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11013796NewsEditorialeLe notizie dal fronte bianconero2021062811:48Allegri e la Juventus preparano la nuova stagione calcistica.<p>Mentre procede il Campionato Europeo e l'Azzurro Italia che scender&#224; in campo venerd&#236; prossimo per affrontare i quarti di finale contro il Belgio, la programmazione della Juventus va avanti con la data fissata per il ritrovo dopo le vacanze e il mercato che tra entrate e uscite comincia a vivere il suo periodo pi&#249; intenso. La Vecchia Signora si raduner&#224; agli ordini di Max Allegri il 14 o il 15 luglio (tranne gli azzurri che avranno naturalmente una o pi&#249; settimane di permesso prima del rientro alla base) e rimarr&#224; tutto il periodo della preparazione alla Continassa e al suo JHotel, l&#224; dove il gruppo dei calciatori potr&#224; pranzare, riposare ed allenarsi nella vicina struttura che comprende campi di calcio, palestre e piscine. Comincer&#224; anche il periodo delle visite mediche presso il JMedical e secondo quanto reso noto dalla societ&#224; bianconera, &#232; molto probabile che l'unica partita amichevole pre campionato si svolger&#224; al Camp Now contro il Barcellona di Messi. Per il resto si attende la decisione di Cristiano Ronaldo che ieri con il suo Portogallo &#232; stato eliminato dal Belgio. Resta o va via? Decisione ancora lontana, ma Cherubini si porta avanti con il lavoro programmando incontri per l'acquisto di Locatelli, e Dusan Vlahovic della Fiorentina. C'&#232; poi da vedere di sistemare il possibile ritorno alla base di Pjanic e la partenza di Demiral, Arthur, Frabotta, Ramsey, mentre si procede a grandi passi per rinnovare il contratto a Dybala. Al momento &#232; tutto in working, ma le scelte di Allegri sono gi&#224; abbastanza chiare, almeno per quanto riguarda l'utilit&#224; di Dybala e Morata. Il resto si vedr&#224; cammin facendo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSIncalcio-1013796.htmSI0101050n
21013782NewsEditorialeLa Juventus vince meritatamente la sua 14ma Coppa Italia2021052016:04Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.<p>E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalit&#224;. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfott&#242;, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: <strong>i tifosi allo stadio</strong>. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si &#232; svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualit&#224; tecnica e agonistica. La Juventus &#232; andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con <strong>Kulusevski</strong> che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con <strong>Malinovskyi</strong>. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficolt&#224;, <strong>Federico Chiesa</strong> ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con <strong>Dybala.</strong> <strong>Per la Juventus &#232; la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate</strong> e per <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri &#232; stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che &#232; seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.</p><p>Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus &#232; stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualit&#224; di gioco. Tutto ci&#242;, nonostante la squadra di <strong>Gasperini</strong> si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese pi&#249; arcigne. L'Atalanta resta una bella realt&#224; del nostro campionato, tanto &#232; vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocit&#224; negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non &#232; stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus &#232; salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto cos&#236;, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si &#232; materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando &#232; stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, <strong>Cuadrado</strong> &#232; diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilit&#224; dei ruoli. Lui si &#232; formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che pu&#242;. C'&#232; poi <strong>Chiesa</strong> che si &#232; rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potr&#224; fare affidamento per l'avvenire, cos&#236; come <strong>De Ligt, McKennie</strong> e poco altro. S&#236;, perch&#232; la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la societ&#224;, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avr&#224; maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodich&#232; valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Reggio Emiliafl0711fl0711ab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSIncalcio-1013782.htmSI0101045n
31013772NewsEditorialeRonaldo salva una brutta Juve 2021050221:56Pirlo,gotti,molina,ronaldo,udinese,juve,champions,dybala,morata,bonucciNel finale due gol del fuoriclasse portoghese tengono a galla la Juve<p>Nel giorno in cui l'Inter vince con largo anticipo un meritato scudetto, una Juventus per lunghi tratti imbarazzante conquista a Udine tre punti di platino nella corsa - Champions. L'unica cosa da salvare, per i bianconeri, in una partita giocata sotto ritmo e costellata da tanti, troppi errori tecnici, &#232; proprio il risultato, frutto di una doppietta del redivivo Ronaldo, maturata in rimonta. Per il resto, una prestazione da dimenticare che conferma i limiti caratteriali della squadra di Pirlo, i tanti equivoci tattici specie a centrocampo e le amnesie della difesa, riconducibili pure a un deficit di concentrazione che una squadra come la Juve non pu&#242; e non deve permettersi. E domenica arriva il Milan, in uno scontro che sa tanto di spareggio Champions.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISRonaldosalvajuveeforsechampions-1013772.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,10,11010178n
41013769NewsEditorialeSolo un pari per la Juve, che rischia seriamente di non entrare in Champions2021042517:57juve, fiorentina, pirlo, iachini, ronaldo, ramsey,morata,vlaovic,franchi,championsI bianconeri nella ripresa agguantano il pareggio, ma giocano al di sotto delle proprie possibilità<p>Una Juventus da dimenticare nel primo tempo, assolutamente incolore, rimedia un punto al «Franchi» grazie a una seconda frazione di gioco un po' pi&#249; convincente, disputata per lo meno con una maggiore cattiveria agonistica. Per i viola di Iachini un punto meritato e utile in chiave salvezza. Per gli uomini di Pirlo, molti dei quali autori di una prestazione modesta - Ramsey ancora una volta deludente, Rabiot protagonista in negativo nel rigore assegnato ai padroni di casa - la conquista di un posto Champions torna in seria discussione. A preoccupare &#232; soprattutto l'incapacit&#224; di imporre il proprio gioco e di comportarsi «da Juve», con un'eccessiva timidezza persino negli atleti pi&#249; rappresentativi, da Ronaldo a Dybala. Pesante l'assenza di Chiesa, uno dei pochi a salvarsi in questa sciagurata stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISlajuverimediasolounpareggioafirenze.championsarischio-1013769.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010222n
51013763NewsEditorialeI bianconeri vincono 3 a 1 e rimangono sulla scia del Milan2021041116:55Jue,genoa,scammacca,mkennie,dybala,kuliseski,morata,champions,milanPreoccupano però le solite amnesie difensive e i cali di concentrazione <p>La Juventus regola il Genoa con un risultato abbastanza netto (3-1) e continua a inseguire l'obiettivo minimo della qualificazione in Champions. Ma non cancella alcune delle ombre che ne hanno sin qui costellato il deludente percorso. A partire dall'amnesia difensiva costata il gol con cui Scammacca le ha messo paura e da un secondo tempo ben al di sotto del primo, in cui sembrava esserci una sola squadra in campo. Quella delle prestazioni altalenanti e dei troppi chiaroscuri all'interno della stessa partita resta la costante di quest'anno dei bianconeri. Nota positiva il ritorno di Dybala, che mette sempre pi&#249; minuti sulle gambe e potr&#224; rivelarsi il valore aggiunto del finale di stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSISVincemanonconvincejuvecherimanesullaSciadelmilan-1013763.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101097n
61013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010113n
71013734NewsEditorialeInter - Juventus, mille motivi in più per vincere.2021011517:05Sale la febbre del derby d`Italia<br /><p><span>Per i tifosi sar&#224; il primo Inter - Juve virtuale; un derby d'Italia vissuto sul divano, davanti alla televisione e senza l'ausilio degli sfott&#242; da stadio. Tuttavia, non per questo si rende meno importante dal punto di vista dell'intensit&#224; emotiva e dell'ansia di attesa. Inter - Juve &#232; sempre una partita a parte, un incontro di antica tradizione fatta di rancori, ruggini e antipatie calcistiche mai sfumate nel tempo. L'espressione «Derby d'Italia» &#232; stata coniata da Gianni Brera nel 1967 per indicare due formazioni che, pur risiedendo in due Citt&#224; e Regioni diverse, sono caratterizzate da una profonda rivalit&#224; reciproca, tipica delle sfide stracittadine. E ci sono tanti motivi in pi&#249; in questo incontro della 18ma giornata del Campionato Italiano di Serie A che lo rende ancora pi&#249; piccante. Basti pensare che le recenti reminiscenze di appartenenza juventina di Antonio Conte e Beppe Marotta, si arrovellano nell'immaginario collettivo dei tifosi bianconeri come uno sgarbo che non doveva essere fatto. Ma si sa che il tifoso non bada al razionale senso del professionismo pallonaro e si perde tra mille altri tortuosi pensieri che convergono nella parola: «tradimento». Tuttavia, lasciando da parte tutte queste annose polemiche di parte, soffermiamoci su quelli che sono i motivi di interesse che coinvolgono le due squadre dal punto di vista tecnico. Diciamo subito che sia per la Juventus di Pirlo che per l'Inter di Conte &#232; assolutamente vietato perdere per non buttare via punti in classifica. La Juve, infatti, pur con una partita da recuperare, perdendo contro l'Inter si troverebbe troppo distanziata dai vertici della classifica, mentre per i nerazzurri si potrebbe accendere l'ennesima polemica su una squadra che manca di cattiveria nel sapere gestire le partite. E poi Lukaku contro Ronaldo, chi &#233; pi&#249; decisivo? Due bomber a confronto che sono devastanti nel Campionato Italiano. Il gigante nerazzurro ha totalizzato 17 gol in 22 partite, mentre Ronaldo &#232; a quota 19 su 18 gare giocate. In Campionato CR7 comanda la classifica cannonieri con 15 gol contro le 12 reti segnate da Lukaku. Ma a parte queste considerazioni, il derby d'Italia non si pu&#242; sminuire in quest'unico concetto di base, perch&#233; sul piatto ci sono molte altre considerazioni tecniche che rendono questa partita davvero affascinante. Due squadre diverse ma simili nella ricerca di continuit&#224; di risultati e nella solidit&#224; di un centrocampo che non ha ancora messo a fuoco certi meccanismi che identificano la grande squadra. Pirlo si trover&#224; privo di Dybala infortunato, pi&#249; Cuadrado, De Ligt e Alex Sandro messi in quarantena dal Covid. Conte, invece, deve fare a meno del solo D'Ambrosio, di Sensi che stenta a entrare in forma dopo l'infortunio subito, e poi si ritrova con l'eterno problema mai risolto di un super pagato come Eriksen, che nel 3-5-2 dell'allenatore dell'Inter non troverebbe posto nel suo ruolo di trequartista. Dunque, sono tanti i temi di questo ennesimo confronto tra le due pi&#249; amate squadre d'Italia che hanno voglia di superarsi a prescindere da ogni considerazione tecnica, tattica e di natura storica. Vedremo come andr&#224; a finire. Pirlo che sostiene di essere uno che da sempre ha apprezzato il modo d'allenare di Conte fin dai tempi della Juve, e poi Conte, che forte del suo carattere caparbio che non prevede mai la sconfitta, sta preparando attentamente una partita che, come lui dice, deve essere affrontata con forza, determinazione e «pedalare». Ci riuscir&#224; a battere la sua ex squadra? E la Juve sapr&#224; stare sul pezzo di una gara che &#232; carica di stimoli? Vedremo. Tutto pu&#242; essere. Solo il campo dar&#224; la risposta. Intanto sappiamo che l'arbitro sar&#224; il Signor Doveri coadiuvato da Carbone e Peretti. Il quarto uomo sar&#224; Maresca, mentre al Var ci sar&#224; Calvarese.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>MilanoFL0711FL0711foto-inter-juve.jpgSIS-1013734.htmSI01,02,03,06,1001069n
81013724NewsEditorialeTutti contro Dybala, ma la colpa non è sua.2020111018:28Confusione Juve<br /><p><span>La Juventus di Andrea Pirlo non va bene. Mancano gli equilibri di gioco e i meccanismi tra difesa, centrocampo e attacco sono ancora da perfezionare. Se a questo si aggiungono le pesanti assenze di De Ligt, Alex Sandro, Chiellini, Ramsey, di Bernardeschi che si &#232; perso nella nebbia di Torino e la forma precaria di Dybala, ecco che si procede a fasi alterne e con rendimenti ben al di sotto delle proprie potenzialit&#224;. Ma il pareggio di domenica scorsa contro la Lazio, avvenuto all'ultimo secondo di partita, ha scatenato furibonde critiche soprattutto nell'atteggiamento della difesa che in quell'occasione non &#232; apparsa abbastanza attenta nel gestire la situazione. Ma c'&#232; un altro imputato tra le cause di questo amaro pareggio della Juve contro la Lazio, ed &#232; <strong>Paulo Dybala.</strong> L'argentino entrato in campo al posto di CR7 infortunatosi alla caviglia, &#232; stato incolpato per avere gestito male un pallone nell'out di destra che andava stoppato e difeso, cercando di farsi fare fallo per arrivare praticamente al fischio finale. Noi pensiamo sia ingiusto incolparlo per un episodio che ci sta e pu&#242; accadere a chiunque. Che Dybala sia in sofferenza per un'infezione urinaria e una precaria forma generale, questo ci sembra evidente. Tuttavia, un campione della sua levatura non pu&#242; fare da parafulmine a problemi da ricercarsi in altri ambiti. Tra questi motivi poniamo l'attenzione verso <strong>Andrea Pirlo,</strong> il coach che sta cercando di capire cosa significhi essere allenatore della Juventus. Lui, pur conoscendo l'ambiente bianconero per avere giocato ad alti livelli tra le fila della Vecchia Signora, adesso si trova a dovere attuare i suoi concetti tecnici di un calcio da gestire nell'ambito della squadra e di uno spogliatoio da tenere in pugno, senza farselo sfuggire di mano. L'impresa &#232; ardua, questo lo si sapeva anche all'inizio di campionato, tuttavia, la dirigenza bianconera confida in lui, nella sua crescita e in quella di un collettivo che ancora non c'&#232;. Ma sapr&#224; aspettare un ambiente abituato a vincere sempre? Sapranno i tifosi juventini avere la necessaria pazienza nel rivedere magari situazioni come quelle riscontrate contro la Lazio, dove per quel finale incredibile ci si &#232; incolpati tra Bonucci, Cuadrado, Dybala e altri? Pensiamo che prima di guidare una squadra come la Juve si debba partire dallo spogliatoio e poi dalla tattica, con idee ben precise che adesso non vediamo da parte di Andrea Pirlo, un allenatore troppo compassato, amorfo nel manifestare espressioni di entusiasmo e delusione. Mani conserte, sguardo al gioco, ogni tanto un piccolo suggerimento, ma mai un atteggiamento carismatico di sicurezza da impartire alla squadra. Chi ci segue ormai da diverso tempo tra le pagine di questo giornale, ricorder&#224; certamente che abbiamo sempre sostenuto la candidatura di <strong>Simone Inzaghi</strong>, quale perfetto profilo di allenatore della Juventus. Un giovane che ha stile, carisma, eleganza nel porsi con i media e grande capacit&#224; di unire e tenere compatto lo spogliatoio. In campo poi &#232; uno spettacolo nel vederlo sempre a bordo campo e gestire situazioni talora anche difficili nella lettura della partita. Comunque, a parte queste considerazioni e ritornando a ci&#242; che &#232; oggi la Juventus, diciamo che si debba ancora attendere gli sviluppi di una squadra che &#232; ancora in cantiere per gioco e chiarezza di idee. Dopo la sosta della Nazionale, gli impegni di Campionato, Champions e Coppa Italia saranno ravvicinati e decisivi, almeno per quanto riguarda la vera fisionomia di una Juve che Juventus non &#232; ancora. Vedremo cosa accadr&#224; con il rientro degli infortunati e, soprattutto, con il frutto di un lavoro che ha ancora molto bisogno di perfezionare gli schemi tattici nel collettivo di una squadra che ha bisogno di ricordarsi che si chiama Juventus.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /><br /><br /></p>Torino FL0711FL0711foto-dybala.jpgSIS-1013724.htmSI01,02,03,0601047n
91013716NewsCampionatiIl giorno dopo lo choc, il nulla cambia e il radicale cambiamento.2020082617223725 Agosto 2020. Una data da ricordare per gli sportivi italiani.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ la sintesi del giorno dopo, in cui si è vissuto lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Choc”</i></b> provocato dalla notizia ufficiale che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Leo</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> ha detto addio al Barcellona, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Nulla Cambia”</i></b> di marca interista che conferma Conte e tutti i quadri dirigenziali, e poi il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Radicale</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Cambiamento”</i></b> della Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b>, che resta il grande mistero del popolo bianconero. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma andiamo per ordine e analizziamo i tre punti:</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Lo “Choc” provocato da Leo Messi:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dall’Argentina la Pulce ha già preso la sua decisione e l’ha comunicata ai blaugrana con il chiaro intento di volere andarsene gratis. A lanciare l’indiscrezione è il portale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">TyC Sports</i></b> che tra le righe battute informa che Messi, tramite fax, avrebbe comunicato al Barca la sua intenzione di cambiare squadra e di volersi avvalere della clausola che gli permette di rescindere unilateralmente il contratto al termine della stagione. Un colpo a ciel sereno, capace di alimentare le speranze delle tante pretendenti che aspirano ad assicurarsi il campione argentino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Inter, il Manchester City, il Manchester United</i></b> e il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Paris Saint – Germain</i></b>, mentre qualcuno ci aggiunge pure il nome della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Juventus</i></b> in un’eventuale operazione commerciale promossa dallo sponsor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Adidas.</i></b> Ma a parte quest’ultima possibilità bianconera che noi riteniamo molto remota e suggestionabile, tutti sperano in questo sogno che fino a ieri sembrava tale e che oggi assume i contorni di una possibile realtà. Intanto arrivano conferme dalla Spagna sulla decisione definitiva di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che in questo fine settimana non prenderà parte ai test e agli allenamenti previsti agli ordini del nuovo tecnico del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Barca Ronald Koeman</i></b>. Insomma, un vero e proprio uragano si è abbattuto sulla società blaugrana la quale, dopo avere dato il benservito a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Luis Suarez, Vidal, Rakitic,</i></b> dopo aver venduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Artur</i></b> alla Juve e avere incassato i malumori di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Piquè </i></b>e compagni, adesso si trova a dovere sbrogliare la matassa assai ingarbugliata da Messi, proprio lui, il simbolo blaugrana per antonomasia, il capitano dei capitani che non ha sopportato l’8 a 2 subito in Champions dal Bayern Monaco. Uno sfacelo maturato secondo i malumori nati da molto tempo all’interno dello spogliatoio blaugrana, per l’inadeguatezza della presidenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josep Maria Bartomeu</i></b>, reo di non avere capito in tempo il repentino cambiamento di una società che aveva bisogno di essere ammodernata a partire dalle figure tecniche e dirigenziali. Un po’ come dire che era finito il grande ciclo del Barca e si doveva cominciare a cambiare in maniera graduale. Questo non è accaduto e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che da sempre è il personaggio più rappresentativo del Barcellona, già da molto tempo aveva avvertito il generale malumore della squadra nei confronti della società. Morale della favola, adesso il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu</i></b> si trova praticamente solo contro la squadra e i tifosi che hanno manifestato in piazza sotto il grido <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vattene”.</i></b> Dunque, mala tempora currunt in quel del Barca Calcio. E adesso il Messi tanto sognato dal mondo del calcio, diventa realtà per le squadre che economicamente se lo possono permettere. Sempre che il capitano del Barca faccia un passo indietro a fronte delle dimissioni del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu.</i></b> Ipotesi, questa, che riteniamo molto improbabile, viste le dichiarazioni agguerrite del massimo dirigente del Barca. Staremo a vedere i prossimi sviluppi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Il “Nulla Cambia” dell’Inter:</span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Antonio Conte</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> resta allenatore dei nerazzurri e anche i quadri dirigenti restano intatti. Il teatrino è finito, andate in pace! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang</i></b> ha fatto da paciere facendo condividere la strategia tecnica con quella dirigenziale, evitando l’addio dell’allenatore che ha ancora due anni di contratto firmato. Tre ore di incontro a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Villa Bellini</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Somma Lombardo in provincia di Varese,</i></b> hanno decretato una riappacificazione per il bene della società nerazzurra. Al momento non sono emersi i punti d’incontro per il lieto vivere, ma si presume che alla base ci siano motivi economici da mettere in primo piano, uno su tutti il lauto contratto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte</i></b> firmato l’anno scorso a 12 milioni netti a stagione. Poche note trapelano da un incontro che ha visto uscire alla spicciolata sia il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang </i></b>che l’allenatore e tutti i dirigenti nerazzurri. Ciò che si è saputo è che questo accordo non prevede la forzatura della società di vincere lo scudetto il prossimo anno e di lavorare il più possibile tranquilli, portando avanti il lavoro triennale previsto già lo scorso anno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte.</i></b> Non ci sarà un mercato con colpi da Top Player come quello fatto l’anno scorso con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Lukaku</i></b> e dove è facile pensare all’addio di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Asamoah, Vecino </i></b>(per lui si parla dell’interessamento del Cagliari) e poi<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> Skriniar,</i></b> cui è possibile farlo rientrare nell’operazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ndombèlè </i></b>con il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Tottenham</i></b>. Vedremo cosa accadrà. Una cosa pensiamo di questa Inter sempre alle prese con la sua vera identità mai trovata a parte gli anni del pre e post <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Mourinho, </i></b>ed è sempre quella latente immagine di società fragile dal punto di vista organizzativo, in cui tutti parlano, tutti dicono la propria idea pubblicamente anche contro la società stessa. Tutto ciò crea disordine, anarchia, non rispetto delle gerarchie in un ambiente in cui si vorrebbe arrivare a quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”</i></b> che è l’emblema dell’odiata Juve. Per far questo, però, c’è bisogno di fatti concreti, di un’organizzazione societaria perfettamente organizzata nei suoi quadri dirigenziali e tecnici, ma non di parole spifferate pubblicamente che sono devastanti per la coesione del gruppo e l’interruzione continua di progetti iniziati e mai conclusi. Anche in questo caso, il tempo sarà giudice di quanto la società cinese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suning </i></b>e il giovane presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zhang</b> ha optato per lasciare le cose come stanno, ovviando alla gravità dei pensieri espressi pubblicamente da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte </i></b>nei confronti del società.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>IL&nbsp;“RADICALE CAMBIAMENTO” DELLA JUVE&nbsp;DI&nbsp;ANDREA PIRLO:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Anche per la Vecchia Signora ieri è stata una giornata importante. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo </i></b>si è presentato in conferenza stampa con: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Voglio riportare un po’ di entusiasmo che è mancato nell’ultimo periodo. Voglio un calcio propositivo con grande padronanza del gioco. Ai ragazzi ho detto solo due cose: dobbiamo avere sempre il pallone e quando lo perdiamo dobbiamo recuperarlo velocemente. Sono due concetti importanti a livello mentale, da fare entrare nella testa dei giocatori. Dybala? Mai stato sul mercato! Higuain? Ciclo finito! Con Ronaldo ho già parlato. Per il mercato ho già in testa un certo tipo di giocatori che ho richiesto al club”. </i></b>La sua voce è bassa, lenta, così come sempre è stato Andrea Pirlo, l’artefice della “maledetta” che s’infilava liscia nel sette della porta avversaria. Il regista di centrocampo dotato di intelligenza. Ma essere allenatore della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Prima Squadra della Juventus</i></b> è tutta un’altra cosa, soprattutto per lui che è neofita della panchina. Il mondo bianconero ascolta in silenzio ed è più confuso che persuaso su quelle che sono le aspirazioni di una Juventus, la quale si è affidata con coraggio a un allenatore fatto in casa ma senza nessuna esperienza da coach. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo</i></b> è un vero e proprio outsider per una Juventus che si è scoperta con poche possibilità economiche e l’idea di fare un reale cambiamento per cominciare un nuovo ciclo. E’ un rischio forse anche calcolato, ma resta pur sempre un azzardo, soprattutto perché stiamo parlando di una Juventus delusa dall’anno quasi fallimentare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri </i></b>che ha vinto il nono scudetto consecutivo, ma ha deluso sotto le aspettative europee di squadra che non è andata oltre gli ottavi di Champions. Riuscirà Pirlo a riportare l’interesse dei tifosi bianconeri, nei quali regna lo scetticismo più forte di sempre? Il tempo darà le risposte a domande che in<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>questo momento appaiono lecite, ma neanche tanto convinte per avere una certezza che non c’è. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-leo-messi.jpgSiN-1013716.htmSi100451001,02,03,1001058
101013712NewsEditorialeLa Juve e il suo ridimensionarsi. Che c`è dietro?202008159:17Rebus bianconero<p>Da tanta carne a fuoco, a preoccupanti incertezze. La Juve sta facendo perdere il sonno ai suoi tifosi, i quali sono increduli dopo aver visto arrivare Pirlo sulla panchina bianconera e, soprattutto, non riescono a capire cosa stia succedendo in seno alla societ&#224; pi&#249; scudettata d'Italia. La partenza di Matuidi e la chiara idea di uno svecchiamento globale dei suoi giocatori, porta a pensare che la Juve 2020'21 sar&#224; una squadra composta in massima parte da giovani. Almeno, queste sono ad oggi le indicazioni di massima. Ma cerchiamo insieme di fare ordine.<br /><br />Ecco la lista dei possibili partenti<br /><br />Gonzalo Higuain - per lui la Juve vorrebbe incassare almeno 10 milioni di euro -<br /><br />Federico Bernardeschi - un anno deludente che pregiudica la sua partenza dalla Juve senza tanti rimpianti. Paratici cerca di inserirlo con lo scambio di qualche giocatore che interessi a mister Pirlo. La sua valutazione di partenza &#232; di circa 35 milioni di euro,<br /><br />Daniele Rugani - un altro giocatore che non ha avuto modo di mettersi in luce e quando gli &#232; stata data questa possibilit&#224; ha praticamente mostrato lacune e insicurezze di reparto. La sua valutazione si aggira intorno ai 12 milioni di euro.<br /><br />Aaron Ramsey - qualora dovesse arrivare un'offerta per il gallese della Juve, nessuno farebbe resistenza per un calciatore che &#232; sempre stato n&#233; carne n&#233; pesce. Con lui la Juve porterebbe in cassa una discreta plusvalenza.<br /><br />Mattia De Sciglio - E' stato fermato dalla sfortuna e da tanti infortuni, tuttavia nel corso degli anni che &#232; rimasto alla Juve non ha dimostrato grandi valori tecnici, tali da considerarlo mai incedibile. Ha un discreto mercato all'estero e potrebbe partire a fronte di 12 milioni di euro.<br /><br />Douglas Costa - anche il brasiliano &#232; incappato in continui infortuni muscolari che ne hanno compromesso la stagione in seno alla Juventus che sborsa per lui un contratto troppo oneroso. Potrebbe essere il momento dell'addio, anche perch&#233; garantirebbe l'entrata di 40 milioni di euro. E per il bilancio della Juve di adesso, sarebbe un apporto importante nel riequilibrio del bilancio.<br /><br />Sami Khdira - &#232; ormai fuori dal progetto Juve. La societ&#224; vorrebbe guadagnare qualcosa dalla sua partenza ma c'&#232; anche la probabilit&#224; che il suo contratto venga rescisso.<br /><br />Adrien Rabiot - prima del lockdown &#232; stato praticamente nullo. Poi, alla ripresa del campionato &#232; sembrato riprendersi. Tuttavia, il fatto che abbia un lauto contratto e la possibilit&#224; che abbia un'ottima valutazione di mercato, la sua partenza garantirebbe alla Juve una buona plusvalenza liberandosi cos&#236; da un ingaggio piuttosto gravoso.<br /><br />Cristian Romero - rientrer&#224; dal prestito al Genoa, ma per lui non sembra esserci posto nella retroguardia bianconera. Con una valutazione di 20 milioni di euro potrebbe essere inserito come merce di scambio.<br /><br />Luca Pellegrini - anch'egli &#232; un rientro, ma dal Cagliari. La Juve per cederlo chiede almeno 12 milioni di euro.<br /><br />Griezmann, Aubameyang, Depay, Zapata, Jmenez, Kaio Jorge, Lacazette, Pinamonti, Dzeko, Milik. 10 nomi che naturalmente hanno una loro classifica di priorit&#224;. In cima c'&#232; Milik, ma attenzione anche alle candidature di Dzeko, Lacazette, Raul Jmenez e Zapata. I giovani Kaio Jorge e Pinamonti sarebbero inseriti eventualmente come ipotesi di prospettiva, vista la necessit&#224; della dirigenza della Juve di volere dare un colpo netto di svecchiamento alla squadra. Ma dopo lo scambio di Pjanic con Arthur e l'acquisto di Kulusevski fatto a gennaio, nella lista di Paratici si leggono questi nomi. Oltre il gi&#224; citato Griezmann, ci sono Verratti, Zaniolo, Milinkovic Savic, Donnarumma, Pogba, Gabriel Jesus. Naturalmente molti di questi nomi rappresentano una vera e propria suggestione per una Juve che mai come quest'anno si trova ad essere in chiare difficolt&#224; economiche dopo essersi «dissanguata» per acquistare e mantenere Cristiano Ronaldo. A proposito di CR7, sembrerebbe che anche il campione portoghese possa essere venduto per liberarsi della gravosit&#224; di un contratto davvero pesante. Evidentemente gli introiti commerciali derivanti dall'ottimo merchandising, non coprono a sufficienza i pesanti oneri per mantenere in rosa Ronaldo. E, come se non bastasse, nell'entourage bianconera circola voce di un possibile addio a Dybala, qualora dovesse arrivare dall'estero un'offerta irrinunciabile. Insomma, ad oggi, parrebbe che la Juve debba scegliere di tenere soltanto uno dei due campioni: o CR7 o Dybala, che tra l'altro, e non a caso, non gli &#232; stata data ancora la possibilit&#224; di rinnovare il contratto che era stato previsto come allungamento fino al 2025 a 10 milioni l'anno. Dunque, il cambiamento in squadra della Juve parte proprio dai conti in bilancio, che mai come in questa occasione si sta rivelando essenziale. Non aver vinto la Supercoppa, la Coppa Italia ed essere uscita agli ottavi dalla Champions, ha comportato perdite economiche non previste per una societ&#224; che con l'arrivo di Sarri pensava, o almeno sperava vivamente, di potere centrare almeno un'altra finale di Champions. Ma il parziale fallimento della stagione 2019'20, ha fatto ritornare la Juventus con i piedi per terra, fino al punto di dare al neo allenatore Pirlo una squadra che forse da quest'anno si ridimensioner&#224; dal punto di vista della strategia per la conquista dei grandi trofei. E magari chiss&#224;, cominciando in sordina e con i malumori e le incertezze dei tifosi bianconeri, hai visto mai che potrebbe essere l'anno buono? Chiss&#224;! Nel calcio tutto &#232; possibile.<br /><br />Salvino Cavallaro<br /></p>TorinoFL0711FL0711andrea-agnelli1.jpgSISjuve-calciomercato-tifosi-preoccupati-1013712.htmSI01,02,03,06,1001028n
111013708NewsCampionatiIl male oscuro di Josip Ilicic20200801155718Storie di campioni che si riflettono nell`umano sentire. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ci sono storie legate all’uomo che vanno oltre il proprio stato sociale, la ricchezza o la difficoltà di vivere un quotidiano che spesso contribuisce con la sua storia a colpire la sensibilità di ognuno di noi. Storie che si intersecano nell’io più profondo, che colpiscono i meandri interiori talora oscuri e ben nascosti nell’anima, che all’apparenza possono sembrare inspiegabili, immotivate, senza senso. E invece un senso ce l’hanno, eccome se ce l’hanno! La storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josip Ilicic</i></b> calciatore sloveno e stella della bellissima Atalanta, sta interessando i media, i tifosi della Dea bergamasca e non solo. Si è appreso, infatti, che il campione dell’Atalanta non è infortunato a causa dei suoi muscoli o delle sue ossa, ma è affetto da quella malattia che colpisce l’anima e che non ti lascia più vivere serenamente. Una patologia che quasi sempre trova terreno fertile nelle persone più sensibili che somatizzano in maniera esasperata ogni accadimento avvenga nella vita. Un retaggio di situazioni che non nascono mai dal nulla ma che si trascinano nel tempo fino a farti crollare. L’Atalanta non è stata ovviamente chiara su questo problema personale di Ilicic, tuttavia, da ambienti vicini al calciatore si è appreso di quanto abbiamo detto. A curarlo sono i familiari, i quali lo conoscono davvero fin dal tempo in cui Josip era un anonimo personaggio che non aveva ancora raggiunto quella notorietà capace di proiettarlo nel benessere assieme alla sua famiglia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“E’ un ragazzo forte ma anche fragile, come i tronchi degli alberi antichi” </i></b>dicono i suoi compagni che l’hanno conosciuto quando giocava a Firenze. E adesso neanche il successo delle sue prestazioni in un’Atalanta da favola, sono bastati ad evitare a Ilicic che qualcosa si rompesse dentro di lui. Il periodo del lockdown, le immagini crude dei camion militari che portavano via le bare nella città di Bergamo a pochi passi da dove egli vive, hanno impressionato e sconvolto questo calciatore forte fisicamente ma fragile nella sua interiorità. E anche l’umano perduto come senso di conforto per sfociare poi nella paura del contagio, hanno sconvolto il profondo di un uomo che è spesso assalito da momenti di tristezza. Certo, non siamo noi a dover significare una situazione che in questo ragazzone sloveno ha tutti i presupposti di una depressione, piuttosto che di un semplice e momentaneo stato d’animo. E non è un caso che il giocatore, con il permesso della società, abbia deciso di tornare in Slovenia tra le sue persone care, la sua gente, il suo mondo che possa aiutarlo a superare questo momento buio della sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto in campo contro la Juve all’Allianz Stadium. In quell’occasione non aveva brillato come suo solito. Era apparso stanco e poco incisivo, quasi avesse la testa altrove, per questo Gasperini a un certo punto ha deciso di sostituirlo. Tutto lasciava pensare a una stanchezza fisica, non certamente a una situazione di così larga e preoccupante difficoltà personale. Già contro la Lazio, l’Udinese, il Cagliari e la Sampdoria non aveva brillato e nonostante il suo sforzo, il ragazzo non è riuscito a far scoccare quella scintilla in grado di fargli dare il meglio di sé. E adesso crediamo pure che non sia neanche in grado di partecipare con i suoi compagni alla prossima Champions League che vedrà l’Atalanta affrontare il Paris Saint Germain. E’ certo che per la squadra di Bergamo fare a meno di Ilicic significa come per la Juve fare a meno di Dybala o Cristiano Ronaldo. Tuttavia, c’è un fatto umano da rispettare che va oltre ogni conquista di titolo, trofeo o coppa che vinci grazie a campioni come lui. Ma la società, la città di Bergamo, i tifosi della Dea gli sono vicini e con rispetto e pazienza lo aspettano a braccia aperte. Sì, quelle braccia aperte che nella vita gli hanno dato il conforto ancor più della fama e della ricchezza. Non sono solo parole, no! Per Josip Ilicic è il senso della vita, l’essenza dell’umano cui aggrapparsi. Il resto è soltanto la cornice di un quadro che esprime l’esistenza attraverso i suoi colori sgargianti e variopinti, che esprimono la bellezza di vedere le cose con gli occhi della speranza. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711ilicic.jpgSiN-1013708.htmSi100451001,02,03,1001039
121013697NewsCampionatiIl “Sarrismo?”, un’invenzione giornalistica.20200712172448La Juventus, prima della classe, ha smarrito la sua personalità.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo aver visto Juventus – Atalanta, abbiamo riflettuto molto su quanto l’Atalanta sia molto avanti nel gioco rispetto alla Juventus. Un altro mondo, un’altra realtà. E’ innegabile la qualità e l’espressione di gioco profuso della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> che per tutto il primo tempo (e anche oltre), ha impartito lezioni di calcio ai più accreditati avversari. Per lunghissimi tratti della partita abbiamo visto una sola squadra in campo che correva con freschezza a mille all’ora e, soprattutto, sviluppava la coralità di un gioco moderno, molto vicino a quello espresso dalle più forti squadre europee. La Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> non ne ha capito nulla e per tutto il primo tempo, tranne l’unico tiro in porta di Dybala, si è limitata a contenere la brillantezza del gioco dell’Atalanta, non per scelta ma per manifesta superiorità dell’avversario. E mentre Gasperini incanta con Zapata e Malinovskyi, Sarri si salva con due gol su rigore di Cristiano Ronaldo. Regole assurde, quelle arbitrali, regole che sanno di non calcio. Infatti, non è possibile dare tutti questi rigori perché la palla va a sbattere sul braccio del giocatore. Si ritorni all’intenzionalità e al braccio che si allarga dal corpo (giusto quello su Muriel, ingiusto quello causato da De Roon) per assegnare il calcio di rigore. Sia chiaro che non vogliamo far passare il messaggio di una Juve sempre aiutata dagli arbitri, perché a Milano contro il Milan, ad esempio, è stato dato lo stesso rigore inesistente su Bonucci, a cui era sbattuto il pallone sul braccio attaccato al corpo. Non esiste. Questa regola va cambiata e Rizzoli deve saperla modificare fin dall’inizio del prossimo campionato. Detto questo, non possiamo non continuare a sostenere che Sarri sia un allenatore non adatto alla Juve che appare sempre più compassata, priva di idee, fragile dal punto di vista fisico e mentale. Tutte magagne ingigantite da un’Atalanta brillante che meritava di vincere un match largamente dominato. Peccato, perché i sogni scudetto della bellissima squadra di Gasperini finiscono forse qui, visto che è terza in classifica a -9 dalla capolista Juve. Già, la capolista Juve! Che dire di questa squadra di Sarri che doveva essere modificata nella logica di un gioco brillante, divertente e si ritrova nell’inesauribile noiosa tiritera di chi vince il campionato per mancanza di avversari che non hanno la sua stessa regolarità, e poi perde la Champions per l’incapacità di sviluppare un gioco europeo diventato sempre più moderno e carico di logiche atletiche, fisiche, prima ancora che tecniche. Troppo poco per una Juve di campioni mal gestiti da un allenatore caparbio e cocciuto nell’insistere su una sua filosofia sarriana che è solo un’invenzione giornalistica. La Juve era già cinica, vincente in campionato e pure noiosa nel gioco. Cos’è cambiato con Sarri e il “Sarrismo” che ripropone un Danilo “pericoloso”, un centrocampo che cammina ed è incapace di verticalizzare il gioco e fornire palloni giocabili alle punte. E Bernardeschi dov’è finito? Insomma, la Juve vive sulla ritrovata verve di Dybala e su Cristiano Ronaldo. Un po’ poco per una squadra che ha investito fior di milioni di euro per rimanere quello che era. Una corazzata senza l’arma del bel gioco del calcio. Per noi, Sarri ha fallito. Chi lo ha scelto cominci a pensarci seriamente. Naturalmente, ci auguriamo di sbagliarci per i tifosi e il mondo bianconero, che tanto ha a cuore una Juventus che possa finalmente alzare la Champions al cielo. Ma così non va!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013697.htmSi100451001,02,03,0701060
131013692NewsCampionatiDiamo voce al popolo bianconero. Cosa c’è che non va in questa Juve?20200708183644Dopo la cocente sconfitta della Juve ad opera del Milan.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juve sì, Juve no. Dopo la debacle di San Siro contro il diavolo rossonero, abbiamo pensato di dare voce al popolo bianconero formato da giornalisti, addetti ai lavori e tifosi, proprio per capire bene che cos’è la Juventus di Maurizio Sarri. Geniale o evanescente? Qual è davvero l’immagine di una squadra costruita per vincere la Champions, lo Scudetto, la Supercoppa e la Coppa Italia (questi due ultimi Trofei sono stati persi malamente). Per rispondere a questo quesito, abbiamo voluto tastare gli umori del mondo bianconero dando voce a chi spesso non ce l’ha. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cominciamo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Leonetti</b>. Giornalista, scrittore e opinionista TV sull’emittente privata 7 Gold, Leonetti è un grande esperto di calcio ed in particolare della Juventus, la squadra di cui conosce molto bene l’ambiente come un vero juventinologo. Ascoltiamolo, dunque, in quella che è la sua idea legata al momento della Vecchia Signora.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una Juventus in completa crisi psicologica, quella vista a San Siro contro il Milan. Un blackout mentale giunto come un’eclissi totale al 60’, quando i bianconeri conducevano per 2 a 0 sui rossoneri e avevano il controllo del gioco e la partita in ghiaccio. E forse anche il campionato. Difficile analizzare, difficile capire perché la squadra di Sarri abbia staccato completamente la spina del match, subendo poi, giustamente, una sconfitta tanto bruciante quanto meritata. L’istantanea del match è il gol del pareggio ad opera di Kessie: difesa piatta, passiva, con zero reazioni. Il doppio vantaggio ha avuto effetto bromuro nei bianconeri, che sono scivolati via dal match e non hanno più ritrovato il filo logico del gioco, del saper soffrire e lottare. Subendo 3 reti in cinque minuti, uno scempio, un crollo verticale che non ammette scusanti. Ora la Juventus deve voltare pagina, sin da sabato contro la terribile e brillantissima Atalanta, che non concederà nulla allo Stadium. La Juve ha lo scudetto in mano, ora sta ai bianconeri non sciupare tutto il percorso fatto sino ad ora.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Franco Leonetti</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è invece il parere di mister <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Niko Caragliano</b>, allenatore della SS. Milazzo e componente del direttivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Official Fan Club di Milazzo (Me) “Alessandro Del Piero”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Noi tifosi juventini siamo abituati bene, Da otto anni riusciamo ad accumulare titoli su titoli e siamo pronti a festeggiare per i nono anno di fila. Però quest’anno ci siamo rendendo conto che stiamo vincendo per mancanza di una concorrente che possa dare fastidio alla Juve, squadra formata da top player. La sensazione che abbiamo tutti è che quest’anno la Juve non è la solita squadra compatta, cinica, ordinata con mentalità vincente. Chi osserva attentamente la partita e non lo fa solo con l’occhio del tifoso accanito, nota una squadra fragile, mai costante, con la sensazione che si può prendere gol in qualsiasi momento. C’è da dire anche (ma vale per tutte le squadre) che questa è una stagione particolare. Il Covid ha influito e influirà ancora sullo spettacolo che regala il gioco del calcio. Quest’anno, a differenza di altri anni, constatiamo del malcontento generale sulla gestione di Maurizio Sarri, un allenatore che non è riuscito ancora ad oggi a farsi amare da noi tifosi, a differenza di Max Allegri, arrivato tra i cori di contestazione e andato via tra gli applausi di uno Juventus Stadium gremito. Tornando al presente, il campionato sembra ormai vinto (facendo tutti gli scongiuri del caso) con la speranza di vedere una Juve solida e vincente in Champions League, perché ricordiamoci tutti che alla Juve “Vincere è l’unica cosa che conta” e dei 60’ del calcio mondiale, a noi tifosi interessa ben poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Mister Niko Caragliano, SS. Milazzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso leggiamo cosa ne pensa il tifoso juventino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Salvo</b> da Milazzo (Me)</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A parte il blackout che succede ogni sette anni, devo dire che senza giocatori chiave come De Ligt e Dybala, prima dei trenta minuti di assoluta follia ho visto una Juventus che ha fatto una partita di controllo con un gran goal di Rabiot. Speriamo che si sia sbloccato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Daniele </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>da Perugia, tifoso juventino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Se dicessi tutto quello che penso, dubito che lo pubblicherebbero”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Spoto Francesco, un altro tifoso juventino.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io dico che quando un allenatore vede che la squadra cala di concentrazione, o meglio non ci mette più impegno, deve intervenire riprendendo i giocatori anche in modo prorompente, deve dare carica e si deve fare sentire. E poi, ci sono giocatori come Alex Sandro che avrebbero bisogno di ripetizione di calcio, perché non è la prima volta che fa questo errore”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Bene, per il momento ci fermiamo qui. Coloro i quali continueranno a esplicare i propri pareri, i commenti e le analisi sulla Juve di quest’anno, saranno pubblicati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013692.htmSi100451001,02,03,0701068
141013691NewsCampionatiDerby senza storia. Adesso la Juve è a +7 dalla Lazio20200705135036Il derby della Mole conferma il pronostico della vigilia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>L’emozione è stata assente, la constatazione sulla superiorità della Juve sul Toro non è stata una sorpresa. Il derby della Mole è stato come previsto un motivo per i bianconeri di aumentare il suo distacco dalla Lazio. E così è stato, tutto come un film già visto. Juve cinica ma non bellissima, Toro con l’idea di mettere in difficoltà gli avversari (riuscendoci dopo il 2 a 1 soprattutto nel primo quarto d’ora della ripresa) e Lazio che perde pesantemente per 3 a 0 il suo match contro il Milan e mette in evidenza la sua coperta troppo corta per competere con la Juve per la conquista dello scudetto. Questa in sintesi è stata l’analisi di due partite fatte a distanza e che, con molta probabilità, hanno sancito anzitempo l’assegnazione dello scudetto, anche se restano ancora otto partite da disputare e la Juve deve andare a Milano a giocare contro il diavolo rossonero e poi ricevere in casa l’Atalanta della grande bellezza e la Lazio. Per il Toro, invece, si sta consumando il dramma che fa pensare alla prossima partita interna contro il Brescia, come una finale da vincere a tutti i costi. In casa granata spira aria di contestazione contro il presidente Cairo, reo di essere partito in campionato con velleità di calcio europeo, e oggi, dopo tante traversie abbastanza prevedibili per avere costruito una rosa dal tasso tecnico assolutamente mediocre nella qualità e insufficiente dal punto di vista numerico, si ritrova sul ciglio del vortice. Insomma, mala tempora currunt in una dirigenza che manifesta chiaramente i suoi limiti nel sapere costruire un progetto che sappia seriamente di investimenti sì oculati, ma raziocinanti di una programmazione tecnica che non può lesinare sempre la logica economica. In Serie A devi spendere con mire di plusvalenze ma, soprattutto, devi avere bene in mente che l’investimento debba essere programmato da personaggi che sappiano di calcio, professionisti pagati il giusto, senza l’assillo mentale di uno sbilanciamento sui libri contabili. Il risparmio esasperato in questo calcio di Serie A è esattamente l’opposto di chi acquista inopinatamente pseudo campioni, senza la lungimiranza di capire lo spreco. E adesso i tifosi granata contestano con il loro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Cairo vattene”,</b> senza riflettere che dietro questo signore non c’è nessuno. Nessuno che voglia acquistare un Torino che avrebbe bisogno di essere ammodernato da quell’antico cuore granata che da solo non basta per affrontare e avvicinarsi alla logica dell’Atalanta delle meraviglie. Noi pensiamo che alla fine il Toro si salvi dalla Serie B, anche in virtù del fatto che la distanza dalle ultime tre in classifica lascia sperare anche dal punto di vista dei loro risultati negativi. Tuttavia, ad oggi nulla è ancora deciso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Parlando di Juventus, invece, si deve tenere in evidenza l’evoluzione e lo spirito di squadra che nelle ultime partite ha dimostrato, pur non manifestando alti valori di gioco sarriano così significati a livello teorico, ma che stentano ancora oggi, nonostante tutto, a emergere. Nervoso CR7 per non ricevere palloni giocabili, ma reattivo nel suo essere assoluto campione nel fare un gol da favola su palla inattiva. E poi la crescita d’intesa con Dybala, la capacità tattica di Bentancur, la caparbietà di Cuadrado, la riscontrata qualità di De Ligt che deve ancora imparare a tenere le braccia dietro il corpo, lo scompiglio di Douglas Costa che Sarri sta imparando a inserirlo a un certo punto della partita per portare scompiglio alle difese avversarie, si contrappongono a un Bernardeschi che continua a essere l’oggetto misterioso nello scacchiere di Sarri, mentre Rabiot manifesta chiaro – scuri che sanno di poca convinzione nell’apporto globale della squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Detto questo, parliamo della Lazio. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi</b> ha subito un brusco arresto all’inseguimento della Juve per il titolo finale. Ma se dal punto di vista della qualità del gioco dei biancocelesti non c’è ancora nulla da eccepire, contro il Milan si sono scoperte tutte le fragilità di una squadra che non possiede una rosa tale da potere affrontare serenamente l’arco di una stagione agonistica stressante e piena di impegni, per chi aspira a vincere lo scudetto e andare in Champions. La mancanza di Immobile e Caicedo, assenti per squalifica, hanno messo a nudo quanto la squadra di Inzaghi sia dipendente dai suoi campioni titolari, senza il reale contributo di una panchina insufficiente nella degna sostituzione dei suoi titolari. E questo, alla lunga, non può far altro che essere un limite. Tuttavia, a sentire Inzaghi, la Lazio resta convinta nell’inseguire la Juve per lo scudetto e, soprattutto, consapevole di potere difendere la sua posizione di squadra che lotta per la partecipazione alla Champions del prossimo anno. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, certe aspirazioni si stanno delineando col passare delle giornate di campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone8.jpgSiN-1013691.htmSi100451001,02,03,0701014
151013686NewsCampionatiPoker della Juve contro il Lecce, ma c’è ancora tanto da fare nel gioco.20200627122040I bianconeri vincono ma deludono sull`intendere del calcio moderno <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Se vincere è l’unica cosa che conta e se essere andati a +7 in classifica sulla Lazio che è seconda ma con una partita ancora da giocare, dà respiro per aggiudicarsi lo scudetto, allora ogni discorso relativo all’analisi del gioco del calcio inteso come coralità di squadra, viene a decadere. Diciamo questo perché dopo avere visto la partita vinta per 4 a 0 dalla Juventus contro il Lecce in dieci uomini, continuiamo a non vedere il gioco d’insieme di una squadra imbottita di campioni che stentano a sviluppare un insieme di azioni tali da giustificarne l’alto contenuto tecnico. C’è un motivo portante nella squadra di Sarri, ed è l’evidente incepparsi davanti a squadre chiuse che partono in contropiede. E non è un caso che i bianconeri abbiano sofferto contro il Milan, il Napoli e per tutto il primo tempo anche contro il Lecce. In antitesi, invece, riesce a migliorare l’espressione del gioco con squadre come il Bologna, le quali scendono in campo con il desiderio di giocare una partita aperta e magari di batterla questa Juve. E siccome dal punto di vista concettuale sono poche le squadre del campionato italiano ad essere supportate da questa idea tattica di calcio propositivo quando affrontano la Vecchia Signora d’Italia, sarebbe opportuno che Sarri cambiasse magari modulo, adeguandolo alla squadra che si incontra. Infatti, sembra ormai troppo scontato l’atteggiamento in campo della Juve, che si basa soprattutto sulle pregevoli giocate individuali che, tuttavia, sono quasi sempre imbrigliate dai coriacei difensori avversari, più propensi a distruggere piuttosto che a costruire il gioco. Così si determina una situazione in cui la verticalizzazione del gioco viene a mancare, le imbucate sono inesistenti, con l’inevitabile conseguenza che giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo e Dybala</b> diventino giocatori “normali”. Poi, per fortuna della Juve c’è il guizzo di una giocata individuale che fa la differenza, ma resta sempre la difficoltà di trovare un gioco che non c’è anche alla luce della prossima Champions. Insomma, Juve nuova problemi vecchi. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri a Sarri</b> la Signora è rimasta con il suo vecchio stile e modo di pensare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa che conta”</b> anche se poi patisce le partite secche e le finali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri </b>avrebbe dovuto rappresentare la novità, l’innovazione, la teorizzazione di una filosofia calcistica basata sull’armonia del gioco di squadra, adatta soprattutto ad essere competitiva in campo internazionale. Fino ad oggi non abbiamo visto nulla di tutto questo in una squadra che si affanna, spinge in avanti, trova muri invalicabili e non trova il modo per aggirare difese chiuse e protette da un centrocampo attento a chiudere ogni varco. E’ troppo poco sperare nell’entrata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> che dribbla anche se stesso e scombina i programmi tattici degli avversari. Troppo poco sperare nei pregevoli gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> che inventa la giocata da maestro campione. La Juventus è squadra di grandi talenti che sta anche rivedendo attraverso il mercato, di migliorare un centrocampo apparso vulnerabile e poco propenso a sposare in toto l’idea di Sarri. Una Juve che appare ancora troppo lontana dalla verve agonistica e dalla freschezza atletica dimostrata dall’Atalanta di Gasperini. Pensiamo anche che la Juve di Sarri debba ritrovarsi in fretta sotto l’aspetto mentale della cattiveria, perché non è ammissibile che dia sempre questa impressione di squadra che parta con sufficienza, pensando che prima o poi il gol arrivi. Rivedersi in un gioco di calcio moderno, corale, empirico, che riassuma il concetto di squadra capace di collegare all’unisono l’aspetto di possesso e non possesso palla, urge a una Juve che vuole vincere Scudetto e Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013686.htmSi100451001,02,03,0701048
161013683NewsCampionatiLa Juve e l’errore di non avere insistito su Simone Inzaghi20200619174143Dopo avere fallito la conquista della Super Coppa e della Coppa Italia, Sarri è in discussione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Chi mi segue su queste pagine di giornale web, ricorderà che fin da questa estate ho caldeggiato la candidatura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi</b> come ideale nuovo allenatore della Juventus 2019/20. Non sono stato ascoltato perché si disse che è troppo giovane, che non ha esperienza internazionale e tanti altri <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“che”</b> i quali hanno affievolito e poi annullato l’interesse verso l’attuale allenatore della Lazio. Oggi, col senno di poi e alla luce di quanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> sta facendo in casa Juventus, magari qualche ripensamento qualcuno comincia ad averlo. E non parlo dei tifosi né di noi media, ma faccio riferimento proprio a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Paratici</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pavel Nedved</b> che sono stati i veri sostenitori della soluzione B che si era presentata dopo il lungo e interminabile “NO” di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> che a chiari lettere ha affermato più d’una volta di non volersi spostare dal Manchester City. Così, tutti ricorderanno che certe titubanze dei vertici bianconeri per quanto riguardava il profilo giusto di allenatore del post <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> (dopo aver perso pure la possibilità per tardivo convincimento, di fare ritornare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zinedine Zidane</b> che già conosce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">CR7</b>) sarebbe stato quello di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b>. A dire il vero, ci risulterebbe che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> non fosse completamente d’accordo di affidare la panchina della Juve a questo allenatore che pur avendo dato un gioco nuovo e armonioso al Napoli e vissuto un anno senza brillare sulla panchina del Chelsea, non avesse spiccate caratteristiche caratteriali e di immagine adatte alla Juventus. Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved</b>, convinti che l’avvento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> avrebbe apportato un nuovo corso storico a quella Signora d’Italia che aveva bisogno di scrollarsi di dosso una vecchia immagine di società vincente ma con un calcio di antico stampo e poco incline alle idee innovative proposte dal calcio europeo, si decise di tentare la carta dell’ex coach di Napoli e Chelsea. Oggi, pur in un’annata strana dovuta alla pandemia da covid 19, la Juve di Sarri, pur essendo prima in Campionato a un punto dalla Lazio ed in corsa per la Champions League, ha perso due appuntamenti importanti come la conquista della Super Coppa e la Coppa Italia. Ciascuno legga questa situazione come meglio crede, tuttavia, se facciamo attenzione a quanto questo allenatore sta facendo in casa Juve, ci si accorge che con il suo fare da integralista convinto delle sue idee di gioco da inculcare a giocatori che non hanno le caratteristiche per poterlo attuare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Se qualcuno pensa che la Juve possa giocare come giocava il Napoli, si sbaglia di grosso” – Sarri dixit -.</b> Infatti, più volte l’allenatore napoletano ha spiegato di avere a sua disposizione giocatori con caratteristiche diverse da quelli che aveva a Napoli, in una Juventus abituata a sviluppare un calcio basato sulle individualità dei suoi numerosi campioni, ma che difettava della logica del gioco di squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ed è questo il punto sul quale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> si sta intestardendo senza trovare la via d’uscita. D’altra parte, pur riconoscendogli il fatto che al suo arrivo (tardivo per molte vicissitudini) la rosa della Juventus era già stata costruita dalla triade ANP, ci domandiamo ancora oggi perché ha accettato di venire alla Juve se già allora pensava che quei giocatori (Campioni assoluti che numericamente avrebbero potuto allestire due squadre titolari di grande qualità) non sarebbero mai stati in grado di sposare il suo credo calcistico. Così, ancora oggi, dopo avere fatto fuori <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b>, contato su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic</b> che lo ha deluso, creduto su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b> che è sempre infortunato, su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> ormai in fase calante, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b> evanescente calciatore messo in alternativa a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> (anch’egli fragile di muscolatura) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado </b>sfruttato nel ruolo di difensore, centrocampista, attaccante, e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral </b>infortunati, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rabiot</b> da dimenticare, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey</b> utile ma anch’egli incapace di capire cosa voglia l’allenatore da lui (se trequartista o mezz’ala) <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> a fase alterne e ancora <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo</b> che Sarri considera dei titolari tatticamente anarchici. Campioni assoluti di calcio cui non gli si dà la possibilità di esprimersi come vogliono per caratteristiche tecniche, ma devono necessariamente ubbidire a un allenatore che cambia continuamente formazione nella speranza di trovare quel bandolo di una matassa che pare ingarbugliarsi sempre più. E a questo punto di una stagione anomala, in cui si deve fare in fretta per ultimare il Campionato e la Champions, Sarri e la Juve si trovano davanti a una situazione in cui non hanno ancora espresso il gioco che tutti avevano sperato, con l’aggravante che tutte le squadre che affrontano la Vecchia Signora hanno trovato il metodo per imbrigliarla. Si tratti di una grande squadra o di una più modesta, tutte hanno capito che basta disporsi in campo in maniera ordinata, chiudendo gli spazi sugli esterni e infoltendo il centrocampo, che si preclude così la possibilità ai campioni della Juve di arrivare a tirare in porta. Tutto questo costringe i giocatori di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> a non trovare spazi utili per esprimere il proprio gioco che, per forza di cose, si inibisce nella verticalizzazione e nei passaggi filtranti per mandare in gol Ronaldo, piuttosto che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b>, o qualche centrocampista o difensore che a turno vengono avanti per incrementare la fase di possesso palla. E così Sarri s’incaponisce, prova, riprova Ronaldo centravanti, poi capisce che il pallone d’oro ha bisogno di partire da sinistra, saltare l’uomo e possibilmente tirare in porta, ma continua a farlo giocare in mezzo all’area di rigore perché non ha un centravanti di ruolo, visto che Higuain è infortunato. Insomma, tutto questo porta a una gran confusione nella mancanza della morbidezza mentale di Sarri, il quale continua a insistere come se i suoi giocatori fossero manovrati da fili. E adesso, dopo la cocente delusione della sconfitta contro il Napoli e la perdita della Coppa Italia, la Juventus deve unirsi in toto per centrare l’obiettivo Champions e Scudetto. In fondo, era proprio questo che all’inizio di stagione chiedeva la Società, i tifosi, e tutto l’entourage bianconero. Riuscirà Sarri nell’impresa? Chissà!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711simone-inzaghi.jpgSiN-1013683.htmSi100451001,02,0301077
171013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001071
181013662NewsCampionatiJuve Inter in silenzio? Macché, tutto era assordante!20200309164050Una entusiasmante Juventus sottolinea la sua superiorità sull`Inter di Conte.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Juve vince il derby d’Italia con un netto 2 a 0 in un ambiente di insolita assenza di tifosi per i provvedimenti presi a causa del coronavirus. Ma la partita non ha sofferto più di tanto dell’assenza di coreografie e vociare di tifosi, in quanto ha dato spettacolo di football e prelibati spunti tecnici, messi in campo soprattutto da parte della Juve di Sarri. I bianconeri hanno subito spinto la manovra fin dall’inizio della gara, mentre hanno sofferto nella seconda metà del primo tempo e all’inizio della ripresa. Poi, con l’entrata di Dybala la Juve ha azionato il turbo e l’Inter di Conte si è persa. In sede di intervista Antonio Conte è stato amaramente onesto nel dire che le due partite di andata e ritorno con la Juventus hanno mostrato la superiorità della Vecchia Signora, evidenziando quel gap che ancora c’è al confronto con i bianconeri. Tuttavia, Conte si è detto soddisfatto della prestazione della sua squadra, mettendo in evidenza il lavoro costruttivo fatto in questi primi mesi di lavoro della sua gestione. Ma è la Juve che dopo l’inguardabile partita di Champions contro il Lione si è liberata da tanti condizionamenti fisici e psicologici, per sfoderare una prestazione maiuscola sotto l’aspetto di un gioco finalizzato al risultato e, soprattutto, a quel divertimento tanto sperato e soltanto una volta messo in pratica proprio contro l’Inter all’andata. Si vede che la Juventus ha bisogno dello stimolo interista per ritrovarsi dal punto di vista della lucidità, del gioco e di quel giro palla veloce voluto da Sarri, che fino ad oggi è stato un grosso punto interrogativo. Tanto brutta prima, troppo bella adesso. Qual è la vera Juventus? Forse sta nel mezzo con evidenti sprazzi di miglioramento nell’intendere un gioco in cui bisogna per forza di cose dimezzare gli sbagli soprattutto a centrocampo e in difesa, i reparti che sono stati maggiormente presi di mira nelle varie analisi delle deludenti prestazioni della squadra di Sarri. L’idea di lasciare Pjanic in panchina con Bentancur nel suo ruolo ci è sembrata positiva, come pure strategica è stata la scelta di far giocare un Higuain molto motivato in un lavoro oscuro ma assai redditizio, lasciando in panchina Paulo Dybala fino a metà del secondo tempo, quando l’argentino ha sfoderato numeri di alta classe e un gol da cineteca. Adesso, blocco permettendo da parte degli organi competenti per l’interruzione di campionato che sarà eventualmente deciso martedì 10 marzo, la Juve ha l’obbligo di mostrare continuità fino alla fine delle competizioni che la vede in corsa per la conquista dei titoli in palio. Sarà così?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino, Allianz Stadium fl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuve-inter-in-silenzio-macche-tutto-era-assordante-1013662.htmSi100451001,02,03030133
191013658NewsCampionatiJuve imbarazzante e inguardabile20200227170446A Lione si è presentata la più brutta Juventus di sempre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Facciamo fatica a capire se quella vista in Champions sul campo del Lione e in altre reiterate circostante, sia la Juventus o una qualsiasi squadra dilettantistica che si atteggia con il massimo sforzo a emularne il mito. E invece quella vista con le maglie azzurre che ha perso malamente contro la settima squadra del campionato francese, era proprio la Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b>. Già, proprio il filosofo del calcio moderno, della mentalità innovativa, del giro palla che disarma gli avversari, delle trame di gioco filtrate in maniera verticale, del pressing alto, del furore agonistico e dello spettacolo assicurato, è solo una bolla di sapone che galleggia nell’aria e poi svanisce. La sua bruttezza è stata tale da fare persino disarmare la critica all’arbitro per due rigori negati. Sì, perché se la Juve avesse lasciato tracciata di sé in quel di Lione, allora potremmo anche porre nella nostra cronaca questi due momenti che avrebbero potuto essere decisivi ai fini del risultato. Ma l’andamento della gara condotta dalla Juve è stata tale che, obiettivamente, ci sentiamo solo di mettere in primo piano ciò che ha colpito negativamente tutti: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">vedere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la non Juventus.</b> Più volte nel corso di questa stagione abbiamo messo in rilievo le tante falle di un gioco che stenta ad essere tale e che nasce da un centrocampo che mal sopporta l’idea di costruire e interdire, disponendosi armonicamente a ventaglio sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso. Ma per far questo ci vuole gamba, polmoni e testa per tutti i 95 minuti e oltre, tanto da determinare il trait d’union tattico tra i vari reparti. Purtroppo, questo non è dato vedere, e allora ci viene il dubbio se è Sarri a non essere adatto a questi giocatori, oppure sono gli stessi giocatori a non essere adatti a quest’allenatore. E intanto questo tremendo ko ha avuto ripercussioni negative non solo nella gestione della squadra a disposizione di Sarri e nei tenebrosi umori del popolo juventino nei confronti dell’allenatore, ma anche dal punto di vista economico finanziario che ha visto crollare le azioni della Juventus in Borsa. E’ tutta una catena di situazione che fanno pensare a una stagione fallimentare, anche se in questo momento, il fatto di essere prima in classifica in campionato, di essere ancora in corsa in Champions e in Coppa Italia, lascia uno piccolo spiraglio di speranza per una immediata ripresa di situazioni che al momento sono davvero negative al massimo. Chi ha avuto modo di vedere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lione – Juventus e Real Madrid –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester City</b> si sarà accorto dell’abissale differenza di gioco prodotta nei due match. Da una parte la palla cantava e dall’altra era stonata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">(Fabio Capello dixit).</b> A Madrid si è giocato a football e a Lione a nulla. Zero tiri in porta della Juve, pochissima tecnica, zero giro palla, zero corsa nel proporsi, infiniti passaggi sbagliati in difesa, a centrocampo e in attacco, dove il solo Ronaldo predica nel deserto, avendo accanto le penose prestazioni di Cuadrado, Rabiot, Pjanic, Bentancur e un Dybala che rispetto ad altre volte è stato incolore. Dunque il discorso sulla situazione della Juventus non è tanto se riuscire a sovvertire il risultato in Champions nel match di ritorno che si disputerà all’Allianz Stadium il prossimo 17 marzo, ma trovare il bandolo di una matassa che invece di srotolarsi si attorciglia sempre più. Una cosa è certa, a meno di un miracolo che ad oggi ci sembra davvero molto improbabile, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> non sarà più l’allenatore della Juventus. Il suo credo calcistico (se esiste davvero) ha fallito per tanti motivi che vediamo sul campo e altri di spogliatoio che immaginiamo. In questi casi è proprio l’allenatore che dovrebbe risolvere la situazione che, a dire il vero, secondo noi gli sta pure sfuggendo di mano. Ci auguriamo per il popolo bianconero di essere smentiti da fatti positivi che al momento non scorgiamo all’orizzonte. E adesso lo stato maggiore della Juventus alzi la voce con chi di dovere e non resti supinamente nel retroscena a osservare passivamente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lionefl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuve-imbarazzante-e-inguardabile-1013658.htmSi100451001,02,03030109
201013654NewsCampionatiContro il Brescia vince la Juve e…….la noia!20200217123340La Juve è prima in classifica ma.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella domenica dello scontro diretto tra Lazio e Inter, la Juventus ha affrontato il Brescia all’Allianz Stadium. Era una partita da vincere per ovvie ragioni e la Juve l’ha fatta sua con il risultato di 2 a 0 con gol di Dybala su calcio di punizione e di Cuadrado su una delle pochissime azioni di gioco meritevoli di citazione. Per il resto è stata noia completa. Noia di una squadra che appare in ritardo di preparazione, noia di un gruppo di calciatori che non ha intensità, noia di una circolazione di palla troppo lenta. In poche parole questa non è Juventus, non può esserlo, a meno che non si capisca quale sia esattamente il male oscuro che si è inserito prepotentemente nella situazione globale dei meccanismi di squadra. Crediamo che Sarri sia l’unica persona a dovere dare una risposta precisa su quello che sta succedendo a questa squadra e, di conseguenza, prendere le giuste misure per risolvere una situazione che richiede ormai soluzioni in tempi brevi, visti gli impegni di Champions, Campionato e Coppa Italia, i quali sono ormai dietro l’angolo. D’altra parte con quello che guadagna il tecnico dall’inconfondibile parlata toscana, chiamato dalla Juve per infondere un gioco armonico e spettacolare, ci si deve aspettare una risposta concreta ai tanti dubbi che affliggono la sua squadra incapace di avere un’identità ben precisa. L’idea di aspettare ancora, accumulare punti per la classifica, restare bene o male in corsa per tutte e tre le competizioni calcistiche non regge più. E’ tempo di risposte chiare e inconfutabili, perché la Juventus è carica di super campioni profumatamente pagati, così come il suo allenatore che guadagna 6,5 milioni netti a stagione più bonus. Poi possiamo anche parlare di certi errori fatti nella campagna acquisti estiva fatta da Paratici, il quale non ha saputo sistemare a dovere il centrocampo ed ha ritardato palesemente la cessione di giocatori che non apparivano più nel progetto Juve voluto da Sarri. Certo, il dirigente della Juventus ha poi riparato in extremis nel mercato di gennaio con le cessioni di Mandzukic, Emre Can e Pjaca dato in prestito per farlo giocare, tuttavia, prima ancora di una questione legata a trattative economiche non convenienti alla Juve, si pensa a un’incertezza nel programma da seguire, a una sorta di tentennamento fatto di indecisione che si riflette inevitabilmente anche sulla fisionomia tecnica della squadra. La Juve e Sarri non hanno ancora capito se con il vasto parco di giocatori di primissima qualità che hanno nel proprio organico, devono tatticamente inseguire il 4-3-3, piuttosto che il 3-5-2, o il 4-3-1-2 con il trequartista che non c’è, non si trova e qualche volta si tenta d’inventare. Così come si tenta di inventare una difesa che a seguito degli infortuni di Chiellini (rientrato contro il Brescia per una decina di minuti finali) Demiral, Danilo (anch’egli rientrato ieri) si sia optato di inventare un Cuadrado che da terzino ha fatto quello che ha potuto. E poi De Ligt, un giocatore tanto pagato che non riesce a dare garanzie di personalità e, per questo, Sarri cambia continuamente formazione. Un po’ per sostituire gli infortunati e un po’ per non avere le idee chiare su come affrontare la situazione, la Juve sembra in un continuo cantiere di lavori in corso. Per fortuna CR7 dà il suo apporto di vero campione instaurando una leadership in campo e nello spogliatoio, pur avendo bisogno di tanto in tanto di tirare il fiato per essere gestito al meglio. Ma, a onor del vero, dobbiamo dire che anche Dybala è migliorato. Il ragazzo si è fatto valere dimostrando di meritare la maglia da titolare e non essere vittima delle continue indecisioni di Sarri, il quale sistematicamente l’ha sostituito nel corso delle gare giocate. Dunque, la situazione di questa Juve non è chiara e il fragile gioco messo in campo che spesso si traduce in situazioni d’incomprensibile pausa di attenzioni, non induce a trovare la svolta risolutiva per vedere rinascere la Juve e il suo gioco. Ci riuscirà Sarri in queste settimana che precedono i grandi impegni della stagione 2019/’20?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNcontro-il-brescia-vince-la-juve-e-.la-noia-1013654.htmSi100451001,02,0303098
