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11013782NewsEditorialeLa Juventus vince meritatamente la sua 14ma Coppa Italia2021052016:04Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.<p>E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalit&#224;. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfott&#242;, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: <strong>i tifosi allo stadio</strong>. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si &#232; svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualit&#224; tecnica e agonistica. La Juventus &#232; andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con <strong>Kulusevski</strong> che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con <strong>Malinovskyi</strong>. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficolt&#224;, <strong>Federico Chiesa</strong> ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con <strong>Dybala.</strong> <strong>Per la Juventus &#232; la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate</strong> e per <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri &#232; stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che &#232; seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.</p><p>Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus &#232; stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualit&#224; di gioco. Tutto ci&#242;, nonostante la squadra di <strong>Gasperini</strong> si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese pi&#249; arcigne. L'Atalanta resta una bella realt&#224; del nostro campionato, tanto &#232; vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocit&#224; negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non &#232; stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus &#232; salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto cos&#236;, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si &#232; materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando &#232; stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, <strong>Cuadrado</strong> &#232; diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilit&#224; dei ruoli. Lui si &#232; formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che pu&#242;. C'&#232; poi <strong>Chiesa</strong> che si &#232; rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potr&#224; fare affidamento per l'avvenire, cos&#236; come <strong>De Ligt, McKennie</strong> e poco altro. S&#236;, perch&#232; la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la societ&#224;, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avr&#224; maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodich&#232; valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Reggio Emiliafl0711fl0711ab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSIncalcio-1013782.htmSI0101045n
21013747NewsEditorialeSTASERA INTER - ATALANTA. MILAN E JUVE SPERANO IN UNO STOP DEI NERAZZURRI2021030806:28juve, milan,inter,atalanta, napoli,lazio,verona,roma,pioli,morata,gasperiniIl Milan espugna Verona con pieno merito, mentre i bianconeri senza Ronaldo ribaltano d'orgoglio la Lazio <p>Vincono Juve e Milan e tornano a sperare nel titolo. La Juve regala i soliti 20 minuti all'avversario e 1 gol (Correja), poi reagisce da grande squadra e pareggia con Rabiot prima dell'intervallo, prima di dominare e chiudere il match, nonostante le numerose assenze, contro una Lazio fragile, che cede per 3 a 1 sotto i colpi di Morata autore di una doppietta (il secondo sigillo dello spagnolo arriva dagli undici metri). Il Milan, seppur incerottato, prepara e vince una gara in trasferta sulla carta molto difficile, grazie ad un gol per tempo e alla gara di sacrificio dei suoi giocatori (Kessie su tutti), messi benissimo in campo da Pioli contro il Verona, una delle rivelazioni del campionato, che prova a reagire solo nel finale, quando oramai &#232; troppo tardi. I campioni d'Italia e i rossoneri tallonano l'Inter, che resta avanti di 3 punti sul Milan e 7 punti sui bianconeri (che il 17 recuperano il match contro il Napoli), ma dimostrano di poter ancora recitare un ruolo importante sino alla fine per la vittoria del torneo. Per l'Inter, dunque, vietato sbagliare stasera contro l'Atalanta a San Siro. Se perde o pareggia vede riavvicinare in un solo colpo sia la Juve che il Milan, e in caso di sconfitta dovrebbe cominciare a preoccuparsi anche degli uomini di Gasperini, che si porterebbero a -7 da Lukaku e compagni. In chiave Champions vittorie importanti anche per Roma (1 a 0 al Genoa) e Napoli (3 a 1 nel posticipo serale contro il Bologna). Anche in coda tutto ancora aperto, con il Crotone che vince lo scontro contro il Torino e sale a 15 punti (i granata restano terz'ultimi con 20 punti), il Parma che pareggia 3 a 3 a Firenze e va a quota 16, il Cagliari che pareggia in extremis in casa della Samp e sale a 22 punti. Si dividono la posta Spezia e Benevento (che si portano a 26 punti). Momento felice per l'Udinese, che dimostra il suo stato di forma vincendo 2 a 0 contro il Sassuolo nell'anticipo di sabato pomeriggio, agganciando l'undicesima posizione (i neroverdi di De Zerbi restano in nona posizione con 36 punti e una gara da recuperare).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISinter-atalanta-attesa-perjuveemilan-1013747.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010157n
31013723NewsCampionatiNoi che commentavamo le partite e i fatti tecnici20201006114221Juve - Napoli, che confusione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sti ppagliacciati ‘e ffanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie….appartenimmo à morte!”</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Ho voluto iniziare questo mio articolo prendendo a prestito l’ultima frase storica de <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">‘A Livella di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio De Curtis in arte Totò</i></b>, proprio per meglio significare come il mondo del pallone sia finito amaramente nel caos più assoluto. E’ un po' come dire che certe pagliacciate fanno parte dei vivi, perché i morti sono seri. Così constatiamo che la politica sportiva è nella bufera. L’ASL di Napoli va contro i protocolli votati in Lega. Tradimenti di patti stipulati in maggioranza e veleni insanabili che si profilano minacciosi all’orizzonte, mentre il coronavirus se la ride bellamente, soddisfatto del male procurato. Ma il pallone italiano non guarirà mai da accecanti contestazioni, polemiche, antipatie, diatribe che stanno uccidendo definitivamente l’ultimo respiro di ossigeno del calcio giocato. Ci piace vedere giocare l’Atalanta di Gasperini e con la Dea abbiamo quasi fatto un patto di simpatia per il piacevole bel gioco del calcio profuso sul campo, capace di distoglierci per un attimo dal basso fondo di un pallone che è diventato immagine negativa per chi ci guarda oltre confine. Juve – Napoli, una partita che doveva essere giocata all’Allianz Stadium domenica 4 ottobre, non s’è potuta fare perché il Napoli non si è presentato. Il motivo? L’ASL di Napoli ha fermato la squadra in partenza per Torino per il timore che si propagassero altri contagi oltre quelli di Zielinski ed Elmas, mentre allo stesso tempo la squadra di Gattuso è stata mandata in isolamento per 14 giorni. Da qui tutta una serie di messaggi, fax, colpi di scena e situazioni inedite da parte della Juventus che ha dichiarato a chiari lettere di scendere in campo ugualmente, rispettando il protocollo controfirmato in Lega da tutte le società di Serie A. Una querelle furibonda che si è scatenata tra le due società di calcio, mentre la Lega ha preso posizione difendendo in pratica il rispetto del regolamento e dando torto al Napoli per quanto ha fatto. Adesso la cosa sta prendendo le sembianze di una gigantesca diatriba politica che coinvolge la Lega Calcio, il ministero dello sport e della sanità, l’Asl di Napoli e le società calcio Napoli e Juventus. Al momento si pensa che alla Juventus gli sia data partita vinta a tavolino, ma il Napoli è pronto a fare il proprio ricorso coinvolgendo probabilmente Lega e Tar. Insomma, un gran caos che inasprisce gli animi più di quanto non lo fossero già tra le rispettive tifoserie che si guardano in cagnesco. Ma questo calcio non ci piace più da tanto tempo. Questo calcio disgusta per una incapacità di gestione politica, la quale si è lasciata inondare dalla già difficile situazione provocata da un covid 19 che ha messo tutti in ginocchio. Tuttavia, se è vero che il regolamento in essere è stato controfirmato dalle parti nel mese di giugno scorso, è altresì vero che vista la situazione attuale di continuo aumento dei contagi, si doveva intervenire tempestivamente per modificare alcuni punti. Questo non è stato fatto e ognuno resta fermo sulle proprie idee: la Juve per il rispetto del regolamento e il Napoli con l’alibi di non essere potuto partire per disputare la partita di Torino a causa del fermo dell’ASL di Napoli. Insomma una matassa ingarbugliata dove il pallone invece di essere parte primaria del gioco è diventato un optional. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Certe pagliacciate lasciamole fare alla Politica ”</i></b> - diciamo noi che apparteniamo a quelli che amavano il calcio giocato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711juventus-napoli-non-è-stata-giocata.jpgSiN-1013723.htmSi100451001,02,03,1001056
41013708NewsCampionatiIl male oscuro di Josip Ilicic20200801155718Storie di campioni che si riflettono nell`umano sentire. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ci sono storie legate all’uomo che vanno oltre il proprio stato sociale, la ricchezza o la difficoltà di vivere un quotidiano che spesso contribuisce con la sua storia a colpire la sensibilità di ognuno di noi. Storie che si intersecano nell’io più profondo, che colpiscono i meandri interiori talora oscuri e ben nascosti nell’anima, che all’apparenza possono sembrare inspiegabili, immotivate, senza senso. E invece un senso ce l’hanno, eccome se ce l’hanno! La storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josip Ilicic</i></b> calciatore sloveno e stella della bellissima Atalanta, sta interessando i media, i tifosi della Dea bergamasca e non solo. Si è appreso, infatti, che il campione dell’Atalanta non è infortunato a causa dei suoi muscoli o delle sue ossa, ma è affetto da quella malattia che colpisce l’anima e che non ti lascia più vivere serenamente. Una patologia che quasi sempre trova terreno fertile nelle persone più sensibili che somatizzano in maniera esasperata ogni accadimento avvenga nella vita. Un retaggio di situazioni che non nascono mai dal nulla ma che si trascinano nel tempo fino a farti crollare. L’Atalanta non è stata ovviamente chiara su questo problema personale di Ilicic, tuttavia, da ambienti vicini al calciatore si è appreso di quanto abbiamo detto. A curarlo sono i familiari, i quali lo conoscono davvero fin dal tempo in cui Josip era un anonimo personaggio che non aveva ancora raggiunto quella notorietà capace di proiettarlo nel benessere assieme alla sua famiglia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“E’ un ragazzo forte ma anche fragile, come i tronchi degli alberi antichi” </i></b>dicono i suoi compagni che l’hanno conosciuto quando giocava a Firenze. E adesso neanche il successo delle sue prestazioni in un’Atalanta da favola, sono bastati ad evitare a Ilicic che qualcosa si rompesse dentro di lui. Il periodo del lockdown, le immagini crude dei camion militari che portavano via le bare nella città di Bergamo a pochi passi da dove egli vive, hanno impressionato e sconvolto questo calciatore forte fisicamente ma fragile nella sua interiorità. E anche l’umano perduto come senso di conforto per sfociare poi nella paura del contagio, hanno sconvolto il profondo di un uomo che è spesso assalito da momenti di tristezza. Certo, non siamo noi a dover significare una situazione che in questo ragazzone sloveno ha tutti i presupposti di una depressione, piuttosto che di un semplice e momentaneo stato d’animo. E non è un caso che il giocatore, con il permesso della società, abbia deciso di tornare in Slovenia tra le sue persone care, la sua gente, il suo mondo che possa aiutarlo a superare questo momento buio della sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto in campo contro la Juve all’Allianz Stadium. In quell’occasione non aveva brillato come suo solito. Era apparso stanco e poco incisivo, quasi avesse la testa altrove, per questo Gasperini a un certo punto ha deciso di sostituirlo. Tutto lasciava pensare a una stanchezza fisica, non certamente a una situazione di così larga e preoccupante difficoltà personale. Già contro la Lazio, l’Udinese, il Cagliari e la Sampdoria non aveva brillato e nonostante il suo sforzo, il ragazzo non è riuscito a far scoccare quella scintilla in grado di fargli dare il meglio di sé. E adesso crediamo pure che non sia neanche in grado di partecipare con i suoi compagni alla prossima Champions League che vedrà l’Atalanta affrontare il Paris Saint Germain. E’ certo che per la squadra di Bergamo fare a meno di Ilicic significa come per la Juve fare a meno di Dybala o Cristiano Ronaldo. Tuttavia, c’è un fatto umano da rispettare che va oltre ogni conquista di titolo, trofeo o coppa che vinci grazie a campioni come lui. Ma la società, la città di Bergamo, i tifosi della Dea gli sono vicini e con rispetto e pazienza lo aspettano a braccia aperte. Sì, quelle braccia aperte che nella vita gli hanno dato il conforto ancor più della fama e della ricchezza. Non sono solo parole, no! Per Josip Ilicic è il senso della vita, l’essenza dell’umano cui aggrapparsi. Il resto è soltanto la cornice di un quadro che esprime l’esistenza attraverso i suoi colori sgargianti e variopinti, che esprimono la bellezza di vedere le cose con gli occhi della speranza. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711ilicic.jpgSiN-1013708.htmSi100451001,02,03,1001039
51013697NewsCampionatiIl “Sarrismo?”, un’invenzione giornalistica.20200712172448La Juventus, prima della classe, ha smarrito la sua personalità.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo aver visto Juventus – Atalanta, abbiamo riflettuto molto su quanto l’Atalanta sia molto avanti nel gioco rispetto alla Juventus. Un altro mondo, un’altra realtà. E’ innegabile la qualità e l’espressione di gioco profuso della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> che per tutto il primo tempo (e anche oltre), ha impartito lezioni di calcio ai più accreditati avversari. Per lunghissimi tratti della partita abbiamo visto una sola squadra in campo che correva con freschezza a mille all’ora e, soprattutto, sviluppava la coralità di un gioco moderno, molto vicino a quello espresso dalle più forti squadre europee. La Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> non ne ha capito nulla e per tutto il primo tempo, tranne l’unico tiro in porta di Dybala, si è limitata a contenere la brillantezza del gioco dell’Atalanta, non per scelta ma per manifesta superiorità dell’avversario. E mentre Gasperini incanta con Zapata e Malinovskyi, Sarri si salva con due gol su rigore di Cristiano Ronaldo. Regole assurde, quelle arbitrali, regole che sanno di non calcio. Infatti, non è possibile dare tutti questi rigori perché la palla va a sbattere sul braccio del giocatore. Si ritorni all’intenzionalità e al braccio che si allarga dal corpo (giusto quello su Muriel, ingiusto quello causato da De Roon) per assegnare il calcio di rigore. Sia chiaro che non vogliamo far passare il messaggio di una Juve sempre aiutata dagli arbitri, perché a Milano contro il Milan, ad esempio, è stato dato lo stesso rigore inesistente su Bonucci, a cui era sbattuto il pallone sul braccio attaccato al corpo. Non esiste. Questa regola va cambiata e Rizzoli deve saperla modificare fin dall’inizio del prossimo campionato. Detto questo, non possiamo non continuare a sostenere che Sarri sia un allenatore non adatto alla Juve che appare sempre più compassata, priva di idee, fragile dal punto di vista fisico e mentale. Tutte magagne ingigantite da un’Atalanta brillante che meritava di vincere un match largamente dominato. Peccato, perché i sogni scudetto della bellissima squadra di Gasperini finiscono forse qui, visto che è terza in classifica a -9 dalla capolista Juve. Già, la capolista Juve! Che dire di questa squadra di Sarri che doveva essere modificata nella logica di un gioco brillante, divertente e si ritrova nell’inesauribile noiosa tiritera di chi vince il campionato per mancanza di avversari che non hanno la sua stessa regolarità, e poi perde la Champions per l’incapacità di sviluppare un gioco europeo diventato sempre più moderno e carico di logiche atletiche, fisiche, prima ancora che tecniche. Troppo poco per una Juve di campioni mal gestiti da un allenatore caparbio e cocciuto nell’insistere su una sua filosofia sarriana che è solo un’invenzione giornalistica. La Juve era già cinica, vincente in campionato e pure noiosa nel gioco. Cos’è cambiato con Sarri e il “Sarrismo” che ripropone un Danilo “pericoloso”, un centrocampo che cammina ed è incapace di verticalizzare il gioco e fornire palloni giocabili alle punte. E Bernardeschi dov’è finito? Insomma, la Juve vive sulla ritrovata verve di Dybala e su Cristiano Ronaldo. Un po’ poco per una squadra che ha investito fior di milioni di euro per rimanere quello che era. Una corazzata senza l’arma del bel gioco del calcio. Per noi, Sarri ha fallito. Chi lo ha scelto cominci a pensarci seriamente. Naturalmente, ci auguriamo di sbagliarci per i tifosi e il mondo bianconero, che tanto ha a cuore una Juventus che possa finalmente alzare la Champions al cielo. Ma così non va!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013697.htmSi100451001,02,03,0701060
61013686NewsCampionatiPoker della Juve contro il Lecce, ma c’è ancora tanto da fare nel gioco.20200627122040I bianconeri vincono ma deludono sull`intendere del calcio moderno <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Se vincere è l’unica cosa che conta e se essere andati a +7 in classifica sulla Lazio che è seconda ma con una partita ancora da giocare, dà respiro per aggiudicarsi lo scudetto, allora ogni discorso relativo all’analisi del gioco del calcio inteso come coralità di squadra, viene a decadere. Diciamo questo perché dopo avere visto la partita vinta per 4 a 0 dalla Juventus contro il Lecce in dieci uomini, continuiamo a non vedere il gioco d’insieme di una squadra imbottita di campioni che stentano a sviluppare un insieme di azioni tali da giustificarne l’alto contenuto tecnico. C’è un motivo portante nella squadra di Sarri, ed è l’evidente incepparsi davanti a squadre chiuse che partono in contropiede. E non è un caso che i bianconeri abbiano sofferto contro il Milan, il Napoli e per tutto il primo tempo anche contro il Lecce. In antitesi, invece, riesce a migliorare l’espressione del gioco con squadre come il Bologna, le quali scendono in campo con il desiderio di giocare una partita aperta e magari di batterla questa Juve. E siccome dal punto di vista concettuale sono poche le squadre del campionato italiano ad essere supportate da questa idea tattica di calcio propositivo quando affrontano la Vecchia Signora d’Italia, sarebbe opportuno che Sarri cambiasse magari modulo, adeguandolo alla squadra che si incontra. Infatti, sembra ormai troppo scontato l’atteggiamento in campo della Juve, che si basa soprattutto sulle pregevoli giocate individuali che, tuttavia, sono quasi sempre imbrigliate dai coriacei difensori avversari, più propensi a distruggere piuttosto che a costruire il gioco. Così si determina una situazione in cui la verticalizzazione del gioco viene a mancare, le imbucate sono inesistenti, con l’inevitabile conseguenza che giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo e Dybala</b> diventino giocatori “normali”. Poi, per fortuna della Juve c’è il guizzo di una giocata individuale che fa la differenza, ma resta sempre la difficoltà di trovare un gioco che non c’è anche alla luce della prossima Champions. Insomma, Juve nuova problemi vecchi. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri a Sarri</b> la Signora è rimasta con il suo vecchio stile e modo di pensare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa che conta”</b> anche se poi patisce le partite secche e le finali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri </b>avrebbe dovuto rappresentare la novità, l’innovazione, la teorizzazione di una filosofia calcistica basata sull’armonia del gioco di squadra, adatta soprattutto ad essere competitiva in campo internazionale. Fino ad oggi non abbiamo visto nulla di tutto questo in una squadra che si affanna, spinge in avanti, trova muri invalicabili e non trova il modo per aggirare difese chiuse e protette da un centrocampo attento a chiudere ogni varco. E’ troppo poco sperare nell’entrata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> che dribbla anche se stesso e scombina i programmi tattici degli avversari. Troppo poco sperare nei pregevoli gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> che inventa la giocata da maestro campione. La Juventus è squadra di grandi talenti che sta anche rivedendo attraverso il mercato, di migliorare un centrocampo apparso vulnerabile e poco propenso a sposare in toto l’idea di Sarri. Una Juve che appare ancora troppo lontana dalla verve agonistica e dalla freschezza atletica dimostrata dall’Atalanta di Gasperini. Pensiamo anche che la Juve di Sarri debba ritrovarsi in fretta sotto l’aspetto mentale della cattiveria, perché non è ammissibile che dia sempre questa impressione di squadra che parta con sufficienza, pensando che prima o poi il gol arrivi. Rivedersi in un gioco di calcio moderno, corale, empirico, che riassuma il concetto di squadra capace di collegare all’unisono l’aspetto di possesso e non possesso palla, urge a una Juve che vuole vincere Scudetto e Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013686.htmSi100451001,02,03,0701048
71013655NewsEditorialeL’esempio della grande bellezza dell’Atalanta Bergamasca Calcio20200221173810L`avvento di una nuova cultura calcistica, fatta propria da una ex squadra provinciale<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Riservato a chi si inebria di calcio spettacolo, di armonia del pallone, di pregiato gusto del gioco e della sua purezza di espressione. L’Atalanta è questo, merita sempre il prezzo del biglietto anche se non sei propriamente tifoso simpatizzante della Dea Bergamasca. Ma che importa dare giudizi di parte, quando l’espressione di questo calcio sviluppato dai nerazzurri orobici è inconfutabilmente piacevole e capace di trasportarti in emozioni che durano anche 95 minuti. La partita di Champions contro il Valencia ha confermato quanto detto e visto ormai da almeno un triennio della squadra di Gasperini. Già, Gasperini. Se pensiamo che si continua a declamare nomi altisonanti di tecnici europei che potrebbero essere ingaggiati il prossimo anno per venire ad allenare in Italia, allora non capiamo come il modello italiano rappresentato da Gian Piero Gasperini e anche da Simone Inzaghi passi sempre in secondo piano. Siamo convinti, non da oggi, che il meglio dei coach dalle vedute moderne del football internazionale l’abbiamo in Italia. E non è un caso che Atalanta e Lazio stanno stravolgendo con il proprio gioco l’antica cultura calcistica italiana nel mondo, ancorata com’era a un calcio sparagnino, farraginoso, utilitaristico, talora vincente ma scarno di spettacolo. E non è vero che per assistere a uno spettacolo (Allegri dixit) bisogna andare al cinema, al teatro o al circo, perché anche lo stadio può offrire, se vuole, l’armonia di un pallone che non deve essere per forza strozzato dalla vittoria a tutti i costi, ma sappia intendere con scioltezza fisica e mentale ciò che significa emozione, brividi di trame di gioco, corsa non forsennata ma corretta, intelligente, e amalgama di squadra che ti trasmette la sua voglia di divertirsi e divertire. Eppure sulla bocca di tutti, nei sogni dei tifosi e anche dello stato maggiore delle società di calcio d’Italia, ci sono sempre Pep Guardiola, Jurgen Klopp, Josè Mourinho, Mauricio Pochettino, Zinedine Zidane. Ottimi tecnici che hanno vinto molto ma che hanno saputo vendere la propria immagine nel mondo come fossero il non plus ultra, come se con loro si stipulasse il contratto delle Champions sicuramente vinte. Ma i meccanismi del calcio sono molto delicati perché si tratta di uno sport di squadra che ha bisogno di oleare bene tutti i suoi meccanismi in maniera globale, armonica, e se soltanto un tassello non s’incastra bene all’interno del gruppo, ecco che tu puoi avere il miglior tecnico del mondo e non vincere, perché in quel calcio espresso dalla tua squadra manca sempre qualcosa. E’ un po’ il discorso che l’ambiente juventino sta vivendo in questa stagione con Maurizio Sarri, il tecnico chiamato dal Chelsea per venire ad apportare alla Juventus un gioco divertente che non c’è perché sembra esserci un conflitto ideologico tra tecnico e squadra. Sì, perché la prima regola è che un buon allenatore deve poter sviluppare il proprio credo calcistico in base alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori, senza snaturare ruoli e caratteristiche di campioni a cui non hai nulla da insegnare se non collocarli nella giusta posizione per rendere al meglio, creando l’armonia globale all’interno della squadra stessa. E’ quello che stanno facendo certi tecnici italiani nel loro lavoro, con le relative rose non particolarmente eccelse come quelle di Gasperini, Inzaghi, ma anche di D’Aversa, piuttosto che di Juric. E’ il calcio della grande bellezza, è la voglia di divertirsi e divertire che aleggia nella globalizzazione di un football internazionale diventato forse meno tecnico e più atletico, là dove la forza fisica è sempre supportata dal cervello. Si rifletta su questi temi e si prenda ad esempio il fantastico messaggio di un’Atalanta che incanta, che diverte, che emoziona e ti riconcilia con un pallone che spesso angustia e disamora per noia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711inzaghi-gasperini.jpgSiNl-esempio-della-grande-bellezza-dell-atalanta-bergamasca-calcio-1013655.htmSi100451001,02,0301094
81013649NewsCampionati“Il Toro è un’idea, una diversità”, parola di Fabio Viglione.20200123144520Intervista a un tifoso eccellente,che vede il calcio attraverso analisi approfondite e condivisibili. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’Avv. Fabio Viglione da Roma</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>. Sì, proprio lui, il tifoso del Torino autore del libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Caro Toro ti</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">scrivo” </i></b>che ha<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>elaborato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Giorgio Merlo</i></b>. Non è la prima volta che lo intervistiamo e non è un caso che ci rivolgiamo a lui, nonostante abiti lontano da Torino, per conoscere il suo pensiero sul Toro. Oggi più che mai, vista la delicata situazione che sta attraversando l’ambiente granata in questo momento. Il suo è un contributo da opinionista prima ancora che da tifoso, in quanto ha una spiccata capacità di analisi su fatti calcistici ad ampio raggio. Avvaliamoci dunque della sua opinione.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Fabio, cosa pensi di questa freddezza da parte dei tifosi granata nei confronti della società e della squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certamente vivendo a Roma non sono al corrente di tante cose che riguardano l’ambiente, se non per le notizie che leggo attraverso i giornali. Ho sempre pensato, e penso, che il tifoso granata fosse diverso dagli altri, proprio per le peculiarità uniche che la grande storia del Torino possiede. Il Toro è un’idea, una diversità e anche una voglia di mettere in campo quelle caratteristiche che ci fanno prescindere dalla mancanza di ricchezza economica, per riconoscerci in una simbolo di lotta, di sofferenza e maniche rimboccate. E’ la nostra storia, è nel nostro dna. Non è retorica la mia, quando sostengo che il tifoso del Toro, da sempre, non ha mai misurato il suo attaccamento alla squadra ed alla società in base al risultato, ma ha vinto già per il solo fatto di “essere del Toro”. E’ una vittoria di sentimento che ci fa diversi, orgogliosamente diversi. Noi siamo sempre stati un po’ originali come tifo, come passione, colore, calore, quindi questa è l’identità che per noi è fondamentale rimarcare. Ed il Toro non può prescindere dai suoi tifosi, dal suo Popolo. Questo è un tema secondo me centrale quando si parla di Toro. E non è un caso che la vasta letteratura granata e le tante pubblicazioni, suscitino tutto questo interesse. Perché nonostante le poche vittorie la letteratura e la cinematografia parlano di noi più di ogni altra realtà calcistica? E’ il segno evidente che il Toro non è una semplice squadra di calcio.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che nel calcio moderno fatto di business, non c’è molto spazio per le squadre come il Torino?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, perché oggi mancano le possibilità di competere per vincere. L’estate passata sotto l’ombrellone a scommettere su chi avrebbe vinto lo scudetto è un lontano ricordo. Negli anni passati il tricolore lo potevano vincere, come è avvenuto, - e parlo anche degli anni settanta e ottanta - la Sampdoria, il Verona, il Torino, il Napoli. Adesso la competizione per il titolo si è ristretta al punto che squadre come il Toro si possono collocare al massimo, nella stagione di grazia, in quel ristretto numero di compagini capaci di piazzarsi per un ingresso in Champions. E’ impossibile sognare. Realisticamente, l’ingresso nelle competizioni europee è il massimo a cui possiamo aspirare per come il sistema si è sviluppato. Non penso che sia molto “distante” la strada che ci separa da un quarto/quinto posto come crescita generale. Una crescita che non va dimenticata. Non solo, una crescita nella quale l’ultimo tratto di strada è il più difficile da raggiungere.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Noi veniamo da un periodo in cui faticavamo a collocarci in serie A… E’ stato un periodo di grande sofferenza nel quale credo che abbiamo perso anche diverse generazioni di giovani tifosi… Ora siamo certamente su un altro piano e su altri livelli. Ma dobbiamo e possiamo certamente migliorare. Penso che non sia facile per il Torino, consolidare un posto davvero importante in un calcio come quello attuale ma io ci credo. Voglio crederci. Anche perché voglio regalare a mio figlio tredicenne, che tifa Toro e vive a Roma, meno sofferenze… ”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Seguendo questo tuo pensiero filosofico e al contempo razionale, si evince chiaramente una forma dissociativa dalle attuali contestazioni granata contro la squadra e la società. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io credo che si debbano trovare sempre delle ragioni di “cucitura”, perché una società e una squadra di calcio non possono prescindere dal calore del pubblico e la nostra passione non ci può mutilare della squadra del cuore. La società e la squadra hanno bisogno della passione della gente, della gente granata. Non gente qualsiasi. Il Toro ha sempre avuto un “tifo” ed una curva da scudetto anche quando la squadra giocava in serie B. Credo e spero che una soluzione possa trovarsi nel mettere al centro i punti di convergenza. Anche i calciatori devono capire che indossano una maglia storica e ricca di passione che non può essere mortificata. I tifosi sono un patrimonio immenso di passione dalle potenzialità infinite. Anche se viviamo un calcio ormai deprivato di sentimenti e ostaggio di fatturati e social media. E’ indubbio che quando i risultati non arrivano, qualcosa si è sbagliato anche in sede di valutazioni a monte. Tuttavia, parlando del profilo tecnico che è l’unico su cui sono in grado di esprimermi, sempre guardando dall’esterno, credo si debba fare anche una valutazione “ex ante”. Perché sono stati tenuti i pezzi pregiati? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sirigu, Belotti, Izzo?</i></b> Si è probabilmente pensato che mantenendo la struttura di una squadra che aveva fatto bene si sarebbe potuto fare ancora meglio del settimo posto. Io, francamente, ero tra quelli che aveva creduto nelle scelte di mercato. Ma il calcio non è una scienza esatta. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cosa pensi della quasi certa cessione di Bonifazi e dell’eventuale prestito di Iago Falque?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“In questo caso penso ci sia un problema tecnico, piuttosto che un volere della società. Bonifazi credo venga ceduto per esubero nel ruolo visto che abbiamo tanti difensori centrali e non tutti possono giocare. Tuttavia, che la scelta per sfoltire il reparto ricada su un giovane di valore proveniente dalla nostra ‘cantera’ mi lascia un po' di amaro in bocca. Su Iago? Lo vorrei ancora con noi. È stato considerato un punto fermo del Toro, nonostante l’infortunio subito, credo gli si debba dare adesso l’opportunità di rientrare proprio per le sue qualità tecniche e la sua duttilità. E poi non si può a questo punto della stagione privarsi di un ottimo calciatore, minimizzando il numero della rosa dei titolari. Mazzarri non può avere la panchina corta, anche perché un allenatore deve essere in grado di gestire tanti giocatori se l’obiettivo è ambizioso. La competizione va gestita ma tiene alta la qualità e le soluzioni. E’ un problema di chi allena saper dosare la competizione interna e l’armonia. Con una rosa corta si ha il …respiro corto….” e alla lunga la squadra ne risente.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, non sei d’accordo con la gestione tecnica di Mazzarri? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Oggi direi di no. Io credo che lo stesso Mazzarri non sia soddisfatto del rendimento della squadra. In campo si alternano buone giocate a momenti di blackout, abbiamo giocato un girone d’andata in chiaroscuro quanto a continuità ed intensità di gioco.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Vedo una propensione a giocare chiusi sull’avversario. Un atteggiamento tattico che ha fatto in modo di far soffrire la squadra, più contro squadre meno attrezzate e dai valori più modesti che contro le cosiddette “grandi”, squadre chiamate a “fare la partita”. Il calcio non è una scienza esatta ma è spregiudicatezza, spensieratezza, voglia di fare, freschezza di idee che spesso vengono apportate dai giovani capaci di farti la giocata sopra le righe che ti fa vincere la partita. Il calcio fa sognare pure per questo, non è il gioco degli scacchi. No, la direzione tecnica di Mazzarri, di cui non discuto la preparazione, in questo momento risente, a mio avviso, di questo atteggiamento di scarsa propensione alla proposizione del gioco. Al coraggio. E’ una mia opinione. Vedo poi poca apertura di credito verso i giovani, come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Millico, Edera</i></b>, che potrebbero apportare entusiasmo e sfrontatezza. Le capacità balistiche di Millico che ha strabiliato nel campionato primavera credo che possano confermarsi anche in serie A. La traversa contro il Sassuolo non mi ha sorpreso, gli ho visto fare tanti gol così nelle giovanili, ha una strabiliante naturalezza nel calciare a giro da quelle distanze. Credo che i giovani talentuosi debbano essere maggiormente coinvolti, come peraltro, sta accadendo altrove (penso a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Vlahovic, Malinoski, Kulusevski</i></b>). Non credo affatto che inserendo i giovani in squadra ed equilibrandoli naturalmente nell’assetto base, con i più esperti, si rischi di bruciarli. Chi l’ha detto? Semmai, tenerli in panchina rischia di demotivarli, di frustrare la loro autostima e di non farli sbocciare. Poi non dimentichiamo che il tifoso del Toro ha sempre avuto un legame particolare con i giovani del Filadelfia ed è pronto a perdonare anche qualche sbavatura. I nostri giovani sono fondamentali per ridare entusiasmo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Vuoi spendere qualche parola per un giocatore in particolare ? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una parola per Sirigu. E’ un portiere davvero formidabile. Non credevo fosse così forte. Merita di giocare titolare in Nazionale, un vero fuoriclasse. E’ l’idolo di mio figlio che cerca di emularlo nel campetto della scuola, giocando con la sua maglia numero 39. Ma anche Belotti merita elogi particolari. E’ cresciuto molto ed è diventato un vero trascinatore. Non si risparmia, lotta dal primo all’ultimo minuto, è migliorato molto anche tecnicamente, è maturato nei movimenti e nella capacità di leggere le situazioni, incarna davvero lo spirito del Toro quando carica a testa bassa e non si arrende mai”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come vedi il prossimo incontro casalingo contro l’Atalanta di Gasperini, reduce dalla sconfitta interna contro la Spal?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sconfitta in casa dell’Atalanta contro la Spal, dimostra che tranne qualche squadra che si colloca su un livello nettamente superiore, tutte le altre compagini possono vincere o perdere contro tutti. Ogni partita ha le sue insidie. Al di là degli episodi che possono capitare ed essere sempre determinanti, tra Torino e Atalanta vincerà chi dimostra di avere più fame. In ogni zona del campo, su ogni pallone, sarà necessario dare il massimo ed avere la testa libera. Si gioca con il cuore, con la testa e con la giusta determinazione. Mi auguro davvero che sia il Toro ad avere più fame, anche se dubito che l’Atalanta dal gioco arioso messo in mostra fino ad oggi, accetti di buon grado una sconfitta interna contro una Spal ultima in classifica, senza la voglia di rifarsi immediatamente. Quella partita persa brucia ancora tanto alla Dea di Gasperini. Il Toro è avvertito!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><a name="_GoBack"></a></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-avvocato-fabio-viglione.jpgSiNil-toro-e-un-idea-una-diversita-parola-di-fabio-viglione-1013649.htmSi100451001,02,03030264
91013646NewsCampionatiJuventus campione d’inverno ma non di gioco20200113203124La squadra di Sarri è prima al giro di boa, ma sarà così fino alla fine del campionato?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Con la 19vesima giornata del campionato di calcio di Serie A 2019/20 finisce il girone d’andata. La Juve è campione d’inverno con due punti di distacco sull’Inter, ma la vera entità del suo gioco non è ancora emersa con chiarezza. Atalanta e Lazio sono le squadre che giocano meglio, che sviluppano trame di gioco brillanti e di piacevole armonia corale, grazie anche al fatto che i tecnici e i giocatori delle due rispettive squadre sono rimasti uguali e, tranne qualche piccolo ritocco, non hanno mutato il loro assetto base. Juve e Inter hanno invece cambiato molto, non solo nei suoi interpreti principali, ma anche nella nuova cultura ideologica di un calcio che per essere spettacolare e al contempo redditizio, ha ancora bisogno di tempo per potersi integrare in tutti i suoi elementi. La Juve resta, di fatto, una squadra che si distingue sempre per il suo cinismo, che approfitta delle giocate dei suoi singoli campioni ma che non riesce a dare continuità di un gioco armonico che si vede soltanto a sprazzi. Possiamo dire che la logica di questa squadra bianconera e della società che fa capo ad Andrea Agnelli, continua ad avere il suo storico principio di base che resta quello di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vincere perché</i> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">è</i></b><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’unica cosa che conta”,</b></i> proprio in un anno in cui con l’avvento della filosofia sarriana, ci si era proposti di arrivare a vincere senza annoiare i buongustai del calcio. Ma i palati fini sanno che se vogliono divertirsi e assistere a un calcio moderno, brillante, forte nella corsa e duraturo nella resistenza fisica, devono guardare l’Atalanta di Gasperini o la Lazio di Inzaghi, una squadra che nel breve volgere di due settimane ha battuto la Juve in Campionato e in Supercoppa Italiana. Così, mentre Juve e Inter si guardano in cagnesco e giocano la loro lotta a distanza, la Lazio avanza con le sue 10 vittorie consecutive e un concreto possibile inserimento nella lotta per lo scudetto, avendo ancora una partita da recuperare. Certo, in questo momento gira tutto bene per i biancocelesti che stando bene di salute fisica e mentale, si trovano magnificamente nelle ripartenze e vincono spesso sul finire delle partite. Questo dimostra quanto la squadra di Inzaghi sia caparbia e decisa a non mollare mai, senza fare apparire lo spettro della disattenzione che è l’emblema della stanchezza mentale di squadra. L’Inter di Conte sta facendo bene, ma non è ancora pronta a presentarsi come squadra da battere, così come non lo è la Juve di Sarri che si trova a razionalizzare un campionato che se mai dovesse vincerlo, non lo stravincerà sicuramente con largo distacco. E allora dove sta la verità, se l’anno scorso la noiosa squadra di Allegri ha fatto il vuoto alle sue spalle nonostante producesse un calcio lontano dai canoni moderni? Noi diciamo che non c’erano le squadre che potevano infastidirla nel suo incedere solitario al vertice, e quindi ha vinto con merito ma senza il gusto di confrontarsi con antagoniste del suo livello. Quest’anno la musica è cambiata e anche se la Juve resta sempre una delle papabili vincitrici finali per lo scudetto, c’è da vedere come si attrezzerà l’Inter e se la Lazio riuscirà a resistere fino alla fine, con questo spirito di squadra che stupisce sempre più. Chissà!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuventus-campione-d-inverno-ma-non-di-gioco-1013646.htmSi100451001,02,03030170
101013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
111013639NewsCoppeL’incredibile Atalanta scrive la storia di un calcio da favola.20191212170211La squadra di Gasperini entra agli ottavi di finale di Champions League<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensiamo che per la città di Bergamo, i tifosi della Dea e anche per gli abitanti bergamaschi che non sono propriamente inclini al calcio in genere, l’11 dicembre degli anni a venire non sarà di certo una data come un’altra. E, in effetti, il passaggio agli ottavi di finale di Champions della squadra di Gasperini sa tanto di miracolo, anzi di favola da raccontare ai figli o ai nipoti che verranno. Sì, perché il 3 a 0 rifilato fuori casa allo Shakhtar Donetsk ha il sapore di un’impresa che va oltre i limiti, le assenze e i pronostici negativi che dopo le prime tre partite del girone Champions, vedevano l’Atalanta a zero punti. Questo è l’ennesimo traguardo straordinario di un gruppo e un progetto che ormai non smette più di stupire. L’Atalanta è squadra forte di prima fascia e non può essere più considerata una semplice provinciale del calcio nazionale e men che meno del pallone europeo. La squadra di Gasperini è una top club europea, in grado di farsi rispettare per un gioco moderno, spumeggiante e intriso di quella logica innovativa capace di dare uno sviluppo di gioco qualitativo e proficuo sotto l’aspetto dei risultati. Sì, perché questa Atalanta che è frutto dell’opera magistrale del presidente Percassi e di suo figlio, ha capito l’importanza di investire su un gruppo di giocatori che sotto la direzione di un allenatore dalle ampie vedute di calcio moderno come Gasperini, ha dato luogo a risultati progressivamente validi, dando un apporto sostanziale anche dal punto di vista dell’immagine mediatica. E’ un po’ come dire che la Dea di Bergamo si è laureata a pieni voti e adesso non ha più esami da sostenere per essere considerata una realtà calcistica di alto spessore. A Kharkiv l’Atalanta si è presentata in campo priva di Ilicic e Zapata, con Pasalic alle spalle del Papu Gomez e Muriel. Una mossa dettata dalle esigenze, ma che è stata indovinata nel mettere in difficoltà lo Shakhtar di mister Castro che avverte subito la difficoltà di una serata di calcio molto difficile da superare. A un primo tempo in cui si sono evidenziati i tentativi di maggiore finalizzazione da parte degli atalantini, è seguita una ripresa la cui intensità della squadra di Gasperini è stata tale da vivere momenti di alta emozione. Così, prima Castagne al 21°, poi Pasalic al 35° e Gosens al 49°, hanno steso uno Shakhtar Donetsk ancora incredulo per l’inaspettato furore agonistico imposto dalla Dea. Adesso il sogno continua nella consapevolezza che l’Atalanta è entrata a far parte del novero delle sedici squadre più forti d’Europa. Un miracolo calcistico destinato a durare nel tempo, controvertendo certi inguaribili scettici i quali pensano ancora in un’Atalanta che prima o poi tornerà a fare la provinciale. No, questo non accadrà perché la qualità della dirigenza e il suo modo di gestire il calcio con un progetto serio e competente, non potrà fare altro che migliorare nel tempo la sua competitività con le maggiori potenze calcistiche nazionali ed europee. Questa esperienza è il segno tangibile di una maturazione che non si potrà mai confondere con chi vede il calcio in maniera superficiale e pressapochista.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Kharkivfl0711fl0711atalanta-champions-league.jpgSiNl-incredibile-atalanta-scrive-la-storia-di-un-calcio-da-favola-1013639.htmSi100451001,02,03010216
121013624NewsCampionatiDalla parte del tifoso del Toro20191021173638Dopo l`ennesima prestazione incolore del Torino a Udine, si pongono i soliti interrogativi di una squadra incapace di crescere.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">FORZA TORO. Sempre!</b> Ma quante volte ancora il popolo granata deve fare di questo mantra la ragione di sentirsi tifosi del Toro sulla pelle, nella testa e nel cuore, sorpassando gli altalenanti momenti di illusione e poi di disillusione? A Udine come contro Lecce, Sampdoria e Parma, sempre lo stesso problema, sempre lo stesso atteggiamento di squadra che non intende incidere, far parlare di sé in termini ammirevoli ma soltanto in modo negativo. E non è certo il mancato rigore su Laxalt che può far gridare allo scandalo nel match che il Toro ha perso a Udine, ma per un complesso di cose che l’hanno reso avulso dal gioco e incapace di dare un’immagine di gioco moderno che s’intende fatto con sanguigna propulsione in avanti con l’attenzione a essere corti quanto basta, per potere far fronte ai vari momenti che si riferiscono al non possesso palla. Nella squadra di Mazzarri si parla da sempre di difetti atavici dovuti a ingenuità, distrazioni difensive, mancanza di concentrazione mentale nell’affrontare con la stessa attenzione le squadre forti e quelle che stimolano meno. Discorsi senza fine che non hanno portato nel tempo alcuna modifica mentale, oltre che tattica e tecnica. E non è tanto lo schema tattico che Mazzarri ha imposto a questa squadra fin dal primo giorno in cui si è insediato allenatore del Toro, ma a parer nostro sussiste quella mancanza di stimoli a produrre un gioco moderno, che si concretizza attraverso una mentalità propositiva e senza timori reverenziali verso l’avversario che probabilmente nemmeno lo stesso Mazzarri ha insito in sé. Va bene rispettare l’avversario, ma c’è un calcio d’oggi in cui non si prevede più il dovere aspettare l’avversario per colpirlo nelle ripartenze. L’avversario, anche se superiore tecnicamente, lo devi aggredire alto, non farlo ragionare e inibirlo nella sua naturale fonte di gioco.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Per fare questo c’è bisogno di una preparazione fisica e mentale che il Toro non ha perché è l’espressione dell’insegnamento del proprio allenatore. Chi ha mai visto il Toro aggredire dal primo minuto l’avversario di turno fino alla fine della partita? Crediamo che in questo campionato (ma se non ricordiamo male neanche in altri) soltanto in pochi sprazzi di match la squadra di Mazzarri si sia espressa in questo senso. Eppure, squadre come Parma, Hellas Verona, Lecce, Brescia, che sono inferiori tecnicamente al Toro, hanno un gioco aggressivo, mai riverenziale verso l’avversario e scendono in campo con la mentalità rafforzata da un’autostima che aiuta a moltiplicare le proprie reali qualità. Il Toro non può continuare ad andare sempre indietro come i gamberi, perché se dovesse continuare così, ci sembrerebbe opportuno puntare lo sguardo su Mazzarri come probabile imputato della mancanza di crescita dei granata. Non serve andare davanti alle telecamere dopo l’ennesima sconfitta e ripetere sempre: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ non siamo stati capaci di chiudere la partita”</b> oppure <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“i ragazzi sono</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">stati ingenui e su quest’aspetto dobbiamo continuare a lavorare molto…..”.</b> Ma quanti anni ci vogliono ancora affinché il popolo del Toro possa vivere un presente capace di inorgoglirsi non solo per la sua immensa, grande storia? Il Torino deve entrare stabilmente a far parte del novero delle grandi squadre italiane in cui c’è entrata anche l’Atalanta di Gasperini con un concetto di gioco a tutto campo che va oltre le reali potenzialità tecniche dei suoi giocatori che vede nel Papu Gomez, Muriel, Duvan Zapata e Ilicic, i fari di orientamento dei vari Toloi, Palomino, Gosens, Castagne, Freuler, mentre i granata di Sirigu, Izzo, Ansaldi, De Silvestri, Nkoulou, Baselli, Rincon, Laxalt, Belotti, Iago Falque, Zaza e Verdi, non fanno da traino ai vari Millico, Parigini, Meitè, Ola Aina e altri giovani? Un motivo ci sarà pure. Qual è? Secondo noi sta proprio nella mentalità generale di un’idea di calcio moderno che il Toro non ha!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNdalla-parte-del-tifoso-del-toro-1013624.htmSi100451001,02,03030294
131013607NewsEditorialeGian Piero Gasperini, cittadino onorario di Bergamo20190910155751Una bella storia da raccontare<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Con la cittadinanza onoraria, vogliamo riconoscere a Gian Piero Gasperini la nostra gratitudine per quello che ha fatto”.</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Così motiva il riconoscimento della città di Bergamo il sindaco <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giorgio Gori</b>, il quale dopo avere riunito l’intero Consiglio Comunale ha dato seguito all’onorificenza. Molto emozionato è apparso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> che quasi incredulo di tanta attenzione nei suoi confronti ha così dichiarato:<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">” Vogliamo vivere altre emozioni, forse ancora più forti, abbiamo voglia di dare entusiasmo e felicità alla gente, perché in tutta questa storia quello che più ci ha emozionato è stata la felicità negli occhi dei tifosi. Per me non è un</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">premio, ma il regalo più bello della mia vita”.</b> E, in effetti, questo è il più bel riconoscimento che il tecnico della Dea potesse ricevere alla presenza dei suoi affetti più cari, di una nutrita schiera di politici locali, di semplici tifosi, del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">presidente nerazzurro</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Percassi</b> e del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">direttore operativo Roberto Spagnolo</b>. Tutti per lui, animati dall’esaltazione di chi desidera dirgli grazie per quanto sta facendo per la città Orobica, a livello di immagine nel mondo non solo calcistico. Essere considerato bergamasco è per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> motivo di orgoglio, proprio lui che conserva origini piemontesi di quel paese di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Grugliasco</b> che sorge silente e senza squilli di tromba nell’hinterland torinese. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Bergamo è speciale, ho un forte legame con questa città”,</b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b> manifestando chiari momenti di commozione capaci di fare scendere le lacrime sul suo viso. E’ il tributo di un lavoro serio, eticamente perfetto nell’intendere il calcio come qualcosa che va oltre la ricchezza, il denaro e tutto ciò che spesso enfatizza la banalità di pensiero verso questo mondo edulcorato da troppi privilegi. Tuttavia, i sentimenti che fanno sempre capo alla centralità della persona, devono sempre essere tenuti in considerazione come il significato profondo di ogni cosa. Sono storie di vita, di percorsi professionali che spesso ti portano a scoprire angoli di mondo che premiano la tua persona, così com’è successo a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini da Grugliasco</b>, che nato nel 1958, partito dal settore giovanile della Juventus e poi legato particolarmente a questi colori, mai più avrebbe pensato che il destino della sua vita personale e calcistica si potesse legare così affettivamente alla città orobica e alla gente bergamasca che gli è grata per avere condotto l’Atalanta per la prima volta nella sua storia in Champions League. Segno che anche nel calcio ci sono storie belle da raccontare, da ascoltare e fare proprie come quei sogni che nella vita spesso si avverano quando meno te l’aspetti. E allora pensi quanto sia fantastica la vita e come troppe volte non ce ne accorgiamo, presi come siamo a rincorrere frettolosamente una quotidianità che spesso tende a demotivare le nostre legittime aspirazioni. Ma la perseveranza, la voglia di non arrendersi mai nell’esplicare il proprio compito professionale all’insegna dell’etica, della serietà e della correttezza, qualche volta nella vita è premiante. La storia del piemontese Gian Piero Gasperini diventato cittadino onorario della città di Bergamo, ce lo insegna. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711gasperini_cittadinanza_bergamo_3.jpgSiNgian-piero-gasperini-cittadino-onorario-di-bergamo-1013607.htmSi100451001,02,03030216
141013605NewsEditorialeUrbano Cairo, il presidente dell’ultima ora di mercato.20190904152640Lo stratega della buona gestione aziendale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non c’è niente da fare. Questo è lo stile, la strategia, la forma mentis del presidente del Torino Urbano Cairo. Sempre all’ultimo, sempre ad aspettare pazientemente alla finestra i movimenti degli altri, per poi agire in extremis e risparmiare magari qualche milione di euro che possa in qualche modo consentire al bilancio del Torino F.C. di inorgoglirsi per essere positivo. Ma quanta fatica però per il popolo granata, che tutti gli anni deve soffrire per apprezzare questo maniacale senso del quadrare i conti e di non fare mai il passo più lungo della gamba, imposto dal presidente Cairo. Razionale fino all’eccesso, il presidente del Toro ha speso 30 milioni con un attivo di mercato di 4,5 milioni di euro. Alle spese per il riscatto di Ola Aina (10 milioni di euro), Djidji (3,5), Ansaldi , Zaza, Laxalt (500 mila euro di prestito oneroso e riscatto a 11,5 milioni), Simone Verdi (costato<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>al momento soltanto 3 milioni di euro ma per il prossimo anno, se vorrà riscattarlo, ne dovrà pagare 20 + eventuali bonus di 2 milioni), il bilancio del Torino registra gli introiti dovuti agli incassi delle operazioni in uscita di Ljajic, Niang, Avelar, Gustafson, che portano il bilancio del Toro in attivo. E fin qui non c’è nulla da dire, se non apprezzare una gestione amministrativa davvero impeccabile. Tuttavia, il Torino pur essendo uscito dall’Europa League e godendosi l’attuale primato in classifica, sembra ancora non completo soprattutto a centrocampo, dove il folto numero di giocatori con caratteristiche di quantità, evidenzia la mancanza di un calciatore di qualità capace di gestire i tempi di gioco e illuminare le proiezioni offensive del Toro. Certo, in questo senso il recupero di Iago Falque sarà importante nell’aumentare la qualità della squadra granata, ma bisogna vederlo all’opera nel momento in cui rientrerà. Comunque, c’è da dire che l’essersi assicurato le prestazioni di Simone Verdi, è per mister Mazzarri un motivo di orgoglio in una squadra che ha bisogno di dare a Belotti e compagni un apporto di qualità in attacco. Un calciatore che tecnicamente è molto valido nell’intendere offensivo, nella facilità di saper calciare bene di destro e di sinistro, che ha grandi capacità di centrare la porta nelle palle inattive e, soprattutto, ha molta mobilità sulle gambe nel tentativo di fare sempre movimento senza palla. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Verdi</b> è tecnicamente diverso da Belotti e Zaza, quindi lo riteniamo un grande acquisto da parte del presidente Cairo e del direttore sportivo Massimo Bava, il quale lentamente sta entrando diligentemente ad assaporare un incarico nuovo per lui. Dunque, il popolo granata sorride a dispetto della delusione di Europa League che ha davvero lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente. E chissà che chiudendosi una porta non si apra un portone. I presupposti ci sono tutti per emulare il cammino fatto l’anno scorso dall’Atalanta di Gasperini, la quale ha fatto un ottimo campionato dopo essere uscita ai play off di Europa League, involandosi di diritto alla partecipazione di Champions di quest’anno. Certo, le due squadre hanno caratteristiche diverse per volere del credo tattico di due diversi allenatori, tuttavia, la vittoria del Toro nella seconda di campionato contro la Dea, deve far riflettere per la capacità tecnica e mentale con la quale i granata di Mazzarri hanno superato la squadra di Gasperini. Ma attenzione ad evitare gli squilli di tromba che fanno fare voli pindarici. Il Toro e i suoi tifosi continuino su questa strada con entusiasmo, senza cadere in depressione se qualcosa non andrà per il verso giusto. La squadra è stata potenziata tecnicamente e Mazzarri può essere soddisfatto del lavoro del suo presidente. Adesso si dia la parola al rettangolo di gioco. E se il buongiorno si vede dal mattino……! Chissà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711urbano-cairo.jpgSiNurbano-cairo-il-presidente-dell-ultima-ora-di-mercato-1013605.htmSi100451001,02,03030246
