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11013798NewsEditorialeL`Uefa e l`avvertimento inascoltato2021070206:47L'OMS urla il pericolo di contagio ad una UEFA sorda. <p>Non c'&#232; pi&#249; sordo di chi fa finta di esserlo. Nonostante gli innumerevoli avvertimenti di pericolo di contagio della nuova variante Delta da parte dell'OMS, l'Uefa continua imperterrita a difendere le proprie ragioni con l'arroganza di un Potere capace di non ascoltare niente e nessuno. E mentre la scienza ci avverte che in Europa siamo ancora molto indietro sull'inoculazione dei vaccini, gli stadi si riempiono di tifosi al seguito della propria squadra. Siamo dunque nella confusione pi&#249; totale, immersi come siamo in una barca in cui ognuno rema per conto suo, mettendo da parte tutti i criteri di buon senso che vanno oltre ogni interesse economico. Cos&#236;, a proposito della gara dei quarti di finale di Euro 2020 Ucraina - Inghilterra che si svolger&#224; sabato 3 luglio allo stadio Olimpico di Roma, il governo del Regno Unito urla a tutti i tifosi inglesi di stare a casa e di non andare a Roma. Inoltre, sono stati annullati tutti i biglietti venduti dal 28 giugno ai residenti di oltremanica, i quali non potranno pi&#249; usufruire il diritto di accedere allo stadio di Roma. <strong>La Farnesina</strong> precisa che non sono ammesse eccezioni a favore di chi si trattiene in Italia per poche ore, mentre nel testo emesso si evince chiaramente che: <strong>«L'accesso allo stadio sar&#224; consentito solo a chi pu&#242; provare di avere rispettato l'isolamento fiduciario ed &#232; in possesso dei due tamponi negativi. Inoltre dovranno essere rispettate scrupolosamente le ulteriori misure sanitarie previste dalle autorit&#224; italiane per l'ingresso allo stadio, inclusa l'effettuazione di ulteriori tamponi o il possesso di un certificato verde riconosciuto in Italia»</strong>. <strong>E allora c'&#232; davvero da chiedersi perch&#232; &#232; stata data via libera da parte dell'Uefa all'accesso in massa negli stadi in occasione dei Campionati Europei? Perch&#232; la stessa Uefa dopo pi&#249; di un anno e mezzo in cui le partite si sono svolte senza pubblico ha improvvisamente allargato il numero degli spettatori allo stadio? E perch&#232; da quest'anno ha deciso di fare svolgere le partite dell'Europeo nei pi&#249; disparati stadi d'Europa, costringendo il continuo spostamento di squadre e tifosi, proprio mentre l'umanit&#224; sta lottando contro una pandemia che non &#232; ancora debellata del tutto?</strong> Sono tutte domande che a parer nostro si riducono a una sola risposta e cio&#232; che il Potere dato dall'organo pi&#249; alto del calcio europeo ha dei suoi alti interessi economici cui non intende assolutamente privarsi. Ogni anello dell'ingranaggio &#232; conseguente a una catena che non pu&#242; essere interrotta, pena sarebbe far fallire il disegno politico di un pallone che s'impernia esclusivamente sul vertiginoso giro d'affari. Peccato che oltre tutto questo gran casino ci sia in ballo il futuro dell'umanit&#224; e non il gioco del calcio che non esiste pi&#249;.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Romafl0711fl0711foto-uefa.jpgSIncalcio-1013798.htmSI0101031n
21013776NewsEditorialeAl Milan lo scontro diretto contro la Juve, sempre più in crisi e fuori dalla Champions2021051006:49juve, mila, crisi, pirlo, pioli, ronaldo, diaz,tomori,ibra,rebic,donnarumma, chiellini,morata,championsProva di forza dei rossoneri che sbancano meritatamente l'Allianz e mettono nei guai la Juve<p>Grande impresa da parte del Milan che, a sole tre giornate dalla fine del campionato, vince per tre reti a zero all'Allianz Stadium, portandosi in terza posizione, a +3 dai bianconeri, e proiettandosi verso la tanto desiderata Champions. A sbloccare la situazione ci pensa Brahim Diaz nel corso del recupero del primo tempo, seguono Rebic e Tomori rispettivamente al 78' e al 82'. Vincere questa partita sarebbe stato molto importante per il Milan poich&#233;, trattandosi di uno scontro diretto per la zona Champions, gli avrebbe permesso di guadagnare un vantaggio importante, e cos&#236; &#232; stato. Ma &#232; ancora presto per festeggiare, come afferma lo stesso Pioli e commenta cos&#236; la partita ai microfoni di Sky Sport: «La squadra ci ha creduto, con sacrificio e mentalit&#224;. Ma, soprattutto stasera, non pu&#242; essere la vittoria di un singolo. Abbiamo vinto meritatamente. La prossima partita sar&#224; ancora pi&#249; difficile. Abbiamo fatto una grande partita. &#200; uno scontro diretto, con questa classifica, molto importante da aver vinto. Purtroppo, non &#232; l'ultima gara e non possiamo esultare ancora. La dirigenza ci ha sempre sostenuto, sentivamo tutti l'importanza della gara e ci tenevamo a fare bene. Sono sempre attento alle vostre valutazioni. Spirito, sacrificio e collaborazione. Sotto questi punti di vista siamo stati i migliori per molto tempo. Stanchezza mentale e i tanti impegni ci hanno poi penalizzato. Sapevamo che dovevamo portare in campo una prestazione diversa e lo abbiamo fatto«. Sconforto, invece, in casa Juve, dove Pirlo continua ad essere in discussione e la squadra, adesso fuori dalla Champions, dimostra i suoi limiti partita dopo partita. E quando steccano anche i campioni come Ronaldo, ieri impalpabile, e Morata, fuori dalla manovra, diventa davvero difficile per tutta la squadra. Se poi i cambi li fai quando sei sotto di 2 gol e a 10' minuti dalla fine, diventa impossibile rientrare in partita contro chiunque. A tre turni dalla fine solo un'impresa potrebbe riportare i bianconeri in zona Champions, mentre per il Milan adesso tutto diventa pi&#249; facile, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, a cominciare dalla sfida di mercoled&#236; all'Olimpico Grande Torino contro i granata, a caccia di punti salvezza. I bianconeri, invece, sono obbligati a vincere sino alla fine per sperare ancora nella qualificazione Champions, a partire dalla delicatissima partita di mercoled&#236; in casa del Sassuolo.</p><p>Alessandro Vispo</p> ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISalmilanloscontrodirettoejuveneiguai-1013776.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010167n
31013766NewsEditorialeZONA CHAMPIONS: LOTTA A 5 PER 3 POSTI2021042006:34juve,atalanta,champions,milan,inter,lazio,napoli,roma,torino,pirloScontro Champions all'Atalanta che supera i bianconeri di Pirlo, Napoli a -2 dalla Juve, ma sale minacciosa anche la Lazio<p >Quando mancano ancora 7 giornate alla conclusione del campionato cominciano a delinearsi le possibili posizioni in classifica, soprattutto per quanto riguarda la zona Champions. Sicuramente la posizione pi&#249; stabile &#232; quella dell'Inter, oramai ad un passo dallo scudetto, con i nerazzurri che, nonostante il pareggio allo stadio Maradona, mantengon ben 9 punti di vantaggio sui rossoneri, vittoriosi contro il Genoa per 2 reti ad 1, in una gara sofferta ma che bisognava vincere a tutti i costi. Amara ed immeritata sconfitta invece per la Juve, che pur giocando bene viene superata dall'Atalanta per una rete a zero, e slitta al quarto posto con 2 punti di ritardo proprio sui bergamaschi e con altrettanti punti di vantaggio sul Napoli stoppato sull'1 a 1 dall'Inter. Gara che resta quindi ancora aperta anche per la Lazio, vincente per 5 reti a 3 contro il Benevento, che la porta in sesta posizione, a -2 dal Napoli. Adesso non resta che attendere i risultati delle prossime partite, che saranno sicuramente decisive nella corsa alla Champions, di cui rimangono disponibili solamente tre posti, contesi appunto fra Milan, Atalanta, Juve, Napoli e Lazio. Per la Roma sfuma ogni sogno dopo la sconfitta dell'Olimpico contro i granata.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomessimone-inzaghi.jpgSISatalantasuperajuve.pericolonapolielazioperlajuve.agguerritalottachampions-1013766.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101091n
41013756NewsEditorialeLa 29° giornata ci regala il derby della Mole2021040311:00seriea,torino,juve,atalanta,roma, inter,bologna,udinese,lazio,29,pirlo,pioli,conte,classificaInter in serata a Bologna, mentre il Milan riceve la Samp a ora di pranzo<p ><span>Tutte le dieci partite della 29esima giornata di serie A verranno spalmate lungo il giorno di oggi, un evento pi&#249; unico che raro e che, senza dubbio, ci far&#224; rimanere incollati sul divano e rimander&#224; i pi&#249; nostalgici ai tempi in cui tutte le partite venivano disputate esclusivamente la domenica. La giornata si apre con Milan-Sampdoria, un match che regalerebbe tre punti al Milan che potrebbe continuare a sognare lo scudetto, ormai sempre pi&#249; distante e difficile da raggiungere. La Sampdoria, invece, reduce da un'ardua vittoria per uno a zero ai danni del Torino, prover&#224; a dare continuit&#224; al proprio cammino ai fini di rimanere nella parte sinistra della classifica. Alle 15, una maratona attende i telespettatori, i quali assisteranno a ben sette partite, fondamentali per raggiungere l'obiettivo champions per squadre come la Roma, il Napoli e l'Atalanta. La prima giocher&#224; con il Sassuolo di De Zerbi, allenatore capace di far esprimere un ottimo gioco da parte dei suoi giocatori, valorizzandone le qualit&#224;. Il Napoli, invece, affronter&#224; il Crotone che, presumibilmente, sar&#224; arrabbiato e in cerca di riscatto in seguito alla pesante sconfitta in casa subita in rimonta da parte del Bologna. L'Atalanta giocher&#224; contro un'Udinese trascinata da Rodrigo De Paul, giocatore dalle straordinarie qualit&#224; grazie alle quali si sta mettendo in mostra e sta dimostrando, sempre di pi&#249;, di essere un calciatore all'altezza di importanti palcoscenici. Sar&#224; un scontro per la salvezza, invece, Benevento-Parma, rispettivamente 16esima e 19esima in classifica. Entrambe sono alla ricerca di un'importantissima vittoria per risollevare il morale e cercare di dare una svolta (in positivo) a questa stagione. All'Olimpico di Roma, vedremo sfidarsi la Lazio, il cui obiettivo &#232; cercare di approdare in Europa League, e la compagine Spezzina, autrice di un campionato pi&#249; che dignitoso anche considerando che &#232; la sua prima apparizione in Serie A. Una partita combattuta sar&#224; Genoa-Fiorentina, quest'ultima protagonista di un campionato molto deludente e che la vede 14esima in classifica. Un'altra partita di questo interminabile filotto, &#232; Cagliari-Hellas Verona. La squadra di mister Semplici prover&#224; a sconfiggere il Verona che, ormai, sta diventando sempre di pi&#249; una certezza del campionato italiano. Alle 18.00, invece, andr&#224; in scena la partita pi&#249; emozionante da seguire : Torino-Juventus. La Juve dovr&#224; vincere necessariamente per cercare di conquistare un posto fra le grandi d'Europa, ma davanti a s&#232; trover&#224; una squadra ostica come il Torino che, nonostante il rendimento al di sotto delle aspettative, dar&#224; filo da torcere alla compagine bianconera. Ultima ma non meno importante, &#232; Bologna-Inter, una partita tutt'altro che facile per i nerazzurri, autori di una grande cavalcata che li vede in testa e a sei punti sulla seconda. Dunque, per gli appassionati di calcio, una giornata come questa rappresenta un piacevole augurio per le festivit&#224; pasquali.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesdavide-nicola.jpgSISmlan-samp-bolognainter-toro-juve.29giornata-1013756.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010166n
51013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101077n
61013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101076n
71013751NewsEditorialeIL NAPOLI PASSA A SAN SIRO. PERDONO ANCORA TERRENO DALLA VETTA I ROSSONERI 2021031511:10MILAN, INTER, JUVE, PIOLI, PIRLO, CR7,GATTUSO, CONTEVOLA L'INTER E STACCA IL MILAN ORA A - 9<p >Un brutto Milan perde in casa contro il Napoli e si allontana ulteriormente dai cugini nerazzurri, ora avanti con 9 punti di vantaggio sui rossoneri. Alla luce del successo esterno dei bianconeri di Pirlo per 3 a 1 contro il Cagliari (tripletta di CR7), e della vittoria importante degli uomini di Conte all'Olimpico di Torino contro i granata per 2 reti a 1, il Milan era obbligato a vincere il match contro il Napoli per non perdere ulteriore terreno dalla vetta e per tenere a bada la Juventus. Purtroppo per i rossoneri cos&#236; non &#232; stato. Decisivo &#232; stato il goal di Politano a inizio ripresa, che ha regalato cos&#236; tre punti fondamentali alla squadra di Gattuso, rimettendola in gioco nella rincorsa alla Champions. Duro colpo invece per i rossoneri, che rischiano di essere scavalcati dai bianconeri (in caso di successo di Ronaldo e compagni nel recupero del 17 marzo contro i partenopei). Passo indietro quindi per gli uomini di Pioli, che sono apparsi in calo fisico e involuti nel gioco rispetto alle ultime gare. Si sar&#224; sicuramente fatta sentire la stanchezza accumulata dopo la gara con il Manchester United in Europa League, in cui i rossoneri hanno disputato un'ottima prestazione conquistando un prezioso 1 a 1 fuori casa che significa tanto in chiave qualificazione. Aldil&#224; del risultato finale, comunque la partita contro i partenopei &#232; stata abbastanza combattuta, nonostante il Milan non abbia brillato. Sicuramente meritata la vittoria del Napoli, soprattutto per la prestazione offerta nel primo tempo. Gattuso torna a sorridere, dunque, ma non c'&#232; tempo di festeggiare che mercoled&#236; 17 arriva il recupero contro la Juve, altra gara fondamentale in chiave Champions per il Napoli.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISvolainter-milansconfitto-salenapoli-juvevince-1013751.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101050n
81013745NewsEditorialeL`Inter vince il derby e allunga sui rossoneri. Brutto stop per il Milan, che deve guardarsi le spalle da Roma, Lazio, Atalanta e Juve2021022206:42inter, milan, pioli, conte, lautaro, handanovic, lukaku,ibra,derby, hernandez,scudettoGli uomini di Antonio Conte non sbagliano un colpo e si confermano i super-favoriti per il titolo<p>Grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al goal straordinario di Romelo Lukaku, l'Inter conferma la leadership e allunga il passo proiettandosi a +4 dal Milan. Ottima prestazione da parte dei nerazzurri, che hanno da subito messo in difficolt&#224; la squadra di Pioli, che adesso sar&#224; costretta ad inseguire i cugini interisti nella lotta per lo scudetto. Un Milan spento e incapace di gestire anche i palloni pi&#249; semplici, quello visto nel derby, tutto l'opposto dell'Inter, che invece ha gestito molto bene la partita, facilitata anche dalla scarsa incisione e lucidit&#224; degli avversari. Sicuramente ad incidere pesantemente per i rossoneri &#232; il goal sub&#236;to a freddo dopo appena cinque minuti a dopera di Lautaro Martinez. Al 33' il Milan prova a salire di tono e sfiora la rate del pari, grazie ad una pericolosa conclusione di Theo Hernandez, che fa salire la squadra rossonera di tono e convinzione. Atteggiamento che caratterizza il Milan anche all'inizio del secondo tempo e che gli permette di mettere in difficolt&#224; la squadra avversaria, che si salva per tre volte grazie ad altrettanti miracoli di un super Handanovic in grandissima forma. Cos&#236;, al 57', proprio nel momento migliore del Milan, l'Inter segna per la seconda volta ancora con Lautaro, chiudendo di fatto la gara. A mettere in cassaforte il derby ci pensa uno stratosferico Lukaku, autore del 3 a 0 degli uomini di Antonio Conte, rete che sigilla il definitivo crollo della squadra rossonera e la fine della partita. Brutto colpo per i rossoneri che prima della gara di La Spezia poi persa malamente per 2 a 0 avevano 2 punti di vantaggio sull'Inter, e che dopo la sconfitta della stracittadina rimangono al secondo posto a -4 dalla vetta, dopo essere stati sin dall'inizio del campionato in testa. Riusciranno gli uomini di Pioli a reagire e a contendere il titolo ai nerazzurri, o questa sconfitta segna il crollo dei rossoneri, che adesso devono stare attenti a conservare il secondo posto? Prossima insidia la Roma, che sfider&#224; il Milan nel prossimo turno. Vedremo come reagiranno Ibra e company la prossima domenica all'Olimpico. Vittoria invece fondamentale per l'Inter, che si conferma la favorita per il titolo, anche in considerazione del fatto che non gioca le coppe. E domenica a San Siro, a vender cara la pelle agli uomini di Conte, arriver&#224; il Genoa di Ballardini, con i nerazzurri che avranno l'opportunit&#224; di confermarsi saldamente in vetta, in attesa dei risultati delle inseguitrici, che potrebbero anche consentire all'Inter, in caso di vittoria sul Genoa, di aumentare il vantaggio sulle inseguitrici.</p><p >Alessandro Vispo</p>Milanoivomesivomesantonio-conte.jpgSISinter-derby-milan-crollo-handanovic-salva-lukakulautarosuper-1013745.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101063n
91013702NewsCampionatiConte, non esagerare!20200720190832Uno sfogo eccessivo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Calendario fatto per metterci in difficoltà, abbiamo sempre meno giorni di riposo. E’ un’anomalia strana…Io vi farei vedere il calendario dell’FC Internazionale, perché questo sta passando inosservato. Il calendario nostro è folle. E’ un calendario fatto per metterci in difficoltà, questo è fuori di dubbio”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Questo è stato lo sfogo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte</i></b> dopo la partita pareggiata 2 a 2 all’Olimpico di Roma contro i giallorossi di Fonseca. Un muro del pianto che non condividiamo! Premesso che non abbiamo nulla contro questo allenatore capace di non dormire la notte per l’inquietudine di non avere vinto una partita e di somatizzare oltremodo ogni evento negativo cui egli tiene particolarmente, ci preme fare alcune considerazioni. Prima di ogni cosa non capiamo chi possa essere stato ad architettare il malevolo pensiero di mettere in difficoltà l’Inter, nell’assegnargli un calendario senza respiro e irto di difficoltà. Seconda cosa, si deve mettere in considerazione il particolare momento in cui il pallone italiano professionistico è stato messo in difficoltà dal lungo lockdown dovuto al Coronavirus. Le difficoltà sono da ritenersi generalizzate in un calcio che calcio non è per giocare ogni tre giorni, allenarsi sotto il sole di oltre 32 gradi e poi andare in campo e disputare la partita senza pubblico e in orari impensati. Dove sta tutto questo avercela contro l’Inter, se tutti sono coinvolti nella medesima situazione? No Antonio, capiamo la tua delusione e se vuoi anche il tuo umano sfogo frutto di delusione, ma credi pure che non è così! Andare a caccia di fantasmi non aiuta il lavoro che pur stai facendo da neanche un anno e che ti premia per aver portato l’Inter nella Champions del prossimo anno, mentre sei ancora in lizza per un’eventuale conquista dell’Europa League. D’altra parte, nessuno mette in dubbio che l’essere stato chiamato da Marotta per dirigere l’Inter prevedeva quello che già hai ottenuto e magari con il retro pensiero di dare fastidio fino all’ultimo alla Juve per la conquista dello scudetto. Ecco, forse è proprio questo che ti ha deluso per tanti motivi, ma non preclude le altre cose che hai saputo ottenere con la tua squadra che, inevitabilmente, avrà bisogno di essere ritoccata in alcuni punti. E’ il famoso bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto) che tu ami tanto declamare come metafora durante le tue interviste. Il tuo percorso con l’Inter è appena cominciato e ha bisogno di un triennio per potere essere valutato. Qualche volta sei riuscito a vincere al primo anno (vedi Juve e Chelsea) ma questo non deve essere per te un tarlo, perché ogni esperienza è diversa dall’altra per tanti motivi che il calcio, inteso come ambiente, squadra e società, mettono in evidenza. Dunque, certe sparate ci sembrano davvero fuori luogo perché se è vero che difendi giustamente i tuoi ragazzi, dicendo che non hai nulla da rimproverare loro per l’impegno profuso, è altresì vero che dire che nell’aria spira un vento contrario all’Inter, ci sembra davvero infondato. E per quale diabolico meccanismo dovrebbe esserci questo mettere in difficoltà la tua squadra, quando ognuno pensa sempre a sé stesso? Forse certe motivazioni sono da ricercarsi in fatti più tecnici e tattici, più che al fatto di giocare ogni tre giorni e allenarsi sotto il solleone di luglio e agosto, in un anno che ci auguriamo irripetibile per la sua negatività generalizzata in tutto il nostro Paese. Noi riteniamo che il bicchiere nerazzurro sia pieno per tre quarti. Quel quarto che manca devi ricercarlo in te.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711antonio-conte.jpgSiN-1013702.htmSi100451001,02,0301060
101013701NewsCampionatiConte, non esagerare!20200720185935Un muro del pianto che non condividiamo....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Calendario fatto per metterci in difficoltà, abbiamo sempre meno giorni di riposo. E’ un’anomalia strana…Io vi farei vedere il calendario dell’FC Internazionale, perché questo sta passando inosservato. Il calendario nostro è folle. E’ un calendario fatto per metterci in difficoltà, questo è fuori di dubbio”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Questo è stato lo sfogo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte</i></b> dopo la partita pareggiata 2 a 2 all’Olimpico di Roma contro i giallorossi di Fonseca. Un muro del pianto che non condividiamo! Premesso che non abbiamo nulla contro questo allenatore capace di non dormire la notte per l’inquietudine di non avere vinto una partita e di somatizzare oltremodo ogni evento negativo cui egli tiene particolarmente, ci preme fare alcune considerazioni. Prima di ogni cosa non capiamo chi possa essere stato ad architettare il malevolo pensiero di mettere in difficoltà l’Inter, nell’assegnargli un calendario senza respiro e irto di difficoltà. Seconda cosa, si deve mettere in considerazione il particolare momento in cui il pallone italiano professionistico è stato messo in difficoltà dal lungo lockdown dovuto al Coronavirus. Le difficoltà sono da ritenersi generalizzate in un calcio che calcio non è per giocare ogni tre giorni, allenarsi sotto il sole di oltre 32 gradi e poi andare in campo e disputare la partita senza pubblico e in orari impensati. Dove sta tutto questo avercela contro l’Inter, se tutti sono coinvolti nella medesima situazione? No Antonio, capiamo la tua delusione e se vuoi anche il tuo umano sfogo frutto di delusione, ma credi pure che non è così! Andare a caccia di fantasmi non aiuta il lavoro che pur stai facendo da neanche un anno e che ti premia per aver portato l’Inter nella Champions del prossimo anno, mentre sei ancora in lizza per un’eventuale conquista dell’Europa League. D’altra parte, nessuno mette in dubbio che l’essere stato chiamato da Marotta per dirigere l’Inter prevedeva quello che già hai ottenuto e magari con il retro pensiero di dare fastidio fino all’ultimo alla Juve per la conquista dello scudetto. Ecco, forse è proprio questo che ti ha deluso per tanti motivi, ma non preclude le altre cose che hai saputo ottenere con la tua squadra che, inevitabilmente, avrà bisogno di essere ritoccata in alcuni punti. E’ il famoso bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto) che tu ami tanto declamare come metafora durante le tue interviste. Il tuo percorso con l’Inter è appena cominciato e ha bisogno di un triennio per potere essere valutato. Qualche volta sei riuscito a vincere al primo anno (vedi Juve e Chelsea) ma questo non deve essere per te un tarlo, perché ogni esperienza è diversa dall’altra per tanti motivi che il calcio, inteso come ambiente, squadra e società, mettono in evidenza. Dunque, certe sparate ci sembrano davvero fuori luogo perché se è vero che difendi giustamente i tuoi ragazzi, dicendo che non hai nulla da rimproverare loro per l’impegno profuso, è altresì vero che dire che nell’aria spira un vento contrario all’Inter, ci sembra davvero infondato. E per quale diabolico meccanismo dovrebbe esserci questo mettere in difficoltà la tua squadra, quando ognuno pensa sempre a sé stesso? Forse certe motivazioni sono da ricercarsi in fatti più tecnici e tattici, più che al fatto di giocare ogni tre giorni e allenarsi sotto il solleone di luglio e agosto, in un anno che ci auguriamo irripetibile per la sua negatività generalizzata in tutto il nostro Paese. Noi riteniamo che il bicchiere nerazzurro sia pieno per tre quarti. Quel quarto che manca devi ricercarlo in te.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711antonio-conte.jpgSiN-1013701.htmSi100451001,02,030109
111013680NewsCampionatiIl calcio senza la gente20200614185622Il calcio che non è calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ho provato a emozionarmi, ma non ci sono riuscito. Non so se si tratta di un fatto di sensibilità personale o più semplicemente è il sentimento oggettivo che hanno avvertito in molti. Dopo avere visto in televisione le due semifinali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppa Italia Juventus – Milan e Napoli – Inter</b> ho avuto subito la sensazione che quello cui stavo assistendo non poteva essere considerato calcio vero, ma soltanto un traino forzato per portare avanti una stagione calcistica interrotta bruscamente da quel covid che ci ha cambiato interiormente, aggredendoci con maligna forza capace di mettere a nudo tutte le nostre fragilità. Ma il calcio come la vita doveva pur ricominciare, almeno con un tentativo di farlo con lo sprone di guardare avanti, senza più voltarsi indietro. Tuttavia, questo lento ricominciare a modi step by step in uno stadio vuoto in cui il silenzio assordante è stato rotto soltanto dalle urla degli allenatori, dei compagni di squadra seduti a distanza in panchina, si è sommato allo scambio di opinioni talora anche accese dell’arbitro con i giocatori. E mentre le partite hanno avuto il loro regolare svolgimento, mi sono accorto che anche i campioni in campo hanno manifestato quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“manca</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">qualcosa”</b> capace di smorzare la voglia di abbellirsi in gesti tecnici che da sempre hanno fatto innamorare i buongustai del pallone. Quasi che tutto andasse di fretta per chiudere un appuntamento agonistico forzato, per definire la questione e arrivare presto alla finale di Coppa Italia che si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma il prossimo mercoledì 17 giugno. Alla fine si sono qualificate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus e Napoli</b>, senza tuttavia entusiasmare gli animi dei telespettatori che, comunque, sono stati numerosi. Secondo quanto verificato dalla Rai, sembra che solo la finale del Festival di Sanremo abbia superato un così alto share come queste due semifinali. Segno che la sete di calcio era tanta, rafforzata ancor di più dalla bramosia di essere stati costretti per tre mesi a un lockdown che ha sfiancato e reso preoccupati su quanto in Italia stava succedendo. Ma il calcio, in questo caso, ha certamente un valore terapeutico più che tecnicamente apprezzabile nei suoi eterni punti di gioco corale di squadra, enfatizzato dalla differenza apportata dai campioni che in fondo sono fornitori di delizie balistiche e spunti di alta classe. Ma in questo calcio del dopo covid (che calcio vero non è) manca la cornice di pubblico, manca l’essenziale, manca quella cultura che è il centro del patos, dell’emozione, di quella adrenalina empaticamente capace di essere viva e di manifestarsi direttamente su ogni calciatore in campo, il quale ne fa tesoro come apporto positivo di incoraggiamento. Così all’Allianz Stadium di Torino, così al San Paolo di Napoli, quello che ho visto non mi ha entusiasmato per niente e, pur sforzandomi, non ho trovato grandi spunti di cronaca da riferire, se non l’evidente mancanza di forma di giocatori che sono stati fermi tre mesi e costretti a riprendere l’attività agonistica senza neppure fare un’amichevole di preparazione. Normale la carenza fisica, muscolare e anche psicologica, dettata ancor di più dalla mancanza di calore della gente. Tutto piatto, tutto asettico, tutto proiettato nell’intento di una rinascita forzata ma giusta nel tentativo di ricominciare. E’ il calcio che ha onorato i medici, ricordato i morti, pensato le persone che soffrono. E’ il calcio che ha alzato gli occhi al cielo e fatto scendere sul viso qualche furtiva lacrima. Ma il calcio vero è un’altra cosa. Il calcio vero ha bisogno della sua gente che tifa, che è presente, pregnante, che urla, che soffre e gioisce. Questo è il calcio che conosciamo da sempre e ci coinvolge in opinioni magari esagerate e di parte, ma pur sempre dettate da forti sentimenti di passione. Ritornerà? Sì, vedrete che prima o poi ritornerà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711allianz-stadium-vuoto.jpgSiN-1013680.htmSi100451001,02,0301088
121013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001071
131013567NewsCampionatiDaniele De Rossi lascia la Roma ma non il calcio20190515180717Quando le dure leggi della vita si scontrano con il mondo del calcio<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ sempre la solita storia. Quando sei ritenuto ormai avanti con l’età, non esistono società di calcio che vogliono rischiare un rinnovo di contratto. Da Maldini a Totti a Del Piero e poi Marchisio ritenuto troppo fragile dal punto di vista muscolare, le rispettive società di appartenenza hanno dato il benservito. Giusto o sbagliato, questo mondo pallonaro così intriso di alti interessi economici non guarda in faccia nessuno, non ha tempo di farsi assalire da sensi di colpa neanche per certi giocatori simbolo. Qualcuno pensa alla mancanza di gratitudine per tutto ciò che un calciatore a fine carriera ha fatto per quella determinata società, cui sarebbe auspicabile una sorta di accompagnamento fino al giorno in cui si decide di appendere gli scarpini al chiodo. Ma non è così! Daniele De Rossi è l’ultima “vittima” di un pallone che si fa scivolare di dosso il senso dell’umano. Entrato a far parte della Roma quando aveva solo 9 anni, Daniele De Rossi ha fatto tutta la trafila della scuola calcio, del Settore Giovanile e poi della Prima Squadra. Lo chiamavano capitan futuro, proprio per quel suo rappresentare i colori giallorossi che gli si sono appiccicati addosso alla pelle e davano ai tifosi quella sicurezza di poter contare su di lui a vita. Prima come calciatore rappresentativo, poi come capitano che ha preso il posto di Totti e ancora come eventuale allenatore o chissà, magari come dirigente. Sempre nella sua Roma, sempre con i colori giallorossi nel cuore per lui, per i compagni e per i suoi tifosi. Una vita da capitano coraggioso, esemplare all’interno dello spogliatoio e sul campo, dove in carriera qualche volta ha pure esagerato nel suo strafare agonistico. Ma ci sta, perché fa parte del suo carattere, delle sue caratteristiche tecniche di calciatore sempre disposto a battagliare in campo per carpire il pallone agli avversari. Ma evidentemente tutta questa lunga appartenenza alla società giallorossa non è bastata per garantirgli un rinnovo di contratto che potesse accontentarlo fine alla chiusura della sua carriera di calciatore. Una carriera che De Rossi non è ancora intenzionato a chiudere perché sente ancora certi stimoli calcistici mai sopiti e quella voglia di combattere in campo che l’ha reso utile nella Roma e in Nazionale. Ma Pallotta e Baldini non la pensano così e con uno squallido twitter gli hanno dato il benservito. Daniele De Rossi giocherà ancora due partite con la Roma fino alla chiusura di questo campionato. Alla fine dell’ultima gara dei giallorossi che si giocherà allo Stadio Olimpico contro il Parma, ci sarà il commiato dalla sua gente, dai suoi tifosi, dalla sua curva che tanto lo ha amato. E’ un po’ come rivedere un film già visto con Totti, fatto di lacrime e ringraziamenti che sanno, almeno in questo caso, di umano e non trascendono in cose che riguardano il denaro, l’interesse, la voglia di programmare il futuro con i giusti investimenti. Peccato che di mezzo c’è sempre l’uomo con i suoi sentimenti che vanno oltre la ricchezza, la fama e le attenzioni mediatiche che vengono riservate al mondo del pallone. Un mondo a parte destinato solo a pochi eletti, ma che poi si scontra con la vita e le sue leggi. E poi? Le strade si dividono! Ad oggi non è ancora dato sapere dove andrà a giocare Daniele De Rossi. Fonti bene informate dicono che andrà a giocare all’estero, anche se è prossimo a festeggiare le 36 candeline sulla torta. Ma lui ha ancora voglia di giocare a calcio perché sente quel sacro fuoco che l’ha animato fin dal giorno in cui ha messo piede per la prima volta alla Roma. Sembrerà strano vederlo con un’altra maglia, anche se Daniele, pur con l’amarezza di essersi scontrato con le ingrate leggi del calcio, resterà per sempre tifoso della Roma. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-daniele-de-rossi.jpgSiNdaniele-de-rossi-lascia-la-roma-ma-non-il-calcio-1013567.htmSi100451001,02,03030249
141013480NewsCampionatiInter sugli scudi e Lazio irriconoscibile20181030192714La squadra di Spalletti si impone come anti Juve assieme al Napoli<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’Inter lievita come il buon pane. C’è stato bisogno di tempo, ma adesso sembra davvero essere diventata la forte squadra che hanno sperato i suoi tifosi. Senza alcun timore reverenziale, la squadra di Spalletti ha superato l’ostacolo Olimpico contro la Lazio di Inzaghi, la quale ha dimostrato grandi lacune soprattutto a centrocampo. Un 3 a 0 che non solo mette in mostra la ritrovata forma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurito Icardi</b>, ma ha evidenziato soprattutto un assetto di squadra coesa in fase di interdizione e di ripartenza in attacco. E adesso i nerazzurri sono pure considerati <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’anti Juve assieme ai partenopei, considerando una classifica che vede Inter e Napoli appaiate al secondo posto con 22 punti, a 6 lunghezze di distacco dalla Vecchia Signora. Il merito di questa rinascita? La capacità di Spalletti che ha provato e riprovato continuamente vari assetti tattici tra difesa, centrocampo e attacco, cambiando giocatori e un sistema di gioco non sempre confacente al suo credo calcistico. Era come cercare la chiave di volta che potesse far scattare quella molla capace di far trovare la giusta soluzione. Ebbene, crediamo davvero che adesso l’Inter debba essere considerata la grande squadra che mostra con orgoglio il proprio carattere. E c’è anche da considerare un merito particolare che va a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Joao Mario</b>, il ritrovato centrocampista messo in campo a sorpresa da Spalletti. I tanti fischi che i tifosi interisti hanno indirizzato a questo giocatore si sono tramutati presto in applausi, forse anche tra lo sbigottimento generale. Il giocatore portoghese, infatti, ha spesso fallito le sue prestazioni con l’Inter, probabilmente perché più dei suoi compagni aveva bisogno di fiducia. E adesso che Spalletti l’ha tirato fuori dal suo cilindro come carta vincente, si sono visti già i risultati contro la Lazio. Ma a parte questa lieta sorpresa, c’è da dire che anche giocatori come Brozovic, Perisic, Vecino e Politano, hanno trovato la quadratura del cerchio con meccanismi che sanno di massima intesa nel mettere Icardi in condizione di segnare. Spalletti, oltre Joao Mario, ha saputo ripescare anche Miranda come baluardo di difesa al posto di De Vrij. E’ un po’ come dire che il calcio a volte stupisce per certi risultati che magari non erano messi in preventivo. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su Joao Mario come calciatore cardine del centrocampo nerazzurro. Eppure Spalletti ha avuto coraggio, e di questo bisogna dargli merito. E, anche se il tecnico toscano dopo la bellissima partita contro la Lazio non vuole sentire parlare di squadra anti Juve, noi diciamo che per la maturazione di alcuni giocatori fondamentali nel gioco voluto da Spalletti, questa Inter è squadra che ne farà vedere delle belle. Adesso i nerazzurri devono continuare su questa strada non disperdendo il carattere, la fiducia e l’intensità di gioco mostrata contro la Lazio, anche contro squadre di minore levatura. Sì, perché è proprio lì che si vede la grande squadra che si prefigge l’obiettivo di contrapporsi a fatti e non a parole, nello stare in alto alla classifica per intralciare quella Juventus di Cristiano Ronaldo che non è abituata a fare sconti a nessuno. Dunque, vedremo cosa accadrà. La lievitazione è ormai giunta al punto giusto. Non si disperda quanto di buono si è fatto.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNinter-sugli-scudi-e-lazio-irriconoscibile-1013480.htmSi100451001,02,03030156
151013420NewsCoppeChampions, non basta il 4 a 2 della Roma sul Liverpool20180503184628Errori tecnici e arbitrali, vietano alla Roma l`accesso alla finale di Champions League.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando nel calcio hai un budget inferiore alle altre contendenti europee, ti classifichi tra le prime quattro squadre di Champions League e sfiori la finale anche a causa di certi errori arbitrali, allora possiamo parlare di una grande squadra. E’ la Roma di Eusebio Di Francesco, un allenatore capace di motivare la sua squadra rendendola compatta dal punto di vista tattico e anche nei rapporti di spogliatoio. Contro il Liverpool, nella seconda semifinale di ritorno, la Roma per andare in finale avrebbe dovuto fare 3 gol senza subirne nessuno. Purtroppo, nonostante il risultato di 4 a 2 a favore della Roma, in finale ci va il Liverpool di Jurgen Klopp. Ma nell’analisi di una partita a due facce, c’è da considerare una serie di concause che hanno negato ala Roma di partecipare alla finale di Kiev. Infatti, a un primo tempo in cui si sono evidenziati alcuni imperdonabili errori da parte dei giocatori giallorossi, uno su tutti il passaggio scriteriato di Nainggolan verso la trequarti della propria metà campo che ha praticamente regalato a Mané il vantaggio per il Liverpool, è seguito un secondo tempo in cui la Roma, pur manifestando grande convinzione e determinazione, ha dovuto cedere le armi dinnanzi agli errori dell’arbitro che in ben due occasioni ha negato il rigore ai padroni di casa. Peccato davvero, perché la squadra di Di Francesco nei confronti del Liverpool ha totalizzato 24 tiri di cui 6 in porta, il 61% di possesso palla e 7 calci d’angolo contro i 3 della formazione inglese. Un quadro molto chiaro di una grande voglia di finale giallorossa, in uno stadio colmo fino all’inverosimile e capace di spingere la propria squadra con il cuore oltre l’ostacolo. Ma, come dicevamo pocanzi, nonostante la doppietta di Nainggolan arrivata tra il 41mo e il 48mo della ripresa, il gol di Dzeko e l’autorete di Milner, la Roma ha dovuto amaramente arrendersi a un avversario che ha fatto vedere le cose migliori in casa, ma che all’Olimpico di Roma, nonostante le sviste dell’arbitro Skomina, è apparsa assai lontana dalla sua fama di squadra che sa adottare un gioco brillante e redditizio. Insufficiente la prestazione di Salah, mentre Firmino ci è parso il migliore della squadra ospite. Dunque, l’amaro verdetto della partita non può certamente cancellare il meritevole percorso della Roma in questa Champions League 2017 – ’18, anche in considerazione del fatto che la squadra di Di Francesco è partita in terza fascia ed ha superato squadre come l’Atletico Madrid, FK Qarabag, Chelsea, Shakhtar e Barcellona. Niente male per una squadra che all’inizio, nessuno dava per destinata alla semifinale con reali possibilità di giocare la finale di Kiev. Eppure i giallorossi hanno dimostrato con il gioco, il carattere e la volontà, di potere competere con le squadre più forti d’Europa senza mostrare alcun atteggiamento reverenziale. Possiamo dunque dire in tutta tranquillità, che la squadra di Di Francesco ha intrapreso la strada giusta per migliorarsi ancor di più in Campionato e in Champions. Adesso l’aspetta un ultimo trittico di gare di campionato, in cui deve conquistare quella terza o quarta posizione che le consentirebbe di partecipare alla scalata di quella finale di Champions che quest’anno le è sfuggita per un soffio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-di-francesco.jpgSiNchampions-non-basta-il-4-a-2-della-roma-sul-liverpool-1013420.htmSi100451001,02,03030197
161013417NewsCampionatiOmbretta Cantarelli, “Inter – Juve? Partita difficilissima per entrambe”20180427173527Intervista a una interista doc<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando si affrontano Inter e Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, appassionata tifosa dell’Inter e moglie dell’attore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo</b>, per noi è diventata una piacevole consuetudine. Un interessante appuntamento con l’opinione, capace di entrare nel fulcro dei temi sportivi in maniera attendibile. Schietta, sincera, appassionata tifosa, ma sufficientemente sportiva nell’analisi talora anche critica verso la sua squadra, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b> è l’ideale interlocutrice per le interviste che riguardano il calcio, inteso anche nel suo aspetto più ampio. Così, come avevamo fatto nella partita d’andata del derby d’Italia, anche questa volta abbiamo pensato di avvalerci del suo pensiero in merito a questa partita. Un match che <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>a questo punto del campionato assume un sapore ancor più forte del solito. Ascoltiamola, dunque. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter – Juventus, il derby d’Italia che si presenta con tanti temi che coinvolgono le due squadre. Come vedi questa partita?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita che arriva in un momento particolare del campionato perché, dopo aver perso contro il Napoli, tutti sono contro la Juve. Ho visto quella partita e anche la delusione che traspariva evidente dai volti del popolo juventino, che notoriamente è sicuro della forza della propria squadra. Tuttavia, dopo la batosta subita in Champions, la Juve ha accusato il colpo e contro un Napoli che ha messo tanto cuore, grinta e determinazione, ha perso una gara che a me è sembrata sostanzialmente equilibrata. Ma ritornando alla tua domanda, devo dire che per quanto riguarda l’Inter ho visto una ripresa generale della squadra, anche se nell’ultima partita non mi è piaciuta tantissimo. Inter – Juve è sempre una partita di cartello, ma in questa occasione si contrappongono due altissimi interessi di classifica. Infatti, mentre la Juve viene a Milano per vincere e tenere il suo punto di vantaggio sul Napoli che potrebbe anche significare la conquista dello scudetto, l’Inter si contrappone con la stessa voglia di far suo il match per continuare a sperare nella Champions. Sarà certamente una bella partita, tutta da vivere!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma come spieghi questa strana e pazza Inter, che inizia il campionato in alto alla classifica e poi perde mordente per ritrovarlo sul finire del campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“A un certo punto del campionato, fino alla partita d’andata contro la Juve, l’Inter aveva fatto volare di entusiasmo i suoi tifosi e me compresa. Poi, improvvisamente, stentavamo tutti a riconoscerla, talmente deludeva nel gioco e nei risultati. E allora,come spesso accade in questi casi, giravano delle voci che mettevano sotto accusa la squadra e lo spogliatoio. Adesso le cose stanno cambiando in meglio, probabilmente dovuto anche a un nuovo assetto tattico voluto da Spalletti che ha inserito stabilmente in squadra Rafinha.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto, pensi che l’Inter riuscirà ad arrivare tra le prime quattro e garantirsi la partecipazione in Champions League?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“La possibilità ce l’ha, anche se Roma e Lazio stanno andando forte e qualche volta anche loro peccano di continuità. Secondo me il gioco è tutto aperto, anche se io che sono interista, spero ovviamente che la mia squadra possa farcela anche per una questione di introiti economici, che per l’Inter significherebbero un ulteriore incentivo a rafforzare la squadra.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sempre in tema di zona Champions. Pensi che per l’Inter sia decisivo il match che giocherà all’Olimpico contro la Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Calma, prima pensiamo alla prossima partita contro la Juve che non sarà certamente facile per tutte le ragioni che ti ho esposto. Certo, se all’ultima partita l’Inter dovesse trovarsi ancora in questa posizione di classifica, allora quella gara sarà determinante. Io mi auguro che l’Inter venda cara la pelle e possa ritornare a calcare quei palcoscenici che gli competono per storia e tradizione.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Ombretta, in questo momento sei a Roma o a Milano? Te lo chiedo per sapere se andrai a vedere allo stadio Inter - Juve.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“No, in questo momento mi trovo a Roma. Tu sai che seguo il lavoro di mio marito Gianfranco Jannuzzo e in questo periodo siamo impegnati qui. Tuttavia, seguirò la partita in televisione con lo stesso spirito, la stessa passione che mi coinvolge ogni volta che gioca l’Inter. Poi, se c’è di mezzo la Juve…….”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se sarai ancora a Roma, andrai a vedere l’ultima partita di campionato Lazio – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Contaci, se sarò a Roma non la perderò”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma a conti fatti, ti senti soddisfatta per questo campionato dell’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“In modo assoluto non sono contenta. Visto l’inizio di campionato in cui nonostante un gioco non ancora perfetto l’Inter faceva punti ed era prima in classifica, mi aspettavo certamente qualcosa in più. Tuttavia, devo dare atto a Spalletti di avere dato un gioco che fino a poco tempo fa era frammentario e adesso sembrerebbe migliorato, anche se a mio parere manca ancora quella cattiveria agonistica che è essenziale nel gioco del calcio. Devo comunque aggiungere che se la squadra non si è espressa con continuità, la responsabilità non è certamente da attribuire a Spalletti, ma piuttosto alla squadra che avrebbe ancora bisogno di essere completata in alcuni settori. In fondo, questo mister è all’Inter soltanto da quest’anno. Lasciamolo lavorare in tutta serenità per almeno due o tre anni e poi vedremo i risultati. Naturalmente, è importante che la società lo assecondi nei limiti del possibile.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Insomma, l’Inter ha bisogno di investire ancora in giocatori di alto livello per ritornare grande?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sì, anche se io mi arrabbio moltissimo con questo maledettissimo fair play finanziario, quando guardo Barcellona e Real Madrid che spendono e spandono, comprano i migliori calciatori e nessuno dice niente. L’attenzione a salvaguardare i bilanci societari è essenziale, ma è importante che la legge valga per tutti. Questo, per dirti che l’Inter ha ancora bisogno del campione che faccia la differenza. Come una volta. Come quando si vinceva.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Ombretta, per finire. Togliendo per un attimo la mano dal tuo cuore interista, quanto ti manca la presidenza di Moratti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Tantissimo. Sai, se tu facessi questa domanda a qualsiasi altro tifoso dell’Inter ti risponderebbe allo stesso modo. Questi cinesi sono la continuità, ma la storia romantica di un calcio interista che ci ha emozionato entrando nell’anima, beh, quella la dobbiamo soltanto alla famiglia Moratti perché ha rappresentato il glorioso passato nerazzurro.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711cantarelli-ombretta-foto.jpgSiNombretta-cantarelli-inter-juve-partita-difficilissima-per-entrambe-1013417.htmSi100451001,02,03030772
171013348NewsCampionatiTenebra Var e luci di speranza20171212162234Tra furibonde polemiche, il Torino si impone alla Lazio con un secco 3 a 1.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mentre all’Olimpico di Roma si consuma la confusione che è figlia di un Var che evidentemente ha ancora bisogno di essere perfezionato, il Toro riaccende la speranza europea. Tra Lazio e Torino è successo tutto e di più, a causa dell’arbitro Giacomelli che per la terza volta in un mese e mezzo ha espulso Bonucci, De Rossi e Immobile. Situazioni diverse tra loro, ma certamente eloquenti di decisioni non sempre condivisibili di quest’arbitro che in Lazio Torino ha sbagliato davvero troppo. Lascia la Lazio in dieci uomini per l’espulsione di Immobile nel primo tempo, reo di avere contestato un rigore non dato alla Lazio per fallo di mano in area di rigore da parte di Iago Falque, e poi per aver dato una testata a Burdisso. Nulla di tutto questo, perché il rigore era evidente e andava visto attentamente al Var, mentre la testata di Immobile a Burdisso altro non è stata che una spallata di allontanamento dell’avversario che gli si era posto davanti. Fasi concitate di un match in cui il calcio è stato onorato soltanto dal Torino che incolpevole di tanti, marchiani errori arbitrali, ha condotto una partita impeccabile sotto il profilo di quel gioco che da troppo tempo latitava nella squadra granata. In 11 contro 10 della Lazio, il Toro è stato in grado di approfittare della circostanza con l’intelligenza e la furbizia che è tipica della squadra cinica. Terminato il primo tempo tra furibonde polemiche biancocelesti, nella ripresa il Toro andava in gol con Berenguer, Rincon e il giovane Edera, mentre la Lazio nervosa e inconcludente, aveva riacceso le momentanee speranze di riequilibrare le sorti con il gol di Luis Alberto; ma la partita si è conclusa con il risultato di 1 a 3. Difficile poter dire come dal punto di vista tecnico e anche psicologico, tutta questa confusione creatasi tra la Lazio e l’arbitro abbia giocato a favore del Toro. Certo, esiste il dato di fatto che la non serenità e il nervosismo ti fanno perdere la lucidità necessaria per affrontare una partita di calcio, tuttavia, in questi casi la posizione dell’avversario non è sempre agevolata per tanti motivi. Infatti, se il Toro fosse stato quello di qualche settimana fa, probabilmente non avrebbe fatto quello che ha saputo realizzare a Roma. Nella squadra di Mihajlovic serpeggiava un velato nervosismo interno per un eventuale allontanamento del tecnico serbo nel caso in cui non avesse fatto una partita convincente. E invece questa partita convincente c’è stata, eccome se c’è stata, pur con tutte le attenuanti del caso. Note liete sono arrivate da Rincon (grande spirito da Toro) Berenguer, (pungente, veloce, capace di portare su la squadra anche se deve ancora migliorare quando gli si chiede di sacrificarsi in aiuto del centrocampo e della difesa). Ottimi Burdisso, N’Koulou e Sirigu, il portiere che il Torino non aveva più da anni. Dunque, mentre i granata sorridono e guardano con più fiducia il prossimo incontro casalingo con il Napoli di Sarri, la Lazio, nel nome del suo presidente Lotito e della sua dirigenza, propone di ritirare la sua squadra dal campionato per i reiterati torti subiti di seguito nel corso delle ultime partite. Che botta sarebbe per la credibilità di un sistema calcistico e arbitrale che, pur non essendo perfetto, facciamo fatica a pensare che ci sia alcuna premeditazione nei confronti di Lotito e della sua squadra. Sarebbe davvero la sconfitta del nostro calcio. Non possiamo credere a una cosa del genere, anche perché, se così fosse, potremmo chiudere tutti i battenti e andare a casa. Non vi pare?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-arbitro-giacomelli.jpgSiNtenebra-var-e-luci-di-speranza-1013348.htmSi100451001,02,03030219
181013323NewsCampionatiChampions, splendida Roma e Juve intorpidita20171101151124In Europa, una prova in agrodolce di Juventus e Roma <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’imprevedibilità del calcio è infinita. Quando pensi che tutto sia stabilito con la logica, ecco che vieni smentito sonoramente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Roma</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> – Chi all’inizio pensava che i giallorossi fossero stati sfortunati per l’estrazione di un’urna per nulla benevola, oggi si ravvede nel constatare la squadra di Di Francesco essere prima del girone con 8 punti, mentre Chelsea e Atletico Madrid che dovevano rappresentare lo spauracchio del girone, brillano per negatività. All’Olimpico di Roma si è consumata una notte da favola, perché i giallorossi non solo hanno vinto 3 a 0 contro il Chelsea di Antonio Conte, ma hanno dato dimostrazione di grande gioco, furore agonistico e intensa voglia di continuare a percorrere la strada della Champions League che sembrava sbarrata dalla forza delle avversarie. E’ bello il calcio quando offre questi spunti fantastici di emozione per un urlo liberatorio, in questo caso giallorosso, che si libera come boato nel cielo di Roma a seguito dei due gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">El Shaarawy</span></b> e la rete di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Perotti.</span></b> Potremmo disquisire sul rinnovato ruolo del savonese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">El Shaarawy</span></b> che Eusebio Di Francesco vuole per lui nel renderlo più partecipe al gioco centrale d’attacco, piuttosto che il disegno tattico che prevede attenzione e inserimenti tra le linee, ma è la squadra nella sua totalità che è cresciuta in maniera esponenziale. La Roma, dunque, ha superato alla grande l’esame di laurea con una goleada che, grazie a un solo punto ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>da conquistare, le spalanca le porte degli ottavi di finale. Il Chelsea è apparso annichilito davanti alla forza di questa Roma che ha scatenato una furia agonistica davvero inaspettata. Anche Conte alla fine della gara si è complimentato con gli avversari, dimostrando una chiara delusione per il comportamento della sua squadra. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>– E mentre la Roma va in paradiso, la Juve in trasferta a Lisbona si rifugia in purgatorio. Per i bianconeri è stata una partita scialba, priva di cattiveria agonistica e con molti errori soprattutto nel primo tempo, quando abbiamo assistito all’ennesimo episodio di reiterata regalia all’avversario di turno. Lo Sporting ci è sembrato sicuramente ben messo in campo e anche difficile da domare, ma non è certo una squadra irresistibile come la Juve stessa l’ha resa. La squadra di Allegri continua ad avere due facce: quella di Campionato e quella di Champions. Due mondi simili perché legati alla competizione pallonara, ma così diversi nell’interpretazione del basilare concetto di vittoria. In campo internazionale devi correre di più e, soprattutto, non puoi permetterti di sbagliare. La Juve contro lo Sporting Lisbona ha sbagliato tanto e deve dire grazie al ritrovato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Gonzalo Higuain</span></b> se in Portogallo è uscita indenne da una sconfitta che poteva essere davvero bruciante. Troppo sottotono è apparso il centrocampo, che è mancato in fase di appoggio per le punte e nella tempestività di chiudere bene la fase di interdizione. In avanti i soli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Cuadrado</span></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Higuain </span></b>sono apparsi degni di considerazione, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Dybala</span></b> è apparso opaco e anche cocciuto a portar palla, perdendola in ogni occasione. Riteniamo che Allegri debba decidere di lasciarlo in panchina almeno per qualche partita, visto che l’argentino è ormai in chiara difficoltà di forma. Gioca da solo, ha dimenticato il suggerimento e si ostina a imbrigliarsi tra due o tre avversari che immancabilmente gli portano via il pallone, mentre i compagni si propongono per ricevere un passaggio che non arriva mai. E’ un chiaro sintomo di mancanza di forma fisica e mentale, quindi la Juve ha bisogno di ritrovare presto i suoi guizzi, le giocate da campione quale lui è, se proiettato a splendere di luce propria. Per il resto, riteniamo questo pareggio assolutamente prezioso (pur nella delusione di una mancata vittoria che avrebbe garantito anzitempo alla Juve il passaggio agli ottavi di finale), soprattutto in considerazione di una partita che fin dall’inizio si era messa male per la Vecchia Signora, che in Portogallo si è presentata in giallo. Storie di Champions, storie di un calcio diverso in cui la Juve sembra sempre essere estranea.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-pallone-finale--champions-2017.jpgSiNchampions-splendida-roma-e-juve-intorpidita-1013323.htmSi100451001,02,03030180
191013316NewsEditorialeBuzzurre frange del tifo estremista20171026142553Adesivi con l`immagine di Anna Frank con la maglia della Roma, sono state affisse allo Stadio Olimpico di Roma. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sacro e profano. Il bene contro il male. E’ doloroso pensare che la storia non insegni nulla e, come tale, l’essere umano che è il fulcro responsabile di ogni sua azione, colga sempre l’occasione per dimostrare la parte peggiore di sé. I disdicevoli fatti di cronaca di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il calcio e le frange del tifo estremista, ci fanno riflettere sulla sfrontatezza di usare la figura di Anna Frank per le banali e misere questioni di antagonismo del tifo calcistico. Periodicamente siamo soliti entrare nel merito di queste storture che sono l’espressione di un tifo (ma sono proprio tifosi, questi) che prende a prestito il calcio per ritornare su temi in cui si rispolverano insulti antisemiti. La storia è iniziata come una vicenda interna del tifo romano. Lazio e Roma condividono lo stesso Stadio Olimpico, dividendo le rispettive tifoserie tra le due curve. Spesso la curva laziale subisce squalifiche per cori razzisti, così alcuni ultras della Lazio hanno deciso di affiggere parecchi adesivi che ritraggono la figura di Anna Frank con la maglia della Roma. Non c’è nulla di banale in questo episodio, che è carico di consapevolezza nel volere disseminare focolai di razzismo e di quell’antisemitismo che ha il significato dell’odio, dell’avversione e della lotta nazista contro gli ebrei. E’ la pagina più amara, dolorosa e aberrante che la storia del genere umano ricordi per ravvedersi e migliorare il futuro del mondo. Shoah e lager nazisti, campi di concentramento e annullamento completo dei più basilari diritti del genere umano, erano i luoghi della morte più atroce. Anna Frank, una ragazzina ebrea che durante la seconda guerra mondiale fu costretta, prima a nascondersi per sfuggire ai nazisti e poi deportata ad Auschwitz assieme alla sua famiglia, scrisse un diario che è la cronaca preziosissima di quei tragici anni che possiamo definire come massima espressione dell’odio razziale. Ebbene, tutto ciò si è riesumato con infida leggerezza, per volere offendere attraverso l’odio, l’opposta tifoseria colpevole di professare idee e fede calcistica diversa dalla propria. No, così non ci siamo. Tutto questo che in apparenza un senso non ha, è invece traducibile a piccoli – grandi - segnali di un pericoloso ritorno all’odio razziale. E intanto il calcio sta lì a guardare, tra i suoi tanti chiari - scuri che si frappongono in un mondo che affascina e delude con regolare andamento. Ma le buzzurre frange del tifo estremista, hanno bisogno di una particolare sensibilizzazione a ciò che è il rispetto di una storia che appartiene anche a loro. Sì, perché tutti noi siamo Anna Frank!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-antisemitismo.jpgSiNbuzzurre-frange-del-tifo-estremista-1013316.htmSi100451001,02,03030192
