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11013797NewsEditorialeEuro 2020 e il pericolo variante Delta2021063015:30Si intervenga presto a cambiare la destinazione dello Stadio Wembley come finale di Euro 2020. La variante Delta incombe.<p>In poco pi&#249; di un mese siamo passati dalla chiusura degli stadi alla riapertura quasi totale con accesso ai tifosi in massa. E' serio problema che investe le autorit&#224; organizzatrici compresi Uefa, Fifa e i vari Governi di Nazioni Europee in cui si effettuano le gare di Euro 2020. E adesso che l'Inghilterra &#232; in piena crisi pandemica di Covid 19 tramutata nella pericolosissima variante indiana chiamata Delta, ecco che si pone il problema di una riapertura affrettata che non ha tenuto conto dei facili entusiasmi di massa. Ancor di pi&#249; oggi che dopo avere superato gli ottavi di finale contro la Germania, i tifosi inglesi seguiranno la propria nazionale a Roma, dove l'Inghilterra affronter&#224; l'Ucraina ai quarti di finale. Un fatto che mette in guardia chi si mette in viaggio per l'Italia, in quanto &#232; gi&#224; previsto da tempo che chi arriva dall'Inghilterra deve sottoporsi a 5 giorni di quarantena obbligata. Noi pensiamo che in tutto questo pasticcio ci siano molte responsabit&#224; degli organizzatori che non hanno tenuto conto della gravit&#224; del momento, bypassando tutto con la leggerezza di chi continua a guardare in faccia il dio denaro a discapito della salute pubblica. Intanto siamo convinti che Euro 2020 sia stato pensato soltanto per incrementare l'interscambio di tifosi a beneficio di un'economia che ha bisogno di recuperare i gravi danni subiti a causa del lungo fermo pandemico. Purtroppo non si &#232; tenuto conto che ancora, nonostante i vaccini, non possiamo ritenerci vittoriosi e indenni da un virus che continua maledettamente a produrre varianti sempre pi&#249; pericolose. Per questo motivo si doveva evitare questa novit&#224; del continuo sottoporre le squadre e i tifosi stessi a continui spostamenti, organizzando com'&#232; sempre stato tutto in una sola nazione europea. Tuttavia, ci rendiamo perfettamente conto che gli altissimi interessi economici prodotti dal calcio, abbiano portato ad una scelta consapevole nell'incrementare il movimento di denaro che va per&#242; ad inficiare la salute pubblica con alti rischi di contagi, soprattutto in coloro i quali non hanno ancora fatto il vaccino oppure si sono sottoposti soltanto alla prima dose. Riteniamo quindi che ci sia davvero l'eterno abissale problema causato dall'interesse per il denaro, piuttosto che per la salute. Il calcio &#232; vita e nei suoi meandri di ricchezza assoluta non pu&#242; nascondersi dietro l'apparenza della salvaguardia della salute con decisioni che portano soltanto agli interessi personali. Per questo puntiamo il dito contro i massimi esponenti di Uefa, Fifa e in questo caso anche del Primo Ministro del Regno Unito Boris Johsons, il quale si &#232; opposto con ferrea decisione di non fare cambiare la destinazione dello stadio per la finale Euro 2020 che si svolger&#224; come stabilito da tempo a Wembley. Noi diciamo che &#232; semplicemente una pazzia, proprio alla luce di questa terribile variante covid che si sta scatenando nel Regno Unito. Per carit&#224;, si eviti un'altra Atalanta - Valencia.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711tifosi-inglesi.jpgSIncalcio-1013797.htmSI0101081n
21013782NewsEditorialeLa Juventus vince meritatamente la sua 14ma Coppa Italia2021052016:04Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.<p>E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalit&#224;. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfott&#242;, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: <strong>i tifosi allo stadio</strong>. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si &#232; svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualit&#224; tecnica e agonistica. La Juventus &#232; andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con <strong>Kulusevski</strong> che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con <strong>Malinovskyi</strong>. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficolt&#224;, <strong>Federico Chiesa</strong> ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con <strong>Dybala.</strong> <strong>Per la Juventus &#232; la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate</strong> e per <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri &#232; stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che &#232; seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.</p><p>Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus &#232; stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualit&#224; di gioco. Tutto ci&#242;, nonostante la squadra di <strong>Gasperini</strong> si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese pi&#249; arcigne. L'Atalanta resta una bella realt&#224; del nostro campionato, tanto &#232; vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocit&#224; negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non &#232; stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus &#232; salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto cos&#236;, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si &#232; materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando &#232; stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, <strong>Cuadrado</strong> &#232; diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilit&#224; dei ruoli. Lui si &#232; formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che pu&#242;. C'&#232; poi <strong>Chiesa</strong> che si &#232; rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potr&#224; fare affidamento per l'avvenire, cos&#236; come <strong>De Ligt, McKennie</strong> e poco altro. S&#236;, perch&#232; la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la societ&#224;, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avr&#224; maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodich&#232; valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Reggio Emiliafl0711fl0711ab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSIncalcio-1013782.htmSI0101045n
31013770NewsEditorialeMa in questa Inter vincente, quanto c`è di Antonio Conte?2021042615:53L'analisi di uno scudetto che sta per cucirsi sulle maglie dell'Inter<p>Quante parole si sono scritte su questo personaggio tanto chiacchierato, per avere un carattere cos&#236; particolare che lo rende unico nel suo genere. Ma Antonio Conte &#232; un moto perpetuo, uno che non si tira mai indietro, che non si ferma mai, che ci mette sempre la faccia, ma, soprattutto, pretende sempre tanto da se stesso e dalla sua squadra.Uno stacanovista del pallone, l&#224; dove allenamento, puntualit&#224;, seriet&#224;, rispetto delle regole si traducono nel lavoro di ogni professionista che intende lavorare sodo per raccogliere i frutti poi. Ma attenzione a non sgarrare, a non fare i furbi, perch&#232; mister Conte annota tutto il bene e il male. Questo &#232; quanto d&#224; della sua professione dove va, dov'&#232; andato con alterne polemiche. S&#236;, perch&#232; chi vuole questo allenatore alle proprie dipendenze deve sapere che deve avere a che fare con un carattere particolare, forse anche irascibile e senza peli sulla lingua. Prova ne &#232; che fin da quando &#232; stato allenatore del Siena, Arezzo, Bari, dell'Atalanta, della Juventus, C,T, della Nazionale e poi ancora allenatore del Chelsea e ora dell'Inter, ha sempre vinto ma ha sempre preteso molto dalle societ&#224; in cui &#232; stato. E adesso che dopo due anni in cui si &#232; accasato nella societ&#224; nerazzurra e sta per vincere lo scudetto, ci si chiede quanto veramente ci sia di suo in questa Inter. Noi diciamo che c'&#232; molto, forse tutto, perch&#232; ha saputo inculcare in questa societ&#224; non solo l'entusiasmo perduto in tanti anni e quella sempre latente anarchia di ruoli, ma, soprattutto, ha trovato regolarit&#224; di risultati cancellando in qualche modo quell'eterna immagine di «Pazza Inter» che da sempre l'ha contraddistinta in un'altalena che l'ha portata a non vincere nulla da tanti, troppi anni. S&#236;, perch&#232; la memoria di Jos&#232; Mourinho e il triplete conquistato in tempi ormai troppo lontani, avevano bisogno di essere rinfrescati, rivisitati, anche nel tentativo riuscito quest'anno di spezzare in qualche modo l'egemonia di una Juventus che per ben nove anni di fila ha vinto lo scudetto. E adesso che finalmente si sta per tagliare il traguardo per primi, il popolo interista gode ma non ancora liberamente come vorrebbe, almeno fino a quando la matematica non dir&#224; che finalmente quel «Qualcosa di importante» - come dice Conte - sia stato raggiunto. E allora cosa vogliamo ancora dire a questo piccolo, grande allenatore che nonostante ispiri antipatia a molti interisti per i suoi trascorsi juventini, c'&#232; da applaudirlo perch&#232; &#232; riuscito con la sua squadra a ricompattarsi sul campo, nonostante le mille vicissitudini societarie per nulla confortanti, avrebbero potuto distrarre i suoi ragazzi. E invece il suo motto &#232; stato sempre «Testa bassa e pedare» fino adesso, fino a una sola settimana dalla probabile conquista matematica dello scudetto. E persino la Madunina interista sorride e abbraccia questo allenatore «antipaticone» e forse anche rompiscatole, a cui non si pu&#242; disconoscere di vivere intensamente i sentimenti di un football che non &#232; banalmente solo ricchezza, ma sa essere anche meritocratico.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711antonio-conte.jpgSIncalcio-1013770.htmSI0101042n
41013766NewsEditorialeZONA CHAMPIONS: LOTTA A 5 PER 3 POSTI2021042006:34juve,atalanta,champions,milan,inter,lazio,napoli,roma,torino,pirloScontro Champions all'Atalanta che supera i bianconeri di Pirlo, Napoli a -2 dalla Juve, ma sale minacciosa anche la Lazio<p >Quando mancano ancora 7 giornate alla conclusione del campionato cominciano a delinearsi le possibili posizioni in classifica, soprattutto per quanto riguarda la zona Champions. Sicuramente la posizione pi&#249; stabile &#232; quella dell'Inter, oramai ad un passo dallo scudetto, con i nerazzurri che, nonostante il pareggio allo stadio Maradona, mantengon ben 9 punti di vantaggio sui rossoneri, vittoriosi contro il Genoa per 2 reti ad 1, in una gara sofferta ma che bisognava vincere a tutti i costi. Amara ed immeritata sconfitta invece per la Juve, che pur giocando bene viene superata dall'Atalanta per una rete a zero, e slitta al quarto posto con 2 punti di ritardo proprio sui bergamaschi e con altrettanti punti di vantaggio sul Napoli stoppato sull'1 a 1 dall'Inter. Gara che resta quindi ancora aperta anche per la Lazio, vincente per 5 reti a 3 contro il Benevento, che la porta in sesta posizione, a -2 dal Napoli. Adesso non resta che attendere i risultati delle prossime partite, che saranno sicuramente decisive nella corsa alla Champions, di cui rimangono disponibili solamente tre posti, contesi appunto fra Milan, Atalanta, Juve, Napoli e Lazio. Per la Roma sfuma ogni sogno dopo la sconfitta dell'Olimpico contro i granata.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomessimone-inzaghi.jpgSISatalantasuperajuve.pericolonapolielazioperlajuve.agguerritalottachampions-1013766.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101091n
51013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010113n
61013760NewsEditorialeInter e Juve in campo domenica. Oggi tocca al Milan2021041012:00Juve, inter,serie,a,napoli,lazio,roma,atalanta,milan,champions,scudetto,salvezzaLotta avvincente per entrare in Champions. In coda turno importante per lo Spezia<p><span>Dopo un emozionante turno di Champions ed Europa League, i calciatori di serie A torneranno in campo per la 30esima giornata. Le danze verranno aperte da un attesissimo match in chiave salvezza: Spezia - Crotone. Da una parte, la squadra di Italiano cercher&#224; di trovare la via della vittoria per allungarsi dalla zona retrocessione e superare i rivali della Fiorentina. I pitagorici, ormai sempre pi&#249; lontani dalla salvezza, vogliono onorare un campionato in cui sembra, purtroppo, sempre pi&#249; chiaro il loro destino, nonostante, da come si pu&#242; evincere dalle ultime partite, mister Cosmi</span> <span>abbia</span> <span>cercato di dare un'anima ad una squadra</span> <span>e anche trovando in</span> <span>Simy</span> <span>un gran trascinatore che merita di restare in serie A. Alle 18.00, l'arbitro Maresca dar&#224; il fischio d'inizio di Parma-Milan, match in cui gli emiliani tenteranno di vincere per staccarsi dal Crotone e prendere un po' d'ossigeno</span> <span>e quindi,</span> <span>punti molto importanti. Essi sfideranno un Milan reduce da un deludente pareggio in casa con la Sampdoria e dunque arrabbiato e desideroso di tenersi stretto il secondo posto e provare a mettere pressione ai rivali concittadini (primi in classifica). L'anticipo delle 20.45 vedr&#224; opporsi l'Udinese e</span> <span>il</span> <span>Torino</span><span>, con quest'ultimi motivati dal pareggio ottenuto nell'ostico e sentito derby della Mole. Dunque, dai granata ci aspettiamo una buona partita al fine di ottenere tre punti fondamentali per non rischiare una clamorosa retrocessione, che mai, come quest'anno, &#232; sembrata vicina. La compagine bianconera, invece, tenter&#224; di ritrovare la vittoria che manca da</span><span>ben tre partite, anche se disputate con squadre di livello qualitativo pi&#249; alto come Atalanta e, prima, Lazio. La Domenica di serie A si aprir&#224; con Inter-Cagliari</span><span>. Dai nerazzurri &#232; lecito aspettarsi i tre punti con una vittoria facile e non sofferta, ma affronteranno un Cagliari pronto a dare il tutto per tutto per ottenere la salvezza che, mai come quest'anno, sembra distante. Una partita ostica</span> <span>attender&#224;</span> <span>la Juve, la quale ospiter&#224; fra le mura domestiche il Genoa, squadra divenuta pi&#249; organizzata e solida grazie alla cura di Ballardini e che sta conducendo un cammino tran</span><span>quillo, ma sempre stando attenta</span> <span>alle</span> <span>zone basse della classifica. La Juve arriver&#224; a quest'incontro con alle spalle una fondamentale vittoria ai danni del Napoli, tre punti importantissimi per approdare nell'Europa che conta e cercare di onorare una stagione ben al di sotto delle aspettative. Il Napoli, dopo la cocente sconfitta subita all'Allianz</span> <span>Stadium</span><span>, affronter&#224; la Sampdoria, formazione allenata da mister Ranieri e che, di sicuro, dar&#224; filo da torcer alla compagine partenopea. Lazio-Verona sar&#224; un'importante partita in ottica Europa, dato che i laziali cercheranno di vincere per accorciare sul Napoli e tentare il difficile approdo fra le prime quattro del campionato. Anche la Roma, orm</span><span>ai unica squadra a rappresentar</span><span>e l'Italia in Europa, cercher&#224; di trovare i tre punti al Dall'</span><span>Ara</span> <span>per risalire in classifica al fine di uscire</span> <span>dalla postazione in Conference League che, di certo, pesa parecchio. La Domenica del campionato italiano si chiuder&#224; con Fiorentina-Atalanta, match presumibilmente piacevole in cui si affrontano squadre con un cammino assai diverso alle spalle e con posizioni</span> <span>in classifica</span><a name="_GoBack"></a> <span>opposte, infatti, i viola sono poco su la zona retrocessione e i bergamaschi in zona Champions. Infine, la giornata si concluder&#224; con Benevento-Sassuolo. Da questo posticipo, entrambe le fazione cercheranno di vincere e regalare emozioni.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomeslautaro-martinez.jpgSISIntervicinascudetto.lottachampionsaperta-1013760.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010105n
71013757NewsEditorialeL`INTER PASSA A BOLOGNA E SI AVVICINA ALLO SCUDETTO2021040408:11juve,torino,milan,atalanta, napoli,inter,conte,bologna,lukaku,roma,spezia,champions,lazio,sassuolo,crotoneRALLENTANO JUVE E MILAN, RISALGONO NAPOLI, ATALANTA E LAZIO<p>&#171;E' stato un grande passo in avanti&#187;: Sono queste le parole di Antonio Conte dopo la difficile vittoria dell'Inter in casa del Bologna. E' stato proprio il suo Bomber, Lukaku , a spedire i cugini rossoneri a - 8 in classifica. Conte ai microfoni, nel dopo partita sembra essere molto cauto, ma lo stop del Milan in casa 1-1 con la Sampdoria e della sempre temibile Juve nel derby con il Torino (pareggio 2-2), fanno ben sperare in una volata finale per lo scudetto con una partita ancora da recuperare mercoled&#236; 7 aprile contro il Sassuolo. Importanti vittorie del Napoli contro il Crotone (4-3), dell'Atalanta contro l'Udinese (3-2) e della Lazio contro lo Spezia ( 2-1), mentre la Roma viene fermata con un pari (2-2) dall'ottimo Sassuolo. Si fa avvincente, dietro la capolista Inter, la lotta per la zona Champions. Sono ben sei squadre in 9 punti: Milan 60 Pt, Atalanta 58 Pt, Juventus e Napoli a 56 Pt, Lazio 52 Pt e Roma a 51 Pt. Sar&#224; un finale di stagione avvincente a 9 giornate dalla fine. Pane per i denti degli appassionati di calcio che si godranno fino alla fine un campionato che quest'anno sta regalando una tanto attesa adrenalina. E mercoledi 7, il recupero di Torino che vedr&#224; in campo Juve e Napoli si preannuncia decisivo in chiave Champions. In coda sembra spacciato il Crotone, che ieri ha comunque dato filo da torcere al Napoli, mentre in 4 punti ci sono Parma (20 pt), Cagliari (22 pt) e Torino (24 pt). Ancora invischiate anche Spezia (29 pt), Benevento e Fiorentina (30pt).</p><p>Giacomo Barletta</p>ivomesivomesantonio-conte.jpgSISvolalinter-frenanojuvemilan-salelazionapoliatalanta-1013757.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101067n
81013756NewsEditorialeLa 29° giornata ci regala il derby della Mole2021040311:00seriea,torino,juve,atalanta,roma, inter,bologna,udinese,lazio,29,pirlo,pioli,conte,classificaInter in serata a Bologna, mentre il Milan riceve la Samp a ora di pranzo<p ><span>Tutte le dieci partite della 29esima giornata di serie A verranno spalmate lungo il giorno di oggi, un evento pi&#249; unico che raro e che, senza dubbio, ci far&#224; rimanere incollati sul divano e rimander&#224; i pi&#249; nostalgici ai tempi in cui tutte le partite venivano disputate esclusivamente la domenica. La giornata si apre con Milan-Sampdoria, un match che regalerebbe tre punti al Milan che potrebbe continuare a sognare lo scudetto, ormai sempre pi&#249; distante e difficile da raggiungere. La Sampdoria, invece, reduce da un'ardua vittoria per uno a zero ai danni del Torino, prover&#224; a dare continuit&#224; al proprio cammino ai fini di rimanere nella parte sinistra della classifica. Alle 15, una maratona attende i telespettatori, i quali assisteranno a ben sette partite, fondamentali per raggiungere l'obiettivo champions per squadre come la Roma, il Napoli e l'Atalanta. La prima giocher&#224; con il Sassuolo di De Zerbi, allenatore capace di far esprimere un ottimo gioco da parte dei suoi giocatori, valorizzandone le qualit&#224;. Il Napoli, invece, affronter&#224; il Crotone che, presumibilmente, sar&#224; arrabbiato e in cerca di riscatto in seguito alla pesante sconfitta in casa subita in rimonta da parte del Bologna. L'Atalanta giocher&#224; contro un'Udinese trascinata da Rodrigo De Paul, giocatore dalle straordinarie qualit&#224; grazie alle quali si sta mettendo in mostra e sta dimostrando, sempre di pi&#249;, di essere un calciatore all'altezza di importanti palcoscenici. Sar&#224; un scontro per la salvezza, invece, Benevento-Parma, rispettivamente 16esima e 19esima in classifica. Entrambe sono alla ricerca di un'importantissima vittoria per risollevare il morale e cercare di dare una svolta (in positivo) a questa stagione. All'Olimpico di Roma, vedremo sfidarsi la Lazio, il cui obiettivo &#232; cercare di approdare in Europa League, e la compagine Spezzina, autrice di un campionato pi&#249; che dignitoso anche considerando che &#232; la sua prima apparizione in Serie A. Una partita combattuta sar&#224; Genoa-Fiorentina, quest'ultima protagonista di un campionato molto deludente e che la vede 14esima in classifica. Un'altra partita di questo interminabile filotto, &#232; Cagliari-Hellas Verona. La squadra di mister Semplici prover&#224; a sconfiggere il Verona che, ormai, sta diventando sempre di pi&#249; una certezza del campionato italiano. Alle 18.00, invece, andr&#224; in scena la partita pi&#249; emozionante da seguire : Torino-Juventus. La Juve dovr&#224; vincere necessariamente per cercare di conquistare un posto fra le grandi d'Europa, ma davanti a s&#232; trover&#224; una squadra ostica come il Torino che, nonostante il rendimento al di sotto delle aspettative, dar&#224; filo da torcere alla compagine bianconera. Ultima ma non meno importante, &#232; Bologna-Inter, una partita tutt'altro che facile per i nerazzurri, autori di una grande cavalcata che li vede in testa e a sei punti sulla seconda. Dunque, per gli appassionati di calcio, una giornata come questa rappresenta un piacevole augurio per le festivit&#224; pasquali.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesdavide-nicola.jpgSISmlan-samp-bolognainter-toro-juve.29giornata-1013756.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010166n
91013755NewsEditorialeJuve, ammetti i tuoi errori2021032218:23juventus,paraticiE' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile<p>E' la societ&#224; pi&#249; blasonata d'Italia, la pi&#249; scudettata e con il maggior numero di tifosi, ma c'&#232; troppa propensione a nascondere sempre le cose. Capiamo che ci stia pure un certo modus operandi di non fare trapelare notizie che riguardano la societ&#224; e i suoi progetti, tuttavia, sarebbe opportuno che di fronte a un fallimento stagionale di tale portata, tu Juve avresti dovuto quantomeno presentarti davanti alle telecamere di Sky senza arrampicarti sui vetri. E' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile, presentandosi inaspettatamente per raccontarci che non ci si pu&#242; dimenticare che la Juve ha vinto nove scudetti consecutivi, che in Champions &#232; arrivata due volte in finale, che contro il Benevento si &#232; giocato male e perso meritatamente, che &#232; giusto riflettere per i giocatori quanto pesa indossare questa maglia, che Pirlo continuer&#224; il progetto intrapreso con la Juve, che.....che.....che....Ma quante banali e precostituite risposte che sanno di aria fritta! La Juve ha sbagliato sonoramente tutti i suoi calcoli tecnici, tattici ed ha buttato al vento un patrimonio di denaro facendo l'errore imperdonabile di pensare che il sacrificio economico per Ronaldo potesse significare fare quel salto di qualit&#224; tale da vincere finalmente la Champions League. Tuttavia, non ci sentiamo di penalizzare CR7, del quale riconosciamo l'importanza di averlo in squadra nonostante che nessuno sia in grado di dirgli di farsi da parte quando si tratta di tirare le punizioni, ma &#232; sui vari Rabiot, Ramsey, Arthur, Kulusevski, Bentancur (impiegato in un ruolo davanti alla difesa che per sue caratteristiche tecniche non gli &#232; congeniale) che bisogna porre il punto di una supervalutazione tale da disperdere denaro inutilmente. Dunque, la societ&#224; &#232; per noi la prima ad essere sotto accusa a cominciare dal Presidente Andrea Agnelli, per continuare con Nedved e per finire con Paratici. La triade non &#232; sempre di comune accordo nelle varie decisioni importanti della societ&#224;, come ad esempio la scelta degli allenatori, infatti, fonti vicine ai vertici societari riferiscono del licenziamento di Allegri sostituito da Sarri per volere di Nedved e Paratici, mentre Agnelli dopo avere mandato a casa Sarri ha imposto la panchina di Pirlo. Non sappiamo se questo corrisponda alla verit&#224; di questa societ&#224; sempre ermetica e intrapelabile nelle sue scelte, tuttavia, quando i nodi vengono al pettine come in questo caso, c'&#232; da rimboccarsi le maniche e chiedere scusa al popolo bianconero. Ripetiamo che non &#232; scritto da nessuna parte che la Juve debba vincere tutti gli anni il campionato ed essere in corsa per tutte le competizioni, ma quando il fallimento &#232; cos&#236; evidente, ebbene, bisognerebbe non nascondere l'evidenza dei fatti. Fatti incresciosi che sono cominciati questa estate con il caso Suarez finito in Procura a Perugia e poi continuati con una serie di errori dirigenziali che non sanno di Juve ma hanno qualcosa di simile a gestioni di societ&#224; dilettantistiche. E poi Pirlo, la ciliegina su una torta bella in apparenza ma lavorata in maniera raffazzonata. Un allenatore neo patentato messo l&#236; per giustificare l'errore anche economico sostenuto dalla societ&#224; bianconera per rispettare a vuoto il contratto di Sarri. Altro errore! Prima allenatore dell'Under 23 e dopo una settimana coach della Prima Squadra. Un susseguirsi di situazioni che sembrano rattoppare falle profonde ed errori che fanno pensare al tentativo di sperare nella mano benevola del fato. No, questo sistema non &#232; da Juve, non pu&#242; esserlo. Rischiare con Pirlo, pensando a una scommessa da vincere &#232; quantomeno azzardato e pericoloso, proprio perch&#232; sei la Juve e non puoi rischiare la faccia anche a livello internazionale. Altro errore &#232; stato quello di dare l'opportunit&#224; a Marotta e Conte di andare a rafforzare proprio l'Inter, l'antagonista di sempre, proprio perch&#232; Agnelli non ha voluto che l'allenatore tornasse alla Juve. Insomma tutta una serie di situazioni che giustificano il fallimento di un'annata in cui la Juve pur essendo stata in corsa su tutto, adesso si ritrova con la sola finale di Coppa Italia da giocare contro un'Atalanta che la sovrasta per gioco, mentalit&#224; e chiarezza tattica. Adesso bisogner&#224; voltare pagina mettendo da parte i soliti stereotipi qualunquistici come «Vincere &#232; l'unica cosa che conta» oppure «La maglia della Juve pesa molto addosso ai calciatori», tutte cose trite e ritrite. Adesso la Juve deve risprendere dall'alto dei suoi vertici quello stile e quell'immagine di societ&#224; ben organizzata che sta perdendo. Non basta dire ai tifosi che ogni anno si tenta di vincere la Champions, perch&#232; se non ci sono i presupposti &#232; meglio tacere.</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong></p>fl0711fl0711paratici.jpgSISjuve-ammetti-i-tuoi-errori-1013756.htmSI01,02,03,060108n
101013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101077n
111013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101076n
121013749NewsEditorialeL`INTER BATTE L`ATALANTA E METTE LA FRECCIA2021030901:24inter, conte, atalanta, juve, scudetto, lukaku, skriniarVITTORIA SOFFERTA DEI NERAZZURRI, CHE SUPERANO DI MISURA L'ATALANTA E STACCANO MILAN E JUVE<div><p >La ventiseiesima giornata di Serie A si chiude con la vittoria dell'Inter di misura sull'Atalanta. Una partita impegnativa, segnata da un ritmo elevato ma con poche occasioni da goal. Per fortuna dei nerazzurri milanesi a risolvere la situazione ci ha pensato Skriniar, che, al decimo minuto del secondo tempo, sugli sviluppi di un'azione d'angolo, in mischia ha trovato la stoccata vincente per battere Sportiello. I ragazzi di Antonio Conte riescono quindi a mantenere il vantaggio di +6 sul Milan, che ieri &#232; riuscito a battere fuori casa l'Hellas Verona per due goal a zero, e +10 sulla Juve, che deve recuperare la gara col Napoli e potenzialmente potrebbe arrivare a -7 dalla vetta. Dopo il superamento di un ostacolo cos&#236; ostico come l'Atalanta, adesso per Lukaku e compagni lo scudetto sembra pi&#249; vicino. Mancano per&#242; 12 giornate alla fine del campionato e tutto pu&#242; ancora succedere, anche se rispetto al girone d'andata l'Inter sembra aver messo letteralmente la freccia e difficilmente si far&#224; scappare il successo finale, avendo anche il vantaggio di non dovere giocare le coppe europee, che invece vedono ancora impegnate Juve, Milan, Atalanta e Roma.</p><p >Alessandro Vispo</p> </div>ivomesivomesantonio-conte.jpgSISvittoria-sofferta-inter-atalanta-milanamenosei.-1013749.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010209n
131013747NewsEditorialeSTASERA INTER - ATALANTA. MILAN E JUVE SPERANO IN UNO STOP DEI NERAZZURRI2021030806:28juve, milan,inter,atalanta, napoli,lazio,verona,roma,pioli,morata,gasperiniIl Milan espugna Verona con pieno merito, mentre i bianconeri senza Ronaldo ribaltano d'orgoglio la Lazio <p>Vincono Juve e Milan e tornano a sperare nel titolo. La Juve regala i soliti 20 minuti all'avversario e 1 gol (Correja), poi reagisce da grande squadra e pareggia con Rabiot prima dell'intervallo, prima di dominare e chiudere il match, nonostante le numerose assenze, contro una Lazio fragile, che cede per 3 a 1 sotto i colpi di Morata autore di una doppietta (il secondo sigillo dello spagnolo arriva dagli undici metri). Il Milan, seppur incerottato, prepara e vince una gara in trasferta sulla carta molto difficile, grazie ad un gol per tempo e alla gara di sacrificio dei suoi giocatori (Kessie su tutti), messi benissimo in campo da Pioli contro il Verona, una delle rivelazioni del campionato, che prova a reagire solo nel finale, quando oramai &#232; troppo tardi. I campioni d'Italia e i rossoneri tallonano l'Inter, che resta avanti di 3 punti sul Milan e 7 punti sui bianconeri (che il 17 recuperano il match contro il Napoli), ma dimostrano di poter ancora recitare un ruolo importante sino alla fine per la vittoria del torneo. Per l'Inter, dunque, vietato sbagliare stasera contro l'Atalanta a San Siro. Se perde o pareggia vede riavvicinare in un solo colpo sia la Juve che il Milan, e in caso di sconfitta dovrebbe cominciare a preoccuparsi anche degli uomini di Gasperini, che si porterebbero a -7 da Lukaku e compagni. In chiave Champions vittorie importanti anche per Roma (1 a 0 al Genoa) e Napoli (3 a 1 nel posticipo serale contro il Bologna). Anche in coda tutto ancora aperto, con il Crotone che vince lo scontro contro il Torino e sale a 15 punti (i granata restano terz'ultimi con 20 punti), il Parma che pareggia 3 a 3 a Firenze e va a quota 16, il Cagliari che pareggia in extremis in casa della Samp e sale a 22 punti. Si dividono la posta Spezia e Benevento (che si portano a 26 punti). Momento felice per l'Udinese, che dimostra il suo stato di forma vincendo 2 a 0 contro il Sassuolo nell'anticipo di sabato pomeriggio, agganciando l'undicesima posizione (i neroverdi di De Zerbi restano in nona posizione con 36 punti e una gara da recuperare).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISinter-atalanta-attesa-perjuveemilan-1013747.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010157n
141013745NewsEditorialeL`Inter vince il derby e allunga sui rossoneri. Brutto stop per il Milan, che deve guardarsi le spalle da Roma, Lazio, Atalanta e Juve2021022206:42inter, milan, pioli, conte, lautaro, handanovic, lukaku,ibra,derby, hernandez,scudettoGli uomini di Antonio Conte non sbagliano un colpo e si confermano i super-favoriti per il titolo<p>Grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al goal straordinario di Romelo Lukaku, l'Inter conferma la leadership e allunga il passo proiettandosi a +4 dal Milan. Ottima prestazione da parte dei nerazzurri, che hanno da subito messo in difficolt&#224; la squadra di Pioli, che adesso sar&#224; costretta ad inseguire i cugini interisti nella lotta per lo scudetto. Un Milan spento e incapace di gestire anche i palloni pi&#249; semplici, quello visto nel derby, tutto l'opposto dell'Inter, che invece ha gestito molto bene la partita, facilitata anche dalla scarsa incisione e lucidit&#224; degli avversari. Sicuramente ad incidere pesantemente per i rossoneri &#232; il goal sub&#236;to a freddo dopo appena cinque minuti a dopera di Lautaro Martinez. Al 33' il Milan prova a salire di tono e sfiora la rate del pari, grazie ad una pericolosa conclusione di Theo Hernandez, che fa salire la squadra rossonera di tono e convinzione. Atteggiamento che caratterizza il Milan anche all'inizio del secondo tempo e che gli permette di mettere in difficolt&#224; la squadra avversaria, che si salva per tre volte grazie ad altrettanti miracoli di un super Handanovic in grandissima forma. Cos&#236;, al 57', proprio nel momento migliore del Milan, l'Inter segna per la seconda volta ancora con Lautaro, chiudendo di fatto la gara. A mettere in cassaforte il derby ci pensa uno stratosferico Lukaku, autore del 3 a 0 degli uomini di Antonio Conte, rete che sigilla il definitivo crollo della squadra rossonera e la fine della partita. Brutto colpo per i rossoneri che prima della gara di La Spezia poi persa malamente per 2 a 0 avevano 2 punti di vantaggio sull'Inter, e che dopo la sconfitta della stracittadina rimangono al secondo posto a -4 dalla vetta, dopo essere stati sin dall'inizio del campionato in testa. Riusciranno gli uomini di Pioli a reagire e a contendere il titolo ai nerazzurri, o questa sconfitta segna il crollo dei rossoneri, che adesso devono stare attenti a conservare il secondo posto? Prossima insidia la Roma, che sfider&#224; il Milan nel prossimo turno. Vedremo come reagiranno Ibra e company la prossima domenica all'Olimpico. Vittoria invece fondamentale per l'Inter, che si conferma la favorita per il titolo, anche in considerazione del fatto che non gioca le coppe. E domenica a San Siro, a vender cara la pelle agli uomini di Conte, arriver&#224; il Genoa di Ballardini, con i nerazzurri che avranno l'opportunit&#224; di confermarsi saldamente in vetta, in attesa dei risultati delle inseguitrici, che potrebbero anche consentire all'Inter, in caso di vittoria sul Genoa, di aumentare il vantaggio sulle inseguitrici.</p><p >Alessandro Vispo</p>Milanoivomesivomesantonio-conte.jpgSISinter-derby-milan-crollo-handanovic-salva-lukakulautarosuper-1013745.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101063n
151013742NewsEditorialeIl Milan perde il primato al termine di una brutta gara giocata al Picco e persa per 2 a 0. L`Inter batte la Lazio e va in testa2021021505:31maggiore,bastoni,ibra,pioli, italiano,milan,capolista,spezia,picco,provedel,donnarumma,salvezzaLa squadra di Italiano si impone con merito sui rossoneri<p><span>Dopo pi&#249; di un anno dall'ultima sconfitta fuori casa per il Milan (Atalanta-Milan 5-0 nel dicembre 2019) i rossoneri vengono sconfitti da un ottimo Spezia, grazie alle reti di Maggiore e Bastoni, e vengono scavalcati dall'Inter (3 a 1 alla Lazio) ad una settimana dal derby. Spezia in palla e ben schierato da Vincenzo Italiano, ma Milan deludente, mai entrato in campo al Picco.</span></p><p><span>Stefano Pioli &#232; deluso ma cerca di guardare al futuro. Ecco le sue parole rilasciate ai microfoni di DAZN nel post-partita: &#171;Dobbiamo reagire e sicuramente lo faremo. Lo Spezia ha vinto nettamente, questa &#232; la prima sconfitta che davvero abbiamo meritato perch&#233; abbiamo messo in campo troppo poco. E' stata una brutta serata per me e per la squadra, ma ripartiremo. Sapevamo che avremmo affrontato un avversario aggressivo, ma non abbiamo offerto una prestazione all'altezza&#187;.</span></p><p><span>Dopo diversi mesi il Milan perde anche il primato in classifica, detenuto dall'Inter, che nel posticipo serale ha battuto per 3 a 1 la Lazio. Risalgono la Roma, che vincendo sull'Udinese sale al terzo posto, il Napoli, che ha sconfitto di rigore una Juve disordinata e poco concreta sotto porta (anche per la bravura del portiere partenopeo Meret), e l'Atalanta, che espugna Cagliari all'ultimo respiro grazie a Muriel.</span></p><p><span>Alessandro Vispo</span></p>Caltagironeivomesivomesitaliano.spezia.jpgSISspezia-vittorioso-sul-milan-sorpassato-da-inter-che-batte-lazio-1013742.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101049n
161013740NewsEditorialeGattuso al capolinea. Se perde con la Juve domenica probabile il suo esonero2021021108:00Gattuso,napoli,esonero,de laurentis,juventus,atalanta,eliminazioneBrucia l'eliminazione contro l'Atalanta, vittoriosa per 3 a 1<p><span>Dopo l'ennesima sconfitta (quella di ieri a Bergamo per 3 a 1 costata l'eliminazione dalla Coppa Italia) &#232; sempre pi&#249; difficile la posizione di Rino Gattuso, il cui futuro probabilmente dipender&#224; dal risultato della prossima gara di campionato contro la Juventus.</span></p><p><span>Mentre i tifosi sui social si scagliano contro Gattuso, chiedendo il suo esonero, il presidente Aurelio De Laurentis, secondo le ultime indiscrezioni, avrebbe deciso di non prendere decisioni affrettate ed aspettare sabato 13 febbraio per prenderne una definitiva.</span></p><p><span>Intanto ha gi&#224; iniziato a pensare ad un possibile sostituto. Nel mirino ci sarebbe un grande ex allenatore del Napoli: Rafael Benitez, che allen&#242; per due anni il Napoli vincendo la Coppa Italia nel 2014. De Laurentis sembra averlo gi&#224; contattato diverse volte e, da quanto si &#232; compreso, Benitez preferirebbe non subentrare a stagione iniziata, ma iniziare una nuova stagione con la squadra. Il Napoli, per&#242;, ne avrebbe bisogno adesso ed &#232; per questo che il presidente sta cercando di convincerlo.</span></p><p><span>A quanto pare, nel caso in cui Gattuso venga esonerato, De Laurentis ingaggerebbe il nuovo allenatore soltanto per concludere questa stagione. Per la prossima, infatti, vorrebbe ingaggiare un tecnico emergente come Vincenzo Italiano, attualmente allenatore dello Spezia o Juric, allenatore dell'Hellas Verona. Ancora sono solo ipotesi e nulla &#232; certo. L'unica certezza &#232; che questo fine settimana sar&#224; decisivo per le sorti di Gattuso e del Napoli.</span></p><p><span>Alessandro Vispo</span></p>Bergamoivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISgattuso-esonero-vicino-calcio-1013740.htmSI01,02,03,06,07,08,10,1101078n
171013725NewsEditorialeInter, che succede?2020111116:53La squadra di Conte preoccupa i suoi tifosi<br /><p><span>C'&#232; qualcosa nell'aria della Pinetina che non convince. L'Inter non ingrana, non &#232; all'altezza del gioco promesso dopo il mercato voluto dal suo allenatore. <strong>Antonio Conte</strong> pare non raccogliere certi malumori dell'ambiente nerazzurro che si profilano all'orizzonte e attacca con apparente calma, dicendo: <strong>«Levate il vino da tavola»,</strong> un po' come dire che certe sciocchezze sono tipiche di persone ubriache. Eppure, dati alla mano, la squadra di Conte dopo dieci partite dall'inizio di questa nuova stagione pallonara ha conquistato solo 3 vittorie su dieci partite giocate tra Campionato e Champions. Una media che non si addice a una grande squadra quale l'Inter &#232;, ma soprattutto preoccupa per alcuni problemi non risolti, non ultimi quelli della difesa e dell'atteggiamento di alcuni giocatori in campo. Hakimi non convince e persino la sicurezza di Handanovic quest'anno sembra essersi dissolta. Certo, i portieri sono soggetti al funzionamento dei meccanismi della difesa che devono essere perfetti nell'allineamento e nel coordinamento dei vari movimenti, tuttavia, vediamo spesso incerto il portiere nerazzurro. Ma questo non &#232; il solo problema, visto che nell'Inter aleggia una sorta di nervosismo che non aiuta a ritrovarsi. Troppi sbagli a centrocampo dove il solo <strong>Barella</strong> si danna a correre, pressare e svolgere diligentemente le due fasi di possesso e non possesso palla. E intanto il malumore dei tifosi nerazzurri &#232; in crescita, una situazione che mette in guardia Conte a svoltare rapidamente dopo la sosta per la Nazionale. Secondo alcuni la figura di <strong>Massimiliano Allegri</strong> sulla panchina dell'Inter si fa sempre pi&#249; possibile, anche in virt&#249; dell'ottimo rapporto che lega l'ex allenatore della Juventus all'amministratore delegato <strong>Beppe Marotta</strong>. Da qui a Natale ci sono da giocare dieci gare senza respiro e vicine l'una dall'altra, dove Conte deve portare la sua squadra a qualificarsi per gli ottavi di finale della Champions League e alzare il livello di gioco e punti in classifica campionato. Un obiettivo considerato essenziale in casa Inter che altrimenti si vedrebbe costretta a rivedere il proprio rapporto con l'allenatore salentino. E poi c'&#232; questo continuo nervosismo camuffato dall'apparente calma di <strong>Antonio Conte</strong> che dice: <strong>«Non c'era bisogno di nessuna reazione, perch&#233; anche in Champions League era mancato solo il risultato. E anche oggi a Bergamo, contro una forte Atalanta, ci &#232; mancato l'istinto killer che ci permettesse di chiudere il risultato e portare a casa la vittoria».</strong> Mah! Chiss&#224;! Noi rispettiamo il pensiero di Conte, tuttavia, riteniamo che a Bergamo l'assenza di <strong>Lukaku</strong> abbia pesato pi&#249; del dovuto e certi svarioni a centrocampo di un <strong>Vidal</strong> in chiara difficolt&#224;, hanno penalizzato soprattutto il rendimento della difesa. Un tre - quattro - uno - due, dove <strong>Barella</strong> &#232; stato inserito come trequartista e dove i due esterni <strong>Darmian</strong> (schierato a sorpresa dall'inizio al posto di <strong>Hakimi</strong> per scelta tecnica)e <strong>Young</strong> si sono alternati con folate in avanti, pi&#249; con buona volont&#224; che con risultati soddisfacenti. L&#236; davanti, poi, <strong>Sanchez</strong> non ha inciso pi&#249; di tanto e <strong>Martinez,</strong> pur avendo sbloccato il risultato al 59', ha palesato quella forma approssimativa che l'ha caratterizzato in questi ultimi tempi. Dunque, un'Inter ancora da assemblare, da unire anche a livello di spogliatoio, dove i malumori di <strong>Eriksen</strong> si fanno sentire in maniera assordante. Vedremo cosa accadr&#224;, anche se riteniamo che Conte debba presto optare con chiarezza su una squadra base che adesso non ha ancora, visto i continui cambiamenti per scelta tecnica dovuti a giocatori come <strong>Stankovic, Nainggolan, Eriksen e Hakimi.</strong> Quest'anno l'Inter gode di una maggiore qualit&#224; tecnica, vista nei singoli interpreti e nella quantit&#224; di giocatori affidabili. Adesso Conte non ha pi&#249; scuse!</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>MilanoFL0711FL0711foto-conte.jpgSIS-1013725.htmSI01,02,03,1001044n
181013723NewsCampionatiNoi che commentavamo le partite e i fatti tecnici20201006114221Juve - Napoli, che confusione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sti ppagliacciati ‘e ffanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie….appartenimmo à morte!”</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Ho voluto iniziare questo mio articolo prendendo a prestito l’ultima frase storica de <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">‘A Livella di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio De Curtis in arte Totò</i></b>, proprio per meglio significare come il mondo del pallone sia finito amaramente nel caos più assoluto. E’ un po' come dire che certe pagliacciate fanno parte dei vivi, perché i morti sono seri. Così constatiamo che la politica sportiva è nella bufera. L’ASL di Napoli va contro i protocolli votati in Lega. Tradimenti di patti stipulati in maggioranza e veleni insanabili che si profilano minacciosi all’orizzonte, mentre il coronavirus se la ride bellamente, soddisfatto del male procurato. Ma il pallone italiano non guarirà mai da accecanti contestazioni, polemiche, antipatie, diatribe che stanno uccidendo definitivamente l’ultimo respiro di ossigeno del calcio giocato. Ci piace vedere giocare l’Atalanta di Gasperini e con la Dea abbiamo quasi fatto un patto di simpatia per il piacevole bel gioco del calcio profuso sul campo, capace di distoglierci per un attimo dal basso fondo di un pallone che è diventato immagine negativa per chi ci guarda oltre confine. Juve – Napoli, una partita che doveva essere giocata all’Allianz Stadium domenica 4 ottobre, non s’è potuta fare perché il Napoli non si è presentato. Il motivo? L’ASL di Napoli ha fermato la squadra in partenza per Torino per il timore che si propagassero altri contagi oltre quelli di Zielinski ed Elmas, mentre allo stesso tempo la squadra di Gattuso è stata mandata in isolamento per 14 giorni. Da qui tutta una serie di messaggi, fax, colpi di scena e situazioni inedite da parte della Juventus che ha dichiarato a chiari lettere di scendere in campo ugualmente, rispettando il protocollo controfirmato in Lega da tutte le società di Serie A. Una querelle furibonda che si è scatenata tra le due società di calcio, mentre la Lega ha preso posizione difendendo in pratica il rispetto del regolamento e dando torto al Napoli per quanto ha fatto. Adesso la cosa sta prendendo le sembianze di una gigantesca diatriba politica che coinvolge la Lega Calcio, il ministero dello sport e della sanità, l’Asl di Napoli e le società calcio Napoli e Juventus. Al momento si pensa che alla Juventus gli sia data partita vinta a tavolino, ma il Napoli è pronto a fare il proprio ricorso coinvolgendo probabilmente Lega e Tar. Insomma, un gran caos che inasprisce gli animi più di quanto non lo fossero già tra le rispettive tifoserie che si guardano in cagnesco. Ma questo calcio non ci piace più da tanto tempo. Questo calcio disgusta per una incapacità di gestione politica, la quale si è lasciata inondare dalla già difficile situazione provocata da un covid 19 che ha messo tutti in ginocchio. Tuttavia, se è vero che il regolamento in essere è stato controfirmato dalle parti nel mese di giugno scorso, è altresì vero che vista la situazione attuale di continuo aumento dei contagi, si doveva intervenire tempestivamente per modificare alcuni punti. Questo non è stato fatto e ognuno resta fermo sulle proprie idee: la Juve per il rispetto del regolamento e il Napoli con l’alibi di non essere potuto partire per disputare la partita di Torino a causa del fermo dell’ASL di Napoli. Insomma una matassa ingarbugliata dove il pallone invece di essere parte primaria del gioco è diventato un optional. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Certe pagliacciate lasciamole fare alla Politica ”</i></b> - diciamo noi che apparteniamo a quelli che amavano il calcio giocato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711juventus-napoli-non-è-stata-giocata.jpgSiN-1013723.htmSi100451001,02,03,1001056
191013715NewsEditorialeIl Conte pensiero da psicanalisi che non stupisce più2020082315:48Conte a un bivio con l`Inter. Allegri è il successore.<br /><p><span>11 milioni di euro netti a stagione che passano in secondo piano per altri mille motivi, alcuni comprensibili e altri assolutamente oscuri che fanno parte del personaggio. Siamo all'ennesimo teatrino del Conte pensiero, una sorta di tormento continuo che s'innesca in questo allenatore eternamente insoddisfatto per non arrivare prima degli altri. Un <strong><em>Antonio</em></strong> <strong><em>Conte</em></strong> che fa pensare a tanti psicodrammi vissuti dal momento in cui ha scelto di fare l'allenatore, prima a Bari, poi a Siena, poi all'Atalanta, quindi alla Juve, in Nazionale, al Chelsea e adesso all'Inter. Sempre lo stesso atteggiamento, sempre lo stesso pretesto per incolpare qualcuno o qualcosa per giustificare l'eterna insoddisfazione che alberga in lui e gli fa perdere l'acume delle cose da gestire. La societ&#224; che manca nel non comprare giocatori di primo livello, il responsabile della comunicazione che non ha saputo gestire l'immagine all'esterno della squadra e suo personale nella faccenda privata riguardante quella famosa pallottola intimidatoria che Conte ha ricevuto in una busta a casa sua, tutto &#232; un problema insormontabile. E poi <strong><em>l'A.D. Beppe Marotta e Ausilio</em></strong>, forse chiss&#224;, rei di avere contattato <strong><em>Massimiliano Allegri</em></strong> quando i rapporti non erano pi&#249; idilliaci come il giorno in cui si sono detti entusiasti di cominciare insieme un progetto nuovo. Ma col senno di poi possiamo dire che questo matrimonio no s'aveva da fare soprattutto in considerazione del fatto che Marotta conosce bene il carattere dell'imprevedibile Conte, capace di buttare tutto all'aria da un momento all'altro non appena qualcosa non va. La realt&#224; &#232; che Conte &#232; un accentratore che non ammette di arrivare secondo e non scrivere la storia per la societ&#224; in cui lavora, soprattutto quando sente la responsabilit&#224; di non avere centrato nessun obiettivo durante l'arco dell'anno. Secondo in campionato a un punto dalla Juve, secondo in Europa League dopo avere perso la finale contro il Siviglia e dopo avere fallito i gironi di Champions League, Coppa Italia compresa. La colpa? Sempre degli altri, con la presunzione di dire in societ&#224; che cos'&#232; giusto fare per vincere e cosa &#232; sbagliato. E' un po' come dimenticare di stare al proprio posto e, semmai, proporsi con garbo nei momenti in cui il club ti coinvolge per migliorare la situazione tecnica della squadra. Ma questo non sembra essere lo stile di <strong><em>Antonio Conte</em></strong> che somatizza amaramente il fatto di non vincere a causa del destino, della societ&#224;, dei quadri dirigenti, ma mai per colpe sue e della sua squadra. Eppure <strong><em>Steven Zhang</em></strong> sta tentando il tutto per tutto per convincerlo a restare, anche perch&#233; il suo esonero costerebbe una montagna di denaro che andrebbe a sommarsi a quello speso per <strong><em>Spalletti</em></strong> (ancora in essere) e il nuovo contratto a <strong><em>Max Allegri</em></strong>. Dunque, all'Inter mala tempora currunt per tutta una serie di scintille pericolose innescate dal suo coach tanto voluto quanto profumatamente pagato. In buona sostanza <strong><em>Conte</em></strong> non pu&#242; pensare di volere rivoluzionare la societ&#224; con i suoi credo organizzativi che non si confanno con il suo ruolo di allenatore. In fondo, in una societ&#224; ci sono delle gerarchie da rispettare e a queste bisogna sottostare, anche se non sei d'accordo su tante cose. Se soffri tanto quelle che a tuo dire sono delle incapacit&#224; dirigenziali, nessuno ti impone di restare. Tante volte abbiamo sentito dire da <strong><em>Conte</em></strong> che non &#232; una questione di soldi. E allora, invece di soffrire tanto decida di dare le dimissioni, perch&#233; crediamo che l'Inter abbia comunque una sua dignit&#224; da far rispettare, dopo che il suo allenatore l'ha messa in cattiva luce pubblicamente. Di Conte non discutiamo l'allenatore e neanche il professionista serio, preparato, che vive con intensit&#224; la sua interiorit&#224; professionale tra picchi di entusiasmo eccessivi e delusioni cocenti che gli tagliano le gambe e non gli fanno capire pi&#249; nulla, Manca l'equilibrio, manca la forza di supportare e sopportare anche le avversit&#224;, le ingiustizie e quell'indirizzo altrui sbagliato che vorresti correggere, ma che non puoi sputtanare pubblicamente. Eppure fino a un certo punto ha messo a frutto la scuola Juve, talora fatta di problemi interni da non fare apparire, da non fare trapelare, per unirsi compatti contro tutti e tutto. Ma poi non ce l'ha fatta, e quando Conte sbotta affila la lingua tagliente e non ce n'&#232; per nessuno. Vedremo cosa accadr&#224; marted&#236; prossimo nel'incontro a quattr'occhi con il presidente <strong><em>Zhang,</em></strong> anche se questa situazione lascia ormai pensare a un addio per far posto a <strong><em>Massimiliano Allegri</em></strong>. Ancora la stessa storia, ancora lo stesso film gi&#224; visto e rivisto. Ma non dovevamo vederlo pi&#249;?</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>MilanoFL0711FL0711antonio-conte.jpgSIS-1013715.htmSI01,02,03,1001061n
201013714NewsCoppeE’ la notte di Shakhtar Donetsk – Inter.20200817160444Il mondo interista attende con ansia la semifinale di Europa League.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Incontro Zhang – Conte. Il club è finalmente presente con tutti vertici.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si scrive Inter, si legge Italia</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>. L’avevamo scritto in onore dell’Atalanta e lo riscriviamo adesso anche per l’Inter, unica squadra italiana rimasta nell’Europa del calcio a difendere i colori nazionali.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Handanovic in porta – Godin, DeVrij e Bastoni a comporre la difesa a tre – D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Gagliardini e Young a costituire un centrocampo a cinque – e poi Lautaro e Lukaku a pungere lì davanti lo Shakhtar</i></b> – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Inter di Conte</i></b> si presenta a questa importante semifinale con quel 3-5-2 di base che resta da sempre il suo credo tattico di un calcio costruito per valorizzare il gioco degli esterni, dando al contempo maggior tutela al centrocampo in fase di non possesso palla. Questo significa che ancora una volta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Christian Eriksen </i></b>è destinato a partire dalla panchina, segno evidente che l’allenatore salentino lo vede più come appoggio alla squadra quando l’avversario è stanco, piuttosto che dall’inizio gara in cui si richiede gamba e vivacità nell’interdire e offendere. Gli avversari si presentano con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pyatov, Dodò, Kryvtsov, Khocholava, Matviyenko, Marcos Antonio, Stepanenko, Marlos, Alan Patrick, Taison e Jumior Moraes</i></b>, un ibrido tattico che visto sulla carta potrebbe considerarsi come un 4-3-3 ma che poi in campo si potrebbe tramutare in un 4-2-3-1. Insomma, un osso duro per l’Inter di Conte che deve in qualche modo essere molto concreto sottoporta per non recriminare sulle eventuali ripartenze degli avversari, i quali essendo molto veloci sono particolarmente pericolosi. In più, c’è da dire che lo Shakhtar ha grande acume tattico e spiccate caratteristiche nell’imbrigliare il gioco degli avversari nel chiudere ogni varco. D’altra parte, l’Inter di Conte è chiamata a sostenere una semifinale di Europa League e non può pensare di avere di fronte una squadra abbordabile, perché se lo Shakhtar è arrivato a questo punto un motivo ci sarà pure. Tuttavia, nell’ottica di un’Inter volitiva e compatta, così come l’abbiamo vista dopo la famosa polemica di Conte contro il Club, diciamo che i nerazzurri nulla hanno da temere se la testa funzionerà ancor prima dei piedi. L’incontro e l’abbraccio di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte con Zhang a Dusseldorf</i></b>, pregiudica una sorta di reunion rappacificante dopo la pubblica lamentela per un’assenza vitale e costante da parte del massimo dirigente di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suning.</i></b> Dopo lo sfogo la squadra si è compattata con il suo allenatore, al punto di dare dimostrazione a coloro i quali l’hanno criticata ingiustamente, che l’Inter è composta da giocatori in grado di seguire il suo coach con serietà e spirito di gruppo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Abbiamo dimostrato</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">di avere gli attributi”</i></b> ha detto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Barella</i></b> dopo la vittoriosa gara contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bayern Dusseldorf,</i></b> quasi a dare una risposta concreta a chi stava seminando zizzania all’interno dello spogliatoio. Comunque, questi sono discorsi che trovano il tempo che trovano, anche perché quando nel calcio le cose vanno bene si è tutti amici e si vedono le cose con l’enfasi talora anche esagerata. Poi, quando le cose vanno male, tutti devono sentirsi colpevoli, dal massimo dirigente all’ultimo magazziniere. E’ la legge del calcio che non si nega a nessuno, neanche a chi si sforza da sempre di percorrere la retta via dell’equilibrio che non esiste. Ma questa notte l’Inter deve mettere da parte ogni pensiero di questo tipo e concentrarsi immediatamente contro un avversario ostico, difficile da battere ma possibile se affrontato con tignosa caparbietà. Dieci anni dopo il triplete, i tifosi nerazzurri sognano di alzare al cielo la UEFA EUROPA LEAGUE. Ma prima deve superare lo scoglio Shakhtar e poi pensare alla finale con il Siviglia. Step by step.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Dusseldorffl0711fl0711foto-conte.jpgSiN-1013714.htmSi100451001,02,03,1001050
211013708NewsCampionatiIl male oscuro di Josip Ilicic20200801155718Storie di campioni che si riflettono nell`umano sentire. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ci sono storie legate all’uomo che vanno oltre il proprio stato sociale, la ricchezza o la difficoltà di vivere un quotidiano che spesso contribuisce con la sua storia a colpire la sensibilità di ognuno di noi. Storie che si intersecano nell’io più profondo, che colpiscono i meandri interiori talora oscuri e ben nascosti nell’anima, che all’apparenza possono sembrare inspiegabili, immotivate, senza senso. E invece un senso ce l’hanno, eccome se ce l’hanno! La storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josip Ilicic</i></b> calciatore sloveno e stella della bellissima Atalanta, sta interessando i media, i tifosi della Dea bergamasca e non solo. Si è appreso, infatti, che il campione dell’Atalanta non è infortunato a causa dei suoi muscoli o delle sue ossa, ma è affetto da quella malattia che colpisce l’anima e che non ti lascia più vivere serenamente. Una patologia che quasi sempre trova terreno fertile nelle persone più sensibili che somatizzano in maniera esasperata ogni accadimento avvenga nella vita. Un retaggio di situazioni che non nascono mai dal nulla ma che si trascinano nel tempo fino a farti crollare. L’Atalanta non è stata ovviamente chiara su questo problema personale di Ilicic, tuttavia, da ambienti vicini al calciatore si è appreso di quanto abbiamo detto. A curarlo sono i familiari, i quali lo conoscono davvero fin dal tempo in cui Josip era un anonimo personaggio che non aveva ancora raggiunto quella notorietà capace di proiettarlo nel benessere assieme alla sua famiglia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“E’ un ragazzo forte ma anche fragile, come i tronchi degli alberi antichi” </i></b>dicono i suoi compagni che l’hanno conosciuto quando giocava a Firenze. E adesso neanche il successo delle sue prestazioni in un’Atalanta da favola, sono bastati ad evitare a Ilicic che qualcosa si rompesse dentro di lui. Il periodo del lockdown, le immagini crude dei camion militari che portavano via le bare nella città di Bergamo a pochi passi da dove egli vive, hanno impressionato e sconvolto questo calciatore forte fisicamente ma fragile nella sua interiorità. E anche l’umano perduto come senso di conforto per sfociare poi nella paura del contagio, hanno sconvolto il profondo di un uomo che è spesso assalito da momenti di tristezza. Certo, non siamo noi a dover significare una situazione che in questo ragazzone sloveno ha tutti i presupposti di una depressione, piuttosto che di un semplice e momentaneo stato d’animo. E non è un caso che il giocatore, con il permesso della società, abbia deciso di tornare in Slovenia tra le sue persone care, la sua gente, il suo mondo che possa aiutarlo a superare questo momento buio della sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto in campo contro la Juve all’Allianz Stadium. In quell’occasione non aveva brillato come suo solito. Era apparso stanco e poco incisivo, quasi avesse la testa altrove, per questo Gasperini a un certo punto ha deciso di sostituirlo. Tutto lasciava pensare a una stanchezza fisica, non certamente a una situazione di così larga e preoccupante difficoltà personale. Già contro la Lazio, l’Udinese, il Cagliari e la Sampdoria non aveva brillato e nonostante il suo sforzo, il ragazzo non è riuscito a far scoccare quella scintilla in grado di fargli dare il meglio di sé. E adesso crediamo pure che non sia neanche in grado di partecipare con i suoi compagni alla prossima Champions League che vedrà l’Atalanta affrontare il Paris Saint Germain. E’ certo che per la squadra di Bergamo fare a meno di Ilicic significa come per la Juve fare a meno di Dybala o Cristiano Ronaldo. Tuttavia, c’è un fatto umano da rispettare che va oltre ogni conquista di titolo, trofeo o coppa che vinci grazie a campioni come lui. Ma la società, la città di Bergamo, i tifosi della Dea gli sono vicini e con rispetto e pazienza lo aspettano a braccia aperte. Sì, quelle braccia aperte che nella vita gli hanno dato il conforto ancor più della fama e della ricchezza. Non sono solo parole, no! Per Josip Ilicic è il senso della vita, l’essenza dell’umano cui aggrapparsi. Il resto è soltanto la cornice di un quadro che esprime l’esistenza attraverso i suoi colori sgargianti e variopinti, che esprimono la bellezza di vedere le cose con gli occhi della speranza. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711ilicic.jpgSiN-1013708.htmSi100451001,02,03,1001039
221013697NewsCampionatiIl “Sarrismo?”, un’invenzione giornalistica.20200712172448La Juventus, prima della classe, ha smarrito la sua personalità.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo aver visto Juventus – Atalanta, abbiamo riflettuto molto su quanto l’Atalanta sia molto avanti nel gioco rispetto alla Juventus. Un altro mondo, un’altra realtà. E’ innegabile la qualità e l’espressione di gioco profuso della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> che per tutto il primo tempo (e anche oltre), ha impartito lezioni di calcio ai più accreditati avversari. Per lunghissimi tratti della partita abbiamo visto una sola squadra in campo che correva con freschezza a mille all’ora e, soprattutto, sviluppava la coralità di un gioco moderno, molto vicino a quello espresso dalle più forti squadre europee. La Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> non ne ha capito nulla e per tutto il primo tempo, tranne l’unico tiro in porta di Dybala, si è limitata a contenere la brillantezza del gioco dell’Atalanta, non per scelta ma per manifesta superiorità dell’avversario. E mentre Gasperini incanta con Zapata e Malinovskyi, Sarri si salva con due gol su rigore di Cristiano Ronaldo. Regole assurde, quelle arbitrali, regole che sanno di non calcio. Infatti, non è possibile dare tutti questi rigori perché la palla va a sbattere sul braccio del giocatore. Si ritorni all’intenzionalità e al braccio che si allarga dal corpo (giusto quello su Muriel, ingiusto quello causato da De Roon) per assegnare il calcio di rigore. Sia chiaro che non vogliamo far passare il messaggio di una Juve sempre aiutata dagli arbitri, perché a Milano contro il Milan, ad esempio, è stato dato lo stesso rigore inesistente su Bonucci, a cui era sbattuto il pallone sul braccio attaccato al corpo. Non esiste. Questa regola va cambiata e Rizzoli deve saperla modificare fin dall’inizio del prossimo campionato. Detto questo, non possiamo non continuare a sostenere che Sarri sia un allenatore non adatto alla Juve che appare sempre più compassata, priva di idee, fragile dal punto di vista fisico e mentale. Tutte magagne ingigantite da un’Atalanta brillante che meritava di vincere un match largamente dominato. Peccato, perché i sogni scudetto della bellissima squadra di Gasperini finiscono forse qui, visto che è terza in classifica a -9 dalla capolista Juve. Già, la capolista Juve! Che dire di questa squadra di Sarri che doveva essere modificata nella logica di un gioco brillante, divertente e si ritrova nell’inesauribile noiosa tiritera di chi vince il campionato per mancanza di avversari che non hanno la sua stessa regolarità, e poi perde la Champions per l’incapacità di sviluppare un gioco europeo diventato sempre più moderno e carico di logiche atletiche, fisiche, prima ancora che tecniche. Troppo poco per una Juve di campioni mal gestiti da un allenatore caparbio e cocciuto nell’insistere su una sua filosofia sarriana che è solo un’invenzione giornalistica. La Juve era già cinica, vincente in campionato e pure noiosa nel gioco. Cos’è cambiato con Sarri e il “Sarrismo” che ripropone un Danilo “pericoloso”, un centrocampo che cammina ed è incapace di verticalizzare il gioco e fornire palloni giocabili alle punte. E Bernardeschi dov’è finito? Insomma, la Juve vive sulla ritrovata verve di Dybala e su Cristiano Ronaldo. Un po’ poco per una squadra che ha investito fior di milioni di euro per rimanere quello che era. Una corazzata senza l’arma del bel gioco del calcio. Per noi, Sarri ha fallito. Chi lo ha scelto cominci a pensarci seriamente. Naturalmente, ci auguriamo di sbagliarci per i tifosi e il mondo bianconero, che tanto ha a cuore una Juventus che possa finalmente alzare la Champions al cielo. Ma così non va!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013697.htmSi100451001,02,03,0701060
231013693NewsCampionatiL’analisi del Dr. Andriolo sul momento della sua Juventus20200709152917Un altro parere juventino sulla situazione attuale della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A pochi giorni dalla disfatta della Juventus a San Siro contro il Milan e alla vigilia della partitissima contro l’Atalanta della grande bellezza, prosegue con incredibile entusiasmo l’invio in redazione di tanti pareri dei tifosi bianconeri sull’attuale situazione che sta attraversando la Vecchia Signora d’Italia. Una miscellanea di giudizi che si contrappongono tra detrattori e difensori di Maurizio Sarri, l’allenatore venuto alla Juve per cambiare il volto di un gioco che prima di lui appariva sì cinico, ma noioso e lontano dall’ammodernamento di un calcio che necessariamente si doveva adeguare alle più attuali metodologie di gioco europeo. Ma oggi il mondo bianconero si suddivide in pareri dissimili tra loro. C’è chi dice che Sarri non è adatto ad allenare la Juventus e c’è chi afferma che è l’allenatore giusto per la svolta epocale del gioco dei bianconeri: basta avere pazienza. Di seguito pubblichiamo quanto ci ha scritto il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dr. Attilio Andriolo</b>, un tifoso della Juventus che due anni fa ha svolto la funzione di medico sportivo al seguito degli stage estivi organizzati per conto della Juventus. Dunque, per lui un motivo in più per esplicare la sua professione, respirando quell’aria juventina a lui congeniale fin dalla sua nascita. Ascoltiamo dunque, quello che ha da dirci sulla Juve del momento.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A Milano la Juve è entrata in campo tranquilla di aver spianata la strada dello scudetto, tant’è che forse per la prima volta ha giocato come vuole il suo allenatore, ovvero con una manovra ricca di passaggi di fine tecnica avvolgente, fino a portare un giocatore nelle condizioni migliori per segnare. Probabilmente, l’essersi scrollato di dosso il peso della vittoria finale è stato determinante per permettergli di applicare la lezione di Sarri. Dopo i primi dieci minuti del secondo tempo, infatti, la Juve si apprestava a vincere la partita senza forzare e probabilmente i giocatori pregustavano il nono scudetto consecutivo. Ma cos’è successo? O meglio, com’è potuto succedere che il Milan abbia segnato tre reti in cinque minuti? Io condivido il parere dell’amico Leonetti : “La squadra ha accusato un lockdown mentale” e l’errore di Alex Sandro sembrerebbe darci ragione. Il tutto provocato da una debolezza psicologica non giustificabile a questi livelli, ma umana. Certamente Sarri non è esente da colpe, perché un mister deve saper toccare le corde dei suoi ragazzi, caricandoli di responsabilità e quindi evitando disdicevoli cali di tensione. Del resto, la mia tesi è confortata dalla prestazione dei giocatori entrati in sostituzione dei titolari che si sono dimostrati altrettanto scarichi e demotivati. Perciò non darei molte colpe a Sarri, né rimpiango il non gioco di Allegri, a cui interessava che il “musetto” arrivasse davanti agli altri al traguardo. Ho fiducia che il gioco della Juve assumerà sempre più le caratteristiche del “Sarrismo”, e ci porterà a vincere divertendoci”.</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Attilio Andriolo</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Avrà visto giusto il Dr. Andriolo? Chissà, solo il tempo potrà dargli ragione!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711dr.-attilio-andriolo.jpgSiN-1013693.htmSi100451001,02,03,0701072
241013692NewsCampionatiDiamo voce al popolo bianconero. Cosa c’è che non va in questa Juve?20200708183644Dopo la cocente sconfitta della Juve ad opera del Milan.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juve sì, Juve no. Dopo la debacle di San Siro contro il diavolo rossonero, abbiamo pensato di dare voce al popolo bianconero formato da giornalisti, addetti ai lavori e tifosi, proprio per capire bene che cos’è la Juventus di Maurizio Sarri. Geniale o evanescente? Qual è davvero l’immagine di una squadra costruita per vincere la Champions, lo Scudetto, la Supercoppa e la Coppa Italia (questi due ultimi Trofei sono stati persi malamente). Per rispondere a questo quesito, abbiamo voluto tastare gli umori del mondo bianconero dando voce a chi spesso non ce l’ha. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cominciamo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Leonetti</b>. Giornalista, scrittore e opinionista TV sull’emittente privata 7 Gold, Leonetti è un grande esperto di calcio ed in particolare della Juventus, la squadra di cui conosce molto bene l’ambiente come un vero juventinologo. Ascoltiamolo, dunque, in quella che è la sua idea legata al momento della Vecchia Signora.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una Juventus in completa crisi psicologica, quella vista a San Siro contro il Milan. Un blackout mentale giunto come un’eclissi totale al 60’, quando i bianconeri conducevano per 2 a 0 sui rossoneri e avevano il controllo del gioco e la partita in ghiaccio. E forse anche il campionato. Difficile analizzare, difficile capire perché la squadra di Sarri abbia staccato completamente la spina del match, subendo poi, giustamente, una sconfitta tanto bruciante quanto meritata. L’istantanea del match è il gol del pareggio ad opera di Kessie: difesa piatta, passiva, con zero reazioni. Il doppio vantaggio ha avuto effetto bromuro nei bianconeri, che sono scivolati via dal match e non hanno più ritrovato il filo logico del gioco, del saper soffrire e lottare. Subendo 3 reti in cinque minuti, uno scempio, un crollo verticale che non ammette scusanti. Ora la Juventus deve voltare pagina, sin da sabato contro la terribile e brillantissima Atalanta, che non concederà nulla allo Stadium. La Juve ha lo scudetto in mano, ora sta ai bianconeri non sciupare tutto il percorso fatto sino ad ora.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Franco Leonetti</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è invece il parere di mister <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Niko Caragliano</b>, allenatore della SS. Milazzo e componente del direttivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Official Fan Club di Milazzo (Me) “Alessandro Del Piero”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Noi tifosi juventini siamo abituati bene, Da otto anni riusciamo ad accumulare titoli su titoli e siamo pronti a festeggiare per i nono anno di fila. Però quest’anno ci siamo rendendo conto che stiamo vincendo per mancanza di una concorrente che possa dare fastidio alla Juve, squadra formata da top player. La sensazione che abbiamo tutti è che quest’anno la Juve non è la solita squadra compatta, cinica, ordinata con mentalità vincente. Chi osserva attentamente la partita e non lo fa solo con l’occhio del tifoso accanito, nota una squadra fragile, mai costante, con la sensazione che si può prendere gol in qualsiasi momento. C’è da dire anche (ma vale per tutte le squadre) che questa è una stagione particolare. Il Covid ha influito e influirà ancora sullo spettacolo che regala il gioco del calcio. Quest’anno, a differenza di altri anni, constatiamo del malcontento generale sulla gestione di Maurizio Sarri, un allenatore che non è riuscito ancora ad oggi a farsi amare da noi tifosi, a differenza di Max Allegri, arrivato tra i cori di contestazione e andato via tra gli applausi di uno Juventus Stadium gremito. Tornando al presente, il campionato sembra ormai vinto (facendo tutti gli scongiuri del caso) con la speranza di vedere una Juve solida e vincente in Champions League, perché ricordiamoci tutti che alla Juve “Vincere è l’unica cosa che conta” e dei 60’ del calcio mondiale, a noi tifosi interessa ben poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Mister Niko Caragliano, SS. Milazzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso leggiamo cosa ne pensa il tifoso juventino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Salvo</b> da Milazzo (Me)</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A parte il blackout che succede ogni sette anni, devo dire che senza giocatori chiave come De Ligt e Dybala, prima dei trenta minuti di assoluta follia ho visto una Juventus che ha fatto una partita di controllo con un gran goal di Rabiot. Speriamo che si sia sbloccato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Daniele </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>da Perugia, tifoso juventino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Se dicessi tutto quello che penso, dubito che lo pubblicherebbero”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Spoto Francesco, un altro tifoso juventino.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io dico che quando un allenatore vede che la squadra cala di concentrazione, o meglio non ci mette più impegno, deve intervenire riprendendo i giocatori anche in modo prorompente, deve dare carica e si deve fare sentire. E poi, ci sono giocatori come Alex Sandro che avrebbero bisogno di ripetizione di calcio, perché non è la prima volta che fa questo errore”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Bene, per il momento ci fermiamo qui. Coloro i quali continueranno a esplicare i propri pareri, i commenti e le analisi sulla Juve di quest’anno, saranno pubblicati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013692.htmSi100451001,02,03,0701068
