativo del Real: la star Cristiano Ronaldo. Buona la prova di tutto il reparto difensivo della Vecchia Signora che ben si è amalgamato al centrocampo e alle due punte, sia in fase di non possesso, che nel possesso palla. Una tattica pensata a lungo da Allegri, i cui unici dubbi iniziali si limitavano nell’incertezza di schierare la difesa a tre o a quattro, ponendo come trequartista Vidal e non Pereyra, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inserendo Sturaro a centrocampo. La scelta dell’ex genoano si rivelata vincente, in quanto ha saputo dare vigore fisico e intelligenza tattica, in un reparto in cui si prevedeva fin dall’inizio un superlavoro a centrocampo, in fase di interdizione e di costruzione del gioco. Allegri, dunque, ha saputo intuire bene la chiave di lettura di una partita cominciata con un 4-3-1-2 e finita con il 3-5-2. Grazie a questa sistemazione in campo della Juventus, i blancos di Carletto Ancelotti, che hanno risentito non poco dell’assenza di Modric e Benzema, non hanno mai dato l’impressione di essere superiori dal punto di vista della qualità tecnica. Sergio Ramos è apparso lontano dalla sua forma migliore e Bale è sembrato fuori ruolo in attacco. Avevamo partecipato alla conferenza stampa del Real, alla vigilia del match allo Juventus Stadium. In quella occasione abbiamo avuto la sensazione che Ancelotti temesse in qualche misura una Juventus carica, volitiva e con quella fame di finale di Champions, che avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. E’ stato così, non ci siamo sbagliati, perché la Juve di Allegri ha contenuto l’avversario e l’ha attaccato, pressandolo in maniera ordinata e mai frettolosamente scriteriata. Adesso l’aspetta il catino infernale del Bernabeu, ma questa Juve, se saprà ancora una volta interpretare la partita con intelligenza, furore agonistico e lucidità di idee, potrà cominciare a pensare a quella finale tanto sperata, a lungo sognata e, tra poco, forse anche realizzata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marchisio.jpgSiNla-juve-batte-il-real-madrid-adesso-berlino-e-pio-vicino-1013062.htmSi100451001,02,03030622
1081013016NewsEditorialeDopo aver visto Real Madrid - Barcellona20141027190740La prima classica della Liga Spagnola, ci dà tanti spunti di approfondimento sul nostro calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Spettacolo puro per&nbsp;palati fini del calcio. Dopo aver visto il primo clàsico della stagione della Liga Spagnola, ci sembra che il calcio di casa nostra sia così insignificante di contenuti. Il Santiago Bernabeu sembrava elettrico di entusiasmo, e ne aveva ben donde, visto che lo spettacolo e le emozioni non hanno dato respiro ai tifosi. Velocità, passaggi di prima, tocchi di classe e gol a volontà hanno rappresentato l’essenza di un calcio supremo, un pallone di alta classe che non conosce il mezzuccio di speculare sulla perdita di tempo per raggranellare, chissà, magari un piccolo pareggio striminzito. No, qui la mentalità è un’altra. Da queste parti il pallone è sicuro spettacolo, tanto più se a sfidarsi sono le storiche nemiche del calcio spagnolo: Real Madrid e Barcellona. Cristiano Ronaldo contro Messi, ma non solo. Sì, perché i temi di questo storico match non sono mai poveri di spunti, minimalisti e mediaticamente non si traducono soltanto sul mettere un campione contro l’altro. Qui le tematiche sono sempre tante e pure questa volta non sono mancati gli spunti di cronaca eccellente. A quattro minuti dal fischio d’inizio è andato in gol il Barcellona con Neymar che, dopo aver ricevuto un passaggio da Suarez, insacca nell’angolino della porta di Casillas. Nessun dramma per i blancos che, immediatamente, riprendono a macinare gioco e splendide azioni che fanno pensare a un immediato riscatto. E così è stato, perché il pareggio è arrivato con Cristiano Ronaldo, che ha trasformato il rigore assegnato dall’arbitro, per fallo di mano in area di rigore <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>da parte di Gerard Piquè. E intanto lo spettacolo dato in campo dalle due contendenti continua a deliziare gli spettatori, ad emozionarli a fargli pensare che in fondo il prezzo del biglietto merita davvero la pena. Un contenitore di così tante emozioni pallonare non ha prezzo. E intanto le Merengues continuano il loro gioco arioso, fatto di passaggi filtranti e convinzione di spingersi all’attacco per vincere la partita. Il Barcellona non è da meno e, seppur con più misurata convinzione, ribattono colpo su colpo con Messi, Luis Suarez, Neymar, e scusate se è poco. Ma il Real ha cominciato la ripresa con un’aggressività ancor più evidente del primo tempo, e così è andato in vantaggio con Pepe che mette in rete grazie a un calcio d’angolo battuto da Toni Kroos. A questo punto il Barcellona ha tentato di riportare le sorti in parità, ma è ancora il Real Madrid ad andare in gol con Benzema, che ha praticamente stroncato le residue velleità del Barca, grazie a una bella azione corale che ha visto la collaborazione di Cristiano Ronaldo e Isco. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Un gioco di squadra che è la vera essenza del calcio moderno fatto di passaggi brevi e precisi che si materializzano in tocchi che ne esaltano la tecnica sopraffina. Chi ci legge e non ha avuto modo di vedere la partita, non pensi che stiamo enfatizzando a dismisura su un match che altro non è che l’incontro tra due espressioni calcistiche che concepiscono l’essenza del calcio spettacolo in Europa. Quello che scriviamo deve essere significativo di un calcio champagne, fatto di tecnica pregiata ma, soprattutto, di mentalità che, purtroppo, non è più in uso dalle nostre parti. Si dirà che in Italia non ci sono più soldi e che invece in Spagna, per il calcio, sono stati investiti bene già a suo tempo. Ma siamo proprio sicuri che i soldi nel calcio siano la base essenziale per vincere, dare spettacolo e primeggiare? Noi ricordiamo l’Inter di Massimo Moratti che per anni ha speso fior di quattrini senza mai vincere nulla e, men che meno, dare spettacolo calcistico. Poi, con l’avvento di Mourinho le cose sono cambiate. E allora, dove sta la verità? Certamente nei campioni, ma, soprattutto, nella mentalità del gioco e nella cultura della sconfitta che non abbiamo per crescere. Già, perché in Italia si deve vincere ad ogni costo, anche tra mille polemiche. E non fa niente se hai giocato male, se hai annoiato gli spettatori, se hai dato un’errata immagine del calcio inteso come gioco di squadra e spettacolo. Sì, perché l’importante è vincere, metterci una pezza e magari non maturare mai. Crediamo davvero che in questo basilare concetto si racchiudano tutti i nostri problemi pallonari che ormai da troppi anni ci penalizzano al cospetto dell’Europa. Impariamo con umiltà per crescere con i fatti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>MadridFL0711FL0711Ancelotti41.jpgSiNdopo-aver-visto-real-madrid-barcellona-1013016.htmSi100451001,02,03030630
1091012955NewsCampionatiLuciano Moggi: «Sono 34 gli scudetti della Juventus. Del Piero? Troppo permaloso»20140914165650luciano moggi, del piero, juventusUn Moggi agguerrito si toglie i sassolini nella scarpa.Ci vediamo con&nbsp; Luciano Moggi a S. Lucia del Mela durante l’incontro organizzato dal locale Juve Club e gli chiediamo un’intervista in esclusiva per IlCalcio24.com. Acconsente subito con estrema&nbsp; cordialità e ci rimanda così&nbsp; a mangiare al ristorante, dove potremo parlare con calma.<br><br>La prima impressione che se ne ricava è quella che il tempo e le traversie giudiziarie non hanno scalfito minimamente la sua sicurezza, lo spirito di combattente nato, e il fisico che non mostra il peso degli anni.<br><br>Direttore – iniziamo l’intervista mentre distribuisce autografi e pazientemente si sottopone ai selfie- nel suo libro “Ve lo do io il pallone” (ed. Mondadori) il primo capitolo è dedicato all’episodio dell’atterramento di Ronaldo da parte di Juliano, in quella famosa partita&nbsp; Juve-Inter divenuta ormai l’emblema, per tutti gli anti-juventini, del potere che Lei esercitava sulla classe arbitrale. Ma si parla anche, sempre nel primo capitolo del suo libro, del contratto che Lei tiene gelosamente in cassaforte, sottoscritto da Moratti e da Lei e che non fu onorato per cause a tutt’oggi sconosciute. Questi due episodi sono all’origine di calciopoli,se è mai esistita, e del rancore di Moratti verso di Lei?<br><br>"La partita in questione- ci risponde- non si sarebbe mai dovuta giocare. Questa è l’unica verità accertata perché l’Inter in realtà doveva essere retrocessa quell’anno per il tesseramento irregolare di Recoba ed il regolamento della Federazione parla chiaro:” La società che&nbsp; deposita un contratto irregolare, ovvero con dati falsi quali la nazionalità, deve essere retrocessa”. Ebbene lo sa cosa mi confidò il signor Carraro,presidente della FIGC di allora?&nbsp; “ Non me la sento di&nbsp; retrocedere l’Inter dopo tutti&nbsp; i soldi spesi da Moratti”. Le pare una giustificazione accettabile questa? <br><br>Il contratto sottoscritto da me e da Moratti è vero, ma per capire perché non fu mai onorato ho invitato il signor Moratti a uscirlo dalla sua cassaforte e renderlo pubblico, così anch’io lo tirerei fuori e allora ne vedremmo delle belle. Moratti non l’ha mai fatto!&nbsp; Perché? Ve lo dico io: perché è un coniglio, un pavido! Lo scriva pure sul suo giornale, perché io non ho paura di essere querelato,anzi li invito a querelarmi, tutti quanti! Perché non lo fanno?" <br><br>Adesso si accende il solito sigaro,con cui si fa immortalare nelle foto e così ho il tempo di respirare, riordinare le idee e fargli un’altra domanda. <br><br>Direttore, gli chiedo, quanti scudetti ha effettivamente&nbsp; vinto la Juve 32 o 33 ,secondo Lei? <br><br>Mi risponde con una vampata di fumo di sigaro in viso per dirmi:” Eh no,caro Attilio,ti sbagli perché non sono né 32,né 33, ma 34 perché tutti quanti vi siete scordati lo scudetto della Roma,che vinse con il tesseramento irregolare del giapponese Nakatà, che segnò,proprio lui,un gol alla Juve e ne propiziò un altro con un terribile assist. In realtà anche in quel caso la Roma doveva essere retrocessa per il passaporto falso di Nakatà,ma il Commissario della FIGC era Petrucci,che era anche presidente del Coni e che era stato anche dirigente della Roma fino a qualche anno prima e poi era il 2000, l’anno del Giubileo, così fecero durare il Giubileo un anno in più!" <br><br>Ha&nbsp; quel sorriso un po’ sfottente che lo ha reso famoso in mezza Italia, rendendolo però&nbsp; inviso al resto dell’Italia calcistica. Sembra proprio un “boss”, lasciateci passare il termine in senso benevolo, naturalmente, e simpatico . <br><br>Senta- lo pressiamo- come mai&nbsp; Antonio Conte, da allenatore della nazionale di calcio, in una intervista ha affermato che per lui gli scudetti vinti dalla Juve e che Lui ricorda da giocatore e da allenatore bianconero sono otto e non nove,come dichiarava quando era il mister della Juve?<br><br>“A dire il vero Antonio Conte ha cercato di difendere se stesso e non la Juve in questo caso ed ha fatto riferimento soltanto a quelli, dove era presente da atleta o da allenatore. Ma per lui, se devo dire cosa penso, è normale farsi i fatti suoi! A buon intenditor, poche parole!”. <br><br>Ritornando al libro “ Ve lo do io il pallone” , proseguo con le domande, lei ha scritto che Del Piero non è stato e non sarà mai un giocatore simbolo della Juve come invece Totti lo è stato e lo sarà per la Roma. Cosa c’è che non va in Alessandro Del Piero?&nbsp; <br><br>Mi risponde molto sinteticamente, forse non mi dice tutta la verità:<br><br>“Del Piero è troppo permaloso, volubile, instabile, introverso. Ci vuole ben altro per fare l’uomo simbolo di una squadra come la Juve. Le sue spalle sono troppo leggere per reggere il carico di una storia così importante come quella bianconera.” <br><br>Proseguiamo con la nostra intervista e gli chiediamo cosa pensa della dichiarazione dell’ex portiere dell’Inter Toldo: “Dopo Calciopoli il calcio in Italia è cambiato.”<br><br>“Ha ragione Toldo, il calcio è cambiato, perché prima vincevamo le Champions League e la Coppa del Mondo e adesso invece ci buttano fuori dopo il girone di qualificazione. “&nbsp; Adesso s’incavola e ci dice:” Toldo si dovrebbe vergognare di ciò che ha detto, perché lui sa che prima di un Juve-Inter , il presidente della FIGC Carraro,che tifava Milan perché era stato presidente della squadra rossonera, telefonò a Bergamo,designatore degli arbitri, e gli disse.” Chi arbitra domenica Juve-Inter?”&nbsp; . Bergamo gli rispose :” Rodomonti”. “ Bene. Digli di non favorire la Juve” gli aggiunse Carraro, sottintendendo di favorire l’Inter e così anche il Milan che ci superava in classifica di un paio di punti. Bergamo telefonò due ore prima della partita a Rodomonti e gli disse testualmente: “Stai attento,come sei salito puoi scendere; lo sai che è più facile scendere che salire. Arbitra bene e non favorire la Juve e ,se riveli questa telefonata, ne pagherai le conseguenze!”. Un ricatto bello e buono. Noi pareggiammo 2-2 quella partita e il Milan aumentò il distacco,mentre Toldo fece un fallo in area di rigore e non fu espulso! Capito? Si dovrebbe vergognare Toldo di aver detto quelle&nbsp; parole!”.&nbsp; <br><br>“Direttore- incalziamo- c’è qualcosa che l’ha rammaricata nei comportamenti della società bianconera nei suoi confronti al di là delle vicende di Calciopoli?”. <br><br>Ci risponde con un velo di tristezza che s’intuisce dalla smorfia del suo viso, perché porta sempre gli occhiali scuri che impediscono di scrutare nei suoi occhi:” Quando sono andato a visitare lo Juve Museum, mi è presa la tristezza perché hanno cancellato la storia fantastica della Juve degli anni dal ’96 al 2006. Anche se ci sono gli scudetti,mancano le immagini più significative e i personaggi che portarono a termine&nbsp; quelle imprese gloriose di un decennio che non si potrà più cancellare nei cuori dei tanti tifosi juventini. Non è bello,vi assicuro, e vivo con la speranza che un giorno possano rimediare a questa vergognosa dimenticanza,chiamiamola&nbsp; così!”<br><br>Un’ultima domanda, Moggi, prima che finisca il suo sigaro: “Lei si è sempre dichiarato vittima,ma di chi e di che cosa?”<br><br>Stavolta posa il sigaro e diventa serio,come finora non si era mai mostrato.<br><br>“Tutto è iniziato con la morte dell’Avv. Agnelli perché si innescò una guerra senza esclusioni di colpi fra gli eredi. Qualcuno pensò che io,Giraudo e Bettega volessimo impadronirci della Juve. Proprio noi che non abbiamo mai preso una lira più di quello che ci spettasse e abbiamo fatto incassare lauti dividendi agli azionisti. Attraverso i giornali di famiglia, La gazzetta dello Sport e La Stampa, fummo attaccati duramente . Il presidente della Juve era l’avv. Grande Stevens, legale della famiglia Agnelli, il quale si presento al processo sportivo auto –accusando la società e chiedendo di essere retrocessi in serie B! Incredibile! Stento a crederci tuttora! La società rinunziò a difendersi e si autoaccusò! Questo comportamento ha avuto ripercussioni anche nei successivi procedimenti civili,danneggiandomi grandemente. Fummo denunciati per irregolarità nei bilanci per cifre molto inferiori a quelli dei bilanci di Milan e Inter: ebbene Grande Stevens chiese il patteggiamento,riconoscendo quindi anche in questo caso la colpa. Sai come finì? Il giudice respinse la richiesta di patteggiamento per chiara insussistenza del reato contestato. Pensa il processo durò due anni, mentre quelli del Milan e dell’Inter ancora si devono concludere. Hai capito adesso come sono andate le cose veramente? Pensa che se Grande Stevens fosse rimasto,alla Juve avremmo avuto mautro direttore sportivo e Vialli allenatore. Era già stato deciso. Chissà che allegria!&nbsp; Non&nbsp; aggiungo altro se non l’invito a tutti i tifosi juventini a continuare a tifare per la maglia,per Allegri ,che è un allenatore stile Juve e non vi deluderà,anche se non è vero che l’ho suggerito io ad Andrea Agnelli, ma soprattutto tifate per Andrea Agnelli che è un grande presidente, e anche se i cordoni della borsa li tiene Elkann, lui è figlio di quell’Umberto e sarà degno del padre”. <br><br>Finisce qui la nostra chiacchierata con Luciano Moggi, che resta pur sempre nel cuore di tutti gli juventini che non hanno mai dimenticato i suoi eroi :Zidane,Ibrahimovic,Nedved,Vialli,Buffon,Del Piero, con i quali ci fece salire sul tetto del mondo. Buona fortuna Direttore! <br><br>&nbsp; <br><br>Attilio Andriolo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012936FL0711FL0711moggi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-luciano-moggi-gli-scudetti-trentaquattro-del-piero-permalosodella-juventus-1012955.htmSiT1000007100451001,02,03,06,070302822S
1101012930NewsEditorialeIce Bucket Challenge, la «secchiata» raggiunge anche Udine20140825162130Ice Bucket Challenge, Di Natale, Udinese, SlaDopo aver coinvolto centinaia di star e sportivi di ogni dove, la moda di versarsi acqua gelata per la ricerca contro la Sla arriva anche in Friuli. Testimonial: Antonio Di Natale.La mania della doccia gelata, nota anche come <b>Ice Bucket Challenge,</b> a favore della ricerca per combattere la terribile sindrome della <b>SLA </b>arriva anche a Udine. Alcuni giocatori dell’Udinese, infatti, si sono fatti immortalare nei video mentre si fanno versare secchiate di acqua ghiacciata in testa come tanti altri sportivi e personaggi illustri dello spettacolo e della politica.&nbsp;<div><br></div><div>L’inizio della catena friulana l’ha dato il portiere Kelava, il numero uno croato in procinto di lasciare il capoluogo friulano destinazione probabilmente Granada. Da lì una secchiata tira l’altra e anche il capitano<b> Di Natale</b> si presta alla nobile campagna, in questi giorni coinvolta da accese polemiche per la possibile vanità delle celebrità che si versano l’acqua addosso. A parte questo, la moda coinvolge pure il difensore Mlinar, Domizzi, Widmer, Allan e pure il medico sociale Fabio Tenore.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dall’Inghilterra, sponda Watford, il portiere polacco<b> <a href="https://www.facebook.com/WojciechPawlowskiOfficial?hc_location=timeline">Wojciech Pawłowski</a> </b>ha da poco postato su Facebook il video dove anche lui prende parte alla campagna, nominando a sua volta il bianconero Piotr Zielinski, il collega di reparto Artur Boruc (ex Fiorentina) e Sebastian Mila. Una doccia che non risparmia nessuno quindi, dopo testimonial come Cristiano Ronaldo, Messi, Maradona e tantissimi altri. Sperando comunque che dopo la “rinfrescata” ci sia anche il sostegno economico a favore della ricerca. Niente braccino corto dopo la doccia, mi raccomando. &nbsp;</div>Udineuttd01uttd01udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNudine-acqua-ghiacciata-di-natale-1012930.htmSi101268101,02,03030469
1111012868NewsCoppeIl Real Madrid vince la «DECIMA» Coppa tanto sognata20140525142546La squadra di Carletto Ancelotti vince la Champions League 2013`14<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Una finale di calcio è sempre una finale, si tratti di tornei amatoriali che di pallone che conta. Emozioni e sentimenti divergenti si intrecciano tra lacrime e gioia, tra vinti e vincitori. Ma la finale della Champions League o la Coppa del Mondo, hanno certamente una valenza straordinaria, per l’impatto incredibile che hanno sulla gran massa di tifosi al seguito e per l’importanza stessa che racchiudono. La finale di Champions League tra Real Madrid e Atletico è stata l’espressione di qualcosa di nuovo e forse irripetibile. Due squadre della stessa città in finale, un derby nel derby che assume aspetti davvero incredibili per tensione e per i grandi temi storico – culturali legati a Madrid, la città più importante della Spagna. Sul campo abbiamo visto un primo tempo in cui l’Atletico Madrid ha dimostrato maggiore grinta e determinazione e, infatti, la squadra di Simeone, tesa e attenta com’era, ha chiuso la prima parte della gara in vantaggio, grazie al gol di Godin che ha fatto toccare il cielo con le dita ai sostenitori biancorossi. Ma nel secondo tempo la reazione dei madridisti di Carletto Ancelotti si è fatta sentire. Infatti, prima Sergio Ramos pareggia il conto al 93’, e poi nei tempi supplementari i blancos dilagano con Bale, mister 100 milioni di euro, e poi segnano ancora con Marcelo e Ronaldo. Un 4 a 1 forse troppo pesante per la squadra di Simeone che ormai aveva dato davvero tutto e che soltanto a due minuti dalla fine dei tempi regolamentari si è arresa, facendo crollare tutti i sogni sin lì accarezzati. Impazzisce di gioia invece Carletto Ancelotti, per aver contribuito in maniera determinante a conquistare la Decima Coppa con le grandi orecchie della storia del club madridista. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ci abbiamo sempre creduto”</b> dice il tecnico italiano, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“..e alla fine è andata bene. Sono felice per la nostra gente”.</b> E dire che Ancelotti, ai tempi in cui è stato allenatore della Juventus (tempi molto lontani, ormai) era stato tacciato come eterno secondo. Una diceria assurda che all’allora tecnico proveniente dal Parma, gli avevano appioppato addosso perché aveva raggiunto solo dei secondi posti. E’ incredibile questo mondo del calcio, talora anche feroce nelle sue sentenze che, come in questo caso, vengono poi smentite con l’avverarsi di altre situazioni. Lui, e tutta la squadra del Real Madrid, hanno meritato la vittoria perché ci hanno creduto fino alla fine. E’ stata una sofferenza infinita, ma alla fine è arrivata la tanto sospirata vittoria. Onore dunque ai vincitori, ma non dimentichiamo certamente il meritevole percorso dell’Atletico di Simeone, il quale si è fatto conoscere dal mondo intero come squadra dalle poche possibilità economiche, capace di esprimere un calcio essenziale, fatto di forza atletica, ottime trame di gioco, grinta e determinazione da vendere. Certamente è un esempio da seguire.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lisbonafl0711fl0711Ancelotti41.jpgSiNil-real-madrid-vince-la-«decima»-coppa-tanto-sognata-1012868.htmSi100451001,02,03030441
1121012849NewsCalcio EsteroLiga, 37a giornata: al Levante il derby di Valencia20140511091417Liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoAngel e Ivanschitz regalano il derby di Valencia al LevanteDue le gare giocate ieri per la 37a e penultima giornata di Liga spagnola. Fà suo il derby della città di Valencia il Levante che si impone per 2-0 sui più blasonati cugini del Valencia. Angel e Ivanschitz decidono la partita e consentono al "piccolo" Levante di scavalcare in classifica, al settimo posto, proprio il Valencia, che resta in decima posizione con 46 punti.<BR>Nell'altra sfida, goleada del Villareal che travolge il Rayo Vallecano ormai salvo e, probabilmente, con la testa da un'altra parte. Il sottomarino giallo, con le reti di Uche, Bruno, Pereira e Costa blinda la settima posizione formalizzando il ritorno in Europa dopo l'onta della retrocessione in B di due anni fa.<BR>Oggi si disputeranno tutte le restanti partite della 37/a giornata. In campo, contemporaneamente, alle 19, tutte le big del calcio iberico. L'Atletico Madrid affronterà al Vicente Calderon il Malaga, cercando riscatto e punti dopo la cocente sconfitta di una settimana fa sul campo del Levante. In realtà, vincendo oggi, e una serie di risultati improbabili ma pur sempre possibili, potrebbero addirittura laureare l'Atletico campione già stasera. Quindi, vincere diventa la priorità anche in vista del fatto che la prossima settimana ci sarà l'atto finale contro il Barcellona. Il Malaga, avversario odierno, non ha più nulla da chiedere a questa deludente stagione ed è reduce dalla sconfitta casalinga contro l'Elche. Simeone, però, dovrà rinunciare a Diego Costa alle prese con una lesione di primo grado al bicipite femorale. <BR>Il Barcellona andrà a far visita ad un Elche che lotta per non retrocedere avendo solo 3 punti di vantaggio sull'Almeria terz'ultimo. L'11 biancoverde è a caccia di punti ma il Barcellona è di nuovo in corsa per il titolo. Inoltre mister Escribà ha problemi di formazione e dovrà fare a meno di Alvaro Gomez, Botia e Toño squalificati, più i dubbi Niguez e Boakye. Per i catalani, redivivi, saranno 180 minuti decisivi perchè con 6 punti potrebbero confermarsi campioni conquistando il quarto campionato in 5 anni.<BR>Il Real Madrid, dopo il pareggio contro il Valladolid, ha ormai abbandonato il sogno di conquistare il campionato. 4 punti a 2 giornate dal termine sembrano davvero troppi considerando che servirebbero le improbabili sconfitte, allo stesso tempo, di Atletico e Barcellona. Anche per questo Ronaldo non sarà in campo, ma anche Varane, Pepe, Di Maria e Carvajal; probabilmente per iniziare a cercare la migliore condizione in vista della finale di Champions. <BR>Tra gli altri incontri spicca il derby basco tra Athletic e Real Sociedad che, però, non ha risvolti di classifica vistyo che tra le due formazioni ci&nbsp; sono 10 punti di differenza. I biancorossi sono i favoriti, anche per chiudere al meglio una stagione decisamente positiva, con il pubblico del San Mames&nbsp; pronto a festeggiare ufficialmente l’accesso ai preliminari di Champions League di Aduriz e compagni.<BR>Importantissima, infine, anche Granada-Alemria. Chi perde va in B. I padroni di casa, virtualmente salvi fino a qualche settimana fa, sono reduci da una serie di risultati negativi (1 punti in 3 giornate). Il club dei Pozzo ha, al momento, solo due punti di vantaggio sull'Almeria e sulla zona retrocessione.&nbsp; In casa il Granada ha un bottino di 7 vittorie, un pareggio e 10 sconfitte, mentre l’Almeria in trasferta ha vinto solo 4 volte, pareggiato 1 e perso 13. <BR><BR>LIGA – Risultati 37/a Giornata<BR><BR>Ieri<BR><BR>Villarreal-Rayo Vallecano 4-0&nbsp; 22'Uche-42'Bruno-55'Pereira-64'Costa<BR>Levante-Valencia 2-0&nbsp; 70'Angel-81'Ivanschitz<BR><BR>Oggi<BR><BR>Athletic Bilbao-Real Sociedad<BR>Atletico Madrid-Malaga<BR>Real Betis-Valladolid<BR>Celta Vigo-Real Madrid<BR>Elche-Barcellona<BR>Espanyol-Osasuna<BR>Getafe-Siviglia<BR>Granada-Almeria<BR><BR>SpagnaFL0411FL0411simeone.jpgSiNliga-giornata-37-levante-vince-derby-di-valencia-1012849.htmSi100427901,02,03030378