151013580NewsCampionatiIl romanzo del pallone, tra lacrime e addii.20190527180756L`ultima domenica del campionato di Serie A, ha riservato molte emozioni. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso il campionato di Serie A 2018/’19. Una domenica di tristezze in cui il calcio italiano ha manifestato una summa di sentimenti capaci di contrapporsi tra lacrime di gioia e malinconici addii. Gioisce l’Atalanta di Gasperini che vincendo contro il Sassuolo si è piazzata al terzo posto in classifica con 69 punti assieme all’Inter, la quale soffrendo smisuratamente contro un ottimo Empoli, entra a far parte della Champions League del prossimo anno. Milan, Roma e Lazio, (che vincendo la Coppa Italia si è qualificata ai gironi di Europa League) entrano in Europa, mentre Chievo, Frosinone ed Empoli vanno mestamente in Serie B. Si salvano per il rotto della cuffia Genoa e Fiorentina, che pareggiando una partita priva di intensità per evidente paura di offendersi reciprocamente, accolgono con entusiasmo la sconfitta dell’Empoli. Peccato per la squadra di mister Andreazzoli, che ha espresso un buon calcio fino alla fine e capace di mettere in serie difficoltà la pazza Inter di Spalletti. Emozioni e adrenalina ad alti livelli per gli appassionati di calcio che, tranne le partite Sampdoria – Juventus (gara insignificante), Cagliari – Udinese e Frosinone – Chievo, hanno tenuto il fiato in sospeso. Ha vinto il Bologna contro il Napoli (straordinaria l’impresa fatta da Mihajlovic) ed ha vinto anche il Toro di Mazzarri e la Roma di Ranieri che hanno salutato gli addii eccellenti di Emiliano Moretti che ha appeso le scarpe al chiodo, quello di Daniele De Rossi che ha lasciato la sua Roma per volere della società giallorossa. E ancora mister Ranieri, prima chiamato per risolvere i problemi della Roma nel dopo Di Francesco e poi frettolosamente non confermato. Film che si ripetono col passare degli anni, ingratitudini e struggenti visioni di un pallone sempre pronto a raccontarti la vita con tutte le sue sfaccettature. Una metafora perfetta dove lo sgorgare delle lacrime è il significato di momenti di gioia e di dolore, di sorrisi, di braccia alzate al cielo e di tristezze su volti che manifestano la propria delusione. Così come l’Empoli che va in Serie B dopo aver creduto legittimamente fino alla fine di restare in Serie A. E così come i tifosi di Torino e Roma che perdono due calciatori e un allenatore tanto amato. Diverse queste figure, diverse queste storie che comunque raccontano l’unico senso romantico di un pallone che fa dell’emozione il significato di ogni cosa. E allora ci chiediamo cosa mai sarebbe il calcio senza il gol e senza i suoi personaggi che gli ruotano attorno, costruendo percorsi professionali che sfociano nell’umano dei sentimenti più profondi. Nulla è per sempre, tutto si può protrarre per lungo tempo, ma niente ti garantisce l’eterno, almeno tra noi comuni mortali. E quando vedi stadi come quelli di Torino e Roma che sono gremiti di tifosi non tanto per l’esclusivo senso del gioco del calcio, ma per quello che rappresenta nei suoi valori umani, allora tutto ritorna come qualcosa che dà il significato profondo a chi in maniera superficiale vede soltanto il calcio al pallone come una semplice pedata per fare gol. No, dentro c’è l’emozione, c’è la rabbia, ci sono gli abbracci, c’è la persona in quanto tale. Schegge di momenti di sport che enfatizzano la fragilità dell’uomo nella sua essenza. E’ stata dunque la domenica della commozione ma anche dei verdetti finali, delle giustizie, delle ingiustizie, delle gioie e delle delusioni talora inaspettate. Ma non è proprio come il nostro quotidiano?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711l'addio-di-de-rossi.jpgSiNil-romanzo-del-pallone-tra-lacrime-e-addii-1013580.htmSi100451001,02,03030304
161013574NewsCalciomercatoPanchina Juve? Lasciamo perdere, non è serio.20190523202050L`attesa del nuovo allenatore della Juve è ansiogena<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il primo dovere di un giornalista è verificare la notizia prima di pubblicarla. Ma nel caso riguardante i nomi degli allenatori che in questi giorni si fanno per cercare il vero sostituto di Allegri, molte volte diamo quasi per certo ciò che i vari depistaggi e le tante monitorate situazioni ci consentono di pubblicare a ragion veduta. E così, un giorno arriva Mourinho, il giorno dopo sembra quasi fatta per Sarri e due ore dopo Guardiola è la vera sorpresa che tutti gli juventini aspettano e si dà come quasi realizzata. E neanche l’opzione per Simone Inzaghi garantisce nulla di concreto, perché in realtà, anche se Paratici ha detto pubblicamente che gli alti vertici della Juventus hanno le idee chiare sul profilo di allenatore cui affidare la panchina della Vecchia Signora, è altresì vero che gli scenari si aprono a vista d’occhio. E se agli allenatori che saranno impegnati nelle finali europee ci aggiungiamo anche il nome dell’inaspettato Zinedine Zidane che sembrava saldamente incollato alla panchina del Real Madrid, ecco che diventa davvero improbo individuare ad oggi chi sarà davvero il nuovo allenatore della Juventus. A questo punto pensiamo pure che Andrea Agnelli abbia volutamente inibito questo argomento, non perché non si sappia ancora ciò che si vuole, ma più propriamente come cercare di ottenere ciò che si vuole. Sì, perché le situazioni non sono meramente legate agli alti costi che inevitabilmente si devono affrontare se vuoi il top dei coach del calcio europeo ad altissimi livelli, ma ci sono mille altre situazioni da dover risolvere, e cioè i rapporti con la società di appartenenza, il convincimento dell’allenatore stesso a lasciare la panchina in cui lavora, e non ultimo le antipatie radicate nel tempo tra tifosi e qualche allenatore (Mourinho e Sarri) che da sempre si sono dichiarati anti Juve. Dunque, non è solo questione di soldi, ma in tutte queste trattative si innescano tanti fattori non sempre facili da risolvere. E allora, noi che scriviamo, non possiamo far altro che riportare gli intendimenti e le volontà che emergono strada facendo. Certo, i contatti ci sono e ciò che sappiamo per sicuro è che la Juventus è orientata verso un profilo di allenatore che sia diverso da Allegri sotto il profilo del gioco. Una sorta di cambiamento tecnico che non sappia di rivoluzione copernicana, ma che si traduca in una Juve dal gioco più moderno al pari delle grandi squadre europee. E allora, chi di noi al posto di Agnelli avrebbe potuto fare diversamente da come si è espresso lui in sede di conferenza stampa a proposito del nuovo allenatore? Sul fatto che la Juve già da tempo abbia contattato più di un allenatore scelto dalla società, non ci piove; ma da questo a dire che tutto era già stato deciso prima di separarsi da Allegri, onestamente non ci sentiamo di dirlo. Tutto è possibile e nulla ad oggi è sicuro. I nomi degli italiani sono sempre gli stessi, Inzaghi, Sarri, Gasperini, Conte (ormai dell’Inter) si contrappongono costantemente ai top coach come Jurgen Klopp, Guardiola, Pochettino, Zidane, Dechamps (che si è votato alla sua Nazionale francese) e forse Mourinho. Certo, ci sono delle attendibili indicazioni, tuttavia, crediamo che per avere l’ufficialità della Juve su chi sarà l’allenatore del prossimo anno, bisognerà attendere le finali di Europa League e di Champions. Capiamo l’ansia di chi non sta più nella pelle nel desiderio di sapere, ma non si caschi nel gioco delle verità inventate perché ad oggi non c’è ancora nulla di concreto. Se il popolo juventino sogna, è giusto che lo faccia legittimamente. Il toto allenatore è cominciato già da tanto tempo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711andrea-agnelli1.jpgSiNpanchina-juve-lasciamo-perdere-non-e-serio-1013574.htmSi100451001,02,03030429
171013569NewsCampionatiL’Atalanta delle meraviglie20190516175998La Dea, nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, resta la migliore realtà calcistica del nostro campionato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Dea, prossima avversaria della Juventus nel penultimo turno di campionato, nonostante la delusione della sconfitta da parte della Lazio nella finale di Coppa Italia, possiamo definirla come una squadra che più d’ogni altra gode dei favori del bel gioco, paragonabile per dinamismo, brillantezza e ordine tattico, alle migliori compagini inglesi di questo momento. I bergamaschi, infatti, con 65 punti in classifica occupano il quarto posto a un solo punto dall’Inter. Un obiettivo intrigante per i giocatori di Gasperini, che accarezzano il sogno di partecipazione alla Champions 2019/’20. Tuttavia, il cammino in questo campionato della Dea non è sempre stato così brillante, come da un certo punto in avanti. Se infatti proviamo a ripercorrere le prestazioni della squadra di Gasperini fin dall’inizio dell’attuale campionato, ci accorgiamo delle tante traversie sostenute prima di arrivare a tale livello. L’iniziale esclusione del Milan in Europa League avrebbe portato la Dea ad accedere direttamente alla fase a girone, ma dopo che il ricorso presentato dai rossoneri è stato accettato, ai bergamaschi è toccato disputare in piena estate i turni preliminari, eliminando il Sarajevo e l’Hapoel Haifa. Nel frattempo è iniziato l’attuale campionato di Serie A, e l’Atalanta con il 4 a 0 inflitto al Frosinone, realizza come numero di gol un qualcosa che alla prima giornata di campionato non si verificava da dieci anni. E intanto continua il percorso degli orobici in Europa League con il match d’andata contro i danesi del Copenaghen terminato a reti bianche, ma la squadra di Gasperini sembra decisa a vendere cara la pelle nello scontro di ritorno. Intanto, la partita di campionato contro la Roma finisce 3 a 3 e l’Atalanta si avvia subito a disputare il match di ritorno in Europa League. La partita termina a reti inviolate e la Dea è costretta a effettuare i tempi supplementari e i calci di rigore, che la estromettono dalla competizione europea per effetto degli errori dal dischetto di Papu Gomez e Cornelius. Questa delusione, davvero cocente per gli orobici, ha subito creato un periodo negativo a livello mentale e fisico, dovuto anche a una preparazione inaspettatamente anticipata per i fatti prima citati. E così i nerazzurri di Gasperini perdono in casa contro il Cagliari, perdono a Ferrara contro la Spal, pareggiano contro il Milan e il Torino e ripiombano nella sconfitta fuori casa contro la Fiorentina e poi in casa contro la Sampdoria. A questo punto il cielo sopra lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia, comincia a essere nuvoloso e carico di polemiche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che succede dunque a questa Atalanta così piena di promesse di bel gioco e risultati? Gasperini cerca una spiegazione a questa improvvisa carenza di gioco e si discolpa nell’asserire che mai si è sognato di dire che la sua Atalanta potesse arrivare in Europa, semmai il primo obiettivo sarebbe stato quello di salvarsi. Un classico del calcio che acclama quando le cose vanno bene e distrugge tutto al primo insuccesso. Comunque, tra una polemica e l’altra, la Dea e il suo allenatore s’impongono di non smarrirsi e cercano di riprendere la strada bruscamente interrotta. Così, all’inizio dell’autunno, gli orobici azzeccano un filotto di 4 vittorie, cominciando con un corposo 5 a 1 a Verona contro il Chievo e finendo con un bel 4 a 1 casalingo inflitto all’Inter di Spalletti. Segno di una ritrovata vena e una ripresa che sapeva di orgoglio, ma anche di qualche ravvedimento tattico effettuato da mister Gasperini. Poi, sul finire del girone d’andata, l’Atalanta beneficia dell’improvvisa vena di Zapata il quale realizza gol importanti per il gioco, l’ambiente e la classifica, che dopo 19 giornate la vede salire all’ottavo posto con l’avanzare del suo cammino in Coppa Italia. Nel girone di ritorno la squadra mantiene una grande regolarità di risultati, grazie anche alla crescita di giocatori tecnicamente forti come Ilicic e Papu Gomez che spalleggiano la forza fisica di Duvan Zapata. La squadra sembra rifiorita anche sul piano mentale, per il suo essere perfettamente coesa tra difesa (con il redivivo Masiello e poi Castagne, Djimsiti, Gosens, Mancini, Palomino e Toloi) centrocampo (con De Roon, Freuler, Pasalic) e attacco. Ma nulla sarebbero questi giocatori, se non ci fosse la sapiente mano di Gian Piero Gasperini da Grugliasco, il 60enne allenatore di un’Atalanta cui si sono ormai sprecati i migliori aggettivi nell’espressione del bel calcio. Certo, perdere la finale di Coppa Italia brucia molto all’ambiente orobico, soprattutto in virtù di come è maturata questa sconfitta. Tuttavia, possiamo tranquillamente dire che questa Atalanta, la quale oggi consideriamo come una ex provinciale, ci induce a pensare come anche nelle piccole realtà si possa instaurare l’idea di un calcio ad alti livelli. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711foto-gian-piero-gasperini.jpgSiNl-atalanta-delle-meraviglie-1013569.htmSi100451001,02,03030231
181013561NewsCampionatiLe considerazioni a tre giorni dal derby della Mole20190506175842Il dopo Juve - Toro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ronaldo V/s Torino – 1 a 1. A tre giorni dalla stracittadina torinese, emergono alcune considerazioni di carattere tecnico. Dire che CR7 è stato l’unico vero calciatore juventino a contrastare un Toro motivato dall’idea del quarto posto in classifica, corrisponde a quanto abbiamo visto sul terreno dell’Allianz Stadium. La notte del venerdì da derby ha praticamente dato la certezza di ciò che si pensava alla vigilia, e cioè di una gara in cui il Toro avrebbe incontrato una Juve poco lucida, con poche motivazioni, ancora frastornata dalla cocente esclusione dalla Champions e appagata soltanto dallo scudetto già vinto anzitempo. Insomma una squadra che pur con l’orgoglio di non volere perdere il derby, è sembrata una sorta di scampolo di fine stagione. Tuttavia, questo non significa che il Toro di Mazzarri sia stato facilitato dall’apparente disarmo dell’avversario, perché il derby della Mole è stato un match vero giocato fin dall’inizio con il giusto cipiglio da parte dei granata. Il Toro, con in testa la voglia di vincere per la classifica e onorare il 70esimo anno della morte del Grande Torino, è andato in vantaggio all’inizio del primo tempo con Lukic, grazie a uno svarione difensivo di Pjanic il quale, facendosi ingenuamente spostare di spalla, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha agevolato colpevolmente il tiro in porta del granata che ha superato Szczesny. Da qui in avanti e con il Torino in vantaggio per 1 a 0, da parte della Juve si sono visti pochi tentativi veri di riportarsi subito in pareggio. Anzi, la squadra di Allegri nel corso di tutto il primo tempo ha avuto una sola ghiotta opportunità di segnare con Matuidi, ma il tiro al volo del francese è stato neutralizzato da Sirigu. Così il Toro avvia le sue ripartenze con un Berenguer in stato di grazia e un Belotti che si catapulta su ogni pallone come un furetto. Nel secondo tempo il Toro arretra il suo baricentro, con la convinzione di potere resistere fino alla fine e portare a casa 3 punti d’oro. Purtroppo, all’84esimo quel “diavolo” di un alieno che risponde al nome di Cristiano Ronaldo, su un cross proveniente dalla sinistra si alza in cielo e di testa trafigge il portiere Sirigu. Peccato per questo Toro che ha dimostrato il suo buon momento di forma fisica e mentale, al cospetto di una Juve che si lustra il suo campione e vive di rendita. E adesso che l’Atalanta di Gasperini (a proposito, straordinaria questa squadra dal gioco brillante) si è portata a 62 punti, la Roma che ne ha 59 e il Milan che giocherà il monday night ed è a quota 56, il Torino dopo il pari con la Juve si è portato a quota 57.Un po’ come dire che ancora tutto può succedere, visto che anche l’Inter segna il passo e trovandosi con 63 punti in classifica a un solo punto di distacco dall’Atalanta, non è più neanche sicura del terzo posto. Un finale avvincente per sognare la partecipazione in Champions e restare aggrappati all’Europa League. Vediamo cosa accadrà. Intanto il Toro c’è!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone.jpgSiNle-considerazioni-a-tre-giorni-dal-derby-della-mole-1013561.htmSi100451001,02,03030303
191013526NewsCoppeFiorentina - Atalanta di Coppa Italia, un divertimento allo stato puro20190228194132Uno show di calcio <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In Italia ci sono rare partite che per la spettacolarità di gioco, di gol, di movimento e grandi numeri di tecnica sopraffina, ti sembra quasi che servano da insegnamento per le scuole calcio. Un pallone inteso con quell’antica purezza che predilige lo spettacolo, distruggendo quasi con disprezzo ogni tatticismo esasperato. E’ la bellezza di un calcio che sa di gioco fatto al parco, negli antichi cortili di casa, dove le porte erano fatte di indumenti o di zaini che avevano ancora dentro i libri di scuola. Puro e semplice divertimento che visto su un campo di calcio di Serie A quasi stona, abituati come siamo a quella inevitabile forma mentale costituita da tattiche fatte per inibire il gioco avversario. Eppure, incredibile ma vero, anche in Italia come in Premier League si è verificato il miracolo di assistere a una partita maschia, con gesti tecnici e corse furibonde per oltre 90 minuti, tali da lasciarti a bocca aperta e farti stropicciare gli occhi per l’incredulità. Fiorentina e Atalanta sono le squadre che hanno offerto questo gran calcio, nel corso della prima semifinale di Coppa Italia finita 3 a 3. Ma non sono solo i sei gol realizzati ad avere fatto spettacolo, perché questa partita deve essere vista nel suo insieme come una grande voglia di superarsi con forza decisionale e con il pensiero primario di offendere l’avversario piuttosto che contenerlo con mezzucci noiosi, tipici di quell’italico calcio che annoia. Tinti di viola sono stati gli spalti del Franchi di Firenze, che ha beneficiato del grande spettacolo sul rettangolo verde offerto dalle squadre di Pioli e Gasperini. Qualche fissato di tattica ostinata, potrà dire che il risultato di 3 a 3 è dovuto a difese disattente e magari disposte malamente a 3 o 4 giocatori. Noi diciamo, invece, che abbiamo visto due squadre arrembanti, le quali hanno sbagliato poco o nulla, badando a verticalizzare il gioco con aperture perfette, costruite con massimo due tocchi. Tutto fatto con grande velocità da una parte all’altra, quasi a non avere ancora avuto il tempo di apprezzare le incursioni di Chiesa e Benassi, che già sei conquistato dall’incedere del Papu Gomez piuttosto che di Ilicic. Uno show esaltante di squadre e giocatori capaci di accendersi in campo con qualità, badando a superarsi attraverso il pensiero fisso che nel calcio chi fa più gol vince. E se è vero che con quel punteggio di 3 a 3 l’Atalanta potrà avvalersi nella partita di ritorno di un pareggio o una vittoria per potere partecipare alla finale di Coppa Italia, la Fiorentina di Pioli vista al Franchi, se metterà la stessa determinazione nell’esprimere la purezza di gioco espressa in questa circostanza, allora potrà anche ambire a una vittoria che le spalancherebbe le porte della finale. Dunque, è errato pensare e scrivere di un calcio italiano che è inferiore per sostanza e spettacolo, rispetto al calcio inglese. I numeri li abbiamo anche noi, basta volerlo! Imparino i ragazzi che fanno calcio perché il gioco del pallone è semplice, è fatto di passione, corsa, duri contrasti, lealtà e tecnica sopraffina. La tattica? Lasciamola a chi millanta parole e snatura il senso vero di uno sport che appassiona. Brava Fiorentina e brava Atalanta, la vostra lezione di calcio ha fatto bene a noi e dà speranza a chi vuole emulare tale filosofia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711foto-calciatore-chiesa.jpgSiNfiorentina-atalanta-di-coppa-italia-un-divertimento-allo-stato-puro-1013526.htmSi100451001,02,03030205
201013510NewsCoppeLa Juve smaltirà l’umiliazione subita dall’Atalanta?20190131191007La pessima prova della Juventus in Coppa Italia pone tanti quesiti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso la paura del mondo juventino è che nel presente e nell’immediato futuro, nella Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>restino tracce indelebili di Atalanta. Troppo brutta la Vecchia Signora e troppo bella l’Atalanta di Gasperini che per foga agonistica, qualità messa in campo e lucidità nell’aggredire l’avversario, sembra appartenere alla Premier League piuttosto che ad un campionato italiano povero di calcio atleticamente valido e continuativo fino al 95mo. La Dea è stata tutto questo, capace com’è apparsa a passare il turno di Coppa Italia convincendo nel gioco e nel risultato. Ma crediamo che neanche i bergamaschi si aspettassero una Juve così disarmante, distratta, imbarazzante e umiliata dall’avversario. Questa volta il Max toscano non ha potuto cominciare la sua intervista ai microfoni di Sky,dicendo la solita frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“C’è da fare i complimenti ai ragazzi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perché non era facile affrontare……”,</b> frasi ripetute anche quando stonavano perché la Juve aveva giocato male e aveva vinto per il fattore C. Ma si sa, soprattutto nel calcio l’ipocrisia di dire il contrario di ciò che si pensa è all’ordine del giorno, ed è pari agli esorbitanti interessi economici che ruotano attorno al pallone. Detto questo, dobbiamo anche dire che da sempre siamo fautori dell’idea che nel calcio nulla si inventa, nulla si improvvisa e nulla è scontato. Sì, perché le partite bisogna giocarle tutte con il giusto cipiglio, proprio perché ti chiami Juve e contro di te si fa sempre la partita della vita. Era ormai da qualche tempo che vedevamo la Juventus soffrire e dare l’impressione di una corazzata che volesse impostare la gara adottando la filosofia del raggiungere il miglior risultato con il minimo sforzo. Solo apparenze, perché in realtà negli ultimi tempi la Juve ha sempre sofferto l’avversario di turno, offrendo prestazioni insufficienti e talora anche noiose di un calcio in cui la striminzita vittoria era sufficiente per allungare il proprio vantaggio in un campionato che, a onor del vero, non offre nessuna vera alternativa nell’intralciare il percorso di una squadra bianconera che ha sì, iniziato in maniera scoppiettante, ma che poi ha opacizzato quel suo furore agonistico, tecnico, tattico e fisico. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto la domanda sorge spontanea: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“PERCHE’ QUESTA INVOLUZIONE NELLA</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SQUADRA Di MAX ALLEGRI?”.</b> E allora vediamo di capirne qualcosa. Innanzi tutto la Società bianconera che liquida a settembre (o giù di lì) Beppe Marotta. A parer nostro una mossa errata, anche perché l’allievo Paratici avrebbe avuto ancora un po’ di tempo per maturare sull’esempio del maestro sornione e capace di coprire il delicato ruolo di Amministratore Delegato di una società importante come la Juventus. C’è poi la parte tecnica da considerare in un’ampia rosa di campioni messa a disposizione di Allegri il quale, forte delle sue tante vittorie ottenute negli anni in cui siede sulla panchina della Juventus, ha praticamente messo il suo modus operandi prima di ogni cosa. Dopo avere stravolto le caratteristiche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b> ha fatto diventare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“tuttocampista”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b>, il quale, pur di giocare, ha dovuto accettare un ruolo che ha dovuto accogliere con visibile sforzo. Noi pensiamo che questo campione argentino esprima il meglio quando si trova a dovere giocare accanto alla prima punta. Le sue caratteristiche tecniche e il suo fisico minuto, a parer nostro non possono supportare un lavoro così dispendioso, in cui si richiede di interdire anche all’altezza della difesa e poi costruire palle gol ripartendo tra le linee e creare superiorità numerica. A nostro modo di vedere, così facendo si inibiscono le qualità del ragazzo che non si discute dal punto di vista tecnico, ma che non può intestardirsi a portare palla, dribblare e poi perdere sistematicamente di vista la dinamica dell’azione d’attacco, perché l’avversario furbescamente lo pressa anche con falli non fischiati dall’arbitro. Ma avete visto quante volte Dybala è preda dell’avversario? Avete notato quante volte viene sbattuto a terra di brutto? Ma c’è ancora un altro motivo per cui, secondo noi, questa Juventus sembra aver perso improvvisamente la forza nelle gambe. E’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la preparazione</b> che sarebbe atta ad allungare la resistenza dei giocatori e permettere di arrivare meno stanchi, a quello che in primavera è considerato il vero appuntamento cruciale della stagione della Juve: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la Champions League.</b> Ebbene, questo sistema imposto da Allegri e dal suo staff, lo riteniamo assai pesante in una rosa di giocatori fatta per avere addirittura due squadre ad alto livello. E non è un caso assistere a tanti infortuni degli ultimi tempi, i quali hanno falcidiato soprattutto la difesa e il centrocampo creando tanti problemi in quei settori vitali, soprattutto in una squadra che deve affrontare una lunga e impegnativa stagione agonistica. Ebbene, oggi si pensa a una non positiva gestione della lungimiranza, cosa che la Juventus non ha saputo fare soprattutto con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, un centrale di difesa che se fosse stato considerato meglio, adesso con il senno di poi degli infortuni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> avrebbe sicuramente fatto meglio “dell’adattato” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> o del ritorno di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Caceres</b> che è al crepuscolo di una carriera mediocre. Dunque, alla luce di quanto è emerso nel dopo Atalanta – Juventus di Coppa Italia, pensiamo che questi siano i punti cruciali di una situazione che ha creato un chiaro nervosismo nell’ambito della Vecchia Signora. Tuttavia, per tutti i tifosi juventini che ci leggono, ci auguriamo di essere presto smentiti in questa nostra analisi che è semplice pensiero in un mondo in cui l’opinabilità del calcio impone il rispetto della diversa idea, anche se non condivisa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-smaltira-l-umiliazione-subita-dall-atalanta-1013510.htmSi100451001,02,03030205
211013509NewsCampionatiUn campionato dalle mille sfumature20190128163812L`analisi <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 21ma giornata di Serie A (seconda di ritorno), ha riservato colpi di scena e molti spunti di carattere tecnico – tattico da analizzare. Pareggia il Napoli di Carletto Ancelotti a San Siro contro il Milan di Gattuso, con un risultato a reti bianche che non fa brillare né l’una, né l’altra squadra. All’inaspettata batosta interna del Bologna che perde 4 a 0 contro il modesto Frosinone e sentenzia l’allontanamento di Pippo Inzaghi con il ritorno sulla panchina felsinea di Sinisa Mihajlovic, si evidenzia la vittoria in casa per 4 a 0 della Sampdoria contro l’Udinese, con un Quagliarella stratosferico che alla veneranda età di 36 anni continua a fare gol a grappoli e si propone come prossimo attaccante della Nazionale di Mancini. Intanto l’Atalanta di Gasperini conferma il suo momento di grazia pareggiando 3 a 3 contro la Roma di Di Francesco, recuperando 3 gol al passivo subiti nel primo tempo e sbagliando addirittura un rigore con Zapata. Fuori casa vincono Fiorentina e Spal, rispettivamente contro Chievo e Parma, mentre il Sassuolo che si posiziona a 29 punti in classifica, fa suo il match con un rotondo 3 a 0 che fa preoccupare il Cagliari. E mentre si attende il risultato del posticipo del monday night Empoli Genoa, facciamo un’analisi più approfondita per quanto riguarda le partite <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio – Juventus e Torino – Inter.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lazio – Juventus.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Da dove cominciamo? Se vogliamo parlare di calcio diciamo di avere visto per tutto il match una sola squadra in campo: la Lazio di Simone Inzaghi. Se invece vogliamo parlare di tutto quello che vuol dire “non calcio”, allora diciamo che la Juventus ha vinto immeritatamente per 2 a 1, disputando la più brutta partita del campionato in corso. E, mentre la Lazio ha disputato la partita della vita con bellissime trame di gioco, grande furore agonistico e capacità di non fare ragionare la Juventus dei suoi tanti campioni,i bianconeri di Allegri hanno mostrato limiti atletici, innumerevoli errori in fase di impostazione di gioco e un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> che solo il tecnico toscano vede nel ruolo delicato che di solito ricopre Pjanic. Infatti, il calciatore tedesco di origine turca, non ha il passo né la tecnica necessaria per posizionarsi davanti alla difesa e distribuire palloni utili nella dinamica del gioco d’attacco della Juventus. Troppo ruvidi i suoi piedi per affidargli un ruolo così delicato. Ma Emre Can non è stato il solo calciatore insufficiente di una Juve in cui soltanto <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Szczesny si è conquistato la palma di migliore in campo. Chiaro, dunque, come la Juve che ha perso pure Bonucci per un infortunio che lo terrà lontano dal campo per un mese, sia stata per quasi tutta la partita in balia di una Lazio pimpante che, dopo essere andata in vantaggio grazie a un’autorete di Emre Can, ha fallito il raddoppio con Immobile. I biancocelesti hanno seriamente messo alle corde la Juventus che oltre a non sapere reagire, ha mostrato certi errori grazie anche ad Allegri, il quale ha capito tardi di avere sbagliato formazione. I bianconeri, infatti, non hanno vinto un contrasto, non hanno saltato l’uomo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non hanno sfruttato a sufficienza le fasce laterali e persino CR7 è risultato non pervenuto. Poi, dopo avere sostituito Matuidì con Bernardeschi e Douglas Costa con Cancelo la Juve ha pareggiato i conti, prima con Cancelo e poi ha vinto il match grazie ad un rigore calciato da CR7, per un ingenuo atterramento di Cancelo in area di rigore ad opera di Lulic. Che dire? Dopo quanto visto di così squallido calcio, la Juventus ha allungato pure il suo vantaggio portandosi a + 11 dal Napoli che la segue al secondo posto. Tutto ciò è semplicemente disarmante se visto nell’ottica del non merito, tuttavia, bisogna anche dare atto alla Juve di essere risuscitata a sovvertire il risultato proprio nel match più brutto del suo campionato. E’ questione di carattere. Anche così si raggiungono i grandi traguardi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino – Inter.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Vincono i granata di Mazzarri con un gol di Izzo, ma l’Inter dov’è? E se questa non è la vera Inter di Spalletti, che cos’è? Dire che i nerazzurri sono apparsi lontani da ogni logica di gioco, da ogni idea che potesse dare un senso a una squadra che punta al terzo posto per entrare in Champions League, è quasi un eufemismo. Tuttavia, la scarsezza mostrata sul campo dalla squadra di Spalletti, non deve sminuire l’importante vittoria di un Toro che, pur non avendo disputato la partita della vita, ha saputo dare aggressività a una manovra che ancora oggi risente della mancanza di gol dei suoi attaccanti Belotti e Zaza. Con questa vittoria i granata hanno saputo onorare al meglio i 100 anni dalla nascita di capitan Valentino Mazzola, ma sanno benissimo che adesso comincia il loro campionato. Infatti, il desiderio di entrare in Europa League ha un solo scopo: quello di ritrovare la continuità di gioco e risultati a partire dalla prossima partita che i granata giocheranno a Ferrara contro la Spal. Ma ritornando all’Inter di Spalletti, possiamo dire di ricavare sempre la sensazione di una squadra incompiuta, senza anima e molto preoccupata per il rinnovo del contratto di Icardi piuttosto che per le bizze di Perisic, il quale ha dichiarato apertamente di volere cambiare squadra. Tutte situazioni che distolgono i pensieri dal campo e s’intersecano tra mille cose che non possono essere gestite in maniera ordinata. Pensiamo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b> avrà il suo daffare per mettere ordine in una società che dà segni di nervosismo. E poi c’è la parte tecnica da rivedere. Sì, perché se è vero che i calciatori dell’Inter hanno le loro responsabilità per questa discendente situazione di gioco e risultati, è altresì vero che Spalletti non mostra di avere le idee chiare da allenatore di una grande squadra, qual è l’Inter. Troppe volte lo vediamo camminare davanti alla panchina a testa bassa. Su e giù, guardando quel tappeto verde in cui gli sembra di trovare una soluzione per illuminare qualcosa che non c’è. Contro il Toro, Spalletti si è presentato con un inedito 3-5-2, lasciando fuori Perisic e inserendo Lautano Martinez in appoggio a Icardi. Ma l’idea tattica non ha sortito alcun vantaggio, anche per i troppi errori commessi dal mediocre Joao Mario, Brozovic, Vecino e poi da Dalbert e D’Ambrosio, i quali attraverso le folate offensive, avrebbero dovuto dare linfa a un attacco opacizzato da pochissime opportunità da gol. C’è dunque ancora molto da fare in un’Inter ancora troppo lontana dal suo standard da grande squadra. Noi pensiamo a una mini rivoluzione estiva, che inizierà probabilmente con la sostituzione sulla panchina di Luciano Spalletti. Un allenatore filosofo, ma forse poco adatto a imprimere quel mordente e quella foga agonistica che la sua squadra dimostra di non avere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711campionato-di-serie-a-2018'19.jpgSiNun-campionato-dalle-mille-sfumature-1013509.htmSi100451001,02,03030154
221013396NewsCampionatiAchille Muzzarelli, tra piacevoli ricordi e aspre delusioni granata 20180320194811Foto Edoardo Covone Famiglietti Intervista a un granata doc, che da tanti anni è capostipite dell`industria artigianale della pasta fresca. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ci sono storie di vita che ci piace ascoltare e poi raccontare per la loro semplicità. La vera storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Achille Muzzarelli,</b> continuità di un’antica casa artigianale che opera nel settore della pasta fresca di prima qualità, ci ha attratto e anche emozionato. Già, l’emozione nel ricordo di un bambino che nel lontano1949 aveva solo dieci anni e oggi ha voglia di raccontarsi, di rivivere romanticamente ciò che sembra ingiallito dal tempo. Achille, fin da bambino è stato un fervente tifoso del Toro e per indole famigliare si è appassionato alla maglia granata del Grande Torino, legandosi specialmente al capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valentino Mazzola</b>. Un giorno, di quel fatidico anno, prima che avvenisse la tragedia di Superga, Achille ricevette da Mazzola un distintivo del Toro. Fu un momento emozionante per quel bimbo che adorava il capitano, simbolo di una storia che si è cucita sulla pelle in maniera indelebile. Dopo quel tragico evento dello schianto dell’aereo che riportava a casa il Grande Torino da Lisbona, Achille promise a se stesso e a papà Giuseppe, che avrebbe trovato il modo di onorare il ricordo del Capitano di quella invincibile squadra che tanta gente fece innamorare. Ebbene, nell’occasione della rinascita dello stadio Filadelfia, Achille ha mantenuto quella sua antica promessa, legando il suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pastificio Bolognese</b> e tutta la famiglia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muzzarelli</b> al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pennone dedicato a Valentino Mazzola</b>. Storie di cuore, di promesse mantenute, di inesauribile orgoglio per aver portato a termine una promessa quasi sacra. Una sorta di gratitudine per quel piccolo distintivo del Toro ricevuto in dono, e che oggi è pure un po’ arrugginito dal tempo. E’ la bellezza di un calcio che appare come qualcosa che inorgoglisce per fede sportiva, ma che poi coglie sfumature di vita che vanno oltre ogni cosa. In fondo è questo, è il gusto delle piccole cose, dei piccoli gesti che diventano improvvisamente grandi per la loro semplicità. Storie di vita che ti riconciliano con un mondo spesso banale, arido di sentimenti, sempre più proiettato verso una superficialità che appare inarrestabile e senza freni inibitori. Ma, per fortuna, ci sono storie romantiche come questa di Achille, capaci di strapparci attimi di riflessione sul significato semplice di vivere una vita a misura d’uomo, con la naturalezza che va alla ricerca dei sentimenti, delle relazioni tra le persone che restano alla base di ogni cosa. Da un piccolo pensiero del campione leggendario, la grandezza di un sentimento portato avanti per tanti anni con il segno tangibile della riconoscenza. E sullo sfondo di quel Pennone del nuovo Filadelfia che si erge orgoglioso e imponente sotto il cielo azzurro diventato metaforicamente granata, rivediamo le sagome nitide di capitan Valentino Mazzola che regala il distintivo del Toro al bimbo Achille, sotto lo sguardo commosso di papà Giuseppe Muzzarelli. Non è una storia inserita nel libro “Cuore” di De Amicis, ma più semplicemente la realtà di un fatto accaduto tanti anni fa. Qualcosa che parte dal pallone e arriva direttamente al cuore. Certo, se pensiamo alla crisi attuale del Toro, alle contestazioni e alle brucianti delusioni dovute all’attuale opacità granata, anche la storia di Achille, così ammantata di zucchero e cannella, ci sembra quasi una favola da raccontare ai bambini prima di dormire. Ed è per questo che una mattina di fine inverno, abbiamo pensato di incontrare il tifoso Achille per capire bene quella che è la sua idea sul Toro. Naturalmente, il tema più scottante resta l’attuale crisi granata. Vediamo di sviscerarla insieme.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Achille, cos’è il Toro per te?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un qualcosa che mi è rimasto nell’anima fin da bambino, in cui mio padre mi portava in spalla da Piazza Carducci allo stadio Filadelfia per vedere il Grande Torino”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Romantiche note granata di tanti tifosi, che appartengono alla generazione del dopo guerra.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, sono un innamorato. Se guardo il Toro sono trasportato dal sentimento, se vedo invece un’altra partita riesco a individuare chi gioca bene da chi gioca male. Poi, se penso a quel distintivo regalatomi da capitan Mazzola che mi è stato appuntato sul mio vestitino pulito, inamidato e ben stirato in quel triste dopo guerra, riesco a commuovermi ancora oggi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che sai tutte le formazioni del Toro di allora?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, ogni tanto vado a rivedermi i poveri e scarni filmati di allora e non faccio altro che emozionarmi, al cospetto di ciò che stiamo vivendo oggi noi tifosi del Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Già, una squadra che oggi sembra allo sbando e senza un presente che possa far sperare nel futuro.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che il vero spirito del Toro sia morto con il presidente Rossi. Ricordo come giocava quella squadra che appariva sempre carica di rabbia, grinta e determinazione. Poi il nulla. Pian piano il mio Toro è sparito nel nulla e si è caratterizzato nel saliscendi tra campionati di Serie A e B. Adesso siamo diretti da un presidente attento dal profilo finanziario ma mai animato dal punto di vista di un miglioramento della squadra. Possiamo elencare grandi plusvalenze, efficienza di bilanci corretti che garantiscono l’allontanamento dal pericolo di debiti, ma non abbiamo più i risultati e lo spirito Toro. Quello ci manca assolutamente”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma quali sono le vere cause per cui questo Torino non è mai all’altezza della situazione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Secondo me non ci sono più quei grandi vivai del passato. Non ci sono più i Vatta, gli Usseglio, non ci sono più i ragazzini che crescevano e poi esordivano nel Toro. Oggi i calciatori giocano per il denaro e non si appassionano ai vecchi sentimenti legati alla maglia”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso poniamo in analisi la crisi del Toro, prescindendo dai sentimenti. E’ solo la società ad essere responsabile?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ribadisco il concetto di un Torino amministrato unicamente per far quadrare i bilanci. Cairo tratta il Toro come un suo business, una sua industria e non come una squadra di calcio. Poi abbiamo un direttore sportivo che non è all’altezza della situazione. Petrachi, infatti, vende i pezzi migliori per prendere delle probabili promesse che non ci sono. E che dire del “povero” Comi che ha le mani legate, visto che ha tante idee mai suffragate dal presidente..”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, viene fuori l’immagine di un Torino pragmatico nei conti e scarso in materia calcio. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, le plusvalenze hanno la precedenza su tutto. Ma che squallore non crescere mai come squadra!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di questo continuo gettar le colpe su Mihajlovic da parte del presidente Cairo, per difendere a spada tratta Mazzarri. Lo ritieni giusto?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Secondo me Mihajlovic era un allenatore da Toro, come mentalità e grinta. Ma forse era carente nella gestione della squadra e nella comunicazione con i media. Mazzarri non mi ha mai convinto, piuttosto avrei visto bene un Gasperini, ma anche Davide Nicola sembra adatto allo spirito Toro. Bella quella sua dipartita in bici da Crotone per arrivare al Filadelfia e poi andare a Superga per onorare il Grande Torino. E invece Cairo ha preferito sostituire in corsa Mihajlovic, con cui era stata fatta la preparazione estiva e programmato un certo percorso. Adesso i giocatori risultano impreparati sotto l’aspetto atletico e mentale. Insomma, c’è tanta confusione e i risultati non possono essere altro che questi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Scelte e situazioni sbagliate che sono da imputare a Cairo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un presidente giusto, quando vede dei giovani come Benassi o Zappacosta che possono creare lo zoccolo duro della squadra, non li vende per il solo fatto di incrementare le casse della società, ma semmai li tiene con l’intento di acquistare giocatori altrettanto validi. E’ vero, si è tenuto Belotti che purtroppo è l’ombra di ciò che è stato l’anno scorso, ma è arrivato un inconcludente Niang che mi risulta non sia costato poco. Penso che si debba dare fiducia ad alcuni giovani della Primavera, ricostruendo la squadra con giocatori esperti e qualitativamente validi anche se costosi, ma non demotivati dall’essere stati scartati da altre squadre”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sarà questo uno dei tanti motivi, per cui il campionato del Toro negli ultimi anni finisce a febbraio o marzo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nel mercato di gennaio c’era la possibilità di rimediare a certi errori fatti nella prima campagna acquisti. E allora penso a un centrocampista che potesse creare un po’ di gioco e un altro attaccante <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>come Zapata che potesse aiutare Belotti. Come sai non è arrivato nessuno. Si poteva fare meglio, invece ci troviamo ad ascoltare le cattiverie di Cairo contro Mihajlovic in una confusione totale. Che delusione! Per forza che i vecchi tifosi del Toro come me, non fanno altro che rimpiangere il passato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se avessi l’opportunità di parlare a Cairo, cosa gli diresti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Di cambiare Petrachi e di mettere un direttore sportivo che sappia di calcio e che non pensi solamente di portare a casa bilanci favorevoli alla società, ma che si impegnino a costruire una squadra competitiva sotto tutti gli aspetti. Il Toro e i suoi tifosi lo meritano”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, per il bene del Toro è necessario cambiare solo il direttore sportivo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che trovare un altro presidente che abbia la stessa attenzione nei bilanci come <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Cairo, sarà difficile. C’è il pericolo di finire nelle mani dei cinesi, dei russi o degli arabi e poi non si sa come potrebbe andare a finire. Magari avremmo tanti soldi, ma non si sa come li amministrerebbero. Per questo, penso che il cambio di Petrachi sia necessario per costruire una vera squadra di calcio”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire Achille, riesci ancora a vedere un barlume di luce nel futuro del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“I ragazzi di oggi si affezionano prevalentemente ai giocatori e alle squadre che vincono, fanno le Coppe Europee e abbiano visibilità. Queste sono cose che mancano sempre di più al Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, Forza Toro Sempre?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, forza Toro sempre. Il Toro è nell’anima e non si può cambiare. Nonostante tutto!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-achille-muzzarelli-(533x800).jpgSiNachille-muzzarelli-tra-piacevoli-ricordi-e-aspre-delusioni-granata-1013396.htmSi100451001,02,030301137
231013391NewsCampionatiMax Allegri alla vigilia di Juventus Atalanta20180313172211L`approfondimento dell`allenatore bianconero, capace di intiepidire gli entusiasmi dettati dal momento. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juventus dovesse vincere la partita di recupero con l’Atalanta andrebbe a + 4 dal Napoli, ma chi si illude che il campionato sia finito si sbaglia di grosso. Queste sono state sostanzialmente le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri,</b> che nel corso della conferenza stampa di Vinovo mette le mani avanti, chiarendo certi punti importanti che non devono essere dimenticati. Primo su tutti bisogna tenere presente che il Napoli ha grandi possibilità di vincere lo scudetto, perché oltre ad esserci lo scontro diretto da giocare, per la Juventus ci sono ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>molte partite difficili da affrontare. Sempre sicuro il mister della Juve con noi giornalisti, vivace, spigliato, loquace nel suo modo di esprimersi anche con similitudini che sanno di reminiscenza toscana. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quando si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fanno i conti vengono fuori i contadini…”,</b> per dire che è meglio non pensare all’eventuale + 4 dal Napoli, perché tanta strada c’è ancora da fare. A chi gli chiede qual è la forza della Juve di quest’anno, Allegri risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”E’ la forza del gruppo che ha l’obiettivo di arrivare in fondo e vincere. Quindi, tutti si mettono in discussione e c’è la voglia di dimostrare di essere i più forti. Abbiamo tante partite e la rosa deve essere a disposizione. Non giocheremo sempre con</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">lo stesso sistema”.</b> Poi è possibilista sull’impiego di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>contro l’Atalanta – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vedremo come si sentirà alla fine dell’ultimo allenamento”.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa </b>deve fare gli straordinari, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> ha preso una botta sul piede infortunato e la sua presenza contro la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini </b>è in forse. Sicuro di giocare è invece <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala, </b>che resta il primo rigorista della Juventus - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A meno che non sia io a decidere diversamente nel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">corso della partita….”-</b> chiaro il riferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> a domenica scorsa, quando il Pipita su sua libera iniziativa ha tirato e sbagliato il rigore. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> continua le terapie e si spera di recuperarlo prima della fine del campionato. La sua è una fastidiosa pubalgia e quindi non ci sono mai tempi certi di guarigione. Per quanto riguarda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi,</b> invece, ha iniziato un lavoro di rinforzo e si spera di recuperarlo entro una ventina di giorni. Dunque, dopo l’analisi approfondita sullo stato di salute della Juventus e i vari temi toccati in conferenza stampa dal “pompiere” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che butta acqua sul fuoco dell’eccessivo entusiasmo, la Juventus è pronta ad affrontare il difficile ostacolo di un’Atalanta che verrà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b> di Torino per vendere cara la pelle.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSiNmax-allegri-alla-vigilia-di-juventus-atalanta-1013391.htmSi100451001,02,03030226
241013382NewsCoppeAtalanta, ecco l’esempio di una ex provinciale20180227155035La squadra di Gian Piero Gasperini si colloca di diritto tra le squadre più importanti del nostro campionato. L`analisi. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Doveva essere la prima delle doppie sfide ravvicinate tra Juventus e Atalanta, invece ci sarà soltanto la partita di mercoledì prossimo che deciderà quale delle due squadre affronterà la finale di Coppa Italia. Tutto questo per una copiosa nevicata che si è abbattuta su Torino proprio all’inizio della gara di campionato. Un segno premonitore che avvantaggia sicuramente la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> il quale aveva preannunciato una squadra di giovani per recuperare le forze dei giocatori titolari, dopo la fatica di Europa League. Ma a parte questo particolare che non mancherà di creare le solite polemiche, rivolgiamo lo sguardo ad un’Atalanta che ormai è diventata una realtà del calcio italiano. Uscita immeritatamente dall’Europa League nello sfortunato match conto il Borussia Dortmund, l’Atalanta ha un’antica tradizione di società capace di valorizzare i suoi giovani attraverso una programmazione lenta, paziente, ma redditizia. Esattamente al contrario di quella che è la cultura moderna, in cui non si ha tempo di aspettare i giovani ed investire su di loro. A partire dal presidente Percassi che non sbaglia mai l’acquisto dei suoi allenatori, la società orobica ha mantenuto negli anni una mentalità vincente, capace di allontanarla da quel calcio provinciale che comunemente viene inteso come qualcosa di inferiore. Oggi l’Atalanta sa farsi rispettare in casa e fuori dalle mura del suo stadio, per avere acquisito personalità e autostima attraverso un gioco tecnicamente bello da vedere e quindi anche produttivo. Il segreto? Come abbiamo detto pocanzi nasce proprio dalla linea direttiva della società, che attraverso il Settore Giovanile si rispecchia poi sulla Prima Squadra. Sono tanti i giovani orobici che sono stati promossi in Prima Squadra da mister Gasperini, il quale ha il merito di averci creduto fin dall’inizio anche se incurante del rischio. Così ha creato una perfetta armonia di gruppo, adottando il suo credo calcistico contemporaneamente alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papu Gomes</b> è il capitano che fa da chioccia ai suoi, per avere esperienza e qualità tecniche indiscusse. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Masiello</b>, granitico e antico lottatore di difesa, dà l’impressione che il tempo per lui non passi mai, così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic</b> che Gasperini sta gestendo in maniera egregia. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toloi, Palomino, Caldara, Spinazzola, Cristante, Petagna, Cornelius, </b>senza dimenticare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conti </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kessié </b>ceduti al Milan<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">,</b> che soltanto poco tempo fa non appartenevano al calcio di elite. Eppure tutti ricordano quell’inizio di campionato disarmante che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> fece tra il 21 agosto e il 21 settembre 2016, in cui raccolse soltanto tre punti in cinque partite. Una situazione che mise in discussione anche l’allenatore arrivato dal Genoa con molta enfasi di far bene, ma per questa partenza negativa fu in procinto di essere esonerato. Poi, il mister di Grugliasco, in provincia di Torino, ingranò la marcia e decise con coraggio di dare fiducia ai giovani adottando il 3-4-1-2. Destino volle che la Dea inanellò 8 risultati utili consecutivi, 7 vittorie (di cui tre prestigiose con Napoli, Inter e Roma), sviluppando un calcio davvero brillante e moderno. Certo, quel sistema tattico fu poi cambiato nel tempo dall’allenatore orobico, il quale ha optato per metodi adatti a imbrigliare gli avversari di turno. Esemplare il possesso palla dell’Atalanta e quella capacità di ripartire velocemente sfruttando gli esterni, che è tipico del gioco delle grandi squadre. Oggi i nerazzurri stanno raccogliendo i meriti di un lavoro serio, mai improvvisato, in cui emerge la perfetta collaborazione tra Società, tecnico e squadra. E’ un po’ come dire che nel calcio nulla si inventa. E l’Atalanta di Gasperini è l’emblema di tutto ciò. Adesso puntano concretamente alla finale di Coppa Italia, nonostante la prima partita d’andata tra le mura di casa contro la Juventus, si sia conclusa con il punteggio di 0 a 1. Per l’Atalanta sarebbe un’impresa storica. Ci riuscirà? <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711gasperini.jpgSiNatalanta-ecco-l-esempio-di-una-ex-provinciale-1013382.htmSi100451001,02,03030212