211013640NewsCampionatiSarri che aspetti? Usa la DH720191213162722L`incomprensibile incertezza del tecnico della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. In sintesi DH7.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Seguendo la Juventus del nuovo corso targato Maurizio Sarri, spesso ci siamo chiesti dov’è tutto questo cambiamento di mentalità nel considerare il gioco del calcio come segno tangibile dell’osare in attacco, senza avere il timore di squilibrare l’assetto tattico del centrocampo. Strano che l’ex tecnico del Napoli e del Chelsea abbia praticamente lasciato a metà la sua opera di rivoluzionario, confermando in parte quei meccanismi di squadra rodata dagli otto scudetti consecutivi, conquistati tra la gestione Conte e Max Allegri. C’è qualcosa che non ci convince in questo suo atteggiamento tattico poco propenso a lasciare le briglia sciolte a una squadra di campioni che avrebbe bisogno di essere meno inibita nella sua inventiva. Questa insistenza su Bernardeschi in chiave di finto trequartista non si addice al giocatore, il quale secondo noi è più apprezzabile nel ruolo di esterno con l’obbligo di aiutare il centrocampo. Ma Sarri non è convinto e anche in considerazione dell’aspettare la ripresa completa di Douglas Costa che dovrebbe essere pronto per la Supercoppa Italiana, sembra essere refrattario a proporre fin dall’inizio i tre tenori d’attacco della Juventus. Questione di convinzione o di insicurezza? Noi pensiamo che ci sia timore di indebolire il centrocampo e di non coprire abbastanza la difesa nella fase di non possesso palla. Sono scuole di pensiero che non si addicono alle vedute di Sarri, un tecnico che ha fatto la sua fama per i principi di calcio spettacolo non certo scriteriato tatticamente, ma intenso nel suo concetto di propositiva azione d’attacco. Tanti sostengono che è ancora presto per giudicare la Juventus di quest’anno, la quale ha visto nel cambiamento tecnico un radicale rivoluzionamento dei sistemi che la squadra aveva assorbito dopo i lunghi anni di gestione Allegri. Può darsi, ma a noi sembra che il concetto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“radicale rivoluzionamento dei sistemi</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">tattici”</i></b> sia soltanto metaforico e non conforme alla realtà. Per questo motivo continuiamo a vedere a tratti una Juventus che soffre troppo l’avversario, invece di aggredirlo per lunghi momenti della gara. E’ una Juve cinica, molto vicina a quella di Allegri e comunque non ancora sarriana del tutto. Ottima la collocazione di Bentancur a centrocampo, capace di fare filtro nelle fasi di interdizione e di ripartenza immediata, con la qualità tecnica di vedere il gioco anche da prezioso suggeritore. C’è poi il flop Rabiot, il calciatore francese che non riesce proprio a inserirsi nel gioco della Juventus. E’ dall’inizio del campionato che Sarri lo prova con pazienza, ma gli abbiamo visto sbagliare di tutto e di più, anche in circostanze in cui un calciatore della sua qualità tecnica dovrebbe dimostrare maggiore personalità. Continuando così, pensiamo che il francese non sia un giocatore adatto alla Juve ma a una squadra con minori aspirazioni. Dunque, ritornando a Sarri, confermiamo la nostra idea di proporre sistematicamente la DH7 d’attacco che non è come egli sostiene una banale idea da bar sport, ma più semplicemente la riproposizione di un trio che quando è stato messo in campo ha tolto non poche castagne dal fuoco, sia alla Juve che allo steso Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNsarri-che-aspetti-usa-la-dh7-1013640.htmSi100451001,02,03010222
221013635NewsCoppePaulo Dybala, talento sublime.20191127114446In Champions,straordinaria prestazione del campione argentino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’abbiamo visto ieri sera contro l’Atletico Madrid in Champions, ma ci siamo beati delle sue giocate anche in campionato. Paulo Dybala è un talento puro, che la Juventus ha magicamente ritrovato dopo che questa estate ha fatto di tutto per venderlo. Ma per fortuna della Vecchia Signora non si è giunti in un accordo economico con i vari acquirenti di tutta Europa, e adesso si ritrova una perla preziosa della quale aveva anche dubitato, soprattutto nell’ultimo anno della gestione di Max Allegri. Ma lui, la Joya argentina, ha sempre professato il suo desiderio di rimanere alla Juve perché, probabilmente, aveva un conto in sospeso con l’allenatore, la società e con se stesso. Quando qualche anno fa è arrivato dal Palermo era ‘u picciriddu, adesso è campione maturo e soprattutto un calciatore ritrovato. Le sue giocate sono sublimi e tutto gli riesce a meraviglia. Eleganti giocate, stop al volo, dribbling da farti girare la testa, colpi di tacco che sanno di meraviglia e spettacolo puro del football diretto agli esteti del calcio spettacolo, sono il repertorio di questo piccolo, grande campione del football dei nostri tempi. E poi il gol rifilato su calcio di punizione da una posizione impossibile all’Atletico Madrid: è magia pura. E allora succede che quando ti aspetti il ritorno di grazia di Cristiano Ronaldo in evidente periodo negativo, ecco che ti ritrovi un Dybala supremo, un De Light che è stato pagato 85 milioni di euro e oggi ti spieghi perché, e un pipita Higuain che è ritornato ad essere il giocatore amante del gol e anche abile nella costruzione del gioco a beneficio dei compagni. Di tutto questo rivitalizzarsi di campioni, diamo anche merito all’ex “talebano” Maurizio Sarri, il quale riesce a far divertire i suoi giocatori senza costrizioni tattiche asfissianti, ma con un ordine di posizione in campo che ben si addice alle caratteristiche tecniche del singolo calciatore. A ciascuno il suo, sembra dire questo allenatore della Juventus, che dopo Napoli e Chelsea ha capito che un coach che ha insito il concetto di squadra spettacolo, si deve calare al servizio delle caratteristiche tecniche dei propri giocatori, mettendo da parte anche il proprio credo calcistico a beneficio della qualità dei propri interpreti. Non è un segno di disarmo il suo, piuttosto lo riteniamo un miglioramento professionale che ne assicura una maturazione definitiva di allenatore ad alto livello. Calarsi nel ruolo di calcio moderno, è anche un arricchimento personale nell’essere propenso a capire i propri calciatori e farli giocare come desiderano. Ecco la differenza tra Sarri e Allegri, il quale vedeva in Dybala una sorta di “tuttocampista”, un neologismo tutto “allegriano” che vuole significare un giocatore portato a stare in ogni parte del campo. Un concetto egoistico da allenatore, il quale crede che a ogni giocatore bisogna imporre determinati ruoli a prescindere dalle proprie caratteristiche tecniche. Il calcio di oggi si ispira a metodologie diverse, più “democratiche” e rispettose del calciatore, nel suo desiderio di stare in campo con la smaniosa voglia di mettersi al servizio della squadra e la legittima ambizione<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di fare emergere le proprie qualità. Ecco perché c’è stata questa metamorfosi nel gioco della Juventus (anche se in verità è ancora in fase di costruzione) e di Dybala, un campione che andava capito a beneficio della squadra stessa. E’ vero, nel calcio non si inventa nulla, semmai ti aggiorni ad una scuola di pensiero moderna che deve essere in linea con i dettami espressi dalle varie potenze calcistiche europee, i cui trofei conquistati e i traguardi raggiunti sono l’emblema di un concetto di football innovativo. In questo senso Sarri è salito in cattedra, e la Juve intesa come concetto di squadra e di gioco globale, ne sta beneficiando a livello di risultati. Certo, resta ancora molto da fare, tuttavia, pensiamo che la squadra costruita da Agnelli, Paratici e Nedved, sia sulla strada giusta per conquistare quel triplete che comprende in primis la tanto sognata Champions, così bramata dal mondo bianconero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNpaulo-dybala-talento-sublime-1013635.htmSi100451001,02,03010221
231013629NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo20191112095724L`errore di CR7 nel ritenersi diverso dagli altri,non rispettando certe regole che sono alla base del professionismo calcistico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Hai sbagliato Cristiano. Sì, hai sbagliato per più di un motivo, quando il tuo allenatore Maurizio Sarri ha deciso nell’arco di tre giorni di sostituirti, prima con Douglas Costa in Champions contro la Dinamo Mosca e poi con Paulo Dybala in Campionato contro il Milan. Non è stata lesa maestà, la tua, ma più semplicemente un cambio che tu stesso avresti dovuto accettare con intelligenza, consapevole che da circa un mese a questa parte il tuo stato di forma non è consono alle aspettative che si hanno su di te che sei pluripremiato di Palloni d’Oro e Campione che costituisce per le società con le quali hai giocato in carriera, un Brand insostituibile dal punto di vista commerciale. Ed è così anche oggi per la Juventus che nell’estate 2018 ha acquistato il tuo cartellino per 100 milioni di euro, più 12 milioni di commissioni, più 58 milioni di stipendio lordo annuale, per avere da te l’accesso a nuovi mercati europei con l’eventuale assalto alla tanto sospirata conquista della Champions League. Un contratto che non avviene propriamente tutti i giorni per giocatori non solo ritenuti “normali”, ma anche per quelli come te che extraterrestre sei ritenuto. E’ vero, il management della Juventus ha fatto con te l’affare del secolo, tenuto conto che nella scorsa stagione si sono ricavati 55 milioni di euro in più rispetto al passato, tuttavia, tutto questo dare e avere sviluppato nel tuo rapporto con Andrea Agnelli e il suo entourage, non pregiudica il fatto che tu resti pur sempre un calciatore dalle immense qualità tecniche, dotato di un indiscutibile spessore carismatico all’interno della squadra e quindi dello spogliatoio, il quale ti deve caricare di responsabilità in tutti quegli sviluppi di calciatore professionista che riconducono a momenti di grande forma ad altri di appannamento fisico, tecnico e mentale. E’ un fatto naturale che investe i calciatori come te e anche quelli più giovani e meno dotati tecnicamente, ma che si vedono a dover gestire, pur tra piccoli mugugni di delusione personale, quell’accettare i momenti di difficoltà che devono essere presi con intelligenza e forza di volontà, nel superare quella particolare situazione delicata della propria carriera. Ecco, Cristiano, tu questo non l’hai fatto, perché quel tuo uscire dall’Allianz Stadium nel momento del cambio senza sederti in panchina ma andando via direttamente, mormorando frasi probabilmente irriguardose nei confronti del tuo allenatore, hai messo in evidenza una presupponenza che non è da grande campione quale tu sei. Tutto ciò va a inficiare a tuo discapito i buoni rapporti con i tuoi compagni di squadra, che quotidianamente condividono con te uno spogliatoio fatto di relazioni non solo tecniche ma anche umane. E pensa se Del Piero o il tuo amico Gigi Buffon, si fossero dimostrati in carriera quello che tu hai espresso in un attimo con quell’atteggiamento negativo, che non si addice alla grandezza dei tuoi trascorsi pallonari. E’ vero, in carriera sei stato sostituito soltanto poche volte, ma il tuo stato di forma fisica e mentale era tale, per cui non si poneva il problema. Ora, che a 35 anni è possibile qualche momento di legittimo appannamento di forma, nonostante la tua grandezza da extraterrestre, sei messo alla prova anche sotto l’aspetto della tua maturità personale. E chiedere scusa ai tuoi compagni di squadra, alla società Juventus che ti coccola, ai tifosi che da quando sei arrivato a Torino si assoggettano a pagare un biglietto salatissimo per assistere alle tue giocate, credimi, non è mortificarsi, ma, semmai, è dare un ulteriore segnale della tua grandezza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013629.htmSi100451001,02,03030234
241013625NewsCoppeChampions Juve, se si offusca CR701 s’illumina la Joya20191023134819Opaca prestazione casalinga della Juventus contro la Lokomotiv Mosca.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>L’analisi</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In una notte surreale ma vincente, la Juventus mette in cassa forte tre punti preziosissimi per la sua classifica di Champions. Diciamo subito che non è stata una bella partita, soprattutto per “merito” della Lokomotiv Mosca che dopo essere andata in vantaggio si è arroccata in difesa penalizzando il proprio gioco e quello degli avversari. Ma c’è anche tanto demerito della Juventus, che fino al primo dei due gol segnati da Dybala (coincisi con l’ingresso in campo di Higuain) è apparsa smarrita nel suo vitale senso del gioco armonico e allo stesso tempo utilitaristico. Nulla di tutto ciò è apparso all’Allianz Stadium, dove si è notato soltanto un grande sforzo di volontà dato dall’onnipresente Cuadrado e da Bentancur, per il loro instancabile apporto dato tra difesa, centrocampo e attacco. Ma è dall’inizio di campionato che nella squadra di Sarri assistiamo a un intervallarsi di partite spettacolo ad altre insipide come quella di ieri sera contro la Lokomotiv Mosca. Quando tu pensi che in toto la squadra bianconera abbia già assimilato il gioco voluto dal suo allenatore, ecco che t’accorgi che ancora non è tempo di stabilità di gioco inteso nella sua pura essenza dello spettacolo. E allora, mentre trascorrono i mesi e gli impegni si fanno sempre più estenuanti, continuiamo ad assistere a un calcio che la Vecchia Signora d’Italia stenta a recepire nei suoi basilari meccanismi sarriani, mettendo in evidenza ciò che significa rivoluzionare in maniera copernicana l’antico concetto di gioco. E allora continuiamo a dare tale giustificazione ogni qualvolta si assiste a prestazioni bianconere come quella contro i russi della Lokomotiv. Tuttavia, in una squadra così colma di grandi campioni, ci si salva spesso nell’usufruire delle giocate dei suoi fuoriclasse che mascherano in qualche modo in maniera individuale, quelli che sono i problemi di un perfezionismo di gioco globale di squadra che stenta ad emergere nell’arco dei 90 e oltre minuti di gioco. E così, quando CR701 non sembra in serata adatta ai suoi grandi mezzi, ecco che si riaffaccia alla ribalta quel Dybala che spesso è stato messo in panchina da Sarri non tanto per demeriti di forma, ma soprattutto per un equilibrio tattico che non sempre può supportare la presenza in contemporanea di Higuain, Ronaldo e lo stesso Dybala. Tuttavia, in due occasioni (vedi partita contro l’Inter e la Lokomotiv) quando Sarri decide di volere forzare in attacco la pressione del suo gioco, ecco che si raggiungono con successo gli obiettivi sperati. Dunque, crediamo che questo interrogativo della presenza in campo in maniera contemporanea dei tre fuoriclasse si riproponga per tutto l’arco della stagione. Certo, il popolo bianconero vorrebbe bearsi sempre di cotanto calcio spettacolo, ma non è soltanto questo il problema che la Vecchia Signora d’Italia rinvigorita dagli schemi moderni impartiti da Sarri, deve ancora assimilare. Il tecnico è un perfezionista del gioco del calcio e, come tale, non intende modificare l’atavica mentalità di casa Juve basata sul “vincere come unica cosa che conta”, ma vuole anche aggiungere lo spettacolo di un gioco che intende divertire divertendosi. Per far questo c’è bisogno di tempo. Lo sappiamo. Anche perché la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, neanche Maurizio Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNchampions-juve-se-si-offusca-cr701-s-illumina-la-joya-1013625.htmSi100451001,02,03030257
251013619NewsEditorialeLa Juve e l’imperdonabile errore di volere vendere Paulo Dybala20191008070334Cambia la strategia della società bianconera nei confronti della Joya <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questa estate lo volevano cedere per creare plusvalenza e incrementare le casse della società. Ma non sempre la teoria del denaro da acquisire è il toccasana di tutte le cose, perché nel calcio c’è anche un’altra logica che spesso sfugge a coloro i quali sono al centro del calciomercato: la persona che c’è dentro il campione e i suoi desideri di continuare a giocare nell’ambiente in cui si trova bene e vuole continuare a vincere. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è stato al centro di mille possibili scambi con altri giocatori che dessero l’opportunità alla Juve di dare respiro a un bilancio appesantito dall’acquisto di grandi campioni e dai loro cospicui contratti. Prima con l’Inter per avere in cambio Icardi e incassare svariati milioni di euro, poi con il Manchester United per avere in cambio Lukaku. Noi abbiamo sempre sostenuto la tesi che questo giovane campione argentino della Juventus, doveva continuare a giocare in questa società e con quella squadra che è stata concepita per vincere ancor di più di quanto non lo avesse fatto la scorsa stagione. Per la fantasia, la classe, l’inventiva e la qualità delle giocate che sa produrre, Dybala fa sempre la differenza, che lo si voglia impiegare da falso nueve, piuttosto che da trequartista a ridosso delle punte. E non è un caso che Antonio Conte lo avrebbe voluto all’Inter perché ritiene il campione argentino il giocatore ideale per il suo 3-5-2. Ma la Juve e Paratici in testa, preferivano trattare con il Manchester per avere Lukaku, togliendo così la possibilità che il giocatore belga potesse andare all’Inter e potenziarla in attacco. Per fortuna non se ne fece nulla per una sola questione di denaro, e oggi, dopo la maiuscola prestazione offerta da Paulo Dybala nel derby d’Italia, tutti a magnificarlo come se nulla fosse stato. Certo, in tutto questo frastuono c’è da ricordare che Maurizio Sarri l’ha sempre sostenuto e che ha studiato la collocazione tattica affinché il campione argentino potesse dare alla squadra l’apporto ideale per incrementare tecnicamente il gioco brillante studiato apposta per la Juve. C’era solo bisogno di tempo, ma così è stato. Sì, perché oggi Sarri ha fatto sbocciare l’idea di collocare tatticamente Dybala sia come trequartista schierandolo alle spalle di CR7 e Higuain, che come seconda punta assieme a Ronaldo. E così “u picciriddu” (come lo chiamavano a Palermo) o la Joya (come adesso lo si definisce) ha lasciato il segno sulla partita vinta dalla Juve sull’Inter, non solo per lo straordinario gol che ha saputo fare di potenza e mirata precisione, ma anche per le giocate di classe che ha impartito proprio davanti ad Antonio Conte, uno dei tanti estimatori di Dybala, che per averlo avrebbe fatto qualsiasi cosa. E adesso vorremmo essere nei pensieri di Agnelli e Paratici per capire cosa stanno pensando e se sono coscienti del macroscopico errore che stavano per fare. Chissà, forse sono stati anche consigliati male dall’idea errata che Max Allegri si era fatta su Dybala, e cioè di un indiscutibile campione di classe che però non è portato al sacrificio tattico. Lo aveva nominato tutto campista, (ricordate?) e lo faceva giocare partendo sempre dalla difesa, inibendone così le sue qualità tecniche di calciatore portato a creare attraverso la fantasia, bellissime giocate offensive. Poi è arrivato Sarri che l’ha fatto rinascere e ora punta fortemente nel suo apporto in una intuizione tattica che si avvale di due possibili soluzioni in base anche all’avversario da affrontare. E allora ci domandiamo se adesso la società Juventus abbia cambiato finalmente la sua strategia, nel trattenere Dybala in bianconero almeno fino a fine stagione. A nostro parere non dovrebbero esserci dubbi di sorta, anche se questa convinzione si doveva avere già questa estate.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNla-juve-e-l-imperdonabile-errore-di-volere-vendere-paulo-dybala-1013619.htmSi100451001,02,03030235
261013618NewsCampionatiInter – Juve. L’analisi20191007172139Un derby d`Italia da ricordare<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il tanto atteso derby d’Italia firmato da Conte e Sarri è finito con la vittoria della Juventus per 2 a 1. Un risultato che non rispecchia appieno l’armonia delle trame di gioco prodotte da una Juve spettacolo, che forse ha meravigliato persino se stessa. Diciamo questo perché alla vigilia del match si pensava che la non brillantezza del gioco della Juventus, ancora alla ricerca della propria fisionomia, potesse in qualche modo agevolare il furore agonistico dell’Inter che era capoclassifica a punteggio pieno. Ma alla squadra di Conte non è bastata la freschezza, l’intensità e la voglia di pressare alto (in verità solo qualche volta durante tutta la partita) per una Juventus che fin dai primi minuti ha mostrato un approccio alla gara di notevole qualità. In gol con Dybala fin dall’inizio del match, i bianconeri hanno messo subito le cose in chiaro e finalmente goduto di quello spettacolo calcistico ad alto livello espresso da straordinarie trame di gioco volute da Sarri. Poi l’Inter al 18’ giunge al pareggio su calcio di rigore segnato da Lautaro Martinez e la partita assume attimi di fiammate offensive più per merito della Juve che dell’Inter stessa. Ma all’80’ dopo tante occasioni mancate dalla Juventus, Gonzalo Higuain segna il gol della vittoria bianconera. Tuttavia, partendo dal presupposto che ai fini della classifica attuale questa vittoria della Juventus sia oggettivamente ininfluente per la conquista dello scudetto, possiamo dire con certezza che il gap esistente tra le due squadre sia un fatto acclarato e nel momento in cui si tireranno le somme finali avrà sicuramente il suo significato. Tuttavia, la delusione patita dall’Inter per questa sconfitta, non deve demotivare l’ambiente facendolo cadere nel solito catastrofismo esistente prima dell’arrivo di Conte, perché questa squadra ha assorbito in fretta il carattere del suo allenatore e intende proseguire il proprio cammino attraverso l’intensità agonistica, la determinazione, la grinta che sono il credo di Antonio Conte. Detto questo, aggiungiamo che quanto visto a San Siro è il frutto di un maestoso progetto che quest’anno la Juve ha fatto nell’investire in maniera per certi aspetti anche smisurata, di arrivare a un processo di cambiamento culturale e calcistico che è sembrato necessario per dare un senso al dopo Allegri. Una sorta di rivoluzione di mentalità pallonara rivista e aggiornata con i tempi moderni, affidandosi ai modelli più prestigiosi europei che immancabilmente sono le forze più rappresentative della Champions League. Un calcio che faccia divertire divertendosi, che non è un gioco di parole ma ha un suo significato ben preciso nel volere essere belli, propositivi e allo stesso tempo pragmatici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ il calcio moderno voluto da Sarri, due tocchi e via, squadra corta e sempre alta a pressare costantemente l’avversario, senza la paura di doverlo subire in contropiede. Da qui parte tutto il coraggio psicologico di liberare le menti dei giocatori a propria disposizione, che pur sviluppando negli allenamenti schemi tattici da imparare a memoria, non devono sentirsi attanagliati da preclusioni che inibiscano la fantasia e la voglia di divertirsi giocando al pallone. E’ il credo di Sarri che, posto alla guida di una squadra di tanti campioni come la Juve, deve inculcare la semplicità di giocare un calcio offensivo, pur non intimorendo chi non è attento alla fase difensiva. E su questo discorso entra in ballo De Ligt, il 19enne difensore olandese pagato 85,5 milioni di euro, che secondo noi rappresenta al momento il vero problema nel gioco della Juve. E’ vero, il ragazzo è stato acquistato per un investimento che possa protrarsi nel tempo e che nell’immediato era in previsione di farlo maturare attraverso l’esempio di Chiellini e Bonucci. Ma l’imprevisto grave infortunio subito a inizio stagione dal capitano della Juventus ha dato via libera al difensore olandese, il quale si è trovato a dovere capire un calcio diverso, un ambiente diverso, un allenatore diverso e dei compagni di reparto che ha bisogno di sentirli più vicini dal punto di vista dell’intesa. Tutte cose che hanno bisogno di tempo, ma che al momento creano molti problemi a una Juve che anche per questo motivo non è ancora perfetta. Dunque, ritornando al derby d’Italia, possiamo dire che abbiamo goduto di un calcio vero prodotto da cambi azzeccati negli uomini e tattiche rivoluzionate al momento da Sarri senza il timore di sbagliare; anche se, come dicevamo pocanzi, è giusto non dimenticare certe preoccupanti incertezze difensive prodotte dalla Juve. Per quanto riguarda invece la squadra di Conte, continuiamo a pensare tutto il bene che abbiamo detto fin dall’inizio di stagione, a patto però che dopo questa bruciante sconfitta non si ricada a rivedere i soliti scheletri nerazzurri, che per anni si sono accumulati nell’armadio di casa Inter.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711dybala-e-higuain.jpgSiNinter-juve-l-analisi-1013618.htmSi100451001,02,03030273
271013608NewsCampionatiJuventus, tra lampi di gioco e tanto buio20190922074427E` normale tutta questa confusione in casa bianconera? <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma dov’è tutto questo decantato gioco divertente che l’ambiente juventino s’aspettava con l’arrivo di Sarri? Dov’è questa smania di gioco offensivo fatto di stelle capaci di amalgamarsi tatticamente al collettivo di squadra? C’era una volta la squadra noiosa di Allegri che stizziva fino all’ultimo minuto per sofferenza nei confronti dell’avversario, ma là dietro aveva Chiellini, Bonucci e Barzagli a far da trincea in quella logica di calcio in cui lo scudetto lo vinci se prendi meno gol. Ok, questa scuola di pensiero è stata sorpassata a livello europeo per far posto a un calcio più dinamico, offensivo e tatticamente più attento a pressare alto e offendere l’avversario attraverso un maggior possesso palla e movimenti che sappiano costruire un gioco di squadra armonico e più propenso a fare gol. Tutto questo a livello teorico non fa una grinza, tuttavia, crediamo che certi meccanismi per essere perfetti necessitino di molto tempo. Ma la Juve storicamente non è una società che dà molto tempo alla squadra e agli allenatori per raggiungere certi risultati. Ora, partendo dal presupposto che nessuno ha la bacchetta magica per potere costruire nell’immediato una mentalità di gioco che sa di radicale rivoluzione filosofica, così come la società bianconera ha chiesto a Sarri, è altresì vero che già alla quarta giornata di campionato si dovrebbe avere chiaramente un’idea di ordine tattico su cosa si voglia davvero costruire per dare alla Juve quella fisionomia di gioco brillante tanto voluta in casa bianconera. Ebbene, ad oggi tutto questo non c’è, perché vediamo una Juventus slegata tra difesa, centrocampo e attacco, che sbaglia molti passaggi, che crea confusione tattica, che prende troppi gol su palle inattive e, soprattutto, si affida ai suoi singoli campioni senza badare al gioco di squadra. Non è un bell’inizio per una Juventus che quest’anno ha costruito una squadra per vincere la Champions e primeggiare ancora in un campionato in cui è consapevole di avere forti antagoniste come Inter, Napoli e tante altre squadre che si sono rafforzate rispetto allo scorso anno. Si attende dunque una Juventus bella e vincente, armoniosa e chiara sotto il profilo di una personalità di gioco che in questo momento non c’è. Si cominci intanto a dare un profilo di squadra base, senza avere le incertezze tecnico tattiche che sembrano evidenti quando non si sa come utilizzare i vari Demiral, Dybala, Bernardeschi, Rabiot, Ramsey, Emre Can, Bentancur. Allora, il problema sta nell’abbondanza di campioni e in una rosa che non è stata sfoltita a dovere durante questa estate, oppure è l’incapacità di sapere gestire un gruppo così numeroso? E poi De Ligt che tutti aspettano per giustificarne il costo, non è un altro problema? Tutte domande che attendono una risposta ben precisa, su una confusione tattica e organizzativa che francamente non ci sembra proprio da Juventus.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuventus-tra-lampi-di-gioco-e-tanto-buio-1013608.htmSi100451001,02,03030306
281013606NewsCampionatiLa rosa extra large della Juve crea problemi a Sarri.20190905173111Problemi di abbondanza in casa Juve<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo l’esclusione dalla Champions di Mandzukic e di Emre Can che ha ufficializzato il proprio disappunto, in casa Juve aleggia una certa qual insoddisfazione da parte di Maurizio Sarri nei confronti di Fabio Paratici, per non essere riuscito nel mercato appena chiuso, a sfoltire una rosa composta da troppi giocatori che mal volentieri si adattano alla panchina. Allenare la Juve non è proprio come allenare un’altra squadra, e Maurizio Sarri pur nella sua soddisfazione di essere arrivato in carriera a lavorare per la più scudettata squadra d’Italia, non nasconde le sue difficoltà di gestire un gruppo di giocatori che per quantità e qualità non ha mai avuto. Il muso duro che Sarri ha mostrato a Paratici in questi giorni, la dice lunga su un carattere poco incline ad abbassare sempre la testa alla società per cui lavora. Un problema nuovo che l’ex allenatore di Napoli e Chelsea non aveva messo in conto, non sono le questioni tecnico tattiche, dello spogliatoio, del turnover, ma è la gestione di un alto numero di campioni cui comunicare certe scelte che apparterrebbero alla società. Evidentemente Sarri era stato chiaro fin dall’inizio, dando alla società i nomi dei giocatori da trattenere e altri da cedere. Ma, evidentemente, l’opera di Fabio Paratici non è stata impeccabile da questo punto di vista. Prima Mandzukic, poi Khedira, Matuidi, Rugani, Dybala, Higuain, Emre Can, Cuadrado, e ancora marcia indietro per Higuain (che si è inserito bene) Dybala (che fino alla fine è stato in bilico se restare o essere ceduto), Khedira (improvvisamente rinato per il gioco di Sarri), Matuidi (anch’egli promosso a titolare) insomma, possiamo dire che la confusione in casa Juve è di casa. Eppure eravamo abituati a una Vecchia Signora simbolo di chiarezza di idee e ottima gestione, mentre in questa occasione si sta mettendo in evidenza l’esatto opposto. C’è chi rimpiange Beppe Marotta e c’è chi (Agnelli e Nedved) difendono a spada tratta Fabio Paratici perché il giovane e rampante dirigente della Juve ha lavorato bene in entrata, anche se le circostanze non l’hanno aiutato a fare altrettanto bene nell’uscita dei calciatori suggerita da Sarri. Al momento in mediana ci sono sette giocatori per tre maglie, Khedira, Pjanic e Matuidi al sono i titolari, mentre Ramsey, Rabiot, Bentancur ed Emre Can aspettano di giocare. Lo stesso discorso va fatto per l’attacco, dove Dybala, Mandzukic e Bernardeschi sembrano chiusi da Ronaldo, Higuain e Duglas Costa. Una serie di top campioni di Club da vertice europeo che, tuttavia, devono essere gestiti con l’aiuto della società che dovrebbe in qualche modo alleggerire il lavoro già difficile di tattica e tecnica in una squadra che deve ancora assorbire il credo calcistico del nuovo allenatore. In questo caso il “comandante” Sarri è stato messo davanti a una situazione del tutto nuova. Ma la Juve non può avere smarrito improvvisamente l’antica forma ordinata di chi ha le idee chiare e vincenti. La confusione non è mai regnata alla Continassa. E allora cosa succede quest’anno alla Vecchia Signora d’Italia, nonostante il suo primato in classifica a punteggio pieno?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNla-rosa-extra-large-della-juve-crea-problemi-a-sarri-1013606.htmSi100451001,02,03030254
291013603NewsEditorialeDybala, perché no? Il popolo bianconero se lo chiede.20190825073533In questo caso, è la Juventus a sbagliare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questo trascinante dubbio amletico ha francamente stufato tutti. Perché nella prima partita giocata a Parma, il giocatore argentino viene in un primo momento schierato in campo fin dalla partenza e poi lasciato in panchina? E perché non è stato neppure considerato nel corso di una gara che nel secondo tempo ha manifestato grandi carenze di tenuta fisica da parte della Juventus? Tutte domande che sembrano ovattate da mistero, o meglio rinchiuse in uno stile Juventus che fa dei segreti aziendali la forza delle sue strategie da non svelare mai a nessuno, neanche alla propria moglie, mamma, fratello o persona cara cui ti fidi ciecamente. E allora non capisci bene se gli ordini impartiti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli,</b> ermetico figlio di cotanta famiglia dinastica, siano un dogma imposto per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici,</b> oppure le operazioni di calciomercato e i suoi rari insuccessi, debbano essere tenuti in tutta segretezza per non dare riferimenti gratuiti agli avversari. Noi sosteniamo che la verità stia sempre in mezzo e, nello specifico caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> si nasconda una serie di insuccessi a catena che si intersecano tra il fatto che il giocatore gode dei suoi diritti di immagine che non ha intenzione di perdere, assieme alla voglia di restare alla Juve per dimostrare che mister Allegri ha sbagliato tutto nei suoi riguardi. Prima merce di scambio con Icardi, poi messo in mezzo sull’affare Lukaku, adesso in trattative con il PSG e il Barcellona in attesa che il signor Neymar decida cosa fare, insomma questo giovane calciatore della Juventus, campione argentino di indiscusso valore tecnico, sta vivendo un’estate da incubo. E, tra tutte queste cose, a parer nostro c’è anche qualcosa che non convince nell’operato di Fabio Paratici, l’allievo che nel suo ruolo di plenipotenziario del mercato della Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>deve ancora dimostrare di aver superato il maestro Marotta. Eppure, a proposito del fatto che all’ultimo momento si sia deciso di lasciare Dybala in panchina contro il Parma, Paratici così dichiara ai microfoni di Sky Sport: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La decisione di lasciare Dybala in panchina non è legata al mercato, lui è un grande numero 10 della Juve e siamo contenti che sia con noi. A inizio campionato anche con Allegri c’era</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">bisogno di adattamento, quindi ci schieriamo così”.</b> Dichiarazioni che vogliono dire tutto e niente, che sanno di bugie e di strategie di mercato che non possono essere sbandierate ai quattro venti, ma che lasciano il dubbio di una serie di errori sul suo lavoro che, a parer nostro, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>devono essere presi in considerazione dalla società. Se l’uscita di Dybala debba essere considerata come una sorta di plusvalenza nel tentativo di equilibrare l’andamento del bilancio societario, può avere una sua logica; ma allora perché a oggi la Juve si trova così ingolfata di calciatori che non riesce a vendere e concorrono ad aumentare il debito? Dopo tanti acquisti eccellenti (Ramsey, De Light, Rabiot, Demiral, Danilo, il ritorno di Buffon, Higuain, e le sole uscite di Cancelo, Kean, Caceres, Orsolini, Spinazzola) c’è il pericolo di incorrere in un fair play finanziario? Tutte domande che in questo assurdo, lungo e snervante calciomercato italiano che si protrarrà fino al 2 settembre con due turni di campionato già effettuati, non trovano risposte concrete ma soltanto illazioni. E intanto il tormentone d’estate continua. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNdybala-perche-no-il-popolo-bianconero-se-lo-chiede-1013603.htmSi100451001,02,03030258
301013599NewsCalciomercatoParatici contro Marotta. Cinque strategie in atto per disturbare il mercato dell’Inter.20190731182950Tra Juventus e Inter, «guerre« di mercato<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lotta tra scrivanie di lusso e maligne trattative di mercato che tendono più a far fallire l’affare all’avversario, piuttosto che pensare alla propria crescita. E’ l’intendere moderno di un calciomercato che evidenzia strategie tra due potenze calcistiche italiane: Juventus e Inter. Paratici che non dorme neanche la notte per potere mettere il bastone tra le ruote a Marotta nell’eventuale acquisto di Lukaku. Così, a conti fatti, cinque sono le strategie bianconere che si fondano sullo scambio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala – Lukaku</b> con il Manchester United. Nella prima mossa si può notare come Paratici rovini la festa a Marotta sull’affare Lukaku, proponendo un contratto quinquennale al giocatore belga, proponendo al Manchester United lo scambio con Dybala. Tutto questo con la furbizia di un furetto che conosce bene le mosse dell’avversario, avvantaggiandosi anche della chiusura del mercato inglese che sarà l’8 agosto prossimo. Dunque, la Juve appare nettamente in vantaggio sull’Inter che è stata privata della trattativa quasi definita. Nella seconda strategia c’è la questione Icardi che la Juve non forza, proprio in virtù del fatto che l’Inter ha bisogno di disfarsi del giocatore ma non lo vuole svendere a un prezzo stracciato. Paratici conosce bene la situazione e aspetta in maniera sorniona che Marotta si liberi per svilimento della sua mina vagante. La terza strategia mette in risalto la voglia di Paratici di portare Icardi alla Juve ma di non volere acconsentire allo scambio con Dybala con i rivali dell’Inter. Così Marotta incassa la decisione di Paratici di volere cedere Dybala all’estero per molti soldi o soltanto in cambio di Lukaku. La quarta strategia si evidenzia con l’interesse di Marotta che vorrebbe accontentare Conte nell’acquisto di due giocatori della Juve: Cuadrado e Moise Kean. Ma la risposta di Paratici è negativa, in quanto Kean è già stato ceduto all’Everton e Cuadrado non si vende all’Inter, semmai si potrebbe trattare se la società nerazzurra ammorbidisse le richieste per Icardi. Nella quinta strategia di mercato, Paratici sembra scatenato nel volere mettere in atto un ribaltone sul fronte dell’attacco della Juventus e ancora una volta si inserisce sull’affare Chiesa che sembrava destinato all’Inter. Marotta l’ha trattato per molto tempo, ma di fatto non ha potuto portare avanti nessuna concretezza. E così Fabio Paratici sorpassa ancora Marotta perché Chiesa vuole venire alla Juve e, se non sarà per quest’anno (vista l’idea di Commisso di volere trattenere il giocatore ancora tra le fila della Fiorentina) sarà sicuramente per il prossimo campionato. Dunque, un altro giocatore è stato soffiato all’Inter, rendendo difficile ogni tentativo di mercato ad alto livello a Beppe Marotta. E adesso che certe strategie sembrerebbero chiarire certi movimenti di mercato di Juve e Inter, aspettiamo di vedere le evoluzioni soprattutto di convincimento dell’argentino Dybala, che pare abbia chiesto al Manchester United un contratto di 10 milioni l’anno. Ci sembra impensabile che la società inglese accetti, visto che Lukaku percepiva circa 8 milioni l’anno. Vedremo. Intanto non c’è più molto tempo da pensarci. Il mercato in Inghilterra sta per chiudersi e le parti devono sbrigarsi se vogliono concludere l’affare. E intanto l’Inter sembra esclusa dai giochi. Pensiamo che si rivolgerà alla Roma per Dzeko e al PSG per Cavani. Il resto si vedrà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-marotta-e-paratici.jpgSiNparatici-contro-marotta-cinque-strategie-in-atto-per-disturbare-il-mercato-dell-inter-1013599.htmSi100451001,02,03030433
311013596NewsCalciomercatoJuve Inter, quanta acredine!20190724074413A Nanchino si gioca Juventus Inter, per l`International Champions Cup. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Oggi alle 13,30 e con diretta TV su Sportitalia, a Nanchino (dove c’è la base di Suning) si affronteranno Juventus e Inter. Una gara amichevole che si disputa all’interno dell’International Champions Cup, un evento calcistico che sta mettendo in evidenza la superiorità delle squadre inglesi, le quali sono più avanti nella preparazione rispetto alle squadre italiane. Tuttavia, la curiosità e l’interesse verso questa manifestazione sportiva risulta di vivo interesse, nonostante si svolga in un periodo dell’anno in cui si toccano alti gradi di caldo e insopportabile umidità. Ma partite come Juve Inter non si possono perdere perché dentro questo match c’è l’antica rivalità tra tifosi e società, acuiti ancor di più da quest’anno per la presenza tra i nerazzurri di due ex juventini come Marotta e Conte. Da una parte la Juve con il nuovo allenatore Sarri e un mare di campioni da amalgamare attraverso quel gioco spettacolo tanto promesso dai dirigenti bianconeri; dall’altra un’Inter che è ancora in cantiere e alla ricerca di sveltire il proprio calciomercato che appare ancora in ritardo nelle entrate ma soprattutto nelle uscite. E mentre Antonio Conte tuona contro la società che sta anche riflettendo sull’opportunità di cedere tra gli altri anche Politano e Perisic non ritenuti validi nel contesto del gioco voluto dal nuovo allenatore nerazzurro, Maurizio Sarri dichiara apertamente la volontà di schierare sempre CR7 sulla sinistra, di attendere il rientro di Dybala per provarlo come falso nove o trequartista e di essere alle prese con il dilemma Higuain che la società bianconera vuole cedere. Tuttavia, in tutto questo pensiero comune cui fa sempre spazio l’idea della ricerca dell’optimum per potere sempre primeggiare in Italia e all’estero, c’è sempre quel chiodo fisso di rivalità tra Juve e Inter. Un derby d’Italia che da quest’anno aggiunge ruggine sul già proverbiale odio sportivo. Marotta e Conte contro Agnelli e Paratici, un antagonismo che sa quasi di vendetta rusticana, un po’ come dire che il passato e i torti subiti devono essere sbrigati sul campo con le vittorie dell’una sull’altra squadra. Ma, oggettivamente, al momento la squadra di Sarri sembra di gran lunga superiore a quella di Conte, il quale ha bisogno di tempo per ridurre il gap con la Juve. Dunque, c’è sempre sale e pepe tra queste due società di calcio che rincorrono sempre il desiderio di superarsi anche quando in palio non c’è nulla, ma c’è l’orgoglio di vincere e di non essere sconfitti dall’odiato nemico. Vedremo cosa accadrà in questo campionato 2019’20 così pieno di aspettative a livello generale, ma che mette sempre in risalto l’eterno duello tra bianconeri e nerazzurri che non finirà mai. Anche oggi alle 13,30, mentre la calura estiva avvampa gli animi dei tifosi juventini e interisti che avrebbero invece bisogno di darsi una calmata. Le due società non alimentino pensieri di vendetta. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Nanchinofl0711fl0711foto-marotta-e-paratici.jpgSiNjuve-inter-quanta-acredine-1013596.htmSi100451001,02,03030392
321013592NewsEditorialeTra scetticismo e attesa di vedere, il popolo bianconero tace.20190622161552Dopo il radicale cambiamento,un atteggiamento che rientra nella normalità. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> è stato presentato alla stampa, che abbiamo ascoltato le sue parole sul passato anti juventino, sul presente da imbastire e su un futuro ancora da decifrare, i tifosi della Juventus si rifugiano in un silenzio assordante che sa di paziente attesa. Da più parti sentiamo frasi come: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Aspettiamo di vedere cosa sarà la Juve di Sarri, se divertirà come si dice, se vincerà com’è nell’indole della Juventus e, soprattutto, se riuscirà a vincere la Champions</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">League”</b>. Tutti interrogativi legittimi che sanno di scetticismo, ma che non vanno a turbare l’eventuale pensiero di non rinnovare il proprio abbonamento, nonostante l’ennesimo aumento voluto dalla società. Malumori che non superano la voglia di Juventus, tipica di questo periodo dell’anno in cui i sogni si moltiplicano sotto l’ombrellone. Ma quest’anno, inutile dirlo, in casa Juve c’è molta più attesa dell’anno scorso in cui ci si accingeva a godere dell’acquisto di CR7. Ma quest’anno c’è quella sorta di rivoluzione culturale, mentale e tattica che sa di rinnovamento globale. Ed è facile pensare che la nuova Juventus si presenti con un’altra faccia, con un altro vestito che non ha mai indossato prima, sposando un’immagine che sa di rinnovamento, di un ammodernamento capace di rivedere quella classica figura secolare di società aristocratica. Ed è un dato di fatto che assumendo Maurizio Sarri non si acquisti soltanto la speranza di un calcio brillante e di un’idea di gioco che sappia di vittorie e pura bellezza, ma c’è da considerare il modo con cui il nuovo tecnico si approcci ai dopogara con il suo dire spontaneo e per nulla diplomatico. Lui che appartiene alla scuola operaia, in cui si dice tutto davanti senza alcun voltafaccia, mentre è vestito di tutto punto da Juventus. Tuttavia, c’è sempre il rovescio della medaglia su ogni cosa. Infatti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> che adesso siede sulla sedia di quel Potere da lui tanto criticato e adesso molto amato, sta addirittura apportando modifiche di pensiero a un ambiente notoriamente conservatore. E la curiosità di vederlo all’opera supera ogni altra cosa, ma non certo quello scetticismo di partenza che aleggia nell’ambito dei tifosi bianconeri. Ma tenuto conto che il nuovo tecnico della Juventus sta andando a trovare in vacanza i giocatori bianconeri più rappresentativi, per parlargli, per capire come sono, cosa desiderano dal punto di vista tecnico, quali delusioni hanno vissuto nell’anno passato e cosa gli piacerebbe migliorare, allora pensiamo che questo primo lavoro di Sarri debba essere apprezzato come qualcosa che non ha precedenti. Una sorta di mental coach cui in Italia siamo poco abituati, un qualcosa che mette avanti la persona prima ancora del campione. A questo proposito sappiamo che ieri Sarri è andato a trovare Cristiano Ronaldo in Costa Azzurra e che in tutta forma privata si è intrattenuto sul suo yacht per parlargli di lavoro. Farà così anche con Dybala, Pjanic, Bernardeschi, nomi che ha fatto in conferenza stampa. Dunque, facendo riferimento a ciò che Paratici sta operando sul mercato, la Juve sta preparando un bel piattino succulento al nuovo tecnico, che vedrà arrivare molto probabilmente alla Continassa, Rabiot e forse Pogba in pole, mentre a questo punto si renderebbe incedibile Dybala. In partenza Cancelo, Matuidi, Khedira e probabilmente Mandzukic che non riteniamo adatto al gioco di Sarri. E allora, se è vero che tra i tifosi della Juventus c’è un legittimo scetticismo, è altresì vero che la curiosità di vedere questa nuova Juve diventa un fatto fondato. Tante speranze, poche certezze, tante scuole di pensiero che si intersecano in una tifoseria che da sempre ha gustato il sapore della vittoria in campo nazionale, poco in quella internazionale e adesso ha voglia di primeggiare in Champions con l’ausilio della grande bellezza! Ci riuscirà? Vedremo. I presupposti ci sono. Con la scelta di Sarri, il presidente Agnelli, Paratici e Nedved sono sicuri di non avere sbagliato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-tifosi-juve.jpgSiNtra-scetticismo-e-attesa-di-vedere-il-popolo-bianconero-tace-1013592.htmSi100451001,02,03030248
331013591NewsCalciomercatoDirettamente dalla conferenza stampa di Maurizio Sarri20190620174332Tanti sono stati i temi toccati nel corso del primo incontro pubblico con i media, da parte dell`ex tecnico del Chelsea. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella sua prima uscita pubblica da allenatore della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> ha parlato da professionista e non certo da trascinatore di fede juventina. Emozionato ma non troppo, l’ex coach di Napoli e Chelsea ha subito messo in chiaro qual è stato il motivo per cui ha subito accettato di venire alla Juve. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“In 30 anni di panchina non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore. Questo mi ha convinto a venire alla Juve, vedere una dirigenza così compatta nell’atteggiamento e tanto determinata”,</b> così esordisce Sarri nella sala stampa Gianni e Umberto Agnelli dopo avere salutato i presenti, rendendosi disponibile a rispondere alle domande dei colleghi giornalisti. Indossato per contratto la divisa ufficiale di rappresentanza della Juve, il tecnico del bel gioco continua a rispondere toccandosi l’orecchio, qualche volta la punta del naso che intervalla a parole e qualche sorso d’acqua, giusto per rinfrescare l’ugola. L’espressione è sempre la stessa, pochi sorrisi, occhiali che nascondono sguardi talora interrogativi e seriosità nel dire con orgoglio da dove è venuto, quali sono le sue radici professionali di ex allenatore dilettante arrivato nell’olimpo del football a 60 anni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non passo dai dilettanti alla Juventus. Il mio è un percorso lungo e fatto di passi. Sono arrivato al Chelsea, un grande club che chiaramente ha meno storia della Juventus. Lo ritengo un passo avanti tra quelli fatti sempre gradualmente. L’emozione è forte, ma non è quella di un allenatore</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">appena arrivato dai dilettanti”.</b> Sarri continua con apparente sicurezza, dimostrando a tutti i presenti di essersi preparato a dovere per questa giornata fitta di precise domande talora pure punzecchianti, ma che egli avrebbe già previsto prima. Chiaro riferimento di chi, pur non conoscendo la nuova piazza, ne ha già acquisito il sistema. A chi gli chiede quale disegno tattico adotterà con la sua nuova squadra, risponde che si baserà esclusivamente sulle caratteristiche tecniche dei tre o quattro giocatori che nella Juventus fanno la differenza. Chiaro il riferimento a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo, Dybala, Pjanic (che deve toccare almeno 120 palloni per</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">partita) Douglas Costa,</b> mentre ha avuto grandi parole di elogio per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Bernardeschi,</b> un calciatore che deve migliorare nelle continuità. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E poi si toccano i temi più scottanti, ovvero quelli che arrivano da Napoli, che lo definiscono un traditore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ho fatto un percorso a Napoli, da cui sono uscito per scelta della società. Poi sono andato all’estero e sono tornato con una società importante che mi ha voluto fortemente. Io penso di aver dato nella vita il 110% rispettando tutti. E lo farò anche per questi colori, può essere poco ma di più non posso fare. Penso siano scelte logiche, senza romanzarci tanto sopra. Penso di avere rispettato tutti. Se mi fischieranno in Napoli – Juventus? Comunque vada tra fischi o applausi, so che sarà un gesto d’amore. Io uscirò dal campo volendogli bene, in un modo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">o nell’altro”.</b> E lo scetticismo con cui il popolo juventino lo accoglierà, come si supera? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come ho fatto altrove, vincendo e convincendo! Andare in campo, fare risultato e divertire. Sinceramente non vedo altre strade.”</b> Insomma, tanto altro ancora c’è stato in questa ora e mezza di conferenza stampa che ha visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> accanto a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Paratici</b> davanti a 200 giornalisti, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pavel Nedved</b> posti in prima fila e molto attenti a ciò che si è detto. Ma la nostra idea è che il popolo juventino debba vedere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> come tecnico, come professionista del bel gioco, come rivoluzionatore di culture calcistiche basate sull’offensiva. Ma non si pretenda da lui l’anima bianconera, il sentimento, perché la sua passione è altrove. L’ha detto con apprezzabile correttezza di pensiero. Sarri tifa Napoli fin da bambino, poi è diventato un professionista e come tale ha fatto la sua carriera nel rispetto del suo lavoro. Quindi lo si giudichi per questo, lasciando perdere ogni romanzo legato a sentimenti intrisi di ruggine e odio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNdirettamente-dalla-conferenza-stampa-di-maurizio-sarri-1013591.htmSi100451001,02,03030422
341013570NewsCampionatiL’Allianz Stadium e la festa scudetto in tono minore.20190517123114Allegri o non Allegri? Questo è il problema!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Domenica prossima contro l’Atalanta sarà l’ultima partita in casa della Juventus in questo campionato 2018’19, che l’ha vista vincere lo scudetto per l’ottava volta consecutiva. Allo stadio è in programma la festa ufficiale che si ripete ormai da 8 anni. Ma quest’anno sarà diverso, inevitabilmente diverso. Troppe cose bollono in pentola in casa Juve, per avere la mente sgombra e pronta ai bagordi festaioli. A Torino e nell’Italia juventina c’è un unico sentire che sa di spasmodica attesa, su quello che sarà il prossimo futuro della Vecchia Signora. E ci sono tifosi bianconeri che si arrovellano di ansia, nell’attesa di una fumata bianca della più ermetica società di calcio italiana che nulla lascia trapelare. Pensiamo persino che Andrea Agnelli non parli neanche da solo in una stanza, per evitare che i muri stessi possano ascoltare. Ma questa lunga attesa di una conferma così apparentemente sicura a parole e tanto declamata davanti alle telecamere da Agnelli e Allegri, dopo l’orrenda scoppola subita in Champions da parte dell’Ajax, adesso, col senno di poi, è sembrata una farsa per far capire al popolo bianconero che la società Juventus ha sempre le idee chiare sul da farsi. Spiace dirlo, ma questa volta non è così, perché chi attende all’esterno delle mura ha il diritto di sapere cosa stia succedendo ormai da giorni all’interno della sede della Continassa. Ad oggi sappiamo di due incontri. Il primo vissuto faccia a faccia tra Agnelli e Allegri e il secondo in compagnia di Nedved e Paratici. In ballo ci sono diverse questioni che si dividono tra richieste di Allegri che vuole un rinnovo di contratto in scadenza il prossimo anno, ma con un congruo aumento di milioni di euro (10 milioni contro gli attuali 7,5) e la possibilità di avere il potere di fare mercato, decidendo con la società i giocatori da cedere e quelli da acquistare. Sappiamo ad esempio che già da diversi mesi Allegri dice di avere bene in mente la Juve del prossimo anno, quasi fosse già tutto deciso, scontato. Non è così! Infatti, questa lungaggine di incontri senza esito definitivo, fa pensare ad una profonda incertezza che ha creato una spaccatura all’interno dei vertici dirigenziali. Andrea e suo cugino John Elkann si oppongono vivacemente al ritorno di Antonio Conte, il quale sarebbe invece gradito da Nedved e Paratici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma prescindendo da questo nodo difficile da sciogliere come tanti altri che si stanno attorcigliando in casa Juve, resta il fatto che il ruolo tecnico e manageriale richiesto da Allegri non può essere accettato da Andrea Agnelli il quale, pur tenendo conto del calcio che cambia anche nelle sue figure dirigenziali, non può disconoscere la tradizione storica della sua nobile casata, che nella Juventus ha da sempre visto il modo di gestire in maniera autorevole e senza interferenze di sorta. Ciascuno con il suo ruolo ben definito. Ciascuno con le proprie responsabilità. Ciascuno con i propri doveri. Sì, perché vincere è l’unica cosa che conta. E, se vogliamo, Max Allegri l’ha pure sposata alla lettera questa frase simbolo del feudo bianconero, vincendo 5 scudetti di fila, Coppe Italia e Supercoppe, con l’aggiunta di avere portato in finale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di Champions due volte la Juve, senza tuttavia averla mai vinta. Ed è questo il bubbone che tormenta la società e i tifosi, proprio in un anno in cui si sono fatti investimenti notevoli per l’acquisto di Cristiano Ronaldo. E tutto questo insieme di cose danno il senso della non chiarezza di idee da parte della società, la quale per la prima volta si trova ad essere fragile nelle sue scelte. Allegri o non Allegri? A questo punto non è neanche semplice, perché pensiamo che si sia aspettato troppo e tergiversato su un argomento basilare; per l’appunto quello della direzione tecnica. Buona idea sarebbe stata quella iniziale, e cioè di un ritorno di Zinedine Zidane. Tuttavia, adesso è troppo tardi! Poi si sono fatti i nomi di Deschamps, Pochettino, Simone Inzaghi e perfino Pep Guardiola che appare saldamente ancorato al Manchester City e al suo lauto contratto. Quindi che si fa? La domanda resta ancora senza risposta, anche se il calciomercato è alle porte con le voci insistenti delle cessioni di Paulo Dybala, Mandzukic, Khedira, Alex Sandro, Cancelo. Insomma una sorta di epurazione suggerita dallo stesso Allegri con l’acquisto di almeno 5 Top Player suddivisi tra difesa (2), centrocampo (2) e attacco (1). Così si è espresso pubblicamente il tecnico di Livorno, peccato che il 90% del popolo bianconero non sia d’accordo sulla sua conferma, per il ben noto problema di una Juventus incapace di esprimere un gioco moderno, brillante, agonisticamente frizzante, vivo, come quello che ci viene proposto dalle migliori compagini di calcio europee. Così, anche tra i tifosi si risente questo eco percepito in società già da diverso tempo, e cioè di una squadra che vince, annoia in Italia e non progredisce in Europa. Dunque l’attesa alla Continassa si fa davvero insopportabile e, di conseguenza, il tormentone che si arrovella nello stomaco dei tifosi juventini si manifesterà inconsciamente pure dentro le mura dell’Allianz Stadium, quando si celebrerà la festa dell’ottavo scudetto consecutivo che in un altro momento avrebbe un sapore diverso. Perché adesso la testa è altrove.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-agnelli-e-allegri.jpgSiNl-allianz-stadium-e-la-festa-scudetto-in-tono-minore-1013570.htmSi100451001,02,03030288
351013555NewsCampionatiVerso Inter – Juventus20190427181454Un derby d`Italia che racchiude sempre il suo antico fascino, anche se......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’attesa per questo derby d’Italia non è febbrile come altre volte. Tuttavia, c’è da dire che la sfida tra Inter e Juventus rievoca sempre il suo antico fascino di match, che dal punto di vista agonistico ci ricorda intensi fatti di odio sportivo. I bianconeri, già campioni d’Italia, affrontano allo stadio Meazza l’anticipo della 34ma giornata di Serie A contro i nerazzurri di Spalletti che attualmente occupano la terza posizione di classifica e ambisce, con l’eventuale vittoria di questa sera, ad avvicinarsi sempre più all’obiettivo di qualificazione Champions League. Allo stadio non c’è ancora il tutto esaurito, ma si conta che nelle prossime ore potrà esserlo per effetto di quella antica suggestione che solo questo derby d’Italia riesce a dare. Tuttavia, come dicevamo pocanzi, la partita offre un confronto tra due squadre che si trovano in situazioni diverse, ma con il medesimo spirito di superarsi vicendevolmente. Da una parte i nerazzurri che a questo campionato devono ancora dire molto sulle restanti partite ancora da giocare, e dall’altra parte una Juventus che ha l’obbligo di sfoltire la mente dai festeggiamenti per la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo di una settimana fa all’Allianz Stadium. La squadra di Spalletti dovrebbe presentarsi in campo con il suo solito 4-2-3-1 di partenza che vede in difesa D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah, poi Brozovic e Vecino a far da interdittori di centrocampo in attesa di eventuali ripartenze, consegnando a Politano, Nainggolan e Perisic il compito di supportare l’unica punta di ruolo Lautaro Martinez. Questo vuol dire che il tecnico nerazzurro opterà ancora una volta la scelta di lasciare in panchina (almeno all’inizio) Icardi. La Juve si presenterà con un probabile 3-5-2 iniziale, che prevede l’inedito Emre Can in difesa con Bonucci e Chiellini, a centrocampo Cancelo, Cuadrado, Pjanic, Matuidi e Alex Sandro alle spalle di Bernardeschi e Cristiano Ronaldo. Una squadra rabberciata per infortuni avvenuti a catena, quella di Max Allegri, che vede il rientro di Chiellini e Cuadrado, ma deve fare i conti con le assenze di Dybala e Mandzukic. In panchina ci sarà Kean, pronto eventualmente a subentrare a Bernardeschi. E mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti</b> dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fine anno si faranno i nomi di chi ha sbagliato”,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ribatte con : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Niente figuracce!</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Champions? Bella e bastarda”.</b> Chiari messaggi di due allenatori che hanno vissuto un campionato con criticità di diversa natura. Vedremo cosa accadrà questa sera. L’Inter giocherà per consolidare il terzo posto, la Juventus per lottare contro eventuali demotivazioni, ma entrambe si affronteranno come sempre in cagnesco con l’obiettivo di non farsi superare. Inter – Juve, amici mai. Comunque sia!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-inter-juventus.jpgSiNverso-inter-juventus-1013555.htmSi100451001,02,03030272
361013541NewsEditorialePaulo Dybala, campione in campo e nella vita20190325174025Classe e fantasia sono l`emblema di questo campione argentino di nobili sentimenti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando nel calcio si parla di fantasia, si fa riferimento a giocatori che interpretano il loro ruolo attraverso concetti di classe pura, i quali si intersecano a quei tocchi di palla e a quella visione di gioco che sa di spettacolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è uno che rientra decisamente in questa ristretta cerchia di calciatori. Più volte abbiamo scritto dell’eventuale errore della Juventus, qualora fosse tentata di cedere questo calciatore dal profilo tecnico superlativo, capace di intendere la professione con serietà e alto senso etico. Ma il futuro per questo numero 10 della Juventus si gioca proprio in questo periodo. Voci di corridoio ci informano sul suo concreto desiderio di restare alla Juve, ma le due inglesi, il Bayern, l’Atletico Madrid, il Real Madrid insistono per averlo senza badare a spese. E mentre queste squadre europee sgomitano per acquistare la Joya argentina, l’Inter ci fa un pensierino e spera di averlo precedendo le altre pretendenti. Ma Paulo, che in questi giorni è impegnato con la sua Nazionale, sembra non attraversare un periodo fortunato per essere relegato in panchina e considerato l’alternativa a Messi. Strano il suo attuale destino; alla Juve Allegri lo alterna a Bernardeschi e in Nazionale c’è il re Messi a fargli ombra. Ma lui non dispera perché sa di avere qualità sublimi, non solo in campo ma anche nella vita. E non è un caso che in questi giorni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> dal ritiro argentino abbia telefonato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rami,</b> il ragazzino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“piccolo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">eroe”</b>che ha permesso all’Arma dei Carabinieri di intervenire per evitare l’orrenda strage del pullman, sul quale un esaltato stava per compiere un gesto irreparabile. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sei un eroe, voglio conoscerti”</b>- <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è il messaggio telefonico del numero dieci della Juventus che dà appuntamento al ragazzo all’Allianz Stadium per assistere a una partita. Rami è un tifoso appassionato di Paulo. Nella sua stanza c’è la maglia numero 10 della Juventus affissa alle pareti, e poi tante foto che sono l’emblema della sua ammirazione verso il campione. Così, l’emozione di sentire la voce di Paulo è per Rami qualcosa che rasenta il sogno da non credere ancora. Un ragazzo di tredici anni che è balzato agli onori della cronaca, per avere fatto un gesto spontaneo ed eroico. Una favola nella favola, un qualcosa di simile a un racconto inventato ma che si traduce in pura realtà. Tuttavia, quello che ci piace raccontare di questo mondo pallonaro, è l’enfasi dei buoni sentimenti che devono essere disgiunti dalla facile retorica. Perché quando entra in gioco l’anima, non si può confondere con niente che non sia legato ad attimi di emozioni che partono e arrivano direttamente al cuore. Sì, perché Dybala oltre ad essere campione di fantasia in campo è anche una persona perbene, un ragazzo pulito che qualcuno ha visto più volte aiutare tanti clochard, vestito con abiti e occhiali scuri per le strade della Torino notturna. Un tè caldo, una pacca sulle spalle e qualche parola che serva da conforto e sappia di umano. E’ come dire che la persona è sempre al centro di ogni cosa. E se a pensare agli ultimi di questo mondo sono proprio quelli che come Paulo Dybala si possono considerare i primi per il raggiungimento di privilegi, allora possiamo dire che la sensibilità ha sempre un ruolo determinante nelle relazioni e nei rapporti umani. E questa ennesima prova di sensibilità scaturita dall’animo di Dybala a proposito del gesto eroico del tredicenne Rami, mette in luce la qualità della persona. Questo è Paulo Dybala. Questo è il campione che vediamo in campo e ci delizia con la sua classe pallonara. Juve non cederlo. Sbagli!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-paulo-dybala.jpgSiNpaulo-dybala-campione-in-campo-e-nella-vita-1013541.htmSi100451001,02,03030126
371013540NewsCalciomercatoL’errore della Juve? cedere Dybala.20190321184617L`equivoco tattico di Allegri condiziona il futuro di Dybala nella Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il mercato è già in fermento da diversi mesi. La debacle stagionale del Real Madrid condiziona gli scambi, gli acquisti e le cessioni da parte delle più importanti squadre europee. Florentino Perez sa che il suo Real è da rifondare, anche per questo il presidente dei blancos si è aggiudicato il ritorno di Zinedine Zidane nella veste di allenatore con libertà di decidere anche su certe strategie societarie. E così si innesca il valzer dei pezzi pregiati che potrebbero cambiare maglia. Neymar al Real per 250 milioni di euro, Griezmann al PSG e Dybala nel mirino dell’Atletico Madrid e di altre squadre. Se la cosa si attuasse, sarebbe una sorta di rivoluzione cui ormai il calcio ci ha abituati da diverso tempo. Dunque, Dybala è richiesto ormai da più parti in virtù del fatto che il giocatore è “vittima” dell’equivoco tattico di Max Allegri, il quale non lo ritiene titolare fisso nella sua Juventus. O Dybala o Bernardeschi, sembra essere ormai il dilemma tattico di Allegri che alla fine preferisce schierare l’ex fiorentino per caratteristiche tecniche che maggiormente si amalgamano all’assetto tattico della squadra. Ma Paulo Dybala è l’ex punta che fino all’anno scorso ha realizzato molti gol e che quest’anno, grazie al cambiamento tattico apportato dal mister bianconero per l’arrivo di Cristiano Ronaldo, non dà luce al suo talento. Già, perché a questo giocatore argentino è stata cambiata la sua natura talentuosa di calciatore capace di fare la differenza dalla trequarti campo in poi, sfruttando anche la sua grande capacità nel calciare con perfezione le palle inattive. E invece sembra soffrire questo dovere a tutti i costi partire da dietro per interdire in aiuto del centrocampo e poi ripartire velocemente. E’ il tuttocampista (una sorta di neologismo tattico) che Allegri si è inventato per lui, snaturando quelle che sono le vere caratteristiche di un talento puro, capace di mettere in difficoltà qualsiasi difesa avversaria. Certo, Bernardeschi ha più gamba e forza fisica di Dybala, tuttavia, a nostro parere si tratta di due giocatori diversi che possono benissimo coesistere nell’ambito di una Juventus già carica di campione. L’uomo ovunque che vuole Allegri, non si addice a Paulo Dybala che per conformazione fisica e inventiva, ha bisogno di essere lasciato libero di agire dalla trequarti in su. Ma fin quando ci sarà il tecnico livornese alla Juventus, questo non sarà possibile. Ecco perché si teme l’errore della società di disfarsi di un talento puro che oltretutto è giovane di età, ed ha ancora larghi margini di miglioramento. Si ritrovi presto la giusta collocazione in campo a questo talento argentino, chiedendogli ciò che sa fare istintivamente senza costringerlo ad accettare malvolentieri ciò che non è nelle sue corde. Avere tante richieste da parte dell’Inter e delle superpotenze europee, vorrà pur dire qualcosa no?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNl-errore-della-juve-cedere-dybala-1013540.htmSi100451001,02,03030295
381013528NewsEditorialeInter e Juve. E pur si odiano.20190303130830Storie di scambi e delusioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tra Juve e Inter c’è sempre stata antipatia. Tuttavia, se scorriamo gli annali scopriamo una lunga serie di scambi tra allenatori e calciatori che, soprattutto all’Inter, non hanno portato grandi benefici. A parte Trapattoni e Ibrahimovic che hanno portato reali successi all’Inter, per il resto non ricordiamo affari strepitosi di miglioramento. Senza andare alla notte dei tempi, parliamo del più eclatante passaggio che c’è stato dalla Juventus all’Inter: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b>, uno dei migliori dirigenti del calcio italiano chiamato a risolvere i gravi problemi di casa nerazzurra. Sembra quasi farsi dispetto, soprattutto se pensiamo che adesso si vocifera pure il passaggio di Max Allegri, Dybala all’Inter e di Icardi alla Juve. Un Marotta che vuole plasmare la società nerazzurra su uno stile Juventus che per tanti anni è stato ricco di successi. Ma la storia ci insegna che tante volte le minestre riscaldate non portano nulla di buono e che nel calcio si deve cominciare un ciclo non con personaggi che hanno già vinto tanto, ma soprattutto con figure tecniche che abbiano la fame di vittorie. E poi, perché creare dei malumori tra tifoserie e società che da sempre si guardano in cagnesco? Sembra un controsenso, eppure dietro tutto questo odio sportivo c’è qualcosa che lascia pensare all’ammirazione e un desiderio di carpire i segreti di vincere tanto. Strategie aziendali che non condividiamo perché non portano a nulla di nuovo e perché si pensa a un usato sicuro che quasi sempre risulta essere un fallimento. Ricordate quanto ha vinto Lippi con la Juventus? Ebbene, cos’ha fatto all’Inter? Dunque, a parer nostro, sarebbe bene che l’Inter non copiasse la Juve, ma creasse una sua strategia, un suo stile aziendale atto a iniziare un ciclo con coraggio. Marotta è un grande personaggio del calcio italiano. Inventi qualcosa di suo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-marotta-e-allegri.jpgSiNinter-e-juve-e-pur-si-odiano-1013528.htmSi100451001,02,03030124
391013523NewsCoppeChampions League, tra debacle Juve e caduta di stile di Simeone20190221163122Bruttissima partita dei bianconeri, che mettono in evidenza gli errori di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Erano tanti mesi che il mondo juventino aspettava con ansia questo fatidico 20 febbraio 2019. Ebbene, per la Juventus quel 20 febbraio di Champions è arrivato disastroso come non mai, sciagurato come nessuno poteva prevederlo. Ma quanto tempo ci vuole ancora affinché la direzione tecnica della Vecchia Signora d’Italia si accorga coi fatti e non a parole, che c’è una sostanziale differenza tra il calcio del nostro campionato e quello della Champions? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha sbagliato e purtroppo non è la prima volta in Champions, in cui il tecnico livornese sotto l’apparente sicurezza e la voglia di mitigare l’ansia delle attese, nelle conferenze stampa di vigilia dichiara di andare a giocare fuori casa (specie gli ottavi di finale in cui i gol segnati valgono doppio) per imporre il proprio gioco. E così, anche questa volta il buon Max non si è smentito ed ha dichiarato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”Andremo a giocare in casa dell’Atletico Madrid per segnare almeno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">un gol……anzi, meglio due”.</b> Già, almeno un gol e meglio se sono due. Parole, nient’altro che parole, perché se davvero volevi impostare il match per segnare un gol avresti dovuto avere più coraggio alzando il centrocampo, verticalizzare le azioni d’attacco e dare intensità a una manovra apparsa fin dall’inizio troppo flemmatica per impedire agli avversari di travolgerti con fiammate che sono tipiche della squadra del cholo Simeone. I Colchoneros hanno sovrastato in lungo e in largo la Juventus con furore agonistico, cattiveria da “belve scatenate” capaci di arrivare sempre primi sul pallone, corsa indemoniata per tutta la durata del match e continuo ringhiare senza respiro su una Juventus apparsa inaspettatamente inerme e disarmata. Così la squadra di Simeone ha vinto per 2 a 0 un match in cui ha convinto soprattutto nella condizione smagliante di forma atletica e mentale. E neanche il rigore prima assegnato dall’arbitro e poi giustamente negato dal Var, più un gol segnato di testa da Morata, prima convalidato e poi neutralizzato dal Var per evidente spinta dello spagnolo in area ai danni di Chiellini, hanno scoraggiato i Colchoneros a demordere sull’esasperata voglia di sconfiggere la temuta Juventus. Già, e la Juventus che ha fatto? Poca cosa! I bianconeri, infatti, hanno fatto due tiri in porta, uno con CR7 su punizione bomba nel primo tempo, mentre l’altro è stato scagliato da fuori area da Bernardeschi subentrato a Dybala proprio sul finire della gara, quando ormai con il risultato di 2 a 0 la frittata era già stata fatta. E allora la domanda che sorge spontanea è questa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perché la Juve vista negli ultimi dieci minuti, quando è stata colpita nell’orgoglio ed ormai tutto era segnato, non ha iniziato la gara con lo stesso cipiglio?</b> Evidentemente le intese tattiche volute da Allegri erano quelle di coprirsi, attendere l’avversario e fare un possesso palla che è apparso subito sterile nella sua logica di passaggi orizzontali, che hanno subito dato l’impressione di far passare il tempo e portare a casa lo 0 a 0. No Allegri, così non va! In campo internazionale non puoi avere timore dell’avversario e dell’ambiente esterno creato da stadi come il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Wanda Metropolitano di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Madrid.</b> La spinta di tifosi così accesi bisogna metterla in preventivo e bisogna controbatterla con vigore attraverso il gioco e quella manovra capace di azzittire tutti attraverso il gol. Non si può avere la pretesa di vincere la Champions League senza dimostrare carattere, attributi e voglia arrembante di spingere con forza ogni manovra d’attacco. Non si può! Adesso, il mondo Juve aspetta il 12 marzo per riscattare una partita sbagliata sotto tutti gli aspetti. Ma anche se giochi all’Allianz Stadium con il pubblico amico e hai <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> (100 milioni di euro per acquistarlo e 30 milioni di contratto annuo moltiplicati per 4 anni) ma non utilizzi scientemente l’alta qualità tecnica della totalità della tua squadra, come puoi pretendere di ribaltare un risultato che per passare ai quarti di Champions, a questo punto prevede di realizzare 3 gol senza subirne alcuno? Vedremo! Fino alla fine!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, ci preme anche sottolineare l’assoluta caduta di stile del cholo Simeone. Un gesto volgare, quello dell’allenatore dell’Atletico Madrid, un gesto di reiterata rozzezza che gli è consono per averlo già esibito da calciatore, dopo avere segnato un gol con la maglia della Lazio contro il Bologna. Evidentemente la classe non mente e all’occorrenza fa emergere la natura grossolana di un personaggio che non ha bene in mente la responsabilità dell’essere professionista in un mondo del calcio che dovrebbe essere anche esempio di comportamento e buona educazione, soprattutto per quei giovani che frequentano e sognano di diventare un giorno calciatori affermati. Ma non è questo ciò che si chiede a un professionista, che pur nell’esplosione adrenalinica di un gol segnato dalla propria squadra, deve dimostrare il limite nel manifestare la propria gioia. Adesso l’UEFA intervenga con multe salatissime, almeno se vuole essere coerente con il suo tanto decantato FAIR PLAY. Non è così che si mostrano gli attributi!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Wanda Metropolitano fl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNchampions-league-tra-debacle-juve-e-caduta-di-stile-di-simeone-1013523.htmSi100451001,02,03030223