201013268NewsCampionatiQuell’ultima volta di Francesco Totti20170529191111Il capitano della Roma è Leggenda.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ogni inizio pregiudica sempre la fine di ogni cosa. E’ la dura legge della vita che non fa sconti a nessuno, neanche a coloro i quali per lungo tempo si sono illusi inconsciamente di essere immortali. Si spengono i riflettori, si lasciano gli angoli, i personaggi che ti hanno accompagnato per una vita e si allontanano i ricordi di tante cose fatte con fatica ma anche con tanta passione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b> è il campione che dismette quella maglia giallorossa numero 10 della Roma, che ha indossato ininterrottamente per 25 anni. Capitano di lungo corso, Totti è vera Leggenda. Eppure, dopo tanti anni vissuti sempre nell’anima dell’unica squadra del suo cuore, sembrava quasi voler resistere al tempo, confortato com’è stato di tanto smisurato affetto da parte dei tifosi giallorossi. Il popolo romanista che si è sempre schierato al suo fianco, che ne ha raccolto i palpiti, le emozioni, le gioie di tanti gol fatti e di tante vittorie conquistate sul campo. Capitan Totti per loro è stato, ed è ancora, l’emblema del campione fatto in casa e capace di rappresentarli tutti, uno per uno. Tu perché vieni da Testaccio, da Trastevere, piuttosto che da Monte Mario, o da qualsiasi altra parte di Roma Capitale, se sei romanista, se nasci con quel chiodo fisso e fai entrare nell’anima la smisurata passione per i colori giallorossi, allora in alto ad ogni cosa metti sempre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti,</b> l’unico vero capitano della Roma. Ma questa viscerale passione per il capitano è stata forse un’arma a doppio taglio per lui, allungando l’agonia della decisione di smettere. E i tifosi, passionali e mai raziocinanti del tempo trascorso per il loro capitano, non hanno perdonato a Spalletti <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di non avere quasi mai fatto giocare Totti – “mortificandolo”- in panchina. Il tutto, nonostante l’allenatore toscano abbia portato la Roma al secondo posto in classifica, assicurandogli il diritto di partecipare alla Champions League senza l’ausilio dei fastidiosissimi preliminari. Ma l’allenatore toscano ha visto giusto, perché il tempo è trascorso anche per la Leggenda giallorossa che, nonostante tutto, pur conservando la limpidezza della sua classe innata, la corsa e la tenuta non potevano essere più garanzia a beneficio della squadra. Grandi pennellate fatte da fermo, passaggi millimetrici che sono stati la sua specialità, ma che non sono più sufficienti per il calcio moderno che è diventato principalmente atletico e con una enuta fisica che si protrae ininterrottamente per oltre 90 - 95 minuti di gioco . E così la malinconia è sopraggiunta soprattutto quando Totti, leggendo ciò che aveva scritto su un foglio di carta prima della partita contro il Genoa, l’ultima della sua carriera giallorossa, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>dice :<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il tempo ha</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">deciso”</b>. Già, il tempo ha deciso per lui come decide per tutti i comuni mortali. Piangono i 60 mila spettatori dell’Olimpico di Roma e si aggiungono alle lacrime di un Francesco Totti che abbiamo visto nella sua parte più umana, più fragile nei sentimenti che sono più forti e intensi dell’emozione di un gol, di un dribbling, di uno stop fatto con quel pallone che è stato il primo giocattolo che ha voluto fin da piccolo e che gli si è incollato addosso sulla pelle anche da adulto, assieme a quell’unica maglia numero 10 di una sola tinta. Emozioni forti che si infiltrano tra le pieghe dell’anima, che restituiscono all’uomo la sua dimensione più autentica. Sì, perché tu puoi essere Leggenda, aver vissuto una vita fortunata dal punto di vista professionale, ma resti sempre l’uomo con il tuo sguardo, le tue lacrime, le tue fragilità, le tue parole di ringraziamento a mamma, a papà, a tua moglie, ai figli, a tutti gli affetti più cari, agli amici più vicini che non ti hanno lasciato mai, neanche nei momenti più difficili della vita. In fondo è la storia dell’uomo che s’interseca alle mille vicende vissute dal campione, dalla sua vita vissuta su un campo di calcio a sentire il profumo dell’erba, mentre hai rincorso quel pallone che è stato il mezzo per farti conoscere, ammirare, farti voler bene. Affetti reciproci che sono sempre figli di un dare ed un avere che, comunque, non tutti hanno la fortuna di potere incontrare nella vita. Ma lui, Francesco Totti, il pupone, il capitano di mille battaglie giallorosse, il calciatore che ha scritto pagine indelebili del calcio italiano, oggi è lì a riflettere come una persona qualunque che il tempo è passato via velocemente, che adesso si gira pagina e si scrive un’altra storia diversa dal passato. Quale? Nessuno lo sa ancora. Forse neanche lui stesso. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-capitano-roma.jpgSiNquell-ultima-volta-di-francesco-totti-1013268.htmSi100451001,02,03030316
211013262NewsCoppeDani Alves, vero asso nella manica della Juventus20170518190545I bianconeri conquistano la terza Coppa Italia consecutiva. Un record!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Avevamo sospettato qualche dubbio di tenuta fisica e mentale, dopo la scialba partita di campionato che la Juventus ha giocato domenica scorsa all’Olimpico contro la Roma. Ebbene, siamo stati subito smentiti da una prestazione maiuscola a seguito della finale di Coppa Italia contro la Lazio. La squadra di Allegri è ritornata cattiva sotto il profilo agonistico, attenta e decisa di conquistare la sua terza Coppa Italia consecutiva, iniziando così il processo di conquiste e primati per le squadre di club in Italia. Scrivere pagine di storia che resterà indelebile nel tempo, vuol dire sacrificarsi nella propria professione. E ci sta che i calciatori della Juventus attraverso il senso dell’unione di squadra, di coesione tra giocatori maggiormente impegnati da Allegri e quelli che giocano meno, stanno dimostrando di aver capito cosa vuol dire sacrificarsi e giocare in una grande squadra con la consapevolezza di prepararsi a dovere, soprattutto quando vincere vuol dire immortalare primati da affiggere nelle proprie bacheche museali. E’ la storia dei primati che non fa differenze tra chi ha giocato meglio, chi si è divertito di più attraverso il gioco praticato oppure no. I primati sono fatti per essere scritti, immortalati tra le pagine degli annali storici. E la Juve lo sta facendo, step by step, tra piccole cadute e immancabili riprese che sanno di desiderio di volersi subito rialzare per dimostrare il proprio orgoglio. Sono le capacità di una grande società di calcio, di uno staff all’altezza della situazione,di un allenatore capace di tenere sulla corda il proprio spogliatoio e di una squadra unita nella sostanza di porsi sempre l’unico obiettivo, che è sempre quello di primeggiare. E così questa Juve targata 2016’17, sapendo già in partenza che quest’anno avrebbe potuto essere l’occasione da non perdere nell’acquisizione dei grandi primati, ha raggiunto il suo primo obiettivo dei tre prefissati; e cioè la conquista della terza Coppa Italia di fila. Contro la Lazio di Inzaghi, la squadra di Allegri è ritornata a essere cinica e sicura nelle sue trame di gioco, precisa e attenta a sbagliare meno possibile per non dar adito alle ripartenze improvvise di Keita e Immobile. La Juventus ha vinto 2 a 0, ma non è stata una passeggiata, perché la Lazio ha creato qualche criticità soprattutto all’inizio della gara proprio con Keita, che ha colpito il palo di destra di Neto. Poi, forse impauriti da questo episodio, la Juventus ha messo in atto tutta la sua superiorità tecnica che fin dall’inizio della gara la dava favorita per la vittoria finale. E così sale in cattedra soprattutto Dani Alves, che in quella zona del campo in cui è stato impiegato da Allegri, ha fatto il bello e il cattivo tempo. Questo è davvero un giocatore che la Juventus ha tirato fuori dal cilindro come fosse magia, come qualcosa che non era previsto ma che ha trovato al momento giusto. E non è solo per il gol di rara bellezza tecnica che ha fatto, ma è nell’insieme che questo brasiliano preso dalla Juve a costo zero e considerato un fine carriera, sta meravigliando coloro (quasi tutti), che non credevano più in lui. E invece lo trovi dappertutto; largo a destra come a sinistra, al centro del campo a misurare palloni deliziosi per i compagni, a fare dribbling incredibili, palloni che fa passare tra le gambe dell’avversario, mentre è furbo e intelligente quando deve interdire, spostando l’avversario per metterlo fuori dalla portata del pallone. Questo Dani Alves è davvero il valore aggiunto di questa Juventus che dopo la conquista della Coppa Italia si appresta a conquistare il suo storico sesto scudetto consecutivo e chissà, anche la tanto sospirata Champions League. Aria di triplete per una Juve che è squadra simbolo di sacrificio, partendo dai suoi giocatori più rappresentativi, Higuain, Dybala, Mandzukic, Pjanic, Khedira, Marchisio, Cuadrado, Alex Sandro, e poi Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci e tutti coloro che pur giocando meno si sentono giustamente coinvolti nel bene delle vittorie e nel male delle poche ma brucianti sconfitte. E’ la Juve che chiude la gara contro la Lazio con un gol di Bonucci, che vince la Coppa e capisce che ancora deve soffrire per continuare a conquistare quello che la farà passare alla storia con tutti i suoi nomi della rosa titolare e non, ma anche con l’abilità di uno staff tecnico che è rappresentato dall’allenatore, dai preparatori, dai fisioterapisti,dai medici sportivi al seguito, ma anche dei magazzinieri e di tutti coloro che fanno gruppo condividendo momenti di lavoro ad altri di rilassamento. E’ la famiglia del calcio che sa vincere, che sa mettere da parte gelosie, personalismi e tutto quello che si perde con il significato di disgregare, piuttosto che unire. Intelligenza vuole che nel calcio come nella vita, se non si è uniti per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, non si va da nessuna parte. La storia della Juve lo insegna come stile di società capace di annullare ogni festeggiamento ufficiale per le strade della Torino bianconera, anche se si dovesse vincere matematicamente il sesto scudetto consecutivo. Sì, perché c’è ancora la stregata Coppa dalle grandi orecchie da portare a casa. Quindi, almeno per adesso, in casa bianconera si aspetta a festeggiare a cose fatte. Step by step. Fatti, non parole!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-dani-a.jpgSiNdani-alves-vero-asso-nella-manica-della-juventus-1013262.htmSi100451001,02,03030330
221013260NewsCampionatiLa Juventus impatta a Roma. 20170515181227La nostra analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ un campanello d’allarme?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A due giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, a sei giorni dalla penultima partita di campionato contro il Crotone (che potrebbe dare la matematica certezza del sesto scudetto consecutivo) e a tre settimane dalla finale di Champions League contro il Real Madrid, la Juventus impatta malamente all’Olimpico di Roma contro i giallorossi. Dopo 53 partite giocate ad alto livello (tranne le due debacle contro Genoa e Fiorentina), tra Campionato, Coppa Italia e Champions League, la squadra di Max Allegri è apparsa stanca nonostante ci sia stato un naturale avvicendamento, soprattutto in difesa e a centrocampo. In realtà, è da tre partite che vediamo i bianconeri in difficoltà. Prima a Bergamo contro l’Atalanta, poi nel derby e ora contro la Roma, la Juventus sembra quasi trascinarsi in dirittura d’arrivo tra calcoli matematici e programmazioni gestionali, nel far rifiatare i calciatori che sono stati maggiormente impegnati nelle tre competizioni. Certo, a questo punto della stagione ci sembra anche fisiologico centellinare le forze per avere maggiore freschezza fisica e mentale. Ma c’è a parer nostro un campanello d’allarme in tutto questo; ed è l’inspiegabile mancanza di controllo della situazione, che alla Juventus a un certo punto della partita spesso sfugge di mano per dare spazio e motivazioni all’avversario che è lì, e non aspetta altro per aggredirti. E’ successo contro l’Atalanta, è successo per buona parte dell’inizio della gara contro il Monaco, si è ripetuto nel derby contro il Toro, (dove abbiamo visto molti errori in difesa a centrocampo e soprattutto in attacco) e infine anche a Roma, dove nonostante essere passata in vantaggio e fatto un primo tempo apprezzabile, nella ripresa la squadra di Allegri ha perso completamente il bandolo della matassa. Fino ad oggi la Juventus ha abituato i suoi sostenitori a non preoccuparsi, perché dopo le uniche due avvilenti partite di campionato di Genova e Firenze, sono sempre seguite reazioni degne della grande squadra, quale la Juventus è. Ma adesso, a questo punto della stagione, con le forze fisiche e mentali non più completamente lucide come prima, Buffon e compagni riprenderanno ancora una volta quel cammino di calcio propositivo fatto di fame, orgoglio e cattiveria agonistica dimostrata fino ad oggi? La risposta potremo averla già mercoledì sera, dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio di Inzaghi che, nonostante abbia perso in campionato in casa della Fiorentina, dimostra più freschezza fisica. Ecco, diremmo proprio che al di là della delusione generale dell’ambiente bianconero che sperava di conquistare a Roma quel punto che le avrebbe dato la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto, la Juve ha bisogno di guardarsi allo specchio, di compattarsi e di ritrovarsi come gruppo coeso. A questo punto emergerà ancora una volta la professionalità di Allegri e quel suo valore di magnifico gestore del suo gruppo, che è stato già tante volte osannato. Cuadrado è stanco e deve fare posto a Dani Alves nel ruolo di esterno alto. La difesa deve stringere i denti e deve essere targata BBBC, sia in Coppa Italia che in campionato contro il Crotone. Poi, a cose fatte e in attesa della finale di Champions, si pongano pure a riposo per l’ultima partita di campionato. Con questa nostra analisi, non crediamo di scoprire l’acqua calda se scriviamo che a questa Juve che ambisce di conquistare il triplete, si debba chiedere l’ultimo sforzo. Allegri scelga il meglio che ha nella sua rosa fin dalla finale di Coppa Italia, nel convincimento di raggiungere un traguardo alla volta, senza pensare di preservare più nessuno in previsione della finale di Champions League. Tutti sanno che quella finale di Cardiff è il tarlo della società, il chiodo fisso di tutto l’ambiente bianconero. Il pensiero è davvero legittimo, ma cosa sarebbe a questo punto della stagione, se proprio sul traguardo finale si perdesse di vista ciò che a fatica si è seminato con l’ambizione di vincere su tre fronti?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juventus-impatta-a-roma-1013260.htmSi100451001,02,03030295
231013241NewsCoppeLa Juventus conquista con merito la finale di Coppa Italia20170406174254Al San Paolo di Napoli si è giocata una partita ad alto contenuto agonistico e tecnico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Insomma, questo doppio confronto tra Napoli e Juventus è finito col diventare “Napoli contro Higuain”. Una storia che sta diventando esagerata, stucchevole e persino noiosa, visto che non si riesce nemmeno a parlare e scrivere di calcio ma soltanto di corna e presunti tradimenti. Francamente, a noi non interessa più di tanto questa assurda storia che pare restringersi soltanto ad un dualismo tra Higuain e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Dunque, parliamo di calcio giocato e diciamo che contrariamente a quanto abbiamo visto nel primo match di campionato, la Juventus ha rispolverato quell’orgoglio e quella personalità che gli sono consoni. In questa partita valevole per la conquista della finale di Coppa Italia, i bianconeri di Max Allegri pur dominando la prima parte della gara, hanno subito il ritorno del Napoli con la partecipazione del portiere Neto, il quale ha favorito la quasi riapertura del match, a causa di un memorabile liscio che ha regalato il gol a Mertens. Ma andiamo per ordine. Al San Paolo si sono vissuti momenti di emozione e rovesciamenti di fronte. I bianconeri, forti del 3 a 1 dell’andata, sono andati in vantaggio al 32’ con Gonzalo Higuain che da fuori area lascia partire un tiro di destro che supera il portiere Reina, colpevole di non avere agito con la solita prontezza. La reazione del Napoli non sembra essere convincente e il primo tempo si chiude con il vantaggio della Juventus. Nella ripresa è stata subito prevedibile la riscossa della squadra di Sarri che all’8’ pareggia i conti con Hamsik. Ma è ancora la Juve a mordere&nbsp;con Higuain, il quale approfitta di un invitante passaggio di Cuadrado per siglare la sua doppietta personale. A questo punto, come dicevamo pocanzi, la Juventus si dimostra autolesionista a causa di un errore di Neto che&nbsp;svirgola un banalissimo&nbsp;pallone e&nbsp;regala il gol del 2 a 2&nbsp;all’appena entrato Mertens. Grazie a questo momento di assoluta disattenzione, il Napoli prende vigore e per lunghi tratti del secondo tempo mette alle corde la squadra di Allegri. Da qui in poi il Napoli dimostra grande cuore e spera nella remuntada, grazie anche a Insigne che al 22’ porta a 3 i gol per gli azzurri. E mentre l’arbitro Banti decide di dare 6 minuti di recupero, continua fino alla fine l’attacco ormai disordinato ma veemente di un Napoli che non ha deposto le armi fino al fischio finale. La Juventus si aggiudica dunque l’accesso alla Finale di Coppa Italia che si disputerà il 2 giugno all’Olimpico di Roma contro la Lazio. A conti fatti, dobbiamo dire che la Vecchia Signora ha meritato di accedere alla terza finale consecutiva per la sua capacità di essere cinica. In fondo, il calcio champagne della squadra di Sarri è sì bello da vedersi, piacevole nelle sue trame di gioco, ma alla fine dei conti tutto questo non ha portato a nessuna vera conquista, se non la speranza e l’ambizione di qualificarsi per la Champions League in maniera diretta (secondo posto in campionato). La Juve, invece, pur non esaltando il gusto dei palati fini del calcio spettacolo, produce un gioco redditizio legato anche a un’esperienza che il Napoli, ad oggi, non ha ancora. Riteniamo che il gap tra le due squadre si stia effettivamente riducendo, anche se resta ancora un piccolo vantaggio da parte di questa Juve dalle grandi ambizioni da triplete. Immenso Cuadrado e grande il Pipita, che si assicurano un 8 in pagella. Per il Napoli i migliori ci sono sembrati, Hamsik, Insigne e Mertens, che sono stati fino all’ultimo ispiratori di un sogno che non si è realizzato. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Napoli Stadio San Paolofl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNla-juventus-conquista-con-merito-la-finale-di-coppa-italia-1013241.htmSi100451001,02,03030297
241013179NewsEditorialePapa Francesco – Maradona - e la partita per la pace.20161013181731Quando il calcio si veste di buoni sentimenti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando c’è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papa Francesco</b> di mezzo, tutto sembra unirsi per incanto. Già, il Sommo Pontefice con la sua semplicità, con il suo modo discreto di porsi davanti al mondo, è l’unica persona capace di unire tutti. Infatti, da quando Francesco è stato eletto Papa, non abbiamo mai sentito alcuna critica nei suoi confronti, ma solo grande stima e affetto. Egli è al centro di ogni cosa terrena; si chiami pace, fraternità tra popoli o tenerezza dei buoni sentimenti, Francesco è lì in qualità di figura misericordiosa a dare respiro a un mondo falcidiato dalle guerre, dai soprusi e da tutto ciò che si identifica nel male. Ma c’è l’amore infinito che è senso di ogni cosa. E c’è pure il suo significato a dare sostanza alle giornate più buie, quelle che ti fanno pensare tristemente alla difficoltà di vivere. Ma Francesco è sempre lì, ed appare costantemente con gesti e parole che sono il toccasana per il cuore. Non è facile retorica la nostra, ma più semplicemente la traduzione di quanto ci viene insegnato attraverso i messaggi di pace, che non devono mai venire a mancarci come senso di unione per un bene così <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inestimabile, di cui troppe volte davvero ne offuschiamo la limpidezza. E così nel corso della partita per la pace, in cui si sono raccolti i proventi per i bambini e per tutte le persone più bisognose (tra cui i recenti terremotati di Amatrice, Accumoli e i paesi colpiti dal sisma il 24 agosto scorso), il messaggio di unione per la pace ha avuto il solito grande e profondo significato capace di entrare dentro l’anima e sollecitare le pigre corde del fare. Un pallone che rotola in mezzo al campo dell’Olimpico di Roma, grandi campioni del passato come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Diego Armando</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maradona</b> a far da testimonial, le telecamere della Rai per dare maggiore risalto all’evento calcistico, e poi la gente sugli spalti a far da cornice a un quadro che ne disegna chiaramente i tratti di quei sentimenti che non possono far altro che unire. Unirci sopra ogni cosa attraverso il calcio e l’aggregazione sociale che, una volta tanto, non si divide in fazioni ma si sente unicamente partecipe di un messaggio di pace. Ma ciò che ci ha colpito maggiormente, è stato come i gol, il risultato della partita, la curiosità di vedere all’opera giocatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maradona, Totti, Di Natale, Cafù, Candela,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Burdisso, Mauri, Ronaldinho, Veron, Davids, Bojan, Abidal, Crespo</b> e altri illustri nomi del calcio mondiale che vantavano pure la presenza dell’allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Capello</b>, erano poca cosa in confronto al messaggio di pace e di unione che aleggiava su quello Stadio Olimpico, in una notte romana che ha saputo conciliarne i grandi temi. Sì, ci piace proprio questo pallone ispirato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papa Francesco </b>che è venuto dall’altra parte del mondo per sensibilizzarci e per ricordarci la grande responsabilità di sentirci uniti, non a parole ma con i fatti. In questa occasione, come peraltro anche in altre, il calcio ha dato una mano a Francesco, ma anche a noi che abbiamo apprezzato questo evento trasmesso al mondo come qualcosa di alto spessore umano.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpico fl0711fl0711diego-armando-maradona.jpgSiNpapa-francesco-maradona-e-la-partita-per-la-pace-1013179.htmSi100451001,02,03030359
251013161NewsCampionatiBonucci, non convocato per problemi famigliari20160829065937una dimostrazione di sensibilità<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non convocato per la partita dell’Olimpico di Roma contro la Lazio, a causa di problemi famigliari, Leo Bonucci è stato accanto al figlio Matteo di soli due anni, che è stato operato all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino per una patologia acuta. L’intervento al piccolo Matteo sembra essere riuscito perfettamente, mentre la famiglia Bonucci si è preoccupata di tranquillizzare i tifosi della Juventus, i quali hanno esibito lo striscione: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vicini alla famiglia Bonucci, Forza Matteo”.</b> Una dimostrazione di umanità che la Juventus ha saputo dare a uno dei suoi giocatori più rappresentativi. Di fronte a queste cose non c’è partita importante che tenga, questo deve essere un atto significativo che dimostra la sensibilità del mondo multimilionario del pallone, che quando vuole sa essere attento anche ai sentimenti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro </span></b>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNbonucci-non-convocato-per-problemi-famigliari-1013161.htmSi100451001,02,03030276
261013131NewsCoppePietro Anastasi: “L’Italia? È un azzurro senza stelle”20160611101655Intervista con l`ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Calibri"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“Dopo l’1 a 1 nella prima sfida, Italia e Jugoslavia si sono affrontate nella ripetizione della finale dei Campionati Europei UEFA 1968. Gli azzurri, già in vantaggio, hanno trovato il gol della sicurezza al quarto d’ora della ripresa con Pietro Anastasi, che con una conclusione in girata dal limite dell’aria certifica il primo e tuttora unico titolo continentale per l’Italia.”</span></b><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"> Ricordi da incorniciare che si rispolverano di tanto in tanto come qualcosa di indelebile e che fa parte della storia del calcio italiano. E’ l’arricchimento totale di un calcio che ci riporta a ritroso nel tempo, quando il mondo era diverso, quando il pallone giocato era diverso, quando noi stessi eravamo diversi. E’ un affiorare di emozioni e ricordi che un po’ appaiono malinconici e un po’ ti rendono orgoglioso di quel momento, di quel gol spettacolare che ancora oggi appare da cineteca. Già, quel gol in mezza girata dal limite dell’area che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b> infilò nella porta della Jugoslavia, decretando l’alzata al cielo della Coppa d’Europa in una indimenticabile notte romana. Di questo e altro parliamo in questa intervista con lui, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b>, il siculo ex centravanti della Juventus e della Nazionale che ha scritto la storia di quegli anni sessanta sui libri del calcio italiano. L’occasione è ideale, proprio nel momento in cui inizia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Europa 2016.</b> </span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, cosa ricordi di quella notte azzurra dell’Olimpico di Roma, in cui hai segnato il gol del 2 a 0 che decretò per l’Italia la conquista della prima e ancora unica Coppa d’Europa?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“I ricordi sono tanti e tutti bellissimi, se pensiamo soprattutto che avevo vent’anni e una carriera che cominciava nel migliore dei modi. Ricordo che la Jugoslavia era una grande squadra e nella prima partita, che loro avrebbero potuto vincere, ci hanno preso sottogamba. Questa è stata fondamentalmente la chiave di un match che abbiamo pareggiato 1 a 1. Nella seconda partita, invece, dopo il primo gol segnato da Gigi Riva realizzai la seconda rete che determinò la conquista della Coppa d’Europa.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Dopo aver fatto quel bellissimo gol in mezza rovesciata dal limite dell’area, che cosa hai provato in quel momento?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Ti lascio immaginare cosa può provare un ragazzo di 20 anni che fa un gol del genere in una notte stellare. Vedere tutti i compagni di squadra che venivano ad abbracciarti è stata un’emozione unica, un sogno che calcisticamente si era realizzato per me, per i miei compagni e per l’Italia intera. In carriera ho avuto altre soddisfazioni ed emozioni intense, ma quella notte del 10 Giugno 1968 la ricorderò per sempre”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Tra l’altro, in quella occasione sei stato anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. </font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Si, una bella attestazione ufficiale che ben si completava a mille altre grandi soddisfazioni di quel momento. Ricordo anche che in quella occasione, al contrario dei miei compagni di squadra che erano più vecchi di me, si è dovuto fare un’eccezione perché non avevo ancora compiuto 21 anni.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Cosa pensi della Nazionale di Conte?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Penso che è un azzurro senza stelle. I gravi infortuni di Marchisio, di Verratti e di altri giocatori, hanno costretto Conte a dover ridisegnare una Nazionale che deve in qualche modo essere competitiva al massimo. Personalmente non sono ottimista, perché sono dell’avviso che tecnicamente non è sicuramente una delle migliori nazionali degli ultimi tempi. Ottimi i giocatori convocati da Conte, ma non c’è un Del Piero, un Totti e neanche un Baggio che possa fare la differenza. Manca il classico leader di squadra. Tuttavia, è necessario aggrapparsi al senso del gruppo unito, alla grinta e alla determinazione che Conte sa dare alla squadra,così come fece alla Juventus.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Se tu fossi stato al posto di Conte, avresti convocato gli stessi giocatori o ti saresti orientato verso altri?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Conosco Leonardo Pavoletti per averlo visto giocare nel Varese. E’ una punta di ottima qualità, capace di fare molti gol. Ecco,se fossi stato io il C.T. della Nazionale lo avrei convocato, tenuto anche conto che non abbiamo il Riva della situazione, sul quale potere costruire l’attacco attorno a lui. Ci sono buoni giocatori, ma mancano i giocatori in grado di fare la differenza, così come il Portogallo di Cristiano Ronaldo e altre illustri Nazionali.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, tra i tuoi pronostici, chi vincerà il Campionato d’Europa 2016?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Partendo dal presupposto che tutte le volte che la Nazionale Italiana parte sfavorita, è statisticamente provato che fa ottimi risultati. Penso che arrivare nelle prime quattro squadre d’Europa sia già un ottimo risultato. Vedo la Francia favorita. Subito dopo la Germania, la Spagna e anche il Belgio potrebbe rappresentare una bella novità per la sua robustezza di squadra che è di ottimo livello tecnico. Poi c’è sempre la sorpresa, sarà l’Italia? E’ l’augurio sincero da parte di tutti gli sportivi e il mio in particolare.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi:-l-italia-è-un-azzurro-senza-stelle-1013131.htmSi100451001,02,03030343
271013121NewsCoppeE’ arrivato il giorno della finale di Coppa Italia20160521075522All`Olimpico di Roma, Milan e Juventus si contendono La Coppa Italia tra tante motivazioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo tanto scrivere e parlare, è arrivato finalmente il giorno della finale di Coppa Italia tra Milan e Juventus. Sulla carta tutti vedono strafavorita la Juventus, ma qualcuno si rifugia pure nella possibilità di una sorpresa Milan. Certo, visto il momento che attraversano le due squadre non dovrebbe esserci partita, tuttavia, il calcio ci ha insegnato che non c’è nulla di razionale. Per il pallone, nulla è scritto in partenza. Questo, Max Allegri lo sa, e fa molto bene a non fidarsi di questo Milan che quest’anno sembra essersi perso in un mare di guai societari e tecnici. Ma il calcio si affida sempre all’orgoglio, a quell’impennata di carattere che spesso diventa la “droga” di chi parte battuto in partenza. Cristian Brocchi dice che sarebbe bellissimo vincere questa Coppa Italia, ma che non cancellerebbe nella sostanza l’annata fallimentare dei rossoneri. E, in effetti, l’abbattimento psicologico in casa Milan è davvero tanto. A cominciare dal suo capo storico Silvio Berlusconi che minaccia addirittura di non pagare gli stipendi, visto il “fallimento” di un’annata storta che allontana gli introiti derivanti dagli sponsor e dalle televisioni. Dalla parte bianconera, invece, dopo aver conquistato il quinto scudetto consecutivo che profuma ancora di fresco, c’è un unico pericolo; quello di prendere sottogamba l’avversario che tutti danno per morto. Ma Allegri non si fida, e dopo la figuraccia rimediata a Verona, in accordo con la società ha addirittura annullato ogni festeggiamento di piazza per la conquista dello scudetto. Un fatto che ha creato molte polemiche, ma che, a nostro parere, mette ancor più in evidenza la serietà di una gestione tecnica, incline alla cura della concentrazione dei giocatori che formano il collettivo. Ecco, più che della parte fisica, atletica e tattica, da più di una settimana Allegri sta curando la parte psicologica della squadra, proprio per non allentare certe motivazioni che nel calcio sono alla base di ogni risultato. E così fa pure pretattica, come se questa finale di Coppa Italia fosse addirittura la finale di Champions. E’ la Juventus, è il suo modo d’intendere il calcio che vede nella vittoria l’unico senso del professionismo di un pallone che altrimenti non avrebbe senso. D’altra parte, non è da oggi che questa società bianconera predica con i fatti che “Vincere è l’unica cosa che conta”. Un emblema agonistico che tutti sanno, che tutti vorrebbero, ma che pochi riescono a mettere in pratica. Nessuno partecipa per far comparsa, questo si sa. Ognuno ha il diritto di aspirare alla vittoria finale, ma la Juve con i suoi tanti scudetti vinti è forse l’unica a potersi fregiare di quell’unica cosa che conta nel calcio: vincere. Ma, per fare questo, c’è bisogno di una grande società che si completa con una grande squadra. Ingredienti essenziali che in casa Juve esistono ormai da anni. Anche il Milan di Berlusconi ha vissuto grandi storiche vittorie nazionali e internazionali. Anni in cui ha rappresentato un modello di progettualità e conduzione societaria che si rifletteva su una squadra fatta di campioni dal nome altisonante. E non è un caso che oggi, a distanza di anni, con un Milan ridotto a squadra provinciale, Berlusconi stia cercando un acquirente serio per la sua società. Dunque, tante motivazioni si poggiano sul ricco piatto di una Coppa Italia che non è solo attrazione tecnica e agonistica, ma sa emozionare con quell’antica passione per un football che attrae sempre, nonostante l’apparente dislivello tra le due contendenti in campo all’Olimpico di Roma. Chi alzerà la Coppa al cielo, avrà ragione di ogni cosa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNe-arrivato-il-giorno-della-finale-di-coppa-italia-1013121.htmSi100451001,02,03030391
281013088NewsCampionatiA Torino non si avverte più la febbre da derby.20160311164998torino,juventus,serie a timA una settimana dal derby di Torino, si respira una flebile attesa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-family:;" 12pt;"="" roman","serif";="" new="" times="">E chi l’avrebbe mai detto che la città della Mole Antonelliana sarebbe arrivata a disinteressarsi (o quasi) del suo derby cittadino. Storia di un pallone torinese che da sempre ha regalato attese febbrili ed emozioni da vendere. E adesso? Adesso non è più così per colpa di un Torino che ha creato intorno a sé un alone di freddezza. Nonostante le iniziative popolari del presidente Cairo che ha abbassato i prezzi, prima a favore dei giovani e poi a beneficio delle donne in occasione dell’8 Marzo, non sembra esserci stato l’auspicato risveglio di interesse granata. E, mentre la Juve procede nella sua strada fatta di record e interesse da parte dei suoi innumerevoli tifosi sparsi in tutta Italia, il Torino si trova a dovere affrontare come sempre situazioni di difficoltà tecniche e organizzative. Procede la costruzione dello stadio Filadelfia che dovrebbe essere ultimato alla fine del 2016. E positivo è stato pure l’affitto dei campi Robaldo in Strada Castello di Mirafiori, dove il Torino potrà creare finalmente una casa per il suo vivaio giovanile. Ma è la squadra di Ventura che non va bene. E sono anche tante altre cose legate a una gestione societaria troppo ancorata a un conservatorismo che non fa crescere mai sotto l’aspetto dell’immagine e della popolarità. Abbiamo più volte affrontato questo tema granata, che per noi è essenziale ai fini di una svolta epocale che possa fondersi in maniera perfetta tra storia, leggenda e presente – futuro. Erano gli anni in cui si attendeva il derby con passione. Una stracittadina che faceva emergere due sponde pallonare ricche di storia, di avvenimenti, di vittorie, di gioie e anche di disgrazie senza fine. Era il periodo storico del tremendismo granata, capace di mettere soggezione la Vecchia Signora d’Italia che faceva incetta di scudetti, ma che soccombeva davanti a quel Toro arrembante, sanguino, desideroso di farsi valere contro la più titolata avversaria. Storie forse evanescenti, talora anche effimere, ma ricche di passione, di interesse, di colore, di gioco, di grinta, di determinazione, di spettacolo capace di tenerti sul filo delle emozioni più vere. Era la gioia della vittoria che si contrapponeva alla delusione della sconfitta. Oggi non è più così, visto che si vive una fredda vigilia del derby torinese che si disputerà domenica 20 marzo. Pochi i biglietti venduti in prelazione ai tifosi del Toro, mentre l’Olimpico rischia di non essere uno stadio tutto granata. Il conto alla rovescia è già iniziato, ma tutto va a rilento e&nbsp;in maniera svogliata, quasi a dimostrare che il tifoso del Toro si senta offeso nel ricordo del derby d’andata che, se&nbsp;potesse, lo cancellerebbe dagli annali dei derby torinesi di tutti i tempi. Finora non si sono verificate le corse ai botteghini e soltanto la curva Maratona risulta esaurita in tutti i suoi posti. Ma quella, si sa, è l’anima della fede granata che emerge sempre. Attaccata, inossidabile e refrattaria anche a quel vento impetuoso che molte volte spira contro i granata, così come si sta verificando in questo periodo. Ma domenica 20 Marzo allo Stadio Olimpico di Torino arriva la Juve, arrivano quelle maglie bianconere che per il Toro sono state da sempre lo stimolo a fare la partita della vita. Vedremo se qualcosa cambierà nell’atteggiamento di attesa della Torino del pallone, città sabauda e prima capitale d’Italia apparentemente fredda, ma che da sempre si è sciolta nell’attesa di un derby cittadino che nessuno ha mai voluto perdere. La Juve è sempre là, in alto alla classifica. Ma è il Toro che deve crescere per stuzzicarla come faceva una volta, dimostrando di essere all’altezza della situazione. E magari chissà, sotto la Mole si potrà ancora respirare quell’aria da derby che non c’è più. Neanche a inventarla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family:;" 12pt;"="" roman","serif";="" new="" times="">Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-family:;" 12pt;"="" roman","serif";="" new="" times=""><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Stadio Olimpico.fl0711FL0711torino---juventus.jpgSiNtorino-juventus-febbre-da-derby-serie-a-1013088.htmSi100451001,02,03030566
291013059NewsEditorialeLa Juve vince ancora. Ma che bello questo Empoli!20150405140650Una Juventus poco brillante, vince contro l`Empoli del bel gioco. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La 29° giornata di serie A si chiude con il posticipo Juventus – Empoli vinto dai bianconeri per 2 a 0. Un’altra vittoria della Vecchia Signora d’Italia, l’ennesima in un Juventus Stadium sempre vestito a festa. Ma chi ha visto la partita, ha potuto apprezzare la qualità del gioco dell’Empoli di Sarri, una squadra fatta con nomi quasi sconosciuti capace di affrontare a viso aperto l’avversario, mettendolo pure in difficoltà. Così è successo anche allo Juventus Stadium, dove i toscani per nulla intimoriti dalla prima della classe, hanno creato più di un problema ai padroni di casa. La squadra di Sarri gioca a viso aperto, pressa molto alto, conquista palloni a centrocampo e si fa valere nell’interdizione come nella costruzione di gioco. Ma la Juve può contare su un Tevez in forma smagliante, capace di fare la differenza nonostante la stanchezza del viaggio di ritorno dall’Argentina, dove ha giocato con la sua Nazionale. La squadra di Allegri sale dunque a 70 punti in classifica, con un vantaggio di 14 punti sulla Roma che è ritornata a vincere all’Olimpico contro un Napoli apparso in calando rispetto alle precedenti partite. Ma, come dicevamo, è l’Apache argentino che fa la differenza nella Juve, ed è proprio lui a sbloccare il risultato con un gol che, grazie all’aiutino dell’arbitro Giacomelli che fischia una punizione a due in area nonostante il tocco di Rugani per Sepe non fosse volontario, fulmina da pochi passi il portiere toscano. L’Empoli, intanto, ribatte colpo su colpo, e più d’una volta è andato vicino al pareggio mettendo in difficoltà Buffon che si è superato su Saponara e Pucciarelli. Poi, sul finale del match, Pereyra porta a 2 i gol della Juve grazie ancora a un magistrale suggerimento dell’immenso Tevez. Questa, dunque, la sintesi della partita “pasquale” di una Juve forse non bella, ma che ha saputo superare un ostacolo per nulla facile. In fondo, gli scudetti si vincono anche così.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juve-vince-ancora-ma-che-bello-questo-empoli-1013059.htmSi100451001,02,03030672
301013057NewsCoppeTorino, Europa League. Galeotto fu quel doppio fallo di Benassi20150313185112Compromessa la qualificazione per il Toro in Europa League. Tuttavia, nella partita di ritorno il sogno può continuare. Ecco perché.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ingenuità allo stato puro. Inammissibile per chi vuole imporsi nel calcio europeo. I primi venti minuti del Torino in quel di San Pietroburgo, avevano dato l’impressione di una squadra ben messa in campo, pronta a ripartire, ma attenta soprattutto a contenere ordinatamente l’avversario. Non vogliamo certamente buttare la croce addosso al giovane Marco Benassi, tuttavia, ci sembra determinante il suo ingenuo doppio fallo con la conseguente espulsione, che ha lasciato i suoi compagni in dieci per 70 minuti di partita. Passi il primo fallo tattico su Hulk, ma la seconda entrata fuori tempo e in maniera pericolosa su Witsel, è davvero da condannare per lo scriteriato fallo in una zona del campo che non avrebbe creato alcun disagio ai suoi compagni. Comunque, dopo l’uscita di Benassi dal campo, il Torino ha palesato ovvie difficoltà di gioco. Il ragazzo è bravo tecnicamente, ma ha bisogno di maturare con calma e non in una partita di questa portata.&nbsp;E così Ventura cerca di correre ai ripari&nbsp;togliendo Martinez e inserendo Vives, concretizzando così una sorta di 3-5-1 che non ha fatto altro che&nbsp;abbassare notevolmente il Toro nella sua metà campo, inibendo ogni velleità di pungere in attacco. Il solo Quagliarella in avanti non poteva sicuramente fare nulla, se non rendersi utile nella strenua difesa dei suoi compagni. Noi pensiamo che Ventura avrebbe dovuto lasciare le due punte in campo, inserendo un difensore&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>per potere praticare una difesa a quattro, con tre centrocampisti, attuando un 4-3-2 che, secondo noi, sarebbe stato più concreto nell’alzare il baricentro del centrocampo. Così si poteva in qualche modo contrapporre un gioco più propositivo sugli esterni a beneficio delle punte, alleggerendo allo stesso tempo lo stress della difesa, cui non è bastato l’apporto dei cinque centrocampisti. Abbassarsi così, contro una squadra tecnicamente più forte, è stato secondo noi alquanto deleterio. Comunque, il 2 a 0 subito in casa dello Zenit, lascia&nbsp;a nostro avviso&nbsp;una speranza per il ritorno. Certo, non sarà facile per il Toro ribaltare un risultato che non la favorisce, tuttavia, ci sentiamo di dire che questo Zenit non ci ha impressionato più di tanto. Nonostante la superiorità tecnica e numerica, non ha palesato grande gioco di squadra anche se ha considerevoli individualità. Lo Zenit è apparso lento, con poco movimento senza palla e con occasionale coralità. Al confronto l’Athletic Bilbao ci è sembrato migliore sotto l’aspetto della foga agonistica e dell’assetto di squadra. Comunque, vedremo se in occasione della partita di ritorno queste nostre impressioni saranno suffragate da un match generoso e vincente, che il Toro sa fare quando è in vena. Il catino granata dello Stadio Olimpico è già metaforicamente colmo e pronto a continuare il suo percorso in Europa League. Il sogno continua, anche se è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>legato a un filo. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>San Pietroburgofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-europa-league-galeotto-fu-quel-doppio-fallo-di-benassi-1013057.htmSi100451001,02,03030745
311013056NewsEditorialeJuventus. La sua forza? La Società!20150310151831La Juventus si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, tuttavia, spesso ci si dimentica di dare i giusti meriti a una Società che è emblema di organizzazione interna e valida programmazione. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la vittoria contro il Sassuolo per 1 a 0, la Juventus allunga il suo vantaggio a 11 punti sulla Roma. Diciamo subito che non è stata una bella partita, per merito della squadra di Eusebio Di Francesco che ha saputo tenere testa a una Juve apparsa stanca, talora pure pasticciona, che ha sbagliato molti passaggi, ma che alla fine ha raccolto tre punti fondamentali, grazie a una bella rete di Pogba. Oggi questa Juventus di campionato che si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, è sotto gli occhi di molti. Tutti parlano dei giocatori, del suo staff tecnico, del suo allenatore, ma nessuno, o quasi, ricorda di dare i meriti alla società. Sì, una società che è stata capace di supportare l’improvviso abbandono di Conte, di scegliere in corsa Allegri come sostituto di Conte, di contenere il disagio e il malcontento dei tifosi bianconeri che non volevano Allegri sulla panchina bianconera, di gestire il suo parco giocatori con diligenza e, non ultimo, di aver affrontato in maniera abile il disappunto dei media per non aver praticamente comprato alcun giocatore di valore. Tutti dicevano che con gli stessi giocatori, (Conte compreso) la Juve non avrebbe potuto continuare a vincere perché i vari Chiellini, Bonucci, Lichtsteiner, Pirlo, Marchisio, Llorente, erano stati “spremuti” a dovere dalla dispendiosa e frenetica tattica voluta da Conte. E invece, alla fine, la società bianconera ha avuto ragione su tanti punti. Ha speso poco, ha affidato la squadra ad un allenatore che ha dato una sua fisionomia ben precisa alla squadra che, nonostante la visibile stanchezza dei suoi cardini principali che non brillano più come un tempo, continua ad essere la padrona assoluta del campionato italiano. Insomma, un po’ come dire che cambia il mezzo, ma il fine è sempre lo stesso. In questo periodo la Juve è in netta difficoltà per la carenza fisico – atletica di Vidal, Pogba, Bonucci, Chiellini, che non sono più quelli degli anni passati. Tuttavia, nonostante le mille difficoltà che caratterizzano una Juve non più così bella da vedersi sotto il profilo del gioco, alla fine riesce a pareggiare il confronto dell’Olimpico contro la Roma inseguitrice sia pure a distanza, e a vincere a fatica contro il Sassuolo. A questo punto, chi vorrebbe che la Juve primeggiasse anche in campo europeo, sviluppando magari un gioco brillante, riteniamo che debba ancora pazientare. Sì, pazientare perché Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici stanno lavorando dietro le quinte un progetto per riportare a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie che tutto il popolo juventino s’aspetta ormai da troppi anni. Ma la capacità della società Juventus è quella di sapere procedere lentamente, programmare in silenzio ma con convinzione, con capacità di settore, pensando a progetti solidi che mirano alla buona gestione economica e tecnica. Poi, si può scrivere e commentare ciò che si vuole. Possiamo evidenziare la brutta Juve vista in Coppa Italia contro la Fiorentina, discutere di scelte sbagliate, di tattiche e gioco diverso rispetto al recente passato, ma alla fine la Juve vincerà per la quarta volta il suo scudetto. Cambiano gli allenatori, cambia lo staff tecnico, si incamerano le critiche (quando ci sono), ma la società è sempre lì, giovane e concreta, con le idee chiare su ciò che c’è da fare per continuare a vincere in Italia e poi anche in Europa. E, in questo momento di crisi del Milan, dell’Inter, della Roma, e di altre squadre che ambiscono a primeggiare nel campionato italiano, la Juve continua la sua storia grazie ai sani progetti della sua Società. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: 414.75pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-la-sua-forza-la-societa-1013056.htmSi100451001,02,03030692
321013054NewsEditorialeRoma - Juventus 1 a 1. L’analisi di Salvino Cavallaro20150303164555Un pareggio che scontenta la Roma, per aver perso l`appuntamento con la speranza dello scudetto, ma che lascia l`amaro in bocca anche alla Juve, per aver perso banalmente l`occasione di vincere la partita e allungare il vantaggio a + 12. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come spesso accade nei match point tanto attesi, la delusione del gioco visto in campo è prevalsa su ogni altra cosa. All’Olimpico di Roma, nella notte che avrebbe dovuto dare una svolta decisiva al campionato, non c’è stato nulla che potesse dare il significato di una partita dai connotati determinanti. La Juventus, ben disposta in campo dal punto di vista tattico, ha saputo aspettare gli avversari per poi colpirli in contropiede. I giallorossi di Garcia avrebbero dovuto fare la partita, ma, in realtà, si è vista solo una squadra nervosa, il cui comportamento non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Per 70 minuti la Juve di Allegri, tornata al vecchio modulo 3-5-2, ha macinato gioco, ha saputo attaccare con ordine e intelligenza, è andata in vantaggio con un bellissimo gol su calcio di punizione di Tevez, ed è stata molto attenta anche in fase di interdizione. Poi, 20 minuti finali di follia hanno decretato il pareggio della Roma e persino l’inaspettato pericolo di perdere la partita immeritatamente. La squadra di Garcia, infatti, dopo il rocambolesco pareggio di Keita, ha preso animo e si buttata in avanti con vigoria e decisione, cogliendo inaspettatamente impreparata una Juventus che improvvisamente è sembrata attonita e priva di idee. Una sorta di cambiamento repentino che i bianconeri ricorderanno a lungo per la sua negatività. Eppure, quel bellissimo gol di Tevez che avrebbe portato la Juve a più 12 punti dalla Roma, poteva significare il capitolo chiuso di uno scudetto già conquistato. Certo, i 9 punti rimasti di distacco tra Juve e Roma sono significativi per i bianconeri di Allegri, che possono proseguire con tranquillità un campionato che ha ancora 13 partite da disputare fino alla fine. Ma come ha dichiarato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Marchisio</b> alla fine della partita di Roma, questi ultimi 20 minuti della Juve devono fare riflettere. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>. Riteniamo che, al di là del piccolo pasticcio difensivo che l’ha coinvolto in occasione del gol del pareggio della Roma, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> sia indenne da colpe, anche se, nella circostanza, in un’area affollatissima di giocatori, avrebbe dovuto spazzare via quel pallone. Claudio Marchisio, a parer nostro, ha disputato una partita da centrocampista moderno, unendo quantità ed eleganza in un ruolo di regia che solitamente occupa Pirlo. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> ha sfoderato grande grinta in una zona nevralgica del campo che richiedeva sacrificio nell’interdizione e immediatezza nel costruire le manovre d’attacco. Copre, morde, è dinamico, è sufficientemente “cattivo” e attento contro l’avversario e, se capita, sa anche inquadrare la porta con efficacia. Un giocatore completo del quale questa Juve di Allegri non può fare a meno. Ma, oltre Marchisio, ci è anche piaciuto Pereyra, un giocatore che copre bene il centrocampo, che sa fare bene il movimento senza palla, crea superiorità numerica ed è spesso una spina nel fianco delle difese avversarie. Juve di oggi, dunque, e Juve che sta già costruendo il futuro anche per quanto riguarda Morata e Coman, due gioiellini che fungono da freccia penetrante nell’arco bianconero. Per quanto riguarda la Roma, invece, è stata l’espressione della squadra affetta da pareggite. Molta voglia di primeggiare per buona parte del campionato, che contrasta con l’attuale carenza atletica e di idee che fanno emergere un nervosismo di base, che è deleterio ai fini di un’idea di squadra compatta. Adesso, quella frase celebre di Garcia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono convinto che la Roma vincerà lo scudetto”</b> è stata chiarità dallo stesso autore, il quale ha precisato di averla detta per stimolare un ambiente depresso, dopo la sconfitta d’andata allo Juventus Stadium. Attualmente, la Roma resta la seconda forza del campionato, anche se Napoli, Lazio e Fiorentina sembrano volerla contrastare in maniera convinta. Intanto, vogliamo fare una nota di elogio all’arbitro Orsato, perché ha saputo arbitrare in maniera corretta una partita che, alla vigilia, non si presentava certamente con le credenziali di match facile da dirigere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711marchisio.jpgSiNroma-juventus-1-a-1-l-analisi-di-salvino-cavallaro-1013054.htmSi100451001,02,03030623
331013050NewsCoppeGiampiero Ventura: “Se vogliamo, possiamo farcela”20150218183729Il Torino di Ventura è atteso ad un esame di Coppa davvero importante.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Insomma, un po’ come dire che volere è potere. Non è una frase fatta, ma è la convinzione del tecnico del Torino che ha manifestato in sede di conferenza stampa, prima della partita di Europa League che i granata giocheranno all’Olimpico di Torino contro l’Athletic Bilbao. Certo l’impegno è difficile, tuttavia, se il Torino saprà scrollarsi di dosso l’ansia e avrà un buon approccio alla gara, pensiamo davvero che possa farcela a passare il turno. Ci vuole un Toro che si unisca e giochi da squadra. Una squadra in cui chi ha maggiore esperienza europea sappia metterla a beneficio dei compagni che ne hanno meno. E’ carico di speranza il tecnico granata che si presenta in conferenza stampa assieme a Maxi Lopez, l’argentino che è venuto a giocare nel Torino per entrare nel cuore dei suoi tifosi. “L’Athletic Bilbao ha una rosa forte” dice Maxi Lopez “Sarà una partita molto difficile, ne siamo consapevoli. In noi c’è grande entusiasmo e anche la gente sarà importante per noi. L’Athletic è un avversario capace di non mollare mai in questi 180 minuti. Noi dovremo fare altrettanto. Questa è una competizione molto difficile e io sono molto contento di fare parte di questo organico: credo che insieme potremo fare cose importanti”. Decisamente in palla è l’argentino che da questa nuova esperienza granata vuole ritrovare credibilità, gioco e gol, tre cose che ha perso per strada. Adesso, per lui, c’è l’opportunità ghiotta di rifarsi in un ambiente adatto, capace di aiutarlo se mostrerà spirito di sacrificio e senso di appartenenza. E intanto Ventura continua a dire le sue convinzioni su questo Toro:” Per noi è motivo d’orgoglio essere in Europa. Quando siamo partiti non c’era tutto questo entusiasmo. Il fatto che domani tutto lo stadio sia esaurito, significa che siamo riusciti a creare simbiosi tra la squadra e i tifosi. Oggi siamo qui e ci troviamo a sinistra della classifica del campionato italiano. Abbiamo grandissimo rispetto degli avversari spagnoli che hanno giocatori di qualità, tuttavia, non vogliamo snaturare il nostro modo di giocare in funzione dei singoli calciatori seppur di grande talento”. Vedremo cosa accadrà e, soprattutto, ci auguriamo che il Toro possa scendere in campo con la consapevolezza che, per passare il turno agli ottavi di finale, contro il Bilbao dovrà fare la partita perfetta.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNgiampiero-ventura:-se-vogliamo-possiamo-farcela-1013050.htmSi100451001,02,03030540
341013049NewsCampionatiSerie A, solo un pari per il Torino contro il Cagliari20150216172773Il Torino perde l`occasione di vincere la sua quinta partita consecutiva.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino - Doveva essere la quinta vittoria consecutiva per il Torino che ha affrontato il Cagliari di Zola allo stadio Olimpico. E invece si è trattato di un pareggio con il risultato di 1 a 1, che non incanta nessuno ma che ripartisce equamente la posta in palio. Diciamo subito che le due squadre si sono annullate dal punto di vista tattico. Al 3-5-2 di Ventura, Zola ha risposto con un assetto tattico formato dal 4-3-1-2. Il Cagliari è venuto a Torino con la fame di punti e, mentre per il Torino si può parlare di rimpianto, per la squadra di Zola, invece, è un punto guadagnato. La squadra sarda è apparsa ben messa in campo, ordinata sotto il profilo tattico e attenta a non lasciare varchi pericolosi agli avanti granata. Così abbiamo visto due squadre tatticamente corte, talora anche raggruppate in un fazzoletto e veloci nelle ripartenze. Il Torino ha osato&nbsp;di più rispetto al Cagliari, che, tuttavia, in qualche momento della gara ha pure dato l’impressione di volere tentare qualcosa di più che un grigio pareggio. E così, dopo essere andato inaspettatamente in vantaggio al 34’ con Donsah, il Torino risponde dopo un minuto con la rete di El Kaddouri. Intanto il Torino trova praticamente un muro a centrocampo e non riesce a fornire bene le due punte Quagliarella e Martinez. La fase d’attacco per il Toro, migliora soltanto quando sviluppa il gioco sugli esterni soprattutto con Bruno Peres,&nbsp;il quale&nbsp;cerca la superiorità numerica a metà campo quando decide di partire palla al piede sul settore di destra. Ma la solidità del centrocampo del Cagliari formato da Donsah, Conti e Ekdal, mette in difficoltà il Toro, soprattutto quando Cossu parte velocemente verso la porta di Padelli. Nel secondo tempo il Torino tenta di schiacciare sulla propria area il Cagliari, dando la sensazione di voler far sua la partita, ma il portiere del Cagliari Brkic neutralizza alla grande un tiro di Darmian al 62’ e un tentativo di Quagliarella al 70’. Ottimo il rendimento di questo portiere del Cagliari che merita un 7 in pagella per la qualità delle sue parate. Per quanto riguarda i ragazzi di Ventura, c’è da registrare una logica delusione per non aver vinto la partita che avrebbe potuto dare una maggiore spinta in classifica. Adesso il Toro pensa già <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>come superare l’impegno di Europa League che lo vedrà confrontarsi con gli spagnoli dell’Atletico Bilbao. La gara sarà sicuramente più impegnativa rispetto a quella contro il Cagliari, per questo è importante vedere un Toro diverso, arrembante, caparbio, così come l’abbiamo apprezzato nelle quattro gare di campionato vinte consecutivamente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp; </span></span></b><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNserie-a-solo-un-pari-per-il-torino-contro-il-cagliari-1013049.htmSi100451001,02,03030639