251013691NewsCampionatiDerby senza storia. Adesso la Juve è a +7 dalla Lazio20200705135036Il derby della Mole conferma il pronostico della vigilia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>L’emozione è stata assente, la constatazione sulla superiorità della Juve sul Toro non è stata una sorpresa. Il derby della Mole è stato come previsto un motivo per i bianconeri di aumentare il suo distacco dalla Lazio. E così è stato, tutto come un film già visto. Juve cinica ma non bellissima, Toro con l’idea di mettere in difficoltà gli avversari (riuscendoci dopo il 2 a 1 soprattutto nel primo quarto d’ora della ripresa) e Lazio che perde pesantemente per 3 a 0 il suo match contro il Milan e mette in evidenza la sua coperta troppo corta per competere con la Juve per la conquista dello scudetto. Questa in sintesi è stata l’analisi di due partite fatte a distanza e che, con molta probabilità, hanno sancito anzitempo l’assegnazione dello scudetto, anche se restano ancora otto partite da disputare e la Juve deve andare a Milano a giocare contro il diavolo rossonero e poi ricevere in casa l’Atalanta della grande bellezza e la Lazio. Per il Toro, invece, si sta consumando il dramma che fa pensare alla prossima partita interna contro il Brescia, come una finale da vincere a tutti i costi. In casa granata spira aria di contestazione contro il presidente Cairo, reo di essere partito in campionato con velleità di calcio europeo, e oggi, dopo tante traversie abbastanza prevedibili per avere costruito una rosa dal tasso tecnico assolutamente mediocre nella qualità e insufficiente dal punto di vista numerico, si ritrova sul ciglio del vortice. Insomma, mala tempora currunt in una dirigenza che manifesta chiaramente i suoi limiti nel sapere costruire un progetto che sappia seriamente di investimenti sì oculati, ma raziocinanti di una programmazione tecnica che non può lesinare sempre la logica economica. In Serie A devi spendere con mire di plusvalenze ma, soprattutto, devi avere bene in mente che l’investimento debba essere programmato da personaggi che sappiano di calcio, professionisti pagati il giusto, senza l’assillo mentale di uno sbilanciamento sui libri contabili. Il risparmio esasperato in questo calcio di Serie A è esattamente l’opposto di chi acquista inopinatamente pseudo campioni, senza la lungimiranza di capire lo spreco. E adesso i tifosi granata contestano con il loro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Cairo vattene”,</b> senza riflettere che dietro questo signore non c’è nessuno. Nessuno che voglia acquistare un Torino che avrebbe bisogno di essere ammodernato da quell’antico cuore granata che da solo non basta per affrontare e avvicinarsi alla logica dell’Atalanta delle meraviglie. Noi pensiamo che alla fine il Toro si salvi dalla Serie B, anche in virtù del fatto che la distanza dalle ultime tre in classifica lascia sperare anche dal punto di vista dei loro risultati negativi. Tuttavia, ad oggi nulla è ancora deciso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Parlando di Juventus, invece, si deve tenere in evidenza l’evoluzione e lo spirito di squadra che nelle ultime partite ha dimostrato, pur non manifestando alti valori di gioco sarriano così significati a livello teorico, ma che stentano ancora oggi, nonostante tutto, a emergere. Nervoso CR7 per non ricevere palloni giocabili, ma reattivo nel suo essere assoluto campione nel fare un gol da favola su palla inattiva. E poi la crescita d’intesa con Dybala, la capacità tattica di Bentancur, la caparbietà di Cuadrado, la riscontrata qualità di De Ligt che deve ancora imparare a tenere le braccia dietro il corpo, lo scompiglio di Douglas Costa che Sarri sta imparando a inserirlo a un certo punto della partita per portare scompiglio alle difese avversarie, si contrappongono a un Bernardeschi che continua a essere l’oggetto misterioso nello scacchiere di Sarri, mentre Rabiot manifesta chiaro – scuri che sanno di poca convinzione nell’apporto globale della squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Detto questo, parliamo della Lazio. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Inzaghi</b> ha subito un brusco arresto all’inseguimento della Juve per il titolo finale. Ma se dal punto di vista della qualità del gioco dei biancocelesti non c’è ancora nulla da eccepire, contro il Milan si sono scoperte tutte le fragilità di una squadra che non possiede una rosa tale da potere affrontare serenamente l’arco di una stagione agonistica stressante e piena di impegni, per chi aspira a vincere lo scudetto e andare in Champions. La mancanza di Immobile e Caicedo, assenti per squalifica, hanno messo a nudo quanto la squadra di Inzaghi sia dipendente dai suoi campioni titolari, senza il reale contributo di una panchina insufficiente nella degna sostituzione dei suoi titolari. E questo, alla lunga, non può far altro che essere un limite. Tuttavia, a sentire Inzaghi, la Lazio resta convinta nell’inseguire la Juve per lo scudetto e, soprattutto, consapevole di potere difendere la sua posizione di squadra che lotta per la partecipazione alla Champions del prossimo anno. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, certe aspirazioni si stanno delineando col passare delle giornate di campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone8.jpgSiN-1013691.htmSi100451001,02,03,0701014
261013689NewsCampionatiToro, che sberla a Cagliari.20200629191116Per il Toro c`è da soffrire<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo la vittoria sull’Udinese, la squadra di Moreno Longo presentatasi a Cagliari con le velleità di uscire almeno indenne dal terreno sardo, ha fatto una partita anonima palesando ingenuità che non si addicono a giocatori come Nkoulou, il quale ha procurato un rigore per gli avversari come se fosse un neofita. Certo, non vogliamo fargliene una colpa come se lui solo fosse stato l’unica causa di una sconfitta che deve essere attribuita a tutta la squadra. L’ambiente non è tranquillo, questo è evidente. Tuttavia, pur rendendoci conto delle difficoltà fisiche e psicologiche di un Toro che avverte il pericolo di essere risucchiato nella zona retrocessione è essenziale imparare a stringere i denti facendo gruppo e badando al sodo, senza razionalizzare troppo le evidenti carenze tecniche già manifestate nel corso del campionato. Non vorremmo riaprire antichi discorsi imputabili alla dirigenza e, soprattutto, al patron Cairo reo di aver buttato al vento i milioni di euro per Verdi (responsabilità da suddividere con Mazzarri, il quale ne aveva caldeggiato l’acquisto) e adesso si trova in zona rimpianti come chi si arrampica sui vetri per rattoppare e salvare il salvabile. La cassa integrazione chiesta per tutti gli impiegati del Torino F.C. (eccetto quelli che operano in prima linea) ci parla di una crisi profonda in cui parlare di assetto di squadra e situazioni tecniche, non può farci pensare a un raffazzonarsi di situazioni che si traducono in un Toro che, per ovvi motivi, avrebbe preferito non ricominciare questo strano campionato colpito e stoppato per lungo tempo a causa del coronavirus. E adesso si spera nel rientro di Ansaldi (uno dai piedi buoni), nel ritorno di Verdi da affiancare a capitan Belotti e poco altro, visto che in mezzo al centrocampo si scoprono le lacune di sempre. Va già bene che in contemporanea alla sconfitta del Toro, anche Fiorentina, Udinese e Sampdoria hanno perso i loro incontri contro Lazio, Atalanta e Bologna. Fatto è che adesso, in pochi giorni di distanza, il Toro si trova a dovere affrontare Lazio, Juve, Brescia, Inter e così via fino al 2 agosto. La situazione è difficile, anche Longo predica giustamente calma nel vedere tra la vittoria con l’Udinese e la sconfitta con il Cagliari, quel bicchiere mezzo pieno che conforta le idee a un ambiente poco tranquillo. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa. Da che mondo e mondo, le nozze con i fichi secchi non si sono mai fatte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711moreno-longo.jpgSiN-1013689.htmSi100451001,02,0301042
271013686NewsCampionatiPoker della Juve contro il Lecce, ma c’è ancora tanto da fare nel gioco.20200627122040I bianconeri vincono ma deludono sull`intendere del calcio moderno <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Se vincere è l’unica cosa che conta e se essere andati a +7 in classifica sulla Lazio che è seconda ma con una partita ancora da giocare, dà respiro per aggiudicarsi lo scudetto, allora ogni discorso relativo all’analisi del gioco del calcio inteso come coralità di squadra, viene a decadere. Diciamo questo perché dopo avere visto la partita vinta per 4 a 0 dalla Juventus contro il Lecce in dieci uomini, continuiamo a non vedere il gioco d’insieme di una squadra imbottita di campioni che stentano a sviluppare un insieme di azioni tali da giustificarne l’alto contenuto tecnico. C’è un motivo portante nella squadra di Sarri, ed è l’evidente incepparsi davanti a squadre chiuse che partono in contropiede. E non è un caso che i bianconeri abbiano sofferto contro il Milan, il Napoli e per tutto il primo tempo anche contro il Lecce. In antitesi, invece, riesce a migliorare l’espressione del gioco con squadre come il Bologna, le quali scendono in campo con il desiderio di giocare una partita aperta e magari di batterla questa Juve. E siccome dal punto di vista concettuale sono poche le squadre del campionato italiano ad essere supportate da questa idea tattica di calcio propositivo quando affrontano la Vecchia Signora d’Italia, sarebbe opportuno che Sarri cambiasse magari modulo, adeguandolo alla squadra che si incontra. Infatti, sembra ormai troppo scontato l’atteggiamento in campo della Juve, che si basa soprattutto sulle pregevoli giocate individuali che, tuttavia, sono quasi sempre imbrigliate dai coriacei difensori avversari, più propensi a distruggere piuttosto che a costruire il gioco. Così si determina una situazione in cui la verticalizzazione del gioco viene a mancare, le imbucate sono inesistenti, con l’inevitabile conseguenza che giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ronaldo e Dybala</b> diventino giocatori “normali”. Poi, per fortuna della Juve c’è il guizzo di una giocata individuale che fa la differenza, ma resta sempre la difficoltà di trovare un gioco che non c’è anche alla luce della prossima Champions. Insomma, Juve nuova problemi vecchi. Da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri a Sarri</b> la Signora è rimasta con il suo vecchio stile e modo di pensare: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa che conta”</b> anche se poi patisce le partite secche e le finali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri </b>avrebbe dovuto rappresentare la novità, l’innovazione, la teorizzazione di una filosofia calcistica basata sull’armonia del gioco di squadra, adatta soprattutto ad essere competitiva in campo internazionale. Fino ad oggi non abbiamo visto nulla di tutto questo in una squadra che si affanna, spinge in avanti, trova muri invalicabili e non trova il modo per aggirare difese chiuse e protette da un centrocampo attento a chiudere ogni varco. E’ troppo poco sperare nell’entrata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b> che dribbla anche se stesso e scombina i programmi tattici degli avversari. Troppo poco sperare nei pregevoli gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> che inventa la giocata da maestro campione. La Juventus è squadra di grandi talenti che sta anche rivedendo attraverso il mercato, di migliorare un centrocampo apparso vulnerabile e poco propenso a sposare in toto l’idea di Sarri. Una Juve che appare ancora troppo lontana dalla verve agonistica e dalla freschezza atletica dimostrata dall’Atalanta di Gasperini. Pensiamo anche che la Juve di Sarri debba ritrovarsi in fretta sotto l’aspetto mentale della cattiveria, perché non è ammissibile che dia sempre questa impressione di squadra che parta con sufficienza, pensando che prima o poi il gol arrivi. Rivedersi in un gioco di calcio moderno, corale, empirico, che riassuma il concetto di squadra capace di collegare all’unisono l’aspetto di possesso e non possesso palla, urge a una Juve che vuole vincere Scudetto e Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013686.htmSi100451001,02,03,0701048
281013655NewsEditorialeL’esempio della grande bellezza dell’Atalanta Bergamasca Calcio20200221173810L`avvento di una nuova cultura calcistica, fatta propria da una ex squadra provinciale<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Riservato a chi si inebria di calcio spettacolo, di armonia del pallone, di pregiato gusto del gioco e della sua purezza di espressione. L’Atalanta è questo, merita sempre il prezzo del biglietto anche se non sei propriamente tifoso simpatizzante della Dea Bergamasca. Ma che importa dare giudizi di parte, quando l’espressione di questo calcio sviluppato dai nerazzurri orobici è inconfutabilmente piacevole e capace di trasportarti in emozioni che durano anche 95 minuti. La partita di Champions contro il Valencia ha confermato quanto detto e visto ormai da almeno un triennio della squadra di Gasperini. Già, Gasperini. Se pensiamo che si continua a declamare nomi altisonanti di tecnici europei che potrebbero essere ingaggiati il prossimo anno per venire ad allenare in Italia, allora non capiamo come il modello italiano rappresentato da Gian Piero Gasperini e anche da Simone Inzaghi passi sempre in secondo piano. Siamo convinti, non da oggi, che il meglio dei coach dalle vedute moderne del football internazionale l’abbiamo in Italia. E non è un caso che Atalanta e Lazio stanno stravolgendo con il proprio gioco l’antica cultura calcistica italiana nel mondo, ancorata com’era a un calcio sparagnino, farraginoso, utilitaristico, talora vincente ma scarno di spettacolo. E non è vero che per assistere a uno spettacolo (Allegri dixit) bisogna andare al cinema, al teatro o al circo, perché anche lo stadio può offrire, se vuole, l’armonia di un pallone che non deve essere per forza strozzato dalla vittoria a tutti i costi, ma sappia intendere con scioltezza fisica e mentale ciò che significa emozione, brividi di trame di gioco, corsa non forsennata ma corretta, intelligente, e amalgama di squadra che ti trasmette la sua voglia di divertirsi e divertire. Eppure sulla bocca di tutti, nei sogni dei tifosi e anche dello stato maggiore delle società di calcio d’Italia, ci sono sempre Pep Guardiola, Jurgen Klopp, Josè Mourinho, Mauricio Pochettino, Zinedine Zidane. Ottimi tecnici che hanno vinto molto ma che hanno saputo vendere la propria immagine nel mondo come fossero il non plus ultra, come se con loro si stipulasse il contratto delle Champions sicuramente vinte. Ma i meccanismi del calcio sono molto delicati perché si tratta di uno sport di squadra che ha bisogno di oleare bene tutti i suoi meccanismi in maniera globale, armonica, e se soltanto un tassello non s’incastra bene all’interno del gruppo, ecco che tu puoi avere il miglior tecnico del mondo e non vincere, perché in quel calcio espresso dalla tua squadra manca sempre qualcosa. E’ un po’ il discorso che l’ambiente juventino sta vivendo in questa stagione con Maurizio Sarri, il tecnico chiamato dal Chelsea per venire ad apportare alla Juventus un gioco divertente che non c’è perché sembra esserci un conflitto ideologico tra tecnico e squadra. Sì, perché la prima regola è che un buon allenatore deve poter sviluppare il proprio credo calcistico in base alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori, senza snaturare ruoli e caratteristiche di campioni a cui non hai nulla da insegnare se non collocarli nella giusta posizione per rendere al meglio, creando l’armonia globale all’interno della squadra stessa. E’ quello che stanno facendo certi tecnici italiani nel loro lavoro, con le relative rose non particolarmente eccelse come quelle di Gasperini, Inzaghi, ma anche di D’Aversa, piuttosto che di Juric. E’ il calcio della grande bellezza, è la voglia di divertirsi e divertire che aleggia nella globalizzazione di un football internazionale diventato forse meno tecnico e più atletico, là dove la forza fisica è sempre supportata dal cervello. Si rifletta su questi temi e si prenda ad esempio il fantastico messaggio di un’Atalanta che incanta, che diverte, che emoziona e ti riconcilia con un pallone che spesso angustia e disamora per noia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711inzaghi-gasperini.jpgSiNl-esempio-della-grande-bellezza-dell-atalanta-bergamasca-calcio-1013655.htmSi100451001,02,0301094
291013650NewsCoppeContro il Milan, il Toro avrebbe meritato di passare il turno di Coppa Italia. Ma….20200129123210Dignitosa prova dei granata a San Siro, ma il Toro ha bisogno di altro.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il mancato passaggio del Toro di Walter Mazzarri alla semifinale di Coppa Italia, ci porta a fare alcune riflessioni sulla situazione attuale dei granata. La squadra vista ieri sera a San Siro contro il Milan pone in analisi il dubbio amletico, se dal punto di vista tecnico il Toro si possa ritenere nel suo organico una buona compagine, oppure no. Partendo in primis dal punto di vista caratteriale, riteniamo che Sirigu, Belotti e compagni abbiano messo in mostra una reazione forse inaspettata, da quella memorabile scoppola mortificante subita tre giorni prima contro l’Atalanta. La squadra ha dimostrato fame agonistica, amor proprio e voglia di dimostrare che la dignità non si era persa nella tremenda notte di sabato, in cui il 7 l’ha fatta da padrona. Infatti, 7 sono stati i gol subiti, 7 sono state le incredibili parate di Sirigu che non hanno permesso al Toro di perdere 14 a 0, e 7 come La 7, intesa come l’altra proprietà di Cairo che è meglio curata. Detto questo, possiamo affermare che a questa squadra manchi il gioco, la mentalità, il coraggio, la chiarezza tattica e quell’atteggiamento propositivo che solo un tecnico dalle vedute moderne può infondere alla propria squadra. Con Mazzarri tutto questo non c’è, e non ci si lasci illudere dalla pur positiva prova messa in campo dal Toro, in quanto riteniamo sia soltanto frutto di una reazione personale dei giocatori stessi, i quali dopo il ritiro prolungato a Novarello, hanno avuto lunghi momenti di confronto e di significativa presa di coscienza professionale. Non diamo dunque meriti a chi non ce l’ha, perché una rondine non fa primavera e il Toro non può vivere di buone prestazioni occasionali, ma ha l’obbligo di avere una sua precisa identità tecnico – tattica che non ha. Dunque, ci preme evitare discorsi (pur veri) contro l’arbitro, il quale nella partita di San Siro ha sbagliato tanto a sfavore dei granata. Tuttavia, non intendiamo più approfondire certi alibi che riteniamo soltanto ripetitivi, i quali sembrano rientrare nelle caratteristiche di chi si piange continuamente addosso e non vede più in là del suo naso. Il Toro deve rialzare la testa, ma non così. Non con Mazzarri in panchina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNcontro-il-milan-il-toro-avrebbe-meritato-di-passare-il-turno-di-coppa-italia-ma-1013650.htmSi100451001,02,03,07010120
301013649NewsCampionati“Il Toro è un’idea, una diversità”, parola di Fabio Viglione.20200123144520Intervista a un tifoso eccellente,che vede il calcio attraverso analisi approfondite e condivisibili. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’Avv. Fabio Viglione da Roma</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>. Sì, proprio lui, il tifoso del Torino autore del libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Caro Toro ti</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">scrivo” </i></b>che ha<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>elaborato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> </i></b>assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Giorgio Merlo</i></b>. Non è la prima volta che lo intervistiamo e non è un caso che ci rivolgiamo a lui, nonostante abiti lontano da Torino, per conoscere il suo pensiero sul Toro. Oggi più che mai, vista la delicata situazione che sta attraversando l’ambiente granata in questo momento. Il suo è un contributo da opinionista prima ancora che da tifoso, in quanto ha una spiccata capacità di analisi su fatti calcistici ad ampio raggio. Avvaliamoci dunque della sua opinione.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Fabio, cosa pensi di questa freddezza da parte dei tifosi granata nei confronti della società e della squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certamente vivendo a Roma non sono al corrente di tante cose che riguardano l’ambiente, se non per le notizie che leggo attraverso i giornali. Ho sempre pensato, e penso, che il tifoso granata fosse diverso dagli altri, proprio per le peculiarità uniche che la grande storia del Torino possiede. Il Toro è un’idea, una diversità e anche una voglia di mettere in campo quelle caratteristiche che ci fanno prescindere dalla mancanza di ricchezza economica, per riconoscerci in una simbolo di lotta, di sofferenza e maniche rimboccate. E’ la nostra storia, è nel nostro dna. Non è retorica la mia, quando sostengo che il tifoso del Toro, da sempre, non ha mai misurato il suo attaccamento alla squadra ed alla società in base al risultato, ma ha vinto già per il solo fatto di “essere del Toro”. E’ una vittoria di sentimento che ci fa diversi, orgogliosamente diversi. Noi siamo sempre stati un po’ originali come tifo, come passione, colore, calore, quindi questa è l’identità che per noi è fondamentale rimarcare. Ed il Toro non può prescindere dai suoi tifosi, dal suo Popolo. Questo è un tema secondo me centrale quando si parla di Toro. E non è un caso che la vasta letteratura granata e le tante pubblicazioni, suscitino tutto questo interesse. Perché nonostante le poche vittorie la letteratura e la cinematografia parlano di noi più di ogni altra realtà calcistica? E’ il segno evidente che il Toro non è una semplice squadra di calcio.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che nel calcio moderno fatto di business, non c’è molto spazio per le squadre come il Torino?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, perché oggi mancano le possibilità di competere per vincere. L’estate passata sotto l’ombrellone a scommettere su chi avrebbe vinto lo scudetto è un lontano ricordo. Negli anni passati il tricolore lo potevano vincere, come è avvenuto, - e parlo anche degli anni settanta e ottanta - la Sampdoria, il Verona, il Torino, il Napoli. Adesso la competizione per il titolo si è ristretta al punto che squadre come il Toro si possono collocare al massimo, nella stagione di grazia, in quel ristretto numero di compagini capaci di piazzarsi per un ingresso in Champions. E’ impossibile sognare. Realisticamente, l’ingresso nelle competizioni europee è il massimo a cui possiamo aspirare per come il sistema si è sviluppato. Non penso che sia molto “distante” la strada che ci separa da un quarto/quinto posto come crescita generale. Una crescita che non va dimenticata. Non solo, una crescita nella quale l’ultimo tratto di strada è il più difficile da raggiungere.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Noi veniamo da un periodo in cui faticavamo a collocarci in serie A… E’ stato un periodo di grande sofferenza nel quale credo che abbiamo perso anche diverse generazioni di giovani tifosi… Ora siamo certamente su un altro piano e su altri livelli. Ma dobbiamo e possiamo certamente migliorare. Penso che non sia facile per il Torino, consolidare un posto davvero importante in un calcio come quello attuale ma io ci credo. Voglio crederci. Anche perché voglio regalare a mio figlio tredicenne, che tifa Toro e vive a Roma, meno sofferenze… ”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Seguendo questo tuo pensiero filosofico e al contempo razionale, si evince chiaramente una forma dissociativa dalle attuali contestazioni granata contro la squadra e la società. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io credo che si debbano trovare sempre delle ragioni di “cucitura”, perché una società e una squadra di calcio non possono prescindere dal calore del pubblico e la nostra passione non ci può mutilare della squadra del cuore. La società e la squadra hanno bisogno della passione della gente, della gente granata. Non gente qualsiasi. Il Toro ha sempre avuto un “tifo” ed una curva da scudetto anche quando la squadra giocava in serie B. Credo e spero che una soluzione possa trovarsi nel mettere al centro i punti di convergenza. Anche i calciatori devono capire che indossano una maglia storica e ricca di passione che non può essere mortificata. I tifosi sono un patrimonio immenso di passione dalle potenzialità infinite. Anche se viviamo un calcio ormai deprivato di sentimenti e ostaggio di fatturati e social media. E’ indubbio che quando i risultati non arrivano, qualcosa si è sbagliato anche in sede di valutazioni a monte. Tuttavia, parlando del profilo tecnico che è l’unico su cui sono in grado di esprimermi, sempre guardando dall’esterno, credo si debba fare anche una valutazione “ex ante”. Perché sono stati tenuti i pezzi pregiati? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sirigu, Belotti, Izzo?</i></b> Si è probabilmente pensato che mantenendo la struttura di una squadra che aveva fatto bene si sarebbe potuto fare ancora meglio del settimo posto. Io, francamente, ero tra quelli che aveva creduto nelle scelte di mercato. Ma il calcio non è una scienza esatta. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cosa pensi della quasi certa cessione di Bonifazi e dell’eventuale prestito di Iago Falque?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“In questo caso penso ci sia un problema tecnico, piuttosto che un volere della società. Bonifazi credo venga ceduto per esubero nel ruolo visto che abbiamo tanti difensori centrali e non tutti possono giocare. Tuttavia, che la scelta per sfoltire il reparto ricada su un giovane di valore proveniente dalla nostra ‘cantera’ mi lascia un po' di amaro in bocca. Su Iago? Lo vorrei ancora con noi. È stato considerato un punto fermo del Toro, nonostante l’infortunio subito, credo gli si debba dare adesso l’opportunità di rientrare proprio per le sue qualità tecniche e la sua duttilità. E poi non si può a questo punto della stagione privarsi di un ottimo calciatore, minimizzando il numero della rosa dei titolari. Mazzarri non può avere la panchina corta, anche perché un allenatore deve essere in grado di gestire tanti giocatori se l’obiettivo è ambizioso. La competizione va gestita ma tiene alta la qualità e le soluzioni. E’ un problema di chi allena saper dosare la competizione interna e l’armonia. Con una rosa corta si ha il …respiro corto….” e alla lunga la squadra ne risente.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, non sei d’accordo con la gestione tecnica di Mazzarri? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Oggi direi di no. Io credo che lo stesso Mazzarri non sia soddisfatto del rendimento della squadra. In campo si alternano buone giocate a momenti di blackout, abbiamo giocato un girone d’andata in chiaroscuro quanto a continuità ed intensità di gioco.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Vedo una propensione a giocare chiusi sull’avversario. Un atteggiamento tattico che ha fatto in modo di far soffrire la squadra, più contro squadre meno attrezzate e dai valori più modesti che contro le cosiddette “grandi”, squadre chiamate a “fare la partita”. Il calcio non è una scienza esatta ma è spregiudicatezza, spensieratezza, voglia di fare, freschezza di idee che spesso vengono apportate dai giovani capaci di farti la giocata sopra le righe che ti fa vincere la partita. Il calcio fa sognare pure per questo, non è il gioco degli scacchi. No, la direzione tecnica di Mazzarri, di cui non discuto la preparazione, in questo momento risente, a mio avviso, di questo atteggiamento di scarsa propensione alla proposizione del gioco. Al coraggio. E’ una mia opinione. Vedo poi poca apertura di credito verso i giovani, come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Millico, Edera</i></b>, che potrebbero apportare entusiasmo e sfrontatezza. Le capacità balistiche di Millico che ha strabiliato nel campionato primavera credo che possano confermarsi anche in serie A. La traversa contro il Sassuolo non mi ha sorpreso, gli ho visto fare tanti gol così nelle giovanili, ha una strabiliante naturalezza nel calciare a giro da quelle distanze. Credo che i giovani talentuosi debbano essere maggiormente coinvolti, come peraltro, sta accadendo altrove (penso a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Vlahovic, Malinoski, Kulusevski</i></b>). Non credo affatto che inserendo i giovani in squadra ed equilibrandoli naturalmente nell’assetto base, con i più esperti, si rischi di bruciarli. Chi l’ha detto? Semmai, tenerli in panchina rischia di demotivarli, di frustrare la loro autostima e di non farli sbocciare. Poi non dimentichiamo che il tifoso del Toro ha sempre avuto un legame particolare con i giovani del Filadelfia ed è pronto a perdonare anche qualche sbavatura. I nostri giovani sono fondamentali per ridare entusiasmo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Vuoi spendere qualche parola per un giocatore in particolare ? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una parola per Sirigu. E’ un portiere davvero formidabile. Non credevo fosse così forte. Merita di giocare titolare in Nazionale, un vero fuoriclasse. E’ l’idolo di mio figlio che cerca di emularlo nel campetto della scuola, giocando con la sua maglia numero 39. Ma anche Belotti merita elogi particolari. E’ cresciuto molto ed è diventato un vero trascinatore. Non si risparmia, lotta dal primo all’ultimo minuto, è migliorato molto anche tecnicamente, è maturato nei movimenti e nella capacità di leggere le situazioni, incarna davvero lo spirito del Toro quando carica a testa bassa e non si arrende mai”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come vedi il prossimo incontro casalingo contro l’Atalanta di Gasperini, reduce dalla sconfitta interna contro la Spal?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sconfitta in casa dell’Atalanta contro la Spal, dimostra che tranne qualche squadra che si colloca su un livello nettamente superiore, tutte le altre compagini possono vincere o perdere contro tutti. Ogni partita ha le sue insidie. Al di là degli episodi che possono capitare ed essere sempre determinanti, tra Torino e Atalanta vincerà chi dimostra di avere più fame. In ogni zona del campo, su ogni pallone, sarà necessario dare il massimo ed avere la testa libera. Si gioca con il cuore, con la testa e con la giusta determinazione. Mi auguro davvero che sia il Toro ad avere più fame, anche se dubito che l’Atalanta dal gioco arioso messo in mostra fino ad oggi, accetti di buon grado una sconfitta interna contro una Spal ultima in classifica, senza la voglia di rifarsi immediatamente. Quella partita persa brucia ancora tanto alla Dea di Gasperini. Il Toro è avvertito!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><a name="_GoBack"></a></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-avvocato-fabio-viglione.jpgSiNil-toro-e-un-idea-una-diversita-parola-di-fabio-viglione-1013649.htmSi100451001,02,03030264
311013646NewsCampionatiJuventus campione d’inverno ma non di gioco20200113203124La squadra di Sarri è prima al giro di boa, ma sarà così fino alla fine del campionato?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Con la 19vesima giornata del campionato di calcio di Serie A 2019/20 finisce il girone d’andata. La Juve è campione d’inverno con due punti di distacco sull’Inter, ma la vera entità del suo gioco non è ancora emersa con chiarezza. Atalanta e Lazio sono le squadre che giocano meglio, che sviluppano trame di gioco brillanti e di piacevole armonia corale, grazie anche al fatto che i tecnici e i giocatori delle due rispettive squadre sono rimasti uguali e, tranne qualche piccolo ritocco, non hanno mutato il loro assetto base. Juve e Inter hanno invece cambiato molto, non solo nei suoi interpreti principali, ma anche nella nuova cultura ideologica di un calcio che per essere spettacolare e al contempo redditizio, ha ancora bisogno di tempo per potersi integrare in tutti i suoi elementi. La Juve resta, di fatto, una squadra che si distingue sempre per il suo cinismo, che approfitta delle giocate dei suoi singoli campioni ma che non riesce a dare continuità di un gioco armonico che si vede soltanto a sprazzi. Possiamo dire che la logica di questa squadra bianconera e della società che fa capo ad Andrea Agnelli, continua ad avere il suo storico principio di base che resta quello di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vincere perché</i> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">è</i></b><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’unica cosa che conta”,</b></i> proprio in un anno in cui con l’avvento della filosofia sarriana, ci si era proposti di arrivare a vincere senza annoiare i buongustai del calcio. Ma i palati fini sanno che se vogliono divertirsi e assistere a un calcio moderno, brillante, forte nella corsa e duraturo nella resistenza fisica, devono guardare l’Atalanta di Gasperini o la Lazio di Inzaghi, una squadra che nel breve volgere di due settimane ha battuto la Juve in Campionato e in Supercoppa Italiana. Così, mentre Juve e Inter si guardano in cagnesco e giocano la loro lotta a distanza, la Lazio avanza con le sue 10 vittorie consecutive e un concreto possibile inserimento nella lotta per lo scudetto, avendo ancora una partita da recuperare. Certo, in questo momento gira tutto bene per i biancocelesti che stando bene di salute fisica e mentale, si trovano magnificamente nelle ripartenze e vincono spesso sul finire delle partite. Questo dimostra quanto la squadra di Inzaghi sia caparbia e decisa a non mollare mai, senza fare apparire lo spettro della disattenzione che è l’emblema della stanchezza mentale di squadra. L’Inter di Conte sta facendo bene, ma non è ancora pronta a presentarsi come squadra da battere, così come non lo è la Juve di Sarri che si trova a razionalizzare un campionato che se mai dovesse vincerlo, non lo stravincerà sicuramente con largo distacco. E allora dove sta la verità, se l’anno scorso la noiosa squadra di Allegri ha fatto il vuoto alle sue spalle nonostante producesse un calcio lontano dai canoni moderni? Noi diciamo che non c’erano le squadre che potevano infastidirla nel suo incedere solitario al vertice, e quindi ha vinto con merito ma senza il gusto di confrontarsi con antagoniste del suo livello. Quest’anno la musica è cambiata e anche se la Juve resta sempre una delle papabili vincitrici finali per lo scudetto, c’è da vedere come si attrezzerà l’Inter e se la Lazio riuscirà a resistere fino alla fine, con questo spirito di squadra che stupisce sempre più. Chissà!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuventus-campione-d-inverno-ma-non-di-gioco-1013646.htmSi100451001,02,03030170
321013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
331013644NewsCalciomercatoAnche Kulusevski al J Medical per le visite mediche20200102122150Ecco il nuovo acquisto della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ la casa medica scelta dalla Juventus, cui affida tutti i suoi atleti per avere la certezza della sana costituzione fisica e quindi dell’ottimo stato di salute. Una risposta attendibile al 100%, grazie anche alle apparecchiature che sono all’avanguardia del settore medico tecnologicamente avanzato, alle precise indagini diagnostiche e all’accurata professionalità di tutti i medici scelti con cura prima di fare parte dell’equipe del JMedical, un modello sanitario innovativo per tutti. Così, giusto per tutelarsi dopo avere acquistato sul mercato del pallone che conta, la Juventus prima di firmare ogni contratto manda direttamente gli atleti a essere sottoposti alle visite mediche di rito. E il J Medical collabora alla grande, dando il proprio benestare soltanto dopo avere effettuato tutta una serie di visite e controlli atti a certificare l’attività agonistica nel campo professionistico. Dicevamo del controllo meticoloso e massimamente attendibile del JMedical, che ricordiamo essere stato giustamente intransigente nel caso Schick, nel non avere dato il proprio benestare all’attività agonistica e sportiva professionistica, per avere notato nell’atleta delle anomalie di affaticamento cardiaco. Detto questo per significare il lavoro minuzioso svolto dal J Medical, diciamo quanto sia rassicurante invece per la Juventus (ma anche per la gente comune che decide di sottoporsi a screening e varie indagini diagnostiche) sapere del buono stato di salute dell’atleta cui sono stati investiti parecchi milioni di euro. Così come ieri ha fatto il nuovo acquisto della società bianconera <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kulusevski,</b> che dal prossimo giugno sarà a disposizione di Sarri per cinque anni. Lo svedese è stato acquistato dalla Juve, dopo che l’Inter l’ha corteggiato insistentemente. Classe 2000, l’attaccante Kulusevski è stato acquisito dalla Juve per 35 milioni di euro + 9 o 10 milioni di bonus che andranno all’Atalanta, società che ne deteneva l’appartenenza. Allo svedese, invece, andranno 2,5 milioni di euro annui più bonus, che andranno a salire durante il quinquennio juventino. Dunque, ancora una volta J Medical e Juventus sono insieme nell’intendere un rapporto professionale che s’interseca tra medicina sportiva di alta qualità e atleti che possono fare fronte serenamente, a ogni sforzo fisico atletico che professionisti di tale levatura tecnica fanno in carriera.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-kulusevski.jpgSiNanche-kulusevski-al-j-medical-per-le-visite-mediche-1013644.htmSi100451001,02,03030233
341013639NewsCoppeL’incredibile Atalanta scrive la storia di un calcio da favola.20191212170211La squadra di Gasperini entra agli ottavi di finale di Champions League<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensiamo che per la città di Bergamo, i tifosi della Dea e anche per gli abitanti bergamaschi che non sono propriamente inclini al calcio in genere, l’11 dicembre degli anni a venire non sarà di certo una data come un’altra. E, in effetti, il passaggio agli ottavi di finale di Champions della squadra di Gasperini sa tanto di miracolo, anzi di favola da raccontare ai figli o ai nipoti che verranno. Sì, perché il 3 a 0 rifilato fuori casa allo Shakhtar Donetsk ha il sapore di un’impresa che va oltre i limiti, le assenze e i pronostici negativi che dopo le prime tre partite del girone Champions, vedevano l’Atalanta a zero punti. Questo è l’ennesimo traguardo straordinario di un gruppo e un progetto che ormai non smette più di stupire. L’Atalanta è squadra forte di prima fascia e non può essere più considerata una semplice provinciale del calcio nazionale e men che meno del pallone europeo. La squadra di Gasperini è una top club europea, in grado di farsi rispettare per un gioco moderno, spumeggiante e intriso di quella logica innovativa capace di dare uno sviluppo di gioco qualitativo e proficuo sotto l’aspetto dei risultati. Sì, perché questa Atalanta che è frutto dell’opera magistrale del presidente Percassi e di suo figlio, ha capito l’importanza di investire su un gruppo di giocatori che sotto la direzione di un allenatore dalle ampie vedute di calcio moderno come Gasperini, ha dato luogo a risultati progressivamente validi, dando un apporto sostanziale anche dal punto di vista dell’immagine mediatica. E’ un po’ come dire che la Dea di Bergamo si è laureata a pieni voti e adesso non ha più esami da sostenere per essere considerata una realtà calcistica di alto spessore. A Kharkiv l’Atalanta si è presentata in campo priva di Ilicic e Zapata, con Pasalic alle spalle del Papu Gomez e Muriel. Una mossa dettata dalle esigenze, ma che è stata indovinata nel mettere in difficoltà lo Shakhtar di mister Castro che avverte subito la difficoltà di una serata di calcio molto difficile da superare. A un primo tempo in cui si sono evidenziati i tentativi di maggiore finalizzazione da parte degli atalantini, è seguita una ripresa la cui intensità della squadra di Gasperini è stata tale da vivere momenti di alta emozione. Così, prima Castagne al 21°, poi Pasalic al 35° e Gosens al 49°, hanno steso uno Shakhtar Donetsk ancora incredulo per l’inaspettato furore agonistico imposto dalla Dea. Adesso il sogno continua nella consapevolezza che l’Atalanta è entrata a far parte del novero delle sedici squadre più forti d’Europa. Un miracolo calcistico destinato a durare nel tempo, controvertendo certi inguaribili scettici i quali pensano ancora in un’Atalanta che prima o poi tornerà a fare la provinciale. No, questo non accadrà perché la qualità della dirigenza e il suo modo di gestire il calcio con un progetto serio e competente, non potrà fare altro che migliorare nel tempo la sua competitività con le maggiori potenze calcistiche nazionali ed europee. Questa esperienza è il segno tangibile di una maturazione che non si potrà mai confondere con chi vede il calcio in maniera superficiale e pressapochista.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Kharkivfl0711fl0711atalanta-champions-league.jpgSiNl-incredibile-atalanta-scrive-la-storia-di-un-calcio-da-favola-1013639.htmSi100451001,02,03010216
351013627NewsCampionatiToro, ma dov’è finita la banda Mazzarri?20191031080130L`analisi sul momento negativo del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Certo, nel calcio come nella vita ci sono cose che si possono dire e altre no. Il presidente Urbano Cairo lo sa molto bene, altrimenti se non avesse conosciuto questa “sana” ipocrisia commerciale, nonostante i suoi indiscussi meriti in campo imprenditoriale, sicuramente non sarebbe arrivato dov’è oggi. Ma se parliamo del suo Torino, pensiamo davvero che difendere pubblicamente il macroscopico indifendibile, sia come nascondersi dietro un dito. Queste le sue parole dopo la batosta di 4 gol a 0 subita a Roma dal Toro contro la Lazio<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:” Ho parlato con Mazzarri, abbiamo esaminato la partita e da parte mia non ho visto il Toro di altre partite, ad esempio quello visto contro l’Atalanta. Ho deciso di mandare la squadra in ritiro a partire da domani perché credo ci sia da fare una riflessione tutti insieme. La prestazione di questa sera va esaminata con cura, siamo solo alla decima partita di campionato, va fatto un esame di coscienza per ripartire velocemente. La società mette tutto ciò che serve ai giocatori, a partire dalle strutture. L’unico che non è sotto osservazione è Mazzarri, il derby nella maniera più assoluta non sarà un crocevia per lui. La prestazione? Non è un fatto di nomi. Verdi è arrivato in condizioni fisiche particolari, anche perché a Napoli lo facevano giocare poco. Troverà presto la condizione e darà il suo contributo alla squadra. Credo sia giusto andare in ritiro per discutere e parlare con franchezza”</b>. Già, parlare con franchezza! A parte il fatto che il ritiro di una squadra di calcio non è un ritiro spirituale e poi con questo discutere e parlare con franchezza a cosa si riferisce? Forse ad allontanare pericoli di disunione della squadra? Ma a nostro parere non è solo la squadra da sensibilizzare sotto l’aspetto del gioco che poche volte abbiamo visto quest’anno, ma il suo allenatore che non è indenne da colpe. Cairo afferma che Mazzarri non è sotto osservazione e che il prossimo derby non sarà un crocevia per lui. E’ un po’ come difenderlo a spada tratta andando contro la squadra e i suoi giocatori che, forse per una preparazione incominciata troppo presto e in un’estate torrida, adesso stanno pagando le conseguenze fisiche e mentali. Può darsi che tutto ciò abbia contribuito a formare questo stato di cose negative, tuttavia, facciamo presente che non siamo ancora in primavera, stagione in cui si sentono le tossine accumulate durante l’arco di tante partite giocate, ma siamo soltanto alla decima giornata di campionato e il Toro si è già perso per strada. Storie di tutti gli anni, storie di sempre diremmo noi, anche se a onor del vero bisogna dire che l’anno scorso dopo un inizio altalenante, la squadra di Mazzarri ha trovato un filotto di risultati positivi che l’ha portata in Europa League (grazie alla estromissione del Milan da parte dell’UEFA) ma visto il risultato, sarebbe stato meglio non partecipare. Dunque, la nostra analisi sul momento negativo del Toro si basa più su colpe imputabili a Mazzarri piuttosto che alla squadra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chi prepara la squadra? Chi infonde i teoremi tattici? Chi ha la responsabilità di recuperare i giocatori dal punto di vista fisico e mentale? Chi cura l’armonia e l’unione dello spogliatoio? Chi chiude le porte del Filadelfia ai tifosi granata, ai quali si proibisce di assistere agli allenamenti e incontrare i giocatori?</b> Sì, ci sono tante domande che vertono su questo allenatore toscano dalla mentalità di calcio antico, poco propositivo e tanto preoccupato dell’avversario piuttosto che della propria squadra. Altro che dire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mazzarri non è in discussione!”.</b> Si guardi in giro presidente Cairo, cerchi di cambiare rotta perché così non va proprio. E’ notte fonda! E il derby è dietro l’angolo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711urbano-cairo.jpgSiNtoro-ma-dov-e-finita-la-banda-mazzarri-1013627.htmSi100451001,02,03030277
361013624NewsCampionatiDalla parte del tifoso del Toro20191021173638Dopo l`ennesima prestazione incolore del Torino a Udine, si pongono i soliti interrogativi di una squadra incapace di crescere.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">FORZA TORO. Sempre!</b> Ma quante volte ancora il popolo granata deve fare di questo mantra la ragione di sentirsi tifosi del Toro sulla pelle, nella testa e nel cuore, sorpassando gli altalenanti momenti di illusione e poi di disillusione? A Udine come contro Lecce, Sampdoria e Parma, sempre lo stesso problema, sempre lo stesso atteggiamento di squadra che non intende incidere, far parlare di sé in termini ammirevoli ma soltanto in modo negativo. E non è certo il mancato rigore su Laxalt che può far gridare allo scandalo nel match che il Toro ha perso a Udine, ma per un complesso di cose che l’hanno reso avulso dal gioco e incapace di dare un’immagine di gioco moderno che s’intende fatto con sanguigna propulsione in avanti con l’attenzione a essere corti quanto basta, per potere far fronte ai vari momenti che si riferiscono al non possesso palla. Nella squadra di Mazzarri si parla da sempre di difetti atavici dovuti a ingenuità, distrazioni difensive, mancanza di concentrazione mentale nell’affrontare con la stessa attenzione le squadre forti e quelle che stimolano meno. Discorsi senza fine che non hanno portato nel tempo alcuna modifica mentale, oltre che tattica e tecnica. E non è tanto lo schema tattico che Mazzarri ha imposto a questa squadra fin dal primo giorno in cui si è insediato allenatore del Toro, ma a parer nostro sussiste quella mancanza di stimoli a produrre un gioco moderno, che si concretizza attraverso una mentalità propositiva e senza timori reverenziali verso l’avversario che probabilmente nemmeno lo stesso Mazzarri ha insito in sé. Va bene rispettare l’avversario, ma c’è un calcio d’oggi in cui non si prevede più il dovere aspettare l’avversario per colpirlo nelle ripartenze. L’avversario, anche se superiore tecnicamente, lo devi aggredire alto, non farlo ragionare e inibirlo nella sua naturale fonte di gioco.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Per fare questo c’è bisogno di una preparazione fisica e mentale che il Toro non ha perché è l’espressione dell’insegnamento del proprio allenatore. Chi ha mai visto il Toro aggredire dal primo minuto l’avversario di turno fino alla fine della partita? Crediamo che in questo campionato (ma se non ricordiamo male neanche in altri) soltanto in pochi sprazzi di match la squadra di Mazzarri si sia espressa in questo senso. Eppure, squadre come Parma, Hellas Verona, Lecce, Brescia, che sono inferiori tecnicamente al Toro, hanno un gioco aggressivo, mai riverenziale verso l’avversario e scendono in campo con la mentalità rafforzata da un’autostima che aiuta a moltiplicare le proprie reali qualità. Il Toro non può continuare ad andare sempre indietro come i gamberi, perché se dovesse continuare così, ci sembrerebbe opportuno puntare lo sguardo su Mazzarri come probabile imputato della mancanza di crescita dei granata. Non serve andare davanti alle telecamere dopo l’ennesima sconfitta e ripetere sempre: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ non siamo stati capaci di chiudere la partita”</b> oppure <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“i ragazzi sono</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">stati ingenui e su quest’aspetto dobbiamo continuare a lavorare molto…..”.</b> Ma quanti anni ci vogliono ancora affinché il popolo del Toro possa vivere un presente capace di inorgoglirsi non solo per la sua immensa, grande storia? Il Torino deve entrare stabilmente a far parte del novero delle grandi squadre italiane in cui c’è entrata anche l’Atalanta di Gasperini con un concetto di gioco a tutto campo che va oltre le reali potenzialità tecniche dei suoi giocatori che vede nel Papu Gomez, Muriel, Duvan Zapata e Ilicic, i fari di orientamento dei vari Toloi, Palomino, Gosens, Castagne, Freuler, mentre i granata di Sirigu, Izzo, Ansaldi, De Silvestri, Nkoulou, Baselli, Rincon, Laxalt, Belotti, Iago Falque, Zaza e Verdi, non fanno da traino ai vari Millico, Parigini, Meitè, Ola Aina e altri giovani? Un motivo ci sarà pure. Qual è? Secondo noi sta proprio nella mentalità generale di un’idea di calcio moderno che il Toro non ha!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNdalla-parte-del-tifoso-del-toro-1013624.htmSi100451001,02,03030294
371013607NewsEditorialeGian Piero Gasperini, cittadino onorario di Bergamo20190910155751Una bella storia da raccontare<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Con la cittadinanza onoraria, vogliamo riconoscere a Gian Piero Gasperini la nostra gratitudine per quello che ha fatto”.</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Così motiva il riconoscimento della città di Bergamo il sindaco <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giorgio Gori</b>, il quale dopo avere riunito l’intero Consiglio Comunale ha dato seguito all’onorificenza. Molto emozionato è apparso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> che quasi incredulo di tanta attenzione nei suoi confronti ha così dichiarato:<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">” Vogliamo vivere altre emozioni, forse ancora più forti, abbiamo voglia di dare entusiasmo e felicità alla gente, perché in tutta questa storia quello che più ci ha emozionato è stata la felicità negli occhi dei tifosi. Per me non è un</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">premio, ma il regalo più bello della mia vita”.</b> E, in effetti, questo è il più bel riconoscimento che il tecnico della Dea potesse ricevere alla presenza dei suoi affetti più cari, di una nutrita schiera di politici locali, di semplici tifosi, del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">presidente nerazzurro</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Percassi</b> e del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">direttore operativo Roberto Spagnolo</b>. Tutti per lui, animati dall’esaltazione di chi desidera dirgli grazie per quanto sta facendo per la città Orobica, a livello di immagine nel mondo non solo calcistico. Essere considerato bergamasco è per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> motivo di orgoglio, proprio lui che conserva origini piemontesi di quel paese di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Grugliasco</b> che sorge silente e senza squilli di tromba nell’hinterland torinese. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Bergamo è speciale, ho un forte legame con questa città”,</b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b> manifestando chiari momenti di commozione capaci di fare scendere le lacrime sul suo viso. E’ il tributo di un lavoro serio, eticamente perfetto nell’intendere il calcio come qualcosa che va oltre la ricchezza, il denaro e tutto ciò che spesso enfatizza la banalità di pensiero verso questo mondo edulcorato da troppi privilegi. Tuttavia, i sentimenti che fanno sempre capo alla centralità della persona, devono sempre essere tenuti in considerazione come il significato profondo di ogni cosa. Sono storie di vita, di percorsi professionali che spesso ti portano a scoprire angoli di mondo che premiano la tua persona, così com’è successo a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini da Grugliasco</b>, che nato nel 1958, partito dal settore giovanile della Juventus e poi legato particolarmente a questi colori, mai più avrebbe pensato che il destino della sua vita personale e calcistica si potesse legare così affettivamente alla città orobica e alla gente bergamasca che gli è grata per avere condotto l’Atalanta per la prima volta nella sua storia in Champions League. Segno che anche nel calcio ci sono storie belle da raccontare, da ascoltare e fare proprie come quei sogni che nella vita spesso si avverano quando meno te l’aspetti. E allora pensi quanto sia fantastica la vita e come troppe volte non ce ne accorgiamo, presi come siamo a rincorrere frettolosamente una quotidianità che spesso tende a demotivare le nostre legittime aspirazioni. Ma la perseveranza, la voglia di non arrendersi mai nell’esplicare il proprio compito professionale all’insegna dell’etica, della serietà e della correttezza, qualche volta nella vita è premiante. La storia del piemontese Gian Piero Gasperini diventato cittadino onorario della città di Bergamo, ce lo insegna. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711gasperini_cittadinanza_bergamo_3.jpgSiNgian-piero-gasperini-cittadino-onorario-di-bergamo-1013607.htmSi100451001,02,03030216
381013605NewsEditorialeUrbano Cairo, il presidente dell’ultima ora di mercato.20190904152640Lo stratega della buona gestione aziendale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non c’è niente da fare. Questo è lo stile, la strategia, la forma mentis del presidente del Torino Urbano Cairo. Sempre all’ultimo, sempre ad aspettare pazientemente alla finestra i movimenti degli altri, per poi agire in extremis e risparmiare magari qualche milione di euro che possa in qualche modo consentire al bilancio del Torino F.C. di inorgoglirsi per essere positivo. Ma quanta fatica però per il popolo granata, che tutti gli anni deve soffrire per apprezzare questo maniacale senso del quadrare i conti e di non fare mai il passo più lungo della gamba, imposto dal presidente Cairo. Razionale fino all’eccesso, il presidente del Toro ha speso 30 milioni con un attivo di mercato di 4,5 milioni di euro. Alle spese per il riscatto di Ola Aina (10 milioni di euro), Djidji (3,5), Ansaldi , Zaza, Laxalt (500 mila euro di prestito oneroso e riscatto a 11,5 milioni), Simone Verdi (costato<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>al momento soltanto 3 milioni di euro ma per il prossimo anno, se vorrà riscattarlo, ne dovrà pagare 20 + eventuali bonus di 2 milioni), il bilancio del Torino registra gli introiti dovuti agli incassi delle operazioni in uscita di Ljajic, Niang, Avelar, Gustafson, che portano il bilancio del Toro in attivo. E fin qui non c’è nulla da dire, se non apprezzare una gestione amministrativa davvero impeccabile. Tuttavia, il Torino pur essendo uscito dall’Europa League e godendosi l’attuale primato in classifica, sembra ancora non completo soprattutto a centrocampo, dove il folto numero di giocatori con caratteristiche di quantità, evidenzia la mancanza di un calciatore di qualità capace di gestire i tempi di gioco e illuminare le proiezioni offensive del Toro. Certo, in questo senso il recupero di Iago Falque sarà importante nell’aumentare la qualità della squadra granata, ma bisogna vederlo all’opera nel momento in cui rientrerà. Comunque, c’è da dire che l’essersi assicurato le prestazioni di Simone Verdi, è per mister Mazzarri un motivo di orgoglio in una squadra che ha bisogno di dare a Belotti e compagni un apporto di qualità in attacco. Un calciatore che tecnicamente è molto valido nell’intendere offensivo, nella facilità di saper calciare bene di destro e di sinistro, che ha grandi capacità di centrare la porta nelle palle inattive e, soprattutto, ha molta mobilità sulle gambe nel tentativo di fare sempre movimento senza palla. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simone Verdi</b> è tecnicamente diverso da Belotti e Zaza, quindi lo riteniamo un grande acquisto da parte del presidente Cairo e del direttore sportivo Massimo Bava, il quale lentamente sta entrando diligentemente ad assaporare un incarico nuovo per lui. Dunque, il popolo granata sorride a dispetto della delusione di Europa League che ha davvero lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente. E chissà che chiudendosi una porta non si apra un portone. I presupposti ci sono tutti per emulare il cammino fatto l’anno scorso dall’Atalanta di Gasperini, la quale ha fatto un ottimo campionato dopo essere uscita ai play off di Europa League, involandosi di diritto alla partecipazione di Champions di quest’anno. Certo, le due squadre hanno caratteristiche diverse per volere del credo tattico di due diversi allenatori, tuttavia, la vittoria del Toro nella seconda di campionato contro la Dea, deve far riflettere per la capacità tecnica e mentale con la quale i granata di Mazzarri hanno superato la squadra di Gasperini. Ma attenzione ad evitare gli squilli di tromba che fanno fare voli pindarici. Il Toro e i suoi tifosi continuino su questa strada con entusiasmo, senza cadere in depressione se qualcosa non andrà per il verso giusto. La squadra è stata potenziata tecnicamente e Mazzarri può essere soddisfatto del lavoro del suo presidente. Adesso si dia la parola al rettangolo di gioco. E se il buongiorno si vede dal mattino……! Chissà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711urbano-cairo.jpgSiNurbano-cairo-il-presidente-dell-ultima-ora-di-mercato-1013605.htmSi100451001,02,03030246
391013594NewsCalciomercatoIl calciomercato che fa sognare20190712080150Juventus, Napoli e Inter, regine del calciomercato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In questi tempi di calciomercato in cui i tifosi sognano a occhi aperti e i discorsi da bar si moltiplicano di evanescenti pensieri di parte, è legittimo che ognuno vinca il proprio scudetto estivo. E anche sotto l’ombrellone, tra un bagno e l’altro, si sentono i più disparati pareri che sanno di scommessa personale. E’ il bello del calcio d’estate fatto di poco o nulla, in cui basta solo un titolo di giornale per scatenare l’adrenalina dei tifosi e sviluppare esagerate immaginazioni di vittorie. Dal punto di vista mediatico tiene sempre banco la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus,</b> la quale dopo l’arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> e gli acquisti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rabiot, Demiral, Romero, Ramsey, Pellegrini,</b> il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain,</b> promette ancora colpi importanti come l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiesa</b> e le inevitabili cessioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spinazzola, Perin, Mandzukic, (Matuidì?) Caceres, Khedira, Cuadrado, Kean.</b> C’è poi l’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter</b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte, Marotta</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ausilio </b>capaci di portare a casa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Godin </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barella</b>, mentre si nutrono reali possibilità di far vestire di nerazzurro anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzeko</b>. Tutto questo a seguito delle pubbliche dichiarazioni della società, che non intende inserire nel proprio progetto i nomi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Icardi </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nainggolan.</b> Una sorta di benservito che fa chiarezza sull’intendimento della nuova direzione nerazzurra, la quale non ammette la mancanza di rispetto delle regole. Altrettanto vivace è il mercato estivo del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli</b>, il quale dopo avere acquistato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manolas,</b> sta puntando dritto su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">James Rodriguez</b>. Ci sono poi squadre come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan, Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Torino</b> che non danno segni di eclatanti strombazzamenti di sorta, ma non per questo meno operativi sul mercato. Tutto ciò, mentre i granata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri </b>lavorano a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bormio</b> per preparare i preliminari di Europa League. Così dice il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Direttore Operativo del Torino F.C. Alberto Barile:</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Vogliamo fare crescere il Torino nel mondo”.</b> Certo non sarà facile, tuttavia, in casa Toro si respira un’aria diversa dal solito. C’è più consapevolezza di potere aggiungere al grande valore di società perfetta nei conti in bilancio, quella volontà di raggiungere un buon livello europeo che farebbe lievitare l’immagine granata. Dunque, attendiamo la fine del calciomercato per valutare certe situazioni che ad oggi sembrerebbero già contrassegnate dai duelli circoscritti tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus, Inter e Napoli</b>. Ma sono valutazioni estive, basate soltanto sui nomi eclatanti di un mercato pallonaro che eccita la fantasia dei tifosi Tuttavia, c’è da considerare che anche le altre squadre non staranno sicuramente a guardare, perché nessuno vorrà inchinarsi alle più titolate regine di mercato.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNil-calciomercato-che-fa-sognare-1013594.htmSi100451001,02,03030386
401013580NewsCampionatiIl romanzo del pallone, tra lacrime e addii.20190527180756L`ultima domenica del campionato di Serie A, ha riservato molte emozioni. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso il campionato di Serie A 2018/’19. Una domenica di tristezze in cui il calcio italiano ha manifestato una summa di sentimenti capaci di contrapporsi tra lacrime di gioia e malinconici addii. Gioisce l’Atalanta di Gasperini che vincendo contro il Sassuolo si è piazzata al terzo posto in classifica con 69 punti assieme all’Inter, la quale soffrendo smisuratamente contro un ottimo Empoli, entra a far parte della Champions League del prossimo anno. Milan, Roma e Lazio, (che vincendo la Coppa Italia si è qualificata ai gironi di Europa League) entrano in Europa, mentre Chievo, Frosinone ed Empoli vanno mestamente in Serie B. Si salvano per il rotto della cuffia Genoa e Fiorentina, che pareggiando una partita priva di intensità per evidente paura di offendersi reciprocamente, accolgono con entusiasmo la sconfitta dell’Empoli. Peccato per la squadra di mister Andreazzoli, che ha espresso un buon calcio fino alla fine e capace di mettere in serie difficoltà la pazza Inter di Spalletti. Emozioni e adrenalina ad alti livelli per gli appassionati di calcio che, tranne le partite Sampdoria – Juventus (gara insignificante), Cagliari – Udinese e Frosinone – Chievo, hanno tenuto il fiato in sospeso. Ha vinto il Bologna contro il Napoli (straordinaria l’impresa fatta da Mihajlovic) ed ha vinto anche il Toro di Mazzarri e la Roma di Ranieri che hanno salutato gli addii eccellenti di Emiliano Moretti che ha appeso le scarpe al chiodo, quello di Daniele De Rossi che ha lasciato la sua Roma per volere della società giallorossa. E ancora mister Ranieri, prima chiamato per risolvere i problemi della Roma nel dopo Di Francesco e poi frettolosamente non confermato. Film che si ripetono col passare degli anni, ingratitudini e struggenti visioni di un pallone sempre pronto a raccontarti la vita con tutte le sue sfaccettature. Una metafora perfetta dove lo sgorgare delle lacrime è il significato di momenti di gioia e di dolore, di sorrisi, di braccia alzate al cielo e di tristezze su volti che manifestano la propria delusione. Così come l’Empoli che va in Serie B dopo aver creduto legittimamente fino alla fine di restare in Serie A. E così come i tifosi di Torino e Roma che perdono due calciatori e un allenatore tanto amato. Diverse queste figure, diverse queste storie che comunque raccontano l’unico senso romantico di un pallone che fa dell’emozione il significato di ogni cosa. E allora ci chiediamo cosa mai sarebbe il calcio senza il gol e senza i suoi personaggi che gli ruotano attorno, costruendo percorsi professionali che sfociano nell’umano dei sentimenti più profondi. Nulla è per sempre, tutto si può protrarre per lungo tempo, ma niente ti garantisce l’eterno, almeno tra noi comuni mortali. E quando vedi stadi come quelli di Torino e Roma che sono gremiti di tifosi non tanto per l’esclusivo senso del gioco del calcio, ma per quello che rappresenta nei suoi valori umani, allora tutto ritorna come qualcosa che dà il significato profondo a chi in maniera superficiale vede soltanto il calcio al pallone come una semplice pedata per fare gol. No, dentro c’è l’emozione, c’è la rabbia, ci sono gli abbracci, c’è la persona in quanto tale. Schegge di momenti di sport che enfatizzano la fragilità dell’uomo nella sua essenza. E’ stata dunque la domenica della commozione ma anche dei verdetti finali, delle giustizie, delle ingiustizie, delle gioie e delle delusioni talora inaspettate. Ma non è proprio come il nostro quotidiano?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711l'addio-di-de-rossi.jpgSiNil-romanzo-del-pallone-tra-lacrime-e-addii-1013580.htmSi100451001,02,03030304
411013573NewsCampionatiBeppe Gandolfo, “Alla stagione del Torino do un bel 7”20190523153441Intervista al giornalista delle reti Mediaset.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Beppe Gandolfo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>, scrittore e giornalista delle reti Mediaset, è da sempre un grande tifoso del Toro. Una passione radicata nel tempo e rafforzata da quella grande storia del Torino che gli ha dato modo di incrementare con le sue opere la già vasta letteratura granata. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il Toro che vorrei”, “Meroni,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’artista campione”, “Il mio Toro”</b> e tanti altri libri pubblicati, sono la testimonianza del suo attaccamento a una squadra di calcio che per lui è qualcosa di più che una semplice passione. Ma <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Gandolfo</b> è il giornalista che racconta Torino all’Italia con il suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Un anno in</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Piemonte”</b>, il volume edito da EnneCi Communication che quest’anno è giunto alla sedicesima edizione. E’ un po’ come rivivere anno dopo anno, i palpiti e i respiri talora affannosi di un Piemonte che si manifesta con orgoglio agli occhi dell’Italia. Oggi l’abbiamo incontrato per rivivere insieme un anno di Toro, tra sogni europei svaniti sul traguardo finale, ma con l’orgoglio e la consapevolezza di avere raggiunto dopo tanti anni un livello davvero importante.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Beppe, come spieghi la debacle del Toro a Empoli?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Premesso che do alla stagione del Torino un bel 7, dico che nel momento in cui la Lazio ha vinto la Coppa Italia e il Toro ha capito che matematicamente era impossibile entrare in zona Uefa, c’è stato un calo totale di tensione. Quindi, trovandosi di fronte a una squadra che giocava per la vita o per la morte come l’Empoli, il Toro ha capito che forse dando anche il massimo per vincere la partita, sarebbe stata comunque un’impresa inutile”. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma c’è ancora una speranza di entrare ugualmente in Europa, visto che i problemi legati al fair play finanziario del Milan consentirebbero al Toro di partecipare alla competizione europea. Tu cosa pensi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono stato spesso molto critico nei confronti di Cairo, imputandogli alcune scelte sbagliate, errori e mancanza di passione. Ma bisogna dargli atto di aver messo il bilancio del Torino in regola e se dovesse succedere com’è successo con il Parma, non la ritengo un’entrata dalla porta di servizio ma un’entrata di diritto, perché se ci sono delle regole devono essere rispettate. Dunque, chi non ha rispettato il fair play finanziario è giusto che sia penalizzato, mentre chi l’ha rispettato, deve essere premiato. Ricordo che abbiamo vissuto fior di presidenti delinquenti che hanno massacrato i bilanci del Toro, ma una volta che abbiamo un presidente che ha fatto della correttezza finanziaria il proprio vanto, ebbene, tutto questo gli va riconosciuto”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Beppe, perché quest’anno la squadra di Mazzarri non è riuscita ad avere continuità?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che sia un problema di motivazioni, nel senso che il Toro ha giocato molto bene tutte le partite con le cosiddette grandi. Tranne la partita iniziale con la Roma, abbiamo giocato benissimo i due derby con la Juve, poi contro l’Inter, il Milan, l’Atalanta che è la rivelazione di questo campionato, mentre ci siamo distratti e abbiamo perso punti in casa contro il Bologna, il Parma, il Cagliari. Credo che si tratti di mancanza di maturità, di concentrazione e di non sapere affrontare questo tipo di partite con il piglio giusto”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mazzarri è davvero l’allenatore giusto per il Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questo non lo so, so soltanto che all’inizio dell’anno avevo pronosticato una squadra che avrebbe fatto tanti pareggi, che non avrebbe beccato sonore sconfitte, ma che non avrebbe mai messo in pratica un gran bel gioco, conoscendo in parte le esperienze precedenti di Mazzarri. Abbiamo pareggiato tante partite, non abbiamo mai preso delle sonore batoste (tranne contro l’Empoli) e il bel gioco lo abbiamo visto soltanto a tratti e non con continuità. Detto questo, ritengo Mazzarri un allenatore solido, molto sanguigno, preciso nel preparare le partite inibendo il gioco avversario piuttosto che curare l’offensiva. Ma se pensiamo all’esperienza precedente con Mihajlovic, in cui si andava tutti in attacco per vincere e poi non si combinava nulla, quest’anno con Mazzarri abbiamo raggiunto ottimi risultati anche grazie a uno spogliatoio coeso e una buona preparazione atletica”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tra i giocatori in forza al Toro, c’è qualcuno che ti ha deluso quest’anno?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sicuramente Zaza, perché ha fallito le premesse iniziali incappando in una stagione storta dal punto di vista del gioco, ma anche dell’atteggiamento, del nervosismo, dell’incapacità di entrare nei meccanismi dello spirito Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Chi ti ha invece entusiasmato particolarmente?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Emiliano Moretti. Domenica prossima lo stadio deve venire giù, per Moretti. E’ il più grande giocatore che ha avuto il Torino negli ultimi anni, non solo come prestazioni effettuate ma anche per l’abnegazione, lo spirito, la serietà, il sacrificio, l’eleganza che ha mostrato sul campo. Moretti é una ricchezza che il Toro non può perdere. E anche se ci sarà l’addio al calcio giocato, dico che il Torino deve ripartire da Emiliano Moretti. Mi auguro che sarà il prossimo dirigente del Torino, perché questo giocatore ha incarnato perfettamente lo spirito Toro, in un mondo del calcio fatto di procuratori e di esorbitanti interessi economici. Per questo, mi piacerebbe che domenica prossima lo stadio gli tributasse un grande ringraziamento”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo all’addio di Petrachi. Chi vedi in sua sostituzione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Petrachi ha lavorato molto bene al Toro, curando molto le plusvalenze e partecipando attivamente a mettere sempre in regola i bilanci del Torino. Ma Petrachi ha anche scovato calciatori come Meitè e soprattutto Nkoulou che nessuno conosceva prima, mentre adesso metà delle squadre europee lo vorrebbero. Chi verrà al suo posto non lo so, tuttavia posso dire che mi piacerebbe che questo ruolo fosse proposto a Massimo Bava, l’attuale responsabile del Settore Giovanile del Torino, che conosco molto bene e lo ritengo una persona straordinaria, eccezionale, pulita e puntigliosa. Certo, inizialmente mancherà di esperienza in quel ruolo di direttore sportivo, così diverso da quello che attualmente occupa. Tuttavia, penso che Bava sia davvero la persona indicata a far bene il DS del Torino F.C.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, Torino – Lazio che partita sarà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sarà una bella partita, perché nessuna delle due squadre avrà più nulla da chiedere alla classifica. Senza tanti tatticismi, ma con tanta voglia di divertirsi e far divertire il pubblico. Una partita con tanti gol, magari un 3 a 3 come Lazio – Bologna di lunedì scorso”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711foto-gandolfo.jpgSiNbeppe-gandolfo-alla-stagione-del-torino-do-un-bel-7-1013573.htmSi100451001,02,03030269
421013570NewsCampionatiL’Allianz Stadium e la festa scudetto in tono minore.20190517123114Allegri o non Allegri? Questo è il problema!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Domenica prossima contro l’Atalanta sarà l’ultima partita in casa della Juventus in questo campionato 2018’19, che l’ha vista vincere lo scudetto per l’ottava volta consecutiva. Allo stadio è in programma la festa ufficiale che si ripete ormai da 8 anni. Ma quest’anno sarà diverso, inevitabilmente diverso. Troppe cose bollono in pentola in casa Juve, per avere la mente sgombra e pronta ai bagordi festaioli. A Torino e nell’Italia juventina c’è un unico sentire che sa di spasmodica attesa, su quello che sarà il prossimo futuro della Vecchia Signora. E ci sono tifosi bianconeri che si arrovellano di ansia, nell’attesa di una fumata bianca della più ermetica società di calcio italiana che nulla lascia trapelare. Pensiamo persino che Andrea Agnelli non parli neanche da solo in una stanza, per evitare che i muri stessi possano ascoltare. Ma questa lunga attesa di una conferma così apparentemente sicura a parole e tanto declamata davanti alle telecamere da Agnelli e Allegri, dopo l’orrenda scoppola subita in Champions da parte dell’Ajax, adesso, col senno di poi, è sembrata una farsa per far capire al popolo bianconero che la società Juventus ha sempre le idee chiare sul da farsi. Spiace dirlo, ma questa volta non è così, perché chi attende all’esterno delle mura ha il diritto di sapere cosa stia succedendo ormai da giorni all’interno della sede della Continassa. Ad oggi sappiamo di due incontri. Il primo vissuto faccia a faccia tra Agnelli e Allegri e il secondo in compagnia di Nedved e Paratici. In ballo ci sono diverse questioni che si dividono tra richieste di Allegri che vuole un rinnovo di contratto in scadenza il prossimo anno, ma con un congruo aumento di milioni di euro (10 milioni contro gli attuali 7,5) e la possibilità di avere il potere di fare mercato, decidendo con la società i giocatori da cedere e quelli da acquistare. Sappiamo ad esempio che già da diversi mesi Allegri dice di avere bene in mente la Juve del prossimo anno, quasi fosse già tutto deciso, scontato. Non è così! Infatti, questa lungaggine di incontri senza esito definitivo, fa pensare ad una profonda incertezza che ha creato una spaccatura all’interno dei vertici dirigenziali. Andrea e suo cugino John Elkann si oppongono vivacemente al ritorno di Antonio Conte, il quale sarebbe invece gradito da Nedved e Paratici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma prescindendo da questo nodo difficile da sciogliere come tanti altri che si stanno attorcigliando in casa Juve, resta il fatto che il ruolo tecnico e manageriale richiesto da Allegri non può essere accettato da Andrea Agnelli il quale, pur tenendo conto del calcio che cambia anche nelle sue figure dirigenziali, non può disconoscere la tradizione storica della sua nobile casata, che nella Juventus ha da sempre visto il modo di gestire in maniera autorevole e senza interferenze di sorta. Ciascuno con il suo ruolo ben definito. Ciascuno con le proprie responsabilità. Ciascuno con i propri doveri. Sì, perché vincere è l’unica cosa che conta. E, se vogliamo, Max Allegri l’ha pure sposata alla lettera questa frase simbolo del feudo bianconero, vincendo 5 scudetti di fila, Coppe Italia e Supercoppe, con l’aggiunta di avere portato in finale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di Champions due volte la Juve, senza tuttavia averla mai vinta. Ed è questo il bubbone che tormenta la società e i tifosi, proprio in un anno in cui si sono fatti investimenti notevoli per l’acquisto di Cristiano Ronaldo. E tutto questo insieme di cose danno il senso della non chiarezza di idee da parte della società, la quale per la prima volta si trova ad essere fragile nelle sue scelte. Allegri o non Allegri? A questo punto non è neanche semplice, perché pensiamo che si sia aspettato troppo e tergiversato su un argomento basilare; per l’appunto quello della direzione tecnica. Buona idea sarebbe stata quella iniziale, e cioè di un ritorno di Zinedine Zidane. Tuttavia, adesso è troppo tardi! Poi si sono fatti i nomi di Deschamps, Pochettino, Simone Inzaghi e perfino Pep Guardiola che appare saldamente ancorato al Manchester City e al suo lauto contratto. Quindi che si fa? La domanda resta ancora senza risposta, anche se il calciomercato è alle porte con le voci insistenti delle cessioni di Paulo Dybala, Mandzukic, Khedira, Alex Sandro, Cancelo. Insomma una sorta di epurazione suggerita dallo stesso Allegri con l’acquisto di almeno 5 Top Player suddivisi tra difesa (2), centrocampo (2) e attacco (1). Così si è espresso pubblicamente il tecnico di Livorno, peccato che il 90% del popolo bianconero non sia d’accordo sulla sua conferma, per il ben noto problema di una Juventus incapace di esprimere un gioco moderno, brillante, agonisticamente frizzante, vivo, come quello che ci viene proposto dalle migliori compagini di calcio europee. Così, anche tra i tifosi si risente questo eco percepito in società già da diverso tempo, e cioè di una squadra che vince, annoia in Italia e non progredisce in Europa. Dunque l’attesa alla Continassa si fa davvero insopportabile e, di conseguenza, il tormentone che si arrovella nello stomaco dei tifosi juventini si manifesterà inconsciamente pure dentro le mura dell’Allianz Stadium, quando si celebrerà la festa dell’ottavo scudetto consecutivo che in un altro momento avrebbe un sapore diverso. Perché adesso la testa è altrove.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-agnelli-e-allegri.jpgSiNl-allianz-stadium-e-la-festa-scudetto-in-tono-minore-1013570.htmSi100451001,02,03030288
