tempo: 43ms
RSS
Query
Template: /notizie/index.cfm:19
Execution Time: 303 ms
Record Count: 459
Cached: No
Lazy: No
SQL:
SELECT * FROM news
where tipo ='news' and (data<'20210804' or (data='20210804' and ora<='122629'))
and( titolo like '% buffon%' or keywords like '% buffon%' or descrizione like '% buffon%')
and azienda like '%01%'
order by data desc,ora desc,id_arg desc
id_argtipoareaTitoloDataoraKeywordsdescrizionebreveDescrizioneufficiocittaAutoreid_inserimentoimmagineinhomeINSLIDERfonteinevidenzaidargomeidteampeopledoccorrelatiStartDateEndDateaziendaPROPRIETARIOriservatocontalettureesclusiva
11013784NewsEditoriale2021052409:36<p>Ultimato l'ultimo turno di campionato con la qualificazione in Champions di Milan e Juventus, si apre l'inizio del progetto riguardante i club di Serie A per il nuovo anno 2021'22. Una nuova stagione calcistica che si prepara all'insegna dell'arrivo di Jos&#232; Mourinho quale nuovo allenatore della Roma, mentre c'&#232; tutta una serie di coach che costituiscono il balletto delle panchine. E mentre Ringhio Gattuso &#232; stato liquidato con uno squallido twitter dal presidente Aurelio De Laurentiis, per il resto ascoltiamo soltanto voci all'orizzonte, con le relative conferme e smentite tipiche di questo periodo di cambiamenti che si protrarr&#224; fino a settembre prossimo. Dunque, altro giro - altra corsa. Il pallone inizia a girare vorticosamente tra i sogni dei suoi tifosi i quali, tra l'altro, riassaporano il gusto di un ritorno allo stadio anche se sar&#224; ancora contingentato.E allora oggi, in virt&#249; di quanto detto sin qui, proviamo a cominciare con l'analisi del pallone della citt&#224; della Mole con le eventuali nuove idee e progetti relativi a Juventus e Torino.</p><p>Juventus - Potremmo dire che tutto &#232; bene ci&#242; che finisce bene. Adesso il popolo bianconero esulta dopo la paura, mentre Andrea Pirlo pone l'accento su due trofei conquistati in questa stagione e la speranza di essere riconfermato alla guida tecnica della Juventus per l'anno 2021'22. Tuttavia, non ci si pu&#242; nascondere dietro i marchiani errori commessi dalla societ&#224; bianconera che si &#232; trascinata un campionato da dimenticare sotto l'aspetto tecnico e non solo. In tanti articoli pubblicati su questo giornale abbiamo pi&#249; volte definito fallimentare il campionato di una Juventus irriconoscibile anche sotto l'aspetto della mentalit&#224; vincente che &#232; stata trascinata nel baratro della mancanza di gioco, di reattivit&#224; e di quel furore agonistico che si &#232; perso per strada. La Juve di Pirlo ha deluso, diciamocelo in tutta franchezza e anche con i meriti dei due trofei vinti. S&#236;, ha deluso come spesso all'inizio si era temuto, proprio per una panchina cos&#236; pesante per un neofita come Andrea Pirlo, il quale era stato prima destinato sulla panchina dell'Under 23 e dopo una settimana &#232; stato ufficializzato dal presidente Agnelli, come l'allenatore della Prima Squadra. Tutti i media ci siamo guardati in faccia quasi increduli di quanto alla Juventus, che si presentava con 9 scudetti vinti di seguito, stesse succedendo e come questa incredibile scommessa di Agnelli avesse una sua logica razionale in virt&#249; di un campionato da difendere e, soprattutto, di una Champions da affrontare per l'ennesima volta con il sogno di vincerla. E non ci siamo sbagliati, perch&#232; con il senno di poi, la Juventus ha fallito i suoi obiettivi pi&#249; importanti, arrivando ad acciuffare la partecipazione alla Champions targata 201'22 soltanto all'ultimo respiro e per il rotto della cuffia. No, tutto ci&#242; non &#232; da Juventus, una societ&#224; che si presenter&#224; ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica con gravi problemi economici, mentre c'&#232; ancora da chiarire il rapporto - Uefa Ceferin - Juventus Agnelli -. Vedremo cosa accadr&#224;, per intanto sul fronte squadra, si susseguono le voci della partenza di Cristiano Ronaldo che si aggiunge all'addio gi&#224; ufficializzato di Buffon. Per il resto si attende l'arrivo di Zinedine Zidane, anche se la candidatura di Max Allegri &#232; sempre molto forte, visto il rapporto di amicizia che c'&#232; da sempre tra Andrea Agnelli e l'allenatore livornese, Vedremo, certo &#232; che alla Juve c'&#232; bisogno di un cambiamento che noi vediamo anche nei ruoli dirigenziali della societ&#224;. C'&#232; chi rimpiange ancora Marotta, mentre Paratici sembra non averlo sostituito degnamente, almeno per quanto riguarda una campagna acquisti ritenuta sbagliata sotto l'aspetto tecnico di un centrocampo carico di doppioni e al contempo di poca qualit&#224;. Anche in questo vedremo gli sviluppi della societ&#224; Juventus.</p><p>Torino -</p>fl0711fl0711SIncalcio-1013784.htmSI0101025n
21013783NewsEditorialeAll`Allianz Stadium torna la Partita del Cuore2021052116:20I campioni dello sport, dello spettacolo e della cultura, si uniscono per giocare la partita contro il cancro. <p>Insieme per sconfiggere il cancro. E' il motto di quella squadra del cuore che da sempre si &#232; occupata della raccolta fondi per la ricerca scientifica. Una bellissima iniziativa che per anni ha coinvolto attraverso il pallone tanti personaggi illustri del mondo dello sport e dello spettacolo che attraverso l'unione d'intenti hanno saputo portare avanti un progetto che anno dopo anno ha dato significativi risultati di crescita. Marted&#236; 25 maggio con la diretta TV su Canale 5 torneranno in campo i Campioni per la Ricerca, la squadra della fondazione piemontese per la ricerca sul campo, nata nel 2013 per sostenere le attivit&#224; di ricerca e cura <strong>dell'Istituto di Candiolo IRCCS</strong>.Per il <strong>Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala - figlio di Claudio, il «Poeta del gol» capitano dell'ultimo scudetto del Torino - «La trentesima edizione della Partita del Cuore vedr&#224; ancora una volta la partecipazione significativa di esponenti del mondo dello sport, dello spettacolo, della cultura e dell'imprenditoria, che si sfideranno per una grande causa: sostenere la ricerca sul campo. Pur senza la tradizionale cornice di pubblico, che nelle ultime edizioni ha sempre fatto registrare il tutto esaurito all'Allianz Stadium di Torino, sar&#224; una serata speciale dedicata alla nostra Fondazione che proprio nel 2021 compie 35 anni. Siamo sicuri che non mancheranno l'affetto e il sostegno delle persone, che in questi trentacinque anni hanno consentito la nascita e lo sviluppo dell'Istituto di Candiolo IRCCS». Componendo il numero solidale 45527 si possono donare 2 euro per ciascun sms inviato dal cellulare e chiamando con lo stesso numero dalla rete fissa si possono invece donare 5 o 10 euro.</strong> I campioni che parteciperanno alla serata saranno tra gli altri: <strong>John Elkann Andrea Agnelli, Neri Marcor&#232;, Pavel Nedved, i piloti della Ferrari Lecrerce Sainz, Shade, Antonio Giovinazzi, Gigi Buffon, Andrea Pirlo, Davide Cassani</strong> e tanti altri ancora. <strong>Jeep, Intesa San Paolo e Grimaldi Lines</strong> saranno i partners vicini alla Fondazione; grazie a loro, nonostante l'assenza del pubblico, si potranno destinare importanti risorse per la cura e la ricerca sul cancro dell'Istituto di Candiolo. La Fondazione Onlus sulla ricerca sul cancro &#232; stata istituita nel 1986 per offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro attraverso la realizzazione in Piemonte di un centro oncologico, l'Istituto di Candiolo (TO) capace di coniugare la Ricerca Scientifica con la pratica clinica e di mettere a disposizione dei pazienti le migliori risorse umane e tecnologiche. Dunque, marted&#236; 25 maggio sar&#224; un'occasione in pi&#249; per dare forza a questa nobile causa, mentre il pallone calciato da illustri personaggi che stuzzicano la curiosit&#224; di tutti noi, si render&#224; partecipe nell'unire divertimento e impegno sociale.</p><p>Salvino Cavallaro </p>Torinofl0711fl0711foto-mole-antonelliana.jpgSIncalcio-1013783.htmSI0101073n
31013737NewsEditorialeInter - Juventus, l`analisi della prima semifinale di Coppa Italia.2021020318:16inter,juve ,coppa italiaInter - Juve 1 a 2. I bianconeri di Pirlo sfoderano un`ottima prestazione che l`avvantaggiano verso la finale. <p><span>C'&#232; una Juventus senza Cuadrado e una Juventus con Cuadrado.</span> <span>E c'&#232; un'Inter senza Lukaku e Hakimi che manca di tanto, di troppo. A vedere la semifinale d'andata tra Inter - Juventus, ponendo in analisi i vari sviluppi tecnico tattici emersi durante la gara, si pu&#242; sintetizzare come un qualcosa di simile a un confronto che nulla ha avuto a che fare con la copia del precedente incontro di campionato tra le due squadre. Ed &#232; proprio vero che nel calcio ogni partita fa storia a s&#233; per impostazioni tattiche ma anche per scelta, talora anche forzata, di giocatori che inevitabilmente cambiano la fisionomia dell'incontro nell'approccio e nel suo sviluppo. La Juve vista a San Siro ha meritato di vincere con il risultato di 2 a 1, ma soprattutto ha dimostrato grande carattere, superando l'iniziale empasse di uno sbandamento difensivo che ha fatto s&#236; che Lautaro Martinez infilasse la rete dell'1 a 0 per l'Inter, con una incertezza anche di Buffon. Poi, prendendo le redini da grande squadra ha spostato il suo baricentro in avanti, pressando e facendo circolare la palla con azioni orizzontali e verticali che per precisione hanno ottenuto l'effetto di maggior possesso palla nei confronti dell'Inter, la quale &#232; invece apparsa sorpresa da tanto furore agonistico messo in campo dalla Juve. Un 4-4-2 che Pirlo ha studiato per mettere in difficolt&#224; il 3-5-2 di Conte che nonostante il super Barella, la buona prestazione di Darmian, ha risentito in maniera eclatante l'assenza di Lukaku, della sua potenza fisica che associata alla mancanza della veloce ripartenza dell'esterno Hakimi, hanno pesato in negativo sul rendimento globale dei nerazzurri. Ma qui, si sa, viaggiamo sui s&#232; e sui ma, che non hanno mai fatto la storia del calcio. Fatto &#232; che la Juve di Pirlo con la difesa a 4 che in varie fasi si disponeva a 3 per effetto di un centrocampo a 5 con l'avanzamento continuo di Cuadrado e Alex Sandro, ha centrato il modo di mettere in difficolt&#224; l'Inter di Conte che ha cercato per lunghi tratti della gara di arginare le folate offensive dei bianconeri nel ripartire con Barella e Brozovic, anche se l&#236; davanti Martinez e l'inconcludente Sanchez hanno fatto ben poco. Con questo modulo e con questo centrocampo arricchito da Mc Kennie, Betancur e Rabiot, persino Bernardeschi ha dato timidi segnali di ripresa da quel torpore che l'ha assalito ormai da troppo tempo. CR7 ha segnato la sua doppietta realizzando un gol su rigore e una rete da classico rapinatore di una palla della quale Bastoni e Handanovic si sono resi complici di un pasticcio colossale. Detto questo, per onest&#224; intellettuale dobbiamo dire che la Juve di Pirlo che abbiamo pi&#249; volte criticato per mancanza di gioco di squadra e idee mai supportate dalla qualit&#224; che &#232; pur esistente in questa squadra, pur nel forte ritardo dai vertici del campionato, resta in corsa su tutti i fronti con un gioco ritrovato ma ancora con la continuit&#224; da dimostrare. Vedremo cosa succeder&#224; in seguito per i bianconeri. Per quanto riguarda l'Inter di Conte, invece, siamo certi che con il rientro di Lukaku e Hakimi dar&#224; filo da torcere alla Juve, nella seconda semifinale di Coppa Italia che si svolger&#224; all'Allianz Stadium di Torino la prossima settimana. Se cos&#236; non fosse, sfumerebbe per i nerazzurri un altro obiettivo stagionale, con il conseguente obbligo di vincere lo scudetto. I problemi dell'Inter partono dalla situazione societaria che &#232; in difficolt&#224; dal punto di vista economico, tuttavia, i lauti stipendi percepiti dai suoi tesserati che pongono in passivo il bilancio, devono avere un riscontro almeno nella conquista dello scudetto. Vedremo.</span></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong></p>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-inter-juve.jpgSIScoppa-italia-2021-inter-juventus-1013737.htmSI01,02,03,06,1001043n
41013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001071
51013664NewsEditorialeIl pallone con la faccia da virus20200317172143Il mondo del calcio si ferma e riflette.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ rivoluzione a livello mondiale. Si spostano di un anno gli europei di calcio 2020, è probabile che anche le Olimpiadi del Giappone siano rimandate, i vari campionati di Lega si fermano per riprendere in data da destinarsi e gli allenamenti di tutte le società professionistiche e non, decidono forzatamente lo stop. Un’apocalisse del pallone e non solo, perché anche altri sport si sono fermati per non incorrere ancora al rischio di essere infettati dal Covid 19. Così c’è chi si allena tra le proprie mura domestiche e c’è anche chi raccoglie fondi e si adopera per opere di beneficenza verso i vari ospedali d’Italia che sono sull’orlo della crisi a causa della mancanza di posti letto in reparto e soprattutto in rianimazione, il luogo più consistente di carenze a causa dei numerosissimi casi gravi per coronavirus. Berlusconi devolve 10 milioni di euro alla Regione Lombardia, Buffon fa un appello di raccolta fondi per il Piemonte, Lorenzo Insigne per Napoli e la Campania, Francesco Totti per la città di Roma, De Rossi e sua moglie si sono attivati per donare sangue, il Torino calcio e la Juventus sono anch’essi partecipi all’aiuto in denaro, e tanti altri benefattori si sono messi a disposizione in un momento di particolare difficoltà per questa nostra Italia così colpita dalla virulenza di un ospite subdolo, malvagio, silente, penetrante, quanto inatteso nel suo maligno dilagare. E’ il pallone che assume la faccia da virus, che mette tutti a tacere per paura della sua forza estrema capace di disorientare anche i potenti manovratori di un mondo che produce soldi a palate. E così scopriamo che mai come adesso i calciatori seppur privilegiati, sono molto simili a noi che non godiamo degli stessi benefici perché siamo portatori di difficoltà quotidiane, capaci di manifestarsi tra numerosi momenti di crisi economica. Ma c’è l’umano che unisce, che non fa distinguo tra ricchi e poveri ma si compenetra nel pensiero di aiutare chi sta peggio. E in questo momento chi sta peggio è tutta l’Italia con la sua difficoltà di vivere, perché è impegnata a salvare il salvabile dopo aver contato le migliaia di morti uccise dall’inesorabile virus. Una partita per la vita che non dura solo 95 minuti come quella del pallone, ma ne richiede molti di più in un indefinibile tempo che appare ancora troppo lungo per ritornare a vivere nella normalità. E’ il pallone della vita che s’inceppa maledettamente, ma che ci fa anche scoprire lati nuovi di quell’umano pensiero che fino ad oggi ha creato un netto solco divisorio tra il lusso sfrenato dei privilegiati calciatori e l’altra parte di popolo che li sostiene per passione, ma che a conti fatti si è trovato sempre da solo. Ecco, forse adesso, dopo questa esperienza che ci accomuna tutti, possiamo pensare ideologicamente a un mondo meno egoista e più unito concretamente e non a parole nello sguardo verso chi ha più bisogno, ma che in modo adrenalinico si bea sempre delle gesta dei propri campioni. Per arrivare a tutto questo, ci voleva la sofferenza umana portata all’eccesso dall’epidemia del coronavirus?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-pallone-con-la-faccia-da-virus.jpgSiNil-pallone-con-la-faccia-da-virus-1013664.htmSi100451001,02,03030146
61013653NewsCampionati“La Juventus è la più forte”, ma è soltanto un luogo comune.20200210181005In casa Juve non si parla di crisi, ma di delusione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>E’ dall’inizio dell’anno che sentiamo dire non solo da Antonio Conte, che la Vecchia Signora d’Italia è la squadra da battere perché possiede ancora qualcosa in più rispetto alle altre squadre. Un qualcosa che fa la differenza, un qualcosa che si materializza dal nome dei suoi tanti campioni i quali da soli sembrerebbero essere più che sufficienti per la garanzia di chiamarsi “JUVENTUS”. La riteniamo una leggenda metropolitana, anzitutto perché ogni anno calcistico da affrontare è diverso, ogni partita da fare non è uguale alla precedente e ogni campionato da giocare non è mai come gli altri che hai vinto precedentemente. Dire “JUVENTUS” è una credenziale teorica suffragata dalla storia dei tanti scudetti vinti e da quel modello gestionale che ne caratterizza da sempre la reale differenza. Ma da questo, a dire che sei migliore delle altre perché hai CR7 e un nutrito gruppo di campioni, ebbè, ce ne passa davvero tanto. Il calcio è fatto di risultati positivi, di gioco, ma anche di furore agonistico che devi tradurre sul campo a prescindere da tutte quelle considerazioni che abbiamo fatto. E quello che stiamo vedendo sul campo dall’inizio del campionato a oggi da parte della Juventus “migliore di tutte”, non è propriamente ciò che si era sbandierato fin dall’inizio. E allora, qual è il problema di una squadra che nelle promesse iniziali ha fatto proseliti di bel gioco e risultati, tanto da essere la prima bellezza italiana del pallone che conta? Proviamo dunque a dare una spiegazione il più possibile plausibile. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Innanzitutto crediamo che in tutto questo stentare di identità da parte della Juventus targata Sarri, ci sia un concorso di colpe che fa capo a una più che evidente campagna acquisti estiva errata, nell’assemblare la squadra in maniera tecnicamente irrazionale nei suoi vari reparti nevralgici di difesa e centrocampo. In più, c’è da considerare la smania della società che emotivamente si è lasciata attrarre dalla voglia irrefrenabile di operare nell’ambito della squadra, quel processo di modernizzazione di gioco e cultura calcistica che agli occhi dei più appariva troppo ancorata a un sistema sì vincente, ma poco avvezzo allo spettacolo. Era la sintesi filosofica di tutto quello che noi abbiamo scritto (compreso lo scrivente che lo afferma in onore della sua onestà intellettuale), annoiati com’eravamo dal gioco noioso espresso dalla squadra di Allegri. A memoria ricordiamo che per lunghi periodi si è dibattuto molto sul tema del vincere senza divertire o cercare di essere primi appagando il palato dei buongustai del pallone e delle sue geometrie. Così, nel processo voluto da Agnelli and company, si è andati alla ricerca di tecnici che in campo internazionale potessero garantire il bel gioco e, soprattutto, dare migliorie in campo internazionale per potere vincere quella Champions che per la Juve appare sempre più stregata. E senza pensarci più d’una volta, si è andati all’affannosa ricerca di allenatori come Guardiola, Klopp, Pochettino, Sarri e altri nomi che potessero far fare quel salto di bel gioco tanto auspicato. La ricerca è stata ardua, lunga e asfissiante come la calura estiva, perché nonostante la Juve avesse corteggiato per lungo tempo questi nomi, la situazione non si sbloccava. Così, con un’operazione tardiva arrivava finalmente Maurizio Sarri, il quale si è sbloccato dai suoi impegni con il Chelsea.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Intanto bisognava pur fare una campagna acquisti che potesse risultare potenziata rispetto all’anno precedente. Il compito che è stato affidato a Paratici (l’allievo di Marotta) ha portato a vendere Cancelo, Spinazzola, Kean, Orsolini e a gennaio anche Mandzukic ed Emre Can, per creare plusvalenze e al contempo sfoltire ciò che creava esborsi economici di giocatori che non rientravano più nel progetto della Juve. Poi ha acquistato Higuain e Buffon come “cavalli” di ritorno, Ramsey, Rabiot, De Ligt, Demiral, Danilo, e a gennaio Kulusevski che di fatto avrà nell’organico soltanto a fine campionato. Ma guardando attentamente gli acquisti fatti in estate, ci si accorge che qualcosa manca soprattutto a centrocampo, zona nevralgica del gioco del calcio. Manca il trequartista che Sarri sta cercando di inventare, visto che nel gioco a rombo Ramsey non si sta rivelando ciò che era nelle promesse iniziali. Bernardeschi si sta perdendo, Matuidì arranca, Rabiot sembra correre a vuoto nel tentativo di capire cosa Sarri gli chieda e Pjanic davanti alla difesa è spesso in difficoltà. La difesa con i vari infortuni di Chiellini, Demiral, De Sciglio, Danilo, si è trovata a doversi avvalere delle prestazioni di un Cuadrado che terzino non è mai stato e fa quello che può. Il risultato è dato da una serie di gol presi da una difesa alta, messa tatticamente all’altezza del centrocampo, così com’è nel volere di Sarri. Insomma, una Juve in confusione che fa gol con Cristiano Ronaldo e poi non mantiene il vantaggio. E dov’è il bel gioco? Dov’è il calcio globale degli interscambi di ruoli e le trame fluidificanti che danno un’identità di squadra superiore? Non c’è. E allora cominciano i mugugni e una parte dell’ambiente bianconero rimpiange Allegri e quel calcio che si ispira all’antico: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Prima non</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perdere”.</b> Doveva essere la rivoluzione copernicana di un cambiamento epocale fatto per portare a vincere tutto, mentre in questo preciso momento si teme seriamente di non arrivare a vincere nulla. Sarri è sotto l’occhio del ciclone, ma riteniamo che soprattutto la dirigenza della Juventus debba cominciare a recitare il mea culpa. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711paratici.jpgSiNla-juventus-e-la-pio-forte-ma-e-soltanto-un-luogo-comune-1013653.htmSi100451001,02,03010136
71013629NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo20191112095724L`errore di CR7 nel ritenersi diverso dagli altri,non rispettando certe regole che sono alla base del professionismo calcistico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Hai sbagliato Cristiano. Sì, hai sbagliato per più di un motivo, quando il tuo allenatore Maurizio Sarri ha deciso nell’arco di tre giorni di sostituirti, prima con Douglas Costa in Champions contro la Dinamo Mosca e poi con Paulo Dybala in Campionato contro il Milan. Non è stata lesa maestà, la tua, ma più semplicemente un cambio che tu stesso avresti dovuto accettare con intelligenza, consapevole che da circa un mese a questa parte il tuo stato di forma non è consono alle aspettative che si hanno su di te che sei pluripremiato di Palloni d’Oro e Campione che costituisce per le società con le quali hai giocato in carriera, un Brand insostituibile dal punto di vista commerciale. Ed è così anche oggi per la Juventus che nell’estate 2018 ha acquistato il tuo cartellino per 100 milioni di euro, più 12 milioni di commissioni, più 58 milioni di stipendio lordo annuale, per avere da te l’accesso a nuovi mercati europei con l’eventuale assalto alla tanto sospirata conquista della Champions League. Un contratto che non avviene propriamente tutti i giorni per giocatori non solo ritenuti “normali”, ma anche per quelli come te che extraterrestre sei ritenuto. E’ vero, il management della Juventus ha fatto con te l’affare del secolo, tenuto conto che nella scorsa stagione si sono ricavati 55 milioni di euro in più rispetto al passato, tuttavia, tutto questo dare e avere sviluppato nel tuo rapporto con Andrea Agnelli e il suo entourage, non pregiudica il fatto che tu resti pur sempre un calciatore dalle immense qualità tecniche, dotato di un indiscutibile spessore carismatico all’interno della squadra e quindi dello spogliatoio, il quale ti deve caricare di responsabilità in tutti quegli sviluppi di calciatore professionista che riconducono a momenti di grande forma ad altri di appannamento fisico, tecnico e mentale. E’ un fatto naturale che investe i calciatori come te e anche quelli più giovani e meno dotati tecnicamente, ma che si vedono a dover gestire, pur tra piccoli mugugni di delusione personale, quell’accettare i momenti di difficoltà che devono essere presi con intelligenza e forza di volontà, nel superare quella particolare situazione delicata della propria carriera. Ecco, Cristiano, tu questo non l’hai fatto, perché quel tuo uscire dall’Allianz Stadium nel momento del cambio senza sederti in panchina ma andando via direttamente, mormorando frasi probabilmente irriguardose nei confronti del tuo allenatore, hai messo in evidenza una presupponenza che non è da grande campione quale tu sei. Tutto ciò va a inficiare a tuo discapito i buoni rapporti con i tuoi compagni di squadra, che quotidianamente condividono con te uno spogliatoio fatto di relazioni non solo tecniche ma anche umane. E pensa se Del Piero o il tuo amico Gigi Buffon, si fossero dimostrati in carriera quello che tu hai espresso in un attimo con quell’atteggiamento negativo, che non si addice alla grandezza dei tuoi trascorsi pallonari. E’ vero, in carriera sei stato sostituito soltanto poche volte, ma il tuo stato di forma fisica e mentale era tale, per cui non si poneva il problema. Ora, che a 35 anni è possibile qualche momento di legittimo appannamento di forma, nonostante la tua grandezza da extraterrestre, sei messo alla prova anche sotto l’aspetto della tua maturità personale. E chiedere scusa ai tuoi compagni di squadra, alla società Juventus che ti coccola, ai tifosi che da quando sei arrivato a Torino si assoggettano a pagare un biglietto salatissimo per assistere alle tue giocate, credimi, non è mortificarsi, ma, semmai, è dare un ulteriore segnale della tua grandezza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013629.htmSi100451001,02,03030234
81013603NewsEditorialeDybala, perché no? Il popolo bianconero se lo chiede.20190825073533In questo caso, è la Juventus a sbagliare?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questo trascinante dubbio amletico ha francamente stufato tutti. Perché nella prima partita giocata a Parma, il giocatore argentino viene in un primo momento schierato in campo fin dalla partenza e poi lasciato in panchina? E perché non è stato neppure considerato nel corso di una gara che nel secondo tempo ha manifestato grandi carenze di tenuta fisica da parte della Juventus? Tutte domande che sembrano ovattate da mistero, o meglio rinchiuse in uno stile Juventus che fa dei segreti aziendali la forza delle sue strategie da non svelare mai a nessuno, neanche alla propria moglie, mamma, fratello o persona cara cui ti fidi ciecamente. E allora non capisci bene se gli ordini impartiti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli,</b> ermetico figlio di cotanta famiglia dinastica, siano un dogma imposto per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nedved </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paratici,</b> oppure le operazioni di calciomercato e i suoi rari insuccessi, debbano essere tenuti in tutta segretezza per non dare riferimenti gratuiti agli avversari. Noi sosteniamo che la verità stia sempre in mezzo e, nello specifico caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> si nasconda una serie di insuccessi a catena che si intersecano tra il fatto che il giocatore gode dei suoi diritti di immagine che non ha intenzione di perdere, assieme alla voglia di restare alla Juve per dimostrare che mister Allegri ha sbagliato tutto nei suoi riguardi. Prima merce di scambio con Icardi, poi messo in mezzo sull’affare Lukaku, adesso in trattative con il PSG e il Barcellona in attesa che il signor Neymar decida cosa fare, insomma questo giovane calciatore della Juventus, campione argentino di indiscusso valore tecnico, sta vivendo un’estate da incubo. E, tra tutte queste cose, a parer nostro c’è anche qualcosa che non convince nell’operato di Fabio Paratici, l’allievo che nel suo ruolo di plenipotenziario del mercato della Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>deve ancora dimostrare di aver superato il maestro Marotta. Eppure, a proposito del fatto che all’ultimo momento si sia deciso di lasciare Dybala in panchina contro il Parma, Paratici così dichiara ai microfoni di Sky Sport: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La decisione di lasciare Dybala in panchina non è legata al mercato, lui è un grande numero 10 della Juve e siamo contenti che sia con noi. A inizio campionato anche con Allegri c’era</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">bisogno di adattamento, quindi ci schieriamo così”.</b> Dichiarazioni che vogliono dire tutto e niente, che sanno di bugie e di strategie di mercato che non possono essere sbandierate ai quattro venti, ma che lasciano il dubbio di una serie di errori sul suo lavoro che, a parer nostro, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>devono essere presi in considerazione dalla società. Se l’uscita di Dybala debba essere considerata come una sorta di plusvalenza nel tentativo di equilibrare l’andamento del bilancio societario, può avere una sua logica; ma allora perché a oggi la Juve si trova così ingolfata di calciatori che non riesce a vendere e concorrono ad aumentare il debito? Dopo tanti acquisti eccellenti (Ramsey, De Light, Rabiot, Demiral, Danilo, il ritorno di Buffon, Higuain, e le sole uscite di Cancelo, Kean, Caceres, Orsolini, Spinazzola) c’è il pericolo di incorrere in un fair play finanziario? Tutte domande che in questo assurdo, lungo e snervante calciomercato italiano che si protrarrà fino al 2 settembre con due turni di campionato già effettuati, non trovano risposte concrete ma soltanto illazioni. E intanto il tormentone d’estate continua. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNdybala-perche-no-il-popolo-bianconero-se-lo-chiede-1013603.htmSi100451001,02,03030258
91013431NewsEditorialeIl romanzo dello Stadium, catino di tante emozioni20180520143224Allianz Stadium, luogo di un calcio che è metafora di vita...<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensiamo che da quando è stato costruito, lo Stadium della Juventus abbia raggiunto la sua punta massima di emozioni proprio il 19 maggio 2018, giorno delle celebrazioni per la conquista del 7° scudetto consecutivo, che si è contrapposto al commiato di Buffon dalla sua gente. Anche il cielo ci si è messo questo sabato pomeriggio, a inondare di lacrime di pioggia i volti delle persone che sapevano di gioia ma anche di tristezza. E allora stentavi di capire quale emozione fosse più forte, talmente non avevi tempo di considerare il momento della premiazione come fatto di orgoglio juventino, che già alla visione del numero 1 bianconero che si stringeva in lacrime ai suoi tifosi, era capace di immalinconirti facendo sgorgare dagli occhi quelle lacrime che sanno di addio. Sì, perché tutto ciò che finisce ha sempre l’amaro gusto di un momento che è già il ricordo del passato recente che è ancora vivo dentro te, e quasi non hai voglia di essere distratto da quei momenti di euforia che nascono spontanei a seguito della conquista di uno scudetto che, a detta di tanti juventini, è tra i più belli della storia della Juventus. E così, in quello <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Stadium stracolmo fino all’inverosimile, la testa dei tifosi si è rivolta principalmente al suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>. Troppo grande la voglia di abbracciarlo fisicamente per ringraziarlo dopo 17 anni di onorata carriera dedicata alla Vecchia Signora d’Italia. E il numero 1 non si è mai tirato indietro, non si è mai risparmiato nell’abbracciare uno per uno quel bagno di folla che lo ha stretto a sé, baciato, abbracciato, quasi stritolato di affetto, approfittando della grande disponibilità e dell’immenso cuore di quel Gigi, portiere campione, capitano carismatico e insostituibile uomo spogliatoio. Un film di 17 anni che scorreva nella mente dei tifosi juventini presenti allo Stadium, distraendoli per lunghi attimi dalla gioia dei festeggiamenti dello scudetto conquistato. Non è stata solo una Standing Ovation qualsiasi che sa di sola gratitudine, ma è stato il desiderio del popolo bianconero che ha voluto tributare al suo portiere qualcosa di diverso, di più forte, sincero, passionale e meno forzatamente celebrativo. Emozioni incredibili che ti lasciano senza fiato e che sono capaci di farti perdere il filo conduttore della tua presenza in quel luogo chiamato Stadium, che per tanti tifosi della Juve è ormai diventata la seconda casa. Un palcoscenico in cui ti senti protagonista assieme ai calciatori. E’ davvero un mistero questo stadio della Juventus, così capace di momenti palpitanti che ti trascinano verso una voglia di calcio che si contrappone al desidero di vivere un paio d’ore assieme ai tuoi idoli che vedi da vicino, che quasi puoi toccare e sentirne i palpiti che si tramutano in sentimenti che sanno di sport ma anche di vita. Quel 19 maggio 2018, dunque, sarà una data da ricordare non solo perché la Juventus ha scritto una pagina indelebile nel suo già ricco albo prestigioso di vittorie, ma anche perché abbiamo visto donne, uomini, vecchi e bambini che hanno pianto per l’addio di un campione immenso che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">GIANLUIGI BUFFON.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711l'addio-dei-tifosi-a-buffon.jpgSiNil-romanzo-dello-stadium-catino-di-tante-emozioni-1013431.htmSi100451001,02,03030203
101013430NewsCampionatiL’umano che va oltre la professione e il denaro20180518192439L`addio del giocatore del Ghana alla Juve e i pensieri del Pipita che stava per lasciare il calcio. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Asamoah e Higuain aprono i loro sentimenti </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Siamo a fine campionato e alla Juventus, come in tutte le altre squadre, si tirano le somme di un anno di calcio. C’è chi è contento, chi è deluso e chi sogna la rivincita nel prossimo campionato. Ma in tutta questa molteplicità di pensieri ci sono anche i risvolti umani che fanno capo agli addii, ai momenti che sono più importanti dell’esaltazione di un gol. E così scopri situazioni personali che durante l’anno calcistico non hai avuto modo di approfondire per la fretta di focalizzare l’agonismo calcistico, che resta pur sempre il fulcro dell’interesse mediatico. Ma adesso che i giochi sono fatti e i sentimenti del mondo del pallone si svelano più forti dei veleni, dell’odio sportivo, delle ruggini rancorose e dell’antagonismo tra questa e l’altra squadra, ecco che ti accorgi quanto questo mondo apparentemente superficiale nasconda delle profondità umane che l’euforia di un gol segnato quasi sempre nasconde. Dopo il commiato di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> dalla Juventus, anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah </b>dà l’addio alla Juve per passare all’Inter. In una lunga e accorata lettera ai compagni di squadra, alla società e soprattutto ai tifosi, il giocatore del Ghana ha spiegato perché ha rifiutato il rinnovo con la Juve preferendo un contratto triennale con l’Inter. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Nonostante mi abbia offerto un nuovo contratto”</b>- scrive Asamoah <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">–“seppur con grande rispetto per il club Juventus e per tutti voi, ho scelto di intraprendere una nuova avventura altrove nell’interesse della mia famiglia. Non potrò mai ringraziare abbastanza i dirigenti che mi hanno portato qui dall’Udinese e cambiato positivamente la mia vita. Il supporto ricevuto dai tifosi anche durante gli infortuni è stato incredibile. Provo un sentimento profondo per questo club, al quale sarò sempre grato per tutto l’affetto dimostratomi”. </b>C’è poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gonzalo Higuain</b> che non lascia la Juventus, ma dichiara pubblicamente che stava per lasciare il calcio quando sua madre si era ammalata. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“E’ stata una cosa terribile”</b> - dice il Pipita – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“volevo smettere di giocare, poi mia madre stessa mi ha dato la forza di continuare. </b>E intanto l’attaccante<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>argentino riflette sul mondo del calcio in genere:<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “Quando lasci il calcio è importante circondarsi di persone che ti vogliono bene e per fortuna ho delle persone a mio fianco. Sono loro che ti accompagneranno per tutta la vita, perché quando smetti di giocare a calcio non servi più. A chi mi contesta di non essere mai decisivo nelle finali, dico che dimenticano i 300 gol che ho</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fatto”</b>. Poi, parlando del Napoli dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“L’odio che è nato nei miei confronti quando sono andato via è amore. Non ho fatto male a nessuno, ho preso solo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">una decisione che credevo fosse la migliore per me e la mia famiglia e non l’hanno presa</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">bene”.</b> Storie di vita che mettono a nudo il profondo dell’anima anche dei calciatori più forti, più ricchi di denaro e di popolarità, ma spesso fragili dinnanzi a un mondo del pallone che tanto ti dà ma che su tanto altro ti fa pensare e ricredere. Una cosa è certa, anche nel rettangolo verde ci sono persone che vanno oltre ogni cosa. Anche di un gol fatto o subito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711asamoah-juventus-napoli.jpgSiNl-umano-che-va-oltre-la-professione-e-il-denaro-1013430.htmSi100451001,02,03030219
111013429NewsCampionatiBuffon, addio alla Juve ma non al calcio giocato20180517164652Un saluto colmo di riconoscenza.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>17 come gli anni che è rimasto alla Juventus. 17 come il giorno in cui ha annunciato ufficialmente il suo addio alla Vecchia Signora. Davvero strana coincidenza del destino. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> si è presentato alla conferenza stampa per il suo commiato, nella sala dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium </b>assieme al Presidente<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Andrea Agnelli.</b> Non smetterà con il calcio, ma ha detto che sta vagliando alcune proposte interessanti e che deciderà il da farsi durante la prossima settimana. Elegante, sicuro come sempre e con una emozione per nulla nascosta davanti al gran numero di giornalisti accorsi per l’occasione, il numero uno bianconero ha messo in evidenza il suo spessore umano, che si percepisce sempre da certi concetti sviluppati con l’intelligenza che si manifesta attraverso l’umiltà d’animo. Sabato prossimo nell’ultima partita di campionato contro il Verona, non ci sarà solo la festa dello scudetto ma sarà anche il giorno dell’addio ai tifosi bianconeri. Una giornata dal sapore dolce amaro che si interseca ai ricordi di un campione di alti valori umani e sportivi, il cui merito è quello di avere incarnato il significato profondo del vero capitano. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per me è una giornata particolare, ricca di emozioni, ma ci arrivo con tanta serenità, felicità e appagamento. Sentimenti che sono figli di un percorso straordinario e bellissimo, che ho avuto la fortuna di condividere con tante persone che mi hanno voluto bene. Per questo bene ho lottato e cercato di fare del mio meglio”.</b> Parole chiare di un personaggio che vive di sentimenti capaci di sfociare in emozioni empaticamente condivise da tantissime persone. E’ il destino dei personaggi come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che emanano il senso del rispetto per i compagni ma anche per l’avversario di turno. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le sue parate e anche gli abbracci e i baci che Gigi elargisce sempre ad inizio e fine partita. Comunque sia stato il risultato, sempre lì a complimentarsi con l’avversario, ad abbracciarlo e rincuorarlo se ha perso. Una signorilità innata che è prerogativa di pochi campioni al mondo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> nonostante i suoi 40 anni e i suoi trascorsi da numero uno al mondo, è rimasto sostanzialmente un ragazzo semplice, educato, rispettoso dei suoi tifosi, dei media e di coloro i quali incontra nel suo percorso di calciatore e di uomo. Ma non ha ancora voglia di smettere di giocare a calcio ad alti livelli: l’ha detto a chiari lettere. Non ha specificato dove andrà a giocare, sicuramente, ha detto, continuerà in un campionato di alto prestigio. Questo ci fa dedurre che l’ormai ex capitano della Juventus si accaserà sicuramente in una grande squadra che lotta per la Champions. Le richieste, (così ha detto), sono interessanti e le sta valutando con attenzione. Ma la Juve se l’è cucita addosso e quando smetterà la carriera, se la Vecchia Signora lo vorrà ancora nell’ambito della società, sarà ben lieto di ritornare a far parte di quella che lui ritiene una famiglia. A questo proposito <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> ha aggiunto che se Gigi vorrà, troverà aperte le porte di casa Juventus magari in un posto dirigenziale: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Qualsiasi ruolo nell’azienda Juventus</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">passa da un’attenta formazione”</b> – dice il presidente – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“questo è quello che gli ho</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">prospettato”.</b> E intanto gli occhi di Gigi si fanno sempre più lucidi di commozione per tutti questi motivi di grande ammirazione. Poi tocca l’argomento della Nazionale e dell’interessamento della Figc o Fifa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sentire di certi interessamenti mi inorgoglisce, ma devo essere pronto a farlo nel migliore dei modi perché sento forte il senso di responsabilità”.</b> E la Nazionale? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non vestirò la maglia azzurra nella sfida con l’Olanda. L’Italia ha giovani interessanti nel mio ruolo ed è giusto che facciano le loro esperienze”.</b> Infine si è toccato l’argomento del post gara di Madrid e la possibile squalifica: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Penso che sia anche giusta, non per quanto fatto in campo, visto che ancora oggi non ho capito l’espulsione, ma per ciò che ho esternato fuori. Ho trasceso e sono molto dispiaciuto”.</b> Dunque, non resta che girare l’ultima pagina dei 17 anni vissuti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> alla Juve. Sarà sabato prossimo nel suo stadio, tra la sua gente, tra i suoi compagni di squadra che festeggeranno assieme a lui il 7mo scudetto consecutivo in un forte abbraccio dai tanti significati. Dall’innamoramento all’amore per una Juve che 17 anni fa l’ha preso come talento straordinario, l’ha formato come uomo e oggi si separa dopo averlo consacrato campione vero. E’ la vita che ci insegna che nulla è per sempre e che a un certo punto dirsi addio può voler significare un atto di amore ancor più profondo. Questo è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>, un pallone da agguantare, grande esplosività tra i pali, tanto coraggio e soprattutto esemplare comportamento in campo e fuori. Lui, la storia della sua Juventus l’ha scritta in buona parte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-gigi-buffon.jpgSiNbuffon-addio-alla-juve-ma-non-al-calcio-giocato-1013429.htmSi100451001,02,03030235
121013426NewsCoppeTim Cup: la Juve vince per la quarta volta di fila20180510002541La juve supera per 4-0 ilMilan e si aggiudica la Tim Cup 2018La Coppa Italia 2017/2018 va alla Juventus , che vince per 4 a 0 contro il Milan.<span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Con un perentorio 4 a 0 la Juventus &nbsp;si è aggiudicata la sua quarta Coppa Italia consecutiva, battendo in finale il Milan di Gattuso, che per 50’ minuti ha giocato alla pari. Poi la formazione bianconera è cresciuta e una volta sbloccata la gara con Benatia, ha dilagato e ha impallinato i rossoneri altre tre volte. Sono andati a segno Douglas Costa (su papera di Donnarumma) e ancora Benatia, abile ad approfittare di una goffa respinta del portiere milanista. Sul finire, su azione dalla bandierina, autorete di Kaljnic, che colpiva male di testa e beffava Donnarumma, costretto a subire la quarta marcatura. Passivo troppo pesante per il Milan, che sino al primo gol di Benatia aveva giocato bene, impensierendo Buffon in un paio di circostanze. La Juventus, che non era arrivata a questa finale nel pieno della</span><div><span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">sua forma fisica, riesce a conquistare in maniera netta la Tim Cip 2017/2018 facendo esplodere di gioia i suoi sostenitori. Adesso per i bianconeri si attende solo la certezza matematica della vittoria dello scudetto, altro traguardo che dovrebbe arrivare la prossima domenica sempre in questo stadio, dove i bianconeri renderanno visita alla Roma.</span></div>C1012317Juve-vince-40-contro-Milan-finaletimcup2018ivomesivomes219e1621-ce75-46fd-a5dc-c08a503db3fb.jpgSiNcoppa italia-1013426.htmSi100075401,02,03010228
131013425NewsCoppeTim Cup: la Juve vince per la quarta volta di fila20180510002541La juve supera per 4-0 ilMilan e si aggiudica la Tim Cup 2018La Coppa Italia 2017/2018 va alla Juventus , che vince per 4 a 0 contro il Milan.<span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Con un perentorio 4 a 0 la Juventus &nbsp;si è aggiudicata la sua quarta Coppa Italia consecutiva, battendo in finale il Milan di Gattuso, che per 50’ minuti ha giocato alla pari. Poi la formazione bianconera è cresciuta e una volta sbloccata la gara con Benatia, ha dilagato e ha impallinato i rossoneri altre tre volte. Sono andati a segno Douglas Costa (su papera di Donnarumma) e ancora Benatia, abile ad approfittare di una goffa respinta del portiere milanista. Sul finire, su azione dalla bandierina, autorete di Kaljnic, che colpiva male di testa e beffava Donnarumma, costretto a subire la quarta marcatura. Passivo troppo pesante per il Milan, che sino al primo gol di Benatia aveva giocato bene, impensierendo Buffon in un paio di circostanze. La Juventus, che non era arrivata a questa finale nel pieno della</span><div><span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">sua forma fisica, riesce a conquistare in maniera netta la Tim Cip 2017/2018 facendo esplodere di gioia i suoi sostenitori. Adesso per i bianconeri si attende solo la certezza matematica della vittoria dello scudetto, altro traguardo che dovrebbe arrivare la prossima domenica sempre in questo stadio, dove i bianconeri renderanno visita alla Roma.</span></div>C1012317Juve-vince-40-contro-Milan-finaletimcup2018ivomesivomes219e1621-ce75-46fd-a5dc-c08a503db3fb.jpgSiNcoppa italia-1013425.htmSi100075401,02,03010250
141013406NewsCampionatiPietro Anastasi, “Ma com’è amaro il calcio in certe situazioni”20180412201994La Juventus nel cuore, tra ricordi e analisi di oggi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”.</b> Così scriveva <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandro Baricco</b>, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e noto esponente della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha rappresentato attraverso il calcio un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania, per passare al Varese e poi percorrere la strada del suo destino glorioso con la Juventus, si è legata all’avvocato Agnelli e soprattutto a Giampiero Boniperti, il quale l’ha subito accolto a braccia aperte come fosse un figlio. Pietro Anastasi ha compiuto da poco 70 anni, ma segue sempre la sua Juve come fosse un tifoso qualunque; retaggio di una passione antica per la Vecchia Signora che si è incarnata in lui fin da piccolo, prima ancora che il destino gli affidasse quella maglia numero 9 a strisce bianconere che gli appartenne per molti anni. La sua casa di Varese è tappezzata di ricordi indelebili che parlano di un passato bianconero che si è alternato alla maglia azzurra e a quella nazionale che fu campione d’Europa a Roma, grazie anche a un suo indimenticabile gol in mezza rovesciata contro la Jugoslavia. Frammenti e bagliori di un calcio d’altri tempi, che romanticamente ci pongono davanti al tempo che è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>fuggito via inesorabile, ma che ci fa riflettere anche tecnicamente come il pallone e gli uomini che gli gravitano attorno sono cambiati profondamente. Ma con Pietro Anastasi preferiamo parlare di oggi, perché è quello che interessa maggiormente ai tifosi e a tutto il mondo Juve. Del Campionato, di Allegri, dei calciatori a sua disposizione, ma soprattutto della Champions. Già, della Champions! E non è un caso che abbiamo voluto ascoltare il parere di Anastasi a tarda sera, proprio sul finire delle fasi concitate della partita di ritorno contro il Real Madrid. Una grande delusione provocata da un arbitro incapace, che elimina in extremis una Juventus in vantaggio di 3 gol a 0 e pronta a fare i tempi supplementari. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Juve, purtroppo, nonostante una prestazione epica non è riuscita nell’impresa di raggiungere le semifinali di Champions. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fa male uscire di scena in questa maniera, perché in base a ciò che si è visto chiaramente in campo, la Juve meritava di giocare i tempi supplementari. Il rigore dato all’ultimo minuto non c’era assolutamente, per me l’arbitro non ha dimostrato carattere e capacità professionale. E’ amara questa eliminazione, soprattutto in virtù del fatto che la Juve ha saputo riscattare in maniera eccelsa la brutta prestazione dell’andata. Allegri non ha fatto cambi, perché la squadra stava facendo bene e sarebbe stato rischioso apportare modifiche in alcune zone del campo che avrebbero potuto peggiorare la situazione. Per me, l’unico neo è stato Higuain che ha giocato male e non è stato in grado di incidere sulla partita. Per il resto nulla da dire. Adesso facciamo il tifo per la Roma che è l’unica italiana rimasta. Ma com’è amaro il calcio in certe situazioni.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pietro, ma che idea ti sei fatto di questa Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve lascia un po’ a desiderare come gioco, ma è sempre lì a vincere scudetti e coppe in maniera essenziale. D’altra parte, la storia del calcio ci insegna a ricordare sempre chi vince e non come si vince. Se hai giocato bene o male nessuno lo ricorda, ma se hai vinto o perso resta sempre in mente a tutti.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non pensi che per competere maggiormente in Europa, alla Juve<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>manchino due Top Player?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Diciamo che sarebbe meglio alzare di più l’asticella per giocarcela meglio con il Real Madrid, il Barcellona e il Bayern Monaco. La squadra è forte dei suoi campioni già in rosa, tuttavia, ritengo che bisognerebbe fare ancora un piccolo sforzo per renderla ancora più competitiva in Europa.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di Max Allegri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso tutto il bene possibile, perché tutti i cambi che fa sono sempre azzeccati. Magari sbaglia qualche volta nel mettere in campo la formazione giusta, ma poi si ravvede subito a partita in corso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Allora sei d’accordo con lui, quando dice di far danni ma poi li ripara?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, è la sua caratteristica.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dell’attuale rosa della Juve, quali giocatori devono essere sostituiti per avere maggiori chance in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che si debba partire dalla difesa, perché adesso con Barzagli e Chiellini è diventata troppo vecchia. La fase di rinnovamento è necessaria e sono sicuro che i giovani presi dall’Atalanta faranno subito bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te Buffon giocherà ancora un anno, oppure chiuderà definitivamente la sua splendida carriera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A parte l’espulsione di stasera, avvenuta durante le ultime fasi concitate della partita, Gigi ha ancora tanta voglia di giocare. Certamente a 40 anni, sostenere il peso di un calcio ad alti livelli comincia a essere pesante. Tuttavia, ritengo che nonostante qualcuno cominci a lamentarsi di lui, Buffon resta ancora una garanzia tra i pali. Una cosa è certa, se continua a giocare nella Juventus deve fare il titolare e non la riserva di qualcuno. Sono scelte da ponderare attentamente, sia da parte sua che dalla società.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pietro, mi sai dire perché Allegri ha quasi messo da parte Marchisio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che Marchisio non abbia recuperato al 100% la sua condizione fisica. Non c’è altra spiegazione per un giocatore che se sta bene deve giocare assolutamente titolare nel centrocampo della Juve.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando invece di scudetto, pensi che si deciderà nella partita contro il Napoli?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che potrebbe decidersi addirittura domenica prossima, perché se la Juve vince contro la Sampdoria e il Napoli pareggia a Milano contro il Milan, i sei punti di differenza a sei giornate dalla fine del campionato, sarebbero sufficienti ai bianconeri per vincere lo scudetto.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, nonostante le fatiche accumulate dal match di Champions contro il Real Madrid, confidi in una vittoria della Juve contro la Sampdoria?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non sarà semplice, anche perché mi sovviene che la prima partita che abbiamo perso in campionato è stata proprio contro la Sampdoria. La squadra di Gianpaolo è temibile per la sua qualità di gioco, ma come ti ho detto pocanzi, penso che la Juve vincendo in questo turno di campionato abbia la possibilità di allungare il suo vantaggio sul Napoli.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-ma-com-e-amaro-il-calcio-in-certe-situazioni-1013406.htmSi100451001,02,03030204
151013388NewsCoppeLa Juve entra nei quarti di finale di Champions. Ma quanta fatica!20180308190837Allo Stadio Wembley, una storica impresa della Juventus. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Contro l’inefficienza dell’arbitro, contro il dannato destino che la vuole sempre bocciata dalla Champions League, contro certe malefatte poi riparate in corso d’opera da Max Allegri, la Juventus soffre, barcolla, ma non cade. E’ un po’ la sintesi di una serata di Champions che per la Vecchia Signora si presentava difficile non solo per il risultato sibillino ottenuto nella partita d’andata, ma anche per i tanti giocatori infortunati. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi</b>, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi, Dybala e Higuain</b> in chiara carenza di forma, la Juventus pur essendo stata penalizzata da un evidentissimo rigore a suo favore non dato dall’arbitro, ha praticamente condotto un primo tempo in cui non ha fatto neanche un tiro in porta facilitando il dilagare <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>degli inglesi a centrocampo, i quali apparivano come vere e proprie furie capaci di arrivare sempre primi sul pallone e produrre un pressing asfissiante. Così i bianconeri sono stati letteralmente presi d’assalto da un Tottenham, in cui l’irrefrenabile esterno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Son </b>ha fatto soffrire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e l’intera difesa della Juventus. Questa marcatura è stata una macroscopica topica di Max Allegri, che non ha previsto l’inadeguatezza di passo da parte di un Barzagli incapace di contrastare la fonte del gioco avversario. A centrocampo anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dembele, Dier</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eriksen e Kane</b> hanno spinto come dannati, consapevoli di una Juventus impotente e mal sistemata in campo. E così al 39’ il sudcoreano Son ha portato in vantaggio il Tottenham, grazie a un tiro svirgolato in area di rigore che si è infilato in maniera beffarda, ingannando un Buffon che nell’occasione non è apparso completamente indenne da colpe. La reazione della Juve è molto blanda e si è concretizzata soltanto con un tiro a lato di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pjanic </b>e un colpo di testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che non ha impensierierito nessuno. Nel primo quarto d’ora della ripresa il copione non muta, tanto è vero che il Tottenham ha attaccato in maniera furibonda per chiudere la partita. Poi la svolta del match. In panchina si è accesa una luminosa lampadina sulla fronte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b>, il quale decide di inserire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b>, alzando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> a centrocampo e inserendo un minuto dopo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner </b>al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia.</b> Detto fatto, e la Juve è subito sembrata un’altra squadra. Lo svizzero ha subito preso in consegna Son annullandolo, ma soprattutto ha dato vigoria in fase d’attacco, portando palloni invitanti per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala.</b> Anche sulla fascia sinistra si è vista una grande propensione all’attacco da parte di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> che ha difeso con attenzione e ha anche saltato avversari come fossero birilli. Così, su uno dei tanti cross effettuati da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner</b>, al 19’ il Pipita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> pareggia con una zampata sferrata nell’area piccola della difesa del Tottenham. Adesso la Juve ci crede e appare più tonica, decisa e con la voglia di ribaltare un risultato che così restando l’avrebbe eliminata. Così al 22’ Dybala, su un magistrale suggerimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> che taglia in profondità tutta la difesa avversaria, si invola verso la porta difesa da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lloris </b>e lo batte con la freddezza di un vero campione. Il resto è sofferenza pura fino alla fine. Una sofferenza che adesso ci sta, diventa quasi logica perché è diversa da quella sofferta dalla Juve per 60 minuti in maniera assolutamente sterile. E persino il brivido di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini </b>che anticipa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kane</b> rischiando un colossale autogol e il colpo di testa ancora di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kane</b>, la cui palla colpisce il palo, danza pericolosamente sulla linea di porta e viene respinta da Barzagli, pur provocando situazioni da infarto non modificano l’essenza di una partita in cui la Juventus, suo malgrado, ha dimostrato due facce. Alla fine Max Allegri l’ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il merito è dei ragazzi</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">io sono molto orgoglioso di allenarli anche se qualche volta faccio danni e poi li</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">riparo”</b>. La Juve, dunque, va ai quarti e prosegue il suo cammino nelle tre competizioni di Champions,Campionato e Coppa Italia. Questo non è puramente un dettaglio da sottovalutare, soprattutto in funzione di alcuni recuperi importanti dall’infermeria. Continua la grande storia scritta dal calcio italiano nello stadio di Wembley. La Juventus ha superato una impresa davvero difficile, resa ancor più faticosa dalle farneticanti scelte iniziali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Londra Stadio Wembleyfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-entra-nei-quarti-di-finale-di-champions-ma-quanta-fatica-1013388.htmSi100451001,02,03030237
161013387NewsEditorialeIl mondo del calcio dà l’ultimo saluto a Davide Astori20180308171928Ecco i momenti di vita in cui ogni cosa si ferma<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che cos’è la vita. Che cos’è la morte. E che cos’è il calcio, capace di racchiudere sentimenti così profondi, controversi e al contempo uguali. Già, da quanti pensieri sono stato assalito durante i funerali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>. Pensare alla sua incredibile morte fa male. E Firenze gli ha dato l’ultimo saluto in una piazza gremita di persone, proprio davanti alla Basilica di Santa Croce in cui si sono svolti i funerali. Oltre diecimila persone con striscioni, bandiere, sciarpe e immagini con il volto di Davide, con fare composto si sono radunati in un silenzio rispettoso, commosso e assordante. Intanto il sindaco di Firenze ha proclamato il lutto cittadino che si prolungherà per tutta la giornata odierna, mentre i personaggi del mondo del calcio che entravano mestamente in chiesa si sono stretti in un unico abbraccio. Tutti, indistintamente. Perché ci sono momenti nella vita in cui certi antagonismi costruiti su basi di antiche ruggini non hanno motivo di esistere. E men che meno nel calcio, in cui lo scontro fisico, la smania di vincere per la supremazia tecnica, il prestigio e l’interesse economico, talora diventano accecanti e fanno perdere il sapore principe del senso del rispetto dell’altrui colore sportivo. Ed è stato bello vedere la riunione di tutte le bandiere, di tutti i giocatori, di tanti dirigenti che spesso usano toni al di sopra del dovuto e si perdono in spicciole polemiche da cortile. Ma oggi no, davanti alla morte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>, al suo ricordo e a ciò che ha saputo lasciare come preziosa eredità di stile e corretto comportamento, qualsiasi segno di inimicizia sarebbe stata stonata e fuori luogo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea e Diego Della Valle</b>, e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totti, Nainggolan, Florenzi, Spalletti,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero, Vecino, Pirlo e Marco Van Basten</b>, si sono associati alle delegazioni del Milan,del Napoli, della Spal,del Genoa, della Sampdoria,dell’Ascoli, della Cremonese. Ma soprattutto mi hanno fatto pensare positivamente gli scroscianti applausi dedicati alla Juventus, allorquando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri, Landucci, Barzagli, Chiellini, De Sciglio e Buffon</b> sono entrati mestamente in chiesa. Poche ore di sonno per i ragazzi della Juve che con un aereo privato sono partiti da Londra per essere puntuali all’ultimo saluto di Astori, amico e per molti anche compagno di Nazionale. Ciascuno con la sua storia, con il suo bagaglio di esperienze fatte sul campo e nella vita privata, che pur si riflettono sul carattere e il proprio modo d’essere, ma che si concretizzano univocamente nella voglia di sentirsi uniti. La vita spezzata di Davide che è stata interrotta sul più bello da un destino beffardo, non fa altro che farci sentire partecipi all’unisono. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiorentini, juventini, interisti, milanisti, torinisti, laziali,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">romanisti, napoletani</b> e tutti gli amanti passionali del calcio giocato, hanno dato prova di maturità e di grandi sentimenti di partecipazione. Sì, perché la vita è unica e quando si perde in questo modo assurdo e in così giovane età, ogni cosa non ha più senso, neanche l’odio pallonaro. E intanto quella vita che fu di Davide Astori continua il suo incedere per chi resta e per chi da questa terribile storia ne ha ricavato momenti di saggezza e lunghi attimi di riflessione. Il calcio è vita, e come tale deve continuare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“The Show Must Go On”</b> – “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lo spettacolo deve andare avanti” -</b> non si può fermare, perché adesso la vita e il calcio continueranno a far parlare di sé per i suoi fatti e misfatti. Essere cronisti vuol dire anche non distrarsi mai e restare ancorati sul pezzo. Io, in questa occasione l’ho fatto, proprio nel momento in cui mi si richiede l’analisi sulla partita di Champions Tottenham Juventus che scriverò subito dopo. Ma davanti all’ultimo saluto a Davide Astori, alla sua storia, alla cronaca di una giornata di lutto per il mondo del calcio, nient’altro poteva avere precedenza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenzefl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNil-mondo-del-calcio-da-l-ultimo-saluto-a-davide-astori-1013387.htmSi100451001,02,03030212
171013369NewsCoppeCoppa Italia, Atalanta – Juventus oltre la nebbia.20180131192046La Juventus batte l`Atalanta in Coppa Italia, in attesa della partita di ritorno.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo criticato la Juve vista contro il Genoa e a Verona contro il Chievo. Ma la Vecchia Signora ci ha prontamente smentito sfoderando una partita maiuscola in Coppa Italia. Di questi tempi giocare contro l’Atalanta non è facile per nessuno, eppure la Juventus supportata dalla suprema prestazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> ha vinto ritrovando il gioco e quel giro palla veloce che è capace di sfiancare l’avversario. E neanche la fitta coltre di nebbia che ha avvolto lo Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo in una serata carica di umidità, è stata in grado di scoraggiare i contendenti in campo che si sono affrontati in una importante partita di semifinale. Higuain è apparso tonico e in salute, con il pregio di un continuo movimento che gli fa segnare il gol della vittoria, ma anche di offrire raffinati suggerimenti in attacco dopo aver conquistato palla a centrocampo. E’ stato sicuramente il miglior Higuain visto in stagione, segno che l’argentino si sta preparando bene per gli impegni della Juventus, ma anche in funzione dei prossimi mondiali di calcio cui tiene particolarmente. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che ha parato un rigore a Papu Gomez e poi sfoderato alcune parate del suo repertorio, che hanno salvato la porta della Juventus da un eventuale pareggio degli orobici. Nel primo tempo si è vista una sola squadra: la Juventus, che ha saputo pressare alto riducendo al minimo la fonte di gioco dei padroni di casa i quali, sorpresi dalla vitalità dei bianconeri che hanno subito fatto gol al 3’ con il pipita, hanno poi sbagliato il rigore battuto da Gomez per merito di un Gigi Buffon in stato di grazia. Nel secondo tempo la squadra di Gasperini si è organizzata meglio e a tratti si è rivista la squadra pimpante e ostica che già conosciamo, anche se soltanto nel finale ha saputo realmente impensierire Buffon che si è superato respingendo un tiro gol in una furibonda mischia in area di rigore. Dunque, la Juventus si è aggiudicata la prima semifinale di Coppa Italia e in attesa della partita di ritorno che si giocherà a Torino il 28 febbraio, può dire di aver ritrovato l’armonia di gioco che si è materializzata nella fluidità di verticalizzazioni e di passaggi precisi che hanno messo in crisi gli avversari. E’ una Juventus che per certi aspetti ci ha meravigliato positivamente, anche per l’attenzione e la qualità nel sapersi disporre bene in fase di non possesso palla. Ottimo Khedira (anche lui ha ritrovato il passo giusto) Pjanic (infaticabile in fase di regia e di interdizione) Matuidi (un furetto che non s’arrende mai, se prima non carpisce la palla all’avversario) e poi il solito Mario Mandzukic un po’ affaticato, poco appariscente, ma sempre pronto a dare una mano in difesa, a centrocampo e in attacco. E’ l’uomo inventato da Max Allegri, al quale dobbiamo dare atto di avere costruito un calciatore polivalente che da ex centravanti puro è diventato centrocampista, difensore e anche attaccante che funge da spartiacque per l’inserimento dei centrocampisti. Insomma, ci sembra di poter dire che la Juve è ritornata ad essere la Vecchia Signora che tutti conosciamo, forse poco bella (se non a tratti) ma sicuramente cinica nella sostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNcoppa-italia-atalanta-juventus-oltre-la-nebbia-1013369.htmSi100451001,02,03030207
181013366NewsEditorialeDi Palma l’aveva detto: “Questo ragazzo diventerà un campione”20180127180776Gigi Buffon compie 40anni.Una splendida carriera coronata da tanti successi che hanno saputo mettere in evidenza anche una persona speciale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Erano gli anni in cui <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nevio Scala</b> era l’allenatore del Parma e, consigliato dal preparatore dei portieri <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Di Palma</b>, decise di far esordire un ragazzino di 17 anni dal nome <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>. Era il 19 novembre 1995 in cui si infortunò il titolare Bucci e Scala preferì quel ragazzino pieno di verve, al secondo portiere Nista. Parava tutto e si buttava tra i piedi dell’avversario senza nessuna paura. Era forse l’incoscienza dovuta alla sua età, in cui i sogni sono sempre più forti di qualsiasi altro pensiero frenante della propria esuberanza. Comincia così la splendida carriera di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>, un uomo e un campione vero che oggi compie 40 anni. La maglia celebrativa è già pronta, anche se in edizione limitata, così come accade per quelle grandi ricorrenze che segnano un percorso di vita umana e professionale che è da esempio. Sì, perché questo numero 1 amato da tutti, si distingue per l’abilità di parare, ma soprattutto per i sentimenti forti che in maniera trasversale si manifestano attraverso la sua grinta, la determinazione, la forza carismatica da grande condottiero della Juventus e anche della Nazionale. Lui ha sempre messo la faccia davanti a tutto e a tutti, senza risparmiarsi mai, anche quando avrebbe potuto farlo. E’ il coraggio che non gli manca mai e che lo rende simpatico a tutti, anche quando davanti alle telecamere ha dimostrato senza pudore tutta la sua fragilità manifestata attraverso le lacrime di delusione per la mancata partecipazione della Nazionale ai prossimi mondiali di calcio. Ecco, quell’immagine è rimasta scolpita nel cuore di milioni di italiani, di sportivi, di tifosi juventini e anche di chi non ha nulla da spartire con il tifo bianconero, ma che apprezzano ugualmente l’uomo capace di essere anche il miglior numero 1 al mondo. Tutti sanno che se il pallone d’oro fosse assegnato anche ai portieri e ai difensori, oltre gli attaccanti, Gigi Buffon ne avrebbe conquistato sicuramente più di uno. Sono 40anni di ricordi indelebili che hanno segnato l’integrità di un atleta che ha fatto una parte di storia del calcio italiano, scrivendo pagine mai ingiallite dal tempo e che sono racconti di vita vera legata a uno sport spesso messo in cattiva luce per gli esorbitanti e stratosferici guadagni. Ma l’entusiasmo e la voglia di continuare per raggiungere ancora altri traguardi, non mancano di certo a Gigi Buffon. Lui non è ancora stanco di questa sua lunga e gloriosa carriera da capitano e medita ancora di rincorrere quell’unico trofeo che manca ancora alla sua carriera. E oggi quelle 40 candeline accese sulla torta augurale, illuminano il suo percorso di campione che non si è mai risparmiato, ed ha sempre agito con rispetto verso chi ha creduto in lui, proprio come quando la Juventus fu relegata in Serie B e Gigi fu tra i pochi a non abbandonarla. Avrebbe potuto farlo, non gli mancavano certamente le richieste, ma egli volle restare per un senso di giustizia e di riconoscenza verso la sua Juventus, che ha subito saputo risalire la china e ritornare, grazie anche a lui, a quel posto che gli compete. Dunque, è davvero doveroso anche da parte nostra celebrare un vero fenomeno del nostro calcio, che apprezziamo per tutto ciò che ha saputo dare in carriera. Certo, è ormai lontano quel giorno in cui esordì a soli 17 anni in Serie A con il Parma, ma oggi comincia l’altra vita fatta ancora per poco di grandi parate, e chissà….. magari anche da futuro manager di quel pallone che ha sempre afferrato come fosse il destino della sua vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-gigi-buffon.jpgSiNdi-palma-l-aveva-detto:-questo-ragazzo-diventera-un-campione-1013366.htmSi100451001,02,03030177
191013349NewsCampionatiGigio Donnarumma. Il caso.20171213171663Il giovane portiere del Milan, coinvolto in una telenovela senza fine.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chissà se questo ragazzone di 18 anni ricorderà tra qualche anno tutto quello che sta vivendo nella sua giovane età. Il tempo passa in fretta, ma non sempre cancella tutto. Così è possibile che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigio Donnarumma</b> portiere di professione, quando avrà 60 o 70 anni penserà a questo periodo della sua vita con un lato malinconico, per non aver goduto la serenità della sua giovinezza. Già, la sua giovinezza. Chi pensa superficialmente&nbsp;che la ricchezza derivante dai suoi lauti contratti e la popolarità che ha acquisito in così breve tempo siano davvero tutto,&nbsp;forse sbaglia. Senza neanche accorgersene è pure diventato l'erede naturale di quel mostro sacro che è Gigi Buffon. Incredibile ma vero. Eppure, questo&nbsp;è il duro prezzo di un mondo che ti coinvolge l’anima e ti prende&nbsp;mentre sei&nbsp;in balìa degli altri, quasi non fossi più tu a decidere della tua vita. Un’età che matura troppo in fretta ti fa perdere il sapore principe di quel gusto che sa di spensieratezza, di freschezza giovanile, di quel fare le cose con entusiasmo e con un pizzico di irresponsabilità che è tipica della gioia di vivere i tuoi 18 anni, in cui sbagliare significa anche imparare, fare esperienze di vita e riflettere in un processo di maturazione che ti aiuterà a conoscere sempre più il bene e il male attraverso la conoscenza di te stesso e degli altri. E’ la legge della vita che ci portiamo dentro fin da quando nasciamo e cresciamo nell’intento di sapere chi siamo e cosa vogliamo. Ma Gigio Donnarumma, preso com’è da pressioni esterne per firmare contratti da nababbo e da un procuratore che ne sfrutta l’immagine e l’abilità di portiere con l’esigenza di arricchirsi sempre di più, non è più padrone di se stesso. E’ il prezzo alto che devi pagare e che non tiene conto dei tuoi 18 anni, di cosa pensi, di cosa sei e se tutte queste cose potranno bruciare il tuo essere ragazzo, studente che ha pure rimandato di acquisire la maturità scolastica per mancanza di tempo e anche di voglia, così affievolita dall’opacità di momenti che non ti fanno dormire neanche la notte. E mentre lui e il suo Milan cercano di uscire dal tunnel della crisi, ecco che si riparla di quel maxi rinnovo di questa estate in cui firmò un contratto con scadenza nel 2021 e un ingaggio di oltre 5 milioni di euro l’anno più bonus.&nbsp;Ma, stante a quanto sostiene Il Corriere della Sera, il talentuoso portiere al momento di apporre la&nbsp;sua firma con il club rossonero, ricevette delle presunte pressioni. Così il suo agente Mino Raiola invoca l’annullamento del contratto tramite il suo consulente legale, il quale avrebbe inviato una comunicazione al Milan in cui ci si appella alla presunta violenza morale che il ragazzo avrebbe subito. Storie di soldi, di interessi di parte, di squallidi voltafaccia che non possono confondersi con il rispetto dei valori&nbsp;di un ragazzo che paga il prezzo di una giovinezza bruciata. In fondo, dietro quella maschera di Gigione Donnarumma, quella montagna di muscoli che lo caratterizzano, quei plastici voli che fa da un palo all’altro della porta&nbsp;che l’hanno reso famoso anzitempo, si nasconde un velo malinconico di tristezza per non aver assaporato lentamente il tempo più bello della sua vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-gigio-donnarumma.jpgSiNgigio-donnarumma-il-caso-1013349.htmSi100451001,02,03030217
201013344NewsCoppeJuventus, avanti in Champions20171206161124La Juve entra negli ottavi di Champions, grazie al 2 a 0 inflitto all`Olympiacos di Atene.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Un po’ bene, un po’ benino e un po’ stiracchiata, la Juve di Champions passa agli ottavi. Non era facile in relazione a come si erano messe le cose, ma adesso in cassaforte ci sono gli introiti economici previsti dall’Uefa per chi passa il turno, mentre c’è anche la possibilità di arrivare fino in fondo. Dipende solo dalla Juventus, da Allegri, dalla sua squadra e dalla condizione con cui si arriverà a quel mese di marzo più volte citato dal mister juventino, per significare il bivio cruciale che in genere porta a vincere lo scudetto e proseguire per la finale di Champions. Vedremo. Allo stato attuale, nell’arco dei 90 minuti si evidenziano troppi errori a metà campo e in generale si evince una manovra non sempre fluida. Il gioco non sembra oleato nei meccanismi del suo insieme tra difesa centrocampo e attacco e spesso si nota il numero del singolo piuttosto che la partecipazione corale dei tanti campioni di cui dispone la Juve. E’ evidente che Allegri le sta provando tutte, cambia modulo e giocatori (mai a partita in corso) e talora tenta l’inserimento di chi inizialmente gli sembrava il doppione dell’altro. Ancor prima di Napoli, Allegri ha optato per Bernardeschi all’esterno, poi è ritornato sui suoi passi e ha rispolverato Douglas Costa che pensava essere la controfigura di Cuadrado. E così, utilizzando entrambi, lo ha sistemato proprio nel lato opposto al colombiano. I risultati sono stati soddisfacenti ma non siamo ancora all’optimum, perché Dybala continua a essere un giocatore da recuperare. Certo, un tale calciatore di così alta qualità tecnica e fantasia non si può considerare un problema per una squadra di calcio(ce ne fossero di questi problemi), tuttavia il ragazzo è da troppo tempo fuori dal coro, lontano da una squadra e da un ambiente che continua ad aspettarlo. Non è da lui fare errori tecnici da scuola calcio, sbagliare nei fondamentali di uno stop con la palla che gli tocca lo stinco e schizza via perdendo la possibilità del gol, o di qualsiasi altra manovra d’azione che potrebbe significare per la Juve un’occasione perduta. Dybala è un giocatore di fantasia che quando è in forma sbaglia pochissimo, trascina la squadra, salta gli avversari come birilli, detta l’ultimo passaggio e va in gol con facilità. L’aver fallito alcuni rigori nel recente passato, ha dato probabilmente alla squadra la sensazione che qualcosa si sia inceppato in lui. Allegri deve recuperarlo tenendolo un po’ a riposo, deve stargli vicino, deve aiutarlo a uscire fuori da questa ostinante forma ansiogena di ricercare assolutamente il gol come terapia di fine periodo di crisi. E’ troppo importante questo campione per la Juve, è un valore aggiunto cui si ha l’obbligo di recuperare perché è giovane e talentuoso. Ma non così, non in questo modo si recupera. Poi c’è il grande problema di sostituire Buffon, perché Szczesny (con tutto il rispetto) non può rappresentare la continuità. Poco sicuro, poco autoritario nel sistemare la difesa e appare anche <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>timido e lontano nell’infondere sicurezza in un ruolo che è assolutamente determinante. Già, la difesa. Su questo punto dobbiamo mettere in rilievo il grande salto di qualità che ha avuto Benatia, granitico e sicuro nell’anticipare l’avversario e andare a raccogliere di testa il pallone in area di rigore avversaria, in occasione dei calci d’angolo. E poi il centrocampo che sembra ancora doversi amalgamare. Pjanic è fragile dal punto di vista muscolare, Khedira è troppo lento in una manovra che spesso prevede velocità nei rovesciamenti di fronte. Note liete invece per Matuidi, giocatore che lascia da parte i fronzoli del calcio per essere concreto nell’andare a carpire il pallone all’avversario come se fosse un furetto. E poi Higuain,un giocatore maturo, ritrovato, intelligente nella manovra collettiva in aiuto al centrocampo e talora anche alla difesa. Ha ritrovato il piacere del gol e del passaggio in verticale per i compagni. Contro l’Olympiacos è apparso forse un po’ stanco a causa delle tossine da smaltire dopo la tensione di Napoli, tuttavia, il suo apporto alla squadra è sempre garantito anche dal punto di vista carismatico, nell’incoraggiare i compagni d’attacco a partecipare al pressing alto. E c’è anche un Bernardeschi che frulla continuamente nella testa di Allegri, ma che ancora non ha capito bene come sistemarlo nell’assetto tattico da lui voluto. Farlo entrare negli ultimi minuti non agevola un calciatore giovane e tecnicamente valido come questo ragazzo che, ricordiamolo pure, la Juventus lo ha pagato 40 milioni di euro. Dunque, c’è ancora molto da fare in questa Juve che, comunque, pur in una situazione non ottimale di gioco si trova in alto alla classifica ed è entrata negli ottavi di Champions. Scusate se è poco!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-douglas-costa.jpgSiNjuventus-avanti-in-champions-1013344.htmSi100451001,02,03030199
211013338NewsEditorialeLacrime vere e amicizie che nascono dal cuore20171122191451Risvolti umani.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono lacrime che inteneriscono e fanno male al cuore. Ma quando un campione di calcio in diretta Tv piange per una forte delusione avvenuta nel rettangolo di gioco, allora ti immedesimi e pensi che in fondo il denaro e il successo in certe circostanze sono davvero poca cosa. C’è l’umano da considerare e c’è quella fragilità di cui in certi momenti di vita non riesci neanche a celare per legittimo pudore. Le lacrime versate da Gigi Buffon dopo la tremenda delusione per l’eliminazione dell’Italia ai prossimi campionati del mondo in Russia, hanno girato il mondo sensibilizzando di fatto anche i calciatori avversari. Ricordo ancora quella notte in cui si è realizzato l’azzurro tenebra e la faccia di Gigi Buffon che in un inarrestabile pianto, tra un singulto e l’altro trasmetteva al mondo tutta la sua amarezza per un’esclusione che sapeva anche di bocciatura sociale oltreché sportiva. Ma in cuor suo c’era anche la delusione di avere chiuso la sua meravigliosa carriera in azzurro, in un modo che sa più di “tragico ricordo” che non di piacevole situazione da immortalare. Momenti di vita che ti fanno immedesimare, che ti rendono fragile e impotente perché ti piacerebbe poter fare qualcosa per aiutare il campione a rincuorarsi, mentre ti accorgi che non puoi far nulla se non assistere inerme al suo disperato pianto. E così proprio oggi abbiamo appreso che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Ivan Rakitic</span></b>, il centrocampista del Barcellona, ha dichiarato pubblicamente: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Vorrei cedere a Buffon il mio posto ai Mondiali. Lui è l’immagine del calcio, per i grandi e per i bambini. Non</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">vederlo ai Mondiali non ha senso”. </span></b>Non stiamo parlando del libro “Cuore” di deamicisiana memoria e neanche di sentimenti fatti di miele e cannella, ma di parole che vanno oltre la semplice stima che si può avere verso un campione di calcio. Questo sì che è qualcosa di speciale. E’ l’unicità di sentimenti forti capaci di entrare nell’anima senza tenere conto di nulla, se non del sentirsi intimamente partecipi di un qualcosa che addolora, che fa male e che ti abbatte quasi in maniera inconsolabile. Momenti di calcio e di vita, metafore di un quotidiano comune in un mondo fatto di persone e non di cose. Eppure chissà quante altre persone oltre Rakitic quella sera avranno pensato la stessa cosa, avranno fatto proprie quelle lacrime di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Gigi Buffon</span></b> che hanno fatto emergere l’uomo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>il calciatore e il campione quale egli è. E’ certamente un peccato non avere avuto la chance di giocare un Mondiale che per lui sarebbe stato l’ultimo della sua gloriosa carriera. Buffon ha pianto e ha messo come sempre la sua faccia anche in momenti personali come questo. Non si è mai tirato indietro, non lo ha mai fatto, così come fanno gli uomini veri. E oggi che ha sentito intorno a lui il calore dei colleghi e della gente comune, ringrazia il croato Rakitic per le sue belle parole e, scherzandoci su, dice<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">:”Giocare al tuo posto? Non è una grande idea”.</span></b> E’ fuor di dubbio che questo è stato un bel regalo per Gigi. Non era previsto questo finale di commozione che il mondo ha recepito e fatto suo, meglio sarebbe stato per Buffon un altro finale fatto di sorrisi e non di pianto. Ma l’imprevedibilità della vita spesso ci mette di fronte a certe situazioni cui neanche pensavi potessero accadere. E invece è accaduto, hai pianto, ti sei disperato, ma hai trovato grande solidarietà. Nello sport come nella vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNlacrime-vere-e-amicizie-che-nascono-dal-cuore-1013338.htmSi100451001,02,03030258
221013334NewsEditorialeTavecchio non si è dimesso20171115183451La grave situazione del nostro calcio<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>E intanto si fanno i conti sulle perdite economiche.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A mente fredda (ricordo ancora la sera della bruciante esclusione dai mondiali di calcio che mi ha fatto scrivere fino a notte inoltrata), cerco di analizzare con più lucidità i vari aspetti della bocciatura del pallone Nazionale e della sua governance. E’ certo che abbiamo toccato il fondo, di questo non ci sono dubbi di sorta, ma sulle cause più lampanti continuano a esserci gravi responsabilità che non sono imputabili a una persona da punire sulla pubblica piazza ma (cosa ancor più grave) a un sistema che è il vero responsabile delle lacrime di delusione versate da Buffon e compagni. Oggi qualcuno parla di esagerazioni, di estremizzazioni di problemi che al cospetto di altri dovrebbero passare in secondo piano. Tuttavia, resta innegabile la grave negatività provocata dalla bocciatura del pallone mondiale, che ci crea inevitabili scossoni d’immagine con ripercussioni in ambito economico, politico e anche sociale. A chi è solito vedere le cose con superficialità e comunque non con la necessaria profondità di pensiero, gli sarà sfuggito che quel pallone mai entrato nella porta degli svedesi è costato all’Italia circa 100 milioni di euro, tra sponsorizzazioni, diritti TV e premi Fifa. E’ il giro vorticoso degli introiti della partecipazione alla World Cup, che dà la dimensione di come il football delle Nazionali di calcio, è oggi un business non meno di quello dei club. In Russia ciascuna delle 32 finaliste riceverà una preparazione gratuita di 1,5 milioni di dollari, mentre le 16 squadre eliminate nella fase a gironi intascheranno comunque 8 milioni<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>di dollari ciascuna. Per le due finaliste, poi, si parla di 38 milioni di dollari per la squadra vincitrice dei mondiali e 28 per la seconda classificata. La mancata partecipazione dell’Italia alla World Cup in Russia, provoca quindi una svalutazione del brand Italia che ha effetti pesanti sul piano degli incassi da sponsor e TV. Dunque, come dicevamo pocanzi, abbiamo toccato il fondo su tutto, sia dal punto di vista sportivo che economico. Adesso ci tocca ripartire e, anche se non sarà facile, ci chiediamo come. Intanto le ultime notizie sulla riunione della F.I.G.C., ci informano che il presidente Tavecchio non ha dato le dimissioni e che c’è stata bagarre nell’ambito della discussione dei vertici federali. Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, ha lasciato anzitempo la riunione ancora in corso. Ciò pregiudica un ambiente caldo fatto di accuse reciproche e di inquietanti dilemmi sul futuro del nostro calcio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-tavecchio.jpgSiNtavecchio-non-si-e-dimesso-1013334.htmSi100451001,02,03030213
231013331NewsCoppeClamoroso, l’Italia è fuori dal Mondiale di calcio.20171114005028La tanto temuta catastrofe calcistica si è materializzata al Meazza di Milano<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Abbiamo cavalcato fino all’ultimo la speranza di farcela. Ci siamo persino illusi che non andare al mondiale fosse soltanto un brutto sogno, un incubo dal quale ci saremmo subito destati. Ma tutto è stato vano, anche l’illusione di avere una Federazione in grado di saper migliorare l’immagine calcistica dell’Italia nel mondo. A caldo potremmo dire tante cose che sfuggono certamente dal concetto basilare del risultato di una partita che è stata la summa complessiva di tantissimi errori fatti da tutto il nostro calcio. E’ certamente riduttivo trovare un capro espiatorio di questa eliminazione che brucia in maniera impietosa, perché è nel sistema calcio nazionale che bisogna andare a cercare le cause e le sue concause. In Italia ha vinto lo strapotere delle società di calcio che da troppo tempo ormai hanno oscurato l’interesse verso la Nazionale Italiana. Siamo troppo presi in questo nostro Paese pallonaro dalla passione verso la Champions, il Campionato, la Coppa Italia e gli esorbitanti interessi economici che gli gravitano attorno. Prova ne è che quando arrivano gli appuntamenti con la Nazionale di calcio, sembra quasi un disturbo che interrompe la continuità di un lavoro che interessa le società di calcio e le varie fazioni di tifosi al seguito. C’è poi il discorso dei giovani del vivaio italiano, la cui valorizzazione è sempre limitata perché va a favore degli stranieri. In questo, i vertici federali hanno le loro colpe e non sono poche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma ritornando all’analisi della partita contro la Svezia, che ha devastato i sogni dei tifosi, ha massacrato gli interessi economici del governo del nostro calcio, ha fatto sgorgare lacrime di delusione a Buffon, Barzagli, De Rossi, che ai microfoni della Rai hanno praticamente dato l’addio alla Nazionale, abbiamo visto poca Svezia e tanta confusione da stress azzurro. Una partita gestita male da Ventura, incapace di sapere leggere un match che aveva bisogno di avere idee chiare, calma e sangue freddo, mentre dal C.T. abbiamo notato solo confusione, indecisione e incapacità di prendere in pugno saldamente la situazione. E’mancato il condottiero e cioè la figura rappresentativa che potesse dare sicurezza, il faro illuminante che tutti i giocatori aspettano per sapere cosa fare in campo. Ma il C.T. Ventura, non da stasera, ha sempre dato l’impressione di non essere la persona giusta al posto giusto. Dopo la dipartita di Conte, il presidente Tavecchio e la sua Federazione hanno preferito questo tecnico che, non lo diciamo solo adesso, non ci ha mai dato l’impressione di creare una Nazionale dalle caratteristiche ben definite. Latitanza di gioco, incertezza di moduli tattici continuamente cambiati nel tentativo di definire un gioco, una personalità, un’identità di Nazionale vera che non c’è mai stata. La sensazione è stata sempre di una squadra insicura proprio nell’anno del mondiale, in cui si dovevano avere le idee chiare e non limitate a un’esile speranza di farcela. La Federazione ha le sue colpe e sono principalmente legate al fatto di non aver percepito in tempo il pericolo di non andare ai Mondiali di Russia. Non ci sarebbe stato nulla di male nel ravvedere il mandato tecnico, cambiando in corsa un C.T. in chiara difficoltà nel costruire qualcosa d’importante nel Club Italia. Adesso la frittata è fatta, il calcio italiano ne esce con le ossa rotte e ci vorranno alcuni anni per riprendere quelle posizioni che da sempre hanno contraddistinto l’Italia in campo mondiale. Non sarà facile ricominciare perché ci vorrà del tempo, ma soprattutto bisognerà ripartire dagli errori fatti da un sistema calcio italiano che è il vero imputato di questo fallimento. Per qualche anno non potremmo più sentire quell’urlo di quella ormai lontana notte di Berlino in cui andammo a dormire avendo in testa quella parola che adesso suona amaramente nelle nostre orecchie: “CAMPIONI DEL MONDO”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNclamoroso-l-italia-e-fuori-dal-mondiale-di-calcio-1013331.htmSi100451001,02,03030249
