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11013772NewsEditorialeRonaldo salva una brutta Juve 2021050221:56Pirlo,gotti,molina,ronaldo,udinese,juve,champions,dybala,morata,bonucciNel finale due gol del fuoriclasse portoghese tengono a galla la Juve<p>Nel giorno in cui l'Inter vince con largo anticipo un meritato scudetto, una Juventus per lunghi tratti imbarazzante conquista a Udine tre punti di platino nella corsa - Champions. L'unica cosa da salvare, per i bianconeri, in una partita giocata sotto ritmo e costellata da tanti, troppi errori tecnici, &#232; proprio il risultato, frutto di una doppietta del redivivo Ronaldo, maturata in rimonta. Per il resto, una prestazione da dimenticare che conferma i limiti caratteriali della squadra di Pirlo, i tanti equivoci tattici specie a centrocampo e le amnesie della difesa, riconducibili pure a un deficit di concentrazione che una squadra come la Juve non pu&#242; e non deve permettersi. E domenica arriva il Milan, in uno scontro che sa tanto di spareggio Champions.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISRonaldosalvajuveeforsechampions-1013772.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,10,11010178n
21013711NewsCampionatiQuando si dice: “Non ha esperienza”.20200809142515Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Ubi maior minor cessat”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Per tutti quanti, in ventiquattro ore ha deciso il capo in testa. Dopo l’uscita agli ottavi di Champions e dopo un anno di gravi incertezze tecniche e tattiche della Juve di Sarri, il siluramento dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea era nell’aria, nonostante abbia vinto uno scudetto dal sapore molto insipido. Ma la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> come suo successore ha creato sbigottimento, non certo per la qualità dell’uomo e dell’ex calciatore dotato di tecnica sopraffina, ma per il grosso punto interrogativo dato dal suo essere un neofita allenatore che, peraltro, è ancora senza patentino. Apprendiamo infatti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">presidente dell’Associazione Italiana Allenatori</i></b>, che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> ha il permesso di allenare perché ha frequentato e ultimato il corso allenatori a Coverciano, e nel mese di ottobre, dopo avere consegnato la tesi, sarà ufficializzato allenatore a tutti gli effetti. Ma ciò che a molti sta sembrando una decisione troppo affrettata, diciamo che non è nello stile della Juventus fare delle scelte senza discuterle a livello dirigenziale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni operazione da fare. Infatti, ci si doveva già porre delle domande quando qualche giorno prima dell’ufficializzazione ad allenatore della prima squadra della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> è stato presentato in pompa magna come allenatore della Under 23. Troppa enfasi, troppa accademia, troppa pomposità, per essere una semplice info ai media convocati in conferenza stampa per un allenatore di Under 23, anche se questo faceva pensare al ritorno a casa di un ex campione dalla indiscussa juventinità. A dire il vero qualcuno l’aveva già intuito, ma troppe erano le legittime domande nell’affidare una panchina così importante a un personaggio che si è appena affacciato in quel mondo allenatori così tanto diverso dal calcio giocato. Così commenta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ringhio Gattuso: “Pirlo allenatore della Juve? Adesso sono tutti c……suoi”.</i></b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Tuttavia, l’eterno dubbio pallonaro in cui vige da sempre il detto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“non ha esperienza” -</i></b> viene a decadere in un calcio moderno che si è giustamente liberato da certe stereotipate idee qualunquiste, incapaci di dare fiducia a chi propone idee progressiste, giovani e di fresca iniziativa, pronta a mettersi in luce senza timori ma con l’idea di proporre un calcio di ottima fattura, capace di smitizzare il principio alienante che soltanto certi parrucconi sostenitori di esperienza in campo internazionale, possano essere affidabili. E’ certo che in qualsiasi panchina da allenatore di calcio, ogni cosa deve essere equilibrata e assecondata dalle figure che compongono l’area tecnica. E alla Juve questo c’è, per questo riteniamo che mister Pirlo sarà aiutato nella fase esplicativa del suo ruolo, sia nelle scelte tecniche che tattiche, pur avendo rispetto delle idee dell’allenatore cui è stata data fiducia. E poi, in base a quanto riferito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri, Andrea Pirlo</i></b> durante il corso allenatori ha dimostrato di essere attento e acuto anche nell’analizzare possibili strumenti di un calcio proiettato al futuro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo, dice Ulivieri</i></b>, è uno che guarda sempre avanti ed è preciso, ordinato, ascolta tutto e poi riassume le cose che ritiene più importanti. Insomma, non ci piove sull’aver affidato la Juve a una persona concretamente valida. Ma in primis resta comunque una scommessa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Agnelli</i></b> che questa volta ha preso in mano la questione allenatore, dopo avere ascoltato l’anno scorso i suoi fidi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Nedved e Paratici</i></b> nella scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri.</i></b> Per noi, questa scelta che ha sorpreso tutti resta un punto interrogativo che solo all’atto pratico si potrà eventualmente cancellare. Una cosa è certa, con la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo </i></b>come allenatore della Juventus si profila l’ennesimo tentativo di cambiamento tecnico in un sistema moderno di gioco, che si dovrebbe accostare a quel calcio europeo ad alto livello che dia la possibilità di vincere quella tanto agognata Champions che sfugge sempre di anno in anno. Già, rimandare di anno in anno quell’alzata al cielo della coppa dalle grandi orecchie che sta diventando una vera persecuzione. Ma chi ha tempo non aspetti tempo. Lo dice anche Cristiano Ronaldo, il quale adesso non è più sicuro di volere restare alla Juve. Un altro punto interrogativo da sciogliere nel caso che il leader dei bianconeri riflettesse sul fatto che neanche la sua presenza in seno alla squadra sia stata sufficiente a vincere la Champions. Con il suo arrivo, due anni fa, questo era l’obiettivo da raggiungere. Oggi, a distanza di tempo, questo obiettivo non è stato raggiunto per molti motivi, che il leader della Juve, consapevole della sua età e del fatto che non abbia più tempo da perdere, dà probabilmente colpe alla stessa società di non avere centrato ciò che maggiormente vuole. E allora? Chissà! Tutto è possibile. Intanto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“maledetta”</i></b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> si fa avanti come garanzia di affidabilità. Il resto lo commenteremo strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pirlo-6.jpgSiN-1013711.htmSi100451001,02,03,1001069