431013569NewsCampionatiL’Atalanta delle meraviglie20190516175998La Dea, nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, resta la migliore realtà calcistica del nostro campionato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Dea, prossima avversaria della Juventus nel penultimo turno di campionato, nonostante la delusione della sconfitta da parte della Lazio nella finale di Coppa Italia, possiamo definirla come una squadra che più d’ogni altra gode dei favori del bel gioco, paragonabile per dinamismo, brillantezza e ordine tattico, alle migliori compagini inglesi di questo momento. I bergamaschi, infatti, con 65 punti in classifica occupano il quarto posto a un solo punto dall’Inter. Un obiettivo intrigante per i giocatori di Gasperini, che accarezzano il sogno di partecipazione alla Champions 2019/’20. Tuttavia, il cammino in questo campionato della Dea non è sempre stato così brillante, come da un certo punto in avanti. Se infatti proviamo a ripercorrere le prestazioni della squadra di Gasperini fin dall’inizio dell’attuale campionato, ci accorgiamo delle tante traversie sostenute prima di arrivare a tale livello. L’iniziale esclusione del Milan in Europa League avrebbe portato la Dea ad accedere direttamente alla fase a girone, ma dopo che il ricorso presentato dai rossoneri è stato accettato, ai bergamaschi è toccato disputare in piena estate i turni preliminari, eliminando il Sarajevo e l’Hapoel Haifa. Nel frattempo è iniziato l’attuale campionato di Serie A, e l’Atalanta con il 4 a 0 inflitto al Frosinone, realizza come numero di gol un qualcosa che alla prima giornata di campionato non si verificava da dieci anni. E intanto continua il percorso degli orobici in Europa League con il match d’andata contro i danesi del Copenaghen terminato a reti bianche, ma la squadra di Gasperini sembra decisa a vendere cara la pelle nello scontro di ritorno. Intanto, la partita di campionato contro la Roma finisce 3 a 3 e l’Atalanta si avvia subito a disputare il match di ritorno in Europa League. La partita termina a reti inviolate e la Dea è costretta a effettuare i tempi supplementari e i calci di rigore, che la estromettono dalla competizione europea per effetto degli errori dal dischetto di Papu Gomez e Cornelius. Questa delusione, davvero cocente per gli orobici, ha subito creato un periodo negativo a livello mentale e fisico, dovuto anche a una preparazione inaspettatamente anticipata per i fatti prima citati. E così i nerazzurri di Gasperini perdono in casa contro il Cagliari, perdono a Ferrara contro la Spal, pareggiano contro il Milan e il Torino e ripiombano nella sconfitta fuori casa contro la Fiorentina e poi in casa contro la Sampdoria. A questo punto il cielo sopra lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia, comincia a essere nuvoloso e carico di polemiche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che succede dunque a questa Atalanta così piena di promesse di bel gioco e risultati? Gasperini cerca una spiegazione a questa improvvisa carenza di gioco e si discolpa nell’asserire che mai si è sognato di dire che la sua Atalanta potesse arrivare in Europa, semmai il primo obiettivo sarebbe stato quello di salvarsi. Un classico del calcio che acclama quando le cose vanno bene e distrugge tutto al primo insuccesso. Comunque, tra una polemica e l’altra, la Dea e il suo allenatore s’impongono di non smarrirsi e cercano di riprendere la strada bruscamente interrotta. Così, all’inizio dell’autunno, gli orobici azzeccano un filotto di 4 vittorie, cominciando con un corposo 5 a 1 a Verona contro il Chievo e finendo con un bel 4 a 1 casalingo inflitto all’Inter di Spalletti. Segno di una ritrovata vena e una ripresa che sapeva di orgoglio, ma anche di qualche ravvedimento tattico effettuato da mister Gasperini. Poi, sul finire del girone d’andata, l’Atalanta beneficia dell’improvvisa vena di Zapata il quale realizza gol importanti per il gioco, l’ambiente e la classifica, che dopo 19 giornate la vede salire all’ottavo posto con l’avanzare del suo cammino in Coppa Italia. Nel girone di ritorno la squadra mantiene una grande regolarità di risultati, grazie anche alla crescita di giocatori tecnicamente forti come Ilicic e Papu Gomez che spalleggiano la forza fisica di Duvan Zapata. La squadra sembra rifiorita anche sul piano mentale, per il suo essere perfettamente coesa tra difesa (con il redivivo Masiello e poi Castagne, Djimsiti, Gosens, Mancini, Palomino e Toloi) centrocampo (con De Roon, Freuler, Pasalic) e attacco. Ma nulla sarebbero questi giocatori, se non ci fosse la sapiente mano di Gian Piero Gasperini da Grugliasco, il 60enne allenatore di un’Atalanta cui si sono ormai sprecati i migliori aggettivi nell’espressione del bel calcio. Certo, perdere la finale di Coppa Italia brucia molto all’ambiente orobico, soprattutto in virtù di come è maturata questa sconfitta. Tuttavia, possiamo tranquillamente dire che questa Atalanta, la quale oggi consideriamo come una ex provinciale, ci induce a pensare come anche nelle piccole realtà si possa instaurare l’idea di un calcio ad alti livelli. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711foto-gian-piero-gasperini.jpgSiNl-atalanta-delle-meraviglie-1013569.htmSi100451001,02,03030231
441013561NewsCampionatiLe considerazioni a tre giorni dal derby della Mole20190506175842Il dopo Juve - Toro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ronaldo V/s Torino – 1 a 1. A tre giorni dalla stracittadina torinese, emergono alcune considerazioni di carattere tecnico. Dire che CR7 è stato l’unico vero calciatore juventino a contrastare un Toro motivato dall’idea del quarto posto in classifica, corrisponde a quanto abbiamo visto sul terreno dell’Allianz Stadium. La notte del venerdì da derby ha praticamente dato la certezza di ciò che si pensava alla vigilia, e cioè di una gara in cui il Toro avrebbe incontrato una Juve poco lucida, con poche motivazioni, ancora frastornata dalla cocente esclusione dalla Champions e appagata soltanto dallo scudetto già vinto anzitempo. Insomma una squadra che pur con l’orgoglio di non volere perdere il derby, è sembrata una sorta di scampolo di fine stagione. Tuttavia, questo non significa che il Toro di Mazzarri sia stato facilitato dall’apparente disarmo dell’avversario, perché il derby della Mole è stato un match vero giocato fin dall’inizio con il giusto cipiglio da parte dei granata. Il Toro, con in testa la voglia di vincere per la classifica e onorare il 70esimo anno della morte del Grande Torino, è andato in vantaggio all’inizio del primo tempo con Lukic, grazie a uno svarione difensivo di Pjanic il quale, facendosi ingenuamente spostare di spalla, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha agevolato colpevolmente il tiro in porta del granata che ha superato Szczesny. Da qui in avanti e con il Torino in vantaggio per 1 a 0, da parte della Juve si sono visti pochi tentativi veri di riportarsi subito in pareggio. Anzi, la squadra di Allegri nel corso di tutto il primo tempo ha avuto una sola ghiotta opportunità di segnare con Matuidi, ma il tiro al volo del francese è stato neutralizzato da Sirigu. Così il Toro avvia le sue ripartenze con un Berenguer in stato di grazia e un Belotti che si catapulta su ogni pallone come un furetto. Nel secondo tempo il Toro arretra il suo baricentro, con la convinzione di potere resistere fino alla fine e portare a casa 3 punti d’oro. Purtroppo, all’84esimo quel “diavolo” di un alieno che risponde al nome di Cristiano Ronaldo, su un cross proveniente dalla sinistra si alza in cielo e di testa trafigge il portiere Sirigu. Peccato per questo Toro che ha dimostrato il suo buon momento di forma fisica e mentale, al cospetto di una Juve che si lustra il suo campione e vive di rendita. E adesso che l’Atalanta di Gasperini (a proposito, straordinaria questa squadra dal gioco brillante) si è portata a 62 punti, la Roma che ne ha 59 e il Milan che giocherà il monday night ed è a quota 56, il Torino dopo il pari con la Juve si è portato a quota 57.Un po’ come dire che ancora tutto può succedere, visto che anche l’Inter segna il passo e trovandosi con 63 punti in classifica a un solo punto di distacco dall’Atalanta, non è più neanche sicura del terzo posto. Un finale avvincente per sognare la partecipazione in Champions e restare aggrappati all’Europa League. Vediamo cosa accadrà. Intanto il Toro c’è!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone.jpgSiNle-considerazioni-a-tre-giorni-dal-derby-della-mole-1013561.htmSi100451001,02,03030303
451013533NewsCampionati”Sogno o son desto?” Se lo chiede il tifoso del Toro20190311190411La squadra di Mazzarri vince a Frosinone la sua terza partita consecutiva.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ sogno o realtà? I tifosi del Toro si stropicciano gli occhi e guardano la classifica. 44 punti in classifica assieme all’Atalanta e la Roma (che deve ancora giocare una partita), terza vittoria consecutiva e doppietta di capitan Belotti. Il Torino corre veloce ed ha il vento in poppa, nonostante il rammarico di aver perso l’imbattibilità di Sirigu che si è fermato a 599’. Non un dettaglio, questo, visto che il record del portiere granata si è posizionato al secondo posto nella grande storia del Torino, dietro Bacigalupo. Merito di Salvatore Sirigu, ma merito anche della difesa granata apparsa coriacea, attenta e in grado di garantire sicurezza e protezione al guardiano della porta del Toro. Ma a parte questa considerazione non di poco conto, c’è davvero da fare i complimenti alla squadra di Mazzarri, perché in ogni turno di campionato si denota una crescita esponenziale in tutti i suoi reparti. Allo stadio Stirpe di Frosinone, i granata sono stati pressati fin dall’inizio dai padroni di casa, i quali sono andati in vantaggio al 42’ del primo tempo con Paganini, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo ha battuto Sirigu con un colpo di testa. Nella ripresa il Toro si è presentato più convinto e desideroso di portare a casa la vittoria. Si è scatenato capitan Belotti e la squadra lo ha seguito, lo ha supportato nell’incedere di tutte le azioni. Il gallo si è dato da fare come sempre attraverso quel suo moto perpetuo che lo distingue come vero leader di squadra. Così Belotti ha firmato la sua doppietta personale, prima su assist di Iago Falque e poi di Aina. Un doppio gol che è salutare per il gallo, in quanto non solo dà la possibilità alla sua squadra di vincere il mach, ma gli consente anche di portarsi a 10 reti nella classifica cannonieri. Oggi Belotti è il ritrovato campione che tutti aspettavano al Torino, il giocatore capace di imprimere carattere alla sua squadra che è cresciuta in ogni reparto. In questo momento la classifica dice che tra il Toro e l’Inter che si trova in quarta posizione ci sono 6 punti di distacco, mentre dal Milan, che è terzo, si contano 7 punti. E allora non appaia indiscreta la presenza del Toro nell’olimpo della prima fascia delle squadre italiane, perché la compagine di Mazzarri ha già capito da qualche tempo qual è la strada giusta da percorrere per entrare in Europa. Adesso il Toro fa calcio, non è spettacolare ma pragmatico e particolarmente consapevole dei propri mezzi tecnici. Un po’ come dire che sta assumendo l’atteggiamento di chi conosce bene i propri limiti, ma che non manca mai di esprimersi in maniera corale attraverso l’autostima ritrovata. Proprio come una grande squadra. La partita di Frosinone ci racconta di un brutto primo tempo dei granata che, tuttavia, non hanno perso la testa e hanno ribattuto colpo su colpo nella ripresa, con il risultato e la voglia di portare a casa i tre punti. Ebbene, ci sono riusciti. Ecco, è proprio questo il vento nuovo che soffia sul Toro e che rispolvera antichi valori di cuore granata. Il prossimo turno vedrà la visita del Bologna e dell’ex allenatore Mihajlovic tra le mura dello Stadio Grande Torino. Fa bene il presidente Cairo ad abbassare i prezzi come ha già fatto in precedenza, perché questo match con il Bologna è importantissimo vincerlo. Il Torino è in alto alla classifica ed ha tanta voglia di restarci. Erano troppi anni che non succedeva, ma adesso ci si ricorda che l’appetito vien mangiando. Per questo i tifosi del Toro si chiedono se stanno sognando o son desti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNsogno-o-son-desto-se-lo-chiede-il-tifoso-del-toro-1013533.htmSi100451001,02,03030174
461013532NewsCoppeLa Primavera del Toro conquista la partecipazione alla finale di Coppa Italia20190307181625Il grande merito di tutto lo staff tecnico della Squadra Primavera.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, la squadra Primavera del Torino ha battuto 2 a 0 l’Atalanta. I gol sono stati segnati da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rauti </b>su calcio di rigore al 18’ del secondo tempo e da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belkheir</b> al 48’, proprio nei minuti di recupero. Diciamo subito che la partita ha offerto alcuni spunti di calcio, intervallati da alterne ingenuità prodotte soprattutto dall’ansia di giocare una semifinale di grande importanza. Due settori giovanili a confronto, che storicamente rappresentano quanto di meglio sia stato prodotto in Italia a livello di calciatori dal grande futuro. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea Primavera di mister Brambilla</b>, si è presentata allo stadio Filadelfia sicura della qualità tecnica dei suoi giocatori e forte di una sistemazione tattica adatta a chiudere le offensive granata. Infatti, fin dall’inizio, l’Atalanta è apparsa ben messa in campo, attenta in difesa e pronta a ripartire, sfiorando nel primo tempo il gol in più occasioni. Ottimi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kulusevki,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Colley </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gyabuaa</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Colpani, Okoli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Delprato,</b> ci sono sembrati molto attenti in fase di interdizione. Detto questo, passiamo al Torino di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b>. I granata sono subito apparsi molto ben preparati sotto l’aspetto psicologico, mettendo in mostra un’apprezzabile intensità di gioco che, tuttavia, nella foga ansiosa di voler segnare subito e mettere sotto gli avversari, sono incorsi in errori talora veniali e qualche volte anche molto rischiosi. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">capitan Ferigra</b> che al 26’ del secondo tempo ha dovuto lasciare il campo per infortunio, poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gilli, Onisa</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rauti </b>e l’onnipresente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kone</b>, sono piaciuti nei loro compiti tattici impartiti da mister Coppitelli. Un 4-3-1-2 che nel corso della gara si è trasformato anche in un prudente 4-4-1-1, il quale, per eccessivo timore di restare scoperti in difesa, ha inibito il gioco sugli esterni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma a parte queste considerazioni tattiche, ci preme dire che la meritata vittoria ottenuta sull’Atalanta da parte dei ragazzi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli</b>, si può sintetizzare come emblema di un calcio coeso, capace di fare emergere valori significativi di unione e partecipazione globale, anche dei ragazzi rimasti in panchina. E’ il merito di questa squadra capace di superare attraverso la grinta, la determinazione e la voglia di arrivare sempre primi su ogni pallone, quella qualità che tante volte in campionato, al cospetto di altre squadre, non risulta essere la migliore in senso assoluto. Ma è proprio nell’intendere il calcio moderno con aggressività, forza fisica e compattezza di squadra, che s’innesca il motivo portante del gioco caratterizzato dalla squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli.</b> Prova ne è che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">numero 10 Kone Ben,</b> dopo essersi infortunato in uno scontro a metà campo, ha voluto continuare a giocare nonostante il suo allenatore avesse già preparato la sostituzione. E con che grinta il ragazzo di colore ha ripreso a giocare! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non sembrino fatti minimalisti, questi esempi positivi che nell’ambito di un gruppo si allargano e vengono assorbiti e imitati anche dagli altri compagni. Ecco, secondo noi la vera forza della Primavera del Toro sta proprio in questo atteggiamento di squadra umile e operaia che bada sempre alla sostanza. Certo, la mancanza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Millico,</b> il bomber infortunato, ha costretto il mister a far assumere alla squadra un atteggiamento tattico diverso. Tuttavia, nella sua sostanza di squadra le cui caratteristiche l’hanno portata a vincere una Supercoppa, conquistato l’accesso nella finale di Coppa Italia per il secondo anno consecutivo e l’ottimo comportamento in campionato, si evince una notevole e attenta preparazione di base da parte di tutto lo staff tecnico. E’ vero, in primis il merito delle conquiste della Squadra Primavera è dei <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">giocatori</b> e del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b>, tuttavia, è giusto dare merito anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">ai dirigenti, al</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">medico, ai massaggiatori</b> e a tutti i personaggi che ne fanno parte con lo spirito vincente. Noi siamo testimoni della serietà e del lavoro dello staff della squadra Primavera del Torino, per essere stati più d’una volta a Rivalta a respirare l’aria di un calcio che si prepara con la cura dei minimi particolari. Che nelle segrete stanze del complesso sportivo di Rivalta si stabilisca la tattica per la partita del giorno dopo, piuttosto che la seduta tecnica e fisica sul campo, l’iter è sempre lo stesso, fatto di partecipazione globale di tutti i componenti lo staff tecnico. Per questo, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Presidente Cairo, il Direttore Generale Antonio Comi e il Responsabile del Settore Giovanile Massimo Bava</b> (a proposito, grande è stata la strategia della società granata che ha blindato fino al 2022 questa figura importante, che tante società di rilievo avrebbero voluto all’interno del proprio Settore Giovanile) debbano essere soddisfatti di ciò che ha fatto e farà nell’immediato questa Squadra Primavera. Già, perché nel calcio nulla s’inventa e i fatti concreti sostituiscono sempre le fatue parole di propaganda. E adesso la Primavera del Toro attende il 5 e il 12 aprile per giocare la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. I presupposti per vincerla ci sono tutti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711la-primavera-del-toro-2019.jpgSiNla-primavera-del-toro-conquista-la-partecipazione-alla-finale-di-coppa-italia-1013532.htmSi100451001,02,03030252
471013530NewsEditorialeAl 13° minuto, 13 secondi per ricordare Davide Astori.20190304170257Tra momenti di riflessione e commozione, l`incancellabile ricordo del capitano della Fiorentina.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cos’è la vita. Che cos’è la morte. E che cos’è il calcio, capace di racchiudere sentimenti così profondi, controversi e al contempo uguali. Un anno senza <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>. Il calcio si è fermato al 13° del primo tempo e per 13 secondi in tutti gli stadi d’Italia. 13 come il numero della sua maglia che resta il simbolo di un ragazzo che il destino ha prematuramente strappato alla vita. Lunghi applausi in tutti gli stadi, qualche inevitabile lacrima e tanta commozione. C’è stata molta compostezza e partecipazione da parte di tutti, ed è sembrato quasi che migliaia di persone di fede calcistica diversa si unissero in un ipotetico abbraccio per riflettere, per ricordare ciò che il tempo non cancellerà mai. Sì, perché ci sono momenti nel mondo del calcio e nella vita in genere, in cui certi antagonismi costruiti da antiche ruggini non hanno motivo di esistere. E’ sembrato quasi che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> per 13 secondi avesse messo tutti d’accordo in un’atmosfera surreale. In alto al tabellone la sua immagine che ormai abbiamo imparato a volere bene come un’icona di famiglia. Da Cagliari a Bergamo, da Roma a Milano,Torino e tutti gli stadi, hanno ricordato Davide come se avesse indossato tutte le maglie del calcio italiano. Sembra ieri, eppure è passato un anno da quel 4 marzo 2018 in cui Astori morì nel sonno in quell’albergo di Udine in cui pernottava con la sua Fiorentina, nell’attesa di disputare il giorno dopo l’incontro con l’Udinese. Ma lui, capitano della viola, quella partita non la giocò mai, lasciando attoniti i suoi compagni che sconfortati non si dettero pace, esattamente come succede ancora oggi. Così, in quei 13 secondi in cui il fischio dell’arbitro ha interrotto il gioco, l’amato pallone ha fatto spazio ai pensieri su Davide e alla sua scomparsa troppo&nbsp;frettolosa, che non ha dato neanche il tempo di salutarsi, di stringersi in un abbraccio intenso, proprio come dopo avere fatto un gol. A Bergamo hanno destato forte commozione le copiose lacrime versate da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic</b>, il quale in un articolo apparso oggi su diversi quotidiani sportivi, ha detto che in quegli attimi ha ricordato l’amico Davide, con il quale ha giocato nella Fiorentina, ma gli è anche venuto in mente il suo dramma vissuto questa estate, quando è stato ricoverato in ospedale per un’infezione batterica ai linfonodi del collo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quello che è successo ad Astori mi è rimasto in testa per tanti giorni. C’è stato un periodo in cui avevo paura di andare a letto e addormentarmi. Temevo di non svegliarmi più e di non vedere più la mia famiglia. Ho smesso di guardare le partite e il calcio in TV. Pensavo solo a guarire e stare con la mia famiglia. A un certo punto ho sperato di poter camminare e non di ritornare a giocare. Poi tutto è passato e ne sono uscito. Prima mi arrabbiavo per stupidaggini, ora vivo meglio”.</b> Pensieri e sentimenti che raccontano le fragilità dei campioni del pallone come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic,</b> il quale, nel ricordare il dramma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Astori,</b> si è immedesimato nella sua storia personale sfociata in un pianto dirotto in quei 13 secondi, in mezzo a quel prato verde di Bergamo in cui il pallone, la partita e i giocatori di Atalanta e Fiorentina si sono fermati. Il calcio è anche questo. Giri le pagine della commedia del pallone e ne esce il racconto della vita e della morte come un fatto naturale, come se l’una fosse direttamente collegata all’altra. Poi, al fischio dell’arbitro, il gioco riprende e la vita continua il suo scorrere naturale. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“The Show Must</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Go On” – “Lo spettacolo deve andare avanti”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNal-13-minuto-13-secondi-per-ricordare-davide-astori-1013530.htmSi100451001,02,03030157
481013526NewsCoppeFiorentina - Atalanta di Coppa Italia, un divertimento allo stato puro20190228194132Uno show di calcio <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In Italia ci sono rare partite che per la spettacolarità di gioco, di gol, di movimento e grandi numeri di tecnica sopraffina, ti sembra quasi che servano da insegnamento per le scuole calcio. Un pallone inteso con quell’antica purezza che predilige lo spettacolo, distruggendo quasi con disprezzo ogni tatticismo esasperato. E’ la bellezza di un calcio che sa di gioco fatto al parco, negli antichi cortili di casa, dove le porte erano fatte di indumenti o di zaini che avevano ancora dentro i libri di scuola. Puro e semplice divertimento che visto su un campo di calcio di Serie A quasi stona, abituati come siamo a quella inevitabile forma mentale costituita da tattiche fatte per inibire il gioco avversario. Eppure, incredibile ma vero, anche in Italia come in Premier League si è verificato il miracolo di assistere a una partita maschia, con gesti tecnici e corse furibonde per oltre 90 minuti, tali da lasciarti a bocca aperta e farti stropicciare gli occhi per l’incredulità. Fiorentina e Atalanta sono le squadre che hanno offerto questo gran calcio, nel corso della prima semifinale di Coppa Italia finita 3 a 3. Ma non sono solo i sei gol realizzati ad avere fatto spettacolo, perché questa partita deve essere vista nel suo insieme come una grande voglia di superarsi con forza decisionale e con il pensiero primario di offendere l’avversario piuttosto che contenerlo con mezzucci noiosi, tipici di quell’italico calcio che annoia. Tinti di viola sono stati gli spalti del Franchi di Firenze, che ha beneficiato del grande spettacolo sul rettangolo verde offerto dalle squadre di Pioli e Gasperini. Qualche fissato di tattica ostinata, potrà dire che il risultato di 3 a 3 è dovuto a difese disattente e magari disposte malamente a 3 o 4 giocatori. Noi diciamo, invece, che abbiamo visto due squadre arrembanti, le quali hanno sbagliato poco o nulla, badando a verticalizzare il gioco con aperture perfette, costruite con massimo due tocchi. Tutto fatto con grande velocità da una parte all’altra, quasi a non avere ancora avuto il tempo di apprezzare le incursioni di Chiesa e Benassi, che già sei conquistato dall’incedere del Papu Gomez piuttosto che di Ilicic. Uno show esaltante di squadre e giocatori capaci di accendersi in campo con qualità, badando a superarsi attraverso il pensiero fisso che nel calcio chi fa più gol vince. E se è vero che con quel punteggio di 3 a 3 l’Atalanta potrà avvalersi nella partita di ritorno di un pareggio o una vittoria per potere partecipare alla finale di Coppa Italia, la Fiorentina di Pioli vista al Franchi, se metterà la stessa determinazione nell’esprimere la purezza di gioco espressa in questa circostanza, allora potrà anche ambire a una vittoria che le spalancherebbe le porte della finale. Dunque, è errato pensare e scrivere di un calcio italiano che è inferiore per sostanza e spettacolo, rispetto al calcio inglese. I numeri li abbiamo anche noi, basta volerlo! Imparino i ragazzi che fanno calcio perché il gioco del pallone è semplice, è fatto di passione, corsa, duri contrasti, lealtà e tecnica sopraffina. La tattica? Lasciamola a chi millanta parole e snatura il senso vero di uno sport che appassiona. Brava Fiorentina e brava Atalanta, la vostra lezione di calcio ha fatto bene a noi e dà speranza a chi vuole emulare tale filosofia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711foto-calciatore-chiesa.jpgSiNfiorentina-atalanta-di-coppa-italia-un-divertimento-allo-stato-puro-1013526.htmSi100451001,02,03030205
491013525NewsCampionatiIl Torino mette il turbo verso l’Europa20190223190134Ottima prova del Torino contro l`Atalanta.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In casa granata sta cambiando il vento, ma soprattutto si sta delineando una squadra consapevole dei propri mezzi, con quel pizzico di autostima che è la chiave di ogni successo. La squadra di Mazzarri ha vinto il confronto interno con l’Atalanta con il punteggio di due a zero, raggiungendo la Dea al settimo posto in classifica. Un gol per tempo (Izzo e Iago Falque) hanno steso un’Atalanta che si è presentata a Torino priva di qualche titolare e mai incisiva nel controbattere i granata. Il Toro, invece, ha giocato la sua miglior partita di campionato, mettendo in rilievo non solo la forza di una difesa impenetrabile che per la quinta partita consecutiva non ha subito gol, ma ha dato consapevolezza in un centrocampo che pur non essendo ancora perfetto nel suo sincronismo di suggerimenti in attacco, mette in mostra grande compattezza in fase di interdizione. Con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu, Nkoulou, Moretti e Izzo</b> sugli scudi, il Toro esibisce anche un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b> che sta ritornando lentamente ad essere utile alla squadra in quella zona del campo in cui c’è maggiormente bisogno di qualità. Piace sempre di più <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b>, il quale non deve deludere per la sua mancanza di gol, ma bisogna apprezzare per la quantità di interventi a tutto campo, capaci di essere determinanti nell’economia di gioco voluto da Mazzarri. Come dicevamo pocanzi, è indubbio che ci sono ancora delle cose da migliorare in fase d’attacco, dove soprattutto il centrocampo e gli esterni devono aiutare di più un Belotti che si affanna, corre, contrasta e recupera palloni, ma appare ancora troppo solo in fase di realizzazione. Comunque, non mancherà tempo per perfezionare certi meccanismi tattici di verticalizzazione tra le linee, che al momento, visti anche i risultati ottenuti dai granata, possono essere migliorati con calma. Adesso la priorità bisogna darla alla continuità di risultati e di concentrazione. Giusto vivere il momento con esaltazione, ma ciò non deve assolutamente distrarre la squadra alla determinazione e a quella compattezza di gruppo che rappresenta la strada giusta verso l’Europa. Bella la cornice dello stadio Grande Torino che si è tinto di granata e grande entusiasmo prima dell’inizio della partita, quando la squadra Primavera di Coppitelli ha fatto il giro del campo, esibendo orgogliosamente la Supercoppa vinta mercoledì scorso. In casa Toro c’è dunque più di un motivo per essere ottimisti. Il vento che è stato contrario per anni sta cambiando. Si approfitti dell’attimo che non può essere fuggente. Basta prenderlo al volo, farne tesoro e non lasciarselo scappare. L’Europa è vicina. Adesso più che mai dipende solo dal Toro!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNil-torino-mette-il-turbo-verso-l-europa-1013525.htmSi100451001,02,03030139
501013519NewsCampionatiIl Toro sta imparando a non aver paura20190218155848Buona prova dei granata al San Paolo di Napoli.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita di Napoli ha dato delle indicazioni di maturità crescente nell’ambito della squadra granata. Da una serie di partite a questa parte, il Toro di Mazzarri sembra avere trovato la strada giusta per capire bene chi è, cosa aspira in questo campionato e, soprattutto, cosa significa pensare, agire e comportarsi da grande squadra. Senza paura, senza reconditi timori capaci di frenare il processo di crescita di un Torino in cui finalmente si evidenzia il carattere forte e la voglia di giocarsela con tutti per entrare in Europa. E così si denota un’ottima qualità di gioco, minori errori in difesa centrocampo e attacco, con una sensibile diminuzione di quell’eterno senso di vittimismo granata (anche se in qualche circostanza motivato) che per anni ha rappresentato l’alibi di tante proprie carenze. Il Toro ammirato a Napoli è coriaceo, ben messo in campo sotto l’aspetto tattico, ma con qualche problema ancora da risolvere in attacco, là dove il gallo Belotti ha ritrovato la sua antica vena aggressiva nel carpire palloni all’avversario, ma che a partire da trequarti campo risulta essere troppo solo per la fase risolutiva. Il fatto che Iago Falque sia ormai da qualche tempo fuori forma e Zaza che con il suo non essere mai vero titolare sembra destinato a non rientrare nei programmi futuri del Toro, creano lacune in attacco che sono molto evidenti. Peccato, proprio in questo periodo in cui il centrocampo con Ansaldi mezz’ala, Rincon, Lukic, Berenguer e De Silvestri e Aina esterni, è in grado di garantire un’ottima diga a supporto della difesa, mentre tutti si rendono utili anche nelle ripartenze. Sirigu, poi, è il vero baluardo da superare per qualsiasi attacco. Sempre sicuro tra i pali e ottimo organizzatore della difesa, il portiere granata ricopre alla grande<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>quel ruolo che ormai da tanti anni il Torino non aveva. Dunque, un Toro tosto che sta imparando a essere concreto e a non lasciare spazi tra le linee agli avversari. D’altra parte, avere 35 punti in classifica assieme alla Fiorentina ed essere a 3 punti di distanza da Lazio e Atalanta che verrà a far visita ai granata nel prossimo turno di campionato, non è cosa da poco. L’importante è continuare nella consapevolezza di voler percorrere la strada che porta in Europa con la stessa autostima, con lo stesso spirito di gruppo che bada al sodo senza perdersi in disarmanti conti di quello che avrebbe potuto essere senza certi errori arbitrali e non è stato. E’ la forza di chi crede in se stesso e non deve dire grazie a nessuno. Il Toro può farcela.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napolifl0711fl0711foto-belotti.jpgSiNil-toro-sta-imparando-a-non-aver-paura-1013519.htmSi100451001,02,03030154
511013510NewsCoppeLa Juve smaltirà l’umiliazione subita dall’Atalanta?20190131191007La pessima prova della Juventus in Coppa Italia pone tanti quesiti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso la paura del mondo juventino è che nel presente e nell’immediato futuro, nella Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>restino tracce indelebili di Atalanta. Troppo brutta la Vecchia Signora e troppo bella l’Atalanta di Gasperini che per foga agonistica, qualità messa in campo e lucidità nell’aggredire l’avversario, sembra appartenere alla Premier League piuttosto che ad un campionato italiano povero di calcio atleticamente valido e continuativo fino al 95mo. La Dea è stata tutto questo, capace com’è apparsa a passare il turno di Coppa Italia convincendo nel gioco e nel risultato. Ma crediamo che neanche i bergamaschi si aspettassero una Juve così disarmante, distratta, imbarazzante e umiliata dall’avversario. Questa volta il Max toscano non ha potuto cominciare la sua intervista ai microfoni di Sky,dicendo la solita frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“C’è da fare i complimenti ai ragazzi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perché non era facile affrontare……”,</b> frasi ripetute anche quando stonavano perché la Juve aveva giocato male e aveva vinto per il fattore C. Ma si sa, soprattutto nel calcio l’ipocrisia di dire il contrario di ciò che si pensa è all’ordine del giorno, ed è pari agli esorbitanti interessi economici che ruotano attorno al pallone. Detto questo, dobbiamo anche dire che da sempre siamo fautori dell’idea che nel calcio nulla si inventa, nulla si improvvisa e nulla è scontato. Sì, perché le partite bisogna giocarle tutte con il giusto cipiglio, proprio perché ti chiami Juve e contro di te si fa sempre la partita della vita. Era ormai da qualche tempo che vedevamo la Juventus soffrire e dare l’impressione di una corazzata che volesse impostare la gara adottando la filosofia del raggiungere il miglior risultato con il minimo sforzo. Solo apparenze, perché in realtà negli ultimi tempi la Juve ha sempre sofferto l’avversario di turno, offrendo prestazioni insufficienti e talora anche noiose di un calcio in cui la striminzita vittoria era sufficiente per allungare il proprio vantaggio in un campionato che, a onor del vero, non offre nessuna vera alternativa nell’intralciare il percorso di una squadra bianconera che ha sì, iniziato in maniera scoppiettante, ma che poi ha opacizzato quel suo furore agonistico, tecnico, tattico e fisico. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto la domanda sorge spontanea: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“PERCHE’ QUESTA INVOLUZIONE NELLA</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SQUADRA Di MAX ALLEGRI?”.</b> E allora vediamo di capirne qualcosa. Innanzi tutto la Società bianconera che liquida a settembre (o giù di lì) Beppe Marotta. A parer nostro una mossa errata, anche perché l’allievo Paratici avrebbe avuto ancora un po’ di tempo per maturare sull’esempio del maestro sornione e capace di coprire il delicato ruolo di Amministratore Delegato di una società importante come la Juventus. C’è poi la parte tecnica da considerare in un’ampia rosa di campioni messa a disposizione di Allegri il quale, forte delle sue tante vittorie ottenute negli anni in cui siede sulla panchina della Juventus, ha praticamente messo il suo modus operandi prima di ogni cosa. Dopo avere stravolto le caratteristiche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b> ha fatto diventare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“tuttocampista”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b>, il quale, pur di giocare, ha dovuto accettare un ruolo che ha dovuto accogliere con visibile sforzo. Noi pensiamo che questo campione argentino esprima il meglio quando si trova a dovere giocare accanto alla prima punta. Le sue caratteristiche tecniche e il suo fisico minuto, a parer nostro non possono supportare un lavoro così dispendioso, in cui si richiede di interdire anche all’altezza della difesa e poi costruire palle gol ripartendo tra le linee e creare superiorità numerica. A nostro modo di vedere, così facendo si inibiscono le qualità del ragazzo che non si discute dal punto di vista tecnico, ma che non può intestardirsi a portare palla, dribblare e poi perdere sistematicamente di vista la dinamica dell’azione d’attacco, perché l’avversario furbescamente lo pressa anche con falli non fischiati dall’arbitro. Ma avete visto quante volte Dybala è preda dell’avversario? Avete notato quante volte viene sbattuto a terra di brutto? Ma c’è ancora un altro motivo per cui, secondo noi, questa Juventus sembra aver perso improvvisamente la forza nelle gambe. E’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la preparazione</b> che sarebbe atta ad allungare la resistenza dei giocatori e permettere di arrivare meno stanchi, a quello che in primavera è considerato il vero appuntamento cruciale della stagione della Juve: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la Champions League.</b> Ebbene, questo sistema imposto da Allegri e dal suo staff, lo riteniamo assai pesante in una rosa di giocatori fatta per avere addirittura due squadre ad alto livello. E non è un caso assistere a tanti infortuni degli ultimi tempi, i quali hanno falcidiato soprattutto la difesa e il centrocampo creando tanti problemi in quei settori vitali, soprattutto in una squadra che deve affrontare una lunga e impegnativa stagione agonistica. Ebbene, oggi si pensa a una non positiva gestione della lungimiranza, cosa che la Juventus non ha saputo fare soprattutto con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, un centrale di difesa che se fosse stato considerato meglio, adesso con il senno di poi degli infortuni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> avrebbe sicuramente fatto meglio “dell’adattato” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> o del ritorno di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Caceres</b> che è al crepuscolo di una carriera mediocre. Dunque, alla luce di quanto è emerso nel dopo Atalanta – Juventus di Coppa Italia, pensiamo che questi siano i punti cruciali di una situazione che ha creato un chiaro nervosismo nell’ambito della Vecchia Signora. Tuttavia, per tutti i tifosi juventini che ci leggono, ci auguriamo di essere presto smentiti in questa nostra analisi che è semplice pensiero in un mondo in cui l’opinabilità del calcio impone il rispetto della diversa idea, anche se non condivisa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-smaltira-l-umiliazione-subita-dall-atalanta-1013510.htmSi100451001,02,03030205
521013509NewsCampionatiUn campionato dalle mille sfumature20190128163812L`analisi <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 21ma giornata di Serie A (seconda di ritorno), ha riservato colpi di scena e molti spunti di carattere tecnico – tattico da analizzare. Pareggia il Napoli di Carletto Ancelotti a San Siro contro il Milan di Gattuso, con un risultato a reti bianche che non fa brillare né l’una, né l’altra squadra. All’inaspettata batosta interna del Bologna che perde 4 a 0 contro il modesto Frosinone e sentenzia l’allontanamento di Pippo Inzaghi con il ritorno sulla panchina felsinea di Sinisa Mihajlovic, si evidenzia la vittoria in casa per 4 a 0 della Sampdoria contro l’Udinese, con un Quagliarella stratosferico che alla veneranda età di 36 anni continua a fare gol a grappoli e si propone come prossimo attaccante della Nazionale di Mancini. Intanto l’Atalanta di Gasperini conferma il suo momento di grazia pareggiando 3 a 3 contro la Roma di Di Francesco, recuperando 3 gol al passivo subiti nel primo tempo e sbagliando addirittura un rigore con Zapata. Fuori casa vincono Fiorentina e Spal, rispettivamente contro Chievo e Parma, mentre il Sassuolo che si posiziona a 29 punti in classifica, fa suo il match con un rotondo 3 a 0 che fa preoccupare il Cagliari. E mentre si attende il risultato del posticipo del monday night Empoli Genoa, facciamo un’analisi più approfondita per quanto riguarda le partite <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio – Juventus e Torino – Inter.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lazio – Juventus.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Da dove cominciamo? Se vogliamo parlare di calcio diciamo di avere visto per tutto il match una sola squadra in campo: la Lazio di Simone Inzaghi. Se invece vogliamo parlare di tutto quello che vuol dire “non calcio”, allora diciamo che la Juventus ha vinto immeritatamente per 2 a 1, disputando la più brutta partita del campionato in corso. E, mentre la Lazio ha disputato la partita della vita con bellissime trame di gioco, grande furore agonistico e capacità di non fare ragionare la Juventus dei suoi tanti campioni,i bianconeri di Allegri hanno mostrato limiti atletici, innumerevoli errori in fase di impostazione di gioco e un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> che solo il tecnico toscano vede nel ruolo delicato che di solito ricopre Pjanic. Infatti, il calciatore tedesco di origine turca, non ha il passo né la tecnica necessaria per posizionarsi davanti alla difesa e distribuire palloni utili nella dinamica del gioco d’attacco della Juventus. Troppo ruvidi i suoi piedi per affidargli un ruolo così delicato. Ma Emre Can non è stato il solo calciatore insufficiente di una Juve in cui soltanto <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Szczesny si è conquistato la palma di migliore in campo. Chiaro, dunque, come la Juve che ha perso pure Bonucci per un infortunio che lo terrà lontano dal campo per un mese, sia stata per quasi tutta la partita in balia di una Lazio pimpante che, dopo essere andata in vantaggio grazie a un’autorete di Emre Can, ha fallito il raddoppio con Immobile. I biancocelesti hanno seriamente messo alle corde la Juventus che oltre a non sapere reagire, ha mostrato certi errori grazie anche ad Allegri, il quale ha capito tardi di avere sbagliato formazione. I bianconeri, infatti, non hanno vinto un contrasto, non hanno saltato l’uomo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non hanno sfruttato a sufficienza le fasce laterali e persino CR7 è risultato non pervenuto. Poi, dopo avere sostituito Matuidì con Bernardeschi e Douglas Costa con Cancelo la Juve ha pareggiato i conti, prima con Cancelo e poi ha vinto il match grazie ad un rigore calciato da CR7, per un ingenuo atterramento di Cancelo in area di rigore ad opera di Lulic. Che dire? Dopo quanto visto di così squallido calcio, la Juventus ha allungato pure il suo vantaggio portandosi a + 11 dal Napoli che la segue al secondo posto. Tutto ciò è semplicemente disarmante se visto nell’ottica del non merito, tuttavia, bisogna anche dare atto alla Juve di essere risuscitata a sovvertire il risultato proprio nel match più brutto del suo campionato. E’ questione di carattere. Anche così si raggiungono i grandi traguardi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino – Inter.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Vincono i granata di Mazzarri con un gol di Izzo, ma l’Inter dov’è? E se questa non è la vera Inter di Spalletti, che cos’è? Dire che i nerazzurri sono apparsi lontani da ogni logica di gioco, da ogni idea che potesse dare un senso a una squadra che punta al terzo posto per entrare in Champions League, è quasi un eufemismo. Tuttavia, la scarsezza mostrata sul campo dalla squadra di Spalletti, non deve sminuire l’importante vittoria di un Toro che, pur non avendo disputato la partita della vita, ha saputo dare aggressività a una manovra che ancora oggi risente della mancanza di gol dei suoi attaccanti Belotti e Zaza. Con questa vittoria i granata hanno saputo onorare al meglio i 100 anni dalla nascita di capitan Valentino Mazzola, ma sanno benissimo che adesso comincia il loro campionato. Infatti, il desiderio di entrare in Europa League ha un solo scopo: quello di ritrovare la continuità di gioco e risultati a partire dalla prossima partita che i granata giocheranno a Ferrara contro la Spal. Ma ritornando all’Inter di Spalletti, possiamo dire di ricavare sempre la sensazione di una squadra incompiuta, senza anima e molto preoccupata per il rinnovo del contratto di Icardi piuttosto che per le bizze di Perisic, il quale ha dichiarato apertamente di volere cambiare squadra. Tutte situazioni che distolgono i pensieri dal campo e s’intersecano tra mille cose che non possono essere gestite in maniera ordinata. Pensiamo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b> avrà il suo daffare per mettere ordine in una società che dà segni di nervosismo. E poi c’è la parte tecnica da rivedere. Sì, perché se è vero che i calciatori dell’Inter hanno le loro responsabilità per questa discendente situazione di gioco e risultati, è altresì vero che Spalletti non mostra di avere le idee chiare da allenatore di una grande squadra, qual è l’Inter. Troppe volte lo vediamo camminare davanti alla panchina a testa bassa. Su e giù, guardando quel tappeto verde in cui gli sembra di trovare una soluzione per illuminare qualcosa che non c’è. Contro il Toro, Spalletti si è presentato con un inedito 3-5-2, lasciando fuori Perisic e inserendo Lautano Martinez in appoggio a Icardi. Ma l’idea tattica non ha sortito alcun vantaggio, anche per i troppi errori commessi dal mediocre Joao Mario, Brozovic, Vecino e poi da Dalbert e D’Ambrosio, i quali attraverso le folate offensive, avrebbero dovuto dare linfa a un attacco opacizzato da pochissime opportunità da gol. C’è dunque ancora molto da fare in un’Inter ancora troppo lontana dal suo standard da grande squadra. Noi pensiamo a una mini rivoluzione estiva, che inizierà probabilmente con la sostituzione sulla panchina di Luciano Spalletti. Un allenatore filosofo, ma forse poco adatto a imprimere quel mordente e quella foga agonistica che la sua squadra dimostra di non avere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711campionato-di-serie-a-2018'19.jpgSiNun-campionato-dalle-mille-sfumature-1013509.htmSi100451001,02,03030154
531013488NewsCalciomercatoInter – Juve, mercato senza esclusione di colpi20181115114736Con l`arrivo dell`AD Beppe Marotta all`Inter, si profila una strategia di mercato atta a anticipare le idee della Juventus. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Adesso che l’Inter sta per ufficializzare l’arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b> in qualità di Amministratore Delegato, si avverte il rinnovato vento di sfida alla Juve per cercare di detronizzarla. Il dirigente varesino conosce molto bene <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Paratici</b> e sa come ostacolarlo nell’operazione strategica di mercato. Così la sfida tra le due società appare ancora più incandescente, non fosse altro per certi sassolini rimasti ancora nella scarpa di Marotta che ha chiuso con la Juventus. E allora ecco avvicinarsi il primo obiettivo per ostacolare lo strapotere bianconero: il prossimo mercato. Marotta sa bene che in questo periodo Paratici e la Juventus si muovono per programmare il rafforzamento della squadra. Allora, pur nella sua posizione ancora non ufficiale di passaggio all’Inter, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b> è già all’opera per contendere alla Juve alcuni obiettivi di mercato. Primi fra tutti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiesa (Fiorentina), Barella (Cagliari),Tonali (Brescia), Mancini (Atalanta), Andersen (Sampdoria) e poi anche Antony Martial (Manchester United) e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Adrien Rabiot (PSG).</b> Questi sono gli obiettivi di prima fascia in grado di creare disturbo a una Juve già all’opera per fare piazza pulita. Una cosa è certa, Beppe Marotta con la sua esperienza fatta alla Juventus apporterà all’Inter quelle strategie non solo di mercato che hanno fatto grande la Vecchia Signora. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta </b>è quella figura che manca all’Inter dai tempi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Italo Allodi</b>, un ad capace di strategie necessarie per migliorare il livello tecnico nell’ambito della squadra, non perdendo mai di vista l’importanza di curare un bilancio societario sano. Vedremo cosa accadrà. Intanto l’eterna sfida tra le due società proseguirà senza esclusione di colpi. Passano gli anni e passano pure le figure che hanno caratterizzato l’antica storia fatta di insanabili ruggini tra Juventus e Inter. Sembra la narrazione di un destino che si è instaurato tra mille vicissitudini di odi e rancori. E adesso, con l’arrivo di Marotta all’Inter, si continua a scrivere altre pagine di antagonismi pallonari che non hanno mai fine. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-beppe-marotta.jpgSiNinter-juve-mercato-senza-esclusione-di-colpi-1013488.htmSi100451001,02,03030428
541013452NewsCalciomercatoQuando il calcio riserva storie di destini incrociati.20180802181253Quante domande si sono fatte in questa strana operazione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso positivamente il maxi affare tra Milan e Juventus che ha coinvolto Higuain, Caldara e Bonucci. Una storia di destini incrociati tra società, ma anche di due calciatori e di un terzo (Caldara) che è stato coinvolto per chiudere una situazione che rischiava di trascinarsi per le lunghe. La Juve più del Milan aveva bisogno di chiudere la trattativa per sistemare un Higuain, il cui contratto oneroso dopo l’arrivo di Ronaldo pesava in maniera eccessiva sui bilanci della stessa Juventus. Attenta a non creare una minusvalenza, la società della Continassa non è riuscita a non fare entrare nella trattativa Caldara, il giovane difensore dell’Atalanta che ha avuto appena il tempo di fare qualche allenamento in casa Juventus. Intanto, l’arrivo di Bonucci a Torino è stato accolto con molta freddezza. Pochi, sparuti tifosi si sono visti all’aeroporto di Caselle, manifestando un chiaro segnale d’insofferenza per il suo ritorno in casa bianconera. Infatti, ancora adesso c’è chi non capisce il significato di un ritorno quasi ossessivo, che si è manifestato nella volontà del difensore e della stessa società del presidente Andrea Agnelli. Troppi dissidi tra Allegri e Bonucci avevano consigliato le parti a lasciarsi più o meno di comune accordo, seguendo ognuno la propria strada. Molte sono state le polemiche durante l’incontro della scorsa stagione tra Juve e Milan all’Allianz Stadium, in cui Bonucci dopo avere segnato un gol alla sua ex squadra ha esultato in maniera ritenuta eccessiva. E si sa che i tifosi di ogni squadra non sono mai propensi a perdonare certi atteggiamenti ritenuti eccessivi, anche nel momento più adrenalinico di un gol fatto contro l’ex squadra. Ma queste sono storie di tifoserie le cui manifestazioni eccessive sono spesso legate a momenti idealizzati piuttosto che razionalizzati. Certo, prima o poi si chiarirà tutto questo ritorno di fiamma tra Leonardo Bonucci, la Juventus e Allegri, anche se intanto rode forse anche più del suo ritorno, la cessione di un giocatore elegante, giovane, tecnicamente bravo come Caldara, che avrebbe potuto segnare un importante percorso di crescita definitiva nella Juve, anche in considerazione della cessione di Rugani. Insomma, la Juve ci ha insegnato storicamente a non sbagliare mai (o quasi mai) le sue scelte, ma questa volta ci appare davvero difficile capire questa scelta impopolare. Certo, il Milan voleva Higuain e la Juve aveva bisogno di disfarsene per ovvi motivi economici, ma perché si è insistito a definire questa operazione con il Milan e non con il Chelsea? E perché si è acconsentito a Leonardo, di essere inamovibile sull’inserimento di Caldara in quest’operazione? Forse tutto è nato dalla strana voglia di Bonucci che d’accordo con la Juve ha voluto riappacificarsi in un ritorno inaspettato? C’è qualcosa di strano in tutta questa storia, qualcosa che non convince appieno e che probabilmente verrà a galla strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNquando-il-calcio-riserva-storie-di-destini-incrociati-1013452.htmSi100451001,02,03030385
551013416NewsCampionatiToro, un altro anno insipido.20180424190239L`ennesimo anno di promesse non mantenute<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I tifosi del Toro hanno già perso il conto. Ma quanti anni sono che la squadra granata intorno al mese di febbraio o marzo, non ha più nulla da dire al suo campionato? Anche quest’anno il Torino era partito per raggiungere l’obiettivo dell’Europa League. Il presidente Cairo ( a suo dire) sembra che abbia dato carta bianca a Sinisa Mihajlovic, il quale ha stilato una serie di calciatori potenzialmente da acquistare e altri da vendere. Così, in buona fiducia, si è cominciato un campionato dal sapore promettente per l’Europa, quasi si trattasse di qualcosa di più della semplice speranza che questo fosse finalmente l’anno giusto per il Toro. Oggi, a quattro giornate dal termine del campionato, tutti sanno com’è andata a finire. A Bergamo, infatti, la squadra di Mazzarri non solo ha giocato male ma ha anche perso la partita e anche quell’esile speranza rimasta di Europa. Grande è stato il nervosismo al termine del match tra Sirigu e Belotti, reo (secondo il portiere) di non aver saputo tenere la palla per fare scorrere gli ultimi minuti della partita che si era incanalata sul risultato di 1 a 1. E’ il segno tangibile di una situazione interna che, visti i risultati insufficienti, divide lo spogliatoio. Il Torino sull’esempio dell’Atalanta deve ripartire dal Settore Giovanile, ma soprattutto ha bisogno di affidarsi a una programmazione seria che significa anche investimenti su giocatori di qualità. Altrimenti questo Torino resterà insipido e senza reali obiettivi da raggiungere. I tifosi granata hanno bisogno di certezze e non di effimere promesse. Le probabili partenze di alcuni calciatori fanno presumere l’arrivo di altri; importante è creare con Mazzarri una squadra con caratteristiche tecniche adatte al suo modulo di gioco. Si respingano con forza le tentazioni di acquistare giocatori come Niang che non hanno più nulla da dire al calcio, ma si imbastisca una squadra degna di portare in alto certi colori granata che il tempo sta sbiadendo non certamente per storia, ma per appiattimento di entusiasmo. Ci auguriamo davvero che il prossimo anno sia davvero prodigo di risultati positivi e quindi di quell’interesse che non vada scemando con l’arrivo della primavera. Si rispolveri in maniera simbolica quella fatidica sedia che Mondonico alzò al cielo, incarnando lo spirito di un Toro il cui cuore non può e non deve essere soltanto di apparenza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino, Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-cairo-presidente.jpgSiNtoro-un-altro-anno-insipido-1013416.htmSi100451001,02,03030218
561013406NewsCampionatiPietro Anastasi, “Ma com’è amaro il calcio in certe situazioni”20180412201994La Juventus nel cuore, tra ricordi e analisi di oggi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”.</b> Così scriveva <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandro Baricco</b>, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e noto esponente della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha rappresentato attraverso il calcio un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania, per passare al Varese e poi percorrere la strada del suo destino glorioso con la Juventus, si è legata all’avvocato Agnelli e soprattutto a Giampiero Boniperti, il quale l’ha subito accolto a braccia aperte come fosse un figlio. Pietro Anastasi ha compiuto da poco 70 anni, ma segue sempre la sua Juve come fosse un tifoso qualunque; retaggio di una passione antica per la Vecchia Signora che si è incarnata in lui fin da piccolo, prima ancora che il destino gli affidasse quella maglia numero 9 a strisce bianconere che gli appartenne per molti anni. La sua casa di Varese è tappezzata di ricordi indelebili che parlano di un passato bianconero che si è alternato alla maglia azzurra e a quella nazionale che fu campione d’Europa a Roma, grazie anche a un suo indimenticabile gol in mezza rovesciata contro la Jugoslavia. Frammenti e bagliori di un calcio d’altri tempi, che romanticamente ci pongono davanti al tempo che è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>fuggito via inesorabile, ma che ci fa riflettere anche tecnicamente come il pallone e gli uomini che gli gravitano attorno sono cambiati profondamente. Ma con Pietro Anastasi preferiamo parlare di oggi, perché è quello che interessa maggiormente ai tifosi e a tutto il mondo Juve. Del Campionato, di Allegri, dei calciatori a sua disposizione, ma soprattutto della Champions. Già, della Champions! E non è un caso che abbiamo voluto ascoltare il parere di Anastasi a tarda sera, proprio sul finire delle fasi concitate della partita di ritorno contro il Real Madrid. Una grande delusione provocata da un arbitro incapace, che elimina in extremis una Juventus in vantaggio di 3 gol a 0 e pronta a fare i tempi supplementari. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Juve, purtroppo, nonostante una prestazione epica non è riuscita nell’impresa di raggiungere le semifinali di Champions. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fa male uscire di scena in questa maniera, perché in base a ciò che si è visto chiaramente in campo, la Juve meritava di giocare i tempi supplementari. Il rigore dato all’ultimo minuto non c’era assolutamente, per me l’arbitro non ha dimostrato carattere e capacità professionale. E’ amara questa eliminazione, soprattutto in virtù del fatto che la Juve ha saputo riscattare in maniera eccelsa la brutta prestazione dell’andata. Allegri non ha fatto cambi, perché la squadra stava facendo bene e sarebbe stato rischioso apportare modifiche in alcune zone del campo che avrebbero potuto peggiorare la situazione. Per me, l’unico neo è stato Higuain che ha giocato male e non è stato in grado di incidere sulla partita. Per il resto nulla da dire. Adesso facciamo il tifo per la Roma che è l’unica italiana rimasta. Ma com’è amaro il calcio in certe situazioni.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pietro, ma che idea ti sei fatto di questa Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve lascia un po’ a desiderare come gioco, ma è sempre lì a vincere scudetti e coppe in maniera essenziale. D’altra parte, la storia del calcio ci insegna a ricordare sempre chi vince e non come si vince. Se hai giocato bene o male nessuno lo ricorda, ma se hai vinto o perso resta sempre in mente a tutti.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non pensi che per competere maggiormente in Europa, alla Juve<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>manchino due Top Player?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Diciamo che sarebbe meglio alzare di più l’asticella per giocarcela meglio con il Real Madrid, il Barcellona e il Bayern Monaco. La squadra è forte dei suoi campioni già in rosa, tuttavia, ritengo che bisognerebbe fare ancora un piccolo sforzo per renderla ancora più competitiva in Europa.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di Max Allegri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso tutto il bene possibile, perché tutti i cambi che fa sono sempre azzeccati. Magari sbaglia qualche volta nel mettere in campo la formazione giusta, ma poi si ravvede subito a partita in corso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Allora sei d’accordo con lui, quando dice di far danni ma poi li ripara?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, è la sua caratteristica.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dell’attuale rosa della Juve, quali giocatori devono essere sostituiti per avere maggiori chance in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che si debba partire dalla difesa, perché adesso con Barzagli e Chiellini è diventata troppo vecchia. La fase di rinnovamento è necessaria e sono sicuro che i giovani presi dall’Atalanta faranno subito bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te Buffon giocherà ancora un anno, oppure chiuderà definitivamente la sua splendida carriera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A parte l’espulsione di stasera, avvenuta durante le ultime fasi concitate della partita, Gigi ha ancora tanta voglia di giocare. Certamente a 40 anni, sostenere il peso di un calcio ad alti livelli comincia a essere pesante. Tuttavia, ritengo che nonostante qualcuno cominci a lamentarsi di lui, Buffon resta ancora una garanzia tra i pali. Una cosa è certa, se continua a giocare nella Juventus deve fare il titolare e non la riserva di qualcuno. Sono scelte da ponderare attentamente, sia da parte sua che dalla società.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pietro, mi sai dire perché Allegri ha quasi messo da parte Marchisio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che Marchisio non abbia recuperato al 100% la sua condizione fisica. Non c’è altra spiegazione per un giocatore che se sta bene deve giocare assolutamente titolare nel centrocampo della Juve.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando invece di scudetto, pensi che si deciderà nella partita contro il Napoli?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che potrebbe decidersi addirittura domenica prossima, perché se la Juve vince contro la Sampdoria e il Napoli pareggia a Milano contro il Milan, i sei punti di differenza a sei giornate dalla fine del campionato, sarebbero sufficienti ai bianconeri per vincere lo scudetto.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, nonostante le fatiche accumulate dal match di Champions contro il Real Madrid, confidi in una vittoria della Juve contro la Sampdoria?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non sarà semplice, anche perché mi sovviene che la prima partita che abbiamo perso in campionato è stata proprio contro la Sampdoria. La squadra di Gianpaolo è temibile per la sua qualità di gioco, ma come ti ho detto pocanzi, penso che la Juve vincendo in questo turno di campionato abbia la possibilità di allungare il suo vantaggio sul Napoli.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-ma-com-e-amaro-il-calcio-in-certe-situazioni-1013406.htmSi100451001,02,03030204
571013401NewsCampionatiIl Torino ritrova la strada perduta20180405184994Il Toro attende il test contro l`Inter, per verificare la ritrovata forma <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo il 4 a 0 contro il Cagliari e il 4 a 1 casalingo contro il Crotone, il Toro di Mazzarri tenta una timida e beneaugurante ripresa. La chiave di volta? I gol di Belotti e la ritrovata vena di Ljajic. Ma chi si illude che tutto sia passato e che le restanti gare di Campionato conducano il Toro alla possibilità di riagguantare quella tanto auspicata posizione europea, forse avrebbe bisogno di riflettere su quante volte i tifosi granata sono stati illusi e poi delusi dalla proprio squadra del cuore. Le invenzioni di Ljajic hanno fatto cantare il Gallo Belotti, ma il giocatore serbo, purtroppo, non è affidabile sotto il profilo della continuità. L’idea del 3-4-1-2 voluto da Mazzarri con l’innesto di forze nuove come Bonifazi e Buongiorno - sfortunato talento granata che ha giocato soltanto quattro minuti a causa di un infortunio alla spalla – la buona lena di Iago Falque e il ritrovato Gallo, lasciano ben sperare in una chiusura di campionato almeno dignitosa. Adesso il Toro ha 42 punti e si trova a – 5 da Sampdoria, Atalanta e Fiorentina, le tre squadre che lottano per un posto in Europa League. Domenica all’ora di pranzo, i granata ospiteranno l’Inter di Spalletti che ha ripreso la forma interrotta qualche mese fa. Non sarà una partita facile per il Toro che vorrà misurarsi con una big per capire bene se può ancora sperare in un posto in Europa League. Noi pensiamo che non sia il caso di esaltare un momento granata che appare sì confortante, ma che non deve illudere nessuno. D’altra parte i tifosi del Toro lo sanno già, visto che da troppi anni desiderano quella squadra all’altezza di competere con le big del campionato, ma che poi tutto svanisce nel nulla. Noi pensiamo che la cosa più importante per questo Toro, sia di ritornare a far pace con il deluso popolo granata; Come? Finendo dignitosamente l’ennesimo campionato terminato anzitempo, senza raggiungere mai neanche il minimo obiettivo. Dunque, si badi a continuare con questo trend a cominciare proprio dalla prossima partita contro l’Inter. Solo così potremo valutare lo stato di salute di questo Toro targato Mazzarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNil-torino-ritrova-la-strada-perduta-1013401.htmSi100451001,02,03030186
581013399NewsCampionatiAdesso c’è un “Mondo” anche lassù20180329204252Il calcio piange la morte di Emiliano Mondonico<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono contento di tornare a respirare il profumo dell’erba”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Una frase emblematica che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emiliano Mondonico</b> disse sette anni fa dopo avere subito un delicato intervento chirurgico per un tumore all’addome. Sembra ieri che è ritornato a vivere in mezzo ai suoi giocatori, al pallone che è vita e che per lui non ha mai smesso di rotolare. Negli ultimi anni è apparso spesso in TV come opinionista della Domenica Sportiva durante gli Europei del 2014. Da qualche tempo si era ritirato dalle scene pubbliche per riposarsi, ma senza mai mollare quello spirito combattivo che lo ha caratterizzato lungo l’arco della sua vita. Ma oggi, dopo avere lottato tanto ed essere stato l’allenatore che portò la classe operaia del calcio in paradiso, il “Mondo” ci ha lasciato. Aveva 71 anni ed era un gran conoscitore di quel calcio che per lui era fatto di pragmatismo piuttosto che di fatiscenti estetismi. Palla lunga e pedalare. Era concettualmente il suo calcio, la sua idea di gioco in cui bisognava fare molta attenzione all’avversario per poi colpirlo in contropiede. Una cultura antica che ha dato i suoi frutti e che lo ha reso l’allenatore che disse: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“la partita non è finita finché non è finita”.</b> Un po’ come dire che bisogna crederci fino alla fine e non mollare mai. Così come ha fatto con la sua malattia, capace com’è stato di affrontarla e combatterla a viso aperto. Mondonico viveva un mondo a sé rispetto ai colleghi più illustri e blasonati di lui, era uno che preferiva i fatti alle parole. Ha allenato molte squadre, ma quelle con cui ha scritto una parte di storia indelebile sono state principalmente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta e Torino</b>. A Bergamo è arrivato dalla Cremonese e nel campionato ’87- ’88 ha guidato l’Atalanta di Stromberg che militava in Serie B. Finalista in Coppa Italia, ha partecipato alla Coppa delle Coppe arrivando in semifinale. Il 4-4-2 era il suo credo tattico, quello pragmatico che si opponeva all’estro del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli di Maradona, del Milan di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sacchi e dell’Inter</b> che mieteva successi su successi. Così l’Atalanta, pur non avendo in squadra i grandi campioni, con Mondonico si piazzò al sesto posto nell’89 e fu settima nel ’90. Comincia quindi la sua scalata al Toro di Borsano, dove trova quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lentin</b>i che sembrava essere il suo erede ufficiale per caratteristiche simili alle sue. Ma in quel Toro c’erano anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mussi</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fusi</b> in difesa, l’ex giocatore del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid Martin Vasquez</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vincenzo Scifo,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Casagrande</b> e un giovanissimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Christian Vieri</b>. Quel campionato ’91-’92 per il Toro fu un anno da ricordare per i dettami del “Mondo”, per i suoi giocatori di grande levatura tecnica e per il fatto che i granata si classificarono al terzo posto in campionato e furono finalisti di Coppa Uefa dietro l’Ajax, dopo avere eliminato il Real Madrid. Ma l’immagine indelebile di Mondonico, cui è legato il vero spirito Toro, resta sempre quell’episodio di storia granata in cui il 13 maggio del 1992 in occasione della finale di ritorno contro l’Ajax ad Amsterdam, alzò al cielo una sedia in segno di protesta contro l’arbitro, il quale non diede al Torino un sacrosanto rigore che gli costò l’ingiusta sconfitta. In quella occasione emerse l’animo di un Mondonico capace di controbattere vivacemente il macroscopico errore arbitrale, che sgretolò il grande sogno granata di vincere quella Coppa. Nostalgie e rimpianti si intersecarono ai ricordi in agrodolce di quegli anni che rappresentarono il simbolo di un Toro che si sposò bene al temperamento del “Mondo”. Sembravano nati l’uno per l’altro. Così lo ricordano oggi al Toro, con l’affetto incommensurabile verso chi ha dato tanto nel rispetto della grande storia granata. E’ la storia di un allenatore unico e di un uomo che ha saputo associare alla tecnica e alla tattica delle sue squadre, quei valori sportivi che vanno oltre le mode di un calcio che è cambiato nel tempo. Per questo oggi il pallone rotola a fatica; piange la scomparsa di un uomo speciale e pragmatico come il calcio che intendeva. Adesso, c’è un “Mondo” anche lassù.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-mondonico.jpgSiNadesso-c-e-un-mondo-anche-lasso-1013399.htmSi100451001,02,03030212
591013391NewsCampionatiMax Allegri alla vigilia di Juventus Atalanta20180313172211L`approfondimento dell`allenatore bianconero, capace di intiepidire gli entusiasmi dettati dal momento. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juventus dovesse vincere la partita di recupero con l’Atalanta andrebbe a + 4 dal Napoli, ma chi si illude che il campionato sia finito si sbaglia di grosso. Queste sono state sostanzialmente le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri,</b> che nel corso della conferenza stampa di Vinovo mette le mani avanti, chiarendo certi punti importanti che non devono essere dimenticati. Primo su tutti bisogna tenere presente che il Napoli ha grandi possibilità di vincere lo scudetto, perché oltre ad esserci lo scontro diretto da giocare, per la Juventus ci sono ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>molte partite difficili da affrontare. Sempre sicuro il mister della Juve con noi giornalisti, vivace, spigliato, loquace nel suo modo di esprimersi anche con similitudini che sanno di reminiscenza toscana. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quando si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fanno i conti vengono fuori i contadini…”,</b> per dire che è meglio non pensare all’eventuale + 4 dal Napoli, perché tanta strada c’è ancora da fare. A chi gli chiede qual è la forza della Juve di quest’anno, Allegri risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”E’ la forza del gruppo che ha l’obiettivo di arrivare in fondo e vincere. Quindi, tutti si mettono in discussione e c’è la voglia di dimostrare di essere i più forti. Abbiamo tante partite e la rosa deve essere a disposizione. Non giocheremo sempre con</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">lo stesso sistema”.</b> Poi è possibilista sull’impiego di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>contro l’Atalanta – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vedremo come si sentirà alla fine dell’ultimo allenamento”.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa </b>deve fare gli straordinari, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> ha preso una botta sul piede infortunato e la sua presenza contro la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini </b>è in forse. Sicuro di giocare è invece <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala, </b>che resta il primo rigorista della Juventus - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A meno che non sia io a decidere diversamente nel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">corso della partita….”-</b> chiaro il riferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> a domenica scorsa, quando il Pipita su sua libera iniziativa ha tirato e sbagliato il rigore. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> continua le terapie e si spera di recuperarlo prima della fine del campionato. La sua è una fastidiosa pubalgia e quindi non ci sono mai tempi certi di guarigione. Per quanto riguarda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi,</b> invece, ha iniziato un lavoro di rinforzo e si spera di recuperarlo entro una ventina di giorni. Dunque, dopo l’analisi approfondita sullo stato di salute della Juventus e i vari temi toccati in conferenza stampa dal “pompiere” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che butta acqua sul fuoco dell’eccessivo entusiasmo, la Juventus è pronta ad affrontare il difficile ostacolo di un’Atalanta che verrà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b> di Torino per vendere cara la pelle.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSiNmax-allegri-alla-vigilia-di-juventus-atalanta-1013391.htmSi100451001,02,03030226