251013375NewsCampionatiPaolo Aghemo, tra ricordi personali e analisi approfondite 20180215155325Il giornalista di Sky Sport ripercorre il suo passato e il presente della sua attività professionale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino, Juventus, la Champions, il campionato e tanto di più è stato approfondito con il giornalista di Sky Sport, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paolo Aghemo.</b> Nato a Torino, Paolo è figlio del compianto ex presidente del Toro Beppe Aghemo, il quale gli ha trasmesso la passione per il calcio. Ama la storia ma soprattutto lo sport e il calcio che ha praticato fin da bambino. Dopo avere frequentato il liceo scientifico all’Istituto Sociale di Torino, dal quale ha attinto valori etici e sociali capaci di formarlo e indirizzarlo alla vita, si è laureato in Scienze Politiche ed ha iniziato a lavorare nei giornali locali. Una professione, quella del giornalista, che ama in maniera particolare perché si confà con il suo modo d’essere. Segue in maniera attenta e competente le vicende sportive di Juventus e Torino curando le interviste ai bordi del campo, oppure in sala stampa per informarci delle varie novità quotidiane delle due società torinesi. Oggi abbiamo pensato di intervistarlo per conoscerlo meglio, parlando di tante cose interessanti che riguardano non solo il calcio. Il suo è un narrare piacevole fatto di ricordi affettivi che lo rendono orgoglioso, mentre rivelano un certo tipo di personalità che si evidenzia anche dal punto di vista professionale. Ascoltiamolo dunque in questa esaustiva intervista, capace di farci conoscere meglio la persona dal punto di vista professionale e umano. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, cosa si prova ad essere figlio d’arte?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Si prova una sensazione di grande orgoglio e soddisfazione per quella che è stata la storia, la vita di mio padre. E ancora adesso sono tanti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>gli attestati di stima ricevuti, quando vado in giro e sentono il cognome che porto con grande orgoglio. Io so che quella sua vita è stata vissuta con grande passione e che ha saputo trasmettere dei valori, dei principi e un modo di stare al mondo e rapportarsi con gli altri che, vedendo queste testimonianze adesso che papà non c’è più, mi fanno capire che è una strada da seguire. Dall’altra parte dico che non è facile essere figlio d’arte. Non lo era ai tempi del calcio in cui mio papà era grande protagonista ed io giocavo, ma non lo è in generale per tutti. Infatti, avendo una figura genitoriale così importante, forse dall’esterno ci si aspetta che il figlio sia all’altezza del nome che porta, nell’essere capace di fare ciò che hanno fatto il padre o la madre. Non è così perché ognuno di noi è diverso, e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi devo dire che questo confronto l’ho patito per un certo periodo della mia vita. Poi ho trovato la mia strada e adesso sto cercando di seguire quel percorso precedentemente tracciato. E’chiaro che per me papà resta un punto fermo, una luce capace di illuminarmi nei momenti di difficoltà. E’ come segnare il sentiero da seguire, ma con la consapevolezza che non potrò mai essere come lui e neanche alla sua altezza. Lui è stato unico, così come ognuno di noi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma c’è qualcosa in particolare di papà che ricordi più d’ogni altra cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La generosità e la naturalezza, che però è una caratteristica che ognuno ha oppure no. Ma papà era un istintivo, un passionale. Tutte doti che però gli hanno creato più problemi che altro, soprattutto nel periodo in cui è stato presidente del Torino calcio in cui forse sarebbe stato meglio essere più diplomatici, frenando istinto e passione. Ma lui era fatto così, non c’era nulla da fare! Dunque, ciò che mi è rimasto di lui è la generosità, la passione, il rispetto degli altri e anche quell’intendere la propria professione come qualcosa che ti diverte. E io sono così nel mio intendere il lavoro di giornalista, esattamente come quando mio padre curava le pubbliche relazioni all’Unione Industriale di Torino. Sempre con passione!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che quando eri piccolo facevi la radiocronaca delle partite di calcio del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non solo del Toro, ma anche di tutte le partite del “Novantesimo Minuto”. A casa replicavo i servizi di domenica sprint con il pallone di spugna. Giocavo, facevo l’azione e intanto facevo il commento dell’azione stessa e mi inventavo i risultati. E, come se non bastasse, lunedì con i compagni di scuola elementare ricreavamo lo studio di Paolo Valenti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu sei stato alunno dell’Istituto Sociale di Torino per 13 anni. Quale importanza ha avuto per la tua formazione personale nella vita.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fondamentale, perché mi ha permesso di vivere un’esperienza di serenità nell’adolescenza e nell’infanzia. L’Istituto Sociale è stato un ambiente che mi ha messo nelle condizioni migliori per crescere, sia da un punto di vista delle strutture,dei rapporti, degli insegnanti e del clima che si respirava e coinvolgeva tantissimo la famiglia. Crescendo, i valori<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>cristiani, cattolici, di rispetto e di generosità che già si respiravano in famiglia, venivano assorbiti anche a scuola. Ma anche i valori più tecnici, tipo la disciplina e le regole da rispettare e seguire, sono state formative. C’è poi un’apertura mentale che il Sociale è riuscito a darmi, ed è la capacità di avere dei dubbi e mettersi in discussione con forma di autocritica. Una sorta di apertura mentale che l’Istituto che ho frequentato per 13 anni è riuscito a darmi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal 2007 sei reporter di Sky Sport. Come nasce la tua passione per il giornalismo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nasce da bambino, proprio quando facevo le cronache delle partite ed avevo una particolare passione per il calcio, visto che ho anche giocato fin da quando avevo sei anni. Poi, crescendo, ho sempre avuto l’idea di fare quel tipo di mestiere. Volevo fare il calciatore, ma ho capito ben presto che non era possibile farlo. Così, all’età di 17 anni ho cominciato a scrivere sui giornali locali. Da lì in avanti ho capito che era una cosa che mi piaceva fare e così ho continuato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando del Toro, che idea ti sei fatto della squadra di Walter Mazzarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi piace e penso positivo. Con Mihajlovic c’era una situazione difficile a livello di feeling, di clima pesante tra lo staff tecnico e la proprietà. Non si percepiva più anche a pelle quell’unità di intenti e condivisione che è necessaria tra le parti. E poi alcune divergenze sulla comunicazione e la valorizzazione di alcuni giocatori, che si concretizzavano in risultati negativi. Con Mazzarri credo che Cairo abbia trovato un allenatore che sa valorizzare quello che ha. Il nuovo tecnico non chiede più di quanto la società possa dare, e poi in questa squadra che è da ritenersi buona per come è stata costruita, il nuovo tecnico sta apportando delle modifiche tattiche tali da valorizzare i giocatori che già dimostrano un ottimo atteggiamento in campo e grande attenzione in fase difensiva. Tutto questo dimostra che Mazzarri è in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche di ogni giocatore. Ad esempio c’è il Baselli di turno che è stato messo in un ruolo diverso, piuttosto che Ansaldi inserito a centrocampo, Niang che sta facendo bene e Iago Falque che continua a fare benissimo e non viene mai tolto. Tutto ciò ci fa capire come Mazzarri stia cercando il miglior schema tattico, funzionale alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori e non viceversa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, ma perché il Torino non vince più lo scudetto da troppi anni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il primo motivo è economico, visto che c’è un gap talmente alto con le prime in classifica che hanno un cospicuo fatturato. Oggi come oggi è impossibile sostenere il costo dei grandi campioni e dei loro ingaggi. Un monte ingaggi come quello che ha la Juventus, per il Torino è praticamente impossibile sostenerlo e anche soltanto immaginarlo. Una volta si cercava di coprire queste differenze lavorando sui giovani. Adesso i giovani di valore ambiscono ad alti livelli con grandi palcoscenici e vengono subito acquistati da altre società. Quindi è praticamente impossibile trattenerli, a causa di una alta richiesta economica che il Torino non può sostenere”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco Paolo, tu hai toccato un tema di grande attualità: i settori giovanili. Quanto è responsabile la FIGC di avere ormai da troppi anni non supportato le società di calcio a incrementare la valorizzazione dei giovani calciatori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la Federazione interverrà presto, perché c’è stato questo cambio di rotta oltreché di uomini, per un intervento con i centri federali piuttosto che con altri sistemi e metodologie atte ad aiutare i giovani e le società. Quindi, si auspicano maggiori incentivi affinché i club siano portati ad investire ancor più di quanto non facciano adesso, cambiando un certo tipo di cultura nella reale valorizzazione dei giovani calciatori”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero sul campionato attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il Napoli gioca benissimo, è una squadra spettacolare, ma la Juventus è la grande squadra che vince anche quando non gioca bene e quindi è più forte. All’estetica del Napoli si oppone la mentalità vincente dei bianconeri, che per me sono i favoriti a vincere lo scudetto. La rosa della Juventus a livello di qualità e alternativa, è sicuramente superiore a quella della squadra di Sarri. Io credo che il Napoli farà molta fatica a mantenere il livello attuale, perché giocare su due fronti significa avere una rosa ampia di giocatori di qualità. La Juventus, invece, andrà fino in fondo in tutte e tre le competizioni, o comunque ci proverà perché ha i mezzi per farcela”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando di Napoli. Pensi che sia soltanto un limite economico quel suo insistere sempre sugli stessi giocatori, oppure è una mentalità apportata da Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A livello economico il Napoli non ha le stesse possibilità della Juve che ha un fatturato superiore. Però la Juve insegna che certi affari economici si possono fare spendendo poco e a parametro zero. Questa società è brava ad andare a prendere giocatori, prima ancora che esplodano e che diventino calciatori a livello internazionale. Aveva preso Vidal che era un buon giocatore ma non grandissimo come poi è diventato, aveva preso Pogba a parametro zero, Coman che poi era andato al Bayern a parametro zero. E quindi bisogna avere anche la capacità di fare certi colpi, anche senza grandi potenzialità economiche. Il Napoli ha fatto sicuramente grandissime operazioni, ma probabilmente in questo momento la Juve è più brava, grazie anche alle idee e alla vasta rete di osservatori capaci di scoprire quei giocatori che servono a quel tipo di squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che idea ti sei fatto del mezzo passo falso della Juve di Champions contro il Tottenham?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un blackout inaspettato. La Juventus ha iniziato la gara nel migliore dei modi, ha segnato due reti con Higuain e giocato un ottimo calcio, ma poi ha dato troppo campo agli avversari che hanno approfittato della situazione e hanno terminato la gara in parità. Ma ha ragione Allegri quando sostiene che non è il caso di drammatizzare per questo mezzo passo falso della Juve. Il Tottenham è un’ottima squadra dal centrocampo in avanti, ma è apparsa vulnerabile in difesa”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi delle critiche che sono state fatte in questa occasione al pipita Higuain?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Le ritengo esagerate. A mio avviso, pur avendo sbagliato un rigore, l’argentino ha fatto un’ottima partita non solo per aver segnato due gol, ma anche per aver sostenuto il centrocampo in fase di contenimento dell’avversario. Ma attenzione, perché il pipita si esalta sempre quando viene pungolato dalla critica, e poi nella partita successiva in genere sfodera prestazioni ancora più grandi. Per questo motivo penso che sarà il primo giocatore della Juve, che il Toro dovrà temere nel derby”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Già, il derby di domenica prossima. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve è nettamente favorita, però attenzione a Mazzarri e al Toro che soprattutto contro le squadre più forti riescono a leggere gli aspetti che rappresentano i punti deboli dell’avversario. Il Toro ha incartato molto bene la Sampdoria, con l’Udinese ha fatto una partita intelligente, essendo disposta bene in campo e dimostrando la capacità ad adattarsi bene all’avversario. Ed è proprio attraverso la rivoluzione tattica che c’è stata con l’avvento di Mazzarri, che si riescono a trovare i punti deboli dell’avversario per poi colpirlo; a differenza del Toro di Mihajlovic in cui bisognava attaccare e fare la partita con il pericolo di esporsi immancabilmente alle qualità dell’avversario. Quindi, Juve favorita. Ma attenzione a questo Toro che non parte sconfitto e cercherà di aggredirla alta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te i granata riusciranno ad entrare finalmente in Europa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che quest’anno sia difficile, perché c’è la Sampdoria che sta facendo una grande stagione, c’è il Milan che verrà fuori, c’è l’Atalanta che è una squadra che ha uno zoccolo duro e Gasperini la fa giocare benissimo e con meccanismi giusti. Mazzarri è arrivato in corsa, il Torino non è stato costruito da lui e per forza di cose si trova a far rendere al meglio una squadra non sua. Credo che il Torino abbia ancora bisogno di un paio di innesti da inserire su questo telaio. Mi riferisco soprattutto a un centrocampista di qualità superiore da inglobare in un centrocampo già ricco di incontristi. E poi tutto dipenderà dal gallo Belotti, se resterà o meno. Sì, perché se le strade tra il centravanti e il Torino dovessero dividersi, la società dovrà pensare a un sostituto che sia all’altezza della situazione come ad esempio Duvan Zapata, che secondo me è il giocatore perfetto per l’attacco del Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-paolo-aghemo.jpgSiNpaolo-aghemo-tra-ricordi-personali-e-analisi-approfondite-1013375.htmSi100451001,02,03030225
261013369NewsCoppeCoppa Italia, Atalanta – Juventus oltre la nebbia.20180131192046La Juventus batte l`Atalanta in Coppa Italia, in attesa della partita di ritorno.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo criticato la Juve vista contro il Genoa e a Verona contro il Chievo. Ma la Vecchia Signora ci ha prontamente smentito sfoderando una partita maiuscola in Coppa Italia. Di questi tempi giocare contro l’Atalanta non è facile per nessuno, eppure la Juventus supportata dalla suprema prestazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> ha vinto ritrovando il gioco e quel giro palla veloce che è capace di sfiancare l’avversario. E neanche la fitta coltre di nebbia che ha avvolto lo Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo in una serata carica di umidità, è stata in grado di scoraggiare i contendenti in campo che si sono affrontati in una importante partita di semifinale. Higuain è apparso tonico e in salute, con il pregio di un continuo movimento che gli fa segnare il gol della vittoria, ma anche di offrire raffinati suggerimenti in attacco dopo aver conquistato palla a centrocampo. E’ stato sicuramente il miglior Higuain visto in stagione, segno che l’argentino si sta preparando bene per gli impegni della Juventus, ma anche in funzione dei prossimi mondiali di calcio cui tiene particolarmente. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che ha parato un rigore a Papu Gomez e poi sfoderato alcune parate del suo repertorio, che hanno salvato la porta della Juventus da un eventuale pareggio degli orobici. Nel primo tempo si è vista una sola squadra: la Juventus, che ha saputo pressare alto riducendo al minimo la fonte di gioco dei padroni di casa i quali, sorpresi dalla vitalità dei bianconeri che hanno subito fatto gol al 3’ con il pipita, hanno poi sbagliato il rigore battuto da Gomez per merito di un Gigi Buffon in stato di grazia. Nel secondo tempo la squadra di Gasperini si è organizzata meglio e a tratti si è rivista la squadra pimpante e ostica che già conosciamo, anche se soltanto nel finale ha saputo realmente impensierire Buffon che si è superato respingendo un tiro gol in una furibonda mischia in area di rigore. Dunque, la Juventus si è aggiudicata la prima semifinale di Coppa Italia e in attesa della partita di ritorno che si giocherà a Torino il 28 febbraio, può dire di aver ritrovato l’armonia di gioco che si è materializzata nella fluidità di verticalizzazioni e di passaggi precisi che hanno messo in crisi gli avversari. E’ una Juventus che per certi aspetti ci ha meravigliato positivamente, anche per l’attenzione e la qualità nel sapersi disporre bene in fase di non possesso palla. Ottimo Khedira (anche lui ha ritrovato il passo giusto) Pjanic (infaticabile in fase di regia e di interdizione) Matuidi (un furetto che non s’arrende mai, se prima non carpisce la palla all’avversario) e poi il solito Mario Mandzukic un po’ affaticato, poco appariscente, ma sempre pronto a dare una mano in difesa, a centrocampo e in attacco. E’ l’uomo inventato da Max Allegri, al quale dobbiamo dare atto di avere costruito un calciatore polivalente che da ex centravanti puro è diventato centrocampista, difensore e anche attaccante che funge da spartiacque per l’inserimento dei centrocampisti. Insomma, ci sembra di poter dire che la Juve è ritornata ad essere la Vecchia Signora che tutti conosciamo, forse poco bella (se non a tratti) ma sicuramente cinica nella sostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNcoppa-italia-atalanta-juventus-oltre-la-nebbia-1013369.htmSi100451001,02,03030207
271013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030219
281013356NewsCampionatiCairo esonera Mihajlovic, ma la decisione appare tardiva.20180104163656Fuori Mihajlovic dentro Mazzarri. Cairo riuscirà a rimettere in sesto il Toro?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma quanto tempo c’è voluto prima di maturare una decisione che si doveva prendere subito dopo la deludente partita casalinga contro il Verona. Adesso verrebbe proprio da dire: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Meglio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">tardi che mai”.</b> Tuttavia, anche se il Toro si trova a soli tre punti sotto la possibilità di rientrare ad acquisire un posto in Europa, ci sembra un po’ difficile che possa raggiungere l’impresa nonostante ci sia ancora da giocare tutto il girone di ritorno. Il nuovo tecnico della squadra granata sarà Mazzarri, ex allenatore di Napoli e Inter che manca dal calcio italiano dal 2014. Per lui è già pronto un contratto da firmare che lo legherebbe al Toro fino al 2020. Dunque, almeno per il momento scadrebbe l’dea di una figura di allenatore traghettatore, ossia il desiderio di poter arrivare&nbsp;a fine campionato per potere ingaggiare Gasperini, il quale è ancora legato contrattualmente all’Atalanta. Il Gasp, si sa, è un pallino di vecchia data di Cairo, tuttavia, in situazioni di così impellente emergenza non era possibile affidare la squadra ad altro allenatore più disponibile di Mazzarri. Adesso si spera che con l’avvento del nuovo tecnico il Torino ritrovi il gioco, ma soprattutto quella tranquillità perduta. Con Mihajlovic si perde un personaggio vulcanico e imprevedibile sotto l’aspetto caratteriale, che in 18 mesi di permanenza in granata non è mai riuscito a dare un gioco di squadra vero e proprio. Un Toro sempre a spizzichi e piccoli bocconi, in cui si è evidenziato il comportamento di una squadra mediocre che fino all’anno scorso veniva camuffato dai gol del gallo Belotti, ma che quest’anno a causa del suo lungo infortunio non è stato più possibile nasconderne l’evidenza. Storie di un Toro in cui si crede ancora nello storico cuore, ma che ormai in un calcio moderno concepito in modo cinico e non più romantico si vorrebbe più attuale nella mentalità e nelle ambizioni sorrette da una giusta programmazione. Adesso si volta pagina e si spera nell’avvento di Mazzarri, il quale, pur non avendo fatto grandi cose nella Premier League inglese, ci si augura possa dare un’impronta tecnica e tattica a un Toro che ancora oggi aspira ad entrare in Europa. La squadra può vantare due ottimi portieri, una difesa accettabile, un centrocampo ancora da registrare ma non meno valido delle squadre di seconda fascia, e un attacco che può contare sulle prestazioni in recupero di Belotti, del giovane Edera e di un Niang che potrebbe essere ceduto per far posto ad un attaccante di maggiore affidamento. Vedremo cosa accadrà in questo mese di gennaio in cui si apre il mercato invernale. Intanto, il primo passo importante è stato fatto! Adesso si proceda con il rinnovamento che deve essere caratterizzato da un ambiente più sereno e dal recupero di un’immagine di società il cui stile è stato spesso messo in discussione a causa dei comportamenti non sempre esemplari del suo ex allenatore.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711mazzarri-inter.jpgSiNcairo-esonera-mihajlovic-ma-la-decisione-appare-tardiva-1013356.htmSi100451001,02,03030224
291013346NewsCampionatiDavide Nicola lascia il Crotone20171206185625Dimissioni shock <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Storie di uomini, di pallone e di equilibri spesso precari. Se vinci ci abbracciamo e se perdi litighiamo. Tu perché sei l’allenatore, tu perché sei il presidente o il direttore sportivo, c’è sempre qualcosa di delicato nei rapporti professionali e umani nell’ambito di ogni ambiente di lavoro, e nel calcio ancor di più. Davide Nicola non è più l’allenatore del Crotone, per aver dato le dimissioni dopo aver maturato l’idea a seguito della sconfitta interna con l’Udinese. Non è dato sapere il motivo della decisione improvvisa dell’ormai ex allenatore del Crotone, in quanto si è trincerato in riservatezze personali. Secondo alcune indiscrezioni, si è saputo che all’origine del fatto ci sia l’entrata nello spogliatoio da parte del presidente Vrenna tra il primo e il secondo tempo della partita interna contro l’Udinese. Il risultato era a vantaggio dell’Udinese per 1 a 0 e il presidente del Crotone aveva pensato di incoraggiare i giocatori a non abbattersi. Sembra che la cosa non sia andata a genio a Davide Nicola, il quale l’ha presa come un’interferenza nello scavalcare un fatto tecnico, tattico e psicologico che compete esclusivamente all’allenatore. Con la Coppa Italia, questa del Crotone è stata la quarta sconfitta consecutiva e, evidentemente, qualcosa si era già rotto nel rapporto tra allenatore e società. Nicola ha un contratto di 500.000 euro che scadrà nel 2018 e dando le dimissioni di sua sponte, praticamente si autoesclude da ogni successiva retribuzione. Da questo punto di vista è da ammirare, anche se al momento non si capisce come abbia potuto maturare repentinamente questa decisione. Nicola è un ottimo allenatore che il Torino aspira ad assumere per un eventuale dopo Mihajlovic, anche se, a dire il vero, si fa insistente anche il nome di Gasperini. Non crediamo che questa decisione di Nicola abbia alcun collegamento con eventuali accordi con il Torino, tuttavia, non appena Nicola deciderà di parlare in sede di conferenza stampa, potremo commentare e approfondire meglio questa decisione scioccante per tutto l’ambiente del Crotone .</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Crotonefl0711fl0711foto-davide-nicola.jpgSiNdavide-nicola-lascia-il-crotone-1013346.htmSi100451001,02,03030200
301013345NewsCampionatiDavide Nicola lascia il Crotone20171206185625Dimissioni shock <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Storie di uomini, di pallone e di equilibri spesso precari. Se vinci ci abbracciamo e se perdi litighiamo. Tu perché sei l’allenatore, tu perché sei il presidente o il direttore sportivo, c’è sempre qualcosa di delicato nei rapporti professionali e umani nell’ambito di ogni ambiente di lavoro, e nel calcio ancor di più. Davide Nicola non è più l’allenatore del Crotone, per aver dato le dimissioni dopo aver maturato l’idea a seguito della sconfitta interna con l’Udinese. Non è dato sapere il motivo della decisione improvvisa dell’ormai ex allenatore del Crotone, in quanto si è trincerato in riservatezze personali. Secondo alcune indiscrezioni, si è saputo che all’origine del fatto ci sia l’entrata nello spogliatoio da parte del presidente Vrenna tra il primo e il secondo tempo della partita interna contro l’Udinese. Il risultato era a vantaggio dell’Udinese per 1 a 0 e il presidente del Crotone aveva pensato di incoraggiare i giocatori a non abbattersi. Sembra che la cosa non sia andata a genio a Davide Nicola, il quale l’ha presa come un’interferenza nello scavalcare un fatto tecnico, tattico e psicologico che compete esclusivamente all’allenatore. Con la Coppa Italia, questa del Crotone è stata la quarta sconfitta consecutiva e, evidentemente, qualcosa si era già rotto nel rapporto tra allenatore e società. Nicola ha un contratto di 500.000 euro che scadrà nel 2018 e dando le dimissioni di sua sponte, praticamente si autoesclude da ogni successiva retribuzione. Da questo punto di vista è da ammirare, anche se al momento non si capisce come abbia potuto maturare repentinamente questa decisione. Nicola è un ottimo allenatore che il Torino aspira ad assumere per un eventuale dopo Mihajlovic, anche se, a dire il vero, si fa insistente anche il nome di Gasperini. Non crediamo che questa decisione di Nicola abbia alcun collegamento con eventuali accordi con il Torino, tuttavia, non appena Nicola deciderà di parlare in sede di conferenza stampa, potremo commentare e approfondire meglio questa decisione scioccante per tutto l’ambiente del Crotone .</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Crotonefl0711fl0711foto-davide-nicola.jpgSiNdavide-nicola-lascia-il-crotone-1013345.htmSi100451001,02,03030195
311013253NewsCampionatiDeludente Inter, ma qual è il tuo vero male?20170501165557Forse la società nerazzurra sta pensando di sostituire Pioli. Ma non è questa la soluzione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è il gol di Callejon e non è neppure l’errore di Nagatomo che ha regalato il vantaggio al Napoli. Il problema deve essere rivisto attentamente a fondo e non fa capo a questo o quell’allenatore, a questo o quel calciatore dell’Inter, ma alla società e al suo staff manageriale. Nel calcio non s’è mai vista una grande squadra senza avere alle spalle una grande società; e l’Inter non ce l’ha! E’ vero che i nuovi acquirenti cinesi hanno bisogno di tempo per capire bene le situazioni italiche di un pallone così lontano dalla loro cultura, ma certe figure all’interno della società nerazzurra cosa ci stanno a fare? Partendo dal vicepresidente (carica più onorifica che di peso effettivo) Javier Zanetti, abbiamo un consiglio di amministrazione composto da vari nomi cinesi, Erick Thohir, Handy Soetedjo e Nicola Volpi, più il collegio sindacale che comprende Luca Nicodemi, Giacomo Perrone e Alessandro Padula. Poi, a completamento di altre cariche sociali che non abbiamo citato, ma basta visionare l’organigramma dell’Inter per averne conoscenza, c’è il Direttore Sportivo Piero Ausilio. Evidentemente qualcosa non va proprio all’interno di quella che è la testa della società, perché non si capisce come una squadra con allenatori più volte avvicendati nell’arco degli anni seguenti la conquista del triplete non abbia saputo restare a livello delle grandi squadre italiane, scivolando negli abissi di una mediocrità che stride al cospetto della gloriosa storia nerazzurra. Nel dopo Mourinho tanti allenatori si sono avvicendati sulla panchina dell’Inter, mentre la società in tutte le sue scelte ha fatto emergere più confusione che altro. Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli, e cioè la sostanza della lavorazione di un cantiere che continua ad essere aperto, che insiste e che non finisce mai perché si ricomincia sempre d’accapo. E’ il segnale emblematico di una società che stenta ad avere le idee chiare impartite dai suoi vertici. Nel frattempo, tanti giocatori hanno vestito la maglia dell’Inter continuando ad accrescere quella confusione di cui parlavamo pocanzi, aumentando lo sperpero di denaro scialacquato prima da Massimo Moratti (quasi alla conclusione della sua presidenza) poi da Erick Thohir e adesso dai rappresentanti Suning. Dunque, mettere ordine cominciando dall’alto, dai suoi vertici più intoccabili, resta secondo noi la strada da seguire nel processo di riorganizzazione di questa Inter incapace di vedere la luce e di ritornare ai fasti che le competono per la sua lunga storia. Quando hai cambiato così tanti allenatori, acquistato e rivenduto fior di giocatori che hanno creato minusvalenze societarie e incapacità di costruire un progetto nell’immediato futuro, ebbene, la società è l’unica vera responsabile. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-pioli.jpgSiNdeludente-inter-ma-qual-e-il-tuo-vero-male-1013253.htmSi100451001,02,03030329
321013206NewsCoppeCoppa Italia, la Juventus batte l’Atalanta ma non perde quel vizio…..20170112183041Dubbi e perplessità si intrecciano in una Juve a due facce.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Qual è quel vizio? Quello emerso a Doha con la perdita della Supercoppa Italiana: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la distrazione.</b> Sì, una ingiustificata distrazione che mette in guardia difesa e centrocampo a una maggiore attenzione, per non cadere in confusione e soffrire in maniera incomprensibile. La Juve vista in Coppa Italia contro l’Atalanta di Gasperini (bella espressione di gioco del calcio moderno) ha giocato un primo tempo di alta scuola tecnica, con Dybala sugli scudi e ogni reparto pronto a non sbagliare il passaggio e verticalizzare il gioco. Fluidità di manovra e bellezza del gioco del calcio, hanno riscaldato gli animi e non solo, dei tifosi juventini accorsi allo stadium in una serata glaciale. Ottimo Rugani (che ricorda molto Gaetano Scirea nella limpidezza degli interventi), bravi gli esterni, ottimo centrocampo orchestrato da un resuscitato Pjanic e immenso Dybala autore di un bellissimo gol e di un assist a Mario Mandzukic, che ha realizzato la seconda rete per la Juve. Poi, nel secondo tempo,vuoi per le scelte di Allegri di togliere Dybala, Pjanic, Marchisio, e dare loro respiro in vista della prossima partita che la Juve giocherà a Firenze, vuoi per una ormai cattiva abitudine di mollare la concentrazione nel bel mezzo di una partita, fatto è che la Juventus ha sofferto e rischiato di pareggiare e poi giocare i supplementari di una partita che doveva semplicemente gestire meglio. E per gestire meglio il vantaggio, intendiamo il possesso palla nella metà campo avversaria che improvvisamente è sparito. Come sparito (forse per stanchezza) appare spesso Lictsteiner, responsabile del gol ottenuto dall’Atalanta, per non essere riuscito ad anticipare l’avversario. E poi il centrocampo lasciato nelle mani dei soli Hernanes, Sturaro, Rincon, rispettabilissimi giocatori di forza fisica e nulla più, sono subito sembrati in balia di avversari giovani ma che fino all’ultimo hanno creduto nell’impresa di riuscire a pareggiare una partita che le potesse dare la speranza dei tempi supplementari. Ma non è certamente la bella Atalanta di Gasperini, il problema di una Juve che perde in concentrazione e rischia grosso ogni qualvolta viene aggredita dall’avversario. Allegri non sa spiegare i motivi, pur evidenziando un’anomalia che ormai è sotto gli occhi di tutti. Noi non crediamo si tratti di stanchezza, perché la Juventus vista nel primo tempo contro l’Atalanta è apparsa in salute nelle idee e nella sostanza. Si è divertita e ha fatto divertire. Poi, il buio più completo. E, se non fosse stato per quel rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Lictsteiner in area trasformato da Pjanic, la Juve avrebbe sicuramente compromesso una partita che avrebbe potuto e forse dovuto vincere sul velluto. Intanto, in campionato domenica prossima si giocherà la prima partita del girone di ritorno. La strada è ancora lunga e bisogna trovare in fretta i motivi di certi atteggiamenti errati e risolverli. Certo,non sarà facile. Ma la Juve ci ha abituato da sempre, che quando è ora non delude mai.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-batte-l-atalanta-ma-non-perde-quel-vizio-1013206.htmSi100451001,02,03030251
331013201NewsCalciomercatoTomas Rincon, “Essere alla Juve è la realizzazione di un sogno”20170103191255Juventus - Conferenza stampa del neo acquisto venezuelano(ex Genoa)<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche noi de Il calcio 24 eravamo presenti alla conferenza stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tomas Rincon,</b> primo acquisto di gennaio della Juventus. Molti sono stati gli spunti interessanti emersi da questo incontro del giocatore venezuelano con i media, cui ha fatto gli onori di casa Beppe Marotta. Questi sono stati gli argomenti toccati con il giocatore che ha avuto modo di scambiare soltanto qualche parola con mister Allegri durante il suo primo allenamento a Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Rincon, come sei stato accolto dai nuovi compagni della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Molto bene. Tutti sono stati molto ospitali con me e questo mi aiuta ad entrare in un ambiente particolare che io ho sempre sognato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come pensi di entrare a far parte di questa Juve carica di campioni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Tutti sono dei potenziali leader, bisogna solo tirar fuori il carattere. Penso che i giocatori possano e debbano crescere come persone, io sono il capitano del Venezuela e devo essere un esempio per i giovani. Per quanto riguarda il mio inserimento nella Juve, penso che il tempo e il mio carattere saranno complici nell’agevolare un compito che è una sfida con me stesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come commenti quel 3 a 1 che la Juventus ha subito contro il Genoa che ti ha visto giocare in campo con quei colori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ stata una partita particolare, abbiamo segnato due gol in poco tempo e per noi è stata una spinta speciale. Non posso dire cosa avrei apportato io, perché da fuori le cose si vedono sempre in un altro modo. E poi chi gioca contro questa Juve fa sempre di tutto per ben figurare. La Juve è la Juve e contro di lei tutti rafforzano le proprie forze, perché quella è la partita della vita.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Oggi che sei arrivato alla Juve, guardi già indietro nel tuo percorso professionale e pensi come hai fatto ad arrivare fin qui?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il mio percorso è stato lungo. Avevo un sogno ed ho cercato di perseguirlo come obiettivo da raggiungere. Nei cinque anni in Germania ho imparato tanto e sono cresciuto come calciatore, ma anche come uomo. Poi in Italia ho incontrato un grande allenatore come Gasperini che mi ha fatto maturare ancor di più. Ancora oggi tutta Genova lo ringrazia e io ho tanti motivi in più per stimarlo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ vero che contemporaneamente alla Juve, su di te c’era un forte interesse anche della Roma?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Io sono sempre stato concentrato a giocare come ogni professionista deve fare. Quando è arrivata la sosta della Serie A ci siamo seduti e tutto è stato molto veloce. Quando ho sentito della Juventus non ho avuto dubbi. Oggi sono molto felice di essere qui.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso, quali sono i tuoi propositi da neo giocatore della Juventus?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Come ho già detto, oggi ho realizzato un sogno. Alla Juventus mi sto ancora ambientando e sicuramente darò sempre il massimo, lavorando come sempre al top delle mie possibilità. Se sei un vero professionista e vieni alla Juve non puoi risparmiarti di niente. Qui si gioca per vincere, ed è una cosa che mi piace tanto perché caratterialmente assomiglia al mio modo di essere.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quali sono state le tue prime sensazioni nell’inserimento con i tuoi nuovi compagni di squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Questo gruppo è una famiglia. Qui ci sono grandi campioni ed è un onore stare in mezzo a loro ed essere compagno di squadra anche di Buffon, che è il più forte portiere del mondo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Perché hai scelto il numero 28 sulla maglia della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Fin da quando sono stato all’Amburgo ho gradito il numero 8 sulle spalle. Ma qui, alla Juve, quel numero è già di Claudio Marchisio e così ho deciso per il 28 che è anche il numero dei miei anni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per finire, Tomas. Come pensi di inserirti nel sistema tattico voluto da Allegri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“So per esperienza che nel calcio come nella vita, l’impegno e il lavoro costante sono il segreto per raggiungere ogni obiettivo. Sono a completa disposizione della Juve<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e di mister Allegri, per dimostrare tutto il mio entusiasmo e la mia voglia di combattere in campo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino JUventus Stadiumfl0711fl0711foto-rincon.jpgSiNtomas-rincon-essere-alla-juve-e-la-realizzazione-di-un-sogno-1013201.htmSi100451001,02,03030413
341013190NewsCampionatiL’Atalanta che non ti aspetti e il Toro che hai sempre sperato20161108171320Atalanta e Torino si affidano ai giovani<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>C’è una strana similitudine che lega l’Atalanta al Torino di oggi. Infatti, entrambe le squadre sognano stando con i piedi ben piantati in terra, ma con l’esempio recente di un Leicester che fa pensare alla favola. E, mentre gli orobici di mister Gasperini stanno costruendo una continuità di gioco e di risultati cui nessuno poteva aspettarsi, il Toro di Mihajlovic ha incarnato lo spirito di chi non s’accontenta mai. A dodici giornate dall’inizio di campionato la favola d’Oltremanica targata Leicester sembra essersi trasferita a Bergamo, se si pensa che l’Atalanta si trova al quarto posto in classifica con 22 punti , 19 gol fatti e 13 subiti. Da una parte Claudio Ranieri, prima accolto tra lo scetticismo dei tifosi del Leicester e poi osannato, e dall’altra <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Gian Piero Gasperini, prima sulla graticola e a un passo dall’esonero, mentre adesso è visto come una sorta di eroe della provincia pallonara. Certo, l’equilibrio è un optional in questo mondo del calcio capace di osannarti e poi buttarti nella cenere. Fatto sta che i risultati sono quelli che parlano chiaro e non hanno bisogno di tante inutili parole. Ma la scelta di Gasperini di affidarsi ai giovani sconosciuti del vivaio bergamasco, ha del coraggioso. Qualcuno, infatti, lo ha definito un pazzo, ma il coraggio premia talvolta anche oltre i teorici rischi. E infatti, adesso l’Atalanta vince, convince, corre e gioca bene al calcio. Un calcio semplice, canonico nel suo esprimersi senza martellamenti tattici da rispettare fino all’ultimo respiro, ma con la sana voglia di divertirsi attraverso la lucida e giovanile freschezza fisica e mentale. Conti, Caldara, Kessiè, Papu Gomez, Petagna, per citarne qualcuno, rappresentano l’ossatura portante di un’Atalanta che oggi si fa rispettare da tutti. Qualcosa di simile riscontriamo nel Toro di Mihajlovic. Una squadra giovane e ben motivata, con i sacri valori della fame sportiva. E’ l’incarnazione dello spirito di chi non s’accontenta mai, neanche dopo avere messo a segno una lunga serie di gol e poi rallenta la morsa della concentrazione. Questo non è ammissibile nella squadra di Sinisa Mihajlovic che sbraita, si dimena, si agita in panchina anche quando la sua squadra vince 5 a 1 come è successo nella partita casalinga contro il Cagliari. E’ l’immagine di un Torino nuovo, pimpante, che già più volte abbiamo posto in analisi come squadra di grande forza d’urto nell’attaccare e attenta alle ripartenze degli avversari. Anche Mihajlovic, come Gasperini, si è affidato ai giovani con un minimo apporto di qualche elemento più esperto. Se dovessimo dire, oltre la continuità di risultati che spesso s’inceppa fuori casa, in questo Toro c’è da coprire il ruolo di difensore centrale che, con la partenza di Glik, sembrerebbe non essere stato rimpiazzato con l’attenzione che merita un ruolo così importante nell’economia del gioco di squadra. Ma su questo punto riteniamo che il presidente Cairo e Petrachi, stiano già lavorando per riparare l’insufficienza fin dal prossimo mercato di gennaio. A parte questo evidente punto debole dei granata, ci piace constatare un formidabile attacco e un centrocampo che finalmente si distingue come ottima miscela di tecnica e potenza a supporto di attacco e difesa. Quell’ago della bilancia che nel calcio resta pur sempre il punto nevralgico del gioco. Una necessità assoluta, quella di un buon centrocampo, senza la quale si rifletterebbe una squadra senz’anima. Ma dopo tanti anni d’attesa, finalmente questo Toro di Sinisa Mihajlovic l’anima ce l’ha: eccome se ce l’ha! E adesso che Belotti, Ljajic, Iago Falque, Zappacosta, Baselli, Benassi, Valdifiori, Barreca, Boyè, fanno la differenza con lo spirito grintoso ma anche intelligente voluto dal suo allenatore, bisogna lavorare ancora senza sedersi sugli allori, con la consapevolezza che c’è ancora molto da ottenere. Su tutti, l’equilibrio e la continuità di gioco e risultati anche fuori casa. E poi i sostenitori granata potranno respirare un’aria nuova che sa di crescita, di autostima, di forza interiore che nasce da una gioventù di calciatori affamati di gloria. La stessa fame che ha la società, la dirigenza e tutto il popolo granata, che da troppi anni ormai ha vissuto la sua grande storia, nell’immeritata opacità di una sostanza apparsa sempre effimera. Sarà l’anno giusto per rientrare in Europa? Noi pensiamo di sì. Ci sono tutti i presupposti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711sinisa-mihajlovic.jpgSiNl-atalanta-che-non-ti-aspetti-e-il-toro-che-hai-sempre-sperato-1013190.htmSi100451001,02,030301530
351013185NewsCampionatiL’analisi della nona giornata di Serie A20161024165917Disamina aggiornata sul campionato di calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo il tonfo di sabato sera della Juventus a Milano contro i rossoneri di Montella e la vittoria della Sampdoria nel derby di Genova, la domenica calcistica ha dato parecchi spunti di riflessione. Una su tutte la conferma della Roma che vincendo 4 a 1 contro un rabberciato Palermo, si propone in maniera convinta ad essere tra le più titolate squadre pretendenti al titolo di campione d’Italia. La squadra di Spalletti si trova assieme al Milan al secondo posto in classifica, con due punti di distacco dalla capolista Juventus. Ma, mentre la giovane compagine di Montella deve ancora crescere sotto il profilo della maturità e quindi della continuità di risultati, i giallorossi di Spalletti garantiscono maggiore esperienza e campioni che stanno lentamente trovando un gioco d’assieme che lascia ben sperare per il futuro. Anche il Napoli, sempre alle prese con il problema Gabbiadini che è stato espulso a Crotone per fallo di reazione, vincendo in Calabria si porta a terzo posto in classifica a 4 punti dalla Juve. Ma ciò che più conta è che la squadra di Maurizio Sarri è decisa ad uscire fuori da un periodo particolare che ha destabilizzato l’armonia e la tranquillità di inizio campionato. Bene per Torino e Lazio che si dividono la posta in palio e mettono in evidenza grandi presupposti per continuare a far bene in un campionato che potrebbe vederle illuminate da mille motivazioni agonistiche. Chievo e Atalanta proseguono la marcia di una raccolta punti da mettere in cascina per il prosieguo del campionato. La prima ha pareggiato 0 a 0 in casa dell’Empoli, mentre i bergamaschi di Gasperini vincendo 2 a 1 contro l’Inter, si confermano squadra ostica e difficile da affrontare per tutti. Già, l’Inter di Frank de Boer e la sua crisi. Un argomento più volte trattato, discusso e affrontato da noi con particolare attenzione. Una società, quella nerazzurra, che sta forse pagando i tanti errori commessi in questi anni dopo il triplete conquistato da Josè Mourinho. Con l’avvento in società da parte del filippino Erik Thohir e poi della società cinese Suning, le cose si sono aggravate in maniera esponenziale. Prima Mancini in veste di allenatore – dirigente con libertà di far comprare costosissimi giocatori che poi si sono rivelati inutili alla causa nerazzurra e adesso De Boer, l’olandese chiamato a sostituire il Mancio in corsa, che sta pagando forse più del dovuto il suo non conoscere il calcio e la lingua italiana. Insomma, fatto è che anche lui è sulla graticola e in procinto di essere sostituito sulla panchina dell’Inter, qualora dovesse perdere ancora nella prossima partita contro il Torino. Ma, proseguendo ancora nella nostra analisi della nona giornata di Serie A, dobbiamo mettere in evidenza il largo punteggio di 5 a 3 che la Fiorentina di Paulo Sousa ha conquistato contro il Cagliari in terra sarda. Una partita strana, in cui si è evidenziata una giornata in cui le rispettive difese sono apparse molto disattente a beneficio degli attaccanti. Ma la giornata davvero positiva degli avanti viola, hanno dato lustro alle giocate di un centrocampo molto propositivo in fase di ripartenza. Il Cagliari, da parte sua, è incappato in una giornata negativa che ha fatto smaltire la sbornia della vittoria conseguita a Milano contro l’Inter. Per il resto, Bologna e Sassuolo si sono divise la posta in palio pareggiando 1 a 1 una partita vivace, che a tratti ha evidenziato piacevoli spunti tecnici e agonistici. Vince l’Udinese in casa contro il Pescara. Un 3 a 1 molto eloquente del nuovo corso targato Del Neri, capace di far ben sperare i friulani verso una risalita in classifica che significherebbe mettere al sicuro un campionato tranquillo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-nona-giornata-di-serie-a-1013185.htmSi100451001,02,03030402
361013106NewsCampionatiMilano e il calcio che non è più spettacolo.20160422183734La crisi endemica delle squadre milanesi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Se il Milan piange, l’Inter non ride. Quella che una volta era la scala del calcio italiano, adesso è diventata il ritrovo di perenne delusione. Il Milan, con i suoi problemi legati a una società che non trova l’acquirente di minoranza in terra cinese e l’Inter dell’indonesiano Thohir che non parla italiano, ma che in inglese propone eterni discorsi che fanno capo a un progetto che non c’è. E intanto il gioco latita, sia dall’una che dall’altra parte. Berlusconi ha da poco licenziato Sinisa Mihajlovic sostituendolo con Cristian Brocchi; la motivazione? Il Milan non giocava come lui voleva, e cioè con il trequartista che desse la necessaria propulsione a un attacco troppo sterile e brutto da vedersi. Con Brocchi si è persino sperato nel bel gioco, ma dopo la risicata vittoria per 1 a 0 a Genova contro la Sampdoria, nella successiva partita casalinga contro il Carpi c’è stata una repentina involuzione di gioco e risultato. E così lo storico Stadio San Siro è stato spettacolo sì, ma di solenni fischi attribuiti dai tifosi rossoneri a Cristian Brocchi e a tutta la squadra. E adesso c’è pure il rischio che il neo allenatore del Milan si bruci, come sono stati bruciati a suo tempo Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi. Ma la Milano del football vincitore negli anni che furono, adesso piange anche sul versante interista. La squadra di Mancini, infatti, riscopre la tristezza di un dèjà-vu che significa ripetere gli stessi errori. Dopo aver vinto meritatamente la partita casalinga contro il Napoli privo dello squalificato Higuain, i nerazzurri a un anno esatto di distanza, perdono a Genova contro i rossoblu di Gasperini, evidenziando lo stesso errore di sempre: sciupare i gol sottoporta. E poi quell’endemica mancanza di gioco che Mancini ha cercato in questi anni, facendo acquistare a Thohir fior di giocatori. Si sono spesi tanti soldi, ma non si è mai trovato il bandolo della matassa. Risultato? Fuori dalla Champions come nel 2015, fuori dalla Coppa Italia e fuori da ogni possibilità di rivincere uno scudetto che ormai è legato alla memoria romantica di quel triplete targato Josè Mourinho. Senza contare che il mercato dello scorso gennaio ha rappresentato un flop per la società nerazzurra ,che tra gli altri ha acquistato pure Eder, finito poi in panchina per non aver segnato neanche un gol. Troppo solo è Icardi lì davanti,cui gli si chiede pure di ritornare a dare una mano a centrocampo. Adesso anche l’Inter aspetta l’aiuto economico dai cinesi, che dovrebbero acquistare le azioni di minoranza proposte da Thohir. Insomma, c’era una volta la Milano del calcio spettacolo, delle società ricche e capaci di una conduzione gestionale con spiccate caratteristiche progettuali. Oggi San Siro piange e rimpiange un pallone, che dall’alto del cielo neanche la “Madunina de Milan” vede più.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711san siro 2.jpgSiNmilano-e-il-calcio-che-non-e-pio-spettacolo-1013106.htmSi100451001,02,03030358
371013099NewsCampionatiL’analisi della 31/ma giornata di Serie A.20160404192149Il nervosismo di Higuain e compagni, favoriscono la Juve che sente vicino il quinto scudetto consecutivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A sette giornate della fine del Campionato di Calcio di Serie A, sono emersi tanti spunti da analizzare. Diciamo subito che non è stata una giornata felice per gli arbitri, che in quasi tutti i campi hanno lasciato la propria impronta di negatività. Udine e Milano sono stati i terreni in cui i fischietti sono andati maggiormente nel pallone. Rigore sì o rigore no, simulazione o non simulazione, fatto sta che assistenti di linea e addizionali di porta, spesso non sanno dare le giuste indicazioni all’arbitro della gara. Ma a prescindere da queste annose considerazioni che potranno essere almeno attenuate dalla moviola in campo, possiamo affermare che la Juventus si è quasi aggiudicata il suo quinto scudetto consecutivo, vincendo in casa con un Empoli per nulla rinunciatario nel gioco e nell’agonismo. Quella dello Juventus Stadium non è stata una bella partita, tutt’altro, ma era la vittoria che contava più di ogni altra cosa. E la Juve l’ha ottenuta. Bella o brutta che sia, l’ha ottenuta. Il Napoli, dal canto suo, è incappato in un mezzogiorno di fuoco di un’apparente domenica tranquilla, che alla vigilia sembrava di normale amministrazione. Ma, con nostra sorpresa, abbiamo subito notato in Higuain e compagni un nervosismo esagerato, una straripante ansia da risultato che si è manifestata nel desiderio affannoso di voler chiudere subito una partita, che avrebbe dovuto riportare i partenopei a tre i punti di distacco dalla Juve, già vincitrice sabato sera. E’ vero, l’arbitro e i suoi collaboratori hanno sbagliato molto, tuttavia, l’esasperato nervosismo del Napoli ha dimostrato che questa squadra non è abituata ad amministrare certi stress provocati da un lungo ed estenuante campionato che li ha obbligati ad inseguire sempre quella Juve che non molla mai. Sarri e Higuain si sono fatti espellere, creando ancor più un clima di nervosismo e, nel caso dell’argentino, anche uno spettacolo poco edificante per un giocatore che, pur avendo subito un’ingiustizia, appare rissoso e non limita mai il suo carattere focoso da contestatore. Eppure, lui che è l’emblema del Napoli e dei napoletani, dovrebbe in qualche modo calmare certi bollenti spiriti che danneggiano la squadra. Così, l’Udinese, rinfrescata nella mente e nei muscoli da mister De Canio che ha sostituito l’esonerato Colantuono sulla panchina dei friulani, ha sfoderato una prestazione di grande spessore agonistico, vincendo la partita per 3 reti a 1. A Milano, l’Inter di Mancini perde contro un Torino che aveva assoluto bisogno di muovere una classifica che si stava facendo pericolosa. I nerazzurri hanno chiuso la prima parte della gara in vantaggio, per effetto di un rigore ( che non c’era) realizzato da Icardi. Poi, nel secondo tempo, il Toro di Ventura è entrato in campo deciso a rimontare lo svantaggio. Così è andato in gol, prima con Molinaro e poi con Belotti, che trasforma un rigore (che non c’era), assegnato dall’arbitro Guida per atterramento in area di rigore dello stesso Belotti, ad opera dell’incolpevole Nagatomo che è stato pure espulso. Insomma, errori su errori marchiani, madornali. Errori che hanno falsato una partita che avrebbe potuto essere descritta in maniera diversa. Nelle altre gare, si è evidenziato il derby di Roma che non ha detto altro che quello che si prevedeva alla vigilia. Di gran lunga superiori sono stati i giallorossi di Spalletti, che vincono 4 a 1 un derby senza storia. Esonerato Stefano Pioli, adesso la Lazio si affida a Simone Inzaghi in un ritiro punitivo. Stessi problemi per il Milan di Sinisa Mihajlovic, apparso addirittura imbarazzante nel gioco e nelle idee, contro la pimpante Atalanta che, vincendo 2 a 1, raggiunge quota salvezza. Per il resto c’è da annotare il pareggio casalingo di una calante Fiorentina che pareggia 1 a 1 contro la Sampdoria dell’ex Montella. Il Chievo batte 3 a 1 un Palermo che sente già odore di Serie B, mentre il Genoa di Gasperini trafigge 4 a 0 il Frosinone, mettendo sugli scudi un Suso che, con una splendida tripletta, mette in evidenza tutto il suo potenziale tecnico che gli ha dato un meritato 8 in pagella e una ferrea risposta al Milan che non ha creduto in lui. Intanto, anche il Sassuolo di Di Francesco prosegue il suo brillante campionato, andando a vincere 3 a 1 sul campo di un Carpi che crede ancora in un’esigua speranza di salvezza. A chiusura della 31ma giornata di Serie A, resta ancora il posticipo tra Bologna e Verona che, tuttavia, non ha più nulla da dire ai fini del campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-tab-count: 1;">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-31-ma-giornata-di-serie-a-1013099.htmSi100451001,02,03030426
381013075NewsCampionatiUno sguardo al Campionato di calcio di Serie A20160215193553Un turno di calcio che ha proposto tanti temi interessanti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>La 25ma giornata di calcio di Serie A ha sancito il sorpasso in classifica della Juventus sul Napoli e ha offerto tanti altri spunti significativi. Intanto, la Fiorentina è ritornata ad occupare la terza posizione di classifica dopo aver battuto per 2 a 1 l’Inter di Mancini, che resta la delusione più eclatante del campionato. Bella e arrembante la squadra viola, che ha assorbito il credo calcistico del suo coach Paulo Sousa. Se questa squadra riuscirà ad acquisire continuità di risultati, nonostante la sua insufficiente panchina, potrà sicuramente dire la sua per un posto in Champions League. Dicevamo dell’Inter, che delusione! La squadra nerazzurra è in piena crisi di gioco e risultati, che lasciano pensare a seri problemi di impostazione da parte di Roberto Mancini. Questa squadra continua a non avere un’anima, ed è triste e quasi timorosa nell’interpretare sul campo ciò che significa la sua gloriosa storia. La situazione è davvero difficile da risolvere a breve. Adesso è la società a dover dimostrare di avere gli attributi; ci riuscirà? Intanto la Roma, che ha vinto 3 a 1 a Carpi, sta assorbendo la cura Spalletti e al contempo ritrova sorrisi e serenità nell’ambiente giallorosso. Adesso, la speranza di un posto in Champions non è più una chimera. Vince 2 a 1 il Milan contro il Genoa e dà significanti segnali di risveglio di gioco e di compattezza di squadra. Ora deve continuare su questa strada. Il Genoa di Gasperini, invece, scivola sempre più nella zona a rischio di retrocessione. D’altra parte, non si può pretendere di più da una squadra cui sono stati tolti i giocatori più importanti. Stesso discorso per la Sampdoria di Montella che non va oltre lo 0 a 0 contro un’Atalanta che mister Reja ha reso sempre più ostica e capace di badare all’essenziale. Perde in casa 3 a 1 il Palermo, contro un Torino apparso vibrante e deciso a uscire fuori da un periodo nero di risultati che hanno fatto pensare alla crisi. La realtà è che la squadra granata ha bisogno di continuità di gioco e di vittorie, per essere definitivamente collocata tra le più importanti squadre del nostro campionato. Il Palermo, invece, ha dimostrato una notevole involuzione di gioco, di autostima e, conseguentemente, di risultati. A questo punto il presidente Zamparini ha mandato in ritiro anticipato la squadra, richiamando Iachini sulla panchina rosanero. Che bel valzer di allenatori ha inscenato Zamparini, che da Zaccheroni a oggi ha preso e ripreso ben 11 allenatori. Il 5 a 2 della Lazio contro un ormai rassegnato Verona, non fa storia, mentre incuriosisce la vittoria per 2 a 1 del Frosinone a Empoli, che mette in evidenza il serio tentativo di salvarsi da parte dei laziali e il momento di stanca di un Empoli che sembra in fase calante. Per il resto, la 25ma giornata di calcio ha segnalato il pareggio di 1 a 1 del Chievo che ha giocato in casa contro il Sassuolo. Poi, la vittoria esterna del Bologna per 1 a 0 in casa dell’Udinese, ha riproposto l’ottimo stato di salute della squadra felsinea, che adesso aspetta la Juventus in casa propria.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNuno-sguardo-al-campionato-di-calcio-di-serie-a-1013075.htmSi100451001,02,03030433