31013480NewsCampionatiInter sugli scudi e Lazio irriconoscibile20181030192714La squadra di Spalletti si impone come anti Juve assieme al Napoli<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’Inter lievita come il buon pane. C’è stato bisogno di tempo, ma adesso sembra davvero essere diventata la forte squadra che hanno sperato i suoi tifosi. Senza alcun timore reverenziale, la squadra di Spalletti ha superato l’ostacolo Olimpico contro la Lazio di Inzaghi, la quale ha dimostrato grandi lacune soprattutto a centrocampo. Un 3 a 0 che non solo mette in mostra la ritrovata forma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurito Icardi</b>, ma ha evidenziato soprattutto un assetto di squadra coesa in fase di interdizione e di ripartenza in attacco. E adesso i nerazzurri sono pure considerati <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’anti Juve assieme ai partenopei, considerando una classifica che vede Inter e Napoli appaiate al secondo posto con 22 punti, a 6 lunghezze di distacco dalla Vecchia Signora. Il merito di questa rinascita? La capacità di Spalletti che ha provato e riprovato continuamente vari assetti tattici tra difesa, centrocampo e attacco, cambiando giocatori e un sistema di gioco non sempre confacente al suo credo calcistico. Era come cercare la chiave di volta che potesse far scattare quella molla capace di far trovare la giusta soluzione. Ebbene, crediamo davvero che adesso l’Inter debba essere considerata la grande squadra che mostra con orgoglio il proprio carattere. E c’è anche da considerare un merito particolare che va a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Joao Mario</b>, il ritrovato centrocampista messo in campo a sorpresa da Spalletti. I tanti fischi che i tifosi interisti hanno indirizzato a questo giocatore si sono tramutati presto in applausi, forse anche tra lo sbigottimento generale. Il giocatore portoghese, infatti, ha spesso fallito le sue prestazioni con l’Inter, probabilmente perché più dei suoi compagni aveva bisogno di fiducia. E adesso che Spalletti l’ha tirato fuori dal suo cilindro come carta vincente, si sono visti già i risultati contro la Lazio. Ma a parte questa lieta sorpresa, c’è da dire che anche giocatori come Brozovic, Perisic, Vecino e Politano, hanno trovato la quadratura del cerchio con meccanismi che sanno di massima intesa nel mettere Icardi in condizione di segnare. Spalletti, oltre Joao Mario, ha saputo ripescare anche Miranda come baluardo di difesa al posto di De Vrij. E’ un po’ come dire che il calcio a volte stupisce per certi risultati che magari non erano messi in preventivo. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su Joao Mario come calciatore cardine del centrocampo nerazzurro. Eppure Spalletti ha avuto coraggio, e di questo bisogna dargli merito. E, anche se il tecnico toscano dopo la bellissima partita contro la Lazio non vuole sentire parlare di squadra anti Juve, noi diciamo che per la maturazione di alcuni giocatori fondamentali nel gioco voluto da Spalletti, questa Inter è squadra che ne farà vedere delle belle. Adesso i nerazzurri devono continuare su questa strada non disperdendo il carattere, la fiducia e l’intensità di gioco mostrata contro la Lazio, anche contro squadre di minore levatura. Sì, perché è proprio lì che si vede la grande squadra che si prefigge l’obiettivo di contrapporsi a fatti e non a parole, nello stare in alto alla classifica per intralciare quella Juventus di Cristiano Ronaldo che non è abituata a fare sconti a nessuno. Dunque, vedremo cosa accadrà. La lievitazione è ormai giunta al punto giusto. Non si disperda quanto di buono si è fatto.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNinter-sugli-scudi-e-lazio-irriconoscibile-1013480.htmSi100451001,02,03030156
41013466NewsCampionatiToro, una scoppola inaspettata20180924163440Brutta tegola sul capo dei tifosi granata, ma non è il caso di drammatizzare.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Un 1 a 3 contro il Napoli, che per il Toro di Mazzarri sa di amara sorpresa. Sì, perché nel calcio si può perdere, ma non si può concepire l’improvviso disarmo psicologico. Nella prima parte della gara, infatti, i granata sembravano non essere scesi in campo, talmente è stata evidente la superiorità dei partenopei che con questa vittoria si sono sistemati a quota 12 in classifica, confermandosi la vera anti Juve del campionato. La prima mezzora della partita ha evidenziato un Napoli da spettacolo, con Insigne sugli scudi e il duo Mertens – Verdi a fare da preziosi collaboratori in fase d’attacco. Su sette occasioni create, due sono stati i gol del Napoli di Carletto Ancelotti. E’ stato come far scivolare il coltello in un burro scaldato dal sole. Già, quel sole caldo di mezzogiorno, in uno strano settembre in cui si sono evidenziati oltre 30 gradi. Ma è stata questa la causa di un Toro disarmante che non si è mai visto? Non crediamo possibile una simile scusa! E allora perché questo improvviso calo di rendimento e di tensione proprio adesso che siamo all’inizio di un lungo campionato? Sarà certamente Mazzarri a dare la risposta su situazioni atletiche e tattiche, che sono ancora da rivedere. Il fatto che il work in progress granata consigli di pazientare per evitare giudizi affrettati, non esclude lo sbigottimento di un Toro dall’atteggiamento remissivo e deconcentrato di molti giocatori. Concedere all’avversario (tanto più se si chiama Napoli) due gol banali, non mette sotto accusa soltanto la difesa ma tutta la squadra. Certo, non è il caso di cominciare con la sfiducia in questo Toro, tanto più che fino a questa partita la squadra di Mazzarri si è presentata molto bene dal punto di vista del carattere e della convinzione. Diciamo che quella contro il Napoli è stata una giornata storta, una di quelle che capita a ogni squadra e che spesso non ha una precisa causa. D’altra parte, così come ha detto il gallo Belotti, lo stesso Napoli qualche settimana fa è stato inguardabile a Genova contro la Sampdoria, mentre oggi è sembrato tutta un’altra squadra. Dunque, dopo questa brutta partita che il Toro ha perso male contro il Napoli, ci si limiti ad essere forzatamente critici anche in virtù di quanto il Toro di inizio campionato aveva fatto vedere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNtoro-una-scoppola-inaspettata-1013466.htmSi100451001,02,03030162
51013156NewsEditorialeTotò Schillaci, “Il gol è tutto”.20160819140847L`ex bomber della Juventus e della Nazionale Italiana, ha presentato il suo libro e inaugurato a Milazzo lo Juventus Club Alessandro Del Piero. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In un caldo pomeriggio d’estate, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totò Schillaci</b> è venuto a Milazzo per presentare il suo libro intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il gol è tutto”</b> edito da Piemme con la prefazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Edoardo Bennato</b>. Ma è stata una duplice visita la sua, perché in contemporanea ha anche inaugurato lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Club DOC</b> della città mamertina, che ha così realizzato le numerose richieste dei sostenitori bianconeri, di rinnovare l’ormai vetusto e non più attivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Club Milazzo</b> intitolato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Michel Platini</b> dell’ex presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vincenzo Cannistrà</b>, che oggi si presenta nelle vesti di presidente onorario del nuovo club intitolato ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessandro Del Piero</b>. In un Atrio del Carmine gremito in tutti i suoi posti disponibili, Totò Schillaci ha parlato a ruota libera e con dovizia di dettagli del suo libro che racconta come il gol nel calcio possa cambiare la vita. Una letteratura