601013382NewsCoppeAtalanta, ecco l’esempio di una ex provinciale20180227155035La squadra di Gian Piero Gasperini si colloca di diritto tra le squadre più importanti del nostro campionato. L`analisi. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Doveva essere la prima delle doppie sfide ravvicinate tra Juventus e Atalanta, invece ci sarà soltanto la partita di mercoledì prossimo che deciderà quale delle due squadre affronterà la finale di Coppa Italia. Tutto questo per una copiosa nevicata che si è abbattuta su Torino proprio all’inizio della gara di campionato. Un segno premonitore che avvantaggia sicuramente la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> il quale aveva preannunciato una squadra di giovani per recuperare le forze dei giocatori titolari, dopo la fatica di Europa League. Ma a parte questo particolare che non mancherà di creare le solite polemiche, rivolgiamo lo sguardo ad un’Atalanta che ormai è diventata una realtà del calcio italiano. Uscita immeritatamente dall’Europa League nello sfortunato match conto il Borussia Dortmund, l’Atalanta ha un’antica tradizione di società capace di valorizzare i suoi giovani attraverso una programmazione lenta, paziente, ma redditizia. Esattamente al contrario di quella che è la cultura moderna, in cui non si ha tempo di aspettare i giovani ed investire su di loro. A partire dal presidente Percassi che non sbaglia mai l’acquisto dei suoi allenatori, la società orobica ha mantenuto negli anni una mentalità vincente, capace di allontanarla da quel calcio provinciale che comunemente viene inteso come qualcosa di inferiore. Oggi l’Atalanta sa farsi rispettare in casa e fuori dalle mura del suo stadio, per avere acquisito personalità e autostima attraverso un gioco tecnicamente bello da vedere e quindi anche produttivo. Il segreto? Come abbiamo detto pocanzi nasce proprio dalla linea direttiva della società, che attraverso il Settore Giovanile si rispecchia poi sulla Prima Squadra. Sono tanti i giovani orobici che sono stati promossi in Prima Squadra da mister Gasperini, il quale ha il merito di averci creduto fin dall’inizio anche se incurante del rischio. Così ha creato una perfetta armonia di gruppo, adottando il suo credo calcistico contemporaneamente alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papu Gomes</b> è il capitano che fa da chioccia ai suoi, per avere esperienza e qualità tecniche indiscusse. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Masiello</b>, granitico e antico lottatore di difesa, dà l’impressione che il tempo per lui non passi mai, così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic</b> che Gasperini sta gestendo in maniera egregia. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toloi, Palomino, Caldara, Spinazzola, Cristante, Petagna, Cornelius, </b>senza dimenticare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conti </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kessié </b>ceduti al Milan<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">,</b> che soltanto poco tempo fa non appartenevano al calcio di elite. Eppure tutti ricordano quell’inizio di campionato disarmante che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> fece tra il 21 agosto e il 21 settembre 2016, in cui raccolse soltanto tre punti in cinque partite. Una situazione che mise in discussione anche l’allenatore arrivato dal Genoa con molta enfasi di far bene, ma per questa partenza negativa fu in procinto di essere esonerato. Poi, il mister di Grugliasco, in provincia di Torino, ingranò la marcia e decise con coraggio di dare fiducia ai giovani adottando il 3-4-1-2. Destino volle che la Dea inanellò 8 risultati utili consecutivi, 7 vittorie (di cui tre prestigiose con Napoli, Inter e Roma), sviluppando un calcio davvero brillante e moderno. Certo, quel sistema tattico fu poi cambiato nel tempo dall’allenatore orobico, il quale ha optato per metodi adatti a imbrigliare gli avversari di turno. Esemplare il possesso palla dell’Atalanta e quella capacità di ripartire velocemente sfruttando gli esterni, che è tipico del gioco delle grandi squadre. Oggi i nerazzurri stanno raccogliendo i meriti di un lavoro serio, mai improvvisato, in cui emerge la perfetta collaborazione tra Società, tecnico e squadra. E’ un po’ come dire che nel calcio nulla si inventa. E l’Atalanta di Gasperini è l’emblema di tutto ciò. Adesso puntano concretamente alla finale di Coppa Italia, nonostante la prima partita d’andata tra le mura di casa contro la Juventus, si sia conclusa con il punteggio di 0 a 1. Per l’Atalanta sarebbe un’impresa storica. Ci riuscirà? <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711gasperini.jpgSiNatalanta-ecco-l-esempio-di-una-ex-provinciale-1013382.htmSi100451001,02,03030212
611013381NewsCampionatiToro, un altro anno di delusione20180226175434La squadra di Mazzarri perde in casa del Verona,che è penultimo in classifica.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se ci fosse la corsa allo scudetto tra tifosi e squadra, il popolo granata avrebbe sicuramente raggiunto il primato ancora prima del Toro. Commuove questa gente del Toro che segue la squadra in casa e fuori sfidando il freddo, le intemperie, i disagi logistici, i costi talora rilevanti per le proprie tasche e anche le immancabili delusioni accumulate nel tempo. Dopo avere perso il derby della sonnolenza, la squadra di Mazzarri è andata in quella fatal Verona, storica terra di Giulietta e Romeo, a rimediare una sconfitta che brucia. Un 2 a 1 penoso, che dalla cella frigorifera del Bentegodi sbriciola ogni residua speranza granata per l’Europa. La partita del Torino è stata inguardabile, confusionaria e priva di ogni cosa che possa far pensare a una gara di calcio. Il Verona, invece, motivato dal suo essere penultimo in classifica e con il suo allenatore Pecchia in procinto di essere esonerato, pur senza essere irresistibile ha messo in campo attributi e voglia di vincere, proprio come fosse la partita della vita. Il pensare di aver trovato con Mazzarri la terapia giusta per centrare una serie di risultati positivi, ha allontanato tutti da quella che è la realtà di una società che resta fallimentare sotto l’aspetto di una gestione che guarda poco al rettangolo di gioco e tanto ai conti che risultano sempre di un ordine che fa quasi rabbia per la sua perfezione. E’ la gestione di Urbano Cairo, mister braccino corto solo per il Toro, che in tutti questi anni di presidenza granata non ha mai dato l’impressione di essere un imprenditore capace di spendere il dovuto ai fini di un progetto brillante, ambizioso, senza il chiaro intento di accontentarsi di poco, anzi di nulla. Troppo spesso ci si dimentica che nel calcio c’è assoluto bisogno di persone capaci, ma è anche essenziale spendere del denaro e non solo ricavarlo dalle plus valenze. Altrimenti i tifosi della Curva Maratona, invece di andare allo stadio per vedere una partita di calcio, fare il tifo per la propria squadra con bandiere granata, cori da raucedine e magiche coreografie, finiranno per portare con loro, la carta, la penna e la calcolatrice, per aggiornare i conti del bilancio della società per cui fanno il tifo. Peccato che amare una squadra di calcio non è pensare sempre e in maniera ossessiva a non spendere più di quanto si guadagni, ma è anche innamorarsi del gioco, delle triangolazioni, dello spettacolo per arrivare a fare gol e avere la possibilità di vincere per stare in alto alla classifica. Tutto ciò al Toro non succede mai perché si arranca sempre, non si brilla mai e si resta ancorati a un passato che dovrebbe essere preso da esempio. Parli con Junior, Claudio Sala, Agroppi, Pulici, Pecci, e poi scorri gli anni in cui i tifosi granata hanno minimamente gioito con Asta e Ferrante, ma il tema è sempre lo stesso: rimpiangere il passato, dal Grande Torino ai giorni nostri. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare nel calcio moderno, ed è l’abilità di saper passare da squadra provinciale a realtà capace di contrastare le grandi squadre. L’Atalanta del presidente Percassi insegna che si può diventare grandi, pur vivendo in un centro non molto grande come Bergamo. Il Torino, invece, sta diventando una realtà provinciale a causa di tutto un insieme di cose che lasciano pensare a storiche insufficienze, di vivere l’azienda calcio senza la necessaria attenzione ai valori tecnici del campo. Non basta cambiare allenatore, se il presidente non si pone neanche il dubbio che forse a sbagliare è proprio lui stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711presidente-cairo.jpgSiNtoro-un-altro-anno-di-delusione-1013381.htmSi100451001,02,03030200
621013375NewsCampionatiPaolo Aghemo, tra ricordi personali e analisi approfondite 20180215155325Il giornalista di Sky Sport ripercorre il suo passato e il presente della sua attività professionale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino, Juventus, la Champions, il campionato e tanto di più è stato approfondito con il giornalista di Sky Sport, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paolo Aghemo.</b> Nato a Torino, Paolo è figlio del compianto ex presidente del Toro Beppe Aghemo, il quale gli ha trasmesso la passione per il calcio. Ama la storia ma soprattutto lo sport e il calcio che ha praticato fin da bambino. Dopo avere frequentato il liceo scientifico all’Istituto Sociale di Torino, dal quale ha attinto valori etici e sociali capaci di formarlo e indirizzarlo alla vita, si è laureato in Scienze Politiche ed ha iniziato a lavorare nei giornali locali. Una professione, quella del giornalista, che ama in maniera particolare perché si confà con il suo modo d’essere. Segue in maniera attenta e competente le vicende sportive di Juventus e Torino curando le interviste ai bordi del campo, oppure in sala stampa per informarci delle varie novità quotidiane delle due società torinesi. Oggi abbiamo pensato di intervistarlo per conoscerlo meglio, parlando di tante cose interessanti che riguardano non solo il calcio. Il suo è un narrare piacevole fatto di ricordi affettivi che lo rendono orgoglioso, mentre rivelano un certo tipo di personalità che si evidenzia anche dal punto di vista professionale. Ascoltiamolo dunque in questa esaustiva intervista, capace di farci conoscere meglio la persona dal punto di vista professionale e umano. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, cosa si prova ad essere figlio d’arte?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Si prova una sensazione di grande orgoglio e soddisfazione per quella che è stata la storia, la vita di mio padre. E ancora adesso sono tanti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>gli attestati di stima ricevuti, quando vado in giro e sentono il cognome che porto con grande orgoglio. Io so che quella sua vita è stata vissuta con grande passione e che ha saputo trasmettere dei valori, dei principi e un modo di stare al mondo e rapportarsi con gli altri che, vedendo queste testimonianze adesso che papà non c’è più, mi fanno capire che è una strada da seguire. Dall’altra parte dico che non è facile essere figlio d’arte. Non lo era ai tempi del calcio in cui mio papà era grande protagonista ed io giocavo, ma non lo è in generale per tutti. Infatti, avendo una figura genitoriale così importante, forse dall’esterno ci si aspetta che il figlio sia all’altezza del nome che porta, nell’essere capace di fare ciò che hanno fatto il padre o la madre. Non è così perché ognuno di noi è diverso, e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi devo dire che questo confronto l’ho patito per un certo periodo della mia vita. Poi ho trovato la mia strada e adesso sto cercando di seguire quel percorso precedentemente tracciato. E’chiaro che per me papà resta un punto fermo, una luce capace di illuminarmi nei momenti di difficoltà. E’ come segnare il sentiero da seguire, ma con la consapevolezza che non potrò mai essere come lui e neanche alla sua altezza. Lui è stato unico, così come ognuno di noi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma c’è qualcosa in particolare di papà che ricordi più d’ogni altra cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La generosità e la naturalezza, che però è una caratteristica che ognuno ha oppure no. Ma papà era un istintivo, un passionale. Tutte doti che però gli hanno creato più problemi che altro, soprattutto nel periodo in cui è stato presidente del Torino calcio in cui forse sarebbe stato meglio essere più diplomatici, frenando istinto e passione. Ma lui era fatto così, non c’era nulla da fare! Dunque, ciò che mi è rimasto di lui è la generosità, la passione, il rispetto degli altri e anche quell’intendere la propria professione come qualcosa che ti diverte. E io sono così nel mio intendere il lavoro di giornalista, esattamente come quando mio padre curava le pubbliche relazioni all’Unione Industriale di Torino. Sempre con passione!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che quando eri piccolo facevi la radiocronaca delle partite di calcio del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non solo del Toro, ma anche di tutte le partite del “Novantesimo Minuto”. A casa replicavo i servizi di domenica sprint con il pallone di spugna. Giocavo, facevo l’azione e intanto facevo il commento dell’azione stessa e mi inventavo i risultati. E, come se non bastasse, lunedì con i compagni di scuola elementare ricreavamo lo studio di Paolo Valenti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu sei stato alunno dell’Istituto Sociale di Torino per 13 anni. Quale importanza ha avuto per la tua formazione personale nella vita.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fondamentale, perché mi ha permesso di vivere un’esperienza di serenità nell’adolescenza e nell’infanzia. L’Istituto Sociale è stato un ambiente che mi ha messo nelle condizioni migliori per crescere, sia da un punto di vista delle strutture,dei rapporti, degli insegnanti e del clima che si respirava e coinvolgeva tantissimo la famiglia. Crescendo, i valori<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>cristiani, cattolici, di rispetto e di generosità che già si respiravano in famiglia, venivano assorbiti anche a scuola. Ma anche i valori più tecnici, tipo la disciplina e le regole da rispettare e seguire, sono state formative. C’è poi un’apertura mentale che il Sociale è riuscito a darmi, ed è la capacità di avere dei dubbi e mettersi in discussione con forma di autocritica. Una sorta di apertura mentale che l’Istituto che ho frequentato per 13 anni è riuscito a darmi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal 2007 sei reporter di Sky Sport. Come nasce la tua passione per il giornalismo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nasce da bambino, proprio quando facevo le cronache delle partite ed avevo una particolare passione per il calcio, visto che ho anche giocato fin da quando avevo sei anni. Poi, crescendo, ho sempre avuto l’idea di fare quel tipo di mestiere. Volevo fare il calciatore, ma ho capito ben presto che non era possibile farlo. Così, all’età di 17 anni ho cominciato a scrivere sui giornali locali. Da lì in avanti ho capito che era una cosa che mi piaceva fare e così ho continuato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando del Toro, che idea ti sei fatto della squadra di Walter Mazzarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi piace e penso positivo. Con Mihajlovic c’era una situazione difficile a livello di feeling, di clima pesante tra lo staff tecnico e la proprietà. Non si percepiva più anche a pelle quell’unità di intenti e condivisione che è necessaria tra le parti. E poi alcune divergenze sulla comunicazione e la valorizzazione di alcuni giocatori, che si concretizzavano in risultati negativi. Con Mazzarri credo che Cairo abbia trovato un allenatore che sa valorizzare quello che ha. Il nuovo tecnico non chiede più di quanto la società possa dare, e poi in questa squadra che è da ritenersi buona per come è stata costruita, il nuovo tecnico sta apportando delle modifiche tattiche tali da valorizzare i giocatori che già dimostrano un ottimo atteggiamento in campo e grande attenzione in fase difensiva. Tutto questo dimostra che Mazzarri è in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche di ogni giocatore. Ad esempio c’è il Baselli di turno che è stato messo in un ruolo diverso, piuttosto che Ansaldi inserito a centrocampo, Niang che sta facendo bene e Iago Falque che continua a fare benissimo e non viene mai tolto. Tutto ciò ci fa capire come Mazzarri stia cercando il miglior schema tattico, funzionale alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori e non viceversa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, ma perché il Torino non vince più lo scudetto da troppi anni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il primo motivo è economico, visto che c’è un gap talmente alto con le prime in classifica che hanno un cospicuo fatturato. Oggi come oggi è impossibile sostenere il costo dei grandi campioni e dei loro ingaggi. Un monte ingaggi come quello che ha la Juventus, per il Torino è praticamente impossibile sostenerlo e anche soltanto immaginarlo. Una volta si cercava di coprire queste differenze lavorando sui giovani. Adesso i giovani di valore ambiscono ad alti livelli con grandi palcoscenici e vengono subito acquistati da altre società. Quindi è praticamente impossibile trattenerli, a causa di una alta richiesta economica che il Torino non può sostenere”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco Paolo, tu hai toccato un tema di grande attualità: i settori giovanili. Quanto è responsabile la FIGC di avere ormai da troppi anni non supportato le società di calcio a incrementare la valorizzazione dei giovani calciatori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la Federazione interverrà presto, perché c’è stato questo cambio di rotta oltreché di uomini, per un intervento con i centri federali piuttosto che con altri sistemi e metodologie atte ad aiutare i giovani e le società. Quindi, si auspicano maggiori incentivi affinché i club siano portati ad investire ancor più di quanto non facciano adesso, cambiando un certo tipo di cultura nella reale valorizzazione dei giovani calciatori”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero sul campionato attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il Napoli gioca benissimo, è una squadra spettacolare, ma la Juventus è la grande squadra che vince anche quando non gioca bene e quindi è più forte. All’estetica del Napoli si oppone la mentalità vincente dei bianconeri, che per me sono i favoriti a vincere lo scudetto. La rosa della Juventus a livello di qualità e alternativa, è sicuramente superiore a quella della squadra di Sarri. Io credo che il Napoli farà molta fatica a mantenere il livello attuale, perché giocare su due fronti significa avere una rosa ampia di giocatori di qualità. La Juventus, invece, andrà fino in fondo in tutte e tre le competizioni, o comunque ci proverà perché ha i mezzi per farcela”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando di Napoli. Pensi che sia soltanto un limite economico quel suo insistere sempre sugli stessi giocatori, oppure è una mentalità apportata da Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A livello economico il Napoli non ha le stesse possibilità della Juve che ha un fatturato superiore. Però la Juve insegna che certi affari economici si possono fare spendendo poco e a parametro zero. Questa società è brava ad andare a prendere giocatori, prima ancora che esplodano e che diventino calciatori a livello internazionale. Aveva preso Vidal che era un buon giocatore ma non grandissimo come poi è diventato, aveva preso Pogba a parametro zero, Coman che poi era andato al Bayern a parametro zero. E quindi bisogna avere anche la capacità di fare certi colpi, anche senza grandi potenzialità economiche. Il Napoli ha fatto sicuramente grandissime operazioni, ma probabilmente in questo momento la Juve è più brava, grazie anche alle idee e alla vasta rete di osservatori capaci di scoprire quei giocatori che servono a quel tipo di squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che idea ti sei fatto del mezzo passo falso della Juve di Champions contro il Tottenham?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un blackout inaspettato. La Juventus ha iniziato la gara nel migliore dei modi, ha segnato due reti con Higuain e giocato un ottimo calcio, ma poi ha dato troppo campo agli avversari che hanno approfittato della situazione e hanno terminato la gara in parità. Ma ha ragione Allegri quando sostiene che non è il caso di drammatizzare per questo mezzo passo falso della Juve. Il Tottenham è un’ottima squadra dal centrocampo in avanti, ma è apparsa vulnerabile in difesa”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi delle critiche che sono state fatte in questa occasione al pipita Higuain?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Le ritengo esagerate. A mio avviso, pur avendo sbagliato un rigore, l’argentino ha fatto un’ottima partita non solo per aver segnato due gol, ma anche per aver sostenuto il centrocampo in fase di contenimento dell’avversario. Ma attenzione, perché il pipita si esalta sempre quando viene pungolato dalla critica, e poi nella partita successiva in genere sfodera prestazioni ancora più grandi. Per questo motivo penso che sarà il primo giocatore della Juve, che il Toro dovrà temere nel derby”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Già, il derby di domenica prossima. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve è nettamente favorita, però attenzione a Mazzarri e al Toro che soprattutto contro le squadre più forti riescono a leggere gli aspetti che rappresentano i punti deboli dell’avversario. Il Toro ha incartato molto bene la Sampdoria, con l’Udinese ha fatto una partita intelligente, essendo disposta bene in campo e dimostrando la capacità ad adattarsi bene all’avversario. Ed è proprio attraverso la rivoluzione tattica che c’è stata con l’avvento di Mazzarri, che si riescono a trovare i punti deboli dell’avversario per poi colpirlo; a differenza del Toro di Mihajlovic in cui bisognava attaccare e fare la partita con il pericolo di esporsi immancabilmente alle qualità dell’avversario. Quindi, Juve favorita. Ma attenzione a questo Toro che non parte sconfitto e cercherà di aggredirla alta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te i granata riusciranno ad entrare finalmente in Europa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che quest’anno sia difficile, perché c’è la Sampdoria che sta facendo una grande stagione, c’è il Milan che verrà fuori, c’è l’Atalanta che è una squadra che ha uno zoccolo duro e Gasperini la fa giocare benissimo e con meccanismi giusti. Mazzarri è arrivato in corsa, il Torino non è stato costruito da lui e per forza di cose si trova a far rendere al meglio una squadra non sua. Credo che il Torino abbia ancora bisogno di un paio di innesti da inserire su questo telaio. Mi riferisco soprattutto a un centrocampista di qualità superiore da inglobare in un centrocampo già ricco di incontristi. E poi tutto dipenderà dal gallo Belotti, se resterà o meno. Sì, perché se le strade tra il centravanti e il Torino dovessero dividersi, la società dovrà pensare a un sostituto che sia all’altezza della situazione come ad esempio Duvan Zapata, che secondo me è il giocatore perfetto per l’attacco del Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-paolo-aghemo.jpgSiNpaolo-aghemo-tra-ricordi-personali-e-analisi-approfondite-1013375.htmSi100451001,02,03030225
631013369NewsCoppeCoppa Italia, Atalanta – Juventus oltre la nebbia.20180131192046La Juventus batte l`Atalanta in Coppa Italia, in attesa della partita di ritorno.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo criticato la Juve vista contro il Genoa e a Verona contro il Chievo. Ma la Vecchia Signora ci ha prontamente smentito sfoderando una partita maiuscola in Coppa Italia. Di questi tempi giocare contro l’Atalanta non è facile per nessuno, eppure la Juventus supportata dalla suprema prestazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> ha vinto ritrovando il gioco e quel giro palla veloce che è capace di sfiancare l’avversario. E neanche la fitta coltre di nebbia che ha avvolto lo Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo in una serata carica di umidità, è stata in grado di scoraggiare i contendenti in campo che si sono affrontati in una importante partita di semifinale. Higuain è apparso tonico e in salute, con il pregio di un continuo movimento che gli fa segnare il gol della vittoria, ma anche di offrire raffinati suggerimenti in attacco dopo aver conquistato palla a centrocampo. E’ stato sicuramente il miglior Higuain visto in stagione, segno che l’argentino si sta preparando bene per gli impegni della Juventus, ma anche in funzione dei prossimi mondiali di calcio cui tiene particolarmente. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che ha parato un rigore a Papu Gomez e poi sfoderato alcune parate del suo repertorio, che hanno salvato la porta della Juventus da un eventuale pareggio degli orobici. Nel primo tempo si è vista una sola squadra: la Juventus, che ha saputo pressare alto riducendo al minimo la fonte di gioco dei padroni di casa i quali, sorpresi dalla vitalità dei bianconeri che hanno subito fatto gol al 3’ con il pipita, hanno poi sbagliato il rigore battuto da Gomez per merito di un Gigi Buffon in stato di grazia. Nel secondo tempo la squadra di Gasperini si è organizzata meglio e a tratti si è rivista la squadra pimpante e ostica che già conosciamo, anche se soltanto nel finale ha saputo realmente impensierire Buffon che si è superato respingendo un tiro gol in una furibonda mischia in area di rigore. Dunque, la Juventus si è aggiudicata la prima semifinale di Coppa Italia e in attesa della partita di ritorno che si giocherà a Torino il 28 febbraio, può dire di aver ritrovato l’armonia di gioco che si è materializzata nella fluidità di verticalizzazioni e di passaggi precisi che hanno messo in crisi gli avversari. E’ una Juventus che per certi aspetti ci ha meravigliato positivamente, anche per l’attenzione e la qualità nel sapersi disporre bene in fase di non possesso palla. Ottimo Khedira (anche lui ha ritrovato il passo giusto) Pjanic (infaticabile in fase di regia e di interdizione) Matuidi (un furetto che non s’arrende mai, se prima non carpisce la palla all’avversario) e poi il solito Mario Mandzukic un po’ affaticato, poco appariscente, ma sempre pronto a dare una mano in difesa, a centrocampo e in attacco. E’ l’uomo inventato da Max Allegri, al quale dobbiamo dare atto di avere costruito un calciatore polivalente che da ex centravanti puro è diventato centrocampista, difensore e anche attaccante che funge da spartiacque per l’inserimento dei centrocampisti. Insomma, ci sembra di poter dire che la Juve è ritornata ad essere la Vecchia Signora che tutti conosciamo, forse poco bella (se non a tratti) ma sicuramente cinica nella sostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNcoppa-italia-atalanta-juventus-oltre-la-nebbia-1013369.htmSi100451001,02,03030207
641013367NewsCampionatiIl calcio in una domenica di poca luce20180129152949Tra Var e qualità di gioco che non c`è, il campionato di Serie A entra in confusione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 22ma giornata di Serie A ha posto in analisi molti quesiti. Innanzitutto la crisi della Roma e dell’Inter, il lento recupero del Milan, le vittorie di Napoli e Juventus, cui si associano anche quelle dell’Atalanta, della sorprendente Udinese, della Sampdoria, del Torino e del “disperato” Verona che va a vincere a Firenze con un clamoroso 4 a 1. Roba da non credere! Ma ciò che fa ancora discutere è il Var, o meglio la classe arbitrale che ultimamente sembra non imbroccarne più una. Della serie “Chi l’ha visto”, infatti, c’è da mettere in rilievo il gol regolare annullato al Crotone, il mancato annullamento del gol di Cutrone segnato con il braccio alla Lazio, il mani in area di Koulibaly giudicato involontario e il rigore generoso assegnato a Callejon. Detto questo, dobbiamo anche parlare del non gioco espresso dalla partita Chievo – Juventus. E’ vero che si è giocato a una sola porta, ed è pure vero che il Chievo è rimasto in nove uomini per la giusta espulsione dell’ingenuo Bastien e di Cacciatore, ma è anche vero che la Juventus è incappata in una serata riprovevole sotto il profilo della logica del calcio ad alti livelli. Gioco lento, sonnolento, noioso, con molti errori che non giustificano una Juventus che lotta con il Napoli per conquistare lo scudetto. E poi le avete viste le maglie della Vecchia Signora? Un verde marcio che non ricorda nulla della storia bianconera e che per la sua bruttezza è stata perfettamente in linea con la nebbiosa, noiosa e malinconica serata di un “non calcio” espresso nella terra di Giulietta e Romeo. Il campanello d’allarme si è avvertito già contro il Genoa, ma tutti pensavamo che fosse dovuto alla lunga sosta invernale. Invece, sembra proprio che la Juve abbia perso la sua spiccata qualità di gioco, magari non bellissimo ma sicuramente accettabile per la posizione che occupa. Adesso pensiamo che Max Allegri abbia fatto fare ai suoi una preparazione più pesante, proprio alla luce dei prossimi impegni di Champions e anche di Coppa Italia e Campionato. Se così fosse, rimandiamo ancora il nostro giudizio attuale su una Juve che non può certamente essere espresso con note positive. Intanto, il Napoli di Sarri dopo avere incassato il gol del Bologna (a parte le sviste arbitrali a suo favore) agguanta una vittoria che la riporta in testa alla classifica. Il suo gioco divertente e brillante, diventato ormai leggenda metropolitana al cospetto della mediocrità espressa dalle altre squadre, si avvale adesso anche da certe situazioni fortunate che ne agevolano le vittorie. C’è poi da evidenziare la crisi di una Roma, che perdendo in casa contro la Sampdoria mette a nudo un lungo momento di confusione dovuto anche alle sirene di calciomercato. E poi l’Inter di Spalletti che non smette di deludere, soprattutto in virtù del fatto che in base al suo buon inizio di campionato aveva fatto illudere addirittura in un piazzamento finale da podio. Ma, evidentemente, i nerazzurri hanno semplicemente mascherato gli annosi problemi di carattere tecnico, di mentalità e di organizzazione di squadra, che il nuovo tecnico aveva quasi individuato ma non risolto completamente per mancanza di qualità a centrocampo. Adesso, sembra che si stia definendo l’acquisto di Pastore dal PSG, ma basterà per ritornare a vedere un’Inter all’altezza della sua fama? Vedremo! Per il resto dobbiamo mettere in rilievo la rotonda vittoria del Toro contro il Benevento, tuttavia, per quanto riguarda i granata del nuovo corso targato Mazzarri, ci riserviamo prossimamente di dare dei giudizi più concreti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNil-calcio-in-una-domenica-di-poca-luce-1013367.htmSi100451001,02,03030193
651013363NewsCampionatiDopo la sosta si ricomincia con il calcio che conta20180119171624Ecco cosa è successo nei giorni di riposo del calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo due settimane senza calcio di Serie A e B, sabato 20 c.m. si riprende con il campionato cadetto, mentre domenica 21 e lunedì 22 la Serie A riapre il sipario. Nel frattempo è successo poco o niente per quanto riguarda il mercato invernale che si protrarrà fino al prossimo 31 gennaio. Molte voci, tante suggestioni e poca carne al fuoco. D’altra parte, si sa che in questo mese di gennaio le società di calcio meglio organizzate stanno già programmando il mercato estivo, a riprova che in questa finestra di gennaio non c’è molto da considerare dal punto di vista dell’affare squisitamente tecnico. Ma il Napoli sta già cercando di potenziare il suo organico, per meglio sferrare l’attacco alla Juve per la conquista dello scudetto. Ha cercato insistentemente Simone Verdi, ma fino all’ultimo è prevalsa la voglia dell’attaccante di restare a Bologna. E dopo che anche il Sassuolo ha detto no per un eventuale passaggio in azzurro di Politano, adesso si punta su Deulofeu, anche se Sarri non lo ritiene adatto al gioco del Napoli in quanto ha caratteristiche più offensive e poco difensive. In uscita ci sarà Giaccherini che è richiesto dall’Atalanta e dal Chievo Verona. Per il resto si parla molto dell’Inter più sulla reale spinta di Spalletti che è alla ricerca di un centrale di difesa, un centrocampista e due esterni, che su quanto realmente possa fare Suning dal punto di vista della spesa effettiva. Dal Barcellona sembra già quasi concluso il passaggio del brasiliano Rafinha alla società nerazzurra, un centrocampista centrale che ha giocato soltanto uno spezzone di partita in Coppa del Re dopo ben dieci mesi di inattività. Ma è un affare questo? Chissà! Anche la Roma è alle prese con problemi economici e pare che a partire da giugno anche Nainggolan e Dzeko salutino la capitale. Pallotta ha bisogno di incassare denaro, anche in virtù della costruzione del nuovo stadio di proprietà giallorossa. La Juve procede in sordina e non lascia trasparire i suoi obiettivi tecnici che sono già proiettati al prossimo campionato. Ceduto in prestito Pjaca allo Schalke 04, la società bianconera ha già acquistato Caldara dall’Atalanta e adesso sta trattando anche Cristante. Altri obiettivi sono Emre Can centrocampista del Liverpool, Pellegri, attaccante del Genoa, Han attaccante del Perugia. Intanto nell’ambiente dei tifosi bianconeri si fantastica molto su Cavani, proprio per una ventilata voce che lo vorrebbe alla corte della Juventus, approfittando della sua mal convivenza con Neymar al PSG. Sogni? Forse! Ma nel calcio tante volte è successo che certe sirene che sembrano perdersi nel vento, risultano poi realizzabili. Anche in questo caso, soltanto il tempo ci dirà la verità. E intanto in queste due settimane in cui il pallone nazionale è andato a riposo, il buon Cesare Prandelli si ritrova al capolinea per essere stato esonerato dal Al Nasr, squadra degli Emirati Arabi. Prosegue dunque il momento negativo dell’ex C.T. della nazionale azzurra, che sembra essere incappato in una sequela di situazioni sfortunate che lo penalizzano dal punto di vista dell’affidabilità. E mentre Mihajlovic sembra già interessare al Bordeaux, Mazzarri prosegue i suoi allenamenti al Toro, in preparazione all’importante incontro che i granata sosterranno fuori casa contro il Sassuolo. Per il resto anche gli arbitri italiani hanno approfittato della sosta per radunarsi con i suoi vertici e gli allenatori di Serie A, proprio per riflettere su quanto e come migliorare la Var, un mezzo elettronico del quale resta univoco il pensiero di affidamento nel prosieguo del suo utilizzo. E’ il calcio, è il mondo che ci appartiene con le sue polemiche, le curiosità e la passione che sa scatenarsi dopo un gol della squadra del cuore. E quando tutto ciò viene a mancarti ti accorgi che qualcosa non quadra. Ma siamo noi ad avere più bisogno del calcio oppure è il contrario?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone.jpgSiNdopo-la-sosta-si-ricomincia-con-il-calcio-che-conta-1013363.htmSi100451001,02,03030205
661013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030219
671013356NewsCampionatiCairo esonera Mihajlovic, ma la decisione appare tardiva.20180104163656Fuori Mihajlovic dentro Mazzarri. Cairo riuscirà a rimettere in sesto il Toro?<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma quanto tempo c’è voluto prima di maturare una decisione che si doveva prendere subito dopo la deludente partita casalinga contro il Verona. Adesso verrebbe proprio da dire: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Meglio</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">tardi che mai”.</b> Tuttavia, anche se il Toro si trova a soli tre punti sotto la possibilità di rientrare ad acquisire un posto in Europa, ci sembra un po’ difficile che possa raggiungere l’impresa nonostante ci sia ancora da giocare tutto il girone di ritorno. Il nuovo tecnico della squadra granata sarà Mazzarri, ex allenatore di Napoli e Inter che manca dal calcio italiano dal 2014. Per lui è già pronto un contratto da firmare che lo legherebbe al Toro fino al 2020. Dunque, almeno per il momento scadrebbe l’dea di una figura di allenatore traghettatore, ossia il desiderio di poter arrivare&nbsp;a fine campionato per potere ingaggiare Gasperini, il quale è ancora legato contrattualmente all’Atalanta. Il Gasp, si sa, è un pallino di vecchia data di Cairo, tuttavia, in situazioni di così impellente emergenza non era possibile affidare la squadra ad altro allenatore più disponibile di Mazzarri. Adesso si spera che con l’avvento del nuovo tecnico il Torino ritrovi il gioco, ma soprattutto quella tranquillità perduta. Con Mihajlovic si perde un personaggio vulcanico e imprevedibile sotto l’aspetto caratteriale, che in 18 mesi di permanenza in granata non è mai riuscito a dare un gioco di squadra vero e proprio. Un Toro sempre a spizzichi e piccoli bocconi, in cui si è evidenziato il comportamento di una squadra mediocre che fino all’anno scorso veniva camuffato dai gol del gallo Belotti, ma che quest’anno a causa del suo lungo infortunio non è stato più possibile nasconderne l’evidenza. Storie di un Toro in cui si crede ancora nello storico cuore, ma che ormai in un calcio moderno concepito in modo cinico e non più romantico si vorrebbe più attuale nella mentalità e nelle ambizioni sorrette da una giusta programmazione. Adesso si volta pagina e si spera nell’avvento di Mazzarri, il quale, pur non avendo fatto grandi cose nella Premier League inglese, ci si augura possa dare un’impronta tecnica e tattica a un Toro che ancora oggi aspira ad entrare in Europa. La squadra può vantare due ottimi portieri, una difesa accettabile, un centrocampo ancora da registrare ma non meno valido delle squadre di seconda fascia, e un attacco che può contare sulle prestazioni in recupero di Belotti, del giovane Edera e di un Niang che potrebbe essere ceduto per far posto ad un attaccante di maggiore affidamento. Vedremo cosa accadrà in questo mese di gennaio in cui si apre il mercato invernale. Intanto, il primo passo importante è stato fatto! Adesso si proceda con il rinnovamento che deve essere caratterizzato da un ambiente più sereno e dal recupero di un’immagine di società il cui stile è stato spesso messo in discussione a causa dei comportamenti non sempre esemplari del suo ex allenatore.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711mazzarri-inter.jpgSiNcairo-esonera-mihajlovic-ma-la-decisione-appare-tardiva-1013356.htmSi100451001,02,03030224
681013300NewsCampionatiTra storia ed emozioni, il Filadelfia riapre l’ufficialità del gioco20170915185712L`avvio del Campionato Primavera del Toro, in quello che fu il Tempio del football del Grande Torino. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Più che la partita in sé, il match del Torino Primavera contro l’Atalanta rappresenta un momento storico. Infatti, quella di sabato pomeriggio 16 settembre è una data importante, perché sarà la prima partita ufficiale che il Torino Primavera effettuerà allo Stadio Filadelfia. E pensiamo che mister Coppitelli, nell’accomodarsi in quella panchina che non è come le altre, riuscirà a dare una spinta in più ai suoi ragazzi che calpesteranno quell’erba che fu di Valentino Mazzola e dove si sono formati giocatori come Pulici e Ferrini. Emozioni vibranti che sfuggono a qualsiasi analisi tecnica, ma che devono necessariamente esserci per significare la seconda giornata del Campionato Primavera che da quest’anno, in base alla nuova riforma, si preannuncia molto più difficile rispetto al passato per la presenza delle migliori squadre giovanili d’Italia. Una riforma davvero interessante, atta a migliorare la qualità tecnica di un campionato che è già l’anticamera di quello scenario del pallone italiano fatto di campioni. Il campionato Primavera 1 è composto da 16 squadre, tutte di Serie A e tutte impegnate tra di loro in un week end calcistico che attrae, emoziona e fa alzare l’adrenalina dei più esigenti palati fini, che seguono il pallone fatto di tecnica a ottimo livello. Contro l’Atalanta si prevede un Filadelfia esaurito, con i posti di tribuna scoperta riservata agli ospiti e la tribuna coperta che si tingerà di granata, proprio come quella che rappresentò l’incommensurabile storia del Grande Torino. La squadra del tecnico Coppitelli che abbiamo già apprezzato in altre occasioni, affronterà dunque gli orobici di Massimo Brambilla un ex granata che bene sta facendo nell’ambito del settore giovanile bergamasco. Purtroppo, per la sua squadra, la prima partita di campionato che l’Atalanta ha disputato in Campionato contro l’Inter è stata persa con il risultato di 2 a 0. Tuttavia, questa prima sconfitta non sminuisce il valore di una squadra che ben figurerà in questo campionato. Come dicevamo, sul fronte granata diretto da Coppitelli ci sono diverse individualità di valore, ma è proprio la squadra che nel suo complesso fa sperare in un campionato al vertice, nonostante le mille insidie provenienti da compagini che sono davvero ad alto livello. In realtà, per la Primavera del Toro questa è la prima partita di campionato della stagione, in quanto il primo turno, che l’avrebbe vista giocare in casa della Sampdoria, è stato rinviato per l’allerta meteo. I granata di Federico Coppitelli (che in settimana ha iniziato il Master di Coverciano per conseguire l’abilitazione ad allenare in Serie A e B) in queste ore sta pensando alla migliore squadra da mettere in campo. Contro gli orobici ci sono mille motivazioni per ben figurare, e questo tecnico molto preparato e di sicuro affidamento sa bene che ha bisogno di cominciare con il piede giusto. Il difensore Ferigra proveniente dalla Fiorentina, il centrocampista Ruggiero arrivato da Palermo e il trequartista Leveque ex Akragas, si sono da poco inseriti nell’organico già interessante di un Torino Primavera che farà sicuramente parlare di sé per qualità di gioco. Dunque, non ci resta che aspettare per ammirare da vicino una giornata di calcio al Filadelfia, che resterà negli annali della storia. Da queste parti ci sono mille motivi per emozionarsi, non solo di calcio ma anche di indelebili ricordi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNtra-storia-ed-emozioni-il-filadelfia-riapre-l-ufficialita-del-gioco-1013300.htmSi100451001,02,03030241
691013294NewsCampionatiL’Inter di Spalletti farà un ottimo campionato.20170828151220Le indicazioni di questo inizio di campionato, fanno salire l`Inter sul podio finale. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La seconda giornata del Campionato di Serie A ha cominciato a delineare le squadre che si contenderanno la corsa al titolo. Vince la Juventus a Genoa, ma vince anche l’Inter a Roma, il Milan in casa con il Cagliari e il Napoli al San Paolo contro l’Atalanta. Poi, anche Lazio, Sampdoria, Torino, Spal e Bologna raccolgono il massimo dei punti in palio, mentre soltanto Crotone e Verona si sono accontentate di uno scialbo 0 a 0. Da questo quadro di risultati si evince come le squadre da battere di questo campionato siano, Juventus, Napoli, Inter e Milan, con un probabile inserimento della Roma di Eusebio Di Francesco. La Juventus vista a Genova ha mostrato una doppia faccia, tipica di squadra che è ancora in lavorazione; una sorta di cantiere in cui si cerca ancora l’assetto tattico e gli atleti sui quali fare maggior affidamento. Come al solito Allegri ci impiegherà un po’ a capire certe sfumature, visto che per natura non è molto propenso a rischiare alcune novità. A Genova, dopo avere inserito Barzagli e Matuidì, ha provato il giovane Betancur quando ormai la partita aveva già segnato il suo epilogo, lasciando in panchina Douglas Costa e Bernardeschi. Segno evidente che nonostante i sei punti in classifica della Vecchia Signora, ancora c’è molto da fare. Non è così in casa Napoli, dove la squadra di Sarri esprime non solo da oggi il vero calcio spettacolo, anche in virtù del fatto che i partenopei hanno cambiato quasi nulla e quindi sono avvantaggiati ad esprimere trame di gioco che sono ormai consolidate nella mente dei giocatori. Il Milan vince contro il Cagliari ma soffre oltre il dovuto, facendo dedurre che quest’anno la squadra di Montella deve fare i conti con la tenuta fisica e mentale, vista la sua partecipazione all’Europa League che l’ha costretta ai preliminari e ad un inizio anticipato della preparazione. E allora pensiamo a un interrogativo di tenuta soprattutto in primavera, quando i primi caldi potranno essere deleteri per i rossoneri. Certo, questo improvviso exploit di Cutrone, giovane calciatore che segna gol a raffica e ben s’interseca all’indiscutibile valore tecnico di una squadra che è stata regina del calciomercato 2017’18, fa pensare a grandi obiettivi da raggiungere. Ma la squadra che secondo noi sarà quella che salirà sul podio finale, è l’Inter di Spalletti. Non è un caso che i nerazzurri hanno fatto un ottimo precampionato. E non è neppure un caso che questa squadra vinca attraverso il suo essere cinica, anche se ancora non completamente perfetta nei meccanismi di gioco voluti dal suo allenatore. La sensazione è che l’Inter abbia finalmente centrato il suo atavico problema di mancanza di ordine interno e di rispetto dei ruoli non sempre stabiliti a dovere. Con l’avvento di Luciano Spalletti, s’intravvede un barlume di ordine tattico, di unione d’intenti, di spogliatoio pronto a fare fatti e non parole e, soprattutto, si sta delineando sempre più un ambiente in cui si devono rispettare le regole anche a livello gerarchico. E non è per pura fatalità, se Icardi è esploso a suon di gol con la responsabilità di essere capitano di un gruppo che sta cancellando il recente e deludente passato. La squadra è pragmatica, così com’è il suo allenatore che bada sempre al sodo studiando un assetto tattico tale da far emergere le caratteristiche tecniche dei suoi giocatori. Vecino e Borja Valero, hanno dato ordine a un centrocampo che adesso sbaglia molto meno rispetto al passato, proprio perché non si perde in futilità di evanescenti passaggi fini a se stessi. I due ex viola danno garanzia di un calcio semplice ma redditizio, proprio quello che mancava al centrocampo nerazzurro. Ecco, diremmo proprio che l’Inter è la squadra che dà maggiore affidamento di continuità, anche in considerazione di impegni che si limitano soltanto al Campionato e alla Coppa Italia. Tutte queste cose, a nostro parere, s’incastrano perfettamente come tessere nerazzurre capaci di costruire un ottimo puzzle. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNl-inter-di-spalletti-fara-un-ottimo-campionato-1013294.htmSi100451001,02,03030263
701013260NewsCampionatiLa Juventus impatta a Roma. 20170515181227La nostra analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ un campanello d’allarme?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A due giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, a sei giorni dalla penultima partita di campionato contro il Crotone (che potrebbe dare la matematica certezza del sesto scudetto consecutivo) e a tre settimane dalla finale di Champions League contro il Real Madrid, la Juventus impatta malamente all’Olimpico di Roma contro i giallorossi. Dopo 53 partite giocate ad alto livello (tranne le due debacle contro Genoa e Fiorentina), tra Campionato, Coppa Italia e Champions League, la squadra di Max Allegri è apparsa stanca nonostante ci sia stato un naturale avvicendamento, soprattutto in difesa e a centrocampo. In realtà, è da tre partite che vediamo i bianconeri in difficoltà. Prima a Bergamo contro l’Atalanta, poi nel derby e ora contro la Roma, la Juventus sembra quasi trascinarsi in dirittura d’arrivo tra calcoli matematici e programmazioni gestionali, nel far rifiatare i calciatori che sono stati maggiormente impegnati nelle tre competizioni. Certo, a questo punto della stagione ci sembra anche fisiologico centellinare le forze per avere maggiore freschezza fisica e mentale. Ma c’è a parer nostro un campanello d’allarme in tutto questo; ed è l’inspiegabile mancanza di controllo della situazione, che alla Juventus a un certo punto della partita spesso sfugge di mano per dare spazio e motivazioni all’avversario che è lì, e non aspetta altro per aggredirti. E’ successo contro l’Atalanta, è successo per buona parte dell’inizio della gara contro il Monaco, si è ripetuto nel derby contro il Toro, (dove abbiamo visto molti errori in difesa a centrocampo e soprattutto in attacco) e infine anche a Roma, dove nonostante essere passata in vantaggio e fatto un primo tempo apprezzabile, nella ripresa la squadra di Allegri ha perso completamente il bandolo della matassa. Fino ad oggi la Juventus ha abituato i suoi sostenitori a non preoccuparsi, perché dopo le uniche due avvilenti partite di campionato di Genova e Firenze, sono sempre seguite reazioni degne della grande squadra, quale la Juventus è. Ma adesso, a questo punto della stagione, con le forze fisiche e mentali non più completamente lucide come prima, Buffon e compagni riprenderanno ancora una volta quel cammino di calcio propositivo fatto di fame, orgoglio e cattiveria agonistica dimostrata fino ad oggi? La risposta potremo averla già mercoledì sera, dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio di Inzaghi che, nonostante abbia perso in campionato in casa della Fiorentina, dimostra più freschezza fisica. Ecco, diremmo proprio che al di là della delusione generale dell’ambiente bianconero che sperava di conquistare a Roma quel punto che le avrebbe dato la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto, la Juve ha bisogno di guardarsi allo specchio, di compattarsi e di ritrovarsi come gruppo coeso. A questo punto emergerà ancora una volta la professionalità di Allegri e quel suo valore di magnifico gestore del suo gruppo, che è stato già tante volte osannato. Cuadrado è stanco e deve fare posto a Dani Alves nel ruolo di esterno alto. La difesa deve stringere i denti e deve essere targata BBBC, sia in Coppa Italia che in campionato contro il Crotone. Poi, a cose fatte e in attesa della finale di Champions, si pongano pure a riposo per l’ultima partita di campionato. Con questa nostra analisi, non crediamo di scoprire l’acqua calda se scriviamo che a questa Juve che ambisce di conquistare il triplete, si debba chiedere l’ultimo sforzo. Allegri scelga il meglio che ha nella sua rosa fin dalla finale di Coppa Italia, nel convincimento di raggiungere un traguardo alla volta, senza pensare di preservare più nessuno in previsione della finale di Champions League. Tutti sanno che quella finale di Cardiff è il tarlo della società, il chiodo fisso di tutto l’ambiente bianconero. Il pensiero è davvero legittimo, ma cosa sarebbe a questo punto della stagione, se proprio sul traguardo finale si perdesse di vista ciò che a fatica si è seminato con l’ambizione di vincere su tre fronti?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juventus-impatta-a-roma-1013260.htmSi100451001,02,03030295
711013206NewsCoppeCoppa Italia, la Juventus batte l’Atalanta ma non perde quel vizio…..20170112183041Dubbi e perplessità si intrecciano in una Juve a due facce.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Qual è quel vizio? Quello emerso a Doha con la perdita della Supercoppa Italiana: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la distrazione.</b> Sì, una ingiustificata distrazione che mette in guardia difesa e centrocampo a una maggiore attenzione, per non cadere in confusione e soffrire in maniera incomprensibile. La Juve vista in Coppa Italia contro l’Atalanta di Gasperini (bella espressione di gioco del calcio moderno) ha giocato un primo tempo di alta scuola tecnica, con Dybala sugli scudi e ogni reparto pronto a non sbagliare il passaggio e verticalizzare il gioco. Fluidità di manovra e bellezza del gioco del calcio, hanno riscaldato gli animi e non solo, dei tifosi juventini accorsi allo stadium in una serata glaciale. Ottimo Rugani (che ricorda molto Gaetano Scirea nella limpidezza degli interventi), bravi gli esterni, ottimo centrocampo orchestrato da un resuscitato Pjanic e immenso Dybala autore di un bellissimo gol e di un assist a Mario Mandzukic, che ha realizzato la seconda rete per la Juve. Poi, nel secondo tempo,vuoi per le scelte di Allegri di togliere Dybala, Pjanic, Marchisio, e dare loro respiro in vista della prossima partita che la Juve giocherà a Firenze, vuoi per una ormai cattiva abitudine di mollare la concentrazione nel bel mezzo di una partita, fatto è che la Juventus ha sofferto e rischiato di pareggiare e poi giocare i supplementari di una partita che doveva semplicemente gestire meglio. E per gestire meglio il vantaggio, intendiamo il possesso palla nella metà campo avversaria che improvvisamente è sparito. Come sparito (forse per stanchezza) appare spesso Lictsteiner, responsabile del gol ottenuto dall’Atalanta, per non essere riuscito ad anticipare l’avversario. E poi il centrocampo lasciato nelle mani dei soli Hernanes, Sturaro, Rincon, rispettabilissimi giocatori di forza fisica e nulla più, sono subito sembrati in balia di avversari giovani ma che fino all’ultimo hanno creduto nell’impresa di riuscire a pareggiare una partita che le potesse dare la speranza dei tempi supplementari. Ma non è certamente la bella Atalanta di Gasperini, il problema di una Juve che perde in concentrazione e rischia grosso ogni qualvolta viene aggredita dall’avversario. Allegri non sa spiegare i motivi, pur evidenziando un’anomalia che ormai è sotto gli occhi di tutti. Noi non crediamo si tratti di stanchezza, perché la Juventus vista nel primo tempo contro l’Atalanta è apparsa in salute nelle idee e nella sostanza. Si è divertita e ha fatto divertire. Poi, il buio più completo. E, se non fosse stato per quel rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Lictsteiner in area trasformato da Pjanic, la Juve avrebbe sicuramente compromesso una partita che avrebbe potuto e forse dovuto vincere sul velluto. Intanto, in campionato domenica prossima si giocherà la prima partita del girone di ritorno. La strada è ancora lunga e bisogna trovare in fretta i motivi di certi atteggiamenti errati e risolverli. Certo,non sarà facile. Ma la Juve ci ha abituato da sempre, che quando è ora non delude mai.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-batte-l-atalanta-ma-non-perde-quel-vizio-1013206.htmSi100451001,02,03030251
721013190NewsCampionatiL’Atalanta che non ti aspetti e il Toro che hai sempre sperato20161108171320Atalanta e Torino si affidano ai giovani<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>C’è una strana similitudine che lega l’Atalanta al Torino di oggi. Infatti, entrambe le squadre sognano stando con i piedi ben piantati in terra, ma con l’esempio recente di un Leicester che fa pensare alla favola. E, mentre gli orobici di mister Gasperini stanno costruendo una continuità di gioco e di risultati cui nessuno poteva aspettarsi, il Toro di Mihajlovic ha incarnato lo spirito di chi non s’accontenta mai. A dodici giornate dall’inizio di campionato la favola d’Oltremanica targata Leicester sembra essersi trasferita a Bergamo, se si pensa che l’Atalanta si trova al quarto posto in classifica con 22 punti , 19 gol fatti e 13 subiti. Da una parte Claudio Ranieri, prima accolto tra lo scetticismo dei tifosi del Leicester e poi osannato, e dall’altra <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Gian Piero Gasperini, prima sulla graticola e a un passo dall’esonero, mentre adesso è visto come una sorta di eroe della provincia pallonara. Certo, l’equilibrio è un optional in questo mondo del calcio capace di osannarti e poi buttarti nella cenere. Fatto sta che i risultati sono quelli che parlano chiaro e non hanno bisogno di tante inutili parole. Ma la scelta di Gasperini di affidarsi ai giovani sconosciuti del vivaio bergamasco, ha del coraggioso. Qualcuno, infatti, lo ha definito un pazzo, ma il coraggio premia talvolta anche oltre i teorici rischi. E infatti, adesso l’Atalanta vince, convince, corre e gioca bene al calcio. Un calcio semplice, canonico nel suo esprimersi senza martellamenti tattici da rispettare fino all’ultimo respiro, ma con la sana voglia di divertirsi attraverso la lucida e giovanile freschezza fisica e mentale. Conti, Caldara, Kessiè, Papu Gomez, Petagna, per citarne qualcuno, rappresentano l’ossatura portante di un’Atalanta che oggi si fa rispettare da tutti. Qualcosa di simile riscontriamo nel Toro di Mihajlovic. Una squadra giovane e ben motivata, con i sacri valori della fame sportiva. E’ l’incarnazione dello spirito di chi non s’accontenta mai, neanche dopo avere messo a segno una lunga serie di gol e poi rallenta la morsa della concentrazione. Questo non è ammissibile nella squadra di Sinisa Mihajlovic che sbraita, si dimena, si agita in panchina anche quando la sua squadra vince 5 a 1 come è successo nella partita casalinga contro il Cagliari. E’ l’immagine di un Torino nuovo, pimpante, che già più volte abbiamo posto in analisi come squadra di grande forza d’urto nell’attaccare e attenta alle ripartenze degli avversari. Anche Mihajlovic, come Gasperini, si è affidato ai giovani con un minimo apporto di qualche elemento più esperto. Se dovessimo dire, oltre la continuità di risultati che spesso s’inceppa fuori casa, in questo Toro c’è da coprire il ruolo di difensore centrale che, con la partenza di Glik, sembrerebbe non essere stato rimpiazzato con l’attenzione che merita un ruolo così importante nell’economia del gioco di squadra. Ma su questo punto riteniamo che il presidente Cairo e Petrachi, stiano già lavorando per riparare l’insufficienza fin dal prossimo mercato di gennaio. A parte questo evidente punto debole dei granata, ci piace constatare un formidabile attacco e un centrocampo che finalmente si distingue come ottima miscela di tecnica e potenza a supporto di attacco e difesa. Quell’ago della bilancia che nel calcio resta pur sempre il punto nevralgico del gioco. Una necessità assoluta, quella di un buon centrocampo, senza la quale si rifletterebbe una squadra senz’anima. Ma dopo tanti anni d’attesa, finalmente questo Toro di Sinisa Mihajlovic l’anima ce l’ha: eccome se ce l’ha! E adesso che Belotti, Ljajic, Iago Falque, Zappacosta, Baselli, Benassi, Valdifiori, Barreca, Boyè, fanno la differenza con lo spirito grintoso ma anche intelligente voluto dal suo allenatore, bisogna lavorare ancora senza sedersi sugli allori, con la consapevolezza che c’è ancora molto da ottenere. Su tutti, l’equilibrio e la continuità di gioco e risultati anche fuori casa. E poi i sostenitori granata potranno respirare un’aria nuova che sa di crescita, di autostima, di forza interiore che nasce da una gioventù di calciatori affamati di gloria. La stessa fame che ha la società, la dirigenza e tutto il popolo granata, che da troppi anni ormai ha vissuto la sua grande storia, nell’immeritata opacità di una sostanza apparsa sempre effimera. Sarà l’anno giusto per rientrare in Europa? Noi pensiamo di sì. Ci sono tutti i presupposti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711sinisa-mihajlovic.jpgSiNl-atalanta-che-non-ti-aspetti-e-il-toro-che-hai-sempre-sperato-1013190.htmSi100451001,02,030301530
731013185NewsCampionatiL’analisi della nona giornata di Serie A20161024165917Disamina aggiornata sul campionato di calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo il tonfo di sabato sera della Juventus a Milano contro i rossoneri di Montella e la vittoria della Sampdoria nel derby di Genova, la domenica calcistica ha dato parecchi spunti di riflessione. Una su tutte la conferma della Roma che vincendo 4 a 1 contro un rabberciato Palermo, si propone in maniera convinta ad essere tra le più titolate squadre pretendenti al titolo di campione d’Italia. La squadra di Spalletti si trova assieme al Milan al secondo posto in classifica, con due punti di distacco dalla capolista Juventus. Ma, mentre la giovane compagine di Montella deve ancora crescere sotto il profilo della maturità e quindi della continuità di risultati, i giallorossi di Spalletti garantiscono maggiore esperienza e campioni che stanno lentamente trovando un gioco d’assieme che lascia ben sperare per il futuro. Anche il Napoli, sempre alle prese con il problema Gabbiadini che è stato espulso a Crotone per fallo di reazione, vincendo in Calabria si porta a terzo posto in classifica a 4 punti dalla Juve. Ma ciò che più conta è che la squadra di Maurizio Sarri è decisa ad uscire fuori da un periodo particolare che ha destabilizzato l’armonia e la tranquillità di inizio campionato. Bene per Torino e Lazio che si dividono la posta in palio e mettono in evidenza grandi presupposti per continuare a far bene in un campionato che potrebbe vederle illuminate da mille motivazioni agonistiche. Chievo e Atalanta proseguono la marcia di una raccolta punti da mettere in cascina per il prosieguo del campionato. La prima ha pareggiato 0 a 0 in casa dell’Empoli, mentre i bergamaschi di Gasperini vincendo 2 a 1 contro l’Inter, si confermano squadra ostica e difficile da affrontare per tutti. Già, l’Inter di Frank de Boer e la sua crisi. Un argomento più volte trattato, discusso e affrontato da noi con particolare attenzione. Una società, quella nerazzurra, che sta forse pagando i tanti errori commessi in questi anni dopo il triplete conquistato da Josè Mourinho. Con l’avvento in società da parte del filippino Erik Thohir e poi della società cinese Suning, le cose si sono aggravate in maniera esponenziale. Prima Mancini in veste di allenatore – dirigente con libertà di far comprare costosissimi giocatori che poi si sono rivelati inutili alla causa nerazzurra e adesso De Boer, l’olandese chiamato a sostituire il Mancio in corsa, che sta pagando forse più del dovuto il suo non conoscere il calcio e la lingua italiana. Insomma, fatto è che anche lui è sulla graticola e in procinto di essere sostituito sulla panchina dell’Inter, qualora dovesse perdere ancora nella prossima partita contro il Torino. Ma, proseguendo ancora nella nostra analisi della nona giornata di Serie A, dobbiamo mettere in evidenza il largo punteggio di 5 a 3 che la Fiorentina di Paulo Sousa ha conquistato contro il Cagliari in terra sarda. Una partita strana, in cui si è evidenziata una giornata in cui le rispettive difese sono apparse molto disattente a beneficio degli attaccanti. Ma la giornata davvero positiva degli avanti viola, hanno dato lustro alle giocate di un centrocampo molto propositivo in fase di ripartenza. Il Cagliari, da parte sua, è incappato in una giornata negativa che ha fatto smaltire la sbornia della vittoria conseguita a Milano contro l’Inter. Per il resto, Bologna e Sassuolo si sono divise la posta in palio pareggiando 1 a 1 una partita vivace, che a tratti ha evidenziato piacevoli spunti tecnici e agonistici. Vince l’Udinese in casa contro il Pescara. Un 3 a 1 molto eloquente del nuovo corso targato Del Neri, capace di far ben sperare i friulani verso una risalita in classifica che significherebbe mettere al sicuro un campionato tranquillo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-nona-giornata-di-serie-a-1013185.htmSi100451001,02,03030402
741013155NewsEditorialeE se il Torino fosse da primi posti in classifica?20160814175722Per il Torino si prospetta un ottimo campionato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In questa pazza estate di calciomercato in cui si sono spesi e incassati milioni di euro che sembrano noccioline, ci si chiede chi davvero abbia fatto l’affare che sia inteso come <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>economico e tecnico. Infatti, l’aver ceduto un campione dal nome altisonante, non sempre è indicativo di indebolimento di squadra. E’ inutile dire che quest’anno la Juventus l’’ha fatta da padrona con i suoi numerosi acquisti di qualità e la cessione di un Pogba, che se pur giovane e indiscusso campione, ha garantito una plusvalenza di 119 milioni di euro. Pazzesco sarebbe stato non cederlo. Per il resto, abbiamo assistito a un mercato che ancora si protrarrà fino al 31 Agosto e che ci sembra più ragionato che spericolato. Dopo la cessione di Higuain, il Napoli sta operando in maniera oculata sul mercato e le prime uscite stanno confermando quanto la squadra di Sarri sia convinta a migliorare il già eccellente campionato dell’anno scorso. Per il resto, la Roma di Spalletti ha cominciato anzitempo il suo ritrovo annuale, in virtù di una preparazione che deve far fronte ai preliminari di Champions League, così come il Sassuolo che deve affrontare i preliminari di Europa League. E tenuto conto dei problemi di Milan e Inter e dell’anonimato messo in mostra da Lazio e Fiorentina, ci sembra che il Torino del nuovo corso targato Sinisa Mihajlovic sia il più accreditato a viaggiare tra le sfere alte della classifica. Tutto questo ha un suo perché. Infatti, crediamo che il presidente Cairo e Petrachi stiano per ultimare un mercato che da più parti è considerato come quello più qualitativamente interessante degli ultimi anni. Sempre con l’occhio vigile alla spesa, i due alti rappresentanti di casa granata hanno acquistato Liajic e Iago Falque che si completano nello scacchiere tattico dell’allenatore serbo, che avrà l’opportunità di valorizzare le potenzialità tecniche e tattiche dei giovani Baselli, Belotti, Zappacosta, che avevano bisogno di essere integrati da giocatori dello stesso spessore tecnico ma con maggiore esperienza. Peccato che non sia arrivato Giaccherini che è poi passato al Napoli, perché altrimenti sarebbe stata davvero la ciliegina su una torta davvero succulenta. Con la probabile partenza di Bruno Peres che non da oggi è fortemente voluto dalla Roma, resta la grana Maksimovic. Il giocatore serbo, infatti, sembra orientato a cambiare aria perché vorrebbe andare a Napoli per giocare la Champions League e perché gli sarà assicurato dal presidente De Laurentiis un contratto che difficilmente potrà proporgli Cairo. Così fa le bizze, non presentandosi agli allenamenti e facendo arrabbiare proprio il suo allenatore, che fin dal primo momento in cui si è insediato in casa granata l’ha ritenuto uno dei punti di forza del Toro. Ma si sa che di mezzo ci sono i procuratori che propongono strade diverse e lauti guadagni. Vedremo come si evolverà la situazione. Tenuto conto di quanto detto, c’è ancora da dire che a parer nostro il Torino deve risolvere il problema del portiere. Padelli e Gomis non garantirebbero tra i pali quella tranquillità che una squadra che aspira giustamente a proporre una continuità di risultati, deve dare. Padelli sembra interessare all’Atalanta e, se così fosse, Cairo e Petrachi dovrebbero agevolarne la cessione pensando ad un acquisto importante in un ruolo che deve essere di prima fascia. Tuttavia, analizzati questi aspetti, riteniamo che già così il Torino ci sembra ben attrezzato per proporre un campionato di ottima fattura. C’è un vento nuovo che soffia verso lo Stadio Grande Torino, una nuova aria che spira dallo Stadio Filadelfia di nuova costruzione, che rinnova una passione mai sopita di antica storia granata e che da quest’anno vuole sprigionare tutto l’entusiasmo represso in tanti anni di attesa. Una ricostruzione che sembrava incepparsi nei meandri dell’eterna burocrazia di questo nostro Paese che spesso si perde tra problematiche politiche che nulla hanno a che fare con lo sport. Pensiamo davvero che, se non interverranno cause impreviste, il campionato 2016’17 rappresenterà per il Torino un anno da ricordare anche per la crescita esponenziale di una mentalità vincente che da troppi anni è apparsa opaca in tutti i suoi lati più importanti. Per questo siamo convinti che quest’anno vedremo un Torino che sarà a ridosso delle grandi squadre del campionato italiano, con il cipiglio e la grinta che deriva da una storia mai dimenticata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711mihajlovic.jpgSiNe-se-il-torino-fosse-da-primi-posti-in-classifica-1013155.htmSi100451001,02,03030287
751013126NewsCampionatiRampulla è il nuovo presidente della Cremonese20160603141342Un nuovo e prestigioso incarico per l`ex portiere della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo avere vissuto una bella esperienza cinese come allenatore dei portieri nella squadra del Guangzhou allenata da Marcello Lippi, l’ex portiere della Juventus Michelangelo Rampulla si avventura in una nuova esperienza dirigenziale. Egli,infatti, è il nuovo presidente della Cremonese. Succede a Gigi Simoni nella società che è di proprietà dell’industriale siderurgico Giovanni Arvedi. Rampulla è ricordato per essere stato il primo portiere a realizzare un gol in serie A, proprio con quella Cremonese che nella stagione 1991-’92 affrontò l’Atalanta. Sì,proprio lui, Michelangelo Rampulla da Patti, ridente paese turistico della provincia di Messina che gli ha dato i natali nel 1962. Una vita da juventino, la sua, a custodire quella porta che per lunghi anni ha rappresentato il significato di una carriera fatta con serietà e alto senso della professionalità. 49 sono le sue presenze in maglia bianconera, vincendo quattro scudetti e una Coppa dei Campioni. A fine carriera, fin dall’anno 2002, ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito della società bianconera. Un’opportunità prestigiosa che Rampulla ha accolto con entusiasmo, ma che è stata anche una forma di gratitudine alla sua appartenenza alla Juve. Atleta serio e portiere di grandi qualità, Rampulla è stato faro illuminante di consigli ed esperienze calcistiche,anche quando è stato un prezioso numero 12 da panchina. Mai una polemica, mai i toni alti si sono elevati dalla sua persona per rivendicare un’eventuale insoddisfazione. Sempre lì a remare per il verso giusto con i suoi compagni, con la sua squadra,con chi aveva bisogno di lui anche a bordo campo. Sono gesti che si ricordano e che fanno l’uomo, prima ancora dell’atleta. Adesso si apre un nuovo scenario nella sua lunga carriera di uomo di sport. E’ il ruolo di neo presidente della Cremonese, che Michelangelo Rampulla saprà sicuramente condurre con la serietà di uomo che gli è da sempre connaturata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711michelangelo_rampulla.jpgSiNrampulla-e-il-nuovo-presidente-della-cremonese-1013126.htmSi100451001,02,03030393
761013105NewsEditorialeRoma calcio, società gravemente assente.20160419191922La lite tra Spalletti e Totti mette in evidenza le responsabilità della società giallorossa,che non ha saputo gestire fin dall`inizio un problema di grande delicatezza. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Si può spiegare solo così, l’eterna diatriba tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totti</b> che sta pure diventando pesante. Una storia senza fine che nuoce alla squadra, allo spogliatoio e alla società stessa. Così, nell’ambito della tifoseria romanista c’è stata una sorta di spaccatura. C’è chi si schiera a favore di Spalletti e chi preferisce tutelare il “pupone” Francesco Totti. Una sorta d’ambiente farraginoso in cui la polemica si accende ogni domenica, grazie a una società lontana mille miglia, che più di una volta ha dimostrato di non sapere risolvere di petto la situazione. Dopo il gol di Totti, che tra le mura bergamasche è valso il definitivo pareggio dei giallorossi per 2 a 2 contro l’Atalanta, negli spogliatoi c’è stato un alterco tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totti.</b> Pare che siano volate parole pesanti, mentre i toni decisamente accessi tra i due, hanno confermato la guerra di nervi che è ormai sotto gli occhi di tutti. E, come dicevamo, la società latita senza mai prendere una posizione. Più d’una volta abbiamo scritto il nostro parere su questa squallida storia del pallone nostrano, così ricco di denaro e talora pure inconsapevole di vivere un mondo a parte. Totti non può pensare di essere un eterno calciatore e anche se resta il simbolo più eclatante della tifoseria giallorossa, i suoi 40 anni dovrebbero fargli capire che il tempo è passato. Lui deve capire che nell’assetto tattico voluto da Spalletti, c’è bisogno di costruire il gioco ma anche di difenderlo, trovandosi preparati in fase di interdizione. Per fare questo, devi correre tutta la partita e non puoi più permetterti di pennellare da fermo passaggi di alta scuola, senza avere più la forza di partecipare a quel movimento perpetuo che lega i settori di centrocampo, difesa e attacco. Per questo Spalletti lo sta utilizzando con il contagocce, perché se Totti viene inserito gli ultimi 15 o 20 minuti, è pure possibile che ti risolva la partita facendo la differenza. Tutto ciò, non deve essere inteso come lesa maestà, ma più semplicemente come filosofia di un gioco del calcio interpretato dalla squadra e non dal singolo calciatore. Oggi il calcio è diventato più fisico e meno tecnico, per cui nella logica dell’interscambio dei ruoli c’è bisogno di maggiore preparazione fisica e mentale. Ed è proprio questo che il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pallotta </b>e la società Roma, avrebbero dovuto mettere in chiaro con Totti fin dall’inizio del campionato. Un chiarimento necessario, tale da sgomberare il campo da ogni fraintendimento o retro pensiero di mancanza di rispetto. E invece <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti </b>ha dovuto affrontare praticamente da solo una situazione che si trascinava ormai da troppo tempo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b> è un campione che per la Roma ha significato troppo, forse anche tutto. Ma adesso deve dimostrare onestà intellettuale nel capire e dimostrare che è ora di aiutare la Roma e i suoi compagni. Come? Mettendo al servizio degli altri la sua grande esperienza di campione vero. Non fare polemica, non remare contro, ma essere il fulcro dello spogliatoio di una Roma che gli resterà sempre nel cuore. La società chiarisca una volta per tutte questi aspetti basilari. Con dolcezza si accompagni Totti alla fine del calcio giocato e magari si proponga un ruolo di dirigente nell’ambito di quella Roma che da sempre è stata il senso della sua vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711totti_nuove_010.jpgSiNroma-calcio-societa-gravemente-assente-1013105.htmSi100451001,02,03030338