351013034NewsEditorialeCalcio, cinquina del Torino contro un’evanescente Sampdoria20150202154344I granata di Ventura mortificano la Sampdoria di Mihajlovic<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>– <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mi sono vergognato. Per prima cosa desidero chiedere scusa a tutti i tifosi della Sampdoria, perché oggi la mia squadra ha cominciato male la partita contro il Torino e l’ha finita anche peggio. Non ci sono scuse di sorta”.</b> A parlare nella conferenza stampa post partita è Sinisa Mihajlovic, visibilmente scosso e amareggiato per la prestazione indegna della sua squadra. E, in effetti, per tutta la partita in tribuna stampa, ci siamo chiesti come fosse possibile che la quarta forza del campionato, se pur condivisa con la Lazio, potesse essere questa Sampdoria. Una giornata davvero da dimenticare per i blucerchiati che escono a testa bassa dall’Olimpico di Torino. A godere di una prestazione felice e da incorniciare, sono stati invece i granata di Ventura che, con una tripletta di Fabio Quagliarella, un gol (finalmente) di Amauri e poi di Bruno Peres, ha praticamente chiuso una gara che l’ha vista dominare in lungo e in largo. Nell’analisi di un match sicuramente anomalo, possiamo dire con tutta franchezza che il Torino ha ritrovato gioco, freschezza fisica, mentale e quell’autostima che aveva perso per strada. All’ottima prestazione di Quagliarella, in una giornata di vena speciale che gli ha fatto portare a casa il pallone come ricordo, è seguito lo spirito di gruppo di tutta la squadra del Torino. Non sappiamo quanto la squadra di Ventura sia stata agevolata dall’assenza di gioco espresso dalla squadra avversaria, ma dobbiamo dare i meriti a Glik e compagni per aver sfoderato una prestazione maiuscola sotto l’aspetto caratteriale, che sembrerebbe proprio l’emblema della rinascita. Sì, una rinascita che sarà tale solo se ci sarà continuità di impegno negli allenamenti settimanali e capacità nelle trame di gioco, durante le partite della domenica. In questo momento il Toro si gode la ritrovata parte sinistra della classifica, che tanti elogi gli aveva dato nel corso della scorsa stagione. Con 28 punti, a un solo punto da Genoa e Milan, il Torino di Ventura dà un segnale di ritrovata vigoria e concreta speranza per l’immediato futuro. Si accorcia così la classifica per il Toro e si allargano le prospettive, a patto di continuare a dare seguito a ciò che abbiamo visto di buono nelle ultime tre partite del Torino. Vedremo solo in seguito se saranno stati ritrovati gli equilibri, o se le cinque reti inflitte alla Sampdoria resteranno solo un piacevole ricordo che fa storia a sé. Un’ultima nota per Giampiero Ventura, il quale a un certo punto della partita, dopo l’ennesimo gol della sua squadra, ha polemizzato a gesti con chi parla troppo e male (presumiamo) del Torino e di una campagna acquisti povera. Crediamo che ciò che scriviamo sia sempre costruttivo e a fin di bene, per sollecitare una squadra e una società a diventare definitivamente grande tra le grandi, senza vivacchiare sotto l’emblema di squadra provinciale. Il Torino visto in queste ultime partite, ha dimostrato che può entrare nel novero delle migliori squadre del campionato italiano. Allora, perché non potenziarlo attraverso un progetto serio?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp; </span></span></b>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNcalcio-cinquina-del-torino-contro-un-evanescente-sampdoria-1013034.htmSi100451001,02,03030561
361013032NewsEditorialeIl Torino va fuori dalla Coppa Italia. Ma quanti annosi problemi emergono....!20150115115949Il modo con cui il Torino si estromette praticamente dalla Coppa Italia, fa riemergere una realtà qualche volta sopita ma mai dimenticata. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Guardando la partita di Coppa Italia tra Torino e Lazio, vinta dai biancocelesti con il risultato di 3 a 1, abbiamo capito perché il calcio italiano è caduto così in basso rispetto a Germania, Spagna e Inghilterra. Una noia incredibile, uno spettacolo da non calcio che ha reso insofferenti anche i più appassionati sostenitori della pelota di casa nostra. La Lazio ha vinto praticando un calcio essenziale ma per nulla esaltante, contro un avversario praticamente inesistente. Un Torino che, pur avendo la consapevolezza dell’impegno importante da affrontare, non è sceso in campo, non s’è mai visto. Si potrebbe definire la sfilata dello squallore calcistico, dove rabbia e indifferenza si sono alternate tra lo sparuto gruppo di sostenitori presenti all’Olimpico di Torino, che hanno avuto il coraggio di sfidare l’umidità e il freddo di una serata di gennaio. Da mezzo secolo a questa parte il Torino è sempre lo stesso. Immensa leggenda, grande storia calcistica, vasta letteratura granata fatta di romanzi, racconti, disgrazie, poesie ed eterni rimpianti. E poi…..nulla! No, questa volta non vogliamo cadere romanticamente nella retorica dei sentimenti, ma desideriamo riflettere sulla realtà di un Torino che non può essere altro che negativa. E concordiamo con mister Ventura che, con la sua solita onestà intellettuale, ammette che la partita contro la Lazio deve farci riflettere. E’ vero, deve farci capire tante cose, soffermandoci sul fatto che nonostante cambino le generazioni e passi inevitabilmente il tempo,&nbsp;da quel lontano 1975- ’76 in cui il Torino di Gigi Radice vinse il suo ultimo scudetto, oggi le cose non sono cambiate per nulla. Un’alternanza di tenue luci si sono contrapposte al buio della notte fonda. Mai l’accenno a migliorarsi, a ingranare la marcia, neanche nel momento in cui è sembrato di trovare il bandolo della matassa. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ci riferiamo all’anno scorso, in cui il Torino ha avuto l’opportunità di crescere, di scrollarsi di dosso un anonimato che gli sta stretto, che non si addice a chi ha la responsabilità di uno storico passato che, ironia della sorta, invece di migliorarne l’aspetto, diventa un fardello pesante da sostenere. E così, invece di ripartire da Cerci e Immobile e incrementare con acquisti importanti il valore di una squadra che partecipa finalmente all’Europa League, ecco che si ritorna indietro come i gamberi. Si vendono ottimi giocatori, si acquista qualche giovane promessa con pochi spiccioli, si prende in prestito qualche giocatore e, soprattutto, si diventa società che tenta il recupero psicofisico di ex giocatori come Amauri&nbsp;e adesso anche Maxi Lopez, solo per citare il presente. No, così proprio non va. La serie A è una cosa&nbsp;importante e l’attuale conduzione societaria del Torino, continua a non assumere i connotati di prestigiosa società di calcio ma, più semplicemente, si nasconde dietro un dito: quello dell’apparire senza essere. Se il problema è solo legato al denaro che non c’è, lo si dica chiaramente. Anche se, più d’una volta, ci viene il serio dubbio che ci sia una buona dose di incapacità. Sì, perché questo fare e disfare senza mai trovare il focus, l’equilibrio di una squadra importante che possa contare su una grande società, così come accade non da oggi in casa Toro, lascia davvero perplessi, attoniti. Il problema è che in tutti questi anni, anche se ci fosse stata la possibilità di acquistare i campioni, gli stessi non sarebbero venuti perché al Torino non c’è certezza di crescita professionale. Poi si può trovare qualsiasi altro discorso, disquisire su tanti altri motivi e ipotesi, dividersi tra accusatori e più morbidi difensori, ma la sostanza non cambia.&nbsp;E' questa. Una perniciosa carenza nel voler crescere, diventare adulti non solo nella sofferenza delle sconfitte ma anche nella capacità delle vittorie, nella gloria in cui si acquisisce il buon nome dell’immagine di società e di squadra importante, nella consapevolezza che l'avversario di turno possa anche temerti. Adesso, dopo l'amarezza di questa brutta sconfitta rimediata contro la Lazio in Coppa Italia, questi temi tornano sempre più attuali, cocenti, pesanti come macigni. Ventura ha ragione, la riflessione è d’obbligo. Ma riflettere non vuol dire ricominciare sempre d’accapo senza mai andare avanti, progredire, crescere, stilare un progetto serio. Ma poi, siamo proprio sicuri che sia solo questione di soldi che non ci sono?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711cairo.jpgSiNil-torino-va-fuori-dalla-coppa-italia-ma-quanti-annosi-problemi-emergono-1013032.htmSi100451001,02,03030656
371013025NewsEditorialeSerie A. Il Torino e la delicata settimana che è alle porte20141124190742Il Torino è alle prese con una imprevista crisi di risultati.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino – Un’altra scoppola per il Toro di Ventura. La sconfitta interna subita dal Sassuolo brucia in maniera particolare, non solo per il modo con cui i granata si sono fatti superare dalla squadra di Di Francesco, ma anche perché alle porte c’è la delicata partita di Europa League contro il Bruges e il derby cittadino. Nel lunch match dell’Olimpico di Torino, i granata incassano in maniera davvero brutta la terza sconfitta consecutiva, pregiudicando un campionato che, almeno per il momento, non può essere considerato di alte aspirazioni. Il ridimensionamento evidente è dato da una situazione oggettiva che ha fatto venire al pettine tutti i nodi nascosti all’inizio di campionato, in cui sulle ali dell’entusiasmo per l’ottimo campionato precedente, il Torino si era forse illuso di bissare la gloria assaporata con Cerci e Immobile. Ma i granata con una rosa così povera dal punto di vista tecnico, si sono accorti ben presto che la musica era cambiata in peggio. L’Europa League, se affrontata con questi giocatori, è un lusso che il Torino non può davvero permettersi. Questa squadra, se ha la giusta mentalità, può al massimo lottare con buone probabilità di salvezza dalla retrocessione. Due giocatori su tutti: Quagliarella e Darmian che, per grinta, determinazione, voglia di fare e trascinare la squadra al pressing e al gioco corale, predicano davvero nel deserto. C’è poca cosa in questo Toro che pur aveva tante ambizioni e che per breve tempo si è illuso di poter competere con le migliori forze del nostro campionato. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Troppa mediocrità, troppa confusione, troppa mancanza di mentalità cinica. I rigori fanno parte del gioco e, quando non riesci neanche a sfruttarli approfittando dell’occasione, allora vuol dire che sei preda della paura, della confusione. Due brutte sensazioni che inibiscono ancor più la poca iniziativa. Se Quagliarella è il rigorista ufficiale del Toro, perché non fare tirare a lui il penalty che l’arbitro Rizzoli ha concesso a favore dei granata? E poi, perché proprio Sanchez Mino? Una disdetta, quella dei rigori sbagliati per il Torino. Un ciclo di errori dal dischetto che non può essere casuale. Ma, pur nell’oggettiva mancanza di qualità di questo Torino, ci sono alcune considerazioni da fare sulle scelte tecniche. Notiamo che Ventura, forse proprio per questa consapevolezza di avere a sua disposizione una rosa ristretta e qualitativamente mediocre, ha spesso timore di osare. Nella partita contro il Sassuolo, invece di inserire Amauri, che avrebbe comunque dato un chiaro segnale di iniziativa nel tentare di vincere il match, Ventura ha cambiato prima Sanchez Mino con Farnerud e poi Peres con Martinez e ancora Vives con Nocerino. Di Francesco, invece, forte del suo gioco propositivo e della sua chiara voglia di vincere la partita, ha cambiato Brighi con Taider, Zaza con Floccari e Sansone con Floro Flores che al 42’ ha realizzato il gol della vittoria del Sassuolo. Logiche diverse, scuole di pensiero che forse sono il frutto di generazioni diverse, ma che comunque danno il segnale di ciò che si ha in mente di ottenere. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non vogliamo calcare la mano ed essere oltremodo negativi su questo Torino che è davvero poca cosa. Ma, se lo vediamo soltanto dal punto di vista della competizione per le posizioni alte di classifica, dobbiamo dire che c’è ancora molto da fare. Cairo deve assolutamente mettere mano al portafoglio, partendo da un centrocampista con personalità. Uno di quei giocatori capaci di dettare i tempi del gioco, di prendere le redini della squadra con il carisma del vero capitano. Ma,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>a nostro avviso, manca anche un portiere con personalità e una punta da affiancare a Quagliarella. Gillet è stato troppo tempo fuori e, in alcune volte, dà la sensazione di essere lontano dalla forma migliore. Padelli, dal canto suo, ha accusato il colpo nell’essere stato privato della sua titolarità nella squadra in cui l’anno scorso aveva dato un buon apporto. E poi la chiarezza, la tranquillità perduta, l’autostima che si è persa per strada. Ancora una volta, Ventura è chiamato ad essere il condottiero di un gruppo che ha bisogno di vedere in lui il coach che osa vincere le partite. Senza paura, senza tattiche scriteriate, ma convinti che se si tenta di vincere si acquista in autostima, in personalità, e anche i tifosi capiranno la buona volontà. Poi, Cairo deve fare la sua parte, un segnale da presidente che tiene alla propria squadra e, come tale, deve necessariamente spendere dei soldi. Se così non sarà, evitiamo di pensare a un Toro perseguitato dalla sfiga cosmica. Non è più tempo. Adesso è arrivata l’ora di crescere, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>almeno se si vuole uscire definitivamente fuori dall’anonimato. Il Bruges e la Juve sono lì che aspettano il Toro. Ci vuole un atto di coraggio, un tentativo di cambiamento di rotta. La luna non la pretende nessuno.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNserie-a-il-torino-e-la-delicata-settimana-che-e-alle-porte-1013025.htmSi100451001,02,03030630
381013018NewsCoppeIn Friuli é tutto pronto per la Junior Tim Cup20141030160541Junior Tim Cup, Friuli Venezia Giulia, Udine, oratoriDopo il successo della prima edizione, ritorna la Junior Tim Cup. In Friuli parteciperà anche l`oratorio di Sant`Osvaldo (UD) insieme ai vincitori dell`anno scorso del Cassacco.Finalmente si torna in campo. Dopo la prima, entusiasmante edizione della Junior Tim Cup, la competizione calcistica dedicata alle squadre degli oratori (organizzata dal CSI, Serie A e Tim), anche quest'anno ragazzini di tutta Italia si sfideranno in campo.<div><br><div>Tra le "novità" quest'anno ci sarà anche l'oratorio di Sant'Osvaldo e San Paolo in Friuli. Con tanta grinta, passione e voglia di divertirsi proverà ad arrivare a giocare allo Stadio Friuli di Udine, tappa fondamentale per arrivare alle finali di Roma, all'Olimpico!</div><div><br></div><div>Ad accompagnare i ragazzi in questa avventura, gestendo gli allenamenti durante la settimana e motivandoli durante le partite la domenica, ci saranno i "mister" Alessandro e Andrea. Saranno loro, con tanta passione, ad aiutare i piccoli calciatori in erba negli incontri contro gli altri oratori, ovviamente ricordando sempre il fair play.</div><div><br></div><div>Il calendario completo delle partite sarà programmato solo a febbraio. Dopo il successo, l'anno scorso, dell'oratorio Giovanni Battista di Cassacco, c'è la voglia di riuscire a conquistare la coppa per tenerla ancora in Friuli. Ma l'importante per i giovani atleti sarà soprattutto divertirsi, e quello sarà il premio più grande.</div></div>Udineuttd01uttd01junior-tim-cup-2013-300x225.jpgSiNfriuli-tim-junior-cup-1013018.htmSi101268101,02,03030696
391013007NewsCampionatiCompetenza tecnica e leggerezza di scrittura. Questo era Marco Ansaldo20141017161541Grande tristezza per la scomparsa della prima firma sportiva de La Stampa<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ morto Marco Ansaldo, una grande firma sportiva de La Stampa di Torino. Ci ha lasciato a 58 anni d’età colpito da un infarto durante una passeggiata con i suoi amici in provincia di Asti. Ad un tratto il suo cuore ha smesso di battere e la sua penna, che per anni ci ha deliziato della sua grande professionalità, resta la metafora di una carriera esemplare per tanti giovani che desiderano intraprendere il mestiere di giornalista. Ansaldo è stato alla Stampa fin dal 1991, dedicando la sua passione per lo sport in genere, il calcio, il ciclismo e la scherma in particolare. Giornalista attento, di poche parole, andava al sodo descrivendo i fatti sportivi con assoluta minuziosa capacità. Ricordo ancora quel suo pezzo scritto in occasione della conquista di Coppa del Mondo di calcio. Era il 10 luglio 2006 e l’Italia si era appena laureata Campione del Mondo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sembra incredibile, tanto che stentiamo a raccontarlo per il timore che qualcosa non torni, che il penalty di Fabio Grosso, una faccia dell’Italia modesta, sia da ripetere, da ribattere, da sbagliare, e quello di David Trezeguet da ripetere, da ribattere, da segnare perché non è possibile che gli azzurri abbiano vinto la Coppa del Mondo ai calci di rigore, la cosa che mai nessuno ha insegnato a calciare quando i nervi devono restare gelidi. Campioni del Mondo, non come l’ultima volta, con l’urlo di Tardelli, ma con il rantolo della fatica”. </b>Marco scriveva così, emozionava e al contempo descriveva fedelmente ciò che i suoi occhi avevano visto<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e il suo cuore aveva percepito. Ci siamo incontrati più volte nelle varie conferenze stampa cui abbiamo assistito per scrivere di calcio. Non ci conoscevamo personalmente, ma io leggevo sempre cosa egli scriveva. Era armonica la sua scrittura e soprattutto lo trovavo competente in larga misura sui giochi olimpici, sui quali riusciva a informare correttamente sia di ciclismo, scherma, pallavolo, canottaggio e tanti altri sport legati al mondo olimpico. Una grande capacità professionale che faceva la differenza, una differenza descritta con la D maiuscola. Un esempio per tanti pseudo informatori che badano alla fretta senza appurare la veridicità della notizia. Eppure si finisce così. In un attimo vanno in fumo anni di sacrifici, di incazzature, di piccole soddisfazioni, di ricerca affannosa di dimostrare attraverso la propria professione, che il sacro fuoco che si ha dentro per il proprio lavoro è qualcosa da mettere al servizio degli altri e non tenerlo egoisticamente per sé stessi. Grazie Marco, per quello che mi hai insegnato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-ansaldo.jpgSiNcompetenza-tecnica-e-leggerezza-di-scrittura-questo-era-marco-ansaldo-1013007.htmSi100451001,02,03030676
401012993NewsCoppeVince il Torino in Europa League. Ventura:«Vittoria meritata»20141003194050Sofferta ma meritata vittoria del Torino contro i danesi del Copenaghen<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Se la sofferenza nel Toro è sempre di casa, la partita di Europa League contro il Copenaghen l’ha confermato in pieno. I granata hanno giocato una partita di notevole intensità agonistica, spingendosi costantemente in avanti e colpendo pure una traversa con Moretti. Ma, nonostante questo continuo affondare i colpi nella difesa danese, il Torino ha faticato a realizzare il gol che è arrivato in zona cesarini, grazie a un rigore battuto da Quagliarella al 93’ che ha mandato in visibilio l’Olimpico di Torino. I danesi, che sono stati declassati in Europa League per avere perso i preliminari di Champions League, sono apparsi attenti a chiudere gli spazi ai granata, i quali hanno faticato ad entrare palla al piede nell’area avversaria. Ma la spinta del Torino è stata costante, frenetica nel desiderio di far sua l’intera posta in palio. C’è stato tanto cuore, ma anche razionalità da squadra che intende maturare presto per dare significato a questa sua partecipazione europea che mancava da vent’anni. Volere e potere. Sembra essere questa la spinta mentale della squadra di Giampiero Ventura che, pur con tutti i limiti dovuti a una maturazione non ancora completata, sta crescendo sotto il profilo della compattezza e dell’unione di gruppo, elementi essenziali per ottenere grandi risultati nel calcio. Alle stelle l’entusiasmo del coach del Toro, il quale, dopo aver sofferto, si lascia andare in una battuta romantica sul sogno futuro in Champions League del Torino: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“ Io non allenerò più il Torino, ma credo che quello sia l’ultimo obiettivo che il Toro debba avere. La partecipazione alla Champions League avviene dopo una crescita continua. Non è un discorso solo economico, ma di programmazione tecnica, non succede dall’oggi al domani. Tra un po’ di tempo, non dico anni, mi piacerebbe andare ad ascoltare la musichetta della Champions League allo stadio.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Dopo tanti anni, un po’ di pelle granata ce l’ho”.</B> E sì, caro mister, in effetti dopo qualche anno che si occupa di cose tecniche e non solo, in casa Toro, la pelle granata se l’è fatta costruendo quel futuro che prima del suo arrivo sembrava davvero un optional. Dobbiamo darle merito di avere tamponato quando era il caso, senza mai dare la sensazione di ripartire d’accapo. Il tutto, tenendo sempre presente certe realtà che fanno capo al lato economico della società granata. Adesso c’è la sensazione che, grazie anche al suo operato, il Torino si stia ritagliando quell’immagine anche europea che gli compete, non solo per diritti acquisiti dalla sua impareggiabile storia, ma, più semplicemente, dovuto a un fatto razionale che si riflette su quel lavoro, la fatica e quella costanza che, talora, con troppa facilità si esprime solo a parole e non con i fatti. Ma lei, assieme al suo Toro, sta portando sul campo senza tanti fronzoli e orpelli, quei risultati da sempre sognati e che sembravano quasi sopiti dal tempo. Certo, lei saprà ancor meglio di noi che l’opera di questo Torino non è ancora completata. Tuttavia, la strada intrapresa ci induce a pensare che, nonostante le difficoltà che si presenteranno ancora, forse inevitabili, il suo Toro corre insieme all’umiltà di chi è consapevole che nello spogliatoio non ci sono prime donne, ma soltanto calciatori che conoscono il lavoro e quella serietà professionale che alla fine paga. E’ inevitabile. Ma adesso si pensi alla prossima partita in casa del Napoli. Step by step, per costruire quel futuro granata che sembra cominciato. </SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><br><br>FL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino stadio olimpico-1012993.htmNo100451001,02,03,08030271
411012991NewsCoppeTorino, prenota la qualificazione in Europa League20141002172999L`opportunità del Torino di continuare a percorrere la strada del calcio europeo<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Il Torino di Ventura si prepara ad affrontare in casa quel Copenaghen che, in Champions League, rese la vita difficile alla Juve di Conte. Amauri e Quagliarella saranno gli attaccanti granata che, inseriti nel sistema tattico 3-5-2 voluto dal coach del Toro, avranno il compito di scardinare la difesa avversaria. Un Copenaghen che si presenta all’Olimpico di Torino forte del suo 4-3-3 che pregiudica un atteggiamento molto offensivo, costituito da un tridente formato da Amankwaa, Cornelius e Joergensen. Il Torino si propone con Gillet tra i pali, Maksimovic, Glik e Silva in difesa, Darmian, Benassi, Gazzi, El Kaddouri, Molinaro a centrocampo e, come dicevamo pocanzi, la coppia formata da Amauri e Quagliarella, in avanti. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>Buone le intenzioni dei granata che si sentono di dare spettacolo e fornire ai suoi tifosi una partita convincente sotto il profilo del gioco e del risultato. D’altra parte la vetrina è importante e l’occasione di proseguire in Europa League potrebbe essere significativa nel proseguo di questo anno granata. Un’occasione di crescita e di maturazione che il Torino non può farsi sfuggire, nonostante certi dubbi di ordine tattico e tecnico che emergono in questo inizio di campionato dopo la dipartita di Cerci e Immobile. Certo, i due giocatori, se pur importanti per il Toro dello scorso campionato, rappresentano il passato. E non si può continuare a rinvangare sempre su ciò che è stato. Adesso si apre una nuova pagina e bisogna cercare di scriverla nella maniera più giusta e magari migliore della precedente. Non sarà facile, ma bisogna tentare con convinzione. Il Toro e i suoi sostenitori, questo vogliono. A cominciare da stasera.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>Torino, Stadio OlimpicoFL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-prenota-la-qualificazione-in-europa-league-1012991.htmSi100451001,02,03,06030401
421012974NewsCampionatiJuve e Roma su tutte. Le altre, un gradino più in basso20140926142251Juventus,Roma,Milan,Empoli,Inter,UdineseBianconeri e giallorossi si confermano le squadre da battere.<span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">La quarta giornata di serie A si è svolta come turno infrasettimanale tra martedì -mercoledì – giovedì e, anche di notte, ci ha praticamente confermato quanto di giorno è apparso evidente; la superiorità di <a class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Juventus</a> e <a class="link-6" href="/squadre/roma.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Roma</a> rispetto alle altre squadre. Anche per il campionato 2014-15, dunque, si prospetta quel testa a testa tra bianconeri e giallorossi che fu il leitmotiv dello scorso campionato per la conquista del titolo di campione d’Italia. La Juventus si è sbarazzata del Cesena con un secco 3 a 0 casalingo, mentre la Roma ha vinto 2 a 1 a Parma. Due partite dai contenuti diversi che, tuttavia, sono simili nella sostanza di vincere per restare in testa alla classifica. Dopo il rocambolesco 2 a 2 del <a class="link-6" href="/squadre/milan.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Milan</a> a <a class="link-6" href="/squadre/empoli.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Empoli</a>, i cugini dell’<a class="link-6" href="/squadre/inter.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Inter</a> rispondono con la vittoria casalinga sull’Atalanta per 2 a 0. Una vittoria, quella dei nerazzurri interisti che si consolida con un gioco non sempre impeccabile nelle sue trame di centrocampo, ma che in attacco hanno sfoderato vivacità e voglia di vincere. A secco di gol invece la Fiorentina di Montella che pareggiando 0 a 0 contro il <a class="link-6" href="/squadre/sassuolo.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Sassuolo</a>, dimostra di patire oltremodo le assenze di Giuseppe Rossi e di Gomez. Pareggia 2 a 2 il sorprendente Verona contro il Genoa di Gasperini che ritrova Matri in una doppietta d’altri tempi. Vince la Sampdoria contro il Chievo, portandosi così in un’interessante posizione di classifica. Stesso discorso per l’<a class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Udinese</a> di Stramaccioni che espugnando l’Olimpico di casa Lazio, si colloca nella zona alta di classifica. Ritorna alla vittoria il <a class="link-6" href="/squadre/torino.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Torino</a> a <a class="link-6" href="/squadre/cagliari.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Cagliari</a>, dando un attimo di respiro alle furibonde polemiche nate dopo la caduta casalinga avvenuta la domenica precedente contro il Verona. La Squadra di Ventura ha bisogno di ritrovarsi in fretta, mentre il Cagliari di Zeman, diventato fanalino di coda della classifica, deve in qualche modo ridimensionare certe idee di alta classifica che erano state percepite da alcune interviste del tecnico boemo. Pareggia malamente 3 a 3 il Napoli di Benitez contro un Palermo velleitario, presentatosi sul campo dei partenopei con tre punte. Evidentemente i rosanero credevano fin dall’inizio nel colpaccio che, allo stato attuale della crisi del Napoli, non avrebbe sicuramente fatto meraviglia. Si chiude così la quarta giornata del campionato di calcio di serie A che, oltre a confermare la forza delle due squadre in testa, evidenzia la crisi tecnica del Napoli e quella della Lazio di Pioli. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, tuttavia, siamo dell’avviso che sia Juventus che Roma allungheranno il vantaggio sulle dirette concorrenti al titolo, le quali sembrano ancora alla ricerca della continuità di gioco e di risultati. </span><br> <p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br> <br><br><br><br><p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711garcia.jpgSiNcampionato-serie-a-juve-e-roma-gia-in-fuga-1012974.htmSiT1000007,T1000012,T1000087,T1000027,T1000026,T1000011,T1000019,T1000098100451001,02,03,06,07,080301296
431012966NewsCampionatiQuando nel calcio i sogni diventano realtà20140921114844Torino,Verona,sclerosi laterale amiotroficaUna romantica storia d`amore che s`interseca al tifo granata per il TorinoFranca è nata e vissuta a Milazzo,&nbsp;una bella cittadina siciliana che fa da ponte naturale con l'Arcipelago delle Eolie. Come tutte le ragazze del Sud dopo la laurea cercò un posto di lavoro,ma invano. Decise perciò di fare le valige, abbandonare la sua famiglia, i vecchi genitori e trasferirsi al Nord con il cuore stretto dal dolore per l'abbandono della terra natia, con la speranza in petto di realizzare i sogni che per tanti anni aveva accarezzato, mentre accudiva di buon grado i suoi "vecchi".<br><br> Arrivò a Brescia e si rimise in gioco all’età di cinquant’anni diplomandosi infermiera. Adesso era sicura di poter ambire a &nbsp;quel posto di lavoro che tanto aveva desiderato.&nbsp;<br><br> Il destino volle che invece del lavoro trovasse l'amore in una persona fantastica,adorabile. Insomma l'amore era sbocciato all'improvviso, quando meno te l'aspetti e le aveva regalato finalmente quella gioia di vivere che aveva perso fin dal tempo in cui soleva trascorrere le sue giornate passeggiando con la sua amica del cuore, Cettina, nel lungomare &nbsp;di Milazzo.<br><br> Lui però, un giorno le confessò con il cuore stretto, di essere affetto da una grave malattia inguaribile; la SLA. Brutto nome, non e' vero? Sta per Sclerosi Laterale Amiotrofica e porta ad una paralisi progressiva dei muscoli. Un processo inarrestabile, finché sei costretto a stare con una macchina attaccata ad un tubo che ti permette di respirare. Franca quel giorno decise che l'avrebbe sposato comunque &nbsp;perché lo amava e non lo avrebbe lasciato sicuramente per la sua SLA.&nbsp;<br><br> Decisione coraggiosa di una donna siciliana, alla quale sono stati inculcati fin da bambina quei valori della vita, da cui non bisogna mai demordere e a cui ci si aggrappa per superare le difficoltà.&nbsp;<br><br> Ben presto lo stato di salute di Alberto (nome di fantasia) cominciò a migliorare o quantomeno la malattia iniziò a rallentare il suo implacabile decorso, in quanto Franca si era presa cura del suo amato, trascinandolo letteralmente nei migliori centri per il trattamento di questa malattia. Un aiuto essenziale, anche perché lui negli ultimi tempi non aveva voluto più curarsi.<br><br> E venne il giorno del matrimonio. Franca era felice e per fare contento Alberto, si fece cucire un grosso fiocco granata dietro l'abito da sposa e si truccò le labbra con il rossetto granata. Il perché è presto chiarit il marito è un fedelissimo tifoso del Toro, anzi un ultras con regolare tessera del Club granata di Brescia E, come se non bastasse, pensò pure di fare apporre su tutti i tavoli del ristorante in cui si festeggiava il loro matrimonio, i nomi dei giocatori del Torino.&nbsp;<br><br> Franca, però, voleva fare al suo Alberto un ulteriore regalo inaspettato,così scrisse al presidente del Torino Cairo e gli chiese di fare un bel dono in occasione del suo matrimonio al suo Alberto,tifoso acerrimo del Toro. Trascorsero i giorni in attesa di qualche notizia dal fronte granata e quando le speranze erano al lumicino squillò il cellulare e &nbsp;dall'altro capo del telefono ascoltò la voce di Cairo, il quale gli chiese se aveva già pensato a qualche cosa da fare per il marito. "No- gli risponde Franca emozionata- faccia lei, presidente.". " Bene, allora sarete ospiti in tribuna d'onore domenica 21 per la partita <a href="/squadre/torino.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Torino</a>-<a href="/squadre/hellas-verona.cfm" class="link-6" classname="link-6" target="" name="nome">Verona </a>e nell'intervallo fra il primo ed il secondo tempo l'altoparlante dello stadio vi citerà e sarete &nbsp;applauditi dai nostri tifosi",così gli disse il presidente del Torino.<br><br> Franca corse ad abbracciare il suo Alberto e le lacrime presto si tramutarono in una felicità sfrenata che soltanto domenica, allo Stadio Olimpico, potranno essere surclassate dall'abbraccio di quarantamila tifosi granata che, qualunque sia il risultato di Torino - Verona, la loro partita l'avranno già vinta. Sì, perché la storia di Franca e Alberto insegna che nel calcio i sogni talora possono trasformarsi per incanto in splendide realtà!<br><br> <br><br> <b>Attilio Andriolo</b><br><br><br><br>Torino Stadio OlimpicoFL0711FL0711cairo.jpgSiNfranca-e-alberto-amore-e-calcio-oltre.la.sla-1012966.htmSi100451001,02,03030482
441012944NewsCampionatiLa prima giornata di Serie A, tra luci e ombre20140901162014Serie A Tim,2014-2015,Milan,Lazio,Roma,Juve,Fiorentina,ChievoIl Milan di Pippo Inzaghi, ci sembra la novità del campionato 2014`15Consumata la prima giornata di Serie A del Campionato 2014’15, riportiamo le prime impressioni che, tuttavia, risentono ancora di pensieri rifugiati sotto l’ombrellone di questa bizzarra estate che ci lascia insoddisfatti sotto il profilo meteorologico. Ma si sa, ogni anno il ritorno dalle vacanze coincide con l’inizio del campionato di calcio. “Meno male” direbbe qualcuno che ama il pallone e le sue vicissitudini. Detto questo, ci sembra giusto rilevare che una squadra su tutte ci ha impressionato: il <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/milan.cfm">Milan</a> di Pippo Inzaghi. Battuta la nuova <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/lazio.cfm">Lazio</a> di Pioli, la squadra rossonera non solo ha vinto ma ha anche convinto. Un 3 a 1 che parla chiaro e mette in guardia coloro i quali all’inizio erano scettici sulle qualità della squadra. Grinta, determinazione, “fame”, voglia di ricominciare, cancellando un recente passato che per certi versi mortifica la lunga e gloriosa storia del diavolo rossonero. Le grandi motivazioni di Pippo Inzaghi sembrano essere le stesse dei suoi giocatori. Emblematico l’abbraccio della squadra con il proprio allenatore dopo aver segnato il gol. Atteggiamenti da non sottovalutare come apparenze, ma che sono rappresentativi di un qualcosa che cambia, di un’aria nuova, diversa, che sembra simile a quella che Conte ha respirato tre anni fa appena aperta la porta della sua Juventus. Vedremo cosa accadrà in seguito. La <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/roma.cfm">Roma</a>, dal canto suo, è sembrata la squadra da battere per la conquista dello scudetto. La facilità con la quale ha superato in casa la rimaneggiata <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/fiorentina.cfm">Fiorentina</a> di Montella, dimostra come la squadra di Garcia giochi ormai un calcio propositivo, di grandi qualità tecniche e con schemi ormai consolidati dall’anno scorso. La <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a>, invece, pur vincendo fuori casa contro il <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/chievo.cfm">Chievo</a>, deve dimostrare di essere più cinica sotto porta. Il gol di Caceres è stato seguito nel primo tempo da tre traverse, frutto di un’indubbia superiorità territoriale. Nel secondo tempo, invece, ha dimostrato limiti atletici e mancanza di convinzione nel volere chiudere la partita. A tratti abbiamo rivisto la Juve di Conte, non solo nello schema tattico, ma anche in certi meccanismi proposti dagli esterni che hanno rappresentato il successo di tre anni di grandi traguardi. In altri momenti, invece, c’è sembrata una Juve dal gioco più lento, manovrato e ragionato, un qualcosa che sembra più simile alla scuola di Allegri che all’indemoniata foga di Antonio Conte. Anche in questo caso è ancora tutto da verificare. L’Inter di Mazzarri è rimasta all’asciutto di gol, rimediando uno 0 a 0 all’Olimpico contro il Torino, che ha pure sbagliato un rigore con Larrondo. La partita ha evidenziato dei chiaro – scuri sia per quanto riguarda i nerazzurri di Mazzarri che per i granata di Ventura. Più volenterosa di conquistare l’intera posta in palio è sembrato il Toro che, tuttavia, ha bisogno ancora di migliorare certi schemi che da quest’anno sono privi di due giocatori che sono stati determinanti quali, Immobile e Cerci. Il primo è stato sostituito da Quagliarella e il secondo (non proprio come caratteristiche di gioco) da Amauri. Anche l’Inter è sembrata impacciata nel gioco offensivo, essendosi affidata a Icardi come unica punta. Poi, il tardivo ingresso di Osvaldo ha dato una maggiore parvenza di vivacità. Per il resto, in Udine Empoli si è apprezzato il gioco voluto dal nuovo allenatore Stramaccioni e l’efficacia del redivivo Antonio Di Natale che ha firmato i due gol con i quali la sua squadra ha superato gli avversari. Per il resto c’è da annotare la vittoria del Napoli di Benitez a Genova contro i rossoblù di Gasperini. Una partita dai due volti che ha premiato i partenopei, capaci di vincere in zona Cesarini. Gli azzurri hanno bisogno di riprendersi in fretta dopo la scoppola subita in Champions League, ma il reparto difensivo appare come la parte debole di una squadra che sembra avere più di un problema da risolvere. Buona la prima prova in A del Cesena contro il Parma di Donadoni. Una vittoria striminzita di 1 a 0 che sembra valere il doppio per avere surclassato la più titolata avversaria che è sempre alle prese con le bizze di Cassano. L’1 a 1 casalingo del Palermo contro la Sampdoria fa pensare che ci sia qualche problema all’interno della squadra. Un qualcosa che serpeggia nell’aria contro Iachini, che pure è stato l’artefice di una prestigiosa promozione in Serie A. D’altra parte, il carattere vulcanico del presidente Zamparini lascia prevedere un cambio sulla panchina dei rosanero. Si parla, infatti, con insistenza, del ritorno di Eddy Reja. Anche Sassuolo e Cagliari si spartiscono la posta in palio, pareggiando una partita dal gioco propositivo, in cui entrambe le contendenti sembravano voler vincere. Questo è dunque il quadro della prima giornata di calcio di Serie A. Un pallone italiano che si presenta con poche luci e molte ombre. <br>Salvino Cavallaro <br><br>@CLASSIFICA<br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711filippo-inzaghi.jpgSiNla-prima-giornata-di-serie-a-tra-luci-e-ombre-1012944.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030559
451012925NewsCampionatiLutto per il calcio friulano, morto Stelio Nardin20140812205637Friuli Venezia Giulia, Napoli, Dino ZoffÉ morto ieri l`ex terzino destro del Napoli Stelio Nardin, 75 anni. Si è spento in provincia di Udine, giocò con campioni come Zoff e Sivori.La notizia è stata una doccia gelata che nessuno si aspettava. Ma nessuno ha potuto far nulla se non piangere, ricordano l'amico che ora non c'è più. Stellio Nardin, ex calciatore di Serie A friulano, è stato trovato morto ieri mattina nella sua casa a Cervignano (Udine). La causa è stato un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. <DIV><BR></DIV> <DIV>Nardin avrebbe compiuto 75 anni il 26 agosto e poteva vantare nel suo palmarès sportivo una carriera di ben sette anni al Napoli nella massima serie. Amico del celebre portiere di Mariano del Friuli Dino Zoff, aveva giocato anche con fenomeni come Sivori e Altafini e collezionava una presenza in Nazionale. Data del debutto 27 marzo 1967, nella sfida all'Olimpico di Roma contro il Portogallo finita 1-1.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>A livello di club era tutto cominciato con i Gladiator, squadra friulana dilettantistica dove giocava come attaccante, per poi passare nel '56 all'Udinese con successiva, e definitiva, trasformazione in terzino destro. Da li arrivò al Catanzaro in Serie B e nel 1965 lo acquistò il Napoli. Esordì il 5 settembre contro la Spal (4-2 per i partenopei).</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Il ricordo del difensore, icona negli anni '70 del calcio friulano insieme a Zoff, viene espresso anche dalle società con cui giocò in carriera, Napoli e Catanzaro, che ancora oggi lo ricordano con affetto. I funerali si sono svolti oggi a Cervignano, dove viveva da diverso tempo dopo essersi ritirato dal mondo del pallone. La sua ultima esperienza fu come allenatore della Pro Tolmezzo, dal 1979 al '81.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Se ne va un campione dello sport, magari non famosissimo a livello nazionale ma lo stesso amato da parenti, amici e tifosi. Un esempio da seguire, per i futuri protagonisti e non di tutti gli sport.</DIV>Udineuttd01uttd01c_29_articolo_1044058_upiimgprincipaleoriz.jpgSiNstelio-nevio-lutto-1012925.htmNo101268101,02,03,08030412
461012917NewsCampionatiCairo a Cerci, «Resta con noi solo se sei felice»20140805224340L`esterno granata è in procinto di lasciare il Toro, ma......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A 48 ore dal match di ritorno dei preliminari di Europa League contro gli svedesi del Brommapojkarna già battuto per 3 a 0 all’andata, l’Olimpico di Torino si prepara al tutto esaurito. 20.700 biglietti sono già stati venduti e fanno prevedere una grande passione. Sembra incredibile l’attesa del popolo granata che, nonostante il risultato già quasi acquisito, la pochezza dell’avversario e la concomitanza delle ferie estive, riesca a vestirsi di entusiasmo per il sapore tanto atteso di giocare in Europa. E’ la storia di chi ha fame di gloria, una gloria troppo lontana per un Toro che deve sfogliare gli annali del calcio che conta per sentirsi il primo della classe. Ma adesso la musica sembra davvero cambiare e nell’aria si avvertono stimoli e presupposti che lasciano pensare a una svolta storica che ha soltanto lontanissimi eguali. Il Toro cresce step by step e sta maturando, perché sembra percorrere quella diritta via che era smarrita. Una citazione dantesca che ben si addice a chi, come il Toro, per troppi anni si è ritrovato in una selva oscura. Cairo sta lavorando bene sul mercato e, mentre Larrondo si propone in maniera efficace a concorrere nel ruolo di attaccante titolare, l’unico nodo da sciogliere resta quello legato ad Alessio Cerci. Il presidente del Toro è disposto ad allungargli il contratto adeguandolo a quello dei top player, un impegno pari a 1,5 milioni di euro a stagione. Non male per un giocatore che negli ultimi due anni si è imposto come giocatore leader dei granata. Ma Cerci aspetta una proposta importante che arrivi da una squadra che partecipi alla Champions League. Interessati a lui ci sono in primis il Milan, poi il Monaco e l’Inter. I rossoneri sono in prima fila per aggiudicarsi l’attaccante granata, ma la loro non partecipazione al calcio europeo lascia perplesso l’ex giocatore di Fiorentina e Roma. Il suo sogno è di ritornare a giocare con la Roma, ma allo stato attuale delle cose, un’opportunità di questo tipo sembrerebbe davvero improbabile. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Alessio può restare al Toro, se con noi è</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">felice”</b> dice Cairo, pur sapendo che non intende costringere nessuno a restare controvoglia. E’ una decisione che spetta soltanto a Cerci che, in accordo con il suo procuratore, ha ancora un po’ di tempo per decidere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711barreto-6.jpgSiNcairo-a-cerci-«resta-con-noi-solo-se-sei-felice»-1012917.htmSi100451001,02,03030320
471012860NewsCampionatiQuel maledetto rigore che non cancella un anno straordinario20140519184231L`amarezza per il rigore fallito da Cerci, non può cancellare lo splendido campionato del Torino <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In casa granata si riflette, si pensa amaramente a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Al Franchi di Firenze la partita che doveva aprire l’Europa alla squadra di Ventura, è finita 2 a 2. In Europa ci va il Parma di Donadoni che soltanto una settimana prima aveva raccolto all’Olimpico di Torino, un pareggio che faceva già pensare a ciò che poi è realmente accaduto. Eppure in fotofinish la squadra granata aveva ancora avuto l’opportunità di cogliere l’attimo fuggente, quell’opportunità data da un penalty che avrebbe dovuto essere trasformato da quell’Alessio Cerci che con Ciro Immobile è stato l’artefice indiscutibile di questo Toro targato 2013’14. Tuttavia, al di là della comprensibile amarezza, desideriamo analizzare a mente serena e lontano da ogni inevitabile espressione emozionale, ciò che veramente non ha dato modo al Torino di entrare nell’Europa del calcio. Una volta tanto non ci sembra giusto che il popolo granata si rifugi nella retorica della sfiga cosmica che fa parte della lunga storia del Toro e non ci sembra neppure giusto fare appello a un destino chiamato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“sofferenza granata”.</b> No, questa volta non è davvero possibile crogiolarsi nell’abbandono di un immaginario collettivo granata che fa capo al fato avverso. Pur inchinandosi al merito di un campionato condotto in maniera davvero meritevole, la squadra di Gianpiero Ventura è mancata nella personalità, nell’essere cinica, nell’essere attenta e nel non allentare mai la tensione. Il calcio di oggi ci insegna che in campo si va per 95 minuti e per tutto il tempo non è possibile distrarsi per nessun motivo. A parer nostro il Toro è mancato da questo punto di vista. Un piccolo neo che fa ancora la differenza, un qualcosa che all’apparenza sembrerebbe di poco conto e che invece racchiude la sostanza del calcio moderno fatto di grande grinta, determinazione, forza atletica, mentale e tanta furbizia. Tutte queste cose fanno capo a un solo comun denominatore che si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“crescita”,</b> che si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“maturazione di squadra”</b> e, al suo interno, il Toro ha tanti giovani che stanno crescendo sotto l’ala protettiva di un coach dalle grandi esperienze e conoscenze del pallone italiano. Ventura non si discute, ma non si discute neppure la squadra del Toro che in un momento così amaro potrebbe far dimenticare per un attimo ciò che di significativo ha fatto. Un Torino che ha nel suo organico quattro Nazionali (Cerci, Immobile, Darmian e Tachtsidis convocato per i prossimi campionati mondiali dalla nazionale greca), che ha il capocannoniere del campionato, che ha degli ottimi centrali di difesa e che ha pure tanti giovani come Maksimovic, El Kaddouri, Larrondo, Darmian e lo stesso Immobile. Tra qualche giorno, quando la delusione sarà lentamente stemperata, è bene ripartire da dove si è concluso. Cairo ha promesso di fare il possibile per trattenere i suoi pezzi pregiati e di rinforzare comunque la squadra, proprio come se in Europa ci fosse andata davvero. Sì, perché questo anno fatto di grandi positività granata e di esperienze anche amare che aiutano a crescere, non devono e non possono essere disperse. Sì, perché questo Torino non può più iniziare il campionato 2014’15 con il semplice sogno dell’Europa da realizzare, deve iniziare come l’obiettivo da raggiungere. Un obiettivo che è nelle corde di questo Toro che non ha più tempo di pensare alla sua sfiga. Da adesso in avanti bisogna pensare da grande squadra. Basta piangersi addosso!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNquel-maledetto-rigore-che-non-cancella-un-anno-straordinario-1012860.htmSi100451001,02,03030388
481012858NewsCampionatiCalcio e cultura, Vicino/Lontano si conclude con il gioco più bello del mondo (ma a volte il più brutto)20140519130621cultura, udine, vicino/lontano, LeggerMente, ultras, giovani, A Udine si è concluso ieri la decima edizione del festival Vicino/Lontano, dedicato al giornalista Tiziano Terzani. Per l`occasione si è parlato di calcio, con degli ospiti d`eccezione. <B>Calcio</B> e <B>cultura</B>, a sentire questo binomio non pochi <B>intellettuali</B> si metterebbero le mani tra i capelli per la disperazione. Che cosa centra uno <B>sport</B> rozzo, dove ventidue scalmanati si rincorrono per tirare pedate a un pallone, con i grandi pensatori e artisti della storia dell'<B>uomo</B>? Come si può inserire nella stessa frase, addirittura pensare che possano andare d'accordo?&nbsp; <DIV><B><BR></B></DIV> <DIV><B>Paolo</B><B> Patui,</B> ideatore della rassegna letteraria <B>LeggerMente</B> di <B>San</B><B> Daniele</B><B> del</B><B> Friuli</B>, sfida <B>pregiudizi</B> e <B>perplessità</B> dei cosidetti “ben pensanti” e intreccia questi mondi apparentemente lontani anni luce tra loro, ma in realtà uniti da un legame incredibilmente potente. Succede tutto in una <B>ex</B><B> chiesa</B><B> di</B><B> San</B><B> Francesco</B><B> di Udine</B> che saluta tristemente, anche quest'anno, l'ultima serata di <B>Vicino/Lontano</B>, appuntamento ormai decennale attesissimo da tutti. Il tema l'abbiamo già citato, quel calcio che il più grande dei giornalisti sportivi, <B>Gianni</B><B> Brera</B>, definì senza mezzi termini “<B>il</B><B> gioco</B><B> più</B><B> bello</B><B> del</B><B> mondo</B>”. Difficile dargli torto, in un <B>Paese</B> che si paralizza per le partite della <B>Nazionale</B> e che stima più i <B>calciatori</B> che i politici. Ma non lo è sempre, anzi, spesso e volentieri mette un certo senso di <B>nausea</B>. Basti vedere quello che c'è dietro, come i recenti scontri tra <B>ultras</B> durante la <B>finale</B><B> di</B><B> Coppa</B><B> Italia</B><B> Fiorentina-Napoli</B> di qualche settimana fa o gli <B>scandali</B><B> di</B><B> scommesse</B> (più o meno clandestine) che partono da <B>Hong</B><B> Kong</B> e finiscono <B>fino</B><B> a</B><B> Lecce</B>.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Nasce così l'incontro “<B>Quando</B><B> il</B><B> gioco</B><B> si</B><B> fa</B><B> brutto</B>” di domenica 18, animato dalle note della <B>Pordenone</B><B> Big</B><B> Band</B>. Sul palco, insieme a Patui, si sono susseguiti tre ospiti diversissimi tra loro ma che hanno dato una loro testimonianza di quanto il calcio sia radicato nel profondo della nostra società. Personaggi come <B>Gianpaolo</B><B> Ormezzano</B>, una delle firme storiche del giornalismo sportivo italiano e torinista “di ferro” che, nonostante i suoi 70 anni di età, rivela una mente brillante e incredibilmente dinamica quando parla di questo sport con passione. Uno che ha iniziato a scrivere quando ancora la gente si appassionava di più alle vittorie in bicicletta di <B>Coppi</B> e <B>Bartali</B> piuttosto che allo scudetto del <B>Milan</B>, tempi ormai lontani e &lt;<DIVERSI, migliori non>&gt;. Stupisce tutti quando rivela il numero di morti a causa di scontri tra tifosi dentro gli stadi italiani: &lt;<UNO solo>&gt;. E i suoi racconti di una vita, passata a raccontare quei ventidue scalmanati che rincorrono un pallone, sono vere perle di storia.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Ma il calcio non è solo quello dei grandi nomi della <B>Serie</B><B> A</B>, lo si gioca anche la domenica mattina nei campi di periferia. Lì i protagonisti sono i <B>bambini</B>, troppo spesso spettatori di avvilenti spettacoli dove genitori-ultras riversano rabbia e frustrazione, gridando insulti a ragazzini che sbagliano un rigore o intimidendo gli avversari. Grande assente della serata è stato<B> Alessandro</B><B> Brindelli,</B><B> ex</B><B> difensore</B><B> della</B><B> Juventus</B><B> e</B><B> della</B><B> Nazionale</B> e oggi <B>direttore</B><B> sportivo</B><B> delle</B><B> giovanili</B><B> del</B><B> Pisa</B>. Allenando gli <B>esordienti</B>, ha ritirato la squadra a causa della lite accesa scoppiata tra i genitori sugli spalti, sfatando il tabù che non si può lasciare il campo altrimenti si perde. Purtroppo, a causa di un problema di salute dell'ultimo minuto, non è potuto essere presente per raccontare quella brutta storia. Ma per parlare sempre di quei contesti c'era <B>Massimo</B><B> Priviero</B>, voce del rock italiano e padre di un giocatore talentuoso che ha rinunciato alla Serie A. A lui ha dedicato il suo libro “<B>Piedi</B><B> dolci</B>”, non ancora edito e di cui ha letto alcuni estratti al pubblico presente. <B>Emozioni</B> incredibili, nate dalla voce di un padre che ama il proprio figlio.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>L'ultima ospite è stata la <B>campionessa</B><B> di</B><B> salto</B><B> in</B><B> alto</B><B> Sara</B><B> Simeoni</B>, <B>oro</B><B> olimpico</B><B> nel</B><B> 1980 a</B> <B>Mosca</B>, che ha visto il “<I>football</I>” con gli <B>occhi</B><B> della</B><B> spettatrice</B><B> donna</B><B> </B>e notandone subito gli <B>aspetti</B><B> maschilisti</B><B> </B>che lo contraddistinguono.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Alla fine, Patui ci ha insegnato (e con lui i suoi ospiti) che questo tirare calci a un pallone non è poi tanto distante dalla cultura, anzi ne è lui stesso parte integrante e imprescendibile. Soprattutto in <B>Brasile</B>, dove tra circa di un mese inizierà il <B>Mondiale</B> che i tifosi di ogni Paese aspettavano con ansia. La mente, durante il corso della serata, è volata più volte laggiù e lo sarà anche nelle prossime settimane, con il televisore acceso per tifare l'<B>Italia</B>. Se vincerà nessuno lo sa con certezza, ma non cruciamoci. <B>Il</B><B> calcio</B><B> è</B><B> lo</B><B> sport</B><B> più</B><B> bello</B><B> del</B><B> mondo</B>, come le risate di un bambino che si diverte a giocarlo con gli amici. Ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.</DIV>Udine Ex Chiesa di San Francescouttd01uttd01ultras_sampdoria_getty_1.jpgSiNcalcio-cultura-udine-vicino-lontano-1012858.htmSi101268101,02,03,06,07,08030571
491012851NewsCampionatiToro, cogli l`Europa. Dipende solo da te!20140512151992Dopo il pareggio interno contro il Parma, in casa granata si prepara l`ultima domenica per abbracciare l`Europa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Prima dell’incontro con il Parma, tra il popolo granata veleggiava lo strano pensiero che il Torino fosse penalizzato in extremis nella corsa all’Europa a beneficio di Inter e Milan. Un chiodo fisso difficile da estirpare, un qualcosa che nasce con la storia granata fatta di tragedie e di sfortune varie che ne hanno amplificato in maniera esagerata ed esasperata, una mentalità spesso disarmante. Un’antica convinzione del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ce l’hanno tutti con noi, perché</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">non siamo tutelati da nessuno”.</b> E chissà, forse un fondo di verità c’è pure in tutto questo esagerato dire che storicamente vacilla tra i colori granata, tuttavia, ci sentiamo di dissociarci in modo netto da qualsiasi retro pensiero occulto che faccia capo a un disegno penalizzante come quello di favorire per la corsa all’Europa squadre e società con maggiore fama internazionale. E, infatti, il dopo match tra Torino e Parma ha evidenziato quanto il Torino sia realmente l’unico giudice di se stesso, se solo fosse meno ingenuo e disattento in tante occasioni come ad esempio il pareggio del Parma ad opera di Biabiany, il quale lasciato imperdonabilmente solo in area di rigore, ha segnato tranquillamente dopo essersi trovato tra i piedi un pallone ribattuto da Padelli in occasione del rigore calciato malamente da Cassano. Se il Torino avesse vinto contro il Parma si sarebbe posizionato a quota 58 punti in classifica, lasciando il Parma,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il Milan e il Verona a 54 punti. Ma, con il pareggio ottenuto contro il Parma, tutto cambia per i granata di Ventura che, di fatto, adesso si trovano a quota 56 con il Parma a 55 e Milan e Verona a 54 punti. Questo vuol dire che per sapere quale altra squadra accederà all’Europa League oltre l’Inter, bisogna ancora attendere l‘ultima partita di campionato. Un po’ come dire che il Toro ha buttato al vento una possibile vittoria casalinga che le avrebbe dato la certezza matematica di andare in Europa. E dire che i granata di Ventura erano partiti bene, nonostante il Parma di Donadoni fosse ben messo in campo e attento a chiudere ogni varco a Ciro Immobile e Alessio Cerci. Il Torino si presenta con tutti i suoi titolari e il Parma invece attua un 4-3-3 in cui si vede il solo Cassano di punta, supportato da Biabiany e Molinaro come esterno alto. La partita è essenzialmente giocata dal Toro che sospinto da uno Stadio Olimpico tutto esaurito, si carica di adrenalina nella smania di segnare subito un gol che possa rendere più facile la vittoria. Ma non è così semplice, perché la squadra di Donadoni blocca magistralmente le linee esterne, dove normalmente il Toro si esalta soprattutto con Cerci. Nei minuti finali il Torino va in vantaggio grazie a un errore di Paletta che, pressato da tergo da Immobile, passa malamente a Mirante un pallone che viene carpito dallo stesso giocatore granata che segna a porta vuota. Nel secondo tempo il Parma sostituisce Molinaro con Schelotto, il quale non inciderà positivamente nel corso della partita. Ma è l’atteggiamento del Toro che favorisce il gioco del Parma, un arretramento eccessivo che sa di strenua resistenza fino alla fine della partita. Questo, secondo noi, è stato l’errore della squadra di Ventura che, invece di alzare il centrocampo come ha fatto dall’inizio, si è reso arrendevole dando lo spunto di attaccare alla squadra di Donadoni. Così, a poco più di dieci minuti dalla fine, dopo l’espulsione di Lucarelli per fallo da ultimo uomo su Immobile, Acquah parte palla al piede da centrocampo, entra in area e Glik lo stende in maniera rude. L’arbitro fischia il rigore. Batte Cassano, Padelli respinge e Biabiany segna il pareggio per il Parma. Una vera doccia fredda, inaspettata per il Torino che già pregustava la festa dell’entrata certa in Europa. Intanto anche i granata restano in dieci per effetto della doppia ammonizione subita da Immobile per simulazione in area di rigore. Nel finale ci sono state una serie di occasioni per entrambe le squadre che, tuttavia, non hanno portato a nessuna conclusione di rilievo. Adesso si volge già lo sguardo a domenica prossima, ultima di campionato, in cui i granata faranno visita alla Fiorentina con la mancanza del suo giocatore più importante, quel Ciro Immobile capo cannoniere della Serie A e indiscutibile artefice dello straordinario momento di questo Torino. Il Parma sarà impegnato in casa con il già retrocesso Livorno, mentre il Milan affronterà a San Siro un Sassuolo già salvo dalla retrocessione e il Verona farà visita al Napoli. Pensate cosa sarebbe stato oggi per il Torino, se quella disattenzione di lasciare solo Biabiany non ci fosse stata. Altro che dipendere dagli altri! Torino, sei solo tu a decidere di andare o no in Europa…!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Toro, cogli l'Europa. Dipende solo da te!fl0711fl0711barreto-6.jpgSiNtoro-cogli-l`europa-dipende-solo-da-te-1012851.htmSi100451001,02,03030376