401013520NewsEditorialeParatici, Marotta e il gioco delle parti20190219184718La commedia del pallone e il teatrino mediatico che sa di farsa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus e Inter, amici mai. A sentire le dichiarazioni che sono rimbalzate tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta</b> a proposito di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Icardi</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b>, ci viene da pensare come l’eterno duello tra Juventus e Inter si rinnovi in ogni occasione e generazione, quasi a volere consolidare nel tempo certi scheletri mai chiusi nell’armadio, che sono sempre l’emblema di acerrimi sentimenti di aspro antagonismo e odio sportivo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Adesso Icardi è un giocatore dell’Inter”</b> - dice Il dirigente bianconero Paratici – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“in febbraio abbiamo delle partite molto importanti da preparare. Sono domande che ritorneranno di attualità, o no, soltanto a giugno”.</b> E così l’Ad dell’Inter Beppe Marotta, viste le dichiarazioni di Fabio Paratici, risponde per le rime: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quella</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Paratici è un’affermazione fuori luogo. Se lui dice che vedrà a giugno per Icardi, lo stesso</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">posso dire io per Dybala”.</b> Un teatrino mediatico che si dà in pasto all’opinione pubblica per incrementare il fermento già esistente sulla questione del rinnovo del contratto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mauro</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Icardi </b>tramite la moglie - agente<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Wanda</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nara</b>. In tutta questa storia sembra quasi che ci sia un’inversione di tendenza nel gestire certe strategie aziendali che riguardano il calcio. Alla completa riservatezza di idee e possibili avvenimenti di mercato che fino a poco tempo fa si ritenevano destinate a pochi intimi, adesso si tende a dire tutto attraverso i social, quasi fosse un gioco, un affronto da volere fare all’odiato nemico per renderlo ancora più vulnerabile di quanto in effetti sia. Ma la vicenda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici – Marotta</b>, a parer nostro assume i contorni farseschi di una commedia del pallone iniziata ad personam tra i vertici della Juventus e Beppe Marotta che, come tutti sanno, è stato volutamente estromesso a ottobre scorso dal Consiglio di Amministrazione della Vecchia Signora. E’ naturale che dopo il passaggio dalla Juventus ad alto dirigente dell’Inter, da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta </b>ci sia più di un’occasione per divulgare diatribe mediatiche che si protrarranno ancora per chissà quanto. Ma ciò che si perde di vista a parer nostro, è la responsabilità delle parti nel non mettere in primo piano certe possibili scintille che potrebbero provocare disordini tra le opposte tifoserie, le quali sono già ammantate da antipatie insanabili fin dalla notte dei tempi. E neanche le apparenti forme ipocrite di abbracci e strette di mano televisive tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta</b>: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Se è andato all’Inter vuol dire che non è un vero juventino”,</b> possono in qualche modo mitigare un rancore di base che, purtroppo, va a intaccare le due tifoserie. Ecco, secondo noi si dovrebbe fare molta attenzione ai toni di certe dichiarazioni atte più a colpire la persona, piuttosto che le vere e proprie strategie aziendali. Si ritorni a produrre nella riservatezza anche ciò che ormai il calcio non fa più indignare, ovvero il passaggio di un giocatore da una società storicamente nemica all’altra. Sì, perché certe trattative magari non ultimate ma anche solo contattate, possono fomentare ancor più attrito tra le rispettive fazioni di tifosi. Non si tiri troppo la corda. E se ci sono certe ruggini personali da risolvere tra dirigenti, non si approfitti del polverone creato da situazioni di calcio come la vicenda Inter – Wanda Nara – Icardi, per fare emergere idee e contatti che devono restare a far parte di strategie aziendali e basta. Non si fomenti inconsciamente l’eterna antipatia che arde già da sempre tra Juve e Inter. Dirigenti e giocatori passano, mentre le<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>società di calcio rimangono con la loro eterna storia. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-marotta-e-paratici.jpgSiNparatici-marotta-e-il-gioco-delle-parti-1013520.htmSi100451001,02,03030127
411013510NewsCoppeLa Juve smaltirà l’umiliazione subita dall’Atalanta?20190131191007La pessima prova della Juventus in Coppa Italia pone tanti quesiti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso la paura del mondo juventino è che nel presente e nell’immediato futuro, nella Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>restino tracce indelebili di Atalanta. Troppo brutta la Vecchia Signora e troppo bella l’Atalanta di Gasperini che per foga agonistica, qualità messa in campo e lucidità nell’aggredire l’avversario, sembra appartenere alla Premier League piuttosto che ad un campionato italiano povero di calcio atleticamente valido e continuativo fino al 95mo. La Dea è stata tutto questo, capace com’è apparsa a passare il turno di Coppa Italia convincendo nel gioco e nel risultato. Ma crediamo che neanche i bergamaschi si aspettassero una Juve così disarmante, distratta, imbarazzante e umiliata dall’avversario. Questa volta il Max toscano non ha potuto cominciare la sua intervista ai microfoni di Sky,dicendo la solita frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“C’è da fare i complimenti ai ragazzi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perché non era facile affrontare……”,</b> frasi ripetute anche quando stonavano perché la Juve aveva giocato male e aveva vinto per il fattore C. Ma si sa, soprattutto nel calcio l’ipocrisia di dire il contrario di ciò che si pensa è all’ordine del giorno, ed è pari agli esorbitanti interessi economici che ruotano attorno al pallone. Detto questo, dobbiamo anche dire che da sempre siamo fautori dell’idea che nel calcio nulla si inventa, nulla si improvvisa e nulla è scontato. Sì, perché le partite bisogna giocarle tutte con il giusto cipiglio, proprio perché ti chiami Juve e contro di te si fa sempre la partita della vita. Era ormai da qualche tempo che vedevamo la Juventus soffrire e dare l’impressione di una corazzata che volesse impostare la gara adottando la filosofia del raggiungere il miglior risultato con il minimo sforzo. Solo apparenze, perché in realtà negli ultimi tempi la Juve ha sempre sofferto l’avversario di turno, offrendo prestazioni insufficienti e talora anche noiose di un calcio in cui la striminzita vittoria era sufficiente per allungare il proprio vantaggio in un campionato che, a onor del vero, non offre nessuna vera alternativa nell’intralciare il percorso di una squadra bianconera che ha sì, iniziato in maniera scoppiettante, ma che poi ha opacizzato quel suo furore agonistico, tecnico, tattico e fisico. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto la domanda sorge spontanea: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“PERCHE’ QUESTA INVOLUZIONE NELLA</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SQUADRA Di MAX ALLEGRI?”.</b> E allora vediamo di capirne qualcosa. Innanzi tutto la Società bianconera che liquida a settembre (o giù di lì) Beppe Marotta. A parer nostro una mossa errata, anche perché l’allievo Paratici avrebbe avuto ancora un po’ di tempo per maturare sull’esempio del maestro sornione e capace di coprire il delicato ruolo di Amministratore Delegato di una società importante come la Juventus. C’è poi la parte tecnica da considerare in un’ampia rosa di campioni messa a disposizione di Allegri il quale, forte delle sue tante vittorie ottenute negli anni in cui siede sulla panchina della Juventus, ha praticamente messo il suo modus operandi prima di ogni cosa. Dopo avere stravolto le caratteristiche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b> ha fatto diventare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“tuttocampista”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b>, il quale, pur di giocare, ha dovuto accettare un ruolo che ha dovuto accogliere con visibile sforzo. Noi pensiamo che questo campione argentino esprima il meglio quando si trova a dovere giocare accanto alla prima punta. Le sue caratteristiche tecniche e il suo fisico minuto, a parer nostro non possono supportare un lavoro così dispendioso, in cui si richiede di interdire anche all’altezza della difesa e poi costruire palle gol ripartendo tra le linee e creare superiorità numerica. A nostro modo di vedere, così facendo si inibiscono le qualità del ragazzo che non si discute dal punto di vista tecnico, ma che non può intestardirsi a portare palla, dribblare e poi perdere sistematicamente di vista la dinamica dell’azione d’attacco, perché l’avversario furbescamente lo pressa anche con falli non fischiati dall’arbitro. Ma avete visto quante volte Dybala è preda dell’avversario? Avete notato quante volte viene sbattuto a terra di brutto? Ma c’è ancora un altro motivo per cui, secondo noi, questa Juventus sembra aver perso improvvisamente la forza nelle gambe. E’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la preparazione</b> che sarebbe atta ad allungare la resistenza dei giocatori e permettere di arrivare meno stanchi, a quello che in primavera è considerato il vero appuntamento cruciale della stagione della Juve: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la Champions League.</b> Ebbene, questo sistema imposto da Allegri e dal suo staff, lo riteniamo assai pesante in una rosa di giocatori fatta per avere addirittura due squadre ad alto livello. E non è un caso assistere a tanti infortuni degli ultimi tempi, i quali hanno falcidiato soprattutto la difesa e il centrocampo creando tanti problemi in quei settori vitali, soprattutto in una squadra che deve affrontare una lunga e impegnativa stagione agonistica. Ebbene, oggi si pensa a una non positiva gestione della lungimiranza, cosa che la Juventus non ha saputo fare soprattutto con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, un centrale di difesa che se fosse stato considerato meglio, adesso con il senno di poi degli infortuni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> avrebbe sicuramente fatto meglio “dell’adattato” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> o del ritorno di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Caceres</b> che è al crepuscolo di una carriera mediocre. Dunque, alla luce di quanto è emerso nel dopo Atalanta – Juventus di Coppa Italia, pensiamo che questi siano i punti cruciali di una situazione che ha creato un chiaro nervosismo nell’ambito della Vecchia Signora. Tuttavia, per tutti i tifosi juventini che ci leggono, ci auguriamo di essere presto smentiti in questa nostra analisi che è semplice pensiero in un mondo in cui l’opinabilità del calcio impone il rispetto della diversa idea, anche se non condivisa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-smaltira-l-umiliazione-subita-dall-atalanta-1013510.htmSi100451001,02,03030205
421013506NewsCampionatiJuve, preparazione mirata o leggenda metropolitana?20190118160844Allegri e la ferrea preparazione della sua squadra. Ma è proprio un bene esagerare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da quanto trapela dal “bunker” della Continassa, la Juventus di Massimiliano Allegri e del suo staff starebbe iniziando la sua corsa fisico – atletica verso la Champions League. Da Gedda a Madrid intercorrono circa 5 mesi, passando attraverso l’ottavo di finale del 20 febbraio prossimo contro l’Atletico Madrid. In base a quanto si apprende, la preparazione in questo periodo di gennaio assume carichi di lavoro molto pesanti, proprio per potere permettere ai calciatori della Vecchia Signora di essere in perfetta forma per i mesi cruciali che vanno da marzo a giugno. Tutto sembra studiato a tavolino con l’ausilio dell’esperienza, ma soprattutto dei dati fisiometrici che rappresentano il termometro dello stato fisico di ogni calciatore. In effetti, non è da oggi che vediamo soffrire la Juventus, la quale spesso si limita a giocare la palla da fermo e senza l’ausilio del movimento capace di dettare quelle verticalizzazioni di gioco che spesso sono causa di corse fatte a vuoto, con il conseguente dispendio di energie. Così si esprime <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci: ”Sì, siamo un po’ stanchi, ma é normale visti i carichi di lavoro cui siamo stati sottoposti nei dieci giorni che hanno preceduto la Supercoppa contro il Milan”.</b> Certo, è naturale pensare che a questi livelli non si possa andare sempre a 100 l’ora dall’inizio a fine stagione, soprattutto affrontando impegni di alto prestigio come Champions, Campionato, Supercoppa e Coppa Italia. Il turnover, poi, in casa Juventus è utilizzato in maniera scientifica anche per la qualità tecnica di tutta la rosa a disposizione di Max Allegri. Tuttavia, in tutto questo processo di tabelle personalizzate e di perfetto ordine di accuratezza tecnico – fisica imposta dalla filosofia in cui nulla è lasciato al caso, ci si chiede quanto ci sia di rischioso in una squadra che spesso vediamo ferma sulle gambe con il naturale soffrire fino all’ultimo minuto, per non aver saputo chiudere la partita in tempo utile e poi gestirla fino alla fine. Non sembri un controsenso, ma la Juve di Ronaldo, Pjanic, Dybala, Cancelo, Mandzukic, Matuidi, Alex Sandro, che alterna Douglas Costa a Bernardeschi e altri campioni della sua rosa, spesso la vediamo più attenta a non forzare e ad imporsi un ritmo troppo lento per centellinare le energie. E’ un po’ come dire di saper ottenere il massimo con il minimo sforzo. Ma si dà il caso che il calcio non è sempre logica perfetta e che certi piani messi in programma alla vigilia, tante volte sono ribaltati da situazioni contingenti e impreviste. Per questo intendiamo dire che se è vera l’importanza di un certo tipo di preparazione mirata agli impegni della squadra, è altresì vero che questo maniacale atteggiamento sparagnino di forze fisiche e talora anche di non gioco, può rappresentare un rischio non calcolato. E’ il calcio ad alti livelli, quello in cui vincere è l’unica cosa che conta. E la Juve, in questo, è l’emblema della ricerca accurata della perfezione. Anche se il calcio ci insegna talora a intenderlo in maniera più elastica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-preparazione-mirata-o-leggenda-metropolitana-1013506.htmSi100451001,02,03030158
431013501NewsCampionatiLa notte del derby della Mole20181215135751Speranze ed emozioni si rincorrono nella stracittadina torinese.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ancora Toro”</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Juve, storia di un grande amore”.</b> Due inni, due modi di intendere la storia dei propri colori in una sola città: Torino. E’ la notte del derby della Mole che non si gioca per la classifica (21 punti dividono il Torino dalla Juventus) ma per l’orgoglio che coinvolge tutta la città sabauda. Da una parte i granata e dall’altra i bianconeri, due stili diversi di intendere il calcio di una città che quando si parla di tifo pallonaro si accende come le luci d’artista che in questo periodo di Natale invadono le strade di Torino. C’è molta attesa per questo derby e l’aria che si respira non è proprio confacente a questo periodo natalizio che induce alla fraternità e alla benevolenza. La tossine causate dalla trasmissione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Report”</b> non sono state ancora assorbite e vanno ad accumularsi alla storica rivalità tra granata e bianconeri. Ci auguriamo di potere assistere a un bel derby, uno di quelli che ti facciano parlare e scrivere di calcio, di campioni e di gol che sono l’essenza del gioco del calcio. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo.</b> Il granata per sbloccarsi da una mancanza di gol che sta diventando stressante e il bianconero per riscattare la scialba partita di Champions contro lo Young Boys. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri</b> ha il dubbio se far giocare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> deve fare a meno degli infortunati <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cancelo, Cuadrado, Barzagli, Khedira</b> e lo squalificato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bentancur.</b> Dunque, il mister granata che si fa prendere dal dubbio di far giocare la coppia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti – Zaza</b> escludendo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b>, mentre l’allenatore bianconero ritrova <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini, Dybala,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perin</b> che tra i pali sostituirà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Szczesny.</b> Dettagli tecnici che incuriosiscono i tifosi e noi che siamo addetti ai lavori, ma che non superano il folklore di una partita che avrà sugli spalti quelle cromature intense di colore carico di passione vera, capace di distinguerla da ogni altra. E’ il derby di Torino. E’ la 197ma stracittadina da raccontare, da vivere, da sognare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-mole-illuminata.jpgSiNla-notte-del-derby-della-mole-1013501.htmSi100451001,02,03030240
441013500NewsCoppeLa Juve di Champions, da corazzata diventa una piccola barca.20181213190021Deludente trasferta della Juventus in Svizzera. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per tutta la partita di Champions, ultima del girone H nei sedicesimi di finale, abbiamo stentato a capire se quella vista contro lo Young Boys fosse veramente la Juventus o, piuttosto, una squadra di terza categoria. Altro che corazzata, quella era una barchetta da pesca. Troppo brutta per essere vera, troppo fuori da ogni logica calcistica che non può ammettere errori anche nella più elementare funzione dei fondamentali. Errori negli stop, innumerevoli passaggi sbagliati, frenesia assurda e gioco di squadra che è stato latitante. Si dirà del campo sintetico, si farà riferimento al freddo, al terreno ghiacciato e altre scuse che non reggono perché la Juve e Allegri hanno sbagliato alla grande. Dybala, unico giocatore veramente in forma e talentuoso, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è stato tenuto chissà perché in panchina fino a metà del secondo tempo, allorquando, dopo essersi adattato al sintetico che non predilige, ha sfoderato una prestazione maiuscola realizzando un bellissimo gol e un altro di pregevole fattura tecnica che, tuttavia, è stato annullato dall’arbitro per una molto dubbia situazione di gioco in area di rigore. Ma la Juve, a parte la nota lieta del rinvigorito argentino, deve lamentare una partita assolutamente negativa in cui pur perdendo contro i modestissimi svizzeri che hanno giocato il match della vita, chiude il proprio girone in testa alla classifica anche per effetto della sconfitta del Manchester United a Valencia. A nostro avviso si è insistito erroneamente su un Bernardeschi che è ancora troppo lontano dalla forma migliore, si è fatto giocare un Cuadrado che in allenamento aveva già avvertito male al ginocchio e un Pjanic troppo stanco e annebbiato nelle idee. Neanche Mandzukic e Cristiano Ronaldo si sono salvati nella generale confusione tattica e tecnica. A centrocampo, nel bene e nel male, ha fatto quel che ha potuto soltanto Bentancur, il quale ha creato la sua piccola diga nel contrastare gli indemoniati svizzeri che hanno pressato alto e inibito la fonte del gioco bianconera. Sì, la Juve passa agli ottavi da prima in classifica, ma deve assolutamente convertire il suo pensiero in base al quale in Champions basta soltanto CR7 per vincere la Coppa. Non è così, perché fermo restando la maggiore qualità tecnica e mentale apportata da Ronaldo nella Juventus di quest’anno, in Europa bisogna presentarsi sempre con un alto cipiglio di squadra fisicamente preparata a lottare su ogni pallone, evitando magari di far riposare i vari Cancelo, Chiellini, Matuidì per risparmiarli in vista del derby. No – Juve - non c’è giustificazione a una partita del genere. Ravvediti, se davvero vuoi vincere la Champions. Chiunque sia il tuo prossimo avversario agli ottavi di finale, prepara un altro tipo di partita. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bernafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-di-champions-da-corazzata-diventa-una-piccola-barca-1013500.htmSi100451001,02,03030331
451013489NewsEditorialeBuon compleanno Paulo20181115190922Dybala compie 25 anni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Oggi 15 novembre 2018 <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> compie 25 anni, essendo nato a Laguna Larga (Argentina) nel 1993. Si può dire tutto di lui, campione dalla faccia pulita che manifesta sul campo la sua gioia, ma anche i momenti no che attraversano gran parte dei calciatori. Sì, perché dentro quella maglia c’è un uomo ricco, famoso, fortunato, ma c’è anche una persona&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>consapevole che oltre il talento ci sono i sentimenti che lo accomunano a tutti, anche a chi è meno fortunato. Ed è per questo che qualche anno fa, debitamente camuffato di finta barba, occhiali, sciarpa e cappello per non farsi riconoscere, è andato per le vie del centro di Torino a offrire conforto agli ultimi, a quei clochard che sdraiati in angoli di strada manifestano tutta la loro difficoltà di vivere. Sotto i portici di Piazza Castello, piuttosto che Via Po, Via Roma e Piazza San Carlo. Un giro a notte fonda di un inverno gelido torinese, in cui per strada è persino difficile intravvedere chi ti incontra, talmente la nebbia si taglia col coltello. Eppure, Paulo Dybala e Juan Iturbe (ricordate il calciatore del Verona, della Roma e del Torino) spinti dalla medesima voglia di volere fare del bene, hanno portato generi di conforto e aiuto a chi si lascia andare, a chi ha alle spalle una storia capace di non fare più apprezzare la vita in quanto tale. Ecco, questo è Paulo Dybala che tante volte noi giornalisti critichiamo in quelle sere allo stadio in cui non fa gol, non riesce ad essere determinante e, soprattutto, delude proprio in quelle prerogative tecniche e quel talento che madre natura gli ha dato. Ma c’è un altro Paulo, quello dalla faccia d’angelo che manifesta tutta la sua sensibilità per chi soffre ed è meno fortunato di lui. E poi ci sono milioni di ragazzini che giocano al pallone, fanno gol ed esultano con la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mask”.</b> Proprio come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Amir</b>, un bimbo di 10 anni che viene dall’Iran e tira benissimo le punizioni, dribbla, tira bene in porta ed esulta come il suo campione preferito. E’ la pagina del calcio che amiamo di più, perché è la più pulita in un mondo che spesso ci induce ad abbatterci a causa dei suoi interpreti non sempre esemplari nel loro comportamento. Ma che importa, anche se non sono in molti, attingiamo da certi esempi positivi che ci arrivano con umiltà, senza la sperticata voglia di sbandierare ai quattro venti il bene verso gli altri. Così come Paulo Dybala, il numero 10 della Juventus che si è vestito da clochard per non farsi riconoscere e sentirsi vicino a loro. Lui che oggi compie 25 anni ed ha ancora una lunga strada da percorrere. Auguri Paulo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>C1007858Torino fl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNbuon-compleanno-paulo-1013489.htmSi100451001,02,03030277
461013484NewsCoppeJuventus – Manchester United, una gara incredibile20181109203127Sembrerebbe un controsenso, eppure la Juve fatica a fare più gol. Perché?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus - Manchester United è stata una partita carica di spunti tecnici e comportamentali, capaci di porre in analisi diversi argomenti. Ma partiamo con l’analizzare il fatto tecnico.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come tutti ormai già sanno, la Juventus ha perso in casa per 1 a 2 la partita di Champions contro la squadra di Mourinho. Un match dominato dalla squadra di Allegri che, tuttavia, non ha saputo concretizzare con altri due o tre gol il grande volume di gioco espresso in campo. Una sconfitta immeritata e per certi versi anche grottesca per come si è presentata. Sguardi superficiali, infatti, potrebbero confondere il merito di chi ha vinto con il demerito di chi ha perso. Il Manchester ha vinto in maniera cinica e fortunosa, mentre la Juventus ha perso in un modo davvero incredibile. E non parliamo di compromissione di una eventuale qualificazione agli ottavi di finale, visto che i bianconeri sono saldamente in testa al proprio girone. Infatti, il punto da analizzare non è certamente questo, ma l’espressione un po’ superficiale di non saper pesare in maniera opportuna la gravità di avere sbagliato troppi gol, forse anche facili da fare. Quello che abbiamo notato nella Juve di quest’anno è una sorta di convinzione nel pensare che, vista la presenza di Cristiano Ronaldo, i gol possono arrivare da un momento all’altro. Non è così! Intanto il campione portoghese ha sempre due o tre avversari addosso e poi perché anche lui, da quando è arrivato alla Juve, tende a fare il passaggio anziché tentare il tiro. Il meraviglioso gol inflitto al Manchester, è l’espressione di una realizzazione superba di grande qualità tecnica. E allora, perché CR7 non fa il CR7 come sa? E’ il tecnico che gli dice di essere partecipe al gioco di squadra, oppure è lui stesso che immerso nel ruolo di insegnante psicologico dell’autostima di squadra, si immola con un atteggiamento da straordinario suggeritore di palloni che hanno solo bisogno di essere spinti in porta per fare gol? A parte la traversa e il palo colpito, sull’1 a 0 la Juve ha fallito il raddoppio ( e quindi il colpo di grazia) con Dybala, Pjanic e Cuadrado. Ma il punto che notiamo con troppa ripetitività, nonostante il suo primeggiare nella classifica di Serie A e nel girone di Champions, è che nonostante tanti campioni in squadra la vera punta della Juve è soltanto Cristiano Ronaldo, il quale (come già detto)in ogni partita è marcato da più avversari. E’ vero, il gioco di Allegri prevede sempre che tutti siano in continuo movimento e che centrocampisti e difensori possano diventare all’occorrenza anche attaccanti aggiunti. Così Khedira (che non ha il passo veloce e non incide come forza da imprimere nel calciare in porta dopo una lunga corsa da centrocampo) Pjanic, Cuadrado, Bernardeschi, Dybala, Mandzukic, Matuidi, Bentancur, Cancelo, Alex Sandro e talora anche Chiellini (con il suo gambone) e Bonucci che fa il rifinitore di centrocampo, si trovano a dovere spendere energie fisiche che annebbiano vista e muscoli. Intendiamoci, questo è il nostro parere su una squadra che per la qualità tecnica dei suoi campioni in squadra non può soffrire e restare con il patema d’animo fino alla fine, con il rischio di perdere la partita o di pareggiarla. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>Il secondo punto in esame è il comportamento dei tifosi, i quali hanno insultato Mourinho durante la partita, con il conseguente atto deprecabile dell’allenatore portoghese che a fine gara si è rivolto al pubblico in maniera provocatoria, ponendo la mano sul suo orecchio per sentire meglio quanto bruciava la delusione del popolo bianconero, per avere assistito alla sconfitta della propria squadra. Atteggiamenti da stigmatizzare, comportamenti da rimarcare come qualcosa di pericoloso che possa far scatenare scintille di guerriglia tra tifosi di opposta fazione. Si mediti</span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>bene su questo punto, soprattutto quando ci si sofferma in particolare su quel </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“# Equal Game” </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>che</span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;'>“dovrebbe” rientrare nel programma di responsabilità sociale UEFA, il quale intende migliorare lo stato di salute e l’integrità del calcio. E quante volte abbiamo letto quel <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“RESPECT” scritto a caratteri cubitali in ogni dove del rettangolo verde. Ma se il risultato è questo, di che cosa parliamo?</span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font><h1 style="margin: 0.67em 0cm; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></h1><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino AllianzStadiumfl0711fl0711foto-mourinho.jpgSiNjuventus-manchester-united-una-gara-incredibile-1013484.htmSi100451001,02,03030372
471013478NewsCoppeChampions, Juventus e Roma alla grande20181024193938Le due squadre italiane dimostrano grande carattere <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus inarrestabile. Dopo 8 successi di fila in campionato, ecco la terza vittoria consecutiva in Champions che con 9 punti in classifica la porta in testa, conquistando anzitempo la sicurezza di passare agli ottavi di finale. Un ruolino di marcia davvero pazzesco per la squadra di Max Allegri che dà la sensazione di divertirsi e di manovrare con fluidità estrema il proprio gioco. Chi non ha visto la partita non si lasci distrarre dallo striminzito punteggio di 1 a 0 che la Juventus ha ottenuto in casa del Manchester United, grazie al gol di Dybala. In questo unico gol c’è qualcosa di più! C’è il coraggio di andare all’Old Trafford e imporre il proprio gioco; c’è la consapevolezza di puntare dritto alla finale di Champions per vincerla; ma soprattutto c’è la convinzione di essere diventata la squadra più forte d’Europa, non solo per la presenza in squadra di Cristiano Ronaldo. Certo, CR7 è il vero catalizzatore di tutte le azioni d’attacco della Juventus, il valore aggiunto, ma resta il fatto che anche gli altri campioni presenti in squadra o in panchina siano comunque influenzati positivamente dalla sua mentalità vincente. E allora diventa tutto più facile, anche se Max Allegri deve stare attento a non far ripetere più ai suoi giocatori, certi momenti di offuscamento mentale che si sono evidenziati nel match di campionato contro il Genoa. Ma ci sta, anche se quel pareggio in casa suona ancora come fosse stata quasi una sconfitta. E’ il destino delle grandi squadre, quelle abituate a vincere sempre e non ci stanno mai a fare il minimo passo falso. Detto questo, dobbiamo dire che la squadra di Mourinho attualmente non è più la pericolosa macchina da gol di qualche anno fa, anche se gli diamo l’attenuante di alcune assenze importanti. Pogba ha preso un palo, ha giocato un’ottima partita, ma non è bastato ai fini di un risultato che sentenzia la superiorità della Juventus. La Roma, invece, nell’impegno di Champions contro il CSKA doveva dare una risposta ai suoi tifosi, ma prima ancora a sé stessa, proprio per dimostrare che la vera squadra di Di Francesco non poteva essere quella vista in campionato e, soprattutto, quella che aveva perso amaramente in casa contro la Spal. Il riscatto è avvenuto in maniera chiara e inconfutabile, visto che i giallorossi vincendo con un rotondo 3 a 0 hanno saputo verticalizzare il gioco con una compattezza di squadra che è stata molto eloquente nel rispondere sul campo a chi ha criticato lungamente il lavoro di Di Francesco. E poi anche Dzeko si è finalmente sbloccato facendo 2 gol, qualche assist pregevole e grande spinta aggressiva anche per sensibilizzare i suoi compagni di squadra. Under ha poi chiuso definitivamente la pratica contro i russi realizzando il gol della tranquillità. Oltre a Dzeko sono stati<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>molto convincenti nel gioco di squadra, Pellegrini, El Shaarawy e De Rossi, eterna anima indistruttibile dei giallorossi. Adesso la Roma sale a sei punti in classifica scavalcando proprio il CSKA e condividendo il primato con il Real Madrid. Una posizione che fa ben sperare per il passaggio del turno,ma, soprattutto, rende vitale un ambiente giallorosso depresso e preoccupato per l’andamento della propria squadra. Adesso a Di Francesco si chiede continuità, anche nell’inculcare al suo giocatore più atteso (Dzeko) di non essere bello solo di notte. Lui, le qualità le ha proprio tutte. Deve soltanto sbloccarsi in maniera definitiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Manchesterfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNchampions-juventus-e-roma-alla-grande-1013478.htmSi100451001,02,03030247
481013468NewsCoppeJuventus priva di CR7 e colma di Dybala20181003144642Tre gol dell`argentino in Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tre gol, un palo e si è pure procurato un rigore non dato dall’arbitro. La Juve di Champions contro lo Young Boys si può riassumere così. Tanto Dybala e poco valore tecnico degli avversari. Proprio nella serata in cui spiccava l’assenza di Cristiano Ronaldo, fuori per un turno di squalifica, ecco emergere quel Paulo Dybala tanto atteso da tutto l’ambiente bianconero. Ma la partita che ha dato modo alla Juventus di balzare in testa alla classifica a punteggio pieno, è stata un valido motivo per verificare una squadra che all’apparenza può sembrare Ronaldo dipendente, ma che in realtà ha una sua immagine ben precisa dal punto di vista tecnico e tattico. Molte sono le soluzioni a disposizione di Allegri che gongola di soddisfazione nel potere godere di una grande varietà nella qualità tecnica. Note liete di una squadra costruita per vincere la Champions League, azzerando il gap per lunghi anni esistente in campo internazionale tra la Vecchia Signora d’Italia e le altre potenze europee. Dall’organizzazione societaria, al bilancio, al merchandising, alla parte tecnica, la Juventus ha imboccato la strada giusta e innestato la marcia necessaria per conquistare il trofeo più ambito in Europa. Dicevamo della squadra senza Ronaldo. Ebbene, contro i mediocri svizzeri dello Young Boys, la Juventus ha provato alcune novità e trovato un Federico Bernardeschi sugli scudi per intelligenza tattica,tecnica sopraffina, capacità di adattarsi a più ruoli e mettersi al servizio della squadra. L’ex viola è la nota più lieta tra le tante di questa Juventus. Impiegato da Allegri come trequartista, Bernardeschi ha fatto vedere quanto sia ampio il suo bagaglio tecnico nell’interdire, costruire e finalizzare il gioco d’attacco. Come esterno o come centrocampista spostato più al centro, Bernardeschi è diventato un punto di riferimento insostituibile nel gioco della Juventus. Esattamente come si è espresso Paulo Dybala che uscito finalmente da quella empasse che lo ha sminuito negli ultimi periodi, ha ritrovato quei numeri tecnici che fanno di lui un campione vero. Ecco, diremmo che la sostanza posta in analisi dalla seconda partita di Champions della Juve, si possa sintetizzare con la certezza di una Juve non dipendente da Cristiano Ronaldo ma con una sua fisionomia ben precisa, con la ricchezza di poter diversificare il suo assetto tattico senza sentirsi orfana di nessuno. E’ la forza di una squadra e di una società che ha le idee chiare,che sa quel che vuole e che studia sempre il modo per essere all’avanguardia delle nuove idee che portino sempre a vincere per scrivere le pagine indelebili della propria storia. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNjuventus-priva-di-cr7-e-colma-di-dybala-1013468.htmSi100451001,02,03030234
491013465NewsCampionatiLa Juventus di Bernardeschi20180924093929Il 24enne di Carrara sbalordisce per la sua improvvisa maturazione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi pensava alla Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> si trova inaspettatamente ad ammirare la crescita esponenziale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Federico Bernardeschi</b>. In una Juventus che marcia a punteggio pieno ma che latita nel gioco, questo 24enne di Carrara è in grado di accollarsi sulle spalle la squadra, prendersi delle responsabilità da vero campione e tamponare le macroscopiche magagne di una Juventus strapiena di campioni che vincono e annoiano. Evidentemente la Vecchia Signora ha preferito fin dall’inizio optare sempre per la vittoria come il senso di ogni cosa. Il gioco? Beh quello verrà! Chissà come, chissà quando! E nell’attesa ci si affida a Bernardeschi. Ma l’avete visto cos’è in grado di fare e come cambia la Juventus quando Allegri si decide a farlo entrare in campo? Avete visto la prelibatezza dei suoi tocchi con la suola della scarpa, i dribbling, la velocità che imprime in ogni azione e la capacità di verticalizzare il gioco di una Juve che in maniera sonnolenta e farraginosa propone sempre idee monotematiche, costruite su un gioco elementare? Migliaia di passaggi sull’esterno ad Alex Sandro, che arranca con la bava alla bocca, arriva in fondo alla sua sinistra e crossa spesso in chiara difficoltà di ossigeno. Azioni ripetute e stucchevoli, cui anche l’avversario più sprovveduto sa prevedere. Ma dov’è la fantasia se ci si affida sempre a giocatori di quantità che garantiscono interdizioni ma non costruzione di gioco? E così anche a Frosinone la Juve ha sofferto e ci sono voluti ben 80 minuti di partita per sbloccare uno squallido 0 a 0 che avrebbe fatto comodo ai padroni di casa, i quali hanno fatto la loro onesta partita, disponendosi tatticamente a cercare di inibire il gioco della Juve. Ma di queste situazioni quest’anno ne vedremo tante, perché è legittimo per ogni avversario di livello inferiore, affrontare i bianconeri come se fosse la loro partita della vita. Dunque, il problema non sta nell’avversario che si chiude a riccio e cerca di non darti modo di mettere in luce il divario tecnico, ma sei tu, Juventus, che devi imporre il tuo gioco attraverso le idee e la qualità dei tuoi campioni. Ad oggi tutto questo non si è visto, nonostante la Juventus sia corsara e viaggi a punteggio pieno. Ma basta tutto questo a una compagine che tra il campo e la panchina ha due squadre che possono vincere scudetto e coppa? Per il momento la fantasia non c’è e il vero gioco del calcio è racchiuso nei sogni di chi vorrebbe spellarsi le mani per applaudire CR7, Dybala e compagni. Ma per fortuna c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b>, il vero Cristiano Ronaldo della situazione!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-bernardeschi.jpgSiNla-juventus-di-bernardeschi-1013465.htmSi100451001,02,03030153
501013414NewsCampionatiIl gioco antico di Max Allegri20180423185353Dopo la sconfitta interna contro il Napoli, il tecnico della Juventus è in discussione. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che vinca o no lo Scudetto e la Coppa Italia, pensiamo che l’avventura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> alla Juventus sia giunta al capolinea. Fermo restando i suoi meriti nell’aver vinto quattro scudetti di fila, aver conquistato due finali di Champions e altrettante Coppe Italia e Supercoppa, il mister di Livorno pecca troppo di conservatorismo pallonaro. Il big match che la Juventus ha perso contro il Napoli con un gol al 90’ di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly,</b> lascia aperte diverse considerazioni di carattere tattico che vanno oltre la pur importante partita persa contro i partenopei di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri.</b> Più che il merito degli avversari della Juve, salta sempre all’occhio un certo tipo di atteggiamento di non gioco che i bianconeri di Allegri mettono in mostra da troppo tempo. E pur con tutte le partite giocate in un anno, che pesano inevitabilmente sui muscoli e sulla testa dei giocatori, pensiamo che la causa negativa sia da ricercarsi proprio nel mettere sempre in campo una squadra con chiari intenti difensivi, snaturando certe caratteristiche tecniche dei suoi giocatori di centrocampo e d’attacco. Ricordate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>centravanti da area di rigore? Oppure <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> goleador del Napoli? E <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> perché è costretto a partire da lontano, rincorrendo sempre il suo marcatore in fase di non possesso palla? E perché la Juventus di Allegri preferisce sempre essere bassa, invece di imporre il proprio gioco con un sistema più moderno che vede la difesa alta e un centrocampo aggressivo che dia maggiormente aiuto alle sue punte? Sembra di ritornare indietro di 40anni, allorquando il calcio si intendeva prettamente difensivo per poi partire in contropiede e magari vincere a fatica una partita stiracchiata e priva di spettacolo. No, questa Juve ha proprio bisogno di un ammodernamento mentale di un calcio fatto per imporre il proprio gioco, pensando che sono gli avversari a doverla temere e non viceversa. E poi basta con questa storia che la Vecchia Signora d’Italia vince sempre perché ha tanta esperienza ed è cinica senza mai essere bella. Il calcio moderno insegna che si corre per 95 minuti e oltre, che si fa possesso palla sbagliando meno possibile, che si pressa alto inibendo il gioco ragionato dell’avversario. Esattamente come ormai fanno tutti contro la Juve di Allegri. Dal Napoli per finire alla Spal e al Crotone, tutti sanno che per non fare emergere i valori tecnici che oggettivamente i bianconeri hanno, bisogna controbatterla sul piano dell’intensità agonistica e dell’aggressività nel carpire la palla, sviluppando trame di gioco d’attacco capaci di offenderla in maniera efficace. Per far questo c’è assoluto bisogno di una preparazione fisica e mentale di base, che agisca in maniera uniforme su tutta la squadra. E’ quello che vediamo nel calcio moderno ad alti livelli. E poi perché non cercare mai di concepire il calcio della grande bellezza, che dia anche spettacolo agli occhi degli esteti del pallone? In fondo, non è scritto da nessuna parte che sviluppare il calcio spettacolo non sia redditizio come chi si difende, soffre e cerca di non prendere gol fino alla fine. C’è sempre un equilibrio di base, una logica pallonara che non sfugge mai alla concretezza di vincere. Si può vincere giocando bene e anche male, ma si può pure perdere giocando sia bene che male. Adesso la Juve ha bisogno di cambiare registro. Sì, perché nel calcio ci sta pure di soffrire per portare in porto una vittoria, ma non si possono fare fin dall’inizio certi calcoli matematici che sanno di rinuncia e che reprimono l’inventiva di certi campioni, i quali qualche volta devono essere lasciati a briglia sciolte. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri </b>ha spesso mostrato la sua insicurezza, prova ne è il suo continuo rivolgersi a suo vice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Landucci </b>per capire cosa fare. Non ci sembra di avere visto altri allenatori di Serie A così dipendenti come lui. Tutto fa! Anche questo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNil-gioco-antico-di-max-allegri-1013414.htmSi100451001,02,03030208
511013413NewsCampionatiLa Juve che ti aspetti20180419194936La Vecchia Signora delude a Crotone<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è più una novità. Quando la Juventus va in provincia soffre maledettamente più che giocare in casa delle più titolate squadre del nostro campionato. E’ successo a Ferrara contro la Spal ed è successo a Crotone. Un film che continuiamo a vedere come fosse ormai qualcosa che t’aspetti. E l’aveva detto anche Marotta in una intervista televisiva poco prima dell’inizio del match in terra calabra: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per noi questa partita sarà ancora più difficile di quella contro il</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli”.</b> Evidentemente l’amministratore delegato della Juventus conosce già queste situazioni che Allegri, assieme alla squadra, non ha ancora saputo risolvere. Nei campi di provincia si suda, si corre maledettamente e si aggredisce con il pensiero fisso che non si ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. E così nasce sempre la partita della vita, naturalmente per gli avversari della Juve. E persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy, </b>il corpulento attaccante di colore del Crotone, ha vissuto la sua giornata di gloria da incorniciare per aver pareggiato i conti con la Juventus, grazie a una clamorosa rovesciata che amaramente ha ricordato quella di Cristiano Ronaldo. Ma non c’è nulla da fare, la Vecchia Signora in questi campi soffre sempre, non perché è stanca o vittima di ansia da prima in classifica, ma più semplicemente perché pecca di presunzione complicandosi il prossimo futuro. E’ una questione di testa, di approccio a queste gare caratterizzate da scarsa tecnica e grande forza fisica e atletica. L’unico a salvarsi dal naufragio calabro è stato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, il quale con il suo solito cross chirurgico ha colto la testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che ha portato in vantaggio i bianconeri. Ma il sonnecchiare della Juventus è continuato anche dopo essere andata in vantaggio, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> dalla panchina gesticola, inveisce, dà pugni alla lamiera della panchina, calci alle bottigliette d’acqua, ma la Juve sembra in ipnosi. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> corre a vuoto, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> delude ancora una volta e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> in novanta minuti e oltre di partita, sferra un solo tiro in porta che è degno di nota. In campo c’è molta confusione e tantissimi passaggi sbagliati. La Juve è proprio brutta da vedere. E così, gioco forza, la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zenga</b> sale in cattedra, spinta dal calore del suo pubblico che è complice anche del pareggio spettacolare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy</b>. Sì, l’abbiamo scritto più volte; questa Juve è cinica, quasi mai bella, ma punta sempre all’essenziale. E’ vero! Tuttavia, tutto ciò non preclude certi atteggiamenti che lasciano pensare ai problemi di una squadra che si nascondono proprio dietro al suo zoccolo duro. Troppe volte in questi campi di provincia abbiamo notato la difficoltà di sapere reagire con veemenza alla furia dell’avversario, proprio con i suoi giocatori più rappresentativi e con un Allegri che pur mettendo sempre tutti in guardia alla vigilia di certi incontri, anch’egli evidentemente ha le sue buone colpe perché non è in grado di mettere in campo una squadra che abbia maggiori motivazioni. Adesso, all’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz Stadium </b>arriva il Napoli di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri,</b> in una partita che molto probabilmente deciderà lo scudetto. Ci saranno le giuste motivazioni per la Juventus?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-che-ti-aspetti-1013413.htmSi100451001,02,03030205
521013409NewsCampionatiMa l’avete visto Douglas Costa cos’è in grado di fare?20180416183923Il brasiliano è l`asso nella manica di Allegri<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dybala di qua, Dibala di là, Higuain che non va, Alex Sandro che arranca e Khedira che cammina, mentre Allegri sbaglia la formazione iniziale e poi si ravvede. Ma adesso state tranquilli, c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> che sta dando una spinta spettacolare per vincere il settimo scudetto consecutivo. Il brasiliano sfodera il suo sinistro come fosse un martello pneumatico capace di fare gol e assist vincenti. A lui si devono i tre gol che la Juve ha rifilato alla Sampdoria, mentre a lui si deve un certo brio nelle azioni di ripartenza. Sì, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> crea superiorità numerica, dribbla uno, due, tre e a volte anche quattro avversari; poi va sul fondo o decide improvvisamente di andare verso il centro e inventare l’assist per il compagno meglio piazzato di lui. Il brasiliano è diventato l’elemento prezioso da pescare nel cilindro della Juventus, quando mister Allegri non sa che fare. E lui, quando il capo chiama, si alza dalla panchina fa riscaldamento ed è pronto a scombussolare tutte le carte degli avversari, ma anche dei propri compagni. E così ne beneficiano Mandzukic, Howedes e persino il redivivo Khedira. La presenza in campo dell’esterno brasiliano spacca la partita. Così è stato anche a Madrid, dove Douglas Costa è stato letteralmente la spina nel fianco degli avversari. Eppure Max Allegri lo lascia in panchina, poi lo chiama per entrare in campo e non si decide a ritenerlo un titolare fisso. Ma! Chissà….! In fondo, quando si hanno giocatori di questa portata ci si può anche permettere di sbagliare la formazione di partenza, tanto si ripara sempre. 4-3-3, - 4-3-1-2, - 4-3-2-1 o 3-5-2, questo brasiliano deve giocare perché è in un momento di forma, ma anche perché è un’arma vincente per una Juve che troppo spesso soffre di gioco lento, noioso e senza inventiva. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-douglas-costa.jpgSiNma-l-avete-visto-douglas-costa-cos-e-in-grado-di-fare-1013409.htmSi100451001,02,03030190
531013400NewsCoppeSì, Real Madrid più forte. Ma che Juve pasticciona e disarmata!20180404165017Brutto arresto di Champions per la Juve di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Chissà cosa avrà pensato il buon <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Boniperti</b> dopo avere assistito alla partita di Champions che vedeva la sua Juventus a confronto con il Real Madrid. Uno 0 - 3 a favore dei madridisti che sa di qualcosa di disarmante e che contrasta completamente il significato emblematico di una Juve che pensa sempre in grande per arrivare a quella vittoria che in fondo è l’unica cosa che conta. Possiamo definirla chiaramente una serataccia, quella dei bianconeri di Champions contro CR7 and company. Che il Real Madrid sia più forte della squadra di Allegri non ci sono dubbi, tuttavia, l’analisi attenta della gara ci ha dato alcuni spunti di riflessione che vanno oltre il banale pensiero di avere incontrato degli extraterrestri. E’ vero, il gap tra le due squadre è apparso notevole soprattutto per la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> che è assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi </b>il miglior giocatore al mondo in attività. Detto questo, possiamo affermare con tutta franchezza che lo sbracamento totale e i marchiani errori della Vecchia Signora, hanno reso ancor più forte la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zinedine Zidane</b>. Troppi errori sono stati commessi dalla squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che resta in parte colpevole di avere scelto una retroguardia con esperienza, ma troppo disattenta. In buona sostanza, dopo avere ammirato il bellissimo gol da cineteca di Ronaldo, ci viene il dubbio che anche il rotondo risultato che ha azzittito il pubblico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Allianz Stadium</b> il quale è stato poi capace di una sportivissima standing ovation a beneficio di CR7, sia il frutto di confusione difensiva e di imperdonabile leggerezza. Sul primo gol di Ronaldo, infatti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli </b>ha lasciato troppo spazio all’attaccante, il quale in maniera furbesca ha anticipato tutta la difesa juventina e ha insaccato nei primi minuti della partita. Sul secondo gol, poi, abbiamo ancora negli occhi il marchiano errore difensivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> il quale ha messo in difficoltà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> che ci ha messo prima una pezza, e poi nulla ha potuto davanti alla stupenda rovesciata di Ronaldo. Risultato? Abbiamo visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> colpevoli di avere guardato il fuoriclasse dei blancos, senza neppure tentare di marcarlo stretto. Poi, sul terzo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marcelo,</b> abbiamo rivisto la confusione da sbracamento difensivo, in cui la Juve dopo essere rimasta in dieci per l’espulsione da doppia ammonizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> ha praticamente mollato ogni tentativo di orgoglio pallonaro. Resta dunque troppo banale affermare la schiacciante evidenza della superiorità del Real Madrid al cospetto della Juventus, decantando le oggettive meraviglie tecniche e tattiche della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane.</b> Sembra quasi un rifugio psicologico, un alibi imperdibile che ti mette a posto con la coscienza per avere affrontato una squadra più forte di te, contro la quale nulla è stato possibile. Noi non siamo convinti di questo, perché la Juve non ha saputo combattere e si è inchinata troppo presto alla superiorità dell’avversario. D’altra parte, se hai la presunzione di tentare di misurarti ad alti livelli per vincere una Champions che è diventata ormai una chimera, devi in qualche modo salvare l’immagine di squadra consapevole dei propri mezzi, ma che ha anche carica di amor proprio nel sapere affrontare squadre che ti sono oggettivamente superiori. Ebbene, la Juventus non l’ha fatto; disarmata com’è stata dai suoi stessi errori di squadra incapace di reagire. Non vogliamo parlare dei singoli, anche se abbiamo già espresso il nostro parere sulla difesa. Sì, perché a perdere la faccia è stata tutta la squadra, allenatore compreso. Adesso,chiusa questa pagina infausta della storia della Juventus, c’è la partita di ritorno al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>. Saprà la<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vecchia Signora d’Italia</b> salvaguardare la propria dignità davanti al mondo delle stelle del pallone mondiale? E pur nella consapevolezza che per la Juventus la strada della Champions 2018 sia finita malamente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b>, crediamo che da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e compagni sia doveroso uscire a testa alta dal catino del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La Juve non può dimenticare chi è. Inchinarsi arrendevolmente come ha fatto allo Stadium, non le si addice. Anche se l’Europa e la Champions rappresentano per lei un’eterna e amara storia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-ronaldo.jpgSiNsi-real-madrid-pio-forte-ma-che-juve-pasticciona-e-disarmata-1013400.htmSi100451001,02,03030194
541013391NewsCampionatiMax Allegri alla vigilia di Juventus Atalanta20180313172211L`approfondimento dell`allenatore bianconero, capace di intiepidire gli entusiasmi dettati dal momento. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juventus dovesse vincere la partita di recupero con l’Atalanta andrebbe a + 4 dal Napoli, ma chi si illude che il campionato sia finito si sbaglia di grosso. Queste sono state sostanzialmente le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri,</b> che nel corso della conferenza stampa di Vinovo mette le mani avanti, chiarendo certi punti importanti che non devono essere dimenticati. Primo su tutti bisogna tenere presente che il Napoli ha grandi possibilità di vincere lo scudetto, perché oltre ad esserci lo scontro diretto da giocare, per la Juventus ci sono ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>molte partite difficili da affrontare. Sempre sicuro il mister della Juve con noi giornalisti, vivace, spigliato, loquace nel suo modo di esprimersi anche con similitudini che sanno di reminiscenza toscana. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quando si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fanno i conti vengono fuori i contadini…”,</b> per dire che è meglio non pensare all’eventuale + 4 dal Napoli, perché tanta strada c’è ancora da fare. A chi gli chiede qual è la forza della Juve di quest’anno, Allegri risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”E’ la forza del gruppo che ha l’obiettivo di arrivare in fondo e vincere. Quindi, tutti si mettono in discussione e c’è la voglia di dimostrare di essere i più forti. Abbiamo tante partite e la rosa deve essere a disposizione. Non giocheremo sempre con</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">lo stesso sistema”.</b> Poi è possibilista sull’impiego di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>contro l’Atalanta – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vedremo come si sentirà alla fine dell’ultimo allenamento”.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa </b>deve fare gli straordinari, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> ha preso una botta sul piede infortunato e la sua presenza contro la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini </b>è in forse. Sicuro di giocare è invece <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala, </b>che resta il primo rigorista della Juventus - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A meno che non sia io a decidere diversamente nel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">corso della partita….”-</b> chiaro il riferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> a domenica scorsa, quando il Pipita su sua libera iniziativa ha tirato e sbagliato il rigore. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> continua le terapie e si spera di recuperarlo prima della fine del campionato. La sua è una fastidiosa pubalgia e quindi non ci sono mai tempi certi di guarigione. Per quanto riguarda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi,</b> invece, ha iniziato un lavoro di rinforzo e si spera di recuperarlo entro una ventina di giorni. Dunque, dopo l’analisi approfondita sullo stato di salute della Juventus e i vari temi toccati in conferenza stampa dal “pompiere” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che butta acqua sul fuoco dell’eccessivo entusiasmo, la Juventus è pronta ad affrontare il difficile ostacolo di un’Atalanta che verrà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b> di Torino per vendere cara la pelle.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSiNmax-allegri-alla-vigilia-di-juventus-atalanta-1013391.htmSi100451001,02,03030226
551013388NewsCoppeLa Juve entra nei quarti di finale di Champions. Ma quanta fatica!20180308190837Allo Stadio Wembley, una storica impresa della Juventus. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Contro l’inefficienza dell’arbitro, contro il dannato destino che la vuole sempre bocciata dalla Champions League, contro certe malefatte poi riparate in corso d’opera da Max Allegri, la Juventus soffre, barcolla, ma non cade. E’ un po’ la sintesi di una serata di Champions che per la Vecchia Signora si presentava difficile non solo per il risultato sibillino ottenuto nella partita d’andata, ma anche per i tanti giocatori infortunati. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b>, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi, Dybala e Higuain</b> in chiara carenza di forma, la Juventus pur essendo stata penalizzata da un evidentissimo rigore a suo favore non dato dall’arbitro, ha praticamente condotto un primo tempo in cui non ha fatto neanche un tiro in porta facilitando il dilagare <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>degli inglesi a centrocampo, i quali apparivano come vere e proprie furie capaci di arrivare sempre primi sul pallone e produrre un pressing asfissiante. Così i bianconeri sono stati letteralmente presi d’assalto da un Tottenham, in cui l’irrefrenabile esterno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Son </b>ha fatto soffrire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e l’intera difesa della Juventus. Questa marcatura è stata una macroscopica topica di Max Allegri, che non ha previsto l’inadeguatezza di passo da parte di un Barzagli incapace di contrastare la fonte del gioco avversario. A centrocampo anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dembele, Dier</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eriksen e Kane</b> hanno spinto come dannati, consapevoli di una Juventus impotente e mal sistemata in campo. E così al 39’ il sudcoreano Son ha portato in vantaggio il Tottenham, grazie a un tiro svirgolato in area di rigore che si è infilato in maniera beffarda, ingannando un Buffon che nell’occasione non è apparso completamente indenne da colpe. La reazione della Juve è molto blanda e si è concretizzata soltanto con un tiro a lato di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic </b>e un colpo di testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che non ha impensierierito nessuno. Nel primo quarto d’ora della ripresa il copione non muta, tanto è vero che il Tottenham ha attaccato in maniera furibonda per chiudere la partita. Poi la svolta del match. In panchina si è accesa una luminosa lampadina sulla fronte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b>, il quale decide di inserire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b>, alzando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> a centrocampo e inserendo un minuto dopo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner </b>al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia.</b> Detto fatto, e la Juve è subito sembrata un’altra squadra. Lo svizzero ha subito preso in consegna Son annullandolo, ma soprattutto ha dato vigoria in fase d’attacco, portando palloni invitanti per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala.</b> Anche sulla fascia sinistra si è vista una grande propensione all’attacco da parte di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> che ha difeso con attenzione e ha anche saltato avversari come fossero birilli. Così, su uno dei tanti cross effettuati da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner</b>, al 19’ il Pipita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> pareggia con una zampata sferrata nell’area piccola della difesa del Tottenham. Adesso la Juve ci crede e appare più tonica, decisa e con la voglia di ribaltare un risultato che così restando l’avrebbe eliminata. Così al 22’ Dybala, su un magistrale suggerimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> che taglia in profondità tutta la difesa avversaria, si invola verso la porta difesa da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lloris </b>e lo batte con la freddezza di un vero campione. Il resto è sofferenza pura fino alla fine. Una sofferenza che adesso ci sta, diventa quasi logica perché è diversa da quella sofferta dalla Juve per 60 minuti in maniera assolutamente sterile. E persino il brivido di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini </b>che anticipa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kane</b> rischiando un colossale autogol e il colpo di testa ancora di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kane</b>, la cui palla colpisce il palo, danza pericolosamente sulla linea di porta e viene respinta da Barzagli, pur provocando situazioni da infarto non modificano l’essenza di una partita in cui la Juventus, suo malgrado, ha dimostrato due facce. Alla fine Max Allegri l’ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il merito è dei ragazzi</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">io sono molto orgoglioso di allenarli anche se qualche volta faccio danni e poi li</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">riparo”</b>. La Juve, dunque, va ai quarti e prosegue il suo cammino nelle tre competizioni di Champions,Campionato e Coppa Italia. Questo non è puramente un dettaglio da sottovalutare, soprattutto in funzione di alcuni recuperi importanti dall’infermeria. Continua la grande storia scritta dal calcio italiano nello stadio di Wembley. La Juventus ha superato una impresa davvero difficile, resa ancor più faticosa dalle farneticanti scelte iniziali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Londra Stadio Wembleyfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-entra-nei-quarti-di-finale-di-champions-ma-quanta-fatica-1013388.htmSi100451001,02,03030237
561013378NewsCampionatiIl Toro non accende la luce e la Juve lo punisce20180218164355Termina senza emozioni il derby della Mole<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La Juve vince il derby con un gol di Alex Sandro e prosegue il suo contendere lo scudetto con il Napoli. Diciamo subito che non è stata una bella partita, perché fin da subito è apparsa troppo tattica e senza spunti di gioco spettacolare. La Juve già incerottata per l’assenza di alcuni dei suoi uomini migliori, ha dovuto fare a meno anche del pipita Higuain, che proprio all’inizio della partita si è procurato una distorsione alla caviglia ed è uscito dal campo sostituito da Bernardeschi. E proprio l’ex fiorentino, autore di diversi spunti che lo hanno reso tra i migliori in campo, ha dato lo spunto per l’unico gol della partita segnato dalla Juve al 33° del primo tempo da Alex Sandro. Il Toro, a nostro avviso, ha temuto oltre il dovuto una Juve che è stata improvvisata da Allegri per l’indisponibilità di tanti suoi giocatori. Riteniamo, infatti, che la squadra di Mazzarri avrebbe potuto e forse dovuto osare di più, soprattutto dopo l’uscita per infortunio di Higuain. E invece i granata sono apparsi privi della loro veemenza calcistica messa in mostra soprattutto nei derby. Alla vigilia del derby, Walter Mazzarri ha raccomandato la calma, giusto per non cadere nella trappola di quell’irruenza scriteriata messa in mostra con Sinisa Mihajlovic nelle ultime stracittadine. Certamente apprezzabile la raccomandazione ai suoi giocatori da parte del tecnico di San Vincenzo, tuttavia, ci viene da pensare che una maggiore caparbietà sarebbe stata opportuna e accolta come atteggiamento migliore da applicare in campo. In sostanza, il Toro non ha mai pressato alto per paura di essere punito dalla Juve nelle ripartenze, permettendo così agli avversari di esprimere in tutta tranquillità la loro superiorità tecnica. Ecco, se dobbiamo fare un’appunto a Mazzarri è proprio quello di non avere autorizzato la squadra a provarci,tanto è vero che non ricordiamo alcun tiro in porta in grado di impensierire Szczesny, i cui guanti sono riusciti a sporcarsi soltanto nell’occasione di un tiro di Iago Falque negli ultimi dieci minuti di partita. Poco, troppo poco per una Juventus che anche se priva di Mandzukic, Matuidi, Dybala (entrato nella ripresa ma visibilmente fuori forma e poco incisivo) Barzagli, Cuadrado, Howedes, Lichtsteiner (entrato a due minuti dalla fine) e Higuain, ha in qualche modo digerito l’amara pillola che ha dovuto ingerire in Champions contro il Tottenham. Termina, dunque, a favore della Juve, un derby opaco nel gioco e privo di emozioni che sancisce definitivamente l’allontanamento del Toro dalla zona Europa, mentre la Juventus continua il duello scudetto con il Napoli.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-derby-torino-juventus.jpgSiNil-toro-non-accende-la-luce-e-la-juve-lo-punisce-1013378.htmSi100451001,02,03030211
571013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030219
581013355NewsCampionatiIn 5 minuti Dybala si riprende la Juve20171231183843Il calciatore argentino sembra uscire lentamente dalla crisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Storie di calcio che spesso non hanno una spiegazione ben precisa. In Verona Juventus si è verificata la magia che non ti aspetti e che ti fa riflettere come il pallone sia sempre un qualcosa d’indefinibile nella sua mancanza di razionalità. Fino al 72esimo del match che la Juve ha giocato in terra veneta, Dybala non si era quasi visto, anzi, diciamo pure che era apparso come un giocatore avulso dalla logica del gioco. Poi, come per incanto, l’argentino ha segnato il gol che l’ha sbloccato psicologicamente, dandogli la possibilità dopo soli 5 minuti di imbastire da solo e realizzare una doppietta che solo i grandi campioni come lui possono fare. Un po’ come dire che il gol è tutto, soprattutto per un attaccante che ha bisogno di credere in se stesso. Questo non vuol dire che Dybala sia uscito definitivamente dal tunnel della sua crisi personale, tuttavia, possiamo dire che è sulla via di guarigione. Ottima in questo caso la gestione di Max Allegri che ha lasciato in panchina il giocatore per qualche turno, nella speranza che potesse ritrovarsi senza l’assillo di dovere giocare sempre ad alti livelli. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è un ragazzo di notevoli qualità tecniche, ma non ci si può dimenticare che è giovane e come tale non ancora completamente maturo per sostenere la gravosità di certi immensi riflettori mediatici che l’hanno paragonato in maniera troppo affrettata a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>. Figure emblematiche di un calcio che è leggenda e significa entrare nella storia per i tanti palloni d’oro conquistati in carriera. Dybala non ha ancora vinto nulla, semplicemente perché il suo percorso professionale ad alto livello è cominciato da troppo poco tempo. Dal Palermo alla Juventus, il salto di qualità è stato davvero notevole. Proveniente dall’Instituto argentino dove ha fatto la trafila delle squadre giovanili dal 2003 al 2011 e poi un anno in Prima Squadra nel 2012, il giovane Dybala viene scoperto dal presidente Zamparini, il quale lo porta a Palermo nel giugno 2012 per poi cederlo alla Juve nel 2015. Un affare economico per tutti, sia per Zamparini, sia per la Juve che si è aggiudicato un talento in grado di dargli una garanzia di qualità tecnica e di plusvalenze economiche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Arrivato a Torino due anni fa, il talento argentino non ha trovato subito un posto da titolare nella squadra di Allegri che, giustamente, ha aspettato un po’ di tempo prima di inserirlo nel suo schema tattico. Ma appena entrato la prima volta in squadra, la “Joia” ha subito dimostrato il suo valore dando l’impressione di volersi tenere stretto il ruolo di attaccante titolare della Juventus. Da qui, un’escalation di risultati positivi si susseguivano con gol realizzati a grappoli su azione ma anche su palle inattive, in cui si evincevano sempre le sue qualità tecniche che sono fuori dalla norma. Ma la maglia numero 10 che la Juve gli ha affidato e gli esorbitanti elogi mediatici, prima lo hanno esaltato e poi responsabilizzato troppo per la sua età. E così il ragazzo, dopo avere avuto un inizio di campionato 2017-’18 davvero scoppiettante, ecco che ad un certo punto (si dice anche per problemi affettivi legati alla sua ragazza) il Paulo Dybala che tutti conosciamo è sembrato un altro calciatore, sicuramente carente di quell’autostima necessaria alla carica del campione quale lui è. Così conosce la panchina e la delusione di dovere vedere i suoi compagni lottare in campo senza la sua presenza che, in quel periodo, non sarebbe servita a migliorare la situazione. E’ l’altra faccia della medaglia che un giovane campione ancora immaturo come lui deve conoscere per diventare grande in campo e anche fuori. A Verona, proprio nella terra di Romeo e Giulietta, il Paulo argentino ha dato segni di risveglio e consapevolezza di volere cercare quella maturità che raggiungerà soltanto se aiutato dall’ambiente in cui gioca, dai compagni di squadra, dai media a quali si chiede di essere più misurati nelle sue valutazioni di gioco, e poi lui stesso che dovrà guardarsi allo specchio tutti i giorni per razionalizzare la fortuna di avere già raggiunto in giovane età ciò che altri non hanno. E’ il professionismo del calcio iperpagato che impone una vita seria e ordinata non soltanto per quanto riguarda l’assiduità e lo sforzo fisico negli allenamenti, ma anche per ciò che vuol significare la qualità del quotidiano privato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Veronafl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNin-5-minuti-dybala-si-riprende-la-juve-1013355.htmSi100451001,02,03030229
591013352NewsCampionatiEcco perché Juventus Roma arriva al momento giusto.20171219163228Il fascino del big match dell`antivigilia di Natale. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La 18ma giornata di Serie A (penultima del girone d’andata) ci propone il big match tra Juventus e Roma. Una sfida di antichi veleni e antipatie senza fine, che hanno caratterizzato la storia di queste due società di calcio sempre rivali, più nella forma del mal accettarsi aprioristicamente, che nel reale antagonismo per la conquista del titolo di Campione d’Italia. L’attesa è da sempre spasmodica fra le due tifoserie, tanto da registrare sempre il tutto esaurito nei due stadi di appartenenza. E anche per questo incontro del 23 dicembre, antivigilia di Natale che sarà molto fredda dal punto di vista climatico, duemila e cento tifosi della Roma riempiranno il settore ospiti dell’Allianz Stadium. Nonostante le numerose lamentele per il caro biglietto che ai tifosi giallorossi costerà circa 45 euro, i tagliandi a loro riservati sono andati polverizzati nell’arco di un’ora. Segno evidente che, come sempre, l’attesa per questa partita è davvero intensa. E ne hanno ben donde le due tifoserie ad aspettare con così tanta ansia questo big match dal sapore cruciale, almeno per quanto riguarda la sistemazione nell’alta classifica che potrebbe concorrere anche al titolo d’inverno, sia per la Juve che per la Roma. Il Napoli è capolista con 42 punti, mentre la Juventus segue a 41 e la Roma è a 38. Tenuto conto che i giallorossi devono ancora recuperare una partita, qualora dovessero vincere il big match con la Juve si sistemerebbero al pari della Vecchia Signora. Ma se a vincere la partita saranno i bianconeri, ecco che il titolo d’inverno sarà riservato a Napoli e Juve, che nell’ultimo turno di andata se la vedranno fuori casa, rispettivamente con Crotone e Verona. Comunque, a parte queste considerazioni di carattere numerico, pensiamo che la sfida tra Juventus e Roma arrivi proprio al momento giusto della stagione per situazioni di carattere tecnico che sono molto simili tra loro. Le due squadre, infatti, sono in un momento positivo di forma che sta lievitando domenica dopo domenica. La compagine di Eusebio Di Francesco, fin dall’inizio del campionato sta mostrando tutto il suo valore dal punto di vista tecnico, cui si è aggiunto quell’ordine tattico e mentale che l’ha resa anche cinica e granitica. E non è un caso che domenica scorsa nel match casalingo contro il Cagliari, i giallorossi abbiano sofferto l’avversario per tutta la partita e poi superato con un misero ma importantissimo gol di Fazio proprio allo scadere del match. E’ stata una prova di forza e di grande carattere che non è da sottovalutare. La Juve di mister Allegri, invece, a Bologna ha dato una dimostrazione di squadra che non demorde mai e anche quando sembra non essere all’apice della sua forma, ha dentro di sé grandi valori di caparbietà che fanno sempre la differenza. Il momentaneo problema dovuto alle precarie condizioni di forma di Dybala, non va ad intaccare la crescita globale di una Juve che trova sempre il modo (grazie anche ai tanti campioni della rosa a disposizione di Allegri) di superare certi momenti difficili che per altre squadre potrebbero essere irreparabili. La Juventus sta lievitando molta convinzione nelle proprie forze, in attesa di quel mese di marzo tanto declamato da mister Allegri, in cui, a suo dire, la sua squadra raggiungerà quella condizione di forma fisica e mentale capace di sostenere la dirittura d’arrivo in Champions, ma anche in Campionato. Dunque, alla luce di tutte queste considerazioni, possiamo proprio dire che il big match tra Juventus e Roma arrivi al momento giusto per dare tante risposte sulle ambizioni reali delle due squadre.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-max-allegri.jpgSiNecco-perche-juventus-roma-arriva-al-momento-giusto-1013352.htmSi100451001,02,03030227
601013347NewsCampionatiDerby d’Italia: tanta attesa, molta delusione20171210101940Nel catino dello Stadium, freddo polare e calcio deludente.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Nel calcio succede spesso che partite di notevole importanza ai fini della classifica, diventino match di esasperazioni tattiche che vanno a discapito del gioco e dello spettacolo. E’ successo ieri sera all’Allianz Stadium, dove era di scena Juventus Inter. Era davvero tanta l’attesa di questa partita che poneva tutti i presupposti per un gustoso piatto di emozioni, ma le due squadre si sono preoccupate maggiormente di non perdere. Soprattutto l’Inter di Spalletti, che soltanto in un’occasione nel corso del secondo tempo l’abbiamo vista sfiorare il vantaggio. Dall’altra parte la Juve non ha dimostrato di fare chissà quale sforzo per superare l’avversario, tuttavia, nel computo dell’interesse di vincere la partita ha manifestato maggiore convinzione. Questo non vuol dire che avrebbe meritato di vincere la gara più dell’avversario, anche perché non si sono viste azioni brillanti ed è quindi mancato lo spettacolo. Mandzukic ha sprecato le poche occasioni da gol create dai bianconeri e soltanto Cuadrado si è sfiancato per tutta la partita, cercando sulla destra di azzeccare il cross vincente. Ma non era serata, perché i tanto attesi Higuain e Icardi non hanno potuto dare corso alla loro abilità di bomber per non avere ricevuto nessuna palla gol, anzi li abbiamo visti più come aiuto al centrocampo che non nel loro naturale ruolo di attaccanti. Non avendo dunque spunti di cronaca vera da rilevare, ci sembra giusto fare un’analisi su quello che in fondo ci ha detto questo match che ci è apparso freddo e privo di fiammate, proprio come il clima dello Stadium che segnalava – 0 gradi. L’Inter di Spalletti sembra effettivamente essere uscita dall’anonimato che l’ha relegata in questi lunghi anni di oscurantismo pallonaro, dimostrando molto carattere in difesa, solidità a centrocampo e quell’ordine tattico che non era più nelle sue corde ormai da troppo tempo. La Juventus ha ricominciato a non prendere gol (cosa molto indicativa) ma ha assoluto bisogno di recuperare Dybala.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>L’argentino è stato lasciato in panchina per entrare sul finire della gara, ma non si capisce come Allegri abbia potuto privarsi di un Douglas Costa che nelle partite precedenti è stato tra i giocatori più brillanti della Juventus. Davvero ardita la decisione del mister bianconero di lasciare in panchina un giocatore in forma, per inserirne altri che non lo sono. Ad esempio, perché Marchisio non può giocare dall’inizio al posto di un Khedira in chiaro affaticamento? E perché Mandzukic è inamovibile, quando invece appare evidente la sua voglia di riprendersi attraverso qualche turno di riposo? Tutte domande che spesso vengono fatte ad Allegri, la cui risposta è sempre legata alla garanzia della copertura della squadra. C’è dunque un’evidente logica nel tecnico della Juve che sa più di necessità di una copertura in aiuto del centrocampo e della difesa, piuttosto che di costruzione di un gioco che poche volte appare propositivo. D’altra parte, non è un caso che Allegri sostenga che lo scudetto lo vince chi prende meno gol. Sarà, ma a noi questa teoria non ci convince molto. Dunque, un derby d’Italia che non ha detto nulla sotto il profilo del gioco e delle emozioni, ma che in fondo accontenta soprattutto l’Inter per essere uscita indenne da uno stadio, dove giocarci che non è facile per nessuno. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNderby-d-italia:-tanta-attesa-molta-delusione-1013347.htmSi100451001,02,03030200