771013099NewsCampionatiL’analisi della 31/ma giornata di Serie A.20160404192149Il nervosismo di Higuain e compagni, favoriscono la Juve che sente vicino il quinto scudetto consecutivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A sette giornate della fine del Campionato di Calcio di Serie A, sono emersi tanti spunti da analizzare. Diciamo subito che non è stata una giornata felice per gli arbitri, che in quasi tutti i campi hanno lasciato la propria impronta di negatività. Udine e Milano sono stati i terreni in cui i fischietti sono andati maggiormente nel pallone. Rigore sì o rigore no, simulazione o non simulazione, fatto sta che assistenti di linea e addizionali di porta, spesso non sanno dare le giuste indicazioni all’arbitro della gara. Ma a prescindere da queste annose considerazioni che potranno essere almeno attenuate dalla moviola in campo, possiamo affermare che la Juventus si è quasi aggiudicata il suo quinto scudetto consecutivo, vincendo in casa con un Empoli per nulla rinunciatario nel gioco e nell’agonismo. Quella dello Juventus Stadium non è stata una bella partita, tutt’altro, ma era la vittoria che contava più di ogni altra cosa. E la Juve l’ha ottenuta. Bella o brutta che sia, l’ha ottenuta. Il Napoli, dal canto suo, è incappato in un mezzogiorno di fuoco di un’apparente domenica tranquilla, che alla vigilia sembrava di normale amministrazione. Ma, con nostra sorpresa, abbiamo subito notato in Higuain e compagni un nervosismo esagerato, una straripante ansia da risultato che si è manifestata nel desiderio affannoso di voler chiudere subito una partita, che avrebbe dovuto riportare i partenopei a tre i punti di distacco dalla Juve, già vincitrice sabato sera. E’ vero, l’arbitro e i suoi collaboratori hanno sbagliato molto, tuttavia, l’esasperato nervosismo del Napoli ha dimostrato che questa squadra non è abituata ad amministrare certi stress provocati da un lungo ed estenuante campionato che li ha obbligati ad inseguire sempre quella Juve che non molla mai. Sarri e Higuain si sono fatti espellere, creando ancor più un clima di nervosismo e, nel caso dell’argentino, anche uno spettacolo poco edificante per un giocatore che, pur avendo subito un’ingiustizia, appare rissoso e non limita mai il suo carattere focoso da contestatore. Eppure, lui che è l’emblema del Napoli e dei napoletani, dovrebbe in qualche modo calmare certi bollenti spiriti che danneggiano la squadra. Così, l’Udinese, rinfrescata nella mente e nei muscoli da mister De Canio che ha sostituito l’esonerato Colantuono sulla panchina dei friulani, ha sfoderato una prestazione di grande spessore agonistico, vincendo la partita per 3 reti a 1. A Milano, l’Inter di Mancini perde contro un Torino che aveva assoluto bisogno di muovere una classifica che si stava facendo pericolosa. I nerazzurri hanno chiuso la prima parte della gara in vantaggio, per effetto di un rigore ( che non c’era) realizzato da Icardi. Poi, nel secondo tempo, il Toro di Ventura è entrato in campo deciso a rimontare lo svantaggio. Così è andato in gol, prima con Molinaro e poi con Belotti, che trasforma un rigore (che non c’era), assegnato dall’arbitro Guida per atterramento in area di rigore dello stesso Belotti, ad opera dell’incolpevole Nagatomo che è stato pure espulso. Insomma, errori su errori marchiani, madornali. Errori che hanno falsato una partita che avrebbe potuto essere descritta in maniera diversa. Nelle altre gare, si è evidenziato il derby di Roma che non ha detto altro che quello che si prevedeva alla vigilia. Di gran lunga superiori sono stati i giallorossi di Spalletti, che vincono 4 a 1 un derby senza storia. Esonerato Stefano Pioli, adesso la Lazio si affida a Simone Inzaghi in un ritiro punitivo. Stessi problemi per il Milan di Sinisa Mihajlovic, apparso addirittura imbarazzante nel gioco e nelle idee, contro la pimpante Atalanta che, vincendo 2 a 1, raggiunge quota salvezza. Per il resto c’è da annotare il pareggio casalingo di una calante Fiorentina che pareggia 1 a 1 contro la Sampdoria dell’ex Montella. Il Chievo batte 3 a 1 un Palermo che sente già odore di Serie B, mentre il Genoa di Gasperini trafigge 4 a 0 il Frosinone, mettendo sugli scudi un Suso che, con una splendida tripletta, mette in evidenza tutto il suo potenziale tecnico che gli ha dato un meritato 8 in pagella e una ferrea risposta al Milan che non ha creduto in lui. Intanto, anche il Sassuolo di Di Francesco prosegue il suo brillante campionato, andando a vincere 3 a 1 sul campo di un Carpi che crede ancora in un’esigua speranza di salvezza. A chiusura della 31ma giornata di Serie A, resta ancora il posticipo tra Bologna e Verona che, tuttavia, non ha più nulla da dire ai fini del campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-tab-count: 1;">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-31-ma-giornata-di-serie-a-1013099.htmSi100451001,02,03030426
781013095NewsCampionatiGigi Buffon, 974 minuti d’imbattibilità. E’ record!20160321191125Un campione, un uomo, una leggenda. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Udinese, Roma, Chievo, Genoa, Frosinone, Napoli, Bologna, Inter, Atalanta, Sassuolo e poi Torino, senza mai subire reti. Gigi Buffon si ferma a quota 974’, per effetto del gol subito su calcio di rigore tirato da Belotti nel derby di Torino al 48’. L’ultimo gol l’aveva subito sul campo della Sampdoria ad opera di Antonio Cassano al 64’. Da allora è stato custode arcigno della sua porta, fino a superare il record di Sebastiano Rossi ex portiere del Milan, che si era fermato a 929 minuti. Una storia la sua, che non è come le altre. E’ la storia di un campione vero, di un atleta integro che ha connaturato in sé la grande&nbsp;forza morale che si associa al carisma di capitano, cui i compagni fanno sempre affidamento. Un grande appeal che nasce dalla semplicità dei suoi gesti tecnici e agonistici, ma anche da un rapporto corretto che egli ha in campo e nella vita privata con i suoi compagni. Un campione vero.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Eppure sembra ieri che Gigi Buffon ha esordito in Serie A nel Parma, nel 1995 . Aveva 17 anni, essendo nato a Carrara il 28 Gennaio del 1978. Esplosività, grinta, determinazione, bravo tra i pali e fuori. Per lui, abbrancare il pallone equivale a tuffarsi con sicurezza, senza timore o incertezze di sorta. Stessa forza, stesso coraggio, stessa generosità nell’arrivare prima degli altri. Nell’area piccola il pallone è cosa sua. Un concetto da grande portiere che non può essere condiviso con gli avversari, perché carpire il pallone significa inibire.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La sua presenza è una garanzia per ogni difesa di qualità. Eppure Gigi ha l’umiltà di dire che nessun record è figlio di un singolo; e così dice grazie a ognuno dei suoi compagni di squadra. Insomma, una leggenda che è patrimonio del calcio italiano di tutti i tempi. E se l’assegnazione del pallone d’oro non fosse sempre cosa privata per gli attaccanti, Gigi Buffon avrebbe già da molto tempo conquistato un trofeo mondiale che diremmo quasi gli spetti di diritto. Salvare un gol equivale a farlo, e se si potessero calcolare quanti gol Buffon ha sventato nella sua carriera, potremmo dire tranquillamente che è come se ne avesse fatti tantissimi. Un ruolo, il suo, che è determinante per ogni squadra che ha grandi ambizioni. Nella lunga storia del calcio, non ricordiamo squadre vincenti senza un portiere di grande qualità. D’altra parte l’ossatura di una squadra comincia proprio da un bravo portiere e continua con un ottimo centrale di difesa, un grande centrocampista e un attaccante capace di fare tanti gol. E’ la storia del calcio che inizia proprio dai pali, dal guardiano di quella porta che deve dare sicurezza anche nella regia della propria difesa. Gigi Buffon, con questo suo record d’imbattibilità ha scritto la storia dei migliori portieri al mondo di tutti i tempi, ed è stato capace di rivalutare un ruolo spesso non considerato dai giovani calciatori di oggi. Tutti vogliono fare gli attaccanti, tutti vogliono fare gol, ma Gigi,il leggendario recordman di sempre, ci ha insegnato l’importanza e la qualità di un ruolo che nella figura moderna prevede anche grandi capacità balistiche con i piedi. Buffon, portiere di razza e campione da imitare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl07111301338-3523e2cc4a60769771cc583505f2d016.jpgSiNgigi-buffon-974-minuti-d-imbattibilita-e-record-1013095.htmSi100451001,02,03030416
791013075NewsCampionatiUno sguardo al Campionato di calcio di Serie A20160215193553Un turno di calcio che ha proposto tanti temi interessanti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>La 25ma giornata di calcio di Serie A ha sancito il sorpasso in classifica della Juventus sul Napoli e ha offerto tanti altri spunti significativi. Intanto, la Fiorentina è ritornata ad occupare la terza posizione di classifica dopo aver battuto per 2 a 1 l’Inter di Mancini, che resta la delusione più eclatante del campionato. Bella e arrembante la squadra viola, che ha assorbito il credo calcistico del suo coach Paulo Sousa. Se questa squadra riuscirà ad acquisire continuità di risultati, nonostante la sua insufficiente panchina, potrà sicuramente dire la sua per un posto in Champions League. Dicevamo dell’Inter, che delusione! La squadra nerazzurra è in piena crisi di gioco e risultati, che lasciano pensare a seri problemi di impostazione da parte di Roberto Mancini. Questa squadra continua a non avere un’anima, ed è triste e quasi timorosa nell’interpretare sul campo ciò che significa la sua gloriosa storia. La situazione è davvero difficile da risolvere a breve. Adesso è la società a dover dimostrare di avere gli attributi; ci riuscirà? Intanto la Roma, che ha vinto 3 a 1 a Carpi, sta assorbendo la cura Spalletti e al contempo ritrova sorrisi e serenità nell’ambiente giallorosso. Adesso, la speranza di un posto in Champions non è più una chimera. Vince 2 a 1 il Milan contro il Genoa e dà significanti segnali di risveglio di gioco e di compattezza di squadra. Ora deve continuare su questa strada. Il Genoa di Gasperini, invece, scivola sempre più nella zona a rischio di retrocessione. D’altra parte, non si può pretendere di più da una squadra cui sono stati tolti i giocatori più importanti. Stesso discorso per la Sampdoria di Montella che non va oltre lo 0 a 0 contro un’Atalanta che mister Reja ha reso sempre più ostica e capace di badare all’essenziale. Perde in casa 3 a 1 il Palermo, contro un Torino apparso vibrante e deciso a uscire fuori da un periodo nero di risultati che hanno fatto pensare alla crisi. La realtà è che la squadra granata ha bisogno di continuità di gioco e di vittorie, per essere definitivamente collocata tra le più importanti squadre del nostro campionato. Il Palermo, invece, ha dimostrato una notevole involuzione di gioco, di autostima e, conseguentemente, di risultati. A questo punto il presidente Zamparini ha mandato in ritiro anticipato la squadra, richiamando Iachini sulla panchina rosanero. Che bel valzer di allenatori ha inscenato Zamparini, che da Zaccheroni a oggi ha preso e ripreso ben 11 allenatori. Il 5 a 2 della Lazio contro un ormai rassegnato Verona, non fa storia, mentre incuriosisce la vittoria per 2 a 1 del Frosinone a Empoli, che mette in evidenza il serio tentativo di salvarsi da parte dei laziali e il momento di stanca di un Empoli che sembra in fase calante. Per il resto, la 25ma giornata di calcio ha segnalato il pareggio di 1 a 1 del Chievo che ha giocato in casa contro il Sassuolo. Poi, la vittoria esterna del Bologna per 1 a 0 in casa dell’Udinese, ha riproposto l’ottimo stato di salute della squadra felsinea, che adesso aspetta la Juventus in casa propria.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNuno-sguardo-al-campionato-di-calcio-di-serie-a-1013075.htmSi100451001,02,03030433
801013033NewsEditorialeSerie A, il Campionato Italiano al giro di boa. Il punto di Salvino Cavallaro20150119185014La Juventus si laurea campione d`inverno e chiude il girone d`andata con cinque punti di vantaggio sulla Roma. La finestra su tutte le altre squadre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino - Meritatamente in testa con ben cinque punti di vantaggio sulla Roma, la Juventus si laurea ancora una volta campione d’inverno. Uno strapotere di gioco, di fraseggi, di tocchi di alta scuola e di gol, hanno fatto la differenza tra la Vecchia Signora e il resto delle squadre. Un ruolino di marcia che non è certamente da record, ma che evidenzia una Juventus più duttile, razionale, sicuramente meno ossessiva e ossessionata di quella vista l’anno scorso. La Roma, pur con tutta la buona volontà di squadra dagli ottimi valori tecnici, mette in evidenza la mancanza di tenuta nel non riuscire a tenere il passo dei bianconeri, dimostrando che senza l’apporto dell’ivoriano Gervinho, impegnato nella Coppa d’Africa, diminuisce di gran lunga la sua potenzialità offensiva. Si potrebbe dire: “Più Pogba e meno Gervinho”, giusto per sintetizzare la situazione delle due squadre in questo momento. Ma, per quanto riguarda la Juve, sarebbe più giusto dare un valore più globale di squadra, piuttosto che soffermarsi sulle singole giocate di classe di Polpo Pogba, il calciatore dal valore di 100 milioni di euro. Nel corso di buona parte delle partite d’andata, la Juve ha accusato alcune difficoltà di tenuta fisica e anche non trascurabili problemi nell’essere cinica nel momento di chiudere le partite. Tuttavia, dopo la partita giocata a Napoli, la squadra di Max Allegri ha ingranato la marcia del bel gioco e delle vittorie che l’hanno portata a una mini fuga di più 5 punti in classifica sulla Roma. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma la vera sorpresa di questo primo round del campionato italiano è la Sampdoria. La squadra di Mihajlovic e del presidente Ferrero che condivide il terzo posto in classifica con il Napoli a 33 punti, intende proseguire la traccia di questo percorso anche nel girone di ritorno, prova ne è l’acquisto di Eto’o e Muriel, anche se si è praticamente sbarazzata di Okaka per incompatibilità di carattere con il coach Sinisa Mihajlovic. Parlando della città ligure, non possiamo non fare riferimento anche ai rossoblu di Gasperini, i quali nonostante alcune flessioni, assieme a Palermo e Sassuolo si sono distinti per gioco di squadra e risultati eccellenti. Per i rosanero c’è la bella novità Dybala, un giocatore che fa gol, gioco, punti in classifica e sta pure facendo le fortune delle casse della società del presidente Zamparini. Anche il Sassuolo produce bel gioco, potendo vantare giocatori di alto rango come Zaza, Berardi, Sansone, Missiroli. Intanto, al momento del giro di boa, dobbiamo elencare tra le peggiori deluse proprio le due milanesi, Inter e Milan. La squadra del presidente Thoir partita male con l’allenatore Mazzarri, sta cercando di recuperare l’immagine attraverso il nuovo corso targato Roberto Mancini. Il Milan di Inzaghi, invece, dopo un avvio a fase alterne è in crisi di gioco e di identità, dimostrando tutta la difficoltà di squadra da ricostruire. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di squadre deluse, Parma e Cesena pensiamo che abbiano già il destino segnato, mentre tra Cagliari e le due squadre di Verona dovrebbe uscire la terza compagine che lascerà la serie A. Una nota a parte per il Torino di Giampiero Ventura che, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, aveva fatto intendere in qualcosa di più di quello che ha fatto quest’anno nel girone d’andata. La squadra granata vincendo a Cesena ha conquistato tre punti pesanti, grazie a un gol del neo acquisto Maxi Lopez che, comunque, resta da valutare. Urgono acquisti per questo Toro dalla rosa numericamente ristretta e qualitativamente insufficiente. Buone note per la Lazio di Pioli che è quinta in classifica con 31 punti, ma che gli si deve imputare una mancanza di continuità di gioco e risultati. La Fiorentina di Montella che è sesta con 30 punti, può recriminare una serie infinita di infortuni proprio nei suoi giocatori più importanti. Per questo rimandiamo ogni giudizio globale sulla squadra a fine campionato. Ottimo l’Empoli di Sarri, una squadra che sul suo campo ha intimidito squadre titolate come la Juventus, l’Inter e altre grandi. Resta l’Atalanta di Colantuono, una realtà di provincia sempre arcigna e agguerrita, che nel corso del girone d’andata è riuscita a mettere in discussione persino il suo allenatore, proprio per gli scarsi risultati raggiunti. Ma la vittoria degli orobici in casa del Milan, ha dato vigore ad una classifica che si stava facendo pericolosa e che, comunque, non sarà facile fino alla fine.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNserie-a-il-campionato-italiano-al-giro-di-boa-il-punto-di-salvino-cavallaro-1013033.htmSi100451001,02,03030604
811013002NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Cosatti - SkySport24: «Io, Agnelli e quella volta con Del Piero in una favelas di Rio»20141010160445Francesco Cosatti, intervista, Sky, JuventusFrancesco Cosatti, giornalista di Sky, ci ha raccontato la sua lunghissima intervista con Andrea Agnelli fino a Tokyo e molto altro ancora.Poter parlare con un giornalista che segue una delle squadre più blasonate d'Italia, peraltro per una delle emittenti satellitari più importanti del mondo, non é cosa da ogni giorno. Accade però un pomeriggio che ti trovi in un bar in centro a Udine e difronte ti trovi Francesco Cosatti, giovane inviato di Sky Sport 24 al seguito della Juventus. Friulano, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo in questa pausa del campionato per la Nazionale per chiacchierare un po' sulle recenti polemiche di Juve-Roma ma non solo. <DIV><BR> <DIV>Iniziamo con l'argomento topico di questa settimana: Juve-Roma. Cosa ne pensi delle recenti polemiche?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Fa parte del gioco. Credo sia nella tradizione italiana, dopo una grande partita, parlare di episodi molto discussi...ognuno vuol dire la sua opinione. Per quanto ci riguarda (Sky, ndr) abbiamo cercato di presentare un ventaglio di quello che é successo, degli episodi, nella maniera più chiara possibile dando spazio a tutte le voci nel post-partita. Ovviamente guardando le immagini, che però riguardandole più volte non hanno lasciato un'idea certa. Ho visto un "box" dove i diversi moviolisti, di tutte le reti, avevano idee diverse. Per dire quanto è stato difficile e quanto, su certi episodi, non ci fosse un unico punto di vista. Ho apprezzato moltissimo la lettera del Presidente della Roma Pallotta, che ha ottenuto una grande visibilità perché la merita: probabilmente il fatto che arrivi da molto lontano lo ha aiutato in tutto questo. Ha rimandato alla gara di ritorno, per la voglia di un confronto e ha fatto capire che la Roma c'è."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Tu segui la Juventus, appunto: che idea ti sei fatto di lei dopo gli scandali di questi ultimi anni che l'hanno coinvolta?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sicuramente é una cosa che ha segnato la storia recente della Juventus e ce se ne accorge quotidianamente, quando di questi scandali se ne continua a leggere sui giornali, social media...É una cosa su cui ancora si discute. La nuova gestione di Andrea Agnelli, da quando è arrivato nel 2010, ha voluto andare oltre questi aspetti. Ovvio, ci sono cose che rendono chiaro che la Juve conosce il suo successo, come il diverso conteggio degli scudetti rispetto alla FIGC, e quelle sono scelte della società. Altrettanto vero é che la gestione Andrea Agnelli é mirata ad andare avanti. Anche punto di vista delle decisioni tecniche, dei giocatori, e ciò non ha niente a che fare con le precedenti gestioni. Stiamo andando verso il futuro. Mi piacerebbe che se ne parlasse (degli scandali, ndr) sempre di meno e che nuovi sfottò derivassero per risultati nuovi. Io credo che, con il passare del tempo, queste cose accadranno."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Proprio con Andrea Agnelli hai girato una lunga intervista, fino a Tokyo andata e ritorno. Che impressione hai avuto di lui come uomo, dirigente e soprattutto com'è nata l'idea?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"L'idea é nata attraverso la Juventus e Sky, che insieme hanno pensato di seguire il Presidente Agnelli da Parigi a Tokyo, in questo viaggio dalle finalità ben precise. É andato a Tokyo per inaugurare lo Juventus Lunch, un punto di ristoro che é rimasto aperto per pochi mesi, e quello é un motivo commerciale; poi ha avuto anche altri momenti e incontri formali, di cui abbiamo ripreso il 90%: con giornalisti stranieri; il Tokyo Football Club, con il Presidente vigente non solo per conoscerli ma per instaurare collaborazioni; ha incontrato l'ambasciatore italiano in Giappone e altri manager. É stato un tour de force assurdo, perché siamo partiti giovedì mattina da Linate per Parigi, lì abbiamo seguito la giornata di Andrea Agnelli all'UNESCO dove ha parlato di due grossi progetti legati al calcio e al razzismo che la Juventus sta portando avanti. Il materiale girato a Parigi abbiamo subito inviato a Milano; alle 18.30 abbiamo preso il volo alle 14 di venerdì siamo arrivati a Tokyo. Da lì in hotel, abbiamo lavorato tutto il giorno e quello seguente. Sabato alle 21 siamo ripartiti e siamo tornati, andando indietro nelle ore, alle 15.30 a Parigi e da lì a Torino, alle 9.30 di domenica mattina. Calcola, in quei quattro giorni, noi abbiamo dormito una sola notte, quella del venerdì. Abbiamo viaggiato in quattro, insieme al Presidente: lui, il suo braccio destro e responsabile alla comunicazione Claudio Albanese, io e il mio operatore. Abbiamo vissuto per quei quattro giorni sempre insieme, posso assicurarti che la telecamera é stata per il 90% del tempo accesa. Ci sono stati casi, anche per privacy, che é stata spenta ma abbiamo veramente testimoniato quasi tutto. É una rarità, perché Andrea Agnelli é un Presidente diverso da tutti gli altri: non ama parlare ogni giorno ma lo fa solo in sedi precise. É capitato ad esempio con noi a fine stagione o in Lega quando parla agli altri Presidenti. Proprio un anno fa parlò a Londra, al Leaders In Football, un evento che peraltro penso ci sarà anche quest'anno...É molto attento ai media internazionali, come quando c'è stata la tournée in Asia, rilasciando diverse interviste come a Fox Australiana e a un'altra televisione di Hong Kong, se non sbaglio. É molto attento alla visione internazionale del brand, e in questo c'è strategia della comunicazione. Personalmente, sono stati quattro giorni molto intensi...ovvio che viaggiare con un membro della famiglia Agnelli é diverso per la sicurezza, l'organizzazione perché si é corso tanto e dovevamo sbrigarci. Ho trovato un Presidente, un manager molto attento, che veramente non si è mai fermato un attimo. É stata una bella intervista, abbiamo parlato del suo rapporto con il Giappone, e poi siamo andati su temi d'attualità: mi ricordo che allora mi disse che il rapporto con Antonio Conte sarebbe durato molto, molto a lungo secondo quelle che erano le volontà di entrambi. Così non è stato."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Spesso si parla dei giovani per rilanciare il calcio italiano. Ma, dal dietro le quinte, si punta veramente tanto su di loro o é più uno slogan?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"É una domanda complessa. Io ho uno sguardo molto specifico su quella che è una grossa realtà nazionale e internazionale, com'è la Juventus, e un po' più largo sulla Serie A. Banalmente ti dico che di giovani se ne vedono. Poi, é vero, che lanciare un giovane in una società di medio livello é un conto, farlo in una come la Juventus è un altro. Sono rimasto molto sorpreso quando, alla prima di campionato, ho visto Komand giocare dal primo minuto, causa l'influenza di Llorente. Ecco, quindi, che puntare sui giovani alla Juventus è più difficile che farlo in un'altra società. É altrettanto vero che, se il giovane che arriva alla Juventus è forte, é veramente forte. É facile pensare a Pogba, ha il potenziale per diventare uno dei centrocampisti più forti del calcio moderno. Quindi, per quello che è il mio sguardo, i giovani li vedo. Guardando anche alla Serie A, ci sono: penso al ruolo di Scuffett l'anno scorso all'Udinese, un '96 che si è imposto da titolare. Forse sì, mi piacerebbe vedere qualche giovane italiano di più, e forse straniero in meno, banalmente. Perché credo che, a lungo andare, anche la nostra Nazionale possa essere meno competitiva. Non so e non mi va di entrare nel merito dei sistemi più complessi delle serie minori...ecco lì si potrebbe fare ancora di più. Però è solo una mia personalissima opinione."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Il Presidente della Sampdoria Ferrero ha dichiarato, qualche tempo fa, che l'Udinese é un fuoco di paglia destinato a spegnersi presto. Cosa ne pensi? Con Stramaccioni tornerà ai risultati di Guidolin?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Credo che il lavoro cominciato sia molto positivo. Sicuramente Stramaccioni é stato un netto cambiamento rispetto al passato. É vero che, sostanzialmente, la squadra non è cambiata molto: Basta e Pereyra, due giocatori di grande qualità, sono andati via. Però alla fine la struttura è rimasta quella: Widmer ha preso il posto di Basta, su cui ci sono gli occhi di società importanti tra cui la Juventus stessa, e davanti é arrivato Thereau, si é data fiducia a Muriel...Credo che la qualità all'Udinese ci sia e, forse, con l'arrivo di Stramaccioni sono arrivate quelle cose mancate l'anno scorso. Ossia una continuità di risultati e penso che, dopo la salvezza, sia un Udinese dalla parte sinistra della classifica. Solo una piccola nota: l'importanza di Dejan Stankovic in tutto questo. Perché so che è molto apprezzato dallo spogliatoio, dai "vecchi" perché in una società di provincia lavorare con un giocatore come lui porta a tanto. Poi mi dicono che è molto legato allo spogliatoio, é un uomo di campo, é viceallenatore ma ha anche un ruolo in campo. La piazza di Udine é stata la scelta ideale per Stramaccioni per ripartire, non era facile. So che ha studiato a lungo come lavorano i grandi allenatori in tutta Europa, é stato molto apprezzato con commentatore a Fox Tv, e bisogna fargli i complimenti per la scelta di Stankovic con secondo. Anche perché a Strama manca il "pedigree" internazionale."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Di Natale é spesso stato accostato alla Juventus. Personalmente non ci ho mai creduto, ma é stato veramente vicino a lei?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sì, quattro anni fa si può dire che fu praticamente un giocatore della Juventus. La società e il suo procuratore avevano trovato l'intensa, anche per noi (Sky, ndr) era una cosa praticamente fatta. Poi si dice che Totò parlò con il patron, lui era disponibile a lasciarlo andare e pare che lì Di Natale disse che non voleva andare via. Perché la sua vita a Udine aveva trovato radici profonde, anche se quella privata viene spesso messa in secondo piano e quando non é così é una novità. Le scelte di cuore sono una rarità, in un ambiente dove il denaro fa da padrone, ma ti posso confermare che Di Natale é stato vicinissimo alla Juventus, era praticamente suo ma poi decise il contrario. Vediamo anche il risvolto della medaglia, perché la scelta di legarsi all'Udinese é stata molto apprezzata dai tifosi e lui é il giocatore più forte della storia di questa squadra. Ho avuto tante volte la fortuna di vederlo a bordo campo, i suoi gol pazzeschi, e le qualità che ha, cito Andrea Carnevale, lui le ha viste fare a Maradona. A Torino, invece, é stata una scelta criticata perché in quel caso Di Natale non ebbe il coraggio di andare in una grande società."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Hai parlato di scelte di cuore. Un altro grande giocatore attaccato alla maglia é stato Del Piero. Come hai vissuto il suo addio e il passaggio dall'Australia all'India?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Ero presente quel giorno, Atalanta-Juve ma soprattutto quello é il giorno in cui Del Piero la Juventus. Ti posso assicurare che rimane una delle emozioni professionali più forti che abbia mai provato ma come fortunato spettatore di quel momento storico. Perché quando, in una partita in corso, tutto lo stadio guarda tutt'altro: questo calciatore che fa il giro e saluta, raccoglie sciarpe e ringrazia, é un qualcosa di assolutamente mai visto. Del Piero é veramente la storia della Juventus e per i tifosi é stato uno shock, perché ha rappresentato per la maggior parte di noi un qualcosa di simbolico ed è riuscito ad andare oltre i colori della Juventus. Un giocatore apprezzato anche dai tifosi delle altre squadre, perché ha le caratteristiche del bravo ragazzo e in Serie A spesso vengono celebrati i "bad boy". L'addio arrivò dopo due anni molto complessi, basti pensare al videomessaggio girato da lui in cui diceva "firmo in bianco". La società accettò e il contratto fu firmato nel cantiere dello Juventus Stadium...Ecco, la Juventus è una società che da molta importanza ai simboli e ai luoghi. Luoghi speciali per momenti speciali, lo ritroviamo spesso nella sua storia. Poi, mesi dopo, il Presidente Agnelli all'assemblea dei soci disse "Ringrazio Del Piero - prepensionandolo in pratica - ma questa è l'ultima stagione che fa con noi". Anticipò i tempi ad ottobre, forse per anticipare un altro video, no? Qualcuno ha criticato Alessandro per la scelta fatta, doveva finire la carriera lì, invece io credo che sia una persona molto intelligente. E quindi é andato dall'altra parte del mondo, non solo con stella dei Sidney ma come ambasciatore del calcio australiano. Ho lavorato con lui l'anno scorso a Jesolo, in quello che fu il primo ritiro di una squadra australiana in Italia. A ogni allenamento, pensa, c'erano circa mille tifosi! Ore e ore di autografi e questo fa capire quanto Del Piero, in quell'occasione, sembrò una rock star in tournée. Adesso c'è la scelta dell'India, da curioso del mondo. So che poi l'ultimo suo grande sogno é giocare nella Lega americana, e questa scelta di tre mesi glielo permetterà, perché l'MLS inizia a gennaio. É un giocatore, icona globale che la gente possa riconoscere. Ho avuto di lavorare con lui anche in Brasile, ho trovato tantissima attenzione da parte di tanti media, ed è stato l'unico giocatore italiano ad andare in onda nella trasmissione tv di Diego Armando Maradona. La sera ero con lui, fuori dallo studio poiché potevano entrarci solo Maradona, il conduttore della trasmissione e Del Piero. É particolarissima, un'ora in cui a Maradona si chiede un giudizio praticamente su tutto, senza immagini e fa record di ascolti. Chiudo con un ricordo piacevolissimo: la giornata che abbiamo passato insieme in una favelas a nord di Rio, con una visuale pazzesca. L'abbiamo trascorsa con dei ragazzini, vedere la felicità di loro giocare con lui é un qualcosa che mette ancora i brividi a ricordare adesso, abbiamo fatto una bella intervista e la cosa che fece ridere, soprattutto Alex, é: primo pallone della partita, un ragazzino gli fa un sombrero! Del Piero c'è rimasto malissimo (rude, ndr). Gli ho visto luccicare gli occhi in quell'occasione, parlò per un'ora con questi ragazzi e sono cose che in televisione non riescono neanche a rendere. Fu un bel progetto, legato all'UNICEF."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Un ultima domanda: pensi che questa stagione le squadre italiane riusciranno finalmente a farsi valere? Magari anche in Europa League?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sono tanti anni che l'Italia non riesce ad arrivare fino in fondo, la Juve l'anno scorso arrivò fino alle semifinali, era una finale scritta quella all'Juventus Stadium e fu veramente una doccia per fredda per lei non arrivarci. Avere la possibilità di giocarla in casa non credo capiterà mai più nella sua storia. Quest'anno è molto forte, é stata criticata per la sconfitta a Madrid ma ha fatto un primo tempo in cui a momenti ha dominato sull'Atletico. Non so dirti dove arriverà, perché poi il livello si alza tantissimo. Ma se esce bene dai gironi, io credo che a gennaio potremo assistere a qualcosa di nuovo sul mercato. A Torino valuteranno sicuramente un grande giocatore per andare avanti. Il primo giorno di Allegri si è detto che l'obiettivo é i quarti di finale, é dichiarato. Roma: ci ha fatto grande impressione, ha preso molto il carattere di Garcia ma è in un girone molto, molto complesso...Potrei dire che già il calcio che ha dimostrato in queste prime partite potrebbe essere un passo in avanti. Quanti anni erano che la Roma non era in Champions League? Se la gioca. In Europa League vedo molto positivo, non so dirti quante di queste squadre hanno messo la coppa nel mirino e che valore gli hanno dato. Sicuramente é importante per il Napoli, però è anche vero che in certi momenti l'Europa League viene sfruttata per un grande turn-over dei giocatori. E quindi i grandi risultati fatti domenica non vengono replicati giovedì perché vengono usate seconde linee. Anche l'Inter ha bisogno di una ribalta europea. Sarebbe bello ritrovare una squadra italiana fino alle fasi finali e, con spettatore e amante del calcio, vedere già a febbraio che non c'è nessuna a portare avanti il calcio italiano é un po' deprimente. Perché è vero che siamo appassionati delle grandi sfide, Bayer Monaco, Barcellona, Real Madrid...ma quando c'è un'italiana in campo é diverso. Il mio é un augurio e credo che Roma e Juve possono darci qualche soddisfazione."</DIV></DIV>C1012936Udineuttd01uttd01altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-francesco-cosatti-intervista-juventus1013002.htmSiT1000007101268101,02,03,06,07,080302613S
821012986NewsEditorialeE` sempre più Juventus-Roma20140930125139Roma,Juventus,Marotta,Lotito,Lazio,serie aAlcune riflessioni che nascono su ciò che ci propone il calcio italiano<P align=justify>Le convincenti vittorie della <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Roma</A> sul <A class=link-6 href="/squadre/hellas-verona.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Verona</A> e della <A class=link-6 href="/squadre/juventus.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Juventus</A> a Bergamo contro l’<A class=link-6 href="/squadre/atalanta.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Atalanta</A> di <A class=link-6 href="/personaggi/stefano-colantuono-1000385.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Colantuono</A>, ci lasciano fare alcune considerazioni. In primis, l’indiscussa superiorità tecnica di due squadre che già nello scorso campionato hanno rappresentato l’unica alternativa per la conquista del titolo italiano. Ed è proprio su questo punto che vogliamo riflettere, e cioè su un campionato italiano che appare sempre più limitato nell’interesse. <BR>C’è un notevole livellamento dei valori tecnici verso il basso, che diventa sempre più preoccupante se lo si considera dal punto di vista della mancanza di spunti e argomenti da affrontare, che non siano sempre gli stessi. Noi che scriviamo, rischiamo a volte di risultare monotematici, visto che per ovvie ragioni il nostro focus si rivolge inevitabilmente a chi vince ed è in testa alla classifica. Parliamo continuamente di Juventus e Roma, quasi fossero le uniche squadre iscritte al campionato italiano. <BR>E’ vero che gli unici spunti di interesse calcistico vengono proposti proprio da queste due squadre, tuttavia, è rimarchevole l’appiattimento di un calcio italiano che poi, inevitabilmente, trova difficoltà ad inserirsi in maniera autorevole a livello di club nell’Europa che conta. Le cause? Sono tante, troppe. Il calcio italiano risente delle difficoltà economiche del nostro Paese ma, soprattutto, di una eclatante incapacità da parte dei vertici di Lega che ormai si rivolge al calcio come fatto prettamente politico e mai con reali stimoli a migliorarne la sua organizzazione collettiva. <BR>Dopo la debacle della nostra Nazionale ai recenti campionati mondiali in Brasile, si è scritto di tutto per sollecitare un cambiamento che non solo non c’è stato, ma che non è neanche nell’aria. I continui battibecchi tra <A class=link-6 href="/personaggi/claudio-lotito-1000468.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lotito</A> (paladino del neo presidente della F.I.G.C. Carlo Tavecchio) contro <A class=link-6 href="/personaggi/giuseppe-marotta-1000334.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Marotta</A>, lasciano&nbsp;intravvedere &nbsp;una diatriba dai toni troppo alti e, talora, anche offensivi. Una situazione che non solo non fa bene al calcio italiano, ma che è invece capace di rallentarne quel processo di crescita organizzativa tanto invocata dalla totalità degli addetti ai lavori del pallone nostrano. <BR>Non è certamente solo questo il motivo per cui l’interesse del calcio italiano vada scemando, anche se è sicuramente uno dei tanti problemi che si mescolano in un calderone in cui gli interessi di parte superano di gran lunga il miglioramento della collettività. Le società di calcio sono sempre più in difficoltà economica e di organizzazione interna. <BR>E così si trovano spesso a dovere affrontare una crisi profonda che sfocia sul terreno di gioco in maniera evidente. Come dicevamo pocanzi, reggono alla grande soltanto Juve e Roma, capaci come sono, di avere azzeccato da qualche anno il modus di un calcio non improvvisato, ma costruito in maniera oculata anche dal punto di vista economico. E i risultati si vedono sul campo, almeno in Italia. La crisi del Napoli (parzialmente alleggerita dalla vittoria&nbsp;esterna contro il Sassuolo) e&nbsp;della <A class=link-6 href="/squadre/lazio.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lazio</A> (che giocherà il posticipo di lunedì a Palermo) si intreccia alla mediocrità generale, dove l'Inter&nbsp;(che perde&nbsp; 4 a 1 in casa contro il Cagliari), il Milan (che pareggia a Cesena),&nbsp;la Fiorentina e il Torino, spesso si trovano in difficoltà contro Udinese, Verona , Sassuolo, Sampdoria, Genoa, Palermo, Empoli, Cesena, (per il Cagliari ci sarebbe da fare un discorso a parte) e il Parma che è alle prese con problemi di vertice interno. Insomma, un campionato che è iniziato come era finito. Senza luci e&nbsp;novità di nessun genere. Un po’ come le prime nebbie d’autunno, in cui la trasparenza si può solo immaginare e mai vedere.<BR><BR><B>Salvino Cavallaro </B><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1012936RomaFL0711FL0711pallone8.jpgSiNcalcio-campionato-serie-a-juventus-roma-classifica-1012986.htmSiT1000007,T1000012,T1000018,T1000010,T1000011,T1000016,T1000017,T1000019,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000087,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100451001,02,03,06,07,080301341
831012974NewsCampionatiJuve e Roma su tutte. Le altre, un gradino più in basso20140926142251Juventus,Roma,Milan,Empoli,Inter,UdineseBianconeri e giallorossi si confermano le squadre da battere.<span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">La quarta giornata di serie A si è svolta come turno infrasettimanale tra martedì -mercoledì – giovedì e, anche di notte, ci ha praticamente confermato quanto di giorno è apparso evidente; la superiorità di <a class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Juventus</a> e <a class="link-6" href="/squadre/roma.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Roma</a> rispetto alle altre squadre. Anche per il campionato 2014-15, dunque, si prospetta quel testa a testa tra bianconeri e giallorossi che fu il leitmotiv dello scorso campionato per la conquista del titolo di campione d’Italia. La Juventus si è sbarazzata del Cesena con un secco 3 a 0 casalingo, mentre la Roma ha vinto 2 a 1 a Parma. Due partite dai contenuti diversi che, tuttavia, sono simili nella sostanza di vincere per restare in testa alla classifica. Dopo il rocambolesco 2 a 2 del <a class="link-6" href="/squadre/milan.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Milan</a> a <a class="link-6" href="/squadre/empoli.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Empoli</a>, i cugini dell’<a class="link-6" href="/squadre/inter.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Inter</a> rispondono con la vittoria casalinga sull’Atalanta per 2 a 0. Una vittoria, quella dei nerazzurri interisti che si consolida con un gioco non sempre impeccabile nelle sue trame di centrocampo, ma che in attacco hanno sfoderato vivacità e voglia di vincere. A secco di gol invece la Fiorentina di Montella che pareggiando 0 a 0 contro il <a class="link-6" href="/squadre/sassuolo.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Sassuolo</a>, dimostra di patire oltremodo le assenze di Giuseppe Rossi e di Gomez. Pareggia 2 a 2 il sorprendente Verona contro il Genoa di Gasperini che ritrova Matri in una doppietta d’altri tempi. Vince la Sampdoria contro il Chievo, portandosi così in un’interessante posizione di classifica. Stesso discorso per l’<a class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Udinese</a> di Stramaccioni che espugnando l’Olimpico di casa Lazio, si colloca nella zona alta di classifica. Ritorna alla vittoria il <a class="link-6" href="/squadre/torino.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Torino</a> a <a class="link-6" href="/squadre/cagliari.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Cagliari</a>, dando un attimo di respiro alle furibonde polemiche nate dopo la caduta casalinga avvenuta la domenica precedente contro il Verona. La Squadra di Ventura ha bisogno di ritrovarsi in fretta, mentre il Cagliari di Zeman, diventato fanalino di coda della classifica, deve in qualche modo ridimensionare certe idee di alta classifica che erano state percepite da alcune interviste del tecnico boemo. Pareggia malamente 3 a 3 il Napoli di Benitez contro un Palermo velleitario, presentatosi sul campo dei partenopei con tre punte. Evidentemente i rosanero credevano fin dall’inizio nel colpaccio che, allo stato attuale della crisi del Napoli, non avrebbe sicuramente fatto meraviglia. Si chiude così la quarta giornata del campionato di calcio di serie A che, oltre a confermare la forza delle due squadre in testa, evidenzia la crisi tecnica del Napoli e quella della Lazio di Pioli. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, tuttavia, siamo dell’avviso che sia Juventus che Roma allungheranno il vantaggio sulle dirette concorrenti al titolo, le quali sembrano ancora alla ricerca della continuità di gioco e di risultati. </span><br> <p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br> <br><br><br><br><p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711garcia.jpgSiNcampionato-serie-a-juve-e-roma-gia-in-fuga-1012974.htmSiT1000007,T1000012,T1000087,T1000027,T1000026,T1000011,T1000019,T1000098100451001,02,03,06,07,080301296
841012962NewsEditorialeDa Conte ad Allegri, la Juve è sempre in vetta alla classifica20140915201846Dopo la pausa della Nazionale, riparte il campionato di calcio <span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Sono tanti gli spunti offerti dalla seconda giornata di Serie A del nostro campionato. Innanzitutto la conferma della Juventus che, passata da Antonio Conte a Massimiliano Allegri, si trova ad essere ancora prima assieme a Roma e Milan . Un po’ come dire che cambiando i fattori il risultato non cambia. Stessa la cornice dello Juventus Stadium, stesso l’appeal, stesso l’inno, e perfino uguale l’enfasi di accogliere i calciatori&nbsp;in campo,&nbsp;nella sgambata&nbsp;riscaldatrice dei muscoli,&nbsp;prima dell’inizio della gara. Un iter che si tramanda ormai da tre anni, sempre uguale, sempre apportatore di forte emozione per i tanti tifosi juventini. Qualche volta ci siamo soffermati a curiosare all’esterno dello Juventus Stadium. Ebbene, dai volti scrutati, dall’entusiasmo&nbsp;evidenziato e dalla voglia di entrare allo stadio, sembra sempre che quell’ansia&nbsp;di far festa sia&nbsp;come la prima volta. Stessa l’emozione, stesso il desiderio di cantare un inno coinvolgente, stessa la voglia di andare e tifare per i propri campioni. Conte o Allegri? non importa!&nbsp;è la Juve che interessa ai tifosi della Vecchia Signora. La facilità con la quale la Juventus ha vinto contro l’Udinese e la chiarezza di idee dimostrata nella fluida manovra, lascia presupporre un campionato di prim’ordine. Stenta la Roma a Empoli, ma vince con un gol di Naiggolan che evidenzia in qualche modo il desiderio dei giallorossi di ritornare a rappresentare l’alternativa alla Juve. Seconda vittoria anche per il Milan che esce fuori dal Tardini di Parma, in un festival fatto di gol, emozioni,&nbsp;ma anche di tanti&nbsp;errori ingigantiti da due difese che devono essere ancora registrate nei movimenti e nelle attenzioni. I rossoneri vincono dunque 5 a 4 contro il Parma di Donadoni, contrapponendosi al 7 a 0 che i cugini dell’Inter hanno inflitto in casa al malcapitato Sassuolo. Punteggi e prestazioni che sono l’emblema di un campionato dai mediocri contenuti tecnici, che non&nbsp;è più, chissà per quanti anni ancora, il più bello del mondo. Tre gol fa la Lazio in casa contro il Cesena. Le reti portano la firma Made in Italy di Candreva, Parolo e Mauri, ovvero l’ossatura portante dei biancocelesti, che si mettono in evidenza in un campionato firmato quasi esclusivamente da pedate esterofile. Si smarrisce come un lieve soffio di vento il Torino di Ventura, il quale appare contratto, privo di idee e mal disposto in campo, al cospetto di una Sampdoria sanguigna e volitiva, che ha presentato un Okaka potente fisicamente e un Gabbiadini che ormai non è più soltanto una promessa del panorama calcistico italiano. Domenica nera, anzi nerissima per il Napoli, che viene battuto in casa dal modesto Chievo e da un gol di quel Maxi Lopez che è sembrato risuscitato dalle ceneri. I Partenopei, dopo l’esclusione dai preliminari di Champions League, sembrano essersi smarriti. Duro sarà ancora il lavoro che attende la squadra agli ordini del suo allenatore Rafa Benitez, mentre, a sentire gli umori dei napoletani, “mala tempora currunt”. Tra le proprie mura, pareggia la Fiorentina di Montella contro il Genoa, mentre vince fuori casa l’Atalanta di Colantuono contro il Cagliari di Zeman.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; Il </span>Verona vince 2 a 1 contro il&nbsp;Palermo, chiudendo la seconda giornata di calendario nel posticipo serale di Lunedì 15. Non c’è che dire, dunque, il campionato italiano di calcio di serie A si presenta con due novità: Milan e Inter, che sembrano davvero intenzionate a fare da terzo incomodo tra Juve e Roma. </span><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711allegri400.jpgSiNda-conte-ad-allegri-la-juve-e-sempre-in-vetta-alla-classifica-1012962.htmSi100451001,02,03,06,07030548
851012951NewsCampionatiMemorial Turi Nicolosi, termina in semifinale lo splendido cammino dell`Usa Sport. Trionfa l`Atalanta20140907204631caltagironeTorneo da protagonisti per i giovani calatiniTermina in semifinale l'avventura degli Allievi Regionali dell'Usa Sport Caltagirone nel prestigioso Torneo "Memorial Turi Nicolosi", svoltosi tra i campi di Pedara, Misterbianco e Mascalucia, con protagoniste anche&nbsp;i pari età&nbsp;di Atalanta, Juventus e Catania.<BR><BR>I calatini sorteggiati nel Girone C con Catania e Giovani Leoni, superano il primo turno battendo quest'ultimi ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul punteggio di 3-3, con la squadra di mister Di Benedetto capace di rimontare lo 0-3 della prima frazione, con le reti di Cucchiara, Spitale su rigore e Abdoulie Dampha all'ultimo minuto di gioco. Poi dal dischetto rigore decisivo messo a segno da Giuseppe Conti. La squadra giallonera perde anche la partita successiva contro il Catania, anch'essa conclusasi ai rigori, e l'ultimo match del girone con protagoniste l'Usa Sport e lo stesso Catania termina&nbsp;col punteggio di 3-1 per gli etnei, con tante recriminazioni da parte dei calatini che si vedono negare un netto rigore, sul 2-1, dopo un colpo di testa di Dampha e la successiva stoppata di mano di un difensore catanese. Per la squadra di Caltagirone a segno ancora Cucchiara con uno splendido tiro dalla distanza.<BR><BR>Nel gironcino delle semifinali Usa Sport che affronta prima l'Atalanta e poi il Katanè Soccer. Contro i bergamaschi match duro che si conclude con il punteggio di 4-0 per i nerazzurri, e nella successiva sfida arriva un'altra sconfitta per 3-1 ma partita decisa solamente nei minuti finali quando il punteggio era fermo sull'1-1 con momentaneo pareggio di Spitalieri, a segno con un pallonetto dal limite dell'area.<BR><BR>Torneo che viene vinto dall'Atalanta che in finale batte con un netto 3-0 la Juventus, terzo il Catania.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012936adm001adm00120140906_175331.jpgSiNtermina-in-semifinale-il-torneo-memorial-nicolosi-per-l-usa-sport-trionfa-atalanta-1012951.htmNo100075501,02,03,06,09030806
861012921NewsCampionatiUdine, inizia oggi il ritiro dell`Italia Under1920140809134259Under19, Friuli Venezia Giulia, nazionale, ritiroInizia oggi a Udine il ritiro dell`Under19 azzurra in vista della stagione 2014/15. Tra i convocati anche l`Udinese Scuffett, il 13 l`amichevole contro la Croazia a Manzano (UD).Sarà il Friuli Venezia Giulia il punto di partenza per la stagione 2014/15 della Nazionale italiana di calcio Under19, in arrivo a Udine oggi stesso. A renderlo noto é la stessa <B>FIGC</B> che, tramite il proprio sito ufficiale, ha pubblicato il calendario prestagionale degli azzurrini. <DIV><BR></DIV> <DIV>I ragazzi del ct Alessandro Pane saranno quindi nel capoluogo friulano già da oggi, per prepararsi all'imminente stagione internazionale che li attende. Tra i tanti giovani fa piacere leggere anche il nome del friulano <B>Scuffet</B>, portiere dell'Udinese al centro qualche settimana di trattative con l'Atletico Madrid. Anche lui prenderà parte al ritiro "in casa" e sarà a disposizione del tecnico.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV><B>L'Under19</B> resterà in regione fino al 13 agosto, data dell'amichevole contro la Croazia al campo comunale di Manzano. Primo impegno per la squadra, l'ingresso sarà gratuito alle 18.30. Di seguito l'elenco di tutti i convocati.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV><B>Portieri</B>: Stefano Gori (Milan), Lorenzo Montipo' (Novara), Simone Scuffet (Udinese)&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV><B>Difensori</B>: Armando Anastasio (Napoli), Arturo Calabresi (Roma), Davide Calabria (Milan), Andrea Gemignani (Empoli), Sebastiano Luberto (Napoli), Roberto Pirrello (Palermo), Giacomo Sciacca (Inter), Luca Zanon (Fiorentina).&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV><B>Centrocampisti</B>: Simone Bastoni (Spezia), Alessandro Mastalli (Milan), Alessandro Murgia (Lazio), Andrea Palazzi (Inter), Vittorio Parigini (Perugia), Mario Pugliese (Atalanta), Demetrio Steffè (Inter).&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV><B>Attaccanti</B>: Accursio Bentivegna (Palermo), Federico Bonazzoli (Inter), Alberto Cerri (Parma), Edoardo Oneto (Sampdoria), Alessandro Piu (Empoli).&nbsp;</DIV>Udineuttd01uttd01italia-under-19as2_0761.jpgSiNnazikbale-under19-udine-1012921.htmNo101268101,02,03,07,08030475
871012843NewsCampionatiIl Catania più bello della stagione abbatte la Roma al Massimino, e la Juve si laurea Campione d`Italia senza giocare20140504210000totti, pellegrino, massiminio, cibali, roma, catania, bergessio, de sanctis, izco, leto, barrientos, frison, de rossi, romagnoli, dodo`, rinaudo, lodi, plasil, monzon, salvezza, bologna, sassuolo, livorno, atalanta, fiorentina, scudetto, juve, pianijcGiallorossi rimaneggiati e sotto tono. Rossazzurri in palla e adesso tornano a sperare nella salvezzaDAL NOSTRO INVIATO<br><br>Vittoria meritata e netta del Catania contro la seconda forza del torneo, arrivata scarica al Cibali e con la testa al big-match della stagione di domenica prossima contro la Juve. Etnei straripanti, che segnano ben 4 reti e ne falliscono almeno altre 2, bravo De Sanctis nel finale a negare altre due segnature al "Toro" Bergessio, con i giallorossi privi di motivazioni, ma non per questo giustificati. Dopo l'uno-due fulminante del capitano rossazzurro Izco, la Roma riapre la gara con Totti, che da pochi passi fa secco Frison. Ma neanche l'ingresso in campo di Gervinho rianima la formazione di Garcia, che sfiora il pari con il brasiliano sul finire di tempo (ottima la respinta con il corpo di Frison). Nella ripresa è solo Catania, con Bergessio che firma il 3 a 1 raccogliendo una respinta di De Sanctis su una bordata di Leto, prima della rete del definitivo 4 a 1 firmata da Barrientos a conclusione di una veloce azione catanesi che ha liberato il mancino del fantasista argentino, bravo a piazzare la sfera alla sinistra dell'incolpevole portiere romano. Poi, archiviata la gara, tutti con la testa sugli altri campi, con le buone notizie per il Catania che giungevano da Verona, dove il Torino ha conquistato la vittoria sul Chievo per 1 a 0, da Udine, con il Livorno che usciva sconfitto per 5 a 3, e da Marassi, dove il Bologna non andava oltre il pari (0-0) contro il Genoa. Così, a due giornate dalla fine, qualche speranza di ottenere la salvezza il Catania ancora ce l'ha, visto che la salvezza oggi è distante 3 punti e si chiama Bologna. E proprio domenica prossima i rossazzurri si recheranno allo stadio Dall'Ara per affrontare i felsinei, dove si giocheranno l'ultimo match-ball per sperare ancora di mantenere una categoria che sino a poche ore fa sembrava già persa. Ma quanti rimpianti dopo la gara vista oggi al Massimino. In un campionato così scadente, dove la quota salvezza sarà bassissima (probabilmente 32 punti), viene da mordersi le mani per le tante occasioni sprecate dal Catania, sia nel girone d'andata, ma soprattutto al ritorno. Alla squadra etnea sarebbero bastati solamente 4-5 punti in più per poter oggi dormire sonni tranquilli. Ma adesso bisogna solamente pensare a giocarsi il tutto per tutto a Bologna, dove sarà difficilissimo fare bottino pieno, ma a questo punto gli etnei devono provarci a tutti i costi. E servirà anche l'apporto del pubblico rossazzurro, che sino a oggi ha criticato le scelte societarie e ha contestato prima della gara poi vinta con la Roma, ma al Catania domenica prossima servirà il sostegno dei propri tifosi,&nbsp; che siamo certi staranno vicini alla squadra nella gara più importante della stagione.<br>Catania, Stadio A. Massiminoivomesivomesizco.jpgSiNcatania-batte-roma4-1-scudettojuventus-etneisperano-1012843.htmSi100075401,02,03,06,09,40010867
881012794NewsEditorialeTracce di bellezza calcistica italiana che non c`è più20140324185422Il calcio italiano perde la bellezza e l`armonia del gioco<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Era il campionato più bello del mondo, quello italiano. Tutti ce lo invidiavano e persino i calciatori più importanti al mondo facevano a gara per poter giocare in Italia. E, anche se questo mondo pallonaro ci ha abituato a pensare che i calciatori vanno là, dove la moneta brilla di ricchezza e benessere, c’è stato un periodo in cui dal punto di vista professionale e qualitativo il calcio italiano dava garanzia di grande immagine e crescita di prestigio. Oggi non è più così. Il pallone italiano, infatti, non dà più garanzie di bel gioco. E, se pensiamo che solo la Juventus, la Roma e a tratti anche il Napoli, sono in grado di offrire il calcio spettacolo adatto ai palati fini, il resto è carente di bellezza pura. La 29ma giornata di calcio di Serie A, ha offerto un piatto povero di emozioni calcistiche ed è stato davvero carente di quello che è il vero significato del calcio: il gioco. Napoli – Fiorentina finita con la vittoria dei viola per 1 a 0 non ha entusiasmato particolarmente, come neppure ha sollecitato interesse la partita dell’Olimpico Lazio – Milan finita 1 a 1. Vince la Sampdoria contro il Verona per 5 a 0 e pure il Torino segna un rotondo 3 a 1 contro uno spento Livorno. Perde in casa l’Inter di Mazzarri per 1 a 2 contro l’Atalanta, pareggia il Parma 1 a 1 contro il Genoa e vincono Udinese, Bologna e Roma, rispettivamente contro Sassuolo, Cagliari e Chievo, in incontri in cui il calcio noioso e farraginoso non stuzzica interesse alcuno. Poi, al Massimino di Catania i rosso celesti affrontano la partita della vita contro la prima della classe, Juventus. Abbiamo visto tutti la qualità scadente dell’incontro fatto di ripetuti falli, cattiverie senza fine, scontri che sanno più di rugby che di calcio. Una partita noiosa, dove il gioco del pallone, quello vero, è stato offeso in maniera vergognosa. Non una trama di gioco degna di nota, mai la sensazione di volere giocare una partita di calcio a viso aperto e con logiche tattiche consone al credo calcistico dei rispettivi allenatori. Eppure in campo c’era la prima della classe contro l’ultima. Non vogliamo dire che questa mancanza di calcio e della sua bellezza sia stata imposta solo dal Catania che aveva bisogno di punti, tuttavia, possiamo affermare con tutta franchezza che ai siciliani è imputabile molta responsabilità. Più che un campo di calcio con due squadre contendenti, sembrava un ring in cui i giocatori si preparavano a mettere i guantoni. No, quello visto a Catania non è calcio, non può esserlo, anche se la Juventus certamente superiore dal punto di vista tecnico, in maniera sorniona si è cucita il terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Magra consolazione, diciamo noi, anche perché la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato davvero a ben altro. E’ vero, per giocare a calcio, quello con la C maiuscola, bisogna essere in due a farlo, tuttavia, ci corre l’obbligo di affermare che i bianconeri di Conte, dall’alto della loro superiorità tecnica e tattica, avrebbero potuto e dovuto non cadere nel tranello della provocazione del non gioco, senza rispondere fallo su fallo in maniera del tutto sbagliata. Insomma uno spettacolo calcistico davvero deprimente, che ha evidenziato in contemporanea l’espulsione dei due allenatori, Maran e Conte e, a seguire, anche quella di Berghessio per somma di ammonizioni. E così, annoiati com’eravamo di vedere tale scempio pallonaro, abbiamo pensato di ossigenarci assistendo a spizzichi e a bocconi al “derby” spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. Tutto un altro calcio, anzi, questo è il vero calcio che non è dato dal solo risultato di 3 a 4 in favore del Barcellona, ma da tutta una serie di azioni di gioco che fanno del calcio lo spettacolo vero. Al Bernabeu è stato tutto un godere per gli amanti di calcio puro. Sblocca Iniesta, segue la doppietta di Benzema e poi la tripletta di Messi che rende vano anche il gol di Ronaldo. Certo, qui in questa terra spagnola il calcio è arte anche grazie alla presenza di due tra i più forti giocatori al mondo che tutti gli anni si contendono il pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Tuttavia, pur non volendo paragonare l’incontro tra Catania – Juventus a Real Madrid – Barcellona, è giusto segnalare che al di là dell’evidente divario tecnico, la differenza sta proprio nel concetto di base che sta nell’intendimento di un calcio essenzialmente concepito come spettacolo e divertimento. Certo, ci stanno i falli, gli scontri, la grinta, la determinazione, la cattiveria agonistica, tutte fasi importanti che fanno parte del gioco del calcio. Ma il non calcio fatto di continue ripicche, di gomitate reciproche e continui falli oltre ogni limite, quello no! Non è davvero accettabile! E allora, noi che siamo eterni amanti e&nbsp;gelosi del nostro calcio, non meravigliamoci quando nelle Coppe Europee non vediamo più nostre squadre se non all’inizio delle varie competizioni. Nulla nasce dal nulla, questa è l’espressione del nostro calcio. La Juventus, ci ha abituato a vedere un buon calcio e, a onor del vero, le diamo atto di essere una delle pochissime superstiti del bel gioco, tranne alcune partite come quella disputata appunto a Catania. In fondo, la Vecchia Signora è l’unica squadra italiana rimasta in Europa in questo 2014. Non sarà mica un caso, no? Riprendiamoci dunque la bellezza del gioco più bello del mondo, magari migliorando la cultura della sconfitta. Forse così si potrà superare l’ansia e l’angoscia del perdere, a beneficio dello spettacolo e del senso propositivo del gioco stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cataniafl0711fl0711pallone8.jpgSiNtracce-di-bellezza-calcistica-italiana-che-non-c`e-pio-1012794.htmSi100451001,02,03030342
891012764NewsCampionatiLa ventisettesima giornata consacra la Juventus. Il Napoli si avvicina alla Roma, battuta al San Paolo 20140309235625europa, scudetto, juve, roma. napoli, bologna, catania, sassuolo, cagliari. udinese, sampdoria, salvezza, scudetto<div align="justify">IL PUNTO SULLA 27' GIORNATA - La Juventus, che nel lunch-match supera la Fiorentina con una prodezza di Asamoah, mette in cassaforte il terzo scudetto consecutivo. Bianconeri a + 14 dai giallorossi, che devono recuperare la gara contro il Parma, ma che devono stare attenti al Napoli, distante adesso solo 3 punti. La rete decisiva arriva a 10' dalla fine grazie ad un perfetto stacco aereo di Callejon, anche se la Roma non meritava la sconfitta per quanto dimostrato nell'arco dei novanta minuti. Si rifà sotto l'Inter, che supera di misura il Torino e si porta al 5' posto ad un solo punto dai viola, sempre quarti. Sale anche il sorprendente Parma, che batte il Verona e si porta al 6' posto a soli 2 punti dal 4' posto. Rallentano in chiave Europa-League il Verona, che cade a Parma, la Lazio, sconfitta all'Olimpico ad opera dell'Atalanta e il Torino. Non fanno certamente meglio Milan e Genoa, che perdono rispettivamente a Udine e al Bentegodi contro il Chievo. Salgono verso zone tranquille raggiungendo praticamente la salvezza, la Sampdoria (4 a 2 al Livorno), l'Atalanta (che sbanca Roma e batte per 1 a 0 la Lazio), e l'Udinese (che passa al Friuli contro i rossoneri grazie alla rete del solito Di Natale). In zona calda il Cagliari porta a casa un punto dal Massimino, il Chievo grazie a due tiri dagli undici metri supera il Genoa, il Bologna impatta contro il Sassuolo, che torna a far punti con Di Francesco (nuovamente in&nbsp; panca dopo 6 turni in cui il suo sostituto, Malesani, non aveva raccolto punti per i neroverdi). Pesante la sconfitta del Livorno, avanti al riposo 2 a 0, ma che poi perde clamorosamente 4 a 2 contro la Sampdoria. Inutile anche il pareggio interno del Catania contro il Cagliari, mentre positivo il pari esterno del Sassuolo al Dall'Ara. Saranno quasi certamente Sassuolo, Catania, Livorno, Bologna e Chievo a lottare per mantenere la Serie A. Archiviato il discorso scudetto, sarà lotta sino alla fine tra Roma e Napoli per il secondo posto, mentre per l'Europa lotterano ben 8 squadre, dal Genoa (undicesimo con 35 punti) alla Fiorentina (che è quarta e di punti ne ha 45).<br></div>ivomesivomesc-33509839.jpgSiNasamoah-1012764.htmSi100075401,02,03010571
901012730NewsCampionatiIl pareggio sofferto dell`Udinese dona a Di Natale la top ten dei cannonieri20140224133850Di Natale, Udinese, Atalanta, Batistuta, BrivioUdinese-Atalanta finisce in un scialbo 1-1 che accontenta pochi. Il capitano delle zebre eguaglia Batistuta, ma i tifosi chiedono più grinta Sembrava persa, ma <b>Di Natale</b> risolve tutto, come al solito. <b>Udinese-Atalanta</b> dice poco, una partita che poteva segnare il tracollo delle zebrette, un altro ancora, ma ci pensa il gol numero <b>184</b> del capitano friulano a far tirare un sospiro di sollievo ai tifosi di casa. La "dea" é raggiunta e pure<b> Batistuta</b>, ovviamente nella classifica cannonieri. Per i bergamaschi sfumano i tre punti, dopo un primo tempo chiuso in vantaggio con un gol di Brivio, e brucia l'occasione buttata via per risalire la classifica.&nbsp;<div><br> L'unica nota positiva per l'Udinese, quindi, é proprio l'approdo del proprio capitano nella top ten dei migliori goleador in <b>Serie A </b>di tutti i tempi. Risultato piú che meritato per Di Natale, dopo tante stagioni ai vertici della classifica capocannonieri, vincendola peraltro per due anni consecutivi, e che incorona una carriera ormai ai titoli di coda. Totò, infatti, ha quasi 37 anni e il ritiro lo ha preannunciato anche lui parecchie volte. <b>Guidolin</b> smentisce sempre, ma già in questo campionato non si é visto spesso il giocatore che tutti avevano ammirato nelle stagioni scorse.&nbsp;</div><div>La vetta dei migliori dieci attaccanti é dominata da Piola, con oltre 270 reti, e raggiungerlo pare missione improbabile per tanti. Ma sicuramente il capitano delle zebrette farà il possibile per aumentare il suo "bottino" nella prestigiosa classifica per rimanerci il piú a lungo possibile.&nbsp;</div><div><br> Meno dolci sono le note dei fischi che ieri i tifosi friulani hanno indirizzato verso la propria squadra al termine della partita. Il presidente <b>Pozzo</b> li ha giudicati ingiusti, perché i supporter vorrebbero lo scudetto, mentre Guidolin con la sua fissa espressione da lutto si dice contento per la prestazione dei suoi ragazzi, pensava a un calo di forma. I tifosi bianconeri molto probabilmente non sono cosí pretenziosi da chiedere il titolo, ma certo é che, dopo le ultime stagioni tra<b> Champions</b> ed <b>Europa League</b>, vorrebbero un vero salto di qualità da grandi. No, Guidolin, non piangere....</div>C1012317Udine Stadio Friuliuttd01uttd01genoa_udinese_di_natale_ansa.jpgSiNil-pareggio-sofferto-dell-udinese-dona-a-di-natale-la-top-ten-dei-cannonieri-1012730.htmSiT1000010101268101,02,03030717
911012676NewsCampionatiLa 23a giornata di campionato tra conferme e sorprese20140210175012calcioTroppoTuona Antonio Conte dopo il rocambolesco pareggio di Verona: “Serve un bagno di umiltà”. Come se fosse facile mantenere l’umiltà per una squadra che vince, convince e per forza di cose deve scrollarsi di dosso la tentazione di diventare narcisista. E, come se non bastasse, si accorge pure che tranne la Roma non c’è altra squadra italiana che può infastidirla più di tanto. Certo, i due punti persi contro l’Hellas Verona potrebbero pesare alla Juve, proprio nel computo finale per la conquista di un titolo che, a questo punto della stagione, riteniamo possa perderlo soltanto la Juve stessa, piuttosto che vincerlo un’altra squadra. E’ vero, le partite durano in media 95 minuti, tuttavia certi svarioni difensivi la Juve ci ha abituato a vederli periodicamente, nonostante il notevole strapotere di gioco globale che ha dato i suoi frutti. In un gruppo dal gioco così consolidato, Antonio Conte deve essere più psicologo che tecnico. E’ essenziale mantenere mentalmente sulla corda la sua squadra, visto che dal punto di vista tecnico e tattico la Juve è in grado di organizzarsi a memoria. E’ l’eterno problema del calcio, in cui una squadra che è più forte rispetto alle altre deve mantenere nel tempo un passo fatto soprattutto di equilibrio psicologico e condizione fisica. Non è cosa semplice per nessuno, neanche per la Juve dei grandi campioni. E poi, chi gioca contro i bianconeri fa sempre la partita della vita, fosse anche l’ultima in classifica e, come tale, ogni eventuale sgambetto può nascondersi sempre dietro l’angolo. Ma la squadra di Conte ci ha abituato a vedere la sua reazione contro tutto e tutti, siano esse scoppole (vedi Firenze) o mini momenti di riflessione e mea culpa da analizzare (vedi Verona). Vedremo cosa accadrà nel prosieguo della stagione bianconera. A parte il pareggio della Juve a Verona, la 23a giornata del campionato italiano ha messo in evidenza le vittorie del Napoli contro il Milan, della Fiorentina contro l’Atalanta, dell’Inter contro il Sassuolo, rimarcando uno scialbo zero a zero nel derby di Roma. La squadra di Garcia, pur con la mente rivolta all’importante partita di Coppa Italia di mercoledì prossimo in casa del Napoli, ha macinato grande gioco d’attacco sfiorando la vittoria contro una Lazio che si è solo preoccupata di chiudere ogni varco ai giallorossi. Troppo importante per i biancocelesti di Reja non perdere il derby cittadino e quindi, più che preoccuparsi di attaccare ha capito che era meglio interdire a centrocampo e in difesa. Vince il Genoa a Livorno, la Sampdoria contro il Cagliari e l’Udinese contro il Chievo, mentre il Parma si limita a pareggiare 0 a 0 contro un Catania apparso in ripresa di gioco e caparbio a non ammainare ogni speranza residua di restare in Serie A. Un discorso a parte va fatto per il Torino che perde malamente in casa contro il Bologna privo del suo gioiellino Diamanti, passato alla corte cinese di Lippi. Il match che vedeva il ritorno all’Olimpico di Torino per la prima volta da avversario l’ex Rolando Bianchi, è stato di quelli che a dir poco sbalordiscono per quello che non ti aspetti. Il Toro di Ventura è stato irriconoscibile per tutta la partita, nonostante sia passato subito in vantaggio con Immobile. Poi il buio più assoluto, quasi che il Toro temesse sorprendentemente di trovarsi quinto in classifica, con l’Europa lì, a due passi, a fargli l’occhiolino. E’ il segno evidente di un processo di maturazione che non si è ancora completato del tutto e che ha bisogno di tempo per plasmarsi definitivamente. Più che vincere la partita, il Bologna di mister Ballardini si è trovato il piattino pronto e non se l’è fatto scappare. E’ legittimo nel calcio, che quando l’avversario non è in giornata si debba approfittare dell’occasione, soprattutto nella critica situazione di classifica in cui si trova oggi il Bologna. Tuttavia, riteniamo che per il Toro nulla sia perduto e che se saprà rivedere gli errori commessi in questa infausta domenica di febbraio, potrà sicuramente riprendere quel cammino fatto di bel gioco e risultati positivi apprezzato da tutti. Giampiero Ventura, che abbiamo visto al fischio finale del match contro il Bologna, aveva il viso rivolto verso il basso a guardare quel terreno erboso dell’Olimpico, quasi a cercare una spiegazione a una tale involuzione di gioco che nessuno si aspettava, nessuno poteva prevedere. E’ l’imprevedibilità del calcio che, comunque, riserva sempre un suo “perché” razionale a ogni insuccesso. La difficoltà sta nel trovare in fretta il problema e risolverlo.<br><br><br>C1012317FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNla-ventitreesima-giornata-tra-conferme-e-sorprese-1012676.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030484
921012632NewsEditorialeIl punto sul campionato di Serie A20140108132558calcioVedremo<BR>La diciottesima giornata del campionato di Serie A, ha evidenziato l’ottimo stato di salute della Juventus, la caparbietà nell’inseguire del Napoli, la voglia di ripresa del Milan, la continuità di risultati positivi della Fiorentina che perde però Rossi per tre mesi a causa di un infortunio al ginocchio, e la rinascita della Lazio che, con Eddy Reja, sembra avere ritrovato grinta e determinazione a discapito di una Inter che sembra lontana parente della squadra che è stata in passato. Il Parma ottiene un’ottima vittoria contro il Torino apparso nervoso soprattutto nel suo allenatore Giampiero Ventura che, alla fine del primo tempo, ha lasciato negli spogliatoi Cerci e Immobile per motivi tecnici. Note positive arrivano da Genoa che vince contro un vivace Sassuolo e da Catania che con il rientro di Berghessio, Barrientos, Izco, Spolli e soprattutto con il ritorno all’ovile di Lodi, è sembrata davvero tutta un’altra squadra. Procede la marcia del sempre più sorprendente Verona che con la rinascita di Toni vince al Friuli di Udine una partita che lo colloca in una classifica di pregevole posizione per l’Europa. Chievo e Cagliari, per finire, si rifugiano in uno scialbo zero a zero capace solo di smuovere la classifica delle due contendenti. Questa, tra l’altro, è stata l’ultima partita di Nainggolan tra le fila del Cagliari, perché la Roma si è assicurata fin da subito l’acquisto del giocatore belga, tanto conteso da Milan e Juventus. Questo acquisto, avvenuto sulla linea del traguardo, è sembrata una rivincita da parte della Roma nei confronti della Juventus che, a onor del vero, non ha insistito più di tanto nell’acquisto di Nainggolan semplicemente perché sta per rinnovare il contratto a Paul Pogba. Il Milan è sembrato in palla contro l’Atalanta di Colantuono che non ha potuto far altro che resistere fino al 100° gol di Kakà, il quale ha poi segnato una doppietta toccando quota 101. Evidentemente l’arrivo del giapponese Honda (che però in questa partita ha fatto da spettatore in tribuna accanto a Galliani) ha dato nuova linfa ed entusiasmo in un ambiente che aveva davvero bisogno di una scossa emotiva per riprendere un cammino che da troppo tempo si è fermato per tanti motivi, non ultimo il riordino societario. All’Inter, invece, già si parla di fallimento di una stagione che, sotto l’attenta egida di Mazzarri, non riesce a decollare. Il tecnico di San Vincenzo si porta dietro i dubbi di un gioco difensivistico e le sue famose ripartenze non sembrano animare il gioco nerazzurro, al cospetto della piazza nobile del calcio italiano. Se è vero che l’Inter di oggi non è paragonabile all’Inter di un tempo, è anche vero che giocando in questo modo non ha futuro. Servono acquisti mirati e partenze di giocatori che non servono alla causa nerazzurra. L’Inter sembra davvero alla deriva e non sappiamo se anche il cambio di presidenza da Moratti a Thohir abbia anche influito negativamente. Fatto è che l’Inter attuale sembra davvero né carne né pesce, nonostante alcune sviste arbitrali che ne hanno obiettivamente penalizzato il suo corso. Vedremo cosa accadrà. Il nuovo presidente parla di “Progetto Inter”. Noi valuteremo&nbsp; a cose fatte, quale sarà il risultato. Tanti punti da sciogliere dunque, a una domenica dal giro di boa. Ma, nonostante alcuni pensino già che questo campionato sia da ritenersi chiuso dopo il largo successo della Juventus sulla Roma, noi avvertiamo nell’aria che proprio adesso stia per cominciare il bello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-punto-sul-campionato-di-serie-a-1012632.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030579
931012630NewsCampionatiTorna il faro a centrocampo e il Catania si illumina20140106224658lodi, bergessio, de canio, etnei, catania, bologna, diamanti, barrientos, felsinei, bianchi, moscardelli, massiminoUn gol per tempo e Bologna piegato. A segno Bergessio di testa e Lodi dal dischettoDal nostro inviato – Torna al successo la compagine rossazzurra prima del giro di boa (ultimo impegno del girone d’andata per gli etnei domenica prossima a Bergamo contro l’Atalanta), grazie alle reti di Bergessio e Lodi. L’applauditissimo centrocampista napoletano torna dopo la parentesi al Genoa e accende il faro del centrocampo etneo conducendo i suoi al fondamentale successo sul Bologna. Con il ritorno di Ciccio Lodi si rivedono alcune geometrie e i cambi di gioco che i tifosi catanesi erano abituati ad apprezzare lo scorso anno. Per non parlare dei cross calibrati alla perfezione dal numero 10 rossazzurro, come in occasione del vantaggio firmato dal ritrovato Gonzalo Bergessio, o dei calci piazzati calciati a scavalcare le barriere avversarie (solo il legno ha salvato Curci a inizio ripresa). A coronamento della splendida giornata del Catania arriva anche il gol del 2 a 0 firmato proprio dall’uomo più atteso, quel Lodi che sino a dieci giorni fa i tifosi etnei rimpiangevano e che oggi, per fortuna, è tornato a vestire la casacca rossazzurra. Orsato punisce col penalty un fallo di mano di un difensore felsineo e dagli 11 metri Ciccio-gol firma il punto della sicurezza. Poi, nei 25 minuti finali, gli uomini di De Canio badano solo a controllare sino al 95’ un Bologna che Pioli ridisegna gettando nella mischia anche Bianchi e Acquafresca (che fanno compagnia a Kone e Moscardelli). Ma troppo sterili i tentativi degli emiliani, oggi privi di Diamanti, con le ultime azioni pericolose che capitano sui piedi di Bergessio e Barrientos (che timbra il palo). Adesso, in attesa di altri colpi di mercato, comincia il vero campionato del Catania, che agguanta il Livorno a quota 13 e si avvicina alla zona salvezza, al momento lontana di due sole lunghezze. Il ritorno del numero 10 è coinciso, val la pena ricordarlo, con il recupero di uomini fondamentali come Bergessio, Barrientos, Izco e Spolli. Un plauso al meraviglioso pubblico del Massimino, vicino sempre alla propria squadra dal primo all’ultimo minuto, specie nei momenti cruciali come oggi. E adesso bisogna proseguire su questa strada, iniziando a fare punti anche lontano dal campo amico, a cominciare da domenica prossima, quando i ragazzi di mister De Canio, oggi finalmente raggiante dopo il successo, renderanno visita all’Atalanta dell’ex Colantuono. <P class=MsoNormal>&nbsp;<BR><BR> <OBJECT id=ieooui classid=clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D></OBJECT> <STYLE> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </STYLE> <BR><BR><br><br>Catania, Stadio Massiminoivomesivomeslodi.jpgSiNcatania-bologna-vittoria-lodi-bergessio-1012630.htmSi100075401,02,03,09010476