501012842NewsEditorialeChe senso ha! 20140504203250Il ritorno della violenza nel calcio, ci fa riflettere sul senso di parlare e scrivere ancora di questo sport. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che senso ha scrivere ancora di calcio quando non si ha rispetto per la vita. Ma che senso ha? Mi verrebbe voglia di buttare tutto all’aria, mi verrebbe voglia di cancellare in un attimo i miei lunghi anni di cronista sportivo trascorsi a scrivere di calcio, a recensire partite su partite, a parlare di tattiche, di tecnica, trofei vinti e persi, di emozioni che scaturiscono da un abbraccio che scalda il cuore per un gol fatto o di una lacrima versata per una cocente delusione. Mi verrebbe voglia di dire basta di scrivere e sensibilizzare il mondo del pallone e di tutto ciò che ci sta intorno. Pensieri che partono da lontano, che toccano il cuore e che mi ricordano la gioia di quel giorno in cui sono entrato a far parte dell’Ordine dei Giornalisti, con l’ausilio di quel “sacro fuoco” di scrivere che ancora oggi arde in me in maniera copiosa. Sempre dietro al pallone, sempre a raccontare le vicissitudini legate a questo mondo, ai personaggi che ruotano intorno, alle cose belle e a quelle brutte, alle cose che mi hanno emozionato e quelle che mi hanno addolorato. Già, quelle che mi hanno addolorato e più d’una volta mi hanno fatto sentire sconfitto a causa di un mondo in cui il giornalismo talora non riesce a incidere positivamente nel processo di crescita culturale, sociale e civile. Lo stadio di calcio, teatro da sempre di incontro di popoli e di aggregazione sociale, è spesso considerato (anche nelle sue immediate vicinanze) luogo di scontri feroci che toccano l’anima che abbruttiscono in maniera aberrante l’uomo che diventa animale e peggio ancora. I fatti successi a Roma nei pressi dello stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, mi hanno colpito in maniera particolare e mi hanno fatto pensare a una sorta di responsabilità del mondo mediatico e dell’informazione sportiva, (quale io faccio parte), nel non essere riusciti negli anni a buttare acqua sul fuoco delle critiche, delle polemiche, dei battibecchi e delle situazioni di accesa passione calcistica che spesso si tramutano in odio e guerriglia, in cui l’uomo è contro se stesso e non lo sa, in cui l’essere umano fa emergere l’animale che c’è in lui. E così, dopo il poliziotto Raciti ucciso durante i disordini di un derby di Sicilia tra Catania e Palermo e tanti altri che hanno perso la vita precedentemente per il pallone, torniamo ciclicamente a parlare di altri fatti di delinquenza e di inorridita ferocia. Stessa la radice, stessa la meccanica della violenza, stessa la provocazione, stesso l’odio, stessa la VERGOGNA! Ciro Esposito il tifoso napoletano ferito nella sparatoria proprio accanto allo stadio Olimpico di Roma, ora versa in coma farmacologico. In base a quanto riferito dal bollettino medico dell’ospedale di Roma, Esposito è arrivato con il polmone e l’addome invasi di sangue e adesso c’è il pericolo (se si salverà) che resti paralizzato per effetto di un proiettile che l’ha colpito e si è conficcato nella zona della spina dorsale. E intanto, all’interno dello stadio Olimpico lo Stato Italiano assisteva disarmato. C’era il Presidente del Consiglio, il Presidente del Coni, il Presidente della Lega Gioco Calcio, i Presidenti di Napoli e Fiorentina e tutti gli alti funzionari del Potere Italiano, tutti lì ad assistere inermi ad una vergogna senza fine, a guardare dalla tribuna l’orrendo spettacolo del capitano del Napoli Hamsik e dei dirigenti della società Partenopea che vanno sotto la curva dei tifosi napoletani per andare a concordare l’inizio o no della partita, come se loro fossero l’ago della bilancia del sì oppure del no decisivo. Che vergogna, che sconfitta di fronte al mondo che ci guarda e a noi stessi che ci guardiamo allo specchio. Ciascuno con la propria responsabilità, ciascuno con il fardello carico di pensieri rivolti a quel ragazzo che versa in fin di vita in un letto di ospedale di Roma. Ma che male ha fatto, quale torto ha un ragazzo napoletano di 30 anni per essere stato coinvolto in un agguato di balordi ed essere ridotto in quello stato? Eppure il pallone, quella sfera sulla quale versiamo tante ansie, aspettative e delusioni del nostro vivere quotidiano, rappresenta l’effimera vittoria a tutto ciò che ci dà delusione. Ma il calcio è una passione, deve essere un diversivo, uno svago, un qualcosa che ti prende dentro ma che deve essere circoscritto,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>non può essere una rivincita alle disgrazie quotidiane e neanche alla delusione di tutto ciò che avremmo voluto essere e non siamo stati. Discorsi scritti e riscritti mille volte, che non hanno seguito nell’ambito di un miglioramento sociale, umano e civile. Non ricordo più quante volte ho scritto la parola “SPERIAMO CHE NON ACCADA PIU’”. Poi, immancabilmente, tutto ritorna con ciclica periodicità, con assurda e aberrante violenza inaudita. E allora mi chiedo, a cosa servono tante parole, tanti pensieri, tante riflessioni, tanti proponimenti nel tentativo di migliorarci e di migliorare le generazioni che verranno? Servirò ancora alla causa se continuerò a scrivere di Juventus, Torino, Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, del calcio e delle partite della nostra Nazionale? Ma il mondo del pallone, con i suoi schemi, le tattiche, il credo calcistico dei suoi ben remunerati allenatori e le Coppe alzate al cielo, resta pur sempre legato alla storia dell’uomo e alle sue imperdonabili vergogne.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711Roma-stadio-Olimpico-bis.jpgSiNche-senso-ha-1012842.htmSi100451001,02,03030327
511012824NewsCampionatiToro, impara a gestire il vantaggio20140421175526Il Torino «regala« alla Lazio un pareggio che sapeva già di vittoria granata.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">E’ incredibile quello che succede ai granata da qualche partita a questa parte. Sembra proprio che in casa granata fare le cose semplici sia peggio che renderle difficili. E così gli ultimi istanti di ogni partita si tramutano sempre in momenti d’angoscia o di massima adrenalina, a seconda degli eventi. Non c’è tempo per gli sbadigli, o si ride per un risultato positivo agguantato all’ultimo secondo, o si piange per la delusione d’aver buttato alle ortiche in extremis due punti d’oro. E’ quello che è successo al Torino in quel dell’Olimpico di Roma contro la Lazio. Doveva essere uno spareggio per l’Europa League e, invece, il punteggio di 3 a 3 non ha dato alcuna indicazione di base, se non evidenziare l’avanzata del Milan che agguanta il Parma al sesto posto, creando una situazione di ulteriore confusione nell’ambito della partecipazione all’Europa 2014-15. La Lazio chiude il primo tempo in vantaggio per 1 a 0, grazie al gol di Mauri che al 42’ di testa batte Padelli. Al 52’ pareggio del Toro. Incredibile dormita della difesa della Lazio che consente a Meggiorini di attraversare tutta l’area di rigore e passare a Kurtic, il cui diagonale destro s’infila in porta vicino al palo esterno. Al 60’ calcio di rigore per la Lazio di Reja. Padelli stende in area di rigore Keita, batte Candreva dal dischetto e nulla da fare per il portiere del Toro. Ma i granata non ci stanno e il loro incedere è chiaro di una ritrovata voglia di non perdere questa partita, anzi se capita l’occasione vorrebbero pure provare a vincerla. E così, Tachtsidis appena entrato in campo, segna tirando al volo dall’area di rigore dopo aver raccolto un invitante pallone arrivato direttamente da calcio d’angolo. Al 79’ la Lazio resta in dieci per effetto dell’espulsione di Novaretti, il quale irrompe su Darmian ai limiti dell’area di rigore e viene espulso per somma di ammonizioni. All’89’ il Toro va in vantaggio con Ciro Immobile che scarica un gran destro sul primo palo e fa volare con l’entusiasmo i granata, raggiungendo quota 20 in classifica cannonieri. Ma, al 94’, incredibile ma vero, Candreva pareggia sul filo di lana una partita che sembrava ormai persa per i biancocelesti, girando in rete un tentativo maldestro di Anderson a recupero praticamente scaduto. L’analisi di quanto visto all’Olimpico di Roma lascia pensare a un Torino che, pur non avendo perso la retta via, ha ancora bisogno di tempo per raggiungere una maturazione che in Serie A è necessaria per conquistare grandi risultati. Saper gestire il punteggio a proprio favore è essenziale, soprattutto se la partita volge al termine e hai l’occasione della vita a portata di mano. Bisogna difendere la palla aumentandone il possesso e, se è il caso, in fase di lungo linea farsi fare anche fallo per far scorrere i minuti restanti alla fine del match. Costruire ancora gioco e verticalizzarlo come se si perdesse è assolutamente rischioso, perché l’avversario vuole carpirti la palla per andare in gol. Ci sta dunque questo amaro punteggio, anche se il Toro deve sveltire queste piccole furbizie e non farsi più trovare impreparato. Ventura è giustamente arrabbiato, ma a mente fredda in fondo è il primo a non meravigliarsi più di tanto, perché lui, questo Toro che è suo, lo conosce bene e sa pregi e difetti. Intanto il campionato volge al termine, ma non tutto è perduto. L’autobus che porta in Europa non è ancora perso, basta ritornare a essere concreti senza distrazioni di sorta.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 14pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtoro-impara-a-gestire-il-vantaggio-1012824.htmSi100451001,02,03030344
521012794NewsEditorialeTracce di bellezza calcistica italiana che non c`è più20140324185422Il calcio italiano perde la bellezza e l`armonia del gioco<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Era il campionato più bello del mondo, quello italiano. Tutti ce lo invidiavano e persino i calciatori più importanti al mondo facevano a gara per poter giocare in Italia. E, anche se questo mondo pallonaro ci ha abituato a pensare che i calciatori vanno là, dove la moneta brilla di ricchezza e benessere, c’è stato un periodo in cui dal punto di vista professionale e qualitativo il calcio italiano dava garanzia di grande immagine e crescita di prestigio. Oggi non è più così. Il pallone italiano, infatti, non dà più garanzie di bel gioco. E, se pensiamo che solo la Juventus, la Roma e a tratti anche il Napoli, sono in grado di offrire il calcio spettacolo adatto ai palati fini, il resto è carente di bellezza pura. La 29ma giornata di calcio di Serie A, ha offerto un piatto povero di emozioni calcistiche ed è stato davvero carente di quello che è il vero significato del calcio: il gioco. Napoli – Fiorentina finita con la vittoria dei viola per 1 a 0 non ha entusiasmato particolarmente, come neppure ha sollecitato interesse la partita dell’Olimpico Lazio – Milan finita 1 a 1. Vince la Sampdoria contro il Verona per 5 a 0 e pure il Torino segna un rotondo 3 a 1 contro uno spento Livorno. Perde in casa l’Inter di Mazzarri per 1 a 2 contro l’Atalanta, pareggia il Parma 1 a 1 contro il Genoa e vincono Udinese, Bologna e Roma, rispettivamente contro Sassuolo, Cagliari e Chievo, in incontri in cui il calcio noioso e farraginoso non stuzzica interesse alcuno. Poi, al Massimino di Catania i rosso celesti affrontano la partita della vita contro la prima della classe, Juventus. Abbiamo visto tutti la qualità scadente dell’incontro fatto di ripetuti falli, cattiverie senza fine, scontri che sanno più di rugby che di calcio. Una partita noiosa, dove il gioco del pallone, quello vero, è stato offeso in maniera vergognosa. Non una trama di gioco degna di nota, mai la sensazione di volere giocare una partita di calcio a viso aperto e con logiche tattiche consone al credo calcistico dei rispettivi allenatori. Eppure in campo c’era la prima della classe contro l’ultima. Non vogliamo dire che questa mancanza di calcio e della sua bellezza sia stata imposta solo dal Catania che aveva bisogno di punti, tuttavia, possiamo affermare con tutta franchezza che ai siciliani è imputabile molta responsabilità. Più che un campo di calcio con due squadre contendenti, sembrava un ring in cui i giocatori si preparavano a mettere i guantoni. No, quello visto a Catania non è calcio, non può esserlo, anche se la Juventus certamente superiore dal punto di vista tecnico, in maniera sorniona si è cucita il terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Magra consolazione, diciamo noi, anche perché la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato davvero a ben altro. E’ vero, per giocare a calcio, quello con la C maiuscola, bisogna essere in due a farlo, tuttavia, ci corre l’obbligo di affermare che i bianconeri di Conte, dall’alto della loro superiorità tecnica e tattica, avrebbero potuto e dovuto non cadere nel tranello della provocazione del non gioco, senza rispondere fallo su fallo in maniera del tutto sbagliata. Insomma uno spettacolo calcistico davvero deprimente, che ha evidenziato in contemporanea l’espulsione dei due allenatori, Maran e Conte e, a seguire, anche quella di Berghessio per somma di ammonizioni. E così, annoiati com’eravamo di vedere tale scempio pallonaro, abbiamo pensato di ossigenarci assistendo a spizzichi e a bocconi al “derby” spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. Tutto un altro calcio, anzi, questo è il vero calcio che non è dato dal solo risultato di 3 a 4 in favore del Barcellona, ma da tutta una serie di azioni di gioco che fanno del calcio lo spettacolo vero. Al Bernabeu è stato tutto un godere per gli amanti di calcio puro. Sblocca Iniesta, segue la doppietta di Benzema e poi la tripletta di Messi che rende vano anche il gol di Ronaldo. Certo, qui in questa terra spagnola il calcio è arte anche grazie alla presenza di due tra i più forti giocatori al mondo che tutti gli anni si contendono il pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Tuttavia, pur non volendo paragonare l’incontro tra Catania – Juventus a Real Madrid – Barcellona, è giusto segnalare che al di là dell’evidente divario tecnico, la differenza sta proprio nel concetto di base che sta nell’intendimento di un calcio essenzialmente concepito come spettacolo e divertimento. Certo, ci stanno i falli, gli scontri, la grinta, la determinazione, la cattiveria agonistica, tutte fasi importanti che fanno parte del gioco del calcio. Ma il non calcio fatto di continue ripicche, di gomitate reciproche e continui falli oltre ogni limite, quello no! Non è davvero accettabile! E allora, noi che siamo eterni amanti e&nbsp;gelosi del nostro calcio, non meravigliamoci quando nelle Coppe Europee non vediamo più nostre squadre se non all’inizio delle varie competizioni. Nulla nasce dal nulla, questa è l’espressione del nostro calcio. La Juventus, ci ha abituato a vedere un buon calcio e, a onor del vero, le diamo atto di essere una delle pochissime superstiti del bel gioco, tranne alcune partite come quella disputata appunto a Catania. In fondo, la Vecchia Signora è l’unica squadra italiana rimasta in Europa in questo 2014. Non sarà mica un caso, no? Riprendiamoci dunque la bellezza del gioco più bello del mondo, magari migliorando la cultura della sconfitta. Forse così si potrà superare l’ansia e l’angoscia del perdere, a beneficio dello spettacolo e del senso propositivo del gioco stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cataniafl0711fl0711pallone8.jpgSiNtracce-di-bellezza-calcistica-italiana-che-non-c`e-pio-1012794.htmSi100451001,02,03030342
531012782NewsCampionatiUdinese ko a Roma, la buona prestazione non paga20140318145020Udinese, Roma, PrandelliL`Udinese ne fa due alla Roma, che comunque passa all`Olimpico. Vittoria che non basta per raggiungere la Juve, mentre l`Udinese deve correre sempre di più per la salvezza.Non basta l’ispirazione di <b>Di Natale</b> e nemmeno i buoni guantoni di <b>Scuffet</b>. L’<b>Olimpico</b> di <b>Roma</b> è fatale all’<b>Udinese</b>, consapevole di aver disputato una buonissima partita che però si è risolta a favore dei padroni di casa. Mentre i friulani escono dal campo delusi per la serata storta, i giallorossi &nbsp;corrono contro mister <b>Garcia</b>, con tre punti in più in tasca. &nbsp;&nbsp;<div><br></div><div>Tutto era iniziato con lui, sempre lui, capitan <b>Totti </b>che insacca dopo che il numero uno bianconero aveva respinto il tiro sicuro di <b>Gervinho</b>. È il 22’ del primo tempo e sembra già che per i friulani le cose non stiano prendendo una buona piega. Due minuti dopo, però, è il centrocampista dell’Udinese <b>Badu</b> a spaventare <b>De Sanctis</b>, che comunque respinge senza problemi. Alla mezz’ora, poi, la Roma raddoppia con <b>Destro</b> e <b>Guidolin</b> comincia a pregare il rosario. Tagliavento finalmente fischia e tutti vanno a bersi un thè caldo, per la gioia dei bianconeri. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div>Sembra la stessa partita anche nel secondo tempo, ma fin da subito cambia tono. Appena 6 minuti e <b>Pinzi</b> buca la porta custodita dall’ex compagno di squadra, mentre al decimo Di Natale getta via l’occasione per il pareggio. Chi non realizza paga, dice la regola, e quindi <b>Torosidis</b> fa pagare. 25 metri, prende la mira e…eurogol che fa ciao ciao al giovane portiere Scuffet. 3-1, ma non è ancora finita. È <b>Basta</b>, infatti, a donare l’ultimo barlume di speranza all’Udinese, quando al 35’ accorcia le distanze. Ma Garcia non ci stà e costringe i suoi a un forcing finale in difesa. Triplice fischio, tutti sotto la curva a festeggiare. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div>La squadra di Guidolin butta via l’occasione di allungare a 34 i suoi punti, raggiungendo la Sampdoria, e interrompe di nuovo il cammino salvezza. Per la Roma, invece, è una vittoria che aggiunge speranza alla rincorsa della <b>Juve</b>, anche se sono ben 14 i gettoni da recuperare. Da entrambe le parti i migliori in campo sono stati i capitani e molto probabilmente <b>Prandelli</b> comincia a farci già un pensierino per l’estate. Entrambi, magari, se nessun altro si meriterà il posto la davanti.&nbsp;</div>Roma Stadio Olimpicouttd01uttd01guidolin.jpgSiNudinese-ko-a-roma-la-buona-prestazione-non-paga-1012782.htmSi101268101,02,03030347
541012781NewsCampionatiLa Roma piega l`Udinese e mantiene il vantaggio sul Napoli20140318094637roma,udinese,serie a,totti,destro,pinzi,torosidis,bastaI giallorossi superano un`Udinese gagliarda con il punteggio di 3-2, rispondendo così al successo del NapoliCostretta al successo dalla vittoria del Napoli, una Roma appannata riesce a superare una buona Udinese con il punteggio di 3-2. Non è stata una serata facile per gli uomini di Garcia, che si sono trovati di fronte una formazione volenterosa e che non ha mai rinunciato ad attaccare.<div><br></div><div>Orfani di Kevin Strootman, i giallorossi hanno schierato al suo posto il brasiliano Rodrigo Taddei, che bene aveva fatto al San Paolo contro il Napoli. Per sostituire gli squalificati Maicon e De Rossi, Garcia si è affidato a Torosidis e Nainggolan, mentre Dodò è stato preferito al giovanissimo Romagnoli, fisicamente non al meglio. In avanti, a far compagnia al solito Gervinho, ci sono Mattia Destro e il rientrante Francesco Totti. L'Udinese si è presentata quasi al completo, col solo Gabriel Silva indisponibile: al suo posto, Guidolin ha scelto Basta, con Widmer ad occupare invece la fascia destra.</div><div><br></div><div>I bianconeri partono alla grande e mettono sotto pressione i capitolini. Al 22°, però, è la Roma a portarsi in vantaggio: una bella azione porta Gervinho alla conclusione ravvicinata, respinta da Scuffet. Per Francesco Totti è un gioco da ragazzi appoggiare la sfera nella porta sguarnita, regalando l'1-0 alla sua squadra.</div><div><br></div><div>L'Udinese reagisce in modo veemente, ma De Sanctis compie un miracolo sul tiro quasi a botta sicura di Badu. Non sarà l'unico grande intervento del portiere in questa serata. Al 30°, un'azione di contropiede della Roma porta Destro a tu per tu con Scuffet, col giovane attaccante che è bravo ad aggirarlo e a depositare la palla in rete per il 2-0 dei giallorossi.</div><div><br></div><div>Ancora una volta, l'Udinese ribatte rabbiosamente e chiama De Sanctis ad un altro grande intervento, col portiere che nega a Di Natale la gioia del gol: bel gesto di fair play dell'attaccante napoletano, che al termine dell'azione fa i complimenti all'estremo difensore della Roma. I friulani alzano il baricentro, ma non riescono a trovare la rete.</div><div><br></div><div>Dopo l'intervallo, la Roma rientra in campo apparentemente svagata e l'Udinese la punisce al 51°: Totti perde un pallone velenoso a metà campo e Pinzi supera De Sanctis con un diagonale di sinistro dal limite dell'area, che si infila sul secondo palo. L'Udinese ha anche la palla per il 2-2, con Di Natale che si trova a tu per tu con De Sanctis, ma il portiere della Roma si supera anche in questa occasione e mantiene in vantaggio la sua squadra.</div><div><br></div><div>Al 70°, la Roma trova il gol del 3-1: un'avanzata apparentemente innocua di Torosidis coglie impreparata la difesa friulana e il greco scaglia un sinistro potente e preciso che non lascia scampo a Scuffet. Un minuto più tardi, l'Udinese potrebbe accorciare lo svantaggio, ma De Sanctis nega ancora una volta la rete a Di Natale, che aveva cercato di superarlo con un destro a giro.</div><div><br></div><div>Al 76°, è clamoroso l'errore di Allan: una triangolazione con Di Natale porta al tiro l'incontrista brasiliano, che cicca clamorosamente il pallone e spedisce la sfera sul fondo. All'81°, l'Udinese trova la rete del 3-2 sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con Basta che sfrutta una respinta di De Sanctis e lo supera con un potente sinistro da distanza ravvicinata.</div><div><br></div><div>L'Udinese tenta un forcing finale ma non riesce più a rendersi pericolosa. Il nuovo entrato Florenzi ha invece la palla del 4-2, ma il suo tiro finisce alto sulla traversa di Scuffet. Non accade più nulla fino al termine del recupero, quando Tagliavento fischia la fine dell'incontro. Non senza soffrire, la Roma regala al proprio pubblico il 18° successo stagionale, mentre per l'Udinese resta la beffa di essersi trovata di fronte ad uno straordinario De Sanctis, che non le ha permesso di strappare almeno un punto allo stadio Olimpico.</div>C1012317Roma Stadio OlimpicoEK1143EK1143garcia.jpgSiNrisultati-roma-udinese-campionato-serie-a-1012781.htmSiT1000012101277701,02,030101161
551012764NewsCampionatiLa ventisettesima giornata consacra la Juventus. Il Napoli si avvicina alla Roma, battuta al San Paolo 20140309235625europa, scudetto, juve, roma. napoli, bologna, catania, sassuolo, cagliari. udinese, sampdoria, salvezza, scudetto<div align="justify">IL PUNTO SULLA 27' GIORNATA - La Juventus, che nel lunch-match supera la Fiorentina con una prodezza di Asamoah, mette in cassaforte il terzo scudetto consecutivo. Bianconeri a + 14 dai giallorossi, che devono recuperare la gara contro il Parma, ma che devono stare attenti al Napoli, distante adesso solo 3 punti. La rete decisiva arriva a 10' dalla fine grazie ad un perfetto stacco aereo di Callejon, anche se la Roma non meritava la sconfitta per quanto dimostrato nell'arco dei novanta minuti. Si rifà sotto l'Inter, che supera di misura il Torino e si porta al 5' posto ad un solo punto dai viola, sempre quarti. Sale anche il sorprendente Parma, che batte il Verona e si porta al 6' posto a soli 2 punti dal 4' posto. Rallentano in chiave Europa-League il Verona, che cade a Parma, la Lazio, sconfitta all'Olimpico ad opera dell'Atalanta e il Torino. Non fanno certamente meglio Milan e Genoa, che perdono rispettivamente a Udine e al Bentegodi contro il Chievo. Salgono verso zone tranquille raggiungendo praticamente la salvezza, la Sampdoria (4 a 2 al Livorno), l'Atalanta (che sbanca Roma e batte per 1 a 0 la Lazio), e l'Udinese (che passa al Friuli contro i rossoneri grazie alla rete del solito Di Natale). In zona calda il Cagliari porta a casa un punto dal Massimino, il Chievo grazie a due tiri dagli undici metri supera il Genoa, il Bologna impatta contro il Sassuolo, che torna a far punti con Di Francesco (nuovamente in&nbsp; panca dopo 6 turni in cui il suo sostituto, Malesani, non aveva raccolto punti per i neroverdi). Pesante la sconfitta del Livorno, avanti al riposo 2 a 0, ma che poi perde clamorosamente 4 a 2 contro la Sampdoria. Inutile anche il pareggio interno del Catania contro il Cagliari, mentre positivo il pari esterno del Sassuolo al Dall'Ara. Saranno quasi certamente Sassuolo, Catania, Livorno, Bologna e Chievo a lottare per mantenere la Serie A. Archiviato il discorso scudetto, sarà lotta sino alla fine tra Roma e Napoli per il secondo posto, mentre per l'Europa lotterano ben 8 squadre, dal Genoa (undicesimo con 35 punti) alla Fiorentina (che è quarta e di punti ne ha 45).<br></div>ivomesivomesc-33509839.jpgSiNasamoah-1012764.htmSi100075401,02,03010571
561012731NewsCampionatiRoma, nuovo ricorso della società20140224192940romaIl clubNuovo ricorso della Roma all'Alta Corte di giustizia presso il Coni contro la chiusura dei settori dell'Olimpico in occasione di Roma-Inter, decisa per cori di discriminazione territoriale lanciati nella gara con la Samp. Il club ha depositato una richiesta di annullamento della chiusura dei Distinti Sud e della multa di 80mila euro. Il ricorso propone un'istanza cautelare d'urgenza e un'istanza di riunione del procedimento a quello già in corso (in discussione domani) sulla chiusura delle curve.C1012317adm001adm001stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNroma-nuovo-ricorso-della-societa-1012731.htmSiT1000012100075701,02,03030577
571012708NewsCampionatiGiovani talenti si nasce: Luca Lezzerini, il gigante «buono»20140220111856Luca Lezzerini, Italia, Fiorentina, Mtv, giovani, NazionaleInizia il viaggio alla scoperta dei più promettenti talenti italiani del futuro. Si incomincia con un volto già noto e con i guantoni ben saldi: Luca Lezzerini (Fiorentina)<span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; ">Al pubblico di&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="MTV" href="http://en.wikipedia.org/wiki/MTV" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">MTV</a></strong>&nbsp;il suo nome non è nuovo.&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Luca Lezzerini</strong>, classe ’95, è infatti uno dei protagonisti della fortunata serie tv “Calciatori, Giovani Speranze”, ossia la versione “maschile” di “Ginnaste, Vite Parallele”. Ma è anche uno dei più apprezzati calciatori&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 19</strong>&nbsp;</span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; ">italiani e uno dei portieri più promettenti che siano usciti dai vivai nostrani.</span><div><font class="Apple-style-span" color="#444444" face="'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"><br></span></font><div><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">LA SCHEDA&nbsp;</strong>Fisico possente e altezza da cestista, con la bellezza di 1.93 m, Lezzerini è un giocatore molto stimato a livello giovanile per le sue qualità tecniche.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Nato a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Rome" href="http://maps.google.com/maps?ll=41.9,12.5&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=41.9,12.5%20(Rome)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Roma</a></strong>&nbsp;nel 1995, è destrorso di piede, con il quale riesce anche ad effettuare rinvii decisi e lunghi, e riesce a trasmettere sicurezza all’intera difesa grazie alla sua determinazione. Spesso non è bello da vedere stilisticamente, ma sa essere decisivo fra i pali e possiede una certa agilità nonostante il suo fisico da “armadio”.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Sulle uscite può migliorare, sia su tiri bassi che alti, dal momento che possiede le qualità ideali per controllare appieno la sua area. Da segnalare, inoltre, il senso della posizione che qualche volta non gli ha permesso di difendere bene la sua porta.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">CARRIERA</strong>&nbsp;Nasce come &nbsp;centrocampista centrale nella&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Roma Team</strong>&nbsp;(2005), ma l’anno dopo approda alla&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Lazio</strong>&nbsp;e il suo allenatore gli fa provare i guantoni da portiere. Sarà amore a prima vista e per tre anni difenderà la porta dei biancocelesti&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Giovanissimi regionali</strong>. Qui ottiene diversi premi, come quello per miglior portiere al torneo internazionale “Città di&nbsp;<a class="zem_slink" title="Cairo Montenotte" href="http://maps.google.com/maps?ll=44.4,8.26666666667&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=44.4,8.26666666667%20(Cairo%20Montenotte)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Cairo Montenotte</a>“.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Cambia città nel 2009, acquistato dalla&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="ACF Fiorentina" href="http://en.wikipedia.org/wiki/ACF_Fiorentina" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Fiorentina</a></strong>&nbsp;che punterà molto su di lui. La stagione 2010/11 la gioca negli&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Allievi</strong>&nbsp;viola, alternandosi con la seconda squadra in qualche partita. Viene eletto miglior portiere al trofeo “<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Nereo Rocco" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nereo_Rocco" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Nereo Rocco</a></strong>” di Firenze e raggiunge addirittura la convocazione di&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Montella</strong>&nbsp;in prima squadra per la partita contro il&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Napoli</strong>. Andrà in tribuna, ma comunque è un’ottimo inizio.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">La stagione dopo gioca sempre con più continuità tra Allievi e&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Primavera</strong>, vincendo con questa la Supercoppa italiana all’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Olimpico</strong>&nbsp;di Roma e viene perfino convocato dal c.t. azzurro&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Prandelli</strong>&nbsp;per uno stage a<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">&nbsp;<a class="zem_slink" title="Coverciano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Coverciano" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Coverciano</a></strong>&nbsp;a fine maggio. Nel 2012/13 è uno dei protagonisti del cammino viola a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Viareggio" href="http://maps.google.com/maps?ll=43.8666666667,10.2333333333&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=43.8666666667,10.2333333333%20(Viareggio)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Viareggio</a></strong>, che però termina agli ottavi contro il&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Parma</strong>ai rigori, nonostante Lezzerini fosse riuscito a pararne uno.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">NAZIONALE</strong>&nbsp;Entra nel giro azzurro nel 2010 con l’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 15</strong>&nbsp;e a ottobre viene convocato come titolare nell’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 16</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Latina</strong>, giocando contro la Danimarca e mettendo in luce il suo grande potenziale, vincendo così 1-0.<br><br></span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Esordisce subito dopo con gli&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 17</strong>&nbsp;contro la Francia nella fase a qualificazione agli<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Europei</strong>&nbsp;di categoria: finirà 2-1 per noi.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Causa impegni con i rispettivi club, i tre portieri della nazionale maggiore non vanno in ritiro per la preparazione agli Europei e Lezzerini ha quindi l’occasione di allenarsi con i suoi idoli sportivi. La stagione scorsa viene anche convocato con gli Under 19, giocano quattro partite.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">ACCOSTAMENTI&nbsp;</strong>Il numero uno romano è cresciuto con&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Buffon</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Cech</strong>&nbsp;come punti di riferimento, ammirando inoltre anche&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Jeremie Janot</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Saint Etienne</strong>. E proprio al portiere ceco del&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Chelsea</strong>&nbsp;Lezzerini è stato accostato, per le sue qualità tecniche e le ottime doti da saracinesca. Se poi diventerà forte come lui solo il tempo ce l’ho dirà, ma una cosa è certa: Luca è un predestinato e sicuramente lo vedremo presto solcare i campi della nostra&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Serie A</strong>.<br><br></span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><br><br><br></span></div></div>uttd01uttd01lezzerini-portiere-fiorentina.jpgSiNlezzerini-promesse-fiorentina-1012708.htmSi101268101,02,03030462
581012676NewsCampionatiLa 23a giornata di campionato tra conferme e sorprese20140210175012calcioTroppoTuona Antonio Conte dopo il rocambolesco pareggio di Verona: “Serve un bagno di umiltà”. Come se fosse facile mantenere l’umiltà per una squadra che vince, convince e per forza di cose deve scrollarsi di dosso la tentazione di diventare narcisista. E, come se non bastasse, si accorge pure che tranne la Roma non c’è altra squadra italiana che può infastidirla più di tanto. Certo, i due punti persi contro l’Hellas Verona potrebbero pesare alla Juve, proprio nel computo finale per la conquista di un titolo che, a questo punto della stagione, riteniamo possa perderlo soltanto la Juve stessa, piuttosto che vincerlo un’altra squadra. E’ vero, le partite durano in media 95 minuti, tuttavia certi svarioni difensivi la Juve ci ha abituato a vederli periodicamente, nonostante il notevole strapotere di gioco globale che ha dato i suoi frutti. In un gruppo dal gioco così consolidato, Antonio Conte deve essere più psicologo che tecnico. E’ essenziale mantenere mentalmente sulla corda la sua squadra, visto che dal punto di vista tecnico e tattico la Juve è in grado di organizzarsi a memoria. E’ l’eterno problema del calcio, in cui una squadra che è più forte rispetto alle altre deve mantenere nel tempo un passo fatto soprattutto di equilibrio psicologico e condizione fisica. Non è cosa semplice per nessuno, neanche per la Juve dei grandi campioni. E poi, chi gioca contro i bianconeri fa sempre la partita della vita, fosse anche l’ultima in classifica e, come tale, ogni eventuale sgambetto può nascondersi sempre dietro l’angolo. Ma la squadra di Conte ci ha abituato a vedere la sua reazione contro tutto e tutti, siano esse scoppole (vedi Firenze) o mini momenti di riflessione e mea culpa da analizzare (vedi Verona). Vedremo cosa accadrà nel prosieguo della stagione bianconera. A parte il pareggio della Juve a Verona, la 23a giornata del campionato italiano ha messo in evidenza le vittorie del Napoli contro il Milan, della Fiorentina contro l’Atalanta, dell’Inter contro il Sassuolo, rimarcando uno scialbo zero a zero nel derby di Roma. La squadra di Garcia, pur con la mente rivolta all’importante partita di Coppa Italia di mercoledì prossimo in casa del Napoli, ha macinato grande gioco d’attacco sfiorando la vittoria contro una Lazio che si è solo preoccupata di chiudere ogni varco ai giallorossi. Troppo importante per i biancocelesti di Reja non perdere il derby cittadino e quindi, più che preoccuparsi di attaccare ha capito che era meglio interdire a centrocampo e in difesa. Vince il Genoa a Livorno, la Sampdoria contro il Cagliari e l’Udinese contro il Chievo, mentre il Parma si limita a pareggiare 0 a 0 contro un Catania apparso in ripresa di gioco e caparbio a non ammainare ogni speranza residua di restare in Serie A. Un discorso a parte va fatto per il Torino che perde malamente in casa contro il Bologna privo del suo gioiellino Diamanti, passato alla corte cinese di Lippi. Il match che vedeva il ritorno all’Olimpico di Torino per la prima volta da avversario l’ex Rolando Bianchi, è stato di quelli che a dir poco sbalordiscono per quello che non ti aspetti. Il Toro di Ventura è stato irriconoscibile per tutta la partita, nonostante sia passato subito in vantaggio con Immobile. Poi il buio più assoluto, quasi che il Toro temesse sorprendentemente di trovarsi quinto in classifica, con l’Europa lì, a due passi, a fargli l’occhiolino. E’ il segno evidente di un processo di maturazione che non si è ancora completato del tutto e che ha bisogno di tempo per plasmarsi definitivamente. Più che vincere la partita, il Bologna di mister Ballardini si è trovato il piattino pronto e non se l’è fatto scappare. E’ legittimo nel calcio, che quando l’avversario non è in giornata si debba approfittare dell’occasione, soprattutto nella critica situazione di classifica in cui si trova oggi il Bologna. Tuttavia, riteniamo che per il Toro nulla sia perduto e che se saprà rivedere gli errori commessi in questa infausta domenica di febbraio, potrà sicuramente riprendere quel cammino fatto di bel gioco e risultati positivi apprezzato da tutti. Giampiero Ventura, che abbiamo visto al fischio finale del match contro il Bologna, aveva il viso rivolto verso il basso a guardare quel terreno erboso dell’Olimpico, quasi a cercare una spiegazione a una tale involuzione di gioco che nessuno si aspettava, nessuno poteva prevedere. E’ l’imprevedibilità del calcio che, comunque, riserva sempre un suo “perché” razionale a ogni insuccesso. La difficoltà sta nel trovare in fretta il problema e risolverlo.<br><br><br>C1012317FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNla-ventitreesima-giornata-tra-conferme-e-sorprese-1012676.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030484
591012647NewsCampionatiJuventus, c`è qualcosa che non va20140128211452juventusAbbiamoC’è qualcosa di indefinibile, di impercettibile nella Juve di questi ultimi tempi. E non è per volere trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma ciò che aleggia nell’aria circostante al feudo bianconero sembra qualcosa di strano che fa riflettere. Dopo l’uscita dalla Coppa Italia ad opera di una Roma apparsa ottima squadra ma non irresistibile, la Juve si è rituffata in campionato ripartendo proprio dallo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio di Edy Reya. Ebbene, anche in questa circostanza, la Juve di Conte non è sembrata la squadra arrembante, sicura a centrocampo e nelle ripartenze, ma si è evidenziato uno strano approccio alla gara che dava la sensazione di una squadra ferma sulle gambe e stranamente attendista. Ciò che in un primo momento si pensava essere un atteggiamento tattico voluto per aspettare l’avversario e colpirlo poi in contropiede, non è sembrato plausibile anche per l’incapacità dei bianconeri di dare forza alle proprie azioni offensive. Poco movimento senza palla, poco gioco sugli esterni (abituale punto di successo nello scacchiere tattico di Conte) e pochissimi tiri in porta. Abbiamo visto azioni poco convinte che immancabilmente si spegnevano al limite dell’area avversaria. Tevez a dannarsi l’anima e Llorente a tentare di portare su la squadra, lottando talora per mantenere il possesso palla piuttosto che essere messo in condizione di tirare in porta. E così dopo essere andata in svantaggio con un gol di Candreva su rigore e dopo l’espulsione di Buffon al 24’ del primo tempo per atterramento di Klose in area di rigore, la Juve si è trovata ad affrontare il match in dieci uomini per quasi un’ora. Poi, nel secondo tempo, i bianconeri sono sembrati meno impacciati ma sempre lontani dal loro standard abituale. Al 15’ la Juve pareggia con un gol di testa di Llorente, il quale raccoglie un invitante cross di Lichtsteiner. La partita termina in parità dopo aver registrato una traversa di Klose con grande deviazione di Storari e un palo centrato da Keita. Intanto, il giorno dopo la Roma vince a Verona e accorcia le distanze in classifica dai bianconeri, di sei lunghezze. Ma per la Juve, il punto da focalizzare non è aver perso due punti un classifica, ma aver dato la sensazione di stanchezza psico-fisica. Saranno le polemiche dovute alle vicende del mancato scambio tra Vucinic e Guarin, sarà il gossip maligno e destabilizzante che si è instaurato nello spogliatoio della Juve per la presunta relazione di Gigi Buffon con la bella giornalista sportiva di Sky, Ilaria D’Amico, oppure per la separazione di Pirlo da sua moglie. Fatto è che la Juve sembra investita da problemi che vanno a coinvolgere un ambiente che fino a ieri viveva di automatismi fatti solo di pane e calcio. Anche Conte visto a Roma contro la Lazio, nel primo tempo non è sembrato il solito “cane arrabbiato” che tutti conosciamo. Troppo tranquillo il suo atteggiamento, non è da lui. Comunque, a onor del vero, bisogna dire che le 12 partite utili consecutive disputate dalla Juve e la sua attuale posizione in classifica, non danno adito ad allarmismi di sorta. Il prosieguo del campionato ci dirà se le nostre sono autentiche sensazioni, oppure dei dati di fatto preoccupanti. Domenica prossima avremo già una prima risposta, visto che tra le proprie mura la Juve affronterà “l’odiata” Inter di Mazzarri alle prese con un anno calcistico assolutamente da dimenticare. Conte e la sua Juve sono chiamati all’ennesima verifica di squadra che vince e convince. E’ la legge di chi nasce con il concetto radicato che, per scrivere la propria storia, devi vincere per essere primo. Alla Juve, arrivare secondi è stato sempre un insuccesso.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-c-e-qualcosa-che-non-va-1012647.htmSiT1000007100451001,02,03,06030717
601012616NewsCampionatiIl Torino va in paradiso l`Udinese in zona pericolosa20131216204522torinoUna posizione L’ultima vittoria del Torino al Friuli di Udine risale al 1987, allorquando Aldo Serena siglava il gol decisivo. Oggi il Toro ha vinto 2 a 0 con gol di Farnerud e Immobile, ma, soprattutto, ha trovato continuità di risultati e comunione d’intenti. Il Torino ha capito finalmente l’importanza di giocare da squadra, adesso sa che nel calcio è essenziale compattarsi in maniera salda. Volevamo un Toro cinico e pragmatico, che fosse in grado di condurre una partita magari non bella sotto il profilo dello spettacolo; ebbene, i granata di Ventura stanno dimostrando che, se vogliono, riescono a ottenere ciò che è nelle loro aspirazioni. Alla squadra di Guidolin, invece, è mancato il gol ma anche il gioco, apparso troppo spesso assente e povero di idee. Nel dopo gara il tecnico bianconero ha palesato tutta la sua amarezza per una situazione difficile della sua squadra, di cui egli si sente il primo responsabile. Rimane a quota 17 l’Udinese e precipita in zona pericolosa. Situazione diversa per il Toro che ha saputo fare muro a metà campo, aprendosi sapientemente a ventaglio nelle ripartenze. I granata raggiungono quota 22 punti in classifica con tre vittorie nelle ultime quattro sfide, ma ciò che più conta è che il Toro si colloca momentaneamente in zona UEFA, trovandosi in settima posizione. Una posizione di lusso per questa squadra che sembra abbia trovato la strada per un futuro degno della sua storia leggendaria.&nbsp; Ma ciò che ci piace di più dei granata è la maturità ritrovata e il temperamento, due aspetti da troppo tempo latitanti tra le fila del Toro. Nel 3-5-2 voluto da Ventura abbiamo ammirato il solito Cerci, ma ci ha convinto Immobile per il suo sacrificio nel ritornare a dare una mano ai compagni. Positivo anche Farnerud, un giocatore la cui intelligenza tattica lo pone spesso ad inserirsi in zona d’attacco e fare gol. Ora la squadra di Ventura pone tutti i presupposti per continuare il filotto di risultati positivi. Ma, come dicevamo, priva di idee è stata l’Udinese, che ha dimostrato furore agonistico ma mancanza di concretezza. Opaco Di Natale, imbrigliato dai difensori granata, mentre Basta ha creato il solito movimento dal centrocampo in su che, tuttavia, non ha prodotto alcun effetto sperato. Adesso per l’Udinese di Guidolin la strada si fa in salita, anche se è ancora presto per fasciarsi la testa. Il Toro, invece, attende domenica prossima il Chievo all’Olimpico per finire un 2013 che, tutto sommato, si può ritenere migliore di quanto si prospettasse alla vigilia. <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNil-torino-va-in-paradiso-l-udinese-in-zona-pericolosa-1012616.htmSiT1000099100451001,02,03030595
611012614NewsCampionatiUn Catania spuntato domina contro il Verona ma non trova i tre punti20131215104117roma, olimpico, maran, de canio, mihailovic, etnei, rossazzurri, mandorlini, catania, verona, bergessio, lopez, lodi, gomez, izco, barrientosAlvarez: «Ieri meritavamo i tre punti. Crediamo nella salvezza« <div align="justify">DAL NOSTRO INVIATO - Solo un pareggio in una gara che doveva assolutamente vincere per il Catania targato De Canio. Contro il Verona di Mandorlini gli etnei giocano un ottimo primo tempo e, anche nella ripresa, seppur con minore intensità (complice la crescita dei gialloblù dopo la prima frazione di gioco), attaccano alla ricerca della rete della vittoria. Ma, sia per le parate decisive di Rafael, che per l'imprecisione dei suoi giocatori sotto porta (Leto su tutti), i rossazzurri devono accontentarsi di un solo punto. Peccato perchè la sfida di ieri doveva costituire il primo passo per ripartire verso una salvezza non impossibile, ma veramente difficile a questo punto del torneo, con soli 10 punti in 16 partite, peggiore attacco del campionato (solamente 10 i gol realizzati), seconda peggiore difesa (28 reti subite), un ruolino preoccupante per pensare di mantenere la categoria. Anche se, proprio ieri con gli scaligeri, a tratti si è rivisto il Catania che non si vedeva da tempo, aggressivo, determinato,&nbsp; che fa girare palla e chiude tutti gli spazi agli avversari. Però la necessità assoluta di fare punti ha giocato un brutto scherzo ai rossazzurri, che sotto porta hanno mancato il gol clamorosamente in diverse occasioni. Basti pensare che il migliore in campo è stato l'estremo difensore ospite Rafael, che ha eretto un muro dinanzi a sè, consentendo ai suoi di portare a casa un importante punto che consolida il Verona nei piani alti della classifica. Resta l'amaro in bocca al Catania, che avrebbe meritato i tre punti, purtoppo non arrivati, ma che ha ritrovato la consapevolezza dei propri mezzi. Un plauso al pubblico catanese, che ha incitato a squarciagola i propri beniamini per 95 minuti. In casa Catania si spera adesso nei recuperi di Almiron, ancora infortunato, del bomber Bergessio, che ieri ha giocato appena 15 minuti, del capitano Mariano Izco e del "Pitu" Barrientos, ieri entrambi in campo dal primo minuto, affinchè la squadra etnea possa presto risalire posizioni di classifica. Serve un pò più di cattiveria in campo e un pizzico di fortuna. Pablo Alvarez, ieri in campo 90 minuti e autore di una buona gara, si dice fiducioso nel futuro. "Se giochiamo come contro il Verona possiamo senza dubbio sperare nella salvezza. Noi tutti ci crediamo. La classifica è molto pesante - conclude - ma ieri abbiamo espresso un buonissimo calcio e ci è mancato solo il gol. Speriamo anche nel recupero di tutti gli inforntunati e in un pizzico di fortuna in più". Rimane il giallo Maxi Lopez, ieri non convocato da De Canio, in una partita in cui serviva maggiore incisività in fase offensiva, Maxi sarebbe potuto tornare utile alla causa visto che Bergessio, non ancora al meglio, partiva dalla panca. E in tribuna ieri, ancora una volta, diverse le contestazioni indirizzate al presidente Pulvirenti, non solo per le scelte di mercato (vedi cessioni di Lodi, Gomez, Biagianti e Marchese), ma anche per il premuroso cambio effettuato alla guida tecnica e, in secondo luogo, per la scelta del tecnico Gigi De Canio. Non sarebbe stato forse meglio lasciare lavorare ancora Maran oppure prendere quel Sinisa Mihailovic che già conosceva l'ambiente e che aveva fatto benissimo qui a Catania conquistando una salvezza storica dopo l'inizio disastroso degli etnei che avevano cominciato la stagione 2009-2010 con Atzori in panchina? Queste le domande più ricorrenti che gli addetti ai lavori e i tifosi rossazzurri si fanno oramai da diverse settimane? La verità è che la svolta che doveva arrivare non è arrivata, e a due giornate dal termine del girone d'andata i rossazzurri sono ultimi con soli 10 punti in classifica. Basterà adesso una buona campagna acquisti di gennaio per risollevare le sorti di questo Catania? Un altro centrocampista alla "Lodi" e un attaccante servono senza dubbio a questa squadra. I sostenitori etnei si attendono le risposte dalla società e dal presidente Pulvirenti, mentre chiedono ai giocatori il massimo impegno in ogni gara, come hanno fatto ieri col Verona, perchè nulla ancora è perduto. E domenica prossima, prima della sosta, etnei in campo all'Olimpico contro la Roma. <br></div>C1012317Catania Stadio A. Massiminoivomesivomesalvarez pablo.jpgSiNcatania-verona-pareggio-palvarezcredenellasalvezza-1012614.htmSi100075401,02,03010526
621012610NewsCampionatiTorino, giochi finalmente da squadra20131209205648torinoLa squadraAdesso il Toro sembra aver capito finalmente l’importanza di giocare da squadra. La partita disputata all’Olimpico di Torino contro la Lazio, si è rivelata importante non soltanto nel risultato di 1 a 0 a favore dei granata ma, soprattutto, si è resa essenziale nell’aver messo in evidenza il gioco e la crescita esponenziale della squadra di Ventura. Già da qualche partita, avevamo visto alcuni progressi nella mentalità e nel gioco, apparso mai improvvisato da parte della squadra. Ma, prima di porlo in analisi, volevamo avere la conferma di quanto palesato nelle trame di gioco delle partite precedenti contro Catania e Genoa. A decidere la sfida con la Lazio di Petkovic è stato il gol di Glik al 19’ del primo tempo. Una vittoria che vale il settimo posto in classifica e lascia sperare per un futuro più roseo. La squadra di Ventura sembra aver capito l’importanza di unirsi all’unisono quando necessita difendere il risultato e portarlo alla fine. Infatti, dopo aver chiuso un primo tempo con piacevoli ed apprezzabili giocate di squadra, i granata hanno saputo contenere nel secondo tempo gli attacchi di Hernanes, Lulic e Floccari che, pur sfiorando il gol ripetutamente non hanno centrato mai la porta. E’ lo spirito di squadra che è piaciuto del Toro, mentre i biancocelesti laziali mostrano tutta la crisi di gioco e di risultati che mettono a serio rischio la panchina di Petkovic. Sembra irriconoscibile la squadra del presidente Lotito. I motivi? Forse da ricercarsi all’interno dello spogliatoio. Per quanto riguarda il Toro, invece, è necessario proseguire con continuità ed equilibrio, una mentalità di gioco appagante che non può disperdersi nel nulla.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-giochi-finalmente-da-squadra-1012610.htmSiT1000099100451001,02,03,09030567
631012517NewsCampionatiVerso il Torino, l`ultimo allenamento al c.s. «Angelo Moratti»20131019174038InterVerso il Torino, l`ultimo allenamento al c.s. «Angelo Moratti«Ultimo allenamento al centro sportivo <EM>"Angelo Moratti" </EM>per l'Inter in vista della partita contro il Torino in programma domenica sera allo stadio <EM>"Olimpico"</EM>. Il gruppo ha svolto una serie di esercitazioni sulle palle inattive, un riscaldamento, esercitazioni sulla rapidità e una partita a metà campo<br><br>gp01ctgp01ctmazzarri-inter.jpgSiNinter-1012517.htmSi-01,02,03010198
641012516NewsCampionatiBritos, lussazione alla clavicola destra20131019173531Napoli, BritosBritos, lussazione alla clavicola destraNella tarda mattinata di oggi Miguel Britos ha eseguito una radiografia alla spalla dopo l’infortunio di ieri all’Olimpico contro la Roma.<br><br> Gli esami hanno evidenziato una lussazione di secondo grado della clavicola destra. Al difensore è stato applicato un tutore.<br><br> Lunedì Britos sarà visitato a Villa Stuart dal Professor Mariani e dal Professor Castagna.<br><br>gp01ctgp01ctbritos 2.jpgSiNnapoli britos-1012516.htmSi-01,02,03,08010130
651012512NewsCampionatiIl tecnico azzurro: Mi sono piaciuti carattere e prestazione. Behrami: Se giochiamo cosi` arriveranno i risultati 20131019092844Benitez, NapoliIl tecnico azzurro: Mi sono piaciuti carattere e prestazione. Behrami: Se giochiamo cosi` arriveranno i risultati Il tecnico azzurro: Mi sono piaciuti carattere e prestazione. Behrami: Se giochiamo cosi' arriveranno i risultati <DIV id=testo> "<EM>Ci è mancato il gol, siamo stati superiori alla Roma</EM>". Rafa Benitez legge con razionalità il match dell'Olimpico analizzando la gara nel suo complesso al di là degli episodi. Napoli a testa alta contro la capolista...<br><br> "<EM>Abbiamo fatto meglio di loro nel primo tempo con due chiare occasioni da gol. Nel secondo tempo abbiamo avuto il controllo di tutto per 25 minuti, poi il rigore ha cambiato la partita".</EM><br><br> <EM>"E’ chiaro che se la Roma può giocare con 11 uomini dietro la palla dopo il vantaggio allora diventa dura. Con una squadra forte subìre un gol alla fine del primo tempo e poi un rigore dopo, diventa difcicile per tutti. Ma a me è piaciuta la prestazione ed il carattere della squadra"</EM>.<br><br> "<EM>Non è una partita decisiva, ma posso dire che noi abbiamo fatto tutto giusto, solo che non siamo riusciti a segnare. Quindi si prosegue con fiducia. Se facciamo gol con Pandev o dopo con Insigne parliamo di una partita diversa. Ci è mancato solo il gol</EM>".<br><br> Il rigore è almeno dubbio..."<EM>Io non sono qui per dire se è rigore o no, sono qui per dire che la mia squadra ha fatto benissimo fino a quel momento. Poi mi pare che contatti così in area ce ne siano cinquanta a partita.</EM>..".<br><br> Poi sulla decisione di lasciar fuori Higuain. "<EM>Ho deciso io che era meglio iniziare con Pandev invece che con Gonzalo</EM>".<br><br> <SPAN style="FONT-SIZE: 14pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/imgvecchiosito_535X353/ANDATA%202012_2013/behrami-napoli-bayern-31_primo.jpg" width=535 height=355></SPAN><br><br> Stessa analisi della gara per <STRONG>Valon Behrami</STRONG>...<br><br> "<EM>Io credo che il Napoli abbia fatto una gran partita fino all’episodio del rigore. E’ chiaro che dopo una sconfitta si resta male, ma a freddo dobbiamo dire che se si gioca così ci sono tanti elementi positivi su cui contare".<BR></EM><br><br> <EM>"All’inizio del secondo tempo li abbiamo messi dietro e li abbiamo schiacciati. Certo, nel momento in cui eravamo padroni della partita ci è mancata la cattiveria per andare in gol probabilmente. Che dire, il campionato è fatto di momenti: a loro gira bene, a noi di meno. Ma quando ci siamo guardati in faccia nello spogliatoio abbiamo capito che possiamo competere ad alti livelli"</EM><br><br></DIV>gp01ctgp01ctbenitez.jpgSiNbenitez napoli-1012512.htmSi-01,02,03,08010234
661012511NewsCampionatiAll`Olimpico l`anticipo dell`ottava giornata di Serie A: Roma - Napoli 2-020131019092558Roma, NapoliAll`Olimpico l`anticipo dell`ottava giornata di Serie A: Roma - Napoli 2-0All'Olimpico l'anticipo dell'ottava giornata di Serie A <DIV id=testo> Napoli: Reina, Maggio, Albiol, Britos (44' Cannavaro), Mesto, Inler (83' Dzemaili), Behrami, Callejon, Hamsik, Insigne, Pandev (67' Higuain). A disp. Rafael, Colombo, Fernandez, Armero, Radosevic, Mertens, Zapata. All.Rafa Benitez<br><br> Roma: De Sanctis, Maicon, Benatia, Castan, Dodo', Pjanic, De Rossi, Strootman, Florenzi (81' Marquinho), Totti (33' Borriello), Gervinho (57' Ljajic). All. Rudi Garcia<BR><BR>Arbitro: Orsato di Schio<BR>Marcatori: 45'+3' Pjanic, 71' Pjanic<BR>Note: espulso Cannavaro al 70' per doppia ammonizione. Ammoniti Pandev, Inler, Benatia.<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona.jpg" width=532 height=355><br><br> Roma - <STRONG>Gioca il Napoli, vince la Roma. La capolista segna su punizione e rigore, gli azzurri arrivano per due volte davanti alla porta su azione&nbsp; sullo 0-0, ma la palla non entra. Questa è la partita, il bignami dei 90 e passa minuti dell'Olimpico. Il resto è letteratura calcistica, legittima e buona per tutte la opinioni, i colori e le passioni. Il Napoli ha due clamorose occasioni da gol negli ultimi 10 minuti del primo tempo. Prima Pandev solo davanti a De Sanctis (salva De Rossi sulla linea), poi Insigne che in area colpisce il palo. Passano 3 minuti ed all'ultimo secondo del recupero Pjanic segna una bellissima punizione. Nel secondo tempo assedio azzurro, Roma schiacciata che sembra cedere. Ma poi c'è un contatto in area Cannavaro-Borriello, prima trattenuta in attacco, poi corpo a corpo e crollo in area di entrambi. L'arbitro ci vede il fallo da rigore. Cannavaro viene espulso per doppia ammonizione. Pjanic segna su rigore la sua doppietta. La Roma vince l'ottava partita consecutiva, il Napoli perde così la prima partita in campionato. E' il calcio. Ma gli azzurri mostrano il piglio della grande squadra. Manca una vita alla fine della stagione. Complimenti ai vincitori e onore ai vinti. L'avventura continua...</STRONG><br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona%20(7).jpg"><br><br> - Primo tempo -<br><br> 15' - primo tiro in porta della Roma: testa di De Rossi su angolo di Totti, Reina blocca sicuro<BR>16' - sinistro di Gervinho in area, fuori<BR>24' - ammonito Pandev<BR>31' - taglio di Inler per Callejon in area, lo spagnolo cerca il tiro d'esterno al volo ma non inquadra la porta<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona%20(5).jpg" width=532 height=355><BR>33' - entra Borriello per Totti<BR>35' - grande occasione per il Napoli. Insigne lancia Pandev che è solo davanti a De Sanctis che si supera e compie una gran parata<BR>41' - destro di Florenzi a cavallo dell'area, palla fuori<BR>44' - entra Cannavaro per Britos<BR>45' - ancora grande palla gol per il Napoli, Insigne si libera in area e colpisce il palo<BR>45' + 2' - ammonito Cannavaro<BR>45' + 3' - gol della Roma: punizione di Pjanic direttamente all'incrocio dei pali: 1-0<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona%20(7).jpg" width=532 height=355><br><br> - Secondo tempo -<br><br> 48' - botta di Inler che sfiora il palo<BR>57' - entra Ljajic per Gervinho<BR>64' - sinistro di Hamsik che scheggia il palo<BR>67' - entra Higuain per Pandev<BR>70' - rigore per la Roma per fallo di Cannavaro su Borriello.<BR>70' - espulso Cannavaro per doppia ammonizione<BR>71' - il rigore lo tira Pjanic e segna<BR>74' - ammonito Inler<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona%20(6).jpg"><BR>80' - sinistro di Inler, blocca De Sanctis<BR>81' - entra Marquinho per Florenzi<BR>83' - entra Dzemaili per Inler<BR>90' + 2' - ammonito Benatia<BR>90' + 4' - finisce 2-0 per la Roma. Prima sconfitta del Napoli in campionato, ma grande prestazione azzurra.<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/rona%20(4).jpg" width=532 height=355><br><br> La squadra va a salutare i tifosi azzurri all'Olimpico<br><br></DIV>gp01ctgp01ctpjanic-4.jpgSiNroma napoli-1012511.htmSi-01,02,03,08010239
671012502NewsCampionatiSi ferma El Kaddouri: stop di tre settimane20131019083028El kaddouri, torinoSi ferma El Kaddouri: stop di tre settimaneStop per <STRONG>El Kaddouri</STRONG>. L’ecografia cui il centrocampista è stato sottoposto oggi ha evidenziato una lesione tra il 1° e il 2° grado al retto femorale della coscia destra. La prognosi è stimata in tre settimane, da valutarsi poi dopo ulteriori controlli clinici ed ecografici. Per quanto concerne <STRONG>Maksimovic</STRONG>, nella seduta odierna il difensore serbo si è allenato regolarmente con i compagni. Ancora piscina per <STRONG>Bovo</STRONG> e <STRONG>Larrondo</STRONG>, ripresa graduale sul campo per <STRONG>Rodriguez</STRONG>. Domattina rifinitura alla Sisport, poi - alle 13 - il tecnico <STRONG>Ventura</STRONG> incontrerà i media per la conferenza di presentazione di Torino-Inter. L’appuntamento è presso la Sala Stampa dello stadio Olimpicogp01ctgp01ctel-kaddouri.jpgSiNel kaddouri torino-1012502.htmSi-01,02,03010131
681012496NewsCampionatiLa Roma prepara il big macht contro il Napoli20131015082449Roma, NapoliLa Roma prepara il big macht contro il NapoliDopo i due giorni di riposo concessi da Rudi Garcia ai suoi ragazzi, oggi la squadra giallorossa si è ritrovata al centro sportivo per riprendere i lavori in vista della gara con il Napoli: Totti e compagni affronteranno infatti i partenopei nell'anticipo del venerdì sera allo stadio Olimpico. <P class=p1>I giocatori, ancora orfani dei vari calciatori impegnati con le rispettive Nazionali, sono scesi in campo intorno alle 16, come da programma.&nbsp;<br><br> <P class=p1>La seduta è iniziata con degli esercizi tecnici e sul possesso palla seguiti da una partita a tema. La sessione ha poi visto un focus atletico e si è conclusa con un lavoro sulle finalizzazioni.<br><br> <P class=p1>Lavoro di scarico per Gervinho, differenziato in campo per Totti. Palestra e fisioterapia infine per Destro.<br><br> <P class=p1>Domani si torna in campo, questa volta con una doppia seduta: si parte alle 10:30 del mattino.<BR><br><br>gp01ctgp01ctgarcia.jpgSiNroma napoli-1012496.htmSi-01,02,03,08010147
691012495NewsCampionatiGli azzurri preparano il big match contro la Roma 20131015082215Napoli, Roma, Gli azzurri preparano il big match contro la Roma Gli azzurri preparano il big match contro la Roma <DIV id=testo> &nbsp;<IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/ALLENAMENTI%202013/radu3%20(1).jpg" width=532 height=355><br><br> Seduta pomeridiana ieri per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico con la Roma per l'anticipo dell'ottava giornata di Serie A di venerdì 18 ottobre (ore 20,45)<br><br> La squadra ha svolto riscaldamento con il pallone in avvio e poi lavoro tecnico tattico. Chiusura con mini torneo di partitine a tre squadre 5 contro 5. Prosegue il recupero di Albiol, Higuain e Zuniga che hanno svolto seduta differenziata e terapie.<br><br> E' rientrato dalla nazionale macedone Pandev che ha lavorato con il gruppo. Oggi seduta mattutina<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/ALLENAMENTI%202013/allena%202013%20(3)(1).jpg" width=532 height=355><br><br> &nbsp;<br><br></DIV>gp01ctgp01ctbenitez.jpgSiNnapoli roma -1012495.htmSi-01,02,03,08010149