611013344NewsCoppeJuventus, avanti in Champions20171206161124La Juve entra negli ottavi di Champions, grazie al 2 a 0 inflitto all`Olympiacos di Atene.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Un po’ bene, un po’ benino e un po’ stiracchiata, la Juve di Champions passa agli ottavi. Non era facile in relazione a come si erano messe le cose, ma adesso in cassaforte ci sono gli introiti economici previsti dall’Uefa per chi passa il turno, mentre c’è anche la possibilità di arrivare fino in fondo. Dipende solo dalla Juventus, da Allegri, dalla sua squadra e dalla condizione con cui si arriverà a quel mese di marzo più volte citato dal mister juventino, per significare il bivio cruciale che in genere porta a vincere lo scudetto e proseguire per la finale di Champions. Vedremo. Allo stato attuale, nell’arco dei 90 minuti si evidenziano troppi errori a metà campo e in generale si evince una manovra non sempre fluida. Il gioco non sembra oleato nei meccanismi del suo insieme tra difesa centrocampo e attacco e spesso si nota il numero del singolo piuttosto che la partecipazione corale dei tanti campioni di cui dispone la Juve. E’ evidente che Allegri le sta provando tutte, cambia modulo e giocatori (mai a partita in corso) e talora tenta l’inserimento di chi inizialmente gli sembrava il doppione dell’altro. Ancor prima di Napoli, Allegri ha optato per Bernardeschi all’esterno, poi è ritornato sui suoi passi e ha rispolverato Douglas Costa che pensava essere la controfigura di Cuadrado. E così, utilizzando entrambi, lo ha sistemato proprio nel lato opposto al colombiano. I risultati sono stati soddisfacenti ma non siamo ancora all’optimum, perché Dybala continua a essere un giocatore da recuperare. Certo, un tale calciatore di così alta qualità tecnica e fantasia non si può considerare un problema per una squadra di calcio(ce ne fossero di questi problemi), tuttavia il ragazzo è da troppo tempo fuori dal coro, lontano da una squadra e da un ambiente che continua ad aspettarlo. Non è da lui fare errori tecnici da scuola calcio, sbagliare nei fondamentali di uno stop con la palla che gli tocca lo stinco e schizza via perdendo la possibilità del gol, o di qualsiasi altra manovra d’azione che potrebbe significare per la Juve un’occasione perduta. Dybala è un giocatore di fantasia che quando è in forma sbaglia pochissimo, trascina la squadra, salta gli avversari come birilli, detta l’ultimo passaggio e va in gol con facilità. L’aver fallito alcuni rigori nel recente passato, ha dato probabilmente alla squadra la sensazione che qualcosa si sia inceppato in lui. Allegri deve recuperarlo tenendolo un po’ a riposo, deve stargli vicino, deve aiutarlo a uscire fuori da questa ostinante forma ansiogena di ricercare assolutamente il gol come terapia di fine periodo di crisi. E’ troppo importante questo campione per la Juve, è un valore aggiunto cui si ha l’obbligo di recuperare perché è giovane e talentuoso. Ma non così, non in questo modo si recupera. Poi c’è il grande problema di sostituire Buffon, perché Szczesny (con tutto il rispetto) non può rappresentare la continuità. Poco sicuro, poco autoritario nel sistemare la difesa e appare anche <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>timido e lontano nell’infondere sicurezza in un ruolo che è assolutamente determinante. Già, la difesa. Su questo punto dobbiamo mettere in rilievo il grande salto di qualità che ha avuto Benatia, granitico e sicuro nell’anticipare l’avversario e andare a raccogliere di testa il pallone in area di rigore avversaria, in occasione dei calci d’angolo. E poi il centrocampo che sembra ancora doversi amalgamare. Pjanic è fragile dal punto di vista muscolare, Khedira è troppo lento in una manovra che spesso prevede velocità nei rovesciamenti di fronte. Note liete invece per Matuidi, giocatore che lascia da parte i fronzoli del calcio per essere concreto nell’andare a carpire il pallone all’avversario come se fosse un furetto. E poi Higuain,un giocatore maturo, ritrovato, intelligente nella manovra collettiva in aiuto al centrocampo e talora anche alla difesa. Ha ritrovato il piacere del gol e del passaggio in verticale per i compagni. Contro l’Olympiacos è apparso forse un po’ stanco a causa delle tossine da smaltire dopo la tensione di Napoli, tuttavia, il suo apporto alla squadra è sempre garantito anche dal punto di vista carismatico, nell’incoraggiare i compagni d’attacco a partecipare al pressing alto. E c’è anche un Bernardeschi che frulla continuamente nella testa di Allegri, ma che ancora non ha capito bene come sistemarlo nell’assetto tattico da lui voluto. Farlo entrare negli ultimi minuti non agevola un calciatore giovane e tecnicamente valido come questo ragazzo che, ricordiamolo pure, la Juventus lo ha pagato 40 milioni di euro. Dunque, c’è ancora molto da fare in questa Juve che, comunque, pur in una situazione non ottimale di gioco si trova in alto alla classifica ed è entrata negli ottavi di Champions. Scusate se è poco!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-douglas-costa.jpgSiNjuventus-avanti-in-champions-1013344.htmSi100451001,02,03030199
621013341NewsCampionatiE venne il giorno di Napoli – Juventus20171201165551Al San Paolo di Napoli si gioca l`atteso match del Campionato d`Italia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ la notte di una partita che tutti aspettano fin dall’inizio di campionato. Sotto il cielo del San Paolo a Fuorigrotta (quartiere periferico dell’area occidentale di Napoli) persino il mare di questo primo dicembre 2017 è discreto, quasi voglia non disturbare col suo impeto un evento sportivo di grande importanza. Tra le vie della città napoletana già da tempo ornata di quell’arte antica capace di costruire presepi e personaggi legati non solo all’appuntamento cristiano religioso del Natale, si intravvedono anche i simboli di un calcio partenopeo che si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Insigne,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Mertens,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Hamsik,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Callejon,</span></b> ma anche quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Maurizio Sarri</span></b> di terra toscana che si è perfettamente inserito nel contesto e nella cultura napoletana. Erano gli anni della scaramanzia per i napoletani, in cui non avendo una squadra ad alto livello tecnico, quando incontrava la Juve spargevano sale, esibivano corni e cornetti, stavano seduti sempre sulla stessa sedia, vestivano gli stessi abiti e mangiavano la stessa pizza <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“A bella Napuli”.</span></b> Storie di un’antica cultura scaramantica che oggi sembra attenuata perché Napoli e i napoletani hanno preso coscienza di avere una squadra forte, armoniosa e bella da vedersi per quel calcio di impronta sarriana che mai annoia, mai distoglie per un attimo l’attenzione verso un agonismo che sviluppa sentimenti ed emozioni forti. E anche “l’odio” per il “tradimento” di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Gonzalo Higuain</span></b> sembra essersi attenuato, anche se sul Lungomare Caracciolo ci sono ancora i disegnatori da marciapiede che ricordano il torto subito dall’argentino, per essere passato dalla parte della Vecchia Signora d’Italia. Già, la Juventus di Max Allegri che è arrivata a Napoli per giocare il big match che pur non essendo ancora considerato decisivo per lo scudetto, è sicuramente importantissimo non perderlo. Sì, non perdere, perché la Juventus di questi tempi non sembra essere la squadra che conoscevamo fino all’anno scorso. Gioco che langue, schemi tattici che cambiano continuamente alla ricerca dell’assetto definitivo e qualche nervosismo che affiora all’interno della squadra. In questi giorni a Vinovo <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>si respirava l’aria di una vigilia importante, una partita che la Juve sa di non poter perdere ma che deve anteporsi con tutta la sua forza a una rivale che l’aspetta con il dente avvelenato, spinta da uno stadio gremito di tifosi fino all’inverosimile. Non ci sarà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Mario Mandzukic</span></b> per un risentimento al polpaccio della gamba sinistra, ma non ci sarà nemmeno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Howedes</span></b> bloccato dal quadricipite della coscia destra, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Gonzalo Higuain</span></b> è stato convocato ugualmente per la trasferta di Napoli, nonostante in settimana si sia sottoposto a un intervento chirurgico alla mano destra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Napoli è un buon test”</span></b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Max Allegri, “ Una partita dal grande fascino. I nostri avversari</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">sono favoriti per lo scudetto perché sono primi in classifica e noi dobbiamo arrivare a marzo per giocarci tutto con serenità. Dobbiamo avere rispetto per il Napoli, perché lì davanti hanno una grande tecnica, sono piccolini, veloci e hanno caratteristiche diverse dalle</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">nostre”</span></b>. E dunque sarà il 4-3-2-1 l’assetto tattico prescelto dall’allenatore della Juve, oppure il 3-4-3 con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Cuadrado,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Dybala</span></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Douglas Costa</span></b> a far da finto nueve? Chissà! E mentre in alcune parti del mondo sarà già l’alba, non ci resta che aspettare il fischio d’inizio dell’arbitro Orsato di Schio che alle 20,45 di questa sera aprirà il confronto tanto atteso. Vinca il migliore, si dice con estrema ipocrisia sportiva. Ma ciascuno in cuor suo sa che vincere è importante, anche se non ha dimostrato di essere il migliore.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napoli Stadio San Paolofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNe-venne-il-giorno-di-napoli-juventus-1013341.htmSi100451001,02,03030213
631013325NewsCampionatiSaper gestire Paulo Dybala20171106134448Il caso de la Joya <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’arbitro di Juventus – Benevento si chiamava Abisso, ed è quello che avrebbe dovuto esserci alla vigilia tra le due squadre. Poi, sul campo, le cose sono andate diversamente. Altro che “abisso” tecnico, il Benevento ha fatto vedere le streghe alla Juve di Allegri, arrabbiato come non mai per la prestazione incolore della sua squadra. Al gol di Ciciretti su calcio di punizione (con barriera messa male in questa circostanza da Szczesny!)che ha portato il Benevento in vantaggio, la Juve ha reagito con mancanza di chiarezza di idee. E così si è trascinata verso un secondo tempo in cui ha sofferto non poco per vincere il match, prima con il gol liberatorio di Higuain e poi con il colpo di testa di Cuadrado su cross di Alex Sandro. Ma a parte l’analisi della partita che ha visto emergere dettagli per nulla trascurabili dal punto di vista della salute fisica e mentale dei bianconeri, ci sono molte riflessioni da fare. Una su tutte il momento di scadimento di forma di Paulo Dybala che richiede un’attenzione particolare. Fermo restando che l’argentino è per la Juve un valore tecnico ed economico da preservare con la massima cura, si devono necessariamente fare alcune considerazioni. Prima di tutto c’è da adoperarsi dal punto di vista psicologico su un ragazzo di 24 anni dall’indiscutibile talento, che improvvisamente ha perso una parte non indifferente di autostima. Dopo avere sbagliato alcuni calci di rigore che potevano essere determinanti per la classifica della Juve, adesso Dybala rinuncia pure a battere i calci di punizione (sua perla indiscutibile dell’agire). Tutto ciò fa pensare a una situazione mentale da ricostruire in fretta per il bene del ragazzo e della Juve stessa. E allora, come fare? Partendo dal presupposto che non tutti i calciatori sono uguali dal punto di vista caratteriale, è importante saper gestire simili situazioni con metodi diversificati che siano studiati ad hoc per il calciatore e quindi per la persona da recuperare. E, in queste occasioni, l’allenatore entra in ballo più come mentore che come effettivo riferimento di fatti tecnici e tattici. In buona sostanza Dybala dovrebbe essere preso con cura da Allegri e fargli capire che stare fuori dalla squadra titolare per qualche domenica, non è una punizione ma, al contrario, un modo per recuperare energie fisiche e mentali tali da farlo rinascere. Proprio in virtù di ciò che dicevamo pocanzi sulla diversa reattività caratteriale a momenti di non forma da parte dei giocatori, c’è da dire che con Higuain, ad esempio, il problema si è risolto facendolo giocare e aspettandolo con pazienza. In quel caso, bene ha fatto Allegri a insistere nel farlo giocare comunque anche se in chiare difficoltà di forma fisica e mentale. Il caso di Dybala a nostro avviso è diverso nel senso che si debba agire in maniera opposta per carattere diverso, per maturazione diversa, per anni anagrafici diversi e per percorsi professionali diversi. Mentre i 30 anni di Higuain parlano chiaro di una maturazione già avvenuta, i 24 anni di Paulo Dybala indicano ancora una condizione di saggezza calcistica e umana ancora da sviluppare. Fino a poche settimane fa si parlava di lui come il Messi della situazione con valutazioni di mercato iperboliche, poi la crisi che sembra sciogliere tutto come neve al sole. In questi casi è necessario l’equilibrio anche da parte di noi media, che troppe volte tendiamo a esaltare le indiscutibili qualità tecniche di questo o quel giocatore, senza valutare certe situazioni di personalità ancora da maturare. E’ il caso di Dybala, ragazzo dall’anima pulita, dal contratto economico davvero consistente e dal talento calcistico mai messo in discussione, ma che adesso deve essere seguito in un momento difficile della sua carriera. Come? L’abbiamo già detto. E’ il tecnico che in collaborazione con la società, deve gestire questo caso molto delicato. Il calcio non è solo pedata sopraffina, ma anche momenti di capacità di dialogo, di ascolto, di intendersi e capirsi per il bene di entrambi. Si lasci fuori squadra il buon Paulo per qualche settimana, nell’armonia di un gruppo che saprà stargli vicino assieme alla società. E al rientro rivedremo il campione che c’è in lui.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNsaper-gestire-paulo-dybala-1013325.htmSi100451001,02,03030200
641013323NewsCampionatiChampions, splendida Roma e Juve intorpidita20171101151124In Europa, una prova in agrodolce di Juventus e Roma <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’imprevedibilità del calcio è infinita. Quando pensi che tutto sia stabilito con la logica, ecco che vieni smentito sonoramente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Roma</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> – Chi all’inizio pensava che i giallorossi fossero stati sfortunati per l’estrazione di un’urna per nulla benevola, oggi si ravvede nel constatare la squadra di Di Francesco essere prima del girone con 8 punti, mentre Chelsea e Atletico Madrid che dovevano rappresentare lo spauracchio del girone, brillano per negatività. All’Olimpico di Roma si è consumata una notte da favola, perché i giallorossi non solo hanno vinto 3 a 0 contro il Chelsea di Antonio Conte, ma hanno dato dimostrazione di grande gioco, furore agonistico e intensa voglia di continuare a percorrere la strada della Champions League che sembrava sbarrata dalla forza delle avversarie. E’ bello il calcio quando offre questi spunti fantastici di emozione per un urlo liberatorio, in questo caso giallorosso, che si libera come boato nel cielo di Roma a seguito dei due gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">El Shaarawy</span></b> e la rete di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Perotti.</span></b> Potremmo disquisire sul rinnovato ruolo del savonese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">El Shaarawy</span></b> che Eusebio Di Francesco vuole per lui nel renderlo più partecipe al gioco centrale d’attacco, piuttosto che il disegno tattico che prevede attenzione e inserimenti tra le linee, ma è la squadra nella sua totalità che è cresciuta in maniera esponenziale. La Roma, dunque, ha superato alla grande l’esame di laurea con una goleada che, grazie a un solo punto ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>da conquistare, le spalanca le porte degli ottavi di finale. Il Chelsea è apparso annichilito davanti alla forza di questa Roma che ha scatenato una furia agonistica davvero inaspettata. Anche Conte alla fine della gara si è complimentato con gli avversari, dimostrando una chiara delusione per il comportamento della sua squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>– E mentre la Roma va in paradiso, la Juve in trasferta a Lisbona si rifugia in purgatorio. Per i bianconeri è stata una partita scialba, priva di cattiveria agonistica e con molti errori soprattutto nel primo tempo, quando abbiamo assistito all’ennesimo episodio di reiterata regalia all’avversario di turno. Lo Sporting ci è sembrato sicuramente ben messo in campo e anche difficile da domare, ma non è certo una squadra irresistibile come la Juve stessa l’ha resa. La squadra di Allegri continua ad avere due facce: quella di Campionato e quella di Champions. Due mondi simili perché legati alla competizione pallonara, ma così diversi nell’interpretazione del basilare concetto di vittoria. In campo internazionale devi correre di più e, soprattutto, non puoi permetterti di sbagliare. La Juve contro lo Sporting Lisbona ha sbagliato tanto e deve dire grazie al ritrovato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Gonzalo Higuain</span></b> se in Portogallo è uscita indenne da una sconfitta che poteva essere davvero bruciante. Troppo sottotono è apparso il centrocampo, che è mancato in fase di appoggio per le punte e nella tempestività di chiudere bene la fase di interdizione. In avanti i soli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Cuadrado</span></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Higuain </span></b>sono apparsi degni di considerazione, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Dybala</span></b> è apparso opaco e anche cocciuto a portar palla, perdendola in ogni occasione. Riteniamo che Allegri debba decidere di lasciarlo in panchina almeno per qualche partita, visto che l’argentino è ormai in chiara difficoltà di forma. Gioca da solo, ha dimenticato il suggerimento e si ostina a imbrigliarsi tra due o tre avversari che immancabilmente gli portano via il pallone, mentre i compagni si propongono per ricevere un passaggio che non arriva mai. E’ un chiaro sintomo di mancanza di forma fisica e mentale, quindi la Juve ha bisogno di ritrovare presto i suoi guizzi, le giocate da campione quale lui è, se proiettato a splendere di luce propria. Per il resto, riteniamo questo pareggio assolutamente prezioso (pur nella delusione di una mancata vittoria che avrebbe garantito anzitempo alla Juve il passaggio agli ottavi di finale), soprattutto in considerazione di una partita che fin dall’inizio si era messa male per la Vecchia Signora, che in Portogallo si è presentata in giallo. Storie di Champions, storie di un calcio diverso in cui la Juve sembra sempre essere estranea.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-pallone-finale--champions-2017.jpgSiNchampions-splendida-roma-e-juve-intorpidita-1013323.htmSi100451001,02,03030180
651013318NewsCampionatiL’immagine di Allegri, rivalutata dalla sua schiettezza20171027165122Massimiliano Allegri - 50anni - è alla quarta stagione allenatore della Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi ci segue ormai da anni, sa che non abbiamo quasi mai avuto grande feeling con Massimiliano Allegri. E’ un fatto di vedute diverse sulle sue scelte talora insistenti su calciatori, sistema di gioco e lentezza di inserimento dei nuovi acquisti. Tuttavia, dobbiamo dire che l’abbiamo ammirato a seguito dell’intervista nel post gara contro la Spal. Infatti, dopo la netta vittoria della Juve per 4 a 1, ai microfoni di Mediaset ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Se sabato prossimo</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">giochiamo così, usciremo da San Siro con le ossa rotte”.</span></b> Chiaro riferimento alla partita esterna contro il Milan, la cui prestazione della sua squadra deve assumere i connotati di una partita perfetta, senza rallentamenti di tensione e, soprattutto, senza la supponenza avvertita mercoledì sera contro la Spal. Ci piace questo pensiero capace di farci vedere un Max Allegri il quale, dopo essersi tolto nervosamente la giacca in campo e averla sbattuta contro la vetrata che delimita il rettangolo di gioco, adesso si è pure spogliato di ipocrisia. Deciso e sincero anche nelle sue parole in conferenza stampa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Non abbiamo assolutamente la pancia piena,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">ma dobbiamo trovare l’equilibrio. Le grandi partite si vincono con una grande difesa”.</span></b> Chiara la tiratina d’orecchie fatta dal mister della Juve a tutta la sua squadra e specialmente alla difesa, che quest’anno ha mostrato troppa vulnerabilità dovuta a momenti di non perfetta attenzione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“A Milano voglio una prestazione tosta, anche perché lo scorso anno a San Siro abbiamo perso due volte. Voglio i tre punti, perché il Napoli sta facendo cose straordinarie. Quello di quest’anno è un campionato equilibrato che si risolverà nelle ultime cinque partite,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">forse anche all’ultima”.</span></b> E poi c’è la Champions, in un mercoledì importante in casa dello Sporting Lisbona. Impegni che si susseguono con cadenza vertiginosa e che devono essere presi con la mente sgombra da ogni cosa, ma con la cattiveria agonistica e la giusta tensione che è alla base di una grande squadra come la Juve. Ecco perché Max Allegri ci piace attraverso questa comunicazione mediatica chiara, senza peli sulla lingua, senza quel dire e non dire, ma consapevole nel responsabilizzare la sua squadra a far bene, sgombrando il campo da possibili pensieri di supponenza che non è rispetto per l’avversario, ma effimero atteggiamento basato sul nulla. Per quanto riguarda gli infortunati, possiamo dire che Marchisio è quasi ritrovato, Pjaca dovrà essere provato prima con la squadra Primavera, Howedes si è allenato in parte con la squadra e sembra vicino al rientro, mentre Benatia non è ancora a posto. A San Siro rientreranno Buffon, Chiellini e Lichtsteiner, mentre Allegri sta ancora pensando chi far giocare tra Barzagli e Rugani. Per il resto non dovrebbero esserci novità di rilievo, sia a centrocampo che sugli esterni e in attacco. La Juve si presenterà a San Siro, forte di Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala, Higuain e Mandzukic. Il resto lo faranno gli episodi della partita, al cospetto di un Milan ritrovato dopo il largo successo esterno ottenuto a Verona contro il Chievo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNl-immagine-di-allegri-rivalutata-dalla-sua-schiettezza-1013318.htmSi100451001,02,03030199
661013312NewsCoppeLa Juve vince contro lo Sporting Lisbona, ma quanto affanno20171019191523In Champions una prestazione non convincente della Juventus. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Conta il risultato” (Allegri dixit).</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Dopo la sofferta vittoria della Juventus in Champions League contro lo Sporting Lisbona, i tifosi della Juventus si dividono in chi è d’accordo con Allegri e chi invece vorrebbe una Juventus capace di esprimere un gioco e avere una vera identità di squadra. Aleggia un velato nervosismo nell’ambito della squadra, tipico di un ambiente che è consapevole di attraversare un momento difficile. Khedira che protesta chiaramente contro Allegri per la sostituzione, si antepone a un rebus difesa che la Juve di Champions si trova a dover risolvere, improvvisando addirittura Cuadrado come terzino sul finire della gara. Lichtsteiner che non è stato inserito volutamente nella lista UEFA e De Sciglio infortunato come Howedes, Daniele Rugani che non sembra godere delle simpatie di Allegri, sono i punti su cui ci si dovrebbe soffermare per riflettere, visto che il mister si trova a improvvisare il mediocre Sturaro in un ruolo non suo, dando fiducia a Chiellini, Benatia e Barzagli (in sostituzione del franco –marocchino che si è infortunato). Capiamo l’indisponibilità di certi giocatori scelti per partecipare alla competizione europea, tuttavia viene da chiedersi come mai una società che ambisce ad arrivare in fondo alla Champions per l’ennesima volta, non abbia messo in preventivo un reparto difensivo più qualitativamente numerico e consono agli obiettivi da raggiungere. E poi, se pensiamo che sono stati spesi 40 milioni di euro per Bernardesci + 40 per Douglas Costa che nell’assetto tattico voluto da Allegri sembrerebbero l’uno il doppione dell’altro, facciamo fatica a pensare che questa volta Marotta, Paratici e crediamo anche Allegri, non abbiano sbagliato nel costruire una squadra in grado di sviluppare un gioco brillante e di alto livello, nel competere con le più forti corazzate europee. Eppure Allegri, nella conferenza stampa post partita con lo Sporting Lisbona (uscito a testa alta dall’Allianz Stadium) dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“<span style="color: red;">Non c’erano alternative: vincere era l’unica opzione. Con il cuore e con la testa. Abbiamo centrato l’obiettivo, perché la strada è</span> <span style="color: red;">questa”</span>.</b> Sarà, ma noi abbiamo dei seri dubbi sul prosieguo di questa squadra che vede un Dybala da recuperare perché chiaramente fuori forma, un Mandzukic che sputa l’anima ogni partita, un Higuain che continua a non segnare ma che corre, si dà da fare e confeziona preziosi suggerimenti, e (per fortuna) un ritrovato Pjanic che è risultato il cecchino della partita. Per il resto, pensiamo che Matuidi (entrato a partita in corso) sia stato volutamente lasciato in panchina per farlo riposare, visto che almeno lui rappresenta l’acquisto azzeccato del centrocampo bianconero. Ma il leitmotiv della Juventus resta sempre la noia di un gioco che non c’è e l’improvvisazione tattica che fa emergere confusione e stress da insicurezza. Esattamente al contrario di quello che negli anni la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato, e cioè una squadra forte, sicura, cinica, bella da vedersi. Tutte cose che dall’inizio di campionato stentiamo di vedere. Ma, forse sarà il confronto e il gusto che ci dà nel vedere giocare le partite del Napoli di Sarri, fatto è che il calcio senza spettacolo diventa noia. E’ vero, vincere è l’unica cosa che conta, ma non sempre si vince senza una reale superiorità di gioco e chiarezza di idee. I fantasmi visti a Bergamo e contro la Lazio, sono l’emblema di una Juve che è ancora alla ricerca di se stessa. Vedremo cosa accadrà quando rientreranno i Marchisio, i De Sciglio, gli Howedes (che non abbiamo mai visto all’opera) e, soprattutto, quando si troverà un ruolo preciso a Bernardeschi e Douglas Costa che, così gestiti, rappresentano un vero e proprio spreco economico della società.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-vince-contro-lo-sporting-lisbona-ma-quanto-affanno-1013312.htmSi100451001,02,03030231
671013304NewsCampionatiUn derby della Mole senza storia.20170924130847La Juventus di Allegri dimostra più qualità e ringrazia un Torino mai entrato in partita.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il tremendismo granata era un’altra cosa, ma soprattutto era supportato dal cervello. Riteniamo che questo sia il pensiero del popolo granata, dopo il deludente 4 a 0 subito in malo modo all’Allianz Stadium. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>I derby contro la Juve hanno da sempre rappresentato per i tifosi granata qualcosa di diverso, qualcosa che si potesse magnificare attraverso la grinta e la determinazione, ma con l’ausilio di quel senso di motivazioni capaci di non dissociarsi mai dall’equilibrio mentale. Ma il derby di sabato sera 23 settembre 2017 tra Juventus e Torino, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha mostrato tutt’altra faccia. Un atteggiamento granata così esasperato nei toni e nelle azioni in campo, tale da favorire la superiorità tecnica e tattica di una Juventus supportata da un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> stratosferico. L’errore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Baselli</b> che ha subito chiesto scusa a tutti :<span style="color: red;">“Ho sbagliato a fare quell’entrata. All’ultimo momento ho tirato indietro la gamba, ma ormai era troppo tardi”</span> secondo il nostro parere, colpevolizzare il ragazzo è come sparare sulla croce rossa. Questo fallo nasce da molto lontano e lo attribuiamo particolarmente a una esagitazione sproporzionata dell’ambiente granata che è figlia dell’atteggiamento sbagliato del suo allenatore. Infatti, il problema di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> non sta nelle sue capacità di preparatore tecnico e tattico che riteniamo all’altezza del Toro, ma nel suo carattere che troppo spesso assume i connotati di un’esasperante irascibilità. Sempre scontroso, sempre eccessivo di carica agonistica, l’allenatore serbo non può pensare che i suoi ragazzi entrino in campo con la lucidità capace di mettere in atto la preparazione settimanale alla partita successiva. Si perde in logica calcistica per guadagnare in esasperato senso di non gioco, attraverso falli inutili ed autolesionisti. Si pensi alle dichiarazioni che ha fatto il tecnico serbo prima della partita contro l’Udinese: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Chi tira indietro la gamba non giocherà il derby”.</span></b> Questo non è un modo consono per caricare la propria squadra a far bene, perché psicologicamente si potrebbe ritorcere contro tutto l’ambiente. E, infatti, questo è successo, perché abbiamo visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> alla fine di quella partita, entrare in campo e rimproverare furiosamente i suoi giocatori per avere rischiato di pareggiare una gara già largamente vinta nel primo tempo. Riteniamo che questo sia il vero neo di un Toro che se è vero che dal punto di vista qualitativo è inferiore alla Juventus, è altresì vero che quest’anno abbia tutte le carte in regola per entrare in Europa. Ma non così, diciamo noi, non con questo modo! C’è bisogno di tranquillità e di trovare quella via maestra che è l’interpretazione del calcio giocato e non parlato in maniera furiosa. Detto questo, bisogna dire che il Toro rimasto in dieci nel derby fin dal 24.mo minuto del primo tempo, ha agevolato la Juventus a dimostrare tutta la sua superiorità in una partita scivolata via a senso unico e senza il vero contrasto calcistico dei granata, che sono stati in balia dei bianconeri. Le squadre si sono presentate a specchio con il 4-2-3-1, ma la differenza l’ha fatta la qualità tecnica superiore della Juventus e, soprattutto, l’errata interpretazione della gara da parte del Torino. Sì, perché il fatto di giocare in 10 per una larga parte della partita, non può giustificare una così evidente passività e un disarmo che non è da Toro, non può esserlo! E’ vero che Allegri ha impostato la partita in maniera da costringere il Torino a correre di più e a sfiancarlo nel pressing e nel movimento senza palla che si è visto soltanto all’inizio, ma tutto ciò non può legittimare tutto questo divario di gol e di gioco tra le due squadre. Buon per la Juve, che adesso si prepara a disputare la sua seconda partita di Champions contro l’Olympiakos di Atene, ringraziando il Toro per il proficuo “allenamento” sostenuto nel derby.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711mihajlovic1.jpgSiNun-derby-della-mole-senza-storia-1013304.htmSi100451001,02,03030239
681013298NewsCoppeJuve, se in Champions ci sei, batti un colpo.20170913173835La squadra di Allegri incappa in una sonora sconfitta contro il Barca di Messi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da Cardiff a Barcellona, da Cristiano Ronaldo a Messi; per la Juve non è cambiato nulla. Stesso cliché, stessa partita amorfa, stesse pecche difensive e medesimo atteggiamento che pone l’accento su un evidente gap tecnico e tattico, che da esiguo si sta trasformando in rilevante. E non si dica che alla Juve mancavano giocatori come Chiellini, Marchisio, Cuadrado, Mandzukic, Dani Alves, Bonucci, perché buona parte di loro erano presenti in quella fatidica finale di Champions che ancora oggi brucia al popolo bianconero come carbone ardente. Una fotocopia di partita che mette a nudo problemi tecnici e tattici mai risolti da un mister Allegri che non è certamente indenne da colpe. Fermo restando la forza delle due squadre spagnole che possono vantare della presenza in campo di due veri campioni che appartengono a un altro pianeta, resta evidente che la Juventus di Champions League si trova a doversi confrontare con potenze calcistiche che la sovrastano dal punto di vista mentale e organizzativo. Si dirà che i bianconeri di Max Allegri sono pur reduci dall’aver disputato due finali consecutive, ma cosa serve arrivare fino in fondo se poi non si fa mai tesoro degli sbagli fatti? Al Camp Nou la Juve regge un tempo, prende gol allo scadere del primo tempo e poi crolla letteralmente nella ripresa. Un film già visto, un atteggiamento che sa dell’incredibile soprattutto in considerazione del fatto che manca in assoluto il senso della reattività. Le partite si possono perdere, certo, soprattutto se l’avversario si dimostra più forte e meglio organizzato, tuttavia, resta inaccettabile quell’atteggiamento inerme di chi è completamente in balia dell’avversario che si chiami Barcellona, piuttosto che Real Madrid, PSG, Manchester, Bayern o Chelsea, tanto per citarne alcune tra le migliori. Tu sei la Juventus, e come tale devi presentarti in campo internazionale con dignità e idee chiare. Un 3 a 0 inconfutabile, che parla della sconfitta contro quel Barcellona (allora c’era pure Neymar), che l’anno scorso la Juve aveva messo sotto allo Juventus Stadium. Ieri, invece, abbiamo assistito a una lezione di calcio e a una umiliazione che ripetiamo, non si può semplificare con la grandezza di un Messi spaziale. Oggi la difesa della Juventus è davvero poca cosa. La BBC è solo un ricordo, non soltanto per la mancanza di Bonucci che è andato a far danni al Milan, ma per una carta d’identità che parla chiaro su Chiellini (anche se assente per infortunio), per Barzagli e anche per un Buffon che, nonostante il suo indubbio valore, dimostra tutta la fragilità tipica del ruolo del portiere che non può più contare su un affidabile reparto difensivo. La Juve si è così sgretolata, franando come terra d’argilla dopo una breve pioggia. Dybala, al cospetto di Messi, è sembrato come un bambino al suo primo giorno di scuola e l’abulico Higuain è un serio problema che Allegri deve risolvere al più presto. Benatia è lontano da quel calciatore che fu alla Roma, Alex Sandro è fuori forma e De Sciglio (prima dell’infortunio) fa cosucce da giocatore di categoria inferiore. A centrocampo, Pjanic, Bentancur e Matuidi remano nel mare in tempesta, Douglas Costa corre, corre e non conclude nulla, mentre Sturaro fa il tappabuchi di Allegri. Non si vince così la Champions League, anzi diremmo pure che neanche si partecipa in queste condizioni. Questa non è la Juventus, non può esserlo. Almeno quella di Giampiero Boniperti che ha coniato quella fatidica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere non è importante, è la sola cosa che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">conta”</b>. Ma la Juve, almeno in campo internazionale, continua a ignorare questa indelebile frase affissa tra le pieghe delle pareti del suo Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Barcellona Camp Noufl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-se-in-champions-ci-sei-batti-un-colpo-1013298.htmSi100451001,02,03030239
691013288NewsCoppeAllegri, ma quanto l’hai desiderato questo De Sciglio?20170814233995La Juve perde malamente la Supercoppa Italiana, ad opera di una la Lazio più convincente. L`analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la sconfitta della Juventus per opera della Lazio nella Supercoppa Italiana, molti sono gli interrogativi per la squadra di Allegri. Per la Vecchia Signora si prospetta un’annata difficile, che sembrerebbe inevitabile nel cercare la conferma dopo sei scudetti di fila. La situazione è davvero preoccupante perché il modo con cui i bianconeri perdono le partite di finale, fa pensare a un’analisi da ricercarsi su un centrocampo che ha bisogno di rinforzi, una difesa da assestare e una condizione mentale generale che sembra aver perso la fame e il mordente di vincere. Condizione, questa, che forse è la più difficile da risolvere per Massimiliano Allegri che spesso, anche lui, sbaglia formazione ed entra in confusione durante la partita. I suoi cambi avvengono mediamente intorno al 70° minuto, quasi avesse sempre il timore di sbagliare. Da Cardiff a Roma, sostanzialmente le cose non sono cambiate per effetto di una Juventus che regala lunghi tempi agli avversari. Contro la Lazio che ha meritato di vincere la Supercoppa grazie a una maggiore aggressività e un atteggiamento mentale di netta superiorità, la Juventus ha mostrato diversi flop in Benatia, Higuain, Khedira, Pjanic, De Sciglio, mentre Dybala e Douglas Costa si sono staccati dall’insufficienza generale. Dicevamo di De Sciglio. Anche se non è giusto imputargli la sconfitta della Juventus per quel sorpasso fulminante che gli ha fatto Lukaku sul finire del match che ha determinato il passaggio per il gol decisivo della Lazio, dobbiamo dire che debutto peggiore non poteva esserci per l’ex giocatore del Milan. Un giocatore che ha subito suscitato molte perplessità, per la stagione negativa dell’anno scorso e che, nonostante ciò, è stato inseguito e voluto da Allegri. Entra, ciabatta un paio di cross e, soprattutto, si fa aggirare con naturalezza da un Lukaku che con tutto il rispetto non è propriamente Robben. Higuain, invece, è apparso macchinoso come l’avevamo visto a Cardiff e in altre partite che contano. D’accordo, il suo fisico non gli permette di entrare subito in forma, tuttavia, almeno una parvenza di cattiveria agonistica bisogna almeno aspettarsela da lui che si è fatto sovrastare in lungo e in largo da De Vrji. Khedira sembra lontano anni luce da una condizione accettabile e fa subito porre l’interrogativo sul perché Allegri insista a farlo giocare tenendo in panchina un Marchisio che ha dato segnali di ripresa. Pjanic ha sbagliato tutti i passaggi in fase di costruzione dell’azione e non ha saputo dare la giusta forza in fase di interdizione. Noi pensiamo che questo giocatore che manca da sempre per continuità, debba essere spostato a trequarti campo, svariando alle spalle dell’unica vera punta che è Higuain. Per il ruolo di centrale davanti alla difesa, pensiamo che Marchisio possa essere al momento l’unico punto fermo per caratteristiche tecniche e tattiche. Per il resto c’è poco o niente, visto che Chiellini fa più confusione che altro, al pari di Cuadrado e Alex Sandro non spinge sull’esterno sinistro come in genere sa fare. Le uniche note liete (si fa per dire) sembrano essere quelle di Dybala (svegliatosi in ritardo) e di Douglas Costa (non sembra un caso il suo, che dopo essere entrato in campo la Juve abbia cominciato a giocare). Infine c’è un Mandzukic smunto e incapace di coordinare (come sue recenti prestazioni) la fase di attacco e di interdizione, così come piace ad Allegri. E poi Bernardeschi, quanto ci vorrà ancora a capire la sua collocazione tattica? Dunque, una Juve ancora in cantiere e soprattutto in attesa che Marotta e Paratici acquistino un centrocampista top player capace di saper coniugare il gioco difensivo con l’abilità nella costruzione delle ripartenze in attacco. Vedremo cosa accadrà in casa bianconera in questi ultimi 15 giorni di mercato. Una cosa è certa, la Juve deve ritrovare gli stimoli e la fame di vittorie che l’hanno resa celebre per sei anni di seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-ma-quanto-l-hai-desiderato-questo-de-sciglio-1013288.htmSi100451001,02,03030263
701013283NewsCalciomercatoIl punto sul calciomercato 2017’18.20170725180662Il calciomercato tra trattative e pazze idee<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mentre la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus</b> con Bernardeschi si gode il suo acquisto migliore, ad oggi il calciomercato propone imminenti colpi e sogni che possono diventare realtà. Restando in casa bianconera l’acquisto del centrocampista Emre Can dal Liverpool sembra essere quello più possibile, visto che per N’Zonzi del Siviglia e Matic del Chelsea si è raffreddato l’interesse della dirigenza bianconera. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma,</b> invece, dopo aver blindato Nainggolan per avergli rinnovato il contratto, Monchi sta trattando l’esterno algerino Riyad Mahrez che la Roma considera una prima scelta per rinforzare la fascia destra. Il Leicester vuole 45 milioni di euro, mentre la Roma è orientata a darne 30 più bonus. Il giocatore ha già preso un accordo di massima con la società giallorossa, tuttavia, resta il nodo dell’accordo tra le due società che al momento sembra difficile da risolvere. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan</b> si prepara ad affrontare i preliminari di Europa League e Montella chiede ancora uno sforzo alla sua società per avere un attaccante, un esterno e una mezz’ala. Quanta roba in questo Milan cinese capace di raccattare campioni come fossero frutti caduti dall’albero. Già, è l’albero della cuccagna in cui basta parlare che tutto è fatto. Tenuto conto che Bacca sarà probabilmente ceduto in prestito con diritto di riscatto al Marsiglia, la società rossonera sta cercando di convincere Cairo per la cessione di Belotti che, tuttavia, appare lontano nella logica di un’offerta che nemmeno s’avvicina alla clausola rescissoria di 100 milioni di euro. A questo punto Nikola Kalinic sembra essere l’attaccante più vicino a indossare la maglia del Milan, dato l’accordo con la Fiorentina per 25 milioni di euro più bonus. Ma nell’intento di Fassone e Mirabelli c’è anche l’idea Aubameyang, l’attaccante del Borussia Dortmund che nel campionato 2007-’08 giocava nel Milan e che tornerebbe volentieri a vestire la maglia rossonera. Vedremo cosa accadrà in seguito. Sul fronte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter</b>, invece, si attendono una serie di interventi importanti da parte della società Suning per completare la squadra che vorrebbe Spalletti. E, anche se al momento sembra tutto in fase di stallo, trapela insistente il nome di Keita quale migliore soluzione per sostituire eventualmente Perisic. L’acquisto di Matias Vecino è praticamente da formalizzare, in quanto ci sarebbe già un accordo definitivo con la Fiorentina sul pagamento della clausola rescissoria di 24 milioni di euro. Ma c’è ancora troppo da fare in casa nerazzurra che, evidentemente, sta aspettando sorniona di piazzare alcuni colpi eccellenti dei quali trapela poco. Sul fronte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli, </b>c’è il disappunto di Maurizio Sarri che non vuole sentirsi favorito per la conquista dello scudetto, senza neanche aver cominciato il campionato. E mentre è imminente il rinnovo di contratto per Pepe Reina, il Napoli sta programmando il futuro dei suoi pali con l’interessamento al portiere del Real Societad Geronimo Rulli, cui è stata fatta una valutazione di 20 milioni di euro. Questo è quanto il calciomercato di fine luglio propone in Italia, mentre il panorama calcistico europeo si avvale di sogni che potrebbero diventare realtà. Certi rumors, infatti, darebbero già per possibile il passaggio di Neymar dal Barcellona al PSG che pagherebbe la clausola rescissoria di 222 milioni di euro. A questo punto potrebbe anche verificarsi un’offerta eccellente del Barca alla Juventus per avere Dybala. Fantasie calcistiche di mercato? Forse! Ma ormai non ci meravigliamo più di nulla!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNil-punto-sul-calciomercato-2017-18-1013283.htmSi100451001,02,03030390
711013281NewsCalciomercatoBonucci che fai, vai o resti?20170714061022Attesa l`ufficialità per il centrale di difesa al Milan <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la super offerta dell’anno scorso, in cui Pep Guardiola e Antonio Conte avrebbero fatto carte false per avere a propria disposizione Leonardo Bonucci, proprio adesso che il centrale della Juve sembrerebbe intenzionato a lasciare i bianconeri, i bollori sembrano essersi raffreddati. Frutto di un pazzo mercato capriccioso, capace com’è di andare alle stelle e poi disinteressarsi volgendo lo sguardo altrove. D’altra parte, parlare con il senno di poi è sempre facile, perché nessuno avrebbe potuto (neanche l’interessato) prevedere ciò che poi è successo durante lo scorso campionato. Tutti sanno della diatriba verbale creatasi tra Allegri e lo stesso Bonucci, in cui si è manifestato attraverso le immagini televisive una insanabile divergenza di vedute. Poi, nonostante la decisione da parte della società di mandare in tribuna il difensore prima di un’importante partita di Champions, la non simpatia tra i due è continuata in maniera meno eclatante. Ma c’è anche un’altra macchia dettata da certe voci non ufficiali, in base alla quale durante l’intervallo della finale di Champions tra la Juventus e il Real Madrid, Bonucci avrebbe creato disordine verbale rimproverando e forse schiaffeggiando Dybala per la mancanza di impegno. Un fatto grave che avrebbe destabilizzato lo spogliatoio e condizionato negativamente sul campo tutta la squadra. Insomma, strane situazioni che scoperchiano un caratterino che improvvisamente si è rivelato difficile da gestire. E allora, ecco che si fa insistente il dubbio amletico: Bonucci, resta alla Juve o va via? In base alle informazioni di radio mercato, il Milan sarebbe interessato al giocatore della Juve facendo entrare nella trattativa De Sciglio (tanto voluto da Allegri) valutandolo 15 milioni di euro, mentre la Juventus tratta la cessione di Bonucci, non meno di 40 milioni di euro. Marotta, intanto, ripete che per lui come per altri, vige la regola di non volere trattenere mai controvoglia i propri giocatori. E allora la storia si fa molto complicata, soprattutto alla luce di un’apparente voglia di Bonucci di voler cambiare aria nonostante i suoi post pubblicati sui social, in cui manifesta il desiderio di cominciare presto il nuovo anno 2017-’18, senza tuttavia dire chiaramente da dove e con chi. Vedremo, dunque, cosa accadrà in seguito. Noi, visti le precedenti incomprensioni con Max Allegri e certi momenti d’intollerante nervosismo manifestato nell’ambito della squadra, crediamo che se la Juventus riceverà una proposta adeguata, la strada tra Bonucci e la Juve si dividerà. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNbonucci-che-fai-vai-o-resti-1013281.htmSi100451001,02,03030482
721013274NewsEditorialeQuando un allenatore esagera a motivare i propri giocatori20170615152131Dopo la bruciante sconfitta in finale di Champions League, Allegri voleva lasciare la Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tutto ciò che è eccessivo, anche in funzione di positività, può ritorcersi in maniera negativa. Le recenti e inaspettate dichiarazioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> a due settimane dalla bruciante sconfitta della Juventus nella finale di Champions League contro il Real Madrid, ci fanno trarre alcune considerazioni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non andiamo a Cardiff per fare una passeggiata, si va per vincere la</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppa e dobbiamo essere spietati”.</b> Queste sono state le dichiarazioni in conferenza stampa a Vinovo, prima della partenza per Cardiff. Poi, dopo il risultato che tutti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>sappiamo, Allegri rivela con amarezza: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Ho pensato di lasciare, ma la Juve può riprovarci, per questo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sono rimasto”.</b> Due momenti diversi, due situazioni contrastanti che lasciano pensare ad un equilibrio perduto lungo un percorso difficile, in cui l’ansia da prestazione e l’adrenalina hanno sopraffatto la ragione. Non sempre certe motivazioni trasmesse ad un gruppo che pratica sport professionistico e non, raccolgono l’effetto voluto. Nello specifico caso, Allegri ha esasperato il pensiero trasmesso alla squadra che era quello di vincere a tutti i costi e che non poteva esserci altro risultato, se non quello di portare a casa la Coppa. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Adesso o mai più”</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fino alla fine”,</b> erano gli slogan che si ripetevano come un mantra quasi persecutorio nell’ambito della squadra, dell’ambiente bianconero, nei media. Un qualcosa dovuto a tutti, tifosi compresi, dopo tanti anni di attesa. E, in effetti, molti hanno creduto di potercela fare, non fosse altro che per quello che aveva saputo costruire la Juve vincendo in maniera convincente sia il campionato (sesto scudetto consecutivo, uguale leggenda) che la Coppa Italia, nonostante un anno stressante in cui i campioni di Max Allegri hanno conquistato la partecipazione alla finale di Champions League. Sempre gli stessi giocatori (o quasi) hanno fatto gruppo contro tutto e contro tutti. La BBC, il centrocampo con Pjanic, Khedira e Cuadrado (poi scoppiati) Dybala e Higuain esausti e opacizzati da una volontà non più sorretta da forze fisiche e psicologiche. Sì, perché tutto ha un limite. I calciatori non sono robot e dopo innumerevoli partite ad altissimo livello, in cui contro la Juve tutti fanno sempre la partita della vita, c’è bisogno di cambi freschi anche nel corso della gara. Ma, se è vero che la panchina della Juve con Marko Pjaca rotto, Marchisio che dopo il grave infortunio ha stretto i denti dimostrando una forma ancora precaria, Rugani infortunato ma mai valorizzato a sufficienza, Sturaro e Rincon le cui caratteristiche tecniche hanno dimostrato grandi lacune e pur con un Dany Alves uscito con grande autorevolezza dal mazzo degli inaspettati, tra l’entusiasmo e le varie motivazioni psicologiche di vincere a tutti i costi, si è perso il filo logico di certi limiti che la superiorità tecnica del Real Madrid ha spietatamente evidenziato. Forse, inconsciamente, si è sperato fino all’ultimo che nel calcio non è mai detta l’ultima parola e che certe caratteristiche caratteriali dimostrate nel corso della stagione da Buffon e compagni, bastassero da sole per annullare quel gap ancora minimo, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>esistente, che c’è in campo europeo. E così ci si è appellati alla sfortuna e ad una Coppa che per la Juve sembra storicamente stregata. Ma la partita, dopo un primo tempo di finale di Champions che la Juve ha giocato ad un ottimo livello, nella ripresa sono emerse tutte quelle lacune ancora in essere, che le eccessive motivazioni di Allegri : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“dobbiamo essere spietati”,</b> non sono valse a nulla se non a peggiorare la situazione. E così succede che quando ti convincono di vincere un triplete che sembrava ormai alla tua portata, finisci con cedere di colpo proprio sulla dirittura d’arrivo. Quegli ultimi 50 minuti di partita che sono stati fatali a una Juve che ha deposto la sua determinazione, la grinta e la cattiveria, in maniera disarmante. Dunque, forze fisiche al lumicino, annebbiamento completo della spinta psicologica e oggettiva qualità tecnica dell’avversario, sono stati le componenti di un’amara sconfitta che oggi, dopo le dichiarazioni di mister Allegri, fanno pensare in che stato depressivo si trovassero tutti. Ma la Juve insegna a non mollare mai, ecco perché Allegri ha deciso di rimanere e riprovare a vincere il prossimo anno la Champions in quel di Kiev, a patto però di rafforzare la squadra e di non rifare più gli stessi errori. Nel calcio, motivare i giocatori è essenziale, ma a tutto c’è un limite. Sì, perché è bene convincerli della loro forza, ma è anche giusto renderli consapevoli dei propri limiti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNquando-un-allenatore-esagera-a-motivare-i-propri-giocatori-1013274.htmSi100451001,02,03030327
731013272NewsCoppeL’ennesima occasione perduta20170604144335Non va. Per la Juve, la conquista della Champions League è tabù.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sette finali perse. Per la Juventus continua la maledizione Champions. Ma più che al fato avverso, questa volta sarebbe più opportuno fare un’analisi tecnico – tattica di quello che è stato lo svolgimento della finale per la conquista della Coppa dalle Grandi Orecchie. L’ha vinta il Real Madrid, infliggendo un salasso di 4 reti alla Juve, che di gol ne ha realizzati soltanto 1. Ma prima di addentrarci sulla partita,vorremmo fare cenno ai gravi fatti accaduti a Torino proprio nel suo salotto storico di Piazza San Carlo, dove era stato messo uno dei maxi schermi per seguire la finale di Champions. Una piazza gremita di sostenitori arrivati da ogni parte d’Italia, faceva da cornice a quell’irraggiungibile Millennium Stadium di Cardiff, che è risultato costoso e già esaurito in tutti i suoi posti. Troppa gente in quella piazza di Torino, tanto è vero che a un certo punto si è scatenato il finimondo a causa di un rumore che ha fatto subito pensare a un attentato. La calca era troppa e a causa del fuggi fuggi generale, oltre 1500 persone si sono calpestate e ferite, mentre due versano in condizioni disperate in ospedale. Ci sentiamo di potere dire che la Juventus in questa particolare occasione, avrebbe dovuto proporre alle Istituzioni di Torino, di fruire del suo Stadium. Certo, con il senno di poi tutto è più facile, ma la prevista folla di tifosi juventini che volevano assistere alla finale di Champions, avrebbe dovuto consigliare una migliore organizzazione. Detto questo, passiamo alla partita di Cardiff. Dopo un primo tempo che aveva fatto sperare in un epilogo positivo, la Juventus si è sciolta come neve al sole. Ma, a dire il vero, anche nel primo tempo, nonostante il bellissimo gol di Mandzukic che ha pareggiato dopo pochi minuti quello segnato da Cristiano Ronaldo, abbiamo visto una Juve lenta che ha sbagliato molti passaggi, soccombendo così a un Real Madrid capace di arrivare sempre primo su ogni pallone. Abbiamo visto Dybala sbagliare tocchi e fraseggi che dovrebbero essere naturali per un talento come lui. Anche Gonzalo Higuain ha deluso le aspettative perché non è mai riuscito a far salire la squadra, fallendo come spesso gli è successo in carriera l’appuntamento con le partite importanti. Tranne un tiro di destro sferrato da fuori area nel primo tempo e il passaggio di sponda che ha dato a Mandzukic la possibilità di realizzarsi in un gesto tecnico pregevole, l’argentino non è mai riuscito a superare Ramos e Varane. Ma a parte la notte da dimenticare per la BBC, è il centrocampo della Juve che nel secondo tempo è letteralmente naufragato. Khedira e Pjanic sono stati surclassati da Casemiro (che ha segnato un bellissimo gol) e Kroos,un calciatore tosto capace di costruire e interdire con immutata capacità. E allora, quando nel calcio si capisce fin da subito che non è serata, deve intervenire l’allenatore che a gara in corso deve rileggere la partita, apportando in tempo utile gli accorgimenti del caso. Allegri l’ha fatto, ma come al solito tardivamente. Cuadrado e Marchisio dovevano essere impiegati all’inizio del secondo tempo, anche se, a parer nostro, il “principino” avrebbe dovuto trovare spazio fin dall’inizio della gara al posto di un Khedira apparso in chiaro appannamento di forma. Troppo lento il passo del tedesco, troppo prevedibile il suo agire in una zona nevralgica del campo. Dunque, il Real Madrid ha meritato di vincere la sua 12ma Coppa, per chiara superiorità tecnica e tattica, data da una maggiore freschezza atletica e dall’abitudine che per i blancos significa esperienza a partecipare alle finali con l’ardire di vincere. Quello che è mancato alla Juve è stato proprio ciò che si diceva all’inizio; e cioè che era matura, consapevole nei propri mezzi e capace di affrontare chiunque senza condizionamenti reverenziali. Il campo ha detto tutto il contrario, e cioè che Dybala ha ancora bisogno di maturare per raggiungere i livelli di Messi e CR7, che Higuain deve essere messo in condizione di fare gol in una posizione più avanzata in un modulo che preveda la verticalizzazione del gioco e che, soprattutto, c’è bisogno di arrivare al traguardo senza farsi umiliare dall’avversario, come stasera è successo contro la squadra di Zidane. Non basta avere in squadra il volenteroso Mandzukic (sempre cinico, utile ai compagni, anche se poco brillante), Dani Alves, intelligente manovratore di lunghe battaglie ad alto livello, che mette in mostra la sua classe cristallina, Alex Sandro che spesso fa cose buone in quella fascia alta di sinistra e poi pecca in fase difensiva. Non basta ancora. Tuttavia, nonostante il rammarico di avere perso l’ennesima finale di Champions che mai come questa volta era a portata della Juventus, dobbiamo dire che l’amarezza non può sostituire il senso di approvazione per quanto la squadra di Allegri ha saputo fare vincendo il sesto scudetto consecutivo e la Coppa Italia. Non è poco, nonostante essere uscita con le ossa rotte da una finale che significava conquista della Coppa cui tutto l’ambiente juventino ambiva più d’ogni altra cosa. Non è arrivato il triplete tanto auspicato, ma la Vecchia Signora ci riproverà ancora, anche se questa amara pagina di storia resterà negli annali di una delusione europea iniziata il 30 maggio 1973 e proseguita fino ad oggi con due sole eccezioni: le finali di Roma e Bruxelles. Dunque, anche se questa ferita per la Vecchia Signora sarà difficile da rimarginare, ci si deve sforzare di ricordare che questo anno calcistico 2016’17 è da ritenersi assolutamente positivo. Adesso si pensi a migliorare la squadra e la si costruisca in virtù di una presenza continua in Europa, che significa anche e soprattutto arrivare primi per alzare più volte al cielo quella Champions League che per la Juve sembra davvero stregata. Una società di calcio di così alto prestigio, di ottimo fatturato, che si fregia del maggior numero di tifosi in Italia, deve poter recuperare negli anni quanto ha perso in campo europeo. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cardifffl0711fl0711foto-pallone-finale--champions-2017.jpgSiNl-ennesima-occasione-perduta-1013272.htmSi100451001,02,03030319
741013271NewsCoppeIl fenomeno calcio che non finisce mai di stupire20170603152312Oggi 3 giugno 2017, ogni nostra attenzione è rivolta a un solo evento.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Donald Trump che conferma l’uscita degli Stati Uniti d’America dagli accordi di Parigi sul clima. L’esame in commissione parlamentare sulla legge elettorale con 780 emendamenti e il voto. Galoppante aumento della disoccupazione, con problematiche preoccupanti. Ma niente, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi 3 giugno 2017 il nostro Paese si interessa soltanto di una cosa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la finale di Champions</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">League tra Juventus – Real Madrid.</b> Tutto sembra refrattario a qualsiasi cosa che non riguardi la curiosità per il calcio ad alti livelli. Siano essi tifosi della Juventus o gufi per antipatia contro i colori bianconeri, si parla, si scrive, si discute soltanto di Juventus Real Madrid. A Torino tutti gli alberghi sono stati presi d’assalto nella speranza che domani, 4 giugno 2017, la Juventus possa tornare da Cardiff con la Coppa tanto sognata. La città sabauda in queste ore è febbricitante di ansia. Da Piazza San Carlo a Piazza Castello, Piazza Vittorio, Via Po, Via Roma, Via Garibaldi, Via Cernaia e tutto il centro cittadino è stracolmo di torinesi bianconeri ma, soprattutto, di juventini arrivati da tutta Italia. Tutti i pensieri sono rivolti alla finale, le cui tematiche convergono esclusivamente come fenomeno sociale più che nella sua versione tecnica e sportiva. In poche parole, la voglia di festeggiare in una notte che potrà scrivere la storia della Juventus di Max Allegri diventata leggenda, prevale su ogni descrizione tattica che molto probabilmente sarà la chiave di volta di una partita che deciderà la vittoria dell’una o dell’altra squadra. Ma oggi Buffon, Higuain, Dybala, Pjanic e compagni sono più importanti di ogni cosa, perché a loro si affidano i sogni, i sacrifici sostenuti dai sostenitori bianconeri che si sono riversati a Cardiff con prenotazioni e biglietti assicurati fin dalla partenza, ma anche di chi è partito senza avere nessuna garanzia di nulla. E’ la pazzia per una partita secca, unica, che l’ambiente juventino non può farsi sfuggire. Dire: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Io quel giorno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">c’ero”</b> è qualcosa che ti inorgoglisce a prescindere, ti fa sentire partecipe di una esperienza da ricordare per i sentimenti coinvolgenti e talora anche diametralmente opposti e contrastanti. L’adrenalina alle stelle e la voglia di immortalare una notte che non è poi così facile da vivere nel ripetersi dell’immediato. E’ l’effetto di un pallone che oscura ogni altra cosa. E poi che importa se abbiamo famiglia, problemi, patemi d’animo, tasse da pagare, futuro da considerare con le difficoltà di un realismo oscuro. Questa è la notte di Juventus – Real Madrid, tanto basta. Per la Juve, per gli juventini del globo, ma anche per coloro che gufano e vorrebbero sadicamente vedere soffrire quelli che questa festa la stanno preparando per gioire. E’ il calcio, è il fenomeno sociale studiato fin dalle sue origini antichissime, ma mai nessuno ha saputo spiegarne bene la scatenante passione. Un gol, una Coppa che viene alzata al cielo da braccia vittoriose, mentre dall’altra parte c’è la disperazione di chi ha perso. E allora chiamiamola vita, questo calcio che ci fa gioire, abbracciare, piangere e disperare. In fondo, non sono scene che viviamo nel quotidiano? </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cardifffl0711fl0711foto-finale-di-uefa-champions.jpgSiNil-fenomeno-calcio-che-non-finisce-mai-di-stupire-1013271.htmSi100451001,02,03030311
751013264NewsEditorialeJMedical, centro medico sportivo e non solo20170523170120Nel cuore dello Juventus Stadium, un modello sanitario innovativo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sarà per una non perfetta informazione pubblica o per chissà quale altro motivo, fatto è che certi luoghi si prefiggono come esclusivo godimento di un solo beneficiario. E’ il caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JMedical</b> un modello sanitario innovativo per il benessere e la cura di tutti, che è stato inaugurato da breve tempo nell’Area 12 dello Juventus Stadium. E’ la struttura presso la quale i giocatori della Juventus vengono curati con le migliori apparecchiature sanitarie che la tecnologia moderna mette a disposizione. Ma fermo restando che all’interno della struttura Jmedical, esistono in realtà alcuni settori riservati alla Juventus, è altresì vero che questo centro medico può essere utilizzato da tutti. Un modello sanitario all’avanguardia, con una vasta gamma di servizi che va dalla diagnostica alla medicina specialistica, dalla riabilitazione alla medicina sportiva, ideato per accogliere e accompagnare i pazienti in un percorso di prevenzione e cura completa. Un’equipe di 100 specialisti di primo livello, macchine diagnostiche di ultimissima generazione, un centro di riabilitazione all’avanguardia concepito sugli standard utilizzati per gli atleti professionisti, ambulatori polispecialistici, due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale e un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Questi sono i settori specialistici che fanno parte della bellissima struttura Jmedical con l’assistenza di medici professionisti di alto livello; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allergologia e Immunologia Clinica, Anestesiologia e Terapia Antalgica, Angiologia e Chirurgia Vascolare, Biomeccanica e Posturologia, Cardiologia, Chiropratica, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Dermatologia e Venereologia, Diagnostica per immagini, Endocrinologia, Fisiatria, Fisioterapia, Gastroenterologia, Ginecologia ed Ostetricia, Medicina dello Sport, Medicina Interna, Medicina Legale e della Assicurazioni, Medicina rigenerativa ambulatoriale, Nefrologia, Neurochirurgia e Chirurgia Vertebrale, Neurologia, Nutrizione e Nutrizione Sportiva, Oculistica, Ortopedia, Osteopatia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Proctologia, Psicoterapia e Psicologia dello</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sport,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Reumatologia, Traumatologia e Urologia.</b> Insomma un vero e proprio Ospedale che ha all’interno le più confortanti metodologie mediche e apparecchiature all’avanguardia. Anche noi abbiamo potuto appurare la realtà straordinaria di questa struttura medica, grazie all’invito che ci è stato riservato da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luca Monteleone,</b> il commerciale del JMedical che ci ha fatto da accompagnatore nei vari angoli di questo luogo di cure. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Eppure, nonostante tutto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice Luca Monteleone</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ancora oggi la gente pensa che questa struttura sia riservata ai giocatori della Juventus. E’ vero, qui da noi ci sono palestre e ambulatori riservati per naturale privacy ai giocatori della Juve, tuttavia, il resto può essere usufruito da chiunque. Qui curiamo Higuain, Dybala, Mandzukic, Buffon e altri giocatori, ma anche il signor Rossi o il signor Bianchi, che ancora oggi pensano che per loro non ci sia libero accesso per eventuali costi eccessivi e quasi stentano timidamente ad informarsi. E così stiamo lavorando per fornire un’informazione più completa, più concreta nei</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">suoi particolari, che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">possa in qualche modo modificare certi modus pensandi errati”.</b> E anche noi che abbiamo avuto il piacere di visitare dettagliatamente questo modello sanitario innovativo di alto livello, riteniamo che il JMedical, che è anche centro convenzionato con varie strutture pubbliche e private, si potrà rendere utile per la salute di tutti. Professionisti e semplici amanti dello sport, ma anche coloro i quali periodicamente si sottopongono ai vari controlli di routine. Giusto rivolgersi a un centro salute come questo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711immagine-jmedical-torino.jpgSiNjmedical-centro-medico-sportivo-e-non-solo-1013264.htmSi100451001,02,03030348
761013262NewsCoppeDani Alves, vero asso nella manica della Juventus20170518190545I bianconeri conquistano la terza Coppa Italia consecutiva. Un record!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Avevamo sospettato qualche dubbio di tenuta fisica e mentale, dopo la scialba partita di campionato che la Juventus ha giocato domenica scorsa all’Olimpico contro la Roma. Ebbene, siamo stati subito smentiti da una prestazione maiuscola a seguito della finale di Coppa Italia contro la Lazio. La squadra di Allegri è ritornata cattiva sotto il profilo agonistico, attenta e decisa di conquistare la sua terza Coppa Italia consecutiva, iniziando così il processo di conquiste e primati per le squadre di club in Italia. Scrivere pagine di storia che resterà indelebile nel tempo, vuol dire sacrificarsi nella propria professione. E ci sta che i calciatori della Juventus attraverso il senso dell’unione di squadra, di coesione tra giocatori maggiormente impegnati da Allegri e quelli che giocano meno, stanno dimostrando di aver capito cosa vuol dire sacrificarsi e giocare in una grande squadra con la consapevolezza di prepararsi a dovere, soprattutto quando vincere vuol dire immortalare primati da affiggere nelle proprie bacheche museali. E’ la storia dei primati che non fa differenze tra chi ha giocato meglio, chi si è divertito di più attraverso il gioco praticato oppure no. I primati sono fatti per essere scritti, immortalati tra le pagine degli annali storici. E la Juve lo sta facendo, step by step, tra piccole cadute e immancabili riprese che sanno di desiderio di volersi subito rialzare per dimostrare il proprio orgoglio. Sono le capacità di una grande società di calcio, di uno staff all’altezza della situazione,di un allenatore capace di tenere sulla corda il proprio spogliatoio e di una squadra unita nella sostanza di porsi sempre l’unico obiettivo, che è sempre quello di primeggiare. E così questa Juve targata 2016’17, sapendo già in partenza che quest’anno avrebbe potuto essere l’occasione da non perdere nell’acquisizione dei grandi primati, ha raggiunto il suo primo obiettivo dei tre prefissati; e cioè la conquista della terza Coppa Italia di fila. Contro la Lazio di Inzaghi, la squadra di Allegri è ritornata a essere cinica e sicura nelle sue trame di gioco, precisa e attenta a sbagliare meno possibile per non dar adito alle ripartenze improvvise di Keita e Immobile. La Juventus ha vinto 2 a 0, ma non è stata una passeggiata, perché la Lazio ha creato qualche criticità soprattutto all’inizio della gara proprio con Keita, che ha colpito il palo di destra di Neto. Poi, forse impauriti da questo episodio, la Juventus ha messo in atto tutta la sua superiorità tecnica che fin dall’inizio della gara la dava favorita per la vittoria finale. E così sale in cattedra soprattutto Dani Alves, che in quella zona del campo in cui è stato impiegato da Allegri, ha fatto il bello e il cattivo tempo. Questo è davvero un giocatore che la Juventus ha tirato fuori dal cilindro come fosse magia, come qualcosa che non era previsto ma che ha trovato al momento giusto. E non è solo per il gol di rara bellezza tecnica che ha fatto, ma è nell’insieme che questo brasiliano preso dalla Juve a costo zero e considerato un fine carriera, sta meravigliando coloro (quasi tutti), che non credevano più in lui. E invece lo trovi dappertutto; largo a destra come a sinistra, al centro del campo a misurare palloni deliziosi per i compagni, a fare dribbling incredibili, palloni che fa passare tra le gambe dell’avversario, mentre è furbo e intelligente quando deve interdire, spostando l’avversario per metterlo fuori dalla portata del pallone. Questo Dani Alves è davvero il valore aggiunto di questa Juventus che dopo la conquista della Coppa Italia si appresta a conquistare il suo storico sesto scudetto consecutivo e chissà, anche la tanto sospirata Champions League. Aria di triplete per una Juve che è squadra simbolo di sacrificio, partendo dai suoi giocatori più rappresentativi, Higuain, Dybala, Mandzukic, Pjanic, Khedira, Marchisio, Cuadrado, Alex Sandro, e poi Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci e tutti coloro che pur giocando meno si sentono giustamente coinvolti nel bene delle vittorie e nel male delle poche ma brucianti sconfitte. E’ la Juve che chiude la gara contro la Lazio con un gol di Bonucci, che vince la Coppa e capisce che ancora deve soffrire per continuare a conquistare quello che la farà passare alla storia con tutti i suoi nomi della rosa titolare e non, ma anche con l’abilità di uno staff tecnico che è rappresentato dall’allenatore, dai preparatori, dai fisioterapisti,dai medici sportivi al seguito, ma anche dei magazzinieri e di tutti coloro che fanno gruppo condividendo momenti di lavoro ad altri di rilassamento. E’ la famiglia del calcio che sa vincere, che sa mettere da parte gelosie, personalismi e tutto quello che si perde con il significato di disgregare, piuttosto che unire. Intelligenza vuole che nel calcio come nella vita, se non si è uniti per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, non si va da nessuna parte. La storia della Juve lo insegna come stile di società capace di annullare ogni festeggiamento ufficiale per le strade della Torino bianconera, anche se si dovesse vincere matematicamente il sesto scudetto consecutivo. Sì, perché c’è ancora la stregata Coppa dalle grandi orecchie da portare a casa. Quindi, almeno per adesso, in casa bianconera si aspetta a festeggiare a cose fatte. Step by step. Fatti, non parole!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-dani-a.jpgSiNdani-alves-vero-asso-nella-manica-della-juventus-1013262.htmSi100451001,02,03030330
771013258NewsCoppeLa Juventus stacca il biglietto per la finale di Cardiff.20170510193337Adesso La Vecchia Signora è a un passo dalla conquista della Coppa dalle grandi orecchie. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il sogno Champions</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Possiamo dire che era già tutto previsto dopo il secco 0 – 2 che la Juventus aveva ottenuto a Montecarlo nella partita di andata di semifinale di Champions League. Tuttavia, le insidie che riserva spesso il pallone aveva consigliato a mister Allegri e alla sua squadra di affrontare la partita di ritorno allo Juventus Stadium in maniera intelligente, senza foga né ansia di volere chiudere subito il discorso con i monegaschi per arrivare subito in finale. E così i bianconeri si sono disposti in campo con un 3-4-2-1 che dava modo di offendere con giudizio, forti di un centrocampo e di una difesa attenta a interdire. In questa maniera la Juventus ha chiuso la pratica soffrendo soltanto all’inizio di partita. Poi, dopo il gol di Mandzukic e la perla di Dani Alves, gli avversari hanno subito il contraccolpo riuscendo soltanto a segnare con Mbappè al 24mo della ripresa. La Juve ha quindi raggiunto il suo obiettivo di arrivare alla finale di Champions, di Coppa Italia, mentre sta per vincere il suo sesto scudetto consecutivo. Eppure Allegri tiene tutti sulla corda, ricordando che ancora non si è vinto nulla, che si è in dirittura d’arrivo per la conquista del triplete, ma ancora non c’è nulla di concreto. Stesso live motiv dei giocatori, che a partire da capitan Buffon si uniscono all’unisono nel ripetere mentalmente che c’è ancora da fare un ultimo sforzo. E’ la forza della grande squadra, consapevole nei propri mezzi ma attenta a non distrarsi, come le è successo quelle poche volte che è stata castigata; vedi ad esempio il gol di Mbappè che poteva essere tranquillamente evitato se solo ci fosse stata maggiore attenzione. Comunque, due finali di Champions League in tre anni di partecipazione continua è un risultato enorme per questa Juve targata Max Allegri, un allenatore che il popolo bianconero non voleva, che è stato contestato all’inizio, ma che adesso è diventato insostituibile per concretezza, chiarezza di gioco e per l’affidabilità che tutti ripongono in lui. Il Max livornese ha saputo con intelligenza conquistare i tifosi della Juventus, la società, i giocatori e tutto l’ambiente bianconero per la sua classe, lo stile, la preparazione e l’immagine che cura nei rapporti con i media. E poi, tutto si può dire di questo allenatore spesso paragonato a Sarri per un credo calcistico diverso, forse meno armonioso nel gioco ma sicuramente più redditizio. E non può essere questione di fortuna aver sperimentato con coraggio dopo la debacle di Firenze, un modulo offensivo capace di adattare contemporaneamente i migliori campioni della sua rosa, con una forma mentis fatta di sacrificio per la squadra. Higuain e Dybala che attaccano e difendono, Mandzukic adattato in un ruolo non suo di esterno basso, capace di interdire, contrastare l’avversario, rubare palloni e, all’occorrenza, offrire appetibili suggerimenti per le punte durante le improvvise ripartenze. E poi che dire di Dani Alves, del quale dobbiamo ammettere per onestà intellettuale, il nostro errore nell’averlo considerato un fine carriera nel rifugio di casa Juventus. Dopo l’infortunio, infatti, il giocatore ex Barca appariva spesso avulso dal gioco e smanioso di mettere soltanto in bella evidenza il suo enorme bagaglio tecnico, piuttosto che mettersi al servizio della squadra. Ora, visto l’evidente calo di forma di Cuadrado che nel corso dell’anno ha dato tanto, Allegri lo ha collocato nel ruolo di esterno alto in qualità di centrocampista aggiunto, con l’ordine di aiutare anche Barzagli che è più arretrato di lui. E i risultati si sono subito visti. Oggi Dani Alves sembra rinato nell’entusiasmo, nella voglia di fare, mentre sta cercando di minimizzare i colpi di prestigio che fanno parte del suo stile, che illuminano d’immenso, ma che spesso risultano fini a se stesso nella concretezza del gioco di squadra. E poi la BBBC, che ormai è considerata la difesa più forte d’Europa e forse del mondo a livello di club. Insomma, una Juventus che talvolta lascia a desiderare per mancanza di bellezza di gioco, ma è così che Allegri vuole la sua Juve. Cinica, intelligente, attenta, con chiare caratteristiche offensive che non possono tralasciare l’attenzione continua nella fase di non possesso palla. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora non</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">abbiamo vinto nulla”,</b> ripetono con continuità maniacale nello spogliatoio della Juventus. Sembra quasi un ordine impartito dal suo allenatore, che con le sue urla in campo tiene tutti sulla corda. C’è ancora tempo per festeggiare, prima bisogna vincere. Adesso si deve badare al sodo, senza tante chiacchiere. E la Juventus lo sa bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-stacca-il-biglietto-per-la-finale-di-cardiff-1013258.htmSi100451001,02,03030295