1131012838NewsCoppeAncelotti, orgoglio italiano20140430184652Un allenatore che molti anni fa la critica definiva come eterno secondo.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il merito è tutto suo, ha cambiato la mentalità, ha cambiato tutto”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> con una frase emblematica che sa di ringraziamento al suo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Carlo Ancelotti</b> dopo la netta vittoria per 4 a 0 inflitta al Bayern, all’Allianz Arena di Monaco. Una semifinale incredibile, una gara che ha visto una sola squadra in campo; il Real Madrid che ha dato lezione di praticità, esempio di un calcio che si può definire semplice e al contempo pragmatico. Carlo Ancelotti da Reggiolo in provincia di Reggio Emilia, dopo aver coronato un’ottima carriera da calciatore centrocampista nelle fila del Reggiolo, Parma, Roma e Milan e dopo essere entrato a far parte del Club Italia vestendo la maglia azzurra dal 1979 al 1991, ha intrapreso con successo la carriera da allenatore partendo dalla Reggiana e poi nel Parma, nella Juventus, nel Milan, nel Chelsea, nel Paris S.G. e adesso nel Real Madrid. Un’escalation di successi che fanno di lui uno tra i più importanti personaggi del football italiano di tutti i tempi. Eppure Carletto Ancelotti non ha avuto un buon inizio nella nuova veste di allenatore. Ricordiamo quando si diceva di lui che era l’eterno secondo, un allenatore destinato a non vincere mai. Erano gli anni in cui è stato allenatore della Juventus dal 1999 al 2001. Due soli anni che non l’hanno mai visto vincitore, ma con soli due secondi posti che non l’hanno mai fatto entrare definitivamente nel cuore dei tifosi bianconeri i quali non gli hanno mai dimostrato grande simpatia. Da lì in avanti sedendo le panchine di Milan, Chelsea, Paris SG e Real Madrid, Ancelotti ha dato una risposta a coloro i quali non credevano in lui, vincendo Campionati e Coppe sia in Italia che all’estero. Il tecnico emiliano rappresenta davvero il vanto del calcio italiano, il made in Italy capace di vincere col sorriso. Sì, perché sotto quell’aria eterna da pacioccone buono, nasconde grandi capacità e conoscenze calcistiche che non sono certamente inferiori a chi urla, sbraita ed è polemico con tutto e tutti. Forse manca di esteriorità, di fumo, di quel niente che chissà perché troppe volte entusiasma il mondo dell’informazione e la gente che preferisce l’inutile, piuttosto che badare al sodo. Ebbene, Carletto Ancelotti è il simbolo dell’allenatore capace di parlare coi fatti, di ciò che si conquista in campo attraverso il sudore e la fatica, mica pizza e cozze. Forse pecca di capacità nel sapere vendere la sua immagine attraverso il niente, quel nulla che si traduce nell’effimero di tante parole inutili fatte di promesse e bla bla senza fine, che tanto piacciono a noi media e a tante persone innamorate dell’apparire piuttosto che dell’essere. Per Ancelotti c’è il lavoro, la fatica, la serietà, l’impegno calcistico che si traduce in professionalità e tattica, senza tuttavia rinunciare al divertimento del gioco. Con la sua ironia intelligente si contrappone all’aggressività espressa da Mourinho, Conte e altri suoi colleghi che fanno del calcio l’espressione del moto perpetuo che è assillo e ricerca della perfezione allo stato puro. Due modi diversi di vedere il calcio in un solo obiettivo da raggiungere: la vittoria.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Oggi si dice di Ancelotti che è un allenatore vincente che non ha bisogno di urlare e dichiarare guerra al mondo, ma sa affondare le sue tensioni in una ironia che gli appartiene naturalmente e che è capace di sdrammatizzare ogni piccolo o grande insuccesso che inevitabilmente si incontra nella strada di ogni allenatore. Com’è strano questo mondo del calcio e com’è capace di cambiare idea sui suoi personaggi, in base alle vittorie ottenute o mai conquistate. Quanto sei bravo quando vinci e quanto non vali nulla quando non vinci mai o poco. E’ la legge dei giudizi affrettati in un mondo in cui non ha tempo di aspettare. Troppi sono gli interessi che gli ruotano intorno e tanta è la superficialità con la quale si danno giudizi affrettati, senza ponderare che per vincere nel calcio c’è bisogno di molte componenti capaci d’intersecarsi fra loro e, non ultimo, poter contare su un parco giocatori di grandi capacità tecniche e non comune intelligenza tattica. Se questo non c’è, anche il miglior allenatore al mondo fallirebbe. E’ quello che è successo in carriera anche a Carletto Ancelotti che, dopo aver dismesso le scarpe da calciatore ha cominciato a fare l’allenatore quando tutti pensavano che fosse destinato ad essere l’eterno secondo e che non avrebbe mai vinto nulla. E chissà se qualche collega di allora, sarebbe ancora capace di ripetere lo stesso giudizio nei confronti di questo serio allenatore che non ha mai amato gli eccessi mediatici, i proclami e le false promesse, ancora oggi che in finale di Champions League avrà la possibilità di conquistare la “Decima” Champions League dei blancos del Real Madrid. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Monaco, Stadio Allianzfl0711fl0711Ancelotti41.jpgSiNancelotti-orgoglio-italiano-1012838.htmSi100451001,02,03030414
1141012834NewsCalcio EsteroLiga, 35 giornata: l`Atletico Madrid sbanca Valencia20140428102144liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoL`Atletico batte di misura il ValenciaNessuna sorpresa eclatante nella 35a giornata di Liga spagnola e con, sullo sfondo, il pensiero che vola a Tito Vilanova, ex tecnico del Barcellona. <br>Vincono le quattro di testa e le distanze restano invariate. L'Atletico Madrid sbanca il Mestalla di misura grazie alla rete di Rau Garcìa nei minuti finali del primo tempo e vola a 88 punti ristabilendo i 6 punti di vantaggio sul Real Madrid che, però, deve recuperare una partita. Merengues che hanno regalato gol e spettacolo nell'incontro del sabato contro l'Osasuna. Un rotondo 4-0, in vista della semifinale di ritorno di Champions league, con un Cristiano Ronaldo<br>in forma smagliante che mette a segno il 30° centro personale stagionale. <br>Il Barcellona, invece, vince in modo rocambolesco, rimontando il doppio vantaggio del Villareal. In un incontro certamente condizionato dal dolore nel cuore per&nbsp; la morte del ex tecnico, i catalani chiudono il primo tempo sotto di due reti. La svolta giunge al minuto 61' con una doppia sostituzione che manda in campo Tello e Fabregas e tanta, tanta fortuna. Ci son volute due autoreti, di Gabriel e Musacchio e un gol, il 27°, del solito Messi a togliere le castagne dal fuoco.<br>Sorride l'Athletic Bilbao, ormai ad un passo dall'impresa, cioè il raggiungimento di un posto nei preliminari della prossima Champions League. 3-1 al Siviglia firmato da Susaeta, Muniain ed Herrera e quarto posto ormai blindato dato gli uomini guidati da Ernesto Valverde. I vantaggio è di 6 punti&nbsp; proprio sugli andalusi, che saranno impegnati giovedì a Valencia nella semifinale di ritorno della Europa league.<br>Interessantissima anche la lotta in fondo alla classifica. Un colpo importante lo mette a segno il Getafe che, grazie alla rete di Colunga, batte di misura il&nbsp;Malaga abbandonando, almeno momentaneamente, la terzultima posizione. Netto successo del Rayo Vallecano che si impone con autorità per 3-0 sul campo del Granada; mentre l'Almeria soprende l'Espanyol&nbsp;per 2-1 grazie alle reti di Velez e Suso che rimontano l'iniziale vantaggio di Stuani. <br><br><br>LIGA – Risultati 35/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Elche-Levante 1-1 63'Boakye(E) - 74'Angel(L)<br><br>Sabato<br><br>Granada-Rayo Vallecano 0-3&nbsp; 54'Niguez-59'Larrivey-86'Fernandez<br>Getafe-Malaga 1-0&nbsp; 7'Colunga<br>Real Madrid-Osasuna 4-0&nbsp; 6'-52'C. Ronaldo-60'Ramos-83'Carvajal<br>Betis-Real Sociedad 0-1&nbsp; 44'Vela<br><br>Domenica<br><br>Espanyol-Almeria 1-2&nbsp; 42'Stuani (E) - 69'Velez-72'Suso(A)<br>Valencia-Atletico Madrid 0-1&nbsp; 43'Raul Garcia<br>Athletic Bilbao-Siviglia 3-1&nbsp; 4'Susaeta-53'Muniain-73'Herrera(A) - 79'Gameiro(S)<br>Villarreal-Barcellona 2-3&nbsp; 45'+1'Cani-55'Trigueros(V) - 66'A.gol Gabriel-78'A.gol Musacchio-83'Messi(B)<br><br>Lunedì<br><br>Celta Vigo-Valladolid<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)At.Madrid 88<br>2)Barcellona 84<br>3)Real Madrid 82 *<br>4)At.Bilbao 65 <br>5)Siviglia 59<br>6)Real Sociedad 57<br>7)Villareal 52<br>8)Valencia 45<br>9)Rayo 43<br>10)Levante 42<br>11)Espanyol 41<br>12)Malaga 41<br>13)Celta 40 *<br>14)Granada 37<br>15)Elche 36<br>16)Osasuna 35<br>17)Getafe 35<br>18)Almeria 33<br>19)Valladolid 32 **<br>20)Betis 22<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>spagnaFL0411FL0411simeone.jpgSiNliga-giornata-35-atletico-sbanca-valencia-1012834.htmSi100427901,02,03030412
1151012821NewsCalcio EsteroBale trascina il Real, la Coppa del Re è sua20140417142917Barcellona, Real Madrid, Coppa del Re, rivalità, Al terzo Classico stagionale, il Real Madrid si porta a casa la vittoria e anche la Coppa del Re. Per il Barça, invece, è la terza delusione dopo la sconfitta in Champions e la vetta sempre più distante. E Ancelotti sogna il triplete...E alla fine ci pensa lui, <b>Bale</b>, mister <b>cento-milioni-di-euro</b>. Scatto fulmineo che "circumnaviga" l'avversario, mentre con la manina gli fa "ciao ciao" e uno contro uno con <b>Pinto</b>. Il <b>gol </b>è d'obbligo, la <b>curva madrilena</b> che esplode in un boato pure. I tifosi invocano il nome del giocatore più costoso della storia del calcio, vero stella in quella serata.<div><br></div><div><b>Barcellona-Real Madrid</b> non è mai una partita come le altre. Che sia in <b>campionato</b> o in <b>coppa</b>, nazionale ed europea, la rivalità è sempre la stessa. <b>Feroce</b>, senza sentimentalismi, <b>spietata</b>. Soprattutto se c'è in ballo la <b>Coppa del Re</b>. Lo sanno bene i catalani, che fin da subito fischiano l'inno spagnolo prima dell'inizio della partita; lo sa <b>Ancelotti</b>, che se perderà anche la terza sfida contro i "cugini" blugranada a <b>Madrid </b>non saranno molto contenti. Per niente.</div><div><br></div><div>In campo le scintille sono all'ordine del giorno. <b>Tata Martino</b> vuole la vittoria, un minimo riscatto dopo la figuraccia in <b>Champions </b>contro l'<b>Atletico</b> e la vetta della <b>Liga </b>sempre più lontana. Ma <b>Di Maria</b> rovina tutto dopo appena 11 minuti, il tempo necessario per infiammare il neutro <b>Mestalla</b> di <b>Valencia</b>. <b>Ronaldo </b>non c'è, ma nessuno ne piange. La campanella del Barcellona suona nella ripresa, al 68', con il giovane <b>Bartra </b>che sostituisce <b>Xavi </b>e ridà speranza al suo club. Ma è un fuoco di paglia.</div><div><br></div><div>L'asso lo tira fuori quel gallese di Bale, dal <b>Totthenam </b>con furore, che finalmente dimostra l'importanza del <b>maxi-investimento</b> che il Real ha fatto su di lui. <b>Motore turbo-diesel</b> nelle gambe e il numero uno catalano finisce braccia all'aria. Una vittoria confezionata a velocità di Formula Uno e il pubblico madrileno ringrazia. <b>Mancano 5 minuti</b>, sembra un film e nemmeno il fenomeno <b>Neymar </b>riesce a rovinare la pellicola. Il <b>palo </b>salva <b>Casillas </b>e finalmente l'arbitro emette il <b>triplice fischio finale</b>.</div><div><br></div><div>Terza coppa nazionale per <b>Carletto</b>, dopo quella italiana e inglese. Ennesima delusione in stagione per il team di <b>Martino</b>, sempre più opaca e fuori da ogni trofeo. Quattro punti di differenza non sono tanti ma nemmeno pochi e sarà difficile fare la "<i>remuntada</i>" nelle poche giornate che mancano. A Madrid, invece, la gioia si tocca con mano. Il pullman dei blancos sfila trionfante <b>per le strade della città</b>, circondato da oceani di <b>tifosi in delirio</b>. Ma il mister quest'anno è stato chiaro: <b>Sergio Ramos</b> non alza la coppa. Altrimenti porta di nuovo <b>sfiga</b>.&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div>C1007858Valencia Stadio Mestallauttd01uttd01real_madrid_gareth_bale.jpgSiNcoppa-del-re-vittoria-real-1012821.htmSi101268101,02,03030571
1161012813NewsCalcio EsteroLiga,32a giornata: Barcellona e Real non mollano l`Atletico20140406091543Liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoNuovo record per MessiVincono le prime tre della classe nella 32/a giornata di Liga spagnola. L’Atletico Madrid di Diego Simeone continua la marcia che potrebbe valere il titolo battendo di misura il Villareal e nonostante l'assenza di Diego Costa, infortunato. I Colchoneros superano l’ostacolo Villarreal con la firma di Raul Garcia, che segna il sedicesimo gol personale della stagione. Successo importante, come detto, perchè era&nbsp;fondamentale dimostrare che anche senza la punta di diamante si potesse fare risultato e non solo. Oltre a Diego Costa l'Atletico era privo di elementi&nbsp; come Gabi e Arda Turan e per scelta tecnica mancavano anche Thiago e Miranda, tenuti a riposo in vista della gara di ritorno di Champions contro il Barcellona. Eppure il Villareal avrebbe meritato qualcosa di più e se&nbsp;l'incontro fosse terminato in pareggio nessuno avrebbe avuto da ridire ma la barricata dell'Atletico&nbsp;è stata&nbsp;insormontabile e, francamente, il Villareal non è quello del girone d'andata. <br>Il Barcellona, dunque, si mantiene in scia superando facilmente il fanalino di coda Betis per 3-1. Due gol di Lionel Messi e nuovo recordo per lui: con la&nbsp; doppietta di ieri raggiunge le 100 gare&nbsp;segnando almeno due reti. Partita da incubo, invece, per l'andaluso Jordi Figueras che causa un rigore per un fallo di mano e, poi, sbaglia porta per il momentaneo 2-0 dei catalani.<br>Bene anche il Real che rimane agganciato alla vetta nella difficile trasferta di San Sebastian. Privo di Cristiano Ronaldo, il Real ne rifila 4 alla Real Sociedad. Sono stati, però, i padroni di casa a fare la partita, soprattutto nel primo tempo, andando vicini al gol del vantaggio in più occasioni. "Merengues" salvati in almeno di un paio di occasioni da Diego Lopez ed anche leggermente “aiutati” dall’arbitro che ha lasciato correre su un tocco di mano di Sergio Ramos in area di rigore. <br>Nella quarta e ultima sfida giocata ieri, il Rayo Vallecano centra una vittoria importante, 3-0 al Celta Vigo, in chiave salvezza e si allontana dalla zona calda della classifica.<br><br>LIGA – Programma e Risultati 32/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Almeria-Osasuna 1-2&nbsp; 19'Riera-33'Arribas(O) - 73' Soriano(A)<br><br>Ieri<br><br>Atletico Madrid-Villarreal 1-0&nbsp; 14'Raul Garcia<br>Barcellona-Real Betis 3-1&nbsp; 15'-86' Messi-67'a.gol Figueras(B) - 68'Ruben Castro(RB)<br>Real Sociedad-Real Madrid 0-4&nbsp; 45'Illarramendi-66'Bale-85'Pepe-88'Morata<br>Rayo Vallecano-Celta Vigo 3-0&nbsp; 26'Rochina-49'-60'Bueno<br><br>Oggi<br><br>Malaga-Granada<br>Elche-Getafe<br>Siviglia-Espanyol<br>Valladolid-Valencia<br><br>Domani<br><br>Levante-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)At.Madrid 79<br>2)Barcellona 78<br>3)Real Madrid 76<br>4)At.Bilbao 56<br>5)Siviglia 50<br>6)Real Sociedad 50<br>7)Villareal 49<br>8)Espanyol 40<br>9)Valencia 40<br>10)Levante 40<br>11)Celta 36<br>12)Rayo 36<br>13)Malaga 35<br>14)Granada 34<br>15)Osasuna 33<br>16)Elche 32<br>17)Getafe 31 <br>18)Valladolid 30<br>19)Almeria 30<br>20)Betis 22<br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-32-barcellona-e-real-non-mollano-l-atletico-madrid-1012813.htmSi100427901,02,03030731
1171012805NewsCalciomercatoPsg, Al Khelaifi: «Non ci serve Pogba»20140403191230psgRispettoIntervistato in esclusiva da Rmc Sport, il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al Khelaifi, ha spento anche i rumors su Messi, Ronaldo e Pogba: "Non abbiamo bisogno di nuovi giocatori. In difesa abbiamo il meglio con Thiago Silva, così come a centrocampo con Thiago Motta, Matuidi e Verratti e in attacco con Cavani, Ibra, Lavezzi e Lucas. Rispetto molto Messi e Ronaldo, ma la nostra star è Ibra, insieme a Cavani. Il Matador è molto importante per noi, un grande professionista, molto generoso in campo, dà tutto e questo mi piace molto".C1012317adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNpsg-al-khelaifi-non-ci-serve-pogba-1012805.htmSiT1000007100075701,02,030301318
1181012803NewsCalcio EsteroLiga,31a giornata: tutto invariato in vetta20140330111929Liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoL`Atletico Madrid sbanca BilbaoTutto invariato in vetta alla Liga spagnola dopo il sabato di calcio iberico; vincono le tre squadre dominatrici del campionato ma un plauso speciale va sicuramente all'Atletico Madrid di Diego Simeone che affrontava l'incontro più difficile. A Bilbao i "Colchoneros" espugnano il San Mamés fornendo una prova di grande maturità e rimontando l'iniziale vantaggio degli uomini di Valverde realizzato da Muniain. Ma l'Atletico rispecchia totalmente quelle che sono le caratteristiche del proprio allenatore, battagliero e affamato di vittorie. E solo così si poteva avere la meglio di un grande Athletic, che prima d'ora aveva perso in casa solo contro l'Espanyol, e confermarsi in vetta alla classifica. Diego Costa e Koke ribaltano il vantaggio bilbaino e, poi, ci pensano le grandi parate di Courtois a difendere&nbsp; il prezioso vantaggio fino alla fine contro un Athletic rimasto in 10 per l'espulsione di Laporte.<br>Vincono anche Barcellona e Real Madrid, rispettivamente nei derby contro Espanyol e Rayo Vallecano. Il derby catalano è stata una di quelle partite che dimostrano che anche senza gol si può godere di un calcio piacevole, spettacolare e divertente; entrambe le squadre hanno giocato a visto aperto e ribattuto colpo su colpo; il Barcellona con il gioco che tutti conosciamo ed appreziamo da anni e l'Espanyol con un pressing asfissiante, forte anche del fatto di poter giocare senza troppi patemi d'animo. Il Barça riesce ad avere la meglio solo al minuto 75 allorquando Javi López tocca chiaramente con il braccio nella propria area di rigore e Messi trasforma il susseguente calcio di rigore spiazzando completamente il portiere "periquito", Kiko Casilla.<br>Dopo due sconfitte di fila si riabilita il Real di Ancelotti con un sonoro 5-0 al Rayo Vallecano in una notte di pioggia e vento. Un successo giunto più grazie all'impeto e alla voglia di riscatto delle "Merengues" che al bel gioco; una "manita" terapeutica che se non cambia le cose in vetta almeno le lascia invariate per continuare a sperare in un futuro passo falso delle due dirette concorrenti alla conquista del titolo. <br>Nel quarto incontro disputato ieri interrompe la marcia di 6 successi di fila il Siviglia di Unai Emery, sconfitto a Vigo da un rigore dubbio e molto polémico trasformato da Nolito.<br>Il Celta si riappacifica con i propri tifosi visto che la vittoria tra le mura amiche&nbsp;mancava da quattro turni casalinghi. Per il Siviglia un'occasione persa per ridurre le&nbsp; distanze dall'Athletic all'inseguimento di un posto in Champions.<br>Come di consueto altri quattro incontri ci riserverà la domenica di Liga. Fra poco meno di un'ora si affronteranno Valladolid e Almeria in uno scontro salvezza che sa di ultima spiaggia.<br>Il pareggio, in teoria, non serve a nessuna delle due. L'Almeria è quint'ultimo con 30 punti e +2 sul Getafe e il Valladolid è penultimo. In casa, però, il Valladolid è una squadra ostica e tra le mura amiche ha conquistato 4 delle 5 vittoriestagionali mentre l'Almeria in trasferta è pressoché un disastro con solo 3 vittorie ed un pareggio.<br>Alle 17 a Pamplona andrà in scena Osasuna-Real Sociedad; i padroni di casa hanno bisogno di punti per agguantare la salvezza mentre la Real Sociedad proverà&nbsp; a vincere per insidiare il quinto e il quarto posto. L'Osasuna è reduce da 5 sconfitte consecutive e sembra prmai lontano dall'essere quella squadra che in casa otteneva punti contro chiunque. <br>Alle 19 sarà la volta di uno derby della regione Valenciana, Villareal-Elche. Il Villareal è all'inseguimento di un piazzamento in Europa ma ultimamente ha rallentato e la dimostrazione è che ha ottenuto solo 5 punti nelle ultime 5 giornate; l'Elche è, invece, reduce da due pareggi e due sconfitte e, in genrale, in trasferta è poca cosa.<br>Infine alle 21, al Mestalla, il Valencia affronterà il Getafe. I padroni di casa sembra che non possano più raggiungere i posti europei dopo il pareggio contro l'Almeria, il distacco dalla Real Sociedad è di 9 punti e a 8 giornate dal termine pare impossibile la rimonta; di contro il Getafe ha estrema urgenza di fare punti,&nbsp; attualmente terz'ultimo la salvezza dista un solo punto ma la storia non è dalla sua parte dato che contro il Valencia ha perso nelle ultime otto occasioni.<br><br><br>LIGA – Programma e Risultati 31/a Giornata<br><br>Sabato<br><br>Espanyol-Barcellona 0-1&nbsp; 77'Messi<br>Celta Vigo-Siviglia 1-0&nbsp; 87'Nolito<br>Athletic Bilbao-Atletico Madrid 1-2&nbsp; 6'Muniain(AB) - 22'Diego Costa-55' Koke(AM)<br>Real Madrid-Rayo Vallecano 5-0&nbsp; 15'C.Ronaldo-55'Carvajal-68'-70'Bale-78'Morata<br><br>Domenica<br><br>Valladolid-Almeria<br>Osasuna-Real Sociedad<br>Villarreal-Elche<br>Valencia-Getafe<br><br>Lunedì<br><br>Granada-Levante<br>Real Betis-Malaga<br><br>SpagnaFL0411FL0411diegocosta.jpgSiNliga-giornata-31-l-atletico-madrid-sbanca-bilbao-1012803.htmSi100427901,02,03030599
1191012799NewsCalcio EsteroLiga,30a giornata: una Bacca avvelenata per il Real Madrid20140327092320Liga spagnola, Atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoCade il Real a Siviglia, Atletico in vettaTurno infrasettimanale di Liga spagnola, valido per la 30a gironata di Liga, ricco di emozioni. La notizia, in primis, è che il Real Madrid, dopo aver perso il "classico", cade per la seconda volta in 3 giorni, in quel di Siviglia, e scivola in terza posizione. Certo, nulla ancora è deciso ma è significativo il fatto che due sconfitte di fila il Real non le faceva registrare dal 2009. "Merengues" sconfitte 2-1 in casa di un meraviglioso Siviglia che inanella la sesta vittoria di fila. Decidono due reti del colombiano Carlos Bacca (12 gol) che raggiunge e ribalta l’iniziale vantaggio di Cristiano Ronaldo. La vittoria&nbsp; del Siviglia ha, secondo me, dei nomi e cognomi ben precisi: intanto quello di Unai Emery che si conferma allenatore esperto e adatto a realtà calcistiche di medio-alto livello e, poi, quelli di Bacca, Rakitic e del portiere Beto.<br>E l'Atletico di Simeone si ritrova capolista solitario con 73 punti in virtù del successo casalingo, seppur di misura, sul Granada. A decidere l'incontro ci pensa l'ispano-brasiliano Diego Costa che centra la 23a marcatura stagionale. Al secondo posto, con 72 punti, c'è il Barcellona che rifila tre rei al Celta&nbsp;Vigo; doppietta di Neymar e 22° centro per Leo Messi. Per i catalani, però la brutta notizia è l'infortunio di Valdés costretto ad uscire in barella, a scricchiolare è il ginocchio del portiere. Il modo con il quale Valdés abbandona il campo non fa presumere nulla di buono, quasi piangendo e tappandosi il volto con le mani, bisognerà&nbsp; aspettare, quindi, gli esami clinici per sapere quale sarà il futuro prossimo dell'estremo difensore del Barça.<br>Nel quarto incontro disputato ieri, importante per quando riguarda la corsa alla salvezza, il Rayo Vallecano batte l'Osasuna grazie ad un rigore trasformato da Larrivey a tempo scaduto. <br>Si chiuderà stasera la 30a giornata con altri 4 incontri, due alle 20 e due alle 22. <br>Al Al Coliseum Alfono Perez si affronteranno Getafe e Villareal, due squadre che ultimamente sono alquanto in difficoltà. I padroni di casa non vincono addirittura da novembre ed occupano la terzultima posizione con 28 punti; gli ospiti certamente non sono preoccupati dalla retrocessione ma la delusione è grande visto che hanno cullato per gran parte della stagione quella quarta posizione che darebbe accesso ai preliminari di Champions League. Ormai, però, è troppo tardi, è mancata la continuità, ma resta il fatto che, da matricola, il "sottomarino giallo" abbia disputato una stagione al di sopra di ogni aspettativa.<br>In contemporanea si disputerà Real Sociedad-Valladolid. I padroni di casa, dopo la sconfitta di lunedì sera in casa dell'Almeria, si trovano a -9 dal quarto posto e a questo punto non resta che accontentarsi di inseguire un posto in Europa League.<br>Infine, andranno in campo le due compagini di Valencia. I "pipistrelli" del Valencia ad Almeria e i "granotes" del Levante contro il fanalino di coda Betis.<br><br>LIGA – Risultati 30/a Giornata<br><br>Martedì<br><br>Malaga-Espanyol 1-2&nbsp; 33'Sergio Garcia-76' Pizzi(E) - 34'Perez(M)<br>Elche-Athletic Bilbao 0-0<br><br>Ieri<br><br>Barcellona-Celta Vigo 3-0&nbsp;&nbsp; 6'-67'Neymar-30' Messi<br>Rayo Vallecano-Osasuna 1-0&nbsp; 90'Larrivey<br>Atletico Madrid-Granada 1-0&nbsp; 63'Diego Costa<br>Siviglia-Real Madrid 2-1&nbsp; 14'C.Ronaldo(R) - 19'-72'Bacca(S)<br><br>Oggi<br><br>Getafe-Villarreal<br>Real Sociedad-Valladolid<br>Almeria-Valencia<br>Levante-Real Betis<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)At.Madrid 73<br>2)Barcellona 72<br>3)Real Madrid 70<br>4)At.Bilbao 56<br>5)Siviglia 50<br>6)Real Sociedad 46 *<br>7)Villareal 45 *<br>8)Espanyol 40<br>9)Valencia 39 *<br>10)Levante 37 *<br>11)Granada 34<br>12)Celta 33<br>13)Rayo 33<br>14)Malaga 32<br>15)Elche 31<br>16)Almeria 29 *<br>17)Osasuna 29<br>18)Getafe 28 *<br>19)Valladolid 27 *<br>20)Betis 19 *<br><br>* 1 partitta in meno<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411diegocosta.jpgSiNliga-giornata-30-real-madrid-sconfitto-a-siviglia-atletico-in-vetta-1012799.htmSi100427901,02,030301526
1201012794NewsEditorialeTracce di bellezza calcistica italiana che non c`è più20140324185422Il calcio italiano perde la bellezza e l`armonia del gioco<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Era il campionato più bello del mondo, quello italiano. Tutti ce lo invidiavano e persino i calciatori più importanti al mondo facevano a gara per poter giocare in Italia. E, anche se questo mondo pallonaro ci ha abituato a pensare che i calciatori vanno là, dove la moneta brilla di ricchezza e benessere, c’è stato un periodo in cui dal punto di vista professionale e qualitativo il calcio italiano dava garanzia di grande immagine e crescita di prestigio. Oggi non è più così. Il pallone italiano, infatti, non dà più garanzie di bel gioco. E, se pensiamo che solo la Juventus, la Roma e a tratti anche il Napoli, sono in grado di offrire il calcio spettacolo adatto ai palati fini, il resto è carente di bellezza pura. La 29ma giornata di calcio di Serie A, ha offerto un piatto povero di emozioni calcistiche ed è stato davvero carente di quello che è il vero significato del calcio: il gioco. Napoli – Fiorentina finita con la vittoria dei viola per 1 a 0 non ha entusiasmato particolarmente, come neppure ha sollecitato interesse la partita dell’Olimpico Lazio – Milan finita 1 a 1. Vince la Sampdoria contro il Verona per 5 a 0 e pure il Torino segna un rotondo 3 a 1 contro uno spento Livorno. Perde in casa l’Inter di Mazzarri per 1 a 2 contro l’Atalanta, pareggia il Parma 1 a 1 contro il Genoa e vincono Udinese, Bologna e Roma, rispettivamente contro Sassuolo, Cagliari e Chievo, in incontri in cui il calcio noioso e farraginoso non stuzzica interesse alcuno. Poi, al Massimino di Catania i rosso celesti affrontano la partita della vita contro la prima della classe, Juventus. Abbiamo visto tutti la qualità scadente dell’incontro fatto di ripetuti falli, cattiverie senza fine, scontri che sanno più di rugby che di calcio. Una partita noiosa, dove il gioco del pallone, quello vero, è stato offeso in maniera vergognosa. Non una trama di gioco degna di nota, mai la sensazione di volere giocare una partita di calcio a viso aperto e con logiche tattiche consone al credo calcistico dei rispettivi allenatori. Eppure in campo c’era la prima della classe contro l’ultima. Non vogliamo dire che questa mancanza di calcio e della sua bellezza sia stata imposta solo dal Catania che aveva bisogno di punti, tuttavia, possiamo affermare con tutta franchezza che ai siciliani è imputabile molta responsabilità. Più che un campo di calcio con due squadre contendenti, sembrava un ring in cui i giocatori si preparavano a mettere i guantoni. No, quello visto a Catania non è calcio, non può esserlo, anche se la Juventus certamente superiore dal punto di vista tecnico, in maniera sorniona si è cucita il terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Magra consolazione, diciamo noi, anche perché la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato davvero a ben altro. E’ vero, per giocare a calcio, quello con la C maiuscola, bisogna essere in due a farlo, tuttavia, ci corre l’obbligo di affermare che i bianconeri di Conte, dall’alto della loro superiorità tecnica e tattica, avrebbero potuto e dovuto non cadere nel tranello della provocazione del non gioco, senza rispondere fallo su fallo in maniera del tutto sbagliata. Insomma uno spettacolo calcistico davvero deprimente, che ha evidenziato in contemporanea l’espulsione dei due allenatori, Maran e Conte e, a seguire, anche quella di Berghessio per somma di ammonizioni. E così, annoiati com’eravamo di vedere tale scempio pallonaro, abbiamo pensato di ossigenarci assistendo a spizzichi e a bocconi al “derby” spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. Tutto un altro calcio, anzi, questo è il vero calcio che non è dato dal solo risultato di 3 a 4 in favore del Barcellona, ma da tutta una serie di azioni di gioco che fanno del calcio lo spettacolo vero. Al Bernabeu è stato tutto un godere per gli amanti di calcio puro. Sblocca Iniesta, segue la doppietta di Benzema e poi la tripletta di Messi che rende vano anche il gol di Ronaldo. Certo, qui in questa terra spagnola il calcio è arte anche grazie alla presenza di due tra i più forti giocatori al mondo che tutti gli anni si contendono il pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Tuttavia, pur non volendo paragonare l’incontro tra Catania – Juventus a Real Madrid – Barcellona, è giusto segnalare che al di là dell’evidente divario tecnico, la differenza sta proprio nel concetto di base che sta nell’intendimento di un calcio essenzialmente concepito come spettacolo e divertimento. Certo, ci stanno i falli, gli scontri, la grinta, la determinazione, la cattiveria agonistica, tutte fasi importanti che fanno parte del gioco del calcio. Ma il non calcio fatto di continue ripicche, di gomitate reciproche e continui falli oltre ogni limite, quello no! Non è davvero accettabile! E allora, noi che siamo eterni amanti e&nbsp;gelosi del nostro calcio, non meravigliamoci quando nelle Coppe Europee non vediamo più nostre squadre se non all’inizio delle varie competizioni. Nulla nasce dal nulla, questa è l’espressione del nostro calcio. La Juventus, ci ha abituato a vedere un buon calcio e, a onor del vero, le diamo atto di essere una delle pochissime superstiti del bel gioco, tranne alcune partite come quella disputata appunto a Catania. In fondo, la Vecchia Signora è l’unica squadra italiana rimasta in Europa in questo 2014. Non sarà mica un caso, no? Riprendiamoci dunque la bellezza del gioco più bello del mondo, magari migliorando la cultura della sconfitta. Forse così si potrà superare l’ansia e l’angoscia del perdere, a beneficio dello spettacolo e del senso propositivo del gioco stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cataniafl0711fl0711pallone8.jpgSiNtracce-di-bellezza-calcistica-italiana-che-non-c`e-pio-1012794.htmSi100451001,02,03030342