701012422NewsCampionatiTorino, sale la febbre per il derby cittadino20130928184844torinoSi gioca all’Olimpico Eccoci qui a respirare ancora aria di derby. Si gioca all’Olimpico di Torino, quello che prima delle Olimpiadi si chiamava Stadio Comunale. Torino e Juventus sono pronte a duellare e l’attesa per il derby torinese sta per finire. Ancora poche ore e si accenderanno i cuori dei tifosi granata e bianconeri. Dietro ogni partita c’è una storia, ma la storia del derby di Torino è una cosa a parte, un qualcosa che sfugge al semplice incontro di calcio e che si riflette su una città in cui vivono due realtà sostanzialmente diverse per cultura e tradizione. Da una parte la Vecchia Signora con la sua antica aristocrazia della casata Agnelli che è simbolo di potere, dall’altra la parte più proletaria, sanguigna, passionale, romantica sponda granata che ricorda in ogni occasione e con senso di orgoglio i fasti del Grande Torino di capitan Valentino Mazzola. Sono due modi diametralmente opposti di vedere il pallone cittadino che si manifesta attraverso uno status sociale, piuttosto che in un effettivo incontro di calcio dai connotati tecnici da esaminare attentamente. Il divario finanziario tra le due società è imbarazzante. Mentre la Juve vanta notevoli possibilità economiche con il suo Stadium di prima proprietà privata in Italia, il moderno centro di allenamento di Vinovo, il suo museo all’interno dell’Area 12, i prossimi investimenti nella mega area della Continassa per costruire la nuova sede e il campo di allenamento della prima squadra e, come se non bastasse ancora, aggiunge il legittimo orgoglio dei suoi scudetti che la pavoneggiano in ogni occasione. Il Toro risponde più sommessamente con il suo Filadelfia indegnamente rasato al suolo e mai ricostruito, con la sua incantevole storia degli “Invincibili” fatta di vittorie strepitose, ma anche di malinconie e disgrazie che negli anni gli hanno dato la forza di controbattere comunque il potere juventino anche attraverso quel derby cittadino che resta pur sempre il significato più importante per il popolo granata. Chi non vive la storia del pallone della città di Torino, non può capire il significato profondo di vincere il derby. E, mentre ci si prepara alla stracittadina, gli animi si accalorano gli uni contro gli altri. La Juve e i suoi sostenitori hanno i favori del pronostico e pensano di vincere non solo per consolidare la loro posizione in classifica ma, soprattutto, per conquistare quel terzo scudetto consecutivo che farebbe il primato della sua storia. Il Toro e il popolo granata, invece, aspettano da sempre e con ansia questo particolare appuntamento del pallone torinese, proprio per dimostrare ai tifosi bianconeri che la curva maratona e i suoi tifosi non sono inferiori a nessuno. Ma per loro ci sono motivazioni ed emozioni i cui connotati romantici vanno al di là di ogni logica tecnica che li vede obiettivamente inferiori. Ci sono cose amabili nei sentimenti reconditi del tifoso del Toro, c’è la sfida del povero contro il ricco, c’è la differenza tra chi vince sempre e chi non è abituato a calcare certi palcoscenici calcistici europei importanti, c’è la voglia passionale di buttare in campo il cuore oltre l’ostacolo senza risparmiare energie di sorta. Poi, quello che verrà, verrà, e sarà tutto premiante per gli undici granata che affronteranno “l’odiata” Juve se, comunque vada il risultato finale, sapranno fare il loro dovere ed uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore. Questo è il sentimento romantico cui è legato il popolo granata nei confronti dei suoi giocatori, della sua squadra, della sua storia, della sua bandiera che sventola orgogliosa e si lega sempre al cuore. Ma gli aristocratici cugini bianconeri non ci stanno, loro vogliono vincere in maniera più cinica, concreta, senza fronzoli alcuni per potere dire al mondo che la Torino del pallone è bianconera e non granata. Ma questo, si sa, è un argomento scottante che i granata non accettano perché ritengono che sia statisticamente provato che i tifosi del Toro a Torino superano numericamente quelli bianconeri, i quali però, vantano invece l’assoluto tifo in campo nazionale. Due mondi diversi dunque, due modi opposti di vedere il pallone che rotola in mezzo al campo inseguito da maglie bianconere e granata con motivazioni sociali opposte che ben si addicono alla storia dei due club cittadini. Suonano le trombe dunque tra Piazza d’Armi e Corso Agnelli, la zona di Torino in cui sorge lo Stadio Olimpico. Il derby di Torino sta per cominciare. Ci saranno i sani sfottò che faranno da corollario indispensabile alla splendida cornice data dalla cromatura di colori granata e bianconeri, i quali invaderanno gli spalti di quel meraviglioso palcoscenico che si chiama stadio dai mille vecchi ricordi del pallone torinese in cui aleggiano ancora gli screzi tra Sivori e Ferrini; due calciatori che non si può proprio dire che si amassero profondamente. Dunque, sarà un mezzogiorno incandescente, dove neanche la voglia del panino potrà sostituirsi al desiderio di vincere quel derby della città sabauda che, nonostante la sua storica signorilità, non può fare a meno di essere sanguigna almeno in questa occasione del pallone cittadino. Sì, perché il derby è sempre il derby, con i suoi sfottò talora feroci e il desiderio di superarsi vicendevolmente. Altrimenti, se non fosse così, che partita sarebbe senza il sale della sana rivalità sportiva?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-sale-la-febbre-per-il-derby-cittadino-1012422.htmSi100451001,02,03,06030251
711012419NewsCampionatiVentura: «Toro, se vogliamo possiamo»20130928162886ventura, torino, juveVentura: «Toro, se vogliamo possiamo«Alla vigilia del derby della Mole il tecnico granata Giampiero <STRONG>Ventura </STRONG>ha presentato ai media la sfida: "Erano 33 anni che non vincevamo a Bologna, ora sono 18 che non cogliamo un successo nel derby...speriamo che sia di buon auspicio. Il derby è una sfida particolare, a sè. Sarebbe bello sfatare questo tabù: rispetto allo scorso anno c'è maggiore consapevolezza. Abbiamo grande rispetto per una squadra che ha vinto due scudetti negli ultimi due anni, ma non abbiamo timore. La Juve sembra meno forte degli ultimi anni? Non credo: ha sempre vinto a parte contro l'Inter. Hanno rinforzato una squadra che era già molto competitiva. Però essendo una partita a sè quella di domani, abbiamo la presunzione di provare a fare risultato. Siamo in un campionato dove ci sono dei valori in campo alti e non ti puoi permettere di sbagliare. Pirlo? Se resta fuori per scelta tecnica significa che il tecnico ha qualcuno più in forma di lui o più funzionale per questa sfida, dunque per noi non può essere un vantaggio.<br><br> Tra Toro e Juve credo che ad essere cresciuti maggiormente siano stati i granata, ma per il semplice motivo che i bianconeri erano ad un livello altissimo già l'anno scorso e i margini di miglioramento erano minimi. Quest'anno il Torino ha molta più consapevolezza dei propri mezzi e credo che il campionato lo stia confermando. La Juventus? Resta la squadra da battere in serie A. Roma e Napoli si sono rinforzate molto e l'Inter si è ripresa: è per questo motivo che il campionato di quest'anno è più difficile e competitivo.&nbsp;<br><br> Lo slogan di questo derby? Non credo ce ne sia uno in particolare. Il mio, che porto avanti da quando sono arrivato, è che questo gruppo "se vuole può". La partita di quest'anno sarà sicuramente diversa da quella della passata stagione perchè cambiano sia il modulo che gli interpreti. Immobile? Sta abbastanza bene, quindi se non succede nulla dovrebbe essere della partita. Sono sicuro che sarà un derby giocato a viso aperto.<br><br> Tevez? E' stato un acquisto importante per loro perchè ha aumentato la mentalità e la qualità della rosa della Juve. Ogbonna? Dal punto di vista professionale sono contento per lui perchè tra i nostri obiettivi c'è quello di lanciare e valorizzare i giovani: è un ragazzo molto serio e si merita di raggiungere i suoi obiettivi. Detto questo però speriamo di dargli un dispiacere domani.<br><br> Il derby non sarà mai una partita normale. Arriviamo a questo match con qualche rimpianto perchè sarebbe stato bello avere 10 punti. Spero che domani ci sia un Olimpico pieno per supportarci".<br><br>gp01ctgp01ctGiampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNventura torino juve-1012419.htmSi-01,02,03,06010134
721012411NewsCampionatiJuve: Prove di derby20130928081118Juve, TorinoL’inconsueto orario del Derby, con il calcio d’inizio alle 12.30, impone una preparazione meticolosa. Giocare così presto significa anticipare sveglia e pranzo e il metabolismo dei giocatori deve avere il tempo di abituarsi. L’inconsueto orario del Derby, con il calcio d’inizio alle 12.30, impone una preparazione meticolosa. Giocare così presto significa anticipare sveglia e pranzo e il metabolismo dei giocatori deve avere il tempo di abituarsi.<BR><BR>Così, già oggi la squadra ha iniziato a tararsi sul “fuso” della sfida contro il Toro: alle 9.30 i bianconeri hanno pranzato a Vinovo e a mezzogiorno e mezza sono scesi in campo per l’allenamento: una perfetta simulazione di quanto accadrà domenica. La seduta è stata incentrata soprattutto sulla tattica, con Conte che ha fatto provare gli schemi e i movimenti da ripetere all’Olimpico.<BR><BR>E domani si replica. La squadra si ritroverà a Vinovo ancora al mattino e Conte, presso il Media Center, incontrerà i giornalisti prima dell’allenamento. L’appuntamento con la conferenza stampa del mister è fissato per le 9.45.<BR><BR>GP01CTGP01CTmarchisio.jpgSiNjuve-torino-1012411.htmSi100075701,02,03,06010168
731012409NewsCampionatiRoma, Garcia: «Concentriamoci solo sul Bologna»20130928080110Garcia, Roma, BolognaGarcia: «Concentriamoci solo sul Bologna«. Conferenza Stampa alla vigilia di Roma-Bologna<STRONG>TOTTI<BR></STRONG>Ancora non ho incontrato Francesco, però il compleanno del Capitano è sicuramente un giorno importante: gli faccio tanti auguri. Come ho già detto, lui non è solo un giocatore immenso, ma è una persona e un uomo di grande qualità. Ed è anche umile, come tutti i grandi giocatori. Se mi aspettavo un Francesco così forte? Conoscevo il giocatore e il fuoriclasse: nel calcio tutti conoscono il Capitano. Però l’uomo Totti, come ho detto, è una persona di qualità. Sono contento che ha rinnovato il suo contratto. Normalmente si parla di una leggenda quando un giocatore ha smesso, ma Francesco ha ancora la possibilità di scrivere la sua leggenda. E spero di poterlo fare assieme a lui. Quel che conta è essere giovani nella testa, non sulla carta d’identità: per questo Totti è ancora giovane. <STRONG>BOLOGNA</STRONG><BR>Abbiamo studiato quasi tutte le partite del Bologna dall’inizio: è una squadra con molte qualità, in grado di fare gol. Ha un calciatore molto importante come Diamanti: l’ho visto all’Olimpico in Nazionale contro l’Argentina e quando è entrato ha cambiato il gioco dell’Italia. Lo sappiamo che il pericolo sarà quello di considerare la partita già vinta in partenza: e questa è la più difficile dall’inizio della stagione. Dovremo essere al 100%, forse di più, per poter vincere questa partita.<BR><BR><STRONG>MEDIA</STRONG><BR>Il risalto che ci stanno dando sui giornali è troppo. Non abbiamo vinto niente, solo cinque partite. Noi dobbiamo solo pensare alla partita che arriva e in questo caso è bene concentrarsi su quella contro il Bologna. Meglio non cercare distrazioni su cose diverse dalla partita che ci sarà. Dobbiamo fare di tutto per allungare questa striscia positiva. Questa è la cosa più importante di tutte.<BR><BR><STRONG>MAICON</STRONG><BR>Su Maicon non abbiamo ancora i risultati degli esami e vedremo come andrà. Sicuramente domenica non potrà giocare. Spero di avere più scelte a disposizione e che Torosidis sarà pronto a giocare. La soluzione della partita contro la Samp con Dodò a sinistra e Balzaretti a destra mi è piaciuta. Federico è un ragazzi di esperienza ed ero sicuro sulle sue qualità da terzino destro. Anche Jedvaj potrebbe giocare lì, lo abbiamo provato durante le amichevoli. È presto però, vedremo che soluzione adotteremo.<BR><BR><STRONG>CLASSIFICA</STRONG><BR>Siamo primi per il momento, ma se vediamo alle nostre spalle ci sono solo due punti che ci distanziano dalle altre e parliamo di grandi squadre. Ci sono ancora molte cose da fare e parlare della classifica non conta, la cosa più importante è la partita di domenica e il nostro cammino, non quello degli altri.<BR><BR><STRONG>ESPULSIONE</STRONG><BR>Non c’è niente da dire sulla mia espulsione di domenica, l’arbitro ha preso una decisione e oggi il giudice sportivo ha optato per una ammonizione con ammenda. Prendo semplicemente atto di tutto ciò. Forse è colpa dei giornalisti, ai quali ho sempre detto che si vede meglio dalla tribuna (ride, ndr).<BR><BR><STRONG>NAPOLI</STRONG><BR>Io vorrei giocare la partita contro il Napoli del 19 ottobre, non mi piacerebbe attendere tanti giorni: vorrei scendere in campo quel weekend. Vedremo cosa deciderà il Prefetto, ma prima giochiamo la partita contro il Bologna.<BR><BR><STRONG>SPOGLIATOIO</STRONG><BR>L’importante è osservare le regole e che siano valide per tutti. Ma dobbiamo considerare anche altri fattori. Io a vent’anni non ero la stessa persona di adesso. I giovani non hanno tanta esperienza. Per questo i giocatori importanti con tanta esperienza hanno una visione differente dei fatti: sono più tranquilli ed è fondamentale che diano l’esempio.<BR><BR><STRONG>CINQUE VITTORIE</STRONG><BR>Se sto cercando di far dimenticare ai miei ragazzi le 5 vittorie? La cosa importante da dimenticare era l’anno scorso e quello che la squadra ha passato. Penso che la nostra posizione in classifica debba motivare di più i ragazzi. Già la partita contro la Samp era rischiosa, ma il fatto di aver vinto quattro partite ci ha dato la carica per vincere. Ci sono state tante cose positive in questi match e domenica contro il Bologna dobbiamo fare le stesse cose, forse ancora meglio.<BR><BR><STRONG>TEST</STRONG><BR>Tutte le partite sono importanti, quando ho detto che dovevamo attendere un test decisivo prima di dare un giudizio sulla mia squadra parlavo della classifica. Per me ogni match è difficile da vincere. Non esiste un incontro vinto prima di giocarlo. Anche durante l’ultima giornata abbiamo visto cosa è successo alle altre squadre. È necessario restare concentrati sull’avversario che arriva: io non vedo il calendario pensando dove si può vincere o perdere. Voglio che la mia squadra giochi sempre per vincere, in casa e fuori casa. Dobbiamo avere l’ambizione di vincere contro tutti. E “tutti”, adesso, è il Bologna: non gli altri.<BR><BR>GP01CTGP01CTgarcia.jpgSiNgarcia-roma-bologna-1012409.htmSi-01,02,03,08010220
741012406NewsCampionatiCatania, Pulvirenti: «Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione»20130928074939Pulvirenti, CataniaPulvirenti: «Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione«Dopo il rientro da Roma ed il pernottamento a Torre del Grifo, il Catania è tornato ad allenarsi giovedì in mattinata: programma differenziato per i calciatori in campo all'Olimpico, chiamati a svolgere&nbsp;un lavoro essenzialmente defaticante. Attivazione in palestra e partitella per tutti gli altri. Bergessio e Castro si avvicinano ulteriormente al&nbsp;pieno recupero in vista della sfida al Chievo.&nbsp;Ieri, in conferenza stampa, il Presidente ha dato coraggio e fiducia alla squadra: "Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione".<BR><BR>La domanda è d'obbligo: perchè il presidente Antonino Pulvirenti ha indetto una conferenza stampa? (peraltro con il silenzio stampa dei tesserati rossoazzurri):&nbsp;«<EM>Ho ritenuto che era giusto fare la conferenza senza obiettivi o strategie, i numeri dicono che non è un buon momento le statistiche parlano chiaro. Bisogna prenderne atto e dobbiamo fare sicuramente meglio</EM>». <BR><BR>Ecco, dunque spiegato il perchè. Il numero uno del Catania (che oggi ha un solo punto in classifica) risponde ai quesiti dei media presenti al centro sportivo di Torre del Grifo:&nbsp;«<EM>Non è il momento più delicato in quanto abbiamo avuto momenti più difficili di questo, nulla di straordinario perchè nel calcio capita spesso a tutte le società, capita di raddrizzare il percorso, non è nulla di drammatico la voglia di farlo c’è da parte di tutti, sia da parte della società, dei giocatori, dello staff tecnico. Potrebbe essere una condizione il cambiamento, potrebbe essere causato dagli infortuni, dal calendario ma come fai a dire qual’è? Eravamo dati per aver fatto un’ottima squadra adesso siamo considerati meno che scarsi. Aspettiamo, diamo tempo a questa squadra. Contro il Chievo bisogna vincere, la vittoria è la panacea di tutti i mali. Maran, l’ho detto ai ragazzi ieri, questi giocatori, questo staff, li ha scelti la società e andiamo avanti fino alla fine. Questo è il Catania di oggi e domani. Maran non rischia qualsiasi cosa succede».&nbsp;</EM><BR><BR>Condizione atletica ferrata? «<EM>Sono discorsi da bar perchè lo staff è lo stesso quindi la condizione atletica c’entra poco, dipende da come affronti la gara mentalmente</EM>».<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CT181900hp2.jpgSiNpulvirenti-catania-1012406.htmSiT1000014-01,02,03,09010485
751012398NewsCampionatiCatania, oggi alle 16.00 Pulvirenti terrà una conferenza in sala stampa20130927074147Pulvirenti, CataniaOggi alle 16.00 Pulvirenti terrà una conferenza in sala stampaDopo il rientro da Roma ed il pernottamento a Torre del Grifo, il Catania è tornato ad allenarsi in mattinata: programma differenziato per i calciatori in campo ieri all'Olimpico, chiamati a svolgere&nbsp;un lavoro essenzialmente defaticante. Attivazione in palestra e partitella per tutti gli altri. Bergessio e Castro si avvicinano ulteriormente al&nbsp;pieno recupero in vista della sfida al Chievo.&nbsp;Oggi alle 16.00, concluso l'allenamento a porte chiuse, il Presidente terrà una conferenza&nbsp;in sala stampa.&nbsp;&nbsp;GP01CTGP01CTpulvirenti1.jpgSiNpulvirenti-catania-1012398.htmSi100075701,02,03,09010232
761012389NewsCampionatiLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri20130926105541Lazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurriLazio - Catania. Le pagelle dei rossazzurri<STRONG>ANDUJAR, VOTO 5,5</STRONG> La partita dell’estremo difensore argentino è stata contraddistinta da errori gravi alternati a buoni interventi. Al 3’ minuto goffa respinta sulla punizione di Candreva che porta al gol di Ederson. Al 7’ si riscatta e respinge il tiro ravvicinato di Lulic. Bene nelle uscite, 4 in totale nei 90 minuti di gioco. Al 21’ esce con puntualità con i piedi e spazza sull’accorrente Floccari. Prima di incassare il gol di Lulic, su cui non può nulla, respinge con la coscia ed in maniera fortunosa il gran tiro di Ederson. Nella ripresa viene chiamato ad un paio di interventi su tiri da fuori come al 66’ su Floccari e al 72’ su Candreva. All’84 prima sbaglia la presa sul tiro di Candreva poi salva sulla respinta di Hernanes. Nei minuti di recupero compie tre parate consecutive mostrandosi molto reattivo, poi al 93’ incassa il gol di Hernanes. 9 le parate complessive. Deve dimostrare ben altro se vuole andare ai Mondiali con la sua Argentina.<BR><BR><B>ALVAREZ, VOTO 6</B> Inizia la partita soffrendo le folate di Lulic. Poi prende le contromisure e disputa una buona partita. Al 7’ entra in scivolata su Floccari e rischia con la sua deviazione di battere Andujar in autogol. Pochi secondi dopo è sempre lui a salvare la porta rossazzurra, respingendo col viso sulla linea di porta, un tiro ravvicinato di Lulic. Al 37’ commette una ingenuità lasciando rimbalzare il pallone in area con Floccari in agguato, per fortuna se la cava la retroguardia del Catania. Nella ripresa corre su ogni pallone e ci mette lo zampino rimediando su numerose occasioni dei biancocelesti. Decisivo quando ferma di forza Ederson lanciato in contropiede. Bravo nel proteggere la palla sulle diagonali della Lazio. Corre tantissimo ed è uno dei pochi a cercare di spingere e di pressare sulla metà campo avversaria. Recupera 3 palloni e vince 6 contrasti su 10.<BR><BR><B>BELLUSCI, VOTO 5,5</B> Al 14’ si fa scappare Cana che sfiora il gol di testa. Bravo poi a chiudere su Ederson e su Floccari tra il 20’ e il 30’ minuto. In occasione del raddoppio laziale indietreggia anziché opporsi a Lulic e chiudergli la visuale per il tiro. Nella ripresa si fa espellere al 59’ per fermare Onazi lanciato in porta. Recupera 2 palloni, vince 6 contrasti e ne perde 2. Soffre più Ederson che Floccari. Meno incisivo rispetto alle partite precedenti.<BR><BR><B>SPOLLI, VOTO 6</B> Sempre uno dei migliori tra i rossazzurri anche se non brilla come nelle altre partite. E’ l’uomo tutto fare in difesa. Lotta con Floccari, con Ederson e ferma Onazi o Candreva quando aiuta il compagno Biraghi nei raddoppi di marcatura. All’11 si becca un fallaccio da parte di Cana ma si rialza e continua a combattere. Nel primo tempo grazie ai suoi interventi il Catania corre pochi rischi su azione della Lazio. Nella ripresa soffre un po’ dopo l’espulsione di Bellusci concedendo qualche inserimento di troppo ai laziali. Al 63’ di forza e in modo poco elegante ne fa fuori due della Lazio e si becca i fischi dei tifosi biancocelesti. Al 75’ è decisivo in area di rigore quando vince il corpo a corpo con Onazi. Per lui parlano sempre i numeri: 6 duelli vinti e 3 persi, 4 palloni recuperati, 3 contrasti aerei vinti e nessuno perso. Dai suoi piedi partono alcuni lanci lunghi per gli avanti rossazzurri.<BR><BR><B>BIRAGHI, VOTO 5,5</B> Candreva è un avversario difficile da controllare e soffre terribilmente le folate del calciatore biancoceleste soprattutto nella ripresa quando lo mette nelle condizioni di calciare sempre in porta. Al 20’ del primo tempo si fa notare per un buon spunto in avanti, il suo cross ben calibrato non trova però Plasil pronto per colpire. Bene in fase di disimpegno meno nei duelli in velocità e fisici con Candreva con cui perde 3 contrasti su 4. Al 79’ entra in maniera decisa e in scivolata su Candreva in area di rigore rischiando qualche cosa. Buono il numero di palle recuperare nei novanta minuti, ben 6. <BR><BR><B>PLASIL, VOTO 6,5 </B>E’ il migliore nel Catania visto all’Olimpico. Nella sua prestazione c’è tutto: tecnica, intelligenza tattica e spirito di sacrificio. Inizialmente si piazza dietro a Petkovic fungendo da suggeritore ma all’occorrenza anche da interditore tra Ledesma e Onazi. Fa a sportellate con mezza difesa della Lazio in occasione del gol del pari di Barrientos. Nel primo tempo disputa una gran partita facendo girare il pallone. Gioca quasi sempre spalle alla porta riuscendo a fare da apripista per gli esterni. Dai suoi piedi partono sempre suggerimenti di prima e si muove anche bene negli spazi in fase di non possesso. Ripiega quando la Lazio attacca e lo fa costantemente nella ripresa dopo l’espulsione di Bellusci. Inevitabilmente cala insieme alla squadra. Maran può costruire il gioco del Catania attorno a lui. Si contano 6 palloni recuperati, 6 contrasti vinti e 2 persi. 58 i passaggi totali con una media del 82,7% per quanto riguarda i suggerimenti riusciti col Catania in fase propositiva.<BR><BR><B>ALMIRON, VOTO 5,5</B> Partita dai due volti per l’argentino. Bene nel primo tempo, meno nella ripresa. Inizia la gara dimostrando grande dinamismo. Si piazza davanti alla difesa facendo da schermo agli attacchi della Lazio. Ci riesce bene recuperando numerosi palloni e vincendo diversi contrasti a limite dell’area. Ederson e Ledesma non sono avversari facili da controllare e soprattutto il brasiliano riesce a sfuggirgli in velocità. Al 54’ del secondo tempo, va vicino al gol in rovesciata. Esce al 75’ per fare spazio a Tachtsidis. Pochi i passaggi effettuati per i compagni, la maggior parte scambi sullo stretto con la Lazio in pressing. Poco incisivo nella metà campo avversaria, solo il 66,7% di passaggi riusciti oltre la propria metà campo.<BR><BR><B>GUARENTE, VOTO 5</B> Brutta partita per l’ex dell’Atalanta e del Siviglia. Si fa asfaltare da Ederson e da Onazi, il secondo soprattutto lo costringe al fallo in numerose occasioni. Un paio di errori in disimpegno e non supporta Plasil preferendo quasi sempre la giocata in orizzontale. Al 38’ il suo disimpegno errato favorisce Lulic per il 2-1 laziale. Perde 4 contrasti su 6 e recupera solo 2 palloni. Dai suoi piedi però iniziano le azioni offensive del Catania con una media del 92,9% di passaggi riusciti in fase d’attacco nella metà campo biancoceleste.<BR><BR><B>MONZON, VOTO 5,5</B> Maran deve trovargli ancora una collocazione tattica. In fase difensiva soffre terribilmente, lo fa anche oggi nel duello con Candreva. In fase offensiva dimostra di avere corsa e potenza fisica ma si intestardisce col pallone e compie giocate personali che si traducono in nulla di positivo. Molto dinamico nei primi minuti di gioco. Dai suoi piedi partono 5 cross ma tutti poco sfruttati dagli attaccanti rossazzurri. Costruisce l’azione che porta al gol di Barrientos ma da lì in poi commette un paio di errori che potevano costare caro al Catania, come al 17’ quando si addormenta sul pallone e favorisce Lulic per il tiro in porta. 7 contrasti persi su 10 sono tanti. Deve ancora prendere le misure e inserirsi nei ritmi di gioco del campionato italiano.<BR><BR><B>BARRIENTOS, VOTO 6</B> Gioca quasi tutta la partita da esterno destro, accentrandosi poche volte e quando lo fa mette in difficoltà due giocatori fisici e poco tecnici come Ciani e Cana. Al 5’ approfitta dell’errore di Cana per pareggiare i conti con un delizioso tocco sotto che batte Marchetti. Un po’ frettoloso nel cambio di gioco e poco assistito dai compagni che lo distanziano di troppi metri. Nel primo tempo prova ad inventare qualcosa in avanti per lo spaesato Petkovic ma il Catania non arriva praticamente mai al tiro. Nella ripresa cala come tutta la squadra. In inferiorità numerica è costretto a ripiegare sulle offensive laziali piuttosto che portare palla in avanti. I numeri parlano di una partita di contenimento per il ‘Pitu’ con ben 9 palloni recuperati e 7 contrasti vinti su 11. Appena 34 passaggi per l’argentino e una media bassissima del 44% di suggerimenti riusciti nella metà campo laziale con il Catania in fase offensiva.<BR><BR><B>PETKOVIC, VOTO 5</B> Gioca la sua prima partita da titolare in Serie A. Entra in campo con tanta voglia di mettersi in mostra ma i suoi 192 centimetri d’altezza si scontrano con i 192 centimetri di Ciani e i 186 centimetri di Cana. Perde il duello aereo con i due centrali biancocelesti e riesce pochissime volte a fare la sponda per i compagni o stoppare e far salire la squadra. Tanto impegno ma non si può chiedere la luna ad un ragazzo di 19 anni che ha già fatto cose straordinarie con la Primavera. Qualche spunto interessante come al 49’ quando aggira elegantemente in stile ‘Zidane’ due avversari della Lazio. 9 contrasti persi su 12 con palla a terra, mentre nel gioco aereo perde 9 contrasti su 9.<BR><BR><B>BOATENG, VOTO 6 </B>Entra al 57’ al posto di Guarente e come contro il Parma si merita comunque la sufficienza per la grinta dimostrata. Lotta su diversi palloni e cerca di raccogliere il passaggio avvicinandosi ai portatori di palla. Ci prova dal limite pochi minuti dopo il suo ingresso ma la spedisce alta. Il suo, l’unico tiro della ripresa a favore dei rossazzurri, oltre alla rovesciata di Almiron arrivata però dagli sviluppi di un corner. Si muove a destra e a sinistra cercando anche di ripiegare sugli avversari. Potrebbe essere proposto da Maran dal primo minuto.<BR><BR><B>LETO, VOTO 5</B> Entra al 57’ ma si vede in una o due occasioni solamente. Con il Catania in inferiorità numerica, i rossazzurri producono poco possesso palla, il che si traduce con pochi passaggi utili per l’argentino che prende il posto di Petkovic come prima punta. Nulla da segnalare se non un paio di contrasti persi e qualche timido accenno di sfondamento tra maglie biancocelesti.<BR><BR><B>TACHTSIDIS, SENZA VOTO </B>Entra al 75’ al posto di Almiron. Tocca pochi palloni per poter essere giudicato.<BR><BR><B>ALL. MARAN, VOTO 5,5</B> La sconfitta con la Lazio è frutto di errori individuali. Il tecnico rossazzurro, con gli uomini contati in avanti si inventa un attacco con Petkovic e il trio Monzon-Plasil-Barrientos a supporto. Il 4-4-2 in fase di non possesso che si trasforma in 4-2-3-1 in fase di possesso funziona per buona parte del primo tempo. Il Catania infatti inizia la partita molto bene giocando palla al piede, con suggerimenti veloci e di prima, insomma il vecchio buon Catania. Alla distanza la sua squadra perde di lucidità e soprattutto di concretezza a metà campo dove solo Plasil riesce grazie alla sua esperienza a caricarsi la squadra sulle spalle. Gli infortuni non aiutano. Izco con la sua incisività e velocità potrebbe completarsi bene con il nazionale ceco. L’espulsione di Bellusci stravolge i piani del mister. Tre giorni per preparare la sfida con la Lazio erano pochi, eppure il Catania è stato in partita fino al 2-1 pur convivendo con la solita sterilità in attacco. Ora sotto col Chievo, urgono punti.<BR>GP01CTGP01CTmaran.jpgSiNlazio - catania. le pagelle dei rossazzurri-1012389.htmSi-01,02,03,09010224
771012372NewsCampionatiFinisce 1-0 il primo match della fase a gironi dell`Europa League per la Lazio, che all`Olimpico batte i polacchi del Legia Varsavia.20130920075117Finisce 1-0 il primo match della fase a gironi dell`Europa League per la Lazio, che all`Olimpico batte i polacchi del Legia Varsavia.Finisce 1-0 il primo match della fase a gironi dell`Europa League per la Lazio, che all`Olimpico batte i polacchi del Legia Varsavia.Finisce <STRONG>1-0</STRONG> il primo match della fase a gironi dell'Europa League per la <STRONG>Lazio</STRONG>, che all'Olimpico batte i polacchi del Legia Varsavia. <P style="TEXT-ALIGN: justify">Contavano i tre punti, e quelli sono arrivati, ma la partita di oggi non può certo entusiasmare gli animi dei tifosi biancocelesti in vista del derby di domenica. La squadra biancoceleste ha dovuto penare, e non poco per aver la meglio del Legia Varsavia che nel primo tempo ha anche rischiato di andare in vantaggio con Kosecki (ottimo l'intervento di Marchetti nell'occasione).<BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify">E' stato grazie ad una buona ripresa che la Lazio è riuscita a superare la squadra polacca: il gol della vittoria è stato segnato dal brasiliano&nbsp; <STRONG>Hernanes,</STRONG> che, al 53' di testa ha superato Skaba, sfruttando al meglio un ottima incursione sulla sinistra di Keita. Profeta che al 67' colpisce anche il pao, a portiere batutto. Sul finire di gara, visto il risultato ancora in bilico, la squadra ospite ci prova, ma la difesa biancoceleste fa buona guardia.<BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify">Nell'altro match del Gruppo J, il <STRONG>Trabzonspor</STRONG> è corsaro in casa dell'Apollon Limasson: risultato finale 2-1 per gli ospiti grazie alla rete di Erdogan a 4' dalla fine.<BR><BR><br><br>gp01ctgp01ctesultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNfinisce 1-0 il primo match della fase a gironi dell`europa league per la lazio che all`olimpico batte i polacchi del legia varsavia-1012372.htmSi-01,02,03010197
781012357NewsCampionatiTorino, l`insostenibile leggerezza dell`essere20130915150006torinoTuttavia, il risultato beffardo, il rammarico e la rabbia Poco e inguardabile Milan, tanto e piacevole Toro. Questa la sintesi dell’incontro Torino – Milan finita con il punteggio di 2 a 2. Diciamo subito che se la partita fosse finita all’85°, non avremmo avuto dubbi nel dire che questo Toro è quello che ci piace per grinta, determinazione e antichi valori sanguigni e arrembanti che da sempre hanno caratterizzato la storia granata. Tuttavia, il risultato beffardo, il rammarico e la rabbia data dagli ultimi minuti d’improvvisa follia granata, ci impongono un’analisi diversa. Tuona contro l’arbitro Gianpiero Ventura per i torti subiti in occasione dei due gol rossoneri, ma la realtà dei fatti sposta il nostro pensiero su un Toro ancora immaturo dal punto di vista della difesa del risultato a proprio favore. Incredibile ma vera la leggerezza con la quale i padroni di casa granata hanno buttato alle ortiche una vittoria davvero meritata. In contrapposizione, il Milan di Allegri approfitta della ghiotta occasione offertagli dagli ingenui giocatori del Torino e acciuffa in extremis un pareggio assolutamente immeritato. I rossoneri, a quattro giorni dall’esordio nella fase a gironi di Champions League contro il Celtic, devono fare i conti con i numerosi infortuni ai quali si è aggiunto anche Riccardo Montolivo. Il ritorno di Kakà non ha avuto gli effetti sperati dai milanisti che, peraltro, già prevedevano grandi difficoltà d’inserimento del brasiliano che da troppo tempo ormai non ha più confidenza con la tenuta atletica dei novanta minuti. L’unica nota positiva del Milan è arrivata da Poli, un giocatore intelligente che ha buona visione di gioco ed ha cercato il rigore nel minuto finale della partita, ottenendolo grazie all’ingenuità di Pasquale entrato da lì a poco in sostituzione di D’Ambrosio. Già, le sostituzione di Giampiero Ventura. Anche su questo punto ci chiediamo che bisogno c’era di sostituire Cerci con Larrondo e D’ambrosio con Pasquale, proprio nel bel mezzo di una partita che il Torino stava conducendo per due a zero. A parer nostro, anche questo è stato un grave errore! Ma veniamo ai fatti di cronaca. Il primo tempo non offre grandi emozioni di rilievo, anche se i granata danno a centrocampo un maggior movimento senza palla e grande impulso alle proprie azioni d’attacco. Nel secondo tempo è sempre il Torino a imporre il proprio gioco, mentre il Milan è attonito e in assoluta confusione. Anche Allegri non sembra reagire e, dalla panchina, si hanno segnali di disarmo. Al 2° minuto il Toro va in vantaggio con un destro di D’Ambrosio sferrato dagli undici metri e intanto il Milan non ha né forza né idee per reagire. E’ invece ancora il Toro a raddoppiare al 26° con Cerci che involatosi in un’azione di contropiede, approfitta di un invitante lancio da metà campo di Immobile per battere Abbiati in uscita. A questo punto è il solo Balotelli a sembrare colpito nell’orgoglio, tanto è vero che SuperMario è l’unico dei milanisti a impensierire il portiere granata Padelli. All’86° c’è la svolta della partita per effetto del gol realizzato da Muntari, il quale da fuori area calcia un tiro rocambolesco che s’infila nella porta del Toro in maniera lenta e beffarda. Poi, in pieno recupero, Pasquale atterra ingenuamente Poli in piena area di rigore. Dal dischetto Balotelli non fallisce e, dopo le proteste furibonde dei granata nei confronti dell’arbitro Massa per non aver interrotto l’azione a causa&nbsp; di un infortunio capitato a Larrondo rimasto a terra dall’altra parte del campo, si chiude un match davvero incredibile. Certo, c’è ancora molto tempo per le valutazioni generali sulle due squadre viste stasera all’Olimpico di Torino, tuttavia, resta chiara la difficoltà di un Milan che risente di una campagna acquisti sbagliata almeno per quanto riguarda l’assetto difensivo, mentre il Toro di Ventura ha bisogno di abbandonare la leggerezza con la quale affronta partite già acquisite sotto l’aspetto del punteggio a proprio favore. Crescere è l’imperativo d’obbligo per i granata che, dal punto di vista della maturità, deve ancora convincere. <br><br> Salvino Cavallaro <br><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-non-bastano-grinta-e-determinazione-per-superare-il-milan-1012357.htmSiT1000099100451001,02,03,07030590
791012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030480
801012344NewsLondra 2012Olimpiadi 2020, stasera si decide: volata a tre per i Giochi20130907200543olimpiadi 2020, madrid, istanbul, tokyoMadrid in pole, seguono Tokyo e Istanbul. Nadal e Messi testimonial per la Spagna.Stasera il <STRONG>Comitato olimpico internazionale</STRONG> deciderà la città ospitante i<STRONG> Giochi Olimpici 2020</STRONG>, vale a dire il paese che raccoglierà l'eredita di <STRONG>Rio de Janeiro 2016</STRONG>.&nbsp;Le concorrenti all'ambito titolo sono tre,<STRONG> Madrid, Istanbul e Tokyo</STRONG>. Favorita secondo i bookmakers la capitale spagnola, alla sua terza candidatura consecutiva, che può contare sul vantaggio rappresentato dallo stato avanzato dei&nbsp;lavori&nbsp;(l'80% è già stato terminato) e da un budget ridotto, che ammonta a circa 1,6 miliardi di euro. Un'occasione da non perdere per la Spagna, tra le nazioni più colpite dalla crisi economica con un tasso di disoccupazione del 26,9%. Importanti i nomi a supporto della candidatura madrilena, ossia&nbsp;Rafa Nadal e Leo Messi.<br><br> A seguire la capitale giapponese, leader nel settore hi-tech, che promette dei Giochi all'avanguardia tecnologica. Nessun problema con il fattore inquinamento a detta di <STRONG>Tsunekazu Takeda</STRONG>, presidente del comitato "Tokyo 2020", il quale garantisce che i livelli di radioattività registrati in città non sono al di sopra della norma e dunque non bisogna temere le conseguenze del disastro di Fukushima. Istanbul è la scelta meno probabile. La candidatura è il segno di un paese che vuole ammodernarsi e aprirsi al mondo, e non è un caso che solo ultimamente la Turchia sia entrata nell'Ue, ma i fattori negativi sono molteplici. In primis le rivolte sociali che hanno messo in serio pericolo l'equilibrio politico del paese, oltre allo scandalo doping che ha coinvolto decine di atleti anatolici. Ad aggravare il tutto la delicatissima situazione siriana, che rischia di destabilizzare la diplomazia internazionale. Come dice la celebre canzone, bello e impossibile.<br><br>Buenos AiresFL0435FL0435olimpiadi-londra-2012-5-cerchi.jpgSiNolimpiadi-2020-stasera-si-decide-madrid-tokyo-istanbul-1012344.htmSi100612201,02,03030556
811012277NewsCalcio EsteroItalia-Argentina, le probabili formazioni20130814172330italia argentina, amichevole internazionale, probabili formazioniPirlo c`è dal primo minuto,per la Seleccion dubbio Lamela: spazio a Palacio-Higuain.Calcio d'inizio alle ore 20,45, quando l'<STRONG>Olimpico</STRONG> saluterà uno spettacolo tutto italiano. Perché in fondo quest'amichevole sarà una riunione di famiglia tra chi è rimasto e chi è andato via, verso un paese spagnolo di nascita e italiano di adozione. Non ci saranno <STRONG>Messi</STRONG> e <STRONG>Balotelli</STRONG>, forse nemmeno l'uomo del giorno, <STRONG>Papa Francesco</STRONG>, in onore del quale è stato organizzato l'incontro. A parte questo, i presupposti per un grande spettacolo ad un anno di distanza dai Mondiali ci sono tutti. <STRONG>Prandelli</STRONG> sceglie <STRONG>Pirlo</STRONG> e <STRONG>Florenzi</STRONG> a centrocampo, mentre <STRONG>Osvaldo</STRONG> sarà l'ariete della squadra. A supporto dell'attaccante giallorosso <STRONG>Candreva</STRONG> e <STRONG>Giaccherini</STRONG>, che si spera ripeteranno le ottime prestazioni della Confederations Cup. Tra le file della nazionale di Sabella <STRONG>Lamela</STRONG> è ancora in dubbio, dunque spazio in avanti alla coppia made in Italy <STRONG>Palacio-Higuain</STRONG>. <br><br> <STRONG>ITALIA (4-3-2-1):</STRONG> Buffon; Maggio, De Rossi, Chiellini, Antonelli: Florenzi, Pirlo, Marchisio; Candreva, Giaccherini; Osvaldo. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Sirigu, Marchetti, Bonucci, Astori, De Silvestri, Ranocchia, Aquilani, Cerci, Diamanti, Verratti, Gilardino, El Shaarawy, Insigne, Montolivo. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Prandelli <br><br> <STRONG>ARGENTINA&nbsp;(4-4-2): </STRONG>Andujar; Campagnaro, Garay, F. Fernandez, Zabaleta; Di Maria, Biglia, Mascherano, Maxi Rodriguez; Palacio, Higuain. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Ustari, Ansaldi, Basanta, Coloccini, Alvarez, A. Fernandez, Banega, Lamela, Lavezzi. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Sabella<br><br>RomaFL0435FL0435cesare-prandelli.jpgSiNitalia-argentina-probabili-formazioni-1012277.htmSi100612201,02,03030391
821011986NewsCampionatiNon basta il cuore Toro, contro una cinica Juventus20130429211449serie a, torino, juventusIl derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche Il derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche e di poca bellezza di gioco. Una partita tutto sommato equilibrata che non ha espresso i canoni di un gioco piacevole, ma, sicuramente, ha evidenziato grande intensità. E, quando tutto faceva supporre la reale spartizione dei punti in palio, sul finire del match la Juventus ha avuto un’impennata di otto minuti di furore agonistico che gli è valsa la vittoria, grazie a una rete di Vidal e poi di Marchisio. Il Toro ha messo in campo tutta la sua anima, il suo smisurato orgoglio, ma non è bastato di fronte alla superiorità tecnica dei bianconeri. Per i granata è davvero un peccato non aver portato a casa un punto che gli sarebbe servito a migliorare la sua non più tranquilla posizione di classifica. Già, un punto che, tutto sommato, sarebbe anche stato meritato, visto che la squadra di Ventura ha saputo contenere in maniera ordinata gli attacchi di una Juventus che, in verità, non è mai sembrata così volitiva nel desiderio di vincere la partita. D’altra parte, la squadra di Conte non aveva alcun interesse a forzare le proprie azioni di gioco poiché già con il Palermo bisserà probabilmente il suo secondo scudetto dell’era Conte. Tuttavia, un derby è sempre un derby e tutti vorrebbero vincerlo per l’importanza che ha. A Torino il cielo è plumbeo, carico di pioggia, così come si conviene al periodo storico della leggenda granata legato a quel 4 maggio 1949, in cui l’aereo che portava a casa il Grande Torino capitanato da Valentino Mazzola si schiantò contro Superga. Bella la cornice delle due curve, ed è fantastico vedere la cromatura spettacolare delle due opposte fazioni, ispiratrici di storie diametralmente opposte. La partecipazione emotiva è alle stelle. La partita comincia sotto il diluvio, ma il terreno dell’Olimpico di Torino sembra contenere egregiamente l’acquitrino. Al fischio d’inizio prevale l’equilibrio tra le due squadre che danno l’impressione di studiarsi a vicenda. Il Torino è pimpante e volitivo e, sotto la pressione del tifo granata, imbastisce con Cerci e Santana alcune occasioni da gol che sono davvero apprezzabili. Poi, superato il quarto d’ora iniziale, la Juventus alza il suo baricentro e, fino al termine della prima parte di gioco, si nota una maggiore insistenza dei bianconeri sotto la porta difesa da Gillet. Un solo acuto per il Torino al 42’ con Santana che da fuori area lascia partire un tiro che mette in seria difficoltà Gigi Buffon. Poi, nella ripresa, al 55’ il Toro sostituisce Meggiorini con Jonathas per cercare una più valida alternativa in attacco. Ma è la Juve che continua ad spigere in avanti, prima con Lichsteiner e poi con Asamoah, i due esterni di fiducia di Conte che, in realtà, sono apparsi un po’ stanchi e lontani dal loro standard abituale.&nbsp; Intanto, al 73’ la Juve sostituisce Lichesteiner con Caceres e Vucinic con Quagliarella, mentre il Toro cambia D’Ambrosio con Di Cesare. E, quando la partita sembra avviata verso lo 0 a 0, ecco che all’86 la Juve va in vantaggio con Vidal il guerriero che da fuori area inventa uno dei suoi soliti tiri imparabili di destro che l’hanno reso famoso. Nulla da fare per Gillet, ma la difesa del Toro non avrebbe dovuto dare l’opportunità all’avversario di tirare in porta con tale facilità. Entusiasmo alle stelle per gli juventini che esplodono in un’irrefrenabile, legittima gioia. Al 90’ il direttore di gara signor Bergonzi applica 4 minuti di recupero e la Juve ne approfitta per sostituire l’esausto Asamoah con Peluso.&nbsp; E, da lì a poco, raddoppia la Juve con Marchisio su sponda di Quagliarella. E’ l’apoteosi juventina che ora vede lo scudetto a un solo punto da conquistare. Facile pensare che già domenica prossima contro il Palermo, la Torino bianconera potrà abbandonarsi ai festeggiamenti di rito. Intanto, sul finire della partita, è espulso Glik per somma di ammonizioni. Il Torino e la mitica curva maratona, pur nell’amarezza della sconfitta, dimostra ugualmente l’orgoglio e tutto il suo attaccamento alla squadra granata, applaudendo in segno di ringraziamento per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Alla squadra di Ventura non si può certo rimproverare il mancato impegno, ma adesso urge conquistare i quattro punti necessari alla salvezza. Milan, Genoa, Chievo e Catania sono alle porte. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNnon-basta-il-cuore-toro-contro-una-cinica-juventus-1011986.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,09030652
831011984NewsEditorialeSerie A: l`intuito di Pazzini le giocate di Ljajic e gli sbagli di Vucinic. Top e Flop della 34a giornata20130429165641serie aNon può mancare un po’ di Juventus e poi ancora Fiorentina, Roma, Palermo e Milan Non può mancare un po’ di Juve e poi ancora Fiorentina, Roma, Palermo e Milan tra i protagonisti dei top di giornata. Male invece interisti, laziali e sampdoriani, presenti tra i flop. <br><br>TOP<br><br>Lobont = In campo all’ultimo minuto, si dimostra all’altezza di un compito che alla fine si è dimostrato più facile del previsto. Il Siena non ha punto praticamente mai. Sicuro. <br><br>Domizzi = Solido dietro, si spinge sino in avanti per fornire a Pereyra l’assist che permette ai suoi di sbancare Trieste e battere il Cagliari. Con vista europea. Energico.<br><br>Paletta = Difensore con propensioni offensive, tenta più volte la sortita e quasi riesce a timbrare il suo cartellino. Onnipresente.<br><br>Ilicic = Ancora una volta in rete, è il vero faro di un Palermo che veleggia miracolosamente verso una salvezza che sarebbe pazzesca. Rinato.<br><br>Ljajic = Se vendetta (sportiva) doveva essere, il talentino serbo l’ha servita al suo ex allenatore pugile davvero molto fredda. Sgusciante.<br><br>Osvaldo = Prima tripletta in serie A, porta a casa il pallone della partita ma un dubbio resta. Si è fatto perdonare per i numerosi errori del passato? Mitraglia.<br><br>Pazzini = Entra e risolve una gara che per il Milan si stava mettendo male. Sarebbe titolare ovunque, ma coesistere con Balotelli è dura per tutti. Cecchino.<br><br>Formazione Top= Lobont; Domizzi, Paletta, Barzagli; Ilicic, Ljajic, Vidal, Lamela; Pazzini, Osvaldo, Borriello.<br><br>FLOP<br><br>Romero = Crivellato dalle giocate in velocità della Fiorentina, ha davanti un muro di burro e si scioglie di conseguenza. Impotente.<br><br>Silvestre = A Paermo è diventato grande, ma a con l'Inter ha dimostrato limiti che non parevano esistere. O semplicemente è affondato come tutti i nerazzurri. Pauroso.<br><br>Gastaldello = Randella come un dannato e viene espulso per un fallaccio da censura. Chiudendo così una gara già pessima a prescindere. Scalmanato.<br><br>Valiani = Simbolo in negativo di un Siena uscito con le ossa rotte dall’Olimpico. Ectoplasma.<br><br>Basha = Non riesce mai a far ripartire i suoi e difetta anche in fase di rottura del gioco juventino. Inefficace.<br><br>Pinilla = O doppiette a raffica, a calcioni e spinte. Forse è tutto qui il motivo di una carriera mai sugli scudi, nonostante i mezzi. Rissoso.<br><br>Vucinic = Un’altra gara incolore, male in fase offensiva, poco presente anche in quella di impostazione. Spompato.<br><br>Formazione Flop = Romero; Silvestre, Gastaldello, Biava; Valiani, Basha, Nainggolan, Perez; Pinilla, Vucinic, M. Lopez.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001ljajic.jpgSiNserie-a-l-intuito-di-pazzini-le-giocate-di-ljajic-e-gli-sbagli-di-vucinic-top-e-flop-della-tretaquattresima-giornata-1011984.htmSi100075701,02,03030672
841011960NewsCampionatiTorino, sale la febbre per il derby20130426113343serie a, torino, juventusQuesta volta si gioca all’Olimpico di TorinoEccoci qui a respirare ancora aria di derby. Questa volta si gioca all’Olimpico di Torino, quello che prima delle Olimpiadi si chiamava Stadio Comunale. Torino e Juventus sono pronte a duellare e l’attesa per il derby torinese di ritorno sta per finire. Ancora pochi giorni e si accenderanno i cuori dei tifosi granata e bianconeri. Dietro ogni partita c’è una storia, ma la storia del derby di Torino è una cosa a parte, un qualcosa che sfugge al semplice incontro di calcio e che si riflette su una città in cui vivono due realtà sostanzialmente diverse per cultura e tradizione. Da una parte la Vecchia Signora con la sua antica aristocrazia della casata Agnelli che è simbolo di potere, dall’altra la parte più proletaria, sanguigna, passionale, romantica sponda granata che ricorda in ogni occasione e con senso di orgoglio i fasti del Grande Torino di capitan Valentino Mazzola. Sono due modi diametralmente opposti di vedere il pallone cittadino che si manifesta attraverso uno status sociale, piuttosto che un effettivo incontro di calcio dai connotati tecnici da esaminare. Il divario finanziario tra le due società è imbarazzante. Mentre la Juve vanta notevoli possibilità economiche con il suo Stadium nuovo di zecca, il moderno centro di allenamento di Vinovo, il museo di nuova apertura e i suoi scudetti che la pavoneggiano in ogni occasione, il Toro risponde più sommessamente con il suo Filadelfia indegnamente rasato al suolo e mai ricostruito, con la sua incantevole storia degli “Invincibili” fatta di vittorie strepitose, ma anche di malinconie e disgrazie che negli anni gli hanno dato la forza di controbattere comunque il potere juventino anche attraverso quel derby cittadino che resta pur sempre il significato più importante per il popolo granata. Chi non vive la storia del pallone della città di Torino, non può capire il significato profondo di vincere il derby. E, mentre ci si prepara alla stracittadina, gli animi si accalorano gli uni contro gli altri. La Juve e i suoi sostenitori, forti della loro classifica, hanno i favori del pronostico e pensano di vincere non solo per consolidare la loro posizione al vertice ma, soprattutto, per bissare il suo secondo scudetto consecutivo. Il Toro e il popolo granata aspettano da sempre con ansia questo particolare appuntamento del pallone torinese, proprio per dimostrare ai tifosi bianconeri che la curva maratona e i suoi tifosi non sono inferiori a nessuno. Ma per loro ci sono motivazioni ed emozioni i cui connotati romantici vanno al di là di ogni logica tecnica che li vede obiettivamente inferiori. Ci sono cose amabili nei sentimenti reconditi del tifoso del Toro, c’è la sfida del povero contro il ricco, c’è la differenza tra chi vince sempre e chi non è abituato a calcare certi palcoscenici calcistici importanti, c’è la voglia passionale di buttare in campo il cuore oltre l’ostacolo, senza risparmiare energie di sorta. Poi, quello che verrà, verrà, e sarà tutto premiante per gli undici granata che affronteranno “l’odiata” Juve se, comunque vada il risultato finale, sapranno fare il loro dovere ed uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore. Questo è il sentimento romantico cui è legato il popolo granata nei confronti dei suoi giocatori, della sua squadra, della sua storia, della sua bandiera che sventola orgogliosa e si lega sempre al cuore. Ma gli aristocratici cugini bianconeri non ci stanno, loro vogliono vincere in maniera più cinica, concreta, senza fronzoli alcuni per potere dire al mondo che la Torino del pallone è bianconera e non granata. Ma questo, si sa, è un argomento scottante che i granata non accettano perché ritengono che sia statisticamente provato che i tifosi del Toro a Torino superano numericamente quelli bianconeri, i quali però, vantano invece l’assoluto tifo in campo nazionale. Due mondi diversi dunque, due modi opposti di vedere il pallone che rotola in mezzo al campo inseguito da maglie bianconere e granata con motivazioni sociali opposte che ben si addicono alla storia dei due club cittadini. Suonano le trombe dunque tra Piazza d’Armi e Corso Agnelli, la zona di Torino in cui sorge lo Stadio Olimpico. Il derby di Torino sta per cominciare. Ci saranno i sani sfottò che faranno da corollario indispensabile alla splendida cornice data dalla cromatura di colori granata e bianconeri, i quali invaderanno gli spalti di quel meraviglioso palcoscenico che si chiama stadio dai mille vecchi ricordi granata e bianconeri, in cui aleggiano ancora gli screzi tra Sivori e Ferrini che non si può proprio dire che si amassero profondamente. E, mentre raccomandiamo alle opposte fazioni di non rovinare la festa nel tentativo di abbandonarsi a violenze gratuite che non portano da nessuna parte, ci piacerebbe vedere alla fine della gara, una stretta di mano simbolica tra rappresentanti delle due tifoserie. Ma forse chiediamo troppo, questo sicuramente non accadrà. E poi, che derby sarebbe senza il sale della sana rivalità sportiva?<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001torinojuventus.jpgSiNtorino-sale-la-febbre-per-il-derby-1011960.htmSiT1000007,T1000099100075501,02,03,06030577
851011750NewsCampionatiTorino, non basta essere spumeggianti: anche la Roma ti punisce20130415155842serie a, torino, romaDal nostro inviatoNella disamina della partita di campionato Torino - Roma si sono evidenziati due aspetti fondamentali: un Torino che perde non di sola sfortuna e una Roma concreta e decisa a vincere per migliorare la sua classifica che possa aprirle le porte dell’Europa. I granata di Ventura si sono presentati in campo con l’ormai collaudato modulo 4-2-4, con Darmian, Glik, Ogbonna e Masiello sulla linea di difesa, Vives e Gazzi a centrocampo e con Bianchi e Meggiorini in attacco, supportati da Cerci e Santana. Questa per Ventura è, almeno al momento, la migliore formazione del Toro anti Roma, tenuto conto delle assenze di Basha (squalificato) e degli infortunati Brighi e Birsa. La Roma di Andreazzoli, invece, in vista della partita di mercoledì prossimo in Coppa Italia, ha lasciato inizialmente in panchina capitan Totti, Marquinhos, Fiorenzi, Teodoridis e Destro, mentre De Rossi è ancora fuori a causa del mancato recupero dopo l’infortunio alla caviglia. I giallorossi sono scesi in campo all’Olimpico di Torino con Osvaldo (ripresentatosi titolare a tempo pieno dopo oltre 40 giorni) e con Lamela, Dodò, Perrotta e Pjanic a supportarlo in tutte le iniziative d’attacco. La cronaca mette in luce un iniziale gioco d’affondo da parte delle due squadre che esprimono subito la volontà di volersi superare. Al 22’ Roma in vantaggio. Balzaretti s’invola sulla sinistra e crossa per la testa di Osvaldo che mette in rete sul palo lontano di Gillet. Per Osvaldo è il dodicesimo gol stagionale, il più alto da quando gioca in Italia. Il Toro, pungolato da questo svantaggio immeritato, attacca con azioni veementi e coglie un palo con Cerci al 28’. L’ex fiorentino è l’autentica spina nel fianco nella retroguardia giallorossa, che stenta a tenerlo a freno. Egli è l’emblema di un Toro caparbio che non ci sta a perdere in nessuna occasione. Al 31’, infatti, ecco il Toro che pareggia con Bianchi, il quale approfitta di un’indecisione nell’area piccola di Burdisso e colpisce il pallone con irruenza tale da gonfiare la rete difesa da Stekelemburg. Al 9’ della ripresa la Roma sostituisce Pjanic (un po’ incolore la sua prova) con Totti che inaugura la sua 530esima gara. Ma il Toro continua ad attaccare a testa bassa proprio come fanno i tori di razza, volitivo e impetuoso, ma, purtroppo, gli manca il gol che talora sfiora anche per un soffio. Come al 13’, quando il solito Cerci parte da metà campo in dribbling e, dopo aver seminato un nugolo di avversari, piazza il suo tiro che Stekelemburg devia sulla traversa. Ma il calcio, si sa, è talora crudele. E dal possibile gol mancato del Toro si passa al raddoppio romanista. Al 15’, infatti, Lamela infila di sinistro dal limite il secondo gol per la Roma. Splendido e ammirevole il suo gesto tecnico, ma cosa faceva la difesa del Toro? La partita termina sotto i continui e forsennati attacchi del Torino che vorrebbe un pareggio che non arriva, neanche dopo che Ventura ha messo in campo forze fresche in una giornata di primavera dalle decise temperature estive. Bello l’applauso finale del popolo granata che, pur nell’amarezza d’aver perso la partita, hanno tributato un simbolico “grazie lo stesso” alla sua squadra. E, in estrema sintesi, possiamo dire che adesso per il Torino si prospetta la sofferenza di non sapere fino all’ultimo se sarà salvo da ogni pericolo di restare in Serie A, mentre la Roma torna a casa entusiasta del suo quinto posto in classifica che la fa sperare in una sua partecipazione europea. Il Toro dovrà giocare le prossime partite con maggiore acume, facendo molta attenzione soprattutto nella fase di interdizione e di non possesso palla. C’è assoluto bisogno di limitare ulteriori sconfitte. Fiorentina, Juventus e Milan l’attendono al varco fin dalle prossime gare, mentre Genoa, Chievo e Catania segneranno la fine delle partite granata della stagione 2012’13. Già da molte partite i granata di Ventura hanno trovato il gioco, ma non i risultati. Il tempo adesso stringe e, come tale, è opportuno pensare al sodo e raccogliere punti. Comunque sia!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br><br>C1007650FL0711FL0711rolando-bianchi.jpgSiNtorino-non-basta-essere-spumeggianti-anche-la-roma-ti-punisce-1011750.htmSiT1000099100451001,02,03030280
861011602NewsCampionatiRoma-Lazio, il derby delle wags: su tutte spicca la Blasi FOTO20130409100422roma, lazioQuanta grazia sugli spalti Quanta grazia sugli spalti dell'Olimpico! Il derby tra Roma e Lazio in programma domani si giocherà anche a colpi di... bellezza. Tra le compagne dei calciatori spicca di certo la Blasi.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001blasi.jpgSiNroma-lazio-il-derby-delle-wags-spicca-la-blasi-1011602.htmSiT1000012,T1000018100075701,02,030301472
871011620NewsCampionatiRoma-Lazio, già tre accoltellati20130408190242roma, lazioCome riferisce Il Corriere dello SportCome riferisce Il Corriere dello Sport la tensione in zona Olimpico resta alta. Si parla di tre accoltellati. Un elicottero della polizia sorvola l'intera area.C1007650adm001adm001lazioroma.jpgSiNroma-lazio-gia-tre-accoltellati-1011620.htmNoT1000012,T1000018100075501,02,03030261
881011608NewsCalciomercatoLazio, i convocati per la Roma20130408133998lazioIl tecnico della Lazio Al termine dell'allenamento odierno il tecnico della Lazio Vladimir Petkovic ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di questa sera (ore 20:45) allo stadio Olimpico contro la Roma.<br><br> PORTIERI: Marchetti, Bizzarri, Strakosha;<br><br> DIFENSORI: Biava, Radu, Ciani, Cana, Stankevicius;<br><br> CENTROCAMPISTI: Ledesma, Onazi, Mauri, Ederson, Candreva, Lulic, Gonzalez, Hernanes, Crecco;<br><br> ATTACCANTI: Floccari, Kozak, Saha, Rozzi, Klose.<br><br>C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNlazio-i-convocati-per-la-roma-1011608.htmNoT1000018100075701,02,03030263
891011482NewsCampionatiTaribo West ha mentito sull`età: ha dichiarato circa dodici anni in meno20130404223220taribo westTorna a far parlare di se Taribo WestTorna a far parlare di se Taribo West, ex difensore nigeriano che fra il 1997 e il 2000 ha vestito le maglie di Inter e Milan. Il giocatore, oro olimpico ad Atlanta 96, è stato accusato da Zarko Zecevic, ex presidente del Partizan Belgrado, di aver mentito sulla propria età al momento di firmare il suo contratto come giocatore del club serbo nel 2002. "Quando è arrivato al Partizan - si legge sul Daily Mail - ha dichiarato di avere 28 anni. Solo più tardi però scoprimmo che in realtà ne aveva 40, ma giocava bene e quindi non mi sono mai pentito di averlo preso in squadra". Una situazione davvero incredibile che però avrebbe trovato conferme anche nella successiva esperienza di West al Rijeka in Croazia dove ha dichiarato di avere 32 anni quando in realtà gli esami ossei evidenziavano un'età di circa 44 anni.C1007650adm001adm001west.jpgSiNtaribo-west-ha-mentito-sull-eta-ha-dichiaratyo-circa-dodici-anni-in-meno-1011482.htmNoT1000026,T1000027100075701,02,03,070301772