391013033NewsEditorialeSerie A, il Campionato Italiano al giro di boa. Il punto di Salvino Cavallaro20150119185014La Juventus si laurea campione d`inverno e chiude il girone d`andata con cinque punti di vantaggio sulla Roma. La finestra su tutte le altre squadre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino - Meritatamente in testa con ben cinque punti di vantaggio sulla Roma, la Juventus si laurea ancora una volta campione d’inverno. Uno strapotere di gioco, di fraseggi, di tocchi di alta scuola e di gol, hanno fatto la differenza tra la Vecchia Signora e il resto delle squadre. Un ruolino di marcia che non è certamente da record, ma che evidenzia una Juventus più duttile, razionale, sicuramente meno ossessiva e ossessionata di quella vista l’anno scorso. La Roma, pur con tutta la buona volontà di squadra dagli ottimi valori tecnici, mette in evidenza la mancanza di tenuta nel non riuscire a tenere il passo dei bianconeri, dimostrando che senza l’apporto dell’ivoriano Gervinho, impegnato nella Coppa d’Africa, diminuisce di gran lunga la sua potenzialità offensiva. Si potrebbe dire: “Più Pogba e meno Gervinho”, giusto per sintetizzare la situazione delle due squadre in questo momento. Ma, per quanto riguarda la Juve, sarebbe più giusto dare un valore più globale di squadra, piuttosto che soffermarsi sulle singole giocate di classe di Polpo Pogba, il calciatore dal valore di 100 milioni di euro. Nel corso di buona parte delle partite d’andata, la Juve ha accusato alcune difficoltà di tenuta fisica e anche non trascurabili problemi nell’essere cinica nel momento di chiudere le partite. Tuttavia, dopo la partita giocata a Napoli, la squadra di Max Allegri ha ingranato la marcia del bel gioco e delle vittorie che l’hanno portata a una mini fuga di più 5 punti in classifica sulla Roma. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma la vera sorpresa di questo primo round del campionato italiano è la Sampdoria. La squadra di Mihajlovic e del presidente Ferrero che condivide il terzo posto in classifica con il Napoli a 33 punti, intende proseguire la traccia di questo percorso anche nel girone di ritorno, prova ne è l’acquisto di Eto’o e Muriel, anche se si è praticamente sbarazzata di Okaka per incompatibilità di carattere con il coach Sinisa Mihajlovic. Parlando della città ligure, non possiamo non fare riferimento anche ai rossoblu di Gasperini, i quali nonostante alcune flessioni, assieme a Palermo e Sassuolo si sono distinti per gioco di squadra e risultati eccellenti. Per i rosanero c’è la bella novità Dybala, un giocatore che fa gol, gioco, punti in classifica e sta pure facendo le fortune delle casse della società del presidente Zamparini. Anche il Sassuolo produce bel gioco, potendo vantare giocatori di alto rango come Zaza, Berardi, Sansone, Missiroli. Intanto, al momento del giro di boa, dobbiamo elencare tra le peggiori deluse proprio le due milanesi, Inter e Milan. La squadra del presidente Thoir partita male con l’allenatore Mazzarri, sta cercando di recuperare l’immagine attraverso il nuovo corso targato Roberto Mancini. Il Milan di Inzaghi, invece, dopo un avvio a fase alterne è in crisi di gioco e di identità, dimostrando tutta la difficoltà di squadra da ricostruire. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di squadre deluse, Parma e Cesena pensiamo che abbiano già il destino segnato, mentre tra Cagliari e le due squadre di Verona dovrebbe uscire la terza compagine che lascerà la serie A. Una nota a parte per il Torino di Giampiero Ventura che, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, aveva fatto intendere in qualcosa di più di quello che ha fatto quest’anno nel girone d’andata. La squadra granata vincendo a Cesena ha conquistato tre punti pesanti, grazie a un gol del neo acquisto Maxi Lopez che, comunque, resta da valutare. Urgono acquisti per questo Toro dalla rosa numericamente ristretta e qualitativamente insufficiente. Buone note per la Lazio di Pioli che è quinta in classifica con 31 punti, ma che gli si deve imputare una mancanza di continuità di gioco e risultati. La Fiorentina di Montella che è sesta con 30 punti, può recriminare una serie infinita di infortuni proprio nei suoi giocatori più importanti. Per questo rimandiamo ogni giudizio globale sulla squadra a fine campionato. Ottimo l’Empoli di Sarri, una squadra che sul suo campo ha intimidito squadre titolate come la Juventus, l’Inter e altre grandi. Resta l’Atalanta di Colantuono, una realtà di provincia sempre arcigna e agguerrita, che nel corso del girone d’andata è riuscita a mettere in discussione persino il suo allenatore, proprio per gli scarsi risultati raggiunti. Ma la vittoria degli orobici in casa del Milan, ha dato vigore ad una classifica che si stava facendo pericolosa e che, comunque, non sarà facile fino alla fine.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNserie-a-il-campionato-italiano-al-giro-di-boa-il-punto-di-salvino-cavallaro-1013033.htmSi100451001,02,03030604
401012987NewsCampionatiPiù calci che calcio nel derby di Genova20140929184222L`eccessivo agonismo del derby della lanterna, ha penalizzato il calcio intenso come tecnica pura. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma se ghe penso (Ma se ci penso, in italiano) è una canzone in lingua genovese che è ormai diventata il simbolo della musica e della presenza di Genova nel mondo. Ma la città ligure è anche conosciuta per avere due squadre di calcio, Genoa e Sampdoria. Due realtà pallonare che si dividono in maniera intensa, emozioni e passioni nel derby della lanterna. Già, la lanterna. Un derby così identificato, per l’accostamento al simbolo della città di Genova che è appunto il faro posto nel porto della città. Storiche queste due tifoserie, in cui “l’odio” sportivo prevale in maniera marcata su ogni altra cosa. E così, dopo avere assistito al primo derby ligure del campionato in corso 2014’15, possiamo rimarcare la spettacolarità delle due opposte tifoserie, i cui colori sociali si sono innalzati al cielo con tutto l’orgoglio dei propri sostenitori. Un’emozione unica nella notte del pallone ligure, in cui sono prevalsi i sentimenti più che il calcio inteso come fatto tecnico da analizzare. Ha vinto la Sampdoria per 1 a 0 con un gol di Gabbiadini al 75’, ma l’intensità agonistica del match di Marassi, dove entrambe le squadre non hanno risparmiato energie, ha dato pochissimi spunti di calcio inteso come tecnica pura. I rossoblu di Gasperini, che subiscono la seconda sconfitta in campionato, restano a quota cinque punti, mentre la Sampdoria di Mihajlovic si porta nelle posizioni alte della classifica con undici punti. Alle stelle l’entusiasmo del neofita presidente blucerchiato Ferrero il quale, dopo il termine della partita, è sceso in campo per sprigionare in maniera sanguigna la sua viscerale gioia assieme alla sua squadra. Finisce così un derby tutto fisico e nervi, tattica ed emotività. Un qualcosa che è più simile al calcio inglese piuttosto che al nostro, notoriamente più ragionato, tecnico e meno intenso. Molte sono state le entrate al limite di regolamento e così l’arbitro Damato ha distribuito quattro ammonizioni ai doriani, Silvestre, Eder, Obiang e Okaka e tre ai genoani, Burdisso, Pinilla, Sturaro. Gabbiadini e Okaka sono apparsi i migliori della Sampdoria, mentre Perotti e l’interessante Sturaro, sono stati i veri cardini di un Genoa più nerboruto che convinto di giocare una partita di calcio. Adesso, dopo una sconfitta forse immeritata, il Genoa aspetta la partita di ritorno per ripagare i propri sostenitori dalla cocente delusione subita in questa circostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genova Stadio Marassifl0711fl0711krsticic.jpgSiNpio-calci-che-calcio-nel-derby-di-genova-1012987.htmSi100451001,02,03030390
411012974NewsCampionatiJuve e Roma su tutte. Le altre, un gradino più in basso20140926142251Juventus,Roma,Milan,Empoli,Inter,UdineseBianconeri e giallorossi si confermano le squadre da battere.<span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">La quarta giornata di serie A si è svolta come turno infrasettimanale tra martedì -mercoledì – giovedì e, anche di notte, ci ha praticamente confermato quanto di giorno è apparso evidente; la superiorità di <a class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Juventus</a> e <a class="link-6" href="/squadre/roma.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Roma</a> rispetto alle altre squadre. Anche per il campionato 2014-15, dunque, si prospetta quel testa a testa tra bianconeri e giallorossi che fu il leitmotiv dello scorso campionato per la conquista del titolo di campione d’Italia. La Juventus si è sbarazzata del Cesena con un secco 3 a 0 casalingo, mentre la Roma ha vinto 2 a 1 a Parma. Due partite dai contenuti diversi che, tuttavia, sono simili nella sostanza di vincere per restare in testa alla classifica. Dopo il rocambolesco 2 a 2 del <a class="link-6" href="/squadre/milan.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Milan</a> a <a class="link-6" href="/squadre/empoli.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Empoli</a>, i cugini dell’<a class="link-6" href="/squadre/inter.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Inter</a> rispondono con la vittoria casalinga sull’Atalanta per 2 a 0. Una vittoria, quella dei nerazzurri interisti che si consolida con un gioco non sempre impeccabile nelle sue trame di centrocampo, ma che in attacco hanno sfoderato vivacità e voglia di vincere. A secco di gol invece la Fiorentina di Montella che pareggiando 0 a 0 contro il <a class="link-6" href="/squadre/sassuolo.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Sassuolo</a>, dimostra di patire oltremodo le assenze di Giuseppe Rossi e di Gomez. Pareggia 2 a 2 il sorprendente Verona contro il Genoa di Gasperini che ritrova Matri in una doppietta d’altri tempi. Vince la Sampdoria contro il Chievo, portandosi così in un’interessante posizione di classifica. Stesso discorso per l’<a class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Udinese</a> di Stramaccioni che espugnando l’Olimpico di casa Lazio, si colloca nella zona alta di classifica. Ritorna alla vittoria il <a class="link-6" href="/squadre/torino.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Torino</a> a <a class="link-6" href="/squadre/cagliari.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Cagliari</a>, dando un attimo di respiro alle furibonde polemiche nate dopo la caduta casalinga avvenuta la domenica precedente contro il Verona. La Squadra di Ventura ha bisogno di ritrovarsi in fretta, mentre il Cagliari di Zeman, diventato fanalino di coda della classifica, deve in qualche modo ridimensionare certe idee di alta classifica che erano state percepite da alcune interviste del tecnico boemo. Pareggia malamente 3 a 3 il Napoli di Benitez contro un Palermo velleitario, presentatosi sul campo dei partenopei con tre punte. Evidentemente i rosanero credevano fin dall’inizio nel colpaccio che, allo stato attuale della crisi del Napoli, non avrebbe sicuramente fatto meraviglia. Si chiude così la quarta giornata del campionato di calcio di serie A che, oltre a confermare la forza delle due squadre in testa, evidenzia la crisi tecnica del Napoli e quella della Lazio di Pioli. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, tuttavia, siamo dell’avviso che sia Juventus che Roma allungheranno il vantaggio sulle dirette concorrenti al titolo, le quali sembrano ancora alla ricerca della continuità di gioco e di risultati. </span><br> <p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br> <br><br><br><br><p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711garcia.jpgSiNcampionato-serie-a-juve-e-roma-gia-in-fuga-1012974.htmSiT1000007,T1000012,T1000087,T1000027,T1000026,T1000011,T1000019,T1000098100451001,02,03,06,07,080301296
421012944NewsCampionatiLa prima giornata di Serie A, tra luci e ombre20140901162014Serie A Tim,2014-2015,Milan,Lazio,Roma,Juve,Fiorentina,ChievoIl Milan di Pippo Inzaghi, ci sembra la novità del campionato 2014`15Consumata la prima giornata di Serie A del Campionato 2014’15, riportiamo le prime impressioni che, tuttavia, risentono ancora di pensieri rifugiati sotto l’ombrellone di questa bizzarra estate che ci lascia insoddisfatti sotto il profilo meteorologico. Ma si sa, ogni anno il ritorno dalle vacanze coincide con l’inizio del campionato di calcio. “Meno male” direbbe qualcuno che ama il pallone e le sue vicissitudini. Detto questo, ci sembra giusto rilevare che una squadra su tutte ci ha impressionato: il <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/milan.cfm">Milan</a> di Pippo Inzaghi. Battuta la nuova <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/lazio.cfm">Lazio</a> di Pioli, la squadra rossonera non solo ha vinto ma ha anche convinto. Un 3 a 1 che parla chiaro e mette in guardia coloro i quali all’inizio erano scettici sulle qualità della squadra. Grinta, determinazione, “fame”, voglia di ricominciare, cancellando un recente passato che per certi versi mortifica la lunga e gloriosa storia del diavolo rossonero. Le grandi motivazioni di Pippo Inzaghi sembrano essere le stesse dei suoi giocatori. Emblematico l’abbraccio della squadra con il proprio allenatore dopo aver segnato il gol. Atteggiamenti da non sottovalutare come apparenze, ma che sono rappresentativi di un qualcosa che cambia, di un’aria nuova, diversa, che sembra simile a quella che Conte ha respirato tre anni fa appena aperta la porta della sua Juventus. Vedremo cosa accadrà in seguito. La <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/roma.cfm">Roma</a>, dal canto suo, è sembrata la squadra da battere per la conquista dello scudetto. La facilità con la quale ha superato in casa la rimaneggiata <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/fiorentina.cfm">Fiorentina</a> di Montella, dimostra come la squadra di Garcia giochi ormai un calcio propositivo, di grandi qualità tecniche e con schemi ormai consolidati dall’anno scorso. La <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a>, invece, pur vincendo fuori casa contro il <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/chievo.cfm">Chievo</a>, deve dimostrare di essere più cinica sotto porta. Il gol di Caceres è stato seguito nel primo tempo da tre traverse, frutto di un’indubbia superiorità territoriale. Nel secondo tempo, invece, ha dimostrato limiti atletici e mancanza di convinzione nel volere chiudere la partita. A tratti abbiamo rivisto la Juve di Conte, non solo nello schema tattico, ma anche in certi meccanismi proposti dagli esterni che hanno rappresentato il successo di tre anni di grandi traguardi. In altri momenti, invece, c’è sembrata una Juve dal gioco più lento, manovrato e ragionato, un qualcosa che sembra più simile alla scuola di Allegri che all’indemoniata foga di Antonio Conte. Anche in questo caso è ancora tutto da verificare. L’Inter di Mazzarri è rimasta all’asciutto di gol, rimediando uno 0 a 0 all’Olimpico contro il Torino, che ha pure sbagliato un rigore con Larrondo. La partita ha evidenziato dei chiaro – scuri sia per quanto riguarda i nerazzurri di Mazzarri che per i granata di Ventura. Più volenterosa di conquistare l’intera posta in palio è sembrato il Toro che, tuttavia, ha bisogno ancora di migliorare certi schemi che da quest’anno sono privi di due giocatori che sono stati determinanti quali, Immobile e Cerci. Il primo è stato sostituito da Quagliarella e il secondo (non proprio come caratteristiche di gioco) da Amauri. Anche l’Inter è sembrata impacciata nel gioco offensivo, essendosi affidata a Icardi come unica punta. Poi, il tardivo ingresso di Osvaldo ha dato una maggiore parvenza di vivacità. Per il resto, in Udine Empoli si è apprezzato il gioco voluto dal nuovo allenatore Stramaccioni e l’efficacia del redivivo Antonio Di Natale che ha firmato i due gol con i quali la sua squadra ha superato gli avversari. Per il resto c’è da annotare la vittoria del Napoli di Benitez a Genova contro i rossoblù di Gasperini. Una partita dai due volti che ha premiato i partenopei, capaci di vincere in zona Cesarini. Gli azzurri hanno bisogno di riprendersi in fretta dopo la scoppola subita in Champions League, ma il reparto difensivo appare come la parte debole di una squadra che sembra avere più di un problema da risolvere. Buona la prima prova in A del Cesena contro il Parma di Donadoni. Una vittoria striminzita di 1 a 0 che sembra valere il doppio per avere surclassato la più titolata avversaria che è sempre alle prese con le bizze di Cassano. L’1 a 1 casalingo del Palermo contro la Sampdoria fa pensare che ci sia qualche problema all’interno della squadra. Un qualcosa che serpeggia nell’aria contro Iachini, che pure è stato l’artefice di una prestigiosa promozione in Serie A. D’altra parte, il carattere vulcanico del presidente Zamparini lascia prevedere un cambio sulla panchina dei rosanero. Si parla, infatti, con insistenza, del ritorno di Eddy Reja. Anche Sassuolo e Cagliari si spartiscono la posta in palio, pareggiando una partita dal gioco propositivo, in cui entrambe le contendenti sembravano voler vincere. Questo è dunque il quadro della prima giornata di calcio di Serie A. Un pallone italiano che si presenta con poche luci e molte ombre. <br>Salvino Cavallaro <br><br>@CLASSIFICA<br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711filippo-inzaghi.jpgSiNla-prima-giornata-di-serie-a-tra-luci-e-ombre-1012944.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030559
431012818NewsCampionatiTorino, riecco quel profumo d`Europa che sembrava svanito20140416145110A cinque partite dalla fine del campionato,i granata sperano nell`Europa League<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Com’è strano il calcio e com’è unico nel suo impossessarsi delle nostre emozioni, dei nostri sogni, dei nostri sentimenti che spesso passano da un estremo all’altro. Sembrava che per il Toro di Ventura fosse svanito il sogno europeo. E invece eccoci qua dopo due partite vinte di seguito, a conclamare una crescita esponenziale che si evidenzia più nel carattere della squadra che nel suo gioco effettivo. Questo Toro ha imparato a essere pragmatico. Non è tanto bello da vedersi, ma è sicuramente efficiente nell’intendere l’importanza del risultato. D’altra parte, nulla avviene all’improvviso e tutto è frutto di grande lavoro, dedizione e pazienza che, prima o poi, danno i giusti risultati. Il gioco verrà di conseguenza ma, adesso, apprezziamo la grande capacità del Toro di reagire, di essere coriaceo e mai domo. Il Torino visto in campo contro il Genoa ha sonnecchiato per 85 minuti, poi, dopo il gol di Gilardino che ha portato in vantaggio momentaneamente il Genoa di Gasperini, ecco la vera forza del Toro che riemerge preponderante come fosse qualcosa che incarna la sua storia di squadra sanguigna e arrembante. Prima con Immobile e poi con Cerci, i granata vincono la partita mettendo a segno due gol a ripetizione in un solo minuto. Al 47° infatti, Immobile da fuori area sulla sinistra fa partire un destro improvviso che s’insacca a fil di traversa, rendendo inutile l’intervento di Perin. Neanche un minuto dopo sembra un replay: Cerci porta palla, incrocia e, quasi dalla stessa posizione di Immobile, batte di sinistro un tiro che s’infila nel sette alle spalle dell’incolpevole portiere genoano. Incredibile ma vero, un gol fatto quasi con lo stampo e in fotocopia dai nuovi gemelli, anzi gioielli, del gol granata. I deboli di cuore sicuramente hanno rischiato grosso, perché simili emozioni non sono davvero consigliate a loro. Ha ragione Gasperini quando afferma: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Avevamo già vinto e invece abbiamo perso!”,</B> un’amara e legittima recriminazione, la sua. Ma il Toro di questi tempi sembra spietato contro chi lo pungola, chi lo desta, chi cerca di superarlo. La squadra tutta, con a capo quei due lì davanti a offendere l’avversario, sembra non temere nessuno. E’ un momento positivo per il Toro che, trovandosi con 48 punti in classifica assieme a Lazio e Milan, aspira giustamente a un posto per l’Europa League. Questa è davvero musica per le orecchie dei tifosi granata. Una sinfonia armoniosa della quale non sono più abituati ad ascoltare da tempo immemorabile. Ora, a cinque partite dalla fine del campionato, i granata di Ventura devono affrontare la Lazio, il Chievo e la Fiorentina fuori casa, mentre tra le proprie mura amiche riceverà l’Udinese e il Parma. Certo, non sarà facile. Ma non c’è nulla di semplice in questo mondo del pallone così imprevedibile, capace di esaltarti e poi deluderti da un momento all’altro. Tuttavia, a questo punto del campionato c’è un dato di fatto inconfutabile per il Torino targato 2013’14, ed è la sua ritrovata autostima da troppo tempo smarrita. Cerci e Immobile sono l’emblema più eclatante di questa rinascita e, mentre Prandelli ne prende atto in vista dei prossimi mondiali in Brasile, desideriamo mettere in risalto quell’insieme che questo Toro dall’antica vocazione operaia è stato amalgamato dall’impareggiabile esperienza di mister Giampiero Ventura. </SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>Torino Stadio OlimpicoFL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-riecco-quel-profumo-d`europa-che-sembrava-svanito-1012818.htmSi100451001,02,03,07030498
441012738NewsCampionatiI partenopei non reggono il passo di Roma e Juve. Ennesimo pareggio casalingo per Higuain e compagni20140224232352benitez, gasperini, genoa, napoli, calaiò, higuain, pandev, callejon, mertens, hamsik, jorginho, inler, reina, perin, burdisso, motta, matuzalem, sculli, gilardino, antonelli, san paoloL`ex Calaiò gela il San Paolo a 6 dalla fine. Finisce 1 a 1 al San Paolo<p align="justify">Nel Monday Night &nbsp;della 25’ giornata del campionato di Serie A, il Napoli di Rafael Benitez non riesce a fare bottino pieno al San Paolo, pareggiando per 1 a 1 con il Genoa. Partono meglio i padroni di casa che passano in vantaggio al 18’ con un gran gol di Higuain, il tredicesimo in campionato: l’argentino, servito in profondità da Hamsik, si presenta davanti a Perin e lo beffa con un delizioso pallonetto di sinistro. Il Genoa però non accusa il colpo, e nonostante giochi tutta la ripresa senza Gilardino (sostituito a fine primo tempo), si riaffaccia spesso e volentieri dalle parti di Reina e conquista il pari con una bellissima punizione dell’ex Calaiò all’84’ che sorvola la barriera, tocca il palo, e s’insacca alle spalle del portiere spagnolo. Con questo pareggio, il Napoli sale a 51 punti, a -6 dalla Roma seconda, con i giallorossi che però devono recuperare il match casalingo con il Parma. Il Genoa, invece, consolida l’undicesimo posto raggiungendo quota 32.<br><br> TABELLINO<br><br>NAPOLI – GENOA: 1 - 1<br><br> MARCATORI: 18’ Higuain (N), 84’ Calaiò (G)<br><br> NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Reveillere, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Behrami, Jorginho (80’ Inler); Mertens (85’ Pandev), Hamsik (72’ Insigne), Callejòn; Higuain.&nbsp;<br><br> A disposizione: Contini, Colombo, Henrique, Britos, Maggio, Dzemaili, Radosevic, Duvan.<br><br> &nbsp;Allenatore: Rafael Benitez<br><br> GENOA (3-4-3): Perin; Burdisso, De Maio, Antonini; Motta (63’ Calaiò), Matuzalem, Bertolacci, Antonelli; Konate, Gilaridno (46’ Feftatzidis), Sculli (78’ Centurion).<br><br> A disposizione:&nbsp;Bizarri, Albertoni, Cofie, Marchese, Portanova, Cabral, De Ceglie, Sturaro.&nbsp;<br><br> Allenatore: Giampiero Gasperini<br><br> ARBITRO: Banti<br><br>AMMONITI: 31’ Matuzalem (G), 40’ Sculli (G), 43’ Hamsik (N), 53’ Albiol (N), 70’ Higuain (N), 73’ Callejon (N), 83’ Mertens (N) <br><br>C1012317Napoli, Stadio San Paoloivomesivomesgasperini.jpegSiNnapoli-genoa-pareggio-calaio-1012738.htmSi100075401,02,03010538
451012619NewsCampionatiTorino, adesso la palla passa a Cairo20131228172820torinoSi esprime Adesso che il Torino occupa una posizione di classifica di tutto riguardo è necessario proseguire sulla strada del rafforzamento dei ranghi tecnici. L’obiettivo Europa non sembra più essere un sogno, perché il Torino si esprime finalmente come una squadra di calcio vera. Si nota il gioco d’assieme, il buon possesso di palla, il gioco sugli esterni, l’attenzione nell’interdire quando l’avversario attacca e poi le ripartenze improvvise, che non sono mai scriteriate ma attente nell’aprirsi a ventaglio e richiudersi con ordine nel momento in cui si perde il possesso di palla. Nulla sembra legato all’improvvisazione, una lunga malattia che per anni, troppi anni davvero, ha fatto del Torino una squadra mediocre capace di soffrire e barcamenarsi tra la Serie A e la Serie B. Adesso che il frutto della logica calcistica voluta da Gianpiero Ventura sta esprimendo quanto di meglio si possa fare con i giocatori a sua disposizione, è necessario incrementare con ordine e intelligenza una squadra che deve poter programmare il futuro di chi aspira a crescere e non più a limitarsi in tutto. E, per questa ragione, è necessario che il presidente Cairo si esponga chiaramente sotto la luce dei riflettori, mettendo la sua azienda calcio Torino come priorità da incrementare rispetto alle altre sue aziende. Cairo deve dare l’opportunità al suo D.S. Petrachi e al D.G. Comi, a stretto contatto con mister Ventura, di organizzare fin da gennaio la logica tecnica che si elevi finalmente dalle acque di una mediocrità che sta troppo stretta a questo Torino. Ritoccare la squadra è un imperativo dal quale non ci si può più sottrarre. L’Europa League è lì, a due passi, e il Toro non può davvero sfuggire l’opportunità di parteciparvi attivamente. Serve un regista di centrocampo, perché non si può pretendere che Vives possa continuare a esprimersi a questi livelli per tutto il resto della stagione. C’è poi da dare un’alternativa a Ciro Immobile, visto che Meggiorini, suo attuale suo sostituto, non può più garantire validità in un calcio di categoria superiore. Se dunque Meggiorini e anche Barreto finissero sul mercato di gennaio, è essenziale cominciare a stringere i tempi con il Genoa per Lodi, il centrocampista che sembra non rientrare nei programmi della squadra di Gasperini. Ma c’è ancora un’altra possibilità che il Toro deve sfruttare nell’ambito della cessione di D’Ambrosio che sembra interessare sia Milan che Inter. Se l’esterno granata finisse col vestire la maglia rossonera potrebbe esserci l’opportunità di acquistare in contropartita Riccardo Saponara, giovane talento che sa esprimersi bene come esterno ma anche come trequartista. Se invece fosse l’Inter ad aggiudicarsi l’esterno campano, Kuzmanovic potrebbe essere la contropartita per il Torino. Ma ci potrebbe essere un’ulteriore salto di qualità per i granata di Ventura, qualora a giugno si arrivasse ad acquistare Alessandro Diamanti, il trequartista in forza al Bologna che ha classe e fantasia tale da far lievitare l’attuale bagaglio tecnico della squadra granata. E poi, che bel vedere calcistico sarebbe nel vederlo giocare alle spalle di Alessio Cerci e Ciro Immobile. C’è poi il problema del&nbsp; portiere che, con tutto il rispetto per Padelli rivelatosi ultimamente meno scarso di quanto si pensasse, resta pur sempre il vero problema della difesa granata. Insomma, ora al Torino si respira un’aria nuova che sa di competizione vera, di squadra che vuole uscire a ragione dai ranghi della mediocrità. E, per fare questo, è essenziale che lei, signor Cairo, capisca coi fatti l’importanza di essere il presidente di una società di calcio che non ne può più di non essere trattata da GRANDE!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-la-palla-passa-a-cairo-1012619.htmSiT1000099100451001,02,03,07030596
461012604NewsCampionatiUn Torino vivace non s`impone ad un Genoa non brillante20131201222558torinoIl match Commentando la partita Torino – Catania di domenica scorsa, avevamo posto un interrogativo. Non sapevamo, infatti, se dare merito alla squadra granata che aveva vinto il match per 4 a 1, oppure mettere in rilievo l’inconcludenza degli etnei, apparsi davvero poca cosa. Ebbene, dopo il match Genoa – Torino finito con il punteggio di 1 a 1, possiamo dire senza alcun dubbio che il Torino ha ritrovato il gioco, l’ordine tattico, le idee chiare in fase di interdizione e d’attacco e, soprattutto, ha preso consapevolezza delle proprie capacità che sono necessarie per affrontare il campionato in maniera da farsi rispettare da chiunque. Ma bisogna ancora lavorare molto mentalmente, sulla capacità di essere cinici e chiudere le partite quando si presenta l’occasione. Il match di Marassi è l’emblema di una partita dominata dal Toro, il quale ha avuto l’handicap di non siglare il gol della tranquillità. Questa è la sintesi di ciò che abbiamo visto in campo a Genova, in una serata gelida d’autunno inoltrato. Ottima la prestazione dello svedese&nbsp; Farnerud, ma anche Vives e Darmian si sono dimostrati all’altezza della situazione. Pregevole la prestazione di Immobile che ci teneva a ben figurare proprio contro la società rossoblu, per la quale ha giocato fino all’anno scorso assieme a Moretti e Bovo. Valido l’utilizzo da trequartista di El Kaddouri, che ha siglato il gol del momentaneo vantaggio carambolando un tiro da fuori area di Farnerud. Alessio Cerci, intanto, conferma le sue grandi capacità di esterno, mettendo continuamente in difficoltà la retroguardia avversaria. Il Genoa, dal canto suo non è sembrato in serata di grazia, manifestando non solo la sua abituale difficoltà all’approccio della gara, ma ha anche patito il pressing alto della squadra granata. Al 24’ del secondo tempo Biondini ha pareggiato i conti con il Toro, ma il Genoa deve dire grazie a un superlativo Perin se non ha perso la gara sotto gli attacchi di Immobile e Cerci. Bravi Antonini, Matuzalem e Kucka, mentre Gilardino ha fornito una prestazione piuttosto opaca. Il 3-4-3 voluto da Gasperini non ha avuto i frutti desiderati, per la capacità dell’avversario ma anche per la serata piuttosto opaca dei rossoblu genoani. Tuttavia, riteniamo che questa partita non propriamente brillante del Genoa, non vada ad inficiare minimamente il quinto risultato utile consecutivo ottenuto dal Grifone nell’era recente di mister Gasperini. Bella dunque la partita di Marassi, dove a confronto c’erano due squadre spesso simili per temperamento, storia e tifoseria. Il Toro deve continuare questo campionato partendo proprio da ciò che ha saputo dimostrare a Marassi. Il Genoa, invece, deve mettere in cascina il prezioso punto guadagnato questa sera, ripartendo però da ciò che aveva dimostrato nelle precedenti partite.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNun-torino-non-brillante-s-impone-ad-un-genoa-non-brillante-1012604.htmSiT1000099100451001,02,03,09030566
471012528NewsCampionatiSerie A, Top e Flop dell`8a giornata20131021124350serie aRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccanoRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccano grazie alle rispettive vittorie e portano linfa alla formazione dei flop. Male le altre big, Napoli e Juventus su tutte. <br><br>TOP<br><br>Pegolo = La prima vittoria in A del suo Sassuolo porta anche la sua firma. Portiere da salvezza, a Torino, sponda granata, si mangiano le mani. Solido.<br><br>Benatia = Continua il momento d’oro del centrale ex Udinese, così come quello della Roma. Ad oggi miglior difesa europea. Granitico.<br><br>Cacciatore = Continua la sua vena realizzativa e creativa (viste le esultanze che già fanno scuola). Il Verona vola, lui si inserisce in zona gol con fare da cecchino. Esaltato.<br><br>Pjanic = Qualificazione mondiale con la Bosnia, doppietta decisiva nel big match contro il Napoli. E dire che, secondo Zeman, era incompatibile con De Rossi. Qualità.<br><br>Jorginho = Altro trascinatore degli scaligeri di Mandorlini. Gioca un’infinità di palloni, si inserisce, segna rigori con sicurezza “balotelliana”. Motorino.<br><br>G. Rossi = Tripletta storica che infiamma Firenze e porta ad una vittoria che sa di clamoroso. Un meritato tributo ad un campione rinato. Cecchino.<br><br>Gilardino = Di riffa o di raffa la butta dentro, regalando a Gasperini un felice ritorno a Marassi. Non sarà bellissimo da vedere, ma i suoi numeri parlano chiaro. Goleador.<br><br>Formazione TOP = Pegolo; Benatia, Cacciatore, Marchese; Pjanic, Jorginho, Birsa, Joaquin; Gilardino,G. Rossi, Palacio. <br><br>FLOP<br><br>Buffon = La più preoccupante di tutte le amnesie juventine è la sua. Per oltre un’ora spettatore non pagante, poi crolla con tutta la squadra. Triste.<br><br>Cannavaro = Prestazione da dimenticare. Entra, si fa ammonire e genera la prima rete giallorossa. Procura il rigore del 2 a 0 e prende il rosso, in nemmeno 90 minuti. Frana.<br><br>Legrottaglie = Patisce la corsa di Ibarbo come gli avversari di Bolt con la freccia giamaicana. Ed il suo Catania affonda. Pensionato.<br><br>Hamsik = Un grande giocatore cui,per diventare grandissimo, manca ancora uno step: non eclissarsi (come a Roma) nelle partite che contano. Assente.<br><br>Hernanes = Altro faro che si sta spegnendo. Ha perso il sorriso, si dice voglia cambiare aria. Intanto traghetta la Lazio in acque pessime. Svogliato.<br><br>Matri = Ancora una volta cecchino spuntato. Non becca la porta manco con le rotelle e conferma i suoi limiti a sopportare le pressioni. Apatico.<br><br>Pandev = Errore macroscopico che poteva dare un altro significato alla gara del suo Napoli. Higuain, anche zoppo, è un altro pianeta. Abulico.<br><br>Formazione FLOP = Buffon; Legrottaglie, Cannavaro, Nagatomo; Hernanes, Hamsik, Luci, Pinzi; Matri, Pandev, Amauri.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-top-e-flop-dell-ottava-giornata-1012528.htmSi100075701,02,03030325
481012476NewsCampionatiGenoa: la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’20131006091144genoa, catania, gasperiniGenoa: la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’Sei giorni dopo il ritorno a ‘casa’ di Gian Piero Gasperini, la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’. E’ stata una rifinitura lunga, durata un’ora e mezza, articolata in varie fasi: riscaldamento, partitelle, esercitazioni, prove dei calci da fermo. Nell’ultima si è messo in evidenza, come al solito, lo specialista Lodi: il miglior marcatore su calcio piazzato, nei quattro maggiori campionati europei degli ultimi anni. Completati gli accorgimenti tattici, la squadra ha raggiunto la sede del pranzo, prima di dirigersi all’aeroporto per salire sul charter.<br><br> <DIV id=attachment_40630 class="wp-caption alignnone" style="WIDTH: 510px"><A href="http://genoacfc.it/notizie/ultimata-preparazione-a-genova/attachment/fetfatizidisgruppo/" rel="attachment wp-att-40630"><IMG class=" wp-image-40630" alt=fetfatizidisgruppo src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/10/fetfatizidisgruppo.jpg" width=500 height=304></A> <P class=wp-caption-text>L’immagine di un allenamento sostenuto dal gruppo durante la settimana<br><br></DIV> Non si sono ravvisate sorprese dell’ultimo minuto. Davide Biondini non ce l’ha fatta a recuperare in tempo dai fastidi accusati nella seduta di ieri. Il centrocampista ha provato, l’esito è stato negativo e il suo nome è stato depennato dalla lista dei convocati consegnata al team manager Fabio Pinna. Pure il Catania ha effettuato rifinitura mattutina, nel quartier generale di Torre del Grifo. Saranno quasi un centinaio i supporter genoani che prenderanno posto nel settore ospiti. Insieme a loro i soci del Genoa Club Pozzallo, che hanno eletto vincitore di ‘Vivi il Genoa’ Daniele Portanova.<br><br>gp01ctgp01ctsecolo18-024.jpgSiNgenoa catania gasperini-1012476.htmSi-01,02,03,09010186
491012460NewsCampionatiGASPERINI: “HABITAT NATURALE” 20131003075935GASPERINI: “HABITAT NATURALE” Occhi febbrili e la smania di mettersi al lavoro, per affrontare la salita del poco tempo a disposizione. Domenica si gioca. Il terzo giorno da tecnico bis del Genoa, dopo l’investitura del presidente Preziosi, è iniziato presto per Gasp. Occhi febbrili e la smania di mettersi al lavoro, per affrontare la salita del poco tempo a disposizione. Domenica si gioca. Il terzo giorno da tecnico bis del Genoa, dopo l’investitura del presidente Preziosi, è iniziato presto per Gasp. Alle 8.30 si muoveva già nel suo ufficio, tra il tasto play del video-registratore e la rassegna con le sue prime parole.&nbsp; Lo stesso ufficio che il club gli aveva consegnato anni fa, adiacente a dov’è sistemata la squadra di collaboratori. Una foto con l’amico don Gallo sulla scrivania. I 1.500 messaggi spediti dai tifosi. E poi una selva di documenti, carte, dati, relazioni.<br><br> <A href="http://genoacfc.it/?attachment_id=40460" rel="attachment wp-att-40460"><IMG class="alignnone wp-image-40460" alt=gasperinizarbano2 src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/10/gasperinizarbano2.jpg" width=500></A><br><br> La nuova avventura regala stimoli fuori dalla norma. E pazienza se le aspettative siano eccessive, nella misura dell’affetto con cui è stato accolto. Fa parte del mestiere. “Credo che le esperienze, a maggior ragione negative, lascino qualcosa d’importante. Considero il Genoa un po’ il mio habitat naturale. Insieme al presidente Preziosi, ai giocatori del nucleo storico, ai tifosi, ci eravamo tolti tante soddisfazioni in passato. Spero di riaprire un ciclo fortunato, anche se il calcio in questi anni è cambiato. E’ diventato più difficile essere imprevedibili”.<br><br> Il lavoro è la ricetta a cui si appellano tutti, quando serve tirare fuori i piani dal cassetto e valutare gli ingredienti a disposizione. Ma che spettacolo vederlo allenare ancora su quel campo, gesticolare all’impazzata, tirare fuori la voce.&nbsp; Il passato non torna, il futuro è adesso. “E’ importante cercare di trasmettere, a chi ne ha meno dimestichezza, l’amore per il Genoa, i valori della genoanità, il senso di appartenenza, l’entusiasmo, lo spirito in cui si identificano i genoani. Sarebbe un bel primo passo”.<br><br>gp01ctgp01ctgasperini.jpegSiNgasperini: habitat naturale -1012460.htmSi-01,02,03010137
501012453NewsCampionati Tutti pazzi per il Gasp20131002074717Genoa, Catania, Gasperini Tutti pazzi per il GaspC’è chi ha preso ferie, chi ha ha dato le consegne per recuperare i figli a scuola e chi si è palesato con famiglia al completo. Tutti pazzi per il Gasp. Troppo grande la voglia di portargli un saluto, tributargli un applauso, dargli il bentornato dal vivo. Il prossimo appuntamento al ‘Signorini’, a porte aperte,&nbsp; è fissato giovedì pomeriggio, per una partitella in famiglia (ore 14.30 salvo contrordini). Brulica di affetto e di tifosi in questi giorni il Centro Sportivo Gianluca Signorini. In cambio tanto lavoro e sorrisi grandi così.<br><br> Il lavoro non manca e non a caso oggi l’allenamento si è protratto per oltre due ore, con programmi differenziati a gruppi in diverse fasi. La partita con il Catania è in fondo al rettilineo e il tecnico sta chiedendo di dare tutto ai suoi, per fare fronte alle esigenze immediate. Antonelli, Antonini e Manfredini hanno proseguito i rispettivi iter personalizzati. Bertolacci invece è tornato in gruppo. Domani allenamento a porte chiuse.<br><br>gp01ctgp01ctgasperini.jpegSiNgenoa catania gasperini-1012453.htmSi-01,02,03,09010289
511011183NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «Sono stato frettoloso nell`esonerare Sannino»20130325084727Zamparini, Sannino, Palermo, Gasperini, Zamparini ha fatto un piccolo «confessionale«, ammettendo una certa fretta nell`allontanare ad inizio campionato Sannino dalla panchina dei siciliani.<STRONG>A Boccadifalco riprenderanno&nbsp;oggi gli allenamenti del Palermo</STRONG>, mentre da mercoledì si riuniranno in gruppo i Nazionali attualmente in giro per il mondo.<BR><BR>Zamparini, intervistato a <EM>Radio Radio</EM>, ha fatto un piccolo "confessionale", ammettendo una certa<STRONG> fretta nell'allontanare ad inizio campionato Sannino</STRONG> dalla panchina dei siciliani: "<EM>Sono stato frettoloso, non ho avuto pazienza; poi pensavo che Gasperini, con il suo gioco d'attacco, mi risolvesse tutti i problemi...</EM>"<BR><BR>Il Presidente recrimina anche per un mercato di gennaio non condotto in maniera adeguata malgrado un grosso budget messo a disposizione.<BR><BR>Adesso <STRONG>Zamparini ci crede nella salvezza così come ci crede anche Sannino,&nbsp;</STRONG>&nbsp;già dalla sfida contro la Roma si vuole risalire la china: "<EM>Ci vorrà anche un pizzico di fortuna, i giallorossi sono in forma ma potrebbero perdere un colpo..... anche se <STRONG>Totti fa sempre la differenza</STRONG></EM>".<BR><BR>Sia in caso di retrocessione che non, il Presidente rosanero è pronto ad allestire una squadra forte: "<STRONG><EM>La voglio tosta, stiamo già lavorando</EM></STRONG>".C1007650GP01CTGP01CTmiccoli.jpgSiNzamparini-sannino-palermo-gasperini-1011183.htmNoT1000023101114901,02,03010468
521011015NewsCampionatiPalermo, la salvezza passerà dalla Favorita20130318122884palermoSettimane di passione gettate al ventoSettimane di passione gettate al vento. Un ritorno in panchina dell'allenatore che ha iniziato la stagione ed esonerato per incompetenza. Una sconfitta decisa da episodi favoriti dal talento puro calcistico di Mario Balotelli. Si condensa così la situazione della squadra rosanero dopo il turno di campionato. Il ritorno di Giuseppe Sannino non deve stupire nessuno. La fiducia riposta nel tecnico Gian Piero Gasperini era a tempo e dettata dalla necessità di dare una scossa all'ambiente senza fare troppi sforzi economici. I risultati non potevano essere che deludenti dato che l'allenatore piemontese non ha mai avuto il termometro della squadra e come tanti colleghi avrebbe meritato di iniziare e proseguire il lavoro. La piazza palermitana non ha mai amato lui e così si è tornati sulla scena del delitto ovvero richiamare il tecnico che questa squadra avrebbe dovuto plasmare nella sua mente e per cui sarebbe stata costruita. C'è poca qualità tecnica nell'undici di base che ha affrontato il Milan, reduce dal pesante passivo di Barcellona ma forse più convinto dei propri mezzi. Proprio i siciliani hanno dato al Milan la convinzione che poteva mancare dopo una gara intensa, che chiama i dubbi e le preoccupazioni nella mente dei calciatori giovani come i gioielli rossoneri. Decide Mario Balotelli, il grande assente della sfida con i catalani, dando un dispiacere agli amici di Palermo, con la grande complicità dei difensori ospiti. Potrebbe essere il colpo di grazia per il morale dei rosanero, aiutati a rimanere in corsa dalla sconfitta del Genoa a Firenze. Il tempo stringe intorno ad una squadra che non riesce a raccapezzarsi in difesa e non ha più la qualità di Fabrizio Miccoli, persa fin dalle storiacce cittadine che lo hanno coinvolto. Nemmeno il presidente è lo stesso leone e l'ennesimo annuncio di una cessione del potere di firma in casa palermitana potrebbe migliorare l'umore dei tifosi che ogni giorno di più perdono la speranza della permanenza e si lamentano come mai. Tanti errori di valutazione sopratutto per quanto riguarda la fiducia in talune figure chiave dell'undici di base ( salviamo due professionisti come Massimo Donati e Roberto Sorrentino ) oltre a quelle tecniche. La serie B pare difficilmente evitabile e passa tutta per l'impianto della Favorita. <br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-la-salvezza-passera-dalla-favorita-1011015.htmSiT1000023100075701,02,03,07030347
531010842NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «I giocatori sono pappemolli»20130311160330palermo, zampariniPoche parole ma che sanno di sentenza per il Palermo Poche parole ma che sanno di sentenza per il Palermo. Il presidente rosanero, Maurizio Zamparini contattato in esclusiva dalla redazione di Itasportpress.it ha detto la sua sul momento della squadra di mister Gasperini e sulle possibilità di salvezza dopo il ko interno di ieri contro il Siena. Questo il suo breve ma esplicito messaggio. "Non ce la facciamo più a salvarci, è una follia pensare di farcela. Bisognerebbe essere assistiti dalla fortuna e che i nostri giocatori anziché le pappemolli fossero degli uomini e invece non lo sono. Sono 30 anni che faccio calcio e sono retrocesso due volte col Venezia e tornato in serie A due volte. Non sono rassegnato ma così è la matematica".<br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-i-giocatori-sono-pappe-molli-1010842.htmNoT1000023100075701,02,03030156
541010707NewsCampionatiPalermo, il pareggio è una mezza sconfitta20130303195559palermoMeno uno. Il numero uno simboleggia uno scontro in meno. Ma anche una possibilità in meno di potere fare davvero la rimonta al quartultimo postoMeno uno. Il numero uno simboleggia uno scontro in meno. Ma anche una possibilità in meno di potere fare davvero la rimonta al quartultimo posto. Il campo del Torino non era quello indicato per grandi giocate giacché di solito ci sono grandi battaglie all'arma bianca. In effetti il primo tempo è scivolato via con minima gradevolezza che però si è smarrita completamente nel secondo tempo. Comunque il pareggio è una mezza sconfitta stavolta; per entrambe. Il toro deve rinviare l'arrivo alla quota salvezza ma gran parte della strada è stata fatta. I rosa nero devono invece continuare a sperare che davanti commettano degli errori perché loro non sono in grado più di vincere. Si è rivista la coerenza tattica del tecnico Gian Piero Gasperini e con essa qualche azione imbastita coralmente. Per il resto nulla sposta l'attenzione dalla serie B a meno che il Genoa non decida di suicidarsi fin dal posticipo con la Roma. L'attacco non ha brillato nemmeno oggi ma la notizia è che stavolta non si torna a casa con reti al passivo. Immarcabile il capitano granata Rolando Bianchi ma Sorrentino ha resistito. Poco da rammaricarsi in fondo; sembra che rivedere il tecnico piemontese abbia spinto i giocatori ad essere più attenti ma la squadra palermitana rimane in fondo alla classifica e attende tempi migliori. Che potrebbero arrivare già Domenica con uno scontro diretto tutto da giocare. Per il resto i tifosi palermitani probabilmente invidiano quelli granata, con una punta di narcisismo se si pensa ai risultati degli ultimi anni; bisogna però rimarcare che la prossima stagione le due squadre potrebbero non incontrarsi sul campo di gioco causa cambio categoria.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001formica.jpgSiNpalermo-il-pareggio-e-una-mezza-sconfitta-1010707.htmSiT1000023100075701,02,03030228
551010637NewsCalciomercatoPalermo, Gasperini richiamato perché conosce la squadra20130227155020palermoIl Presidente del Palermo Maurizio ZampariniIl Presidente del Palermo Maurizio Zamparini, intervistato da Rai Sport, ha parlato del momento rosanero: "Ho richiamato Gasperini perché conosceva già la squadra ed adesso spero che con lui si possa fare meglio. Con lui credo nella salvezza. Melsani è un'ottima persona ed un ottimo allenatore, ma non è riuscito a dare una scossa, come pensavo". Zamparini ha continuato parlando dei nuovi innesti: "Noi abbiamo fatto bene, il problema è che ci sono tanti infortuni gravi, come quelli che hanno colpito Hernandez e Mantovani. E' stata sicuramente fin qui una stagione sorta per noi".C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-gasperini-richiamato-perche-conosce-la-squadra-1010637.htmSiT1000023100075501,02,03030233
561010617NewsCampionatiPalermo, non è solo questione di fortuna20130226113120palermoCome volevasi dimostrare il presidente torna a far sentire la voce del padrone; nemmeno il tempo di iniziare ad abituarsi all`inflessione vocale di Alberto Malesani che un pareggio, nemmeno brutto, fa precipitare l`umore di Maurizio ZampariniCome volevasi dimostrare il presidente torna a far sentire la voce del padrone; nemmeno il tempo di iniziare ad abituarsi all'inflessione vocale di Alberto Malesani che un pareggio, nemmeno brutto, fa precipitare l'umore di Maurizio Zamparini. Torna Gianpiero Gasperini ma nemmeno questo potrebbe essere un problema che i tifosi non avevano neanche iniziato ad abituarsi al suo esonero. Si riprende da dove si era interrotto, con tre gare in meno e la posizione numero diciassette in classifica come unico agognato obiettivo finale. Quante possibilità rimangono ai rosanero di cominciare una striscia vincente a partire dal difficile scontro di Torino, dove non dovrebbero trovare il tappeto rosso davanti ad una delle squadre più irrequiete della serie A? Poche oramai. I tifosi stanno lentamente abituandosi all'idea di una sfida d'alta classifica con Cittadella o Brescia e solo gli irriducibili delle curve tentano di sperare nonostante l'ultimo posto in classifica. Non è solo un problema di fortuna; c'è una teta in società che non permette di accettare una realtà fatta di ragazzi messi insieme con troppa presunzione sulle loro capacità di ambientamento. Il loro valore singolare lo vanno dimostrando ma a Marzo è un po' tardi. Domenica non serve solo la partita perfetta ma anche la giornata perfetta, sperando che le squadre a sei o sette punti di distacco mollino il colpo. Difficile? Molto.<BR><br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001formica.jpgSiNpalermo-non-e-solo-questione-di-fortuna-1010617.htmSiT1000023100075701,02,03030228
571010603NewsCampionatiPalermo, confusione totale: ritocca a Gasperini20130225124550palermo, gasperiniGasperini ritorna in SiciliaGasperini ritorna in Sicilia, si chiude così la parentesi di Malesani. Nei giorni scorsi Zamparini aveva attaccato Gasperini accusandolo di aver messo da parte alcuni giocatori: in un colloquio privato l'allenatore avrebbe detto che questo si è verificato su indicazione di Lo Monaco, assicurando che non accadrà con Perinetti in dirigenza. Possibile che lo faccia anche in conferenza stampa, quando parlerà del suo ritorno. <BR>C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-confusione-totale-ritocca-a-gasperini-1010603.htmSiT1000023100075501,02,03030135
581010479NewsCampionatiChievo-Palermo, i rosanero prendono un punto che serve per il morale20130217112943cheivo, palermoLa partita tra gialloblù e rosanero La partita tra gialloblù e rosanero si è conclusa con un salomonico pareggio. Le conseguenze sul morale sono buone per entrambe le squadre; sia Eugenio Corini che Alberto Malesani escono dal campo con un punto ma quello dei veronesi vale qualcosa di più. I rosanero hanno seguito meglio Malesani che Gasperini, forse perché questo gruppo sembra più congeniale a lui piuttosto che al precedente tecnico. Miracoli del mercaato di Gennaio. Ha segnato un'altro neo arrivato, l'argentino Formica, segno che può esserci speranza col rinnovamento dei ranghi. Il ChievoVerona ha giocato, non si è fermato sulle gambe e questo può essere un buon termine di paragone. Però siamo al primo scontro di una lunga serie in cui i rosanero giocheranno anche sui campi delle prime ma con soli tre punti, al momento, da recuperare non si può dire che la squadra sia già in serie B. Troppo presto per giudicare. Oggi un'altro calcio di rigore concesso a riprova che la difesa ha ancora problemi di qualità. Si intravede una luce all'orizzonte. Potrebbe spegnersi Domenica prossima; nel frattempo mollare la presa sarebbe il peggio.&nbsp; <BR><BR>Fabio Zerillo<BR><BR>C1007650adm001adm001formica.jpgSiNchievo-palermo-i-rosanero-prendono-un-punto-per-il-morale-1010479.htmSiT1000023100075701,02,03030229
591010271NewsCampionatiPalermo, Gasperini: «Sono molto arrabbiato»20130206163229palermo, gasperiniPalermo Gasperini"Arrabbiato, deluso e amareggiato". Si definisce così Gian Piero Gasperini in un'intervista concessa al Giornale di Sicilia. L'ex tecnico rosanero parla delle ultime ore sulla panchina del Palermo, spiegando l'inserimento dei nuovi acquisti come un tentativo di portarsi avanti col lavoro in prospetttiva futura. Gasperini analizza lucidamente la sua esperienza in Sicilia, additando la sfortuna e la carenza di risultati come fattori determinanti per il suo esonero da parte di Zamparini, che comunque con lui ha avuto più pazienza rispetto a molti altri suoi predecessori.C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-gasperini-sono-molto-arrabbiato-1010271.htmSiT1000023100075501,02,03030139
601010254NewsCampionatiPalermo, si presenta Malesani: «Voglio la salvezza»20130205130735palermo, malesaniPalermo MalesaniEsonerato Gasperini, arriva Malesani. Il nuovo allenatore è arrivato poco fa all'aeroporto di Palermo, queste le sue prime parole ai giornalisti presenti, raccolte da Sky Sport: "Sono contento di essere qui, cerco giocatori che vogliano vestire questa maglia. Quella di salvarci è un'impresa, ma è stimolante: noi vogliamo riuscirci". Intanto Pietro Lo Monaco è in sede, aspetta il CDA e l'arrivo di Zamparini per formalizzare le sue dimissioni. Ci vorranno i tempi tecnici per definire tutto, poi Perinetti sarà il nuovo direttore sportivo. Arriverà il prima possibile per stare vicino a Malesani e alla squadra. Nessun colpo di scena, nessuna sorpresa dell'ultimo minuto: il Palermo riparte da Malesani-Perinetti, questa la decisione finale di Zamparini per cercare la salvezza.<BR>C1007650adm001adm001malesani.jpgSiNpalermo-si-presenta-malesani-voglio-la-salvezza-1010254.htmSiT1000023100075701,02,03030168
611010248NewsCalciomercatoPalermo, futuro ancora buio. Momenti decisivi per Lo Monaco e Perinetti20130205093520palermoPalermoDavanti a ventimila spettatori,che hanno risposto all’appello di Zamparini, pronto a ridurre i prezzi (6 euro le curve compresi i diritti di vendita), sotto un sole primaverile,che solo la Sicilia può regalarti,è andata in scena la tragedia della squadra rosanero. Ma il pubblico palermitano,che ha dapprima tifato con coreografie e striscioni ,come non si vedevano forse dall’anno della promozione in serie A, ha subissato di fischi ed insulti, specialmente dopo la seconda segnatura dell’Atalanta,tutta la squadra compreso Ilicic,autore di 4 reti ossia la metà di quelli realizzati finora dall’attacco siciliano: non gli perdonano di aver giocato senza mordente e carisma,trascinando anche i nuovi verso una sconfitta pesantissima.<BR><BR>Sorprendentemente i cordoni di polizia alla fine della partita non sono serviti granchè perché i palermitani fuori dallo stadio non hanno abbozzato ad alcuna forma di protesta,quasi fossero&nbsp; rassegnati di fronte a quella tragedia annunciata ,a cui avevano assistito. Brutta storia,non c’è che dire e non si sa da quale parte iniziare per venire a capo di un malato moribondo,che sembra essere entrato in coma irreversibile. Zamparini nell’immediato ha dichiarato di voler rivedere il filmato della partita ,dato che lui ha l’abitudine di abbandonare lo stadio della Favorita subito dopo l’inizio ed ascoltarla dalla radio del taxi, che lo porta&nbsp; fino al santuario di Santa Rosalia ;&nbsp; poi ha deciso di licenziare mister Gasperini, che ,chiamato a sostituire il tecnico di inizio stagione Sannino, non ha dato alla squadra quel gioco e quella fisionomia,che tutti si aspettavano da un allenatore carismatico come lui. Anzi gli si rimprovera di aver rinunziato al suo collaudato pacchetto di giocatori per far giocare ben quattro degli otto acquisti,fatti dall’a.d. Lo Monaco a Gennaio. Ha&nbsp; azzardato&nbsp; quindi una formazione tutta nuova in una partita delicata, contro un’avversaria, devota a difendere per colpire con le veloci ripartenze e per di più ha&nbsp; sostituito, dopo 10 minuti dall’inizio della ripresa, Dossena ,il miglior acquisto della società in quest’ultimo mercato,quando nel convulso finale della partita i suoi cross sarebbero serviti, eccome, per riagguantare un insperato pareggio! Il problema principale però a nostro avviso è che i quattro giocatori,la metà degli otto acquisti fatti dall’a.d. Lo Monaco,hanno dimostrato sul campo di non poter risolvere i problemi di gioco e di realizzazione,che rappresentano le palle al piede di questa squadra. <BR><BR>Ad esempio in mezzo al campo le chiavi della regia sono state affidate ad un tale Faurlin,un argentino che quest’anno ha disputato&nbsp; soltanto 90’ nella serie B inglese a causa di un grave infortunio ai legamenti crociati del ginocchio : diligente nel gioco,ma troppo monotono perché utilizza soltanto il piede sinistro! In avanti ha&nbsp; esordito&nbsp; un altro argentino neo-acquisto: Boselli,due anni fa in forza al Genoa,poi spedito nel campionato inglese e&nbsp; che non regge da solo il peso dell’attacco,anzi dà l’impressione di essere più una seconda punta, perché lavora bene di sponda,ma spazientisce per la sua imprecisione,che è frutto di immaturità. Il terzo acquisto sceso in campo è Formica,anche lui argentino,fresco dalla serie B di quel paese, non poteva reggere il confronto senza prima avere avuto il tempo di acclimatarsi,ma ha giocato soltanto gli ultimi venti minuti sostituendo l’ex udinese Fabbrini,che era stato fino a quel momento evanescente nella sua corsia. Resta Nelson,un terzino di fascia già in palla,proveniente&nbsp; infatti dal Betis Siviglia,autore del gol che aveva rimesso in discussione il risultato:l’unico dei quattro neo-arrivati,che può servire alla causa dei rosanero.<BR><BR>Cosa succederà adesso? Zamparini vorrebbe portare in Sicilia Edy Reia,ma questi non&nbsp; ha voglia di rischiare;fossimo per lui riprenderemmo Sannino,risparmiando un’ingaggio o vireremmo su Giampaolo,tecnico capace e abituato a lottare per non retrocedere,anche se il più accreditato sembrerebbe in questo momento Malesani&nbsp; Va sciolto inoltre&nbsp; con immediatezza,ma ci aspettiamo le sue irrevocabili dimissioni,&nbsp; anche il rapporto con l’a.d. Lo Monaco,autore di una campagna acquisti di&nbsp; quantità senza badare alla qualità: sarebbe bastato comprare qualche mediocre giocatore di serie B straniera in meno e chiudere invece per Denis,fra l’altro autore del secondo gol dei bergamaschi,nell’ambito di un giro di punte,di cui si parlò durante la campagna acquisti, che avrebbe portato fra le fila degli orobici il cagliaritano ex rosanero Pinilla al posto di Denis.<BR>E’ probabile che quando leggerete queste note,si conoscerà il nome del mister ,che tenterà l’impresa di salvare i rosanero. Il futuro sarà già iniziato, ma stavolta senza Gasperini e, chissà, anche senza Lo Monaco, ma con Perinetti o Capozucca.&nbsp;<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<BR>Attilio Andriolo&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001malesani.jpgSiNoalermo-futuro-ancora-buio-momenti-decisivi-per-lo-monaco-e-perinetti-1010248.htmSiT1000023100075701,02,03030293
621010239NewsCalciomercatoPalermo, rivoluzione: torna Perinetti con lui Malesani. Salta Lo Monaco20130204182657palermoPalermoEnnesima rivoluzione a Palermo. Zamparini è pronto a riabbracciare Perinetti, ben voluto dalla squadra. Con lui dovrebbe arrivare come tecnico Malesani.<br><br> Di conseguenza salta Lo Monaco, sentitosi delegittimato dall'esonero di Gasperini, nonostante la campagna acquisti.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001malesani.jpgSiNpalermo-rivoluzione-torna-perinetti-co-lui-malesani-salta-lo-monaco-1010239.htmSiT1000023100075501,02,03030254
