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11013804NewsEditorialeL`Italia batte ai rigori la Spagna e va in finale2021070714:30Dal dischetto, l'Italia supera la Spagna 5 a 3. Ed è subito festa! <p>Diciamo subito che la grande emozione vissuta ci fa passare oltre l'analisi tecnica e tattica di una partita che ha visto l'Italia essere stata messa sotto da una Spagna forte dal punto di vista atletico e attenta a neutralizzare ogni velleit&#224; di attacco degli azzurri. C'&#232; poi da considerare l'acume tattico e il grande intuito di Luis Enrique di mettere in campo una squadra senza un punto di riferimento in attacco, lasciando fin dall'inizio Morata in panchina e utilizzando un falso nueve capace di dare al proprio centrocampo una forza in pi&#249; per contrastare l'Italia. Questa idea del c.t. spagnolo &#232; stata a dir poco strategica, perch&#232; l'Italia di Mancini si &#232; trovata imbrigliata proprio in quel centrocampo che &#232; la fonte inesauribile di gioco per gli azzurri. Cos&#236; abbiamo assistito a una gara sofferta, che abbiamo dovuto affrontare con intelligenza e molta pazienza fino al momento in cui Chiesa, al 60esimo minuto della ripresa, &#232; riuscito a sbloccare il risultato con un bellissimo tiro a giro da fuori area che ha reso vano l'intervento del portiere Unai Simon. Ma la Spagna ha dimostrato subito di non starci ed ha subito attaccato a testa bassa producendo diverse azioni da gol e mettendo alle corde gli azzurri apparsi stanchi e attenti a portare in porto un risultato importante. Ma Morata, dopo essere entrato in campo intorno alla met&#224; del secondo tempo, all'80esimo minuto ha pareggiato le sorti della partita grazie a un bel gol costruito grazie a una bellissima triangolazione con Dani Olmo. E, mentre i munuti passavano inesorabili, il preludio ai tempi supplementari si faceva sempre pi&#249; concreto. Tuttavia, neanche il prolungare la partita oltre i tempi regolamentari &#232; bastato a Italia e Spagna per superarsi. Cos&#236;, l'inevitabile lotteria dei rigori si &#232; stabilita verso due squadre che hanno speso molto e risultano allo stremo delle forze. La paura &#232; tanta, e quando Locatelli ha fallito il primo rigore per l'Italia, il cielo sopra Wembley sembra oscurarsi improvvisamente. Ma poi, dal dischetto sbagliano anche Dani Olmo e Morata per la Spagna e mentre il cielo londinese si riempie di stelle, Jorginho realizza l'ultimo rigore e gli azzurri vanno in finale impazzendo di gioia. La stessa gioia che si scatena in tutte le piazze d'Italia, le stesse lacrime, gli stessi abbracci che ci hanno accomunato in un furibondo sfogo, liberandoci del repressivo senso ansioso accumulato durante l'arco di tutta la gara .L'Italia di Mancini che ci ha fatto riscoprire le emozioni e la grande bellezza del calcio azzurro, prenota la sua finale contro l'Inghilterra o la Danimarca; questo lo vedremo stasera. Intanto godiamoci tutti questo fantastico momento in cui continuiamo a chiederci come la forza di un pallone possa farci ritrovare sentimenti di unione e compattezza che va al di l&#224; di ogni cosa. E intanto manca ancora un ultimo step per arrivare l&#224; dove il sogno possa diventare realt&#224;.</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong></p>Londrafl0711fl0711italia-spagna.jpgSIncalcio-1013804.htmSI0101033n
21013796NewsEditorialeLe notizie dal fronte bianconero2021062811:48Allegri e la Juventus preparano la nuova stagione calcistica.<p>Mentre procede il Campionato Europeo e l'Azzurro Italia che scender&#224; in campo venerd&#236; prossimo per affrontare i quarti di finale contro il Belgio, la programmazione della Juventus va avanti con la data fissata per il ritrovo dopo le vacanze e il mercato che tra entrate e uscite comincia a vivere il suo periodo pi&#249; intenso. La Vecchia Signora si raduner&#224; agli ordini di Max Allegri il 14 o il 15 luglio (tranne gli azzurri che avranno naturalmente una o pi&#249; settimane di permesso prima del rientro alla base) e rimarr&#224; tutto il periodo della preparazione alla Continassa e al suo JHotel, l&#224; dove il gruppo dei calciatori potr&#224; pranzare, riposare ed allenarsi nella vicina struttura che comprende campi di calcio, palestre e piscine. Comincer&#224; anche il periodo delle visite mediche presso il JMedical e secondo quanto reso noto dalla societ&#224; bianconera, &#232; molto probabile che l'unica partita amichevole pre campionato si svolger&#224; al Camp Now contro il Barcellona di Messi. Per il resto si attende la decisione di Cristiano Ronaldo che ieri con il suo Portogallo &#232; stato eliminato dal Belgio. Resta o va via? Decisione ancora lontana, ma Cherubini si porta avanti con il lavoro programmando incontri per l'acquisto di Locatelli, e Dusan Vlahovic della Fiorentina. C'&#232; poi da vedere di sistemare il possibile ritorno alla base di Pjanic e la partenza di Demiral, Arthur, Frabotta, Ramsey, mentre si procede a grandi passi per rinnovare il contratto a Dybala. Al momento &#232; tutto in working, ma le scelte di Allegri sono gi&#224; abbastanza chiare, almeno per quanto riguarda l'utilit&#224; di Dybala e Morata. Il resto si vedr&#224; cammin facendo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSIncalcio-1013796.htmSI0101050n
31013776NewsEditorialeAl Milan lo scontro diretto contro la Juve, sempre più in crisi e fuori dalla Champions2021051006:49juve, mila, crisi, pirlo, pioli, ronaldo, diaz,tomori,ibra,rebic,donnarumma, chiellini,morata,championsProva di forza dei rossoneri che sbancano meritatamente l'Allianz e mettono nei guai la Juve<p>Grande impresa da parte del Milan che, a sole tre giornate dalla fine del campionato, vince per tre reti a zero all'Allianz Stadium, portandosi in terza posizione, a +3 dai bianconeri, e proiettandosi verso la tanto desiderata Champions. A sbloccare la situazione ci pensa Brahim Diaz nel corso del recupero del primo tempo, seguono Rebic e Tomori rispettivamente al 78' e al 82'. Vincere questa partita sarebbe stato molto importante per il Milan poich&#233;, trattandosi di uno scontro diretto per la zona Champions, gli avrebbe permesso di guadagnare un vantaggio importante, e cos&#236; &#232; stato. Ma &#232; ancora presto per festeggiare, come afferma lo stesso Pioli e commenta cos&#236; la partita ai microfoni di Sky Sport: «La squadra ci ha creduto, con sacrificio e mentalit&#224;. Ma, soprattutto stasera, non pu&#242; essere la vittoria di un singolo. Abbiamo vinto meritatamente. La prossima partita sar&#224; ancora pi&#249; difficile. Abbiamo fatto una grande partita. &#200; uno scontro diretto, con questa classifica, molto importante da aver vinto. Purtroppo, non &#232; l'ultima gara e non possiamo esultare ancora. La dirigenza ci ha sempre sostenuto, sentivamo tutti l'importanza della gara e ci tenevamo a fare bene. Sono sempre attento alle vostre valutazioni. Spirito, sacrificio e collaborazione. Sotto questi punti di vista siamo stati i migliori per molto tempo. Stanchezza mentale e i tanti impegni ci hanno poi penalizzato. Sapevamo che dovevamo portare in campo una prestazione diversa e lo abbiamo fatto«. Sconforto, invece, in casa Juve, dove Pirlo continua ad essere in discussione e la squadra, adesso fuori dalla Champions, dimostra i suoi limiti partita dopo partita. E quando steccano anche i campioni come Ronaldo, ieri impalpabile, e Morata, fuori dalla manovra, diventa davvero difficile per tutta la squadra. Se poi i cambi li fai quando sei sotto di 2 gol e a 10' minuti dalla fine, diventa impossibile rientrare in partita contro chiunque. A tre turni dalla fine solo un'impresa potrebbe riportare i bianconeri in zona Champions, mentre per il Milan adesso tutto diventa pi&#249; facile, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, a cominciare dalla sfida di mercoled&#236; all'Olimpico Grande Torino contro i granata, a caccia di punti salvezza. I bianconeri, invece, sono obbligati a vincere sino alla fine per sperare ancora nella qualificazione Champions, a partire dalla delicatissima partita di mercoled&#236; in casa del Sassuolo.</p><p>Alessandro Vispo</p> ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISalmilanloscontrodirettoejuveneiguai-1013776.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010167n
41013772NewsEditorialeRonaldo salva una brutta Juve 2021050221:56Pirlo,gotti,molina,ronaldo,udinese,juve,champions,dybala,morata,bonucciNel finale due gol del fuoriclasse portoghese tengono a galla la Juve<p>Nel giorno in cui l'Inter vince con largo anticipo un meritato scudetto, una Juventus per lunghi tratti imbarazzante conquista a Udine tre punti di platino nella corsa - Champions. L'unica cosa da salvare, per i bianconeri, in una partita giocata sotto ritmo e costellata da tanti, troppi errori tecnici, &#232; proprio il risultato, frutto di una doppietta del redivivo Ronaldo, maturata in rimonta. Per il resto, una prestazione da dimenticare che conferma i limiti caratteriali della squadra di Pirlo, i tanti equivoci tattici specie a centrocampo e le amnesie della difesa, riconducibili pure a un deficit di concentrazione che una squadra come la Juve non pu&#242; e non deve permettersi. E domenica arriva il Milan, in uno scontro che sa tanto di spareggio Champions.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISRonaldosalvajuveeforsechampions-1013772.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,10,11010178n
51013769NewsEditorialeSolo un pari per la Juve, che rischia seriamente di non entrare in Champions2021042517:57juve, fiorentina, pirlo, iachini, ronaldo, ramsey,morata,vlaovic,franchi,championsI bianconeri nella ripresa agguantano il pareggio, ma giocano al di sotto delle proprie possibilità<p>Una Juventus da dimenticare nel primo tempo, assolutamente incolore, rimedia un punto al «Franchi» grazie a una seconda frazione di gioco un po' pi&#249; convincente, disputata per lo meno con una maggiore cattiveria agonistica. Per i viola di Iachini un punto meritato e utile in chiave salvezza. Per gli uomini di Pirlo, molti dei quali autori di una prestazione modesta - Ramsey ancora una volta deludente, Rabiot protagonista in negativo nel rigore assegnato ai padroni di casa - la conquista di un posto Champions torna in seria discussione. A preoccupare &#232; soprattutto l'incapacit&#224; di imporre il proprio gioco e di comportarsi «da Juve», con un'eccessiva timidezza persino negli atleti pi&#249; rappresentativi, da Ronaldo a Dybala. Pesante l'assenza di Chiesa, uno dei pochi a salvarsi in questa sciagurata stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISlajuverimediasolounpareggioafirenze.championsarischio-1013769.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010222n
61013763NewsEditorialeI bianconeri vincono 3 a 1 e rimangono sulla scia del Milan2021041116:55Jue,genoa,scammacca,mkennie,dybala,kuliseski,morata,champions,milanPreoccupano però le solite amnesie difensive e i cali di concentrazione <p>La Juventus regola il Genoa con un risultato abbastanza netto (3-1) e continua a inseguire l'obiettivo minimo della qualificazione in Champions. Ma non cancella alcune delle ombre che ne hanno sin qui costellato il deludente percorso. A partire dall'amnesia difensiva costata il gol con cui Scammacca le ha messo paura e da un secondo tempo ben al di sotto del primo, in cui sembrava esserci una sola squadra in campo. Quella delle prestazioni altalenanti e dei troppi chiaroscuri all'interno della stessa partita resta la costante di quest'anno dei bianconeri. Nota positiva il ritorno di Dybala, che mette sempre pi&#249; minuti sulle gambe e potr&#224; rivelarsi il valore aggiunto del finale di stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSISVincemanonconvincejuvecherimanesullaSciadelmilan-1013763.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101097n
71013747NewsEditorialeSTASERA INTER - ATALANTA. MILAN E JUVE SPERANO IN UNO STOP DEI NERAZZURRI2021030806:28juve, milan,inter,atalanta, napoli,lazio,verona,roma,pioli,morata,gasperiniIl Milan espugna Verona con pieno merito, mentre i bianconeri senza Ronaldo ribaltano d'orgoglio la Lazio <p>Vincono Juve e Milan e tornano a sperare nel titolo. La Juve regala i soliti 20 minuti all'avversario e 1 gol (Correja), poi reagisce da grande squadra e pareggia con Rabiot prima dell'intervallo, prima di dominare e chiudere il match, nonostante le numerose assenze, contro una Lazio fragile, che cede per 3 a 1 sotto i colpi di Morata autore di una doppietta (il secondo sigillo dello spagnolo arriva dagli undici metri). Il Milan, seppur incerottato, prepara e vince una gara in trasferta sulla carta molto difficile, grazie ad un gol per tempo e alla gara di sacrificio dei suoi giocatori (Kessie su tutti), messi benissimo in campo da Pioli contro il Verona, una delle rivelazioni del campionato, che prova a reagire solo nel finale, quando oramai &#232; troppo tardi. I campioni d'Italia e i rossoneri tallonano l'Inter, che resta avanti di 3 punti sul Milan e 7 punti sui bianconeri (che il 17 recuperano il match contro il Napoli), ma dimostrano di poter ancora recitare un ruolo importante sino alla fine per la vittoria del torneo. Per l'Inter, dunque, vietato sbagliare stasera contro l'Atalanta a San Siro. Se perde o pareggia vede riavvicinare in un solo colpo sia la Juve che il Milan, e in caso di sconfitta dovrebbe cominciare a preoccuparsi anche degli uomini di Gasperini, che si porterebbero a -7 da Lukaku e compagni. In chiave Champions vittorie importanti anche per Roma (1 a 0 al Genoa) e Napoli (3 a 1 nel posticipo serale contro il Bologna). Anche in coda tutto ancora aperto, con il Crotone che vince lo scontro contro il Torino e sale a 15 punti (i granata restano terz'ultimi con 20 punti), il Parma che pareggia 3 a 3 a Firenze e va a quota 16, il Cagliari che pareggia in extremis in casa della Samp e sale a 22 punti. Si dividono la posta Spezia e Benevento (che si portano a 26 punti). Momento felice per l'Udinese, che dimostra il suo stato di forma vincendo 2 a 0 contro il Sassuolo nell'anticipo di sabato pomeriggio, agganciando l'undicesima posizione (i neroverdi di De Zerbi restano in nona posizione con 36 punti e una gara da recuperare).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISinter-atalanta-attesa-perjuveemilan-1013747.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010157n
81013731NewsEditorialeVicenza dà l`ultimo saluto al figlio della gloriosa storia del suo pallone2020121116:32lanerossi-vicenza,paolo rossiInno alla città veneta che meglio di ogni altra ha saputo legare affetto e gratitudine per Paolo Rossi.<br /><p><span>Vicenza e i vicentini uniti per dimostrare tutto l'affetto al campione, a colui il quale era stato insignito della cittadinanza vicentina come segno di gratitudine per quello che aveva fatto sul campo ai tempi in cui giocava tra le fila del <strong>Lanerossi Vicenza di G.B. Fabbri</strong>. <strong>Paolo Rossi</strong> &#232; nato a Prato, ma per molti anni tante persone hanno pensato che fosse veneto. Un vicentino doc quale lui non era, ma &#232; come se lo fosse stato per avere incarnato perfettamente quelle caratteristiche umane e culturali che la bella Vicenza gli aveva consegnato. Era come avere assorbito attraverso il pallone giocato a ottimi livelli con la maglia biancorossa nel mitico Stadio Menti, quel rapporto stretto di amicizia con la citt&#224; e i suoi abitanti. D'altra parte, il carattere semplice di Pablito, ben si addiceva al modus vivendi e operandi di una Vicenza con la quale ha subito stretto rapporti quasi familiari, un qualcosa che andava oltre la semplice curiosit&#224;, la relazione e l'incontro tra tifoso e giocatore, ma si allargava come senso di rispetto nell'abbraccio reciproco con il popolo veneto, le cui caratteristiche peculiari si ammantano da sempre di quell'umano sentire che si traduce in calore di vivere. La partita della domenica, i gol di Pablito, la squadra del Lanerossi Vicenza ben condotta dall'indimenticato mister <strong>G.B.</strong> <strong>Fabbri</strong>, non erano altro che il contorno di una giornata di festa che i vicentini vivevano in maniera entusiastica nel vedere giocare il giovane <strong>Paolo Rossi</strong> nel manto erboso dello <strong>Stadio Menti.</strong> Ed &#232; proprio l&#236;, dove ancora oggi tra le pieghe delle antiche mura di questo mitico stadio vicentino capace di offrire football provinciale di ottimo livello tecnico, sembra sentire ancora il boato dei tifosi biancorossi che si entusiasmavano ai dribbling, alla velocit&#224; e ai gol di quell'esile calciatore capace di fare la differenza. E non &#232; un caso che per onorare la memoria di <strong>Paolo Rossi,</strong> Vicenza e i vicentini abbiano pensato di allestire la camera ardente proprio su quel prato verde, su quei fili d'erba che hanno visto girare un pallone che per molti anni &#232; stato il vanto di questa citt&#224; del Veneto. Domani, invece, i funerali che si potranno vedere anche in diretta TV dalle 10,30, saranno celebrati nel Duomo di quella Piazza vicentina dove Paolo era solito incontrarsi con la gente, proprio come fosse uno qualunque, uno di loro che era capace di mostrare umilt&#224; e intelligenza. Ecco, diremmo proprio che questo indissolubile legame che si &#232; instaurato nel tempo tra Pablito, Vicenza e i vicentini, abbia avuto un inizio, un durante e un dopo che non finir&#224;, che continuer&#224; nel ricordo non soltanto negli annali del calcio ma, soprattutto, nell'immenso idem sentire instauratosi tra le due parti: <strong>Pablito il</strong> <strong>goleador e Vicenza.</strong> Per questo prevediamo un mesto, ordinato, quanto rispettoso flusso di vicentini e veneti che arriveranno da ogni dove allo Stadio Menti, per dare l'ultimo saluto a lui che assieme a <strong>Roberto Baggio</strong> ha rappresentato l'orgoglio di questa terra innamorata del pallone con la passione e il cuore che non si pu&#242; considerare inferiori ad altre parti d'Italia. E lui, il Pablito nazionale, il ragazzo toscano venuto da Prato che oggi &#232; volato in cielo, si &#232; nutrito per anni di tutto l'affetto di un popolo semplice, umile com'&#232; stato lui in campo e nella vita di tutti i giorni. Il suo sorriso &#232; ancora stampato l&#224; come le braccia al cielo in segno di ringraziamento dopo un gol fatto, dopo l'abbraccio dei compagni di squadra che con lui hanno vestito quella la maglia biancorossa del L.R. Vicenza che &#232; l'orgoglio della citt&#224; veneta che non smetter&#224; mai di volergli bene.</span><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /></p>Vicenza Stadio Romeo Mentifl0711fl0711paolo-rossi-foto.jpgSInvicenza-ultimo-saluto-paolo-rossi-1013731.cfmSI01,02,0301014n
91013721NewsCalciomercatoAlvaro Morata e il suo ritorno alla base20200922150531Lo spagnolo è il nuovo centravanti della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come la vita anche il calcio ci ha insegnato che nulla è per sempre. Sì, perché talora un momentaneo partire può segnare il probabile ritorno. I motivi? Possono essere innumerevoli e con svariate argomentazioni. La singolarità è data dal destino tracciato in ognuno di noi, che quasi sempre è il vero giudice del nostro percorso di vita. Così nell’esistenza umana, così nel calcio, impareggiabile mondo di sorprese cui ormai abbiamo fatto l’abitudine a considerarle normalità. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Alvaro Morata</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">è tornato alla Juventus</i></b> dopo averla lasciata nel 2016. Arrivato a Torino nel 2014, in due anni la città sabauda gli ha dato modo di diventare uomo attraverso gli insegnamenti di Max Allegri e, soprattutto, tramite Alice, un amore che lo ha reso padre felice di due gemelli, mentre adesso è in attesa del terzo figlio. Pensiamo che per Alvaro sia un ritorno positivo dal punto di vista ambientale in un gruppo allenato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">mister Pirlo</i></b>, suo ex compagno di squadra e maestro suggeritore di tanti assist che hanno verticalizzato il gioco facendogli fare gol, immortalando momenti di calcio ad alti livelli. E poi? Poi c’è il ritorno in una città che ha segnato il passaggio personale nella sua vita adulta. Lui, arrivato da Madrid ancora ragazzo acerbo che amava andare sui kart mentre abitava nel centro di Torino che subito lo accolse con simpatia, come se fosse un piemontese acquisito e ospitato da tanti anni. Certo, per Alvaro è un bel tornare nella Torino bianconera, dove ogni angolo della città gli ricorda sicuramente momenti impossibili da dimenticare, forti di un biennio intenso di maturità calcistica e umana. Al Chelsea e all’Atletico Madrid non fu la stessa cosa, perché gli anni trascorsi tra luci e ombre hanno determinato una sorta di storia appiattita, incolore e priva di quel gusto che in ogni professionista fa la differenza nel condurre parimenti la professione con i sentimenti. Arrivato a Torino Caselle a notte fonda con un volo privato da Madrid, oggi Morata sosterrà le visite mediche di rito presso il J Medical. Il cielo plumbeo e carico di pioggia autunnale, non hanno scoraggiato i tifosi bianconeri che lo hanno accolto all’entrata dell’istituto sanitario della Juventus. Un po' come dire che non è l’esteriorità del malinconico e piagnucolone tempo torinese a essere significativo di questo ritorno di Alvaro Morata, ma è nell’entusiasmo che si è manifestato tra il giocatore e i tifosi che si deve percepire il segnale del comune sentire. Se vogliamo poi fare delle considerazioni riguardanti la parte tecnica, basata sull’analisi dell’effettiva importanza di fare ritornare questo giocatore al centro dell’attacco della Juve, diciamo che Paratici si è trovato,suo malgrado a dovere decidere in fretta, dando un taglio netto all’esasperante situazione che si era creata nella indecisione del passaggio di Milik alla Roma, il quale avrebbe dato il via libera a Dzeko di passare alla Juve. Un giro di centravanti sbloccato da Suarez, cui è seriamente interessato l’Atletico Madrid, ha praticamente offerto alla Juve l’assist per chiudere su Morata in prestito a 10 milioni di euro, più il riscatto di 45 milioni il prossimo anno. Nell’accordo tra le parti c’è anche la possibilità da parte della Juve di tenere in prestito ancora per un anno Morata, versando ulteriori 10 milioni e riscattarlo l’anno dopo con 35 milioni di euro. In buona sostanza e a conti fatti, Morata costerà alla Juve ben 55 milioni di euro. Un affare? Dal punto di vista economico non ci sembra proprio. Tuttavia, dal punto di vista tecnico tattico potrebbe essere stato un affare alla luce di un sistema di gioco cui mister Pirlo crede, nel suo evolvere offensivo fatto di intese con CR7. Vedremo cosa accadrà, anche se noi avremmo visto meglio la duttilità e l’intelligenza tattica di un Dzeko capace di enfatizzare meglio il gioco della Juventus nel possesso e nel non possesso palla. Certo, a favore della Juve gioca il fatto che Morata è più giovane del romanista e può anche intendersi come futura plusvalenza nel caso di una ipotetica cessione. Vedremo, il campo è sovrano. Intanto, Alvaro Morata, la Juve e i suoi tifosi si godono questo ritorno tanto voluto, più dal destino che dal volere degli stessi uomini.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711alvaro-morata.jpgSiN-1013721.htmSi100451001,02,03,1001047
101013718NewsCalciomercatoLa Juventus e le sue difficoltà decisionali nel calciomercato20200905175311Un`altalena che non sembra da Juve<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla Juve finirà come l’anno scorso. Ricordate quando ha aspettato tanto per l’allenatore e poi si è rifugiata in una seconda scelta per ovvie ragioni di urgenza? Così quest’anno che sta cercando di comprare una punta di rilievo da affiancare a Cristiano Ronaldo, ancora nulla si sblocca. I nomi sono tanti e vanno da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suarez a Dzeko a Morata a Cavani</i></b>, pensando poi come sistemare le situazioni in uscita dei vari <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Higuain, De Sciglio, Khedira, Rugani, </i></b>forse <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bernardeschi</i></b> e altri. Tutto è ancora in alto mare per diverse situazioni. Difficoltà non esattamente imputabili a un mercato spesso dipendente dallo sblocco di questo o quel giocatore dalla società di appartenenza. Così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Dzeko</i></b>, per il quale la Roma vuole definire prima l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Milik,</i></b> così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suarez,</i></b> cui si attende l’accordo della buona uscita con il Barcellona e il passaporto comunitario. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Edison Cavani</i></b>, il nome tenuto in caldo dalla Juve anche se ha un costo rilevante e la famiglia che abita ancora a Napoli. Tuttavia, tutto questo stato di cose non precluderebbe una mancanza di forza decisionale da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Fabio Paratici</i></b>, il quale non sembra tanto indenne da responsabilità nel non chiudere trattative che meriterebbero maggiore convinzione, soprattutto quando un affare sembra troppo tortuoso da raggiungere e non merita continuare a insistere, trovando convenienze economiche da far fruttare magari tra un anno o due come plusvalenze. Fatto è che la situazione Juve deve far fronte alle casse societarie che non sono più tanto floride come poco tempo fa, questo è vero. Tuttavia è palese un’attendibilità in affare che la Juventus ha assunto dal momento in cui a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Paratici</i></b> è stato dato lo scettro di Direttore Sportivo - Chief Football Officer - un ruolo determinante dopo la fuoruscita dall’organico della Juventus di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Beppe Marotta</i></b>. E’ vero, ci sono strategie aziendali che hanno bisogno di tempo per essere elaborate, ma la concorrenza non ti aspetta, è spietata in un calciomercato che intende chiudere le trattative in maniera quasi immediata per non perdere l’occasione. A questo proposito, come dicevamo prima, alla Juventus servirebbe inquadrare subito le situazioni possibili, lasciando perdere di incaponirsi su quelle che sembrano elaborate e prive di possibilità di successo. Così è stato per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pep</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Guardiola,</i></b> inseguito fino all’eccesso e poi in fretta e furia ripiegati su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio Sarri</i></b> con il risultato che tutti sappiamo. No, non è da Juve questo sistema. Si cambi modo di agire perché è finito il tempo in cui la Juve chiamava e tutti venivano “a piedi” da qualsiasi parte del mondo. Adesso esistono società ricche economicamente che detengono il potere strategico delle operazioni di calciomercato. La Juve è ancora una di queste, ma non la sola come tanti anni fa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711paratici.jpgSiN-1013718.htmSi100451001,02,0301037
