I CALCIATORI E QUEL FASTIDIOSO MESSAGGIO DI STARE ZITTI


Anche i grandi campioni di calcio sbagliano come tutti noi.
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Torino, 15/03/2021 -

Si tratti di qualsiasi giocatore criticato dai media a ragion veduta, dopo uno o più gol realizzati nella partita successiva alle critiche c'è sempre la reazione di avvicinarsi alla telecamera di campo con l'indice della mano portato davanti al naso, in segno di stare tutti zitti. Una fastidiosa risposta all'informazione sportiva che altro non fa che scrivere ciò che vede in campo con oggettività di pensiero. Il nostro non è mai stato un dispetto ad personam, ma è più semplicemente un analizzare prestazioni talora anche pessime che si avvicendano ad altre brillanti sotto l'aspetto puramente tecnico. Scrivere, ad esempio, che contro il Porto Ronaldo e la Juventus hanno disputato una pessima partita, non è un sacrilegio e non è neppure lesa maestà del più premiato calciatore al mondo; è soltanto un dato di fatto. Per questo diciamo che simili gesti visti sul campo devono essere stigmatizzati e archiviati come segno di risposte che nessuno di noi intende accettare. Sì, perchè ogni partita fa storia a sè. Sarebbe quindi opportuno che da parte dei giocatori, anche quelli considerati «intoccabili», si instaurasse una sorta di accettazione alla critica costruttiva che spesso è anche pungolatura verso il migliorarsi di un campione che tale deve essere anche sotto l'aspetto culturale. Noi giornalisti non siamo nemici di nessuno, ci limitiamo a pubblicare ciò che vediamo e sentiamo nella certezza che la notizia sia fondata, come fondata è da considerarsi la debacle di una sconfitta, piuttosto che di una prestazione negativa che a onor del vero dovrebbe essere ammessa pubblicamente anche dai rispettivi protagonisti. Ci sta poi che anche noi sbagliamo, come sbagliano arbitri, calciatori e addetti ai lavori, tuttavia, è sempre opportuno essere sè stessi nell'ammettere l'errore. L'etica professionale impone certe regole che vanno rispettate oltre ogni cosa, per questo noi ci battiamo per sensibilizzare questo mondo del calcio fondamentalmente intriso di denaro eccessivo che, tuttavia, in questi tempi di pandemia sembra subire una discesa economica che, comunque, no è mai paragonabile ad altri settori commerciali del nostro Paese. Dunque, si faccia cultura sulla base della logica del rispetto che è necessario per il bene del calcio e non solo.

Salvino Cavallaro