PLUSVALENZE JUVE, LA PROCURA DI TORINO INDAGA SUI REATI IPOTIZZATI


Dopo Milan e Inter assolte nel 2008, adesso anche la Juve è nella lente d'ingrandimento della Guardia di Finanza.
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Torino, 29/11/2021 -

L'inchiesta «Prisma» ha messo a fuoco 282 milioni di plusvalenze sospette in tre anni, con l'ipotesi di reato di falso in bilancio. Dopo le varie perquisizioni della Finanza, Federico Cherubini, direttore generale della Juventus, è stato ascoltato in Procura a Torino come persona informata dei fatti. Sarebbero stati disposti anche accertamenti sul contratto di Cristiano Ronaldo che, comunque, non risulta indagato. Intanto il club bianconero mette le mani avanti e dichiara che «ogni operazione è avvenuta nel rispetto delle leggi». Questa sarà una settimana di grande lavoro per la Procura di Torino che si sta occupando delle indagini sulle plusvalenze della Juventus nelle ultime tre stagioni. Un meccanismo contabile che gli inquirenti hanno individuato come «Gestione Paratici», l'ex responsabile dell'area sportiva della Juventus il quale è indagato assieme al presidente Agnelli, al vicepresidente Nedved, al responsabile finanziario Stefano Cerrato e ai suoi predecessori Marco Re e Stefano Bertola.

Tesi dell'accusa

I pm che, attraverso delle operazioni di mercato con valutazione di calciatori maggiorate in modo fraudolento, ci sarebbe stato un ingiusto profitto a bilancio in modo da correggere - come si legge nel decreto di perquisizione - «I rischi di investimenti e costi connessi ad acquisti e stipendi scriteriati».

I reati ipotizzati

Il materiale sequestrato (pc, documenti vari, fatture) dalla Guardia di Finanza alla Continassa e al centro sportivo di Vinovo, sarà analizzato attentamente nel corso di un'indagine che ipotizza i reati di «falsa comunicazione delle società quotate ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti». Oltre Cherubini, direttore generale della Juventus. nei prossimi giorni la Procura di Torino proseguirà con l'interrogazione ad altri indagati coinvolti nell'indagine che procede su due piani, e cioè giustizia ordinaria e giustizia sportiva.

Questo è al momento tutto ciò che trapela dalle indagini della Procura di Torino sull'inchiesta «Prisma» e cioè sull'ipotesi di reato commesso dalla Juventus sulle plusvalenze relative alla compravendita dei calciatori. Adesso non ci resta che attendere l'evolversi dell'indagine per capire bene se, in effetti, siano state accertatate manipolazioni finanziarie a livello di bilanci. Dopo Milan e Inter - assolte nel 2008 - adesso anche la Juve è nella lente d'ingrandimento della Procura e della Guardia di Finanza. Si rinnova il grande vizietto da parte dei club, i quali tentano di evadere le regole imposte dallo Stato e dallo sport, per appianare bilanci in deficit fuori dal consentito.Secondo noi servono più controlli e, soprattutto, devono essere fatti con maggiore continuità annuale, dettagliando ogni operazione di calciomercato tra club, procuratori e giocatori. Il calcio dei debiti deve capire che non è più tempo di fare il passo più lungo della gamba.

Salvino Cavallaro . .




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