631010231NewsCalciomercatoPalermo, esonerato Gasperini. In arrivo Malesani20130204153429palermo, gasperini, malesaniPalermo Gasperini Malesani<BR>Gian Piero Gasperini è stato esonerato dal Palermo. Dopo l'incontro con Lo Monaco, Zamparini ha deciso di far allontanare l'allenatore che era già subentrato a Sannino. Poco fa, è stato quindi comunicato l'esonero anche direttamente a Gasperini, dopo la sconfitta contro l'Atalanta. Per la panchina in questo momento, il favorito è Alberto Malesani, in seconda fila invece Pasquale Marino. Tutto in divenire anche perché legato alle scelte dirigenziali: se dovesse andar via Lo Monaco con il ritorno di Perinetti (soluzione probabile), l'allenatore potrebbe diventare Malesani. In caso contrario, con Lo Monaco ancora a Palermo, allora quest'ultimo spingerebbe proprio per Marino con cui ha lavorato al Catania. Ma al momento la certezza unica è l'esonero di Gasperini, un'altra panchina che salta in Serie A.C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-esonerato-gasperini-in-arrivo-malesani-1010231.htmSiT1000023100075701,02,03,09030287
641010220NewsCampionatiPalermo, rivoluzione dopo la sconfitta con l`Atalanta20130204115816palermoPalermoLa prima Domenica di Febbraio è il giorno in cui l'Atalanta vince 2 a 1 a Palermo e relega i rosanero all'ultimo posto in classifica. Le paure si sono materializzate e se perfino la Robur travolge l'Internazionale in una gara storica, l'impressione è che il ritorno in serie B sia oramai ineluttabile. Certamente il pessismismo dei tifosi la fa da padrone. Semmai il pessimismo dei tecnici sulle qualità della squadra da preoccupazione. I nuovi arrivi non hanno dato svolte eclatanti ma non sarebbe stato possibile. Solo un po' d'ordine e il vantaggio non indifferente di giocare insieme da tempo ha dato all'Atalanta la possibilità di portare via i tre punti. <br><br> Probabilmente non serviva avere nuovi giocatori e nemmeno un nuovo allenatore, la squadra è povera d'idee a centrocampo e subisce troppo in difesa a riprova che dopo tutto un difensore esperto poteva servire più del resto, anche se Nelson ha debuttato realizzando anche il primo gol rosanero. Adesso il timore è che salti nuovamente l'allenatore pur considerando che Gasperini in due mesi non ha potuto far altro che far ruotare giocatori in cerca dell'assetto ideale in campo. I rosanero hanno qualità individuali alte a centrocampo ed in attacco ma la difesa non riesce a stabilizzarsi. La società non è silente e il tempo per recuperare c'è ancora; il silenzio del padrone invece è strano dato che normalmente avrebbe tuonato contro il mondo intero. Sintomi da abbandono progressivo? Staremo a vedere. Alla fine del mese. <br><br> Fabio Zerillo<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001atalanta.jpgSiNpalermo-rivoluzione-dopo-sconfitta-con-l-atalanta-1010220.htmSiT1000023100075701,02,03030123
651010208NewsCampionatiSerie A, probabili formazioni 20130203123327serie aSerie AFIORENTINA-PARMA ore 15<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Pizarro, Migliaccio, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni. <BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Tomovic, Camporese, Compper, Romulo, Capezzi, Llama, Wolski, Ljajic, Larrondo, El Hamdaoui. All.: Montella. <BR>Squalificati: Aquilani (2)<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Fernandez<br><br> Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone. <BR>A disp.: Pavarini, Bajza, Coda, Mariga, Rosi, Morrone, Ninis, Palladino, Strasser, Amauri. All.: Donadoni. <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Galloppa, Santacroce<BR>GENOA-LAZIO ore 15<br><br> Genoa (3-5-2): Frey ; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka , Matuzalem, Rossi, Moretti; Immobile, Borriello. <BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Bovo, Ferronetti, E. Pisano, Olivera, Bertolacci, Nadarevic, Tozser, Jorquera, Said. All.: Ballardini <BR>Squalificati: Antonelli (1)<BR>Indisponibili: Floro Flores, Vargas, Jankovic<br><br> Lazio (3-5-1-1): Marchetti; Ciani, Cana, Radu; Konko, Gonzalez, Ledesma, Mauri, Lulic; Candrea; Klose. <BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Diakite, Stankevicius, Pereirinha, Brocchi, Cavanda, Floccari, Kozak, Rozzi. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Biava (1), Dias (1)<BR>Indisponibili: Ederson, Hernanes<BR>PALERMO-ATALANTA ore 15<br><br> Palermo (3-4-2-1): Sorrentino; Munoz, Donati, Garcia; Morganella, Kurtic, Barreto, Dossena; Ilicic,Formica; Dybala. <BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Nelson, Rios, Anselmo, Faurlin, Sanseverino, Fabbrini, Sperduti, Malele,Boselli. All.: Gasperini <BR>Squalificati: Miccoli (2), Von Bergen (1), Aronica (1)<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<br><br> Atalanta (4-3-1-2): Consigli; Scaloni, Canini, Stendardo, Del Grosso; Biondini, Cigarini, Carmona; Bonaventura; Parra, Denis. <BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Raimondi, Contini, Cazzola, Radovanovic, De Luca, Giorgi, Budan, Moralez,Livaja, Brienza All.: Colantuono. Squalificati: Brivio (1) <BR>Indisponibili: Capelli, Marilungo, Bellini, Lucchini, Ferri<BR>PESCARA-BOLOGNA ore 15<br><br> Pescara (4-3-1-2): Perin; Balzano, Bianchi Arce, Capuano, Modesto; Blasi, D'Agostino, Bjarnason; Weiss;Sforzini, Vukusic. <BR>A disp.: Pelizzoli, Bocchetti, Cosic, Zauri, Togni, Caprari, Cascione, Rizzo, Caraglio, Sculli, Abbruscato. All.: Bergodi. <BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno <br><br> Bologna (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Motta, Perez, Taider, Morleo; Diamanti, Kone; Gilardino. <BR>A disp.: Curci, Stojanovic, Carvalho, Khrin, Radakovic, Garics, Pulzetti, Pazienza, Guarente, Riverola, Pasquato, Paponi. All.: Pioli. <BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Natali, Gabbiadini<br><br> LE ULTIME: Partito Terlizzi, Bianchi Arce sarà titolare. Davanti spazio al neoarrivato Sforzini, con Sculli inizialmente fuori ma pronto a subentrare. Nel Bologna non c'è Gabbiadini, infortunato, e Pioli pensa a un 3-4-2-1 con Kone e Diamanti dietro a Gilardino.<BR>SIENA-INTER ore 15<br><br> &nbsp;<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Belmonte, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Reginaldo; Bogdani. <BR>A disp.: Farelli, Marini, Bolzoni, Mannini, Valiani, Verre, Sestu, Paolucci, Emeghara. All.: Iachini. <BR>Squalificati: Terzi, Vitiello <BR>Indisponibili: Pozzi <br><br> Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Schelotto, Zanetti, Gargano, Nagatomo; Guarin; Cassano, Palacio <BR>A disp.: Belec, Carrizo, Silvestre, Pereira, Cambiasso, Benassi, Obi, Stankovic, Kuzmanovic, Alvarez,Milito, Rocchi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Castellazzi, Samuel, Mudingayi<BR>&nbsp;<BR>MILAN-UDINESE ore 20:45<br><br> &nbsp;<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Bonera, Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Boateng; Niang, Pazzini, El Shaarawy. <BR>A disp.: Amelia, Gabriel, Zaccardo, Bonera, Yepes, Mexes, Antonini, Muntari, Nocerino, Robinho, Bojan, Balotelli. All.: Allegri <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Didac Vilà, De Jong, Ambrosini, De Sciglio<br><br> Udinese (3-5-1-1): Padelli; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Allan, Lazzari, Pasquale; Muriel; Di Natale. <BR>A disp.: Scuffet, Favaro, Angella, Heurtaux, Faraoni, Merkel, Gabriel Silva, Pereyra, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Badu (Coppa d'Africa), Brkic, Pawlowski<br><br>C1007650adm001adm001esultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-1010208.htmSi100075701,02,03,07030200
661010160NewsCalciomercatoCalciomercato Palermo, nuovi arrivi in rosanero20130130114124palermoPalermoAltri nomi nella rosa della società palermitana. Ancora stranieri che almeno stavolta sembrano più rodati rispetto ai giovani debuttanti sul palcoscenico d'Europa. I tifosi chiedevano il nome di grido ma lo stesso grido gli è rimasto in gola. La società ha preso due giocatori che non stimolano la fantasia ma sono due tipi che possono essere utili all'allenatore nel corso del girone di ritorno. Francamente serviva un difensore di livello invece nisba. Però l'argentino Boselli potrebbe essere il centravanti che tiene su la squadra al momento di difendere, un'opzione necessaria dopo la gara Cagliari dato che la difesa non ha elementi in grado di fare la differenza e subisce troppo nel finale. E' un problema di nervi, d'esperienza. Tenere lontano la palla sarebbe un toccasana e adesso tocca a&nbsp; Boselli.&nbsp; Rosanero destinati a lottare fino alla fine. Almeno i nuovi arrivi, l'altro è l'ala naturalizzata portoghese Neto, avranno un compito preciso nello scacchiere di Gasperini. Per fortuna la Robur sembra rallentare&nbsp; in compenso si è svegliato il Genoa. Insomma si lavora ma l'impressione è che per restare in serie A non basti più fare del proprio meglio. Cagliari è stata una tappa. Potrebbe diventare l'ennesima stazione di un calvario.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001171032804-ecd6775c-eb0d-42ee-a8a4-7aed7de9da3f.jpgSiNpalermo-nuovi-arrivi-in-rosanero-1010160.htmSiT1000023100075701,02,03030268
671010115NewsCampionatiSerie A, ventiduesima giornata: le probabili formazioni20130127111049serie aSerie ALe probabili formazioni dei match della 22^ giornata di Serie A<BR><BR>Domenica 20 gennaio<BR><BR>BOLOGNA-ROMA ore 12.30<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Garics, Antonsson, Sorensen, Morleo; Kone, Perez, Taider; Diamanti; Gabbiadini, Gilardino.<BR>A disp.: Curci, Stojanovic, Sorensen, Carvalho, Motta, Krhin, Pulzetti, Guarente, Riverola, Pasquato, Paponi. All.: Pioli. <BR><BR>Roma (4-3-3): Goicoechea; Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Pjanic, Osvaldo, Totti.<BR>A disp.: Stekelenburg, Lobont, Burdisso, Dodò, Perrotta, Taddei, Marquinho. All.: Zeman<BR><BR>ATALANTA-MILAN ore 15<BR><BR>Atalanta (4-3-2-1): Consigli; Ferri, Canini, Stendardo, Brivio; Biondini, Cigarini, Carmona; Bonaventura, Moralez; Denis.<BR>A disp.: Polito, Matheu, Raimondi, Cazzola, Radovanovic, Ferreira Pinto, Troisi, Schelotto, De Luca,Budan, Parra. All.: Colantuono.<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Mexes, Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Boateng; Niang, Pazzini, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Gabriel, Acerbi, Bonera, Antonini, Abate, Traoré, Muntari, Nocerino, Emanuelson, Robinho, Bojan. All.: Allegri<BR><BR>CAGLIARI-PALERMO ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; Ibarbo,Sau.<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Del Fabro, Murru, Perico, Casarini, Ceppelini, Eriksson, Cossu, Pinilla,Thiago Ribeiro. All.: Pulga<BR><BR>Palermo (3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Rios, Barreto, Dossena; Ilicic, Miccoli, Dybala.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Cetto, Donati, Kurtic, Anselmo, Viola, Brienza, Sanseverino, Malele,Brienza. All.: Gasperini<BR><BR>CATANIA-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Paglialunga, Salifu; Barrientos, Castro, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Capuano, Augustyn, Rolin, Potenza, Bellusci, Ricchiuti, Biagianti, Keko, Doukara. All.: Maran.<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Neto; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni.<BR>A disp.: Viviano, Lupatelli, Tomovic, Camporese, Cassani, Romulo, Llama, Migliaccio, Ljajic, Larrondo, Seferovic. All.: Montella.<BR><BR>PARMA-NAPOLI ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Santacroce, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, Maceachen, Benalouane, Rosi, Acquah, Morrone, Ninis, Palladino, Pabon, Amauri. All.: Donadoni.<BR><BR>Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Fernandez, Gamberini, Uvini, Mesto, Donadel, Armero, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri.<BR><BR>SAMPDORIA-PESCARA ore 15<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Soriano, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Rossini, Berardi, Castellini, Poulsen, Mustafi, Tissone, Munari, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR><BR>Pescara (4-3-1-2): Perin; Zanon, Terlizzi, Capuano, Balzano; Cascione, D'Agostino, Nielsen; Bjarnason; Abbruscato, Celik.<BR>A disp.: Pelizzoli, Bocchetti, Bianchi Arce, Cosic, Blasi, Togni, Brugman, Caprari, Vukusic, Jonathas, Caraglio. All.: Bergodi.<BR><BR>UDINESE-SIENA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Padelli; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Allan, Lazzari, Pasquale; Muriel; Di Natale.<BR>A disp.: Schuffet, Angella, Coda, Faraoni, Merkel, Gabriel Silva, Pereyra, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin<BR><BR>Siena (3-4-1-2): Pegolo; Neto, Contini, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina; Bogdani, Reginaldo.<BR>A disp.: Farelli, Dellafiore, Paci, Belmonte, Del Grosso, Bolzoni, Mannini, Valiani, Agra, Sestu, Emeghara, Paolucci. All.: Iachini.<BR><BR>INTER-TORINO ore 20.45<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso, Gargano, Nagatomo; Guarin; Cassano, Palacio<BR>A disp.: Belec, Silvestre, Nagatomo, Benassi, Mariga, Pereira, Jonathan, Mudingayi, Duncan, Obi, Alvarez, Stankovic, Livaja, Rocchi. All.: Stramaccioni<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Rodriguez, Masiello; Brighi, Gazzi; Meggiorini, Barreto, Bianchi, Santana.<BR>A disp.: Gomis, Di Cesare, Caceres, Darmian, Suciu, Birsa, Bakic, Vives, Stevanovic, Cerci, Sansone. All.: Ventura.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-ventiduesima-giornata-le-probabili-formazioni-1010115.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030372
681010070NewsCampionatiPalermo, virtualmente all`ultimo posto20130121104417palermoPalermoDopo la bella gara con la Lazio la squadra palermitana si ritrova col Siena, ultimo in classifica, ormai alle spalle. La Robur però è ultima solo in virtù delle decisioni del Giudice sportivo e se oggi avesse tutti i punti ottenuti sul campo non sarebbe che ai margini della zona retrocessione. I rosanero invece arrancano pur avendo trovato un'equilibrio di base grazie al pragmatismo di Gasperini ma la difesa è stata bucata altre due volte. Le polemiche sulle scommesse vietate hanno fatto capolino nell'ambiente ma nessuno sembra preoccupato quanto dello spettro della serie B. Nemmeno la dirigenza fa proclami e lascia lavorare l'allenatore. Ottima scelta perché cambiare ancora sarebbe un disastro data la situazione di classifica. Il gioco sembra migliorato e la Lazio era un buon avversario per misurare le capacità. Oltretutto gli ospiti hanno visto annullare una rete regolare che poteva chiudere la partita. Il risultato non è brutto di per sé ma adesso i rosanero dovranno lavorare per ottenere la continuità dei risultati ed evitare la retrocessione. Servono almeno venti punti e l'ottimismo dei tifosi è finito ad ottobre.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-vrtualmente-all-ultimo-posto-1010070.htmSiT1000023100075701,02,03030195
691009994NewsCampionatiSerie A Napoli-Palermo:tanti «ex» al San Paolo20130113102333Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Settimana&nbsp;tranquilla per i partenopei, sia per il successo ottenuto sulla Roma sai perchè l'infermeria è completamente vuota. Walter Mazzarri ha a disposizione tutti gli effettivi, ad esclusione degli squalificati di lungo corso Cannavaro e Grava. Il tecnico dovrebbe confermare la squadra che ha annichilito la Roma nel posticipo della settimana scorsa. In neo acquisto Armero, inizialmente, si siederà in panchina.<br><br> Tra i tanti ex&nbsp;della partita, i più recenti saranno Sasà Aronica, già un inamovibile della difesa a 3 di Gasperini, e Andrea Dossena, anch'egli subito in campo sulla fascia sinistra. In assenza dello squalificato Ilicic, Gasperini dovrebbe cambiare modulo e dovrebbe optare per un 3-5-2 più&nbsp;difensivo inserendo Anselmo in mediana.&nbsp;In avanti dovrebbe giocare Brienza con uno&nbsp;tra Dybala e Budan. Tra i pali, ballottaggio fino all'ultimo tra Benussi e Ujkani.<br><br> Probabili Formazioni<br><br> NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis, Campagnaro, Britos, Gamberini; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani. All. Mazzarri<br><br> PALERMO (3-5-2): Ujkani, Von Bergen, Aronica, Garcia; Morganella, Anselmo, Barreto, Rios, Dossena; Brienza, Budan. All. Gasperini.<BR><br><br> &nbsp;<br><br>NapoliFL0411FL0411124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-napoli-palermo-probabili-formazioni-1009994.htmSi100427901,02,03,08010140
701009970NewsCampionatiPalermo, tutto da rifare?20130111113154palermoPalermoDurante la preparazione estiva nessuno pensava di lottare per lo scudetto; magari qualche soddisfazione. Nemmeno quella. Il progetto è naufragato con il cambio di panchina. Gli allenatori non diventano brocchi all'improvviso. Semmai il materiale umano non era adeguato al progetto. Sannino non aveva parametri di riferimento con la scorsa stagione causa impoverimento tecnico. Tanti giovani van bene ma se sono troppi quelli che devono dimostrare qualcosa diventa davvero complicato. L'attuale allenatore Gasperini ha chiesto rinforzi per una squadra che ha ben giocato a Parma ma cambia spesso alla ricerca di un equilibrio che nel frattempo ha condotto ad un'altra sconfitta. Forse manca solo il tempo o la pazienza per perseverare alla ricerca di un undici di base. La sfida delle Due Sicile non è il momento per illudere i tifosi. Divario netto nonostante i due ex partenopei acquisiti. Ma l'impressione è che la stagione sia già compromessa.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001171032804-ecd6775c-eb0d-42ee-a8a4-7aed7de9da3f.jpgSiNpalermo-tutto-da-rifare-1009970.htmSiT1000023100075701,02,03030191
711009898NewsCampionatiSerie A, Parma-Palermo: per i gialloblu è una prova di maturità20130106114922Serie AProbabili formazioniDonadoni recupera Paletta, che ha scontato la squalifica, e&nbsp;può così ricomporre con Lucarelli&nbsp;la coppia&nbsp;di centrali titolare. Recupera anche Mirante, ma dovrebbe&nbsp;andare in panchina: al suo posto Pavarini. Squalificato, invece, Valdes,&nbsp;dovrebbere essere sostituito o con&nbsp;Acquah&nbsp;o con&nbsp;Musacci. In attacco sarà tridente, con Biabiany, Belfodil e Sansone.<BR><BR>Von Bergen dovrebbe partire dal primo minuto nella difesa rosanero, vista la squalifica di Muñoz, mentre Donati&nbsp;è ancora alle prese con un affaticamento muscolare ai flessori della gamba sinistra. Si registrerà l'esordio di&nbsp;Aronica al centro della difesa rosanero e dovrebbe debuttare dal primo minuto&nbsp;anche Sanseverino sulla sinistra. Partirà, invece, dalla panchina l'altro nuovo arrivo Anselmo. In attacco, Dybala sarà l'unica punta, col duo Ilicic-Brienza a supporto. In panchina Miccoli non al meglio.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>PARMA(4-3-3): PAVARINI; Benalouane,&nbsp;Paletta,&nbsp;Lucarelli, Gobbi; Marchionni,&nbsp;Musacci, Parolo; Biabiany&nbsp;- Belfodil - Sansone. All.Donadoni<BR><BR>Palermo(3-4-2-1): Benussi; Von Bergen, Aronica, Garcia,&nbsp;Morganella; Barreto, Kurtic,&nbsp;Sanseverino; Ilcic, Brienza; Dybala All.Gasperini<BR><BR>C1007650ParmaFL0411FL0411donadoni.jpgSiNserie-a-parma-palermo-probabili-formazioni-1009898.htmSiT1000016,T1000023100427901,02,03010160
721009845NewsCampionatiSpeciale 2012: 365 giorni di gioie e dolori20121231182014calcioEmozioni e polemiche di un anno indimenticabile di calcioSta per finire anche quest'anno solare: è stato un 2012 indimenticabile per più e più motivi. Ci siamo entusiasmati per l'Italia di Prandelli, indignati per calcioscommesse, commossi per la morte di Morosini: è stato l'anno dell'esodo dei nostri big dal nostro campionato, del gran ritorno alla vittoria della Juve, del trionfo in Champions del nostro Di Matteo, in Premier di Mancini e tanto altro: riviviamo insieme in questo Speciale di <EM>IlCalcio24</EM> dove raggruppiamo tutte le emozioni degli ultimi 365 giorni.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>GENNAIO: <BR><BR>Pronti via, il 9 Gennaio, Leo Messi conquista il Pallone d'Oro. E' il suo terzo trionfo consecutivo. Come lui solo Cruijff, Van Basten e Platini. Alla fine dedica il trofeo a Xavi: <EM>"anche lui lo meritava di vincere".&nbsp; </EM>In Italia invece è tempo di calciomercato: Galliani chiude per Tevez, ricavando i soldi dalla cessione di Pato al Psg: Berlusconi però ci ripensa, tiene il Papero, e fa saltare tutto. La scelta non si rivelerà esattamente azzeccata. I rossoneri alla fine si consoleranno con Maxi Lopez in prestito dal Catania. Tra gli altri colpi l'Inter prende Guarin, la Juve Caceres, il Napoli Edu Vargas, mentre Thiago Motta vola al Psg.&nbsp;Il 15 Gennaio Diego Milito decide il derby: in panca in casa Inter siede Ranieri&nbsp;(subentrato da poco a Gasperini ndr) e il Principe sfrutta al meglio un erroraccio di Abate. Nerazzurri secondi dietro ad una Juve già tritatutto. In Inghilterra ritornano&nbsp;a casa due vecchietti coi piedi d'oro: Paul Scholes a Manchester, e Titì Henry all'Arsenal.<BR><BR>FEBBRAIO<BR><BR>Il secondo mese dell'anno parte col botto: Fabio Capello l'8 Febbraio si dimette dalla panchina dell'Inghilterra:&nbsp;il motivo scatenante è la revoca da parte della federazione della fascia di capitano a Terry, capitano per Don Fabio. Febbraio non lo gioca invece Zlatan Ibrahimovic: Milan-Napoli, Aronica&nbsp;attacca Nocerino dopo un fallo, Ibra&nbsp;gli rifila uno schiaffo e si becca tre punti saltando così il match scudetto con la Juve. Scontro che arriva il 24 Febbraio: è la partita dello scandalo, quella del gol&nbsp;di Muntari non visto dall'arbitro. Finisce 1-1 e&nbsp;le due squadre si pizzicheranno da qui alla fine del campionato&nbsp;su questa partita. Delude in campionato, ma vola in Champions il Napoli di Walter Mazzarri: i partenopei emozionano tutti e fanno innamorare l'Italia quando schiantano il Chelsea 3-1 al San Paolo grazie ai gol di Lavezzi e Cavani (doppietta)<BR><BR>MARZO<BR><BR>Muamba fa tremare l'Inghilterra: nel match del suo Bolton col Tottenham il giocatore si accascia a terra colpito da infarto. Decisivo l'utilizzo del defibrillatore che ha consentito che il calciatore arrivasse all'ospedale in gravissime condizioni si, ma ancora in vita. Il ragazzo ha da poco deciso di smenttere col calcio. In Italia la Juve è sempre più formidabile: cinque gol alla Fiorentina al Franchi e la consapevolezza di essere in grado di poter lottare fino alla fine. In Champions crollano Inter e Napoli: i nerazzurri perdono a Marsiglia 1-0 e vincono 2-1 a San Siro mentre i partenopei crollano 4-1 a Londra col Chelsea. Marzo intanto è anche il mese di Andrea Stramaccioni: la sua Inter Primavera vince la Next Generation (la Champions giovanile) e Moratti, dopo aver esonerato Ranieri, punta forte su di lui siedendolo sulla panchina della prima squadra.<BR><BR>APRILE<BR><BR>Questo è il mese dell'affondo decisivo della Juve e del sorpasso al Milan: i bianconeri tritano Napoli in casa e Palermo in trasferta, mentre i rossoneri prima si bloccano a Catania 1-1 e poi perdono incredibilmente 2-1 in casa con la Fiorentina. Decisivo il gol di Amauri, ex juventino. Aprile però è il mese più brutto di quest'anno per la terribile e assurda morte di Piermario Morosini: il calciatore al 31' del secondo tempo improvvisamente cade a terra colpito da infarto, l'autoambulanza tarda ad arrivare, i defibrillatori mancano e il Moro non ce la fa. Iniziano le polemiche, l'Italia si ferma, il mondo mostra solidarietà nei confronti dell'ex giocatore del Livorno e la sua maglia viene ritirata per sempre. Tornando al calcio giocato, in Spagna Mourinho e il suo Real espugnano il Camp Nou e volano verso la vittoria della Liga: anche in Champions i blaugrana crollano col Chelsea, che in finale troverà il Bayern Monaco che a sua volta ha battuto ai rigori il Real.<BR><BR>MAGGIO<BR><BR>Il mese inizia con la lite Ljaic-Rossi che fa il giro dell'Italia: è il 2 Maggio, il tecnico sostituisce il serbo con Olivera, lui la prende male, lo applaude e dice qualcosa all'allenatore, che non ci vede più lo aggredisce. Rossi a fine partita verrà esonerato dalla Fiorentina. Il 6 Maggio la Juve ritorna Campione d'Italia: i bianconeri battono il Cagliari in campo neutro e in contemporanea l'Inter disintegra nel derby il Milan. La settimana dopo in casa con la Juve è grande festa: Del Piero segna e saluta&nbsp;i suoi tifosi&nbsp;nel migliore dei modi. Lasciano&nbsp;tra le lacrime anche Inzaghi, Nesta e Seedorf.&nbsp;Cavani e Hamsik invece regalano la&nbsp;Coppa Italia alla Juve: battuti i bianconeri di Conte.&nbsp;All'estero Mancini vince la Premier, Di Matteo la Champions League. Si parte per le Nazionali: l'Europeo è in arrivo, ma non solo. Il 28 Maggio infatti ecco il colpo di scena: la Polizia irrompe a Coverciano con l'ordine di perquisire la camera di Mimmo Criscito, indagato per presunta combine insieme ai compagni Kaladze, Milanetto e Sculli. Prandelli ritiene che il giocatore non sia tranquillo e lo lascia a casa: convocato regolarmente Bonucci, indagato dalla procura di Bari. Esce fuori da un'altra indagine anche il nome di Antonio Conte: l'accua è quella di associazione a delinquere. <BR><BR>GIUGNO<BR><BR>Risalgno dal Purgatorio della Serie B il Toro e la Samp: assieme a loro il Pescara spettacolo di Zdenek Zeman, Verratti, Insigne e Immobile. Tutt'e quattro lasceranno la squadra a fine anno: il tecnico boemo ritorna a Roma tredici anni dopo. Iniziano intanto gli Europei: ci presentiamo con una squadra giovane su cui c'è tanta fiducia; le squadre da battere però sono la Germania e la Spagna: proprio con le Furie Rosse alla prima del torneo riusciamo a non perdere. Finisce 1-1, loro col tiqui taqua ci mettono in difficoltà. ma alla fine Totò Di Natale aggiusta le cose. Grazie alla Spagna e al mancato tra loro e la Croazia passiamo ai quarti dove troviamo l'Inghilterra, orfana di Capello da un pò di mesi: dominiamo il match ma non sblocchiamo il match. Si arriva ai rigori, Montolivo sbaglia, Pirlo segna di cucchiaio, Diamanti regala la semifinale. Tra noi e la finalissima c'è un solo ostacolo adesso: si chiama Germania, la solita avversaria di sempre, abbattuta però anche stavolta. Li dominiamo, Balotelli in 45' segna prima di testa e poi con una fucilata su cui Neur non può nulla. Nella ripresa meriteremmo di dilagare ma invece arriva allo scadere il 2-1 di Ozil su rigore: troppo tardi, è finale!<BR><BR>LUGLIO<BR><BR>1 Luglio: finale con la Spagna. Loro sono forti, però noi gli abbiamo tenuto testa nel girone: la nazione ci crede e quei ragazzi d'azzurro vestiti sono i nostri eroi. Il campo però dice tristemente altro: ci umiliano 4-0 e l'immagine finale di Balotelli in lacrime racchiude tutta la delusione d'un intero popolo. Si torna a casa: è tempo di mercato. Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva lasciano il Milan e si accasano al Psg&nbsp;dopo settimane di trattative: è un'operazione choccante nei prezzi visto che i rossoneri guadagnano tra soldi risparmiati e cash la bellezza di quasi 170 milioni d'euro. Il mese poi si chiude col botto: arrivano i deferimenti per calcioscommesse. Omessa denuncia per Conte,&nbsp;Pepe, &nbsp;Di Vaio&nbsp;(tra i 6 e i 12 mesi di squalifica per tutti e quattro), illecito sportivo per Bonucci e Portanova&nbsp;(fino a tre anni).<BR><BR>AGOSTO<BR><BR>Arrivano le sentenze: ilo 10 Agosto Antonio Conte viene squalificato per 10 mesi con l'accusa di omessa denuncia. Rispetto a quanto aveva chiesto Palazzi il tecnico bianconero ha avuto 5 mesi di sconto. Squalificato anche Alessio, in panca per l'inizio della stagione va Massimo Carrera: sul campo la Juve è la stessa dell'anno scorso e&nbsp;conquista&nbsp;il&nbsp;primo trofeo dell'anno contro il Napoli tra le polemiche generali. I bianconeri vincono 4-2 ai supplementari, i partenopei finiscono il match in 9 e non si presentano alla presentazione. Si ha comunque la sensazione che&nbsp;la squadra di Mazzarri possa lottare fino alla fine per lo scudetto.&nbsp;Fuori dal campo intanto impazza il mercato:&nbsp;Inter&nbsp;e Milan confezionano lo scambio Cassano-Pazzini, la Fiorentina&nbsp;acquista ben 12 giocatori nuovi, i&nbsp;rossoneri&nbsp;all'ultimo comprano pure&nbsp;De Jong e Bojan,&nbsp;la Juve prende Bendtner in attacco e la Roma brucia tutti per Balzaretti e&nbsp;Destro. Il campionato sta per iniziare.<br><br> SETTEMBRE<br><br> Il mese si apre con l'accordo tanto atteso: Alessandro Del Piero&nbsp;va in Australia&nbsp;per vestire la maglia del Sidney. Numero 10 per lui e una federazione, la A-League, che lo indica come ambasciatore nel mondo del campionato. La sua ex squadra intanto in campionato macina puntio su punti e ritorna in Champions con una prestazione maiuscola a Stanford Bridge col Chelsea: 2-2 il finale&nbsp;con prova maestosa di tutta la squadra e reti decisive di Vidal e Quagliarella dopo la doppietta iniziale di Oscar. Chi non sta bene invece è il Milan: i rossoneri mostrano il peggio&nbsp;di se e&nbsp;perdono sia in campionato che in&nbsp;Champions: Allegri cambia ben 4 moduli, ma la soluzione a tutto alla fine sembra essere Stephen El Shaarawy, astro nascente&nbsp;rossonero.<br><br> OTTOBRE<br><br> Tempo di derby:&nbsp;l'Inter di Stramaccioni&nbsp;parte da favorita contro i cugini del Milan e vince la stracittadina grazie al gol di Samuel a inizio match.&nbsp;Le polemiche arbitrali non mancheranno per via&nbsp;d'un&nbsp;gol annullato a Montolivo e&nbsp;per l'espulsione dubbia di Nagatomo. Settembre&nbsp;è il mese nero degli arbitri e il clou si ha durante Catania-Juve: ai rossazzurri viene annullato un gol regolarissimo mentre ai bianconeri viene convalidata una rete dubbia. Scoppia la bufera. Intanto a Conte&nbsp;viene&nbsp;ridotta la squalifica a 4 mesi: col Palermo lui ci sarà. In campo&nbsp;tra l'altro i bianconeri tritano 3-0 il Napoli.<br><br> NOVEMBRE<br><br> Inizio choc del mese: la Juve, imbattuta da 49 partite in campionato, perde in casa proprio con i "nemici" dell'Inter. In svantaggio grazie al gol di Vidal (viziato comunque da un grossolano errore arbitrale), i nerazzurri nella ripresa stupiscono tutti vincendo 1-3 grazie alle reti di Milito (due) e Palacio. Dopo il match dello Juventus Stadium però in nerazzurri incappano in un periodaccio: tra infortuni, squalifiche e scivoloni i punti dalla Juve aumentano. Nel Milan intanto esplode definitivamente El Shaarawy: il Faraone si conquista anche la Nazionale&nbsp;segnando per giunta&nbsp;contro la Francia. <br><br> DICEMBRE<br><br> L'ultimo mese dell'anno si apre col tormentone Sneijder: il giocatore, da due mesi ai box per infortunio, continua a non essere convocato, almeno finquando non firma il rinnovo, stando alle dichiarazioni di Branca. L'Inter chiede all'olandese di ridursi lo stipendio, ma Wes non ne vuole sentire: il 2013 sarà l'anno della sua cessione? Anche dicembre continua ad essere il mese della Juve: i bianconeri in Champions&nbsp;escono come prima del girone strapazzando in casa il Chelsea e andando a vincere in Ucraina con lo Shakthar; in Italia il 9 dicembre torna Conte (a Palermo, ndr) e con due turni d'anticipo Pirlo e co si laureano anche&nbsp;campioni d'Inverno. Messi intanto batte ogni record: con 90 gol è il giocatore che ha segnato più gol nella storia del calcio in un anno solare. <br><br> <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0141FL0141ilcalcio24-i-protagonisti-2012.jpgSiNspeciale-2012-365-giorni-di-gioie-e-dolori-1009845.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,09030484
731009795NewsCampionatiSerie A Palermo-Fiorentina:rosanero alla disperata ricerca di punti20121222121411Serie AProbabili formazioni &nbsp;<br><br> Gasperini dovrebbe confermare la formazione delle ultime partite. In difesa, davanti ad Ujkani, agirà il trio composto da Munoz, Donati e Von Bergen. A centrocampo, le fasce saranno&nbsp;occupate da Morganella e Garcia con Kurtic, Rios e Barreto in linea mediana e Ilicic che dovrebbe giocare a supporto dell'unica punta Miccoli. <br><br> Montella dovrà&nbsp; fare a meno degli squalificati Roncaglia ed Olivera. In porta confermatissimo Neto. In difesa dovrebbero&nbsp;esserci Tomovic, Rodriguez e Savic, a centrocampo Cuadrado e Pasqual giocheranno sugli esterni mentre a centrocampo gli ottimi Aquilani e Valero. In avanti spazio a Toni e Jovetic.<br><br> Probabili formazioni<br><br> Palermo(3-5-1-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - RIOS - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - MICCOLI<br><br> Fiorentina(3-5-2):&nbsp;NETO - TOMOVIC - RODRIGUEZ - SAVIC - CUADRADO - AQUILANI - PIZARRO - VALERO - PASQUAL - JOVETIC - TONI<br><br>PalermoFL0411FL0411miccoli.jpgSiNserie-a-palermo-fiorentina-probabili-formazioni-1009795.htmSi100427901,02,03010137
741009678NewsCampionatiUdinese-Palermo, Di Natale acciuffa il pari nel finale: 1-1! Top & flop20121215200043palermo udinese1-1 a Udine: Totò risponde a IlicicSempre lui: Totò Di Natale al 90' di rapina rimette su una partita che poteva finire male per la sua Udinese.<BR><BR>Finisce 1-1 al Friuli il primo anticipo della 17esima giornata tra Udinese e Palermo: un pari tutto sommato giusto che hanno evidenziato comunque grossi problemi; a decidere il match due papere colossali dei due portieri Brkic e Ujkani.<BR><BR>Guidolin lascia ancora una volta Muriel in panchina preferendogli Pereira in appoggio a Di Natale: Harteaux al posto dell'infortunato Benatia. Dall'altro lato Gasperini schiera Dybala al posto di Brienza, reduce da qualche acciacco in settimana. <BR><BR>Partita che stenta a decollare (eccezion fatta per qualche tiro sbilenco di Miccoli e Di Natale) fino al gol di Ilicic: lo sloveno al 33' conclude da fuori, a Ujkani scivola la palla in gol. Guidolin inserisce subito Muriel per Badu arretrando Pereira a centrocampo: nella ripresa il colombiano con i suoi scatti metti a soqquadro la difesa rosanero concludendo però solo una volta da fuori. per giunta senza tante pretese. Harteaux si fa espellere inguaiando i suoi: il Palermo con Brienza (entrato al 46' per Miccoli), Pisano, Ilicic e Rios si rende pericoloso in contropiede: Brkic però si mostra attento. Nel finale forcing finale friulano: botta di Muriel, rimpallo, ancora colpo di testa del colombiano, Ujkani prima para ma poi gli scivola il pallone e per Di Natale è un gioco da ragazzi insaccare aporta vuota.<BR><BR>Risultato tutto sommato giusto: i rosanero senza Miccoli sprecano troppo mentre i friulani faticano ad impostare la manovra. Il recupero di Muriel però può essere veramente fondamentale.<BR><BR>Top<BR><BR>Ilicic: 7, il gol glielo regala Ujkani, ma lui regala una grande prova.<BR><BR>Muriel 6.5, dà la scossa ai suoi: l'Udinese ora, oltre a Di Natale, può aggrapparsi a lui.<BR><BR>Flop<BR><BR>Brkic: 5, nella ripresa sventa un pò di palle gol, ma la papera sul gol di Ilicic è troppo grossolana.<BR><BR>Ujkani 5: sarà l'invidia per il collega, ma pure lui la combina grossissima.<BR><BR>C1007650FL0141FL0141udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNdi-natale-acciuffa-il-pari-nel-finale-1-1-top-&-flop-1009678.htmSiT1000023,T1000011100205001,02,03030172
751009665NewsCampionatiSerie A, Udinese-Palermo apre la giornata20121215103232Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>L'Udinese&nbsp;sembra essersi ripresa dal momento buio che aveva persino fatto traballare la panchina di Guidolin: due successi con Cagliari e Sampdoria hanno allontanato i problemi e riportato i friulani fino all'ottava posizione in classifica.&nbsp;I rosanero, invece,&nbsp;sono reduci dal ko interno con la Juventus e sono ora terzultimi in piena lotta per non retrocedere.<BR><BR>Guidolin dovrebbe schierare una formazione simile a quella che ha espugnato Genova. L'unica novità dovrebbe essere&nbsp;il ritorno da titolare di Domizzi, recuperato dall'infortunio, che giocherà al posto di Heurteaux. Torna anche Coda, ma&nbsp;dovrebbe andare&nbsp;in panchina. In avanti, Di Natale sarà&nbsp;supportato da Pereyra, ancora una volta preferito a Maicosuel.<BR><BR>Gasperini&nbsp;dovrebbe propendere per uno schieramento più offensivo rispetto a quello visto contro la Juventus.&nbsp;Probabilmente il palermo&nbsp;si sistemerà in campo con il&nbsp;3-4-2-1. Miccoli unico attaccante supportato da Ilicic e Brienza, con quest'ultimo che sostituirà Morganella, espulso domenica contro i bianconeri. Sulle fasce&nbsp;dovrebbero agire&nbsp;Pisano e Garcia, mentre Kurtic sarà&nbsp;di nuovo&nbsp;titolare nella linea mediana.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Udinese(3-5-1-1):&nbsp;&nbsp;BRKIC - ANGELLA - DANILO - DOMIZZI - BASTA - PINZI - ALLAN - BADU - PASQUALE - PEREYRA - DI NATALE<BR><BR>Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - PISANO - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - BRIENZA - MICCOLI<BR><BR>UdineFL0411FL0411udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNserie-a-udinese-palermo-probabili-formazioni-1009665.htmSi100427901,02,03,06010237
761009614NewsCalciomercatoCalciomercato Palermo, l`obiettivo è Aronica20121212143249palermo, napoli, aronicaPalermo Napoli AronicaMaurizio Zamparini, presidente del Palermo, è intervenuto a Radio Gol su Kiss Kiss Napoli. "Contro l’Inter ho visto solo una squadra in campo, il Napoli. La squadra partenopea è l’unica, secondo me, in grado di poter competere con la Juventus. Anche se, gli azzurri devono diventare consapevoli della loro forza”.<BR>Calciomercato: “Di Aronica ne parlammo già l’anno scorso con Bigon. E’ un calciatore che ci interessa molto. Vista la sua esperienza da vincente potrebbe portare una ventata di freschezza alla nostra squadra. Per lo più il ragazzo è palermitano e ritornerebbe volentieri a casa. Lo Monaco sta trattando con Bigon, ma non credo che l’operazione possa concludersi con uno scambio. Si parlava di Morganella, ma a noi non serve privarci di calciatori. La trattativa potrebbe concludersi già a gennaio”.<BR>Calcio scommesse: “Da anni dico che la giustizia sportiva va riformata. Non vedo giusto che&nbsp; giudici sportivi si occupino di temi spettanti alla giustizia ordinaria. Quella inerente allo sport è un tipo di giurisdizione basata sulla presunzione e non su indagini condotte bene. Tutto quello che va contro il buonsenso è sbagliato, quindi anche questo”.<BR>Palermo: “Stiamo vivendo un momento poco felice, ma Gasperini non ha colpe, anzi lui è una risorsa per noi. Il problema è la mentalità molti nostri calciatori hanno&nbsp; vissuto delle retrocessioni e questo crea dei danni che è difficile superare”.C1007650adm001adm001152012113721b.jpgSiNpalermo-l-obiettivo-e-aronica-1009614.htmNoT1000023100075701,02,03,08030249
771009598NewsCalciomercatoCalciomercato Palermo, Lo Monaco vuole Guidetti del Manchester City20121211163841palermo, manchester city, lo monaco, guidettiPalermo Manchester City Lo Monaco GuidettiSecondo quanto riportato da Tuttosport nelle scorse settimane l'amministratore delegato del Palermo Pietro Lo Monaco è stato in missione segreta a Manchester per trattare con il City l'approdo in Sicilia a gennaio di John Guidetti. L'attaccante italo-svedese è una delle idee del dirigente ex Catania per rafforzare la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini. Sempre per l'attacco, visto il forte pressing del Sunderland sul giovane ex Feyenoord, si valutano le ipotesi Ciro Immobile del Genoa e Rolando Bianchi del Torino.C1007650adm001adm001guidetti.jpgSiNpalermo-lo-monaco-vuole-manchester-city-guidetti-1009598.htmNoT1000023100075701,02,03,09030287
781009570NewsCampionatiPalermo-Juventus 0-1, le pagelle: Top Lichsteiner e Kurtic, Flop Matri 20121209165757serie a, juventus, palermoLichsteiner regala tre punti fondamentali alla armata di Conte.Al Barbera gli occhi di tutti erano puntati tutti su Antonio Conte. Il grande ritorno del mister vincente dei bianconeri che&nbsp;finiva di scontare&nbsp;la sua pena. Un match importante per entrambe le squadre: i rosanero per ritrovare la vittoria, i bianconeri per non fermarsi più. <BR>Ha vinto la Juve, come sempre, come il solito. Una prestazione convinta e bella. Bella la sicurezza di un reparto difensivo che non sa subire gol. Convincente la prova di Vucinic, vero uomo in più dell'attacco del team di Torino.<BR>Ora, tutti i tifosi bianconeri vorrano sapere quale sarà l'anti-Juve che emergerà questa sera, se ne esiste realmente uno. <BR><BR>Risultato finale Palermo-Juventus 0-1: 49’ Lichsteiner <BR>Ammoniti: 36’ Lichsteiner, 67’ Morganella, 77’ Pirlo, 87’ Bonucci <BR>Espulsi: 75’ Morganella <BR><BR>Palermo (3-5-2): Ujkani 6.5, Von Bergen 5.5, Donati 6 (70’ Dybala 6), Munoz 5.5, Garcia 5.5, Pisano 5 (45’ Brienza 5.5), Kurtic 6.5 (75’ Viola 5.5), Barreto 5, Morganella 5, Miccoli 6.5, Ilicic 6 <BR>All. Gasperini 5.5 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 7, Bonucci 6.5, Chiellini 7, Asamoah 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 6 (54’ Pogba 6), Lichsteiner 7 (65’ Padoin 6), Matri 5 (73’ Bendtner 6), Vucinic 7 <BR>All. Conte 7 <BR><BR>Top Palermo <BR><BR>Kurtic: nel primo tempo gestisce bene numerose situazioni in mezzo al campo. Cala, insieme a tutta la squadra, nella seconda frazione, ma insieme a capitan Miccoli, vero faro dei rosanero, è il migliore dei suoi. <BR><BR>Flop Palermo <BR><BR>Pisano: un brutto primo tempo, quello del difensore palermitano che sbaglia tanto e alla fine viene sostituito senza troppi complimenti. <BR><BR>Top Juventus <BR><BR>Lichsteiner: merita il titolo di MVP per il gol che decide tre punti pesantissimi. Quando segna lo svizzero, la Juve vince sempre.&nbsp;Ma la prestazione di Vucinic è davvero strepitosa: non smette più di regalare assist ai compagni. <BR><BR>Flop Juventus <BR><BR>Matri: ovviamente non poteva che essere lui il peggiore in campo fra i bianconeri. Sbaglia tutto quello che può sbagliare sotto porta e Conte decide di provare a inserire il danese Bendtner.C1007650Palermo, Stadio BarberaFL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009570.htmSi100877901,02,03,06030163
791009564NewsCampionatiSerie A Palermo-Juventus:ritorna Antonio Conte20121209095257Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Gasperini dovrebbe poter contar di nuovo su Fabrizio Miccoli, che, probabilmente, verrà supportato da Brienza e Ilicic. Sulla linea mediana dovrebbero agire Morganella, Kurtic, Barreto&nbsp;e uno tra&nbsp;Garcia e Pisano. Donati, invece, dovrebbe essere&nbsp;confermato al centro della difesa insieme a Von Bergen e Munoz. <br><br> Dall'altra parte&nbsp;i fari saranno puntati su Antonio Conte, che&nbsp;potrà sedersi di nuovo in panchina.&nbsp;Dovrà. però,&nbsp;rinunciare&nbsp;a Giovinco squalificato. In attacco, quindi, dovrebbero esserci&nbsp;Vucinic e uno tra Quagliarella e Matri. A centrocampo&nbsp;dovrebbe esserci&nbsp;ancora una volta il francese&nbsp;Pogba, magari per&nbsp;concedereun po' di riposo a&nbsp;Vidal. Per il resto dovrebbe essere tutto secondo la consuetudine a parte che per Chiellini, anche lui leggermente affaticato, che potrebbe dunque essere rimpiazzato da Caceres. <br><br> Probabili formazioni<br><br> Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - PISANO- ILICIC - BRIENZA - MICCOLI<br><br> Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CACERES - ISLA - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - DE CEGLIE - VUCINIC - MATRI<br><br>PalermoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNserie-a-palermo-juventus-probabili-formazioni-1009564.htmSi100427901,02,03,06010215
801009513NewsCampionatiJuventus, Napoli, Inter: un campionato di sorprese, conferme e segnali20121204160668Ci siamo. <BR>Il tormentone è iniziato e non si placherà fino a maggio. <BR>In settimane in cui l’opinione pubblica si spreca a cercare quale realmente sia l’anti Juventus, tanti, quasi tutti, dimenticano fattori importanti, tralasciando un’analisi approfondita. <BR>In che senso?<BR>Poco meno di un mese fa i nerazzurri sembravano poter competere con l’armata di Conte dopo l’esaltante vittoria torinese. <BR>Poco meno di un mese fa i più guardavano, storcendo il naso, la squadra di Mazzarri, reduce da prestazioni poco convincenti e da pareggi tutt’altro che soddisfacenti.<BR>Ora, trascorse alcune giornate fatte di cadute di Stramaccioni e di successi di Cavani, la convinzione è cambiata: è il Napoli che può impensierire i campioni d’Italia. <BR>L’impressione immediata è che il pensiero pubblico si sposti dove soffia il vento, vento rappresentato in questo caso dai fatidici tre punti. <BR>Procedendo passo per passo si arriva a una riflessione compiuta.<BR>Juventus: c’è chi dice che una sconfitta comporta un’altra sconfitta. La squadra di Torino ne è la prova: quarantanove turni dopo l’ultima caduta, prima l’Inter, poi il Milan hanno incrinato le certezze del pubblico. Ma non c’è da preoccuparsi, il caso fisiologico è normale e i successivi trionfi ne sono la prova. I bianconeri restano la squadra da battere sia per il fatto che i campioni in carica rimangono sempre i favoriti sia perché la superiorità dell’organico è evidente: in un campionato come quello italiano, la forza e la potenza del centrocampo sono fondamentali, se non vitali. Se esistono delle anti-Juventus solo il tempo ce lo mostrerà, nel frattempo si può sostenere che il problema maggiore del team di Agnelli potrebbe essere interno: la Champions porta via tante energie e il Milan dell’anno scorso ne è la testimonianza. Le competizioni europee oltre a sottrarre forze fisiche, crea un deficit anche nella testa e nel morale dei giocatori, ovviamente nel caso di una delusione. E anche in questo caso il Milan del Camp Nou ne è una prova lampante.<BR>Intanto, spazio al campo dove la formazione bianconera dimostra sempre una potenza e una forza strabiliante.<BR>Napoli: i rumors di questi giorni dicono che i partenopei possano puntare allo scudetto senza problemi. I rumors di un mese fa, dopo la sconfitta allo Juventus Stadium firmata Caceres-Pogba e dopo il pareggio interno contro il Torino, dicevano il contrario. <BR>Quindi? Qual è la verità?<BR>La verità è che gli azzurri della Campania hanno avuto una crescita esponenziale strepitosa, mostrata soprattutto dalla differenza dei punti rispetto agli anni passati. Alcune scelte sono poi state fondamentali: Mazzarri ha subito chiarito che al campionato sarebbe stata data la precedenza, mettendo chiaramente in secondo piano l’Europa League, competizione in cui comunque Cavani e compagni sono riusciti a passare il turno. <BR>Altro attestato di stima sono i segnali, quelli importanti, quelli, appunto, da scudetto. Che cosa si intenda per segnali scudetto è presto che fatto: partite in cui, pur non giocando al massimo e al meglio, si torna a casa con la pancia piena di tre punti. Un esempio? Certamente, anche più di uno. L’ultimo per ordine di tempo è ovviamente quello di Cagliari, dove i partenopei, pur non disputando una partita egregia, per un episodio o per altro sono riusciti ad abbattere il muro avversario. <BR>Altri segnali sono vincere due volte su due al Ferraris di Genova, impresa non da poco: questo è, infatti, uno dei campi più difficili in cui giocare e poche sono le squadre al top che riescono a fare il bis ligure durante la stagione. <BR>Insomma, pur non avendo una rosa così ampia e completa, i detentori della Coppa Italia in carica possono ambire a posizioni alte, quasi vertiginose.<BR>Inter: in sponda nerazzurra vale l’esempio opposto del Napoli. Da incredibilmente forti e coraggiosi, a piccoli e ridimensionati. E anche qui bisogna scavare per scoprire la verità. Le ultime due prove della stagione sono state probabilmente fra le peggiori mai viste quest’anno. Ma in un momento di calo comprensibile e di preoccupazione per l’inevitabile caso Sneijder, quasi giunto al termine, i tre punti contro i rosanero di Gasperini sono da acciuffare al volo, mettere nel taschino, chiuderlo con forza e riprendere a lavorare. Consideriamo anche un’altra cosa importante: Stramaccioni e l’Inter non possono fare a meno di Antonio Cassano, diventato una pedina fondamentale per gli equilibri e soprattutto per la fantasia di una squadra spaesata e senza idee. L’altra cosa positiva è che manca solo un mese a gennaio e i rinforzi sono obbligatori: fondamentale è un sostituto naturale di Milito che non vede mai la porta, se non è in giornata. Resta la convinzione che il perfetto cambio sarebbe un connazionale che ha un nome e un cognome: German Denis sarebbe congeniale per le caratteristiche del team di Moratti che non dovrebbe nemmeno bucarsi le tasche per portare a casa un giocatore tanto, ma tanto sottovalutato. <BR>L’altro obiettivo resta un regista-trequartista, cioè almeno un giocatore di spiccata qualità in mezzo al campo che ispiri idee e assist e crei giocate. <BR>Resta il piccolo sospetto che i nerazzurri siano bene indirizzati anche in Europa League, dove nel doppio scontro la squadra milanese possa essere davvero temibile e sicura.<BR>Si, si può tranquillamente pensare che queste tre squadra, le prime tre in classifica, ci possano regalare un campionato bello e lungo, con una corsa interminabile a tre.<BR>E si, si possono tralasciare le restanti, nel senso che per un motivo o per l’altro Fiorentina e Lazio, aggiungendoci pura una Roma in crescita, non possano avere i mezzi sufficienti per combattere per quello che è l’obiettivo più duraturo, estenuante e complicato dell’anno. Sognare non costa niente, è vero, ma essere realisti è d’obbligo. <BR>Poi, certo, un conto è parlare di scudetto, un altro paio di maniche è pensare alla possibilità di qualificarsi nell’Europa che conta e quindi arrivare almeno fra le prime tre.<BR>Tra sorprese quali Fiorentina e Lazio, la conferma della super Juve, e i segnali importanti di Napoli e Inter: meno male che è gennaio e che questa stagione non è nemmeno alla metà di quello che ci potrà ancora offrire.FL0882FL0882marotta.jpgSiNjuventus-napoli-inter:-un-campionato-di-sorprese-conferme-e-segnali-1009513.htmSi100877901,02,03,06,07,08030180
811009483NewsCampionatiSerie A, Inter-Palermo: recupera Milito20121202115138Serie Aprobabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Stramaccioni dovrebbe confermare il 3-4-1-2. In difesa&nbsp;dovrebbero esserci i soliti&nbsp;Samuel, Ranocchia e Juan Jesus. A centrocampo Zanetti e Nagatomo sulle fasce, in mezzo dovrebbe esserci Gargano a far coppia con Cambiasso, con Guarin&nbsp;o Coutinho alle spalle del duo argentino composto da Palacio e Milito. <BR><BR>Emergenza totale in casa Palermo. Gasperini dovrà rinunciare agli squalificati Donati e Miccoli, ma recupera all'ultimo minuto Von Bergen. A centrocampo Morganella agirà sulla destra, Barreto e Kurtic dovrebbero giocare&nbsp;in mezzo e Giorgi nel ruolo di esterno sinistro. Confermati Ilicic e Brienza, che supporteranno l'unica punta Dybala,<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Inter(3-4-1-2): HANDANOVIC - RANOCCHIA - SAMUEL - JUAN JESUS - ZANETTI - GARGANO - CAMBIASSO - NAGATOMO - COUTINHO - PALACIO - MILITO<BR><BR>Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - VON BERGEN- GARCIA - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - PISANO - ILICIC - BRIENZA - DYBALA<BR><BR>MilanoFL0411FL0411milito gol derby.jpgSiNserie-a-inter-palermo-probabili-formazioni-1009483.htmSi100427901,02,03010196
821009426NewsCoppeCoppa Italia, IV°Turno: Palermo-Verona20121127095132Coppa ItaliaIV Turno&nbsp;<BR><BR>Stasera riprende la Coppa Italia, che questa settimana offre alcune partite valevoli per il quarto turno. La prima sfida in programma è quella tra il Palermo e il Verona. I padroni di casa, seppure&nbsp;non&nbsp;abbiano iniziato nel migliore dei modi la stagione&nbsp;e cambiato già un allenatore, sono reduci dall'importantissima vittoria nel derby contro il Catania. Gli scaligeri&nbsp;sono&nbsp;attualmente&nbsp;terzi&nbsp;nella serie cadetta e rappresentano un temibile avversario, tenendo anche conto che hanno già eliminato dalla Coppa&nbsp;una formazione di Serie A(Genoa)..<BR><BR>Nel Palermo è previsto un ampio&nbsp;avvicendamento da parte del tecnico Gasperini, che dovrebbe far giocare molti giocatori finora poco utilizzati. Dovrebbero essere confermati solo Benussi, dopo la buona prova col Catania, e Donati, squalificato per la prossima di campionato. In attacco possibile tridente con Giorgi e Zahavi alle spalle della prima punta Budan. .<BR><BR>A Verona sognano l'impresa e il passaggio del turno.&nbsp; Un po’ di turnover non mancherà, per fare riposare alcuni elementi, ma tutto sommato l’ossatura della squadra sarà quella di sempre: il modulo dovrebbe cambiare in un classico 4-4-2 con Halfredsson perno della mediana con Rivas arretrato a centrocampista. In avanti spazio all’ex Parma Bojinov, che affianca il bomber Cacia.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>PALERMO(3-4-2-1): Benussi - Pisano -&nbsp;Labrin - Cetto - Garcia - Barreto - Viola - Donati -Giorgi - Zahavi - Budan&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>VERONA(4-4-2): Rafael - Abbate -&nbsp;Moras -&nbsp;Ceccarelli -&nbsp;Albertazzi -&nbsp;Carrozza -&nbsp;Cacciatore -Hallfredsson - Rivas -&nbsp;Cacia - Bojinov&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>PalermoFL0411FL0411donati.jpgSiNcoppa-italia-turno-4-palermo-verona-1009426.htmSi100427901,02,03,09010170
831009405NewsCampionatiSerie A, quattordicesima giornata: la lanterna di Genova torna a splendere20121125174028Serie A- Classifica, RisultatiGenoa, Samp e Roma ok, Torino e Fiorentina non si fanno male<P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>È stata una giornata particolare. <BR>Pochi goal e, diciamocelo, tanta, ma proprio tanta noia. <BR>Dopo un anticipo spettacolare con il Palermo di Gasperini che torna alla vittoria nel modo più sublime e nella partita più importante, il derby contro il Catania, oggi sono andate in scena altre cinque partite. <BR>Vediamole una a una. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Atalanta-Genoa 0-1: imprevedibile. Pochi potevano pensare a una vittoria dei rossoblù e a una caduta dei Bergamaschi, splendidi contro l’Inter, piccoli piccoli contro il team di Del Neri. Decide nel primo tempo la marcatura di Bertolacci che sfrutta abilmente l’errore-assist di Manfredini, sciagurato ad allontanare in quel modo il pallone. La seconda frazione del match è dominata da uno sterile dominio dei nerazzurri che non sono mai riusciti a battere uno straordinario Sebastian Frey. Le occasioni principali le ha avute il difensore Raimondi che non ha peròmai inquadrato la porta nel modo giusto. E quindi un grandissimo sospiro di sollievo per Del Neri che da quando era arrivato aveva collezionato solo sconfitte, l’ultima, nel derby, pesantissima. <BR>L’Atalanta perde la seconda partita consecutiva ma non bisogna preoccuparsi: sarà un campionato tra alti e bassi con una salvezza che non sembra complicata da ottenere, visto il livello di molte altre squadre con problemi molto più gravi. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Sampdoria-Bologna 1-0: anche qui, anche in questo caso, decide un gol, uno solo ma importantissimo. Segna ancora lui, ancora Andrea Poli che, ormai, ci ha preso gusto. La marcatura nel derby era stata fondamentale, quella di oggi, se possibile, lo è ancora di più. Perché la squadra di Ferrara ritrova, finalmente, il cammino giusto, infilando la seconda vittoria consecutiva. Decisiva è stata anche la precoce espulsione di Morleo dopo soli quattro minuti. Un’espulsione che ha condizionato la partita: il Bologna, comunque, non ha sfigurato trovando una buona coesione tra Diamanti, Gilardino e un Gabbiadini molto duttile. I blucerchiati, nonostante la superiorità numerica per tutta la durata del match, non hanno giocato una partita eccelsa: troppa fatica a trovare il gol e anche qualche spauracchio in zona difensiva. Intanto sono tre punti fondamentali, aspettando i rientri di Pozzi e soprattutto di Maxi Lopez. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Pescara-Roma 0-1: la seconda vittoria esterna della giornata è firmata Zeman che tornava a casa sua, dove nessuno l’ha dimenticato e dove tutti lo sognano ancora. Se i Delfini sono riusciti a ottenere la massima serie è per grande parte merito del boemo, ma se questi ora si trovano in una situazione quasi critica, la colpa non è certamente di Stroppa. I giallorossi segnano in avvio con Mattia Destro per poi congelare la partita. Non è stato comunque un brutto Pescara, il primo di Cristiano Bergodi, ex allenatore del Modena. Una cosa è certa: il neo tecnico dovrà puntare al massimo su Vladimir Weiss, sempre il più attivo fra gli undici biancoazzurri. Merita di vincere comunque una buona Roma che ottiene oltre ai tre punti tanto desiderati, un’altra ottima notizia: due partite consecutive senza subire una marcatura. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Chievo-Siena 0-0: che dire? Non so. Forse che andrebbero rimborsate le persone presenti al Bentegodi, ma proprio come minimo. Una partita ai limiti dell’inguardabile, un match soporifero. Le due squadre dal primo minuto si sono accontentate di un tristissimo pareggio a reti involate. Poche azioni, poche occasioni, poco tutto: ne emerge un Chievo che esce dalla zona retrocessione e un Siena che, a scapito dei sei punti di penalizzazione, è a quota undici punti pari a Bologna e Pescara. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Torino-Fiorentina 2-2: gemellate, le due squadre, proprio non sembravano. L’unica vera e spettacolare partita del pomeriggio. Due formazioni in forma che hanno provato a vincere il match fino all’ultimo secondo. La Viola di Montella ha indubbiamente giocato meglio rispetto alla squadra di Ventura che è stata però molto abile e cinica a sfruttare le poche occasioni. Apre il match il gol dell’ex di Alessio Cerci che sembrava aver congelato la partita, partita che si riapre grazie a Cuadrado che conquista un rigore battuto perfettamente da Gonzalo Rodriguez: per lui quattro gol in campionato e un momento di forma magico. Due minuti dopo il pareggio, i granata tornano avanti grazie a un tiro-cross di Birsa a cui risponde il gran gol di El Hamdaoui, giocatore molto promettente che, però, Montella sta utilizzando con il contagocce. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Risultati: <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Palermo-Catania 3-1 (giocata ieri)<BR>Sampdoria-Bologna 1-0<BR>Atalanta-Genoa 0-1<BR>Pescara-Roma 0-1<BR>Chievo-Siena 0-0<BR>Torino-Fiorentina 2-2<BR>Milan-Juventus (questa sera, 20.45)<BR>Cagliari-Napoli (lunedì, 19.00)<BR>Parma-Inter (lunedì, 20.45)<BR>Lazio-Udinese (martedì, 20.45) <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Classifica: <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>Juventus 32 *, Fiorentina 28, Inter 28 *, Napoli 27 *, Roma 23, Lazio 23 *, Catania 19, Atalanta 18, Parma 17 *, Udinese 16 *, Sampdoria 16, Cagliari 16 *, Milan 15 *, Torino 15, Palermo 14, Genoa 12, Chievo 12, Siena 11, Bologna 11, Pescara 11 <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>*: una partita in meno <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><BR>&nbsp;<BR><BR><br><br>C1007650MilanoFL0882FL0882destro420.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009405.htmSi100877901,02,03,06,07,08,09030211