1211012792NewsCalcio EsteroLiga,29a giornata: festival di gol e Liga resettata, l`Atletico Madrid è in testa20140324084048Liga spagnola, atlético Madrid, real Madrid, barcellona, athletic bilbaoReal-Barça 3-4, partita leggendariaSe qualcuno ha ancora dei dubbi che il campionato spagnolo sia, attualmente, il più bello del mondo sarà sufficiente rivedere il "Classico" di ieri tra Real e Barcellona.&nbsp;E se negli anni passati il campionato se lo contendevano solo ed esclusivamente le due potenze calcistiche di sempre, quest'anno è in corsa anche l'Atletico Madrid, per cui è ancora più bello. Il Rea-Barça di ieri<br>è stata tra le più belle partite di sempre e, sicuramente, gli appassionati avranno avuto modo di vedere e rivedere i momenti salienti dell'incontro. <a href="http://rutube.ru/video/f525868e47b6fdf905dabe45d58ec87c/?ref=search">http://rutube.ru/video/f525868e47b6fdf905dabe45d58 ec87c/?ref=search</a>.<br>Partita giocata ad un livello altissimo di intensità, tecnica e giocate spettacolari. Solo nel primo tempo si sono contate almeno 12 occasioni da gol da ambo le parti.<br>Ha la meglio il Barcellona con un 3-4 che sa di leggenda e con Messi ed Iniesta immensi. I catalani, dunque, riducono le distanze e si portano a quota 69 punti, uno in meno di Real e Atletico Madrid ma con i "Colchoneros" da considerare primi in classifica in virtù dei 70 punti finora conquistati e&nbsp;del migliore rendimento&nbsp; negli scontri diretti con i "cugini" del Real.<br>Atletico che, in realtà, si è semplicemente limitato a svolgere il compitino contro il fanalino di coda Betis al "Benito Villamarin" di Siviglia. Il Betis ormai disperato e virtualmente retrocesso tiene testa agli uomini di Simeone per tutto il primo tempo, che si chiude sullo 0-0. Nella ripresa,<br>al minuto 55, il Betis resta in 10 per l’espulsione di Rodriguez e due minuti dopo subisce la rete di Gabi per l’1-0 liberatorio. Raggiunto il vantaggio,&nbsp;l'Atletico si tranquillizza e trova il raddoppio al 63’ con Diego Costa.<br>Per quanto riguarda il resto della classifica, consolida il quarto posto l'Athletic Bilbao di Ernesto Valverde che, battendo di misura il Getafe, con rete decisiva di Susaeta, raggiunge quota 55 punti e vede ancor più da vicino i preliminari per la Champions League della prossima stagione. Adesso sono 8 i punti di vantaggio sul Siviglia e 9 sulla Real Sociedad, che giocherà stasera ad Almeria.<br>Risale la china anche il Valencia, battendo il Villareal nel sentitissimo derby della regione valenciana. Partenza a razzo per i padroni di casa e ospiti troppo timorosi ed arrendevoli.<br>In coda alla classifica, a parte il Betis ormai troppo lontano dalla zona salvezza, ci sono almeno sei squadre che lotteranno fino alla fine. Infatti dall'Almeria, <br>penultimo, al Rayo Valecano, quattordicesimo, sono solo 3 i punti di differenza e, quindi, giochi ancora apertissimi.<br><br>LIGA – Risultati 29/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Celta Vigo-Malaga 0-2&nbsp; 24'-32'Camacho<br><br>Sabato<br><br>Granada-Elche 1-0&nbsp; 63'Brahimi<br>Espanyol-Levante 0-0<br>Valladolid-Rayo Vallecano 1-1&nbsp; 8'A.gol Ze Castro(VD) - 45'Bueno(RVL)<br>Athletic Bilbao-Getafe 1-0&nbsp; 40'Susaeta<br><br>Ieri<br><br>Osasuna-Siviglia 1-2&nbsp; 27' Samperio-45'Bacca(S) - 94'Acuna(O)<br>Betis Siviglia-Atletico Madrid 0-2&nbsp; 58'Gabi-64'Diego Costa<br>Valencia-Villarreal 2-1&nbsp; 35'-44'Fuego(Va) - 83'Dos Santos(Vi)<br>Real Madrid-Barcellona 3-4&nbsp; 7'Inesta-42'-65'-84'Messi(B) - 20'-24'Benzema-55'C. Ronaldo(R)<br><br>Oggi<br><br>Almeria-Real Sociedad<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)At.Madrid 70<br>2)Real Madrid 70<br>3)Barcellona 69<br>4)At.Bilbao 55<br>5)Siviglia 47<br>6)Real Sociedad 46 *<br>7)Villareal 45<br>8)Valencia 39<br>9)Levante 37<br>10)Espanyol 37<br>11)Granada 34<br>12)Celta 33<br>13)Malaga 32<br>14)Rayo 30<br>15)Elche 30<br>16)Osasuna 29<br>17)Getafe 28<br>18)Valladolid 27<br>19)Almeria 26 *<br>20)Betis 19<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-24-barcellona-espugna-santiago-bernabeu-1012792.htmSi100427901,02,03030638
1221012780NewsCalcio EsteroLiga, 28a giornata: il Barcellona ne fa 720140317092955Liga spagnola, real Madrid, Atlético Madrid, Barcellona, Athletic bilbaoMessi, hattrick e diventa il miglior marcatore di semopre del BarÇaTutto invariato in testa alla classifica del campionato spagnolo dopo la 28a giornata. Senza dubbio la domenica di Liga è stata la domenica di Leo Messi e&nbsp;del Barcellona, che ha sotterrato l'Osasuna con un pirotecnico 7-0, mandando un chiaro avviso al Real Madrid, prossimo avversario domenica alle 21 al Santiago Bernabeu. <br>L’Osasuna non può nulla e affonda sotto i colpi di Pedro, Sanchez, Iniesta, Tello e Messi(3), quest'ultimo raggiunge quota 371 gol diventando così il&nbsp;miglior marcatore di tutti i tempi del club catalano, superando Paulino Alcantara fermo a 369. Gli uomini del Tata Martino tornano così a -4 dalla vetta della classifica&nbsp;con un solo punto di ritardo dall’Atletico.<br>Cristiano Ronaldo non è da meno e regala la vittoria al suo Real espugnando il campo del Malaga, per lui la rete numero 25, tre punti importanti e meno 2 da Puskas al quarto posto nei cannonieri di tutti i tempi delle "Merengues". <br>Anche l'Atletico Madrid si affida al suo uomo di punta, Diego Costa, per avere la meglio, di misura, sull'ostico Espanyol. Per Diego Costa si tratta del gol numero 22 in campionato.<br>A valanga il Siviglia, dopo lo 0-2 in Europa League&nbsp;subito dai cugini del Betis, contro il Valladolid. Successo per 4-1 con le reti di Gameiro(2), Rakitic e Figueiras. Gli andalusi di Unai Emery toccano quota 44 punti e vedono da molto vicino un posto al sole in Europa.<br>Tre punti preziosi anche per la Real Sociedad che, davanti ai propri tifosi, supera il Valencia 1-0 con firma di Aguirretxe per tornare a -5 dal quarto posto occupato dall'Athletic Bilbao impegnato stasera nella sfida contro il Villarreal. <br>In coda da rilevare il terzo risultato utile consecutivo per&nbsp;il Betis, ormai troppo tradi, forse, per raggiungere la salvezza ma in tempo per continuare a coltivare il sogno Europa League anche fosse solo per eliminare i rivali storici del Siviglia. <br><br>LIGA – Risultati 28/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Getafe-Granada 3-3&nbsp; 6'Marica-38'Lopez-72'Lafita(Ge) - 35'Riki-62'-77'El Arabi(Gr)<br><br>Sabato<br><br>Levante-Celta Vigo 0-1&nbsp; 19'Nolito<br>Rayo Vallecano-Almeria 3-1&nbsp; 38'Bueno-57'-77'Larrivey(R) - 72'Soriano(A)<br>Malaga-Real Madrid 0-1&nbsp; 23'C. Ronaldo<br>Atletico Madrid-Espanyol 1-0&nbsp; 55'Diego Costa<br><br>Domenica<br><br>Elche-Real Betis 0-0<br>Barcellona-Osasuna 7-0&nbsp; 18'-63'-88'Messi-22'Sanchez-34'Iniesta-78'Tello-91'Pedro<br>Siviglia-Valladolid 4-1&nbsp; 23'Rakitic-41'-65'Gameiro-75'Figueiras(S) - 77'Guerra(V)<br>Real Sociedad-Valencia 1-0&nbsp; 61'Aguirretxe<br><br>Lunedì<br><br>Villarreal-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Real Madrid 70<br>2)At.Madrid 67<br>3)Barcellona 66<br>4)At.Bilbao 51 *<br>5)Real Sociedad 46<br>6)Villareal 44 *<br>7)Siviglia 44<br>8)Levante 36<br>9)Valencia 36<br>10)Espanyol 36<br>11)Celta 33<br>12)Granada 31<br>13)Elche 30<br>14)Malaga 29<br>15)Osasuna 29<br>16)Rayo 29<br>17)Getafe 28<br>18)Valladolid 26<br>19)Almeria 26<br>20)Betis 19<br><br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-28-vincono-le-prime-della-classe-1012780.htmSi100427901,02,03030560
1231012765NewsCalcio EsteroLiga, 27a giornata: tutto facile per il Real Madrid20140310092955Liga spagnola, Real Madrid, Atlético Madrid, Barcellona, Athletic bilbaoTris del Real Madrid contro il LevanteTutto facile per il Real Madrid di Carlo Ancelotti che archivia la pratica Levante con un perentorio 3-0 e si mantiene al comando della classifica, in solitaria, con tre lunghezze di vantaggio sull’Atletico Madrid e quattro sul Barcellona. Un 3-0 firmato dalle reti di Cristiano <br>Ronaldo, Marcelo e autorete di Nikos Karabelas.A questo punto non resta che aspettare il "Clasico" contro il Barcellona per definire, forse definitivamente, il destino del campionato.<br>Finisce 1-1, invece, l’interessante sfida tra Valencia e Bilbao; i baschi sono riusciti nella ripresa a riprendere il match grazie alla rete dal dischetto di Aduriz (rigore piuttosto dubio)&nbsp;e mantenere così saldamente la quarta posizione in classifica che significa preliminari di Champions League per la squadra di Valverde.<br>Bella prova anche per il Siviglia di Unai Emery che passa in casa dell’Almeria 3-1 portandosi a sole tre lunghezze dal Villarreal quinto mentre con lo stesso risultato torna a sorridere anche l’Espanyol che regola la&nbsp;matricola Elche. Vittoria che mancava da due turni di campionato.<br>Mancano ancora due risultati per mandare in archivio la 27a giornata di Liga. Alle 20 scontro salvezza tra Osasuna e Malaga. I padroni di casa hanno appena 3 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, mentre il Malaga ha gli stessi punti di Valladolid e Almeria e solo una migliore differenza reti per ora non lo condanna. Il pareggio non serve in realtà a nessuna delle due ma potrebbe, comunque, servire a smuovere le acque torbide in cui navigano. <br>La panchina del Malaga traballa ogni settimana e stasera Schuster non avrà vita facile sia perchè i tori di Pamplona tra le mura amiche sono stati fino ad ora incontenibili sia perchè in trasferta il suo Malaga ha vinto solo una volta.<br>Infine, alle 22, toccherà alla Real Sociedad inseguire i "cugini" dell'Athletic Bilbao, saldamente quarti. La vittoria contro il Rayo Vallecano, avversario odierno, è d’obbligo se si vuole continuare a sognare un posto in Champions, ma il Rayo deve salvarsi e, dopo l’exploit contro il Valencia della settimana scorsa, l’obiettivo è molto più vicino e distante solo 3 punti.<br><br>LIGA – Risultati 27/a Giornata<br><br>Sabato<br><br>Valladolid-Barcellona 1-0&nbsp; 17'Rossi<br>Real Betis-Getafe 2-0&nbsp; 16'Leo Baptistao-39'Ruben Castro<br>Celta Vigo-Atletico Madrid 0-2&nbsp; 62'-64'Villa<br>Granada-Villarreal 2-0&nbsp; 23'Rico-33'El Arabi<br><br>Domenica<br><br>Espanyol-Elche 3-1&nbsp; 2'Lopez-21'Colotto-58'Pizzi(ES) - 88'A.gol Fuentes(El)<br>Almeria-Siviglia 1-3&nbsp; 31'Bacca-51'Carrico-77'Gameiro(S) - 85'Vidal(A)<br>Real Madrid-Levante 3-0&nbsp; 11'C. Ronaldo-49'Marcelo-81'A.gol Karabelas<br>Valencia-Athletic Bilbao 1-1&nbsp; 23'Paco Alcacer(V) - 53'Aduriz(A)<br><br>Lunedì<br><br>Osasuna-Malaga<br>Real Sociedad-Rayo Vallecano<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Real Madrid 67<br>2)At.Madrid 64<br>3)Barcellona 63<br>4)At.Bilbao 51<br>5)Villareal 44<br>6)Real Sociedad 43<br>7)Siviglia 41<br>8)Levante 36<br>9)Valencia 36<br>10)Espanyol 36<br>11)Celta 30<br>12)Granada 30<br>13)Osasuna 29<br>14)Elche 29<br>15)Getafe 27<br>16)Malaga 26<br>17)Valladolid 26<br>18)Almeria 26<br>19)Rayo 23<br>20)Betis 18<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-27-tutto-facile-per-il-real-saldamente-al-comando-1012765.htmSi100427901,02,03030350
1241012712NewsCalcio EsteroLiga, 25a giornata: crolla il Barcellona, Real Madrid in testa 20140223092636Liga spagnola, Real Madrid, Atlético Madrid, BarcellonaBarcellona sconfitto 3-1 dalla Real SociedadCrolla il Barcellona a San Sebastian e il Real Madrid è primo, da solo al comando. E' questo il verdetto del sabato di Liga spagnola valido per la 25a giornata.<br>Real Madrid che sfrutta il fattore campo e il turno agevole contro l'Elche e nonostante le assenze di Ronaldo e Modric. Il risultato finale, però, inganna, considerato che, forse, è stato uno dei peggiori Real di questa stagione; a parte il gol del vantaggio di Illaramendi, per più di 2/3 dell'incontro è prevalsa la noia. Poi, il gran gol di Bale da poco più di 25 metri e la marcatura di Isco hanno svegliato i tifosi del Santiago Bernabeu e regalato una vittoria dalla goleada ingannevole.<br>Come accennato, il Barcellona si arrende davanti alla solidissima Real Sociedad. Prova quasi perfetta per gli uomini di Arrasate, che partono forte, con grande intensità e pressing asfissiante, e passano in vantaggio in virtù dell’autorete di Song. La reazione blaugrana arriva subito con il solito goal di Messi a ristabilire subito gli equilibri. Poi, nella ripresa i padroni di casa passano di nuovo in vantaggio con Griezmann, che finalizza il perfetto assist di Vela e pochi minuti dopo affondano il colpo del ko con la marcatura di Zurutuza.&nbsp; <br>Nelle altre due sfide giocate ieri, pareggiano Almeria e Malaga e Celta Vigo e Getafe con i gol di Lafita per i madrileni e Rafinha per i locali.<br>Saranno 4 gli incontri che caratterizzeranno la domenica di Liga. Alle 12 sarà la volta di Rayo Vallecano-Siviglia. Il Rayo, prima della goleada subita al Camp Nou la settimana scorsa, <br>aveva inanellato due risultati utili consecutivi che avevano portato alla conquista di 4 punti. Il Rayo, comunque, detiene il non edificante record di peggior difesa del campionato (58) e questo spiega il perchè della penultima posizione che occupa attualmente. Il Siviglia, di contro, è reduce dal pareggio in Europa League (2-2) in casa del Maribor ma non vince in campionato da ben 6 giornate (3 pareggi e 3 sconfitte). <br>Alle 17 toccherà al fanalino di coda Betis, che è praticamente già retrocesso, dato che ci sarebbe bisogno di un vero e proprio miracolo. Curiosamente, in Europa League gli andalusi hanno pareggiato contro i russi del Rubin Kazan, ma in campionato hanno collezionato 16 sconfitte su 24 incontri e la quartultima posizione dista ben 11 punti. Di fronte troveranno l'agguerrito Athletic Bilbao, quarto in classifica inseguendo il sogno Champions League e col dente avvelenato per la prima sconfitta casalinga di questa stagione subita la scorsa settimana.<br>Alle 19, al "Mestalla, si affronteranno Valencia e Granada. I padroni di casa non perdono da cinque turni, che sono valsi 9 punti, ed attualmente occupano l'ottavo posto in classifica.<br>Tra il Valencia e l'Europa League della prossima stagione ci sono il Siviglia e otto punti da recuperare. Il Granada è reduce dalla vittoria contro il&nbsp; Betis, che ha interrotto una striscia di tre sconfitte consecutive. <br>Infine, alle 21 sul campo dell'Osasuna, toccherà all'Atletico Madrid lanciarsi all'inseguimento dei cugini del Real. I padroni di casa sono reduci da un pareggio a reti inviolate ottenuto sul campo dell'Elche e vorranno difendere i 4 punti di vantaggio che mantengono sulla zona retrocessione. Inoltre, l'Osasuna è&nbsp; squadra temibilissima tra le mura amiche, essendo riuscito a fermare tutte le formazioni di alta classifica. Forse, per la legge dei grandi numeri, sarà difficile che si ripeta anche contro l'Atletico ma in ogni caso ci vorrà grande attenzione e grande intensità per andar via da Pamplona con l'intera posta in palio.<br><br><br><br>LIGA – Risultati 25/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Valladolid-Levante 1-1&nbsp; 25'Casadesus(L) - 52'Guerra(V)<br><br>Ieri<br><br>Real Madrid-Elche 3-0&nbsp; 34'Illaramendi-71'Bale-81'Isco<br>Celta Vigo-Getafe 1-1&nbsp; 20'Lafita(G) - 59'Rafinha(C)<br>Real Sociedad-Barcellona 3-1&nbsp; 32'a.gol Song-54'Griezmann-59'Zurutuza(R) - 36'Messi(B) <br>Almeria-Malaga 0-0<br><br>Oggi<br><br>Rayo Vallecano-Siviglia<br>Real Betis-Athletic Bilbao<br>Valencia-Granada<br>Osasuna-Atletico Madrid<br><br>Domani<br><br>Espanyol-Villarreal<br><br>SpagnaFL0411FL0411real_madrid_gareth_bale.jpgSiNliga-giornata-25-crolla-il-barcellona-real-madrid-in-vetta-1012712.htmSi100427901,02,03030442
1251012711NewsCalcio EsteroLiga, 25a giornata: il Barcellona rischia a San Sebastian20140222100557Liga spagnola, Barcellona, Real Madrid, Atlético MadridDifficile trasferta per il Barcellona, il Real sogna la vettaPareggio tra Valladolid e Levante nell'anticipo della 25a giornata di Liga spagnola. Incontro per nulla entusiasmante ma, comunque, giocato con grande intensità. Per i valenciani è la settima partita consecutiva senza sconfitte, mentre per il Valladolid è un occasione persa per allontanarsi dalla zona retrocessione. Dopo il vantaggio levantino con Casadesus, ci pensa il solito Javi Guerra a riequilibrare il conto.<br>Il sabato di Liga ci offrirà due delle tre capolista in campo. Alle 16 toccherà al Real Madrid scendere sul prato del Santiago Bernabeu per affrontare il "piccolo" Elche senza, però, due uomini importanti come Cristiano Ronaldo e Modric. Non tutti i mali vengono per nuocere dato che i due fuoriclasse potranno riposare in vista dell'impegno in Champions League contro lo Schalke 04. Ci sarà ancora spazio, dunque, per Jese Rodríguez, diventato beniamino dei tifosi in virtù delle ultime eccellenti prestazioni.<br>L'Elche di Francisco Segura dal canto suo è imbattuto da tre giornate ed è risalito fino alla quattordicesima posizione, ma il discorso salvezza non è ancora chiuso dato che le rivali non sono lontanissime.<br>Alle 18, in Galizia e più esattamente al "Balaidos" si affronteranno Celta e Getafe, due squadre con stati d'animo completamente diversi.<br>Il Celta Vigo è imbattuto da quattro turni ed è reduce dalla splendida vittoria in trasferta contro il Villareal. Dall'altra parte, il Getafe non vince&nbsp;addirittura da nove turni e dai quali ha ottenuto solo due miseri punti. La terza squadra di Madrid, comunque, conserva ancora quattro punti di vantaggio dalla zona retrocessione e la panchina di Luis García Plaza traballa e non poco.<br>Alle 20 toccherà al Barcellona e dovrà vedersela all'"Anoeta" contro l'ostica Real Sociedad. Messi &amp; co. non hanno un buon ricordo dello stadio di San Sebastian visto che non ci vincono dal 2010; da allora due sconfitte ed un pareggio. Insomma, tutto da perdere per i catalani che, commettendo un passo falso, perderebbero la vetta della classifica. <br>I baschi sono reduci dal successo di misura conquistato a Malaga per 1-0, che ha permesso alla squadra allenata da Jagoba Arrasate di alimentare le speranze di conquistare un posto per l'Europa, magari quella che conta di più, ovvero la Champions League.<br>Infine, alle 22, chiuderà il sabato di Liga un, anche se meno importante ma comunque avvincente, Almeria-Malaga, rispettivamente 16a e 17a in classifica. Entrambe, dunque, con l'acqua alla gola, alla disperata ricerca di punti che allontanino dalla zona retrocessione. Ed ecco che il derby andaluso di stasera assume connotazioni calcisticamente drammatiche. L'Almeria è reduce dalla sconfitta sul campo del Levante ma negli ultimi mesi ha imparato a sfruttare più il fattore campo, tanto da arrivare a sconfiggere persino il molto più quotato Atletico Madrid. Dall'altra parte il Malaga del tedesco Schuster appare completamente allo sbando e&nbsp;con un vantaggio sulla terzultima ormai ridotto a soli tre punti.<br><br>LIGA – Programma e&nbsp;Risultati 25/a Giornata<br><br>Ieri<br><br>Valladolid-Levante 1-1&nbsp; 25'Casadesus(L) - 52'Guerra(V)<br><br>Sabato<br><br>Real Madrid-Elche<br>Celta Vigo-Getafe<br>Real Sociedad-Barcellona<br>Almeria-Malaga<br><br>Domenica<br><br>Rayo Vallecano-Siviglia<br>Real Betis-Athletic Bilbao<br>Valencia-Granada<br>Osasuna-Atletico Madrid<br><br>Lunedì<br><br>Espanyol-Villarreal<br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-25-barcellona-rischia-contro-la-real-sociedad-1012711.htmSi100427901,02,03030425
1261012643NewsCampionatiLo scambio tra Vucinic e Guarin esaspera i tifosi nerazzurri20140121230652calcioIl datoNel calcio come nella vita tutto passa, tutto è relativo e non c’è mai nulla di definitivo. Una considerazione che non è scritta da nessuna parte, ma vivendo il palpitante mondo del pallone e constatandone le sue eterne contraddizioni, questo pensiero sfocia in maniera naturale. Era il tempo di calciopoli, erano gli anni bui del calcio giocato, il periodo storico in cui andava di moda dire: “Così fan tutti”. Un’affermazione codarda di chi si nascondeva dietro un dito, in un sistema calcio che non conosceva più nulla di eticamente sportivo. Sembrava quasi che vincere a tavolino una partita prima ancora di giocarla fosse la virtù dei potenti, artefici di un certo Potere che, invece d’apparire corrotto e corruttibile, mostrava tutto l’orgoglio di chi tramite il mezzuccio delle conoscenze ad alto livello poteva vincere e collezionare trofei e titoli. E allora scandali su scandali che hanno investito migliaia di dirigenti del calcio, della classe arbitrale e di calciatori corrotti che si riempivano le tasche di soldi con la facilità di chi non sa cos’è la coscienza e l’etica professionale. Sembrava tutto eterno, tutti sapevano ma nessuno aveva le prove. E, intanto, la macchina girava senza intoppi all’insaputa anche dei più scettici sostenitori del calcio. Poi, il polverone che sembrava aver risolto tutto, ripulito ogni cosa. La Juventus sembrò essere la principale imputata, ma anche Inter, Milan e altre illustri contendenti del calcio italiano furono coinvolte. La Vecchia Signora pagò con il declassamento in Serie B più nove punti di penalizzazione e la sottrazione dello scudetto che aveva appena vinto. Uno scudetto che crea ancora oggi arcigne polemiche, perché non solo fu sottratto alla Juventus, ma fu dato all’Inter nonostante si fosse classificata terza in quel campionato 2005-‘06. Da qui le furibonde polemiche e odio a non finire, tra società e tifosi bianconeri e nerazzurri. Oggi vengono in mente tutte queste cose a proposito del possibile scambio tra Juve e Inter per Vucinic e Guarin. L’accordo tra le due società sembra definito ma… apriti cielo, i tifosi interisti hanno fatto una sorta di rivolta capace di fermare, almeno momentaneamente, il prosieguo dell’accordo tra le due società che fino a ieri dichiaravano peste e corna, l’una verso l’altra. Dove sta dunque la verità in questo calcio dai grandi interessi economici di parte? Semplicemente nella convenienza. Se tu hai Messi e vuoi cambiarlo con Cristiano Ronaldo possiamo metterci d’accordo, veniamo a una trattativa e mettiamo da parte ogni ruggine precedente. Un ragionamento che i tifosi non accettano, non accetteranno mai, ancorati come sono a certi sentimenti che non ammettono il repulisti dei torti subiti. Già, i torti. Ma chi può dire d’aver subito maggiori torti rispetto all’altro? Chi è in grado di indossare il vestito di chi riflette con onestà intellettuale senza vedere le cose da una sola angolazione? Ma questo è un discorso troppo lungo, il cui sviluppo ci porterebbe troppo lontano. Il dato di fatto è che la fomentazione all’odio delle tifoserie, per opera di certi fatti avvenuti, non deve essere strumentalizzato per nessuna ragione al mondo. Infondo, all’atto pratico, chi ha interessi economici sono le Società di calcio, sono i giocatori, sono i procuratori che, in barba alle ruggini, ai dissapori e ai risentimenti, portano comunque avanti ciò che conviene di più alle parti. Pensiamo dunque che anche questa volta, nonostante il rumore fatto dai tifosi interisti per bloccare la trattativa dell’Inter con la Juve per avere Vucinic in cambio di Guarin, si risolverà in una bolla di sapone. Sì, perché anche grazie a questa ennesima prova, abbiamo appurato cos’è il calcio di oggi. La passione? Un semplice appiglio per emozionarci e vivere meglio. Ma non chiediamoci troppi perché!<br><br> Salvino Cavallaro <br><br>C1012317FL0711FL0711guarin-inter.jpgSiNlo-scambio-tra-vucinic-e-guarin-esaspera-i-tifosi-nerazzurri-1012643.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030685
1271012612NewsCalcio EsteroLiga, 16a giornata: il Real a Pamplona, il Villareal minaccia il camp Nou20131214114718Liga, Barcellona, Real Madrid, VillarealReal Madrid a Pamplona, Barcellona-Villareal il big matchAl via, ieri, sera, la 16a giornata di Liga spagnola, con il derby valenciano tra il Levante e l'Elche. Dopo 4 sconfitte consecutive il Levante riesce a centrare di nuovo il successo, 2-1 il risultato finale. Come da copione era l'Elche a tenere il pallino del gioco, con il Levante tutto chiuso nella propria tre quarti in attesa del contropiede vincente. Infatti proprio gli ospiti passavano in vantaggio con un incredulo Sapunaru, che nemmeno era stato convocato e che ha dovuto sostituire all'ultimo momento l'influenzato Damiàn. Elche che nel corso del primo tempo avrebbe potuto dilagare in almeno altre due circostanze con Botia e Fidel. Tutta un'altra storia nel secondo tempo con il Levante tutto proteso all'attacco e con Barral sugli scudi a concretizzare il gioco dei padroni di cosa. Due reti che danno ossigeno ai padroni di casa, che salgono a quota 20 distanziando di 3 punti proprio i "cugini" di Elche e, più in generale, la zona retrocessione.<br>Come consuetudine saranno quattro gli incontri del sabato di Liga. Alle 16 subito in campo il Real Madrid in casa dell'Osasuna.<br>Ai padroni di casa, memori del recente pareggio contro il Barcellona, serve disputare la partita della vita. Certo, la classifica non fa bene sperare; il team di Pamplona ha solo 13 punti in classifica e in casa ha ottenuto solo 2 successi, 1 pareggio e ben 4 sconfitte. Inoltre dovrà fare a meno di uomini importanti come De las Cuevas, Sisi e Nino e dello squalificato Patxi Puñal. Di contro, il Real Madrid deve centrare la vittoria per mantenere vivo l'inseguimento alla capolista Barcellona. Real sempre più Ronaldo-Bale dipendente visto l'imbarazzante pareggio in coppa del Re (i due erano assenti), poi riscattato grazie al successo in Champions contro il Copenaghen. <br>Alle 18 importantissima sfida salvezza al "Vallecas" tra il Rayo e il Granada. Ai padroni di casa manca la continuità anche a causa di una difesa alquanto allegra. La buona notizia è che saranno di nuovo a disposizione due uomini fondamentali come Alberto Perea e Cobeño. Il Granada affronta l'incontro con la consapevolezza di poter anche centrare l'intera posta in palio. Con 17 punti in classifica&nbsp;la squadra di Pozzo può affrontare serenamente la trasferta, consapevole di avere tra le proprie fila un centravanti, El Arabi, che può fare la differenza in qualsiasi momento. Un dato statistico da non ignorare è che il Rayo non ha mai perso in casa contro&nbsp;il Granada.<br>Alle 20 il big match di giornata tra Barcellona e Villareal. Il "sottomarino giallo" minaccia il Camp Nou; gli uomini di Marcelino hanno vinto le ultime due trasferte ed il Barcellona non perde due partite consecutive in Liga dal 2009. Gli ingredienti ci sono tutti per assistere ad un incontro memorabile, condito anche dal ritorno in terra catalana di un ex, che sta facendo le fortune del Villareal, il messicano Giovani dos Santos. <br>Infine, il match delle 22, vedrà di fronte Malaga e Getafe. I padroni di casa non attraversano un momento felice e il tecnico tedesco Schuster è continuamente messo in discussione. Del resto i risultati fin qui ottenuti non testimoniano a suo favore: 14 punti in 15 gare sono un misero bottino; in casa, poi, il Malaga ha ottenuto solo 3 successi, 1 pareggio e 4 sconfitte. Praticamente lo stesso bottino che il Getafe vanta in trasferta. Precedenti alla mano dovrebbe vincere il la squadra di casa, ma viste le circostanze contingenti non ci sarebbe nulla di strano in una vittoria degli ospiti.<br>Schuster, presumibilmente, proverà a schierare il suo Malaga con un 4-1-4-1, con Camacho davanti alla difesa e Juanmi unica punta, con Portillo ed Eliseu sulle fasce e Darder e Tissone centrali. Ancora in panchina Roque Santa Cruz. Dall'altro lato, Garcia Plaza dovrebbe confermare, invece, il 4-2-3-1. In attacco, al posto di Ciprian Marica, che pure aveva avuto un&nbsp; buon impatto con la Liga, ci sarà nuovamente Colunga supportato da Diego Castro.&nbsp;<br>&nbsp;<br><br>LIGA – Programma 16/a Giornata<br><br>Ieri<br><br>Levante-Elche 2-1&nbsp; 25'Sapunaru(E) - 41'80'Barral(L)<br><br>Oggi<br><br>Osasuna-Real Madrid<br>Rayo Vallecano-Granada<br>Barcellona-Villarreal<br>Malaga-Getafe<br><br>Domani<br><br>Almeria-Espanyol<br>Real Sociedad-Real Betis<br>Siviglia-Athletic Bilbao<br>Atletico Madrid-Valencia<br><br>Lunedì<br><br>Valladolid-Celta Vigo<br><br>SpagnaFL0411FL0411real_madrid_gareth_bale.jpgSiNliga-giornata-16-real-a-pamplona-villareal-minaccia-barcellona-1012612.htmSi100427901,02,03010256