941012607NewsEditorialeTra bene e male, il calcio è l`eterna metafora della vita20131202142008calcioE’ un alternarsi Tanti anni fa il pallone da football pesava almeno il doppio di quello attuale. Dentro c’era la camera d’aria, né più né meno della tecnica usata per una ruota, adatta alla bicicletta. Oggi non c’è più nulla, sembra vuoto, e la leggerezza è tale da creare serie difficoltà ai portieri. Dentro quell’involucro di cuoio sono rimasti soltanto il bene e il male del calcio. All’interessante esperimento voluto fortemente dalla Juventus, di ospitare circa tremila bambini under 13 nella curva squalificata per i cori razzisti dei tifosi, si è opposta a distanza la guerriglia di tifosi che fuori dello stadio di Bergamo, dopo la partita Atalanta – Roma, hanno inscenato scontri contro la polizia e i tifosi della squadra avversaria. Una contrapposizione d’incredibile e cruda realtà, che è capace di sbigottire e lasciarci tutti senza parole. L’aberrante e assurda violenza degli adulti si antepone al candore dei bambini che è speranza di buona educazione del tifo per il futuro. E’ un alternarsi continuo tra il bene e il male che fa del calcio l’eterna metafora della vita. Allo Juventus Stadium abbiamo assaporato la semplicità dei bambini di Torino nel condividere teneramente il pacchetto di patatine e biscotti con i bambini provenienti da Udine. E’ stato un messaggio di ospitalità e voglia di stare insieme per condividere la festa del tifo e dello sport. Ognuno ha tifato per la propria squadra senza offendere quella del bimbo accanto, nonostante i colori delle bandiere di Juventus e Udinese fossero casualmente bianconere. Una lezione di comportamento, di calcio fatto per le famiglie, per coloro i quali hanno il senso della buona educazione, così come dovrebbe essere. E quando Pirlo si è fatto male ed è uscito dal campo per infortunio, i piccoli tifosi di entrambe le squadre hanno saputo incoraggiarlo al grido di “PIRLO, PIRLO, PIRLO”. Non dobbiamo sottovalutare queste cose, come segno minimalista dell’innocenza che si tramuterà in inevitabile maliziosa bruttura nella fase evolutiva del bambino stesso. E’ importante vedere questa giornata di calcio allo Juventus Stadiium, come esempio di speranza futura per quel tifo calcistico che oggi è davvero diventato ricettacolo di maleducazione sociale e pericolo per tutti. Il calcio è passione, è tifo, è adrenalina, è patos che non deve però prevaricare nella violenza e negli istinti più aberranti dell’uomo. Non c’è buona educazione e non c’è nemmeno la cultura di fare il tifo per la propria squadra senza offendere l’avversario di turno. Lo sfottò è il sale del calcio, sarebbe insipido senza questo gusto. Ma il limite con l’offesa personale è breve e, come tale, si deve in qualche modo avere il senso della misura, nei cori ma anche nell’esibire le scritte negli striscioni. Il calcio deve unire, non disgregare attraverso la violenza. Questo, ci hanno insegnato oggi i bambini. Sapremo dare continuità per un futuro migliore nel calcio e nella vita?<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNtra-bene-e-male-il-calcio-e-l-eterna-metafora-della-vita-1012607.htmSi100451001,02,03,06030339
951012556NewsCampionatiCarrizo «Siamo dispiaciuti, volevamo i tre punti»20131030135859Carrizo "Siamo dispiaciuti, volevamo i tre punti"Carrizo «Siamo dispiaciuti, volevamo i tre punti«"Grande parata su Yepes nel secondo tempo? E' stata una palla che è rimasta lì dopo un rimbalzo e lui se l'è trovata davanti alla porta. Noi portieri a quel punto siamo quasi persi, io ho provato ad andare con il piede ed ho parato. Ma, al di là di quello, sono un po' dispiaciuto perchè il pareggio non è un risultato che ci fa contenti. Volevamo i tre punti e non siamo riusciti a conquistarli, c'è un po' di rammarico. E' vero, è stata una buona prestazione, ma l'obiettivo era vincere e oggi abbiamo fatto un punto solo", queste le prime parole di Juan Pablo Carrizo a Inter Channel dopo il pareggio di questa sera a Bergano contro l'Atalanta. <BR><BR>"Abbiamo provato a vincere la gara sino alla fine - prosegue - e abbiamo anche avuto qualche buona occasione sino all'ultimo secondo. Loro hanno capito che la partita era chiusa e non hanno più giocato. Ora dobbiamo andare a Udine, sarà una trasferta difficile in un campo duro contro una squadra tosta. C'è del rammarico e un po' di rabbia per il pareggio, ce l'abbiamo messa tutta e non abbiamo conquistato la vittoria. Ora dobbiamo lavorare con tranquillità nel preparare la gara contr l'Udinese che sarà molto difficile. Alvarez ha detto che dobbiamo essere più furbi? Sono abbastanza d'accordo. Lui lo dice perchè questi episodi ti fanno pareggiare o perdere una partita, e sei sei una squadra in crescita ti spiace. Man mano che si avanti la squadra capirà certi momenti e gestirà ancora meglio la gara".<BR>gp01ctgp01ctcarrizo.jpgSiNcarrizo "siamo dispiaciuti volevamo i tre punti"-1012556.htmSi-01,02,0301019
961012554NewsCampionatiAtalanta-Inter, ecco le formazioni ufficiali20131029201335Atalanta, Inter, anticipoGli schieramenti del match di apertura della decima giornataNell'anticipo della decima giornata di Serie A l'Inter di Mazzarri va in scena a Bergamo contro l'Atalanta. La Dea è in cerca di riscatto dopo la sconfitta esterna contro la Sampdoria, neroazzurri che proveranno ad aggiudicarsi una vittoria lontano da San Siro che manca da più di un mese. Bergamaschi con la difesa a tre e con Moralez alla trequarti che cercherà di innescare Denis e Livaja. Nel Biscione la novità è Samuel, ancora out Campagnaro. Ecco le formazioni ufficiali:<br><br>ATALANTA (3-4-1-2) Consigli; Stendardo, Yepes, Canini; Raimondi, Carmona, Cigarini, Brivio; Moralez; Denis, Livaja All. Colantuono<br><br>INTER (3-5-1-1) Handanovic; Rolando, Samuel, Juan Jesus; Jonathan, Guarin,&nbsp;Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Kovacic; Palacio; All. Mazzarri<br><br>C1007650FL0657FL0657mazzarri-inter.jpgSiNanticipo-inter-atalanta-serie-a-1012554.htmSiT1000010,T1000026100664701,02,03030691
971012546NewsCampionatiMazzarri «Siamo partiti davvero bene»20131027091923Mazzarri "Siamo partiti davvero bene"Mazzarri «Siamo partiti davvero bene«Al termine dell'anticipo serale della nona giornata, vinto dai nerazzurri per 4-2 contro l'Hellas Verona al "Meazza", Walter <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky:<BR><BR>"Siamo partiti davvero bene, abbiamo iniziato a crescere e si facevano delle giocate anche più per la platea che per concludere a rete, non dobbiamo farlo. Poi abbiamo commesso leggerezze che potevano essere evitate e abbiamo fatto rientrare in partita il Verona. Questa è una squadra giovane, ci sono tanti ragazzi che non hanno quasi mai giocato con la responsabilità del risultato da titolari. Siamo stati bravi e concentrati e abbiamo fatto una grande partita, appena abbiamo allentato questo tipo di atteggiamento il Verona ci ha messi in difficoltà e ha segnato i gol. Se si vuole essere una squadra di vertice che da fastidio a tutti non dobbiamo mai distrarci, nel secondo tempo siamo entrati bene e abbiamo segnato per poi calare nuovamente l'attenzione". "Kovacic ha giocato in una posizione nuova, ha fatto bene, soprattutto quando ripartivamo nel modo giusto. E' giovanissimo, deve stare attento su certi particolari, a volte si specchiava anche lui... A questi livelli non bisogna farlo fino a che la partita non è veramente nel cassetto".<BR><br><br> "Palacio è un campione, gli altri son giovani, Belfodil alterna grandi giocate a leggerezze, ci sono i campioni e i ragazzi da formare... L'anno scorso Rodrigo aveva già fatto benissimo e quest'anno sta facendo ancora meglio, gli altri son ragazzi che è normale debbano maturare.<BR>Sull'espulsione penso che conti la maturità, al di la delle provocazioni che si possono avere, bisogna sapere quando è il momento di farsi rispettare quando provocato e quando invece no. In ogni caso non penso che ci fossero gli estremi per l'espulsione, la partita aveva avuto un epilogo, anche se si fosse lasciato correre sarebbe andato bene".<br><br> "I due esterni mi sono piaciuti molto, hanno fatto tutte e due le fasi molto bene. Sincceramente il Jonathan che avevo visto nel ritiro non pensavo potesse fare così bene, speriamo che continui così!<BR>Quando ho tolto Palacio ho pensato anche al fatto che martedì giochiamo contro l'Atalanta, in più se non faccio certe prove sul 4-1 quando le devo fare... anche Cambiasso l'ho sostituito pensando al giallo e alla partita di martedì". <br><br>gp01ctgp01ctmazzarri-inter.jpgSiNmazzarri "siamo partiti davvero bene"-1012546.htmSi-01,02,0301014
981012545NewsCampionatiIl Colantuono-pensiero dopo la sconfitta subita dai nerazzurri dopo tre vittorie consecutive20131027091453Il Colantuono-pensiero dopo la sconfitta subita dai nerazzurri dopo tre vittorie consecutiveIl Colantuono-pensiero dopo la sconfitta subita dai nerazzurri dopo tre vittorie consecutive"Meglio la Sampdoria nel secondo tempo, ma la prima frazione di gioco è stata chiaramente di marca nerazzurra. Loro hanno fatto gol, noi non siamo stati capaci di sfruttare le azioni costruite soprattutto nella prima parte della partita".<BR><BR>Questo in estrema sintesi è il&nbsp;Colantuono pensiero nel dopo&nbsp;Sampdoria-Atalanta, partita persa di misura dai nerazzurri reduci da tre vittorie consecutive.<BR><BR>Il rammarico di non aver chiuso il primo tempo in vantaggio c'è:&nbsp;"Avremmo dovuto essere più precisi negli ultimi metri".<BR><BR>E i nerazzurri dal 18' della ripresa hanno anche giocato in inferiorità numerica:&nbsp;"L'espulsione di Nica pare davvero eccessiva, il giallo poteva bastare".<br><br>gp01ctgp01ctcolantuono.jpgSiNil colantuono-pensiero dopo la sconfitta subita dai nerazzurri dopo tre vittorie consecutive-1012545.htmSi-01,02,03010130
991012544NewsCampionatiAmarezza in Cristian Raimondi nelle dichiarazioni del dopo Sampdoria-Atalanta20131027091115Amarezza in Cristian Raimondi nelle dichiarazioni del dopo Sampdoria-AtalantaAmarezza in Cristian Raimondi nelle dichiarazioni del dopo Sampdoria-AtalantaC'è amarezza in Cristian Raimondi nelle dichiarazioni dopo Sampdoria-Atalanta:&nbsp;"Amarezza perchè eravamo davvero convinti di poter fare risultato e poi ti ritrovi invece a perdere la partita".<BR><BR>Sull'episodio che ha portato all'espulsione di&nbsp;Nica, costringendo l'Atalanta in 10 uomini dal 18' del secondo tempo, Raimondi la pensa così:&nbsp;"Secondo me il cartellino rosso è stato eccessivo.&nbsp;C'erano stati altri falli in precedenza, ben più duri rispetto a quello di&nbsp;Nica. E' innegabile, siamo stati penalizzati. nche in inferiorità numerica abbiamo tenuto la partita e rischiato anche di pareggiarla. Chissà, magari in 11 contro 11...".<BR><BR>Sulle due azioni gol che l'hanno visto protagonista Cristian racconta: "Nella prima occasione sono arrivato a calciare con il passo lungo, ho colpito la palla di collo esterno, se anche solo avessi centrato lo specchio della porta magari non avrei fatto gol, ma magari una respinta ci sarebbe potuta essere favorevole. Sul colpo di testa e relativa traversa sono stato sfortunato".<br><br>gp01ctgp01ctraimondi.jpgSiNamarezza in cristian raimondi nelle dichiarazioni del dopo sampdoria-atalanta-1012544.htmSi-01,02,03010139
1001012543NewsCampionatiROSSI: «NON CULLIAMOCI SU QUESTI SEI PUNTI, DOBBIAMO MIGLIORARE»20131027090888ROSSI: «NON CULLIAMOCI SU QUESTI SEI PUNTI, DOBBIAMO MIGLIORARE»ROSSI: «NON CULLIAMOCI SU QUESTI SEI PUNTI, DOBBIAMO MIGLIORARE»«La lettura più corretta di questa gara è che tu la prepari sulla falsariga di quanto hai fatto in precedenza, anche perché se cambi troppo sembra che non sei contento. Poi però il campo ti dice che qualcosa non va e allora giochi a quattro dietro. E in questo modo riesci ad accorciare meglio e fai la seconda vittoria di fila e la prima in casa. Questa è la mia lettura della partita. Detto questo, dobbiamo migliorare». Dopo averlo tanto cercato, Delio Rossi ha finalmente trovato il desiderato primo successo interno: «L'Atalanta è una squadra molto forte e in salute, reduce com'era da tre vittorie consecutive. Nel primo tempo loro potevano meritare il vantaggio, e noi siamo stati bravi a non soccombere, poi siamo venuti fuori». <BR><BR><STRONG>Palombo</STRONG>. Dalla sala stampa chiedono al tecnico blucerchiato se il cambio di Palombo possa essere ritenuto la mossa vincente. Il mister spiega: «Sul discorso di Angelo ho dovuto fare una scelta dolorosa. Lui è un valore aggiunto e non voglio far passare il messaggio che, uscito Angelo, abbiamo vinto la partita: avremmo vinto lo stesso anche con lui in campo».<BR><BR><STRONG>Modulo</STRONG>. Negli spogliatoi, oltre al numero 17, è rimasto anche il 3-4-1-2. «Io non vorrei che si pensasse che il sistema di gioco fa vincere le partite - racconta Rossi ai cronisti -. Penso, al contrario, che ti facciano vincere i giocatori e le interpretazioni che questi danno del modulo: non vinci perché hai fatto il 4-4-2 e non il 3-5-1-1. Ora dobbiamo ricavare reazioni positive da quanto abbiamo fatto in questi sei giorni e non cullarci su questi sei punti».<BR><BR><STRONG>Box</STRONG>. «Mustafi? Va fatto giocare - afferma il tecnico elogiando l'Under 21 tedesco -. Sta crescendo e per avere dei giovani esperti li devi far giocare. Mi dispiace per lui che abbiamo pagato tributo alla nazionale, come è successo con Krsticic e Salamon». A proposito di Krsticic e degli altri fermi ai box aggiunge: «Mi auguro che qualcheduno recuperi per mercoledì, ma domani vedremo. Le vittorie aiutano a recuperare più in fretta. Nello specifico Nenad avremmo potuto rischiarlo, ma non abbiamo voluto, visto che già in settimana abbiamo un'altra partita. Riguardo a Gavazzi, invece, non ce l'avrebbe proprio fatta».<BR><BR><STRONG>Trequartista</STRONG>. Capitolo Bjarnason. «Siccome non parla l'italiano - sottolinea Rossi -, Bjarnason mi dice sempre sì qualunque cosa gli chieda. Ha corsa ed entusiasmo, ma sta a me razionalizzarlo. Se può fare il trequartista? Sì, lì ci può stare. Chiaramente è un centrocampista messo dietro alle due punte, non un rifinitore né un Kakà dei bei tempi».<BR><BR><STRONG>Gusto</STRONG>. «Questa come la partita manifesto della nostra stagione? Ci può stare - dice in chiusura di conferenza stampa -. Non siamo in grado di gestire sino alla fine e molte gare saranno così, come ho detto sin dall'inizio non vogliamo illudere nessuno. Sarà un campionato di sofferenza, ma in questo modo, se arriviamo al traguardo che ci siamo prefissi, ci gustiamo ogni cosa. Se uno vive di regali e di cose troppo semplici, non si gusta nulla». <br><br>gp01ctgp01ctrossi-6.jpgSiNrossi: «non culliamoci su questi sei punti dobbiamo migliorare»-1012543.htmSi-01,02,03010155
1011012542NewsCampionatiLA SAMP DAI DUE VOLTI CONCEDE IL BIS: MUSTAFI STENDE L`ATALANTA20131027090336LA SAMP DAI DUE VOLTI CONCEDE IL BIS: MUSTAFI STENDE L`ATALANTALA SAMP DAI DUE VOLTI CONCEDE IL BIS: MUSTAFI STENDE L`ATALANTAUn primo tempo da dimenticare, un secondo da "vi vogliamo così". Sampdoria-Atalanta è la cronaca di una partita dai due volti. Una gara iniziata male, proseguita con qualche fischio di troppo e con i cori d'incitamento della Gradinata; una gara finita alla grande, con le braccia al cielo, grazie a una ripresa propositiva e coraggiosa che ha fruttato il secondo successo consecutivo. Il primo sorriso tra le mura amiche del "Ferraris" - ottenuto contro un avversario di valore, in forma e reduce da tre vittorie consecutive - regala così ai blucerchiati di Delio Rossi altri tre punti fondamentali per la fiducia, il morale e la classifica.<BR><STRONG><BR>Intenzioni</STRONG>. Con Krsticic acciaccato e nemmeno in panchina, il mister riporta Palombo in mediana, sposta Gastaldello al centro della difesa a tre completata da Mustafi e Costa. Sulla corsia mancina Regini vince il ballottaggio con Barillà e il ritrovato Poulsen, convocato per la prima volta in stagione. La prima conclusione della serata arriva al 4' ed è di marca atalantina: Carmona, assistito da Denis, spara alto sopra la porta di Da Costa. Gli ospiti segnalano così le proprie intenzioni bellicose, messe in pratica con un calcio aggressivo e organizzato.<BR><BR><STRONG>Traversa</STRONG>. A metà del tempo Colantuono perde Bellini e lo sostituisce con Nica. Dalla sterile supremazia nerazzurra scaturiscono tre tiri sbilenchi, uno di Gabbiadini, l'altro di Denis e l'ultimo di Raimondi, decisamente il più pericoloso. Tocca a lui, all'ultimo minuto, impensierire Da Costa con un velenoso colpo di testa su assist di Cigarini, che l'estremo brasiliano sventa con il decisivo supporto della traversa.<BR><BR><STRONG>Altra Samp</STRONG>. Il secondo si apre con Gentsoglou al posto di Palombo e con un'occasionissima per Gabbiadini. Eder scappa a Yepes sulla destra, vede il compagno di reparto dalla parte opposta e, sorvolando Stendardo, gliela serve sul mancino. Manolo colpisce al volo ma purtroppo non centra lo specchio. Lo centra Bjarnason al 4', debolmente però, favorendo la parata di Consigli. È un'altra Samp, passata ad un classico 4-4-2 con l'islandese decentrato sulla sinistra. Da lì origina un'altra azione importante: Eder spara dal limite e impegna ancora il portiere orobico sul proprio palo.<BR><BR><STRONG>Gol</STRONG>. Sospinti dalla Sud, i blucerchiati insistono: siamo al 10' quando Obiang, con la tavola imbandita da un sontuoso Eder, si mangia l'impossibile, sparando sciaguratamente sui piedi di Consigli. Dal corner di Bjarnason, il Doria passa. Tra le mille teste spunta quella di Mustafi, Cigarini si sostituisce a Consigli ma il suo colpo di bager finisce la propria corsa in fondo al sacco. Dopo un, un rosso estratto e un dischetto indicato, Irrati si ravvede e concede il gol, ammonendo lo stesso Cigarini per il fallo di mano. Seppur con qualche istante di ritardo e d'interminabile attesa, Marassi può esplodere per il primo centro da professionista del numero 8 tedesco.<BR><BR><STRONG>Vittoria</STRONG>. Sulle ali dell'entusiasmo, Gastaldello e soci pensano subito a chiudere la pratica. Al 18' Eder mette il turbo e s'invola verso la porta, Nica lo stende da dietro e l'arbitro lo espelle, stavolta per davvero. L'Atalanta - che toglie Brienza per inserire Livaja - sembra alle corde ma il colpo del k.o. non arriva per un soffio, al minuto 23: l'incontenibile Eder scarica il destro, Consigli non trattiene senza che nessuno riesca da due passi ad approfittarne. Il resto della contesa regala nuovi cambi (dentro vanno Soriano, Pozzi e De Luca), pochi rischi, alcuni sussulti e un'altra esplosione finale: quella per un'altra vittoria, la seconda di fila, la prima in casa, senza peraltro subire gol. Bravi ragazzi, bene così.<BR><STRONG><BR>Sampdoria 1<BR>Atalanta&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 0</STRONG><BR><STRONG>Reti</STRONG>: s.t. 11' Mustafi.<BR><STRONG>Sampdoria (3-4-1-2)</STRONG>: Da Costa; Mustafi, Gastaldello, Costa; De Silvestri, Palombo (1' s.t. Gentsoglou), Obiang, Regini; Bjarnason; Gabbiadini (37' s.t. Pozzi), Eder (33' s.t. Soriano).<BR><STRONG>A disposizione</STRONG>: Fiorillo, Renan, Rodriguez, Castellini, Wszolek, Barillà, Soriano, Poulsen, Petagna, Fornasier.<BR>Allenatore: Delio Rossi.<BR><STRONG>Atalanta (4-4-1-1)</STRONG>: Consigli; Bellini (23' p.t. Nica), Stendardo, Yepes, Del Grosso; Brienza (13' s.t. Livaja), Carmona, Cigarini, Raimondi; Moralez (38' s.t. De Luca); Denis.<BR><STRONG>A disposizione</STRONG>: Sportiello, Scaloni, Canini, Baselli, Brivio, Cazzola, Gagliardini, Marilungo, Kone.<BR><STRONG>Allenatore</STRONG>: Stefano Colantuono.<BR><STRONG>Arbitro</STRONG>: Irrati di Pistoia.<BR><STRONG>Assistenti</STRONG>: Giallatini di Roma 2 e De Pinto di Bari.<BR><STRONG>Quarto ufficiale</STRONG>: Barbirati di Ferrara.<BR><STRONG>Arbitri addizionali</STRONG>: Guida di Torre Annunziata e Chiffi di Padova.<BR><STRONG>Note</STRONG>: espulso al 18' s.t. Nica per gioco scorretto; ammoniti al 38' p.t. Eder, all'8' s.t. Gastaldello, al 35' s.t. Yepes, al 38' s.t. Costa per gioco scorretto; all'11' s.t. Cigarini e al 18' s.t. De Silvestri per comportamento regolamentare; recupero 1' p.t. e 3' s.t.; abbonati 19.108 (rateo gara 156.124 euro), paganti 1.558 (incasso 23.356); terreno di gioco in buone condizioni. <br><br>gp01ctgp01ctmustafi.jpgSiNla samp dai due volti concede il bis: mustafi stende l`atalanta-1012542.htmSi-01,02,03010171
1021012473NewsCampionatiConsigli blinda la porta nerazzurra20131006090333Atalanta, ChievoConsigli blinda la porta nerazzurraL'Atalanta è in vantaggio al&nbsp;"Bentegodi" sul&nbsp;ChievoVerona, i clivensi cercano in tutti i modi di superare la difesa nerazzurra. E' il minuto 85', il Chievo attacca... palla a Pellissier... Super intervento di&nbsp;Consigli!!!&nbsp;Il portiere nerazzurro intercetta la palla e la devia sulla traversa... Ancora Pellissier, ma Andrea non si supera!<br><br> <SPAN class=userContent data-ft='{"tn":"K"}'>"E' stata una parata importante, difficile e bella -ha dichiarato il portiere nerazzurro in completa tenuta verde a fine partita-, vale doppio anche perchè è arrivata in chiusura di match". <BR><BR>Contro il ChievoVerona l'Atalanta conquista punti pesanti contro una diretta avversaria nella corsa salvezza.<BR><BR>"E' stata una partita difficile contro avversario tosto. Ci siamo presi 6 punti in 2 partite ed ora ci godiamo la sosta. Per noi questo campo è sempre stato difficile, abbiamo sfatato un tabù -ha concluso Andrea-, dobbiamo continuare così!".</SPAN><br><br>gp01ctgp01ctconsigli.jpgSiNatalanta chievo-1012473.htmSi-01,02,03010150
1031012447NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 6a giornata20131001141321serie aRoma, Verona e Napoli Roma, Verona e Napoli tra le formazioni più brillanti di giornata, finiscono di merito tra i top. Male invece l’Udinese, la Lazio e la Samp.<br><br> TOP<br><br> Rafael = Se il Verona stupisce a ripetizione è anche merito del suo portierone. Parate decisive contro il Livorno. Sorpresa. <br><br> Nagatomo = Il piccolo samurai è praticamente sempre in movimento. Viaggia sulla fascia di competenza che è un piacere e fornisce anche assist decisivi. Duracell.<br><br> Barzagli = Se La Juventus finalmente riesce a non subire è anche (ma non solo) merito del rinato trio difensivo delle meraviglie. Concreto.<br><br> Iturbe = Gioiello su punizione che conferma le indiscrezioni sulle sue doti per chi già le conoceva e lo fa scoprire alla platea della massima serie. Ma è ancora presto. Talento. <br><br> Strootman = Il centrocampo della Roma capolista è nettamente il migliore fino a questo punto. E il giovane olandese si è calato nella parte con notevole bravura. Faro.<br><br> Denis = Torna al gol dopo molte giornate e assicura all’Atalanta quella vittoria che senza le sue perle, sembrava non volesse arrivare. Puntero.<br><br> Pandev = Da prma punta o da esterno d’attacco, resta comunque un’alternativa più che valida per il Napoli di Benitez. Infatti appena chiamato, risponde con una doppietta. Prezioso.<br><br> Formazione TOP = Rafael; Nagatomo, Barzagli, Benatia; Iturbe, Strootman, Nainggolan, Pogba; Denis, Pandev, Gervinho.<br><br> FLOP<br><br> Neto = A Firenze sudano freddo ad ogni suo intervento. Per un ruolo delicato come quello del portiere, tutta questa frenesia non è ottimale. Spaventato.<br><br> Antonsson = Imbarcata colossale del Bologna nella Capitale. Il perticone svedese guida la scialuppa in alto mare della retroguardia rossoblu. Groviera.<br><br> G. Silva = Solitamente freccia sulla fascia dell’Udinese, incappa in una giornata pessima per lui e per tutta la truppa di Guidolin. Stanco.<br><br> Ederson = Lazio in piena crisi, si fa raggiungere dal Sassuolo e non snocciola un minimo di gioco. Lui poi latita come non mai. Assente.<BR>Palombo = Spostato nel ruolo che fu, non morde e non imposta. E la Samp barcolla pericolosamente sul fondo della classifica. Sfiduciato.<br><br> Robinho = Sbaglia a due passi dalla porta confermando le sue mirabolanti qualità di brasiliano atipico. Triste.<br><br> Immobile = Una gara di puro contenimento, il suo derby. Condito da un’entrata killer che lascia segni inequivocabili sulle caviglie di Tevez. Agitato.<br><br> Formazione FLOP = Neto; Antonsson, G. Silva, Antonini; R. Alvarez, Palombo, Ederson, Sestu; Di Natale, Robinho,Immobile.<br><br> Gabriele Cavallaro <BR><br><br>C1012317adm001adm001barzagli-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-sesta-giornata-1012447.htmSi100075701,02,03,06,08030341
1041012436NewsCampionatiUna doppietta del Tanque e l`Udinese è battuta20130930080354Atalanta, UdineseUna doppietta del Tanque e l`Udinese è battutaCon un gol per tempo l'Udinese è battuta, l'Atalanta vince 2-0 grazie alla doppietta di German "El Tanque" Denis.<BR><BR>Partita delicata ed importante quella in calendario questo pomeriggio al&nbsp;Comunale, delicata ed importante in virtù del fatto che i nerazzurri si presentano a questo appuntamento reduci da tre sconfitte consecutive. I nerazzurri hanno vinto davanti al loro pubblico, ed il pubblico del Comunale mai ha fatto mancare il suo incitamento alla squadra. <BR><BR>L'Atalanta gioca e costruisce, ma si trova difronte un Kelava all'apparenza insuperabile:&nbsp;Eh sì, all'apparenza, perchè una manciata di secondi prima che l'arbitro fischi la fine del primo tempo, Denis, di testa, porta in vantaggio l'Atalanta. Il Comunale esplode in un boato. <BR><BR>La ripresa si apre con il rigore fischiato da Giacomelli in favore dell'Udinese, l'arbitro ritorna sulla sua decisione dopo essersi consultato con il collaboratore che opera sotto la Tribuna Creberg.<BR><BR>Al 18' i nerazzurri chiudone di fatto il match, ancora "El Tanque", è 2-0. L'Atalanta conquista tre punti importanti per la classifica, ma non solo.<BR>gp01ctgp01ctdenis.jpgSiNatalanta udinese-1012436.htmSi-01,02,03010151
1051012389NewsCampionatiLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri20130926105541Lazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurriLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri<STRONG>ANDUJAR, VOTO 5,5</STRONG> La partita dell’estremo difensore argentino è stata contraddistinta da errori gravi alternati a buoni interventi. Al 3’ minuto goffa respinta sulla punizione di Candreva che porta al gol di Ederson. Al 7’ si riscatta e respinge il tiro ravvicinato di Lulic. Bene nelle uscite, 4 in totale nei 90 minuti di gioco. Al 21’ esce con puntualità con i piedi e spazza sull’accorrente Floccari. Prima di incassare il gol di Lulic, su cui non può nulla, respinge con la coscia ed in maniera fortunosa il gran tiro di Ederson. Nella ripresa viene chiamato ad un paio di interventi su tiri da fuori come al 66’ su Floccari e al 72’ su Candreva. All’84 prima sbaglia la presa sul tiro di Candreva poi salva sulla respinta di Hernanes. Nei minuti di recupero compie tre parate consecutive mostrandosi molto reattivo, poi al 93’ incassa il gol di Hernanes. 9 le parate complessive. Deve dimostrare ben altro se vuole andare ai Mondiali con la sua Argentina.<BR><BR><B>ALVAREZ, VOTO 6</B> Inizia la partita soffrendo le folate di Lulic. Poi prende le contromisure e disputa una buona partita. Al 7’ entra in scivolata su Floccari e rischia con la sua deviazione di battere Andujar in autogol. Pochi secondi dopo è sempre lui a salvare la porta rossazzurra, respingendo col viso sulla linea di porta, un tiro ravvicinato di Lulic. Al 37’ commette una ingenuità lasciando rimbalzare il pallone in area con Floccari in agguato, per fortuna se la cava la retroguardia del Catania. Nella ripresa corre su ogni pallone e ci mette lo zampino rimediando su numerose occasioni dei biancocelesti. Decisivo quando ferma di forza Ederson lanciato in contropiede. Bravo nel proteggere la palla sulle diagonali della Lazio. Corre tantissimo ed è uno dei pochi a cercare di spingere e di pressare sulla metà campo avversaria. Recupera 3 palloni e vince 6 contrasti su 10.<BR><BR><B>BELLUSCI, VOTO 5,5</B> Al 14’ si fa scappare Cana che sfiora il gol di testa. Bravo poi a chiudere su Ederson e su Floccari tra il 20’ e il 30’ minuto. In occasione del raddoppio laziale indietreggia anziché opporsi a Lulic e chiudergli la visuale per il tiro. Nella ripresa si fa espellere al 59’ per fermare Onazi lanciato in porta. Recupera 2 palloni, vince 6 contrasti e ne perde 2. Soffre più Ederson che Floccari. Meno incisivo rispetto alle partite precedenti.<BR><BR><B>SPOLLI, VOTO 6</B> Sempre uno dei migliori tra i rossazzurri anche se non brilla come nelle altre partite. E’ l’uomo tutto fare in difesa. Lotta con Floccari, con Ederson e ferma Onazi o Candreva quando aiuta il compagno Biraghi nei raddoppi di marcatura. All’11 si becca un fallaccio da parte di Cana ma si rialza e continua a combattere. Nel primo tempo grazie ai suoi interventi il Catania corre pochi rischi su azione della Lazio. Nella ripresa soffre un po’ dopo l’espulsione di Bellusci concedendo qualche inserimento di troppo ai laziali. Al 63’ di forza e in modo poco elegante ne fa fuori due della Lazio e si becca i fischi dei tifosi biancocelesti. Al 75’ è decisivo in area di rigore quando vince il corpo a corpo con Onazi. Per lui parlano sempre i numeri: 6 duelli vinti e 3 persi, 4 palloni recuperati, 3 contrasti aerei vinti e nessuno perso. Dai suoi piedi partono alcuni lanci lunghi per gli avanti rossazzurri.<BR><BR><B>BIRAGHI, VOTO 5,5</B> Candreva è un avversario difficile da controllare e soffre terribilmente le folate del calciatore biancoceleste soprattutto nella ripresa quando lo mette nelle condizioni di calciare sempre in porta. Al 20’ del primo tempo si fa notare per un buon spunto in avanti, il suo cross ben calibrato non trova però Plasil pronto per colpire. Bene in fase di disimpegno meno nei duelli in velocità e fisici con Candreva con cui perde 3 contrasti su 4. Al 79’ entra in maniera decisa e in scivolata su Candreva in area di rigore rischiando qualche cosa. Buono il numero di palle recuperare nei novanta minuti, ben 6. <BR><BR><B>PLASIL, VOTO 6,5 </B>E’ il migliore nel Catania visto all’Olimpico. Nella sua prestazione c’è tutto: tecnica, intelligenza tattica e spirito di sacrificio. Inizialmente si piazza dietro a Petkovic fungendo da suggeritore ma all’occorrenza anche da interditore tra Ledesma e Onazi. Fa a sportellate con mezza difesa della Lazio in occasione del gol del pari di Barrientos. Nel primo tempo disputa una gran partita facendo girare il pallone. Gioca quasi sempre spalle alla porta riuscendo a fare da apripista per gli esterni. Dai suoi piedi partono sempre suggerimenti di prima e si muove anche bene negli spazi in fase di non possesso. Ripiega quando la Lazio attacca e lo fa costantemente nella ripresa dopo l’espulsione di Bellusci. Inevitabilmente cala insieme alla squadra. Maran può costruire il gioco del Catania attorno a lui. Si contano 6 palloni recuperati, 6 contrasti vinti e 2 persi. 58 i passaggi totali con una media del 82,7% per quanto riguarda i suggerimenti riusciti col Catania in fase propositiva.<BR><BR><B>ALMIRON, VOTO 5,5</B> Partita dai due volti per l’argentino. Bene nel primo tempo, meno nella ripresa. Inizia la gara dimostrando grande dinamismo. Si piazza davanti alla difesa facendo da schermo agli attacchi della Lazio. Ci riesce bene recuperando numerosi palloni e vincendo diversi contrasti a limite dell’area. Ederson e Ledesma non sono avversari facili da controllare e soprattutto il brasiliano riesce a sfuggirgli in velocità. Al 54’ del secondo tempo, va vicino al gol in rovesciata. Esce al 75’ per fare spazio a Tachtsidis. Pochi i passaggi effettuati per i compagni, la maggior parte scambi sullo stretto con la Lazio in pressing. Poco incisivo nella metà campo avversaria, solo il 66,7% di passaggi riusciti oltre la propria metà campo.<BR><BR><B>GUARENTE, VOTO 5</B> Brutta partita per l’ex dell’Atalanta e del Siviglia. Si fa asfaltare da Ederson e da Onazi, il secondo soprattutto lo costringe al fallo in numerose occasioni. Un paio di errori in disimpegno e non supporta Plasil preferendo quasi sempre la giocata in orizzontale. Al 38’ il suo disimpegno errato favorisce Lulic per il 2-1 laziale. Perde 4 contrasti su 6 e recupera solo 2 palloni. Dai suoi piedi però iniziano le azioni offensive del Catania con una media del 92,9% di passaggi riusciti in fase d’attacco nella metà campo biancoceleste.<BR><BR><B>MONZON, VOTO 5,5</B> Maran deve trovargli ancora una collocazione tattica. In fase difensiva soffre terribilmente, lo fa anche oggi nel duello con Candreva. In fase offensiva dimostra di avere corsa e potenza fisica ma si intestardisce col pallone e compie giocate personali che si traducono in nulla di positivo. Molto dinamico nei primi minuti di gioco. Dai suoi piedi partono 5 cross ma tutti poco sfruttati dagli attaccanti rossazzurri. Costruisce l’azione che porta al gol di Barrientos ma da lì in poi commette un paio di errori che potevano costare caro al Catania, come al 17’ quando si addormenta sul pallone e favorisce Lulic per il tiro in porta. 7 contrasti persi su 10 sono tanti. Deve ancora prendere le misure e inserirsi nei ritmi di gioco del campionato italiano.<BR><BR><B>BARRIENTOS, VOTO 6</B> Gioca quasi tutta la partita da esterno destro, accentrandosi poche volte e quando lo fa mette in difficoltà due giocatori fisici e poco tecnici come Ciani e Cana. Al 5’ approfitta dell’errore di Cana per pareggiare i conti con un delizioso tocco sotto che batte Marchetti. Un po’ frettoloso nel cambio di gioco e poco assistito dai compagni che lo distanziano di troppi metri. Nel primo tempo prova ad inventare qualcosa in avanti per lo spaesato Petkovic ma il Catania non arriva praticamente mai al tiro. Nella ripresa cala come tutta la squadra. In inferiorità numerica è costretto a ripiegare sulle offensive laziali piuttosto che portare palla in avanti. I numeri parlano di una partita di contenimento per il ‘Pitu’ con ben 9 palloni recuperati e 7 contrasti vinti su 11. Appena 34 passaggi per l’argentino e una media bassissima del 44% di suggerimenti riusciti nella metà campo laziale con il Catania in fase offensiva.<BR><BR><B>PETKOVIC, VOTO 5</B> Gioca la sua prima partita da titolare in Serie A. Entra in campo con tanta voglia di mettersi in mostra ma i suoi 192 centimetri d’altezza si scontrano con i 192 centimetri di Ciani e i 186 centimetri di Cana. Perde il duello aereo con i due centrali biancocelesti e riesce pochissime volte a fare la sponda per i compagni o stoppare e far salire la squadra. Tanto impegno ma non si può chiedere la luna ad un ragazzo di 19 anni che ha già fatto cose straordinarie con la Primavera. Qualche spunto interessante come al 49’ quando aggira elegantemente in stile ‘Zidane’ due avversari della Lazio. 9 contrasti persi su 12 con palla a terra, mentre nel gioco aereo perde 9 contrasti su 9.<BR><BR><B>BOATENG, VOTO 6 </B>Entra al 57’ al posto di Guarente e come contro il Parma si merita comunque la sufficienza per la grinta dimostrata. Lotta su diversi palloni e cerca di raccogliere il passaggio avvicinandosi ai portatori di palla. Ci prova dal limite pochi minuti dopo il suo ingresso ma la spedisce alta. Il suo, l’unico tiro della ripresa a favore dei rossazzurri, oltre alla rovesciata di Almiron arrivata però dagli sviluppi di un corner. Si muove a destra e a sinistra cercando anche di ripiegare sugli avversari. Potrebbe essere proposto da Maran dal primo minuto.<BR><BR><B>LETO, VOTO 5</B> Entra al 57’ ma si vede in una o due occasioni solamente. Con il Catania in inferiorità numerica, i rossazzurri producono poco possesso palla, il che si traduce con pochi passaggi utili per l’argentino che prende il posto di Petkovic come prima punta. Nulla da segnalare se non un paio di contrasti persi e qualche timido accenno di sfondamento tra maglie biancocelesti.<BR><BR><B>TACHTSIDIS, SENZA VOTO </B>Entra al 75’ al posto di Almiron. Tocca pochi palloni per poter essere giudicato.<BR><BR><B>ALL. MARAN, VOTO 5,5</B> La sconfitta con la Lazio è frutto di errori individuali. Il tecnico rossazzurro, con gli uomini contati in avanti si inventa un attacco con Petkovic e il trio Monzon-Plasil-Barrientos a supporto. Il 4-4-2 in fase di non possesso che si trasforma in 4-2-3-1 in fase di possesso funziona per buona parte del primo tempo. Il Catania infatti inizia la partita molto bene giocando palla al piede, con suggerimenti veloci e di prima, insomma il vecchio buon Catania. Alla distanza la sua squadra perde di lucidità e soprattutto di concretezza a metà campo dove solo Plasil riesce grazie alla sua esperienza a caricarsi la squadra sulle spalle. Gli infortuni non aiutano. Izco con la sua incisività e velocità potrebbe completarsi bene con il nazionale ceco. L’espulsione di Bellusci stravolge i piani del mister. Tre giorni per preparare la sfida con la Lazio erano pochi, eppure il Catania è stato in partita fino al 2-1 pur convivendo con la solita sterilità in attacco. Ora sotto col Chievo, urgono punti.<BR>GP01CTGP01CTmaran.jpgSiNlazio - catania. le pagelle dei rossazzurri-1012389.htmSi-01,02,03,09010224
1061012358NewsCampionatiLa 3^ giornata di Serie A: tris Lazio, Catania e Sassuolo profondo rosso20130915151729serie a, terza giornata, liveCrolla il Chievo all`Olimpico, Livorno e Verona mettono in pericolo Maran e Di Francesco. Stasera il derby della Lanterna.Si concludono le partite della domenica pomeriggio in programma per la <STRONG>terza giornata di Serie A</STRONG>. Vittoria casalinga della <STRONG>Lazio</STRONG> contro il <STRONG>Chievo</STRONG>:<STRONG> </STRONG>i biancocelesti dilagano nel primo tempo e poi si limitano a controllare il risultato. In una partita dai toni blandi <STRONG>Udinese</STRONG> e <STRONG>Bologna</STRONG> pareggiano 1-1, mentre è emergenza per&nbsp;<STRONG>Catania</STRONG> e <STRONG>Sassuolo</STRONG>, relegate in fondo alla classifica a 0 punti insieme al <STRONG>Genoa</STRONG>, che stasera affronta la <STRONG>Sampdoria</STRONG> nell'attesissimo derby. L'ultima gara si giocherà domani sera al Tardini di <STRONG>Parma</STRONG>, dove i ducali affronteranno una lanciatissima <STRONG>Roma</STRONG>.<br><br> <STRONG>Sabato</STRONG><BR><BR>Inter-Juventus 1-1 (73' Icardi [I], 75' Vidal [J])<BR><BR>Napoli-Atalanta 2-0 (71' Higuain, 81' Callejon)<BR><BR>Torino-Milan 2-2 (47' D'Ambrosio [T], 77' Cerci [T],&nbsp;87' Muntari [M], 97' Balotelli [RIG] [M])&nbsp;<BR><BR><STRONG>Domenica</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 12.30</STRONG><BR><BR>Fiorentina-Cagliari1-1 (72' B. Valero [F], 89' Pinilla [C]) <BR><BR><STRONG>Ore 15</STRONG><BR><BR>Lazio-Chievo 3-0 (8' Candreva, 38' Cavanda, 41' Lulic)<BR><BR>Livorno-Catania 2-0 (66', 72'&nbsp;Paulinho)<BR><BR>Udinese-Bologna 1-1 (71' Diamanti [B], 85' Di Natale [U])<BR><BR>Verona-Sassuolo 2-0 (13' Martinho, 92' Romulo)<BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Sampdoria-Genoa<BR><BR><STRONG>Lunedì</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Parma-Roma<BR><BR><br><br>C1012317FL0435FL0435petkovic.jpgSiNterza-giornata-serie-a-1012358.htmSi100612201,02,03,06,07,08,09030359
1071012352NewsCampionatiMaggio: «L`inno della Champions al San Paolo? Emozione unica»20130913075232Maggio, Napoli, Champions LeagueConclusi gli impegni con la Nazionale e strappato il pass definitivo per Brasile 2014, è tempo adesso, per Christian Maggio, di concentrarsi nuovamente sul suo Napoli. Conclusi gli impegni con la Nazionale e strappato il pass definitivo per Brasile 2014, è tempo adesso, per <STRONG>Christian Maggio,</STRONG> di concentrarsi nuovamente sul suo <STRONG>Napoli</STRONG>. Tanti gli impegni che attenderanno gli azzurri nei prossimi giorni, a partire dal delicato esordio in Champions League. Di questo e di altro ha parlato l'esterno azzurro ai microfoni di <U>Radio Kiss Kiss.</U> <EM>"<STRONG>Contro l'Atalanta sarà una partita tosta</STRONG> ma sono convinto che l'affronteremo nel miglior modo possibile.&nbsp;Noi penseremo solo alla nostra partita però <STRONG>non sarebbe male un pareggio tra Inter e Juve.&nbsp;</STRONG>Per il&nbsp;</EM><EM>campionato vedo tante pretendenti, sarà sicuramente un torneo emozionante e incerto"</EM>. La Champions fa però sempre un altro effetto: "<EM><STRONG>Sentire l'inno della Champions League&nbsp;al San Paolo è stupendo, c’è un’atmosfera unica.&nbsp;</STRONG>Insigne? Ha un ottimo carattere, è un ragazzo molto tranquillo e sono sicuro che avrà un gran futuro".</EM><br><br>gp01ctgp01ctmaggio-6.jpgSiNmaggio napoli champions league-1012352.htmSi-01,02,03,06,08010224
1081012331NewsCampionatiUn Torino sfortunato perde contro l`Atalanta20130902120015torino,atalanta,serie aKo del toro a BergamoKO del Toro a Bergamo contro l’Atalanta ma, questa volta, non ci sentiamo di infierire contro i granata per&nbsp; il 2 a 0 subito. Diciamo subito che la squadra di Ventura è apparsa più sfortunata che incapace, avendo colpito i legni della porta degli orobici per ben due volte e per aver subito il gol decisivo ad opera di Stendardo, viziato da un evidente fuorigioco non rilevato dalla terna arbitrale. Ventura ha inizialmente dovuto rinunciare a Cerci per un indolenzimento muscolare che si è evidenziato durante la rifinitura. Larrondo e Immobile hanno guidato gli attacchi granata in una partita che ha visto un iniziale predominio territoriale dei bergamaschi che sono apparsi molto decisi a voler far sua la posta in palio. Ma il Toro non ci sta e negli ultimi dieci minuti del primo tempo El Kaddouri impegna severamente Consigli in una difficile parata. Poi Darmian colpisce la prima traversa del match a seguito di un calcio d’angolo mentre D’ambrosio si è visto negare il gol da un bellissimo intervento di Consigli.&nbsp; All’inizio della ripresa le due squadre appaiono con ritmi più lenti e meno propensi al gioco offensivo. Poi sugli sviluppi di un calcio di punizione, Stendardo trova quasi casualmente il gol in una mischia in area di rigore granata e porta in vantaggio l’Atalanta. In quest’occasione non è stato rilevato dall’arbitro Bergonzi una chiara posizione di fuorigioco di Yepes. Intanto, al 14’ mister Ventura cerca di correre ai ripari inserendo Cerci al posto&nbsp; del capitano Glik. Ma la serata sembra davvero stregata per il Toro che, proiettato alla ricerca del pareggio, coglie un’altra traversa con El Kaddouri. Poi sugli sviluppi di un’azione seguente, Immobile calcia alto da buona posizione. Al 36’ l’Atalanta raddoppia con Lucchini che si rende protagonista di un gran colpo di testa cui Padelli non può far nulla per neutralizzarlo. Intanto il nervosismo sale e Ventura è espulso nella fase finale della partita, proprio nei minuti di recupero. Il Toro esce così battuto oltre i suoi demeriti dal campo degli orobici. In sintesi possiamo dire che ha vinto la squadra che ha avuto il merito di essere più cinica e fortunata. Ma al di là di ogni considerazione relativa alla sfortuna che nel calcio è spesso ricorrente, pensiamo che il Toro di Ventura debba assumere più convinzione e carattere soprattutto nella fase offensiva, lasciando da parte l’eccessivo timore di subire il gioco degli avversari. E’ un obbligo mentale che i granata devono imporsi, almeno per quanto riguarda gli incontri con squadre alla sua portata. Un atteggiamento essenziale che il Torino deve acquisire, indipendentemente se gioca in casa oppure fuori dalle mura amiche. E’ la ricerca di un nuovo vestito mentale, capace di condurre verso la risalita di un Toro importante come la sua storia. <br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <br>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNun-torino-sfortunato-perde-contro-l-atalanta-1012331.htmSiT1000010100451001,02,03030530
1091012305NewsCampionati2° di Campionato: Le ultime dai campi!201308312305562° di Campionato: Le ultime dai campi!2° di Campionato: Le ultime dai campi!<strong>CHIEVO - NAPOLI</strong><em> (sabato h 18)</em><br><br>Sannino <strong>non recupera Dainelli, in difesa conferma per Papp</strong>. Le fasce di centrocampo saranno presidiate da Sestu e Hetemaj, panchina per Improta. In attacco Paloschi favorito su Pellissier per appoggiare Thereau. <strong>Non convocato Estigarribia,</strong> appena arrivato in Veneto.<br>Benitez <strong>recupera Higuain</strong>, l'argentino sarà regolarmente in campo dopo l'incidente in cui è incappato lunedì scorso a Capri. A centrocampo<strong> ballottaggio Inler-Dzemaili,</strong> invece sugli esterni d'attacco<strong> Callejon e Insigne potrebbero spuntarla su Pandev.</strong><br><br><br><strong>JUVENTUS - LAZIO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Conte deve fare a meno dell'infortunato Marchisio e di Pepe che sta recuperando la forma migliore. <strong>A centrocampo Pogba prenderà il posto del numero 8 bianconero</strong>, mentre in attacco conferma per la <strong>coppia Vucinic-Tevez.</strong><br>Petkovic <strong>recupera Cana</strong> che stringerà i denti dopo la forte contrattura ravvisata domenica scorsa, <strong>al suo fianco Biava o Novaretti</strong> che si giocano un posto. In mediana possibile che Biglia venga confermato a discapito di Ledesma, infine <strong>Candreva andrà a sistemarsi alle spalle l'unica punta Klose</strong>. Indisponibili Ciani, Konko e Felipe Anderson.<br><br><br><strong>ROMA - VERONA</strong><em> (domenica h 18)</em><br><br>Garcia <strong>recupera Strootman</strong> che ha smaltito la distorsione alla caviglia rimediata a Terni due settimana fa.<strong> In avanti Ljajic, seppur non con i 90 minuti nelle gambe, </strong>si candida per una maglia dal 1' minuto al fianco di Totti e Florenzi, ma Borriello conserva le sue chances di partire titolare.<br>Mandorlini recupera<strong> Hallfredsson che potrebbe partire titolare</strong> in mezzo al campo. In difesa <strong>da monitorare le condizioni di Albertazzi</strong>, mentre Gonzalez e Sala sono ristabiliti e dovrebbero essere convocati. In attacco Toni sarà spalleggiato da Jankovic e Martinho.<br><br><br><strong>ATALANTA - TORINO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Colantuono dovrebbe <strong>recuperare Del Grosso</strong> che lamenta un leggero fastidio alla caviglia, in preallarme Nica. In mediana assente l'<strong>infortunato Migliaccio, ci sarà ancora Konè.</strong> Indisponibili Bellini, Brienza e Giorgi.<br>Ventura<strong> non convocato Brighi </strong>che non ha recuperato dalla contrattura rimediata contro il Sassuolo. In mediana spazio a Basha, poi in cabina di regia<strong> Vives appare favorito su Bellomo</strong>. In attacco conferma per la coppia <strong>Cerci-Immobile.</strong> Arruolato anche il nuovo acquisto Pasquale.<br><br><br><strong>BOLOGNA - SAMPDORIA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Pioli non può contare in difesa sugli infortunati Sorensen e Cherubin,<strong> non al meglio anche Morleo </strong>che dovrebbe essere rimpiazzato da Cech. In mediana Della Rocca favorito su Perez, mentre <strong>in avanti Moscardelli potrebbe essere preferito</strong> a Christodoulopoulos.<br>Delio Rossi <strong>recupera in extremis Gastaldello</strong> rientrato da ieri in gruppo, resta valida l'opzione Mustafi se il capitano blucerchiato non volesse rischiare. A centrocampo <strong>Renan e Regini dovrebbero trovare una maglia dal 1' minuto</strong>. Squalificato Castellini.<br><br><br><strong>CATANIA - INTER</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Maran<strong> recupera Almiron, ma Leto appare favorito</strong> sul compagno argentino ed il tecnico potrebbe confermare il 4-2-3-1 visto a Firenze. Indisponibile Capuano.<br>Mazzarri conferma <strong>Ranocchia al centro della difesa</strong>: infatti Samuel non sarà convocato perchè alla ricerca della forma migliore dopo l'infortunio. A centrocampo<strong> Kovacic ritrova una maglia da titolare</strong>, mentre in attacco Alvarez favorito su Icardi per far coppia con Palacio.<br><br><br><strong>GENOA - FIORENTINA</strong><em> (h 20,45)</em><br><br><strong>Kucka ce la fa</strong> malgrado una leggera forma influenzale, in mediana Matuzalem insidia la titolarità di Cofie. In avanti Gilardino unica punta con Bertolacci e Santana a supporto.<br><strong>Cuadrado tiene in apprensione</strong> l'ambiente viola: il colombiano lamenta un fastidio al polpaccio e dovrebbe lasciare il posto a Joaquin. In difesa Montella deve scegliere chi tra Tomovic e Compper andrà a completare il terzetto di difesa, <strong>non convocato Roncaglia.</strong><br><br><br><strong>MILAN - CAGLIARI</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Allegri valutare come sostituire il partente Boateng: <strong>possibile conferma del 4-3-3 con Robinho o Niang nel tridente</strong>. Avanza anche l'ipotesi di Montolivo trequartista dietro Balotelli-El Shaarawy, decisiva la rifinitura. In difesa<strong> De Sciglio non dovrebbe esserci</strong> per un fastidio al ginocchio.<br>Il duo Pulga-Lopez potrebbe restituire una maglia <strong>dal 1' minuto ad Astori </strong>anche se il difensore è al centro del mercato dei rossoblu. Intanto <strong>Cossu è rientrato in gruppo,</strong> ma non dovrebbe essere convocato.<br><br><br><strong>SASSUOLO - LIVORNO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Di Francesco ritrova Acerbi che contende una maglia a Rossini in difesa. In mediana <strong>Magnanelli non è al meglio e potrebbe essere rimpiazzato da Chibsah,</strong> mentre in attacco Zaza è l'unico certo del posto. Squalificato Berardi.<br>Mister <strong>Nicola ha convocato i nuovi arrivati Emeghara, Biagianti, Coda e Rinaudo</strong>, ma valuterà con calma se schierarli dal 1' minuto. L'ex senese potrebbe per<strong> far coppia con Paulinho</strong>, mentre l'ex catanese potrebbe andare ad infoltire la <strong>mediana con Duncan, Luci e Greco.</strong><br><br><br><strong>UDINESE - PARMA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Guidolin monitora le condizioni di <strong>Domizzi e Pinzi afflitti da guai fisici</strong>, possibile maglia dal 1' minuto per Naldo e Lazzari. In attacco dovrebbe rivedersi la<strong> coppia Muriel-DiNatale</strong>, panchina per Zielinski e Maicosuel.<br>Donadoni deve fare a meno degli<strong> infortunati Paletta e Galloppa, in dubbio anche Benalouane </strong>per un torcicollo. In difesa conferma per Lucarelli, mentre in cabina di regia <strong>Valdes è insidiato da Munari ed Acquah</strong>. Le fasce infine dovrebbero essere presidiate da <strong>Biabiany e Gobbi</strong>, ma Rosi preme per un posto da titolare.<br><br><br><em><strong>Vincenzo Di Mauro</strong></em><br><br><strong><em>Su <a href="http://www.fantagazzetta.it">www.fantagazzetta.it</a></em></strong><br><br>C1007650GP01CTGP01CTmazzarri-inter.jpgSiNultime-dai-campi-1012305.htmSi-01,02,03,06,07,08,09010428
1101012291NewsCampionatiE` qui la festa? Sì, ricomincia il calcio che conta20130825111925calcioSembraSembra ieri che la Juve ha festeggiato il suo secondo scudetto consecutivo dell’era Conte, che già siamo qui a ripresentare il nuovo campionato italiano 2013’14. Le solite squadre si contenderanno lo scudetto, le solite compagini ambiranno a posti tranquilli di centro classifica e le altre si contenderanno il diritto di restare in Serie A. Durante questi mesi di preparazione, abbiamo assistito ai soliti teatrini estivi che, quasi sempre, hanno penalizzato le squadre tecnicamente più forti a favore di altre che, grazie anche ad una preparazione atletica più adatta a dare maggiore impulso nell’immediato, hanno avuto ragione. Un “film” già visto che, tuttavia, lascia sempre spazio a polemiche senza fine. E’ la legge del calcio, della sua opinabilità, del suo fascino incredibile cui non possiamo fare a meno neanche per poco tempo. E allora eccoci qua a scrivere ancora di temi tecnici che s’intersecano a sempre più gravi episodi di razzismo che sembrano non smettere e che alimentano quel pericoloso virus della stupidità che non ha mai fine. Vorremmo scrivere e parlare di calcio giocato ma, a memoria, sono anni che non riusciamo più a fornire soltanto informazioni tecniche senza avere il fardello di una vergogna razzista che sembra impadronirsi dello sport che ha maggiori attenzioni mediatiche. Si dice sempre che si tratta di cellule sparute cui non bisogna dare troppa importanza. E invece, l’importanza a questa feroce stupidità galoppante che si annida sugli spalti dello stadio dobbiamo darla tutti, a cominciare da chi, come noi, scrive di calcio e non solo. Tutti insieme contro i “BU” vergognosi, insieme per il rispetto, insieme per la condanna a chi fomenta idee razziali di qualsiasi genere. Si parte dunque per una nuova avventura del pallone nostrano. La Juve ha già cominciato con il botto vincendo la Supercoppa italiana e si colloca di diritto come squadra da battere. I bianconeri vorrebbero vincere il terzo scudetto consecutivo che rappresenterebbe un primato nella lunga storia gloriosa della “Vecchia Signora” del calcio italiano. Il Napoli, dopo aver venduto Cavani a peso d’oro, si è attrezzata in maniera tale da essere la squadra anti Juve. Seguono Milan, Fiorentina e forse Lazio, mentre la Roma e l’Inter che si sono rinnovate, sono alla ricerca della loro vera identità. L’Udinese di Francesco Guidolin non starà sicuramente a guardare, abituata com’è da anni a vendere i suoi pezzi migliori senza risentirne minimamente nella qualità del gioco. Il Catania di Maran ha l’assillo di migliorare il campionato strepitoso che ha condotto l’anno scorso. Certo non sarà facile ripetersi come squadra che fa paura anche alle grandi, tuttavia, i siciliani se lo pongono come primo obiettivo da raggiungere. Anche il Parma di Donadoni in qualche modo è chiamato a ripetere un campionato tranquillo come Chievo, Cagliari, Bologna, Torino e Sampdoria, mentre Genoa, Livorno, Atalanta, Verona e Sassuolo, si contenderanno il diritto di racimolare punti per non incappare in spiacevoli sorprese di retrocessione. Naturalmente, si tratta di previsioni e discorsi che accompagnano la prima giornata del calcio italiano, notoriamente ancora estivo per clima e preparazione. E, anche se il popolo italiano si appresta al controesodo e a ricominciare con i soliti problemi di sempre, le squadre di calcio sono già allineate tutte ai nastri di partenza per farci sognare, arrabbiare, discutere, penare, gioire. E, checché se ne dica, questo pallone resta pur sempre la medicina essenziale per dare significato a chi ha perso anche la voglia di credere in qualcuno o qualcosa che possa migliorare le sorti di questo nostro Paese dilaniato da problemi mai risolti. Passione effimera il calcio? Forse! Ma il pallone non può mancarci, purché sia quello giocato in un rettangolo verde e mai strumentalizzato da mille altre torbide malignità.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNe-qui-la-festa-si-ricomincia-il-calcio-che-conta-1012291.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08,09030351
1111012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301008
1121012210NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, in arrivo un altro centravanti20130704103668juventusTuttosportOggi arriveranno le firme di Simone Zaza con la Juventus: la punta andrà in prestito al Sassuolo, al contempo i bianconeri e la Sampdoria apriranno una comproprietà per Manolo Gabbiadini. E' Tuttosport che fa oggi il punto sull'affare, che racconta di come i blucerchiati rileveranno la metà del cartellino di Gabbiadini dall'Atalanta, versando ai nerazzurri 5,5 milioni di euro, di cui 4 saranno coperti dalla Juve per il pagamento di Zaza. Beffata la Lazio, che aveva cercato un assalto last second per Gabbiadini.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-in-arrivo-un-altro-centravanti-1012210.htmSiT1000007100075701,02,03,06030595
1131012178NewsCalciomercatoComproprietà, i verdetti delle buste: il Genoa perde tutto20130621173727calciomercato, comproprietà, merkel, genoa, udinese, busteVia Merkel, Acquafresca, Anselmo e Tomovic. Basha resta a Torino, Tallo è giallorosso al 100%.E' arrivato il momento di sciogliere il nodo delle comproprietà, con l'apertura delle buste che ogni anno ci riserva qualche sorpresa. Non sono certo accaduti errori di battitura e pasticci vari, come quello che decise il futuro di <STRONG>Viviano</STRONG> due anni fa, ma gli esiti ci hanno regalato qualche colpo interessante. In primis la risoluzione della comproprietà di <STRONG>Merkel</STRONG>, che va a <STRONG>Udine</STRONG>, con il <STRONG>Genoa</STRONG> che perde quasi tutti i cartellini in ballo. Non solo il centrocampista tedesco infatti abbandona la maglia rossoblù, ma anche <STRONG>Acquafresca</STRONG>, che indosserà la divisa del <STRONG>Bologna</STRONG>. <STRONG>Anselmo</STRONG> e <STRONG>Tomovic</STRONG> vanno rispettivamente al <STRONG>Palermo</STRONG> e alla <STRONG>Fiorentina</STRONG>, e al Marassi resta solo <STRONG>Marco Cane</STRONG>, prelevato dall'Aprilia. <br><br> Ecco tutti gli affari: <br><br> Acquafresca (Bologna-Genoa) <STRONG>BOLOGNA</STRONG><br><br> Alhassan (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Bakic (Fiorentina-Torino) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br> Baselli (Cittadella-Atalanta) <STRONG>ATALANTA</STRONG><br><br> Basha (Torino-Atalanta) <STRONG>TORINO</STRONG><br><br> Brighenti (Vicenza-Chievo) <STRONG>CHIEVO</STRONG><br><br> Calliari (Monza-Chievo) <STRONG>MONZA</STRONG><br><br> Cane (Aprilia-Genoa) <STRONG>GENOA</STRONG><br><br> Caracciolo (Brescia-Genoa) <STRONG>BRESCIA</STRONG><br><br> Deleidi (Barletta-Atalanta) <STRONG>BARLETTA</STRONG><br><br> Di Vincenzo (Aprilia-Siena) <STRONG>SIENA</STRONG><br><br> Ilari (Juventus-Ascoli) <STRONG>JUVENTUS</STRONG><br><br> Mancosu (Benevento-Cagliari) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Merkel (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Montini (Benevento-Roma) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Pisano (Genoa-Palermo) <STRONG>PALERMO</STRONG><br><br> Tallo (Roma-Chievo) <STRONG>ROMA</STRONG><br><br> Tomovic (Fiorentina-Genoa) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br>C1007650,C1007651FL0435FL0435secolo18-024.jpgSiNcomproprieta-esito-buste-genoa-perde-tutto-1012178.htmSi100612201,02,03,060301337
1141012136NewsCampionatiIl volto della Serie A 2013-`14: ecco le maglie dei club - Parte 120130612173243Serie A, maglie ufficiali, atalanta, bologna, cagliari, chievo, catania, fiorentina, genoa, inter, hellas verona, juventus, lazio, livorno, milan, napoli, parma, roma, sampdoria, torino, udineseTante le idee, ancora poche le ufficialità: Roma, stretta per lo sponsor tecnico.Cosa offre il parco da divertimenti&nbsp;del pallone&nbsp;ai suoi affezionati visitatori in estate, quando l'ottovolante Scudetto ha già compiuto i suoi ultimi giri della morte e le Coppe sono già finite? Le attrazioni per il perfetto calciofilo sono tre: calciomercato, amichevoli precampionato e le nuove maglie della squadra del cuore. Mentre il primo comincia ad accendere un'estate che si preannuncia bollente e le società stanno appena iniziando a pianificare i ritiri, ai tifosi non resta che sognare la divisa dei sogni per la prossima stagione. Molti dei modelli che circolano in rete sono solo degli schizzi, pure ipotesi di ciò che sarà il volto della <STRONG>Serie A 2013-'14</STRONG>, dunque da prendere con le pinze. Ma non mancano, come vedremo, le scelte già ufficializzate dalle società:<BR><BR><STRONG>ATALANTA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 488px; HEIGHT: 185px" src="http://d1n2y2eq1wbato.cloudfront.net/mediaObject/atalanta/galleries/photo-gallery/MAGLIE-2013-2014/740X396-NUOVE-MAGLIE-1/resolutions/res-685x382/740X396-NUOVE-MAGLIE-1.jpg" width=514 height=205><BR><BR>La grande novità è naturalmente la seconda maglia giallo-nera, mentre si può notare l'inserimento di un riquadro bianco con lo stemma dello sponsor Konica Minolta, che però&nbsp;ha fatto storcere il naso&nbsp;ai supporter. Tessuti utilizzati all'insegna della tecnologia: nanoparticelle di argento e titanio nel filato garantiscono impermeabilità e traspirazione.<BR><BR><STRONG>BOLOGNA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 505px; HEIGHT: 210px" src="http://www.bolognafc.it/img/cms/43518522328705005foto.JPG" width=766 height=667><BR><BR>Lo sponsor tecnico per la prossima stagione sarà ancora Macron, ma non è ancora chiaro quali saranno le divise ufficiali. Probabilmente il progetto prevederà un elemento celebrativo del cinquantenario dello scudetto 1963-'64. Ad ogni modo, il Bologna ha lanciato un'idea singolare: è stato indetto un concorso per scolaresche e i tre elaborati vincitori - in foto - verranno utilizzati per realizzare la terza maglia, che prevederà elementi grafici estratti dai lavori premiati. Dunque per adesso possiamo solo fare i complimenti ai designer in erba ed ipotizzare come si presenteranno i felsinei per la prossima stagione. <BR><BR><STRONG>CAGLIARI</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxISEhIUEhQUEBUUGBIYEBIRGRYVFhUVFBUXFhQUFxcYHCggGBslHBUUIjEhJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGxAQGywkHyYtLywsLC8sLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLP/AABEIAOEA4QMBEQACEQEDEQH/xAAcAAEAAgMBAQEAAAAAAAAAAAAABAcDBQYIAQL/xABNEAABAwICBQcHBwcLBQEAAAABAAIDBBESIQUHEzGBBjJBUWFxkSJCcpKhorEUM1KCssHDI0RTYrPC0QgkNENjc3SDtOHiJTVU0tMX/8QAGwEBAAIDAQEAAAAAAAAAAAAAAAQFAQMGAgf/xAA8EQEAAQMBAwkHAwIFBQEAAAAAAQIDEQQFITESMkFRYXGBscEGEyIzNJHwobLR4fEjQlJyghRDYpKiFv/aAAwDAQACEQMRAD8AvFAQEBAQcry65bwaMY0vaZpZL7OFhAJA5z3HPC0GwvYm5yBzt7oomrgxVVEcVZ1mumtdnDBTRD9faTHxDmD2KTTo8xnKPVqMTjCINcGk+qlP+VJ/9V6nSU9bH/Uz1J9Drqq2/PU0EvXs3SQ/axrxOj6p/RmNTHTCyORHLum0mHiMOikZm+GTDiLT/WMIPlMvlfeMrgXF41dE08W+mqJdUvL0ICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAg0+m+U9JSfPzMjda4j50h7o23cR22ssTMRxbLVqu7PJoiZnscBprW2c20kFt/5WpPtETDmO9w7lrqux0LjT7CvVb7s8mPvP8AH6yqjlDXzVE75p3mR8lrONgAGiwY0DJoGeQ6yczcqfortNUcnpVW2dnVaW5ExmaJ4d/VPm08rRlnY9+XhuJUmumnMRwVVE1Yzxj86X0QN7PBv8Fn3dP5hj3k/ky+MjF7HPqHQR3DJYpoiJxLNVU4zH54p+i6+aCaOSnc5kzSCwszPUWkecDusd91m7FNUcmf7MWpqpnMLb0Frgcwhmkad0Z/TQtcBbrMTzcDtaXdyhzYzvtzEwle9xuqjCytCaepaxmOmmZMMr4T5Tb9D2HymHsIC0TExOJbInLZLDIgICAgICAgICAgICAgICAgIMc8zWNc55DGtBLnONg1oFySTuACCheWGsyoq59nTPfT01y1uC7JJcj5bnDymAkZNFsjnnkNl2zVTa5fSk7MqtXdXTbrjMTn74ajRE8DL7VuK7iXeQHFwOHPETkef13xcWwImOl2N6xciMWd0Y6JxH26ehMY6gsLixuR/XZZCxyOYvivnfdks/C1Y1n5yUXSAo3Mc1jXXzsfLNznhLbuyHN3i/OyGSzFUUzmnixXp716ORexNM8Y3fmerH3aamgwAjfcm56+r2WS7cm5Vyqm3QaCjSWvdxv3zPf3+DHWRjAch0dA6wt2ijN6Int8kLbtumnQ11REZ3ecNa5nVYHoV1NO7c4GmrfvbPQ9IXAhuTpHsjDr2Pl3xZ9F/IHdcbioupue7xPHp75/PRY6DS/9VVVHK5OImevdHUnaToHRNfC8ZtjbKwh1xzsF+aLEgOuOxvUFptRNNyK886ZiY8M/om6y/RqNN7uKd9uIxV1xzfDPHDSU8743h8bnRvbzXxuLHDuc0ghWNVMVcYUEVVU8JWFyX1s1sTmsqQ2sj852TJg3pIcPJeQNwIFzvcN6r9TaptRyolZ6Ki5qq/d0RvxM/Zd+itJRVMTJoXCSN4u1w8CCDmCCCCDmCCCo71VTNMzTPGEtHkQEBAQEBAQEBAQEBAQEBBwWtjaTUs8Mb9k2KE1FUcJONrSdnBcEWxlkhJz+bAIs5bbOOXGXivPJnDz6w+U30m/aCm6mM2pa9m3ORqrc/wDlH67m4VA+nCAgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87TNHzWuA7A67XRvvYB7L2BPm3Djn0EN3DMR79uKo3xu4T+diXpNRVZriqnj28J7J7JhLr6k4X45DNJIGi5ftMDAcdsQJG8WAv0u3ZXjWKK6q4mYxTTw7Z4Z/qstbqbFNiaLW+queVV1U9PJjuy1CsVElaOb5Tj1Ae8f+Kq9o1c2HV+y9vNdy51Yj77/AEWXqr03LTyljg40sz2se+xwxVD8ojfcMWTSOssOVs4VqqeCbtvT0Zi5TPxdMdMx1+Hl3LrW9zggICAgICAgICAgICAgICClOUust0NRXxRwsmIqLRySOOANjibDJG6MDy/KZLa5t+UJtlnKtaflRyso9y9FM4VrygdFtpnwOxRuc58eTmloccWzIcN7d1xkbXUmqJm1MTxw1UVRTepqjriU4rn31SOAgICDBWcw8PiFL0Xzo8fKVPt/6Cvw/dDWq8fOxAQEE3Rgyce0DwAP7ypdfObvg7j2Zoxpq6uuryiFs8m2UkFK+kq3iCSWPbVLZiW2xYjDsjcYZWgROtvucswbaaMU7p72vaFN7U3JuWozTzYmP1z2Tv3rJ5PaR+U01PNu2sUbyOouaC5vA3HBbo371DVTNMzTPQ2KMCAgICAgICAgICAgICCNpKsbDFLK/JsTHvcf1WNLj7Ag8lSSueS9+bnkueetzjicfElXFFPJpiFbXVmqZY5Bke4/BKuEsUzvblhyHcFzT6vanNET2Q/SPYgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBAWBsNHZMv1lx8Db7lRauf8ap9D2DRydDT2580lxuSTmTvJ3k9ajLmN26F26na/aUGzO+CSVmfU4iVvD8pb6qlW5zS4jalr3eqr7d/3/q7pe1eICAgICAgICAgICAgIOM1vV+x0XUW3y4Ih2iR4Dx6mNbLVOa4h4uTimZeclbK18KxPBmG3haQ0BwLXNGF7Tva5uTmntBBC5uqMTL6npLnLsUVdkeT9rykCAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEBYZbKiHkN4+0lc9enNyqe19L2VTydHbjsZ1qWCx9SddhqKmEn5yNkjR0XidhdxO1Z6q32Z6HM7ft4qoudcTH23+q4Fuc8ICAgICAgICAgICAgIKe1/6RP8zpxuvJM/ruBs4/Y+XwUrS05qmWjUVYpwqBWCCm6EodvU08NriWWJjh+q94DjwaSeC1XqsUTLZajNcOu1h0Wy0jVACwc5sje0SMa5x9cvVDdj4n0HYlzlaXHVMx6+rnVrW4gIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBBsuTWjPlVXTU9riWVjXj+zBxS+4161XquTRMttmnNcN1yppTFW1jCLWnnIA6GyPMjPde1UFcYql9G2TXFWko7Mx+rWLwsXQcgNI7DSFK4mzXv2T+0TDA33zGeC2W5xUqdtWuXppn/AEzE+nq9DBSXHPqAgICAgICAgICAgICDznrhr9rpSYdELIYhwbtT70rhwU/SximZQ9RvmIcWpSO7LVDRbXStOeiJs0p+qwxj3pWngo2qnFGO1I00fFMuo100mGsgk/SQ4eMUjiT4St8Aqi9HCXYez9fPo7p/P0V8tLoxAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v8A0Ffh+6GtV4+diAgsPUdo/aaQdKRcQQvI7HykMafV2qh6urdEJWmjjKZreoNnpDGBYTxRuv1vZeN3uti8VVXo35dnsC7m3Xb6pz9/7OJWlfgkc3ymZObZzD1OabtPiAsxOJy1X7fvLVVHXEx+j1BQ1LZY45G5tkax7T2PAcPYVMfPWdAQEBAQEBAQEBAQEBBwHKPVPR1UkkrXzU8sjnPe4O2jXOcbklslza/Q0gLbRero3RO5rqtU1b5cFpjU7XxXMD4qsDoB2Mh7mvJb76kU6qOmGqdP1S6DUryZqKeoq5KmCSAtZHHHtG2xY3F8mF25wGCPMEjNatRcivGHuzbmnOU3XhANnRydIfKz12B34ShXeDoNhVY1Ex10z5wqdR3WiAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEF0fyf6QCGsm6XSxxcIo8f4xVdqpzWnaeMUJ2u6gvBTzgfMvc17uhrJW849mOOMfWUK7GYXmx78WtRiZxExj19FYaP0NVT22ME0oO5zI3YPXIwjxWmKJnodFd2jprfG5Hhv8st9R6t9JSb4WQ/30jPw8Z9i9RaqQq9t6eObFU/Zc/JfRz6akggkc2R0TAzEwECzcmgA9QsO23Qt8RiMOYuV8uuasYzMzhtFl4EBAQEBAQEBAQEBAQEBAQVzrv8A6LTf4gfsJ/8AZa7vNWuxfqo7pU8ozshAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v/QV+H7oa1Xj52ICwPQOpGIDRjXfTlnJ+q7Z/BgVZqPmSsbUYoh3xC0tj6gICAgINZpflBSUpaKmoigLr4BK9rS4DeQCbkLMRM8BrXcv9Fj89gPc6/wXr3dfVP2YzHW/H/6Jor/zIve/gnu6+qTlR1v03WDos/nkI9Ilo8SEm3XHRP2OVHW6GlqWSMa+NzZGOALHsIc1wO4gjIheGWVAQEBAQEBAQEFW68ajKij6zO/iwMaP2pWq7wXewac6iqeqn1hVSjusEBBgrOYeHxCl6L50ePlKn2/9BX4fuhrVePnYgLA9Cak3f9LjHVLUDxkc795Vl/5krK3PwQ7xaXsQEBBqtO8oqSjbiqZmQ3vhaTd7rfRYLudwCzETO6GJmI4qw5Ra6HG7aGG39tU/FsTT4Fzu9qk0aWqeduaKtRTHDerGv0zUzSumml20jw0F7wLgNN2hobYNAI3AAZnrKkRYimMQ0zezvl+DpSX6MeW7IgZFp3bvMb4dqx7j8z39naz738x/VkZWyyHdGLDt629n6oWm9NNmnMxnM9fZPYn6DR162uaaKojEZ3x2pAlluTeNt8jZpItZoyFx0Mb3cVDnU0zGIj9e/wDld0eztzPxXI8I/mW85McqqygBbDLijLi4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width=184 height=181><IMG style="WIDTH: 239px; HEIGHT: 206px" src="http://sphotos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/541894_566757336707752_1873080654_n.jpg" width=599 height=686><BR><BR>L'ufficialità non c'è ancora, ma da tempo circolano questi modelli. Prima maglia tradizionale a tinta rossoblù, mentre la divisa da trasferta sarebbe bianca con una striscia bicolore che la percorre in diagonale. Completamente blu la terza maglia, mentre la casacca del portiere potrebbe essere nera con due strisce orizzontali rossoblù.<BR><BR><STRONG>CATANIA</STRONG><BR><BR>-<BR><BR><STRONG>CHIEVO</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>GENOA</STRONG><BR><BR>Anche se non si sa ancora nulla riguardo alle divise, i tifosi si sbizzarriscono e&nbsp;il web pullula di suggestive immagini riguardanti maglie ispirate alla storia del club:<BR><BR><IMG style="WIDTH: 232px; HEIGHT: 193px" src="http://s20.postimage.org/hxr5n2ur1/GENOACFC_1_2a_Maglia_Storia_SPOILER_001.png" width=314 height=193><IMG style="WIDTH: 220px; HEIGHT: 194px" src="http://s20.postimage.org/zcbdvcrvx/GENOACFC_2a_Maglia_80_SPOILER_001.png" width=265 height=258><BR><BR><IMG style="WIDTH: 234px; HEIGHT: 184px" src="http://s20.postimage.org/8sist7rcd/GENOACFC_2_3a_Maglia_80_SPOILER_002.png" width=293 height=287><BR><BR><STRONG>HELLAS VERONA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 339px; HEIGHT: 144px" src="http://www.passionemaglie.it/wp-content/uploads/2013/06/hellas-terza-maglia-13-14.jpg" width=379 height=172><BR><BR>La società ha gettato via i teli e mostrato al pubblico la terza maglia, che reca la prestigiosa firma Nike. Si tratta di un completo totalmente nero che si accompagnerà alle altre due divise, le quali probabilmente presenteranno i classici colori gialloblù.<BR><BR><STRONG>INTER</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxQSEhQUEhQUFRUVFRUVFhUUEBQVFRAVFRUWFxQUFBQYHSggGBolGxUVIT0iJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGhAQGiwcHRwrLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCw3LCssLDc3NywrLCssLDcrLDc3LP/AABEIAL0BCwMBIgACEQEDEQH/xAAcAAAABwEBAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBQYHAAj/xABLEAABAwIDAwgHBQUFBQkAAAABAAIDBBEFEiEGMUEHEyIyUWFigRQVM3GRouEjobHB8EJScpLRJEN0grMIJVOT8RY1RFRjhLLCw//EABkBAAMBAQEAAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBf/EACsRAAICAQMDAwQBBQAAAAAAAAABAgMREiExBDJBEyJRIzNhcUIUNENEUv/aAAwDAQACEQMRAD8Aw5LNCRCXZuXRSt2TIGy5CuXSjMFcVy66bwuQOsu/X6KseDYVGyn9MqgXRF+SKIGzqlzeub8GtuPvV4w7a3B8gbJTe8GnzW7tGqNeeEPBkeiHT47lsM212CsALaUX7qW2nm1TFYaGbDZKmelEcWUiIOaGPedzSzKAQc1/gola1s0VgwZGCTc4XNtNd3Z3JRhWtckyJI5cjIpWuCQEdqIjAoQBly665Mk6yMAiowCpAcAhAXKwbMbH1Fb0mMLIRq+Z+jWtHWIvv0Uyko8jSbK+D+uxASO0fFaBs7tBhlOSx9O8hpIzuaHmTXVx0J8lPO2swQ6+jA/+1P45Vn6z+ClDJkVx+ihAW37KYxRVspipqTogXe4xNaxg7Ddu8pHa/kqimvJRkQybzGdY5P4degVEepWd1gbrMWsgT7F8KmpZDHURujeODtzv4SN6ZLqjJPdGTTQC5CuVCAISdQNEqkqjcs7e0qPIxKBCUC8jydQKXZuSCXZuW1PJMgwQXQpRsVrHiV07+CBIlGjYTu+KVrKfKB2p1TNyxpwocpNMmVmI5Rpj9nm4rhdG2jewS0gka6Jxt0nPJIPZrc371D0XJZiOcZoow3jeYWVJwerkjeXRvcw9rHFp87KTxHa+uJy+lTW/jI+9TGqcI6lwNyzLBoDtlqOhInxOZkjmAc3Tx3IuO0AkuVE2820lxCQNI5uGPSOEWsOFzbebBR7nkgucSXEalxJJ8ymT6B7S0yNLQ8Xbf9odoTuoftWd2EJ8/gj7IzZLKRrKUAXUcyIncsZ0zqlgqMlJZF2G6FJ0z7O1TupitqNy6avdDPlES2YguCCyFUIEIyICjBUhNBh+u5WDZvY6rrdYIuhxkf0WDzO9PuTTZltdVfbaQRDPJc2DtQGsv7yF6Kpeba0NjLQ1o6LWEaDdpbcua25x4LhFPkomyvJRS04a+pPpEm+xu2IHubfXzurpiVIJYZIQcrXxui0FgwObl0HZqnQ7yPMga/mjfrfv7VxOcnuzbGODz7NyT4gxxa1kb2gmzhMBmHDS2+ysOFclk5aGzvZEx1s4Y4ue7TUXvYLYC3+vvRcv636rb+omok6ERGA4JBRRCKnZkbxO90ju1x4qRslHN/PggyrCWXuytkiPxfC4aqMxVDBIzXQ7230u07x5LHtruS6aAukpCZogC4tPtYx3D9oBbdN3pGnJP63e5XC6UBNJo8qEWvfhv7Qe8cCuK27lZ2IZLC6rp2Bs0QLpA0e2YNXHvcFiAXo03a0c8o4BSdR1UoEnP1Vpb2ihyMCgQoF5DOoFLsSCXYtqeSZB2hSZi1Hco2LrBTLDqP1wXq9NFNN/By2yaGlbCXOa1oJJ3AC5PuAS9bA6JuVws4Dcd4v29inq7aYsiZHBDHFIG5HTjpSObe/RzDoHXeNVXa8ktJN7nU3NySd5ujfM2w/5QhhjdCUlKLyJzh46KRjH2nmk4ZhBP5Hn3stOy+z5rJWx8DpcnQC1zf4hTe3GyTaYMfnL+iWgm92huXS1yLanXuVcwXHnUcgkF9DvA1HaLcR/RPdoNsHVoA1sO6wF99hqdbDW/ALKyMpdQl4Q4NKtlUxF1mouHNFigxU7kTDHakKm0+pwwSxXsJ1keVyexuzMSeJN0ugw128IitF0o/IN5gmNyFyNK3UohUy5KRwCOEUIwS8Aa1sdhf8AuCqkA1leT3kRvt+CquB7ZzYcZOYYx2YDM54Jyi4FhwGtlrHJcwPwaKM7nCVpPZc2VC2XwmriqKqKCmimcG2dzouGWcCx7b6HUDRcqsSWl/JThvqGO0u0FZVBk8/2LQLNa0ujvuOYNvc7hqUfZrlRlpIxCIRL0iS98ry51z71F7c0VVA5prBZ8l8t3A6DsaNABcKM2e2cqKhpkhhfI0OylzbWzeZXTP024wRnHKTkyZxrbGqmlfNzskeb9hkrg1g7BqrRhHLDljZE2le5waGhxmBLj2m4Wb4/TvgdzUrSx4Fy0kXHv1Ujs7gs45uUQSOYTcODLgjtCdirlLSsYQ4asZZecNxLEcj5pHSuYSCXN0EYvchp7OF7JxinKySx8cNO+KUDKHue1wZ4rW1UjNtfEyk5u1ntjMZbcBrTly6G/b3LMK6jlc9z+ZlDTqCY3DQbiVhRCNk257JFzbjHYuWwG0FbVVjY5ah7o2tL3tytF7HTUD3rXaVixzkR6U1W88GRtHm5y2Fj9w4rDqpR14jwaVp6dx+GAix3HQ+e9eWdsMJ9EraiHcGyOLB2Mc4lg/lIC9StWI8vlCG1VPMP7yItd3ljjb7rJdNLEgmsozFJz7ilAkqjcvRs7DnjyMSgQoF5LOoFLsSCXYtqeSZAtOqlnHo3USN6lT1PJen0zaTOe3wHnOcB3aEWvb0PgtD2P2aopcOpZJmZppXTgdKTURyOGgY07hZSUmx9DK0lrCQDl6M83RI0I9l2hYx6pe7PkcqvcsGUUQ6CQhP2i1GHZCi6rc1xvAqiSL7rhzB96ZnYilzXDpGnf7aF1/IuCt9TD2r4BVvLZnuI9XzRMPfoVfqrYGN+6eRuoAuyB2/tIl/JGxDksfTRSSNqoHhrc1r2dbs370ncvXyKMPpmcYjJcpPD3WcjYgOki0Y1WG76jP5NMfTH9cOgmuGHpJ7UNu0qOojZ4XV1G18WZV7waFqoWcUinNaNU2CmzuZUeAQhQBDdSM3zkRmz4a6P/hyv3djiTZaDhtgXaC51vaxNuBPFZryBsIo6k8HSgDyBVp2qxKaBkZp7c4+eKKxAOYPdYgAkC/mvMs7joRZqrDIpT9pGx5AtdzA4gHgL7uHwSdHRsiBbExrG3vlaLBVBmO1gDzckMNnHmoCGHscRPoUlHtNVEm1nfw0zXW7+jMVLDBZcS2ZpJnl81PG953uOa7vfYqRp4GRsbGwBrGjK1o0DW7gAqNJtfU/uxk9hp5gflulmbYzAdOKI+dQ3/wDEpAO3bC4aH5zSx5g7NfPIele+brb1NYhNHIx0buk14IcAbXB3i4VJxDlKZE4Nko5XXF80Re4fMwK1YLVR1cDJ2MewPGjJG2cLGyE8BhENgmBU1E6QwMMbZALjO5wJB01KslNIDqmWL04yE66a6JemZoDbgPwSGS0btFln+0FBenpX/uyvaT3Fun3rT4NyovLlBmwwm3UmjPuB0K0reJIT4MAai1HV8kLUE56K9Sb9hzruGBQISgXlM6AUsxIpdm5bU8smQdrrEHfY399uBViqcXppBf0fI62uSSzffuVcRV2Rm4mbSZpOyW3rKSOlbzDiIBU/3mp55xPZwU1hvKJDBTlj4XvzVD5T0gLNkkc82PaMyyulf0AO8p5U9ROuiEotszssaksGm4dygUprqmpc1wjliijjvE3M0sDg7NwOrkww/bCiGJGV5PN+juiF4gbPJJ3WWd0R6PmmbDaXzTn00cRa8jjN5Zpez9fQU5qxNOxwnb9m8xPsxxc86jhbMNyY4RU0kVBWRPmZPMSOZdaTUWbfLm3cVScSPRXYa7oqnQnelklTfp5G2I9ZBRxOcQGgk9gFyhxLrJVjS1oINj3LLT9Vv4NM+xfklHUUhFubde27IU0p9n6ku9k4DxEN+8lN/WUn7x+JSBqXne95/wA7v6q77FPGPAq46VgksboXRFuYtuRezXB1rdtklguGuqaiKBnWkeG+4E9J3kNUzgks4EgOsblrr2dbgbLeuSWPDqn+0QUnMzw9F3WLQXNIJYeN9fisrrfJcY7GJYzhzqeeWF/WjeW7rXtuPwTArd+Vmmw2ldz1RTmWomuWgEta4tH7Z3cQsMneC4kANB1sNbdyKrNSE0aZyW7c01FA+CcvjJeX5w3Mwgk6EDUK7YdjVLilRFHFUZnQyNqA3mSL824G1yV55V85EJsuKxj96OQfdf8AJY2VLGUXGRqNXyeuNNWwtmGaqnbMCWEBlrdE237kTDNhJoKt03PB7OYMTBcsIcW2u8DQhaGCk5d65DQzXY/Y+rpHxmYtfZz3ZxI49a9hr70fZfB6+mp6qGRhe6YyOjk58Hm8zTkHS13ngtDlST0AZ9hmG17MMlpnRP8ASckhZNzkTg5xJygG9xp2q27KwSx0dO2ovzzY2h9yD0ra6jRSMM3Ao70ARWN+zPYhpapmUdNu4ce5OK6APY4Hs/ELEdouUetp6meGMxZI5HsbeME2a4ga37lUYahG4x1TLdYfFVzlMc1+GVQ1Noy4HKbXaDbVY9Lyp4iRYSMb3tiA/FQmKbU1lS0tnqJHtO9ugHwAC3jS0S5EUxBP1UZgRajcu6XYYruGJQISgXlM6AU4ZuTdLs3LanlkyDIbIoKMV1+DMcQf1T2c/Zpg3QH3Afen0/s/JdFPbJGNnMRKgPRTU+1805oNyaz+0Tm/pxY49zHWIDopLCzoUtXdQpDDRvTf9whL7bEcQ6yc/wB2E3xAdJLs9msYfckW+1DMJQIrQn2F4bJUStihY573mzWtG/tJ7AO1ZbRNMDNW3Cds5qWi9Gow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UcOinbcP1HS3kDq9vmrZtNsdFTUFJM1zjJM54eT1bAaWbwSbwg8mfLk/9X+L5fqg9XeL5fquUs//2Q==" width=251 height=174><IMG src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSQj5L77l1SWYxQGijDfwQi9Hb4GD1_uvjlB-KL9y50svnB_7J95g" width=205 height=184><BR><BR>In rete circolano varie anteprime. Per quanto riguarda la prima maglia le voci di corridoio convergono su un elemento, ossia che le strisce saranno&nbsp;più strette. Invece la maglia away presenta due varianti, che comunque segnerebbero un cambio di rotta rispetto al rosso dominante nella stagione appena finita.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR><BR><IMG 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width=187 height=184><BR><BR>Niente stelle e slogan da manifestazione sindacale, la maglia casalinga dei bianconeri sarà molto più&nbsp;sobria. Strisce più strette e nuovo sponsor, mentre la vera novità è rappresentata dalla divisa esterna, in un'inedita tinta gialla.<BR><BR><STRONG>LAZIO</STRONG><BR><BR><IMG src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSIZmeUIFpqJpt4Ogr4baoBAXG8MM1p3_fGdvMAQfucym6a5_GH" width=250 height=158><BR><BR>Lo sponsor tecnico sarà ancora Macron, che riproporrà una divisa a tinta unita e con pochi inserti. I colori delle maglie dovrebbero essere rispettivamente celeste, giallo e blu, e rimbalzano voci secondo cui il modello base sarebbe la maglia speciale che i biancocelesti hanno sfoggiato alla finale di Coppa Italia. Bella e, visti i risultati, anche fortunata.<BR><BR>C1007650FL0435FL0435isla-6.jpgSiNmaglie-serie-a-2013-14-1012136.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100612201,02,03,07,080301625
1151012085NewsCampionatiJuventus, Carrera condannato a 30 mesi di carcere per duplice omicidio20130521110224juventus, carreraCome riporta Il Corriere dello SportCome riporta Il Corriere dello Sport, Massimo Carrera, ex calciatore dell'Atalanta e ora responsabile tecnico delle giovanili della Juventus, è stato condannato oggi a Bergamo a 2 anni e 6 mesi per duplice omicidio colposo per un incidente avvenuto la notte di Capodanno 2011 lungo l'autostrada A4, tra Dalmine e Bergamo, nel quale morirono due ragazze di 23 anni. La sentenza questa mattina al processo in abbreviato. Il pm Monia Di Marco aveva chiesto per Carrera 3 anni e 4 mesi. Un secondo automobilista coinvolto, Paolo Braggino, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi (la richiesta era stata di 2 anni e 8 mesi), mentre il terzo, Paolo Bertacchini, che aveva rinunciato all'abbreviato, è stato rinviato a giudizio. Nell'incidente morirono Chiara Varani, di Monasterolo del Castello (Bergamo), e Patrizia Paninforni, di San Giovanni Bianco (Bergamo).C1007650adm001adm0011839.jpgSiNjuventus-carrera-condannato-a-trenta-mesi-di-carcere-per-duplice-omicidio-1012085.htmSiT1000007100075701,02,03,06030312