841009392NewsCampionatiPalermo-Catania, le pagelle. Top Ilicic e Lodi. Flop Barrientos20121124224444palermo, cataniaPalermo Catania PagelleFinale 3-1 (p.t. 1-0): 10' Miccoli, 49' e 60' Ilicic, 70' Lodi (C)<BR><BR>ammoniti: Miccoli, Munoz, Donati, Spolli, Almiron, Gomez, Doukara espulsi: <BR><BR>Palermo (3-4-3): Benussi 6.5, Munoz 6, Donati 6, Von Berger 6 (76' Pisano 6), Morganella 6.5, Rios 6, Kurtic 6, Garcia 6, Brienza 6.5 (86' Viola s.v.), Miccoli 7 (66' Dybala 6), Ilicic 7.5 All.: Gasperini 7<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar 6, Alvarez 5.5, Legrottaglie 6, Spolli 5.5 (86' Capuano s.v.), Marchese 5.5, Izco 5.5 (44' Castro 5.5), Lodi 7, Almiron 5.5, Barrientos 5, Morimoto 5 (64' Doukara 6), Gomez 5.5 All.: Maran 5<BR><BR><STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Ilicic: la sua doppietta porta al successo i suoi.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR><STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><BR><BR>Lodi: preciso in ogni circostanza.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><BR><BR>Barrientos: poco in partita.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001lodi.jpgSiNpalermo-catania-le-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009392.htmSiT1000014,T1000023100075501,02,03,04,09030355
851009386NewsCampionatiPalermo-Catania: un derby da commedia20121124114578catania palermoSi preannuncia un match caldissimoPrendete un poeta, un regista, uno con molto fantasia insomma, e chiedetegli di pensare ad uno scenario assurdo per una semplice partita: oddio, semplice il derby non lo è stato mai, ma quest'anno si è raggiunto il top. Secondo voi questo tizio riuscirebbe ad inventare qualcosa di più interessante di questo derby di Sicilia? Difficile. Palermo e Catania, il calcio in Sicilia: le due squadre più forti diametralmente opposte in tutto.&nbsp;Poi il&nbsp;derby si sa, è la partita più attesa, e quest'anno a mettere ancora più pepe ecco la presenza di un tipo che questo pepe, fino alla scorsa stagione, lo metteva dall'altra parte della barricata: Pietro Lo Monaco, ex amministratore delegato del Catania, factotum della società etnea ed ex <EM>compare</EM> del presidente Pulvirenti. Poi, un pò per smania di protagonismo, un pò per varie vicissitudini i due hanno tagliato i ponti,&nbsp;Lo Monaco&nbsp;ha&nbsp;sbattuto la porta in faccia alla società etnea rifiutandosi anche di rispondere a domande riguardanti la sua ex società, se ne è andato a Genova, è stato licenziato, ed è successivamente approdato a Palermo, la terra nemica in casa Catania. Scandalo! Roba che manco Pirlo dal Milan alla Juve a zero euro... Dall'altra parte il presidente etneo si è preso sulle spalle anche il lato manageriale della società dimostrando di riuscire a far a meno del suo ex ad ottenendo ottimi risultati comunque. E ora? ora siamo arrivati al grande giorno: lo scontro diretto. Lo Monaco provoca, Pulvirenti non risponde: Lo Monaco dice che non saluterà Pulvirenti, quest'ultimo manco si pone il problema. Pre-tattica senz'altro, ma non esattamente una genialata per far stare buoni i tifosi: la tensione è a mille: ognuno, chiaramente, sceglie da che parte stare e i tifosi iniziano a pensare al passato. Da quando entrambe le squadre sono in Serie A i rosanero in casa&nbsp;hanno vinto tre volte, due volte è uscita l'X, e una sola volta ha vinto il Catania: roboante la vittoria dei rossazzurri per&nbsp;0-4 con un gol da centrocampo di Mascara che ancora fa sognare gli etnei. Il derby è pieno di storie infinite: se da un lato infatti c'è Topolinik, dall'altro lato&nbsp; è vivo il ricordo di Javier Pastore, due anni fa, e della sua tripletta. Poi, ripercorrendo il passato, è duopo ricordare quanto dia fastidio a Zamparini perdere il derby: Ballardini e Zenga ne sanno qualcosa...<BR><BR>Ma veniamo ad oggi: sarà il derby dei piccoletti. Da un lato, immancabile, c'è Fabrizio Miccoli, gran capitano rosanero che ha fatto di tutto per recuperare dagli acciacchi, e ci sarà: alle sue spalle Franco Brienza, oggetto del desiderio catanese nelle ultime due sessioni estive di mercato finito però al Palermo. Pure lui questa settimana si è lasciato andare ad esternazioni in cui diceva che ha comunque sempre preferito&nbsp;tra le&nbsp;due la società di Zamparini: <EM>de gustibus no disputanda est</EM>, dicevano i saggi latini...<BR><BR>Dall'altro lato ecco il mini tridente di Rolando Maran, primo derby per lui come per il collega Gasperini che però oggi rischia grosso: molto probabilmente non ce la farà Bergessio, e quindi al suo posto ecco Lucas Castro comporre il tridente offensivo insieme al Papu Gomez e al Pitu Barrientos. Tutti e tre argentini, proprio come piace a Lo Monaco...<BR><BR>Signori e signore il grande derby è arrivato: sedetevi comodi sul divano e gustatevi il meglio che la Sicilia propone. Preparatevi&nbsp;a vedere i colpi&nbsp;di Gomez e Miccoli, le geometrie di Lodi e Brienza, i muscoli di Izco, Almiron e Donati, la grinta di Marchese e le giocate di Ilicic: che derby sia...anche senza il saluto&nbsp;tra quei due!<BR><BR>C1007650FL0141FL0141palect.jpgSiNpalermo-catania-un-derby-da-commedia-1009386.htmSiT1000014,T1000023100205001,02,03,09030246
861009324NewsCampionatiSerie A Bologna-Palermo:Pioli rischia20121118093125Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Pioli, la cui panchina resta parecchio traballante,&nbsp;dovrebbe optare per un prudente 3-5-1-1. Dietro confermato Sorensen al centro, che sarà coadiuvato da Antonsson e Cherubin. Pazienza agirà da schermo davanti alla difesa, affiancato da Taider e Guarente. Sulle fasce, con Garics a destra, torna Morleo, che si riprende così&nbsp; l’out mancino dopo l’infortunio. Diamanti illuminerà il gioco offensivo rossoblù, e proverà ad innescare l’unica punta Gilardino.<br><br> Gasperini conferma l’undici che&nbsp;ha vinto e convinto&nbsp;contro la Sampdoria. Dietro sarà Donati ad&nbsp;operare&nbsp;come regista arretrato protetto da Munoz e Von Bergen. Sulle fasce Morganella e Garcia proveranno a spingere, senza lasciare sguarnita la retroguardia rosanero. In mezzo agirà la coppia di combattenti formata da Barreto e Kurtic. Ilicic e Brienza&nbsp;giocheranno alle spalle del giovane Dybala, che ha conquistato Palermo con la doppietta siglata domenica scorsa.<br><br> Probabili formazioni<br><br> Bologna(3-5-1-1): CURCI - ANTONSSON - SORENSEN - CHERUBIN -&nbsp;PAZIENZA - GUARENTE&nbsp; - TAIDER - MORLEO - GARICS - DIAMANTI - GILARDINO<br><br> Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - BRIENZA - DYBALA<br><br>BolognaFL0411FL0411diamanti.jpgSiNserie-a-bologna-palermo-probabili-formazioni-1009324.htmSi100427901,02,03010275
871009302NewsCampionatiSerie A, tredicesima giornata: match di lusso Juventus-Lazio e Napoli-Milan20121116205932serie aSerie A Tredicesima GiornataJuventus-Lazio: si parte dal dolce. Perché l’anticipo delle 18.00 di domani ha un sapore tutto particolare. Due squadre in salute, reduci da vittorie altrettanto eccezionali: i bianconeri hanno letteralmente asfaltato la piccola armata di Stroppa, gli aquilotti hanno vinto la partita più importante, la stracittadina contro il nemico Zeman. Ora Petkovic, ormai osannato dalla tifoseria, suona la carica e crede nel possibile sgambetto ai campioni d’Italia. Per non sbagliare sceglie il solito 4-5-1 con Klose prima punta: a Hernanes e Ledesma il compito di impostare gioco. Per Antonio Conte ritorni importanti, quelli di Pogba e di Vucinic pronti a spingere il club di Torino. <BR>L’impressione è che sarà una partita molto difficile per la capolista: quanto peserà l’assenza di Pirlo e quanto spazio occuperà, nella testa dei giocatori, la super sfida di martedì sera contro il Chelsea? Meno di ventiquattro ore e avremo il responso.<br><br> Napoli-Milan: si procede con il big match del sabato sera. Anche questo match ha un gusto, come dire, straordinario. Dopo molti anni si gioca a parti inverse: ora sono i partenopei a combattere per il primo posto, sono, invece, i rossoneri quelli che faticano a scalare posizioni. Il risultato sembra scontato ma non è così: anche se Cavani e compagni continuano a mostrare una forma spaventosa, la riunione di Berlusconi sembra aver rivitalizzato gli uomini di mister Allegri che, dopo aver visto Italia-Francia, ha capito definitivamente di non poter rinunciare a individui come Montolivo ed El Shaarawy, unici veri fari della squadra. Pazzini torna titolare, Pato ritorna in panchina: quanto pesa il rigore sbagliato contro la Fiorentina. Anche Mazzarri, però, propone novità: una su tutti è vedere Insigne in campo dal primo minuti a sostituire Goran Pandev, il macedone infatti non gode di un gran momento di forma. Pochi dubbi. Al San Paolo sarà una partita infuocata.<br><br> Inter-Cagliari: Stramaccioni sta recuperando, piano piano, diversi infortunati. Questa è stata la notizia migliore della settimana. Torna Ranocchia fra i titolari, tornano, forse, Sneijder e Coutinho almeno fra i convocati. Solo la conferenza del mister romano di domani potrà svelarci gli ultimi segreti. Per il resto poco altro, solo un imperativo: vincere, tornare a trionfare dopo l’imprevedibile sconfitta a Bergamo. I tifosi presenti a San Siro vedranno ancora tridente, ancora Cassano-Palacio-Milito, i magnifici tre nerazzurri. Pulga, dal canto suo, dopo quattro vittorie di fila si è fermato prima con la Fiorentina, perdendo 4-1 a casa dei toscani, poi con il brutto pareggio contro il Catania. Il Cagliari si affida a Pinilla e Sau per compiere il miracolo al Meazza, dove una vittoria manca dal lontano 1995.<br><br> Bologna-Palermo: è una bella sfida quella che andrà in scena al Dall’Ara di Bologna dove si affrontano due squadre che di simile hanno solo la classifica. Una classifica preoccupante per ambedue le formazioni che hanno entrambe un’importante chance di conquistare tre punti. Gasperini, però, ha appena ottenuto la seconda vittoria da quando siede sulla panchina rosanero: sconfiggere i blucerchiati di Ferrara non è stata proprio una mission impossible. Impossibili, invece, sono state le giocate e i gol di Dybala, nuovo fenomeno del nostro campionato. L’attacco dei siculi si baserà totalmente sui suoi piedi. Sembrava rinato e invece no: Gilardino, dopo un inizio scoppiettante, ha nuovamente un complicato rapporto con la porta, diventata un muro nelle ultime uscite. Diamanti agirà come trequartista proprio alle spalle di Alberto e anche di Gabbiadini, giovane che ha ancora molto da dimostrare. Pioli-Gasperini: si salvi chi può.<br><br> Siena-Pescara: ‘si salvi chi può’ è la frase adattissima anche per questa sfida. Importante si, decisiva no. Dopo la vittoria contro il Genoa e il pareggio contro il Parma, è nato un nuovo entusiasmo intorno a Cosmi e ai suoi beniamini. La prima sensazione è che per Rosina e Calaiò non dovrebbe essere un problema bombardare la porta di Perin: il Pescara, dopo la sconfitta per 6-1 contro la Juve, dovrà ritrovare una convinzione che forse non c’è mai stata. Stroppa deve puntare sui soliti noti, non avendo una formazione così ampia: Jonathas e Abbruscato saranno le punte con Quintero in mezzo al campo a sfornare palloni giocabili. Weiss, vera stella degli abruzzesi, potrebbe non essere convocato per problemi fisici.<br><br> Fiorentina-Atalanta: è questa la partita che suscita più curiosità nel pomeriggio domenicale. Due squadre belle, due squadre giovani, due squadre molto sudamericane. Una sfida spettacolare soprattutto perché le due formazioni sono reduci da momenti di forma straordinari: Fiorentina e Atalanta sono padrone incontrastate di Milano: i Viola hanno appena abbattuto il Milan tra le mura del Meazza, i bergamaschi hanno sconfitto in una rocambolesca partita i nerazzurri di Stramaccioni. Ora Montella e Colantuono vogliono contendersi l’Europa: i padroni di casa sono quarti, gli ospiti addirittura sesti. Il team del giovane allenatore ex Catania ha mostrato di saper camminare anche senza l’appoggio di un top player come Jovetic: anche domenica i favoriti per un posto da titolare sono Ljajic e Toni che agiranno grazie alla collaborazione di un centrocampo duro e roccioso con Borja Valero, Pizarro e Aquilani.&nbsp; Colantuono schiera il solito 4-4-1-1 con il piccolo Maxi Moralez e German Denis a ricoprire le posizioni offensive.<br><br> Catania-Chievo: il Catania di Maran vuole continuare a stupire e proverà a farlo contro un Chievo Verone non in grande condizione. Il tecnico ex Varese si basa sulla freschezza, sulla rapidità e sulla corsa di giocatori come Gomez e Barrientos che supporteranno il solito buon vecchio Bergessio, sempre pericoloso in mezzo all’area avversaria. Per Corini, invece, le scelte non solo moltissime: Thereau e Pellissier fanno ormai coppia fissa ma Di Michele e soprattutto un Paloschi tornato al gol, anche se su rigore, sono pronti a subentrare nel momento del bisogno. La partita si deciderà, sempre se finirà con la vittoria di una sull’altra, a centrocampo. I siculi faranno partire tutte le loro azioni dai piedi fatati di Ciccio Lodi che avrà accanto a sé uomini d’esperienza come Izco e Almiron. I gialloblù invece si appoggeranno alle incursioni e agli inserimenti di Luciano e di Hetemaj.<br><br> Udinese-Parma: che i friulani di mister Guidolin non abbiano più la spinta dello scorso anno ormai è cosa risaputa. Il problema, ora e prima di tutto, è la mancanza di vittorie che sta agitando il tecnico. La classifica, pur non bellissima, non preoccupa ancora anche se i bianconeri, già da questa domenica, dovranno fare bottino pieno. L’avversario non è dei più facile: il Parma, quando vuole, sa giocare bene a pallone ma in trasferta a faticato ovunque. Di Natale e Maicosuel ormai sono un must, per i biancoblu invece accanto ad Amauri sarà schierato Belfodil. <BR>Entrambe le squadre vengono da due pareggi, pareggio però molto diversi fra loro: i bianconeri hanno acciuffato due volte il Chievo grazie alla storica doppietta di Angella. La formazione di Donadoni, invece, non ha saputo battere il Siena e la partita è terminata a reti inviolate. Che sia la X di pareggio il segno più adeguato anche per questa partita?<br><br> Sampdoria-Genoa: questa volta è più di una stracittadina. Innanzitutto il derby della Lanterna non si gioca ormai da tempo: l’ultimo se lo ricordano entrambe le tifoserie molto bene. Rammentate Boselli? No? Beh non chiedetelo ai blucerchiati allora. Perché nella sua breve e poco significativa carriera italiana, l’attaccante argentino ha segnato il gol più importante della sua carriera, quello che alla fine condannò i sampdoriani a un anno di purgatorio in Serie B. E’ un derby speciale anche e soprattutto perché le due squadre arrivano a questo match in una condizione ai limiti dell’imbarazzo: Del Neri ha conquistato solo sconfitte da quando è arrivato sulla panchina dei Grifoni, Ferrara, invece, ha perso le ultime sette partite consecutive. Maxi Lopez non dovrebbe farcela, Borriello invece si. Sarà una partita accesa, dura, forse troppo dura. Sarà una partita tesissima, un’atmosfera particolare. Sarà una partita fantastica.<br><br> Roma-Torino: si chiude lunedì all’Olimpico di Roma dove i giallorossi di Zeman proveranno nuovamente a rialzarsi dopo la nuova e cocente delusione del derby contro la Lazio. Troveranno di fronte il Torino: sfida peggiore per la formazione del Boemo non ci poteva essere. I granata infatti non hanno ancora perso in trasferta e vengono da una convincente vittoria contro il Bologna. Lamela, unico vero insostituibile degli undici romanisti, farà coppia con Totti e Osvaldo: il sostituto di De Rossi, squalificato, sarà Marquinho, affiancato da Florenzi e Bradley, reduce da un bel gol con la nazionale statunitense. Ventura invece schiera il solito 4-2-4 che si trasforma in un classico 4-4-2 in fase di non possesso: Santana, Cerci, Bianchi, Sansone. Sono questi i fantastici 4 che dovranno conquistare Roma.<br><br>C1007650FL0882FL0882classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-tredicesima-giornata-match-di-lusso-tra-juventus-lazio-e-napoli-milan-1009302.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06,07,08,09030264
881009241NewsCampionatiSerie A, Palermo-Sampdoria: è già sfida salvezza20121111094825Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Il Palermo è dilaniato dagli infortuni. Gasperini dovrà fare a meno di giocatori importanti. Primo fra tutti Miccoli per un affatticamento muscolare e Mantovani, che contro il Milan ha riportato la lesione del crociato anteriore sinistro. Problemi anche per Donati. Sarà quindi Dybala la punta a guidare l'attacco rosanero, mentre Giorgi giostrerà sulla fascia sinistra e Von Bergen rileverà Donati al centro della difesa.<BR><BR><BR>Le cose non vanno meglio alla Sampdoria. In settimana, infatti, la formazione blucerchiata ha perso Maxi Lopez. L'attaccante ha rimediato una lesione al menisco durante il match con l'Atalanta e mercoledì è stato operato, per lui circa due mesi di stop. Icardi prenderà così posto al centro del tridente d'attacco. Problemi d'influenza, invece, per Poli, che dovrebbe essere recuperato&nbsp;ma andrà&nbsp;panchina.<BR><BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR><STRONG>Palermo(3-4-2-1):</STRONG><SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - BRIENZA - DYBALA</SPAN></SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: x-small"><STRONG>Sampdoria(4-4-2):</STRONG><SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">ROMERO - DE SILVESTRI - ROSSINI - GASTALDELLO - COSTA - MUNARI - MARESCA - OBIANG - <SPAN style="FONT-SIZE: x-small">ESTIGARRIBIA - </SPAN>JUAN ANTONIO - EDER</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN><BR><BR>PalermoFL0411FL0411gasperini.jpegSiNserie-a-palermo-sampdoria-probabili-formazioni-1009241.htmSi100427901,02,03010177
891009238NewsCampionatiSerie A, dodicesima giornata: attesa per il match tra Lazio e Roma20121110171052serie aSerie A Dodicesima GiornataCagliari-Catania: la dodicesima giornata si apre con un match bello e intenso, tutto del sud. C’è curiosità di vedere come reagirà la squadra di Pulga dopo la prima sconfitta della sua gestione, c’è curiosità anche di capire se gli etnei riusciranno a tenere il ritmo importante delle ultime uscite. <BR>Nonostante la delusione toscana, la coppia sarà ancora Pinilla-Sau, due giocatori che continuano a ingranare: l’intesa migliora di partita in partita e la Sardegna inizia a sorridere. <BR>Maran sceglie il solito 4-3-3 con il solito Lodi a impostare ma con un insolito tridente. Oltre a Barrientos e Gomez, insostituibili, partirà dal primo minuto Doukara, attaccante francese classe 1991.<BR>Sfida del sud, sfida tra due team che possono sorprendere.<BR><BR>Pescara-Juventus: poche storie, poche parole, poche indiscrezioni. Un imperativo, un dovere: vincere. Questa l’unica volontà di Antonio Conte. <BR>Ripartire dopo la sconfitta nel Derby d’Italia, ripetere la bella partita contro i danesi in Champions League. Abbattere il Pescara, reduce da una gran vittoria contro il Parma. <BR>3-5-2 per Stroppa che, come tanti colleghi, vuole affrontare i campioni d’Italia con lo stesso modulo. <BR>Davanti Abbruscato e Jonathas: l’uno ha iniziato a segnare, l’altro deve ancora farlo.<BR>Per la Juve, oltre a Pogba rimasto a Torino, dovrebbero partire titolari Giovinco e Matri, con Vucinic e Quagliarella favoriti.<BR><BR>Palermo-Sampdoria: l’anticipo del mezzogiorno andrà in scena al Barbera di Palermo. Si gioca per la salvezza, si gioca per uscire da momenti difficili, preoccupanti. I padroni di casa non vincono da diverse partite e Gasperini non ha certo cambiato la situazione ereditata da Sannino. <BR>Ferrara, invece, deve trovare al più presto una soluzione se non vuole fare la fine del tecnico silurato da Zamparini. Nessuna delle due formazioni può fallire: i tre punti sono fondamentali per classifica e morale.<BR>Mancano i due uomini chiave: da una parte Fabrizio Miccoli, dall’altra Maxi Lopez. Quindi, spazio a Ilicic, Brienza e Dybala per i rosanero, per i blucerchiati Estigarribia, Juan Antonio ed Eder.<BR><BR>Milan-Fiorentina: gran bella sfida anche a San Siro dove i rossoneri vogliono confermarsi dopo la vittoria contro il Chievo e dimenticare al più presto l’opaca prestazione contro gli spagnoli del Malaga. Una sfida utile per capire anche la Fiorentina, che di spagnolo ha l’ispirazione per il gioco e per il possesso palla. <BR>Manca Jovetic, quindi Ljajic e Toni con Cuadrado e Pasqual sugli esterni per forgiare il solito 3-5-2. <BR>Allegri schiera il solito 4-2-3-1: Pato sempre titolare con alle spalle i soliti noti, Emanuelson, El Shaarawy e Bojan.<BR>Montella vuole la vittoria, più per la classifica che per altro: i viola, scalando una posizione dietro l’altra, iniziano a sognare sempre di più.<BR><BR>Chievo-Udinese: Corini si trova ad affrontare le prime difficoltà della sua gestione. La manita rifilata dal Milan settimana scorsa non può non aver influito sul morale e sulla testa dei giocatori che dovranno ora sconfiggere i bianconeri di Guidolin. La costanza non fa parte del vocabolario dei friulani che non riescono a infilare nemmeno due vittorie consecutive. Anche in Europa Di Natale non basta per salvare la faccia alla società di Pozzo che per passare il turno dovrà battere il Liverpool e l’Anzhi. <BR>Nonostante la sconfitta, Corini basa il suo reparto offensivo su Thereau e Pellissier mentre per i friulani davanti scenderanno in campo Maicosuel e Di Natale.<BR><BR>Genoa-Napoli: tanti punti di domanda, tanti dubbi, tanti interrogativi. Primo su tutti se domani effettivamente la partita verrà disputata. Il diluvio ‘universale’ che sta calando su Genova potrebbe bloccare il match, un match che vede opporsi due squadre in momenti simili. Del Neri non ha curato la malattia del club più antico d’Italia: da quando è arrivato tre sconfitte consecutive, tutte per 1-0. Il Napoli, reduce dalla vittoria casalinga in Europa League, vuole riniziare la corsa alla Juventus e all’Inter dopo la sconfitta contro l’Atalanta e il pareggio inaspettato contro i granata del Torino. Se si scenderà in campo, come le ultime voci suggeriscono, Mazzarri schiererà Hamsik, Insigne e Cavani, in un momento fisico strepitoso. Per i rossoblù solito tridente composto da Bertolacci, Immobile e Jankovic.<BR><BR>Parma-Siena: sfida salvezza al Tardini di Parma dove la squadra di Cosmi vuole ottenere la seconda vittoria consecutiva dopo quella contro il Genoa. Il Siena piano piano sta ottenendo punti importanti per annullare definitivamente quel gap d’inizio stagione che sta condizionando il cammino dei toscani. Tutt’altra storia per la formazione di Donadoni che vuole lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta contro il Pescara per riprendere un campionato finora pieno di soddisfazioni.<BR>L’impressione è che la partita potrebbe essere decisa da qualche calcio piazzato o da qualche brillante azione dei due uomini chiave delle due formazioni: Amauri per i gialloblù, Calaiò per i bianconeri.<BR><BR>Torino-Bologna: Torino, facci vedere chi realmente tu sei. Il bipolarismo dei granata deve essere messo da parte per capire la vera identità della squadra di Ventura, brillante in trasferta dove è ancora imbattuta, opaca in casa dove ha perso partite banali contro Cagliari e Parma. Il Bologna invece combatte per uscire da una posizione di classifica preoccupante da cui bisogna uscire al più presto: manca la vittoria da troppo tempo e il pareggio casalingo contro l’Udinese non ha sicuramente accontentato mister Pioli.<BR><BR>Lazio-Roma: che dire? Il derby è già partito, grazie al tecnico giallorosso che ha voluto infuocare l’ambiente con una conferenza stampa molto, molto piccante. Tutto il contrario di Petkovic che ha voluto, appositamente, tenere un profilo basso per non deconcentrare i suoi giocatori, reduci dal pesante k.o. contro il Catania: un k.o. che sembra essere già stato dimenticato contro i greci in Europa League. Chi arriva più in condizione alla partita è un mistero, quindi ci resta solo vivere e guardare la partita più bella della giornata. Hernanes contro De Rossi, Ledesma contro Lamela, Klose contro Totti. <BR>Che spettacolo questo derby di Roma.<BR><BR>Atalanta-Inter: la giornata si chiude con un bel posticipo. Due squadre che vengono da due miracoli, la vittoria dei nerazzurri di Bergamo a Marassi, e quella dei nerazzurri di Milano a Torino. Stramaccioni vuole infilare l’undicesima vittoria consecutiva in trasferta e, quindi, per continuare a seguire la Juventus si affida ai soliti tre: Palacio, Cassano e Milito con un Guarin in forma super in mezzo al campo. <BR>Colantuono per scalare la classifica e per salvarsi al più presto schiera Moralez e Denis, lasciando in panchina la piccola zanzara De Luca, che ha appena trovato il primo gol in Serie A contro la Sampdoria.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0882FL0882lazioroma.jpgSiNserie-a-dodicesima-giornata-attesa-per-il-match-tra-lazio-e-roma-1009238.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06030362
901009159NewsCampionatiRoma-Palermo, le pagelle. Top Totti e Ilicic. Flop Garcia20121104224531roma, palermoRoma Palermo PagelleAll’Olimpico di Roma i giallorossi di Zeman confermano la loro natura: bipolare. Il Palermo crolla 4-1 giocando una pessima gara. Gasperini non ha modificato la situazione lasciata da Sannino e ora la classifica è più grave che mai. Per la Roma una vittoria e tre punti importanti, ma ora serve la continuità che per il momento è mancata.<br><br> Risultato finale Roma-Palermo 4-1: 11’ Totti, 30’ Osvaldo, 70’ Lamela, 78’ Destro, 82’ Ilicic<br><br> Ammoniti: Pisano, Destro(doppio giallo), Burdisso, Munoz<BR>Espulso: Destro<br><br> Roma (4-3-3): Goicoechea 6.5, Piris 6.5, Marquinhos 6.5, Burdisso 6, Balzaretti 6, Bradley 6, Tachtsidis 7, Florenzi 6.5 (70’ Marquinho 6), Lamela 7 (80’ Pjanic 6), Osvaldo 7, Totti 7.5 (72’ Destro 6)<BR>All. Zeman 6.5<br><br> Palermo (3-5-2): Ujkani 4.5, Munoz 5.5, Von Bergen 5, Garcia 4.5, Morganella 4.5, Barreto 5.5, Kurtic 6 (54’ Ilicic 6.5), Rios 6, Pisano 4.5 (33’ Bertolo 5), Brienza 5.5 (70’ Dybala 5.5), Miccoli 6<BR>All. Gasperini 5<br><br> <STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Totti: è il Pupone ad aprire le danze. È lo specchio della Roma: anche il capitano deve trovare quella continuità necessaria per condurre una squadra che ha tanto, tanto bisogno di lui.<br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Destro: Entra e dopo sette minuti trova il primo goal con la nuova maglia. Una serata memorabile, per lui e per la Roma. E invece no. Perché al ragazzo le regole evidentemente non piacciono. Già ammonito si toglie (per metà) la maglia e viene conseguentemente espulso. Ad aggravare le cose il fatto che l’ex Siena era diffidato e quindi il derby lo vedrà dalla tribuna. Inspiegabile anche la scenata nel tunnel che conduce agli spogliatoi: pensaci prima, Mattia.<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Ilicic: ha solamente un merito. Segnare il triste e inutile gol della bandiera. Può essere importante per questa squadra, può essere la chiave per uscire da una crisi durissima.<br><br> <STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><br><br> Garcia: insieme a Ujkani combina una frittata clamorosa nell’occasione del secondo gol. Il portiere almeno prova a riscattare la prova con buone parate, il difensore non combina nient’altro.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882totti.jpgSiNroma-palermo-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009159.htmSiT1000012,T1000023100877901,02,03030265
911009152NewsCampionatiSerie A, probabili formazioni dell`undicesima giornata20121104111531serie aSerie A Probabili Formazioni Undicesima GiornataDopo i successi di Milan e Inter contro Chievo e Juventus, si completa l'undicesima giornata di Serie A. Queste le probabili formazioni:<br><br> Pescara-Parma ore 12.30<br><br> PESCARA (4-3-2-1): Perin; Balzano, Capuano, Bocchetti, Modesto; Nielsen, Blasi, Cascione; Quintero, Weiss; Abbruscato. A disp.: Pelizzoli, Zanon, Cosic, Colucci, Bjarnason, Soddimo, Celik, Caprari, Jonathas, Vukusic. All.: Stroppa<br><br> PARMA (3-5-2): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi, Ninis, Valdes, Parolo, Gobbi; Biabiany, Pabon. A disp.: Pavarini, Fideleff, Benalouane, Morrone, Acquah, Musacci, Marchionni, Macheachen, Palladino, Sansone. All.: Donadoni<br><br> Siena-Genoa ore 15<br><br> SIENA (3-4-2-1): Pegolo; Contini, Paci, Rubin; Angelo, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso; Valiani, Zè Eduardo; Calaiò. A disp.: Farelli, Martini, Dellafiore, Sestu, Verre, Coppola, D’Agostino, Reginaldo, Mannini, Campos Toro, Bogdani, Paolucci. All.: Cosmi<br><br> GENOA (4-4-2): Frey, Sampirisi, Granqvist, Bovo, Moretti; Bertolacci, Kucka, Toszer, Antonelli; Jorquera, Immobile. A disposizione: Tzorvas, Donnarumma, Canini, Piscitella, Seymour, Melazzi, Anselmo, Merkel, Said, Hallenius. All. Del Neri<br><br> Fiorentina-Cagliari ore 15<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Tomovic; Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Ljajic, Jovetic. A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Savic, Cassani, Romulo, Fernandez, Olivera, Migliaccio, Llama, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Casarini, Ekdal; Cossu; Nenè, Sau. A disp.: Anedda, Perico, Eriksson, Camilleri, Thiago Ribeiro, Ibarbo, Pinilla. All.: Pulga-Lopez<br><br> Napoli-Torino ore 15<br><br> NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Inler, Behrami, Dossena; Hamsik; Insigne, Cavani. A disp.: Rosati, Grava, Aronica, Uvini, Mesto, El Kaddouri, Dzemaili, Donadel, Vargas, Fernandez. All.: Mazzarri<br><br> TORINO (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, Agostini; Brighi, Gazzi; Cerci, Sgrigna, Bianchi, Stevanovic. A disp.: L. Gomis, Di Cesare, Masiello, Caceres, D’Ambrosio, Basha, Vives, Birsa, Meggiorini, Verdi, Diop, Sansone, Santana. All.: Ventura<br><br> Sampdoria-Atalanta ore 15<br><br> SAMPDORIA (4-3-3): Romero; De Silvestri, Rossini, Gastaldello, Poulsen; Soriano, Tissone, Poli; Eder, Maxi Lopez, Estigarribia. A disp.: Falcone, Mustafi, Castellini, Renan, Savic, Munari, Juan Antonio, Icardi. All. Ferrara<br><br> ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis.&nbsp; A disp. Polito, Frezzolini, Matheu, Lucchini, Bellini, Biondini, Brivio, Scozzarella, Marilungo, De Luca, Troisi, Parra. All. Colantuono<br><br> Bologna-Udinese ore 15<br><br> BOLOGNA (3-4-1-2): Agliardi; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Garics, Perez, Taider, Morleo; Diamanti; Gabbiadini, Gilardino. A disposizione: Curci, Lombardi, Motta, Abero, Radakovic, Pulzetti, Krhin, Pazienza, Guarente, Kone, Pasquato, Paponi. All. Pioli<br><br> UDINESE (3-5-1-1): Brkic; Angella, Coda, Domizzi; Basta, Faraoni, Allan, Lazzari, Armero; Fabbrini; Di Natale. A disp. Padelli, Pawlowski, Heurtaux, Pereyra, Badu, Willians, Zielinski, Ranégie, Maicosuel, Barreto. All. Guidolin<br><br> Catania-Lazio ore 15<br><br> Catania (3-5-2): Andujar; Legrottaglie, Spolli, Rolin; Izco, Lodi, Almiron, Barrientos, Marchese; Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Messina, Bellusci, Alvarez, Capuano, Ricchiuti, Doukara, Morimoto, Castro, Biagianti.All.: Maran<br><br> Lazio (4-2-3-1): Bizzarri; Konko, Biava, Dias, Lulic; Gonzalez, Ledesma; Candreva, Hernanes, Mauri;Floccari. A disp.: Carrizo, Radu, Scaloni, Ciani, Stankevicius, Brocchi, Zarate, Cavanda, Kozak, Rocchi. All.: Petkovic<br><br> Roma-Palermo ore 20.45<br><br> ROMA (4-3-3): Goicoecha; Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; De Rossi, Tachtsidis, Florenzi; Totti, Destro, Lamela. A disp. Stekelenburg, Svedkauskas, Romagnoli, Castan, Bradley, Dodò, Pjanic, Perrotta, Marquinho, Osvaldo, Lopez. All. Zeman.<br><br> PALERMO(3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Mantovani; Ilicic, Miccoli, Brienza. A disp. Benussi, Brichetto, Labrin, Pisano, Bertolo, Cetto, Viola, Rios, Zahavi, Giorgi, Budan, Dybala. All. Gasperini<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001matador-esulta.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-undicesima-giornata-1009152.htmSi100075501,02,03030341
921009111NewsCampionatiPalermo-Milan, le probabili formazioni20121030151531palermo, milanPalermo Milan Probabili FormazioniNell'anticipo della decima giornata il Palermo affronta un Milan reduce dal successo interno col Genoa e in cerca di conferme. Match ore 20.45.<BR><BR>Queste le probabili formazioni:<BR><BR>Palermo (3-4-2-1): Ujkani; Mantovani, Donati, Von Bergen; Morganella, Barreto, Rios, Garcia; Ilicic, Brienza; Miccoli. A disposizione: Benussi, Brichetto, Cetto,&nbsp; Pisano,&nbsp; Labrin, Bertolo,&nbsp; Viola, Kurtic, Budan, Dybala e Giorgi. Allenatore: Gian Piero Gasperini.<BR><BR>Milan (3-4-3): Amelia; Bonera, Zapata, Yepes; Abate, Montolivo, De Jong, Constant; Emanuelson, El Shaarawy; Pazzini. A disposizione: Abbiati, Gabriel, Mexes, Acerbi, Nocerino, Flamini, Bojan, Pazzini, Traore, Petkovic e Niang. Allenatore: Massimiliano Allegri.<BR><BR>C1007650adm001adm001882322-14823637-640-360.jpgSiNpalermo-milan-le-probabili-formazioni-1009111.htmSiT1000023,T1000027100075501,02,03,07030262
931009032NewsCampionatiTorino, contro il Palermo ringrazia Gillet20121022144531torino, palermo, gilletTorino Palermo GilletTra Palermo e Torino è mancata l’essenza del calcio, e cioè, il gol. Una partita che, se vista dal punto di vista del risultato, potrebbe dare adito a pensieri di noia calcistica. Ma non è stato così. Il 55% di possesso palla del Torino e i 21 tiri in porta del Palermo contro gli undici dei granata, ci parlano di un match vivo, fatto di desiderio di superarsi da parte, soprattutto, dei padroni di casa. Il vero “eroe” della partita è risultato infatti Jean François Gillet, il portiere granata che è stato capace di annullare più volte, durante l’arco della partita, ogni velleità rosanero. Dice Giampiero Gasperini: “Abbiamo fatto un’ottima gara e il migliore del Torino è stato il portiere Gillet. Questo la dice lunga sulla volontà di fare nostra la partita, tirando tante volte in porta. Tuttavia, abbiamo l’obbligo di trarre indicazioni importanti da questa partita che ci ha visto andare verso un crescendo finale che, solo qualche settimana fa, non eravamo in grado di garantire”. <BR><BR>Di rimando Gianpiero Ventura: “Abbiamo tenuto bene la difesa nonostante le assenze di Ogbonna, Glik e Darmian. Vantiamo la seconda difesa del campionato e, questo, non mi sembra un dettaglio da trascurare. E’ vero che il Palermo ha tirato molto da fuori area, ma anche noi, specie nella ripresa, abbiamo avuto delle occasioni incredibili non finalizzate”. Due squadre, dunque, desiderose di superarsi, anche se, a dire il vero, il punto conquistato allo stadio Barbera di Palermo da parte del Toro, risulta sicuramente più importante di quello ottenuto dai rosanero sul proprio campo. I granata, da parte loro, dopo il tonfo casalingo con il Cagliari e il punto conquistato a Palermo, deve rimettere ordine alla propria difesa nell’attesa di ricevere domenica prossima il Parma di Donadoni. Una partita importante tra due compagini che hanno come obiettivo primario la salvezza anzitempo. Il Toro di Ventura deve comunque fare una partita ordinata, non scriteriata nell’affanno di dovere segnare subito a tutti i costi, perché il Parma potrebbe far male soprattutto nelle ripartenze improvvise.<BR><BR>I granata hanno nelle loro corde la possibilità di fare sua la partita, puntando su uno strepitoso Gillet, il rientro al completo della difesa titolare, un centrocampo che fino ad oggi è stato di valido aiuto nell’interdire ma anche nel costruire il gioco e un attacco che, in verità, dovrebbe badare ad essere più cinico e, magari, meno propenso allo spettacolo. Vedremo, la squadra di Ventura resta comunque una delle squadre più ostiche da affrontare di questo campionato, importante è ricordarsi che l’essenza del calcio resta sempre e, comunque, il gol.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711gillet-4.jpgSiNtorino-contro-il-palermo-ringrazia-gillet-1009032.htmSiT1000099100451001,02,03030233
941008915NewsCampionatiSerie A, in tanti per la corsa salvezza: chi rischia di più20121008190131serie aSerie A Lotta SalvezzaDa sempre, in Italia, oltre alla conquista dello scettro di re d'Italia e oltre alla corsa per raggiungere uno, ormai, di quei pochi posti per avere accesso al grande calcio europeo, un'altra lotta ha sempre appassionato i tifosi di tutta la penisola.<BR><BR>A fine estate, infatti, la maggior parte dei tecnici di ogni squadra ha posto come obiettivo finale la fatidica e soffertissima salvezza.&nbsp; La salvezza dal baratro, da quella Serie B che tutti chiamano "purgatorio", ma che si può appropriatamente definire un vero e proprio inferno. <BR><BR>Con il palese abbassamento della qualità della nostra lega, oltre ai top team, soffrono parecchio e soprattutto anche le squadre di minor calibro.&nbsp; Dopo sole sette giornate di Serie A è difficile, praticamente impossibile, definire quali sono le squadre che rischiano di più. <BR>Con l'ausilio della classifica, ancora molto corta, possiamo analizzare però le situazioni degli organici con maggiori difficoltà.&nbsp; Il fanalino di coda si chiama Siena, ma non fatevi ingannare. Senza la penalizzazione, durissima, di sei punti, la squadra di Cosmi viaggerebbe in acque tranquille, sopra al Milan e pari al Torino. La vittoria a San Siro e la sfortunata sconfitta contro la Juventus lasciano uno strascico di positività di cui l'ambiente deve avere cura. <BR><BR>Tre squadre, poi, sono appollaiate a quota cinque punti: Atalanta, Cagliari e Palermo. Per i primi pesa soprattutto la sconfitta casalinga, inaspettata, contro il Torino: un 5-1 che ha fatto venire meno tutto l'ottimismo che girava intorno a squadra e allenatore. La prossima sfida, in casa contro il Siena, sa tanto di sfida decisiva, più che per la classifica, per l'allenatore. <BR>Le due squadre delle isole, invece, hanno avuto un inizio stagione simile: esonerati prima Sannino, poi Ficcadenti, entrambe provano a risorgere. Se il Palermo di Gasperini arranca e si affida prevalentemente a capitan Miccoli, Pulga ha portato a casa, da Torino, i primi tre punti della stagione. <BR><BR>Eguale a Pulga è Corini, neo allenatore del Chievo: anche lui è partito forte e la vittoria contro la Sampdoria di Ferrara, anche se rocambolesca e fortunata, ha già convinto ambiente e tifosi. <BR><BR>Il Parma di Donadoni e l'Udinese di Guidolin sono pari punti a quota sei. Se sono stati ridimensionati molto gli obiettivi dei friulani, per la squadra emiliana si profila l'ennesima stagione tranquilla. <BR><BR>Se non preoccupa molto il rendimento del Bologna, quello che agita molto Stroppa e compagnia è l'incostanza del Pescara. Sembrava, infatti, conclusa la brutta parentesi dinizio campionato ma Miro Klose ha riportato sulla terra la squadra neopromossa. <BR>Chiude, incredibilmente la parte bassa della classifica il Milan. Gli sfottò dei tifosi nerazzurri dalla cui curva si sentiva chiaramente il coro "Serie B" è il simbolo della paradossale situazione della squadra di Allegri. <BR><BR>Dando per scontato che i rossoneri non dovranno combattere per la salvezza, la situazione in casa Milan resta molto preoccupante.<BR><BR><BR>C1007650MilanoFL0882FL0882allegri_600x449.jpgSiNserie-a-in-tanti-per-lotta-salvezza-chi-rischia-di-piu-1008915.htmSi100877901,02,03010150
951008904NewsEditorialeSerie A, è sfida tra Juventus e Napoli ma occhio all`Inter20121008100923Serie AJuventus e Napoli sempre in testaLa settima giornata della massima serie offre molti spunti. Nel 157esimo derby di Milano l'Inter&nbsp;vince tre volte&nbsp;in un colpo solo:&nbsp;fà sua&nbsp;la stracittadina per la terza volta consecutiva, acciuffa il terzo posto alla pari con la Lazio e blocca sul nascere qualsiasi velleità di risalita da parte dei cugini. <BR><BR>Il Napoli non tradisce e si sbarazza per 2 a 1 di una comunque buona Udinese.&nbsp;Insomma, come da pronostico è il Napoli l'anti-&nbsp;Juve. <BR><BR>Juve, però, affaticata.&nbsp; Impegnata a Siena la squadra di Conte/Carrera ha sofferto più del previsto. La squadra di Cosmi dopo aver battuto l'Inter a Milano&nbsp; ha cullato fino all'85 il sogno di poter compiere&nbsp;un'altra impresa: bloccare la Juve. Ci ha pensato Marchisio, dopo tanti assalti falliti, a battere Pegolo per il 2-1. Ma ieri notte Rosina avrà avuto gli incubi a pensare alla palla servitagli da Del Grosso e che lui di testa doveva solo appoggiare alle spalle di Buffon(dicasi lo stesso di Calaiò). La Juve, però,&nbsp;non perde mai e, a differenza dell`anno scorso, non pareggia&nbsp;ma vince.<BR><BR>La Roma sfata un tabù:non vinceva in casa da aprile (Roma&nbsp;- Udinese 3-1).&nbsp;Presa per mano&nbsp;dal solito Totti, la Roma imbrocca&nbsp;la strada della prima vittoria casalinga. Sempre a Roma,sponda Lazio i tifosi sognano grazie ai sontuosi Hernanes e Klose. I tifosi del Pescara aspettavano con trepidazione la sfida con l'odiata Lazio (scontri di 35 anni fa), ma i giocatori di furia, agonistica si intende, non ne hanno avuta. Hernanes con una punizione magistrale e il sempre, solito, verde Klose (doppietta) portano la Lazio a quota 15 punti, confermando quel terzo posto da dove è lecito sognare.<BR><BR>Buone notizie anche per il Cagliari che, finalmente, si è sbloccato. I rossoblu, alla prima con Pulgo e Lopez in panchina, hanno centrato la prima vittoria in campionato. Con un rigore di Nené il Cagliari ha espugnato l'Olimpico di Torino, e attende speranzoso di poter rigiocare, anzi giocare, la partita contro la Roma. Partita che Cellino, invitando la gente a disobbedire alla decisione della Prefettura, aveva di fatto impedito che venisse disputata. <BR><BR>Continua a volare la&nbsp;Fiorentina di Montella. Vittoria per 1 a 0 al Franchi contro il Bologna. A decidere come al solito è stato Jovetic. La Fiorentina è ora al quinto posto con 11 punti insieme a Roma e Catania: l'Europa è un obiettivo sicuramente alla portata. <BR><BR>A Catania&nbsp;cresce l'entusiasmo:&nbsp;2 a 0 al Parma con reti di Gomez e Begessio. Quinto posto, seppur condiviso, raggiunto. <BR><BR>C'è da segnalare&nbsp;la seconda sconfitta consecutiva della Sampdoria di Ferrara nell'anticipo di sabato. A Verona contro il nuovo di Chievo di Eugenio Corini i blucerchiati hanno perso a causa di una clamorosa papera del portiere Romero sul tiro di Di Michele (2-1 il punteggio, Théréau e Maresca gli altri marcatori).&nbsp;Mentre il Genoa ha pareggiato 1-1 contro il Palermo del grande ex Gasperini; con Immobile che sotto&nbsp;porta ha sbagliato&nbsp;di tutto;&nbsp;ci ha pensato il ritrovato Borriello a pareggiare il gol di Giorgi.<BR><BR>C1007650ItaliaFL0411FL0411hamsik-insigne-pandev.jpgSiNserie-a-settima-giornata-1008904.htmSi100427901,02,03010287
961008893NewsCampionatiGenoa-Palermo 1-1, le pagelle. Top Borriello e Giorgi. Flop Ilicic20121006224531genoa, palermoGenoa Palermo PagelleFinale 1-1 (p.t. 0-1): 14' Giorgi (P), 52' Borriello<BR><BR>Genoa (4-3-3): Frey, Sampirisi, Granqvist, Bovo, Antonelli, Kucka, Tozser (42' Jorquera), Seymour, Jankovic, Borriello, Immobile (69' Vargas) All.: De Canio<BR><BR>Palermo (3-4-3): Ujkani, Munoz, Donati, Morganella, Von Bergen, Rios, Barreto, Garcia, Ilicic (56' Kurtic), Miccoli (54' Hernandez), Giorgi (75' Bertolo) All.: Gasperini<BR><BR><STRONG><EM>Top Genoa</EM></STRONG><BR><BR>Borriello: con un preciso tocco di testa paregia il risultato.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Genoa</EM></STRONG><BR><BR>Toszer: non entra in partita.<BR><BR><STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Giorgi: va su tutti i palloni, ci crede nell'episodio della rete.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Ilicic: sbaglia troppi palloni.<BR><BR>C1007650Genovaadm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-palermo-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008893.htmSiT1000022,T1000023100075501,02,03010361
971008880NewsEditorialeLa settima giornata potrebbe riservare tante sorprese. Derby da cardiopalma20121006094531serie a, settima giornataSere A Settima GiornataSarà una giornata particolare, la settima di questo campionato. Perché il derby di Milano è sempre speciale e in questo preciso momento della stagione lo è ancora di più. <BR>Chi sarà la squadra del capoluogo lombardo a primeggiare? <BR>La Juve vincerà ancora?<BR>E il Napoli? Saprà riprendersi dopo la sconfitta in Olanda?<BR>Che la settima giornata abbia inizio.<BR><BR><STRONG>Chievo Verona-Sampdoria</STRONG>: al Bentegodi l'esordio del nuovo Chievo targato Corini. Dopo il fallimentare avvio di stagione di Di Carlo, toccherà all`ex allenatore di Crotone e Frosinone riportare i gialloblu al livello cui competono. Il Chievo troverà di fronte a sé una Sampdoria con tanta voglia di ripartire dopo la sconfitta contro il Napoli. Per i liguri ritorna il talismano Maxi Lopez, mentre i veneti perdono il loro capitano Pellissier. La settima giornata della Serie A parte da qui. <BR><BR><STRONG>Genoa-Palermo</STRONG>: curioso l'anticipo delle 20.45. Un incostante Genoa dovrà sudare sette camicie per portare a casa i tre punti. Non sarà facile, infatti, affrontare il Palermo di Gasperini e soprattutto di Miccoli. Malesani sceglie ancora il tandem Borriello-Immobile mentre il tecnico ex Inter affida a Ilicic e Giorgi il compito di girare intorno al capitano rosanero, cercando di metterlo sempre in condizione di poter battere Frey. <BR><BR><STRONG>Roma-Atalanta</STRONG>: partita a dir poco decisiva quella della Roma di Zeman. Dopo il pareggio con la Sampdoria e il tracollo fisico e mentale allo Juventus Stadium, la squadra della capitale si gioca la stagione. Vincere per ricominciare a camminare. Perdere e il fallimento sarà totale. Quattro le scoppole prese dalla Juve, cinque sono quelle che l'altra squadra di Torino ha rifilato ai bergamaschi. Quello delle 12.30 sarà un anticipo di importanza vitale per entrambe le squadre.<BR><BR><STRONG>Catania-Parma</STRONG>: Maran vuole subito ripartire dopo il brutto K.O di Bologna. Per questo si affida ai soliti Gomez, Barrientos, Bergessio per scassinare la difesa di Donadoni. Il Parma, però, è in buona condizione e il pareggio con il Milan lo dimostra. L'impressione è che queste due squadre che lottano per antonomasia per la salvezza, possano fare anche qualcosa di più in questa stagione. <BR><BR><STRONG>Fiorentina-Bologna</STRONG>: due squadre che giocano un buon calcio, quelle che si sfideranno al Franchi di Firenze. La Fiorentina di Montella vuole ricominciare a vincere dopo il pareggio con la Juventus e il pareggio a San Siro. E l'impressione è che ce la possa fare: il Bologna, infatti, potrebbe anche essere sazio dopo la bellissima vittoria per 3-0 contro il Catania. In classifica le due squadre non sono distanti: otto sono i punti dei toscani, sette quelli degli emiliani. <BR><BR><STRONG>Pescara-Lazio</STRONG>: tutt`altro che una partita semplice quella che attende la Lazio di Petkovic, reduce dal successo contro il Maribor in Europa League. Il Pescara di Stroppa, infatti, dopo un inizio terrificante, si è ripresa alla grande collezionando sette punti nelle ultime tre partite. Lazio che sogna una caduta dell'Inter per poter scalare ancora posti in una classifica che si fa sempre più dolce. A Miro Klose l'ardua sentenza.<BR><BR><STRONG>Torino-Cagliari</STRONG>: un Torino in grandissima forma affronta un Cagliari in pessima forma. Il cambio dell'allenatore dei sardi in settimana sembra aver ridato serenità all'ambiente, scosso per la vicenda dello stadio di Quartu. L'impressione è che Pinilla e Sau potrebbero non bastare a Mister Pulga per tagliare le corna al Toro. I soliti Sgrigna e Bianchi proveranno a portare a casa i soliti tre punti, con qui la squadra piemontese salirebbe a quota undici.<BR><BR><STRONG>Siena-Juventus</STRONG>: a chi pensa che la squadra di Conte domenica avrà vita facile in quel di Siena, l'allenatore dei padroni di casa Cosmi non vede l'ora di rispondere. Ad accompagnare Vucinic sembra favorito sugli altri Giovinco, reduce dall'ottima prova contro la Roma. Il Siena arriva dalla sconfitta contro la Lazio, in cui però ha dimostrato un buon calcio e diverse buone idee. Per restare prima, la Juventus dovrà faticare e anche tanto.<BR><BR><STRONG>Napoli-Udinese</STRONG>: l'una ha appena fatto il miracolo di espugnare Anfield, l'altra ha appena compiuto l'impresa di perdere 3-0 ad Eindhoven. Il Napoli di Mazzarri per confermarsi in campionato, dove quest'anno concentrerà la maggior parte degli sforzi; l'Udinese di Guidolin per continuare il buon momento di forma e raggiungere una salvezza tranquilla. Cavani contro Di Natale, Hamsik contro Basta. Spettacolo al San Paolo. <BR><BR><STRONG>Milan-Inter</STRONG>: poche parole, niente pronostici. Solo fatti, solo cori dalle curve, solo San Siro pieno, solo gol e spettacolo. È "solo" il derby di Milano. La settima giornata si conclude con un dolce prelibato: questo derby sancirà chi fra le due è definitivamente rinata, chi fra le due non rinascerà. Stramaccioni e Allegri, Pazzini e Cassano, Milito ed El Shaarawy. <BR><BR>La stracittadina milanese è già cominciata.<BR><BR>C1007650MilanoFL0882FL0882882322-14823637-640-360.jpgSiNserie-a-settima-giormta-derby-da-cardiopalma-1008880.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,09010362
981008775NewsCampionatiPalermo-Chievo 4-1, le pagelle. Top Miccoli e Rigoni. Flop Sardo20120930165226palermo, chievo, pagellePalermo Chievo PagellePalermo (3-4-1-2): Ujkani 6, Munoz 6, Donati 6.5, Mantovani 6 (46' Giorgi 6.5), Morganella 5.5, Rios 6, Barreto 6, Brienza 5.5, Miccoli 8, Garcia 6, Ilicic 6 All.: Gasperini 6.5<br><br> Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 5.5, Sardo 5, Dainelli 5.5, Papp 5.5, Dramé 5.5, Cofie 5.5, Rigoni L. 5, Hetemaj 5.5 (74' Thereau s.v.), Rigoni M. 6, Moscardelli 5.5, Di Michele 5.5 (74' Stoian 5.5) All.: Di Carlo 5<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Miccoli: assoluto protagonista della partita.<br><br> <EM><STRONG>Flop Palermo</STRONG></EM><br><br> Brienza:rischia di far precipatare i suoi dopo l'espulsione.<br><br> <STRONG><EM>Top Chievo</EM></STRONG><br><br> Rigoni M.: l'unico a crederci.<br><br> <STRONG><EM>Flop Chievo</EM></STRONG><br><br> Sardo: in difficoltà su tutti gli attacchi dei rosanero.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650Palermoadm001adm001Fabrizio-Miccoli-624x300.jpgSiNpalermo-chievo-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008775.htmSiT1000023,T1000028100075501,02,03010405
991008767NewsCampionatiSerie A, Palermo-Chievo: è già scontro salvezza20120930105117Serie AProbabili formazioniGasperini riparte dal 3-4-3, ma nella retroguardia dovrà fare a meno di Von Bergen, espulso nel match contro il Pescara. Dunque in difesa dovrebbero scendere in campo il recuperato Muñoz, Donati e Mantovani. Sulla mediana sarà riproposto il quartetto composto dalla coppia centrale Arevalo Rios-Barreto e dagli esterni Garcia e Morganella. L'altro grande escluso potrebbe essere nuovamente Miccoli.&nbsp;Ad agire dietro l'unica punta ci saranno ancora Ilicic e Giorgi, anche se quest'ultimo potrebbe lasciare il campo per Brienza. La punta potrebbe quindi essere Hernandez.<BR><BR>Di Carlo schiera il 4-3-1-2, con la saracinesca Sorrentino fra i pali, Sardo, Dainelli, Cesar e Jokic in difesa, Vacek, Rigoni L. ed Hetemaj a comporre la linea mediana e la coppia Cruzado-Rigoni M. a sostegno dell'unica punta Pellissier. Fuori dai giochi Luciano e Paloschi.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR><BR>PALERMO. Ujkani, Muñoz, Donati, Mantovani, Garcia, Barreto, Arevalo Rios, Morganella, Ilicic, Giorgi, Hernandez.<BR><BR><BR>CHIEVO. Sorrentino, Sardo, Dainelli, Cesar, Jokic, Vacek, Rigoni L., Hetemaj, Cruzado, Rigoni M., Pellissier<BR><BR><BR>C1007650PalermoFL0411FL0411Abel+Hernandez+SSC+Napoli+v+Citta+di+Palermo+F1uiZ9x0z8Hx.jpgSiNserie-a-palermo-chievo-probabili-formazioni-1008767.htmSiT1000023,T1000028100427901,02,03010193
1001008731NewsCampionatiPalermo, Gasperini già al capolinea. Possibile clamoroso ritorno di Sannino20120928121531palermo, gasperini, lo monacoPalermo Gasperini in bilico Lo Monaco farà le sue valutazioniE' già in bilico la posizione di Gasperini.<br><br> Il nuovo a.d. Lo Monaco, andrà prima a pranza con il d.g. Perinetti per capire il da farsi, sembra difficile una convivenza tra i due, e poi incontrerà Zamparini, per chiarire il punto sull'allenatore. <br><br> In caso di ennesimo passo falso non è da escludere il clamoroso ritorno di Sannino.<br><br>C1007650Palermoadm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-gasperini-gia-in-bilico-possibile-clamoroso-ritorno-di-sannino-1008731.htmSiT1000023100075501,02,03010261
1011008716NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «Da ora parlate solo con Lo Monaco»20120927144531palermo, zamparini, lo monacoPalermo Zamparini Lo MonacoQueste le parole di Maurizio Zamparini, patron del Palermo in conferenza stampa: "Io oggi sono qui a comunicarvi che passerò in seconda linea e che Pietro Lo Monaco diverrà l'amministratore delegato del Palermo con pieni poteri. Abbiamo stilato un progetto per i prossimi anni. Abbiamo una situazione tecnica difficilissima da valutare, ma che io sono ottimista vedo mandata dal cielo per chiudere il mio accordo con Lo Monaco. Insieme abbiamo stilato un programma per far crescere il Palermo sia sul piano tecnico con la fiducia in Gasperini sia sul piano generale con il nuovo centro sportivo. Da oggi io non parlerò più per i prossimi sei mesi. Parlate solo con Lo Monaco perché è lui il nuovo rappresentate del Palermo. Oggi la mia immagine probabilmente fa più male che bene al Palermo calcio. Credo di essere indigesto al palazzo e a parte della stampa. A Lo Monaco chiedo molto, di fare un grande Palermo, ma io ho fiducia in lui".C1007650Palermoadm001adm001zamparini.jpgSiNpalermo-zamparini-da-ora-parlate-solo-con-lo-monaco-1008716.htmNoT1000023100075501,02,03010169
1021008712NewsCampionatiPalermo, ipotesi presidenza per Lo Monaco20120927124531palermo, lo monacoPalermo Lo MonacoSecondo quanto reso noto da SkySport è appena terminato un lungo vertice con Gian Piero Gasperini, il neo dirigente Pietro Lo Monaco e il vice presidente Guglielmo Miccichè. Da valutare oltre alla situazione di Giorgio Perinetti, secondo l'emittente satellitare, anche la possibilità che l'ex ad del Catania possa acquisire una quota di minoranza del club divenendo il nuovo presidente rosanero al posto di Maurizio Zamparini. Nel pomeriggio di oggi verranno dissipati tutti i dubbi durante la conferenza stampa programmata dal club siciliano per presentare Lo Monaco alla città di Palermo.C1007650Palermoadm001adm001lo monaco.jpgSiNpalermo-presidenza-a-lo-monaco-1008712.htmNoT1000023100075701,02,03010199
1031008710NewsCampionatiPalermo, Pietro Lo Monaco alla corte di Zamparini20120927104531palermo, zamparini, lo monacoPalermo Zamparini Lo Monaco"Pietro Lo Monaco al Palermo. Maurizio Zamparini ha deciso di dare le chiavi del club rosanero all'ex direttore di Catania e Genoa. Per questo, proprio nelle ultime ore è arrivato l'ok definitivo. Tra giovedì e venerdì, il presidente darà l'annuncio ufficiale dell'arrivo di Lo Monaco e ne darà la carica. Difficile che possa convivere con il direttore Gianfranco Perinetti, la cui posizione sarà comunicata sempre dallo stesso Zamparini. Dopo aver fatto le fortune del Catania e l'amaro addio a Genoa, Lo Monaco si prepara quindi a una nuova avventura. Zamparini dà un'altra scossa al suo Palermo e, da domenica prossima, potrebbe cominciare un nuovo corso". Ad annunciare l'ufficiosa notizia è il collega giornalista di SKY Gianluca Di Marzio, uno dei massimi esperti del calciomercato in Italia. Dopo il siluramento di Sannino, sostituito da Gasperini sulla panchina rosanero, ecco avvicinarsi anche la sostituzione di Perinetti con Pietro Lo Monaco. Certo, il presidente rosanero non si smentisce mai e dopo essersi "guadagnato" la fama di "mangia allenatori", adesso è anche conosciuto come "demolitore di dirigenti". <BR><BR>Noi pensiamo che non sempre il cambio di allenatore e/o dirigente produca quegli effetti positivi desiderati, anzi, il più delle volte, è un motivo in più per uno sperpero di denaro e un'aggiunta inutile a libro paga che va ad aggravare le casse della società. Riteniamo che il Palermo, (su questo non ci sono dubbi), debba riparare con idee chiare nel mercato di gennaio, tutta una serie di errori che sono stati commessi nel corso del calciomercato estivo. Con tutto il rispetto verso Ujkani, Munoz, Arevalo Rios, Giorgi, Ilicic, Hernandez, uno "spremuto" Miccoli e il resto della mediocre compagnia, Zamparini non poteva pretendere di più di quanto in realtà è. L'aver ottenuto soltanto un punto in classifica evidenzia un livello tecnico globale che è davvero di basso profilo. Inoltre, conoscendo il carattere esplosivo del presidente Zamparini e l'atteggiamento spesso spigoloso di Pietro Lo Monaco, siamo sinceramente dubbiosi in un connubio che possa ritenersi duraturo e al contempo utile nel raggiungimento di quel progetto che, a Palermo, vorrebbero tutti realizzare. Vedremo, certo è che Zamparini ci ha abituato a tutto, anche alla "moda" di assumere un allenatore, sostituirlo e poi richiamarlo. Farà lo stesso anche con il direttore Perinetti?<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>C1007650PalermoFL0711FL0711zamparini.jpgSiNpalermo-pietro-lo-monaco-alla-corte-di-zamparini-1008710.htmSiT1000023100451001,02,03010305