241013318NewsCampionatiL’immagine di Allegri, rivalutata dalla sua schiettezza20171027165122Massimiliano Allegri - 50anni - è alla quarta stagione allenatore della Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi ci segue ormai da anni, sa che non abbiamo quasi mai avuto grande feeling con Massimiliano Allegri. E’ un fatto di vedute diverse sulle sue scelte talora insistenti su calciatori, sistema di gioco e lentezza di inserimento dei nuovi acquisti. Tuttavia, dobbiamo dire che l’abbiamo ammirato a seguito dell’intervista nel post gara contro la Spal. Infatti, dopo la netta vittoria della Juve per 4 a 1, ai microfoni di Mediaset ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Se sabato prossimo</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">giochiamo così, usciremo da San Siro con le ossa rotte”.</span></b> Chiaro riferimento alla partita esterna contro il Milan, la cui prestazione della sua squadra deve assumere i connotati di una partita perfetta, senza rallentamenti di tensione e, soprattutto, senza la supponenza avvertita mercoledì sera contro la Spal. Ci piace questo pensiero capace di farci vedere un Max Allegri il quale, dopo essersi tolto nervosamente la giacca in campo e averla sbattuta contro la vetrata che delimita il rettangolo di gioco, adesso si è pure spogliato di ipocrisia. Deciso e sincero anche nelle sue parole in conferenza stampa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Non abbiamo assolutamente la pancia piena,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">ma dobbiamo trovare l’equilibrio. Le grandi partite si vincono con una grande difesa”.</span></b> Chiara la tiratina d’orecchie fatta dal mister della Juve a tutta la sua squadra e specialmente alla difesa, che quest’anno ha mostrato troppa vulnerabilità dovuta a momenti di non perfetta attenzione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“A Milano voglio una prestazione tosta, anche perché lo scorso anno a San Siro abbiamo perso due volte. Voglio i tre punti, perché il Napoli sta facendo cose straordinarie. Quello di quest’anno è un campionato equilibrato che si risolverà nelle ultime cinque partite,</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">forse anche all’ultima”.</span></b> E poi c’è la Champions, in un mercoledì importante in casa dello Sporting Lisbona. Impegni che si susseguono con cadenza vertiginosa e che devono essere presi con la mente sgombra da ogni cosa, ma con la cattiveria agonistica e la giusta tensione che è alla base di una grande squadra come la Juve. Ecco perché Max Allegri ci piace attraverso questa comunicazione mediatica chiara, senza peli sulla lingua, senza quel dire e non dire, ma consapevole nel responsabilizzare la sua squadra a far bene, sgombrando il campo da possibili pensieri di supponenza che non è rispetto per l’avversario, ma effimero atteggiamento basato sul nulla. Per quanto riguarda gli infortunati, possiamo dire che Marchisio è quasi ritrovato, Pjaca dovrà essere provato prima con la squadra Primavera, Howedes si è allenato in parte con la squadra e sembra vicino al rientro, mentre Benatia non è ancora a posto. A San Siro rientreranno Buffon, Chiellini e Lichtsteiner, mentre Allegri sta ancora pensando chi far giocare tra Barzagli e Rugani. Per il resto non dovrebbero esserci novità di rilievo, sia a centrocampo che sugli esterni e in attacco. La Juve si presenterà a San Siro, forte di Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Dybala, Higuain e Mandzukic. Il resto lo faranno gli episodi della partita, al cospetto di un Milan ritrovato dopo il largo successo esterno ottenuto a Verona contro il Chievo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNl-immagine-di-allegri-rivalutata-dalla-sua-schiettezza-1013318.htmSi100451001,02,03030199
251013298NewsCoppeJuve, se in Champions ci sei, batti un colpo.20170913173835La squadra di Allegri incappa in una sonora sconfitta contro il Barca di Messi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da Cardiff a Barcellona, da Cristiano Ronaldo a Messi; per la Juve non è cambiato nulla. Stesso cliché, stessa partita amorfa, stesse pecche difensive e medesimo atteggiamento che pone l’accento su un evidente gap tecnico e tattico, che da esiguo si sta trasformando in rilevante. E non si dica che alla Juve mancavano giocatori come Chiellini, Marchisio, Cuadrado, Mandzukic, Dani Alves, Bonucci, perché buona parte di loro erano presenti in quella fatidica finale di Champions che ancora oggi brucia al popolo bianconero come carbone ardente. Una fotocopia di partita che mette a nudo problemi tecnici e tattici mai risolti da un mister Allegri che non è certamente indenne da colpe. Fermo restando la forza delle due squadre spagnole che possono vantare della presenza in campo di due veri campioni che appartengono a un altro pianeta, resta evidente che la Juventus di Champions League si trova a doversi confrontare con potenze calcistiche che la sovrastano dal punto di vista mentale e organizzativo. Si dirà che i bianconeri di Max Allegri sono pur reduci dall’aver disputato due finali consecutive, ma cosa serve arrivare fino in fondo se poi non si fa mai tesoro degli sbagli fatti? Al Camp Nou la Juve regge un tempo, prende gol allo scadere del primo tempo e poi crolla letteralmente nella ripresa. Un film già visto, un atteggiamento che sa dell’incredibile soprattutto in considerazione del fatto che manca in assoluto il senso della reattività. Le partite si possono perdere, certo, soprattutto se l’avversario si dimostra più forte e meglio organizzato, tuttavia, resta inaccettabile quell’atteggiamento inerme di chi è completamente in balia dell’avversario che si chiami Barcellona, piuttosto che Real Madrid, PSG, Manchester, Bayern o Chelsea, tanto per citarne alcune tra le migliori. Tu sei la Juventus, e come tale devi presentarti in campo internazionale con dignità e idee chiare. Un 3 a 0 inconfutabile, che parla della sconfitta contro quel Barcellona (allora c’era pure Neymar), che l’anno scorso la Juve aveva messo sotto allo Juventus Stadium. Ieri, invece, abbiamo assistito a una lezione di calcio e a una umiliazione che ripetiamo, non si può semplificare con la grandezza di un Messi spaziale. Oggi la difesa della Juventus è davvero poca cosa. La BBC è solo un ricordo, non soltanto per la mancanza di Bonucci che è andato a far danni al Milan, ma per una carta d’identità che parla chiaro su Chiellini (anche se assente per infortunio), per Barzagli e anche per un Buffon che, nonostante il suo indubbio valore, dimostra tutta la fragilità tipica del ruolo del portiere che non può più contare su un affidabile reparto difensivo. La Juve si è così sgretolata, franando come terra d’argilla dopo una breve pioggia. Dybala, al cospetto di Messi, è sembrato come un bambino al suo primo giorno di scuola e l’abulico Higuain è un serio problema che Allegri deve risolvere al più presto. Benatia è lontano da quel calciatore che fu alla Roma, Alex Sandro è fuori forma e De Sciglio (prima dell’infortunio) fa cosucce da giocatore di categoria inferiore. A centrocampo, Pjanic, Bentancur e Matuidi remano nel mare in tempesta, Douglas Costa corre, corre e non conclude nulla, mentre Sturaro fa il tappabuchi di Allegri. Non si vince così la Champions League, anzi diremmo pure che neanche si partecipa in queste condizioni. Questa non è la Juventus, non può esserlo. Almeno quella di Giampiero Boniperti che ha coniato quella fatidica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere non è importante, è la sola cosa che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">conta”</b>. Ma la Juve, almeno in campo internazionale, continua a ignorare questa indelebile frase affissa tra le pieghe delle pareti del suo Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Barcellona Camp Noufl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-se-in-champions-ci-sei-batti-un-colpo-1013298.htmSi100451001,02,03030239
261013282NewsCalciomercatoMax Allegri è alla prova del nove20170722083119L`allenatore della Juventus è a un bivio<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da sempre trincerata davanti al suo stile che vuol anche dire non far trapelare mai le proprie magagne interne, la Juventus si è trovata davanti a un bivio. Andare avanti con Max Allegri o scegliere di rinforzare la propria difesa lasciando però gli intoccabili santoni della BBC? Agnelli, Marotta e Paratici hanno scelto Allegri come fiducia per una riprova alla scalata della Champions. Da qui nasce il naturale allontanamento di Leonardo Bonuci e Dany Alves, rei di avere creato scompiglio nell’ambito dell’equilibrio di relazione tra la squadra e il suo allenatore. Adesso Max Allegri sa che se è vero che la società l’ha appoggiato in maniera incondizionata, è altresì vero che al primo cenno di cedimento, per forza di cose anch’egli dovrà cambiare aria. Subito dopo quella finale di Cardiff, l’allenatore bianconero aveva dichiarato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ho pensato di lasciare la Juventus”.</b> Segno evidente che non era soltanto l’amarezza di avere perso in malo modo quella Champions contro il Real Madrid, ma piuttosto il rammarico di non avere saputo tenere legata la squadra proprio in quella dirittura finale che significava molto, anzi diremmo proprio tutto per la Juventus, i suoi tifosi e l’intero ambiente. E allora si spiega quella cenere mai spenta che si alimentava tra le polemiche e l’insanabile antipatia tra Bonucci e il suo allenatore. In tutta questa storia pensiamo che nessuno sia indenne da colpe, nemmeno il salvato Max Allegri che nel corso del Campionato e anche della Champions ha manifestato grandi insicurezze mascherate da una forma di buona sorte dopo quel di Firenze, in cui si spinse a presentare una Juventus a trazione anteriore, senza tuttavia smembrare una difesa che appariva imbattibile. Questione di fortuna o di consapevolezza nel tentare vie nuove mai azzardate per timore di peggiorare la situazione? Crediamo che entrambe le cose si traducano in quello che poi ha portato la Juventus a vincere il sesto scudetto consecutivo, la Coppa Italia e una finale di Champions persa nel peggior modo possibile. Oggi, dopo essersi sbarazzato di Bonucci e Dany Alves, Max Allegri sa che si trova ormai in una via senza ritorno e che da lui ci si aspetta la vittoria della Champions League, prima ancora che lo scudetto e la Coppa Italia. La Juventus pare coccolarlo in tutti (o quasi) i suoi desideri; ha acquistato Douglas Costa, Bernardeschi, il suo pupillo De Sciglio, ha tentato di superare una situazione difficile per l’acquisto di Schick che Allegri considera un predestinato, ha comprato Szczesny come vice Buffon di lusso, mentre sta insistendo per l’acquisto di un centrocampista forte fisicamente, per potenziare un reparto apparso molto tecnico ma fragile. Insomma un top player che possa ancor più alzare l’asticella e colmare definitivamente quel gap tecnico ancora esistente tra la Juve e il Real Madrid. Ma, al contrario dell’anno scorso in cui la Juventus è stata la regina del mercato con il botto Higuain, quest’anno i tifosi juventini mugugnano un po’ e si suddividono nei pareri riguardanti Allegri e in un mercato che ad oggi non appare del tutto soddisfacente. Staremo dunque a vedere che cosa accadrà in seguito in casa Juve e, soprattutto, come il suo allenatore saprà gestire al meglio un peso che per lui sarà certamente più pesante da sopportare. Mettere da parte le insicurezze del passato è indispensabile, mentre è essenziale ritrovare l’armonia di gruppo che deve associarsi agli stimoli che non si possono mai perdere in una società come la Juve in cui vincere è l’unica cosa che conta.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNmax-allegri-e-alla-prova-del-nove-1013282.htmSi100451001,02,03030432
271013274NewsEditorialeQuando un allenatore esagera a motivare i propri giocatori20170615152131Dopo la bruciante sconfitta in finale di Champions League, Allegri voleva lasciare la Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tutto ciò che è eccessivo, anche in funzione di positività, può ritorcersi in maniera negativa. Le recenti e inaspettate dichiarazioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> a due settimane dalla bruciante sconfitta della Juventus nella finale di Champions League contro il Real Madrid, ci fanno trarre alcune considerazioni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non andiamo a Cardiff per fare una passeggiata, si va per vincere la</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppa e dobbiamo essere spietati”.</b> Queste sono state le dichiarazioni in conferenza stampa a Vinovo, prima della partenza per Cardiff. Poi, dopo il risultato che tutti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>sappiamo, Allegri rivela con amarezza: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Ho pensato di lasciare, ma la Juve può riprovarci, per questo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sono rimasto”.</b> Due momenti diversi, due situazioni contrastanti che lasciano pensare ad un equilibrio perduto lungo un percorso difficile, in cui l’ansia da prestazione e l’adrenalina hanno sopraffatto la ragione. Non sempre certe motivazioni trasmesse ad un gruppo che pratica sport professionistico e non, raccolgono l’effetto voluto. Nello specifico caso, Allegri ha esasperato il pensiero trasmesso alla squadra che era quello di vincere a tutti i costi e che non poteva esserci altro risultato, se non quello di portare a casa la Coppa. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Adesso o mai più”</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fino alla fine”,</b> erano gli slogan che si ripetevano come un mantra quasi persecutorio nell’ambito della squadra, dell’ambiente bianconero, nei media. Un qualcosa dovuto a tutti, tifosi compresi, dopo tanti anni di attesa. E, in effetti, molti hanno creduto di potercela fare, non fosse altro che per quello che aveva saputo costruire la Juve vincendo in maniera convincente sia il campionato (sesto scudetto consecutivo, uguale leggenda) che la Coppa Italia, nonostante un anno stressante in cui i campioni di Max Allegri hanno conquistato la partecipazione alla finale di Champions League. Sempre gli stessi giocatori (o quasi) hanno fatto gruppo contro tutto e contro tutti. La BBC, il centrocampo con Pjanic, Khedira e Cuadrado (poi scoppiati) Dybala e Higuain esausti e opacizzati da una volontà non più sorretta da forze fisiche e psicologiche. Sì, perché tutto ha un limite. I calciatori non sono robot e dopo innumerevoli partite ad altissimo livello, in cui contro la Juve tutti fanno sempre la partita della vita, c’è bisogno di cambi freschi anche nel corso della gara. Ma, se è vero che la panchina della Juve con Marko Pjaca rotto, Marchisio che dopo il grave infortunio ha stretto i denti dimostrando una forma ancora precaria, Rugani infortunato ma mai valorizzato a sufficienza, Sturaro e Rincon le cui caratteristiche tecniche hanno dimostrato grandi lacune e pur con un Dany Alves uscito con grande autorevolezza dal mazzo degli inaspettati, tra l’entusiasmo e le varie motivazioni psicologiche di vincere a tutti i costi, si è perso il filo logico di certi limiti che la superiorità tecnica del Real Madrid ha spietatamente evidenziato. Forse, inconsciamente, si è sperato fino all’ultimo che nel calcio non è mai detta l’ultima parola e che certe caratteristiche caratteriali dimostrate nel corso della stagione da Buffon e compagni, bastassero da sole per annullare quel gap ancora minimo, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>esistente, che c’è in campo europeo. E così ci si è appellati alla sfortuna e ad una Coppa che per la Juve sembra storicamente stregata. Ma la partita, dopo un primo tempo di finale di Champions che la Juve ha giocato ad un ottimo livello, nella ripresa sono emerse tutte quelle lacune ancora in essere, che le eccessive motivazioni di Allegri : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“dobbiamo essere spietati”,</b> non sono valse a nulla se non a peggiorare la situazione. E così succede che quando ti convincono di vincere un triplete che sembrava ormai alla tua portata, finisci con cedere di colpo proprio sulla dirittura d’arrivo. Quegli ultimi 50 minuti di partita che sono stati fatali a una Juve che ha deposto la sua determinazione, la grinta e la cattiveria, in maniera disarmante. Dunque, forze fisiche al lumicino, annebbiamento completo della spinta psicologica e oggettiva qualità tecnica dell’avversario, sono stati le componenti di un’amara sconfitta che oggi, dopo le dichiarazioni di mister Allegri, fanno pensare in che stato depressivo si trovassero tutti. Ma la Juve insegna a non mollare mai, ecco perché Allegri ha deciso di rimanere e riprovare a vincere il prossimo anno la Champions in quel di Kiev, a patto però di rafforzare la squadra e di non rifare più gli stessi errori. Nel calcio, motivare i giocatori è essenziale, ma a tutto c’è un limite. Sì, perché è bene convincerli della loro forza, ma è anche giusto renderli consapevoli dei propri limiti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNquando-un-allenatore-esagera-a-motivare-i-propri-giocatori-1013274.htmSi100451001,02,03030327
281013271NewsCoppeIl fenomeno calcio che non finisce mai di stupire20170603152312Oggi 3 giugno 2017, ogni nostra attenzione è rivolta a un solo evento.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Donald Trump che conferma l’uscita degli Stati Uniti d’America dagli accordi di Parigi sul clima. L’esame in commissione parlamentare sulla legge elettorale con 780 emendamenti e il voto. Galoppante aumento della disoccupazione, con problematiche preoccupanti. Ma niente, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi 3 giugno 2017 il nostro Paese si interessa soltanto di una cosa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la finale di Champions</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">League tra Juventus – Real Madrid.</b> Tutto sembra refrattario a qualsiasi cosa che non riguardi la curiosità per il calcio ad alti livelli. Siano essi tifosi della Juventus o gufi per antipatia contro i colori bianconeri, si parla, si scrive, si discute soltanto di Juventus Real Madrid. A Torino tutti gli alberghi sono stati presi d’assalto nella speranza che domani, 4 giugno 2017, la Juventus possa tornare da Cardiff con la Coppa tanto sognata. La città sabauda in queste ore è febbricitante di ansia. Da Piazza San Carlo a Piazza Castello, Piazza Vittorio, Via Po, Via Roma, Via Garibaldi, Via Cernaia e tutto il centro cittadino è stracolmo di torinesi bianconeri ma, soprattutto, di juventini arrivati da tutta Italia. Tutti i pensieri sono rivolti alla finale, le cui tematiche convergono esclusivamente come fenomeno sociale più che nella sua versione tecnica e sportiva. In poche parole, la voglia di festeggiare in una notte che potrà scrivere la storia della Juventus di Max Allegri diventata leggenda, prevale su ogni descrizione tattica che molto probabilmente sarà la chiave di volta di una partita che deciderà la vittoria dell’una o dell’altra squadra. Ma oggi Buffon, Higuain, Dybala, Pjanic e compagni sono più importanti di ogni cosa, perché a loro si affidano i sogni, i sacrifici sostenuti dai sostenitori bianconeri che si sono riversati a Cardiff con prenotazioni e biglietti assicurati fin dalla partenza, ma anche di chi è partito senza avere nessuna garanzia di nulla. E’ la pazzia per una partita secca, unica, che l’ambiente juventino non può farsi sfuggire. Dire: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Io quel giorno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">c’ero”</b> è qualcosa che ti inorgoglisce a prescindere, ti fa sentire partecipe di una esperienza da ricordare per i sentimenti coinvolgenti e talora anche diametralmente opposti e contrastanti. L’adrenalina alle stelle e la voglia di immortalare una notte che non è poi così facile da vivere nel ripetersi dell’immediato. E’ l’effetto di un pallone che oscura ogni altra cosa. E poi che importa se abbiamo famiglia, problemi, patemi d’animo, tasse da pagare, futuro da considerare con le difficoltà di un realismo oscuro. Questa è la notte di Juventus – Real Madrid, tanto basta. Per la Juve, per gli juventini del globo, ma anche per coloro che gufano e vorrebbero sadicamente vedere soffrire quelli che questa festa la stanno preparando per gioire. E’ il calcio, è il fenomeno sociale studiato fin dalle sue origini antichissime, ma mai nessuno ha saputo spiegarne bene la scatenante passione. Un gol, una Coppa che viene alzata al cielo da braccia vittoriose, mentre dall’altra parte c’è la disperazione di chi ha perso. E allora chiamiamola vita, questo calcio che ci fa gioire, abbracciare, piangere e disperare. In fondo, non sono scene che viviamo nel quotidiano? </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cardifffl0711fl0711foto-finale-di-uefa-champions.jpgSiNil-fenomeno-calcio-che-non-finisce-mai-di-stupire-1013271.htmSi100451001,02,03030311
291013264NewsEditorialeJMedical, centro medico sportivo e non solo20170523170120Nel cuore dello Juventus Stadium, un modello sanitario innovativo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sarà per una non perfetta informazione pubblica o per chissà quale altro motivo, fatto è che certi luoghi si prefiggono come esclusivo godimento di un solo beneficiario. E’ il caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JMedical</b> un modello sanitario innovativo per il benessere e la cura di tutti, che è stato inaugurato da breve tempo nell’Area 12 dello Juventus Stadium. E’ la struttura presso la quale i giocatori della Juventus vengono curati con le migliori apparecchiature sanitarie che la tecnologia moderna mette a disposizione. Ma fermo restando che all’interno della struttura Jmedical, esistono in realtà alcuni settori riservati alla Juventus, è altresì vero che questo centro medico può essere utilizzato da tutti. Un modello sanitario all’avanguardia, con una vasta gamma di servizi che va dalla diagnostica alla medicina specialistica, dalla riabilitazione alla medicina sportiva, ideato per accogliere e accompagnare i pazienti in un percorso di prevenzione e cura completa. Un’equipe di 100 specialisti di primo livello, macchine diagnostiche di ultimissima generazione, un centro di riabilitazione all’avanguardia concepito sugli standard utilizzati per gli atleti professionisti, ambulatori polispecialistici, due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale e un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Questi sono i settori specialistici che fanno parte della bellissima struttura Jmedical con l’assistenza di medici professionisti di alto livello; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allergologia e Immunologia Clinica, Anestesiologia e Terapia Antalgica, Angiologia e Chirurgia Vascolare, Biomeccanica e Posturologia, Cardiologia, Chiropratica, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Dermatologia e Venereologia, Diagnostica per immagini, Endocrinologia, Fisiatria, Fisioterapia, Gastroenterologia, Ginecologia ed Ostetricia, Medicina dello Sport, Medicina Interna, Medicina Legale e della Assicurazioni, Medicina rigenerativa ambulatoriale, Nefrologia, Neurochirurgia e Chirurgia Vertebrale, Neurologia, Nutrizione e Nutrizione Sportiva, Oculistica, Ortopedia, Osteopatia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Proctologia, Psicoterapia e Psicologia dello</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sport,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Reumatologia, Traumatologia e Urologia.</b> Insomma un vero e proprio Ospedale che ha all’interno le più confortanti metodologie mediche e apparecchiature all’avanguardia. Anche noi abbiamo potuto appurare la realtà straordinaria di questa struttura medica, grazie all’invito che ci è stato riservato da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luca Monteleone,</b> il commerciale del JMedical che ci ha fatto da accompagnatore nei vari angoli di questo luogo di cure. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Eppure, nonostante tutto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice Luca Monteleone</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ancora oggi la gente pensa che questa struttura sia riservata ai giocatori della Juventus. E’ vero, qui da noi ci sono palestre e ambulatori riservati per naturale privacy ai giocatori della Juve, tuttavia, il resto può essere usufruito da chiunque. Qui curiamo Higuain, Dybala, Mandzukic, Buffon e altri giocatori, ma anche il signor Rossi o il signor Bianchi, che ancora oggi pensano che per loro non ci sia libero accesso per eventuali costi eccessivi e quasi stentano timidamente ad informarsi. E così stiamo lavorando per fornire un’informazione più completa, più concreta nei</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">suoi particolari, che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">possa in qualche modo modificare certi modus pensandi errati”.</b> E anche noi che abbiamo avuto il piacere di visitare dettagliatamente questo modello sanitario innovativo di alto livello, riteniamo che il JMedical, che è anche centro convenzionato con varie strutture pubbliche e private, si potrà rendere utile per la salute di tutti. Professionisti e semplici amanti dello sport, ma anche coloro i quali periodicamente si sottopongono ai vari controlli di routine. Giusto rivolgersi a un centro salute come questo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711immagine-jmedical-torino.jpgSiNjmedical-centro-medico-sportivo-e-non-solo-1013264.htmSi100451001,02,03030348
301013262NewsCoppeDani Alves, vero asso nella manica della Juventus20170518190545I bianconeri conquistano la terza Coppa Italia consecutiva. Un record!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Avevamo sospettato qualche dubbio di tenuta fisica e mentale, dopo la scialba partita di campionato che la Juventus ha giocato domenica scorsa all’Olimpico contro la Roma. Ebbene, siamo stati subito smentiti da una prestazione maiuscola a seguito della finale di Coppa Italia contro la Lazio. La squadra di Allegri è ritornata cattiva sotto il profilo agonistico, attenta e decisa di conquistare la sua terza Coppa Italia consecutiva, iniziando così il processo di conquiste e primati per le squadre di club in Italia. Scrivere pagine di storia che resterà indelebile nel tempo, vuol dire sacrificarsi nella propria professione. E ci sta che i calciatori della Juventus attraverso il senso dell’unione di squadra, di coesione tra giocatori maggiormente impegnati da Allegri e quelli che giocano meno, stanno dimostrando di aver capito cosa vuol dire sacrificarsi e giocare in una grande squadra con la consapevolezza di prepararsi a dovere, soprattutto quando vincere vuol dire immortalare primati da affiggere nelle proprie bacheche museali. E’ la storia dei primati che non fa differenze tra chi ha giocato meglio, chi si è divertito di più attraverso il gioco praticato oppure no. I primati sono fatti per essere scritti, immortalati tra le pagine degli annali storici. E la Juve lo sta facendo, step by step, tra piccole cadute e immancabili riprese che sanno di desiderio di volersi subito rialzare per dimostrare il proprio orgoglio. Sono le capacità di una grande società di calcio, di uno staff all’altezza della situazione,di un allenatore capace di tenere sulla corda il proprio spogliatoio e di una squadra unita nella sostanza di porsi sempre l’unico obiettivo, che è sempre quello di primeggiare. E così questa Juve targata 2016’17, sapendo già in partenza che quest’anno avrebbe potuto essere l’occasione da non perdere nell’acquisizione dei grandi primati, ha raggiunto il suo primo obiettivo dei tre prefissati; e cioè la conquista della terza Coppa Italia di fila. Contro la Lazio di Inzaghi, la squadra di Allegri è ritornata a essere cinica e sicura nelle sue trame di gioco, precisa e attenta a sbagliare meno possibile per non dar adito alle ripartenze improvvise di Keita e Immobile. La Juventus ha vinto 2 a 0, ma non è stata una passeggiata, perché la Lazio ha creato qualche criticità soprattutto all’inizio della gara proprio con Keita, che ha colpito il palo di destra di Neto. Poi, forse impauriti da questo episodio, la Juventus ha messo in atto tutta la sua superiorità tecnica che fin dall’inizio della gara la dava favorita per la vittoria finale. E così sale in cattedra soprattutto Dani Alves, che in quella zona del campo in cui è stato impiegato da Allegri, ha fatto il bello e il cattivo tempo. Questo è davvero un giocatore che la Juventus ha tirato fuori dal cilindro come fosse magia, come qualcosa che non era previsto ma che ha trovato al momento giusto. E non è solo per il gol di rara bellezza tecnica che ha fatto, ma è nell’insieme che questo brasiliano preso dalla Juve a costo zero e considerato un fine carriera, sta meravigliando coloro (quasi tutti), che non credevano più in lui. E invece lo trovi dappertutto; largo a destra come a sinistra, al centro del campo a misurare palloni deliziosi per i compagni, a fare dribbling incredibili, palloni che fa passare tra le gambe dell’avversario, mentre è furbo e intelligente quando deve interdire, spostando l’avversario per metterlo fuori dalla portata del pallone. Questo Dani Alves è davvero il valore aggiunto di questa Juventus che dopo la conquista della Coppa Italia si appresta a conquistare il suo storico sesto scudetto consecutivo e chissà, anche la tanto sospirata Champions League. Aria di triplete per una Juve che è squadra simbolo di sacrificio, partendo dai suoi giocatori più rappresentativi, Higuain, Dybala, Mandzukic, Pjanic, Khedira, Marchisio, Cuadrado, Alex Sandro, e poi Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci e tutti coloro che pur giocando meno si sentono giustamente coinvolti nel bene delle vittorie e nel male delle poche ma brucianti sconfitte. E’ la Juve che chiude la gara contro la Lazio con un gol di Bonucci, che vince la Coppa e capisce che ancora deve soffrire per continuare a conquistare quello che la farà passare alla storia con tutti i suoi nomi della rosa titolare e non, ma anche con l’abilità di uno staff tecnico che è rappresentato dall’allenatore, dai preparatori, dai fisioterapisti,dai medici sportivi al seguito, ma anche dei magazzinieri e di tutti coloro che fanno gruppo condividendo momenti di lavoro ad altri di rilassamento. E’ la famiglia del calcio che sa vincere, che sa mettere da parte gelosie, personalismi e tutto quello che si perde con il significato di disgregare, piuttosto che unire. Intelligenza vuole che nel calcio come nella vita, se non si è uniti per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, non si va da nessuna parte. La storia della Juve lo insegna come stile di società capace di annullare ogni festeggiamento ufficiale per le strade della Torino bianconera, anche se si dovesse vincere matematicamente il sesto scudetto consecutivo. Sì, perché c’è ancora la stregata Coppa dalle grandi orecchie da portare a casa. Quindi, almeno per adesso, in casa bianconera si aspetta a festeggiare a cose fatte. Step by step. Fatti, non parole!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-dani-a.jpgSiNdani-alves-vero-asso-nella-manica-della-juventus-1013262.htmSi100451001,02,03030330
311013260NewsCampionatiLa Juventus impatta a Roma. 20170515181227La nostra analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ un campanello d’allarme?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A due giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, a sei giorni dalla penultima partita di campionato contro il Crotone (che potrebbe dare la matematica certezza del sesto scudetto consecutivo) e a tre settimane dalla finale di Champions League contro il Real Madrid, la Juventus impatta malamente all’Olimpico di Roma contro i giallorossi. Dopo 53 partite giocate ad alto livello (tranne le due debacle contro Genoa e Fiorentina), tra Campionato, Coppa Italia e Champions League, la squadra di Max Allegri è apparsa stanca nonostante ci sia stato un naturale avvicendamento, soprattutto in difesa e a centrocampo. In realtà, è da tre partite che vediamo i bianconeri in difficoltà. Prima a Bergamo contro l’Atalanta, poi nel derby e ora contro la Roma, la Juventus sembra quasi trascinarsi in dirittura d’arrivo tra calcoli matematici e programmazioni gestionali, nel far rifiatare i calciatori che sono stati maggiormente impegnati nelle tre competizioni. Certo, a questo punto della stagione ci sembra anche fisiologico centellinare le forze per avere maggiore freschezza fisica e mentale. Ma c’è a parer nostro un campanello d’allarme in tutto questo; ed è l’inspiegabile mancanza di controllo della situazione, che alla Juventus a un certo punto della partita spesso sfugge di mano per dare spazio e motivazioni all’avversario che è lì, e non aspetta altro per aggredirti. E’ successo contro l’Atalanta, è successo per buona parte dell’inizio della gara contro il Monaco, si è ripetuto nel derby contro il Toro, (dove abbiamo visto molti errori in difesa a centrocampo e soprattutto in attacco) e infine anche a Roma, dove nonostante essere passata in vantaggio e fatto un primo tempo apprezzabile, nella ripresa la squadra di Allegri ha perso completamente il bandolo della matassa. Fino ad oggi la Juventus ha abituato i suoi sostenitori a non preoccuparsi, perché dopo le uniche due avvilenti partite di campionato di Genova e Firenze, sono sempre seguite reazioni degne della grande squadra, quale la Juventus è. Ma adesso, a questo punto della stagione, con le forze fisiche e mentali non più completamente lucide come prima, Buffon e compagni riprenderanno ancora una volta quel cammino di calcio propositivo fatto di fame, orgoglio e cattiveria agonistica dimostrata fino ad oggi? La risposta potremo averla già mercoledì sera, dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio di Inzaghi che, nonostante abbia perso in campionato in casa della Fiorentina, dimostra più freschezza fisica. Ecco, diremmo proprio che al di là della delusione generale dell’ambiente bianconero che sperava di conquistare a Roma quel punto che le avrebbe dato la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto, la Juve ha bisogno di guardarsi allo specchio, di compattarsi e di ritrovarsi come gruppo coeso. A questo punto emergerà ancora una volta la professionalità di Allegri e quel suo valore di magnifico gestore del suo gruppo, che è stato già tante volte osannato. Cuadrado è stanco e deve fare posto a Dani Alves nel ruolo di esterno alto. La difesa deve stringere i denti e deve essere targata BBBC, sia in Coppa Italia che in campionato contro il Crotone. Poi, a cose fatte e in attesa della finale di Champions, si pongano pure a riposo per l’ultima partita di campionato. Con questa nostra analisi, non crediamo di scoprire l’acqua calda se scriviamo che a questa Juve che ambisce di conquistare il triplete, si debba chiedere l’ultimo sforzo. Allegri scelga il meglio che ha nella sua rosa fin dalla finale di Coppa Italia, nel convincimento di raggiungere un traguardo alla volta, senza pensare di preservare più nessuno in previsione della finale di Champions League. Tutti sanno che quella finale di Cardiff è il tarlo della società, il chiodo fisso di tutto l’ambiente bianconero. Il pensiero è davvero legittimo, ma cosa sarebbe a questo punto della stagione, se proprio sul traguardo finale si perdesse di vista ciò che a fatica si è seminato con l’ambizione di vincere su tre fronti?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juventus-impatta-a-roma-1013260.htmSi100451001,02,03030295
321013251NewsCampionatiJuventus, sei Mandzukic dipendente. Chi l’avrebbe detto?20170424193717Il calciatore della Juventus diventato insostituibile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Eppure, nonostante il pensiero collettivo che avrebbe voluto Mario Mandzukic essere riserva di Gonzalo Higuain, ci siamo ricreduti su un calciatore di cui non abbiamo apprezzato subito la sua intelligenza e la duttilità tattica nell’ambito del gioco voluto da Max Allegri. Sarà per il suo carattere un po’ chiuso, introverso, sarà per un’eleganza calcistica che non possiede, fatto è che il croato dopo la bruttissima partita che la Juve ha fatto a Firenze è entrato a far parte della squadra come il vero equilibratore del 4-2-3-1 inventato da mister Allegri. Mentalità operaia di chi sa che se vuoi far parte di una squadra di campioni devi mettere da parte l’altezzosità, Mandzukic è l’emblema di chi ha fame di successi ottenuti con mentalità provinciale. Se fosse per lui giocherebbe anche in porta e lo farebbe con la grinta, la voglia e la caparbietà che ormai ha fatto conoscere a chi pensava di lui come una persona e, soprattutto, come un giocatore completamente diverso. Ma è l’errore che spesso facciamo tutti noi nel non vedere a fondo le cose, abbagliati come siamo dai preziosismi e dalle magiche giocate che nulla hanno a che fare con una certa ruvidezza di gioco apparente, ma che è assolutamente redditizia dal punto di vista dell’economia di gioco di una squadra di calcio. Una Juventus a 5 stelle di cui lui fa parte non più come aggregato, ma come insostituibile apportatore di pressing, di suggerimenti in fase di attacco e di grandi capacità difensive nei momenti di non possesso palla. Lo vedi dappertutto, in attacco, in difesa, a centrocampo, Mario è sempre lì a fare la sua parte senza ostentare grandezza agli occhi che non sanno vedere, valutare. Lui è così, mai sorridente e sempre concentrato a far bene e sbagliare meno possibile. E’ stato fin da subito il vero pallino di Allegri, che ha subito visto in lui un campione da non sprecare in panchina dopo l’arrivo di Higuain, ma da valorizzare in un concetto di gioco diverso cui Mandzukic era abituato a fare prima. E’ una delle mosse più intelligenti e indovinate di un allenatore mai entrato nella Juventus a furor di popolo, ma che ha saputo col tempo conquistare anche i suoi più acerrimi contestatori. Dire a un giocatore come Mandzukic che ha 30 anni, ha segnato 29 reti in 74 gare giocate con la Croazia, che ha giocato a grandi livelli con Bayern Monaco e Atletico Madrid: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Muoviti e fai l’esterno”,</b> non è proprio cosa da poco. E così Mario ha ubbidito al suo allenatore senza mugugnare, ma con l’abnegazione di un principiante che sa di non deludere le aspettative di chi ha creduto in lui. Il suo è un lavoro faticoso, massacrante, ma che fa con naturalità nella consapevolezza di essere entrato a far parte dei big di una Juve schiaccia sassi, cinica, mai banale nel gioco di perdersi in abbellimenti futili e mai produttivi. E’ la Juve che viaggia a gonfie vele su tre fronti. E’ la Juve di Buffon, Dybala, Higuain, Cuadrado, Khedira, Pjanic, ma anche di una difesa arcigna e di un Mario Mandzukic diventato indispensabile per la Juventus di Massimiliano Allegri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino fl0711fl0711foto-mandzukic.jpgSiNjuventus-sei-mandzukic-dipendente-chi-l-avrebbe-detto-1013251.htmSi100451001,02,03030403
331013201NewsCalciomercatoTomas Rincon, “Essere alla Juve è la realizzazione di un sogno”20170103191255Juventus - Conferenza stampa del neo acquisto venezuelano(ex Genoa)<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche noi de Il calcio 24 eravamo presenti alla conferenza stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tomas Rincon,</b> primo acquisto di gennaio della Juventus. Molti sono stati gli spunti interessanti emersi da questo incontro del giocatore venezuelano con i media, cui ha fatto gli onori di casa Beppe Marotta. Questi sono stati gli argomenti toccati con il giocatore che ha avuto modo di scambiare soltanto qualche parola con mister Allegri durante il suo primo allenamento a Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Rincon, come sei stato accolto dai nuovi compagni della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Molto bene. Tutti sono stati molto ospitali con me e questo mi aiuta ad entrare in un ambiente particolare che io ho sempre sognato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come pensi di entrare a far parte di questa Juve carica di campioni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Tutti sono dei potenziali leader, bisogna solo tirar fuori il carattere. Penso che i giocatori possano e debbano crescere come persone, io sono il capitano del Venezuela e devo essere un esempio per i giovani. Per quanto riguarda il mio inserimento nella Juve, penso che il tempo e il mio carattere saranno complici nell’agevolare un compito che è una sfida con me stesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come commenti quel 3 a 1 che la Juventus ha subito contro il Genoa che ti ha visto giocare in campo con quei colori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ stata una partita particolare, abbiamo segnato due gol in poco tempo e per noi è stata una spinta speciale. Non posso dire cosa avrei apportato io, perché da fuori le cose si vedono sempre in un altro modo. E poi chi gioca contro questa Juve fa sempre di tutto per ben figurare. La Juve è la Juve e contro di lei tutti rafforzano le proprie forze, perché quella è la partita della vita.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Oggi che sei arrivato alla Juve, guardi già indietro nel tuo percorso professionale e pensi come hai fatto ad arrivare fin qui?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il mio percorso è stato lungo. Avevo un sogno ed ho cercato di perseguirlo come obiettivo da raggiungere. Nei cinque anni in Germania ho imparato tanto e sono cresciuto come calciatore, ma anche come uomo. Poi in Italia ho incontrato un grande allenatore come Gasperini che mi ha fatto maturare ancor di più. Ancora oggi tutta Genova lo ringrazia e io ho tanti motivi in più per stimarlo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ vero che contemporaneamente alla Juve, su di te c’era un forte interesse anche della Roma?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Io sono sempre stato concentrato a giocare come ogni professionista deve fare. Quando è arrivata la sosta della Serie A ci siamo seduti e tutto è stato molto veloce. Quando ho sentito della Juventus non ho avuto dubbi. Oggi sono molto felice di essere qui.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso, quali sono i tuoi propositi da neo giocatore della Juventus?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Come ho già detto, oggi ho realizzato un sogno. Alla Juventus mi sto ancora ambientando e sicuramente darò sempre il massimo, lavorando come sempre al top delle mie possibilità. Se sei un vero professionista e vieni alla Juve non puoi risparmiarti di niente. Qui si gioca per vincere, ed è una cosa che mi piace tanto perché caratterialmente assomiglia al mio modo di essere.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quali sono state le tue prime sensazioni nell’inserimento con i tuoi nuovi compagni di squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Questo gruppo è una famiglia. Qui ci sono grandi campioni ed è un onore stare in mezzo a loro ed essere compagno di squadra anche di Buffon, che è il più forte portiere del mondo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Perché hai scelto il numero 28 sulla maglia della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Fin da quando sono stato all’Amburgo ho gradito il numero 8 sulle spalle. Ma qui, alla Juve, quel numero è già di Claudio Marchisio e così ho deciso per il 28 che è anche il numero dei miei anni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per finire, Tomas. Come pensi di inserirti nel sistema tattico voluto da Allegri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“So per esperienza che nel calcio come nella vita, l’impegno e il lavoro costante sono il segreto per raggiungere ogni obiettivo. Sono a completa disposizione della Juve<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e di mister Allegri, per dimostrare tutto il mio entusiasmo e la mia voglia di combattere in campo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino JUventus Stadiumfl0711fl0711foto-rincon.jpgSiNtomas-rincon-essere-alla-juve-e-la-realizzazione-di-un-sogno-1013201.htmSi100451001,02,03030413
341013196NewsCampionatiVince la Juve contro la Roma e si porta a + 7 dai giallorossi.20161218132357Incontro avvincente e carico di spunti agonistici<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">17° turno di campionato, 17 come il giorno della partita, e quasi 17 (ma al 14’ di fatto) il gol di Higuain che ha deciso il match. Non c’è che dire, il 17 è il numero fortunato per questa Juve, che battendo allo Juventus Stadium la Roma per 1 a 0, la distacca di ben 7 punti. Chapeau, dunque, ai bianconeri di Allegri, che dopo avere incamerato le brutte scoppole subite da Inter, Milan e Genoa, ne ha fatto tesoro ritrovando umiltà, carattere, capacità di soffrire, e persino il gioco perduto fin dall’inizio di stagione. E’ la storia delle grandi squadre come la Juve, che difficilmente muoiono e che sono capaci di ritrovarsi dopo l’apparente agonia. Contro la Roma di Spalletti, la Juve è partita con voglia scatenante e pressing alto, decisa a far sua una partita che fin dalla vigilia si presentava importantissima per il prosieguo del campionato di entrambe le squadre. E così è salito in cattedra il portiere giallorosso Szczesny, che più di una volta ha salvato la sua porta dai tiri arrembanti degli avanti bianconeri. Ma al 14° nulla ha potuto il portiere romanista, quando il pipita Higuain sulla trequarti campo vince il contrasto con De Rossi, salta Manolas e dal limite dell’aria fa partire un tiro che risulta imparabile per il numero 1 polacco. A questo punto la Juve rallenta il suo pressing asfissiante e la Roma sale in cattedra soprattutto con Nainggolan, dimostratosi guerriero com’è nelle sue caratteristiche fisiche e mentali. Ma la Roma di Spalletti questa sera ha evidenziato alcune gravi incertezze soprattutto a centrocampo, dove Gerson non è mai entrato in partita e Perotti non è riuscito a fare la differenza come in altre occasioni. Evidentemente i giallorossi sono stati sorpresi fin dall’inizio, da questo cipiglio propulsivo di una Juve scesa in campo a vendere cara la pelle. E persino Sturaro ha meravigliato positivamente nel suo correre, contrastare e farsi trovare pronto anche in attacco, quando più d’una volta ha sfiorato il raddoppio per la Juve. Ma il 7 in pagella, a parer nostro, oltre a Higuain che ha segnato il gol decisivo, lo meritano Mandzukic e Rugani. Mandzukic, per aver giocato spesso da difensore aggiunto, recuperando un’infinità di palloni, mentre Rugani ha dimostrato grande personalità e certezza di un futuro che è già presente. Ma è nella sua totalità che la Juve ha giocato da squadra, con il pensiero mai smarrito che questa partita potesse rappresentare il bivio verso quel 6° scudetto consecutivo che la farebbe entrare nella leggenda. La Roma di Spalletti, pur avendo pressato la Juve per lunghi tratti del secondo tempo alla ricerca del pareggio, ha realmente impensierito Buffon soltanto in alcune circostanze. Molti sono stati gli ammoniti di una partita spigolosa per antiche ruggini e per il reale desiderio dei giallorossi di ambire al ruolo di unica vera squadra anti Juve: a De Rossi, Dzeko, Gerson, Nainggolan, Rudiger, il signor Orsato ha mostrato i cartellino giallo, come pure a Rugani, Alex Sandro e Sturaro. Adesso, dopo che la Juve si è laureata Campione d’inverno con due turni d’anticipo, punta tutto il suo impegno alla Supercoppa che la vedrà opporsi al Milan in quel di Doha. Poi le meritate vacanze di Natale e uno sguardo al mantenimento del distacco acquisito in campionato, che fa da antipasto al riavvio di Champions League contro il Porto. Insomma, per i tifosi juventini si prospetta un 2017 che, se avrà gli stessi risultati vincenti emersi in questa circostanza per la concomitanza del numero 17, quali migliori auspici?</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNvince-la-juve-contro-la-roma-e-si-porta-a-+-7-dai-giallorossi-1013196.htmSi100451001,02,03030318
351013191NewsEditorialeEppure continuiamo a chiamarli “Imbecilli”20161116192931Una cattiva abitudine, difficile da estirpare.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è la prima volta e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. E’ il cattivo e incivile gusto di fischiare l’inno avversario prima delle partite della Nazionale Italiana. Anche ieri sera, prima del match amichevole contro la Germania, allo stadio San Siro si sono uditi i fischi durante l’esecuzione dell’inno tedesco. Ma, per fortuna, Buffon e compagni hanno applaudito e sono stati da esempio alla maggioranza intelligente dello stadio, che si è affiancata agli applausi dei giocatori azzurri. Dura la presa di posizione del presidente dell’Uefa Gianni Infantino, il quale ha stigmatizzato questo comportamento antisportivo e incivile sotto l’aspetto educativo e culturale. Ma che cos’è mai questo modo becero di offendere la Madre Patria altrui? E’ il chiaro segnale di una crescita che non c’è. Ma, per fortuna, si tratta di una minoranza di spettatori che continuiamo a chiamarli “imbecilli” per cercare di scavare in loro il senso di colpa che non hanno e che non li sfiora nemmeno quando si accorgono dell’insegnamento educativo dell’altra parte dello stadio, quello che per fortuna è più intelligente e capisce il netto distinguo tra tifare per la propria squadra e al contempo non offendere l’avversario. Si dirà sempre in maniera stupida e infantile, che è l’avversario ad offendere per prima e dunque si deve rendere pan per focaccia. L’antagonismo sportivo o di altra natura, non può portare a simili comportamenti di stampo razzista e di gretta mentalità. Adesso è ora di crescere, di finirla con certi aberranti comportamenti che di fronte al mondo ci macchiano un’immagine che non è certamente quella espressa da pochi sparuti imbecilli capaci di fischiare l’inno avversario. Se non si vuole applaudire, almeno si stia in rispettoso silenzio. Solo così smetteremo di chiamarvi “imbecilli”. E sarà un successo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711san siro 2.jpgSiNeppure-continuiamo-a-chiamarli-imbecilli-1013191.htmSi100451001,02,03030307
361013181NewsCoppeBuffon batte Lione, 1 a 020161019142659Immensa prestazione del portiere bianconero, che zittisce chi ha pensato al suo tramonto.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Con tutto il rispetto per la rete realizzata da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, è evidente a tutti che la partita di Champions League tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lione </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Juventus,</b> sia stata vinta dal numero 1 e capitano della Vecchia Signora. Infatti, oltre il rigore parato, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> ha neutralizzato almeno due chiare occasioni da gol degli avversari. In più, ha messo in campo una grinta e una determinazione di particolare intensità emotiva, che sono state l’emblema del suo recondito offeso dalla smisurata critica fatta a sue spese, dopo alcune recenti incertezze tecniche capitate tra la Nazionale e la stessa Juventus. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Che vadano al funerale, tanto non troveranno nessuno”, </b>dice con comprensibile amarezza <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> a fine partita.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “Ho già detto tante volte, senza presunzione, di essere da solo molto autocritico e non ho bisogno di sentire la spocchia degli altri che mancano di rispetto alla carriera e allo spessore di una persona. Ho sentito tante stupidate in questi giorni, ma una sola cosa è stata giusta: da Buffon si deve pretendere di più”.</b> Faccia dura e sguardo fisso alle telecamere, il Gigi nazionale sembrava quasi non assaporare una vittoria che sarà ricordata per le sue strabilianti parate, talmente era la voglia di togliersi dalle scarpe quei fastidiosi sassolini. Ma, detto questo, veniamo all’analisi di un match per nulla interessante sotto il profilo del gioco, anche se caparbio nel volere ottenere da parte della Juve, un risultato capace di metterla al sicuro per proseguire il suo cammino in Champions. E’ la fisionomia che appare a tutti in questo inizio di stagione della Vecchia Signora, la quale è cinica più che mai, senza fronzoli e, a tratti, pure noiosa. Sarà perché si chiama Juventus, sarà per il nome altisonante dei campioni che ne fanno parte, fatto è che il suo non giocar bene e quindi non divertire, è davvero una notizia che non ti aspetti. Certo, nel calcio ci sono pure gli avversari da considerare, tuttavia, il problema non sta propriamente in questi termini, poiché è proprio il gioco che è latitante. E quando nel calcio manca il gioco, vuol dire che gli interpreti devono ancora capire bene il da farsi. Ecco, a parer nostro il problema sta proprio qui. Tenuto conto che questa estate la Juve ha cambiato molti dei suoi interpreti principali, ci vorrà un po’ di tempo affinché i meccanismi di gioco vengano assimilati in maniera lineare. Questa incertezza tecnica che si aggiunge a quella tattica, (difesa a tre o a quattro? Centrocampo a cinque o a tre? Attacco a due o a tre? Trequartista o no dietro le due punte? Chi metto centrale davanti alla difesa?) fanno pensare a un cantiere che, tuttavia, tiene conto della sostanza e cioè della vittoria. Prova ne è che questa Juve, pur con tutti i suoi grossi limiti di gioco e quindi di spettacolo, si trova a essere prima in campionato con 5 punti di vantaggio sulle seconde in classifica, ed è pure in testa in Champions League a pari punti con il Siviglia. Che dire allora? Stiano zitti (almeno per il momento) i fautori del bel calcio, del gioco limpido e arioso capace di giocate che conquistano, mentre i tifosi juventini si consolino di vincere, passando attraverso quella sofferenza che storicamente non è di casa nella società di Corso Galileo Ferraris a Torino. Aspettare questa Juventus è obbligo, perché oggi come oggi non vediamo come possa controbattere le potenze calcistiche europee come, Real Madrid, Bayern Monaco, Barcellona. Per questo siamo convinti che fin dal prossimo febbraio – marzo, sarà tutta un’altra musica. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Lione Stadio OLfl0711fl07111301338-3523e2cc4a60769771cc583505f2d016.jpgSiNbuffon-batte-lione-1-a-0-1013181.htmSi100451001,02,03030349
371013170NewsCoppeAllegri, perché questa Juventus con il freno tirato?20160915163553Incerto inizio della Juve in Champions<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus – Siviglia 0 a 0.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Il primo turno di Champions League 2016- ’17 della squadra bianconera, ha mostrato dei chiaro scuri che fanno discutere su alcuni punti. Fermo restando che alla Juventus sarebbe bastata un po’ di fortuna per portare a casa i tre punti (vedi la traversa di Higuain nel secondo tempo, il colpo di testa di Alex Sandro neutralizzato con la punta delle dita dal portiere spagnolo e, non ultimo, il possibile rigore non dato per atterramento in area di Pjaca sul finire della partita) ci chiediamo perché la squadra di Allegri sia apparsa così timorosa e titubante, soprattutto nel primo tempo, allorquando si è manifestato evidente un atteggiamento tattico troppo attendista. Uniche due occasioni della prima parte della gara sono capitate sui piedi di Kedira, il quale non ha saputo sfruttare due bellissime imbucate che avrebbero potuto portare in vantaggio la sua squadra. Poi il nulla, mentre appariva ordinata e ben messa in campo la squadra spagnola di Sanpaoli, il tecnico cileno che con un 4-3-3 è stato capace di imbrigliare il gioco offensivo bianconero. E’ vero, il Siviglia non ha fatto neanche un tiro in porta durante tutta la partita, tuttavia, è bene dire che il non gioco sugli esterni da parte della squadra di Allegri, ha agevolato di gran lunga la tattica degli spagnoli. E allora la domanda viene spontanea: “Perché Allegri ha optato fin dall’inizio con un centrocampo muscolare composto da Asamoah, Lemina e Kedira, lasciando in panchina Pjanic che è capace di dettare i tempi? Più che un 3-5-2 posto all’inizio della gara, la squadra di Allegri ha manifestato sul campo un 5-3-1-1 che la dice lunga su un atteggiamento tattico molto guardingo nel corso dei primi 45 minuti. Poi, nel secondo tempo, approfittando di un calo fisico da parte degli avversari, la Juventus è apparsa più aggressiva. E allora, perché non iniziare la partita con la stessa foga agonistica dimostrata in buona parte dei secondi 45 minuti di gioco? Questo ci sembra un punto importante sul quale riflettere a lungo, anche in considerazione del fatto che il calcio europeo ci insegna che nella logica del <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>gioco moderno è prevista la presenza dei due esterni larghissimi, quasi incollati sulle linee laterali. Tutto questo è allo scopo di creare un gioco arioso che possa creare superiorità numerica, quando uno dei due esterni salta l’avversario per andare a fondo campo e crossare in area di rigore. Perché la squadra di Allegri non l’ha fatto? Forse perché i 3 attaccanti spagnoli che stazionavano stabilmente e in modo aggressivo sulla trequarti campo, avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la porta di Buffon? Ma in tal caso, non sarebbe stato meglio spingere con gli esterni Evra e Dani Alves a turno, organizzando nella fase di interdizione uno scambio di ruoli con il centrocampo? Quello di regalare il primo tempo agli avversari, non è purtroppo una novità assoluta per la squadra di Allegri, che tende sempre ad aspettare il secondo tempo inoltrato per affondare i suoi colpi, approfittando dell’inevitabile calo fisico degli avversari. Ci sono certamente molte domande da farsi su questa Juventus di Champions che tende a snaturare il suo atteggiamento di squadra brillante del campionato italiano. E poi c’è un certo Pjaca da non sottovalutare, anzi riteniamo proprio che questo giocatore giovane, dotato di velocità e ottima tecnica di base, per le sue caratteristiche tecniche potrebbe essere utilissimo alla Juventus, qualora Allegri decidesse di optare per un 4-3-3. Insomma, nell’analisi globale di ciò che abbiamo visto allo Juventus Stadium nella prima di Champions, riteniamo davvero che Allegri debba prendere coscienza di avere a sua disposizione una Ferrari, che non può essere condotta come una 500. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-perche-questa-juventus-con-il-freno-tirato-1013170.htmSi100451001,02,03030397
381013141NewsCampionatiGli azzurri tornano a casa tra le lacrime.20160703184138Si interrompe il cammino europeo dell`Italia di Conte. La Germania va in semifinale dopo i calci di rigore.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Non era mai successo di vedere due calciatori con l’esperienza di Barzagli e Buffon, scoppiare in lacrime durante un’intervista del dopo partita. Una reazione emotiva che fino ad oggi è sempre stata consumata in campo dopo una sconfitta bruciante. Ma così, davanti alle telecamere, non la ricordiamo mai. Segno evidente di quella Contemania capace di solcare l’anima dei calciatori che prima di tutto sono uomini. Ma la Nazionale Italiana con il suo lavoro e i suoi risultati, ha invertito una tendenza che da qualche anno la vedeva scemare sotto il profilo dell’interesse dei tifosi, dei media e degli addetti ai lavori. Ma anche certi giocatori storcevano il naso alla chiamata azzurra. Tutto questo aveva portato a una sorta di decadimento da parte della Nazionale Italiana nel Ranking Uefa, dopo la delusione della gestione Prandelli. Con l’avvento di Conte, fortemente voluto e lungamente corteggiato dal Presidente della FIGC Tavecchio, si è imboccata la strada giusta; quella della rinascita, del lavoro nei minimi particolari. E così, anche se il CT Antonio Conte ha toccato con mano la difficoltà di costruire una Nazionale competitiva senza avere a disposizione per lungo tempo i suoi convocati a causa degli innumerevoli impegni delle società di calcio, ha costruito pazientemente un gruppo di giocatori, non da selezionatore ma da vero e proprio allenatore. Esattamente come se si chiamasse ipoteticamente Juventus, piuttosto che Nazionale Italiana. Quello era il concetto, quello era lo spirito che lui voleva e che conosce come lavoro serio. Purtroppo, a febbraio di quest’anno sentendosi solo contro tutti, decide di lasciare la panchina azzurra dopo gli europei, per fare un’esperienza inglese al Chelsea. Forse è questo l’unico errore vero di Antonio Conte, che non ha riflettuto abbastanza sull’importanza di portare a termine il suo lavoro, almeno fino ai Mondiali del 2018. Una semina della quale raccoglie solo in parte i frutti, in questo Euro 2016. Forse Conte si è pentito di questo, tanto è vero che tra le lacrime di commiato ha voluto mettere in chiaro che non si tratta di un addio alla panchina azzurra, ma di un arrivederci. Detto questo, poniamo in analisi la sconfitta maturata soltanto ai rigori contro la Germania. Riteniamo che sia stato un gran peccato non continuare il cammino verso la semifinale di Euro 2016. Nell’oggettività di una partita difficile da affrontare contro i campioni del mondo in carica dopo avere superato l’ostacolo della Spagna, ci riesce difficile capire alcuni punti che per noi sono rimasti senza risposta. Fermo restando che la Germania ci è superiore dal punto di vista tecnico, perché attenderla per tutta la partita lasciando loro il possesso palla, senza andare mai ad aggredirli sul nascere delle loro ripartenze? Si dirà che, vista la forza dell’avversario, era consigliabile non scoprirsi troppo per tentare un contropiede che però non c’è mai stato. Questo ci lascia presupporre un eccessivo timore reverenziale della Nazionale di Conte nei confronti dei tedeschi, i quali alla resa dei conti e nonostante un loro asfissiante possesso palla, non possiamo dire che gli uomini di Low abbiano fatto una grande gara. Loro volevano essere cinici, ma in realtà ci temevano. E gli azzurri con la rinuncia al furore agonistico visto contro il Belgio, la Svezia e la Spagna, gli hanno dato l’opportunità di prendere coraggio. E così Ozil ha sfruttato al 65’ l’occasione di andare in gol e portare la Germania in vantaggio. Sotto di un gol, l’Italia ha tentato un timido accenno al gioco offensivo, e al 78’ Bonucci pareggia le sorti dell’incontro, trasformando un calcio di rigore per fallo di mani in area da parte di Boateng. A questo punto, sulle ali dell’entusiasmo, bisognava insistere con dei cambi oculati che sono arrivati in ritardo: perché il primo cambio di Conte è arrivato al 41’ della ripresa, quando Darmian ha sostituito l’esausto Florenzi? E perché si è aspettato il 2’ dei tempi supplementari per sostituire Eder con Insigne e poi il 16’ degli stessi supplementari a mettere dentro Zaza per Chiellini? Poi i calci di rigore: una estenuante lotteria che vede la Germania superare l’Italia per 7 a 6. Zaza fa il balletto davanti Neuer, e butta la palla fuori. Ma sbaglia anche Pellè, quando ciabatta malamente un pallone, prima di aver schernito il portiere avversario. Poi Darmian fallisce ancora. Che peccato, visto che all’inizio i tedeschi hanno sbagliato tre rigori su cinque, mentre l’Italia non ha saputo approfittarne. Naturalmente, nonostante questa nostra analisi che può essere condivisa o meno, diciamo che l’Italia è uscita dall’europeo a testa altissima, senza tuttavia approfittare di una Germania che ci ha temuto senza farlo capire agli azzurri di Conte. Pazienza, la vita continua. Anche se la delusione di un sogno a lungo accarezzato e poi svanito, ha solcato l’anima di tutta quella “famiglia” chiamata: NAZIONALE ITALIANA targata ANTONIO CONTE. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711conte-6.jpgSiNgli-azzurri-tornano-a-casa-tra-le-lacrime-1013141.htmSi100451001,02,03030436
391013137NewsCoppeUna brutta Italia perde contro l’Irlanda, adesso ci aspetta la Spagna20160623150827L`errore di Conte contro l`Irlanda? Aver sostituito troppi titolari.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Euro 2016. Primo gol subito dall’Italia, prima sconfitta e prima figuraccia. Gli azzurri visti contro l’Irlanda sono stati sconcertanti. E’ vero che aver perso questa partita risulta ininfluente dal punto di vista della qualificazione agli ottavi, già abbondantemente conquistati. Ma questo non può essere considerato un alibi di fronte a una non partita azzurra che ha visto soltanto colpire un palo da Insigne, entrato sul finire della gara. L’Irlanda ha giocato la partita della vita e quindi è stata sorretta da alte motivazioni di vittoria, per potersi qualificare agli ottavi di finale. Gli azzurri hanno invece prodotto un match che ha mostrato tutta la confusione possibile nell’ambito delle idee, che sono apparse offuscate e non sorrette da una buona preparazione fisica e caratteriale. Forza fisica e determinazione che invece hanno messo in campo gli irlandesi, più corpulenti, aggressivi, cattivi in un pressing asfissiante che ha lasciato di stucco l’intera squadra azzurra. E’ vero che la squadra di Conte si è schierata con otto giocatori che in genere non fanno parte dei titolari, ma questo punto non può rappresentare l’unico motivo di defaillance collettiva. Il CT azzurro cerca di anestetizzare la bruttissima prestazione dei suoi ragazzi, dicendo che non può rimproverare nulla e che, nonostante la sconfitta, ha avuto modo di trarre delle ulteriori indicazioni. Sinceramente non capiamo quali possano essere queste indicazioni, tuttavia, parlando ancora della partita contro la Svezia giocata dalla squadra “tipo” di Conte, avevamo palesato alcuni punti di incertezza nonostante la vittoria. A nostro parere, infatti, l’unica partita che gli azzurri hanno giocato bene sotto il profilo della determinazione e delle idee è stata quella contro il Belgio. Una partita che ha visto l’Italia preparata a soffrire contro i più titolati avversari. Ottimo pressing, buon movimento senza palla, gioco sugli esterni, compattezza di squadra nei vari settori del campo e verticalizzazione del gioco, sono stati gli artefici di una vittoria convincente e forse pure inaspettata. Poi c’è stata una flessione di gioco e idee, nonostante l’esigua vittoria contro la pochezza tecnica di una Svezia che, nonostante Ibrahimovic, ritorna a casa senza far parte degli ottavi di finale di questo europeo 2016. Certo, dopo la delusione della partita persa malamente contro l’Irlanda non è il caso di fare drammi, anche in prospettiva della partita che l’Italia dovrà affrontare lunedì 27 Giugno contro la Spagna. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco, quel match dovrà essere giocato con l’approccio giusto, come se fosse la partita della vita. Una sorta di ripetizione dell’incontro con il Belgio, anzi ancor di più. Non scopriamo certamente noi la forza di una Spagna, che si avvale di grandi campioni capaci di sviluppare un gioco che attraverso il centrocampo fa da trait d’union tra difesa e attacco, in un moto perpetuo di interscambi di ruoli. L’Italia, questa Italia azzurra, gli è certamente inferiore sotto il profilo tecnico. Ed è per questo che l’approccio mentale alla gara deve essere preparato da Conte in maniera ancora più ossessiva e maniacale del solito. Gli azzurri dovranno essere preparati a pressare alto e conquistare il possesso palla fin dal fischio d’inizio, altrimenti son dolori. Tenendo conto che l’evanescente Thiago Motta debba essere lasciato fuori, per evidente stato di forma precaria, palesata ormai da troppo tempo, proviamo già a pensare a uno schieramento con un 3-5-2 che prevede Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, a centrocampo Candreva a destra, poi Parolo, De Rossi, Giaccherini, Florenzi, mentre in attacco inizieranno i soliti Eder e Pellè. Questi sembrano essere gli intendimenti di Antonio Conte, anche se a noi stuzzica molto l’idea di far giocare Insigne al posto di Eder. Ma il CT azzurro si è dichiarato più d’una volta contrario ad inserire il giocatore napoletano nell’assetto tattico del 3-5-2, semmai lo vedrebbe meglio in un ipotetico 4-3-3. Sono tutte idee che trovano il tempo che trovano, perché è proprio il campo a dare le indicazioni tattiche a partita in corso. E’ il calcio in cui non s’inventa nulla, ma che per la sua opinabilità fa spesso discutere di sé. Talora anche con toni accesi, perché ognuno pensa di custodire la chiave per scardinare ogni difesa avversaria. Ma poi chi vince ha sempre ragione. Ed è l’Italia che è chiamata a vincere contro la Spagna di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iniesta</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sergio Ramos</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabregas,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David Silva</b> e compagni. Una partita secca che significa proseguire il percorso dell’europeo 2016, oppure ritornare a casa infrangendo quel sogno a lungo cullato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Lillefl0711fl0711conte-6.jpgSiNuna-brutta-italia-perde-contro-l-irlanda-adesso-ci-aspetta-la-spagna-1013137.htmSi100451001,02,03030392
401013134NewsCoppeItalia Svezia, l’importante è aver vinto, ma…20160617183511L`Italia che non convince, entra agli ottavi di finale di Euro 2016.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Com’è strano questo calcio che ti annoia per 87 minuti e poi sprigiona in un attimo le emozioni che hai atteso per tutta la partita. E’ la sintesi di un match che ha visto l’Italia giocare male e la Svezia essere più in palla ma carente in attacco. Avevamo ancora negli occhi la bellissima partita di carattere che gli azzurri hanno giocato contro il Belgio, mentre contro la squadra di Ibrahimovic si sono evidenziate lacune in tutti i settori. Il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eder</b> è arrivato come una specie di liberazione, non solo per il successo acquisito ma, soprattutto, perché questo gol ci spalanca le porte degli ottavi di finale. E possiamo pure dire che quel famoso e amaro biscotto che avevamo dovuto ingoiare 12 anni fa in cui fummo mandati a casa dal tacito accordo tra Svezia e Danimarca, è stato “vendicato”. Ma a parte queste considerazioni che riguardano un passato troppo lontano, l’Italia vista oggi ha palesato lunghi momenti di ansia da stress fisico e mentale. Per tutto il primo tempo abbiamo visto gli svedesi arrivare primi sul pallone, mentre la nostra azione si spegneva praticamente a centrocampo, lasciandoci pericolosamente troppo bassi e arroccati nella nostra trequarti campo. Per fortuna, come dicevamo prima, la Svezia pur sovrastando l’Italia dal punto di vista fisico, hanno mostrato grandi carenze tecniche e di convinzione in fase di conclusione in area di rigore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo guardare in faccia la realtà”</b> dice Antonio Conte: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“All’inizio nessuno avrebbe scommesso su un’Italia che dopo le prime due partite dell’europeo, sarebbe entrata agli ottavi di finale. Oggi, soprattutto nel primo tempo, ho visto i ragazzi un po’ contratti, ansiosi, forse perché volevano togliere in fretta qualche scheletro dall’armadio. Tuttavia, non mi sembra che in tutta la partita, Buffon abbia rischiato il gol. La Svezia ha avuto il pallino del gioco, ma noi siamo stati bravi a</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">contenere la loro spinta che, ripeto, non ci ha mai creato grandi problemi.”</b> Lucida l’analisi del C.T. azzurro che si stringe attorno alla sua squadra, anche dopo una partita insufficiente dal punto di vista del gioco. Certo, siamo all’inizio, tuttavia è assolutamente necessario riprendere il bandolo del gioco, degli schemi, del giusto approccio mentale alla partita. Tutte cose che questa Italia di Conte ci ha abituati, per carattere e per voglia di superare l’ostacolo attraverso l’unione di gruppo, capace di enfatizzare il senso di squadra. Certe carenze di poca qualità a centrocampo, non si possono certamente inventare. Ma la grinta e la determinazione della squadra nell’intendere il gioco sugli esterni d’attacco che, contro la Svezia non si è praticamente mai visto, è necessario ritrovarlo presto. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene, ma l’entusiasmo su una vittoria acquisita negli ultimi due minuti del tempo regolamentare,non deve nascondere i problemi che la Svezia di Ibrahimovic ha messo a nudo.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Tolosafl0711fl0711conte-6.jpgSiNitalia-svezia-l-importante-e-aver-vinto-ma-1013134.htmSi100451001,02,03030296
411013132NewsCoppeL’attesa è finita, gli azzurri alla prova di Europa 201620160613185250Palla al centro e fischio d`inizio. Auguri azzurri!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Inizia Belgio Italia. Adesso la risposta sarà data solo dal campo e le parole saranno solo il commento di quanto visto. Il motto è: “Vietato avere paura”. Dopo tanta pretattica di Antonio Conte sulla formazione che scenderà in campo, in base a quanto riportato dagli organi d’informazione è possibile immaginare che le punte saranno Pellè e Eder, con un assetto tattico del 3-5-2 che prevede la difesa della Juventus con Buffon in porta, Barzagli, Bonucci, Chiellini e un centrocampo che vede Candreva, Parolo, De Rossi, Giaccherini e Darmian. E mentre i nostri avversari si schiereranno con un più offensivo 4-3-3, gli azzurri di Conte impronteranno il loro gioco sugli esterni d’attacco. E’ il tema che caratterizza da sempre il credo calcistico del C.T. azzurro che crede nella compattezza della squadra, nel movimento senza palla e nella verticalizzazione del gioco. Una sorta di costante maniacale della perfezione, che non prevede momenti di sosta o rallentamenti di tensione. Sempre lì a rincorrere il pallone, a chiudere i varchi e ripartire con idee chiare e lo sguardo possibilmente rivolto agli esterni Candreva o Darmian, che dovranno proporre al centro dell’area palloni da trasformare in gol. Certo, questo è il disegno teorico di una Italia che deve badare a se stessa, prima ancora di preoccuparsi degli altri. C’è poca qualità, questo si è detto fin dall’inizio. Ma in mancanza di leader che possano fare la differenza, Conte gioca la carta dell’essenzialità, dell’unione di gruppo, del senso di responsabilità che,comunque vadano le cose, non si debba fare appello al rimpianto di non avere dato tutto quello che c’era da dare. Senza rimpianti, ma con l’orgoglio di dire noi siamo l’Italia, tutti ci guardano e non possiamo deludere nessuno. In fondo ne va di mezzo l’immagine e la professionalità costruita in tanti anni di carriera. E’ questione di serietà,di preparazione fisica e mentale. Su questo, Conte è intransigente, così come lo era alla Juve. E i risultati si sono visti. Anche quando vinci 2 a 0 e sei a un minuto dalla fine, non puoi permetterti di sbagliare e fare il gioco dell’avversario. Questi saranno i temi che dovranno svolgere con diligenza gli azzurri, per colmare quel gap che la separa dalle autorevoli nazionali europee. Vedi Francia, Germania, Spagna, Belgio, che si presentano con i favori del pronostico per avere qualità e leader capaci di fare la differenza. Ma l’Italia, che fa di necessità virtù, vuole ribaltare questa tendenza con il significato di squadra unita e il mordente di chi non ha i favori del pronostico e vuole stupire anche i più scettici opinionisti del pallone. D’altra parte, la storia del calcio italiano ci ha insegnato che le cose migliori degli azzurri sono sempre arrivate nel momento in cui nessuno ci credeva, Sarà così anche questa volta?</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lionefl0711fl0711conte-6.jpgSiNl-attesa-e-finita-gli-azzurri-alla-prova-di-europa-2016-1013132.htmSi100451001,02,03030339
421013125NewsCampionatiInizia il sogno azzurro20160601224419Comincia l`avventura degli azzurri nel campionato europeo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Parli di calcio e si aprono le porte. E’ una calamita, un qualcosa che attrae, emoziona, fa arrabbiare ma diverte, fa discutere, ma fa anche esagerare nel bene e nel male. Fatto è che la Nazionale Italiana di calcio è partita per il sogno europeo sotto i migliori auspici. Quest’anno persino la RAI ha pensato a un programma organizzato per salutare i 23 giocatori scelti dal CT Antonio Conte. Con 4 milioni e 242 mila spettatori, pari a uno share televisivo del 17,2%, la serata evento condotta da Antonella Clerici su Rai1 il 31 Maggio 2016, è stata la più seguita dai telespettatori. Segno evidente che la Nazionale Italiana suscita ancora interesse. Un appeal che è certamente dato dalla partecipazione al Campionato Europeo per Nazioni che si svolgerà in Francia nel mese di Giugno, capace di rinverdire l’entusiasmo per i colori azzurri, che negli ultimi anni è sembrato troppo tiepido dal punto di vista mediatico. Con la trasmissione Rai in prima serata, si è dunque tastato il polso dei tifosi che dimostrano ancora grande interesse per la Nazionale. In questa occasione il commissario tecnico Antonio Conte ha ufficializzato i nomi dei 23 calciatori che faranno parte della spedizione azzurra in Francia. Portieri: Buffon, Sirigu, Marchetti. Difensori: Barzagli, Bonucci, Chiellini, Darmian, De Sciglio, Ogbonna. Centrocampisti: Bernardeschi, Candreva, De Rossi, Florenzi, Giaccherini, Parolo, Sturaro, Thiago Motta. Attaccanti: Eder, El Shaarawy, Immobile, Insigne, Pellè, Zaza. Specificati anche i nomi delle tre riserve che prenderanno il posto degli eventuali infortunati: Rugani, Zappacosta e Benassi. Gli esclusi dalla lista dei convocati sono, Bonaventura e Jorginho. Conte ha avuto parole di elogio per loro, sia dal punto di vista umano che tecnico. Tuttavia, era doveroso fare delle scelte e, in base alle caratteristiche tecniche da apportare alla squadra nella sua globalità, si è dovuto dare la priorità a chi garantisce maggiore duttilità di ruoli. Adesso ci saranno certamente le critiche di rito, ma è il campo che darà la risposta alle scelte del commissario tecnico. Se vinci si dirà che Conte ha scelto bene. Ma se perdi non saranno risparmiate le critiche. E’ l’eterna storia del calcio, materia opinabile, molto discussa e mai perfetta. Noi, cammin facendo, ci atterremo ai fatti e, come sempre, cercheremo di fare delle analisi concrete e il più possibile oggettive, basandoci sui dati di fatto. Per ora, non ci resta che augurare agli azzurri un buon campionato europeo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711conte-6.jpgSiNinizia-il-sogno-azzurro-1013125.htmSi100451001,02,03030379
431013119NewsCampionatiDavid William Caruso, tra musica rock e ultras laziale. 20160518142927La passione per la Lazio vista dalla parte degli ultras, si interseca all`amore per la musica rock. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nel variegato mondo della musica moderna, capita spesso di conoscere personaggi che per le loro peculiarità artistiche e umane, fanno la differenza e, per questo, sono capaci di stuzzicare la curiosità della gente. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nasce a Roma nel 1984 e studia pianoforte fin dall’età di 6 anni. A 16 anni prende in mano la chitarra e la suona da autodidatta. Inizia a cantare da piccolo, accompagnato da suo padre. Intanto passano gli anni e David si accorge che la musica rappresenta il senso della sua vita. Il rock è il genere musicale che più si confà con il suo modo d’essere e così inizia un percorso musicale che oggi lo pone tra le più interessanti proposte musicali dello scenario italiano. Ma c’è un altro aspetto importante di questo giovane artista romano: il suo amore per la Lazio e il modo di interpretarlo attraverso la filosofia degli ultras. Una fede che nasce fin da quando era piccolo, per essere vissuto in una famiglia dai colori biancocelesti. E non è un caso che tra le tante incisioni discografiche di David William Caruso ci sia l’inno della Lazio intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avanti</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio”</b>. Ultimamente ha anche girato il video del primo singolo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vita da ultras”</b> tratto dal suo album <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non voglio rimorsi”.</b> E’ notizia di questi giorni, l’uscita del suo primo singolo intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Splendida così”.</b> Ma noi che ci occupiamo di sport a tuttotondo, abbiamo voluto intervistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nella veste di tifoso ma anche di appassionato di calcio, cercando di entrare al contempo nel particolare mondo degli ultras da stadio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Vita da Ultras. A chi pensa che la figura dell’ultras da stadio sia da considerare pericolosa. Tu cosa rispondi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non posso negare che in parte lo è. Ma difficilmente nuoce alle persone “qualunque”. Il mondo ultras è una ricerca del fronte avversario e non di famiglie e bambini. Il calcio è uno sport popolare nel significato stesso della parola non in senso di fama. E' praticato e seguito anche e soprattutto nelle periferie dove spesso il degrado, in concomitanza con una miriade di problematiche sociali diverse, sfocia anche nel mondo ultras. E' inevitabile. In Inghilterra sono riusciti con leggi ferree ad assicurare tranquillità all'interno degli stadi. Ma ciò che accade fuori, in privato è un mondo poco conosciuto dai comuni tifosi, ma ben radicato in fazioni e persone molto numerose.” <br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ascoltando “Avanti Lazio”, l’inno che hai scritto per la tua squadra del cuore, mi è rimasta impressa una frase “Con le voci ogni domenica paghiamo il nostro dazio”. Perché?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Beh la frase che hai scelto mi “preme” in particolar modo perché unisce i miei due amori. Amo cantare e amo la mia squadra e l'unico modo che ho per ricambiare al meglio delle mie possibilità, l'amore verso i miei colori è usare la mia “canna” vocale e sputare fiato come se fossimo in 20 a cantare.”<br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Penso che la tua passione per la Lazio risalga da varie generazioni di famiglia. Da tuo nonno, a papà, a te e tuo fratello. Ma dentro di te si erge l’anima dura che esprimi attraverso la tua musica. Sembra quasi una risposta a muso duro verso un mondo avverso. E’ così?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La mia fede, la mia religione, proviene da entrambi i miei nonni. Venuti a Roma quando la Lazio era (e lo è ancora) l'unica squadra della capitale. Trasmessa da mio padre a me e mio fratello entrambi meno “facinorosi” e più calmi rispetto a me. Loro lo chiamano “temperamento artistico”. Io, perdonate il lessico, lo chiamo “incazzatura”. E' bello quando qualcosa ti viene tramandata. Anche se a scuola tu sei solo e “loro” sono tanti. Anche se devi abituarti a rispondere presto nei bar già da piccolo alla domanda “sei d' a' Lazio e 'n te vergogni?!”. La risposta ve la risparmio perchè la scurrilità preferisco lasciarla a loro e allo stadio dove mi è concesso. Scrivere l'inno e pensare a loro, tutti loro, è stato magnifico. La vera dedica va alla persona che mi ha motivato a scrivere questo brano: un grande uomo di principi. Sono felice di essere riuscito a scrivere qualcosa di diverso senza usare la solita terminologia “cielo , cuore , amore”. Ho voluto scrivere qualcosa che carichi gli 11 leoni che scendono nel santuario del pallone la domenica per dirgli : “Ragazzi … noi <br> siamo il dodicesimo in campo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei gemellaggi di certe tifoserie?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“I gemellaggi nascono spesso da amicizie createsi per diversi motivi: giocatori comuni, tifoserie affini nel loro atteggiamento ed, a volte, anche per motivi politici. Devo ammettere che però è davvero una cosa bella. Quando incontri determinate squadre e le loro tifoserie gemellate con la propria vieni trattato come uno di famiglia. E' strano ma questa è una cosa che amo del calcio. Entrare a Londra con la maglia della Lazio con il nome Di Canio sulla schiena, in un pub nei pressi di Upton Park ed essere sommerso da abbracci e birra è davvero una cosa strana e calorosa allo stesso tempo. Niente di male, insomma.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Da Chinaglia a Miro Klose, passando da Di Canio. E’ la storia di una Lazio che ha fatto sognare i suoi tifosi</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La storia della mia Lazio passa anche dai nomi da te citati. Guerrieri, gente con gli attributi. Vanto della maglia che indosso la Domenica. Ma tanti nomi hanno fatto la storia e sono meno menzionati. Da Nesta, a Gazza, da Maestrelli a Fiorini. La rosa non è così bella senza spine e nella nostra storia di spine ne abbiamo avute molte lo ammetto. Ma che bella storia quando l'allenatore per antonomasia di questo secolo dice di aver incontrato la migliore squadra mai vista ed è proprio la mia Lazio. Di tante spine una non riusciamo proprio a toglierla , ma il tempo non guarda in faccia nessuno e spero ci aiuti presto. Tornerà il sereno!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi del calcio italiano e di questa Juventus che ha vinto cinque scudetti consecutivi? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Negli anni ho notato che una sola cosa accomuna tutte le tifoserie italiane: l'astio nei confronti della Juventus. Nei suoi trascorsi ha avuto tante “macchie” ed io personalmente non amo affatto alcuni loro idoli (in particolare Platini). Il calcio italiano oggi è calato nel suo prestigio perchè gli investitori non vengono certo a buttare i soldi qui in mazzette e burocrazia infinita per poter avere uno stadio proprio. Quotarsi in borsa , merchandising, insomma rispecchia la situazione socio-politica del nostro Paese. Devo però riconoscere che questa Juve ha davvero un organico molto forte. Giocatori unici come Pogba e Dybala. Ma soprattutto le partite le vince in difesa. Può permettersi di schierare spesso un uomo in più in mezzo al campo sostenuta da una difesa a 3 con Buffon che ancora fa reparto da solo. Poi che Chiellini dovrebbe finire la metà delle partite che gioca prima del fischio finale è solo un mio parere. Ma tanto di cappello a quello che sta facendo negli ultimi anni. Ma non riesco a perdonare anni di supremazia conquistata in modo losco e non </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>troppo cristallino.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero su Higuain e il Napoli di Sarri ?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“E' il giocatore che tutti vorrebbero, tra i miei preferiti nel mondo. Oltre alla sua prolificità è un guerriero, un combattente. Uno che non ci sta a perdere! Forse l'unico vero Top Player (punta) nel nostro campionato paragonabile con i Top Players dei grandi club europei. 36 reti in questa stagione… uomo che fa reparto da solo. Lo scatto d'ira tanto biasimato è emblematico di quanta grinta possegga! Averlo in prestito non ci dispiacerebbe, anche se mi accontenterei di un ottimo Gabbiadini. Lo so “sto a sognà”, come si dice dalle mie parti. Per quanto riguarda Sarri non credo di essere l'unico incredulo. Lo scetticismo iniziale è stato spazzato via dopo il primo mese e mezzo. Non sono un amante del suo predecessore ma questa è un'altra storia. Credo che in una squadra di calcio influiscano tanti fattori: allenamento, strategia, tattica, spogliatoio, incitamento. Poi c'è un termine poco usato che io chiamo “alchimia”. Questo è necessario in una squadra vincente. E questo Napoli lo possiede. Un paio di rinforzi dietro come si deve e la Juve faticherà l'anno prossimo anche se a mio parere meritava qualcosina in più in Champions quest'anno.” <br> </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ritornando alla tua Lazio. Perché non riesce più da anni a reinserirsi nel novero delle prime squadre della classifica italiana?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Citando un film che adoro,“la risposta al 90% delle domande è sempre :soldi”. La Lazio non sta investendo e non ha investitori come i top club stranieri. Quest'anno abbiamo avuto un'occasione e l'abbiamo buttata via. Era nata già “storta” perchè proveniva da un miracolo e cioè l'errore dal dischetto del Pepita nello scontro diretto. Ma non sono arrivati rinforzi. Pioli completamente incapace di capire non tanto il valore quanto la posizione, la scelta e le capacità degli uomini schierati in mezzo al campo. Una preparazione atletica ridicola a fare foto e autografi tra le montagne stile Heidi. No, non ci siamo proprio. Il pre-campionato è fondamentale. La Juve ne sa qualcosa visto l'inizio disastroso quest'anno. Sono un sostenitore della circolazione di tanti soldi nel calcio ai giocatori. Ma il lavoro è lavoro. Divertiti a Formentera ma se mi ritorni con 3 kg in più di birra sulla pancia te li tiro giù a calci nel sedere. Questo anche a causa del peso che oramai posseggono i grandi procuratori non è nemmeno più concesso di farlo agli allenatori. Miro in panchina per far giocare Djordjevic ; Keita schierato per metà campionato solo negli ultimi minuti. Gli occhi ce li avete?!?!?! Li vedete i giocatori in allenamento?!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Adesso si parla di un avvicendamento nella panchina biancoceleste. Pensi che sostituire Inzaghi con Sanpaoli sia un fatto positivo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non ho seguito l'operato di Sanpaoli (almeno per quanto riguarda la sua carriera nei club) fino ad oggi e di conseguenza per me è un'incognita. Per quanto riguarda Inzaghi, sono partito senza pregiudizi e con buone aspettative. Ma ho notato che ha uno stile di gioco particolare. Tanta zona, e pressing solo dalla propria metà campo. Non è una tattica che prediligo o che mi faccia impazzire. La miglior difesa è l'attacco e con Miro, Keita e Candreva/Anderson avrebbe potuto fare molto di più. Parolo quest'anno è stato molto deludente eppure sempre titolare inamovibile. Un giovane Cataldi quasi “bruciato”, perchè secondo le regole degli “zonaroli” in conflitto con Biglia. Non per fare paragoni assurdi ma allora il Barcellona non avrebbe mai dovuto schierare Xavi e Iniesta insieme perchè doppioni?! A calcio servono i piedi. Due mediani che fanno girare il pallone fanno anche correre il doppio gli avversari. Il centrocampo della Lazio di quest'anno, a mio modesto parere doveva essere composta da Biglia, Cataldi e Savic nel ruolo di Tre-quartista. Mi sarebbe anche piaciuto vedere Morrison più di 14 minuti totali nel campionato ma non ci è stato concesso <br> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>questo lusso. Sarà un serial killer e non lo sappiamo? Bah!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, David. Se tu fossi al posto del presidente Lotito, cosa faresti per il bene della Lazio? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi dimetterei all'istante! E’ il presidente della prima squadra di questa città, Capitale del nostro Paese, meritiamo rispetto e onore. I latinismi e le “pizzicate” ai giornalisti le lasciamo al parroco del </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>mio quartiere qui a Pietralata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><br> <br> <br> <br> <br> <br> <br style="mso-special-character: line-break;"> <br style="mso-special-character: line-break;"> </span>Romafl0711fl0711dwc_splendida_cosi_cover_1440x1440-(1)-(800x800)-(640x640)-(350x350).jpgSiNdavid-william-caruso-tra-musica-rock-e-ultras-laziale-1013119.htmSi100451001,02,03030370
