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11009967NewsCampionatiJuventus, ma è proprio vero che ha sbagliato solo Marchisio?20130110220758juventusJuventusCi sono storie nel calcio che si ripetono in maniera ciclica. Storie che riguardano il campo di calcio, ma anche situazioni talora incresciose che si ripetono e fanno polemica. Da poco tempo avevamo parlato di quel collega giornalista della Rai di Torino che, in un servizio fuori dallo Juventus Stadium, destinato al TGR Piemonte, aveva fatto una domanda a un tifoso bianconero che aveva suscitato giustamente clamore e disgusto perché offendeva chiaramente il popolo napoletano: ricordate? Oggi, a distanza di poco tempo, apprendiamo di un’altra situazione giornalistica atta alla provocazione: “C’è un giocatore in particolare che ti ispira una sana vena di antipatia?” e Marchisio risponde: “Non qualche faccia in particolare, ma una squadra, soprattutto dopo le finali ruvide di Coppa Italia e di Supercoppa: il Napoli”.&nbsp; L’intervista pubblicata sul Corriere della Sera Style, ha ovviamente procurato un vespaio di polemiche. Verrebbe da dire “Marchisio, ma che dici ? Sei improvvisamente impazzito?”. Ma potremmo anche dire la stessa cosa al collega che, in maniera provocatoria, ha fatto una domanda a dir poco trabocchetto. Con tutto il rispetto e la benevolenza verso la categoria che mi vede partecipe, devo dire che il collega, di cui non conosco il nome, non può fare simili domande al suo interlocutore e, il suo intervistato non può neanche cadere così facilmente nel tranello della provocazione gratuita. Fin da quando abbiamo preso la tessera di giornalisti, dopo tanta gavetta, abbiamo imparato che in questo particolare settore dell’informazione, esiste un codice etico che non può essere dimenticato e, soprattutto, non appartiene a mode imposte dalle nuove generazioni. A noi hanno insegnato che essere giornalista, significa dare un apporto d’informazione e comunicazione corretta che va al di là di ogni interesse personale o scoop che dir si voglia. C’è una deontologia professionale da rispettare e, questa, non la si può disconoscere. Ritornando al fatto in questione, ci sembra che l’errore marchiano è da imputare in egual misura ad entrambi, giornalista e interlocutore. E’vero, Marchisio avrebbe dovuto non dare una simile risposta come se fosse un vero e proprio ingenuo del pallone che non ha mai incontrato un giornalista e, il collega poteva, anzi doveva, risparmiare la sibillina domanda che nascondeva insidie di vasta e stucchevole polemica. Pur non volendo insegnare nulla a nessuna, ci pare davvero che trovandosi davanti a un calciatore importante come Marchisio, si dovevano preparare domande consone alla curiosità legittima ma mai morbosa, dei tifosi e degli appassionati di calcio. Nei nostri numerosi incontri con calciatori, ex calciatori, dirigenti, arbitri, abbiamo sempre pensato che attraverso l’intervista si può dare un contributo sociale promuovendo l’esempio e la messa in atto di valori etici e sportivi. In altre parole, abbiamo sempre creduto che il giornalista che si trova faccia a faccia davanti a un calciatore o altro interlocutore importante, deve interpretare attraverso la propria sensibilità ciò che il lettore vorrebbe chiedere se lì, in quel preciso momento, al posto del giornalista ci fosse lui. In quel caso, è un servizio che si fa nel rispetto del lettore e del tifoso che non ha bisogno di essere istigato alla diatriba e alla violenza, ma ha bisogna di conoscere il campione, la sua storia, l’uomo che c’è in lui, e il sogno di tanti giovani che desiderano emularne le gesta. Ricordo Alessandro Del Piero in una delle tante profonde interviste rilasciate a noi giornalisti ai