1041008700NewsCampionatiPescara-Palermo 1-0, le pagelle. Top Weiss e Ujkani. Flop Hernandez20120926201531pescara, aplermo, pagellePescara Palermo PagelleUna delle partite più brutte sino ad ora viste va al Pescara che dopo essere stata in superiorità numerica per quasi un'ora di match segna solo nel finale.<BR><BR><BR>Finale Pescara-Palermo 1-0 (p.t. 0-0): 86' Weiss&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi: Von Bergen&nbsp; (Pa)<BR><BR>Pescara (4-3-2-1): Pelizzoli 6.5, Zanon 6, Cosic 6 (44' Capuano 6), Bocchetti 6, Balzano 6, Nielsen 6 (74' Abbruscato 6), Colucci 5.5, Cascione 6, Caprari 6, Quintero 5 (56' Weiss 7), Vukusic 6 All:: Stroppa 6.5<BR><BR>Palermo (3-4-2-1): Ujkani 6, Munoz 5.5, Donati 5.5, Von Bergen 5, Morganella 6, Barreto 5, Rios 5, Garcia 5, Ilicic 6 (82' Brienza s.v.), Giorgi 5 (46' Mantovani 5.5), Hernandez 5 (83' Miccoli s.v.) All.: Gasperini 5<BR><BR><BR><STRONG><EM>Top Pescara</EM></STRONG><BR><BR>Weiss: entra e risolve la partita<BR><BR><STRONG><EM>Flop Pescara</EM></STRONG><BR><BR>Quintero: non incide sulla gara, sostituito giustamente.<BR><BR><STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Ujkani: preciso su tutti gli interventi.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Hernandez: sbaglia tutte le occasioni avute, forse era meglio far giocare subito Miccoli.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650Pescaraadm001adm001Abel+Hernandez+SSC+Napoli+v+Citta+di+Palermo+F1uiZ9x0z8Hx.jpgSiNserie-a-pescara-palermo-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008700.htmSiT1000023,T1000095100075501,02,03010271
1051008685NewsCampionatiSerie A, Pescara-Palermo ore 18,30. Probabili formazioni20120926093534Serie AProbabili formazioniLa giornata 5&nbsp;si aprirà alle 18.30, con la sfida dello Stadio Adriatico tra Pescara e Palermo, entrambe a un punto dopo quattro giornate. <BR><BR><BR>Giovanni Stroppa dovrebbe puntare ancora sui giovani Caprari, Quintero e Vukusic in attacco, mentre Pelizzoli rileverà in porta lo squalificato Perin e Bocchetti è ancora favorito su Capuano in difesa. <BR><BR>Gian Piero Gasperini punterà su Miccoli, dopo la panchina di Bergamo, e sul rientro di Brienza nel tridente offensivo, mentre un altro rientrante come Mantovani potrebbe prendere posto sulla fascia sinistra.<BR><BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>PESCARA (4-3-2-1): Pelizzoli; Zanon, Cosic, Bocchetti, Balzano; Nielsen, Colucci, Cascione; Quintero, Caprari; Vukusic.<BR><BR><BR>PALERMO (3-4-2-1): Ujkani; Muñoz, Donati, von Bergen; Morganella, Barreto, Rios, Mantovani; Brienza, Ilicic; Miccoli.<BR><BR><BR>PescaraFL0411FL0411Stroppa.jpgSiNserie-a-pescara-palermo-probabili-formazioni-1008685.htmSi100427901,02,03010215
1061008673NewsCampionatiInter, difesa a tre: 3 volte perché si e 3 perché no20120925141531Inter difesa a 33 motivi per il si e 3 per il no per la difesa a 3 dell`InterTiene banco nelle ultime ore il cambiamento di formazione che sembra ormai essere necessario nell'Inter. Seppur senza troppe colpe da parte di Stramaccioni, la squadra messa in campo non convince, e per questo motivo il tecnico romano ha ammesso che sta pensando di sperimentare la difesa a 3, e da parte di Moratti ha avuto carta bianca purché si trovi una soluzione per cambiare le cose. L'idea di virare sul 3-5-2 nasce anche grazie al rientro di Chivu, il più tecnico dei centrali, capace di impostare l'azione dalla retroguardia. Il dibattito sulla difesa a 3, almeno all'Inter dato che in altre squadre funziona perfettamente, si è subito aperto. Perché optare per una difesa con soli 3 difensori? Perché non farlo? di seguito 3 motivi per ognuna delle posizioni.<BR><BR><STRONG>PERCHE' SI</STRONG><BR><BR><EM>IL RIENTRO E L'ABBONDANZA: </EM><BR><BR>L'Inter vanta un numero e una qualità di centrali in rosa molto alta. 5 centrali e se inizialmente sembravano esserci delle gerarchie ben definite, ora queste gerarchie sembrano essere saltate: Ranocchia era ormai sparito, e non veniva più considerato nemmeno un centrale, ora però risulta essere il migliore tra i centrali nerazzurri dopo una serie di ottime prestazioni "alla Ranocchia" e probabilmente è diventato l'unico inamovibile; Juan Jesus doveva partire in prestito ed è rimasto pur sapendo di dover fare il quinto centrale, tuttavia le due chance concessegli da Stramaccioni indicano che il tecnico ha fiducia nel giovane brasiliano, e aldilà dello svarione difensivo di Siena figlio soprattutto dell'inesperienza del ragazzo, il tecnico mantiene la sua linea e la voglia di puntare sul giovane; Silvestre era stato comprato per fare il titolare, tuttavia una serie di brutte prestazioni ha fatto si che Stramaccioni scegliesse, per il momento, altro: questo non toglie che avrà le sue opportunità; Samuel è sicuramente un monumento all'Inter e uno dei centrali più forti del nostro campionato, paga però una condizione fisica sempre instabile e i numerosi infortuni. Il cerchio si chiude con Christian Chivu che visti i tanti problemi, per Stramaccioni sembra "la soluzione", grazie ai buoni piedi e alla capacità di impostare il gioco che il rumeno possiede, cosa che invece gli altri difensori non hanno. Si potrebbe dunque optare quindi per una difesa a 3 dal momento che ognuno di questi 5 centrali, per un motivo o per un altro, può sicuramente avere una maglia da titolare e la possibilità di fare bene. Inoltre schierarne 3 piuttosto che solo 2 sarebbe anche più facile per il mister, perché se hai 5 di questi centrali in forma è davvero dura sceglierne solo 2.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><EM>GLI ESTERNI</EM><BR><BR>In un 3-5-2 che si rispetti il ruolo degli esterni è molto importante. Devono essere giocatori capaci di coprire tutta la fascia, di sostenere l'attacco e di coprire in difesa. Tra i vantaggi c'è il fatto di avere più libertà in fase offensiva, sia perché il giocatore ha appunto tutta la fascia a disposizione (cosa che non accade con un 4-4-2 o con il 4-2-3-1) sia perché l'esterno in questione parte anche più avanzato piuttosto che dalla linea della difesa, e quindi può spingersi di più in avanti. Giocatori come Pereira e Nagatomo si sono dimostrati bravi a spingersi fino in fondo per poi servire i compagni, ma non hanno recentemente brillato per chiusure difensive: sarebbe anche un modo per dargli meno responsabilità. E poi l'esterno di un 3-5-2 lo potrebbe sempre fare Zanetti che nonostante l'età, in quel ruolo potrebbe fare davvero bene.<BR><BR><BR><EM>IL PRECEDENTE</EM><BR><BR>La Juventus con il modulo 3-5-2 ha trovato la sua dimensione. E' riuscita a creare una squadra, grazie a 3 ottimi centrali, solida in difesa e ottima in attacco. Riuscire a trovare un'intesa perfetta come hanno fatto i bianconeri potrebbe far si che l'esperimento difesa a 3 diventi un vero e proprio punto di forza della squadra. Certo ci vorrebbe tempo, ma se la squadra non gira con il modulo già provato, forse è l'ora di provare qualcosa di nuovo e chissà che magari con un nuovo modulo non si trovi la propria dimensione.<EM><BR></EM><BR><BR><BR><STRONG>PERCHE' NO</STRONG><BR><BR><EM>TREQUARTISTI</EM><BR><BR>Se è vero che avrebbero più spazio i tanti buoni centrali che l'Inter vanta in rosa, è vero anche che lo spazio per i tanti trequartisti invece si ridurrebbe vertginosamente. In un 3-5-2 un trequartista dovrebbe essere capace di fare anche il centrocampista centrale durante la fase difensiva, per poi spingersi dietro le punte in fase offensiva qualora richiesta. Seppur con qualche sacrificio, Sneijder e Ricky Alvarez potrebbe rappresentare i jolly in questo senso, al fianco di due centrali di spessore come Cambiasso e Guarin ad esempio. Più difficile collocare Coutinho, Palacio e Cassano che, non potendo giocare da esterni o da trequartisti, dovrebbero contendersi il posto di seconda punta alle spalle di Diego Milito.<BR><BR><EM>SOLIDITA' DIFENSIVA</EM><BR><BR>La difesa a 3 è comunque un rischio. In occasione di un contropiede, con gli esterni votati alla fase offensiva, i soli 3 difensori potrebbero non bastare. Tra le altre cose l'Inter nelle ultime gare si è dimostrata non nuova a svarioni difensivi e ad erroracci che hanno portato a contropiedi letali (vedi Siena), e togliere un difensore potrebbe diminuire ancora di più la sicurezza e sfiorare il disastro. Il tutto sta nel trovare una giusta alchimia tra i 3 centrali, i 2 esterni e i centrocampisti centrali che devono essere bravi a filtrare le giocate offensive delle squadre avversarie. Un rischio davvero grosso a fine settembre per una squadra costruita per giocare con un modulo completamente diverso.<EM><BR></EM><BR><EM>IL PRECEDENTE</EM><BR><BR>Il precedente con la difesa a 3 dell'Inter si chiama Gianpiero Gasperini e non è sicuramente un bel precedente. Pessimi risultati e brutto inizio che hanno fatto si che Moratti cambiasse idea sull'ingaggio dell'ex Genoa e optasse per Claudio Ranieri. E' vero che buona parte della rosa nerazzurra è cambiata, ma non è facile cancellare il ricordo pessimo della difesa a 3 che hanno i tifosi nerazzurri. Tra le altre cose Gasperini ebbe la possibilità di creare la squadra sul modello della sua formazione classica, 3-5-2, mentre Stramaccioni dovrebbe cambiare in corsa senza avere precedenti particolarmente favorevoli (come li aveva Gasperini con il Genoa)<BR><BR><BR><BR>C1007650MilanoFL0676FL0676strama1.jpgSiNinter-difesa-a-tre-tre-volte-perche-si-e-perche-no-1008673.htmSiT1000026100664801,02,03010252
1071008656NewsCampionatiFantacalcio: i consigli per la 5a giornata20120925113130fantacalcio 5a giornataEcco i consigli della nostra redazione per la 5a giornata di serie ANuova rubrica in esclusiva da questa settimana per <em>ilcalcio24.&nbsp;</em>Qui di seguito troverete infatti i consigli sui giocatori da schierare nelle vostre formazioni del fantacalcio, in base a vari fattori analizzati per consigliarvi al meglio. Inoltre troverete alla fine anche la top11 de Ilcalcio24 e cioè gli 11 giocatori su cui puntiamo come miglior squadra della settimana. Se è vero che il fantacalcio vi trasforma in allenatore, con ilcalcio24 ora avrete un fidato allenatore in seconda!<br><br><strong>PORTIERI</strong><br><br>Si salvi chi può, nessuno è al sicuro. Giornata che si prospetta difficile per la scelta del portiere. Tutti match semi-equilibrati, ed è difficile dire con certezza (come fatto con Buffon sabato) chi non prenderà goal. Se il portiere della Juve rappresenta sempre e comunque una sicurezza, il match contro la Fiorentina, in trasferta, è tutt'altro che una passeggiata! Il numero 1 bianconero è sempre uno dei migliori portieri al mondo però, chissà riesca a salvare la porta bianconera anche per questa giornata. Handanovic paga il momento no dell'Inter invece e affronta il Chievo in trasferta. I clivensi non hanno un attacco infallibile, fanno più paura gli svarioni difensivi nerazzurri a dir la verità, ma si può comunque fare affidamento sul portiere sloveno e sul fatto che i nerazzurri vincano più in trasferta che in casa. Piace parecchio anche Ujkani: è vero che il Pescara dovrà prima o poi trovare i 3 punti specie in casa, ma il Palermo ha bisogno pure di una vittoria, specie con l'arrivo del nuovo allenatore, e l'attacco del Pescara non è dei migliori. Un altro su cui si potrebbe sicuramente puntare è anche Frey: il portiere francese prende sempre ottimi voti, e col Genoa che gioca in casa e il Parma senza una prima punta vera, si può sperare che l'ex Fiorentina alzi ancora una volta la saracinesca. Con qualche rischio in più si può puntare anche su Brkic, che in trasferta se la vedrà col Torino. Match difficili invece per De Sanctis e Marchetti (Napoli vs Lazio) e per Viviano (contro la Juve)<br><br><strong>DIFENSORI</strong><br><br>Il Catania vuole 3 punti in casa dopo aver fermato il Napoli nonostante l'uomo in meno. Della difesa rossazzurra piace Legrottaglie che, anche se farà a sportellata con Denis, vive un buon momento e ha il goal facile sui calci piazzati. Discorso simile per Paletta, che vive un ottimo momento di forma (voto 6,5 nell'ultimo match), qualche rischio in più dato che Borriello è in forma, però a Parma proveranno a sfruttare anche i calci piazzati per segnare. A Firenze piace lo scontro Roncaglia-Barzagli, importante però è chi uscirà vincitore tra le due squadre per capire chi dei due difensori avrà le chance di fare meglio e prendere un buon voto, e la partita è davvero dura da pronosticare. Inutile dire che è giusto puntare su Balzaretti, che può spingere tanto sulla fascia, e perché no, anche su qualche altro difensore della Roma (Burdisso?) che non avrà vita facile con la Samp ma che non dovrà fronteggiare Maxi Lopez, squalificato. Non dispiace nemmeno Ranocchia, uno dei pochi salvabili in questo momento no dell'Inter, ultimamente ha sempre preso buoni voti e nell'ultimo match ha sfiorato più volte il goal. Da evitare, almeno per il momento, difensori del Palermo: la difesa a 3 di Gasperini ancora è un'incognita. Non ispira particolarmente nemmeno la difesa del Milan, visto il momento no e visto che il Cagliari è più riposato.&nbsp;<br><br><strong>CENTROCAMPISTI</strong><br><br>Il Catania ha bisogno di goal: spesso assist e reti alle falde dell'Etna passano dai due argentini Gomez-Barrientos, diventati due veri e propri attaccanti esterni. Nell'Inter ci si aspetta molto di più da Sneijder che col Siena è andato vicino al goal, ma che dovrà mettersi sulle spalle la squadra per ripartire, ed il Chievo potrebbe essere un buon avversario per poter lasciare il segno. B.Valero è ormai un abbonato degli ottimi voti, non regalerà molti goal ma è un usato sicuro e di garanzia, nonostante la Juve. Proprio dai bianconeri, si può puntare sugli inserimenti di Vidal e Marchisio per sperare in qualche bonus, oppure sulla regia di Pirlo se si punta ad un buon voto. Con Boateng squalificato, al Milan chi dovrà fare gli inserimenti sarà Antonio Nocerino, l'anno scorso vero e proprio goleador rossonero. I tifosi ci sperano, chissà che possa arrivare il goal già col Cagliari per l'ex Palermo, ispira fiducia. Sul fronte Lazio-Napoli, interessantissimo scontro Hamsik-Hernanes: un match che sembra essere davvero emozionante, almeno sulla carta, ed è giusto puntare sui due giocatori che hanno molte possibilità di risultare tra i protagonisti dell'incontro. Nel match tra Roma e Sampdoria invece troviamo un Lamela che probabilmente avrà una maglia da titolare e pur risultando centrocampista giocherà a fianco di Osvaldo e Totti: chissà che non ci esca almeno un assist. Per i blucerchiati invece, orfani di Maxi Lopez, si punta su Estigarribia che dovrà affiancare Pozzi e che quindi giocherà, al solito, da terzo attaccante. Nel match contro l'Inter è sembrato in formissima Alessandro Rosina, chissà che non regali qualche gioia ai tifosi bianconeri nel match contro il Bologna di un altro grandissimo fantasista, Alessandro Diamanti, chiamato a riscattarsi dopo l'errore dal dischetto nel match contro il Pescara. A Torino occhi a Cerci che finalmente avrà una chance da titolare probabilmente e che potrebbe mettere in crisi la difesa dell'Udinese. Non dispiace nemmeno il giovane talento del Pescara Quintero.<br><br><strong>ATTACCANTI</strong><br><br>Alberto Gilardino sembra non fermarsi più. Giusto puntare su di lui nel match contro il Siena, chissà che arrivi un altro goal di un Gila ormai ritrovato. Ritrovato come Borriello che nell'ultimo match ha fatto il goal dei 3 punti contro la Lazio, e che affronterà in casa il Parma, anche lui può rivelarsi una bella scelta. Destro dovrebbe guidare l'attacco della Roma e tutti sono curiosi di rivederlo in campo, con un goal magari, e Lamela e Totti come suggeritori fanno sperare in un bello spettacolo. Totò Di Natale, anche se su rigore, ha ritrovato la via del goal, ma sembra che Guidolin voglia fare giocare Barreto dal primo minuto col Toro: peccato sarebbe stata un'ottima chance. Chi deve ritrovare il goal è pure Cavani, che a Catania non ha trovato la rete: match difficile contro la Lazio di un altro bomber, Klose, sfida a distanza tra loro, a noi ispira più l'uruguaiano. Altri due che devono ritrovarsi dopo un momento non felicissimo sono Pazzini e Jovetic: tra i due il match più facile ce l'ha il milanista, ma il viola, contro la Juve, vuole il riscatto dopo l'errore dal dischetto di sabato scorso. Juventus che può invece vantare un Quagliarella in formissima e che magari potrà allungare la serie di goal e dimostrare di essere un "top player". Tutto questo mentre l'Inter aspetta Milito: che arrivi già da questa giornata il goal del Principe?<br><br><strong>TOP11: LA SQUADRA DE ILCALCIO24</strong><br><br>3-4-3<br><br>Frey, Ranocchia, Balzaretti, Legrottaglie; Hernanes, Hamsik, Diamanti, Cerci; Milito, Quagliarella, Cavani<br><br>C1007650FL0676FL0676quagliarella21.jpgSiNfantacalcio-consigli-quinta-giornata-1008656.htmSi100664801,02,03010536
1081008646NewsEditorialeSerie A: «Milano-Palermo solo andata». Juve sempre più in alto20120924113550Serie a quinta giornataRiepilogo della quinta giornata di serie ANo, non siamo qui per parlare di una pellicola cinematografica a sfondo mafioso, ma della 5a giornata, ed è inevitabile parlare quindi anche delle due squadre di Milano e quella di Palermo. Tre squadre sempre più negli abissi, una con un nuovo allenatore, una con un allenatore che è solo all'inizio di un anno zero e quindi bisognoso di fiducia, una con un allenatore che sembra ormai sempre più vicino ad un conto alla rovescia per l'esonero: stiamo parlando rispettivamente di Gasperini, Stramaccioni e Allegri.<BR><BR>Il Palermo, con l'ex allenatore di Genoa e Inter in panchina, affronta in trasferta a Bergamo l'Atalanta. Un match non entusiasmante che si sblocca solo grazie a un goal di Raimondi che consegna i 3 punti ai lombardi. Delusione per i rosanero che speravano di trovare, con il nuovo tecnico, la prima vittoria in campionato, ma che, almeno per ora, devono restare in fondo alla classifica. A spezzare una lancia in favore di Gasperini c'è il fatto che andare a giocare a Bergamo non è mai facile, ma l'attacco rosanero ancora non riesce a dare quel che serve per portare i primi 3 punti a Palermo. Sempre più giù i rosanero che ora proveranno a risalire con Gasperini, ma si sa, la pazienza di Zamparini non è infinita.<BR><BR>Male pure le milanesi. L'Inter non riesce ancora a sfatare quello che è diventato un vero e proprio tabù: San Siro. Nel match contro il Siena (ultimo in classifica a causa della penalizzazione) i nerazzurri escono sconfitti per un 2a0, abbastanza bugiardo ma sempre pesante. Nerazzurri che tengono in mano il match con Cassano e Sneijder per buona parte della partita, ma che pagano alcuni svarioni difensivi e la prestazione non esaltante di alcuni campioni nerazzurri come Guarin e Milito. I ragazzi di Stramaccioni vanno a sbattere contro il "muro" Pegolo, e contro un Siena ben schierato dietro la linea della palla, che concede pochi spazi e bravo a sfruttare le occasioni in contropiede. Piccolo miracolo per Serse Cosmi, disastro per Stramaccioni, anche se nel match di ieri le scelte dell'allenatore romano non possono essere più di tanto messe in discussione, dal momento che fino all'ultimo ha provato a riaprire il match optando per 3 cambi decisamente offensivi (Alvarez, Coutinho e Livaja). Discorsi diverso per i rossoneri: sconfitta per 2a1 in casa dell'Udinese, che rappresenta comunque una delle migliori squadre del nostro campionato, Poche idee e sempre meno pazienza nei confronti di Allegri (nonostante Galliani abbia ancora espresso fiducia all'ex allenatore del Cagliari), anche da parte dei tifosi, soprattutto dopo la discussione con Inzaghi. Milan che deve reagire necessariamente nelle prossime gare, per allontanare i brutti pensieri, dopo che ha ottenuto una sola vittoria in 4 giornate.<BR><BR>I due anticipi del sabato hanno visto scendere in campo invece Fiorentina e Juventus, che si incontreranno nel turno infrasettimanale, che hanno affrontato rispettivamente Parma e Chievo. I viola hanno ottenuto in Emilia un pareggio per 1a1, in una partita da ben 3 rigori, 2 di questi sbagliati da Jovetic e Valdes, ma il terzo è stato siglato a pochi minuti dalla fine sempre dal cileno che ha così regalato il pareggio al Parma. Per la Fiorentina invece il goal del vantaggio è stato realizzato da Roncaglia, una delle novità più piacevoli di quest anno. Tutto liscio invece per la Juventus che, come era prevedibile, mantiene l'imbattibilità nella fortezza del Juventus Stadium contro il Chievo. Esecutore dei clivensi è Fabio Quagliarella, che vive sempre più un momento d'oro (dopo la serata di mercoledì) e che a questo punto supera tutti nelle gerarchie dell'attacco bianconero accanto a Vucinic.<BR><BR>Nel match "spezzatino" tra Sampdoria e Torino, 1 goal ed 1 punto per parte. Match che finisce 1a1 e che si infiamma nei minuti finali. Anche qui due rigori portano a questo risultato, realizzati rispettivamente da Bianchi e Pozzi. Rimpianti per un Maxi Lopez più volte vicino al goal ma che non è riuscito a dare altri 3 punti al club blucerchiato.<BR><BR>Domenica alle 15 invece, oltre ai 3 match che hanno visto scendere in campo le due milanesi e il Palermo di cui abbiamo già parlato, ci sono stati altri match interessanti. Il Catania ha fermato in casa un Napoli che sembrava inarrestabile. Tanto cuore quello dei rossazzurri che partono subito con un handicap: svarione difensivo di Alvarez che dopo pochi minuti dall'inizio del match si guadagna un rosso diretto. Nonostante l'inferiorità numerica, i padroni di casa riescono a tenere bene gli azzurri, pur partendo da sfavoriti, e addirittura a sfiorare il goal con Gomez. Rossazzurri che si confermano un ottimo club che nel giro di qualche anno potrà puntare a qualcosa in più della salvezza. Pareggio tra Bologna e Pescara: alla rete di Gilardino, un uomo nuovo ormai, risponde una prodezza del talento Quintero. Rammarico per i rossoblu per il rigore sbagliato da Diamanti, gioia per il Pescara di Stroppa che trova il primo punto in serie A. Cagliari-Roma invece sospesa, si rischia addirittura lo 0-3 a tavolino per i giallorossi.<BR><BR>Nel posticipo serale invece a sorpresa il Genoa ottiene una vittoria in casa di una Lazio finora lanciatissima, e che paga forse l'impegno del match in Europa League. Autore del goal vittoria per i rossoblu, Marco Borriello che, come Gilardino, ormai sembra essersi ritrovato, forse per l'ambiente già noto, forse per le possibilità da titolare che gli vengono date.<BR><BR>Superata anche la 4a giornata, dunque, ora il campionato non ci abbandonerà per molto: a breve lo ritroveremo grazie al turno infrasettimanale,con la benedizione di tutti gli appassionati che potranno godere della serie A anche durante la settimana. E chissà che da "Milano-Palermo solo andata" non si passi a "Milano-Palermo: il ritorno"<BR><BR>C1007650FL0676FL0676Allegri.jpgSiNeditoriale-milanopalermo-solo-andata-1008646.htmSi100664801,02,03,06,07,08010378
1091008638NewsCampionatiAtalanta-Palermo 1-0, le pagelle. Top Raimondi e Ujkani. Flop Ilicic20120923173757atalanta, palermoAtalanta Palermo PagelleFinale Atalanta-Palermo 1-0 (p.t. 0-0): 88' Raimondi<br><br> Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6.5, Ferri 6, Lucchini 6 (73' Stendardo 6), Mafredini 6, Brivio 6, Raimondi 7, Cigarini 6.5, Cazzola 6, Maxi Moralez 6 (83' Troisi s.v.), Bonaventura 5.5 (60' De Luca 6), Denis 6 All.: Colantuono 6<br><br> Palermo (3-4-3): Ujkani 6.5, Munoz 6, Von Bergen 6, Donati 6, Morganella 5.5 (91' Dybala s.v.), Arevalo Rios 5.5, Barreto 6, Garcia 5.5, Giorgi 5.5 (76' Pisano 5.5), Hernandez 5.5, Ilicic 5 (63' Miccoli 5.5) All.: Gasperini 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Atalanta</EM></STRONG><br><br> Raimondi: la rete di testa nel finale vale un successo fondamentale per i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Atalanta</EM></STRONG><br><br> Bonaventura: si vede poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Ujkani: attento in tutte le situazioni, capitola solo nel finale.<br><br> <STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><br><br> Ilicic: non ne indovina una. Deve ritrovarsi e sicuramente con lui il Palermo potrebbe crescere.<BR><br><br>C1007650Bergamoadm001adm001palermo_parma_ilicic_mirante_getty.jpgSiNserie-a-atalanta-palermo-top-flop-risultato-marcatori-1008638.htmSiT1000010,T1000023100075501,02,03010361
1101008607NewsCampionatiSerie A, le probabili formazioni della quarta giornata20120923091531serie aSerie A Probabili Formazioni Quarta GiornataLe probabili formazioni della quarta giornata di Serie A<BR><BR><BR><STRONG><EM>Domenica ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Bellini, Lucchini, Manfredini, Brivio; Raimondi, Cigarini, Cazzola, Bonaventura; Moralez; Denis. A disp.: Frezzolini, Polito, Matheu, Scozzarella, Ferri, Parra, Troisi, Stendardo, De Luca. All.: Colantuono. Squalificati: / Indisponibili: Marilungo, Radovanovic, F. Pinto, Capelli, Carmona, Peluso, Biondini, Schelotto<BR><BR>Palermo (3-4-2-1): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Pisano, Barreto, Donati, Mantovani; Bertolo, Ilicic; Miccoli. A disp.: Benussi, Dybala, Labrin, Milanovic, Morganella, Cetto, Rios, Viola, Kurtic, Hernandez, Budan, Giorgi. All.: Gasperini. Squalificati: / Indisponibili: Zahavi, Brienza<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Motta, Antonsson, Natali, Morleo; Pulzetti, Pazienza, Taider; Kone; Gilardino, Diamanti. A disp.: Curci, Lombardi, Cherubin, Garics, Carvalho, Abero, Perez, Acquafresca, Guarente, Gimenez, Sorensen, Gabbiadini. All.: Pioli. Squalificati: Portanova (febbraio 2012). Indisponibili: /<BR><BR>Pescara (4-3-2-1): Perin; Zanon, Cosic, Capuano, Modesto; Nielsen, Colucci, Cascione; Quintero, Weiss; Vukusic. A disp.: Pelizzoli, Crescenzi, Bocchetti, Balzano, Blasi, Bjarnason, Celik, Brugman, Caprari, Abbruscato, Jonathas, Chiaretti. All.: Stroppa. Squalificati: Terlizzi (2). Indisponibili: Savelloni, Romagnoli<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Cagliari (4-3-3): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Pisano; Ekdal, Conti, Nainggolan; Ibarbo, Pinilla, T. Ribeiro. A disp.: Avramov, Avelar, Ariaudo, Dessena, Sau, Casarini, Nenè. All.: Ficcadenti. Squalificati: / Indisponibili: Cossu<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Florenzi, Tachsidis, Pjanic; Lamela, Destro, Nico Lopez. A disp.: Goicoechea, Romagnoli, Taddei, Marquinhos, Lucca, Marquinho, Tallo. All.: Zeman. Squalificati: Guberti (agosto 2015). Indisponibili: Dodò, Bradley, Perrotta, De Rossi, Lobont, Osvaldo, Totti<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Biagianti, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Terracciano, Capuano, Spolli, Rolin, Salifu, Castro, Sciacca, Doukara, Ricchiuti, Izco, Morimoto. All.: Maran. Squalificati: / Indisponibili: nessuno<BR><BR>Napoli (3-5-1-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler, Dzemaili, Hamsik, Dossena; Pandev; Cavani. A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Fernandez, Uvini, Mesto, Donadel, Zuniga, Behrami, El Kaddouri, Insigne, Vargas. All.: Mazzarri. Squalificati: / Indisponibili: Britos<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Inter (4-3-1-2): Handanovic; Zanetti, Juan Jesus, Ranocchia, Nagatomo; Guarin, Gargano, Pereira; Sneijder; Cassano, Milito. A disp.: Castellazzi, Mbaye, Bianchetti, Silvestre, Samuel, Cambiasso, Mudingayi, Alvarez R., Benassi, Jonathan, Livaja, Coutinho. All.: Stramaccioni. Squalificati: / Indisponibili: Chivu, Stankovic, Obi, Mariga, Palacio<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Neto, Felipe, Contini; Angelo, Vergassola, Rodriguez, Del Grosso; Rosina, Valiani, Calaiò A disp.: Farelli, Bolzoni, Paci, Dellafiore, D`Agostino, Rubin, Verre, Mannini, Sestu, Paolucci, Bogdani, Zè Eduardo. All.: Cosmi. Squalificati: Larrondo (3 mesi), Vitiello (4 anni), Terzi (3 anni e 6 mesi), Belmonte (6 mesi). Indisponibili: Campagnolo<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Udinese (3-5-2): Padelli; Benatia, Danilo, Coda; Basta, Pereyra, Pinzi, Allan, Pasquale; Barreto, Di Natale. A disp.: Pawlowski, Hertaux, Angella, Faraoni, Willians, Armero, Gabriel Silva, Fabbrini, Maicosuel, Ragenie. All.: Guidolin. Squalificati: Lazzari (1). Indisponibili: Domizzi, Muriel<BR><BR>Milan (4-2-3-1): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, Antonini; Montolivo, Ambrosini; Nocerino, Boateng, El Shaarawy; Pazzini. A disp.: Amelia, De Sciglio, Zapata, Mesbah, De Jong, Acerbi, Traoré, Emanuelson, Flamini, Valoti, Constant, Bojan, Niang. All.: Allegri. Squalificati: / Indisponibili: Muntari, Didac Vilà, Strasser, Pato, Robinho, Bonera<BR><BR><STRONG><EM>Domenica ore 20.45</EM></STRONG><BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Scaloni, Biava, Dias, Cavanda; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose. A disp.: Bizzarri, Ciani, Zauri, Cana, Lulic, Onazi, Ederson, Rocchi, Zarate, Kozak, Floccari. All.: Petkovic. Squalificati: / Indisponibili: Konko, Radu, Brocchi<BR><BR>Genoa (4-3-1-2): Frey; Samprisi, Canini, Bovo, Antonelli; Jankovic, Kucka, Seymour; Bertolacci; Immobile, Borriello. A disp.: Tzorvas, Moretti, Granqvist, Ferronetti, Donnarumma, Tozser, Stillo, Merkel, Piscitella, Anselmo, Jorquera, Melazzi. All.: De Canio. Squalificati: / Indisponibili: Vargas, Rossi<BR><BR>C1007650adm001adm001classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-le-probabili-formazioni-della-quarta-giornata-1008607.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100075501,02,03,06,07,08,09010760
1111008603NewsCampionatiFANTACALCIO: I CONSIGLI PER LA 4A GIORNATA20120922103130FantacalcioI consigli de Ilcalcio24Nuova rubrica in esclusiva da questa settimana per <EM>ilcalcio24.&nbsp;</EM>Qui di seguito troverete infatti i consigli sui giocatori da schierare nelle vostre formazioni del fantacalcio, in base a vari fattori analizzati per consigliarvi al meglio. Inoltre troverete alla fine anche la top11 de Ilcalcio24 e cioè gli 11 giocatori su cui puntiamo come miglior squadra della settimana. Se è vero che il fantacalcio vi trasforma in allenatore, con ilcalcio24 ora avrete un fidato allenatore in seconda!<BR><BR><STRONG>PORTIERI</STRONG><BR><BR>Facile andare sul sicuro questa giornata con Handanovic e Buffon: entrambi giocano in casa, con due match decisamente alla portata delle due squadre. Handanovic affronterà il Siena, e anche se l'Inter deve ancora sfatare il tabù S.Siro l'attacco senese non sembra essere spaventoso. Buffon, nonostante la stanchezza per il match difficilissimo con il Chelsea, ha anche il fattore casa, con un Juventus Stadium diventato ormai vera e propria fortezza. Si può puntare pure su Agliardi, certamente non un numero uno tra i più gettonati, ma che difenderà la porta del Bologna in casa contro un Pescara in cerca della prima vittoria stagionale si, ma ancora non incoraggiante. Non male nemmeno Viviano e Consigli, anche se con due match un pò più difficoltosi (Parma e Palermo), da evitare invece i portieri di Catania-Napoli e Lazio-Genoa, partite ad alto rischio goal.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>DIFENSORI<BR></STRONG><BR><BR>Stesso discorso fatto per i portieri: difese di Inter e Juventus dovrebbero essere le più sicure per questa giornata. Nella prima sono consigliabili Ranocchia, che viene da una serie di ottime prestazione fatta eccezione per la sbavatura in EL figlia di un erroraccio di Samuel, e Pereira che giocherà molto avanzato (a centrocampo). Nella Juve si può puntare invece sulla sicurezza Barzagli, sempre il migliore finora. Roncaglia della Fiorentina ultimamente sta facendo molto bene, così come Paletta che è anche un ottimo colpitore di testa e potrebbe dunque regalare un ottimo +3, con i giusti calci piazzati. Piacciono anche Dias e Legrottaglie che, anche se in due match non facilissimi, potrebbe sfruttare i centimetri e la forza fisica. Balzaretti a Roma spinge parecchio, potrebbe scapparci l'assist. Rischiando un pò, si può puntare su Gastaldello e Ogbonna, anche se il match tra Samp e Toro è un pò a risultato incerto. Da evitare invece la difesa del Milan che non convince, specie fuori casa contro ad un certo Totò Di Natale, e quella del Palermo, ancora da collaudare con la nuova difesa a 3 di mister Gasperini.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>CENTROCAMPISTI<BR></STRONG><BR><BR>Soliti nomi per il centrocampo. Si può sperare in Boateng, un suo goal serve al Milan come il pane, sia per strappare un buon risultato, sia per alzare il morale. Hernanes sembra davvero in forma, e la difesa del Genoa tra le altre cose non brilla per sicurezza, quindi possibile puntare sul brasiliano per ottenere qualche punto bonus. Sneijder con Cassano e Milito piace davvero, può sicuramente scapparci l'assist, magari anche il goal. Seppur superfluo, giusto nominare anche Hamsik che il vizietto del goal ce l'ha. Si può scommettere invece su Estigarribia che gioca praticamente attaccante, con la Samp che in casa affronta il Toro. Piacciono anche i due argentini del Catania Gomez-Barrientos, che, pur affrontando il Napoli, al Massimino possono esaltarsi. Mauri vicino a Klose non dispiace, così come Moralez. Giusto puntare anche su Lamela e Diamanti che in due match non probitivi giocano praticamente da attaccanti. Non male nemmeno Asamoah che col Chievo potrebbe sfruttare molto bene la propria velocità.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>ATTACCANTI<BR></STRONG><BR><BR>Milito-Jovetic-Vucinic-Cavani-Di Natale. Avendo in squadra uno (o più) di questi, non si può non usarli. Nella Juve dovrebbe avere finalmente una chance Quagliarella, e dopo la serata di mercoledì puntare su di lui ha molto più senso ora. Pinilla l'anno scorso ha dimostrato di esaltarsi con le big, e la Roma non brilla in difesa. Maxi Lopez sembra in forma, così come Klose e le due punte del Genoa (Borriello e Immobile). Pazzini ha l'obbligo morale di segnare, nella sfida a distanza contro Cassano e per sollevare il morale rossonero: ma l'Udinese è un'ottima squadra, non sarà facile. Si potrebbe andare sul sicuro con Gilardino che è in forma e che incontra il Pescara: un suo goal sarebbe tutt'altro che sorprendente. Piacciono anche Denis e Destro. Non convincono invece gli attacchi di Chievo,Siena e Pescara.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>TOP11: LA SQUADRA&nbsp;DE ILCALCIO24<BR></STRONG><BR><BR>3-4-3<STRONG><BR></STRONG><BR><BR>Buffon, Barzagli, Ranocchia, Balzaretti; Lamela, Hernanes, Estigarribia, Diamanti; Gilardino, Vucinic, Maxi Lopez<BR><BR>C1007650FL0676FL0676gilardino.jpgSiNfantacalcio-consigli-quartagiornata-1008603.htmSi100664801,02,03010549
1121008544NewsCampionatiPalermo, Gasperini si cautela: nel contratto clausola anti-Zamparini20120919100228palermo, gasperiniPalermo GasperiniIl nuovo tecnico del <STRONG>Palermo</STRONG> <STRONG>Gasperini </STRONG>si cautela e torna ad allennare con la clausola anti-Zamparini.<br><br> Infatti come riferisce <EM>La Gazzetta dello Sport</EM> il neo tecnico dei rosanero incasserà 300mila euro dal presidente in caso di esonero anticipato, partendo da una base di 500mila e in caso di salvezza il suo contratto sarà automaticamente rinnovato a 1,1 milioni di euro.<BR><br><br>C1007650Palermoadm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-gasperini-si-cautela-con-la-clausola-anti-zamparini-nel-contratto-1008544.htmSiT1000023100075501,02,03010293
1131008532NewsCampionatiPalermo, Gasperini «convincerò Zamparini»20120918132821Palermo conferenza stampaL`ex tecnico di Inter e Genoa si presentaE' un Gasperini in grande spolvero quello che si presenta alla conferenza stampa in suo onore, per il ruolo di neoallenatore del Palermo. A fare da padrone di casa però è Maurizio Zamparini che fa un vero e proprio chance rispondendo a buona parte delle domande dei giornalisti. Dopo le risposte del presidente rosanero (interrogato soprattutto sul rapidissimo esonero di Sannino, dopo sole due giornate), Gasperini ha risposto alle domande, dicendosi entusiasta della possibilità di ricominciare sulla panchina del Palermo e concentrato per le prossime gare. L'ex tecnico di Genoa e Inter ha anche aggiunto: &nbsp;"Spero di restare, il mio obiettivo è questo - dice sorridendo verso Zamparini - Voglio convincere il presidente ad aprire un ciclo, come con Preziosi".C1007650PalermoFL0676FL0676gasperini.jpegSiNpalermo-presentazione-gasperini-1008532.htmSi100664801,02,0301097
1141008500NewsCampionatiPalermo, esonerato Sannino arriva Gasperini20120916200131palermo, sannino, gasperiniPalermo Sannino GasperiniIl Palermo esonera dopo solo tre giornate di campionato Giuseppe Sannino. <br><br> Maurizio Zamparini non si smentisce e dopo 270 minuti e un solo punto conquistato ha deciso di cacciare il tecnico per far spazio a Gasperini.<br><br>C1007650Palermoadm001adm001sannino.jpgSiNpalermo-esonerato-sannino-al-suo-posto-gasperini-1008500.htmSiT1000023100075501,02,03010457
1151008380NewsCampionatiGasperini: «Ritorno al Genoa? Tutto è possibile...20120911105837Gasperini: «Ritorno al Genoa? Tutto è possibile...A margine del quadrangolare disputato nel pomeriggio sul campo Signorini di Pegli in memoria di Fabrizio Gorin, il tecnico Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti: "Vengo spessissimo e lo faccio sempre con grande piacere - riporta<I>Genova24.it</I>-. Qui mi sono divertito molto. Possibile un mio ritorno? Chissà..."<BR>L'allenatore di Grugliasco ha guidato la squadra rossoblù dal 2006 al 2010.FL0744FL0744gasperini.jpegSiNgasperini-genoa-1008380.htmNo100796901,02,03010204
1161007263NewsCampionatiInter, Sneijder è carico: «Ho voglia di vincere»20120807084924sneijder«Resto qui, i soldi non sono tutto»Wesley Sneijder, dopo una stagione senza successi, ha già una fame incredibile: <BR><BR><EM>«Ho voglia di vincere e resto qui per questo</EM>,&nbsp;- ha detto l'oranje al Corriere dello Sport-<EM>&nbsp;l'Inter è una grande squadra che si sta rinnovando: un mix di qualità, gioventù ed esperienza.»</EM><BR><BR>Le offerte per il numero 10 nerazzurro non sono mancate, come lascia intuire lui stesso indirettamente:<EM> «I soldi sono importanti ma non sono tutto. Se fosse arrivata una mega offerta tra 3-4 anni forse ci avrei pensato ma adesso sono all'Inter e qui voglio restare per vincere. Nel calcio non si può mai dire mai, la storia lo insegna, io però qui sono felice.» </EM><BR><BR>In panchina poi c'è un tecnico con cui Wes ha un feeling speciale:<EM> «Stramaccioni? Vediamo il calcio allo stesso modo. Sa gestire i giocatori e pensa solo a vincere giocando a calcio. Farà benissimo e sono felice con lui. Con Ranieri e Gasperini non c'era feelng sul campo ma niente da dire sull'aspetto umano. Mourinho?&nbsp; Ci sentiamo spesso...»</EM><BR><BR>Sneijder conclude poi dando due cosigli di mercato oranje alla dirigenza:<EM> «De Jong? E' un matto, calcisticamente parlando. Pensa solo a vincere ed è uno che dà tutto in campo. Se venisse sarebbe un bel rinforzo. Come lo sarebbe anche Afellay: lui è uno davvero molto bravo.»</EM><BR><BR>FL0141FL0141603d848e51e4bb499541c589b1a5c7ba-00204-46d0d2d6a80d48706aa3d793de24ca67.jpgSiNinter-sneijder-e-carico-ho-voglia-di-vincere-1007263.htmSi100205001,02,03010240
1171005789NewsCampionatiToh, chi si rivede: Benitez alla Samp?20120616131531benitezRAFA BENITEZ<P>Dopo 6 mesi d'Inter, una coppa del Mondo vinta con i nerazzurri, Rafa Benitez fu cacciato prepotentemente dall'Italia, senza poter dimostrare il proprio effettivo valore. </P> <P>Ecco però qualcuno credere in lui: Garrone, presidente della Samp, non sembra intenzionato a rinnovare con Iachini,&nbsp;e l'idea Benitez lo alletta moltissimo. Tant'è che già sono stati aperti i contatti per portare nella Genova blucerchiata l'ex tecnico del Liverpool e lunedì lo spagnolo dovrebbe incontrare i dirigenti e cercare un accordo. </P> <P>La volontà c'è da ambo le parti visto che la società cerca un allenatore di punta e il tecnico vuole ha tanta sete di vendetta verso il nostro campionato: il problema però è lo stipendio dell'allenatore. Se la trattativa salta pronto un'altro ex ripudiato interista, ovvero Giampiero Gasperini.</P>FL0141FL0141Benitez Inter.jpgSiNtoh-chi-si-rivede-benitez-alla-samp-1005789.htmSi100205001,02,03010259
1181005609NewsEditorialeIl punto sul Calciomercato: Longo non si muove e intanto l`Inter insiste per Destro. Rossi non convince la Roma20120608093054calciomercatoVoci e trattative di giornata<P><STRONG>DESTRO:&nbsp; </STRONG>L'Inter vuole Destro ma per averlo non sacrificherà Longo: il giovane talento della Primavera ha stregato tutti e&nbsp;Stramaccioni&nbsp;ha imposto che non venga ceduto.</P> <P><STRONG>BALZARETTI: </STRONG>Il Milan ha deciso di lanciare l'assalto al terzino della nazionale: si tratta col Palermo e non è da escludere l'inserimento di Darmian nella trattativa.</P> <P><STRONG>PELUSO:&nbsp; </STRONG>Conte ha richiesto Federico Peluso alla dirigenza come alternativa a De Ceglie: Marotta inizia a lavorarci su.</P> <P><STRONG>SILVESTRE: </STRONG>L'Inter ci prova: Moratti offre 5 milioni più la comproprietà di due giocatori: Zamparini ne chiede almeno dieci. Sull' argentino occhio al pressing di Zenit e Atletico Madrid</P> <P><STRONG>SCHELOTTO</STRONG>: intervistato da calciomercato.it il centrocampista dell'Atalanta ha ammesso di sognare l'Inter:<EM> "Mi piacerebbe giocare in una squadra così importante. Lì ci sono tanti argentini e, soprattutto, c'è Javier Zanetti, il mio idolo dentro e fuori dal campo". </EM>Intanto su di lui però si è fiondato anche il Palermo di Zamparini.</P> <P><STRONG>HANDANOVIC:</STRONG> C'è il benestare di Stramaccioni sul possibile arrivo dello sloveno all'Inter in caso di partenza di Julio Cesar. Occhio però perchè oggi sembra essersi inserito pure il Tottenham.</P> <P><STRONG>DEL PIERO:</STRONG> Stando a quanto riporta <EM>Tuttosport </EM>il River avrebbe formulato la sua proposta da 1.5 milioni a stagione per ricongiungere Del Piero e Trezeguet al Monumental.</P> <P><STRONG>MONTELLA:</STRONG> E' fatta. Montella è il prossimo allenatore della Fiorentina: l'ex aereoplanino è atteso domani a Firenze per la firma del biennale e lunedì dovrebbe essere presentato.</P> <P><STRONG>GIUSEPPE ROSSI:</STRONG> Baldini ha spento le voci di un interessamento della Roma per Pepito. Non convincono le fragili condizioni fisiche.</P> <P><STRONG>STROPPA:</STRONG> Dopo il rifiuto di Gasperini e l'affievolirsi delle voci su Ciro Ferrara, adesso Stroppa sembra in pole per la panchina del Pescara</P> <P><STRONG>VERRATTI</STRONG>: Presi Asamoah e Isla si ritorna a pensare a Verratti: il giocatore verrebbe anche a piedi a Torino ma c'è da battere la concorrenza di Genoa (debole) e Inter ( non è da escludere che Moratti comunque non stia facendo soltanto&nbsp;azione di disturbo). Inoltre Delli Carri ha ribadito più di una volta che chi lo vuole deve rassegnarsi all'idea che il talento dell'Under deve restare un'altro anno in Abruzzo.</P> <P><STRONG>MAICON:</STRONG> Antonio Caliendo ha confermato che il brasiliano lascerà l'Inter. Che ci sia lo zampino di Mourinho dietro?</P>FL0141FL01411166146-longo.jpgSiNil-punto-sul-calciomercato-longo-non-si-muove-1005609.htmSi100205001,02,03010451
1191005537NewsEuro 2012Verso Euro 2012, pronta un`Italia versione Juventus 20120603220131italia, juventusPrandelli avrebbe dunque superato le proprie resistenze <P>Il Ct azzurro sta pensando a come 'ricostruire' a tempo di record la squadra e, secondo <EM>La Gazzetta dello Sport</EM>, la via scelta porta dritta al 'laboratorio' di Vinovo, dove <STRONG>Antonio Conte</STRONG> ha forgiato la <STRONG>Juventus</STRONG> scudettata cucendole addosso un 3-5-2 scelto a metà campionato e mai più abbandonato.<BR>Prandelli avrebbe dunque superato le proprie resistenze a 'copiare' di fatto l'impianto allestito da altri, disconoscendo al contempo mesi e mesi di lavoro tattico di un certo tipo, e sarebbe pronto a schierare la stessa difesa bianconera (Buffon - Barzagli - Bonucci - Chiellini), 'alzando' Maggio e Balzaretti (Con Giaccherini alternativo a quest'ultimo sulla sinistra) e sacrificando dunque Montolivo.<BR>La mediana sarebbe infatti la medesima (De Rossi - Pirlo - Marchisio), mentre l'altra novità potrebbe arrivare in avanti, con Di Natale scalpitante alle spalle di Cassano per affiancare Balotelli.<BR>Sarebbe un cambiamento troppo traumatico? Niente affatto, come spiega alla 'rosea' l'esperto di 'difesa a tre' Gian Piero Gasperini: "Non vedo grandi difficoltà. Prandelli ha a disposizione il meglio del nostro calcio, giocatori evoluti tatticamente, gente che ha nel proprio bagaglio esperienze di ogni tipo. Io divido i giocatori in forti e meno forti. Quelli bravi sanno fare tutto".<BR>"Buona parte degli azzurri arrivano da squadre che si difendono a tre - argomenta ulteriormente l'ex tecnico di Genoa e Inter - E sono oltretutto i club che hanno espresso il gioco migliore, che hanno portato a casa i titoli veri. Vedi Juventus e Napoli, ma pure Udinese e Parma sono reduci da un campionato di grande spessore. Sì, secondo me il cambiamento sarebbe meno traumatico di ciò che si possa pensare. E poi non è che nell'ultimo anno l'Italia abbia giocato tanto insieme, adottando sempre la stessa filosofia. Anzi, praticamente c'è stato solo il test di Zurigo con la Russia...".</P> <P><BR>&nbsp;</P>FL0411FL0411prandelli 2.jpgSiNverso-euro-pronta-un-italia-formato-juventus-1005537.htmSi100427901,02,03030271
1201005533NewsCalciomercatoLazio, «Vlado» è arrivato20120603123040LazioPetkovic è arrivatoDopo tre anni e mezzo, conditi da una salvezza quasi miracolosa, un quinto e un quarto posto negli anni successivi, Reja ha detto addio. Vari i nomi degli allenatori che sono stati accostati alla Lazio: Zola, Gasperini, Del Neri, Di Matteo, Zeman. Ma Lotito e Tare hanno fatto la loro scelta. Hanno scelto di rischiare. Hanno scelto un nome quasi completamente&nbsp;sconosciuto da tutti: Vladimir Petkovic, il&nbsp;quali ritroverà&nbsp;Lulic, suo calciatore&nbsp;ai tempi degli Young Boys.&nbsp;Impressionante la differenza con l`ormai ex allenatore Goriziano. La Lazio passerà dal modulo ad una punta, al modulo a ben tre punte. In più, Vlado, già così chiamato affettuosamente dai tifosi biancocelesti, ha deciso di portare 3 giocatori della primavera in prima squadra. Emmanuel, Onazi e Keita, sembrerebbero pronti all`esordio. Dopo aver preso le misure nella boutique che griffa le divise ufficiali della Lazio, Petkovic avrebbe già proposto le sue idee a Lotito: un attaccante, un esterno e un centrocampista. Per ciò che riguarda il terminale offensivo, l'identikit dovrebbe corrispondere al turco del Trabzonspor, Yilmaz. Costa sette milioni, sul cartellino c'è già l'intesa, ma resta da trovare l'accordo sull'ingaggio. In caso di problemi, i biancocelesti dirotterebbero la propria attenzione su Nilmar del Villarreal, già inseguito a gennaio.<BR>L'esterno che piace a Petkovic invece, sarebbe Faubert&nbsp; del West Ham, mentre sul centrocampista è ancora tutto da vedere. Petkovic è stato descritto come un allenatore di personalità. Educato e disponibile. Signore in campo e fuori, capace di trasmettere dei valori e di farsi rispettare. Uno che parla poco ma si sa far volere bene: «Non ricordo di averlo mai visto discutere» ha raccontato nei giorni scorsi Antonio Esposito, suo giocatore ai tempi del Lugano&nbsp;. Per Vlado ora è iniziata una nuova avventuta, un`avventura decisamente superiore a quello vissute fino ad ora. Adesso la Lazio è in mano sua e dovrà dimostrare di esserne all`altezza.C1000009RomaFL0112FL0112petkovic.jpgSiNlazio-arriva-petkovic-1005533.htmSiT1000018100456601,02,03030397
1211005379NewsCalciomercatoInter, dall`attacco alla difesa: tutti i movimenti di mercato20120527124531inter, palacio, lavezzi, silvestrePer cautelarsi sono finiti nel mirino <P>Palacio all'Inter non è una novità anche se con un anno di ritardo: Stramaccioni ha ottenuto in pochi giorni quello che Gasperini ha chiesto invano per tutta la passata estate.<BR>Un`operazione da 10 milioni di euro, spesi bene per quanto fatto vedere dall`argentino nell`ultima stagione con il Genoa, condita da gol e numeri di alta scuola. Sul rapporto qualità-prezzo nessun dubbio, dubbi che invece continuano ad accompagnare il Pocho Lavezzi.<BR>I 31 milioni della clausola rescissoria nemmeno i parigini sono disposti a pagarli, ma anche 25-26 per l`Inter sembrano davvero tanti e magari spendibili per rinforzare altri reparti. Perché se è vero che Milito sarà l`unica punta là davanti, i vari Palacio, Sneijder, Alvarez e Coutinho, ai quali si potrebbe aggiungere Sahin, garantiscono quella qualità che cerca Stramaccioni.<BR>Sia l`argentino che il brasiliano devono fare finalmente il salto di qualità e dimostrare che il futuro dell`Inter passa anche dai loro piedi. Un altro attaccante dovrà sicuramente arrivare, meglio se giovane e magari italiano (Destro o Borini): in stand by c`è sempre Gomez del Catania, bloccato da tempo come alternativa a Lavezzi.<BR>Più che al reparto avanzato, bisogna pensare a rinforzare il centrocampo, pieno di tossine: Guarin va benissimo, Cambiasso ha bisogno ogni tanto di rifiatare, mentre Stankovic è attirato dagli Stati Uniti. La freschezza di Obi, Poli e del rientrante Mariga è importante, ma ci vogliono nuovi innesti. Le soluzioni non mancano: in Brasile piace Paulinho, De Jong è sempre una pista calda, Isla e Schelotto verrebbero a Milano anche a piedi e poi non dispiacerebbe fare uno sgarbo alla Juve, prendendo e lasciandolo ancora un anno a Pescara il giovane Verratti.<BR>Una registrata alla difesa che ha incassato 69 gol in stagione andrebbe comunque data: con il ritiro di Cordoba, l`annunciato addio di Lucio e quello probabile di Chivu, e il probabile prestito dell`acerbo Juan Jesus, ci sono (almeno) due posti vacanti in mezzo alla difesa. Chi accanto a Samuel? Il Ranocchia dell`ultima stagione non ha convinto, ma un`altra chance la merita per qualità e personalità mostrate nelle due stagioni precedenti. Possibile che il centrale più promettente che abbiamo in Italia sia improvvisamente diventato un brocco?<BR>Per cautelarsi sono finiti nel mirino altri due argentini: Silvestre del Palermo e Musacchio del Villarreal. Il sogno è Dedè del Vasco da Gama, ma costa tanto, forse troppo (15 milioni di euro). Per il futuro è quasi fatta per il 18enne cileno Lichnovsky. Anche la fascia sinistra avrebbe bisogno di una rinfrescata: Nagatomo va a sprazzi, Zanetti è buono per tutti gli usi, ma un giocatore di rango come Kolarov risolverebbe ogni problema.</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P><BR>&nbsp;</P>C1000009FL0411FL0411massimo-moratti.jpgSiNinter-dall-attacco-alla-difesa-tutti-i-movimenti-di-mercato-1005379.htmSiT1000026100427901,02,03030571
1221005344NewsCalciomercatoLazio, Agostinelli sul dopo Reja:Difficile arrivi uno tra Zeman e Mazzarri20120525184644LazioIl futuro della panchina biancoceleste è ancora incertoIl dopo-Reja continua ad essere un vero e proprio mistero.<STRONG>In queste ore sono stati fatti tanti nomi, che si sono aggiunti a quelli di Zola e Di Matteo. Dunga, Van Gaal, Deschamps, Almeyda, Gasperini, Del Neri. Ma anche Mazzarri e Zeman </STRONG>che tra gli altri sono quelli che più hanno attirato l`attenzione del pubblico. AndreaAgostinelli,ex giocatore dellaLazio, ora tecnico e commentatore televisivo, ai microfoni di Radio Sei, ha detto la sua sui due allenatori, rispettivamente del Napoli e del Pescara:<EM></EM> <EM><STRONG>Non credo cheMazzarrivoglia chiudere il suo ciclo a Napoli.L`unica possibilità che lasci è che ci siano grandi divergenze con il presidente. Io non credo che sarà lui il nuovo allenatore della Lazio, ma tutto può succedere.Zeman, poi, è un tecnico bravo ma particolare, con le sue idee, la sua filosofia di calcio. Dovresti stravolgere la squadra per adattarla al gioco di Zeman.</STRONG></EM>C1000009RomaFL0112FL0112presentazione_mister_(1).jpgSiNla-lazio-aspetta-un-mister-1005344.htmNoT1000018100456601,02,03030215
1231005288NewsCalciomercatoLazio, anche l`Anderlecht su Zola20120523191720gianfranco zola anderlecht lazio di matteo mazzarri gasperiniL`Anderlecht sarebbe molto vicino nell`ingaggio di Gianfranco Zola come prossimo allenatore.<span style="font-weight: bold;"></span>Il futuro laziale del dopo-Reja è sempre più incerto, anche se la dirigenza ha avuto contatti con <span style="font-weight: bold;">Roberto Di Matteo</span>, fresco di Champions League con il Chelsea, <span style="font-weight: bold;">Walter Mazzarri<span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;"><span style="text-decoration: underline;"></span></span></span></span></span></span></span></span>, che pochi giorni fa ha conquistato la Coppa Italia con il Napoli, e l'ex allenatore dell'Inter <span style="font-weight: bold;">Giampiero Gasperini</span>. Fino ad oggi però in pole position c'è sempre stato <span style="font-weight: bold;">Gianfranco Zola</span>, che però, stando ad indiscrezioni, potrebbe non essere l'allenatore bianco-celeste della prossima stagione.<br><br>Infatti, i fiamminghi dell'Anderlecht sono molto vicini al <span style="font-style: italic;">Magic Box</span>, il quale sarebbe propenso ad accettare l'offerta, in quanto la squadra, vincendo il loro 31° titolo della storia, si è qualificata in Champions League. <br>C1000009Romafl0521fl0521zola.jpgSiNzola-vicino-anderlecht-1005288.htmSiT1000018100342301,02,03030395
1241005206NewsCalciomercatoLazio: Zola chiede Diamanti, Pazzini e Giovinco. Questo complica le cose..20120520111531LazioZola ha già in mente acquisti<P><STRONG>Lazio-Zola, contatto. E «Magic box» ha un brivid «Non vedo l`ora di tornare ad allenare»,</STRONG> confessa a Monaco. La finale di Champions, l`odore dell`erba dell`Allianz Arena, la visione del ds Tare. S`erano lasciati a febbraio con una stretta di mano, con una scintilla. Deve tornare a infiammarsi. Adesso però, per il dopo-Reja, ci sono tanti concorrenti. C`è persino l`amico Di Matte «Roberto è determinato  confessa Zola  ed è già un tecnico fortissimo». Sembra quasi una sponsorizzazione. Eppure Lotito sogna sempre Mazzarri, dopo la Coppa Italia lo chiamerà: ma i 2,5 milioni d`ingaggio spaventano. Non convince Gasperini, consigliato da Reja. Sondaggi per Zenga e Mihajlovic. Sannino piace, ma è poco esperto. Al via comunque le consultazioni, ci spera Zola: «Non direbbe mai no alla Lazio  svela l`agente Marrucco  ma serve un progetto a lungo termine». </P> <P><STRONG>Rientrerebbero tre nomi: Giovinco, Diamanti e Pazzini. A Formello però si è già operato in quei ruoli</STRONG>. Fatta per Ederson, a un passo Yilmaz per l`attacc accordo per circa 2,5 milioni col bomber, bonus compresi; il Trabzonspor vuole 6-7 milioni, ora c`è l`insidia City. Da piazzare qualche esubero di lusso. C`è Zarate, forse tornerà Floccari: «Vorremmo riscattarlo  spiega Leonardi, ds del Parma  ma il prezzo è troppo alto (5,5 milioni, ndr)». Scalpita Klose: «Voglio tornare alla Lazio con la Coppa d`Europa in mano».</P> <P><STRONG>C`è addirittura un campione del mondo ora in orbita Lazi suggestione «Ringhio» Gattuso, 34 anni, svincolato dal Milan</STRONG>. Per la difesa si lavora su Balzaretti, sotto osservazione ieri a Monaco Diego Contento, preso Breno, grane legali permettendo. Comunque si monitorano occasioni per la retroguardia: piace Michael Ciani, gigante 28enne del Bordeaux, ma soprattutto il coetaneo Danilo, rivelazione dell`Udinese. Costa 8 milioni, il Friuli è un Compro oro.</P>C1000009FL0112FL0112zola.jpgSiNlazio-zola-chiede-acquisti-1005206.htmSiT1000018100456601,02,03030486