441013117NewsCampionatiUna brutta Juve, si perde tra le lacrime d’addio di Luca Toni.20160509191254Al Bentegodi, più Luca Toni che Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Una Juve irriconoscibile perde a Verona,ultima della classe e intenta a celebrare l’addio al calcio giocato di Luca Toni. Molte le concause di una sconfitta indolore ma al contempo roboante, se si tiene conto dell’abissale punteggio di classifica tra le due squadre. Approccio alla gara sbagliato e mancanza di stimoli, sembrano essere i primi e più eclatanti motivi di un risultato negativo che si abbatte sulla Juve, esattamente dopo 193 giorni dalla fatidica notte di Sassuolo. Amareggiato ma non preoccupato appare Massimiliano Allegri dopo la gara,il quale si appella ad un approccio mentale sbagliato della sua squadra, anche se, ogni tanto, uno “schiaffo” ci vuole per far riflettere. Chiaro accenno alla preparazione della finale di Coppa Italia contro il Milan, che deve essere presa con ben altra vigoria. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo rimetterci subito a posto, perché quello è un obiettivo da</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere”</b> afferma con tutta franchezza il Max Allegri, fresco di contratto appena firmato. Tuttavia, pensiamo che a questa sconfitta di 2 a 1 della Juve in quel di Verona, si debba tenere conto di alcune assenze importanti. Buffon, Pogba, Morata, Marchisio, Mandzukic, Khedira, Evra, Lichtsteiner, tenuti volutamente a riposo (tranne Marchisio e Khedira infortunati), significa privarsi dell’80% del valore della squadra. Una percentuale così alta, che nessuna squadra al mondo potrebbe sostenere senza subire conseguenze nell’assetto tattico. Certo,nel caso della Juve presentata a Verona non c’è da obiettare, visto che lo scudetto è stato vinto largamente e che ci si prepara,come dicevamo, a una finale di Coppa Italia che la Juventus è orientata a conquistare. E,in questo caso, nemmeno l’analisi dell’accoppiata d’attacco Zaza – Dybala, può essere considerata come fatto negativo, visti gli innumerevoli errori di appoggio da parte di un centrocampo che vagava nel nulla e incapace di affondare tra le linee difensive di un Verona che con grande dignità ha dato l’addio alla Serie A. Ma, come dicevamo, è stata la partita dell’addio di Luca Toni, attaccante di razza, campione del mondo nel 2006 che lascia il calcio giocato all’età di 39 anni, dopo oltre 600 partite giocate e oltre 300 gol in carriera. Ecco, diremmo proprio che più della brutta sconfitta rimediata dalla Juve, sia doveroso parlare di un addio che ti fa rammaricare con il tempo che fugge via in maniera frettolosa e che ti fa rimpiangere gli atleti veri, i campioni seri di un calcio che stenta a riproporre certe esemplari continuità. Eppure, Luca Toni, nel suo The End, si è anche inventato il “cucchiaio” sul rigore che ha battuto per la sua squadra, per la sua gente che l’ha seguito durante tutto il suo percorso calcistico partito da Modena, finito a Verona e passando attraverso Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr e ancora Fiorentina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711Luca-Toni.jpgSiNuna-brutta-juve-si-perde-tra-le-lacrime-d-addio-di-luca-toni-1013117.htmSi100451001,02,03030400
451013107NewsCampionatiLa Juventus è Campione d’Italia per la quinta volta consecutiva.20160427135997Lo scudetto e i tanti record della Vecchia Signora d`Italia targata 2015`16.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Maradona</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”La Juventus? Ha giocatori fenomenali in federazione e fra gli arbitri”.</b> E’ l’eterna storia antijuventina che si manifesta in quella parte d’Italia che non ama i colori bianconeri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Diego Armando Maradona</b> rimasto legato al Napoli e ai napoletani, con la frase sopracitata si è reso portavoce di un retro pensiero antico come il mondo che, tuttavia, non porta a nulla di concreto. La realtà è che la Juve ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo con un irripetibile ribaltone di + 25 punti sulla Roma e 21 sul Napoli. A Ottobre 2015, infatti, tutti pensavano che la Juve di quest’anno, dopo aver venduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tevez,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pirlo</b>, oltreché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Llorente</b>, avrebbe dato un addio anticipato allo scudetto. Tutti erano pronti a emarginare mister Allegri, perché si era affidato a un cambio tattico che prevedeva l’inserimento del trequartista che nella Juve di fatto non c’è. E così dopo le prime mortificanti sconfitte contro Udinese e Roma, il percorso della Juve si è fatto impervio e irto di mille figuracce tipiche da squadra provinciale, fino alla partita contro il Sassuolo in casa dei nero verdi. Una domenica in cui i bianconeri toccarono il fondo della loro dignità. In quella occasione capitan Buffon, a nome della vecchia guardia ha smosso l’orgoglio della squadra, coinvolgendo soprattutto i nuovi arrivati. E galeotto fu quel momento in cui, a cominciare dal derby torinese in cui Cuadrado ha infilato il pallone della vittoria all’ultimo minuto. Da quel momento la Juve ha ottenuto 24 vittorie consecutive su 25 partite, ha costruito il record di imbattibilità di Buffon ed è arrivata alle porte dei quarti di finale di Champions, dopo essere stata estromessa immeritatamente dal Bayern Monaco. Tutte cose che non si inventano dalla sera alla mattina, ma che hanno bisogno di tempo, di qualità, di concentrazione massima e di lavoro. E allora cosa vogliamo ancora dire oggettivamente a una squadra e a un gruppo così compatto, gestito in maniera egregia da una società capace di conoscere il segreto di “non morire mai”. Da sempre sappiamo che nel calcio non esiste una squadra forte se alle spalle non c’è una grande società. E la Juve è una grande società, perché questo dicono i fatti, gli scudetti vinti, la sua storia. Poi, ognuno può dire quel che vuole per antipatia verso i colori bianconeri, o perché dopo calciopoli ognuno ha affondato i suoi pensieri nei torbidi convincimenti di chissà quale oscuro disegno. La sostanza è che la Juve resta ancora da cinque anni la squadra da battere in campo nazionale, ma che deve ancora colmare un piccolo gap con le più titolate squadre europee. Questo è l’eterno cruccio di una società che storicamente ha vinto troppo poco in campo internazionale, ma che sta studiando per diventare grande anche in Europa. Adesso i tifosi aspettano fiduciosi di conquistare quella Champions che la storia bianconera ricorda come qualcosa di stregato. Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici sono già all’opera, cominciando proprio dal rinnovo del contratto di quel Massimiliano Allegri che all’inizio della sua avventura bianconera nessuno voleva. Con lui si programmerà il futuro immediato di un’Europa che significa conquista della Champions League. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-campione-d-italia-per-la-quinta-volta-consecutiva-1013107.htmSi100451001,02,03030368
461013095NewsCampionatiGigi Buffon, 974 minuti d’imbattibilità. E’ record!20160321191125Un campione, un uomo, una leggenda. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Udinese, Roma, Chievo, Genoa, Frosinone, Napoli, Bologna, Inter, Atalanta, Sassuolo e poi Torino, senza mai subire reti. Gigi Buffon si ferma a quota 974’, per effetto del gol subito su calcio di rigore tirato da Belotti nel derby di Torino al 48’. L’ultimo gol l’aveva subito sul campo della Sampdoria ad opera di Antonio Cassano al 64’. Da allora è stato custode arcigno della sua porta, fino a superare il record di Sebastiano Rossi ex portiere del Milan, che si era fermato a 929 minuti. Una storia la sua, che non è come le altre. E’ la storia di un campione vero, di un atleta integro che ha connaturato in sé la grande&nbsp;forza morale che si associa al carisma di capitano, cui i compagni fanno sempre affidamento. Un grande appeal che nasce dalla semplicità dei suoi gesti tecnici e agonistici, ma anche da un rapporto corretto che egli ha in campo e nella vita privata con i suoi compagni. Un campione vero.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Eppure sembra ieri che Gigi Buffon ha esordito in Serie A nel Parma, nel 1995 . Aveva 17 anni, essendo nato a Carrara il 28 Gennaio del 1978. Esplosività, grinta, determinazione, bravo tra i pali e fuori. Per lui, abbrancare il pallone equivale a tuffarsi con sicurezza, senza timore o incertezze di sorta. Stessa forza, stesso coraggio, stessa generosità nell’arrivare prima degli altri. Nell’area piccola il pallone è cosa sua. Un concetto da grande portiere che non può essere condiviso con gli avversari, perché carpire il pallone significa inibire.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La sua presenza è una garanzia per ogni difesa di qualità. Eppure Gigi ha l’umiltà di dire che nessun record è figlio di un singolo; e così dice grazie a ognuno dei suoi compagni di squadra. Insomma, una leggenda che è patrimonio del calcio italiano di tutti i tempi. E se l’assegnazione del pallone d’oro non fosse sempre cosa privata per gli attaccanti, Gigi Buffon avrebbe già da molto tempo conquistato un trofeo mondiale che diremmo quasi gli spetti di diritto. Salvare un gol equivale a farlo, e se si potessero calcolare quanti gol Buffon ha sventato nella sua carriera, potremmo dire tranquillamente che è come se ne avesse fatti tantissimi. Un ruolo, il suo, che è determinante per ogni squadra che ha grandi ambizioni. Nella lunga storia del calcio, non ricordiamo squadre vincenti senza un portiere di grande qualità. D’altra parte l’ossatura di una squadra comincia proprio da un bravo portiere e continua con un ottimo centrale di difesa, un grande centrocampista e un attaccante capace di fare tanti gol. E’ la storia del calcio che inizia proprio dai pali, dal guardiano di quella porta che deve dare sicurezza anche nella regia della propria difesa. Gigi Buffon, con questo suo record d’imbattibilità ha scritto la storia dei migliori portieri al mondo di tutti i tempi, ed è stato capace di rivalutare un ruolo spesso non considerato dai giovani calciatori di oggi. Tutti vogliono fare gli attaccanti, tutti vogliono fare gol, ma Gigi,il leggendario recordman di sempre, ci ha insegnato l’importanza e la qualità di un ruolo che nella figura moderna prevede anche grandi capacità balistiche con i piedi. Buffon, portiere di razza e campione da imitare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl07111301338-3523e2cc4a60769771cc583505f2d016.jpgSiNgigi-buffon-974-minuti-d-imbattibilita-e-record-1013095.htmSi100451001,02,03030416
471013089NewsCampionatiGigi Buffon, leggenda bianconera.20160312120882Gigi Buffon, il suo record.La bella storia di un campione di calcio che è vicino al record d`imbattibilità di tutti i tempi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>In questo spregiudicato mondo del pallone, ci è capitato tante volte di intervistare campioni veri e giocatori, presunti tali, che spesso hanno dato dimostrazione di altezzosità e apparenza senza limiti. E’ il segno evidente delle scatole vuote che esteriormente appaiono belle e luminose, ma poi, nel momento in cui le apri, scopri che non c’è nulla. E’ l’eterna differenza tra uomini veri e piccoli giocatori che non scriveranno mai la loro storia di vita dedicata al calcio. Gigi Buffon, vera leggenda bianconera è invece il simbolo del campione vero e dell’uomo che c’è in lui. Capitano di tante battaglie della Juventus, egli è l’emblema di una figura sportiva di alto spessore etico, culturale e sportivo. Oggi è a un passo dal record di imbattibilità ottenuto da Sebastiano Rossi nel campionato 1993-’94 con 929 minuti. Buffon, con i suoi attuali 925 minuti di imbattibilità è a soli 4 minuti dal record di sempre, avendo già superato persino un’altra leggenda come Dino Zoff, che con 903 minuti d’imbattibilità, ottenuto nel campionato 1972-’73, si trovava in seconda posizione di classifica. Una figura, quella di Gigi Buffon, che ha ancora il senso antico dell’attaccamento alla maglia, espresso con alta professionalità e senso dei valori sportivi. La sua appartenenza alla Juventus si è concretizzata&nbsp;con i&nbsp;fatti e in maniera evidente, soprattutto in quell’anno in cui la sua squadra fu retrocessa in Serie B. Fu un anno mortificante per la levatura tecnica di un campione come lui che, al contrario di altri suoi colleghi i quali decisero di abbandonare la Juve, si accollò assieme a Del Piero e pochi altri, la responsabilità di riportare la sua squadra ai livelli che gli sono consoni. Da quel momento è stato un crescendo di momenti, di vittorie, di appuntamenti con i record, con le braccia alzate al cielo per dare visibilità ai tanti trofei conquistati. E’ una bella storia la sua, una storia scritta in maniera indelebile sul libro dei campioni veri che sono l’orgoglio del calcio italiano in tutto il mondo. E neanche le sue recenti vicissitudini di vita privata, hanno saputo distoglierlo dal suo lavoro, dalla sua alta professionalità, nonostante i mille pettegolezzi cui è stato coinvolto suo malgrado dai media di tutto il mondo. Ma lui,Gigi Buffon, con i suoi guantoni da portiere serio e di grandi capacità tecniche, ha sempre separato nettamente la sua vita privata dal suo essere professionista di un lavoro che dà successo e popolarità, ma che, proprio per questo motivo, non lascia serenità dal punto di vista della privacy. Davvero una bella storia, quella di Gigi Buffon, il grande portiere della Juventus e della Nazionale Italiana. Un ammirevole percorso professionale fatto di tanti punti di eccellenza calcistica e umana, del quale tanti giovani si accingono ad imitarne le gesta di campione e di uomo vero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNgigi buffon il suo record-1013089.htmSi100451001,02,03030381
481013083NewsCoppeLa Juventus e il film già visto.20160224162125L`analisi del match Juventus - Bayern Monaco, negli ottavi di finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nell’analisi tecnico – tattica e anche mentale del match degli ottavi di finale di Champions League tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern Monaco</b>, emergono tre punti essenziali: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">1°) la rinuncia della Juve a giocare a calcio nel primo tempo – 2°) l’oggettiva forza tecnica da parte del Bayern Monaco – 3°) l’inadeguatezza della designazione arbitrale del signor Martin Atkinson in una partita così</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">importante.</b> Detto questo, cominciamo ad analizzare il primo punto. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Non capiamo perché, quando la Juve in Champions League arriva a confrontarsi con le più forti squadre europee, perde di smalto, di autostima e acquista paura ( forse inconscia) di applicare il suo gioco. Un gioco brillante fatto di forza fisica, idee, giocate e gol che scaturiscono da un precisa identità calcistica, che sta dando record e grandi soddisfazioni alla Veccia Signora d’Italia. La Juve vista nel primo tempo contro il Bayern, ci ha ricordato quella vista l’anno scorso nella finale contro il Barcellona. Stesso approccio errato alla gara, stessa colpevolezza di non tentare di presentare il proprio gioco. Un primo tempo timoroso, attendista, disarmante, tale da far riflettere quel “se avessi fatto…..”. Già, se avessi. Quante volte col senno di poi si hanno dei rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Ma si sa che con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte. E allora perché regalare sempre il primo tempo a squadre così forti, quando nel secondo tempo ti accorgi che in fondo gli avversari non sono poi così “marziani” come si pensava? Dopo il secondo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben </b>nella ripresa della gara, la Juventus ha spinto con vigore, forza fisica e voglia di raddrizzare un risultato che la penalizzava in maniera esagerata. Così, quasi a rimboccarsi le maniche, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic, Dybala, Pogba</b> e compagni si sono ricordati qual è la vera identità della Juve. Entrato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes </b>al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b> che ha accusato un indolenzimento muscolare, nel secondo tempo abbiamo visto ordine di gioco e furore agonistico. E i risultati sono stati subito sotto gli occhi di tutti, perché la Juve ha pareggiato i conti, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b>. Un 2 a 2 finale che avrebbe potuto essere persino un 3 a 2, se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> non avesse fallito un gol che si è fatto deviare da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer,</b> per aver tirato affrettatamente addosso al portiere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, passiamo al secondo punto in analisi, e cioè all’oggettiva forza del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. Tenuto conto che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> ha un assetto tattico che è spesso imprevedibile, disponendosi come ieri sera con un 4-1-4-1 e poi improvvisamente cambiare con un 3-3-3-1, in cui il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b> fa quasi sempre l’interno di centrocampo e poco il terzino, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Duglas Costa</b> impazzano sulle fasce laterali e Lewandowski si catapulta in area di rigore approfittando dei suggerimenti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller </b>e compagni, tu Juventus avresti dovuto affrontare gli avversari bavaresi contrapponendo un pressing alto, atto a non lasciare per troppo tempo il possesso palla ad avversari temibili sotto il profilo tecnico, ma gestibili se si è in grado di contrapporre il proprio gioco con personalità. Il 77% di possesso palla lasciato nel primo tempo ai bavaresi, la dice lunga su un approccio sbagliato alla gara. Così facendo il Bayern, trovando l’opportunità di gestire il proprio gioco senza essere disturbati minimamente dagli avversari, è apparsa una squadra di un livello ancora più alto di quello che è oggettivamente. Di questo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> deve dire grazie a una Juve che nel primo tempo non è scesa in campo, mentre dopo il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b>, forse pungolata nel suo orgoglio, ha saputo raggiungere un pareggio che è certamente meritato. Ma la domanda è: Come mai si è data questa opportunità al Bayern di dimostrarsi ancora più forti di quello che sono, mentre la Juve sembrava convinta che contro simili avversari non ci fosse nulla da fare? Scelta tecnica nel volere attendere l’avversario nella propria metà campo per eccessivo timore, oppure è colpa di antiche reminiscenze di problemi psicologici, che periodicamente ritornano a galla e che legano da sempre la Juventus alla competizione calcistica più importante d’Europa? Non sappiamo. Tutto può essere. Fatto è che tra il primo e il secondo tempo abbiamo visto una Juve diversa, contro gli stessi avversari. E, se tanto mi dà tanto, pensiamo che il Bayern Monaco, pur nella sua impeccabile inquadratura di squadra solida che non concede nulla all’avversario, non è poi tutta questa compagine di marziani, di cui si dice. E’ la Juve, con la sua rinuncia al gioco, che ha reso i bavaresi ancor più forti di quello che sono realmente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per quanto riguarda il terzo punto della nostra analisi che ha evidenziato anche l’inadeguatezza della designazione arbitrale, dobbiamo dire che il 44enne direttore di gara <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Martin Atkinson</b> ha sbagliato molto, anzi troppo, per essere un ottavo di finale di Champions League. Un rigore non concesso alla Juve per chiaro fallo di mano in area da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> e l’ostruzione in fuorigioco da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b>, posto davanti a Buffon in occasione del gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thomas Muller,</b> sono state determinanti per l’esito finale della gara. Ma il signor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atkinson </b>ha dimostrato anche mancanza di carattere, per non aver saputo gestire con polso una gara che spesso ha evidenziato scorrettezze da parte delle due contendenti in campo. Certo, questo punto della nostra analisi non può rappresentare l’alibi per una Juve che, nonostante abbia raddrizzato un risultato quasi insperato, si trova ad avere dei rimpianti. Tuttavia, pensiamo che la designazione arbitrale per un match di così alto spessore, dovrebbe avere maggiore attenzione da parte degli organi competenti. Si spera almeno che nel match di ritorno che si giocherà il 16 marzo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium di Monaco</b>, si assegni un arbitro capace e deciso nelle valutazioni, ma, soprattutto, ci sia una Juventus che sappia ricordare a se stessa la capacità di inibire la fonte del gioco avversario attraverso la propria personalità, la propria autostima, la propria voglia di non lasciare l’iniziativa all’avversario, per non avere i soliti rimpianti legati ad una Coppa dei Campioni che la storia della Juventus la ricorda come qualcosa di eternamente stregata e incompiuta.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-il-film-gia-visto-1013083.htmSi100451001,02,03030397
491013065NewsCampionatiInarrestabile Juve20160118154519Juventus,Massimiliano Allegri,Dybala,Juventus,Massimiliano Allegri,Napoli,SarriDieci vittorie consecutive in campionato, 42 punti in classifica a soli due lunghezze dal Napoli capolista, ma, soprattutto, una grande condizione fisica e mentale che la pone tra le squadre in predicato a vincere lo scudettoDieci vittorie consecutive in campionato, 42 punti in classifica a soli due lunghezze dal Napoli capolista, ma, soprattutto, una grande condizione fisica e mentale che la pone tra le squadre in predicato a vincere lo scudetto; il quinto consecutivo. La <a href="/squadre/juventus.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Juventus</a> di <a href="/personaggi/massimiliano-allegri-1000296.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Massimiliano Allegri</a> non finisce mai di stupire. Eppure sembra ieri che tutti la davano per “morta”, proprio all’inizio di questo campionato in cui si è persino trovata nei bassifondi di una classifica che non poteva essere vera. La Juve è la Juve, pur con tutti gli sbagli iniziali in cui il suo allenatore ha provato con insuccesso, soluzioni tattiche che non sono confacenti alle caratteristiche dei suoi giocatori. 4-3-3 oppure 4-4-2 o anche 4-3-2-1, il mister della Juve all’inizio le aveva provate proprio tutte, cercando d’inventarsi un trequartista che non c’è. E i risultati sono stati quelli che conosciamo. Poi, dopo la batosta subita a <b>Sassuolo</b>, in cui il gol di Sansone ha sancito la crisi della Juventus, c’è stato una sorta di proficuo guardarsi negli occhi tra vecchi e nuovi bianconeri. Ma, soprattutto, da parte di Allegri c’è stato il ritorno a quel 3-5-2 che è fautore di tante conquiste bianconere. <b>Dybala</b> viene finalmente considerato come giocatore d’attacco inamovibile, Mandzukic cresce di partita in partita, Alex Sandro mette in mostra le sue grandi qualità tecniche di talento brasiliano, <b>Khedira</b>, che dopo il lungo infortunio dà il suo apporto essenziale in un centrocampo in cui anche <b>Marchisio</b> aveva bisogno di aiuto. E poi Pogba che ha ritrovato la sua dimensione di gioiellino della Juve, dopo le tante tentazioni estive di mercato che, certamente, sono destinate a continuare. Insomma, la Juve che a cominciare da Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio stesso, decide di rimboccarsi le maniche e da allora son dolori per tutti. Diciamo subito che all’inizio di queste dieci vittorie consecutive, la squadra di Allegri non ha mostrato di centrare nell’immediato il bel gioco di antica memoria juventina. Ma la grinta, la determinazione e il furore agonistico mostrato in campo, hanno portato vittorie e anche un gioco piacevole, capace di meccanismi in fase di interdizione e d’attacco che sono sembrati finalmente degni del blasone targato Juve. E così, mentre tutti (specie il Napoli di Sarri) aspettano che la Vecchia Signora d’Italia fermi il suo inarrestabile impeto di vittorie, la Juve risponde con un secco 4 a 0 rifilato all’Udinese in terra friulana. In campo una sola squadra che macina gioco, con la testa di continuare a scalare una classifica che fino a due mesi fa era impietosa per i colori bianconeri. Ma questo è il calcio. Sì, perché quando si trovano le motivazioni e l’orgoglio da grande squadra, la musica cambia. Ci sono dati di fatto inconfutabili in questa Juve che è in piena corsa per Scudetto, Chempions League e Coppa Italia. Dati che confermano una media impressionante di risultati che sono il frutto di grande temperamento, coesione e autostima ritrovata. E’ bello il calcio quando sprigiona simili motivi di orgoglio. La Juve, durante la sua lunga e gloriosa storia, ci ha abituato a tutto. Anche a questa lunga serie di vittorie, atte al recupero di un iniziale terreno perduto in maniera anomala. Per questo si dice che la Juve non muore mai.TorinoFL0711FL0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-iuve-di-allegri-inarrestabile-1013065.htmSi100451001,02,03,04,05,06,07,08,09,400101154
501013062NewsCoppeLa Juve batte il Real Madrid. Adesso Berlino è più vicino.20150506191752Una Juventus brillante, fa sua la prima partita di semifinale contro il Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Ci sono notti soporifere e notti di calcio in cui l’adrenalina sale a mille. Allo Juventus Stadium vestito a festa come nelle migliori occasioni, è stata la notte del successo della Vecchia Signora contro il Real Madrid, nella prima partita di semifinale che i bianconeri hanno vinto 2 a 1. Adesso la finale di Champions League non è più solo un sogno, e il popolo bianconero ha il diritto di crederci con convinzione. Alla vigilia della partita si auspicava una partita perfetta da parte della Juve, per poter superare la più quotata antagonista spagnola. Ebbene, possiamo dire che la squadra di Allegri ha condotto una gara “quasi” perfetta, non fosse altro per quel gol di Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta di Buffon. Un piccolo neo che, tuttavia, non modifica la sostanza di un match giocato con intelligenza tattica, furore agonistico e fame di Coppa dei Campioni. Morata e Tevez (su rigore) sono stati gli autori dei due gol che hanno battuto il Real Madrid, mentre Llorente nel finale ha pure fallito quel terzo gol che avrebbe consentito alla Juve di avere maggiore respiro nella partita di ritorno al Santiago Bernabeu. E dire che alla vigilia della partita eravamo scettici su questa Juventus che ci è apparsa in calando dal punto di vista fisico e mentale. Avevamo ancora negli occhi le due gare effettuate contro il Monaco, e ci siamo chiesti più d’una volta come avrebbe potuto la squadra di Max Allegri, affrontare e battere i campioni del Real. E, invece, con nostro piacevole stupore, abbiamo rivisto come per incanto la Juve che conosciamo. Una squadra ben messa in campo, attenta a chiudere i varchi provenienti dagli esterni spagnoli e, soprattutto fermare, talora anche doppiandolo in difesa, il giocatore più rappresentativo del Real: la star Cristiano Ronaldo. Buona la prova di tutto il reparto difensivo della Vecchia Signora che ben si è amalgamato al centrocampo e alle due punte, sia in fase di non possesso, che nel possesso palla. Una tattica pensata a lungo da Allegri, i cui unici dubbi iniziali si limitavano nell’incertezza di schierare la difesa a tre o a quattro, ponendo come trequartista Vidal e non Pereyra, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inserendo Sturaro a centrocampo. La scelta dell’ex genoano si rivelata vincente, in quanto ha saputo dare vigore fisico e intelligenza tattica, in un reparto in cui si prevedeva fin dall’inizio un superlavoro a centrocampo, in fase di interdizione e di costruzione del gioco. Allegri, dunque, ha saputo intuire bene la chiave di lettura di una partita cominciata con un 4-3-1-2 e finita con il 3-5-2. Grazie a questa sistemazione in campo della Juventus, i blancos di Carletto Ancelotti, che hanno risentito non poco dell’assenza di Modric e Benzema, non hanno mai dato l’impressione di essere superiori dal punto di vista della qualità tecnica. Sergio Ramos è apparso lontano dalla sua forma migliore e Bale è sembrato fuori ruolo in attacco. Avevamo partecipato alla conferenza stampa del Real, alla vigilia del match allo Juventus Stadium. In quella occasione abbiamo avuto la sensazione che Ancelotti temesse in qualche misura una Juventus carica, volitiva e con quella fame di finale di Champions, che avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. E’ stato così, non ci siamo sbagliati, perché la Juve di Allegri ha contenuto l’avversario e l’ha attaccato, pressandolo in maniera ordinata e mai frettolosamente scriteriata. Adesso l’aspetta il catino infernale del Bernabeu, ma questa Juve, se saprà ancora una volta interpretare la partita con intelligenza, furore agonistico e lucidità di idee, potrà cominciare a pensare a quella finale tanto sperata, a lungo sognata e, tra poco, forse anche realizzata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marchisio.jpgSiNla-juve-batte-il-real-madrid-adesso-berlino-e-pio-vicino-1013062.htmSi100451001,02,03030622
511013059NewsEditorialeLa Juve vince ancora. Ma che bello questo Empoli!20150405140650Una Juventus poco brillante, vince contro l`Empoli del bel gioco. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La 29° giornata di serie A si chiude con il posticipo Juventus – Empoli vinto dai bianconeri per 2 a 0. Un’altra vittoria della Vecchia Signora d’Italia, l’ennesima in un Juventus Stadium sempre vestito a festa. Ma chi ha visto la partita, ha potuto apprezzare la qualità del gioco dell’Empoli di Sarri, una squadra fatta con nomi quasi sconosciuti capace di affrontare a viso aperto l’avversario, mettendolo pure in difficoltà. Così è successo anche allo Juventus Stadium, dove i toscani per nulla intimoriti dalla prima della classe, hanno creato più di un problema ai padroni di casa. La squadra di Sarri gioca a viso aperto, pressa molto alto, conquista palloni a centrocampo e si fa valere nell’interdizione come nella costruzione di gioco. Ma la Juve può contare su un Tevez in forma smagliante, capace di fare la differenza nonostante la stanchezza del viaggio di ritorno dall’Argentina, dove ha giocato con la sua Nazionale. La squadra di Allegri sale dunque a 70 punti in classifica, con un vantaggio di 14 punti sulla Roma che è ritornata a vincere all’Olimpico contro un Napoli apparso in calando rispetto alle precedenti partite. Ma, come dicevamo, è l’Apache argentino che fa la differenza nella Juve, ed è proprio lui a sbloccare il risultato con un gol che, grazie all’aiutino dell’arbitro Giacomelli che fischia una punizione a due in area nonostante il tocco di Rugani per Sepe non fosse volontario, fulmina da pochi passi il portiere toscano. L’Empoli, intanto, ribatte colpo su colpo, e più d’una volta è andato vicino al pareggio mettendo in difficoltà Buffon che si è superato su Saponara e Pucciarelli. Poi, sul finale del match, Pereyra porta a 2 i gol della Juve grazie ancora a un magistrale suggerimento dell’immenso Tevez. Questa, dunque, la sintesi della partita “pasquale” di una Juve forse non bella, ma che ha saputo superare un ostacolo per nulla facile. In fondo, gli scudetti si vincono anche così.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juve-vince-ancora-ma-che-bello-questo-empoli-1013059.htmSi100451001,02,03030672
521013021NewsEditorialeChampions League, in cinque minuti la Juventus passa dallo sconforto alla gioia20141105185669Altalena di emozioni allo Juventus Stadium<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Neve o pioggia, Conte o non Conte, Allegri o non Allegri, la Juve di Champions non cambia mai faccia, è sempre la stessa. Sempre maledettamente stregata da mille insicurezze che ne inibiscono il suo lato migliore: la consapevolezza nei propri mezzi. Anche la partita contro L’Olympiacos di Atene, preparata da Allegri come una partita da vincere a tutti i costi per continuare il cammino di Champions League verso gli ottavi di finale, ha rispolverato temi che si ripetono ogni qualvolta si esibiscono in Europa. Ma, per adesso, tutto è bene quel che finisce bene, visto che dopo una rocambolesca partita giocata sotto una pioggia incessante, la Juve ci ha messo una pezza vincendo 3 a 2 un match che si era messo su canali di criticità. E persino Buffon è apparso non al meglio del suo abituale standard, con Chiellini e Bonucci che per lunghi tratti della partita sono sembrati l’ombra di sé. La Juve di Max Allegri si è presentata in campo con un assetto tattico inusuale, quel 4-3-1-2 che non è mai stato il credo di Antonio Conte. Difesa a quattro, con tre centrocampisti, un trequartista e due punte che a turno partono da lontano e svariano a sinistra, a destra e al centro dell’attacco. Non male sulla carta, ma in campo è sembrato tutto più difficile per effetto di un Vidal ammirevole per impegno ma in chiara mancanza di forma per i tanti, troppi errori in fase di interdizione e di costruzione del gioco. E’ sembrato migliorato Pirlo, mentre Pogba ha dato un eccellente saggio delle sue indiscutibili qualità. La Juve parte subito con veemenza, ma trova davanti a sé un Olympiacos che non ci sta a perdere questa partita. Il primo sussulto si ha al 21’ quando l’arbitro Atkinson punisce un fallo su Pogba al limite dell’area. Batte Pirlo che indovina il sette da lui preferito e la Juve va in vantaggio. Ma la gioia dura solo tre minuti, perché al 24’ l’Olympiacos pareggia con Botia il quale da calcio d’angolo riceve un pallone che di testa anticipa Chiellini e s’infila a fil di palo nella porta di Buffon che non tenta nemmeno il tuffo. A questo punto la Juve sembra colpita nell’entusiasmo e si smarrisce dando campo all’avversario, il quale comincia a macinare gioco e al 61’ va addirittura in vantaggio con N’Dinga, il calciatore di colore che di testa fa schizzare in rete un pallone che sorprende ancora la difesa della Juve apparsa insicura in più d’una circostanza. A questo punto lo Juventus Stadium sembra raggelare e persino i giocatori in campo avvertono la delusione profonda dell’ambiente. Il rischio di perdere ed essere eliminati è un dato di fatto e, a questo punto si deve assolutamente reagire: o la va, o la spacca. E così al 65’ Llorente, entrato per sostituire Morata, trova il tempo di deviare sottomisura un cross di Lichtsteiner. I tiro dello spagnolo non è irresistibile, ma va a sbattere sullo stinco del portiere greco Roberto, il quale cincischia e il pallone finisce in rete. A questo punto la Juve riprende animo e un minuto dopo, esattamente al 66’ va in vantaggio con Pogba che da fuori area lascia partire un tiro imprendibile per il portiere Roberto. Da qui in avanti i bianconeri attaccano con convinzione e con la consapevolezza che avendo maggior possesso palla si ha la possibilità di neutralizzare le ambizioni residue dell’avversario. Con questa logica la Juve di Allegri finisce in crescendo il match e, addirittura, ha la possibilità di andare ancora in gol, ma il rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Tevez in area di rigore è fallito da Vidal. Peccato, perché quello scarto di due gol sull’Olympiacos avrebbe consentito alla Juventus di stare più tranquilla in caso di qualificazione per miglior differenza reti. Furibondo Agnelli in tribuna che, stizzito per l’errore del cileno, scatta come una molla e lascia anzitempo lo Juventus Stadium. Insomma, una partita adatta soltanto a coloro i quali possono contare di efficienti coronarie, tali e tante sono state le altalenanti emozioni che ne hanno fatto una partita avvincente. Pericolo scampato dunque per la Juventus che può guardare con più tranquillità (ma non troppa) al prosieguo del suo cammino in Champions. Adesso restano ancora due partite da giocare nel proprio girone, per entrare di diritto agli ottavi di finale. La truppa di Allegri deve infatti far visita al Malmo e poi ospitare l’Atletico Madrid che conduce in testa alla classifica. Ma la Juventus che stenta in Europa, non è soltanto l’emblema di un calcio italiano declassato, è anche la sua storia fatta di tanti scudetti e due sole Coppe dei Campioni vinte. Un neo mai cancellato in cotanto splendore sportivo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino, Juventus StadiumFL0711FL0711altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNchampions-league-in-cinque-minuti-la-juventus-passa-dallo-sconforto-alla-gioia-1013021.htmSi100451001,02,03030712
531013006NewsEditorialeDopo Totti, anche De Santis parla contro la Juve20141016190339Continua la furiosa polemica tra Roma e Juventus. Ma attenti ad alzare troppo i toni. A tutto c`è un limite! <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che noia. Che argomento monotematico. Che stucchevolezza di frasi dette e ridette. Gli uni contro gli altri. Eppure, nonostante l’intermezzo della Nazionale, il disastro idrogeologico che ha colpito Genova e altre città del nord d’Italia, l’argomento preferito resta sempre lo stesso: i veleni e l’odio tra Roma e Juventus. Non se ne verrà mai più fuori da questo tema noioso, ripetitivo fino alla nausea. Più parole che gioco, più offese che desiderio di chiarirsi in maniera democratica. Dopo le pesanti parole di Totti nel post gara di Juventus Roma e le risposte non certo affettuose di Bonucci e Buffon, adesso anche il portiere della Roma Morgan De Santis, in un’intervista al fulmicotone, parte a testa bassa contro i bianconeri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Con la Juve mai ad armi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">pari. Lì conta vincere, non come”,</b> è una delle tante frasi estrapolate dall’intervista a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis,</b> pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. Noi, che da sempre scriviamo di sport e di calcio in particolare, ci siamo sempre schierati a favore della moderazione, promuovendo un’opinione soft e possibilmente oggettiva. Sempre superpartes e mai con intenti maligni di volere favorire nessuno. Da anni sentiamo sempre lo stesso ritornello contro la Juve, contro gli arbitri che la favorirebbero per una sorta di sudditanza che viene a crearsi nei confronti del Potere: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il sistema italiano si muove con leggi non scritte, in cui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gli si può concedere tutto”</b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis</b> nella sua intervista. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fa riflettere la sproporzione su quanto hanno vinto in Italia e in Europa: qui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">loro studiano come influenzare gli arbitri” </b>continua senza freni inibitori il portiere giallorosso. Innanzitutto ci preme rilevare l’inadeguatezza di certi toni esacerbati che provengano da De Santis, da Totti, ma anche da Bonucci e Buffon, indiscutibili campioni di calcio, cui le parole hanno un peso determinante sulla psiche del tifoso che, inevitabilmente, si sente autorizzato alla diatriba per difendere a spada tratta la propria squadra. Certi discorsi sbandierati ad alta voce pesano come macigni, e si dovrebbe avvertire la responsabilità di ponderarle prima di dirle. C’è una coscienza sportiva che fa capo all’etica professionale che, troppe volte davvero, viene disillusa per chissà quale altro principio. Come abbiamo già fatto, possiamo disquisire ancora sui fatti avvenuti in campo durante la partita Roma e Juventus di quest’anno, e potremmo anche parlare dei precedenti match che si sono svolti in tanti anni di storia calcistica italiana, che ci portano persino al fatidico gol di Turone. Ma il tema è sempre lo stesso, monotematico e stucchevole, perché si parte sempre a priori dal presupposto che l’arbitro designato sia pervaso dal sentimento di sudditanza verso il Potere. E il Potere, a detta dei non juventini, si chiama Juventus. Noi, invece, parleremmo di errori arbitrali e disattenzioni di assistenti di linea e di porta, che nel tempo hanno penalizzato (ma anche favorito) le squadre, si chiamino Roma, Juventus, Inter, Milan, Napoli, Lazio, Fiorentina, e chi più ne ha più ne metta. Per porre fine o almeno attenuare questo stillicidio di interminabili polemiche e vicendevoli colpe, ci vuole la moviola in campo. Dissentiamo sul pensiero di Platini, in base al quale la moviola in campo non servirebbe a migliorare la situazione. Può darsi, ma almeno il mezzo meccanico non è certamente imputabile di riverenze e sudditanze verso il Potere. La moviola&nbsp;ci fa vedere ciò che è successo e ne stabilisce il rispetto delle regole per tutti. Diminuirebbero di conseguenza certe dichiarazioni e imperdonabili offese reciproche che provocano delle pericolose fomentazioni all’odio, là dove non vince nessuno e perdono tutti. Calcio, compreso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Romafl0711fl0711pallone8.jpgSiNdopo-totti-anche-de-santis-parla-contro-la-juve-1013006.htmSi100451001,02,03030610
541012992NewsCoppeESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Salvatore Lo Presti:«Il calcio europeo è diverso dal nostro. La Juventus non è andata a Madrid per pareggiare»20141005111351Intervista alla firma storica della Gazzetta dello Sport<FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">"Juventus -&nbsp;Roma&nbsp;sarà certamente un'altra storia"</SPAN></B><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvatore Lo Presti,</SPAN></B><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"> una vita dedicata al giornalismo sportivo. Firma storica de La Gazzetta dello Sport, Lo Presti è un siciliano di Marsala. Nel 2012 è stato premiato per i suoi 50 anni di giornalismo con una pergamena ricordo, dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Piemonte e Valle D’Aosta, Alberto Sinigaglia. Un riconoscimento importante che si interseca perfettamente come tessera nel suo puzzle di vita professionale, fatta di innumerevoli esperienze dedicate allo sport e al calcio in particolare. Egli è l’unico giornalista ad aver lavorato per tutti i quotidiani sportivi italiani, nessuno escluso. Dal Corriere dello Sport, al Tuttosport, alla Gazzetta dello Sport, ma ha anche scritto per il Corriere della Sera e il Giornale Nuovo. Sempre con grande professionalità e lontano da ogni accostamento di fede sportiva. Sempre super partes, sempre obiettivo sulle analisi del dopo gara, nonostante il calcio si riconosca come materia opinabile. Salvatore Lo Presti è anche fondatore dell’Annuario del calcio mondiale, manuale dell’editoria sportiva italiana, affermato ed apprezzato strumento di lavoro per dirigenti, tecnici, procuratori, giornalisti.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>Ma la sua immagine è particolarmente legata al giornale rosa, a quella Gazzetta dello Sport in cui è stato responsabile dal 1989 al 2002 nella redazione di Torino, cui egli è ancora molto legato. E, per questa storica testata giornalistica, è stato anche inviato speciale ai mondiali di Argentina nel 1978 e poi ai mondiali di Francia nel 1998. Lo Presti è considerato, a ragione, una tra firme più brillanti e autorevoli del giornalismo italiano. Passione e sacro fuoco sono alla base di una carriera autorevole, prestigiosa, esemplare per coloro i quali amano il mondo del giornalismo dedicato allo sport. Raccontare i fatti del pallone, le sue vicissitudini, le cose tecniche e umane che si avvicendano e si intersecano tra loro, quasi a manifestarne la metafora della vita, è il senso che si dà a una professione unica quale è, appunto, il giornalismo. Noi, in tribuna stampa, abbiamo avuto il piacere e l’onore di scambiare con lui alcune opinioni sul calcio di questi giorni e, soprattutto, sulla recente debacle della Juve in quel di Madrid. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Penso che la Juventus non sia andata a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Madrid per pareggiare la partita. Credo invece a una strana forma psicologica che ha inibito la</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">grande potenzialità tecnica e agonistica della squadra di Allegri. Sembravano</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">timorosi e il gioco non appariva fluido come al solito, forse per merito degli avversari che</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">hanno saputo chiudere tutti i varchi.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Questo, però, non giustifica una prestazione senza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">idee. Comunque, ritengo che sarebbe stato più giusto un risultato di parità, in quanto se</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">è vero che la Juve non ha fatto neanche un tiro in porta nell’arco dei 94 minuti di</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">gioco, è altresì vero che l’Atletico Madrid</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">ha tirato in porta soltanto due volte. Nella prima occasione Buffon ha neutralizzato il loro tentativo e nella seconda situazione</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">hanno fatto gol”.</B> E’ lineare l’analisi tecnica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Salvatore Lo Presti</B> sulla partita di Champions dei bianconeri. E’ competente e piacevole ad ascoltarsi. Certo, si può anche non essere d’accordo, tuttavia, è giusto ammettere che la disanima ha il sapore dell’oggettività. E intanto continua: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">”Ciò che noto nella Juve è la forma precaria di Vidal, mentre Pogba stenta a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">tornare il giocatore che abbiamo apprezzato lo scorso anno. Comunque, non è il caso</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">di drammatizzare su una partita persa e anche giocata male dalla Juve. I bianconeri ci hanno abituato a metamorfosi repentine, anche perché la forza di questa squadra non si</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">discute”</B>. Certo, diciamo noi, la forza della Juve non si discute, tuttavia, sembra che certi scheletri riemergano sempre in occasione della partecipazione in Champions League. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il calcio europeo è diverso dal nostro”</B> dice Lo Presti. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Quando vai a giocare fuori</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">casa devi comunque cercare di imporre il tuo gioco. Ha ragione Buffon quando afferma che</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">bisogna conquistarsi sui campi europei il diploma di maturità”.</B> E’ piacevole parlare di calcio con Lo Presti, ma è arrivato il momento di lasciarci. Non prima però di avergli chiesto un parere sul big match di domenica prossima <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juventus –Roma</B>. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sarà certamente un’altra storia. Una partita che scriveremo in maniera diversa, perché diversa sarà l’impostazione alla</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">gara delle due squadre.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">La Roma è sicuramente più forte dell’anno scorso, anche perché gode di una panchina invidiabile. Peccato che la Juve non sia riuscita ad</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">acquistare Nainggolan</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">perché sarebbe stato sicuramente un acquisto importante dal punto di vista del completamento del centrocampo bianconero. Comunque, credo che Juventus -</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Roma sarà una partita molto tattica, in cui entrambe le</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">squadre vorranno vincere. Una cosa è certa, la Juve nel suo stadio non ha quasi mai sbagliato</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">partita”. </B></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711pallone8.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ventiquattro-giuseppe-presti-il-calcio-europeo-e-diverso-dal-nostro1012992.htmSi100451001,02,03,060301931S
551012965NewsCampionatiBuona la prima di Champions della Juve di Allegri20140917122614Massimiliano Allegri,Juventus,Carlitos Tevez,Andrea Pirlo,Gianluigi BuffonOttimo ritorno internazionale della Vecchia Signora contro gli svedesi del Malmoe E chissà cosa staranno pensando adesso gli acerrimi denigratori di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/massimiliano-allegri-1000296.cfm">Massimiliano Allegri</a>. Certo, è ancora presto per significarne il suo lavoro, tuttavia, in base a quello che la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juventus</a> sta esprimendo in questo inizio di campionato e di Champions League, possiamo tranquillamente dire che si apre un nuovo corso. Altro che ciclo finito! La Juve vista ieri sera contro il Malmoe, ha battezzato un inizio di Champions all’altezza della sua fama internazionale. Diciamo subito che la partita è apparsa dai due volti. Infatti, a un primo tempo sottotono, la Juve ha risposto nella seconda parte della gara con vigoria e voglia di vincere il match. I due gol di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/carlitos-tevez-1000159.cfm">Carlitos Tevez</a>, con i quali i bianconeri hanno battuto il Malmoe, sono l’emblema di un gioco dalla chiara fisionomia offensiva. Mancando gli infortunati <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-pirlo-1000190.cfm">Pirlo</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/arturo-vidal-1000191.cfm">Vidal</a> e <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-barzagli-1000183.cfm">Barzagli</a>, la Juve di Allegri si affida all’ormai consolidato schema tattico del 3-5-2, in cui si evidenzia lo spostamento a interno di centrocampo di Asamoah, mentre il nuovo arrivato Evra lo sostituisce nel ruolo di esterno alto. Un po’ in ombra è apparso Pogba che nella sua posizione di centrocampista risente in qualche modo l’assenza della regia di Pirlo. Interessanti note sono arrivate invece da Lichtsteiner. L’esterno alto della Juventus è apparso instancabile nella sua fascia di appartenenza, anche se, a dire il vero, più di una volta ha peccato nel tiro in porta. Troppo altruista il suo gioco, anche quando l’azione l'avrebbe portato a una conclusione personale. Ottimo il lavoro di Llorente, sacrificatosi quasi sempre in un lavoro oscuro ma intelligente, fatto di suggerimenti da play maker avanzato a beneficio di Tevez. L’argentino, poi, è stato la ciliegina sulla torta bianconera. Il suo apporto in fase risolutiva di attaccante indemoniato, mai fermo sulle gambe e sempre lì a giostrare da destra a sinistra e poi ancora al centro dell’area di rigore avversaria, è il focus della squadra di Allegri. Due gol di ottima fattura che si riconciliano con la sua lunga astinenza di reti in Champions League. Pensate che l’ultimo gol segnato da Tevez nell’ambito della competizione europea risale ai tempi in cui giocava con il Manchester United. Era un altro giocatore allora, non soltanto perché portava i capelli lunghi, ma anche perché non aveva ancora espresso il meglio del suo repertorio che oggi coincide con la sua maturità professionale. Per il resto, non ci sembra di dover riferire altre situazioni degne di nota, se non l’ingresso a dieci minuti dalla fine della gara di Morata al posto di Llorente. Troppo poco per valutare il gioiellino da poco arrivato dal Real Madrid, che rientrava dopo un infortunio. Tuttavia, in qualche occasione, ha fatto vedere cose interessanti quali ad esempio la capacità di saltare l’avversario e puntare dritto in porta. Per finire diamo un cenno agli svedesi del Malmoe. Diciamo subito che non ci è sembrata una squadra irresistibile, anche se nel primo tempo ha creato qualche brivido nei pressi di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/gianluigi-buffon-1000177.cfm">Buffon</a>. Dal punto di vista tecnico, la superiorità della Juve è stata evidente soprattutto nel secondo tempo, quando la maggiore convinzione dei bianconeri ha assunto i connotati di una gara da vincere a tutti i costi. Adesso la squadra di Allegri si trova ad essere prima in classifica assieme all’Olympiakos che a sua volta ha battuto il temibilissimo Atletico Madrid. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve del nuovo corso targato Allegri si profila con la filosofia di chi bada ai fatti senza tante inutili parole. Step by step, siamo convinti che ne vedremo ancora delle belle. La Juve non aveva finito un ciclo, ha semplicemente girato la pagina del suo libro fatto di vittorie e di illustri personaggi, che ne hanno scritto e caratterizzato la sua lunga storia. Sì, perché gli uomini passano, ma le società di calcio continuano coi loro mutamenti generazionali e il loro guardare avanti per progredire. Così, com’è il mondo che non finisce mai e che chiede agli uomini di abituarsi ai cambiamenti che talora sono repentini. Già, i cambiamenti. Proprio come il passaggio di consegne tra <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/antonio-conte-1000008.cfm">Conte</a> e Allegri. <br><br> <b>Salvino Cavallaro </b><br><br> <br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711tevez-6.jpgSiNbuona-la-prima-di-champions-della-juve-di-allegri-1012965.htmSi100451001,02,03030716
561012954NewsCampionatiDopo Buffon anche la Seredova ha una nuova fiamma. Anche lui in bianconero20140912234822juventus,Gigi Buffon,Alena SeredovaLa nuova fiamma della showgirlDopo la storia d’amore tra <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/gianluigi-buffon-1000177.cfm">Gigi Buffon</a> e Ilaria D’Amico, finalmente anche Alena Seredova trova compagnia. La showgirl ha reso pubblica la relazione con Alessandro Nasi, cugino di Lapo Elkan quindi uno degli eredi della famiglia Agnelli. A rivelarlo&nbsp; è il settimanale “Chi” che ha pubblicato in esclusiva anche alcune immagini. Con loro sono anche i due figli che la Seredova ha avuto da Buffon.C1012936adm001adm001se.jpgSiNdopo-buffon-anche-la-redova-ha-una-nuova-fiamma-anche-lui-bianconero-1012954.htmSiT1000007100075701,02,030301177
571012934NewsCalcio EsteroBalo-Reds: l`ultimo «happy ending»20140827164887balotelli Liverpool raiolaDa adesso SuperMario non può più sbagliareMario Balotelli saluta per la seconda&nbsp;volta l’Italia e torna in Inghilterra: la sua nuova casa sarà <strong>Anfield Road</strong>, la tana del Liverpool. Ennesima contrattone confezionato da <strong>Mino Raiola</strong>, ennesima chance per l'attaccante: l’<strong>ultima</strong> questa volta però. <br><br>Mario non può più sbagliare: l’ha detto proprio il suo procuratore, l’ha&nbsp;fatto capire&nbsp;il suo nuovo allenatore&nbsp;Brendan <strong>Rodgers</strong>, lo sa lui; in Inghilterra c’è chi è scettico e chi assolutamente entusiasta. Uno di quelli più felici è proprio il tecnico dei Reds: Balo va gestito con grande attenzione, non lo si deve far sentire un leader (lì con <strong>Gerrard</strong> non si corre questo rischio) ma solamente un giocatore forte tecnicamente che deve essere utile per la causa, e si deve aiutare a fargli mettere per una buona volta la testa a posto. Non è stata&nbsp;inserita alcuna clausola anti-Balotellate sul suo contratto, ma non saranno ammesse mancanze d’impegno in campo, sceneggiate assurde coi compagni in allenamento, comportamento scorretto fuori dal campo: siamo in Inghilterra qui Mario, of course. <br><br>Dal canto suo, l’ormai ex Bad-boy (o almeno questo è quello che dice a ogni presentazione), già promette rose e fiori, oltre a dare una bella spallata al campionato italiano: <em><strong>“Ho sbagliato a tornare in Italia”,</strong></em> ha tuonato alla prima intervista da Reds. Forse tralasciando che, quando Galliani lo prese, lui passava dalla tribuna alla panchina e viceversa, e che, proprio in Inghilterra, <strong>nessuno c’avrebbe puntato un solo centesimo</strong>. Ora Mario deve dimostrare d’esser cambiato, d’esser diventato uomo: questa è la sua ultima chance, l’ultima spiaggia d’un calciatore con un talento immenso ma appeso a un filo che lo separa dall’esser un<strong> talento incompleto senza testa</strong> (un<em> “circo”</em> come l’ha definito qualche tabloid) a un fuoriclasse di livello mondiale. Rodgers l’anno scorso ha allenato Suarez con ottimi risultati: riuscirà nell’impresa ardua anche quest’anno con lui? Tra l’altro Balotelli rischia fortemente di perdere la nazionale: <strong>Conte</strong> è tutto tranne che “leggero” con chi non si comporta a dovere, ed ha già lanciato qualche frecciatina al numero 45 dei Reds durante la presentazione. <br><br>Più che per la Nazionale o per il Liverpool però, Mario, devi crescere per te: non sei più un <strong>ragazzino</strong>, non puoi fare sciocchezze, non devi più lanciare freccette dalla finestra, avrai imparato a 24 anni che non si parcheggia in doppia fila o sulle strisce pedonali, sposati e smettila di mettere sui social anche quando vai in bagno. <strong>Il mondo non è contro di te</strong>, non ce l’hanno tutti con te come se fossi l’uomo più importante dell’universo: esistono problemi più gravi d’ esser rimproverato da Buffon e lo sfarzo e il lusso in cui vivi o i tuoi modi di fare sono un pugno in faccia alla tua nazione e a chi magari fatica ad arrivare a fine mese. Cerca d’essere più <strong>umile</strong> Mario, tu sei solo un <strong>privilegiato</strong>: sei uno che fa un mestiere fantastico, che prende uno stipendio stellare, che ha dei piedi che i bambini invidiano (non per bellezza, altrimenti pubblichi subito la foto), e tu che fai? <strong>Sprechi tutto</strong>? E’ il momento di diventare uomini, il bambino lascialo a Milano, per sempre. The end, <strong>the happy ending</strong>. Speriamo.<br><br>C1012317LiverpoolFL0141FL0141mario-balotelli-gives-his-first.jpgSiNbalo-reds-l-ultimo-happy-ending-1012934.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,090101008
581012909NewsCalciomercatoMandi Scuffett...anzi no, che sorpresa!20140717124714Simone Scuffett, Udinese, calciomercato, Atletico MadridDa settimane tiene banco il caso Scuffett, voluto dall`Atletico Madrid ma troppo importante per l`Udinese. I tifosi protestano e sembra che poco fa qualcosa si sia finalmente sbloccato.Neanche a dirlo, la trattativa <b>Atletico Madrid-Scuffett </b>è ormai diventata il tormentone di questo luglio friulano e c'è da aspettarsi che continuerà almeno per parecchie settimane ancora, a meno che non ci siano imminenti svolte tra i club dei Pozzo e i "<i><b>Colchoneros</b></i>".&nbsp;<div><br></div><div>Oggetto di tanto interesse da parte della squadra allenata dall'ex Inter e Lazio <b>Simeone</b> è il baby-fenomeno bianconero Simone Scuffett, rivelazione nell'ultima parte dello scorso campionato e uscito direttamente dal <b>vivaio udinese</b>. Un autentico gioiellino che nel capoluogo friulano ha difeso i pali con incredibile sicurezza nonostante i suoi appena 18 anni e corteggiato da tantissime squadre.&nbsp;</div><div><br></div><div>Alla porta dello stadio <b>Friuli</b> aveva già bussato tempo fa la <b>Juventus</b>, ricevendo per risposta un no secco che avrebbe dovuto essere da monito anche per gli altri interessati. Invece ai vice campioni d'Europa è andata diversamente, avviando una trattativa con uno dei club più attivi nel calciomercato di quest'estate. Con un'offerta neanche tanto imperdebile, con 5/6 milioni sul piatto che poco valgono in confronto al probabile futuro del numero uno di <b>Remanzacco</b>, da molti esperti considerato come il futuro portiere della <b>Nazionale</b>.&nbsp;</div><div><br></div><div>Qualche anno fa i <b>Pozzo</b> fecero spallucce a quasi 40 milioni del <b>Bayer Monaco</b> per <b>Alexis Sanchez</b>, lo stesso che poi finì al <b>Barcellona</b> per qualcosa di più, per cui ora c'è veramente da stupirsi se la storica famiglia udinese pensa di cedere il baby-fenomeno per così poco e presto.&nbsp;</div><div><br></div><div>Pare che tra Atletico e Udinese sia già tutto fatto, ieri doveva esserci l'incontro decisivo e la palla è nei guantoni soltanto di Simone adesso. Lasciare casa o andare in uno dei club più forti d'Europa? Bella domanda, cattivi quelli che gliel'hanno fatta. A Madrid guadagnerebbe 3 volte quanto ora a Udine, ossia <b>900 mila euro a stagione</b>, ma le speranze di vederlo titolare sono molto vane. Sarebbe rischioso mettere tra i pali un ragazzo di diciotto anni alla sua prima esperienza in Europa e probabilmente andrebbe in prestito al <b>Granada</b> (satellite friulano in Spagna) o alla stessa Udinese per un anno.&nbsp;</div><div><br></div><div>Sembra veramente un ironia del destino che, con l'arrivo di un tecnico tanto attento ai giovani come <b>Stramaccioni</b>, sia proprio la speranza italiana di domani per sostituire Buffon a partire. Ma, c'è un ma, non tutto sembra perduto. Poco fa, infatti, "<b>Tutto Mercato Web</b>" ha rivelato che l'affare sarebbe sfumato e che il giocatore resterà quindi a Udine. Amor di patria dei Pozzo o paura dei tifosi inferociti?</div>Udineuttd01uttd01scuffet.jpgSiNudine-scuffett-trattativa-1012909.htmSi101268101,02,03030760
591012856NewsCampionatiLa Città della Mole è pronta per la festa bianconera20140517100448A Torino, fervono i preparativi per la festa del terzo scudetto consecutivo della Juventus di Antonio Conte <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Torino bianconera prepara la festa del terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Nelle strade, nei negozi, nei bar, nei locali pubblici, si avverte la smania di un giorno di festa che sta per arrivare. Persino il lento fluire del Po, passando tra la zona di Moncalieri e i Murazzi, sembra avere un’armonia diversa, insolita. C’è l’orgoglio dell’antica capitale d’Italia con i suoi musei, con la Mole Antonelliana che in questi giorni di cielo terso, sgombro completamente da nuvole minacciose che lasciano il posto all’immenso chiarore del sole, sembra ancor più bella del solito. E’ qualcosa che sfugge alla prassi della semplice<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>conquista di uno scudetto, è qualcosa di diverso al quale gli juventini non si abituano mai. Dopo l’ultima partita di campionato che la Juve disputerà allo Juventus Stadium contro il Cagliari, sono previsti i festeggiamenti di rito all’interno dello stadio e poi tra le vie cittadine di Torino, con l’ausilio di quel pullman decappottato che accompagnerà la squadra al completo. Eppure, nonostante che per i bianconeri si tratti della terza festa dello scudetto consecutivo, sembra sempre come fosse la prima volta. Le bandiere al vento, i suoni, i frastuoni per le vie del centro della città sabauda solitamente silenziosa, discreta ed elegante, si adatta al momento di euforia irrefrenabile imposto da un&nbsp;qualcosa che non può certamente essere silenziosamente assordante. Buffon, capitano della squadra bianconera, alzerà al cielo il 32esimo scudetto vinto sul campo e il 30esimo ufficiale del dopo calciopoli. E non importa se non si sa ancora se Conte resterà alla Juve, se il presidente Andrea Agnelli ha dichiarato a chiari lettere che alla Juve nessuno è indispensabile, neanche lui. Ciò che importa al popolo bianconero che convergerà a Torino da ogni parte d’Italia è la festa, è la voglia di far passare i messaggi di un orgoglio capace di una fede calcistica che si materializza nei tanti record che stanno scrivendo una storia indelebile da tramandare alle generazioni che verranno. Per questo la Torino bianconera è in ansia, scalpita nell’attesa di un pomeriggio domenicale che gli appartiene e che va oltre ogni polemica e invidia di chi assiste con il pensiero che in fondo questo pomeriggio di festa non lo vive più da molti anni. Ma Torino, quella città antica e nobile che non ama il chiasso e il frastuono delle esteriorità, adesso si sta&nbsp;abituando a un appuntamento annuale capace di destarla persino dal suo antico essere. Da Corso Vittorio Emanuele, proseguendo per Via Roma, Piazza San Carlo, Piazza Castello, Via Cernaia, Via Po, Piazza Vittorio Veneto che si affaccia nel magico polmone verde della collina torinese, domenica pomeriggio si vestirà di bianconero con l’orgoglio di una festa che gli appartiene, a prescindere da ogni altra cosa. Fervono dunque i preparativi di questa vigilia ammantata di ansia, ma anche di tanta riconoscenza verso una squadra che nonostante certe piccole delusioni europee, inorgoglisce i suoi sostenitori per mille altri motivi. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711juventus.jpgSiNla-citta-della-mole-e-pronta-per-la-festa-bianconera-1012856.htmSi100451001,02,03030378
601012844NewsCampionatiLa Juventus è campione d`Italia per la 30esima volta. La Roma cade a Catania e i bianconeri fanno festa in anticipo20140504165135jyuve, roma, scudetto, tevez, pirlo, conte, buffon, juventus stadiumTerza stella per i bianconeri. Ma per i tifosi siamo a quota 32 scudetti<p style="text-align: justify;"><strong>La Juventus è campione d’Italia.</strong> Senza nemmeno scendere in campo i bianconeri si aggiudicano matematicamente il trentesimo scudetto della loro storia, quello che vuol dire ufficialmente terza stella sulle maglie dalla prossima stagione. <strong>La pesante sconfitta della Roma a Catania,</strong> sancisce ufficialmente una vittoria ormai scritta. La squadra guidata con sicurezza da Antonio Conte si è dimostrata un vero e proprio schiacciasassi. <strong>In testa consecutivamente dalla tredicesima giornata</strong>, con il traguardo dei 100 punti a portata di mano, conquista il terzo alloro della gestione Conte in tre anni. <strong>Trenta le vittorie su 35 partite giocate,</strong> solo 3 pareggi e due sconfitte. Sono numeri che danno la misura del dominio bianconero. <strong>La sconfitta in rimonta subita a Firenze si è rivelata una mera illusione.</strong> La squadra di Conte ha ricominciato, proprio dopo la sconfitta di Firenze, a macinare gioco e punti. Trascinata da Carlos Tevez, il vero protagonista di questa stagione, ha prima agganciato e poi superato la Roma per non lasciare più la vetta del campionato. <strong>E proprio l’argentino è stato quel bomber capace di fare la differenza</strong> mancato nelle scorse stagioni. Con tutta probabilità l’Apache supererà le 20 reti realizzate in campionato. L’anno scorso i bomber principi della squadra furono Vidal e Vucinic con 10 reti ciascuno. Altri numeri che sintetizzano quanto determinante sia stato l’apporto dell’argentino. <strong>Formidabile la coppia formata con Llorente.</strong> Lo spagnolo, arrivato tra tanto scetticismo, ha saputo conquistarsi il suo spazio portando in dote un buon bottino di reti. Adesso è l’idolo dei tifosi che hanno trovato nbel Re Leone un giocatore grintoso e che non si arrende mai, così come è sempre stata questa Juventus. <strong>Tra i protagonisti non possono mancare il capitano Gigi Buffon,</strong> tornato su livelli Mondiali; Barzagli, Bonucci e Chiellini, trio difensivo grintoso ed elegante alo stesso tempo; e quel centrocampo grandioso formato da Vidal, Pirlo, Pogba, Marchisio e Asamoah, con Lichtsteiner abile a fare la spola tra difesa e mediana.<strong> Un collettivo meraviglioso,</strong> con solisti capaci di fare la differenza. L’obiettivo per l’anno prossimo adesso diventa l’Europa, soltanto sfiorata quest’anno. Per dimostrare di poter essere grandissimni anche fuori dai confini nazionali. Peccato solo per l'eliminazione subita ad opera del Benfica 3 giorni fa in semifinale di Europa League, perche questa Juve aveva i mezzi per superare il turno e giocarsi, nel proprio stadio, una finale che probabilmente avrebbe regalato il trofeo europeo ai bianconeri. Adesso bisognerà costruire una squadra ancora più forte per fare bene in Champions l'anno prossimo. Complimenti comunque alla SIGNORA! <br><br><br>C1012317ivomesivomesbuffon 4.jpgSiNjuve-trentesimoscudetto-terzastella-1012844.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075401,02,03,06,07,08,09,400102076
611012744NewsCampionatiEuropa League, le probabili formazioni20140227144527europa leagueProbabili formazioniFiorentina (4-3-3): Neto; Diakitè, Compper, Savic,&nbsp; Pasqual; Aquilani,&nbsp; Borja Valero, Fernandez;&nbsp; Ilicic, Gomez, Matos. All. Montella.<BR>Esbjerg (4-4-2): Dúbravka; Ankersen, Drobo,&nbsp; Knudsen,&nbsp; Jakobsen; Bakenga, Lekven, J. Ankersen,&nbsp; Andreasen;&nbsp; Fellah, Lyng, Pušić. All. Frederiksen.<BR>Arbitro: Marijo Strahonja (Cro)<br><br> <BR>Trabzonspor (4-3-3): Kıvrak; Bosingwa, Yumlu, Demir, Keles; Bourceanu, Zokora, Colman; Henrique, Adin, Emre Gural. All: Mandirali.<BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Caceres, Bonucci, Ogbonna; Isla, Pogba, Vidal, Marchisio, Peluso; Osvaldo, Giovinco. All: Conte.<BR>Arbitro: Kràlovec (Cze)<br><br> <BR>Tottenham (4-1-4-1): Lloris; Naughton, Dawson, Vertonghen, Rose; Capoue; Dembelè, Paulinho, Bentaleb, Lennon; Adebayor. All: Sherwood.<BR>Dnipro (4-4-1-1): Boyko; Fedeckyj, Mazuch, Ceberjacko, Strinic; Zozulja, Kankava, Rotan, Konopljanka; Giuliano, Nascimento. All: Ramos.<BR>Arbitro: Antony Gautier (Fra)<br><br> <BR>Az Alkmaar (4-3-3): Esteban; Reijnen, Gouweleeuw, Wuytens, Viergever; Gudelj, Ortiz, Elm; Berghuis, Jóhannsson, Beerens. All: Advicaat.<BR>Slovan Liberech (4-4-2): Kovář; Coufal, Kováč, Rajnoch, Fleišman; Sackey, Šural, Pavelka, Rybalka; Frýdek, Budnik. All: Valovic.<BR>Arbitro: Serhiy Boiko (Ukr)<br><br> Valencia (4-4-2): Guaita; Bernat, Mathieu, Costa, Pereira, Fuego, Keita, Parejo, Jonas, Michel, Alcacer. All: Pizzi.<BR>Dinamo Kiev (4-2-3-1): Shovkovski; Silva, Dragovic, Vida, Makarenko; Veloso, Haruna, Yarmolenko, Belhanda, Lens, Mbokani. All: Blokhin.<BR>Arbitro: Deniz Aytekin (Ger)<br><br> <BR>Genk (4-4-2): Van Hout; Walsh, Simaeys, Kara, Tshimanga; Makisa, Gerkens, Kumordzi, Limbombe; Vossen, Schrijvers. All: Ferrera.<BR>Anzhi Makhachkala (4-2-3-1): Kerzhakov; Grigalava, Ewerton, Adeleye, Agalarov; Jucilei, Epureanu; Sobolev, Burmistrov, Maksimov; Serderov. All: Gadhziev.<BR>Arbitro: Manuel Gräfe (Ger)<br><br> <BR>Benfica (4-2-3-1): Artur, Luisao, Pereira, Garay, Jardel, Sulejmani, Djuricic, Perez, Gaitan, Lima, Cardozo. All. Jesus.<BR>Paok Salonicco (4-2-3-1): Jacobo; Kitsiou, Inigo Lopez, Katsouranis, Lino; Lazar, Tziolis; Lawrence, Lucas, Stoch; Salpingidis. All. Stevens.<BR>Arbitro: Szymon Marciniak (Pol)<br><br> <BR>Lione (4-1-4-1): Vercoutre; Zeffane, Biševac, Koné, Tolisso; Ferri; Malbranque, Mvuemba, Bahlouli, Danic; Briand. All. Garde.<BR>Chornomorets Odessa (4-4-2): Bezotoskyi; Kutas, Berger, Fontanello, Santana; Bobko, Arzhanov, Gay, Kovalchuk; Dja Djedje, Antonov. All. Hryhorcuk.<BR>Arbitro: Aleksandar Stavrev (Mkd)<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNeuropa-league-le-probabili-formazioni-1012744.htmSi100075701,02,03,06030341
621012647NewsCampionatiJuventus, c`è qualcosa che non va20140128211452juventusAbbiamoC’è qualcosa di indefinibile, di impercettibile nella Juve di questi ultimi tempi. E non è per volere trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma ciò che aleggia nell’aria circostante al feudo bianconero sembra qualcosa di strano che fa riflettere. Dopo l’uscita dalla Coppa Italia ad opera di una Roma apparsa ottima squadra ma non irresistibile, la Juve si è rituffata in campionato ripartendo proprio dallo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio di Edy Reya. Ebbene, anche in questa circostanza, la Juve di Conte non è sembrata la squadra arrembante, sicura a centrocampo e nelle ripartenze, ma si è evidenziato uno strano approccio alla gara che dava la sensazione di una squadra ferma sulle gambe e stranamente attendista. Ciò che in un primo momento si pensava essere un atteggiamento tattico voluto per aspettare l’avversario e colpirlo poi in contropiede, non è sembrato plausibile anche per l’incapacità dei bianconeri di dare forza alle proprie azioni offensive. Poco movimento senza palla, poco gioco sugli esterni (abituale punto di successo nello scacchiere tattico di Conte) e pochissimi tiri in porta. Abbiamo visto azioni poco convinte che immancabilmente si spegnevano al limite dell’area avversaria. Tevez a dannarsi l’anima e Llorente a tentare di portare su la squadra, lottando talora per mantenere il possesso palla piuttosto che essere messo in condizione di tirare in porta. E così dopo essere andata in svantaggio con un gol di Candreva su rigore e dopo l’espulsione di Buffon al 24’ del primo tempo per atterramento di Klose in area di rigore, la Juve si è trovata ad affrontare il match in dieci uomini per quasi un’ora. Poi, nel secondo tempo, i bianconeri sono sembrati meno impacciati ma sempre lontani dal loro standard abituale. Al 15’ la Juve pareggia con un gol di testa di Llorente, il quale raccoglie un invitante cross di Lichtsteiner. La partita termina in parità dopo aver registrato una traversa di Klose con grande deviazione di Storari e un palo centrato da Keita. Intanto, il giorno dopo la Roma vince a Verona e accorcia le distanze in classifica dai bianconeri, di sei lunghezze. Ma per la Juve, il punto da focalizzare non è aver perso due punti un classifica, ma aver dato la sensazione di stanchezza psico-fisica. Saranno le polemiche dovute alle vicende del mancato scambio tra Vucinic e Guarin, sarà il gossip maligno e destabilizzante che si è instaurato nello spogliatoio della Juve per la presunta relazione di Gigi Buffon con la bella giornalista sportiva di Sky, Ilaria D’Amico, oppure per la separazione di Pirlo da sua moglie. Fatto è che la Juve sembra investita da problemi che vanno a coinvolgere un ambiente che fino a ieri viveva di automatismi fatti solo di pane e calcio. Anche Conte visto a Roma contro la Lazio, nel primo tempo non è sembrato il solito “cane arrabbiato” che tutti conosciamo. Troppo tranquillo il suo atteggiamento, non è da lui. Comunque, a onor del vero, bisogna dire che le 12 partite utili consecutive disputate dalla Juve e la sua attuale posizione in classifica, non danno adito ad allarmismi di sorta. Il prosieguo del campionato ci dirà se le nostre sono autentiche sensazioni, oppure dei dati di fatto preoccupanti. Domenica prossima avremo già una prima risposta, visto che tra le proprie mura la Juve affronterà “l’odiata” Inter di Mazzarri alle prese con un anno calcistico assolutamente da dimenticare. Conte e la sua Juve sono chiamati all’ennesima verifica di squadra che vince e convince. E’ la legge di chi nasce con il concetto radicato che, per scrivere la propria storia, devi vincere per essere primo. Alla Juve, arrivare secondi è stato sempre un insuccesso.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-c-e-qualcosa-che-non-va-1012647.htmSiT1000007100451001,02,03,06030717
631012629NewsCampionatiJuventus sugli scudi e la Roma si scioglie20140106154438juventusLa partita Alla Juve sono bastati sedici minuti del primo tempo per andare in vantaggio con Vidal, che sfrutta nell’area piccola un prezioso suggerimento di Carlitos Tevez. Diciamo subito che la Vecchia Signora d’Italia ha vinto e convinto contro una Roma che all’inizio della gara è apparsa viva, pericolosa nella fase offensiva con il suo pressing alto e desiderosa di vincere un match che l’avrebbe riavvicinata in classifica alla Juve. Ma la squadra di Garcia dopo una fase iniziale di pregevole calcio, si è sciolta come neve al sole dinnanzi agli attacchi continui della Juve. Eppure la squadra di Conte non aveva cominciato la partita come è solita fare normalmente con squadre che non hanno la levatura tecnica della Roma. Un sistema tattico che avevamo riscontrato contro il Napoli. Inizio in fase d’attesa e copertura degli esterni offensivi avversari, per poi colpire con folate in attacco che prevedono l’apertura a ventaglio di tutta la squadra. E’ la strategia di Conte che, conoscendo bene la sua squadra che ha caratteristiche offensive e di bel gioco, tiene anche conto degli avversari sfruttando il lato negativo dell’avversario di turno. La Juve, presentatasi in campo con la squadra base al completo e con il solito atteggiamento tattico del 3-5-2, è rimasta guardinga nei primi minuti della gara inibendo il suo solito pressing alto che è consono alle proprie caratteristiche di gioco. La Roma di Garcia risponde con il 4-3-3 che vede un attacco formato da Gervinho, Ljajic e Totti, un atteggiamento tattico forse un po’ presuntuoso ma che è chiaro della voglia di vincere la partita. Ma, come dicevamo, la Juve passa al 16’ con Vidal, risultato poi il migliore in campo, che s’incunea nell’area piccola e batte De Santis di destro. Al 21’ la Roma ribatte con un’azione pericolosa ad opera di Pjanic che chiama alla respinta Buffon. Sul finire del primo tempo la Juve alza il ritmo e al 41’ c’è un episodio da moviola: cross dell’onnipresente Vidal e gomito di Dodò. Nel secondo tempo la Juve raddoppia subito con Bonucci, che raccoglie in scivolata una punizione battuta da Pirlo. In questo caso la retroguardia giallorossa ha peccato di disattenzione. Ora la Roma sembra stordita e Garcia decide di sostituire Dodò e Pjanic con Torosidis e Destro. Intanto anche Conte procede al cambio di Tevez (leggero infortunio il suo) con Vucinic. La partita sale di tono e diventa più emozionante. Al 72’ ci prova Pirlo su punizione, ma De Santis para. Subito dopo Garcia provvede all’ultimo cambio: esce Totti ed entra Florenzi. Ma nel finale la partita s’incanala bene per la Juve e, mentre De Rossi falcia Chiellini e viene espulso dall’arbitro Rizzoli, Castan si rende artefice di un fallo da rigore e viene espulso. Succede, infatti, che sulla punizione che ne deriva dal fallo di De Rossi su Chiellini, Castan sulla linea di porta prende la palla con le mani per evitare il gol e viene espulso. Vucinic batte il rigore e porta definitivamente a tre le reti per la Juventus. La Roma resta in 9 uomini e non riesce più a ripartire, mentre la Juve prova addirittura ad infierire con una conclusione di Marchisio entrato da poco al posto dell’esausto Vidal. Finisce dunque con un rotondo 3 a 0 a favore della Juve, il match tanto atteso di inizio anno 2014. A chi si chiede se la Juve ha già vinto anzitempo il suo terzo scudetto consecutivo dell’era Conte, diciamo che oggettivamente la distanza di otto punti sulla Roma che resta seconda in classifica, può sembrare siderale. Tuttavia, pensiamo che i giochi definitivi non siano ancora stabiliti in virtù del fatto che il campionato è ancora lungo e per la squadra di Conte inizia il periodo di difficoltà nel mantenere sempre attiva la condizione mentale, senza lasciarsi andare snobbando i prossimi avversari. Più che vincerlo gli altri, pensiamo che questo scudetto lo possa perdere solo la Juve. Per questo diciamo che dipende solo da lei e dalla bravura di Conte di tenere la sua squadra sempre sulla corda.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp; &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-sugli-scudi-e-la-roma-si-scioglie-1012629.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030624
641012551NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 9a giornata20131028125845serie aTanta Argentina nella formazione Tanta Argentina nella formazione dei Top, grazie alle prestazioni vincenti di Juve, Inter e Napoli. Male invece, Torino, Milan e Genoa.<br><br> TOP<br><br> Perin = Esce sconfitto dallo Juventus Stadium,ma riceve a fine gara l’abbraccio sentito di Buffon. Praticamente un’investitura. Predestinato.<br><br> Crespo = Porta un cognome che ricorda ben altre imprese calcistiche. Ma per una volta, anche il difensore del Bologna, si dimostra degno di portarlo. Decisivo.<br><br> Benatia = Continua a tener banco nella formazione dei Top, semplicemente perché sin qui è il miglior difensore del campionato. Roccioso. <br><br> Parolo = Affonda il Diavolo con l’ennesima doppietta di questa stagione speciale, che racconterà quantomeno ai nipotini. Momento d’oro.<br><br> Cuadrado = Con le sue accelerazioni sta mettendo in ginocchio mezza serie A. Quelli del Chievo poi non sono fulmini di guerra ed il gioco è fatto. Pendolino.<br><br> Higuain = Torna al gol dopo oltre un mese,&nbsp; ma ne guadagna più in fiducia che in numeri. Ed intanto Benitez gongola. Cecchino.<br><br> Tevez = Un’altra prestazione super che regala solidità, concretezza e slancio ad una Juve massacrata da media e risultati. Decisivo.<br><br> Formazione TOP = Perin; Crespo, Benatia, Silvestre; Cambiasso, Parolo, Cuadrado, Candreva; Higuain, Tevez, Palacio.<br><br> FLOP<br><br> Padelli = Ancora una volta fa infuriare i tifosi granata, non tanto per i rigori subiti. Quanto per la sensazione di insicurezza che trasmette. Cairo mediti. Indeciso.<br><br> Constant = Affoga nella sconfitta di Parma senza mai dare la dimostrazione di poter essere adeguato&nbsp; a vestire la casacca rossonera. Pesce fuor d’acqua.<br><br> Maicon = Ingenuo nel farsi ammonire due volte, rischia di impedire ai giallorossi di suonare la nona sinfonia. Ma nonostante questo, la Roma vola. Sprovveduto.<br><br> Cerci = Questa volta stecca tutto, come d’altronde tutto il Toro. Esce a fine primo tempo, con la speranza possa risultare decisivo a Livorno. Ectoplasma.<br><br> Kucka = Gara difficile per il suo Genoa, ma non fa mai nulla per dimostrare anche solo minimamente il contrario. Assente.<br><br> Balotelli = Prestazione tanto scialba quanto chiacchierata. Per essere campioni veri, c’è ancora una marea di strada da percorrere. Immaturo.<br><br> Emeghara = A Livorno lo stanno cercando da qualche tempo. Praticamente inesistente, l’attacco dei labronici piange la sua continua svagatezza. Introvabile.<br><br> Formazione FLOP = Padelli; Maicon, Constant, Stendardo; Kucka, Cerci, Castro, Ederson; Balotelli, Emeghara, Floro Flores.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001tevez-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-nona-giornata-1012551.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030453
651012528NewsCampionatiSerie A, Top e Flop dell`8a giornata20131021124350serie aRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccanoRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccano grazie alle rispettive vittorie e portano linfa alla formazione dei flop. Male le altre big, Napoli e Juventus su tutte. <br><br>TOP<br><br>Pegolo = La prima vittoria in A del suo Sassuolo porta anche la sua firma. Portiere da salvezza, a Torino, sponda granata, si mangiano le mani. Solido.<br><br>Benatia = Continua il momento d’oro del centrale ex Udinese, così come quello della Roma. Ad oggi miglior difesa europea. Granitico.<br><br>Cacciatore = Continua la sua vena realizzativa e creativa (viste le esultanze che già fanno scuola). Il Verona vola, lui si inserisce in zona gol con fare da cecchino. Esaltato.<br><br>Pjanic = Qualificazione mondiale con la Bosnia, doppietta decisiva nel big match contro il Napoli. E dire che, secondo Zeman, era incompatibile con De Rossi. Qualità.<br><br>Jorginho = Altro trascinatore degli scaligeri di Mandorlini. Gioca un’infinità di palloni, si inserisce, segna rigori con sicurezza “balotelliana”. Motorino.<br><br>G. Rossi = Tripletta storica che infiamma Firenze e porta ad una vittoria che sa di clamoroso. Un meritato tributo ad un campione rinato. Cecchino.<br><br>Gilardino = Di riffa o di raffa la butta dentro, regalando a Gasperini un felice ritorno a Marassi. Non sarà bellissimo da vedere, ma i suoi numeri parlano chiaro. Goleador.<br><br>Formazione TOP = Pegolo; Benatia, Cacciatore, Marchese; Pjanic, Jorginho, Birsa, Joaquin; Gilardino,G. Rossi, Palacio. <br><br>FLOP<br><br>Buffon = La più preoccupante di tutte le amnesie juventine è la sua. Per oltre un’ora spettatore non pagante, poi crolla con tutta la squadra. Triste.<br><br>Cannavaro = Prestazione da dimenticare. Entra, si fa ammonire e genera la prima rete giallorossa. Procura il rigore del 2 a 0 e prende il rosso, in nemmeno 90 minuti. Frana.<br><br>Legrottaglie = Patisce la corsa di Ibarbo come gli avversari di Bolt con la freccia giamaicana. Ed il suo Catania affonda. Pensionato.<br><br>Hamsik = Un grande giocatore cui,per diventare grandissimo, manca ancora uno step: non eclissarsi (come a Roma) nelle partite che contano. Assente.<br><br>Hernanes = Altro faro che si sta spegnendo. Ha perso il sorriso, si dice voglia cambiare aria. Intanto traghetta la Lazio in acque pessime. Svogliato.<br><br>Matri = Ancora una volta cecchino spuntato. Non becca la porta manco con le rotelle e conferma i suoi limiti a sopportare le pressioni. Apatico.<br><br>Pandev = Errore macroscopico che poteva dare un altro significato alla gara del suo Napoli. Higuain, anche zoppo, è un altro pianeta. Abulico.<br><br>Formazione FLOP = Buffon; Legrottaglie, Cannavaro, Nagatomo; Hernanes, Hamsik, Luci, Pinzi; Matri, Pandev, Amauri.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-top-e-flop-dell-ottava-giornata-1012528.htmSi100075701,02,03030325
661012524NewsCampionatiPer la Juve beffa al Franchi20131021080739juve, fiorentinaPer la Juve beffa al FranchiDal paradiso all’inferno, in un quarto d'ora: una vittoria che per un’ora sembrava cosa fatta si trasforma in una sconfitta cocente e fin troppo punitiva nel punteggio per quanto visto in campo. Perché al Franchi è soprattuto la Juve a fare la partita e il 2-0 per i bianconeri con cui si era chiuso il primo tempo sembrava il preludio di una goleada. E goleada in effetti è stata, ma per i viola, che capitalizzano al massimo due episodi e poi la foga con cui i bianconeri, dopo essere stati agguantati, avevano cercato di riportarsi in vantaggio, lasciando però troppi spazi liberi in difesa.<br><br> E dire che l’inizio del match poteva far pensare ad una partita dal punteggio basso perché, nonostante &nbsp;Juve e Fiorentina si affrontino a viso aperto, per più di un quarto d’ora sono le difese a dominare e si deve aspettare il 17’ per vedere il primo tiro in porta: Tevez parte in velocità e prova un sinistro rasoterra dal limite, bloccato senza difficoltà da Neto. La risposta viola arriva poco più tardi, con Buffon che segue con lo sguardo il destro di Roncaglia perdersi sul fondo.<br><br> Le azioni offensive dei bianconeri passano spesso per i piedi di Tevez, che imposta e conclude di testa dopo un bello scambio con Pogba, ma mette a lato. Fuori, deviato in angolo da Neto, termina anche il destro di Marchisio dal limite.<br><br> Al 36’ arriva la svolta del match: Tevez combina con Llorente, riceve in area e viene steso senza complimenti da Pizarro, proprio a due passi da Rizzoli, che indica il dischetto. E dopo essersi guadagnato il rigore, l’Apache trasforma con un destro potente e centrale e sigla il suo quarto gol in campionato.<br><br> Il vantaggio garantisce più spazi e la Juve ne approfitta immediatamente. 40’ minuto: Pogba dal limite piazza il pallone in area, a metà strada tra Tevez e Asamoah. Cuadrado è il primo ad arrivarci, ma nel tentativo di rinviare anticipa Neto e alza un pallone a campanile che si trasforma in un assist prezioso per Pogba. Il francese arriva in corsa e conclude in rete l’azione da lui stesso iniziata.<br><br> Pensare che il 2-0 possa bastare alla Juve, sarebbe un grossolano errore. I bianconeri partono forte anche nella ripresa, chiudendosi bene, tenendo vicini i reparti e cercando subito la verticalizzazione. All’8’ la partita potrebbe essere definitivamente chiusa se il tocco di Marchisio, entrato in area con un numero d’alta scuola, non sbattesse sul volto di Neto in uscita. Il portiere viola è ancora decisivo &nbsp;quando blocca il colpo di testa ravvicinato di Chiellini e devia in angolo la punizione di Pirlo, indirizzata nel sette.<br><br> Non c’è un bianconero che non corra, raddoppi sugli avversari, e aggredisca gli spazi. Llorente valga da esempio per tutti: lo trovi quasi sulla linea dei centrocampisti a recuperare il pallone e un attimo dopo è in avanti, a suggerire la sponda per Asamoah, che entra in area centralmente, ma calcia su Neto.<br><br> Proprio quando la partita sembra orami avere un padrone ben definito, ecco che si riapre improvvisamente: Fernandez termina a terra dopo un contrasto con Asamoah &nbsp;in area e Rizzoli fischia il secondo rigore di giornata, questa volta per i viola. Dal dischetto Giuseppe Rossi non sbaglia.<BR>Il gol rianima il pubblico del Franchi, ammutolito fino a quel momento, e anche la squadra di Montella, che in dieci minuti agguanta il pareggio. Ancora Rossi a mettere firma sul gol, con un sinistro dal limite piazzato nell’angolino. Conte manda in campo Vidal al posto di Marchisio, ma non c’è tempo di vedere l’effetto del cambio che la Fiorentina passa ancora con Joaquin che quando riceve in area l’assist di Borja Valero ha tutto il tempo di controllare, aspettare l’uscita di Buffon e piazzare il pallone in rete. La Juve si butta in avanti alla ricerca del pareggio e lascia delle praterie scoperte, nelle quali Cuadrado può far valere la sua velocità. E al 36’ il contropiede del colombiano, con l’assist per la tripletta di Giuseppe Rossi, chiude una gara che definire assurda è un eufemismo &nbsp;e condanna la Juve alla prima sconfitta stagionale <br><br> <STRONG>FIORENTINA-JUVENTUS 4-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI: </STRONG>Tevez 37’ pt, Pogba 40’ pt, Rossi 21’ st, Rossi 31, Joaquin 33’ st , Rossi 36’ st<br><br> <STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR>Neto; Roncaglia, Rodriguez, Savic; &nbsp;Cuadrado, Aquilani (11’ st Joaquin), Pizarro, Ambrosini (23’ pt Fernandez), Pasqual; Borja Valero; Rossi (40’ st Matos).