111013535NewsCoppeChapeau a le roi Cristiano Ronaldo20190313192059La Juve va ai quarti di finale di Champions, grazie a una prestazione straordinaria. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Stamattina la Torino bianconera si è svegliata distesa, rilassata come dopo aver sostenuto un esame. L’emozione e l’adrenalina accumulata è stata tanta, anche in virtù di una sorta di incubo che si palesava come possibile eliminazione della Juventus in Champions. E anche per quella gran parte dell’Italia juventina che dalla Val d’Aosta alla Sicilia ha gioito per la tripletta di Cristiano Ronaldo inflitta all’Atletico Madrid, c’è grande soddisfazione. Un rotondo 3 a 0 che alla vigilia della partita era soltanto sperato, immaginato, sognato, sussurrato sottovoce, quasi a non scomodare l’intervento della fortuna per dare una mano. Grazie a questo risultato eclatante che sa di vittoria epocale, la Juventus di Max Allegri passa ai quarti di finale a seguito di una partita esaltante, perfetta per intensità, furore di gioco e intelligenza tattica. Un segnale importante, questo atteggiamento della squadra bianconera, che mette in rilievo la positività di certe critiche a mister Allegri, il quale ha azzeccato la formazione giusta da mettere in campo e, soprattutto, si è ravveduto in una espressione di gioco brillante che i numerosi campioni in squadra hanno saputo mettere in pratica. E’ stato come sciogliere le briglia a puledri di razza che parevano soffrire per essere sempre frenati da paure nell’essere sempre accorti a inibire le velleità dell’avversario di turno. Esattamente com’è stato nella partita d’andata contro l’Atletico Madrid, in cui lo stesso Allegri ha ammesso: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avevo pensato di adottare la stessa tattica e gli stessi uomini a Madrid, poi ho cambiato idea”.</b> Già, è proprio l’aver cambiato idea in corso d’opera che ha scombinato tutti i piani della squadra che si è abbassata e assoggettata all’iniziativa dell’avversario. Comunque, meglio tardi che mai! Sì, perché quando c’è il lieto fine delle cose, nonostante il pericolo scampato, si pensa di ricavarne un’esperienza da mettere a frutto per il futuro. Almeno ce lo auguriamo! Detto questo, passiamo all’analisi della gara. La Juventus si è presentata con un 4-3-3 (diventato poi 3-4-3), schierando in attacco Bernardeschi, Mandzukic, (impalpabile la sua presenza in campo, tanto da pensare a una Juve in dieci uomini) e Cristiano Ronaldo. A centrocampo Emre Can (preziosissimo il suo apporto in fase di interdizione e costruzione del gioco) Pjanic e Matuidi. Gli esterni Cancelo e Spinazzola (intensa la sua prestazione a livello tecnico e atletico) con Bonucci e Chiellini centrali, hanno formato i 4 di difesa. Il cholo Simeone ha risposto con un 4-4-1-1 con Morata punta avanzata, Griezmann alle sue spalle, Koke, Lemar, Rodrigo e Saul a centrocampo, mentre la difesa era composta da Godin, Gimenez, Arias e Juanfran. La Juve è subito partita col turbo incorporato e già al 4’ è andata in gol con Chiellini, ma l’arbitro e il Var l’hanno annullato per un fallo di Ronaldo sul portiere. Tutto ciò è il preludio ad una partita intensa e giocata intelligentemente da una Juventus che non ha mai rischiato reali pericoli dell’avversario, se non in un solo caso in cui Morata ha colpito di testa mandando però il pallone sopra la traversa. Al 27’ il continuo pressare della Juve viene premiato grazie a Cristiano Ronaldo, il quale ha insaccato di testa un ottimo cross di Bernardeschi. La Juve a questo punto crede nella remuntada e continua il suo forcing anche nella ripresa, annichilendo i cholconeros proprio come loro avevano fatto contro la Juve nella partita d’andata. Il resto della gara ci racconta un altro gol di testa di Ronaldo e poi la sua tripletta personale della serata, realizzata grazie a un calcio di rigore liberatorio per il passaggio della Juventus ai quarti di finale Champions. L’Allianz Stadium stracolmo in tutti i suoi posti, ha fatto da cornice a una festa storica, sperata, voluta, ma mai sicura nel suo epilogo a favore dei bianconeri. La Juventus ha vinto bene, divertendo i cultori del bel calcio che hanno apprezzato un Bernardeschi in grande spolvero, un Emre Can di grande qualità e uno Spinazzola che ha saputo stupire tutti, anche il suo allenatore. Ma lui, il re della Juventus, il promotore del raggiungimento di questo eclatante risultato, il leader che lo stato maggiore della Juve ha voluto fermamente, ha consegnato ciò che aveva promesso alla vigilia: la vittoria, il bel gioco e il passaggio del turno. Cristiano Ronaldo, l’indiscutibile trascinatore, il gladiatore di razza, che ai microfoni della Tv dice<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”E’ stata una bella vittoria, ma ancora la strada è lunga per arrivare in fondo. Giochiamo una partita alla volta e poi vedremo. Vinceremo la Coppa? In fondo la Juve mi ha preso per questo, no?”.</b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNchapeau-a-le-roi-cristiano-ronaldo-1013535.htmSi100451001,02,03030235
121013523NewsCoppeChampions League, tra debacle Juve e caduta di stile di Simeone20190221163122Bruttissima partita dei bianconeri, che mettono in evidenza gli errori di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Erano tanti mesi che il mondo juventino aspettava con ansia questo fatidico 20 febbraio 2019. Ebbene, per la Juventus quel 20 febbraio di Champions è arrivato disastroso come non mai, sciagurato come nessuno poteva prevederlo. Ma quanto tempo ci vuole ancora affinché la direzione tecnica della Vecchia Signora d’Italia si accorga coi fatti e non a parole, che c’è una sostanziale differenza tra il calcio del nostro campionato e quello della Champions? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha sbagliato e purtroppo non è la prima volta in Champions, in cui il tecnico livornese sotto l’apparente sicurezza e la voglia di mitigare l’ansia delle attese, nelle conferenze stampa di vigilia dichiara di andare a giocare fuori casa (specie gli ottavi di finale in cui i gol segnati valgono doppio) per imporre il proprio gioco. E così, anche questa volta il buon Max non si è smentito ed ha dichiarato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”Andremo a giocare in casa dell’Atletico Madrid per segnare almeno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">un gol……anzi, meglio due”.</b> Già, almeno un gol e meglio se sono due. Parole, nient’altro che parole, perché se davvero volevi impostare il match per segnare un gol avresti dovuto avere più coraggio alzando il centrocampo, verticalizzare le azioni d’attacco e dare intensità a una manovra apparsa fin dall’inizio troppo flemmatica per impedire agli avversari di travolgerti con fiammate che sono tipiche della squadra del cholo Simeone. I Colchoneros hanno sovrastato in lungo e in largo la Juventus con furore agonistico, cattiveria da “belve scatenate” capaci di arrivare sempre primi sul pallone, corsa indemoniata per tutta la durata del match e continuo ringhiare senza respiro su una Juventus apparsa inaspettatamente inerme e disarmata. Così la squadra di Simeone ha vinto per 2 a 0 un match in cui ha convinto soprattutto nella condizione smagliante di forma atletica e mentale. E neanche il rigore prima assegnato dall’arbitro e poi giustamente negato dal Var, più un gol segnato di testa da Morata, prima convalidato e poi neutralizzato dal Var per evidente spinta dello spagnolo in area ai danni di Chiellini, hanno scoraggiato i Colchoneros a demordere sull’esasperata voglia di sconfiggere la temuta Juventus. Già, e la Juventus che ha fatto? Poca cosa! I bianconeri, infatti, hanno fatto due tiri in porta, uno con CR7 su punizione bomba nel primo tempo, mentre l’altro è stato scagliato da fuori area da Bernardeschi subentrato a Dybala proprio sul finire della gara, quando ormai con il risultato di 2 a 0 la frittata era già stata fatta. E allora la domanda che sorge spontanea è questa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perché la Juve vista negli ultimi dieci minuti, quando è stata colpita nell’orgoglio ed ormai tutto era segnato, non ha iniziato la gara con lo stesso cipiglio?</b> Evidentemente le intese tattiche volute da Allegri erano quelle di coprirsi, attendere l’avversario e fare un possesso palla che è apparso subito sterile nella sua logica di passaggi orizzontali, che hanno subito dato l’impressione di far passare il tempo e portare a casa lo 0 a 0. No Allegri, così non va! In campo internazionale non puoi avere timore dell’avversario e dell’ambiente esterno creato da stadi come il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Wanda Metropolitano di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Madrid.</b> La spinta di tifosi così accesi bisogna metterla in preventivo e bisogna controbatterla con vigore attraverso il gioco e quella manovra capace di azzittire tutti attraverso il gol. Non si può avere la pretesa di vincere la Champions League senza dimostrare carattere, attributi e voglia arrembante di spingere con forza ogni manovra d’attacco. Non si può! Adesso, il mondo Juve aspetta il 12 marzo per riscattare una partita sbagliata sotto tutti gli aspetti. Ma anche se giochi all’Allianz Stadium con il pubblico amico e hai <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> (100 milioni di euro per acquistarlo e 30 milioni di contratto annuo moltiplicati per 4 anni) ma non utilizzi scientemente l’alta qualità tecnica della totalità della tua squadra, come puoi pretendere di ribaltare un risultato che per passare ai quarti di Champions, a questo punto prevede di realizzare 3 gol senza subirne alcuno? Vedremo! Fino alla fine!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, ci preme anche sottolineare l’assoluta caduta di stile del cholo Simeone. Un gesto volgare, quello dell’allenatore dell’Atletico Madrid, un gesto di reiterata rozzezza che gli è consono per averlo già esibito da calciatore, dopo avere segnato un gol con la maglia della Lazio contro il Bologna. Evidentemente la classe non mente e all’occorrenza fa emergere la natura grossolana di un personaggio che non ha bene in mente la responsabilità dell’essere professionista in un mondo del calcio che dovrebbe essere anche esempio di comportamento e buona educazione, soprattutto per quei giovani che frequentano e sognano di diventare un giorno calciatori affermati. Ma non è questo ciò che si chiede a un professionista, che pur nell’esplosione adrenalinica di un gol segnato dalla propria squadra, deve dimostrare il limite nel manifestare la propria gioia. Adesso l’UEFA intervenga con multe salatissime, almeno se vuole essere coerente con il suo tanto decantato FAIR PLAY. Non è così che si mostrano gli attributi!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Wanda Metropolitano fl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNchampions-league-tra-debacle-juve-e-caduta-di-stile-di-simeone-1013523.htmSi100451001,02,03030223
131013437NewsCalciomercatoMercato Juve, Higuain e Pjanic nodi da sciogliere20180607195033Quante decisioni importanti sono da prendere in casa bianconera!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche se non c’è ancora l’ufficialità da parte della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perin</b> sono i primi colpi estivi dei bianconeri. Il tedesco effettuerà le visite mediche la prossima settimana al JMedical di Torino, mentre Perin ha già effettuato i primi test fisici che precedono la firma del contratto che lo legherà alla Juventus per i prossimi quattro anni. Tuttavia, dopo questi due acquisti, la società bianconera dovrà preoccuparsi di gestire al meglio le cessioni per portare a termine il grande colpo della stagione. Al momento sembrerebbe che Milinkovic – Savic sia il nome maggiormente inseguito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta</b> and company, anche se si vocifera insistentemente anche il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. E, anche se nelle ultime ore si stanno intensificando le voci per l’interesse di mercato che riguardano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic,</b> i due campioni non sarebbero gli unici a manifestare l’interesse di squadre europee. Ma andiamo per ordine.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tra arrivi e partenze</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>: Per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matteo Darmian</b> sembra ormai cosa fatta, ma la Juventus deve sacrificare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> per diversi motivi legati anche al bilancio. L’argentino compirà 31 anni a dicembre e la Juventus sa che questo può essere l’ultimo anno in cui per il Pipita potrà realizzare almeno 60 milioni di euro che servono per acquistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alvaro Morata</b>. Ma, come dicevamo pocanzi, anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Miralem Pjanic</b> è l’altro giocatore della Juventus appetibile dai club europei. Pare che sulla base d’asta di 50 milioni di euro, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barcellona</b> si stiano contendendo il giocatore bosniaco. E, ammesso tutto ciò, sembrerebbe che il centrocampista bianconero non sia iscritto nell’agenda cessioni della Juve. Tuttavia, se l’eventuale offerta si concretizzasse a partire da 70 milioni in su, all’ora la società bianconera rivedrebbe i suoi piani tecnici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ed ecco altri nomi che sono qualcosa in più di una semplice suggestione</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>: In Premier League oltre a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain (Chelsea),</b> al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester United </b>piace molto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b> il quale sarà ceduto soltanto se deciderà egli stesso di lasciare la Juve. Poi, in base alle offerte che arriveranno in casa della Vecchia Signora, non si esclude la dipartita di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, ma anche di alcuni centrocampisti come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio, Sturaro, Khedira</b> che vorrebbe andare in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Premier League</b>. Insomma, in questi giorni alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Continassa di Torino</b> i dirigenti della Juventus stanno studiando quale strada percorrere per una scelta sensata sia dal punto di vista numerico che di bilancio. Una cosa è certa, c’è bisogno di qualche cessione eccellente per realizzare le tante idee di mercato che la Juventus sta studiando attentamente. Gli scenari che si possono aprire sono tanti, ma l’importante è monetizzare per reinvestire rafforzando la squadra. Vedremo cosa accadrà durante il cammino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-higuain-e-pjanic.jpgSiNmercato-juve-higuain-e-pjanic-nodi-da-sciogliere-1013437.htmSi100451001,02,03030346
141013296NewsCoppeItalia, disordine tattico e pochezza di creatività e fantasia.20170903140119Al Santiago Bernabeu di Madrid, l`Italia di Ventura incappa in una figuraccia senza precedenti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Al Santiago Bernabeu non ho visto serpenti e neanche coccodrilli, quindi che paura dobbiamo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">avere?”. </b>Queste sono state le ultime parole del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">C.T. Gianpiero Ventura</b> in conferenza stampa prima della partita contro la Spagna, valevole per la qualificazione ai mondiali di calcio 2018. E invece la paura c’è stata, anzi diremmo proprio che l’assenza di reattività e di fisionomia di gioco sono state l’emblema di una partita scialba e priva di significato. In campo una sola squadra: la Spagna, che ha sovrastato l’Italia in lungo e in largo. 3 a 0 è stato il risultato finale con doppietta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Isco</b> (l’hombre del partido) e gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata.</b> Dell’Italia ricordiamo soltanto un colpo di testa da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>nel primo tempo, e poi nulla più. Poco, troppo poco in un 4-2-4 voluto dal C.T. azzurro che avrebbe dovuto spingere all’attacco una squadra che aveva assoluto bisogno di vincere per confermare il primato in classifica e garantire la qualificazione al mondiale 2018. Ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare, perché i soli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Verratti</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Rossi</b> sono stati letteralmente sovrastati dal centrocampo spagnolo che, già dall’inizio della gara, ha dimostrato superiorità tecnica e tattica. D’altra parte, già a priori si sapeva del divario tecnico e fisico dei nostri avversari, tuttavia, nessuno avrebbe potuto prevedere una debacle così sconfortante. La sterilità di idee e di gioco ha agevolato il compito dei nostri avversari, che a un certo punto della gara hanno quasi confuso la nostra Nazionale per una qualsiasi sparring partner ideale per potersi allenare. E’ stato davvero deprimente assistere a una gara in cui persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> ha dimostrato incertezze, soprattutto sul primo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Isco </b>su calcio piazzato; il che è tutto dire! Adesso, dopo la partita con Israele e le restanti partite da disputare, è assai probabile che i play off di qualificazione mondiale si giocheranno contro la seconda di un altro girone. Diamo dunque a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianpiero Ventura</b> la responsabilità di una scelta tattica che ha agevolato il gioco dei nostri avversari. Strane le sue scelte, proprio lui che ha sempre prediletto il calcio difensivo a quello propositivo. Ragliatela a centrocampo e buon assetto di difesa, è stato il suo credo fin da quando ha allenato il Torino. E invece, chissà come, chissà perché, questa volta ha voluto in avanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Candreva</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Insigne </b>a supportare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Immobile</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b>. Una pazzia davvero! Non si può sfoltire il centrocampo lasciando la difesa in preda ai furibondi attacchi degli spagnoli. Eppure, poco più di un anno fa, erano stati gli azzurri a cacciare fuori dall’Europeo la Spagna con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pellè. </b>Segno evidente che nel calcio le cose cambiano in maniera repentina e che per restare sempre sul pezzo occorre continuità di buona gestione tattica e ottima preparazione dal punto di vista atletico. Tutto questo al Santiago Bernabeu non c’è stato. Adesso ci aspetta l’Israele e dobbiamo rispolverare orgoglio e dignità, per guadagnarci gli spareggi che portano al Mondiale 2018. Riuscirà il nostro C.T. a mettere ordine a un gruppo che ha subìto una dura lezione di calcio vero?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madridfl0711fl0711foto-ventura.jpgSiNitalia-disordine-tattico-e-pochezza-di-creativita-e-fantasia-1013296.htmSi100451001,02,03030260
151013144NewsCalciomercatoJuventus. Vendere o non vendere, questo è il dilemma.20160708183318Le tentazioni inglesi per l`acquisto di Pogba e Bonucci, si fanno insistenti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Squillano le trombe della Premier League in casa Juventus. Il rumore è davvero tanto nella sede di Corso Galileo Ferraris a Torino, e il dubbio di cedere o no alle lusinghe inglesi per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci</b> è altrettanto amletico. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester United</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester City</b> fanno sul serio. L’offerta per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba </b>è di 120 milioni di euro, mentre quella per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci</b> è di 60 milioni. Cifre incredibili che lasciano senza fiato. 352 mila euro a settimana per Pogba e 8 milioni netti a stagione per cinque anni a Bonucci. Sembra tutta fantascienza e invece l’amministratore delegato della Juventus Marotta, assieme ad Agnelli e Paratici cominciano a non dormire sonni tranquilli. Da sempre l’imperativo bianconero è di non vendere i suoi prezzi pregiati, in virtù dell’ennesimo tentativo di vincere quella Champions League ormai troppo desiderata dal mondo bianconero. Tuttavia, se pensiamo cosa potrebbero significare 180 milioni di euro per le casse della Juventus, per i suoi obiettivi di espansione territoriale e ricostruzione di una squadra altrettanto competitiva, allora crediamo proprio che, almeno per Pogba, si debba decidere di farlo andare via. D’altra parte, nonostante i buoni propositi dei giocatori intenzionati a onorare i sentimenti legati alla maglia bianconera, pensiamo sia legittimo andare dove c’è l’immenso di tutto. Come si fa a rifiutare 352 mila euro a settimana per Pogba e 8 milioni netti a stagione per cinque anni a Leo Bonucci? La Juventus incontrerà a giorni i procuratori dei due giocatori, intenzionata com’è di ritoccare il loro ingaggio che, logicamente, non potrà essere superiore a quanto hanno offerto i due club della città di Manchester. A questo punto, l’ultima decisione resta ai due giocatori i quali, se trattenuti da Marotta and company, potrebbero impuntarsi ad andare via ugualmente. C’è poi un fatto anagrafico da considerare. La giovane età di Paul Pogba induce certamente a pensare che se quest’anno viene valutato 120 milioni di euro, è probabile (ma non sicuro) che il prossimo anno ne valga almeno 30 in più, aumentando sensibilmente le plus valenze delle casse juventine. Ma tutto è legato a diversi fattori, in primis all’interrogativo per la conduzione di un altro anno ad alti livelli come quello appena ultimato e con un europeo che per Pogba ha rappresentato una lievitazione di immagine e valore economico. E poi ci sono anche da considerare gli eventuali rischi legati ai vari infortuni di cui sono soggetti i calciatori. Per Leo Bonucci il discorso è diverso. Nato a Viterbo il 1° Maggio 1987, significa che il calciatore bianconero ha compiuto 29 anni. Certo, non possiamo dire che si tratta di un giocatore vecchio, ma sicuramente maturo e con la probabilità che possa ancora fare almeno quattro anni ad alti livelli. Ma il futuro, si sa, non lo conosce nessuno. Quindi, la probabilità di avere un’altra offerta di questa portata anche per il prossimo anno, non è da ritenere scontata. Un bel dilemma dunque, per questa Juve che vince scudetti a ripetizione ma che ormai vuole quella benedetta Champions che sembra sempre più sfuggevole e stregata. D’altra parte gli acquisti già definiti di Dani Alves e Pjanic, il probabile arrivo di Benatia e l’interesse sempre attivo verso Cavani, dimostrano la volontà della Juve che, nonostante aver perso Morata e probabilmente trattenuto Cuadrado, gioca a carte scoperte sulla volontà di avere un ruolo determinante nell’Europa che conta. Vedremo dunque cosa accadrà. Noi pensiamo che la questione sarà più chiara la prossima settimana, con la fine del Campionato Europeo. Nel frattempo, se davvero Andrea Agnelli e Beppe Marotta decidessero di trattenere i suoi gioielli, dovranno sudare le fatidiche sette camicie. E forse non basterà neppure. </font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Calibri","sans-serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Torinofl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-vendere-o-non-vendere-questo-e-il-dilemma-1013144.htmSi100451001,02,03030617