semplice capace di arrivare a tutti gli amanti di storie di vita che s’intrecciano alle fortune di un calcio che improvvisamente ti porta sul tetto del mondo. Sono sentimenti che ciascuno riesce a fare propri, con quel filo conduttore che parte dalla povertà più povera e ti fa raggiungere a una celebrità improvvisa che sbigottisce, che quasi non ti fa riflettere come tutto ciò sia potuto accadere. E’ il sogno che si avvera, che si materializza come quasi non avevi neanche sperato, ma ti coinvolge in maniera totale e ti rivoluziona sostanzialmente uno status che diventa privilegio. E’ il gol che è tutto, che fa vincere la tua squadra, che ti porta alla ribalta, che crea immagine e ricchezza. Nato a Palermo nel 1964 nel quartiere Cep, dove i ragazzini si scambiano la droga come in altri posti si scambiano le figurine dei calciatori, Totò Schillaci è stato capocannoniere ai Mondiali d’Italia ’90 e Scarpa d’Oro nello stesso anno. Ma per gli italiani del football quel mondiale ’90 iniziò al 78’ minuto di Italia - Austria, quando Schillaci, ultimo convocato, scende in campo e in quattro minuti segna il gol della vittoria. Erano le notti magiche fatte di girotondi di clacson, sventolii di bandiere e l’inno a Totò gol. L’Italia del pallone sembrava impazzita. Gli occhi spiritati di Totò Schillaci che venivano inquadrati dalle telecamere dopo ogni suo gol, fecero il giro del mondo ed erano significativi di chi, per trovarsi lì, ha preso a morsi il destino. Il racconto di Totò Schillaci scorre in maniera fluida, passionale, senza intoppi, come se tutto fosse accaduto soltanto ieri, E’ la storia di un ragazzo che partito con il pallone in valigia da Palermo è arrivato a Messina dove ha conosciuto grandi allenatori strateghi come Scoglio e Zeman che gli hanno costruito il trampolino di lancio di una carriera ad altissimo livello nella Juventus dell’Avv. Giovanni Agnelli e Giampiero Boniperti che gli hanno spalancato le porte della Nazionale Italiana. Già, la maglia azzurra. L’ennesimo sogno che si realizza nella vita di Totò Schillaci. Una vita che è sempre legata al gol segnato che è tutto, perché lo realizzi quando entri in campo a partita in corso e fai vincere la tua squadra. Un segno del fato che è forse il motivo conduttore della sua storia di campione talentuoso e fortunato, come se qualcuno dall’alto del cielo gli avesse dato una mano. Un destino fatto di tante sfaccettature di vita che si dipanano tra glorie calcistiche e fatti personali, che hanno segnato il percorso umano di Totò Schillaci. Egli non sembra avere problemi nel raccontare i suoi trascorsi legati alla sua sfera affettiva e ai legami matrimoniali non sempre felici, che l’hanno provato. E’ un Totò Schillaci che dà se stesso alla sua gente, non curante di alimentare la curiosità generale, ma con la consapevolezza di esprimere tutto il suo orgoglio di quanto ha fatto nella vita di calciatore e di ragazzo venuto dalla povertà del profondo sud. Non ha amato la scuola, questo è stato un neo indelebile che gli ha impedito di crescere sotto l’aspetto culturale, tuttavia, resta pur sempre l’esempio di un ragazzo venuto dalla povertà del profondo sud d’Italia, che se non avesse costruito la sua storia di campione di calcio, chissà cosa sarebbe stata la sua vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Milazzo (Me)fl0711fl0711pace.jpgSiNtoto-schillaci-il-gol-e-tutto-1013156.htmSi100451001,02,03030280
61012869NewsEditorialeInzaghi è il nuovo allenatore del Milan. Ma quante incognite!20140528155993Pippo Inzaghi, tra rischi e legittima gioia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il Milan&nbsp; nella prossima stagione si affiderà a Pippo Inzaghi. Una decisione rischiosa che poggia <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span>sull’unica certezza affidabile: l’amore per la maglia rossonera che gli ha permesso nel tempo di conoscere meglio di ogni altro l’ambiente milanista. Ma basterà? I dubbi si accavallano, ma l’attuale non florida condizione economica della società, ha optato per un allenatore fatto in casa. Certo, l’inesperienza di Pippo dal punto di vista dell’allenatore lascia davvero sbigottiti, visto che il suo curriculum parla semplicemente da tecnico delle giovanili. Si punta dunque sulla passione di Inzaghi per il pallone, per il suo Milan, per i tanti ricordi di vittorie in campo nazionale e internazionale. Il resto è tutta un’incognita, perché potrà rivelarsi una scelta azzeccata come potrebbe essere un flop. Non sempre un grande calciatore si è rivelato un buon allenatore, soprattutto se buttato nella mischia senza alcuna esperienza. Molti anni fa ricordiamo un’esperienza simile vissuta da Claudio Sala, l’indimenticato poeta del gol dell’ultimo scudetto del Torino. Ebbene, dopo aver vinto lo scudetto con Gigi Radice le cose per il Toro non andarono per il verso giusto, e così nel bel mezzo del campionato fu chiamato in fretta e furia Sala per sostituire Radice. La sua esperienza si limitava al Settore Giovanile, dove egli era allenatore della Primavera della società granata. Come tanti ricordano, per Claudio Sala si trattò di un fallimento, in quanto fu presto sollevato dall’incarico ancora prima della fine del campionato. A poche domeniche dalla fine, infatti, quando ormai il Torino si preparava a ritornare malinconicamente in Serie B, la squadra fu affidata a mister Vatta, il quale non riuscì a compiere il miracolo della salvezza. Claudio Sala si bruciò la carriera e di lui non se ne seppe più nulla. Storie che si possono paragonare, che si ripetono in questo mondo del calcio che spesso è chiamato a rischiare per necessità, per esigenze economiche da far quadrare. Ci sono cose nel calcio che vanno oltre le bandiere e che non si possono semplificare con la sola passione e la conoscenza dell’ambiente. Se fosse così, quanti ex calciatori che hanno militato per lungo tempo nella stessa squadra potrebbero sedere sulla panchina di quella stessa Società? Ma non è così semplice! L’esperienza nel settore è determinante. Inzaghi troverà diverse difficoltà, non ultima la ricostruzione di una squadra che appare alle prese con un ciclo finito. E poi c’è da vedere come saprà gestire il suo rapporto con Balotelli, un tipo di calciatore che è totalmente diverso da quello che è stato lui in carriera. Insomma, questa scelta di<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>dimettere Seedorf dal suo incarico di allenatore del Milan per affidarsi a Inzaghi ci sembra davvero molto azzardata, non fosse altro per il percorso lavorativo appena iniziato dall’olandese e non portato a termine perché ritenuto fallimentare a causa della mancata partecipazione alla prossima Europa League 2014’15. Colpe che gli sono state addebitate senza pensare che Seedorf è stato chiamato a sostituire Allegri a Campionato in corso. Secondo noi Berlusconi, Galliani e Lady BB sono stati frettolosi nella decisione. L’olandese meritava ancora un po’ di tempo per farsi vedere ancora all’opera. In fondo era stato chiamato con urgenza dal Brasile, (dove ancora giocava) come salvatore della patria. E adesso? Tutto finito, si ricomincia daccapo! Vedremo quali saranno gli sviluppi. In questo momento Pippo Inzaghi tocca il cielo con le dita, è legittimo! Noi ci auguriamo per il suo bene che non si bruci. Dopo tutto ciò che ha fatto per il Milan, non sarebbe neanche giusto che il destino gli fosse avverso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Milanofl0711fl0711filippo-inzaghi.jpgSiNinzaghi-e-il-nuovo-allenatore-del-milan-ma-quante-incognite-1012869.htmSi100451001,02,03030406