1281012596NewsCalcio EsteroLiga, 14a giornata: Villareal insegue le grandi, poker del Siviglia nel derby20131125100444Liga, Barcellona, At.Madrid, Real Madrid, VillarealVillareal corsaro, Siviglia-Betis 4-0Quattro le gare giocate ieri valevoli perla 14a giornata di liga spagnola. Grande prestazione del Villarreal che cala il tris in casa del Levante, che rimane prestissimo in 10 uomini per l'espulsione del portiere, Navas, che causa il calcio di rigore con il quale gli uomini di Marcelinho passano in vantaggio. Diventa, così, tutto facile per il "sottomarino giallo" che controlla la partita, dilaga e si conferma come quarta potenza del campionato. Per il Villareal si tratta del terzo successo nelle ultime 5 gare disputate, mentre il Levante, con una sola vittoria nelle ultime 5 partite, si attesta a metà classifica.<br>Risorge dalle ceneri l'Espanyol di mister Aguirre che si impone per 4-1 in casa del Rayo Vallecano. Eroe del match, senza dubbio, Sergio Garcia autore di una splendida tripletta. Anche in questa partita pesa, e non poco, l'espulsione al minuto 25 di Ruben Martinez che causa il primo dei due calci di rigore trasformati da Garcia. Con la sconfitta di ieri il Rayo registra il peggior cammino casalingo dalla stagione 2002/2003 e con 12 punti si ritrova penultimo in compagnia di altre tre squadre. Per l'Espanyol si tratta, invece, di una boccata d'ossigeno e la prima vittoria in trasferta dopo due mesi. Da segnalare il ritorno al calcio giocato del difensore Víctor Álvarez che, a soli 20 anni, ha dovuto affrontare e superare un intervento al cuore nel maggio scorso.<br>Sconfitta a sorpresa, ma nemmeno troppo, del Valencia nel derby disputato ad Elche. Un derby che mancava da 25 anni e che, visto il primo tempo, avrebbe potuto tardare altri 25. Primo tempo, dunque, abulico con un Valencia che sembrava controllare la gara grazie, soprattutto, a Parejo, e che, però, non riusciva a trovare la giocata vincente. Tutta un'altra storia, invece, nella seconda parte dell'incontro, più vivave e ben giocato. Gli sforzi premiano il piccolo Elche che a 6 minuti dalla fine centra il gol vittoria grazie alla marcatura di Herrera.&nbsp; <br>Infine, il Siviglia fà suo il derby contro il Betis con un rotondo 4-0, che lascia i betici tramortiti e ultimi, in fondo alla classifica. <br>Si archivierà stasera la 14a di liga a "La Rosaleda" con Malaga-Athletic Bilbao. Da un lato i padroni di casa guidati da Schuster, irregolari sia nel gioco che nei risultati, dall'altro l'Athletic che, giornata dopo giornata, ha preso fiducia, è quinto in classifica e destinato a giocarsi un posto per l'Europa. <br><br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 14/a Giornata<br><br>VENERDI'<br><br>Valladolid-Osasuna 0-1&nbsp; 84'Oier<br><br>SABATO<br><br>Barcellona-Granada 4-0&nbsp; 20'Iniesta-40'Fabregas-71'Sanchez-90'Pedro<br>Real Sociedad-Celta Vigo 4-3&nbsp; 6-71'-78'-81'Vela(R) - 23'-57'Rafinha-28'Lopez(C)<br>Almeria-Real Madrid 0-5&nbsp; 3'C.Ronaldo-61'Benzema-72'Bale-75'Isco-81'Morata<br>Atletico Madrid-Getafe 7-0&nbsp; 26'-52'R.Garcia-37'A.gol Lopo-49'-78'Villa-69'Diego Costa-93'Adrian<br><br>IERI<br><br>Levante-Villarreal 0-3&nbsp; 13'Soriano-74'-89'Uche<br>Rayo Vallecano-Espanyol 1-4&nbsp; 28'51'-83'S. Garcia-85'Stuani(E) - 81'Niguez(R)<br>Elche-Valencia 2-1&nbsp; 57'Fidel-84'Herrera(E) - 73'Bernat(V)<br>Siviglia-Betis Siviglia 4-0&nbsp; 2'Bacca-44'Mbia-59'Machin,88'Iborra<br><br>OGGI<br><br>Malaga-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 40<br>2)At.Madrid 37<br>3)Real Madrid 34<br>4)Villareal 27<br>5)At.Bilbao 23<br>6)Getafe 20<br>7)Real Sociedad 20<br>8)Siviglia 19<br>9)Espanyol 18<br>10)Elche 17<br>11)Valencia 17<br>12)Levante 17<br>13)Granada 17<br>14)Malaga 13<br>15)Osasuna 13<br>16)Celta 12<br>17)Almeria 12<br>18)Rayo 12<br>19)Valladolid 12<br>20)Betis 9<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411Ancelotti41.jpgSiNliga-giornata-14-villareal-insegue-le-big-poker-del-siviglia-1012596.htmSi100427901,02,03010221
1291012594NewsCalcio EsteroLiga, 14a giornata: Barça, Atletico e Real inarrestabili20131124103156Liga, Barcellona, Atletico Madrid, Real MadridPoker del Barça, manita del Real, l`Atletico ne fa 7Nell'anticipo della 14a giornata di Liga Spagnola l'Osasuna, dopo due sconfitte di fila che l'avevano riportata in piena bagarre per la salvezza, riscopre il gusto della vittoria&nbsp;in casa del Valladolid. Successo di misura grazie alla rete siglata da Oier a 6 minuti dalla fine. Il Valladolid, che non vince da 4 giornate, naviga adesso in brutte acque nonostante il buon inizio di campionato.<br>Nella giornata di ieri le tre big del calcio iberico hanno surclassato i rispettivi avversari. La capolista Barcellona, priva di Messi,Xavi, Victor Valdes e Dani Alves, ne rifila quattro al Granada mantenendo la vetta e tenendo a debita distanza le inseguitrici. Iniesta, Fabregas, Sanchez e Pedro firmano il poker.<br>L'Atletico Madrid risponde al Barcellona annientando il "povero" Getafe, che comunque era una delle squadre più in forma prima della sosta, sommergendolo con 7 reti.&nbsp;Doppietta per Villa e Raul Garcia, in gol anche Diego Costa che raggiunge quota 14 centri su altrettanti incontri disputati. <br>A -3 dai "colchoneros" si conferma il Real Madrid di Carlo Ancelotti, che, in casa dell'Almeria vince col perentorio punteggio di 5-0. Apre le marcature il solito Cristiano&nbsp; Ronaldo (17 in campionato e sempre più vicino alla conquista del pallone d'oro), Benzema, Bale, Isco e Morata. <br>L'incontro più spettacolare ed emotivamente più combattuto è stato quello giocato a San Sebastian tra Real Sociedad e Celta Vigo. <br>Baschi scatenati e vittoriosi per 4-3 grazie al poker di reti firmato dal messicano, ex Arsenal, Carlos Vela che fa letteralmente impazzire la difesa di Luis Enrique, che deve arrendersi nonostante l’ottima prestazione.<br>Come consuetudine saranno 4 gli incontri della domenica di Liga. Si parte con il derby della regione valenciana tra Levante e Villareal. La squadra di casa,&nbsp;prima della sosta, aveva perso due incontri di fila contro Granada e Athletic Bilbao scivolando così al decimo posto della graduatoria. Una vittoria risolleverebbe il morale e, probabilmente, riporterebbe gli uomini di Caparròs nuovamente in zona Europa, ma il cammino casalingo fino ad ora è stato deficitario ed occorre una grande prestazione per poter avere la meglio sui "cugini" del Villareal. Dal canto loro, gli uomini di Marcelinho, che continuano a mantenere la quarta posizione, hanno<br>dimostrato una grande solidità che ha messo in difficoltà persino club più blasonati del "piccolo" Levante.<br>Poi, sarà la volta di Rayo Vallecano-Espanyol. Gli ospiti non vincono da ben 5 turni, racimolando solo un pareggio e scivolando in classifica non molto distanti dalla zona retrocessione. Il Rayo, invece, è squadra che non conosce il segno X e proprio oggi il pareggio non servirebbe granchè a nessuna delle due, anche se muovere quantomeno la classifica sarebbe sempre meglio.<br>A seguire andrà di scena l'altro derby di giornata della regione valenciana, quello tra l'Elche ed il Valencia. L'Elche è reduce da due pareggi e due sconfitte nelle ultime 4 giornate ma ha ampiamente dimostrato di mettere in difficoltà chiunque se gioca con intensità e caparbietà. Attualmente tredicesimo, non male per esere una matricola ed uno dei club con il bilancio più basso dell'intero campionato. Che dire del Valencia; fino ad ora è una grande delusione e non riesco a trovare altri aggettivi se non mediocre. I tifosi sono infuriati e chiedono a viva voce amore per la maglia e, invece, puntualmente, trovano in campo 11 damerini che nemmeno sudano.<br>Infine, altro derby, quello andaluso stavolta, tra le due compagini di Siviglia. Il derby sivigliano ha sempre offerto intensità, passione ed emozioni, e stavolta si tinge anche di una componente drammatica per entrambe le squadre. Il Betis occupa attualmente l'ultima posizione in classifica e nemmeno il Siviglia vive momenti sereni. <br>Se negli anni passati questo derby significava ben altro con entrambe le squadre a lottare, almeno, per un posto in Europa League, questa serà in palio c'è molto di più dei tre punti.<br><br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 14/a Giornata<br><br>VENERDI'<br><br>Valladolid-Osasuna 0-1&nbsp; 84'Oier<br><br>IERI<br><br>Barcellona-Granada 4-0&nbsp; 20'Iniesta-40'Fabregas-71'Sanchez-90'Pedro<br>Real Sociedad-Celta Vigo 4-3&nbsp; 6-71'-78'-81'Vela(R) - 23'-57'Rafinha-28'Lopez(C)<br>Almeria-Real Madrid 0-5&nbsp; 3'C.Ronaldo-61'Benzema-72'Bale-75'Isco-81'Morata<br>Atletico Madrid-Getafe 7-0&nbsp; 26'-52'R.Garcia-37'A.gol Lopo-49'-78'Villa-69'Diego Costa-93'Adrian<br><br>OGGI<br><br>Levante-Villarreal<br>Rayo Vallecano-Espanyol<br>Elche-Valencia<br>Siviglia-Betis Siviglia<br><br>DOMANI<br><br>Malaga-Athletic Bilbao<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-14-barcellona-atletico-e-real-inarrestabili-1012594.htmSi100427901,02,03010256
1301012582NewsCampionatiMessi, Ronaldo, Ribery: A chi il Pallone d`Oro?20131114095811Pallone d`oro, Ribery, Messi, Cristiano RonaldoChi lo merita di più?Si avvicina&nbsp;l'assegnazione del Pallone d'Oro e, quest'anno, Messi, secondo il mio modestissimo parere, non lo merita.<br>Negli ultimi anni è prevalso il criterio di calcolare più le prestazioni individuali che&nbsp;i risultati complessivi&nbsp;con la&nbsp;squadra d'appartenenza. E ciò può essere giusto fino ad un certo punto; <br>le vittorie finali con&nbsp;il club&nbsp;di appartenenza dovrebbero pesare di più.&nbsp;Semplicemente per il fatto che se non si vince nulla con&nbsp;la propria&nbsp;squadra, a nulla serve segnare 60 reti stagionali.<br>Nel 2009 il talentuoso argentino vinse ben 6 competizioni nelle quali risultò sempre<br>determinante, segnando un totale di 49 reti e fornendo 10 assist. Meritatissimo e in più con il<br>record di totalizzare ben 473 punti su 480 disponibili.<br>Nel 2010 siglò 51 gol e fornì 22 assist. Eppure Iniesta e Xavi avevano vinto anche la Coppa del Mondo e, a mio avviso, avrebbero meritato di vincerlo più di Messi.<br>Nel 2011 si registrarono 77 reti e 27 assist e il Barcellona vinse campionato, champions e supercoppa di Spagna. Meritatissimo dunque e con un Cristiano Ronaldo, però, più vicino all'argentino in quanto a statistiche individuali: 71 gol e 16 assist.<br>Nel 2012 il Barcellona portò a casa la supercoppa, la Coppa del Re e la Coppa Intercontinentale e Messi concluse la stagione con 75 gol all'attivo più 14 assist. E il Real Madrid vinse il campionato dei record grazie ad un decisivo Cristiano Ronaldo autore di 62 reti e 14 assist. Forse in quest'occasione il portoghese avrebbe meritato il Pallone d'Oro molto più di Messi. <br>Quest'anno Lionel Messi è stato più discontinuo anche per via di vari, leggeri, infortuni che però<br>ne hanno condizionato il rendimento; ed anche stato meno decisivo rispetto al passato nei successi del Barcellona, evidenziando un mediocre stato di forma fisico&nbsp;e psicologico.<br>Di contro, i due contendenti principali nella corsa al pallone d'oro di quest'anno risultano sempre più decisivi.<br>Franck Ribery, infatti, ha conquistato il "triplete" con il suo Bayern Monaco, scrivendo una delle pagine più gloriose della storia del club tedesco, mentre il fortissimo Cristiano Ronaldo ha dovuto fare i conti con un Real Madrid pieno di difetti e rimasto a guardare mentre il Bayern vinceva tutto e il Barça si riappropriava della Liga.<br>Per quanto riguarda le statistiche individuali, che in generale è quello che pesa di più nell'assegnazione del prestigioso&nbsp;trofeo, Messi ha segnato 45 reti e fornito 17 assist e per causa del recente infortunio&nbsp;non potrà migliorarsi; Cristiano è stato autore di 62 reti e 16 assist.<br>In quanto a numeri individuali, certamente, Ribery non può competere con Messi e Ronaldo. Per lui "solo" 19 reti e 22 assist. <br><br>Ma il campione di Boulogne-sur-Mer non ha mai perso una partita con il suo Bayern Monaco. E, forse, non è un caso che nell'unica sconfitta, quella contro il Borussia Dortmund nella supercoppa di Germania, lui non ci fosse.<br>Ciononostante, però, bisogna tenere conto che nella lista dei papabili ci sono anche i vari Robben, Schweinsteiger, Lahm, Müller e Neuer che inevitabilmente “ruberanno” voti a Ribery favorendo, così, indirettamente l'argentino o il portoghese. <br>Io, personalmente, non avrei dubbi ad assegnare il Pallone d'oro a Franck Ribery.<br><br><br>EuropaFL0411FL0411ribery.jpgSiNmessi-cristiano-ribery-a-chi-il-pallone-d-oro-1012582.htmSi100427901,02,03010231
1311012574NewsCalcio EsteroLiga, 13a giornata: Pari tra Villareal e Atletico, il Barcellona allunga20131111100513Liga, Real Madrid, Barcellona, Atlético, VillarealIl Barcellona perde Messi ma allunga sulle rivaliSi è conclusa la 13a giornata di Liga spagnola e il Barcellona allunga grazie alla vittoria in casa del Betis ed al concomitante pareggio dell'Atletico Madrid in&nbsp;casa del Villareal. <br>I catalani, nonostante non abbiano disputato una grande gara, nonostante Messi sia dovuto uscire dal campo per infortunio dopo 20 minuti, nonostante mancasse gente del calibro di Piquè, Mascherano, Sanchez e Busquets, ha rifilato quattro reti, tutte in contropiede, alla formazione betica. <br>I padroni di casa, che sono riusciti a segnare il gol della bandiera al 92’ con un rigore di Jorge Molina, hanno provato a giocarsi la partita a viso aperto, ma hanno mostrato tutte le pesanti lacune difensive che ne determinano attualmente l’ultima posizione in classifica.<br>Come accennato, l'Atletico non va oltre il pareggio in quel di Villareal. Incontro deciso da due autoreti per tempo che obbligano i "colchoneros" al primo pareggio della stagione. All'autorete, nei primi minuti di gioco, di Mario Gaspar si somma l'autogol, nella seconda frazione di gioco, di Juanfran, che insacca nella propia porta un cross basso nel goffo tentativo di anticipare Ikechukwu Uche.<br>Negli altri due incontri disputati ieri da registrare la grandissima prestazione del Siviglia di Unai Emery, forse la migliore degli andalusi in questa stagione, sul campo dell'Espanyol. Vittoria importantissima, dunque, sia perchè consente di muovere la classifica, sia perchè il Siviglia non vinceva in trasferta addirittura dal 24 settembre 2012. Di contro, l'Espanyol conferma di essere una squadra poco costante che alterna grandi risultati e prestazioni a sconfitte senza appello come quella di ieri. <br>Infine, il Valencia non riesce, ancora una volta, a sfruttare il fattore campo ed impatta per 2-2 con il Valladolid. Gli uomini di Djukic non solo non sono riusciti a conquistare la vittoria, ma sono stati persino costretti a rimontare due volte il vantaggio "pucelano". Per gli ospiti segnano Javi Guerra e Alcatraz; per il Valencia rispondono Pabon e Feghouli.&nbsp;Da segnalare l'errore dal dischetto al minuto 5 dell'argentino Banega che, forse, avrebbe permesso al Valencia di impostare la gara in maniera diversa. La Liga ritornerà in campo, "causa" gli impegni della Nazionali,&nbsp;a partire dal 22 noviembre con il Barcellona chiamato alla prova casalinga contro il Granada, l'Atletico contro il Getafe, mentre&nbsp;il Real Madrid visiterà un redivivo Almeria.<br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 13/a Giornata<br><br>VENERDì<br><br>Osasuna-Almeria 0-1&nbsp; 18'Rios<br>Granada-Malaga 3-1&nbsp;&nbsp; 48'-59'-77'El Arabi(G) - 54'Juanmi(M)<br><br>SABATO<br><br>Real Madrid-Real Sociedad 5-1&nbsp; 12'-26'-76'C.Ronaldo-18'Benzema-36'Khedira(RM) - 61'Griezmann(RS)<br>Getafe-Elche 1-1&nbsp; 18'Pedro Leon(G) - 61'Boakye(E)<br>Athletic Bilbao-Levante 2-1&nbsp; 33'Barral(L) - 72'Rico-84'Aduriz(A)<br>Celta Vigo-Rayo Vallecano 0-2&nbsp; 24'Viera-73'Larrivey<br><br>IERI<br><br>Espanyol-Siviglia 1-3&nbsp;&nbsp;&nbsp; 3'Fazio-10'Vitolo-58'Bacca(S) - 23'S.Garcia(E)<br>Valencia-Valladolid 2-2&nbsp;&nbsp; 9'Guerra-50'Garcia(VD) - 29'Pabon-76'Feghouli(VL)<br>Villarreal-Atletico Madrid 1-1&nbsp;&nbsp; 2'A.gol Mario(A) - 79'A.gol Juanfran(V)<br>Betis Siviglia-Barcellona 1-4&nbsp;&nbsp; 35'Neymar-37'Pedro-63'-79'Fabregas(B) - 92'Molina(BS)<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 37<br>2)At.Madrid 34<br>3)Real Madrid 31<br>4)Villareal 24<br>5)At.Bilbao 23<br>6)Getafe 20<br>7)Levante 17<br>8)Real Sociedad 17<br>9)Valencia 17<br>10)Granada 17<br>11)Siviglia 16<br>12)Espanyol 15<br>13)Elche 14<br>14)Malaga 13<br>15)Celta 12<br>16)Almeria 12<br>17)Rayo 12<br>18)Valladolid 12<br>19)Osasuna 10<br>20)Betis 9<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411fabregas.jpgSiNliga-giornata-13-pari-tra-villareal-atletico-il-barcellona-allunga-1012574.htmSi100427901,02,03010230
1321012571NewsCalcio EsteroLiga, 13a giornata: «Manita del Real Madrid; oggi il big-match Villareal-Atletico20131110092422Liga 13a giornata, Real Madrid, Atletico, Barcellona, VillarealIl Santiago Bernabeu al grido di Ronaldo balòn de oroTredicesima giornata di Liga spagnola e terza vittoria di fila per il Real Madrid di Carlo Ancelotti, il quale sembra aver modellato finalmente la propria creatura. E' un 5-1, con gol di Benzema, Khedira e tripletta di Ronaldo (16 reti complessive in liga), che consente al Real di accorciare momentaneamente le distanze in attesa, chiaramente, che scendano in campo anche le prime due della classe, Barcellona e Atletico Madrid. Una goleada, quella del Real, frutto di un <br>gioco corale, ordinato e preciso, con Modric e Xabi Alonso padroni assoluti del centrocampo a dirigere l'orchestra e ad unire magistralmente i vari reparti. <br>Si può considerare la migliore prestazione del Real dell'era Ancelotti, che è appena iniziata, e la prova sta nel fatto che si è andati all'intervallo sul punteggio di 4-0, fedele riflesso di ciò che stava accadendo sul campo. Nel secondo tempo il Real è leggermente calato ma era logico che si riducesse la pressione sull'avversario con 4 gol di vantaggio. Poi, Griezmann ed una punizione magistrale di Ronaldo, acclamato dal Santiago Bernabeu al grido di "Ronaldo Balòn de oro", hanno inchiodato il risultato sul definitivo 5-1.<br>Vittoria in rimonta per l'Athletic Bilbao, che conserva, anche se con qualche difficoltà, l'imbattibilità del Nuovo San Mamès. A sfiorare il colpaccio il Levante di Joaquín Caparrós. Valenciani in vantaggio, appunto, grazie alla rete di Barral e poi vittime della veemente reazione basca che ribalta il risultato con i gol di Rico e Aduriz (entrambi entrati a partita in corso) tra il 72' e l'84' minuto. Da rilevare che la vittoria di misura dell'Athletic sarebbe potuta essere molto più ampia se se non fosse stato per l'estremo difensore levantino, Keilor Gamboa Navas, in giornata di grazia. Con questo successo i baschi volano a quota 23 punti, mentre per il Levante si <br>tratta della seconda sconfitta stagionale in trasferta.<br>Finisce&nbsp;1-1 la sfida tra Getafe ed Elche. Primo tempo noiosissimo con le due squadre incapaci di creare chiare occasioni da gol, eccezion fatta per il vantaggio dei padroni di casa grazie alla vena realizzativa del solito Pedro Leon. Secondo tempo più vivace ma con un Getafe impreciso e con un Elche mai domo, che agguanta il pari grazie al colpo di testa vincente dello juventino Richmond Boakye.<br>Infine, colpo a sorpresa del Rayo Vallecano in casa del Celta Vigo grazie alle firme di Viera e dell'ex cagliaritano Larrivey. Rayo e Celta adesso si ritrovano appaiate in classifica e per il Celta continua la maledizione "Balaidos" dove non è ancora riuscito a vincere in questa stagione.<br>Oggi in programma quattro incontri, che chiuderanno il programma della 13a giornata. Alle 12 toccherà ad Espanyol e Siviglia. Entrambe non vivono un buon momento considerando anche la posizione in classifica. Gli uomini di Aguirre devono riscattare la sconfitta di Elche e, più in generale, interrompere l'altalena di risultati che fino a questo momento ha caratterizzato il loro cammino. Il Siviglia è reduce dalla vittoria contro l'Osasuna e dal pareggio in Europa League contro lo Slovan Liberec.<br>Alle 17 il Valencia riceverà il Valladolid e sarà un banco di prova importante per mister Djukic. La vittoria in Europa League contro il San Gallo e il conseguente passaggio del turno ha leggermente riequilibrato il rapporto tra squadra e tifosi ma una sconfitta, oggi, potrebbe far saltare la panchina valenciana.<br>Da un punto di vista meramente statistico, Valencia e Valladolid si sono affrontati al Mestalla in 39 occasioni, con un bilancio di 27 successi per i padroni di casa, 6 pareggi e 6 vittorie per gli ospiti. <br>Alle 19, il big-match di giornata tra Villareal e Atletico Madrid. I padroni di casa, fino ad ora, non avrebbero potuto fare meglio, avendo totalizzato 23 punti e raggiunto la quarta posizione in classifica. Dall'altro lato uno splendido Atletico Madrid, che ha già raggiunto gli ottavi di Champions grazie ad una grande compattezza e aggressività in tutti i reparti. <br>Infine, alle 21 si chiuderà con Betis-Barcellona. I padroni di casa sono allo sbando, penultimi con solamente 9 punti, e totalmente involuti rispetto alla scorsa stagione. L'ambiente è amareggiato e deluso e la sfida con il Barcellona difficilmente potrà risollevare gli animi. I catalani, di contro, pur non essendo quelli degli anni passati, quelli del tiki-taka tanto per intenderci, stanno dimostrando una concretezza disarmante. Si contano meno palle gol è vero, ma il Barcellona è sempre lì, più in alto di tutte le altre con 36 punti conquistati sui 34 disponibili. <br><br><br>LIGA – Risultati 13/a Giornata<br><br>VENERDì<br><br>Osasuna-Almeria 0-1&nbsp; 18'Rios<br>Granada-Malaga 3-1&nbsp;&nbsp; 48'-59'-77'El Arabi(G) - 54'Juanmi(M)<br><br>IERI<br><br>Real Madrid-Real Sociedad 5-1&nbsp; 12'-26'-76'C.Ronaldo-18'Benzema-36'Khedira(RM) - 61'Griezmann(RS)<br>Getafe-Elche 1-1&nbsp; 18'Pedro Leon(G) - 61'Boakye(E)<br>Athletic Bilbao-Levante 2-1&nbsp; 33'Barral(L) - 72'Rico-84'Aduriz(A)<br>Celta Vigo-Rayo Vallecano 0-2&nbsp; 24'Viera-73'Larrivey<br><br>OGGI<br><br>Espanyol-Siviglia<br>Valencia-Valladolid<br>Villarreal-Atletico Madrid<br>Betis Siviglia-Barcellona<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-13-manita-del-real-madrid-big-match-villareal-atletico-1012571.htmSi100427901,02,03010239
1331012564NewsCampionatiMilan, tutto tranne che Allegri20131108161420milanNo, presidente Berlusconi<span class="null">No, presidente Berlusconi: non ho scritto "tutti tranne Allegri". Sappiamo che lei non gradisce più di tanto quel toscanaccio di allenatore che non le mette il trequartista, e che è tanto benvoluto dalla squadra e da Galliani; Toh, proprio Galliani: il suo uomo fidato, il suo braccio destro e a volte pure quello sinistro, l'uomo dai colpi impossibili, l' uomo che le ha riportato Kakà, adesso è finito sulla graticola pure: colpa di chi? di sua figlia, sangue del suo sangue (nessuna battuta). Capisco che lei ha cose ben più importanti a cui pensare, dalla nostra nazione alla sua pelle e i suoi svariati processi, però la sua presenza sembra mancare e, ai posteri comunque l'ardua sentenza, l'erede designato del "giocattolo" Milan, ossia la Barbara, non sembra aver iniziato col piede giusto: insomma, mettere in dubbio un personaggio come Galliani, a cui vanno molti, ma molti meriti per i successi della sua squadra, non è esattamente una genialata. L'ad è da sempre un presidente in pectore, un factotum con pochi eguali, un "Cristiano Ronaldo" dei dirigenti per definirlo alla Ancelotti, e vederlo rabbuiato accanto alla bella bionda ex di Pato, come l'altra sera al Camp Nou (a proposito, si vedeva benissimo che erano assieme solo per cercare di spazzare via le polemiche, e che non tirava propriouna buona aria), un pò di malinconia la crea. Non è per niente allegro Galliani, e non lo è manco chi dovrebbe esserlo già per il cognome: diciamo comunque che il buon Max, da quando è al Milan, ormai si è abituato ad esser messo in discussione. Il primo anno se la prendevano con lui perchè la squadra non giocava bene: lui però aveva Thiago Silva dietro e Ibra avanti che gli hanno dato lo scudetto: l'anno seguente la Juve l'ha battuto al fotofinish e anche stavolta è finito in discussione. E' stato confermato, ma, come "regalo", gli hanno tolto 13 giocatori tra top player, campioni affermati e gente che ha scritto la storia della squadra. Lui, nonostante tutto, si è inventato un modulo nuovo (che a lei caro Silvio, non va proprio giù), e ha soffiato il terzo posto alla Fiorentina. E quest'anno? Gli è stato imposto di schierare il trequartista quando lui preferisce il tridente, voleva un difensore e gli hanno preso il talentuso ma di certo non eccelso Vergara, gli si sono rotti tutti (sicuri che MilanLab non inizi a fare cilecca?) e Balotelli non vede la porta manco col cannocchiale, confermando, tra l'altro, di avere sempre la solita testa. A questo aggiungiamo anche due suoi ex giocatori (Inzaghi e Seedorf, ndr) che non vedono l'ora che salti, e attendono il "lieto" evento punzecchiandolo; Caro Berlusconi, il suo Milan è una bomba pronta ad esplodere, dal primo all'ultimo uomo: altro che allegri....pardon, Allegri.</span>C1012317adm001adm001allegri400.jpgSiNmilan-tutto-tranne-che-allegri-1012564.htmSiT1000027100075701,02,03030596
1341012562NewsCampionatiReal Madrid, Ancelotti a ILCALCIO24: «Pirlo e Xabi Alonso giocatori decisivi»20131104231225juventusDal nostro inviato a Torino Salvino CavallaroBagno di folla quest’oggi all’aeroporto di Caselle T.se per l’arrivo del Real Madrid. La squadra di Carlo Ancelotti è atterrata alle 12.04 richiamando attorno a se, tifosi di Toro e Juve che approfittano di ogni occasione per creare il derby cittadino. I granata, naturalmente, si alleano con i tifosi del Real Madrid e, gli juventini, certamente contro. E’ passione pallonara di una città che vive di antagonismo e che il tempo non fa altro che acuire. Il più fotografato è, neanche a dirlo, Cristiano Ronaldo che si concede alle fotografie ma non agli autografi. Poi la corsa del pullman verso Torino e il centralissimo albergo della città, prima di andare allo Juventus Stadium per la conferenza stampa e l’ultimo allenamento prima della partita. Juventus e Real Madrid si incontrano dopo la partita d’andata di Champions League finita con il punteggio di 2 a 1 a favore delle “merengues”. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate in Champions League è stato nel 2008, esattamente il 21 ottobre, nella partita d’andata giocata a Torino e vinta dalla Juve per 2 a 1. Poi, il 5 novembre di quell’anno, nella partita di ritorno a Madrid la Juve sconfisse 2 a 0 il Real nella magica e indimenticabile serata di Del Piero che uscì dal campo tra gli applausi del pubblico di Madrid. Una lunga storia di incontri lega questi due club, capaci negli anni di affrontarsi con alterni successi e immancabili sconfitte. Si tratta di un football ad alti livelli, su questo non ci sono dubbi di sorta. Intanto corriamo allo Juventus Stadium dove alle 18,00 ci sarà la conferenza stampa di Carletto Ancelotti e Varane. Noi che rappresentiamo ilcalcio24.com, ci siamo relazionati con i colleghi della Rai, di Mediaset, ma anche coi colleghi spagnoli accorsi in massa all’importante appuntamento. Molte le domande rivolte a Mister Ancelotti che, in perfetta lingua spagnola, risponde con la solita calma e competenza. “Non sono soddisfatto della fase difensiva” dice il tecnico delle merengues, “ma questa squadra ha segnato 42 gol in 15 partite. Non è un problema di difesa ma di equilibrio e consapevolezza nei propri mezzi. La rotazione dei calciatori permette di averli sempre in forma. L’equilibrio è una parola molto semplice, credo che significhi attaccare bene e difendere altrettanto bene. Adesso stiamo attaccando molto bene, ma abbiamo preso troppi gol”. E continua il buon Carletto Ancelotti: “Questa partita con la Juve è davvero importante, per loro potrebbe trattarsi della partita di qualificazione e noi l’affronteremo con la giusta determinazione. La squadra bianconera giocherà con grandissima intensità e dovremo essere molto bravi indipendentemente dal sistema di gioco. All’andata Conte mi sorprese. La Juve ha più problemi di noi nel girone e il suo destino dipenderà da queste tre rimanenti sfide. Ma noi vogliamo la qualificazione; prima arriva e meglio è”. Gli chiediamo cosa vuol dire per un allenatore avere in squadra Pirlo e Xabi Alonso. “Sono due allenatori fantastici. Ho avuto la fortuna di allenare Andrea al Milan, ora ho la fortuna di allenare Xabi”. Poi un collega della Rai chiede, che cosa ne pensa dell’attuale situazione del Milan. “La squadra rossonera sta attraversando un periodo molto delicato, spero lo risolvano in fretta. Ho lavorato molti anni con Galliani e lo ritengo il più grande dirigente che ci sia in circolazione. Lui è di un’altra categoria di dirigenti, così come Cristiano Ronaldo lo è per i calciatori. Loro fanno la differenza nelle categorie in cui lavorano”. Finisce così la conferenza stampa di mister Ancelotti, anche perché la squadra lo attende in campo per l’allenamento sotto i potenti fari dello Juventus Stadium. Uno stadio che è spettacolo unico, capace di affascinare anche se vuoto di spettatori. Noi assistiamo ai bordi del campo all’allenamento. Davanti a noi le figure di Cristiano Ronaldo, Pepe, Bale, Benzema, Ramos, Varane, Casillas, corrono velocemente come fossero frecce inarrestabili. Per loro, la partita di martedì sera sarà davvero importante; ma lo è anche per la Juve. Conte non si sbottona molto, ma la sensazione è che a grandi linee la formazione che affronterà le merengues sarà la stessa vista in campo a Madrid.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1012317FL0711FL0711ancelotti-4.jpgSiNreal-madrid-ancelotti-a-il-calcio-24-pirlo-e-xabi-alonso-giocatori-decisivi-1012562.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030774