161013139NewsCalciomercatoIl calciomercato stenta a decollare, ma presto potrebbe prendere il volo.20160629185814Molte parole e pochi fatti. Il mercato del pallone è in attesa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Sarà per i campionati europei ancora in corso o per la naturalità di un periodo in cui si aspetta sempre il finire del calciomercato per fare gli affari, fatto è che i trasferimenti dei calciatori sembrano essere in posizione di stallo. Molte le voci di trasferimento, poche le certezze. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> Ufficializzato l’acquisto di Montella sulla panchina dei rossoneri, adesso comincia il vero mercato della società quasi cinese. Dopo l’Inter, infatti, Milano parla cinese, anche se, per quanto riguarda la società di Berlusconi sono ancora da mettere a punto gli ultimi dettagli. Il reparto dove il Milan si muoverà con forza è l’attacco, peraltro già rinforzato dall’acquisto di Lapadula. Ma potrebbero arrivare anche il trequartista Vazquez e l’esterno Pjaca, per completare il tridente di mezze punte di alto spessore tecnico assieme a Bonaventura. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter – </b>Dopo l’acquisto della società nerazzurra da parte di Suning, Mancini sta contattando i vertici della società per parlare degli eventuali acquisti e cessioni. C’è l’esigenza di acquistare un esterno destro di ottima qualità, e per questo si continua a pensare a Candreva. La trattativa è di difficile risoluzione vista la richiesta di Lotito che chiede oltre 30 milioni di euro. Una cifra assurda, pur di un attaccante di grande qualità tecnica, le cui caratteristiche sarebbero ideali per le necessità tattiche della squadra di Mancini. Se la sua quotazione si abbasserà intorno ai 18 milioni di euro, è possibile che l’affare vada in porto. Ma c’è anche Berardi nel mirino dei nerazzurri. Dopo la sua rinuncia ad andare alla Juventus, per non fare panchina come il suo amico Zaza, l’attaccante del Sassuolo sta facendo un pensierino sulla possibilità di diventare nerazzurro nella prossima stagione. L’esterno piace molto a Mancini, il quale potrebbe inserirlo nel suo 4-2-3-1 o nel 4-3-3 come esterno, qualora non dovesse arrivare Candreva. Vedremo gli sviluppi dei prossimi giorni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus –</b> Dopo gli acquisti di Pjanic e Dani Alves, e a seguito del ritorno al Real Madrid di Alvaro Morata, la Juventus si è fatta soffiare in extremis dal Chelsea il gioiellino Michy Batshuayi. Un colpo da 40 milioni di euro per il belga, classe ’93, che viene soffiato dalla squadra di Conte alla Juventus, che di milioni ne offriva 32. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>C’è poi il punto interrogativo sulla cessione di Pogba al Manchester United che due anni fa lo aveva svenduto alla Juve e adesso lo rivorrebbe pagandolo ben 120 milioni di euro. Una pazzia da parte della società inglese che mette sicuramente la pulce nell’orecchio della Vecchia Signora d’Italia. Ma Marotta è anche interessato a Lucas Hernandez, visto che è disposto a pagare 21 milioni di euro per la clausola rescissoria. Lucas Hernandez, è un calciatore di 21 anni dell’Atletico Madrid capace di giocare da centrale difensivo, ma anche da esterno sinistro. Parliamo di un giocatore giovane, con ottima tecnica di base e intelligenza tattica. Ottima l’idea della Juventus, che se si dovesse realizzare coprirebbe una parte dei ruoli difensivi dei non sempiterni Barzagli, Bonicci e Chiellini. Vedremo cosa accadrà nel prossimo futuro. Torino – Dopo l’arrivo di Sinisa Mihajlovic sulla panchina che è stata di Ventura per ben cinque anni consecutivi, il Toro si rinnova. Padelli, Vives, Gazzi, Bovo, Glik, Bruno Peres e forse Moretti, dovrebbero essere in partenza. Chi resta per ferrea volontà del nuovo coach Mihajlovic, è Maksimovic. Per il resto ci sono molti contatti per Iago Falque con un possibile accordo di 1 milione per il prestito e altri 5 milioni per il riscatto a fine stagione. Centrocampista ex Genoa, è un giocatore di affidamento per la sua qualità tecnica e ordine tattico. C’è poi l’insistenza per avere Ljajic, ma qui c’è da superare la concorrenza di Fiorentina e Milan. Lo stesso dicasi di Giaccherini, che forte del suo ottimo europeo, ha molti pretendenti in Italia e all’estero, compreso il Chelsea di Conte, da sempre suo estimatore. Anche in casa Toro, dunque, ci sono molti movimenti, ma al momento nessun contratto d’acquisto è stato definito. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma –</b> Dopo avere finalmente chiarito la posizione del pupone Totti, cui è stato rinnovato il contratto da giocatore ancora per un anno, la società giallorossa si guarda intorno per potenziare insieme al suo allenatore, una squadra che l’anno scorso era partita male e che poi con l’avvento di Spalletti e gli acquisti di gennaio di El Shaarawy e Perotti, ha ricominciato a conquistare la collocazione che le è più consona. Ma per esaudire le ambizioni di scudetto che la piazza romana chiede ormai da anni, c’è bisogno assoluto di intervenire su centrocampo e attacco, con qualche sguardo anche alla difesa. Perso Pjanic che è andato alla Juve e Dzeco che ha fatto un campionato a dir poco incolore, la squadra di Spalletti ha bisogno di alzare l’asticella della qualità tecnica. Adesso è molto vicina al terzino argentino Pablo Zabaleta, che sta già allenandosi in Spagna per farsi trovare pronto per l’inizio del raduno romano. Per il resto, al momento, è solo noia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli –</b> L’incertezza del futuro del Pipita Gonzalo Higuain, blocca al momento l’eventuale cessione di Gabbiadini. In caso di addio del capocannoniere della scorsa stagione, il Napoli potrebbe puntare a un attaccante di grande livello internazionale e tenersi l’ex sampdoriano che nella passata stagione non ha avuto modo di mettersi in luce. Anche in questo caso, si parla di nomi illustri come Lukaku, Diego Costa, Lacazette, ma, di fatto, nulla è ancora scritto sotto il Vesuvio. Chiara la volontà del presidente De Laurentiis di costruire una squadra all’altezza della situazione, visto che ormai è chiaro l’intendimento di vincere uno scudetto che ancor oggi ha l’impronta di Diego Armando Maradona. Troppi anni sono passati senza vincere nulla, ma l’avvento di Sarri e del suo gioco spumeggiante, pretende vedute sicuramente più ampie nello scenario anche europeo. Si realizzerà una squadra capace di tenere il passo della Juventus e possibilmente superarla in maniera definitiva? Questo si vedrà anche dai prossimi acquisti.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro </font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>TorinoFL0711FL0711pallone8.jpgSiNil-calciomercato-stenta-a-decollare-ma-presto-potrebbe-prendere-il-volo-1013139.htmSi100451001,02,03030579
171013137NewsCoppeUna brutta Italia perde contro l’Irlanda, adesso ci aspetta la Spagna20160623150827L`errore di Conte contro l`Irlanda? Aver sostituito troppi titolari.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Euro 2016. Primo gol subito dall’Italia, prima sconfitta e prima figuraccia. Gli azzurri visti contro l’Irlanda sono stati sconcertanti. E’ vero che aver perso questa partita risulta ininfluente dal punto di vista della qualificazione agli ottavi, già abbondantemente conquistati. Ma questo non può essere considerato un alibi di fronte a una non partita azzurra che ha visto soltanto colpire un palo da Insigne, entrato sul finire della gara. L’Irlanda ha giocato la partita della vita e quindi è stata sorretta da alte motivazioni di vittoria, per potersi qualificare agli ottavi di finale. Gli azzurri hanno invece prodotto un match che ha mostrato tutta la confusione possibile nell’ambito delle idee, che sono apparse offuscate e non sorrette da una buona preparazione fisica e caratteriale. Forza fisica e determinazione che invece hanno messo in campo gli irlandesi, più corpulenti, aggressivi, cattivi in un pressing asfissiante che ha lasciato di stucco l’intera squadra azzurra. E’ vero che la squadra di Conte si è schierata con otto giocatori che in genere non fanno parte dei titolari, ma questo punto non può rappresentare l’unico motivo di defaillance collettiva. Il CT azzurro cerca di anestetizzare la bruttissima prestazione dei suoi ragazzi, dicendo che non può rimproverare nulla e che, nonostante la sconfitta, ha avuto modo di trarre delle ulteriori indicazioni. Sinceramente non capiamo quali possano essere queste indicazioni, tuttavia, parlando ancora della partita contro la Svezia giocata dalla squadra “tipo” di Conte, avevamo palesato alcuni punti di incertezza nonostante la vittoria. A nostro parere, infatti, l’unica partita che gli azzurri hanno giocato bene sotto il profilo della determinazione e delle idee è stata quella contro il Belgio. Una partita che ha visto l’Italia preparata a soffrire contro i più titolati avversari. Ottimo pressing, buon movimento senza palla, gioco sugli esterni, compattezza di squadra nei vari settori del campo e verticalizzazione del gioco, sono stati gli artefici di una vittoria convincente e forse pure inaspettata. Poi c’è stata una flessione di gioco e idee, nonostante l’esigua vittoria contro la pochezza tecnica di una Svezia che, nonostante Ibrahimovic, ritorna a casa senza far parte degli ottavi di finale di questo europeo 2016. Certo, dopo la delusione della partita persa malamente contro l’Irlanda non è il caso di fare drammi, anche in prospettiva della partita che l’Italia dovrà affrontare lunedì 27 Giugno contro la Spagna. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco, quel match dovrà essere giocato con l’approccio giusto, come se fosse la partita della vita. Una sorta di ripetizione dell’incontro con il Belgio, anzi ancor di più. Non scopriamo certamente noi la forza di una Spagna, che si avvale di grandi campioni capaci di sviluppare un gioco che attraverso il centrocampo fa da trait d’union tra difesa e attacco, in un moto perpetuo di interscambi di ruoli. L’Italia, questa Italia azzurra, gli è certamente inferiore sotto il profilo tecnico. Ed è per questo che l’approccio mentale alla gara deve essere preparato da Conte in maniera ancora più ossessiva e maniacale del solito. Gli azzurri dovranno essere preparati a pressare alto e conquistare il possesso palla fin dal fischio d’inizio, altrimenti son dolori. Tenendo conto che l’evanescente Thiago Motta debba essere lasciato fuori, per evidente stato di forma precaria, palesata ormai da troppo tempo, proviamo già a pensare a uno schieramento con un 3-5-2 che prevede Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, a centrocampo Candreva a destra, poi Parolo, De Rossi, Giaccherini, Florenzi, mentre in attacco inizieranno i soliti Eder e Pellè. Questi sembrano essere gli intendimenti di Antonio Conte, anche se a noi stuzzica molto l’idea di far giocare Insigne al posto di Eder. Ma il CT azzurro si è dichiarato più d’una volta contrario ad inserire il giocatore napoletano nell’assetto tattico del 3-5-2, semmai lo vedrebbe meglio in un ipotetico 4-3-3. Sono tutte idee che trovano il tempo che trovano, perché è proprio il campo a dare le indicazioni tattiche a partita in corso. E’ il calcio in cui non s’inventa nulla, ma che per la sua opinabilità fa spesso discutere di sé. Talora anche con toni accesi, perché ognuno pensa di custodire la chiave per scardinare ogni difesa avversaria. Ma poi chi vince ha sempre ragione. Ed è l’Italia che è chiamata a vincere contro la Spagna di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iniesta</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sergio Ramos</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabregas,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David Silva</b> e compagni. Una partita secca che significa proseguire il percorso dell’europeo 2016, oppure ritornare a casa infrangendo quel sogno a lungo cullato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Lillefl0711fl0711conte-6.jpgSiNuna-brutta-italia-perde-contro-l-irlanda-adesso-ci-aspetta-la-spagna-1013137.htmSi100451001,02,03030392
181013122NewsCoppeLa Juve vince la Coppa Italia, ma il Milan avrebbe meritato di più.20160523184810La Juve vince la sua undicesima Coppa Italia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nella disamina della partita di Coppa Italia tra Milan e Juventus, ci sono alcune premesse da fare. Innanzitutto diciamo che se il football avesse le stesse regole della box, il Milan avrebbe vinto ai punti. Ma, parlando di calcio, ha sempre ragione chi fa gol e così ha vinto la Juve. Tuttavia, pur senza togliere nulla ai bianconeri che dopo essersi laureati campioni d’Italia per la quinta volta consecutiva e hanno pure bissato l’accoppiata scudetto – coppa, è opportuno fare alcune considerazioni. Nel primo tempo si è vista solo una squadra: il Milan. Grande acume tattico messo in campo dalla squadra di Brocchi, la quale si è espressa alla grande soffocando ogni timida iniziativa d’attacco della Juve. Un 4-5-1 in fase di non possesso palla, che si accompagnava a una freschezza atletica e mentale, tale da sbalordire persino i più ottimisti sostenitori rossoneri. La Juve di Allegri era partita strafavorita, ma la foga, il temperamento e la voglia di non fare da sparring partner da parte del Milan, hanno fatto sì che i bianconeri perdessero la loro consueta supremazia territoriale che si è vista in campionato. Non era la solita Juve, ma non era neppure il solito Milan che ha concluso il campionato in maniera fallimentare. Nel secondo tempo i rossoneri hanno continuato a spingere in maniera convinta, ma non hanno saputo trasformare in gol la grande mole di lavoro espresso da un centrocampo che dava spazio agli esterni De Sciglio e Calabria che hanno messo in difficoltà la Juve. Intanto la squadra di Allegri si è svegliata dal torpore del primo tempo, ed ha cominciato ad alzare il baricentro del centrocampo. Tutto ciò non ha portato immediati miglioramenti per la Juventus, ma si è rivisto un minimo di amor proprio, nonostante la stretta e assidua marcatura di Poli su Hernanes (una partita insufficiente la sua) e di Kucka su Pogba, tali da imbrigliare ogni loro iniziativa di organizzazione del gioco. Al Milan è mancata la qualità sotto porta, nonostante le buone iniziative di Bonaventura e di un Honda che è stato capace di entrare in partita fin dall’inizio della gara. Insomma, l’unico neo della squadra di Brocchi è stato rappresentato dalla non finalizzazione del gioco. Il solo Bacca non è bastato per sbloccare un risultato di 0 a 0 che si è protratto fino al novantesimo, decretando così i tempi supplementari. A questo punto è entrata in gioco la maggiore qualità ed esperienza della Juve. Allegri, infatti, mette in campo Cuadrado e Morata, dopo che nel corso del secondo tempo aveva già sostituito lo stanco Evra con Alex Sandro. E così in una delle poche ripartenze della Juventus si sblocca il risultato; cross di Cuadrado per Morata, che lasciato imperdonabilmente solo in area di rigore infila di destro l’incolpevole Donnarumma. La Juve vince così la sua undicesima Coppa Italia, andando oltre i suoi meriti. Al Milan di Brocchi resta l’amarezza di non avere vinto una partita, che per lunghi tratti del match sembrava essere alla sua portata. Adesso, dopo essere stata estromessa completamente dall’Europa, la società del presidente Berlusconi si trova al bivio di un futuro davvero incerto.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-vince-la-coppa-italia-ma-il-milan-avrebbe-meritato-di-pio-1013122.htmSi100451001,02,03030361
191013117NewsCampionatiUna brutta Juve, si perde tra le lacrime d’addio di Luca Toni.20160509191254Al Bentegodi, più Luca Toni che Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Una Juve irriconoscibile perde a Verona,ultima della classe e intenta a celebrare l’addio al calcio giocato di Luca Toni. Molte le concause di una sconfitta indolore ma al contempo roboante, se si tiene conto dell’abissale punteggio di classifica tra le due squadre. Approccio alla gara sbagliato e mancanza di stimoli, sembrano essere i primi e più eclatanti motivi di un risultato negativo che si abbatte sulla Juve, esattamente dopo 193 giorni dalla fatidica notte di Sassuolo. Amareggiato ma non preoccupato appare Massimiliano Allegri dopo la gara,il quale si appella ad un approccio mentale sbagliato della sua squadra, anche se, ogni tanto, uno “schiaffo” ci vuole per far riflettere. Chiaro accenno alla preparazione della finale di Coppa Italia contro il Milan, che deve essere presa con ben altra vigoria. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo rimetterci subito a posto, perché quello è un obiettivo da</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere”</b> afferma con tutta franchezza il Max Allegri, fresco di contratto appena firmato. Tuttavia, pensiamo che a questa sconfitta di 2 a 1 della Juve in quel di Verona, si debba tenere conto di alcune assenze importanti. Buffon, Pogba, Morata, Marchisio, Mandzukic, Khedira, Evra, Lichtsteiner, tenuti volutamente a riposo (tranne Marchisio e Khedira infortunati), significa privarsi dell’80% del valore della squadra. Una percentuale così alta, che nessuna squadra al mondo potrebbe sostenere senza subire conseguenze nell’assetto tattico. Certo,nel caso della Juve presentata a Verona non c’è da obiettare, visto che lo scudetto è stato vinto largamente e che ci si prepara,come dicevamo, a una finale di Coppa Italia che la Juventus è orientata a conquistare. E,in questo caso, nemmeno l’analisi dell’accoppiata d’attacco Zaza – Dybala, può essere considerata come fatto negativo, visti gli innumerevoli errori di appoggio da parte di un centrocampo che vagava nel nulla e incapace di affondare tra le linee difensive di un Verona che con grande dignità ha dato l’addio alla Serie A. Ma, come dicevamo, è stata la partita dell’addio di Luca Toni, attaccante di razza, campione del mondo nel 2006 che lascia il calcio giocato all’età di 39 anni, dopo oltre 600 partite giocate e oltre 300 gol in carriera. Ecco, diremmo proprio che più della brutta sconfitta rimediata dalla Juve, sia doveroso parlare di un addio che ti fa rammaricare con il tempo che fugge via in maniera frettolosa e che ti fa rimpiangere gli atleti veri, i campioni seri di un calcio che stenta a riproporre certe esemplari continuità. Eppure, Luca Toni, nel suo The End, si è anche inventato il “cucchiaio” sul rigore che ha battuto per la sua squadra, per la sua gente che l’ha seguito durante tutto il suo percorso calcistico partito da Modena, finito a Verona e passando attraverso Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr e ancora Fiorentina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711Luca-Toni.jpgSiNuna-brutta-juve-si-perde-tra-le-lacrime-d-addio-di-luca-toni-1013117.htmSi100451001,02,03030400
201013112NewsEditorialeZaza, il caso di un bomber che segna e gioca poco.20160502152664Perché Simone Zaza non gioca titolare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>E’ praticamente un anno che gli addetti ai lavori si chiedono perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b>, pur segnando in quelle poche volte che viene chiamato a giocare anche per un piccolo spezzone di partita,&nbsp;ravviva l’attacco con il suo pressing “feroce”, ma non gioca. Molte sono state le ipotesi tecnico - tattiche, ma non c’è mai stata una chiarezza effettiva. All’esterno appare che tra Zaza e Allegri non si sia mai instaurato un buon rapporto fin dall’inizio, ma queste sono vere e proprie supposizioni date da alcune dichiarazioni dei due personaggi della Juventus. Che Allegri straveda giustamente per Mario Mandzukic è un dato di fatto, visto che il croato ha qualità tecniche, temperamento e grande facilità di pressing a tutto campo. Il suo non è un gioco appariscente, capace di fare innamorare le platee, tuttavia, pur nella sua non spiccata brillantezza, riesce a dare un apporto determinante, soprattutto quando la sua squadra è impegnata a sostenere il non possesso palla. I tifosi juventini, e non solo, ricorderanno certamente che Allegri all’inizio del campionato (e oltre) ha schierato il duo d’attacco composto appunto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>, lasciando in panchina <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza</b>. Il tecnico della Juve ha aspettato molto a buttare nella mischia l’argentino, mettendosi talora anche contro quel pensiero collettivo che vuole titolare un giocatore che è stato strapagato. Poi, non appena <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> lo ha deluso per non fare in campo ciò che egli voleva, ecco che finalmente è arrivato il turno di quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> che non è più uscito dalla squadra titolare. Nel caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b>, invece, c’è qualcosa di diverso che non convince tanto i media e la tifoseria bianconera, i quali restano con questo dubbio. L’attaccante ha una media record di un gol ogni 106 minuti, ma Allegri lo utilizza con il contagocce. Nel post partita contro il Carpi, dopo aver segnato il secondo gol per la Juve, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b> ai microfonici di Mediaset ha dichiarato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non sono soddisfatto al 100%. Ho sempre</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dato il massimo quando sono stato chiamato in causa e penso di avere dato il mio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">contributo, aiutando i miei compagni. Allegri dice sempre che bisogna avere pazienza? Io penso di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">averne avuta molta quest’anno”</b>. Parole che si allineano ad una inevitabile delusione che lascia trasparire un sottofondo di legittima polemica. E intanto Max Allegri, dopo che gli è stato riferito ciò che ha dichiarato Zaza, risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Lui ne ha avuta molta, ma io ne ho avuta di più di pazienza. Per stare in una grande squadra bisogna essere competitivi. Ci sono momenti in cui si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gioca di più e altri in cui si gioca di meno. Lui è il primo anno che gioca in un top club e sa che in attacco ci sono grandi giocatori”.</b> Poi, dopo aver riconosciuto il suo indubbio valore e ricordato i suoi gol determinanti, soprattutto quello segnato al Napoli sul finire della gara, Allegri lo rassicura dicendo che potrà diventare titolare nella Juventus. E intanto il dubbio (vorremmo dire quasi amletico) non viene sciolto, sarà solo questione di tempo?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNzaza-il-caso-di-un-bomber-che-segna-e-gioca-poco-1013112.htmSi100451001,02,03030341
211013092NewsCoppeJuve, impresa sfiorata alla grande.20160317202345Bayern, Juve, Guardiola, AllegriIl Bayern passa ai quarti di finale di Champions. Juve bella e sfortunata. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Grandi, ma non abbastanza”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'> E’ l’amaro commento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> dopo la partita di Champions contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. La Juve esce dalla competizione europea a testa alta, anzi altissima, per aver dominato per 70 minuti i temibili avversari. Peccato davvero per un risultato di 4 a 2 maturato nei tempi supplementari, dopo che la Juve al 90° si era fatta raggiungere sul risultato di 2 a 2. Possiamo dire che la Juventus di Allegri si è presentata molto preparata davanti alla commissione d’esame di maturità, ed è stata pure capace di meravigliarla alla grande, meritando pieni voti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Poi, improvvisamente, si è inceppata dopo poche domande e per puro caso non ha superato la prova. Ci piace usare questa metafora di vita scolastica, per assorbire meglio la delusione cocente, nel tentativo di capire le cause di una Juve che prima ti sbalordisce e poi viene sconfitta immeritatamente. Come tutti sanno, i bianconeri si sono presentati all’Allianz Stadium con le pesanti assenze di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, cui si è pure aggiunta all’ultimo momento anche quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manzukic </b>che è poi entrato nel secondo tempo al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Una partita da 8 la sua, capace di rispolverare il Morata capace di ripartenze improvvise e strappi vigorosi. Aiutato da un improvvisato modulo voluto da Allegri che con il 4-5-1 prevedeva le grandi ripartenze degli esterni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b>, Morata ha trovato una serata di antica magia. Fresco nell’interdizione e caparbio nel ripartire all’attacco. Ma è stata tutta la Juve ad interpretare un calcio ad alti livelli, mettendo alla sbarra per ben 70 minuti un Bayern Monaco che a nostro avviso è solo secondo al Barcellona. E così dopo aver segnato con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, nel primo tempo la Juve ha avuto pure la possibilità di portare a 4 le sue reti, se solo si fosse convalidato il gol di Morata che non era in fuorigioco e fosse entrato quel tiro di Cuadrado che, solo davanti a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer</b>, ha calciato banalmente sul portiere. Incredibile! Per tutto il primo tempo abbiamo visto solo una squadra: la Juventus. Poi, nel secondo tempo, la Juve ha abbassato il suo baricentro soffrendo in modo esagerato e, dopo i primi dieci minuti, i tedeschi hanno cominciato a spingere in modo convinto. Nel frattempo Allegri sostituisce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b> con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata </b>con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, tra gli altri, fa entrare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. Il francese è stato la chiave di volta della gara, poiché Alex Sandro, ormai stanco, non è stato in grado di contrastare la freschezza del nuovo entrato. Così il Bayern segna, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandoski </b>e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> al 90’. Poi, nel corso dei supplementari, i tedeschi di Pep Guardiola vanno a segno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alcantara</b> e pochi minuti dopo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. La bolgia infernale dell’Allianz Arena, fa da cornice ai festeggiamenti per un’entrata ai quarti di finale che, così come si erano messe le cose, sembrava quasi svanita. La Juve può recriminare sugli errori dell’arbitro, sui cambi sbagliati di Max Allegri (Morata non doveva essere sostituito), sul non essersi ravveduta in tempo nel cambiare la marcatura su Coman e sull’incapacità di chiudere la partita quando si è presentata l’occasione. Tuttavia, pur con tutta l’amarezza del caso, dobbiamo dire che questa Juventus è cresciuta molto a livello internazionale, assottigliando quel gap ancora esistente tra lei e le altre grandi squadre europee. Questo ci ha detto un ottavo di finale, che la Juve di Allegri avrebbe meritato di superare alla grande. E adesso, tutti insieme, dalla società, all’allenatore, alla squadra, devono avere la consapevolezza che questo incidente di percorso ha aperto grandi prospettive future.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Monaco Stadio Allianz Arena.fl0711fl0711marotta.jpgSiNbayern juve guardiola allegri-1013092.htmSi100451001,02,03030418
221013090NewsCoppeArriva la grande notte dell’Allianz Arena.20160315182938La Juve affronterà il Bayern, senza gli infortunati Marchisio, Dybala e Chiellini.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Bayern – Juventus è la sfida che tutti aspettano. L’attesa è febbrile e i tifosi bianconeri la vivono con molto pathos. Poi, questa notizia che la squadra di Allegri dovrà fare a meno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, infortunati, si presenta come un qualcosa che pesa quanto un macigno. In casa Juve è dunque emergenza. Non ci voleva, proprio alla vigilia di un incontro di calcio così atteso. L’unica buona notizia, se così si può dire, è la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>che ha recuperato la botta ricevuta contro il Sassuolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> dovrebbero essere i sostituti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> dovrebbe sostituire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala </b>e fare coppia con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>. Qualora il croato non dovesse farcela, sarà sostituito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza</b>. Storie di una Juventus che parte per Monaco in maniera rabberciata, ma non per questo rinunciataria di una battaglia calcistica che sicuramente si presenterà ad alto livello agonistico. Non sarà facile, questo la Juve lo sa, tuttavia ci sembra importante capire fin dai primi minuti del match, con quale approccio alla gara saprà presentarsi la squadra di Allegri. L’impostazione tattica prevista è considerata da un canonico 4-4-2, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evra</b> esterni di difesa, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>centrali, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> (o Hernanes) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> posto a offendere sul lato sinistro, più le due punte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> che avranno il compito di pressare alto su ogni pallone. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Guardiola</b>, invece, risponderà con un assetto tattico che prevede un 4-1-4-1 con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kimmich</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alaba </b>posto come esterno sinistro, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> fungerà da perno centrale davanti alla difesa, un centrocampo composto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> (in forse la sua presenza per un attacco febbrile), <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thiago Alcantara</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b> punta centrale. Una macchina perfetta, quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, che ha tutta l’intenzione di qualificarsi per i quarti di finale di Champions League. Tuttavia, in base alle dichiarazioni della vigilia, ammette di temere questa Juventus che, anche se rabberciata, saprà dare filo da torcere alla sua squadra. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, la bolgia dell’immenso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium dell’Allianz Arena di Monaco</b>,saprà essere un valore in più per questo Bayern che appare forte in tutti i suoi reparti. Tuttavia, siamo sicuri che se la Juve riuscirà a mantenere nervi saldi e lucidità di cervello, potrà mettere in atto il suo gioco fatto di grande movimento tra le linee di difesa e di attacco, ripartenze offensive e pressing alto in fase di non possesso palla. Poi, c’è sicuramente bisogno della partita perfetta, perché contro questo Bayern non si scherza davvero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Monaco Allianz Arenafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNarriva-la-grande-notte-dell-allianz-arena-1013090.htmSi100451001,02,03030451