1161012043NewsCampionatiSerie A, 37a giornata: le probabili formazioni20130512102555serie aLe probabili formazioni della 37a giornata di Serie ALe probabili formazioni della 37a giornata di Serie A.<BR><BR>Fiorentina – Palermo<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Mati Fernandez, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni.<BR><BR>Palermo(3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Rios, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Miccoli.<BR><BR>Genoa – Inter<BR><BR>Genoa (4-3-1-2): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini, Antonelli; Kucka, Matuzalem, Vargas; Bertolacci; Floro Flores, Borriello. Indisponibili: Rossi, Olivera, Ferronetti.<BR><BR>Inter (4-3-2-1): Handanovic; Benassi, Ranocchia, Cambiasso, Chivu; Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto; Guarin, Alvarez; Rocchi. Squalificati: Juan Jesus, Pereira. Indisponibili: Castellazzi, Mudingayi, Obi, Milito, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Zanetti, Silvestre, Jonathan.<BR><BR>Parma – Bologna<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Ampuero; Marchionni, Valdés, Parolo; Biabiany, Amauri, Belfodil. Squalificato: Gobbi. Indisponibili: Mariga, Mesbah, Sansone.<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Garics, Sorensen, Naldo, Morleo; Taider, Khrin; Christodoupoulos, Diamanti, Gabbiadini; Moscardelli. Squalificati: Gilardino, Perez, Kone. Indisponibili: Cherubin, Curci, Antonsson, Carvalho.<BR><BR>Udinese – Atalanta<BR><BR>Udinese (3-4-1-2): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Badu, Gabriel Silva; Pereyra, Muriel; Di Natale. Indisponibile: Lazzari.<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Scaloni, Lucchini, Canini, Giorgi; Carmona, Radovanovic, Biondini, Del Grosso; Bonaventura, Denis. Squalificati: A. Masiello, Cigarini, Stendardo. Indisponibili: Marilungo, Cazzola, Brienza, Budan, Raimondi.<BR><BR>Napoli – Siena<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Rolando, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Armero; Hamsik; Cavani, Pandev. Indisponibile: Campagnaro.<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Sestu, Agra; Emeghara. Squalificati: Vitiello, Rosina. Indisponibile: Matheu.<BR><BR><BR>Lazio – Sampdoria<BR><BR>Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Ledesma, Hernanes, Lulic; Floccari, Klose.Indisponibili: Brocchi, Mauri, Ederson.<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Da Costa; Gastaldello, Palombo, Castellini; De Silvestri, Poli, Obiang, Renan, Estigarribia; Icardi, Eder. Indisponibili: Krsticic.<BR><BR>Chievo – Torino<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Sardo, Andreolli, Dainelli, Cesar, Dramé; Cofie, Rigoni, Hetemaj; Stoian, Thereau. Squalificati: Bentivoglio, Papp, Luciano. Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi, Paloschi.<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Ogbonna, Glik, Rodriguez, S. Masiello; Basha, Brighi; Cerci, Barreto, Meggiorini, Vives.Indisponibili: Stevanovic, Diop, A. Gomis, Santana.<BR><BR>&nbsp;<BR>Milan – Roma<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Flamini, Muntari, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarwy. Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Bonera, Antonini.<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Lobont; Torosidis, Marquinhos, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Florenzi; Osvaldo. Indisponibile: Stekelenburg.<BR><BR>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-le-probabili-formazioni-della-trentasettesima-giornata-1012043.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09030426
1171012046NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Tacchinardi: «Per la Juventus meglio Cavani di Ibrahimovic»20130511110722juventus, tacchinardiIndimenticato perno del centrocampo bianconeroIndimenticato perno del centrocampo bianconero, Alessio Tacchinardi nato a Crema il 23 luglio del 1975, è oggi opinionista televisivo e allenatore degli Allievi Regionali del Brescia. Nel 1994 proveniente dall’Atalanta approda alla Juventus, e qui sigilla la sua prestigiosa carriera di calciatore fino al 2005, anno in cui passò al Villarreal per due stagioni prima di finire la carriera a Brescia nel 2008. Con la Juve vinse cinque scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League, una Supercoppa Uefa, una Coppa Intercontinentale e una Coppa Intertoto. In Nazionale vinse il Campionato d’Europa Under 21 nel 1996, 13 presenze nella Nazionale maggiore dal 1995 al 2003, 12 nell’Under 21 e 9 nell’Under 18. Un Palmarès davvero prestigioso per questo giocatore cremasco che ha legato tutte le sue fortune calcistiche alla Juventus. Ma, di Tacchinardi, c’è anche un altro aspetto conosciuto da poche persone: il suo amore per il Golf. A Crema, infatti, sua città natale, ha organizzato e patrocinato la Tacchinardi Cup 2013, un’importante manifestazione sportiva che si è svolta il 18 aprile scorso presso il Golf Crema Resort, al podere di Ombrianello. Sono stati 55 i partecipanti, ben 9 in più rispetto alla prima uscita ufficiale della manifestazione. La prossima si svolgerà giovedì 16 maggio e proseguirà fino al 6 giugno, data in cui si chiuderà il torneo. Ci saranno anche ospiti illustri quali, Massimo Mauro, Gianluca Vialli, il giornalista Sky Alessandro Bonan e, con molta probabilità, anche Cesare Prandelli, il C.T. azzurro che è grande appassionato di Golf da sempre. Ma, ricordando Alessio Tacchinardi ex calciatore della Juventus e della Nazionale, l’abbiamo avvicinato in esclusiva per IlCalcio24.com.<br><br> Tacchinardi, cosa pensi del secondo scudetto consecutivo conquistato dalla Juve dell’era Conte?<BR>“Penso che la Juve abbia fatto qualcosa d’importante, qualcosa che non è mai facile ripetere anche in considerazione che vincere non è cosa semplice. Tuttavia, una Juventus che ha dimostrato grandi motivazioni, volontà e idee molto chiare, non poteva non bissare la vittoria”.<br><br> Qual è stato il giocatore bianconero che ti ha impressionato maggiormente?<BR>“Devo dire che tutti i giocatori della Juventus hanno fatto una grandissima stagione. Ma Vidal è il giocatore che mi è piaciuto di più, perché lavorando con serietà nella Juve, ha avuto una crescita esponenziale tale da instaurare una leadership di centrocampo che è nota a tutti. Un vero guerriero, capace di fare la differenza. Un altro giocatore che mi è piaciuto tanto per continuità e rendimento è stato Barzagli. Poi, non voglio dimenticare Pogba; un giocatore giovane che è cresciuto tantissimo ed è stato la vera rivelazione di questa Juventus”.<br><br> Sei d’accordo con chi sostiene che il successo della Juve si racchiuda principalmente nella mentalità provinciale e nella fame di vittorie?<BR>“Penso che la ferocia calcistica e un certo tipo di mentalità, Antonio Conte l’abbia acquisita soprattutto quando giocava. Si chiama mondo Juve, la capacità di indossare una maglia che ti deve dare lo sprone a vincere, perché non c’è alternativa alla vittoria e all’essere protagonista, conservando al contempo l’umiltà. Questi sono gli ingredienti che Conte ha saputo apportare alla squadra come suo imprescindibile credo calcistico. Poche parole, molta ferocia, cattiveria agonistica e ambizione, senza tuttavia mai perdere di vista l’umiltà, che è essenziale per avere idee chiare e giocare un calcio bellissimo e propositivo. Questa è la Juve”. <br><br> Pensi veramente che tra la Juve e le più titolate squadre europee ci sia tutto questo ampio divario di cui si parla tanto?<BR>“ Non penso che ci sia realmente tutto questo divario. Il Bayern Monaco è in assoluto la squadra più forte d’Europa e la Juve è stata sicuramente sfortunata a doverla incontrare ai quarti di finale. Se gli fosse capitato il Borussia, il Barcellona o il Real Madrid, sarebbe andata avanti o, almeno, se la sarebbe giocata alla pari. Per questo, sono convinto che tra la Juve e le altre squadre europee non ci sia tutto questo gap di cui si dice tanto”.<br><br> Ma cosa manca realmente a questa Juve per ritornare a vincere dopo tanti anni la Champions League?<BR>“ Vincere la Champions non è facile, indipendentemente dal fatto che ci sia un giocatore in più o in meno. Serve tanta fortuna e, al contempo, tutta una serie di episodi positivi, capaci di metterti in condizione di arrivare in finale e tentare di vincere, grazie anche al fatto di giocare un’unica partita. Tuttavia, dopo quest’analisi, devo ammettere onestamente che la Juve manca di un certo numero di fuoriclasse in grado di fare la differenza in campo internazionale”.<br><br> A proposito di questo discorso. Dopo l’acquisto di Fernando Llorente, la Juve sembra passare da Cavani a Jovetic, da Higuain a Ibrahimovic per colmare il vuoto di un vero e proprio top player. Tu cosa ne pensi?<BR>“Penso che Ibrahimovic potrebbe essere un acquisto molto importante perché è veramente forte, è un vero campione ed è uno che vuole vincere, anche se, in realtà, non ha mai vinto la Champions ma è in grado da solo a far alzare il livello della squadra. Personalmente penso&nbsp; che Cavani sia il giocatore ideale per questa Juve che si rivede in lui dal punto di vista della mentalità, dell’agonismo e della fame di vittorie. Per il trentenne Ibrahimovic e, per la Juve, sarebbe un ritorno al passato, mentre con Cavani si instaurerebbe un rapporto calcistico più consono al credo tattico e alla filosofia di Conte”.<br><br> Qual è la differenza tra la Juve in cui tu giocavi e quella di oggi?<BR>“Secondo me ci sono tante differenze. Innanzitutto è cambiato il calcio, anche a livello di mentalità di allenatori emergenti. Conte, per esempio, ha un calcio molto più dinamico, propositivo e bello sotto l’aspetto spettacolare. La mia Juve era diversa; cinica, meno dinamica e forse più consona ai tempi di un calcio diverso da quello di oggi, che si identifica in una maggiore qualità rispetto a prima. E’ il segno dei tempi, in cui tecnica e modi diversi di concepire il calcio si incontrano (ieri come oggi), in un unico obiettivo da raggiungere: la vittoria”.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711tacchinardi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-tacchinardi-per-la-juventus-meglio-cavani-di-ibrahimovic-1012046.htmSiT1000007100451001,02,03,06030354
1181012028NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, Denis verso la capitale20130508182521Denis, Calciomercato, LazioProtagonista anche quest’anno con la maglia dell’Atalanta<p class="MsoNormal">Protagonista anche quest’anno con la maglia dell’Atalanta, è diventato uno degli attaccanti più richiesti. Per German Denis c’è la fila: in pole position la Lazio (vi immaginate che tandem con Klose?), ma subito dopo ecco la Fiorentina di un Montella alla ricerca di un vero finalizzatore. Tra le pretendenti non manca qualche club straniero ed anche la Juve di Conte, che però al momento preferisce puntare l’obiettivo su top player di maggiore fama. <br><br> <!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></object> <style> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><br><br>C1007650FL0881FL0881denis.jpgSiNdenis-verso-capitale-1012028.htmSiT1000018101199701,02,03030566
1191012020NewsCampionatiSerie A, 36 giornata: le probabili formazioni20130508111120serie aLe Probabili FormazioniMercoledì 8 maggio<br><br> PESCARA-MILAN ore 18<br><br> Pescara (4-2-3-1): Perin; Zanon, Capuano, Kroldrup, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Sculli; Sforzini<BR>A disp.: Falso, Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Cosic, Blasi, Bjarnason, Di Francesco, Abbruscato, Caraglio, Mancini. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: D'Agostino, Modesto, Weiss, Quintero, Caprari, Pelizzoli<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio; Flamini, Muntari, Nocerino; Niang, Balotelli, Robinho<BR>A disp.: Gabriel, Amelia, Yepes, Constant, Salamon, Ambrosini, Zaccardo, Traoré, Cristante, Pazzini, El Shaarawy. All.: Allegri<BR>Squalificati: Boateng (1)<BR>Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Antonini, Bonera<br><br> ATALANTA-JUVENTUS ore 20.45<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez, Denis<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Lucchini, Bellini, Contini, Brivio, Radovanovic, Scaloni, Giorgi, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Troisi, Budan, Cazzola, Marilungo, Brienza, Lucchini<br><br> Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Matri, Quagliarella<BR>A disp: Rubinho, Branescu, Marrone, Peluso, Lichtsteiner, Isla, Vidal, Vucinic, Giovinco, Anelka. All.: Conte<BR>Squalificati: Pogba (3)<BR>Indisponibili: Pepe, Asamoah, Buffon, Bendtner, Barzagli<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-NAPOLI ore 20.45<br><br> Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino<BR>A disp.: Agliardi, Naldo, De Carvalho, Krhin, Natali, Morleo, Garics, Pazienza, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalifica: Guarente (1) <BR>Indisponibili: Cherubin, Curci<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Cavani, Pandev<BR>A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Rolando, Mesto, Inler, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò, Insigne. All.: Mazzarri<BR>Squalifica: nessuno<BR>Indisponibili: Campagnaro<br><br> CAGLIARI-PARMA<br><br> Cagliari (4-3-2-1): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; T. Ribeiro, Sau<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Avelar, Ariaudo, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Casarini, Loi, Nenè. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: Pinilla (1) <BR>Indisponibili: Cabrera, Pisano<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Paletta, Coda; Rosi, Parolo, Valdes, Ampuero, Gobbi; Biabiany, Amauri <BR>A disp.: Pavarini, Santacroce, MacEachen, Morrone, Palladino, Strasser, Marchionni, Ninis, Galloppa, Palladino, Belfodil, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Lucarelli (1)<BR>Indisponibili: Mariga, Sansone, Mesbah<br><br> INTER-LAZIO ore 20.45<br><br> Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Spendlhofer, Benassi, Schelotto, Garritano, Forte, Colombi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Silvestre, Zanetti, Cassano, Nagatomo<br><br> Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose, Floccari<BR>A disp.: Bizzarri, Guerrieri, Ciani, Onazi, Cana, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Ledesma, Rozzi, Saha. All.: Petkovic<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Ederson, Brocchi, Mauri<br><br> PALERMO-UDINESE ore 20.45<br><br> Palermo (3-5-2): Sorrentino; Muñoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Mantovani, Anselmo, Faurlin, Viola, Nelson, Dossena, Fabbrini, Hernandez, Formica, Sperduti, Boselli, Dybala. All.: Sannino<BR>Squalificati: Donati (1)<BR>Indisponibili: nessuno<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Angella, Hertaux; Basta, Pereyra, Allan, Badu, G. Silva; Zielinski; Muriel.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Siku, Merkel, Pasquale, Faraoni, Maicosuel, Di Natale, Campos Toro, Rodriguez. All.: Guidolin<BR>Squalificati: Danilo (1), Domizzi (1), Pinzi (1)<BR>Indisponibili: Lazzari<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-CATANIA ore 20.45<br><br> Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Pulsen; Sansone, Eder<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Savic, Renan, Rossini, Berardi, Estigarribia, Icardi, Maresca, Rodriguez, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Krsticic, Costa<br><br> Catania (4-3-3): Frison; Potenza, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR>A disp.: Terracciano, Messina, Augustyn, Ricchiuti, Cani, Rolin, Biagianti, Castro, Salifu, Keko, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Alvarez, Capuano<br><br> SIENA-FIORENTINA ore 20.45<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Texeira; Angelo, Della Rocca, Vergassola, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Grillo, Terlizzi, Verre, Bolzoni, Calello, Pozzi, Agra, Valiani, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (10/5/2013), Felipe (1)<BR>Indisponibili: Matheu<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero, Pasqual; Jovetic, Larrondo<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Llama, Roncaglia, Mati Fernandez, Romulo, Wolski, Toni, El Hamdaoui, Rossi. All.: Montella<BR>Squalificati: Ljajic (2), Tomovic (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Aquilani, Sissoko<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-GENOA ore 20.45<br><br> Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Barreto, Bianchi, Santana<BR>A disp.: Coppola, Rodriguez, Darmian, D'Ambrosio, Vives, Bakic, Menga, Di Cesare, Birsa, Basha, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Stevanovic<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka, Matuzalem, Vargas, Moretti; Bertolacci; Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Antonelli, Bovo, Floro Flores, Nadarevic, Pisano, Rigoni, Jankovic, Immobile, Jorquera, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Olivera, Rossi, Ferronetti<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-trentaseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1012020.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030351
1201012016NewsCampionatiJuventus, sono 29 o 31 scudetti?20130507190723juventusSarà l’eterno amletico dilemma che inseguiràSarà l’eterno amletico dilemma che inseguirà le future vittorie della Juventus. 29 scudetti sono quelli assegnati alla Juventus dalla giustizia sportiva dopo i fatti di calciopoli e 31 sono quelli che Società e tifosi bianconeri rivendicano come quelli legittimamente conquistati sul campo. Un tunnel dal quale non se ne esce facilmente e chissà per quanti anni ancora rappresenterà il tormentone mai risolto. Ma, comunque sia, la Juventus bissa il suo secondo scudetto dell’era Conte. Vince 1 a 0 contro il Palermo e si aggiudica il campionato 2012- ’13 con tre giornate d’anticipo: e questo non è davvero poco. 26 partite vinte su 35 giornate di campionato, lasciano capire quanto questa Juventus abbia sempre badato al sodo senza fronzoli e inutili orpelli. Un’andatura costante che ha spesso avvilito e scoraggiato le più accreditate inseguitrici, le quali non sono state in grado di tenere il passo dei bianconeri. La squadra di Conte è andata forse oltre al suo reale valore tecnico di squadra che manca di un vero e proprio top player. Ma il coach bianconero ha saputo plasmare la squadra con motivazioni che, talora, sono apparse addirittura maniacali nell’assumere una mentalità ossessivamente vincente. Allentare la tensione non è possibile in casa bianconera, almeno fino a quando ci sarà Conte. E dire che dopo la batosta psicologica della doppia sconfitta consecutiva contro il Bayern Monaco, tutto lasciava presupporre a una delusione psicologica che avrebbe in qualche modo rallentato il progredire della Juventus. E invece, anche da questa forse prevedibile defaillance, i bianconeri hanno saputo ritrovare la linfa per proseguire in campionato la strada del successo. E’ l’interminabile “fame” di vittorie che Conte ha saputo inculcare a questa squadra, fin dal primo giorno in cui due anni fa nel ritiro di Bardonecchia, ha guardato negli occhi tutti i suoi giocatori a disposizione, catechizzandoli in maniera&nbsp; convincente ed entrando tra pieghe più profonde della loro coscienza . La Juve veniva da due campionati fallimentari che si riassumevano in due settimi posti in classifica. Non era possibile! Non era da Juventus! “Dobbiamo smettere di fare schifo” disse Conte in quell’occasione e così nel suo team si cementò il senso dell’appartenenza juventina in quel “tutti per uno e uno per tutti”che è alla base dei successi. Eppure, se pensiamo allo strapotere juventino che si identifica nei suoi numerosi scudetti vinti , che sono da sempre stati emblema di una casata aristocratica come quella degli Agnelli, sembra davvero impossibile che Conte sia riuscito a inculcare una mentalità da provinciale sempre arrembante, agguerrita, ringhiante come chi è affamato e cerca sempre un tozzo di pane per riempirsi lo stomaco. Non è certo nella retorica dei sentimenti che intendiamo cadere, tuttavia, questo ci sembra trasparire da una conduzione tecnica che è significativamente vincente. “Solo chi vince fa la storia, gli altri la leggono”. Conte è arrivato ad allenare la Juve con lo stesso spirito e la medesima mentalità di quando allenava il Siena e l’Atalanta. Non si è mai imborghesito nel sistema Juve, ma ha trasmesso valori di sacrificio e dedizione molto simili a quando giocava nella sua Juventus. Grinta e determinazione nel suo interdire in campo; ma anche il cuore oltre l’ostacolo, nella generosità di spendere tutte le proprie forze fino alla fine di ogni gara. Questo è il suo esempio, questo è il suo messaggio inconfutabile, questo è quanto i suoi giocatori hanno recepito e fatto proprio. Tutti, da Buffon a Pirlo, da Chiellini a Barzagli, ma anche da Marchisio al baby Pogba hanno capito cos’è questa Juventus. Adesso comincia la parte più difficile: proseguire sulla strada del successo. Come? Rimpolpando un’intelaiatura già competitiva in campo nazionale, che ha però bisogno di alcuni ritocchi importanti per tessere il mosaico internazionale. Su tutti, il valido apporto del tanto desiderato Top Player; il fuoriclasse che la Juve non ha. Poi anche altre alternative importanti che possano rendere la squadra competitiva anche in campo internazionale. Per il prossimo anno, Conte vuole avere garanzie e idee chiare su quelli che sono i programmi della Società. Agnelli e Marotta sanno già che la Juve non può più continuare solo con questi giocatori. Urgono validi fuoriclasse in grado di colmare quel gap tecnico già emerso quest’anno in campo internazionale. Sì, perché questa Juve, adesso, ha davvero grandi e legittime aspirazioni di crescita.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711juventusscudetto.jpgSiNjuventus-sono-ventinove-o-trentuno-scudetti-1012016.htmSiT1000007100451001,02,03030258
1211012013NewsCampionatiJuventus, Alessio: «Dobbiamo vincerle tutte»20130507180054Juventus, alessioIn conferenza stampa In conferenza stampa prima della gara con l'Atalanta si sono presentati Angelo Alessio e Massimo Carrera in sostituzione di Antonio Conte:<br><br>Sulle ultime gare:<br>Carrera: "Il mister darà spazio a chi ha giocato meno, ma daremo tutto fino alla fine".<br>Alessio: "L'obiettivo è quello di battere il record di Capello e quindi vincere tutte le gare".<br>Sul timeout:<br>Carrera: "Non credo che sia troppo utile, ci sarebbero troppe interruzioni".<br>Sul loro futuro:<br>Alessio: "Sono con Conte da tre anni. Sono stati meravigliosi e continuerò a seguirlo, non mi interessa una carriera da primo allenatore. Rimango fedele a Conte, che è contento del mio contributo".<br>Carrera: "Siamo uno staff unito, sappiamo cosa significa sacrificarsi per vincere. La nostra unità è il primo mattone per portare la squadra a grandi livelli. E' un onore stare con lui".<br>Sul futuro di Conte:<br>Alessio: "Antonio è un vincente, dobbiamo continuare a lavorare per crescere ancora. A breve comunque vedremo quale sarà il suo pensiero".<br>Carrera: "Conte non ha ancora parlato col Presidente, questo è certo. Se vuole questo chiarimento è perché vuole la Juventus sempre più forte".<br>Sulla squadra stanca:<br>Alessio: "Non vedo segni di logorio, anzi. Dobbiamo dare merito ai giocatori che hanno vinto tanto in questi due anni".<br>Carrera: "Faccio soltanto i complimenti a questi ragazzi".<br>Sulla loro esperienza in panchina:<br>Carrera: "All'inizio la squadra era un po' appagata e soffriva l'assenza di Antonio. Noi due siamo contenti di aver aiutato la Juventus. All'inizio siamo stati anche fortunati, fa piacere essere l'unico imbattuto in serie A, ma la squadra in settimana era allenata da Conte. Il merito è suo".<br>Alessio: "Noi lo aiutiamo, ma il merito è tutto di Antonio".<br>Sul gap con le big europee:<br>Alessio: "Abbiamo intrapreso un percorso di crescita incredibile. In Europa abbiamo visto la giusta dimensione, ora dobbiamo fare ancora un passettino per arrivare al top. Ci vorrà tempo e mentalità".<br>Carrera: "Noi abbiamo perso 4-0 col Bayern, il Barcellona 7-0. Tutto sommato forse possiamo giocarcela".<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001alessio.jpgSiNjuventus-alessio-dobbiamo-vincerle-tutte-1012013.htmSiT1000007100075701,02,03030239
1221012002NewsCampionatiLIVE - Serie A, risultati e marcatori20130505175144serie aRisultati e marcatori I risultati e marcatori di Serie A. Match ore 15.<br><br> Finali<br><br> Catania-Siena 3-0: 14' 52' e 71' Bergessio<br><br> Genoa-Pescara 4-1: 19' Floro Flores, 30' e 54' Borriello, 35' Sculli (P), 70' Bertolacci<br><br> Juventus-Palermo 1-0: 58' Vidal rigore<br><br> Lazio-Bologna 6-0: 22' 36' 39' 50' e 61' Klose, 32' Hernanes<br><br> Milan-Torino: 84' Balotelli<br><br> Parma-Atalanta 2-0: 45' Parolo, 58' Biabiany <br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNserie-a-trantacinquesima-giornata-risultati-e-marcatori-1012002.htmSi100075501,02,03,06,07,09030295
1231011981NewsCampionatiSerie A, la classifica senza torti arbitrali: Juventus prima e il Milan dietro l`Inter20130429123733serie aLa classifica virtuale La classifica virtuale di Serie A, al netto dei favori/torti arbitrali. La Juventus e il Napoli si confermano al comando dell’Italia anche se i bianconeri sono in credito di un punto mentre gli azzurri sarebbero stati favoriti addirittura con 7 punti. Ma la posizione più sorprendente, se non quasi clamorosa, è quella del Milan, che dovrebbe trovarsi al sesto posto in classifica, a quota 51, con ben 11 punti in meno rispetto ai 62 attuali, e dietro a Fiorentina, Roma e Inter.<br><br> CLASSIFICA VIRTUALE (Squadra – Punti virtuali – Punti reali – Saldo):<BR>Juventus 81 80 (-1)<BR>Napoli 62 69 (+7)<BR>Fiorentina 61 61 (0)<BR>Roma 59 55 (-4)<BR>Inter 54 53 (-1)<BR>Milan 51 62 (+11)<BR>Udinese 48 54 (+6)<BR>Catania 47 48 (+1)<BR>Lazio 45 52 (+7)<BR>Parma 43 40 (-3)<BR>Bologna 42 40 (-2)<BR>Torino 41 36 (-5)<BR>Cagliari 41 42 (+1)<BR>Atalanta 40 39 (-1)<BR>Palermo 34 32 (-2)<BR>Sampdoria 33 38 (+5)<BR>Genoa 33 32 (-1)<BR>Siena 32 30 (-2)<BR>Chievo 30 39 (+9)<BR>Pescara 25 22 (-3).<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-la-classifica-senza-torti-arbitrali-juventus-prima-milan-dietro-l-inter-1011981.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08,09030387
1241011966NewsCampionatiNapoli, Mazzarri: «Inler ha avuto un po` di calo. Della Roma non so niente»20130426153418napoli, mazzarriWalter MazzarriWalter Mazzarri ha parlato alla vigilia dell'importantissima sfida col Pescara in programma domani:<br>Sulla sfida col Pescara: "Chi conosce il calcio sa che quella col Pescara è una delle partite più difficili che potessero capitarci. Hanno fatto una bella gara con la Roma e da quando è tornato Bucchi giocano bene. Inconsciamente può sembrare una partita facile, spero che i ragazzi non pensino questo altrimenti andremo incontro ad una brutta figura".<br>Su Insigne: "Abbiamo dei meccanismi ben rodati e che Lorenzo conosce molto bene. Data l'assenza di Cavani, abbiamo provato degli schemi che possano metterlo nelle condizioni di fare bene".<br>Sul suo futuro: "E' una cosa che oggi non prendo in considerazione. L'interesse della Roma? Io non so niente di queste voci e adesso non ci penso neanche".<br>Su Inler: "Ha avuto un momento di appannamento. Spero che abbia recuperato la forma migliore".<br>Ancora su Insigne: "Sta crescendo tantissimo. ' il percorso naturale dei giocatori e lui lo sta facendo nel migliore dei modi".<br>Sulla classifica: "Il Milan ha raccolto tanto. Noi dobbiamo continuare a macinare punti, perché Milan e Fiorentina spingono molto. Solo a obiettivo raggiunto potremo fare altre considerazioni".<br>Sulla programmazione: "Non dobbiamo emulare nessuno, squadre tedesche comprese. Sono 4 anni che portiamo avanti il nostro progetto. Noi esaminiamo i dati del Borussia Dortmund. Per arrivare a quel punto ci hanno messo 5 anni, noi siamo al quarto quindi ci manca ancora una stagione per capire a che punto siamo. Il calcio è un connubio di risultati sportivi ed economici".<br>Sul calcio italiano: "Siamo in una fase di ristrutturazione. Abbiamo toccato il fondo ma sono convinto che da qui a poco tempo torneremo ad essere competitivi come una volta. L'importante è continuare a lavorare seriamente".<br>Sulle assenze col Pescara: "Se Inler sta bene non sentiremo troppo l'assenza di Behrami. Per quanto riguarda Cavani, ai miei attaccanti ho detto che devono essere più cattivi, proprio come Edinson contro l'Atalanta. Serve più concretezza".C1007650adm001adm001mazzarri.jpgSiNnapoli-mazzarri-inler-ha-avuto-un-po-di-calo-della-roma-non-so-niente-1011966.htmSiT1000017100075701,02,03030438
1251011889NewsCampionatiInter-Parma, le pagelle. Top Jonathan e Sansone. Flop Schelotto20130421151114serie a, inter, parmaSerie A Inter Parma PagelleAl Meazza squillo dei nerazzurri che tornano a vincere in casa, nonostante una prestazione tutt’altro che esaltante.<BR>Decide il match Tommaso Rocchi, l’uomo della provvidenza, al secondo gol con la casacca milanese dopo quello realizzato contro l’Atalanta.<BR>Tre punti fondamentali per l’Inter e per Stramaccioni, mentre per il Parma continua il momento no.<br><br> Risultato finale Inter Parma 1-0: 82’ Rocchi<BR>Ammoniti: 49’ Pereira, 50’ Valdes, 77’Amauri<br><br> Inter (4-4-2): Handanovic 7, Jonathan 7, Ranocchia 5.5, Jesus 6, Pereira 5, Zanetti 6, Kovacic 6.5, Kuzmanovic 6.5, Schelotto 4.5 (77’ Garritano 6), Alvarez 5.5, Rocchi 6.5 (85’ Chivu 6)<BR>All. Stramaccioni 6<br><br> Parma (4-3-3): Mirante 6, Gobbi 6.5, Lucarelli 6, Coda 6.5 (73’ Santacroce 6), Benalouane 6.5, Valdes 6.5, Parolo 6.5, Marchionni 5 (87’ Galloppa s.v.), Sansone 6.5, Belfodil 5 (45’ Biabiany 6), Amauri 5.5<BR>All. Donadoni 6<br><br> <STRONG><EM>Top Inter</EM></STRONG><br><br> Jonathan: anni di oblio, sfottò e pessime prestazione. Il primo segnale di riscossa l’avevamo ammirato nella gara interna contro gli Spurs. Dopo il match con la Roma, il terzino brasiliano infila un’altra ottima prestazione: perfetto l’assist a Rocchi, per il gol che decide il match, nonostante il calo dopo un buonissimo primo tempo.<br><br> <STRONG><EM>Flop Inter</EM></STRONG><br><br> Schelotto: i tifosi si ribellano, i fischi piovono dagli spalti. Incomprensibile come possa giocare in una squadra del calibro dell’Inter. Imbarazzante.<br><br> <STRONG><EM>Top Parma</EM></STRONG><br><br> Sansone: desiderava punire l’Inter come all’andata. Non ce l’ha fatta e il merito è solo del portierone sloveno dell’Inter. È lui il migliore degli ospiti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Parma</EM></STRONG><br><br> Belfodil: dalle stelle alle stalle. A gennaio si parlava di Juventus, ora solo critiche e punti di domanda. Da ritrovare.<br><br>C1007650FL0882FL0882rocchi-6.jpgSiNserie-a-inter-parma-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1011889.htmSiT1000016,T1000026100877901,02,03,06030668
1261011856NewsCampionatiInter, Stramaccioni: «Il pubblico ci ha capiti. Ci serviva uno come Botta» 20130420122252inter, stramaccioniStramaccioniStramaccioni contro il Parma dovrà però far fronte alla solita emergenza dovuta agli infortunati, incrementata dopo il crac di Cambiasso. Queste le parole del tecnico in conferenza stampa.<br><br> "Il pubblico? Ancora una volta i tifosi abbiano dimostrato quanto amano questo club e questa maglia. I tifosi hanno capito il nostro momento, che è molto difficile e si sono presentati ancora a sostenerci mercoledì dal primo all'ultimo minuto. La forza con cui i miei calciatori hanno cercato il pareggio, anche se non serviva ai fini della qualificazione, è stato compreso dal pubblico. Questo non possiamo che sottolinearlo e dentro lo spogliatoio l'abbiamo notato tutti. I tanti infortuni? In questo momento la cosa più importante è far parlare il campo e cercare di fare risultato domani. Questa deve essere la nostra mentalità. Veniamo da tre partite nelle quali abbiamo fatto bene anche se non sono arrivati risultati. Il nostro presidente ha la voglia di riportare l'Inter in alto, sono due stagioni che non ci siamo riusciti. In questo momento lui è con noi, sta lavorando con i più stretti collaboratori per costruire qualcosa di importante per la stagione. Europa League? Per noi è importante essere in una competizione europea, sarebbe molto brutto non farla. Non dobbiamo commettere gli errori commessi quest'anno, commessi un po' da tutte le italiane. Quando alleni l'Inter sei sempre sotto una lente enorme. Secondo me soprattutto in questo 2013 non siamo riusciti ad avere la continuità di risultati che merita l'Inter. Se per voi il futuro è il 30 giugno per me è Inter-Parma; vogliamo giocare alla morte queste sei partite. Come si tiene su il gruppo? Sia con l'Atalanta, che con l'Atalanta che con la Roma abbiamo dimostrato di giocare con grande impegno e approccio mentale; non credo che l'Inter abbia fatto male. Da questo punto di vista non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi. È normale che da fuori si vada alla ricerca del colpevole, ma in questa stagione è come se avessimo assistito a due momenti diversi, perché allenatore, collaboratori e preparatori sono gli stessi che c'erano quando l'Inter era a ridosso delle prime posizioni. Palacio e Cassano? Rodrigo ha ricominciato a correre, mentre Antonio no. Non sono comunque rientri imminenti. Nagatomo? Se sarà sottoposto ad intervento chirurgico è una decisione che spetterà all'Inter. Il finale di stagione? Oltre all'utilizzo di giocatori che avevano trovato meno spazio quando eravamo al completo, e vorrei sottolineare la prestazione di Jonathan, il resto è tutto in relazione alle condizioni dei giocatori. Benassi ad esempio non lo considero più un ragazzo della Primavera, queste sei partite saranno importanti per tutti. Ruben Botta? Tutte le operazioni che abbiamo fatto da quando sono qui sono sempre state condivise dall'allenatore con chi fa il mercato. Sicuramente l'Inter del prossimo anno sta lavorando molto sulle tipologie di ruolo che ci sono sfuggite in quest'anno. Credo che Botta abbia le caratteristiche di un giocatore che ci mancava".<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-stramaccioni-il-pubblico-ci-ha-capiti-ci-serviva-uno-come-botta-1011856.htmSiT1000026100075701,02,03030245
1271011815NewsCampionatiSerie A, Banti per la sfida tra Juventus e Milan20130418131990serie a, juventus, milanSarà Banti Sarà Banti ad arbitrare il big match di domenica sera fra Juventus e Milan. Questo il quadro completo delle designazioni della 14esima giornata di ritorno di Serie A.<br><br> Bologna-Sampdoria: PERUZZO<BR>Catania-Palermo: MAZZOLENI<BR>Fiorentina-Torino: CALVARESE<BR>Genoa-Atalanta: GIANNOCCARO<BR>Inter-Parma: DAMATO<BR>Juventus-Milan: BANTI<BR>Napoli-Cagliari: DE MARCO<BR>Roma-Pescara: MASSA<BR>Siena-Chievo: VALERI<BR>Udinese-Lazio: GUIDA<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-banti-per-juventus-e-milan-1011815.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03,06,07,08,09030241
1281011775NewsEditorialeSerie A: le doppiette di Vidal e Pinilla più l`irriconoscibile Guarin. Top e Flop della 32a giornata20130416161992serie aAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e FiorentinaAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e Fiorentina portano tra i top di giornata alcuni dei propri giocatori, protagonisti di vittorie convincenti. Di contro Palermo, Inter, Lazio e Atalanta portano i propri alla formazione dei flop, dopo gare in tono negativo.<br><br>TOP<br><br>Buffon = Un paio di interventi salva risultato, un piccolo smacco a chi inopinatamente ha voluto pensionarlo. Un pezzo di scudetto, oltre che di storia bianconera, è tutto suo. Insuperabile.<br><br>Angelo = Non un fine dicitore della biglia, ma un brasiliano atipico, tutto corsa e agonismo. Si sblocca e porta legna per la salvezza del Siena. Tignoso.<br><br>Danilo = Diga che argina le offensive di un Parma a dire il vero spuntato, gestisce il pacchetto arretrato udinese con notevole sicurezza. Davanti fanno il resto. Deciso.<br><br>Vidal = Doppietta fondamentale per stendere la Lazio. Concretezza spaziale, agonismo fondamentale. Chi pensa di cederlo, solo a pensarlo, commette un delitto. Prezioso.<br><br>Lamela = Il miglior gol di giornata, un sinistro a giro di delicatezza commovente. La definitiva conferma di un talento davvero purissimo. Ispirato.<br><br>Muriel = Discontinuo, ancora non totalmente maturo, ma dotato di grandi numeri. Quando si accende diventa un calciatore importante. Cinico.<br><br>Pinilla = Furbo nel conquistarsi il rigore, sgomita per un posto da titolare che in questo momento gli spetterebbe di diritto. Cobra.<br><br>Formazione Top = Buffon; Angelo, Danilo, Lichsteiner; Ilicic, Lamela, Vidal, Pizarro; Pinilla, Muriel, Pandev.<br><br>FLOP<br><br>Sorrentino = Era tanto tranquillo al Chievo, ha scelto il pericolo della lotta retrocessione. Ed i nervi son saltati. Spaventato.<br><br>Cana = Rigore procurato, papera davanti a Buffon, interventi maldestri dietro. Non proprio una gara da ricordare, la sua contro la capolista. Molle.<br><br>Ogbonna = Gli infortuni ne hanno pregiudicato la seconda parte di stagione, ma quella che era una sicurezza per i granata è diventata una preoccupazione. Balbettante.<br><br>Gomez = Il Catania ha tirato un po’ i remi in barca ed anche il suo potenziale si è affievolito. Che pensi già alla prossima stagione, chissà lontano da Catania? Stanco.<br><br>Guarin = Sulle gambe, non riesce a tirar fuori dalla crisi la sua Inter, già a pezzi. Sarebbe l’unico che potrebbe farlo. Spuntato.<br><br>Denis = Dalla tripletta all’Inter all’espulsione contro la Fiorentina. Nella vita, come nel calcio, esiste anche il giusto mezzo. Nervoso.<br><br>Immobile = Di cognome e di fatto, questa volta. Non aiuta il Genoa a piazzare la zampata decisiva per una salvezza più sudata della sua maglietta dopo il derby. Incolore.<br><br>Formazione Flop = Sorrentino; Cana, Ogbonna, Santacroce; Gomez, Guarin, Hernanes, Flamini; Denis, Immobile, Klose.<br><br>Gabriele Cavallaro. <br><br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-le-doppiette-di-vidal-e-pinilla-piu-l-irriconoscibile-guarin-top-e-flop-della-trentaduesima-giornata-1011775.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03030493
1291011733NewsCampionatiCagliari-Inter, le pagelle. Top Pinilla e Alvarez. Flop Kovacic20130414181336serie a, cagliari, interSerie A Cagliari Inter PagelleAl Nereo Rocco di Trieste, l’Inter si affida al solo Rocchi prima punta, con Guarin e Alvarez ad aiutarlo.<br>Finisce qui la stagione dei nerazzurri di Stramaccioni: un 2-0 pesante quanto meritato nonostante il rigore causato da Silvestre sia molto dubbio.<br>La Champions League è un miraggio e non è più cosa fattibile: resta solo la semifinale di Coppa Italia di mercoledì per provare a salvare una stagione pessima.<br><br>Risultato finale Cagliari-Inter 2-0: 63’ Pinilla, 76’ Pinilla<br>Ammoniti: 9’ Jesus, 31’ Conti, 45’ Pereira, 62’ Silvestre, 81’ Pinilla<br><br>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi 6.5, Perico 6, Rossettini 6, Astori 6, Murru 6, Dessena 5.5 (56’ Pinilla 7), Conti 6.5, Ekdal 6.5, Cossu s.v. (7’ Cabrera 6.5), Thiago Ribeiro 6, Ibarbo 6.5<br>All. Pulga (Lopez) 6.5<br><br>Inter (4-3-2-1): Handanovic 6, Zanetti 5.5, Silvestre 5., Jesus 5, Pereira 5, Gargano 5 (52’ Kuzmanovic), Kovacic 5, Cambiasso 6 (68’ Nagatomo s.v → 75’ Samuel 5), Guarin 6, Alvarez 6.5, Rocchi 6<br>All. Stramaccioni 6<br><br>Top Cagliari<br><br>Pinilla: entra al 56’ e cambia la partita. Prima conquista il rigore (dubbio) che lui stesso trasforma, poi buca nuovamente la difesa immobile dei nerazzurri.<br><br>Flop Cagliari<br><br>Dessena: meno brillante del solito, poco dinamico in mezzo al campo, viene sostituito da Pinilla. Questa è la mossa decisiva della coppia Pulga-Lopez.<br><br>Top Inter<br><br>Alvarez: prova a dare continuità alla prestazione di domenica scorsa contro l’Atalanta. In parte ci riesce, ma non è supportato ne aiutato dai compagni.<br><br>Flop Inter<br><br>Kovacic: invisibile e impalpabile, non si vede e non si muove. È lui la grande delusione del match.<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882pinilla51.jpgSiNserie-a-cagliari-inter-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011733.htmSiT1000019,T1000026100877901,02,03030579
1301011726NewsCampionatiSerie A, successi fondamentali per Siena e Fiorentina20130414013648serie aSerie A Pescara (4-2-3-1): Pelizzoli; Zanon, Kroldrup, Capuano, Modesto (31' st Bianchi Arce); D'Agostino (37' st Celik ), Togni; Sculli, Cascione, Caprari (40' st Abbruscato); Sforzini. A disp.: Perin, Blasi, Caraglio, Bocchetti. All.: Bucchi<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina (22' st Agra), Sestu (28' st Pozzi); Emeghara. A disp.: Farelli, Marini, Belmonte, Jorge Texeira, Uvini, Calello, Valiani, Reginaldo, Bogdani. All.: Iachini<br><br> Arbitro: Rizzoli<br><br> Marcatori: 14' Angelo (S), 33' aut. Zanon (P), 7' st Celik (P), 14' st Togni (P), 41' st Emeghara (S)<br><br> Ammoniti: Sculli, Togni (P), Terzi, Felipe (S)<br><br> &nbsp;<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Scaloni, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Brienza (3' st Giorgi), Radovanovic, Biondini, Bonaventura; Livaja (30' st Parra), Denis. A disp. Polito, Frezzolini, Troisi, Moralez, Canini, Contini, Brivio,F erri, De Luca, Palma. All. Colantuono<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Compper; Pasqual, Sissoko (27' st Migliaccio), Pizarro, Borja Valero, Aquilani (12' st Ljajic); Cuadrado, El Hamadoui (12' st Larrondo). A disp. Neto, Lupatelli, Llama, Bernardeschi, Romulo. All. Montella<br><br> Arbitro: Russo<br><br> Marcatori: 16' st Pizarro (Rig), 27' st Larrondo<br><br> Ammoniti: Sissoko, Pasqual, Larrondo (F); Stendardo, Livaja, Bonaventura (A)<br><br> Espulsi: Denis (A)<br><br>C1007650adm001adm001fiorentina.jpgSiNserie-a-successi-fondamentali-per-siena-e-fiorentina-1011726.htmSiT1000010,T1000024,T1000025,T1000095100075501,02,03030608
1311011710NewsCampionatiSerie A, deferimenti per Moratti e l`Inter20130412165111serie aArriva il deferimentoArriva il deferimento per il presidente dell'Inter Massimo Moratti dalla FIGC. Il patron nerazzurro è stato deferito dalla Federazione per via delle sue frasi arrivate in seguito alla partita contro l'Atalanta: "Non credo alla buona fede degli arbitri".C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNserie-a-deferimento-per-moratti-e-l-inter-1011710.htmNoT1000026100075701,02,03030170
1321011693NewsCampionatiMercato Fiorentina: occhi puntati su Bonaventura20130412102317FiorentinaI Viola insistono per BonaventuraContinua il pressing della Fiorentina sull'Atalanta per l'acquisto del talentuoso centrocampista Giacomo Bonaventura.<br><br> L'agente del giocatore, Giocondo Martorelli, però, non si sbilancia: "La Fiorentina è una società molto attenta, che viene da un mercato con il quale ha rivoluzionato completamente la squadra. E' normale dunque che segua un giocatore come Giacomo. Ancora però è presto per parlare di mercato. Se la società viola vorrà davvero Bonaventura dovrà prima parlarne con l'Atalanta. Solo dopo saremo chiamati in causa per fare altre valutazioni".<br><br> La volontà dell'Atalanta sarebbe quella di trattenerlo un altro anno ma se dovesse arrivare una buona offerta (7-8 milioni)&nbsp;il discorso potrebbe cambiare<br><br>FirenzeFL0411FL0411bonaventura.jpgSiNmercato-fiorentina-viola-insistono-per-bonaventura-1011693.htmSi100427901,02,03010181
1331011685NewsCampionatiPescara-Siena, sfida salvezza a Rizzoli20130411165245serie aIl quadro delle designazioniIl quadro delle designazioni per il prossimo turno di Serie A.<br><br>Atalanta-Fiorentina: RUSSO<br>Cagliari-Inter: CELI<br>Chievo-Catania: GIACOMELLI<br>Genoa-Sampdoria: ORSATO<br>Lazio-Juventus: GIANNOCCARO<br>Palermo-Bologna: DOVERI<br>Parma-Udinese: MERCHIORI<br>Pescara-Siena: RIZZOLI<br>Torino-Roma: ROMEO<br><br>C1007650adm001adm001quintero-6.jpgSiNpescara-siena-sfida-salvezza-a-rizzoli-1011685.htmNoT1000025,T1000095100075701,02,03030188
1341011632NewsEditorialeSerie A: lo spogliarello di Vucinic, il muro di Pelizzoli e l`ingenuità di Balotelli. Top e Flop della 31a giornata 20130409120334serie aLo stoico Pelizzoli, poi i migliori giocatori di Juve, Palermo, Atalanta e Udinese figurano tra i top di questa giornataLo stoico Pelizzoli, poi i migliori giocatori di Juve, Palermo, Atalanta e Udinese figurano tra i top di questa giornata. Male, con la sua paperissima, Puggioni più giocatori di Inter, Milan, Pescara e Sampdoria tra i peggiori.<BR><BR>TOP<BR><BR>Pelizzoli = Sfoggia la prestazione della vita, da raccontare ai figli e forse ai nipoti. Se avesse anche portato punti al Pescara avrebbe guadagnato un contratto da quarto portiere nella prossima Juventus. Epico.<BR><BR>Von Bergen = Uno dei meno peggio nel Palermo di questa stagione, trova un gollonzo importante e permette ai rosanero di essere ancora aggrappati alla salvezza. Concreto.<BR><BR>Benatia = Torna sui suoi standard, mettendo a segno la terza rete dell’Udinese e sfruttando il cioccolatino di Di Natale. Galvanizzato.<BR><BR>Bonaventura = Gol, assist e l’Inter si squaglia sotto i suoi colpi di classe. Giovane dal futuro brillante. Ispirato.<BR><BR>Montolivo = Torna da ex nella sua Firenze e viene subissato di fischi, in maniera ingenerosa. Ma rispondere con una prestazione come la sua è stata la miglior vendetta. Sicurezza.<BR><BR>Vucinic = Fino alla doppietta che stende il Pescara gioca con indolenza. Poi si accende, si spoglia e fa infuriare Conte. Tutto in uno, prendere o lasciare. Decisivo.<BR><BR>Di Natale = Non poteva dedicare al Califfo un gollonzo come il primo. Allora si inventa una seconda rete da fuoriclasse assoluto. Eterno.<BR><BR>Formazione Top = Pelizzoli; Von Bergen, Benatia, Lichsteiner; Montolivo, Ilicic, Bonaventura, Dzemaili; Denis, Vucinic, Di Natale.<BR><BR>FLOP<BR><BR>Puggioni = A figli e nipoti meglio non raccontare nulla della trasferta di Udine. Se ci fosse stato “Mai dire gol” sarebbe diventato un nuovo idolo. Impacciato.<BR><BR>Ranocchia = Sbaglia sul finale una rete che avrebbe messo dentro anche Crisantemi, il funereo giocatore di Oronzo Canà in “L’allenatore nel pallone”. Smarrito.<BR><BR>Bianchi Arce = Entra e aiuta il Pescara a perdere. Ma spendere meno e prenderli giovani ed italiani, i difensori? Carneade.<BR><BR>Matuzalem = Non ci capisce più nulla, stordito dalle trame di gioco del Napoli ed affonda come tutto il Genoa. Imbambolato.<BR><BR>Schelotto = Di lui i posteri ricorderanno solo la fidanzata. <BR>Protagonista solo di un’inutile rissa a fine gara. Arrabbiato.<BR><BR>Balotelli = Galliani lo becca a fumare sul treno che porta il Milan a Firenze. In campo si fa ammonire, salterà la sfida col Napoli e confermerà il detto “il lupo perde il pelo, non il vizio”. Immaturo.<BR><BR>Icardi = Stordito dai rumors di mercato, ha perso la sua vena realizzativa e la sua pericolosità in attacco. Spuntato.<BR><BR>Formazione Flop = Puggioni; Ranocchia, B. Arce, De Sciglio; Matuzalem, De Rossi, Schelotto, Estigarribia; Icardi, Balotelli, Kozak.<BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNserie-a-lo-spogliarelo-di-vucinic-il-muro-di-pelizzoli-e-l-ingenuita-di-balotelli-top-e-flop-della-trentunesima-giornata-1011632.htmSiT1000007,T1000027,T1000095100075701,02,03,06,07,08030709
1351011628NewsCampionatiInter, gli infortuni non compensabili per colpa della società20130409075523interL`Inter ha sfidato L'Inter ha sfidato la sorte a gennaio. I cinque attaccanti sono necessari per ogni società perchè i problemi sono sempre dietro l'angolo. L'Atalanta ha fatto un'ottima operazione con Livaja, una delle migliori operazioni del mercato di gennaio. Non sono d'accordo neanche sulle assenze, se una squadra ha un'organizzazione non crolla in modo strutturale neanche con dieci primavera. Se fosse durata altri cinque minuti l'Atalanta avrebbe fatto altre reti.C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-i-troppi-infortuni-per-colpa-della-societa-1011628.htmSiT1000026100075701,02,03030166
1361011622NewsCampionatiAtalanta, il saluto dei tifosi al presidente Ruggeri20130408192995atalanta, ruggeriMolti tifosi Molti tifosi, specialmente ultras, hanno presenziato i funerali di Ivan Ruggeri. L'ex presidente dell'Atalanta è scomparso sabato mattina, e quest'oggi ne sono state svolte le esequie nella chiesa di Telgate. Gli ultras bergamaschi hanno srotolato un enorme striscione con la scritta "Ciao presidente". Già ieri una delegazione della curva aveva omaggiato la famiglia con un mazzo di fiori, portato a casa dei parenti. Presenti ai funerali, tra gli altri, Antonio Percassi, Gigi Corioni, Fabio Gallo, Maurizio Ganz, Gigi Del Neri e Lino Mutti.<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001ruggeri.jpgSiNatalanta-il-saluto-dei-tifosi-al-presidente-ruggeri-1011622.htmNoT1000010100075701,02,03030509
1371011613NewsCampionatiInter, Moratti: «C`è la volontà di colpire una squadra»20130408164918inter, morattiMassimo Moratti non indietreggiaMassimo Moratti non indietreggia rispetto alle dichiarazioni di ieri sera. Il presidente dell'Inter, come riferisce 'gazzetta.it', ha ribadito: "Non ho cambiato idea sulla buona fede dell'arbitro: c'è la volontà di colpire. Quando c'è la volontà di colpire, si colpisce. In caso di dubbio non viene dato rigore a noi, come nell'episodio su Rocchi, mentre vengono concessi rigori inesistenti, come quello per l'Atalanta. Le parole di Bonolis? E' libero di esprimere il proprio pensiero, semmai sarà lui a chiarirsi col Milan. Può pensare e dire quello che vuole, così come io mi sento libero di parlare di un danneggiamento costante nei confronti dell'Inter. Non intendo assumere misure drastiche (come schierare la formazione Primavera, ndr). Se facessimo una cosa del genere aiuteremmo ancora di più (sorride, ndr). L'Inter non deve dimostrarsi fragile, o diventa tutto più facile. Champions impossibile? Ormai è davvero molto difficile".<br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-moratti-c-e-la-volonta-di-colpire-1011613.htmSiT1000026100075701,02,03030231
1381011539NewsCampionatiSerie A, successe del Napoli. A San Siro succede di tutto e l`Atalanta ribalta il risultato20130407224520serie aSerie A Probabili Formazioni<BR>&nbsp;<BR>Finale 2-0: 18' Pandev, 29' Dzemaili <BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Behrami (31' st Inler), Dzemaili, Zuniga; Hamsik (43' st El Kaddouri); Pandev (33' st Insigne), Cavani. A disp: Rosati, Grava, Rolando, Britos, Mesto, Donadel, Armero, Calaiò. All.: Mazzarri<BR><BR>Genoa (3-4-2-1): Frey; Granqvist, Portanova, Antonelli; Moretti, Matuzalem, Kucka (23' st Jorquera), Rigoni; Jankovic (13' st Olivera); Bertolacci (7' st Vargas); Immobile. A disp: Tzorvas, Donnarumma, Borriello, Cassani, Tozser, Nadarevic, Floro Flores, Pisano. All.: Ballardini<BR><BR><BR>Finale 3-4: 43' Rocchi (I), 11' st Bonaventura (A), 12' st, 17' st Alvarez (I), 20' st, 26' st, 32' st Denis (A)<BR><BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso (37' st Schelotto), Kovacic, Pereira; Guarin; Rocchi, Cassano (32' Alvarez). A disp: Carrizo, Belec, Silvestre, Kuzmanovic, Nagatomo, Pasa, Benassi, Colombi, Forte. All.: Stramaccioni<BR><BR>Atalanta (3-5-1-1): Polito; Scaloni, Stendardo, Canini; Raimondi, Biondini, Cigarini, Carmona (9' st Livaja), Del Grosso (29' st Brivio); Bonaventura; Denis (38' st Cazzola). A disp: Frezzolini, Contini, Ferri, Brivio, Carmona, Giorgi, Radovanovic, Troisi, Brienza, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Arbitro: Gervasoni<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-trentunesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011539.htmSiT1000010,T1000017,T1000022,T1000026100075701,02,03,06,07,08,090301193
1391011596NewsCampionatiInter, Moratti: «Voglio la reazione»20130407201437interPrima di Inter-Atalanta Prima di Inter-Atalanta ai microfoni dei colleghi nel parcheggio del Meazza si presenta Massimo Moratti. “E' importante stasera perché una vittoria ci darebbe una spinta per sentirci più vicini al terzo posto. Dobbiamo superare la situazione dell'attacco con poche persone: è una prova anche di carattere. L'infortunio di Palacio? E' un problema dell'allenatore, ma è un fatto importante perché si è visto cosa è Palacio e questa sfortuna non ci voleva”. L'hanno descritto furioso per gli infortuni. “No, non sono furioso. Mica l'han fatto apposta. Palacio ha avuto dolore dopo il gol e la verifica ha detto che è stato qualcosa di più della stanchezza”. Ora ci si attende la reazione. “Ho visto tutti molto concentrati e consci anche della difficoltà vista l'emergenza”, ha chiuso Moratti.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-moratti-voglio-la-reazione-1011596.htmNoT1000026100075701,02,03030156
1401011584NewsCampionatiInter, Stramaccioni attacca lo staff medico20130407120995inter, stramaccioniL`infortunio di Palacio è stata l`ennesima tegolaE' un momento difficile in casa Inter. L'infortunio di Palacio è stata l'ennesima tegola: non è stato un anno semplice per Stramaccioni che deve giocare le ultime partite del campionato senza giocatori importanti come Rodrigo e Diego Milito. Ieri il presidenteMoratti è stato alla Pinetina per far sentire la sua vicinanza al tecnico: il patron nerazzurro sa che un eventuale vittoria contro l'Atalanta sarebbe importantissima. Il Corriere dello Sport in edicola stamattina parla di tensioni tra l'allenatore e lo staff medico che si noterebbero da alcune risposte date ieri dal mister in conferenza stampa. "Ho visto che secondo alcuni il giocatore rientrerà per la Roma, ma la diagnosi parla di lesione di secondo grado. E' inesatto dire che rientrerà per quella data, non sta a me quantificare i tempi del rientro, manca poco più di un mese alla fine del campionato e per noi è un brutto colpo", ha detto ieri il tecnico romano. <br><br> "Strama - scrive Ramazzotti - pensa che in passato i rientri, anche quando c'era bisogno dei calciatori, siano stati posticipati per eccessiva prudenza. Non gli è piaciuto come è stata gestita la vicenda Palacio. Se a fine stagione resterà all'Inter come ha in mente ora Moratti, alla Pinetina cambieranno molte cose". <BR><br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-stramaccioni-attacca-lo-staff-medico-1011584.htmSiT1000026100075701,02,03030300
1411011533NewsCampionatiInter, Palacio starà fuori un mese20130405124622inter, palacioIl comunicato Il comunicato ufficiale dell'Inter:<br><br> Dopo la vittoria conquistata ieri sera contro la Sampdoria, l'Inter è tornata in campo questa mattina per preparare il match contro l'Atalanta in programma domenica sera allo stadio "Giuseppe Meazza" e valido per la 31a giornata della serie A TIM 2012-2013. Dopo una messa in azione con la palla, il gruppo ha svolto un'esercitazione del metabolismo anaerobico lattacido con palla (due contro due con conclusioni a rete) e un'esercitazione tecnico-tattica con partita finale. Rodrigo Palacio è stato sottoposto a esami strumentali che hanno evidenziato un problema muscolare alla regione posteriore della coscia sinistra.<br><br> Gli ultimi esami strumentali effettuati in giornata sull'attaccante Rodrigo Palacio hanno evidenziato una lesione miotendinea di secondo grado del bicipite femorale sinistro. I tempi di recupero dall'infortunio saranno valutati nei prossimi giorni.<br><br>C1007650adm001adm001palacio-4.jpgSiNinter-palacio-stara-fuori-un-mese-1011533.htmNoT1000026100075701,02,03030186
1421011495NewsCampionatiSerie A, il derby tra Roma e Lazio a Mazzoleni20130404132317serie aSono stati designati Sono stati designati i direttori di gara per la 12esima giornata del girone di ritorno. Questo il quadro completo.<br><br> Bologna-Torino: DE MARCO<BR>Catania-Cagliari: VALERI<BR>Fiorentina-Milan: TAGLIAVENTO<BR>Inter-Atalanta: GERVASONI<BR>Juventus-Pescara: PERUZZO<BR>Napoli-Genoa: BANTI<BR>Roma-Lazio: MAZZOLENI<BR>Sampdoria-Palermo: GUIDA<BR>Siena-Parma: BERGONZI<BR>Udinese-Chievo: DAMATO<br><br>C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNserie-a-il-derby-tra-roma-e-lazio-a-mazzoleni-1011495.htmNoT1000012,T1000018100075501,02,03,06,07,08,09030342
1431011474NewsCampionatiInter, Stramaccioni: «Successo fondamentale. Continuiamo con questo trend»20130403210058inter, stramaccioniAndrea Stramaccioni, tecnico dell`InterAndrea Stramaccioni, tecnico dell'Inter, ha commentato ai microfoni di Sky la vittoria non entusiasmante la comunque fondamentale sul campo della Sampdoria: "Sicuramente c'è un nesso nelle ultime nostre prestazioni - ha esordito -. Oggi er afondamentale fare bene contro una Samp che ha dimostrato grande valore fin qui, mettendo tutti in difficoltà. Dopo Tottenham e Juventus, dove avevamo fatto un passo in avanti sotto il profilo del gioco e dell'organizzazione, oggi volevamo anche il risultato. La Samp ci ha messi in difficoltà, ma questi tre punti per noi sono fondamentali. Volevamo dare continuità alle prestazioni, non ci riuscivamo da Natale. Abbiamo giocato bene le ultime tre partite, ma non dobbiamo fare calcoli, dobbiamo solo continuare a giocare così. Abbiamo fatto il massimo oggi, ma adesso testa già all'Atalanta".<BR><BR>Inevitabile parlare di Palacio, match winner oggi: "E' il primo nome che ho fatto al Presidente, dicendogli che volevo puntare su di lui. Da gennaio gioca spesso da prima punta, anche se dà il meglio quando ha accanto un attaccante centrale. Icardi? Aveva voglia di fare bene e si è visto, complimenti a uno dei giocatori più forti del nostro campionato. Silvestre? In quel momento mi serviva in quella zona del campo, ha dimostrato di poter fare bene.<BR><BR>Su Kovacic: "Sicuramente stiamo facendo meglio come palleggio e possesso palla anche grazie a lui. Cercavamo un giocatore così, è un grande prospetto. Guarin? Credo che la prestazione sia globalmente positiva. Da quando si è fatto male Milito ha più pressione addosso, ma ha fatto bene oggi".<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-stramaccioni-fondamentale-il-successo-continuiamo-su-questo-trend-1011474.htmNoT1000026100075701,02,03,06030206
1441011427NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, Inler verso una possibile cessione20130402171646napoli, inlerCome riferisce Come riferisce l'esperto di mercato Giovanni Scotto, la serata di grazia di Blerim Dzemaili nel sabato di Torino ha sancito, probabilmente, la promozione a rango di titolare dello svizzero. Seconda gara consecutiva con lui in campo dal primo minuto al fianco di Behrami, e altra vittoria per il Napoli dopo quella con l'Atalanta. Anche se non sarà il massimo da vedere, Dzemaili gioca di prima e dà velocità al gioco azzurro, l'esatto opposto di quanto ha fatto vedere Inler nell'ultimo periodo. <br><br>Se Mazzarri dovesse rimanere, una bocciatura del centrocampista non sarebbe compatibile con ciò che De Laurentiis aveva in mente per l'ex Udinese, vale a dire farlo diventare il faro del centrocampo del Napoli. Mazzarri potrebbe definitivamente declassarlo, e come ha anticipato il Roma una sua cessione non è fantascienza. Il Galatasaray è molto interessato al centrocampista.<br><br>C1007650adm001adm001inler.jpgSiNnapoli-inler-verso-una-possibile-cessione-1011427.htmSiT1000017100075701,02,03030335
1451011409NewsCalciomercatoCalciomercato Udinese, preso Bruno Fernandes del Novara20130402121613udinese, bruno fernandesSecondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport l'Udinese avrebbe praticamente chiuso per la metà del centrocampista portoghese del Novara Bruno Fernandes (18). Seguito da tempo dal club di Pozzo(l'altro giorno Carnevale ha assistito alla partita tra Novara e Cittadella), i bianconeri hanno bruciato la folta concorrenza (Atalanta, Palermo, Parma e Sampdoria) bloccando il giocatore sulla base di una comproprietà da 2,5 milioni di euro. <BR>C1007650adm001adm001udinese-guidolin-il-talent-scout-L-5BT0L4.jpgSiNudinese-preso-bruno-fernandes-del-novara-1011409.htmNoT1000011100075701,02,03030561
1461011399NewsCampionatiSerie A, la classifica dopo il mercato di riparazione: primo il Milan. Lazio e Inter in zona retrocessione20130401222416serie aIl Milan è primoIl Milan è primo, seguito a ruota dalla Juventus (a -1). Terzo posto per il Cagliari, che nonostante le vicende relative all'Is Arenas' ha messo in serie risultati strabilianti. Conferma il quarto posto la Fiorentina, mentre scorrendo verso il fondo della classifica si scopre che Inter e Lazio, rispettivamente a quota 8 e 7 punti, rischierebbero fortemente di scendere in Serie B.<br><br> La classifica dopo il mercato di gennaio:<br><br> Milan 20 punti, Juventus 19, Cagliari 17, Fiorentina 15, Bologna 14, Napoli 14, Roma 13, Sampdoria 12, Siena 12, Torino 11, Atalanta 11, Catania 10, Udinese 9, Genoa 9, Inter 8, Chievo 7, Palermo 7, Parma 7, Lazio 7, Pescara 1.<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNserie-a-la-classifica-dopo-il-mercato-di-riparazione-milan-primo-lazio-e-inter-in-zona-retrocessione-1011399.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07,08,09030564
1471011389NewsCampionatiSerie A: una giornata di squalifica a Cambiasso, Chiellini e Barzagli20130401121025serie aAttraverso il sitoAttraverso il sito ufficiale della Lega di Serie A (legaseriea.it) è stato diramato il referto del Giudice Sportivo in merito ad Atalanta-Sampdoria e Inter-Juventus, le gare che vedono protagoniste Sampdoria e Inter che mercoledì affronteranno il recupero della 10ma giornata di ritorno di Serie A. Un turno di stop per sei giocatori: Cambiasso dell'Inter, Consigli e Lucchini dell'Atalanta, Barzagli e Chiellini della Juventus ed Eder della Sampdoria.C1007650adm001adm001barzagli-6.jpgSiNserie-a-una-giornata-di-squalifica-a-cambiasso-chiellini-e-barzagli-1011389.htmSiT1000007100075501,02,03,06030403
1481011377NewsCampionatiLIVE - Serie A: risultati e marcatori20130330173524serie aI risultati e marcatori della 30a giornata di Serie AI risultati e marcatori della 30a giornata di Serie A. Match ore 15.<br><br> Finali<br><br> Atalanta-Sampdoria 0-0<br><br> Cagliari-Fiorentina 2-1: 6' e 39' Pinilla rigore, 73' Cuadrado (F)<br><br> Genoa-Siena 2-2: 6' Borriello, 44' Emeghara (S), 52' Rosina rigore (S), 71' Jankovic<br><br> Inter-Juventus 1-2: 3' Quagliarella, 54' Palacio (I), 60' Matri<br><br> Lazio-Catania 2-1: 50' Izco (C), 79' Legeottaglie autogol, 81' Candreva rigore<br><br> Palermo-Roma 2-0: 21' Ilicic, 35' Miccoli<br><br> Parma-Pescara 3-0: 18' Benalouane, 52' Paletta, 65' Amauri<br><br> Udinese-Bologna 0-0 <br><br>C1007650adm001adm001quagliarella21.jpgSiNserie-a-risultati-marcatori-1011377.htmSi100075501,02,03,06,09030305
1491011363NewsCampionatiSerie A, 30a giornata: le probabili formazioni20130330051116serie aSerie A Probabili formazioniATALANTA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Radovanovic, Ferri, Cazzola, Canini, Carmona, Brivio, Parra, Brienza, Livaja, De Luca. All.: Colantuono.<BR>Squalificati: Polito (fino al 5 aprile)<BR>Indisponibili: Bellini, Budan, Capelli, Marilungo, Scaloni<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Rossini; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Eder, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berardi, Castellini, Mustafi, Rodriguez, Maresca, Renan, Poulsen, Munari, Soriano, Sansone, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Costa<BR><BR><BR>CAGLIARI-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Ibarbo, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Perico, Casarini, Murru, Cabrera, Eriksson, Dessena, Pinilla, Thiago Ribeiro. All.: Lopez-Pulga.<BR>Squalificati: Nenè (1)<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, PIzarro, Migliaccio; Cuadrado, Jovetic, Ljajic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Sissoko, Mati Fernandez, Llama, Wolski, Llama, Toni, Compper, El Hamdaoui. All.: Montella.<BR>Squalificati: Borja Valero (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Rossi, Hegazi<BR><BR><BR>GENOA-SIENA ore 15<BR><BR>Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli, Moretti; Jorquera; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas,Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Bovo, Oliveira, Rossi, Rigoni, Jankovic, Immobile. All.: Ballardini.<BR>Squalificati: Bertolacci (1)<BR>Indisponibili: Vargas, Floro Flores<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teixeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Uvini, Paci, Calello, Valiani, Verre, Bolzoni, Reginaldo, Agra, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini.<BR>Squalificati: Vitiello fino al 10/5<BR>Indisponibili: Pozzi<BR><BR><BR>INTER-JUVENTUS ore 15<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Gargano, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Cassano, Palacio.<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Pereira, Nagatomo, Belloni, Jonathan, Kuzmanovic, Schelotto, Stankovic, Alvarez, Pasa, Benassi, Rocchi. All.: Stramaccioni.<BR>Squalificati: Juan Jesus (1)<BR>Indisponibili: Milito, Obi, Mudingayi, Silvestre, Castellazzi<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Chiellini, De Ceglie, Isla, Pogba, Peluso, Giaccherini, Anelka, Vucinic, Giovinco. All.: Conte.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Caceres, Bendtner, Pepe<BR><BR><BR>LAZIO-CATANIA ore 15<BR><BR>Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Pereirinha, Cana, Radu, Lulic; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes; Ederson; Kozak.<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Gonzalez, Strakosha, Cataldi, Saha, Rozzi, Klose. All.: Petkovic<BR>Squalificati: Ciani (1)<BR>Indisponibili: Stankevicius, Konko, Dias, Brocchi, Biava, Floccari, Mauri<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Castro, Cani, Biagianti, Keko, Doukara, Petkovic. All.: Maran<BR>Squalificati: Spolli (1), Potenza (1)<BR>Indisponibili: Augustyn, Capuano, Sciacca<BR><BR>PALERMO-ROMA ore 15<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Boselli.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Aronica, Nelson, Anselmo, Faurlin, Rios, Viola, Formica, Fabbrini, Miccoli, Dybala. All.: Sannino.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<BR><BR>Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Tachtsidis, Marquinho; Lamela, Florenzi; Totti<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Balzaretti, Bradley, Lucca, Perrotta, Lopez, Osvaldo, Destro. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili: Pjanic, Marquinhos, Dodò, Romagnoli<BR><BR>PARMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Rosi; Marchionni, Parolo, Gobbi; Biabiany, Amauri, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, MacEachen, Morrone, Galloppa, Belfodil, Strasser, Cerri, Ampuero, Boniperti, Ninis. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Valdes (1)<BR>Indisponibili: Coda, Mariga, Santacroce, Mesbah, Palladino<BR><BR>Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Modesto; Blasi, D'Agostino, Cascione; Sculli, Sforzini, Celik.<BR>A disp.: Falso, Cosic, Kroldrup, Bjarnason, Caraglio, Quintero, Abbruscato, Zanon, Caprari, Vukusic. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Perin, Weiss, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni<BR><BR>UDINESE-BOLOGNA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Badu, Allan, Campos Toro, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Pasquale, Lazzari, Muriel, Pereyra, Zielinski, Ranegie. All.: Guidolin.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Kone, Khrin, Taider; Christodolopoulos; Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Stojanovic, Naldo, Carvalho, Sorensen, Motta, Pazienza, Guarente, Abero, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: Diamanti (1)<BR>Indisponibili: Perez<BR><BR>CHIEVO-MILAN ore 18.30<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Dramè; Guana, Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Sampirisi, Squizzi, Cesar. Seymour, Luciano, Hetemaj, Papp, Jokic, Stoian, Pellissier, Hauche. All.: Corini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Samassa<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Bonera, Antonini, Constant, Zaccardo, Ambrosini, Traorè, Nocerino, Bojan, Robinho. All.: Allegri.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: De Jong, Pazzini, Zapata, Boateng<BR><BR>TORINO-NAPOLI ore 21<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Barreto, Santana.<BR>A disp.: Coppola, S.Masiello, Di Cesare, Ogbonna, Bakic, Caceres, Menga, Basha, Jonathas, Stevanovic, Bianchi, Diop. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Brighi, Birsa<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Mesto, Donadel, Rolando, Armero, Inler, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNserie-a-trentesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011363.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09010718
1501011365NewsCampionatiCalciomercato Catania, l`agente di Gomez conferma: «Andrà via da Catania»20130329172052catania, gomezRodriguez Rodriguez analizza a TMW anche un suo assistito, Carlos Carmona dell'Atalanta: "Sta facendo benissimo, è uno dei migliori centrocampisti del campionato italiano".<BR><BR>Chiosa su Alejandro Gomez, pezzo pregiato del Catania. "Naturale che a fine campionato dovrà partire. A Catania si trova benissimo, ma è giunto il momento di fare il salto di qualità, economico e - conclude - sportivo". <BR><BR>C1007650adm001adm001alejandro-gomez-catania_25889648_980x980.jpgSiNcatania-l-agente-di-gomez-conferma-andra-via-da-catania-1011365.htmSiT1000014100075701,02,03,09010175
1511011357NewsCampionatiAtalanta, Colantuono: «Livaja fuori per motivi disciplinari»20130329131010atalanta, colantuonoIn conferenza stampa, il tecnico dell`AtalantaIn conferenza stampa, il tecnico dell'Atalanta, Stefano Colantuono ha ammesso che Marko Livaja starà fuori per motivi disciplinari. "Capita a tutti di scivolare su una buccia di banana, basta un minuto", ha spiegato l'allenatore che poi ha confermato che martedì il baby dell'Inter tornerà ad allenarsi.C1007650adm001adm001colantuono.jpgSiNatalanta-colantuono-livaja-non-convocato-per-motivi-disciplinari-1011357.htmNoT1000010100075701,02,03010531
1521011344NewsCampionatiJuventus, Conte: «Voglio battere l`Inter non penso al Bayern Monaco. Stimo Cassano»20130329121210juventus, conteIl tecnico della Juventus, Antonio ConteIl tecnico della Juventus, Antonio Conte. "Chi mi conosce sa benissimo che la partita della vita è quella che arriva -spiega in riferimento al doppio impegno con Inter e Bayern Monaco-. La Partita, con la P maiuscola, è quella contro l'Inter: ho letto in questi giorni tante ipotesi sul fatto che la gara vera sia quella col Bayern, ma è sbagliato. Vogliamo riconfermarci in campionato e non possiamo fallire certe Partite di grande tradizione. Cercherò di schierare la miglior formazione, tenendo conto di come sono andati e tornati i nazionali, di chi è rimasto ad allenarsi e di altri fattori relativi alla forma dei ragazzi".<BR>Sull'Inter. "Giocheremo per i tre punti come faranno loro, visto che il pareggio non gli servirebbe a niente. Sarà una partita aperta, giocheremo tutti per vincere e sarà una gara bella: il pari non serve nè a noi nè a loro".<BR><BR><BR>Sul rosso con la Francia di Pogba. "Ho visto l'Italia, poi l'ho visto registrato: la prima ammonizione che ha preso è ingiusta contro la Spagna. La seconda, magari con un pizzico d'esperienza in più, poteva evitarla".<BR><BR><BR>Su Totti. "Gli faccio gli auguri per i vent'anni: è lo spot a livello nazionale per l'Italia. Spero che si faccia trovare in queste condizioni per un suo ritorno in Nazionale, me lo auguro veramente. E' un grandissimo campione, un ragazzo con cui ho avuto la fortuna di giocare in azzurro".<BR><BR><BR>Sulla Roma. "E' una bellissima squadra, che si sta costruendo un grandissimo futuro. Dovremo fare moltissima attenzione già dal prossimo anno a quel che stanno costruendo lì".<BR>Su Cassano. "E' un campione, lo stimo. Domani c'è una sfida importante, è quello l'importante: le fesserie si aprono e chiudono in un attimo".<BR><BR><BR>Su un futuro all'Inter. "Io come Lippi e Trapattoni? Nel calcio siamo dei professionisti, quindi mai dire mai in tutte le situazioni. Ribadisco un concetto: io sono tifoso della Juventus, sono l'allenatore della Juventus, ma se dovessi andare al Milan o all'Inter, diventerei il primo tifoso di quel club. Io sono un professionista: qualcuno ci gioca per attaccarmi, ma io sono il primo tifoso della squadra che alleno, come lo sono stato di Arezzo, Siena, Atalanta, Bari. Un domani sarò il primo tifoso della squadra dove andrò ad allenare. L'atteggiamento mio sarebbe uguale, farei di tutto per far vincere la squadra che alleno".<BR><BR><BR>Sui nerazzurri e sul sogno Champions League. "Nella singola partita possono battere chiunque. Hanno giocatori di carisma, spessore e personalità, come Zanetti che è il giocatore che toglierei all'Inter: è l'anima ed il cuore di questa squadra, mi sarebbe piaciuto allenarlo. Il calendario? Non facciamo calcoli: siamo concentrati sull'obiettivo, io ed i giocatori, tutti insieme, non sulle chiacchiere. Riconfermarci in Italia sarebbe splendido, la Champions invece è un sogno, sapendo che i sogni hanno una percentuale bassissima di realizzarsi, ma c'è sempre la speranza...".<BR><BR><BR>Galliani avrebbe richiesto l'irregolarità del campionato per il caso Is Arenas. "Sono considerazioni che fa un dirigente, dovreste chiederlo a Marotta e non a me...".<BR>Sulle condizioni dei calciatori. "Vediamo, dico solo che Vucinic sembra avere un po' di febbre...".<BR><BR>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-voglio-battere-l-inter-non-penso-al-bayern-monaco-stimo-cassano-1011344.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07010268
1531011317NewsCampionatiInter-Juventus: la sfida a Rizzoli 20130328125219inter, juventusQuesto il quadro completoQuesto il quadro completo.<BR><BR>Atalanta-Sampdoria: ROMEO<BR>Cagliari-Fiorentina: ORSATO<BR>Chievo-Milan: CELI<BR>Genoa-Siena: ROCCHI<BR>Inter-Juventus: RIZZOLI<BR>Lazio-Catania: MASSA<BR>Palermo-Roma: CALVARESE<BR>Parma-Pescara: DI BELLO<BR>Torino-Napoli: GIANNOCCARO<BR>Udinese-Bologna: GIACOMELLI<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNinter-juventus-la-sfida-a-rizzoli-1011317.htmNoT1000007100075501,02,03,06,07,08,09030251
1541011372NewsCampionatiMilan, comunicato: «Il campionato è stato alterato»20130328112733milanIl Milan aveva giocato il 10 febbraio 2013 dinanzi a uno stadio pieno"Alterato il normale svolgimento del campionato". Questo il titolo del comunicato emesso dal Milan dal proprio sito ufficiale, in merito all'ennesima diatriba che ha riguardato l'agibilità dello stadio del Cagliari "Is Arenas". Questo il testo integrale del Comunicato Ufficiale dell'A.C. Milan:<BR><BR>La Lega ha comunicato che la gara Cagliari-Fiorentina si giocherà a porte chiuse. Il Milan aveva giocato il 10 febbraio 2013 dinanzi a uno stadio pieno, come altre 6 squadre; 3 squadre hanno giocato davanti ai soli abbonati; 3 a porte chiuse; una soltanto, la Juventus, in campo neutro; in un caso è stato assegnato lo 0-3 a tavolino; nessuno sa cosa accadrà nelle prossime giornate. Lo scenario è ben rappresentato dalla tabella che segue.<BR><BR>GARE INTERNE CAGLIARI CALCIO STAGIONE 2012/2013<BR><BR>Cagliari-Atalanta 1-1, 2 Settembre 2012, PORTE CHIUSE<BR>Cagliari-Roma 0-2, 23 Settembre 2012, PORTE CHIUSE (persa a tavolino)<BR>Cagliari-Pescara 1-2, 30 Settembre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Bologna 1-0, 21 Ottobre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Siena 4-2, 31 Ottobre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Catania 0-0, 10 Novembre 2012, APERTO (capienza 13.045)<BR>Cagliari-Napoli 0-1, 26 Novembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Pescara (TIM Cup) 4-2, 5 Dicembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Chievo 0-2, 9 Dicembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Juventus 1-3, 21 Dicembre 2012, CAMPO NEUTRO PARMA<BR>Cagliari-Genoa 2-1, 13 Gennaio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Palermo 1-1, 27 Gennaio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Milan 1-1, 10 Febbraio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Torino 4-3, 24 Febbraio 2013, PORTE CHIUSE<BR>Cagliari-Sampdoria 3-1, 10 Marzo 2013, PORTE CHIUSE<BR><BR>Al di là delle responsabilità di decisioni che qualunque persona di buon senso giudicherebbe incomprensibili perché diverse tra loro per casi sostanzialmente identici, è certo che il normale svolgimento del Campionato di Serie A ne risulta alterato.<BR><BR>L'A.C. Milan si riserva ogni conseguente iniziativa nelle sedi competenti<BR><BR>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-comunicato-su-inagibilita-is-arenas-campionato-alterato-1011372.htmSiT1000027100075501,02,03,06,07,08,09010300