tempi in cui i giovani buttavano le pietre dai cavalcavia delle autostrade. Ebbene, attraverso quell’intervista fatta a uno dei calciatori più esemplari di tutti i tempi, ci fu un messaggio sociale a tanti giovani, parole non fatue e banali ma penetranti, capaci di entrare nell’anima, far riflettere e toccare le coscienze. Ma v’immaginate se in quell’occasione fosse stata fatta a Del Piero, da qualcuno di noi, la stessa domanda che è stata fatta a Marchisio? Non siamo indignati, credete, ormai non ci meravigliamo più di nulla in questo mondo del pallone in cui si parla e si scrive sempre meno di fatti tecnici, dell’emozione di un gol, di una vittoria o di una sconfitta, tuttavia, riteniamo opportuno precisare che se noi giornalisti siamo responsabili di ciò che diciamo e scriviamo, è altresì vero che anche i nostri interlocutori devono essere messaggeri di fair play.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-ma-e-proprio-vero-che-ha-sbagliato-solo-marchisio-1009967.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030247
21008326NewsCampionatiLega Pro, si riaccendono le luci rossoblu del nuovo Milazzo Calcio20120909113130lega po, milazzoLega Pro MilazzoUna vera e propria standing ovation ha accompagnato sul palco i 36 calciatori del Milazzo, l`allenatore Marco Tosi e&nbsp; la nuova dirigenza capitanata dal presidente Giuseppe Peditto, nella serata ufficiale di presentazione svoltasi nell`Atrio Del Carmine della cittadina mamertina. Diciamo subito che l`enfasi e il calore dei tifosi rossoblu, accorsi in massa per acclamare la nuova società, è stata davvero notevole. Il giovane presidente Peditto ha avuto subito parole di stima nei confronti dei tifosi i quali hanno confermato la loro fiducia nel nuovo corso, soprattutto in considerazione del fatto che la vecchia proprietà dei Lo Monaco, mai amata dai tifosi, è stata definitivamente estromessa dalla città milazzese. Ed è questo il punto che ha fatto scatenare applausi a scena aperta e cori da stadio quando il presidente, microfono alla mano, ha tranquillizzato la piazza, sgombrando la loro mente da ogni eventuale retaggio di inopportuno pensiero. Non c`è altra società oltre la nostraha assicurato con orgoglio il giovane e rampante presidente Peditto. Abbiamo pagato a dovere la vecchia proprietà e, ora, siamo noi gli unici proprietari della S.S. Milazzo. Al massimo possiamo accettare l`entrata in società di eventuali sponsor che abbiano intenzioni serie nell`abbracciare il nostro progetto che, vi assicuro, è davvero importante. E continua a parlare il presidente che sembra davvero entusiasta e irrefrenabile nel volere sbandierare ai quattro venti la propria voglia di fare grande (nel tempo) questa Milazzo calcistica, perché lui, pur essendo messinese d`adozione, è subito entrato in sintonia con la meravigliosa città mamertina e con i suoi tifosi che hanno bisogno di calore sportivo, di relazioni con la società, con i giocatori e tutto l`ambiente. Non poteva essere diverso il dire e il sentire del giovane presidente Peditto il quale, con cuore e riconosciuta psicologia, ha capito qual è stata la lacuna principale che ha inondato di antipatia e ruggine i rapporti tra tifosi e vecchia proprietà. Si parte dunque con il piede giusto, almeno per quanto riguarda l`importanza dell`essere coesi in un mondo del calcio che, già di suo, prevede spaccature e malumori nel momento in cui non arrivano i risultati positivi sul campo. E, per quanto riguarda questo argomento di carattere tecnico, preferiamo rinviare in seguito il nostro pensiero. Per il momento partiamo dal punto speranzaconquistato a Casale e dalla certezza di un gruppo dirigente che vuole il bene del Milazzo: e questo non è poco. Il resto verrà