231013074NewsCampionatiLa Juventus e la sua eterna abitudine a vincere.20160215160550Juventus - Napoli. I motivi essenziali del match più atteso. <font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ciclo finito? Macché, solo un momento di impasse!&nbsp;Juventus, squadra eterna e&nbsp; società che poco ha sbagliato nella sua lunga storia caratterizzata da un’unica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">che conta”.</b> Già, vincere è l’unica cosa che conta e la Vecchia Signora d’Italia non lo dimentica, neanche nei momenti di difficoltà. Dopo aver cominciato il campionato in corso in maniera irriconoscibile, la squadra di Allegri si è rimboccata le maniche e in tre mesi è ritornata a guardare tutti dall’alto della sua classifica. Tutto ciò, proprio alla fine del match contro quel Napoli di Sarri che ha inseguito e superato a due minuti dalla fine di una gara davvero avvincente. 15ma vittoria consecutiva e sorpasso in classifica. Una striscia di risultati incredibili che testimonia uno stato di salute fisica e mentale di indiscutibile forza. Togli Morata e inserisci Zaza che ti risolve la partita. Fai entrare Rugani e Alex Sandro e non t’accorgi se hai tolto due titolari per inserire due riserve. E’ la storia di questa Juve che scopre pure l’evergreen Barzagli, il quale ha controllato in maniera attenta il capocannoniere del campionato Higuain. Grinta e determinazione, carattere e forza mentale che scaturiscono da un equilibrio perfetto. Ma il Napoli non è stato a guardare. I partenopei, infatti, sono venuti allo Juventus Stadium per affrontare la grande rivale di sempre a viso aperto, nonostante un primo tempo in cui si sono evidenziate esagerate situazioni tattiche, capaci di soffocare a tratti il bel gioco. Ma, sostanzialmente, si è visto un match piacevole che ha dato brividi d’emozione ai tifosi delle due squadre. Gli juventini allo stadio e i napoletani a casa dietro i teleschermi, così come era stato in parti inverse nel match d’andata. Una sconfitta del calcio, un qualcosa che purtroppo ritarda il processo di maturazione di un tifo italico che per certi aspetti è ancora lontano dai sentimenti di non condivisione, ma di rispetto verso chi professa un’altra fede sportiva. Detto questo, possiamo affermare che per quanto riguarda la conquista dello scudetto è facile dedurre che ormai si tratta di un duello a distanza tra Juventus e Napoli, anche se la Roma di Spalletti è ritornata a far parlare di sé per gioco e risultati. Certo, se la Juve dovesse vincere il suo quinto scudetto consecutivo, scriverebbe il primato nella storia di tutti i tempi. E nell’eventualità che dovesse invece vincere il Napoli, ci sarebbe una specie di mega festa a livello della città partenopea, che si protrarrebbe chissà per quanto tempo. D’altra parte, i tifosi del Napoli sono ammirevoli nel sognare uno scudetto che attendono fin dai tempi del dopo Maradona. Rilevante l’applauso dei tifosi, al ritorno della squadra del Napoli dopo la sconfitta subita a Torino contro la Juve. Un segno di ringraziamento alla propria squadra del cuore che è stata capace di affrontare una partita a testa alta, persa poi soltanto per sfortuna negli ultimi minuti del match. Ma è la forza della Juve, coriacea fino alla fine e mai appagata. Così com’è la filosofia della società. Così com’è la reattività di Simone Zaza, il match winner di Juve – Napoli che non demorde mai. Neanche nell’amarezza di stare in panchina, aspettando il suo definitivo momento di essere considerato un titolare. Ma lui sa di appartenere a una grande squadra in cui non c’è differenza tra titolari e riserve. In fondo, anche questo modo di saper gestire le proprie risorse umane è un vanto di questa Juventus. Nel calcio, nulla nasce per caso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-la-sua-eterna-abitudine-a-vincere-1013074.htmSi100451001,02,03030446
241013062NewsCoppeLa Juve batte il Real Madrid. Adesso Berlino è più vicino.20150506191752Una Juventus brillante, fa sua la prima partita di semifinale contro il Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Ci sono notti soporifere e notti di calcio in cui l’adrenalina sale a mille. Allo Juventus Stadium vestito a festa come nelle migliori occasioni, è stata la notte del successo della Vecchia Signora contro il Real Madrid, nella prima partita di semifinale che i bianconeri hanno vinto 2 a 1. Adesso la finale di Champions League non è più solo un sogno, e il popolo bianconero ha il diritto di crederci con convinzione. Alla vigilia della partita si auspicava una partita perfetta da parte della Juve, per poter superare la più quotata antagonista spagnola. Ebbene, possiamo dire che la squadra di Allegri ha condotto una gara “quasi” perfetta, non fosse altro per quel gol di Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta di Buffon. Un piccolo neo che, tuttavia, non modifica la sostanza di un match giocato con intelligenza tattica, furore agonistico e fame di Coppa dei Campioni. Morata e Tevez (su rigore) sono stati gli autori dei due gol che hanno battuto il Real Madrid, mentre Llorente nel finale ha pure fallito quel terzo gol che avrebbe consentito alla Juve di avere maggiore respiro nella partita di ritorno al Santiago Bernabeu. E dire che alla vigilia della partita eravamo scettici su questa Juventus che ci è apparsa in calando dal punto di vista fisico e mentale. Avevamo ancora negli occhi le due gare effettuate contro il Monaco, e ci siamo chiesti più d’una volta come avrebbe potuto la squadra di Max Allegri, affrontare e battere i campioni del Real. E, invece, con nostro piacevole stupore, abbiamo rivisto come per incanto la Juve che conosciamo. Una squadra ben messa in campo, attenta a chiudere i varchi provenienti dagli esterni spagnoli e, soprattutto fermare, talora anche doppiandolo in difesa, il giocatore più rappresentativo del Real: la star Cristiano Ronaldo. Buona la prova di tutto il reparto difensivo della Vecchia Signora che ben si è amalgamato al centrocampo e alle due punte, sia in fase di non possesso, che nel possesso palla. Una tattica pensata a lungo da Allegri, i cui unici dubbi iniziali si limitavano nell’incertezza di schierare la difesa a tre o a quattro, ponendo come trequartista Vidal e non Pereyra, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inserendo Sturaro a centrocampo. La scelta dell’ex genoano si rivelata vincente, in quanto ha saputo dare vigore fisico e intelligenza tattica, in un reparto in cui si prevedeva fin dall’inizio un superlavoro a centrocampo, in fase di interdizione e di costruzione del gioco. Allegri, dunque, ha saputo intuire bene la chiave di lettura di una partita cominciata con un 4-3-1-2 e finita con il 3-5-2. Grazie a questa sistemazione in campo della Juventus, i blancos di Carletto Ancelotti, che hanno risentito non poco dell’assenza di Modric e Benzema, non hanno mai dato l’impressione di essere superiori dal punto di vista della qualità tecnica. Sergio Ramos è apparso lontano dalla sua forma migliore e Bale è sembrato fuori ruolo in attacco. Avevamo partecipato alla conferenza stampa del Real, alla vigilia del match allo Juventus Stadium. In quella occasione abbiamo avuto la sensazione che Ancelotti temesse in qualche misura una Juventus carica, volitiva e con quella fame di finale di Champions, che avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. E’ stato così, non ci siamo sbagliati, perché la Juve di Allegri ha contenuto l’avversario e l’ha attaccato, pressandolo in maniera ordinata e mai frettolosamente scriteriata. Adesso l’aspetta il catino infernale del Bernabeu, ma questa Juve, se saprà ancora una volta interpretare la partita con intelligenza, furore agonistico e lucidità di idee, potrà cominciare a pensare a quella finale tanto sperata, a lungo sognata e, tra poco, forse anche realizzata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marchisio.jpgSiNla-juve-batte-il-real-madrid-adesso-berlino-e-pio-vicino-1013062.htmSi100451001,02,03030622
251013054NewsEditorialeRoma - Juventus 1 a 1. L’analisi di Salvino Cavallaro20150303164555Un pareggio che scontenta la Roma, per aver perso l`appuntamento con la speranza dello scudetto, ma che lascia l`amaro in bocca anche alla Juve, per aver perso banalmente l`occasione di vincere la partita e allungare il vantaggio a + 12. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come spesso accade nei match point tanto attesi, la delusione del gioco visto in campo è prevalsa su ogni altra cosa. All’Olimpico di Roma, nella notte che avrebbe dovuto dare una svolta decisiva al campionato, non c’è stato nulla che potesse dare il significato di una partita dai connotati determinanti. La Juventus, ben disposta in campo dal punto di vista tattico, ha saputo aspettare gli avversari per poi colpirli in contropiede. I giallorossi di Garcia avrebbero dovuto fare la partita, ma, in realtà, si è vista solo una squadra nervosa, il cui comportamento non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Per 70 minuti la Juve di Allegri, tornata al vecchio modulo 3-5-2, ha macinato gioco, ha saputo attaccare con ordine e intelligenza, è andata in vantaggio con un bellissimo gol su calcio di punizione di Tevez, ed è stata molto attenta anche in fase di interdizione. Poi, 20 minuti finali di follia hanno decretato il pareggio della Roma e persino l’inaspettato pericolo di perdere la partita immeritatamente. La squadra di Garcia, infatti, dopo il rocambolesco pareggio di Keita, ha preso animo e si buttata in avanti con vigoria e decisione, cogliendo inaspettatamente impreparata una Juventus che improvvisamente è sembrata attonita e priva di idee. Una sorta di cambiamento repentino che i bianconeri ricorderanno a lungo per la sua negatività. Eppure, quel bellissimo gol di Tevez che avrebbe portato la Juve a più 12 punti dalla Roma, poteva significare il capitolo chiuso di uno scudetto già conquistato. Certo, i 9 punti rimasti di distacco tra Juve e Roma sono significativi per i bianconeri di Allegri, che possono proseguire con tranquillità un campionato che ha ancora 13 partite da disputare fino alla fine. Ma come ha dichiarato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Marchisio</b> alla fine della partita di Roma, questi ultimi 20 minuti della Juve devono fare riflettere. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>. Riteniamo che, al di là del piccolo pasticcio difensivo che l’ha coinvolto in occasione del gol del pareggio della Roma, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> sia indenne da colpe, anche se, nella circostanza, in un’area affollatissima di giocatori, avrebbe dovuto spazzare via quel pallone. Claudio Marchisio, a parer nostro, ha disputato una partita da centrocampista moderno, unendo quantità ed eleganza in un ruolo di regia che solitamente occupa Pirlo. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> ha sfoderato grande grinta in una zona nevralgica del campo che richiedeva sacrificio nell’interdizione e immediatezza nel costruire le manovre d’attacco. Copre, morde, è dinamico, è sufficientemente “cattivo” e attento contro l’avversario e, se capita, sa anche inquadrare la porta con efficacia. Un giocatore completo del quale questa Juve di Allegri non può fare a meno. Ma, oltre Marchisio, ci è anche piaciuto Pereyra, un giocatore che copre bene il centrocampo, che sa fare bene il movimento senza palla, crea superiorità numerica ed è spesso una spina nel fianco delle difese avversarie. Juve di oggi, dunque, e Juve che sta già costruendo il futuro anche per quanto riguarda Morata e Coman, due gioiellini che fungono da freccia penetrante nell’arco bianconero. Per quanto riguarda la Roma, invece, è stata l’espressione della squadra affetta da pareggite. Molta voglia di primeggiare per buona parte del campionato, che contrasta con l’attuale carenza atletica e di idee che fanno emergere un nervosismo di base, che è deleterio ai fini di un’idea di squadra compatta. Adesso, quella frase celebre di Garcia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono convinto che la Roma vincerà lo scudetto”</b> è stata chiarità dallo stesso autore, il quale ha precisato di averla detta per stimolare un ambiente depresso, dopo la sconfitta d’andata allo Juventus Stadium. Attualmente, la Roma resta la seconda forza del campionato, anche se Napoli, Lazio e Fiorentina sembrano volerla contrastare in maniera convinta. Intanto, vogliamo fare una nota di elogio all’arbitro Orsato, perché ha saputo arbitrare in maniera corretta una partita che, alla vigilia, non si presentava certamente con le credenziali di match facile da dirigere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711marchisio.jpgSiNroma-juventus-1-a-1-l-analisi-di-salvino-cavallaro-1013054.htmSi100451001,02,03030623
261013031NewsCampionatiOmbretta Cantarelli: «Ho un sogno, diventare presidente dell`Inter»20150111121719Intervista a Ombretta Cantarelli, moglie dell`attore Gianfranco Jannuzzo. Dalle sfilate di moda alla passione intensa per il calcio e i colori nerazzurri dell`Inter, che ha fin da bambina.<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Com’è strana la vita e come si presenta talora inaspettata nella conoscenza e nelle relazioni umane. E’ la bellezza ma anche il mistero degli incontri casuali che affascinano, che ti fanno pensare come persone con i quali non hai alcun rapporto legato al DNA, diventino subito importanti come se li conoscessi da sempre. Si chiama feeling o idem sentire, empatia o vedere il mondo con gli stessi occhi: quelli della sensibilità. Ho sempre pensato che i contatti umani e l’importanza di conoscersi, scambiare le proprie vedute, le esperienze e i percorsi di vita, sia basilare principio del vivere quotidiano. Così, nel mio percorso giornalistico di cronista sportivo sensibile anche al racconto di ogni momento o fatto accaduto nella vita di tutti i giorni, ho scritto, recensito partite di calcio, spettacoli e quant’altro, ma, soprattutto, ho intervistato e conosciuto molti personaggi del mondo dello sport, della politica e dello spettacolo. In tutti questi incontri, ho sempre riflettuto a lungo sull’importanza del significato della centralità dell’uomo, su tutto ciò che è bene e ciò che è male che fa sempre capo a noi stessi, al di là di ogni raggiungimento professionale prestigioso o meno. Considerazioni che vanno oltre il minimalismo di intervistare ad esempio un personaggio sportivo o un tifoso che straveda per questa o l’altra squadra. Sì, perché si parte sempre dal principio del rispetto della storia di ognuno verso i sentimenti personali, che devono sempre e comunque emergere anche se non condivisi. E così possiamo parlare di politica, scrivere di calcio, di religione e di tutto ciò che sentiamo più vicini a noi. Questa introduzione, per significare e introdurre l’esaustiva intervista fatta a una persona che ho conosciuto da poco e, come dicevo prima, mi dà la sensazione, chissà perché, di conoscerla da sempre. Bella, solare, positiva, disposta piacevolmente al dialogo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, moglie dell’attore siciliano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo,</b> nasce a Milano. Una Milano che adora perché qui fondano le sue radici, anche se nel tempo si è anche innamorata di Roma, città in cui abita per diversi mesi dell’anno. Una vita suddivisa tra due città che lei definisce splendide anche se molto diverse per cultura e modus vivendi. Un passato da modella e di sfilate di moda, sono l’emblema della sua oggettiva bellezza cui traspare una sensibilità non comune. Poi anche un periodo di lavoro presso l’ufficio stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dolce &amp; Gabbana,</b> come addetta alle relazioni esterne con le testate di moda in Italia e all’estero. Dopo pochi anni, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, desiderosa di conoscere altri ambienti lavorativi e fare altre esperienze di vita, si inserisce nel mondo della medicina estetica. Attualmente lavora presso un avviato studio nel cuore di Milano. E’ anche amministratrice della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Girgenti Spettacoli”,</b> che ha fondato assieme a suo marito qualche anno fa. E’ molto affascinata dal teatro. E come non poteva esserlo la moglie di cotanto grande attore come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jannuzzo</b>. Ma la vera passione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta</b> è il calcio, è la fede sportiva verso la sua squadra del cuore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’Inter</b>. Un mondo che si tinge di nerazzurro fin da piccola, una passione talmente radicata che non le fa perdere neanche una partita in cui gioca la sua squadra. Una persona dunque interessante, che colpisce per i suoi molteplici interessi. Ci stuzzica davvero ascoltarla come tifosa di calcio e tifosa dell’Inter e, tramite il pallone, proveremo a ricavarne anche alcune sensazioni che riguardano il suo profilo umano.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Buongiorno Ombretta, grazie di avere acconsentito a questa intervista. Come nasce la tua passione per l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’ho ereditata da mio padre, una persona splendida i cui connotati da vero interista doc, non potevano non proliferare nella mia anima di bambina. Anti-juventino e anti-milanista, mio padre è stato capace di regalarmi ogni cosa che avesse i colori nerazzurri dell’Inter, dalle bambole ai bambolotti, ai pupazzetti di ogni genere. Chissà, forse aveva paura che io crescendo avessi potuto fare il tifo per un’altra squadra. Ma questo per me, non era davvero possibile”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ti capita di andare allo stadio?<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Quando sono a Milano faccio di tutto per andare a vedere la mia Inter. Lo stadio mi affascina perché crea emozioni, pathos, e una moltitudine di sensazioni che vedendo la partita in televisione non posso avere. L’Inter è una passione che seguo fedelmente, nonostante i miei impegni di lavoro nel seguire mio marito Gianfranco in teatro. Quando c’è una partita importante come ad esempio il derby, se mi trovo anche in aeroporto cerco la prima televisione disponibile per poterla vedere. Mi è capitato una volta di trovarmi appunto in aeroporto e, mentre guardavo la partita, mi sono accorta che accanto a me si sono riuniti una serie numerosa di tifosi appassionati che hanno condiviso la mia passione. Che bello è stato. Poi devo dirti che l’ultima volta che siamo stati a Torino, in occasione della partita di inizio anno contro la Juve, io e Gianfranco eravamo nello stesso albergo in cui si trovava l’Inter in ritiro. Per me è stata una cosa meravigliosa, inaspettata, assolutamente emozionante. Questo ti dimostra quanto io ami l’Inter”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>C’è un giocatore dell’Inter che negli anni ti è rimasto particolarmente nel cuore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Quando si ha una passione così viscerale, è difficile discernere su chi è meglio di un altro. Per me chi veste quella maglia è importante a prescindere. Tuttavia, devo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andreas Brehme</b> per me è stato un mito, forse perché siamo amici con tutta la sua famiglia, grazie al fatto che sono la madrina del suo secondo figlio. C’è poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mancini</b> che reputo un grande allenatore, perché ha saputo dare all’Inter ciò che poi ha racconto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho</b> nel famoso triplete. E non dimentico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milito</b> che mi è rimasto nel cuore e mi ha dato grandi emozioni <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>più d’ogni altro. Ma anche il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zanetti,</b> che è stato una vera bandiera dell’Inter, è all’apice delle mie simpatie nerazzurre. Devo anche dire che con uno in particolare non ho goduto molta simpatia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ibrahimovic.</b> Non so bene qual è il motivo. Forse perché non ha saputo appiccicarsi addosso la maglia. Come vedi sono una tifosa passionale e forse anche un po’ romantica. Sì, perché io a queste cose ci credo ancora. Proprio come una vera tifosa sanguigna”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei nuovi acquisti, Podolski e Shaqiri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono una che ha bisogno di vedere i fatti. In questo momento posso dirti che Mancini sta lavorando bene e sta costruendo giorno dopo giorno un’Inter che ritengo presto sarà all’altezza della situazione. I due nuovi acquisti mi piacciono, bisognerà vedere come si inseriranno nell’assetto tattico di mister Mancini. Non credo che avranno delle difficoltà, anche perché è stato lo stesso allenatore che li ha fortemente voluti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di ciò che ha fatto pubblicamente Osvaldo nei confronti di Icardi, durante la partita contro la Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non accetto certi comportamenti. Capisco la rabbia agonistica, ma in campo non è ammissibile litigare con un compagno. Semmai, queste cose si devono chiarire nello spogliatoio. E poi Osvaldo mi sembra che sia recidivo a queste situazioni. Il suo carattere è troppo impulsivo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che quest’anno l’Inter possa raggiungere l’obiettivo finale del terzo posto in classifica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono positiva per natura. Tuttavia, se devo essere obiettiva, mi sembra un’impresa difficile da raggiungere, in quanto in classifica c’è troppa differenza di punti con le prime della classe. Ma l’Inter è imprevedibile e negli anni ci ha abituato a sorprenderci. Dunque, …..mai dire mai!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che il calcio in Italia debba cambiare? E se sì, in che cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che in un periodo di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi anni, si dovrebbero rivedere certi stipendi esorbitanti dei calciatori. Mi piacerebbe vederli abbassare e magari equipararli. Non è solo un fatto morale, ma anche un’oggettiva analisi di ciò che vuol dire mettere ordine ai bilanci delle aziende calcio. E poi ritengo che si debba dare maggiore spazio ai giovani incrementando i settori giovanili, ma anche rafforzando la ragnatela di osservatori per scoprire nuovi talenti nel mondo. Così come fa l’Udinese e qualche altra squadra come il Palermo di Zamparini. E’ un modo importante per comprare a poco prezzo e scoprire il campioncino che ti crea la plusvalenza economica. Mi piace pensare alla bella storia di Messi, un campione che da ragazzino ha avuto molti problemi fisici, ma qualcuno, a ragione, ha creduto in lui. E ha fatto bene!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pagheresti per rivivere l’emozione del triplete conquistato da quella fantastica squadra di Mourinho</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Pagherei tutto, perché è stata un’emozione straordinaria. Quel giorno in cui si è disputata la finale a Madrid, io c’ero in quello stadio. E’ stato fantastico e commovente vedere alzare quella coppa al cielo, mentre lo sventolio delle bandiere nerazzurre era totale. Avrei voluto accanto a me papà per abbracciarlo, baciarlo e condividere con lui quella forte emozione. Oggi, te lo ripeto, pagherei davvero tutto per rivivere quel magico momento”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, Ombretta. Tu nella vita ti sei occupata di moda, di pubbliche relazioni e adesso sei pure inserita nel campo medico con finalità estetiche. Oggi sei felicemente sposata a Gianfranco Jannuzzo, con il quale hai fondato e amministri la “Girgenti Spettacoli”. Se dovessi tornare indietro nella vita, faresti tutto quello che hai fatto?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nella vita ho sempre fatto le cose che mi sono maggiormente piaciute. Mi ritengo fortunata in questo e non ho rimpianti, anzi rifarei esattamente tutto. Ho fatto la modella, mi sono occupata di moda, di pubbliche relazioni e di medicina estetica.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Adesso curo pure gli impegni degli spettacoli teatrali di mio marito Gianfranco. Ma c’è ancora un sogno che ho chiuso nel cassetto della mia passione calcistica: quello di poter diventare, un giorno magari non lontano, presidente dell’Inter. Chissà!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Auguri Ombretta. Nella vita i sogni spesso si avverano. E, se non si dovesse avverare di diventare presidente dell’Inter, resta sicuramente il bellissimo ricordo di averci creduto. Così come sei solita fare tu nella vita, con la passione che parte e arriva al cuore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Milanofl0711fl0711ombretta_cantarelli2.jpgSiNombretta-cantarelli:-«ho-un-sogno-diventare-presidente-dell`inter»-1013031.htmSi100451001,02,030303927