781013251NewsCampionatiJuventus, sei Mandzukic dipendente. Chi l’avrebbe detto?20170424193717Il calciatore della Juventus diventato insostituibile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Eppure, nonostante il pensiero collettivo che avrebbe voluto Mario Mandzukic essere riserva di Gonzalo Higuain, ci siamo ricreduti su un calciatore di cui non abbiamo apprezzato subito la sua intelligenza e la duttilità tattica nell’ambito del gioco voluto da Max Allegri. Sarà per il suo carattere un po’ chiuso, introverso, sarà per un’eleganza calcistica che non possiede, fatto è che il croato dopo la bruttissima partita che la Juve ha fatto a Firenze è entrato a far parte della squadra come il vero equilibratore del 4-2-3-1 inventato da mister Allegri. Mentalità operaia di chi sa che se vuoi far parte di una squadra di campioni devi mettere da parte l’altezzosità, Mandzukic è l’emblema di chi ha fame di successi ottenuti con mentalità provinciale. Se fosse per lui giocherebbe anche in porta e lo farebbe con la grinta, la voglia e la caparbietà che ormai ha fatto conoscere a chi pensava di lui come una persona e, soprattutto, come un giocatore completamente diverso. Ma è l’errore che spesso facciamo tutti noi nel non vedere a fondo le cose, abbagliati come siamo dai preziosismi e dalle magiche giocate che nulla hanno a che fare con una certa ruvidezza di gioco apparente, ma che è assolutamente redditizia dal punto di vista dell’economia di gioco di una squadra di calcio. Una Juventus a 5 stelle di cui lui fa parte non più come aggregato, ma come insostituibile apportatore di pressing, di suggerimenti in fase di attacco e di grandi capacità difensive nei momenti di non possesso palla. Lo vedi dappertutto, in attacco, in difesa, a centrocampo, Mario è sempre lì a fare la sua parte senza ostentare grandezza agli occhi che non sanno vedere, valutare. Lui è così, mai sorridente e sempre concentrato a far bene e sbagliare meno possibile. E’ stato fin da subito il vero pallino di Allegri, che ha subito visto in lui un campione da non sprecare in panchina dopo l’arrivo di Higuain, ma da valorizzare in un concetto di gioco diverso cui Mandzukic era abituato a fare prima. E’ una delle mosse più intelligenti e indovinate di un allenatore mai entrato nella Juventus a furor di popolo, ma che ha saputo col tempo conquistare anche i suoi più acerrimi contestatori. Dire a un giocatore come Mandzukic che ha 30 anni, ha segnato 29 reti in 74 gare giocate con la Croazia, che ha giocato a grandi livelli con Bayern Monaco e Atletico Madrid: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Muoviti e fai l’esterno”,</b> non è proprio cosa da poco. E così Mario ha ubbidito al suo allenatore senza mugugnare, ma con l’abnegazione di un principiante che sa di non deludere le aspettative di chi ha creduto in lui. Il suo è un lavoro faticoso, massacrante, ma che fa con naturalità nella consapevolezza di essere entrato a far parte dei big di una Juve schiaccia sassi, cinica, mai banale nel gioco di perdersi in abbellimenti futili e mai produttivi. E’ la Juve che viaggia a gonfie vele su tre fronti. E’ la Juve di Buffon, Dybala, Higuain, Cuadrado, Khedira, Pjanic, ma anche di una difesa arcigna e di un Mario Mandzukic diventato indispensabile per la Juventus di Massimiliano Allegri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino fl0711fl0711foto-mandzukic.jpgSiNjuventus-sei-mandzukic-dipendente-chi-l-avrebbe-detto-1013251.htmSi100451001,02,03030403
791013245NewsCampionatiDybala rinnova con la Juve fino al 202220170413180040Un contratto di grande importanza per la Juventus, per Dybala e i suoi tifosi. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Adesso è ufficiale. Paulo Dybala ha firmato il contratto che lo legherà alla Juventus fino al 2022. Un impegno voluto tra le parti, che porterà la joya (gioiello in argentino) a guadagnare 7,5 milioni di euro a stagione, così com’è il contratto di Higuain. Questo nuovo contratto fa scattare il premio di rendimento per il Palermo che incasserà la cifra di 8 milioni di euro in quattro rate, partendo dalla stagione 2018- 2019. Il calciatore argentino era arrivato alla Juve nel 2015 e quest’anno ha realizzato 16 gol. Ad oggi conta 82 presenze in bianconero di cui 65 da titolare con 39 reti e 16 assist. Numeri che parlano di un campione che in neanche due anni di appartenenza alla Vecchia Signora, ha raggiunto una maturità tale da essere considerato per bravura, tra i primi giocatori al mondo. E’ la storia di un ragazzo che incarna il senso spontaneo dell’amore per il pallone, aggiungendo una naturale predisposizione tecnica che ha affinato in breve tempo. Nasce come punta, ma dopo l’arrivo di Higuain alla Juventus ha dimostrato grande duttilità tattica predisponendosi con intelligenza nel ruolo di mezza punta, capace di interdire nel caso di non possesso palla e di far salire la squadra filtrando passaggi e verticalizzando il gioco d’attacco tra le linee. Non c’è che dire, Paulo Dybala è destinato nel breve tempo a diventare il calciatore simbolo di una Juventus che ha un crescendo di introiti e grandi progetti per l’immediato futuro. Per questo motivo pensiamo che al momento Dybala stia riflettendo sull’opportunità di godersi la sua Juventus, allontanando le eventuali sirene che lo vorrebbero giocatore di calcio all’estero. Paulo sembra sincero quando afferma: “Il momento più bello è stato quando ho apposto la mia firma al primo contratto con la Juventus (14 luglio 2015). Arrivare in questa società è stata un’emozione che non dimenticherò mai. Essere qui è stato come realizzare il sogno che avevo da bambino”. Certo, se pensiamo com’è lievitato il suo contratto da quando è arrivato alla Juve ad oggi, possiamo dire che tutto è avvenuto nella misura che premia il suo alto rendimento. Da 2,2 milioni di euro a stagione, si è passati a 7,5 milioni. La Juve non è società impreparata, e quando fa firmare contratti di tale levatura economica ha bene in mente l’investimento che gli verrà utile a breve tempo. Il giocatore è giovane ed è una garanzia assoluta per il largo margine di miglioramento tecnico – tattico che ha ancora. Quindi, un numero 21 di maglia che presto diventerà il simbolo di una Juventus che si prefigge di scrivere pagine di storia e di primati a livello nazionale con una particolare attenzione a quella Champions League più volte sfumata nel nulla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNdybala-rinnova-con-la-juve-fino-al-2022-1013245.htmSi100451001,02,03030279
801013244NewsCoppeJuve – Barca day.20170411154210A Torino si respira aria da Champions <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questa mattina la città di Torino si è svegliata prima del solito. C’è qualcosa di diverso nell’aria che non è la dolce primavera a farla sentire irrequieta e ansiosa più del solito. Oggi per la nobile città sabauda che al sorgere del sole non ha alzato le braccia per sbadigliare lentamente come in genere fa, si profila un appuntamento importante. E’ il calcio che conta, è il pallone che mette a confronto due culture diverse: quella sabauda e quella catalana. E’ il giorno dell’Euro sfida tra la Juventus e il Barcellona. Potremmo elencare lunghi anni di sfide tra queste due compagini europee, fare statistiche e pronostici, ma ogni partita fa storia a se per situazioni diverse e campioni che cambiano a testimonianza del tempo che fugge via e lascia i suoi ricordi indelebili. Ma oggi è l’11 aprile 2017. E’ un altro giorno che prepara l’ennesima storia da scrivere, da raccontare per emozioni che si susseguono attraverso il film di un match che sta per illuminare lo Stadium stracolmo di tifosi, di speranze, di aspettative, di sogni che illuminano il prato verde e si riflettono nell’anima di chi sogna quella Champions League capace di farti esplodere di felicità. Questo, la Torino bianconera lo sa, ed è per tale motivo che dà l’impressione di vivere e vestirsi di tutto punto per ospitare il grande evento. E’ un po’ come prepararsi in terra sabauda per ospitare quel Barcellona che oltre a essere una grande squadra, incarna perfettamente gli usi e i costumi della cultura catalana. L’antica nobiltà torinese che incontra la città spagnola che è capoluogo della catalogna. E persino la Gran Madre, la Mole Antonelliana, via Po, Piazza Castello, i Giardini Reali, la piazzetta Carignano, via Roma, Piazza San Carlo, sembrano diverse dal solito in una giornata dal clima e dal chiarore quasi estivo. I tifosi del Barca sembrano ordinati, rispettosi di non deturpare i giardini fioriti e ben curati e tutti gli angoli di una Torino che intende fare bella figura con i suoi bistrot, i suoi antichi bar dove puoi gustare il Bicerin al gusto di gianduia e le strade che oggi sembrano più ordinate del solito. E’ il giorno di Juventus Barcellona, il primo round <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>dei quarti di finale di Champions League. Una sfida antica che si porta dietro innumerevoli ricordi e la voglia di rivalsa per una Juve che ancora oggi sente l’amaro gusto della delusione provata due anni fa nel corso di quella finale di Champions persa proprio contro Messi e compagni. Ma oggi, mister Allegri, questa sfida l’ha preparata in ogni piccolo particolare, mentre la società bianconera si è impegnata a coinvolgere i suoi tifosi attraverso i social, dicendo : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ormai ci</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">siamo, la vera sfida sta per cominciare”.</b> E’ un po’ come caricare di aspettativa il popolo bianconero che, tuttavia, deve rimanere nei limiti della sportività. Una sorta di carica adrenalinica che vorremmo fosse misurata di felicità. E’ l’insegnamento di una Torino mai caciara, che non ama i frastuoni, ma è nobile nella sua immagine di città di classe poco avvezza ad esagerare. Ed è il pallone bianconero che con la sua antica storia, oggi coinvolge tutti i torinesi. Nei supermercati, i mercati rionali, nei ritrovi, non si parla altro che di Juventus – Barcellona, di Messi e Dybala, di Neymar e Higuain, di Suarez e Cuadrado, piuttosto che dell’ex Dani Alves. Insomma, la febbre è alta, l’attesa ha consumato ogni angolo di ansia personale. E mentre nella Continassa e fuori dallo Juventus Stadium già pullulano le bancarelle, i gadget, le bandiere, le sciarpe e ogni altro tipo di merchandising, il fluire del Po nella sponda bianconera procede il suo corso lento, quasi ad aspettare un risultato che sogna ma non osa dire per scaramanzia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-torino.jpgSiNjuve-barca-day-1013244.htmSi100451001,02,03030311
811013240NewsCampionatiNapoli – Juve 1 a 1, ma i partenopei avrebbero meritato di più20170403210330A Napoli, partita a senso unico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Napoli. C’è uno stadio straripante di persone e l’antipatia per la Juventus aleggia in maniera pesante. Ma c’è soprattutto la voglia di vendicarsi contro Higuain “Core ingrato”, che dopo aver allietato con i suoi gol la tifoseria partenopea, è andato via da Napoli senza neanche un saluto. Storie di cuore, di passioni, di un pallone che non può curare i sentimenti neanche se lo volesse. E così, ogni qualvolta l’argentino prendeva la palla, sono stati sempre sonori fischi e roboanti spernacchiate. Ma la partita, quella vera, ci ha raccontato un’altra versione di Juventus che, venuta al San Paolo con il chiaro intento di non perdere la partita, si è trovata inaspettatamente in vantaggio al 7° minuto con un gol di Khedira. Poi il nulla, perché in campo c’è stato solo il Napoli a farla da padrona, con una Juve assolutamente in balia dell’avversario. La Vecchia Signora è apparsa rimaneggiata dall’assenza di Dybala e Cuadrado, con Lemina adattato ad esterno destro, Mandzukic in precarie condizioni fisiche, Asamoah per nulla convincente e un Marchisio in chiara difficoltà per carenza di forma. Risultato: Juve ridisegnata con un atteggiamento difensivo che ha fatto troppi errori a centrocampo, in difesa e lasciando isolato Higuain che, tuttavia, si è prodigato molto in aiuto della squadra. Così la squadra di Sarri è subito salita in cattedra e per tutta la partita ha dato grande propulsione offensiva, soprattutto nei due esterni che hanno fatto del loro continuo incedere, la chiave propositiva di una partita che il Napoli voleva vincere a tutti i costi. Tuttavia, soltanto Hamsik con il suo unico gol messo a segno nel secondo tempo è riuscito a fare esplodere di gioia il San Paolo. Ma c’è stato ancora un clamoroso palo di Mertens che ha fatto andare quasi in delirio i sostenitori partenopei, i quali a fine partita hanno riservato ai loro beniamini applausi e ringraziamenti per una partita pareggiata 1 a 1, ma è stato come se di fatto l’avessero vinta. Nell’analisi del match più atteso del campionato, non sappiamo dunque quanto ci sia stato di convincimento da parte della squadra di Allegri, nel mettere a freno volutamente oppure no, quell’iniziale fase propositiva che l’ha portata in vantaggio. Noi propendiamo per una reale superiorità agonistica e di gioco, che è stata chiaramente voluta da un Napoli supportato da maggiori motivazioni. Tuttavia, pensando al doppio incontro che la Juventus dovrà fare contro il Barcellona in Champions, non possiamo pensare ad un atteggiamento simile anche al Camp Now. Sarebbe come essere autolesionista. La Juve non può snaturare quella sua caratteristica offensiva che gli ha dato fino ad oggi l’opportunità di essere presente su tre fronti: Champions, Campionato e Coppa Italia. Saper gestire le forze è un dato di fatto inconfutabile per la squadra di mister Allegri che, tuttavia, deve tenere sempre presente quella caratteristica di squadra dall’atteggiamento propositivo, capace di non soffrire in maniera smisurata per tutto l’arco della partita. Non è Juventus, non può essere tale, neanche se deve necessariamente ricorrere alle seconde linee. Sì, perché se di seconde linee parliamo, dobbiamo pensare che in panchina ci sono fior di campioni. E dunque, la mentalità vincente ed un certo tipo di atteggiamento in campo, devono essere sempre e comunque salvaguardati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napoli Stadio San Paolofl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNnapoli-juve-1-a-1-ma-i-partenopei-avrebbero-meritato-di-pio-1013240.htmSi100451001,02,03030308
821013236NewsCoppeLa Juventus entra nei quarti di finale di Champions League20170316165458La Vecchia Signora centra il suo primo obiettivo stagionale. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Leicester, Monaco, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Barcellona, Real Madrid, Atletico Madrid e Juventus</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>, sono le squadre che parteciperanno ai quarti di finale della Champions League. A Nyon, venerdì 17 marzo alle ore 11,45 si svolgeranno i sorteggi. Sulla carta sembrerebbero da evitare Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona, anche se a questo punto ogni avversario costituisce un potenziale pericolo per la Juve. Ogni squadra ha un alto livello tecnico, tale da giustificare di essere tra le prime otto compagini europee. Ma intanto la Juve sogna e si gode questo momento, dopo aver battuto il Porto con il minimo sforzo. Un match per nulla avvincente, che oltre a garantire il passaggio ai quarti di finale, ha portato nelle casse della società bianconera un notevole gruzzolo di Euro pari a 87, 5 milioni. Dunque, soddisfazione e denaro fresco premiano la Vecchia Signora d’Italia che si trattiene dal fare voli pindarici, anche se comincia a gustare quell’idea neanche più segreta di riconquistare dopo tanti anni la Coppa dalle grandi orecchie. Tra le tante squadre viste a grandissimo livello in Champions, la Juventus ci sembra la squadra che ha la miglior difesa, anche se nel computo globale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non risulta essere la migliore in senso assoluto, nei punti nevralgici di centrocampo e attacco. Tuttavia, la squadra di Allegri ha dimostrato con i fatti che quel famoso gap che la distaccava qualche anno fa dalle migliori compagini europee, è stato sensibilmente accorciato e forse annullato. Con Higuain, Dybala, Cuadrado, Mandzukic, Khedira, Pjanic e la difesa di sempre, la Juventus è davvero all’altezza delle migliori squadre europee. Step by step, ma la finale di Cardiff è il sogno che sta prendendo consapevolezza di un momento bianconero che sa di saggezza tattica, esperienza, ed essenzialità nell’essere cinica anche se talora non bella. E’ la Juve di Allegri, prima in campionato, bene avviata in Coppa Italia e adesso è pure entrata di diritto ai quarti di finale di Champions League. I tifosi bianconeri non possono chiedere di più alla propria squadra, almeno per il momento. Il resto lo si vedrà strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-entra-nei-quarti-di-finale-di-champions-league-1013236.htmSi100451001,02,03030340
831013228NewsCoppeUna Juventus cinica, apre le porte dei quarti di Champions20170223163942Agli ottavi di finale, la Juventus ha battuto il Porto 2 a 0 all`Estadio Do Dragao.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo ancora negli occhi la bellissima partita di Champions League che il Manchester City ha giocato contro il Monaco. Un calcio offensivo fatto di grande velocità, pressing a tutto campo, gol a grappoli e difese deboli. Poi è arrivata la serata di Porto – Juventus e per lunghissimi tratti della gara abbiamo assistito a un calcio dall’impronta totalmente diversa da quella offerta la sera precedente dal City e dal Monaco. Allo Estadio Do Dragao di Oporto decidono i due panchinari Pjaca e Dani Alves, che mister Allegri ha messo in campo al posto di Cuadrado e Lichtsteiner. Così la Juve vince 2 a 0 contro il Porto rimasto in 10 dal 27’ del primo tempo, per doppio giallo dato dall’arbitro a Telles. Una vittoria che apre le porte dei quarti di finale ad una Juve che ha saputo raccogliere il massimo con il minimo sforzo. Cinici e astuti, i bianconeri hanno colpito al momento giusto, dopo avere avuto la pazienza di aspettare. Il Porto ha abbassato notevolmente il suo baricentro, chiudendo ogni spazio disponibile all’avversario e mettendolo così in difficoltà nell’esplicazione del proprio gioco. Per lunghi tratti della gara, infatti, la Juve ha prodotto soltanto un possesso palla estenuante che è apparso persino stucchevole sotto il profilo di un gioco che non è mai stato verticalizzato. Passaggi precisi, brevi, e talora di scolastica facilità, sono stati l’emblema di un gioco che non è facilmente riscontrabile in una Juventus che ultimamente ci ha abituato allo spettacolo, ai gol e alle verticalizzazioni di gioco. E’ il problema di una Juve che trova delle difficoltà quando gioca contro squadre chiuse e arroccate in difesa, che non lasciano spazio agli attaccanti per l’inserimento tra le linee. Ma i bianconeri di Allegri, con questo modulo del 4-2-3-1 applicato con successo in campionato, hanno capito che possono adottarlo con esito positivo anche in Champions League, nonostante i timori della vigilia. Allo Estadio Do Dragao è emersa la voglia repressa di un Pjaca che scalpitava giustamente in panchina e che, al di là del gol segnato, ha dato segnali tangibili di maturità quando l’abbiamo visto arretrare per aiutare difesa e centrocampo. In fondo è proprio quello che vuole da lui Max Allegri, innamorato com’è dei giocatori bravi tecnicamente e duttili nel sapersi districare all’occorrenza in ruoli diversi dal proprio, come ad esempio fa Mario Mandzukic. Un po’ sottotono ci sono parsi Cuadrado e Dybala, mentre Higuain ha dato dimostrazione dell’importanza della sua presenza in squadra anche quando non segna. Ma, a nostro parere, la vera ciliegina sulla torta chiamata Juventus è stata rappresentata da Miralem Pjanic, un giocatore a lungo atteso, che finalmente ha trovato quel ruolo giusto che si confà esattamente con le sue caratteristiche tecniche. E’ la posizione ricoperta per lunghi anni da Andrea Pirlo. Cabina di regia, intelligenza tattica, visione di gioco, capacità di interdire per far filtro a centrocampo, e precisione di tiro e gol su palle inattive. Ecco, diremmo proprio che aver trovato questo giocatore di qualità che occupa una posizione così nevralgica nello scacchiere di centrocampo voluto da Allegri, rappresenta per la Juve il valore aggiunto. Tutto ciò grazie anche a Khedira, capace di aiutare il bosniaco nel momento in cui produce il suo sforzo in attacco. Per il resto ci sembra una Juve tutta in salute, nonostante le critiche e le polemiche di questi giorni, relative alla querelle tra mister Allegri e Bonucci. Tutto chiarito tra i due. Pace fatta ed episodio chiuso. Adesso si può pensare alla partita di campionato contro l’Empoli e quella di Coppa Italia contro il Napoli allo Stadium. Per la Juve gli esami non finiscono mai. D’altra parte, questo si sapeva già. Nel calcio che conta, questi sono i mesi cruciali. Importante&nbsp;farsi trovare pronti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Oportofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNuna-juventus-cinica-apre-le-porte-dei-quarti-di-champions-1013228.htmSi100451001,02,03030340
841013220NewsCampionatiPietro Anastasi, “Allo Stadium la Juve è favorita, ma non vorrei……”20170202191249Intervista al giocatore che ha scritto pagine importanti nella storia della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla vigilia dell’attesissimo derby d’Italia che vede la Juventus affrontare l’Inter tra le mura del suo Stadium, abbiamo pensato di ascoltare l’opinione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b>, il campione siciliano che ha indossato la maglia bianconera dal 1968 al 1976, giocando 205 partite e segnando 78 reti in Serie A. Attaccante di razza, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha scritto pagine importanti della storia della Vecchia Signora d’Italia. Nato a Catania, è stato il simbolo di un’Italia che cambiava dal punto di vista sociale. Lo chiamavano “terrone”, ma fu l’orgoglio di un meridione che fece parlare finalmente di sé, come conquista di un’immagine rivalutata nel tempo. Oggi Anastasi vive a Varese, quella città che lo accolse tanti anni fa dopo aver lasciato la sua Catania, per realizzare quel sogno diventato poi realtà. Ascoltiamolo dunque in questa intervista. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, cosa pensi di questa Juve a trazione anteriore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi piace molto, perché vedo una squadra compatta. Soprattutto a Reggio Emilia, dove tutti gli attaccanti sono stati bravi a sacrificarsi per la squadra. Certo, se Mandzukic, Higuain, Dybala, Cuadrado e Pjanic vogliono giocare insieme, devono sacrificarsi. Devo dire che lo stanno facendo molto bene. E poi, soprattutto come gioco, si è fatto un grande salto di qualità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che questo schema di gioco così offensivo, sia proponibile anche in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso proprio di si. Se i giocatori che ho citato prima, sapranno sacrificarsi come hanno fatto a Reggio Emilia, sono convinto che anche in Champions League si potranno avere grandi soddisfazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si dice che il prossimo anno Allegri lascerà la Juve per andare ad allenare in Premier League. Se così fosse, tu chi vedresti bene sulla panchina della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vedrei un allenatore capace di continuare a percorrere la strada intrapresa prima da Conte e poi continuata da Allegri. Si parla di Paulo Sousa, un allenatore che ha fatto molto bene con la Fiorentina, dando una fisionomia di gioco propositivo. Ecco, direi proprio che lui, per il suo profilo di tecnico e per la sua conoscenza della società bianconera, potrebbe essere la persona giusta a proseguire il percorso di crescita tracciato dai suoi predecessori. E poi, avere a disposizione i giocatori che ti dà la Juve, significa indubbiamente farti fare un notevole salto di qualità anche come allenatore.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juve dovesse vincere la partita di domenica prossima contro l’Inter, pensi che metterà una seria ipoteca per la vittoria finale in campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il campionato non finisce certamente domenica, anche se la Juve dovesse battere l’Inter. Tuttavia, darebbe un segnale molto forte a squadre come la Roma, il Napoli e la stessa Inter che sta andando molto bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Vedi delle insidie in questo incontro con i nerazzurri di Pioli che arrivano da sette vittorie consecutive, nonostante siano usciti dalla Coppa Italia ad opera della Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“L’Inter ha trovato finalmente la quadratura del cerchio. Pioli sta facendo davvero un bel lavoro, ha inquadrato bene la squadra e i risultati ottenuti sono l’emblema di questa serie di vittorie consecutive. La sconfitta in Coppa Italia ci può anche stare, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>perché dopo tante vittorie la ritengo fisiologica. E poi, forse sono stati distratti dal pensiero della partita di domenica contro la Juve. Chissà!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che hai giocato tante partite contro l’Inter, è vero che durante la settimana preparavate questo incontro in maniera particolare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sai Salvino, queste partite non c’è bisogno di prepararle perché si predispongono da sole. Solo il nome dell’avversario ti galvanizza e non c’è bisogno di motivare i giocatori. L’allenatore, semmai, ha l’obbligo di tenere alta la concentrazione della propria squadra, proprio quando si affrontano partite che sulla carta sembrerebbero di facile portata. Il calcio ci ha insegnato che ogni partita fa storia a sé, per cui è fondamentale prepararsi a dovere e con mentalità da seri professionisti, prima di affrontare qualsiasi match. Poi, se si incontra l’Inter c’è un motivo in più per far bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, se tu fossi l’allenatore della Juve, come la sistemeresti tatticamente in campo per battere l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Proseguirei con lo stesso modulo, anche se mi sembra che Allegri sia intenzionato ad inserire Marchisio. In questo caso si dovrebbe scegliere tra Khedira e Pjanic, perché uno dei due dovrebbe restare fuori. Personalmente penso che Pjanic potrebbe essere l’escluso, almeno inizialmente. Questo giocatore dalle grandi qualità tecniche, lo stiamo tutti aspettando. Lui può dare molto di più di quanto ha fatto vedere alla Juve fino adesso, nonostante abbia dato segni di miglioramento nelle ultime partite. Vedremo. Comunque, ribadisco che se io fossi al posto di Allegri inserirei Marchisio al posto di Pjanic.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, qual è il tuo pronostico sulla partita Juventus – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita difficile da pronosticare, anche per la forma attuale e la bella espressione di gioco messa in mostra dalle due squadre. Tuttavia, è indubbio dare un leggero favore a questa Juve che statisticamente ha collezionato tante vittorie allo Juventus Stadium. Ma nel calcio non c’è nulla di scontato e anche le statistiche fanno storia a se. Sai, è vero che non si può sempre vincere, ma non vorrei perdere proprio contro l’Inter!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-allo-stadium-la-juve-e-favorita-ma-non-vorrei-1013220.htmSi100451001,02,03030351
851013219NewsCampionatiJuventus – Inter, tra storia e rivalità20170201191223Cresce l`attesa per il derby d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Fu Gianni Brera a definirlo “Il derby d’Italia”, non per gli scudetti, le retrocessioni o il numero dei tifosi, ma più semplicemente per quella rivalità che era già epica ancor prima degli anni ’60. E’ inutile dirlo, Juventus – Inter non è una partita come le altre, non può esserlo per sua natura storica fatta di ruggini e veleni sportivi mai dissipati. C’è poi un immaginario collettivo che fa sempre capo a un antagonismo che è forse superiore ai derby della stessa città. Juventus Torino, Inter – Milan, Genoa – Sampdoria, Roma – Lazio, sono stracittadine al fulmicotone. Ma Juventus – Inter resta il derby d’Italia più chiacchierato, più stuzzicato, grazie anche a quell’antica definizione DOC del maestro Gianni Brera che ha fatto la storia del giornalismo sportivo italiano, raccontando il pallone italico come pochi altri hanno saputo fare. Detto questo, veniamo all’attualità di un’attesa che è già febbrile, non solo per quanto abbiamo significato sin qui, ma, soprattutto, per la qualità delle due squadre che si incontreranno in un periodo di particolare forma. A parte la fuoriuscita dalla Coppa Italia subita ad opera della Lazio a San Siro, l’Inter di Pioli viene da una sequela di sette vittorie consecutive, capaci di far ricredere coloro i quali, dopo la dipartita di Mancini e il mega flop di De Boer, aveva perso ogni speranza di rivedere una squadra capace di produrre un gioco di qualità e vittorie convincenti. Ebbene, con l’avvento di Stefano Pioli, allenatore intelligente e capace sotto l’aspetto della conoscenza del calcio italiano, l’Inter è rinvigorita, ha trovato un gioco, un’anima, un’armonia e una coesione di squadra che aveva perso per strada. Prova ne è che la squadra di Pioli è quarta in classifica con 42 punti, alle spalle di Juventus, Roma e Napoli, cioè il meglio del calcio italico in questo preciso momento. Dall’altra parte c’è la Juventus. Ma che dire della Vecchia Signora d’Italia? Si sono sprecati fiumi di parole, commenti talora anche aspri contro certe scelte di Max Allegri, responsabile di non aver avuto coraggio nel presentare una Juve che ha un altissimo potenziale di qualità tecnica, ma che in partite come quelle disputate a Milano, Genova e Firenze ha dimostrato grande pochezza di idee e coraggio. E dopo la scoppola subita contro la viola al Franchi di Firenze, si è accesa finalmente la luce della presa di coscienza di una squadra costruita per vincere, convincere, divertire, dando spazio allo spettacolo e all’armonia di gioco. E così, dopo essersi leccata le ferite rimediate a Firenze, la Juventus di Allegri contro la Lazio si è presentata aggressiva, caparbia, ben disposta in campo e consapevole della sua forza. Ma soprattutto è lo schema tattico messo in campo, che ha avuto ed ha il sapore di un calcio d’avanguardia, propositivo e allo stesso tempo capace nell’interdizione, attraverso il sacrificio di attaccanti e centrocampisti. Cuadrado, Dybala, Pjanic, Higuain, Mandzukic, schierati tutti insieme, senza se e senza ma! E chi l’avrebbe mai detto che mister Allegri avesse questa giusta pensata offensiva, aggressiva, che non lascia spazio ai suoi ben noti timori di essere troppo propositivi e proiettati in avanti, con la paura di subire le ripartenze avversarie? Niente affatto, perché i campioni sopracitati hanno saputo dissipare tutti i timori del loro mister, attraverso il sacrificio tattico di sapere interdire al momento del bisogno con intelligenza e con il desiderio di mettersi al servizio della squadra. La fase di possesso palla e non possesso, sono interpretati in maniera fluida e con poche possibilità di sbagliare. Nel nuovo schema del 4-2-3-1 della Juventus, scopriamo infatti un Higuain che difende, produce assist per i compagni e segna pure; Mandzukic che diventa insostituibile per il suo pressing e capace di recuperare una miriade di palloni che aiutano le ripartenze. E poi Dybala e Cuadrado, che si inseriscono sempre tra le linee creando superiorità numerica, mentre Pjanic sembra rinato in quel ruolo di play maker che funge da ago della bilancia, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>mentre è insostituibile nel saper mettere la palla nel sette, in occasione dei calci dal limite dell’area. Tutte cose che non s’inventano dal nulla, ma che sono il frutto della cultura del lavoro e del coraggio. Dunque, una Juventus capace di divertire i suoi tifosi e coloro i quali sanno apprezzare oggettivamente il calcio fatto di deliziose giocate, a prescindere dalle simpatie o antipatie che si hanno verso i bianconeri. Sarà quindi un derby d’Italia sicuramente apprezzabile, quello tra Juventus e Inter di questo inizio febbraio 2017. Due squadre in forma che vogliono superarsi, dimostrando il loro eccellente stato di salute. La Juve per incrementare il suo primato in classifica e l’Inter con chiare aspirazioni di volere entrare a far parte della Champions del prossimo anno. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Dunque, una partita che riserverà bel gioco, con quel retrogusto dell’odio sportivo che siamo sicuri emergerà e sarà il motivo conduttore di questa tanto attesa Juventus - Inter. Signori, sta per aprirsi il sipario!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNjuventus-inter-tra-storia-e-rivalita-1013219.htmSi100451001,02,03030278
861013217NewsCampionatiQuella maschera di Dybala dopo il gol20170127190045Svelato il mistero.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tutti gli juventini d’Italia e del mondo si sono chiesti cosa fosse quel mettere la mano in faccia, lasciando liberi gli occhi a forma di maschera, che Dybala mette in mostra dopo ogni gol segnato. L’hanno soprannominata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybalamask</b> ed è la maschera di un gladiatore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ogni</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">giorno, tutti noi affrontiamo problemi e delusioni e dobbiamo combatterli come un guerriero,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">anche se siamo sorridenti”</b> – a parlare è proprio lui, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Laguna Larga (Argentina),</b> il quale toglie il mistero che fino ad oggi non aveva voluto svelare, lasciando sulla corda milioni di fan. Tantissimi tifosi juventini che su Facebook hanno cercato di indovinare cosa fosse questo gesto che si accompagna all’esaltazione di ogni gol fatto. Un gesto che ha contagiato moltissimi curiosi. E persino in Cina e in Indonesia hanno imitato la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybalamask,</b> quasi fosse propiziatoria di qualcosa da festeggiare. E’ il messaggio, la comunicazione di un calcio che fa sempre parlare di sé anche nelle cose che apparentemente sembrano banali, ma che hanno un seguito nell’emulazione. Ecco perché il mondo del pallone, nel bene e nel male, ha sempre delle responsabilità che sono inimmaginabili. E chissà se da oggi la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybalamaskmania </b>imperverserà tra i social, le foto e i minifilmati dei tanti juventini sparsi in tutto il mondo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-maschera-dibala.jpgSiNquella-maschera-di-dybala-dopo-il-gol-1013217.htmSi100451001,02,03030299
871013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030332
881013210NewsCampionatiAllegri: ”Contro la Juve fanno tutti la partita della vita”20170116192008Il commento alla brutta partita della Juventus al Franchi di Firenze<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mai banalità fu più grande nell’affermare che contro la Juventus ogni squadra moltiplica le proprie forze per incorniciare la partita della vita. Ma qual è la novità? Qual è la notizia? E’ come parlare del nulla, visto che quando la Juve perde fa felice mezza Italia, quella non bianconera. Tutte le volte che il Max della Juve si presenta davanti alle telecamere dopo una bruciante sconfitta, non fa altro che ripetere ciò che sanno tutti, che hanno visto e vissuto tutti. Dopo le sconfitte ad opere di Inter, Milan (campionato e supercoppa) e Genoa, anche a Firenze la Vecchia Signora d’Italia esce a testa bassa dal campo, completamente cosciente d’aver disputato un primo tempo da dimenticare e un secondo tempo che non ha sortito gli effetti desiderati di una reazione da grande squadra che non c’è stata. La Fiorentina di Paulo Sousa ha dominato in lungo e largo, infliggendo una vera lezione di calcio agonistico, di ordine tattico e di grande aggressività. E’ il calcio di chi sa che la squadra che hai di fronte ti sovrasta dal punto di vista tecnico e che c’è solo un modo per superarla, attraverso l’intensità agonistica, il pressing alto e asfissiante, mettendo anche grande concentrazione nel non concedere una minima occasione all’avversario. E la viola, con una stadio Franchi colmo fino all’eccesso, quel compito l’ha eseguito con grande diligenza, agevolata com’è stata da una Juventus che in campo non si è mai vista. Troppi sono stati gli errori tecnici e troppe le macroscopiche confusioni manifestate da una squadra amorfa che è sempre stata in balìa dell’avversario. Ma a prescindere dalla solita banalità che fa sempre capo alla Juve che stimola l’avversario a far la partita della vita, ci sembra di poter dire che gli sbagli di Allegri stiano diventando purtroppo una costante negativa per la squadra. Soprattutto fuori casa, la Juve è messa in campo per contenere l’avversario e cercare di ripartire. Al contrario delle partite casalinghe allo Juventus Stadium, in cui i bianconeri, fin dall’inizio, aggrediscono l’avversario attraverso un gioco corale, una difesa a quattro, tre centrocampisti, un trequartista, una mezza punta e una punta effettiva di ruolo. Una disposizione tattica che vede due centrali di difesa, due esterni (Lichtsteiner, Alex Sandro) tre centrocampista (Marchisio, Kedira, Sturaro) un trequartista (Pjanic), una mezza punta che agisce dalla trequarti campo in avanti (Dybala che aiuta sia Pjanic che Higuain) e una classica punta pronta a segnare (Higuain). Fuori casa, come a Firenze, Allegri schiera la difesa a tre ( la vecchia BBC), cinque centrocampisti con il confusionario Cuadrado che funge da esterno alto, porta palla, qualche volta salta l’uomo e cento altre volte cade a terra. E poi? Già, dimenticavamo la “magnifica” idea di far girare a vuoto per il campo un Dybala che si fa trovare nella zona della difesa, di centrocampo, di esterno destro e sinistro, con l’obbligo di stare larghissimo e quasi attaccato alla linea laterale. Ma come potrà mai questo talento argentino, sacrificato com’è nelle partite fuori casa, ad arrivare in porta, segnare e/o aiutare Higuain che resta immancabilmente solo? E poi, a parer nostro, sarebbe pure opportuno chiedersi perché Kedira che cammina e non corre, sia sempre in campo senza mai incidere. E persino Marchisio non sembra più lui. Certo, mancando Pogba, Vidal e Pirlo, la situazione è cambiata di molto, ma non si può certo dire che questa squadra non sia infarcita di campioni capaci di fare la differenza. E per fare questa differenza è necessaria una quadratura del cerchio che si chiama assetto tattico soprattutto a centrocampo, che si chiama ordine, che si chiama collegamento tra i reparti, linearità di manovra e verticalizzazione di gioco che fa capo a un pressing alto e continuo. Ma, per fare questo, ci vuole grande preparazione fisica, mentale, intensità e tenuta continua. Certo, ha un bel dire il Max della Juve che non c’è nessuna squadra al mondo che riesce ad avere un possesso palla per 60 o 70 minuti della partita. E’ vero, nessuno pretende che questi giocatori vestiti con la maglia bianconera diventino dei marziani capaci di vincere sempre e magari stravincere il campionato anzitempo. Si chiede più semplicemente di vedere un calcio consono alle reali capacità tecniche e agonistiche, fatto da campioni quali essi sono. Ma è il direttore d’orchestra che deve prima di ogni altra cosa avere le idee chiare sulla sua squadra, sulle caratteristiche tecniche di ognuno di loro e assemblarli ad una formula tattica definitiva. E anche se ci si rifugia dietro al paravento dei discorsi che la Juve è prima in Campionato, che si è qualificata per gli ottavi di finale di Champions ed è in corsa per la Coppa Italia, oggi, 16 gennaio 2017, dopo sei mesi di partite, vediamo ancora troppa confusione e insicurezza, basti vedere Allegri che continuamente si rivolge al suo secondo Landucci per sapere cosa ne pensa, cosa fare, cosa cambiare, quando e chi togliere. Noi riteniamo che Barzagli e Chiellini debbano cominciare a stare in panchina e fare gruppo con la squadra, dando spazio a un Rugani che ha già ampiamente dimostrato l’eleganza di gioco e maturazione personale . E poi Marko Pjaca deve essere considerato di diritto un titolare. Lui ha i numeri per diventare un punto fermo di questa Juve. E adesso ci si aspetta una partita d’orgoglio contro la Lazio, tra le mura casalinghe. Noi siamo pronti a scommettere che vedremo un’altra Juve, proprio per l’analisi che abbiamo fatto fin qui. Ma a partire dalle prossime partite fuori casa, vedremo la stessa Juve dello Stadium? Chissà! D’altra parte, sia in casa che fuori, tutti vogliono fare la partita della vita contro la Juve. Vero mister Allegri?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri:-contro-la-juve-fanno-tutti-la-partita-della-vita-1013210.htmSi100451001,02,03030319
891013208NewsEditorialeDybala e Iturbe, un gol di vita tra i dimenticati da tutti20170114180825Un gesto che aiuta ad essere imitato<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non vorremmo essere marchiati con il timbro indelebile di buonisti e dei fautori della facile retorica dei sentimenti, ma nell’apprendere certe notizie non possiamo davvero non allargarne i contenuti. E anche se viviamo in una società in cui il male fa sempre più notizia del bene, noi insistiamo nel credere che nonostante certi articoli vengano letti da poche persone, comunque lascino una piccola scia di riflessione. Detto questo, passiamo a commentare la notizia che a Torino, in una di queste notti di freddo gelido, due campioni di calcio hanno portato la loro solidarietà ai senzatetto. Già, proprio così! E’ successo che tra le strade, i vicoli <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>e i portici di una Torino notturna e infreddolita, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala e Juan Manuel Iturbe</b>, si sostituissero alle decine di associazioni di volontariato che fanno capo alla Comunità di Sant’Egidio. Prima incappucciati per non farsi riconoscere e poi lentamente svelati i volti per parlare e donare un piatto caldo ai clochard, i due campioni che sono amici da tanti anni, distribuiscono cannelloni e lasagne, bevande calde, ma soprattutto calore umano, vicinanza, sensibilità verso chi è meno fortunato ed è reduce da storie che rattristano perché non hanno nulla da spartire con la vita vera, quella che merita di essere vissuta e abbia un significato. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Può servire da esempio ai bambini, ma anche a tanti adulti che ci seguono</b>” - dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“alla gente che passa sempre per strada e guarda queste persone con indifferenza, ha fretta e non si ferma mai un attimo. Mia madre mi ha insegnato ad aiutare chi ha bisogno. Ricordo che facevo queste azioni anche quando ero a Palermo. Certo, all’inizio era più facile perché non mi conosceva nessuno, ma poi ho continuato lo stesso. A Torino esco anche con la mia ragazza e porto quello che ho in casa, un pezzo di cioccolato o altro, l’importante è fare</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">qualcosa”.</b> E anche il neo granata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iturbe</b> manifesta qualche significativo pensiero in merito: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Lo faccio spesso, specie quando non mi vede</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">nessuno”</b>. Sono due argentini che vengono da famiglie umili. Radici che raccontano certe difficoltà economiche della vita che sanno di vissuto, ed oggi che hanno conosciuto la gloria e la ricchezza non dimenticano il passato. Girarsi indietro per guardare il presente e immedesimarsi. Impossibile restare mani in mano, passare, guardare e fare finta di niente. No, per Dybala e Iturbe non è davvero possibile, perché certe visioni che manifestano l’abbandono della persona nel sentirsi ultimi e dimenticati, non può certamente passare inosservato. E il bello è pure che per qualche ora, nessuno dei barboni ha riconosciuto i due campioni che hanno portato amicizia, attenzione, il calore di un gesto, di una parola buona. Certo, quando questi gesti vengono fatti da personaggi importanti, tutto assume una cassa di risonanza che deve fungere da esempio per emulare, anche se non sei <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala, Iturbe</b> o qualsiasi altro personaggio pubblico di grande importanza. L’aiuto verso chi soffre non conosce nomi e cognomi, ma l’anima e il cuore di chi agisce spontaneamente anche nell’anonimato. E noi che raccontiamo la storia del pallone e le sue molteplici vicissitudini, non possiamo dimenticare di riferire certi gesti di vita che ci fanno riflettere e ci servono da insegnamento. Tutti possiamo fare qualcosa per gli altri. E anche se il bene viene letto poco o niente, noi continueremo lo stesso a raccontarlo. E’ il nostro modo di fare gol, anche se ne hai già subiti quattro.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711dybala-iturbe.jpgSiNdybala-e-iturbe-un-gol-di-vita-tra-i-dimenticati-da-tutti-1013208.htmSi100451001,02,03030258
901013206NewsCoppeCoppa Italia, la Juventus batte l’Atalanta ma non perde quel vizio…..20170112183041Dubbi e perplessità si intrecciano in una Juve a due facce.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Qual è quel vizio? Quello emerso a Doha con la perdita della Supercoppa Italiana: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la distrazione.</b> Sì, una ingiustificata distrazione che mette in guardia difesa e centrocampo a una maggiore attenzione, per non cadere in confusione e soffrire in maniera incomprensibile. La Juve vista in Coppa Italia contro l’Atalanta di Gasperini (bella espressione di gioco del calcio moderno) ha giocato un primo tempo di alta scuola tecnica, con Dybala sugli scudi e ogni reparto pronto a non sbagliare il passaggio e verticalizzare il gioco. Fluidità di manovra e bellezza del gioco del calcio, hanno riscaldato gli animi e non solo, dei tifosi juventini accorsi allo stadium in una serata glaciale. Ottimo Rugani (che ricorda molto Gaetano Scirea nella limpidezza degli interventi), bravi gli esterni, ottimo centrocampo orchestrato da un resuscitato Pjanic e immenso Dybala autore di un bellissimo gol e di un assist a Mario Mandzukic, che ha realizzato la seconda rete per la Juve. Poi, nel secondo tempo,vuoi per le scelte di Allegri di togliere Dybala, Pjanic, Marchisio, e dare loro respiro in vista della prossima partita che la Juve giocherà a Firenze, vuoi per una ormai cattiva abitudine di mollare la concentrazione nel bel mezzo di una partita, fatto è che la Juventus ha sofferto e rischiato di pareggiare e poi giocare i supplementari di una partita che doveva semplicemente gestire meglio. E per gestire meglio il vantaggio, intendiamo il possesso palla nella metà campo avversaria che improvvisamente è sparito. Come sparito (forse per stanchezza) appare spesso Lictsteiner, responsabile del gol ottenuto dall’Atalanta, per non essere riuscito ad anticipare l’avversario. E poi il centrocampo lasciato nelle mani dei soli Hernanes, Sturaro, Rincon, rispettabilissimi giocatori di forza fisica e nulla più, sono subito sembrati in balia di avversari giovani ma che fino all’ultimo hanno creduto nell’impresa di riuscire a pareggiare una partita che le potesse dare la speranza dei tempi supplementari. Ma non è certamente la bella Atalanta di Gasperini, il problema di una Juve che perde in concentrazione e rischia grosso ogni qualvolta viene aggredita dall’avversario. Allegri non sa spiegare i motivi, pur evidenziando un’anomalia che ormai è sotto gli occhi di tutti. Noi non crediamo si tratti di stanchezza, perché la Juventus vista nel primo tempo contro l’Atalanta è apparsa in salute nelle idee e nella sostanza. Si è divertita e ha fatto divertire. Poi, il buio più completo. E, se non fosse stato per quel rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Lictsteiner in area trasformato da Pjanic, la Juve avrebbe sicuramente compromesso una partita che avrebbe potuto e forse dovuto vincere sul velluto. Intanto, in campionato domenica prossima si giocherà la prima partita del girone di ritorno. La strada è ancora lunga e bisogna trovare in fretta i motivi di certi atteggiamenti errati e risolverli. Certo,non sarà facile. Ma la Juve ci ha abituato da sempre, che quando è ora non delude mai.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-batte-l-atalanta-ma-non-perde-quel-vizio-1013206.htmSi100451001,02,03030251
911013199NewsCoppeAllegri, qualche colpa ce l’hai anche tu20161224160024Il Milan di Montella conquista ai rigori la 29ma Supercoppa Italiana. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Il mister bianconero, dopo aver perso ai rigori la finale di Supercoppa Italiana contro il Milan a Doha, si mette in evidenza per un siparietto privato ai bordi del campo, dove davanti ai dirigenti bianconeri e con fare altamente nervoso urla: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Li prenderei tutti a calci nel…..”.</b> Poi, pubblicamente, ai microfoni delle televisioni parla di una sconfitta provocata dagli errori e dalla stanchezza. Ma un po’ colpa di questa sconfitta è anche da imputare proprio ad Allegri, il quale dopo l’infortunio di Alex Sandro ha fatto entrare Evra con il compito di stare sulla zona di Suso. E si è visto subito che il francese non era in grado di marcare il milanista che, proprio dall’uscita di Alex Sandro, ha lievitato in crescendo una superba prestazione che è stata la chiave di volta della vittoria del Milan. Occorreva ravvedersi subito, ma Allegri non l’ha fatto. Ma a parte questa svolta tattica, riteniamo che la Juve abbia anche perso perché (soprattutto con Dybala entrato al posto di Pjanic al 22’ del s.t.) non ha saputo sfruttare una sorta di rigore in movimento che gli è capitato sul finire dei tempi regolamentari. Ma prescindendo da ogni errore fatto dagli avanti bianconeri, è anche giusto dare merito a un Milan che ha saputo interpretare la partita con umiltà e compattezza di squadra, individuando subito la giornata negativa della Juve. Dunque, la ventinovesima Supercoppa italiana si tinge di rossonero, proprio nell’anno in cui sembra calare il sipario sulla presidenza targata Berlusconi. Montella, che ha vinto il suo primo titolo importante nella sua giovane carriera da allenatore, sta creando i presupposti per un Milan capace di iniziare un ciclo importante nell’immediato futuro. La squadra è giovane ed è farcita di molti talenti italiani. Ci sono dunque tutte le premesse affinché il diavolo rossonero possa ripercorrere la strada tracciata dalla sua storia. Per quanto riguarda la Juve, invece, pensiamo che pur nella delusione di aver buttato alle ortiche una Supercoppa che sarebbe stata possibile conquistare se avesse evitato moltissimi errori, deve continuare il suo percorso che la vede saldamente in testa al campionato. Per la Champions c’è ancora tanto tempo. Dunque, si rifaccia mente locale su un’eventuale potenziamento a centrocampo nel mercato invernale. Per il resto, pensiamo che il riposo (vedi l’evidente stanchezza palesata da Marchisio, Kedira, Pjanic, Evra, Lichtsteiner) sia la condizione per ritrovarsi ad inizio anno 2017 e affrontare nel migliore dei modi i 6 lunghi mesi decisivi. La Juve è già forte così, ma deve fare attenzione a saper affrontare le partite secche (quelle che non hanno altro appello e sono decisive per il risultato). Ecco perché la Champions è diversa dal Campionato. E la Juve deve migliorare in questo senso.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Dohafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-qualche-colpa-ce-l-hai-anche-tu-1013199.htmSi100451001,02,03030319
921013188NewsCoppeMa siamo così sicuri che questa Juventus sboccerà a Marzo?20161104171050L`analisi sulla Juventus di oggi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La litania è sempre la stessa. Da fine agosto ad oggi, non facciamo altro che ripetere sempre le stesse cose; ma il gioco, le idee, la brillantezza della manovra latita in maniera troppo evidente. Massimiliano Allegri continua ad arrabbiarsi in panchina, s’inc….a, scatta via furibondo negli spogliatoi a fine gara, e poi si presenta alle telecamere come se nulla fosse accaduto. Dopo la partita di Champions contro il modesto Lione, che la Juve ha pareggiato in casa, abbiamo rivisto il film di sempre: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“I ragazzi hanno giocato una buona gara, peccato per quella disattenzione in difesa, ma ci sta. In Champions non è facile, tutti pensano che bisogna stare in testa fin dall’inizio della competizione, ma non è così. Ciò che conta è vedere come ci si comporta nel mese di marzo, perché adesso è solo importante centrare la qualificazione.”</b> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> con le solite parole di chi ha appena visto un’altra partita e non quella della sua squadra, quasi volesse difendere l’indifendibile. Basterebbe essere più sinceri senza offendere nessuno, ma facendo un’analisi più veritiera nel rispetto dei tifosi e della critica. A noi sembra che ad Allegri sia stata regalata una Ferrari che guida con difficoltà, e stenta pure a capirne bene il suo funzionamento. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic, Kedira,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes, Dani Alves</b>, chi li ha visti? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>a fasi alterne, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini </b>infortunato (più fuori che dentro), <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b> appena rientrato, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah, Dybala e Pjaca</b> infortunati, raccontano di una Juve che non sta bene sotto il profilo fisico e atletico. Un non star bene che si riflette in maniera psicologica in una squadra che ha perso l’antico senso della sua personalità, della sua autostima, di quella sicurezza che era la garanzia di Juventus. Eppure questa squadra riesce a nascondere (neanche tanto) i gravi problemi di grande confusione esistente nell’ambito di un gioco che non riesce a trovare neanche con il lanternino, solo per il fatto di essere prima in classifica in campionato, restando in piena corsa per la qualificazione Champions. E se questo fosse dato soltanto dalla mediocrità della concorrenza? Potrebbe anche essere che per fortuna della Juve ci sia anche questa probabilità. Certo, buon per lei e per i suoi tifosi, ma attenti che nel calcio prima o poi i nodi vengono al pettine ed è facile pagare dazio quando questo cercare di ritrovarsi è così lungo ad arrivare. In Italia anche la Roma perde colpi, mentre il Napoli che in questo momento è la più bella espressione del calcio italiano, ha gravi problemi in fase di realizzazione di un gioco che è oggettivamente brillante. Il Milan deve maturare e l’Inter sappiamo tutti in che situazione si trova. Dunque, qual è la vera antagonista della Juventus di oggi? Nessuno, forse se stessa, mentre si specchia e si vede così brutta, noiosa e trasmettitrice di sofferenza per i suoi tifosi e per gli amanti del bel calcio. Ci auguriamo di sbagliarci, ma noi tutta questa sicurezza in una Juve di primavera, capace di dimostrare brillantezza e incantatrice di bel gioco, non ci convince per niente. Troppi i problemi da risolvere in un centrocampo provato e riprovato mille volte con situazioni tattiche e giocatori diversi, ma la sostanza è sempre la stessa. La Juve annoia, ed è penalizzante per lei il confronto del gioco brillante messo in mostra da squadre come il Barcellona e il Manchester City, capaci di affrontarsi nei match di andata e ritorno con il cipiglio di chi è in grado di dare spettacolo, di fornire calcio ad alti livelli, dove l’evento sportivo dà la misura del prezzo pagato per assisterlo. Non vogliamo essere disfattisti o penalizzanti di un qualcosa che non vediamo chiaro, tuttavia, se a marzo veramente questa Juve dimostrerà attraverso il gioco ritrovato e la fluidità di idee, di essere veramente a livello delle migliori squadre europee, saremo certamente i primi a rallegrarci nell’affermare con onestà intellettuale di esserci sbagliati. Ma oggi no, perché quello che vediamo non è calcio prodotto da una squadra la cui società ha speso molto denaro per vincere una Champions forse stregata per i colori bianconeri, ma sempre splendidamente affascinante per i suoi tanti tifosi sparsi in tutto il mondo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNma-siamo-cosi-sicuri-che-questa-juventus-sboccera-a-marzo-1013188.htmSi100451001,02,03030402
931013183NewsCampionatiIl fatal San Siro20161023124352La Juve cade ancora a Milano<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la legnata subita ad opera dell’Inter, la Juventus perde ancora in quel di San Siro contro il Milan. E’ vero, questa volta i bianconeri sono stati penalizzati da un regolarissimo gol segnato da Pjanic, inspiegabilmente annullato dall’arbitro Rizzoli, che prima convalida la rete e poi l’annulla. Tuttavia, dobbiamo dire che se anche quel gol fosse stato assegnato com’era logico che fosse, il giudizio sulla Juve non sarebbe cambiato nella sostanza. E’ dall’inizio di campionato che in campo vediamo una squadra che è ben lontana dai suoi standard abituali. A tratti facciamo fatica a pensare che quella squadra sia la Juve, talmente i nomi altisonanti e l’autorevolezza di una società leader nel settore calcistico farebbero pensare. Eppure, ci siamo anche abituati a dire che in fondo questa Juventus di Higuain, Pjanic, Dybala, Dani Alves, Cuadrado e company, nonostante la sua estetica bruttezza di gioco, sia comunque prima in Campionato e anche in Champions League. Ma, evidentemente, il perdurare di questa situazione, non può far altro che far emergere tutti i nodi che inevitabilmente stanno venendo al pettine. La realtà è che la Juve attuale soffre troppo, quasi come una provinciale che ha l’obiettivo di salvarsi. L’abbiamo vista anche ieri sera a San Siro al cospetto di un Milan giovane, caparbio, ben messo in campo da Montella e, soprattutto, con la necessaria fame agonistica che i bianconeri sembrano aver perso per strada, proprio nell’anno dei suoi campioni. Non c’è mistero in tutto questo. Nel calcio tutto ha una sua logica e poche cose sono improvvisate, anzi diremmo quasi nessuna. Per questo, noi che scriviamo di calcio, abbiamo messo più volte in evidenza dall’inizio di campionato una Juve che è alla ricerca continua di se stessa, senza ritrovarsi mai. Una sorta di cantiere che vuole definire un’opera che tarda a completarsi, forse per mancanza di idee chiare del suo allenatore. Già, un Max Allegri che dopo la fine del match con il Milan, ai microfoni dei media, fa i complimenti ai suoi ragazzi che hanno fatto una partita di intenso valore agonistico e tecnico. Mah, sarà! Noi abbiamo visto un’altra partita! Attraverso i nostri occhi si è evidenziato un match in cui il Milan ha messo in campo idee di gioco, umiltà, fame agonistica, pressing alto e ottimo ordine tattico. La Juve, invece, fino a quando è rimasto in campo Dybala, ha cercato attraverso il movimento senza palla di sorprendere gli avversari, eccedendo tuttavia in personalismi esasperati da parte dei portatori di palla come Dani Alves, Hernanes, Alex Sandro, senza mai dare verticalizzazione a un gioco che vede sistematicamente Higuain con le spalle alla porta. Poi, con l’ingresso di Cuadrado, abbiamo notato ancor più disordine e confusione tattica in una manovra che si è incaponita maggiormente nel dribbling inconsistenze e nel portar palla senza la dovuta calma. Personalismi da ansia agonistica, che sono senza costrutto. Ma dov’è il gioco? Dov’è la fluidità di manovra? Dov’è la squadra? No, ci dispiace per Allegri, ma noi siamo davvero di parere avverso, anche perché questa Juve annoia per la sua monotonia nell’insistere su azioni monotematiche. Sempre le stesse, sempre facilmente prevedibili. Cuadrado va sul fondo e crossa sperando che qualcuno raccolga la palla di testa e segnare. Lo stesso fa Alex Sandro dall’altra parte, sfiancandosi senza costrutto a portar palla. Anche Bonucci è fuori forma. Certi errori non sono da lui. Il ragazzo, evidentemente, ha la testa altrove, ed è pure comprensibile. Forse avrebbe bisogno di rifiatare, ma è Allegri che dovrebbe farlo riposare. Unica nota lieta? L’immensità di Barzagli, sempre attento, lucido e pronto a sventare le incursioni dei più giovani avversari. Insomma, se la Juve non può certamente appellarsi alla sfortuna, il Milan di Montella che adesso si trova a due punti dalla vetta, può invece rallegrarsi di aver trovato il gioco, l’autostima, la maturità calcistica dei suoi baby come Donnarumma e Locatelli e l’umiltà di chi ha tanta fame e voglia di rientrare a far parte delle più forti compagini d’Italia. Montella sta lavorando davvero molto bene. Adesso cerchi la continuità di gioco e di risultati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNil-fatal-san-siro-1013183.htmSi100451001,02,03030353
941013178NewsCampionatiMarchisio, il miracolato20161012183334Il principino sta bene e si prevede il suo ritorno in panchina contro l`Udinese<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la pausa delle Nazionali, in casa Juve c’è il lento ritorno dei giocatori che hanno vissuto una settimana lontana da Vinovo. Ritornati alla base i nostri azzurri e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic,</b> domani sarà la volta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b>, mentre Dani Alves e Cuadrado si rivedranno soltanto venerdì prima del match casalingo contro l’Udinese. Ma c’è una nota lieta nella Juventus di oggi: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Marchisio</b>. Il centrocampista bianconero, infatti, dopo aver subito sei mesi fa la rottura del crociato con relativa operazione, da qualche mese ha ripreso la rieducazione e poi è rientrato sorprendentemente ad allenarsi con i suoi compagni di squadra. Oggi, nella partitella effettuata a Vinovo contro i dilettanti della Pro Settimo, il principino ha addirittura segnato un gol, dimostrando al suo allenatore di essere già pronto per la gara contro l’Udinese di sabato sera, almeno per un posto in panchina. Un recupero che sa di miracolo, visto che si prevedeva il suo rientro a fine anno. Pensiamo che questo gol sia stato per Claudio Marchisio come qualcosa che l’ha portato fuori dal tunnel dell’ansia da recupero. Crediamo davvero che al di là del dolore provocato dal grave infortunio, per lui sia stato ancora più doloroso restare fuori dal campo tutti questi mesi, senza sentire il profumo dell’erba e quel pallone tra i piedi, capace di darti il senso di ogni cosa. Ragazzo serio,professionista impeccabile, Claudio Marchisio è considerato il pilastro inamovibile del centrocampo bianconero. La mancanza del suo apporto davanti alla difesa ha dato non pochi grattacapi a mister Allegri, il quale ha provato e riprovato più giocatori in quel ruolo che è di grande importanza nello scacchiere tattico della Juve. Tuttavia, pur con tutta la buona volontà, nessuno dei sostituti di Marchisio ha saputo dare la capacità di sicurezza nell’interdire e costruire il gioco del centrocampo bianconero. E’ il destino dei grandi giocatori come lui, capaci di garantire intelligenza tattica, affiatamento con i compagni e sicurezza nei movimenti. Adesso, per il principino sembra passato il peggio, vista la grande autorità dimostrata nell’amichevole contro i dilettanti. Certo, le naturali titubanze nell’affrontare di brutto i vari tackle che capitano in una partita, dopo tale infortunio sono da mettere in preventivo. Ma la fame di gioco, la voglia di pallone e la presenza fisica messa oggi sul campo da Marchisio, lasciano davvero allibiti per un recupero che per Allegri significa aver preso un terno al lotto. Facciamo i nostri auguri a questo ragazzo dalla faccia pulita, ma capace di farsi rispettare in campo e nella vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cavallaro</b> <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711marchisio.jpgSiNmarchisio-il-miracolato-1013178.htmSi100451001,02,03030344
951013171NewsCampionatiInter aggressiva e Juve snaturata da Allegri20160920173156Contro l`Inter una bruttissima prestazione della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il calcio ci insegna che le partite sono soggette a vittorie, ma anche a sconfitte talora brucianti. Ma c’é modo e modo di perdere. E, quando questo accade, é giusto dare sportivamente merito a chi ha vinto. Il derby d’Italia tra Inter e Juventus, caricato da antiche ruggini sportive mai dissipate, si è concluso con la meritata vittoria della squadra nerazzurra per 2 a 1. Nel secondo tempo è andata in vantaggio la Juve con Lichtsteiner, ma poco dopo l’Inter ha pareggiato con un colpo di testa di Icardi, per poi chiudere i conti con Perisic incolpevolmente lasciato solo dalla difesa juventina. Per lunghi tratti della gara abbiamo visto una sola squadra in campo: l’Inter. Ma l’analisi del match ci induce a fare alcune considerazioni che non sono sfuggite alla maggioranza dei media e a chi di calcio si alimenta. Fermo restando che la squadra di Frank De Boer, (dopo la figuraccia rimediata in Europa League) è stata sorretta da giuste motivazioni, la Juventus dei supercampioni che ambiscono alla conquista del sesto scudetto consecutivo per entrare nella leggenda con l’obiettivo di conquistare pure la Champions League, in quel di San Siro è apparsa timida, titubante, senza cattiveria e, soprattutto, confusa nelle idee di gioco. La Vecchia Signora dopo la partita con la Fiorentina, Lazio e Sassuolo, stenta a trovare la sua vera identità grazie al disordine tattico provocato proprio dal suo allenatore. Un Max Allegri che per tanti motivi non si sta rivelando all’altezza della situazione. Sbaglia molto nelle scelte dei giocatori da mandare in campo, mentre sta creando confusione tattica a una squadra che ha grandissime potenzialità tecniche. Il dato di fatto, che l’arcigna difesa bianconera incassi così tanti gol, è emblematico di un centrocampo male assemblato e di un attacco che tale non é. Il tanto sbandierato 3-5-2 della Juve di Allegri, in campo si materializza con un 5-3-1-1 che è indicativo di un calcio attendista e poco portato ad attaccare. Già in Champions League contro&nbsp;il Siviglia, il tecnico toscano ha sbagliato le sue scelte lasciando il panchina Pianjc. Contro l’Inter, Allegri ha lasciato in panchina Higuain, preferendogli un Mandzukic che non è mai entrato in partita, ha schierato Pianjc lasciando fuori Lemina e dando fiducia a un Asamoah in chiara difficoltà. E poi, mister Allegri, ci deve spiegare la posizione di Kedira, che spesso si trova a fare la punta senza averne le caratteristiche. A nostro avviso il tedesco deve stare davanti alla difesa, spostando Pianjc dietro le punte. Ma c’è ancora un altro inspiegabile disguido tattico in questa Juve dai tanti problemi fatti affiorare da Allegri: la posizione di Dybala. L’argentino sembra catechizzato a giocare lontano dalla porta; fa il terzino, il centrocampista, s’inventa il ruolo di trequartista e spesso lo vediamo pure sull’esterno di destra e di sinistra, mentre il suo vero ruolo di mezzapunta non gli è dato fare. Risultato? Il ragazzo si affatica in maniera incredibile, non arriva mai a tirare in porta per ovvi motivi e produce pure uno sforzo fisico che va oltre la resistenza della sua corporatura. Tutto il contrario dell’anno scorso, in cui ha segnato tanti gol da una posizione sicuramente più avanzata. Insomma, Allegri ha bisogno di rivedere molte cose e deve pure dimostrare di azzeccare i cambi a partita in corso, senza aspettare il 70esimo minuto del match per decidere sul da farsi. Ci dispiace dire queste cose di un tecnico del quale apprezziamo il suo lavoro negli anni post Conte, tuttavia, se la Juve vuole primeggiare nel campionato italiano e in Europa, è opportuno capire presto l’importanza della giusta collocazione tattica di campioni, che solo in questo caso riusciranno a fare la differenza. E’ una Juve che risente del centrocampista che non è arrivato nel mercato d’estate e di un Marchisio di cui si avverte la mancanza proprio in una zona del campo che è cruciale per il gioco della Vecchia Signora. Detto questo, dobbiamo dire che abbiamo apprezzato l’Inter di De Boer che di colpo è sembrata risuscitata dai suoi mille problemi di gioco, di difesa e di organizzazione in campo, che come per incanto sono stati centrati in maniera positiva. Evidentemente, incontrare la Juve è anche terapeutico. E poi, se c’è di mezzo Max Allegri……..</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNinter-aggressiva-e-juve-snaturata-da-allegri-1013171.htmSi100451001,02,03030382
961013166NewsCampionatiJuventus regina del mercato, ma saprà mantenere le promesse?20160903181735L`analisi del mercato della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono storie nel calcio che spesso sorprendono per la loro imprevedibilità. E così accade che squadre attrezzate per vincere, qualche volta sul campo non mantengano le promesse che la teorica “carta” suggerisce all’inizio di campionato. Tuttavia, se questo discorso è accaduto in passato, non è possibile oggettivamente pensare, che la stessa cosa possa accadere per la Juventus che è stata regina del mercato. Il 9 con lode in pagella è la logica di un’estate maestosa, fatta di un mercato ricco e intraprendente per i colori bianconeri. E’ il risultato di una campagna acquisti e vendite che non ha precedenti nella storia del calcio italiano. L’acquisto record di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e l’altrettanto iperbolica cessione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paul Pogba</b>, sono l’emblema di operazioni virtuose quanto esplicite di un chiaro obiettivo da raggiungere<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">: la</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Champions League</b> e il sesto scudetto consecutivo, che stabilirebbe il record nella storia bianconera di tutti i tempi. Gli arrivi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dani Alves, Benatia, Pjanic, Pjaca</b> e il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, si integrano in maniera superba al già grande valore tecnico rappresentato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> il quale, con la sua presenza in campo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>sta dando grande respiro alla manovra bianconera, nell’attesa di vedere il migliore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain. </b>Tutto sembra perfetto e magistralmente organizzato in tutti i settori. Difesa rocciosa, centrocampo in cui spiccano valori tecnici di superba classe, con un attacco che, se mette in pratica certe premesse, sarà da definire come stellare. E non importa se il mancato arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Witsel </b>potrà sembrare un piccolo rimpianto in un centrocampo che dovrà fare a meno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lemina</b> che parteciperanno alla Coppa d’Africa e di Marchisio che potrà essere disponibile soltanto a inizio anno 2017. E mentre Marotta si fregia giustamente dei suoi conti in aumento, Allegri si gode la sua nuova Juve pensando all’eventuale nuovo assetto tattico, che dovrà essere inerente alle caratteristiche tecniche dei campioni che si ritrova nella rosa bianconera. E intanto la Juve si trova già in testa al campionato con il punteggio pieno di 6 punti in classifica, avendo vinto la prima partita in casa contro la Fiorentina e poi il match esterno con la Lazio. E’ stato come acquisire il massimo risultato con il minimo sforzo. In effetti, la Juve vista in campo nelle due partite citate, non è stata all’altezza della situazione. Ma se pensiamo che quella è stata una Juve di fine agosto e una squadra che era priva di parecchi titolari, possiamo davvero chiederci cosa sarà il gioco e il rendimento di una Juventus al completo, che sta lavorando con una preparazione adatta a trovare il picco della sua forma intorno a marzo - aprile del prossimo anno. L’interruzione del campionato a beneficio degli impegni della Nazionale, dà respiro alla Juventus (ma anche alle altre squadre) che risentono ancora della fatica della preparazione estiva. Dunque, il popolo juventino che è già in fermento per seguire i fasti della propria squadra, lievita speranze di bel gioco, gol, divertimento e, soprattutto, di speranza di tante altre vittorie da scrivere tra le pagine della lunga storia bianconera. D’altra parte, qui è sempre di casa la famosa frase: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-regina-del-mercato-ma-sapra-mantenere-le-promesse-1013166.htmSi100451001,02,03030338