901011352NewsCampionatiLazio, non sottovalutare il Catania20130329121037lazio, cataniaCome riporta Il Tempo Come riporta Il Tempo i precedenti sono chiari e non vanno sottovalutati, considerando anche l'ottimo campionato giocato finora dal Catania, 8° in classifica con due soli punti meno dei biancocelesti: nelle sfide casalinghe di serie A la Lazio non supera i siciliani dal 2 novembre 2008, quando gli etnei si arresero solo nel finale al gol segnato da Foggia. Da allora all'Olimpico il Catania ha ottenuto una storica vittoria (il 7 febbraio 2010 ) e due pareggi. Poi, neppure tre mesi fa, è arrivata la sfida di Coppa Italia dominata dalla Lazio. Mai come in questo momento la squadra di Petkovic avrebbe bisogno di ripetere quell'impresa. Senza difesa, però, non sarà per nulla facile.C1007650adm001adm001almiron.jpgSiNlazio-non-sottovalutare-il-catania-1011352.htmNoT1000018100075501,02,03,09010185
911011179NewsCampionatiPietro Mennea, un esempio da seguire20130324194539pietro menneaUn carattere inquieto, mai completamente soddisfatto di ciò che aveva ottenutoSiamo alle solite. Adesso che il mito è morto, tutti sgomitano per dedicargli una strada, un borgo, una frazione, uno stadio, una sala conferenze o un intero impianto sportivo. E’ un modo come un altro per commemorare un personaggio che non c’è più, che è venuto a mancare. E lui, Pietro Mennea, ci ha davvero lasciati troppo presto. Aveva solo 60 anni ed è stato stroncato da un male incurabile. Un carattere forte, deciso, volitivo, caparbio, sicuro di raggiungere risultati sportivi e di vita che all’apparenza apparivano impossibili. Eppure Pietro Mennea non si fermava davanti a niente, nulla lo spaventava, lo intimidiva e più d’una volta ha dato dimostrazione della sua forza caratteriale. Sembrava avercela con il mondo intero Mennea, sempre polemico e insoddisfatto, perché dietro ogni vittoria sofferta c’era anche la risposta a tante storture e ingiustizie sociali. Un carattere inquieto, mai completamente soddisfatto di ciò che aveva ottenuto, perché non era solito sedersi sugli allori ma ad ogni occasione guardava avanti, ad un altro traguardo da raggiungere e conquistare. Leggenda dello sport azzurro, ex primatista del mondo dei 200 metri, Pietro Mennea era e resterà uno dei più forti e popolari atleti di sempre. Era nominato “Freccia del Sud” per essere nato a Barletta e per aver interpretato l’atletica con la furia del vento. Campione olimpico a Mosca nel 1980, è stato detentore del record mondiale dei 200 metri per 17 anni. Il suo tempo 19”72 realizzato a Città del Messico nel 1979 è stato battuto da Michael Johnson ai Giochi di Atlanta. Il suo ricco palmarès annovera cinque partecipazioni olimpiche, un oro e due bronzi ai giochi, un argento e un bronzo ai Mondiali, tre ori, due argento e un bronzo agli Europei. Ma la sua vita di atleta professionista e di uomo, non è solo costellata di medaglie e di record, ma egli, infatti, è stato per molti il simbolo del riscatto sociale. Lui, uomo venuto dal sud e da una famiglia povera, ha dimostrato al mondo che contando su un fisico normale ma con un carattere e una forza di volontà ferrea, nella vita e nello sport si possono raggiungere risultati importanti, capaci di riscattare tutto ciò che è insoddisfazione e non realizzazione di sé. E, a riprova di quanto sin qui detto, Mennea ha avuto particolare predisposizione per gli studi, avendo raggiunto quattro lauree (giurisprudenza, lettere, scienze motorie e scienze politiche). Poi è stato parlamentare europeo dal 1999 al 2004, autore di 20 libri, direttore generale della Salernitana Calcio dal 1998 al ’99 e docente universitario. Negli ultimi anni di vita, ha pure esercitato la professione di avvocato e dottore commercialista assieme alla moglie Manuela Olivieri. Un esempio davvero da seguire per tanti giovani atleti e non, che nella vita moderna e nello sport&nbsp; tendono a far uso di droghe e stupefacenti per migliorare e arrivare là dove Pietro Mennea è arrivato con il suo carattere e le sue proprie forze fisiche e mentali. Non è vero che lo sport e la vita fatta per vincere, richieda l’ausilio di sostanze chimiche nocive alla salute che assicurano il raggiungimento del traguardo sperato. E’ l’uomo, con la sua forza caratteriale, la sua convinzione e testardaggine, che soffoca le naturali fragilità umane che sono spesso causa di rifugi pericolosi. Pietro Mennea ci ha insegnato che solo con le proprie capacità fisiche e mentali, ci si può mettere continuamente al confronto con se stessi e con gli altri. Scalare la “montagna” è possibile, basta volerlo. E, oggi che non è più con noi in questa terra, siamo sicuri che Pietro Mennea da Barletta, la “Freccia del Sud”, il “Vento poderoso” che soffiava a mille all’ora in pista e nella vita contro tutti e tutto, è già lì in Paradiso a sfidare con grinta e determinazione anche gli Angeli. Ciao Pietro, grazie di essere esistito.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711mennea.jpgSiNpietro-mennea-un-esempio-da-seguire-1011179.htmSi100451001,02,03,04030386
921011164NewsCampionatiLazio: Klose in gruppo, problema alla spalla per Marchetti20130324090222Klose, Marchetti, Lazio, Petkovic, CataniaMiroslav Klose è quasi pronto per il suo ritorno in campo dopo l`infortunio al ginocchio, mentre a Coverciano si è fermato Marchetti<strong>Miroslav Klose è quasi pronto per il suo ritorno in campo</strong> dopo l'infortunio al ginocchio di cui è rimasto vittima nella trasferta di Genova ad inizio Febbraio.<br><br>Il tedesco è rientrato questa settimana <strong>a Formello lavorando prima in palestra e poi sul campo aumentando i carichi di lavoro in maniera graduale</strong>.<br>Klose da lunedì dovrebbe svolgere l'intero allenamento al pari dei compagni e dunque <strong>si candida fortemente almeno per uno spezzone di gara contro il Catania</strong> che arriverà all'Olimpico sabato prossimo.<br><br>Petkovic inoltre può contare anche su <strong>Biava e Dias ristabiliti dai rispettivi acciacchi,</strong> mentre <strong>da monitorare Mauri</strong> alle prese con un sovraccarico muscolare.<br><br>Intanto questo pomeriggio <strong>a Coverciano si è fermato Marchetti</strong>: il portiere è rimasto vittima di una <strong>forte contusione alla spalla</strong>, ma per fortuna sono state escluse lesioni.<br>Importanti saranno le valutazioni dello staff medico della Nazionale che verranno fatte domani dopo 24 h dall'infortunio, ma <strong>regna un cauto ottimismo </strong>sulle condizioni del n.1 biancoceleste.<br><br><br>GP01CTGP01CTklose-blogtaormina1-598x338.jpgSiNklose-marchetti-lazio-petkovic-catania-1011164.htmSi101114901,02,03,09010257
931011037NewsCampionatiTorino, successo fondamentale per il rilancio20130318175443torinoTempo da lupi a Torino Tempo da lupi a Torino ma, nonostante la copiosa nevicata proseguita per tutto l’arco dell’incontro, il campo dell’Olimpico ridotto al limite della praticabilità, ha garantito a malapena la disputa della partita tra Torino e Lazio, match valevole per la 29ma giornata di Serie A. Il Torino vince 1 a 0 una gara che, nonostante lo collochi forse definitivamente al riparo di ogni brutta sorpresa di non rimanenza nella massima serie, ha sofferto più del dovuto nel superare una Lazio che già al 16’ del primo tempo si è trovata in dieci uomini per l’espulsione di Ciani, punito per somma di ammonizioni. Ma andiamo ordinatamente alla cronaca della partita. Al 3’ minuto sugli sviluppi di un’azione del Torino, il portiere Marchetti entra in scivolata su Glik il quale è ammonito per aver reclamato il calcio di rigore. Al 6’ ancora Toro in avanti, ma il tiro di Barreto si perde a lato. Intanto la Lazio agisce in contropiede e al 10’ coglie il palo esterno della porta difesa da Gillet con Cana che, sugli sviluppi di un cross proveniente da destra colpisce la palla di testa. Come dicevamo pocanzi, al 16’ la Lazio si trova in dieci uomini per effetto dell’espulsione di Ciani, espulso dall’arbitro Tagliavento per somma di ammonizioni. Il difensore della Lazio, infatti, nello spazio di pochi secondi, prima atterra in scivolata a metà campo Barreto e poi compie lo stesso fallo sull’out destro del campo sempre su Barreto. Ingenuo il difensore della Lazio che non mettendo in previsione la precarietà di equilibrio sul terreno innevato, si lascia andare in scivolata contro il granata, il quale finisce inevitabilmente per le terre. Scorrono i minuti, ma la partita stenta a decollare anche a causa delle condizioni climatiche che inibiscono spettacolo e tecnica calcistica. Troppa la difficoltà di restare in equilibrio da parte dei giocatori. Al 37’ un tiro di Meggiorini va a lato di poco e, intanto, il primo tempo si avvia al termine con il risultato di 0 a 0 che rispecchia esattamente quanto visto in campo. All’inizio del secondo tempo, la Lazio spinge in attacco con più decisione rispetto alla prima parte della gara, ma è il Toro che si rende più pericoloso con il solito Cerci (da oggi rientrato nei ranghi azzurri) che s’invola con insistenza sul lato destro del campo seminando gli avversari. Intanto, continua imperterrita la fitta nevicata e l’arbitro Tagliavento sospende momentaneamente la partita per far ripulire dai fiocchi di neve il delimitarsi delle rispettive aree di rigore. Certo, non fosse per gli inevitabili problemi arrecati dai fiocchi di neve, si potrebbe dire che l’effetto magico evidenziato dai riflettori dello stadio, sembrerebbe più adatto a una romantica cartolina che a una partita di calcio. Al 56’ il Toro sostituisce Meggiorini con Bianchi. Poi, al 60’, altro cambio per il Toro che sostituisce Santana con Birsa. Passano i minuti e il Toro sembra non sapere approfittare del vantaggio della sua superiorità numerica, anzi è la Lazio che sembra essere più concentrata e volitiva. Al 78’ la Lazio sostituisce Gonzales con Biava e Kozak con Ederson, mentre Ventura decide di mandare in campo Jonathas al posto di Barreto. Ed è proprio lui che, all’81’, porta in vantaggio il Toro. Infatti, approfittando di un calcio d’angolo battuto da Cerci, Jonathas di destro batte Marchetti in un’area di rigore molto affollata. La Lazio, nella speranza di pareggiare il match, sul finire della partita sostituisce Onaz con Saha, ma il tentativo di mister Petkovic non sortisce gli effetti desiderati e, al triplice fischio dell’arbitro Tagliavento, i granata di mister Ventura gioiscono nella consapevolezza di avere raggiunto una vittoria casalinga che vale davvero doppio. Una volta tanto il Toro si è riconciliato con quella buona sorte che tante altre volte l’ha penalizzato. La Lazio, rabberciata per l’assenza di alcuni suoi giocatori più rappresentativi, sembra essere più squadra adatta al campionato europeo che al Campionato italiano. Grandi le potenzialità espresse soltanto sporadicamente dai biancocelesti. Poca la continuità di risultati. Segno evidente di una maturazione non ancora acquisita.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-successo-fondamentale-per-il-rilancio-1011037.htmSiT1000099100451001,02,03030244
941011036NewsCampionatiRoma, Andreazzoli rilancia anche Tachtsidis20130318172914roma, tachtsidisRoma quinta, dietro una Fiorentina All'Olimpico piove sole, Roma quinta, dietro una Fiorentina super anche ieri e un Milan che gioca un altro campionato, nel senso che anche col Palermo ha giocato con regole non scritte sulle tavole del calcio. Champions ancora lontana, ma Roma vicina alla squadra che Zeman teneva nascosta.&nbsp; Nella stessa serata la Lazio a Torino, senza catene, sbanda all'ultima curva, dopo aver provato a resistere in 10 alla sciagurata espulsione di Ciani. Jonathas trova il guizzo quando il pareggio sembrava cosa fatta. Invece è fatta la frittata: 47 punti, gli stessi della nuova Roma targata normalità.<br><br>Del resto all’inizio della stagione veniva posta accanto alle sfidanti della Juventus. E ci sta. Perché ancora una volta ha mostrato di avere l'asse della grande squadra: un centrale straordinario (Marquinhos), un centrocampo con De Rossi (e Pjanic che rientrerà a breve) e Totti-Lamela davanti. Proprio Totti (basta dire che è incredibile) e Lamela hanno annunciato la primavera romanista. Andreazzoli ha rinunciato a Osvaldo che pure andrà in azzurro con De Rossi e rilanciato Tachtisidis. Proprio dal pupillo di Zeman è arrivato il segnale più importante: senza il maestro sembra un altro anche lui. Incredibile.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-andreazzoli-rilancia-anche-tachtsidis-1011036.htmNoT1000012100075701,02,03030160
951010994NewsCampionatiParma, Donadoni: «Con la Roma partita difficile»20130316170850parma, donadoniI ducali si appresentano a sfidare la Roma Periodo non particolarmente felice per il Parma, reduce però dall'importante 4-1 inflitto al Torino la settimana scorsa. I ducali si appresentano a sfidare la Roma all'Olimpico, con qualche problema di troppo in infermeria: "Palladino ha una lesione muscolare per cui sarà fermo, così come Mesbah - ha dichiarato in conferenza stampa Donadoni -. Per tutti gli altri abbiamo ancora più di 24 ore per valutare e l'allenamento di oggi mi darà delle risposte. Belfodil verrà sicuramente in ritiro con la squadra, poi tra oggi e domani valuteremo". All'andata i crociati si imposero per 3-2 sotto un vero e proprio diluvio: "I giocatori sono sempre quelli - riporta il sito ufficiale del club -. Però è cambiato allenatore e quindi anche filosofia di gioco. E' una Roma che sta trovando un ruolino di marcia importante, quindi sarà un bel test. Veniamo dalla bella vittoria col Torino e dobbiamo andare a Roma con la consapevolezza di trovarci di fronte un avversario con una qualità da primi della classe e quindi dovremo fare una grande prestazione. Il risultato è legato poi a mille altri fattori, ma dal punto di vista della prestazione voglio che la squadra cerchi di dare continuità a quello che è stato fatto".<BR>C1007650adm001adm001donadoni-6.jpgSiNparma-donadoni-con-la-roma-partita-difficile-1010994.htmNoT1000016100075701,02,03030439
961010829NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: colpo di c...oda della Juventus, cadono Napoli e Lazio. Palermo e Pescara si preparano alla serie Bwin20130311102632serie aLa 28` giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania<DIV> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">La 28' giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania, strettamente connessa alla debacle del Napoli, in quel di Verona. Ora sono 9 i punti che separano i partenopei dai bianconeri. Le inseguitrici non fanno certo meglio, dato che Lazio e Inter escono con le ossa rotte dal loro stadio, sconfitte rispettivamente dalla Fiorentina e dal Bologna. In coda, Palermo e Pescara salutano quasi matematicamente la serie A, dopo le gravi sconfitte contro Siena, unica in grado di poter riaprire il discorso salvezza, e Atalanta. </SPAN><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">GENOA-MILAN 0-2: il Milan prosegue l'ottimo periodo ed espugna Marassi, affossando un Genoa ancora non tranquillo e invischiato nei bassifondi della classifica. E' Pazzini a sbloccare la partita dopo appena 22 minuti, su assist di De Sciglio. I padroni di casa provano a recuperare, ma la porta della squadra di Allegri sembra stregata: palo di Bovo su una punizione telecomandata, e possibile rigore non concesso per fallo di mano di Niang in piena area. Ecco che quindi la conseguenza è il raddoppio degli ospiti, al 60' grazie al solito Mario Balotelli, che non sbaglia a tu per tu con Frey. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">UDINESE-ROMA 1-1: poche emozioni nel match del sabato sera. Roma e Udinese provano a farsi male, ma non troppo. Lamela regala il vantaggio agli ospiti, dopo 20 minuti. Le occasioni mancano da ambo le parti, ma al 62' arriva l'insperato pareggio dei friulani grazie a Muriel. L'Europa rimane lontana per tutte e due le squadre.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">ATALANTA-PESCARA 2-1: l'Atalanta chiude in maniera quasi definitiva il discorso salvezza, battendo in casa un sempre meno speranzoso Pescara, a cui non è servito il cambio di panchina. La squadra del neo allenatore Bucchi, in realtà, si porta in vantaggio grazie a D'Agostino, dopo una ventina di minuti. Ma i padroni di casa reagiscono d'orgoglio e ritrovano uno dei protagonisti della scorsa stagione, ovvero Gustav German Denis. El Tanque prima pareggia di rigore, al 34', e attorno al 60' porta il vantaggio ai suoi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CAGLIARI-SAMPDORIA 3-1: sfida salvezza, tra due squadre comunque relativamente tranquille. Dominano in lungo e in largo i sardi, con il mattatore dell'incontro Ibarbo, autore di una strepitosa tripletta(18', 52', 72' minuto). Sampdoria non pervenuta, a parte il gol su rigore di Maxi Lopez, quando ormai l'arbitro stava fischiando la fine dei giochi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CHIEVO-NAPOLI 2-0: il Chievo trova 3 punti sicurezza in chiave salvezza e allo stesso tempo chiude ogni discorso relativo allo scudetto: il Napoli cade, e male, e vede la Juve capolista più in alto di 9 punti. Dramè al 12' mette subito la partita in salita per i ragazzi di Mazzarri, il quale capisce ben presto che per i suoi non è giornata. Thereau raddoppia in scioltezza al 43' minuto del primo tempo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">JUVENTUS-CATANIA 1-0: scudetto sì, scudetto no. La Juventus trova sul fil di sirena il gol che vale 3 punti e probabilmente lo scudetto, vista anche la sconfitta del Napoli. I problemi della squadra di Conte sono gli stessi da un paio d'anni a questa parte: il reparto offensivo latita e sciupa l'incredibile (vedi Vucinic). Laddove mancano gli uomini, ecco che interviene la fortuna: ultimi scampoli di partita, Giaccherini in area conclude in maniera poco convinta, ma ne esce un tiro "sporco" su cui il portiere ospite non può fare nulla. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PALERMO-SIENA 1-2: la sfida che valeva una stagione intera vede il Palermo farsi recuperare in casa da un ottimo Siena. Anselmo illude i palermitani sul finire del primo tempo. Ma Emeghara al 51' e Rosina, su rigore, al 72' ribaltano il match e lanciano i toscani verso un'insperata salvezza. Sui siciliani piovono fischi: ormai la serie Bwin è ad un passo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PARMA-TORINO 4-1: i ducali confermano di essere una delle migliori squadre tra le mura amiche. Eppure sono i granata a passare in vantaggio, al 56' minuto, dopo un primo tempo in cui sono i padroni di casa a dominare il match. Il marcatore è Santana. Poi si scatena l'istinto da goleador di Amauri, che segna una tripletta in tutte le maniere possibili ed immaginabili. Nel mezzo la rete sicurezza di Sansone.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">INTER-BOLOGNA 0-1: l'Inter cade ancora, dopo la folle serata di Europa League. Al Bologna basta un gol, quello di Gilardino, per piegare una squadra che tale non è, o meglio non lo è più. Nel primo tempo i rossoblù la fanno da padroni, ma sprecano troppo con Gabbiadini e lo stesso Gilardino. Ma il "violino" al 57' sfrutta al meglio un assist di Perez e batte Carrizo. L'Inter tenta di tornare in partita, ma Curci sfodera alcune ottime parate, che chiudono la porta in faccia alla banda di Stramaccioni.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">LAZIO-FIORENTINA 0-2: Fiorentina corsara all'Olimpico. Lazio battuta grazie ai due "terribili" ragazzini serbi: prima Jovetic al 20' poi Ljajic al 50' complicano il cammino dei biancocelesti verso la Champions League. Il solo Lulic tenta di rimettere in piedi la partita, ma senza esito.</SPAN><BR><br><br> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">In chiusura la consueta rubrica TOP/FLOP: </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">TOP - Amauri(Parma): strepitosa la prova di "Gesù" Amauri, che in periodo pasquale resuscita e sfodera una prestazione ai limiti dello straordinario. Riesumato!</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">FLOP - Stramaccioni(allenatore Inter): evento più unico che raro, vedere un allenatore protagonista di questa rubrica. Nel bene o nel male è la squadra che gioca, che vince o perde. Il flop di Strama è però doveroso: dopo la vittoria in casa Juventus, la squadra non l'ha più seguito. Inutili le prediche ai giornalisti, inutili le difese a spada tratta dei suoi giocatori. Ormai da mesi è abbandonato a se stesso. Indifendibile!</SPAN><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br></DIV>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-colpo-di-coda-della-juventus-1010829.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030819
971010817NewsCampionatiMilan, Galliani a Conte: «Siamo milanisti. Col Barcellona ce la giocheremo»20130309125230milan, gallianiAdriano Galliani, ha parlato del momento rossoneroAdriano Galliani, ha parlato del momento rossonero. "Ringrazio Balotelli e De Jong di essere qui. Mario è un tifoso rossonero come noi e quando c'è un po' di sentimento si fa qualcosa di più. Complimenti a Mario per il suo gol di ieri e sono in ansia per le condizioni di Pazzini del quale ancora non ho novità. Sarò presente al varo della MSC Preziosa e faremo a giugno la terza edizione della Crociera Rossonera che farà tappa nella città santa del milanismo come Atene dove abbiamo vinto due Champions League e faremo visita allo stadio Olimpico di Atene. E' una crociera che i milanisti devono fare come un pellegrinaggio. Faccio un pubblico invito i tifosi a partecipare anche per rivivere delle emozioni. Con chi abbiamo vinto nel '94? (Ride). Sono eccitato per martedì. Il rapporto tra Milan e MSC dura dal 2005 e spero che possa durare per molti anni ancora".<br><br> Una precisazione, sullo 'scatto della discordia'. "La foto dove mi ritraggono vicino alla famiglia Agnelli è stata scattata durante lo spareggio contro la Sampdoria del 23 maggio 1987".<br><br> Sul Genoa. "E' stata una partita molto dura e difficile che il Milan ha vinto. Molti episodi e visto che sono molto amico del presidente Preziosi non voglio commentare. Dico solo che il Genoa, se metterà in campo la grinta che ha usato con noi, si salverà di sicuro. La partita con il Barcellona è da collocare nelle grandi partite che abbiamo giocato nei 26 anni passati. Adesso, dopo Real-Manchester tocca a noi. Andiamo a giocare contro la squadra più forte del Mondo. Abbiamo un po' di ansia per le condizioni di Pazzini e Mexes che stanno facendo le visite adesso. Ma chi gioca non fa rimpiangere chi non gioca. Si fa male Balotelli e segna Pazzini e viceversa. Abbiamo una squadra molto duttile che dalla prossima stagione ritroverà Nigel. Mi dispice molto per lui e per il suo infortunio e il suo rientro sarà importante. Barcellona-Milan sarà vista da tutto il Mondo e l'importante è tornare, nella prossima stagione, in Champions League. Il Barcellona ha sempre considerato il Milan un top club come pensiamo d'essere".<br><br> Sulla gara con il Barcellona. "Non faremo Fort Apache. Il Milan giocherà la sua partita con il suo modulo tattico e con il suo modo di essere".<BR>Sul secondo posto. "Non abbiamo mai abbassato l'asticella. Abbiamo fatto in fretta e riprenderci dopo l'inizio e da allora, sono passate 20 partite e siamo primi. Stanotte ho fatto un ragionamento e nel 2013, in 10 partite, abbiamo fatto 24 punti che è una roba incredibile. Potevamo fare percorso pieno avento lasciato 2 punti con Inter, Cagliari e Sampdoria. Checché ne dica Conte, siamo milanisti".<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-a-conte-siamo-milanisti-col-barcellona-ce-la-giocheremo-1010817.htmSiT1000027100075701,02,03,07030163
981010739NewsCampionatiLazio, lo Stoccarda alleato contro l`Uefa20130305115418lazio, stoccardaLa Lazio trova un alleato che mai avrebbe sospettato La Lazio trova un alleato che mai avrebbe sospettato in vista del ricorso alla Uefa circa il provvidemento delle porte chiuse imposto per la gara di ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Come scrive oggi il 'Corriere dello Sport',&nbsp; lo Stoccarda ha chiesto ufficialmente all'Uefa di giocare a porte aperte all'Olimpico, inviando una lettera per ottenere la revoca del provvedimento. "Venerdì 1 marzo ci siamo rivolti per iscritto alla Uefa - ha dichiarato il presidente Gerd Mauser - abbiamo chiesto di riflettere ancora una volta sulla decisione e di concedere ai nostri tifosi l'ingresso nello stadio Olimpico". Il club teutonico vuole difendere i suoi tifosi, visto in tanti hanno acquistato i "pacchetti turistici" per seguire la squadra a Roma.C1007650adm001adm001esultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNlazio-lo-stoccarda-alleato-contro-l-uefa-1010739.htmSiT1000018100075701,02,03030172
991010695NewsCampionatiRoma, i convocati per il Genoa: torna Totti20130302144528romaAurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatoriAurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla sfida che la Prima Squadra disputerà domani allo Stadio Olimpico. Lista convocati A.S. Roma:<br><br> Balzaretti, Bradley, Burdisso, De Rossi, Dodo', Florenzi, Goicoechea, Lamela, Lobont, Lopez, Lucca, Marquinho, Marquinhos, Osvaldo, Perrotta, Piris, Pjanic, Romagnoli, Stekelenburg, Tachtsidis, Taddei, Torosidis, Totti<br><br>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-i-convocati-per-il-genoa-torna-totti-1010695.htmSiT1000012100075501,02,03030173
1001010671NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, l`Anzhi vuole Osvaldo20130301133442roma, osvaldoL`attaccante della Roma, grazie alla buona stagione con la maglia giallorossa, sta attirando L'attaccante della Roma, grazie alla buona stagione con la maglia giallorossa, sta attirando su di se le attenzioni di diversi club, italiani ed esteri. Fra le squadre interessate, riporta Sky Sport, ci sarebbe anche il ricchissimo Anzhi di Eto'o. I russi, a testimonianza dell'interesse, invieranno un loro emissario all'Olimpico domenica sera per seguire il match fra la Roma ed il Genoa. L'obiettivo dichiarato, come detto, è Pablo Daniel Osvaldo.C1007650adm001adm001osvaldo-6.jpgSiNroma-l-anzhi-vuole-osvaldo-1010671.htmSiT1000012100075501,02,03030579
1011010633NewsEditorialeSerie A: Super Handanovic, le punizioni di Lodi e l`evanescenza di Cassano. Top e Flop della 26a giornata20130227173252serie aJuventus, Catania, Cagliari e Roma sono state le compagini che questa settimana hanno regalato, grazie alle loro vittorie, il maggior numero di giocatori alla formazione dei top di giornataJuventus, Catania, Cagliari e Roma sono state le compagini che questa settimana hanno regalato, grazie alle loro vittorie, il maggior numero di giocatori alla formazione dei top di giornata. Deludono il Parma e l’Atalanta, ancora una volta il Napoli mentre dal derby di Milano solo qualche sprazzo e niente più. <br><br>TOP<br><br>Handanovic = Decisamente il migliore dei suoi, evita più volte al Milan di sfondare ed impedisce a Balotelli quel gol che avrebbe potuto scatenare un putiferio mediatico infinito. Tantacolare.<br><br>Lichtsteiner = Fortuito quanto decisivo il suo tocco nel gol che apre le danze in una gara, quella contro il Siena, che potrebbe rivelarsi spartiacque per le sorti del campionato. Duracell.<br><br>Radu = Il suo missile terra – aria affossa un Pescara cui probabilmente per cadere basta anche un alito divento. Rambo.<br><br>Conti = Doppietta decisiva per una vittoria stappata all’ultimo respiro. Tanta quantità sempre, questa volta si concede anche il lusso di far breccia nella difesa avversaria. Che era il Torino e non la Roma, di solita purgata dal capitano dei sardi. Per la gioia di papà Bruno. Faro.<br>&nbsp;<br>Lodi = Spalanca le porte del successo dei suoi a Parma con la specialità della casa, questa volta in condivisione con Mirante. Che infatti finisce tra i flop. Tocco magico.<br><br>Livaja = Una doppietta inutile ma che certifica la gran mossa dell’Atalanta e quella pessima dell’Inter che ora, invece del pennellone Carew, avrebbe avuto in casa un campioncino fatto e finito. Scoperta.<br><br>El Shaarawy = Chi lo dava in debito di ossigeno, si è dovuto ricredere. Scheggia impazzita di un Milan che, ai punti, avrebbe meritato il successo nel derby. Rete di esterno per palati sopraffini. Delizia.<br><br>Formazione TOP = Handanovic; Lichtsteiner, Radu, Gastaldello; Marchisio, Lodi, Pjanic, Conti; Livaja, El Shaarawy, Sau.<br><br>FLOP<br><br>Mirante = Torna da uno stop per infortunio e combina una frittata sulla punizione beffa di Lodi. Tramortito non riesce a rifarsi. Convalescente.<br><br>Legrottaglie = Una furia inutile sull’arbitro gli costa espulsione e lungo stop per squalifica. E alla fine il Catania ha vinto, chissà che succedeva se avesse perso. Furia cieca.<br><br>Ogbonna = Solitamente inappuntabile, commette errori di concetto che spianano la strada al Cagliari ed impediscono ai granata di proseguire una striscia positiva. Distratto.<br><br>Hamsik = Insieme a Cavani, se si spegne è un po’ il buio totale. Il Napoli non sa più vincere e alla sfida del tutto per tutto i due titolarissimi di Mazzarri arrivano con le pile scariche. Sperduto.<br><br>Valdes = La sua involuzione sta coincidendo con un momento pessimo per il Parma. E quando non gira il regista, tutto il resto non funziona. Opaco.<br><br>Abbruscato = Il Pescara farebbe fatica a segnare anche in Promozione. Ma l’ex granata all’Olimpico non la vede nemmeno con il binoco. Fuori fase.<br><br>Cassano = Se Balotelli fa tremare i suoi ex tifosi, il talento di Bari vecchia passa inosservato o quasi agli occhi dei milanisti. Evanescente.<br><br>Formazione FLOP = Mirante; Legrottaglie, Ogbonna, Aronica; Hamsik, Valdes, Lamela, Valiani; Cassano, Abbruscato, Denis. <br><br>Gabriele Cavallaro<br><br><br>C1007650adm001adm001238691hp2.jpgSiNserie-a-super-handanovic-le-punizioni-di-lodi-e-l-evanescenza-di-cassano-top-flop-della-ventiseiesima-giornata-1010633.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030573
1021010522NewsCampionatiSerie A, 25a giornata: batoste per Inter e Lazio. Cade anche la Juventus20130218225824serie a Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri></FONT></FONT></SPAN>&nbsp;Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto, dopo un avvio di stagione disastroso. Le altre big deludono e non poco: il Napoli non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo contro un’ottima Sampdoria, mentre il trio Juventus-Inter-Lazio riesce a fare addirittura peggio. I bianconeri di Conte cadono all’Olimpico di Roma, risentendo probabilmente delle fatiche di Champions. Zero scuse, invece, per i ragazzi di Stramaccioni e Petkovic: clamorose cadute rispettivamente a Firenze e a Siena. In coda, vittoria importante per il Cagliari, che inguaia il Pescara di Bergodi. La rubrica TOP/FLOP vede come protagonista positivo il nigeriano del Siena Emeghara, mattatore nel 3 a 0 alla Lazio. Quattro gol in altrettante presenze rilanciano la squadra di Iachini alla ricerca di un’insperata salvezza. Da dimenticare invece la giornata di Paletta(Parma), autore di un’autorete nel giorno del suo compleanno, che condanna di fatto alla sconfitta il suo ottimo Parma.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>MILAN-PARMA 2-1: l'anticipo del venerdì lancia al terzo posto un sempre più sorprendente Milan. Nel primo tempo è, però la squadra di Donadoni a mettere in seria difficoltà quella di Allegri, ma il gol non arriva. E così, al 39' minuto, ecco la regola "gol sbagliato, gol subito": cross blando di Boateng e Paletta decide di festeggiare il compleanno con una goffa autorete. Nella ripresa il Parma continua a fare la sua partita, ma per gli attaccanti ducali non è decisamente giornata. Il Milan è poco brillante, ma al 78' minuto il solito Balotelli si rende protagonista: conquista una dubbia punizione, litiga un po' con tutti per calciarla e sfodera un destro imprendibile all'incrocio dei pali. E' la rete che chiude i giochi e solo per dovere di cronaca segnaliamo l'inutile gol di Sansone a tempo scaduto.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CHIEVO-PALERMO 1-1: davvero poco da dire su questo scontro salvezza. I siciliani partono meglio e al 5' minuto passano in vantaggio con Formica. I clivensi faticano a trovare spazi e per trovare il pareggio devono sfruttare un rigore al 55', trasformato in gol da Thèrèau. Il punto è più utile ai veneti, con il Palermo che rimane sempre più invischiato nei bassifondi della classifica.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ROMA-JUVENTUS 1-0: il sabato calcistico si chiude con una sorpresa. Alla Roma riesce l'impresa di battere la capolista e di interrompere la crisi nella quale era da tempo immersa. Decide la giocata del singolo, della bandiera, della storia passata e presente dei capitolini: Francesco Totti, al minuto 58, sfodera un colpo dei suoi e porta in vantaggio i padroni di casa. La squadra di Conte è apparsa stanca, probabilmente a causa degli impegni infrasettimanali, ma il problema in zona gol continua a ripresentarsi puntuale come un orologio svizzero. Juventus sempre in testa, ma i pericoli sono dietro l'angolo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CATANIA-BOLOGNA 1-0: al Massimino è un monologo dei padroni di casa. Un gol di Almiron, sul finire del primo tempo, regala la vittoria che significa salvezza anticipata per gli uomini di Maran. Poco prima, clamoroso palo di Bergessio. Nella ripresa, felsinei più pericolosi con Gabbiadini e Gilardino, ma la difesa del Catania regge il colpo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>GENOA-UDINESE 1-0: fondamentale vittoria per la squadra genoana, nella corsa salvezza. Il gol da tre punti è di Kucka, al 33' minuto. Poco concreti gli uomini di Guidolin, che impensieriscono in più occasioni Frey, soprattutto nel finale con Benatia e Merkel, ma il pari non arriva.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>NAPOLI-SAMPDORIA 0-0: il Napoli butta al vento l'occasione di accorciare sulla Juventus, non andando oltre uno scialbo pareggio a reti bianche contro la Sampdoria. Sono i doriani i più pericolosi, con De Sanctis decisivo su Sansone e&nbsp; Behrami miracoloso prima su Costa, poi su Icardi.La ripresa è ad appannaggio dei padroni di casa, ma la sola emozione è il palo di Hamsik.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>PESCARA-CAGLIARI 0-2: delicatissima sfida all'Adriatico di Pescara. I padroni di casa partono meglio e nel primo tempo colpiscono un palo con Weiss, su cui è decisiva la deviazione di Agazzi. A spuntarla è però il Cagliari, grazie a Sau, autore di una doppietta: al 53' di testa, su cross di Cossu e al 61' con una girata mancina su servizio di Pisano. Pescara sempre più giù in classifica, mentre i sardi respirano aria di salvezza.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>TORINO-ATALANTA 2-1: il Torino si conferma "bestia nera" dell'Atalanta, sconfitta all'andata per 1-5. Le cose non cambiano nella gara di ritorno, nella quale il portiere bergamasco Consigli salva i suoi solo fino al 43', quando Cerci in contropiede regala il vantaggio alla squadra di Ventura. Nella ripresa cambiano le cose, grazie anche all'ingresso dell'ex interista Livaja, bravo a procurarsi il rigore, trasformato da Denis, che vale il pari. Ma, come detto, il Torino ha in serbo la beffa dell'ultimo minuto: Birsa anticipa di testa Scaloni e regala la vittoria ai suoi.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>FIORENTINA-INTER 4-1: al Franchi i viola travolgono una sempre più brutta Inter. L’inizio è prepotente da parte della squadra di Montella, che sblocca il risultato dopo 13 minuti grazie a Ljajic, su assist aereo di Jovetic. Lo stesso JoJo è l’autore del raddoppio toscano, con un gran destro dal limite, e del gol che chiude i discorsi al 55’ minuto. L’umiliante 4 a 0 arriva dieci minuti più tardi grazie ancora a Ljajic. Rete della bandiera allo scadere, firmata Antonio Cassano.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>SIENA-LAZIO 3-0: una irriconoscibile Lazio subisce una clamorosa batosta in quel di Siena. L’eroe della giornata è Emeghara, che segna al 6’ minuto di testa su cross di Rubin, e al 61’, bruciando la disastrosa difesa biancoceleste. Nel mezzo va a segno anche Rosina al 23’. La squadra di Petkovic è veramente pochissima roba: un tiro di Candreva e una punizione di Hernanes non possono indubbiamente bastare per fare risultato<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><BR><BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0761FL0761fiorentina.jpgSiNserie-a-crollano-lazio-e-inter-cade-anche-la-juventus-1010522.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030767
1031010519NewsCampionatiConte che fai. Perché non cambi?20130218202840juventus, conteLa deludente ma non tanto sorprendente prestazione della Juventus all’Olimpico di Roma, pone molti interrogativi. Già da molto tempo sosteniamo la necessità di dare fiato a un gruppo di giocatori che in un anno e mezzo di campionato, hanno tirato fuori l’anima e forse qualcosa di piùLa deludente ma non tanto sorprendente prestazione della Juventus all’Olimpico di Roma, pone molti interrogativi. Già da molto tempo sosteniamo la necessità di dare fiato a un gruppo di giocatori che in un anno e mezzo di campionato, hanno tirato fuori l’anima e forse qualcosa di più. Bonucci, (Chiellini si salva perché infortunato) Barzagli, Lichtsteiner, Pirlo, Marchisio, Vidal, Asamoah, Vucinic e a turno Giovinco e Matri. Sempre gli stessi a correre, interdire e attaccare gli spazi in maniera forsennata, così come pretende Conte, il coach premiato con la panchina d’oro come riconoscimento al miglior allenatore del campionato 2011-’12. Un Tour de Force&nbsp; di incredibile sforzo psicofisico, un dispendio di energie mentali e fisiche che non permettono a nessun campione al mondo di non riposare per qualche turno. Ma la Juventus ha un parco giocatori invidiabile. Quagliarella, Peluso, Caceres, Isla, Giaccherini, Marrone, utilizzati a spizzichi e bocconi, perché? Dopo la stupenda partita di Champions contro il Celtic, Conte avrebbe dovuto cambiare almeno quattro o cinque giocatori che costituiscono l’asse portante della Juventus che apprezziamo ormai dall’anno scorso e che si trova a meraviglia nel sistema tattico voluto dal suo allenatore. E’ vero che squadra che vince non si tocca, tuttavia, sembra quasi un pensiero comune quello di non cambiare alcuni giocatori pur senza sconvolgere l’assetto tattico ormai consolidato. Sembra quasi non volere far torto a giocatori che hanno dato tanto ottenendo ottimi risultati, ma che non si devono cambiare per non urtare la loro suscettibilità. <br><br> Queste considerazioni ci riportano indietro nel tempo, quando il C.T. Prandelli non si sentì di cambiare alcuni giocatori della Nazionale in occasione della finale Europea contro la Spagna. Un errore fatale che costò una bruttissima figura alla nostra Nazionale Italiana e la conseguente vittoria degli spagnoli offertagli in un piatto d’oro. Riteniamo che certe scelte debbano essere prese in considerazione del fatto che un gruppo di professionisti del pallone deve capire l’importanza di stare in panchina o in tribuna, anche dopo essere stati artefici di tante vittorie. Riposare non è per niente irriverente e avvilente, anzi la cosa deve inorgoglire. Ma questo tipo di cultura sembra non essere consona a quasi tutti gli allenatori che, forse per timore di sbagliare e di non creare musi lunghi, si affidano ai soliti affidabili “condottieri”. La Juventus, e Conte in particolare, avrebbe dovuto agire in questo modo. Vidal, Asamoah, Vucinic, non sono mai entrati in partita e gli altri non sono mai arrivati prima sul pallone. Sempre in ritardo e con idee confuse. Quella non era la vera Juventus, non poteva esserlo. Adesso urge ravvedersi, almeno se si vuole portare avanti con la stessa determinazione sia il Campionato che la Champions. Oltretutto, la Juve di Conte deve rallegrarsi che il Napoli non ha saputo approfittare della ghiotta occasione di recuperare tre punti. Questo è un segnale evidente, che la sorte è dalla parte dei bianconeri. Ma fino a quando?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNconte-che-fai-perche-non-cambi-1010519.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030353
1041010478NewsCampionatiSerie A, Roma-Juventus 1-0. Le pagelle: Top Totti e Lamela. Flop Vidal e Asamoah20130216231719Roma,Juventus,anticipo,pagelleI voti della sfida dell`Olimpico tra Roma e JuventusAll'Olimpico la nuova Roma di Andreazzoli cerca di scacciare la crisi di risultati che non la vede ancora vittoriosa in questo 2013, ma ha di fronte la capolista Juve che proviene dal trionfo di Champions League&nbsp;in terra scozzese contro il Celtic.<BR>Diametralmente opposto, dunque, è il morale delle due squadre ma è unico l'obiettivo di entrambe: portare a casa i tre punti. I bianconeri impongono il proprio gioco guidato dalle solite geometrie di Pirlo e dalla corsa ininterrotta degli esterni, ma il tridente giallorosso dimostra di aver le capacità di impensierire gli ospiti. Al 10' minuto, infatti, Osvaldo riesce ad eludere la marcatura della difesa della Signora e supera anche Buffon, ma si defila eccessivamente e fallisce l'occasione di portare in vantaggio i suoi. Al 18' Pirlo con una punizione precisa chiama Stekelemburg ad un grande intervento negando la gioia del gol al centrocampista bresciano. Pochi minuti dopo, lo stesso regista bianconero subisce un brutto fallo da Francesco Totti che interviene con i tacchetti direttamente sul ginocchio destro dell'avversario. Ma per fortuna non è nulla di grave. Il primo tempo si chiude&nbsp;quindi sullo 0 a 0. <BR>Nella ripresa parte bene la Roma che sfiora il gol ancora con Osvaldo. Risponde Vucinic con un tiro pericoloso al limite dell'aria che sembrava rievocare il gol contro la Fiorentina e poi Matri che però non trova disattento il portiere giallorosso. L'occasione più nitida del match arriva sulla testa di Osvaldo che a un metro dalla porta non riesce ad angolare la traiettoria. Ma il gol è nell'aria e all' 11' Totti sfrutta una respinta molle di Vidal sugli sviluppi di un calcio da fermo e lascia partire un bolide che coglie di sorpresa Buffon e che si infila all'incrocio dei pali. Dieci minuti dopo, un'azione di contropiede sorpende i bianconeri e libera De Rossi in aerea di rigore ma il mediano della Nazionale cicca clamorosamente l'appuntamento con il pallone e con il raddoppio. Sterile la controffensiva della Juventus che cerca il pareggio facendo esordire anche Anelka nel nostro campionato e provando a mettere pressione con il 4-3-3 ridisegnato da Conte, ma non c'è nulla da fare. Vince la Roma che , soprattutto nel secondo tempo, ha dato l'impressione di sovrastare gli avversari come poche altre squadre erano riuscite a fare nel corso di questa stagione.&nbsp;Le tre partite in sette giorni&nbsp;hanno&nbsp;pesato palesemente sulle gambe dei bianconeri che pagano soprattutto&nbsp;il grande dispendio di energie della gara del&nbsp;Celtic Park.&nbsp;<BR><BR>ROMA (3-4-2-1): Stekelenburg 6; Piris 7, Burdisso 6,5, Marquinhos 7; Torosidis 7, Pjanic 6,5 (dal 22' s.t Bradley 6), De Rossi 6,5, Marquinho 6 (dal 37' s.t Balzaretti s.v); Lamela 7, Totti 7,5 (dal 42' s.t Florenzi s.v); Osvaldo 6,5. Allenatore: Andreazzoli.<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 5,5, Bonucci 5,5, Caceres 6,5; Lichtsteiner 6,5, Vidal 5(dal 26' s.t Anelka 6), Pirlo 5,5, Pogba 6, Asamoah 5 (dal 10' s.t Padoin 5,5); Matri 5, Vucinic 5 (dal 10 s.t Giovinco 5). Allenatore: Conte.<BR><br><br> TOP ROMA<BR><BR>Totti: In un momento così delicato per la storia recente dei giallorossi non poteva che essere lui a risollevare la squadra dalla crisi. Fondamentale la sua fantasia al servizio dei compagni, micidiale come sempre il suo destro.<BR><BR>FLOP ROMA<BR><BR>Nessuno.<BR><BR>TOP JUVENTUS<BR><BR>Lichtsteiner: Le sue sortite offensive sulla fascia sembrano l'unica arma in grado di dare fastidio alla formazione romanista<BR><BR><BR>FLOP JUVENTUS<BR><BR>Vidal: Spento, a tratti irriconoscibile. Non il guerriero che siamo abituati a veder lottare in campo<BR><BR>Asamoah: Soffre visibilmente il rientro dalla Coppa d'Africa. Non spinge quasi mai e va in difficoltà sulle discese di Torosidis nella sua zona di competenza.<BR><BR><br><br>C1007650RomaFL0657FL0657totti_nuove_010.jpgSiNroma-juventus-pagelle-anticipo-1010478.htmSiT1000007,T1000012100664701,02,03,06030402
1051010462NewsCampionatiJuventus, i convocati per la Roma20130215185542roma, juventusSono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte Sono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte per la gara contro il Roma, in programma sabato sera alle 20.45, allo stadio Olimpico. Nella lista diramata dal tecnico al termine della rifinitura sostenuta a Vinovo, non figurano gli squalificati Marchisio e Peluso, mentre rientra Bonucci che, dopo l'ottima prova di Glasgow, torna anche in campionato, avendo scontato contro Chievo e Fiorentina i due turni di stop inflittigli dal giudice sportivo.<br><br> Era già presente in Scozia e ora è nuovamente a disposizione anche per la competizione nazionale anche Kwadwo Asamoah, impegnato nell'ultimo mese in Coppa d'Africa.<br><br> Questo l'elenco completo dei giocatori che prendono parte alla trasferta nella capitale:<br><br> 1 Buffon<BR>4 Caceres<BR>6 Pogba<BR>9 Vucinic<BR>12 Giovinco<BR>15 Barzagli<BR>18 Anelka<BR>19 Bonucci<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>22 Asamoah<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>33 Isla<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-la-roma-1010462.htmNoT1000007100075501,02,03,06030184
1061010458NewsCampionatiRoma, Adreazzoli: «Se sta bene gioca Osvaldo»20130215162775roma, andreazzoliQueste le parole di Aurelio Andreazzoli, tecnico della Roma, durante la conferenza stampa della vigilia prima del match contro la Juventus Queste le parole di Aurelio Andreazzoli, tecnico della Roma, durante la conferenza stampa della vigilia prima del match contro la Juventus in programma domani sera all'Olimpico: "I numeri parlano di una sfida impari perché la Juventus è più avanti di noi, sia sul piano morale e organizzativo. Faccio i complimenti a Conte per quello che fa la sua squadra. Si vede la sua mano. I valori delle due squadre però non sono rispecchiati dalla classifica.<br><br> Domani difesa a tre? Questa squadra può attuare diverse soluzioni tattiche. Oggi tireremo le somme e prenderemo una decisione.<br><br> Gara giusta per ricompattare l'ambiente? Ogni gara può essere quella giusta. Affrontare però la squadra campione d'Italia può essere l'ideale. Abbiamo l'occasione irripetibile di fare bene e sono convinto che non mancheremo sul piano dell'applicazione. Vogliamo fare un risultato importante o almeno competere contro una squadra che spopola in Italia da due anni.<br><br> La squadra? Ho avuto la conferma che questo è un gruppo di ragazzi che da sempre la massima disponibilità.<br><br> La mia avventura in giallorosso? Per me questi sono stati 10 giorni di godimento assoluto. Poi c'è anche la partita della domenica.<br><br> Osvaldo convocato? Se sta bene gioca di sicuro.<br><br> La gara con la Sampdoria? Al momento dell'annullamento del gol di Lamela avremmo potuto essere alla peggiore delle ipotesi sul 2-0.<br><br> Il clima nello spogliatoio? Quello che è importante per la squadra è che certe cose vengano risolte all'interno della squadra ed è ciò che è avvenuto.<br><br> Pogba? Non so dire se sia meglio da regista o da vice Marchisio. L'assenza di Marchisio può essere per noi un vantaggio relativo. Chi lo sostituirà, sia che si tratti di Pogba o Giacchierini, si tratta sempre di giocatori di qualità.<br><br> La condizione fisica della squadra? La testa comanda tutto il resto. Io però non ho visto il calo di cui ho sentito parlare ultimamente. Abbiamo avuto una serie di episodi contrari che hanno inciso. Il gol del vantaggio annullato, il rigore sbagliato, l'infortunio di Castan sono cose che pesano.<br><br> Osvaldo? Quello che è stato scritto su di lui in settimana è l'esatto contrario di quello che è accaduto. C'è stato un chiarimento fra l parti, ma non dico niente di quello che è stato detto. Nel dopogara c'è stato un chiarimento, una discussione. Ho letto di Totti ripreso dal tecnico e dalla società: sono solo falsità.<br><br> Piris centrale nella difesa a tre? La prima volta che ne ho sentito parlare ha marcato Neymar. Credo che basti questo.<br><br> Cosa rappresenta Roma-Juventus? Il fatto che ci sia in campo la Juventus dice tutto. Stimo i bianconeri per il gioco e tanto altro. Come potrei non prepararla in maniera maniacale. Se poi riusciremo a fare ciò che abbiamo preparato è tutto un altro paio di maniche.<br><br> Obiettivi? E' una domanda superficiale. L'obiettivo è sempre quello di vincere la prossima partita. Noi cerchiamo di uscire da questa situazione vincendo domenica e poi anche quella dopo. Alla fine della stagione tireremo le somme e vedremo dove saremo arrivati.<br><br> Totti di nuovo centravanti? Francesco può giocare dappertutto. Questa può essere al bisogno una soluzione intrigante sia per me che per voi. E' una possibilità in più che ci da il nostro capitano.<br><br> Quello che è successo a Osvaldo in settimana, con i calci e le uova alla sua auto non è certo una bella cartolina per la Roma. Se fossi un calciatore andrei da un'altra parte. Sono valutazioni che i calciatori fanno.<br><br> Pjanic? Può giocare in ogni zona del campo in fase offensiva.<br><br> Una Roma più cattiva? Me l'aspetto anche io. E' un nostro difetto.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-andreazzoli-se-sta-bene-gioca-osvaldo-1010458.htmSiT1000012100075501,02,03,06030168
1071010457NewsCampionatiJuventus, Conte: «Fa piacere l`interesse di Real Madrid e Chelsea»20130215162555juventus, conteConferenza stampa alla vigilia di Roma-Juventus per il tecnico Antonio ConteConferenza stampa alla vigilia di Roma-Juventus per il tecnico Antonio Conte. Queste le sue parole.<br><br> Sulla partita contro la Roma: "Domani sarà partita importante, come ho detto sei giorni fa avrei preferito giocare questa partita di domenica visti gli appuntamenti contro Fiorentina e Celtic della scorsa settimana. Non è mai stata molto semplice giocare contro la Roma all'Olimpico. Anche se loro stanno faticando sarà difficile. Il loro organico è ricco, basta vedere Totti e De Rossi. Noi dovremo stare attenti a preparare la sfida. Per loro può essere la partita della svolta visto che giocare contro la Juventus da sempre grandi motivazioni".<br><br> Sulla Roma: "Vivono un momento non positivo che è culminato con l'esonero di Zeman. Le premesse di inizio stagione la volevano in lotta per traguardi importanti, ecco perché dovremo stare attenti".<br><br> Su Zeman: "Gli faccio gli auguri per il suo futuro, e ad Andreazzoli, del quale mi parlano bene, che faccia bene dalla prossima partita".<br><br> Sulla presunta crisi attraversata dalla Juve: "Parlavano di piccola crisi, ma io non l'ho vista. Sono invece contento degli elogi".<br><br> Sulle condizioni dei giocatori: "Dalla partita col Celtic siamo tornati col morale alle stelle, che spesso aiuta anche sui vari recuperi. Stanno tutti bene, parlerò poi con ognuno di loro. C'è l'idea di confermare la squadra che ha fatto bene in queste ultime due partite. Chiellini spero di averlo a disposizione contro il Siena".<br><br> Su Pistorius: "Non posso esprimere giudizi ora, che non c'è chiarezza sulla situazione".<br><br> Sull'attacco: "Adesso stanno facendo bene Vucinic e Matri, prima Giovinco. Stanno tutti bene, non ci sono gerarchie. Ho la possibilità e la fortuna di scegliere chi far giocare, a volte scelgo bene a volte male".<br><br> Sulla sconfitta del Napoli in Europa: "Dispiace, tutti vorremmo far risalire la china al calcio italiano in Europa. Questi, comunque, sono problemi che dovrà affrontare Mazzarri con i suoi".<br><br> Sulla Juve in Champions: "Sta continuando il nostro processo di crescita. Stiamo facendo tante belle cose, e in tanti, sia in Italia che all'estero, se ne stanno accorgendo. Vorremmo entrare nell'elite del calcio europeo".<br><br> Su Real Madrid-Manchester United: "Ho visto le partite di Champions. La volontà nostra è quella di essere protagonisti. Loro hanno squadre costruite per vincere da anni, a differenza nostra".<br><br> Sulla grinta mostrata in Champions: "La Juve cerca di vincere tutte le competizioni da protagonista. Non ci sono due Juventus, una affamata e l'altra meno".<br><br> Sulle avances del Real Madrid e del Chelsea: "Ne sono lusingato. Gli apprezzamenti fanno piacere sia a me che alla società. Vuol dire che stiamo facendo bene".<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-fa-piacere-l-interesse-di-real-madrid-e-chelsea-1010457.htmSiT1000007100075501,02,03,06,08030197
1081010421NewsCampionatiNapoli, Mazzarri: «Più forti in tutti i reparti»20130213125447napoli, mazzarriNapoli MazzarriQueste le parole di Walter Mazzarri nella vigilia di Napoli-Viktoria Plzen in conferenza stampa. "Di volta in volta farò delle scelte per andare più avanti possibile in tutte le competizioni. Domani sarà una formazione competitiva, metteremo in campo un undici per mettere in difficoltà il Plzen. I ragazzi sanno che poche volte siamo entrati in campo come all'Olimpico, dove la Lazio era 'assatanata' ed agguerrita".<BR>Sul tabù scontri diretti in Europa. "Ci teniamo a far bella figura in Europa; abbiamo fatto molto bene, ma sinora abbiamo peccato d'inesperienza".<br><br> Sul Viktoria Plzen. "Giocheremo ogni tre giorni e dovrò fare le mie considerazioni sulla formazione. A gennaio abbiamo rinforzato i 'doppi ruoli', perché entriamo in una fase cruciale ed intensa della stagione. Loro sono forti, hanno superato l'Atletico Madrid nel girone: se non c'è un nome, in Italia, sottovalutiamo tutti, ma non è così. Sono fortissimi, sono passati come primi nel girone, non dimentichiamocelo".<br><br> Sul campionato italiano. "Voglio vedere quanti vinceranno con la Lazio all'Olimpico. Che la squadra voglia vincere, come ha detto Maggio, è scritto e scontato: non sono d'accordo, però, su 'quest'anno o mai più'. Il Napoli è in continua crescita e se la società continuerà a fare così, potrà fare ancora meglio negli anni futuri".<br><br> Sulla panchina. "Il discorso vale, a prescindere dall'allenatore, da chiunque ci sarà. Ci saranno i presupposti per far bene comunque, lo dico in generale. Io, personalmente, deciderò a fine anno".<br><br> Sulla formazione. "Rolando gioca. Cavani? Se vogliamo andare avanti, devono giocare quelli come lui che fanno la differenza. E' giusto farlo giocare, al di là della volontà o no del ragazzo".<br><br> Sui rinforzi. "Ci hanno fatto fare un salto di qualità, lo stesso Rolando ha qualità ed esperienza. Domani dovremmo aver migliorato qualcosa con lui in campo".<br><br>C1007650adm001adm001mazzarri-walter.jpgSiNnapoli-mazzarri-piu-forti-in-tutti-i-reparti-1010421.htmSiT1000017100075501,02,03,08030150
1091010293NewsCampionatiCagliari-Milan, all`Olimpico d Torino20130207164938cagliari, milanCagliari MilanA tre giorni dal match, non si sa ancora in quale stadio si giocherà Cagliari-Milan. La Prefettura, infatti, continua a ritenere Is Arenas non agibile per motivi legati all'ordine pubblico. E il dialogo con l'Osservatorio, che aveva dato il proprio ok a disputare la gara a Quartu, non ha sortito effetti. Così la Lega si sarebbe orientata sullo stadio Olimpico di Torino, dove giocano i granata di Ventura. La decisione è attesa nelle prossime ore.C1007650adm001adm001stadio.jpgSiNcagliari-milan-all-olimpico-di-torino-1010293.htmSiT1000019,T1000027100075701,02,03,07030152
1101010193NewsCampionatiRoma-Cagliari, le pagelle. Top Totti e Nainggolan. Flop Goicoechea20130201225511roma, cagliariRoma Cagliari PagelleLa Roma perde contro il Cagliari all'Olimpico. La squadra di Zeman - che doveva rialzare la testa - cade male davanti al suo pubblico. I soliti errori del portiere Goicoechea voluto dal boemo e una squadra senz'anima come spesso accade alla base del ko. Bravo il Cagliari a giocare in ripartenza. Adesso in casa Roma potrebbero esserci novità clamorose a partire dalla panchina. <BR><BR>Finale 2-4 (1-1): 3' Nainggolan, 35' Totti (R), 46' Goicoechea autogol, 52' Sau, 71' Pisano, 93' Marquinho (R)<BR><BR>ammoniti: Nainggolan, Avelar, Tachtsidis, Piris, Lamela&nbsp;&nbsp; espulsi:<BR><BR>Roma (4-3-3): Goicoechea 5, Piris 5, Marquinhos 5, Burdisso 5, Dodò 5, Bradley 5.5, Tachtsidis 5 (59' De Rossi 5.5), Florenzi 5 (59' Marquinho 6), Lamela 5.5, Osvaldo 5, Totti 6.5 All.: Zeman 5<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi 6.5, Pisano 7, Astori 6.5, Rossettini 6 (78' Perico 6), Avelar 6.5, Nainggolan 7, Conti 6.5 (81' Casarini 6), Ekdal 6.5, Thiago Ribeiro 6.5 (88' Cossu s.v.), Sau 7, Ibarbo 7 All.: Pulga 7<BR><BR><BR><STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><BR><BR>Totti: l'unico a cercare di dare una scossa ai suoi. <BR><BR><EM><STRONG>Flop Roma</STRONG></EM><BR><BR>Goicoechea: insicuro e troppo inesperto. <BR><BR><STRONG><EM>Top Cagliari</EM></STRONG><BR><BR>Nainggolan: la società ha fatto bene a resistere alle tante tentazioni. <BR><BR><STRONG><EM>Flop Cagliari</EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001nainggolan.jpgSiNroma-cagliari-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010193.htmSiT1000012100075701,02,03030207
1111010152NewsCampionatiLazio-Juventus, le pagelle. Top Floccari e Vidal. Flop Radu20130129234214lazio, juventusLazio JuventusOlimpico di Roma.<BR>Semifinale di Coppa Italia.<BR>Si partiva dal pareggio di Torino: 1-1.<BR>Finisce con l'Olimpico in festa.<BR>Una partita incredibile.<BR>Dopo il vantaggio biancoceleste di Gonzalez, la Juve trova il pareggio al 90' ma dopo pochi istanti Floccari infila dal corner il gol del trionfo.<BR>La Lazio torna in finale di Coppa Italia dopo tre anni.<BR>Sfuma l'obiettivo triplete per la Juve.<br><br> Risultato finale Lazio-Juventus 2-1: Gonzalez 52', 90' Vidal, 90' Floccari<BR>Ammoniti: 4' Giaccherini, 25' Isla, 29' Konko, 50' Vidal, 80' Giovinco, 84' Bonucci<br><br> Lazio (3-5-1-1): Marchetti 6.5, Ciani 6.5, Dias 6.5, Biava 6, Konko 6.5, Ledesma 7, Gonzalez 7 (85' Cana), Radu 5, Mauri 6.5, Hernanes 6 (62' Lulic 6), Klose 6.5 (68' Floccari 7)<BR>All. Petkovic 7<br><br> Juventus (3-5-2): Storari 6, Bonucci 6, Barzagli 6, Peluso 4.5, Padoin 5 (67' Pirlo 6.5 ), Giaccherini 5 (75' Quagliarella 6), Vidal 6.5, Marrone 5 (69' Marchisio 4.5) , Isla 5, Vucinic 5.5, Giovinco 4.5<BR>All. Conte 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Lazio</EM></STRONG><br><br> Floccari: diventa idolo dei tifosi. Un gol, decisivo. Una corsa, frenetica per andare sotto la Nord dove coglie il calore dei suoi tifosi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Lazio</EM></STRONG><br><br> Radu: si perde Vidal nell’1-1 e la Lazio rischia la qualificazione per il suo errore . Gli va bene.<br><br> <EM><STRONG>Top Juventus</STRONG></EM><br><br> Vidal: segna il gol che sembra dare i supplementari. Non basta.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Peluso: stecca, nuovamente. Si perde clamorosamente l'uomo nell'occasione del gol del vantaggio laziale. Brutta prestazione dell'ex Atalanta.<BR>Giovinco divora di tutto e Marchisio, all’ultimo secondo, fallisce a porta libera.<br><br>C1007650FL0882FL0882esultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNcoppa-italia-lazio-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010152.htmSiT1000007,T1000018100877901,02,03,06030202
1121010099NewsCampionatiCoppa Italia, Roma-Inter: le pagelle. Top Florenzi e Palacio. Flop Chivu20130123230018roma, interRoma Inter Pagelle All’Olimpico di Roma andava in scena la semifinale d’andata di Coppa Italia.<BR>Una sorta di replay della sfida domenicale, terminata 1-1.<BR>Una partita molto simile a quella di campionato: una Roma straripante nel primo tempo che crolla sul piano fisico con il passare dei minuti, un’Inter intimorita che si affida al solito tandem che non perdona mai, Guarin-Palacio<BR>Cambia solo il risultato: vincono i giallorossi 2-1, ma il ritorno sarà infuocato: è tutto aperto per la qualificazione e per la finale.<br><br> Risultato finale Roma-Inter 2-1: 13’ Florenzi, 33’ Destro, 43’ Palacio<BR>Ammoniti: 40’ Alvaro Pereira, 69’ Guarin, 83’ Chivu, 86’ Lamela, 90’ Burdisso<br><br> Roma (4-3-3): Stekelemburg 6.5, Piris 7.5, Marquinhos 6 (60’ Castan 6), Burdisso 6, Balzaretti 6.5, Bradley 7, Tachtsidis 5.5, Florenzi 7.5 (76’ Perrotta 6), Lamela 5, Totti 6.5 (85’ Marquinho s.v), Destro 7<BR>All. Zeman 6<br><br> Inter (3-5-1-1): Handanovic 5.5, Juan Jesus 5.5, Chivu 4.5, Ranocchia 5, Alvaro Pereira 4.5 (75’ Alvarez 6.5), Benassi 5 (63’ Gargano 6), Cambiasso 5, Zanetti 5, Obi 5 (45’ Nagatomo 6), Guarin 6.5, Palacio 7<BR>All. Stramaccioni 5<br><br> <STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Florenzi: una partita superba, quella del giovanissimo giallorosso. Realizza il secondo gol ai nerazzurri in stagione, il secondo di testa, certamente non la sua dote migliore. Insieme a Piris costruisce un primo tempo quasi perfetto. Quasi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Lamela: l’Inter non gli porta bene. Ancora il peggiore della Roma dopo la prestazione di domenica sera. Paga dazio di un girone d’andata giocato a livelli altissimi, senza mai fermarsi un secondo, senza mai sbagliare una partita.<br><br> <STRONG><EM>Top Inter</EM></STRONG><br><br> Palacio: un primo tempo sconcertante, quello dei nerazzurri. Un solo lampo di luce: Rodrigol segna per la quarta partita consecutiva e punisce nuovamente i giallorossi, tenendo aperta la qualificazione.<br><br> <STRONG><EM>Flop Inter</EM></STRONG><br><br> Chivu: sarebbero tanti i nomi da scrivere in questa lista dei flop di giornata, ma il rumeno si aggiudica il premio. Una partitaccia, sbaglia nell’occasione del vantaggio romanista e non entra mai in partita.<BR><br><br>C1007650FL0882FL0882destro420.jpgSiNcoppa-italia-roma-inter-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010099.htmSiT1000012,T1000026100877901,02,03030312