1251005021NewsCampionatiInter, Zanetti: «Cordoba un fratello. Con Strama si va, Benitez sbagliava...»20120512153320InterIl Capitano parla ai microfoni di Inter Channel<P>Ultima giornata di campionato, ultima puntata di 'A tu per tu' di Inter Channel. Alla vigilia di Lazio-Inter, protagonista dell'intervista realizzata da Roberto Scarpini è il capitano Javier Zanetti.</P> <P><STRONG>Capitano, è arrivato il momento di tirare un po' le somme di questa stagione. Partiamo dai record: possiamo se non altro definire quest'annata quella dei record a livello personale?<BR></STRONG>"A livello personale sì, è stata un'annata di tanti record, però purtroppo a livello di gruppo è stata un'annata molto particolare, con tanti problemi, cambi di allenatore, infortuni: non siamo mai riusciti a dare continuità. In quest'ultimo periodo di campionato, però, almeno stiamo riuscendo ad avere una continuità di risultati che ci permette di sperare di arrivare in Champions, visto che in Europa League ci siamo già". </P> <P><STRONG>Che cosa è successo con Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, che da voi sono comunque sempre stati supportati?<BR></STRONG>"La volontà c'era da parte di tutti affinché le cose andassero bene, sia da parte degli allenatori che da parte nostra, ma purtroppo non siamo stati continui. Con Gasperini - che è stato il primo - le idee che lui voleva per questa squadra nelle prime partite non sono state all'altezza di quello che ci aspettavamo tutti, abbiamo perso tante partite e per questo è stato deciso di cambiare. Poi è arrivato Ranieri, un allenatore con tanta esperienza, con cui siamo riusciti a fare un filotto positivo, ma anche lì a un certo punto siamo caduti e non riuscivamo a tirare fuori la testa. Questo finché è arrivato mister Stramaccioni, molto giovane - ha tre anni meno di me (sorride, ndr) - ma con le idee molto chiare e che ci sta permettendo di sperare almeno in questi ultimi 90 minuti di poter arrivare al preliminare di Champions". </P> <P><STRONG>Si può dire che Stramaccioni sia riuscito nel farvi riaffiorare quella forza che è sempre stata dentro di voi, voi che avete vinto tutto ma che magari dopo una serie di sconfitte avete perso un po' di fiducia?<BR></STRONG>"Può essere una chiave di lettura, anche perché quando non arrivano dei risultati ti fai delle domande, magari il gruppo perde fiducia e non è più così convinto di quello che può fare. Ma questo non vuol dire che ci mancasse la voglia, perché la voglia c'era sempre, il gruppo c'è sempre stato, solo che sono successe tante cose insieme che hanno fatto sì che ci fossero quelle difficoltà. Adesso è tornata la fiducia, anche perché i risultati aiutano tantissimo". </P> <P><STRONG>Ma quando sentivate Rafa Benitez che diceva che questi giocatori avevano la pancia piena non vi arrabbiavate?<BR></STRONG>"Mi dava fastidio perché vedevo che non era così, io mi allenavo tutti i giorni e soprattutto conoscevo i miei compagni da tanti anni e vedevo che quando ci allenavamo davamo il massimo, perché l'obiettivo di tutti era fare bene per l'Inter. Ricordiamoci che abbiamo vinto una Supercoppa e un Mondiale per Club quando c'era Benitez, se il gruppo avesse avuto la pancia piena non sarebbe riuscito a vincere quei trofei. Prima di dare un giudizio bisogna sapere bene quali sono le cause e sapere bene perché succedono le cose". </P> <P><STRONG>Julio Cesar settimana scorsa ci ha detto che non vede l'ora di iniziare la prossima stagione.<BR></STRONG>"Sono d'accordo con lui. Adesso che ci manca solo una partita possiamo fare un bilancio degli ultimi otto anni e questo è il primo anno di difficoltà, dopo che per sette è stato vinto tutto. Può darsi che prima o poi questo momento dovesse arrivare e a noi è capitato tutto in una sola stagione. Ora, nella mente di ognuno di noi, c'è questa voglia di riscatto e di cambiare questa tendenza, per poter lottare nei posti alti cui siamo sempre stati abituati negli ultimi anni". </P> <P><STRONG>Può quindi essere la mente fresca di un allenatore giovane come Stramaccioni la cosa migliore in questo momento?<BR></STRONG>"Sì, a noi Stramaccioni piace, con lui stiamo bene in campo, in allenamento si vede che siamo tutti molto coinvolti e che lui ha le idee chiare, che è uno molto tranquillo. E a noi l'unica cosa che interessa è fare bene per questa Società e riportarla a essere vincente". </P> <P><STRONG>Voi giocate per vincere, si può quindi dire che vi piaccia avere un allenatore che vi mette in campo dandovi le indicazioni per attaccare, per vincere?<BR></STRONG>"Sì, anche perché le caratteristiche sono quelle di una squadra portata all'attacco, per cui è giusto trovare il giusto equilibrio in tutte le parti ma l'obiettivo principale è sempre quello di vincere le partite". </P> <P><STRONG>Sia per l'Inter che per la Lazio quella di domani sarà 'una partita della speranza aspettando che...'. Come si gioca una gara così?<BR></STRONG>"Purtroppo non dipenderà soltanto da noi ma io credo che il primo passo sia fare il nostro e poi aspettare un segnale per il terzo posto, che un mese fa sembrava impossibile. Sappiamo che sarà molto difficile ma siamo anche abituati che nel calcio può accadere di tutto e, perché no, può magari accadere questa volta...". </P> <P><STRONG>Se non dovesse arrivare terza l'Inter, chi avrebbe più merito di farcela?<BR></STRONG>"Credo l'Udinese, perché sta facendo un percorso molto importante, è una squadra molto giovane, con un allenatore molto intelligente. Credo che sia difficile mantenersi sempre nei primi posti ma l'Udinese ha dimostrato di essere la più continua". </P> <P><STRONG>Che cosa provi quando senti parlare del calcioscommesse?<BR></STRONG>"Mi dispiace che succedano queste cose, però credo che si stia facendo tutto il possibile affinché il calcio torni credibile e quindi noi - come protagonisti - dobbiamo essere i primi a dare questo esempio. Il calcio è uno sport talmente bello che spero che tutto questo si risolva per il meglio e si possa godere di un calcio spettacolare". </P> <P><STRONG>A inizio della prossima stagione non ci sarà più Ivan Cordoba al tuo fianco a tirare il gruppo nella corsa. Chi prenderà il suo posto? Forse Esteban Cambiasso?<BR></STRONG>"Ci sono tanti che lo possono prendere... ma Ivan resta Ivan, un grande amico, un fratello per me. Bisogna riconoscere tutto quello che ha dato a questa Società e a questa maglia, è stato bello vederlo felice domenica, meritava la vittoria, tutte le sorprese e l'affetto dei tifosi. Credo che comunque ci rimarrà vicino, per rendersi utile in un altro posto".</P>MilanoFL0112FL0112zanetti-inter1.jpgSiNzanetti-parla-della-sua-stagione-1005021.htmNo100456601,02,03030195
1261004761NewsCalciomercatoLa Fiorentina pensa al futuro20120504170000fiorentinaLa Fiorentina getta le basi per aprire un nuovo ciclo. E` caccia all`allenatore.<P align=justify>&nbsp;La Fiorentina, dopo il licenziamento per giusta causa di Delio Rossi, ed aver affidato momentaneamente la panchina a Vincenzo Guerini, è già proiettata all'allenatore del futuro, a cui affidare la squadra per iniziare un nuovo ciclo.</P> <P align=justify>&nbsp;I nomi più papabili al momento sono quelli di Vincenzo Montella, soprattutto nel caso in cui il nuovo direttore sportivo fosse Pietro Lo Monaco, ma anche quelli di Giampiero Gasperini e Stefano Pioli, che, dopo la brutta parentesi estiva&nbsp;sulla panchina bollente&nbsp;del Palermo, si è messo in evidenza con un'ottima stagione alla guida del Bologna.</P>C1000009Firenzafl0712fl0712della valle andrea.jpgSiNfiorentina-allenatore-serie-a-1004761.htmSiT100002401,02,03030248
1271004531NewsCampionatiInter, Zanetti: «Vogliamo arrivare terzi e fare una grande squadra per il prossimo anno»20120427121831inter, zanettiStramaccioni ha portato entusiasmo<P>Ieri sera presso l`Hotel Marriott di Milano si è svolta la <EM>XVII edizione del Premio San Siro Gentleman</EM>. Il riconoscimento viene annualmente attribuito ai giocatori di Inter e Milan che in campo si distinguono per il fair play e per la professionalità. Quest`anno il premio è stato vinto da <STRONG>Javier Zanetti</STRONG> a coronamento di una stagione che lo ha visto battere tanti altri record con la maglia nerazzurra.</P> <P>Il Capitano al termine della premiazione ha rilasciato un`intervista, dove ha analizzato diversi argomenti: l`obiettivo terzo posto, il suo futuro, il rapporto con Stramaccioni e la lotta scudetto. Lavoriamo per il terzo posto, ci crediamo. vogliamo arrivare in Champions, mancano quattro partite e ci proveremo fino alla fine. Le 800 presenze? Ormai l`anno prossimo, quest`anno non ce la faccio visto che ora mi sono dovuto fermare. Ma all`inizio dell`anno prossimo sì, perchè ho voglia di continuare a essere utile per questa società.</P> <P>Zanetti ha parlato anche della possibilità di ricoprire in futuro un ruolo da dirigente. Un futuro che, conoscendo il Capitano, sembra abbastanza lontano: Mi hanno chiesto se mi sarebbe piaciuto fare il dirigente o l`allenatore, ho detto il dirigente ma non ho mai detto di avere già la scrivania pronta.</P> <P>L`intervista prosegue e Pupi analizza il lavoro degli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra in questa tormentata stagione: Stramaccioni? Stiamo lavorando bene con lui, ha portato entusiasmo, ha le capacità per continuare con noi, ha le idee chiare. Gasperini e Ranieri? Porto rispetto per loro, che hanno comunque cercato di fare del loro meglio. Il futuro dell`Inter? Un mix tra giovani e uomini di esperienza. Un pensiero, poi, anche per Mourinho, eliminato ai rigori a un passo dalla finale di Champions League: Ci siamo scambiati dei messaggi, ero molto dispiaciuto per lui. E molto dispiaciuto era ovviamente anche lui, ci teneva tantissimo, ma poi alla lotteria dei rigori è andata come è andata. Rendiamo comunque merito al Bayern.</P> <P>Chiusura sulla lotta scudetto e sulla provocazione lanciata dalla Juventus che, in caso di vittoria, vorrebbe cucirsi la terza stella sul petto. Zanetti, da parte sua, ha risposto da vero gentleman: Se sono contenti loro che lo facciano, inutile commentare, noi pensiamo solo a noi stessi. Tra Milan e Juventus chi preferisco vinca lo scudetto? Non so, noi pensiamo ad arrivare in Champions League e a fare una grande squadra per il prossimo anno, non agli altri.</P>C1000009adm001adm001zanetti javier.jpgSiNinter-zanetti-stramaccioni-terzo-posto-1004531.htmSiT1000026100075701,02,03030265
1281003516NewsCampionatiInter, Moratti: «Stramaccioni ha portato entusiasmo. Ascolto sempre i consigli dei tifosi»20120402111831inter, stramaccioniIl suo esordio non è stato banaleIl presidente dell'Inter Massimo Moratti a Sky Sport dopo la vittoria contro il Genoa. "Stramaccioni? Ha portato entusiasmo e gioco. Il suo esordio non è stato banale, perché lui non è banale. La sua prima volta in panchina rispecchia la sua personalità. Gasperini? Nessuno sostiene che sia il primo colpevole, ma è stata un'esperienza negativa preparata per tre mesi ma andata male. Diventa una colpa perché nel calcio è tutto una colpa o un merito. Guarin? Il suo esordio è stato davvero ottimo. Gli striscioni nei miei confronti? Ascolto sempre i consigli dei tifosi".C1000009adm001adm001massimo-moratti.jpgSiNinter-stramaccioni-genoa-palacio-moratti-1003516.htmSiT1000026100075701,02,03030147
1291003462NewsCampionati«Senza rancore, fratè!»20120331171401Stramaccioni, Ranieri, Inter, GenoaStramaccioni e Ranieri: uno entra e l`altro esce...<P>Me li immagino così, sulla stessa strada, quella che porta a Interello, che cantano entrambi per ammazzare il tempo.<BR>Uno fischietta giocondo e canta uno stornello allegro: "Fatece largo che passamo noi, 'sti giovanotti de 'sta Roma bella..."<BR>L'altro triste e malinconico con le braccia conserte che improvvisa: "Pe fa la vita meno amara, me so' comprato 'sta chitara..."<BR>Se hanno una stagione preferita, per il primo sarà sicuramente la Primavera; per il secondo possiamo stare certi che non sia la stessa del "pischello" che gli ha scippato il posto in panchina.<BR>Uno con capelli sistemati, in ordine, lo sguardo carismatico e affascinante: alcuni iniziano a sognare un nuovo Mourinho.<BR>L'altro i capelli (bianchi) se li è strappati per la disperazione; gli occhi, in quel di Verona colmi di lacrime, ora riflettono il quadro di un uomo che ha fatto di tutto, ma non è bastato.</P> <P>Una pacca sulla spalla quando si incrociano e via: uno entra e l'altro esce.<BR>"Senza rancore, fratè!" fa il primo. "Senza rancore..." risponde l'altro.<BR>Uno è atteso da fotografi, giornalisti e tifosi a braccia aperte.<BR>L'altro trova ad attenderlo su una panchina di un parco giochi limitrofo Benitez e Gasperini che, tanto per cambiare, sparlano dell'ex presidente. <BR>Avranno trovato un nuovo compagno di merende? Non credo, Ranieri ha perso il posto, ma non la dignità.<BR>Si siede su un'altra panchina da solo con la sua chitarra: chissà se la vita diventa veramente meno amara suonando qualcosa...</P> <P>Intanto dentro la sala stampa c'è un putiferio: l'uomo che racconta il suo sogno a tinte nerazzurre piace, è schietto, diretto, viscerale: vuoi vedere che somiglia realmente a Mourinho?<BR>Sui giornali iniziano a giocarci su, lo chiamano StraMouccioni, fanno fotomontaggi assurdi e le rime baciate con il suo cognome si sprecano. <BR>Moratti ha fatto un gran regalo ai giornalisti, gli unici che sarnno soddisfatti a prescindere dagli esiti che darà il campo.</P> <P>Già, perchè in tutto questo tran-tran qualcuno può correre il rischio di dimenticare che domenica si gioca. <BR>E allora è proprio il "Mou de Roma" a ricordare il motivo per cui è stato chiamato: "Penso solo a vincere domenica contro il Genoa."<BR>Le "carrambate" (come le definisce lui) fanno piacere fino a quando si scherza; poi, quando si scende in campo, si fa sul serio.<BR>E' sul campo che Strama vuole dare le risposte migliori, a partire dalla rivalutazione di Zarate e Forlan, Cambiasso e Stankovic. <BR>Parlare di progetto in una settimana sarebbe ridicolo; meglio affidarsi ai giocatori d'esperienza di cui si dispone, cercando di rinnovarne le motivazioni.</P> <P>Battere il Grifone è un imperativo per tornare a respirare aria pulita, per crederci un po' di più.<BR>Fare bene nelle restanti otto successive gare gli servirà davvero tanto, altrimenti il rischio che corre lo conosciamo tutti: la pacca sulla spalla da un argentino&nbsp;che canta "Livin' la vida loca" se la vorrebbe proprio risparmiare...<BR></P>C1000009fl0101FL0101ranieri_e_stramaccioni.jpgSiNsenza-rancore-frate-stramaccioni-ranieri-1003462.htmSiT1000026100129501,02,03010301
1301003437NewsCampionatiJavier Zanetti: la carriera20120331091543Javier, Zanetti, Inter, ArgentinaLa carriera di Javier Zanetti, il capitano dell`Inter<SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Javier Zanetti</SPAN> nasce a <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Buenos Aires</SPAN> il 10 agosto del 1973, ed è nel quartiere portuale della capitale argentina Dock Sud che vive la sua giovinezza. Dotato di grandi doti fisiche e tecniche, è sempre stato un esempio del giocatore perfetto. Terzino o centrocampista di fascia, Zanetti ha più volte ricoperto anche molti altri ruoli, occupando per altro tutta la zona difensiva e mediana. <BR><BR>Inizia a giocare a livello amatoriale nella squadra del suo quartiere, la <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Disneyland</SPAN>, ed a 15 anni è, come attaccante esterno, nelle giovanili dell`Independiente, la sua squadra del cuore, ma viene fatto fuori perché è troppo magro, creando un trauma nel giovane Zanetti che per circa un anno non toccherà più un pallone. Grazie all`aiuto che offre al padre muratore Rodolfo Ignacio, Javier nel frattempo ha messo su muscoli e decide di rimettersi in gioco. L`opportunità gliela offre il <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Talleres</SPAN>, la squadra da dove è appena andato via suo fratello Sergio, che lo fa entrare nelle giovanili. Da esterno d`attacco arretra il suo baricentro, diventando centrocampista di fascia. Dopo una brillante stagione tra le giovanili, Zanetti viene promosso in prima squadra, dove disputa la Nacional B, ovvero la seconda divisione. La squadra, con grande generosità, gli offrì un contratto da professionista in quanto Javier prima, per aiutare la sua famiglia a livello economico oltre al calciatore faceva la mattina il ragazzo del latte. Nel 1992 totalizza 17 presenze ed una rete, ed è in quest`anno che conosce la sua futura moglie Paula, che avrebbe sposato nel 1999. Tra l`altro in questo periodo gli viene assegnato il soprannome Pupi, dato precedentemente anche al fratello, necessario in quanto in squadra c`erano ben cinque Javier. Nell`estate del 1993 Zanetti si trasferisce al <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Banfield</SPAN> in Primera <A title="Campionato di calcio argentino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_di_calcio_argentino">División</A>, dove indossa per la prima volta la maglia numero 4. Esordisce il 12 settembre 1993 contro il River Plate, la partita finisce 0-0. Nella prima stagione scende in campo 37 volte, segnando anche una rete. Nel novembre 1994 viene convocato da Daniel Passarella nella nazionale argentina, la <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Selección</SPAN>, con cui debutta a Santiago il 16 novembre, vincendo 3-0 contro il Cile. Viene soprannominato dal telecronista Victor Hugo Morales el Tractor, ovvero il trattore, per il vigore delle sue gambe, e continua a giocare bene al Banfield, assieme al suo futuro compagno di squadra, Julio Cruz, collezionando 29 presenze condite da 3 gol. Nell`estate del 1995, Antonio Angelillo, osservatore ed ex gloria dell`<SPAN style="FONT-STYLE: italic">Inter</SPAN>, segnala Zanetti al nuovo presidente Massimo Moratti, che lo acquista subito prima di un altro argentino, Sebastián Pascual Rambert, detto l`Avioncito. Viene presentato alla stampa il 5 giugno 1995 alla Terrazza Martini proprio assieme a Rambert. Ma il problema era che in quel periodo il regolamento prevedeva che una squadra potesse schierare in campo solamente tre stranieri, ed oltre a Zanetti c`era il già citato Rambert ed i più blasonati Roberto Carlos ed Ince. Ma Moratti credette in lui, lasciando in tribuna più volte Rambert. Il suo maestro, sin dal primo giorno, è il grande Giacinto Facchetti, ed è lui che trasmette ad Javier i valori sportivi più importanti: la correttezza, la lealtà, l`onestà ed il rispetto per gli avversari. Debutta con la maglia dell`Inter sotto la gestione di Ottavio Bianchi il 27 agosto 1995, quando i nerazzurri battono il Vicenza per 1-0. L`esordio per l`Inter sembra promettente, ma poco dopo una serie di risultati deludenti indussero Moratti ad esonerare Bianchi, che venne sostituito per poco tempo da Luis Suárez, in attesa dell`arrivo di Roy Hodgson. L`allenatore inglese gli cambia ruolo, Zanetti passa da laterale destro in un 5-3-2 in interno destro in un modulo a rombo. Sotto la gestione di Hodgson, Zanetti segna il suo primo gol con la maglia dell`Inter, il 3 dicembre 1995 contro la Cremonese. In tutto nell`annata 1995-1996 Javier disputa 39 partite andando in rete per due volte, ma l`Inter si classifica con un magro settimo posto. In estate vince la medaglia d`argento ai giochi olimpici di Atlanta con la maglia della nazionale argentina. Nel campionato successivo all`Inter arrivano Djorkaeff e Zamorano, ed i nerazzurri rimangono a lungo nei primi posti, ma alla fine concludono il campionato al terzo posto. In Europa invece, l`Inter raggiunge la finale di Coppa UEFA, che perde ai rigori contro lo Schalke 04 nella finale di ritorno a Milano. Questa è l`unica partita dove Zanetti ebbe un atteggiamento sopra le righe, infatti dopo essere stato sostituito, litigò con Hodgson, ma si scusò subito dopo. Le ultime partite della stagione si consumarono, dopo le dimissioni di Hodgson, sotto la guida ad interim di Luciano Castellini, ex giocatore ed all`epoca allenatore dei portieri nerazzurri. La stagione termina con 50 presenze e 4 gol, ma già si pensa a quella successiva, infatti Moratti acquista il pallone d`oro Ronaldo, ma anche Simeone, Recoba, West e molti altri, e chiama come allenatore Gigi Simoni. In quell`anno in Italia l`Inter non è stata solo sfortunata, ma anche sfavorita dagli arbitri, specialmente quando nello scontro per lo scudetto non venne assegnato un rigore a Ronaldo su fallo di Iuliano. Invece a livello continentale l`Inter vince la Coppa UEFA al Parco dei Principi di Parigi contro la Lazio. Per Zanetti la partita fu memorabile: 3-0 ed il secondo gol, tra l`altro bellissimo, venne segnato da lui, il secondo in 41 partite in quell`anno. L`estate dopo arriva un nuovo campione in nerazzurr Roberto Baggio, che diventerà un grande amico di Javier, regalandogli anche un labrador, Simba. Nel bel mezzo della stagione la società esonera Simoni per chiamare il rumeno Mircea Lucescu, con cui Zanetti giocherà anche come seconda punta, in amichevole, ma dopo un`eliminazione in Champions League contro il Manchester United, venne esonerato anche Lucescu. La squadra viene presa in mano per quattro partite nuovamente da Castellini, per poi tornare tra le mani di Hodgson. La stagione fu una delle più buie, e nonostante i quattro gol in 50 partite di Zanetti, la squadra termina il campionato all`ottavo posto. Per la nuova annata Moratti porta ad allenare a Milano Marcello Lippi, che però costringe al ritiro il capitano Giuseppe Bergomi. Oltre a lui se ne va anche il vice-capitano Pagliuca, e nella squadra a soli ventisei anni la fascia di capitano toccò proprio ad Javier Zanetti, il giocatore che con i suoi tre anni in nerazzurro era all`Inter da più tempo. Con il miglior allenatore in circolazione ed un attacco atomico composto da Ronaldo, Zamorano, Baggio e Recoba, come al solito la stagione inizia nel migliore dei modi. Zanetti torna a giocare a centrocampo, come tornante a destra, nel 4-4-2, ma a causa di qualche infortunio di troppo, come quello gravissimo di Ronaldo contro il Lecce, in poco tempo l`Inter smise di pensare allo scudetto, che poi venne conquistato dalla Lazio. Tra l`altro nel mercato invernale la squadra si era notevolmente rinforzata con gli acquisti di Seedorf, Mutu e del difensore <A title="Iván Ramiro Córdoba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iv%C3%A1n_Ramiro_C%C3%B3rdoba">Córdoba</A>, che assieme a Zamorano e Baggio diventerà uno dei migliori amici del capitano. La stagione finisce con una qualificazione in Champions League ottenuta grazie ad una vittoria in uno spareggio contro il Parma, e Zanetti scende in campo 41 volte segnando in due occasioni. La stagione 2000-2001 per Javier non comincia nel migliore dei modi, infatti il capitano riporta una lesione muscolare all`adduttore sinistro che lo tiene fermo per un po` di tempo. In Champions l`Inter viene eliminata nei turni preliminari dalla squadra semisconosciuta dell`Helsingborg, ed in campionato dopo un esordio con sconfitta a Reggio Calabria, Lippi diede le dimissioni. Al suo posto arriva Marco Tardelli, ma ormai il dado è tratto. Arrivano altre figuracce, sei gol subiti dal Parma e dal Milan ed un`altra eliminazione europea, in Coppa UEFA, contro la modesta squadra del Deportivo Alavés, che portano ad una contestazione di un tifoso che getta una molotov contro il pullman nerazzurro, provocando un grande panico tra i giocatori. Il campionato termina con l`Inter al quinto posto, il capitano timbra 34 volte la presenza, senza mai segnare. Durante l`estate Zanetti si permette addirittura di rifiutare le offerte del Real Madrid e del Manchester United, anche perché all`Inter è arrivato un suo connazionale come tecnico, Héctor Cúper, che parlò con lui, dichiarandolo come un elemento indispensabile. Con lui alla guida dell`Inter Javier torna a giocare da terzino destro, e la squadra si dimostra grande, rimanendo a lungo in vetta fino all`ultima giornata programmata il 5 maggio 2002. Bastava battere la Lazio per conquistare lo scudetto, anche se l`Inter lo avrebbe potuto vincere qualche settimana prima, quando i nerazzurri strapparono un misero pareggio a Verona, dove il risultato fu pesantemente condizionato dall`arbitro a sfavore dell`Inter. Nella gara contro la Lazio, l`Inter passò per due volte in vantaggio, per poi essere rimontata due volte. Nel secondo tempo la squadra crollò, perdendo la partita per 4-2, e consegnando lo scudetto alla Juventus. A fine partita tra i più delusi ci sono Zanetti e Ronaldo in lacrime, anche se poi il brasiliano si sarebbe consolato con la vittoria dei mondiali in Corea e Giappone. In quel periodo nella sua Argentina la situazione è disastrosa. Il debito pubblico e la svalutazione della moneta hanno portato moltissime famiglie tra la vita e la morte. Così Javier e sua moglie Paula decisero di contribuire, creando la&nbsp;Fundación&nbsp;Pupi, che si pone come obiettivo l`educazione e l`alimentazione dei bambini disagiati nel paese latino. I ragazzi aiutati dalla fondazione sono tantissimi, da Martín, che era sordomuto, ma ora è capace di parlare, a Gisela, che è nata con un ritardo mentale e adesso ha un quoziente intellettivo in regola, passando per Nazarena, che aveva problemi di socializzazione derivati dalla violenza che ha subito per anni dal padre, ma che adesso vive normalmente, senza dimenticare Denise, nata con una malformazione fisica che le impediva di camminare, ma che ora si sposta senza alcun problema. Per le sue attività a favore della salvaguardia dei diritti dei bambini, Zanetti ha ricevuto un Ambrogino d'Oro, una delle più alte onoreficenze conferite dal comune di Milano, nel 2005. Nel corso del secondo anno di Cúper sulla panchina nerazzurra continuarono ad arrivare giocatori argentini nell'Inter, e Kily González, Crespo e l'immenso Batistuta si aggiunsero a Zanetti, Vivas, Almeyda, Guglielminpietro. L'annata è positiva, ma non del tutto, infatti in serie A i nerazzurri si classificano secondi, ed in Champions League vengono eliminati in semifinale dal Milan con un doppio pareggio. Anche in occasione della finale di ritorno il capitano, che tra il 2002 ed il 2003 ha totalizzato 53 presenze segnando un gol, non si è vergognato di nascondere le sue emozioni, rimanendo a piangere dinnanzi a tutto lo stadio Meazza. L'anno dopo Cúper viene esonerato dopo poche giornate ed a sostituirlo c'è Alberto Zaccheroni, campione d'Italia col Milan nel 1999. La stagione non è da ricordare, infatti la squadra viene eliminata sia in Champions che in Coppa UEFA, e finisce il campionato al quarto posto. Nel frattempo Pupi, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della FIFA, viene inserito da Pelé tra i giocatori più forti di sempre. In tutte le competizioni Zanetti scende in campo 51 volte, senza mai comparire nel tabellino dei marcatori. L'inizio del ciclo delle vittorie nerazzurre coincide con la stagione 2004-2005. Al timone della squadra arriva Roberto Mancini, che come al solito schiera con regolarità il capitano, per ben 49 volte, anche se non va mai a segno. L`ex leggenda della Sampdoria subito conquista una coppa Italia, vinta in finale contro la Roma, anche se in campionato non va oltre al terzo posto ed in Champions League viene nuovamente eliminata dal Milan, perdendo tra l'altro la gara di ritorno 3-0 a tavolino dopo vergognosi lanci di fumogeni in campo, ma intanto si avvicina la voglia di rivincita, che arriva la stagione dopo, con una vittoria estiva in Supercoppa italiana contro la Juventus ed un`altra vittoria in Coppa Italia contro la Roma. Il capitano non gioca quasi sempre la prima parte della stagione, a causa di una lesione, sempre all`adduttore, ma questa volta destro, collezionando solamente39 presenze, senza ancora segnare. Durante l`estate del 2006 la nazionale italiana vince i mondiali, ma subito dopo, a seguito dello scandalo denominato Calciopoli, viene assegnato lo scudetto all`Inter e mandata in serie B la Juventus. Dopo anni sono emersi i veri motivi per cui la squadra nerazzurra non è riuscita a vincere uno scudetto in questi anni, e finalmente si apre per l`Inter una strada colma di successi. La prima opportunità arriva il 27 agosto 2006: i nerazzurri sfidano nuovamente la Roma, questa volta per la Supercoppa italiana. Dopo essere stata in svantaggio di tre reti, la compagine interista è autrice di una rimonta incredibile, riuscendo a trionfare per 4-3 ai supplementari. Questo perché Zanetti il giorno prima ha promesso a Giacinto Facchetti, in ospedale per un tumore al pancreas, di portargli la coppa. Il 4 settembre successivo però, l`eterno terzino muore. L`Inter vuole vincere il campionato per dedicarglielo, ed è l`occasione giusta, in quanto la Juventus non partecipa al campionato ed il Milan è penalizzato. Inoltre la campagna acquisti è stata eccellente: arrivano Grosso, Ibrahimovic, Maicon, Maxwell e Vieira, ed inoltre ritorna in nerazzurro dopo due anni Crespo. A livello tattico Mancini sposta Zanetti come centrocampista esterno, per dar spazio in difesa al promettente terzino Maicon. I risultati si vedono, e l`Inter trionfa in campionato, polverizzando ogni record, sia nazionale che europeo, mettendo in sella 17 vittorie di fila e conquistando ben 97 punti. L`unica delusione fu a livello europe dopo due pareggi contro il Valencia, di cui l`ultimo finito con una rissa, l`Inter esce agli ottavi in Champions League. In questa grande stagione a livello nazionale anche il capitano torna al gol, segnandone uno all`Ascoli in 50 presenze. La stagione 2007-2008 è quella del centenario dell`Inter, che fugge in vetta già dall`inizio del campionato. Tuttavia, a causa della fatica che si è accumulata, inizia un periodo di declino. Lo scontro diretto con la Roma avviene il 27 febbraio, ed i giallorossi si portano subito in vantaggio nel primo tempo. A pochi secondi dalla fine l`Inter riesce a pareggiare con un gol, che poi si sarebbe rivelato fondamentale ai fini del campionato, di Zanetti da fuori area, l`unica rete in 51 partite stagionali. Qualche settimana dopo arriva un`altra eliminazione in Champions, immeritata come quella dell`edizione precedente, questa volta con il Liverpool. Lo scudetto si decide all`ultima giornata, quando l`Inter trionfa a Parma per 2-0, con doppietta di Ibrahimovic. Tuttavia, a causa degli insuccessi a livello europeo Moratti decide di chiamare José Mourinho come nuovo allenatore, che alla prima partita batte la Roma ai rigori in Supercoppa italiana. Lo Special One, come veniva soprannominato l`allenatore portoghese, nel suo primo anno di guida a Milano ha vinto lo scudetto, ma è stato eliminato in Champions, il nuovo obiettivo degli interisti, dal Manchester United. Anche con Mourinho, il capitano viene schierato con regolarità, totalizzando 51 presenze e nessun gol. Nella stagione 2009-2010 è stato ceduto il bomber Ibrahimovic in cambio di un conguaglio economico più il cartellino di Eto`o. Inoltre vengono acquistati <A title=Lúcio href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%BAcio">Lúcio</A>, Thiago Motta, Sneijder e Milito, per puntare alla Champions League. L`Inter realizza un grande cammino, per poi calare le attenzioni verso la primavera, in quanto impegnata in tutte le competizioni: Coppa Italia, Serie A e Champions League. Intanto Zanetti, nella gara del 24 marzo contro il Livorno, gioca la sua 137° partita consecutiva in serie A, stabilendo un record. Successivamente i nerazzurri riescono a tornare in testa alla classifica in serie A, dopo essere stati scavalcati per poche settimane dalla Roma, che intanto viene battuta dall`Inter nella finale di Coppa Italia il 5 maggio 2010 con un gol di Milito. Come nel 2008, lo scudetto si decide all`ultima giornata, e l`Inter sul campo del Siena riesce a trionfare per la quinta volta consecutiva nella competizione nazionale, grazie ad un gol di Milito arrivato su un meraviglioso assist proprio di capitan Zanetti. L`ultima partita rimasta coincide con la 700 di Zanetti in nerazzurro, si disputa il 22 maggio ed è la finale di Champions League tra Inter e Bayern Monaco. I nerazzurri sono arrivati in finale dopo un incredibile calvario, eliminando Chelsea, CSKA Mosca ed i campioni d`Europa e del mondo del Barcellona. Una doppietta del solito Milito regala all`Inter la sua terza coppa continentale, dopo 45 anni di attesa. Anche in questo caso Zanetti è in lacrime, ma a differenza delle lacrime di sofferenza di qualche anno prima, queste sono lacrime di gioia. Il capitano alza nel cielo di Madrid davanti 80.000 spettatori l`ultimo di tre trofei conquistati in una sola stagione, siglando un`impresa unica nel calcio italiano. Mourinho non torna a Milano, ma rimane a Madrid per accasarsi tra le file del Real Madrid. Qualche settimana dopo come allenatore viene ufficializzato lo spagnolo Rafael Benítez. Intanto per Zanetti avviene una delusione: il commissario tecnico argentino, la leggenda del calcio Diego Armando Maradona, dopo una grande stagione, dove è il capitano scende in campo 55 volte senza segnare, non convoca lui (che per altro è il giocatore con più presenze nella nazionale albiceleste) e Cambiasso per i mondiali in Sudafrica. Passata l`estate Javier torna ad alzare un altro trofe la Supercoppa italiana vinta nuovamente ai danni della Roma, ma la sua Inter perde la Supercoppa Europea con l`Atletico Madrid. A dicembre vince anche il Mondiale per Club, competizione nella quale Zanetti segna anche un gol, in semifinale, ma l`avventura per Benítez termina con questa vittoria, sospendendo il suo operato. Ad allenare arriva il brasiliano Leonardo, ex giocatore ed allenatore del Milan, e nella sua quarta gara da allenatore nerazzurro, contro il Bologna, schiera Zanetti in campo, facendogli raggiungere Bergomi a quota 519 presenze in serie A, e qualche mese più tardi, l`11 maggio 2011, in un Inter-Roma di Coppa Italia mette a segno la sua 1000° partita ufficiale in tutta la sua carriera. In campionato l`Inter è costretta ad inseguire, arrivando al secondo posto dietro i cugini del Milan, dopo aver recuperato punti preziosi in inverno. In Champions l`avventura è rocambolesca, dopo una rimonta esterna ai danni del Bayern Monaco, i nerazzurri si fermano ai quarti di finale, dove subiscono una clamorosa botta in casa, prendendo cinque gol dallo Schalke 04. Tuttavia l`annata non è da buttare, in quanto oltre ai due trofei arrivati sul finire del 2010, arriva la Coppa Italia che il capitano alza al cielo, mentre la bandiera italiana del club, Marco Materazzi, solleva un trofeo dedicato al 150° anniversario dell`unità d`Italia. Per Zanetti è il quindicesimo trofeo in soli sei anni, il sedicesimo in carriera considerando la Coppa UEFA del 1998. Dopo 52 partite giocate e due gol realizzati, Zanetti partecipa in estate alla sua quarta <A title="Copa América 2011" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copa_Am%C3%A9rica_2011">Copa América, dove la sua Argentina, tra l`altro padrone di casa, viene eliminata ai rigori dall`Uruguay. </A>Intanto Leonardo si dimette da allenatore dell`Inter per diventare direttore sportivo del Paris Saint Germain ed ad allenare l`Inter arriva Gian Piero Gasperini, che con il suo 3-4-3 cambia spesso il ruolo a Zanetti, facendolo giocare spesso anche come difensore centrale. Il capitano non vuole riposare, e poche settimane dopo la cocente eliminazione in Copa América, comincia la sua diciassettesima stagione con la maglia nerazzurra, la tredicesima da capitano, perdendo la Supercoppa italiana a Pechino contro il Milan. In campionato il 17 settembre 2011 contro la Roma Javier eguaglia il numero di presenze di Bergomi con la maglia nerazzurra, 756, e la partita successiva, contro il Novara, lo supera, diventando il giocatore sceso più volte in campo con la maglia nerazzurra. Tuttavia, la gara col Novara è bella solo per il capitano, perché l`Inter incassa tre gol e Gasperini viene esonerato. Qualche giorno dopo viene ufficializzato l`ingaggio dell`allenatore Claudio Ranieri, che da allenatore della Roma aveva fatto soffrire i nerazzurri nell`anno della tripletta. Ranieri fa tornare Zanetti nel suo ruolo fisso di centrocampista, e subito l`Inter vede qualche risultato in più. Il 10 ottobre arriva un altro riconoscimento per Javier, infatti viene premiato come leggenda del calcio mondiale, diventando la prima leggenda ad essere premiata in attività. Otto giorni più tardi, nella gara esterna contro il Lille, raggiunge le 100 presenze in Champions League. <BR><BR>Il capitano, nonostante l`età avanzi, non ha mai pensato di smettere, e quando i giornalisti chiesero a Cambiasso se nel 2014 sarebbe diventato capitano dell`Inter lui ha rispost No, nel 2014 ci sarà ancora Zanetti. Queste parole dette da un grande amico, dicono molte cose sul capitano, che per l`Inter darebbe di tutto. 1007856FL0521FL0521zanetti javier.jpgSiNcarriera-javier-zanetti-1003437.htmSi100342301,02,03030824
1311003382NewsCalciomercatoLazio, Reja e Gasperini insieme è possibile20120329193130reja, gasperini, lazioLotito ci sta pensandoSecondo quanto scrive Tuttosport nel caso in cui Reja decidesse, a fine stagione, di passare dalla panchina alla scrivania Claudio Lotito potrebbe puntare forte su Gian Piero Gasperini. L'ex tecnico dell'Inter è un obiettivo più probabile rispetto a Vincenzo Montella, ma attenzione al possibile inserimento da parte del Torino, molto interessato a Gasperini, nel caso in cui non dovesse restare Ventura.C1000009adm001adm001reja.jpgSiNreja-gasperini-lazio-lotito-1003382.htmSiT1000018100075701,02,03030268
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1341003311NewsCampionatiInter, Moratti: «Stramaccioni ha talento. Ranieri vorrebbe restare in società»20120327201531inter, stramaccioni, bielsa, ranieri, moratti Bielsa è un tecnico che fa divertireIl presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate da Sky Sport: "Stramaccioni ha talento. Per il futuro tutto può succedere, spero possa rappresentare un'alternativa valida per il futuro. Bielsa è un tecnico che fa divertire, come Zeman e Montella, ma io parlo bene di tutto. Non sono soddisfatto invece di Gasperini, credo che le responsabilità principali per questa stagione siano sue. Forlan finora ha giocato poco, ma anche male. Ranieri? E' un gentiluomo, lui vorrebbe restare con un posto in società".C1000009adm001adm001moratti 2.jpgSiNbielsa-moratti-ranieri-stramaccioni-1003311.htmSiT1000026100075701,02,03030162
1351003069NewsCampionatiInter: per ricostruire serve vendere20120322174531INTER-MORATTI-LAVEZZI-ROSSI-GUIDOLINIl fair play finanziario prima di tutto<P>Vendere e cambiare. Queste saranno le parole chiave del prossimo mercato dell'Inter.</P> <P>In Via Durini regna la confusione più grande in questo momento e di certezze per il futuro ce ne sono ben poche;</P> <P>Tanto per cominciare Moratti dovrà scegliere gli uomini da mettersi accanto: l'addio di Oriali ha pesato eccome, e Branca non è risultato all'altezza nelle sue scelte con Benitez e Gasperini. </P> <P>Poi si dovrà pensare all'allenatore: Ranieri ha l'1% di restare anche se si sa che i mali di questa stagione così disgraziata non sono colpa sua; e allora chi arriva? I sudamericani vorrebbero il "loco" Bielsa, Branca spinge per Villas Boas, la piazza (e anche Moratti) gradirebbero le piste Mazzarri, Zeman&nbsp;o Guidolin. Occhio però anche a Blanc.</P> <P>Scelto l'allenatore si dovrà vendere: ormai gli eroi del triplete son pochi e non vengono valutati più di tanto: Julio Cesar potrebbe partire per puntare poi su Viviano, Maicon se non accetta di dimezzarsi lo stipendio (come fatto da Samuel) andrà da Mourinho (Real o Chelsea?), Lucio non ha mercato ma qualche soluzione si può trovare, Chivu è in scadenza e a giugno sarà libero, Cambiasso e Milito rimarranno, anche se da alternatite. E Sneijder? Sull'olandese girerà il mercato dell'Inter: lui è l'unico che può portare soldi e quindi per ricostruire sarà sacrificato con la cessione in Inghilterra, dove ha tanti estimatori.</P> <P>Dei nuovi poi ha convinto solo Poli; Forlan probabilmente domenica si è giocato le chances di restare, Zarate non è piaciuto e Palombo non si è mai visto: non sarà riscattato nessuno di loro.</P> <P>Vendere per acquistare chi? Innanzitutto due centrali e un esterno&nbsp;perchè quelli di ora non danno garanzia e sono in là con l'età; a centrocampo Guarin può essere l'acquisto in più ma altri due o tre giocatori servono mentre l'attacco è il reparto che richiede maggiori manovre: Coutinho in Spagna sta entusiasmando e tornerà, Pazzini ha deluso ma sarà riconfermato. Lucas, Lavezzi e Rossi sono gli obiettivi: il brasiliano però costa tanto e se si mettono in gioco Real e Barca è praticamente impossibile fare cosa; l'italiano costa di meno ma è stato un anno fermo mentre il Pocho è il sogno, non irrealizzabile se dovesse sedersi in panca Walter Mazzarri.</P>FL0141FL0141moratti 2.jpgSiNinter-per-ricostruire-serve-vendere-1003069.htmSi100205001,02,03030240
1361002089NewsCampionatiInter, tutti i nomi del post Ranieri20120228200654inter, ranieri, morattiLe ipotesi sono tante<P>Come riporta <EM>Eurosport.com</EM>, la cura <STRONG>Ranieri </STRONG>a quanto pare non ha funzionato, Moratti è ancora dubbioso sul futuro del tecnico, semplicemente perché non ha grosse alternative, almeno a breve termine&</P> <P><STRONG><EM>Cambiare subito: Luis Figo, Beppe Baresi, Roberto Baggio?<BR></EM></STRONG>Con Gasperini e Ranieri già sul libro paga, l`Inter non vuole investire denaro su un altro allenatore da qui alla fine della stagione ed è questo il motivo per cui Moratti sta ancora sperando in una rinascita nerazzurra con il tecnico romano. Resta il fatto che se il cambio diventerà proprio necessario, il presidente sembra orientato a scegliere una soluzione interna-esterna: in primis con la promozione di Figo e Baresi a un ruolo più centrale all`interno dello staff tecnico ed inserendo quindi al loro fianco Roberto Baggio, che giorno dopo giorno sta diventando il nome più chiacchierato ad Appiano Gentile.</P> <P><STRONG><EM>Cambiare a giugno: Guardiola, Mazzarri, Zenga, Villas-Boas<BR></EM></STRONG>L`eventuale inserimento nello staff nerazzurro di Baggio potrebbe poi aprire la porta per l`arrivo di Guardiola la prossima estate, ma nonostante l`amicizia che lega questi due fuoriclasse l`ipotesi legata al tecnico catalano rimane remota, perché c`è la sensazione che alla fine Pep firmerà ancora con il Barcellona. In ogni caso da giugno in poi le alternative non mancheranno: Mazzarri è un`icona a Napoli e vorrebbe proseguire nella sua avventura partenopea, ma una chiamata da Milano potrebbe cambiare la situazione. Chi non vede l`ora di rispondere al telefono è invece Walter Zenga, che sogna la panchina interista da anni. Senza dimenticare Villas-Boas, che tendenzialmente si libereràdel suo lavoro al Chelsea in tempo utile.</P>C1000009adm001adm001ranieri 2.jpgSiNranieri-figo-inter-moratti-1002089.htmSiT1000026100075701,02,03030243
1371001583NewsCampionatiGasperini: «Sono stato ad un passo dal Napoli. Sarebbe stata un`opportunità incredibile»20120217182611gasperini, inter, napoliMilan e Juventus si giocheranno fino in fondo lo scudetto. Questa è una fase difficile del campionato, fase equilibrata ed il tricolore si deciderà punto a punto ad aprile<P>L'ex tecnico di Inter e Genoa,<STRONG> Giampiero Gasperini</STRONG>, è intervenuto quest'oggi sulle frequenze di <EM>Radio Kiss Kiss Napoli</EM> rilasciando le seguenti dichiarazioni:</P> <P>"Mantenere la concentrazione stasera contro la Fiorentina? E' evidente che per il Napoli la partita importante sia quella contro il Chelsea di martedì, quindi sarà difficile questa sera non pensarci. Obiettivo non facile, ma il Napoli può passare il turno, credo che ne abbia tutte le capacità, non sarà facile ma i blues mi sembrano un avversario alla portata degli azzurri".</P> <P>"Il Chelsea resta una squadra forte, però sicuramente non è la stessa di anni fa, Villas-Boas ha avuto una carriera folgorante. In pochi anni è arrivato ad allenare una potenza mondiale, però è arrivato ad allenare il Chelsea in una fase di cambiamento dove ci sono dei calciatori che hanno dato già dato il meglio della loro carriera. Però rimane sempre una squadra temibile e forte nonostante non sia più quella di qualche anno fa".</P> <P>"Il mio interesse per Lavezzi quando allenavo l'Inter? Non vorrei ritornare sull'argomento Inter, ma devo dire che il Pocho era un giocatore inseguito ed ambito da tanti grandi club, ma con una clausola rescissoria pesante. Il Napoli non voleva privarsene, però devo anche dire che è normale che i club non vogliano rinunciare ai grandi giocatori e Lavezzi è uno di questi".</P> <P>"Sono stato ad un passo dal Napoli a maggio. Per me sarebbe stata un'opportunità importante. Essere scelti per continuare un progetto già avviato per giocare con uno schema che già conosco mi ha fatto piacere. Però devo anche dire che ormai la difesa a tre non è più sconosciuta, la usano spesso anche altre squadre vincenti, ad esempio la Fiorentina, l'Udinese, la Juventus e qualche volta anche il Barcellona di Guardiola".</P> <P>"Milan e Juventus si giocheranno fino in fondo lo scudetto. Questa è una fase difficile del campionato, fase equilibrata ed il tricolore si deciderà punto a punto ad aprile".</P> <P>"A Napoli per dopo Mazzarri? Non mi propongo mai, la mia intenzione è sempre quella di lavorare al meglio per cercare di improntare un progetto serio. Ho sempre fatto bene per anni e poi c'è stato questo momento sfortunato in questa mia parentesi all'Inter. Quello che succederà più avanti lo vedremo. In questo momento del torneo nessuna squadra può già pensare a programmare la prossima stagione. Il Napoli ha comunque già un ottimo tecnico e mi auguro che riesca a raggiungere quest'anno obiettivi importanti. Poi proporsi davvero non mi piace. Penso che Mazzarri, in una piazza difficile, sia riuscito a dare personalità alla squadra, ma il valore dell'allenatore è relativo se le squadre non hanno giocatori di livello. Quando tutti remano nella stessa parte poi i risultati arrivano. Napoli è sempre stata una piazza molto importante, non solo in quest'ultimo periodo, da sempre è una meta molto ambita. In percentuale Mazzarri ha influito molto per la buona riuscita del progetto-Napoli".</P>C1000009adm001adm001gasperini.jpegSiNgasperini-inter-napoli-1001583.htmSiT1000017,T1000026100075701,02,03,08030138
1381001388NewsCampionati«AAA vera Inter cercasi»20120213173130Inter, Novara, Ranieri, crisi Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto: è ancora una volta il Novara ad affossare l`Inter. <P>Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto: è ancora una volta il Novara ad affossare l'Inter.<BR>Diverso stadio, diversa data, diversi tecnici seduti sulle due panchine, ma il risultato non cambia: Novara vince e spera, Inter perde e si dispera.<BR><STRONG>Mondonico</STRONG> fa il mago, mentre<STRONG> Ranieri</STRONG> si accorge che il trucco c'è, ma non lo vede.<BR>Trincea dietro, tanto sacrificio, attenzione maniacale e, dopo un momento di attesa, l'esecuzione da veri serial killer.<BR>Colpisce l'Airone, l'uomo abituato a volare più in alto dei suoi compagni, e lo fa a suo modo: spicca il volo, individua il nemico, plana e colpisce da vero rapace.<BR>E' il minuto 56 e il tabellone di San Siro recita l'inaspettato: Inter 0 Novara 1.</P> <P>I nervi non bastano, le soluzioni individuali non&nbsp;sempre&nbsp;risolvono tutti i problemi: il muro di gomma piazzato a protezione di Ujkani regge fino al minuto 88, quando <STRONG>Sneijder</STRONG> colpisce la traversa con un siluro dal limite. <BR>E' un segno: "La fortuna aiuta gli audaci e i più forti" diceva il vecchio saggio ed il Novara ha meritato questo aiuto. <BR>Finisce tra le contestazioni e i fischi una gara che nessuno tra i presenti allo stadio avrebbe creduto di vedere.<BR>Finisce con l'Inter sconfitta dal Novara, finisce tutto con un grande interrogativo: "Ora che succede?"</P> <P>All'andata il Novara fu fatale all'Inter di Gasperini, Ranieri (per ora) sembra essere a riparo da scelte drastiche da parte della società.<BR>Ci sono comunque i margini per fare bene. Il terzo posto è a sei punti che, in un campionato come questo, non sono nulla. Il Bologna in casa può essere un buon trampolino di lancio per ripartire.<BR>C'è ancora la Champions League da giocare ed&nbsp; il Marsiglia non sembra l'avversario più temibile che potesse tirare fuori l'urna di Nyon. <BR>L'infermieria si sta svuotando; ora bisogna svuotare, liberare la mente da paure ed ansie, tornando a ragionare e giocare da campioni, perchè quelli che, ad inizio anno, tutti giudicavamo grandi giocatori sono tutt'un tratto che&nbsp;dei brocchi, dei perdenti. <BR>Il duro compito sta a Ranieri: attuare una nuova rivoluzione mentale e trovare un ruolo centrale nei suoi schemi a Sneijder sono le priorità.<BR><BR>"Non è forte chi cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi".<BR>I forti questa forza la trovano, ora sta all'Inter dimostrare di averla.</P> <P>&nbsp;</P>C1000009San SiroFL0101FL0101ranieri.jpgSiNaaa-vera-inter-cercasi-1001388.htmSiT1000015,T1000026100129501,02,03010272
1391001305NewsCampionatiInter, Ranieri: «A Roma abbiamo avuto un black out. Spero di avere Guarin tra due settimane»20120211133018ranieri, inter, roma, novara, calciomercato"E` stata una settimana particolare per due motivi"<P>Conferenza stampa per<STRONG> <A class=link-6 href="/personaggi/Claudio-Ranieri.cfm" target="">Claudio Ranieri</A></STRONG>, tecnico dell'<STRONG><A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target=""><STRONG>Inter</STRONG></A></STRONG>, alla vigilia, del match contro il <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/novara.cfm" target=""><STRONG>Novara</STRONG></A></STRONG>: "E' stata una settimana particolare per due motivi: per la partita di Roma e perché abbiamo potuto lavorare bene per tutta la settimana. Adesso dobbiamo lavorare sul campo. Sneijder e Forlan stanno bene, il secondo l'ho convocato ma ancora non è al 100%. Sneijder ha fatto tutta la settimana con noi tranne il primo giorno, quindi sta bene. Cosa cambierà a giugno? Il mestiere dell'allenatore è questo, dobbiamo confermarci partita dopo partita. Si parlava di scudetto fino a qualche settimana fa; serve il giusto equilibrio. In Italia gli allenatori sono come le ciligie, uno tira l'altro; ma io continuo a lavorare con la stessa determinazione di quando sono arrivato. Il presidente ci ha fatto sentire le parole del primo tifoso dell'Inter, quindi sicuramente ci ha fatto piacere".</P> <P><STRONG>Sulla partita di <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">Roma</A></STRONG>: "La cancellerei totalmente perché come ha detto il presidente non siamo neanche scesi in campo; col Palermo è stata una partita pazza e siamo stati pazzi anche noi. L'utilizzo di moduli diversi? E' giusto provare un po' tutto, io non ho un solo sistema di gioco: abbiamo fatto il 4-4-2, il 4-2-3-1, il 4-3-1-2. Domani vedremo. Tutto può influire nelle scelte. Le parole di Gasperini? Da quello che ho capito è molto amareggiato, gli auguro di levarsi al più presto tutte le soddisfazioni che si merita. L'attacco? Non mi preoccupa né Pazzini né Forlan, potrebbero giocare entrambi. L'assenza di Thiago Motta e le ripercussioni sul centrocampo? Io devo avere tutti gli uomini in buona condizione fisica, fino adesso siamo riusciti a fare un 4-4-2 mascherato. Soltanto due volte ho giocato col 4-4-2: una a Genova, dove abbiamo vinto e una a Roma. Io spero sempre di avere almeno un giocatore di qualità. Tifosi preoccupati per i giocatori? Io li posso tranquillizzare da una parte e magari renderli titubanti dall'altra. Nessuno di noi si aspettava una cosa del genere, è stato proprio un blackout. La squadra lotta, la serenità me la danno i ragazzi. La partita della Roma non è possibile. Samuel? Tenerlo fermo è impossibile, non mi stupirei che già col Bologna possa esserci; questa è una mia speranza. E' già stato difficile farlo uscire a Roma al termine del primo tempo. Stankovic? Deki, come altri, è un giocatore che volevo da una vita. Lui sa la stima che ho per lui, vedo che dopo l'infortunio sta tornando lo Stankovic che i tifosi conoscono. Abbiamo un girone di ritorno dove possiamo avere la qualità in più con Chivu, con Sneijder, con Stankovic e con Forlan. La polemica fra Juve e Milan? Non è calcio, queste cose neanche le leggo. Guarin? Le cure mediche stanno facendo effetto, spero di averlo fra una quindicina di giorni con la squadra".</P>C1000009adm001adm001ranieri.jpgSiNranieri-inter-novara-roma-1001305.htmSiT1000026100075701,02,03030180
1401001303NewsCampionatiInter, Gasperini e Benitez: Io l`avevo detto, geni del giorno dopo alla riscossa20120211124830Gasperini, Benitez, InterGeni del giorno dopo, maghi dell`Io l`avevo detto, profeti a posteriori.<P align=left>Geni del giorno dopo, maghi dell`Io l`avevo detto, profeti a posteriori.<BR>Il primo era stato Rafa <STRONG>Benitez</STRONG> sedotto e abbandonato da un`Inter che non lo aveva mai amato; ora è il turno di Gian Piero <STRONG>Gasperini</STRONG> Si sfoga sulle pagine odierne della Gazzetta dello SportGasperson, lo ha fatto in tutti modi il buon Rafa.</P> <P>Leggi le loro interviste e le sovrapponi: uguali come due gocce d`acqua.</P> <P>Volevo Sancheztuonava lo spagnolo, Volevo Palacio e potevamo prendere Balotellidichiara il grugliaschese.<BR>Entrambi in estate desideravano quello che sarebbe diventato il giocatore rivelazione del campionato: clamorosa coincidenza o semplice dato di fatto?</P> <P>Di certo è il tempismo di queste interviste a lasciare interdetti. L`esempio significativo è quella di Gasp, esonerato dopo Novara-Inter e in vena di confessioni per La Rosaproprio prima del ritorno della gara che gli fu fatale. <BR>E proprio sulla sua Waterloo che l`ex tecnico del Genoa dà una visione molto particolare di quello che successe: Ormai era tutto deciso. Intorno a noi c`era un clima assurdo. Nei giocatori era subentrata la rassegnazione, e la squadra sbagliò tutto.</P> <P>Facciamo un piccolo sforzo di memoria e ritorna alla mente l`intervista rilasciata a caldo, subito dopo la vittoria del Mondiale per Club, da Benitez: Il supporto ad un allenatore deve essere dall`inizio alla fine al cento per cento.</P> <P>Entrambi chiedevano fiducia, che (forse) non hanno mai meritato.<BR>La stessa fiducia che hanno avuto Mourinho e Leonardo, predecessori dell`uno e dell`altro&<BR>Non credo che in casa Inter si facciano preferenze in base al fascino, all`abilità oratoria del tecnico, ma sulle idee di gioco. </P> <P>Idee di gioco spesso inadatte ad una squadra che ha vinto tutto quello che si potesse vincere con una rocciosa ed insuperabile difesa a quattro e che Gasperini ha trasformato in un colabrodo composto da tre giocatori inadatti al modulo che lui continua a difendere a spada tratta: La Juve ha battuto il Milan a S.Siro con la famosa difesa a tre, come il Barcellona. Con la difesa a tre giocano bene Napoli e Udinese.</P> <P>Idee di gioco spesso sbagliate per giocatori che non hanno mai amato le dure critiche che Benitez aveva mosso a ripetizione nei confronti di José Mourinho, dichiarando: Se tutto era perfetto perché allora non è qui? Perché ha deciso di andare in un`altra squadra?</P> <P>Ci sono cose che giusto pensare, ma non dire: quella era una di queste&</P> <P>Benitez e Gasperini: allenatori diversi dal destino uguale.<BR>Benitez e Gasperini: geni del giorno dopo, maghi dell`Io l`avevo detto, profeti a posteriori.</P>C1000009FL0101FL0101gasperini.jpegSiNinter-gasp-benitez-1001303.htmSiT1000026100129501,02,03030263
1411001293NewsCampionatiGasperini si confessa: «Mi sarebbe bastato Palacio ma l`Inter voleva giocatori impossibili da prendere»20120211100131moratti, gasperini, conte, milan"Per il fair-play finanziario un pezzo grosso doveva partire"<P>Intervistato da <EM>La Gazzetta dello Sport</EM> <STRONG>Gianpiero Gasperini</STRONG> parla di <STRONG>Inter </STRONG>e non solo. Sul campionato: «Sto bene. Caricato dalla constatazione che il calcio che piace a me vince: rubare palla e non aspettare che gli altri la perdano. Giocare con coraggio e grande ritmo. I risultati danno entusiasmo, ma la vera autostima te la dà solo la prestazione. La Roma può anche perdere, ma lo vedi che si sente forte grazie al suo gioco. La Juve è ancora meglio perché più duttile e imprevedibile. La Juve ha battuto il Milan a San Siro con la famosa difesa a tre, come il Barcellona. Con la difesa a tre giocano bene Napoli e Udinese. Il calcio è evoluzione. Chi resta fermo a ripetere le cose che ha sempre fatto è antico. Conte è il valore aggiunto. Fa fruttare tutto ciò che riesce a insegnare in allenamento. Ci siamo sentiti. Il Milan però può recuperare. Lazio e Udinese stanno facendo cose stratosferiche». </P> <P><STRONG>Moratti, l'Inter e il centrocampista</STRONG>: «Mi spiegò che per il fair-play finanziario un pezzo grosso doveva partire, ma che Eto'o sarebbe rimasto. L'obiettivo era quello di rigenerare un gruppo che aveva dato segni di fatica e incominciare a preparare il ricambio. Bene. A me bastavano Palacio, un centrocampista e un difensore, visti gli infortuni nel reparto. Si pensava a Vidal, a me piaceva anche Nainggolan che però non veniva ritenuto da Inter. Come Criscito, per non dire di Palacio che si poteva prendere. Cercavano Sanchez, Lavezzi, Tevez, molto meno abbordabili. Io col tridente Palacio, Milito ed Eto'o ero pronto a sfidare il mondo. Fui accontentato almeno con Thiago Motta, cui l'Inter aveva chiesto di trovarsi una squadra e con Milito, che rifiutò una grande proposta (Psg, ndr). Bastava poco: due-tre giocatori, non i nove che ha poi comprato l'Inter. Alla faccia del fair-play. Questo è il grande rimpianto. Bastava davvero poco per fare bene».</P>1007858adm001adm001gasperini.jpegSiNgsperini-inter-juventus-1001293.htmSiT1000007,T1000026100075701,02,03030313
1421001178NewsCalciomercatoLazio, Gasperini potrebbe rilevare Reja20120207193130reja, gasperini, inter, lazio, lotito, calciomercatoAumentano i mugugni in casa Lazio Aumentano i mugugni in casa <STRONG>Lazio</STRONG> dopo la sconfitta contro il <STRONG>Genoa</STRONG>, <STRONG>Edy Reja </STRONG>vista la fallimentare campagna acquisti, trovandosi con un collettivo a dir poco carente, sembra allontanarsi dalla società ogni giorno di più. E sembra suggerire a <STRONG>Lotito</STRONG> addirittura un sostituto, <STRONG>Gian Piero Gasperini</STRONG>. L`ex Inter però controbatte moderato: Conosco Reja da una vita, ma è troppo presto per parlarne. (Romatg24)C1000009adm001adm001reja.jpgSiNreja-lazio-gasperini-inter-roma-milan-1001178.htmSiT1000018,T1000022100075701,02,03030184

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notizie calcio
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di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
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Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
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