<BR>A disposizione: Munua, Tomovic, Compper, Bakic, Vecino, Alonso, Vargas, Wolski, Iakovenko.<BR>Allenatore: Montella
<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin (38’ st Motta), Pogba, Pirlo, Marchisio (32’ st Vidal), Asamoah (35’ st Giovinco); Tevez, Llorente.
<BR>A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Ogbonna, &nbsp;Peluso, De Ceglie, Isla, Bouy.<BR>Allenatore: Conte <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Rizzoli<BR><STRONG>ASSISTENTI:</STRONG> Di Fiore, Stefani<BR><STRONG>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Dobosz<BR><STRONG>ARBITRI D’AREA: </STRONG>Valeri, Calvarese <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 12’ pt Tevez, 15’ pt Aquilani, 22’ pt Barzagli, 36’ pt Cuadrado, 12’ st Savic, 21’ st Asamoah, 23’ st Pirlo, 42’ st Motta, 44’ st Bonucci<br><br>gp01ctgp01ctjuventus.jpgSiNjuve fiorentina-1012524.htmSi-01,02,03,06010176
671012493NewsCampionatiBendtner spaventa gli azzurri20131012090754Danimarca, Italia, L’ex bianconero si regala una serata da protagonista e costringe l’Italia al 2-2. Tre bianconeri in campo: Buffon, Chiellini e MarchisioTutti ad aspettare l’Italia, invece a Copenaghen il protagonista assoluto è un ex juventino. Niklas Bendtner si regala una grande serata e rovina in parte la festa agli azzurri, comunque già qualificati in anticipo per Brasile 2014. Contro la Danimarca finisce 2-2, con reti azzurra in apertura con Osvaldo e in pieno recupero con Aquilani.<BR><BR>Per Buffon, Chiellini e Marchisio in campo dall’inizio (i primi due dentro per tutti i 90 minuti), ma anche per Bonucci e Pirlo rimasti in panchina, il Parken Stadium continua a non regalare soddisfazioni. Un altro pareggio, dopo i due con la Juventus in Champions contro Nordsjaelland e Copenaghen.<BR><BR>Per la squadra di Prandelli, martedì c’è ancora una partita da giocare. Quella del San Paolo di Napoli contro l’Armenia.<BR><BR>gp01ctgp01ctbendtner-4.jpgSiNdanimarca italia -1012493.htmSi-01,02,03,06010192
681012469NewsCampionatiChe brutta Juventus20131005184037juventusIl punto di vista di Salvino CavallaroAvevamo visto una brutta Juventus a Verona contro il Chievo, l’abbiamo vista opaca nel derby torinese e l’abbiamo rivista brutta in Champions ieri sera allo Juventus Stadium contro il Galatasaray. Ma dov’è andato a finire il bel calcio espresso dalla Vecchia Signora? Nei primi due anni dell’era Conte in cui la Juve ha vinto due scudetti consecutivi, abbiamo ammirato un calcio bello da vedere, divertente e apprezzabile dal punto di vista dello spettacolo che ha fatto felici coloro i quali hanno il palato fine e intendono un certo tipo di calcio fatto di fraseggi, classe e gesti tecnici sopraffini. Certo, quella Juve faticava sempre per trovare il gol, ma le azioni d’attacco erano fluide, continue, il pressing era alto e asfissiante, difesa centrocampo e attacco sempre corti e attenti a interdire al momento del bisogno. In più si apprezzava il movimento continuo nell’interscambio dei ruoli, che ben si amalgamava al movimento in fase di non possesso palla. Insomma, la Juventus vinceva, divertiva e convinceva. Adesso invece, vince qualche volta, pareggia e annoia maledettamente per gioco farraginoso e stucchevole. Potremmo chiudere qui la sintesi delle ultime tre partite della Juventus viste in poco più di una settimana. Avevamo sostenuto in tempi non sospetti, che questa squadra con il solo acquisto di Tevez, Llorente e Ogbonna, aveva accorciato soltanto in parte il gap con le migliori squadre europee, senza pensare che anche in Italia le più agguerrite avversarie si sono rinforzate in maniera tale da contrastarla con assoluta efficacia. Oggi, la squadra di Conte appare stanca come se fosse a fine campionato, con le idee annebbiate e ferma sulle gambe. C’è sicuramente qualcosa che non va, questa non è la vera Juventus, non può essere. Partita con il modulo del 4-2-4, Conte ha subito capito che in base alle caratteristiche dei suoi giocatori doveva applicare il più redditizio 3-5-2. E così la Juve è subito apparsa più bella da vedersi e più concreta nel gioco degli esterni alti e bassi che a turno creavano scompiglio nelle difese avversarie. La Juve vista ieri contro il Galatasaray, nel secondo tempo ha adottato il 4-3-3 con Tevez, Quagliarella e poi Llorente, inserendo un sempre più evanescente Mauricio Isla che in sostituzione di Lichtesteiner, fermato da un infortunio al retto femorale, avrebbe dovuto garantire le stesse folate in attacco dello svizzero. Non è stato così, perché i suoi inserimenti sono stati spesso non all’altezza della situazione. Il Galatasaray non ci è parso irresistibile, tutt’altro. La squadra del neo coach Mancini si è trovata inaspettatamente in vantaggio per un errore madornale di Bonucci il quale, inavvertitamente, ha passato il pallone all’indietro per Buffon. Drogba che era alle sue spalle, ha ringraziato per l’assist ed ha infilato la porta della Juve con facilità estrema. La Juve ha accusato il colpo, e nel secondo tempo a fatica ha pareggiato su calcio di rigore battuto da Vidal, a seguito di un atterramento in area di rigore di Quagliarella. Poi sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri si sono portati in vantaggio per effetto del gol di testa realizzato da Quagliarella, grazie a un perfetto assist di Pirlo. Ma, esattamente un minuto dopo, grazie all’ennesima grave disattenzione difensiva della serata, la Juve ha regalato il pareggio al Galatasaray che, con un tiro di Bulut ha pareggiato definitivamente il conto con il risultato finale di 2 a 2. Non sarà facile per la Vecchia Signora il prosieguo in Champions League, tuttavia, se teniamo conto che l’anno scorso ha iniziato il suo cammino europeo con tre pareggi consecutivi per poi finire ai quarti di finale, diciamo che in fondo una speranza c’è ancora. L’unico dubbio è che quella Juve ci sembrava davvero migliore, mentalmente e fisicamente. Staremo a vedere che cosa accadrà in seguito.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNche-brutta-juventus-1012469.htmSiT1000007100451001,02,03,06030370
691012456NewsCoppeJuve, capolavoro a metà20131003075000juve, galatasaray, pirlo, conteI bianconeri, sotto tono e in svantaggio nel primo tempo, nella ripresa dominano e ribaltano il risultato, ma i turchi pareggiano immediatamente. E alla fine è 2-2Come lo scorso anno la Juve deve accontentarsi di un pareggio nella prima di Champions allo Juventus Stadium, ma rispetto alla gara contro lo Shakthar Donetsk, quella contro il Galatasaray segue tutto un altro copione. Perché i bianconeri, sotto di un gol e poco incisivi nel primo tempo, nella ripresa si ritrovano e ribaltano il risultato. Potrebbe essere una festa bellissima e forse l’errore è proprio quello di lasciarsi prendere dall’euforia per la rimonta completata, perché mentre sugli spalti ancora si grida al gol, i turchi trovano un insperato pareggio.<br><br> Tanto emozionante è il finale, quanto banali i minuti iniziali. Il 4-2-3-1 di Mancini &nbsp;copre bene il centrocampo e Pirlo viene seguito come un’ombra da Snejider. Si deve così ricorrere al lancio in profondità più che alla manovra corale, ma manca un po’ di precisione. Le squadre sono più attente a non scoprirsi che ad aumentare il ritmo e il primo quarto d’ora scorre via senza sussulti. Il primo spunto è di Drogba che entra in area dalla sinistra e, tallonato da Barzagli, si defila, ma riesce a trovare l’angolo giusto per calciare verso il primo palo, sul quale è appostato Buffon. Al 23’ Pirlo pesca Vucinic sul filo del fuorigioco. Il controllo a seguire con il tacco è un pezzo di rara bravura, ma nello scatto il montenegrino perde l’equilibrio e non solo viene recuperato, ma sente fastidio al muscolo ed è costretto a uscire dal campo.<br><br> Al suo posto entra Quagliarella, che mostra subito una buona intesa con Tevez e arriva a deviare il suggerimento dell’argentino, ma è pressato e mette sull’esterno della rete.<BR>La Juve prende campo, attacca con maggior convinzione e proprio nel suo momento migliore subisce un gol evitabilissimo: Bonucci sbaglia la misura di un retropassaggio e sul pallone si avventa Drogba, che evita l’uscita fuori area di Buffon e deposita in rete. <br><br> Il vantaggio turco è una doccia fredda, ma i bianconeri cercano di scuotersi immediatamente. Tevez arriva per tre volte al tiro: il primo è deviato in angolo, il secondo è da posizione irregolare, il terzo termina fuori di poco. Ci provano anche Asamoah e Quagliarella, ma entrambi trovano Muslera perfettamente piazzato.<br><br> Sotto di un gol all’intervallo, la Juve si ripresenta con Isla al posto di Lichsteiner e con un piglio diverso. La manovra è più veloce ed efficace e le occasioni non tardano ad arrivare. Tevez conclude centralmente, Asamoah, Quagliarella e Pirlo cercano il tiro da fuori, calciando alto, ma la gara ora ha un padrone ben definito.<br><br> I bianconeri provano anche soluzioni coraggiose, come le due sventole di Vidal nell’arco di un minuto, tra il 13’ e il 14’, &nbsp;perfette come esecuzione, meno come mira. Il Galatasaray si limita a contenere e a giocare di rimessa, affidandosi alla rapidità di Snejider e alla potenza di Drogba, e Conte aumenta le “bocche da fuoco”, inserendo Llorente al posto di Bonucci. A presidiare la metà campo rimangono solo Chiellini e Barzagli, con Isla e Asamoah che arretrano sulla linea dei difensori nelle rare occasioni in cui i turchi entrano in possesso di palla. Il Re Leone, appena messo piede in campo, stacca su un traversone dalla sinistra di Asamoah, ma alza sopra la traversa.<br><br> La Juve non molla e poco dopo la mezz’ora arriva il giusto premio. Quagliarella controlla in area e salta Amrabat che lo stende senza troppi complimenti, proprio sotto lo sguardo di Kassai. Il fischietto ungherese indica il discetto e Vidal piazza il pallone nel “sette”.<br><br> Adesso lo Stadium “ribolle” come aveva chiesto Conte alla vigilia e spinge la squadra a completare l’opera. E la Juve risponde. Al 42’ Pirlo batte una punizione corta per Tevez che spara dal limite, ma il tiro viene respinto ancora sui piedi del regista. Questa volta il pallone viene indirizzato verso l’area, perfetto per la testa di Quagliarella che da due passi insacca. L’urlo resta soffocato in gola però. Perché appena riprende il gioco il Galatasaray pareggia: Drogba &nbsp;di testa serve il liberissimo Bulut che si inserisce in area e batte Buffon.<br><br> L’assalto finale a questo punto è inutile. L’impresa riesce solo a metà e la Juve incassa il secondo pareggio in Champions, in attesa di sfidare al Bernabeu, il Real Madrid.<br><br> <STRONG>JUVENTUS-GALATASARAY 2-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI</STRONG>: Drogba 36’ pt, Vidal (rig) 33’ st, Quagliarella 42’ st, Bulut 43’ st<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci (25’ st Llorente), &nbsp;Chiellini; Lichsteiner (1’ st Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Vucinic (26’ pt Quagliarella)<BR>A disposizione: Storari, Ogbonna, Peluso, Marchisio<BR>Allenatore: Conte. <br><br> <STRONG>GALATASARAY</STRONG><BR>Muslera; Eboue, Semih Kaya (26’ pt Gokhan Zan), Chedjou, Hakan Balta; Felipe Melo, Selcuk; Riera (15’ st Amrabat), Snejider (29’ st Bulut), Bruma; Drogba<BR>A disposizione: Ceylan, Sarioglu, Baytar, Yilmaz Burak<BR>Allenatore: Mancini. <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Viktor Kassai (HUN)<BR><STRONG>ASSISTENTI</STRONG>: György Ring (HUN) , Vencel Tóth (HUN)<STRONG><BR>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Robert Kispal (HUN)<STRONG><BR>ARBITRI D’AREA</STRONG>: Tamás Bognar (HUN) , Mihaly Fabian (HUN) <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 27’ st Muslera, 35’ st &nbsp;Gokhan Zan<br><br>gp01ctgp01ctpirlo-6.jpgSiNjuve galatasaray pirlo conte-1012456.htmSi-01,02,03,06010177
701012404NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 5a giornata20130927143555serie aRoma, Inter e Parma sugli scudi dopo il turno infrasettimanaleRoma, Inter e Parma sugli scudi dopo il turno infrasettimanale. Non benissimo nonostante tutto il Napoli, il Milan e la Juventus. <br><br> TOP<br><br> Puggioni = Mura i tentativi juventini e soccombe solo per due situazioni fortuite. Avrebbe meritato miglior sorte. Sicuro.<br><br> Benatia = Rete spacca match a Marassi che sa di trequartista navigato. Se la Roma arriva a portarlo a queste prestazioni, significa che è veramente in un momento top. Esaltato.<br><br> Jonathan = Viste le ultime stagioni, vista la palma di “bidone” attribuitagli da più parti, è la più clamorosa sorpresa di questo inizio di stagione interista. Rinato.<br><br> Parolo = Una doppietta di pregevole fattura che porta il Parma alla prima vittoria stagionale. Centrocampista solido e di sicuro affidamento. Certezza. <br><br> Cerci = La trasformazione attuata da Ventura sa di miracoloso. Vetta della classifica marcatori, sicurezza, gamba, entusiasmo. Sta guidando da solo il Toro a grandi prestazioni. In stato di grazia.<br><br> Ibarbo = Non proprio avvezzo al gol, l’attaccante del Cagliari sfodera una prestazione tutta muscoli e ripartenze. E risulta decisivo per i suoi. Corridore.<br><br> Zaza = Rete da posizione impossibile, guida l’attacco di un Sassuolo che sembrava derelitto e che grazie a lui porta via il primo punto stagionale. Talentuoso.<br><br> Formazione TOP = Puggioni; Benatia, Jonathan, Vrsaljko; Parolo, Cerci, Pogba, Laxalt; Ibarbo, Zaza, Gervinho.<br><br> FLOP<br><br> Buffon = Una o due gare a stagione le canna completamente. Diciamo che il primo bonus è stato esaurito con la prestazione di Verona contro il Chievo. Sbiadito.<br><br> Armero = Paga più di tutti il massiccio turnover di Benitez e viene annullato dalle giocate degli avversari. Impaurito.<br><br> Constant = Continua il momento pessimo della retroguardia rossonera. Fuori De Sciglio, poi, Allegri non ha un terzino sinistro di valore. Anonimo.<br><br> Guarente = Perde la palla decisiva per il secondo gol laziale e non appare minimamente in grado di far dimenticare uno come Lodi. Spaesato.<br><br> Guarin = Brutto gesto dopo la sostituzione, dimostra un po’ di nervosismo ed in campo non produce il solito apporto di corsa e sostanza. Stanco.<br><br> Matri = Sbaglia tutto ciò che può. Per sua fortuna il Milan torna da Bologna con un punto. Ma senza Balotelli, dovrà essere lui a pungere davanti. Spuntato.<br><br> Amauri = Ancora asecco in zona gol, prende un rosso evitabile e per sua fortuna non pregiudica il risultato dei ducali. Assente.<br><br> Formazione FLOP = Buffon, Armero, Constant, Peluso, Guarente, Guarin, Hamsik, Halfredsson; Matri, Amauri, Calaiò.<br><br> Gabriele Cavallaro <BR>&nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-quinta-giornata-1012404.htmSi100075701,02,03,06,07,08030417
711012360NewsCalciomercatoCopenaghen-Juventus, le probabili formazioni20130917120911juventusLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Copenaghen (3-4-3): Christensen; Jacobsen, Stadsgaard, Margreitter; Delaney, Bolanos, Kristensen, Claudemir; Braaten, Abdellaoue, Vetokele. All.: Solbakken<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Ogbonna, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pirlo, Vidal, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNcopenaghen-juventus-le-probabili-formazioni-1012360.htmSiT1000007100075701,02,03,06030334
721012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030480
731012354NewsCampionatiInter-Juventus, le probabili formazioni20130914115832interInter JuventusLE PROBABILI FORMAZIONI<br><br> INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Cambiasso, Taider, Guarin, Nagatomo; R. Alvarez; Palacio. All.: Mazzarri<br><br> JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah; Tevez, Vucinic. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNinter-juventus-le-probabili-formazioni-1012354.htmSiT1000007100075701,02,03,06030359
741012350NewsCampionatiMazzarri, senti Buffon: «Inter? Come la Juventus del 2011»20130912200017inter juventus, terza giornata serie a, buffon«Sono in salute, non hanno coppe e c`è Mazzarri«. Il numero uno bianconero mette in guardia: «Scudetto? Dovremo fare i conti con loro«.Settimana speciale per <STRONG>Gigi Buffon</STRONG>. Prima il record di presenze in azzurro conquistato proprio allo <STRONG>Juventus Stadium</STRONG> (insieme alla qualificazione per i Mondiali brasiliani), mentre dopodomani la sua squadra affronterà l'<STRONG>Inter</STRONG> in una delle sfide più emozionanti della stagione. La Vecchia Signora è sempre la più pericolosa, soprattutto con un certo <STRONG>Tevez</STRONG> davanti, ma <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha saputo rivitalizzare una squadra che pure non si è distinta per grandi colpi estivi. Dunque il portierone bianconero avverte i suoi, e lo fa ai microfoni de <EM>La Gazzetta dello Sport</EM>: "Un banco di prova importantissimo per noi. Occhio ai nerazzurri: in un certo senso mi ricordano la Juventus di due anni fa". Lo scenario è effettivamente molto simile. Una squadra che aggiunge un mattone alla volta per rinforzare la propria struttura, un nuovo mister e soprattutto niente impegno europeo, che può fare la differenza soprattutto nelle fasi finali della stagione. "Abbiamo grandissimo rispetto per l’Inter, - continua Buffon -&nbsp;e la temiamo. E' una squadra in salute, non ha le coppe ed è guidata da un bravissimo allenatore come Mazzarri. Credo che per la corsa-scudetto bisognerà fare i conti con l’Inter. E questo non vale solo per noi". <br><br> Intanto l'ora X si avvicina, e cominciano a prendere forma le squadre che scenderanno in campo. Sono rientrati alla Pinetina i sudamericani e Mazzarri spera di recuperare <STRONG>Icardi</STRONG>, che comunque partirebbe dalla panchina. <STRONG>Milito</STRONG>, che&nbsp;oggi si è presentato ad Appiano Gentile con tre ore di anticipo sull'orario di inizio dell'allenamento,&nbsp;potrebbe spuntare una convocazione. Dal canto suo&nbsp;<STRONG>Conte</STRONG> ha pronta&nbsp;l'alternativa a <STRONG>Barzagli</STRONG>, qualora non ce la facesse. <STRONG>Ogbonna</STRONG> scalpita, mentre davanti&nbsp;<STRONG>Quagliarella</STRONG> è in vantaggio su <STRONG>Llorente</STRONG> per affiancare&nbsp;Carlitos Tevez.&nbsp;Out <STRONG>Pepe</STRONG>: per lui venti giorni ai box. Insomma, i presupposti per una partita memorabile ci sono tutti. A San Siro è previsto il tutto esaurito, il resto sarà il campo a deciderlo. <br><br> <STRONG>INTER (3-5-1-1)</STRONG>: Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Kovacic, Cambiasso, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS (3-5-2)</STRONG>: Buffon; Bonucci, Barzagli, Chiellini; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All. Conte.<br><br>C1012317FL0435FL0435buffon 4.jpgSiNbuffon-inter-come-juve-2011-1012350.htmSiT1000007,T1000026100612201,02,03,06030652
751012346NewsCalciomercatoItalia-Repubblica Ceca, le probabili formazioni20130910113614italiaLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Italia (3-5-2): 1 Buffon; 19 Bonucci, 16 De Rossi, 3 Chiellini; 2 Maggio, 18 Montolivo, 21 Pirlo, 6 Candreva, 22 Giaccherini; 9 Balotelli, 11 Gilardino. A disp.: 13 Marchetti, 4 Astori, 5 Ogbonna, 8 Pasqual, 11 Florenzi, 7 Aquilani, 20 Verratti, 23 Diamanti, 14 El Shaarawy, 10 Osvaldo, 12 Sirigu. All.: Prandelli.<br><br> Repubblica Ceca (4-2-3-1 ): 1 Cech; 2 Gebre Selassie, 6 Sivok, 3 M.Kadlec, 8 Limbersky; 13 Plasil, 22 Darida; 7 Husbauer, 10 Rosicky, 19 Jiracek; 9 Kozak. A disp.: 16 Vaclik, 23 Drobny, 4 Suchy, 5 Prochazka, 20 Kusnir, 12 Vanek, 17 Horava, 18 Kolar, 14 V.Kadlec, 21 Lafata, 11 Rabusic. All.: Bilek.<br><br>C1012317adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-repubblica-ceca-le-probabili-formazioni-1012346.htmSiT1000007100075701,02,03030369
761012330NewsCampionatiChe Juventus strepitosa20130902115854juventus,napoli,serie aJuve e Napoli fanno PokerSembra davvero che la Juve non abbia mai la pancia piena. Nonostante due anni di vittorie in cui la Vecchia Signora d’Italia ha vinto e convinto, all’inizio del terzo anno della gestione di Antonio Conte sembra che nulla sia cambiato, almeno per quanto concerne la freschezza fisica e mentale. Il merito dell’allenatore juventino è di tenere sempre sulla corda uno spogliatoio che non ammette flessioni, neanche se si giocasse tra scapoli e ammogliati. Infatti, i piccoli insuccessi ottenuti dalla Juve a inizio stagione durante la partecipazione del torneo in America, ha fatto andare su tutte le furie l’allenatore di Lecce, il quale non ammette cali di tensione e nemmeno scuse accampate per chissà quale motivazione. E’ insito nella natura di Conte e nel suo DNA, quello di non essere mai completamente soddisfatto di ciò che si ottiene; e la Juve (la sua Juve) la sta creando a sua immagine e somiglianza, almeno sotto il profilo caratteriale. Contro la Lazio, nella seconda partita di campionato 2013’14, abbiamo visto una Juve arrembante fin dall’inizio della partita. Squadra corta, ben disposta in campo, esterni alti e bassi che si avvicendano e fluidificano un gioco che sembra studiato a memoria, maggior possesso palla, disinvoltura nell’aggredire l’avversario in maniera asfissiante nella sua area di rigore, insomma una Juve davvero in palla. E nemmeno l’unico vero innesto della squadra di Conte di quest’anno, e cioè Carlitos Tevez, dimostra di avere difficoltà nell’inserimento di uno schema tattico che sembra studiato apposta per lui e per le sue grandi potenzialità tecniche. Tuttavia, dopo il momentaneo 2 a 0 della Juve sulla Lazio con doppietta di Vidal, si è avvertito un certo disagio e nervosismo incomprensibile dopo il gol di Klose, il quale raccoglie una respinta difettosa di Buffon per insaccare. A quel punto la Lazio alza il baricentro del centrocampo e sul finire del primo tempo si ha pure la sensazione che se i laziali avessero pareggiato, nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Ma, all’inizio del secondo tempo, la Juve approfittando della scriteriata offensiva della Lazio, impegnata nella ricerca del pareggio, segna il terzo gol in contropiede con Vucinic che, di precisione, supera Marchetti dopo aver ricevuto un magistrale passaggio di Bonucci, il quale è stato capace di verticalizzare il gioco come un grande centrocampista di classe pura. Incredibile! Intanto rimarchiamo che il gol del montenegrino è stato il centesimo gol in Serie A di un calciatore che, se gioca con umiltà e senza la spocchia sufficiente, dimostra tutto il suo valore di atleta tatticamente importante nell’assetto di questa Juve di Conte. Intanto, al 63’ la Lazio resta in dieci uomini per effetto dell’espulsione di Hernanez per doppia ammonizione. A questo punto la Juve va a briglie sciolte e dopo aver colpito la traversa con Tevez al termine di uno scambio spettacolare con Vidal, l’apache argentino trova la rete all’82’ con un tiro chirurgico, cui Marchetti non può far nulla per neutralizzare. Finisce qui un incontro che per lunghi tratti della gara si è dimostrato ideale per gli amanti del bel calcio. I palati fini del football sono stati accontentati, Gol, e belle trame di gioco sono state il sale dl un confronto in cui la Lazio, che ha avuto la sfortuna di incontrare una Juve strepitosa, non può recriminare di aver giocato male, nonostante i quattro gol subiti. Inizia dunque in maniera scoppiettante il campionato di calcio 2013’14 e, se le premesse sono queste, siamo sicuri di assistere a un confronto&nbsp; a distanza tra Juve e Napoli, almeno per quanto concerne la conquista dello scudetto. I partenopei non scherzano, ma anche la Juve fa sul serio.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br>C1012317FL0711FL0711tevez-6.jpgSiNche-juventus-strepitosa-1012330.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030284
771012306NewsCampionatiVidal-Tevez, Lazio affondata: 4-1 allo Juventus Stadium20130831221815juventus lazio, serie a, terza giornataBianconeri in gran forma raggiungono il Napoli. Nulla da fare per la compagine di Petkovic, in dieci per l`ultima mezz`ora.Altro che squadra indebolita: <STRONG>Conte</STRONG> sarà ben felice che le sue dichiarazioni riguardo alle cessioni di Giaccherini e Matri siano state sonoramente smentite dal verdetto del campo. Fortuna per i bianconeri che <STRONG>Vidal</STRONG> è ancora lì, insieme ad un <STRONG>Tevez</STRONG> in stupenda forma. Se si aggiunge una difesa biancoceleste disattenta e spesso troppo lenta, il risultato è un successo su tutta linea. Apre le danze il cileno dopo appena un quarto d'ora, raccogliendo uno squisito lancio di <STRONG>Pogba</STRONG>.&nbsp;L'ex Bayer&nbsp;la spinge in rete e bissa al 26', trasformando in oro un pallone di <STRONG>Bonucci</STRONG> partito da distanza siderale. I laziali accorciano due minuti dopo, quando <STRONG>Klose</STRONG> ribadisce in rete un tiro dalla distanza di <STRONG>Hernanes</STRONG>, respinto da Buffon. <br><br> Nella ripresa è ancora Bonucci a servire da centrocampo la palla del 3-1 a <STRONG>Vucinic</STRONG>, che brucia Novaretti e scavalca Marchetti con un tocco morbido. Al minuto 63 la Lazio resta in dieci a causa di un errore grossolano di <STRONG>Hernanes</STRONG>. Il brasiliano, già ammonito, intercetta di mano un cross in area bianconera. Doppio giallo e doccia anticipata. Nell'ultima mezz'ora è dominio assoluto juventino, con Tevez che prima colpisce una traversa e poi piazza&nbsp;in rete un tiro dall'angolazione perfetta. I bianconeri procedono a punteggio pieno insieme al Napoli, che nel pomeriggio ha rifilato un poker al Chievo, in attesa di conoscere l'esito degli incontri di Inter, Roma, Torino, Cagliari, Fiorentina e Verona&nbsp;in campo domani.&nbsp;Terzo gol in tre partite per Carlitos, otto reti subite dalla formazione di Petkovic contro la Juve. I bianconeri rispondono forte e chiaro alla chiamata di Benitez e pensano già alla prossima prova: ad attenderli c'è l'Inter di Mazzarri.<br><br>C1007650Juventus StadiumFL0435FL0435juventus.jpgSiNjuventus-lazio-4-1-tevez-vidal-1012306.htmSiT1000007,T1000018100612201,02,03,06030636
781012277NewsCalcio EsteroItalia-Argentina, le probabili formazioni20130814172330italia argentina, amichevole internazionale, probabili formazioniPirlo c`è dal primo minuto,per la Seleccion dubbio Lamela: spazio a Palacio-Higuain.Calcio d'inizio alle ore 20,45, quando l'<STRONG>Olimpico</STRONG> saluterà uno spettacolo tutto italiano. Perché in fondo quest'amichevole sarà una riunione di famiglia tra chi è rimasto e chi è andato via, verso un paese spagnolo di nascita e italiano di adozione. Non ci saranno <STRONG>Messi</STRONG> e <STRONG>Balotelli</STRONG>, forse nemmeno l'uomo del giorno, <STRONG>Papa Francesco</STRONG>, in onore del quale è stato organizzato l'incontro. A parte questo, i presupposti per un grande spettacolo ad un anno di distanza dai Mondiali ci sono tutti. <STRONG>Prandelli</STRONG> sceglie <STRONG>Pirlo</STRONG> e <STRONG>Florenzi</STRONG> a centrocampo, mentre <STRONG>Osvaldo</STRONG> sarà l'ariete della squadra. A supporto dell'attaccante giallorosso <STRONG>Candreva</STRONG> e <STRONG>Giaccherini</STRONG>, che si spera ripeteranno le ottime prestazioni della Confederations Cup. Tra le file della nazionale di Sabella <STRONG>Lamela</STRONG> è ancora in dubbio, dunque spazio in avanti alla coppia made in Italy <STRONG>Palacio-Higuain</STRONG>. <br><br> <STRONG>ITALIA (4-3-2-1):</STRONG> Buffon; Maggio, De Rossi, Chiellini, Antonelli: Florenzi, Pirlo, Marchisio; Candreva, Giaccherini; Osvaldo. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Sirigu, Marchetti, Bonucci, Astori, De Silvestri, Ranocchia, Aquilani, Cerci, Diamanti, Verratti, Gilardino, El Shaarawy, Insigne, Montolivo. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Prandelli <br><br> <STRONG>ARGENTINA&nbsp;(4-4-2): </STRONG>Andujar; Campagnaro, Garay, F. Fernandez, Zabaleta; Di Maria, Biglia, Mascherano, Maxi Rodriguez; Palacio, Higuain. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Ustari, Ansaldi, Basanta, Coloccini, Alvarez, A. Fernandez, Banega, Lamela, Lavezzi. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Sabella<br><br>RomaFL0435FL0435cesare-prandelli.jpgSiNitalia-argentina-probabili-formazioni-1012277.htmSi100612201,02,03030391
791012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301008
801012201NewsCoppeUruguay-Italia, probabili formazioni20130630170444italia, uruguay, confederations cup, probabili formazioni, finaleBen cinque infortunati, Prandelli deve reinventare la squadra: El Shaarawy partirà titolare.Ecco le probabili formazioni di Uruguay-Italia, finale per l'assegnazione del terzo e quarto posto della Confederations Cup (calcio d'inizio 19,00 ora italiana). <br><br> Uruguay&nbsp;(4-3-3): Muslera; Maxi Pereira, Lugano, Godin, Caceres; Perez, Arevalo Rios, C.Rodriguez; Suarez, Cavani, Forlan<EM><BR></EM>A disposizione: Castillo, Silva, Coates, Aguirregaray, Gargano, A.Pereira, Eguren, Hernandez, Lodeiro, Ramirez, Scotti, Gonzalez<BR>Allenatore: Tabarez<BR>Squalificati: nessuno - Indisponibili:&nbsp;nessuno<BR><br><br> Italia&nbsp;(4-3-3): Buffon; Maggio, Bonucci, Astori, De Sciglio; Candreva, De Rossi, Montolivo; Diamanti, Gilardino, El Shaarawy<BR>A disposizione: Marchetti, Sirigu, Chiellini, Giaccherini, Aquilani, Cerci, Giovinco<BR>Allenatore: Prandelli<BR>Squalificati: nessuno - Indisponibili: Balotelli, Abate, Pirlo, Marchisio, Barzagli<BR><br><br>FL0435FL0435cesare-prandelli.jpgSiNuruguay-italia-probabili-formazioni-1012201.htmSi100612201,02,03030339
811012188NewsCampionatiItalia-Spagna, le probabili formazioni20130627192959italia, spagnaLe probabili formazioni Le probabili formazioni:<BR><BR>Italia (3-4-2-1) - Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Maggio, Pirlo, De Rossi, Giaccherini; Candreva, Marchisio; Gilardino.<BR><BR>Spagna (4-3-3) - Casillas; Arbeloa, Sergio Ramos, Piqué, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Pedro, Fernando Torres, Silva. <BR><BR>C1007650adm001adm0010mjrynar--473x264.jpgSiNitalia-spagna-le-probabili-formazioni-1012188.htmSi100075701,02,03030359
821012179NewsCampionatiItalia-Brasile, le probabili formazioni20130622111722italia, brasileItalia BrasileLe probabili formazioni:<br><br>Italia (4-3-2-13): 1 Buffon; 20 Abate, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 5 De Sciglio; 8 Marchisio, 18 Montolivo, 7 Aquilani; 23 Diamanti, 6 Candreva; 9 Balotelli. A disp.: (12 Sirigu, 13 Marchetti, 2 Maggio, 4 Astori, 15 Barzagli, 22 Giaccherini, 10 Giovinco, 11 Gilardino, 14 El Shaarawy, 17 Cerci). All.: Prandelli.<br><br>Brasile (4-2-3-1): 12 Julio Cesar; 2 Dani Alves, 3 Thiago Silva, 13 Dante, 6 Marcelo; 8 Hernanes, 17 Luiz Gustavo; 19 Hulk, 11 Oscar, 10 Neymar; 9 Fred. A disp.: (1 Jefferson, 22 Cavalieri, 4 David Luiz, 14 Filipe Luis, 15 Jean, 16 Rever, 5 Fernando, 23 Jadson, 7 Lucas, 20 Bernard, 21 Jo). All.: Scolari. <br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-brasile-probabili-formazioni-1012179.htmSi100075701,02,03030324
831012163NewsCalciomercatoPirlo prende la maglia numero...10020130618163917pirloIl centrocampista premiato dalla FigcPrima dell'inizio dell'allenamento di ieri, Andrea Pirlo è stato premiato dalla Federcalcio con una maglia della nazionale col numero 100, tanto quanto le sue presenze in azzurro. <br><br>Il "premio", di fronte a tutto il clan azzurro, è stato consegnato dal vicepresidente federale Albertini, dal ct Prandelli e dal capitano Buffon.<br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL0141c_3_media_1727352_immagine_obig.jpgSiNpirlo-prende-la-maglia-numero-100-1012163.htmNo100205001,02,03,06,07,08,09030370
841012155NewsCampionatiItalia-Messico, le probabili formazioni20130616105554italia, messicoItalia Messico Probabili FormazioniLe Probabili Formazioni<br><br> Messico (4-4-2) - Corona; Flores, Moreno, Rodriguez, Salcido; Barrera, Herrera, Zavala, Guardado; de Nigris, Hernandez.<br><br> Italia (4-3-2-1) Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Montolivo; Giaccherini, Marchisio, Balotelli. <br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-messico-le-probabili-formazioni-1012155.htmSi100075701,02,03030299
851012107NewsCampionatiItalia-San Marino, le probabili formazioni20130531134109italia, san marinoItalia San MarinoLe probabili formazioni:<BR><BR>Italia (4-3-3): Buffon, Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Antonelli, Poli, Pirlo, Aquilani, Diamanti, Gilardino, Bonaventura. A disp.: Sirigu, Agazzi, Abate, Ogbonna, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Barzagli, Marchisio, Montolivo, Cerci, Giaccherini, Balotelli, El Shaarawy, Giovinco, Sau. All.: Prandelli<BR><BR>San Marino (4-4-2): A.J. Simoncini, F. Vitaioli, Della Valle, G. Bollini, D. Simoncini, Gasperoni, Mazza, Cibelli, Coppini, D. Rinaldi, M. Vitaioli. A disp.: Manzaroli, Valentini, Andreini, Genghini, F. Rinaldi, Buscarini, Calzolari, Cervellini, Berretti, Bianchi, Selva. All.: Mazza<BR><BR>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-san-marino-probabili-formazioni-1012107.htmNo100075701,02,03030300
861012036NewsCampionatiLa partita del cuore allo Juventus Stadium20130509183222partita del cuoreUna sfida per la ricercaUna sfida per la ricerca: ovvero, quando il pallone unisce tutti per una nobile causa. Si disputerà il 28 maggio prossimo la partita tra la Nazionale Cantanti e il team Campioni per la ricerca, formato da personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della TV e dell’informazione, il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore di Telethon e dell’Istituto di Candiolo in provincia di Torino, polo d’eccellenza in Piemonte per la ricerca e la cura del cancro. Dal 12 al 30 maggio chiamando da rete fissa o tramite SMS il numero 45501 si possono donare contributi per la ricerca. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobili e Nòverca e per ciascuna chiamata effettuata sempre al 45501 da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. Fino al 31 maggio, inoltre, si dona anche con CartaSì, Visa e Mastercard, chiamando il numero verde CartaSì 800.38.30.08.&nbsp; Un’iniziativa davvero importante a cui, nonostante la sua riprogrammazione annuale, non ci si abitua mai alla caparbia volontà di sconfiggere e curare definitivamente il cancro, ma anche le malattie genetiche rare. Si è svolta oggi, 9 maggio 2013, la conferenza stampa di presentazione della 22esima edizione della Partita del Cuore, presso la Sala Colonne del Comune di Torino. Presenti alla conferenza stampa sono stati&nbsp; il Sindaco di Torino Piero Fassino, Niccolò Fabi in rappresentanza della Nazionale Cantanti e Emiliano Mondonico in rappresentanza della squadra Campioni per la Ricerca; donna Allegra Agnelli, presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca e la Cura del Cancro dell’Istituto di Candiolo, Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon e Antonio Azzalini, capo struttura di Rai 1. Special Guest Arturo Brachetti, amico prezioso della Partita del Cuore, sarà presente con un video contributo trasmesso su tutti i maxischermi per promuovere le donazioni attraverso sms. La serata di grande intrattenimento, sarà trasmessa in diretta su RAI 1 e condotta da Fabrizio Frizzi, con la presenza di moltissimi volti celebri dello spettacolo. Anche RAI Radio 1, sarà in diretta con collegamenti da bordo campo, all’interno del programma “Zona Cesarini”. Con il fischio d’inizio, previsto alle 20,30 e la telecronaca di Bruno Pizzul, si darà vita a una grande sfida per la ricerca, un evento interamente dedicato alla solidarietà. A testimonianza dello stretto rapporto di amicizia e collaborazione con la Città di Torino, la Nazionale Cantanti torna per la terza volta nel capoluogo piemontese in occasione della Partita del Cuore (la prima venne giocata nel 1992 proprio in favore dell’Istituto di Candiolo, allora in fase nascente, la seconda nel 2009 contro la selezione “Ale 10+”). Tra i giocatori spiccano i nomi di Luca Barbarossa, Niccolò Fabi, Marco Masini, Sonohra, Paolo Belli, Nicola Legrottaglie, Raoul Bova, Neri Marcorè, Enrico Ruggeri e Francesco “Kekko” Silvestre. Sul fronte opposto, a indossare la maglia del team Campioni per la Ricerca, Fernando Alonso, Felipe Massa, Antonio Conte, Gigi Buffon, Ezio Greggio, Sebastiano Somma, Luca Ubaldeschi (Vice Direttore de La Stampa) Giulio Base, Mario Orfeo (direttore TG1), Pavel Nedved, Francesco Totti e Emiliano Mondonico. Con oltre 25 mila biglietti già venduti, la Partita del Cuore del 2013 si conferma davvero un’edizione importante, che punta a battere il record di donazioni superando il ricavato di 1.360.000 Euro di Modena 2010. Non è davvero poco, soprattutto in considerazione della realtà e delle difficoltà economico – finanziarie che falcidiano il nostro Paese. I biglietti per l’incontro di martedì 28 maggio sono disponibili in prevendita presso le ricevitorie del circuito Lottomatica di tutta Italia e sul sito <a href="http://www.listicket.it">www.listicket.it</a>. Il costo è di 10 euro per la Tribuna Nord, 15 euro per quella Est e 20 per la Ovest. I bambini sotto i 6 anni non pagano (ma senza il diritto del posto riservato). Infine una nota di merito va agli sponsor che promuovono questo importante evento; CONAD – Main Sponsor Nazionale Cantanti, VENETO BANCA – Main Sponsor per Campioni per la Ricerca, GIVOVA – Sponsor Tecnico Nazionale Cantanti, VOLVO – Official Sponsor Nazionale Cantanti, BAYER (Citrosodina e Berocca Boost) partner ufficiale della Nazionale Cantanti, GRISSIN BON, POSTE ITALIANE, UNIPOL, LAVAZZA, XLO+, RAI 1, LA CITTA’ di TORINO, RAI radio1 e LA STAMPA. Davvero uno straordinario evento, una stupenda notte di spettacolo, ed una meravigliosa cassa di risonanza per quel pallone che, una volta tanto, rotola a favore della concreta speranza che “l’incurabile” di oggi, si possa tramutare in “curabile” per sempre.<br><br>Salvino Cavallaro<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNla-partita-del-cuore-allo-juventus-stadium-1012036.htmSiT1000007100451001,02,03030415
871012020NewsCampionatiSerie A, 36 giornata: le probabili formazioni20130508111120serie aLe Probabili FormazioniMercoledì 8 maggio<br><br> PESCARA-MILAN ore 18<br><br> Pescara (4-2-3-1): Perin; Zanon, Capuano, Kroldrup, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Sculli; Sforzini<BR>A disp.: Falso, Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Cosic, Blasi, Bjarnason, Di Francesco, Abbruscato, Caraglio, Mancini. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: D'Agostino, Modesto, Weiss, Quintero, Caprari, Pelizzoli<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio; Flamini, Muntari, Nocerino; Niang, Balotelli, Robinho<BR>A disp.: Gabriel, Amelia, Yepes, Constant, Salamon, Ambrosini, Zaccardo, Traoré, Cristante, Pazzini, El Shaarawy. All.: Allegri<BR>Squalificati: Boateng (1)<BR>Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Antonini, Bonera<br><br> ATALANTA-JUVENTUS ore 20.45<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez, Denis<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Lucchini, Bellini, Contini, Brivio, Radovanovic, Scaloni, Giorgi, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Troisi, Budan, Cazzola, Marilungo, Brienza, Lucchini<br><br> Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Matri, Quagliarella<BR>A disp: Rubinho, Branescu, Marrone, Peluso, Lichtsteiner, Isla, Vidal, Vucinic, Giovinco, Anelka. All.: Conte<BR>Squalificati: Pogba (3)<BR>Indisponibili: Pepe, Asamoah, Buffon, Bendtner, Barzagli<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-NAPOLI ore 20.45<br><br> Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino<BR>A disp.: Agliardi, Naldo, De Carvalho, Krhin, Natali, Morleo, Garics, Pazienza, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalifica: Guarente (1) <BR>Indisponibili: Cherubin, Curci<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Cavani, Pandev<BR>A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Rolando, Mesto, Inler, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò, Insigne. All.: Mazzarri<BR>Squalifica: nessuno<BR>Indisponibili: Campagnaro<br><br> CAGLIARI-PARMA<br><br> Cagliari (4-3-2-1): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; T. Ribeiro, Sau<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Avelar, Ariaudo, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Casarini, Loi, Nenè. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: Pinilla (1) <BR>Indisponibili: Cabrera, Pisano<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Paletta, Coda; Rosi, Parolo, Valdes, Ampuero, Gobbi; Biabiany, Amauri <BR>A disp.: Pavarini, Santacroce, MacEachen, Morrone, Palladino, Strasser, Marchionni, Ninis, Galloppa, Palladino, Belfodil, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Lucarelli (1)<BR>Indisponibili: Mariga, Sansone, Mesbah<br><br> INTER-LAZIO ore 20.45<br><br> Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Spendlhofer, Benassi, Schelotto, Garritano, Forte, Colombi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Silvestre, Zanetti, Cassano, Nagatomo<br><br> Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose, Floccari<BR>A disp.: Bizzarri, Guerrieri, Ciani, Onazi, Cana, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Ledesma, Rozzi, Saha. All.: Petkovic<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Ederson, Brocchi, Mauri<br><br> PALERMO-UDINESE ore 20.45<br><br> Palermo (3-5-2): Sorrentino; Muñoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Mantovani, Anselmo, Faurlin, Viola, Nelson, Dossena, Fabbrini, Hernandez, Formica, Sperduti, Boselli, Dybala. All.: Sannino<BR>Squalificati: Donati (1)<BR>Indisponibili: nessuno<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Angella, Hertaux; Basta, Pereyra, Allan, Badu, G. Silva; Zielinski; Muriel.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Siku, Merkel, Pasquale, Faraoni, Maicosuel, Di Natale, Campos Toro, Rodriguez. All.: Guidolin<BR>Squalificati: Danilo (1), Domizzi (1), Pinzi (1)<BR>Indisponibili: Lazzari<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-CATANIA ore 20.45<br><br> Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Pulsen; Sansone, Eder<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Savic, Renan, Rossini, Berardi, Estigarribia, Icardi, Maresca, Rodriguez, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Krsticic, Costa<br><br> Catania (4-3-3): Frison; Potenza, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR>A disp.: Terracciano, Messina, Augustyn, Ricchiuti, Cani, Rolin, Biagianti, Castro, Salifu, Keko, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Alvarez, Capuano<br><br> SIENA-FIORENTINA ore 20.45<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Texeira; Angelo, Della Rocca, Vergassola, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Grillo, Terlizzi, Verre, Bolzoni, Calello, Pozzi, Agra, Valiani, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (10/5/2013), Felipe (1)<BR>Indisponibili: Matheu<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero, Pasqual; Jovetic, Larrondo<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Llama, Roncaglia, Mati Fernandez, Romulo, Wolski, Toni, El Hamdaoui, Rossi. All.: Montella<BR>Squalificati: Ljajic (2), Tomovic (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Aquilani, Sissoko<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-GENOA ore 20.45<br><br> Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Barreto, Bianchi, Santana<BR>A disp.: Coppola, Rodriguez, Darmian, D'Ambrosio, Vives, Bakic, Menga, Di Cesare, Birsa, Basha, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Stevanovic<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka, Matuzalem, Vargas, Moretti; Bertolacci; Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Antonelli, Bovo, Floro Flores, Nadarevic, Pisano, Rigoni, Jankovic, Immobile, Jorquera, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Olivera, Rossi, Ferronetti<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-trentaseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1012020.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030351
881012016NewsCampionatiJuventus, sono 29 o 31 scudetti?20130507190723juventusSarà l’eterno amletico dilemma che inseguiràSarà l’eterno amletico dilemma che inseguirà le future vittorie della Juventus. 29 scudetti sono quelli assegnati alla Juventus dalla giustizia sportiva dopo i fatti di calciopoli e 31 sono quelli che Società e tifosi bianconeri rivendicano come quelli legittimamente conquistati sul campo. Un tunnel dal quale non se ne esce facilmente e chissà per quanti anni ancora rappresenterà il tormentone mai risolto. Ma, comunque sia, la Juventus bissa il suo secondo scudetto dell’era Conte. Vince 1 a 0 contro il Palermo e si aggiudica il campionato 2012- ’13 con tre giornate d’anticipo: e questo non è davvero poco. 26 partite vinte su 35 giornate di campionato, lasciano capire quanto questa Juventus abbia sempre badato al sodo senza fronzoli e inutili orpelli. Un’andatura costante che ha spesso avvilito e scoraggiato le più accreditate inseguitrici, le quali non sono state in grado di tenere il passo dei bianconeri. La squadra di Conte è andata forse oltre al suo reale valore tecnico di squadra che manca di un vero e proprio top player. Ma il coach bianconero ha saputo plasmare la squadra con motivazioni che, talora, sono apparse addirittura maniacali nell’assumere una mentalità ossessivamente vincente. Allentare la tensione non è possibile in casa bianconera, almeno fino a quando ci sarà Conte. E dire che dopo la batosta psicologica della doppia sconfitta consecutiva contro il Bayern Monaco, tutto lasciava presupporre a una delusione psicologica che avrebbe in qualche modo rallentato il progredire della Juventus. E invece, anche da questa forse prevedibile defaillance, i bianconeri hanno saputo ritrovare la linfa per proseguire in campionato la strada del successo. E’ l’interminabile “fame” di vittorie che Conte ha saputo inculcare a questa squadra, fin dal primo giorno in cui due anni fa nel ritiro di Bardonecchia, ha guardato negli occhi tutti i suoi giocatori a disposizione, catechizzandoli in maniera&nbsp; convincente ed entrando tra pieghe più profonde della loro coscienza . La Juve veniva da due campionati fallimentari che si riassumevano in due settimi posti in classifica. Non era possibile! Non era da Juventus! “Dobbiamo smettere di fare schifo” disse Conte in quell’occasione e così nel suo team si cementò il senso dell’appartenenza juventina in quel “tutti per uno e uno per tutti”che è alla base dei successi. Eppure, se pensiamo allo strapotere juventino che si identifica nei suoi numerosi scudetti vinti , che sono da sempre stati emblema di una casata aristocratica come quella degli Agnelli, sembra davvero impossibile che Conte sia riuscito a inculcare una mentalità da provinciale sempre arrembante, agguerrita, ringhiante come chi è affamato e cerca sempre un tozzo di pane per riempirsi lo stomaco. Non è certo nella retorica dei sentimenti che intendiamo cadere, tuttavia, questo ci sembra trasparire da una conduzione tecnica che è significativamente vincente. “Solo chi vince fa la storia, gli altri la leggono”. Conte è arrivato ad allenare la Juve con lo stesso spirito e la medesima mentalità di quando allenava il Siena e l’Atalanta. Non si è mai imborghesito nel sistema Juve, ma ha trasmesso valori di sacrificio e dedizione molto simili a quando giocava nella sua Juventus. Grinta e determinazione nel suo interdire in campo; ma anche il cuore oltre l’ostacolo, nella generosità di spendere tutte le proprie forze fino alla fine di ogni gara. Questo è il suo esempio, questo è il suo messaggio inconfutabile, questo è quanto i suoi giocatori hanno recepito e fatto proprio. Tutti, da Buffon a Pirlo, da Chiellini a Barzagli, ma anche da Marchisio al baby Pogba hanno capito cos’è questa Juventus. Adesso comincia la parte più difficile: proseguire sulla strada del successo. Come? Rimpolpando un’intelaiatura già competitiva in campo nazionale, che ha però bisogno di alcuni ritocchi importanti per tessere il mosaico internazionale. Su tutti, il valido apporto del tanto desiderato Top Player; il fuoriclasse che la Juve non ha. Poi anche altre alternative importanti che possano rendere la squadra competitiva anche in campo internazionale. Per il prossimo anno, Conte vuole avere garanzie e idee chiare su quelli che sono i programmi della Società. Agnelli e Marotta sanno già che la Juve non può più continuare solo con questi giocatori. Urgono validi fuoriclasse in grado di colmare quel gap tecnico già emerso quest’anno in campo internazionale. Sì, perché questa Juve, adesso, ha davvero grandi e legittime aspirazioni di crescita.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711juventusscudetto.jpgSiNjuventus-sono-ventinove-o-trentuno-scudetti-1012016.htmSiT1000007100451001,02,03030258
891011996NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, la squadra vuole Ibrahimovic20130503214436Juventus, ibrahimovicCome riporta TuttosportDopo il si arrivato direttamente da Zlatan Ibrahimovic, la Juventus incassa anche altri due via libera per la clamorosa operazione che potrebbe portare lo svedese a vestire nuovamente la casacca bianconera. Il primo arriva direttamente dallo spogliatoio di Antonio Conte, dove i veterani come Buffon e Chiellini (che rimansero anche in Serie B) e Pirlo (compagno di squadra al Milan) hanno già dato il proprio assenso al ritorno del campione di Malmoe. L'altro via libera arriva direttamente dallo sponsor tecnico della società juventina di cui Zlatan è testimonial. Un affare che coinvolgerebbe 14 milioni di tifosi bianconeri e che fa gola anche da un punto di vista commerciale. L'agente Mino Raiola e Pavel Nedved stanno lavorando alacremente per trovare una soluzione economica che soddisfi tutte le parti in causa, ma man mano che si avvicina il via del mercato, anche questa operazione sembra sempre più possibile. A riportarlo è Tuttosport. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-la-squadra-vuole-ibrahimovic-1011996.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030528
901011986NewsCampionatiNon basta il cuore Toro, contro una cinica Juventus20130429211449serie a, torino, juventusIl derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche Il derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche e di poca bellezza di gioco. Una partita tutto sommato equilibrata che non ha espresso i canoni di un gioco piacevole, ma, sicuramente, ha evidenziato grande intensità. E, quando tutto faceva supporre la reale spartizione dei punti in palio, sul finire del match la Juventus ha avuto un’impennata di otto minuti di furore agonistico che gli è valsa la vittoria, grazie a una rete di Vidal e poi di Marchisio. Il Toro ha messo in campo tutta la sua anima, il suo smisurato orgoglio, ma non è bastato di fronte alla superiorità tecnica dei bianconeri. Per i granata è davvero un peccato non aver portato a casa un punto che gli sarebbe servito a migliorare la sua non più tranquilla posizione di classifica. Già, un punto che, tutto sommato, sarebbe anche stato meritato, visto che la squadra di Ventura ha saputo contenere in maniera ordinata gli attacchi di una Juventus che, in verità, non è mai sembrata così volitiva nel desiderio di vincere la partita. D’altra parte, la squadra di Conte non aveva alcun interesse a forzare le proprie azioni di gioco poiché già con il Palermo bisserà probabilmente il suo secondo scudetto dell’era Conte. Tuttavia, un derby è sempre un derby e tutti vorrebbero vincerlo per l’importanza che ha. A Torino il cielo è plumbeo, carico di pioggia, così come si conviene al periodo storico della leggenda granata legato a quel 4 maggio 1949, in cui l’aereo che portava a casa il Grande Torino capitanato da Valentino Mazzola si schiantò contro Superga. Bella la cornice delle due curve, ed è fantastico vedere la cromatura spettacolare delle due opposte fazioni, ispiratrici di storie diametralmente opposte. La partecipazione emotiva è alle stelle. La partita comincia sotto il diluvio, ma il terreno dell’Olimpico di Torino sembra contenere egregiamente l’acquitrino. Al fischio d’inizio prevale l’equilibrio tra le due squadre che danno l’impressione di studiarsi a vicenda. Il Torino è pimpante e volitivo e, sotto la pressione del tifo granata, imbastisce con Cerci e Santana alcune occasioni da gol che sono davvero apprezzabili. Poi, superato il quarto d’ora iniziale, la Juventus alza il suo baricentro e, fino al termine della prima parte di gioco, si nota una maggiore insistenza dei bianconeri sotto la porta difesa da Gillet. Un solo acuto per il Torino al 42’ con Santana che da fuori area lascia partire un tiro che mette in seria difficoltà Gigi Buffon. Poi, nella ripresa, al 55’ il Toro sostituisce Meggiorini con Jonathas per cercare una più valida alternativa in attacco. Ma è la Juve che continua ad spigere in avanti, prima con Lichsteiner e poi con Asamoah, i due esterni di fiducia di Conte che, in realtà, sono apparsi un po’ stanchi e lontani dal loro standard abituale.&nbsp; Intanto, al 73’ la Juve sostituisce Lichesteiner con Caceres e Vucinic con Quagliarella, mentre il Toro cambia D’Ambrosio con Di Cesare. E, quando la partita sembra avviata verso lo 0 a 0, ecco che all’86 la Juve va in vantaggio con Vidal il guerriero che da fuori area inventa uno dei suoi soliti tiri imparabili di destro che l’hanno reso famoso. Nulla da fare per Gillet, ma la difesa del Toro non avrebbe dovuto dare l’opportunità all’avversario di tirare in porta con tale facilità. Entusiasmo alle stelle per gli juventini che esplodono in un’irrefrenabile, legittima gioia. Al 90’ il direttore di gara signor Bergonzi applica 4 minuti di recupero e la Juve ne approfitta per sostituire l’esausto Asamoah con Peluso.&nbsp; E, da lì a poco, raddoppia la Juve con Marchisio su sponda di Quagliarella. E’ l’apoteosi juventina che ora vede lo scudetto a un solo punto da conquistare. Facile pensare che già domenica prossima contro il Palermo, la Torino bianconera potrà abbandonarsi ai festeggiamenti di rito. Intanto, sul finire della partita, è espulso Glik per somma di ammonizioni. Il Torino e la mitica curva maratona, pur nell’amarezza della sconfitta, dimostra ugualmente l’orgoglio e tutto il suo attaccamento alla squadra granata, applaudendo in segno di ringraziamento per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Alla squadra di Ventura non si può certo rimproverare il mancato impegno, ma adesso urge conquistare i quattro punti necessari alla salvezza. Milan, Genoa, Chievo e Catania sono alle porte. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNnon-basta-il-cuore-toro-contro-una-cinica-juventus-1011986.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,09030652
911011976NewsCampionatiSerie A, 34a giornata: le probabili formazioni20130428111751serie aSerie A Probabili FormazioniDomenica 28 aprile<BR><BR>CHIEVO-GENOA ore 15:00<BR><BR>Chievo (3-5-2): Puggioni; Andreolli, Dainelli, Jokic; Sardo, Guana, L. Rigoni, Hetemaj, Dramé; Paloschi, Thereau<BR>A disp.: Squizzi, Ujkani, Sampirisi, Farkas, Vacek, Papp, Luciano, Seymour, Cofie, Stoian, Hauche, Samassa. All.: Corini<BR>Squalificati: Cesar (1), Frey (1)<BR>Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi<BR><BR>Genoa (3-5-2): Frey; Granqvist, Manfredini, Moretti; Pisano, M. Rigoni, Matuzalem, Antonelli, Vargas; Floro Flores, Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Bovo, Ferronetti, Nadarevic, Immobile, Jankovic, Jorquera, Bertolacci, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Portanova (1)<BR>Indisponibili: Rossi, Oliveira, Kucka<BR><BR><BR>PALERMO-INTER ore 15:00<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Munoz, Nelson, Anselmo, Faurlin, Viola, Fabbrini, Formica, Hernandez, Boselli, Dybala, Sperduti. All.: Sannino<BR>Squalificati: Dossena (1)<BR>Indisponibili: Mantovani<BR><BR>Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Silvestre, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Kovacic, Kuzmanovic, Pereira; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Schelotto, Benassi, Garritano, Forte. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Nagatomo, Stankovic, Palacio, Cassano, Mbaye, Gargano, Cambiasso, Guarin, Samuel<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>PARMA-LAZIO ore 15:00<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Rosi, Coda, Paletta, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Amauri, Sansone<BR>A disp.: Bajza, Pavarini, Mesbah, Lucarelli, Benalouane, Strasser, Santacroce, Belfodil, Morrone, Ampuero, Palladino, Ninis, Galloppa, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, MacEachen<BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Cana, Ciana, Crecco, Stankevicius, Pereirinha, Ederson, Rozzi, Floccari, Kozak, Saha. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Gonzalez (1)<BR>Indisponibili: Lulic, Brocchi<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ROMA-SIENA ore 15:00<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi; Lamela, Florenzi, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Tachtsidis, Torosidis, Taddei, Perrotta, Bradley, Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Destro (1), Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili:&nbsp; Marquinhos, Dodò<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Agra; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Marini, Grillo, Terlizzi, Teixeira, Bolzoni, Calello, Mannini, Valiani, Verre, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (fino al 10/05/2013)<BR>Indisponibili: Matheu, Sestu, Pozzi<BR><BR><BR>SAMPDORIA-FIORENTINA ore 15:00<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Berardi; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Maxi Lopez. <BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Mustafi, Renan, Rossini, Poulsen, Eder, Soriano, Maresca, Rodriguez, Icardi. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Gavazzi, Costa, Krsticic<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Jovetic, Ljajic<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Romulo, Mati Fernandez, Sissoko, Wolski, Migliaccio, Larrondo, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Camporese, Llama, Roncaglia<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TORINO-JUVENTUS ore 15:00<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Ogbonna, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR>A disp.: Coppola, Di Cesare, Caceres, Rodriguez, Bakic, Menga, Brighi, Birsa, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: Vives (1), Darmian (1) Brighi<BR>Indisponibili: Diop<BR><BR>Juventus (3-5-1-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Marchisio; Vucinic<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Marrone, De Ceglie, Isla, Giaccherini, Matri, Giovinco, Quagliarella, Bendtner. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pepe<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>MILAN-CATANIA ore 20:45<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Bonera, Mexes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarawy<BR>A disp.: Gabriel, Petkovic, Constant, Yepes, Antonini, Zaccardo, Muntari, Traoré, Pazzini, Niang, Robinho. All.: Allegri<BR>Squalificati: Zapata (1) Petkovic<BR>Indisponibili: De Jong, Ambrosini, Abbiati, Bojan<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Legrottaglie, Rolin, Marchese; Lodi, Almiron; Barrientos, Castro, Gomez; Bergessio<BR>A disp.: Messina, Terracciano, Cabalceta, Potenza, Augustyn, Capuano, Ricchiuti, Biagianti, Salifu, Keko, Cani, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (3), Bellusci (3), Spolli (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Terracciano, Alvarez<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNserie-a-trentaquattresima-giornata-le-probabili-formazioni-1011976.htmSi100075501,02,03,06,07,09030367
921011895NewsCampionatiJuventus-Milan, le pagelle. Top Vidal e Boateng. Flop Amelia20130421234412serie a, juventus, milanSerie A Juventus Milan PagelleVince la Juventus contro il Milan allo Juventus Stadium. Un'altra vittoria della squadra di Conte e questa volta un pezzo di scudetto i bianconeri lo portano a casa. <br><br> Finale 1-0: 56' Vidal rigore<br><br> ammoniti: Amelia, Zapata, Mexes&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> Juventus (3-5-1-1): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 5.5 (36' st Padoin s.v.), Vidal 6.5, Pirlo 6, Pogba 6.5, Asamoah 6 (45' st Peluso s.v.); Marchisio 5.5; Vucinic 6.5 (45' st Quagliarella s.v.). A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, De Ceglie, Marrone, Giaccherini, Isla, Bendtner, Matri. All.: Conte 6<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati 6 (14' Amelia 5); Abate 5, Zapata 5.5, Mexes 6, Constant 5.5; Montolivo 6, Ambrosini 6 (1' st Muntari 6), Boateng 6.5; Robinho 6 (26' st Bojan 5) , Pazzini 5, El Shaarawy 5. A disp.: Narduzzo, Bonera, Yepes, Zaccardo, Antonini, De Sciglio, Traoré, Nocerino, Niang. All.: Allegri 5<br><br> &nbsp;<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Vidal: pulito e preciso.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Marchisio: si vede poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Milan</EM></STRONG><br><br> Boateng: tanta corsa, prova a manovrare.<br><br> <STRONG><EM>Flop Milan</EM></STRONG><br><br> Amelia: uscita disastrosa su Asamoah e assolutamente senza senso.<br><br> &nbsp;<BR><br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNserie-a-juventus-milan-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011895.htmSiT1000007,T1000027100075501,02,03,06,07030411
931011834NewsCampionatiSerie A, 33a giornata: le probabili formazioni20130421030832serie aSerie A Probabili FormazioniSabato 20 aprile<BR><BR>Domenica 21 aprile<BR><BR>INTER-PARMA ore 12.30<BR><BR>Inter (3-4-3): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Pereira; Alvarez, Rocchi, Schelotto<BR><BR>Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Coda, Lucarelli; Rosi, Marchionni, Valdes, Parolo, Gobbi; Amauri, Sansone<BR><BR><BR>BOLOGNA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Curci; Motta, Antonsson, Cherubin, Morleo; Khrin, Taider; Christodoulopoulos, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; Berardi, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Icardi<BR><BR><BR>CATANIA-PALERMO ore 15<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Andujar; Alvarez, Bellusci, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Biagianti; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Kurtic, Rios, Dossena, Hernandez, Boselli<BR><BR>FIORENTINA-TORINO ore 15<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Compper, Tomovic; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Larrondo, Ljajic<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Ogbonna, Glik, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR><BR><BR>NAPOLI-CAGLIARI ore 15<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): Rosati; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Nainggolan, Ekdal; Cabrera;&nbsp; Ibarbo, Thiago Ribeiro<BR><BR><BR>ROMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Castan, Torosidis; Perrotta, Bradley, Marquinho; Lamela, Totti, Osvaldo<BR><BR>Pescara (4-2-3-1): Pelizzoli; Zanon, Bianchi Arce, Capuano, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Caprari; Sforzini<BR><BR><BR>SIENA-CHIEVO ore 15<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teri, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Sardo, Andreolli, Dainelli, Cesar, Jokic; Guana, L. Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi<BR><BR>JUVENTUS-MILAN ore 20.45<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Matri, Vucinic<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Mexes, Constant; Ambrosini, Montolivo, Muntari; Boateng, Pazzini, El Shaarawy<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventusmilan.jpgSiNserie-a-trentatreesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011834.htmSiT1000007,T1000027100075501,02,03,06,07,08,09030665
941011775NewsEditorialeSerie A: le doppiette di Vidal e Pinilla più l`irriconoscibile Guarin. Top e Flop della 32a giornata20130416161992serie aAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e FiorentinaAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e Fiorentina portano tra i top di giornata alcuni dei propri giocatori, protagonisti di vittorie convincenti. Di contro Palermo, Inter, Lazio e Atalanta portano i propri alla formazione dei flop, dopo gare in tono negativo.<br><br>TOP<br><br>Buffon = Un paio di interventi salva risultato, un piccolo smacco a chi inopinatamente ha voluto pensionarlo. Un pezzo di scudetto, oltre che di storia bianconera, è tutto suo. Insuperabile.<br><br>Angelo = Non un fine dicitore della biglia, ma un brasiliano atipico, tutto corsa e agonismo. Si sblocca e porta legna per la salvezza del Siena. Tignoso.<br><br>Danilo = Diga che argina le offensive di un Parma a dire il vero spuntato, gestisce il pacchetto arretrato udinese con notevole sicurezza. Davanti fanno il resto. Deciso.<br><br>Vidal = Doppietta fondamentale per stendere la Lazio. Concretezza spaziale, agonismo fondamentale. Chi pensa di cederlo, solo a pensarlo, commette un delitto. Prezioso.<br><br>Lamela = Il miglior gol di giornata, un sinistro a giro di delicatezza commovente. La definitiva conferma di un talento davvero purissimo. Ispirato.<br><br>Muriel = Discontinuo, ancora non totalmente maturo, ma dotato di grandi numeri. Quando si accende diventa un calciatore importante. Cinico.<br><br>Pinilla = Furbo nel conquistarsi il rigore, sgomita per un posto da titolare che in questo momento gli spetterebbe di diritto. Cobra.<br><br>Formazione Top = Buffon; Angelo, Danilo, Lichsteiner; Ilicic, Lamela, Vidal, Pizarro; Pinilla, Muriel, Pandev.<br><br>FLOP<br><br>Sorrentino = Era tanto tranquillo al Chievo, ha scelto il pericolo della lotta retrocessione. Ed i nervi son saltati. Spaventato.<br><br>Cana = Rigore procurato, papera davanti a Buffon, interventi maldestri dietro. Non proprio una gara da ricordare, la sua contro la capolista. Molle.<br><br>Ogbonna = Gli infortuni ne hanno pregiudicato la seconda parte di stagione, ma quella che era una sicurezza per i granata è diventata una preoccupazione. Balbettante.<br><br>Gomez = Il Catania ha tirato un po’ i remi in barca ed anche il suo potenziale si è affievolito. Che pensi già alla prossima stagione, chissà lontano da Catania? Stanco.<br><br>Guarin = Sulle gambe, non riesce a tirar fuori dalla crisi la sua Inter, già a pezzi. Sarebbe l’unico che potrebbe farlo. Spuntato.<br><br>Denis = Dalla tripletta all’Inter all’espulsione contro la Fiorentina. Nella vita, come nel calcio, esiste anche il giusto mezzo. Nervoso.<br><br>Immobile = Di cognome e di fatto, questa volta. Non aiuta il Genoa a piazzare la zampata decisiva per una salvezza più sudata della sua maglietta dopo il derby. Incolore.<br><br>Formazione Flop = Sorrentino; Cana, Ogbonna, Santacroce; Gomez, Guarin, Hernanes, Flamini; Denis, Immobile, Klose.<br><br>Gabriele Cavallaro. <br><br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-le-doppiette-di-vidal-e-pinilla-piu-l-irriconoscibile-guarin-top-e-flop-della-trentaduesima-giornata-1011775.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03030493
951011722NewsCampionatiLazio-Juventus, le ultimissime sulle probabili formazioni20130415125426serie aSerie A Probabili Formazioni<br>Lunedì 15 aprile<br><br>LAZIO-JUVENTUS ore 20.45<br><br>Lazio (4-5-1): Marchetti; Gonzalez, Ciani, Cana, Stankevicius; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<br><br>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Vucinic<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-trentaduesima-giornatale-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011722.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09030721
961011680NewsCoppeJuve: solo applausi20130411124524juve Bayern troppo forte per i bianconeriNon è andata: la Juve ha sognato, ha sperato, c'ha creduto, ma alla fine non sempre Davide batte Golia. Ha vinto la squadra più forte: l'ha ammesso Conte, l'hanno dichiarato i giocatori, l'ha visto il mondo intero. Bayern Monaco d'un altro livello: squadra fisicamente titanica, con giocatori di grandissima tecnica, che gioca a memoria ormai da anni, l'unica capace&nbsp;di competere con Real e Barca. I bianconeri hanno sognato e, comunque, resta in loro la consapevolezza di esserci arrivati fino a quel punto. <BR><BR>Solo applausi per la squadra di Conte: dopo lo 0-2 dell'andata serviva un'impresa, possibile con tutti, ma non contro i bavaresi. I bianconeri hanno pure provato a fare il loro gioco ma, alla fine, ironia della sorte, il migliore in campo è stato proprio quel Buffon tanto criticato da Beckembauer. <BR><BR>Il calcio è cambiato e le italiane ormai non sembrano poter competere con le potenze spagnole e tedesche (in calo pure le inglesi): ritmi troppo alti e&nbsp;top player che fanno la differenza. La Juve ha mostrato una difesa fantastica, un centrocampo ottimo, ma alla fine a lungo a dare è ovvio che fuoriclasse come Robben, Ribery o Mandzukic alla fine ti puniscano: serve agire sul mercato, serve una punta che faccia gol importanti. Troppo timido Vucinic nei match che contano, troppo pochi gli sprazzi in cui Quagliarella si esalta, deludenti Matri e Giovinco (anche se ieri non c'era), assolutamente inutile Anelka: arriverà Llorente, ma non dovrà essere l'unico.<BR><BR>Applausi ai bianconeri: applausi di consolazione per averci provato comunque. Proprio gli applausi che alla Juve però non piacciono...<BR><BR>C1007650FL0141FL0141c_3_media_1683667_immagine_ts673_400.jpgSiNjuve-solo-applausi-1011680.htmSiT1000007100205001,02,03,06030354
971011679NewsCampionatiBeckenbauer di nuovo a Buffon: «Questa volta sei stato bravo»20130411121932beckenbauer, buffonCome riporta La Gazzetta delo SportCome riporta La Gazzetta delo Sport, Beckenbauer chiude così il caso-pensionato.<BR>Il Kaiser a Buffon: "Scusa, stavolta sei stato grande".<BR>Heynckes: "Tutti devono rispettare il Bayern Monaco".<BR>C1007650adm001adm001beckenbauer.jpgSiNbeckenbauer-a-buffon-questa-volta-sei-stato-bravo-1011679.htmNoT1000007100075501,02,03030257
981011666NewsCampionatiJuventus-Bayern Monaco, le pagelle. Top Buffon e Robben. Flop Asamoah20130410224773champions league, juventus, bayern monacoI tedeschi vincono I tedeschi vincono per 2 a 0 con due reti nel secondo tempo di Mandzukic e Pizzarro. La squadra di Conte non riesce ad arginare la forza della squadra di Heynckes, che vola in semifinale e dimostra di essere una formazione solida e pragmatica. Ecco il tabellino della gara:<br><br> Finale 0-2: 19' st Mandzukic, 46' st Pizarro<br><br> ammoniti: Mandzukic, Bonucci&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 5.5, Bonucci 5.5, Chiellini 5.5; Padoin 5 (24' st Isla 5.5), Pogba 5.5, Pirlo 5, Marchisio 5 (34' st Giaccherini s.v.), Asamoah 5; Quagliarella 6 (21' st Matri 5.5), Vucinic 6 A disp.: Storari, Caceres, De Ceglie, Peluso. All.: Conte 5.5<br><br> Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 6, Van Buyten 6 (35' Boateng 6), Dante 6, Alaba 6; Martinez 6, Schweinsteiger 6.5; Robben 6.5, Muller 6.5, Ribery 6.5 (35' st Luiz Gustavo s.v.); Mandzukic 6.5 (38' st Pizarro 6.5). A disp.: Starke, Rafinha, Shaqiri, Gomez. All.: Heynckes 6.5<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Buffon: para il parabile. Riscatta parzialmente la prova dell'andata.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Asamoah: si vede molto poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> Robben: anche se non ha segnato risulta il più pericoloso dei suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001robben.jpgSiNchampions-league-juventus-bayern-monaco-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011666.htmSiT1000007100075501,02,03,06030271
991011648NewsCampionatiJuventus-Bayern Monaco, le ultimissime sulle formazioni ufficiali20130410160559champions league, juventus, bayern monacoDopo la sconfitta per Dopo la sconfitta per 2 a 0 dell'andata, i bianconeri in casa daranno il massimo per ribalatare un risultato pesante contro la squadra di Jupp Heynckes, una delle formazioni più forti d'Europa, che con ben 6 giornate d'anticipo si è aggiudicato il campionato tedesco. Conte pensa in avanti di mettere insieme due punte, con Quagliarella e Vucinic. <BR><BR>Le formazioni:<BR><BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Vucinic, Quagliarella.<BR>A disposizione:&nbsp; Storari, Caceres, De Ceglie, Peluso, Giaccherini, Matri, Isla. All.: Conte<BR><BR>BAYERN (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Van Buyten, Dante, Alaba; Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller, Ribery; Mandzukic.<BR>A disposizione:&nbsp; Rafinha, Boateng, Luiz Gustavo, Shaqiri, Pizarro, Gomez. All.: Heynckes<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNchampions-league-juventus-bayern-monaco-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011648.htmSiT1000007100075501,02,03,06030431
1001011650NewsCampionatiJuventus, si respira una strana aria: voglia matta di riscatto20130410120330juventusDall`inviato de IlCalcio24.com per Juventus-Bayern MonacoSi respira un’aria strana a Torino, un qualcosa di diverso dal solito. Per le strade, nei negozi, tra le storiche piazze del centro cittadino si avverte l’attesa spasmodica di una partita di calcio che non è come altre, non può esserlo. Juventus e Bayern domani sera si contenderanno l’ingresso in semifinale di Champions League nel catino stracolmo dello Juventus Stadium. Sarà sicuramente una bolgia, una festa di colori bianconeri, almeno all’inizio della gara, poi cinicamente la testa dei giocatori avrà solo un obiettivo: passare il turno di qualificazione. E noi, oggi pomeriggio, valigetta e taccuino alla mano, ci siamo recati allo Juventus Stadium per assistere all’allenamento del Bayern e alla conferenza stampa della Juve. Varcata la soglia dei regolari controlli e prima d’immetterci nel cuore profondo del magnifico stadio torinese, alziamo per un attimo lo sguardo al cielo e notiamo una particolare oscurità data dalle molteplici nubi nere. Intanto arriviamo a bordo campo e vediamo che agli ordini di mister Jupp&nbsp; Heynckes, scorrono davanti a noi Frank Ribery, Arien Robben, Bastian Schweinsteiger, Mario Gomez, Thomas Muller, Manuel Neur e così via. Attorno a noi un nugolo di giornalisti e cineoperatori tedeschi che, garbatamente consci di non conoscere la nostra lingua, fanno capire la loro disponibilità nel tentativo di intrattenere una relazione tra colleghi. Ma l’approccio a scambiarci informazioni reciproche risulta vano, in quanto&nbsp; cercano di venirci incontro attraverso un inglese scolastico. <br><br> Quello che abbiamo percepito è che il Bayern che è arrivato a Torino intorno a mezzogiorno, ha molto rispetto della Juve, di Conte e di Buffon. Già di Gigi Buffon. Attorno a questo nome aleggia ancora la polemica accesa gratuitamente da Franz Beckembauer, ma i tedeschi sembrano dissociarsi da quella infelice dichiarazione. Intanto lasciamo il campo per recarci alla conferenza stampa di Conte e Chiellini. La sala è gremita di giornalisti della carta stampata e televisioni di tutto il mondo. L’attesa è breve perché lo staff dell’ufficio stampa della Juve con Conte e Chiellini al seguito, sono in perfetto orario.<br><br> Conte e Chiellini, come riporta l'inviato de IlCalcio24.com, sembrano tranquilli, almeno si sforzano di esserlo, attenti come sono a mantenere un aplomb capace di garantire la giusta immagine davanti al mondo. Ma dentro di loro fermenta qualcosa che si chiama ansia di arrivare a domani sera. Una sorta di recondito ma legittimo tentativo di voler dimostrare che quella Juve di Monaco non era la vera Juve, non poteva esserlo. “L’umore è quello giusto” dice Antonio Conte “ed è accompagnato dal fatto che abbiamo vinto in Campionato. <br><br> E di rimando Chiellini: “Da parte nostra c’è gioia e la voglia di giocare un’altra partita rispetto a quella d’andata. Abbiamo davvero grande entusiasmo e siamo molto concentrati. Vogliamo uscire dal campo, sicuri d’aver fatto il nostro dovere”.<br><br> Ancora Conte: ”La partita d’andata ha confermato la forza di questo Bayern che, peraltro, ha già vinto anzitempo il suo campionato. Il Bayern è una squadra forte e può essere in grado di arrivare in finale come ha già fatto altre volte. Noi abbiamo cominciato il nostro percorso soltanto due anni fa e dobbiamo ancora lavorare molto per arrivare ad altissimi livelli. Stiamo costruendo pazientemente un bellissimo giocattolo e siamo soltanto a un terzo dell’opera. Questo è il gap tra noi e il Bayern. Ma sono anche convinto che la differenza tra noi e loro non è poi così abissale come la partita d’andata può aver evidenziato”.<br><br> Intanto chiediamo se Buffon avrà una reazione. Chiellini: “Gigi, da sempre, è uno che sa dare le giuste risposte in campo. E poi non sembra che se la sia presa più di tanto per le dichiarazioni di Beckembauer”.<br><br> Conte: “Sono molto sereno e tranquillo e sono sicuro che tutti i miei giocatori avranno la giusta reazione. Tutti, non solo Buffon”.<BR>Ancora Conte è molto loquace: “ Ribadisco che ci deve essere gioia per questa partita, sia da parte nostra sia da parte dei tifosi. In fondo è bello essere qui a giocare i quarti di finale contro una grande squadra. Stiamo respirando un’aria diversa, una boccata d’ossigeno nuova, cui non eravamo più abituati da tempo”.<br><br> Chiellini:” In città si respira un’aria particolare. Noi siamo carichi e motivati al punto giusto, ma non ci sarà il pericolo di attaccare scriteriatamente ed esporsi alle loro ripartenze”.<BR>Qualcuno chiede a Conte cosa ne pensa di tutti i complimenti verso la Juventus, sperticati da Heynckes in sede di conferenza stampa. “Noi lo ringraziamo per le belle parole” dice Conte “Speriamo che domani, dopo la partita, dica le stesse cose ”.<br><br> La conferenza stampa si conclude con un ultimo discorso di Antonio Conte: “ Chiedo ancora a tutti di ricordasi com’era la Juve e contro chi giocava soltanto pochi anni fa. Detto questo, posso assicurare che faremo una partita diversa rispetto all’andata e che l’abbiamo studiata in maniera dettagliata. Vogliamo fare la partita da Juve, sapendo d’incontrare il Bayern più forte di tutti i tempi”. <BR>Poi, ancora un collega chiede se quella di domani sera potrà essere la partita di Quagliarella. Conte non si scompone e dice chiaramente che sarà la serata di tutti i giocatori della Juventus e non di un singolo calciatore.<br><br> La conferenza si conclude e noi riprendiamo la via del ritorno per chiudere il pezzo da inviare in redazione. Come avevamo fatto all’entrata dello Juventus Stadium, chissà perché anche stavolta alziamo lo sguardo al cielo e ci accorgiamo che ora è azzurro, sgombro di nubi, mentre un raggio di sole fa capolino alla sera che sta per arrivare. Sarà la luce d’un destino premonitore di ciò che sarà l’esito della gara di domani sera? Chissà!&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-si-respira-una-strana-aria-c-e-voglia-di-riscatto-1011650.htmSiT1000007100451001,02,03,06030429