71012617NewsCampionatiDonare il defribillatore, chiunque salva una vita salva il mondo intero20131220191229calcioQuesta Associazione<br>Ho sempre pensato e scritto che la forza dei media, quale io appartengo, non debba limitarsi all’informazione che deve essere necessariamente corretta dal punto di vista etico, ma debba in qualche modo fare anche opera di sensibilizzazione sociale. E, per fare questo, è necessario far passare dei messaggi corretti e rafforzare le coscienze attraverso la propria penna, portando avanti la logica della cultura nei suoi diversi aspetti. E’ il nostro mestiere, è la nostra responsabilità che deve emergere spontanea su ogni altro interesse di parte. E, quando si parla di salvare delle vite umane, ecco che il discorso si fa delicato ed occorre informare con la dovuta delicatezza. Molti di noi hanno sentito parlare del defibrillatore salva vita, e quasi tutti sanno l’importanza di averlo a portata di mano nel caso in cui qualcuno di noi dovesse sentirsi improvvisamente male, perdere coscienza, non respirare più e non sentire più il battito del cuore attraverso il polso o auscultando attraverso il torace. Io che mi occupo di calcio, nel corso degli anni non mi sono limitato a scrivere soltanto di cronaca sportiva ma, purtroppo, ho dovuto informare di tanti improvvisi arresti cardiaci durante una partita di calcio. La recente storia ci dice che sono stati davvero tanti i casi di mortalità improvvisa in un campo di calcio, non ultimo il caso del calciatore Morosini che a Pescara, dopo essersi accasciato al suolo, è morto. In casi come questo la tempistica di soccorso e rianimazione è brevissima, pensate che non possono passare neanche cinque minuti dal momento in cui il soggetto perde conoscenza, proprio perché la mancanza di ossigeno può dare danni irreversibili a carico del cervello. Sono informazioni che abbiamo letto e sentito svariate volte, tuttavia, ritengo non sia mai troppo informare su come comportarsi nel momento in cui ci si trova in situazioni di questo tipo. Ma la cosa che più sconvolge l’immaginario collettivo, convinto com’è che l’arresto cardiaco si verifichi quasi sempre sotto sforzo fisico, è proprio nell’ineluttabilità della morte improvvisa, anche quando il nostro fisico si trova in stato di riposo. Cosa fare dunque per soccorrere immediatamente chi è colpito da arresto cardiaco? La eCampus Università degli Studi di Torino, in collaborazione con l’Associazione Live Onlus e la Progetti S.r.l. fabbrica defibrillatori di Trofarello in provincia di Torino, ha organizzato “Gimmi Five” che non è il testo della canzone di Jovanotti e neanche il popolare saluto dei giovani che tanto di moda va oggi in tutto il mondo dopo essere nato in America, ma è il simbolo di cinque, e cioè i minuti che non devono essere superati per soccorrere chi improvvisamente si accascia al suolo, perde conoscenza e battito cardiaco. Numerose figure professionali si sono alternate per spiegare l’importanza del defibrillatore in casi come questo. Molto attenti sono apparsi i giovani studenti dell’Istituto Sommeiller di Torino che gremivano l’aula magna dell’Istituto Tecnico presso il quale si è svolto l’evento culturale. Ogni anno in Italia, circa 50.000 persone muoiono per arresto cardiaco. Un numero impressionante, soprattutto in considerazione del fatto che in un alta percentuale dei casi, la morte è avvenuta per non essere stati tempestivi nel soccorso. Ecco, questo è il punto nevralgico. Mai attendere, ma agire in fretta premendo fortemente il torace con le due mani e usando immediatamente il defibrillatore salva vita. Oskar Schindler, imprenditore tedesco famoso per aver salvato durante la seconda guerra mondiale circa 1.100 ebrei dallo sterminio, disse: “Chiunque salva una vita, salva il mondo intero”. Una citazione che ci fa riflettere sull’importanza e sulla responsabilità che abbiamo tutti noi, indistintamente, di essere utili alla causa nel momento in cui necessita il nostro aiuto per salvare una vita. All’inevitabile sbigottimento e legittima impressionabilità, deve seguire l’immediatezza dell’agire. Chiamare il 118 dando chiaramente i dati del luogo dove ci si trova è basilare, ma è anche essenziale provvedere nel frattempo a rianimare il paziente con l’ausilio del defibrillatore, che deve essere sempre a portata di mano. Nei campi di calcio o dove si fa sport in genere, ma anche durante la vita di tutti i giorni e nei luoghi più comuni. La ONLUS LIVE è un’associazione no profit che si occupa di beneficenza al fine di donare defibrillatori salvavita. Il suo costo si aggira intorno ai 966,00 euro + iva e non tutti possono permetterselo. Ma, affinché questo non diventi un alibi, l’Associazione Live Onlus raccoglie fondi alfine di potere elargire questo necessario strumento salvavita. Questa Associazione può contare sull’apporto di immagine di diversi calciatori di chiara fama. Sono infatti testimonial Leonardo Bonucci della Juventus, Alessandro Lambrughi del Livorno e altri autorevoli sportivi che si adoperano gratuitamente per il bene comune. La Progetti S.r.l. di Trofarello in provincia di Torino è costruttrice italiana dei defibrillatori. Il logo di questa azienda di progettazione di strumenti e soluzioni mediche è molto chiaro: “Per salvare una (vita), la tua”. Questo, in fondo, è il messaggio corretto che deve accompagnare la nostra presa di coscienza sull’importanza della prevenzione, un fatto culturale che deve essere rafforzato nella nostra società contemporanea. Salvare una vita non s’intende solo quella degli altri, perché quella vita da salvare, un giorno, potrebbe essere anche la nostra!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNdonare-un-defribillatore-chiunque-salva-una-vita-salva-il-mondo-intero-1012617.htmSi100451001,02,03030362
81012607NewsEditorialeTra bene e male, il calcio è l`eterna metafora della vita20131202142008calcioE’ un alternarsi Tanti anni fa il pallone da football pesava almeno il doppio di quello attuale. Dentro c’era la camera d’aria, né più né meno della tecnica usata per una ruota, adatta alla bicicletta. Oggi non c’è più nulla, sembra vuoto, e la leggerezza è tale da creare serie difficoltà ai portieri. Dentro quell’involucro di cuoio sono rimasti soltanto il bene e il male del calcio. All’interessante esperimento voluto fortemente dalla Juventus, di ospitare circa tremila bambini under 13 nella curva squalificata per i cori razzisti dei tifosi, si è opposta a distanza la guerriglia di tifosi che fuori dello stadio di Bergamo, dopo la partita Atalanta – Roma, hanno inscenato scontri contro la polizia e i tifosi della squadra avversaria. Una contrapposizione d’incredibile e cruda realtà, che è capace di sbigottire e lasciarci tutti senza parole. L’aberrante e assurda violenza degli adulti si antepone al candore dei bambini che è speranza di buona educazione del tifo per il futuro. E’ un alternarsi continuo tra il bene e il male che fa del calcio l’eterna metafora della vita. Allo Juventus Stadium abbiamo assaporato la semplicità dei bambini di Torino nel condividere teneramente il pacchetto di patatine e biscotti con i bambini provenienti da Udine. E’ stato un messaggio di ospitalità e voglia di stare insieme per condividere la festa del tifo e dello sport. Ognuno ha tifato per la propria squadra senza offendere quella del bimbo accanto, nonostante i colori delle bandiere di Juventus e Udinese fossero casualmente bianconere. Una lezione