271013021NewsEditorialeChampions League, in cinque minuti la Juventus passa dallo sconforto alla gioia20141105185669Altalena di emozioni allo Juventus Stadium<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Neve o pioggia, Conte o non Conte, Allegri o non Allegri, la Juve di Champions non cambia mai faccia, è sempre la stessa. Sempre maledettamente stregata da mille insicurezze che ne inibiscono il suo lato migliore: la consapevolezza nei propri mezzi. Anche la partita contro L’Olympiacos di Atene, preparata da Allegri come una partita da vincere a tutti i costi per continuare il cammino di Champions League verso gli ottavi di finale, ha rispolverato temi che si ripetono ogni qualvolta si esibiscono in Europa. Ma, per adesso, tutto è bene quel che finisce bene, visto che dopo una rocambolesca partita giocata sotto una pioggia incessante, la Juve ci ha messo una pezza vincendo 3 a 2 un match che si era messo su canali di criticità. E persino Buffon è apparso non al meglio del suo abituale standard, con Chiellini e Bonucci che per lunghi tratti della partita sono sembrati l’ombra di sé. La Juve di Max Allegri si è presentata in campo con un assetto tattico inusuale, quel 4-3-1-2 che non è mai stato il credo di Antonio Conte. Difesa a quattro, con tre centrocampisti, un trequartista e due punte che a turno partono da lontano e svariano a sinistra, a destra e al centro dell’attacco. Non male sulla carta, ma in campo è sembrato tutto più difficile per effetto di un Vidal ammirevole per impegno ma in chiara mancanza di forma per i tanti, troppi errori in fase di interdizione e di costruzione del gioco. E’ sembrato migliorato Pirlo, mentre Pogba ha dato un eccellente saggio delle sue indiscutibili qualità. La Juve parte subito con veemenza, ma trova davanti a sé un Olympiacos che non ci sta a perdere questa partita. Il primo sussulto si ha al 21’ quando l’arbitro Atkinson punisce un fallo su Pogba al limite dell’area. Batte Pirlo che indovina il sette da lui preferito e la Juve va in vantaggio. Ma la gioia dura solo tre minuti, perché al 24’ l’Olympiacos pareggia con Botia il quale da calcio d’angolo riceve un pallone che di testa anticipa Chiellini e s’infila a fil di palo nella porta di Buffon che non tenta nemmeno il tuffo. A questo punto la Juve sembra colpita nell’entusiasmo e si smarrisce dando campo all’avversario, il quale comincia a macinare gioco e al 61’ va addirittura in vantaggio con N’Dinga, il calciatore di colore che di testa fa schizzare in rete un pallone che sorprende ancora la difesa della Juve apparsa insicura in più d’una circostanza. A questo punto lo Juventus Stadium sembra raggelare e persino i giocatori in campo avvertono la delusione profonda dell’ambiente. Il rischio di perdere ed essere eliminati è un dato di fatto e, a questo punto si deve assolutamente reagire: o la va, o la spacca. E così al 65’ Llorente, entrato per sostituire Morata, trova il tempo di deviare sottomisura un cross di Lichtsteiner. I tiro dello spagnolo non è irresistibile, ma va a sbattere sullo stinco del portiere greco Roberto, il quale cincischia e il pallone finisce in rete. A questo punto la Juve riprende animo e un minuto dopo, esattamente al 66’ va in vantaggio con Pogba che da fuori area lascia partire un tiro imprendibile per il portiere Roberto. Da qui in avanti i bianconeri attaccano con convinzione e con la consapevolezza che avendo maggior possesso palla si ha la possibilità di neutralizzare le ambizioni residue dell’avversario. Con questa logica la Juve di Allegri finisce in crescendo il match e, addirittura, ha la possibilità di andare ancora in gol, ma il rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Tevez in area di rigore è fallito da Vidal. Peccato, perché quello scarto di due gol sull’Olympiacos avrebbe consentito alla Juventus di stare più tranquilla in caso di qualificazione per miglior differenza reti. Furibondo Agnelli in tribuna che, stizzito per l’errore del cileno, scatta come una molla e lascia anzitempo lo Juventus Stadium. Insomma, una partita adatta soltanto a coloro i quali possono contare di efficienti coronarie, tali e tante sono state le altalenanti emozioni che ne hanno fatto una partita avvincente. Pericolo scampato dunque per la Juventus che può guardare con più tranquillità (ma non troppa) al prosieguo del suo cammino in Champions. Adesso restano ancora due partite da giocare nel proprio girone, per entrare di diritto agli ottavi di finale. La truppa di Allegri deve infatti far visita al Malmo e poi ospitare l’Atletico Madrid che conduce in testa alla classifica. Ma la Juventus che stenta in Europa, non è soltanto l’emblema di un calcio italiano declassato, è anche la sua storia fatta di tanti scudetti e due sole Coppe dei Campioni vinte. Un neo mai cancellato in cotanto splendore sportivo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino, Juventus StadiumFL0711FL0711altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNchampions-league-in-cinque-minuti-la-juventus-passa-dallo-sconforto-alla-gioia-1013021.htmSi100451001,02,03030712
281013019NewsEditorialeLa Juve di Allegri non convince20141030161411Dopo la prima sconfitta di campionato della Juve, diamo spazio ad alcune considerazioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nel calcio, non siamo ancora riusciti a capire come mai gli allenatori propendano per certi giocatori palesemente fuori forma, piuttosto che per altri chiaramente più brillanti e affidabili. Sembra quasi che ci siano dei pupilli da tutelare, da preservare dagli attacchi dei media. D’accordo il rispetto delle gerarchie, va bene la logica della scelta di chi vede tutti i giorni i giocatori in allenamento e ne stabilisce la titolarità, ma quando in partita ci si accorge che un tal giocatore è fuori forma, ebbene bisogna provvedere subito a cambiare senza aspettare che sia troppo tardi. E’ il discorso di Allegri che sta insistendo a far giocare Llorente, un giocatore che è in chiara difficoltà fin dall’inizio del campionato. In panchina, invece, scalpita Morata, il rampollo arrivato quest’anno da Madrid che ha già dato ampie garanzie di affidamento. Lucidità nella corsa, freschezza atletica&nbsp;e grande voglia di fare per mettersi in mostra. E allora, perché insistere su un giocatore come Llorente che sembra così evanescente rispetto all’anno scorso? Intendiamoci, non è che solo lui sia la causa negativa della Juve di Allegri che, rispetto a quella di Conte, ha di simile soltanto l’assetto tattico del 3-5-2. Dopo aver visto la partita infrasettimanale di campionato contro il Genoa a Marassi, abbiamo analizzato la sconfitta dei bianconeri come qualcosa che va oltre il palo colpito da Llorente, la traversa di Ogbonna e le parate incredibili di Perin che in una partita di calcio ci stanno pure. E, se il Genoa ha vinto una partita che non&nbsp;pensava di&nbsp;vincere, il demerito è sicuramente di una Juve che è affetta da molti problemi. La precaria condizione di forma di Pirlo (tenuto fuori da Allegri), di Vidal, Asamoah, Lichtsteiner, oltreché di Llorente, ci fa pensare che una squadra come la Juve non possa fare a meno di giocatori che sono stati essenziali per la conquista di tre&nbsp;scudetti consecutivi&nbsp;e record da vendere. Come dicevamo pocanzi, la Juventus di Allegri ha soltanto una similitudine con quella di Conte, e cioè l’assetto tattico del 3-5-2. Per il resto la squadra di quest’anno appare molto meno spronata e&nbsp;pungolata ad agire fino al 94’ minuto senza mai subire rallentamenti di sorta. Il gol di Antonini, subito dalla Juve all’ultimo secondo, è la chiara conferma di una squadra che non morde più come una volta. Sembra più compassata, riflessiva, meno frenetica nel pressing che non è più asfissiante come prima. Le due punte, Tevez e Llorente, erano abituate a variare, a spostarsi a destra e a sinistra, favorendo l’inserimento dei centrocampisti e, soprattutto, dei due esterni, cui Conte non faceva sconti nel dare loro respiro. L’ordine era di non&nbsp;fermarsi mai, anche se vincevi con tre gol di scarto dovevi crossare e dare palloni giocabili per le due punte che, comunque, non dovevano mai essere statiche. E così, se Allegri, suo malgrado, deve inventarsi Marchisio nel ruolo di regista per sostituire Pirlo che non riesce ad entrare in forma e Pogba che da solo non può certamente coprire le manchevolezze degli altri, ecco che la Juve fatica a centrocampo. E quando nel calcio è proprio il centrocampo a non fare&nbsp;filtro tra difesa e attacco, ecco che tutti i nodi vengono al pettine. E’ vero che la Juve è prima in classifica al pari della Roma con 22 punti, ottenendo 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta con 16 gol fatti e 4 subiti, tuttavia, la mancanza di fluidità della manovra, le amnesie riscontrate e l’apparente mancanza di quell’umiltà che aveva manifestato nel triennio di vittorie ottenute, fa suonare un campanello d’allarme tutt’altro che trascurabile. In questi due mesi che mancano alla fine dell’anno 2014, la Juventus è chiamata al passaggio del turno in Champions League, a proseguire in testa alla classifica del campionato e a pensare alla sfida di Supercoppa Italiana contro il Napoli, che si svolgerà il 23 dicembre prossimo a San Siro. Niente male come impegni di squadra di calcio a un certo livello. Ma la Juve è una squadra di qualità che deve dimostrare ancora tanto. Il gioco prima di tutto. E poi ritrovare quella brillantezza di manovra che sembra aver perso per strada. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Genovafl0711fl0711allegri400.jpgSiNla-juve-di-allegri-non-convince-1013019.htmSi100451001,02,03030635
291013012NewsEditorialeJuventus, prima brutta e poi tardivamente sufficiente20141023174553Ci risiamo. La Juventus riesuma i suoi soliti problemi di Coppa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Approfondimento e analisi della sconfitta di Atene</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sembra incredibile, ma quando la Juventus gioca in Champions League si trasforma in maniera negativa. Una metamorfosi, una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde del quale non si capisce bene il perché. Sono ormai tanti anni che la squadra bianconera e i suoi tifosi <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ambiscono a conquistare questa benedetta Coppa con le orecchie, che per loro sembra stregata. La Juventus vista ad Atene contro l’Olympiacos ha avuto due facce. Nel primo tempo è stata inguardabile e timorosa, sciupando una serie incredibile di passaggi che venivano regalati sistematicamente agli avversari. Nella ripresa, invece, ha capito che bisognava cambiare passo, avere maggiore determinazione e, pur non cambiando il risultato nella sostanza, ha avuto una specie d’impennata d’orgoglio. E’ vero che nei secondi quarantacinque minuti la squadra di Allegri ha dimostrato il giusto cipiglio ma, nonostante aver giocato praticamente sempre sotto la porta dell’avversario e colto pure una traversa con Morata (unica nota lieta bianconera della partita), non è riuscita a raggiungere quel pareggio che, in base a ciò che abbiamo visto, sarebbe stato sicuramente meritato. Ma non è giusto recriminare su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, perché la storia di questa partita ha dato altri spunti di riflessione. Innanzitutto ci viene da dire che in Europa non puoi permetterti di regalare un tempo agli avversari, chiunque essi siano. E poi è necessario essere più incisivi nel pressare l’avversario dal centrocampo in su, con convinzione, con determinazione e cattiveria agonistica, senza mai abbassare il baricentro e regalare campo all’avversario. Ma c'è un altro aspetto da non trascurare, ed è il palese distinguo di mentalità tra il calcio europeo e quello italiano. Il nostro è ancora un calcio non sufficientemente propositivo, in cui l’idea di pareggiare una partita ci porta al pensiero che in fondo si poteva perdere, senza pensare che quella stessa partita si poteva anche vincere. Insomma, è un accontentarsi vecchia maniera in modo metodico. Dal punto di vista atletico, poi, al cospetto del calcio europeo ci sembra di camminare piuttosto che correre. E così l’avversario arriva prima sul pallone, ha migliore gamba e forza atletica, pressa alto e non ti lascia ragionare. Differenze che vengono alla luce proprio nel confronto con il calcio d’Europa, mentre non ce ne accorgeremmo mai se seguissimo soltanto il pallone nazionale. La partita contro l’Olympiacos ha messo a nudo la mancanza di forma di Andrea Pirlo, un giocatore essenziale nell’assetto tattico della Juventus. Pirlo ha sbagliato una serie innumerevole di passaggi, si è fatto anticipare sempre dagli avversari e persino la sua “maledetta”, e cioè il calcio di punizione che da sempre rappresenta l’emblema del suo eccellente bagaglio tecnico, non è stato all’altezza della situazione. Ma anche Tevez, Asamoah, Pogba non sono stati i giocatori che conosciamo. Ci è piaciuta invece l’intraprendenza di Vidal che a parer nostro è stato sufficiente per impegno e grinta, almeno in fase di interdizione. Sostanzialmente, dunque, la Juventus alla terza partita di Champions <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è praticamente la stessa dell’anno scorso. Nelle prime tre partite, infatti, aveva conquistato solo due punti perché aveva pareggiato a Copenaghen e in casa con il Galatasaray, mentre aveva perso fuori casa a Madrid contro il Real. Quest’anno ha raggranellato tre punti vincendo in casa con il Malmo e perdendo a Madrid contro l’Atletico e ad Atene contro l’Olympiacos. Risultati che, come l’anno scorso, mettono in seria difficoltà la Juventus per il passaggio&nbsp;al turno successivo, tenuto conto che Atletico e Olympiacos sono appaiate a 6 punti e i bianconeri dividono il fanalino di coda a 3 punti con il Malmo. Ma, a prescindere dai punti e dalla situazione di classifica che è ancora recuperabile nelle tre partite rimanenti del girone, ciò che lascia perplessi della Juve di Coppa è questo suo atteggiamento indefinibile nella mancanza di approccio alla partita, soprattutto all’estero. Forse è mancanza di maturità che tarda ad arrivare, ma c’è molto di mentalità nazionalistica pallonara che, evidentemente, non è ancora all’altezza del calcio europeo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Atenefl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-prima-brutta-e-poi-tardivamente-sufficiente-1013012.htmSi100451001,02,03030621
301012965NewsCampionatiBuona la prima di Champions della Juve di Allegri20140917122614Massimiliano Allegri,Juventus,Carlitos Tevez,Andrea Pirlo,Gianluigi BuffonOttimo ritorno internazionale della Vecchia Signora contro gli svedesi del Malmoe E chissà cosa staranno pensando adesso gli acerrimi denigratori di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/massimiliano-allegri-1000296.cfm">Massimiliano Allegri</a>. Certo, è ancora presto per significarne il suo lavoro, tuttavia, in base a quello che la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juventus</a> sta esprimendo in questo inizio di campionato e di Champions League, possiamo tranquillamente dire che si apre un nuovo corso. Altro che ciclo finito! La Juve vista ieri sera contro il Malmoe, ha battezzato un inizio di Champions all’altezza della sua fama internazionale. Diciamo subito che la partita è apparsa dai due volti. Infatti, a un primo tempo sottotono, la Juve ha risposto nella seconda parte della gara con vigoria e voglia di vincere il match. I due gol di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/carlitos-tevez-1000159.cfm">Carlitos Tevez</a>, con i quali i bianconeri hanno battuto il Malmoe, sono l’emblema di un gioco dalla chiara fisionomia offensiva. Mancando gli infortunati <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-pirlo-1000190.cfm">Pirlo</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/arturo-vidal-1000191.cfm">Vidal</a> e <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-barzagli-1000183.cfm">Barzagli</a>, la Juve di Allegri si affida all’ormai consolidato schema tattico del 3-5-2, in cui si evidenzia lo spostamento a interno di centrocampo di Asamoah, mentre il nuovo arrivato Evra lo sostituisce nel ruolo di esterno alto. Un po’ in ombra è apparso Pogba che nella sua posizione di centrocampista risente in qualche modo l’assenza della regia di Pirlo. Interessanti note sono arrivate invece da Lichtsteiner. L’esterno alto della Juventus è apparso instancabile nella sua fascia di appartenenza, anche se, a dire il vero, più di una volta ha peccato nel tiro in porta. Troppo altruista il suo gioco, anche quando l’azione l'avrebbe portato a una conclusione personale. Ottimo il lavoro di Llorente, sacrificatosi quasi sempre in un lavoro oscuro ma intelligente, fatto di suggerimenti da play maker avanzato a beneficio di Tevez. L’argentino, poi, è stato la ciliegina sulla torta bianconera. Il suo apporto in fase risolutiva di attaccante indemoniato, mai fermo sulle gambe e sempre lì a giostrare da destra a sinistra e poi ancora al centro dell’area di rigore avversaria, è il focus della squadra di Allegri. Due gol di ottima fattura che si riconciliano con la sua lunga astinenza di reti in Champions League. Pensate che l’ultimo gol segnato da Tevez nell’ambito della competizione europea risale ai tempi in cui giocava con il Manchester United. Era un altro giocatore allora, non soltanto perché portava i capelli lunghi, ma anche perché non aveva ancora espresso il meglio del suo repertorio che oggi coincide con la sua maturità professionale. Per il resto, non ci sembra di dover riferire altre situazioni degne di nota, se non l’ingresso a dieci minuti dalla fine della gara di Morata al posto di Llorente. Troppo poco per valutare il gioiellino da poco arrivato dal Real Madrid, che rientrava dopo un infortunio. Tuttavia, in qualche occasione, ha fatto vedere cose interessanti quali ad esempio la capacità di saltare l’avversario e puntare dritto in porta. Per finire diamo un cenno agli svedesi del Malmoe. Diciamo subito che non ci è sembrata una squadra irresistibile, anche se nel primo tempo ha creato qualche brivido nei pressi di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/gianluigi-buffon-1000177.cfm">Buffon</a>. Dal punto di vista tecnico, la superiorità della Juve è stata evidente soprattutto nel secondo tempo, quando la maggiore convinzione dei bianconeri ha assunto i connotati di una gara da vincere a tutti i costi. Adesso la squadra di Allegri si trova ad essere prima in classifica assieme all’Olympiakos che a sua volta ha battuto il temibilissimo Atletico Madrid. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve del nuovo corso targato Allegri si profila con la filosofia di chi bada ai fatti senza tante inutili parole. Step by step, siamo convinti che ne vedremo ancora delle belle. La Juve non aveva finito un ciclo, ha semplicemente girato la pagina del suo libro fatto di vittorie e di illustri personaggi, che ne hanno scritto e caratterizzato la sua lunga storia. Sì, perché gli uomini passano, ma le società di calcio continuano coi loro mutamenti generazionali e il loro guardare avanti per progredire. Così, com’è il mondo che non finisce mai e che chiede agli uomini di abituarsi ai cambiamenti che talora sono repentini. Già, i cambiamenti. Proprio come il passaggio di consegne tra <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/antonio-conte-1000008.cfm">Conte</a> e Allegri. <br><br> <b>Salvino Cavallaro </b><br><br> <br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711tevez-6.jpgSiNbuona-la-prima-di-champions-della-juve-di-allegri-1012965.htmSi100451001,02,03030716
311012949NewsCalciomercatoSogni, aspettative, realtà: i tre passi del mercato dei poveri20140902152747calciomercato,Juve,Inter,Ezequiel LavezziPochi soldi, nessun colpo “I sogni son desideri…” cantavano i topini di Cenerentola: adesso, in Italia, probabilmente questa canzoncina la cantano i dirigenti italiani in tempo di trattative. E’ finito il calciomercato, finalmente direi: dispiacerà sicuramente non vedere più con così tanta assiduità i Pedullà, Criscitiello, Di Marzio, Bonan e compagnia bella, ma non se ne poteva più: si arriva ogni anno alla fine del calciomercato sfiniti, illusi e delusi. In Italia ci sono pochi soldi, ma tanti sogni: c’ha sperato con tutte le sue forze la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a> di poter prendere Falcao, ma avete mai visto un poveraccio che si compra una Ferrari? Prestito oneroso da 12 milioni (che poi è la prima rata del pagamento per un totale di 65) e 24 milioni l’anno d’ingaggi già. Abbordabile. In alternativa i bianconeri provavano a prendere il Chicarito Hernandez: timida offerta di prestito, un’estate intera di voci, arriva il Real e se lo prende con tanti saluti a tutti. Un altro sogno l’ha fatto l’<a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/inter.cfm">Inter</a>: <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/ezequiel-lavezzi-1000161.cfm">Ezequiel Lavezzi</a>; per molti il Pocho era in arrivo qualora Guarin fosse stato cedut alla fine non se ne è fatto, ma credete davvero che un giocatore che prende il suo popò di stipendio in Francia, gioca la Champions, è spesso e volentieri titolare, lascia il Psg per una squadra che fa l’Europa League e comunque vive un momento di restauro?Sogni. Come quelli del Napoli: da anni si insegue Gonalons, poi si è passati a Lucas Leiva e alla fine Sandro, che ha preferito un club di medio-basso livello come il Qpr ai partenopei: niente soldi ok, ma appeal sempre più basso. <br><br> <br><br>Dai sogni passiamo alle aspettative: tutte più o meno rispettate. Alla fine in questo mercato, l’obiettivo di molti era perfezionare la propria squadra con innesti di qualità (low cost ovviamente) atti a dare delle alternative maggiori agli allenatori. E sotto questo punto di vista il mercato diciamo che è perfettamente riuscitla Juve ha tenuto Pogba e Vidal, ha preso Morata sperando in un Llorente-bis, due jolly come Pereyra e Romulo e un uomo d’esperienza come Evra, utile soprattutto in una difesa a 4. In avanti tutti s’aspettavano un attaccante ma, vuoi per mancanza di cash, vuoi per dar fiducia ai giovani, Marotta ha deciso di puntare su Coman. Il nuovo Pogba? Durante il mercato di Gennaio lo scopriremo.<br><br> <br><br>Benissimo la Roma: Iturbe è il colpo più fragoso di questo mercato, Cole e Keita quelli di grande esperienza, Ucan la stellina del futuro, Manolas una certezza già ora ed Holebas e Yanga Mbiwa due ottimi rincalzi. Bene anche il Milan, col <i>Nino</i> Torres, con Bonaventura alla fine, Armero e Van Ginkel, ok la Lazio con De Vrij, Parolo e Djordjevic, l’Inter con Osvaldo, Vidic, Medel, Mvila e Dodo, qualcosa in più dei soli Koulibaly e De Guzman al Napoli serviva, sempre ottima e mirata all’acquisto dei giovani la Fiorentina che prende Badelj e Kurtic, ma che punta anche su gente d’esperienza come Micah Richards.<br><br> <br><br>Eccoci però alla dura realtà: anche in questa sessione di mercato abbiamo notato che i giocatori in Italia non ci vengono. Tralasciando il discorso Falcao l’esempio di Van Ginkel salta subito all’occhi il ragazzo al Chelsea quest’anno non avrebbe giocato quasi mai. Eppure lui preferiva restare lì, a fare panchina, anziché trasferirsi in Italia, al Milan: è servita una grande opera di convincimento da parte di Mourinho, ma nelle sue intenzioni l’Italia era una seconda scelta. Altro cas per far spazio al giocatore olandese, Galliani ha venduto Cristante, gioiellino italiano. Ma siamo fuori? Cioè in un periodo in cui ci lamentiamo che non abbiamo giovani italiani li facciamo andare all’estero? Misteri del mercato.<br><br> <br><br>Obiettivamente siamo diventati l’ultima ruota del carro e il nostro campionato è diventato ormai solamente una bottega da saccheggiare per i suoi gioielli più preziosi: se ne sono andati Benatia, Immobile, Balotelli, Cerci. E noi? Noi prendiamo giocatori a fine carriera (Torres e Saviola), infoltiamo le nostre Primavera di stranieri (sia la Juve che l’Inter sabato avevano in campo appena 4 italiani), non riusciamo a prendere un giocatore, dico uno, d’un altro campionato a titolo definitivo.<br><br> In Italia c’è la crisi, soldi non ce ne sono per la nazione, figuriamoci peril calciomercat ma se provassimo a dare una mossa a questo sistema totalmente esterofilo, magari in questo nostro mercato dei poveri qualche sogno ci riusciamo a trasformarloin realtà.<br><br>C1012936RomaFL0141FL0141marotta.jpgSiNsogni-aspettative-realta-i-tre-passi-del-mercato-dei-poveri-1012949.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09010968