1011011631NewsCampionatiL`ex portiere Alberto Fontana analizza per noi l`evoluzione dei palloni: «Buffon ne sa qualcosa»20130409155999alberto fontana«Quanto è importante nel calcio moderno l`uso dei palloni continuamente rielaborati e quanto penalizzano i portieri?« Da una ricerca-inchiesta sul tema specifico con la consulenza tecnica dell`ex portiere Alberto Fontana. Dopo il rocambolesco gol subito da Gigi Buffon nella partita di Champions League contro il Bayern, e nel continuo assistere alle difficoltà sempre maggiori dei portieri nel bloccare la palla, ci siamo chiesti se il problema è di natura tecnica o, piuttosto, del continuo cambiare il peso e la struttura del pallone stesso. Diciamo subito che ci sono due tipi di palloni ufficiali: uno destinato al Campionato di calcio italiano e l’altro alla Champions League. Il nuovo pallone originale utilizzato ufficialmente nell’attuale Campionato italiano 2012’13 si chiama Nike Maxim Hi –Vis. La sua grafica geometrica è molto decisa e l’abbinamento dei colori è capace di creare durante il gioco, un forte effetto di bagliore con bordi netti anche in condizioni di scarsa visibilità, migliorandola in modo importante. Ma ci sono altri vantaggi con questo nuovo pallone: il rendimento in PU (plastica poliuretanica) con micro scanalature, che stabilizza il volo della palla aumentandone l’efficacia e l’accuratezza, la schiuma ad azoto espanso flessibile e reticolata, per una sensibilità costante in qualsiasi condizione atmosferica, lo strato esterno in gomma strutturata per maggiore potenza e velocità e, infine, il rinforzo in poliestere che migliora la struttura e la stabilità del pallone. <BR><BR>In Champions League, invece, da febbraio 2013 e con gli inizi degli ottavi di finale, la UEFA ha ufficializzato l’uso esclusivo di “Finale Wembley”, il nuovo pallone ufficiale svelato da Adidas che accompagnerà le squadre fino alla finale in programma il 25 maggio a Wembley. All’interno dell’iconico design a stella del nuovo pallone europeo, compaiono gli anni in cui sono state giocate le precedenti finali oltre a quella di quest’anno 2013. Adidas ha una lunga storia legata allo sviluppo di palloni, essendo fornitore ufficiale per i massimi eventi UEFA e FIFA dal 1970. Il Finale Wembley è il ventesimo pallone ufficiale prodotto per la Champions League ed è dotato di camera d’aria in gomma butilica per una tenuta ottimale. I palloni FIFA Approved misura 5, devono avere un peso compreso tra 420 e 445 grammi, mentre i palloni FIFA Inspected misura 5, devono pesare tra i 410 e 450 grammi. Circonferenza, sfericità, rimbalzo, perdita di pressione, assorbimento dell’acqua e peso specifico devono avere determinate caratteristiche imposte dall’UEFA.<BR><BR>&nbsp;Tuttavia, per spronarci a una miglior ricerca e approfondimento sul tema specifico, ci siamo chiesti tante volte se certe caratteristiche imposte dagli organi federali vadano più incontro a interessi di tipo economico - commerciale e di sponsor, piuttosto che ai reali vantaggi per un calcio migliore dal punto di vista tecnico. Più di una volta abbiamo visto portieri in difficoltà per la traiettoria della palla che, dopo il tiro dell’avversario, assume un cambio improvviso di direzione non certamente dovuto soltanto al tiro ad effetto. Per questo vogliamo approfondire questo tema d’attualità che si propone interessante sotto l’aspetto squisitamente culturale. E per meglio sviscerare i segreti del ruolo del portiere e dei suoi eterni problemi legati a gol che si sarebbero potuti evitare, ci siamo avvalsi della consulenza tecnica e dell’esperienza di Alberto Fontana detto Jimmy che è stato per lunghi anni portiere professionista.<BR><BR>Alberto Maria Fontana è nato a Torino il 2 dicembre del 1974 ed è stato portiere dell’Aosta, Voghera, Verona, Reggiana, San Donà, Pistoiese, Roma, Palermo, Torino e Novara. Da poco ha chiuso la sua carriera sul campo e dopo aver superato l’esame per diventare Agente FIFA, si accinge a occupare un ruolo che ha sempre sperato di ricoprire fin da quando era più giovane. Ultimamente è stato invischiato nello scandalo del calcio scommesse, ma a seguito del suo ricorso, il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (TNAS) ha sentenziato la sua estraneità alla presunta combine del match di Coppa Italia Chievo – Novara del 2010 finita con la vittoria del Chievo per 3 a 0. Pertanto, la squalifica di tre anni e sei mesi ricevuta in primo grado e confermata dalla Corte di Giustizia Federale, è stata annullata. Per Jimmy Fontana sono stati 5 mesi d’angoscia, mesi emotivamente terribili per una persona come lui che è veramente speciale sotto il profilo umano. <BR><BR>Ciao Jimmy, come stai?<BR>“Bene. Dopo aver chiuso con il calcio giocato, proseguo la mia attività didattica nella mia scuola portieri “Fontana – Accorsi”. Poi sto aspettando l’esito dell’esame che ho sostenuto per Agente FIFA e conto di iniziare presto la mia nuova attività”.<BR><BR>Come spieghi il primo gol che Gigi Buffon ha subito contro il Bayern, all’Allianz Arena Stadium?<BR>“E’ uno di quei gol in cui un portiere non può fare assolutamente nulla. E’ dal 2007-2008, anno in cui c’è stato l’avvento del pallone unico, che facciamo presente i benefici per chi calcia il pallone e non per chi sta in porta. E’ l’eterno problema dei nuovi palloni, che quando sono calciati di collo pieno assumono, all’ultimo momento una traiettoria ingannevole per il portiere, soprattutto se il tiro arriva da lunga distanza”.<BR><BR>Allora sostieni che nel calcio moderno sia questa una delle cause che penalizzano i portieri?<BR>“Questa è una cosa acclarata, nel senso che anche il presidente della FIFA Blatter è stato molto chiaro. Il pallone unico è stato creato per il calcio spettacolo e per fare tanti gol. D’altra parte l’essenza del calcio è il gol e non il cercare di neutralizzarlo. E chi pensa che i portieri sbaglino di più rispetto a prima, non tengono realmente conto di questo importante problema, e cioè che i palloni di adesso assumono traiettorie che, talvolta, lasciano di stucco anche i più bravi portieri”.<BR><BR>Pensi che questi continui restyling del pallone di calcio, vadano soltanto a beneficio economico degli sponsor?<BR>“Vanno sicuramente a beneficio del gioco perché, secondo la FIFA, questi palloni producono più gol rispetto a prima e quindi maggiore interesse e introiti. Poi, esistono certamente gli interessi legati al marketing e alle case costruttrici, come ad esempio la Nike che fornisce i palloni per la Serie A, Puma che invece dà i palloni per la Serie B e Adidas che li dà alla Champions League. I proventi sono distribuiti nei vari settori ”.<BR><BR>Per finire Alberto, due giudizi sulle squadre torinesi. Intanto, cosa pensi del Torino di oggi?<BR>“Penso già da un paio di mesi che il Toro si salverà e che questo sia un anno di transizione per migliorarsi nel prossimo futuro”.<BR><BR>Pensi che la Juve possa fare la remuntada di Champions contro il Bayern?<BR>“Penso che sia un’impresa impossibile, anche se la Juve in casa esprime un ottimo calcio. Purtroppo all’Allianz Arena Stadium di Monaco, i bianconeri sono incappati in una brutta serata e adesso penso che la rimonta sia davvero difficile”.<BR><BR>Ma in definitiva, cosa manca a questa Juve per essere di nuovo competitiva in Europa?<BR>“Alcuni giocatori in grado di avere l’esperienza del calcio europeo. La Juve, in Italia, ha dimostrato di essere prima nella spettacolarità del gioco. Ma in Europa, è tutta un’altra cosa”.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR>C1007650FL0711FL0711fontana.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-alberto-fontana-analizza-per-noi-l-evoluzione-dei-palloni-buffon-ne-sa-qualcosa-1011631.htmSiT1000007,T1000026,T1000027,T1000017,T1000014,T1000012,T1000018100451001,02,03,060301210S
1021011642NewsCampionatiBayern Monaco, Heynckes: «Buffon è una leggenda»20130409143531bayern monaco, heynckesQueste le parole di Jupp Heynckes, tecnico del Bayern MonacoQueste le parole di Jupp Heynckes, tecnico del Bayern Monaco, alla vigilia del match di domani contro la Juventus valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League:<br><br> Cosa ne dici della partita di domani, si riparte dal 2-0 sula Juventus...<BR>"Sicuramente questa partita ci dà grande emozione. Anche dopo quello che è successo martedì scorso sappiamo di essere in vantaggio e vogliamo vincere. La Juventus è una squadra fortissima per me. In Champions League ha dimostrato tutta la sua qualità quest'anno. So che in Europa può succedere sempre di tutto, ma noi siamo pronti a questa partita".<br><br> Cosa ne pensa delle dichiarazioni di Beckenbauer su Buffon?<BR>"Posso solo dire che Buffon è uno dei migliori portieri della storia, ma quando un giocatore come lui, che ha vinto il Mondiale, che ha quasi vinto il campionato, commette un errore, dimostra comunque carattere e lo apprezzo. Per me Buffon è una leggenda".<br><br> Ci sono due squadre spagnole ancora in corsa in questa Champions. Cosa si aspetta per il sorteggio della semifinale? Che posizione ha la Spagna in questo momento in Europa?<BR>"Non vedo dove sia il problema. La Spagna ha sempre avuto ottimi risultati a livello europeo. Non credo ci sia grande differenza di qualità fra le squadre spagnoe e quelle italiane, quindi non saprei cosa rispondere".<br><br> Vucinic ha parlato di una guerra. Cosa ne pensa?<BR>"Credo che non sia giusto parlare di guerra parlare quando si parla di calcio. Ma capisco che si debba caricare l'ambiente in una situazione come quella in cui è la Juventus, per cercare di reagire, di recuperare uno svantaggio. Ma credo che come definizione non sia proprio fortunata".<br><br> Se il Bayern dovesse segnare, la Juve ne dovrebbe fare quattro. Che sensazione vi dà questa consapevolezza? A livello tattico come avete preparato questa partita?<BR>"Personalmente non vedo la partita di domani come già sicura. La qualificazione può essere ancora aperta, perchè comunque siamo in vantaggio di 2-0. E domani la Juve sarà molto motivata. Vogliamo sicuramente non far tornare la Juve, non concedere gol, perchè a quel punto sarebbe complicato". <br><br>C1007650adm001adm001ribery.jpgSiNbayern-monaco-haynckes-buffon-leggenda-1011642.htmNoT1000007100075701,02,03,06030159
1031011586NewsCampionatiJuventus, archiviato il Pescara: ora tocca al Bayern Monaco20130407121837juventus“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”. E’ una delle frasi che compongono il ritornello dell’inno della Juventus, che è cantato dai tifosi bianconeri nel rito di apertura e chiusura di tutte le partite disputate dalla Vecchia Signora tra le mura dello Juventus Stadium. Già, lo Juventus Stadium. Un palcoscenico che si apre sempre a un football inteso come spettacolo. E non importa se in campo c’è la prima squadra contro l’ultima della classe, perché l’atmosfera è sempre vibrante, intensa, intrisa di emozioni che anche se le vivi con fede sportiva diversa, resti coinvolto nel frastuono del dodicesimo giocatore in campo rappresentato dai tifosi. E noi che siamo seduti nella bellissima tribuna stampa a esplicare il nostro lavoro di giornalisti, non siamo indenni dal pensare come questo stadio costruito in maniera avveniristica, sia sempre occupato in tutti i suoi posti a prescindere dall’importanza dell’evento calcistico. Detto questo, veniamo alla cronaca della partita Juventus – Pescara. Diciamo subito che la squadra di Conte, reduce dalla brutta partita disputata all’Allianz di Monaco contro il Bayern, aveva necessità di conquistare contro il Pescara i tre punti in palio, e li ha ottenuti anche se non con la facilità sperata. Alla vigilia Conte temeva questa partita, e il campo ha confermato queste previsioni. La Juve ha giocato quasi tutta la partita sotto la porta degli abruzzesi ma, non trovando il gol fino al 70’, ha rischiato d’impantanarsi. Per lunghi tratti i bianconeri hanno giocato contro un Pelizzoli in giornata di grazia, poi sul finire del match il Pescara è persino riuscito ad impensierire gli avversari. La Juve si presenta in campo con il suo solito 3-5-2, privi di Buffon (in panchina), degli squalificati Barzagli e Chiellini e senza Pirlo che aveva bisogno di rifiatare. Il Pescara di mister Bucchi, invece, adotta un più prudente 4-2-3-1. Iniziale prevalenza territoriale della Juve che dà subito la sensazione di voler chiudere in fretta la partita contro il Pescara. Al 7’ un tiro di Pogba sorvola la traversa e un minuto dopo anche Vucinic tira alto. All’11’ gran palla gol della Juve. Lichsteiner involatosi sulla destra, crossa al centro per Giaccherini che in mezza rovesciata lascia partire un tiro che, se il pallone fosse entrato in porta sarebbe apparso negli annali di tutti i tempi. Passano i minuti e la fisionomia della partita non cambia. Juve che attacca con veemenza e Pescara che sembra uno sparring partner. Al 16’ ancora Juve vicina al gol con Giovinco che s’incunea bene nell’area avversaria, ma Pelizzoli respinge con sicurezza. Al 24’ Vidal, su passaggio di Vucinic sfiora il gol ma, sottoporta, il portiere abruzzese gli nega il gol con un ottimo guizzo in tuffo. Al 26’ ancora Pogba tira da fuori area, ma è impreciso. Al 27’, magistrale suggerimento di Vidal a Lichsteiner il quale passa a Giovinco che, nel tentativo di tirare in porta, impatta con il ginocchio di Capuano e si procura uno stiramento del collaterale della gamba destra. Lascia così il campo in barella e ne avrà per qualche settimana. Al suo posto entra Quagliarella. Si gioca a una sola porta, ma la Juve produce il solito immenso volume di gioco che non si termina in gol. E la storia si ripete al 37’ quando Lichsteiner da destra crossa per Giaccherini che titubante inciampa sulla palla, rendendo vano ogni tentativo di andare in gol. Al 38’ palo di Quagliarella che tira da fuori area, ma Pelizzoli in uscita manda a sbattere la palla sul palo di destra. Il gol sembra essere nell’aria, tuttavia tarda ancora ad arrivare. Al 43’ Pelizzoli (ancora lui) si supera sul tiro da fuori area di Giaccherini. Finisce intanto il primo tempo con il risultato di 0 a 0. Nella ripresa, al 53’ spettacolare azione della Juve; Vidal passa a Quagliarella che al volo tira in porta e Pelizzoli in tuffo si supera ancora una volta. La Juve continua ad aggredire l’avversario con un gioco asfissiante e con un super Vidal che sale in cattedra come suggeritore e finalizzatore del gioco. Al 58’ il Pescara sostituisce Quintero con Bjarnason. Al 61’ il Pescara si affaccia in area di rigore della Juventus, ma il calcio d’angolo battuto da Caprari non subisce nessun effetto. Al 65’ gli abruzzesi sostituiscono Caprari con Cascione. Al 68’ registriamo l’ennesima palla gol della Juve. Lichsteiner giunto in area di rigore, invece di tirare in porta passa la palla al centro e l’azione s’infrange nel nulla. Intanto il Pescara provvede a un’altra sostituzione con Kroldrup che viene rilevato da Bianchi Arce. Al 71’ la Juve approfitta di un calcio di rigore assegnato dall’arbitro Peruzzo, per atterramento in area di rigore di Vidal per opera di Rizzo che viene espulso. Batte Vucinic e segna il tanto sospirato gol della Juventus. E’ stata esagerata la sua gioia, nel togliersi i pantaloncini e sbandierarli ai tifosi come di solito si fa con la propria maglia. Ma Conte non ha gradito questo gesto ritenuto poco serio e, pur felice del gol, ha inveito contro il montenegrino. Al 75’ Juve ancora in gol con Vucinic, ma l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso giocatore. Ma due minuti dopo ancora Vucinic sigla la sua doppietta personale e raddoppia per la Juve dopo essersi liberato dell’asfissiante marcatura degli abruzzesi sferrando un tiro di destro nell’angolino basso di Pelizzoli. Al 78’ esce Vucinic ed entra Matri; mentre due minuti dopo Bonucci lascia il posto a Isla. All’82’ il Pescara va in gol con Cascione che da 30 metri lascia partire un tiro che s’infila nel sette della porta di Storari. Incredibile ma vero! E, sul finire del match, ancora il Pescara fa venire i brividi a Conte e alla sua squadra con Sculli, che da fuori area impegna severamente Storari in quella che è l’ultima occasione della partita. Vince dunque la Juventus 2 a 1 contro il Pescara e adesso il pensiero corre già all’attesissimo scontro contro il Bayern.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-archiviato-il-pescara-ora-tocca-al-bayern-monaco-1011586.htmSiT1000007100451001,02,03,06030230
1041011557NewsCampionatiJuventus, Conte insiste: «La presunzione uccide»20130406033451juventusA Vinovo procede la preparazione A Vinovo procede la preparazione della Juventus in attesa del match di sabato 6 aprile contro il Pescara. Mister Conte tiene tutti sulla corda e non vuol sentire parlare di partita facile e di risultato scontato, anzi catechizza i suoi dicendo che vuole vederli giocare con il massimo impegno. A questo punto del Campionato e con il considerevole vantaggio accumulato in classifica, la Juventus ha grandi possibilità di vincere lo scudetto per la seconda volta consecutiva ed è per questo che non deve pensare alla Champions, alla partita malamente persa a Monaco e neanche a quella che dovrà disputare di ritorno mercoledì 10 contro lo stesso Bayern allo Juventus Stadium. Quella sarà un’altra partita, un’altra esperienza da scrivere sulle esaltanti pagine della storia della Juventus. Ci sarà tempo per affrontare l’impegno di Coppa tanto atteso che, per la Juve, in considerazione della brutta partita disputata a Monaco, rappresenta certamente la partita della vita. Ma il Campionato è un’altra cosa, è la certezza della Juventus, mentre la Champions è il sogno legato a un filo e, come tutti i sogni, ci sono sempre poche probabilità che si avverino. Per questo Conte predica umiltà e concentrazione nell’affrontare il Pescara, perché questa gara (come tutte le altre) per vincerla bisogna affrontarla con il massimo impegno. Intanto apprendiamo che contro gli abruzzesi, tra i pali ci sarà Storari perché Buffon ha l’influenza. Ma questo non cambia nulla in una Juve che deve mettere al sicuro un risultato capace di garantirle tranquillità in Campionato. A Vinovo, in sede di conferenza stampa, Conte ha anche fatto riferimento al processo di crescita della Juventus iniziato l’anno scorso. La Juve è una società che in passato ha vinto molto, ma poi i recenti fatti di calciopoli l’hanno messa in crisi e quindi ci vuole tempo e pazienza per ritornare ai fasti di un tempo. La strada che sta percorrendo è quella giusta e tutto lascia prevedere che presto ci potrà essere anche un ritorno alla grande anche in campo internazionale. Vedremo se sarà effettivamente così. Intanto, bisogna chiudere in fretta la pratica con il Pescara. Step by step.<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1007650FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-insiste-la-presunzione-uccide-1011557.htmSiT1000007100451001,02,03,06030251
1051011540NewsCampionatiJuventus, Conte: «Col Pescara gioca Storari. Abbiamo un buon margine»20130405145145juventus, conteQueste le parole di Antonio Conte Queste le parole di Antonio Conte in conferenza stampa prima della gara di domani contro il Pescara: "Abbiamo un buon margine in campionato ma, come ho già detto, da calciatore ho perso scudetti già vinti e vinto scudetti già persi. Il Pescara è ancora in gioco per la salvezza. Hanno un allenatore giovane e preparato con una mentalità offensiva. Occorrerà attenzione, dobbiamo evitare le bucce di banana che troveremo nel nostro cammino da qui alla fine. Vincere a Pescara è fondamentale per l'obiettivo dello scudetto.<br><br> Se qualcuno mi ha chiesto di riposare in vista del Bayern? "Se qualcuno lo facesse lo farei riposare io ma anche per il Bayern perché se sei stanco per il Pescara lo sei anche per la gara di Champions. In questa stagione abbiamo giocato molto ed è tanto che non facciamo lavori specifici. Questo può portare qualcuno ad aver bisogno di lavorare un po. Per domani però vi dico che giocherà Storari perché Buffon dopo il Bayern ha patito un attacco influenzale. Domani riposerà per curarsi. Storari è un grande portiere, sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra di Serie A".<br><br> Il campionato riserve? "In altri paesi utilizzano già questa soluzione. Al di là di qualsiasi decisione spero solo che siano scelte che possano portare buoni frutti e non perdere tempo. Spetta alle società, alla Lega e alla FIGC prendere queste decisioni per il bene del calcio italiano".<br><br> La tribuna di Anelka con il Bayern? "E' stata una scelta tecnica. In tribuna c'era anche Giaccherini, che è un Nazionale azzurro. Lui spesso viene dimenticato ma è un grande giocatore".<br><br> Scudetto bis? "Deve essere ancora conquistato e bisogna che tutti lo abbiano chiaro in mente. Non dobbiamo perdere mai di vista la realtà. In pochi mesi la Juventus è tornata a vincere in Italia ed è ai quarti di Champions League. La Juventus in pochi mesi si è rialzata da due settimi posti e da una bomba come quella di Calciopoli. Questa è la realtà dei fatti. Né io, né la società, i calciatori e soprattuto i tifosi. Se poi qualcuno pensa che le vittorie s'inventano dall'oggi al domani non ha mai vinto. Vincere è un verbo facile da pronunciare ma difficile da farsi".<br><br> Marchisio? "Non sono stato avvertito di nessuna tonsillite dai medici e non penso che ci sia altrimenti mi arrabbierei con lo staff. Sta bene. Claudio si è allenato ieri normalmente".<br><br> Le squalifiche di Barzagli e Chiellini con il Pescara in relazione a quanto accaduto per Ramos e Alonso a Madrid? "Stiamo estremizzando su tutto. Si cerca di più di trovare la polemica piuttosto che analizzare le partite. Le polemiche sono più facili rispetto ad un'analisi tecnica. Le ammonizioni di Andrea e Giorgio erano per interventi duri in una gara dura. Domani voglio vedere comunque la bava alla bocca, perché i tre punti di Pescara valgono tanto quanto quelli con l'Inter. Dobbiamo sempre ottenere il massimo".<br><br> La delusione dopo la gara di Monaco di Baviera? "Ho sempre detto che il mio percorso alla Juve finirà quando non avrò più entusiasmo. Adesso questo c'è. Se a qualcuno è diminuito questo entusiasmo bisogna tornare con i piedi per terra, ricordandosi quello che è accaduto prima dello scorso anno. Capisco il tifosi, che vuole sempre vincere e che non fa valutazioni tecniche e non può capire certe situazioni tecniche. La Juventus è una società che ha vinto tanto in passato, ma che viene da un qualcosa di brutto che ha spaccato la società. Ci vuole pazienza per ricostruire. Quello dello scorso anno è stato un miracolo, così come quello di quest'anno. Noi però dobbiamo guardare sempre alla realtà dei fatti".<br><br> Cali di tensione dopo il Bayern? "Non ne ho visti e non ci saranno. Domani la squadra avrà la bava alla bocca com'è stato finora. Per me la gara con il Pescara è importante più del ritorno con il Bayern. I tre punti con il Pescara sono importanti. Con il Bayern Monaco cercheremo di fare l'impresa, ma adesso dobbiamo pensare alla realtà delle cose e quindi al Pescara".<br><br> Asamoah e Marrone? "Domani giocheranno entrambi. Asamoah viene da un momento di fatica e sapevo che sarebbe stato così dopo la Coppa d'Africa. Finora ha pagato e sta pagando, è un essere umano. Chi lo ha sostituito lo ha fatto bene, ma la fiducia in Asamoah è sempre la stessa. In futuro se dovessimo prendere altri giocatori africani cercheremo di dargli qualche giorno in più di vacanza per farlo riprendere meglio e anticipare il pieno recupero".<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-col-pescara-gioca-storari-abbiamo-un-buon-margine-1011540.htmNoT1000007100075701,02,03,06030217
1061011496NewsCampionatiJuventus, Marotta a Beckenbauer: «Rispetto per Buffon»20130404112644juventus, marottaIl direttore generale della Juventus'Certe esternazioni fatte da un'icona come Beckenbauer fanno male, ci vuole rispetto per Buffon'. Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta ha replicato cosi' al presidente onorario del Bayern Monaco, Franz Beckenbauer, che, commentando il primo gol incassato dal bianconero nell'andata dei quarti di Champions league, ha definito Buffon un 'pensionato'.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-rispetto-per-buffon-1011496.htmSiT1000007100075701,02,03,06030230
1071011477NewsCampionatiA Monaco, la notte degli horror per la Juventus20130403213932juventusIl Bayern Monaco Il Bayern Monaco vince 2 a 0 la partita dei quarti di finale di Champions contro la Juventus. Una Juve confusa, contratta, stranamente abulica e mai entrata in partita. Più che il grande Bayern di Monaco, all’Allianz Arena&nbsp; abbiamo visto l’assenza totale di una Juventus incapace di ricordarsi di essere la “Vecchia Signora” del calcio italiano. E, nell’analisi globale di ciò che è emerso da un match che ha evidenziato la sola presenza in campo della squadra tedesca, possiamo dire che, nonostante tutto, non abbiamo visto tra le due squadre un gap così abissale, come l’andamento della gara può avere evidenziato. E, a onor di sintesi, cerchiamo di significare meglio il nostro pensiero. Partendo dal presupposto che il Bayern ha vinto la partita con due gol rocamboleschi di cui uno viziato da fuorigioco, ci sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe successo se la Juve fosse stata la squadra che abbiamo apprezzato in Campionato e fin qui in Champions League. Di sicuro avremmo visto un’altra partita. Ma c’è anche da dire che il Bayern, con il suo modulo del 4-4-1-1 voluto da mister Heynckes, ha avuto una superiorità numerica a centrocampo, al cospetto dell’ormai rodato 3-5-2 di Conte. Infatti, più volte nel corso della partita, abbiamo visto Ribery, Luiz Gustavo, Roben, Muller, Schweinsteiger, creare superiorità numerica e partire da metà campo facendo girare la palla,&nbsp; approfittando della mancanza di pressing alto da parte della Juve che, in maniera inusuale, preferiva attendere l’avversario annullando le sue caratteristiche di squadra dal gioco propositivo. Non sappiamo dire se nel cervello dei giocatori della Juve ci sia stato una sorta di blake out da paura, tuttavia riteniamo che non ci convincono tutte queste sperticate lodi verso la formazione tedesca che, pur ritenendola sulla carta superiore a questa Juventus, non siamo convinti che ci sia una differenza tecnica e fisica così abissale. E, se nella partita di ritorno che si disputerà il 10 aprile prossimo allo Juventus Stadium di Torino, i bianconeri di Conte sapranno affrontare il Bayern in maniera più consona a quelle che sono le proprie caratteristiche di gioco che l’hanno premiata da due anni a questa parte in Campionato, siamo sicuri di vedere un’altra partita. Poi, si potrà pure non superare il turno e abbandonare quel sogno tanto sognato che, purtroppo, se così fosse svanirebbe nel nulla, ma, certamente, lo si farà uscendo dal campo a testa alta e dimostrando che la differenza tra le due compagini non è poi così incolmabile come erroneamente si possa pensare. Poi, un’ultima citazione và a Beckembauer che ha sottolineato una frase che non ci è proprio piaciuta: “Buffon sembrava un pensionato”. Vorremmo ricordargli che Buffon era ed è il migliore portiere al mondo e che certe partite negative possono capitare a tutti, anche ai grandi campioni come lui. Forse lei, signor Beckembauer, che è stato il miglior libero del mondo, non ha mai sbagliato nessuna partita in tutta la sua gloriosa carriera? Francamente, ne dubitiamo.&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711muller.jpgSiNa-monaco-la-notte-degli-horror-per-la-juventus-1011477.htmSiT1000007100451001,02,03,06030195
1081011471NewsCampionatiJuventus, Buffon risponde a Beckenbauer20130403192423Juventus, buffonFranz Beckenbauer lo ha criticatoFranz Beckenbauer lo ha criticato dicendo che sui 2 gol presi ieri 'sembrava un pensionato'. Pronta la risposta di Gigi Buffon al presidente onorario del Bayern. "Non posso obiettare nulla a quanto detto dal quel vecchio saggio di Beckenbauer, se non ricordare l'adagio ricorrente: 'Quando sei martello batti, quando sei incudine statti!'.Bisogna stare zitti e aspettare la prossima partita', ha detto il n.1 Juve ricevendo il Tapiro di Striscia la Notizia.'Mi spiace di aver compromesso la gara'.C1007650adm001adm001buffon 4.jpgSiNjuventus-buffon-risponde-a-beckenbauer-1011471.htmNoT1000007100075701,02,03030374
1091011448NewsCampionatiJuventus, Beckenbauer irride Buffon: «Mi è sembrato un pensionato»20130403120324juventus, beckenbauerFranz Beckenbauer, presidente Franz Beckenbauer, presidente onorario del Bayern Monaco, nel dopo partita di ieri sera ha lanciato un'accusa non troppo velata al portiere della Juventus Gigi Buffon: "Alaba ha tirato da 120 metri, Buffon sembrava un pensionato. Spero che Buffon non se la prenda, ma quel tiro doveva prenderlo anche se forse non credeva che Alaba avrebbe calciato li".C1007650adm001adm001beckenbauer.jpgSiNjuventus-beckenbauer-irride-buffon-mi-e-sembrato-un-pensionato-1011448.htmSiT1000007100075701,02,03,06030218
1101011437NewsCampionatiJuventus, Buffon: «Il Bayern Monaco ha strameritato il successo»20130402225935juventus, buffonAl termine di Bayern Monaco-Juventus Al termine di Bayern Monaco-Juventus il portiere e capitano dei bianconeri Gianluigi Buffon ha parlato ai microfoni di Sky Sport della gara persa stasera a Monaco.<br><br> Ti aspettavi un Bayern così forte?<BR>"Sapevano di andare a giocare contro una grande squadra, stasera non c'è niente da recriminare, hanno strameritato la vittoria e avuto tante altre situazioni per farci male. ".<br><br> E' stata una traiettoria strana quella del gol di Alaba, cosa è successo?<BR>"Nel momento in cui ha calciato ha toccato la palla Vidal e la palla mi ha preso in controtempo ed è entrata. Avevo già fatto un passo verso destra poi l'ha toccata Arturo ed ha preso una traiettoria diversa".<br><br> Non si poteva fare di più stasera?<BR>"Delle volte c'è anche da dar merito all'avversario e questa sera è stato più bravo di noi, questa è la verità".<br><br> Avete continuato a provare a giocare fino alla fine, col sennò di poi si sarebbe potuto provare qualcosa di diverso?<BR>"Si magari ogni tanto ho cercato di alternare con dei lanci più lunghi ma se siamo arrivati qua è perchè avevano certezze e conoscenze e non era giusto snaturarci".<br><br>C1007650adm001adm001buffon 4.jpgSiNjuventus-buffon-il-bayern-monaco-ha-strameritato-il-successo-1011437.htmNoT1000007100075701,02,03,06030195
1111011435NewsCampionatiBayern Monaco-Juventus, le pagelle. Top Alaba e Bonucci. Flop Buffon20130402223629champions league, bayern monaco, juventusSuccesso meritato dei bavaresi, ma discorso qualificazione ancora apertoSuccesso meritato dei bavaresi, ma discorso qualificazione ancora aperto.<br><br> Finale 2-0: 1' Alaba, 63' Muller<br><br> ammoniti: Mandzukic, Luiz Gustavo, Chiellini, Vidal, Lichtsteiner <br><br> <BR>BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 6.5, Dante 6.5, Van Buyten 6.5, Alaba 7.5; Schweinsteiger 7, Luiz Gustavo 7; Muller 6.5, Kroos s.v. (16' Robben 6.5), Ribery 7 (92' Shaqiri); Mandzukic 6.5 (91' Gomez s.v.). A disp. Starke, Boateng, Tymoshchuk, Shaqiri, Robben, Pizarro, Gomez. All. Heynckes 7<br><br> JUVENTUS (3-5-2): Buffon 5; Barzagli 6, Bonucci 6.5, Chiellini 6; Lichtsteiner 5.5, Vidal 6, Pirlo 5, Marchisio 5, Peluso 5 (75' Pogba 6); Matri 5 (66' Vucinic 6), Quagliarella 5 (65' Giovinco 5). A disp. Storari, Marrone, Pogba, Padoin, Asamoah, Giovinco, Vucinic. All. Conte 5<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> Alaba: oltre alla rete tanta corsa e qualità<br><br> <STRONG><EM>Flop Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Bonucci: prova a reggere l'urto bavarese, sfiora il pareggio di testa.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Buffon: la prima rete è un suo sbaglio, deve rifarsi.<br><br>C1007650adm001adm001muller.jpgSiNchampions-league-bayern-monaco-juventus-pagelle-top-alaba-e-bonucci-flop-buffon-1011435.htmSiT1000007100075501,02,03,06030390
1121011407NewsCampionatiBayern Monaco-Juventus: termina il match20130402170648champions league, bayern monaco, juventusAntonio Conte al cospetto dei vice-campioni d`EuropaAntonio Conte al cospetto dei vice-campioni d'Europa, di una delle squadre più accreditate per la vittoria finale. Due finali raggiunte nelle ultime tre edizioni della Champions League e un andamento in campionato che non lascia spazio a dubbi.<BR><BR>Le formazioni:<BR><BR><BR>Finale&nbsp;2-0: 1' Alaba, 63' Muller<BR><BR>BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Dante, van Buyten, Alaba; Schweinsteiger, Luiz Gustavo; Muller, Kroos (16' Robben), Ribery; Mandzukic. A disp. Starke, Boateng, Tymoshchuk, Shaqiri, Robben, Pizarro, Gomez. All. Heynckes<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Peluso; Matri, Quagliarella. A disp. Storari, Marrone, Pogba, Padoin, Asamoah, Giovinco, Vucinic. All. Conte<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>C1007650adm001adm001ribery.jpgSiNchampions-league-bayern-monaco-juventus-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011407.htmSiT1000007100075501,02,03,06030611
1131011406NewsCoppeJuventus, dubbio Vucinic per la sfida contro il Bayern20130402073741Conte, Vucinic, Juve, BayernLa Juventus continua la preparazione in campo della sfida di Champions col Bayern Monaco.La <STRONG>Juventus </STRONG>continua la preparazione in campo della sfida di Champions col <STRONG>Bayern Monaco.</STRONG> Per <STRONG>Conte</STRONG> scelte quasi ufficiali, ma c'è ancora qualche dubbio. Sicuramente ci sarà Buffon in porta, Barzagli, Bonucci e Chiellini dietro, Lichtsteiner a destra con Vidal, Pirlo e Marchisio al centro, <STRONG>Asamoah o Peluso</STRONG> a sinistra.<BR><BR>Per il resto ecco i dubbi: se Vucinic recupera (il tecnico bianconero ha confermato che l'attaccante è ancora in dubbio), gioca, poi ballottaggio Quagliarella-Matri, ma attenzione a Pogba. In questo caso centrocampo più folto con Marchisio in appoggio al montenegrino. Giovinco, sia per la botta rimediata con l’Inter che per questioni di gerarchie, sembra lontano da una maglia di titolare almeno in questa sfida d’andata.<BR><A href="http://www.canalejuve.it/news/3-5-2-o-3-5-1-1-domani-sera-80894"></A><BR><BR>C1007650GP01CTGP01CTc-33509839.jpgSiNconte-vucinic-juve-bayern-1011406.htmSiT1000007101114901,02,03,06010522
1141011396NewsCampionatiJuventus, Buffon: «Non vogliamo avere rimpianti»20130401192430juventus, buffonGianluigi Buffon a parla alla vigiliaGianluigi Buffon a parla alla vigilia della sfida contro il Bayern Monaco:<br><br> Ti aspettavi un anno e mezzo fa questa situazione? "E' bello essere arrivati qui potendoci giocare la partita con i nostri mezzi e le nostre idee. Se basterà bene, altrimenti vorrà dire che gli avversari saranno stati più bravi. L'importante sarà non avere rimpianti. In questi 16 mesi quando abbiamo dovuto dimostrare di essere una squadra matura l'abbiamo sempre fatto". <br><br>C1007650adm001adm001buffon 4.jpgSiNjuventus-buffon-non-vogliamo-avere-rimpianti-1011396.htmNoT1000007100075701,02,03,060306469
1151011382NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Bayern Monaco20130331203627juventus, convocatiIl tecnico della JuventusIl tecnico della Juventus Antonio Conte ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro il Bayern Monaco. Saranno 22 i calciatori a disposizione dell'allenatore bianconero. Tra questi ci sono anche Mirko Vucinic e Sebastian Giovinco, calciatori non al meglio fisicamente. Ecco l'elenco completo:<br><br> Portieri - Buffon, Storari, Rubinho.<br><br> Difensori - Chiellini, De Ceglie, Peluso, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner.<br><br> Centrocampisti - Pogba, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Marrone.<br><br> Attaccanti - Vucinic, Giovinco, Anelka, Quagliarella, Matri. <br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-bayern-monaco-1011382.htmSiT1000007100075501,02,03,06030421
1161011363NewsCampionatiSerie A, 30a giornata: le probabili formazioni20130330051116serie aSerie A Probabili formazioniATALANTA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Radovanovic, Ferri, Cazzola, Canini, Carmona, Brivio, Parra, Brienza, Livaja, De Luca. All.: Colantuono.<BR>Squalificati: Polito (fino al 5 aprile)<BR>Indisponibili: Bellini, Budan, Capelli, Marilungo, Scaloni<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Rossini; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Eder, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berardi, Castellini, Mustafi, Rodriguez, Maresca, Renan, Poulsen, Munari, Soriano, Sansone, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Costa<BR><BR><BR>CAGLIARI-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Ibarbo, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Perico, Casarini, Murru, Cabrera, Eriksson, Dessena, Pinilla, Thiago Ribeiro. All.: Lopez-Pulga.<BR>Squalificati: Nenè (1)<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, PIzarro, Migliaccio; Cuadrado, Jovetic, Ljajic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Sissoko, Mati Fernandez, Llama, Wolski, Llama, Toni, Compper, El Hamdaoui. All.: Montella.<BR>Squalificati: Borja Valero (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Rossi, Hegazi<BR><BR><BR>GENOA-SIENA ore 15<BR><BR>Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli, Moretti; Jorquera; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas,Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Bovo, Oliveira, Rossi, Rigoni, Jankovic, Immobile. All.: Ballardini.<BR>Squalificati: Bertolacci (1)<BR>Indisponibili: Vargas, Floro Flores<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teixeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Uvini, Paci, Calello, Valiani, Verre, Bolzoni, Reginaldo, Agra, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini.<BR>Squalificati: Vitiello fino al 10/5<BR>Indisponibili: Pozzi<BR><BR><BR>INTER-JUVENTUS ore 15<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Gargano, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Cassano, Palacio.<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Pereira, Nagatomo, Belloni, Jonathan, Kuzmanovic, Schelotto, Stankovic, Alvarez, Pasa, Benassi, Rocchi. All.: Stramaccioni.<BR>Squalificati: Juan Jesus (1)<BR>Indisponibili: Milito, Obi, Mudingayi, Silvestre, Castellazzi<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Chiellini, De Ceglie, Isla, Pogba, Peluso, Giaccherini, Anelka, Vucinic, Giovinco. All.: Conte.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Caceres, Bendtner, Pepe<BR><BR><BR>LAZIO-CATANIA ore 15<BR><BR>Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Pereirinha, Cana, Radu, Lulic; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes; Ederson; Kozak.<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Gonzalez, Strakosha, Cataldi, Saha, Rozzi, Klose. All.: Petkovic<BR>Squalificati: Ciani (1)<BR>Indisponibili: Stankevicius, Konko, Dias, Brocchi, Biava, Floccari, Mauri<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Castro, Cani, Biagianti, Keko, Doukara, Petkovic. All.: Maran<BR>Squalificati: Spolli (1), Potenza (1)<BR>Indisponibili: Augustyn, Capuano, Sciacca<BR><BR>PALERMO-ROMA ore 15<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Boselli.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Aronica, Nelson, Anselmo, Faurlin, Rios, Viola, Formica, Fabbrini, Miccoli, Dybala. All.: Sannino.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<BR><BR>Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Tachtsidis, Marquinho; Lamela, Florenzi; Totti<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Balzaretti, Bradley, Lucca, Perrotta, Lopez, Osvaldo, Destro. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili: Pjanic, Marquinhos, Dodò, Romagnoli<BR><BR>PARMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Rosi; Marchionni, Parolo, Gobbi; Biabiany, Amauri, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, MacEachen, Morrone, Galloppa, Belfodil, Strasser, Cerri, Ampuero, Boniperti, Ninis. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Valdes (1)<BR>Indisponibili: Coda, Mariga, Santacroce, Mesbah, Palladino<BR><BR>Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Modesto; Blasi, D'Agostino, Cascione; Sculli, Sforzini, Celik.<BR>A disp.: Falso, Cosic, Kroldrup, Bjarnason, Caraglio, Quintero, Abbruscato, Zanon, Caprari, Vukusic. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Perin, Weiss, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni<BR><BR>UDINESE-BOLOGNA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Badu, Allan, Campos Toro, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Pasquale, Lazzari, Muriel, Pereyra, Zielinski, Ranegie. All.: Guidolin.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Kone, Khrin, Taider; Christodolopoulos; Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Stojanovic, Naldo, Carvalho, Sorensen, Motta, Pazienza, Guarente, Abero, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: Diamanti (1)<BR>Indisponibili: Perez<BR><BR>CHIEVO-MILAN ore 18.30<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Dramè; Guana, Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Sampirisi, Squizzi, Cesar. Seymour, Luciano, Hetemaj, Papp, Jokic, Stoian, Pellissier, Hauche. All.: Corini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Samassa<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Bonera, Antonini, Constant, Zaccardo, Ambrosini, Traorè, Nocerino, Bojan, Robinho. All.: Allegri.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: De Jong, Pazzini, Zapata, Boateng<BR><BR>TORINO-NAPOLI ore 21<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Barreto, Santana.<BR>A disp.: Coppola, S.Masiello, Di Cesare, Ogbonna, Bakic, Caceres, Menga, Basha, Jonathas, Stevanovic, Bianchi, Diop. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Brighi, Birsa<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Mesto, Donadel, Rolando, Armero, Inler, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNserie-a-trentesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011363.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09010718
1171011367NewsCampionatiJuventus, i convocati per l`Inter20130329175448juventusLa Juventus dovrà fare a menoLa Juventus dovrà fare a meno di Mirko Vucinic e Mauricio Isla nell'importante derby d'Italia contro l'Inter. Ecco la lista dei convocati da parte di mister Antonio Conte.<br><br>1 Buffon<br>3 Chiellini<br>6 Pogba<br>8 Marchisio<br>11 De Ceglie<br>12 Giovinco<br>13 Peluso<br>15 Barzagli<br>18 Anelka<br>19 Bonucci<br>20 Padoin<br>21 Pirlo<br>22 Asamoah<br>23 Vidal<br>24 Giaccherini<br>26 Lichtsteiner<br>27 Quagliarella<br>30 Storari<br>32 Matri<br>34 Rubinho<br>39 Marrone<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-l-inter-1011367.htmSiT1000007100075501,02,03010294
1181011322NewsCampionatiTotti, vent`anni di Roma: ripercorriamo le tappe20130328142647roma, tottiQuel momento è come se si fermasse per permettere1993. La Cecoslovacchia cessa di esistere e nascono due nuovi soggetti di diritto internazionale: la Repubblica Ceca e la Slovacchia, Totò Riina viene arrestato, Fellini riceve l’Oscar alla carriera, scoppia il caso Bobbit e la Democrazia Cristiana, dal dopoguerra ininterrottamente partito di governo, decide il suo formale scioglimento per dare vita al Partito Popolare Italiano. Ma tra questi eventi, gli annali sportivi ricordano anche un altro fatto, a suo modo storico. Nasce la stella di Francesco Totti.<BR>Tutto iniziò il 28 marzo proprio di quell’anno sul campo del Rigamonti di Brescia. A pochi minuti dalla fine dell'incontro, Vujadin Boskov, allora guida carismatica della Roma, si gira in direzione di un giovanissimo Totti (aveva 16 anni) e lo invita a iniziare il riscaldamento. Lui crede che l'allenatore si rivolga a Roberto Muzzi e non capisce come muoversi. Sarà lo stesso Muzzi a fargli notare che Boskov cercava proprio lui, il ragazzo delle giovanili che l'aveva colpito per la sua determinazione e i suoi colpi ad effetto. Il debutto ufficiale in Serie A arriva pochi minuti dopo. Esce Rizzitelli, entra Totti. <br><br> Oggi, 20 anni dopo, quel momento è come se si fermasse per permettere a tutti, romanisti e non, di celebrare uno dei campioni italiani più importanti di sempre. Stilare classifiche è sempre improbabile, epoche diverse hanno prodotto stili di gioco diversi e Piola, Riva, Rivera, Mazzola, Baggio, Del Piero o Buffon hanno tutti i diritti di reclamare attenzione. Ma quello che di Francesco Totti da Porta Metronia colpisce, è l’amore sconfinato per quei colori, il giallo ed il rosso. Uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane sono stati i trofei che il Pupone ha sollevato da quando veste la divisa della Roma. Poco, pochissimo in rapporto alla sua classe. Ma tanto, tantissimo perchè frutto di vent’anni di passione, sempre in quello stadio, sempre con quell’inno a precedere le gare casalinghe, sempre con quei colori. Che poi Totti sia al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A e primo tra i giocatori in attività ad aver segnato il maggior numero di reti con un'unica squadra, sorprende poco. Perché Totti ha messo davanti a tutto e tutti Roma. E la Roma. Arrivando ad esserne un simbolo assoluto, arrivando oggi ad essere celebrato per aver comunque, a quasi 37 anni, voglia di stupire. « Questo ragazzo è un talento purissimo» confessò Sor Carlo Mazzone, nel 1995. Non si era sbagliato. Perché “ i campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione” sosteneva un certo Muhammad Ali. Sogno, desiderio e visione, per Francesco Totti durano da vent’anni. Sempre fedeli a quei colori e a quella maglia.<br><br> Gabriele Cavallaro<BR><br><br>C1007650adm001adm001totti-6.jpgSiNtotti-vent-anni-di-roma-ripercorriamo-le-tappe-1011322.htmSiT1000012100075701,02,03030315
1191011299NewsEditorialeDerby d`Italia, ultima chiamata europea per i neroazzurri, chance di ipoteca sul tricolore per la Juventus20130328000725Inter,JuventusInter costretta a vincere per alimentare la speranza Champions, bianconeri pronti a vendicare la sconfitta dello Juventus Stadium Dallo scontro Iuliano-Ronaldo al fallo su Buffon al 90' non fischiato da Collina, dal 5 Maggio a Calciopoli, dagli scudetti revocati a quelli di "cartone", la faida tra Juventus e Inter è quella che più ha infuocato il palcoscenisco del calcio Italiano negli ultimi 15 anni.<BR>Dopo la supremazia bianconera tra il finire degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo, i processi del 2006 hanno condannato la Juve nel calvario della Serie B e hanno dato in là ai successi neroazzuri, culminati con la conquista del Triplete.<BR>L'avvento alla presidenza di Andrea Agnelli, rappresentante di una famiglia da sempre legata alla Signora, e il ritorno di Antonio Conte in veste di Coach, hanno risvegliato l'orgoglio dei bianconeri che si apprestano a vincere il secondo tricolore consecutivo dopo quello del record di imbattibilità che li ha visti trionfare nell'ultima stagione.<BR>Imbattibilità caduta proprio per mano del biscione che ha anche dissacrato per la prima volta nella sua storia lo Juventus Stadium, fino a quel momento vergine di sconfitte. Di contro, però, quella partita ha segnato l'inizio di un cammino inarrestabile dei torinesi che oggi si traduce in un +9 nei confronti della prima inseguitrice, mentre ha visto sprofondare gli uomini di Stramaccioni che hanno rimediato più volte brutte figure e che si sono allontanati anche dalla zona Champions.<BR><BR>Insomma, un intreccio di eventi e di veleni che non sembra destinato a spegnersi ma che continua a fare di Inter-Juventus la partita più sentita di Italia.<BR>Nove giornate sono ancora tante, troppe per tirare le somme. Ciò che appare evidente, però, è che questo match può significare molto più dei canonici tre punti per entrambe le squadre.<BR>Sebbene con una partita in più, i cugini milanisti viaggiano a +7 e occupano quel tanto agognato terzo posto che è l'oggetto di contesa di diversi club. Oltre ai rossoneri, infatti, l'Inter deve raggiungere la sorpresa Fiorentina e fare i conti con i desideri di Roma e Lazio di ottenenere la qualificazione per l'elite europea. Una sconfitta inciderebbe in modo irreversibile sul morale, sugli obiettivi e su una stagione che fino a questo momento è sembrata più nera che azzurra.<BR><BR>Viceversa, una disfatta in campo nemico non comprometterebbe le chance della Vecchia Signora di conquistare il titolo, considerato il margine piuttosto elevato nei confronti delle inseguitrici. Ma la compagine di Conte è ben consapevole della ghiotta opportunità di dare un segnale forte a Napoli e Milan che vedrebbero ulteriormente ridotte le ambizioni di agganciare la vetta.<BR>Qualunque sarà il risultato finale al triplice fischio, c'è da scommettere che Inter-Juventus regalarerà ancora sorprese ed emozioni, proprio come fu&nbsp;in passato, come sarà in&nbsp;questo weekend&nbsp;e come sempre è destinato ad accadere.&nbsp; <BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650MilanoFL0657FL0657juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNjuventus-inter-serie-a-1011299.htmSiT1000007,T1000026100664701,02,03,06,07,080301219
1201011265NewsCampionatiItalia, Prandelli: «Siamo andati in difficoltà»20130327051945italia, prandelliQuesto il commento di Cesare Prandelli"Ci è mancata un po' di intensità". Questo il commento di Cesare Prandelli, commissario tecnico della Nazionale, che commenta ai microfoni della Rai la vittoria degli azzurri contro Malta: "Sapevamo di non trovare spazi, siamo andati un po' in difficoltà in alcune fasi ma abbiamo mantenuto sempre il possesso palla. Eravamo troppo distanti tra i reparti nel primo tempo, ma quello che era importante era la vittoria. Con il Brasile abbiamo fatto molto bene e questa sera possiamo essere soddisfatti per i tre punti. Sappiamo che contro squadre che si chiudono facciamo un po' di fatica. Buffon è stato molto bravo in occasione del rigore, era un momento particolare per la squadra. Balotelli deve essere bravo a mantenere sempre l'equilibrio. Stasera è stato provocato ma è rimasto sempre concentrato".C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-prandelli-siamo-andati-in-difficolta-1011265.htmSi100075701,02,03030181
1211011263NewsCampionatiMalta-Italia, le pagelle. Top Haber e Balotelli. Flop Mifsud20130326225216malta, italiaMalta Italia PagelleFinale 0-2 (p.t. 0-2): 8' e 44' Balotelli rigore<br><br> ammoniti: Buffon&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> &nbsp;<br><br> Malta (4-4-2): Haber 6, Caruana 5.5, Dimech 5.5, Muscat 5.5, Sciberras 5.5, Herrera 5.5, Briffa 5.5, Camilleri 5.5, Failla 5.5 (82' Cohen s.v.), Schembri 6, Mifsud 5 (88' Vella s.v.) All.: Ghedin 5.5<br><br> Italia (4-4-2): Buffon 7.5, Abate 6, Bonucci 6.5, Barzagli 6.5, De Sciglio 7, Montolivo 7, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Giaccherini 6 (62' Candreva 6), El Shaarawy 6.5 (75' Cerci 6), Balotelli 7.5 (86' Gilardino s.v.) All.: Prandelli 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Malta</EM></STRONG><br><br> Haber: non può niente sulle reti subite<br><br> <STRONG><EM>Flop Malta</EM></STRONG><br><br> Mifsud: sbglia il rigore che poteva rimettere in partita i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><br><br> Balotelli: trascina la squadra al successo.<br><br> <STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br>C1007650adm001adm001italia-6.jpgSiNmalta-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011263.htmSi100075501,02,03030329
1221011222NewsCampionatiMalta-Italia, azzurri per consolidare il primato: le probabili formazioni20130326095551malta, italiaGli azzurri di Prandelli affrontano Malta Questa sera alle 20.45, gli azzurri di Prandelli affrontano Malta in una partita sulla carta dall'esito scontato.<br><br> <BR>Malta (4-4-2): Hogg; A. Ajus, Dimech, Caruana, Failla; Herrera, Sciberras, Briffa, R. Fenech; Schembri, Mifsud. A disp.: Haber, Camilleri, Borg, P. Fenech, A. Muscat, R. Muscat, Cohen, Vella. All.: Ghedin<br><br> Italia (4-3-3): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, De Sciglio; Montolivo, Pirlo, Marchisio; Cerci, El Shaarawi, Balotelli. A disp.: De Sanctis, Astori, Maggio, Ranocchia, Candreva, Diamanti, Florenzi, Poli, Giaccherini, Giovinco, Gilardino, Sirigu. All.: Prandelli<br><br> Arbitro: Serdar Gözübüyük (NED)<br><br> Stadio: Ta' Qali National Stadium, Ta' Qali (MLT)<br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNmalta-italia-azzurri-per-consolidare-il-primato-probabili-formazioni-1011222.htmSi100075501,02,03030340
1231011196NewsCampionatiRio 2014: A Malta nazionale con formazione bicolore: 6 juventini, 5 rossoneri20130325143652Nazionale, Rio 2014, Malta, PrandelliGiorno di vigilia, in casa Italia. A poche ore dalla delicata sfida di domani contro Malta, Prandelli sceglie accuratamente i suoi, per portare a casa 3, fondamentali, punti in ottica Rio 2014.Giorno di vigilia, in casa Italia. A poche ore dalla delicata sfida di domani contro Malta, Prandelli sceglie accuratamente i suoi, per portare a casa 3, fondamentali, punti in ottica Rio 2014. Senza <strong>Chiellini</strong>, la difesa è obbligata, con un solo dilemma sulla destra che riguarda Maggio e Abate, con il rossonero favorito. <strong>Sulla sinistra De Sciglio in pole, con Bonucci e Barzagli al centro davanti a Buffon.</strong> A centrocampo potrebbe esser risparmiato De Rossi a vantaggio di Marchisio, con Montolivo 'retrocesso' nel prediletto ruolo di mezzala, a destra di Pirlo. Il vero ballottaggio riguarda la presenza di uno tra Cerci e Giaccherini con Balotelli ed El Shaarawy, con il bianconero favorito, stando alle parole del C.T. di poco fa: <em>"Non siamo ancora pronti per il modulo a tre attaccanti. La formazione non la do perché ho un dubbio Giaccherini-Cerci".</em> Poi una notazione sulle condizioni meteo, che rischiano di compromettere la gara: <em>"a Malta c'è molto vento e se le condizioni restano queste, si rischia di non poter atterrare".</em><br><br>Malta, però, non sarà sfida meno ostica di quella di giovedi:<em> "Quando ho detto che Malta è più organizzata del Brasile non volevo offendere il Brasile ma semplicemente dire che sono molto bene organizzati e chiusi. Potrebbe essere una partita semplice se noi saremo bravi nel creare spazi. Questa squadra è come una squadra di club, abbiamo grande considerazione di loro. Contano i punti: può andar bene anche un 1-0, dipende anche da come lo ottieni".</em><br><br>Se tutto prosegue nella direzione dell'allenamento odierno, quindi, conferme per Giaccherini sulla trequarti, a far movimento. Se così fosse, per la Nazionale si tratterebbe d'un caso abbastanza anomalo, <strong>cui s'era maggiormente abituati negli anni '90: gli azzurri in campo domani sarebbero di sole due squadre, Milan (5) e Juventus (6).</strong><br><br>GP01CTGP01CTcesare-prandelli.jpgSiNnazionale-rio-2014-malta-prandelli-1011196.htmSi101114901,02,03,06,07010244
1241011116NewsCampionatiBrasile-Italia, le pagelle. Top Balotelli e Hulk. Flop Osvaldo20130321222914brasile, italiaBrasile Italia PagelleAllo Stade de Geneve ecco l’attesissimo derby del mondo.<BR>Nove mondiali in campo, talenti strepitosi e fenomeni consacrati: Brasile-Italia è molto più di una semplice amichevole.<BR>Finisce 2-2 a Ginevra con gli Azzurri capaci di rimontare il 2-0 emerso nel primo tempo.<BR>In generale tanta Italia, poco, pochissimo Brasile.<BR>Una buona squadra, una buona condizione quella mostrata dagli undici (e più) di mister Prandelli: avanti così, verso il vero obiettivo, il mondiale brasile 2014<BR><BR>Risultato fisso Brasile-Italia 2-2: 32’ Fred, 41’ Oscar, 54’ De Rossi, 56’ Balotelli<BR>Ammoniti: 27’ Fred, 62’ Hernanes, 69’ Felipe Luiz, 77’ Maggio<BR><BR>Brasile (4-3-3): Julio Cesar 6; Dani Alves 5, David Luiz 5, Dante 6, Felipe Luiz 6.5 (77’ Marcelo 6); Hernanes 6.5 (90’ Luis Gustavo s.v), Fernando 6.5, Oscar 7 (62’ Kakà 5.5); Fred 6.5 (67’ Diego Costa 6), Hulk 7 (85’ Jean s.v.), Neymar 6.5<BR>All.: Scolari 6<BR><BR>Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Bonucci, Barzagli, De Sciglio 7 (74’ Antonelli 6); De Rossi (80’ Diamanti 6), Pirlo 6.5 (45’ Cerci 6.5), Giaccherini 6 (67’ Poli 6); Montolivo; Balotelli 7.5 (83’ Gilardino s.v), Osvaldo 5 (45’ El Shaarawy 6)<BR>All.: Prandelli 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Brasile</EM></STRONG><BR><BR>Oscar: oltre al goal, una grande prestazione del piccolo talento del Chelsea. Dopo aver punito in Champions League la Juve con una sontuosa doppietta, segna anche all’Italia, restando freddo davanti a Buffon. Una curiosità? Anche quella sera di Stamford Bridge finì 2-2.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Brasile</EM></STRONG><BR><BR>David Luiz: ormai lo conosciamo bene. Testa alta e palla al piede mostra grandi doti, ma quante imprecisioni ed errori in fase di chiusura. Spesso disorientato, poche volte sicuro.<BR><BR><STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><BR><BR>Balotelli: un gol da fantascienza. Mario, Super Mario, è ormai il fenomeno assoluto di questa nazionale. Sbaglia il gol che poteva decidere il match, ma è in generale il migliore dell’Italia.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><BR><BR>Osvaldo: la vera domanda è perché un giocatore come lui, che fatica ormai da mesi a trovare il gol con la maglia della Roma, sia partito da titolare. Da ritrovare e al più presto.<BR><BR>FL0882FL0882cesare-prandelli.jpgSiNbrasile-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011116.htmSi100877901,02,03,06030390
1251011068NewsCampionatiItalia-Brasile, Prandelli vuole il successo: le probabili formazioni20130321093520italia, brasileDomani sera a Ginevra alle 20.30 Stasera a Ginevra alle 20.30, amichevole da prima serata per la squadra di Prandelli. Si affrontano infatti le formazioni più titolate al Mondo in una sfida ad alta intensità di tecnica. <br><br> Brasile (4-3-1-2): Julio Cesar; Dani Alves, David Luiz, Thiago Silva, Marcelo; Hernanes, Luiz Gustavo, Oscar; Kakà; Diego Costa, Neymar. All.: Scolari.<br><br> Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Bonucci, Barzagli, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Balotelli, Osvaldo. All.: Prandelli.<br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-brasile-match-di-lusso-le-probabili-formazioni-1011068.htmSi100075501,02,03030344
1261011032NewsCampionatiItalia, Prandelli: «Se Totti continua così lo porto al Mondiale. Conte ha ragione»20130318172444italia, prandelliCesare Prandelli non può dimenticare le polemiche Come riporta Eurosport Cesare Prandelli non può dimenticare le polemiche dell’ultimo weekend di Serie A alla ripresa dei lavori a Coverciano. Partendo proprio dal caso scottante di sabato sera a Bologna, quando Antonio Conte ha esultato in faccia ai tifosi rossoblù che lo avevano ricoperto di insulti per 90’. Il ct dell’Italia lancia un nuovo allarme sullo stato del nostro calcio, ma non solo.<br><br>CLIMA TROPPO ESASPERATO – Il tema scottante non è trascurato. E Prandelli dice la sua sul caso Conte: “Anche a me questo clima non mi piace, ma dobbiamo dare un contributo perché possa migliorare. Con i nostri comportamenti e anche parlando. Conte ha ragione, certe situazioni sono troppo esasperate e fanno pensare di poter cambiare nazione per poter lavorare con una dignità, perché è di quello che si parla. L’esultanza? Il calcio è emozione, però c’è una linea sottile tra l’esultare e il mancare di rispetto agli avversari. Noi siamo responsabili del nostro comportamento, che è determinante per tanti discorsi. Iniziamo noi a comportarci diversamente, poi potremo gonfiare il petto. Se ci sono delle manifestazioni violente bisogna avere la forza di reagire, ma con educazioni. C’è modo e modo di essere presente a un problema”. Anche Prandelli lancia l’allarme: “Dovremmo essere tutti preoccupati, all’estero questi aspetti non ci sono. La partita è un evento sportivo e basta, noi non siamo in grado di far passare i giusti valori. Ma c’è molta violenza e molta esasperazione. E anche rispondere a 90 domande che non hanno niente a che vedere con il calcio giocato diventa imbarazzante per un allenatore”.<br><br>MIELE PER CERCI E BALOTELLI – Finalmente, poi, si parla di calcio giocato. La novità nella lista è quella del torinista Alessio Cerci, alla prima convocazione in azzurro: “Ha dato continuità alle prestazioni buone degli ultimi anni. Ventura gli è riuscito a trasmettere le giuste motivazioni. È un ragazzo interessante, con una progressione ottima e gran tiro. In più sa valutare anche i movimenti delle punte. Abbiamo voluto iniziare un percorso con lui, pensando a poter utilizzare due attaccanti esterni in futuro”. Poi, un commento su Balotelli: “Le sue maggiori realizzazioni sono dovute al fatto che resta concentrato per larghi tratti della partita. Era un’occasione straordinaria quella del Milan e lo sta confermando”. Niente da fare, invece, per un suo ex giocatore che è protagonista di un gran campionato: “Pasqual sta giocando molto bene, ma gioca trenta metri più avanti rispetto a una linea a quattro e ho preferito dare una possibilità a un ragazzo di vent’anni che ha più prospettiva. Di lui, però, ho alta stima”. Il piano di Prandelli è chiaro: “Abbiamo cinque milanisti e otto juventini perché mi piace l’idea di poter lavorare su dei blocchi. Con poco lavoro, così possiamo colmare le lacune e aumentare lo spirito di squadra. Ma le scelte sono dettate dal merito”.<br><br>TOTTI OUTSIDER? – La sorpresa arriva quando si tocca l’argomento del capitano giallorosso, mai convocato da Prandelli dal suo arrivo in azzurro nell’estate 2010: “Ho già detto più volte che voglio lavorare con ragazzi di prospettiva, ma mi hanno colpito molto le parole di Carlo Mazzone. Ha detto che in queste condizioni può fare ancora la differenza in Nazionale. Cosa posso dirvi? Vi dico che se la prossima estate sarà in queste condizioni non potremo non prenderlo in considerazione per il Mondiale. Speriamo soltanto di essere qualificati”. Il discorso equivale dunque a quello fatto su Antonio Di Natale per l’ultimo Europeo. Mai convocato perché giocatore di sicuro rendimento e poi chiamato soltanto per la lista definitiva per Polonia e Ucraina. Certo è che il ritorno in azzurro di Totti nel 2014, a otto anni dall’ultima partita in Nazionale (la finale del Mondiale 2006) sarebbe più che clamoroso.<br><br>LA NUOVA MAGLIA – Prima della conferenza stampa di Prandelli è stata svelata la prima divisa che gli azzurri indosseranno contro il Brasile e poi nella Confederations Cup del prossimo giugno. Una maglia con forti richiami al tricolore, presente ai bordi delle maniche con i colori verde, rosso e bianco. La divisa piace eccome ad Andrea Pirlo, che guarda già al match con il Brasile: “Fa sempre piacere giocare partite così importanti, anche se sono amichevoli. Quando indossi questa maglia sai che è ogni sfida conta tantissimo”. Stesso pensiero per Gigi Buffon: “Con il Brasile negli ultimi anni abbiamo giocato poche volte e quelle volte che è accaduto è andata piuttosto male. Le risposte che avremo giovedì saranno significative per le scelte future e per darci convinzione. Sono gare che ti aiutano a crescere. Sia che vada bene sia che vada male”.<br><br>&nbsp;<br><br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-prandelli-se-totti-continua-cosi-lo-porto-al-mondiale-conte-ha-ragione-1011032.htmSi100075701,02,03030195
1271011014NewsEditorialeSerie A: il ritrovato Cavani la forma di Balotelli e il discutibile Naldo. Top e Flop della 29a giornata20130318161059serie aCatania, Fiorentina, Milan e soprattutto Napoli e Juventus Catania, Fiorentina, Milan e soprattutto Napoli e Juventus con le loro decise vittorie portano tra i migliori di giornata alcuni dei propri giocatori. Male invece quelli di Genoa, Bologna, Palermo e Lazio. <br><br>TOP<br><br>Buffon = Un solo intervento in 90’, deciso e decisivo per stoppare Gilardino che poteva portare sotto i suoi. Con lui sono dieci punti in più a campionato. Top player.<br><br>De Sciglio = Conquista giustamente la Nazionale e si appresta ad un futuro roseo in casa Milan. A meno che il denaro e la fama guastino tutto, ma non si direbbe. Maturo.<br><br>Antonelli = Anche lui convocato da Prandelli, si prende la soddisfazione di bucare la Fiorentina ma non di portare punti al Genoa. In crescita.<br><br>Gomez = Folletto dotato di gran tecnica e grande senso tattico. Gioca da prima punta e sgretola l’Udinese&nbsp; con una doppietta e persino un gol di testa. La rivincita dei nani. Imprendibile.<br>&nbsp;<br>Marchisio = Qualità e quantità ripartite perfettamente al servizio della Vecchia Signora. Il futuro capitano, tampona, pressa e va in rete. Prezioso.<br><br>Cavani = Torna prepotentemente al gol ridando fiato al Napoli e zittendo le male lingue. Il vero uomo in più in una rosa che però difficilmente potrà competere per lo scudetto. Cobra.<br><br>Balotelli = Contro il derelitto Palermo di quest’anno avrebbe segnato anche dalla panchina. Decisivo nella rimonta del Diavolo, segna con continuità disarmante. Cecchino.<br><br>Formazione Top = Buffon; De Sciglio, Antonelli, Chiellini; Marchisio, Gomez, Cuadrado, Lamela; Cavani, Balotelli, Vucinic.<br><br>FLOP<br><br>Tzorvas = Regala una rete alla Fiorentina con un’uscita a farfalle che ha del pazzesco. Ora si capisce per Frey gioca sempre, anche con la febbre. Inadeguato.<br><br>Naldo = Entra per far perdere il Bologna, favorire Vucinic e farsi copriredi fischi daisuoi tifosi. Di difensori decenti ne è pieno il mondo, andiamoli a cercare. Spaventato.<br><br>Cassani = Autogol da ex che sa di beffa doppia. Osannato dai tifosi fiorentini per il gentile cadeaux, meno da quelli genoani per l’inopinata zuccata nella propria porta. Sfortunato.<br><br>Perez = Graziato dall’arbitro per un’espulsione che è apparsa sacrosanta, randella come un dannato e tenta persino la conclusione. Facendo spesso meta. Nervoso.<br><br>Bertolacci = Espulsione forse decisiva ai fini della sconfitta dei suoi. Di solito prezioso per appoggiare l’azione offensiva del Genoa, questa volta stecca clamorosamente. Affannato.<br><br>El Shaarawy = Faraone appannato, subisce forse una fase di stanca per aver tirato a lungo la carretta. Ma è giovane, si rifarà. Pile da ricaricare.<br><br>Meggiorini = Se persino il carneade Jonathas è più funzionale alla causa granata, c’è (per lui) da preoccuparsi. Bomber con la caratteristica del non gol. Spuntato.<br><br>Formazione Flop = Tzorvas; Cassani, Naldo, Aronica; Perez, Bertolacci, Kurtic, Quintero; El Shaarawy, Meggiorini, Emeghara.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-il-ritrovato-cavani-la-forma-di-balotelli-e-il-discutibile-naldo-top-e-flop-della-ventinovesima-giornata-1011014.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030595
1281010999NewsCampionatiSerie A, Bologna-Juventus 0-2, le pagelle: Top Vucinic e Marchisio. Flop Naldo20130317000037Bologna,Juventus,pagelle,serie aI voti dell`anticipo della 29esima giornata di Serie AIl Bologna più in forma di questa stagione, quattro vittorie nelle ultime cinque giornate, sfida al "Dall'Ara" la capolista Juventus alla ricerca di punti utili per l'obiettivo tricolore.<BR>Parte meglio il Bologna che dopo appena sei minuti sorprende con Gilardino la difesa avversaria, bravo Buffon, però, a scongiurare il pericolo con un'abile tackle in uscita. Con il passare dei minuti crescono i bianconeri che sfiorano il gol con Vidal che spara incredibilmente alto da posizione molto favorevole. Al 36' Padoin trova un ottimo spunto sull'esterno, mette in mezzo ma Vucinic viene anticipato dal difensore a pochi passi dalla rete. Allo scadere del primo tempo un ottimo contropiede permette&nbsp;a Vidal di trovarsi in aerea di fronte al portiere, ma è ancora imprecisa la conclusione del cileno.<BR>Nella ripresa partono forte i bianconeri con Giovinco che al 2' manca inverosimilmente la porta con un tiro a giro. Dopo pochi minuti Gilardino la mette dentro di testa sugli sviluppi di un calcio da fermo, ma il gol viene annullato perchè viziato dal fuorigioco di partenza dell'attaccante biellese.<BR>Ma al 16' la Juventus passa in vantaggio: Marchisio recupera una palla a metà campo, serve Vucinic che elude la marcatura del difensore felsineo e trafigge Curci. Al 28' il duetto si ripete a parti inverse: uno-due tra il montenegrino e il numero otto bianconero che piazza lucidamente la sfera nell'angolino basso.<BR>I rossoblù provano ad accorciare le distanze con il solito Diamanti e con un'azione individuale di Moscardelli, ma il risultato non cambia. Prevalgono i bianconeri dopo una partita a viso aperto, giocata abbastanza bene e senza paura da parte di tutte e due le squadre. Il Bologna resta comunque largamente fuori dalle zone più basse della classifica, i bianconeri allungano momentaneamente a +12 sul Napoli e vedono sempre più da vicino l'opportunità di divenire bicampioni d'Italia.<BR><BR>BOLOGNA (4-2-3-1): Curci 6,5; Garics 5,5 ( dal 24' s.t Christodoulopoulos 6), Antonsson 5,5, Cherubin 5,5, Morleo 6; Perez 6, Taider 6; Kone 5,5 ( dal 13' s.t Naldo 5 ), Diamanti 6,5, Gabbiadini 6; Gilardino 6,5( dal 29's.t Moscardelli 6). All: Pioli 6<BR><BR><BR>JUVENTUS&nbsp; (3-5-2): Buffon 6,5; Barzagli 6,5, Bonucci 6,5, Chiellini 6,5; Padoin 7, Vidal 6,5 ( dal 45 s.t Quagliarella s.v), Pirlo 7, Marchisio 7,5, Peluso 6,5; Vucinic 7,5( dal 37's.t Matri s.v), Giovinco 6,5( dal 31' s.t Pogba 6). All: Conte 6,5<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TOP BOLOGNA<BR><BR>Diamanti: Come succede da diverse domeniche, è lui il trascinatore dei rossoblù. Partita di grande corsa e sacrificio, spesso pericoloso con i suoi cross taglienti e precisi.<BR><BR><BR>FLOP BOLOGNA<BR><BR>Naldo: Pioli pensa a lui per dare più protezione alla propria difesa, ma&nbsp;il giovane brasiliano si rende&nbsp;protagonista negativo in entrambi i gol bianconeri. Troppo semplice il modo&nbsp;in cui si fa aggirare da Vucinic.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0657FL0657vucinic 2.jpgSiNpagelle-bologna-juventus-serie-a-1010999.htmSiT1000007,T1000020100664701,02,03,06,08030590
1291010983NewsCampionatiBologna-Juventus, i bianconeri vogliono allungare: le probabili formazioni20130316115114serie a, bologna, juventusLe formazioni di Bologna-JuventusLe formazioni di Bologna-Juventus, partita valida per la ventinovesima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A. Match ore 20.45.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Lombardi, Motta, Abero, Naldo, Carvalho, Khrin, Pazienza, Guarente,Christodoulopoulos, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sorensen<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Vucinic, Giovinco.<BR>A disp.: Storari, Caceres, Peluso, De Ceglie, Marrone, Isla, Padoin, Pogba, Giaccherini, Anelka, Matri, Quagliarella. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Bendtner, Pepe<BR><BR>C1007650adm001adm001bologna-juventus.jpgSiNserie-a-bologna-juventus-i-bianconeri-vogliono-allungare-probabili-formazioni-1010983.htmSiT1000007,T1000020100075501,02,03,06030476
1301010974NewsCalciomercatoJuventus, i convocati per il Bologna: torna Vidal20130315171345juventusJuventus al gran completo Juventus al gran completo per la sfida di domani sera contro il Bologna. Antonio Conte porta con sé in Emilia l'intero gruppo. Rispetto all'ultima sfida contro il Catania, riporta il sito ufficiale bianconero, tornano infatti a disposizione anche Martin Caceres, che ha recuperato dalla lombalgia, e Arturo Vidal, che domenica scorsa ha scontato il turno di squalifica, inflittogli dal giudice sportivo dopo il giallo rimediato a Napoli. Restano a casa solo Pepe e Bendtner, per i quali la stagione può considerarsi conclusa. In tutto sono 24 i giocatori convocati. Questo l'elenco completo:<br><br>PORTIERI: Buffon, Storari, Rubinho<br>DIFENSORI: Chiellini, Caceres, De Ceglie, Peluso, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner<br>CENTROCAMPISTI: Pogba, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Isla, Marrone<br>ATTACCANTI: Vucinic, Giovinco, Anelka, Quagliarella, Matri<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-bologna-torna-vidal-1010974.htmSiT1000007100075701,02,03030319
1311010921NewsCampionatiBarcellona, in vista dei sorteggi si vuole evitare la Juventus20130314114445juventusAnche il Barcellona ha pauraAnche il Barcellona ha paura della Juventus. Questo è quanto si legge in un interessante articolo pubblicato dal Mundo Deportivo dove la truppa di Antonio Conte viene citata come l'avversario che la squadra e lo staff tecnico catalano vorrebbero evitare a tutti i costi nei quarti di Champions League. "Difesa quasi inespugnabile, un portiere di prima classe come Buffon e un centrocampo di grande qualità", ecco come viene definita la compagine bianconera dal quotidiano spagnolo. L'altro rivale da evitare è, ovviamente, il Real Madrid. Ma qui la speranza del club blaugrana è quello di affrontare i rivali di sempre in finale.C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNbarcellona-in-vista-dei-sorteggi-si-vuole-evitare-la-juventus-1010921.htmSiT1000007100075701,02,03,06030181