1351012560NewsCalcio EsteroLiga, 12a giornata: Barcellona, Real ed Atletico inarrestabili20131103095524Liga spagnola, Barcellona, Real, Atletico MadridVincono le prime della classe&nbsp;<BR><BR>Nessuna sorpresa eclatante ma tante emozioni nella 12a giornata di Liga spagnola. Nell'anticipo del venerdì il Barcellona fà suo, di misura, il derby catalano.<BR>Un Barcellona poco in partita, forse con la testa già alla Champions League, ha la meglio sui "cugini" dell'Espanyol grazie al gol di Alexis Sanchez al minuto 68. La capolista, dunque, prosegue la marcia raggiungendo quota 34 punti ed ottenendo la 12a vittoria stagionale. L'Espanyol, nonostante la buona&nbsp;prestazione inanella la seconda sconfitta nelle ultime tre gare.<BR>Domina, soffre e vince il Real Madrid in casa del Rayo Vallecano. Le "merengues" avanti di tre reti grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo e al centro di Benzema, mollano la presa e subiscono nell'arco di due minuti due reti su calcio di rigore entrambi trasformati da Viera. Sul 2-3 la reazione del Rayo si fà ancora più&nbsp;veemente ma "los vallecanos"&nbsp;non riescono a sfruttare nessuna delle ben sei occasioni da gol create.<BR>La Real Sociedad sembra finalmente essere tornata sui livelli della passata stagione e ne rifila 5 all'Osasuna. Le reti di Ansotegi, Martinez, Griezmann, Castro e dell'ex Fiorentina Seferovic regalano ai baschi la terza vittoria nelle ultime quattro partite disputate. <BR>Nelle altre due sfide del sabato da segnalare la seconda vittoria di fila per l'Almeria che, dopo avere battuto il Valencia al Mestalla, vince di misura anche contro il Valladolid raggiungendo quota 9 punti e risollevandosi dall'ultimo posto in solitaria, che adesso condivide con Rayo e Betis. Il Siviglia, dopo la goleada&nbsp;subita dal Real Madrid, si fa sorprendere in casa da un rinvigorito Celta Vigo, che grazie alla rete decisiva di Lopez ottiene la seconda vittoria <BR>consecutiva in trasferta.<BR>Tra gli incontri disputati ieri, l'Atletico Madrid liquida la pratica Athletic Bilbao col più classico dei risultati. 2-0 il finale con le reti di Villa e Diego Costa che valgono l'11a vittoria stagionale. Per Costa si tratta del tredicesimo centro&nbsp;che vale&nbsp;anche la leadership nella classifica marcatori<BR>condivisa, però,&nbsp;con Cristiano Ronaldo.<BR>Dopo tre sconfitte consecutive sembra rivedere la luce anche il Valencia di Miroslav Djukic vittorioso sul difficilissimo campo del Getafe grazie ad una magnifica realizzazione dai 25 metri dell'ex Parma, Dorlan Pabon.<BR>Si morde le mani, invece, l'altra squadra di Valencia, ossia il Levante, che ogni volta che raggiunge le parti alte della classifica non riesce mai ad assestare il colpo decisivo per spiccare il volo. E allora succede che il Granada colga l'intera posta in palio al 91 minuto grazie al gol di Piti e, soprattutto, grazie all'errore dal dischetto di El Zhar, il quale tira centralmente e non sorprende l'estremo difensore andaluso Roberto Fernandez.<BR>Infine, tanti gol ed emozioni nel derby d'Andalusia tra Malaga e Betis Siviglia. 3-2 il finale, con la zampata vincente al 90'di Samuel Garcia, entrato al posto di Tissone al minuto 85 e che fa esplodere "La Rosaleda".<BR>Stasera il posticipo vedrà di fronte due delle piacevoli sorprese della Liga spagnola. Al "Martinez Valero" si affronteranno Elche e Villareal per dare vita ad uno dei tanti derby della regione valenciana. Dei 5 precedenti tra le due squadre ad Elche, il Villareal non ha mai vinto ed il bilancio è di 2 pareggi e tre sconfitte.<BR>Stasera, però, il Villareal vorrà e dovrà cogliere il successo se vuole continuare a navigare in compagnia delle "big". Non sarà semplice perchè il piccolo&nbsp; Elche è maturato giornata dopo giornata ed ha bisogno di muovere la classifica per tenere la zona retrocessione a debita distanza.<BR><BR>LIGA – Risultati 12/a Giornata<BR><BR>VENERDI'<BR><BR>Barcellona-Espanyol 1-0&nbsp; 68'Sanchez)<BR><BR>SABATO<BR><BR>Real Sociedad-Osasuna 5-0&nbsp; 34'Ansotegi-47'Martinez-56'Griezmann-81'Castro-88'Seferovic<BR>Almeria-Valladolid 1-0&nbsp; 39'Rios<BR>Rayo Vallecano-Real Madrid 2-3&nbsp; 2'-49'C.Ronaldo-30'Benzema(RM) - 53'-55'Viera(RV)<BR>Siviglia-Celta Vigo 0-1&nbsp; 47'Lopez<BR><BR>IERI<BR><BR>Getafe-Valencia 0-1&nbsp; 41'Pabon<BR>Atletico Madrid-Athletic Bilbao 2-0&nbsp; 33'Villa-41'Diego Costa<BR>Levante-Granada 0-1&nbsp; 91'Piti<BR>Malaga-Betis Siviglia 3-2&nbsp; 13'Santa Cruz-61'Eliseu-93'S.Garcia(M) - 33'Verdu-63'Figueras(B)<BR><BR>OGGI<BR><BR>Elche-Villareal<BR><BR>CLASSIFICA<BR><BR>1)Barcellona 34<BR>2)At.Madrid 33<BR>3)Real Madrid 28<BR>4)Villareal 20<BR>5)At.Bilbao 20<BR>6)Getafe 19<BR>7)Levante 17<BR>8)Real Sociedad 17<BR>9)Valencia 16<BR>10)Espanyol 15<BR>11)Granada 14<BR>12)Siviglia 13<BR>13)Elche 13<BR>14)Malaga 13<BR>15)Celta 12<BR>16)Valladolid 11<BR>17)Osasuna 10<BR>18)Rayo 9<BR>19)Betis 9<BR>20)Almeria 9<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>SpagnaFL0411FL0411sanchez.jpgSiNliga-spagnola-giornata-12-barcellona-real-madrid-atletico-madrid-inarrestabili-1012560.htmSi100427901,02,03010224
1361012558NewsCalcio EsteroLiga,11a giornata: Real a valanga, Cristiano provoca Blatter20131031095939Liga, 11a giornata Barcellona, Real Madrid, Atletico MadridIl Real si impone 7-3 sul Siviglia, tripletta di CristianoTurno infrasettimanale anche in Liga spagnola valido per l'11/a giornata. La capolista Barcellona rimane tale con numeri impressionanti: 10 vittorie ed un pareggio, 33 gol fatti e 7 subiti. La vittima&nbsp;di giornata&nbsp;il Celta Vigo, sconfitto 3-0 al "Balaidos" con le reti siglate da Sanchez, Fabregas e un'autorete di Fernandes.<br>Ieri sera il Real Madrid ha reagito alla sconfitta in occasione del "Classico", liquidando il Siviglia con un pirotecnico 7-3. Tripletta di Cristiano Ronaldo, con dedica provocatoria a Sepp Blatter che qualche giorno fa l'aveva definito:"uno che spende soldi dal parrucchiere e si comporta da comandante", e doppiette di Gareth Bale e Karim Benzema. Per il Siviglia sono andati a segno Rakitic (3 gol in 2 partite) finalmente recuperatosi dall'infortunio e Bacca. Il croato ex Schalke<br>04 ha, però, sbaglia anche un calcio di rigore, ininfluente ma che avrebbe reso meno amara la trasferta di Madrid.<br>Impattano 0-0 Espanyol e Malaga. Gli uomini di Aguirre non vincono da due partite e non riescono a sfruttare il turno casalingo mentre gli ospiti sembrano essere migliorati in difesa dopo il tremendo 0-5 incassato domenica scorsa per mano del Celta Vigo; gli andalusi, però, sono a secco di vittorie da cinque giornate.<br>Crolla ancora il Valencia, che addirittura resuscita il fanalino di coda, Almeria ed esce dal Mestalla accompagnato dagli impietosi fischi del proprio pubblico. Gli andalusi di Almeria si impongono per 2-1, in rimonta, grazie alle reti di Torsiglieri e Vidal, che ribaltano l’iniziale vantaggio su calcio di rigore di Jonas.&nbsp; Per il Valencia si tratta della terza sconfitta consecutiva e a questo punto la panchina di Miroslav Dukic comincia a scricchiolare.<br>Convincente vittoria anche per l’Osasuna, che torna al successo dopo due turni, contro il Rayo Vallecano. 3-1 firmato Oier, Riera e Torres che vale il terzo successo stagionale dei pamplonesi. <br>Infine, pareggiano 2-2 Valladolid e Real Sociedad con gli ospiti in vantaggio due volte con Griezmann e raggiunti dai gol di&nbsp; Larsson e Guerra a 10 minuti dalla fine.&nbsp;La rimonta sarebbe potuta essere di quelle&nbsp;storiche ma i padroni di casa falliscono un calcio di rigore al 91 calciato da Ebert.<br>Stasera, quattro incontri archivieranno il turno infrasettimanale, due con inizio alle 20 e due con inizio alle 22.<br>Presso il “Nuevo los Carmenes”, l'Atletico Madrid sarà chiamato ad una grande prestazione con l'obiettivo di rimanere in scia del Barcellona e tenere a debita distanza il Real. Gli andalusi sono attualmente tredicesimi con 11 punti e ciò che più preoccupa è il rendimento tra le mura amiche: infatti, in 5 partite solo un successo e 4 sconfitte, 2 reti realizzate (entrambe nella stessa gara) e 5 subite.<br>Sempre alle 20, il Villareal ospiterà il Getafe. La neopromossa, guidata da Marcelino, è tornata prepotentemente a scalare la&nbsp;vetta del calcio spagnolo grazie anche al fattore "El Madrigal", laddove ha ottenuto 4 vittorie ed un pareggio, contro il Real Madrid, in 5 incontri disputati. Anche il Getafe sta andando oltre ogni più rosea aspettativa con l'attuale sesto posto in classifica ed è&nbsp;reduce da due successi esterni consecutivi.<br>Gli altri incontri vedranno di fronte Athletic Bilbao ed Elche, con i baschi tutti protesi a difendere l'imbattibilità del "Nuovo San Mamès, e Betis Siviglia-Levante. <br><br>LIGA – Risultati 11/a Giornata<br><br>MARTEDI'<br><br>Espanyol-Malaga 0-0<br>Celta Vigo-Barcellona 0-3&nbsp; 8'Sanchez-47'A.golFernandes-54'Fabregas<br><br>IERI<br><br>Valencia-Almeria 1-2&nbsp; 33'Jonas(V) - 62'Torsiglieri-69'Vidal(A)<br>Valladolid-Real Sociedad 2-2&nbsp; 15'-53'Griezmann(R) - 76'Larsson-79'Guerra(V)<br>Osasuna-Rayo Vallecano 3-1&nbsp; 1'Oier-13'Riera-58'Torres(O) - 71'Galvez (R)<br>Real Madrid-Siviglia 7-3&nbsp; 13'-27'Bale-32'60'-71'C.Ronaldo-53'-80'Benzema(R) - 38'-63'Rakitic-40'Bacca(S)<br><br>OGGI<br><br>Granada-Atletico Madrid<br>Villarreal-Getafe<br>Athletic Bilbao-Elche<br>Betis-Levante<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-11-real-a-valanga-cristiano-provoca-blatter-1012558.htmSi100427901,02,03010351
1371012541NewsCalcio EsteroLiga,10a giornata: il «Classico» promette spettacolo20131026102333Liga 10a giornata, Barcellona-Real MadridBarcellona-Real Madrid promette spettacoloIniziata&nbsp;ieri sera la 10a giornata di Liga spagnola con Rayo Vallecano-Valladolid. Hanno avuto la meglio gli ospiti con un rotondo 0-3&nbsp;in virtù delle&nbsp;reti di Ebert, Javi Guerra e Larsson e, soprattutto, grazie alla splendida prestazione dell'italiano Fausto Rossi, autore di due assist e, più in generale, vero e proprio faro del gioco del Valladolid. Risultato giusto che evidenzia ancora una volta come il Rayo sia una delle squadre che più gol ha subito (24) in questa scorcio di stagione; per il Valladolid si tratta della seconda vittoria stagionale, che allo stato attuale vale la tredicesima posizione.<br>Il sabato di Liga, come di consueto, prevede 4 incontri e tutti gli occhi saranno puntati sul "Classico" Barcellona-Real Madrid con calcio d'inizio alle 18.<br>Alle 16, alla "Rosaleda", scenderanno in campo Malaga e Celta Vigo. Entrambe non navigano in acque tranquille. I padroni di casa, con 9 punti, sono lontani dai posti che varrebbero l'Europa, mentre gli ospiti, guidati da Luis Enrique, hanno fatto anche peggio con appena 6 punti. Certamente gli andalusi sono favoriti nel match odierno, contando anche su una buona difesa, solo 9 gol subiti fin qui e terzo miglior reparto del campionato; di contro, un attacco spuntato con appena 11 reti realizzate. Gli ospiti, invece, hanno subito tanto (13 gol) e&nbsp;segnato pochissimo (8).<br>Alle 20 si affronteranno Elche e Granada al "Martinez Valero" e sarà una partita considerata ad alto rischio a causa delle polemiche e degli incidenti scaturiti dopo la partita play off del giugno 2011. Per quanto riguardo l'aspetto tecnico della gara, entrambi gli allenatori dovranno vedersela con&nbsp;pesanti assenze. Da un lato mancheranno Cisma, Sapunaru e, probabilmente, Edu Albacar; dall'altro non saranno dell'incontro Diakhaté, Piti, Yebda e Dani Benítez.<br>Alle 22, il sabato di Liga si chiuderà al "Ciutat de Valencia" dove scenderanno in campo Levante ed Espanyol. Sarà una sfida di medio-alta classifica tra due squadre che stanno facendo bene. Dopo un inizio tremebondo (0-7 a Barcellona), il Levante ha subito solo un'altra sconfitta (contro il Real) ed ha collezionato 3 vittorie e 3 pareggi. I valenciani, però, non hanno ancora vinto tra le mura amiche e stasera potrebbe essere l'occasione giusta. L'Espanyol con 14 punti è reduce dall'impresa casalinga contro l'Atletico Madrid, ma in trasferta ha ottenuto solo una vittoria in 4 incontri disputati. <br>Come detto, alle 18 tutti gli occhi saranno puntati sul Camp Nou dove si disputerà la partita delle partite, quella tra Barcellona e Real Madrid e, sicuramente,&nbsp;merita uno spazio a parte. <br>Il Barcellona è reduce dal pareggio a Pamplona contro l'Osasuna, che ha interrotto la striscia di 8 vittorie consecutive in campionato, e dal pareggio per 1-1 sul campo del Milan in Champions league. Risultati, dunque, che hanno evidenziato alcune lacune della squadra allenata da Martino, il cui potenziale, però, rimane senza dubbio di altissimo livello. Per l'occasione, spazio ai titolari e al trio d'attacco composto da Pedro, Sanchez e Messi.<br>Il Real è reduce dalla vittoria in Champions contro la Juventus, ma la squadra è apparsa in difficoltà in più di un'occasione nonostante la superiorità numerica. Oggi si presenta l'occasione per ridurre le distanze dalla capolista e Carlo Ancelotti sta pensando qualche accorgimento tattico; primo fra tutti, un possibile "finto 9" con Bale, Di Maria e Cristiano Ronaldo in attacco. <br>Una partita come questa è una fonte interminabile di dati statistici, curiosità e numeri. Per esempio, il Barcellona non batte il Real, considerando tutte le competizioni, da 5 gare (2 pareggi e 3 sconfitte) e nelle ultime 10 stagioni la striscia non è mai andata oltre i 5 incontri consecutivi. Il Real ha vinto gli ultimi due incontri disputati e, stasera, potrebbe inanellare la terza vittoria consecutiva contro gli eterni rivali, cosa che non succede dal lontanissimo 1979. Se Messi dovesse segnare superebbe il mitico Alfredo Di Stefano nella classifica dei bomber di sempre nella storia di questa sfida (18). <br>Insomma le premesse ci sono tutte per assistere ad un incontro che, come sempre e comunque vada, scriverà la storia del calcio iberico. <br><br><br>Ecco il programma completo della 10a giornata<br><br>Ieri<br>Rayo-Valladolid 0-3&nbsp;&nbsp; 31'Ebert-40'Guerra-48'Larsson<br><br>Oggi<br>Malaga-Celta<br>Barcellona-Real Madrid<br>Elche-Granada<br>Levante-Espanyol<br><br>Domani<br>Siviglia-Osasuna<br>Villareal-Valencia<br>Real Sociedad-Almeria<br>Atletico Madrid-Betis<br><br>Lunedì<br>Getafe-Athletic Bilbao<br>&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411220908416-0f27d4c6-d0d9-4bf1-a53d-433bc821b539.jpgSiNliga-giornata-10-barcellona-real-madrid-promette-spettacolo-1012541.htmSi100427901,02,03010244
1381012529NewsCalcio EsteroLiga 9a giornata: Levante corsaro a Vigo, traballa la panchina di Luis Enrique20131022102151Liga 9a giornataLevante corsaro a Vigo, l`Athletic stende il VillarealNumeri impietosi per Luis Enrique, ex Roma ed attuale tecnico del Celta di Vigo: in 9 gare la squadra galiziana ha collezionato una sola vittoria, 3 pareggi e 5 sconfitte; 13 gol subiti e 8 realizzati. Luis Enrique se non è ancora stato esonerato poco ci manca anche perchè viene accusato di impiegare i propri uomini completamente fuori ruolo. Quella disputata al Balaidos è stata una partita all'insegna della "sfortuna": prima il diluvio universale, poi il guasto all' impianto elettrico, che ha posticipato l'inizio del secondo tempo di mezz'ora, le condizioni del terreno di gioco al limite dell'impraticabiltà. Insomma, gli ingredienti c'erano tutti per far passare una serata d'inferno ai padroni di casa e così è stato. Anche perchè il Levante non giocherà un calcio irresistibile ma l'11 valenciano sa cosa fare e sa come sfruttare alla minima occasione gli errori altrui. Vittoria di misura, dunque, grazie alla rete siglata da Diop, che&nbsp; conferma il trend più che positivo del Levante in trasferta.<br>Nell'altro incontro, che ha chiuso la nona giornata di Liga, l'Athletic Bilbao ha battuto il Villareal per 2-0 conquistando, così, la quinta vittoria stagionale e mantenendo l'imbattibilità casalinga. Incontro scintillante con le due squadre concentrate a ribattere colpo su colpo i reciproci attacchi. Poi, col passare dei&nbsp; minuti gli uomini di Marcelino Garcìa Torial hanno iniziato a ritrarsi nella propria metà campo lasciando all'Athletic il pallino del gioco. <br>In due minuti, uno-due micidiale firmato da Mikel Rico e Aritz Aduriz e baschi che volano verso posizioni di classifica che potrebbero consegnare l'Europa per la prossima stagione. Per il Villareal seconda sconfitta stagionale.<br><br>LIGA – Risultati 9/a Giornata<br><br>Real Madrid-Malaga 2-0 46'Di Maria-91'Ronaldo<br>Valencia-Real Sociedad 1-2 41'Griezmann-59'Pardo(R) - 93'Pabon (V))<br>Osasuna-Barcellona 0-0<br>Espanyol-Atletico Madrid 1-0&nbsp; 54'a.gol Courtois<br>Granada-Getafe 0-2&nbsp; 47'a.golMurillo-55'Pedro Leon<br>Almeria-Rayo Vallecano 0-1&nbsp; 78'Galvez<br>Betis Siviglia-Elche 1-2&nbsp; 29'Del Moral-33'Fidel(E) - 41'Molina(B)<br>Valladolid-Siviglia 2-2&nbsp; 2'Bacca-31'Alberto(S) - 81'Manucho-84'Eber(V)<br><br>Ieri<br>Celta Vigo-Levante 0-1&nbsp;&nbsp;&nbsp; 88'Diop<br>Athletic Bilbao-Villarreal 2-0&nbsp; 33'Rico-35'Aduriz<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 25<br>2)At.Madrid 24<br>3)Real Madrid 22<br>4)Villareal 17<br>5)Getafe 16<br>6)At.Bilbao 16<br>7)Espanyol 14<br>8)Valencia 13<br>9)Levante 13<br>10)Elche 12<br>11)Siviglia 10<br>12)Real Sociedad 10<br>13)Malaga 9<br>14)Rayo 9<br>15)Betis 8<br>16)Granada 8<br>17)Valladolid 7<br>18)Osasuna 7<br>19)Celta 6<br>20)Almeria 3<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br><br><br><br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411levante.jpgSiNliga-giornata-9-levante-corsaro-a-vigo-l-athletic-stende-il-villareal-1012529.htmSi100427901,02,03010200
1391012527NewsCalcio EsteroLiga 9a giornata: Getafe corsaro, stasera il Villareal a Bilbao20131021093730Liga 9a giornataGetafe corsaro a GranadaQuattro gli incontri disputati nella domenica di Liga spagnola e ben tre vittorie in trasferta. Il Getafe espugna il campo del Granada per 2-0 e mantiene la quinta posizione, per il Granada notte fonda e sedicesimo posto. Eppure la compagine andalusa non ha iniziato male la partita, dominando nettamente a centrocampo ed andando vicino al gol in un paio di occasioni. Poi, l'espulsione di Diakhatè per doppia ammonizione ha cambiato gli euqilibri del match e ne ha approfittato il Getafe nella seconda frazione di gioco. Vittoria corsara anche per il Rayo sul campo dell'Almeria grazie al gol realizzato da Galvez. Almeria sempre ultimo con tre punti e boccata d'ossigeno per il Rayo che esce fuori, per la prima volta in questa stagione, dalla zona retrocessione. Neanche il Betis riesce a sfruttare il turno casalingo e lascia i&nbsp;3 punti all'Elche, che con una solida difesa e un eccezionale pragmatismo offensivo espugna il "Benito Villamarín". L'Elche vince in virtù delle reti di Manu del Moral e Fidel ed inanella la terza vittoria consecutiva che vale la nona posizione in classifica generale. Per il Betis si tratta della seconda sconfitta di fila.<br>Infine, il Siviglia, nonostante 80 minuti di dominio, pareggia sul campo del Valladolid e si vede portare via 2 punti fondamentali. Gli uomini di Emery&nbsp;chiudono il primo tempo in vantaggio di due reti, dominano fino all’80' ma, incredibilmente, subiscono la rimonta dei padroni di casa negli ultimi dieci minuti. Due punti gettati al vento: fare bottino pieno allo Zorrilla avrebbe significato 10 punti in quattro partite, un’inversione di tendenza netta che&nbsp;avrebbe proiettato gli andalusi nelle zone alte della classifica. Invece il Siviglia resta nel limbo. I padroni di casa, al contrario, festeggiano per un punto insperato che, almeno momentaneamente, serve per uscire dalla zona retrocessione.<br>Due gli incontri in programma stasera e che archivieranno la nona giornata. Il Celta di Luis Enrique, che non ha ancora vinto tra le mura amiche in questa stagione, affronterà il Levante. Il tecnico, ex Roma, è in bilico per mancanza di risultati e mancanza di gioco. Di contro, il Levante è reduce da due sconfitte contro Barcellona e Real Madrid e 7 dei 10 punti in classifica li ha ottenuti in trasferta per cui sarà un ospite difficile che minaccia la fragilità della squadra di Luis Enrique.<br>Athletic Bilbao-Villareal chiuderà il programma di giornata. Il Villareal si ritrova in una sorprendente quarta posizione con 17 punti mentre i padroni di casa sono settimi a quota 13.<br>I baschi, nonostante una sconfitta ed un pareggio nelle ultime due uscite, vivono tutto sommato un momento positivo della sua stagione; di contro la squadra di Toral non perde in casa dallo scorso 5 maggio, in trasferta è invece reduce da una sconfitta ed un pareggio negli ultimi due match. <br><br>LIGA – Risultati 9/a Giornata<br><br>Sabato<br><br>Real Madrid-Malaga 2-0 46'Di Maria-91'Ronaldo<br>Valencia-Real Sociedad 1-2 41'Griezmann-59'Pardo(R) - 93'Pabon (V))<br>Osasuna-Barcellona 0-0<br>Espanyol-Atletico Madrid 1-0&nbsp; 54'a.gol Courtois<br><br>Ieri<br><br>Granada-Getafe 0-2&nbsp; 47'a.golMurillo-55'Pedro Leon<br>Almeria-Rayo Vallecano 0-1&nbsp; 78'Galvez<br>Betis Siviglia-Elche 1-2&nbsp; 29'Del Moral-33'Fidel(E) - 41'Molina(B)<br>Valladolid-Siviglia 2-2&nbsp; 2'Bacca-31'Alberto(S) - 81'Manucho-84'Eber(V)<br><br>Oggi<br><br>Celta Vigo-Levante<br>Athletic Bilbao-Villarreal<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-9-getafe-corsaro-villareal-a-bilbao-1012527.htmSi100427901,02,03010209
1401012521NewsCalcio EsteroLiga, 9a giornata: Pari Barça, crollo Atletico e Real a -320131020094941Liga 9a giornataPari Barcellona, sconfitta Atlético e il Real sorrideNona giornata ricca di soprese e tutte a favore del Real Madrid di Carlo Ancelotti. Alla vigilia della super sfida di Champions in casa della Juventus, Cristiano Ronaldo e compagni regolano 2-0 il Malaga con le firme di Di Maria e dello stesso Cristiano avvicinando la vetta della&nbsp;classifica. Ieri pomeriggio, tanto in difesa come in attacco, le "merengues" sembra abbiano fatto notevoli progressi. Pur sempre vero che il Malaga non ha grandi credenziali; tuttavia la difesa del Real ha giocato aggressivamente e mantenendo alto&nbsp;il&nbsp;reparto cosicchè il Malaga non ha potuto far altro che retrocedere nella propria metà campo. Anche&nbsp;per quanto riguarda la fase offensiva&nbsp;il Real è sembrato più vivace rispetto alle precedenti uscite, con un Khedira molto mobile e con i due laterali, Carvajal e Marcelo, costantemente nella metà campo avversaria. Il Real,quindi, rosicchia due punti al Barcellona che non va oltre lo 0-0 a Pamplona con un Osasuna bravo e fortunato nella barricata contro Messi &amp;co. Niente record, dunque, per i catalani che non riescono a eguagliare il miglior inizio di stagione che continua ad appartenere al Real Madrid. Il Barça, comunque, piange con un occhio visto che, nonostante il pareggio, si ritrova da solo in vetta alla classifica. Complice la sconfitta dell'Atletico Madrid proprio a Barcellona sul campo dell'Espanyol. Partita davvero brutta, soprattutto nella prima frazione di gioco, a causa della grande quantità di falli ed interruzioni. Il gol vittoria arriva al 55' e ce l'ha sulla coscienza il pur forte portiere belga, Thibaut Courtois. <br>Nel quarto incontro di giornata Real Sociedad corsara a Valencia grazie alle reti di Griezmann e Pardo; a nulla vale il gol che accorcia le distanze a tempo scaduto ad opera di Pabon. Boccata d'ossigeno, quindi, per i baschi che non vincevano dalla prima giornata.<br><br>Quattro gli incontri in programma oggi. Alle 12 al "Nuovo Los Carmenes" il Granada cercherà punti preziosi contro il Getafe. Gli uomini di Alcaraz occupano la posizione 14 con 5 gol fatti ed 8 subiti. Per l'occasione il tecnico ha a disposizione quasi tutto l'organico ad eccezione di Falquier,del portiere greco Karnezis e del laterale offensivo Dani Benitez. In compenso, ed è questa la notizia più importante, rientra il bomber Francisco Medina detto Piti. Il Getafe, dal canto suo, è reduce da tre vittorie consecutive (Espanyol,Betis e Celta) grazie anche alla vena degli attaccanti Lisandro Lopez e Pedro Leon. Unica nota dolente l'assenza del&nbsp;centrale di difesa Alexis.<br>A seguire vera e propria sfida salvezza allo stadio "del Mediterraneo" tra Almeria e Rayo Vallecano. Almeria ancora a secco di vittorie e ultimo posto in classifica con 3 punti. Rayo Vallecano leggermente in ripresa dopo la vittoria sulla Real Sociedad, che ha ridato un po' di fiducia agli uomini di Paco Jemez. Il Rayo, però, con 6 punti, è penúltimo ed ha bisogno urgente di smuovere la classifica.<br>Poi sarà la volta di Betis-Elche. I padroni di casa sono attualmente tredicesimi con 8 punti, sette dei quali conquistati tra le mura amiche. Il piccolo Elche, di contro, è reduce da due vittorie consecutive (Celta ed Espanyol) ed occupa il dodicesimo posto. La formazione di Francisco Segura ha dimostrato in questo piccolo scorcio di campionato di avere le carte in regola per aspirare alla salvezza.<br>La domenica di Liga spagnola chiuderà allo stadio "Josè Zorrilla" e vedrà di fronte Valladolid e Siviglia. Padroni di casa, guidati da Ignacio Martinez, sedicesimi con 6 punti ma reduci da un calendario davvero impegnativo. In casa Siviglia si vivono gli stessi problemi ormai da qualche anno e che si possono riassumere nella difficoltà di ottenere punti in trasferta. Gli andalusi, infatti, non hanno ancora vinto in trasferta e sono riusciti a racimolare solo 2 punti in 4 trasferte fin qui giocate.<br><br><br>LIGA – Risultati 9/a Giornata<br><br>Sabato<br><br>Real Madrid-Malaga 2-0 46'Di Maria-91'C.Ronaldo<br>Valencia-Real Sociedad 1-2 41'Griezmann-59'Pardo(R) - 93'Pabon(V)<br>Osasuna-Barcellona 0-0<br>Espanyol-Atletico Madrid 1-0&nbsp; 54'a.gol Courtois<br><br>Domenica<br><br>Granada-Getafe<br>Almeria-Rayo Vallecano<br>Betis Siviglia-Elche<br>Valladolid-Siviglia<br><br>Lunedì<br><br>Celta Vigo-Levante<br>Athletic Bilbao-Villarreal<br><br>SpagnaFL0411FL0411di maria.jpgSiNliga 9a giornata-1012521.htmSi100427901,02,03010194