321012913NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Franco Leonetti «La Juve? Aspettiamo a valutare il lavoro di Allegri»20140729065516La situazione della Juventus analizzata dal giornalista Franco Leonetti <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Giornalista, scrittore di romanzi, editorialista su siti web a tinte bianconere, presentatore di eventi, opinionista, già autore del romanzo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Linea d’Ossigeno”</B> pubblicato nel febbraio 2008, ha scritto e pubblicato anche <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma</B>” edito da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Lettere</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Animate editore”</B>, in libreria da dicembre 2012. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> si divide tra grandi passioni calcistiche per la “sua” amata Juventus e il diletto di scrivere libri e comporre testi che manifestano il suo interesse verso l’analisi, le ispezioni e le osservazioni dell’individuo contemporaneo, in una sorta d’introspezione capace di dare una logica spiegazione a certi comportamenti apparentemente insignificanti che emergono preponderanti nell’uomo di oggi. Uno scrutatore dei nostri tempi, capace di analizzare attentamente tutto ciò che sembra privo di logica. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma”</B> é un titolo che prende spunto dal suo amore per la musica. Tutti sanno che le note musicale sono sette, ma nel suo libro se ne manifestano solo sei. La nota che non c’è, infatti, è quella che manca alla nostra società per ritenersi compiuta. Proprio quello che i media contemporanei ci illudono che ci sia per chissà quale interesse suggerito dal dio denaro. Ma la vera vita di tutti i giorni manca della settima nota, un ammanco considerevole che, nonostante appaia insignificante, assume invece connotazioni di vitale importanza che si riflettono su una non buona qualità di vita. Di questi temi ci parla l’autore <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> nel suo ultimo libro. Un’analisi concreta della realtà contemporanea che si manifesta con una punta d’amarezza e delusione su quello che potrebbe essere con l’aggiunta di quella magica nota mancante del pentagramma musicale, e che invece non é. Un libro che parla dell’uomo, con i propri progetti, i sogni, le delusioni, le vittorie, le amarezze e le speranze che s’infiltrano in un quotidiano difficile, fatto comunemente di difficoltà di vivere. Questo è Franco Leonetti, uomo sensibile, aperto al dialogo, pronto alle relazioni sociali che sono l’essenza e il vero significato della vita di sempre. Come dicevamo altre due passioni lo caratterizzano: l’amore per la musica e per il calcio, del quale é ottimo giornalista competente e vero tifoso della Juventus. Egli è opinionista di punta, con la sua rubrica <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il ruggito di Leonetti”</B> nella trasmissione televisiva <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Forza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juve”</B>, in onda su Rete 7 Piemonte e sul canale SKY 825. Ed è proprio in questa veste di giornalista che oggi abbiamo pensato di intervistarlo, anche in considerazione del momento delicato che la Juventus e tutto il popolo bianconero sta vivendo, dopo le scioccanti dimissioni di Antonio Conte. Da questa lunga ed esaustiva intervista, si evince la razionalità giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> che, nonostante il polverone sollevato da una situazione che non era prevista, anche se era già nell’aria da tempo, non si lascia trascinare da commenti emotivi che, aprioristicamente, assumerebbero soltanto connotati distruttivi, senza neanche aver visto ancora all’opera il nuovo corso juventino targato <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Massimiliano Allegri</B>; il coach della Juventus chiamato a sostituire Antonio Conte.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN></SPAN><SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #333333; FONT-SIZE: 12pt; mso-bidi-font-family: Helvetica">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Franco, cosa succede a questa Juventus?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Beh è accaduto l’imprevedibile, un vero cataclisma, ovvero Conte e la Società si sono separati al secondo giorno di ritiro, una cosa scioccante per tutto il popolo bianconero, una vicenda mai accaduta nella storia della Juventus. Traumatizzante, sia per le modalità che per il risultato finale, che hanno portato repentinamente Allegri ad occupare la panchina bianconera. Un flash accecante, improvviso e mal gestito a mio parere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il giocattolo perfetto si sia rotto, dopo la dipartita di Conte?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Certamente la Juve di Conte, come siamo stati abituati a conoscerla nell’ultimo triennio, non esiste più, questo mi pare fuor di dubbio. Ogni allenatore ha le proprie caratteristiche nella gestione del gruppo, nel motivare gli interpreti, nello svolgere la preparazione, nell’apparecchiare il gioco. Ora resta da capire come verrà schierata in campo la Juventus dal nuovo allenatore e quali saranno le scelte tecnico-tattiche del nuovo corso,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>a parere mio non si può aprioristicamente affermare che il giocattolo perfetto si è rotto: solo il campo darà una risposta chiara e netta. Certo che Antonio Conte era Antonio Conte, punto”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quali sono i motivi per cui Conte ha deciso di lasciare la Juve?</SPAN></B> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Sul mercato si sono incentrate le principali distonie tra le due parti, Conte voleva nuovi arrivi capaci di rafforzare fortemente la squadra, per tentare di poter competere a grandi livelli europei, per cercare di stare nell’Olimpo della Champions servono investimenti e campioni. Tutto ciò non è accaduto e il Mister, che non aveva rinnovato il suo contratto, ha deciso di levare le tende in maniera eclatante, giustamente o meno, ognuno ormai si è fatto una propria opinione. In ogni caso i malumori non sono sbocciati all’improvviso, ma la questione rafforzamento era una situazione che permaneva da qualche tempo. Peccato davvero perdere Conte in questa maniera”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Secondo il tuo punto di vista, perché è stato scelto Allegri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Allegri era già un nome che circolava nell’ambiente, a maggio, quando i mal di pancia di Conte si erano fatti più veementi: insieme a quelli di Mancini e Spalletti era tra i più gettonati. La Juve, improvvisa orfana di Conte , ha avuto la necessità di non far passare troppo tempo, non poteva rimanere nemmeno un’ora in più senza la figura basilare del tecnico. Quindi la dirigenza ha colmato subito la falla apertasi, virando su Max Allegri perché ha un profilo alto, ha già vinto in Italia, è abituato a certi palcoscenici europei, costa relativamente poco d’ingaggio e viene considerato adatto. Le eventualità di Mancini e Spalletti nascondevano motivazioni e insidie variegate, da ingaggi troppo onerosi a contratti in essere, vedasi Spalletti”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi del mercato della Juve sin qui svolto?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Un buon mercato sino ad oggi, 28 luglio, ci sono però dei nodi importanti da sciogliere, e penso a quello di Vidal , anzitutto. La dirigenza ha saputo portare a Torino giocatori che vanno ad occupare caselle scoperte, rafforzando i vari reparti, penso a Evra sulla corsia mancina, a Pereyra duttile e abile in vari ruoli a centrocampo, penso a Romulo sulla destra e a Morata che purtroppo starà fuori per due mesi. Se la Juve manterrà tutti i suoi campioni in rosa, questo sarà un mercato egregio, magari in attesa di un centrale difensivo e di un grande campione la davanti. Senza dimenticare che Coman, il francesino, potrebbe stupire molti e Morata, se in condizioni,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>smentirà molti dubbiosi”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che ci siano malumori all’interno della dirigenza bianconera?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“No, la Società è compatta e unita verso l’obiettivo che in casa Juventus, da sempre, è uno e uno solo: vincere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">R</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">oma e Napoli sembrano sulla carta le più accreditate a vincere il prossimo scudetto. Tu pensi la stessa cosa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Già lo scorso anno, molto più la Roma in verità, si sono dimostrate avversarie considerevoli e competitive per lo scudetto, quindi entrambe partono da una base importante. In questa prima fase di mercato i capitolini hanno operato parecchio e si sono nettamente rinforzati sulla carta, con nomi e spese ingenti, il Napoli, invece, continua ad avere problemi a centrocampo e in difesa, e ritengo, opererà sino alla scadenza del 1° settembre quando il mercato chiuderà i battenti. Teoricamente queste sono le due squadre che possono ambire a contendere il tricolore alla Juventus, ma ricordo che dopo estati a parlare e a teorizzare, il campo, spesso, regala realtà ben diverse dai proclami sotto l’ombrellone. Non basta rilasciare dichiarazioni bellicose o erigere proclami che fanno scalpore, i campionati si vincono con il gioco, i gol e i punti in classifica. Insomma fatti non parole. Sono poi curioso di vedere cosa sapranno produrre la nuova Fiorentina di Montella e l’Inter di Mazzarri con Thohir a fare capolino”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa manca alla Juve per essere competitiva ad alti livelli anche in Europa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I campioni sono coloro i quali fanno sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Molti colleghi portano l’esempio delle ultime due finaliste Borussia Dortmund e Atletico Madrid, per cercare di scardinare il teorema, ma io ricordo che a gioire tra i coriandoli sono state Bayern Monaco e Real Madrid, compagini zeppe di campionissimi. La grande qualità ha sempre fatto la differenza in Europa e così sempre sarà. Chi vuole ambire al sommo gradino continentale ha bisogno di tante cose, ma i campioni con la C maiuscola sono la base su cui costruire. Alla Juventus non mancano i campioni, mi pare evidente, ma andrebbero implementati ”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Non ti preoccupa la prima negativa sgambata della Juve a Vinovo, che ha perso contro i dilettanti del Lucento?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Una sgambata non ufficiale, tra l’altro la prima della stagione, non può e non deve preoccupare sul finire di luglio, i test importanti saranno altri e cominceranno a dare un forte antipasto a riguardo della Juventus “reggenza Allegri”. Il Lucento è calcio di luglio e non può fare testo, ai più catastrofisti ricordo solo che mancavano tutti i nazionali e la formazione era infarcita di ragazzini con pochissimi titolari”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questo momento l’ambiente juventino sembra essere caduto in depressione. Secondo te, qual è la medicina adatta per far riprendere entusiasmo ai tifosi bianconeri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“L’ambiente del tifo non è in depressione, è stato fortemente scosso dall’abbandono di Conte, e credo che tutto ciò sia innegabilmente fisiologico. L’entusiasmo da parte dei tifosi fedeli <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>si recupera e rigenera con prove convincenti e vittoriose sul terreno di gioco, con la voglia di non mollare mai e di onorare la maglia fino alla fine. Ora è normale che molti siano sul chi va là, creando sacche di resistenza e titubanza, ma alle prime vittorie il tifoso sosterrà e accompagnerà con passione questo nuovo corso bianconero. Non ho dubbi a riguardo”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che Allegri riuscirà a farsi accettare dal popolo bianconero?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mai come ora sta al Mister conquistarsi l’affetto della gente juventina, schierando formazioni vincenti e portando a se lo Stadium con un gioco efficace e brillante. Con i risultati tutto passa in seconda battuta, anche il suo passato milanista e certe frasi non felicissime quando guidava dalla panca colori diversi. Succedere a Conte non sarebbe stato facile per nessuno, figuriamoci dopo un ribaltone improvviso di mezza estate. Allegri ha esperienza, e sa bene ciò che deve fare, senza farsi prendere dalla frenesia”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">La trasmissione televisiva “Forza Juve” che va in onda sull’emittente privata Rete7 Piemonte e in contemporanea su Sky, prevede novità rispetto all’anno calcistico appena trascorso?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Ripartiremo con l’inizio del nuovo campionato, i primi di settembre torneremo in video. Ci sono al vaglio alcune novità, anche se il canovaccio che ci ha contraddistinti e premiati con grandi ascolti, rimarrà pressoché invariato. Chi sceglie di sintonizzarsi su Forza Juve sa già chi e cosa troverà”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il tuo “Ruggito di Leonetti” sarà combattivo come sempre e capace di risollevare gli animi sconsolati di molti juventini? </SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Il mio Ruggito è sempre coerente, sincero e schietto: commento con il mio stile personale la realtà che osservo settimanalmente. In questo momento dico a tutto il popolo bianconero di stare calmo, di attendere la Juve in campo, anche perché sino ad oggi non si è praticamente mai vista, e di essere paziente, la vera stagione parte nell’ultimo week-end di agosto. Quindi al bando lo scetticismo, in attesa delle competizioni ufficiali, solo allora potremo capire di che Juve stiamo parlando. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>La mia speranza è di poter illustrare un’altra stagione trionfale di successi, se così non dovesse essere, naturalmente, non farò mancare mai i miei rilievi e critiche all’ambiente, così come duramente feci negli anni pre –Conte”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Per finire. Tutti sanno che oltre il calcio, la tua grande passione è la musica. Come fai a conciliare due mondi così diversi?&nbsp;<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Le passioni sono le travi portanti della mia vita, senza passioni, l’esistenza perde nerbo. Quindi, anche se di primo acchito alcune possono apparire inconciliabili, ben vengano sentimenti di questa tipologia, che mantengono alto il carico di entusiasmo e voglia bruciante di vita. Un caro saluto a te Salvino e un immenso abbraccio a tutti gli amici siciliani che ci leggono, amo profondamente la vostra terra. Grazie e a presto, magari di persona”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711franco-1.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-franco-leonetti-«la-juve-aspettiamo-a-valutare-il-lavoro-di-allegri»-1012913.htmSi100451001,02,03,06,08030804
331012908NewsEditorialeJuventus, basta un attimo e il giocattolo si rompe20140716151031Massimiliano Allegri approda in casa Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Massimiliano Allegri</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è il nuovo allenatore della Juventus, ma i tifosi bianconeri sono in apprensione perché l’84% si dimostra a sfavore e soltanto il 16% degli intervistati pensa che sia il tecnico adatto alla Vecchia Signora. Ci sono troppe cose che conducono al pensiero che per l’ex allenatore del Milan questo approdo in casa Juventus non sia dei più facili, non solo perché eguagliare ciò che ha fatto Conte è impresa, se non ardua sicuramente difficile per chiunque, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>per Allegri lo sarà ancor di più. Troppe cose lo mettono in svantaggio agli occhi dei bianconeri e le recenti polemiche contro la Juve di Conte che vinse il campionato nonostante fosse in svantaggio dal Milan di ben sette punti, non è il solo neo da sottolineare. Sì, perché oltre questo episodio c’è il suo non rapporto con Andrea Pirlo che lasciò il Milan proprio per i contrasti con l’allenatore livornese. Il regista della Juventus che si trova ancora in vacanza alle isole Baleari, ha già fatto sapere alla società bianconera che vuole delle garanzie tecniche, altrimenti andrà al Galatasaray di Cesare Prandelli, che lo accoglierebbe a braccia aperte. Allegri, intanto, ha già firmato un contratto che lo lega alla Juve per due anni, con il compenso di due milioni di euro più i premi partita. E’ lo stesso stipendio che percepiva al Milan e, al cospetto di Mancini e Spalletti che erano stati nominati quali probabili sostituti di Conte, la scelta è ricaduta su Allegri proprio perché percepisce meno dei suoi colleghi. Magra consolazione questa, per una Juventus che dovrebbe avere mire alte. Adesso, anche la campagna acquisti entra in confusione. Iturbe, che sembrava già della Juve nonostante il no secco di Conte che voleva Cuadrado e Sanchez, è stato acquistato dalla Roma per 31 milioni di euro. Al momento, dunque, l’unico acquisto è Morata, un ragazzo di belle speranze che è stato riserva del Real Madrid. Resta calda la pista Romulo e spunta l’idea Astori come centrale di difesa. Insomma, nulla è per sempre, e nel calcio men che meno. Il problema è ripartire da zero con una strada in salita, vista anche la freddezza dimostrata dai tifosi juventini nell’apprendere tutta questa storia. Un fulmine a ciel sereno in quest’estate capricciosa, che sembra fare le bizze non soltanto dal punto di vista meteorologico. Il calcio italiano, dopo il fallimento del campionato mondiale in Brasile, dimostra di essere in crisi nera, sia dal punto di vista economico ma anche come idee e progettazione. C’è molta confusione in merito, e il risultato non può essere altro che quello che abbiamo visto. In campo europeo contiamo poco e in campo nazionale esportiamo i migliori giocatori per importare delle mezze figure straniere. Vedremo cosa accadrà in casa Juve che per tre anni ha rappresentato il meglio del calcio italiano. Conte lascia la Juve probabilmente anche per la dipartita di Vidal che si accaserà al Manchester United per circa quaranta milioni di euro. E forse la chiave del discorso sta proprio in questa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mentre Agnelli e Marotta mettono in primis le plus valenze a beneficio del bilancio societario, Conte che è uomo di campo, ha sempre ragionato in maniera diversa. Pensiamo che le due mentalità che convergono per il bene della Juventus, non si siano incontrate perché se è vero che c’era l’esigenza di migliorare una Juve che ha dato tutto quanto era nelle sue possibilità, è altresì vero che l’orientamento della proprietà è quello di andare al risparmio sperando di ottenere il massimo da ciò che ha. Questo è successo nei tre anni della gestione di Antonio Conte, sarà la stessa cosa con la nuova gestione tecnica di Massimiliano Allegri? Ai posteri l’ardua sentenza! Intanto il giocattolo s’è rotto (anzi, l’hanno rotto?) e per ricostruirlo ci vorrà sicuramente del tempo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711allegri400.jpgSiNjuventus-basta-un-attimo-e-il-giocattolo-si-rompe-1012908.htmSi100451001,02,03030489
341012907NewsCampionatiConte non è più l`allenatore della Juventus20140716082550Allegri o Mancini, i sostituti di Conte <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Decisione shock in casa della Juventus per un consensuale “lasciarsi” tra Conte e i dirigenti bianconeri, nonostante l’accordo firmato a maggio scorso, in base al quale ci sarebbe stato un allungamento del contratto fino a giugno 2015. Ma Conte, già allora, aveva messo pubblicamente le mani avanti, dicendo di accettare di restare alla Juventus soltanto in caso di una campagna acquisti convincente per essere competitivi in Champions League. Soltanto 24 ore fa al raduno della Juve a Vinovo, nessuno si sarebbe aspettato di assistere a una decisione così repentina. Così, si è passati da sorrisi e abbracci per il piacere di ritrovarsi dopo le vacanze, alle dimissioni improvvise di Antonio Conte. C’era evidentemente un malumore che aleggiava ormai da qualche tempo, un qualcosa che pur non intaccando il rispetto tra Conte, Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici, si dissociava in maniera netta su quelle che sono le strategie della Vecchia Signora per l’immediato futuro. Una sorta di scontro tra chi come Conte avrebbe voluto una posizione alla Ferguson nell’ambito della dirigenza della Juve e il diniego di una società, con a capo Agnelli, che invece deve far quadrare il bilancio societario pur non sconvolgendo i piani di una squadra che ha vinto per tre anni di seguito il campionato, due supercoppe ed ha raggiunto un record di punti che sarà difficilmente eguagliato e superato. Conte parla di un fine rapporto sereno, senza apparente ruggine contro la società che l’ha valorizzato e fatto crescere anche dal punto di vista umano, tuttavia, dice di avere avuto la percezione che il percorso tra lui e la Juventus si fosse ormai interrotto, quasi fosse arrivato ad un bivio in cui le strade si dividono. Conte non dice chiaramente il perché di questa decisione maturata improvvisamente, si limita soltanto a ringraziare la Juventus e tutti i tifosi che lo stimano in maniera viscerale. Tuttavia, visti gli scricchiolii di fine campionato scorso, le parole centellinate di Conte fanno trasparire un’evidente delusione nel non essere riuscito a far capire l’importanza di organizzare una campagna acquisti importante per una Juventus che ormai ha dato tutto e di più. Lui, che è sempre fautore nella ricerca di stimoli e di quella “fame” di vittorie da inculcare nel suo gruppo di giocatori, adesso sembra avere perso la diritta via. C’è poi un altro discorso alla base di queste dimissioni ed è la probabile vendita di Vidal e Pogba, due cardini del gioco di Conte. Ci sono offerte indecenti per i due campioni della Juventus e la società sta pensando seriamente di prenderle in considerazione. Ma, se così fosse, dove sta il progetto di rinforzare questa squadra per far fronte a una Champions che deve vedere i bianconeri arrivare almeno ai quarti di finale? In entrata, la Juve, sembra aver concluso l’acquisto di Iturbe, Evra, Morata, (una promessa che non dà certezza) e sta pure tentando di portare a Vinovo anche Romulo, l’esterno di difesa del Verona. Evidentemente, Conte non ha accettato questa linea programmatica di campagna acquisti che, secondo lui, indebolirebbe la sua Juventus. Adesso si parla di lui come prossimo C.T. della Nazionale Italiana. E intanto il popolo bianconero è in fermento. I tifosi sono tutti con Conte e contro la società di Corso Galileo Ferraris che, come probabile sostituto sulla panchina bianconera, vedrebbe bene Allegri o Mancini. Questa è una decisione che dovrà essere presa con la massima urgenza, anche perché la squadra è già pronta per andare in ritiro. Ma, attenzione signori Agnelli, Marotta e Paratici, perché la fretta imposta dalla situazione è davvero cattiva consigliera.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711conte-6.jpgSiNconte-non-e-pio-l`allenatore-della-juventus-1012907.htmSi100451001,02,03030400
351012894NewsEditorialeGl effetti negativi dell`eliminazione al mondiale20140626181737Il disinteresse momentaneo per il calcio, si abbina all`indifferenza manifestata al ritorno in Patria degli azzurri. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Eppure, il campionato del mondo di calcio continua, così come&nbsp;il pallone, le partite da disputare e la vita che continua il suo naturale giro delle cose. C'è chi piange e c'è chi spera in un sogno. E' tutto normale, legittimo, non fa una piega. In questi giorni di delusioni e tristezze del pallone italiano, presi come siamo dalla malinconia di non vedere più la nostra nazionale al campionato del mondo, ci siamo persino dimenticati di seguire il calciomercato e i sogni fatti sotto l’ombrellone che sono tipici della stagione estiva, sembrano quasi non sfiorarci. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juve</b> che insegue <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iturbe,</b> il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torin</b>o che vorrebbe <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sau</b> e si propone per acquistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Quagliarella</b>, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan</b> che s’interessa a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzemaili </b>mentre non sa ancora se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kakà</b> vuole ritornare in Brasile e non sa neppure se vendere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli,</b> la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma</b> che è alle prese con il nodo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cagliari</b> del nuovo presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giulini</b> che ripesca in panchina <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zeman</b> per cominciare un nuovo corso, e poi tante altre trattative che non abbiamo più voglia di approfondire.. Un mondo che abbiamo perso di vista, almeno per il momento, per la forte delusione del fallimento azzurro in Brasile. Forse, questo accresce la nostra improvvisa non voglia di pallone, una sorta di rigetto diventato un misto d’amarezza che s’interseca all’abbondanza della visione di calcio. Si chiama distacco, si chiama indifferenza. Già, la stessa indifferenza degli sportivi italiani che nemmeno hanno voluto contestare gli azzurri al loro arrivo all’aeroporto di Milano e di Roma. Un’indifferenza che è eloquente più di mille parole e che ferisce ancor più di un’aspra contestazione. In fondo è una manifestazione civile, una forma disarmante che entra ancor più nell’anima degli atleti che, nonostante i lauti contratti e la ricchezza economica, restano pur sempre degli uomini. Il focus mediatico è sempre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli</b>, nel bene e nel male di ogni discorso, di ogni fatto positivo o negativo. C’è una spaccatura forse insanabile nel gruppo della nazionale, tra lui e la vecchia guardia formata da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pirlo</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Rossi</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b>. E c’è pure chi si schiera da una parte e dall’altra, in un continuo andirivieni di colpe che non fanno il bene di nessuno. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli</b> ha certamente sbagliato a creare la squadra attorno a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Balotelli</b>, (questo l’abbiamo già detto), perché lui, semmai, doveva essere uno dei tanti e non il cardine di ogni situazione. Lui non è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> e neanche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar</b>, lui non è il campione che farà mai la differenza. Sì, perché a questo ragazzo dalle indubbie qualità tecniche, manca e mancherà la testa, l’equilibrio comportamentale, la prestazione che non sarà mai supportata dalla continuità, ma che sarà sempre soggetta all’ansia da prestazione. Forse <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli </b>si è sentito tradito, perché aveva creduto in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balo </b>soprattutto dal punto di visto umano, ed era convinto nella sua completa maturazione di uomo e atleta. Così non è stato, perché attorno a lui si è creato un polverone tale da far saltare i sacri equilibri da spogliatoio. Certo che quella maledetta partita del 24 giugno 2014, giocata a Natal alle ore 13, 00 in Brasile (ore 18,00 in Italia) sarà ricordata per sempre, nel bene e nel male del suo significato. Nel bene, perché ha tirato fuori verità a lungo sommerse, e nel male per una eliminazione che per lungo tempo brucerà ancora.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Milanofl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNgl-effetti-negativi-dell`eliminazione-al-mondiale-1012894.htmSi100451001,02,03030379