1321010836NewsCampionatiLega Pro, pareggio avvincente tra Hinterreggio e Teramo20130311093999lega pro, hinterreggioContinua la lunga striscia di risultati positivi dell’Hinterreggio Continua la lunga striscia di risultati positivi dell’Hinterreggio che, al Granillo di Reggio Calabria, ottiene un prezioso pareggio contro il temutissimo ed ambizioso Teramo che ambisce al tentativo di collocarsi in zona play off. Un 1 a 1 che, visto l’andamento della gara nella sua globalità, ha premiato forse più l’attendismo dei calabresi che l’incedere dei furibondi attacchi del Teramo. Già dall’atteggiamento tattico presentato dall’Hinterreggio (3-4-1-2) contro il (4-3-3) voluto dall’allenatore Cappellacci del Teramo, si delineavano alcune filosofie d’impostazione della partita che vedeva i biancorossi abruzzesi più volitivi nel tentativo di far sua l’intera posta in palio. Intendiamoci, non vogliamo dire che la squadra di mister Venuto abbia rinunciato al gioco, anzi lodiamo l’11 calabrese per aver capito intelligentemente che un pareggio sarebbe stato importantissimo nel centrare definitivamente quella salvezza che soltanto qualche mese fa appariva davvero di difficile attuazione. Quindi, se è vero che i ragazzi di Venuto hanno dovuto modificare nella circostanza certe caratteristiche di squadra offensiva proiettata al bel gioco di squadra, è altresì vero che si è esaltata una maturità di gruppo che è consapevole di un roseo futuro. Ma veniamo alla cronaca. Come dicevamo, fin dal fischio d’inizio il Teramo è apparso arrembante e desideroso di chiudere in fretta la partita a suo vantaggio, ma nonostante ciò, l’Hinterreggio per nulla sorpreso da questo atteggiamento tattico, non si lascia intimorire e conduce la sua gara con ordine, acume tattico e massima attenzione a non lasciare spazi ai pericolosi avversari. Al 24’, in uno dei tanti attacchi, il Teramo si rende pericoloso in contropiede con Ambrosini che però calcia alto sopra la traversa. Al 35’ i padroni di casa si affacciano nell’aria avversaria con Khoris, ma il tiro dell’attaccante reggino sfiora il palo del portiere Serraiocco. Al 44’ sugli sviluppi di un cross di De Fabrittis respinto da Mengoni, Di Paolantonio calcia a rete a botta sicura ma Mengoni (il Buffon dell’Hinterreggio) è davvero molto bravo ad opporsi. Una nota positiva per questo esemplare portiere reggino, le cui prestazioni settimanali superano sempre di gran lunga la sufficienza. Reattivo, sicuro tra i pali e nelle uscite, carismatico nel registrare la propria difesa, Mengoni è uno dei pilastri della bella squadra di Venuto. Nel secondo tempo continuano gli attacchi del Teramo che al 57’ con Olcese si fanno pericolosi. L’Hinterreggio si fa vivo nei pressi dell’area avversaria al 65’ con il solito Khoris che impegna di testa il portiere del Teramo. Nel frattempo la squadra di mister Cappellacci comincia ad accusare un po’ di stanchezza e i ragazzi di Venuto, con intelligenza, cercano di alzare il proprio raggio d’azione e tentare di offendere l’avversario con maggior determinazione. Infatti, al 72’ e al 79’ l’Hinterreggio si rende davvero pericoloso, prima con Aliperta e poi con Vicari, ma in entrambi le conclusioni non si verifica nulla di positivo dal punto di vista della realizzazione del gol. E’ invece il Teramo che inaspettatamente passa in vantaggio all’83’ con De Stefano che entrato in campo da poco, segna di sinistro dal limite dell’aria con la complicità dell’incolpevole Ungaro. A questo punto la squadra di Venuto si scrolla di dosso quel certo torpore che l’ha reso metodico per quasi tutta la gara. Attacca in maniera agonisticamente “cattiva” e furibonda e dopo essere andata vicina al gol con Carbonaro all’88’ e con Ungaro all’89’, sopraggiunge al definitivo pareggio al 95’, grazie a un calcio di rigore assegnato giustamente dall’arbitro Todaro di Palermo, per un contatto in area di rigore ad opera di Chovet sul reggino Carbonaro. Batte dal dischetto Khoris e realizza il meritato pareggio per i biancoazzurri dell’Hinterreggio. Una partita interessante, dunque, dal sapore calcistico ricco di prelibati spunti agonistici che meritano il prezzo del biglietto pagato per assistere all’incontro. Teramo tignoso e volitivo nel volere raggiungere i play off ad ogni costo, e Hinterreggio che continua la sua meravigliosa favola di piccola realtà di provincia dai grandi contenuti calcistici, capaci di elargire motivazioni e speranze futuribili per nulla fatue. Questo è il calcio che ci piace, fatto di “fame” calcistica, di umiltà, ma anche di consapevolezza nei propri mezzi. Di questo bisogna dare atto alla magistrale conduzione societaria del presidente Francesco Pellicanò e, non ultimo, a mister Antonio Venuto, un allenatore emergente dalla fine caratura professionale, destinato a palcoscenici importanti del nostro calcio nazionale.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNlega-pro-pareggio-avvincente-tra-hinterreggio-e-teramo-1010836.htmSi100451001,02,03030147
1331010827NewsCampionatiJuventus-Catania, successo bianconero nel finale: le pagelle. Top Giaccherini e Andujar. Flop Giovinco20130310165813serie a, juventus, cataniaSerie A Juventus Catania PagelleFinale 1-0 (p.t. 0-0): 92' Giaccherini<BR><BR>ammoniti: Gomez, Biagianti, Spolli, Giaccherini&nbsp; espulsi: Maran <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6; Chiellini 6, Bonucci 6, Barzagli 6; Asamoah 6 (74' Giaccherini 6.5), Marchisio 5.5, Pirlo 5.5, Pogba 6.5, Lichtsteiner 6; Giovinco 5 (65' Matri 5), Vucinic 5 (76' Quagliarella 5.5). A disposizione: Storari, Rubinho, Peluso, Isla, De Ceglie, Marrone, Padoin, Anelka. Allenatore: Antonio Conte 6<BR><BR>Catania (3-5-2): Andujar 6.5; Alvarez 6, Spolli 6 (85' Rolin s.v.), Bellusci 6; Izco 6, Biagianti 6 (80' Salifu 5.5), Lodi 6, Almiron 6, Marchese 6; Castro 6, Gomez 5 (82' Cani s.v.). A disposizione: Frison, Terracciano, Potenza, Sciacca, Augustyn, Ricchiuti, Keko, Barrientos, Doukara. Allenatore: Rolando Maran 6<BR><BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giaccherini: entra e risolve la partita.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giovinco: tocca pochi palloni e si vede poco.<BR><BR><STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><BR><BR>Andujar: non troppo impegnato ma è perfetto nel respingere le poche occasione degli avversari.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><BR><BR>Gomez: non incide.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-juventus-catania-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010827.htmSiT1000007,T1000014100075701,02,03,06,09030264
1341010772NewsCampionatiCatania, Andujar: «Con la Juventus partita perfetta»20130307165920catania, andujarConferenza stampa a Torre del Grifo per il portiere del CataniaConferenza stampa a Torre del Grifo per il portiere del Catania, Mariano Andujar. "Juventus? La gara d'andata è ormai chiusa per noi. Affrontiamo la squadra più in forma del campionato e tra le più forti d'Europa. Giocare contro di loro è uno stimolo, dobbiamo fare la gara perfetta per portare a casa qualcosa dopo la sconfitta pesante contro l'Inter. Gli errori arbitrali dell'andata? Per me è un capitolo chiuso. Tutti ricordiamo cosa è successo, ma non si può pensare sempre a quelle cose. La sconfitta contro l'Inter? C'è rabbia e rammarico. Sappiamo che abbiamo perso un perso un treno importante, ma non cambia nulla. Abbiamo sbagliato tutto nel secondo tempo, ma andiamo avanti e pensiamo a non farli più. Per quanto mi riguarda io mi farò trovare sempre pronto e farò attenzione alle conclusioni da fuori area dato che con Pirlo e Pogba, i bianconeri sono sempre pericolosi. Difesa a tre o quattro? Se giocassimo a tre, i terzini avranno compiti più offensivi. Ieri abbiamo provato sia la difesa a tre sia a quattro ed oggi proveremo altrettanto. Buffon? Rimane per me il miglior della storia. Ieri ha fatto una parata incredibile. Un esempio per il mio ruolo. Argentina? Mi auguro di conquistarmi il posto da titolare, ma Romero è bravo. Ormai sono cinque anni che faccio parte della seleccion. Spero di guadagnarmi il posto, ma se non fosse così, sarei lo stesso contento".C1007650adm001adm001andujar.jpgSiNcatania-con-la-juventus-partita-perfetta-1010772.htmNoT1000014100075501,02,03030233
1351010761NewsCampionatiJuventus-Celtic Glasgow, le pagelle. Top Pogba e Quagliarella. Flop Izaguirre20130306225539champions league, juventus, celtic glasgowChampions elague Juventus Celtic Glasgow PagelleAllo Juventus Stadium i bianconeri di Conte non hanno problemi a chiudere la pratica ottavi di finale.<BR>Dopo il rassicurante 3-0 del Celtic Park, ci pensano Matri e Quagliarella, coppia offensiva finora inedita, a mettere in cassa forte la qualificazione.<BR>Esce dalla Champions League quindi il modesto Celtic di Lennon, incapace di tenere testa al team di Torino nei 180 minuti complessivi.<BR>La Juve passa con grande merito ed entra nel G8 d’Europa.<br><br> Risultato finale Juventus-Celtic 2-0: 24’ Matri, 66’ Quagliarella<BR>Ammoniti: 17’ Peluso, 65’ Izaguirre<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 7, Barzagli 7, Marrone 6.5, Bonucci 6.5, Peluso 6 (58’ Asamoah 6), Pirlo 6.5 (69’ Giaccherini 6), Vidal 6.5 (66’ Isla 6), Pogba 7, Padoin 5.5, Matri 6.5, Quagliarella 7<BR>All. Conte 7<br><br> Celtic (4-2-3-1): Forster 6, Izaguirre 5, Wilson 5.5, Kayal 5.5, Matthews 6 (52’ Forrest 6), Wanyama 5 (45’ Ambrose 5.5), Ledley 6, Mulgrew 6, Commons 5 (73’ Nouioui 6), Samaras 5.5, Hooper 5.5<BR>All. Lennon 5<br><br> <EM><STRONG>Top Juventus</STRONG></EM><br><br> Pogba: partita magistrale del ragazzo francese classe ’93. Impressionante la tranquillità con cui gestisce ogni pallone, ogni difficoltà. Non c’è palcoscenico o competizione che lo metta in affanno. Paul Pogba vuol dire sicurezza.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Celtic</EM></STRONG><br><br> Matthews: è obiettivamente difficile trovare un migliore in campo fra gli undici bianco-verdi scozzesi ma il terzino del team di Glasgow non fa una brutta figura. Fino al momento dell’infortunio non gioca una brutta gara. Certo, non crea azioni magiche, ma non commette nemmeno errori grossolani.<br><br> <STRONG><EM>Flop Celtic</EM></STRONG><br><br> Izaguirre: uno dei peggiori dello scacchiere di Lennon. In fase difensiva sbaglia tutto nell’occasione della realizzazione di Quagliarella, in fase offensiva spinge poco e male.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNchampions-league-juventus-celtic-glasgow-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010761.htmSiT1000007100877901,02,03,06030382
1361010748NewsCampionatiChampions League, Juventus-Celtic Glasgow: giocano Isla e Marrone. Le probabili formazioni20130306110125champions, league, juventus, celtic glasgowQuesta sera alle 20.45 la JuventusQuesta sera alle 20.45 la Juventus forte del 3 a 0 dell'andata si gioca in casa il passaggio ai quarti di finale di Champions League. <br><br> Le probabili formazioni:<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Isla, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Matri. A disposizione: Storari, Peluso, Lichtsteiner, Vidal, Giaccherini, Giovinco, Anelka. All.: Conte<br><br> Celtic Glasgow (4-4-2): Forster; Matthews, Ambrose, Wilson, Izaguirre; Ledley, Wanyama, Mulgrew, Forrest; Hooper, Samaras. A disposizione: Zaluska, Brown, Lustig, Watt, Commons, Miku, Lassad. All.: Lennon<br><br> Arbitro: Aydinus (Turchia)<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001isla-6.jpgSiNchampions-league-juventus-celtic-glasgow-giocano-isla-e-marrone-le-probabili-formazioni-1010748.htmSiT1000007100075501,02,03,06030301
1371010721NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: la Juventus ad un passo dallo scudetto, Milan a valanga e rimontone Inter20130304161057serie aSerie A<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">La 27' giornata di serie A avvicina la Juventus alla conquista dello scudetto;i tifosi della vecchia Signora possono fare tutti gli scongiuri del caso ma i bianconeri frenano la rincorsa del Napoli, a cui il pareggio nello scontro diretto serve a poco. Continua invece la corsa al terzo posto del Milan, implacabile contro una Lazio ben lontana dalla forma migliore. L' Inter è corsara a Catania, dove riesce a compiere la rimonta perfetta e a conquistare i tre punti. In coda, il destino per Palermo, Siena e Pescara sembra già scritto e la serie Bwin è sempre più vicina. A nulla serve infatti il pari per i siciliani in casa del Torino, mentre le sconfitte interne delle altre due, rispettivamente contro Atalanta e Udinese, pregiudicano una situazione di classifica già deficitaria. Prima dei riassunti delle singole partite, in evidenza i TOP/FLOP della giornata. <!--?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /--><o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TOP: Diamanti(Bologna)- trascina il Bologna alla vittoria contro l'ostica squadra del Cagliari. Il gol del trequartista ex West Ham e Brescia è un pezzo di bravura non da poco. Regala assist ai compagni e il mancino è sempre caldo. Dio in terra!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FLOP: Candreva(Lazio)- una bella partita la sua (siamo naturalemente ironici), durata appena 15 minuti, nei quali si distingue per un intervento scellerato al limite dell'area su El Shaarawy: le conseguenze sono, nell'ordine, rosso diretto al centrocampista laziale, uomo in meno che si fa sentire e biancocelesti che rischiano il tracollo in quel di San Siro. Autolesionista!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">NAPOLI-JUVENTUS 1-1:<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il match decisivo per lo scudetto va in scena in un San Paolo stracolmo e sognante. L'idillo viene però stroncato dopo appena dieci minuti, quando un cross di Pirlo pesca Chiellini in area, che dopo aver anticipato Britos, insacca di testa alle spalle di De Sanctis. Per il resto, il primo tempo è storia vecchia, i bianconeri continuano a presentare clamorose lacune in attacco, dove Vucinic spreca l'impossibile. E cosi' Inler prende l'ultimo treno per il pareggio, al termine della prima frazione, con un tiro deviato da Bonucci direttamente sotto l'incrocio dei pali. La ripresa è tutta partenopea ma Hamsik e ancora Inler trovano sulla loro strada un super Buffon. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">MILAN-LAZIO 3-0: la partita clou per il terzo posto resta aperta appena 15 minuti, ovvero prima che Candreva si faccia espellere per un fallaccio su El Shaarawy. L'uomo in più è oro colato per i ragazzi di Allegri che schiacciano la Lazio nella propria metà campo e passano in vantaggio con Pazzini al 40', per raddoppiare poco dopo con Boateng. E' ancora il Pazzo a chiudere i discorsi nella ripresa (minuto numero 60). Lazio sostanzialmente assente ingiustificata.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TORINO-PALERMO 0-0: poche emozioni in questo scontro-salvezza, con il Torino più pericoloso degli ospiti, ma che alla fine si accontenta del pari. Per il Palermo la situazione è davvero drammatica: classifica più che precaria cui si somma la mancanza di gioco e di condizione.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">BOLOGNA-CAGLIARI 3-0: nella giornata del ricordo di Lucio Dalla, il Bologna incassa probabilmente i 3 punti che vogliono dire salvezza. La squadra di Pioli è ora a +11 sulla terz'ultima e anche i sardi restano relativamente tranquilli. Tre splendide reti regalano grandi emozioni al Dall'Ara: Taider al 5', Diamanti al 19' e Pasquato a tempo scaduto. Cagliari non pervenuto.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">CATANIA-INTER 2-3: la squadra di Maran si conferma bella, vivace frizzante, ma fallisce la partita che poteva permettere di coltivare sogni europei. Suicido perfetto in campo: avanti di due gol nel primo tempo, grazie a Bergessio e Marchese (7' e 19' minuto), grazie anche ad un Inter mal schierata. Ma la ripresa è un'altra storia: dentro Stankovic e soprattutto Palacio, il quale segna la doppietta decisiva, dopo il gol riapri-partita di Alvarez. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FIORENTINA-CHIEVO 2-1: una Fiorentina poco bella ma cinica si rilancia dopo la sconfitta a Bologna. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non convince molto, ma dopo appena 4 minuti i viola sono già in vantaggio grazie a Pasqual. Il Chievo non ci sta ed è Cofie a riportare il risultato in parità. I clivensi tentano il colpaccio, per poi venire puniti a 10 minuti dalla fine dal rinforzo di Gennaio Larrondo.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">PESCARA-UDINESE 0-1: massimo risultato, minimo sforzo. L'Udinese di Guidolin porta a casa tre punti in quel di Pescara. Di Natale torna al gol, mentre gli abruzzesi non entrano mai in partita. Sconfitta che costa l'esonero a Bergodi, cui subentrerà probabilmente Bucchi.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SAMPDORIA-PARMA 1-0: non è stata una partita entusiasmante quella tra due squadre di metà classifica, senza particolari patemi. La spuntano i padroni di casa, grazie a Icardi(58' minuto), mentre gli emiliani ci credono sino alla fine, ma non vanno oltre un palo di Amauri.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SIENA-ATALANTA 0-2: il Siena spreca la possibilità di riaprire il discorso salvezza, cadendo in casa contro un'ottima Atalanta, in vantaggio già al 3' grazie a Bonaventura e pericolosa per tutta la prima frazione, soprattutto con Denis. Gli uomini di Iachini stentano, delude Emeghara e i bergamaschi raddoppiano al 68' ancora con Bonaventura.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">ROMA-GENOA 3-1: continua l'ottimo periodo della nuova Roma di Andreazzoli, che supera un ostico Genoa. Su rigore entrambe le prime realizzazioni: Totti al 16'(con "Er Pupone" che raggiunge Nordahl nella classifica dei migliori marcatori di sempre della serie A, con 225 reti) e Borriello al 42'. Un decisivo Stekelenburg stoppa i liguri e al 58' la Roma mette la freccia: sugli sviluppi di un corner Romagnoli, classe 1995, insacca alle spalle di Frey, mentre all'88 è il neo entrato Perrotta a chiudere il match.<o:p></o:p></font></font></span><br><br><br><br>C1007650FL0761FL0761milan-6.jpgSiNil-punto-del-lunedi-sulla-serie-a-juventus-ad-un-passo-dallo-scudetto-milan-a-valanga-e-rimontone-inter1010721.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030676
1381010687NewsCampionatiNapoli-Juventus, le pagelle. Top Inler e Chiellini. Flop Vucinic20130301225414serie a, napoli, juventusSerie A Napoli Juventus PagelleLa partita tanto attesa del San Paolo finisce in parità. Apre Chiellini e riporta in parità il match Inler.<BR><BR>Finale 1-1 (p.t. 1-1): 10' Chiellini, 42' Inler (N)<BR><BR>ammoniti: Vidal, Chiellini, Peluso, Cavani, Behrami, Cannavaro, Zuniga espulsi: <BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis 6.5; Campagnaro 6, Cannavaro 6, Britos 5 (1' st Dzemaili 5.5); Maggio 5.5, Behrami 5.5, Inler 7 (39' st Armero s.v.), Zuniga 6; Hamsik 6.5; Pandev 5 (22' st Insigne 6), Cavani 5.5.<BR>A disp.: Rosati, Rolando, Gamberini, Mesto, Donadel, El Kaddouri, Calaiò. All.: Mazzarri 6<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 7; Lichtsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 6.5, Marchisio 6 (46' st Padoin s.v.), Peluso 6; Vucinic 5 (40' st Pogba s.v.), Giovinco 5 (29' st Matri 5.5).<BR>A disp: Storari, Rubinho, Asamoah, Marrone, Isla, Giaccherini, Quagliarella. All.: Conte 6<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><STRONG><EM>Top Napoli</EM></STRONG><BR><BR>Inler: una prodezza quella che consente ai suoi di paeggiare.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Napoli</EM></STRONG><BR><BR>Britos: tanti errori e soprattutto si va sovrastare nell'episodio della rete subita.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Chiellini: rientra da titolare e fa valere la sua stazza sulla rete del momentaneo vantaggio.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vucinic: poche palle giocate e si divora la rete del possibile raddoppio.<BR><BR>C1007650adm001adm001giorgio_chiellini_infortunio_polpaccio-586x390.jpgSiNserie-a-napoli-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010687.htmSiT1000007,T1000017100075501,02,03,06,08030418
1391010667NewsCampionatiNapoli-Juventus, decisiva solo per gli azzurri. Le probabili formazioni20130301115845napoli, juventusUna partita che vale una stagioneUna partita che vale una stagione, inutile girarci intorno. <br><br> <BR>LE PROBABILI FORMAZIONI<br><br> Napoli (3-4-1-2) - De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<br><br> Juventus (3-5-2) - Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Giovinco, Vucinic.<br><br>C1007650adm001adm0011426276-cama.jpgSiNnapoli-juventus-decisiva-solo-per-gli-azzurri-le-probabili-formazioni-1010667.htmSiT1000007,T1000017100075501,02,03,06,08030336
1401010646NewsCampionatiSerie A, Napoli e Juve a confronto: i testa a testa del big match del San Paolo20130227214031Napoli,Juventus,Serie A,scudettoI duelli più interessanti della partita che vale una grossa fetta dello scudetto Dopo la 26esima giornata di campionato che ha visto la Juventus archiviare con facilità la pratica Siena e il Napoli accontentarsi del pari nella dura trasferta di Udine, la classifica recita un +6 dei bianconeri che assegna ancor di più il ruolo di match decisivo e spartiacque allo scontro diretto di Venerdì sera fra le prime due forze della Serie A. Il big match, infatti, profuma un po' di ultima chance per gli azzurri di avvicinarsi alla testa della classifica e di ghiotta occasione, invece, per gli uomini di Conte, che&nbsp;metterebbero una seria ipoteca sulla conquista del titolo. Ma presentiamo le probabili sfide individuali del match del San Paolo mettendo a confronto per ruolo le stelle delle due formazioni.<BR><BR>CAVANI vs VUCINIC: Apparentemente è un duello senza storia perchè i 18 gol del Matador contro i 6 di Vucinic dovrebbero parlare da sè, ma la crisi del gol che nelle ultime settimane ha colpito l'uruguaiano scalfisce ogni certezza degli azzurri in fase di realizzazione i quali, Europa League inclusa, non vanno in rete da quattro partite consecutive.<BR>Due calciatori molto diversi tra loro, ma fondamentali per le loro rispettive squadre. Veloce, potente, a tratti devastante Cavani, imprevedibile, tecnico e pieno di fantasia il montenegrino.<br><br> HAMSIK vs MARCHISIO: Più offensivo e più predisposto a servire assist prelibati per i compagni lo slovacco, più arretrato e utilissimo in fase di copertura il "Principino". I due, però, hanno una caratteristica molto importante in comune: l'inserimento. Sia Hamsik che Marchisio, infatti, sono estremamente abili nell'inserirsi da dietro essendo capaci di sorprendere&nbsp;diverse volte le retroguardie avversarie, un fiuto particolare nella lettura dell'azione che permette ad entrambi di terminare spesso in doppia cifra la stagione. Il trequartista napoletano, però, ha dalla sua l'appellativo di "bestia nera" della Juventus grazie alle sei reti con cui ha trafitto Buffon nell'arco della sua carriera.<BR><BR>INLER vs PIRLO: I giocatori da cui partono quasi tutte le azioni delle due squadre. Registi dal talento sopraffino che sono in grado di sfornare all'occorrenza lunghi lanci in grado di&nbsp;trovare impreparate&nbsp;le difese e mettere in condizione i compagni di andare in gol. Molto efficace è&nbsp;l'asse Pirlo-Lichtsteiner con cui la Juve è andata spesso&nbsp;in gol grazie ai tagli del terzino svizzero prontamente pescato dai piedi raffinati del mediano bianconero. Da tenere d'occhio il tiro da fuori di Inler, nonchè le punizioni di Pirlo che sono andate ben 5 volte a buon fine in questa stagione.<BR><BR>CANNAVARO vs BARZAGLI: Il capitano azzurro è l'anima della sua compagine. Difensore di grande carattere e di sicuro affidamento che negli ultimi anni ha migliorato in modo esponenziali le sue prestazioni. Barzagli, insieme a Pirlo, è il grande colpo low cost di cui può vantarsi la Juventus. Davvero ai limiti del possibile la costanza di rendimento che da un anno e mezzo a questa parte esprime il difensore toscano, sempre impeccabile nelle chiusure e insuperabile nel gioco aereo.<BR><BR>DE SANCTIS vs BUFFON: Ed ecco i numeri uno. Morgan De Sanctis è un portiere molto esperto, dotato di ottimi riflessi e buon mestiere. Ha rappresentato sempre una sicurezza fra i pali, anche se il meglio di sè lo ha dato proprio a Napoli, riconquistando anche la Nazionale. Una leggenda vivente il portiere bianconero, simbolo dell'attaccamento alla maglia e della juventinità mai abbandonata neanche dopo gli esiti di Calciopoli che hanno visto la Juve disputare la Serie B. Secondo molti è ancora il migliore al mondo nel suo ruolo, ciò che è certo è che Gigi è&nbsp;ancora una certezza&nbsp;su cui costruire presente e futuro della Signora. Staremo a vedere, dunque, se i protagonisti del match più atteso dell'anno saranno quelli appena citati o altri uomini che faranno parte dell'undici titolare&nbsp;di Mazzarri e Conte o&nbsp;magari se saranno decisivi&nbsp;i cambi in corso d'opera, vedi&nbsp;gli ingressi&nbsp;di Caceres e Pogba che hanno&nbsp;permesso di portare a casa&nbsp;il primo round della sfida a Torino.&nbsp;&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0657FL06571426276-cama.jpgSiNnapoli-juventus-serie-a-i-testa-a-testa1010646.htmSiT1000007,T1000017100664701,02,03,06,08030461
1411010604NewsCampionatiLega Pro, un grande Hinterreggio vince contro l`Arzanese20130225104669lega pro, hinterreggioAdesso l’Hinterreggio può vedere il futuro con maggiore tranquillità, anche se è di vitale importanza continuare a non abbassare la guardiaAdesso&nbsp; l’Hinterreggio può vedere il futuro con maggiore tranquillità, anche se è di vitale importanza continuare a non abbassare la guardia. Avevamo previsto una partita emozionante e spettacolare, e così è stato tra Hinterreggio e Arzanese. I reggini di mister Venuto hanno condotto una partita impeccabile sotto il profilo dell’intensità e della volontà di vincere un confronto che li ha portati a quota 30 punti in classifica. Ma ciò che migliora tra i biancoazzurri, domenica dopo domenica, è quella forma mentis di squadra capace d’imporre il proprio gioco in maniera compatta e con la necessaria naturalezza. Segno inequivocabile che i ragazzi di Venuto stanno bene sotto il profilo psicofisico e che tutto il lavoro svolto fino ad oggi, comincia a dare i suoi frutti. Al Granillo si è visto calcio vero, un tipo di football che a tratti è addirittura sembrato di livello superiore, talmente si è apprezzato il gioco vivace e le azioni repentine e pericolose imposte dai reggini. E’ stata dunque una gara vivace e scoppiettante che, per la sola visione, ne è valsa il prezzo del biglietto dei numerosi spettatori. Nel primo tempo le due squadre si sono equivalse, nonostante la supremazia territoriale della squadra di mister Venuto. Ma sul finire della prima parte della gara l’Arzanese resta in dieci per effetto dell’espulsione di Elia per doppia ammonizione. Nel secondo tempo gli attacchi dei reggini si sono fatti più arrembanti e al 24’ Carbonaro porta in vantaggio i biancoazzurri dopo uno scambio perfetto con Cruz. Nel frattempo il portiere Mengoni (il Buffon dei reggini) conserva il risultato grazie a un grande intervento su azione d’attacco dell’Arzanese. Ma la squadra di Venuto, nel frattempo, non fa l’errore di abbassare il proprio centrocampo aspettando passivamente gli avversari, anzi controbatte con veemenza gli attacchi dei campani proiettati in avanti, nel tentativo di pareggiare la partita. Infatti, è l’Hinterreggio che spinge con convinzione e maggiore voglia di chiudere la partita. Al 45’ l’arbitro decide di dare ben 6 minuti di recupero e al 48’ l’Hinterreggio raddoppia ancora con Carbonaro, l’attaccante catanzarese giunto al suo sesto gol in campionato, il quale raccoglie un passaggio di Khoris e, appena dentro l’area di rigore, trova il destro a giro che supera il portiere campano. E’ stata dunque una partita bella anche se a tratti nervosa, ma non poteva essere diversamente vista l’importanza della posta in palio per tutte e due le squadre. L’Arzanese torna a casa sconfitta da un secco 2 a 0 inflitto da un Hinterreggio che ha meritato il successo finale. Adesso, per la squadra di mister Venuto si aprono nuovi orizzonti che, tuttavia, non devono distrarre dall’obiettivo di raggiungere la salvezza, con uno sguardo legittimo anche ai piani superiori della classifica. E, se questo Hinterreggio dal gioco interessante e dal gruppo compatto, riuscisse a lottare per arrivare a far parte dei play off ? In questo momento sembra un sogno, ma seguendo la crescita esponenziale di questa squadra, possiamo davvero dire che nulla è precluso. Importante è crederci credendo in sé stessi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNlega-pro-un-grane-hinterreggio-batte-l-arzanese-1010604.htmSi100451001,02,03030109
1421010593NewsCampionatiJuventus-Siena, le pagelle. Top Lichsteiner e Pogba. Flop Pegolo20130224170319serie a, juventus, sienaSerie A Juventus Siena Pagelle Andare a più sette era l’obiettivo numero uno.<BR>Conte aveva richiamato pubblico e giocatori: l’imperativo era non sottovalutare il Siena di Iachini, capace di rientrare in una corsa salvezza insperata.<BR>I suoi uomini hanno risposto egregiamente, impacchettando una partita perfetta e priva di sbavature: 3-0 e tutti a casa.<BR>La Juve domina il Siena senza troppi problemi: ottima come sempre la retroguardia, perfetti gli inserimenti di Lichsteiner, bellissime le due conclusioni di Giovinco e Pogba.<BR>Ora tutti a guardare Udinese-Napoli, nella speranza di arrivare al confronti di venerdì con un buon vantaggio.<br><br> Risultato finale Juventus-Siena 3-0: 30’ Lichsteiner, 75’ Giovinco, 90’ Pogba<BR>Ammoniti: 24’ Della Rocca, 39’ Bonucci<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Peluso 6.5, Barzagli 7, Bonucci 7, Lichsteiner 7, Pogba 7, Marchisio 6, Pirlo 6.5, Asamoah 6 (77’ Chiellini 6), Vucinic 6 (65’ Matri 6), Giovinco 7 (81’ Giaccherini s.v)<BR>All. Conte 7<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo 4.5, Texeira 6, Terlizzi 5, Felipe 5, Belmonte 5.5, Bolzoni 5, Della Rocca 5.5, Rubin 6, Rosina 5 (74’ Salvador Agra 6), Valiani 5.5 (65’ Pozzi 5), Emeghara 6<BR>All. Iachini 5<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Lichsteiner: apre le danze con un gol fortunato ma pesantissimo. Mette la partita in discesa e di fatto apre e chiude il match. La sfida tra svizzeri con Emeghara la vince indubbiamente Stephan.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Siena</EM></STRONG><br><br> Emeghara: invisibile fino al 80’ quando stacca su un cross bellissimo di Salvador Agra e rischia di realizzare un gol strepitoso. Buffon nega al giovane Innocent il quinto gol in serie A, in altrettante partite.<br><br> <STRONG><EM>Flop Siena</EM></STRONG><br><br> Pegolo: d’accordo, è anche sfortunato nell’occasione del primo gol, ma certo non è proprio un’uscita perfetta. Totalmente impreciso anche sul gol di Giovinco, quando si fa bucare sul primo palo.<br><br>C1007650FL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNserie-a-juventus-sinea-pagelle-top-flop-risultati-marcatori-1010593.htmSiT1000007,T1000025100877901,02,03,06,08030412
1431010579NewsCampionatiJuventus, i convocati: torna Chiellini20130223144913juventus, sienaQuesto l`elenco completo dei giocatori a disposizione di Antonio Conte Questo l'elenco completo dei giocatori a disposizione di Antonio Conte per la sfida contro il Siena:<br><br> 1 Buffon, 3 Chiellini, 6 Pogba, 8 Marchisio, 9 Vucinic, 12 Giovinco, 13 Peluso, 15 Barzagli, 18 Anelka, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Quagliarella, 30 Storari, 32 Matri, 33 Isla, 34 Rubinho, 39 Marrone.<br><br>C1007650adm001adm001giorgio_chiellini_infortunio_polpaccio-586x390.jpgSiNjuventus-i-convocati-torna-chiellini-1010579.htmSiT1000007100075501,02,03,06030168
1441010478NewsCampionatiSerie A, Roma-Juventus 1-0. Le pagelle: Top Totti e Lamela. Flop Vidal e Asamoah20130216231719Roma,Juventus,anticipo,pagelleI voti della sfida dell`Olimpico tra Roma e JuventusAll'Olimpico la nuova Roma di Andreazzoli cerca di scacciare la crisi di risultati che non la vede ancora vittoriosa in questo 2013, ma ha di fronte la capolista Juve che proviene dal trionfo di Champions League&nbsp;in terra scozzese contro il Celtic.<BR>Diametralmente opposto, dunque, è il morale delle due squadre ma è unico l'obiettivo di entrambe: portare a casa i tre punti. I bianconeri impongono il proprio gioco guidato dalle solite geometrie di Pirlo e dalla corsa ininterrotta degli esterni, ma il tridente giallorosso dimostra di aver le capacità di impensierire gli ospiti. Al 10' minuto, infatti, Osvaldo riesce ad eludere la marcatura della difesa della Signora e supera anche Buffon, ma si defila eccessivamente e fallisce l'occasione di portare in vantaggio i suoi. Al 18' Pirlo con una punizione precisa chiama Stekelemburg ad un grande intervento negando la gioia del gol al centrocampista bresciano. Pochi minuti dopo, lo stesso regista bianconero subisce un brutto fallo da Francesco Totti che interviene con i tacchetti direttamente sul ginocchio destro dell'avversario. Ma per fortuna non è nulla di grave. Il primo tempo si chiude&nbsp;quindi sullo 0 a 0. <BR>Nella ripresa parte bene la Roma che sfiora il gol ancora con Osvaldo. Risponde Vucinic con un tiro pericoloso al limite dell'aria che sembrava rievocare il gol contro la Fiorentina e poi Matri che però non trova disattento il portiere giallorosso. L'occasione più nitida del match arriva sulla testa di Osvaldo che a un metro dalla porta non riesce ad angolare la traiettoria. Ma il gol è nell'aria e all' 11' Totti sfrutta una respinta molle di Vidal sugli sviluppi di un calcio da fermo e lascia partire un bolide che coglie di sorpresa Buffon e che si infila all'incrocio dei pali. Dieci minuti dopo, un'azione di contropiede sorpende i bianconeri e libera De Rossi in aerea di rigore ma il mediano della Nazionale cicca clamorosamente l'appuntamento con il pallone e con il raddoppio. Sterile la controffensiva della Juventus che cerca il pareggio facendo esordire anche Anelka nel nostro campionato e provando a mettere pressione con il 4-3-3 ridisegnato da Conte, ma non c'è nulla da fare. Vince la Roma che , soprattutto nel secondo tempo, ha dato l'impressione di sovrastare gli avversari come poche altre squadre erano riuscite a fare nel corso di questa stagione.&nbsp;Le tre partite in sette giorni&nbsp;hanno&nbsp;pesato palesemente sulle gambe dei bianconeri che pagano soprattutto&nbsp;il grande dispendio di energie della gara del&nbsp;Celtic Park.&nbsp;<BR><BR>ROMA (3-4-2-1): Stekelenburg 6; Piris 7, Burdisso 6,5, Marquinhos 7; Torosidis 7, Pjanic 6,5 (dal 22' s.t Bradley 6), De Rossi 6,5, Marquinho 6 (dal 37' s.t Balzaretti s.v); Lamela 7, Totti 7,5 (dal 42' s.t Florenzi s.v); Osvaldo 6,5. Allenatore: Andreazzoli.<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 5,5, Bonucci 5,5, Caceres 6,5; Lichtsteiner 6,5, Vidal 5(dal 26' s.t Anelka 6), Pirlo 5,5, Pogba 6, Asamoah 5 (dal 10' s.t Padoin 5,5); Matri 5, Vucinic 5 (dal 10 s.t Giovinco 5). Allenatore: Conte.<BR><br><br> TOP ROMA<BR><BR>Totti: In un momento così delicato per la storia recente dei giallorossi non poteva che essere lui a risollevare la squadra dalla crisi. Fondamentale la sua fantasia al servizio dei compagni, micidiale come sempre il suo destro.<BR><BR>FLOP ROMA<BR><BR>Nessuno.<BR><BR>TOP JUVENTUS<BR><BR>Lichtsteiner: Le sue sortite offensive sulla fascia sembrano l'unica arma in grado di dare fastidio alla formazione romanista<BR><BR><BR>FLOP JUVENTUS<BR><BR>Vidal: Spento, a tratti irriconoscibile. Non il guerriero che siamo abituati a veder lottare in campo<BR><BR>Asamoah: Soffre visibilmente il rientro dalla Coppa d'Africa. Non spinge quasi mai e va in difficoltà sulle discese di Torosidis nella sua zona di competenza.<BR><BR><br><br>C1007650RomaFL0657FL0657totti_nuove_010.jpgSiNroma-juventus-pagelle-anticipo-1010478.htmSiT1000007,T1000012100664701,02,03,06030402
1451010470NewsCampionatiRoma-Juventus, Totti e Matri favoriti dall`inizio. Le probabili formazioni20130216122155roma, juventusAnticipo che si preannuncia spettacolare tra Roma e JuventusAnticipo che si preannuncia spettacolare tra Roma e Juventus. Giallorossi reduci da un periodo molto negativi e bianconeri che di contro cercano continuità dopo il roboante successo col Celtic. Match ore 20.45.<BR><BR>Probabili formazioni:<BR><BR><BR>ROMA (3-5-2): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Burdisso; Torosidis, De Rossi, Bradley, Pjanic, Balzaretti; Lamela, Totti.<BR>A disposizione: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Taddei, Perrotta, Lucca, Tachtsidis, Florenzi, Marquinho, Nico Lopez, Osvaldo.<BR>Allenatore: Andreazzoli<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Matri, Vucinic.<BR>A disposizione: Storari, Rubinho, Giaccherini, Isla, Marrone, Padoin, Quagliarella, Anelka, Giovinco.<BR>Allenatore: Conte<BR><BR>C1007650adm001adm001romma.jpgSiNroma-juventus-totti-e-matri-dall-inizio-le-probabili-formazioni-1010470.htmSiT1000007,T1000012100075501,02,03,06030337
1461010462NewsCampionatiJuventus, i convocati per la Roma20130215185542roma, juventusSono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte Sono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte per la gara contro il Roma, in programma sabato sera alle 20.45, allo stadio Olimpico. Nella lista diramata dal tecnico al termine della rifinitura sostenuta a Vinovo, non figurano gli squalificati Marchisio e Peluso, mentre rientra Bonucci che, dopo l'ottima prova di Glasgow, torna anche in campionato, avendo scontato contro Chievo e Fiorentina i due turni di stop inflittigli dal giudice sportivo.<br><br> Era già presente in Scozia e ora è nuovamente a disposizione anche per la competizione nazionale anche Kwadwo Asamoah, impegnato nell'ultimo mese in Coppa d'Africa.<br><br> Questo l'elenco completo dei giocatori che prendono parte alla trasferta nella capitale:<br><br> 1 Buffon<BR>4 Caceres<BR>6 Pogba<BR>9 Vucinic<BR>12 Giovinco<BR>15 Barzagli<BR>18 Anelka<BR>19 Bonucci<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>22 Asamoah<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>33 Isla<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-la-roma-1010462.htmNoT1000007100075501,02,03,06030184
1471010410NewsCampionatiChampions League, Celtic-Juventus: le pagelle. Top Marchisio e Vucinic. Flop Wilson20130212225615champions league, celtic, juventusChampions League Celtic Juventus PagelleFinale 0-3 (p.t. 0-1): 3' Matri, 78' Marchisio, 83' Vucinic<br><br> <BR>ammoniti: Lichtsteiner, Padoin, Marchisio, Hooper, Forrest, Brown&nbsp; espulsi: <br><br> Celtic (4-4-2): Forster 5; Lustig 6 (14' st Matthews 5), Wilson 5, Ambrose 5, Izaguirre 5; Forrest 5, Brown 5 (35' st Kayal 5), Wanyama 5, Mulgrew 5; Commons 5 (28' st Watt 5), Hooper 5.5. A disp.: Zaluska, Nouioui, Ledley, Miku. All.: Lennon 5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 7, Bonucci 7, Caceres 7; Lichtsteiner 6, Marchisio 7.5, Pirlo 6.5, Vidal 6.5, Peluso 6 (24' st Padoin 6); Matri 6.5 (36' st Pogba s.v.), Vucinic 7 (40' st Anelka s.v.). A disp.: Storari, Marrone, Giovinco, Quagliarella. All.: Conte 7<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Celtic</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> <STRONG><EM>Flop Celtic</EM></STRONG><br><br> Wilson: il reparto non regge le offensive dei bianconeri.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Marchisio: ovunque trascina i suoi al successo e alla probabili qualificazione.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marchisio.jpgSiNchampions-league-celtic-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010410.htmSiT1000007100075501,02,03,06030236
1481010385NewsCampionatiChampions League, Celtic-Juventus: Matri favorito su Giovinco. Le probabili formazioni20130212165835celtic, juventusCeltic Juventus Probabili FormazioniQuesta sera alle 20.45, visibile su Sky e Mediaset Premium, riparte anche la Champions League per l'andata degli ottavi. La Juventus affronterà il Celtic di Glasgow. Bisogna risalire al 2005 per ritrovare le due formazioni contro e addirittura al 2001 per trovare un precedente in cui gli scozzesi sempre agli ottavi ebbero la meglio sui bianconeri. <BR><BR>Le probabili formazioni:<BR><BR>Celtic (4-4-2): Forster; Lustig, Wilson, Mulgrew, Izaguirre; S. Brown, Wanyama, Ledley, Commons; Samaras, Hooper. A disp.: Zaluska, Rogne, Igrhim, Watt, Miku, Lassad. All.: Lennon.<BR><BR>Juventus(3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Peluso; Matri, Vucinic. A disp.: Storari, Marrone, Pogba, Asamoah, Giaccherini, Giovinco, Quagliarella. All.: Conte.<BR><BR>Arbitro: Undiano Mallenco (Spagna)<BR><BR>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNchampions-league-celtic-juventus-matri-favorito-su-giovinco-le-probabili-formazioni-1010385.htmSiT1000007100075501,02,03,06030363
1491010396NewsCampionatiChampions League, Celtic-Juventus: adrenalina pura. Ripercorriamo la storia del match20130212132516celtic, juventusCeltic JuventusFebbre Champions, adrenalina pura. La Juventus torna a sentire profumo d’Europa e lo fa in una gara trabocchetto dove l’avversario, il Celtic, non ha grandi potenzialità ma rappresenta da sempre un osso duro. I trascorsi lo confermano. Un passaggio del turno nella Coppa dei Campioni, una vittoria a testa nel girone di Champions con la Juve che andava a giocare in Scozia già con la certezza della qualificazione al turno successivo. Sono questi i precedenti bianconeri con il Celtic di Glasgow. Le due sconfitte dei bianconeri sono arrivate sempre in Scozia, dove si giocherà l'andata degli ottavi di finale: nel primo scontro assoluto, nella Coppa dei Campioni 1981/1982 (16 settembre 81), i bianconeri cadono per una sfortunata autorete di Gaetano Scirea ma poi ribaltano il risultato al ritorno a Torino, passando il turno con le reti di Virdis e Bettega.<br><br> Nel 2001, la Juve di Lippi perse di nuovo al Celtic Park, il 31 ottobre: era l'ultima gara del girone, con i bianconeri già qualificati che vennero sconfitti 4-3: non bastò un capolavoro su punizione di Del Piero e la doppietta di Trezeguet, gli scozzesi vinsero con il gol di Valgaeren, il rigore di Larsson e le due zampate di Sutton. All'andata a Torino era finita 3-2: altra doppietta di Trezegol, poi il pareggio firmato Petrov-Larsson (r) e un altro penalty decisivo per il tris Juve, trasformato al 90' da Amoruso con i bianconeri in 10 per l'espulsione di Davids.<br><br> Tra le curiosità, da segnalare che il manager del Celtic Neil Lennon e il suo assistente Johan Mjällby hanno giocato entrambe le partite del 2001. Gianluigi Buffon ha giocato dall’inizio a Torino ed è rimasto in panchina a Glasgow. Pavel Nedvěd, adesso dirigente della Juventus, ha giocato al Celtic Park.<br><br> Nel 1981/82, in campo a Glasgow Danny McGrain, attualmente nello staff tecnico della prima squadra. Ma ora la storia non conta più. Quando la palla inizierà a rotolare, dopo che nell’aria scozzese sarà risuonato l’inno della Champions conterà solo il presente. Vincere, anche se non sarà facile, potrebbe essere l’unico modo per guardare al futuro senza ansie. Nell’Europa che conta la Juventus manca da troppo tempo.<br><br> Gabriele Cavallaro<BR><br><br>C1007650adm001adm001celtic-6.jpgSiNchampions-league-celtic-juventus-adrenalina-pura-ripercorriamo-la-storia-del-match-1010396.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08,09030243
1501010357NewsCampionatiVola la Juventus. Si ferma il Milan. Continua la crisi della Roma20130210232858serie aSerie A<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>La 24' giornata lancia la Juventus a +5 sul Napoli secondo: i bianconeri superano la Fiorentina, mentre i partenopei frenano le ambizioni scudetto a Roma, dove pareggiano contro la Lazio. Rallenta il Milan, sempre a -3 dal terzo posto, mentre l'Inter si rilancia battendo il Chievo. Continua la discesa nel baratro da parte della Roma, il cui ambiente appare caratterizzato da un'anarchia che probabilmente libera dall'esonerato Zeman più di una responsabilità. In coda nulla di significativo: i pareggi tra Bologna e Siena e tra Palermo e Pescara lasciano inalterata la classifica. Il capitolo top/flop vede sul gradino più alto del podio Gigi Buffon, impegnato solo nei primi 20 minuti di Juventus-Fiorentina, ma nei quali deve sventare più di un' occasione. Decisamente mesta la performance di Osvaldo, che si prende la responsabilità di calciare un rigore, negandolo a Totti, e lo sbaglia malamente. <br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>JUVENTUS-FIORENTINA 2-0: l'anticipo delle 18 di sabato vede, di fronte alla capolista Juventus, l'ambiziosa Fiorentina di Montella. La partita però non regala lo spettacolo offerto all'andata: la Fiorentina dura un quarto d'ora, ma i bianconeri passano in vantaggio al 20' con un gran destro da fuori di Vucinic, che batte un non impeccabile Viviano. La reazione ospite è poco convinta e la Juve si dimostra padrona del campo. Il raddoppio è la giusta conseguenza: minuto 41, Vidal serve Matri, lasciato colpevolmente solo in area, che supera per la seconda volta il portiere viola. La ripresa è poca roba: i bianconeri controllano il risultato.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>LAZIO-NAPOLI 1-1: l'anti Juventus sarà la Juventus stessa. Questo il verdetto emerso dal confronto tra Lazio e Napoli. La partita è la più bella della giornata: pali, traverse, errori sotto porta e miracoli dei rispettivi portieri. La squadra di Petkovic passa in vantaggio all'11' minuto grazie ad un bolide di Sergio Floccari, che poco dopo tenta di ripetersi ma trova il palo sulla sua strada. La ripresa è ad appannaggio del Napoli, che prima colpisce la traversa con Inler, e poi all'87' pareggia i conti con un eurogol di Campagnaro sugli sviluppi di un calcio d'angolo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ATALANTA-CATANIA 0-0 E PARMA-GENOA 0-0: accumuniamo queste partite poichè caratterizzate da poche emozioni e risultato condiviso. <br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>BOLOGNA-SIENA 1-1: scontro salvezza al Dall'Ara. I toscani partono con il piglio giusto nel primo tempo e alla mezz'ora trovano il vantaggio: assist di Sestu, colpo di testa preciso di Emeghara che batte un impreparato Curci. Ma i felsinei non ci stanno e attorno al 41' minuto Kone batte Pegolo e congela il risultato sull' 1 a 1. Nella ripresa le emozioni non sono pervenute: pareggio più utile agli emiliani, poichè il Siena resta all'ultimo posto in classifica.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CAGLIARI-MILAN 1-1: rallenta la corsa del Milan al terzo posto. I rossoneri impattano contro un Cagliari ben messo in campo, al quale il pareggio sta stretto. I sardi mettono in difficoltà gli ospiti nel primo tempo, ma il vantaggio arriva solo al 45': assist di Cossu e Ibarbo di testa non fallisce. La reazione della squadra di Allegri non è delle migliori e per il pareggio serve un rigore(generoso) fischiato ai danni di Balotelli, che lo stesso SuperMario realizza all'82'.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>PALERMO-PESCARA 1-1: sfida drammatica al "Barbera", tra due squadre seriamente invischiate nella lotta per non retrocedere. Il pareggio finale non serve a nessuno. E' il Pescara a passare in vantaggio con l'unica chance avuta al 73', dopo che il Palermo del neo tecnico Malesani aveva tentato di tutto per sbloccare il risultato. Alla fine il pari arriva meritatamente grazie a Fabbrini(minuto 80).<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>SAMPDORIA-ROMA 3-1: la risalita della Samp, targata Delio Rossi, la caduta continua della Roma. I capitolini partono meglio ma nel corso del primo tempo sbagliano di tutto. I padroni di casa allora prendono coraggio nella ripresa ed Estigarribia al 56' porta in vantaggio a sorpresa la Samp. Poi l'evento che può cambiare il match: rigore per la Roma, Osvaldo salta qualsiasi gerarchia e decide di assumersi la responsabilità. Il risultato però non è dei migliori; penalty calciato malamente, Totti allibito e Romero in festa. Ecco allora che Sansone raddoppia al 73', Lamela accorcia al 75' e Icardi al 77' chiude i conti.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>UDINESE-TORINO 1-0: prosegue il buon periodo dell'Udinese, che batte con il minimo sforzo un buon Torino. Decide in apertura il gol di Pereyra, ma il match è stato caratterizzato da un paio di decisioni arbitrali controverse e manca un netto calcio di rigore a favore dei granata.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>INTER-CHIEVO 3-1: il posticipo della domenica regala emozioni solo nel primo tempo. Dopo appena 2 minuti, infatti, l'Inter passa in vantaggio con Cassano, anche se il portiere Puggioni non è immune da colpe. Il vantaggio dura poco: 21' minuto e il Chievo risponde presente: Rigoni pareggia i conti di testa. Ma i nerazzurri rispondono presente: Ranocchia trova la zuccata vincente(minuto 26). La ripresa è più scialba e i padroni di casa chiudono i conti con un'azione tutta argentina Zanetti-Cambiasso-Milito, con il principe che segna l'ottavo gol stagionale.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><BR><BR><BR>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br>C1007650FL0761FL076120121119_osvaldo4.jpgSiNvola-la-juventus-si-ferma-il-milan-continua-la-crisi-della-roma-1010357.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08030519
1511010334NewsCampionatiJuventus inarrestabile contro la Fiorentina. Decidono Vucinic e Matri20130209202115juventus, fiorentinaJuventus FiorentinaLa Juventus vince l'accesa sfida contro la Fiorentina. Prova convincente anche sotto l'aspetto caratteriale dei ragazzi di Conte. Decidono Vucinic e Matri.<br><br> Finale Juventus-Fiorentina 2-0 (p.t. 2-0): 20' Vucinic, 41' Matri<br><br> ammoniti: Cuadrado, Viviano, Marchisio, Peluso&nbsp; espulsi:<br><br> <BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Marrone, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, De Ceglie (15' st Caceres); Vucinic (17' st Giovinco), Matri (30' st Pogba). A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Giaccherini, Quagliarella, Anelka. All. Alessio<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic (1' st Tomovic); Cuadrado, Romulo, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic (29' st Ljajic), Toni (12' st El Hamdaoui). A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Bernardeschi, Wolski, Capezzi, Llama, Larrondo. All.: Montella.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-inarrestabile-contro-la-fiorentina-decidono-vucinic-e-matri-1010334.htmSiT1000007100075501,02,03,06030253
1521010335NewsCampionatiSerie A, Juventus-Fiorentina: le pagelle. Top Vucinic e Vidal. Flop Jovetic e Roncaglia20130209195914Juventus,Fiorentina,anticipoI voti del primo anticipo della 24esima giornata di Serie AL'anticipo delle 18 della 24esima giornata di Serie A ha visto in scena una delle sfide storiche del nostro campionato: Juventus-Fiorentina. Primo tempo tutto a tinte bianconere. Come raramente si è visto nelle ultime due stagioni, Pirlo non riceve nessuna marcatura ad uomo e viene lasciato volutamente libero di agire. Il regista bresciano prova ad approfittarne disegnando delle parabole che permettono più volte ai suoi compagni di concludere davanti la porta, ma senza fortuna.<BR>Ma al 20' Vucinic si inventa una conclusione da lontano che si infila alle spalle di Viviano. Qualche minuto più in là lo stesso centravanti si trova tutto solo di fronte al portiere ma si fa ipnotizzare dallo stesso e fallisce clamorosamente una ghiotta occasione per firmare il bis. Il raddoppio però è nell'aria. Al 41' Vidal riesce ad eseguire uno stop difficile in mezzo a due avversari, dribbla Savic e ha la lucidità di servire Matri che mette in rete, perdendo insolitamente una scarpa nell'impatto col pallone. Nella ripresa il copione resta sempre lo stesso: monologo Juve e Fiorentina poco incisiva. <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6&nbsp;; Barzagli 6,5, Marrone 6, Peluso 6, Lichtsteiner 6,5, Marchisio 6, Pirlo 7, Vidal 7, De Ceglie 6,5(dal 13' s.t Caceres 6&nbsp;)&nbsp;; Vucinic 7(dal 16' s.t Giovinco 6), Matri 7(Pogba 30)<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Viviano 6; Savic 5 (dal 1' s.t Tomovic 6 ), Rodriguez 5, Roncaglia 5, Cuadrado 6,5 ,Romulo 5,5 ,Pizarro 6,Borja Valero 5,5 ,Pasqual 5,5; Jovetic 4,5 (dal 28' s.t Ljajic 6,5), Toni 5(dal 11' s.t El Hamdaoui 5,5)<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Vucinic: realizza un gran gol che mette subito in discesa la gara per i bianconeri. Una spina nel fianco per i difensori della Fiorentina che spesso si vedono soffiare anche il pallone.<BR><BR>Vidal: Il guerriero del centrocampo juventino si distingue ancora in battaglia. Tanta corsa che si abbina a&nbsp;tanta qualità, come quella che sfodera nell'azione del 2 a 0.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Nessuno.<BR><BR>Top Fiorentina<BR><BR>Cuadrado: Scambiandosi spesso di posizione con Romulo e con il suo proverbiale doppio passo tenta più volte di dare fastidio alla retroguardia avversaria; si spegne un po' nel secondo tempo.<BR><BR>Flop Fiorentina<BR><BR>Jovetic: Assolutamente inconsistente, molto deludente la prova del montenegrino.<BR><BR>Roncaglia: Sbaglia la respinta sul gol di Vucinic. Fuori posizione sul raddoppio di Matri.<BR><BR>C1007650TorinoFL0657FL0657juventus-fiorentina-ultime-news-e-probabili-formazioni_1_mid.jpgSiNjuventus-fiorentina-pagelle-serie a-1010335.htmSiT1000007,T1000024100664701,02,03030169
1531010310NewsCampionatiJuventus, i convocati per la Fiorentina20130208183770juventus, fiorentinaJuventus FiorentinaNella lista diramata dal tecnico al termine dell'allenamento di rifinitura sostenuto a Vinovo, rispetto all'ultima uscita contro il Chievo rientrano Marchisio, che ha recuperato dal fastidio all'anca, e Vucinic, che a Verona ha scontato il turno di stop inflittogli dal giudice sportivo. Sarà invece assente Bonucci, che deve scontare ancora una giornata di squalifica.<BR><BR>Questo l'elenco completo dei giocatori a disposizione:<BR><BR>1 Buffon<BR>4 Caceres<BR>6 Pogba<BR>8 Marchisio<BR>9 Vucinic<BR>11 De Ceglie<BR>12 Giovinco<BR>13 Peluso<BR>15 Barzagli<BR>18 Anelka<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<BR><BR><br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-la-fiorentina-1010310.htmNoT1000007100075501,02,03,06030142
1541010283NewsCampionatiOlanda-Italia, le pagelle. Top Lens e Buffon. Flop Astori20130206230112olanda, italiaOlanda Italia PagelleOlanda-Italia 1-1, le pagelle: Top Lens e Buffon, Flop Astori<BR><BR>Finale Olanda-Italia 1-1: 33’ Lens, 91’ Verratti<BR>Ammoniti: nessuno<BR><BR>Olanda (4-3-3): Krul 6, Janmaat 7 (86’ Van Rhijn s.v.), De Vrij 7, Martins Indi 7.5, Blind 6.5, Strootman 7, Maher 6, Clasie 6 (45’ De Guzman 6), Lens 7.5, Ola John 5.5 (59’ Kuyt 6), Van Persie 6 (45’ Robben 6.5),<BR>All. Van Gaal 7<BR><BR>Italia (4-3-3): Buffon 7.5, Abate 5.5, Barzagli 6.5 (73’ Ranocchia 6), Astori 5, Santon 5.5, De Rossi 5 (61’ Verratti 6.5), Pirlo 5.5 (45’ Florenzi 6), Montolivo 5, Candreva 6 (45’ Diamanti 6.5), Balotelli 5 (60’ Osvaldo 6.5), El Shaarawy 5 (70’ Gilardino 7)<BR>All. Prandelli 6<BR><BR><STRONG><EM>Top Olanda</EM></STRONG><BR><BR>Lens: la lista dei positivi fra gli undici arancioni sarebbe davvero molto lunga, ma è giusto premiare colui che ha deciso questa amichevole con una perla. Un gol molto bello, quello del giovane del PSV, ‘reo’ di aver già punito il Napoli in Europa League. Un giocatore molto interessante di cui potremmo sentire parlare in ambiti ancora più importanti.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Olanda</EM></STRONG><BR><BR>Ola John: non un grande primo tempo, coronato da qualche sbavatura sulla corsia. Non una prestazione orribile, è certo, ma tra il bel gioco degli olandesi, stasera, lui c’entrava poco.<BR><BR><STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><BR><BR>Buffon: quando è il portiere a essere il migliore in campo, allora è già comprensibile come la squadra non abbia giocato una grande partita. Le para tutte, tranne una.<BR>Una nota di merito al duo Gilardino-Verratti, che impacchettano un gol bellissimo.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><BR><BR>Astori: scegliere il peggiore in campo fra gli undici Azzurri è davvero una missione ardua. E quindi, malgrado, la scelta deve ricadere sul giocatore che stecca nell’occasione del vantaggio dei padroni di casa. Un errore collettivo in cui pesa anche la sua sbavatura. In generale piuttosto impreciso.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0882FL0882cesare-prandelli.jpgSiNolanda-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010283.htmSi100877901,02,03,08030273
1551010209NewsCampionatiChievo-Juventus, le pagelle. Top Thereau e Lichtsteiner. Flop Cesar20130203141447chievo, juventusChievo Juventus PagelleFinale 1-2 (p.t. 2-2): 10' Matri, 42' Lichtsteiner, 52' Thereau (C)<br><br> ammoniti: Cesar, Cofie, De Ceglie&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> <BR>Chievo (5-3-2): Puggioni 6, Sampirisi 5 (47' Seymour 5.5), Dainelli 6, Andreolli 6, Cesar 5 (47' Acerbi 6), Jokic 6, Cofie 5.5 (74' Pellissier s.v.), Rigoni 6, Hetemaj 6, Thereau 6.5, Paloschi 5.5 All.: Corini 5.5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Barzagli 6.5, Marrone 6, Caceres 6, Lichtsteiner 7 (79' Padoin), Vidal 7, Pirlo 6, Pogba 6, De Ceglie 5.5, Giovinco 6 (58' Quagliarella 6), Matri 6.5 (88' Isla) all.: Conte 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Chievo</EM></STRONG><br><br> Thereau: ha il merito di riaprire il match. Si muove bene su tutto il fronte d'attacco.<br><br> <STRONG><EM>Flop Chievo</EM></STRONG><br><br> Cesar: distratto e poco reattivo, giusta la sostituzione con Acerbi.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Lichtsteiner: corre per tutta la partita. Sigla il raddoppio per i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> De Ceglie: spinge poco, deve migliorare in molti fondamentali.<BR><br><br>C1007650adm001adm001lichsteiner.jpgSiNchievo-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010209.htmSiT1000007,T1000028100075501,02,03,06030532
1561010126NewsCampionatiJuventus-Genoa 1-1, le pagelle: Top Lichsteiner e Borriello, Flop Oliveira20130126224312Juventus, Genoa, Borriello, QuagliarellaL`ex Borriello ferma una Juve stanca. &nbsp;<BR><BR>Juventus Stadium.<BR>L’una per vincere ancora e volare a più otto sulla Lazio.<BR>L’altra per emulare l’impresa compiuta dai cugini meno di un mese fa: la Sampdoria, infatti, si impose per 2-1.<BR>I Grifoni non vogliono restare a guardare i campioni d’Italia scorrazzare in campo e il cambio d’allenatore doveva dare una spinta importante, in questo anticipo del sabato sera.<BR>Una spinta che è arrivata grazie al piede di Kucka e alla testa di Boriello, oltre che al cuore di Granqvist, decisivo in chiusura più volte. <BR>Quagliarella non basta quindi alla Juve, che fatica a trovare il gol nonostante venti minuti in superiorità numerica dato l'infortunio di Floro Flores, a cambi già esauriti.<BR>Finisce 1-1, ma quante polemiche: mancano tre rigori.<BR>Uno per i liguri nel primo tempo.<BR>Due nel secondo tempo per i piemontesi, l’ultimo dei quali all’ultimo secondo con Granqvist che tocca involontariamente di mano. <BR>Tra l’ira di Conte e la gioia di Ballardini: la partita non finisce qui.<BR><BR>Risultato finale Juventus-Genoa 1-1: 54’ Quagliarella, 68’ Borriello<BR>Ammoniti: 25’ Granqvist, 49’ Matuzalem, 64’ Borriello, 75’ Antonelli, 90’ Vucinic, 90’ Lichsteiner<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Bonucci 6, Barzagli 6, Caceres 5.5, Lichsteiner 7, Pogba 6, Vidal 6.5, Marchisio 6 (82’ Beltrame 6.5), De Ceglie 5 (73’ Giaccherini 6), Vucinic 5.5, Quagliarella 6.5 (69’ Giovinco 6)<BR>All. Conte 6<BR><BR>Genoa (3-5-2): Frey 6.5, Granqvist 7, Manfredini 5.5 (66’ Rossi 6.5), Moretti 6, Pisano 6, Kucka 7, Olivera 5 (59’ Bertolacci 5.5), Matuzalem 5.5, Antonelli 6, Floro Flores 5, Immobile 5.5 (59’ Borriello 7)<BR>All. Ballardini 6.5 <BR><BR>Top Juventus <BR><BR>Lichsteiner: bella partita dell’esterno svizzero che sulla fascia corre tanto e si mangia gli avversari. Suo l’assist del momentaneo 1-0, sue anche molte altre azioni che non si concretizzano per poco. <BR><BR>Flop Juventus <BR><BR>De Ceglie: l’opposto della partita del collega della fascia opposta. Timido, troppo timido. Non commette troppi errori ma non spicca ancora e a venti minuti dalla fine del match viene sostituito. <BR><BR>Top Genoa <BR><BR>Kucka &amp; Borriello: il primo ha il merito di costruire una grande azione e di scodellare con il mancino un pallone strepitoso. Il secondo è da applausi nel realizzare l’assist del compagno, depositando la palla in rete e trovando l’1-1 definitivo. <BR><BR>Flop Genoa <BR><BR>Oliveira: un brutto primo tempo. Ha spesso sui piedi la palla per costruire buone azioni e le sfrutta sempre malissimo. Il peggiore dei rossoblù.<BR><BR>C1007650Juventus Stadium, TorinoFL0882FL0882granqvist.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1010126.htmSi100877901,02,03,06030193
1571010102NewsEditorialeL`Avvocato Agnelli, dieci anni dopo la scomparsa20130124093158calcioSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine Sembra ieri, eppure sono già trascorsi dieci anni dalla morte dell’Avvocato Agnelli. Un personaggio unico, per certi versi irripetibile. Chissà perché quando pensiamo a grandi personaggi della storia, ci convinciamo quasi che essi siano eterni, che non debbano mai finire come i comuni mortali, proprio come se avessero il tallone d’Achille. E, invece, nulla è per sempre, uomini illustri come persone comuni. Tuttavia, nell’immaginario collettivo di sempre, ci capita spesso di vedere accostati personaggi di ieri che hanno fatto la storia di questo nostro Paese, ad altri di oggi. E così, partendo da Valentino Mazzola, Pelè, Maradona, Bartali, Coppi, Pantani, oppure altri personaggi dalla grande levatura culturale e politica che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo, li vediamo paragonati ai personaggi contemporanei. Siamo convinti che questo modo di pensare non sia corretto e che il paragone non sia proponibile proprio perché i grandi personaggi del passato sono vissuti in epoche diverse, con concezioni culturali e tecnologie che rispecchiavano quel contesto di vita. Ma Gianni Agnelli, se visto come figura imprenditoriale o come presidente della Juventus, non ha eguali. Si può ricordare come Signor Fiat oppure come illustre, storico leader di tutti i tempi della Vecchia Signora del Calcio Italiano: non fa differenza. Gianni Agnelli, infatti, è stato emblema di non solo Fiat ma anche di pallone vestito di bianconero. E, dopo, essere stato la mente indiscussa di quell’Italia legata al boom dell’industrializzazione e del benessere economico, ha dato per anni un segno indelebile di capacità, competenza e conduzione dirigenziale di quel pallone torinese diventato poi grande in tutto il mondo. Erano gli anni in cui la Juve vinceva sempre e non aveva rivali in Italia perché mieteva scudetti in continuazione. Una storia di alta aristocrazia, quella della casata Agnelli, che si lega a quel football vissuto tra romanticismo e passioni senza limiti. Conosciuto come “l’Avvocato”, per essersi laureato in Giurisprudenza senza tuttavia avere mai esercitato la professione, Gianni Agnelli rappresentò la figura più importante e prestigiosa dell’economia italiana. Fu il simbolo del capitalismo durante la seconda metà del XX secolo. Uomo colto, di grande eleganza e dotato di umorismo, fu personaggio molto amato anche all’estero per aver intrapreso rapporti non solo commerciali con i grandi e autorevoli personaggi d’allora come Henry Kissinger, celebre politico statunitense di origine tedesca. Ma era il pallone che l’appassionava, era quella casacca bianconera che penetrava i suoi pensieri legati allo sport. E, pur evitando di cadere nella facile retorica di sentimenti e paragoni, ci piace pensare l’Avvocato Agnelli seduto oggi in tribuna allo Juventus Stadium per assistere al gioco e alle vittorie della nuova Juventus. E chissà cosa direbbe della tattica voluta da Antonio Conte, chissà se anch’egli penserebbe che a questa Juve manca un top player, chissà come giudicherebbe l’operato di suo nipote Andrea che ha “licenziato” anzitempo “Pinturicchio” Del Piero e cosa penserebbe del prolungamento del contratto a Gigi Buffon fino al 2015. Già, chissà! Mai nessuno potrà dircelo, perché lui ha vissuto un’altra realtà, un’altra Juve e, soprattutto, un’altra Fiat. E poi, con i sé e con i ma…… non c’è mai stata una risposta concreta a nulla!&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNl-avvocato-agnelli-dicei-anni-dalla-scomparsa-1010102.htmSiT1000007100451001,02,03,06030230
1581010097NewsCalciomercatoJuventus, continua il cammino con Buffon20130123165113juventus, buffonJuventus BuffonChe uno sport come il calcio, irrorato quotidianamente da dosi estreme di passionalità, avesse bisogno di eroi, non è certo una novità. Come una novità non è stato il rinnovo contrattuale che legherà fino al 2015, Gigi Buffon ai colori che indossa dal lontano 2001. Una situazione inconsueta però, è stata quella che lo stesso portierone ha sempre posto ai dirigenti juventini al fine di continuare il suo idillio in bianconero. Non datemi un contratto troppo lungo, non voglio cullarmi sugli allori, ho bisogno di stimoli, di sentirmi vivo, di guadagnarmi i riconoscimenti sul campo. Certo, si parla sempre di privilegiati lontanissimi dal mondo dei sacrifici a mille euro al mese (quando va bene), ma in un contesto come quello del calcio odierno, dove il denaro appare unico e imprescindibile obiettivo da perseguire, la volontà di Buffon appare fuori dal coro. Perché dimostra attaccamento ai colori, desiderio convinto di gettare ogni goccia di sudore per la causa. E non solo per il proprio conto in banca. Poi i 4,5 milioni a stagione, più bonus, che Buffon porterà a casa col nuovo contratto restano comunque una enormità che dovrebbe far storcere il naso. Ma ormai a certe cifre nel calcio, forse, ci si è abituati. Quello che non abitua mai, è la forza di volontà che rende un portiere così determinato a dimostrare ancora e nonostante il passare degli anni, che ad essere il numero uno nella propria categoria, non sono solamente le classifiche a dimostrarlo, ma anche gli atteggiamenti. Buffon avrà ora carta bianca, la dirigenza della Juventus ne ha ormai decretato lo status di bandiera a tutti gli effetti. Ed è un privilegio, non da tutti. Anche se non deve dare diritto all’onnipotenza. Qualche altra bandiera, nel recente passato juventino, è stata ammainata troppo velocemente nonostante avesse sventolato in alto, per tanti, tantissimi anni. <BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001buffon 4.jpgSiNjuventus-continua-il-cammino-con-buffon-1010097.htmSiT1000007100075701,02,03,06030342
1591010003NewsCampionatiParma-Juventus 1-1, le pagelle: Top Pirlo e Sansone, Flop Giovinco20130113170524Juventus, Parma, Giovinco, PirloPirlo non basta: finisce 1-1 tra Parma e Juve<P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Al Tardini per ripartire.<BR>Dopo lo stop casalingo contro la Sampdoria, altro impegno complicatissimo per l’armata di Antonio Conte: il Parma di Donadoni, ancora imbattuto fra le mura di casa.<BR>Il rischio c’era: i 120 minuti disputati in Coppa Italia mercoledì si sono fatti sentire fin da subito sulle gambe dei bianconeri.<BR>Il rischio si è verificato: a Parma non passa nessuno, neanche i campioni d’Italia in carica. <BR>Finisce 1-1 tra Emiliani e Piemontesi.<BR>Dopo il vantaggio di Pirlo su punizione, decisivo è un errore di Vucinic, che favorisce un contropiede letale: è Sansone a chiudere i giochi.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Risultato finale Parma-Juventus 1-1: 51’ Pirlo, 77’ Sansone<BR>Ammoniti: 24’ Padoin, 45’ Paletta, 90’ Acquah<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Parma (3-5-2): Mirante 6.5, Santacroce6, Paletta 6.5, Zaccardo 6, Parolo 6, Valdes 6.5, Gobbi 6, Marchionni 5 (82’ Acquah 6), Biabiany 5.5, Amauri 5 (69’ Sansone 7), Belfodil 6.5<BR>All. Donadoni 6.5<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6, Caceres 5, Lichsteiner 5.5, Vidal 6.5, Pogba 6, Pirlo 7, Padoin 6 (60’ De Ceglie 5.5), Giovinco 5, Quagliarella 5.5 (69’ Vucinic 5</FONT><A name=_GoBack></A><FONT size=3>)<BR>All. Conte 6<BR><BR>Top Parma<BR><BR>Sansone: gli bastano solo otto minuti per timbrare il cartellino. Dopo l’Inter, punisce anche i campioni d’Italia in carica e il Tardini rimane un fortino.<BR><BR>Flop Parma<BR><BR>Amauri: doveva essere la sua giornata, la sua vendetta personale. Invece fatica e sembra totalmente imballato dalla difesa bianconera, che non gli concede mezzo centimetro.<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Pirlo: mai stanco, mai senza idee. Segna come all’andata a Mirante da punizione, complice anche un tocco dell’ex interista Biabiany. Sempre il migliore in mezzo al campo, dove dà la qualità che serve ma che spesso non viene sfruttata.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Giovinco: copia incolla di Amauri. Tornava nella città che l’ha reso grande. Voleva segnare, ma evidentemente non era proprio giornata. Una delle peggiori prove della formica atomica, reduce da ottime partite.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br>C1007650Parma, Stadio TardiniFL0882FL0882pirlo-6.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1010003.htmSi100877901,02,03,06030243
1601009993NewsCampionatiSerie A Parma-Juventus:la «classica» degli anni `9020130113100917Serie AProbabili formazioniRoberto Donadoni ha problemi d'abbondanza e l'unico dubbio è legato alla scelta tra Belfodil e Amauri per&nbsp;la maglia&nbsp;di punta centrale nel suo 4-3-3, che sarà coadiuvata da Biabiany e Sansone. A meno che opti per un 4-4-2 e allora sia Belfodil che Amauri potrebbero accomodarsi in panchina.&nbsp;Scontata la squalifica torna a centrocampo Valdes. Squalificati Lucarelli e Benalouane, Santacroce è favorito su Rosi per la maglia da titolare come terzino destro.<br><br> Nella Juventus, Marchisio ai aggiunge agli infortunati Bendtner, Pepe e Chiellini. Al posto del numero 8 bianconero ci sarà Pogba. Scontata la squalifica torna Lichtsteiner e sull'altra fascia dovrebbe essere favorito De Ceglie. Caceres e Peluso si giocano una maglia da titolare al fianco di Bonucci e Barzagli. In attacco, Conte dovrebbe schierare Giovinco e Quagliarella anche perchè Matri&nbsp;è stato titolare negli ultimi due incontri disputati dalla Vecchia Signora&nbsp;e le forze di Vucinic vanno centellinate.&nbsp;<br><br> Probabili formazioni<br><br> Parma (4-3-3): Pavarini; Santacroce, Paletta, Zaccardo, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone. All.: Donadoni.<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, De Ceglie; Giovinco, Quagliarella. All.: Conte.<br><br>ParmaFL0411FL0411donadoni.jpgSiNserie-a-parma-juventus-probabili-formazioni-1009993.htmSi100427901,02,03,06010201
1611009929NewsCampionatiJuventus, l`analisi di una sconfitta che brucia ma che può rilanciare20130107213826juventusJuventus<BR>Juventus – Sampdoria 1 a 2. Alzi la mano chi se lo aspettava. La data del 6 gennaio 2013 è stata infausta, non solo per i bianconeri della Juve ma anche per altre illustri compagini quali, Inter, Roma, Fiorentina. Una befana stregata che, dentro il pallone, ha inserito malefici e strane macumbe. La Juve che perde allo Juventus Stadium è davvero un evento, soprattutto se consideriamo un avversario che, sulla carta, non appariva di sicuro pericoloso. Tuttavia, la giornata storta di Buffon (un evento anche questo), considerato giustamente da tutti il migliore portiere del mondo, e la confusione di tutta la squadra che non è apparsa all’altezza della sua fama, ha fatto sì che la Juve dei record perdesse malamente una partita sembrata davvero stregata. Ma, a nostro parere, pur con tutte le attenuanti dovute al periodo natalizio coinciso con il breve riposo, ci pare siano riemersi alcuni problemi che da qualche tempo determinano la difficoltà di andare in gol da parte della Juve. Ci sono due scuole di pensiero in merito; la prima fa riferimento alla mancanza effettiva di un Top Player in attacco, la seconda, invece, sostiene con forza che in base all’assetto tattico voluto da Antonio Conte, alla Juve non serve un attaccante capace di vincere la classifica cannonieri. Noi, sosteniamo, non certo da oggi, la prima tesi, e cioè la mancanza di un attaccante cinico ed egoista, capace di tramutare in rete l’enorme volume di gioco prodotto dalla squadra. Sembrava arrivare Drogba, ma le eccessive pretese economiche del giocatore, pare abbiano scoraggiato le velleità della società bianconera. Ora si punta su Llorente, il giocatore spagnolo dell’Athletic Bilbao, che sembra poter arrivare a giugno piuttosto che nell’immediato. Dopo l’acquisto di Peluso che, a parte le naturali incertezze palesate ieri, prima volta in bianconero da titolare, la Juve deve forzare la mano per un attaccante importante da portare a casa fin da subito. Tuttavia, è nostra impressione che la Società di Corso Galileo Ferraris, non abbia grandi possibilità economiche da mettere in campo e cerchi in qualche modo di nascondersi dietro un problema che, ripetiamo, risulta di assoluta importanza in vista del prosieguo in Champions League, in Campionato e in Coppa Italia. Avere lì davanti, un giocatore capace di fare gol e chiudere anzitempo le partite, significa far respirare la squadra e non stressarla fino all’ultimo, dal punto di vista fisico e mentale. E’ da due anni che la Juve sta tirando avanti così, sempre con gli stessi uomini in difesa, a centrocampo e in attacco. Certo, il gioco espresso e i risultati ottenuti sono stati non solo soddisfacenti ma, addirittura, inaspettati. Comunque, vedremo quello che sarà l’intendimento della Juventus sul mercato d’inverno e, soprattutto, fin da mercoledì prossimo, in occasione dell’incontro di Coppa Italia contro il Milan, appureremo se la sconfitta interna subita dalla Sampdoria si rivelerà un incidente di percorso o qualcosa che debba far riflettere a lungo.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNjuventus-analisi-di-una-sconfitta-che-brucia-ma-che-puo-rilanciare-1009929.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030174
1621009903NewsCampionatiSerie A, Juventus-Sampdoria: tanti assenti20130106121048Serie Aprobabili formazioniAsamoah è partito per la Coppa d'Africa, Lichtsteiner è squalificato: a Conte mancheranno entrambi gli esterni titolari. Fuori causa anche Chiellini e Bendtner, i bianconeri ripartiranno da Peluso, Padoin e De Ceglie, con l'ex Atalanta pronto al suo debutto con la nuova maglia. Davanti dovrebbe toccare a Matri al fianco di Giovinco. Probabile l'inserimento di Pogba in mediana al posto di Vidal.<BR><BR>Delio Rossi dovrà fare a meno dello squalificato Soriano e degli acciaccati Pozzi, Maxi Lopez e Maresca. Il modulo (3-5-2) sarà speculare a quello proposto dalla Juve: in difesa dovrebbe esserci Palombo, che verrà impiegato da libero, sugli esterni spazio a Berardi e all'ex Estigarribia, davanti Icardi affiancherà Eder. In mezzo al campo, dovrebbe toccare ad uno tra Tissone e Krsticic &nbsp;il compito di completare il trio di&nbsp;centrali con Poli e Obiang. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2) Buffon, Barzagli, Bonucci, Peluso, De Ceglie, Pirlo, Vidal, Marchisio, Padoin, Matri, Giovinco. Allenatore Conte<BR><BR>SAMPDORIA (3-5-2) Romero, Gastaldello, Palombo, Costa, Krsticic, Poli, Obiang,Estigarribia, Berardi, Icardi, Eder. Allenatore Rossi<BR><BR>C1007650TorinoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNserie-a-juventus-sampdoria-probabili-formazioni-1009903.htmSiT1000007,T1000097100427901,02,03,06010187
1631009822NewsCampionatiJuventus, Pirlo ottavo nel mondo: ecco la classifica di The Guardian20121225183258the Guardian Solo 67° BalotelliCome ogni anno The Guardian, noto tabloid inglese, ha stilato la classifica dei migliori cento giocatori del mondo attraverso un sondaggio tra undici esperti di calcio: primo Messi, seguito da Ronaldo, Xavi, Iniesta e Ibra.<BR><BR>Primo tra gli italiani Andrea Pirlo, ottavo: gli altri azzurri in lista sono Buffon (20°), Chiellini (50°), El Shaarawy (52°), Balotelli (67°), Bonucci (88°).<BR><BR>Di seguito la classifica completa:<BR><BR>1 Lionel Messi (Barcellona)<BR>2 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)<BR>3 Xavi (Barcelona)<BR>4 Andres Iniesta (Barcellona)<BR>5 Zlatan Ibrahimovic (PSG)<BR>6 Radamel Falcao (Atletico Madrid)<BR>7 Robin van Persie (Man Utd)<BR>8 Andrea Pirlo (Juventus)<BR>9 Yaya Toure (Man City)<BR>10 Edinson Cavani (Napoli)<BR>11 Sergio Aguero (Man City)<BR>12 Iker Casillas (Real Madrid)<BR>13 Neymar (Santos)<BR>14 Sergio Busquets (Barcelona)<BR>15 Xabi Alonso (Real Madrid)<BR>16 Thiago Silva (PSG)<BR>17 Mesut Ozil (Real Madrid)<BR>18 David Silva (Man City)<BR>19 Bastian Schweinsteiger (Bayern Munich)<BR>20 Gianluigi Buffon (Juventus)<BR>21 Luis Suarez (Liverpool)<BR>22 Sergio Ramos (Real Madrid)<BR>23 Vincent Kompany (Man City)<BR>24 Gerard Pique (Barcelona)<BR>25 Philipp Lahm (Bayern Munich)<BR>26 Willian (Shakhtar Donetsk)<BR>27 Marco Reus (Borussia Dortmund)<BR>28 Franck Ribery (Bayern Munich)<BR>29 Manuel Neuer (Bayern Munich)<BR>30 Ashley Cole (Chelsea)<BR>31 Wayne Rooney (Man Utd)<BR>32 Juan Mata (Chelsea)<BR>33 Thomas Muller (Bayern Munich)<BR>34 Mario Götze (Borussia Dortmund)<BR>35 Karim Benzema (Real Madrid)<BR>36 Cesc Fabregas (Barcelona)<BR>37 Oscar (Chelsea)<BR>38 Fernandinho (Shakhtar Donetsk)<BR>39 Javier Mascherano (Barcelona)<BR>40 Gareth Bale (Tottenham)<BR>41 Javier Zanetti (Internazionale)<BR>42 Daniele De Rossi (Roma)<BR>43 Dani Alves (Barcelona)<BR>44 Petr Cech (Chelsea)<BR>45 Mats Hummels (Borussia Dortmund)<BR>46 Carles Puyol (Barcelona)<BR>47 Angel Di Maria (Real Madrid)<BR>48 Carlos Tevez (Man City)<BR>49 Didier Drogba (Shanghai Shenhua)<BR>50 Giorgio Chiellini (Juventus)<BR>51 Marcelo (Real Madrid)<BR>52 Stephan El Shaarawy (Milan)<BR>53 Toni Kroos (Bayern Munich)<BR>54 Samuel Eto'o (Anzhi Makhachkala)<BR>55 Jordi Alba (Barcelona)<BR>56 Mario Gomez (Bayern Munich)<BR>57 Arturo Vidal (Juventus)<BR>58 Eden Hazard (Chelsea)<BR>59 James Rodriguez (Porto)<BR>60 Marouane Fellaini (Everton)<BR>61 Ramires (Chelsea)<BR>62 David Villa (Barcelona)<BR>63 Klaas Jan Huntelaar (Schalke)<BR>64 Nemanja Vidic (Man Utd)<BR>65 Joe Hart (Man City)<BR>66 Arjen Robben (Bayern Munich)<BR>67 Mario Balotelli (Man City)<BR>68 Mathieu Valbuena (Marseille)<BR>69 Pierre-Emerick Aubameyang (St Etienne)<BR>70 Robert Lewandowski (Borussia Dortmund)<BR>71 Hernanes (Lazio)<BR>72 Pedro (Barcelona)<BR>73 Santi Cazorla (Arsenal)<BR>74 Christian Eriksen (Ajax)<BR>75 Ezequiel Lavezzi (PSG)<BR>76 Joao Moutinho (Porto)<BR>77 Mario Mandžukić (Bayern Munich)<BR>78 Patrice Evra (Man Utd)<BR>79 David Luiz (Chelsea)<BR>80 Luka Modric (Real Madrid)<BR>81 Victor Wanyama (Celtic)<BR>82Mapou Yanga-M'Biwa (Montpelier)<BR>83 Hulk (Zenit St Petersburg)<BR>84 Darijo Srna (Shakhtar Donetsk)<BR>85 Emmanuel Mayuka (Southampton)<BR>86 John Terry (Chelsea)<BR>87 Kwadwo Asamoah (Juventus)<BR>88 Leonardo Bonucci (Juventus)<BR>89 Javier Pastore (PSG)<BR>90 Henrikh Mkhitaryan (Shakhtar Donetsk)<BR>91 Moussa Dembele (Tottenham)<BR>92 Hatem Ben Arfa (Newcastle)<BR>93 Samir Nasri (Man City)<BR>94 Shinji Kagawa (Man Utd)<BR>95 Wesley Sneijder (Internazionale)<BR>96 Pepe (Real Madrid)<BR>97 Marek Hamsik (Napoli)<BR>98 Javi Martinez (Bayern Munich)<BR>99 Diego Forlan (Internacional)<BR>100 Paulinho (Corinthians)<BR><BR>FL0141FL0141214204hp2.jpgSiNpirlo-ottavo-nel-mondo-ecco-la-classifica-di-the-guardian-1009822.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030309