971013119NewsCampionatiDavid William Caruso, tra musica rock e ultras laziale. 20160518142927La passione per la Lazio vista dalla parte degli ultras, si interseca all`amore per la musica rock. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nel variegato mondo della musica moderna, capita spesso di conoscere personaggi che per le loro peculiarità artistiche e umane, fanno la differenza e, per questo, sono capaci di stuzzicare la curiosità della gente. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nasce a Roma nel 1984 e studia pianoforte fin dall’età di 6 anni. A 16 anni prende in mano la chitarra e la suona da autodidatta. Inizia a cantare da piccolo, accompagnato da suo padre. Intanto passano gli anni e David si accorge che la musica rappresenta il senso della sua vita. Il rock è il genere musicale che più si confà con il suo modo d’essere e così inizia un percorso musicale che oggi lo pone tra le più interessanti proposte musicali dello scenario italiano. Ma c’è un altro aspetto importante di questo giovane artista romano: il suo amore per la Lazio e il modo di interpretarlo attraverso la filosofia degli ultras. Una fede che nasce fin da quando era piccolo, per essere vissuto in una famiglia dai colori biancocelesti. E non è un caso che tra le tante incisioni discografiche di David William Caruso ci sia l’inno della Lazio intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avanti</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio”</b>. Ultimamente ha anche girato il video del primo singolo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vita da ultras”</b> tratto dal suo album <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non voglio rimorsi”.</b> E’ notizia di questi giorni, l’uscita del suo primo singolo intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Splendida così”.</b> Ma noi che ci occupiamo di sport a tuttotondo, abbiamo voluto intervistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nella veste di tifoso ma anche di appassionato di calcio, cercando di entrare al contempo nel particolare mondo degli ultras da stadio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Vita da Ultras. A chi pensa che la figura dell’ultras da stadio sia da considerare pericolosa. Tu cosa rispondi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non posso negare che in parte lo è. Ma difficilmente nuoce alle persone “qualunque”. Il mondo ultras è una ricerca del fronte avversario e non di famiglie e bambini. Il calcio è uno sport popolare nel significato stesso della parola non in senso di fama. E' praticato e seguito anche e soprattutto nelle periferie dove spesso il degrado, in concomitanza con una miriade di problematiche sociali diverse, sfocia anche nel mondo ultras. E' inevitabile. In Inghilterra sono riusciti con leggi ferree ad assicurare tranquillità all'interno degli stadi. Ma ciò che accade fuori, in privato è un mondo poco conosciuto dai comuni tifosi, ma ben radicato in fazioni e persone molto numerose.” <br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ascoltando “Avanti Lazio”, l’inno che hai scritto per la tua squadra del cuore, mi è rimasta impressa una frase “Con le voci ogni domenica paghiamo il nostro dazio”. Perché?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Beh la frase che hai scelto mi “preme” in particolar modo perché unisce i miei due amori. Amo cantare e amo la mia squadra e l'unico modo che ho per ricambiare al meglio delle mie possibilità, l'amore verso i miei colori è usare la mia “canna” vocale e sputare fiato come se fossimo in 20 a cantare.”<br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Penso che la tua passione per la Lazio risalga da varie generazioni di famiglia. Da tuo nonno, a papà, a te e tuo fratello. Ma dentro di te si erge l’anima dura che esprimi attraverso la tua musica. Sembra quasi una risposta a muso duro verso un mondo avverso. E’ così?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La mia fede, la mia religione, proviene da entrambi i miei nonni. Venuti a Roma quando la Lazio era (e lo è ancora) l'unica squadra della capitale. Trasmessa da mio padre a me e mio fratello entrambi meno “facinorosi” e più calmi rispetto a me. Loro lo chiamano “temperamento artistico”. Io, perdonate il lessico, lo chiamo “incazzatura”. E' bello quando qualcosa ti viene tramandata. Anche se a scuola tu sei solo e “loro” sono tanti. Anche se devi abituarti a rispondere presto nei bar già da piccolo alla domanda “sei d' a' Lazio e 'n te vergogni?!”. La risposta ve la risparmio perchè la scurrilità preferisco lasciarla a loro e allo stadio dove mi è concesso. Scrivere l'inno e pensare a loro, tutti loro, è stato magnifico. La vera dedica va alla persona che mi ha motivato a scrivere questo brano: un grande uomo di principi. Sono felice di essere riuscito a scrivere qualcosa di diverso senza usare la solita terminologia “cielo , cuore , amore”. Ho voluto scrivere qualcosa che carichi gli 11 leoni che scendono nel santuario del pallone la domenica per dirgli : “Ragazzi … noi <br> siamo il dodicesimo in campo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei gemellaggi di certe tifoserie?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“I gemellaggi nascono spesso da amicizie createsi per diversi motivi: giocatori comuni, tifoserie affini nel loro atteggiamento ed, a volte, anche per motivi politici. Devo ammettere che però è davvero una cosa bella. Quando incontri determinate squadre e le loro tifoserie gemellate con la propria vieni trattato come uno di famiglia. E' strano ma questa è una cosa che amo del calcio. Entrare a Londra con la maglia della Lazio con il nome Di Canio sulla schiena, in un pub nei pressi di Upton Park ed essere sommerso da abbracci e birra è davvero una cosa strana e calorosa allo stesso tempo. Niente di male, insomma.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Da Chinaglia a Miro Klose, passando da Di Canio. E’ la storia di una Lazio che ha fatto sognare i suoi tifosi</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La storia della mia Lazio passa anche dai nomi da te citati. Guerrieri, gente con gli attributi. Vanto della maglia che indosso la Domenica. Ma tanti nomi hanno fatto la storia e sono meno menzionati. Da Nesta, a Gazza, da Maestrelli a Fiorini. La rosa non è così bella senza spine e nella nostra storia di spine ne abbiamo avute molte lo ammetto. Ma che bella storia quando l'allenatore per antonomasia di questo secolo dice di aver incontrato la migliore squadra mai vista ed è proprio la mia Lazio. Di tante spine una non riusciamo proprio a toglierla , ma il tempo non guarda in faccia nessuno e spero ci aiuti presto. Tornerà il sereno!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi del calcio italiano e di questa Juventus che ha vinto cinque scudetti consecutivi? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Negli anni ho notato che una sola cosa accomuna tutte le tifoserie italiane: l'astio nei confronti della Juventus. Nei suoi trascorsi ha avuto tante “macchie” ed io personalmente non amo affatto alcuni loro idoli (in particolare Platini). Il calcio italiano oggi è calato nel suo prestigio perchè gli investitori non vengono certo a buttare i soldi qui in mazzette e burocrazia infinita per poter avere uno stadio proprio. Quotarsi in borsa , merchandising, insomma rispecchia la situazione socio-politica del nostro Paese. Devo però riconoscere che questa Juve ha davvero un organico molto forte. Giocatori unici come Pogba e Dybala. Ma soprattutto le partite le vince in difesa. Può permettersi di schierare spesso un uomo in più in mezzo al campo sostenuta da una difesa a 3 con Buffon che ancora fa reparto da solo. Poi che Chiellini dovrebbe finire la metà delle partite che gioca prima del fischio finale è solo un mio parere. Ma tanto di cappello a quello che sta facendo negli ultimi anni. Ma non riesco a perdonare anni di supremazia conquistata in modo losco e non </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>troppo cristallino.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero su Higuain e il Napoli di Sarri ?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“E' il giocatore che tutti vorrebbero, tra i miei preferiti nel mondo. Oltre alla sua prolificità è un guerriero, un combattente. Uno che non ci sta a perdere! Forse l'unico vero Top Player (punta) nel nostro campionato paragonabile con i Top Players dei grandi club europei. 36 reti in questa stagione… uomo che fa reparto da solo. Lo scatto d'ira tanto biasimato è emblematico di quanta grinta possegga! Averlo in prestito non ci dispiacerebbe, anche se mi accontenterei di un ottimo Gabbiadini. Lo so “sto a sognà”, come si dice dalle mie parti. Per quanto riguarda Sarri non credo di essere l'unico incredulo. Lo scetticismo iniziale è stato spazzato via dopo il primo mese e mezzo. Non sono un amante del suo predecessore ma questa è un'altra storia. Credo che in una squadra di calcio influiscano tanti fattori: allenamento, strategia, tattica, spogliatoio, incitamento. Poi c'è un termine poco usato che io chiamo “alchimia”. Questo è necessario in una squadra vincente. E questo Napoli lo possiede. Un paio di rinforzi dietro come si deve e la Juve faticherà l'anno prossimo anche se a mio parere meritava qualcosina in più in Champions quest'anno.” <br> </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ritornando alla tua Lazio. Perché non riesce più da anni a reinserirsi nel novero delle prime squadre della classifica italiana?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Citando un film che adoro,“la risposta al 90% delle domande è sempre :soldi”. La Lazio non sta investendo e non ha investitori come i top club stranieri. Quest'anno abbiamo avuto un'occasione e l'abbiamo buttata via. Era nata già “storta” perchè proveniva da un miracolo e cioè l'errore dal dischetto del Pepita nello scontro diretto. Ma non sono arrivati rinforzi. Pioli completamente incapace di capire non tanto il valore quanto la posizione, la scelta e le capacità degli uomini schierati in mezzo al campo. Una preparazione atletica ridicola a fare foto e autografi tra le montagne stile Heidi. No, non ci siamo proprio. Il pre-campionato è fondamentale. La Juve ne sa qualcosa visto l'inizio disastroso quest'anno. Sono un sostenitore della circolazione di tanti soldi nel calcio ai giocatori. Ma il lavoro è lavoro. Divertiti a Formentera ma se mi ritorni con 3 kg in più di birra sulla pancia te li tiro giù a calci nel sedere. Questo anche a causa del peso che oramai posseggono i grandi procuratori non è nemmeno più concesso di farlo agli allenatori. Miro in panchina per far giocare Djordjevic ; Keita schierato per metà campionato solo negli ultimi minuti. Gli occhi ce li avete?!?!?! Li vedete i giocatori in allenamento?!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Adesso si parla di un avvicendamento nella panchina biancoceleste. Pensi che sostituire Inzaghi con Sanpaoli sia un fatto positivo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non ho seguito l'operato di Sanpaoli (almeno per quanto riguarda la sua carriera nei club) fino ad oggi e di conseguenza per me è un'incognita. Per quanto riguarda Inzaghi, sono partito senza pregiudizi e con buone aspettative. Ma ho notato che ha uno stile di gioco particolare. Tanta zona, e pressing solo dalla propria metà campo. Non è una tattica che prediligo o che mi faccia impazzire. La miglior difesa è l'attacco e con Miro, Keita e Candreva/Anderson avrebbe potuto fare molto di più. Parolo quest'anno è stato molto deludente eppure sempre titolare inamovibile. Un giovane Cataldi quasi “bruciato”, perchè secondo le regole degli “zonaroli” in conflitto con Biglia. Non per fare paragoni assurdi ma allora il Barcellona non avrebbe mai dovuto schierare Xavi e Iniesta insieme perchè doppioni?! A calcio servono i piedi. Due mediani che fanno girare il pallone fanno anche correre il doppio gli avversari. Il centrocampo della Lazio di quest'anno, a mio modesto parere doveva essere composta da Biglia, Cataldi e Savic nel ruolo di Tre-quartista. Mi sarebbe anche piaciuto vedere Morrison più di 14 minuti totali nel campionato ma non ci è stato concesso <br> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>questo lusso. Sarà un serial killer e non lo sappiamo? Bah!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, David. Se tu fossi al posto del presidente Lotito, cosa faresti per il bene della Lazio? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi dimetterei all'istante! E’ il presidente della prima squadra di questa città, Capitale del nostro Paese, meritiamo rispetto e onore. I latinismi e le “pizzicate” ai giornalisti le lasciamo al parroco del </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>mio quartiere qui a Pietralata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><br> <br> <br> <br> <br> <br> <br style="mso-special-character: line-break;"> <br style="mso-special-character: line-break;"> </span>Romafl0711fl0711dwc_splendida_cosi_cover_1440x1440-(1)-(800x800)-(640x640)-(350x350).jpgSiNdavid-william-caruso-tra-musica-rock-e-ultras-laziale-1013119.htmSi100451001,02,03030370
981013117NewsCampionatiUna brutta Juve, si perde tra le lacrime d’addio di Luca Toni.20160509191254Al Bentegodi, più Luca Toni che Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Una Juve irriconoscibile perde a Verona,ultima della classe e intenta a celebrare l’addio al calcio giocato di Luca Toni. Molte le concause di una sconfitta indolore ma al contempo roboante, se si tiene conto dell’abissale punteggio di classifica tra le due squadre. Approccio alla gara sbagliato e mancanza di stimoli, sembrano essere i primi e più eclatanti motivi di un risultato negativo che si abbatte sulla Juve, esattamente dopo 193 giorni dalla fatidica notte di Sassuolo. Amareggiato ma non preoccupato appare Massimiliano Allegri dopo la gara,il quale si appella ad un approccio mentale sbagliato della sua squadra, anche se, ogni tanto, uno “schiaffo” ci vuole per far riflettere. Chiaro accenno alla preparazione della finale di Coppa Italia contro il Milan, che deve essere presa con ben altra vigoria. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo rimetterci subito a posto, perché quello è un obiettivo da</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere”</b> afferma con tutta franchezza il Max Allegri, fresco di contratto appena firmato. Tuttavia, pensiamo che a questa sconfitta di 2 a 1 della Juve in quel di Verona, si debba tenere conto di alcune assenze importanti. Buffon, Pogba, Morata, Marchisio, Mandzukic, Khedira, Evra, Lichtsteiner, tenuti volutamente a riposo (tranne Marchisio e Khedira infortunati), significa privarsi dell’80% del valore della squadra. Una percentuale così alta, che nessuna squadra al mondo potrebbe sostenere senza subire conseguenze nell’assetto tattico. Certo,nel caso della Juve presentata a Verona non c’è da obiettare, visto che lo scudetto è stato vinto largamente e che ci si prepara,come dicevamo, a una finale di Coppa Italia che la Juventus è orientata a conquistare. E,in questo caso, nemmeno l’analisi dell’accoppiata d’attacco Zaza – Dybala, può essere considerata come fatto negativo, visti gli innumerevoli errori di appoggio da parte di un centrocampo che vagava nel nulla e incapace di affondare tra le linee difensive di un Verona che con grande dignità ha dato l’addio alla Serie A. Ma, come dicevamo, è stata la partita dell’addio di Luca Toni, attaccante di razza, campione del mondo nel 2006 che lascia il calcio giocato all’età di 39 anni, dopo oltre 600 partite giocate e oltre 300 gol in carriera. Ecco, diremmo proprio che più della brutta sconfitta rimediata dalla Juve, sia doveroso parlare di un addio che ti fa rammaricare con il tempo che fugge via in maniera frettolosa e che ti fa rimpiangere gli atleti veri, i campioni seri di un calcio che stenta a riproporre certe esemplari continuità. Eppure, Luca Toni, nel suo The End, si è anche inventato il “cucchiaio” sul rigore che ha battuto per la sua squadra, per la sua gente che l’ha seguito durante tutto il suo percorso calcistico partito da Modena, finito a Verona e passando attraverso Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr e ancora Fiorentina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711Luca-Toni.jpgSiNuna-brutta-juve-si-perde-tra-le-lacrime-d-addio-di-luca-toni-1013117.htmSi100451001,02,03030400
991013112NewsEditorialeZaza, il caso di un bomber che segna e gioca poco.20160502152664Perché Simone Zaza non gioca titolare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>E’ praticamente un anno che gli addetti ai lavori si chiedono perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b>, pur segnando in quelle poche volte che viene chiamato a giocare anche per un piccolo spezzone di partita,&nbsp;ravviva l’attacco con il suo pressing “feroce”, ma non gioca. Molte sono state le ipotesi tecnico - tattiche, ma non c’è mai stata una chiarezza effettiva. All’esterno appare che tra Zaza e Allegri non si sia mai instaurato un buon rapporto fin dall’inizio, ma queste sono vere e proprie supposizioni date da alcune dichiarazioni dei due personaggi della Juventus. Che Allegri straveda giustamente per Mario Mandzukic è un dato di fatto, visto che il croato ha qualità tecniche, temperamento e grande facilità di pressing a tutto campo. Il suo non è un gioco appariscente, capace di fare innamorare le platee, tuttavia, pur nella sua non spiccata brillantezza, riesce a dare un apporto determinante, soprattutto quando la sua squadra è impegnata a sostenere il non possesso palla. I tifosi juventini, e non solo, ricorderanno certamente che Allegri all’inizio del campionato (e oltre) ha schierato il duo d’attacco composto appunto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>, lasciando in panchina <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza</b>. Il tecnico della Juve ha aspettato molto a buttare nella mischia l’argentino, mettendosi talora anche contro quel pensiero collettivo che vuole titolare un giocatore che è stato strapagato. Poi, non appena <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> lo ha deluso per non fare in campo ciò che egli voleva, ecco che finalmente è arrivato il turno di quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> che non è più uscito dalla squadra titolare. Nel caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b>, invece, c’è qualcosa di diverso che non convince tanto i media e la tifoseria bianconera, i quali restano con questo dubbio. L’attaccante ha una media record di un gol ogni 106 minuti, ma Allegri lo utilizza con il contagocce. Nel post partita contro il Carpi, dopo aver segnato il secondo gol per la Juve, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Zaza</b> ai microfonici di Mediaset ha dichiarato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non sono soddisfatto al 100%. Ho sempre</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dato il massimo quando sono stato chiamato in causa e penso di avere dato il mio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">contributo, aiutando i miei compagni. Allegri dice sempre che bisogna avere pazienza? Io penso di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">averne avuta molta quest’anno”</b>. Parole che si allineano ad una inevitabile delusione che lascia trasparire un sottofondo di legittima polemica. E intanto Max Allegri, dopo che gli è stato riferito ciò che ha dichiarato Zaza, risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Lui ne ha avuta molta, ma io ne ho avuta di più di pazienza. Per stare in una grande squadra bisogna essere competitivi. Ci sono momenti in cui si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gioca di più e altri in cui si gioca di meno. Lui è il primo anno che gioca in un top club e sa che in attacco ci sono grandi giocatori”.</b> Poi, dopo aver riconosciuto il suo indubbio valore e ricordato i suoi gol determinanti, soprattutto quello segnato al Napoli sul finire della gara, Allegri lo rassicura dicendo che potrà diventare titolare nella Juventus. E intanto il dubbio (vorremmo dire quasi amletico) non viene sciolto, sarà solo questione di tempo?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNzaza-il-caso-di-un-bomber-che-segna-e-gioca-poco-1013112.htmSi100451001,02,03030341
1001013092NewsCoppeJuve, impresa sfiorata alla grande.20160317202345Bayern, Juve, Guardiola, AllegriIl Bayern passa ai quarti di finale di Champions. Juve bella e sfortunata. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Grandi, ma non abbastanza”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'> E’ l’amaro commento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> dopo la partita di Champions contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. La Juve esce dalla competizione europea a testa alta, anzi altissima, per aver dominato per 70 minuti i temibili avversari. Peccato davvero per un risultato di 4 a 2 maturato nei tempi supplementari, dopo che la Juve al 90° si era fatta raggiungere sul risultato di 2 a 2. Possiamo dire che la Juventus di Allegri si è presentata molto preparata davanti alla commissione d’esame di maturità, ed è stata pure capace di meravigliarla alla grande, meritando pieni voti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Poi, improvvisamente, si è inceppata dopo poche domande e per puro caso non ha superato la prova. Ci piace usare questa metafora di vita scolastica, per assorbire meglio la delusione cocente, nel tentativo di capire le cause di una Juve che prima ti sbalordisce e poi viene sconfitta immeritatamente. Come tutti sanno, i bianconeri si sono presentati all’Allianz Stadium con le pesanti assenze di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, cui si è pure aggiunta all’ultimo momento anche quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manzukic </b>che è poi entrato nel secondo tempo al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Una partita da 8 la sua, capace di rispolverare il Morata capace di ripartenze improvvise e strappi vigorosi. Aiutato da un improvvisato modulo voluto da Allegri che con il 4-5-1 prevedeva le grandi ripartenze degli esterni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b>, Morata ha trovato una serata di antica magia. Fresco nell’interdizione e caparbio nel ripartire all’attacco. Ma è stata tutta la Juve ad interpretare un calcio ad alti livelli, mettendo alla sbarra per ben 70 minuti un Bayern Monaco che a nostro avviso è solo secondo al Barcellona. E così dopo aver segnato con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, nel primo tempo la Juve ha avuto pure la possibilità di portare a 4 le sue reti, se solo si fosse convalidato il gol di Morata che non era in fuorigioco e fosse entrato quel tiro di Cuadrado che, solo davanti a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer</b>, ha calciato banalmente sul portiere. Incredibile! Per tutto il primo tempo abbiamo visto solo una squadra: la Juventus. Poi, nel secondo tempo, la Juve ha abbassato il suo baricentro soffrendo in modo esagerato e, dopo i primi dieci minuti, i tedeschi hanno cominciato a spingere in modo convinto. Nel frattempo Allegri sostituisce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b> con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata </b>con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, tra gli altri, fa entrare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. Il francese è stato la chiave di volta della gara, poiché Alex Sandro, ormai stanco, non è stato in grado di contrastare la freschezza del nuovo entrato. Così il Bayern segna, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandoski </b>e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> al 90’. Poi, nel corso dei supplementari, i tedeschi di Pep Guardiola vanno a segno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alcantara</b> e pochi minuti dopo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. La bolgia infernale dell’Allianz Arena, fa da cornice ai festeggiamenti per un’entrata ai quarti di finale che, così come si erano messe le cose, sembrava quasi svanita. La Juve può recriminare sugli errori dell’arbitro, sui cambi sbagliati di Max Allegri (Morata non doveva essere sostituito), sul non essersi ravveduta in tempo nel cambiare la marcatura su Coman e sull’incapacità di chiudere la partita quando si è presentata l’occasione. Tuttavia, pur con tutta l’amarezza del caso, dobbiamo dire che questa Juventus è cresciuta molto a livello internazionale, assottigliando quel gap ancora esistente tra lei e le altre grandi squadre europee. Questo ci ha detto un ottavo di finale, che la Juve di Allegri avrebbe meritato di superare alla grande. E adesso, tutti insieme, dalla società, all’allenatore, alla squadra, devono avere la consapevolezza che questo incidente di percorso ha aperto grandi prospettive future.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Monaco Stadio Allianz Arena.fl0711fl0711marotta.jpgSiNbayern juve guardiola allegri-1013092.htmSi100451001,02,03030418
1011013090NewsCoppeArriva la grande notte dell’Allianz Arena.20160315182938La Juve affronterà il Bayern, senza gli infortunati Marchisio, Dybala e Chiellini.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Bayern – Juventus è la sfida che tutti aspettano. L’attesa è febbrile e i tifosi bianconeri la vivono con molto pathos. Poi, questa notizia che la squadra di Allegri dovrà fare a meno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, infortunati, si presenta come un qualcosa che pesa quanto un macigno. In casa Juve è dunque emergenza. Non ci voleva, proprio alla vigilia di un incontro di calcio così atteso. L’unica buona notizia, se così si può dire, è la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>che ha recuperato la botta ricevuta contro il Sassuolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> dovrebbero essere i sostituti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> dovrebbe sostituire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala </b>e fare coppia con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>. Qualora il croato non dovesse farcela, sarà sostituito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza</b>. Storie di una Juventus che parte per Monaco in maniera rabberciata, ma non per questo rinunciataria di una battaglia calcistica che sicuramente si presenterà ad alto livello agonistico. Non sarà facile, questo la Juve lo sa, tuttavia ci sembra importante capire fin dai primi minuti del match, con quale approccio alla gara saprà presentarsi la squadra di Allegri. L’impostazione tattica prevista è considerata da un canonico 4-4-2, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evra</b> esterni di difesa, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>centrali, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> (o Hernanes) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> posto a offendere sul lato sinistro, più le due punte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> che avranno il compito di pressare alto su ogni pallone. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Guardiola</b>, invece, risponderà con un assetto tattico che prevede un 4-1-4-1 con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kimmich</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alaba </b>posto come esterno sinistro, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> fungerà da perno centrale davanti alla difesa, un centrocampo composto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> (in forse la sua presenza per un attacco febbrile), <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thiago Alcantara</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b> punta centrale. Una macchina perfetta, quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, che ha tutta l’intenzione di qualificarsi per i quarti di finale di Champions League. Tuttavia, in base alle dichiarazioni della vigilia, ammette di temere questa Juventus che, anche se rabberciata, saprà dare filo da torcere alla sua squadra. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, la bolgia dell’immenso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium dell’Allianz Arena di Monaco</b>,saprà essere un valore in più per questo Bayern che appare forte in tutti i suoi reparti. Tuttavia, siamo sicuri che se la Juve riuscirà a mantenere nervi saldi e lucidità di cervello, potrà mettere in atto il suo gioco fatto di grande movimento tra le linee di difesa e di attacco, ripartenze offensive e pressing alto in fase di non possesso palla. Poi, c’è sicuramente bisogno della partita perfetta, perché contro questo Bayern non si scherza davvero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Monaco Allianz Arenafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNarriva-la-grande-notte-dell-allianz-arena-1013090.htmSi100451001,02,03030451
1021013083NewsCoppeLa Juventus e il film già visto.20160224162125L`analisi del match Juventus - Bayern Monaco, negli ottavi di finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nell’analisi tecnico – tattica e anche mentale del match degli ottavi di finale di Champions League tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern Monaco</b>, emergono tre punti essenziali: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">1°) la rinuncia della Juve a giocare a calcio nel primo tempo – 2°) l’oggettiva forza tecnica da parte del Bayern Monaco – 3°) l’inadeguatezza della designazione arbitrale del signor Martin Atkinson in una partita così</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">importante.</b> Detto questo, cominciamo ad analizzare il primo punto. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Non capiamo perché, quando la Juve in Champions League arriva a confrontarsi con le più forti squadre europee, perde di smalto, di autostima e acquista paura ( forse inconscia) di applicare il suo gioco. Un gioco brillante fatto di forza fisica, idee, giocate e gol che scaturiscono da un precisa identità calcistica, che sta dando record e grandi soddisfazioni alla Veccia Signora d’Italia. La Juve vista nel primo tempo contro il Bayern, ci ha ricordato quella vista l’anno scorso nella finale contro il Barcellona. Stesso approccio errato alla gara, stessa colpevolezza di non tentare di presentare il proprio gioco. Un primo tempo timoroso, attendista, disarmante, tale da far riflettere quel “se avessi fatto…..”. Già, se avessi. Quante volte col senno di poi si hanno dei rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Ma si sa che con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte. E allora perché regalare sempre il primo tempo a squadre così forti, quando nel secondo tempo ti accorgi che in fondo gli avversari non sono poi così “marziani” come si pensava? Dopo il secondo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben </b>nella ripresa della gara, la Juventus ha spinto con vigore, forza fisica e voglia di raddrizzare un risultato che la penalizzava in maniera esagerata. Così, quasi a rimboccarsi le maniche, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic, Dybala, Pogba</b> e compagni si sono ricordati qual è la vera identità della Juve. Entrato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes </b>al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b> che ha accusato un indolenzimento muscolare, nel secondo tempo abbiamo visto ordine di gioco e furore agonistico. E i risultati sono stati subito sotto gli occhi di tutti, perché la Juve ha pareggiato i conti, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b>. Un 2 a 2 finale che avrebbe potuto essere persino un 3 a 2, se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> non avesse fallito un gol che si è fatto deviare da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer,</b> per aver tirato affrettatamente addosso al portiere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, passiamo al secondo punto in analisi, e cioè all’oggettiva forza del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. Tenuto conto che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> ha un assetto tattico che è spesso imprevedibile, disponendosi come ieri sera con un 4-1-4-1 e poi improvvisamente cambiare con un 3-3-3-1, in cui il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b> fa quasi sempre l’interno di centrocampo e poco il terzino, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Duglas Costa</b> impazzano sulle fasce laterali e Lewandowski si catapulta in area di rigore approfittando dei suggerimenti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller </b>e compagni, tu Juventus avresti dovuto affrontare gli avversari bavaresi contrapponendo un pressing alto, atto a non lasciare per troppo tempo il possesso palla ad avversari temibili sotto il profilo tecnico, ma gestibili se si è in grado di contrapporre il proprio gioco con personalità. Il 77% di possesso palla lasciato nel primo tempo ai bavaresi, la dice lunga su un approccio sbagliato alla gara. Così facendo il Bayern, trovando l’opportunità di gestire il proprio gioco senza essere disturbati minimamente dagli avversari, è apparsa una squadra di un livello ancora più alto di quello che è oggettivamente. Di questo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> deve dire grazie a una Juve che nel primo tempo non è scesa in campo, mentre dopo il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b>, forse pungolata nel suo orgoglio, ha saputo raggiungere un pareggio che è certamente meritato. Ma la domanda è: Come mai si è data questa opportunità al Bayern di dimostrarsi ancora più forti di quello che sono, mentre la Juve sembrava convinta che contro simili avversari non ci fosse nulla da fare? Scelta tecnica nel volere attendere l’avversario nella propria metà campo per eccessivo timore, oppure è colpa di antiche reminiscenze di problemi psicologici, che periodicamente ritornano a galla e che legano da sempre la Juventus alla competizione calcistica più importante d’Europa? Non sappiamo. Tutto può essere. Fatto è che tra il primo e il secondo tempo abbiamo visto una Juve diversa, contro gli stessi avversari. E, se tanto mi dà tanto, pensiamo che il Bayern Monaco, pur nella sua impeccabile inquadratura di squadra solida che non concede nulla all’avversario, non è poi tutta questa compagine di marziani, di cui si dice. E’ la Juve, con la sua rinuncia al gioco, che ha reso i bavaresi ancor più forti di quello che sono realmente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per quanto riguarda il terzo punto della nostra analisi che ha evidenziato anche l’inadeguatezza della designazione arbitrale, dobbiamo dire che il 44enne direttore di gara <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Martin Atkinson</b> ha sbagliato molto, anzi troppo, per essere un ottavo di finale di Champions League. Un rigore non concesso alla Juve per chiaro fallo di mano in area da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> e l’ostruzione in fuorigioco da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b>, posto davanti a Buffon in occasione del gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thomas Muller,</b> sono state determinanti per l’esito finale della gara. Ma il signor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atkinson </b>ha dimostrato anche mancanza di carattere, per non aver saputo gestire con polso una gara che spesso ha evidenziato scorrettezze da parte delle due contendenti in campo. Certo, questo punto della nostra analisi non può rappresentare l’alibi per una Juve che, nonostante abbia raddrizzato un risultato quasi insperato, si trova ad avere dei rimpianti. Tuttavia, pensiamo che la designazione arbitrale per un match di così alto spessore, dovrebbe avere maggiore attenzione da parte degli organi competenti. Si spera almeno che nel match di ritorno che si giocherà il 16 marzo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium di Monaco</b>, si assegni un arbitro capace e deciso nelle valutazioni, ma, soprattutto, ci sia una Juventus che sappia ricordare a se stessa la capacità di inibire la fonte del gioco avversario attraverso la propria personalità, la propria autostima, la propria voglia di non lasciare l’iniziativa all’avversario, per non avere i soliti rimpianti legati ad una Coppa dei Campioni che la storia della Juventus la ricorda come qualcosa di eternamente stregata e incompiuta.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-il-film-gia-visto-1013083.htmSi100451001,02,03030397
1031013065NewsCampionatiInarrestabile Juve20160118154519Juventus,Massimiliano Allegri,Dybala,Juventus,Massimiliano Allegri,Napoli,SarriDieci vittorie consecutive in campionato, 42 punti in classifica a soli due lunghezze dal Napoli capolista, ma, soprattutto, una grande condizione fisica e mentale che la pone tra le squadre in predicato a vincere lo scudettoDieci vittorie consecutive in campionato, 42 punti in classifica a soli due lunghezze dal Napoli capolista, ma, soprattutto, una grande condizione fisica e mentale che la pone tra le squadre in predicato a vincere lo scudetto; il quinto consecutivo. La <a href="/squadre/juventus.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Juventus</a> di <a href="/personaggi/massimiliano-allegri-1000296.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Massimiliano Allegri</a> non finisce mai di stupire. Eppure sembra ieri che tutti la davano per “morta”, proprio all’inizio di questo campionato in cui si è persino trovata nei bassifondi di una classifica che non poteva essere vera. La Juve è la Juve, pur con tutti gli sbagli iniziali in cui il suo allenatore ha provato con insuccesso, soluzioni tattiche che non sono confacenti alle caratteristiche dei suoi giocatori. 4-3-3 oppure 4-4-2 o anche 4-3-2-1, il mister della Juve all’inizio le aveva provate proprio tutte, cercando d’inventarsi un trequartista che non c’è. E i risultati sono stati quelli che conosciamo. Poi, dopo la batosta subita a <b>Sassuolo</b>, in cui il gol di Sansone ha sancito la crisi della Juventus, c’è stato una sorta di proficuo guardarsi negli occhi tra vecchi e nuovi bianconeri. Ma, soprattutto, da parte di Allegri c’è stato il ritorno a quel 3-5-2 che è fautore di tante conquiste bianconere. <b>Dybala</b> viene finalmente considerato come giocatore d’attacco inamovibile, Mandzukic cresce di partita in partita, Alex Sandro mette in mostra le sue grandi qualità tecniche di talento brasiliano, <b>Khedira</b>, che dopo il lungo infortunio dà il suo apporto essenziale in un centrocampo in cui anche <b>Marchisio</b> aveva bisogno di aiuto. E poi Pogba che ha ritrovato la sua dimensione di gioiellino della Juve, dopo le tante tentazioni estive di mercato che, certamente, sono destinate a continuare. Insomma, la Juve che a cominciare da Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio stesso, decide di rimboccarsi le maniche e da allora son dolori per tutti. Diciamo subito che all’inizio di queste dieci vittorie consecutive, la squadra di Allegri non ha mostrato di centrare nell’immediato il bel gioco di antica memoria juventina. Ma la grinta, la determinazione e il furore agonistico mostrato in campo, hanno portato vittorie e anche un gioco piacevole, capace di meccanismi in fase di interdizione e d’attacco che sono sembrati finalmente degni del blasone targato Juve. E così, mentre tutti (specie il Napoli di Sarri) aspettano che la Vecchia Signora d’Italia fermi il suo inarrestabile impeto di vittorie, la Juve risponde con un secco 4 a 0 rifilato all’Udinese in terra friulana. In campo una sola squadra che macina gioco, con la testa di continuare a scalare una classifica che fino a due mesi fa era impietosa per i colori bianconeri. Ma questo è il calcio. Sì, perché quando si trovano le motivazioni e l’orgoglio da grande squadra, la musica cambia. Ci sono dati di fatto inconfutabili in questa Juve che è in piena corsa per Scudetto, Chempions League e Coppa Italia. Dati che confermano una media impressionante di risultati che sono il frutto di grande temperamento, coesione e autostima ritrovata. E’ bello il calcio quando sprigiona simili motivi di orgoglio. La Juve, durante la sua lunga e gloriosa storia, ci ha abituato a tutto. Anche a questa lunga serie di vittorie, atte al recupero di un iniziale terreno perduto in maniera anomala. Per questo si dice che la Juve non muore mai.TorinoFL0711FL0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-iuve-di-allegri-inarrestabile-1013065.htmSi100451001,02,03,04,05,06,07,08,09,400101154
1041013033NewsEditorialeSerie A, il Campionato Italiano al giro di boa. Il punto di Salvino Cavallaro20150119185014La Juventus si laurea campione d`inverno e chiude il girone d`andata con cinque punti di vantaggio sulla Roma. La finestra su tutte le altre squadre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino - Meritatamente in testa con ben cinque punti di vantaggio sulla Roma, la Juventus si laurea ancora una volta campione d’inverno. Uno strapotere di gioco, di fraseggi, di tocchi di alta scuola e di gol, hanno fatto la differenza tra la Vecchia Signora e il resto delle squadre. Un ruolino di marcia che non è certamente da record, ma che evidenzia una Juventus più duttile, razionale, sicuramente meno ossessiva e ossessionata di quella vista l’anno scorso. La Roma, pur con tutta la buona volontà di squadra dagli ottimi valori tecnici, mette in evidenza la mancanza di tenuta nel non riuscire a tenere il passo dei bianconeri, dimostrando che senza l’apporto dell’ivoriano Gervinho, impegnato nella Coppa d’Africa, diminuisce di gran lunga la sua potenzialità offensiva. Si potrebbe dire: “Più Pogba e meno Gervinho”, giusto per sintetizzare la situazione delle due squadre in questo momento. Ma, per quanto riguarda la Juve, sarebbe più giusto dare un valore più globale di squadra, piuttosto che soffermarsi sulle singole giocate di classe di Polpo Pogba, il calciatore dal valore di 100 milioni di euro. Nel corso di buona parte delle partite d’andata, la Juve ha accusato alcune difficoltà di tenuta fisica e anche non trascurabili problemi nell’essere cinica nel momento di chiudere le partite. Tuttavia, dopo la partita giocata a Napoli, la squadra di Max Allegri ha ingranato la marcia del bel gioco e delle vittorie che l’hanno portata a una mini fuga di più 5 punti in classifica sulla Roma. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma la vera sorpresa di questo primo round del campionato italiano è la Sampdoria. La squadra di Mihajlovic e del presidente Ferrero che condivide il terzo posto in classifica con il Napoli a 33 punti, intende proseguire la traccia di questo percorso anche nel girone di ritorno, prova ne è l’acquisto di Eto’o e Muriel, anche se si è praticamente sbarazzata di Okaka per incompatibilità di carattere con il coach Sinisa Mihajlovic. Parlando della città ligure, non possiamo non fare riferimento anche ai rossoblu di Gasperini, i quali nonostante alcune flessioni, assieme a Palermo e Sassuolo si sono distinti per gioco di squadra e risultati eccellenti. Per i rosanero c’è la bella novità Dybala, un giocatore che fa gol, gioco, punti in classifica e sta pure facendo le fortune delle casse della società del presidente Zamparini. Anche il Sassuolo produce bel gioco, potendo vantare giocatori di alto rango come Zaza, Berardi, Sansone, Missiroli. Intanto, al momento del giro di boa, dobbiamo elencare tra le peggiori deluse proprio le due milanesi, Inter e Milan. La squadra del presidente Thoir partita male con l’allenatore Mazzarri, sta cercando di recuperare l’immagine attraverso il nuovo corso targato Roberto Mancini. Il Milan di Inzaghi, invece, dopo un avvio a fase alterne è in crisi di gioco e di identità, dimostrando tutta la difficoltà di squadra da ricostruire. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di squadre deluse, Parma e Cesena pensiamo che abbiano già il destino segnato, mentre tra Cagliari e le due squadre di Verona dovrebbe uscire la terza compagine che lascerà la serie A. Una nota a parte per il Torino di Giampiero Ventura che, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, aveva fatto intendere in qualcosa di più di quello che ha fatto quest’anno nel girone d’andata. La squadra granata vincendo a Cesena ha conquistato tre punti pesanti, grazie a un gol del neo acquisto Maxi Lopez che, comunque, resta da valutare. Urgono acquisti per questo Toro dalla rosa numericamente ristretta e qualitativamente insufficiente. Buone note per la Lazio di Pioli che è quinta in classifica con 31 punti, ma che gli si deve imputare una mancanza di continuità di gioco e risultati. La Fiorentina di Montella che è sesta con 30 punti, può recriminare una serie infinita di infortuni proprio nei suoi giocatori più importanti. Per questo rimandiamo ogni giudizio globale sulla squadra a fine campionato. Ottimo l’Empoli di Sarri, una squadra che sul suo campo ha intimidito squadre titolate come la Juventus, l’Inter e altre grandi. Resta l’Atalanta di Colantuono, una realtà di provincia sempre arcigna e agguerrita, che nel corso del girone d’andata è riuscita a mettere in discussione persino il suo allenatore, proprio per gli scarsi risultati raggiunti. Ma la vittoria degli orobici in casa del Milan, ha dato vigore ad una classifica che si stava facendo pericolosa e che, comunque, non sarà facile fino alla fine.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNserie-a-il-campionato-italiano-al-giro-di-boa-il-punto-di-salvino-cavallaro-1013033.htmSi100451001,02,03030604
1051012020NewsCampionatiSerie A, 36 giornata: le probabili formazioni20130508111120serie aLe Probabili FormazioniMercoledì 8 maggio<br><br> PESCARA-MILAN ore 18<br><br> Pescara (4-2-3-1): Perin; Zanon, Capuano, Kroldrup, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Sculli; Sforzini<BR>A disp.: Falso, Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Cosic, Blasi, Bjarnason, Di Francesco, Abbruscato, Caraglio, Mancini. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: D'Agostino, Modesto, Weiss, Quintero, Caprari, Pelizzoli<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio; Flamini, Muntari, Nocerino; Niang, Balotelli, Robinho<BR>A disp.: Gabriel, Amelia, Yepes, Constant, Salamon, Ambrosini, Zaccardo, Traoré, Cristante, Pazzini, El Shaarawy. All.: Allegri<BR>Squalificati: Boateng (1)<BR>Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Antonini, Bonera<br><br> ATALANTA-JUVENTUS ore 20.45<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez, Denis<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Lucchini, Bellini, Contini, Brivio, Radovanovic, Scaloni, Giorgi, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Troisi, Budan, Cazzola, Marilungo, Brienza, Lucchini<br><br> Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Matri, Quagliarella<BR>A disp: Rubinho, Branescu, Marrone, Peluso, Lichtsteiner, Isla, Vidal, Vucinic, Giovinco, Anelka. All.: Conte<BR>Squalificati: Pogba (3)<BR>Indisponibili: Pepe, Asamoah, Buffon, Bendtner, Barzagli<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-NAPOLI ore 20.45<br><br> Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino<BR>A disp.: Agliardi, Naldo, De Carvalho, Krhin, Natali, Morleo, Garics, Pazienza, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalifica: Guarente (1) <BR>Indisponibili: Cherubin, Curci<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Cavani, Pandev<BR>A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Rolando, Mesto, Inler, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò, Insigne. All.: Mazzarri<BR>Squalifica: nessuno<BR>Indisponibili: Campagnaro<br><br> CAGLIARI-PARMA<br><br> Cagliari (4-3-2-1): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; T. Ribeiro, Sau<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Avelar, Ariaudo, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Casarini, Loi, Nenè. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: Pinilla (1) <BR>Indisponibili: Cabrera, Pisano<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Paletta, Coda; Rosi, Parolo, Valdes, Ampuero, Gobbi; Biabiany, Amauri <BR>A disp.: Pavarini, Santacroce, MacEachen, Morrone, Palladino, Strasser, Marchionni, Ninis, Galloppa, Palladino, Belfodil, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Lucarelli (1)<BR>Indisponibili: Mariga, Sansone, Mesbah<br><br> INTER-LAZIO ore 20.45<br><br> Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Spendlhofer, Benassi, Schelotto, Garritano, Forte, Colombi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Silvestre, Zanetti, Cassano, Nagatomo<br><br> Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose, Floccari<BR>A disp.: Bizzarri, Guerrieri, Ciani, Onazi, Cana, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Ledesma, Rozzi, Saha. All.: Petkovic<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Ederson, Brocchi, Mauri<br><br> PALERMO-UDINESE ore 20.45<br><br> Palermo (3-5-2): Sorrentino; Muñoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Mantovani, Anselmo, Faurlin, Viola, Nelson, Dossena, Fabbrini, Hernandez, Formica, Sperduti, Boselli, Dybala. All.: Sannino<BR>Squalificati: Donati (1)<BR>Indisponibili: nessuno<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Angella, Hertaux; Basta, Pereyra, Allan, Badu, G. Silva; Zielinski; Muriel.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Siku, Merkel, Pasquale, Faraoni, Maicosuel, Di Natale, Campos Toro, Rodriguez. All.: Guidolin<BR>Squalificati: Danilo (1), Domizzi (1), Pinzi (1)<BR>Indisponibili: Lazzari<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-CATANIA ore 20.45<br><br> Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Pulsen; Sansone, Eder<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Savic, Renan, Rossini, Berardi, Estigarribia, Icardi, Maresca, Rodriguez, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Krsticic, Costa<br><br> Catania (4-3-3): Frison; Potenza, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR>A disp.: Terracciano, Messina, Augustyn, Ricchiuti, Cani, Rolin, Biagianti, Castro, Salifu, Keko, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Alvarez, Capuano<br><br> SIENA-FIORENTINA ore 20.45<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Texeira; Angelo, Della Rocca, Vergassola, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Grillo, Terlizzi, Verre, Bolzoni, Calello, Pozzi, Agra, Valiani, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (10/5/2013), Felipe (1)<BR>Indisponibili: Matheu<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero, Pasqual; Jovetic, Larrondo<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Llama, Roncaglia, Mati Fernandez, Romulo, Wolski, Toni, El Hamdaoui, Rossi. All.: Montella<BR>Squalificati: Ljajic (2), Tomovic (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Aquilani, Sissoko<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-GENOA ore 20.45<br><br> Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Barreto, Bianchi, Santana<BR>A disp.: Coppola, Rodriguez, Darmian, D'Ambrosio, Vives, Bakic, Menga, Di Cesare, Birsa, Basha, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Stevanovic<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka, Matuzalem, Vargas, Moretti; Bertolacci; Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Antonelli, Bovo, Floro Flores, Nadarevic, Pisano, Rigoni, Jankovic, Immobile, Jorquera, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Olivera, Rossi, Ferronetti<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-trentaseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1012020.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030351
1061011976NewsCampionatiSerie A, 34a giornata: le probabili formazioni20130428111751serie aSerie A Probabili FormazioniDomenica 28 aprile<BR><BR>CHIEVO-GENOA ore 15:00<BR><BR>Chievo (3-5-2): Puggioni; Andreolli, Dainelli, Jokic; Sardo, Guana, L. Rigoni, Hetemaj, Dramé; Paloschi, Thereau<BR>A disp.: Squizzi, Ujkani, Sampirisi, Farkas, Vacek, Papp, Luciano, Seymour, Cofie, Stoian, Hauche, Samassa. All.: Corini<BR>Squalificati: Cesar (1), Frey (1)<BR>Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi<BR><BR>Genoa (3-5-2): Frey; Granqvist, Manfredini, Moretti; Pisano, M. Rigoni, Matuzalem, Antonelli, Vargas; Floro Flores, Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Bovo, Ferronetti, Nadarevic, Immobile, Jankovic, Jorquera, Bertolacci, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Portanova (1)<BR>Indisponibili: Rossi, Oliveira, Kucka<BR><BR><BR>PALERMO-INTER ore 15:00<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Munoz, Nelson, Anselmo, Faurlin, Viola, Fabbrini, Formica, Hernandez, Boselli, Dybala, Sperduti. All.: Sannino<BR>Squalificati: Dossena (1)<BR>Indisponibili: Mantovani<BR><BR>Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Silvestre, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Kovacic, Kuzmanovic, Pereira; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Schelotto, Benassi, Garritano, Forte. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Nagatomo, Stankovic, Palacio, Cassano, Mbaye, Gargano, Cambiasso, Guarin, Samuel<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>PARMA-LAZIO ore 15:00<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Rosi, Coda, Paletta, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Amauri, Sansone<BR>A disp.: Bajza, Pavarini, Mesbah, Lucarelli, Benalouane, Strasser, Santacroce, Belfodil, Morrone, Ampuero, Palladino, Ninis, Galloppa, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, MacEachen<BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Cana, Ciana, Crecco, Stankevicius, Pereirinha, Ederson, Rozzi, Floccari, Kozak, Saha. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Gonzalez (1)<BR>Indisponibili: Lulic, Brocchi<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ROMA-SIENA ore 15:00<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi; Lamela, Florenzi, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Tachtsidis, Torosidis, Taddei, Perrotta, Bradley, Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Destro (1), Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili:&nbsp; Marquinhos, Dodò<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Agra; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Marini, Grillo, Terlizzi, Teixeira, Bolzoni, Calello, Mannini, Valiani, Verre, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (fino al 10/05/2013)<BR>Indisponibili: Matheu, Sestu, Pozzi<BR><BR><BR>SAMPDORIA-FIORENTINA ore 15:00<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Berardi; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Maxi Lopez. <BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Mustafi, Renan, Rossini, Poulsen, Eder, Soriano, Maresca, Rodriguez, Icardi. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Gavazzi, Costa, Krsticic<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Jovetic, Ljajic<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Romulo, Mati Fernandez, Sissoko, Wolski, Migliaccio, Larrondo, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Camporese, Llama, Roncaglia<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TORINO-JUVENTUS ore 15:00<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Ogbonna, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR>A disp.: Coppola, Di Cesare, Caceres, Rodriguez, Bakic, Menga, Brighi, Birsa, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: Vives (1), Darmian (1) Brighi<BR>Indisponibili: Diop<BR><BR>Juventus (3-5-1-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Marchisio; Vucinic<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Marrone, De Ceglie, Isla, Giaccherini, Matri, Giovinco, Quagliarella, Bendtner. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pepe<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>MILAN-CATANIA ore 20:45<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Bonera, Mexes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarawy<BR>A disp.: Gabriel, Petkovic, Constant, Yepes, Antonini, Zaccardo, Muntari, Traoré, Pazzini, Niang, Robinho. All.: Allegri<BR>Squalificati: Zapata (1) Petkovic<BR>Indisponibili: De Jong, Ambrosini, Abbiati, Bojan<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Legrottaglie, Rolin, Marchese; Lodi, Almiron; Barrientos, Castro, Gomez; Bergessio<BR>A disp.: Messina, Terracciano, Cabalceta, Potenza, Augustyn, Capuano, Ricchiuti, Biagianti, Salifu, Keko, Cani, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (3), Bellusci (3), Spolli (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Terracciano, Alvarez<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNserie-a-trentaquattresima-giornata-le-probabili-formazioni-1011976.htmSi100075501,02,03,06,07,09030367
1071011918NewsCampionatiPalermo, troppi problemi in avanti20130422173428palermoCome riporta Il Giornale di SiciliaCome riporta Il Giornale di Sicilia, Boselli non fa molto per mettersi in mostra, ma non era facile. Dal fondo non arriva una sola palla, gli avversari sono forti e Boselli prova solo a creare qualche spazio per Ilicic. Che lo ignora nel primo tempo non passandogli la palla in favorevolissima posizione.<br><br>Dybala è più giovane e più pimpante di Boselli ma non fa nulla di più. Entra e subito dopo il Catania segna. Così gli spazi per gli attacchi rosa diventano sempre più ristretti.<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-troppi-problemi-in-avanti-1011918.htmNoT1000023100075701,02,03030347
1081011363NewsCampionatiSerie A, 30a giornata: le probabili formazioni20130330051116serie aSerie A Probabili formazioniATALANTA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Radovanovic, Ferri, Cazzola, Canini, Carmona, Brivio, Parra, Brienza, Livaja, De Luca. All.: Colantuono.<BR>Squalificati: Polito (fino al 5 aprile)<BR>Indisponibili: Bellini, Budan, Capelli, Marilungo, Scaloni<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Rossini; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Eder, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berardi, Castellini, Mustafi, Rodriguez, Maresca, Renan, Poulsen, Munari, Soriano, Sansone, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Costa<BR><BR><BR>CAGLIARI-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Ibarbo, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Perico, Casarini, Murru, Cabrera, Eriksson, Dessena, Pinilla, Thiago Ribeiro. All.: Lopez-Pulga.<BR>Squalificati: Nenè (1)<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, PIzarro, Migliaccio; Cuadrado, Jovetic, Ljajic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Sissoko, Mati Fernandez, Llama, Wolski, Llama, Toni, Compper, El Hamdaoui. All.: Montella.<BR>Squalificati: Borja Valero (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Rossi, Hegazi<BR><BR><BR>GENOA-SIENA ore 15<BR><BR>Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli, Moretti; Jorquera; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas,Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Bovo, Oliveira, Rossi, Rigoni, Jankovic, Immobile. All.: Ballardini.<BR>Squalificati: Bertolacci (1)<BR>Indisponibili: Vargas, Floro Flores<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teixeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Uvini, Paci, Calello, Valiani, Verre, Bolzoni, Reginaldo, Agra, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini.<BR>Squalificati: Vitiello fino al 10/5<BR>Indisponibili: Pozzi<BR><BR><BR>INTER-JUVENTUS ore 15<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Gargano, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Cassano, Palacio.<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Pereira, Nagatomo, Belloni, Jonathan, Kuzmanovic, Schelotto, Stankovic, Alvarez, Pasa, Benassi, Rocchi. All.: Stramaccioni.<BR>Squalificati: Juan Jesus (1)<BR>Indisponibili: Milito, Obi, Mudingayi, Silvestre, Castellazzi<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Chiellini, De Ceglie, Isla, Pogba, Peluso, Giaccherini, Anelka, Vucinic, Giovinco. All.: Conte.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Caceres, Bendtner, Pepe<BR><BR><BR>LAZIO-CATANIA ore 15<BR><BR>Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Pereirinha, Cana, Radu, Lulic; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes; Ederson; Kozak.<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Gonzalez, Strakosha, Cataldi, Saha, Rozzi, Klose. All.: Petkovic<BR>Squalificati: Ciani (1)<BR>Indisponibili: Stankevicius, Konko, Dias, Brocchi, Biava, Floccari, Mauri<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Castro, Cani, Biagianti, Keko, Doukara, Petkovic. All.: Maran<BR>Squalificati: Spolli (1), Potenza (1)<BR>Indisponibili: Augustyn, Capuano, Sciacca<BR><BR>PALERMO-ROMA ore 15<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Boselli.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Aronica, Nelson, Anselmo, Faurlin, Rios, Viola, Formica, Fabbrini, Miccoli, Dybala. All.: Sannino.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<BR><BR>Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Tachtsidis, Marquinho; Lamela, Florenzi; Totti<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Balzaretti, Bradley, Lucca, Perrotta, Lopez, Osvaldo, Destro. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili: Pjanic, Marquinhos, Dodò, Romagnoli<BR><BR>PARMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Rosi; Marchionni, Parolo, Gobbi; Biabiany, Amauri, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, MacEachen, Morrone, Galloppa, Belfodil, Strasser, Cerri, Ampuero, Boniperti, Ninis. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Valdes (1)<BR>Indisponibili: Coda, Mariga, Santacroce, Mesbah, Palladino<BR><BR>Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Modesto; Blasi, D'Agostino, Cascione; Sculli, Sforzini, Celik.<BR>A disp.: Falso, Cosic, Kroldrup, Bjarnason, Caraglio, Quintero, Abbruscato, Zanon, Caprari, Vukusic. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Perin, Weiss, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni<BR><BR>UDINESE-BOLOGNA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Badu, Allan, Campos Toro, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Pasquale, Lazzari, Muriel, Pereyra, Zielinski, Ranegie. All.: Guidolin.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Kone, Khrin, Taider; Christodolopoulos; Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Stojanovic, Naldo, Carvalho, Sorensen, Motta, Pazienza, Guarente, Abero, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: Diamanti (1)<BR>Indisponibili: Perez<BR><BR>CHIEVO-MILAN ore 18.30<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Dramè; Guana, Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Sampirisi, Squizzi, Cesar. Seymour, Luciano, Hetemaj, Papp, Jokic, Stoian, Pellissier, Hauche. All.: Corini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Samassa<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Bonera, Antonini, Constant, Zaccardo, Ambrosini, Traorè, Nocerino, Bojan, Robinho. All.: Allegri.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: De Jong, Pazzini, Zapata, Boateng<BR><BR>TORINO-NAPOLI ore 21<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Barreto, Santana.<BR>A disp.: Coppola, S.Masiello, Di Cesare, Ogbonna, Bakic, Caceres, Menga, Basha, Jonathas, Stevanovic, Bianchi, Diop. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Brighi, Birsa<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Mesto, Donadel, Rolando, Armero, Inler, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNserie-a-trentesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011363.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09010718
1091010989NewsCampionatiPalermo, i convocati per il Milan: non ci sono Dossena e Miccoli20130316145523palermoSono 23 i giocatori convocati Sono 23 i giocatori convocati da mister Sannino in vista della trasferta del Palermo a Milano. Fra questi non rientrano il capitano Miccoli e Dossena. Questo l'elenco completo.<br><br> PORTIERI: Benussi, Brichetto, Sorrentino.<BR>DIFENSORI: Aronica, Garcia, Morganella, Munoz, Nelson, Von Bergen.<BR>CENTROCAMPISTI: Anselmo, Arevalo Rios, Donati, Faurlin, Formica, Ilicic, Kurtic, Sanseverino, Viola.<BR>ATTACCANTI: Boselli, Dybala, Fabbrini, Malele, Sperduti.<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-i-convocati-per-il-milan-non-ci-soo-dossena-e-miccoli-1010989.htmSiT1000023100075701,02,03,07030313
1101010208NewsCampionatiSerie A, probabili formazioni 20130203123327serie aSerie AFIORENTINA-PARMA ore 15<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Pizarro, Migliaccio, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni. <BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Tomovic, Camporese, Compper, Romulo, Capezzi, Llama, Wolski, Ljajic, Larrondo, El Hamdaoui. All.: Montella. <BR>Squalificati: Aquilani (2)<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Fernandez<br><br> Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone. <BR>A disp.: Pavarini, Bajza, Coda, Mariga, Rosi, Morrone, Ninis, Palladino, Strasser, Amauri. All.: Donadoni. <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Galloppa, Santacroce<BR>GENOA-LAZIO ore 15<br><br> Genoa (3-5-2): Frey ; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka , Matuzalem, Rossi, Moretti; Immobile, Borriello. <BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Bovo, Ferronetti, E. Pisano, Olivera, Bertolacci, Nadarevic, Tozser, Jorquera, Said. All.: Ballardini <BR>Squalificati: Antonelli (1)<BR>Indisponibili: Floro Flores, Vargas, Jankovic<br><br> Lazio (3-5-1-1): Marchetti; Ciani, Cana, Radu; Konko, Gonzalez, Ledesma, Mauri, Lulic; Candrea; Klose. <BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Diakite, Stankevicius, Pereirinha, Brocchi, Cavanda, Floccari, Kozak, Rozzi. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Biava (1), Dias (1)<BR>Indisponibili: Ederson, Hernanes<BR>PALERMO-ATALANTA ore 15<br><br> Palermo (3-4-2-1): Sorrentino; Munoz, Donati, Garcia; Morganella, Kurtic, Barreto, Dossena; Ilicic,Formica; Dybala. <BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Nelson, Rios, Anselmo, Faurlin, Sanseverino, Fabbrini, Sperduti, Malele,Boselli. All.: Gasperini <BR>Squalificati: Miccoli (2), Von Bergen (1), Aronica (1)<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<br><br> Atalanta (4-3-1-2): Consigli; Scaloni, Canini, Stendardo, Del Grosso; Biondini, Cigarini, Carmona; Bonaventura; Parra, Denis. <BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Raimondi, Contini, Cazzola, Radovanovic, De Luca, Giorgi, Budan, Moralez,Livaja, Brienza All.: Colantuono. Squalificati: Brivio (1) <BR>Indisponibili: Capelli, Marilungo, Bellini, Lucchini, Ferri<BR>PESCARA-BOLOGNA ore 15<br><br> Pescara (4-3-1-2): Perin; Balzano, Bianchi Arce, Capuano, Modesto; Blasi, D'Agostino, Bjarnason; Weiss;Sforzini, Vukusic. <BR>A disp.: Pelizzoli, Bocchetti, Cosic, Zauri, Togni, Caprari, Cascione, Rizzo, Caraglio, Sculli, Abbruscato. All.: Bergodi. <BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno <br><br> Bologna (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Motta, Perez, Taider, Morleo; Diamanti, Kone; Gilardino. <BR>A disp.: Curci, Stojanovic, Carvalho, Khrin, Radakovic, Garics, Pulzetti, Pazienza, Guarente, Riverola, Pasquato, Paponi. All.: Pioli. <BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Natali, Gabbiadini<br><br> LE ULTIME: Partito Terlizzi, Bianchi Arce sarà titolare. Davanti spazio al neoarrivato Sforzini, con Sculli inizialmente fuori ma pronto a subentrare. Nel Bologna non c'è Gabbiadini, infortunato, e Pioli pensa a un 3-4-2-1 con Kone e Diamanti dietro a Gilardino.<BR>SIENA-INTER ore 15<br><br> &nbsp;<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Belmonte, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Reginaldo; Bogdani. <BR>A disp.: Farelli, Marini, Bolzoni, Mannini, Valiani, Verre, Sestu, Paolucci, Emeghara. All.: Iachini. <BR>Squalificati: Terzi, Vitiello <BR>Indisponibili: Pozzi <br><br> Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Schelotto, Zanetti, Gargano, Nagatomo; Guarin; Cassano, Palacio <BR>A disp.: Belec, Carrizo, Silvestre, Pereira, Cambiasso, Benassi, Obi, Stankovic, Kuzmanovic, Alvarez,Milito, Rocchi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Castellazzi, Samuel, Mudingayi<BR>&nbsp;<BR>MILAN-UDINESE ore 20:45<br><br> &nbsp;<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Bonera, Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Boateng; Niang, Pazzini, El Shaarawy. <BR>A disp.: Amelia, Gabriel, Zaccardo, Bonera, Yepes, Mexes, Antonini, Muntari, Nocerino, Robinho, Bojan, Balotelli. All.: Allegri <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Didac Vilà, De Jong, Ambrosini, De Sciglio<br><br> Udinese (3-5-1-1): Padelli; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Allan, Lazzari, Pasquale; Muriel; Di Natale. <BR>A disp.: Scuffet, Favaro, Angella, Heurtaux, Faraoni, Merkel, Gabriel Silva, Pereyra, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Badu (Coppa d'Africa), Brkic, Pawlowski<br><br>C1007650adm001adm001esultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-1010208.htmSi100075701,02,03,07030200
1111010115NewsCampionatiSerie A, ventiduesima giornata: le probabili formazioni20130127111049serie aSerie ALe probabili formazioni dei match della 22^ giornata di Serie A<BR><BR>Domenica 20 gennaio<BR><BR>BOLOGNA-ROMA ore 12.30<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Garics, Antonsson, Sorensen, Morleo; Kone, Perez, Taider; Diamanti; Gabbiadini, Gilardino.<BR>A disp.: Curci, Stojanovic, Sorensen, Carvalho, Motta, Krhin, Pulzetti, Guarente, Riverola, Pasquato, Paponi. All.: Pioli. <BR><BR>Roma (4-3-3): Goicoechea; Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Pjanic, Osvaldo, Totti.<BR>A disp.: Stekelenburg, Lobont, Burdisso, Dodò, Perrotta, Taddei, Marquinho. All.: Zeman<BR><BR>ATALANTA-MILAN ore 15<BR><BR>Atalanta (4-3-2-1): Consigli; Ferri, Canini, Stendardo, Brivio; Biondini, Cigarini, Carmona; Bonaventura, Moralez; Denis.<BR>A disp.: Polito, Matheu, Raimondi, Cazzola, Radovanovic, Ferreira Pinto, Troisi, Schelotto, De Luca,Budan, Parra. All.: Colantuono.<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Mexes, Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Boateng; Niang, Pazzini, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Gabriel, Acerbi, Bonera, Antonini, Abate, Traoré, Muntari, Nocerino, Emanuelson, Robinho, Bojan. All.: Allegri<BR><BR>CAGLIARI-PALERMO ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; Ibarbo,Sau.<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Del Fabro, Murru, Perico, Casarini, Ceppelini, Eriksson, Cossu, Pinilla,Thiago Ribeiro. All.: Pulga<BR><BR>Palermo (3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Rios, Barreto, Dossena; Ilicic, Miccoli, Dybala.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Cetto, Donati, Kurtic, Anselmo, Viola, Brienza, Sanseverino, Malele,Brienza. All.: Gasperini<BR><BR>CATANIA-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Paglialunga, Salifu; Barrientos, Castro, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Capuano, Augustyn, Rolin, Potenza, Bellusci, Ricchiuti, Biagianti, Keko, Doukara. All.: Maran.<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Neto; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni.<BR>A disp.: Viviano, Lupatelli, Tomovic, Camporese, Cassani, Romulo, Llama, Migliaccio, Ljajic, Larrondo, Seferovic. All.: Montella.<BR><BR>PARMA-NAPOLI ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Santacroce, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, Maceachen, Benalouane, Rosi, Acquah, Morrone, Ninis, Palladino, Pabon, Amauri. All.: Donadoni.<BR><BR>Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Fernandez, Gamberini, Uvini, Mesto, Donadel, Armero, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri.<BR><BR>SAMPDORIA-PESCARA ore 15<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Soriano, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Rossini, Berardi, Castellini, Poulsen, Mustafi, Tissone, Munari, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR><BR>Pescara (4-3-1-2): Perin; Zanon, Terlizzi, Capuano, Balzano; Cascione, D'Agostino, Nielsen; Bjarnason; Abbruscato, Celik.<BR>A disp.: Pelizzoli, Bocchetti, Bianchi Arce, Cosic, Blasi, Togni, Brugman, Caprari, Vukusic, Jonathas, Caraglio. All.: Bergodi.<BR><BR>UDINESE-SIENA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Padelli; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Allan, Lazzari, Pasquale; Muriel; Di Natale.<BR>A disp.: Schuffet, Angella, Coda, Faraoni, Merkel, Gabriel Silva, Pereyra, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin<BR><BR>Siena (3-4-1-2): Pegolo; Neto, Contini, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina; Bogdani, Reginaldo.<BR>A disp.: Farelli, Dellafiore, Paci, Belmonte, Del Grosso, Bolzoni, Mannini, Valiani, Agra, Sestu, Emeghara, Paolucci. All.: Iachini.<BR><BR>INTER-TORINO ore 20.45<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso, Gargano, Nagatomo; Guarin; Cassano, Palacio<BR>A disp.: Belec, Silvestre, Nagatomo, Benassi, Mariga, Pereira, Jonathan, Mudingayi, Duncan, Obi, Alvarez, Stankovic, Livaja, Rocchi. All.: Stramaccioni<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Rodriguez, Masiello; Brighi, Gazzi; Meggiorini, Barreto, Bianchi, Santana.<BR>A disp.: Gomis, Di Cesare, Caceres, Darmian, Suciu, Birsa, Bakic, Vives, Stevanovic, Cerci, Sansone. All.: Ventura.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-ventiduesima-giornata-le-probabili-formazioni-1010115.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030372
1121010075NewsCampionatiSerie A, la Juventus sorride e frenano le altre. Prosegue la crisi del Genoa20130121154435serie aSerie A<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>La 21' giornata di serie A (2' di ritorno) è tutta a favore della Juventus, che stacca la concorrenza nella corsa allo scudetto e scopre di avere tra le mani un probabile talento: Paul Pogba, classe 1993 incanta il pubblico di casa e non, con giocate da fuoriclasse e bolidi imprendibili. Rallenta la Lazio,fermata sul 2-2 in casa del Palermo, ma anche il Napoli, sempre più Cavani-dipendente, che pareggia a Firenze. Scintillante pareggio tra Roma e Inter, più utile ai nerazzurri nella corsa ai piani nobili della classifica. Sempre più in alto anche il Catania di Maran, che espugna "Marassi", sponda Genoa, causando l'esonero di Del Neri ed il ritorno in panchina di Ballardini: per quest'ultimo la salvezza assume sempre più le fattezze di una "mission impossible". Riparte il nuovo Milan, cinico ma ancora pieno di problemi, che supera il Bologna ed in coda, importanti successi per Torino e Siena, rispettivamente contro Pescara e Sampdoria. A chiudere, i pareggi, entrambi per 1-1, in Atalanta-Cagliari e Chievo-Parma. Il TOP di questa giornata è Paul Pogba, mentre come FLOP da segnalare lo sprecone Borriello. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>PALERMO-LAZIO 2-2 :Lazio subito in vantaggio con un'incornata di Floccari al 10' minuto, ma poi la squadra di Petkovic si copre, accontentandosi dell' 1 a 0. Ecco allora che in un minuto (il 70'), il Palermo ribalta il match, con i gol di Rios e Dybala. Solo un rigore di Hernanes nel finale rimette a posto le cose. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>JUVENTUS-UDINESE 4-0: Juventus dominatrice in lungo e in largo, in vantaggio al 41' con una gemma di Pogba. La ripresa è tutta in discesa, con un Udinese inesistente, e nell'ordine arrivano la doppietta di Pogba (66') e le reti di Vucinic (72') e Matri (80'). <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>FIORENTINA-NAPOLI 1-1: partita abbastanza scialba che conferma il periodo non positivissimo della Fiorentina, e la dipendenza da Cavani, per quanto concerne la sponda Napoli. Tutte nel primo tempo le reti: al 33' Roncaglia fa partire un lancio per Toni da metà campo, De Sanctis sbaglia l'uscita scontrandosi con Britos, e il pallone finisce in rete. Il pareggio 8 minuti più tardi con il solito Cavani, lesto nel deviare in gol una punizione. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ATALANTA-CAGLIARI 1-1: inizio posticipato di mezz'ora, ma pronti-via subito ospiti in vantaggio, con l'autogol del fresco ex, Canini. Grande reazione dei padroni di casa, che però sprecano di tutto, in particolare con Denis. Il pareggio arriva nella ripresa, grazie al gigante Stendardo, il quale svetta di testa sugli sviluppi di un corner e batte Consigli. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CHIEVO-PARMA 1-1: solo un paio di occasioni per parte possono bastare per non far terminare una partita 0 a 0. Lo dimostra tanto il Parma, in gol al 40' con la rivelazione Belfodil, alla settima realizzazione stagionale, quanto il Chievo, che pareggia i conti con Paloschi, dopo un'uscita avventata di Mirante. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>GENOA-CATANIA 0-2: Genoa sprecone da una parte, Catania frizzante e divertente dall'altra. I padroni di casa reagiscono bene allo svantaggio subitaneo di Bergessio (4' minuto), ma riescono a sbagliare l'impossibile davanti alla porta. La giusta conseguenza è prima il raddoppio di Barrientos (86' minuto), e poco dopo la pioggia di fischi che piovono sui grifoni. L'ennesima sconfitta costa la panchina a Del Neri. Torna Ballardini. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>MILAN-BOLOGNA 2-1: ricomincia la rincorsa del Milan al terzo posto. Allegri contento del risultato, un po' meno della prestazione, nonostante sia tornato al gol Pazzini (65',81' minuto). Il Bologna è poca roba, stanco dopo la grande prestazione in Coppa Italia contro l'Inter, e a riaprire il match ci pensa Mexes con un autogol (84' minuto), ma non basta. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>PESCARA-TORINO&nbsp; 0-2: il Torino detta legge all' "Adriatico",&nbsp; complice anche un gol di Santana viziato dal fuorigioco, dopo pochissimi minuti. Il Pescara accusa il colpo e spreca l'unica chance con Bjarnason. Ma la partita è chiusa da Cerci già al 41', quando batte Perin dopo un delizioso uno-due volante con il neo acquisto Barreto. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>SIENA-SAMPDORIA 1-0: il Siena riapre il discorso salvezza, battendo una diretta concorrente come la Sampdoria, al termine di un match non certo esaltante. Decidono il cinismo di Bogdani, solito maestro nel gioco aereo, che segna al 71', e, sponda Samp, l'imprecisione del gioiellino Icardi, oggi spento in zona gol. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ROMA-INTER 1-1: pareggio scintillante tra Roma e Inter. Ottimo avvio della Roma, che passa con un rigore dubbio trasformato da Totti (22' minuto), dopo aver sprecato numerose occasioni. I nerazzuri rispondono subito, prima con un palo di Livaja, poi col pareggio di Palacio, nel recupero del primo tempo. La ripresa è il festival dello spreco, con errori da una parte e dall'altra: Livaja, Piris e Lamela rinviano l'appuntamento col gol e il match si chiude con il pari. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-la juventus-prosegue-il-cammino-prosegue-la-crisi-del-genoa-1010075.htmSi100844901,02,03,06,07,08,09030263