1551011216NewsCalciomercatoAtalanta, Stendardo: «Vorrei restare in nerazzurro»20130326065551atalanta, stendardoIl difensore dell`Atalanta Ospite negli studi di Sportitalia per Mondaynight, il difensore dell'Atalanta Guglielmo Stendardo ha speso parole importanti nei confronti della sua società: "Spero di giocare ancora tanti anni, è presto per programmare il futuro. Ho ancora due anni di contratto, sono fiero di far parte di un club come l'Atalanta e spero di restare a vita. Ho la fortuna di far parte di una società seria, guidata da un presidente che è una persona rara. Speriamo di ottenere la salvezza al più presto, quest'anno il campionato è difficile e nasconde tante insidie fino alla fine. Non è facile fare quello che abbiamo fatto, l'anno scorso c'era una penalizzazione pesante e quest'anno ci siamo riconfermati con un'altra penalizzazione".<br><br> Sulla situazione Zarate: "Bisogna fare qualcosa. Molti giocatori sono stati messi in disparte. Sculli, Foggia, Diakitè, Cavanda e tanti altri".<BR><br><br>C1007650adm001adm001stendardo.jpgSiNatalanta-stendardo-vorrei-restare-in-nerazzurro-1011216.htmSiT1000010100075701,02,03030534
1561011188NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, tutti gli obiettivi per diventare grandi20130325114831lazioLa Gazzetta dello SportLa Gazzetta dello Sport, nel pezzo dei '100 talenti' sul mercato nell'apertura del quotidiano oggi in edicola, fa il punto anche sulla Lazio. I contatti con Felipe Anderson del Santos, proseguono spediti, così come quelli per Granit Xhaka, esterno svizzero del Borussia Monchengladbach. Federico Marchetti, intanto, piace al Milan, da dove potrebbe arrivare Christian Abbiati, mentre i biancocelesti seguono sempre il centrale del Genoa, Andreas Granqvist e potrebbero far partire Libor Kozak, sul quale c'è il Bologna. Occhio al movimento sugli esterni: sarebbe sfida con il Genoa per Pablo Cesar Barrientos del Catania, mentre in mediana resterebbe nel mirino Luca Cigarini dell'Atalanta.C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNlazio-tutti-gli-obiettivi-per-diventare-grandi-1011188.htmSiT1000018100075701,02,03,07,09030449
1571011124NewsCalciomercatoCalciomercato Torino, Ventura vuole Cigarini 20130322112756torino, cigariniVentura vuole un TorinoVentura vuole un Torino più 'creativo' in mediana. Ergo, il tecnico granata premerebbe per l'arrivo sotto la Mole granata di Luca Cigarini, perno dell'Atalanta di Colantuono. Il 'Toro' non mollerebbe la presa sul regista, il primo nome sulla lista di Ventura per la prossima campagna acquisti come rimarcato stamane da 'Tuttosport'. Cigarini, ricordiamo, è in prestito dal Napoli: il suo contratto con la società partenopea scadrà nel 2015.<br>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-ventura-vuole-cigarini-1011124.htmSiT1000099100075701,02,03030364
1581011082NewsCalciomercatoCalciomercato Palermo, pronta altra rivoluzione20130320170139palermoCome riporta ReteRete24 Come riporta ReteRete24 dopo quella andata in scena nel mese di gennaio con oltre venti operazioni di mercato, a Palermo è pronta una nuova rivoluzione in vista della prossima stagione. Con la sola matematica a separare i rosanero dai crismi dell’ufficialità della retrocessione nella serie cadetta infatti, saranno diversi i giocatori che diranno addio e che non faranno parte dell’organico chiamato ad una pronta risalita in A.<br><br>Buona parte dei giocatori arrivati nel mercato di gennaio saluteranno il rosanero dopo pochi mesi, con Boselli, Faurlin, Formica e Fabbrini pronti a riprendere valigie forse mai disfatte. Appare improbabile che il Palermo possa far valere il diritto di riscatto sui cartellini 'salati' degli interpreti argentini, con la scadenza dei termini legati al prestito secco che sanciranno il ritorno in 'Friuli' da parte del fantasista di proprietà dell'Udinese. Caso 'spinoso' sarà quello legato al centrocampista brasiliano Anselmo, in compartecipazione con il Genoa e in grado di lasciare il segno a Palermo solo per le sue bizzarre capigliature.<br><br>Con la retrocessione in serie cadetta, molto probabilmente verranno riposte nell'armadio le bandiere slovene, con Ilicic e Kurtic destinati a lasciare la Sicilia. Il primo potrebbe esser il candidato principe a sostituire Hamsik al Napoli in caso di partenza dello slovacco, per il secondo non mancano le pretendenti: Atalanta, Torino e Chievo su tutte. Viaggio inverso rispetto a quello di Ilicic, dovrebbe compierlo l’esterno sinistro Dossena, pronto a tornare al Napoli in attesa di una sistemazione in un club della massima serie.<br><br>Nemmeno il miglior idraulico riuscirà però a rimediare alla perdita nel 'rubinetto del pianto' dei tifosi del Palermo, ormai pronti a dire addio al proprio capitano Fabrizio Miccoli. L’ipotesi di un rinnovo contrattuale infatti è sempre più remota, con il 'Romario del Salento' scaricato dal patron Zamparini poco soddisfatto del suo apporto in quest’ultima annata.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-pronta-altra-rivoluzione-1011082.htmNoT1000023100075701,02,03030366
1591011061NewsCampionatiLazio, il ritorno di Klose per superare la crisi20130319172722lazio, kloseCome riporta Il Corriere dello Sport Come riporta Il Corriere dello Sport la crisi c'è, i numeri del girone di ritorno non ammettono replica: 8 punti in 10 partite, 2 vittorie in casa (contro Atalanta e Pescara) e 2 pareggi (contro il Napoli in casa e a Palermo) contro ben 6 ko, 9 gol segnati a fronte dei 16 subiti, solo Palermo, Parma e Pescara hanno fatto peggio della Lazio. Una parabola discendente il cui ultimo tratto, 3 sconfitte consecutive (2 in scontri diretti per il terzo posto) con 6 reti prese e zero fatte, è una caduta libera che non dà molte speranze di Champions, il reale obiettivo di stagione al netto di Europa League e Coppa Italia. Le uniche rimaste sono legate al rientro di Miro Klose che, 'in assenza di complicanze', la cautela sul bollettino medico diramato dal club, in settimana riprenderà a correre verso il Catania.<br><br>È un fatto, ultimamente le sole buone notizie per la Lazio arrivano dalla Germania: ieri Klose ha sostenuto i controlli decisivi dal professor MüllerWohlfahrt e il responso è stato positivo. Stasera il tedesco rientrerà alla base e continuerà nel progressivo riavvicinamento alla normalità: si parte con la corsa blanda per arrivare, dopo il fine settimana, al rientro in gruppo. Piccoli passi verso il Catania e, soprattutto, verso il derby, molto più di un semplice scontro diretto in chiave Champions. Considerato che Floccari è fuori per un tempo ancora da definire e che Kozak è buono per l'Europa quanto inutile in Italia (ieri è stato anche convocato in Nazionale e quindi, insieme ad altri 7 laziali, non potrà riposare), da Klose e dalla sfida con la Roma, che in poche settimane ha annullato un 'gap' di 10 punti, passa l'intera stagione della Lazio. E, forse, anche il futuro del tecnico. Che ora comincia a perdere punti anche presso i tifosi, oltre che in classifica.<br><br>Colpevole di aver avallato le 'non scelte' della società sul mercato e senza nemmeno aver reclamato il reintegro di Cavanda e Diakité, i due 'esodati' per motivi di contratto (ieri anche Zarate ha chesto di nuovo di tornare a disposizione). Un cambio di atmosfera intorno a Petkovic, a rendere più allettanti le possibilità che Inter e Borussia Dortmund stanno continuando a ventilargli. Eppure l'impatto era stato ottimo, la Lazio viaggiava a vele spiegate e si respirava aria d'idillio. Fino al mercato, un vuoto che la Lazio continua a pagare in classifica da tre anni a questa parte. Il problema è il solito: zero acquisti e zero risultati. Reja è rimasto scottato dagli errori di Lotito e ora anche Petkovic sbatte contro lo stesso muro. Errare è umano, ma perseverare?<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001klose-blogtaormina1-598x338.jpgSiNlazio-il-ritorno-di-klose-per-superare-la-crisi-1011061.htmSiT1000018100075701,02,03030151
1601011012NewsCampionatiSerie A, 29a giornata: la Juve mette le mani sullo scudetto. Lotta a viso aperto per il terzo posto.20130318095514serie aLa 29` giornata di serie A sancisce di fatto l`attribuzione <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri></FONT></FONT></SPAN>&nbsp;<BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>La 29' giornata di serie A sancisce di fatto l'attribuzione dello scudetto alla Juventus, che espugna il Dall'Ara di Bologna nell'anticipo del sabato. Il Napoli non molla, ma, nonostante la vittoria in casa contro un'ottima Atalanta, resta a 9 punti dalla capolista. Il Milan sembra la favorita al terzo posto, ma la Fiorentina resta in agguato e la Roma potrebbe rientrare clamorosamente nei giochi. Sembra abbandonare la corsa, invece la Lazio, che cade malamente in quel di Torino, sponda granata, sotto la neve. In coda, sempre più vicine alla serie Bwin Pescara e Palermo, entrambe sconfitte, mentre appare chiaro che il terzo nome della squadra retrocessa verrà fuori tra Genoa e Siena. Prima dei riassunti delle singole partite, i consueti TOP/FLOP della giornata:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>TOP: Totti(Roma): protagonista nella vittoria capitolina contro il Parma, "Er Pupone" segna il gol numero 226 in serie A. Inarrestabile!<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>FLOP: Ciani(Lazio): due fallacci in un quarto d'ora gli valgono il doppio giallo, che comporta l'inferiorità numerica alla sua squadra, poi sconfitta a Torino. Disastroso!<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>CATANIA-UDINESE 3-1: un super Catania sogna l' Europa League, dopo aver battuto una diretta concorrente come l'Udinese. Gioco frizzante, passaggi rapidi e imprevedibili e grande rapidità di manovra sono le caratteristiche peculiari della squadra di Maran. E proprio al termine di due contropiedi fulminei Gomez segna la sua personale doppietta (49' e 67'). Poi ci pensa Lodi a chiudere i conti. Per l'Udinese il gol speranza porta il nome di Muriel, minuto numero 81, ma ormai la partita è compromessa e il Catania continua a volare.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>BOLOGNA-JUVENTUS 0-2: la Juventus supera l'ostacolo Bologna e mette la parola fine al discorso scudetto. La partita non regala grandi emozioni nel primo tempo, poche le occasioni, nonostante il ritmo sia piuttosto alto. Nella ripresa il discorso cambia e la Juventus legittima la propria leadership: il neo entrato Naldo si lascia sfuggire Vucinic, che batte Curci e sigla l'1-0(61' minuto). Al 73' poi è di nuovo Naldoa tenere in gioco Marchisio, che sigla il gol del raddoppio. Il Bologna resta in piedi fino alla fine, ma le occasioni per riaprire la partita mancano.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>SIENA-CAGLIARI 0-0: la noia ha la meglio sulle due squadre. Punto più utile al Cagliari che al Siena. I toscani comunque rimangono in corsa per la salvezza.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>FIORENTINA-GENOA 3-2: pirotecnico susseguirsi di emozioni al Franchi di Firenze, dove scende in campo uno tra i migliori Genoa della stagione. Al vantaggio di Aquilani al 33', risponde Portanova al 58' minuto, dopo una grave disattenzione della difesa viola. Cuadrado riporta in vantaggio i toscani su papera di Tzorvas, ma poco dopo Antonelli è lesto a deviare in rete un pallone vagante. A dieci minuti dal termine, l'ex Cassani mette nella porta sbagliata sugli sviluppi di un corner, condannando il Genoa ad una sconfitta immeritata.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>MILAN-PALERMO 2-0: un super Balotelli regna assoluto a San Siro e punisce un buon Palermo, ormai pronto alla retrocessione. SuperMario prima si procura e trasforma un calcio di rigore dopo 10 minuti, e poi, dopo numeri e giocate da vero fuoriclasse, ribadisce in rete una corta respinta di Sorrentino(minuto 66).<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>NAPOLI-ATALANTA 3-2: emozioni a non finire al San Paolo, dove il Napoli tiene ipoteticamente aperto il discorso scudetto. Doppietta di Cavani(il primo gol è su calcio di rigore), con tanto di polemica a chi l'aveva criticato, e nel mezzo l'autorete di Cannavaro. Al 73' è Denis a pareggiare i conti, ma poco dopo Pandev riporta in vantaggio i partenopei, al termine di una bella azione collettiva.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>PESCARA-CHIEVO 0-2: partita poco spettacolare. Nella prima frazione sono gli abruzzesi a provarci di più e reclamano un netto rigore, non concesso. Il Chievo colpisce solo negli ultimi secondi di partita, ma è letale: Stoian e Thèrèau(88', 93') condannano di fatto il Pescara alla serie Bwin.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>ROMA-PARMA 2-0: una ritrovata Roma, dopo la cura Andreazzoli, super un discreto Parma. Match in discesa fin dai primi minuti, quando Lamela devia in rete un tiro di De Rossi. Parma pericoloso con Paletta e Amauri, mentre i giallorossi colgono la traversa, dopo una punizione bolide di Totti. Ed è proprio il capitano a chiudere i conti al 70', sempre su calcio piazzato.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>TORINO-LAZIO 1-0: la partita di decide di fatti dopo 15 minuti, quando Ciani si fa espellere per doppio giallo. L'uomo in meno è avvertito dalla Lazio, che tenta di reagire ma concede troppi spazi ai veloci contropiedisti del Torino, come Jonathas, che al 78' trova il gol partita.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>SAMPDORIA-INTER: rinviata per neve<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR><br><br>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-ventinovesima-giornata-juventus-prende-scudetto-lotta-aperta-per-il-terzo-posto-1011012.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030786
1611010934NewsCampionatiSiena, Rosina: «Vogliamo salvarci. A Palermo successo importante»20130314155237siena, rosina«A Palermo abbiamo ottenuto una vittoria importantissima sul campo di una diretta concorrente, non era facile ma ora dobbiamo subito pensare alla partita con il Cagliari perché sarà una gara altrettanto complicata«"A Palermo abbiamo ottenuto una vittoria importantissima sul campo di una diretta concorrente, non era facile ma ora dobbiamo subito pensare alla partita con il Cagliari perché sarà una gara altrettanto complicata". Così il centrocampista del Siena, Alessandro Rosina ha parlato in conferenza stampa in vista della prossima sfida di campionato.<br><br>"Il mio rendimento? Sto cercando di esprimermi su buoni livelli, ho fallito alcune occasioni da rete importanti ma ho sempre pensato a garantire un buon livello di prestazioni, convinto che i gol sarebbero arrivati. Ora è un buon momento, riesco a concretizzare di più, spero di continuare".<br><br>Nel mirino c'è il Genoa, a due lunghezza di distanza. "Adesso pensiamo al Cagliari, poi ci concentreremo sulle sfide successive senza fare tabelle: domenica dovremo avere l'approccio giusto alla gara, cancellando l'inizio della partita con l'Atalanta. È vero che in classifica il Genoa è la squadra più vicina, ma in tante ancora devono inseguire il traguardo di quota 40 punti. Il bilancio, di squadra e personale, potremo farlo solo alla fine".<br><br>C1007650adm001adm001C_3_Media_469575_immagine_l.jpgSiNsiena-rosina-vogliamo-salvarci-a-palermo-successo-importante-1010934.htmNoT1000025100075701,02,03030176
1621010932NewsCampionatiAtalanta, ag. Cigarini: «E` pronto per rientrare»20130314154943atalanta, cigariniA Radio Crc nella trasmissione «Si gonfia la rete« è intervenuto Giovanni BiaA Radio Crc nella trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Giovanni Bia, agente di Luca Cigarini dell'Atalanta, prossimo avversario del Napoli: "L'Atalanta fa dell'agonismo e della grinta le armi principali. Domenica non sarà una passeggiata perché le due vittorie potrebbero aver galvanizzato la squadra così come potrebbe aver saziato i calciatori. Cigarini credo che domenica sia a disposizione e possa giocare contro il Napoli. Credo che gli azzurri stiano facendo un campionato straordinario e mantenere certi livelli è difficile. Non mi preoccuperei più di tanto perché nell'arco di una stagione un calo può starci. Insigne e Pandev non sono due bomber e credo lo sapessero anche i dirigenti del Napoli. Pandev è un'ottima seconda punta e fa segnare tanto Cavani. insigne invece l'anno scorso ha segnato tanto ma quella era la serie B". <br>C1007650adm001adm001marino pierpaolo.jpgSiNatalanta-agente-cigarini-e-pronto-per-rientrare-1010932.htmNoT1000010100075701,02,03030488
1631010930NewsCampionatiSerie A, 29a giornata: le designazioni arbitrali. Bergonzi per la Juventus20130314125958serie a, arbitriSarà Mauro Bergonzi ad arbitrare la sfida di sabato fra Bologna e JuventusSarà Mauro Bergonzi ad arbitrare la sfida di sabato fra Bologna e Juventus. Sono state diramate tutte le designazioni per il prossimo turno di Serie A, il decimo del girone di ritorno. Questo il quadro completo.<br><br> Bologna-Juventus: BERGONZI<BR>Catania-Udinese: DE MARCO<BR>Fiorentina-Genoa: RIZZOLI<BR>Milan-Palermo: PERUZZO<BR>Napoli-Atalanta: VALERI<BR>Pescara-Chievo: MAZZOLENI<BR>Roma-Parma: RUSSO<BR>Sampdoria-Inter: BANTI<BR>Siena-Cagliari: DOVERI<BR>Torino-Lazio: TAGLIAVENTO<br><br>C1007650adm001adm001isla-6.jpgSiNserie-aventinovesima-giornata-le-designazioni-arbitrali-bergonzi-per-la-juventus-1010930.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07,08,09030182
1641010884NewsCampionatiAtalanta, Marino: «Contro di noi il Napoli è favorito»20130312164716atalanta, marinoPierpaolo Marino, dg dell`Atalanta, è intervenuto Pierpaolo Marino,&nbsp;dg dell'Atalanta, è intervenuto a Radio Gol su Kiss Kiss Napoli: "Al Napoli, ora come ora, mancano i gol di Hamsik e Cavani: il pareggio con la Juve ha riportato i tifosi sulla terra, improvvisamente hanno smesso di sognare il tricolore ma la stagione, per me, rimane positivissima e guai a pensare il contrario".<br><br>Mazzarri-De La "Credo che De Laurentis debba parlare col tecnico, capire cosa sta succedendo e motivare la squadra perché il secondo posto è loro e si può tranquillamente blindare.Sul futuro del Napoli è impossibile fare previsioni, sarebbe come fare un buco nell'acqua assicurato: non so che rapporto c'è ora tra il presidente e Mazzari ma so per certo che se il presidente vuole il contratto lo chiude in cinque minuti: è molto caparbio".<br><br>Pronostici "Sto bene qui a Bergamo e quindi non credo di tornare a Napoli, anche se questa società mi ha dato tanto e calcisticamente sono maturato: domenica sarà una festa per me perché Napoli mi ha dato tantissime emozioni. Pronostico? Non lo voglio fare ma sicuramente gli azzurri partono favoriti".<br><br>C1007650adm001adm001marino pierpaolo.jpgSiNatalanta-marino-contro-di-noi-il-napoli-e-favorito-1010884.htmNoT1000010100075701,02,03030515
1651010843NewsCampionatiAtalanta, Marino: «Col Napoli sarà dura»20130311162994atalanta, marinoIl dirigente dell`Atalanta Pasquale Marino Il dirigente dell'Atalanta Pasquale Marino ha parlato del match contro il Napoli, sua ex società: "Il Napoli è secondo il classifica per cui possiamo solo imparare dagli azzurri. L'Atalanta nei momenti determinanti si ritrova. E ieri, con la spinta del nostro pubblico, abbiamo fatto bene. Se il Napoli centrasse il secondo posto, sarebbe un campionato lusinghiero, ottimo. Mancano ancora dieci partite da qui alla fine della stagione per cui più che guardare avanti credo il Napoli debba cominciare a guardarsi le spalle. Il match del 'San Paolo'? Il Napoli deve vincere e l'Atalanta deve fare punti per guadagnare le zone tranquille delle classifiche. Non ci aspettiamo regali ma neanche li vorremmo perché abbiamo dimostrato di giocarcela con tutte. Avrei preferito che il Napoli avesse vinto contro il Chievo perchè è sempre meglio trovare una squadra che viaggia col vento in poppa anziché una arrabbiata. Sarà un match difficilissimo perchè il Napoli vorrà riscattarsi per cui siamo preparati a vivere una partita di fuoco. L'Atalanta ha un forte carattere e combatterà con tutti alla pari. Fuori casa abbiamo conquistato tanti punti per cui siamo fiduciosi nonostante il Napoli sia favorito".C1007650adm001adm001marino pierpaolo.jpgSiNatalanta-marino-col-napoli-sara-dura-1010843.htmNoT1000010100075701,02,03030418
1661010829NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: colpo di c...oda della Juventus, cadono Napoli e Lazio. Palermo e Pescara si preparano alla serie Bwin20130311102632serie aLa 28` giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania<DIV> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">La 28' giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania, strettamente connessa alla debacle del Napoli, in quel di Verona. Ora sono 9 i punti che separano i partenopei dai bianconeri. Le inseguitrici non fanno certo meglio, dato che Lazio e Inter escono con le ossa rotte dal loro stadio, sconfitte rispettivamente dalla Fiorentina e dal Bologna. In coda, Palermo e Pescara salutano quasi matematicamente la serie A, dopo le gravi sconfitte contro Siena, unica in grado di poter riaprire il discorso salvezza, e Atalanta. </SPAN><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">GENOA-MILAN 0-2: il Milan prosegue l'ottimo periodo ed espugna Marassi, affossando un Genoa ancora non tranquillo e invischiato nei bassifondi della classifica. E' Pazzini a sbloccare la partita dopo appena 22 minuti, su assist di De Sciglio. I padroni di casa provano a recuperare, ma la porta della squadra di Allegri sembra stregata: palo di Bovo su una punizione telecomandata, e possibile rigore non concesso per fallo di mano di Niang in piena area. Ecco che quindi la conseguenza è il raddoppio degli ospiti, al 60' grazie al solito Mario Balotelli, che non sbaglia a tu per tu con Frey. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">UDINESE-ROMA 1-1: poche emozioni nel match del sabato sera. Roma e Udinese provano a farsi male, ma non troppo. Lamela regala il vantaggio agli ospiti, dopo 20 minuti. Le occasioni mancano da ambo le parti, ma al 62' arriva l'insperato pareggio dei friulani grazie a Muriel. L'Europa rimane lontana per tutte e due le squadre.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">ATALANTA-PESCARA 2-1: l'Atalanta chiude in maniera quasi definitiva il discorso salvezza, battendo in casa un sempre meno speranzoso Pescara, a cui non è servito il cambio di panchina. La squadra del neo allenatore Bucchi, in realtà, si porta in vantaggio grazie a D'Agostino, dopo una ventina di minuti. Ma i padroni di casa reagiscono d'orgoglio e ritrovano uno dei protagonisti della scorsa stagione, ovvero Gustav German Denis. El Tanque prima pareggia di rigore, al 34', e attorno al 60' porta il vantaggio ai suoi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CAGLIARI-SAMPDORIA 3-1: sfida salvezza, tra due squadre comunque relativamente tranquille. Dominano in lungo e in largo i sardi, con il mattatore dell'incontro Ibarbo, autore di una strepitosa tripletta(18', 52', 72' minuto). Sampdoria non pervenuta, a parte il gol su rigore di Maxi Lopez, quando ormai l'arbitro stava fischiando la fine dei giochi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CHIEVO-NAPOLI 2-0: il Chievo trova 3 punti sicurezza in chiave salvezza e allo stesso tempo chiude ogni discorso relativo allo scudetto: il Napoli cade, e male, e vede la Juve capolista più in alto di 9 punti. Dramè al 12' mette subito la partita in salita per i ragazzi di Mazzarri, il quale capisce ben presto che per i suoi non è giornata. Thereau raddoppia in scioltezza al 43' minuto del primo tempo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">JUVENTUS-CATANIA 1-0: scudetto sì, scudetto no. La Juventus trova sul fil di sirena il gol che vale 3 punti e probabilmente lo scudetto, vista anche la sconfitta del Napoli. I problemi della squadra di Conte sono gli stessi da un paio d'anni a questa parte: il reparto offensivo latita e sciupa l'incredibile (vedi Vucinic). Laddove mancano gli uomini, ecco che interviene la fortuna: ultimi scampoli di partita, Giaccherini in area conclude in maniera poco convinta, ma ne esce un tiro "sporco" su cui il portiere ospite non può fare nulla. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PALERMO-SIENA 1-2: la sfida che valeva una stagione intera vede il Palermo farsi recuperare in casa da un ottimo Siena. Anselmo illude i palermitani sul finire del primo tempo. Ma Emeghara al 51' e Rosina, su rigore, al 72' ribaltano il match e lanciano i toscani verso un'insperata salvezza. Sui siciliani piovono fischi: ormai la serie Bwin è ad un passo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PARMA-TORINO 4-1: i ducali confermano di essere una delle migliori squadre tra le mura amiche. Eppure sono i granata a passare in vantaggio, al 56' minuto, dopo un primo tempo in cui sono i padroni di casa a dominare il match. Il marcatore è Santana. Poi si scatena l'istinto da goleador di Amauri, che segna una tripletta in tutte le maniere possibili ed immaginabili. Nel mezzo la rete sicurezza di Sansone.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">INTER-BOLOGNA 0-1: l'Inter cade ancora, dopo la folle serata di Europa League. Al Bologna basta un gol, quello di Gilardino, per piegare una squadra che tale non è, o meglio non lo è più. Nel primo tempo i rossoblù la fanno da padroni, ma sprecano troppo con Gabbiadini e lo stesso Gilardino. Ma il "violino" al 57' sfrutta al meglio un assist di Perez e batte Carrizo. L'Inter tenta di tornare in partita, ma Curci sfodera alcune ottime parate, che chiudono la porta in faccia alla banda di Stramaccioni.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">LAZIO-FIORENTINA 0-2: Fiorentina corsara all'Olimpico. Lazio battuta grazie ai due "terribili" ragazzini serbi: prima Jovetic al 20' poi Ljajic al 50' complicano il cammino dei biancocelesti verso la Champions League. Il solo Lulic tenta di rimettere in piedi la partita, ma senza esito.</SPAN><BR><br><br> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">In chiusura la consueta rubrica TOP/FLOP: </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">TOP - Amauri(Parma): strepitosa la prova di "Gesù" Amauri, che in periodo pasquale resuscita e sfodera una prestazione ai limiti dello straordinario. Riesumato!</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">FLOP - Stramaccioni(allenatore Inter): evento più unico che raro, vedere un allenatore protagonista di questa rubrica. Nel bene o nel male è la squadra che gioca, che vince o perde. Il flop di Strama è però doveroso: dopo la vittoria in casa Juventus, la squadra non l'ha più seguito. Inutili le prediche ai giornalisti, inutili le difese a spada tratta dei suoi giocatori. Ormai da mesi è abbandonato a se stesso. Indifendibile!</SPAN><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br></DIV>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-colpo-di-coda-della-juventus-1010829.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030819
1671010825NewsCampionatiAtalanta-Pescara, le pagelle. Top Denis e Sculli. Flop Giorgi20130310144255serie a, atalanta, pescaraSerie A Atalanta Pescara PagelleFinale 2-1 (p.t. 1-1):&nbsp; 24' D'Agostino (P), 34' e 67' Denis rigore<br><br> ammoniti: Bonaventura, Biondini, Stendardo, De Luca, D'Agostino espulsi: Colantuono <br><br> <BR>Atalanta (4-4-2): Consigli 6; Raimondi 6, Stendardo 6, Lucchini 6, Del Grosso 6; Giorgi 5.5 (60' Brienza 6), Radovanovic 6 (78' Cazzola 6), Biondini 6, Bonaventura 6.5; Livaja 6 (71' De Luca 6), Denis 7 A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Contini, Canini, Brivio, Cigarini, Moralez, Budan. All.: Colantuono 6.5<br><br> Pescara (4-3-3): Pelizzoli 6; Zanon 6, Kroldrup 6 (72' Bianchi Arce 6), Cosic 5.5, Bocchetti 6; Blasi 5.5, D'Agostino 6 (46' Togni 5.5), Cascione 5.5; Sculli 6.5, Vukusic 6, Weiss 6 (62' Celik 6). A disp.: Perin, Balzano, Quintero, Bjarnason, Caraglio, Abbruscato. All.: Bucchi 6<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Atalanta</EM></STRONG> <br><br> Denis: decide la partita con la sua doppietta.<br><br> <STRONG><EM>Flop Atalanta</EM></STRONG><br><br> Giorgi: spinge poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Pescara</EM></STRONG><br><br> Sculli: si muove su tutto il fronte in avanti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Pescara</EM></STRONG><br><br> Blasi: poco dinamico può fare di meglio.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<BR><br><br>C1007650adm001adm001denis.jpgSiNserie-a-atalanta-pescara-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010825.htmSiT1000010,T1000095100075501,02,03030635
1681010738NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, obiettivo Bonaventura20130305165250juventus, bonaventuraBonaventura è il nome nuovo per il centrocampo Bonaventura è il nome nuovo per il centrocampo della Juventus. Secondo il 'Corriere dello Sport', Marotta e Paratici sono pronti a sferrare l'assalto al giocatore in estate. Il calciatore dell'Atalanta, recentemente, ha dichiarato che da piccolo tifava i bianconeri.<BR>C1007650adm001adm001bonaventura.jpgSiNjuventus-obiettivo-bonaventura-1010738.htmSiT1000007100075701,02,03,06030275
1691010721NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: la Juventus ad un passo dallo scudetto, Milan a valanga e rimontone Inter20130304161057serie aSerie A<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">La 27' giornata di serie A avvicina la Juventus alla conquista dello scudetto;i tifosi della vecchia Signora possono fare tutti gli scongiuri del caso ma i bianconeri frenano la rincorsa del Napoli, a cui il pareggio nello scontro diretto serve a poco. Continua invece la corsa al terzo posto del Milan, implacabile contro una Lazio ben lontana dalla forma migliore. L' Inter è corsara a Catania, dove riesce a compiere la rimonta perfetta e a conquistare i tre punti. In coda, il destino per Palermo, Siena e Pescara sembra già scritto e la serie Bwin è sempre più vicina. A nulla serve infatti il pari per i siciliani in casa del Torino, mentre le sconfitte interne delle altre due, rispettivamente contro Atalanta e Udinese, pregiudicano una situazione di classifica già deficitaria. Prima dei riassunti delle singole partite, in evidenza i TOP/FLOP della giornata. <!--?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /--><o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TOP: Diamanti(Bologna)- trascina il Bologna alla vittoria contro l'ostica squadra del Cagliari. Il gol del trequartista ex West Ham e Brescia è un pezzo di bravura non da poco. Regala assist ai compagni e il mancino è sempre caldo. Dio in terra!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FLOP: Candreva(Lazio)- una bella partita la sua (siamo naturalemente ironici), durata appena 15 minuti, nei quali si distingue per un intervento scellerato al limite dell'area su El Shaarawy: le conseguenze sono, nell'ordine, rosso diretto al centrocampista laziale, uomo in meno che si fa sentire e biancocelesti che rischiano il tracollo in quel di San Siro. Autolesionista!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">NAPOLI-JUVENTUS 1-1:<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il match decisivo per lo scudetto va in scena in un San Paolo stracolmo e sognante. L'idillo viene però stroncato dopo appena dieci minuti, quando un cross di Pirlo pesca Chiellini in area, che dopo aver anticipato Britos, insacca di testa alle spalle di De Sanctis. Per il resto, il primo tempo è storia vecchia, i bianconeri continuano a presentare clamorose lacune in attacco, dove Vucinic spreca l'impossibile. E cosi' Inler prende l'ultimo treno per il pareggio, al termine della prima frazione, con un tiro deviato da Bonucci direttamente sotto l'incrocio dei pali. La ripresa è tutta partenopea ma Hamsik e ancora Inler trovano sulla loro strada un super Buffon. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">MILAN-LAZIO 3-0: la partita clou per il terzo posto resta aperta appena 15 minuti, ovvero prima che Candreva si faccia espellere per un fallaccio su El Shaarawy. L'uomo in più è oro colato per i ragazzi di Allegri che schiacciano la Lazio nella propria metà campo e passano in vantaggio con Pazzini al 40', per raddoppiare poco dopo con Boateng. E' ancora il Pazzo a chiudere i discorsi nella ripresa (minuto numero 60). Lazio sostanzialmente assente ingiustificata.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TORINO-PALERMO 0-0: poche emozioni in questo scontro-salvezza, con il Torino più pericoloso degli ospiti, ma che alla fine si accontenta del pari. Per il Palermo la situazione è davvero drammatica: classifica più che precaria cui si somma la mancanza di gioco e di condizione.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">BOLOGNA-CAGLIARI 3-0: nella giornata del ricordo di Lucio Dalla, il Bologna incassa probabilmente i 3 punti che vogliono dire salvezza. La squadra di Pioli è ora a +11 sulla terz'ultima e anche i sardi restano relativamente tranquilli. Tre splendide reti regalano grandi emozioni al Dall'Ara: Taider al 5', Diamanti al 19' e Pasquato a tempo scaduto. Cagliari non pervenuto.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">CATANIA-INTER 2-3: la squadra di Maran si conferma bella, vivace frizzante, ma fallisce la partita che poteva permettere di coltivare sogni europei. Suicido perfetto in campo: avanti di due gol nel primo tempo, grazie a Bergessio e Marchese (7' e 19' minuto), grazie anche ad un Inter mal schierata. Ma la ripresa è un'altra storia: dentro Stankovic e soprattutto Palacio, il quale segna la doppietta decisiva, dopo il gol riapri-partita di Alvarez. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FIORENTINA-CHIEVO 2-1: una Fiorentina poco bella ma cinica si rilancia dopo la sconfitta a Bologna. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non convince molto, ma dopo appena 4 minuti i viola sono già in vantaggio grazie a Pasqual. Il Chievo non ci sta ed è Cofie a riportare il risultato in parità. I clivensi tentano il colpaccio, per poi venire puniti a 10 minuti dalla fine dal rinforzo di Gennaio Larrondo.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">PESCARA-UDINESE 0-1: massimo risultato, minimo sforzo. L'Udinese di Guidolin porta a casa tre punti in quel di Pescara. Di Natale torna al gol, mentre gli abruzzesi non entrano mai in partita. Sconfitta che costa l'esonero a Bergodi, cui subentrerà probabilmente Bucchi.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SAMPDORIA-PARMA 1-0: non è stata una partita entusiasmante quella tra due squadre di metà classifica, senza particolari patemi. La spuntano i padroni di casa, grazie a Icardi(58' minuto), mentre gli emiliani ci credono sino alla fine, ma non vanno oltre un palo di Amauri.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SIENA-ATALANTA 0-2: il Siena spreca la possibilità di riaprire il discorso salvezza, cadendo in casa contro un'ottima Atalanta, in vantaggio già al 3' grazie a Bonaventura e pericolosa per tutta la prima frazione, soprattutto con Denis. Gli uomini di Iachini stentano, delude Emeghara e i bergamaschi raddoppiano al 68' ancora con Bonaventura.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">ROMA-GENOA 3-1: continua l'ottimo periodo della nuova Roma di Andreazzoli, che supera un ostico Genoa. Su rigore entrambe le prime realizzazioni: Totti al 16'(con "Er Pupone" che raggiunge Nordahl nella classifica dei migliori marcatori di sempre della serie A, con 225 reti) e Borriello al 42'. Un decisivo Stekelenburg stoppa i liguri e al 58' la Roma mette la freccia: sugli sviluppi di un corner Romagnoli, classe 1995, insacca alle spalle di Frey, mentre all'88 è il neo entrato Perrotta a chiudere il match.<o:p></o:p></font></font></span><br><br><br><br>C1007650FL0761FL0761milan-6.jpgSiNil-punto-del-lunedi-sulla-serie-a-juventus-ad-un-passo-dallo-scudetto-milan-a-valanga-e-rimontone-inter1010721.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030676
1701010718NewsEditorialeSerie A: la rimonta di Palacio, il salto di Totti e gli sbagli di Vucinic. Top e Flop della 27a giornata20130304123332serie aRoma, Inter e Milan sugli scudi in questa giornataRoma, Inter e Milan sugli scudi in questa giornata, con la celebrazione di un immenso Francesco Totti ideale capitano della formazione top. Tra i più di giornata anche il bolognese Diamanti che affossa un Cagliari in calo rispetto alle ultime settimane. Male Lazio e Siena.<br><br> <STRONG><EM>TOP</EM></STRONG><br><br> Stekelenburg = Oggetto del mistero durante la gestione Zeman, l’olandese si riprende con una prestazione impeccabile lo scettro di titolarissimo. Redivivo.<br><br> Romagnoli = Diciotto anni, esordio e gol in serie A grazie ad una pennellata di capitan Totti. Che ha il doppio dei suoi anni. Se non è destino questo. Predestinato.<br><br> Pasqual = Una stagione da incorniciare sin qui, contro il Chievo suggellata da una punizione – cioccolatino che a conti fatti è stata importantissima. Sicurezza.<br><br> Diamanti = Bologna in saluta, con il suo uomo in più sempre decisivo. La rete del 2 a 0 che confeziona è più di una chicca. A Napoli sarebbe un babbà. Ispirato.<br><br> Bonaventura = Uno tra i giovani più promettenti del nostro campionato. Incornicia una doppietta fondamentale per l’Atalanta e magica per lui. Speranza.<br><br> Totti = Diventa il secondo marcatore di sempre in serie A, disputando una gara sontuosa. Gli aggettivi per un campione di tal specie, osannato da tutti i tifosi indipendentemente dai colori, sono terminati. Leggenda.<br><br> Palacio = Unico vero insostituibile dopo l’infortunio di Milito. Rileva un inutile Rocchi e vince da solo la difficile gara di Catania.Oscurando anche la lite Cassano – Strama. Codino magico.<br><br> Formazione TOP: Stekelenburg; Chiellini, Romagnoli, Pasqual; Diamanti; Bonaventura, Boateng, Inler; Palacio, Pazzini, Totti.<br><br> <STRONG><EM>FLOP</EM></STRONG><br><br> Pegolo = Solitamente decisivo, specie nelle gare casalinghe del Siena, si fa trovare impreparato sugli acuti atalantini e non riesce ad opporsi come dovrebbe. Svogliato.<br><br> Radu = Dopo un gol decisivo (ma contro il Pescara) una prestazione pessima (contro il Milan) che certifica una sconfitta ineccepibile. Fragile.<br><br> J. Jesus = Il brasiliano perde colpi e si fa infinocchiare ingenuamente da Bergessio. Per sua fortuna l’Inter vince e Strama, di incavolarsi a muso duro dopo la lite con Cassano,non ne aveva più voglia. Impanicato.<br><br> Dzemaili = Con Vucinic condivide la palma di sprecone nel super match del San Paolo. Come il collega juventino, infatti, si divora una rete colossale. Ingenuo.<br><br> Candreva = A torto o a ragione, la sua espulsione condanna la Lazio ad un harakiri clamoroso. Essendo appena al 16’ del primo tempo, forse ci voleva più attenzione. Stanco.<br><br> Rocchi = Se l’Inter cercava Carew (avessimo detto Pelè) era chiaro che non si fidava del nonnino ex Lazio. Con tutto il rispetto, ma non può stare in una grande a fine carriera. Tramontato.<br><br> Vucinic = Specializzato in reti difficili ed in errori grossolani, come quello che avrebbe potuto portare i suoi ad un 2 a 0 di grande sicurezza. Soliti limiti in zona gol. Spuntato.<br><br> Formnazione FLOP: Pegolo; Radu, J. Jesus, F. Pisano; Dzemaili, Candreva, Aquilani, Nainggolan; Rocchi, Vucinic, Ibarbo.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-la-rimonta-di-palacio-il-salto-di-totti-e-gli-sbagli-di-vucinic-top-e-flop-della-ventisettesima-giornata-1010718.htmSi100075701,02,03,07,08,09030613
1711010700NewsCampionatiSerie A, 26a giornata: Inter a Catania e la Roma aspetta il Genoa. Le probabili formazioni20130303123313serie aLe probabili formazioni della 26a giornata di Serie ALe probabili formazioni della 26a giornata di Serie A.<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-CAGLIARI ore 15<br><br> Bologna (4-2-3-1): Curci; Motta, Sorensen, Cherubin, Morleo; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Lombardi, Garics, De Carvalho, Naldo, Abero, Pazienza, Guarente, Khrin, Moscardelli, Pasquato, Christodouloupoulos. All.: Pioli<BR>Squalificati: Antonsson (1)<BR>Indisponibili: Natali<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Nainggolan; Cossu; Sau, Ibarbo.<BR>A disp.: Avramov, Ariaudo, Perico, Ekdal, Cabrera, Casarini, Pinilla, Nenè, Thiago Ribeiro. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Murru<br><br> &nbsp;<br><br> CATANIA-INTER ore 15<br><br> Catania (4-2-3-1): Andujar; Alvarez, Spolli, Rolin, Marchese; Lodi, Biagianti; Izco, Castro, Gomez; Bergessio.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Potenza, Augustyn, Sciacca, Ricchiuti, Salifu, Cani, Keko, Almiron, Doukara. All. Maran<BR>Squalificati: Legrottaglie (2), Bellusci (1)<BR>Indisponibili: Barrientos, Capuano<br><br> Inter (4-3-3): Handanovic; Zanetti, Juan Jesus, Chivu, Pereira; Guarin, Kuzmanovic, Gargano; Schelotto, Rocchi, Alvarez.<BR>A disp.: Carrizo, Di Gennaro, Mbaye, Jonathan, Pasa, Cambiasso, Benassi, Stankovic, Palacio, Kovacic, Colombi. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: Ranocchia (1)<BR>Indisponibili: Castellazzi, Samuel, Silvestre, Obi, Mudingayi, Milito, Nagatomo, Belec<br><br> &nbsp;<br><br> FIORENTINA-CHIEVO ore 15<br><br> Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Compper, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Ljajic, Toni, Jovetic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Savic, Migliaccio, Sissoko, Romulo, Llama, Mati Fernandez, Woski, El Hamdaoui, Larrondo. All.: Montella<BR>Squalificati: Cuadrado (1) <BR>Indisponibili: Camporese, Hegazi, Rossi <br><br> Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Jokic; Guana, L. Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Squizzi, Sampirisi, Cesar, Papp, Hauche, Seymour, Luciano, Dramé, Stoian, Pellissier, Samassa. All. Corini<BR>Squalificati: Hetemaj (1)<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Vacek, Farkas<br><br> &nbsp;<br><br> PESCARA-UDINESE ore 15<br><br> Pescara (5-3-2): Perin, Balzano, Cosic, Bocchetti, Capuano, Zauri; Rizzo, Cascione, Bjarnason; Weiss, Abbruscato<BR>A disp.: Pelizzoli, Bianchi Arce, Zanon,&nbsp; Blasi, Quintero, Vukusic, Sculli, Caprari, Celik, Caraglio. All.: Bergodi <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Togni, Sforzini, Modesto, D'Agostino<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Badu, Pasquale; Pereyra, Muriel; Di Natale. <BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Faraoni, Merkel, Zielinski, Gabriel Silva, Rodriguez, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi, Lazzari, Benatia<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-PARMA ore 15<br><br> Sampdoria (3-5-1-1): Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Sansone; Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Rodriguez, Castellini, Renan, Rossini, Mustafi, Maresca, Munari, Soriano, Eder, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Gavazzi, Poulsen, Berardi<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Coda, Lucarelli; Rosi, Marchionni, Valdes, Gobbi, Mesbah; Biabiany, Amauri.<BR>A disp.: Pavarini, Bajza, Coda, Ampuero, Paletta, Strasser, Morrone, Ninis, Parolo, Palladino, Sansone, Belfodil. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, Santacroce, Galloppa<br><br> &nbsp;<br><br> SIENA-ATALANTA ore 15<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Texeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Bolzoni, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Marini, Uvini, Paci, Belmonte, Agra, Grillo, Mannini, Valiani, Pozzi, Bogdani, Paolucci. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (5/2013), Terzi (3/2013)<BR>Indisponibili: Vergassola<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Carmona, Biondini, Bonaventura; Livaja, Denis.<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Canini, Brivio, Ferri, Radovanovic, Troisi, Moralez, Brienza, De Luca, Budan, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: Contini (1), Cazzola (1)<BR>Indisponibili: Capelli, Marilungo, Cigarini, Bellini, Scaloni<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>ROMA-GENOA ore 20.45<br><br> Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Marquinhos; Torosidis, Pjanic, De Rossi, Marquinho; Lamela, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Dodò, Bradley, Perrotta, Lucca, Romagnoli, Tachtsidis, Balzaretti, Florenzi, N. Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (8/2015)<BR>Indisponibili: Castan, Destro<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Bovo, Portanova, Moretti; E. Pisano, Kucka, Tozser, Vargas, Antonelli; Bertolacci; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Rigoni, Jankovic, Jorquera, Immobile. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Granqvist (1), Matuzalem (1)<BR>Indisponibili: Floro Flores, Olivera, Manfredini, Nadarevic, Rossi<br><br>C1007650adm001adm001totti.jpgSiNserie-a-ventiseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1010700.htmSi100075501,02,03,09030450
1721010675NewsCampionatiAtalanta, i convocati per il match salvezza contro il Siena20130301160618atalantaAutentica sfida salvezza quella in programma domenica fra Siena e AtalantaAutentica sfida salvezza quella in programma domenica fra Siena e Atalanta. Per la gara del Franchi il tecnico Stefano Colantuono ha convocato 23 giocatori, questo l'elenco completo: Biondini, Bonaventura, Brienza, Brivio, Budan, Canini, Carmona, Consigli, De Luca, Del Grosso, Denis, Ferri, Frezzolini, Giorgi, Livaja, Lucchini, Moralez, Parra, Polito, Radovanovic, Raimondi, Stendardo, Troisi.<br>C1007650adm001adm001colantuono.jpgSiNatalanta-i-convocati-per-il-match-salvezza-contro-il-siena-1010675.htmNoT1000010100075501,02,03030470
1731010633NewsEditorialeSerie A: Super Handanovic, le punizioni di Lodi e l`evanescenza di Cassano. Top e Flop della 26a giornata20130227173252serie aJuventus, Catania, Cagliari e Roma sono state le compagini che questa settimana hanno regalato, grazie alle loro vittorie, il maggior numero di giocatori alla formazione dei top di giornataJuventus, Catania, Cagliari e Roma sono state le compagini che questa settimana hanno regalato, grazie alle loro vittorie, il maggior numero di giocatori alla formazione dei top di giornata. Deludono il Parma e l’Atalanta, ancora una volta il Napoli mentre dal derby di Milano solo qualche sprazzo e niente più. <br><br>TOP<br><br>Handanovic = Decisamente il migliore dei suoi, evita più volte al Milan di sfondare ed impedisce a Balotelli quel gol che avrebbe potuto scatenare un putiferio mediatico infinito. Tantacolare.<br><br>Lichtsteiner = Fortuito quanto decisivo il suo tocco nel gol che apre le danze in una gara, quella contro il Siena, che potrebbe rivelarsi spartiacque per le sorti del campionato. Duracell.<br><br>Radu = Il suo missile terra – aria affossa un Pescara cui probabilmente per cadere basta anche un alito divento. Rambo.<br><br>Conti = Doppietta decisiva per una vittoria stappata all’ultimo respiro. Tanta quantità sempre, questa volta si concede anche il lusso di far breccia nella difesa avversaria. Che era il Torino e non la Roma, di solita purgata dal capitano dei sardi. Per la gioia di papà Bruno. Faro.<br>&nbsp;<br>Lodi = Spalanca le porte del successo dei suoi a Parma con la specialità della casa, questa volta in condivisione con Mirante. Che infatti finisce tra i flop. Tocco magico.<br><br>Livaja = Una doppietta inutile ma che certifica la gran mossa dell’Atalanta e quella pessima dell’Inter che ora, invece del pennellone Carew, avrebbe avuto in casa un campioncino fatto e finito. Scoperta.<br><br>El Shaarawy = Chi lo dava in debito di ossigeno, si è dovuto ricredere. Scheggia impazzita di un Milan che, ai punti, avrebbe meritato il successo nel derby. Rete di esterno per palati sopraffini. Delizia.<br><br>Formazione TOP = Handanovic; Lichtsteiner, Radu, Gastaldello; Marchisio, Lodi, Pjanic, Conti; Livaja, El Shaarawy, Sau.<br><br>FLOP<br><br>Mirante = Torna da uno stop per infortunio e combina una frittata sulla punizione beffa di Lodi. Tramortito non riesce a rifarsi. Convalescente.<br><br>Legrottaglie = Una furia inutile sull’arbitro gli costa espulsione e lungo stop per squalifica. E alla fine il Catania ha vinto, chissà che succedeva se avesse perso. Furia cieca.<br><br>Ogbonna = Solitamente inappuntabile, commette errori di concetto che spianano la strada al Cagliari ed impediscono ai granata di proseguire una striscia positiva. Distratto.<br><br>Hamsik = Insieme a Cavani, se si spegne è un po’ il buio totale. Il Napoli non sa più vincere e alla sfida del tutto per tutto i due titolarissimi di Mazzarri arrivano con le pile scariche. Sperduto.<br><br>Valdes = La sua involuzione sta coincidendo con un momento pessimo per il Parma. E quando non gira il regista, tutto il resto non funziona. Opaco.<br><br>Abbruscato = Il Pescara farebbe fatica a segnare anche in Promozione. Ma l’ex granata all’Olimpico non la vede nemmeno con il binoco. Fuori fase.<br><br>Cassano = Se Balotelli fa tremare i suoi ex tifosi, il talento di Bari vecchia passa inosservato o quasi agli occhi dei milanisti. Evanescente.<br><br>Formazione FLOP = Mirante; Legrottaglie, Ogbonna, Aronica; Hamsik, Valdes, Lamela, Valiani; Cassano, Abbruscato, Denis. <br><br>Gabriele Cavallaro<br><br><br>C1007650adm001adm001238691hp2.jpgSiNserie-a-super-handanovic-le-punizioni-di-lodi-e-l-evanescenza-di-cassano-top-flop-della-ventiseiesima-giornata-1010633.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030573
1741010618NewsCampionatiSimilitudini di preparazione e intendimenti calcistici: Antonio Venuto come Aurelio Andreazzoli20130226095847calcio“All’interno di un gruppo di lavoro deve scoccare la scintilla, deve nascere quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Forse, nel caso di Zeman, è mancato qualche elemento”“All’interno di un gruppo di lavoro deve scoccare la scintilla, deve nascere quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Forse, nel caso di Zeman, è mancato qualche elemento”. A parlare è l’allenatore della Roma Aurelio Andreazzoli ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” in onda su Rai1. In questo modo si gode i due successi consecutivi, prima sulla Juventus e poi a Bergamo contro l’Atalanta. Andreazzoli è stato chiamato dalla società giallorossa a sostituire Zeman e lo sta facendo in maniera egregia. Ascoltando alla radio le parole del tecnico giallorosso, ci è venuto in mente lo stesso intendimento calcistico che è di mister Antonio Venuto, un tecnico forse ancora sconosciuto alle grandi platee del football nazionale ma non a chi, come noi, è abituato a vedere e scrivere di calcio a tutti i livelli. Venuto è allenatore dell’Hinterreggio, squadra che partecipa al campionato di Lega Pro in seconda divisione del girone B. Ma, se guardiamo il calcio sotto il profilo della cura e della competenza nell’amministrare il proprio gruppo di lavoro, ci accorgiamo che pur con il necessario distinguo del livello di categoria di appartenenza, ci sono fattori molto simili che uniscono in maniera radicale il rapporto tra allenatore e squadra. Seguiamo l’operato di mister Venuto ormai da un anno, fin da quando si è laureato a pieni voti a Coverciano durante l’ultimo corso allenatori di prima categoria assieme (tra gli altri) ai più illustri Roberto Baggio e Davis Mangia. Il suo è un percorso di notevole esempio e forza caratteriale, nel voler riuscire attraverso il calcio a realizzare certe filosofie che portano inevitabilmente a risultati vincenti. Egli, come Andreazzoli, parte dal fatto che il calcio è un gioco di squadra e, come tale, deve essere inteso come coordinamento, buona gestione e armonia di gruppo. Poi si può disquisire quanto si vuole sui più disparati schemi tattici da mettere in atto in base alle caratteristiche tecniche dei propri calciatori, ma se non si parte dalla buona relazione con il proprio gruppo composto da 15 o 18 atleti, non si va da nessuna parte. Un po’ come dire che tutto ciò che un allenatore impara teoricamente attraverso i migliori testi calcistici di tutti i tempi, servirebbero a poco se non messi in pratica attraverso i buoni rapporti con i propri calciatori e dalle motivazioni che si riescono ad infondere all’interno del gruppo stesso. Si tratti di titolari o di riserve, non ci deve essere nessun distinguo di preparazione tecnico tattica e atletica e neanche di stima reciproca. E’ un modus perfetto che mette in evidenza il buon rapporto tra uomini, prima ancora che tra atleti. Andreazzoli, al contrario di Zeman, pur essendo sconosciuto al grande pubblico (ricordiamo che egli è stato per anni al servizio del settore giovanile della società giallorossa e poi allenatore della Squadra Primavera) ha colto immediatamente ciò che mancava a questa Roma che aveva poco di umano. Con il suo avvento, si è modificato il sistema tattico attraverso migliori accorgimenti difensivi e, soprattutto, si è creato un gruppo motivato, umile e coeso, capace di ottenere risultati eccellenti. E’ successa la stessa cosa all’Hinterreggio, allorquando è stato chiamato mister Venuto a migliorare il rendimento di una squadra che appariva allo sbando e che stazionava pericolosamente in fondo alla classifica di Lega Pro. Oggi, dopo pochi mesi dal suo avvento sulla panchina dei calabresi, la squadra ha raggiunto un’ottima posizione di classifica con l’aggiunta di aver apportato nello spogliatoio una serie di motivazioni in grado di creare quell’armonia, quell’entusiasmo e quell’autostima necessarie per il raggiungimento di ottimi risultati. Sembra tutto facile, ma non è così. Sì, perché sia Andreazzoli che Venuto, pur partecipando a un calcio di categoria differente, sono accomunati prima di ogni altra cosa dal profondo senso di cura e migliore gestione delle proprie risorse umane. Bello vedere i calciatori abbracciare il proprio allenatore dopo un successo ottenuto sul campo. E’ l’emblema dell’idem sentire di gruppo, un segreto che nasce attraverso le mura di uno spogliatoio, prima ancora che sul rettangolo di gioco. Questo è successo domenica scorsa allo stadio di Bergamo, così come è avvenuto al Granillo di Reggio Calabria dopo il successo dell’Hinterreggio contro l’Arzanese. Si dirà che si tratta di un calcio diverso anche dal punto di vista economico, ma certe intime emozioni provocate dalle vittorie di gruppo, non distinguono il pallone di serie A neanche da quello tra dilettanti. In fondo il calcio è bello per questo, perché sa riconoscere il lavoro, la concentrazione, la fatica, ma anche l’unione di gruppo. Questo l’hanno capito bene, sia mister Andreazzoli che mister Venuto.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNsimilitudini-di-preparazione-e-intendimenti-calcistici-venuto-come-andreazzoli-1010618.htmSiT1000012100451001,02,03,06030253
1751010599NewsCampionatiRoma, Andreazzoli: «Chiunque vorrebbe restare qui»20130224193939roma, andreazzoliIntervenuto ai microfoni di Rai Sport dopo la seconda vittoria consecutiva sulla panchina della RomaIntervenuto ai microfoni di Rai Sport dopo la seconda vittoria consecutiva sulla panchina della Roma, Aurelio Andreazzoli ha affermato: "Siamo contenti per come abbiamo battuto prima la Juventus e oggi l'Atalanta, quest'ultima su un terreno pesante che ci vedeva sfavoriti, contro una squadra che fa dell'agonismo la propria dote principale, così siamo scesi in campo in assetto da battaglia. Lamela? Certamente può giocarore anche meglio, oggi il terreno non era certamente agevole rispetto alle sue caratteristiche; ricordiamo anche che è stato bravissimo Consigli a togliergli la gioia del gol con una parata, e che l'allenatore è contento del contributo fornito dal ragazzo alla squadra. Credo che non esista qualcuno al mondo che non vorrebbe essere allenatore della Roma a tempo indeterminato. Io traghettatore? Mi sento un componente della società, con cui ho un lungo contratto, e sono semplicemente un tesserato che ha come obiettivo fare gli interessi del club. Non ha molto senso in questa situazione parlare di traguardi a lunga scadenza, alzando l'asticella più di quanto si possa fare nell'immediato. Sicuramente vivere questo spogliatoio da otto anni mi ha avvantaggiato profondamente, facendo sì che avessi le idee chiare fin da subito riguardo a ogni situazione, e su come intervenire in merito. L'entrata in società degli sceicchi? Non è un problema dell'AS Roma come gruppo sportivo".<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-andreazzoli-chiunque-vorrebbe-restare-qui-1010599.htmNoT1000012100075501,02,03,06030108
1761010594NewsCampionatiAtalanta-Roma, le pagelle. Top Livaja e Pjanic. Flop Denis20130224173884serie a, atalanta, romaSerie A Atalanta Roma PagelleFinale 2-3 (p.t. 2-2) 8' e 44' Livaja, 12' Marquinho (R), 34' Pjanic (R), 71' Torosidis (R)<br><br> ammoniti: Contini, Raimondi, Carmona, Cazzola, Torosidis&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi: Contini<br><br> Atalanta (4-3-1-2): Consigli 5, Raimondi 5, Stendardo 5.5, Contini 5, Brivio 5.5; Giorgi 5.5 (28' st Cazzola 6), Carmona 5.5, Biondini 5 (28' st Lucchini 6), Bonaventura 6 (40' st Budan s.v.); Livaja 7, Denis 5. A disp.: Frezzolini, Polito, Canini, Scaloni, Radovanovic, Brienza, De Luca, Moralez, Troisi. All. Colantuono 5.5<br><br> Roma (3-4-2-1): Stekelenburg 5.5, Piris 6, Burdisso 6.5, Marquinhos 6; Torosidis 7, Bradley 6, Pjanic 7 (26' st Florenzi 6), Balzaretti 5.5; Lamela 6, Marquinho 7 (18' st Perrotta 6.5); Osvaldo 6 (38' st Tachtsidis s.v.). A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Romagnoli, Dodo', Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli 7<br><br> <STRONG><EM>Top Atalanta</EM></STRONG><br><br> Livaja: prime reti con la nuova maglia che non permettono però di portare punti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Atalanta</EM></STRONG><br><br> Denis: poco in partita<br><br> <STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Pjanic: non sbaglia niente, punizione perfetta nella seconda rete dei suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Balzaretti: fatica a entrare nel vivo del gioco.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-atalanta-roma-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010594.htmSiT1000010,T1000012100075501,02,03030606
1771010591NewsCampionatiAtalanta-Roma, la partita si disputerà regolarmente20130224125258atalanta, romaLa Questura ha preso la sua decisioneLa Questura ha preso la sua decisione. Atalanta-Roma si dovrebbe regolarmente giocare con fischio d'inizio alle 15. Segno che entro quell'ora gli spalti dovrebbero essere completamente sgombri di neve e quindi perfettamente agibili. Si spera inoltre che il manto erboso appena rizollato regga a queste temperature così rigide. C1007650adm001adm001colantuono.jpgSiNatalanta-roma-si-giochera-regolarmente-1010591.htmSiT1000010100075501,02,03030570
1781010583NewsCampionatiRoma, Andreazzoli: «Vogliamo raggiungere i nostri obiettivi»20130223161739roma, andreazzoliIl tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli ha parlato in conferenza stampa prima del match contro l`AtalantaIl tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli ha parlato in conferenza stampa prima del match contro l'Atalanta. "Ho chiesto alla squadra di continuare sui presupposti della scorsa settimana. Le parole della società sul futuro? La società ha detto che c'è la possibilità di una mia conferma. Mi fa piacere, ma non è il mio obiettivo. Il mio obiettivo è arrivare dove mi sono prefisso di arrivare. Totti e De Rossi? Si perde tempo a parlare della loro importanza, ma la squadra mi ha fatto vedere che più che puntare sulle individualità punta sul fatto di essere un gruppo che comincia a sapere quello che vuole e lo dimostra. L'ingresso in società dello sceicco? Sono vicende che non ci riguardano, sono decisioni della proprietà americana eventualmente. Come AS Roma pensiamo a raggiungere gli obiettivi senza porci particolari domande. Se e quando ci saranno notizie certe, ci saranno i dirigenti a rispondere. Noi non ce ne preoccupiamo. Obiettivi? Non ne abbiamo parlato, è inutile fare progetti non relativi alla settimana in corso. Certo è che una gara e un risultato come quelli di sabato ti danno convinzioni. Stekelenburg e Goicoechea? Stekelenburg è felice, ma devo dire la stessa cosa degli altri due portieri. Sia Lobont che Goicoechea lavorano come sempre con molta partecipazione e attenzione. Su Goicoechea vorrei spendere due parole: gli ho parlato ed è sereno perché ha sempre fatto il suo dovere, anche dopo partite negative, perché sapeva di aver lavorato bene e questo gli fa onore. Balzaretti? L'ho visto benissimo, come tutti i suoi compagni. Stamani andavano frenati, non stimolati, tutti quanti".C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-andreazzoli-vogliamo-raggiungere-i-nostri-obiettivi-1010583.htmSiT1000012100075501,02,03030148
1791010522NewsCampionatiSerie A, 25a giornata: batoste per Inter e Lazio. Cade anche la Juventus20130218225824serie a Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri></FONT></FONT></SPAN>&nbsp;Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto, dopo un avvio di stagione disastroso. Le altre big deludono e non poco: il Napoli non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo contro un’ottima Sampdoria, mentre il trio Juventus-Inter-Lazio riesce a fare addirittura peggio. I bianconeri di Conte cadono all’Olimpico di Roma, risentendo probabilmente delle fatiche di Champions. Zero scuse, invece, per i ragazzi di Stramaccioni e Petkovic: clamorose cadute rispettivamente a Firenze e a Siena. In coda, vittoria importante per il Cagliari, che inguaia il Pescara di Bergodi. La rubrica TOP/FLOP vede come protagonista positivo il nigeriano del Siena Emeghara, mattatore nel 3 a 0 alla Lazio. Quattro gol in altrettante presenze rilanciano la squadra di Iachini alla ricerca di un’insperata salvezza. Da dimenticare invece la giornata di Paletta(Parma), autore di un’autorete nel giorno del suo compleanno, che condanna di fatto alla sconfitta il suo ottimo Parma.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>MILAN-PARMA 2-1: l'anticipo del venerdì lancia al terzo posto un sempre più sorprendente Milan. Nel primo tempo è, però la squadra di Donadoni a mettere in seria difficoltà quella di Allegri, ma il gol non arriva. E così, al 39' minuto, ecco la regola "gol sbagliato, gol subito": cross blando di Boateng e Paletta decide di festeggiare il compleanno con una goffa autorete. Nella ripresa il Parma continua a fare la sua partita, ma per gli attaccanti ducali non è decisamente giornata. Il Milan è poco brillante, ma al 78' minuto il solito Balotelli si rende protagonista: conquista una dubbia punizione, litiga un po' con tutti per calciarla e sfodera un destro imprendibile all'incrocio dei pali. E' la rete che chiude i giochi e solo per dovere di cronaca segnaliamo l'inutile gol di Sansone a tempo scaduto.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CHIEVO-PALERMO 1-1: davvero poco da dire su questo scontro salvezza. I siciliani partono meglio e al 5' minuto passano in vantaggio con Formica. I clivensi faticano a trovare spazi e per trovare il pareggio devono sfruttare un rigore al 55', trasformato in gol da Thèrèau. Il punto è più utile ai veneti, con il Palermo che rimane sempre più invischiato nei bassifondi della classifica.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ROMA-JUVENTUS 1-0: il sabato calcistico si chiude con una sorpresa. Alla Roma riesce l'impresa di battere la capolista e di interrompere la crisi nella quale era da tempo immersa. Decide la giocata del singolo, della bandiera, della storia passata e presente dei capitolini: Francesco Totti, al minuto 58, sfodera un colpo dei suoi e porta in vantaggio i padroni di casa. La squadra di Conte è apparsa stanca, probabilmente a causa degli impegni infrasettimanali, ma il problema in zona gol continua a ripresentarsi puntuale come un orologio svizzero. Juventus sempre in testa, ma i pericoli sono dietro l'angolo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CATANIA-BOLOGNA 1-0: al Massimino è un monologo dei padroni di casa. Un gol di Almiron, sul finire del primo tempo, regala la vittoria che significa salvezza anticipata per gli uomini di Maran. Poco prima, clamoroso palo di Bergessio. Nella ripresa, felsinei più pericolosi con Gabbiadini e Gilardino, ma la difesa del Catania regge il colpo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>GENOA-UDINESE 1-0: fondamentale vittoria per la squadra genoana, nella corsa salvezza. Il gol da tre punti è di Kucka, al 33' minuto. Poco concreti gli uomini di Guidolin, che impensieriscono in più occasioni Frey, soprattutto nel finale con Benatia e Merkel, ma il pari non arriva.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>NAPOLI-SAMPDORIA 0-0: il Napoli butta al vento l'occasione di accorciare sulla Juventus, non andando oltre uno scialbo pareggio a reti bianche contro la Sampdoria. Sono i doriani i più pericolosi, con De Sanctis decisivo su Sansone e&nbsp; Behrami miracoloso prima su Costa, poi su Icardi.La ripresa è ad appannaggio dei padroni di casa, ma la sola emozione è il palo di Hamsik.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>PESCARA-CAGLIARI 0-2: delicatissima sfida all'Adriatico di Pescara. I padroni di casa partono meglio e nel primo tempo colpiscono un palo con Weiss, su cui è decisiva la deviazione di Agazzi. A spuntarla è però il Cagliari, grazie a Sau, autore di una doppietta: al 53' di testa, su cross di Cossu e al 61' con una girata mancina su servizio di Pisano. Pescara sempre più giù in classifica, mentre i sardi respirano aria di salvezza.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>TORINO-ATALANTA 2-1: il Torino si conferma "bestia nera" dell'Atalanta, sconfitta all'andata per 1-5. Le cose non cambiano nella gara di ritorno, nella quale il portiere bergamasco Consigli salva i suoi solo fino al 43', quando Cerci in contropiede regala il vantaggio alla squadra di Ventura. Nella ripresa cambiano le cose, grazie anche all'ingresso dell'ex interista Livaja, bravo a procurarsi il rigore, trasformato da Denis, che vale il pari. Ma, come detto, il Torino ha in serbo la beffa dell'ultimo minuto: Birsa anticipa di testa Scaloni e regala la vittoria ai suoi.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>FIORENTINA-INTER 4-1: al Franchi i viola travolgono una sempre più brutta Inter. L’inizio è prepotente da parte della squadra di Montella, che sblocca il risultato dopo 13 minuti grazie a Ljajic, su assist aereo di Jovetic. Lo stesso JoJo è l’autore del raddoppio toscano, con un gran destro dal limite, e del gol che chiude i discorsi al 55’ minuto. L’umiliante 4 a 0 arriva dieci minuti più tardi grazie ancora a Ljajic. Rete della bandiera allo scadere, firmata Antonio Cassano.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>SIENA-LAZIO 3-0: una irriconoscibile Lazio subisce una clamorosa batosta in quel di Siena. L’eroe della giornata è Emeghara, che segna al 6’ minuto di testa su cross di Rubin, e al 61’, bruciando la disastrosa difesa biancoceleste. Nel mezzo va a segno anche Rosina al 23’. La squadra di Petkovic è veramente pochissima roba: un tiro di Candreva e una punizione di Hernanes non possono indubbiamente bastare per fare risultato<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><BR><BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0761FL0761fiorentina.jpgSiNserie-a-crollano-lazio-e-inter-cade-anche-la-juventus-1010522.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030767
1801010516NewsCampionatiSerie A, a rischio il derdy tra Inter e Milan20130218183826milan, interCome riporta Sport Mediaset la partita più attesa del weekend, Inter-Milan, è a rischio Come riporta Sport Mediaset la partita più attesa del weekend, Inter-Milan, è a rischio causa neve. Per ora solo un'ipotesi, ma vedendo le previsioni meteo c'è un po' da preoccuparsi. Secondo i metereologi nevicherà da giovedì a domenica su Milano. Sono previste precipitazioni deboli a partire dalla serata del 21 febbraio. Poi il 24 febbraio, giorno del big match, un aumento con una nevicata prevista per tutto il giorno.<BR><BR>Non preoccupano tanto le condizioni del campo che sarà coperto con dei teli a partire da giovedì, ma gli spalti e l'affluenza della gente allo stadio. Potrebbe venir meno la sicurezza dei tifosi quindi la decisione di un eventuale rinvio spetterà al prefetto del capoluogo lombardo.<BR><BR>Stato di allerta anche per altri quattro match della 26.esima giornata di Serie A: Atalanta-Roma, Bologna-Fiorentina, Juventus-Siena e Parma-Catania. <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001milani.jpgSiNserie-a-rischio-il-derby-tra-inter-e-milan-1010516.htmSi100075501,02,03,06,07,09030305
1811010508NewsCampionatiTorino, con Cerci e Ogbonna salvezza ancora più vicina 20130218124732torinoIl Torino vince 2 a 1 il confronto di campionato contro l’Atalanta. Abbiamo ammirato finalmente un Toro capace di giocare a calcioIl Torino vince 2 a 1 il confronto di campionato contro l’Atalanta. Abbiamo ammirato finalmente un Toro capace di giocare a calcio, di divertire divertendosi e vincere. Potremmo dire che a questo punto della stagione e con 31 punti in classifica, il Torino possa finalmente respirare e guardare con più distacco il temuto pericolo di essere invischiato per la retrocessione. All’inizio della gara parziale supremazia della squadra granata con Cerci (risultato l’autentica spina nel fianco nella difesa atalantina) e Barreto, apparsi subito molto vivaci e capaci di entrare immediatamente in partita. L’Atalanta di Colantuono risponde in contropiede, ma non riesce a rendersi particolarmente pericolosa. Al 14’ Torino vicino al gol con Barreto che, solo davanti a Consigli, sciupa maldestramente una facile occasione per andare in vantaggio. Il Toro è pimpante, volitivo, capace di imprimere il proprio gioco che a tratti è piacevole e armonioso, attacca con vigore ma è evanescente nelle conclusioni. L’Atalanta invece, sembra attenta, guardinga e ben disposta in campo. Al 19’ Cerci si libera di Del Grosso e lascia partire un tiro velenoso che Consigli smanaccia sopra la traversa. Passano i minuti e il Toro è costantemente all’attacco. Al 27’ Bianchi tenta il tiro ma Consigli si oppone. Al 30’ l’Atalanta si affaccia in area di rigore del Toro ma Moralez, imbeccato da Denis, si lascia anticipare prima del tiro da Glik. Al 32’ calcio di punizione dal limite dell’area per il Toro; batte Cerci ma la palla tocca la barriera e finisce in calcio d’angolo. Al 39’ ancora Cerci impegna Consigli che, per l’ennesima volta, si rifugia in calcio d’angolo. Al 41’ Toro in vantaggio con Cerci che, involatosi sulla destra in maniera strepitosa, piazza di sinistro un tiro che s’infila nell’angolo destro della porta difesa da Consigli. Intanto, mentre si evidenzia un finale di primo tempo in crescendo da parte del Toro, il Signor Bergonzi decreta la fine e manda tutti al riposo. A inizio ripresa l’Atalanta sostituisce Radovanovic con Lavaja. Al 47’ Cerci (ancora lui) crea scompiglio nella difesa avversaria, passa a Bianchi, ma il suo tiro è parato da Consigli. Al 58’ punizione per l’Atalanta da circa 20 metri dalla porta difesa da Gillet; il pallone calciato da Denis s’infrange sulla barriera granata creando così un nulla di fatto. Al 59’ il Toro sostituisce Stevanovic con Birsa. L’Atalanta tenta di pareggiare il momentaneo vantaggio dei granata, ma i suoi attacchi appaiono sterili e portati con scarsa convinzione. Troppo fragili sembrano gli avanti atalantini costituiti da Denis, Moralez e il giovane Livaja entrato da lì a poco. Al 71’ il Toro coglie la traversa con Barreto e al 73’ l’arbitro Bergonzi assegna un calcio di rigore a favore dell’Atalanta per atterramento di Livaja da parte del portiere Gillet. Batte dal dischetto Denis e realizza il momentaneo pareggio per i nerazzurri atalantini. All’81’ l’Atalanta sostituisce Moralez con Giorgi e il Toro cambia Bianchi (sufficiente la sua prestazione) con Meggiorini e, contemporaneamente, Barreto con Jonathas. Intanto il Toro attacca, vuole far sua l’intera posta in palio e all’87’ raggiunge la meritata vittoria finale con Birsa, che insacca di destro una palla filtrata in area di rigore su cross&nbsp; calciato da Darmian. Il Toro vince meritatamente una partita importante che evidenzia l’ottimo assetto tattico voluto da mister Ventura, l’armonia di gioco espresso dalla squadra e l’ottima forma di Cerci, un giocatore che, in queste perfette condizioni psicofisiche, non può certamente essere ignorato dal C.T. Prandelli. Per l’Atalanta di Colantuono non ci sono apprezzamenti da fare. La squadra orobica, infatti, ha perso lo smalto di squadra scorbutica e difficile da affrontare e, soprattutto ha dato l’impressione di patire oltremisura la partenza di Schelotto e le assenze per squalifica di Biondini e Bonaventura.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-con-cerci-e-ogbonna-salvezza-ancora-piu-vicina-1010508.htmSiT1000099100451001,02,03030140
1821010493NewsCampionatiTorino, Bianchi: «Non voglio essere un peso»20130217195830torino, bianchiDopo la vittoria contro l`Atalanta, l`attaccante del Torino Rolando Bianchi ha dichiaratoDopo la vittoria contro l'Atalanta, l'attaccante del Torino Rolando Bianchi ha dichiarato: "Non parlavo da molto con la stampa, le parole spesso possono essere fraintese. Per questo preferisco lavorare e lasciar parlare il campo; ora mi è sembrato giusto riaprire un po' la bocca".<br><br> Capitolo rinnovo? "Non c'è stato un incontro col club ma prendo questa situazione con la massima serenità. Se non dovessi restare, voglio che la gente ricordi Bianchi per quello che fatto con grande professionalità. Incontro? Se non dovesse arrivare ne prenderò atto, è ovvio che non aspetto in eterno; non vivo per un contratto ma per la mia grande passione per il calcio".<br><br> Possibile futuro all'Atalanta? "Non vivo di contratti, ma è importante essere decisivo in un progetto. Se la società dovesse chiamare, sentirò l'eventuale offerta; mi sento ancora importante, voglio dare ancora tanto al calcio ma soprattutto a me stesso".<br><br> Offerte per il futuro? "Ne sono arrivate, devo valutare possibili situazioni prima di decidere. È normale che un calciatore in scadenza possa piacere a tante squadre; ora sto dando il massimo col Torino per lasciare un grande ricordo qualora dovessi andare via, è un motivo di grande orgoglio far parte della storia granata".<BR><br><br>C1007650adm001adm001rolando-bianchi.jpgSiNtorino-bianchi-non-voglio-essere-un-peso-1010493.htmNoT1000099100075501,02,03030122
1831010491NewsCampionatiTorino, Ventura: «Cerci è da Nazionale. Ha tanta qualità»20130217195419torino, venturaGiampietro Ventura, tecnico del Torino, ai microfoni di Sky SportGiampietro Ventura, tecnico del Torino, ai microfoni di Sky Sport elogia la prestazione dell'esterno Cerci proponendolo a Prandelli e non mettendo limiti alla sua crescita: "Cerci è un giocatore che ha qualità importanti e che negli ultimi mesi ha capito quale strada seguire per tornare il giocatore che conoscevo. Ha ancora margini di miglioramento sia mentalmente sia fisicamente perché può diventare un giocatore devastante. Gli ho chiesto di usare di più la testa e restare sempre concentrato. Credo comunque che ancora il vero Cerci non l'abbia mai visto nessuno: se continuerà così potrò diventare un giocatore importante per noi e per la Nazionale. - continua Ventura parlando del Torino e dell'atmosfera che si respira in città - È