1641009790NewsCampionatiCagliari-Juventus, le pagelle. Top Pinilla e Matri. Flop Vidal20121221224339cagliari, juventusCagliari Juventus PagelleIl 2012 non si poteva che chiudere con polemiche e musi lunghi.<BR>Solo ieri si è finalmente capito che la partita non si sarebbe giocata a Quartu, ma a Parma.<BR>Un anno da concludere al meglio per i bianconeri, già laureati campioni d'Inverno.<BR>È stata una partita incredibile: dopo il rigore messo a segno da Pinilla, i bianconeri hanno dominato il match trovando il gol solo a quindici minuti dalla fine con Matri.<BR>Non pesa il rigore sbagliato da Vidal perché succede tutto nel finale.<BR>Primo ancora l'ex Cagliari, poi il Montenegrino Vucinic.<BR>La Juve è imbattibile.<br><br> Risultato finale Cagliari-Juventus 1-3: 15' Pinilla (R), 75' Matri, 92' Matri, 94' Vucinic<BR>Ammoniti: 20' Ariaudo, 27' Vidal, 28' Murru, 36' Astori, 53' Lichsteiner, 56' Dessena, 59' Pisano, 64' Astori<BR>Espulsi: 64' Astori, 64' Pulga<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi 7, Murru 6 (53' Perico 6), Astori 5, Ariaudo 6, Pisano 6, Nainggolan 6.5, Ekdal 6.5, Dessena 6, Thiago Ribeiro 5.5, Sau 6.5 (66' Del Fabro 5), Pinilla 6.5 (76' Nenè 6)<BR>All. Pulga 5.5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Caceres 5.5 (61' Padoin 6.5), Lichsteiner 6 (71' Vucinic 6.5), Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 5, Asamoah 7, Quagliarella 5 (59' Matri 7.5), Giovinco 6<BR>All. Conte 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Cagliari</EM></STRONG><br><br> Pinilla: timbra il cartellino con un rigore perfetto e regge l'attacco con continui inserimenti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Cagliari</EM></STRONG><br><br> Astori: un fallo ingenuo condiziona il resto della partita. Un'espulsione che certamente avrebbe potuto evitare.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Matri: il ritorno di Alessandro. Proprio contro i suoi vecchi compagni.<BR>Una doppietta fondamentale, per lui e per la Juventus.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Vidal: prima provoca un rigore, poi ne sbaglia uno.<BR>Brutta partita del cileno<br><br>C1007650FL0882FL0882pinilla51.jpgSiNcagliari-juventus-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009790.htmSiT1000007,T1000019100877901,02,03,06030248
1651009779NewsCampionatiSerie A, Cagliari-Juventus: al Tardini i bianconeri vogliono chiudere in bellezza il 201220121221161833Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>La Juve proverà a fare suoi i tre punti. Conte vuole chiudere con una vittoria un 2012 che ha regalato&nbsp;il ritorno ad altissimo livello&nbsp;della Vecchia Signora. Il Cagliari dovrà affrontare i Campioni d’Italia lontano da casa e Pulga si affiderà alla velocità di Sau e alla fantasia di Cossu per&nbsp;cercare di castigare&nbsp;con&nbsp;rapidi contropiedi la solidissima difesa bianconera, orfana di Chiellini.&nbsp; <BR><BR>Pulga dovrebbe confermare conferma il "suo" classico 4-3-1-2. In difesa l’ex Ariaudo farà coppia con Astori al centro con Pisano e Avelar&nbsp;sulle fasce. A centrocampo i sardi, privi dello squalificato Daniele Conti,&nbsp;dovrebbero affidarsi&nbsp;al trio Nainggolan, Dessena ed Ekdal. Cossu opererà alle spalle della coppia d’attacco formata da Sau e Pinilla.<BR><BR>Conte recupera Bonucci,&nbsp;che ha scontato la&nbsp;squalifica ma, come è risaputo, perderà Chiellini per qualche mese. La difesa, quindi, dovrebbe essere composta da Bonucci, Barzagli e Caceres. Lichsteiner e Asamoah dovrebbero essere gli stantuffi sulle fasce; Pirlo agirà da regista con a fianco gli scudieri Marchisio e Vidal. Davanti Vucinic e Quagliarella si contendono una maglia al fianco di Giovinco.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Cagliari(4-3-1-2): AGAZZI - PISANO - ASTORI - ARIAUDO - AVELAR - DESSENA - NAINGGOLAN - EKDAL - COSSU - PINILLA - SAU<BR><BR>Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CACERES - LICHTSTEINER - VIDAL - PIRLO - MARCHISIO - ASAMOAH - QUAGLIARELLA - GIOVINCO<BR><BR><BR>ParmaFL0411FL0411vidal.jpgSiNserie-a-cagliari-pescara-probabili-formazioni-1009779.htmSi100427901,02,03,06010193
1661009783NewsCampionatiIlCalcio24 awards: il 2012 è tutto loro!20121221150214ilcalcio24Vincono Buffon, Barzagli, Vidal ed El ShaarawyGianluigi Buffon, Andrea Barzagli, Arturo Vidal e Stephen El Shaarawy: sono loro, per voi lettori de IlCalcio24 i migliori del 2012.<br><br> Il numero 1 bianconero ha battuto negli istanti il collega della Lazio Marchetti, in quello che è stato il duello più entusiasmante: alla fine Gigi ha trionfato per solo due voti.<br><br> In difesa non c'è stata storia: Andrea Barzagli più forte di tutti: annientata la concorrenza di Paolo Cannavaro (secondo) e il compagno Giorgio Chiellini (terzo).<br><br> A centrocampo la lotta era tra Vidal, Pirlo e Hamsik: ha trionfato per pochissimo il cileno, precedendo l'azzuro e lo slovacco. <br><br> In avanti la bagarre era tanta e alla fine l'ha spuntata Stephen El Shaarawy: dietro di lui Cavani, Klose e Vucinic.<br><br>C1007650FL0141FL0141ilcalcio24.jpgSiNilcalcio24-awards-il-2012-e-tutto-loro-1009783.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,09030274
1671009717NewsCampionatiIlCalcio24 awards 2012, categoria portieri: Samir Handanovic20121217120779handanovicVOTATE!Samir Handanovic è un portierone di 193 cm per 89 kg di nazionalità slovena: alla prima stagione all'Inter, si è guadagnato la notorietà all'Udinese,&nbsp;società che l'ha scoperto e lanciato nel calcio che conta,&nbsp;dove vi ha militato per ben 5 anni. Il numero 1 nerazzurro quest'anno è chiamato a raccogliere un'eredità abbastanza pesante quale quella di Julio Cesar, eroe del triplete in casa Inter e amato visceralmente dal pubblico iterista. Dopo esser stato bloccato quasi un mese per infortunio Samir quest'anno si sta esprimendo ad altissimi livelli risultando sempre uno dei migliori.&nbsp; La sua specialità sono i calci di rigore: nel 2011-12 addirittura è riuscito a parare ben 5 calci di rigore su 7, di cui tre allo stesso giocatore (Mutu, ndr). Sicuro tra i pali, bravo nelle uscite e coi riflessi prontissimi, al momento è cosiderato il miglior portiere del nostro campionato insieme a Buffon. In Nazionale conta 60 presenza e 59 gol subiti: niente male per una nazionale non esattamente fenomenale nella retroguardia. In Italia ha vestito anche le maglie di Treviso, Lazio e Rimini e ha finquì&nbsp;totalizzato 201 presenze nel nostro massimo campionato. Quest'anno all'Inter in 15 partite ha incassato 15 gol.<br><br> VOTALO QUI<br><br> <A href="https://twitter.com/IlCalcio24">https://twitter.com/IlCalcio24</A><br><br> <A href="https://www.facebook.com/IlCalcio24">https://www.facebook.com/IlCalcio24</A><br><br>FL0141FL0141samir_handanovic_inter_getty.jpgSiNil-calcio-24-awards-categoria-portieri-samir-handanovic-1009717.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030257
1681009716NewsCampionatiIlCalcio24 awards 2012, categoria Portieri: Gianluigi Buffon20121217120236BuffonVota il miglior portiere del 2012Quando si pensa a Gigi Buffon non si può far altro che associarlo ad un solo numero: uno.<BR>Numero uno perché è quello che indossa sulle spalle, numero uno perché per più di un decennio( e forse ancora oggi) è stato considerato universalmente come il miglior portiere al mondo, numero uno perché da quando è andato via Del Piero non c'è&nbsp;calciatore bianconero più acclamato dai tifosi juventini, uno perché è l'unico di quei senatori che hanno amato talmente tanto la propria maglia da calarsi nel palcoscenico della serie B, ad esser ancora&nbsp;rimasto nella Juve attuale.<BR>Per Buffon il 2012&nbsp; è stato un anno straordinario sia per quanto riguarda il rendimento che dal punto di vista simbolico.<BR>Fondamentali le sue parate con cui ha&nbsp;salvato in diverse circostanze l'imbattibilità dei bianconeri che per 49&nbsp; partite consecutive in&nbsp;A&nbsp; non hanno conosciuto sconfitta,&nbsp;determinante, dunque, &nbsp;è stato il suo contributo per la vittoria dello scudetto 2011/2012. <BR>Inoltre, considerate le poche apparizioni di Del Piero nello scorso campionato, era lui il capitano in campo della squadra, mentre a partire da questa stagione ha assunto la carica a pieni gradi.<BR>Per il portierone di Carrara&nbsp;il &nbsp;2012 sarà ricordato&nbsp;anche per un altro successo, la Supercoppa italiana, primo trofeo&nbsp;alzato al cielo da quando è a Torino&nbsp;.<BR>Insomma, Gigi Buffon è la storia vivente della società bianconera. Il suo nome è associato ad un passato di successi ma anche al presente e futuro della Juventus.<br><br> VOTALO QUI<br><br> <A href="https://twitter.com/IlCalcio24">https://twitter.com/IlCalcio24</A><br><br> <A href="https://www.facebook.com/IlCalcio24">https://www.facebook.com/IlCalcio24</A><br><br>C1007650FL0657FL0657buffon 4.jpgSiNawards-ilcalcio24-buffon-1009716.htmSiT1000007100664701,02,03,06030267
1691009700NewsCampionatiJuventus, unica avversaria di se stessa20121216202223juventusJuventus“Contro questa Juve c’è poco da fare”. Sono le parole dette a caldo da mister Colantuono, subito dopo la partita che i bianconeri hanno giocato contro la sua Atalanta. La 17° giornata d’andata del Campionato Italiano ha sentenziato che la Juve, che si prepara a raggiungere il titolo di campione d’inverno, sia l’unica avversaria di se stessa. Una squadra che gioca un calcio moderno, bello da vedersi, apprezzabile nello spettacolo, ma molto dispendioso per gli undici messi in campo da Conte che, attraverso il suo modulo vincente di gioco, richiede sempre alla squadra uno sforzo fisico costante e dispendioso di energie. I bianconeri visti contro l’Atalanta sono apparsi irresistibili per chiarezza di idee, fluidità di gioco e capacità di verticalizzazione delle proprie azioni offensive. La Juve, infatti, firma tre reti in meno di mezz’ora con Vucinic, Pirlo e Marchisio. Il centravanti dell’Atalanta Denis, solo davanti a Buffon, spreca l’unica occasione per la sua squadra di portarsi sul 1 a 1. Poi, quando viene espulso Manfredini per somma di ammonizioni, non c’è più storia. La Juve di Conte ha voluto caparbiamente approfittare della sconfitta dell’Inter per allungare il suo distacco in panchina e tentare una mini fuga. C’è riuscita alla grande, perché la Juve ha vinto e convinto. Il 3-5-2, divenuto ormai una sorta di lezionario recitato a memoria da tutta la squadra, si avvale a centrocampo della magistrale opera illuminante di Pirlo che, coadiuvato da Lchtsteiner, Vidal, Marchisio e Asamoah, completa uno scacchiere di gioco fatto di tecnica, corsa, incontrismo e capacità di offendere. Le due punte Vucinic e Giovinco sembrano ormai essersi inseriti definitivamente e in maniera costante negli schemi di mister Conte, anche se, a dire il vero, l’indiscussa capacità tecnica di Vucinic non sempre è garanzia di continuità. Abbiamo sostenuto da sempre che questa squadra, per ambire ad altissimi livelli europei, ha bisogno di un top player e, ancora oggi, confermiamo questa nostra convinzione. Adesso, pare che Drogba sia già alle porte della sede di Corso Galileo Ferraris&nbsp; fin da gennaio e, se così fosse, riteniamo importante l’acquisto proprio in virtù della finalizzazione dell’enorme volume di gioco sviluppato costantemente dalla Juventus. Bisognerà vedere come potrà inserirsi il campione l’ivoriano nello schema tattico voluto da Conte. Ma, vista l’intelligenza tattica del giocatore, il suo alto tasso di tecnica e l’accoglienza positiva dei compagni di squadra bianconeri, siamo certi che in breve tempo sia la Juve che Drogba sapranno trovare la quadra e, per gli avversari, saranno davvero dolori. La Juve, adesso, sta veramente pensando in grande, perché sembra che a giugno arrivi anche Llorente. Un bel colpo di top player ma, su questo, aspettiamo a pronunciarci a cose avvenute. Discorso diverso è per la difesa, dove Lucio sembra di fatto un separato in casa. Ma, al contempo,&nbsp; c’è anche da sopperire alla prossima assenza di Asamoah, impegnato nella Coppa d’Africa. Peluso e Bocchetti sono da tempo nei desideri di Marotta e Paratici. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, questa Juve oltre ad aver costruito un presente fatto di bel gioco e mentalità vincente, adesso vuole disegnare un futuro degno della sua straordinaria storia fatta di lunghi cicli importanti anche in campo europeo. Le fondamenta sono già state fissate con grande abilità, ora si deve continuare a costruire il futuro. I presupposti ci sono tutti.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNjuventus-unica-avversaria-di-se-stessa-1009700.htmSiT1000007100451001,02,03,06030162
1701009621NewsCampionatiCoppa Italia - Juventus-Cagliari, le pagelle. Top Giovinco e Avramov. Flop Pogba20121212230928coppa itaia, juventus, cagliariuventus Cagliari PagelleFinale 1-0 (p.t. 0-0): 56' Giovinco<br><br> ammoniti:&nbsp;&nbsp; Eriksson, Pinilla, Perico, Thiago Ribeiro&nbsp; espulsi:<br><br> <BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Marrone 6, Bonucci 6.5, De Ceglie 6, Vidal s.v. (16' Asamoah 6), Pogba 5.5, Padoin 6.5, Isla 6, Bendtner 6 (44' Matri 6), Giovinco 6.5 All.: Conte 6.5<br><br> Cagliari (4-2-3-1): Avramov 6.5, Perico 6, Del Fabbro 6.5, Rossettini 5, Murru 6, Ekdal 6 (46' Dessena 6.5), Eriksson 6, Ibarbo 6, Ceppelini 5.5 (76' Piredda 6), Thiago Ribeiro 5, Pinilla 5.5 All.: Pulga 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Giovinco: segna la rete decisiva.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Pogba: non la sua migliore partita.<br><br> <STRONG><EM>Top Cagliari</EM></STRONG><br><br> Avramov: decisivo più volte, incolpevole sulla rete.<br><br> <STRONG><EM>Flop Cagliari</EM></STRONG><br><br> Rossettini: colpevole sulla rete subita, sbaglia completamente l'intervento e regala il pallone a Giovinco.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001e0146039498c1d24c40515b23bf3d37a-1297236724-id-41708-560x372.jpgSiNcoppa-itala-juventus-cagliari-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009621.htmSiT1000007,T1000019100075501,02,03,06030239
1711009607NewsCoppeOttavi di Coppa Italia, Juventus-Cagliari20121212093417Ottavi di Coppa ItaliaProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Anche&nbsp;in Juventus-Cagliari assisteremo ad un ampissimo turn over e ciò potrebbe anche stravolgere ogni pronostico.&nbsp;Vincerà la formazione che non solo saprà meglio sopperire allo stravolgimento dell'ossatura di squadra, ma anche le motivazioni che gli allenatori sapranno infondere alle seconde linee.<BR><BR>Nella Juventus mister Conte, che ritorna sulla panchina dello Juventus Stadium, dovrebbe schierare Buffon o addirittura Runbinho perchè Storari è squalificato. In difesa Bonucci dovrebbe essere titolare&nbsp;perchè squalificato per&nbsp;il prossimo&nbsp;turno di campionato, affiancato da Barzagli e da Marrone. A centrocampo dovrebbero trovare spazio Pogba al posto di Pirlo, Padoin e Giaccherini interni e Isla e De Ceglie sulle corsie laterali. In&nbsp;avanti, Conte dovrebbe schierare dal primo minuto&nbsp;il danese Bendtner coadiuvato&nbsp;da Giovinco.<BR><BR>Pulga e Lopez dovrebbero&nbsp;affidarsi per il match in programma anche alcuni ragazzi della Primavera. In porta&nbsp;dovrebbe esserci&nbsp;Avramov,&nbsp;protetto da una&nbsp;difesa formata dai primavera Murru e Del Fabro, con Rossettini e Perico.&nbsp;A centrocampo&nbsp;Casarini ed Ekdal, in avanti Cepellini, Thiago Ribeiro ed Ibarbo&nbsp;dovrebbero agire da&nbsp;trequartisti a supporto dell'unica punta Pinilla.<BR><BR>La vincente affronterà una tra Milan e Reggina.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Barzagli - Bonucci - Marrone- Isla - Giaccherini - Pogba - Padoin - De Ceglie - Giovinco - Bendtner<BR><BR>CAGLIARI(4-2-3-1): Avramov - Perico - Rossettini - Del Fabro - Murru - Casarini - Ekdal - Ibarbo - Thiago Ribeiro - Cepellini - Pinilla <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TorinoFL0411FL0411bendtner-4.jpgSiNottavi-di-coppa-italia-juventus-cagliari-probabili-formazioni-1009607.htmSi100427901,02,03,06,07010284
1721009570NewsCampionatiPalermo-Juventus 0-1, le pagelle: Top Lichsteiner e Kurtic, Flop Matri 20121209165757serie a, juventus, palermoLichsteiner regala tre punti fondamentali alla armata di Conte.Al Barbera gli occhi di tutti erano puntati tutti su Antonio Conte. Il grande ritorno del mister vincente dei bianconeri che&nbsp;finiva di scontare&nbsp;la sua pena. Un match importante per entrambe le squadre: i rosanero per ritrovare la vittoria, i bianconeri per non fermarsi più. <BR>Ha vinto la Juve, come sempre, come il solito. Una prestazione convinta e bella. Bella la sicurezza di un reparto difensivo che non sa subire gol. Convincente la prova di Vucinic, vero uomo in più dell'attacco del team di Torino.<BR>Ora, tutti i tifosi bianconeri vorrano sapere quale sarà l'anti-Juve che emergerà questa sera, se ne esiste realmente uno. <BR><BR>Risultato finale Palermo-Juventus 0-1: 49’ Lichsteiner <BR>Ammoniti: 36’ Lichsteiner, 67’ Morganella, 77’ Pirlo, 87’ Bonucci <BR>Espulsi: 75’ Morganella <BR><BR>Palermo (3-5-2): Ujkani 6.5, Von Bergen 5.5, Donati 6 (70’ Dybala 6), Munoz 5.5, Garcia 5.5, Pisano 5 (45’ Brienza 5.5), Kurtic 6.5 (75’ Viola 5.5), Barreto 5, Morganella 5, Miccoli 6.5, Ilicic 6 <BR>All. Gasperini 5.5 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 7, Bonucci 6.5, Chiellini 7, Asamoah 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 6 (54’ Pogba 6), Lichsteiner 7 (65’ Padoin 6), Matri 5 (73’ Bendtner 6), Vucinic 7 <BR>All. Conte 7 <BR><BR>Top Palermo <BR><BR>Kurtic: nel primo tempo gestisce bene numerose situazioni in mezzo al campo. Cala, insieme a tutta la squadra, nella seconda frazione, ma insieme a capitan Miccoli, vero faro dei rosanero, è il migliore dei suoi. <BR><BR>Flop Palermo <BR><BR>Pisano: un brutto primo tempo, quello del difensore palermitano che sbaglia tanto e alla fine viene sostituito senza troppi complimenti. <BR><BR>Top Juventus <BR><BR>Lichsteiner: merita il titolo di MVP per il gol che decide tre punti pesantissimi. Quando segna lo svizzero, la Juve vince sempre.&nbsp;Ma la prestazione di Vucinic è davvero strepitosa: non smette più di regalare assist ai compagni. <BR><BR>Flop Juventus <BR><BR>Matri: ovviamente non poteva che essere lui il peggiore in campo fra i bianconeri. Sbaglia tutto quello che può sbagliare sotto porta e Conte decide di provare a inserire il danese Bendtner.C1007650Palermo, Stadio BarberaFL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009570.htmSi100877901,02,03,06030163
1731009564NewsCampionatiSerie A Palermo-Juventus:ritorna Antonio Conte20121209095257Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Gasperini dovrebbe poter contar di nuovo su Fabrizio Miccoli, che, probabilmente, verrà supportato da Brienza e Ilicic. Sulla linea mediana dovrebbero agire Morganella, Kurtic, Barreto&nbsp;e uno tra&nbsp;Garcia e Pisano. Donati, invece, dovrebbe essere&nbsp;confermato al centro della difesa insieme a Von Bergen e Munoz. <br><br> Dall'altra parte&nbsp;i fari saranno puntati su Antonio Conte, che&nbsp;potrà sedersi di nuovo in panchina.&nbsp;Dovrà. però,&nbsp;rinunciare&nbsp;a Giovinco squalificato. In attacco, quindi, dovrebbero esserci&nbsp;Vucinic e uno tra Quagliarella e Matri. A centrocampo&nbsp;dovrebbe esserci&nbsp;ancora una volta il francese&nbsp;Pogba, magari per&nbsp;concedereun po' di riposo a&nbsp;Vidal. Per il resto dovrebbe essere tutto secondo la consuetudine a parte che per Chiellini, anche lui leggermente affaticato, che potrebbe dunque essere rimpiazzato da Caceres. <br><br> Probabili formazioni<br><br> Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - PISANO- ILICIC - BRIENZA - MICCOLI<br><br> Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CACERES - ISLA - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - DE CEGLIE - VUCINIC - MATRI<br><br>PalermoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNserie-a-palermo-juventus-probabili-formazioni-1009564.htmSi100427901,02,03,06010215
1741009558NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «Eccetto Pirlo la Juve ha solo giocatori normali, non fenomeni»20121208142752JuventusIl presidente del Palermo ha parlato così riguardo alla rosa della capolista Il patron rosanero Maurizio Zamparini, come si sa, non è mai banale o monotono nelle sue dichiarazioni. Anzi, l'effervescente presidente del club siciliano è molto rinomato per le sue parole sempre bollenti e sempre in grado di fare notizia.<BR>Seguendo questa scia, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla Juventus, prossimo avversario della sua squadra domani pomeriggio al Barbera: "La Juventus è composta da giocatori normali, non da grandi fenomeni. Solo Pirlo è un grandissimo giocatore, mentre gli altri sono buoni giocatori. Possiamo metterli in difficoltà soprattutto con i nostri attaccanti che sono molto bravi“.<BR>Ciò che è certo è che i vari Buffon, Marchisio, Vidal e Vucinic potrebbero aver qualcosa da ridire.<BR>Il Palermo ,comunque, reduce dalle ultime buone prestazioni, potrebbe davvero impensierire la formazione bianconera, magari approfittando delle fatiche di Champions contro lo Shakhtar e puntando sul proprio capitano, Fabrizio Miccoli, che ha spesso perforato la porta di Buffon.&nbsp; <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650PalermoFL0657FL0657zamparini-.jpgSiNzamparini-juve-1009558.htmSiT1000007,T1000023100664701,02,03,06030206
1751009534NewsCoppeShakthar Donetsk-Juventus, le pagelle. Top Rat e Giovinco. Flop Pogba20121205230227shakthar donetsk, juventusShakthar Donetsk Juventus PagelleAlla Donbass Arena di Donetzk l'armata di Conte sognava l'impresa: bastava un punto per superare il primo ostacolo di questa Champions League.<BR>Ma si sa, i campioni veri non si accontentano mai: tre punti ottenuti grazie a un autogol in un match piuttosto noioso.<BR>Ma che importa? 1-0 e primo posto.<BR>Viva la Juventus che approda agli ottavi.<BR>Viva l'Italia.<BR>Risultato finale Shaktar Donetzk-Juventus 0-1: 55' Kucher (aut)<BR>Ammoniti: 8' Vidal, 20' Stepanenko, 30' Eduardo, 40' Kucher, 71' Mkhitaryan, 86' Chiellini<br><br> Shakthar (5-4-1): Pyatov 6, Kucher 4.5, Rakitskiy 5.5, Srna 6, Rat 6.5, Mkhitaryan 6, Texeira 5 (64' Ilsinho 5.5), Fernandinho 5.5, Willian 5, Stepanenko 5, Eduardo 5 (45' Devic 5.5)<BR>All. Lucescu 5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Pirlo 6.5, Pogba 5.5, Vidal 6, Lichsteiner 6.5, Asamoah 6, Vucinic 6 (86' Matri s.v.), Giovinco 6.5 (90' Giaccherini s.v)<BR>All. Conte (Alessio) 7<br><br> <STRONG><EM>Top Shakthar</EM></STRONG><br><br> Rat: senza dubbio il migliore fra i suoi. Prova a creare anche se i compagni non sono molto d'aiuto.<br><br> <STRONG><EM>Flop Shakthar</EM></STRONG><br><br> Kucher: che errore nell'occasione del gol. Spesso scoordinato, rischia di prendere il secondo giallo più volte.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Giovinco: non tocca ma è comunque decisivo per il gol e la vittoria. Rinato e confermato.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Pogba: più impreciso del solito, non brilla e non crea. Malino.<br><br>C1007650FL0882FL0882e0146039498c1d24c40515b23bf3d37a-1297236724-id-41708-560x372.jpgSiNchampions-league-shakthar-donetsk-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009534.htmSiT1000007100877901,02,03,06030179
1761009516NewsCoppeChampions League, Gruppo E: Juventus, un punto per gli ottavi20121205084651Champions League Gruppo EProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Nel Gruppo E il match clou di stasera sarà quello che si giocherà tra lo Shaktar e la Juventus. Con gli ucraini già matematicamente qualificati, ai bianconeri manca solo un punto per formalizzare il passaggio agli ottavi di finale, con una vittoria sarebbe primo posto e ciò consentirebbe ai torinesi di evitare potenze calcistiche come il Barcellona o lo United. Ma, a questo punto della competizione, poco importa perchè tutte diventano avversarie temibilissime.<BR><BR>Lucescu dovrà rinunciare a Luiz Adriano squalificato. In avanti come unico&nbsp;attaccante ci sarà il brasiliano naturalizzato croato Eduardo.&nbsp;Il modulo dovrebbe essere il solito&nbsp;4-2-3-1, con Stepanenko al posto di Hubschmann al fianco di Fernandinho e il trio di trequartisti formato da Texeira, Willian e Mkhitaryan. In difesa dovrebbero esserci i veterani Rat e Srna.<BR><BR>Conte, invece, dovrà rinunciare allo squalificato Marchisio e&nbsp;dovrebbe sostituirlo&nbsp;con Pogba, che affiancherà quindi Pirlo e Vidal in regia. Sulle fasce ci saranno Lichtsteiner e Asamoah. In difesa c'è fiducia riguardo al recupero di Chiellini, come esternato da Alessio in conferenza stampa. In avanti la coppia dovrebbe essere quella formata da Vucinic e Giovinco.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>SHAKHTAR(4-2-3-1): Pyatov - Rat - Kucher - Rakytskyi - Srna - Stepanenko - Fernandinho<BR>Teixeira - Mkhitaryan - Willian - Eduardo<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Chiellini - Bonucci - Barzagli - Asamoah - Pogba - Pirlo - Vidal - Lichtsteiner - Vucinic - Giovinco<BR><BR>Arbitro:Eriksson (SVE)<BR><BR>L'altro incontro sarà, presumibilmente, una formalità per il Chelsea. La formazione allenata da Rafa Benitez&nbsp; è obbligata a vincere se vuole sperare di accedere agli ottavi di finale di champions league e, al contempo, sperare in una sconfitta della Juve. Gli inglesi, con il tecnico spagnolo subentrato a Di Matteo, ancora non hanno vinto. In attacco Benitez si dovrebbe affidare ai trequartisti Mata, Hazard e Oscar dietro&nbsp;a FernandoTorres.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Chelsea(4-2-31): Cech - Azpilicueta - Ivanovic - Cahill - Cole - Mikel - Ramires - Mata - Hazard - Oscar - Torres<BR><BR>Nordsjaelland (4-2-3-1): Hansen - Parkhurst - Okore - Runje - Mtiliga - Stokholm - Adu - Lorentzen - Christensen - John -&nbsp;Beckmann<BR><BR>Arbitro:Nijhuis (OLA)<BR><BR>Classifica<BR><BR>Shaktar 10<BR>Juventus 9<BR>Chelsea 7<BR>Nordsjelland 1<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>EuropaFL0411FL0411asamoah-juventus-napoli.jpgSiNchampions-league-gruppo-e-probabili-formazioni-1009516.htmSi100427901,02,03,06010209
1771009479NewsCampionatiJuventus-Torino 3-0, le pagelle: Top Marchisio e Giovinco, Flop Glik20121201223512Juventu, Torino, SeriA, MarchisioLa Juve annienta il Torino e riprende la marcia gloriosa. Torino è bianconera.<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Il derby della Mole tornava, in uno scenario totalmente nuovo: lo Juventus Stadium. <BR>Dopo mezzo secolo di storia e di passione la stracittadina piemontese si giocava in uno stadio in cui i padroni di casa si sentivano a tutti gli effetti padroni. <BR>Padroni dello stadio, padroni del proprio futuro. La Juventus di Conte non poteva più sbagliare dopo i soli quattro punti ottenuti nelle ultime quattro partite. <BR>Il Toro di Ventura, dal canto suo, bramava il miracolo, possibile solo dando il 200% delle proprie capacità contro un avversasio nettamente superiore.<BR>Com’è finita?<BR>Piano. Andiamo con calma e analizziamo il primo tempo, un tempo davvero strano in cui è successo di tutto. Tre episodi chiave. <BR>Il primo momento clue si sviluppa dopo una bella azione del team di Cairo: Meggiorini solo contro Buffon calcia fuori, provando a beffarlo con il mancino quando con il destro sarebbe stato tutto molto più facile<BR>Il secondo accade al 35’ quando Glik in formato killer entra malissimo sugli stinchi di Giaccherini: l’espulsione è ineccepibile, inspiegabile l’intervento del difensore granata. <BR>Il terzo episodio, ovviamente, è quello che accade a cinque minuti dalla fine quando Basha combina la frittata, scivolando in area e colpendo il pallone con le mani: il rigore è netto e il giallo che avrebbe lasciato il Torino in nove uomini poteva starci.<BR>Pirlo sul dischetto calcia malissimo spedendo palla in tribuna e la prima frazione si chiude con un particolare 0-0.<BR>Particolare, invece, il secondo tempo non è proprio stato: tutto normale, tutto come doveva andare. <BR>Prima Marchisio di testa, poi un bel gol di Giovinco, poi ancora Claudio e il Toro dalle corna granata viene abbattuto senza problemi. <BR>Una partita non bellissima soprattutto a causa dell’espulsione di Glik, reo di aver lasciato i suoi in dieci per quasi tutta la partita.<BR>La Juve riprende il cammino e si avvia a giocare la partita più importante della stagione: lo Shaktar è alle porte.<BR><BR>Risultato finale Juventus-Torino 3-0: 55’ e 83’ Marchisio, 67’ Giovinco<BR>Ammoniti: 19’ De Ceglie, 21’ Basha, 59’ Barzagli, 62’ Giovinco, 79’ Vucinic<BR>Espulsi: 35’ Glik<BR><BR>Juventus (4-3-3): Buffon 6, Lichsteiner 6, Bonucci 6.5, Barzagli 6.5, De Ceglie 5 (60’ Asamoah 6), Pogba 5.5, Pirlo 5, Marchisio 8, Giaccherini 5 (45’ Bendtner 6), Giovinco 7(78’ Matri s.v.), Vucinic 5.5<BR>All. Conte (Alessio) 6.5<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet 5.5, Darmian 5, Glik 4, Ogbonna 6, D’Ambrosio 5.5, Basha 4.5, Gazzi 6, Cerci 5 (77’ Sansone 6), Meggiorini 5 (39’ Di Cesare 5), Santana 5.5, Bianchi 5 (62’ Stevanovic 5.5)<BR>All. Ventura 5.5<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Top Juventus<BR><BR>Marchisio: ha il grande merito di abbattere una porta che sembrava stregata. Il gol dell’ 1-0 apre e di fatto chiude la partita.<I style="mso-bidi-font-style: normal"> </I>Poi si concede anche la doppietta e una serata memorabile.<BR><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>Doveva essere il grande protagonista anche perchè lui a Donetzk non ci sarà causa squalifica.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Flop Juventus<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Pirlo: vuole battere a tutti i costi il rigore e lo dimostra anche a Vucinic chiedendogli il pallone. Ma dal dischetto calcia malamente spedendo palla in tribuna.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Top Torino<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Ogbonna:<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>trovare a tutti i costi un meno peggio non è facile ma la scelta deve ricadere ovviamente su Angelo, spesso sicuro e mai agitato nonostante l’importanza della partita.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Flop Torino<BR><BR>Glik: nemmeno a dirlo, signore e signori, ecco a voi il peggiore in campo. Un fallo scelerato, senza senso e automaticamente autodistruttivo. La partita finisce di fatto quando il difensore lascia il campo per andare a farsi la doccia. </FONT><BR style="mso-special-character: line-break"><BR style="mso-special-character: line-break"><o:p></o:p></SPAN><br><br> &nbsp;<br><br>C1007650Torino, Juventus StadiumFL0882FL0882marchisio.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009479.htmSiT1000007100877901,02,03,06030175
1781009471NewsCampionatiSerie A, Juventus-Torino: probabili formazioni20121201083723Serie AProbabili formazioniStasera andrà di nuovo in scena&nbsp;uno dei derby più importanti d'Italia, quello di Torino. L'ultimo fu giocato nel 2009 e da allora sono cambiate molte cose:&nbsp;i bianconeri sono tornati ad altissimi livelli e i granata&nbsp;sono tornati in&nbsp;Serie A dopo avere patito il purgatorio della B.&nbsp;<BR><BR>La&nbsp;buona notizia per la Juventus&nbsp;è&nbsp;certamente il recupero di Chiellini. Il difensore torna in difesa insieme a Bonucci e Barzagli; a centrocampo dovrebbe essere previsto un avvicendamento in vista della Champions e dovrebbe esserci dall'inizio Pogba al posto di Vidal, Lichtsteiner e forse anche De Ceglie. Completeranno il reparto Pirlo e Marchisio. Soliti dubbi&nbsp;in attacco ma Vucinic e Giovinco dovrebbero essere favoriti su Quagliarella e Matri.<BR><BR>Ventura non rinuncia al suo 4-2-4. Suciu, Bakic e Vives sono indisponibili e dovrebbe scendere in campo la stessa formazione che ha pareggiato contro la Fiorentina. Bianchi e Meggiorni saranno le punte centrali, Cerci e Santana gli esterni offensivi. Confermati Basha e Gazzi; in difesa Ogbonna e Glik sono intoccabili, D'Ambrosio e Darmian giocheranno come terzini.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CHIELLINI - L'STEINER - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - GIACCHERINI - VUCINIC - GIOVINCO<BR><BR>Torino(4-2-4):GILLET - DARMIAN - GLIK - OGBONNA - D'AMBROSIO - BASHA - GAZZI - CERCI - BIANCHI - MEGGIORINI - SANTANA<BR><BR><BR>TorinoFL0411FL0411pirlo-6.jpgSiNserie-a-juventus-torino-probabili-formazioni-1009471.htmSi100427901,02,03,06010165
1791009455NewsCampionatiPallone d`Oro, ecco i finalisti20121129160554Nessun italiano nella top 3Nessun italiano nella Top 3La Fifa ha reso noti i nomi dei 3 giocatori che si contenderanno il più ambito premio individuale del vecchio continente.<BR>Se le candidature di Lionel Messi e di Cristiano Ronaldo potevano apparire scontate, suscitava curiosità e incertezza la scelta del terzo giocatore che li avrebbe affiancati.<BR>La scelta è caduta su Andrès Iniesta, centrocampista del Barcellona, che andrà a completare un podio che per il terzo anno consecutivo sarà prodotto esclusivo della Liga Spagnola.<BR>Andrès era già stato inserito nel terzetto finale nel 2010, anno in cui un suo gol allo scadere dei tempi supplementari, permise alla Spagna di trovarsi per la prima volta sul tetto del mondo. In quell'occasione ,però, per molti ingiustamente, il centrocampista arrivò a sorpresa dietro il compagno di squadra Messi, che portò a casa il secondo dei tre&nbsp;premi attuali.<BR>Staremo a vedere ,dunque, se quest'anno verrà messa in atto una sorta di compensazione a favore dello spagnolo, per cancellare lo "sgarbo" di due anni fa, o se a trionfare sarà ancora la "Pulce" argentina, che centrerebbe un poker che non è mai riuscito a nessun altro nella storia del calcio. <BR>Come si è visto, le speranze di vedere almeno&nbsp;un calciatore italiano nei primi tre&nbsp;dopo il 2006 sono ancora svanite. Non ce l'hanno fatta Buffon,Pirlo e Balotelli che erano stati precedentemente inseriti nella lista dei 23, ma che possono nutrire speranze per far parte del miglior Top 11 dell'anno.<BR>Per quanto riguarda le altre nomination, Guardiola, Del Bosque e Mourinho sono in lizza per&nbsp;la palma di miglior allenatore. Falcao, Stoch e Neymar ,invece, si contenderanno il premio Puskas per il più bel gol dell'anno.<BR>La cerimonia di premiazione avverrà a Zurigo il 7 Gennaio 2013. <BR>&nbsp;&nbsp; FL0657FL0657messi_pallone_oro.jpgSiNtre-finalisti-fifa-1009455.htmSi100664701,02,03030246
1801009428NewsEditorialeCalcio e lealtà sportiva, un binomio insostituibile20121127090432calcioSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine. Nella domenica in cui la Juve perde malamente la sua seconda partita dopo una lunga serie di risultati utili consecutivi, si contrappongono temi di natura tecnica ma anche etica che si riflettono in maniera chiara sul campionato di calcio italiano. Nel mio lungo corso di giornalista sportivo che ha sempre cercato di mettere in evidenza l’importanza del pensiero oggettivo e mai di parte che si è sviluppato relativamente a commenti e disamine di partite di calcio, mi rincuora il risveglio alla lealtà sportiva e a quella onestà intellettuale cui spesso si fa riferimento soltanto per citazioni fini a se stesso. Nel riflettere durante la mia presenza in tribuna stampa e poi attraverso le relazioni nate in sala stampa durante le conferenze dei post gara, mi è venuto in mente un tipico vezzo del nostro tempo, e forse anche del passato, quello cioè di sostituire la realtà, a volte dura, complicata ed impegnativa da ammettere onestamente, con la cattiva abitudine di ritagliare valutazioni su quanto possa ritornare utile meschinamente a nostro personale vantaggio. Spostando continuamente il bersaglio dalla realtà, si rischia così di non colpire né il centro e nemmeno i periferici contorni dell’oggettiva verità. Dopo la partita serale di domenica scorsa tra Milan e Juventus che ha visto la vittoria dei rossoneri per 1 a 0 grazie a un calcio di rigore inesistente decretato dall’arbitro Rizzoli, mi sarei aspettato le solite dichiarazioni di parte costruite sulla base dell’ipocrisia e della futilità egoistica. Ma, sorprendentemente, sia Massimo Allegri che Gigi Buffon hanno concordato ufficialmente che se il Milan ha vinto, non è stato certamente dovuto all’errore dell’arbitro. “ Il rigore non c’era assolutamente, ma la mia squadra ha vinto meritatamente” dice Allegri. E di rimando Gigi Buffon: “ Non vorrei che passasse il messaggio sbagliato che stasera la Juventus ha perso la partita per un errore dell’arbitro nel concedere un rigore che non c’era. Il Milan ha vinto con merito, giocando una partita perfetta. Noi siamo stati sottotono e incapaci di recuperare lo svantaggio, nonostante mancassero ancora 60 minuti alla fine della gara. Questa è la realtà inconfutabile. Giusto dare il merito al Milan di aver vinto una partita che ha meritato di vincere. Mi piacerebbe si scrivessero queste cose, piuttosto che le solite inesattezze su un calcio che, a volte, francamente mi delude”. Parole che ci responsabilizzano, che suffragano quanto sostenuto in apertura di articolo e cioè di un risveglio di lealtà sportiva che, oscurata dagli esorbitanti interessi economici, viene sistematicamente sommersa a discapito di mille falsità e menzogne. Il calcio è questo, da sempre. Si vince, si perde e si pareggia attraverso il gioco applicato in campo, con la bellezza della preparazione atletica, dello studio delle tattiche, delle filosofie di gioco, dei tocchi di classe deliziati da campioni che determinano la differenza sostanziale tra le squadre e, soprattutto, della mai dimenticata realtà che il calcio è formato da uomini e, come tale, capaci di determinarne il bene e il male. Le parole di Allegri e Buffon devono farci riflettere su un mondo che va cambiato dal punto di vista culturale e sociologico prima ancora che squisitamente tecnico e sportivo. Dopo gli scandali, le squallide scommesse, i sotterfugi e i tradimenti nascosti dietro l’angolo del pallone italiano, c’è uno spiraglio di luce all’orizzonte, un barlume di crescita sociale che noi giornalisti abbiamo il dovere di incrementare, di sostenere positivamente anche attraverso il nostro scrivere quotidiano che deve essere sempre oggettivamente attendibile e mai costruito sull’enfasi delle banalità. Questo, naturalmente, non vuole essere un insegnamento per nessuno, ma semplicemente un suggerimento dato da una riflessione personale che è sempre alla continua&nbsp; ricerca di un mondo migliore. In fondo siamo noi con la nostra penna, gli artefici di un pensiero che dobbiamo esternare sempre in maniera corretta.&nbsp;&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNcalcio-e-lealta-sportiva-un-binomio-insostituibile-1009428.htmSi100451001,02,03,06,07030190
1811009409NewsCampionatiMilan-Juventus, le pagelle: Top El Shaarawy e Barzagli. Flop Vidal20121125223930Milan, Juventus, Serie AIl Milan compie l`impresa. La Madonnina abbatte la Juventus.Allo stadio Meazza in San Siro si giocava la partita più bella di questo turno del nostro campionato: un big match fra due delle squadre più gloriose della storia della Serie A. <BR>La spunta il Milan che ottiene una vittoria impensabile ma meritata, meritatissima. Certo, il rigore che decide la partita è causato dalla schiena di Isla e non certamente dalla mano. L’errore di Rizzoli è grave ma i rossoneri hanno in generale dominato il pallino del gioco nel primo tempo. Forse la Juve peggiore dell’era Conte-Alessio con Vidal e Pirlo fuori forma. Bene Robinho che ritrova la via del gol, benissimo El Shaarawy faro di un Milan che vuole iniziare un nuovo campionato.<BR><BR>Risultato finale Milan-Juventus 1-0: 30’ Robinho (rigore)<BR>Ammoniti:17’ Nocerino, 30’ Isla, 43’ Bonucci, 64’ Mexes, 85’ Marchisio, 94' Yepes, 94' Giovinco<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia 6, Constant 6, Mexes 7 (71’ Zapata 6), Yepes 6.5, De Sciglio 7, De Jong 7, Montolivo 6.5, Nocerino 6.5, Boateng 5.5 (81’ Flamini), Robinho 7 (64’ Pazzini 6), El Shaarawy 7.5<BR>All. Allegri 7 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Caceres 5.5, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Isla 5 (45’ Padoin 6), Vidal 4.5, Pirlo 4.5, Marchisio 5, Asamoah 5.5 (71’ Pogba 6), Vucinic 5, Quagliarella 5 (55’ Giovinco 5.5)<BR>All. Conte (Alessio) 5 <BR><BR>Top Milan <BR><BR>El Shaarawy: semplicemente una partita mostruosa del giovano italo-egiziano che, pur non trovando il gol, crea tanto ma soprattutto corre. Corre per tutta la partita e corre per tutta la corsia, percorrendola avanti e indietro per novanta interi minuti. Attacca e difende senza problemi: faraonico. Ovviamente da sottolineare la prova di Robinho che, oltre ad aver ritrovato il gol dopo lo splendido assist a Napoli, gioca una partita da premiare: ritrovare un attaccante come il brasiliano per Allegri e compagni è fondamentale.<BR><BR>Flop Milan<BR><BR>Boateng: ancora non bene Kevin Prince. Il Ghanese è il meno brillante dei suoi anche se dei piccoli e leggeri miglioramenti ci sono stati. Fa fatica a innescare i suoi compagni che, per fortuna del Milan, riescono senza troppi problemi a fare reparto da soli.<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Barzagli: trovare un migliore in campo fra i bianconeri sembra un’impresa ardua ma la scelta deve ricadere sul difensore centrale della squadra di Conte. Gioca meglio rispetto ai compagni e mostra anche una buona dose di sicurezza nel suo sporco lavoro di contenere giocatori in gran serata come Robinho ed El Shaarawy. Il migliore della Juve anche perché spesso prende palla e conduce i suoi, cercando di trovare degli spazi da sfruttare.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Vidal: non è cosa nota che nell’ultimo periodo il cileno aveva un rendimento tra alti e bassi. Ma un basso come questa sera, il centrocampista ex Bayer Leverkusen non l’aveva mai toccato. La peggiore prova da quando indossa la maglia bianconera: non ne azzecca una e sbaglia più o meno tutto quello che poteva sbagliare. Indubbiamente il peggiore insieme al compagno Pirlo.<BR><BR>C1007650Milano, Stadio MeazzaFL0882FL0882robinho.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009409.htmSi100877901,02,03,06,07,08030291
1821009406NewsCampionatiSerie A Milan-Juventus:probabili formazioni20121125182554Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Allegri dovrebbe&nbsp;confermare il&nbsp;4-3-3 visto contro Napoli e Anderlecht,&nbsp;con Emanuelson che dovrebbe prendere il posto di Nocerino a centrocampo, accanto a Montolivo e De Jong. In&nbsp;attacco, nonostante i consigli del presidente, Boateng dovrebbe giocare ancora a destra, con Bojan prima punta ed El Shaarawy a sinistra. Robinho, molto probabilmente, ancora una volta partirà dalla panchina. I dubbi in difesa&nbsp;su Mexes sono risolti: il francese&nbsp;ci sarà a afr coppia con&nbsp;Yepes.<BR><BR>Conte&nbsp;dovrà fare a meno&nbsp;di Chiellini uscito malconcio dalla sfida con il Chelsea, per lui un problema muscolare al polpaccio. Caceres dovrebbe sostituirlo. Bonucci ha avuto un pò di febbre ma&nbsp;dovrebbe farcela. A destra Isla dovrebbe essere preferito a Lichtsteiner e&nbsp;davanti Giovinco dovrebbe&nbsp;far coppia con Mirko Vucinic. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>MILAN(4-3-3): Abbiati - De Sciglio - Yepes - Mexes - Constant - Montolivo - De Jong - Emanuelson - Boateng - Bojan - El Shaarawy<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Caceres- Bonucci - Barzagli - Asamoah - Marchisio - Pirlo - Vidal - Isla - Vucinic - Giovinco<BR><BR>MilanoFL0411FL0411milan-cagliari-video-goal-450x304.jpgSiNserie-a-milan-juventus-probabili-formazioni-1009406.htmSi100427901,02,03,06,07030180
1831009389NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Milan20121124190512juventus, milanJuventusAlla vigilia della sfida contro il Milan, la Juventus ha diramato, tramite il proprio sito ufficiale, ha diramato la lista dei 24 giocatori convocati disponibili per il match contro i rossoneri. Spicca l'assenza di Giorgio Chiellini, fermato da un problema al polpaccio accusato nella gara di Champions League contro il Chelsea, mentre farà parte del gruppo Leonardo Bonucci: 1 Buffon, 2 Lucio, 4 Caceres, 6 Pogba, 7 Pepe, 8 Marchisio, 9 Vucinic, 11 De Ceglie, 12 Giovinco, 15 Barzagli, 17 Bendtner, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Quagliarella, 30 Storari, 32 Matri, 33 Isla, 34 Rubinho, 39 Marrone.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-milan-1009389.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07030148
1841009346NewsCoppeChampions League Gruppo E: Juve, dentro o fuori20121120082742Champions League - Girone EProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Conte ha convocato tutti e 25 i giocatori dell'organico e dovrebbe&nbsp;confermare il&nbsp;più che collaudato&nbsp;3-5-2. In difesa&nbsp;ci saranno gli inamovibili&nbsp;Barzagli, Bonucci e Chiellini. A centrocampo dovrebbe tornare Lichtsteiner sulla fascia destra con Asamoah&nbsp;sul lato&nbsp;opposto. Pirlo, naturalmente,&nbsp;si occuperà della regia, coadiuvato da Marchisio e Vidal. Davanti, al fianco di Quagliarella, non dovrebbe farcela Vucinic, reduce dall'influenza: pronto al suo posto Giovinco.<BR><BR>Di Matteo è&nbsp;in discussione, soprattutto&nbsp;dopo il&nbsp;grave ko subito in Premier sabato scorso e non può permettersi un passo falso che comprometterebbe il prosieguo del cammino Blues in Champions League. Il tecnico italiano dovrebbe scegliere il 4-3-3, con Ivanovic, Cahill, David Luiz e Cole in difesa. A centrocampo agiranno Ramires, Mikel, Lampard. Il tridente sarà composto invece da Mata, Torres e Oscar.&nbsp;Assente capitan Terry.<BR><BR>La Juventus dovrà attaccare per vincere, ma con raziocinio. Infatti il Chelsea&nbsp;è il detentore della Coppa&nbsp;grazie a un gioco tutto incentrato sulla difesa e sui rapidi contropiede. <BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon -&nbsp;Barzagli - Bonucci - Chiellini - Lichtsteiner - Vidal - Pirlo - Marchisio - Asamoah - Giovinco - Quagliarella<BR><BR>CHELSEA(4-3-3): Cech - Cole - Cahill - Luiz - Ivanovic&nbsp; - Lampard - Mikel - Ramires -Mata - Torres - Oscar<BR><BR>Arbitro:Cakir (TUR)<BR><BR>Nordsjaelland - Shakhtar Donetsk è l'altra gara del gruppo E, con gli ucraini&nbsp;a un passo&nbsp;dalla qualificazione. Appuntamento storico per gli uomini di Lucescu, evidenziato&nbsp;anche dal massiccio turn over adottato in campionato (gara persa). I danesi non hanno nulla da perdere e sono matematicamente eliminati ma schiereranno ugualmente la formazione tipo per onorare al meglio la competizione. <BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>NORDSJAELAAND(4-5-1): Hansen; Mtiliga, Runje, Okore, Parkhurst; Adu, Lorentzen, Stokholm, Laudrup, John; Beckmann.<BR><BR>SHAKHTAR DONETSK(4-2-3-1): Pyatov; Rat, Kucher, Rakitskiy, Srna; Hubschman, Fernandinho; Willian, Mkitharian, Ilsinho; Adriano. All. Lucescu<BR><BR>Arbitro:Gautier (FRA)<BR><BR>EuropaFL0411FL0411conte-6.jpgSiNchampions-league-gruppo-e-probabili-formazioni-1009346.htmSi100427901,02,03,06010310
1851009331NewsCampionatiJuventus, il gol questo sconosciuto20121118180118juventus, lazioJuventus LazioSe nel calcio vigessero le stesse regole del pugilato, la Juventus, probabilmente, non avrebbe avversari nel computo dei punti accumulati per meriti di gioco. Ma nelle regole esistenti che fanno la bellezza del gioco del pallone, il gol resta pur sempre la “conditio sine qua non” senza la quale non si può certamente ambire alla vittoria. La Juve vista allo Stadium di Torino contro la Lazio, ha evidenziato i soliti problemi di finalizzazione della notevole mole di gioco prodotto. Tranne la parentesi dei sei gol realizzati a Pescara e i quattro segnati in Champions nella partita contro il Nordsjaelland, i bianconeri di Conte evidenziano sempre più la fatica di andare in gol. A memoria non ricordiamo un significativo S.V. dato a Buffon nell’arco dei novanta minuti di una partita. Ebbene, contro la Lazio, il migliore portiere al mondo non ha avuto l’occasione di parare neanche un tiro da parte della squadra avversaria. Questo la dice tutta sull’analisi di una partita che, finita con il punteggio di 0 a 0, c’induce a fare il solito pensiero, reso ormai monotematico, su una Juve che manca essenzialmente di un top player. I bianconeri senza Pirlo e Vucinic hanno attaccato e creato numerose occasioni da rete, rese vane dall’imprecisione degli attaccanti e dalle grandi parate di Marchetti, sembrato galvanizzato dal continuo parare palloni arrivati da più parti, senza tuttavia impensierirlo (tranne in una occasione) più di tanto. Il muro alzato dai biancocelesti di Vlado Petkovic è valso a conquistare un punto importante per smuovere la classifica e, soprattutto, per essere usciti indenni dal catino dello Juventus Stadium. D’altra parte, le squadre che vengono a Torino per giocare contro la Juventus, adottano una tattica difensiva cercando di bloccare sul nascere le azioni bianconere che, forti del proprio centrocampo, attaccano smaniosamente nel tentativo di segnare. Ma è proprio lì che si evidenziano i nodi al pattine. La sostanza di un gioco spumeggiante, fatto di pressing alto, asfissiante e di un’alta percentuale di possesso palla, non garantisce la vittoria di una Juve che non riesce a fare gol. E, nell’altra partita serale, neanche il Napoli di Mazzarri ha saputo approfittare del mezzo passo falso della Juve. In vantaggio di 2 reti a 0, si è fatta rimontare dal Milan, grazie a una doppietta del capocannoniere El Shaarawy, astro nascente del calcio italiano. I rossoneri sono apparsi meno brutti delle precedenti partite, dando una parvenza di carattere e anche di quel gioco che fino ad oggi, per i rosoneri, è stato latitante. Evidentemente, il cavaliere Berlusconi, grazie all’incontro avuto in settimana con la squadra e il suo allenatore, ha saputo infondere quel senso dell’amor proprio che sembrava essersi perso da tempo. Per quanto riguarda invece il Napoli notiamo che, nonostante i gol e il bel gioco costruito in maniera globale dalla squadra, ci siano dei limiti caratteriali che non la rendono ancora matura per quel salto definitivo di qualità auspicato dai tifosi partenopei e, in primis, dal presidente De Laurentiis. Vedremo quello che ci riserverà il futuro prossimo del campionato del pallone italiano. D’altra parte, l’opinabilità e l’imprevedibilità di una materia per nulla esatta come il calcio, ci ha abituato da tempo che certe analisi emerse oggi, possano essere tranquillamente smentite già da domani. Tutto è possibile. In fondo, è anche per questo che il calcio ci conquista sempre più.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711giovinco-6.jpgSiNjuventus-il-gol-questo-sconosciuto-1009331.htmSiT1000007100451001,02,03,06030266
1861009309NewsCampionatiSerie A, Juventus-Lazio: Conte rilancia Pogba20121117101142Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Con Pirlo squalificato&nbsp;la Juventus si affida a Pogba&nbsp;in cabina di regia, al fianco di Vidal e Marchisio. Isla in vantaggio su Lichtsteiner a destra, in attacco verrà confermato Fabio Quagliarella. Molto probabile che&nbsp;gli venga affiancato nuovamente Giovinco, con Vucinic a riposo in vista del Chelsea.<BR><BR><BR>Biancocelesti senza&nbsp;i titolari della fascia&nbsp;sinistra: salteranno la gara dello Juventus Stadium sia Lulic che Mauri, entrambi squalificati. Il bosniaco verrà sostituito da Radu, mentre al posto del vice-capitano potrebbe esserci Brocchi (con lo spostamento di Gonzalez sulla destra e Candreva sulla corsia opposta) o il brasiliano Ederson: favorito l'ex Milan. Davanti, Klose sarà l'unico riferimento offensivo.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-4-3): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CHIELLINI - SLA - VIDAL - POGBA - MARCHISIO - ASAMOAH - QUAGLIARELLA - GIOVINCO<BR><BR>Lazio(4-4-1-1): MARCHETTI - KONKO - BIAVA - DIAS - RADU - GONZALEZ - BROCCHI - LEDESMA - CANDREVA - HERNANES - KLOSE<BR><BR>TorinoFL0411FL0411nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNserie-a-juventus-lazio-probabili-formazioni-1009309.htmSi100427901,02,03,06,07010350
1871009281NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Italia-Francia: risultato e marcatori20121114223547italia, franciaSegui gli aggiornamenti su IlCalcio24.comSegui su IlCalcio24.com la sfida tra Italia e Francia. Match ore 20.45.<BR><BR>Finale&nbsp;1-2 (p.t. 1-1): 33' El Shaarawy (I), 36' Valbuena, 67' Gomis<BR><BR>ammoniti:&nbsp;Balotelli &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<BR><BR><BR>ITALIA (4-3-3): 16 Sirigu, 2 Maggio, 15 Barzagli (47' Bonucci), 3 Chiellini, 6 Balzaretti, 18 Montolivo (50' Florenzi), 4 Verratti (51' Verratti), 8 Marchisio (50' Giaccherini), 7 Candreva (70' Giovinco), 9 Balotelli, 14 El Shaarawy (75' Diamanti) (1 Buffon, 12 De Sanctis, 5 Astori, 19 Bonucci, 13 Peluso, 20 Santon, 24 Florenzi, 23 Giaccherini, 21 Pirlo, 22 Diamanti, 11 Destro, 10 Giovinco,&nbsp; 17 Viviano). All. Prandelli<BR><BR>FRANCIA (4-3-3): 1 Lloris, 2 Debuchy (47' Reveillere), 5 Sakho, 21 Koscielny, 3 Evra, 20 Capoue (82' Gonalons), 12 Matuidi (75' Gourcuff), 11 Sissoko (88' Tremoulinas), 8 Valbuena, 9 Giroud (64' Gomis), 7 Ribery (63' Menez) (23 Landreau, 16 Mandanda, 4 Rami, 15 Yanga Mbiwa, 13 Reveillere, 22 Tremoulinas, 6 Cabaye, 19 Gourcuff, 17 Gonalons, 18 Gomis, 10 Payet, 14 Menez) All. Deschamps<BR><BR>adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNlive-italia-francia-formazioni-ufficiali-risultato-marcatori---1009281.htmSi100075501,02,03030288
1881009272NewsCampionatiAmichevole, Italia-Francia: Prandelli lancia Verratti20121114105118Nazionale ItalianaProbabili formazioniStasera saranno importanti la solidità difensiva e il lavoro&nbsp;di quantità a&nbsp;centrocampo. Gli azzurri dovranno puntare sulla velocità di El Shaarawy e Balotelli e sulle doti balistiche di Candreva dalla lunga distanza. Per la squadra di Prandelli sarà determinante avere il predominio sulle fasce, per tagliare i rifornimenti a Menez e Ribery. Viceversa la Francia cercherà di servirli con regolarità, per provare a mettere in mezzo dei palloni interessanti per il centravanti Giroud o per i centrocampisti che di volta in volta si inseriranno.<BR><BR>Prandelli cambia modulo e passa&nbsp;al 4-3-3. In porta spazio a Sirigu al posto di Buffon, con Maggio e Balzaretti esterni di difesa. La coppia centrale sarà tutta bianconera, con Barzagli e Chiellini, mentre a centrocampo in cabina di regia, nel ruolo di Andrea Pirlo, ci sarà Marco Verratti. Montolivo arretra a mezz'ala. In attacco il ct schiererà sugli esterni Candreva a destra ed il rossonero El Shaarawy a sinistra. Mario Balotelli sarà invece la punta centrale. <BR><BR>Modulo speculare per la Francia di Didier Deschamps. I transalpini dovrebbero presentarsi al Tardini con Lloris fra i pali e Koscielny difensore centrale accanto a Sakho. Sugli esterni confermati Debuchy a destra ed Evra a sinistra. Linea mediana molto solida, con Matuidi centrale&nbsp;e Cabaye e Gonalons mezze ali offensive. In avanti l'ex allenatore della Juventus punta tutto sulla rapidità e sulla vena degli esterni offensivi Menez e Ribery, annunciati in gran forma, con il centravanti dell'Arsenal, Giroud, a completare il reparto nel ruolo di punta centrale.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>ITALIA(4-3-3): Sirigu - Maggio - Barzagli - Chiellini - Balzaretti - Montolivo - Verratti - Marchisio -<BR>Candreva - Balotelli - El Shaarawy <BR><BR>FRANCIA(4-3-3): Lloris - Evra- Sakho - Koscielny - Debuchy - Gonalons - Matuidi - Cabaye -<BR>Ribery - Giroud - Menez<BR><BR>ParmaFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNamichevole-italia-francia-probabili-formazioni-1009272.htmSi100427901,02,03010293
1891009274NewsCalciomercatoJuventus e Buffon a un passo dal sì20121114101667JuventusLa firma dopo la partita contro il Chelsea&nbsp;<BR><BR>Il portiere bianconero avrebbe raggiunto un accordo di massima con la Juventus&nbsp; per prolungare il proprio contratto fino al 30 giugno del 2016. Buffon percepirà 3,5 milioni netti all'anno, con una sensibile decurtazione rispetto ai sei che guadagna attualmente. Previsti però molti premi a vincere, l'eventuale bis tricolore farebbe infatti scattare un bonus di altri cinquecentomila euro.<BR><BR>In caso di accoppiata Scudetto- Coppa Italia poi, l'ingaggio del portierone balzerebbe fino ai cinque milioni netti. E se la Juve di Conte riuscisse a replicare il triplete centrato dall'Inter di Mourinho, a Buffon a fine stagione andrebbero qualcosa come otto milioni di euro netti.<BR><BR>Il nuovo contratto, dalla durata di tre anni, verrà reso pubblico a breve, probabilmente già nella prossima settimana, dopo il decisivo match di Champions League contro il Chelsea. <BR><BR>TorinoFL0411FL0411buffon1.jpgSiNjuventus-pronto-il-rinnovo-per-buffon-1009274.htmSi100427901,02,03010374
1901009261NewsCampionatiJuventus, Buffon: un atto di altrusimo da non sottovalutare20121112160132juventus, buffonJuventus BuffonIl portiere del Pescara Mattia Perin, ha compiuto vent’anni proprio nel giorno in cui ha affrontato la Juve subendo sei gol davvero pesanti. Ma la cosa che ci ha colpito per senso di altruismo e generosità è stata quella scena finale dell’incontro in cui Gigi Buffon, prima ancora di gioire con i suoi compagni per la netta vittoria conquistata, si è recato al centro del campo per abbracciare fraternamente Mattia Perin. Un abbraccio sincero, benevolo, quasi fosse un fratello maggiore, il buon Gigi, rispetto al più giovane Mattia. Scene che fanno bene al calcio, che ne fortificano l’ambiente, che mettono in mostra uomini veri che non si arrendono al pensiero diffuso che il mondo del pallone è tutto marcio e che, soprattutto, è tutto da rifare. Non è così. Per Mattia Perin è stato un brutto compleanno, ma i suoi vent’anni, la freschezza della sua vita che ha in serbo un grande futuro umano e professionale, non può permettere di condividere la sua legittima amarezza, la maschera di delusione e il capo chino di eloquente sconforto. Così, Gigi Buffon, il portiere più forte del mondo, si è preoccupato di consolare Mattia che, abbracciandolo, gli ha detto: ”Non mollare mai, continua a essere spensierato e fai sempre le cose che sai fare”. Quella frase e quell’abbraccio di affettuosa amicizia, Perin li ricorderà con orgoglio per sempre e, assieme alla maglia ancora intrisa di sudore che Buffon gli ha regalato, restano i veri ricordi di una serata da dimenticare. “Non lo conoscevo di persona” dice Mattia “ ma è stato bello, perché ho sentito dentro di me la voglia di ricominciare”. Non c’è nient’altro da aggiungere a un incontro di tale caratura umana che abbiamo apprezzato e al contempo ci ha fatto riflettere. Tuttavia, non vogliamo insistere in maniera spropositata su un gesto spontaneo così bello per non apparire amanti della facile retorica che sguazza nel mare dei sentimenti puliti. Ma il nostro scrivere di calcio giocato e non, ci porta spesso a mettere in evidenza gesti non più usuali, piuttosto che commentare certe vittorie per 6 a 1 che magnificano certamente come in questo caso l’immagine della Juve sul Pescara, ma che non si prestano davvero ad alcun commento tecnico. Il risultato parla da solo. C’è una frase che è stata scritta da una persona anonima che abbiamo letto per caso sui muri freddi, screpolati e intrisi di umidità di un’associazione non a scopo di lucro, seguita da alcuni volontari: “ Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai con meraviglia che la tua sarà sempre piena!”. Forse Gigi Buffon non ha letto questo pensiero, di certo l’ha interpretato in maniera esemplare.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711perin-buffon.jpgSiNjuventus-buffon-un-atto-di-altruismo-da-non-sottovalutare-1009261.htmSiT1000007100451001,02,03,06030196
1911009226NewsCampionatiJuventus, i convocati per Pescara. Pogba escluso per punizione20121109190536juventus, pescaraPescara JuventusAntonio Conte ha convocato 22 calciatori per l'anticipo di sabato sera a Pescara. Per la sfida in Abruzzo, il tecnico bianconero non potrà contare su Paolo De Ceglie, Simone Pepe e Paul Pogba.<BR><BR>Come comunica il sito ufficiale del club, per la sfida con gli abbruzzesi De Ceglie non è disponibile a causa di un lieve affaticamento muscolare all'adduttore della coscia sinistra. Pepe disputerà la partita di domenica con la Primavera (a Siena) per recuperare la migliore condizione. Pogba non rientra nella lista dei convocati per essersi presentato in ritardo a due allenamenti.<BR><BR>Questo l'elenco completo<BR><BR>1 Buffon<BR>2 Lucio<BR>3 Chiellini<BR>4 Caceres<BR>8 Marchisio<BR>9 Vucinic<BR>12 Giovinco<BR>15 Barzagli<BR>17 Bendtner<BR>19 Bonucci<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>22 Asamoah<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>33 Isla<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-pescara-pogba-escluso-per-punizione-1009226.htmSiT1000007100075501,02,03,06030179
1921009193NewsCoppeJuventus-Nordsjaelland, probabili formazioni20121107114531champions league, juventus, nordsjaelland, probabili formazioniJuventus Nordjaelland Probabili FormazioniLa Juventus torna in campo per la quarta giornata di Champions League nel ritorno del match contro il Nordsjaellans. I bianconeri possono solo sperare in un successo per poter riprendere il cammino qualificazione. Match ore 20.45.<BR><BR>Queste le probabili formazioni:<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella. All.: Alessio<BR><BR>Nordsjaelland (4-3-3): Hensen; Parkhurst, Okore, Runje, Mtiliga; Adu, Lorentzen, Stockholm; Laudrup, Beckmann, John. All.: Kasper Hjulmand<BR><BR>Arbitro: Aleksandar Stavrev (MKD)<BR><BR>Stadio: Juventus Stadium, Torino (ITA)<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic-4.jpgSiNjuventus-nordsjaelland-probabili-formazioni-1009193.htmSiT1000007100075501,02,03030291
1931009150NewsCampionatiJuventus-Inter, le pagelle. Top Vidal e Milito. Flop Giovinco20121103224531juventus, interJuventus Inter PagelleFinale 1-3 (p.t. 1-0): 1' Vidal, 59' e 75' Milito su rigore, 91' Palacio<BR><BR>ammoniti: Chiellini, Bonucci, Pirlo, Lichsteiner, Zanetti, Samuel&nbsp; espulsi:<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 5.5, Bonucci 5.5, Chiellini 5.5, Lichsteiner 5 (38' Caceres 5, 78' Quagliarella 6 ), Vidal 6, Pirlo 5.5, Marchisio 5.5, Asamoah 6, Vucinic 6 (46' Bendtner 5.5), Giovinco 5 All.: Conte 5<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): Handanovic 7, Juan Jesus 7.5, Samuel 7, Ranocchia 7, Gargano 7, Zanetti 7, Cambiasso 7, Nagatomo 7, Palacio 7, Milito 7.5 (80' Mudingayi s.v.), Cassano 6 (69' Guarin 7) All.: Stramaccioni 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vidal: porta in vantaggio i suoi, poi cala.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giovinco: non riesce ad entrare in partita.<BR><BR><STRONG><EM>Top Inter</EM></STRONG><BR><BR>Milito: protagonista con la rimonta che porta al successo.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Inter </EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR>C1007650adm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNjuventus-inter-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009150.htmSiT1000007,T1000026100075501,02,03,06030274
1941009143NewsCampionatiJuventus-Inter, le probabili formazioni20121103120131juventus, interJuventus Inter Probabili FormazioniQueste le probabili formazioni dell'anticipo serale dell'undicesima giornata tra<STRONG> Juventus</STRONG> e <STRONG>Inter</STRONG>. Match ore 20.45.<BR><BR>Le probabili formazioni<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Vucinic, Giovinco. All. Alessio<BR><BR>Inter (3-5-2): Handanovic; Juan Jesus, Ranocchia, Samuel; Zanetti, Cambiasso, Gargano, Guarin, Nagatomo; Palacio, Milito;All. Stramaccioni<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter.jpgSiNjuventus-inter-le-probabili-formazioni-1009143.htmSiT1000007,T1000026100075501,02,03,06030152
1951009123NewsCampionatiSerie A, probabili formazioni della decima giornata20121031120131serie a, probabili formazioniSerie A Probabili FormazioniQueste le probabili formazioni della decima giornata di Serie A:<BR><BR><STRONG>ATALANTA-NAPOLI</STRONG><BR><BR>ATALANTA (4-4-1-1): Consigli, Raimondi, Stendardo, Manfredini, Brivio, Schelotto, Scozzarella, Cazzola, Bonaventura, Moralez, Parra. A disp. Frezzolini, Lucchini, Biondini, Bellini, Matheu, Carmona, De Luca, Troisi, Marilungo, Denis. <BR>All. Colantuono. <BR><BR>NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Inler, Behrami, Dossena; Hamsik; Insigne, Pandev. A disp.: Rosati, Grava, Aronica, Uvini, Mesto, El Kaddouri, Dzemaili, Donadel, Vargas, Fernandez. <BR>All.: Mazzarri<BR><BR><STRONG>CAGLIARI-SIENA</STRONG><BR><BR>CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Ariaudo, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Nainggolan; Cossu; Thiago Ribeiro, Nenè. A disp.: Avramov, Rossettini, Perico, Murru, Eriksson, Casarini, Ekdal, Sau, Ibarbo, Larrivey, Pinilla. <BR>All.: Pulga-Lopez<BR><BR>SIENA (3-4-2-1): Pegolo; Neto, Paci, Rubin; Angelo, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso; Rosina, Zè Eduardo; Calaiò. A disp.: Farelli, Contini, Dellafiore, D'Agostino, Verre, Mannini, Valini, Sestu, Campos Toro, Reginaldo, Bogdani, Paolucci. All.: Cosmi<BR><BR><STRONG>CHIEVO-PESCARA</STRONG><BR><BR>CHIEVO (4-3-3):Sorrentino, Frey, Dainelli, Andreolli, Darmè, Guana, L. Rigoni, Hatemaj, Thereau, Luciani, Pellissier.<BR>A disposizione: Puggioni, Cesar, Jokic, Coffie, Stoian, Detto, Moscardelli, Di Michele, Cruzado, Samassa, Farkas, M. Rigoni.<BR>All. Corini<BR><BR>PESCARA (4-3-2-1): Perin, Modesto, Bocchetti, Romagnoli, Balzano, Blasi, Cascione, Nielsen, Quintero, Weiss, Abbruscato. A disposizione: Pelizzoli, Zanon, Soddimo Colucci, Celik, Vukusic, Capuano, Cosic, Bjarnason. Caprari <BR>All. Stroppa<BR><BR><STRONG>PARMA-ROMA</STRONG><BR><BR>PARMA (3-5-2): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi, Ninis, Valdes, Parolo, Biabiany; Amauri, Pabon. A disp.: Pavarini, Bajza, MacEachen, Fideleff, Benalouane, Gobbi, Morrone, Musacci, Marchionni, Acquah, Belfodil, Palladino, Sansone. <BR>All.: Donadoni<BR><BR>ROMA&nbsp; (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Castan, Dodò; Pjanic, De Rossi, Florenzi; Totti, Osvaldo, Lamela. A disp. Goicoechea, Svedkauskas, Romagnoli, Burdisso, Bradley, Perrotta, Marquinho, Destro, Lopez. All. Zeman.<BR><BR><STRONG>LAZIO-TORINO</STRONG><BR><BR>LAZIO (4-1-4-1): Bizarri; Konko, Biava, Ciani, Cavanda; Cana; Candreva, Gonzalez,, Mauri, Lulic; Klose. A disp.: Carrizo, Radu, Dias, Scaloni, Brocchi, Onazi, Rocchi, Floccari, Kozak, Zarate. All. Petkovic<BR><BR>TORINO (4-2-4): Gillet; Darmian, Ogbonna, Rodriguez, Agostini; Brighi, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Bianchi, Birsa. <BR>A disp.: L. Gomis, Glick, Di Cesare, Masiello, Caceres, D'Ambrosio, Bakic, Basha, Vives, Stevanovic, Sgrigna, Verdi. <BR>All.: Ventura<BR><BR><STRONG>JUVENTUS-BOLOGNA</STRONG><BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Isla, Pogba, Pirlo, Giaccherini, Asamoah; Bendtner, Giovinco. A disp.: Storari, Rubinho, Lucio, Caceres, Marrone, Lichtsteiner, De Ceglie, Vucinic, Matri, Quagliarella. <BR>All. Alessio<BR><BR>BOLOGNA (4-3-1-2): Agliardi; Motta, Antonsson, Cherubin, Morleo; Konè, Pazienza, Guarente; Taider; Gabbiadini, Gilardino. A disposizione: Lombardi, Stojanovic, Sorensen, Carvalho, Garics, Abero, Radakovic, Pulzetti, Krhin, Pasquato, Riverola, Paponi. <BR>All. Pioli<BR><BR><STRONG>UDINESE-CATANIA</STRONG><BR><BR>UDINESE (3-5-1-1): Brkic; Coda, Danilo, Domizzi; Pereyra, Badu, Allan, Lazzari, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale. A disp. Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Basta, Armero, Willians, Zielinski, Ranégie, Fabbrini, Barreto. All. Guidolin<BR><BR>CATANIA (4-3-3): Andujar; Alvarez, Rolin, Spolli, Capuano; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Messina, Potenza, Bellusci, Biagianti, Salifu, Castro, Ricchiuti, Morimoto, Doukara. All.: Maran. <BR><BR><STRONG>INTER-SAMPDORIA</STRONG><BR><BR>INTER (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Silvestre; Zanetti, Gargano, Guarin, Cambiasso, Pereira; Cassano, Milito. A disposizione: Castellazzi, Belec, Bianchetti, Jonathan, Nagatomo, Alvarez, Duncan, Mudingayi, Palacio, Livaja. All. Stramaccioni&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>SAMPDORIA (4-3-3): Romero; Berardi, Rossini, Gastaldello, Costa; Poli, Maresca, Obiang; Estigarribia, Maxi Lopez, Eder. A disp.: Berni, Falcone, Mustafi, Poulsen, De Silvestri, Castellini, Tissone, Renan, Soriano, Munari, Juan Antonio, Icardi. All. Ferrara<BR><BR><STRONG>GENOA-FIORENTINA </STRONG>1 novembre alle 20.45<BR><BR>GENOA (4-4-2): Frey, Sampirisi, Granqvist, Canini, Moretti; Kucka, Toszer, Bertolacci, Antonelli; Jorquera, Immobile. A disposizione: Tzorvas, Piscitella, Seymour, Donnarumma, Bovo, Melazzi, Said, Hallenius, Krajnc, Alhassan Moro, Jankovic All. Del Neri.<BR><BR>FIORENTINA (3-5-2): Viviano, Roncaglia, Gonzalo, Tomovic, Cuadrado, Romulo, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Ljajic, Jovetic. A dispozione: Neto, Lupatelli, Hegazy, Savic, Cassani, Migliaccio, Mati Fernandez, Aquilani, Olivera, Llama, El Hamdaoui, Toni. <BR>All Montella <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001hamsik-insigne-pandev.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-decima-giornata-1009123.htmNo100075501,02,03030318
1961009110NewsCampionatiFatti e misfatti della classe arbitrale20121029203130arbitriArbitri“Diman tristezza e noia recheran l’ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno”. Così scriveva Giacomo Leopardi da Recanati, grande nella poesia come nella malinconia del suo “Sabato del villaggio”. Questo pensiero ci offre una singolare riflessione sugli avvenimenti calcistici di sabato e domenica appena trascorse e sulle correlate decisioni arbitrali che, per i loro errori talora evidenti, ci inducono a scrivere a malincuore e in maniera stucchevole di fatti e misfatti arbitrali, piuttosto che di calcio giocato. Oggi, quel “travaglio usato” di leopardiana memoria si riflette in noi, giornalisti del settore sportivo, come chi deve tornare a scrivere non solo di calcio e in maniera disarmata, disarmante e svuotata da stimoli verso un mondo che amiamo e al quale, ogni volta, tentiamo di dare il giusto significato. Milano, Firenze, Roma, Torino e, soprattutto, Catania, sono stati teatro di errori arbitrali, di decisioni indecise, di confusione e di mancanza di sicurezza da parte di chi dovrebbe infonderla. Sei arbitri in campo per sbagliare. Il “primo” è l’arbitro, le cui decisioni dovrebbero essere definitive, a seguire i due assistenti di linea, poi il quarto uomo e, dulcis in fundo, due altri arbitri sulla linea delle due porte per verificare se il pallone, in caso di gol non gol, ha superato per intero la linea di porta. Un plotone di giacchette nere che, come abbiamo potuto appurare in altre occasioni, concorre ad aumentare la confusione totale piuttosto che diminuire l’errore umano. A Catania si è toccato il paradosso che alimenta la commedia dei fischietti italiani, rei di aver agevolato una Juventus che non ha certo bisogno di aiuti esterni e che si ritrova, suo malgrado, a dover riesumare dagli armadi certi scheletri che non finiscono mai di essere definitivamente sepolti. Il 48esimo risultato consecutivo ottenuto a Catania dalla Juventus, porterà, infatti, uno strascico infinito di furibonde polemiche. Questa la dinamica dell’azione incriminata. Il Catania va in gol con Berghessio dopo che Marchese sull’out di sinistra crossa da trequarti campo, trova la correzione di Spolli il quale prolunga il pallone per Lodi che ne corregge ulteriormente la traiettoria. La sfera impatta contro il palo di Buffon e, rimbalzando, trova Berghessio che insacca. Il gol è regolare, perché non sussiste alcun fuorigioco. Ma la gioia dei catanesi dura solo 45 secondi perché, alle proteste juventine che s’innescano da parte della squadra in campo e della panchina, ne scaturisce un conciliabolo infinito tra l’arbitro Gervasoni, il guardalinee Maggiani e l’arbitro di porta Rizzoli. E così, dal lungo travaglio nasce la decisione di annullare un gol validissimo. Pulvirenti è espulso per proteste e lo scorrere continuo del replay televisivo è impietoso. Poi, come se non bastasse, la saga degli errori arbitrali in quel del Massimino di Catania si fa davvero insostenibile quando la Juve segna il gol della vittoria con Vidal ma, nella meccanica dell’azione, le telecamere scoprono un evidente stato di fuorigioco iniziale da parte del danese Bendtner. La Vecchia Signora gioisce, anche se, questa volta, non ci sono davvero gli estremi per poterlo fare. Sono questi i fatti di una giornata di calcio nata male e finita peggio, a causa delle errate decisioni arbitrali. Ma c’è ancora un fatto inedito che desideriamo mettere in luce per la sua positività. L’agenzia di scommesse Paddy Power, a seguito degli incresciosi errori arbitrali di Catania Juventus, ha deciso di pagare come vincenti tutte le scommesse singole relative alla partita del Massimino. “Certe volte un risultato è talmente ingiusto, che è più giusto rimborsare il denaro allo scommettitore”. Questo è il messaggio che un bookmaker irlandese ha deciso di lanciare per inaugurare un sistema di correttezza in un mondo che è sempre nell’occhio del ciclone. Ogni tanto, una cosa buona non guasta! Resta inconfutabile l’aspetto errato di certe designazioni arbitrali che dovrebbero essere riviste, almeno in quelle che sono le mansioni sul campo. Un arbitro internazionale come Rizzoli non può essere relegato a fare l’arbitro di porta che è posizione sminuente rispetto alla terna arbitrale che deve invece essere composta da nomi che diano maggiori garanzie di capacità e sicurezza. Nel caso della partita di Catania, le parti si sono invertite e, pur non potendo avere nessun riscontro di sorta, ci domandiamo: “Che cosa sarebbe successo se Rizzoli avesse diretto la partita e Gervasoni fosse stato l’arbitro di porta?”. Questo, col senno di poi, non lo sapremo mai!<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711gervasoni-milan-genoa.jpgSiNfatti-e-misfatti-della-classe-arbitrale-1009110.htmSi100451001,02,03030147
1971009098NewsCampionatiCatania-Juventus, le pagelle. Top Bergessio e Barzagli. Flop Barrientos20121028141531catania, juventusCatania Juventus PagelleLa Juventus si impone a Catania di misura, dopo una partita tutt'altro che convincente e macchiata dalla rete regolare non convalidata ai rossazzurri e da quella dubbia dei bianconeri.<BR><BR>Finale 0-1 (p.t. 0-0): 56' Vidal<BR><BR>Catania (3-5-2): Andujar 6, Rolin 6.5, Legrottaglie 6, Spolli 6.5, Izco 6, Almiron 6.5 (79' Biagianti s.v.), Lodi 6, Barrientos 5.5 (69' Castro 6), Marchese 5.5, Gomez 6 (82' Morimoto s.v.), Bergessio 6.5 All.: Maran 6<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Chiellini 6, Lichsteiner 6 (88' Caceres s.v.), Vidal 6.5, Pirlo 6, Pogba 6, Asamoah 6, Vucinic 6 (78' Giovinco 6), Bendtner 6 All.: Alessio 6<BR><BR><STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><BR><BR>Bergessio: lotta su tutti i palloni, gli viene annullata una rete regolarissima.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><BR><BR>Barientos: si vede poco, poteva fare di più.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Barzagli: dalla sua parte non passa nessuno.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR>C1007650adm001adm001C_3_Media_1336867_immagine_ts673_400.jpgSiNcatania-juventus-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009098.htmSiT1000007,T1000014100075501,02,03,06,09030276