1131009994NewsCampionatiSerie A Napoli-Palermo:tanti «ex» al San Paolo20130113102333Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Settimana&nbsp;tranquilla per i partenopei, sia per il successo ottenuto sulla Roma sai perchè l'infermeria è completamente vuota. Walter Mazzarri ha a disposizione tutti gli effettivi, ad esclusione degli squalificati di lungo corso Cannavaro e Grava. Il tecnico dovrebbe confermare la squadra che ha annichilito la Roma nel posticipo della settimana scorsa. In neo acquisto Armero, inizialmente, si siederà in panchina.<br><br> Tra i tanti ex&nbsp;della partita, i più recenti saranno Sasà Aronica, già un inamovibile della difesa a 3 di Gasperini, e Andrea Dossena, anch'egli subito in campo sulla fascia sinistra. In assenza dello squalificato Ilicic, Gasperini dovrebbe cambiare modulo e dovrebbe optare per un 3-5-2 più&nbsp;difensivo inserendo Anselmo in mediana.&nbsp;In avanti dovrebbe giocare Brienza con uno&nbsp;tra Dybala e Budan. Tra i pali, ballottaggio fino all'ultimo tra Benussi e Ujkani.<br><br> Probabili Formazioni<br><br> NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis, Campagnaro, Britos, Gamberini; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani. All. Mazzarri<br><br> PALERMO (3-5-2): Ujkani, Von Bergen, Aronica, Garcia; Morganella, Anselmo, Barreto, Rios, Dossena; Brienza, Budan. All. Gasperini.<BR><br><br> &nbsp;<br><br>NapoliFL0411FL0411124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-napoli-palermo-probabili-formazioni-1009994.htmSi100427901,02,03,08010140
1141009898NewsCampionatiSerie A, Parma-Palermo: per i gialloblu è una prova di maturità20130106114922Serie AProbabili formazioniDonadoni recupera Paletta, che ha scontato la squalifica, e&nbsp;può così ricomporre con Lucarelli&nbsp;la coppia&nbsp;di centrali titolare. Recupera anche Mirante, ma dovrebbe&nbsp;andare in panchina: al suo posto Pavarini. Squalificato, invece, Valdes,&nbsp;dovrebbere essere sostituito o con&nbsp;Acquah&nbsp;o con&nbsp;Musacci. In attacco sarà tridente, con Biabiany, Belfodil e Sansone.<BR><BR>Von Bergen dovrebbe partire dal primo minuto nella difesa rosanero, vista la squalifica di Muñoz, mentre Donati&nbsp;è ancora alle prese con un affaticamento muscolare ai flessori della gamba sinistra. Si registrerà l'esordio di&nbsp;Aronica al centro della difesa rosanero e dovrebbe debuttare dal primo minuto&nbsp;anche Sanseverino sulla sinistra. Partirà, invece, dalla panchina l'altro nuovo arrivo Anselmo. In attacco, Dybala sarà l'unica punta, col duo Ilicic-Brienza a supporto. In panchina Miccoli non al meglio.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>PARMA(4-3-3): PAVARINI; Benalouane,&nbsp;Paletta,&nbsp;Lucarelli, Gobbi; Marchionni,&nbsp;Musacci, Parolo; Biabiany&nbsp;- Belfodil - Sansone. All.Donadoni<BR><BR>Palermo(3-4-2-1): Benussi; Von Bergen, Aronica, Garcia,&nbsp;Morganella; Barreto, Kurtic,&nbsp;Sanseverino; Ilcic, Brienza; Dybala All.Gasperini<BR><BR>C1007650ParmaFL0411FL0411donadoni.jpgSiNserie-a-parma-palermo-probabili-formazioni-1009898.htmSiT1000016,T1000023100427901,02,03010160
1151009678NewsCampionatiUdinese-Palermo, Di Natale acciuffa il pari nel finale: 1-1! Top & flop20121215200043palermo udinese1-1 a Udine: Totò risponde a IlicicSempre lui: Totò Di Natale al 90' di rapina rimette su una partita che poteva finire male per la sua Udinese.<BR><BR>Finisce 1-1 al Friuli il primo anticipo della 17esima giornata tra Udinese e Palermo: un pari tutto sommato giusto che hanno evidenziato comunque grossi problemi; a decidere il match due papere colossali dei due portieri Brkic e Ujkani.<BR><BR>Guidolin lascia ancora una volta Muriel in panchina preferendogli Pereira in appoggio a Di Natale: Harteaux al posto dell'infortunato Benatia. Dall'altro lato Gasperini schiera Dybala al posto di Brienza, reduce da qualche acciacco in settimana. <BR><BR>Partita che stenta a decollare (eccezion fatta per qualche tiro sbilenco di Miccoli e Di Natale) fino al gol di Ilicic: lo sloveno al 33' conclude da fuori, a Ujkani scivola la palla in gol. Guidolin inserisce subito Muriel per Badu arretrando Pereira a centrocampo: nella ripresa il colombiano con i suoi scatti metti a soqquadro la difesa rosanero concludendo però solo una volta da fuori. per giunta senza tante pretese. Harteaux si fa espellere inguaiando i suoi: il Palermo con Brienza (entrato al 46' per Miccoli), Pisano, Ilicic e Rios si rende pericoloso in contropiede: Brkic però si mostra attento. Nel finale forcing finale friulano: botta di Muriel, rimpallo, ancora colpo di testa del colombiano, Ujkani prima para ma poi gli scivola il pallone e per Di Natale è un gioco da ragazzi insaccare aporta vuota.<BR><BR>Risultato tutto sommato giusto: i rosanero senza Miccoli sprecano troppo mentre i friulani faticano ad impostare la manovra. Il recupero di Muriel però può essere veramente fondamentale.<BR><BR>Top<BR><BR>Ilicic: 7, il gol glielo regala Ujkani, ma lui regala una grande prova.<BR><BR>Muriel 6.5, dà la scossa ai suoi: l'Udinese ora, oltre a Di Natale, può aggrapparsi a lui.<BR><BR>Flop<BR><BR>Brkic: 5, nella ripresa sventa un pò di palle gol, ma la papera sul gol di Ilicic è troppo grossolana.<BR><BR>Ujkani 5: sarà l'invidia per il collega, ma pure lui la combina grossissima.<BR><BR>C1007650FL0141FL0141udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNdi-natale-acciuffa-il-pari-nel-finale-1-1-top-&-flop-1009678.htmSiT1000023,T1000011100205001,02,03030172
1161009570NewsCampionatiPalermo-Juventus 0-1, le pagelle: Top Lichsteiner e Kurtic, Flop Matri 20121209165757serie a, juventus, palermoLichsteiner regala tre punti fondamentali alla armata di Conte.Al Barbera gli occhi di tutti erano puntati tutti su Antonio Conte. Il grande ritorno del mister vincente dei bianconeri che&nbsp;finiva di scontare&nbsp;la sua pena. Un match importante per entrambe le squadre: i rosanero per ritrovare la vittoria, i bianconeri per non fermarsi più. <BR>Ha vinto la Juve, come sempre, come il solito. Una prestazione convinta e bella. Bella la sicurezza di un reparto difensivo che non sa subire gol. Convincente la prova di Vucinic, vero uomo in più dell'attacco del team di Torino.<BR>Ora, tutti i tifosi bianconeri vorrano sapere quale sarà l'anti-Juve che emergerà questa sera, se ne esiste realmente uno. <BR><BR>Risultato finale Palermo-Juventus 0-1: 49’ Lichsteiner <BR>Ammoniti: 36’ Lichsteiner, 67’ Morganella, 77’ Pirlo, 87’ Bonucci <BR>Espulsi: 75’ Morganella <BR><BR>Palermo (3-5-2): Ujkani 6.5, Von Bergen 5.5, Donati 6 (70’ Dybala 6), Munoz 5.5, Garcia 5.5, Pisano 5 (45’ Brienza 5.5), Kurtic 6.5 (75’ Viola 5.5), Barreto 5, Morganella 5, Miccoli 6.5, Ilicic 6 <BR>All. Gasperini 5.5 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 7, Bonucci 6.5, Chiellini 7, Asamoah 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 6 (54’ Pogba 6), Lichsteiner 7 (65’ Padoin 6), Matri 5 (73’ Bendtner 6), Vucinic 7 <BR>All. Conte 7 <BR><BR>Top Palermo <BR><BR>Kurtic: nel primo tempo gestisce bene numerose situazioni in mezzo al campo. Cala, insieme a tutta la squadra, nella seconda frazione, ma insieme a capitan Miccoli, vero faro dei rosanero, è il migliore dei suoi. <BR><BR>Flop Palermo <BR><BR>Pisano: un brutto primo tempo, quello del difensore palermitano che sbaglia tanto e alla fine viene sostituito senza troppi complimenti. <BR><BR>Top Juventus <BR><BR>Lichsteiner: merita il titolo di MVP per il gol che decide tre punti pesantissimi. Quando segna lo svizzero, la Juve vince sempre.&nbsp;Ma la prestazione di Vucinic è davvero strepitosa: non smette più di regalare assist ai compagni. <BR><BR>Flop Juventus <BR><BR>Matri: ovviamente non poteva che essere lui il peggiore in campo fra i bianconeri. Sbaglia tutto quello che può sbagliare sotto porta e Conte decide di provare a inserire il danese Bendtner.C1007650Palermo, Stadio BarberaFL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009570.htmSi100877901,02,03,06030163
1171009483NewsCampionatiSerie A, Inter-Palermo: recupera Milito20121202115138Serie Aprobabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Stramaccioni dovrebbe confermare il 3-4-1-2. In difesa&nbsp;dovrebbero esserci i soliti&nbsp;Samuel, Ranocchia e Juan Jesus. A centrocampo Zanetti e Nagatomo sulle fasce, in mezzo dovrebbe esserci Gargano a far coppia con Cambiasso, con Guarin&nbsp;o Coutinho alle spalle del duo argentino composto da Palacio e Milito. <BR><BR>Emergenza totale in casa Palermo. Gasperini dovrà rinunciare agli squalificati Donati e Miccoli, ma recupera all'ultimo minuto Von Bergen. A centrocampo Morganella agirà sulla destra, Barreto e Kurtic dovrebbero giocare&nbsp;in mezzo e Giorgi nel ruolo di esterno sinistro. Confermati Ilicic e Brienza, che supporteranno l'unica punta Dybala,<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Inter(3-4-1-2): HANDANOVIC - RANOCCHIA - SAMUEL - JUAN JESUS - ZANETTI - GARGANO - CAMBIASSO - NAGATOMO - COUTINHO - PALACIO - MILITO<BR><BR>Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - VON BERGEN- GARCIA - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - PISANO - ILICIC - BRIENZA - DYBALA<BR><BR>MilanoFL0411FL0411milito gol derby.jpgSiNserie-a-inter-palermo-probabili-formazioni-1009483.htmSi100427901,02,03010196
1181009392NewsCampionatiPalermo-Catania, le pagelle. Top Ilicic e Lodi. Flop Barrientos20121124224444palermo, cataniaPalermo Catania PagelleFinale 3-1 (p.t. 1-0): 10' Miccoli, 49' e 60' Ilicic, 70' Lodi (C)<BR><BR>ammoniti: Miccoli, Munoz, Donati, Spolli, Almiron, Gomez, Doukara espulsi: <BR><BR>Palermo (3-4-3): Benussi 6.5, Munoz 6, Donati 6, Von Berger 6 (76' Pisano 6), Morganella 6.5, Rios 6, Kurtic 6, Garcia 6, Brienza 6.5 (86' Viola s.v.), Miccoli 7 (66' Dybala 6), Ilicic 7.5 All.: Gasperini 7<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar 6, Alvarez 5.5, Legrottaglie 6, Spolli 5.5 (86' Capuano s.v.), Marchese 5.5, Izco 5.5 (44' Castro 5.5), Lodi 7, Almiron 5.5, Barrientos 5, Morimoto 5 (64' Doukara 6), Gomez 5.5 All.: Maran 5<BR><BR><STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><BR><BR>Ilicic: la sua doppietta porta al successo i suoi.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR><STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><BR><BR>Lodi: preciso in ogni circostanza.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><BR><BR>Barrientos: poco in partita.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001lodi.jpgSiNpalermo-catania-le-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009392.htmSiT1000014,T1000023100075501,02,03,04,09030355
1191009324NewsCampionatiSerie A Bologna-Palermo:Pioli rischia20121118093125Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Pioli, la cui panchina resta parecchio traballante,&nbsp;dovrebbe optare per un prudente 3-5-1-1. Dietro confermato Sorensen al centro, che sarà coadiuvato da Antonsson e Cherubin. Pazienza agirà da schermo davanti alla difesa, affiancato da Taider e Guarente. Sulle fasce, con Garics a destra, torna Morleo, che si riprende così&nbsp; l’out mancino dopo l’infortunio. Diamanti illuminerà il gioco offensivo rossoblù, e proverà ad innescare l’unica punta Gilardino.<br><br> Gasperini conferma l’undici che&nbsp;ha vinto e convinto&nbsp;contro la Sampdoria. Dietro sarà Donati ad&nbsp;operare&nbsp;come regista arretrato protetto da Munoz e Von Bergen. Sulle fasce Morganella e Garcia proveranno a spingere, senza lasciare sguarnita la retroguardia rosanero. In mezzo agirà la coppia di combattenti formata da Barreto e Kurtic. Ilicic e Brienza&nbsp;giocheranno alle spalle del giovane Dybala, che ha conquistato Palermo con la doppietta siglata domenica scorsa.<br><br> Probabili formazioni<br><br> Bologna(3-5-1-1): CURCI - ANTONSSON - SORENSEN - CHERUBIN -&nbsp;PAZIENZA - GUARENTE&nbsp; - TAIDER - MORLEO - GARICS - DIAMANTI - GILARDINO<br><br> Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - BRIENZA - DYBALA<br><br>BolognaFL0411FL0411diamanti.jpgSiNserie-a-bologna-palermo-probabili-formazioni-1009324.htmSi100427901,02,03010275
1201009302NewsCampionatiSerie A, tredicesima giornata: match di lusso Juventus-Lazio e Napoli-Milan20121116205932serie aSerie A Tredicesima GiornataJuventus-Lazio: si parte dal dolce. Perché l’anticipo delle 18.00 di domani ha un sapore tutto particolare. Due squadre in salute, reduci da vittorie altrettanto eccezionali: i bianconeri hanno letteralmente asfaltato la piccola armata di Stroppa, gli aquilotti hanno vinto la partita più importante, la stracittadina contro il nemico Zeman. Ora Petkovic, ormai osannato dalla tifoseria, suona la carica e crede nel possibile sgambetto ai campioni d’Italia. Per non sbagliare sceglie il solito 4-5-1 con Klose prima punta: a Hernanes e Ledesma il compito di impostare gioco. Per Antonio Conte ritorni importanti, quelli di Pogba e di Vucinic pronti a spingere il club di Torino. <BR>L’impressione è che sarà una partita molto difficile per la capolista: quanto peserà l’assenza di Pirlo e quanto spazio occuperà, nella testa dei giocatori, la super sfida di martedì sera contro il Chelsea? Meno di ventiquattro ore e avremo il responso.<br><br> Napoli-Milan: si procede con il big match del sabato sera. Anche questo match ha un gusto, come dire, straordinario. Dopo molti anni si gioca a parti inverse: ora sono i partenopei a combattere per il primo posto, sono, invece, i rossoneri quelli che faticano a scalare posizioni. Il risultato sembra scontato ma non è così: anche se Cavani e compagni continuano a mostrare una forma spaventosa, la riunione di Berlusconi sembra aver rivitalizzato gli uomini di mister Allegri che, dopo aver visto Italia-Francia, ha capito definitivamente di non poter rinunciare a individui come Montolivo ed El Shaarawy, unici veri fari della squadra. Pazzini torna titolare, Pato ritorna in panchina: quanto pesa il rigore sbagliato contro la Fiorentina. Anche Mazzarri, però, propone novità: una su tutti è vedere Insigne in campo dal primo minuti a sostituire Goran Pandev, il macedone infatti non gode di un gran momento di forma. Pochi dubbi. Al San Paolo sarà una partita infuocata.<br><br> Inter-Cagliari: Stramaccioni sta recuperando, piano piano, diversi infortunati. Questa è stata la notizia migliore della settimana. Torna Ranocchia fra i titolari, tornano, forse, Sneijder e Coutinho almeno fra i convocati. Solo la conferenza del mister romano di domani potrà svelarci gli ultimi segreti. Per il resto poco altro, solo un imperativo: vincere, tornare a trionfare dopo l’imprevedibile sconfitta a Bergamo. I tifosi presenti a San Siro vedranno ancora tridente, ancora Cassano-Palacio-Milito, i magnifici tre nerazzurri. Pulga, dal canto suo, dopo quattro vittorie di fila si è fermato prima con la Fiorentina, perdendo 4-1 a casa dei toscani, poi con il brutto pareggio contro il Catania. Il Cagliari si affida a Pinilla e Sau per compiere il miracolo al Meazza, dove una vittoria manca dal lontano 1995.<br><br> Bologna-Palermo: è una bella sfida quella che andrà in scena al Dall’Ara di Bologna dove si affrontano due squadre che di simile hanno solo la classifica. Una classifica preoccupante per ambedue le formazioni che hanno entrambe un’importante chance di conquistare tre punti. Gasperini, però, ha appena ottenuto la seconda vittoria da quando siede sulla panchina rosanero: sconfiggere i blucerchiati di Ferrara non è stata proprio una mission impossible. Impossibili, invece, sono state le giocate e i gol di Dybala, nuovo fenomeno del nostro campionato. L’attacco dei siculi si baserà totalmente sui suoi piedi. Sembrava rinato e invece no: Gilardino, dopo un inizio scoppiettante, ha nuovamente un complicato rapporto con la porta, diventata un muro nelle ultime uscite. Diamanti agirà come trequartista proprio alle spalle di Alberto e anche di Gabbiadini, giovane che ha ancora molto da dimostrare. Pioli-Gasperini: si salvi chi può.<br><br> Siena-Pescara: ‘si salvi chi può’ è la frase adattissima anche per questa sfida. Importante si, decisiva no. Dopo la vittoria contro il Genoa e il pareggio contro il Parma, è nato un nuovo entusiasmo intorno a Cosmi e ai suoi beniamini. La prima sensazione è che per Rosina e Calaiò non dovrebbe essere un problema bombardare la porta di Perin: il Pescara, dopo la sconfitta per 6-1 contro la Juve, dovrà ritrovare una convinzione che forse non c’è mai stata. Stroppa deve puntare sui soliti noti, non avendo una formazione così ampia: Jonathas e Abbruscato saranno le punte con Quintero in mezzo al campo a sfornare palloni giocabili. Weiss, vera stella degli abruzzesi, potrebbe non essere convocato per problemi fisici.<br><br> Fiorentina-Atalanta: è questa la partita che suscita più curiosità nel pomeriggio domenicale. Due squadre belle, due squadre giovani, due squadre molto sudamericane. Una sfida spettacolare soprattutto perché le due formazioni sono reduci da momenti di forma straordinari: Fiorentina e Atalanta sono padrone incontrastate di Milano: i Viola hanno appena abbattuto il Milan tra le mura del Meazza, i bergamaschi hanno sconfitto in una rocambolesca partita i nerazzurri di Stramaccioni. Ora Montella e Colantuono vogliono contendersi l’Europa: i padroni di casa sono quarti, gli ospiti addirittura sesti. Il team del giovane allenatore ex Catania ha mostrato di saper camminare anche senza l’appoggio di un top player come Jovetic: anche domenica i favoriti per un posto da titolare sono Ljajic e Toni che agiranno grazie alla collaborazione di un centrocampo duro e roccioso con Borja Valero, Pizarro e Aquilani.&nbsp; Colantuono schiera il solito 4-4-1-1 con il piccolo Maxi Moralez e German Denis a ricoprire le posizioni offensive.<br><br> Catania-Chievo: il Catania di Maran vuole continuare a stupire e proverà a farlo contro un Chievo Verone non in grande condizione. Il tecnico ex Varese si basa sulla freschezza, sulla rapidità e sulla corsa di giocatori come Gomez e Barrientos che supporteranno il solito buon vecchio Bergessio, sempre pericoloso in mezzo all’area avversaria. Per Corini, invece, le scelte non solo moltissime: Thereau e Pellissier fanno ormai coppia fissa ma Di Michele e soprattutto un Paloschi tornato al gol, anche se su rigore, sono pronti a subentrare nel momento del bisogno. La partita si deciderà, sempre se finirà con la vittoria di una sull’altra, a centrocampo. I siculi faranno partire tutte le loro azioni dai piedi fatati di Ciccio Lodi che avrà accanto a sé uomini d’esperienza come Izco e Almiron. I gialloblù invece si appoggeranno alle incursioni e agli inserimenti di Luciano e di Hetemaj.<br><br> Udinese-Parma: che i friulani di mister Guidolin non abbiano più la spinta dello scorso anno ormai è cosa risaputa. Il problema, ora e prima di tutto, è la mancanza di vittorie che sta agitando il tecnico. La classifica, pur non bellissima, non preoccupa ancora anche se i bianconeri, già da questa domenica, dovranno fare bottino pieno. L’avversario non è dei più facile: il Parma, quando vuole, sa giocare bene a pallone ma in trasferta a faticato ovunque. Di Natale e Maicosuel ormai sono un must, per i biancoblu invece accanto ad Amauri sarà schierato Belfodil. <BR>Entrambe le squadre vengono da due pareggi, pareggio però molto diversi fra loro: i bianconeri hanno acciuffato due volte il Chievo grazie alla storica doppietta di Angella. La formazione di Donadoni, invece, non ha saputo battere il Siena e la partita è terminata a reti inviolate. Che sia la X di pareggio il segno più adeguato anche per questa partita?<br><br> Sampdoria-Genoa: questa volta è più di una stracittadina. Innanzitutto il derby della Lanterna non si gioca ormai da tempo: l’ultimo se lo ricordano entrambe le tifoserie molto bene. Rammentate Boselli? No? Beh non chiedetelo ai blucerchiati allora. Perché nella sua breve e poco significativa carriera italiana, l’attaccante argentino ha segnato il gol più importante della sua carriera, quello che alla fine condannò i sampdoriani a un anno di purgatorio in Serie B. E’ un derby speciale anche e soprattutto perché le due squadre arrivano a questo match in una condizione ai limiti dell’imbarazzo: Del Neri ha conquistato solo sconfitte da quando è arrivato sulla panchina dei Grifoni, Ferrara, invece, ha perso le ultime sette partite consecutive. Maxi Lopez non dovrebbe farcela, Borriello invece si. Sarà una partita accesa, dura, forse troppo dura. Sarà una partita tesissima, un’atmosfera particolare. Sarà una partita fantastica.<br><br> Roma-Torino: si chiude lunedì all’Olimpico di Roma dove i giallorossi di Zeman proveranno nuovamente a rialzarsi dopo la nuova e cocente delusione del derby contro la Lazio. Troveranno di fronte il Torino: sfida peggiore per la formazione del Boemo non ci poteva essere. I granata infatti non hanno ancora perso in trasferta e vengono da una convincente vittoria contro il Bologna. Lamela, unico vero insostituibile degli undici romanisti, farà coppia con Totti e Osvaldo: il sostituto di De Rossi, squalificato, sarà Marquinho, affiancato da Florenzi e Bradley, reduce da un bel gol con la nazionale statunitense. Ventura invece schiera il solito 4-2-4 che si trasforma in un classico 4-4-2 in fase di non possesso: Santana, Cerci, Bianchi, Sansone. Sono questi i fantastici 4 che dovranno conquistare Roma.<br><br>C1007650FL0882FL0882classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-tredicesima-giornata-match-di-lusso-tra-juventus-lazio-e-napoli-milan-1009302.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06,07,08,09030264
1211009241NewsCampionatiSerie A, Palermo-Sampdoria: è già sfida salvezza20121111094825Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Il Palermo è dilaniato dagli infortuni. Gasperini dovrà fare a meno di giocatori importanti. Primo fra tutti Miccoli per un affatticamento muscolare e Mantovani, che contro il Milan ha riportato la lesione del crociato anteriore sinistro. Problemi anche per Donati. Sarà quindi Dybala la punta a guidare l'attacco rosanero, mentre Giorgi giostrerà sulla fascia sinistra e Von Bergen rileverà Donati al centro della difesa.<BR><BR><BR>Le cose non vanno meglio alla Sampdoria. In settimana, infatti, la formazione blucerchiata ha perso Maxi Lopez. L'attaccante ha rimediato una lesione al menisco durante il match con l'Atalanta e mercoledì è stato operato, per lui circa due mesi di stop. Icardi prenderà così posto al centro del tridente d'attacco. Problemi d'influenza, invece, per Poli, che dovrebbe essere recuperato&nbsp;ma andrà&nbsp;panchina.<BR><BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR><STRONG>Palermo(3-4-2-1):</STRONG><SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - GARCIA - ILICIC - BRIENZA - DYBALA</SPAN></SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: x-small"><STRONG>Sampdoria(4-4-2):</STRONG><SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">ROMERO - DE SILVESTRI - ROSSINI - GASTALDELLO - COSTA - MUNARI - MARESCA - OBIANG - <SPAN style="FONT-SIZE: x-small">ESTIGARRIBIA - </SPAN>JUAN ANTONIO - EDER</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN><BR><BR>PalermoFL0411FL0411gasperini.jpegSiNserie-a-palermo-sampdoria-probabili-formazioni-1009241.htmSi100427901,02,03010177
1221009238NewsCampionatiSerie A, dodicesima giornata: attesa per il match tra Lazio e Roma20121110171052serie aSerie A Dodicesima GiornataCagliari-Catania: la dodicesima giornata si apre con un match bello e intenso, tutto del sud. C’è curiosità di vedere come reagirà la squadra di Pulga dopo la prima sconfitta della sua gestione, c’è curiosità anche di capire se gli etnei riusciranno a tenere il ritmo importante delle ultime uscite. <BR>Nonostante la delusione toscana, la coppia sarà ancora Pinilla-Sau, due giocatori che continuano a ingranare: l’intesa migliora di partita in partita e la Sardegna inizia a sorridere. <BR>Maran sceglie il solito 4-3-3 con il solito Lodi a impostare ma con un insolito tridente. Oltre a Barrientos e Gomez, insostituibili, partirà dal primo minuto Doukara, attaccante francese classe 1991.<BR>Sfida del sud, sfida tra due team che possono sorprendere.<BR><BR>Pescara-Juventus: poche storie, poche parole, poche indiscrezioni. Un imperativo, un dovere: vincere. Questa l’unica volontà di Antonio Conte. <BR>Ripartire dopo la sconfitta nel Derby d’Italia, ripetere la bella partita contro i danesi in Champions League. Abbattere il Pescara, reduce da una gran vittoria contro il Parma. <BR>3-5-2 per Stroppa che, come tanti colleghi, vuole affrontare i campioni d’Italia con lo stesso modulo. <BR>Davanti Abbruscato e Jonathas: l’uno ha iniziato a segnare, l’altro deve ancora farlo.<BR>Per la Juve, oltre a Pogba rimasto a Torino, dovrebbero partire titolari Giovinco e Matri, con Vucinic e Quagliarella favoriti.<BR><BR>Palermo-Sampdoria: l’anticipo del mezzogiorno andrà in scena al Barbera di Palermo. Si gioca per la salvezza, si gioca per uscire da momenti difficili, preoccupanti. I padroni di casa non vincono da diverse partite e Gasperini non ha certo cambiato la situazione ereditata da Sannino. <BR>Ferrara, invece, deve trovare al più presto una soluzione se non vuole fare la fine del tecnico silurato da Zamparini. Nessuna delle due formazioni può fallire: i tre punti sono fondamentali per classifica e morale.<BR>Mancano i due uomini chiave: da una parte Fabrizio Miccoli, dall’altra Maxi Lopez. Quindi, spazio a Ilicic, Brienza e Dybala per i rosanero, per i blucerchiati Estigarribia, Juan Antonio ed Eder.<BR><BR>Milan-Fiorentina: gran bella sfida anche a San Siro dove i rossoneri vogliono confermarsi dopo la vittoria contro il Chievo e dimenticare al più presto l’opaca prestazione contro gli spagnoli del Malaga. Una sfida utile per capire anche la Fiorentina, che di spagnolo ha l’ispirazione per il gioco e per il possesso palla. <BR>Manca Jovetic, quindi Ljajic e Toni con Cuadrado e Pasqual sugli esterni per forgiare il solito 3-5-2. <BR>Allegri schiera il solito 4-2-3-1: Pato sempre titolare con alle spalle i soliti noti, Emanuelson, El Shaarawy e Bojan.<BR>Montella vuole la vittoria, più per la classifica che per altro: i viola, scalando una posizione dietro l’altra, iniziano a sognare sempre di più.<BR><BR>Chievo-Udinese: Corini si trova ad affrontare le prime difficoltà della sua gestione. La manita rifilata dal Milan settimana scorsa non può non aver influito sul morale e sulla testa dei giocatori che dovranno ora sconfiggere i bianconeri di Guidolin. La costanza non fa parte del vocabolario dei friulani che non riescono a infilare nemmeno due vittorie consecutive. Anche in Europa Di Natale non basta per salvare la faccia alla società di Pozzo che per passare il turno dovrà battere il Liverpool e l’Anzhi. <BR>Nonostante la sconfitta, Corini basa il suo reparto offensivo su Thereau e Pellissier mentre per i friulani davanti scenderanno in campo Maicosuel e Di Natale.<BR><BR>Genoa-Napoli: tanti punti di domanda, tanti dubbi, tanti interrogativi. Primo su tutti se domani effettivamente la partita verrà disputata. Il diluvio ‘universale’ che sta calando su Genova potrebbe bloccare il match, un match che vede opporsi due squadre in momenti simili. Del Neri non ha curato la malattia del club più antico d’Italia: da quando è arrivato tre sconfitte consecutive, tutte per 1-0. Il Napoli, reduce dalla vittoria casalinga in Europa League, vuole riniziare la corsa alla Juventus e all’Inter dopo la sconfitta contro l’Atalanta e il pareggio inaspettato contro i granata del Torino. Se si scenderà in campo, come le ultime voci suggeriscono, Mazzarri schiererà Hamsik, Insigne e Cavani, in un momento fisico strepitoso. Per i rossoblù solito tridente composto da Bertolacci, Immobile e Jankovic.<BR><BR>Parma-Siena: sfida salvezza al Tardini di Parma dove la squadra di Cosmi vuole ottenere la seconda vittoria consecutiva dopo quella contro il Genoa. Il Siena piano piano sta ottenendo punti importanti per annullare definitivamente quel gap d’inizio stagione che sta condizionando il cammino dei toscani. Tutt’altra storia per la formazione di Donadoni che vuole lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta contro il Pescara per riprendere un campionato finora pieno di soddisfazioni.<BR>L’impressione è che la partita potrebbe essere decisa da qualche calcio piazzato o da qualche brillante azione dei due uomini chiave delle due formazioni: Amauri per i gialloblù, Calaiò per i bianconeri.<BR><BR>Torino-Bologna: Torino, facci vedere chi realmente tu sei. Il bipolarismo dei granata deve essere messo da parte per capire la vera identità della squadra di Ventura, brillante in trasferta dove è ancora imbattuta, opaca in casa dove ha perso partite banali contro Cagliari e Parma. Il Bologna invece combatte per uscire da una posizione di classifica preoccupante da cui bisogna uscire al più presto: manca la vittoria da troppo tempo e il pareggio casalingo contro l’Udinese non ha sicuramente accontentato mister Pioli.<BR><BR>Lazio-Roma: che dire? Il derby è già partito, grazie al tecnico giallorosso che ha voluto infuocare l’ambiente con una conferenza stampa molto, molto piccante. Tutto il contrario di Petkovic che ha voluto, appositamente, tenere un profilo basso per non deconcentrare i suoi giocatori, reduci dal pesante k.o. contro il Catania: un k.o. che sembra essere già stato dimenticato contro i greci in Europa League. Chi arriva più in condizione alla partita è un mistero, quindi ci resta solo vivere e guardare la partita più bella della giornata. Hernanes contro De Rossi, Ledesma contro Lamela, Klose contro Totti. <BR>Che spettacolo questo derby di Roma.<BR><BR>Atalanta-Inter: la giornata si chiude con un bel posticipo. Due squadre che vengono da due miracoli, la vittoria dei nerazzurri di Bergamo a Marassi, e quella dei nerazzurri di Milano a Torino. Stramaccioni vuole infilare l’undicesima vittoria consecutiva in trasferta e, quindi, per continuare a seguire la Juventus si affida ai soliti tre: Palacio, Cassano e Milito con un Guarin in forma super in mezzo al campo. <BR>Colantuono per scalare la classifica e per salvarsi al più presto schiera Moralez e Denis, lasciando in panchina la piccola zanzara De Luca, che ha appena trovato il primo gol in Serie A contro la Sampdoria.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0882FL0882lazioroma.jpgSiNserie-a-dodicesima-giornata-attesa-per-il-match-tra-lazio-e-roma-1009238.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06030362
1231009159NewsCampionatiRoma-Palermo, le pagelle. Top Totti e Ilicic. Flop Garcia20121104224531roma, palermoRoma Palermo PagelleAll’Olimpico di Roma i giallorossi di Zeman confermano la loro natura: bipolare. Il Palermo crolla 4-1 giocando una pessima gara. Gasperini non ha modificato la situazione lasciata da Sannino e ora la classifica è più grave che mai. Per la Roma una vittoria e tre punti importanti, ma ora serve la continuità che per il momento è mancata.<br><br> Risultato finale Roma-Palermo 4-1: 11’ Totti, 30’ Osvaldo, 70’ Lamela, 78’ Destro, 82’ Ilicic<br><br> Ammoniti: Pisano, Destro(doppio giallo), Burdisso, Munoz<BR>Espulso: Destro<br><br> Roma (4-3-3): Goicoechea 6.5, Piris 6.5, Marquinhos 6.5, Burdisso 6, Balzaretti 6, Bradley 6, Tachtsidis 7, Florenzi 6.5 (70’ Marquinho 6), Lamela 7 (80’ Pjanic 6), Osvaldo 7, Totti 7.5 (72’ Destro 6)<BR>All. Zeman 6.5<br><br> Palermo (3-5-2): Ujkani 4.5, Munoz 5.5, Von Bergen 5, Garcia 4.5, Morganella 4.5, Barreto 5.5, Kurtic 6 (54’ Ilicic 6.5), Rios 6, Pisano 4.5 (33’ Bertolo 5), Brienza 5.5 (70’ Dybala 5.5), Miccoli 6<BR>All. Gasperini 5<br><br> <STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Totti: è il Pupone ad aprire le danze. È lo specchio della Roma: anche il capitano deve trovare quella continuità necessaria per condurre una squadra che ha tanto, tanto bisogno di lui.<br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Destro: Entra e dopo sette minuti trova il primo goal con la nuova maglia. Una serata memorabile, per lui e per la Roma. E invece no. Perché al ragazzo le regole evidentemente non piacciono. Già ammonito si toglie (per metà) la maglia e viene conseguentemente espulso. Ad aggravare le cose il fatto che l’ex Siena era diffidato e quindi il derby lo vedrà dalla tribuna. Inspiegabile anche la scenata nel tunnel che conduce agli spogliatoi: pensaci prima, Mattia.<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Ilicic: ha solamente un merito. Segnare il triste e inutile gol della bandiera. Può essere importante per questa squadra, può essere la chiave per uscire da una crisi durissima.<br><br> <STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><br><br> Garcia: insieme a Ujkani combina una frittata clamorosa nell’occasione del secondo gol. Il portiere almeno prova a riscattare la prova con buone parate, il difensore non combina nient’altro.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882totti.jpgSiNroma-palermo-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009159.htmSiT1000012,T1000023100877901,02,03030265
1241009152NewsCampionatiSerie A, probabili formazioni dell`undicesima giornata20121104111531serie aSerie A Probabili Formazioni Undicesima GiornataDopo i successi di Milan e Inter contro Chievo e Juventus, si completa l'undicesima giornata di Serie A. Queste le probabili formazioni:<br><br> Pescara-Parma ore 12.30<br><br> PESCARA (4-3-2-1): Perin; Balzano, Capuano, Bocchetti, Modesto; Nielsen, Blasi, Cascione; Quintero, Weiss; Abbruscato. A disp.: Pelizzoli, Zanon, Cosic, Colucci, Bjarnason, Soddimo, Celik, Caprari, Jonathas, Vukusic. All.: Stroppa<br><br> PARMA (3-5-2): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi, Ninis, Valdes, Parolo, Gobbi; Biabiany, Pabon. A disp.: Pavarini, Fideleff, Benalouane, Morrone, Acquah, Musacci, Marchionni, Macheachen, Palladino, Sansone. All.: Donadoni<br><br> Siena-Genoa ore 15<br><br> SIENA (3-4-2-1): Pegolo; Contini, Paci, Rubin; Angelo, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso; Valiani, Zè Eduardo; Calaiò. A disp.: Farelli, Martini, Dellafiore, Sestu, Verre, Coppola, D’Agostino, Reginaldo, Mannini, Campos Toro, Bogdani, Paolucci. All.: Cosmi<br><br> GENOA (4-4-2): Frey, Sampirisi, Granqvist, Bovo, Moretti; Bertolacci, Kucka, Toszer, Antonelli; Jorquera, Immobile. A disposizione: Tzorvas, Donnarumma, Canini, Piscitella, Seymour, Melazzi, Anselmo, Merkel, Said, Hallenius. All. Del Neri<br><br> Fiorentina-Cagliari ore 15<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Tomovic; Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Ljajic, Jovetic. A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Savic, Cassani, Romulo, Fernandez, Olivera, Migliaccio, Llama, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Casarini, Ekdal; Cossu; Nenè, Sau. A disp.: Anedda, Perico, Eriksson, Camilleri, Thiago Ribeiro, Ibarbo, Pinilla. All.: Pulga-Lopez<br><br> Napoli-Torino ore 15<br><br> NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Inler, Behrami, Dossena; Hamsik; Insigne, Cavani. A disp.: Rosati, Grava, Aronica, Uvini, Mesto, El Kaddouri, Dzemaili, Donadel, Vargas, Fernandez. All.: Mazzarri<br><br> TORINO (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, Agostini; Brighi, Gazzi; Cerci, Sgrigna, Bianchi, Stevanovic. A disp.: L. Gomis, Di Cesare, Masiello, Caceres, D’Ambrosio, Basha, Vives, Birsa, Meggiorini, Verdi, Diop, Sansone, Santana. All.: Ventura<br><br> Sampdoria-Atalanta ore 15<br><br> SAMPDORIA (4-3-3): Romero; De Silvestri, Rossini, Gastaldello, Poulsen; Soriano, Tissone, Poli; Eder, Maxi Lopez, Estigarribia. A disp.: Falcone, Mustafi, Castellini, Renan, Savic, Munari, Juan Antonio, Icardi. All. Ferrara<br><br> ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis.&nbsp; A disp. Polito, Frezzolini, Matheu, Lucchini, Bellini, Biondini, Brivio, Scozzarella, Marilungo, De Luca, Troisi, Parra. All. Colantuono<br><br> Bologna-Udinese ore 15<br><br> BOLOGNA (3-4-1-2): Agliardi; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Garics, Perez, Taider, Morleo; Diamanti; Gabbiadini, Gilardino. A disposizione: Curci, Lombardi, Motta, Abero, Radakovic, Pulzetti, Krhin, Pazienza, Guarente, Kone, Pasquato, Paponi. All. Pioli<br><br> UDINESE (3-5-1-1): Brkic; Angella, Coda, Domizzi; Basta, Faraoni, Allan, Lazzari, Armero; Fabbrini; Di Natale. A disp. Padelli, Pawlowski, Heurtaux, Pereyra, Badu, Willians, Zielinski, Ranégie, Maicosuel, Barreto. All. Guidolin<br><br> Catania-Lazio ore 15<br><br> Catania (3-5-2): Andujar; Legrottaglie, Spolli, Rolin; Izco, Lodi, Almiron, Barrientos, Marchese; Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Messina, Bellusci, Alvarez, Capuano, Ricchiuti, Doukara, Morimoto, Castro, Biagianti.All.: Maran<br><br> Lazio (4-2-3-1): Bizzarri; Konko, Biava, Dias, Lulic; Gonzalez, Ledesma; Candreva, Hernanes, Mauri;Floccari. A disp.: Carrizo, Radu, Scaloni, Ciani, Stankevicius, Brocchi, Zarate, Cavanda, Kozak, Rocchi. All.: Petkovic<br><br> Roma-Palermo ore 20.45<br><br> ROMA (4-3-3): Goicoecha; Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; De Rossi, Tachtsidis, Florenzi; Totti, Destro, Lamela. A disp. Stekelenburg, Svedkauskas, Romagnoli, Castan, Bradley, Dodò, Pjanic, Perrotta, Marquinho, Osvaldo, Lopez. All. Zeman.<br><br> PALERMO(3-4-3): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Kurtic, Mantovani; Ilicic, Miccoli, Brienza. A disp. Benussi, Brichetto, Labrin, Pisano, Bertolo, Cetto, Viola, Rios, Zahavi, Giorgi, Budan, Dybala. All. Gasperini<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001matador-esulta.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-undicesima-giornata-1009152.htmSi100075501,02,03030341
1251009111NewsCampionatiPalermo-Milan, le probabili formazioni20121030151531palermo, milanPalermo Milan Probabili FormazioniNell'anticipo della decima giornata il Palermo affronta un Milan reduce dal successo interno col Genoa e in cerca di conferme. Match ore 20.45.<BR><BR>Queste le probabili formazioni:<BR><BR>Palermo (3-4-2-1): Ujkani; Mantovani, Donati, Von Bergen; Morganella, Barreto, Rios, Garcia; Ilicic, Brienza; Miccoli. A disposizione: Benussi, Brichetto, Cetto,&nbsp; Pisano,&nbsp; Labrin, Bertolo,&nbsp; Viola, Kurtic, Budan, Dybala e Giorgi. Allenatore: Gian Piero Gasperini.<BR><BR>Milan (3-4-3): Amelia; Bonera, Zapata, Yepes; Abate, Montolivo, De Jong, Constant; Emanuelson, El Shaarawy; Pazzini. A disposizione: Abbiati, Gabriel, Mexes, Acerbi, Nocerino, Flamini, Bojan, Pazzini, Traore, Petkovic e Niang. Allenatore: Massimiliano Allegri.<BR><BR>C1007650adm001adm001882322-14823637-640-360.jpgSiNpalermo-milan-le-probabili-formazioni-1009111.htmSiT1000023,T1000027100075501,02,03,07030262
1261008638NewsCampionatiAtalanta-Palermo 1-0, le pagelle. Top Raimondi e Ujkani. Flop Ilicic20120923173757atalanta, palermoAtalanta Palermo PagelleFinale Atalanta-Palermo 1-0 (p.t. 0-0): 88' Raimondi<br><br> Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6.5, Ferri 6, Lucchini 6 (73' Stendardo 6), Mafredini 6, Brivio 6, Raimondi 7, Cigarini 6.5, Cazzola 6, Maxi Moralez 6 (83' Troisi s.v.), Bonaventura 5.5 (60' De Luca 6), Denis 6 All.: Colantuono 6<br><br> Palermo (3-4-3): Ujkani 6.5, Munoz 6, Von Bergen 6, Donati 6, Morganella 5.5 (91' Dybala s.v.), Arevalo Rios 5.5, Barreto 6, Garcia 5.5, Giorgi 5.5 (76' Pisano 5.5), Hernandez 5.5, Ilicic 5 (63' Miccoli 5.5) All.: Gasperini 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Atalanta</EM></STRONG><br><br> Raimondi: la rete di testa nel finale vale un successo fondamentale per i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Atalanta</EM></STRONG><br><br> Bonaventura: si vede poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Ujkani: attento in tutte le situazioni, capitola solo nel finale.<br><br> <STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><br><br> Ilicic: non ne indovina una. Deve ritrovarsi e sicuramente con lui il Palermo potrebbe crescere.<BR><br><br>C1007650Bergamoadm001adm001palermo_parma_ilicic_mirante_getty.jpgSiNserie-a-atalanta-palermo-top-flop-risultato-marcatori-1008638.htmSiT1000010,T1000023100075501,02,03010361
1271008607NewsCampionatiSerie A, le probabili formazioni della quarta giornata20120923091531serie aSerie A Probabili Formazioni Quarta GiornataLe probabili formazioni della quarta giornata di Serie A<BR><BR><BR><STRONG><EM>Domenica ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Bellini, Lucchini, Manfredini, Brivio; Raimondi, Cigarini, Cazzola, Bonaventura; Moralez; Denis. A disp.: Frezzolini, Polito, Matheu, Scozzarella, Ferri, Parra, Troisi, Stendardo, De Luca. All.: Colantuono. Squalificati: / Indisponibili: Marilungo, Radovanovic, F. Pinto, Capelli, Carmona, Peluso, Biondini, Schelotto<BR><BR>Palermo (3-4-2-1): Ujkani; Munoz, Von Bergen, Garcia; Pisano, Barreto, Donati, Mantovani; Bertolo, Ilicic; Miccoli. A disp.: Benussi, Dybala, Labrin, Milanovic, Morganella, Cetto, Rios, Viola, Kurtic, Hernandez, Budan, Giorgi. All.: Gasperini. Squalificati: / Indisponibili: Zahavi, Brienza<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Motta, Antonsson, Natali, Morleo; Pulzetti, Pazienza, Taider; Kone; Gilardino, Diamanti. A disp.: Curci, Lombardi, Cherubin, Garics, Carvalho, Abero, Perez, Acquafresca, Guarente, Gimenez, Sorensen, Gabbiadini. All.: Pioli. Squalificati: Portanova (febbraio 2012). Indisponibili: /<BR><BR>Pescara (4-3-2-1): Perin; Zanon, Cosic, Capuano, Modesto; Nielsen, Colucci, Cascione; Quintero, Weiss; Vukusic. A disp.: Pelizzoli, Crescenzi, Bocchetti, Balzano, Blasi, Bjarnason, Celik, Brugman, Caprari, Abbruscato, Jonathas, Chiaretti. All.: Stroppa. Squalificati: Terlizzi (2). Indisponibili: Savelloni, Romagnoli<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Cagliari (4-3-3): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Pisano; Ekdal, Conti, Nainggolan; Ibarbo, Pinilla, T. Ribeiro. A disp.: Avramov, Avelar, Ariaudo, Dessena, Sau, Casarini, Nenè. All.: Ficcadenti. Squalificati: / Indisponibili: Cossu<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Florenzi, Tachsidis, Pjanic; Lamela, Destro, Nico Lopez. A disp.: Goicoechea, Romagnoli, Taddei, Marquinhos, Lucca, Marquinho, Tallo. All.: Zeman. Squalificati: Guberti (agosto 2015). Indisponibili: Dodò, Bradley, Perrotta, De Rossi, Lobont, Osvaldo, Totti<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Biagianti, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Terracciano, Capuano, Spolli, Rolin, Salifu, Castro, Sciacca, Doukara, Ricchiuti, Izco, Morimoto. All.: Maran. Squalificati: / Indisponibili: nessuno<BR><BR>Napoli (3-5-1-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler, Dzemaili, Hamsik, Dossena; Pandev; Cavani. A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Fernandez, Uvini, Mesto, Donadel, Zuniga, Behrami, El Kaddouri, Insigne, Vargas. All.: Mazzarri. Squalificati: / Indisponibili: Britos<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Inter (4-3-1-2): Handanovic; Zanetti, Juan Jesus, Ranocchia, Nagatomo; Guarin, Gargano, Pereira; Sneijder; Cassano, Milito. A disp.: Castellazzi, Mbaye, Bianchetti, Silvestre, Samuel, Cambiasso, Mudingayi, Alvarez R., Benassi, Jonathan, Livaja, Coutinho. All.: Stramaccioni. Squalificati: / Indisponibili: Chivu, Stankovic, Obi, Mariga, Palacio<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Neto, Felipe, Contini; Angelo, Vergassola, Rodriguez, Del Grosso; Rosina, Valiani, Calaiò A disp.: Farelli, Bolzoni, Paci, Dellafiore, D`Agostino, Rubin, Verre, Mannini, Sestu, Paolucci, Bogdani, Zè Eduardo. All.: Cosmi. Squalificati: Larrondo (3 mesi), Vitiello (4 anni), Terzi (3 anni e 6 mesi), Belmonte (6 mesi). Indisponibili: Campagnolo<BR><BR><STRONG><EM>Ore 15.00</EM></STRONG><BR><BR>Udinese (3-5-2): Padelli; Benatia, Danilo, Coda; Basta, Pereyra, Pinzi, Allan, Pasquale; Barreto, Di Natale. A disp.: Pawlowski, Hertaux, Angella, Faraoni, Willians, Armero, Gabriel Silva, Fabbrini, Maicosuel, Ragenie. All.: Guidolin. Squalificati: Lazzari (1). Indisponibili: Domizzi, Muriel<BR><BR>Milan (4-2-3-1): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, Antonini; Montolivo, Ambrosini; Nocerino, Boateng, El Shaarawy; Pazzini. A disp.: Amelia, De Sciglio, Zapata, Mesbah, De Jong, Acerbi, Traoré, Emanuelson, Flamini, Valoti, Constant, Bojan, Niang. All.: Allegri. Squalificati: / Indisponibili: Muntari, Didac Vilà, Strasser, Pato, Robinho, Bonera<BR><BR><STRONG><EM>Domenica ore 20.45</EM></STRONG><BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Scaloni, Biava, Dias, Cavanda; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose. A disp.: Bizzarri, Ciani, Zauri, Cana, Lulic, Onazi, Ederson, Rocchi, Zarate, Kozak, Floccari. All.: Petkovic. Squalificati: / Indisponibili: Konko, Radu, Brocchi<BR><BR>Genoa (4-3-1-2): Frey; Samprisi, Canini, Bovo, Antonelli; Jankovic, Kucka, Seymour; Bertolacci; Immobile, Borriello. A disp.: Tzorvas, Moretti, Granqvist, Ferronetti, Donnarumma, Tozser, Stillo, Merkel, Piscitella, Anselmo, Jorquera, Melazzi. All.: De Canio. Squalificati: / Indisponibili: Vargas, Rossi<BR><BR>C1007650adm001adm001classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-le-probabili-formazioni-della-quarta-giornata-1008607.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100075501,02,03,06,07,08,09010760
1281008480NewsCampionatiPalermo: All-in su Dybala20120915141531Dybala PalermoL`attaccante argentino dovrebbe affiancare MiccoliA gennaio scorso sembrava essere destinato ad arrivare in Italia, precisamente all'Inter. Gli elogi di capitan Zanetti che lo segnalava come uno dei giovani argentini più interessanti sembravano ormai i segni di un'apertura che lasciava già immaginare la conclusione della storia. Paulo Dybala però ad Appiano Gentile non c'è mai arrivato. Ad inserirsi nella trattativa tra l'Istituto (club argentino in cui Dybala militava) e i nerazzurri è stato infatti il Palermo che, grazie alla volontà del presidente Zamparini, ha puntato forte sul giovane attaccante, superando la concorrenza soprattutto grazie alla voglia di quest ultimo di arrivare in Italia e di confrontarsi già dal primo anno in serie A nel ruolo del protagonista. Cosa che l'Inter sicuramente ad un ragazzo, per quanto talentuoso, classe 1993 non avrebbe potuto garantire (specie avendo davanti un monumento come Milito), e che invece il Palermo ha potuto promettere. E la prima chance da titolare Dybala l'avrà proprio in questa giornata quando, secondo almeno le voci riguardo gli 11 messi in campo da mister Sannino, il 19enne argentino dovrebbe affiancare Miccoli nell'attacco del Palermo. La squadra siciliana ha bisogno di un serio scossone, dopo due sonore sconfitte nelle prime due uscite stagionali, la pausa per la nazionale ha dato solo il tempo di alimentare le polemiche sulla squadra e sul mister. Il giocatore, di nazionalità argentina ma con passaporto italiano e anche origini polacche, nel proprio paese ha dimostrato più volte di essere una grande promessa del calcio sudamericano, e c'è tanta attesa di vederlo all'opera anche nella massima serie italiana. Sannino, nella speranza di evitare l'ennesima caduta, sembra voler puntare tutto sulla giovane punta, chissà che questa giocata non dia i suoi frutti. &nbsp;I presupposti, o le carte in mano che dir si voglia, ci sono tutti.C1007650PalermoFL0676FL0676dybala.JPGSiNpalermo-allin-su-dybala-1008480.htmSiT1000023100664801,02,03010136
1291008471NewsCampionatiSerie A, Palermo-Cagliari:conta solo vincere20120915092849Serie APalermo-Cagliari per la vittoriaAlle 18.00, sotto la direzione di Mazzoleni, i rosanero di Sannino ospitano il Cagliari per tentare di raddrizzare una situazione che si è fatta delicata, specialmente per l`ex allenatore del Siena. Reduci da due sconfitte, con 6 gol incassati e nessuno fatto, i siciliani sono chiamati ad una pronta reazione e a salvare la panchina del loro allenatore, già nel mirino del vulcanico Zamparini. Non tira aria buona in casa Palermo: l`insicurezza del tecnico nello scegliere il modulo più adatto, le prime polemiche dei tifosi ed il malcontento di capitan Miccoli, stanno rendendo tutto più difficile. <br><br> ci sarà forse spazio per un 4-3-3 con Hernandez e Dybala a fianco di Miccoli. Piove sul bagnato in Sicilia perchè dopo Cetto, Brienza e Zahavi, si è fatto male anche Barreto, altra assenza che peserà nell`economia del match.<br><br> Il Cagliari di Ficcadenti, dopo il rocambolesco pari con l`Atalanta, recupera Astori e Sau e punta forte sull`ex PistoleroPinilla che, da queste parti, si è fatto apprezzare con 35 presenze, 10 gol e 6 assist. <br><br> Probabili Formazioni <br><br> PALERMO (4-4-2): Ujkani; E. Pisano, Von Bergen, Mantovani, Garcia; Bertolo, Donati, Kurtic, Ilicic; Miccoli, Dybala. <br><br> CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; F. Pisano, Rossettini, Ariaudo, Avelar; Dessena, Conti, Nainggolan; Cossu; Pinilla, Thiago Ribeiro. <br><br>PalermoFL0411FL0411Fabrizio-Miccoli-624x300.jpgSiNserie-a-palermo-cagliari-1008471.htmSi100427901,02,03010199
1301008397NewsCampionatiIngaggi di Serie A: questo quanto prendono tutti i tesserati del nostro campionato20120911162530serie aBuffon, Sneijder e De Rossi con 6 milioni sono i più pagatiLa Gazzetta dello Sport di oggi ha riportato gli stipendi al netto dei calciatori della nostra Serie A: economia si, ma con qualche controsenso. Andiamoli ad analizzare squadra per squadra:<BR><BR><STRONG>ATALANTA<BR></STRONG>Denis 1<BR>Marilungo 0,7<BR>Biondini 0,6<BR>Cigarini 0,6<BR>Moralez 0,6<BR>Bellini 0,6<BR>Carmona 0,5<BR>Lucchini 0,5<BR>Manfredini 0,5<BR>Matheu 0,5<BR>Stendardo 0,5<BR>Ferreira Pinto 0,45<BR>Capelli 0,4<BR>Consigli 0,4<BR>De Luca 0,4<BR>Parra 0,4<BR>Peluso 0,4<BR>Schelotto 0,4<BR>Bonaventura 0,4<BR>Brivio 0,35<BR>Radovanovic 0,3<BR>Raimondi 0,3<BR>Cazzola 0,2<BR>Ferri 0,2<BR>Scozzarella 0,2<BR>Frezzolini 0,15<BR><BR>Peluso e Schelotto meno di uno come Marilungo che il campo lo vede raramente ha senso???<BR><BR><STRONG>BOLOGNA<BR></STRONG>Gilardino 1,2<BR>Diamanti 1<BR>Acquafresca 0,85<BR>Portanova 0,8<BR>Perez 0,7<BR>Antonsson 0,65<BR>Pazienza 0,65<BR>Motta 0,6<BR>Natali 0,55<BR>Garics 0,52<BR>Curci 0,5<BR>Carvalho 0,45<BR>Gimenez 0,45<BR>Gabbiadini 0,4<BR>Guarente 0,38<BR>Kone 0,38<BR>Pisanu 0,37<BR>Pasquato 0,36<BR>Khrin 0,35<BR>Morleo 0,35<BR>Pulzetti 0,4<BR>Agliardi 0,3<BR>Taider 0,3<BR>Rodriguez 0,28<BR>Sorensen 0,27<BR>Cherubin 0,25<BR>Riverola 0,25<BR><BR>Appena arrivato Gila subito stipendiato più di Diamanti che più di lui è uomo squadra oltre che calciatore di un'altra categoria: stupisce anche che guadagni così poco la stellina Taider.<BR><BR><STRONG>CAGLIARI<BR></STRONG>Conti 0,75<BR>Cossu 0,55<BR>Astori 0,5<BR>Nené 0,5<BR>Nainggolan 0,45<BR>Pinilla 0,45<BR>Agazzi 0,42<BR>Dessena 0,4<BR>Pisano 0,4<BR>Rossettini 0,4<BR>Thiago Ribeiro 0,4<BR>Casarini 0,35<BR>Ekdal 0,3<BR>Larrivey 0,3<BR>Ariaudo 0,25<BR>Perico 0,25<BR>Sau 0,2<BR>Avramov 0,18<BR>Eriksson 0,18<BR>Avelar 0,15<BR>Ceppelini 0,15<BR>Ibarbo 0,15<BR>Camilleri 0,1<BR>Ragatzu 0,05<BR>Anedda 0,03<BR>Del Fabro 0,03<BR>Murru 0,03<BR>Piredda 0,03<BR><BR>Stipendi giusti in Sardegna: anche se Ibarbo quanto Avelar e Cappellini, e meno di Avramov...<BR><BR><STRONG>CATANIA<BR></STRONG>Andujar 0,6<BR>Almiron 0,5<BR>Barrientos 0,5<BR>Bergessio 0,5<BR>Spolli 0,5<BR>Rolin 0,45<BR>Biagianti 0,4<BR>Gomez 0,4<BR>Lodi 0,4<BR>Potenza 0,4<BR>Legrottaglie 0,38<BR>Bellusci 0,35<BR>Alvarez 0,3<BR>Capuano 0,3<BR>Izco 0,3<BR>Paglialunga 0,3<BR>Ricchiuti 0,3<BR>Salifu 0,3<BR>Castro 0,24<BR>Frison 0,2<BR>Marchese 0,2<BR>Moretti 0,2<BR>Morimoto 0,2<BR>Keko 0,15<BR>Sciacca 0,15<BR>Augustyn 0,12<BR>Doukara 0,1<BR><BR>Andujar, ripudiato la scorsa stagione, e in ballottaggio con Frison, è il più pagato: noi avremmo premiato maggiormente Bergessio, Barrientos, Gomez, Lodi e Marchese...<BR><BR><STRONG>CHIEVO<BR></STRONG>Pellissier 0,8<BR>Paloschi 0,8<BR>Sorrentino 0,45<BR>Andreolli 0,4<BR>Cesar 0,35<BR>Dainelli 0,35<BR>M. Rigoni 0,35<BR>Di Michele 0,3<BR>L. Rigoni 0,3<BR>Samassa 0,3<BR>Thereau 0,28<BR>Vacek 0,27<BR>Guana 0,26<BR>Drame 0,25<BR>Frey 0,25<BR>Jokic 0,25<BR>Luciano 0,25<BR>Moscardelli 0,25<BR>Puggioni 0,25<BR>Sardo 0,25<BR>Cruzado 0,2<BR>Farkas 0,2<BR>Hatemaj 0,2<BR>Papp 0,2<BR>Squizzi 0,15<BR>Cofie 0,1<BR>Stoian 0,1<BR><BR>Pellissier giustamente il più "ricco": dietro di lui Paloschi e poi il vuoto.<BR><BR><STRONG>FIORENTINA<BR></STRONG>Jovetic 2,5<BR>Aquilani 1,7<BR>Valero 1,3<BR>El Hamdaoui 1,1<BR>Pasqual 1,05<BR>Cassni 1<BR>M. Fernandez 1<BR>G. Rodriguez 0,85<BR>Ljajic 0,7<BR>Migliaccio 0,7<BR>Pizarro 0,7<BR>Viviano 0,7<BR>Roncaglia 0,5<BR>Savic 0,65<BR>Cuadrado 0,55<BR>Neto 0,55<BR>Oliveira 0,5<BR>Romulo 0,5<BR>Tomovic 0,5<BR>Toni 0,5<BR>Hegazy 0.45<BR>Della Rocca 0,4<BR>Llama 0,3<BR>Lupatelli 0,2<BR>Seferovic 0,2<BR>Camporese 0,18<BR><BR>In casa Viola il Paperone è Jovetic: uno stipendio che in un'altra squadra comunque sarebbe da panchinaro. Subito ben retribuiti i nuovi Aquilani e Valero.<BR><BR><STRONG>GENOA<BR></STRONG>Borriello 1,4<BR>S. Frey 1,3<BR>Vargas 1,2<BR>Tozser 0,9<BR>Immobile 0,7<BR>Moretti 0,7<BR>Rossi 0,7<BR>Javi Martinez 0,7<BR>Bovo 0,6<BR>Canini 0,6<BR>Granqvist 0,6<BR>Kucka 0,6<BR>Antonelli 0,5<BR>Bertolacci 0,5<BR>Ferronetti 0,5<BR>Jankovic 0,5<BR>Jorquera 0,5<BR>Merkel 0,5<BR>Seymour 0,5<BR>Anselmo 0,3<BR>Melazzi 0,3<BR>Tzorvas 0,3<BR>Donnarumma 0,1<BR>Piscitella 0,1<BR>Sampirisi 0,1<BR>Marchiori 0,06<BR>Stillo 0,06<BR><BR>Preziosi si coccola Borriello dandogli 1.4: pensare che Immobile prenda la metà dell'ex attaccante di mezza serie A fa alquanto ridere...<BR><BR><STRONG>INTER</STRONG><BR><BR>Sneijder 6<BR>Milito 4,5<BR>Cambiasso 4<BR>Cassano 2,7<BR>Stankovic 2,7<BR>Zanetti 2,7<BR>Palacio 2,5<BR>Guarin 2,2<BR>Chivu 2,1<BR>Samuel 2<BR>Handanovic 1,8<BR>Pereira 1,7<BR>Ranocchia 1,7<BR>Gargano 1,5<BR>Mudingayi 1,5<BR>Silvestre 1,5<BR>Jonathan 1,2<BR>Alvarez 1<BR>Nagatomo 0,7<BR>Mariga 0,7<BR>Coutinho 0,6<BR>Obi 0,6<BR>Juan 0,55<BR>Castellazzi 0,5<BR>Belec 0,25<BR>Livaja 0,2<BR><BR>Stipendi nettamente tagliati con i superstiti del Triplete maggiormente retribuiti. Castellazzi solo 0.5 però...<BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG><BR><BR>Buffon 6<BR>Pirlo 3,5<BR>Chiellini 3<BR>Iaquinta 3<BR>Marchisio 3<BR>Vidal 2,7<BR>Vucinic 2,7<BR>Matri 2,2<BR>Quagliarella 2,1<BR>Lucio 2<BR>Barzagli 1,7<BR>Bonucci 1,7<BR>Caceres 1,7<BR>Lichtsteiner 1,7<BR>Bendtner 1,5<BR>Storari 1,5<BR>Asamoah 1,4<BR>Giovinco 1,4<BR>Isla 1,4<BR>De Ceglie 1,3<BR>Pepe 1,3<BR>Padoin 0,7<BR>Giaccherini 0,6<BR>Pogba 0,6<BR>Marrone 0,4<BR>Rubinho 0,2<BR><BR>Buffon è il paperone coi suoi bei 6 milioni: dopo di lui Pirlo a quasi la metà. Bendtner pronti via prende più di Giovinco<BR><BR><STRONG>LAZIO<BR></STRONG>Klose 2,1<BR>Zarate 2,1<BR>Hernanes 1,8<BR>Cana 1,7<BR>Ederson 1,7<BR>Ledesma 1,4<BR>Konko 1,3<BR>Matuzalem 1,3<BR>Radu 1,3<BR>Rocchi 1,3<BR>Brocchi 1,2<BR>Ciani 1,1<BR>Dias 1,1<BR>Floccari 1,1<BR>Marchetti 1,1<BR>Foggia 1<BR>Mauri 1<BR>Sculli 0,95<BR>Candreva 0,9<BR>Biava 0,8<BR>Stankevicius 0,8<BR>Zauri 0,8<BR>Lulic 0,75<BR>Alfaro 0,7<BR>Gonzalez 0,7<BR>Carrizo 0,65<BR>Bizzarri 0,6<BR><BR>Curioso il fatto che Zarate, croce e delizia laziale, prenda più di tutti: Lulic poi (0,7) meno di Zauri, Stankevicius, Sculli. Foggia, etc etc, potrebbe bussare presto alla porta di Lotito per chiedere un bell'aumento.<BR><BR><STRONG>MILAN</STRONG><BR><BR>Mexes 4<BR>Pato 4<BR>Robinho 4<BR>Montolivo 3,5<BR>De Jong 3<BR>Pazzini 2,7<BR>Boateng 2,5<BR>Abate 2<BR>Bonera 2<BR>Bojan 1,5<BR>Abbiati 1,5<BR>Ambrosini 1,5<BR>Emanuelson 1,5<BR>Flamini 1,5<BR>Muntari 1,5<BR>Nocerino 1,5<BR>Zapata 1,5<BR>Traoré 1,2<BR>Amelia 1<BR>Antonini 1<BR>Yepes 1<BR>Acerbi 0,8<BR>Constant 0,8<BR>El Shaarawy 0,8<BR>Mesbah 0,6<BR>Didac Vilà 0,6<BR>Gabriel 0,5<BR><BR>Via Ibra e Thiago, incredibile ma vero, chi prende di più al Milan è Philippe Mexes: assurdità del calcio...<BR><BR><STRONG>NAPOLI<BR></STRONG>Cavani 4,5<BR>Pandev 2,3<BR>Hamsik 2,1<BR>Behrami 1,4<BR>Inler 1,4<BR>Dossena 1,2<BR>Maggio 1,2<BR>De Sanctis 1<BR>Dzemaili 1<BR>Gamberini 1<BR>Britos 0,9<BR>Campagnaro 0,9<BR>Donadel 0,9<BR>Vargas 0,9<BR>Cannavaro 0,8<BR>Rinaudo 0,8<BR>Zuniga 0,8<BR>Insigne 0,7<BR>Mesto 0,7<BR>Aronica 0,5<BR>F. Fernandez 0,4<BR>Rosati 0,4<BR>El Kaddouri 0,3<BR>Uvini 0,3<BR>Colombo 0,1<BR>Grava 0,1<BR><BR>Ovviamente Cavanicoi suoi famosi 4.5 milioni è il più pagato. Dopo di lui Pandev e Hamsik: giusto così. Bravo De Laurentiis!<BR><BR><STRONG>PALERMO<BR></STRONG>Miccoli 1,2<BR>Barreto 0,75<BR>Cetto 0,7<BR>Mantovani 0,7<BR>Von Bergen 0,7<BR>Rios 0,65<BR>Hernandez 0,6<BR>Bertolo 0,55<BR>Donati 0,52<BR>Brienza 0,5<BR>Ilcic 0,5<BR>Budan 0,4<BR>Zahavi 0,4<BR>Dybala 0,35<BR>Munoz 0,35<BR>Ujkani 0,35<BR>Kurtic 0,3<BR>Milanovic 0,3<BR>Morganella 0,3<BR>E. Pisano 0,3<BR>Benuss 0,24<BR>Garcia 0,24<BR>Giorgi 0,24<BR>Labrin 0,18<BR>Brichetto 0,16<BR>Viola 0,15<BR>Sosa 0,1<BR><BR>Stipendi bassissimi in casa Palermo dove il più pagato, Miccoli, si ferma a 1.2: considerato che a Giugno scade anche il suo di contratto...<BR><BR><STRONG>PARMA<BR></STRONG>Amauri 1<BR>Palladino 0,9<BR>Biabiany 0,7<BR>Zaccardo 0,65<BR>Galloppa 0,6<BR>Rosi 0,57<BR>Paletta 0,53<BR>Mirante 0,52<BR>Ninis 0,48<BR>Valdes 0,48<BR>Gobbi 0,46<BR>Santacroce 0,4<BR>Lucarelli 0,38<BR>Morrone 0,36<BR>Pabon 0,36<BR>Parolo 0,36<BR>Belfodil 0,35<BR>Benalouane 0,35<BR>Pavarini 0,2<BR>Fideleff 0,2<BR>Musacci 0,19<BR>Acquah 0,15<BR>Maceachen 0,13<BR>Bajza 0,12<BR>Arteaga 0,06<BR><BR>Parma è sempre più l'isola felice di Amauri: lui qui, giustamente o no non si sa, è il più pagato. Alle sue spalle ecco un altro che il campo non è che lo veda poi così tanto: Raffaele Palladino. Ottimo comunque Ghirardi nella spalmatura dei contratti low cost<BR><BR><STRONG>PESCARA<BR></STRONG>Celik 0,4<BR>Vukusic 0,4<BR>Cascione 0,35<BR>Bjarnason 0,3<BR>Blasi 0,3<BR>Colucci 0,3<BR>Weiss 0,3<BR>Terlizzi 0,26<BR>Abbruscato 0,25<BR>Jonathas 0,25<BR>Pelizzoli 0,2<BR>Perin 0,2<BR>Quintero 0,2<BR>Modesto 0,2<BR>Caprari 0,16<BR>Chiaretti 0,16<BR>Nielsen 0,15<BR>Bocchetti 0,14<BR>Capuano 0,14<BR>Romagnoli 0,14<BR>Zanon 0,14<BR>Balzano 0,12<BR>Brugman 0,12<BR>Cosic 0,12<BR>Crescenzi 0,12<BR><BR>Celik e Vukusic i più pagati: stipendi comunque bassissimi per una rosa di bassissimo livello<BR><BR><BR><STRONG>ROMA</STRONG><BR>De Rossi 6<BR>Totti 5<BR>Burdisso 2,5<BR>Pjanic 2,05<BR>Osvaldo 2<BR>Castan 1,6<BR>Stekelenburg 1,6<BR>Taddei 1,6<BR>Balzaretti 1,5<BR>Destro 1,5<BR>Perrotta 1,4<BR>Lamela 1,2<BR>Marquinho 0,9<BR>Bradley 0,8<BR>Julio Sergio 0,8<BR>Marquinhos 0,8<BR>Piris 0,8<BR>Tachtsidis 0,8<BR>Lobont 0,6<BR>Dodò 0,5<BR>Lopez 0,3<BR>Goicoechea 0,25<BR>Tallo 0,1<BR>Lucca 0,05<BR>Florenzi 0,03<BR><BR>Capitan Futuro De Rossi il più pagato, con un milione in più di Totti tra l'altro. Ultimo in "classifica" la giovane rivelazione Florenzi con 0.03<BR><BR><STRONG>SAMPDORIA<BR></STRONG>Palombo 1,5<BR>Romero 1,2<BR>Gastaldello 1<BR>Pozzi 1<BR>Maxi Lopez 0,9<BR>Tissone 0,8<BR>Eder 0,6<BR>Poli 0,6<BR>De Silvestri 0,5<BR>Juan Antonio 0,5<BR>Maresca 0,5<BR>Munari 0,5<BR>Poulsen 0,5<BR>Renan 0,5<BR>Berardi 0,4<BR>Castellini 0,4<BR>Costa 0,4<BR>Da Costa 0,4<BR>Estigarribia 0,4<BR>Krsticic 0,4<BR>Obiang 0,4<BR>Rossini 0,4<BR>Soriano 0,3<BR>Berni 0,2<BR>Icardi 0,2<BR>Mustafi 0,2<BR>Falcone 0,1<BR><BR>Palombo, cacciato in tutti i modi quest'estate, è il più pagato: poi Romero e Gastaldello. Solo 0.4 per Estigarribia e Obiang.<BR><BR><STRONG>SIENA<BR></STRONG>D'Agostino 0,8<BR>Calaiò 0,7<BR>Mannini 0,6<BR>Ze Eduardo 0,45<BR>Felipe 0,4<BR>Parravicini 0,4<BR>Sestu 0,4<BR>Contini 0,35<BR>Del Grosso 0,35<BR>Rosina 0,35<BR>Valiani 0,35<BR>Angelo 0,3<BR>Bolzoni 0,3<BR>Campos 0,3<BR>Coppola 0,3<BR>Larrondo 0,3<BR>Bogdani 0,25<BR>Neto 0,25<BR>Paci 0,25<BR>Pegolo 0,25<BR>R. Rodriguez 0,25<BR>Rubin 0,25<BR>Vergassola 0,25<BR>DellaFiore 0,2<BR>M. Martinez 0,2<BR>Belmonte 0,15<BR>Campagnolo 0,15<BR><BR>Stipendi giusti anche a Siena con la stella D'Agostino più pagato degli altri, e con la bandiera Calaiò subito dopo.<BR><BR><BR><STRONG>TORINO<BR></STRONG>Bianchi 1,3<BR>Ogbonna 0,9<BR>Cerci 0,8<BR>Brighi 0,65<BR>Gillet 0,65<BR>Santana 0,65<BR>Gazzi 0,6<BR>Meggiorini 0,55<BR>Masiello 0,4<BR>Sgrigna 0,35<BR>Vives 0,35<BR>D'Ambrosio 0,32<BR>Agostini 0,3<BR>Basha 0,3<BR>Birsa 0,3<BR>Darmian 0,3<BR>Di Cesare 0,3<BR>Glick 0,3<BR>Sansone 0,3<BR>Caceres 0,25<BR>G. Rodriguez 0,25<BR>Stevanovic 0,25<BR>De Feudis 0,18<BR>Gorobosov 0,15<BR>Verdi 0,1<BR>L. Gomis 0,08<BR>Suciu 0,08<BR><BR>Bianchi, Ogbonna e Cerci sugli scudi: appena 0.25&nbsp; per Stefanovic, mentre 0.35 per Sgrigna.<BR><BR><BR><STRONG>UDINESE<BR></STRONG>Di Natale 1,3<BR>Benatia 0,9<BR>Domizzi 0,6<BR>Pinzi 0,6<BR>Armero 0,5<BR>Barreto 0,5<BR>Lazzari 0,5<BR>Maicosuel 0,5<BR>Pasquale 0,5<BR>Basta 0,4<BR>Brkic 0,4<BR>Coda 0,4<BR>Danilo 0,4<BR>Willians 0,4<BR>Faraoni 0,3<BR>Muriel 0,25<BR>Badu 0,25<BR>Fabbrini 0,25<BR>Hertaux 0,25<BR>Ranegie 0,25<BR>Allan 0,2<BR>Silva 0,2<BR>Padelli 0,2<BR>Pereyra 0,2<BR>Mazzarani 0,15<BR>Pawlowski 0,15<BR><BR>Perchè Maicosuel prende il doppio di Muriel è uno dei misteri del calcio...<BR><BR><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0141FL0141derossi.jpgSiNingaggi-di-serie-a-ecco-quanto-prendono-tutti-i-tesserati-del-nostro-campionato-1008397.htmSi100205001,02,03010658
1311008271NewsCampionatiPalermo, si cambia modulo20120907104531palermo, sanninoPalermo SanninoMiccoli e Ilicic con Hernandez o Dybala. Idea tridente per il Palermo. Sannino pensa di passare dal 4-4-2 al 4-3-3.C1007650Palermoadm001adm001sannino.jpgSiNpalermo-si-cambia-modulo-1008271.htmNoT1000023100075701,02,03010234
1321008089NewsCampionatiPalermo, i convocati per la Lazio20120901140249palermo, lazioLazio PalermoSono ventiquattro i giocatori convocati dal tecnico rosanero Giuseppe Sannino per la sfida di domani contro la Lazio.<BR>PORTIERI: Benussi, Brichetto, Ujkani.<BR>DIFENSORI: Cetto, Garcia, Labrin, Milanovic, Morganella, Munoz, Pisano, Von Bergen.<BR>CENTROCAMPISTI: Barreto, Bertolo, Donati, Giorgi, Ilicic, Kurtic, Rios, Sanseverino, Viola.<BR>ATTACCANTI: Budan, Dybala, Hernandez, Miccoli.<BR>C1007650Palermoadm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-i-convocati-per-la-lazio-1008089.htmNoT1000023100075701,02,03010223
1331008075NewsEditorialeCalciomercato: ecco i voti alle campagne acquisti delle squadre di A20120901110049serie a Promossi e bocciati in Serie ADiamo i numeri: ne abbiamo sentiti tanti in questi giorni, tra stipendi, ingaggi, trasferimenti e rinnovi: adesso noi di IlCalcio24 diamo i voti alle squadre e alla loro campagna acquisti.<BR><BR><STRONG>ATALANTA 6.5</STRONG>: Marino ha tenuto i pezzi grossi e ha aggiunto il buon Biondini all'undici titolare, prefezionando una squadra che già andava benissimo l'anno scorso.&nbsp;Occhio al giovane De Luca, ha il futuro dalla sua parte.<BR><BR><STRONG>BOLOGNA 6.5</STRONG>: C'erano da sostituire tre pezzi grossi come Gillet, Mudingayi&nbsp; e Ramirez, e Zanzi tutto sommato ha agito bene. Presi Curci, ottimo portiere ma fermo da un anno, Pazienza e Gilardino, che non sarà Ramirez ma se si risveglia può dire la sua. Ottimo anche l'acquisto di Motta sulla destra<BR><BR><STRONG>CAGLIARI 6</STRONG>: Via Canini è arrivato Rossettini a sostituirlo. Svecchiamento sulla fascia con Avelar per Agostini. Ottimo l'acquisto di Sau in avanti.<BR><BR><STRONG>CATANIA 7:</STRONG> Sono stati tenuti i big e in più la squadra è stata rafforzata con Rolin e Castro. Incertezza sul portiere con Andujar e Frison<BR><BR><STRONG>CHIEVO 7</STRONG>: Via Acerbi e Bradley, dentro Papp e Marco Rigoni. In più Di Michele in avanti è un colpo non da poco.<BR><BR><STRONG>FIORENTINA 9</STRONG>: Senza ombra di dubbio la regina del mercato. Acquisti mirati, &nbsp;di classe, a&nbsp;costi bassi, &nbsp;e soprattutto Jovetic trattenuto. Senza dimenticare Montella in panchina. La Viola quest'anno può sognare.<BR><BR><STRONG>GENOA 6</STRONG>: Solita rivoluzione in casa del Grifone. Il tutto sta nel vedere se i risultati sono quelli dell'anno scorso: tra gli altri ottimi i colpi Merkel, Canini, Immobile e soprattutto Marco Borriello, colpo last time.<BR><BR><STRONG>INTER 8</STRONG>: Ottima campagna acquisti quella dei nerazzurri: colpi mirati a rafforzare i punti deboli, squadra svecchiata e monte ingaggi sgonfiato. Gli uomini per fare bene ci sono, adesso tocca a Strama.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS&nbsp; 7.5</STRONG>: La società&nbsp; ha agito ottimamente rafforzando i punti deboli e dando l'opportunità ai titolari di rifiatare: peccato per il top player...<BR><BR><STRONG>LAZIO 7</STRONG>: I biancocelesti sono il grande punto interrogativo del campionato visto il nnuovo allenatore.&nbsp; Intanto sulla carta, trattenendo tutti i big, e rafforzando la difesa col forte Ciani, Lotito ha agito splendidamente.<BR><BR><STRONG>MILAN 5</STRONG>: Via i big e la vecchia guardia la dirigenza li ha sostituiti con giocatori che non sembrano proprio all'altezza. Non me ne vogliano i mlilanisti ma crediamo che questa sia un'annata di transizione.<BR><BR><STRONG>NAPOLI 8</STRONG>: Via Lavezzi è stato preso Behrami a centrocampo, capace di occupare tutti e 5 i ruoli della mediana, Gamberini in difesa e&nbsp;Insigne in attacco,&nbsp;l'oro di Napoli. Adesso Mazzarri finalmente ha due giocatori per ogni ruolo e può tranquillamente affrontare ogni competizione.<BR><BR><STRONG>PALERMO 5</STRONG>: Campagna acquisti deludente e pezzi grossi scarsamente sostituiti. Si spera nella buona riuscita del colpo Dybala.<BR><BR><STRONG>PARMA 4:</STRONG> Sostituire Giovinco e&nbsp;Floccari con Pabon, Amauri e Rosi è da pazzi. Campagna acquisti scadente.<BR><BR><STRONG>PESCARA 5</STRONG>: Gli eroi della promozione sono andati tutti via e al loro posto sono arrivati sconosciuti da campionati esteri che rappresentano enormi punti interrogativi. Occhio tra questi a Vukusic.<BR><BR><STRONG>ROMA 8</STRONG>: Super campagna acquisti in casa giallorossa. Balzaretti, Destro e Bradley sono colpi non da poco: bisogna vedere se i giovani difensori Castan, Piris e Marquinhos sono all'altezza. Squadra da scudetto.<BR><BR><STRONG>SAMPDORIA 8:</STRONG> Sensibile ha agito benissimo sul mercato rafforzando la squadra nei punti giusti e regalando perle come Maresca, Maxi Lopez e Simon Poulsen. Ferrara non può sbagliare.<BR><BR><STRONG>SIENA 5</STRONG>: Sono stati presi tanti giocatori che non fanno manco la metà di Destro. O Cosmi trasmette la grinta giusta&nbsp;(l'unica cosa per cui questa squadra potrebbe salvarsi) o quest'anno è dura...<BR><BR><STRONG>TORINO 6</STRONG>: Discreta campagna acquisti con Ventura che ha ottenuto i suoi pupilli Gazzi, Santana e soprattutto Cerci. In porta Gillet è un gran colpo e l'aver trattenuto Ogbonna è il miglior acquisto possibile.<BR><BR><STRONG>UDINESE 8</STRONG>: Solita campagna acquisti volta alla ricerca di talenti per sostituire big andati via pienamente riuscita. Sono arrivati infatti Willians, mastino di centrocampo ottimo, Brkic, fenomenale in Champions, Lazzari, eterna promessa inesplosa, e soprattutto Luis Muriel, potenziale top player.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141calciomercato.jpgSiNcalciomercato-ecco-i-voti-alle-campagne-acquisti-della-squadra-di-a-1008075.htmSi100205001,02,03010900
1341008041NewsCalciomercatoLIVE ILCALCIO24 - ULTIMO GIORNO DI MERCATO: TUTTI GLI AFFARI CONCLUSI20120831203130calciomercatoAggiornamenti live sulle ultime ore di mercato19.00 - GOICOECHEA - Per l'approdo di Mauro Goicoechea (24) alla Roma mancava solo l'ufficialità, ma adesso è arrivata anche quella; i giallorossi hanno infatti ufficializzato l'acquisto del portiere uruguagio attraverso un comunicato comparso sul proprio sito: "È stato sottoscritto con il Danubio F.C. il contratto per l'acquisizione a titolo temporaneo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore, fino al 30 giugno 2013, a fronte del riconoscimento di un corrispettivo di ¬ 0,1 milioni. L'accordo prevede altresì il diritto di opzione per l'acquisizione a titolo definitivo, a decorrere dalla stagione sportiva 2013/2014, per un valore di ¬ 0,7 milioni".<BR><BR>19.00 - MELAZZI - Il Genoa, con un comunicato ufficiale, annuncia l'acquisto di Leonardo Melazzi, attaccante classe 1991, prelevato a titolo temporaneo dal Danubio.<BR><BR>19.00 - BAKIC - Annunciati i colpi Agostini e Birsa, il Torino ha reso noto anche l'ingaggio del trequartista classe '93 Marko Bakic (18), proveniente dall'FK Mogren. Il giovane atleta, già nel giro della nazionale montenegrina, approda in granata a titolo definitivo (non esplicitata l'opzione per la comproprietà in possesso della Fiorentina).<BR><BR>18:59-KONE- L'ultimo colpo del mercato italiano è stato quello di Kone. Il Bologna infatti in extremis ha depositato il contratto del centrocampista: per lui è un ritorno<BR><BR>18:56-BOJINOV-CACIA- Depositati all'ultimo momento i&nbsp;contratti dei due giocatori da parte dell'Halles Verona<BR><BR>&nbsp;18:55-SAVIC- Depositato il contratto del serbo acquistato nell'ambito dell'operazione Nastasic col City<BR><BR>1845:-MACCARONE- Massimo Maccarone ritorna all'Empoli. Il giocatore sta per lasciare la Samp e l'annuncio è atteso a momenti<BR><BR>18:40 -TONI- Depositato il contratto di Toni. E' ufficiale il suo ritorno a Firenze 5 anni dopo<BR><BR>18:30- JAVI GARCIA- City vicinissimo ad Javi Garcia: rumors inglesi dicono che il giocatore si trasferirà all'Ethiad&nbsp;per una cifra vicina ai 30 milioni<BR><BR>18:23- TONI- Colpo di scena Fiorentnia: Luca Toni è ad un passo dal ritorno in viola<BR><BR>18:15- BABEL- Ufficiale, Ryan Babel ritorna all'Ajax. Il giocatore era svincolato<BR><BR>18:00-BIRSA- Ufficiale il trasferimento di Birsa al Toro: prestito con diritto di riscatto<BR><BR>18:05-RAMIREZ- Finalmente è arrivata l'ufficialità e i contratti sono stati ufficializzati: Gaston Ramirez è un nuovo giocatore del Soutampon<BR><BR>17:58-CASARINI-Ufficiale il trasferimento del giocatore dal Bologna al Cagliari. Prestito con diritto di riscatto la modalità di trasferimento<BR><BR>17:52-BORRIELLO- Ufficiale Borriello al Genoa. In questo momento il giocatore sta firmando<BR><BR>17:35-LLAMA-&nbsp;E' fatta: Llama passa alla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto per i viola. Beffato il Palermo<BR><BR>17:32-DELVECCHIO- Il centrocampista del Lecce ci ripensa e va al Grosseto. In un primo momento sembrava fatta col Varese<BR><BR>17:31-ANTENUCCI- Lo Spezia ha chiuso col centravanti del Catania. Atteso ad ore l'annuncio<BR><BR>17:30- BIRSA- Ci siamo quasi per il trasferimento del centrocampista del Genoa al Torino. Il procuratore dopo un colloquio con i granata ha dichiarato "E' quasi fatta"<BR><BR>17:25-GOICOECHEA- E' fatta per il portiere urugaiano tanto desiderato da Zeman. Il giocatore è in arrivo nella Capitale e a breve verrà dato l'annuncio ufficiale.<BR><BR>17:23-AGOSTINI- Il terzino del Cagliari sta per rescindere col Cagliari e firmare con il Torino<BR><BR>17:20-ZE EDUARDO-&nbsp;Ufficiale Ze Eduardo al Siena: il giocatore su Twitter dice "Sto arrivando, Forza Siena!"<BR><BR>17:15-MARCHIONNI- Salta il trasferimeto del piccolo centrocampista esterno al Parma: il giocatore sembra vicinissimo al&nbsp;Cesena<BR><BR>&nbsp;17:10-WALCOTT-DZEKO- Il tabloid <EM>Metro </EM>riporta di uno scambio shock su cui sembra stiano lavorando Arsenal e City tra il centravanti bosniaco e l'esterno inglese.<BR><BR>17:01-DYBALA- E' arrivato il transfer del giocatore. Caso risolto.<BR><BR>17:00-BOAKYE- Tutto fatto col Sassuolo. Sistemati gli ultmi dettagli, si attendee l'annuncio ufficiale<BR><BR>16:58-STURRIDGE- Lui sarà l'erede di Carroll. Trattativa praticamente chiusa. Manca l'ufficialità<BR><BR>16:55- FECZESIN- Il giocatore passa dal Brescia all'Ascoli. Ufficiale<BR><BR>16:50- LLAMA- LA Fiorentina sta trattando l'esterno sinistro del Catania: le squadre sono vicinissime. Battuto il Palermo.<BR><BR>&nbsp;16:45-MASI- Il giovane della Juventus torna alla Pro Vercelli, in prestito. Battuta la concorrenza del Parma-<BR><BR>16:42-MODESTO- Il terzino del Parma passa al Pescara: al suo posto Ghirardi sta trattando Ziegler<BR><BR>16.40 - BERBATOV - Il Fulham ha ufficializzato, tramite il proprio sito ufficiale, l'acquisto di Dimitar Berbatov dal Manchester United.<BR><BR>16:37-MAICON- Ufficiale il trasferimento del giocatore al Manchester City<BR><BR>16.35 - PLASMATI - E' fatta per il trasferimento di Gianvito Plasmati (29) al Vicenza. Secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva da TuttoNocerina.com, la punta di Matera sarà il prossimo acquisto della compagine biancorossa. Si attende solo l'ufficialità della società rossonera, la formula è la cessione a titolo definitivo.<BR><BR>16.30 - VOLTA - Massimo Volta, difensore della Sampdoria, giocherà in prestito al Levante nella prossima stagione.<BR><BR>16.20 - CACCIATORE - L'Hellas Verona ha depositato il contratto relativo all'acquisto del terzino Fabrizio Cacciatore (26) dalla Sampdoria, ex Varese e Triestina. Arriva alla corte di Mandorlini a titolo temporaneo.<BR><BR>16.15 - MORETTI - E' chiusa, in questi istanti, per il passaggio di Federico Moretti dal Catania al Modena. I club hanno definito l'accordo all'Executive di Milano.<BR><BR>16.00 - Il Padova con una nota sul proprio sito ufficiale ha formalizzato l'arrivo a titolo definitivo del portiere Luca Anania dal Pescara. Percorso inverso per il portiere Ivan Pelizzoli, a titolo definitivo agli abruzzesi.<BR><BR>15.55 - L´Empoli Fc comunica di aver formalizzato l´ingaggio a titolo definitivo di Guillaume Gigliotti dal Novara e di aver ceduto ai piemontesi Flavio Lazzari.<BR><BR>15.50 - JURADO - José Manuel Jurado giocherà in Russia nella prossima stagione, più precisamente nello Spartak Mosca. Il centrocampista dello Schalke sbarcherà nella capitale in prestito, fortemente voluto da Unai Emery, nuovo tecnico dei moscoviti.<BR><BR>&nbsp;15.40 - Secondo <EM>L'Equipe</EM> il <STRONG>Tottenham </STRONG>ha chiuso l'acquisto dal<STRONG> Lione</STRONG> del portiere <STRONG>Hugo Lloris</STRONG>.<BR><BR>15.30 - OLSEN - Il Broendby, per bocca del suo direttore sportivo Ole Bjur, dà l'annuncio ufficiale del passaggio del centrocampista <STRONG>Patrick Olsen</STRONG> all'<STRONG>Inter</STRONG>. "Un segnale del nostro bel lavoro coi giovani", ha affermato. Non sono stati resi noti i termini economici dell'affare.&nbsp; <BR><BR>15.20 - Come riporta Sky Sport effetto domino sulla fascia sinistra: il terzino del Parma Francesco Modesto avrebbe rifiutato il Pescara. Di conseguenza i gialloblù devono interrompere la trattativa per il passaggio di Reto Ziegler in gialloblù.<BR><BR>14.55 - GIOVANI DOS SANTOS - Il Maiorca ha ufficializzato l'acquisto dell'attaccante messicano Giovani Dos Santos dal Tottenham. L'ex&nbsp;Barcellona ha siglato un contratto quadriennale.<BR><BR>14.50 - BORRIELLO - Borriello al Genoa: 1 milione subito come prestito oneroso e una cifra tra i 5 e i 6 milioni da versare nelle casse romaniste entro il 31 giugno 2013 per l'eventuale riscatto. <BR><BR>14.30 - FORESTIERI - Il giocatore dell'Udinese Fernando Forestieri (22)&nbsp;andrà in prestito secco al Watford.<BR><BR>14.00 - VAN DEN BORRE - C'è stato un inserimento a sorpresa del Bastia su Vanden Borre, strappato al Cluj. Al giocatore tre anni di contratto.<BR><BR>13:50- MESTO, FERRONETTI- E' fatta per Mesto al Napoli, contratto biennale. Accordo concluso, al suo posto arriva al Genoa Damiano Ferronetti, svincolato firmerà per un anno.&nbsp;<BR><EM>SoccerWeb24</EM> ha contattato in esclusiva l`agente di <STRONG>Mesto</STRONG>, <STRONG>Moreno Roggi</STRONG>, il quale ha dichiarato: L`affare è fatto, Mesto è un nuovo giocatore del Napoli".<BR><BR>13.30 - FOGLIO - Valerio Foglio (27) è ufficialmente un giocatore del Grosseto. Il club toscano lo ha prelevato a titolo definitivo dall'Albinoleffe.<BR><BR>13.15 - SINCLAIR - Il Manchester City ha ufficializzato l'acquisto di Scott Sinclair, per più di sei milioni di sterline, dallo Swansea. L'esterno ha scelto la maglia numero 11 e potrebbe giocare contro il QPR nella prossima gara di Premiership.<BR><BR>12.50 - IGHALO - Operazione in uscita per l'Udinese. Il club friulano ha ufficializzato il passaggio in prestito fino al 30 giugno di Odion Jude Ighalo (23) al Granada (altra società della famiglia Pozzo).<BR><BR>12.40 - BERRETTONI - Emanuele Berrettoni (31) è un nuovo giocatore del Bassano. Il giocatore è stato ufficializzato oggi e proviene dall'Hellas Verona. Per lui si tratta di un ritorno avendo già indossato la maglia giallorossa dal 2006 al 2009.<BR><BR>12.30 - DE PAULA - Altro colpo in attacco per la Pro Vercelli. Dopo Tiribocchi, il club piemontese ha acquistato in prestito anche Marcos De Paula (28), attaccante brasiliano di proprietà del Chievo Verona.<BR><BR>12:20- VAN DER WIEL- Il Psg comunica di aver preso l'esterno dell'Ajax: per quadriennale a 6 milioni l'anno<BR><BR>&nbsp;12:00-BORRIELLO- Sta per giungere al termine la telenovelas legata al centravanti della Roma: il giocatore infatti ha scelto il Genoa. <BR><BR>11:35- SCHELOTTO- L'esterno dell'Atalanta è stato bloccato dal Napoli: se non arriva Mesto si ripiegherà su di lui<BR><BR>11:32 -KOZAK- Ancora una volta sfortunato il Siena. Ieri sera infatti il ds Antonelli aveva tra le mani Kozak: la doppietta di ieri però ha convinto Lotito a non privarsi del ceco<BR><BR>11:30-AFELLAY- Ufficiale, l'olandese del Barca firma con lo Shalke 04<BR><BR>11:28: -ANTONELLI- Il Milan cerca un terzino sinistro: se non va in porto l'affare Peluso si potrebbe puntare forte su Antonelli del Genoa.<BR><BR>11:23- FOGGIA- No di Lotito al Pescara. Gli abruzzesi hanno richiesto il giocatore in prestito gratuito, i biancelesti vogliono cederlo&nbsp;con un prestito&nbsp;oneroso.<BR><BR>11:21- BECK- Il tedesco dell'Hoffenaim ha detto no. Continua la ricerca di conseguenza al sostituto di Mesto, in caso di cessione11:20-NENE- Se non arriva Borriello il Genoa ripiegherà sl centravanti del Cagliari, chiuso da Pinilla.<BR><BR>11:18-FLOCCARI- Anche la Samp ha provato a prendere il centravanti della Lazio: no secco di Lotito però perchè vorrebbe vendere definitivamente il giocatore, e non in prestito com eproposto da Sensibile. Intanto anche la Fiorentina su di lui.<BR><BR>11.15 - MEHMETI - La Società Novara Calcio ufficializza il trasferimento a titolo temporaneo con diritto di opzione con accordo di partecipazione del calciatore Agon MEHMETI classe '89, in arrivo dalla Società U.S. Città di Palermo.<BR><BR>11.05 - SPEZIALE - La A.S.G. Nocerina comunica di aver acquisito, con la formula del prestito, le prestazioni sportive dell'attaccante classe 1994 David Speziale. Il calciatore ha disputato l'ultima stagione con la formazione Primavera dell'AC Milan.<BR><BR>11.00 - MACCAN - Il Brescia Calcio S.p.A. comunica di aver raggiunto con l'A.S. Andria (Lega PRO I) un accordo per la cessione a titolo temporaneo dei diritti per le prestazioni sportive dell'attaccante Denis MACCAN.<BR><BR>10:25- GILARDINO- Praticamente fatta per il passaggio del bomber al Bologna. Prestito oneroso a 1.5 milioni e riscatto della prima metà già a Gennaio a 5. Si attende ad ore l'ufficialità<BR><BR>10:00-ARTEAGA- Il Parma sta per chiudere col venezuelano Arteaga, 18 anni, proveniente dallo Zulia<BR><BR>9.50 - EKSTRAND - E' vicino il trasferimento al Watford di Joel Ekstrand e Neuton Sergio Piccoli. L'Udinese cederà i due giocatori con la formula del prestito.<BR><BR>9.15 - CARROLL - Andy Carroll è un nuovo giocatore del West Ham. Il centravanti inglese passa agli Hammers in prestito annuale, con un diritto di riscatto per l'intero cartellino.<BR><BR>9.00 - SAVIOLA - Doppio colpo messo a segno del Malaga, avversario europeo del Milan. Il club spagnolo ha infatti ufficializzato gli acquisti di Javier Saviola (30) e di Manuel Iturra (28). L'attaccante ha firmato un contratto per questa stagione; anche per il centrocampista cileno accordo annuale fra le parti.<BR><BR>08:25-BORRIELLO- E' il giorno di Borriello: su di lui c'è il Genoa, ma non dimentichiamoci anche della Fiorentina.<BR><BR>08:20-BOAKYE- Il Sassuolo soffia Boakye&nbsp;all'Atalanta: oggi la firma; il giocatore arriva in prestito<BR><BR>08:15-SAMASSA- Il Chievo prende un centravanti dal Valenciennes di Samassa. Oggi la firma<BR><BR>08:10-MORRONE- Dopo Bojinov, il Verona continua a piazzare colpi: è vicinissimo Stefano Morrone del Parma<BR><BR>08:00-MESTO- Preziosi blocca il trasferimento del giocatore al Napoli. Se non arriva un sostituto, andato via pure Tomovic, non se ne fa niente.<BR><BR>07:30-PASQUALE- Il terzino è sempre più vicino al Toro e oggi dovrebbe firmare. Al suo posto l'Udinese pensa a Deprela del Brescia.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>C1007650FL0141FL0141Luca-Toni.jpgSiNlive-ilcalcio-ultimo-giorno-di-mercato-aggiornamenti-tempo-reale-1008041.htmSi100205001,02,030101540