1411012483NewsCalcio EsteroLiga, 8a giornata: Diego Costa trascina l`Atletico20131007102116Liga, 8a GiornataAtlético Madrid e Barcellona sempre a punteggio pienoL'Atletico Madrid tiene il passo del Barcellona ed è primo, a pari merito con i catalani, a punteggio pieno. Gli uomini di Diego Pablo Simeone superano per 2-1 il Celta Vigo al “Vicente Calderon”, trascinati dal "Pichichi" della Liga, Diego Costa che sigla una doppietta (10 centri in 8 gare per lui) e sbaglia anche un rigore, in apertura, sullo 0-0. Sabato sera il Barcellona, privo di Messi, ha schiantato per 4-1 il modesto Valladolid. Ospiti in vantaggio al 10' grazie al gol di Javi Guerra e rimonta veemente degli azul-grana che rifilano il poker con Alexis Sanchez(2)-Xavi e Neymar. Un risultato che per l'allenatore del Barça, Tata Martino, vuol dire record; infatti, diventa l'allenatore del Barcellona che più punti ha accumulato nelle prime 8 giornate avendone totalizzato 24,&nbsp;contro i 22 di Villanova e i 19 di Guardiola.<br>Anche il Real Madrid tiene il passo delle prime dimostrando da un lato evidenti problemi tattici, dall'altro un gran combattività fino al fischio finale. A Valencia, in casa del Levante le "merengues", a tratti, sono stati messi alle corde e costretti a inseguire le reti di Diawara ed El Zhar. Le zampate di Morata e Cristiano Ronaldo regalano, comunque, la sesta vittoria in campionato e permettono al Real di rimanere a -5 dalla coppia di testa. <br>Il Villareal mantiene la quarta posizione grazie alla vittoria di venerdì sera ottenuta tra le mura amiche contro il Granada che viene travolto 3-0 con le firme&nbsp;di Soriano,Pina e Dos Santos, il quale, finalmente, sembra aver trovato l'ambiente giusto per mettere a frutto il suo talento. <br>Ad inseguire il Villareal troviamo l'Athletic Bilbao e il Valencia, che proprio ieri sera nell'ultimo match della domenica di Liga, si sono divise la posta in palio pareggiando 1-1. Valenciani in vantaggio con Banega, che trasforma un calcio di rigore, e pareggio basco con il colpo di testa di Rico. Un pari che, tutto sommato, accontenta entrambe le formazioni, appaiate a quota 13 punti al quinto posto. A quota 13 sale anche il Getafe, che a domicilio ha la meglio sul Betis per 3-1. Prima frazione di gioco spettacolare per i madrileñi di Getafe che vanno al riposo già sul 3-0 in virtù della doppietta di Pedro Leon e del&nbsp;gol di Adrian. Perde terreno il Betis, dunque, che scivola a -5 dalla zona coppe. <br>L'Espanyol, che sembra aver perso lo smalto di inizio stagione, esce sconfitto dalla trasferta di Elche. Una doppietta di Coro stende i catalani, che inanellano la terza sconfitta consecutiva. Anche la Real Sociedad conferma un trend deludente, forse pagando lo scotto della champions, capitolando di misura in casa del Rayo Vallecano.<br>Momento positivo, invece, per il Siviglia di Unai Emery alla seconda vittoria in 3 partite. Gli andalusi superano 2-1 l'Almeria allo scadere e si allontanano ulteriormente dalla zona retrocessione. Per l'Almeria è sempre più buio a quota 3 punti all'ultimo posto in classifica.<br>Infine, da segnalare il colpaggio dell'Osasuna sul campo del Malaga deciso&nbsp;una rete di Riera, che regala la seconda vittoria stagionale alla squadra di Pamplona.<br><br>LIGA – Risultati 8/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Villarreal-Granada 3-0&nbsp; 30'Soriano-49'Dos Santos-83'Pina<br>Malaga-Osasuna 0-1&nbsp;&nbsp; 23'Riera<br><br>Sabato<br><br>Elche-Espanyol 2-1&nbsp;&nbsp; 40'-74' Coro(EL) - 66'Thievy(ES)<br>Rayo Vallecano-Real Sociedad 1-0&nbsp; 89'Viera<br>Levante-Real Madrid 2-3&nbsp; 57'Diawara-85'El Zhar(L) - 61'Sergio Ramos-90'Morata-94'C. Ronaldo(R)<br>Barcellona-Valladolid 4-1&nbsp; 10'Guerra(V) - 14'-64'Sanchez-52'Xavi-70'Neymar(B)<br><br>Ieri<br><br>Atletico Madrid-Celta Vigo 2-1 (42'-62'Diego Costa(A) - 71'Nolito(C)<br>Siviglia-Almeria 2-1&nbsp; 6'Gameiro-93'Rakitic(S) - 24'Rios(A)<br>Getafe-Real Betis 3-1&nbsp; 16'-23'Pedro Leon-27'Colunga(G) - 51'aut.Rafa(R)<br>Athletic Bilbao-Valencia 1-1&nbsp; 43'rig.Banega(V) - 76'Rico(A)<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 24<br>2)At.Madrid 24<br>3)Real Madrid 19<br>4)Villareal 17<br>5)At.Bilbao 13<br>6)Valencia 13<br>7)Getafe 13<br>8)Espanyol 11<br>9)Levante 10<br>10)Malaga 9<br>11)Siviglia 9<br>12)Elche 9<br>13)Betis 8<br>14)Granada 8<br>15)Real Sociedad 7<br>16)Celta 6<br>17)Valladolid 6<br>18)Osasuna 6<br>19)Rayo 6<br>20)Almeria 3<br><br>SpagnaFL0411FL0411simeone.jpgSiNliga-giornata-8-diego-costa-trascina-l-atletico-madrid-1012483.htmSi100427901,02,03010246
1421012413NewsCalcio EsteroLiga, 7a giornata: è il giorno del derby di Madrid20130928110841Liga Giornata 7E` derby a MadridIniziata già ieri sera la settima giornata di Liga in quella che è stata ed è una settimana senza soste. Giornata che si è aperta col pareggio spettacolare tra Valladolid e Malaga. Entrambe le compagini hanno provato a centrare il bottino pieno, alternandosi, nelle varie fasi di gioco, sia in quanto a predominio sia in quanto a gol ed occasioni create. Ha sicuramente iniziato meglio la squadra di casa sospinta dal pubblico del Jose Zorilla e dalla gran mole di&nbsp;lavoro del colombiano Osorio che si è dato un gran da fare nel cercare di sfiancare la difesa avversaria su tutti i lati. Eppure è stato il Malaga a passare in vantaggio con l'intramontabile Roque Santa Cruz. Gol inaspettato e Valladolid quasi alle corde visto che alla ripresa del gioco, dopo il gol, i padroni di casa hanno faticato a reagire e concluso la prima frazione stancamente e quasi con le gambe tremolanti. L'intervallo, però, ha&nbsp;riportato in campo un Valladolid di nuovo battagliero, strigliato per bene da mister Jose Ignacio Martinez, capace di pareggiare con Javi Guerra, malagueño di nascita, e portarsi in vantaggio con lo stesso Osorio. A salvare gli andalusi&nbsp;di Malaga, però, ci ha&nbsp;pensato un gol strepitoso dell'appena entrato Pawlowski che dopo avere controllato col ginocchio sinistro, dall'interno dell'area grande ha girato di destro superando l'incolpevole Diego Marino. E' pareggio alla fine e non sarebbe potuto essere altrimenti sia per quello che si è visto in campo, sia per un discorso meramente statistico visto che la X è il segno predominante quanto le due squadre si affrontano a Valladolid.<br><br>Il sabato di Liga si prospetta davvero interessante. Alle 16 tutti al Mestalla a seguire Valencia Rayo Vallecano. I padroni di casa sembrano essersi ripresi dopo un avvio disastroso inanellando due vittorie consecutive. Djukic riproporrà, probabilmente, lo schema con un solo attaccante, ovvero Postiga, coadiuvato da tre trequartisti, Pabon,Jonas e Fede. Per gli ospiti, attualmente ultimi in classifica, si tratta di cambiare marcia dopo avere collezionato 5 sconfitte consecutive ma l'impresa sarà ardua contro un Valencia che ambisce certamente a risalire ulteriormente verso posizioni più consone al proprio blasone.<br>Alle 18 toccherà al Barcellona in quel di Almeria. I padroni di casa sono ultimi in compagnia di altre tre squadre e non hanno ancora vinto in questa stagione. I tre punti in classifica sono frutto di altrettanti pareggi, tutti per 2-2, contro formazioni non certo irresistibili, Levante, Elche e Getafe. L'Almeria, che ha un ruolino fin qui alquanto paradossale, ha una filosofia di gioco votata all'attacco (10 gol realizzati) e una difesa colabrodo (15 gol subiti), punta tutto sul bomber Rodri, 4 reti fin qui e proveniente in prestito proprio dal Barcellona. Sul Barcellona è superfluo spendere parole, parlano i numeri. E' la solita macchina perfetta con 22 gol realizzati, 18 punti in classifica e solo 5 gol subiti. Vincendo potrà godersi tranquillamente il derby di Madrid sperando che Real e Atletico si fermino a vicenda.<br>Alle 20, poi, all'Anoeta di San Sebastian, si affronteranno Real Sociedad e Siviglia che sono un po' le due delusioni di questo avvio di stagione; infatti i baschi sono undicesimi con 6 punti mentre gli ospiti occupano la tredicesima posizione a quota 5. Certamente i padroni di casa sono stati condizionati fin qui dai preliminari e dalla partecipazione in champions league&nbsp;ed anche dalla mancanza di un organico che possa aspirare a fare bene su tutti i fronti senza&nbsp;incidenti di percorso. La Real Sociedad, in generale, subisce poco, 7 reti subite delle quali 4 contro il Barcellona, ma segna altrettanto poco, solo 5 i gol realizzati. Anche il Siviglia non attraversa un momento positivo, fino a qui solo una vittoria, 2 pareggi e tre sconfitte.<br>Infine, alle 22, inizierà l'incontro più importante della settima giornata e cioè il derby tra Real e Atletico. I colchoneros sono primi in classifica a punteggio pieno mentre&nbsp;le merengues sono solo in ritardo di due punti. Vigilia un po'strana per il Real, addirittura denunciato alla polizia da 120 tifosi del Barcellona per truffa dopo la vittoria contro l'Elche al 94' con un rigore inesistente. <br>Il Real Madrid è quindi chiamato ad un’importante vittoria per cancellare, almeno in parte, il "furtarello" di mercoledì. Ancelotti non sembra ancora aver trovato un impianto solido di gioco, <br>fino a qui le vittorie sono state più merito dei singoli (Isco e Ronaldo su tutti) che grazie ad un’effettiva organizzazione d'insieme. Questa sera spazio a Isco, Ronaldo e Di Maria alle spalle di Benzema.&nbsp;La squadra di Diego Simeone è sicuramente la rivelazione di questo inizio di campionato. Dopo la cessione di Radamel Falcao nessuno si aspettava che l'Atletico riuscisse a mantenere lo stesso passo ed ha trovato in Diego Costa un bomber di razza che in questo momento è conteso dalle nazionali di Brasile e Spagna per un'eventuale partecipazione al mondiale.<br><br>Programma della 7a giornata<br><br>Valladolid-Malaga 2-2&nbsp;&nbsp; 23'Santa Cruz-76'Pawlowski(M) - 56'Javi Guerra-64'Osorio(V) <br><br>Oggi <br><br>Valencia-Rayo Vallecano<br><br>Almeria-Barcellona<br><br>Real Sociedad-Siviglia<br><br>Real Madrid-Atletico Madrid<br><br>Domani<br><br>Osasuna-Levante<br><br>Celta Vigo-Elche<br><br>Espanyol-Getafe <br><br>Betis-Villareal <br><br>Lunedì<br><br>Granada-Athletic Bilbao<br><br>SpagnaFL0411FL0411Ancelotti41.jpgSiNliga-giornata-7-e-il-giorno-del-derby-di-madrid-1012413.htmSi100427901,02,03010187
1431012390NewsCalcio EsteroLiga, 6a giornata: «furto» del Real Madrid ad Elche20130926110310Liga spagnola6a Giornata, il Real fatica ma vince ad ElcheIl Real Madrid mantiene il ritmo di Barcellona e Atletico grazie ad una vittoria discutibile e potrà giocare il derby con la possibilità di raggiungere i colchoneros.<br>Chi, però, pensava che fosse un turno semplice per le merengues si sbagliava di grosso. L'Elche di Fran Escribà ha disputato un'ottima partita puntando tutto su una solidissima difesa e gli uomini di Ancelotti hanno fatto di tutto per scardinarla riuscendoci solo grazie a un'invenzione di Cristiano Ronaldo su punizione. Poi, il Real ha addormentato la partita il più possibile fino a quando, però, nei minuti di recupero, Boakye ha trovato l'inatteso pareggio che ha&nbsp;fatto esplodere il "Martinez Valero". Quando il miracolo, per l'Elche naturalmente, stava per compiersi, ci ha pensato l'arbitro, Muñiz Fernández, a regalare un calcio di rigore al Real per un fallo di Carlos Sanchez su Pepe. A trasformarlo è stato sempre Ronaldo e pubblico di casa indignato e con l'amaro in bocca visto che l'Elche avrebbe meritato quantomeno il pareggio.<br>Seconda vittoria consecutiva, invece, per il Valencia che batte di misura e in trasferta il Granada con la rete del brasiliano Jonas, la terza in due partite, al 94'. Un successo che consente ai valenciani di posizionarsi nella parte medio alta della classifica. Nel terzo incontro del mercoledì di Liga si registra anche la goleada del Siviglia che travolge il sempre più disastrato Rayo Vallecano con un perentorio 4-1. Doppiette di Rakitic e Bacca che per gli andalusi valgono la prima vittoria in campionato e che consentono&nbsp;di lasciare&nbsp;l'ultimo posto in classifica. <br><br>Stasera si giocheranno tre incontri&nbsp;che manderanno in archivio la sesta giornata di Liga.<br>Presso il Nuovo San Mamès si affronteranno Athletic Bilbao e Betis. I baschi nelle prime 5 giornate hanno racimolato 9 punti frutto di tre vittorie e due sconfitte (contro Real Madrid ed Espanyol) e in casa hanno sempre vinto. Il Betis, che attraversa un momento complicato ed è riuscito a vincere una sola volta, contro il Valencia, punterà tutto sulla vena realizzativa di Molina e Sevilla, quest'ultimo autore di 2 gol in 2 partite.<br><br>Sicuramente la partita più interessante si disputerà al Madrigal e sarà quella tra Villareal ed Espanyol, due delle sorprese di questo inizio di stagione.&nbsp;Appaiate a quota 11 punti in 5 partite, l’occasione per entrambe è ghiottissima. Chi vince rimane sulla scia delle prime tre.<br>Ancora imbattuto in casa, il Villareal cercherà altri punti importanti sfruttando il fattore campo, così come fatto nella sfida pareggiata 2-2 contro il Real Madrid e nella quale, forse, avrebbe meritato di vincere. L’allenatore del sottomarino giallo, Marcelino, punterà tutto sul talentuoso messicano Giovani Dos Santos che se dovesse trovare il cammino della continuità potrebbe diventare il vero valore aggiunto della neopromossa. L'Espanyol, dal canto suo, non sarà una rassegnata vittima sacrificale. Gli uomini di Aguirre sono ancora imbattuti e possono contare su un rinato Simao, ex Benfica, che sembra vivere una seconda giovinezza. <br>Infine, al Coliseum Alfonso Pérez si affronteranno Getafe e Celta Vigo. I padroni di casa cercano punti importanti per allontanarsi dalla zona bassa della classifica e lo faranno puntando sul 4-2-3-1 con Miku unico terminale d'attacco coadiuvato da Castro, Leon e Sarabia. Di contro, il Celta di Luis Enrique, con 6 punti, ha iniziato la stagione un po' meglio e si affiderà al solito 4-3-3 con il tridente composto da Krohn-Dehli, Charles e Mina.<br><br><br>Risultati 6/a Giornata<br><br>Martedì<br><br>Barcellona-Real Sociedad 4-1&nbsp; 4'Neymar-7'Messi-22'Busquets-76'Bartra(B) - 63'De la Bella(R)<br>Levante-Valladolid 1-1&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 35' Diawara(L)-41'Javi Guerra(V)<br>Atletico Madrid-Osasuna 2-1&nbsp; 17'-24Diego Costa(A) - 42'Oriol Riera(O)<br>Málaga-Almería 2-0&nbsp;&nbsp;&nbsp; 67'Tissone-91'Portillo<br><br>Ieri<br><br>Granada-Valencia 0-1&nbsp; 90'Jonas<br>Sevilla-Rayo Vallecano 4-1&nbsp;&nbsp; 17'-53'Rakitic-80'-88'Bacca(S) - 55'A.Gonzalez(R)<br>Elche-Real Madrid 1-2&nbsp; 51'-93'Ronaldo(R) - 90'Boakye(E)<br><br>Oggi<br><br>Athletic Bilbao-Real Betis<br>Getafe-Celta Vigo<br>Villarreal-Espanyol<br><br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-6-furto-real-ad-elche-1012390.htmSi100427901,02,03010229
1441012378NewsCalcio EsteroLiga, 5a giornata: riscatto Valencia, Cristiano supera Hugo Sanchez20130923093333Liga Giornata 5Il punto sulla 5a giornata&nbsp;<br><br>Proseguono il proprio cammino da capilista il Barcellona e l'Atletico Madrid. I blaugrana, dopo il 4-0 all’Ajax in Champions League, si ripetono col medesimo punteggio sul campo del Rayo Vallecano. Eppure questa partita è destinata ad entrare ugualmente nella storia. Per la prima volta dopo cinque anni il Barcellona ha perso la "sfida" del possesso palla, che al fischio finale recitava Rayo Vallecano 51%, Barcellona 49%. <br>L'ultima volta accadde il 7 maggio del 2008, allora furono i rivali storici del Real Madrid ad avere la meglio nel punteggio (4-1) e nello speciale dato statistico di fine match. Da allora il pallone è quasi sempre passato fra i piedi dei giocatori catalani, a volte con percentuali imbarazzanti con <br>oltre il 70% anche in match importanti di Liga o Champions League, a dimostrazione di una schiacciante superiorità tecnica diventata celebre in tutto il mondo col nome di tiki-taka. Una superiorità che adesso inizia a scricchiolare, visto che già in coppa l'Ajax&nbsp;aveva sfiorato l'impresa del Rayo. Naturalmente per adesso è in discussione soltanto il possesso palla, perchè il risultato finale sorride pur sempre agli uomini di Gerardo "El Tata" Martino.<br>L’Atletico di Simeone, invece, che continua sulle ali dell’entusiasmo dopo la vittoria contro lo Zenit, s’impone per 2-0 in casa del Valladolid. <br>I blaugrana e i colchoneros guardano tutti dall'alto verso il basso con 15 punti. <br><br>Subito dietro si affaccia il Real Madrid di Carlo Ancelotti, che per tutta risposta agli eterni rivali catalani, cala il poker nel derby contro il Getafe.<br>Partenza in salita per i blancos che subiscono il gol del vantaggio di Lafita ma in poco meno di un quarto d’ora pareggia con Pepe e poi dilaga con Isco e Cristiano Ronaldo che supera Hugo Sanchez nella speciale classifica dei cannonieri blancos di sempre siglando il suo 209esimo gol a Madrid. <br>Negli altri incontri pareggiano Almeria e Levante in un match ricco di gol(2-2) e di emozioni date dal doppio vantaggio dei padroni di casa rimontato nella ripresa dai valenciani. Scialbi 0-0 tra Real Sociedad e Malaga, Betis e Granada nel derby d'Andalusia e Celta Vigo-Villareal, con quest'ultima che mantiene il ruolo di sorpresa visto che mantiene l'imbattibilità dopo 5 giornate.<br>Nel posticipo di ieri sera arriva il secondo successo stagionale per il Valencia che al “Mestalla” rifila un perentorio 3-1 al Siviglia con le reti di Victor Ruiz e doppietta del brasiliano Jonas. A nulla serve il terzo centro in campionato dell’ex Psg, Kevin Gameiro. Il Valencia per una notte torna a credere in se stesso dopo un inizio di stagione disastroso. Per il Siviglia, invece, non solo la sconfitta ma anche l'onta dell'ultimo posto in classifica.<br><br>Classifica dopo 5 giornate<br><br>1)Barcellona 15<br>2)At.Madrid 15<br>3)Real Madrid 13<br>4)Villareal 11<br>5)At.Bilbao 9<br>6)Espanyol 8<br>7)Celta 6<br>8)Real Sociedad 6<br>9)Levante 6<br>10)Valencia 6<br>11)Malaga 5<br>12)Betis 5<br>13)Granada 5<br>14)Getafe 4<br>15)Valladolid 4<br>16)Rayo 3<br>17)Almeria 3<br>18)Elche 3<br>19)Osasuna 3<br>20)Siviglia 2<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-5-riscatto-valencia-cristiano-supera-hugo-sanchez-1012378.htmSi100427901,02,03010301
1451012374NewsCampionatiTre giorni europea: riprendiamoci il passato20130920091858Champions League - Europa League4 vittorie ed un pareggioQuattro vittorie e un pareggio, è questo il bilancio delle italiane dopo la "prima" in europa.Un bilancio così positivo forse non lo si otteneva dagli anni '90, epoca in cui il calcio italiano primeggiava spavaldamente. Erano gli anni del Milan di Sacchi, prima, e Capello, poi; della Juventus di Marcello Lippi e persino dell'Inter di Ronaldo vittoriosa in finale di Europa League contro la Lazio, E perchè non ricordare persino la prima finale tutta&nbsp;italiana di Coppa Uefa tra Juventus e Fiorentina nella stagione '89-'90.<br>Il calcio italiano in Europa mieteva vittime e non solo grazie alle grandi squadre, ma anche e soprattutto, oserei dire, grazie alle cosiddette provinciali come il Torino, il Vicenza, il Cagliari ed il Parma.<br>Poi il buio ed una lenta ma inesorabile degradazione, escludendo, naturalmente, alcuni sussulti&nbsp;di&nbsp;orgoglio come le imprese del Milan di Ancelotti e dell'Inter di Mourinho.<br><br>Tante, troppe, sono state le sconfitte e le figuracce da quell'epoca d'oro ai giorni nostri. Il calcio italiano in Europa ha perso quella posizione di rilievo del passato: la Juventus campione d'Italia non è testa di serie, il Milan vive sul prestigio dei successi passati ed il Napoli, in occasione del<br>sorteggio dei gironi, messo in quarta fascia a fianco di club danesi, austriaci e cechi.<br>Per una settimana, almeno, ci godiamo degli ottimi risultati, nonostante l'Udinese sia stata fatta fuori dai cechi dello Slovan Liberec e Roma ed Inter siano momentaneamente assenti dal calcio che conta.<br>Un vero peccato di presunzione, forse, il pareggio della Juventus in casa del Copenaghen, unica nota stonata della tre giorni europea. <br><br>In Europa League Lazio e Fiorentina ci hanno regalato due vittorie ed è proprio in questa competizione che bisogna fare meglio. Nel passato recente sono arrivate, una dietro l'altra, certe batoste per il calcio italiano ad opera di squadre di quarto livello come il Thun, il Debrecen o il Lech Poznan.<br>E' anche dall'Europa League che si riconquista il prestigio perduto e ci si riappropria del proprio glorioso passato.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>EuropaFL0411FL041120120730_montella.jpgSiNtre-giorni-europea-riprendiamoci.il-passato-1012374.htmSi100427901,02,03,06,07,08010209
1461012359NewsCalcio EsteroLiga, 4a giornata: polemiche per il Barça, un pari per il Real20130916094411Liga spagnolaRisultati e ClassificaNella 4/a giornata di Liga spagnola tanti gol e tante polemiche. Su tutte quelle del post Barcellona-Sevilla e, in particolare, le parole di Fernando Navarro che definiscono l'accaduto un vero e proprio furto perpetrato al suo Siviglia, che stava per portare a casa un preziosissimo punto dal Camp Nou e che, invece, si arrende per 3-2 in virtù del gol di Alexis arrivato 8 secondi oltre il recupero di tre minuti concesso dal direttore di gara. Il Siviglia recrimina anche per un gol annullato a Cala sull'1-0 per i catalani.<br><br>Al “Vicente Calderon” l’Atletico Madrid di Diego Simeone si conferma primo a fianco proprio degli azul-grana, a punteggio pieno con quattro successi in quattro partite, dopo il 4-2 rifilato all’Almeria. In rete Villa, Diego Costa, Tiago e Koke che, come nella passata stagione, proiettano i Colchoneros nelle parti alte della classifica.<br><br>Rallenta, invece, il Real Madrid di Carlo Ancelotti che pareggia 2-2 sull'ostico campo Villarreal di Marcelino. Più che due punti persi si tratta di un punto guadagnato considerando la strepitosa prestazione del portiere "blanco" Diego Lopez, che salva il Real in più di un occasione dalla capitolazione. Da segnalare la prima marcatura di mr. 100 milioni, Gareth Bale con la maglia del Real.<br><br>Si sblocca anche il Betis Siviglia e lo fà contro una vittima illustre ma decaduta, il Valencia, battuto 3-1. A decidere l'incontro il gol di Molina e la doppietta Sevilla che regolano la formazione di Miroslav Dukic al terzo stop di fila. Inizio di stagione difficile per i bianconeri già relegati&nbsp; in fondo alla classifica. <br><br>Goleada per il Malaga che alla “Rosaleda” schianta il Rayo Vallecano con un perentorio 5-0. Firme di Portillo, Eliseu e tripletta dell’ex Fiorentina, El Hamdaoui, proprio nel giorno dell’infortunio di Mario Gomez a Firenze. Primo sorriso in stagione per la squadra di Bernd Schuster dopo le sconfitte con Barcellona e Valencia e il pareggio contro il Siviglia.<br><br>Grande vittoria in casa del Granada per il sorprendente Espanyol che passa 1-0 con rete ad un quarto d’ora dalla fine di Lanzarote.&nbsp; Biancoblu che si portano al quinto posto in solitaria con otto punti.<br><br>Stasera due posticipi, con l’Elche che ospita il Valladolid e il Bilbao che riceve il Celta Vigo.<br><br>&nbsp;LIGA – Risultati 4/a Giornata<br><br>Giocate Sabato<br><br>Atletico Madrid-Almeria 4-2 15' Villa-36'D.Costa-63'Tiago-66'Koke(AM) - 40' Rios-89'Vidal(A)<br><br>Levante-Real Sociedad 0-0<br><br>Barcellona-Siviglia 3-2 36'Dani Alves-76'Messi-94'Sanchez(B) - 80'Rakitic-90'Coke(S)<br>&nbsp;<br>Villarreal-Real Madrid 2-2 21'Cani-70'Dos Santos(V) - 39'Bale-64'C.Ronaldo(R) <br><br>Giocate Ieri<br><br>Granada-Espanyol 0-1 76' Lanzarote<br><br>Getafe-Osasuna 2-1 11' Torres(O) - 35'-52'Miku(G)<br><br>Malaga-Rayo Vallecano 5-0&nbsp; 31'-62'-67'El Hamdaoui-40'Portillo-48'Eliseu<br><br>Betis Siviglia-Valencia 3-1 9' Molina-22'-34'Sevilla(B) - 67'R. Costa(V)<br><br>Giocano Oggi<br><br>Elche-Valladolid<br><br>Athletic Bilbao-Celta Vigo<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 12<br>2)At.Madrid 12<br>3)Real Madrid 10<br>4)Villareal 10<br>5)Espanyol 8<br>6)At.Bilbao 6<br>7)Celta 5<br>8)Real Sociedad 5<br>9)Levante 5<br>10)Malaga 4<br>11)Betis 4<br>12)Granada 4<br>13)Getafe 4<br>14)Valladolid 3<br>15)Valencia 3<br>16)Rayo 3<br>17)Almeria 2<br>18)Siviglia 2<br>19)Elche 2<br>20)Osasuna 0<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411sanchez.jpgSiNliga-spagnola-giornata-4-commento-risultati-classifica-1012359.htmSi100427901,02,03010199
1471012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030480
1481012328NewsCalciomercatoReal-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattina20130902075127Real-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattinaReal-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattina-&nbsp;Galliani a <u>Sky </u>ha spiegato che la trattativa con Kakà deve chiudersi subito:<em> &nbsp;“O stasera o mai più. Kakà deve accettare stasera, perchè domani dovrebbe fare le visite mediche”.</em> L’a.d. è comunque apparso molto sereno e in vena di scherzare. Un buon segno. Il tempo, però, stringe: lo stesso Galliani a Mediaset ha ribadito che la decisione va presa in nottata e che <em>"noi partiamo in aereo alle 10 domani mattina, quindi ha tempo sino alle 9 circa". </em>L'affare, però, si farà: <strong>biennale a 4,4 milioni netti all'anno.<em>&nbsp;</em></strong> - E' un&nbsp;Galliani cauto quello che parla a <u>Sky </u>all'uscita dagli uffici del Real:<em> "c'è l'accordo con il Real, ce l'ho qui nella cartellina. adesso manca l'accordo con il giocatore. Per una trattativa sono necessari entrambi".</em><br><br>- Stando a quanto ci risulta, l'affare è sostanzialmente chiuso. Le firme sul contratto tra Real e Milan sono state messe, si attende la soluzione della trattativa economica con il calciatore. Si lavora, come dicevamo, <strong>per un biennale nel quale l'unica variabile ancora da discutere sarebbe quella dei bonus.</strong> Si ricomincerà a trattare dopo la fine delle partite serali, non a cena quindi, come previsto, ma dopo cena. Ci sarà anche Bosco Leite. Galliani, però, chèta i toni: <em>"Ancora non è un giocatore del Milan".</em><br><br>Così Galliani:&nbsp;<em>"Abbiamo l'accordo con il Real Madrid, adesso dobbiamo trattare con il giocatore".&nbsp;</em>Tassotti: <em>"Kakà è un giocatore con qualche anno di più, forse ha avuto anche qualche problema fisico, ma io credo che questo ambiente potrebbe aiutarlo, sicuramente"</em>.<br><br>- Nessun problema tra Real Madrid e Milan: i blancos hanno trovato l'accordo con Galliani. Adesso si deve solo risolvere il problema relativo all'ingaggio. <strong>Dall'accordo restano esclusi i Los Angeles Galaxy.&nbsp;</strong>Alcuni colleghi parlano anche dell'inserimento nell'affare di El Shaarawy da una parte, ed Ozil dall'altra, considerata anche l'esclusione dall'undici iniziale del faraone: a noi di tale trattativa non risulta nulla. Almeno per il momento.<br><br>- Stando a quanto risulta alla nostra redazione, però,<strong> la trattativa sarebbe ancora in bilico. Tra domanda (di Bosco) ed offerta (di Galliani) ballano ancora circa 2 milioni netti</strong>, ed un bonus legato alle presenze che il Milan vuole inserire nel contratto, mentre l'entourage di Kakà no.&nbsp;<br><br>-&nbsp;È ancora <u>As </u>a dare nuovi dettagli: poco prima delle 18, l’edizione web del quotidiano sportivo di Madrid racconta di un <a href="http://www.canalemilan.it/news/live-galliani-rinvia-as-107017" target="_blank"><strong>Kakà ormai arrivato al Bernabeu</strong></a> per definire con Galliani gli ultimi dettagli del contratto che lo legherà al Milan.<br><br>- Arrivano dalla Spagna ulteriori dettagli sulla trattativa per Kakà. Secondo il quotidiano madrileno l’accordo sarebbe praticamente raggiunto, ma <strong>Galliani aspetterebbe a dire l’ultima parola per prudenza</strong>. L’ad del Milan, che aveva inizialmente previsto di tornare a Milano in serata, avrebbe però avvisato di aver cambiato i piani: passerà la notte a Madrid.<br><br>- Discorso chiuso, o quasi, per <u>AS</u>, che analizza così l'avvicendarsi della trattativa in piedi in quel di Madrid.<em> "L'accordo per il trasferimento di Kakà al Milan è imminente e Adriano Galliani, vice presidente del club, già al Bernabeu, dove si è incontrato con il direttore generale del Real Madrid Florentino Perez, sta &nbsp;negoziando i dettagli finali della firma.</em><br><br><em>[...] La riunione è iniziata alle 15.00 ed il Milan sta per convincere i blancos a liberare gratuitamente il centrocampista brasiliano, cosa che comunque si tradurrebbe, per il Real, in un risparmio annuale dei 10 milioni di euro del suo ingaggio (come Cristiano Ronaldo). Pur di tornare in Italia, Kakà ha accettato di ridursi lo stipendio della metà (cinque milioni all'anno) e firmare per due anni".&nbsp;</em>Sempre secondo gli spagnoli<strong>, lo stesso Kakà starebbe rggiungendo Galliani, Bronzetti, Perez</strong> e gli altri dirigenti blancos per chiudere l'operazione. L'affare, però, potrebbe andare avanti a oltranza. Per stasera a cena, difatti, è già stata fissata la seconda parte della folta riunione tra le parti.<br><br>-&nbsp;“<em>Difficilissimo</em>”: così Adriano Galliani al telefono con <u>Milan Channel</u>, a frenare un po’ l’ottimismo che filtrava nelle ultime ore su un affare che resta complicato, questa volta più sul fronte Kakà che non con il Real Madrid.<br><br>- E' iniziato il <a href="http://www.canalemilan.it/news/kaka-milan-incontro-in-corso-107131" target="_blank">pranzo con Florentino Perez</a> al ristorante Puerta 57 all’interno del Santiago Bernabeu. Galliani alla carica per (ri)portare il brasililiano a Milano. L’intenzione del presidente del Real Madrid pare quella di liberare Kakà. Se così fosse l’incontro clou sarà nel pomeriggio con il padre di Ricky &nbsp;per trovare un (difficile) accordo sull’ingaggio.&nbsp;<br><br>- Adriano Galliani stamane alle 11:30 è volato a Madrid per incontrare il presidente del Real Madrid Florentino Perez e definire l’accordo per Kakà. Trovare l’accordo con il Real non dovrebbe essere cosa complicata, <strong>quindi la patata bollente passerebbe a Kakà che dovrà scegliere di decurtarsi buona parte dello stipendio se vuole tornare in rossonero.&nbsp;</strong>Intanto resta a casa per la partita di oggi con l’Atletico Madrid. Al suo posto Ancelotti ha convocato il suo nuovo pupillo Jesè Rodriguez. Al termine dell'incontro, quindi circa intorno alle 14:00 , inizierà il pranzo di lavoro tra l'A.D. rossonero e Perez. Pochi istanti prima di partire, Galliani ha così commentato l'incipit formale della trattativa: <em>"Un ritorno di Kakà resta difficilissimissimissimo”.&nbsp;</em><br><br><u>- As</u>, peraltro, riferisce che il partente Kakà non fa gola solo al Milan. Sul brasiliano ci sono infatti anche Manchester United e Arsenal, che hanno inziaito i loro contatti venerdì. Ma, a sorpresa anche un secondo club italiano (la <strong>Roma</strong>?) si è fatto avanti ieri per l’ex Pallone d’Oro. In ogni caso il Milan è in vantaggio perchè ha la preferenza assoluta del ragazzo, ma non è detto che basti a colmare le differenza economiche sia con il Real che, soprattutto, con il giocatore.<br><br>- Ed un'<a href="http://www.canalemilan.it/news/anche-la-doyen-sports-nellincontro-per-kaka-107121" target="_blank">ulteriore spinta alla felice conclusione dell'affare</a>, peraltro, può arivare dal Brasile. Oltre Galliani, Perez, Gandini, il padre di Kakà e probabilmente la dirigenza dei Galaxy (via Skype), oggi a Madrid a parlare dell'affare <strong>ci sarà anche Nelio Lucas, proprietario brasiliano del fondo Doyen Sports Investments</strong>, secondo quanto riporta <u>Sky</u>. E’ possibile un aiuto economico di Lucas, che già più volte quest’estate ha incontrato Galliani, in cambio di una percentuale sui diritti del giocatore possa sbloccare l’affare.<br><br>C1012317GP01CTGP01CTkaka-1.jpgSiNreal-milan -1012328.htmSiT1000027-01,02,03,07010736