1981009074NewsCalciomercatoCalciomercato, quanti big in scadenza20121025124071scadenza contrattoTra gli altri Huntelaar, Llorente e ArshavinGiugno è lontano, ma non calcisticamente. Tanti sono i calciatori in scadenza, e tante sono le trattative che iniziano a nascere sottobanco: Tuttosport ha raccolto i nomi dei top che ancora non hanno rinnovato,&nbsp; e noi di seguito vi parlaiamo della loro situazione.<BR><BR>In Europa è già partita la caccia a Klass Jan Huntelaar, bomber dello Shalke 04 che non riesce a trovare ancora l'accordo per il rinnovo: l'olandese fa gola a molti e addirittura il Real di Mourinho sarebbe alla porta per lui. Un altro che fa molta gola, si sa, è Fernando Llorente: su di lui c'è la Juve, ma lo scarso peso offensivo dell'Arsenal potrebbe costringere i Gunners a provarci per lui già a Gennaio. Chi potrebbe salutare Wenger invece è Theo Walcott:&nbsp;oltre alla Juve piace al City di Mancini. Da non trascurare la situazione di Sulejmani, gioiellino dell'<BR>Ajax, che potrebbe andare a fare fortune altrove.&nbsp;Occhio poi ai non più giovanissimi Tymoschuck, Kolo Toure, Rio Ferdinand, Ashley Cole, Florent Malouda, &nbsp;Andrei Arshavin e Ricardo Carvalho. <BR><BR>In Italia invece ancora non ha rinnovato Buffon ma non crediamo che questo sia un problema e l'accordo si raggiungerà senza problemi: oltre a lui vanno in scadenza Andreolli, appetito in estate da Inter, Juve e Milan, Rolando Bianchi (dubitiamo riguarda ad un suo non rinnovo), Bonera (il Milan difficilmente si opporrà al suo addio), Campagnaro, corteggiato dalla Juve ma pupillo di Mazzarri, Consigli, astro nascente del calcio italiano, Conti (che comunque rinnoverà a breve col Cagliari), Diakitè, ormai fuori rosa alla Lazio, Marchese, corteggiato da Montella alla Fiorentina, Miccoli (il suo potrebbe essere un vero e autentico caso visto che il rinnovo continua a non arrivare) e Walter Samuel, su cui però ci sono pochi dubbi circa un suo rinnovo all'Inter che dovrebbe arrivare a breve.<BR><BR>FL0141FL0141huntelaar.jpgSiNcalciomercato-quanti-big-in-scadenza-1009074.htmSi100205001,02,03,06,07,08010352
1991009061NewsCampionatiJuventus, Conte e la sua stilografica non perfetta 20121024163130juventus la Juve in ChampionsNella terra della sirenetta la Juve da favola si perde, o meglio non trova la vittoria&nbsp; che in Europa le manca ormai da 24 mesi.&nbsp;Il nordsjelland imbriglia i biaconeri costringendoli ad un pari che complica non poco il futuro in Champions degli uomini di Conte.&nbsp;L' &nbsp;1-1 che matura in Danimarca è un' incompiuta che ripropone l' unico neo che assilla oggi i Campioni d' Italia : la presenza di un uomo capace di risolvere gare rognose come quella del Farum Park. In realtà l' uomo della provvidenza , quello a cui affidarsi quando la palla di entrare proprio non vuole saperne, c' è ed è Mirko Vucinic, autore del pari, ma evidentemente non basta. Non basta proprio perchè al montenegrino stesso manca ad oggi la spalla ideale, "top player" o no ma che sia capace di trasformare in sostanza, cioè in goal, l' infinita mole di gioco e di occasioni che i bianconeri creano. <BR><BR>L' hanno fatto pure ieri contro una squadra sconosciuta si ma non composta di " gente presa per strada e messa li a giocare " , Gigi Buffon docet. In effeti ci sarebbe da parlare anche di sfortuna, ma non si tratta solo di questo. Tolto appunto l' efficace Vucinic, alla Juve la presenza di un bomber costante, di un falco degli ultimi sedici metri manca e come e rappresenta per ora l' unica crepa di un meccanismo presso chè perfetto: ne è la prova che in tanti vanno in goal&nbsp; ma è proprio alla batteria di punte che mancano i numeri. Giovinco non ha fatto male, ma non ha segnato. Non è poco . <BR><BR>Matri sembra in involuzione, quasi a pagare una fiducia non certo totale nei suoi confronti. Al danesone Bendtner, fin' ora utilizzato pochissimo, non si chiedevano miracoli, eppure la sua palla buona l' ha avuta&nbsp; e per di più&nbsp; in testa, specialità della casa, ma l' ha sprecata. Quagliarella è una cometa che appare luminosa per poi sparire in fretta. La storia è sempre uguale: avesse uno come Cavani i biaconeri passerebbero rapidamente da grande squadra a squadra&nbsp;mostruosa, erchè poi il resto funziona a meraviglia. La juve di Conte è un pò come una splendida stilografica con una punta non perfetta: Marotta &amp; Co. sanno bene cosa mettere nel carello per la prossima spesa. <BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>C1007650Danimarca, Farum ParkFL0799FL0799juventus.jpgSiNchampion-conte-e-la-sua-stilografica-non-perfetta-1009061.htmSiT1000007100836501,02,03,06030228
2001009049NewsCampionatiNordsjaelland-Juventus, le pagelle. Top Beckmann e Vucinic. Flop Vidal20121023223830nordsjaellan, juventusChampions League Nordsjaelland Juventus PagelleAl Parken Stadion di Copenhagen la Juventus cercava la prima vittoria in Europa contro i danesi ancora a quota zero punti. <BR>Ma non ce l'ha fatta. Un gran catenaccio dei danesi dopo un gran gol frutta un buon punto. La Juve in Champions non riesce proprio a vincere e la situazione si complica.<BR>Nono pareggio consecutivo dei bianconeri in Europa.<BR><BR>Nordsjealland-Juventus 1-1: 50' Beckmann, 80' Vucinic<BR>Ammoniti: 36' Marchisio 49' Chiellini 67' Runje 82' Mtiliga<BR><BR>Norsjealland(4-2-3-1): Hansen 7, Parkhurst 7, Okore 7, Runje 6.5, Mtiliga 6, Enoch 5.5, Stockholm 6.5, Lorentzen 6.5 (87' Christiansen S.V), Laudrup 6 (Christensen 6), John 6.5, Beckmann 7 (67' Nordstrand 6)<BR>All. Hjulmand 7<BR><BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Lucio 5.5 (75' Bendtner 5.5), Chiellini 6.5, Bonucci 5.5, Isla 6, Pirlo 6.5, Vidal 5(82' Giaccherini 6), Marchisio 5.5, De Ceglie 5.5, Giovinco 6, Matri 6 (67' Vucinic 7)<BR>All. Alessio (Conte) 6.5<BR><BR><STRONG><EM>Top Nordsjealland </EM></STRONG><BR><BR>Beckmann: il nome è simile a Beckham. Il piede pure. Punizione stellare.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Nordsjealland </EM></STRONG><BR><BR>Enoch: fatica più degli altri a costruire in mezzo al campo. Non una grave colpa.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vucinic: entra e segna. È lui il Top player della Juventus<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vidal: non è in gran forma e si vede. Fatica a costruire e a stare dietro alla squadra.<BR><BR>C1007650FL0882FL0882vucinic-4.jpgSiNchampions-league-nordsjaelland-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009049.htmSiT1000007100877901,02,03,06030358
2011009037NewsCampionatiNordsjaelland-Juventus, bianconeri costretti a vincere: probabili formazioni20121023111930nordsjaelland, juventusChampions League Nordsjaelland Juventus Probabili Formazioni<STRONG>Juventus</STRONG> costretta a vincere per non perdere la possibilità di qualificarsi per gli ottavi. La squadra di Conte si troverà di fronte i danesi del <STRONG>Nordsjaelland</STRONG>, ultimi a zero punti. <BR><BR>Queste le probabili formazioni:<BR><BR><BR>Nordsjaelland (4-2-3-1): Hansen; Parkhurst, Okore, Runje, Mtiliga; Adu, Stokholm; Laudrup, Lorentzen, John; Nordstrand. A disp.: Villadsen, Gundelach, Christensen, Christiansen, Petry, Ticinovic, Beckmann. All.: Hjulmand.<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Lucio, Chiellini; Isla, Pogba, Pirlo, Marchisio, Caceres; Vucinic, Giovinco. A disp.: Storari, Bonucci, Marrone, Giaccherini, Vidal, Bendtner, Quagliarella. All.: Alessio<BR><BR>Arbitro: Deniz Aytekin (GER)<BR><BR>Stadio: Parken, Copenhagen (DEN)<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus.jpgSiNnordsjaelland-juventus-bianconeri-costretti-a-vincere-probabili-formazioni-----1009037.htmSiT1000007100075501,02,03,06030228
2021009028NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Nordsjaelland: assenti Asamoah e Lichsteiner20121022111531juventus, nordsjaellandJuventus NordsjaellandCome detto, ci sono anche Buffon e Vucinic fra i convocati per la trasferta in Danimarca della Juventus. Assenti, invece, Asamoah e Lichtsteiner; sono in totale 22 i selezionati da Conte, questo l'elenco completo: Buffon, Lucio, Chiellini, Caceres, Pogba, Marchisio, Vucinic, De Ceglie, Giovinco, Barzagli, Bendtner, Bonucci, Padoin, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Quagliarella, Storari, Matri, Isla, Rubinho, Marrone.C1007650adm001adm001alessio.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-nordsjaelland-assenti-asamoah-e-lichsteiner---1009028.htmNoT1000007100075501,02,03,06030292
2031009024NewsCampionatiJuventus, recuperati Vucinic e Buffon20121022093137juventus, vucinic, buffonJuventus Vucinic BuffonDopo il successo casalingo contro il Napoli, la Juventus dovrà cercare la vittoria anche in Champions League. Prima tappa in Danimarca contro il Nordsjaelland: serve una vittoia, per rimettere in carreggiata il girone e giocarsi la qualificazione agli ottavi. Come riportato da La Gazzetta dello Sport la Juve recupera sia Buffon che Vucinic, assenti nella sfida scudetto con il Napoli.C1007650adm001adm001vucinic.jpgSiNjuventus-recuperati-vucinic-e-buffon-1009024.htmSiT1000007100075701,02,03,06030245
2041009013NewsCampionatiJuventus-Napoli, probabili formazioni: chi vince va in testa20121020101531juventus, napoliJuventus NapoliAlle 18 andrà in scena il match più atteso dell'ottava giornata di Serie A, Juventus-Napoli.<BR><BR>Conte dovrà fare a meno di Vucinic e Buffon, mentre Mazzarri ritrova dopo i tanti viaggi Cavani. Chi vince va in testa al campionato.<BR><BR>Queste le probabili formaizoni: <BR><BR><BR><STRONG>Juventus (3-5-2)</STRONG>: Storari; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Giovinco. All. Conte (in panchina Alessio)<BR><BR><STRONG>Napoli (3-4-1-2)</STRONG>: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Inler, Behrami, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani. All. Mazzarri<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-napoli.jpgSiNjuventus-napoli-probabili-formaizoni-chi-vince-va-in-testa-1009013.htmNoT1000007,T1000017100075501,02,03,06,08030264
2051009004NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Napoli: fuori Vucinic e Buffon20121019194531juventusJuventusLa Juventus, tramite il sito ufficiale, ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro il Napoli. Assenze pesanti per i bianconeri, Antonio Conte dovrà fare a meno di due pilastri come Gianluigi Buffon e Mirko Vucinic. Ecco l'elenco completo:<BR><BR>Portieri - Storari, Rubinho, Branescu.<BR><BR>Difensori - Lucio, Chiellini, Caceres, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner.<BR><BR>Centrocampisti - Pogba, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Isla, Marrone.<BR><BR>Attaccanti - Giovinco, Bendtner, Quagliarella, Matri.<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-napoli-fuori-vucinic-e-buffon-1009004.htmSiT1000007100075501,02,03030161
2061008990NewsCampionatiJuventus, difficile il recupero di Buffon e Vucinic20121019090432juventus, vucinic, buffonJuventus Vucinic BuffonPer la sfida contro il <STRONG>Napoli</STRONG> restano fortemente in dubbio <STRONG>Vucinic</STRONG> e <STRONG>Buffon</STRONG>.<BR><BR>Nell'allenamento odierno si cercherà di valutare se ci sono margini di recupero. Maggiori possibilità per il portiere. In caso di assenza già si scaldano Quagliarella e Storari.<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic.jpgSiNjuventus-difficile-il-recupero-di-vucinic-e-buffon-1008990.htmSiT1000007100075501,02,03,06030243
2071008985NewsCampionatiJuventus, ag. Buffon: «Non parliamo del rinnovo»20121018171531juventus, buffonJuventus BuffonSi è ascoltato e letto di tutti in questi giorni in merito all'infortunio di Gianluigi Buffon. Un problema serio che rischia di comprometterne la presenza in campo nel big-match di sabato contro il Napoli. Eppure all'ombra del Vesuvio si è polemizzato, facendo ironia e lanciando assurdi sospetti nei confronti del numero uno bianconero e della Nazionale. Per fare il punto su questa vicenda e non solo è intervenuto in esclusiva a TuttoJuve.com l'agente del giocatore Silvano Martina.<BR><BR>Ormai è diventato argomento di dominio pubblico soprattutto a Napoli: c'è fastidio da parte vostra per le insinuazioni che qualcuno ha lanciato nei confronti dell'infortunio di Buffon?<BR>"Guardi, le dico la verità: mi sono rotto le scatole di parlarne. Non voglio essere scorretto nei suoi confronti, ma non c'è molto da dire. I fatti sono chiari con tanto di certificati medici...".<BR><BR>Veniamo alla supersfida di sabato: come vede la gara fra Juve e Napoli?<BR>"In questo momento la Juve è campione in carica e sta confermando di essere la più forte in Italia. Il Napoli dal canto suo è cresciuto molto e rappresenta la principale antagonista in chiave Scudetto. Mi aspetto una partita molto bella".<BR><BR>Da ex giocatore pensa possano influire gli impegni con le Nazionali?<BR>"Ormai per tutti i club è così. Avere giocatori in giro per l'Europa o di ritorno dal Sudamerica riguarda tutti. Non solo uno dei due club, perciò non penso possa influire particolarmente nell'andamento della partita".<BR><BR>Può già essere un crocevia determinante della stagione questo Juve-Napoli?<BR>"Come gara di campionato arriva troppo presto, perchè possa essere decisiva".<BR><BR>Si parla tanto del rinnovo di Buffon con la Juve: ci sono novità?<BR>"Per il momento non è il caso di parlarne. Sono cose delicate, comunque al momento giusto verrà fuori tutto".<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001buffon1.jpgSiNjuventus-agente-buffon-non-parliao-del-rinnovo-1008985.htmSiT1000007100075701,02,03,06030141
2081008977NewsEditorialeJuventus-Napoli: la sfida infinita20121018083130Juventus, Napoli, Juventus Stadium, CampionatoSabato allo Juventus Stadium la prima sfida scudetto della stagioneQuando in palio non ci sono solo i tre punti, l’atmosfera è diversa. <BR>Quando in campo si gioca per l’onore, si combatte per la faccia, l’atmosfera cambia e si sente. <BR>Perché una partita è speciale, è diversa, quando, oltre ai novanta minuti, questa viene giocata fuori dal campo in tutta la settimana che precede lo scontro diretto.<BR>E se poi le settimane che precedono il match sono addirittura due (a causa della pausa delle nazionali), beh, tanto meglio. <BR>Perché su un giornale qualsiasi non troverete troppi commenti sulla bella nazionale di Prandelli, troverete più che altro qualche notiziola riguardo gli azzurri ma, ovviamente, intricata al big match di sabato prossimo.<BR>Specificatamente, poi, questa sfida dura addirittura da due mesi. Da quel famoso 11 agosto 2012. <BR>Proprio da lì, da Pechino, lo scontro tra Juventus e Napoli è diventato più aspro che mai. <BR>La prima Juventus di Carrera vinse in rimonta: finì 4-2 dopo 120 estenuanti minuti.<BR>Finì con una nota stonata, stonatissima: i partenopei non si presentarono alla premiazione, in segno di protesta verso l’arbitraggio. <BR>Proprio da quell’espulsione di Pandev, da quella coppa persa e dalla mancata premiazione dei biancoazzurri qualcosa è cambiato. <BR>Già ad agosto, infatti, si era capito che le due squadre avrebbero combattuto per lo scudetto, cercando di ostacolarsi l’una con l’altra. <BR>Il Napoli è cresciuto: nonostante la perdita di un giocatore quale Lavezzi, Mazzarri ha saputo far crescere la sua squadra fino a farla sognare traguardi impensabili. Ormai la coppa Italia non basta più.<BR>La Juventus è la Juventus. È la squadra più forte, indiscutibilmente. È la formazione più organizzata e con più risorse e quindi è la favorita. <BR>Alle 18.00 di sabato sera, allo Juventus Stadium di Torino sarà una partita memorabile. Una partita che ci aiuterà a capire qualcosa di più riguardo chi è avvantaggiato per la vittoria finale.<BR>L’anno scorso al San Paolo di Napoli fu un match incredibile: là i bianconeri rischiarono per la prima e unica volta di perdere, là si capì che Conte e compagnia avevano una marcia in più rispetto agli altri. Finì 3-3 con Pepe che salvò i torinesi. <BR>In Piemonte, al ritorno, non ci fu nessuno che salvò il Napoli: Bonucci, Vidal e Quagliarella schiantarono i partenopei, lanciando la squadra di Agnelli verso lo scudetto.<BR>Ma non finisce qui.<BR>L’epilogo della stagione 2011-2012 ebbe luogo a Roma: non vedremo mai più la capitale colorata di biancoazzurro come in quella serata. Il Napoli sconfisse la Juventus 2-0, nel giorno, triste, dell’addio di Del Piero. <BR>I partenopei tornarono ad alzare un trofeo dopo tanti anni a digiuno e la festa fu totale.<BR>Nell’ultimo anno, quindi, in quattro sfide ci troviamo di fronte a un pareggio: una vittoria bianconera, una vittoria partenopea e due pareggi, l’ultimo culminato nei tempi supplementari con la vittoria in Supercoppa di Carrera. <BR>Vucinic contro Cavani, Buffon contro De Sanctis, Vidal contro Hamsik.<BR>Che la prima sfida scudetto della nuova stagione abbia inizio. C1007650TorinoFL0882FL0882hamsik-insigne-pandev.jpgSiNcampionato-serie-a-1008977.htmSiT1000007100877901,02,03030338
2091008974NewsCampionatiNapoli, ag. Insigne: «Lo vuole il Psg»20121017124531napoli, insigneNapoli InsigneA <EM>Radio Crc</EM> nella trasmissione <EM>Si gonfia la rete</EM> di<STRONG> Raffaele Auriemma</STRONG> è intervenuto <STRONG>Antonio Ottaiano</STRONG>, procuratore dell'attaccante del <STRONG>Napoli</STRONG> <STRONG>Lorenzo Insigne</STRONG>.<br><br> "Oggi Insigne già si allenerà col Napoli perché stanotte è rientrato. Bastava guardare le immagini di ieri per capire quanta gioia ha provato nel far gol con l'Italia".<br><br> "Come vive Lorenzo il primo periodo azzurro? La vive con una serenità incredibile. Ha iniziato il percorso con il Napoli. Davanti a sé ci sono calciatori straordinari e non so quante squadre possano avere in rosa una coppia straordinaria d'attacco come Cavani e Pandev. Insigne è conscio di questo e aspetta il suo momento ma ripeto, è sereno perché è consapevole del suo ruolo nella squadra azzurra. La scelta del Napoli è condivisibile per cui il mio assistito lavora e cerca di apprendere quanto più possibile dagli attaccanti in rosa".<br><br> "Juventus-Napoli, l'attesa di Insigne? Il primo gol che avrebbe voluto segnare è alla Juventus. I bianconeri per i napoletani rappresentano la grande squadra da battere e Lorenzo, da napoletano, è cresciuto con questo sogno. Detto questo, ad Insigne farebbe piacere segnare gol a tutte le squadre avversarie. Sabato immagino che i titolari saranno Pandev e Cavani ma se a gara in corso sarà offerta al mio assistito la possibilità di entrare, la sua sarebbe a mille".<br><br> "Il Psg su Insigne? Oggi Lorenzo viene considerato tra i giovani più promettenti del calcio italiano e credo che qualsiasi squadra di caratura internazionale abbia interesse a seguire il calciatore ma mi sembra anche abbastanza ovvio che squadre importanti come il Psg abbiano nel loro taccuino uno come Lorenzo da seguire. Credo che un calciatore giovane che sta dimostrando di avere qualità possa essere ambito non solo dal Psg ma da tutti i club europei e quindi anche dal Napoli".<br><br> "Se il Psg mi ha contattato? Facciamo lavorare Insigne e facciamo sì che sia il suo apporto al Napoli sia sempre maggiore. Non è il caso parlare di certe cose, adesso, visto che Insigne ha firmato un contratto lungo con il Napoli. L'interesse di grossi club europei mi pare ovvio che ci sia ma da qui a prenderlo ce ne passa. Oggi non è da prendere in considerazione la chiamata o meno del Psg".<br><br> "Segnare a Buffon? Stiamo parlando di un portiere straordinario e per quanto Insigne possa conoscere i suoi movimenti, Buffon è sempre un grandissimo portiere. Il fatto che gli abbia già fatto gol in Nazionale, prendiamolo come buon auspicio".<br><br>C1007650adm001adm001insigne.jpegSiNnapoli-agente-insigne-lo-vuole-il-psg-1008974.htmSiT1000017100075701,02,03030215
2101008971NewsCampionatiLega Pro, Milazzo: ragazzi senza colpe20121017101055lega pro, milazzoSalvino Cavallaro giornalista iscritto allOrdine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itMilazzo 0 Savona 3. Le cronache ci riferiscono il leitmotiv di queste ultime settimane milazzesi, delle profonde spaccature e problemi societari, dei dissidi, del mancato lavoro della squadra che non si allena ormai da quindici giorni, ma anche di un comportamento sorprendentemente positivo espresso sul campo da parte dei ragazzi del vice mister La Spada, (Tosi non s’è più visto). Stoico dunque il Milazzo che, sul campo del Grotta Polifemo assolutamente deserto per motivi di inagibilità, perde contro la prima della classe ma esce in maniera dignitosa e a testa alta. La speranza è ultima a morire, questo i ragazzi del Milazzo calcio lo sanno bene, tuttavia, il pensiero fisso dello sbando collettivo dovuto a una società che non c’è, rode e mortifica oltremodo. E’ la battaglia dei nervi senza fine, una delusione dietro l’altra che è profonda e che colpisce l’anima ma non i piedi “buoni” di qualcuno di questi ragazzi che, elogiarli, è fare poco. Gran parte di loro, infatti, dorme tra le mura silenti degli spogliatoi del Grotta Polifemo, dove soltanto il rumore del vicino mar di Ponente, talora impetuoso e in burrasca, non lascia prevedere nulla di buono ed è premonitore di una storia del pallone iniziata tra legittimi sogni e continuata tra delusioni e mortificazioni senza fine. Ma che colpa ne ha Mignogna, D’Amico, Dama, Lewandowski, Cancelloni, Previti and company, di tutta questa maledetta storia che investe come un violento tornado la S.S. Milazzo? Nessuna, proprio nessuna. Fin dal ritiro estivo di Norcia, i ragazzi avevano incrociato le dita sperando in un contratto che potesse dare loro un futuro. Per i più “fortunati” di loro è avvenuta una firma che poi si è rivelata come affissa su carta straccia, mentre i “meno fortunati” (si fa per dire) hanno ricevuto il benservito con un “Grazie” di circostanza, cui faceva seguito un laconico “Non ci interessate”. Ebbene, con il senno di poi, i più fortunati sono proprio stati coloro i quali sono stati “bocciati” dalla nuova dirigenza mamertina. Ma, ritornando alla partita contro il Savona, dove lo scenario deprimente degli spalti deserti ha assunto contorni a dir poco malinconici, i ragazzi del Milazzo pur senza ”birra” nelle gambe hanno dato chiari segnali di amor proprio nel dimostrare, attraverso l’impegno profuso in campo, la loro assoluta estraneità a una situazione che li coinvolge loro malgrado e li mortifica oltremodo. Davanti a loro non c’era il Savona in quanto avversario diretto, ma il fatuo destino che li ha accomunati in una storia che ha dell’incredibile. Gli irriducibili e ammirevoli sostenitori del Milazzo hanno capito bene il loro messaggio e, in maniera commovente, assiepati com’erano tra le terrazze di case e palazzi nei dintorni del Grotta Polifemo, hanno assistito e apprezzato con il cuore l’impegno e la volontà dimostrata in campo dalla loro squadra, anche se sono incappati in una sconfitta cocente che già, peraltro,&nbsp; era stata largamente prevista alla vigilia dell’incontro. Ma i ragazzi rossoblu sono usciti dal campo sicuri di avere fatto il proprio dovere, come se più di così non avrebbero davvero potuto fare e, infatti, così è stato. In fondo sono stati ammirevoli! Il pallone resta la loro vita, il loro sogno da coltivare e da difendere con le unghie e con i denti. Per questo, sotto la calda doccia del Grotta Polifemo, dopo che la stanchezza di quell’interminabile partita senza alcun valore tecnico si era impadronita di loro, hanno rivolto il primo pensiero a una società che latita, che in questo momento non c’è, che tarda ad arrivare, anche se all’orizzonte s’intravvede uno spiraglio di luce capace di non spegnere le residue, fievoli speranze. In fondo, nonostante tutto, per questi ragazzi del pallone rossoblu non&nbsp; può essere illusorio ed evanescente il pensiero d’inseguire con caparbietà e speranza le fortune di Del Piero, Totti, Pirlo, Buffon, Balzaretti, Chiellini e altri illustri calciatori, partendo proprio da Milazzo. Questo non è vietato da nessuno. Da piccoli ci hanno insegnato a non disperare mai, a non perdere fiducia nella vita e, soprattutto, di non mettere limite ai sogni. A volte, da certe brutte avventure ci si può risvegliare traendone utili esperienze di vita. Vero capitan Mignogna and company? Non mollate!<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007654FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNlega-pro-milazzo-ragazzi-senza-colpe-1008971.htmSi100451001,02,03030920
2111008958NewsCampionatiQualificazioni Brasile 2014, Italia-Danimarca20121016084148Qualificazioni Brasile 2014Probabili formazioniDopo la vittoria per 1-3&nbsp;giunta in trasferta contro l'Armenia, gli azzurri di Prandelli cercheranno di battere anche la Danimarca&nbsp;che ha&nbsp;pareggiato venerdì scorso per 1-1 contro la Bulgaria.<br><br> Prandelli confermerà il modulo 4-3-1-2 ma ci saranno alcune novità nella formazione iniziale dell'Italia, a partire da Buffon, che non è al meglio e potrebbe, perciò, lasciare la maglia da titolare a Morgan De Sanctis.<br><br> Cambi anche in difesa: Maggio ha lasciato il ritiro azzurro per la nascita del primo figlio e, dunque, sulla fascia destra, sarà sostituito dal milanista Ignazio Abate.<br><br> Sulla corsia opposta, invece, ballottaggio tra Balzaretti e Criscito, mentre al centro torna Chiellini dal primo minuto a far coppia con Barzagli.<br><br> Tutto confermato, invece, a centrocampo con Pirlo, Marchisio e De Rossi a comporre la mediana, e Montolivo in posizione di trequartista alle spalle di Balotelli, recuperato dall'attacco febbrile, ed Osvaldo.<br><br> Nella Danimarca sono diversi i nomi conosciuti: in primis ci sarà molta curiosità, specie dei tifosi della Juventus, per vedere all'opera Bendtner, finora oggetto misterioso del mercato bianconero.<br><br> La Danimarca, seppur in calo negli ultimi anni, è una nazionale che non va sottovalutata; in difesa può contare di giocatori di caratura internazionale come Agger e Kjaer, mentre il centrocampo sarà guidato da Eriksen, talento dell'Ajax nel mirino dei più grandi club d'Europa.<br><br> PROBABILI FORMAZIONI<br><br> Italia (all. Prandelli) 4-3-1-2: De Sanctis; Abate, Barzagli, Chiellini, Balzaretti; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Osvaldo, Balotelli.<br><br> Danimarca (all. Olsen) 4-4-2: Andersen; Jacobsen, Kjaer, Agger, Wass; Kvist, Kristensen, Eriksen, Rommedahl; Krohn-Dehli, Bendtner.<br><br>MilanoFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNqualificazioni-brasile-italia-danimarca-1008958.htmSi100427901,02,03010187
2121008945NewsCoppeQualificazioni Brasile 2014, Armenia-Italia: Gli azzurri non possono fallire20121012100937ItaliaProbabili formazioniIl ct Minasyan dovrebbe schierare l'Armenia con un 4-5-1 che punta molto sul gioco sulle fasce. In porta, davanti a Berezovsky, dovrebbero essere Mkoyan, Arzumanyan, Hovsepyan e Yedigaryan a formare il quartetto difensivo. A centrocampo, spazio ad Edigaryan, Ovsepyan, Yedigaryan; Edigaryan, Mkrtchyan, Hayrapetyan e Badoyan, con il gioiello dello Shakhtar, Mkhitaryan, che farà la spola con l'attacco. In avanti, l'unica punta di ruolo dovrebbe essere Movsisyan.Prandelli dovrebbe optare per la difesa a quattro. <BR><BR>Davanti a Buffon agiranno Maggio e Criscito nel ruolo di terzini, con Bonucci e Barzagli al centro e Chiellini in panchina. Pirlo sarà il vertice basso del centrocampo a rombo con De Rossi e Marchisio che giocheranno ai suoi lati, Montolivo dovrebbe esser schierato nel ruolo di trequartista. In attacco sono sorti dubbi dell'ultima ora: Osvaldo si è fatto male in allenamento scontrandosi con Sirigu ma dovrebbe esserci, Balotelli è alle prese con l'influenza e la sua posizione verrà valutata fino all'ultimo secondo.Giovinco pronto a sostituirlo.<BR><BR>L'Armenia è una squadra che tende a tenere molto alti i ritmi della partita e punta molto sull'inserimento negli spazi dei suoi centrocampisti. Un occhio particolare va dato a Mkhitaryan, un giocatore&nbsp;in crescita&nbsp;che può ideare la giocata in qualsiasi momento. L'Italia sarà in inferiorità numerica in mediana ma potrà contare su uomini di maggior tasso tecnico ed elevata esperienza. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>ARMENIA(4-5-1):Berezovsky - Mkoyan - Arzumanyan - Hovsepyan - Yedigaryan - Edigaryan - Mkrtchyan - Hayrapetyan - Badoyan - Mkhitaryan - Movsisyan<BR><BR>ITALIA(4-3-1-2):Buffon - Criscito - Bonucci - Barzagli - Maggio - Marchisio - Pirlo - De Rossi - <BR>Montolivo - Balotelli - Osvaldo<BR><BR><BR>PescaraFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNqualificazione-brasile-armenia-italia-1008945.htmSi100427901,02,03010175
2131008936NewsCalcio EsteroPallone d`Oro 2012:sei giocatori italiani in lizza20121011085840Pallone d`Oro 20126 italiani in lizzaC'è di nuovo&nbsp;molta Italia nelle nomination per il prossimo pallone d'Oro. Dopo anni di&nbsp;assenza sono stati rivelati i nomi di coloro che rappresenteranno il nostro paese nella corsa al prestigioso premio, che probabilmente però non vinceranno.<br><br> Ci sono sei calciatori (Balotelli, Buffon, De Rossi, Di Natale, Marchisio e Pirlo) e sei allenatori (Guidolin, Di Matteo, Mancini, Mazzarri, Prandelli e Spalletti). A livello di calciatori solamente la Spagna ha fatto meglio, con 10 rappresentanti. <br><br> Attualmente i nomi sono 53, ma ne verranno presto tagliati 30. I 23 finalisti saranno poi svelati il prossimo 30 ottobre. I vincitori verranno scelti da 209 giornalisti, 209 c.t. e 209 capitani. L'annuncio dei tre finalisti verrà dato il 30 novembre prima del sorteggio della Confederations Cup. Il vincitore verrà invece proclamato il 7 gennaio 2013 a Zurigo.<br><br> Probabilmente i tre finalisti saranno Messi, Ronaldo ed Iniesta. Ma prenderanno molti voti anche Falcao, Drogba, Casillas, Buffon, Xavi ed anche Ibrahimovic. Tra gli allenatori invece il favorito in assoluto è il ct della Spagna campione d'Europa Vicente del Bosque.<br><br>EuropaFL0411FL0411spagna-euro-20121.pngSiNpallone-d-oro-sei-italiani-in-lizza-1008936.htmSi100427901,02,03010249
2141008935NewsCampionatiItalia, le scelte di Prandelli: tante conferme, poche sorprese20121010194531italia, prandelliItalia PrandelliIl progetto deve continuare. Il progetto sta continuando. <BR>Dopo un Europeo emozionante, sfumato all'ultimo secondo, o meglio, all'ultima partita, Prandelli è stato confermato per condurre la nazionale fino al Mondiale brasiliano del 2014. <BR>Il pareggio con la Bulgaria e la vittoria, stringata, con Malta non hanno convinto a pieno il grande pubblico: adesso il mister ex Fiorentina ha l'occasione per rifarsi. Prima in Armenia, poi alla Scala del calcio milanese contro i nordici danesi: bisogna vincere e, se possibile, anche convincere.&nbsp; Prandelli si affida ai vecchi senatori, cercando di inserire poco per volta anche qualche nuova promessa.<BR><BR>In porta oltre al buon San Gigi, troviamo De Sanctis, Sirigu e Viviano che però ha accusato un lieve infortunio: le condizioni del portiere che sta guidando la Viola verso un campionato pieno di soddisfazioni, comunque, non preoccupano. Insomma basta leggere i nomi per farsi scappare un sorrisone. Dietro siamo stati, siamo e saremo coperti benissimo per tanto, tanto tempo. L'erede di Buffon sembra essere Salvatore Sirigu, che a Parigi continua a impressionare, mentre Viviano cercherà di sgambettare il portiere ex Palermo.&nbsp; In difesa oltre ai tre juventini Barzagli, Bonucci e Chiellini, che hanno composto la difesa a tre azzurra in Polonia e Ucraina, e che sembrano destinati a essere i titolari assoluti (l'incognita è ancora scoprire il modulo di questa Italia, tre difensori o quattro?), spuntano i nomi di Abate, uno dei pochi che si sta salvando dal disastro Milan, Ogbonna che sta facendo grande il Torino, Maggio, fautore dellinizio arrembante dei partenopei e Balzaretti che arranca in quel di Roma. Tornano con grande voglia e rabbia agonistica Domenico Criscito e Andrea Ranocchia; quest'ultimo ha preso in mano la difesa nerazzurra, continuando a migliorare partita dopo partita. L'impressione è che il problema dellanno passato del difensore ex Bari e Genoa non fosse tecnico ma psicologico.&nbsp; <BR><BR>L'unica sorpresa a metà campo è Candreva: il grande inizio di stagione con l'aquila biancoceleste ha valorizzato il centrocampista ex Juventus e gli ha concesso un'altra opportunità. L'impressione è che i tre titolari in mezzo al campo saranno gli insostituibili Pirlo e Marchisio, oltre al discusso De Rossi, che fatica a costruire un buon rapporto con il boemo Zeman. Verratti, già re di Parigi, dovrebbe partire dalla panchina per sostituire il regista della Juventus. Reduce da un buon derby, Montolivo dovrebbe partire titolare mentre sarà panchina per Giaccherini e Diamanti. <BR><BR>Torna in attacco Balotelli che spalleggerà Osvaldo nel tandem offensivo. Per l'attaccante giallorosso si parla già di un possibile trasferimento: Juventus o Inter sono alle porte, pronte con il telefono, ma soprattutto, i soldi in mano. El Shaarawy e Giovinco non possono non meritarsi questa convocazione, mentre Destro che fino ad ora ha deluso parecchio nella capitale, potrà giocarsi un'importante chance.&nbsp; La vera sorpresa è Alberto Gilardino, rinato al Dall'Ara di Bologna: la convocazione dell'ex Fiorentina e Genoa ha scatenato le polemiche. L'esclusione di Fantantonio Cassano, infatti, era stata motivata anche come una scelta di età. <BR><BR>Prandelli ha subito risposto che, malgrado l'età oramai avanzata, il violino bolognese sarebbe "solo" il quinto o sesto attaccante della nazionale. Sembra un Prandelli deciso, speriamo lo sia anche l'Italia.<BR><BR>MilanoFL0882FL0882cesare-prandelli.jpgSiNitalia-le-scelte-di-prandelli-tante-conferme-poche-sorprese-1008935.htmSi100877901,02,03010197
2151008930NewsCalcio EsteroGolden Foot 2012:si vota fino al 12, in lizza anche Buffon e Pirlo20121010092842Golden foot 2012In lizza anche Buffon e PirloMancano pochi giorni alla chiusura della votazione web per eleggere il vincitore del Golden Foot 2012 , il campione da leggenda che lascerà le impronte dei piedi sulla Champions Promenade di Monte Carlo. Si può votare fino al 12 ottobre. <BR>In lizza ci sono dieci campioni che hanno fatto e che stanno ancora facendo la storia del calcio: Didier Drogba, Zlatan Ibrahimovic, Andrea Pirlo e Raul Gonzalez Blanco, Gianluigi Buffon, Iker Casillas, Carles Puyol, Ricardo Kaká, Xavi Hernandez e Clarence Seedorf. <BR>&nbsp;<BR>Quest'anno, il vincitore de Golden Foot sarà premiato Pelé. Accanto a lui, anche Franco Baresi, Eric Cantona e Lothar Matthäus riceveranno il Golden Foot come leggende del calcio per il contributo dato al gioco durante le loro brillanti carriere.<BR>&nbsp;<BR>Il Golden Foot è l'unico premio calcistico votato dal pubblico che risponde alla domanda: chi merita di essere considerato come uno dei migliori calciatori di tutti i tempi? Il giocatore più votato riceverà l'ambito premio a Monte Carlo e lascerà le impronte sulla Champions Promande.<BR>&nbsp;<BR>Il prossimo 17 ottobre, giorno nominato "Football Day " in collaborazione con Sportel Monaco, si svolgerà il gala di premiazione del Golden Foot 2012 nel prestigioso scenario della Salle des Étoiles dello Sporting Club di Monaco, con inizio alle ore 20:00. Sarà una serata indimenticabile con le più grandi stelle del calcio.Monte CarloFL0411FL0411pirlo.jpgSiNgolden-foot-si-vota-fino-al-1008930.htmSi100427901,02,03010316
2161008904NewsEditorialeSerie A, è sfida tra Juventus e Napoli ma occhio all`Inter20121008100923Serie AJuventus e Napoli sempre in testaLa settima giornata della massima serie offre molti spunti. Nel 157esimo derby di Milano l'Inter&nbsp;vince tre volte&nbsp;in un colpo solo:&nbsp;fà sua&nbsp;la stracittadina per la terza volta consecutiva, acciuffa il terzo posto alla pari con la Lazio e blocca sul nascere qualsiasi velleità di risalita da parte dei cugini. <BR><BR>Il Napoli non tradisce e si sbarazza per 2 a 1 di una comunque buona Udinese.&nbsp;Insomma, come da pronostico è il Napoli l'anti-&nbsp;Juve. <BR><BR>Juve, però, affaticata.&nbsp; Impegnata a Siena la squadra di Conte/Carrera ha sofferto più del previsto. La squadra di Cosmi dopo aver battuto l'Inter a Milano&nbsp; ha cullato fino all'85 il sogno di poter compiere&nbsp;un'altra impresa: bloccare la Juve. Ci ha pensato Marchisio, dopo tanti assalti falliti, a battere Pegolo per il 2-1. Ma ieri notte Rosina avrà avuto gli incubi a pensare alla palla servitagli da Del Grosso e che lui di testa doveva solo appoggiare alle spalle di Buffon(dicasi lo stesso di Calaiò). La Juve, però,&nbsp;non perde mai e, a differenza dell`anno scorso, non pareggia&nbsp;ma vince.<BR><BR>La Roma sfata un tabù:non vinceva in casa da aprile (Roma&nbsp;- Udinese 3-1).&nbsp;Presa per mano&nbsp;dal solito Totti, la Roma imbrocca&nbsp;la strada della prima vittoria casalinga. Sempre a Roma,sponda Lazio i tifosi sognano grazie ai sontuosi Hernanes e Klose. I tifosi del Pescara aspettavano con trepidazione la sfida con l'odiata Lazio (scontri di 35 anni fa), ma i giocatori di furia, agonistica si intende, non ne hanno avuta. Hernanes con una punizione magistrale e il sempre, solito, verde Klose (doppietta) portano la Lazio a quota 15 punti, confermando quel terzo posto da dove è lecito sognare.<BR><BR>Buone notizie anche per il Cagliari che, finalmente, si è sbloccato. I rossoblu, alla prima con Pulgo e Lopez in panchina, hanno centrato la prima vittoria in campionato. Con un rigore di Nené il Cagliari ha espugnato l'Olimpico di Torino, e attende speranzoso di poter rigiocare, anzi giocare, la partita contro la Roma. Partita che Cellino, invitando la gente a disobbedire alla decisione della Prefettura, aveva di fatto impedito che venisse disputata. <BR><BR>Continua a volare la&nbsp;Fiorentina di Montella. Vittoria per 1 a 0 al Franchi contro il Bologna. A decidere come al solito è stato Jovetic. La Fiorentina è ora al quinto posto con 11 punti insieme a Roma e Catania: l'Europa è un obiettivo sicuramente alla portata. <BR><BR>A Catania&nbsp;cresce l'entusiasmo:&nbsp;2 a 0 al Parma con reti di Gomez e Begessio. Quinto posto, seppur condiviso, raggiunto. <BR><BR>C'è da segnalare&nbsp;la seconda sconfitta consecutiva della Sampdoria di Ferrara nell'anticipo di sabato. A Verona contro il nuovo di Chievo di Eugenio Corini i blucerchiati hanno perso a causa di una clamorosa papera del portiere Romero sul tiro di Di Michele (2-1 il punteggio, Théréau e Maresca gli altri marcatori).&nbsp;Mentre il Genoa ha pareggiato 1-1 contro il Palermo del grande ex Gasperini; con Immobile che sotto&nbsp;porta ha sbagliato&nbsp;di tutto;&nbsp;ci ha pensato il ritrovato Borriello a pareggiare il gol di Giorgi.<BR><BR>C1007650ItaliaFL0411FL0411hamsik-insigne-pandev.jpgSiNserie-a-settima-giornata-1008904.htmSi100427901,02,03010287
2171008899NewsCampionatiSiena-Juventus 1-2, le pagelle. Top Calaiò e Pirlo. Flop De Ceglie20121007164531siena, juventusSiena Juventus PagelleAl Franchi di Siena una Juventus tutt'altro che brillante porta a casa tre punti pesantissimi. A Pirlo risponde Calaiò. Decide una prodezza di Claudio Marchisio.<BR><BR>Risultato Siena-Juventus 1-2: 14' Pirlo, 45' Calaiò, 85' Marchisio<BR><BR>Ammoniti: Felipe, Chiellini, Zè Eduardo, Rosina, Neto, Paci, Sestu<BR>Espulsi: Cosmi<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo 5.5, Neto 6.5, Paci 6, Felipe 6, Angelo 7(68 Bolzoni 6), Vergassola 6.5, Rodriguez 6, Del Grosso 6, Rosina 6 (81 Reginaldo s.v), Zè Eduardo 5 (51 Sestu 6), Calaiò 7<BR>All. Cosmi 4.5<BR><BR>Juventus(3-5-2): Buffon 6, Barzagli 5, Marrone 6.5 (80` Quagliarella s.v), Chiellini 5.5, Lichteiner 5.5(68 Giaccherini 6), Pirlo 7, Vidal 5.5, Marchisio 7.5, De Ceglie 4.5 (45 Asamoah 6), Giovinco 6,5, Vucinic 5.5 <BR>All. Conte (Carrera) 6<BR><BR><STRONG><EM>Top Siena</EM></STRONG><BR><BR>Calaiò: il capitano non delude mai. Il Franchi è ai suoi piedi. <BR><BR><STRONG><EM>Flop Siena</EM></STRONG><BR><BR>Zè Eduardo: Cosmi ha detto che neanche il giocatore brasiliano si accorge delle sue potenzialità. In realtà neanche noi.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Marchisio: un gol pesantissimo in una partita complicatissima. La Juve non si ferma più, soprattutto grazie al piccolo principe. <BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>De Ceglie: è lui che si perde malamente Angelo nell'occasione del gol. Un errore, alla fine, non così pesante.<BR><BR>C1007650SienaFL0882FL0882emanuele-calaio.jpgSiNsiena-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008899.htmSiT1000007,T1000025100877901,02,03010213
2181008895NewsCampionatiSerie A, le probabili formazioni della settima giornata20121007094531seria a, probabili formazioni, settima giornataSerie A Probabili Formazioni Settima GiornataDomenica 7 ottobre<br><br> ROMA-ATALANTA (ore 12.30)<br><br> Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley, Florenzi; Destro, Osvaldo, Totti.<BR>A disp.: Goicoechea, Svedkauskas, Burdisso, Taddei, Romagnoli, Tachtsidis, Perrotta, Marquinho, Lopez, Lamela, Tallo. All.: Zeman<BR>Squalificati: Guberti (agosto 2015) Indisponibili: Lobont, Pjanic, Dodò<br><br> Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Matheu, Peluso, Brivio; Schelotto, Cigarini, Cazzola, Moralez; De Luca; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Polito, Ferri, Milesi, Scozzarella, Bonaventura, Palma, Parra, Troisi, Marilungo. All.: Colantuono<BR>Squalificati: Lucchini (1)<BR>Indisponibili: Radovanovic, F. Pinto, Capelli, Biondini, Bellini, Stendardo, Manfredini, Carmona<br><br> &nbsp;<br><br> CATANIA-PARMA (ore 15.00)<br><br> Catania (4-3-3) Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Messina,&nbsp; Potenza, Rolin, Augustyn, Biagianti, Salifu, Sciacca, Doukara, Ricchiuti, Morimoto, Castro, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Capuano (1) Indisponibili: Terracciano, Keko, Spolli<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi, Parolo, Valdes, Galloppa, Gobbi; Biabiany, Amauri.<BR>A disp.: Pavarini, Bajza, Maceachen, Benaluoane, Fideleff, Morrone, Acquah, Musacci, Marchionni,Pabon, Ninis, Belfodil, Sansone. All.: Donadoni<BR>Squalificati:&nbsp; nessuno Indisponibili: Santacroce, Palladino<br><br> &nbsp;<br><br> FIORENTINA-BOLOGNA (ore 15.00)<br><br> Fiorentina (3-5-1-1): Viviano; Roncaglia, Savic,Tomovic; Cuadrado, Mati Fernandez, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; El Hamdaoui, Jovetic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Cassani, Migliaccio, Llama, Olivera, Della Rocca, Romulo, Seferovic, Toni, Ljajc. All.: Montella<BR>Squalificati: Rodriguez (1) Indisponibili: Aquilani, Camporese<br><br> Bologna (3-4-1-2): Agliardi; Carvalho, Natali, Cherubin; Garics, Pazienza, Taider, Morleo; Kone; Diamanti, Gilardino.<BR>A disp.: Lombardi, Sorensen, Radakovic, Motta, Abero, Pulzetti, Gimenez, Guarente, Riverola, Stojanovic,Pasquato, Gabbiadini, Acquafresca. All.: Pioli<BR>Squalificati: Portanova (febbraio 2013) Indisponibili: Curci, Antonsson, Perez<br><br> &nbsp;<br><br> PESCARA-LAZIO (ore 15.00)<br><br> Pescara (4-3-2-1): Perin; Balzano, Terlizzi, Capuano, Bocchetti; Blasi, Colucci, Cascione; Quintero, Caprari; Vukusic.<BR>A disp.:&nbsp; Pelizzoli, Perrotta, Togni, Romagnoli, Nielsen, Bjarnson, Brugman, Falso, Soddimo,Celik, Jonathas, Abbruscato. All.: Stroppa<BR>Squalificati: Zanon (1), Weiss (1) Indisponibili: Savelloni, Modesto, Crescenzi, Cosic, Chiaretti<br><br> Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Mauri;Klose.<BR>A disp.: Bizzarri, Carrizo, Ciani, Cana, Scaloni, Cavanda, Onazi, Zarate, Rocchi, Kozak, Floccari. All.:Petkovic<BR>Squalificati: nessuno Indisponibili: Brocchi, Diakitè, Radu, Ederson<br><br> &nbsp;<br><br> SIENA-JUVENTUS (ore 15.00)<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Neto, Paci, Felipe; Sestu, Vergassola, Rodriguez, Del Grosso; Rosina, Zè Eduardo; Calaiò.<BR>A disp.: Farelli, Marini, Dellafiore, Martinez, Bolzoni, Angelo, Rubin, Reginaldo, Verre, Valiani, Paolucci, Bogdani. All.: Cosmi<BR>Squalificati: Larrondo (dicembre 2012), Vitiello (settembre 2016), Terzi e Belmonte (febbraio 2016)<BR>Indisponibili: Campagnolo, Contini, Coppola, Mannini,&nbsp; D`Agostino<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Lucio, Marrone, Chiellini;Caceres, Pogba, Pirlo, Marchisio, De Ceglie;Giovinco, Vucinic.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Isla, Barzagli, Asamoah, Lichsteiner,Vidal, Padoin, Giaccherini, Bendtner, Matri, Quagliarella. All.: Carrera<BR>Squalificati: Bonucci (1) Indisponibili: Pepe<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-CAGLIARI (ore 15.00)<br><br> Torino (4-2-4) Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, D`Ambrosio; Brighi, Gazzi; Cerci, Sgrigna, Bianchi,Stevanovic.<BR>A disp.: Gomis L., Rodriguez, Masiello, Di Cesare, Basha, Vives, Santana, Sansone, Verdi, Diop, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno Indisponibili: Suciu, Birsa<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Ariaudo, Astori, Avelar; Conti, Nainggolan, Ekdal; Thiago Ribeiro;Pinilla, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Camilleri, Perico,Casarini, Dessena, Eriksson, Nenè, Ibarbo. All.: D.Lopez-Pulga<BR>Squalificati: Rossettini (1) Indisponibili: Larrivey, Cossu <br><br> &nbsp;<br><br> MILAN-INTER (ore 20.45)<br><br> Milan (4-2-3-1): Abbiati; De Sciglio, Bonera, Zapata, Antonini; De Jong, Montolivo; Emanuelson, Boateng, El Sharaawy; Pazzini.<BR>A disp.: Amelia, Mexes, Yepes, Abate, Acerbi, Constant, Ambrosini, Flamini, Nocerino, Robinho, Bojan, Niang All.: Allegri<BR>Squalificati: nessuno Indisponibili: Strasser, Muntari, Pato, Didac Vilà, Mesbah<br><br> Inter (3-5-1-1): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Nagatomo, Zanetti, Guarin, Gargano,Pereira; Cassano; Milito.<BR>A disp.: Castellazzi, Belec, Jonathan, Silvestre,&nbsp; Obi, Mudingayi, Cambiasso,Duncan, Alvarez R., Coutinho, Livaja, Palacio. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno Indisponibili: Stankovic, Mariga, Mbaye, Chivu, Sneijder<br><br> &nbsp;<br><br> NAPOLI-UDINESE (ore 20.45)<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Gamberini, Aronica; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Uvini, Fernandez, Donadel, Dossena, Mesto, Dzemaili, El Kaddouri, Insigne, Vargas. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: P. Cannavaro (1)&nbsp; Indisponibili: Britos <br><br> Udinese (3-5-1-1): Brkic; Domizzi, Benatia, Danilo; Basta,Pereyra, Pinzi, Lazzari, Pasquale; Fabbrini; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Coda,Faraoni,Heurtaux, Angella, Gabriel Silva, Willians,Allan, Armero, Ranegie, Maicosuel, Barreto. All.: Guidolin<BR>Squalificati: nessuno Indisponibili: Muriel, Mazzarani, Basta, Badu<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001882322-14823637-640-360.jpgSiNserie-a-probabili-formazioni-della-settima-giornata-1008895.htmSi100075501,02,03010283
2191008881NewsCampionatiFantacalcio: i consigli per la 7a giornata20121006103130fantacalcio i consigliConsigli fantacalcio per la 7a giornata di serie A&nbsp;Nuova rubrica in esclusiva per <EM>ilcalcio24.&nbsp;</EM>Qui di seguito troverete infatti i consigli sui giocatori da schierare nelle vostre formazioni del fantacalcio, in base a vari fattori analizzati per consigliarvi al meglio. Inoltre troverete alla fine anche la top11 de Ilcalcio24 e cioè gli 11 giocatori su cui puntiamo come miglior squadra della settimana. Se è vero che il fantacalcio vi trasforma in allenatore, con ilcalcio24 ora avrete un fidato allenatore in seconda <BR><BR><STRONG>PORTIERI</STRONG><BR>Per questa giornata inutile dire che è sconsigliato, o meglio è difficile da consigliare, uno dei due portieri che giocherà il derby della Madonnina (Handanovic, Abbiati): partita imprevedibile, le squadre potrebbero studiarsi e il match finirebbe con pochi goal, oppure come ormai ci ha abituati questa partita negli ultimi anni sarà puro spettacolo, e avere il portiere di una delle due milanesi potrebbe essere davvero un problema a quel punto. Consigliati invece il portiere di altre due big: Buffon e Marchetti. Il primo affronta, in trasferta, il Siena: è vero che il Siena è una delle squadre più in forma del campionato, è vero che ha battuto l'Inter, è vero che Cosmi ha fatto un ottimo lavoro, ma difficilmente la corsa della Juve sarà fermata dai bianconeri toscani, o almeno così dovrebbe essere. Per Calaiò e compagni dunque l'ostacolo Buffon dovrebbe essere un problema. Così come Marchetti dovrebbe essere un problema per il Pescara: gli abruzzesi si sono risvegliati dopo un paio di giornate di assenza e finalmente hanno lasciato il fondo della classifica, stesso discorso fatto per il Siena dunque, buona forma, spinta dal pubblico di casa, però la Lazio ha bisogno dei 3 punti per poter dimostrare di essere big e di puntare almeno alla lotta per la Champions. Marchetti è un ottimo portiere &nbsp;e anche se è vero che i biancocelesti potrebbero risentire dell'impegno in Europa League, Klose-Hernanes e compagni non dovrebbero fallire questa opportunità. Sconsigliati invece i portieri di Roma-Atalanta: la Roma quest anno sta dimostrando il solito gioco di Zeman, farne tanti, ma prenderne anche tanti quindi il match potrebbe sforare in uno spiacevole "over" come si suol dire che per chi ha uno dei due portieri in porta non è esattamente il massimo. Con qualche rischio in più, ma con il fattore casa, anche Viviano potrebbe essere una buona scelta per questa giornata, anche se occhio a Gila che sembra non fermarsi più. Altra partita imprevedibile invece Napoli-Udinese: gli azzurri sono favoriti, ma dall'altro lato c'è Totò Di Natale, non si può sapere quale portiere avrà la meglio (ma se proprio dovete scegliere puntate sul portiere campano). Se invece nessuno di questi consigli vi è d'aiuto, se per esempio non avete in rosa uno dei portieri consigliati, anche Andujar potrebbe andar bene: la partita con il Parma è un rischio, ma i rossazzurri devono ritrovare i 3 punti, giocano nella bolgia del Massimino e Amauri per il momento non si è sbloccato.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>DIFENSORI</STRONG><BR>Rimanendo sempre sull'ultimo match di cui abbiamo parlato abbiamo due consigli: da una parte Legrottaglie viene da una pessima prestazione contro il Bologna, e l'ex Juve e Milan difficilmente fallisce due match consecutivamente, potrebbe esserci il suo riscatto; dall'altra invece Gabriel Paletta che sta ottenendo una buona prestazione dietro l'altra e che continua ad essere uno dei migliori in A come media voto. Caldamente consigliato Roncaglia: la Fiorentina gioca in casa, Diamanti-Gila sono clienti scomodi, ma anche lui come Paletta finora non ha sbagliato un colpo (vedi Juve e Inter) e spesso è andato pure vicino al goal: se potete mettetelo. Milan-Inter stesso discorso valido per i portieri, forse, se proprio dovete, uno tra Ranocchia e Nagatomo: il primo perché viene anche lui da ottime prestazioni, il secondo perché gioca ormai a centrocampo, può regalare qualche gioia offensiva (tipo il +1 dell'assist) senza grosse responsabilità dietro. Danilo dell'Udinese ultimamente sta giocando bene, scommetteteci, come del resto dovete fare se avete Basta, che si sta candidando seriamente ad essere il miglior terzino destro del nostro campionato. Balzaretti, anche se ancora non è parso il Balzaretti di Palermo e della Nazionale, prima o poi si sveglieràà e allora si che saranno problemi per le squadre avversarie: anche con l'Atalanta magari potrebbe regalare un buon voto o qualcosina in più. Chiudiamo con due consigli torinesi, uno sponda bianconera, l'altro granata. Chiellini e Ogbonna, per questa giornata sono entrambi consigliati, certo se potete puntare sui sopracitati (Roncaglia, Paletta e compagnia) meglio, altrimenti anche loro non deluderanno.<STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>CENTROCAMPISTI<BR></STRONG>Al solito Papu Gomez e Pitu Barrientos del Catania, che giocano come attaccanti, in casa e contro il Parma sono stra-consigliati: almeno uno dei due potrebbe seriamente andare in goal questa giornata, difficile averli entrambi in un fantacalcio, specie se è fatto in modalità ad asta, quindi vedete su quale dei due potete puntare. Rientra Maxi Lopez nella Samp, chissà che Estigarribia gli torni a regalare qualche assist. A Firenze c'è un B.Valero che ormai è diventato una sicurezza, tranne qualche rara "assenza", in fatto di ottimi voti e potrebbe pure scapparci, ma non è sicuro, la grande chance di Mati Fernandez che siamo sicuri non deluderebbe. Sponda opposta, Diamanti ormai è un leader del Bologna, può regalare assist a Gila ma può anche segnare quindi andate sul sicuro. Se il Genoa dovesse optare per il 4-3-3 con in avanti Borriello-Immobile-Jankovic, quest ultimo, in lista come centrocampista, potrebbe essere una piacevole sorpresa, dato che gioca appunto come attaccante. In Milan-Inter occhio rispettivamente a Nocerino e Guarin, ad entrambi è mancato il goal quest anno, ma sappiamo che il vizietto ce l'hanno. Altro che il vizietto del goal ce l'ha è Marek Hamsik che a Napoli questa giornata potrebbe pure regalare qualche gioia, non potete rinunciarvi se lo avete acquistato al fantacalcio. Stesso identico discorso che del resto vale per Hernanes che con la Lazio sfiderà il Pescara. A Roma occhio agli inserimenti di Florenzi, mentre a Siena c'è un Marchisio che scalpita e che a livello di inserimenti offensivi è uno dei migliori. Infine, Alessio Cerci ha collezionato la scorsa giornata ben 3 assist, portando il suo 7,5 (migliore in campo) ad un punteggio da fantacalcio pari a 10,5, praticamente un goal. E' in forma gli piace giocare con Ventura, schieratelo! Anche se pure Stevanovic, che potreste prendere low cost, non è affatto male..<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCANTI<BR></STRONG>Il Cagliari potrebbe essere galvanizzato dal cambio allenatore, specie Sau che ritrova la maglia da titolare, difficile non impossibile. Sullo stesso campo Bianchi, anche grazie a diversi rigori, si sta confermando un giocatore che segna parecchio. A Siena invece si attende il risveglio di Mirko Vucinic e chissà che non sia arrivato il momento per scatenare la furia del montenegrino. Se per l'Atalanta il consiglio è ovviamente-obbligatoriamente Denis (che ha ritrovato il goal la scorsa giornata), sponda Roma c'è davvero l'imbarazzo della scelta: Destro-Totti-Osvaldo è un attacco, sulla carta, non adatto ai deboli di cuori: il consiglio è di schierare quello che avete dei 3, altrimenti se avete la possibilità di scegliere, noi puntiamo sull'italo-argentino con la maglia numero 9. Da Klose ci si attende il goal, e Pescara potrebbe essere un bel palcoscenico per il ritorno dell'ex Bayern. A Napoli va in scena, per attaccanti, una delle sfide più belle del nostro campionato: Cavani-Di Natale. Difficile scegliere, anche perchè sarebbe come dire chi vincerà tra Napoli e Udinese, dovessimo puntare su uno dei due noi punteremmo sull'uruguaiano,anche per il fattore San Paolo non certo da trascurare, questo però non vuol dire che il ritorno di Totò "a casa", non possa dare i suoi frutti. Gira e rigira si torna al derby di Milano: El Shaa non sembra fermarsi più, è vero che non è attaccante da 25 goal l'anno (come abbiamo già detto) ma in questo momento vive un buon periodo di forma; dall'altro lato Milito, una sicurezza, un bomber da 25 goal l'anno che però non vive un momento di forma esaltante: goal con la Fiorentina arrivato su rigore, poi dopo la splendida traversa da vero fuoriclasse, diverse occasioni "divorate", ma dal Principe ci si aspetta di tutto. E' anche la sfida degli ex, Cassano vs Pazzini: finora ha avuto ragione l'Inter e il barese, chissà che si confermino al derby o che ci sia il risveglio del Pazzo. Miccoli è apparso devastante, improbabile che faccia un'altra tripletta (ma dal capitano del Palermo ci si può aspettare di tutto), ma potrebbe andare in goal pure a Genova, dove però dall'altro lato giocano Borriello-Immobile: almeno un goal da uno dei due è pronosticabile, difficile però capire da chi dei due. Visto che siamo in giornata di "sfide" il violino di Gila che ha asfaltato il Catania la scorsa giornata, verrà ascoltato da Jojo Jovetic, uno degli attaccanti più interessanti del nostro campionato, che è assente da un pò dal tabellino dei marcatori ma che questa giornata punta al riscatto. Chiudiamo con il rientro di Maxi Lopez, che potrebbe essere un vero e proprio problema per il Chievo, anche se giocherà in trasferta.<BR><BR><BR><BR><STRONG>LA TOP11: LA SQUADRA DE ILCALCIO24<BR></STRONG>3-4-3<BR><BR>Marchetti, Roncaglia, Paletta, Basta; Hernanes, Hamsik, Cerci, Gomez; Jovetic, Osvaldo, Cavani<BR><BR><BR><BR>C1007650FL0676FL067620120419_sj.jpgSiNfantacalcio-consigli-settima-giornata-1008881.htmSi100664801,02,03010248
2201008842NewsCampionatiJuventus, caro biglietti: Gentile presidente Agnelli, ci consenta...!20121003193252juventus, agnelliJuventus AgnelliGentile presidente, è vero che lei è rimasto insoddisfatto e forse deluso della prima serata di Champions League allo Juventus Stadium, ma pensa davvero che la colpa sia sempre degli altri? Non ci trova per niente d'accordo quando lei sostiene che se la partita contro lo Shakthar Donetsk fosse stata giocata nel vecchio stadio, si sarebbero sicuramente radunati diecimila spettatori. E quando lei sostiene che i prezzi non sono cari, almeno non superiori alle normali partite di cartello, ebbene le diciamo che il popolo bianconero pur amando la Vecchia Signora non è del suo avviso. <BR><BR>Chiedere 40,00 Euro per una curva, francamente ci sembra eccessivo. E, se è vero che per le partite di cartello ha chiesto lo stesso prezzo per lo stesso settore popolare dello Juventus Stadium ottenendo il pienone, è altresì vero che non può pretendere che si vada avanti per tutto l'anno calcistico con simili prezzi. Certo, all'inizio c'è la curiosità data dalla novità di uno stadio davvero straordinario, tuttavia, se il tifoso in una o più partite si è privato di altre cose per sostenere il prezzo eccessivo del biglietto popolare, non può certo continuarlo a fare per tutte le partite di cartello. Eppure, caro presidente, dovrebbe sapere quali e quanti sono i problemi di questa nostra Italia che a fatica riesce ad andare avanti in attesa di un miglioramento economico&nbsp;- sociale che possa dar speranza soprattutto a quei giovani che rappresentano pur sempre il nostro futuro, azienda del pallone compresa. <BR><BR>D'altra parte, suo padre Umberto e, soprattutto, suo zio Giovanni l'Avvocato, pur avendo vissuto contesti sociali in epoche diverse, hanno saputo in qualche misura essere vicini al popolo bianconero. Oggi la Fiat non è più l'industria fiorente di un tempo, come non lo sono una miriade di altre industrie del territorio italiano. C'è perdita di lavoro inarrestabile, chiusura di fabbriche e aziende e, questo, lo sanno molto bene anche suo cugino John Elkann e Sergio Marchionne che sono sempre al centro dell'attenzione del Paese per la paura, anzi terrore, che decidano di chiudere tutte le aziende Fiat in Italia (compresa Mirafiori), per stabilirsi definitivamente negli Stati Uniti d'America. No, gentile presidente, sappiamo bene che lei conosce bene le problematiche che affliggono la difficile quotidianità del nostro Paese, tuttavia faccia in modo che almeno il calcio e l'amore del popolo juventino non resti dietro le gradinate dello stadio per non potersi pagare il biglietto, accontentandosi magari di "cibarsi" semplicemente delle urla derivanti dall'interno dello Stadium per capire se la Juve ha fatto gol o l'ha subito. Sarebbe come fargli mancare il significato dei loro ideali calcistici. E poi, gentile presidente Andrea, non le pare che mancando la stragrande maggioranza dei suoi tifosi allo stadio, venga a mancare quell'essenziale tifo della quale si nutrono i vari Buffon, Vucinic, Marchisio, Chiellini e tutti coloro i quali indossano la divisa bianconera della Juve? <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711agnelli.jpgSiNjuventus-caro-biglietti-gentile-presidente-agnelli-ci-consenta-1008842.htmSiT1000007100451001,02,03010213
2211008818NewsCampionatiJuventus-Shakhtar Donetsk 1-1, le pagelle. Top Buffon e Willian. Flop Vucinic20121002223431juventus, shakhtar donetskJuventus Shakhtar Donetsk PagelleFinale Juventus-Shakhtar Donetsk 1-1 (p.t. 1-1): 23' Teixeira, 25' Bonucci (J)<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 7, Chiellini 5.5, Bonucci 6.5, Barzagli 6, Lichsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 5, Marchisio 5.5, Asamoah 5.5, Matri 5.5 (65' Quagliarella 6), Vucinic 5 (58' Giovinco 6) All.: Carrera 5.5<br><br> Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov 6, Srna 6, Kucher 6.5, Rakitskyi 6.5, Rat 6, Fernandinho 6, Hubschman 6.5, Mikhitaryan 5.5, Willian 6.5, Teixeira 6.5, Adriano 6 All.: Lucescu 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Buffon: dcisivo in più di una circostanza.<br><br> <EM><STRONG>Flop Juventus</STRONG></EM><br><br> Vucinic: crea poco, giusto sostituirlo.<br><br> <STRONG><EM>Top Shakhtar</EM></STRONG><br><br> Wllian: con la sua velocità nelle ripartenze, mette in difficoltà tutta la squadra bianconera.<br><br> <STRONG><EM>Flop Shakhtar</EM></STRONG><br><br> Mikhitaryan: era tanto atteso, si vede poco.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650Torinoadm001adm001buffon1.jpgSiNchampions-league-juventus-shakhtar-donetsk-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1008818.htmSiT1000007100075501,02,03,06010281
2221008795NewsCampionatiJuventus, convocati per lo Shakthar20121001190952juventus, convocati, shakthar donetskJuventus Convocati Shakthar DonetskSono 24 i calciatori convocati dal tecnico della Juventus Antonio Conte per la sfida di domani contro lo Shakhtar Donetsk, sfida valida per la fase a gironi della Champions League. Ecco l'elenco completo:<br><br> Portieri - 1 Buffon, 30 Storari, 34 Rubinho.<br><br> Difensori - 2 Lucio, 3 Chiellini, 4 Caceres, 11 De Ceglie, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 26 Lichtsteiner.<br><br> Centrocampisti - 6 Pogba, 8 Marchisio, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 33 Isla, 39 Marrone.<br><br> Attaccanti - 9 Vucinic, 12 Giovinco, 17 Bendtner, 27 Quagliarella, 32 Matri.<br><br>C1007650Torinoadm001adm001asamoah-juventus-napoli.jpgSiNjuventus-convocati-per-lo-shakthar-donetsk-1008795.htmNoT1000007100075501,02,03,06010199
2231008761NewsCampionatiLIVE - Juventus-Roma: risultato e marcatori20120929223531live, juventus, romaLive Juventus Roma AggiornamentiSegui su IlCalcio24.com la diretta della sfida tra Juventus e Roma. Match ore 20.45.<BR><BR>Finale&nbsp;4-1: 11' Pirlo, 15' Vidal su rigore, 19' Matri, 69' Osvaldo su rigore (R), 91' Giovinco<BR><BR>ammoniti: Taddei, Castan, Burdisso, Tachtsidis, Bonucci, Vidal,&nbsp;Matri, Vucinic&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<BR><BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Caceres, Vidal, Pirlo, Marchisio (78' Asamoah), De Ceglie (84' Pogba), Matri (76' Giovinco), Vucinic All.: Carrera<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg, Taddei, Burdisso, Castan, Balzaretti (34' Marquinhos), De Rossi, Tachtsidis, Florenzi, Lamela, Osvaldo, Totti All.: Zeman<BR><BR>C1007650Torinoadm001adm001matri.jpgSiNlive-serie-a-juventus-roma-formazioni-ufficiali-risultato-marcatori-1008761.htmSiT1000007,T1000012100075501,02,03010180
2241008745NewsCampionatiFantacalcio: i consigli per la sesta giornata20120929120000Fantacalcio consigliI consigli per i match del 29 e 30 settembreNuova rubrica in esclusiva da questa settimana per <EM>ilcalcio24.&nbsp;</EM>Qui di seguito troverete infatti i consigli sui giocatori da schierare nelle vostre formazioni del fantacalcio, in base a vari fattori analizzati per consigliarvi al meglio. Inoltre troverete alla fine anche la top11 de Ilcalcio24 e cioè gli 11 giocatori su cui puntiamo come miglior squadra della settimana. Se è vero che il fantacalcio vi trasforma in allenatore, con ilcalcio24 ora avrete un fidato allenatore in seconda! <BR><BR><BR><BR><BR><STRONG>PORTIERI</STRONG><BR>Difficile consigliare un portiere in una giornata con dei match "caldi" come questa. Ben 4 big del nostro campionato si incontrano in partite molto interessanti questa giornata: da una parte l'Inter di Handanovic andrà a sfidare la Fiorentina di Viviano, mentre la Juventus di Buffon ospiterà la Roma di Stekelenburg. Azzardare dunque un consiglio, seppur tra questi quattro ci sono alcuni dei migliori del nostro campionato, a favore di questi portieri è difficile, partite che potrebbero finire con molti goal o "studiate" come lo è stata Fiorentina-Juventus, in ogni caso, se potete, evitate. Più facile puntare invece su Marchetti della Lazio: è vero che i biancocelesti vengono da 3 reti prese contro un Napoli di un Cavani devastante, ma affrontano in casa il Siena e hanno bisogno dei 3 punti per dimostrarsi big e non un fuoco di paglia: le controindicazioni sono però un ottimo Siena di Cosmi che ha già recuperato i 6 punti di penalizzazione e ne ha 2 in classifica e che sembra essere in un ottimo stato di forma: vista la situazione però è il caso di rischiare. Piace, un pò meno di Marchetti, De Sanctis del Napoli per questa giornata: la Sampdoria è un ottima squadra, però paga ancora l'assenza di Maxi Lopez ed un attacco sperimentale contro un Napoli apparso in ottima forma. C'è da dire però che gli azzurri giocano in trasferta, e strappare 3 punti da Marassi non è mai scontato. Palermo e Chievo si sfidano in un match che, sulla carta, non promette una valanga di goal, vista la piena crisi dei rosanero: si potrebbe puntare su uno dei due portieri (Sorrentino ispira di più di Ujkani, ma l'albanese in questo caso gioca in casa), ma attenzione perché prima o poi il Palermo si risveglierà. Infine chiudiamo con Agazzi che in casa aspetta il Pescara: i biancocelesti hanno trovato i primi 3 punti la scorsa giornata, ma nonostante un attacco che finalmente inizia ad ingranare, fuori casa non sembra così temibile.<BR><BR><BR><STRONG>DIFENSORI</STRONG><BR>Si sa, portieri e difensori, almeno per le difficoltà dei match, vanno in coppia. Però è difficile abbandonare in panchina, o peggio in tribuna, gente come Ranocchia, Roncaglia e Barzagli, che nelle ultime partite hanno fatto davvero bene (specie il viola: ma passerà l'esame S.Siro?). Sempre sulla stessa lunghezza d'onda, se vi piacciono gli esterni che spingono parecchio puntate su usati sicuri, Balzaretti, Lichtsteiner e Pereira: meno responsabilità di un difensore centrale (considerando le difficoltà dei match), meno probabilità quindi di prendere un voto brutto (generalmente uno svarione difensivo è colpa di un centrale, piuttosto che di un esterno, anche se poi i centrali hanno più possibilità di segnare nei calci piazzati) e gli ultimi due di questi giocano praticamente in linea con i centrocampisti. Piace sempre il duo rossazzurro Legrottaglie-Spolli: è vero che il Bologna è la stessa squadra dei 3 goal alla Roma ma è anche quella dell'1a0 subito dal Siena, c'è da dire che non c'era Diamanti che ora dovrebbe rientrare e quindi c'è ancora da valutare lo stato di forma del regista della nazionale, il gioco rossoblù dipende soprattutto da lui. In ogni caso i due centrali etnei si sono dimostrati rocciosi nelle ultime uscite e forti nei calci piazzati, &nbsp;come dimostra il goal di Spolli nell'ultimo match. L'attacco del Pescara è ancora da decifrare, ma forse visto il match sarebbe l'ora di rispolverare Astori, sperando che si faccia valere anche in fase offensiva. Potrebbero andar bene, nonostante il match non semplicissimo con il Genoa, i tre tenori difensivi dell'Udinese Benatia, Danilo e Basta, con il serbo ormai sempre più offensivi (seppur considerato difensore) che ispira parecchio. Rischioso lo è vista la partita, ma non dispiace nemmeno Paletta (Parma vs Milan) che viene però da delle ottime prestazioni dimostrandosi l'ottimo centrale che si era già visto al Boca. Infine Campagnaro/Cannavaro potrebbe essere un'ottima scelta per completare il reparto.<BR><BR><BR><BR><STRONG>CENTROCAMPISTI</STRONG><BR>Tranquilli: Hamsik tornerà a segnare. Che sia proprio a Genova? Chissà, potrebbe succedere e se si ha la possibilità di schierare lo slovacco lo si deve fare senza rifletterci su. Ilicic è stato il migliore dei suoi nell'ultimo patch (non che ci volesse molto), certo lontano dall'idea che ci si era fatti del centrocampista rosanero due anni fa, ma il Palermo ha bisogno di un trascinatore: aspettando Miccoli potrebbe diventarlo forse Ilicic, giocando contro il Chievo il gioco potrebbe valere la candela. Dall'altro lato occhio a Cruzado anche. Milan che ha un centrocampo molto enigmatico ma, se dovessero, come sembra, giocare è giusto dare ancora una volta spazio a Nocerino o Boateng, i rossoneri hanno bisogno di goal (El Shaarawy, che al fantacalcio è dato attaccante, non farà 25 goal quest anno, sappiatelo) e due uomini chiave sono proprio loro due. Hernanes deve farsi carico della Lazio (magari dividendo l'onere con Klose) e cancellare il 3a0 col Napoli, quest anno i numeri per fare bene grazie all'ex San Paolo ci sono tutti, schieratelo. A Bologna, come anticipato, è da vedere come sta Diamanti: è ormai il leader dei rossoblù ma se dovesse apparire sottotono (dato che non stava benissimo fino a giovedì), proprio per questo, il voto non potrebbe essere entusiasmante. Dall'altro lato, dopo Spolli-Legrottaglie, un'altra coppia a Catania: Barrientos-Gomez, se avete la possibilità di schierare uno dei due, fatelo, un goal (Barrientos) e assist (Gomez) nell'ultima giornata sono un bel bigliettino di visita. Nei match clou piacciono Marchisio, che fa sempre ottimi inserimenti e la Roma non brilla grazie alla difesa, e Lamela che gioca sulla linea degli attaccanti; in Inter-Fiorentina piacciono invece i due metronomi di centrocampo, Guarin-B.Valero, il viola finora difficilmente è mancato all'appuntamento con un ottimo voto, mentre il colombiano è sempre più leader della mediana nerazzurra. Infine piace anche Cerci del Torino: quando gioca, gioca attaccante, fatevi due conti.<BR><BR><BR><BR><BR><STRONG>ATTACCANTI</STRONG><BR>Anche se Gillet è apparso super nelle ultime partite, forse è arrivato il momento per Denis di ritrovare il goal. L'aria di casa (si gioca a Bergamo, non in Argentina eh) potrebbe spingerlo a far bene. Scalpita pure Pinilla che con il Pescara punta a sbloccarsi, e noi puntiamo su di lui. Milito-Jovetic è una bella sfida tra due prime donne del nostro calcio che però sono stati un pò assenti nelle ultime due partite (fatta eccezione per la traversa di Jojo con la Juve). Da loro due potrebbero passare i goal decisivi della partita, ma è difficile sbilancarsi su chi puntare tra i due, perché probabilmente vorrebbe dire su chi puntare, su Inter o Fiorentina, per la vittoria finale. Se proprio però dovessimo scegliere, punteremmo sull'argentino che dietro vanta un Cassano che, zitto zitto, continua a segnare (non sottovalutate nemmeno lui quindi). Nell'altro Vucinic contro Osvaldo (rientra? e c'è da considerare anche Totti) e un'altra sfida dura da giudicare. Dovendo scegliere, il montenegrino sente molto la sfida dell'ex con la Roma, ha riposato per metà tempo martedì e gioca alla Juventus Arena, fattore non irrilevante vista la serie positiva bianconera in casa. Al Milan dubbio Niang-Pazzini, ma tra i due, se volete puntare sui rossoneri, vi consigliamo il terzo, El Shaarawy, anche se, come detto nell'area centrocampisti non aspettatevi 25 goal quest anno dall'italo-egiziano, non perché non sia talentuoso (uno dei migliori nel nostro campionato), ma perché non è proprio il suo ruolo quello di fare l'attaccante vero, ma chissà che per questa giornata il momento positivo continui. Di Natale dovrebbe rientrare tra i titolari, e non è facile non consigliare Totò specie quando gioca in casa: se segna l'Udinese l'80% delle volte Totò lo zampino ce lo mette tra assist e goal. Del Genoa invece Borriello-Immobile convincono, ma forse non è la loro partita considerando che l'Udinese in casa vorrà i 3 punti: tra i due però si potrebbe puntare sull'ex Juve, Roma e Milan vista l'esperienza e la facilità con cui va in goal (ha segnato anche nel turno infrasettimanale). Ciliegina sulla torta (si, scusate ce lo siamo tenuti per la fine) Edison Cavani: prestazione da 9 quella sua contro la Lazio, condita con una tripletta: rimane sullo stomaco l'errore dal dischetto, ma un attaccante da 15 punti ai fantallenatori che l'hanno schierato nel turno infrasettimanale avrà sicuramente fatto molto piacere. L'uruguaiano è in forma, chissà che la sua furia non si abbatta pure sulla buona e ben difesa Sampdoria.<BR><STRONG><BR></STRONG><BR><BR><STRONG>TOP11: LA SQUADRA DE ILCALCIO24<BR></STRONG>3-4-3: De Sanctis, Lichtsteiner, Basta, Paletta; Hamsik, Hernanes, Nocerino, Gomez; Pinilla, Di Natale, Cavani<BR><BR><BR><BR>C1007650FL0676FL0676cavani.jpgSiNfantacalcio-consigli-sesta-giornata-1008745.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100664801,02,03,09010409
2251008747NewsCampionatiSerie A, ore 20.45 Juventus-Roma: Conte vs Zeman20120929093130Serie AProbabili formazioniA Torino va in scena la partita probabilmente più interessante della sesta giornata. Sul piano tecnico la gara si preannuncia aperta ad ogni risultato, la Juventus non attraversa uno stato di forma esaltante, la Roma arriva dal brutto pareggio contro la Sampdoria e col problema Stekelemburg.&nbsp;<BR><BR>Allenamenti a porte chiuse per la Juventus, incentrati prevalentemente sulla tattica. Con la Roma potrebbe esserci il rilancio in attacco di Alessandro Matri in coppia con Vucinic. Il montenegrino e Marchisio partiranno dal primo minuto. In dubbio Pirlo cui potrebbe essere concesso un turno di riposo; nel caso, pronto Pogba. Ballottaggio in avanti.<BR><BR><BR>Miralem Pjanic salterà la gara di sabato sera a Torino contro la Juventus. Il centrocampista bosniaco, già assente con la Sampdoria, è stato sottoposto oggi a controlli strumentali che hanno evidenziato una lesione di primo grado all'adduttore lungo della gamba sinistra. La prognosi è di dieci giorni, quindi il giocatore svolgerà sessioni di allenamenti personalizzati per il recupero. Sicuramente out, poi, anche Bradley e Dodò che hanno svolto un programma di lavoro personalizzato in palestra con aggiunta di fisioterapia. Regolarmente in gruppo invece Osvaldo, che quindi tornerà titolare nel ruolo di centravanti con Lamela e Totti.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Isla, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Vucinic.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Lucio, Marrone, Caceres, Lichtsteiner, De Ceglie, Pogba, Giaccherini, Bendtner, Giovinco, Quagliarella. All.: Carrera<BR>Indisponibili: Pepe<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg; Taddei, Burdisso, Castan, Balzaretti; Tachtsidis, Florenzi, De Rossi; Lamela, Osvaldo, Totti.<BR>A disp.: Goicoechea, Svedkauskas, Romagnoli, Piris, Perrotta, Marquinhos, Marquinho, Tallo, Lopez, Destro. All.: Zeman<BR>Squalificati: Guberti (agosto 2015)<BR>Indisponibili: Lobont, Dodò, Pjanic, Bradley<BR><BR>Qualche numero:<BR><BR>L'ultimo gol ufficiale subito in assoluto dalla Juventus risale allo scorso 19 settembre quando, in Champions League,&nbsp;pareggiò 2-2 in casa del Chelsea. L'autore del secondo gol inglese fu Oscar al 33': da allora sono trascorsi i restanti 57' di quel match, più le intere partite di campionato contro Chievo (vittoria interna per 2-0) e Fiorentina (0-0 fuori casa), per un totale di 237' di inviolabilità assoluta. <BR><BR>Sono 21 i precedenti ufficiali tra Zeman e la Juventus, con bilancio che vede 4 affermazioni del tecnico boemo, 3 pareggi e 14 vittorie del club bianconero. L'ultimo incrocio prima di oggi risale al 25 novembre 2006, in serie B, Juventus-Lecce 4-1. L'ultima vittoria di Zeman risale al 15 novembre 1998, quando la sua Roma si impose in casa per 2-0, in serie A, con reti di Paulo Sergio al 45' e Candela all' 87'.<BR><BR>Nei 10 precedenti a Torino, il bilancio vede 1 sola vittoria per Zeman (Juventus-Lazio 0-3 del 7 maggio 1995), 1 pareggio (Juventus-Roma 1-1 del 21 marzo 1999) e 8 successi juventini, con i bianconeri che solo una volta non hanno segnato, ma nelle altre 9 partite hanno realizzato 29 reti.<BR><BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650TorinoFL0411FL0411asamoah-juventus-napoli.jpgSiNserie-a-juventus-roma-probabili-formazioni-1008747.htmSiT1000007,T1000012100427901,02,03,06010280
2261008683NewsCampionatiFiorentina-Juventus 0-0, le pagelle. Top Roncaglia e Chiellini. Flop Pirlo20120925224531fiorentina, juventusFiorentina Juventus PagelleLa Juventus ottiene un pareggio prezioso in vista del proseguo del campionato. Fiorentina che nel complesso meritava di più.<BR><BR>Finale 0-0 (p.t. 0-0)<BR><BR>ammoniti: Pizarro, Rodriguez, Ljajic, Vidal&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<BR><BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Viviano 6, Roncaglia 7, Rodriguez 6, Tomovic 6.5, Cuadrado 6, Romulo 6 (91' Migliaccio s.v.), Pizarro 6.5, Borja Valero 7, Pasqual 6.5, Ljajic 5.5 (76' Mati Fernandez 6), Jovetic 6 (88' Toni s.v.) All.: Montella 6.5<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Lichsteiner 6, Pirlo 5 (67' Pogba 6), Asamoah 5.5, Vidal 6, Giaccherini 5.5 (74' Marchisio 6), Giovinco 5.5, Quagliarella 5.5 (58' Vucinic 5.5) All.: Carrera 5.5<BR><BR><STRONG><EM>Top Fiorentina</EM></STRONG><BR><BR>Roncaglia: in difesa sicuro e molto propositivo in avant.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Fiorentina</EM></STRONG><BR><BR>Ljajic: sbaglia una rete facile nel primo tempo, poco incisivo.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Chiellini: difende tutti i palloni, dalla sua parte difficile passare<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG> <BR><BR>Pirlo: sta attraversando un momento di dif