fuori poco per volta, con lungimiranza, dedizione, lavoro e attaccamento ai colori sociali. Importante è che, in tempi brevi, si riesca in qualche modo a dare una fisionomia di squadra capace di ben figurare in un campionato di Lega Pro in cui le avversarie, (almeno sulla carta) appaiono avvincenti ma anche stimolanti nel sollecitare la crescita della squadra mamertina la quale, in questo momento (e non potrebbe essere diversamente) è in cantiere, ma presto troverà (lo speriamo), la quadratura del cerchio tecnico-tattico. D`altra parte, nel calcio come nella vita, si nasce, si cresce e si vola. Auguri Milazzo. Di cuore!<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007652,C1007653,C1007654,C1007655TorinoFL0711FL0711milazzo.jpgSiNleag-pro-si-riaccendono-le-luci-rossoblu-del-nuovo-milazzo-1008326.htmSi100451001,02,03010973
31006179NewsCalciomercatoSampdoria, Garrone: «Scelto Ferrara per ripartire»20120703111531sampdoria, ferrara«Con Benitez abbiamo avuto un contatto»<P>A <EM>Radiosportiva</EM> è intervenuto il vicepresidente della <STRONG>Sampdoria</STRONG> <STRONG>Edoardo Garrone</STRONG>, che ha illustrato i progetti del club blucerchiato per la prossima stagione.</P> <P>Su scelta panchina: "Con Benitez abbiamo avuto un contatto ma poi il rapporto non si è concretizzato. Ciro Ferrara non è stata certo una scleta di ripiego. Abbiamo pensato a lui perchè<BR>è stato un grande campione e rappresenta la faccia pulita del calcio e siamo convinti di poter partire insieme per un progetto importante. Con lui siamo pronti per condividere tutte le scelte del mercato e un nuovo ciclo. Perchè dell´addio con Iachini? A lui dobbiamo molto per il gran lavoro che ha scvolto, ma per un progetto a lungo termine abbiamo pensato ad una scelta diversa. Comunque ci siamo lasciati con grande rispetto".</P> <P>Giovani e nuovo ciclo blucerchiato: "Il modello da imitare? L´Udinese. E´ un club che da 20 anni lavora sul settore giovanile ed è un esempiuo da seguire. La Samp non può lavorare come le stesse forze grandi, ma può crescere e fare punti con le migliori risorse professionali. In questo senso vorremo cercare di imitare il lavoro incentrato sui giovani portato avanti dall´Udinese".</P> <P>Ritorno tra le grandi - "Per tornare in serie A abbiamo investito in risorse umane e organizzative. Respingiamo ogni voce che aveva parlato di una retrocessione manovrata, sono solo voci infondate. Abbiamo sempre lavorato per tornare al massimo calcio. Grazie anche a Pasquale Sensibile che ha fatto un grande lavoro, soprattutto nel seguire la squadra nelle difficoltà: con tre promozioni e anche lo scudetto quest´anno conquistato dagli allievi nazionali ha dimostrato di saper mettere a futuro un gran lavoro"</P> <P>Su polemica Abete: Da tempo credo che la Lega debba essere riformata. Condivido le parole di Abete, perchè solo cambiando la governance, la Lega potrebbe avere un ruolo più incisivo. Ad oggi si discute solo della ripartizione dei diritti tv, mentre si dovrebbe lavorare a progetti ben più ampi".</P> <P>Su ritorno Cassano e Pazzini: "Cassano ha espresso di tornare a Genoa, città e piazza a cui è molto legato, anche se adesso i tempi non sono maturi. Anche Pazzini è rimasto nel cuore dei nostri tifosi, ma inanzitutto dipenderà dalla volontà dell´Inter".</P>C1000075Genovaadm001adm001ferrara-ciro.jpgSiNsampdoria-garrone-scelto-ferrara-per-ripartire-1006179.htmNoT1000097100075701,02,03010382

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notizie calcio
Il Conte pensiero
di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
della nostra redazione, Venerdì 25 Ottobre 2013
Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
della nostra redazione, Lunedì 23 Settembre 2013