1131009889NewsCampionatiSerie A ore 20:45 Lazio-Cagliari: i biancocelesti vogliono confermarsi l`anti-Juve20130105111219Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Tutti abili in casa Lazio tranne Ederson. Vlad Petkovic recupera anche&nbsp;Candreva, che ha scontato la squalifica, ma non è sicuro del posto da titolare perchè potrebbe far posto&nbsp;a Lulic. Confermatissimo il 4-5-1 per la&nbsp;compagine capitolina,&nbsp; Klose sarà l'unica punta davanti a Mauri ed Hernanes, più avanzati. In difesa dovrebbero essere confermati Radu e Konko, Gonzalez&nbsp;inamovibile a centrocampo, così come Ledesma.<BR><BR>Pulga e Lopez volano all'Olimpico con l'emergenza in difesa: squalificati dal giudice sportivo, infatti, Astori, che a quanto pare sarebbe in procinto di passare al Southampton, e Pisano. Entrambi non hanno brillato ultimamente, ma non ci sono sostituiti all'altezza; dentro, comunque, Perico e Rossettini. Fuori anche Ariaudo per infortunio, nel cuore della retroguardia è ballotaggio tra Camilleri e il giovanissimo Del Fabro, che sembra favorito. In attacco al posto dell'acciaccato Pinilla, non convocato, ci saranno Nenè e Sau.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>LAZIO(4-5-1): Marchetti, Konko, Biava,&nbsp;Dias,&nbsp;Radu;&nbsp;Lulic, Hernanes, Ledesma, Gonzalez, Mauri; Klose. All.Petkovic<BR><BR>CAGLIARI(4-3-1-2): Agazzi;&nbsp;Perico, Rossettini, Camilleri, Avelar; Dessena, Conti,&nbsp;Naingoolan; Cossu; Nenè, Sau. All.Pulga-Lopez<BR><BR>RomaFL0411FL0411klose-blogtaormina1-598x338.jpgSiNserie-a-lazio-cagliari-probabili-formazioni-1009889.htmSi100427901,02,03,06010189
1141009859NewsCampionatiMario Giordano: «I giovani ormai preferiscono il calcio estero a quello italiano. Continuo la mia battaglia contro le caste»20130101213008giordanoMario Giordano Giornalista, scrittore e direttore della rete televisiva all – news TGcom24, Mario Giordano è anche conosciuto per essere intenditore di calcio (sport che ama profondamente) ma, soprattutto, per essere un grande tifoso del Toro, la sua squadra del cuore. Nato ad Alessandria nel 1966, Mario Giordano è laureato in Scienze Politiche. Sposato con 4 figli, inizia la sua carriera di giornalista a Torino presso la redazione del “Nostro Tempo”, settimanale diocesano, fino poi ad approdare a “Il Giornale” di Vittorio Feltri. Quello, fu un passaggio importante per la carriera e la formazione giornalistica di Mario Giordano. Infatti, a seguire, è stato direttore di “Studio Aperto”, il Tg di Italia 1 e poi è ritornato alla redazione de “Il Giornale”, questa volta nelle vesti di direttore. Il resto è storia recente, una storia di giornalista e scrittore che fa emergere il grande spessore e la qualità culturale dell’uomo. Oggi lo intervistiamo in esclusiva per Il Calcio 24.Com, toccando temi calcistici granata del “suo” Toro, non dimenticando, al contempo, la realtà attuale del mondo del pallone nostrano, i cui problemi, spesso, sono riflessi dall’andamento difficoltoso della nostra vita politica, economica e sociale. <BR><BR>Direttore buongiorno. Grazie di avere acconsentito a questa intervista esclusiva per “IlCalcio24. Com”.<BR>“Grazie, a voi”.<BR><BR>Vogliamo fare un primo bilancio sul campionato di calcio di Serie A sin qui svolto?<BR>“Ci si aspettava un campionato sottotono, rispetto a quelli che eravamo abituati a vedere negli ultimi anni, e così è stato. Evidentemente la crisi si fa sentire anche sui campi di calcio. Diciamo che non abbiamo visto, almeno fino ad oggi, un grandissimo campionato fatto da grandi campioni. Vedo mio figlio, in particolare, che tende a fuggire dal nostro calcio appassionandosi alle partite del calcio estero. Questo non mi sembra un bel segno per il nostro pallone, che non riesce ad appassionare i giovani. Per il resto, vedo la Juventus indirizzata alla vittoria finale, lasciando agli altri la lotta per entrare in Champions League, che mi pare ancora molto aperta. Poi, c’è il gruppetto di squadre (cui noi del Toro siamo purtroppo coinvolti) che vede la lotta per non retrocedere”.<BR><BR>Parlando di calcio spettacolo redditizio, quale squadra secondo lei esprime meglio questo concetto?<BR>“Anche se da tifoso del Toro mi è difficile ammetterlo, devo dire per onestà intellettuale, che la Juve è la squadra che esprime meglio di tutte certi concetti di calcio spettacolo e continuità. Tuttavia, mi pare che anche la Fiorentina di Montella, nonostante la mancanza per lungo tempo di Jovetic, suo giocatore più rappresentativo, ha saputo dare sprazzi di bel gioco ma, al pari della Roma di Zeman, manca ancora di continuità”.<BR><BR>E veniamo al “suo” Toro. Lei è contento o solo moderatamente soddisfatto dell’andamento in campionato della squadra granata?<BR>“Dico sempre che bisogna scindere la ragione dal cuore, perché se si ragiona col cuore, il tifoso del Toro non può essere contento di avere vinto con il Chievo e avere raggiunto quota 20 punti conquistati sul campo, (ricordiamo che il Toro è partito con 1 punto di penalizzazione per effetto del calcio scommesse). Il posto del Toro non può essere questo. Chi, come me, ha vissuto le vittorie del Torino dell’ultimo scudetto (ricordo che avevo 10 anni) e continua a vivere la straordinaria storia degli “Invincibili”, non può essere soddisfatto di tale situazione, perché pensa col cuore. La ragione, invece, come sostiene il presidente Cairo, ci dice che la vittoria sul Chievo deve farci riflettere sull’importanza di avere messo un mattoncino in più per la salvezza e, soprattutto, di averci dato la consapevolezza di un Toro cinico e reattivo che, di fronte al rischio di abbandonarsi a un periodo di crisi di risultati, ha saputo rispolverare la sua vera entità di squadra aggressiva. Questo, ci deve far sperare in bene per il prossimo futuro e, soprattutto, dobbiamo dare merito al lavoro di Giampiero Ventura”.<BR><BR>Che cosa pensa quando vede il mega Stadium della Juve e lo mette in contrapposizione con i ruderi vergognosi e desolanti del mitico stadio Filadelfia?<BR>“Dicevo ad alcuni amici che, siccome vivo a Milano, quando prendo la tangenziale di Torino e vedo la segnalazione per lo Juventus Stadium, mi si torcono le budella. Premetto che io non ci sono mai entrato, ma coloro i quali l’hanno fatto, mi riferiscono di uno stadio molto bello. Questo mi fa arrabbiare ancora di più, perché è inimmaginabile che Torino non abbia lo stadio del Toro. Il Filadelfia era qualcosa di più che uno stadio. Non dico delle banalità ma delle cose che i tifosi del Toro sanno benissimo. Io, che ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera di aspirante giornalista alle prime armi, ho vissuto e respirato il sapore di quelle stanze, di quel luogo che era un qualcosa di più che un posto fisico, ma la casa della storia e dei valori calcistici e umani perpetrati nel tempo”.<BR><BR>Possiamo dire che questi preziosi concetti, ripetuti mille volte nel tempo, possono essere percepiti e capiti soltanto dai tifosi del Toro?<BR>“Premetto che queste frasi possono sembrare apparentemente retoriche. Tuttavia, chi ha vissuto il Torino, chi ha frequentato quelle stanze e le mura dello spogliatoio, sa che non sono parole vuote ma qualcosa che appartiene all’anima. Sono cose che non centrano nulla con la vittoria della squadra. Si tratta di un qualcosa di molto più concreto. L’odore di quegli stanzoni, la memoria, i ragazzini che sostavano nell’attesa di vedere i giocatori da vicino, era tutto molto importante. Oggi, l’Olimpico di Torino, con i suoi mille difetti strutturali e la vicinanza dei ruderi del mitico Fila, non può essere considerato il vero stadio del Toro; manca l’anima. E, intanto, la Juve si gode il suo bellissimo Stadium……!”<BR><BR>Direttore, due anni fa, in occasione della contestazione del popolo granata nei confronti del presidente Cairo, lei disse: ” Se fossi in lui, andrei via e venderei il Toro”. Oggi, la pensa ancora così?<BR>“ Penso che Cairo non abbia guadagnato nulla dal Toro e che si sia preso alcune palate di me…. dai tifosi, in maniera assolutamente gratuita. Non ho mai negato che abbia commesso degli errori di gestione. Tuttavia, è innegabile che abbia messo del denaro di tasca sua, pagando regolarmente gli stipendi e non lasciando alcun debito. E questo, in considerazione delle difficoltà economiche in cui viviamo, non è cosa da poco. Per questo avevo sostenuto quella tesi, anche per rafforzare l’idea di tenersi stretto questo presidente, senza sperare in maniera velleitaria nell’arrivo del “cavaliere bianco” che, con la bacchetta magica, possa risolvere tutto. Proprio in questo momento in cui anche l’Inter di Moratti, che in passato comprava i campioni del mondo, adesso si limita ad acquistare Rocchi dalla Lazio a costo zero. Tutto ciò deve farci riflettere attentamente”.<BR><BR>Il Toro in ritiro a Ragusa. Che cosa pensa di questa idea della società granata di svernare in Sicilia?<BR>“ Sono molto contento che il Toro abbia deciso di fare un ritiro in Sicilia, dove so che ci sono molti tifosi granata. Certo, meglio in Italia piuttosto che a Dubai, anche se, il Torino, non ha purtroppo quell’importanza tale da interessare commercialmente una grande struttura come quella degli Emirati Arabi. Detto questo, devo dire che questi raduni non mi piacciono molto, perché spezzettano in maniera esagerata il campionato, facendo perdere continuità”.<BR><BR>Direttore, ma qual è oggi il vero significato di tifare per il Toro?<BR>“Quello di partire in una situazione di svantaggio e, alla fine, riuscire a rimontare. Il messaggio del Toro è racchiuso tutto qui. Chi tifa Toro sa di non partire benedetto dall’alto della fortuna, dagli arbitri e dalla sorte. Parte sempre in una posizione di svantaggio, ma ha la grinta, la voglia e la capacità di sovvertire ogni pronostico negativo ”.<BR><BR>Se potesse cambiare qualcosa nel calcio di oggi, cosa cambierebbe?<BR>“Cambierei tantissime cose, nel senso che il calcio di oggi mi fa venire tanta nostalgia di quello di ieri. Intanto comincerei a togliere i cinque arbitri in campo che mi sembrano davvero inutili. Poi toglierei l’abitudine di scendere in campo con la seconda o terza maglia, quando proprio non è necessaria. E, non ultimo, come filosofia generale, darei al campionato più continuità, lasciando spazio al calciomercato, esclusivamente nei mesi estivi. E’ una maniera come un’altra, per sognare un calcio più giocato e meno chiacchierato”.<BR><BR>Direttore, che cosa butterebbe via del vecchio anno 2012 e cosa si augura per il nuovo 2013?<BR>“ Avendo passato buona parte della mia vita professionale pensando di continuare a dedicarla alla lotta contro le sanguisughe e le caste, ho notato che si sono continuati a perpetrare furti ai danni dei contribuenti in modo vergognoso. Penso agli scandali del Lazio, della Lombardia, delle Regioni, penso a quelli che compravano con i soldi pubblici, dal lecca lecca, al tosa erbe, alle serate in discoteca, alle vacanze ai Caraibi con la fidanzata. E, nonostante si siano denunciati questi fatti ripugnanti, si continua ad andare avanti imperterriti con questi vizi che offendono l’essere umano. Ecco, a proposito del nuovo anno 2013, chiederei un moto di ribellione per porre fine a questa indecenza che colpisce le famiglie, che fanno davvero fatica ad arrivare alla fine del mese e pagare le spese. Speriamo davvero che non si continuino più a perpetrare scandali e privilegi di questo genere”.<BR><BR>Per dovere di cronaca, riferiamo che a quest’ultima domanda la voce del direttore Mario Giordano ha assunto un tono pacato, serio, sicuro del proprio pensiero vissuto in maniera quasi sofferta. Un sentimento d’intima convinzione che gli fa onore ed esprime ancora una volta l’alto senso di umanità e di giustizia che alberga in lui.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711giordano.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-mario-giordano-i-giovani-preferiscono-il-calcio-estero-continuo-la-lotta-alle-caste-1009859.htmSi100451001,02,03,04,06,070302215S
1151009812NewsCampionatiTorino letale e preciso contro il Chievo. Successo fondamentale per Ventura20121223113730torino, chievoTorino ChievoTorino – Chievo 2 a 0. Il Torino si allontana, almeno momentaneamente, dalla parte bassa della classifica, mentre il Chievo interrompe la serie di tre successi di fila. Due gol per il Toro che, in realtà, sono due autoreti del Chievo avvenute nel primo tempo con la complicità di Sardo e Andreolli, che hanno avuto la sfortuna di correggere nella propria porta i rispettivi tiri di Glik al 12’ e di Gazzi al 26’. Diciamo subito che non è stata una bella partita, non poteva esserlo, perché il Toro aveva assoluto bisogno di conquistare i tre punti in palio per migliorare la sua pericolosa classifica. Così si è visto un Toro volitivo, con buon possesso di palla e ansioso di andare in gol e chiudere in fretta la partita senza perdersi in leziosità che, comunque, non appartengono alle proprie corde. Il Chievo di Corini è invece apparso troppo evanescente, fragile in tutti i suoi reparti i quali non hanno mai saputo impensierire minimamente la retroguardia granata. Troppo flebile e priva di gioco la squadra veneta, incapace di reagire ad un Toro che, pur avendo vinto meritatamente, non è sembrato irresistibile. C’era un compito da svolgere in fretta e la squadra di Ventura l’ha portato a termine con assoluto profitto. Niente di più. Al 12’, dunque, il primo affondo granata. Su corner battuto da Cerci, Glik si alza di testa ma non colpisce il pallone che, invece, viene deviato da Sardo (con il probabile tocco di Thereau) che spiazza Sorrentino. Il Chievo non punge e Gillet non ha grande lavoro da svolgere. E’ invece il Torino che, sulla spinta offensiva, fallisce il raddoppio granata con l’applauditissimo Sansone. Ma l’appuntamento con il gol è rinviato da lì a poco. Al 26’, infatti, il Toro raddoppia. Cerci s’invola sulla fascia destra, passa la palla a Gazzi che, da fuori area, lascia partire un tiro violento di prima intenzione che tocca il piede di Andreolli e spiazza l’incolpevole Sorrentino. Nel secondo tempo non ci sono grandi azioni da segnalare, se non un flebile cenno di reazione da parte dei gialloblù veneti che, peraltro, non producono nessun problema alla squadra di Ventura. Il Toro, dunque, può fare un buon Natale assieme ai suoi tifosi, anche se, in base alla sensazione che abbiamo riportato, ci sarà da soffrire fino all’ultimo per conquistare la salvezza. C’è un problema ancora da chiarire in casa granata, e cioè il mancato rinnovo del contratto a Rolando Bianchi. Tutto lascia presupporre che la società non abbia interesse a caldeggiare un rinnovo che incide in maniera notevole sui costi del bilancio granata. In poche parole, c’è freddezza tra le due parti che, evidentemente, sono lontani tra di loro per motivi economici prima ancora che tecnici. Vedremo come andrà a finire. Una cosa è certa, Bianchi è il giocatore simbolo, il leader e capitano della squadra granata, una compagine che ha all’interno un tasso tecnico globale che risulta assolutamente mediocre per la categoria. Quindi, pensiamo che il presidente Cairo debba in qualche modo sveltire il rinnovo del contratto a un giocatore che, comunque, è amato dai tifosi e resta un perno importante nell’assetto tattico di Ventura. Il Chievo, invece, resta a quota 21 punti in classifica e, se mister Corini non risolverà in fretta certi problemi tattici ma anche mentali, che sono apparsi evidenti in seno alla sua squadra allo stadio Olimpico di Torino, avrà probabilmente problemi di salvezza. <br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1007650FL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-letale-e-preciso-contro-il-chievo-successo-fondamentale-per-ventura-1009812.htmSiT1000099100451001,02,03030206
1161009809NewsCampionatiRoma-Milan 4-2, le pagelle: Top Lamela e De Rossi, Flop la difesa rossonera20121222224335Roma, Milan, LamelaZeman schianta la difesa rossonera. Finisce 4-2.All’Olimpico di Roma andava in scena l’ultimo match del 2012: si giocava per il sesto posto, cioè per l’Europa. <BR>La Roma per riprendere la marcia prepotente interrotta a Verona.<BR>Il Milan per non fermarsi più dopo il terribile periodo iniziale. <BR>Doveva essere un match equilibrato, tra due squadre a tratti anche simili.<BR>Doveva.<BR>Una partita a senso unico o senza senso, come preferite. <BR>I rossoneri di Allegri avevano già anticipato le festività, Natale o Capodanno non fa differenza. Una lezione di calcio, quella&nbsp;del boemo, a dir poco&nbsp;strepitosa: quattro gol che non lasciano spazio a recriminazioni e battibecchi.<BR>La Roma si scrolla il Milan di dosso e trionfa nuovamente.<BR>Il 2012 calcistico si conclude così, con El Shaarawy e Lamela, i due giovani più decisivi, con un Goicoechea in forma strepitosa (anche se impreciso nel finale) e con De Rossi che dimostra, nel suo ruolo naturale, la solita classe e la solita potenza.<BR><BR><BR>Risultato finale Roma-Milan 4-2: 12’ Burdisso, 23’ Osvaldo, 29’ Lamela, 60’ Lamela, 85’ Pazzini (R), 87’ Bojan<BR>Ammoniti: 14’ Yepes, 53’ Burdisso, 57’ Ambrosini, 80’ Mexes, 85’ Goicoechea<BR>Espulsi: 77’ Marquinhos<BR><BR>Roma (4-3-3): Gaoicoechea 7, Piris 7, Burdisso 7, Marquinhos 5.5, Balzaretti 6, Bradley 6, De Rossi 7.5, Pjanic 7, Lamela 8 (67’ Florenzi 6.5), Osvaldo 7 (67’ Destro 6), Totti 6.5 (79’ Romagnoli 6)<BR>All. Zeman 7<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia 5.5, De Sciglio 5, Yepes 4, Mexes 4, Constant 4.5, Ambrosini 4 (75’ Muntari 6), Montolivo 5, Nocerino 5 (55’ Pazzini 6), Boateng 5.5, Robinho&nbsp;5.5 (69’ Bojan 6) , El Shaarawy 5<BR>All. Allegri 5<BR><BR>Top Roma<BR><BR>Lamela: partita strepitosa, quella dell’argentino. Si era fermato, causa un lungo stop, dopo un inizio di stagione fantascientifico.<BR>Riprende&nbsp; da dove aveva lasciato: una doppietta splendida che gli consente di raggiungere quota 10 realizzazioni. <BR><BR>Flop Roma<BR><BR>Marquinhos: d’accordo, forse l’espulsione è un po’ troppo severa, ma resta il fatto che questa ingenuità mette una macchia tutta nera sulla buona prestazione del difensore brasiliano.<BR><BR>Top Milan<BR><BR>Pazzini: quanto meno conquista il rigore che riesce a trasformare senza problemi. Ma, di certo, questo non influisce sulla prestazione della squadra di Milano.<BR><BR>Flop Milan<BR><BR>La difesa rossonera: imbarazzante come&nbsp;la retroguardia&nbsp;di Allegri abbia subito&nbsp;così tanti gol di testa in questa stagione. Un disastro totale: per il Barcellona e il Camp Nou bisognerà inventarsi qualcosa, o comunque tornare sul mercato con il portafoglio pieno. <BR><BR>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0882FL088220121119_osvaldo4.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009809.htmSi100877901,02,03,07030303
1171009745NewsCoppeOttavi di Coppa Italia ore 15, Lazio-Siena: il Catania aspetta20121219102033Ottavi di Coppa ItaliaProbabili formazioniOggi pomeriggio alle 15 saranno di fronte all'Olimpico Lazio e Siena per disputarsi l'accesso ai quarti di Coppa Italia. Chi vincerà dovrà vedersela il 9 gennaio con il Catania di Maran, che ha eliminato il Parma ai calci di rigore.<BR><BR>Vladimir Petkovic ha ormai fatto fuori l'argentino Zarate, che&nbsp;in pratica si è autoescluso non avendo risposto alla convocazione. Klose sarà tenuto a riposo e saranno Kozak e Floccari a giocare in attacco. Tanto turnover, come di consueto nei match di coppa Italia,&nbsp;anche negli altri reparti: dovrebbero essere della partita dal 1' i vari Brocchi, Onazi e Cana. L'albanese giocherà al centro della difesa, che potrebbe essere a 3: Petkovic potrebbe infatti scendere in campo con un inedito 3-5-2.<BR><BR>Dall'altra parte si assisterà all'esordio&nbsp;di Beppe Iachini sulla panchina del Siena dopo l'esonero di Serse Cosmi. Il modulo di partenza dovrebbe essere lo stesso 3-5-2 ma con uomini diversi&nbsp;rispetto al campionato.&nbsp;Dovrebbero esserci&nbsp;Farelli tra i pali, Rodriguez&nbsp;a centrocampo e Reginaldo in avanti. I tre squalificati in&nbsp;campionato, Vergassola, Neto e Paci saranno ovviamente dell'incontro perchè avranno tutto il tempo di riposare.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>LAZIO(3-5-2): Bizzarri - Biava - Cana - Ciani - Cavanda - Brocchi - Onazi - Hernanes - Lulic<BR>Kozak - Floccari<BR><BR>SIENA(3-5-2): Farelli - Felipe - Neto - Paci - Del Grosso - Rodriguez - Vergassola - Valiani - Rosina - Reginaldo - Larrondo<BR><BR>RomaFL0411FL0411petkovic.jpgSiNottavi-coppa-italia-lazio-siena-probabili-formazioni-1009745.htmSi100427901,02,03,09010278
1181009680NewsCampionatiLazio-Inter 1-0, le pagelle: Top Klose e Guarin. Flop Ranocchia 20121215224775Lazio, Inter, KloseKlose stende l`Inter e rende grande la LazioAllo Stadio Olimpico di Roma la simpatia e il gemellaggio non erano previsti. Un match fondamentale, per ambedue le squadre.<BR>Petkovic si affida, come al solito, al modulo che ha reso la sua Lazio una squadra d’alta classifica.<BR>Stramaccioni, dal canto suo, ripropone l’inserimento del trequartista, ruolo affidato a Fredy Guarin, rinunciando al tridente pesante. <BR>Ha vinto la solidità degli aquilotti, ha vinto Petkovic mettendo in campo una squadra sicura dei propri mezzi e a tratti anche dinamica.<BR>Ha perso l'Inter. Un'Inter che però nel secondo tempo ha a tratti costruito un bel calcio, colpendo anche due pali, prima con Guarin, poi con Cassano.<BR>Alla fine l’ha decisa il tedesco, con l’ennesima perla da tre punti.<BR><BR><BR>Risultato finale Lazio-Inter 1-0: 82’ Klose<BR>Ammoniti: 44’ Gargano, 51’ Samuel, 65’ Konko, 89’ Candreva&nbsp; <BR><BR>Lazio (4-1-4-1): Marchetti 7; Konko 6, Biava 6.5, Ciani 6.5, Radu 6; Ledesma 6.5; Mauri 7, Hernanes 5 (86’ Dias s.v), Gonzalez 6, Lulic 6 (63’ Candreva 6); Klose 7 (84’ Floccari s.v)<BR>All. Petkovic 7<BR><BR>Inter (4-3-1-2): Handanovic 5.5; Nagatomo 6, Ranocchia 5, Samuel 5.5, Alvaro Pereira 5.5 (85’ Coutinho 5); Zanetti 5.5, Gargano 5.5, Cambiasso 6.5 (59’ Palacio 6); Guarin 7; Cassano 6, Milito 5.5<BR>All. Stramaccioni 6 <BR><BR>Top Lazio<BR><BR>Klose: la dura e severa sentenza del tedesco. Perdona una volta, mai due. Decide la partita con un gran gol e fa volare l’aquila.<BR><BR>Flop Lazio<BR><BR>Hernanes: probabilmente il peggiore dei biancocelesti. Ispira poco le giocate dei compagni ed è spesso fuori dal gioco.<BR><BR>Top Inter<BR><BR>Guarin: è ancora lui il più attivo fra gli undici di Stramaccioni. Nel primo tempo prova a dare vivacità e dinamismo da trequartista, nel secondo da interno di centrocampo.<BR><BR>Flop Inter<BR><BR>Ranocchia: sbaglia clamorosamente chiusura sulla marcatura laziale. In generale spesso insicuro. I due difensori centrali dell’Inter steccano pesantemente la partita<BR><BR>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0882FL0882miroslav_klose_lazio_getty_1.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009680.htmSi100877901,02,03030259
1191009647NewsCampionatiInter, con la Lazio ancora fuori Sneijder20121214132755lazio, interLazio InterAndrea Stramaccioni ha convocato 23 giocatori per Lazio-Inter, gara valida per l'anticipo della 17^ giornata della Serie A Tim 2012-2013 in programma domani, sabato 15 dicembre, allo stadio "Olimpico" di Roma. Niente da fare anche questa volta per Wesley Sneijder, tenuto fuori dall'elenco così come Ricardo Alvarez. Torna Walter Samuel dopo la squalifica. Ecco la lista: <br><br> Portieri: 1 Samir Handanovic, 12 Luca Castellazzi, 27 Vid Belec;<br><br> Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Matias Silvestre, 23 Andrea Ranocchia, 25 Walter Samuel, 28 Simone Pasa, 31 Alvaro Pereira, 33 Ibrahima Mbaye, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 55 Yuto Nagatomo;<br><br> Centrocampisti: 14 Fredy Guarin, 17 MacDonald Mariga, 19 Esteban Cambiasso, 21 Walter Gargano, 24 Marco Benassi, 41 Alfred Duncan;<br><br> Attaccanti: 7 Philippe Coutinho, 8 Rodrigo Palacio, 22 Diego Milito, 99 Antonio Cassano.<br><br>C1007650adm001adm001WES10.jpgSiNinter-con-la-lazio-ancora-fuori-sneijder-1009647.htmNoT1000026100075701,02,03030190
1201009583NewsEditorialeQuando il calcio diventa arte20121210215756calcioCalcioMeglio il calcio champagne che risulta spesso effimero o la concretezza di una partita di pallone non esaltante ma proficua di vittoria? Nell’eterno dilemma che s’interseca tra le due scuole di pensiero calcistiche, c’é sempre quel dubbio amletico mai risolto e creatore di mille divergenti opinioni, se preferire cioè un football spettacolare che non garantisce punti in classifica o, piuttosto, un incontro di calcio garante di vittoria ma con tattiche asfissianti e brutto da vedersi. Spregiudicatezza o razionalità? La partita dell’Olimpico di Roma tra Roma e Fiorentina ha ripresentato quanto è nell’eterno dubbio del pallone di tutti i tempi. Definita “la partita più bella dell’anno”, il match tra la squadra di Zeman e quella di Montella ha, in effetti, deliziato gli amanti del pallone fatto di amabili tocchi di classe, intercambiabilità di ruoli, precisi stop, pennellate e scambi volanti negli immensi spazi liberi da marcature asfissianti e, soprattutto, gol a volontà. Sì, gol a volontà, senza ansie o paure di fare e al contempo subire reti che possano far perdere la partita. Un match rilassante dove, pur con un occhio alla classifica, non si risparmia il confronto aperto con marcature a zona. Emozione allo stato puro dove il 4 a 2 inflitto dai giallorossi ai viola fiorentini, ha avuto il sapore di premiare uno spettacolo di rara bellezza calcistica. Noi Italiani pronti a criticare tutto e tutti se la nostra squadra del cuore perde, ci diciamo follemente deliziati per i tocchi di classe geniali, ma siamo incapaci di ammettere la sconfitta. Vincere prima di ogni altra cosa, poi se c’è lo spettacolo è meglio ancora. Questione di punti di vista, anche se l’ingordigia degli amanti del pallone di casa nostra, vorrebbe vedere sempre “vittoria” e “spettacolo” abbinati in maniera indissolubile. Purtroppo non è sempre così. Il calcio non è scienza esatta e ogni partita fa storia a sé. Il calcio proposto ormai da anni da Zeman, se è visto sotto il profilo spettacolare, è indiscutibilmente bello. Ma quante volte abbiamo criticato la sua filosofia fatta di schemi scriteriati e assai rischiosi in fase difensiva? Squadra che va all’attacco garantisce spettacolo, ma se non riesci a salvaguardare consapevolmente la parte difensiva, l’avversario nelle ripartenze ti punisce impietosamente e perdi sistematicamente la partita. Certo, l’accortezza è simbolo di tattica più adatta a distruggere che a costruire, tuttavia, riteniamo che sia possibile anche appassionarsi a partite di bellezza calcistica contenuta, piuttosto che leccarsi le ferite da scriteriamento tattico. La partita Roma Fiorentina ha fatto emergere valori tecnici importanti, prima su tutti l’immenso Totti che, nonostante la sua non più verde età, ha fatto sfoggio della sua indiscussa classe. Certo, come già detto, il gioco di Zeman agevola le giocate degli attaccanti e ne enfatizza la bellezza cristallina. Montella, dall’altra parte, forse un po’ emozionato di sedere quella panchina che le è rimasta nel cuore e smanioso di giocare un brutto scherzo al “maestro” Zeman, ha offerto inconsapevolmente il campo all’avversario pur tentando in più occasioni di recuperare lo svantaggio. Così Totti ha dato spettacolo, ha segnato due gol e ha firmato due assist – gol. Francesco, dunque, ha ancora una volta stupito per l’intramontabile classe messa a servizio della sua Roma. Zeman e la Roma hanno avuto ragione di un’impostazione di squadra premiante quanto di pregevole bellezza, ma chi ricorda ancora le recenti e furibonde critiche versate con fiumi d’inchiostro verso il tecnico boemo? E’ proprio vero che vincere nasconde ogni magagna; perdere le esalta in maniera spietata. Storie di pallone. Storie che ci incantano, e ci sconvolgono al punto tale di renderci incapaci di farci trovare quell’equilibrio nelle valutazioni che ricorriamo da sempre come chimera. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNquando-il-calcio-diventa-arte-1009583.htmSi100451001,02,03030193
1211009560NewsCampionatiRoma-Fiorentina 4-2, le pagelle: Top Totti e Gonzalo Rodriguez, Flop Toni20121209001629serie a, roma, fiorentinaLa Roma di Zeman non si ferma più e grazie al suo capitano abbatte MontellaAll’Olimpico di Roma super sfida del sabato sera: la sesta forza del campionato voleva vincere e racimolare punti sia per la classifica sia per avvicinarsi ulteriormente proprio agli avversari, la Fiorentina. Era la partita degli ex, di Montella e di Aquilani, di Osvaldo e di Toni.E’ stata una partita di rara bellezza, zuppa di goal bellissimi e di giocate sontuose. Ha vinto la Roma, la nuova Roma di Zeman che continua a migliorare e inizia a portare a casa le prime vittorie pesanti. <BR>Per la Viola di Montella è il terzo stop di fila ma non c’è da preoccuparsi: la Fiorentina non ha giocato una brutta gara e l’impressione è che l’assenza di Jovetic e soprattutto di Pizarro, vero faro del centrocampo, abbiano pesato molto.<BR>I giallorossi con questa vittoria agganciano sia il team toscano sia i rivali della Lazio, salendo a quota 29 punti. <BR>Non è una scemenza dire che questo sia stato il match più bello di tutto il campionato. <BR>Risultato finale Roma-Fiorentina 4-2: 7’ Castan, 14’ Roncaglia, 19’ Totti, 45’ Totti, 46’ El Hamdaoui, 87’ Osvaldo<BR>Ammoniti: 22’ Olivera, 22’ Tachtsidis, 35’ Cassani, 68’ Rodriguez, 72’ Cuadrado, 80’ Roncaglia<br><br> Roma (4-3-3): Goicoechea 6,5, Piris 6.5, Marquinhos 6.5, Castan 6.5, Balzaretti 6, Bradley 6, Tachtsidis 6.5 (64’ De Rossi 5.5), Florenzi 7 (64’ Perrotta 6), Pjanic 7, Totti 7.5, Destro 6.5 (72’ Osvaldo 6.5)<BR>All. Zeman 7 Fiorentina (3-5-1-1): Viviano 5, Rodriguez 7, Roncaglia 6.5, Savic 6, Cassani 5 (45’ Mati Fernandez 5.5), Borja Valero 7, Aquilani 6.5, Olivera 5 (45’ El Hamdaoui 6.5), Pasqual 6.5, Cuadrado 6, Toni 5 (82’ Seferovic)<BR>All. Montella 6<br><br> Top Roma<br><br> Totti: ci sarebbero tanti nomi da elogiare dopo questo strepitoso 4-2 ma non si può proprio non dare il titolo di MVP al capitano. Una partita da incorniciare, due reti meravigliose che guidano i suoi discepoli verso una vittoria più che meritata. Flop Roma<BR>De Rossi: entra e ha a disposizione una buona quantità di minuti per mettersi in mostra e dare per l’ennesima volta torto al suo allenatore. Questa volta non riesce e le voci che lo vedono con le valigie in mano già dopo Natale non intendono placarsi. Top Fiorentina Gonzalo Rodriguez: dopo l’autogol contro la Sampdoria, l’ex Villareal riprende subito il suo strepitoso cammino. Non segna, certo, ma regala un bellissimo assist al compagno di reparto Roncaglia. Oltre all’assist tiene in vita i suoi salvando numero azioni offensive giallorosse, mostrando sempre una sicurezza invidiabile.<br><br> Flop Fiorentina Toni: impalpabile, fatica sempre a trovare gli spazi giusti per inserirsi e pungere la difesa giallorossa. Insieme a Olivera, vero punto debole del centrocampo viola, è il peggiore dei suoi.&nbsp; <br><br>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0882FL0882totti_nuove_010.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009560.htmSi100877901,02,03030164
1221009544NewsCampionatiFiorentina, Montella: «Totti è intramontabile. Torna Jovetic»20121207133931fiorentina, montellaFiorentina MontellaL'allenatore del momento, Vincenzo Montella, contro il suo passato. Domani sera la Fiorentina vola all'Olimpico per sfidare la Roma di Zdenek Zeman, in una gara delicatissima per i piani alti della classifica. Sala stampa gremita quella dell'Artemio Franchi, in una vigilia davvero particolare per l'Aeroplanino gigliato. Si parte dalle condizioni di Stevan Jovetic. "Non l'ho ancora visto dopo la visita di Monaco, ma è più tranquillo ed a completa disposizione. E' andato a sentire un ulteriore parere, ma la verità è che non si è allenato con la squadra. Quando lo vedrò capirò il suo stato d'animo, ma voglio portarlo, devo riempire la panchina in fondo (sorride, ndr)".<BR>Su un litigio presunto a Roma con Baldini lo scorso giugno. "E' una leggenda e resta tale, come quella che non mi piacesse Lamela. Non mi piace la mela, ma Lamela sì... A qualcuno fanno comodo le voci, evidentemente. Conosco il direttore da tanti tempi, da quando giocavo alla Roma, abbiamo avuto modi di conoscerci e di capirci: c'è un rapporto franco, siamo rimasti in contatto anche quando era a Londra".<BR>Su Zeman. "Ha fatto la storia ma è sempre da studiare e da temere quando ci si gioca contro, riesce sempre a far segnare tanto le sue squadre e nelle ultime non ha anche subito reti. Sarà una gara complicata contro la Roma".<BR>Sui giallorossi. "Fare paragoni è difficile, ma negli ultimi anni hanno speso 100 milioni e non potrebbero non avere una rosa di livello. Hanno un attacco vario e giovane, a livello numerico è quello più forte in Serie A. Hanno anche giocatori in prospettiva, ma mi tengo i miei".<BR>Su Cuadrado. "Vediamo oggi pomeriggio, ma si è riposato qualche giorno".<BR>Sull'atteggiamento tattico della Roma. "Sono bravi ad andare in verticale, sfruttando anche le fasce. Non buttano via il pallone, anche quando lo giocano lungo, hanno qualità d'entrata e sarà un elemento fondamentale capire la lettura delle situazioni. Da 30 anni chi gioca contro Zeman lo sa, ma trovare contromisure non è facile. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui, perché riesce a far capire i suoi metodi velocemente".<BR>Sul ritorno a Roma. "Mi sono emozionato, in passato, è chiaro. De Rossi mi voleva? Potrebbe venire a Firenze...".<BR>Sulle ultime gare. "Con la Sampdoria è stata la gara dove abbiamo corso paradossalmente di più, anche nei singoli. Evidentemente abbiamo corso male, ma siamo vivi e stiamo bene fisicamente, a volte prendiamo gol in situazioni mentre in altre identiche non li prendiamo".<BR>Su Aquilani. "Non è mai stato riscattato perché costava molto, bravi i dirigenti della Fiorentina a prenderlo senza spendere un soldo. Ce lo teniamo volentieri, non so se a Roma sia il più atteso ma con me non è in discussione".<BR>Su Totti. "E' intramontabile, non lo dico per dire. Sta giocando a livelli altissimi anche quest'anno, si carica sempre la squadra sulle spalle anche nei momenti di difficoltà, pure inconsapevolmente. Stupisce continuamente, gioca ad altissimi livelli anche se non è l'esterno che per caratteristiche ha contraddistinto il gioco di Zeman. Nel tempo siamo diventati buoni amici".<BR>Sulla lotta Scudetto della Roma lanciata da Zeman. "Un allenatore parla in funzione delle motivazioni da dare alla squadra, io ancora non conosco perfettamente la Fiorentina. Sarà il tempo a dire per cosa lotteremo, punteremo al nostro massimo ma c'è da capire qual'è".<BR>Su Pizarro. "Siamo vicini al suo dolore, siamo andati a trovarlo subito a casa appena saputa la tragica notizia della scomparsa della sorella".<BR>Montella rimpianto a Roma?. "Non ho rimpianti nè ho rancori. Sono scelte, sono contento così, anche e soprattutto ora. Assolutamente no".<BR>Su Olivera al posto di Pizarro. "Abbiamo delle caratteristiche ed abbiamo dimostrato di saperci difendere più con la palla che senza. Vogliamo averla il più possibile, è questo l'obiettivo...".<BR>Sul mercato in difesa. "Spiace per il grave infortunio di Hegazy, avrebbe avuto spazio. Capita, però, non posso che fargli un grande in bocca al lupo, spero che torni pronto per finire la stagione o per iniziare al 100% la prossima. Anche Camporese si è allenato pochissimo, vogliamo che guarisca al meglio, vedremo a gennaio cosa fare, visto che in emergenza dietro può giocare anche Migliaccio".<BR>Sulla Roma in difficoltà contro le grandi. "Se è vera la statistica, mi auguro che valga lo stesso per noi...".<BR>Su Toni e Totti: due campioni o calcio italiano scaduto? "Sono due professionisti, due grandi professionisti. Il calcio italiano è sceso, è vero, ma le due cose non sono certo in relazione".C1007650adm001adm00120120730_montella.jpgSiNfiorentina-montella-totti-e-intramontabile-torna-jovetic-1009544.htmSiT1000024100075701,02,03030174
1231009420NewsCampionatiTorino, con la Fiorentina pareggio sostanzialmente giusto20121126200822torino, fiorentinaTorino FiorentinaLa partita Torino – Fiorentina valevole quale 14° giornata del Campionato di calcio italiano è terminata con il punteggio di 2 a 2. Gremiti gli spalti dell’Olimpico di Torino le cui tifoserie granata e viola, unite da antico gemellaggio, sventolano le loro bandiere in assoluta fratellanza sportiva. Belle le sfolgoranti cromature di granata che s’interseca al viola in un colpo d’occhio capace di magnificare attraverso il piacevole folklore, l’alleanza mai tradita tra Torino e Fiorentina. Poi la risposta passa al campo e alle vicende tecniche prodotte dai 22 contendenti smaniosi di affrontarsi nel desiderio comune di superarsi vicendevolmente. Palla al centro e si parte. Il Toro di Ventura si presenta con il classico 4-2-4 mentre la Fiorentina di Montella, priva di Jovetic, ribatte con quel 3-5-2 che fino ad oggi le è valso il terzo posto in classifica. Buono l’approccio alla gara da parte delle due squadre che si affrontano a viso aperto. Volitivo il Toro soprattutto con Cerci che, tuttavia, non riesce a rendere concreto quanto prodotto. La Fiorentina, ordinata e ben sistemata a non dare spazio al centrocampo e alle punte del Toro, si limita al contropiede sfruttando la velocità dell’esterno alto Cuadrado. Al 16° Fiorentina vicino al gol con Aquilani che di testa, su cross di Cuadrado, alza il pallone di poco sulla traversa. Intanto la Fiorentina di Montella sembra prendere confidenza e, sorniona quanto cinica nell’interdizione e nel possesso palla a metà campo, sembra prevalere sul centrocampo avversario che appare impacciato soprattutto in Basha e Gazzi che danno l’impressione di non essere supportati a sufficienza dai compagni di squdra. Al 28° brutta botta alla testa per Glik che in area di rigore nel tentativo di colpire di testa un pallone battuto da calcio d’angolo, incoccia con la testa di Toni. I due cadono a terra e, mentre Glik perde i sensi ed è portato fuori d’urgenza, Toni riprende il gioco ancora per breve tempo ma sarà sostituito anch’egli per effetto di giramenti di testa dovuti al colpo subito. A Glik saranno dati due punti di sutura, mentre Toni è stato portato in ospedale per accertamenti. Intanto il Toro sostituisce Glik con Rodriguez Guillermo, Toni è sostituito da Seferovic mentre al 37° la Fiorentina sostituisce anche l’infortunato Aquilani con Ljajic. Al 40° Toro in vantaggio con Cerci che sfrutta in volata un cross dalla sinistra di D’Ambrosio e mette in rete un pallone imprendibile per l’incolpevole Viviano. Al 46°, sulle ali dell’entusiasmo, Toro vicino al raddoppio con Santana che dribbla un nugolo di avversari e tira sulla sinistra di Viviano che si supera attraverso un tuffo eccelso e rende vano il tentativo del raddoppio granata. Subito dopo l’arbitro Damato di Barletta fischia la fine della prima parte della gara.<BR>Alla riapertura del match è ancora in evidenza Cerci che al 49° s’invola sulla destra del campo in maniera dirompente, crossa per Meggiorini che non sfrutta la ghiotta occasione. Due minuti dopo è ancora l’esterno di destra granata che sembra indemoniato, corre lungo la fascia destra, supera gli avversari e lascia partire un bel tiro che Viviano sventa di poco. Al 60° Bianchi in contropiede mette di tacco un pallone invitante per Meggiorini che tira fuori di molto. E, mentre il pubblico fischia questo ennesimo errore di Meggiorini, sembra quasi che i granata abbiano ormai profuso tutto le energie residue. E, infatti, così è. Al 67° la Fiorentina è vicina al pareggio con Seferovic che mette fuori di poco. Al 63° il Toro sostituisce l’infortunato Cerci con Birsa e. poco più tardi cambia Meggiorini con Stevanovic. Al 73° la Fiorentina pareggia su calcio di rigore battuto da Rodriguez Gonzalo per un fallo (apparentemente dubbio) subito in area da Cuadrado. Ma è ancora il Toro che stringe i denti e va ancora in vantaggio con Birsa, il quale su capovolgimento di fronte e da posizione angolata lascia partire un tiro velenoso che s’infila in maniera impalpabile dentro la porta di Viviano. Ma la Fiorentina dà chiari segnali di non volere perdere questa partita per continuare a sognare e restare là, nell’olimpo di una classifica che la colloca tra le più importanti squadre italiane di questo momento. All’81° i viola sostituiscono l’ottimo Roncaglia con El Hamdaoui, il quale all’84° segna il gol del pareggio fiorentino sfruttando un bel suggerimento di Cuadrado che, dopo avere creato scompiglio per tutto l’arco della partita ai difensori del Toro, dalla fascia destra s’inventa una pennellata che è impossibile, per chi la riceve, non trasformarla in gol. Termina così in parità il match tra Torino e Fiorentina. Un 2 a 2 sostanzialmente giusto che lascia l’amaro in bocca ai ragazzi di Ventura per non aver saputo chiudere la partita in più occasioni, mentre&nbsp; premia la caparbietà di non perdere da parte della squadra di Montella che, nonostante le assenze importanti, ha saputo stringere i denti per non vanificare il tentativo di uscire indenne dall’Olimpico di Torino.<br><br> <BR>Dopo la partita abbiamo ascoltato in sala stampa le dichiarazioni degli allenatori Ventura del Toro e Montella della Fiorentina.<br><br> Ventura: “Abbiamo sbagliato a non chiudere la partita quando si sono verificati i presupposti per farlo. Da questo punto di vista dobbiamo ancora lavorare molto per migliorarci. La Fiorentina è una bella realtà e non è un caso la sua interessante posizione di classifica. A noi resta il rammarico di non aver vinto una partita che, con maggiore attenzione, avremmo potuto farla nostra. Tuttavia, ritengo che il risultato di parità sia sostanzialmente giusto, anche se il rigore fischiato dall’arbitro Damato è sembrato quantomeno discutibile. Non è nelle mie intenzioni polemizzare e quindi preferisco parlare della partita. Adesso pensiamo al derby di sabato sera, anche se mercoledì prossimo siamo chiamati a giocare una partita in Coppa Italia che avremmo voluto spostare per ovvie ragioni. Ma, non essendoci riusciti, ci atteniamo ai fatti”.<br><br> Montella: “Sono contento della mia squadra. Oggi mi è piaciuta nell’approccio alla partita e, soprattutto, nella reazione ai momentanei svantaggi. Abbiamo provato a vincere il match anche in considerazione della buona reattività di gruppo. Il Torino è una bella squadra ed ha giocato la partita con il chiaro intento di vincere. Per la mia squadra è stato difficile arrivare al terzo posto in classifica, adesso è ancora più difficile restarci. All’inizio della partita contro il Toro, eravamo contratti e preoccupati oltre il dovuto del gioco degli avversari e abbiamo inconsapevolmente inibito il nostro gioco che ha caratteristiche offensive. Poi, abbiamo preso le contromisure ed ho rivisto la squadra che conosco. I ragazzi che hanno sostituito coloro i quali oggi erano assenti, hanno fatto il loro dovere e sono molto contento di loro. Giusto il risultato di parità di una partita che avrebbe potuto vincere sia il Toro che la Fiorentina”.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br>C1007650FL0711FL0711gillet.jpgSiNtorino-con-la-fiorentina-pareggio-sostanzialmente-giusto-1009420.htmSiT1000024,T1000099100451001,02,03030148
1241009371NewsCoppeEuropa League - Gruppo J: Lazio cerca la qualificazione senza Klose20121122095140Europa League - Gruppo JProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Petkovic vuole chiudere una volta per tutte il discorso qualificazione&nbsp; e per questo dovrebbe affidarsi a molti titolari tranne Klose e Konko, che non sono stati nemmeno convocati. Davanti dovrebbe trovare spazio Kozak, supportato dal solito centrocampo composto da Hernanes e Candreva. Dovrebbe anche essere confermato Biava in difesa, in coppia con Radu. Non dovrebbe esserci spazio quindi per l'ex-Bordeaux Ciani.<BR><BR>Villas Boas, che rischia anche la panchina,&nbsp;spera di violare l'Olimpico e centrare il passaggio del turno.&nbsp;Perciò dovrebbe optare per un 4-3-3&nbsp;componendo il tridente con&nbsp;Lennon, Defoe e Bale. A centrocampo nel trio di mediani dovrebbe esserci Dempsey. <BR><BR>Probabili formazioni (partita in programma alle ore 19)<BR><BR>LAZIO(4-1-4-1): Marchetti - Cavanda - Biava - Radu - Lulic - Ledesma - Candreva - Hernanes- Gonzalez - Mauri - Kozak<BR><BR>TOTTENHAM(4-3-3): Lloris - Walker - Caulker - Vertonghen - Naughton - Huddlestone - Sandro - Dempsey - Lennon - Defoe - Bale<BR><BR>Arbitro: Teixeira Vitienes (SPA)<BR><BR>L'altro incontro si giocherà in contemporanea ad Atene tra il Panathinaikos e il Maribor. Un pareggio non servirà a nessuna delle due e chi vince, invece, potrà giocarsi le ultime residue speranza per centrare la qualificazione, ma tutto dipenderà dal risultato di lazio-Tottenham.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>EuropaFL0411FL0411hernanes_700.jpgSiNeuropa-league-gruppo-j-probabili-formazioni-1009371.htmSi100427901,02,03010312
1251009365NewsCampionatiJuventus, inaugurato il Corso Gaetano Scirea20121121171533juventus, scireaJuventus ScireaNel giorno che segue la convincente vittoria della Juve sul Chelsea in Champions League, avremmo voluto commentare la notte stellare allo Juventus Stadium e la sinfonia della prestazione bianconera che è stata carica di significati tecnici. Ma, proprio oggi 21 novembre 2012, là oltre le mura di quel magnifico palcoscenico della pelota juventina c’è un avvenimento importante: il Corso Grande Torino (che troverà posto nei pressi dello stadio Olimpico, dove gioca il Torino) sarà cambiato in Corso Gaetano Scirea. La squadra bianconera parteciperà al gran completo. Un evento importante che completa un’area dominata dalla presenza della Juventus che, oltre ad avere già costruito lo stadio ed il suo Museum, prospetta di espandersi ancora per far nascere la sua sede (oggi in Corso Galileo Ferraris) e il campo di allenamento per la prima squadra (oggi a Vinovo, dove invece resterà solo il Settore Giovanile). Tutto ciò, naturalmente, è futuribile ma già programmato in un’ampia area di Torino chiamata Continassa, che si espande per numerosi metri quadrati. Dare dunque il nome di Gaetano Scirea al corso prospiciente l’entrata&nbsp; dello Juventus Stadium, non è davvero un caso ma un segno di rispetto verso la memoria di un calciatore di particolare importanza che ha costruito con la sua capacità professionale di vero campione del pallone ma anche di umanità, uno spaccato di storia juventina per certi versi irripetibile. Scirea era un giocatore duttile e intelligente nella capacità di interdire ma anche di impostare l’azione e concluderla. Un giocatore che, nella vecchia scuola filosofica del calcio romanticamente lontano da quello contemporaneo, s’identificava nel ruolo di libero (oggi centrale di difesa) capace di sganciarsi tempestivamente in aiuto al centrocampo e alle punte. Dal punto di vista caratteriale Scirea appariva silenzioso, mai propenso alle attenzioni mediatiche, ma con particolare disposizioni alle relazioni umane. Egli sapeva dare valore alle cose semplici, là dove per cose semplici s’intendono fatti concreti, cose e persone capaci di stare lontane dall’infinito universo dell’ipocrisia. E noi che viviamo questo nostro mondo contemporaneo fatto di crisi di valori, ci chiediamo se certi modelli esemplari come Gaetano Scirea potrebbero in qualche modo essere apprezzati come dovrebbero. Forse neanche la comunicazione, le radio, le televisioni e la carta stampata, avrebbero interesse ad accaparrarsi le interviste di un personaggio che, nell’uso comune dell’immaginario collettivo di oggi, fatto in larga misura di generale banalità, potrebbe apparire addirittura noioso e non adatto a incrementare il tanto ambito audience. Un personaggio così umanamente e professionalmente carismatico, probabilmente non si potrebbe adattare a una modernità calcistica fatta di insulti, di sproloqui, di eccessi, di toni spropositati che non si addicono a persone discrete, gentili, educate, dallo sguardo che è l’emblema del sentirsi in soggezione, come quello che aveva Gaetano Scirea. Ma, l’esperienza c’insegna che con i “se” e i “ma” non si mai fatta la storia e che i paragoni dei grandi uomini di un tempo, rivisti nel mondo culturale contemporaneo, non possono essere attendibili perché vissuti in periodi storici e generazionali diversi da quelli attuali. Una cosa è certa, la loro grandezza nell’entrare di diritto nella storia di tutti i tempi, ha il significato profondo di farne rivivere periodicamente le gesta esemplari per attuarli in maniera riveduta e corretta al nostro vivere contemporaneo. Gaetano Scirea è uno di questi.&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711gaetano-scirea.jpgSiNjuventus-inaugurato-il-corso-gaetano-scirea-1009365.htmSiT1000007100451001,02,03,06030272
1261009302NewsCampionatiSerie A, tredicesima giornata: match di lusso Juventus-Lazio e Napoli-Milan20121116205932serie aSerie A Tredicesima GiornataJuventus-Lazio: si parte dal dolce. Perché l’anticipo delle 18.00 di domani ha un sapore tutto particolare. Due squadre in salute, reduci da vittorie altrettanto eccezionali: i bianconeri hanno letteralmente asfaltato la piccola armata di Stroppa, gli aquilotti hanno vinto la partita più importante, la stracittadina contro il nemico Zeman. Ora Petkovic, ormai osannato dalla tifoseria, suona la carica e crede nel possibile sgambetto ai campioni d’Italia. Per non sbagliare sceglie il solito 4-5-1 con Klose prima punta: a Hernanes e Ledesma il compito di impostare gioco. Per Antonio Conte ritorni importanti, quelli di Pogba e di Vucinic pronti a spingere il club di Torino. <BR>L’impressione è che sarà una partita molto difficile per la capolista: quanto peserà l’assenza di Pirlo e quanto spazio occuperà, nella testa dei giocatori, la super sfida di martedì sera contro il Chelsea? Meno di ventiquattro ore e avremo il responso.<br><br> Napoli-Milan: si procede con il big match del sabato sera. Anche questo match ha un gusto, come dire, straordinario. Dopo molti anni si gioca a parti inverse: ora sono i partenopei a combattere per il primo posto, sono, invece, i rossoneri quelli che faticano a scalare posizioni. Il risultato sembra scontato ma non è così: anche se Cavani e compagni continuano a mostrare una forma spaventosa, la riunione di Berlusconi sembra aver rivitalizzato gli uomini di mister Allegri che, dopo aver visto Italia-Francia, ha capito definitivamente di non poter rinunciare a individui come Montolivo ed El Shaarawy, unici veri fari della squadra. Pazzini torna titolare, Pato ritorna in panchina: quanto pesa il rigore sbagliato contro la Fiorentina. Anche Mazzarri, però, propone novità: una su tutti è vedere Insigne in campo dal primo minuti a sostituire Goran Pandev, il macedone infatti non gode di un gran momento di forma. Pochi dubbi. Al San Paolo sarà una partita infuocata.<br><br> Inter-Cagliari: Stramaccioni sta recuperando, piano piano, diversi infortunati. Questa è stata la notizia migliore della settimana. Torna Ranocchia fra i titolari, tornano, forse, Sneijder e Coutinho almeno fra i convocati. Solo la conferenza del mister romano di domani potrà svelarci gli ultimi segreti. Per il resto poco altro, solo un imperativo: vincere, tornare a trionfare dopo l’imprevedibile sconfitta a Bergamo. I tifosi presenti a San Siro vedranno ancora tridente, ancora Cassano-Palacio-Milito, i magnifici tre nerazzurri. Pulga, dal canto suo, dopo quattro vittorie di fila si è fermato prima con la Fiorentina, perdendo 4-1 a casa dei toscani, poi con il brutto pareggio contro il Catania. Il Cagliari si affida a Pinilla e Sau per compiere il miracolo al Meazza, dove una vittoria manca dal lontano 1995.<br><br> Bologna-Palermo: è una bella sfida quella che andrà in scena al Dall’Ara di Bologna dove si affrontano due squadre che di simile hanno solo la classifica. Una classifica preoccupante per ambedue le formazioni che hanno entrambe un’importante chance di conquistare tre punti. Gasperini, però, ha appena ottenuto la seconda vittoria da quando siede sulla panchina rosanero: sconfiggere i blucerchiati di Ferrara non è stata proprio una mission impossible. Impossibili, invece, sono state le giocate e i gol di Dybala, nuovo fenomeno del nostro campionato. L’attacco dei siculi si baserà totalmente sui suoi piedi. Sembrava rinato e invece no: Gilardino, dopo un inizio scoppiettante, ha nuovamente un complicato rapporto con la porta, diventata un muro nelle ultime uscite. Diamanti agirà come trequartista proprio alle spalle di Alberto e anche di Gabbiadini, giovane che ha ancora molto da dimostrare. Pioli-Gasperini: si salvi chi può.<br><br> Siena-Pescara: ‘si salvi chi può’ è la frase adattissima anche per questa sfida. Importante si, decisiva no. Dopo la vittoria contro il Genoa e il pareggio contro il Parma, è nato un nuovo entusiasmo intorno a Cosmi e ai suoi beniamini. La prima sensazione è che per Rosina e Calaiò non dovrebbe essere un problema bombardare la porta di Perin: il Pescara, dopo la sconfitta per 6-1 contro la Juve, dovrà ritrovare una convinzione che forse non c’è mai stata. Stroppa deve puntare sui soliti noti, non avendo una formazione così ampia: Jonathas e Abbruscato saranno le punte con Quintero in mezzo al campo a sfornare palloni giocabili. Weiss, vera stella degli abruzzesi, potrebbe non essere convocato per problemi fisici.<br><br> Fiorentina-Atalanta: è questa la partita che suscita più curiosità nel pomeriggio domenicale. Due squadre belle, due squadre giovani, due squadre molto sudamericane. Una sfida spettacolare soprattutto perché le due formazioni sono reduci da momenti di forma straordinari: Fiorentina e Atalanta sono padrone incontrastate di Milano: i Viola hanno appena abbattuto il Milan tra le mura del Meazza, i bergamaschi hanno sconfitto in una rocambolesca partita i nerazzurri di Stramaccioni. Ora Montella e Colantuono vogliono contendersi l’Europa: i padroni di casa sono quarti, gli ospiti addirittura sesti. Il team del giovane allenatore ex Catania ha mostrato di saper camminare anche senza l’appoggio di un top player come Jovetic: anche domenica i favoriti per un posto da titolare sono Ljajic e Toni che agiranno grazie alla collaborazione di un centrocampo duro e roccioso con Borja Valero, Pizarro e Aquilani.&nbsp; Colantuono schiera il solito 4-4-1-1 con il piccolo Maxi Moralez e German Denis a ricoprire le posizioni offensive.<br><br> Catania-Chievo: il Catania di Maran vuole continuare a stupire e proverà a farlo contro un Chievo Verone non in grande condizione. Il tecnico ex Varese si basa sulla freschezza, sulla rapidità e sulla corsa di giocatori come Gomez e Barrientos che supporteranno il solito buon vecchio Bergessio, sempre pericoloso in mezzo all’area avversaria. Per Corini, invece, le scelte non solo moltissime: Thereau e Pellissier fanno ormai coppia fissa ma Di Michele e soprattutto un Paloschi tornato al gol, anche se su rigore, sono pronti a subentrare nel momento del bisogno. La partita si deciderà, sempre se finirà con la vittoria di una sull’altra, a centrocampo. I siculi faranno partire tutte le loro azioni dai piedi fatati di Ciccio Lodi che avrà accanto a sé uomini d’esperienza come Izco e Almiron. I gialloblù invece si appoggeranno alle incursioni e agli inserimenti di Luciano e di Hetemaj.<br><br> Udinese-Parma: che i friulani di mister Guidolin non abbiano più la spinta dello scorso anno ormai è cosa risaputa. Il problema, ora e prima di tutto, è la mancanza di vittorie che sta agitando il tecnico. La classifica, pur non bellissima, non preoccupa ancora anche se i bianconeri, già da questa domenica, dovranno fare bottino pieno. L’avversario non è dei più facile: il Parma, quando vuole, sa giocare bene a pallone ma in trasferta a faticato ovunque. Di Natale e Maicosuel ormai sono un must, per i biancoblu invece accanto ad Amauri sarà schierato Belfodil. <BR>Entrambe le squadre vengono da due pareggi, pareggio però molto diversi fra loro: i bianconeri hanno acciuffato due volte il Chievo grazie alla storica doppietta di Angella. La formazione di Donadoni, invece, non ha saputo battere il Siena e la partita è terminata a reti inviolate. Che sia la X di pareggio il segno più adeguato anche per questa partita?<br><br> Sampdoria-Genoa: questa volta è più di una stracittadina. Innanzitutto il derby della Lanterna non si gioca ormai da tempo: l’ultimo se lo ricordano entrambe le tifoserie molto bene. Rammentate Boselli? No? Beh non chiedetelo ai blucerchiati allora. Perché nella sua breve e poco significativa carriera italiana, l’attaccante argentino ha segnato il gol più importante della sua carriera, quello che alla fine condannò i sampdoriani a un anno di purgatorio in Serie B. E’ un derby speciale anche e soprattutto perché le due squadre arrivano a questo match in una condizione ai limiti dell’imbarazzo: Del Neri ha conquistato solo sconfitte da quando è arrivato sulla panchina dei Grifoni, Ferrara, invece, ha perso le ultime sette partite consecutive. Maxi Lopez non dovrebbe farcela, Borriello invece si. Sarà una partita accesa, dura, forse troppo dura. Sarà una partita tesissima, un’atmosfera particolare. Sarà una partita fantastica.<br><br> Roma-Torino: si chiude lunedì all’Olimpico di Roma dove i giallorossi di Zeman proveranno nuovamente a rialzarsi dopo la nuova e cocente delusione del derby contro la Lazio. Troveranno di fronte il Torino: sfida peggiore per la formazione del Boemo non ci poteva essere. I granata infatti non hanno ancora perso in trasferta e vengono da una convincente vittoria contro il Bologna. Lamela, unico vero insostituibile degli undici romanisti, farà coppia con Totti e Osvaldo: il sostituto di De Rossi, squalificato, sarà Marquinho, affiancato da Florenzi e Bradley, reduce da un bel gol con la nazionale statunitense. Ventura invece schiera il solito 4-2-4 che si trasforma in un classico 4-4-2 in fase di non possesso: Santana, Cerci, Bianchi, Sansone. Sono questi i fantastici 4 che dovranno conquistare Roma.<br><br>C1007650FL0882FL0882classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-tredicesima-giornata-match-di-lusso-tra-juventus-lazio-e-napoli-milan-1009302.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06,07,08,09030264
1271009293NewsTorino: una strada dedicata a Gaetano Scirea20121116075615Il corso davanti lo Juventus Stadium prenderà il suo nome<SPAN style="TEXT-ALIGN: justify; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: #ffffff; TEXT-INDENT: 0px; DISPLAY: inline !important; FONT: 12px/18px Verdana, Arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; FLOAT: none; LETTER-SPACING: normal; COLOR: #444444; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px">Il corso di fronte allo Juventus Stadium sarà intitolato ufficialmente&nbsp;a Gaetano Scirea, il viale oggi chiamato corso Grande Torino&nbsp;&nbsp;cambierà nome per&nbsp;diventare corso Gaetano Scirea. La cerimonia si svolgerà </SPAN><SPAN style="TEXT-ALIGN: justify; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: #ffffff; TEXT-INDENT: 0px; DISPLAY: inline !important; FONT: 12px/18px Verdana, Arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; FLOAT: none; LETTER-SPACING: normal; COLOR: #444444; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px">Mercoledì 21 novembre alle ore 14.30 all’incrocio tra corso Grosseto e il corso che sarà intitolato all'indimenticato campione bianconero.<BR>La denominazione corso Grande Torino&nbsp;sarà successivamente&nbsp; assegnata ad una via nei pressi dello stadio Olimpico.<BR>Alla cerimonia presenzieranno Giovanni Maria Ferraris, presidente del Consiglio comunale, il presidente della juventus&nbsp;Andrea Agnelli ed i calciatori della Juve.</SPAN><BR><BR>C1007650WM01MSWM01MSgaetano-scirea.jpgSiNcorso-vicino-juventus-stadium-intitolato-a-agaetano-scirea-1009293.htmSiT1000007100075701,02,03,0601030