1491012301NewsCoppeChampions, ecco i gironi: Messi e Ronaldo per Milan e Juve, il Napoli trova il Borussia20130829185356champions league, fase a gironi, sorteggio, milan, napoli, juventusAnche Ajax e Celtic per la squadra di Allegri, mentre Benitez se la vedrà con Arsenal e Marsiglia. Juve: attenzione al Galatasaray<STRONG>Milan</STRONG> promosso a pieni voti grazie a <STRONG>Boateng</STRONG> e compagni, ma adesso viene il difficile. L'urna di Montecarlo si rivela decisamente invisa alle italiane, riservando avversarie di lusso alle tre formazioni nostrane impegnate in <STRONG>Champions League</STRONG>. Milan e Juventus, partite in seconda fascia, dovranno vedersela con titani come <STRONG>Barcellona e Real Madrid</STRONG>; mentre il <STRONG>Napoli</STRONG> (quarta fascia) si ritrova a tu per tu con il<STRONG> Borussia Dortmund</STRONG>. Il primo turno è fissato per il 17-18 settembre, mentre la finale si giocherà il 24 maggio all'Estadio da Luz di Lisbona. <br><br> <TBODY><TR><TD><br><br> <TABLE border=1 cellSpacing=1 cellPadding=1> <TBODY> <TR> <TD><STRONG>GRUPPO A</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO B</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO C</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO D</STRONG></TD></TR> <TR> <TD>Manchester United</TD> <TD>Real Madrid</TD> <TD>Benfica</TD> <TD>Bayern Monaco</TD></TR> <TR> <TD>Shakhtar Donetsk</TD> <TD>JUVENTUS</TD> <TD>Psg</TD> <TD>Cska Mosca</TD></TR> <TR> <TD>Bayer Leverkusen</TD> <TD>Galatasaray</TD> <TD>Olympiacos</TD> <TD>Manchester City</TD></TR> <TR> <TD>Real Sociedad</TD> <TD>Copenaghen</TD> <TD>Anderlecht</TD> <TD>Viktoria Plzen</TD></TR></TBODY></TABLE><STRONG><FONT size=3>&nbsp;</FONT></STRONG> <TABLE border=1 cellSpacing=1 cellPadding=1> <TBODY> <TR> <TD><STRONG>GRUPPO E</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO F</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO G</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO H</STRONG></TD></TR> <TR> <TD>Chelsea</TD> <TD>Arsenal</TD> <TD>Porto</TD> <TD>Barcellona</TD></TR> <TR> <TD>Schalke 04</TD> <TD>Marsiglia</TD> <TD>Atlético Madrid</TD> <TD>MILAN</TD></TR> <TR> <TD>Basilea</TD> <TD>B.Dortmund</TD> <TD>Zenit San Pietroburgo</TD> <TD>Ajax</TD></TR> <TR> <TD>Steaua Bucarest</TD> <TD>NAPOLI</TD> <TD>Austria Vienna</TD> <TD>Celtic</TD></TR></TBODY></TABLE> Il girone meno ostico è capitato alla Juve: i bianconeri si contendono la testa del girone con la compagine di Ancelotti, riservando un occhio di riguardo al pericoloso <STRONG>Galatasaray</STRONG>. I turchi hanno dimostrato in passato di essere terribili quanto le armate degli ottomani, specialmente tra le mura amiche. La "Cenerentola" è senza dubbio il <STRONG>Copenaghen</STRONG>, che lotta soprattutto per raggiungere un posto in Europa League.<br><br> I rossoneri incontrano il Barcellona per la terza volta consecutiva. Ad Allegri brucia ancora il 4-0 con cui l'anno scorso&nbsp;venne rispedito a casa agli ottavi di finale, dopo una fantastica vittoria a San Siro per 2-0.&nbsp;Se il Milan ha imparato dai propri errori (niente spavalderia al Camp Nou, possesso palla attento e assetto difensivo senza fronzoli), può aspirare persino alla testa del girone. <STRONG>Ajax e Celtic sono squadre&nbsp;ben poco malleabili</STRONG>, dai giocatori determinati e possenti come carpentieri del porto di Rotterdam o pescatori delle Highlands. I Lancieri possiedono <STRONG>Eriksen</STRONG>, il giovane <STRONG>Blind</STRONG> e il capitano <STRONG>de Jong</STRONG> (che darà non pochi grattacapi ai cronisti se farà a sportellate con il rossonero Nigel), oltre alle vecchie conoscenze italiane <STRONG>Poulsen</STRONG> e <STRONG>Bojan</STRONG>. Non sarà la squadra <EM>totale </EM>di Crujiff, Neeskens e Rep, ma basta a spaventare chi passa dalle parti dell'Amsterdam ArenA.<br><br> <STRONG>De Laurentiis</STRONG> avrà certo già dimenticato i cento milioni di risarcimento per i punti di sutura di Higuain: <STRONG>lo aspettano&nbsp;trasferte a Dortmund, Londra (sponda Arsenal) e Marsiglia</STRONG>. Ma stavolta a tranquillizzare i tifosi&nbsp;c'è una squadra più forte e matura, oltre alla consapevolezza di non essere gli ultimi arrivati. Insomma, il panico da palcoscenico non dovrebbe essere un problema. Se riuscissero a superare il girone anche i partenopei, la scommessa più grande di questa Champions,&nbsp;si potrebbe davvero sperare&nbsp;in un en plein tutto italiano.&nbsp;Questa sarebbe davvero la vittoria più grande.&nbsp;&nbsp; <br><br>C1007650MontecarloFL0435FL0435champions.jpgSiNsorteggi-champions-league-1012301.htmSiT1000007,T1000017,T1000027100612201,02,03,06,07,08030822
1501012270NewsCalcio EsteroReal e Barça, guai in vista: spendono milioni ma sono «onlus»20130808113658liga, economia, unione europea, real madrid, barcellona, florentino perez, bale, spagna, onlus, fiscoPagano meno tasse di una piccola impresa, l`Ue lavora per imporre trasformazione: mantenere Bale costerà 135 milioni.Il <STRONG>Real Madrid</STRONG> sta per portare a termine l'acquisto più costoso della storia del calcio, quello di <STRONG>Gareth Bale</STRONG>. 120 milioni di euro a confronto dei quali impallidisce <STRONG>Cristiano Ronaldo</STRONG>, per cui vennero spesi "solo" 94 milioni. Mira leggermente più in basso il <STRONG>Barcellona</STRONG>, ma la differenza non è poi tanta: 57 milioni, che si aggiungono ai faraonici contratti dei calciatori blaugrana, su cui spicca quello di <STRONG>Messi</STRONG>. La <EM>Pulce </EM>guadagna 16 milioni l'anno, qualcosa in più rispetto al rivale di sempre <STRONG>Cristiano Ronaldo</STRONG>, che si assesta intorno a quota 12 milioni. Alle principali spese effettuate nel mercato bisogna poi&nbsp;sommare altre voci, come il riscatto di <STRONG>Bojan</STRONG> per il Barça (13 milioni) e gli acquisti di <STRONG>Izco</STRONG> e <STRONG>Illarramendi</STRONG> per le <EM>merengues </EM>(60 milioni in totale). Il tutto senza nemmeno recuperare la spesa con le cessioni; producendo un bilancio sempre in rosso, che però sembra non pesare assolutamente sulle possibilità economiche dei due club. Dove sta il trucco? Real e Barcellona sono delle organizzazioni non a scopo di lucro. Il loro status di onlus assicura importanti privilegi quali sgravi fiscali non indifferenti. <BR><BR>E' stato calcolato che le due società versano tasse solo per&nbsp;il 25%, a fronte del 35% che una comune impresa spagnola paga al fisco. Il giornale inglese <EM>The Independent </EM>rivela che la Commissione Europea sta già lavorando per risolvere la questione, obbligando entrambi i club a cambiare la loro denominazione sociale in <EM>Sociedades Anonimas Deportivas</EM>, società di capitali simili alle nostre Srl. La radice del problema è da ricercarsi nel 1990, quando <STRONG>tutti i club professionistici spagnoli vennero convertiti in Sad ad eccezione di Atletico Bilbao, Osasuna ed infine Real Madrid e Barcellona</STRONG>. Se però l'obbligo da parte dell'Unione Europea diventasse effettivo, anche se ci vorrà almeno un anno, le conseguenze economiche sarebbero pesantissime, soprattutto per i madrileni: ad esempio, l'esborso per l'ingaggio di Bale raddoppierebbe,&nbsp;raggiungendo quota&nbsp;135 milioni di euro in sei anni. Ma niente paura! <STRONG>Florentino Pérez</STRONG>,&nbsp;presidente anche&nbsp;di Grupo Acs (impresa per le grandi opere di ingegneria civile che ha chiuso il 2012 con un fatturato di 38 miliardi di euro), dall'alto del suo patrimonio di 1,8 miliardi saprà affrontare anche questa spesa. Dopotutto, in Spagna i disoccupati sono solo sei milioni. Saranno ben felici di assistere alla presentazione di un giocatore costato quanto un ospedale.<BR><BR>C1007857FL0435FL0435cristiano-ronaldo-prega.jpgSiNreal-e-barca-spendono-milioni-ma-sono-onlus-1012270.htmSi100612201,02,03030828
1511012175NewsEditorialeE` tutta questione di cuore20130620170649italia, confederations cup, giappone, brasileInferno ed illusione in due rigori, contro il Giappone ha prevalso l`orgoglio. Basterà per arrivare in fondo?&nbsp; Il fuso orario è stato crudele con gli italiani, costretti a fare le ore piccole per seguire la propria nazionale battersi contro il <STRONG>Giappone di Zac</STRONG>, ma chi ieri sera ha avuto la tenacia di accendere il televisore è stato premiato. <STRONG>Italia-Giappone è stata una grande partita</STRONG>. Gli azzurri hanno dovuto camminare sui carboni ardenti, vittime di un contrappasso dantesco che li ha portati dalla polvere all'altare nell'arco di due rigori. Il primo (di assegnazione molto discutibile) che ha portato in vantaggio i nipponici e il secondo, firmato da <STRONG>Balotelli</STRONG>, che ci <STRONG>ha consegnato l'illusione che la partita fosse finita lì</STRONG>. Dal 3-2 la supremazia è stata solo temporanea, un governo dei Cento Giorni caduto al momento del pareggio giapponese. Motori spenti, serbatoi vuoti. Ma non è finita così: basta cogliere il momento opportuno ed ecco che <STRONG>Giovinco</STRONG> segna il gol che non ti aspetti. <BR><BR><I>Cuore Azzurro</I> cantavano i Pooh nel 2006 accompagnando il cammino della compagine di Lippi verso Berlino, e come dar loro torto. Non avremo la classe della <STRONG>Spagna</STRONG>, possiamo sognarci la resistenza fisica dei brasiliani, che verseggiano con il pallone (che gran gol ha segnato <STRONG>Neymar</STRONG> contro il Messico!), non possediamo nemmeno la forza dei singoli che vanta l'<STRONG>Argentina</STRONG> (ma che talvolta può rappresentare un tallone di Achille). <STRONG>Però abbiamo un grande cuore</STRONG>, che pompa sangue nelle vene e ci permette di tirar fuori l'orgoglio quando serve. Ieri abbiamo visto tutti lo spirito guerriero dell'Italia, la forza di una nazione bistrattata e sottovalutata in campo internazionale. Abbiamo strappato la semifinale, o meglio ci siamo aggrappati ad essa con le unghie e a noi va il merito di non aver mai mollato la presa. Tra due giorni ci aspetta il Brasile, un'altra squadra che non farà sconti. La lotta sarà per il primo posto, che eviterà alla squadra vincitrice la scomoda semifinale contro una <STRONG>Spagna</STRONG> che fa la parte del leone, in un girone in cui non c'è nessuno in grado di fermare le Furie Rosse. <BR><BR>I carioca hanno dalla loro il fattore campo, una condizione fisica migliore e la determinazione a non voler sfigurare di fronte a decine di migliaia di tifosi. E poi c'è la solita schiera di Coelho del pallone, dal già citato Neymar a <STRONG>Paulinho</STRONG>, fino a<STRONG> Thiago Silva</STRONG>. Insomma, non sarà la squadra leggendaria e divoratrice di avversari che un tempo faceva incetta di trofei all'ombra dei <I>Ro </I>(Romario, Ronaldo, qualche anno dopo Ronaldinho), ma i verdeoro suscitano ancora il timore reverenziale che Golia incuteva a Davide. Certamente tutti sappiamo com'è finito quel vecchio scontro, ma la domanda che ci poniamo adesso è: basterà il cuore a sopperire alla mancanza di un tassello fondamentale come lo squalificato De Rossi, oltre che ad una forma fisica scadente? La parola ai fatti. Qualunque sarà il risultato al fischio finale, <STRONG>sabato ci sarà da divertirsi</STRONG>.<BR><BR>FL0435FL0435giovinco-italia-giappone.jpgSiNitalia-tutta-questione-di-cuore-1012175.htmSi100612201,02,03030532
1521012158NewsEditorialeItalia: con un Balo così puoi solo sognare20130617232539balotelli italiaSuperMario è già amatissimo in BrasileE' iniziata nel migliore dei modi l'avventura degli azzurri in Brasile, alla conquista della Confederation Cup: il Messico era un avversario ostico, c' ha dato filo da torcere ma, alla fine, è stato battuto.<br><br>A decidere il match, al Maracanà,&nbsp;tanto per cambiare,&nbsp;Balotelli: Super Mario, l'uomo più chiacchierato, atteso e soprattutto temuto dagli avversari, con la sua devastante potenza atletica,&nbsp;oltre ad aver tenuto&nbsp; in scacco praticamente da solo la difesa avversaria, ha segnato pure la rete della vittoria, grazie ad un mix&nbsp;di potenza, tecnica e senso del gol. <br><br>In Brasile è scoppiata già la Balo-mania: Pelè, Adriano, Ronaldo, Neymar hanno espresso grande ammirazione per il talento azzurro, mentre, da parte sua, Prandelli lo coccola e gli ricorda di non farsi&nbsp;prendere colpi di testa. E' l'Italia di Balotelli: Funny sembra avergli una grande stabilità mentale, il Milan sembra averlo "inquadrato", e la grande amicizia con El Shaarawy, più piccolo di lui ma senz'altro con meno grilli sulla testa, sembra averlo riportato nella giusta dimensione di un 23enne.<br><br>Alle sue spalle comunque, al di là della prova con la Repubblica Ceca e, soprattutto, con Tahiti, la squadra sembra esser ritornata quella di sempre: difesa ok, (apparte qualche sbavatura di troppo di Barzagli), centrocampo propositivo con Montolivo e Pirlo e, in avanti, si attende il Faraone. Male Marchisio, troppo distratto dalle voci di mercato, e da rivedere Giaccherini.<br><br>&nbsp;Ad ogni modo, questa, è l'Italia di Super Mario: prenditela e trascinala!<br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL01410mjrynar--473x264.jpgSiNitalia-con-un-balo-cosi-puoi-solo-sognare-1012158.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030657
1531012125NewsCalcio EsteroMou attacca CR7: «Pensa di sapere tutto...»20130606094663mourinho Ronaldo pepe«Non mi pento di nulla, non ne vale la pena«<strong>Josè Mourinho</strong> non le ha mai mandate a dire, e manco stavolta si tira indietro: intervistato dal giornale "Punto Pelota" infatti, il tecnico portoghese ha degli argomenti più caldi riguardanti la sua avventura al Real Madrid.<br><br>Tanto per gradire ecco la stoccata, ecco la stoccata a<strong> Cristiano Ronaldo</strong>, con cui negli ultimi tempi si era intaccato il feeling: <em>"<strong>Lui pensa di sapere tutto e che un allenatore non possa farlo crescere</strong>. Ho avuto un problema molto semplice con lui: l'ho criticato dal punto di vista tattico e non l'ha presa bene. Nelle ultime settimane diceva di essere infortunato e non ne dubito...&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lui con me ha fatto<strong> tre stagioni fantastiche</strong>: non so se sono state le migliori della sua carriera, ma abbiamo trovato delle soluzioni per far esprimere al meglio il suo potenziale."</em><br><br>Da Ronaldo a Pepe, altro portoghese:<em> " Era con più d'un piede fuori dal Real, ma<strong> ho lottato per fargli avere un contratto adeguato.</strong> Poi ha cominciato a giocare un ragazzo 13 anni più giovane di lui</em> (Varane, ndr), <em>che a mio parere meritava di più, e lui ha capito. Pepe comunque resta un giocatore fantastico."</em><br><br>Lo Special One però non si pente di nulla: <em>" Sono orgoglioso di aver allenato il Real, sono arrivato nel momento migliore della mia carriera e se non fossi passato da questo "monstro" non sarei rimasto soddisfatto. <strong>La cosa migliore per i miei giocatori era che andassi via, ma non mi pento di nulla, non ne vale la pena."</strong></em><br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL0141cristiano-mourinho.jpgSiNmou-attacca-cr7-pensa-di-sapere-tutto-1012125.htmNo100205001,02,03,06,07,08,09030362
1541012100NewsCalciomercatoMonaco, si aspetta il comunicato per Falcao20130529113941monaco, falcaoFalcao percepirà Ancora non è ufficiale, ma presto arriveranno anche i comunicati. Radamel Falcao è praticamente un giocatore del Monaco, gli accordi sono già stati sanciti e il colombiano passerà in Francia per 45 milioni di euro. Nel club monegasco Falcao percepirà uno stipendio davvero faraonico, pari a 14 milioni di euro all'anno per 5 stagioni. Per capire la portata dell'ingaggio, basti pensare che Cristiano Ronaldo al Real Madrid guadagna circa 12 milioni a stagione.C1007650adm001adm001falcao.jpgSiNmonaco-si-aspetta-il-comunicato-per-falcao-1012100.htmSi100075701,02,03030386
1551012098NewsCalciomercatoSorpresa Real Madrid, vuol vestirsi di Tricolore20130528112444Real MadridFabio CannavaroE' quantomeno curioso che gli spagnoli sempre pronti a tacciare di "catenacciari, noi italiani e ad accusarci di giocare un brutto calcio, stiano poco a poco spingendo l'opinione pubblica verso un Real Madrid Tricolore.<BR><BR>E' vero che l'approdo di Carlo Ancelotti sulla panchina del Real Madrid non è ancora ufficiale, ma in Spagna parlano già di chi sarà il suo vice. Il quotidiano 'Marca' lo ha definito 'Segundo de Oro': alias Fabio Cannavaro.<BR><BR>L'ex difensore della Juventus, secondo il giornale spagnolo, è stato scelto personalmente da Ancelotti per affiancarlo nella sua avventura madrilena. Cannavaro conosce l'ambiente - ha giocato col Real per tre stagioni, vincendo due campionati e una supercoppa di Spagna - e sarebbe il perfetto uomo spogliatoio.<BR><BR>Nel frattempo Florentino Perez ha annunciato che se sarà rieletto, affiderà la gestione del progetto sportivo per i prossimi quattro anni a Zinedine Zidane. Pronta anche una proposta di rinnovo per Ronaldo e la conferma di capitan Casillas, messo da parte da Mourinho.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>MadridFL0411FL0411cannavaro fabio.jpgSiNreal-madrid-si-veste-di-tricolore-ancelotti-cannavaro-1012098.htmSi100427901,02,03,06010385
1561012014NewsCampionatiInter, Stramaccioni: «Possiamo battere la Lazio»20130507180251inter, stramaccioniQueste le parole del tecnico dell`Inter Andrea StramaccioniQueste le parole del tecnico dell'Inter Andrea Stramaccioni prima del match di domani contro la Lazio: "I biancocelesti? Chiederò ai ragazzi di dare veramente tutto quello che abbiamo per cercare di centrare un risultato positivo in casa. Con il Parma abbiamo dimostrato che nonostante l'emergenza possiamo giocarcela. E lo stesso abbiamo fatto al San Paolo prima del 3-1 del Napoli. Non dobbiamo mollare un centimetro, mancano tre partite e andremo in campo per vincere. La Lazio sta bene ma la possiamo battere giocando alla morte. La vittoria in casa con il Parma ci da la forza di andare in campo per vincere".<br><br>Le condizioni dei giocatori? "Ho già detto dopo il Napoli che abbiamo giocato in condizioni non ottimali. Chivu nello scontro con Behrami ha preso un colpo che ha acuito i suoi problemi pre-esisenti. Ranocchia aveva recuperato in extremis per i problemi al ginocchio e oggi non si è allenato così come Christian. Nelle prossime 24 cercheremo di recuperarli".<br><br>Obiettivi per le ultime tre gare? "Domani voglio vedere una squadra che da tutto in campo, così come ho visto con il Parma e a Napoli. Poi voglio vedere una crescita continua sul piano del gioco. Abbiamo le motivazioni per battere la Lazio e dobbiamo trovarne altre per riuscirci. Contro il Napoli siamo riusciti a trovare il pareggio contro una squadra difficile. Senza il loro rigore il Napoli avrebbe fatto molta più fatica a vincere la partita".<br><br>Un ritorno di Leonardo? "Non penso a queste cose, perché adesso serve concentrazione sul campo. Parlo poco di mercato e non lo farò fino al 19 maggio. Solo dopo le ultime tre partite parleremo del prossimo anno".<br><br>Tre gare contro tre formazioni ancora a caccia dei propri obiettivi? "Noi sappiamo cos'è successo in questa stagione e siamo i primi ad esserne tristi. Non cerchiamo alibi e accettiamo le critiche in maniera comprensiva. Capisco la rabbia di chi non ha raggiunto ciò che volevamo. Però sul campo abbiamo dimostrato che finché siamo stati tutti a disposizione siamo stati in grado di essere competitivi. Non manca però la serenità per affrontare queste tre gare al meglio, con stimoli al massimo".<br><br>Guarin fuori ruolo? "Il ruolo di interno in un centrocampo a tre è il suo ed è quello in cui l'ho proposto fin dal suo esordio. In futuro giocherà lì, ma adesso serve fare di necessità virtù e quindi lo faccio giocare più a ridosso degli attaccanti viste le assenze".<br><br>Cassano? "Sta lavorando duramente e giovedì sosterrà un'amichevole con la Primavera per dargli minuti. Lo stesso vale per Nagatomo. Non vogliamo rischiare niente. Pensiamo di recuperarli per Genova".<br><br>Il mercato? "So come sta lavorando questa dirigenza e non credo che ci sia una grande differenza di introiti economici fra il giocare l'Europa League e il non giocarla. Non penso che la volontà della società possa cambiare. Il calcio italiano vive un momento difficile e sicuramente non vedremo in Serie A calciatori come Cristiano Ronaldo, ma il nostro obiettivo è lavorare sul campo e raggiungere dei traguardi attraverso questa idea".<br><br>Alvarez? "Nella mia testa non ho mai avuto dubbi su di lui. La cosa più positiva di questo periodo difficile che è riuscito a giocare con continuità dopo un periodo con molti problemi fisici. Appena ha avuto spazio ha dimostrato il suo valore in campo. E' sicuramente una delle note liete del finale di stagione".<br><br>Rocchi? "Domani sarà lui il nostro centravanti. Ha recuperato e giocherà. Ha grande voglia di giocare e dimostrare il suo valore contro la Lazio".<br><br>Ultima chiamata per l'Europa League? "Domani vogliamo fare risultato per dimostrare che l'emergenza non ci ha tolto le motivazioni. Chi ci sarà domani daranno tutto quello che hanno. La Lazio è in grande condizione ma possiamo batterla".<br><br>Klose ed Hernanes? "In stagione ha dimostrato in questa stagione il suo valore e anche nel loro caso gli infortuni hanno determinato la classifica, soprattuto quello di Klose. All'andata abbiamo perso immeritatamente. Oltre a Klose ci sono Candreva, Hernanes, Dias e Konko".<br><br>Derby personale? "Oggi il mio unico derby è quello con il Milan".<br><br>In questa stagione è chiaro che tutte le componenti abbiamo fatto cose bene e altre invece non bene. Prima dovremo guardare in casa nostra per capire quali errori non ripetere, poi arriverà il futuro e il mercato. Adesso pensiamo solo al campo e, ripeto, al futuro ci penseremo solo dopo l'ultima delle prossime tre gare.<br><br>Più facile ricostruire una squadra senza l'impegno dell'Europa League? "E' normale che le formazioni che quest'anno non hanno partecipato alle competizioni europee che sono in vetta alla classifica, ovvero Fiorentina e Roma, hanno avuto meno problemi fisici. Una cosa del genere sarebbe come trovare un aspetto positivo in un qualcosa che è andato male. Questo perché noi vogliamo portare l'Inter in Europa, anche se l'Europa League è una competizione massacrante per colpa del calendario. Chi partecipa sa che dovrà organizzare la squadra in modo completamente diverso".<br><br>Palacio? "Nell'amichevole di giovedì non ci sarà perché ancora non è rientrato in gruppo".<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-stramaccioni-possiamo-battere-la-lazio-1012014.htmSiT1000026100075701,02,03030394
1571011989NewsCampionatiCristiano Ronaldo tradisce Irina con Miss Bum Bum VIDEO20130430102523Cristiano Ronaldo e Miss Bum BumVideoIl presunto tradimento di Cristiano Ronaldo finisce sui tabloid inglesi. Il Sun ha pubblicato infatti una lunga intervista a Andressa Urach, 27 anni, una delle partecipanti a “Miss Bum Bum”, il concorso che premia il miglior fondoschiena del Brasile. La modella brasiliana ha raccontato una notte di sesso con l’asso del Real Madrid.<br><br>Ecco un video della sexy modella brasiliana.<br><br>Link Video: <a href="http://livehighlights24.com/2013/04/30/andressa-urach-miss-bumbum/">http://livehighlights24.com/2013/04/30/andressa-urach-miss-bumbum/</a><br><br>FL0411FL0411andressa-urach.jpgSiNcristiano-ronaldo-tradsce-irina-con-miss-bum-bum-1011989.htmSi100075701,02,03010465
1581011987NewsCampionatiRonaldo è sempre un Fenomeno. Guarda che rete nel Nuovo Maracanà VIDEO20130430095931Ronaldo fenomenale elasticoVideoIl brasiliano, nonostante un fisico<em>&nbsp;</em>non proprio da atleta, ha dato spettacolo nella partita amichevole contro i Bebeto's Friends. Due reti, di cui una con elastico alla <em>Ronnie </em>dei tempi migliori. <br><br>&nbsp;<br><br>Link Video: <a href="http://livehighlights24.com/2013/04/30/goal-ronaldo/">http://livehighlights24.com/2013/04/30/goal-ronaldo/</a><br><br>BrasileFL0411FL0411ronaldob.jpgSiNronaldo-fenomenale-elastico-nuovo-maracana-video-1011987.htmSi100427901,02,03010384
1591011958NewsCampionatiIrina Shayk, parla della relazione con il suo Cristiano Ronaldo mentre posa senza veli per Sports VIDEO 20130425133420Irina Shayk, fidanzata di Cristiano RonaldoVideoLa fidanzata di Cristiano Ronaldo, la russa Irina Shayk, si sente sempre più spagnola ed ha posato per una sessione di foto a Siviglia per la un supplemento di moda della rivista "Sports Illustrated".<BR><BR>Link Video: <A href="http://livehighlights24.com/2013/03/25/irina-shayk/">http://livehighlights24.com/2013/03/25/irina-shayk/</A><BR><BR>SivigliaFL0411FL0411irina-shaykl.jpgSiNirina-shayk-posa-per-sports-posa-illustrated-1011958.htmSi100075701,02,03010652
1601011911NewsCampionatiRonaldo: «CR7 frustrato da Messi»20130422175532Ronaldo, messi«Messi è leggermente«"Messi è leggermente migliore di Cristiano Ronaldo. Per il portoghese deve essere frustrante essere nato nella stessa generazione della 'Pulce'": così l'ex 'Fenomeno' Ronaldo promuove l'argentino, non riservando comunque una bocciatura al portoghese. "Entrambi sono ottimi calciatori", ha spiegato a 'Marca', "ma vedo Leo superiore. La Champions League? Secondo me vincerà il Real Madrid, che solleverà la 'Decima' dopo aver battuto il Barcellona in finale".C1007650adm001adm001messi.jpgSiNronaldo-cr-sfrustrato-da-messi-1011911.htmNo100075701,02,03030229
1611011906NewsCampionatiInter, si ripartirà con Stramaccioni20130422071118inter, stramaccioniConsueto appuntamento Consueto appuntamento coi giornalisti fuori dai suoi uffici Saras per Massimo Moratti questo lunedì mattina. Il presidente dell'Inter, ai microfoni dei cronisti presenti, ha dichiarato: "Si ripartirà da Stramaccioni il prossimo anno. Con Mancini e Zaccheroni le situazioni erano diverse: Mancini era stato confermato e aveva deciso di andarsene, poi ci ha ripensato ma era troppo tardi. Ieri l'Inter si è espressa bene, mostrando quanto voglio vedere di qui a fine stagione. L'orgoglio e la professionalità dei giocatori potrebbero portare a risultati migliori rispetto alle previsioni. Spesso i giudizi verso di noi sono ingiusti, vista l'emergenza di infortuni".<br><br> ROCCHI E JONATHAN - "L'attaccante era stato giudicato prima di scendere in campo, per principio; ieri hanno fatto bene. L'immagine in cui ero isolato in tribuna? Certamente non sono stato io a impedire agli altri di sedermi vicino (sorride, ndr)".<br><br> RONALDO - "Le parole di Ronaldo? A volte la storia viene cambiata a piacimento... io scelsi lui prima che Cuper, ma voleva andare al Real Madrid e non era più il Ronaldo del '97-'98. Comunque ha detto delle cose carine e lo ringrazio".<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-si-ripartira-da-stramaccioni-1011906.htmSiT1000026100075701,02,03030255