361012862NewsCalciomercatoJuventus: mercato e programmazione20140522085440JuventusCalciomercato, alcune opzioniFreme il mercato bianconero, fremono le fantasie dei tifosi, e, forse, anche quella degli addetti lavori. La Juventus lavora attivamente sul mercato, summit odierno in programma con Antonio Conte per fare il punto della situazione, mosse preparate meticolosamente per cercare di soddisfare le richieste del tecnico salentino.<br><br>Nessuna rivoluzione e assoluta volontà di rinfrescare l’organico ingaggiando elementi duttili che sappiano sposare diverse situazioni tattiche. L’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Fabio Paratici operano seguendo queste schema, meticolosamente preparato dall’allenatore campione d’Italia, pronto a stimolare ulteriormente la rosa mettendo sul piatto un nuovo vestito da indossare.<br><br>E, a proposito del condottiero pugliese, continuano a piovere indiscrezioni riguardanti l’imminente compravendita estiva, tema che accompagnerà Madama per tutta l’estate e che già, seppur in maniera del tutto velata, finora ha fornito segnali importati. La lista contiana è stata presentata, il parco ali a regnare sovrano, così come anche in attacco – zona centrale – almeno un ingresso è garantito.<br><br>Alvaro Morata, centravanti 21enne del Real Madrid, è il profilo richiesto espressamente da Conte, il quale continua a spingere affinché si possa trovare un’intesa con il club madridista. E a tal proposito, nelle ultime ore,&nbsp; l’ipotesi prestito oneroso starebbe trovando conferme. Lo spagnolo, infatti, è legato da un contratto in scadenza 30 giugno 2015 con le Merengues, in ballo potrebbe esserci un rinnovo con conseguente cessione in prestito con diritto di riscatto, formula privilegiata da Marotta e soci.<br><br>Ma se Morata rappresenta un obiettivo prioritario per Conte, in corso Galileo Ferraris – come ormai da consuetudine – non si limitano a puntare un solo obiettivo, modus operandi non contemplato dai vertici bianconeri, i quali amano sondare diverse piste. E tra queste, particolarmente caldeggiata dal d.s. Fabio Paratici, ci sarebbe quella che porta a Didier Drogba, 36 anni e un curriculum da far paura, vecchio pallino della Vecchia Signora.<br><br>Paratici, non più tardi di una settimana fa, si sarebbe confrontato con alcuni membri dell’entourage del campione ivoriano, sullo sfondo la concreta possibilità di portarlo a Torino per una stagione a cifre non elevatissime, chiudendo difatti il parco punte centrali 2014/2015. Tuttavia come nel caso di Patrice Evra, anch’esso bloccato da Madama, si attende di conoscere il responso di Conte.<br><br>Drogba, il quale ha accarezzato in più riprese l’opportunità di trasferirsi in Italia, sarebbe felice di approdare nel Belpaese e la disponibilità a trasferirsi sotto la Mole sarebbe già stata data. Con Conte, però, intenzionato a spalancare le porte di Vinovo a Morata.<br><br>C'è, però, anche il capitolo Immobile e i Granata sembrano insoddisfatti dall'offerta del Borussia. <br><br>Di fronte al patron granata, ovviamente, Beppe Marotta, direttore generale della Juventus, club comproprietario del cartellino di Immobile. Dopo le tensione dei giorni scorsi, insomma, le due parti hanno ricominciato a parlarsi. Anche se l'accordo, ad oggi, pare ancora lontano.<br><br>La cifra messa sul piatto dal Borussia Dortmund (16 milioni più tre di bonus), non convince appieno il Torino che, dal canto suo, continua a dirsi pronto a sborsare nove milioni pur di accappararsi l'intero cartellino del centravanti. Il tutto, ovviamente, in attesa di un possibile rilancio giallonero. Se l'offerta dovesse salire a quota venticinque, infatti, anche le resistenze di Cairo potrebbero essere vinte.<br><br>TorinoFL0411FL0411drogba.jpgSiNjuventus-calciomercato-allcune-opzioni-1012862.htmSi100427901,02,03030609
371012817NewsCalcio EsteroLiga 33a giornata: Atletico sempre in vetta ma quanta paura per Diego Costa20140414094331liga spagnola, atlético Madrid, real Madrid, barcellona, athletic bilbaoAtletico sempre primo, Barcellona sconfitto a GranadaDomenica di paura per l'Atletico Madrid e per Diego Costa, costretto a uscire in barella, sanguinante, dopo avere segnato il gol del 2-0 in casa del Getafe.<BR>Per fortuna, nella serata di ieri, l’Atletico ha annunciato su twitter che il bomber brasiliano sta bene e che si tratta solo di una fortissima contusione alla tibia e, a quanto pare, sarà arruolabile per la semifinale di Champions contro il Chelsea di Mourinho. Tre punti, comunque, per i Colchoneros che&nbsp;restano primi in classifica, si riportano a +3 dal Real Madrid e allungano sul Barcellona sconfitto a Granada sabato pomeriggio.<BR>Un Barcellona che, dopo l'eliminazione dalla Champions proprio ad opera dell'Atletico, perde clamorosamente anche a Granada&nbsp;in virtù&nbsp;della rete segnata da Brahimi e, bisogna dirlo, anche a causa di un Messi abulico come raramente lo si è visto. Il Granada, dal canto suo, esce dalla lotta per non retrocedere centrando la vittoria più clamorosa. Certo, sorprende vedere i catalani così in difficoltà e con la pulce Messi pericoloso solo in occasione di un calcio di punizione battuto magistralmente ma neutralizzato dal portiere greco Karnezis, in prestito dall’Udinese.<BR>Il Real Madrid, quindi, sale al secondo posto in virtù della vittoria per 4-0 al Bernabeu contro l’Almeria. Bale, Isco, Morata e Di Maria sul tabellino dei marcatori di un incontro completamente a senso unico che consente di rimanere in scia dell'Atletico per la vittoria finale. Per l'Almeria, invece, si tratta della sconfitta stagionale numero 19. <BR>Tra gli altri incontri disputati nel week end, il Siviglia vince il derby in casa del Betis con doppietta di Kevin Gameiro, che fa volare gli andalusi allenati da Emery a -3 dall’Athletic, che giocherà stasera al San Mamès contro il Malaga.<BR>Bene anche il Valencia, reduce dalla fantastica impresa in Europa League contro il Basilea, che con Piatti e Parejo liquida la pratica Elche al Mestalla;&nbsp;mentre l’Espanyol impatta 2-2 in casa contro il Rayo Vallecano. Stuani apre le marcature, poi Iago Falque e Larrivey ribaltano la situazione in favore dei madrileni raggiunti nel finale dalla rete di Diego Colotto che fissa il punteggio sul 2-2. Rayo adesso a +5 sul Getafe terzultimo.<BR>Il Villarreal aggancia il sesto posto dopo il successo in extremis contro il Levante per 1-0 grazie alla rete del francese Perbet al minuto 96, mentre la Real Sociedad non va oltre il 2-2 in casa dell’ostico Celta Vigo. <BR>Come accennato la 33a giornata si chiuderà stasera con i baschi di Bilbao che dovranno difendere il quarto posto dagli attacchi del Siviglia, adesso a soli 3 punti. E, probabilmente, risulterà decisivo lo scontro diretto in programma a Bilbao il prossimo 27 aprile. Per quanto riguarda il Malaga c'è da dire che, grazie agli ultimi due successi conquistati contro Betis e Granada, ha praticamente allontanato lo spettro della retrocessione.<BR><BR>LIGA – Risultati 33/a Giornata<BR><BR>Venerdì<BR><BR>Osasuna-Valladolid 0-0<BR><BR>Sabato<BR><BR>Celta Vigo-Real Sociedad 2-2&nbsp; 8'Canales-43'Griezmann(R) - 37'Nolito-82'Mina(C)<BR>Villarreal-Levante 1-0&nbsp; 95'Perbet<BR>Granada-Barcellona 1-0&nbsp; 16'Brahimi<BR>Real Madrid-Almeria 4-0&nbsp; 28'Di Maria-53'Bale-56'Isco-85'Morata<BR><BR>Domenica<BR><BR>Real Betis-Siviglia 0-2&nbsp; 30'-82'Gameiro<BR>Valencia-Elche 2-1&nbsp; 22'Piatti-61'Parejo(V) - 28'Coro(E)<BR>Getafe-Atletico Madrid 0-2&nbsp; 40'Godin-84'Diego Costa<BR>Espanyol-Rayo Vallecano 2-2&nbsp; 3'Stuani-88'Colotto(E) - 43'Falque-50'Larrivey(R)<BR><BR>Oggi<BR><BR>Athletic Bilbao-Malaga<BR><BR>CLASSIFICA<BR><BR>1)At.Madrid 82<BR>2)Real Madrid 79<BR>3)Barcellona 78<BR>4)At.Bilbao 59 *<BR>5)Siviglia 56<BR>6)Villareal 52<BR>7)Real Sociedad 51<BR>8)Valencia 44<BR>9)Espanyol 41<BR>10)Levante 40<BR>11)Malaga 38 *<BR>12)Celta 37<BR>13)Rayo 37<BR>14)Granada 37<BR>15)Elche 35<BR>16)Osasuna 34<BR>17)Valladolid 32<BR>18)Getafe 31 <BR>19)Almeria 30<BR>20)Betis 22<BR><BR><BR><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411diegocosta.jpgSiNliga-giornata-33-atletico-mantiene-la-vetta-paura-per-diego-costa-1012817.htmSi100427901,02,03030718
381012813NewsCalcio EsteroLiga,32a giornata: Barcellona e Real non mollano l`Atletico20140406091543Liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoNuovo record per MessiVincono le prime tre della classe nella 32/a giornata di Liga spagnola. L’Atletico Madrid di Diego Simeone continua la marcia che potrebbe valere il titolo battendo di misura il Villareal e nonostante l'assenza di Diego Costa, infortunato. I Colchoneros superano l’ostacolo Villarreal con la firma di Raul Garcia, che segna il sedicesimo gol personale della stagione. Successo importante, come detto, perchè era&nbsp;fondamentale dimostrare che anche senza la punta di diamante si potesse fare risultato e non solo. Oltre a Diego Costa l'Atletico era privo di elementi&nbsp; come Gabi e Arda Turan e per scelta tecnica mancavano anche Thiago e Miranda, tenuti a riposo in vista della gara di ritorno di Champions contro il Barcellona. Eppure il Villareal avrebbe meritato qualcosa di più e se&nbsp;l'incontro fosse terminato in pareggio nessuno avrebbe avuto da ridire ma la barricata dell'Atletico&nbsp;è stata&nbsp;insormontabile e, francamente, il Villareal non è quello del girone d'andata. <br>Il Barcellona, dunque, si mantiene in scia superando facilmente il fanalino di coda Betis per 3-1. Due gol di Lionel Messi e nuovo recordo per lui: con la&nbsp; doppietta di ieri raggiunge le 100 gare&nbsp;segnando almeno due reti. Partita da incubo, invece, per l'andaluso Jordi Figueras che causa un rigore per un fallo di mano e, poi, sbaglia porta per il momentaneo 2-0 dei catalani.<br>Bene anche il Real che rimane agganciato alla vetta nella difficile trasferta di San Sebastian. Privo di Cristiano Ronaldo, il Real ne rifila 4 alla Real Sociedad. Sono stati, però, i padroni di casa a fare la partita, soprattutto nel primo tempo, andando vicini al gol del vantaggio in più occasioni. "Merengues" salvati in almeno di un paio di occasioni da Diego Lopez ed anche leggermente “aiutati” dall’arbitro che ha lasciato correre su un tocco di mano di Sergio Ramos in area di rigore. <br>Nella quarta e ultima sfida giocata ieri, il Rayo Vallecano centra una vittoria importante, 3-0 al Celta Vigo, in chiave salvezza e si allontana dalla zona calda della classifica.<br><br>LIGA – Programma e Risultati 32/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Almeria-Osasuna 1-2&nbsp; 19'Riera-33'Arribas(O) - 73' Soriano(A)<br><br>Ieri<br><br>Atletico Madrid-Villarreal 1-0&nbsp; 14'Raul Garcia<br>Barcellona-Real Betis 3-1&nbsp; 15'-86' Messi-67'a.gol Figueras(B) - 68'Ruben Castro(RB)<br>Real Sociedad-Real Madrid 0-4&nbsp; 45'Illarramendi-66'Bale-85'Pepe-88'Morata<br>Rayo Vallecano-Celta Vigo 3-0&nbsp; 26'Rochina-49'-60'Bueno<br><br>Oggi<br><br>Malaga-Granada<br>Elche-Getafe<br>Siviglia-Espanyol<br>Valladolid-Valencia<br><br>Domani<br><br>Levante-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)At.Madrid 79<br>2)Barcellona 78<br>3)Real Madrid 76<br>4)At.Bilbao 56<br>5)Siviglia 50<br>6)Real Sociedad 50<br>7)Villareal 49<br>8)Espanyol 40<br>9)Valencia 40<br>10)Levante 40<br>11)Celta 36<br>12)Rayo 36<br>13)Malaga 35<br>14)Granada 34<br>15)Osasuna 33<br>16)Elche 32<br>17)Getafe 31 <br>18)Valladolid 30<br>19)Almeria 30<br>20)Betis 22<br><br>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-giornata-32-barcellona-e-real-non-mollano-l-atletico-madrid-1012813.htmSi100427901,02,03030731
391012803NewsCalcio EsteroLiga,31a giornata: tutto invariato in vetta20140330111929Liga spagnola, atlético Madrid, barcellona, real Madrid, athletic bilbaoL`Atletico Madrid sbanca BilbaoTutto invariato in vetta alla Liga spagnola dopo il sabato di calcio iberico; vincono le tre squadre dominatrici del campionato ma un plauso speciale va sicuramente all'Atletico Madrid di Diego Simeone che affrontava l'incontro più difficile. A Bilbao i "Colchoneros" espugnano il San Mamés fornendo una prova di grande maturità e rimontando l'iniziale vantaggio degli uomini di Valverde realizzato da Muniain. Ma l'Atletico rispecchia totalmente quelle che sono le caratteristiche del proprio allenatore, battagliero e affamato di vittorie. E solo così si poteva avere la meglio di un grande Athletic, che prima d'ora aveva perso in casa solo contro l'Espanyol, e confermarsi in vetta alla classifica. Diego Costa e Koke ribaltano il vantaggio bilbaino e, poi, ci pensano le grandi parate di Courtois a difendere&nbsp; il prezioso vantaggio fino alla fine contro un Athletic rimasto in 10 per l'espulsione di Laporte.<br>Vincono anche Barcellona e Real Madrid, rispettivamente nei derby contro Espanyol e Rayo Vallecano. Il derby catalano è stata una di quelle partite che dimostrano che anche senza gol si può godere di un calcio piacevole, spettacolare e divertente; entrambe le squadre hanno giocato a visto aperto e ribattuto colpo su colpo; il Barcellona con il gioco che tutti conosciamo ed appreziamo da anni e l'Espanyol con un pressing asfissiante, forte anche del fatto di poter giocare senza troppi patemi d'animo. Il Barça riesce ad avere la meglio solo al minuto 75 allorquando Javi López tocca chiaramente con il braccio nella propria area di rigore e Messi trasforma il susseguente calcio di rigore spiazzando completamente il portiere "periquito", Kiko Casilla.<br>Dopo due sconfitte di fila si riabilita il Real di Ancelotti con un sonoro 5-0 al Rayo Vallecano in una notte di pioggia e vento. Un successo giunto più grazie all'impeto e alla voglia di riscatto delle "Merengues" che al bel gioco; una "manita" terapeutica che se non cambia le cose in vetta almeno le lascia invariate per continuare a sperare in un futuro passo falso delle due dirette concorrenti alla conquista del titolo. <br>Nel quarto incontro disputato ieri interrompe la marcia di 6 successi di fila il Siviglia di Unai Emery, sconfitto a Vigo da un rigore dubbio e molto polémico trasformato da Nolito.<br>Il Celta si riappacifica con i propri tifosi visto che la vittoria tra le mura amiche&nbsp;mancava da quattro turni casalinghi. Per il Siviglia un'occasione persa per ridurre le&nbsp; distanze dall'Athletic all'inseguimento di un posto in Champions.<br>Come di consueto altri quattro incontri ci riserverà la domenica di Liga. Fra poco meno di un'ora si affronteranno Valladolid e Almeria in uno scontro salvezza che sa di ultima spiaggia.<br>Il pareggio, in teoria, non serve a nessuna delle due. L'Almeria è quint'ultimo con 30 punti e +2 sul Getafe e il Valladolid è penultimo. In casa, però, il Valladolid è una squadra ostica e tra le mura amiche ha conquistato 4 delle 5 vittoriestagionali mentre l'Almeria in trasferta è pressoché un disastro con solo 3 vittorie ed un pareggio.<br>Alle 17 a Pamplona andrà in scena Osasuna-Real Sociedad; i padroni di casa hanno bisogno di punti per agguantare la salvezza mentre la Real Sociedad proverà&nbsp; a vincere per insidiare il quinto e il quarto posto. L'Osasuna è reduce da 5 sconfitte consecutive e sembra prmai lontano dall'essere quella squadra che in casa otteneva punti contro chiunque. <br>Alle 19 sarà la volta di uno derby della regione Valenciana, Villareal-Elche. Il Villareal è all'inseguimento di un piazzamento in Europa ma ultimamente ha rallentato e la dimostrazione è che ha ottenuto solo 5 punti nelle ultime 5 giornate; l'Elche è, invece, reduce da due pareggi e due sconfitte e, in genrale, in trasferta è poca cosa.<br>Infine alle 21, al Mestalla, il Valencia affronterà il Getafe. I padroni di casa sembra che non possano più raggiungere i posti europei dopo il pareggio contro l'Almeria, il distacco dalla Real Sociedad è di 9 punti e a 8 giornate dal termine pare impossibile la rimonta; di contro il Getafe ha estrema urgenza di fare punti,&nbsp; attualmente terz'ultimo la salvezza dista un solo punto ma la storia non è dalla sua parte dato che contro il Valencia ha perso nelle ultime otto occasioni.<br><br><br>LIGA – Programma e Risultati 31/a Giornata<br><br>Sabato<br><br>Espanyol-Barcellona 0-1&nbsp; 77'Messi<br>Celta Vigo-Siviglia 1-0&nbsp; 87'Nolito<br>Athletic Bilbao-Atletico Madrid 1-2&nbsp; 6'Muniain(AB) - 22'Diego Costa-55' Koke(AM)<br>Real Madrid-Rayo Vallecano 5-0&nbsp; 15'C.Ronaldo-55'Carvajal-68'-70'Bale-78'Morata<br><br>Domenica<br><br>Valladolid-Almeria<br>Osasuna-Real Sociedad<br>Villarreal-Elche<br>Valencia-Getafe<br><br>Lunedì<br><br>Granada-Levante<br>Real Betis-Malaga<br><br>SpagnaFL0411FL0411diegocosta.jpgSiNliga-giornata-31-l-atletico-madrid-sbanca-bilbao-1012803.htmSi100427901,02,03030599
401012596NewsCalcio EsteroLiga, 14a giornata: Villareal insegue le grandi, poker del Siviglia nel derby20131125100444Liga, Barcellona, At.Madrid, Real Madrid, VillarealVillareal corsaro, Siviglia-Betis 4-0Quattro le gare giocate ieri valevoli perla 14a giornata di liga spagnola. Grande prestazione del Villarreal che cala il tris in casa del Levante, che rimane prestissimo in 10 uomini per l'espulsione del portiere, Navas, che causa il calcio di rigore con il quale gli uomini di Marcelinho passano in vantaggio. Diventa, così, tutto facile per il "sottomarino giallo" che controlla la partita, dilaga e si conferma come quarta potenza del campionato. Per il Villareal si tratta del terzo successo nelle ultime 5 gare disputate, mentre il Levante, con una sola vittoria nelle ultime 5 partite, si attesta a metà classifica.<br>Risorge dalle ceneri l'Espanyol di mister Aguirre che si impone per 4-1 in casa del Rayo Vallecano. Eroe del match, senza dubbio, Sergio Garcia autore di una splendida tripletta. Anche in questa partita pesa, e non poco, l'espulsione al minuto 25 di Ruben Martinez che causa il primo dei due calci di rigore trasformati da Garcia. Con la sconfitta di ieri il Rayo registra il peggior cammino casalingo dalla stagione 2002/2003 e con 12 punti si ritrova penultimo in compagnia di altre tre squadre. Per l'Espanyol si tratta, invece, di una boccata d'ossigeno e la prima vittoria in trasferta dopo due mesi. Da segnalare il ritorno al calcio giocato del difensore Víctor Álvarez che, a soli 20 anni, ha dovuto affrontare e superare un intervento al cuore nel maggio scorso.<br>Sconfitta a sorpresa, ma nemmeno troppo, del Valencia nel derby disputato ad Elche. Un derby che mancava da 25 anni e che, visto il primo tempo, avrebbe potuto tardare altri 25. Primo tempo, dunque, abulico con un Valencia che sembrava controllare la gara grazie, soprattutto, a Parejo, e che, però, non riusciva a trovare la giocata vincente. Tutta un'altra storia, invece, nella seconda parte dell'incontro, più vivave e ben giocato. Gli sforzi premiano il piccolo Elche che a 6 minuti dalla fine centra il gol vittoria grazie alla marcatura di Herrera.&nbsp; <br>Infine, il Siviglia fà suo il derby contro il Betis con un rotondo 4-0, che lascia i betici tramortiti e ultimi, in fondo alla classifica. <br>Si archivierà stasera la 14a di liga a "La Rosaleda" con Malaga-Athletic Bilbao. Da un lato i padroni di casa guidati da Schuster, irregolari sia nel gioco che nei risultati, dall'altro l'Athletic che, giornata dopo giornata, ha preso fiducia, è quinto in classifica e destinato a giocarsi un posto per l'Europa. <br><br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 14/a Giornata<br><br>VENERDI'<br><br>Valladolid-Osasuna 0-1&nbsp; 84'Oier<br><br>SABATO<br><br>Barcellona-Granada 4-0&nbsp; 20'Iniesta-40'Fabregas-71'Sanchez-90'Pedro<br>Real Sociedad-Celta Vigo 4-3&nbsp; 6-71'-78'-81'Vela(R) - 23'-57'Rafinha-28'Lopez(C)<br>Almeria-Real Madrid 0-5&nbsp; 3'C.Ronaldo-61'Benzema-72'Bale-75'Isco-81'Morata<br>Atletico Madrid-Getafe 7-0&nbsp; 26'-52'R.Garcia-37'A.gol Lopo-49'-78'Villa-69'Diego Costa-93'Adrian<br><br>IERI<br><br>Levante-Villarreal 0-3&nbsp; 13'Soriano-74'-89'Uche<br>Rayo Vallecano-Espanyol 1-4&nbsp; 28'51'-83'S. Garcia-85'Stuani(E) - 81'Niguez(R)<br>Elche-Valencia 2-1&nbsp; 57'Fidel-84'Herrera(E) - 73'Bernat(V)<br>Siviglia-Betis Siviglia 4-0&nbsp; 2'Bacca-44'Mbia-59'Machin,88'Iborra<br><br>OGGI<br><br>Malaga-Athletic Bilbao<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 40<br>2)At.Madrid 37<br>3)Real Madrid 34<br>4)Villareal 27<br>5)At.Bilbao 23<br>6)Getafe 20<br>7)Real Sociedad 20<br>8)Siviglia 19<br>9)Espanyol 18<br>10)Elche 17<br>11)Valencia 17<br>12)Levante 17<br>13)Granada 17<br>14)Malaga 13<br>15)Osasuna 13<br>16)Celta 12<br>17)Almeria 12<br>18)Rayo 12<br>19)Valladolid 12<br>20)Betis 9<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411Ancelotti41.jpgSiNliga-giornata-14-villareal-insegue-le-big-poker-del-siviglia-1012596.htmSi100427901,02,03010221
411012594NewsCalcio EsteroLiga, 14a giornata: Barça, Atletico e Real inarrestabili20131124103156Liga, Barcellona, Atletico Madrid, Real MadridPoker del Barça, manita del Real, l`Atletico ne fa 7Nell'anticipo della 14a giornata di Liga Spagnola l'Osasuna, dopo due sconfitte di fila che l'avevano riportata in piena bagarre per la salvezza, riscopre il gusto della vittoria&nbsp;in casa del Valladolid. Successo di misura grazie alla rete siglata da Oier a 6 minuti dalla fine. Il Valladolid, che non vince da 4 giornate, naviga adesso in brutte acque nonostante il buon inizio di campionato.<br>Nella giornata di ieri le tre big del calcio iberico hanno surclassato i rispettivi avversari. La capolista Barcellona, priva di Messi,Xavi, Victor Valdes e Dani Alves, ne rifila quattro al Granada mantenendo la vetta e tenendo a debita distanza le inseguitrici. Iniesta, Fabregas, Sanchez e Pedro firmano il poker.<br>L'Atletico Madrid risponde al Barcellona annientando il "povero" Getafe, che comunque era una delle squadre più in forma prima della sosta, sommergendolo con 7 reti.&nbsp;Doppietta per Villa e Raul Garcia, in gol anche Diego Costa che raggiunge quota 14 centri su altrettanti incontri disputati. <br>A -3 dai "colchoneros" si conferma il Real Madrid di Carlo Ancelotti, che, in casa dell'Almeria vince col perentorio punteggio di 5-0. Apre le marcature il solito Cristiano&nbsp; Ronaldo (17 in campionato e sempre più vicino alla conquista del pallone d'oro), Benzema, Bale, Isco e Morata. <br>L'incontro più spettacolare ed emotivamente più combattuto è stato quello giocato a San Sebastian tra Real Sociedad e Celta Vigo. <br>Baschi scatenati e vittoriosi per 4-3 grazie al poker di reti firmato dal messicano, ex Arsenal, Carlos Vela che fa letteralmente impazzire la difesa di Luis Enrique, che deve arrendersi nonostante l’ottima prestazione.<br>Come consuetudine saranno 4 gli incontri della domenica di Liga. Si parte con il derby della regione valenciana tra Levante e Villareal. La squadra di casa,&nbsp;prima della sosta, aveva perso due incontri di fila contro Granada e Athletic Bilbao scivolando così al decimo posto della graduatoria. Una vittoria risolleverebbe il morale e, probabilmente, riporterebbe gli uomini di Caparròs nuovamente in zona Europa, ma il cammino casalingo fino ad ora è stato deficitario ed occorre una grande prestazione per poter avere la meglio sui "cugini" del Villareal. Dal canto loro, gli uomini di Marcelinho, che continuano a mantenere la quarta posizione, hanno<br>dimostrato una grande solidità che ha messo in difficoltà persino club più blasonati del "piccolo" Levante.<br>Poi, sarà la volta di Rayo Vallecano-Espanyol. Gli ospiti non vincono da ben 5 turni, racimolando solo un pareggio e scivolando in classifica non molto distanti dalla zona retrocessione. Il Rayo, invece, è squadra che non conosce il segno X e proprio oggi il pareggio non servirebbe granchè a nessuna delle due, anche se muovere quantomeno la classifica sarebbe sempre meglio.<br>A seguire andrà di scena l'altro derby di giornata della regione valenciana, quello tra l'Elche ed il Valencia. L'Elche è reduce da due pareggi e due sconfitte nelle ultime 4 giornate ma ha ampiamente dimostrato di mettere in difficoltà chiunque se gioca con intensità e caparbietà. Attualmente tredicesimo, non male per esere una matricola ed uno dei club con il bilancio più basso dell'intero campionato. Che dire del Valencia; fino ad ora è una grande delusione e non riesco a trovare altri aggettivi se non mediocre. I tifosi sono infuriati e chiedono a viva voce amore per la maglia e, invece, puntualmente, trovano in campo 11 damerini che nemmeno sudano.<br>Infine, altro derby, quello andaluso stavolta, tra le due compagini di Siviglia. Il derby sivigliano ha sempre offerto intensità, passione ed emozioni, e stavolta si tinge anche di una componente drammatica per entrambe le squadre. Il Betis occupa attualmente l'ultima posizione in classifica e nemmeno il Siviglia vive momenti sereni. <br>Se negli anni passati questo derby significava ben altro con entrambe le squadre a lottare, almeno, per un posto in Europa League, questa serà in palio c'è molto di più dei tre punti.<br><br>&nbsp;<br><br>LIGA – Risultati 14/a Giornata<br><br>VENERDI'<br><br>Valladolid-Osasuna 0-1&nbsp; 84'Oier<br><br>IERI<br><br>Barcellona-Granada 4-0&nbsp; 20'Iniesta-40'Fabregas-71'Sanchez-90'Pedro<br>Real Sociedad-Celta Vigo 4-3&nbsp; 6-71'-78'-81'Vela(R) - 23'-57'Rafinha-28'Lopez(C)<br>Almeria-Real Madrid 0-5&nbsp; 3'C.Ronaldo-61'Benzema-72'Bale-75'Isco-81'Morata<br>Atletico Madrid-Getafe 7-0&nbsp; 26'-52'R.Garcia-37'A.gol Lopo-49'-78'Villa-69'Diego Costa-93'Adrian<br><br>OGGI<br><br>Levante-Villarreal<br>Rayo Vallecano-Espanyol<br>Elche-Valencia<br>Siviglia-Betis Siviglia<br><br>DOMANI<br><br>Malaga-Athletic Bilbao<br><br>SpagnaFL0411FL0411cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNliga-giornata-14-barcellona-atletico-e-real-inarrestabili-1012594.htmSi100427901,02,03010256