di comportamento, di calcio fatto per le famiglie, per coloro i quali hanno il senso della buona educazione, così come dovrebbe essere. E quando Pirlo si è fatto male ed è uscito dal campo per infortunio, i piccoli tifosi di entrambe le squadre hanno saputo incoraggiarlo al grido di “PIRLO, PIRLO, PIRLO”. Non dobbiamo sottovalutare queste cose, come segno minimalista dell’innocenza che si tramuterà in inevitabile maliziosa bruttura nella fase evolutiva del bambino stesso. E’ importante vedere questa giornata di calcio allo Juventus Stadiium, come esempio di speranza futura per quel tifo calcistico che oggi è davvero diventato ricettacolo di maleducazione sociale e pericolo per tutti. Il calcio è passione, è tifo, è adrenalina, è patos che non deve però prevaricare nella violenza e negli istinti più aberranti dell’uomo. Non c’è buona educazione e non c’è nemmeno la cultura di fare il tifo per la propria squadra senza offendere l’avversario di turno. Lo sfottò è il sale del calcio, sarebbe insipido senza questo gusto. Ma il limite con l’offesa personale è breve e, come tale, si deve in qualche modo avere il senso della misura, nei cori ma anche nell’esibire le scritte negli striscioni. Il calcio deve unire, non disgregare attraverso la violenza. Questo, ci hanno insegnato oggi i bambini. Sapremo dare continuità per un futuro migliore nel calcio e nella vita?<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNtra-bene-e-male-il-calcio-e-l-eterna-metafora-della-vita-1012607.htmSi100451001,02,03,06030339
91010382NewsCampionatiSerie B, Empoli-Livorno: le pagelle. Top Pratali e Schiattarella. Flop Mazzoni20130211230831serie b, empoli, livornoSerie B Empoli Livorno Pagelle<BR>Finale 2-1 (p.t. 1-1): 17' Schiattarella (L), 35' Tavano, 84' Pratali<br><br> ammonit: Croce, Valdifiori, Maccarone&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi: <br><br> Empoli (4-3-1-2): Pelagotti 6; Laurini 6 (89' Tonelli s.v.), Pratali 7, Regini 6.5, Hysaj 6; Moro 6, Valdifiori 6.5, Signorini 6 (79' Pucciarelli 6), Croce 6 (73' Casoli 6) Tavano 7, Maccarone 6 All.: Sarri 6.5<br><br> Livorno (3-4-3): Fiorillo 6 (39' Mazzoni 5); Emerson 6, Bernardini 6 (50' Gentsoglou 6), Lambrughi 6; Schiattarella 6.5 (29' Ceccherini 5.5), Luci 5.5, Duncan 6, Gemiti 6; Siligardi 5.5, Paulinho 6, Dionisi 6 All.: Nicola&nbsp; 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Empoli</EM></STRONG><br><br> Pratali: decide il match.<br><br> <STRONG><EM>Flop Empoli</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Livorno</EM></STRONG><br><br> Schiattarella: nonostante esca anzitempo risulta il più incisivo dei suoi.<br><br> <EM><STRONG>Flop Livorno</STRONG></EM><br><br> Mazzoni: in ritardo sulla seconda rete subita. Poteva fare meglio. <br><br>C1007650adm001adm001saponara.jpgSiNserie-b-empoli-livorno-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010382.htmSi100075501,02,03030276
101008102NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24- Novara-Empoli: Fine della gara, Gonzalez rovina la rimonta empolese20120901175718Serie Bwin, Novara, EmpoliNovara-Empoli 2-2Ha rischiato grosso il <STRONG>Novara</STRONG>, in quella&nbsp;che sarebbe dovuta essere una partita da vincere con facilità: invece i piemontesi rischiano di cadere rovinosamente, sotto i colpi di <STRONG>Saponara</STRONG>. La gara si sblocca al 29', quando <STRONG>Ghiringhelli</STRONG> con un'incornata infila <STRONG>Dossena</STRONG>. Ma alla ripresa l'<STRONG>Empoli</STRONG> si presenta più determinato che mai: il centrocampista toscano e dell'Under-21&nbsp;capovolge la situazione con due reti. A vanificare tutto ci pensa <STRONG>Gonzalez</STRONG> al minuto 81. Il suo sinistro infila perentoriamente l'estremo difensore avversario. Pareggio sudato dunque, con l'argentino che oltre ad evitare la debacle dei piemontesi, può essere considerato il migliore in campo insieme all'eroe di giornata dei toscani, Riccardo Saponara.<br><br> Novara-Empoli 2-2: 29' Ghiringhelli (N), 48'-70' Saponara (E), 81' Gonzalez (N)&nbsp; <BR><BR>FORMAZIONI<BR><BR><STRONG>NOVARA</STRONG>: 22 Bardi; 4 Lisuzzo; 7 Piovaccari; 8 Motta; 13 Parravicini; 15 Ghiringhelli; 18 Marianini; 19 Gonzalez; 21 Del Prete; 23 Pesce; 29 Bastrini. A disposizione: 1 Kosicky; 3 Alhassan; 11 Alborno; 20 Lazzari; 24 Faragò; 25 Mehmeti; 26 Baclet. All. Tesser<BR><BR><STRONG>EMPOLI</STRONG>: 1 Dossena; 2 Laurinì; 3 Romeo; 5 Moro; 6 Valdifiori; 8 Saponara; 13 Regini; 20 Pucciarelli; 26 Tonelli; 28 Cori; 29 Cristiano. A disposizione: 22 Pelagotti; 16 Ferreira; 17 Shekiladze; 18 Signorelli; 19 Mchelidze; 21 Spinazzola; 27 Camillucci. All. Sarri<BR><BR><br><br>C1007651Silvio Piola, NovaraFL0435FL0435novara.jpgSiNlive-ilcalcio-novara-empoli-1008102.htmSiT1000087,T1000015100612201,02,03010509
111006946NewsCalcio EsteroMEMORIE DI PALLONE - La «Partita della morte», quando i prigionieri sconfissero i comandanti20120727195772Partita, della, morteEra solo una partita, ma venne pagata col sangue: il riscatto di un popolo grazie ad un pallone.Tutti conoscono il film con Sylvester Stallone <EM>Fuga per la vittoria</EM>, in cui nel pieno della Seconda Guerra Mondiale una selezione di prigionieri di guerra (appunto, gli Alleati) gioca una partita contro la Nazionale tedesca a Parigi. Non tutti sanno invece che la pellicola è ispirata ad un fatto realmente accadut La <STRONG>Partita della morte</STRONG>, che si discosta per alcuni elementi dalla sceneggiatura del film. <BR><BR>E` il 9 agosto 1942. Siamo a <STRONG>Kiev</STRONG>. Il caldo è soffocante, e per le strade regna la desolazione: la città, occupata dai nazisti, è deserta. Solo lo stadio, lo Zenith, è gremito anche se perlopiù di poliziotti e ufficiali tedeschi. Si gioca la rivincita tra <STRONG>FC Start</STRONG> e <STRONG>Flakelf</STRONG>. Un mese prima lo Start, una squadra composta da calciatori della <STRONG>Dinamo Kiev</STRONG> e della <STRONG>Lokomotiv Kiev</STRONG> ridotti in stato di prigionia, aveva umiliato gli avversari, una selezione di ufficiali della <STRONG>Luftwaffe</STRONG>, battendoli per 5-1. I nazisti, che dello sport fanno uno dei maggiori strumenti di propaganda non ci stanno e sono determinati a vincere utilizzando qualsiasi mezzo, leale o no. Per essere maggiormente sicuri di evitare un`altra debacle, viene designato come arbitro un ufficiale delle <STRONG>SS</STRONG>. <BR><BR>Il giorno della gara i tedeschi hanno a disposizione gli spogliatoi dello stadio, riservando agli avversari una baracca. Gli ucraini, che lavorano in un panificio sopportando turni di lavoro massacranti e una dieta debilitante, indossano le loro casacche, nere con inserti rossi, che il portiere e capitano <STRONG>Trusevic</STRONG> si è procurato. L`estremo difensore tiene bene in mente una frase che pronuncia distribuendo le maglie ai compagni: <EM>Non abbiamo armi, ma possiamo combattere per la vittoria in campo. Indosseremo questo colore, il colore della nostra bandiera: i fascisti devono imparare che questo colore non si piegherà</EM>. Tuttavia i giocatori dello Start sanno di essere obbligati a perdere. Dopotutto a comandare sono i tedeschi, e a chi comanda non piace essere battuto da chi è sottomesso. <BR><BR>Ad un certo punto entra l`arbitro nella baracca-spogliatoio. Raccomanda ai prigionieri di fare il saluto nazista al momento della presentazione delle squadre. La formazione dello Start è formata da <STRONG>Trusevic, Sviridovskiy, Korotkikh, Klimenko, Tyutchev, Putistin, Kuzmenko e&nbsp;Goncharenko </STRONG>della Dinamo, e <STRONG>Balakin, Sukharev e Melnik</STRONG> della Lokomotiv. Tutto è pront le formazioni scendono in campo. La presentazione alle autorità e il saluto al Fuhrer. Inaspettatamente, però, anziché gridare Heil Hitler, i calciatori dello Start urlano <EM>Fitzcult Hurà!,</EM> il saluto sportivo sovietico. Comincia la partita. Il Flakelf passa in vantaggio approfittando dell`infortunio temporaneo di Trusevic, stordito da una botta in testa. Lo Start rimonta e dilaga con <STRONG>Goncharenko</STRONG>: il primo tempo finisce <STRONG>3-1</STRONG>. La situazione si mette male per i tedeschi, così durante l`intervallo un ufficiale nazista entra nello spogliatoio degli ucraini con un interprete, e fa capire chiaramente che la partita deve vincerla il Flakelf: <EM>Siamo veramente impressionati dalla vostra abilità calcistica e abbiamo ammirato il vostro gioco del primo tempo. Ora però dovete capire che non potete sperare di vincere. Prima di tornare in campo, prendetevi un minuto per pensare alle conseguenze.