1351008009NewsCalciomercatoTUTTI GLI AFFARI GIA` CONCLUSI20120830121531serie aSerie ALa finestra di trattative si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.<BR><BR>Le società possono acquistare un massimo di due giocatori extracomunitari all'anno, sempre che gli slot (i posti) non siano già occupati da altri calciatori con passoporto extra U.E.<BR><BR>ATALANTA (all. Colantuono) <BR>Arrivi: Brivio (d, Lecce), Matheu (d, Independiente), Parra (a, Independiente), Stendardo (d, Lazio), Biondini (c, Genoa), Troisi (c, Juventus-Kayserispor Kulubu)<BR>Partenze: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Mutarelli (c, fine contratto), Stendardo (d, fine prestito Lazio), Brighi (c, fine prestito Roma), Carrozza (c, Verona), Gabbiadini (a, Bologna)<BR><BR>BOLOGNA (all. Pioli)<BR>Arrivi: Riverola (c, Barcellona), Pasquato (a, Udinese), Curci (p, Roma), Roger de Carvalho (d, Genoa), De Carvalho (d, Tombense), Abero (d, Nacional Montevideo), Guarente (c, Siviglia), Natali (d, Fiorentina), Gabbiadini (a, Atalanta)<BR>Partenze: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact), Loria (d, fine contratto), Vitale (d, fine prestito Napoli), Gillet (p, Torino), Crespo (c, Verona), Mudingayi (c, Inter), Gavilan (a, Nocerina)<BR>&nbsp;<BR>CAGLIARI (all. Ficcadenti)<BR>Arrivi: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia), Avelar (d, Karpaty Lviv), Camilleri (d, Reggina), Smit (d, Spal).<BR>Partenze: Canini (d, Genoa), Giorico (c, Lumezzane).<BR>&nbsp;<BR>CATANIA (all. Maran)<BR>Arrivi: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara), Doukara (a, Vibonese), Frison (p, Vicenza), Antei (d, Grosseto), Castro (c, Racing Avellaneda), Rolin (d, Nacional)<BR>Partenze: Kosicky (p, Novara), Motta (d, fine prestito Juventus), Suazo (a, svincolato), Campagnolo (p, svincolato), Maxi Lopez (a, Sampdoria), Wellington (a, Koper), Catellani (a, Sassuolo)<BR>&nbsp;<BR>CHIEVO (all. Di Carlo)<BR>Arrivi: Iunco (a, Spezia), Papp (d, Vaslui), Farkas (d, Vaslui), Guana (c, Cesena), Cofie (c, Genoa), Di Michele (a, Lecce), Rigoni (c, Novara), Dainelli (d, svincolato), Pucino (c, Varese)<BR>Partenze: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa), Iori (c, Cesena), Uribe (a, Nacional), Mandelli (d, svincolato), Bradley (c, Roma), Granoche (a, Padova), Farias (a, Padova), Fatic (d, Hellas Verona), Uribe (a, Atletico Nacional), Iunco (a, Bari), Sammarco (c, Spezia).<BR>&nbsp;<BR>FIORENTINA (all. Montella)<BR>Arrivi: Hegazy (d, Ismaily), El Hamdaoui (a, Ajax), Roncaglia (d, Boca Juniors), Lupatelli (p, svincolato), Cuadrado (c, Udinese), Viviano (p, Palermo), Della Rocca (c, Palermo), Fernandez (a, Sporting Lisbona), Borja Valero (c, Villarreal), Gonzalo Rodriguez (d, Villarreal), Aquilani (c, Liverpool), Pizarro (c, Roma).<BR>Partenze: Montolivo (c, Milan), Natali (d, Bologna), Kroldrup (d, fine contratto), Marchionni (c, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, Parma), Seculin (p, Juve Stabia), Agyei (c, Juve Stabia), Babacar (a, Padova), Kharja (c, rescissione), Gamberini (d, Napoli), Behrami (c, Napoli), De Silvestri (d, Sampdoria), Acosty (a, Juve Stabia), Felipe (d, Siena), Cerci (a, Torino), Lepiller (a, svincolato)<BR>&nbsp;<BR>GENOA (all. De Canio)<BR>Arrivi: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Canini (d, Cagliari), Anselmo (c, Palmeiras), M. Martinez (d, Racing), Bertolacci (a, Roma) , Velazquez (d, Independiente), Piscitella (a, Roma), Martinez (a, Palermo), Tzorvas (p, Palermo)<BR>Partenze: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Milan), Palacio (a, Inter), Sculli (a, fine prestito Lazio), Belluschi (c, fine prestito Porto), Eduardo (p, Istanbul BB), Veloso (c, Dynamo Kiev), Cofie (c, Chievo), Roger de Carvalho (d, Bologna), Ribas (a, Monaco), Alhassan (d, Novara), Von Bergen (d, Palermo), Biondini (c, Atalanta), Barusso (c, Novara), Lazarevic (c, Modena)<BR>&nbsp;<BR>INTER (all. Stramaccioni)<BR>Arrivi: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno), Jonathan (d, Parma), Coutinho (a, Espanyol), Handanovic (p, Udinese), Silvestre (d, Palermo), Mudingayi (c, Bologna), Cassano (a, Milan), Gargano (c, Napoli), Pereira (c, Porto).<BR>Partenze: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria), Cordoba (d, fine contratto), Orlandoni (p, fine contratto), Lucio (d, Juventus), Forlan (a, rescissione), Faraoni (d, Udinese), Alborno (d, Novara), Bardi (p, Novara), Poli (c, Sampdoria), Castaignos (a, Twente), Pazzini (a, Milan), Longo (a, Espanyol), Julio Cesar (p, Qpr).<BR>&nbsp;<BR>JUVENTUS (all. Conte)<BR>Arrivi: Giovinco (a, Parma), Asamoah (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Leali (p, Brescia), Lucio (d, Inter), Pogba (c, Manchester United), Boakye (a, Sassuolo), Rubinho (p, svincolato)<BR>Partenze: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Borriello (a, fine prestito Roma), Pasquato (c, Udinese), Elia (c, Werder Brema), Chibsah (c, Parma), Krasic (c, Fenerbahce), Estigarribia (c, Sampdoria), Felipe Melo (c, Galatasaray), Rossi (c, Brescia)<BR>&nbsp;<BR>LAZIO (all. Petkovic)<BR>Arrivi: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione), Ciani (d, Bordeaux).<BR>Partenze: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto), Stendardo (d, Atalanta), Garrido (Norwich).<BR>&nbsp;<BR>MILAN (all. Allegri)<BR>Arrivi: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro), Constant (c, Genoa), Zapata (d, Villarreal), Pazzini (a, Inter), Niang (a, Caen), Bojan (a, Roma).<BR>Partenze: Gattuso (c, Sion), Van Bommel (c, Psv Eindhoven), Nesta (d, Montreal Impact), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, Monaco), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, Botafogo), Maxi Lopez (a, fine prestito Catania), Adiyiah (a, Arsenal Kiev), Comi (a, Reggina), Zigoni (a, Pro Vercelli), Ricardo Ferreira (d, Empoli), Thiago Silva (d, Paris Saint Germain), Ibrahimovic (a, Paris Saint-Germain), Taiwo (d, Dinamo Kiev), Cassano (a, Inter)<BR>&nbsp;<BR>NAPOLI (all. Mazzarri)<BR>Arrivi: Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza), Gamberini (d, Fiorentina), Behrami (c, Fiorentina), El Kaddouri (c, Brescia).<BR>Partenze: Lavezzi (a, Psg), Grava (d, fine contratto), Santana (c, Torino), Fideleff (d, Parma), Dumitru (a, Ternana), Chavez (a, Almirante Brown), Gargano (c, Inter).<BR>&nbsp;<BR>PALERMO (all. Sannino)<BR>Arrivi: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara), Dybala (a, Instituto), Rios (c, Chivas), Von Bergen (d, Genoa), Sosa (a, Cerro Largo).<BR>Partenze: Gonzalez (a, Novara), Silvestre (d, Inter), Succi (a, Cesena), Bacinovic (c, Verona), Acquah (Parma), Viviano (p, Fiorentina), Della Rocca (c, Fiorentina), Balzaretti (d, Roma), Alvarez (c, Dinamo Bucarest), Martinez (a, Genoa), Tzorvas (p, Genoa), Vazquez (c, Rayo Vallecano)<BR>&nbsp;<BR>PARMA (all. Donadoni)<BR>Arrivi: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato), Brandao (d, Siena), Parolo (c, Cesena), Fideleff (d, Napoli), Acquah (Palermo), MacEachen (d, Penarol), Rosi (d, Roma), Benalouane (d, Cesena), Okaka (a, Roma)<BR>Partenze: Giovinco (a, Juventus), Danilo Pereira (c, Roda), Rispoli (d, Padova), Nwanko (c, Padova), Okaka (a, fine prestito Roma), Floccari (a, fine prestito Lazio), Valiani (c, Siena).<BR>&nbsp;<BR>PESCARA (all. Stroppa)<BR>Arrivi: Abbruscato (a, Vicenza), Colucci (c, Cesena), Bjarnason (c, Standard Liegi), Elyounoussi (a, Fredrikstad), Cosic (d, Stella Rossa), Munoz (a, Colo Colo), Celik (a, Gais), Chiaretti (a, Taranto), Quintero (c, Atletico Nacional), Weiss (c, Manchester City), Crescenzi (d, Roma), Terlizzi (d, Varese), Jonathas (a, Brescia)<BR>Partenze: Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia), Giacomelli (a, Vicenza), Gessa (c, Cesena), Verratti (c, Paris Saint Germain), Ragni (p, Nocerina)<BR>&nbsp;<BR>ROMA (all. Zeman)<BR>Arrivi: D'Alessandro (c, Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians), Stoian (a, Bari), Svedkauskas (p, Suduva), Lucca (c, Internacional), Tachtsidis (c, Verona), Bradley (c, Chievo Verona), Destro (a, Siena), Castan (d, Corinthians), Balzaretti (d, Palermo), Piris (d, Deportivo Maldonado), Marquinhos (d, Corinthians).<BR>Partenze: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife), Antunes (d, rescissione), Viviani (c, Padova), Gago (c, Real Madrid), Borini (a, Liverpool), Curci (p, Bologna), Juan (d, rescissione), Bertolacci (c, Genoa), Greco (c, Olympiakos), Piscitella (a, Genoa), José Angel (d, Real Sociedad), Rosi (d, Parma), Pizarro (c, Fiorentina), Heinze (d, Newell's Old Boys), Brighi (c, Torino), Okaka (a, Parma), Bojan (a, Milan).<BR>&nbsp;<BR>SAMPDORIA (all. Ferrara)<BR>Arrivi: Tissone (c, Maiorca), Corazza (Portogruaro), Maxi Lopez (a, Catania), De Silvestri (d, Fiorentina), Poli (c, Inter), Estigarribia (c, Juventus), Berni (p, Braga), Poulsen (d, Az Alkmaar).<BR>Partenze: Foggia (c, fine prestito Lazio), Pellè (a, fine prestito Parma), Celjak (c, Grosseto), Zaza (a, Ascoli), Piovaccari (a, Novara), Fornaroli (a, Boston River), Signori (c, Modena), Fiorillo (p, Livorno), Gentsoglou (c, Livorno), Padelli (p, Udinese)<BR>&nbsp;<BR>SIENA (all. Cosmi)<BR>Arrivi: Dellafiore (Parma), Rubin (d, Torino), Valiani (c, Parma), Paci (d, Novara), Campagnolo (p, svincolato), Novo Neto (d, Nacional Funchal), Felipe (d, Fiorentina), Joelson (a, Pergocrema)<BR>Partenze: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo), Codrea (c, fine contratto), Brkic (p, dine prestito Udinese), Gazzi (c, Torino), Pesoli (d, Siena), Del Prete (d, Novara), Destro (a, Roma).<BR>&nbsp;<BR>TORINO (all. Ventura)<BR>Arrivi: Ebagua (a, Catania), Gillet (p, Bologna), Sansone (a, Sassuolo), Santana (c, Napoli), Gazzi (c, Siena), Rodriguez (d, Cesena), Brighi (c, Roma), Cerci (a, Fiorentina).<BR>Partenze: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese), Rubin (d, Siena), Pratali e Gasbarroni (svincolati), Pratali (d, Empoli), Surraco (c, Modena).<BR>&nbsp;<BR>UDINESE (all. Guidolin)<BR>Arrivi: Brkic (p, Siena), Gabriel Silva (d, Novara), Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve), Cuadrado (c, Lecce), Muriel (a, Lecce), Machis (a, Mineros de Guayana), Faraoni (d, Inter), Maicosuel (c, Botafogo), Padelli (p, Sampdoria)<BR>Partenze: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Juventus), Ferronetti (d, fine contratto), Pazienza (c, fine prestito Juventus), Pasquato (a, Bologna), Handanovic (p, Inter), Cuadrado (c, Fiorentina), Abdi, Beleck, Pudil e Vydra (Watford).<BR><BR>C1007650adm001adm001calciomercato.jpgSiNserie-a-tutti-gli-affari-gia-conclusi-1008009.htmSi100075601,02,03010631
1361007950NewsCampionatiPalermo, l`Instituto de Cordoba non concede il transfer per Dybala. I rosanero replicano20120829083130palermo, instituto de cordoba, dybalaPalermo Instituto de Cordoba Dybala19.00 - La risposta della società rosanero: "L'U.S. Città di Palermo dichiara che, contrariamente a quanto pubblicato dall'Instituto Atletico Central Cordoba sul proprio portale ufficiale, il saldo relativo al corrispettivo dovuto per il trasferimento del calciatore Paulo Dybala ammonta a soli euro 2.000.000, il cui debito sorgerà nel momento in cui il club argentino avrà adempiuto ai suoi obblighi, in primis l'inserimento del trasferimento nel Sistema Fifa TMS, che al momento attuale rende di fatto materialmente impossibile all'U.S. Città di Palermo e alla FIGC di richiedere il transfer.<BR>Inoltre la società di viale del Fante evidenzia che alla data odierna ha già anticipato, senza garanzie e senza poter utilizzare le prestazioni sportive del giocatore, euro 2.000.000 all'Instituto ed euro 1.140.000 all'Associacion del Futbol Argentino".<BR><BR>18.30 - Incredibile notizia che arriva dall'Argentina. <BR><BR>L'Instituto di Cordoba, con un comunicato apparso sul sito ufficiale, ha reso noto di non aver inviato il transfer per il passaggio al Palermo di Paulo Dybala. Alla base della decisione riguardante l'attaccante classe '93 un mancato pagamento: tre milioni e 140mila euro che non sono arrivati nelle casse del club argentino. La decisione è stata già comunicata all'Afa e alla Fifa<BR><BR><BR><BR>C1007650Palermoadm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-l-instituto-de-cordoba-non-concede-il-transfer-per-dybala-1007950.htmNoT1000023100075701,02,03010232
1371007881NewsCampionatiNapoli: a Palermo vietato sbagliare20120826155564palermo napoliMazzarri lancia InsigneTrasferta difficilissima quella che aspetta il Napoli di Walter Mazzarri, atteso a Palermo in uno stadio che sa essere una bolgia. In Sicilia l'entusiasmo cresce pian pianino e l'allenatore da grande fiducia ad una piazza che da tanto ma pretende tantissimo. Dall'altro Napoli se si vuole sognare qualcosa di grosso, queste sono partite da vincere: gli azzurri, orfani di Pandev, Dossena e Zuniga squalificati, si affidano al talento di casa Lorenzo Insigne.<br><br> QUI PALERMO: Sannino in conferenza stampa: "<EM>E' chiaro che ancora a qusto punto della stagione la squadra non potrà essere al top ed è altrettanto chiaro che l'avversario che ci troviamo di fronte gioca da anni insieme ed ha una rosa che dal punto di vista qualitativo è superiore alla nostra. Hanno anche iniziato la preparazione prima di noi per prepararsi all'Europa League. Per questo motivo chiederò alla mia squadra di avere l'intelligenza di aiutarsi in campo reciprocamente. L' </EM><EM>avversario è di quelli importanti, dovremo scendere in campo con la giusta umilità, non essere presuntuosi e cercare di colmare il gap che esiste utilizzando al meglio le nostre armi</EM>".<br><br> QUI NAPOLI: Mazzari in conferenza stampa: "<EM>Due anni fa per passare il girone di Europa League abbiamo penato qualificandoci con un gol all`ultimo secondo di Cavani, nelle amichevoli estive abbiamo battuto squadre di caratura e questo mi dà maggiore convinzione. Abbiamo perso solo contro la Juve, campione d`Italia, e undici contro undici eravamo in parità. Il Palermo?&nbsp; Incontreremo molte insidie: faremo il possibile per conquistare i tre punti, su un campo che ci ha dato spesso amarezze. Credo che il Palermo sia più forte dello scorso anno, un organico più attrezzato con un allenatore bravo e preparato che ci ha messo in difficoltà col Siena. Insigne? Come valore assoluto vi dico che è forte dentro, l`emozione la sa combattere bene, gestisce bene le tensioni e le ha dimostrato il suo valore in queste partite di precampionato, adesso deve farlo in A dove il peso della responsabilità in una piazza come Napoli è diverso".</EM><br><br> FORMAZIONI: Sannino perde all'ultimo momento Ilicic e Dybala: di conseguenza Abel Hernandez in campo accanto a Miccoli, con Budan pronto a subentrare. Non ce la fa neanche Mantovani, al suo posto uno tra Garcia e Munoz. Mazzarri invece il problema della fascia sinistra dovrebbe risolverlo con Aronica, almeno inizialmente: per il resto il solito undici titolare con Insigne al posto dello squalificato Pandev.<br><br> PALERMO: (4-4-2) Ujkani, Munoz, Cetto, Von Bergen, Pisano; Bertolo, Barreto, Donati, Brienza; Miccoli, Hernandez. A disp. Benussi, Brichetto, Morganella, Milanovic, Munoz, Di Matteo, Migliaccio, Rios, Viola, Sanseverino, Budan.<br><br> NAPOLI: (3-5-1-1) De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Inler, Hamsik, Aronica; Insigne; Cavani. A disp. Rosati, Colombo, Gamberini, Grava, Dzemaili, Fernandez, Bariti, Donadel, Vargas.<BR><br><br>FL0141FL0141insigne.jpegSiNnapoli-a-palermo-vietato-sbagliare-1007881.htmSi100205001,02,03010306
1381007801NewsCalciomercatoSerie A, tutti i trasferimenti già definiti20120824113130serie a, trasferimentiSerie A TrasferimentiLa finestra di mercato si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.<br><br> Le società possono acquistare un massimo di due giocatori extracomunitari all'anno, sempre che gli slot (i posti) non siano già occupati da altri calciatori con passoporto extra U.E.<br><br> &nbsp;<br><br> <A class=link-6 href="/squadre/atalanta.cfm" target="">ATALANTA</A> (all. Colantuono) <BR>Arrivi: Brivio (d, Lecce), Matheu (d, Independiente), Parra (a, Independiente), Stendardo (d, Lazio).<BR>Partenze: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Mutarelli (c, fine contratto), Stendardo (d, fine prestito Lazio), Brighi (c, fine prestito Roma), Carrozza (c, Verona).<br><br> <A class=link-6 href="/squadre/bologna.cfm" target="">BOLOGNA </A>(all. Pioli)<BR>Arrivi: Riverola (c, Barcellona), Pasquato (a, Udinese), Curci (p, Roma), Roger de Carvalho (d, Genoa), De Carvalho (d, Tombense), Abero (d, Nacional Montevideo), Guarente (c, Siviglia), Natali (d, Fiorentina).<BR>Partenze: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact), Loria (d, fine contratto), Vitale (d, fine prestito Napoli), Gillet (p, Torino), Crespo (c, Verona), Mudingayi (c, Inter), Gavilan (a, Nocerina)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/cagliari.cfm" target="">CAGLIARI </A>(all. Ficcadenti)<BR>Arrivi: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia), Avelar (d, Karpaty Lviv), Camilleri (d, Reggina), Smit (d, Spal).<BR>Partenze: Canini (d, Genoa), Giorico (c, Lumezzane).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/catania.cfm" target="">CATANIA</A> (all. Maran)<BR>Arrivi: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara), Doukara (a, Vibonese), Frison (p, Vicenza), Antei (d, Grosseto), Castro (c, Racing Avellaneda), Rolin (d, Nacional)<BR>Partenze: Kosicky (p, Novara), Motta (d, fine prestito Juventus), Suazo (a, svincolato), Campagnolo (p, svincolato), Maxi Lopez (a, Sampdoria), Wellington (a, Koper)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/chievo.cfm" target="">CHIEVO</A> (all. Di Carlo)<BR>Arrivi: Iunco (a, Spezia), Papp (d, Vaslui), Farkas (d, Vaslui), Guana (c, Cesena), Cofie (c, Genoa), Di Michele (a, Lecce), Rigoni (c, Novara), Dainelli (d, svincolato), Pucino (c, Varese)<BR>Partenze: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa), Iori (c, Cesena), Uribe (a, Nacional), Mandelli (d, svincolato), Bradley (c, Roma), Granoche (a, Padova), Farias (a, Padova), Fatic (d, Hellas Verona), Uribe (a, Atletico Nacional), Iunco (a, Bari), Sammarco (c, Spezia).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/fiorentina.cfm" target="">FIORENTINA</A> (all. Montella)<BR>Arrivi: Hegazy (d, Ismaily), El Hamdaoui (a, Ajax), Roncaglia (d, Boca Juniors), Lupatelli (p, svincolato), Cuadrado (c, Udinese), Viviano (p, Palermo), Della Rocca (c, Palermo), Fernandez (a, Sporting Lisbona), Borja Valero (c, Villarreal), Gonzalo Rodriguez (d, Villarreal), Aquilani (c, Liverpool), Pizarro (c, Roma).<BR>Partenze: Montolivo (c, Milan), Natali (d, Bologna), Kroldrup (d, fine contratto), Marchionni (c, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, Parma), Seculin (p, Juve Stabia), Agyei (c, Juve Stabia), Babacar (a, Padova), Kharja (c, rescissione), Gamberini (d, Napoli), Behrami (c, Napoli), De Silvestri (d, Sampdoria), Acosty (a, Juve Stabia), Felipe (d, Siena), Cerci (a, Torino).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/genoa.cfm" target="">GENOA</A> (all. De Canio)<BR>Arrivi: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Canini (d, Cagliari), Anselmo (c, Palmeiras), M. Martinez (d, Racing), Bertolacci (a, Roma) , Velazquez (d, Independiente), Piscitella (a, Roma), Martinez (a, Palermo), Tzorvas (p, Palermo)<BR>Partenze: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Milan), Palacio (a, Inter), Sculli (a, fine prestito Lazio), Belluschi (c, fine prestito Porto), Eduardo (p, Istanbul BB), Veloso (c, Dynamo Kiev), Cofie (c, Chievo), Roger de Carvalho (d, Bologna), Ribas (a, Monaco), Alhassan (d, Novara), Von Bergen (d, Palermo)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target="">INTER</A> (all. Stramaccioni)<BR>Arrivi: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno), Jonathan (d, Parma), Coutinho (a, Espanyol), Handanovic (p, Udinese), Silvestre (d, Palermo), Mudingayi (c, Bologna), Cassano (a, Milan), Gargano (c, Napoli).<BR>Partenze: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria), Cordoba (d, fine contratto), Orlandoni (p, fine contratto), Lucio (d, Juventus), Forlan (a, rescissione), Faraoni (d, Udinese), Alborno (d, Novara), Bardi (p, Novara), Poli (c, Sampdoria), Castaignos (a, Twente), Pazzini (a, Milan).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/juventus.cfm" target="">JUVENTUS</A> (all. Conte)<BR>Arrivi: Giovinco (a, Parma), Asamoah (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Leali (p, Brescia), Lucio (d, Inter), Pogba (c, Manchester United), Boakye (a, Sassuolo), Troisi (c, Kayserispor Kulubu)<BR>Partenze: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Borriello (a, fine prestito Roma), Pasquato (c, Udinese), Elia (c, Werder Brema), Chibsah (c, Parma), Krasic (c, Fenerbahce), Estigarribia (c, Sampdoria), Felipe Melo (c, Galatasaray), Rossi (c, Brescia)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/lazio.cfm" target="">LAZIO</A> (all. Petkovic)<BR>Arrivi: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione).<BR>Partenze: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto), Stendardo (d, Atalanta), Garrido (Norwich).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">MILAN</A> (all. Allegri)<BR>Arrivi: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro), Constant (c, Genoa), Zapata (d, Villarreal), Pazzini (a, Inter)<BR>Partenze: Gattuso (c, Sion), Van Bommel (c, Psv Eindhoven), Nesta (d, Montreal Impact), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, Monaco), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, Botafogo), Maxi Lopez (a, fine prestito Catania), Adiyiah (a, Arsenal Kiev), Comi (a, Reggina), Zigoni (a, Pro Vercelli), Ricardo Ferreira (d, Empoli), Thiago Silva (d, Paris Saint Germain), Ibrahimovic (a, Paris Saint-Germain), Taiwo (d, Dinamo Kiev), Cassano (a, Inter)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/napoli.cfm" target="">NAPOLI </A>(all. Mazzarri)<BR>Arrivi: Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza), Gamberini (d, Fiorentina), Behrami (c, Fiorentina).<BR>Partenze: Lavezzi (a, Psg), Grava (d, fine contratto), Santana (c, Torino), Fideleff (d, Parma), Dumitru (a, Ternana), Chavez (a, Almirante Brown), Gargano (c, Inter).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/palermo.cfm" target="">PALERMO </A>(all. Sannino)<BR>Arrivi: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara), Dybala (a, Instituto), Rios (c, Chivas), Von Bergen (d, Genoa)<BR>Partenze: Gonzalez (a, Novara), Silvestre (d, Inter), Succi (a, Cesena), Bacinovic (c, Verona), Acquah (Parma), Viviano (p, Fiorentina), Della Rocca (c, Fiorentina), Balzaretti (d, Roma), Alvarez (c, Dinamo Bucarest), Martinez (a, Genoa), Tzorvas (p, Genoa)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/parma.cfm" target="">PARMA</A> (all. Donadoni)<BR>Arrivi: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato), Brandao (d, Siena), Parolo (c, Cesena), Fideleff (d, Napoli), Acquah (Palermo), MacEachen (d, Penarol), Rosi (d, Roma), Benalouane (d, Cesena), Okaka (a, Roma)<BR>Partenze: Giovinco (a, Juventus), Danilo Pereira (c, Roda), Rispoli (d, Padova), Nwanko (c, Padova), Okaka (a, fine prestito Roma), Floccari (a, fine prestito Lazio), Valiani (c, Siena).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/pescara.cfm" target="">PESCARA</A> (all. Stroppa)<BR>Arrivi: Abbruscato (a, Vicenza), Colucci (c, Cesena), Bjarnason (c, Standard Liegi), Elyounoussi (a, Fredrikstad), Cosic (d, Stella Rossa), Munoz (a, Colo Colo), Celik (a, Gais), Chiaretti (a, Taranto), Quintero (c, Atletico Nacional), Weiss (c, Manchester City), Crescenzi (d, Roma), Terlizzi (d, Varese), Jonathas (a, Brescia)<BR>Partenze: Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia), Giacomelli (a, Vicenza), Gessa (c, Cesena), Verratti (c, Paris Saint Germain), Ragni (p, Nocerina)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">ROMA</A> (all. Zeman)<BR>Arrivi: D'Alessandro (c, Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians), Stoian (a, Bari), Svedkauskas (p, Suduva), Lucca (c, Internacional), Tachtsidis (c, Verona), Bradley (c, Chievo Verona), Destro (a, Siena), Castan (d, Corinthians), Balzaretti (d, Palermo), Piris (d, Deportivo Maldonado), Marquinhos (d, Corinthians).<BR>Partenze: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife), Antunes (d, rescissione), Viviani (c, Padova), Gago (c, Real Madrid), Borini (a, Liverpool), Curci (p, Bologna), Juan (d, rescissione), Bertolacci (c, Genoa), Greco (c, Olympiakos), Piscitella (a, Genoa), José Angel (d, Real Sociedad), Rosi (d, Parma), Pizarro (c, Fiorentina), Heinze (d, Newell's Old Boys), Brighi (c, Torino), Okaka (a, Parma)<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/sampdoria.cfm" target="">SAMPDORIA</A> (all. Ferrara)<BR>Arrivi: Tissone (c, Maiorca), Corazza (Portogruaro), Maxi Lopez (a, Catania), De Silvestri (d, Fiorentina), Poli (c, Inter), Estigarribia (c, Juventus).<BR>Partenze: Foggia (c, fine prestito Lazio), Pellè (a, fine prestito Parma), Celjak (c, Grosseto), Zaza (a, Ascoli), Piovaccari (a, Novara), Fornaroli (a, Boston River), Signori (c, Modena), Fiorillo (p, Livorno), Gentsoglou (c, Livorno) .<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/siena.cfm" target="">SIENA</A> (all. Cosmi)<BR>Arrivi: Dellafiore (Parma), Rubin (d, Torino), Valiani (c, Parma), Paci (d, Novara), Campagnolo (p, svincolato), Novo Neto (d, Nacional Funchal), Felipe (d, Fiorentina)<BR>Partenze: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo), Codrea (c, fine contratto), Brkic (p, dine prestito Udinese), Gazzi (c, Torino), Pesoli (d, Siena), Del Prete (d, Novara), Destro (a, Roma).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/torino.cfm" target="">TORINO</A> (all. Ventura)<BR>Arrivi: Ebagua (a, Catania), Gillet (p, Bologna), Sansone (a, Sassuolo), Santana (c, Napoli), Gazzi (c, Siena), Rodriguez (d, Cesena), Brighi (c, Roma), Cerci (a, Fiorentina).<BR>Partenze: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese), Rubin (d, Siena), Pratali e Gasbarroni (svincolati), Pratali (d, Empoli), Surraco (c, Modena).<BR>&nbsp;<BR><A class=link-6 href="/squadre/udinese.cfm" target="">UDINESE</A> (all. Guidolin)<BR>Arrivi: Brkic (p, Siena), Gabriel Silva (d, Novara), Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve), Cuadrado (c, Lecce), Muriel (a, Lecce), Machis (a, Mineros de Guayana), Faraoni (d, Inter), Maicosuel (c, Botafogo)<BR>Partenze: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Juventus), Ferronetti (d, fine contratto), Pazienza (c, fine prestito Juventus), Pasquato (a, Bologna), Handanovic (p, Inter), Cuadrado (c, Fiorentina), Abdi, Beleck, Pudil e Vydra (Watford).<br><br>1007856adm001adm001calciomercato.jpgSiNserie-a-tutti-i-trasferimenti-gia-definiti-1007801.htmSi100075501,02,03010527
1391007602NewsCampionatiSerie A 2012/13 Palermo, con Sannino si può sognare20120818190036palermoEcco le venti protagoniste del campionato che sta per iniziareGiuseppe Sannino, dopo aver fatto i miracoli a Siena, è chiamato a farli anche a Palermo, in una piazza calda, che ti da il massimo, ma che esige tantissimo la sua squadra.Venduti tre big come Balzaretti,&nbsp;Viviano&nbsp;e Silvestre&nbsp;la squadra è rimasta la solita e con qualche buon accorgimento, uniti a cuore, gambe e testa, diktat Sanniniani, i rosanero quest'anno possono fare davvero benissimo.<br><br> MERCATO: Zamparini quest'anno ne ha approfittato per monetizzare al massimo cedendo Viviano (acquistato dall'Inter e rigirato alla Fiorentina), Balzaretti e Silvestre: al loro posto verrà data fiducia al giovane portiere Ujkani (l'anno scorso al Novara), a Cetto, e si attendere di acquistare un terzino. Se non arrivà si andrà avati con Mantovani, che però Sannino vede meglio come centrale. A centrocampo poi finalmente è arrivato il tanto desiderato Arevalo Rios, mentre sulla fascia mancina il tecnico si è portato con se il pupillo Brienza, già ex rosanero. In avanti si punta forte sul giovane fenomeno argentino Dybala: occhio gente, potrebbe essere lui la grande sorpresa del campionato.<br><br> LA STELLA: Ovviamente Fabrizio Miccoli: capitano infinito dei rosanero e uomo simbolo per i tifosi, non ha ancora rinnovato il suo contratto e spera di convincere la dirigenza con una splendida stagione. Sarà utile anche in quanto&nbsp;ad esperienza per far crescere il giovane Dybala.<br><br> FORMAZIONE: Sannino ha sempre giocato col 4-4-2, e così farà anche in Sicilia: Ujkani quindi sarà il portiere, davanti a lui Eros Pisano confermato&nbsp;a destra, Munoz e Cetto al centro, Mantovani a sinistra (se arriva un terzino sinistro l'ex chievo passa al centro al posto di Munoz), a centrocampo Bertolo andrà a destra, Rios e Donati centrali, con Brienza a sinistra: in avanti il capitano Fabrizio Miccoli almeno sulla carta sarà affiancato da Abel Hernandez: scalpitano però Budan e la stellina Dybala.<br><br>FL0141FL0141Fabrizio-Miccoli-624x300.jpgSiNserie-a-palermo-con-sannino-si-puo-sognare-1007602.htmSi100205001,02,03010222
1401006865NewsCalciomercatoCalciomercato Catania: «La Zanzara» per l`attacco20120725160936Calciomercato Catania De LucaIl club etneo sonda per l`attacco il giovane De Luca del Varese che Maran conosce molto beneGiovane, veloce, soprannominato «la Zanzara», con una passione per i capelli «particolari» e l'Inter &nbsp;come sogno nel cassetto. Ma ancora è presto. Giuseppe De Luca, classe 1991, viene da un'ottima stagione in serie B con la maglia del Varese, una delle squadre migliori della scorsa stagione, agli ordini di Maran, ora neo tecnico del Catania. Come era prevedibile aspettarsi il giovane attaccante biancorosso ha attirato su di sè le attenzioni di grandi e piccoli club della serie A. Se è vero che Inter e Napoli hanno preso più volte informazioni sul ragazzo, è anche difficile ipotizzare, vista la politica dei nostri grandi club, che esse possano prelevare subito il ragazzo e farlo passare da un ottimo campionato di serie B alla lotta per lo scudetto. Più probabile invece un approdo in serie A per il 21enne, in una squadra di media classifica. Se l'interesse del Chievo è parso molto timido e il sondaggio del Palermo, per quanto sicuramente il club di Zamparini possa essere attratto dall'idea di prendere il giovane attaccante, non ha grandi basi su cui fondarsi vista già la presenza di altri giovani promesse nel reparto offensivo rosanero che hanno tutto da dimostrare ancora (Dybala per dirne uno), la maglia che potrebbe presto indossare De Luca è rossazzurra ed è quella del Catania. Il club etneo infatti ha puntato già da un pò il giovane attaccante del Varese (sempre in attesa di definire altre situazioni in attacco come Morimoto, che dovrebbe però restare, e Antenucci) e tutto fa pensare che potrebbe esserci un attacco decisivo per la «zanzara» fra qualche giorno. L'ago della bilancia rossazzurra, oltre alla possibilità di trovare spazio in un club che punta di anno in anno sempre più in alto, è sicuramente il tecnico Maran, scorso anno come già detto allenatore del Varese, che conosce molto bene De Luca e che vorrebbe averlo anche sotto l'Etna. Lo stesso De Luca ha ammesso più volte l'interesse del Catania e si è dichiarato sempre pronto a seguire il tecnico e a provare a centrare la sua grande chance. La volontà del calciatore è chiara, starà ora al club etneo convincersi che De Luca potrebbe essere l'ennesima scommessa vinta dal Catania e utilizzare i giusti mezzi per convincere pure il Varese. Nulla di sicuro ancora certo, si tratta, ma un certo ronzio in attacco si inizia a sentire a Torre del Grifo.C1000009FL0676FL0676de luca.jpgSiNcatania-la-zanzara-per-l-attacco-1006865.htmSiT1000014100664801,02,03,09010391
1411006856NewsCalciomercatoPalermo, Dybala: «Sono stato vicino all`Inter. Mi ispiro a Messi»20120725123130palermo, dybalaPalermo DybalaAi microfoni di <EM>Sky Sport</EM> ha parlato <STRONG>Paulo Dybala (18)</STRONG>, nuovo talento del<STRONG> Palermo</STRONG>. Queste le sue parole. «Prime impressioni? Positive, spero di imparare presto l'italiano, sono da poco qui, ma ho subito notato la forza del gruppo. Dicono che assomiglio ad Aguero? E' un paragone affascinante, ma devo lavorare duro ogni giorno per dimostrare quanto fatto dal Kun. Il mio ruolo? Sono un attaccante che ama puntare l'avversario e la porta. L'anno scorso ho fatto 17 gol, quest'anno spero soprattuto di conquistare un posto tra i titolari, poi si vedrà. Il mio idolo? Messi, è un punto di riferimento, spero di raggiungere i suoi livelli. L'Inter? A gennaio sono stato vicino all'Inter, ma poi ho deciso di restare all'Instituto per fare esperienza».C1000009adm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-dybala-ero-vicino-all-inter-mi-ispiro-a-messi-1006856.htmSiT1000023100075701,02,03010311
1421006774NewsCampionatiAmichevoli precampionato: ok Udinese e Fiorentina20120723090019palermo-atalanta-parma-udineseBene anche Parma e AtalantaDomenica di amichevoli quella di ieri: bene Fiorentina, Udinese, Parma e Atalanta, male il Chievo.<BR><BR>Undici gol della nuova Fiorentina di Montella: partita sotto il segnodi El Hamdaoui, autore di ben 5 gol. Oltre&nbsp;a lui a segno anche Ljaici (due), Seferovic, Roncaglia, Zohore e Romulo. Prima da capitano per Nastasic.<BR><BR>Muriel show in casa Udinese: nell'8-0 ad una rappresentativa friulana il colombiano fa 8 gol di cui uno percorrendo 50metri palla a piede: Fabbrini, Pasquale, Badu e Pereyra hanno fissato il risultato.<BR><BR>Bella affermazione del Parma nel triangolare di Levico Terme con due rappresentazioni locali: nel primo match i ducali hanno vinto 2-0 con gol di Pabon e Belfodil, mentre nel secondo una doppietta di Palladino, e una tripletta di Pellè hanno segnato il risultato sul 5-0.<BR><BR>Bena anche l'Atalanta: 7-0 alla Val Seriana con gol di Denis, Malogni, Bonaventura, Tiribocchi, Parra (due) e Peluso.<BR><BR>Nel 6-0 al Val Venosta è arrivato il primo gol di Dybala con la maglia del Palermo. Doppietta per Miccoli.<BR><BR>FL0141FL0141MurielRappresentativa.jpgSiNamichevoli-precampionato-ok-udinese-e-fiorentina-1006774.htmSi100205001,02,03010477
1431006759NewsCampionatiPalermo, il 9 a Dybala20120722154849PalermoIl Palermo dà il 9 a DybalaAssegnato il 9 al neo-acquisto Paulo Dybala. Proveniente dall' Instituto de Cordoba argentino.<br><br> I suoi ex&nbsp;tifosi erano soliti gridargli:«<SPAN style=»FONT-STYLE: italic; FONT-SIZE: 100%«>Y ya lo ve, y ya lo ve: es el puntero cordobés». (lo potete ammirare,lo potete ammirare, è l'attaccante cordobese).</SPAN><br><br> <SPAN style=«FONT-STYLE: italic; FONT-SIZE: 100%»><STRONG>È&nbsp;di ruolo punta centrale. Compensa la sua bassa statura (i 168 cm di Messi e Di Natale, non proprio la stazza di un ariete) con un ottimo profilo atletico, tecnico e tattico: Dybala è un attaccante mancino e molto mobile, dotato di grande rapidità ed una più che discreta tecnica. Abile nel lanciare i suoi compagni a rete, il suo habitat naturale è però la linea del fuorigioco e con i suoi movimenti continui ed intelligenti riesce a smarcarsi spesso e volentieri per realizzare gol da rapinatore d'area.</STRONG></SPAN><br><br>PalermoFL0411FL0411dybala.JPGSiNpalermo-da-il-a-dybala-1006759.htmSi100427901,02,03010276
1441006735NewsCalciomercatoSerie A, Tutti i trasferimenti ufficiali20120722154531Serie ATutti i trasferimentiSi è aperto ufficialmente domenica 1 luglio, la sessione estiva del calciomercato. La finestra di trattative si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.<BR><BR>Le società possono acquistare un massimo di due giocatori extracomunitari all'anno, sempre che gli slot (i posti) non siano già occupati da altri calciatori con passoporto extra U.E.<BR><BR><BR><STRONG>ATALANTA (all. Colantuono)</STRONG><BR>Arrivi: Brivio (d, Lecce), Matheu (d, Independiente), Parra (a, Independiente)<BR>Partenze: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Mutarelli (c, fine contratto), Stendardo (d, fine prestito Lazio), Brighi (c, fine prestito Roma), Carrozza (c, Verona).<BR><BR><BR><STRONG>BOLOGNA (all. Pioli)</STRONG><BR>Arrivi: Riverola (c, Barcellona), Pasquato (a, Udinese), Curci (p, Roma), Roger de Carvalho (d, Genoa), De Carvalho (d, Tombense), Abero (d, Nacional Montevideo)<BR>Partenze: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact), Loria (d, fine contratto), Vitale (d, fine prestito Napoli), Gillet (p, Torino), Crespo (c, Verona), Mudingayi (c, Inter), Gavilan (a, Nocerina)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CAGLIARI (all. Ficcadenti)</STRONG><BR>Arrivi: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia), Avelar (d, Karpaty Lviv), Camilleri (a, Reggina)<BR>Partenze: Canini (d, Genoa), Giorico (c, Lumezzane)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CATANIA (all. Maran)</STRONG><BR>Arrivi: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara), Doukara (a, Vibonese), Frison (p, Vicenza), Crescenzi (d, Bari), Antei (d, Grosseto), Castro (c, Racing Avellaneda)<BR>Partenze: Kosicky (p, Novara), Motta (d, fine prestito Juventus), Suazo (a, svincolato), Campagnaro (p, svincolato), Maxi Lopez (a, Sampdoria), Wellington (a, Koper)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CHIEVO (all. Di Carlo)<BR></STRONG>Arrivi: Iunco (a, Spezia), Papp (d, Vaslui), Farkas (d, Vaslui), Guana (c, Cesena), Cofie (c, Genoa), Di Michele (a, svincolato)<BR>Partenze: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa), Iori (c, Cesena), Uribe (a, Nacional), Mandelli (d, svincolato), Bradley (c, Roma), Granoche (a, Padova), Farias (a, Padova), Fatic (d, Hellas Verona)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>FIORENTINA (all. Montella)</STRONG><BR>Arrivi: Hegazy (d, Ismaily), El Hamdaoui (a, Ajax), Roncaglia (d, Boca Juniors), Della Rocca (c, Palermo), Lupatelli (p, svincolato)<BR>Partenze: Montolivo (c, Milan), Natali (d, fine contratto), Kroldrup (d, fine contratto), Marchionni (c, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, Parma), Seculin (p, Juve Stabia), Agyei (c, Juve Stabia), Babacar (a, Padova), Kharja (c, rescissione), Gamberini (d, Napoli), Behrami (c, Napoli), De Silvestri (d, Sampdoria).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>GENOA (all. De Canio)</STRONG><BR>Arrivi: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Canini (d, Cagliari), Anselmo (c, Palmeiras), M. Martinez (d, Racing), Bertolacci (a, Roma) <BR>Partenze: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Milan), Palacio (a, Inter), Sculli (a, fine prestito Lazio), Belluschi (c, fine prestito Porto), Eduardo (p, Istanbul BB), Veloso (c, Dynamo Kiev), Cofie (c, Chievo), Roger de Carvalho (d, Bologna), Ribas (a, Monaco).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>INTER (all. Stramaccioni)</STRONG><BR>Arrivi: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno), Jonathan (d, Parma), Coutinho (a, Espanyol), Handanovic (p, Udinese), Silvestre (d, Palermo), Mudingayi (c, Bologna)<BR>Partenze: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria), Cordoba (d, fine contratto), Orlandoni (p, fine contratto), Lucio (d, Juventus), Forlan (a, rescissione), Faraoni (d, Udinese), Alborno (d, Novara), Bardi (p, Novara)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>JUVENTUS (all. Conte)<BR></STRONG>Arrivi: Giovinco (a, Parma), Asamoah (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Leali (p, Brescia), Lucio (d, Inter), Pogba (c, Manchester United), Boakye (a, Sassuolo).<BR>Partenze: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Borriello (a, fine prestito Roma), Pasquato (c, Udinese), Elia (c, Werder Brema), Chibsah (c, Parma).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>LAZIO (all. Petkovic)</STRONG><BR>Arrivi: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione), Candreva (c, Udinese)<BR>Partenze: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>MILAN (all. Allegri)</STRONG><BR>Arrivi: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro), Constant (c, Genoa).<BR>Partenze: Gattuso (c, Sion), Van Bommel (c, Psv Eindhoven), Nesta (d, Montreal Impact), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, fine contratto), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, Botafogo), Maxi Lopez (a, fine prestito Catania), Adiyiah (a, Arsenal Kiev), Comi (a, Reggina), Zigoni (a, Pro Vercelli), Ricardo Ferreira (d, Empoli), Thiago Silva (d, Paris Saint Germain), Ibrahimovic (a, Paris Saint-Germain)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>NAPOLI (all. Mazzarri)</STRONG><BR>Arrivi: Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza), Gamberini (d, Fiorentina), Behrami (c, Fiorentina).<BR>Partenze: Lavezzi (a, Psg), Grava (d, fine contratto), Santana (c, Torino), Fideleff (d, Parma)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PALERMO (all. Sannino)</STRONG><BR>Arrivi: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara), Dybala (a, Instituto), Sosa (a, Cerro Largo), Rios (c, Chivas), Dybala (a, Instituto)<BR>Partenze: Gonzalez (a, Novara), Silvestre (d, Inter), Succi (a, Cesena), Bacinovic (c, Verona), Acquah (Parma).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PARMA (all. Donadoni)</STRONG><BR>Arrivi: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato), Brandao (d, Siena), Parolo (c, Cesena), Fideleff (d, Napoli), Acquah (Palermo)<BR>Partenze: Giovinco (a, Juventus), Danilo Pereira (c, Roda), Rispoli (d, Padova), Nwanko (c, Padova), Okaka (a, fine prestito Roma), Floccari (a, fine prestito Lazio), Valiani (c, Siena).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PESCARA (all. Stroppa)<BR></STRONG>Arrivi: Abbruscato (a, Vicenza), Colucci (c, Cesena), Bjarnason (c, Standard Liegi), Elyounoussi (a, Fredrikstad), Cosic (d, Stella Rossa), Munoz (a, Colo Colo), Celik (a, Gais), Chiaretti (a, Taranto), Quintero (c, Atletico Nacional)<BR>Partenze: Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia), Giacomelli (a, Vicenza), Gessa (c, Cesena), Verratti (c, Paris Saint Germain)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>ROMA (all. Zeman)<BR></STRONG>Arrivi: D'Alessandro (c, Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians), Stoian (a, Bari), Svedkauskas (p, Suduva), Lucca (c, Internacional), Tachtsidis (c, Verona), Bradley (c, Chievo Verona) <BR>Partenze: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife), Antunes (d, rescissione), Viviani (c, Padova), Gago (c, Real Madrid), Borini (a, Liverpool), Curci (p, Bologna), Juan (d, rescissione), Bertolacci (a, Genoa)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>SAMPDORIA (all. Ferrara)</STRONG><BR>Arrivi: Tissone (c, Maiorca), Corazza (Portogruaro), Maxi Lopez (a, Catania), De Silvestri (d, Fiorentina)<BR>Partenze: Foggia (c, fine prestito Lazio), Pellè (a, fine prestito Parma), Celjak (c, Grosseto), Zaza (a, Ascoli), Piovaccari (a, Novara), Fornaroli (a, Boston River)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>SIENA (all. Cosmi)<BR></STRONG>Arrivi: Dellafiore (Parma), Rubin (d, Torino), Valiani (c, Parma)<BR>Partenze: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo), Codrea (c, fine contratto), Brkic (p, dine prestito Udinese), Gazzi (c, Torino).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>TORINO (all. Ventura)</STRONG><BR>Arrivi: Ebagua (a, Catania), Gillet (p, Bologna), Sansone (a, Sassuolo), Santana (c, Napoli), Gazzi (c, Siena)<BR>Partenze: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese), Rubin (d, Siena), Pratali e Gasbarroni (svincolati).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>UDINESE (all. Guidolin)</STRONG><BR>Arrivi: Brkic (p, Siena), Gabriel Silva (d, Novara), Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve), Cuadrado (c, Lecce), Muriel (a, Lecce), Machis (a, Mineros de Guayana), Faraoni (d, Inter), Maicosuel (c, Botafogo)<BR>Partenze: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Juventus), Ferronetti (d, fine contratto), Pazienza (c, fine prestito Juventus), Pasquato (a, Bologna), Handanovic (p, Inter), Candreva (c, Lazio)<BR><BR>1007856MilanoFL0411FL0411calciomercato.jpgSiNtutti-i-trasferimenti-ufficiali-1006735.htmSi100427901,02,03010791
1451006728NewsCalciomercatoPerinetti conferma Miccoli: «non si muove»20120721172949miccoliFabrizio Miccoli<EM>«Abbiamo rifiutato tutte le offerte relative a Fabrizio Miccoli. Lui è e resterà il nostro capitano e sarà fondamentale anche per la crescita di Dybala».</EM> <br><br> Con queste parole Giorgio Perinetti, ds rosanero, conferma il Romario del Salento, spazzando via tutte le possibili voci di mercato.<br><br>FL0141FL0141Fabrizio-Miccoli-624x300.jpgSiNperinetti-conferma-miccoli-non-si-muove-1006728.htmNo100205001,02,03010247
1461006672NewsCalciomercatoSerie A, Tutti i trasferimenti ufficiali20120720141531CalciomercatoTutte le ufficialitàSi è aperto ufficialmente domenica 1 luglio, la sessione estiva del calciomercato. La finestra di trattative si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.<BR><BR>Le società possono acquistare un massimo di due giocatori extracomunitari all'anno, sempre che gli slot (i posti) non siano già occupati da altri calciatori con passoporto extra U.E.<BR><BR><BR><STRONG>ATALANTA (all. Colantuono)<BR></STRONG>Arrivi: Brivio (d, Lecce), Matheu (d, Independiente), Parra (a, Independiente)<BR>Partenze: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Mutarelli (c, fine contratto), Stendardo (d, fine prestito Lazio), Brighi (c, fine prestito Roma), Carrozza (c, Verona).<BR><STRONG></STRONG><BR><BR><STRONG>BOLOGNA (all. Pioli)<BR></STRONG>Arrivi: Riverola (c, Barcellona), Pasquato (a, Udinese), Curci (p, Roma), Roger de Carvalho (d, Genoa), De Carvalho (d, Tombense), Abero (d, Nacional Montevideo)<BR>Partenze: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact), Loria (d, fine contratto), Vitale (d, fine prestito Napoli), Gillet (p, Torino), Crespo (c, Verona)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CAGLIARI (all. Ficcadenti)<BR></STRONG>Arrivi: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia), Avelar (d, Karpaty Lviv), Camilleri (a, Reggina9<BR>Partenze: Canini (d, Genoa), Giorico (c, Lumezzane)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CATANIA (all. Maran)<BR></STRONG>Arrivi: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara), Doukara (a, Vibonese), Frison (p, Vicenza), Crescenzi (d, Bari), Antei (d, Grosseto)<BR>Partenze: Kosicky (p, Novara), Motta (d, fine prestito Juventus), Suazo (a, svincolato), Campagnaro (p, svincolato), Maxi Lopez (a, Sampdoria), Wellington (a, Koper)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>CHIEVO (all. Di Carlo)<BR></STRONG>Arrivi: Iunco (a, Spezia), Papp (d, Vaslui), Farkas (d, Vaslui), Guana (c, Cesena), Cofie (c, Genoa), Di Michele (a, svincolato)<BR>Partenze: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa), Iori (c, Cesena), Uribe (a, Nacional), Mandelli (d, svincolato), Bradley (c, Roma), Granoche (a, Padova), Farias (a, Padova), Fatic (d, Hellas Verona)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>FIORENTINA (all. Montella)</STRONG><BR>Arrivi: Hegazy (d, Ismaily), El Hamdaoui (a, Ajax), Roncaglia (d, Boca Juniors), Della Rocca (c, Palermo), Lupatelli (p, svincolato)<BR>Partenze: Montolivo (c, Milan), Natali (d, fine contratto), Kroldrup (d, fine contratto), Marchionni (c, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, Parma), Seculin (p, Juve Stabia), Agyei (c, Juve Stabia), Babacar (a, Padova), Kharja (c, rescissione), Gamberini (d, Napoli), Behrami (c, Napoli), De Silvestri (d, Sampdoria).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>GENOA (all. De Canio)<BR></STRONG>Arrivi: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Canini (d, Cagliari), Anselmo (c, Palmeiras), M. Martinez (d, Racing), Bertolacci (a, Roma) <BR>Partenze: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Milan), Palacio (a, Inter), Sculli (a, fine prestito Lazio), Belluschi (c, fine prestito Porto), Eduardo (p, Istanbul BB), Veloso (c, Dynamo Kiev), Cofie (c, Chievo), Roger de Carvalho (d, Bologna), Ribas (a, Monaco).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>INTER (all. Stramaccioni)<BR></STRONG>Arrivi: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno), Jonathan (d, Parma), Coutinho (a, Espanyol), Handanovic (p, Udinese), Silvestre (d, Palermo).<BR>Partenze: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria), Cordoba (d, fine contratto), Orlandoni (p, fine contratto), Lucio (d, Juventus), Forlan (a, rescissione), Faraoni (d, Udinese), Alborno (d, Novara), Bardi (p, Novara)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>JUVENTUS (all. Conte)<BR></STRONG>Arrivi: Giovinco (a, Parma), Asamoah (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Leali (p, Brescia), Lucio (d, Inter), Pogba (c, Manchester United), Boakye (a, Sassuolo).<BR>Partenze: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Borriello (a, fine prestito Roma), Pasquato (c, Udinese), Elia (c, Werder Brema), Chibsah (c, Parma).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>LAZIO (all. Petkovic)<BR></STRONG>Arrivi: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione), Candreva (c, Udinese)<BR>Partenze: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>MILAN (all. Allegri)<BR></STRONG>Arrivi: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro), Constant (c, Genoa).<BR>Partenze: Gattuso (c, Sion), Van Bommel (c, Psv Eindhoven), Nesta (d, Montreal Impact), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, fine contratto), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, Botafogo), Maxi Lopez (a, fine prestito Catania), Adiyiah (a, Arsenal Kiev), Comi (a, Reggina), Zigoni (a, Pro Vercelli), Ricardo Ferreira (d, Empoli), Thiago Silva (d, Paris Saint Germain), Ibrahimovic (a, Paris Saint-Germain)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>NAPOLI (all. Mazzarri)<BR></STRONG>Arrivi: Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza), Gamberini (d, Fiorentina), Behrami (c, Fiorentina).<BR>Partenze: Lavezzi (a, Psg), Grava (d, fine contratto), Santana (c, Torino), Fideleff (d, Parma)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PALERMO (all. Sannino)<BR></STRONG>Arrivi: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara), Dybala (a, Instituto), Sosa (a, Cerro Largo), Rios (c, Chivas).<BR>Partenze: Gonzalez (a, Novara), Silvestre (d, Inter), Succi (a, Cesena), Bacinovic (c, Verona), Acquah (Parma).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PARMA (all. Donadoni)<BR></STRONG>Arrivi: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato), Brandao (d, Siena), Parolo (c, Cesena), Fideleff (d, Napoli), Acquah (Palermo)<BR>Partenze: Giovinco (a, Juventus), Danilo Pereira (c, Roda), Rispoli (d, Padova), Nwanko (c, Padova), Okaka (a, fine prestito Roma), Floccari (a, fine prestito Lazio), Valiani (c, Siena).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>PESCARA (all. Stroppa)</STRONG><BR>Arrivi: Abbruscato (a, Vicenza), Colucci (c, Cesena), Bjarnason (c, Standard Liegi), Elyounoussi (a, Fredrikstad), Cosic (d, Stella Rossa), Munoz (a, Colo Colo), Celik (a, Gais), Chiaretti (a, Taranto), Quintero (c, Atletico Nacional)<BR>Partenze: Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia), Giacomelli (a, Vicenza), Gessa (c, Cesena), Verratti (c, Paris Saint Germain)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>ROMA (all. Zeman)<BR></STRONG>Arrivi: D'Alessandro (c, Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians), Stoian (a, Bari), Svedkauskas (p, Suduva), Lucca (c, Internacional), Tachtsidis (c, Verona), Bradley (c, Chievo Verona) <BR>Partenze: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife), Antunes (d, rescissione), Viviani (c, Padova), Gago (c, Real Madrid), Borini (a, Liverpool), Curci (p, Bologna), Juan (d, rescissione), Bertolacci (a, Genoa)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>SAMPDORIA (all. Ferrara)<BR></STRONG>Arrivi: Tissone (c, Maiorca), Corazza (Portogruaro), Maxi Lopez (a, Catania), De Silvestri (d, Fiorentina)<BR>Partenze: Foggia (c, fine prestito Lazio), Pellè (a, fine prestito Parma), Celjak (c, Grosseto), Zaza (a, Ascoli), Piovaccari (a, Novara), Fornaroli (a, Boston River)<BR>&nbsp;<BR><STRONG>SIENA (all. Cosmi)<BR></STRONG>Arrivi: Dellafiore (Parma), Rubin (d, Torino), Valiani (c, Parma)<BR>Partenze: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo), Codrea (c, fine contratto), Brkic (p, dine prestito Udinese), Gazzi (c, Torino).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>TORINO (all. Ventura)<BR></STRONG>Arrivi: Ebagua (a, Catania), Gillet (p, Bologna), Sansone (a, Sassuolo), Santana (c, Napoli), Gazzi (c, Siena)<BR>Partenze: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese), Rubin (d, Siena), Pratali e Gasbarroni (svincolati).<BR>&nbsp;<BR><STRONG>UDINESE (all. Guidolin)<BR></STRONG>Arrivi: Brkic (p, Siena), Gabriel Silva (d, Novara), Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve), Cuadrado (c, Lecce), Muriel (a, Lecce), Machis (a, Mineros de Guayana), Faraoni (d, Inter), Maicosuel (c, Botafogo)<BR>Partenze: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Juventus), Ferronetti (d, fine contratto), Pazienza (c, fine prestito Juventus), Pasquato (a, Bologna), Handanovic (p, Inter), Candreva (c, Lazio)<BR><BR>1007856MilanoFL0411FL0411calciomercato.jpgSiNserie-a-tutti-i-trasferimenti-ufficiali-1006672.htmSi100427901,02,03010893
1471006679NewsCalciomercatoPalermo, quadriennale per Dybala. Battuta la concorrenza di tante big20120720121531palermo, dybalaPalermo DybalaNel giorno delle celebrazioni del decennale della presidenza di Maurizio Zamparini, il Palermo mette a segno un importante nuovo acquisto. <BR><BR><STRONG>Paulo Dybala</STRONG> ha infatti firmato un contratto quadriennale con il club di viale del Fante. Il trasferimento verrà formalizzato nelle prossime settimane: nel corso di questa mattina il giocatore sta svolgendo le visite mediche allo «Human Performance Lab» di Varese e raggiungerà quanto prima i suoi nuovi compagni nel ritiro di Malles Venosta. <br><br> Molti lo descrivono come un esterno offensivo, ma il suo vero ruolo è quello di punta centrale. Compensa la sua bassa statura (168 cm) con un ottimo profilo atletico, tecnico e tattico: Dybala è un attaccante mancino e molto mobile, dotato di grande rapidità ed una più che discreta tecnica. Abile nel lanciare i suoi compagni a rete, il suo habitat naturale è però la linea del fuorigioco e con i suoi movimenti continui ed intelligenti riesce a smarcarsi spesso e volentieri per realizzare gol da rapinatore d'area.<br><br>C1000009adm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-quadriennale-per-dybala-battuta-la-concorrenza-di-molte-big-1006679.htmSiT1000023100075501,02,03010441
1481006531NewsCalciomercatoSerie A: tutti i trasferimenti ufficiali20120715104558Serie ASerie A:Tutti i trasferimenti ufficiali<P>Si è aperto ufficialmente domenica 1 luglio, la sessione estiva del calciomercato. La finestra di trattative si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.</P> <P>ATALANTA (all. Colantuono) <BR>Arrivi: Brivio (d, Lecce), Matheu (d, Independiente)<BR>Partenze: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Mutarelli (c, fine contratto), Stendardo (d, fine prestito Lazio), Brighi (c, fine prestito Roma), Carrozza (c, Verona).</P> <P>BOLOGNA (all. Pioli)<BR>Arrivi: Riverola (c, Barcellona), Pasquato (a, Udinese).<BR>Partenze: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact), Loria (d, fine contratto), Vitale (d, fine prestito Napoli), Gillet (p, Torino), Crespo (c, Verona)<BR>&nbsp;<BR>CAGLIARI (all. Ficcadenti)<BR>Arrivi: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia).<BR>Partenze: Canini (d, Genoa), Giorico (c, Lumezzane)<BR>&nbsp;<BR>CATANIA (all. Maran)<BR>Arrivi: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara), Doukara (a, Vibonese), Frison (p, Vicenza), Crescenzi (d, Bari), Antei (d, Grosseto)<BR>Partenze: Kosicky (p, Novara), Motta (d, fine prestito Juventus), Suazo (a, svincolato), Campagnaro (p, svincolato), Maxi Lopez (a, Sampdoria)<BR>&nbsp;<BR>CHIEVO (all. Di Carlo)<BR>Arrivi: Iunco (a, Spezia), Papp (d, Vaslui), Farkas (d, Vaslui), Guana (c, Cesena), Cofie (c, Genoa), Di Michele (a, svincolato)<BR>Partenze: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa), Iori (c, Cesena), Uribe (a, Nacional), Mandelli (d, svincolato).<BR>&nbsp;<BR>FIORENTINA (all. Montella)<BR>Arrivi: Hegazy (d, Ismaily), El Hamdaoui (a, Ajax), Roncaglia (d, Boca Juniors), Della Rocca (c, Palermo), Lupatelli (p, svincolato)<BR>Partenze: Montolivo (c, Milan), Natali (d, fine contratto), Kroldrup (d, fine contratto), Marchionni (c, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, Parma), Seculin (p, Juve Stabia), Agyei (c, Juve Stabia), Babacar (a, Padova), Kharja (c, rescissione).<BR>&nbsp;<BR>GENOA (all. De Canio)<BR>Arrivi: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Canini (d, Cagliari), Anselmo (c, Palmeiras), M. Martinez (d, Racing), <BR>Partenze: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Milan), Palacio (a, Inter), Sculli (a, fine prestito Lazio), Belluschi (c, fine prestito Porto), Eduardo (p, Istanbul BB), Veloso (c, Dynamo Kiev), Cofie (c, Chievo).<BR>&nbsp;<BR>INTER (all. Stramaccioni)<BR>Arrivi: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno), Jonathan (d, Parma), Coutinho (a, Espanyol), Handanovic (p, Udinese), Silvestre (d, Palermo).<BR>Partenze: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria), Cordoba (d, fine contratto), Orlandoni (p, fine contratto), Lucio (d, Juventus), Forlan (a, rescissione), Faraoni (d, Udinese), Alborno (d, Novara)<BR>&nbsp;<BR>JUVENTUS (all. Conte)<BR>Arrivi: Giovinco (a, Parma), Asamoah (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Leali (p, Brescia), Lucio (d, Inter), Pogba (c, Manchester United).<BR>Partenze: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Borriello (a, fine prestito Roma), Pasquato (c, Udinese), Elia (c, Werder Brema), Chibsah (c, Parma).<BR>&nbsp;<BR>LAZIO (all. Petkovic)<BR>Arrivi: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione).<BR>Partenze: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto).<BR>&nbsp;<BR>MILAN (all. Allegri)<BR>Arrivi: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro), Constant (c, Genoa).<BR>Partenze: Gattuso (c, Sion), Van Bommel (c, Psv Eindhoven), Nesta (d, Montreal Impact), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, fine contratto), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, Botafogo), Maxi Lopez (a, fine prestito Catania), Adiyiah (a, Arsenal Kiev), Comi (a, Reggina), Zigoni (a, Pro Vercelli), Ricardo Ferreira (d, Empoli), Thiago Silva (d, Paris Saint Germain)<BR>&nbsp;<BR>NAPOLI (all. Mazzarri)<BR>Arrivi: Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza).<BR>Partenze: Lavezzi (a, Psg), Grava (d, fine contratto), Santana (c, Torino), Fideleff (d, Parma)<BR>&nbsp;<BR>PALERMO (all. Sannino)<BR>Arrivi: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara), Dybala (a, Instituto), Sosa (a, Cerro Largo), Rios (c, Chivas).<BR>Partenze: Gonzalez (a, Novara), Silvestre (d, Inter), Succi (a, Cesena), Bacinovic (c, Palermo).<BR>&nbsp;<BR>PARMA (all. Donadoni)<BR>Arrivi: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato), Brandao (d, Siena), Parolo (c, Cesena), Fideleff (d, Napoli)<BR>Partenze: Giovinco (a, Juventus), Danilo Pereira (c, Roda), Rispoli (d, Padova), Nwanko (c, Padova), Okaka (a, fine prestito Roma), Floccari (a, fine prestito Lazio), Valiani (c, Siena).<BR>&nbsp;<BR>PESCARA (all. Stroppa)<BR>Arrivi: Abbruscato (a, Vicenza), Colucci (c, Cesena), Bjarnason (c, Standard Liegi), Elyounoussi (a, Fredrikstad), Cosic (d, Stella Rossa), Munoz (a, Colo Colo), Celik (a, Gais), Chiaretti (a, Taranto)<BR>Partenze: Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia), Giacomelli (a, Vicenza), Gessa (c, Cesena).<BR>&nbsp;<BR>ROMA (all. Zeman)<BR>Arrivi: D'Alessandro (c, Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians), Stoian (a, Bari), Svedkauskas (p, Suduva), Lucca (c, Internacional), Tachtsidis (c, Verona) <BR>Partenze: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife), Antunes (d, rescissione), Viviani (c, Padova), Gago (c, Real Madrid), Borini (a, Liverpool).<BR>&nbsp;<BR>SAMPDORIA (all. Ferrara)<BR>Arrivi: Tissone (c, Maiorca), Corazza (Portogruaro), Maxi Lopez (a, Catania)<BR>Partenze: Foggia (c, fine prestito Lazio), Pellè (a, fine prestito Parma), Celjak (c, Grosseto).<BR>&nbsp;<BR>SIENA (all. Cosmi)<BR>Arrivi: Dellafiore (Parma), Rubin (d, Torino), Valiani (c, Parma)<BR>Partenze: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo), Codrea (c, fine contratto), Brkic (p, dine prestito Udinese), Gazzi (c, Torino).<BR>&nbsp;<BR>TORINO (all. Ventura)<BR>Arrivi: Ebagua (a, Catania), Gillet (p, Bologna), Sansone (a, Sassuolo), Santana (c, Napoli), Gazzi (c, Siena)<BR>Partenze: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese), Rubin (d, Siena), Pratali e Gasbarroni (svincolati).<BR>&nbsp;<BR>UDINESE (all. Guidolin)<BR>Arrivi: Brkic (p, Siena), Gabriel Silva (d, Novara), Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve), Cuadrado (c, Lecce), Muriel (a, Lecce), Machis (a, Mineros de Guayana), Faraoni (d, Inter), Maicosuel (c, Botafogo)<BR>Partenze: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Juventus), Ferronetti (d, fine contratto), Pazienza (c, fine prestito Juventus), Pasquato (a, Bologna), Handanovic (p, Inter).</P>1007856MilanoFL0411FL0411calciomercato.jpgSiNserie-a-tutti-i-trasferimenti-ufficiali-1006531.htmSi100427901,02,03010695
1491006178NewsCalciomercatoSerie A: tutti i trasferimenti ufficiali20120703105518Serie-A-TrasferimentiSerieA-Trasferimenti&nbsp; <P>Si è aperto ufficialmente domenica 1 luglio, la sessione estiva del calciomercato. <STRONG>La finestra di trattative si concluderà venerdì 31 agosto alle 19.</STRONG></P> <P>Le società possono acquistare un massimo di due giocatori extracomunitari all'anno, sempre che gli slot (i posti) non siano già occupati da altri calciatori con passoporto extra U.E.</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P><STRONG>ATALANTA (all. Colantuono)</STRONG></P> <P><STRONG>Arrivi:</STRONG></P> <P><STRONG>Partenze</STRONG>: Cristiano Doni (a, fine contratto), Ferri (d, fine contratto), Polito (p, fine contratto), Carrozza (c, Verona)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>BOLOGNA (all. Pioli)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Riverola (c, Barcellona),</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Belfodil (a, Lione), Raggi (d, Monaco), Paonessa (c, Parma), Di Vaio (a, Montreal Impact)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>CAGLIARI (all. Ficcadenti)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Rossettini (d, Siena), Sau (a, Juve Stabia)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>:</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>CATANIA (all. Maran)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Salifu (c, Fiorentina), Antenucci (a, Torino), Morimoto (a, Novara)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Kosicky (p, Novara), Suazo (a, svincolato), Campagnaro (p, svincolato)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>CHIEVO (all. Di Carlo)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Iunco (a, Spezia), Marchionni (c, Ascoli), Farias (a, Nocerina), Papp (d, Vaslui)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Hanine (c, Ascoli), Acerbi (d, Genoa)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>FIORENTINA (all. Montella)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Hegazy (d, Ismaily)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Montolivo (c, Milan), Natali (d, fine contratto), Kroldrup (d, fine contratto), Salifu (c, Catania), Amauri (a, fine contratto)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>GENOA (all. De Canio)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Immobile (a, Pescara), Merkel (c, Milan), Von Bergen (d, Cesena), Lazarevic (a, Padova), Tozser (c, Genk), Polo (a, Universitario), Acerbi (d, Chievo), Eduardo (p, Benfica), Meggiorini (a, Torino)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Acerbi (d, Milan), Caracciolo (a, Brescia), Constant (c, Genoa), Palacio (a, Inter), Eduardo (p, Istanbul BB)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>INTER (all. Stramaccioni)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Palacio (a, Inter), Bardi (p, Livorno)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Zarate (a, Lazio), Palombo (c, Sampdoria),Cordoba (d, fine contratto)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>JUVENTUS (all. Conte)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Giovinco (a, Parma), Asamoah Kwadwo (c, Udinese), Isla (c, Udinese), Nicola Leali (p, Brescia)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Manninger (p, fine contratto), Del Piero (a, fine contratto), Grosso (d, fine contratto), Pasquato (c, Udinese)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>LAZIO (all. Petkovic)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Zarate (a, Inter), Ederson (a, Lione)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Del Nero (a, fine contratto), Makinwa (a, fine contratto)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>MILAN (all. Allegri)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Montolivo (c, Fiorentina), Traoré (c, Nancy), Acerbi (d, Genoa), Didac Vilà (d, Espanyol), Taiwo (d, Qpr), Gabriel (p, Cruzeiro)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Gattuso (c, fine contratto), Van Bommel (c, fine contratto), Nesta (d, fine contratto), Inzaghi (a, fine contratto), Roma, (p, fine contratto), Zambrotta (d, fine contratto), Seedorf (c, fine contratto), Adiyiah&nbsp; (a, Arsenal Kiev)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>NAPOLI (all. Mazzarri)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>:Insigne (a, Pescara), Bariti (c, Vicenza)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Lavezzi (a, Psg)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>PALERMO (all. Sannino)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Viola (a, Reggina), Brienza (a, Siena), Kurtic (c, Varese), Morganella (d, Novara), Ujkani (p, Novara). Paulo Dybala (a, Instituto), Sebastian Sosa (a, Cerro Largo), Gonzalez (Siena)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Gonzalez (Novara)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>PARMA (all. Donadoni)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Belfodil (a, Lione), Ninis (c, Panathinaikos), Pabon (a, Nacional Medellin), Paonessa (c, Bologna), Dellafiore (d, Novara), Amauri (a, svincolato)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Giovinco (a, Juventus), Paponi (a, Bologna), Danilo Pereira (c, Roda)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>PESCARA (all. Stroppa)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi:</STRONG> Abbruscato (a, Vicenza),</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze:</STRONG> Immobile (a, Genoa), Insigne (a, Napoli), Sansovini (a, Spezia)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>ROMA (all. Zeman)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: D'Alessandro (Verona), Florenzi (c, Crotone), Dodò (d, Corinthians)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Cassetti (d, fine contratto), Cicinho (d, Sport Recife)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>SAMPDORIA (all. Ferrara)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Tissone (c, Maiorca)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>:</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>SIENA (all. Cosmi)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>:</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Rossettini (d, Cagliari), Brienza (a, Palermo)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>TORINO (all. Ventura)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Ebagua (a, Catania)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Antenucci (a, Catania), Ebagua (a, Varese)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>UDINESE (all. Guidolin)</STRONG></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Arrivi</STRONG>: Willians (c, Flamengo), Allan Marques (c, Vasco da Gama), Thomas Heurtaux (d, Caen), Wojciech Pawlowski&nbsp; (p, Lechia), Pasquato (c, Juve)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Partenze</STRONG>: Floro Flores (a, Granada), Torje (a, Granada), Asamoah Kwadwo (c, Juventus), Isla (c, Udinese), Ferronetti (d, fine contratto)</P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P>1007858MilanoFL0411FL0411calciomercato.jpgSiNserie-a-trasferimenti-ufficiali-1006178.htmSi100427901,02,03010546
1501005188NewsCalciomercatoPalermo, Sosa e Dybala per ripartire20120519100131palermo, sosa, dybalaIl Palermo ha concluso l`acquisto Il Palermo ha concluso l'acquisto del giovane attaccante uruguayano Sebastián Sosa, che si aggiunge a quello del centrocampista argentino Paulo Dybala già annunciata lo scorso aprile.<BR>Zamparini ha dichiarato:abbiamo preso il nuovo agüero e riteniamo Dybala già pronto per il campionato di serie A.<BR>Il presidente del Palermo non ha scartato nemmmeno l'ipotesi dell'interessamento verso il centrocampista uruguayano del Tijuana Edigio Arévalo Ríos.<BR>Sosa,classe '94, ha giocato dal 2010 nel Cerro Largo in Uruguay con il quale ha segnato 9 gol e nel 2011 è stato convocato nella nazionale under 20. <BR>Dybala, classe '93, proveniente dall'Instituto de Cordoba argentino, è stato già presentato il 28 aprile dallo stesso Zamparini, il quale assicurò avere superato la concorrenza dell'Inter, del PSG e del Chelsea.1007858FL0411FL0411dybala.JPGSiNpalermo-sosa-e-dybala-per-ripartire-1005188.htmSiT1000023100427901,02,03030423
1511004590NewsCalciomercatoInstituto de Cordoba, Theaux: «Non firmerò per Dybala al Palermo»20120429180131palermo, dybalaJuan Carlos Barrera non ha il mandato <P>"Juan Carlos Barrera non ha il mandato e non è autorizzato a a vendere Dybala senza il nostro consenso". Parla così a <EM>Radio Continental</EM> il segretario generale dell'<STRONG>Instituto de Cordoba</STRONG>, <STRONG>Josè Theaux</STRONG>, dotato del potere di firma per consentire una trattativa di mercato per conto della società. Il presidente del <STRONG>Palermo</STRONG>, <STRONG>Maurizio Zamparini</STRONG>, ha annunciato che <STRONG>Paulo Dybala</STRONG> sarà un nuovo giocatore dei rosanero (poi è arrivata la conferma del presidente dell'Instituto, Barera, appunto).</P> <P>Venerdì notte Luca Cattani, uomo mercato della società siciliana, ha incontrato proprio Juan Carlos Barrera, presidente del club. Ma l'incontro può essere fotografato soltanto come una cena tra amici, perché chi ha potere di firma non ha alcuna intenzione di mandare avanti la trattativa per l'attaccante argentino classe '93. "Barrera - ha detto Theaux - non ha alcuna autorizzazione, il nostro consiglio non ha firmato nulla e quindi non capisco perché lui abbia detto che Dybala andrà al Palermo. Io - ha concluso - non firmerò niente".<BR></P>C1000009adm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-thaux-futuro-dybala-1004590.htmSiT1000023100075701,02,03030198
1521004556NewsCalciomercatoPalermo, preso Dybala il nuovo Aguero20120428131831palermo, dybalaPanucci voleva comandareAnnuncio di mercato del presidente del <STRONG>Palermo</STRONG>, <STRONG>Maurizio Zamparini</STRONG>: "Abbiamo preso <STRONG>Paulo Dybala</STRONG> -riporta <EM>Sky Sport</EM>- è il nuovo Aguero e l'abbiamo strappato a Inter, PSG e Chelsea. Panucci? Non può venire a comandare. Il deferimento? Sono un esempio di correttezza".1007858adm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-preso-dybala-1004556.htmSiT1000023100075701,02,03030480
1531004090NewsCalciomercatoPalermo, Micciché: «Continuano le trattative con gli arabi»20120416220131palermo, dybala, miccicheDybala non ci interessa<P>Intervistato da <EM>stadionews.it</EM>, il vicepresidente del <STRONG>Palermo</STRONG> <STRONG>Gugliemo Micciché</STRONG> ha smentito l'interesse per il giovane attaccante classe '93 in forza all'<STRONG>Instituto de Córdoba</STRONG> <STRONG>Paulo Dybala</STRONG>: "E' un giocatore che non interessa al Palermo. Siamo sempre tirati in ballo in Sudamerica perchè spesso peschiamo bene e probabilmente vogliono far levitare il prezzo del giocatore. Abbiamo altre strategie".</P> <P>Micciché ha poi parlato della trattativa per l'ingresso di sceicchi arabi nella società: "Si incontrano spesso con Zamparini per altri affari. Non c'è dubbio che loro abbiano interesse ad entrare nel mondo del calcio a Palermo. Sono decisioni da prendere con cautela per capire anche come si vorrebbero muovere loro. I rapporti sono cordialissimi e attendiamo con fiducia che questo possa avvenire. Siamo moderatamente ottimisti, le trattative continuano".</P>C1000009adm001adm001micciche.jpgSiNnotizie-calcio-palermo-dybala-micciche-1004090.htmSiT1000023100075701,02,03030255
1541004005NewsCalciomercatoInter, anche il Palermo vuole Dybala20120414113554dybala, palermo, interLo segue anche il Real MadridCome riporta<EM> Tuttosport</EM>, oltre a<STRONG> Real Madrid</STRONG> e <STRONG>Inter</STRONG>, c'è anche il <STRONG>Palermo </STRONG>sulle tracce di <STRONG>Dybala</STRONG>, attaccante dell'<STRONG>Instituto de Cordoba</STRONG>. Lo riferisce lo stesso presidente del club, <STRONG>Juan Carlos Barrera</STRONG>: "Il Palermo è un importante club italiano e sono certo che anche l'offerta per Dybala sarà importante, merita di essere ascoltata". C1000009adm001adm001dybala.JPGSiNpalermo-dybala-real-madrid-inter-1004005.htmSiT1000023100075701,02,03030180
1551003244NewsCalciomercatoInter e Napoli, su Dybala c`è anche il Real Madrid20120326114531napoli, inter, dybalaIl giovane talento argentinoOltre a Napoli e Inter sulle tracce di Paulo Dybala (18), attaccante in forza all`Instituto de Cordoba, c'è anche il Real Madrid disposto ad una importante offerta pur di accaparrarsi le prestazione del talento argentino.C1000009adm001adm001dybala.JPGSiNinter-dybala-napoli-1003244.htmSiT1000017,T1000026100075701,02,03030152
1561001467NewsCampionatiInter, tutto il mercato dipende dalla qualificazione in Champions League20120215114531inter, moratti, lavezzi, islaSe si raggiunge l`obiettivo assalto a Lavezzi e IslaSecondo <EM>Tuttosport </EM>l'<STRONG>Inter</STRONG> si sta già interrogando sul proprio futuro. Molto dipenderà dal raggiungimento o meno del terzo posto e quindi della Champions League. Se così sarà, pronti gli assalti a Isla e Lavezzi, oltre che a Lucas, mentre se sarà Europa League Moratti punterà su giovani di sicuro avvenire come Dybala, Allan, Rodrigo del Benfica, Wynaldum del PSV e Oscar dell'Internacional.C1000009adm001adm001moratti 2.jpgSiNilsa-lavezzi-inter-1001467.htmSiT1000026100075701,02,03030166

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Il Conte pensiero
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Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
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Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
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