1621011880NewsCampionatiLiga: il Real Madrid liquida il Betis in attesa del Borussia Dortmund - VIDEO20130420191234Liga Video highlights Real Madrid-Betis 3-1Il Real, con molto turn-over, ma senza privarsi di alcuni elementi fondamentali come Ozil, Modric e Ronaldo,&nbsp;disbriga la pratica Betis&nbsp;con un&nbsp;secco&nbsp;3-1 in virtù&nbsp;delle reti messe a segno da Ozil e da&nbsp;Benzema. Il Betis accorcia le distanze con un rigore trasformato da Jorge Molina. Nel finale arriva il definitivo 3-1 ancora con Ozil.<br><br> Link Video: <A href="http://livehighlights24.com/2013/04/20/liga-real-madrid-betis-3-1/">http://livehighlights24.com/2013/04/20/liga-real-madrid-betis-3-1/</A><br><br>MadridFL0411FL0411ozil-real-madrid.jpgSiNliga-real-madrid-betis-3-1-video-1011880.htmNo100427901,02,03010151
1631011809NewsCampionatiIrina Shayk, la sexy compagna di Cristiano Ronaldo non taglia la maglia Messi FOTO20130418124525irina shayk, cristiano ronaldo, messiOspite di Mtv Ospite di Mtv in Grecia la bellissima Irina Shayk, fidanzata di Cristiano Ronaldo, ha rifiutato la richiesta di un intervistatore di tagliare con delle forbici la maglia di Messi per fare scoop. La russa ha agito con molta saggezza evitando quella che sarebbe sicuramente diventata una polemica in terra spagnola.C1007650adm001adm001irina.jpgSiNirina-shayk-la-sexy-compgna-di-cristiano-ronaldo-non-taglia-la-maglia-di-messi-1011809.htmSi100075701,02,03030674
1641011793NewsCampionatiLa bomba sexy Rhian Sugden rifiuta Cristiano Ronaldo FOTO20130417152856rhian sugden, cristiano ronaldoRhian Sugden è la bionda signorinaRhian Sugden, che potete ammirare nella foto, è la bionda signorina in questione che lo ha scaricato. Prezzemolina tv, ex concorrente del Grande Fratello inglese e tanti scatti fotografici all'attivo con pochi vestiti addosso; questo il suo curriculum, che a dire il vero potrebbe esser simile a quello di tante altre sue colleghe, se non fosse per l'ultima voce presente: ha stregato CR7 ma non se n'è curata, o meglio, lo ha proprio rifiutato. <BR><BR>Pare infatti che la fanciulla abbia dovuto difendersi dai continui assalti del bel madridista arrivando persino a cambiare numero di cellulare, perché subissata da un numero esagerato di sms. Ma il Ronaldo folgorato non si è arreso e dopo essersi procurato il nuovo numero l'attacco è continuato, così come la lunga sequela di no da parte di Rhian. Niente da fare dunque, no e ancora no! Questo almeno stando a quanto racconta lei, dato che il calciatore smentisce ogni parola. Che sia stato tutto uno stratagemma della bionda mozzafiato per far parlare di sé? Se così fosse non c'è che dire, obiettivo raggiunto alla grande.<BR><BR>C1007650adm001adm001rhian-sugden.jpgSiNla-bomba-sexy-rhian-sugden-da-un-grosso-due-picche-a-cristiano-ronaldo-1011793.htmSi100075701,02,030303589
1651011756NewsCampionatiReal Madrid, e` un Cristiano Ronaldo da record20130415125748Cristiano RonaldoRecord di golPer la terza stagione consecutiva, dopo la doppietta di ieri sera contro l'Athletic Bilbao, il fuoriclasse portoghese, ha segnato già 50 goal ufficiali nelle varie competizioni con la maglia Blanca: nello specifico 31&nbsp;in Liga, 6 in Coppa del Re, 2 in Supercoppa Spagnola e 11 in Champions League.<br><br> Salgono quindi a 196 in 192 partite le reti segnate dal giocatore in quattro stagioni nella capitale spagnola. Non è certo impossibile veder battuto il suo personale record di 60 fatto registrare lo scorso anno, in cui ne mise a segno 46 solo in campionato.<br><br> Il calciatore del Real Madrid è attualmente al sesto posto nella classifica dei marcatori all-time della Casa Blanca, primatista però per media realizzativa, più di Raul, Hugo Sanchez, Puskas, Santillana e Di Stefano, che lo precedono&nbsp;in graduatoria.<br><br> &nbsp;<br><br>MadridFL0411FL0411cristiano-ronaldo.jpgSiNcristiano-ronaldo-e-record-di-go-1011756.htmSi100427901,02,03010302
1661011696NewsCalciomercatoClamoroso Ibrahimovic, andrà via dal Psg: vuole la Juventus o il Napoli20130412130939psg, ibrahimovicCome riporta Il Corriere dello Sport E adesso? Se arriva Mourinho, se porta Cristiano Ronaldo, i mal di pancia di Zlatan Ibrahimovic potrebbero come d’incanto ricomparire? E chi li curerebbe? Come riporta Il Corriere dello Sport Lo scenario che si apre sul futuro dell’asso svedese è assolutamente tutto da leggere. Avendo anche la schiettezza necessaria per dire che questi fatti potrebbero portare Ibra lontano da Parigi. D’altra parte qualche avvisaglia c’è stata. Dalle parole d’amore per il Milan appena arrivato in Francia, alla meraviglia con cui poco tempo fa si è fatto una domanda che più o meno suonava così: ma cosa vogliono questi tifosi del Psg che si lamentano come se fossero persone abituate a vincere? Detto da lui, che come si vince lo sa. Ecco che il quadro si comincia a delineare. O per lo meno il campo delle ipotesi che infittiscono l’orizzonte, giustifica i dubbi sul futuro di un uomo che un imbarazzo lo avrà: quello di lasciare 14 milioni di euro netti, quanti ne guadagna a Parigi .<BR><BR><BR>il punto di partenza è proprio questo. Per cambiare squadra Ibra deve mettere in soffitta un ingaggio così. Soprattutto se la squadra dovesse essere la Juventus. Perché un discorso, molto molto sotto traccia, c’è (...). E se quello della Juve è un ambiente che conosce (pur essendo cambiata la dirigenza), sembra che a Zlatan piacerebbe anche un’altra ipotesi, al momento oggettivamente più difficile da mettere a tavolino (sempre per i numeri che sulla carta evoca l’operazione Ibrahimovic): parliamo del Napoli che, certo, se perdesse Cavani avrebbe bisogno di un nome per infiammare l’entusiasmo della gente. E Ibra sarebbe quel tipo di nome. Al solo accostamento vengono i brividi. Ma il calcio vive anche di irrazionalità, quindi... Altrimenti ci sarebbe sempre la Premier per lo svedese: City o Chelsea, l’imbarazzo di una scelta. <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNclamoroso-ibrahimovic-andra-via-dal-psg-vuole-juventus-o-napoli-1011696.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030590
1671011646NewsCampionatiChampions League, il Galatasaray batte il Real Madrid: rete assurda di Drogba VIDEO20130409231016champions league, galatasaray, real madrid Champions League Galatasaray Real MadridFinale 3-2: 7' e 47' st Cristiano Ronaldo (R), 12' st Eboué (G), 26' st Sneijder (G), 27' st Drogba (G)<br><br> ammoniti: Sneijder, Eboué, Ambrabat, Arbeloa&nbsp; espulsi: 45' st Arbeloa <br><br> Galatasaray (4-4-2): Muslera; Eboué (35' st Elmander), Gokhan Zan, Semih Kaya, Riera; Inan, Felipe Melo, Altintop (1' st Amrabat), Sneijder; Drogba, Umut Bulut (18' st Sabri). A disp.: Iscan, Hakan Balta, Sarioglu, Aydin Yilmaz, Kurtulus. All.: Terim.<br><br> Real Madrid (4-2-3-1): Diego Lopez; Coentrao, Varane, Pepe, Essien (30' Arbeloa); Khedira, Modric; Özil, Di María, Cristiano Ronaldo; Higuain (28' st Benzema). A disp.: Casillas, Marcelo, Albiol, Callejón, Morata. All.: Mourinho<br><br> <A href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=QrOO6LHF0Fc">https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=QrOO6LHF0Fc</A><BR><br><br>C1007650adm001adm001galatasaray.jpgSiNchampions-league-il-galatasaray-batte-il-real-madrid-rete-assurda-di-drogba-1011646.htmSi100075701,02,03030261
1681011634NewsCoppeChampions League, quarti di finale: per il Real solo una formalità, Borussia e Malaga sognano la semifinale20130409123159Champions LeagueRitorno quarti di finaleIl Real riuscirà molto probabilmente a qualificarsi per il turno successivo in virtù del 3-0 dell'andata, ma il pubblico turco e i micidiali accorgimenti tattici di Fathih Terim proveranno a mettere in difficoltà la corazzata spagnola. L' attaccante del Galatasaray Burak Yilmaz però&nbsp;è squalificato e, pertanto, non potrà essere a disposizione, così come il difensore centrale Dany Nounkeu che, diffidato, aveva rimediato un giallo nel match d'andata. Il tecnico della formazione turca recupera, invece, il trequartista Selcuk Inan e il terzino sinistro Albert Riera, che hanno scontato la giornata di squalifica. In attacco Bulut affiancherà l'ex Chelsea Drogba.<br><br> Il tecnico del Real Madrid, José Mourinho, non potrà contare su Sergio Ramos e Xabi Alonso, entrambi "intelligentemente" squalificati. Khedira e Modric saranno i mediani davanti alla difesa, dove Pepe sarà affiancato da Varane, con Arbeloa e Coentrao sulle fasce. Higuain&nbsp;dovrebbe essere&nbsp;l'unico attaccante, col trio di trequartisti formato da Di Maria, Ozil e Cristiano Ronaldo. <br><br> Probabili formazioni<br><br> GALATASARAY(4-3-1-2): Muslera; Ebouè,Kaya,Zan,Riera;Melo,Altintop,Snejder;Inan;Drogba, Bulut<br><br> Real Madrid(4-2-3-1): Lopez;Arbeloa,Varane,Pepe,Coentrao;Khedira,Modric;Di Maria,Ozil, Ronaldo;Higuain<br><br> Sicuramente più ricco di emozioni sarà il confronto al Westfalen Stadion tra Borussia Dortmund e Malaga. Partita aperta a qualsiasi risultato ma la bilancia pende nettamente a favore dei tedeschi, sia in virtù del fattore-campo sia perchè, in generale, sembra una compagine fisicamente più solida&nbsp;rispetto agli andalusi, che, comunque, possono contare su uomini dall'alto tasso tecnico che potrebbero mettere in difficoltà la difesa del Borussia.<br><br> &nbsp;<BR>Nel Dortmund&nbsp;il ballottaggio più importante per Klopp sarà quello tra Hummels e Santana. Il difensore tedesco infatti non non ha giocato in campionato contro l’Asburgo ed è in dubbio a causa di un infortunio alla caviglia che gli ha fatto saltare anche l’andata. Anche Bender non è al meglio e potrebbe essere preferito Kehl per motivi tecnici.<br><br> Borussia Dortmund (4-2-3-1): Weidenfeller; Piszczek, Subotic, Hummels, Schmelzer; Bender, Gundogan; Reus, Gotze, Grosskreutz; Lewandowski.<br><br> Nel Malaga&nbsp;saranno assenti per squalifica&nbsp;Weligton e Iturra e dovrebbero essere rimpiazzati da Lugano e Camacho.&nbsp;Per il resto tutti arruolati.<br><br> Malaga (4-2-3-1): Caballero; Gamez, Lugano, Demichelis, Antunes; Toulalan, Camacho; Joaquin, Baptista, Isco; Saviola.<BR><br><br> <BR>&nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>EuropaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNchampions-league-per-il-real-solo-una-formalita-borussia-e-malaga-sognano-1011634.htmSi100427901,02,03010359
1691011598NewsCalcio EsteroLiga, 30a giornata:Valencia in zona Cesarini, Atletico spuntato20130408101213Liga30a giornataLa domenica della 30/a giornata della Liga spagnola è stata contrassegnata dal deludente pareggio a reti bianche dell’Atletico Madrid contro il Getafe. Gli uomini di Simeone dovevano rispondere al&nbsp;successo dei cugini del Real contro il Levante&nbsp;ma non vanno oltre lo 0-0. Un solo punto guadagnato dai “Colchoneros” che terminano la partita in 9 uomini per le espulsioni di Godin e Suarez e rimangono così al terzo posto in classifica a -3 proprio dal Real. Il Valencia accorcia il divario sul quarto posto&nbsp;distante,adesso, solamente due punti. I levantini hanno la meglio su un mai domo Valladolid in virtù della zampata vincente di Jonas che regala tre punti d’oro alla formazione di Ernesto Valverde. Due vittorie in trasferta, invece, per Rayo Vallecano ed Espanyol.&nbsp;Il Rayo passa 2-0 in casa del Celta di Vigo ed avvicina&nbsp;le posizioni utili all'accesso alle competizioni europee. Identico risultato per l'Espanyol, 0-2 a Pamplona e tre punti che consentono ai catalani di&nbsp;uscire quasi definitivamente dalla lotta per la salvezza. <BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.com/category/liga/">http://livehighlights24.com/category/liga/</A><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Celta Vigo-Rayo Vallecano 0-2 &nbsp;14'Piti-83'Delibasic<BR><BR>Osasuna-Espanyol 0-2&nbsp; 51'Moreno-90' Wakaso<BR><BR>Getafe-Atletico Madrid 0-0<BR><BR>Valencia-Valladolid 2-1&nbsp; 39' aut. Balenziaga-92' Jonas (VC) -&nbsp;71' Oscar (VD)</STRONG><BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Real Sociedad-Malaga 3-2 <EM>21' Vela-24' Bella-32' Griezmann-51' Martinez(R) - 45' Morales-71' S.Cruz(M)</EM><BR><BR>Real Madrid-Levante 5-1 <EM>31' Michel(L) - 36' Higuain-39'Kakà-84' Ronaldo-87'-91' Ozil</EM></STRONG><BR><BR><STRONG>Deportivo-Saragozza 3-2 <EM>11' Gama-41'Marchena-56' A.Gol</EM><EM> Minero(D) - 16'Postiga-35' Montanes (R)</EM><BR><BR>Barcellona-Maiorca 5-0 <EM>20'-37'-46' Fabregas-22'-38' Sanchez</EM></STRONG><BR><BR>Oggi<BR><BR><STRONG>Siviglia-Athletic Bilbao</STRONG> <BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Granada-Real Betis 1-5 30'-32'Castro Martin-34'A.gol Iñigo Lopez-53'Pabon-85'Angel Lopez(B) - 71'Reina Aranda(G)</STRONG><BR><BR><BR>Classifica<BR><BR>1)Barcellona 78<BR>2)Real Madrid 65<BR>3)At.Madrid 62<BR>4)Real Sociedad 51<BR>5)Valencia 49<BR>6)Malaga 47<BR>7)Betis 47<BR>8)Getafe 44<BR>9)Rayo 44<BR>10)Levante 40<BR>11)Espanyol 39<BR>12)Siviglia 38<BR>13)Valladolid 35<BR>14)At.Bilbao 35<BR>15)Osasuna 31<BR>16)Granada 28<BR>17)Real Saragozza 27<BR>18)Deportivo 26<BR>19)Maiorca 24<BR>20)Celta 24<BR><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411atletico madrid valencia.jpgSiNliga-giornata-30-valencia-in-zona-cesarini-atletico-spuntato-1011598.htmSi100427901,02,03010241
1701011579NewsCalcio EsteroLiga, 30a giornata: «manitas» di Barça e Real, Real Sociedad insegue il sogno champions20130407101736Liga30a giornataL'incontro più importante della 30a giornata di Liga è stato quello, valevole quasi come uno spareggio per la qualificazione in champions, tra Real Sociedad e Malaga. Si sono imposti i baschi con un perentorio 4-2. Probabilmente con la testa al ritorno di Champions League, gli&nbsp;andalusi di Pellegrini&nbsp;hanno subito&nbsp;una pesante sconfitta che complica la strada verso i piani alti dell'Europa della prossima stagione. Di contro, per la Real Sociedad, questa, sarà una stagione da incorniciare e puntellata, proprio ieri pomeriggio, dalla marcatura numero 3000 della squadra di San Sebastian nella massima serie spagnola.<BR><BR>L'altro incontro clou del sabato della 30a giornata si è giocato a La Coruña. Il Deportivo adesso ci crede e nello scontro salvezza&nbsp;i galiziani hanno superato&nbsp;il Real&nbsp;Saragozza di Manolo Jimenez ed ora sono terz’ultimi ad appena&nbsp;un punto proprio dal&nbsp;Saragozza. <BR><BR>"Manita" del Real Madrid al Levante. All'inizio,&nbsp;a vedere le scelte di Mourinho si&nbsp;è capito&nbsp;come l’occhio di riguardo sia stato rivolto alla gara di martedì contro il Galatasary e per questo non hanno fatto parte dell'11 titolare Cristiano Ronaldo, Ozil e Di Maria a vantaggio di Callejon, Benzema e Kakà, tutti dietro all’unica punta Higuain nel solito 4-2-3-1.&nbsp;Vantggio iniziale, un po' a sorpresa del Levante&nbsp;e,poi,&nbsp;solo uno strepitoso&nbsp;Real, che sbriga così&nbsp;la pratica campionato e si accinge a piazzarsi tra le 4 più forti d'Europa. Anche il Barcellona ne fa 5 e risponde, così, nella stessa maniera al Real Madrid. Fabregas e Alexis Sanchez trascinano il Barcellona nel 5-0 rifilato al Maiorca. L’episodio chiave del match accade al 69’ quando Vilanova richiama Piquè in panchina per far posto ad Eric Abidal, tornato a calcare i campi da gioco dopo circa un anno ed un trapianto di fegato. Il tecnico dei blaugrana&nbsp;nel 4-3-3 schiera quasi tutte riserve per preservare gli uomini migliori per il ritorno dei quarti di champions da giocare contro il PSG.<BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.com/category/liga/">http://livehighlights24.com/category/liga/</A><BR><BR>Giocate Ieri<BR><BR><STRONG>Real Sociedad-Malaga 3-2 <EM>21' Vela-24' Bella-32' Griezmann-51' Martinez(R) - 45' Morales-71' S.Cruz(M)</EM><BR><BR>Real Madrid-Levante 5-1&nbsp;<EM>31' Michel(L) - 36' Higuain-39'Kakà-84' Ronaldo-87'-91' Ozil</EM></STRONG><BR><BR><STRONG>Deportivo-Saragozza 3-2 <EM>11' Gama-41'Marchena-56' A.Gol</EM><EM> Minero(D) - 16'Postiga-35' Montanes (R)</EM><BR><BR>Barcellona-Maiorca 5-0&nbsp;&nbsp;<EM>20'-37'-46' Fabregas-22'-38' Sanchez</EM></STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR><STRONG>Celta Vigo-Rayo Vallecano </STRONG><BR><BR><STRONG>Osasuna-Espanyol </STRONG><BR><BR><STRONG>Getafe-Atletico Madrid </STRONG><BR><BR><STRONG>Valencia-Valladolid</STRONG> <BR><BR>Lunedì<BR><BR><STRONG>Siviglia-Athletic Bilbao</STRONG> <BR><BR>Giocata Venerdì<BR><BR><STRONG>Granada-Real Betis 1-5 30'-32'Castro Martin-34'A.gol Iñigo Lopez-53'Pabon-85'Angel Lopez(B) - 71'Reina Aranda(G)</STRONG><BR><BR><BR><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411ozil-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-30-manitas-per-real-e-barcellona-1011579.htmSi100427901,02,03010258
1711011508NewsCampionatiChampions League, Cristiano Ronaldo supera Inzaghi20130404162925Champions leagueNon si fermaNon si ferma più Cristiano Ronaldo. Rete numero 48 in Champions League per la stella del Real Madrid: sorpassato nella classifica all-time Filippo Inzaghi, fermo a quota 47 (preliminari esclusi). Prossimo obiettivo Shevchenko, mentre Messi (secondo) è ancora lontano undici reti. La graduatoria è comandata sempre da Raul con 71 centri.C1007650adm001adm001cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNchampions-league-cristiano-ronaldo-supera-inzaghi-1011508.htmNoT1000027100075701,02,03030203
1721011476NewsCampionatiChampions League, successo del Real Madrid. Pareggio a Malaga 20130403224341champions leagueChampions LeagueFinale&nbsp;3-0: 9' Cristiano Ronaldo, 29' Benzema, 73' Higuain<BR><BR><BR>Real Madrid (4-2-3-1): Diego López; Essien, Ramos, Varane, Coentrão; Khedira, Xabi Alonso; Di María (41' st Pepe), Özil (35' st Modric), Cristiano Ronaldo; Benzema (20' st Higuain). A disp.: Adán, Kaká, Marcelo, Arbeloa. All.: Mourinho<BR><BR>Galatasaray (4-3-1-2): Muslera; Eboue, Dany, Semih, Riera (38' st Amrabat); Hamit (33' st Bulut), Selcuk, Melo; Sneijder (1' st Zan); Yilmaz, Drogba. A disp.: Iscan, Balta, Saroglu, Elmander. All.: Terim<BR>&nbsp;<BR><BR><BR>Finale &nbsp;0-0<BR><BR><BR>&nbsp;Malaga (4-2-3-1): Willy; Gamez, Demichelis, Weligton, Antunes; Toulalan, Iturra; Isco (42' st Duda), Baptista (31' st Santa Cruz), Joaquin; Saviola (24' st Portillo). A disp.: Kameni, Sanchez, Lugano, Camacho. All.: Pellegrini<BR><BR>Borussia Dortmund (4-2-3-1): Weidenfeller; Piszczek, Subotic, Felipe Santana, Schmelzer; Kehl (35' st Bender), Gündogan; Götze (45' st Kirch), Reus (24' st Schieber), Grosskreutz, Lewandowski. A disp.: Langerak, Leitner, Bittencourt, Sahin. All.: Klopp<BR><BR><BR><BR><BR><BR>C1007650adm001adm001cristiano-mourinho.jpgSiNchampions-league-real-madrid-avanti-pari-a-malaga-1011476.htmSi100075501,02,03030280
1731011449NewsCampionatiReal Madrid-Galatasaray, le probabili formazioni20130403121042champions league, real madrid, galatasarayLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Real Madrid (4-2-3-1): Lopez; Ramos, Varane, Pepe, Coentrao; Xabi Alonso, Khedira; Di Maria, Ozil, Ronaldo; Benzema. All.: Mourinho.<br><br> Galatasaray (4-4-2): Muslera; Eboué, Kaya, Nounkeu, Riera; Inan, Melo, Altintop, Sneijder; Drogba, Yilmaz. All.: Terim.<br><br>C1007650adm001adm001cristiano-mourinho.jpgSiNchampions-league-real-madrid-galatasaray-probabili-formazioni-1011449.htmNo100075501,02,03030210
1741011413NewsCampionatiLa nuova favolosa ragazza di Ronaldo ostacola la dieta del Fenomeno FOTO20130403053888ronaldo, paula moraisCome riporta `Elbalonrosa`Come riporta 'Elbalonrosa', la nuova ragazza di Ronaldo Luiz Nazario ne starebbe, in modo involontario, ostacolando la dieta cominciata in modo eclatante nel famoso reality show brasiliano. La ragazza, Paula Morais, ha infatti postato su twitter la foto del 'fenomeno' intento a cucinare per il giorno di Pasqua e ha scritto che la cucina è il luogo ideale dove vorrebbe vedere un uomo.adm001adm001ronaldo-paula.jpgSiNla-nuova-favolosa-ragazza-di-ronaldo-ostacola-la-dieta-del-fenomeno-1011413.htmSi100075701,02,030301121
1751011418NewsCampionatiCristiano Ronaldo presenta la sua nuova scarpa FOTO20130402170926cristiano ronaldoCristiano Ronaldo debutterà Cristiano Ronaldo debutterà con la sua nuova scarpa, la CR Mercurial Vapor IX, in occasione di Real Madrid-Galatasaray, andata dei quarti di finale di Champions League in programma domani sera. La scarpa, realizzata dalla Nike, presenta una tomaia che migliora il supporto e il tocco. Le righe orizzontali nere e gialle collegano la scarpa al tema della velocità cui si ispira la collezione. Il logo 'love to win, hate to lose' (amo vincere, odio perdere) sul tallone richiama il motto di Ronaldo.<BR>adm001adm001scarp.jpgSiNcristiano-ronaldo-presenta-la-sua-nuova-scarpa-1011418.htmNo100075701,02,03030238
1761011353NewsCampionatiMilan, La Fico a Balotelli: «Nell`intimità Mario è meglio di Cristiano Ronaldo. Ma ora deve fare il padre»20130329152531milan, fico, balotelliRaffaella Fico ha lanciato In attesa del test del dna che possa stabilire con certezza la paternità della figlia, Raffaella Fico ha lanciato un nuovo messaggio al suo celebre ex fidanzato, Mario Balotelli, attraverso un'intervista concessa al programma 'Le Iene'.<br><br>"Anche se l'amore tra di noi è finito&nbsp;c'è di mezzo una creatura, tua figlia. Potrai vederla, appena me lo chiederai. Mario, la vita va oltre i 90 minuti in campo". L'ex 'gieffina' ha poi ribadito che "la nascita di Pia non è stata un incidente, ma una cosa voluta. Non ho mai voluto incastrarlo, è lui che mi ha fregata lasciandomi da sola".<br><br>Infine la modella si è lasciata scappare qualche dettaglio più intimo della sua vita privata: "Tra Balotelli e Cristiano Ronaldo, è meglio Mario. E' l'unica persona di cui mi sono veramente innamorata. Mi sarei innamorata lo stesso di lui, anche se fosse stato il mio meccanico".<br><br>C1007650adm001adm001raffaella-fico-incinta.jpgSiNmilan-la-fico-a-balotelli-nell-intimita-mario-meglio-di-cristiano-ronaldo-ma-ora-devi-fare-il-padre-1011353.htmSiT1000027100075701,02,03,07010641
1771011299NewsEditorialeDerby d`Italia, ultima chiamata europea per i neroazzurri, chance di ipoteca sul tricolore per la Juventus20130328000725Inter,JuventusInter costretta a vincere per alimentare la speranza Champions, bianconeri pronti a vendicare la sconfitta dello Juventus Stadium Dallo scontro Iuliano-Ronaldo al fallo su Buffon al 90' non fischiato da Collina, dal 5 Maggio a Calciopoli, dagli scudetti revocati a quelli di "cartone", la faida tra Juventus e Inter è quella che più ha infuocato il palcoscenisco del calcio Italiano negli ultimi 15 anni.<BR>Dopo la supremazia bianconera tra il finire degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo, i processi del 2006 hanno condannato la Juve nel calvario della Serie B e hanno dato in là ai successi neroazzuri, culminati con la conquista del Triplete.<BR>L'avvento alla presidenza di Andrea Agnelli, rappresentante di una famiglia da sempre legata alla Signora, e il ritorno di Antonio Conte in veste di Coach, hanno risvegliato l'orgoglio dei bianconeri che si apprestano a vincere il secondo tricolore consecutivo dopo quello del record di imbattibilità che li ha visti trionfare nell'ultima stagione.<BR>Imbattibilità caduta proprio per mano del biscione che ha anche dissacrato per la prima volta nella sua storia lo Juventus Stadium, fino a quel momento vergine di sconfitte. Di contro, però, quella partita ha segnato l'inizio di un cammino inarrestabile dei torinesi che oggi si traduce in un +9 nei confronti della prima inseguitrice, mentre ha visto sprofondare gli uomini di Stramaccioni che hanno rimediato più volte brutte figure e che si sono allontanati anche dalla zona Champions.<BR><BR>Insomma, un intreccio di eventi e di veleni che non sembra destinato a spegnersi ma che continua a fare di Inter-Juventus la partita più sentita di Italia.<BR>Nove giornate sono ancora tante, troppe per tirare le somme. Ciò che appare evidente, però, è che questo match può significare molto più dei canonici tre punti per entrambe le squadre.<BR>Sebbene con una partita in più, i cugini milanisti viaggiano a +7 e occupano quel tanto agognato terzo posto che è l'oggetto di contesa di diversi club. Oltre ai rossoneri, infatti, l'Inter deve raggiungere la sorpresa Fiorentina e fare i conti con i desideri di Roma e Lazio di ottenenere la qualificazione per l'elite europea. Una sconfitta inciderebbe in modo irreversibile sul morale, sugli obiettivi e su una stagione che fino a questo momento è sembrata più nera che azzurra.<BR><BR>Viceversa, una disfatta in campo nemico non comprometterebbe le chance della Vecchia Signora di conquistare il titolo, considerato il margine piuttosto elevato nei confronti delle inseguitrici. Ma la compagine di Conte è ben consapevole della ghiotta opportunità di dare un segnale forte a Napoli e Milan che vedrebbero ulteriormente ridotte le ambizioni di agganciare la vetta.<BR>Qualunque sarà il risultato finale al triplice fischio, c'è da scommettere che Inter-Juventus regalarerà ancora sorprese ed emozioni, proprio come fu&nbsp;in passato, come sarà in&nbsp;questo weekend&nbsp;e come sempre è destinato ad accadere.&nbsp; <BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650MilanoFL0657FL0657juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNjuventus-inter-serie-a-1011299.htmSiT1000007,T1000026100664701,02,03,06,07,080301219
1781011227NewsCampionatiInter-Juventus, Pagliuca: «Ci fu rubato lo scudetto»20130326142858inter, pagliucaNel corso di un`intervista a `Il Corriere dello Sport`Nel corso di un'intervista a 'Il Corriere dello Sport' l'ex portiere dell'Inter Pagliuca è tornato sull'episodio del rigore negato a Ronaldo nella sfida tra nerazzurri e Juventus nel 1998: "Scudetto rubato al 100%. Quella partita fu la ciliegina sulla torta. Era rigore tutta la vita. in campo se ne sono accorti tutti, noi e loro anche gli juventini, sì, inutile nascondere la verità. Certe volte ammettere la verità non farebbe male, si fa più bella figura. Quello scudetto che ci fu tolto rimane la mia più grane amarezza da interista".<br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-juventus-pagliuca-ci-fu-rubato-lo-scudetto-1011227.htmSiT1000026100075701,02,03,06030509
1791011197NewsCalciomercatoMilan, Galliani: «Allegri vuole restare»20130325155255milan, gallianiL`amministratore delegato del Milan L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, oggi al convegno "L'industria del calcio tra crisi e sviluppo" presso l'Università Liuc di Castellanza, ha parlato anche ai microfoni di MilanNews.it presente all'evento: "Allegri è ben felice di rimanere al Milan. Rinforzi in difesa? E' vero che chi ha la miglior difesa normalmente vince il campionato e la nostra è molto buona. Balotelli? Ora è più sereno ma è sempre stato questo qui. Secondo me è il quinto attaccante dopo Messi, Ronaldo, Ibra e Falcao che personalmente piace moltissimo. Domani sera giocano ancora lui ed El Shaarawy, la coppia d'attacco più giovane al mondo in Nazionale e del Milan, c'è da essere soddisfatti. Il Milan ha creato un valore oltre che punte, avere un attaccante del 90 e uno del 92 vuole dire creare un valore. Migliore partenza anno prossimo? Quest'anno abbiamo pagato i lavori in corso, non c'entra nulla l'allenatore. Il rimpianto di Balotelli? Non è carinissimo buttare la maglia a terra dell'Inter ma non è nulla di grave. Però è stato un gesto non bello. Ma non parliamo sempre di Balo, il Milan è fatto di tanti altri campioni. Prima non lo conoscevo in maniera approfondita e il suo comportamento con noi è stato impeccabile fuori e dentro il campo. Cristante? Farà parte della rosa dei 25 giocatori del prossimo anno. Parlerò con Marotta di Juve-Inter? Al massimo parleremo di Juve-Milan della settimana successiva". <br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-allegri-vuole-restare-1011197.htmSiT1000027100075701,02,03030286
1801011013NewsCalcio EsteroLiga, 28a giornata: Barça ne rifila 3 al Rayo. Primo centro in Liga per Acquafresca20130318103121Liga spagnola28a giornataDopo un breve periodo di appannamento risolto con l'aver eliminato il Milan dalla corsa alla Champions, nella 28/a giornata della Liga il Barça&nbsp;diverte al “Camp Nou” anche contro il Rayo Vallecano. 3-1 dei&nbsp;catalani con reti di Villa e doppietta di Messi. Blaugrana, quindi,&nbsp;che toccano quota 74 punti a +13 dal Real Madrid mentre l’argentino con questa doppietta sale a quota 42 gol in 28 partite. Torna&nbsp;a vincere l’Atletico Madrid grazie ad una doppietta di Diego Costa, passando in casa dell’Osasuna e&nbsp;riportandosi a -1 dal secondo posto occupato da cugini del Real. 2-0 è anche il risultato con il quale l’Espanyol espugna a sorpresa&nbsp;la “Rosaleda” di Malaga con le firme di Colotto e Sergio Garcia. Catalani che volano a quota 35 a +11 dal terzultimo posto e con la quasi salvezza in tasca. Il Malaga, invece, dopo le fatiche positive di Champions League, scivola al sesto posto scavalcato da Sociedad e Valencia. Unico pareggio di giornata quello tra il Granada e il Levante. Padroni di casa avanti con il calcio di rigore trasformato da Siqueira e raggiunti dalla rete dell’italiano Robert Acquafresca,&nbsp