</EM> Poche parole, ma chiare. <BR><BR>Alla ripresa del match la formazione della Luftwaffe segna due reti, portandosi in parità. Ma l`orgoglio patriottico dei calciatori dello Start prende il sopravvento: una classe sopraffina annulla i tedeschi, che vengono sotterrati da due gol: <STRONG>5-3</STRONG>. Manca poco alla fine. Il difensore <STRONG>Klimenko</STRONG> prende palla a metà campo. Dribbla tutta la difesa tedesca. Ha davanti a sé solo il portiere. Dribbla anche lui e corre verso la porta per insaccare. Ad un certo punto si ferma, appena sulla linea. Guarda compagni ed avversari, sbigottiti. Calcia il pallone a metà campo, come a trasformare il prigioniero in dominatore che risparmia pietosamente il vinto. <BR><BR>L`arbitro fischia la fine: è un tripudio di gioia per lo Start, che viene rimpiazzata dalla consapevolezza di aver appena firmato la propria condanna a morte: poche settimane dopo <STRONG>Korotkikh</STRONG>, attaccante, venne arrestato e ucciso dalla Gestapo dopo giorni di torture. Subiscono la sua stessa fine Trusevic  che prima di essere fucilato urla Lo sport rosso non morirà mai, e tutti gli altri componenti della squadra, massacrati per strada o in un campo di concentramento. Solo due rimangono in vita: <STRONG>Sviridovskiy</STRONG> e <STRONG>Goncharenko</STRONG>. Oggi la partita della morte è storia. Storia di sangue e onore sportivo, incorruttibilità e attaccamento alla maglia a costo della morte. In onore degli eroi di Kiev oggi allo Stadio Lobanovskiy è presente una scultura. Una poesia è stata composta per ricordare le vittime di quel 9 agosto:<BR><BR>&nbsp;<STRONG><EM>Per il nostro presente<BR>sono morti nella lotta<BR>la vostra gloria non si spegnerà,<BR>eroi, atleti senza paura.</EM> </STRONG><BR><BR><EM><STRONG>Stefan Olyjnyk</STRONG></EM><BR><BR>FL0435FL0435Partita-della-morte-dynamo-1940.jpgSiNla-partita-della-morte-quando-i-prigionieri-sconfissero-i-comandanti-1006946.htmSi100612201,02,03010303
121005635NewsCampionatiEmpoli-Vicenza, le pagelle. Top Dossena e Paolucci. Flop Abbruscato20120608231131empoli, vicenzaSerie B Empoli Vicenza Pagelle<P>Finale 3-2 (p.t. 0-0): 59' e 65' Paolucci, 72' Mchedlidze (E), 73' Tavano rigore (E), 93' Maccarone (E)</P> <P>&nbsp;</P> <P>Empoli (4-3-1-2): Dossena 7.5; Buscè 6, Stovini 7, Ficagna 6, Gorzegno 5.5; Signorelli 5, Moro 6, Valdifiori 5.5 (65' Mchedlidze 7); Saponara 6.5 (44' Lazzari 6); Tavano 7 (76' Guitto s.v.), Maccarone 7. A disp: Pelagotti, Tonelli, Guitto, Regini, Lazzari, Dumitru, Mchedlidze. Allenatore: Aglietti 7.5</P> <P>Vicenza (4-3-1-2): Frison 7; Brighenti 5, Martinelli 5.5, Pisano 5, Giani 6; Gavazzi 6.5, Paro 5(46' Bariti 6), Botta 5.5 (52' Maiorino 6); Pinardi 6; Abbruscato 5 (72' Soligo 5.5), Paolucci 6.5. A disp: Pinsoglio, Zanchi, Tonucci, Bianco, Soligo, Bariti, Maiorino. Allenatore: Cagni 6.5</P> <P><STRONG><EM>Top Empoli<BR></EM></STRONG>Dossena: è lui che regala la salvezza ai suoi, parando il rigore di Paolucci quasi alla fine della partita, che poteva dire retrocessione per i suoi.</P> <P><STRONG><EM>Flop Empoli<BR></EM></STRONG>Signorelli: poco presente per tutta la partita.</P> <P><STRONG><EM>Top Vicenza <BR></EM></STRONG>Paolucci: quel rigore rovina tutto, con la sua doppietta aveva spianato la strada verso la salvezza poi però il calo e la beffa. Resta il fatto che è stato lui a tenere a galla i suoi per tutto il finale di stagione.</P> <P><STRONG><EM>Flop Vicenza<BR></EM></STRONG>Abbruscato: per lui nessuna occasione poteva essere la svolta e invece non è stato all'altezza della sfida.</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>C1000075adm001adm001tavano 2.jpgSiNserie-b-empoli-vicenza-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1005635.htmSiT1000087,T1000102100075501,02,03010603
131005632NewsCampionatiSerie B - Empoli-Vicenza: risultato e marcatori20120608224131serie b, empoli, vicenzaLive Diretta Serie B Empoli Vicenza <P>Segui la diretta su IlCalcio24.com del ritorno della finale play out del campionato di Serie B tra Empoli e Vicenza, all'andata 0-0. Partita ore 20.45.</P> <P>Empoli salvo. Vicenza in Lega Pro.</P> <P>Finale&nbsp;3-2 (p.t. 0-0): 59' e 65' Paolucci, 72' Mchedlidze (E), 73' Tavano rigore (E), 93' Maccarone (E)</P> <P>85' - Dossena para rigore a Paolucci (V)</P> <P>ammoniti:&nbsp;&nbsp;&nbsp;Pisano, Paolucci, Pinardi, Brighenti, &nbsp;Ficagna, Signorelli&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:</P> <P><BR>Empoli (4-3-1-2): Dossena; Buscè, Stovini, Ficagna, Gorzegno; Signorelli, Moro, Valdifiori (65' Mchedlidze); Saponara (44' Lazzari); Tavano (76' Guitto), Maccarone. A disp: Pelagotti, Tonelli, Guitto, Regini, Lazzari, Dumitru, Mchedlidze. Allenatore: Aglietti</P> <P>Vicenza (4-3-1-2): Frison; Brighenti, Martinelli, Pisano, Giani; Gavazzi, Paro (46' Bariti), Botta (52' Maiorino); Pinardi; Abbruscato (72' Soligo), Paolucci. A disp: Pinsoglio, Zanchi, Tonucci, Bianco, Soligo, Bariti, Maiorino. Allenatore: Cagni</P> <P>Arbitro: Ciampi</P>C1000075adm001adm001tavano.jpgSiNlive-diretta-serie-b-empoli-vicenza-formazioni-ufficiali-risultato-marcatori-1005632.htmSiT1000087,T1000102100075701,02,03010700
141004548NewsCampionatiVerona-Empoli, le pagelle. Top Gomez e Dossena. Flop Jorginho20120427234531verona, empoliPartita con poche emozioni<P><BR>Finale 0-0</P> <P>Hellas Verona:&nbsp; Rafael 6;&nbsp; Cangi 6,&nbsp; Mareco6,&nbsp; Maietta s.v. (13'&nbsp; Ceccarelli 6),&nbsp; Pugliese 6;&nbsp; Jorginho 5.5,&nbsp; Tachtsidis 5.5,&nbsp; Hallfredsson 5.5;&nbsp; Gomez Taleb 6.5,&nbsp; Pichlmann 5.5 (69'&nbsp; Ferrari 6),&nbsp; Lepiller 5.5 (69'&nbsp; Galli 6).<BR>A disposizione: 26 Frattali, 8 Russo, 14 D`Alessandro, 27 Berrettoni.<BR>Allenatore: Andrea Mandorlini 5.5</P> <P>Empoli:&nbsp; Dossena 6.5;&nbsp; Buscé 6,&nbsp; Ficagna 6,&nbsp; Stovini 6, Regini 6; Ze Eduardo 6,&nbsp; Moro 6 (46'&nbsp; Guitto 6),&nbsp; Coppola 6; Brugman 5 (72' Valdifiori 6);&nbsp; Tavano 6,&nbsp; Maccarone 5.5 (50' Mchedlidze 5.5).<BR>A disposizione: 27 Pelagotti, 15 Signorelli, 23 Hysaj, 30 Gorzegno.<BR>Allenatore: Alfredo Aglietti 6</P> <P><STRONG><EM>Top Verona<BR></EM></STRONG>Gomez: come al solito il più pericoloso dei suoi.</P> <P><STRONG><EM>Flop Verona</EM></STRONG><BR>Jorginho: meno in palla del solito.</P> <P><STRONG><EM>Top Empoli<BR></EM></STRONG>Dossena: attenta e preciso.</P> <P><STRONG><EM>Flop Empoli<BR></EM></STRONG>Brugman: poco in partita, non si rende mai pericoloso.</P> <P>&nbsp;</P>C1000075adm001adm001mandorlini.jpgSiNserie-b-verona-empoli-pagelle-top-flop-tabellino-risultato-marcatori-1004548.htmSiT1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03030277