421012483NewsCalcio EsteroLiga, 8a giornata: Diego Costa trascina l`Atletico20131007102116Liga, 8a GiornataAtlético Madrid e Barcellona sempre a punteggio pienoL'Atletico Madrid tiene il passo del Barcellona ed è primo, a pari merito con i catalani, a punteggio pieno. Gli uomini di Diego Pablo Simeone superano per 2-1 il Celta Vigo al “Vicente Calderon”, trascinati dal "Pichichi" della Liga, Diego Costa che sigla una doppietta (10 centri in 8 gare per lui) e sbaglia anche un rigore, in apertura, sullo 0-0. Sabato sera il Barcellona, privo di Messi, ha schiantato per 4-1 il modesto Valladolid. Ospiti in vantaggio al 10' grazie al gol di Javi Guerra e rimonta veemente degli azul-grana che rifilano il poker con Alexis Sanchez(2)-Xavi e Neymar. Un risultato che per l'allenatore del Barça, Tata Martino, vuol dire record; infatti, diventa l'allenatore del Barcellona che più punti ha accumulato nelle prime 8 giornate avendone totalizzato 24,&nbsp;contro i 22 di Villanova e i 19 di Guardiola.<br>Anche il Real Madrid tiene il passo delle prime dimostrando da un lato evidenti problemi tattici, dall'altro un gran combattività fino al fischio finale. A Valencia, in casa del Levante le "merengues", a tratti, sono stati messi alle corde e costretti a inseguire le reti di Diawara ed El Zhar. Le zampate di Morata e Cristiano Ronaldo regalano, comunque, la sesta vittoria in campionato e permettono al Real di rimanere a -5 dalla coppia di testa. <br>Il Villareal mantiene la quarta posizione grazie alla vittoria di venerdì sera ottenuta tra le mura amiche contro il Granada che viene travolto 3-0 con le firme&nbsp;di Soriano,Pina e Dos Santos, il quale, finalmente, sembra aver trovato l'ambiente giusto per mettere a frutto il suo talento. <br>Ad inseguire il Villareal troviamo l'Athletic Bilbao e il Valencia, che proprio ieri sera nell'ultimo match della domenica di Liga, si sono divise la posta in palio pareggiando 1-1. Valenciani in vantaggio con Banega, che trasforma un calcio di rigore, e pareggio basco con il colpo di testa di Rico. Un pari che, tutto sommato, accontenta entrambe le formazioni, appaiate a quota 13 punti al quinto posto. A quota 13 sale anche il Getafe, che a domicilio ha la meglio sul Betis per 3-1. Prima frazione di gioco spettacolare per i madrileñi di Getafe che vanno al riposo già sul 3-0 in virtù della doppietta di Pedro Leon e del&nbsp;gol di Adrian. Perde terreno il Betis, dunque, che scivola a -5 dalla zona coppe. <br>L'Espanyol, che sembra aver perso lo smalto di inizio stagione, esce sconfitto dalla trasferta di Elche. Una doppietta di Coro stende i catalani, che inanellano la terza sconfitta consecutiva. Anche la Real Sociedad conferma un trend deludente, forse pagando lo scotto della champions, capitolando di misura in casa del Rayo Vallecano.<br>Momento positivo, invece, per il Siviglia di Unai Emery alla seconda vittoria in 3 partite. Gli andalusi superano 2-1 l'Almeria allo scadere e si allontanano ulteriormente dalla zona retrocessione. Per l'Almeria è sempre più buio a quota 3 punti all'ultimo posto in classifica.<br>Infine, da segnalare il colpaggio dell'Osasuna sul campo del Malaga deciso&nbsp;una rete di Riera, che regala la seconda vittoria stagionale alla squadra di Pamplona.<br><br>LIGA – Risultati 8/a Giornata<br><br>Venerdì<br><br>Villarreal-Granada 3-0&nbsp; 30'Soriano-49'Dos Santos-83'Pina<br>Malaga-Osasuna 0-1&nbsp;&nbsp; 23'Riera<br><br>Sabato<br><br>Elche-Espanyol 2-1&nbsp;&nbsp; 40'-74' Coro(EL) - 66'Thievy(ES)<br>Rayo Vallecano-Real Sociedad 1-0&nbsp; 89'Viera<br>Levante-Real Madrid 2-3&nbsp; 57'Diawara-85'El Zhar(L) - 61'Sergio Ramos-90'Morata-94'C. Ronaldo(R)<br>Barcellona-Valladolid 4-1&nbsp; 10'Guerra(V) - 14'-64'Sanchez-52'Xavi-70'Neymar(B)<br><br>Ieri<br><br>Atletico Madrid-Celta Vigo 2-1 (42'-62'Diego Costa(A) - 71'Nolito(C)<br>Siviglia-Almeria 2-1&nbsp; 6'Gameiro-93'Rakitic(S) - 24'Rios(A)<br>Getafe-Real Betis 3-1&nbsp; 16'-23'Pedro Leon-27'Colunga(G) - 51'aut.Rafa(R)<br>Athletic Bilbao-Valencia 1-1&nbsp; 43'rig.Banega(V) - 76'Rico(A)<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 24<br>2)At.Madrid 24<br>3)Real Madrid 19<br>4)Villareal 17<br>5)At.Bilbao 13<br>6)Valencia 13<br>7)Getafe 13<br>8)Espanyol 11<br>9)Levante 10<br>10)Malaga 9<br>11)Siviglia 9<br>12)Elche 9<br>13)Betis 8<br>14)Granada 8<br>15)Real Sociedad 7<br>16)Celta 6<br>17)Valladolid 6<br>18)Osasuna 6<br>19)Rayo 6<br>20)Almeria 3<br><br>SpagnaFL0411FL0411simeone.jpgSiNliga-giornata-8-diego-costa-trascina-l-atletico-madrid-1012483.htmSi100427901,02,03010246
431012172NewsCalciomercatoCavani-Real: Morata complica tutto 20130619162714cavaniTrattativa sempre più difficileNon c'è pace per Edinson Cavani: proprio mentre le cose sembravano andare per il verso giusto, ecco i problemi.<br><br>L'ultima offerta del Real (soldi, più Kheidira e Morata), sembrava finalmente aver convinto ADL: a mettere il bastone fra le ruote però, proprio il 21enne neo campione d'Europa con la sua Under 21.<br><br>Morata, infatti, ha dichiarato a fine partita: <em>" Mi ha chiamato Perez, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che l'anno prossimo non mi muovo dal Real".</em> <br><br>Doccia fredda dunque per il Matador, che vede affievolirsi le ultime possibilità di andare a Madrid, dato che tra l'altro i blancos non sono disposti a pagare l'intera clausola. <br><br>A questo punto, nel futuro di&nbsp;Cavani,&nbsp;o Psg, o Monaco...o Napoli!<br><br>C1007650FL0141FL0141cavani-disperato.jpgSiNcavani-real-morata-complica-tutto-1012172.htmSiT1000017100205001,02,03,06,07,08,09030875
441012166NewsCalciomercatoCavani: il Real torna in vantaggio20130618180043cavani city real Chelsea Offerti 40 milioni più Morata e KheidiraTutti lo vogliono, ma nessuno lo prende. Almeno per ora.<br><br>Edinson Cavani e la sua cessione sta diventando una telenovelas che, soprattutto, sta stancando pure lui.&nbsp;<br><br>City, Real, Chelsea e Psg&nbsp;vogliono strappare l'uruguaiano a De Laurentiis che però, non sembra sentire da quest'orecchio, a meno che non gli portino un bell'assegno da 63 milioni, ossia la clausola rescissoria del Matador, o qualche bella contropartita tecnica, accompagnata da tanti cash.<br><br>Nonostante le idee confuse in famiglia (il padre dice che il figlio vuole il Real, mentre la madre dichiara che Eddy vuole il City, ma ora inizia a non disdegnare pure i galacticos, ndr) il sogno di Cavani sembra essere proprio il Real Madrid: Ancelotti lo accoglierebbe a braccia aperte e l'ultima offerta, fresca fresca, fa riflettere. Perez offre infatti 40 milioni più Morata, giovane della <em>cantera blanca, </em>e Sami Kheidira, nazionale tedesco di grande affidamento. L'idea stuzzica ADL, ma bisogna valutare tante cose: innanzitutto al Real si deve insediare Ancelotti, allenatore già scelto, ma ancora non ufficiale. Poi si deve guardare la volontà dei due giocatori e, successivamente, il Matador deve battere la concorrenza di Luis Suarez, che piace ai blancos e costa anche molto di meno. Senza trascurare il fatto che i galacticos&nbsp;quest'anno hanno già dichiarato d'esser pronti a far follie per Bale.<br><br>Insomma, il Real c'è, è in vantaggio, ma non ha vinto: il City infatti non molla e, dopo il rifiuto di Dzeko a trasferirsi a Napoli, l'unica possibilità resta quella di pagare per intero la clausola di rescissione. Tanti soldi, ma non troppi per Monsour, che dovrà pure regalare Isco al suo nuovo allenatore Pellegrini, e ha già speso 25 mln per Jesus Navas.<br><br>Lo stesso discorso fatto per il City vale per il Chelsea: anche qui la soluzione è quella di pagare per intero i 63 milioni visto che Torres, pupillo di Benitez,&nbsp;si è&nbsp;rifiutato di seguire Rafa in Italia. Mou vuole&nbsp;Cavani, ma il sogno di Abramovich è Rooney, in rotta con il Manchester. Poche chances invece per il Psg, destinazione che non piace più di tanto al Matador.<br><br>E al posto di Edinson chi arriva? L'ipotesi numero uno è Cardozo del Benfica. Se l'affare salta si vira dritti dritti sul brasiliano Leandro Damiano.<br><br>C1007650FL0141FL0141cavani100.jpgSiNcavani-il-real-torna-in-vantaggio-1012166.htmSiT1000017100205001,02,03,06,07,08,09030736
451012152NewsCoppeEuro Under 21, le semifinali20130615100884Euro Under 21Semifinali: Spagna-Norvegia e Italia-OlandaTutti gli highlights su: <a href="http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/">http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/</a><br><br><br>L'europeo Under 21 entra nel vivo ed è giunto il momento di disputare le semifinali. <br>Alle 17:30 al Netanya Stadium si giocherà la prima semifinale del torneo, quella tra i campioni in carica della Spagna e l'outsider Norvegia.<br>Il cammino degli iberici mi ricorda tanto quello della Nazionale Maggiore campione del Mondo e d'Europa. Un avvio apparentemente stentato, con vittorie di misura e prestazioni non all'altezza della fama che gli spagnoli si portano dietro. E poi.... e poi arrivano le partite che contano, <br>quelle in cui bisogna essere al 100%, quelle oltre le quali c'è la gloria e la leggenda.&nbsp; A mio modesto parere è da leggere in questi termini il rotondo 3-0 rifilato all'Olanda. La Spagna doveva vincere per arrivare prima e lo ha fatto in maniera convincente.<br><br>Naturalmente la Rojita vuole ripetersi e centrare la finale; per questo scenderà in campo con la formazione migliore. Mister Lopetegui ha ancora un paio di dubbi, in particolare a centrocampo dove Koke sembra favorito su Camacho, mentre sulla trequarti Muniain dovrebbe essere titolare facendo fuori, almeno inizialmente, Tello. La punta centrale sarà il bomber del torneo, Alvaro Morata, che ha definitivamente vinto il duello interno&nbsp;con Rodrigo. <br><br>La Norvegia, senza paura, dovrebbe mantenere il consueto 4-3-3. Il tecnico Skullerud dovrebbe impiegare Elabdellaoui sulla corsia destra difensiva ed Hedenstad su quella opposta, mentre al centro dovrebbero trovare spazio Strandberg ed uno tra Rogne e Berge. <br>Il terzetto di centrocampo presumibilmente sarà composto da Singh, Henriksen e Berisha, mentre in avanti King sarà affiancato da Nielsen e Berget.<br><br>Probabili formazioni<br><br>Spagna (4-2-3-1): De Gea; Montoya, Bartra, Martínez, Moreno; Illarramendi, Koke; Isco, Thiago, Muniain; Morata. All.: Julen Lopetegui.<br><br>Norvegia (4-3-3): Nyland; Elabdellaoui, Berge, Strandberg, Hedenstad; Singh, Henriksen, Berisha; Nielsen, King, Berget. All.: Tor Ole Skullerud.<br><br><br>Alle ore 20.30 allo stadio Ha Moshava di Petah Tikva toccherà agli azzurrini. Di fronte troveranno i fortissimi "piccoli" Orange che, nonostante la sconfitta contro la Spagna nell’ultima partita del Girone B, hanno dimostrato personalità e talento. L'Italia, però, non ha nulla da temere e fin qui ha dimostrato tutta la sua forza sul campo contro le tre avversarie affrontate. <br>Il commissario tecnico dell'Italia, Devis Mangia, farà rientrare nell'11 iniziale le prime linee dopo averle fatte rifiatare nel match contro la Norvegia.<br>Pertanto la coppia centrale difensiva sarà costituita da Caldirola e Bianchetti con Donati e Regini (favorito su Biraghi) sulle corsie esterne. Florenzi e Insigne&nbsp;agiranno sulle&nbsp;le fasce di centrocampo con Verratti coadiuvato da Rossi in cabina di regia. <br>Il reparto offensivo poggerà sulle spalle di Immobile e Borini, quest'ultimo favorito rispetto agli altri compagni di ruolo. Destro e Gabbiadini dovrebbero iniziare dalla panchina, <br>pronti per ogni evenienza.<br><br>L'Olanda non sarà quella vista contro la Spagna. Mister Cor Pot qualche giorno fa non ha schierato la formazione titolare, quindi non c'è da illudersi, non sarà una squadra dimessa e ci sarà da sudare, lottare e soffrire.&nbsp; <br><br>Probabili formazioni<br><br>Italia, (4-3-3): Bardi, Donati, Bianchetti, Caldirola, Regini, Verratti, Florenzi, Saponara, Immobile, Gabbiadini, Sansone. All. Mangia<br><br>Olanda, (4-3-3): Zoet; Blind, Nuytinck, Van Aanholt, Leerdam; Fer, Clasie, Strootman; Maher, De Jong, Wijnaldum. All. Cor Pot<br><br>&nbsp;<br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuro-under-21-le-semifinali-probabili-formazioni-1012152.htmSi100427901,02,03010323
461012144NewsCoppeEuro Under 21: fari puntati su Spagna-Olanda20130612092358Euro under 21Gruppo B: Spagna-Olanda e Germania-RussiaTutti gli Highlights dell'europeo Under 21 su: <a href="http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/">http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/</a><br><br>All'Italia prima del Girone A, non resta che aspettare il big match del pomeriggio tra Spagna e Olanda. Gli spagnoli, per arrivare primi ed evitare l'Italia in semifinale,&nbsp; sono obbligati a vincere. Infatti, Spagna e Olanda hanno entrambe 6 punti ma la differenza reti e tutta a vantaggio degli orange. Dovrebbero esserci alcune novità nell'11 iniziale de "la Rojita", infatti sembra che i due gol, che sono valsi 6 punti, abbiano fatto conquistare il posto da titolare ad Alvaro Morata, fin qui,&nbsp;decisamente, l'uomo della provvidenza per gli spagnoli.<br><br>Come detto all'Olanda basta un pareggio per ritrovarsi di fronte la Norvegia in semifinale. Mister Cor Pot non dovrebbe cambiare molto rispetto alle precedenti due partite, eccezion fatta per Jozefzoon, che dovrebbe essere schierato al centro dell'attacco al posto di Luuk de Jong.<br><br>Probabili formazioni:<br><br>Spagna (4-3-3): De Gea, Montoya, I. Martinez, Bartra, Moreno, Alcantara, Canales, Isco, Koke, Morata, Tello. All. Lopetegi.<br><br>Olanda (4-3-3): Zoet, Van Rhijn, De Vrij, Indi, Blind, Van Ginkel, Leerdam, Maher, John, Jozefzoon, Wijnaldum. All. Pot.<br><br>Sfida tra deluse&nbsp;sarà quella tra Germania e Russia&nbsp;ormai estromesse dalla competizione.&nbsp;Certo, la Russia nutriva meno speranze dei tedeschi, ma la brutta figura rimediata contro l’Olanda ha, di fatto, cancellato l’onorevole sconfitta subita all’esordio contro la Spagna. Per la Germania solo una partita di consolazione, la vittoria è importante solo per evitare di concludere a 0 punti.<br><br>Probabili Formazioni<br><br>Germania (4-2-3-1) Baumann; Jantschke, Teschker, Mustafi, Sorg; Rudy, Rode; Holty, Hermann, Clemens; Lasogga<br><br>Russia (4-3-3) Kristyuk;&nbsp; Šcennikov, Bryzgalov, Burlak, Belyaev; Callagov, Petrov, Bibilov; Ceryšev, Dzagoev, Smolov<br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuropeo-under-21-gruppo-b-terza-giornata-1012144.htmSi100427901,02,03010297
471012137NewsCoppeEuro Under 21, il punto dopo la seconda giornata20130610102656Euro Under 21Il punto sull`europeoLa 19a edizione del campionato europeo under 21 ci ha già rivelato le quattro semifinaliste che si contenderanno il prestigioso trofeo continentale. Spagna, Italia, Olanda e l'outsider Norvegia hanno già staccato il pass a spese, soprattutto, di Inghilterra e Germania che sono state le due grandi delusioni del torneo.<br><br>C'è poco da fare calcoli per gli azzurrini che quasi certamente termineranno il girone in prima posizione a meno di una clamorosa sconfitta contro la Norvegia. Arrivare primi o secondi per evitare questa o quella non ha più senso: Spagna e Olanda sono entrambe due nazionali fortissime. <br><br>Ciononostante, però, credo, e spero non siano della serie "le ultime parole famose", che l'Olanda abbia fatto vedere quel "quid" in più rispetto alle piccole furie rosse. E non lo dico solo in virtù della roboante vittoria per 5-1 degli orange di ieri sera ma per il carattere e la determinazione, oltre che per il bel gioco espresso, mostrati nella partita d'esordio contro i teutonici. La Russia di ieri&nbsp; è stata troppo debole per impensierire gli uomini di Cor Pot e nemmeno l'espulsione di Chicherin può essere suficiente, da sola,&nbsp;a spiegare la goleada. Dall'altro lato c'è la favoritissima Spagna, la quale ha mostrato un solito, come da tradizione spagnola ormai, grande possesso palla, che, però, non va da nessuna parte perchè fino ad ora non solo è mancato un attaccante, diciamo alla Villa, per finalizzare la grande mole di gioco ma ha anche dovuto fare i conti con due nazionali, Russia e Germania, che hanno preferito preparare partite difensive&nbsp;provocando una&nbsp;conseguente mancanza di spazi. Questo&nbsp;e la mancanza di dinamismo dei centrocampista, primo fra tutti Muniain,&nbsp;ha fatto sì che l'uomo della provvidenza sia stato Alvaro Morata, classe '92 giocatore del Real Madrid Castilla, che con due reti in poco più di 40 minuti complessivi giocati ha tolto le castagne dal fuoco a "La Rojita". <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br><br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuro-under-21-il-punto-sull-europeo-1012137.htmSi100427901,02,03010296
481011646NewsCampionatiChampions League, il Galatasaray batte il Real Madrid: rete assurda di Drogba VIDEO20130409231016champions league, galatasaray, real madrid Champions League Galatasaray Real MadridFinale 3-2: 7' e 47' st Cristiano Ronaldo (R), 12' st Eboué (G), 26' st Sneijder (G), 27' st Drogba (G)<br><br> ammoniti: Sneijder, Eboué, Ambrabat, Arbeloa&nbsp; espulsi: 45' st Arbeloa <br><br> Galatasaray (4-4-2): Muslera; Eboué (35' st Elmander), Gokhan Zan, Semih Kaya, Riera; Inan, Felipe Melo, Altintop (1' st Amrabat), Sneijder; Drogba, Umut Bulut (18' st Sabri). A disp.: Iscan, Hakan Balta, Sarioglu, Aydin Yilmaz, Kurtulus. All.: Terim.<br><br> Real Madrid (4-2-3-1): Diego Lopez; Coentrao, Varane, Pepe, Essien (30' Arbeloa); Khedira, Modric; Özil, Di María, Cristiano Ronaldo; Higuain (28' st Benzema). A disp.: Casillas, Marcelo, Albiol, Callejón, Morata. All.: Mourinho<br><br> <A href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=QrOO6LHF0Fc">https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=QrOO6LHF0Fc</A><BR><br><br>C1007650adm001adm001galatasaray.jpgSiNchampions-league-il-galatasaray-batte-il-real-madrid-rete-assurda-di-drogba-1011646.htmSi100075701,02,03030261
491011353NewsCampionatiMilan, La Fico a Balotelli: «Nell`intimità Mario è meglio di Cristiano Ronaldo. Ma ora deve fare il padre»20130329152531milan, fico, balotelliRaffaella Fico ha lanciato In attesa del test del dna che possa stabilire con certezza la paternità della figlia, Raffaella Fico ha lanciato un nuovo messaggio al suo celebre ex fidanzato, Mario Balotelli, attraverso un'intervista concessa al programma 'Le Iene'.<br><br>"Anche se l'amore tra di noi è finito&nbsp;c'è di mezzo una creatura, tua figlia. Potrai vederla, appena me lo chiederai. Mario, la vita va oltre i 90 minuti in campo". L'ex 'gieffina' ha poi ribadito che "la nascita di Pia non è stata un incidente, ma una cosa voluta. Non ho mai voluto incastrarlo, è lui che mi ha fregata lasciandomi da sola".<br><br>Infine la modella si è lasciata scappare qualche dettaglio più intimo della sua vita privata: "Tra Balotelli e Cristiano Ronaldo, è meglio Mario. E' l'unica persona di cui mi sono veramente innamorata. Mi sarei innamorata lo stesso di lui, anche se fosse stato il mio meccanico".<br><br>C1007650adm001adm001raffaella-fico-incinta.jpgSiNmilan-la-fico-a-balotelli-nell-intimita-mario-meglio-di-cristiano-ronaldo-ma-ora-devi-fare-il-padre-1011353.htmSiT1000027100075701,02,03,07010641
501009253NewsCalcio EsteroLiga BBVA, undicesima giornata: è record per il Barcellona e per Messi20121112090215Liga BBVAGiornata 11:Mourinho sbanca il Ciutat de Levante<STRONG></STRONG>&nbsp;<BR><BR><STRONG>Valladolid-Valencia 1-1</STRONG>&nbsp; 15'Cissokho(VC) - 65'Perez(VL)<BR><BR>Il Valencia non vince un anticipo domenicale(quello delle ore 12 per intenderci) da tre stagioni e continua con un bilancio orribile in trasferta:solo due pareggi in sei incontri disputati.<BR><BR><BR><STRONG>Athletic-Siviglia 2-1</STRONG>&nbsp; 27'DeMarkos-45'Susaeta(A) - 78'Negredo(S)<BR><BR>Il Bilbao ha sofferto molto per avere ragione del Siviglia. Grande primo tempo della squadra di casa: uno-due micidiale. Nel secondo tempo è venuto fuori il Siviglia, che col rigore trasformato da Negredo e con l'Athletic in 10 uomini ha spaventato e non poco il pubblico del San Mamès.<BR><BR><STRONG>Maiorca-Barcellona 2-4</STRONG> 28'Xavi-44'-70'Messi-45'Tello(B) - 55'Pereira-58'Victor(M)<BR><BR>Il Barcellona di Tito prosegue la propria marcia verso il titolo a colpi di record. 'E il miglior inizio di sempre in Liga e Messi si avvicina ancora di più al record di gol segnati in un anno solare. Ha già superato le gesta di Pelè compiute nel 1958 allorquando segnò 75 gol ufficiali, seppure nel campionato brasiliano con la maglia del Santos.<BR><STRONG></STRONG><BR><BR><STRONG>Atletico Madrid-Getafe 2-0</STRONG>&nbsp; 24'Adrian-43'Arda Turan<BR><BR>L'Atletico ritrova la vittoria grazie al pubblico di casa, infatti in questa stagione ha sempre vinto tra le mura amiche. E'stata una partita tranquilla, senza troppi patemi d'animo.<BR><STRONG></STRONG><BR><BR><STRONG>Levante-Real Madrid 1-2</STRONG> 21'Ronaldo-84'Morata(R) - 62'A.Rodriguez(L)<BR><BR>Nel Ciutat de Levante campeggia la scritta:"Qui si viene a giocare, qui si può vincere, qui ci sarà da soffrire". E il Real ha giocato, vinto e sofferto sotto al diluvio e con il campo in condizioni al limite del regolamento. Cristiano si porta a casa anche alcuni punti all'occhio a causa di una gomitata. E' un piccolo record per Mourinho, che per la prima volta, da quando è allenatore del Real, sbanca lo stadio del Levante, l'unico che ancora gli resisteva.<BR><BR>Giocata Venerdì<STRONG> Betis-Granada:1-2</STRONG> 8'Torje - 74'Rico(G) - 62'Castro Martin(B)<BR><BR>Giocate Sabato<BR><BR><STRONG>Rayo-Celta 3-2</STRONG> 12'-34' Aspas(C) - 59'Carrilho-71'Tito-82'Piti.<BR><BR><STRONG>Espanyol-Osasuna 0-3 </STRONG>22'Cejudo-63'Sola-77'Omwu Villafranca. <BR><BR><STRONG>Real Saragozza-Deportivo 5-3</STRONG>&nbsp;13'Gama-21'Riki-90'Bodipo(D) - 27'Apono-61'Montanes-66'Sobero-77'-82'Postiga.<BR><BR><STRONG>Malaga-Real Sociedad 1-2</STRONG> 1'Vela-59'Prieto(R) - 37'Saviola(M). <BR><BR><BR><STRONG>Classifica</STRONG><BR><BR>1 &nbsp;Barcelona &nbsp;31<BR>2 &nbsp;Atlético &nbsp;&nbsp;&nbsp; 28<BR>3 &nbsp;R. Madrid &nbsp;23<BR>4 &nbsp;Betis &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 19<BR>5 &nbsp;Málaga&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;18<BR>6 &nbsp;Levante &nbsp;17<BR>7 &nbsp;Rayo &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16<BR>8 &nbsp;Valladolid &nbsp;15<BR>9 &nbsp;Valencia &nbsp;15<BR>10 &nbsp;Sevilla &nbsp;15<BR>11 &nbsp;Zaragoza &nbsp;15<BR>12 &nbsp;Athletic &nbsp;14<BR>13 &nbsp;R. Sociedad &nbsp;13<BR>14 &nbsp;Getafe &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 13<BR>15 &nbsp;Mallorca &nbsp;11<BR>16 &nbsp;Granada &nbsp;11<BR>17 &nbsp;Celta &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 10<BR>18 &nbsp;Deportivo &nbsp;10<BR>19 &nbsp;Espanyol &nbsp;9<BR>20 &nbsp;Osasuna &nbsp;8<BR><BR><BR>SpagnaFL0411FL0411messi.jpgSiNliga-bbva-giornata-barcellona-da-record-1009253.htmSi100427901,02,03010309
511007184NewsCalciomercatoMourinho: «Se Kakà resta non è un problema»20120804101320kaka-mourinho«L`importante è che decida bene per il suo futuro»Josè Mourinho, dopo il match vinto&nbsp;coi LA Galaxy di Beckham 5-1 (a segno Higuain, Di Maria, Callejon, Morata e Fernandez) parla di Kakà usando, dopo il bastone delle ultime settimane, la carota: <br><br> <EM>«Per me non è un problema se Kakà continua con noi - ha detto&nbsp;Mou - . In quel caso proveremo a ottenere il meglio da un giocatore reduce da una buona stagione, ma non brillante. Ci può essere d'aiuto. Da parte nostra la decisione da oggi fino al 31 agosto è che resti qui. E' un bravo ragazzo, fa gruppo e in determinate partite, non dico tutte, ci aiuta molto. Se manteniamo lo stesso gruppo è tutto pià facile, ci sono tutte le condizioni per fare una grande stagione come speriamo ardentemente. Kakà non ha bisogno di mandarmi messaggi con gli allenamenti o le partite, ci conosciamo bene, abbiamo passato tanto tempo insieme. Nel primo anno ha avuto qualche problema a recuperare dall`infortunio, nella passata stagione ha contribuito al successo nella Liga, pur non partendo titolare perché era difficile per me modificare l`undici base. So che quel che pensa lui e non ha bisogno di mandarmi messaggi. L`importante è che decida bene per il suo futuro. Per la sua felicità e la sua autostima. Se vuole rimanere sono contento, se è felice andandosene via, può farlo. Io sarei contento se rimanesse».</EM><br><br>FL0141FL0141mou-kaka.jpgSiNmourinho-se-kaka-resta-non-e-un-problema-1007184.htmSi100205001,02,03010372
521005245NewsEditorialeDimmi perché piangi...20120522101531lavezzi psg de laretiisLe lacrime del Pocho per un addio quasi certo<P>A fine partita ha abbracciato Cavani piangendo. Durante la festa per la vittoria di coppa piangeva. Due indizi fanno una prova e a meno che il Pocho non sia diventato ipersensibile&nbsp; alle vittorie il numero 22 ha già deciso di andare via.</P> <P>Ribadiamo però un piccolo particolare: ha deciso lui. Eh già perchè Napoli è innamorata di lui (un artigiano ha anche fatto una statuina del presepe rappresentante l'argentino che alza la coppa) e domenica l'ha osannato. </P> <P>De Laurentiis&nbsp;ne è innamorato e a fine partita l'ha elogiato: "&nbsp;Il Pocho è grande, viva Lavezzi". Però l'argentino andrà via e a farlo capire è proprio il presidente napoletano:&nbsp;<EM> "Facciamolo decidere del suo destino, ha 27 anni, c'è una clausola rescissoria, se qualcuno si presenta e la paga andrà via". </EM></P> <P>E qualcuno la pagherà: tutto fa pensare che un bel giorno Leonardo verrà a Milano consegnando i 31 milioni che porteranno il Pocho lontano da Napoli: Palacio è praticamente già nerazzurro, il City sembra essersi fatto da parte lasciando quindi solo il PSG in corsa.</P> <P>L'erede? Insigne senz'altro:&nbsp;<EM>"A me piace&nbsp;Insigne<STRONG> </STRONG>perché e un uomo squadra, lui e suo fratello stanno facendo benissimo, avete visto? E allora che facciamo? Li riportiamo a Napoli per non farli mai giocare perché gioca sempre il Pocho Lavezzi? I giovani devono giocare...".</EM> De Laurentiis dicit.</P>1007858FL0141FL0141napoli.jpegSiNdimmi-perche-piangi-1005245.htmSi100205001,02,03030434
531003755NewsCampionati«Balla coi lupi»? No, il Lecce balla sul lupo...20120407205756Lecce, Roma, Via del Mare, Muriel, Di Michele, Lamela, Luis EnriqueLecce-Roma: vincono i giallorossi (non quelli belli, gli altri)Vado via dal mare (bellissimo) di Lecce e me ne vado al "Via del Mare" di Lecce.<BR>In tribuna ci sono tanti bambini delle scuole calcio della provincia, nonostante la pioggia imperterrita e fastidiosa.<BR>Mia sorella si è innamorata di Lamela che, a sua detta, "è un gran figo".<BR>I tanti bambini osservano Osvaldo che li incanta con rabona, numeri e colpi di tacco volanti e Bojan che sembra danzare con il pallone tra i piedi.<BR>Intanto il Lecce si allena sotto la Nord, dalla parte opposta a noi: sembra lontano anni luce dalla Roma di Luis Enrique.<BR>Mentre i capitolini simulano azioni offensive "massimoduetocchi", i salentini sudano e corrono.<BR><BR>Le squadre rientrano negli spogliatoi e una cosa sembra certa: l'unico elemento che accomuna le due squadre è il giallorosso della maglia.<BR><BR>Inizia la partita e il possesso palla "massimoduetocchi" lo fa il Lecce di Cosmi che, con la sua coppola grigia, sembra un pittore parigino, di quelli che stanno lungo la Senna e pitturano i paesaggi della città.<BR>La Roma? Suda e rincorre.<BR>Al 22' la grande gara dei giallorossi (non quelli belli, gli altri) la cambia Muriel che, oltre a danzare con la palla, improvvisa un balletto con il compagno di merende Cuadrado: quando si dice "Balla coi lupi"...<BR>Il Lecce non si accontenta di ballarci con il lupo, ci balla sopra: un giocatore di classe che preferisce il pressing alle rabone, firma il raddoppio. Ora è David Di Michele l'uomo che incanta i numerosi bambini del "Via del Mare".<BR>Finisce il primo tempo: 2-0 per i giallorossi (non quelli belli, gli altri).<BR><BR>"Avranno scherzato?" "Ma sì, rimonteranno sicuramente..." Sugli spalti ne sono certi quasi tutti.<BR>Basta attendere 15 minuti per scoprire la verità.<BR><BR>Ebbene, la verità è esattamente quella della prima frazione di gara: in campo c'è solo il Lecce.<BR>Muriel salta Heinze e De Rossi, manco fosse Osvaldo che punta Miglionico e Tomovic e infila un goal da cineteca: al 49' è 3-0.<BR>Spinti dai tifosi, i salentini cavalcano l'onda dell'entusiasmo e calano il poker: Di Michele fissa il 4-0 su rigore.<BR><BR>L'artista della panchina ha fatto un'opera d'arte che è un autentico capolavoro e&nbsp;i due goal dei giallorossi belli passano quasi inosservati.<BR>Finisce 4-2 per gli altri giallorossi.<BR><BR>"Hai visto che goal ha fatto Lamela?" faccio a mia sorella.<BR>"Lamela chi?" chiede lei.<BR>"Quello figo..."<BR>"Ma quale figo: il vero figo è Cosmi!"<BR><BR>La gente inizia ad andare via dallo stadio e l'impressione di inizio gara è confermata: oggi l'unica cosa che accomuna le due squadre è il giallorosso e le squadra di Luis Enrique è lontana anni luce da quella del romano e romanista Serse...C1000009Via del Mare, Leccefl0101fl0101cosmi.jpgSiNlecce-roma-balla-sul-lupo-1003755.htmSiT1000013,T1000012100129501,02,03030238

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