151003276NewsCampionatiLega Pro - Ternana-Spal: risultato e marcatori20120326224131ternana, spalSegui gli aggiornamenti su IlCalcio24.com<P>Segui la diretta del posticipo della Lega Pro Prima Divisione Girone A tra Ternana e Spal. Partita ore 20.45.</P> <P>A sorpresa la Spal espugna il campo della prima in classifica e torna in corsa per la salvezza senza passare dai play out.</P> <P>Finale&nbsp;<STRONG>0-1 (p.t. 0-0): 52' Castiglia</STRONG></P> <P>ammoniti:&nbsp;&nbsp;&nbsp;Giringhelli, &nbsp;&nbsp;Dianda&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:</P> <P><STRONG>41' Giacomelli (T) si fa parare un rigore da Capecchi.</STRONG></P> <P>TERNANA: Ambrosi; Ferraro, Pisacane (74' Sinigaglia), Fazio; Bernardi, Carcuro, Miglietta (79' Cejas), Dianda; Nolé, Litteri, Giacomelli (60' Danti).<BR>In panchina: Virgili, De Giosa, Chianello, Cejas, Gotti, Danti, Sinigaglia.<BR>Allenatore: Domenico Toscano.</P> <P>SPAL: Capecchi; Ghiringhelli, Zamboni, Pambianchi, Rossi; Migliorini (65' Bedin); Cosner (75' Beduschi), Agnelli, Castiglia, Laurenti; Arma.<BR>In panchina: Costantino, Beduschi, Canzian, Bedin, Piras, Fortunato, Taraschi.<BR>Allenatore: Stefano Vecchi.</P> <P>ARBITRO: Daniele Bindoni </P> <P>&nbsp;</P>adm001adm001pallone 2.jpgSiNternana-spal-arma-1003276.htmSi100075701,02,03030559
161003160NewsCampionatiSassuolo-Empoli, le pagelle. Top Troianiello e Gazzola. Flop Dumitru20120323225531sassuolo, empoliVittoria meritata per i padroni di casa<P>Vittoria fondamentale del Sassuolo che sale al secondo posto a pari punti col Pescara a quota 62. Si ferma l'Empoli dopo due vittorie di fila, toscani sempre in zona retrocessione con 31 punti.</P> <P>Finale 1-0 (p.t. 0-0): 71' Troianiello</P> <P>Sassuolo (3-5-2): Pomini 6.5; Terranova 6.5, Consolini 6, Marzoratti 6; Gazzola 6.5, Valeri 5.5 (62' Bianchi 6), Magnanelli 6, Missiroli 5.5, Longhi 6; Bruno 6.5(62' Troianiello 7), Boakye 5 (67' Marchi 6). A disp: Bassi, Donazzan, Bianco, Cofie. Allenatore: Pea 6.5</P> <P>Empoli (4-3-1-2): Dossena 6; Buscè 5.5, Stovini 6.5, Ficagna 5.5, Regini 6; Zè Eduardo 6 (75' Mchedlidze s.v.), Moro 6, Coppola 6; Brugman 5 (64' Saponara 6); Maccarone 6, Tavano 5.5 (46' Dumitru 5). A disp: Pelagotti, Chara, Gorzegno, Guitto, Saponara, Dumitru, Mchedlidze. Allenatore: Aglietti 5.5</P> <P><STRONG><EM>Top Sassuolo<BR></EM></STRONG>Troianiello: entra e di testa regala il gol vittoria ai suoi. Fondamentale per la rincorsa alla Serie A.</P> <P><STRONG><EM>Flop Sassuolo<BR></EM></STRONG>Boakye: sembra la brutta copia del giocatore ammirato nel girone d'andata.</P> <P><STRONG><EM>Top Empoli<BR></EM></STRONG>Stovini: una sicurezza in difesa, sempre preciso e attento.</P> <P><STRONG><EM>Flop Empoli<BR></EM></STRONG>Dumitru: entra per l'infortunato Tavano, ma sbaglia una marea di palloni. Non la sua migliore serata.</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>C1000075adm001adm001pea.JPGSiNsassuolo-serie-b-empoli-1003160.htmSiT1000087,T1000098100075501,02,03030242
171003154NewsCampionatiSerie B, Sassuolo-Empoli: cronaca, risultato e marcatori20120323223531sassuolo, empoliSegui gli aggiornamenti su IlCalcio24.com<P>Segui su IlCalcio24.com l'anticipo del 32° turno di Serie B tra Sassuolo e Empoli. Partita ore 20.45.</P> <P>Finale&nbsp;<STRONG>1-0 (p.t. 0-0): 71' Troianiello</STRONG></P> <P>ammoniti:&nbsp;&nbsp;Zé Eduardo, Regini&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:</P> <P>93' - Termina il match.</P> <P>85' - Dumitru alla ricerca del pari.</P> <P>75' - In campo Mchedlidze per l'Empoli.</P> <P>71' - Goooooooolllllllllll Troianiello porta in vantaggio il Sassuolo, con un colpo di testa.</P> <P>64' - Nell'Empoli dentro Saponara.</P> <P>62' - Nel Sassuolo in campo Bianchi e Toianiello.</P> <P>48' - Sassuolo vicino al vantaggio con Bruno.</P> <P>46' - Comincia la ripresa. Nell'Empoli fuori Tavano per infortunio, dentro Dumitru.</P> <P>45' - Termina il primo tempo.</P> <P>35' - Padroni di casa in avanti.</P> <P>25' - Tavano da distanza ravvicinata va vicino al vantaggio per l'Empoli.</P> <P>17' - Ci prova Gazzola, bel tiro da fuori.</P> <P>5' - Sassuolo pericolo.</P> <P>1' - Comincia il match.</P> <P>Sassuolo (3-5-2): Pomini; Terranova, Bianco, Marzorati; Gazzola, Valeri (62' Bianchi), Magnanelli, Missiroli, Longhi; Bruno (62' Troianiello), Boakye (67' Marchi). A disp: Bassi, Donazzan, Consolini, Cofie, Bianchi, Marchi, Troianiello. Allenatore: Pea.</P> <P>Empoli (4-3-1-2): Dossena; Buscè, Stovini, Ficagna, Regini; Zè Eduardo (75' Mchedlidze), Moro, Coppola; Brugman (64' Saponara); Maccarone, Tavano (46' Dumitru). A disp: Pelagotti, Chara, Gorzegno, Guitto, Saponara, Dumitru, Mchedlidze. Allenatore: Aglietti.</P> <P>&nbsp;</P>C1000075adm001adm001tifosi.jpgSiNsassuolo-empoli-bruno-regini-1003154.htmSiT1000087,T1000098100075501,02,03030673
181002663NewsCampionatiSiena, stagione finita per Calaiò20120312211531calaiò, sienaEmanuele Calaiò è stato sottoposto oggi a ulteriori accertamentiEmanuele Calaiò è stato sottoposto oggi a ulteriori accertamenti, con la consulenza del professor Pier Paolo Mariani nella clinica Villa Stuart di Roma, dove è stato accompagnato dal responsabile dello staff sanitario dell'Ac Siena Andrea Causarano e dal fisioterapista bianconero Patrizio Cingottini. Gli esami hanno scongiurato il rischio di un intervento chirurgico ma hanno escluso il suo rientro in campo: per il bomber bianconero la stagione si è chiusa al Manuzzi di Cesena. Calaiò, adesso, dovrà seguire una terapia conservativa, che nella prima fase prevede l'applicazione di un apposito tutore con divieto di carico. (Fedelissimo on line) C1000009adm001adm001calaiò.jpgSiNcalaio-siena-cesena-1002663.htmSiT1000025100075701,02,03030207
191002284NewsCampionatiSerie B, tutte le probabili formazioni del 29° turno20120303111531serie b, sampdoria, veronaBig match Sampdoria-Verona<P>Queste le probabili formazioni del 29° turno in Serie B. Partite ore 15.</P> <P>Sampdoria-Verona:<BR>SAMPDORIA 4-3-1-2  Romero; Berardi, Gastaldello, Rossini, Laczko; Munari, Krsticic, Soriano; Juan Antonio; Eder, Pozzi.Indisponibili: Castellini, Renan, Padalino, Semioli.Squalificato: Obiang. All. Iachini.<BR>VERONA 4-3-3  Rafael; Cangi, Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Russo, Jorginho, Hallfredsson; D`Alessandro, Ferrari, Gomez.Indisponibili: Nicolas. Squalificato: Tachtsidis. All. Mandorlini.<BR>&nbsp;<BR>Bari-Crotone:<BR>BARI (4-3-3): Lamanna; Crescenzi, Polenta, Dos Santos, Garofalo; Bellomo, De Falco, Romizi; Forestieri, Kutuzov, Stoian.Indisponibile: Castillo. Squalificati: Borghese, Caputo, Ceppitelli. All. Torrente<BR>CROTONE (4-3-1-2): Bindi; Correia, Vinetot, Abruzzese, Mazzotta; Florenzi, Loviso, Maiello; Caetano; Sansone, Ciano.Indisponibili: Caccavallo, Migliore. Squalificato: Gabionetta. All. Drago<BR>&nbsp;<BR>Empoli-Livorno:<BR>EMPOLI (4-3-1-2): Pelagotti; Vinci, Mori, Stovini, Gorzegno; Zè Eduardo, Moro, Coppola; Lazzari; Mchedlidze,&nbsp; Tavano.Indisponibili: Valdifiori, Tonelli. Squalificato: Ficagna. All. Aglietti<BR>LIVORNO (4-4-2): Bardi; Salviato, Bernardini, Sini, Lambrughi; Siligardi, Luci, Filkor, Schiattarela; Dionisi, Paulinho. Indisponibili: Mazzoni, Knezevic, Pieri, Rampi, Lignani, Dell`Agnello. All. Madonna.<BR>&nbsp;<BR>Grosseto-Torino:<BR>GROSSETO (4-4-2): Narciso; Petras, Padella, Olivi, Giallombardo; Mancino, Crimi, Jadid, Caridi; Alfageme, Sforzini. Indisponibili: Moretti, Iorio. All. Ugolotti<BR>TORINO (4-2-4): Benussi; Darmian, Di Cesare, Ogbonna, Parisi; Basha, Iori; Stevanovic, Bianchi, Antenucci, Oduamadi.Indisponibili: Coppola, Masiello, Pratali, Suciu, Zavagno. All.Ventura<BR>Juve Stabia-Nocerina:<BR>JUVE STABIA (4-4-2): Colombi; Baldanzeddu, Molinari, Scognamiglio, Di Cuonzo; Raimondi, Mezavilla, Scozzarella, Zito; Danilevicius, Sau. Indisponibile: Erpen. Squalificato: Maury. All. Braglia<BR>NOCERINA (4-3-3): Concetti; Laverone, Di Maio, Rea, Bolzan; Parola, Bruno, Barusso; Catania, Castaldo, Negro.Indisponibili: Del Prete, Giuliatto, Nitride, Suarino. All. Auteri<BR>&nbsp;<BR>Modena-Cittadella:<BR>MODENA (4-3-1-2): Caglioni; Nardini, Carini, Perna, Milani; De Vitis, Dalla Bona, Signori; Di Gennaro; Ardemagni, Greco.Indisponibili: Perticone, Turati, Rullo, Petre, Ciaramitaro, Gilioli, Cellini, Fabinho. All. Bergodi<BR>CITTADELLA (4-3-3): Cordaz; Ciancio, De Vito, Pellizzer, Scardina; Vitofrancesco, Paolucci, Schiavon; Bellazzini, Di Carmine, Maah. Indisponibile: Di Nardo, Zanvettori.Squalificato: Gasparetto. All. Foscarini<BR>&nbsp;<BR>Padova-Albinoleffe:<BR>PADOVA (4-3-1-2): Pelizzoli; Donati, Legati, Schiavi, Renzetti; Bovo, Italiano, Bentivoglio; Marcolini; Lazarevic, Cacia.Indisponibili: Jelenic, Osuji, Succi. Squalificato: Cutolo. All. Dal Canto<BR>ALBINOLEFFE (4-4-2): Offredi; Salvi, Bergamelli, Piccinni, Regonesi; Cristiano, Laner, Previtali, Foglio; Cissè, Cocco.Indisponibile: Hetemaj. All. Salvioni<BR>&nbsp;<BR>&nbsp;<BR>Pescara-Sassuolo:<BR>PESCARA (4-3-3): Anania; Zanon, Romagnoli, Capuano, Balzano; Nielsen, Verratti, Cascione; Sansovini, Immobile, Insigne. Indisponibili: Brosco, Caprari. All. Zeman<BR>SASSUOLO (3-4-2-1): Pomini; Marzoratti, Piccioni, Bianco; Gazzola, Magnanelli, Cofie, Longhi; Missiroli, Sansone; Marchi.Indisponibili: Terranova, Troiano, Masucci, Laribi, Noselli. All. Pea.<BR>&nbsp;<BR>Reggina-Ascoli:<BR>REGGINA (5-3-2): Zandrini; D`Alessandro, Freddi, Emerson, Angella, Rizzato; Barillà, Viola N., Castiglia; Bonazzoli, Ragusa.Indisponibili: Adejo, Campagnacci. All. Gregucci<BR>ASCOLI (5-3-2): Guarna; Scalise, Ciofani, Peccarisi, Faisca, Tomi; Sbaffo, Pederzoli, Di Donato; Papa Waigo, Soncin.Indisponibile: Giovannini. All. Silva.<BR></P>C1000075adm001adm001pallone 2.jpgSiNsampdoria-serie-b-verona-1002284.htmSiT1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075701,02,03030250
201001608NewsCampionatiSerie B, le probabili formazioni20120218124531calcio,serie a,milan,cagliari,pagelle,risultati,marcatori,arbitri,designazioni arbitrali,live partita,serie bwin,coppe europee,convocati,formazioniJuve Stabia-Reggina ore 18<P>Le probabili formazioni dei confronti delle ore 15. Juve Stabia-Reggina in campo alle 18.<BR>AlbinoLeffe-Pescara. AlbinoLeffe: Offredi; Salvi, D`Aiello, Bergamelli, Regonesi; Pacilli, M. Hetemaj, Laner, Foglio; Cissè, Cocco. All.: W. Salvioni. Indisponibili: Lebran, Cristiano. Squalificati: Luoni. Pescara: Anania; Balzano,Romagnoli, M. Capuano, Balzano; Nielsen, Verratti, Cascione; Sansovini, Immobile, Soddimo. All.: Z. Zeman. Indisponibili: Bocchetti, Brosco, Insigne. Squalificati: nessuno.</P> <P>Ascoli-Grosseto. <BR>Ascoli: Guarna; M. Ciofani, Andjelkovic, Peccarisi, Faisca, Pasqualini; Di Donato, Pederzoli, Sbaffo; Soncin, Papa Waigo. All.: M. Silva. Indisponibili: Giovannini, Scalise, L. Vitiello, Romeo. Squalificati: nessuno. <BR>Grosseto: Narciso; Petras, Padella, Olivi, Giallombardo; Sciacca, Jadid, Crimi, Caridi; Lupoli, Alfageme. All.: G. Ugolotti. Indisponibili: Iorio, Olivi, F. Moretti. Squalificati: Mancino, Sforzini.</P> <P>Brescia-Modena. Brescia: Arcari; Martinez, De Maio, Caldirola; Zambelli, M. Mandorlini, Budel, Martina Rini, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. All.: A. Calori. Indisponibili: F. Rossi. Squalificati: nessuno. Modena: Caglioni; Perticone, Turati, A. Perna, Milani; Nardini, Petre, Signori; Di Gennaro; Ardemagni, Greco. All.: A. Cuttone. Indisponibili: Rullo, Gilioli, Cellini. Squalificati: nessuno.</P> <P>Livorno-Bari. Livorno: Bardi; Salviato, Bernardini, Sini, Lambrughi; Siligardi, Morosini, Luci, Schiattarella; Dionisi, Paulinho. Indisponibili: Knezevic, Pieri, Lignani, Piccolo. Squalificati: Barone, Bigazzi. Bari: Lamanna; Crescenzi, Ceppitelli, Borghese, Garofalo; Bellomo, Romizi, Bogliacino; Forestieri, Caputo, Stoian. All.: V. Torrente. Indisponibili: Defendi. Squalificati: De Falco.</P> <P>Nocerina-Cittadella. Nocerina: Concetti; Figliomeni, Rea, De Franco; Laverone, A. Bruno, Parola, Bolzan; Pagano, Castaldo, Catania. All.: G. Auteri. Indisponibili: Del Prete, Giuliatto, Sacilotto. Squalificati: nessuno. Cittadella: Cordaz; L. Martinelli, D. Gasparetto, Pellizzer, Scardina; Vitofrancesco, Busellato, Schiavon; Di Roberto, Di Carmine, Maah. All.: C. Foscarini. Indisponibili: De Vito, Gorini, Zanvettori, Di Nardo. Squalificati: A. Paolucci.</P> <P>Padova-Empoli. Padova: Pelizzoli; Legati, Portin, Trevisan, Renzetti; Bovo, Italiano, Bentivoglio; Marcolini; Cacia, Cutolo. All.: A. Dal Canto. Indisponibili: G. Donati, Osuji, Jelenic, Milanetto, Hallenius. Squalificati: Schiavi. Empoli: Pelagotti; Vinci, Ficagna, Stovini, Gorzegno; Gallozzi, Moro, M. Coppola; F. Lazzari; Maccarone, Tavano. All.: A. Aglietti. Indisponibili: Mori, Valdifiori. Squalificati: nessuno.</P> <P>Sassuolo-Varese. Sassuolo: Pomini; Marzoratti, P. Bianco, Terranova; Gazzola, Magnanelli, Cofie, Valeri, Longhi; G. Sansone, Missiroli. All.: F. Pea. Indisponibili: Laribi, Troiano, Masucci, Noselli. Squalificati: nessuno. Varese: Bressan; Cacciatore, Troest, Terlizzi, Grillo; Rivas, Corti, Kurtic, Zecchin; Granoche, Neto Pereira. All.: R. Maran. Indisponibili: Pucino, Damonte, L. Pettinari, Martinetti, Momentè. Squalificati: nessuno.</P> <P>Verona-Gubbio. Verona: Rafael; Cangi, Mareco, Maietta, M. Scaglia; Russo, Tachtsidis, Hallfredsson; Jorginho; N. Ferrari, Gomez. All.: A. Mandorlini. Indisponibili: Nicolas. Squalificati: nessuno. Gubbio: A. Donnarumma; Almici, Briganti, Cottafava, Benedetti, Mario Rui; Sandreani, Nwankwo, Buchel; D. Ciofani, Guzman. All.: L. Simoni. Indisponibili: Bartolucci, Bazzoffia, Graffiedi. Squalificati: nessuno.</P> <P>Vicenza-Crotone. Vicenza: Frison; Tonucci, D. Martinelli, Bastrini, Giani; Gavazzi, Soligo, Paro, Botta; Pinardi; Abbruscato. All.: L. Cagni. Indisponibili: Mustacchio, N. Rigoni, Baclet. Squalificati: Augustyn. Crotone: Belec; Correia, Vinetot, Ligi, Migliore; Maiello, Eramo, Florenzi; Calil; N. Sansone, S. Pettinari. All.: M. Drago. Indisponibili: Abruzzese, Checcucci, Natalino, Caccavallo. Squalificati: Gabionetta (4).</P> <P>Juve Stabia-Reggina (ore 18). Juve Stabia: Seculin; Baldanzeddu, Maury, Molinari, Dicuonzo; Erpen, Scozzarella, Mezavilla, Zito; Danilevicius, Sau. All.: P. Braglia. Indisponibili: Scognamiglio, Caserta, Di Tacchio, Ceccarelli, Mbakogu. Squalificati: nessuno. Reggina: Zandrini; Freddi, Emerson, Angella; Mat. D`Alessandro, Rizzo, N. Viola, Barillà, Rizzato; Bonazzoli, Ceravolo. All.: A. Gregucci. Indisponibili: Belardi, Adejo, Campagnacci. Squalificati: nessuno.</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>C1000075adm001adm001tifosi.jpgSiNserie-b-padova-torino-1001608.htmSiT1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075701,02,03030180

Le nostre Esclusive

notizie calcio
Il Conte pensiero
di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
della nostra redazione, Venerdì 25 Ottobre 2013
Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
della nostra redazione, Lunedì 23 Settembre 2013