1281009246NewsCampionatiSerie A, Torino-Bologna:i granata contro la maledizione dell`Olimpico20121111102773Serie AProbabili formazioniE' un Torino in salute quello che cerca di fare punti anche davanti al proprio pubblico, potendo contare su un ruolino esterno di tutto rispetto. A parte Suciu, Ventura ha l'intero organico a disposizione e non dovrebbe discostarsi dalla formazione tipo, con l'unica incognita data dal possibile rientro di Ogbonna (più probabile tuttavia che parta dalla panchina) ed il 'solito' ballottaggio per il compagno di reparto di Bianchi in attacco: favorito è Sansone.<BR><br><br> Pioli deve ancora fare a meno dell'infortunato Acquafresca e confermerà Manolo Gabbiadini al fianco di Gilardino, con il classico Diamanti alle loro spalle. Perez favorito su Pazienza per fare coppia con Taider in mediana, Agliardi la dovrebbe spuntare su Curci tra i pali.<br><br> PROBABILI FORMAZIONI<br><br> <STRONG>Torino(4-2-4):</STRONG> <SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">GILLET - DARMIAN - GLIK - RODRIGUEZ - D'AMBROSIO - GAZZI - BRIGHI - CERCI - BIANCHI - SANSONE - VIVES</SPAN></SPAN><br><br> <SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: x-small"><STRONG>Bologna(3-5-1-1):</STRONG> <SPAN id=divAdnetKeyword><SPAN style="FONT-SIZE: x-small">AGLIARDI - ANTONSSON - SORENSEN - CHERUBIN - GARICS - TAIDER - PEREZ - GUARENTE PULZETTI - DIAMANTI - GILARDINO</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN><BR><br><br>TorinoFL0411FL0411Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNserie-a-torino-bologna-probabili-formazioni-1009246.htmSi100427901,02,03010115
1291009212NewsCoppeLazio-Panathinaikos: tre punti da conquistare e un derby in testa. Probabili formazioni20121108114026lazio panathinaikosHernanes va in panchinaEuropa League alle porte, ma derby nella testa. Ecco i quattro giorni più delicati della gestione Petkovic: stasera all'Olimpico arriva il Panathinaikos mentre domenica ecco il match con la Roma. Tutto questo dopo la botta di domenica col Catania. <BR><BR>Il tecnico biancoceleste in coferenza stampa: <EM>"E' un peccato dover disputare questa sfida pochi giorni prima del derby, una partita particolare dove i tre punti in palio hanno un certo peso. Spero che la sconfitta di Catania ci porti a migliorare. Guardo questa sconfitta come fosse quella contro il Getafe, dove ci siamo guardati in faccia, siamo tornati con i piedi per terra.Il Panathinakos? è cresciuto, ha trovato la fiducia, ma noi giochiamo in casa e dobbiamo guardare a noi. Mi aspetto delle risposte per confermare che la rosa è ampia e tutti possono competere. Nel derby la migliore Lazio? Non sono un mago: le conferme le dà il campo, ma sono fiducioso. E' importante vincere domani per alzare il morale e arrivare al derby con organico e motivazione al 100%". </EM><BR><BR>Formazioni: Petkovic risparmia alcuni big&nbsp;e dovrebbe mandare in campo Bizzarri tra i pali, Scaloni, Ciani, Biava&nbsp;e Cavanda in difesa,&nbsp;Ledesma davanti la difesa, Candreva, Cana, Mauri e Zarate alle spalle di Floccari. 4-3-3 per il&nbsp;i greci con Karnezis in porta, Seitaridis, Pinto, Velazquez e Chouchoumis in difesa, Vitolo, Zeca e Marinos a&nbsp;centrocampo, Sissoko e Christodoulopoulos&nbsp;dietro all'ex Samp Fornaroli.<BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141petkovic.jpgSiNlazio-panathinaikos-tre-punti-da-conquistare-e-un-derby-in-testa-1009212.htmSi100205001,02,03030175
1301009165NewsCampionatiTorino, mantenuta l`imbattibilità in trasferta20121105151531torinoTorinoAlla vigilia avevamo pronosticato un risultato positivo per il Toro che giocava a Napoli. Ebbene, questa volta avevamo visto giusto. Le positività della squadra granata emerse a Roma contro la Lazio, si sono ripetute anche al San Paolo di Napoli. Grinta, determinazione, furore agonistico, duttilità nell’interdire, sono gli insegnamenti impartiti da mister Ventura che delineano le caratteristiche di questo Toro che, fuori dalle mura dell’Olimpico di Torino, riesce meglio a esprimere le proprie qualità. Da sempre mister Ventura predica ai suoi ragazzi di essere umili e di non esaltarsi anche quando si ottengono sporadicamente risultati eclatanti come quello ottenuto a Bergamo contro l’Atalanta. Ma il Toro è questo, squadra ostica da affrontare e, al contempo, difficile da interpretare per la sua imprevedibilità tra partite casalinghe e esterne. I granata, pur non mantenendo gli stessi risultati in casa, restano pur sempre imbattuti in trasferta. Contro la squadra di Mazzarri, il Toro ci è piaciuto davvero per la sua essenzialità nell’interpretare la partita. Gioco semplice ma efficace nel contenere le folate offensive di Maggio, Hamsik, Cavani, capaci potenzialmente di far capitolare il fortino granata in qualsiasi momento. Eppure, nonostante il gol e il 7 in pagella, abbiamo visto il matador Cavani fare il terzino per lunghi tratti della partita, proprio per difendere la propria squadra specie sui calci d’angolo battuti dal Toro. Peccato per quell’errore iniziale di Gillet, un portiere di sicuro affidamento che ha abituato il Toro e i suoi tifosi a contare su di lui a occhi chiusi. Il suo 5 in pagella è emblematico di una giornata storta che fa ancora più meraviglia perché arriva da un calciatore che meno te l’aspetti. Può succedere a tutti, anche ai campioni come lui. Indicazioni positive sono arrivate invece da Vives, vero ispiratore della manovra granata. Annulla Maggio nello scontro diretto sulla fascia e non perde mai un pallone in fase di disimpegno. Poi Santana che, entrato in campo al 75’ ha subito creato scompiglio nella difesa avversaria attraverso le sue accelerazioni improvvise. Un po’ sottotono Sgrigna, mentre il tanto criticato Sansone, autore del gol del pareggio granata, ha dimostrato che soltanto giocando con continuità si possono raggiungere buoni risultati. Lui ha grandi margini di miglioramento in Serie A. Per il resto, ottimo il comportamento della difesa che non sembra soffrire il perdurare della mancanza di Angelo Ogbonna. Poi, anche la prestazione del centrocampo granata è stata attenta nel marcare con assiduità la fonte del gioco avversario. Buono il possesso palla del Toro, mentre il Napoli non ci è sembrato nelle sue giornate migliori. E’ l’eterno dilemma mai risolto che ripropone il calcio di tutti i tempi quando una squadra prevale sull’altra: Demerito della squadra che non ha vinto o merito della squadra avversaria che ha conquistato un risultato positivo? Noi, in questo specifico caso, optiamo per la tesi oggettiva che il Toro è stato un valido baluardo per un Napoli che, comunque, ha fatto di tutto per vincere una partita che gli avrebbe permesso di avvicinare in classifica la Juve. Ma i granata, senza volere fare nessun piacere agli “odiati” cugini, non hanno permesso ai partenopei di far sua la partita. Emblematici i complimenti di mister Mazzarri alla squadra di Ventura e, in fondo, si racchiude proprio qui la sintesi vera del pomeriggio di calcio vissuto dal Toro al San Paolo di Napoli. Ora, per il Toro, c’è un unico importante obiettivo da seguire; quello di continuare con umiltà e chiarezza d’idee anche tra le mura di casa, in mezzo alla propria gente.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711sansone.jpgSiNtorino-mantenuta-l-imbattibilita-in-trasferta-1009165.htmSiT1000099100451001,02,03030162
1311009166NewsCampionatiBologna, la paura di perdere ha la meglio20121105150445Bologna-UdineseBologna-Udinese termina con un pareggio, un pareggino anzi, che non aiuta di fatto nessuna delle due squadre. Al Dall'Ara arriva l' Udinese piu' brutto della gestione Guidolin, lontano parente di quello straordinario team che negli anni scorsi aveva incantato tutta l'Italia, sia per il gioco sia per la capacità di pescare in giro per il mondo continui talenti. Nemmeno il Bologna è quello dell'anno scorso( è ormai chiaro), in grado di arrivare alla salvezza con largo anticipo e raggiungere la parte sinistra della classifica. La quasi totale assenza di gioco preoccupa e non poco, oltre chiaramente a una classifica che continua a peggiorare di domenica in domenica. Bologna-Udinese è una non partita, di fatto, nei primi 45 minuti, nel corso dei quali nessuna delle due squadre vuole rischiare di fare la prima mossa. La ripresa si apre con quello che non ti aspetti: pronti via e Gabbiadini mette in mezzo per Diamanti che al volo batte Brkic. Il goal preso non accende il match: l'Udinese non reagisce e il Bologna non ne approfitta. Ma quando i padroni di casa sembrano controllare il vantaggio, l'eterno Di Natale pareggia i conti: pallone vagante in area, difesa rossoblu in confusione totale e il numero 10 bianconero insacca alle spalle di un incolpevole Agliardi(è il minuto 71). Poi il nulla.&nbsp;Un pareggio che dovrebbe far&nbsp;riflettere ambo le parti, per la totale disorganizzazione e assenza di gioco,&nbsp;ma a rischiare di piu' è indubbiamente il Bologna, che nel prossimo incontro è atteso all'Olimpico di Torino, contro i granata in grado di fermare sul pareggio&nbsp;il Napoli, a domicilio. E' già il primo di una lunga serie di scontri diretti per l'agognata salvezza.C1007650BolognaFL0761FL0761a_01_672-458_resize.jpgSiNbologna-la-paura-di-perdere-ha-la-meglio-1009166.htmSiT1000020100844901,02,03030144
1321009159NewsCampionatiRoma-Palermo, le pagelle. Top Totti e Ilicic. Flop Garcia20121104224531roma, palermoRoma Palermo PagelleAll’Olimpico di Roma i giallorossi di Zeman confermano la loro natura: bipolare. Il Palermo crolla 4-1 giocando una pessima gara. Gasperini non ha modificato la situazione lasciata da Sannino e ora la classifica è più grave che mai. Per la Roma una vittoria e tre punti importanti, ma ora serve la continuità che per il momento è mancata.<br><br> Risultato finale Roma-Palermo 4-1: 11’ Totti, 30’ Osvaldo, 70’ Lamela, 78’ Destro, 82’ Ilicic<br><br> Ammoniti: Pisano, Destro(doppio giallo), Burdisso, Munoz<BR>Espulso: Destro<br><br> Roma (4-3-3): Goicoechea 6.5, Piris 6.5, Marquinhos 6.5, Burdisso 6, Balzaretti 6, Bradley 6, Tachtsidis 7, Florenzi 6.5 (70’ Marquinho 6), Lamela 7 (80’ Pjanic 6), Osvaldo 7, Totti 7.5 (72’ Destro 6)<BR>All. Zeman 6.5<br><br> Palermo (3-5-2): Ujkani 4.5, Munoz 5.5, Von Bergen 5, Garcia 4.5, Morganella 4.5, Barreto 5.5, Kurtic 6 (54’ Ilicic 6.5), Rios 6, Pisano 4.5 (33’ Bertolo 5), Brienza 5.5 (70’ Dybala 5.5), Miccoli 6<BR>All. Gasperini 5<br><br> <STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Totti: è il Pupone ad aprire le danze. È lo specchio della Roma: anche il capitano deve trovare quella continuità necessaria per condurre una squadra che ha tanto, tanto bisogno di lui.<br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Destro: Entra e dopo sette minuti trova il primo goal con la nuova maglia. Una serata memorabile, per lui e per la Roma. E invece no. Perché al ragazzo le regole evidentemente non piacciono. Già ammonito si toglie (per metà) la maglia e viene conseguentemente espulso. Ad aggravare le cose il fatto che l’ex Siena era diffidato e quindi il derby lo vedrà dalla tribuna. Inspiegabile anche la scenata nel tunnel che conduce agli spogliatoi: pensaci prima, Mattia.<br><br> <STRONG><EM>Top Palermo</EM></STRONG><br><br> Ilicic: ha solamente un merito. Segnare il triste e inutile gol della bandiera. Può essere importante per questa squadra, può essere la chiave per uscire da una crisi durissima.<br><br> <STRONG><EM>Flop Palermo</EM></STRONG><br><br> Garcia: insieme a Ujkani combina una frittata clamorosa nell’occasione del secondo gol. Il portiere almeno prova a riscattare la prova con buone parate, il difensore non combina nient’altro.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882totti.jpgSiNroma-palermo-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009159.htmSiT1000012,T1000023100877901,02,03030265
1331009147NewsCampionatiAttento Napoli. Arriva il Torino20121103173130napoli, torinoNapoli TorinoIl giorno dopo in cui la Torino bianconera ha consumato le frenesie e i suoi bollori pallonari contro l’Inter, la Torino granata si trasferisce al San Paolo di Napoli per una partita molto difficile. Il Napoli, infatti, reduce dalla sconfitta di Bergamo contro l’Atalanta, vuole vincere a tutti i costi per ristabilire la sua classifica e ripresentarsi di diritto come squadra anti –Juve. Ma il Toro non ci sta, anzi va in quel di Napoli con il cipiglio giusto, convinto com’è di non volere fare da sparring partner ma, anzi, con la consapevolezza di affrontare il match con il giusto approccio. Era piaciuto il Toro all’Olimpico di Roma contro la Lazio che, al contrario di quello visto in precedenza a Torino contro il Parma, è apparso sicuramente migliore sotto porta, nelle ripartenze e molto convinto nella manovra che è stata fluida e mai farraginosa. Un bel Toro che ha sfiorato la vittoria, grazie a una formazione che ha visto il rientro di Bianchi, Cerci, Sgrigna e Santana, la cui presenza ha determinato maggiore sicurezza anche al centrocampo granata che, contro il Parma, si era manifestato fragile e insicuro. <BR><BR>E’ giusto, dunque, che Ventura, allenatore di grande esperienza, dia affidamento agli stessi giocatori visti in campo a Roma e, soprattutto, insista con lo stesso atteggiamento tattico che ha dato ordine a tutta la manovra granata. Essere ben disposti in campo e dimostrare fluidità nelle proprie azioni tra centrocampo e attacco, può essere determinante anche ai fini di un risultato positivo contro il Napoli di Mazzarri, il quale, con ogni probabilità dovrà fare a meno di Cavani infortunato. Ma gli azzurri partenopei, specie sul proprio terreno, hanno dimostrato più volte di non dipendere solo dalla presenza del Matador. Tante altre frecce hanno sul loro arco, capaci di offendere l’avversario e colpirlo in velocità. Sarà sicuramente una bella partita, tutta da seguire. Le premesse ci sono tutte; da una parte il Napoli che deve vincere per riportarsi vicino alla Juve e dall’altra un Toro orgoglioso e sanguigno che ha bisogno di punti ma anche della convinzione di poter recitare in questo campionato un ruolo importante per sé e per i suoi tifosi che ormai da troppo tempo attendono meritevoli fasti gloriosi. Vedremo cosa accadrà al San Paolo. <BR><BR>E intanto la Torino sabauda, elegante nell’aspetto e importante per la sua storia e cultura, si perde affannosamente nei meandri della commedia del pallone, sia essa di fede bianconera o granata. Ferve l’attesa del derby cittadino e il Toro, orgogliosamente, vuole arrivare a quell’appuntamento con tutte le carte in regola e dimostrare alla Vecchia Signora d’Italia che Torino è anche granata. Ma, per arrivare a questo, è necessario procedere con ordine e senza più “incidenti di percorso”, questo mister Ventura lo sa bene. Intanto la bella Napoli, città dalle mille contraddizioni, aspetta i granata con l’ansia di dover vincere la partita a tutti i costi ma, con Matador o no, i partenopei devono sapere che per loro non sarà facile liberarsi del Toro.&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL071191861_429013_torpad042__7926081_medium.jpgNoNattento-napoli-arriva-il-torino-1009147.htmSiT1000017,T1000099100451001,02,03,08030139
1341009138NewsCampionatiSerie A, undicesima giornata: spicca il match tra Juventus e Inter. Napoli e Milan provano a ripartire20121102161531serie aSerie ATra big match, squadre in crisi e allenatori in bilico. <BR>L’undicesima giornata della Serie A si presenta come una delle più importanti e affascinanti e, probabilmente, lascerà dietro di sé uno strascico importante. <BR><BR>Ecco l’analisi delle dieci partite.<BR><BR><STRONG>Milan-Chievo</STRONG>: l’impressione è che i rossoneri si troveranno ad affrontare un campionato fatto di alti e bassi, sulla falsa riga dell’Inter dello scorso anno. <BR>Anche il Chievo, rigenerato da Corini, può replicare il solito campionato: una salvezza tranquilla. La formazione di Allegri non è più un mistero dopo la conferenza e Galliani sarà contento di aver finalmente capito che nella mente del tecnico toscano ci sono idee precise e ponderate. Sabato alle ore 18.00 dovrebbe essere 4-2-3-1 con Bojan, El Shaarawy e Pato a complicare la vita a Sorrentino.&nbsp; Dovrebbe essere ancora reclusione in panchina per Pazzini: il cambiamento di sponda del naviglio non ha avuto risultati magici. Anche i gialloblù scenderanno in campo con il tridente offensivo: Luciano, Thereau e Pellissier.<BR><BR><STRONG>Juventus-Inter</STRONG>: decisiva o meno, poco importa. Il campionato è ancora lungo e il derby d’Italia sarà importante più che altro per il morale, per la testa e per vedere quanto è ampio, se esiste, il gap dei nerazzurri nei confronti dei campioni d’Italia. <BR>Stramaccioni va a Torino con una consapevolezza in più, va a Torino non per chiudersi ma per giocare a viso aperto la partita.&nbsp; La Juventus, dal canto suo, vive un momento particolare: la mancanza della prima punta dai gol rapaci si fa sentire ma in qualche modo il team di Conte riesce sempre a risolvere le partite.&nbsp; Vucinic e Giovinco dovrebbero partire titolari: dopo il turnover contro il Bologna tornano in campo tutte le stelle anche a centrocampo, dove non ci sarà Pogba che partirà dalla panchina. Per l’Inter, invece, è tutto da scoprire: il tridente pesante, pesantissimo, sembra molto rischioso ma non è escluso che l’allenatore romano possa sorprendere tutti, nuovamente. La Torino bianconera contro la Milano nerazzurra, la prima contro la seconda.<BR>Juventus contro Inter.<BR><BR><STRONG>Pescara-Parma</STRONG>: anche quella dell’Adriatico nell’anticipo della domenica mattina può essere, nel suo piccolo, la partita della svolta. <BR>Il Pescara per ritrovare la vittoria e allontanarsi dalla zona retrocessione. <BR>Il Parma per capire, una volta per tutte, che può competere non solo per un campionato tranquillo ma per un obiettivo grande, grandissimo, europeo. Lo dice la classifica, lo dicono i quindici punti guadagnati e la sesta posizione occupata. <BR>Probabilmente, però, non ci sarà Amauri, infortunato, che lascerà il posto al piccolo talento Pabon, ancora in cerca della condizione perfetta.<BR>Il Pescara si affida ancora a Weiss, Quintero e Abbruscato in una partita che deciderà il futuro di Stroppa, uno degli allenatori più in bilico di tutto il campionato.<BR><BR><STRONG>Bologna-Udinese</STRONG>: con una sconfitta dopo l’altra i rossoblù si trovano sorprendentemente penultimi in classifica. La sconfitta maturata a Torino all’ultimo secondo ha mascherato però una buona prestazione della squadra di Pioli che non deve farsi prendere dal panico della classifica. Se Diamanti torna trequartista alle spalle di Gabbiadini e Gilardino, l’Udinese perde Di Natale, faro di una squadra che non riesce a ottenere costanza. Occasione quindi per Barreto che sarà affiancato da un rinato O’Mago Maicosuel. Ancora panchina per Willians e ancora spazio ad Allan.<BR><BR><STRONG>Catania-Lazio</STRONG>: impegno difficilissimo per Petkovic e compagnia che al Massimino di Catania dovranno cercare di tornare alla vittoria.&nbsp; Il pareggio contro il Torino non ha convinto i tifosi ma la posizione in classifica resta ottima e il quarto posto ben saldo.&nbsp; Un pareggio, invece, più che positivo quello che ha ottenuto la formazione di Maran in terra friulana. In realtà si può dire che il pareggio quasi sta stretto dato che il miracolo era a un passo quando Di Natale ha spento l’entusiasmo dei siculi. Non era comunque facile rialzarsi dopo la cocente delusione contro la Juventus e le mille polemiche arbitrali: ora Lodi vuole segnare ancora, questa volta per far vincere la propria squadra.&nbsp; I biancocelesti dovranno scendere in campo senza Miro Klose, squalificato: ritornano, però, le altre due stelle di Petkovic, Ledesma e Hernanes.<BR><BR><STRONG>Fiorentina-Cagliari</STRONG>: partita splendida quella che andrà in scena al Franchi di Firenze. Due delle squadre più in forma del campionato si affronteranno a viso aperto e senza risparmiarsi. Montella vuole continuare a stupire con la sua bella e giovane Viola, affidandosi al solito tandem Ljajic-Jovetic.&nbsp; Pulga, che ha infilato quattro vittorie su quattro da quando è arrivato, non può non schierare Nenè-Sau dopo il poker inflitto al povero Siena.&nbsp; La prima impressione è che il fattore campo possa essere decisivo e anche per un brillante Cagliari come questo sarà difficile fermare la strepitosa corsa della Fiorentina.<BR>A domenica il responso definitivo.<BR><BR><STRONG>Napoli-Torino</STRONG>: è in confusione Mazzarri. Non se lo aspettava nemmeno lui un crollo così repentino. Non si aspettava nemmeno lui di vedere la sua squadra così indebolita dall’assenza di Cavani. Per la prima volta a Bergamo, i partenopei hanno risentito in maniera mostruosa della mancanza di un giocatore come Lavezzi che con la sua velocità e le sue ripartenze era fondamentale per le trasferte del Napoli. Contro l’Atalanta è mancato proprio questo: velocità, rapidità e il collegamento fra centrocampo e attacco.&nbsp; Ora ci deve riprovare, con Cavani o senza: l’uruguagio resta in dubbio e nel caso non ci fosse la coppia dovrebbe essere Pandev e Insigne. Il Torino di Ventura dimostra ottima solidità fuori dalle mura casalinghe e la prova contro la Lazio ne è un’ottima dimostrazione. Con un attacco molto stitico ma una difesa solida i granata possono comunque fare un ottimo campionato.<BR><BR><STRONG>Sampdoria-Atalanta</STRONG>: ci abbiamo pensato noi, ci avrà pensato anche lui. Non se lo augura, è certo, ma sicuramente i ricordi tornano alla mente più limpidi che mai. L’inizio di stagione della Sampdoria di Ferrara sembra avere sempre più similitudini con l’inizio della Juventus di Ferrara, proprio quella che sembrava imbattibile e che in seguito si rivelò un clamoroso flop. Contro l’Inter non è poi andata così male: chissà se quell’espulsione e quel rigore non ci fossero stati come sarebbe andata. Ahi, galeotto Costa! L’Atalanta di Colantuono ha coronato il sogno di sconfiggere il Napoli e ha ripreso prepotentemente la carica verso una salvezza facile, che ovviamente i neroblù sono in grado di ottenere. Maxi Lopez da una parte, Denis dall’altra: una sfida tutta argentina per decidere tre punti fondamentali.<BR><BR><STRONG>Siena-Genoa</STRONG>: se Fiorentina contro Cagliari è la sfida tra le squadre più in forma del campionato questa è la sfida tra le formazioni che stanno peggio e la classifica lo dimostra. Senza i sei punti di penalizzazioni bianoneri e rossoblu sarebbero entrambe a nove punti, certamente non tantissimi. Cosmi si affida a Calaiò e soprattutto all’ex di turno Zè Eduardo che al Genoa vuole ancora dimostrare qualcosa.&nbsp; Immobile, nonostante la forma pessima, rimane titolare inamovibile del neo tecnico Del Neri che certamente immaginava un inizio più esaltante e più stimolante.<BR>Si salvi chi può.<BR><BR><STRONG>Roma-Palermo</STRONG>: da sempre una sfida ricca di gol, anche quest’anno all’Olimpico si preannuncia una sfida strepitosa. Il merito è sicuramente dei due reparti offensivi ma soprattutto della scarsità delle difese, che nell’ultimo turno si sono rivelate davvero orribili. Ormai anche la credibilità di Zeman vacilla e una vittoria potrebbe non bastare: quello che serve alla Roma è costanza nei risultati, è decisione, è non mollare mai. Quello che serve al Palermo è probabilmente un cambiamento di organico e un cambiamento della dirigenza: che senso ha avuto esonerare un tecnico come Sannino?&nbsp; I risultati non danno certamente ragione al presidente Zamparini che in settimana ha affermato ‘Non andremo in Serie B’. Più autoconvinzione che resto. Zeman invece sostiene di non poter cambiare sé stesso e questo non è certamente un fatto positivo: anche un allenatore esperto come lui, dopo tanti anni tra Serie A e Serie B, dovrebbe aver capito che non tutte le partite si possono affrontare allo stesso modo.<BR><BR><BR>C1007650FL0882FL0882hamsik-marek2.jpgSiNserie-a-undicesima-giornata-spicca-il-match-tra-juventus-e-inter-napoli-e-milan-provano-a-ripartire-1009138.htmSi100877901,02,03,06,07,08,09030292
1351009104NewsCampionatiRoma-Udinese, le pagelle. Top Lamela e Di Natale. Flop Tachtsidis20121028224531roma, udineseRoma Udinese PagelleAll’Olimpico di Roma la squadra di Zeman cercava soprattutto certezze contro un’Udinese molto altalenante. <BR>Certezze che i giallorossi non hanno trovato. <BR>E’ sempre la stessa solfa: a tratti spettacolare, a tratti disastrosa soprattutto in difesa. <BR>Questa è la Roma e ormai ci siamo abituati. Questo è Zeman e ormai lo conosciamo. Grande vittoria per l’Udinese con un Di Natale in forma strepitosa.<BR><BR>Risultato finale Roma-Udinese 2-3: 22’ Lamela, 24’ Lamela, 31’ Domizzi, 49’ Di Natale, 87’ Di Natale su rigore<BR><BR>Ammoniti: Angella, Domizzi, Osvaldo, Lamela, Armero, Castan, Tachtsidis<BR><BR>Roma(4-3-3): Stekelemburg 5, Piris 5.5, Marquinhos 5.5, Castan 5, Dodò 6 (63’ Marquinho 5.5), De Rossi 6, Pjanic 5.5 (69’ Florenzi 5.5), Tachtsidis 4.5, Lamela 7.5, Osvaldo 6.5, Totti 5.5 (82’ Destro S.V.)<BR>All. Zeman 4.5<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic 5, Angella 5.5 (70’ Hertaux 6.5), Domizzi 7, Coda 6.5, Faraoni 5.5(45’ Badu 6), Pereyra 6.5, Allan 6, Lazzari 6.5, Armero 5.5 (82’ Silva 6.5), Maicosuel 6.5, Di Natale 8.5<BR>All. Guidolin 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><BR><BR>Lamela: quando è in forma, quando è in giornata è uno dei giocatori più forti di tutto il campionato. Il ragazzo continua a crescere e lo fa bene.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><BR><BR>Tachtsidis: in generale non bene in mezzo al campo. Conclude la prestazione con la ciliegina sulla torta: una bella espulsione e tutti a casa.<BR><BR><STRONG><EM>Top Udinese</EM></STRONG><BR><BR>Di Natale: quando dici Udinese dici Antonio Di Natale. Sono una cosa sola. Continua a segnare e a tenere a galla i friulani. Il cucchiaio e la freddezza mostrati nell’occasione del rigore sembrano rivolti al compagno, comunque tornato in gran forma, Maicosuel: ‘’ecco, O’Mago, è così che si batte un rigore’’.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Udinese</EM></STRONG><BR><BR>Brkic: il portiere dei friulani non brilla. L’errore sul primo gol di Lamela è davvero grave.<BR><BR>C1007650FL0882FL0882antonio-di-natale.jpgSiNroma-udinese-le-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009104.htmSiT1000011,T1000012100877901,02,03030220
1361009103NewsCampionatiRoma-Udinese, le pagelle: Top Di Natale e Lamela, Flop Tacthtsidis20121026231038roma, udinese, serie ADi Natale espugna Roma con una doppietta strepitosaAll’Olimpico di Roma la squadra di Zeman cercava soprattutto certezze contro un’Udinese molto altalenante. <BR>Certezze che i giallorossi non hanno trovato. <BR>E’ sempre la stessa solfa: a tratti spettacolare, a tratti disastrosa soprattutto in difesa. <BR>Questa è la Roma e ormai ci siamo abituati. Questo è Zeman e ormai lo conosciamo.<BR>Grande vittoria per l’Udinese con un Di Natale in forma strepitosa.<BR><BR>Risultato finale Roma-Udinese 2-3: 22’ Lamela, 24’ Lamela, 31’ Domizzi, 49’ Di Natale, 87’<BR>Ammoniti: Angella, Domizzi, Osvaldo, Lamela, Armero, Castan, Tachtsidis<BR><BR>Roma(4-3-3): Stekelemburg 5, Piris 5.5, Marquinhos 5.5, Castan 5, Dodò 6 (63’ Marquinho 5.5), De Rossi 6, Pjanic 5.5 (69’ Florenzi 5.5), Tachtsidis 4.5, Lamela 7.5, Osvaldo 6.5, Totti 5.5 (82’ Destro S.V.)<BR>All. Zeman 4.5<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic 5, Angella 5.5 (70’ Hertaux 6.5), Domizzi 7, Coda 6.5, Faraoni 5.5(45’ Badu 6), Pereyra 6.5, Allan 6, Lazzari 6.5, Armero 5.5 (82’ Silva 6.5), Maicosuel 6.5, Di Natale 8.5<BR>All. Guidolin 7<BR><BR>Top Roma<BR>Lamela: quando è in forma, quando è in giornata è uno dei giocatori più forti di tutto il campionato. Il ragazzo continua a crescere e lo fa bene.<BR><BR>Flop Roma<BR>Tachtsidis: in generale non bene in mezzo al campo. Conclude la prestazione con la ciliegina sulla torta: una bella espulsione e tutti a casa.<BR><BR>Top Udinese<BR>Di Natale: quando dici Udinese dici Antonio Di Natale. Sono una cosa sola. Continua a segnare e a tenere a galla i friulani. Il cucchiaio e la freddezza mostrati nell’occasione del rigore sembrano rivolti al compagno, comunque tornato in gran forma, Maicosuel: ‘’ecco, O’Mago, è così che si batte un rigore’’.<BR><BR>Flop Udinese<BR>Brkic: il portiere dei friulani non brilla. L’errore sul primo gol di Lamela è davvero grave.C1007650RomaFL0882FL0882udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgNrisultati-campionato-serie-a-1009103.htmT1000012100877901,02,03030113
1371008904NewsEditorialeSerie A, è sfida tra Juventus e Napoli ma occhio all`Inter20121008100923Serie AJuventus e Napoli sempre in testaLa settima giornata della massima serie offre molti spunti. Nel 157esimo derby di Milano l'Inter&nbsp;vince tre volte&nbsp;in un colpo solo:&nbsp;fà sua&nbsp;la stracittadina per la terza volta consecutiva, acciuffa il terzo posto alla pari con la Lazio e blocca sul nascere qualsiasi velleità di risalita da parte dei cugini. <BR><BR>Il Napoli non tradisce e si sbarazza per 2 a 1 di una comunque buona Udinese.&nbsp;Insomma, come da pronostico è il Napoli l'anti-&nbsp;Juve. <BR><BR>Juve, però, affaticata.&nbsp; Impegnata a Siena la squadra di Conte/Carrera ha sofferto più del previsto. La squadra di Cosmi dopo aver battuto l'Inter a Milano&nbsp; ha cullato fino all'85 il sogno di poter compiere&nbsp;un'altra impresa: bloccare la Juve. Ci ha pensato Marchisio, dopo tanti assalti falliti, a battere Pegolo per il 2-1. Ma ieri notte Rosina avrà avuto gli incubi a pensare alla palla servitagli da Del Grosso e che lui di testa doveva solo appoggiare alle spalle di Buffon(dicasi lo stesso di Calaiò). La Juve, però,&nbsp;non perde mai e, a differenza dell`anno scorso, non pareggia&nbsp;ma vince.<BR><BR>La Roma sfata un tabù:non vinceva in casa da aprile (Roma&nbsp;- Udinese 3-1).&nbsp;Presa per mano&nbsp;dal solito Totti, la Roma imbrocca&nbsp;la strada della prima vittoria casalinga. Sempre a Roma,sponda Lazio i tifosi sognano grazie ai sontuosi Hernanes e Klose. I tifosi del Pescara aspettavano con trepidazione la sfida con l'odiata Lazio (scontri di 35 anni fa), ma i giocatori di furia, agonistica si intende, non ne hanno avuta. Hernanes con una punizione magistrale e il sempre, solito, verde Klose (doppietta) portano la Lazio a quota 15 punti, confermando quel terzo posto da dove è lecito sognare.<BR><BR>Buone notizie anche per il Cagliari che, finalmente, si è sbloccato. I rossoblu, alla prima con Pulgo e Lopez in panchina, hanno centrato la prima vittoria in campionato. Con un rigore di Nené il Cagliari ha espugnato l'Olimpico di Torino, e attende speranzoso di poter rigiocare, anzi giocare, la partita contro la Roma. Partita che Cellino, invitando la gente a disobbedire alla decisione della Prefettura, aveva di fatto impedito che venisse disputata. <BR><BR>Continua a volare la&nbsp;Fiorentina di Montella. Vittoria per 1 a 0 al Franchi contro il Bologna. A decidere come al solito è stato Jovetic. La Fiorentina è ora al quinto posto con 11 punti insieme a Roma e Catania: l'Europa è un obiettivo sicuramente alla portata. <BR><BR>A Catania&nbsp;cresce l'entusiasmo:&nbsp;2 a 0 al Parma con reti di Gomez e Begessio. Quinto posto, seppur condiviso, raggiunto. <BR><BR>C'è da segnalare&nbsp;la seconda sconfitta consecutiva della Sampdoria di Ferrara nell'anticipo di sabato. A Verona contro il nuovo di Chievo di Eugenio Corini i blucerchiati hanno perso a causa di una clamorosa papera del portiere Romero sul tiro di Di Michele (2-1 il punteggio, Théréau e Maresca gli altri marcatori).&nbsp;Mentre il Genoa ha pareggiato 1-1 contro il Palermo del grande ex Gasperini; con Immobile che sotto&nbsp;porta ha sbagliato&nbsp;di tutto;&nbsp;ci ha pensato il ritrovato Borriello a pareggiare il gol di Giorgi.<BR><BR>C1007650ItaliaFL0411FL0411hamsik-insigne-pandev.jpgSiNserie-a-settima-giornata-1008904.htmSi100427901,02,03010287
1381008814NewsCampionatiTnas-Conte, avv. Bongiorno: «Puntiamo al proscioglimento, sono fiduciosa». Lodo entro il 720121002162423Juventus, Tnas, ConteJuventus Tnas Conte ProscioglimentoCome anticipato ieri, quella di oggi era una "partita" importnate per <STRONG>Antonio Conte</STRONG>, che davanti al <STRONG>Tnas</STRONG> chiede il proscioglimento. I legali di Conte, si sono presentati intorno alle 12, presso lo Stadio Olimpico di Roma, per affrontare il terzo grado di giudizio. Il tecnico bianconero è rimasto a Torino, per guidare l'allenamento di rifinitura e&nbsp; stare vicino alla squadra in queste ore importanti prima del match di Champions contro lo Shakhtar. Alle 13.55 circa si conclude l'udienza, fallita la conciliazione tra Conte e Figc, l'allenatore della Juventus punta solo ed esclusivamente al proscioglimento totale. I legali d Conte (Bongiorno, De Rensis e Chiappero) e i legali della Figc (Medugno e Mazzarelli) hanno discusso le varie istanze istruttorie. Il lodo dovrà essere emanato&nbsp;entro il 7 Ottobre, il collegio dovrà esprimersi sull'ammissibilità di alcune testimonianze richieste dai legali di Conte (Mastronunzio e Stellini) e della Figc (Stellini e Carobbio), se verranno ammesse tali prove, il lodo potrebbe slittare. Si ritiene fiduciosa l'avvocato Giulia Bongiorno, queste le sue prime dichiarazioni dopo l'udienza: "Riteniamo veramente essenziale che venga sentito Mastronunzio. La sua testimonianza può ribaltare il processo. Ho sentito strane cose, ma il nostro obiettivo è il proscioglimento. Crediamo si possa veramente ribaltare questa decisione con questa prova. Nella sentenza c'é scritto che Conte mente perché ha avuto un ruolo attivo omettendo di far giocare Mastronunzio, abbiamo insistito su questo. Verificate se c'é il problema medico o no di Mastronunzio. Siamo in attesa di sapere se c'é questa ammissione o no". <br><br> Si è pronunciato anche l'avvocato della Figc, <STRONG>Luigi Medugno</STRONG>, queste le sue parole: "L'episodio di Mastronunzio, rispetto all'illecito contestato, é sostanzialmente irrilevante, perché l'episodio viene citato nelle motivazioni della Corte di Giustizia unicamente per esprimere dissenso rispetto all'incolpazione originaria e prefigura il sospetto di un concorso attivo però non è stato minimanente valorizzato perché Conte è stato sanzionato per omessa denuncia. Laddove ci fosse stato un deliberato allontanamento di Mastronunzio dalla squadra ci troveremo di fronte a un illecito sportivo che nessuno ha contestato. La prova dell'infortunio va offerta nei modi previsti dalla legislatura vigente, cioé attraverso l'esibizione della scheda sanitaria di cui dispone ogni calciatore. E' perfettamente inutile che venga il medico del Siena a dire quello che ricorda. Le testimonianze sono irrilevanti. Siamo favorevoli alla testimonianza di Stellini, ovviamente con un'integrazione delle domande da formulargli perché riteniamo che la dichiarazione confessoria di Stellini accenni soltanto alla prima parte della vicenda, cioé quella relativa alla partita di andata Siena-AlbinoLeffe". "Laddove fosse ammessa questa testimonianza ha aggiunto però Medugno -chiediamo che venga udito Carobbio. D'altra parte la stessa difesa di Conte si è lamentata che non ha avuto l'opportunità di contrastare le dichiarazioni di Carobbio. Quindi se viene accolta questa richiesta credo venga soddisfatta anche l'esigenza manifestata dalla difesa di Conte". <br><br>C1007650RomaFL0655FL0655phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpgSiNtnas-conte-avv-bongiorno-puntiamo-al-proscioglimento-sono-fiduciosa-lodo-entro-il-1008814.htmSiT1000007100758301,02,03,06010200
1391008715NewsCampionatiTorino bello e sfortunato: continua la marcia degli uomini di Ventura20120927143130torino, venturaTorino UdineseTorino e Udinese 0 a 0. Il match dell'Olimpico di Torino ha visto un Toro che dal punto di vista del gioco ha sovrastato un'opaca Udinese. Due traverse ad opera di Basha e Sansone e un palo colpito da Santana, danno l'idea di un Toro quadrato, ben messo in campo e sostenuto dalla grande voglia di far sua l'intera posta in palio. I friulani reduci dal successo casalingo contro il Milan, possono invece ritenersi soddisfatti del punto conquistato contro la squadra di Ventura che pur non presentandosi inizialmente in campo né con Bianchi né con Sgrigna, ha saputo dare filo da torcere alla squadra di Guidolin. Meggiorini punta centrale e Sansone a supporto, hanno espresso grande vivacità anche grazie all'inesauribile movimento ed ai suggerimenti preziosi di Stevanovic. Questo continuo cambiare squadra, ma non la tattica di gioco voluta da mister Ventura, ci lascia fiduciosi per il proseguimento in campionato di questo Toro che, partito in sordina, si sta rivelando, domenica dopo domenica, una squadra ostica e difficile da battere. Il segreto, se così si può dire, ci sembra racchiuso nella perfetta coesione del gruppo che, pur avendo in Bianchi e Ogbonna i suoi giocatori più rappresentativi, non ha una vera e propria stella da esporre. <br><br> Ma c'è anche un altro merito da dare a Ventura e Cairo ed è quello di aver voluto fortissimamente acquistare il portiere Gillet, uno che nel suo ruolo è sicuramente tra i primi in Italia. I granata, dunque, sembrano davvero ben attrezzati in difesa e in attacco, ma, a parer nostro, manca ancora qualcosa in fase di rifinitura, nonostante la buona volontà espressa dagli ottimi Gazzi e Brighi (ieri in panchina), due calciatori dai piedi buoni, che sono capaci di garantire efficacemente la fase offensiva e anche l`interdizione della squadra. La squadra di Guidolin appare invece stanca e con un inizio di campionato che la sta mettendo a dura prova. Prima eliminati dalla Champions League e poi impegnati in Europa League, i friulani non sembrano reggere lo stress provocato dai continui impegni. E poi, l`età avanzata di Di Natale che non può certamente disputare tutte le partite, comincia a essere un problema serio per Guidolin che si vede privato di uno dei cardini dell'attacco friulano che è impostato per sua natura nelle ripartenze veloci ed efficaci. Staremo a vedere come si evolveranno le situazioni. Una cosa è certa, se volessimo puntare sull'immediato futuro delle due squadre in base a ciò che abbiamo visto nel match dell'Olimpico a Torino, diremmo sicuramente che i granata di Ventura possono aspirare con concretezza a un campionato tranquillo, dove, una volta tanto, non si debba penare fino all'ultimo per non retrocedere.<BR>&nbsp; <BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650TorinoFL0711FL071191861_429013_torpad042__7926081_medium.jpgSiNtorino-bello-e-sfortunato-continua-la-marcia-degli-uomini-di-ventura-1008715.htmSiT1000099100451001,02,03010213
1401008690NewsCampionatiSerie A, Torino-Udinese: match dai tanti scenari20120926100637Serie AProbabili formazioni<SPAN><SPAN style="CLIP: rect(0pt 0pt 0pt 0pt); POSITION: absolute; WIDTH: 1px; HEIGHT: 1px; OVERFLOW: hidden; TOP: auto; LEFT: -999999px"><B>Torino-Udinese probabili formazioni 26 settembre 2012</B><BR></SPAN> <P class=primo-p>All'Olimpico di Torino va in scena una partita che si prospetta interessante. Si affrontano due squadre capaci di giocare un calcio piacevole e divertente mettendo in campi moduli diversi ma ugualmente redditizzi. I friulani dopo un inizio non certo entusiasmante si sono rimessi in carreggiata, il Toro, sconfitta con l'Inter a parte, ha sempre ben impressionato. Ventura si dimostra una volta di più tecnico capace.<BR><BR> <DIV>Tre indiziati di turn over nell'attacco del Toro: Bianchi, il più prolifico, Santana e Stevanovic, mentre Cerci, che finora ha giocato meno, dovrebbe essere confermato con l'Udinese. Scaldano i motori Sansone, Meggiorini e Sgrigna, ma probabilmente Ventura farà entrare solo il primo, per uno dei due esterni, con la conferma di Meggiorini seconda o prima punta. Piccola novità anche a centrocampo: rientra a tempo pieno Brighi. Difesa invece confermata. </DIV> <DIV></DIV>Domizzi e Basta, i due acciaccati in casa friulana, hanno lavorato ancora a parte. Il difensore e l'esterno destro si sono divisi tra cure e lavoro differenziato. Difficile, dunque, che Guidolin possa averli a disposizione. Sicuramente non ci sarà Muriel che ha proseguito la fisioterapia per recuperare l'infortunio. <BR><BR><STRONG>PROBABILI FORMAZIONI</STRONG><BR><BR> <DIV></DIV> <DIV>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Bianchi, Santana.</DIV> <DIV>&nbsp;</DIV> <DIV>Udinese (3-5-2): Brkic; Benatia, Danilo, Coda; Basta, Pereyra, Pinzi, Lazzari, Pasquale; Ragenie, Di Natale. </DIV><SPAN style="CLIP: rect(0pt 0pt 0pt 0pt); POSITION: absolute; WIDTH: 1px; HEIGHT: 1px; OVERFLOW: hidden; TOP: auto; LEFT: -999999px"><BR><BR> <ADDRESS>Potrebbe interessarti: <A href="http://www.torinotoday.it/sport/torino-udinese-probabili-formazioni-26-settembre-2012.html">http://www.torinotoday.it/sport/torino-udinese-probabili-formazioni-26-settembre-2012.html</A><BR>Leggi le altre notizie su: <A href="http://www.torinotoday.it/">http://www.torinotoday.it/</A> o seguici su Facebook: <A href="http://www.facebook.com/TorinoToday">http://www.facebook.com/TorinoToday</A></ADDRESS><IMG style="CLIP: rect(0pt 0pt 0pt 0pt); POSITION: absolute; WIDTH: 1px; HEIGHT: 1px; OVERFLOW: hidden; TOP: auto; LEFT: -999999px" border=0 alt="" src="http://ctrl-c.cc/?cLjgUL3kYjyMoMRKniqMDHjmzJRk9LwKzm7iGmtkPK6JEg7K8lcIylvk4MEi6GCjkjGk7jYlpGGMIH4KLF7KqGkI2LilClclTKdMuKFK7J2I7l3g4gjm2kkfKHti0m8iYk9h5kch0ithWIGj8HPMkKmgnkHgjHyhmIijaMElyJBmTgKmniXhAHaG2hIm8mcMShiJ0kvjtKhkUJlJrK0zshbJ1Ty58321" width=1 height=1></SPAN></SPAN>TorinoFL0411FL041191861_429013_torpad042__7926081_medium.jpgSiNserie-a-torino-udinese-probabili-formazioni-1008690.htmSi100427901,02,03010286
1411008688NewsCampionatiSerie A, Genoa-Parma: grifoni carichi dopo il successo con la Lazio20120926095252Serie AProbabili formazioniIl Genoa di mister De Canio, dopo la vittoria contro la Lazio, ha il morale a mille: c'è la consapevolezza di aver conquistato tre punti su un campo difficile. <BR><BR>Nella trasferta dell'Olimpico Merkel, Tozser e Anselmo non hanno convinto mister De Canio: dovrebbero tornare, così dal primo minuto Jankovic, Bertolacci, e Seymour. In difesa ancora spazio per Sampirisi che gioca insieme a Granqvist (in ballottaggio con Bovo), Canini e Antonelli. In attacco confermatissima la coppia Immobile-Borriello. Ancora out Vargas e Rossi<BR><BR>Donadoni recupera Zaccardo, assente nel match contro la Fiorentina a causa di una contrattura muscolare. Lucarelli potrebbe beneficiare di un turno di riposo, al suo posto Benalouane. A centrocampo Rosi è squalifico, Pallaldino out a causa di una lesione muscolare, Biabiany prosegue con la riabilitazione e non sarà della partita. Spazio dunque a centrocampo a Ninis, Parolo, Valdes, Galloppa, in attacco torna AmaurI al fianco del colombiano Pabon.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>GENOA (4-3-3) Frey, Sampirisi, Granqvist, Canini, Antonelli, Bertolacci, Kucka, Seymour, Jankovic, Immobile, Borriello.<BR><BR>Parma (3-5-1-1) Mirante, Zaccardo, Paletta, Benalouane, Ninis, Parolo, Valdes, Galloppa, Gobbi, Pabon, Amauri. <BR><BR>GenovaFL0411FL0411secolo18-024.jpgSiNserie-a-genoa-parma-probabili-formazioni-1008688.htmSi100427901,02,03010263
1421008609NewsCampionatiBruno Bernardi: «La Juventus ha una forza incredibile. Il Torino può fare bene»20120922101531juventus, torino, bernardiJuventus Torino Bruno BernardiUn incontro piacevole allo <STRONG><EM>Sporting Club</EM></STRONG> di Corso Agnelli a Torino, là dove da sempre si sono fissati gli appuntamenti di grandi nomi dello sport e del giornalismo italiano. Ci incontriamo con <STRONG>Bruno Bernardi</STRONG>, il "Bibì" di arpiniana memoria per gli amici e il "maestro" per tutti noi giornalisti. Di poco accanto, sembra soffiarti sul collo lo Stadio Olimpico e noi lo guardiamo, come se non l'avessimo mai visto, attraverso la luminosa vetrata del bar che si affaccia sull'immenso parco dello Sporting che è adibito a campi di calcio, da tennis e piscine. Un polmone verde che ti rasserena, anche per il cinguettio piacevole degli uccellini capaci di enfatizzare il riaffiorare di lontani ricordi di una Juventus che si allenava al vecchio e glorioso Campo Combi che si trovava qui accanto. <BR><BR>Oggi quel campo non c'è più, le moderne tecnologie e le esigenze pallonare hanno spostato il cuore nevralgico bianconero nella splendida struttura di Vinovo e qui restano incancellabili i ricordi. Ma, lo Sporting Club, resta pur sempre un lussuoso salottino posto nel cuore della città piemontese che oggi, finita l'estate, si prepara ad affrontare il mite autunno con i suoi impareggiabili colori. Sivori, Stacchini, Nicolè, Charles, Boniperti, fino ad arrivare a Zoff, Anastasi, Bettega, Platini, Scirea, Gentile, Cabrini, Morini, Rossi, Tardelli, Baggio, Del Piero e tanti altri. Qui tutto trasuda di gloria calcistica e ogni angolo ti parla in maniera bianconera, una lingua, un comportamento e un modus vivendi che, ai tempi dell'Avvocato Giovanni Agnelli si chiamava stile Juventus. Con il maestro ci soffermiamo al bar dello Sporting, scegliamo un tavolino e ci sediamo per sorseggiare piacevolmente il caffè dell'amicizia. Tra noi c'è sintonia, armonia scorrevole e il nostro disquisire di vicende calcistiche non ha il sapore di un appuntamento ufficiale ma, più semplicemente, di un incontro tra amici che hanno piacere periodicamente di incontrarsi, guardarsi negli occhi e parlare di vicende legate all'italico pallone. Più volte il tema è volutamente monotematico, tuttavia, la qualità, la competenza calcistica del maestro e il suo narrare di atleti e uomini veri, ti trasporta come se fosse sempre la prima volta. Naturalmente, non ci dilunghiamo più sul suo glorioso passato di giornalista e cronista sportivo inviato speciale per mezzo secolo da "la Stampa" di Torino in tutti i campi di calcio del mondo, perché sarebbe un ripetere cose che ormai sanno tutti. Di lui e con lui, oggi vogliamo parlare del presente. Sì perché l'orgoglio di chi sa di calcio a tutto tondo come il maestro, è di apparire attuale, sempre sulla cresta dell'onda, sull'informazione di oggi e non solo a quella relativa a ieri. Ed è per questo che lo troviamo in ogni dove, allo stadio, in tribuna stampa, nelle conferenze, tra le mura della redazione de "La Stampa", nei circoli sportivi privati, negli studi televisivi, tra le telecamere di Juventus Channel e di 7 Gold, insomma il "maestro" deve, anzi vuole vivere il presente pallonaro per essere sempre attendibile e attuale, informato per informare. E così decidiamo di chiacchierare insieme di calcio nazionale ed europeo, con l'interesse giornalistico capace di carpire idee e curiosità per poterli divulgare. Con il maestro c'eravamo lasciati il 13 luglio a Milazzo, la ridente cittadina in provincia di Messina, dove abbiamo vissuto insieme un'indimenticabile esperienza culturale grazie a un incontro voluto dai colleghi giornalisti siciliani e da Attilio Andriolo, medico chirurgo appassionato di calcio e di giornalismo sportivo. Oggi ci rivediamo per la prima volta dopo due mesi.<BR><BR><STRONG><EM>Ciao maestro, piacere di rivederti.<BR></EM></STRONG>"Grazie a te e a tutti gli amici di Milazzo che mi hanno accolto con affetto. Di quell'esperienza, mi resta un bel ricordo che difficilmente dimenticherò".<BR><BR><STRONG><EM>Bene, vogliamo fare il punto sul campionato sin qui svolto?<BR></EM></STRONG>"Con piacere. Prima, però, consentimi di salutare tutti i colleghi della redazione de "Il calcio24" che ci ospita e del quale ho apprezzato da qualche tempo il difficile e competente lavoro nel fornire informazioni calcistiche attendibili anche in tempo reale. Per rispondere alla tua domanda, posso dirti che tra tutte le squadre pretendenti al titolo di Campione d'Italia 2012-13 il Napoli mi sembra la più qualificata a contrastare la Juventus che si profila quale squadra da battere. I bianconeri si sono rinforzati con il ritorno di Giovinco, gli acquisti di Isla e, soprattutto, di Asamoah, un calciatore capace di fare la differenza. Tutti si lamentano per il mancato arrivo di un Top Player, ma io penso che per il modulo voluto da Conte e per il suo credo calcistico fatto di motivazioni di gruppo, la Juventus possa ovviare a questa figura almeno fino a Gennaio. Poi si vedrà. Per quanto riguarda il resto, vedo il Milan come squadra che ha ultimato un ciclo ed è alle prese con quella fase di ricostruzione che nel calcio non è mai immediata. L'Inter ha dato segni di ripresa rispetto all'anno scorso, la Roma non è continua come tutte le squadre di Zeman e la Lazio, pur avendo cominciato con il piglio giusto, credo che alla lunga non possa tenere il passo di Napoli e Juve".<BR><BR><STRONG><EM>Maestro, diamo uno sguardo anche alla Champions?<BR></EM></STRONG>"Volentieri. L'altra sera ho visto la Juventus contro il Chelsea. Mi ha impressionato la sua reattività e il suo carattere che, nonostante il passivo momentaneo di 2 a 0 ha saputo ribaltare il risultato in maniera convincente. Certo, la Juve non è tra le favorite, tuttavia, come l'anno scorso in campionato, può essere l'outsider del torneo, grazie a quel calcio provinciale ma di forte impatto caratteriale che la Juve ha manifestato attraverso l'unione di gruppo. Per il resto vedo favorite le solite squadre. Barcellona, Real Madrid, Manchester City, Bayern Monaco e poi il Psg che potrebbe inserirsi tra le pretendenti al titolo finale."<BR><BR><STRONG><EM>E la Juve?<BR></EM></STRONG>"Aspettiamo gli eventi e tra qualche tempo ne riparliamo".<BR><BR><STRONG><EM>Un'ultima domanda sul Torino. Come vedi il suo ritorno in Serie A?<BR></EM></STRONG>"La squadra granata è quadrata, ben messa in campo, ed esprime un calcio ordinato, grazie anche al 4-4-2 voluto da mister Ventura. Ci sono i presupposti per ben figurare, anche se, a dire il vero, c'è bisogno di tempo affinché i nuovi acquisti possano integrarsi nell'intelaiatura granata. Non scoraggi la sconfitta subita in casa domenica scorsa dall'Inter, perché ho visto un Toro vivo e orgoglioso, soprattutto in quel Rolando Bianchi a cui la cura Ventura sembra davvero aver fatto bene. Ottimo l'inserimento di Brighi nello scacchiere granata di metà campo. Sono certo che vedremo un gran derby. Lo aspettiamo tutti con gran curiosità."<BR><BR>Finisce qui il nostro incontro con Bruno Bernardi, anche perché la sera imminente ci consiglia di congedarci. E' stato bello rivedersi e parlare di pallone tra piacevoli ricordi che si sono intrecciati con il presente. Il calcio è materia che ci unisce e, soprattutto, ci ha fatto scoprire il valore infinito dell'amicizia. Arrivederci maestro, al prossimo incontro.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711bernabai.jpgSiNesclusiva-il-calcio-bruno-bernardi-la-juventus-ha-una-forza-incredibile-il-torino-puo-fare-bene-1008609.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06010552S
1431008591NewsCampionatiTnas, prima udienza rinviata per Conte20120921121531juventus conteJuventus Conte13.00 - Un nuovo tentativo di conciliazione è stato rinviato al 2 ottobre.<BR><BR>11.00 - Giulia Bongiorno, Luigi Chiappero e Antonio De Rensis, avvocati del tecnico della Juventus Antonio Conte, sono allo stadio Olimpico, sede del Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, dov'e' in programma la prima udienza davanti al collegio arbitrale chiamato a decidere sulla squalifica di 10 mesi inflitta all'allenatore dalla Disciplinare (e confermata dalla Corte di giustizia federale) nell'ambito del processo sul calcioscommesse. Conte seguira' da Torino il tentativo di conciliazione.<BR><BR><BR>C1007650Romaadm001adm001sdpojw.jpgSiNtnas-prima-udienza-per-conte-juventus-1008591.htmSiT1000007100075501,02,03,06010299
1441008551NewsCampionatiInter, Stramaccioni fa un`analisi alla vigilia del Rubin Kazan20120919171531inter stramaccioniEuropa League Inter StramaccioniAndrea Stramaccioni, tecnico dell'Inter, ha parlato alla vigilia della gara di Europa League con il Rubin Kazan in conferenza stampa. "Non ci sono connessioni serie tra i nostri risultati non vittoriosi ed il nuovo campo di San Siro. Riflettevo e dicevo: le abbiamo vinte tutte lo scorso anno anno in casa, domani spero sia la volta buona. Il provincialismo? Non ho niente contro la locuzione provinciale. Magari mi sono sbagliato, ho visto solo premeditazione nel taglio che si voleva dare alla vittoria dell'Inter a Torino. So che Inter ho mandato in campo su un campo difficile come l'Olimpico, ma in vantaggio ho cambiato e messo giocatori più avanzati, raddoppiando con una squadra d'attacco a pochi minuti dal termine: è stato un commento prima della gara e dopo, in maniera premeditata".<BR><BR>Stramaccioni svela un retroscena. "Ho chiamato Mondonico e ho detto che non ce l'avevo con la sua analisi, ma mi difendevo solo da un commento premeditato".<BR><BR>Su Juan Jesus. "Pensavo andasse peggio (ride, ndr). Lui e Ranocchia sono due certezze, Andrea è un classe '88 che può rappresentare un profilo d'alto livello per la nostra nazione. Per Jesus è stata la prima gara importante, ma aveva fatto grandi cose anche contro il Vaslui".<BR>Sul tifo. "Siamo la squadra con più abbonati d'Italia venendo dalla peggior stagione degli ultimi anni. Dobbiamo solo dire grazie ai nostri tifosi".<BR><BR>Su Palacio. "E' la nostra brutta notizia, d'accordo col dottor Combi abbiamo valutato che sarebbe rischioso utilizzarlo domani. Speriamo di recuperarlo per domenica, per noi è importante".<BR><BR>Ancora sulla difesa. "Sicuramente la coppia centrale è uno dei ruoli dove giocare tante gare insieme, aiuta intesa ed equilibrio nei nuovi. Io ho tanti giocatori bravi ed oggi, con tutte queste gare, posso capitalizzare al meglio le caratteristiche, anche se poi si delineerà la coppia centrale che darà più affidabilità".<BR><BR>Sul Rubin Kazan. "Del nostro girone è la squadra più attrezzata. Da dieci anni c'è lo stesso tecnico, un'icona ed un allenatore che io rispetto. Ci sono 5/11 della squadra che giocò con l'Inter nel 2009 e non nego che ho visto anche quelle due gare nel prepararla, per capire se l'impostazione tattica fosse simile e lo era...".<BR><BR>Su Stankovic. "E' nei nostri piani. I messaggi glieli ho già dati di persona, a livello pubblico dico solo che lo aspetto: umanamente e tecnicamente, per noi, è importantissimo".<BR><BR>Sull'Europa League. "Che i bookies ci diano per favoriti è nell'ordine delle cose, siamo la testa di serie numero uno della competizione. Però è qualcosa di diverso, soprattutto per il giorno in cui si gioca ed è leggermente avvantaggiato chi ha meno impegno in campionato".<BR><BR>C1007650Milanoadm001adm001842134-14339032-640-360.jpgSiNinter-stramaccioni-normale-che-ci-diano-come-favoriti-della-competizione-analisi alla-vigilia-del-rubin-kazan-1008551.htmSiT1000026100075701,02,03010285
1451008542NewsCoppeChampions League Gruppo H. Probabili formazioni20120919090996Champions LeagueProbabili formazioni&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;GRUPPO H<BR><BR>I padroni di casa del Braga al completo per l'esordio stagionale in Champions, hanno eliminato ai rigori l'Udinese nell'ultimo preliminare prima della fase a gironi. Il Braga è una squadra molto veloce e cinica, assolutamente superiore sulla carta agli avversari odierni. <BR>Per il Cluj, parecchie assenze da fronteggiare: Andone non avrà gli infortunati Ciprian Deac, Adam Vass, Bakary Sare e Vasile Maftei mentre Ronny è infortunato. In due edizioni di Champions, il Cluj ha vinto una sola volta (contro la Roma all'Olimpico): difficilmente il bis arriverà contro il Braga.<BR><BR>Probabili formazioni<BR>BRAGA (3-4-3): Beto; Douglao; Ismaily; P. Vinicius; L. Salino; Custodio; H. Viana; Mossoro; Eder; Alan; H. Barbosa<BR>CFR CLUJ (4-4-1-1): Mario Felgueiras; Ivo Pinto; Cadu; Rada; Camora; R. Bastos; Godemecha; Muresan; Rui Pedro; Kapetanos; Sougou <BR><BR>Arbitro: Rasmussen (Dan)<BR><BR><BR>Un pò di assenze per Sir Alex Ferguson che ha fatto molto turn-over nell'ultima di Premier tenendo inizialmente a riposo Van Persie e risparmiando Cleverley e Kagawa. Il giovanissimo terzino Buttner, in gol sabato scorso, sarà confermato probabilmente al posto di Evra. Rooney, Young, Jones e Smalling non saranno della partita. I Red Devils hanno vinto 3 partite di fila dopo la sconfitta contro l'Everton. <BR>Il Galatasaray, invece, non avrà Ujfalusi per parecchi mesi (rottura dei legamenti) ma con giocatori del calibro di Yilmaz, Elmander e Felipe Melo cercherà di mettere in difficoltà una squadra che lo scorso anno ha concesso molto in casa propria. L'eliminazione alla fase ai gironi della scorsa Champions brucia ancora in casa inglese, motivo per cui Ferguson non ammetterà distrazioni.<BR><BR>Probabili formazioni<BR>MANCHESTER UNITED (4-2-3-1): Lindegaard; Rafael; Vidic; Ferdinand; Buttner; Scholes; Carrick; Valencia; Kagawa; Nani; Van Persie<BR>GALATASARAY (4-3-3): Muslera; Eboue; Cris; Kaya; Balta; Melo; Inan; A Yilmaz; B Yilmaz; Elmander; Amrabat <BR><BR>Arbitro: Stark (Ger)<BR><BR>EuropaFL0411FL0411van-persie_1438939c.jpgSiNchampions-league-gruppo-h-probabili-formazioni-1008542.htmSi100427901,02,03010283
1461008529NewsCampionatiBrutte notizie per Lazio e Roma:si fermano Konko e Destro20120918122118Lazio e RomaKonko e Destro infortunatiBrutte notizie per Lazio e Roma. Le due compagini capitoline infatti, devono fare i conti con alcuni infortuni importanti dell'ultima ora: quelli del difensore Konko e dell'attaccante Mattia Destro. <br><br> Per Konko gli esami clinici hanno confermato una contrattura al polpaccio della gamba destra. Petkovic dovrà, quindi, rinunciare al terzino sia per la sfida di Europa League in programma giovedì in casa del Tottenham sia per la gara di campionato che vedrà i capitolini ospitare il Genoa all'Olimpico domenica. <br><br> Notizie poco buone anche per i cugini giallorossi. Infortunatosi nel corso della gara con il Bologna, Mattia Destro è stato oggi sottoposto ad una radiografia. L'attaccante della Roma, ha riportato un trauma contusivo al piede sinistro ed oggi non si è allenato con i compagni di squadra. <br><br>RomaFL0411FL0411842118-14338840-640-360.jpgSiNtegole-per-lazio-e-roma-si-fermano-konko-e-destro-1008529.htmSi100427901,02,03010131
1471008499NewsCampionatiSVIOLINATA ROMANA20120916194531Roma-BolognaPazza domenica per il Bologna in quel di Roma; i rossoblu riescono a ribaltare negli ultimi, decisivi minuti, un verdetto che sembrava già scritto. Espugnato, dunque, l'Olimpico e incassati i primi tre punti di questa stagione, per una classifica meno preoccupante, in vista del fondamentale match interno contro un Pescara ancora a secco di punti. Si parlava di una pazza domenica non a caso, poichè l'avvio non è dei migliori, complice anche la solita partenza sprint, tipica delle squadre di Zeman, con i rossoblu che appaiono in crescente difficoltà e in balia dei giallorossi, in grado di portarsi in vantaggio fin dal 7' minuto, quando Florenzi spinge in rete di testa il pallone,dopo un rimbalzo contro il palo. La difesa bolognese vacilla e cade nuovamente al 16', con Lamela, il cui sinistro chirurgico batte un Agliardi troppo statico. La reazione della squadra di Pioli è tutta in un sinistro velenoso di Morleo, su cui mette una pezza Stekelenburg. L'intervallo non sembra giovare nè allo spirito nè alla forma del Bologna, poichè è ancora la Roma a fare la partita, sfiorando il terzo goal con Totti, su cui Agliardi in questa circostanza è prodigioso e sfodera un intervento che perdona gli errori della prima frazione. Poi la reazione: minuto 72, Gilardino gira a rete di testa un cross di Kone e, subito dopo, Diamanti, a tu per tu con Stekelenburg, non fallisce l'appuntamento con il pareggio. Il 2-2 sembra già miracoloso, visto il primo tempo degli ospiti, e invece ecco quello che non ti aspetti: 90' minuto, cross di Garics, papera della premiata ditta Stekelenburg-Burdisso e Gilardino firma la personale doppietta. Ultimi scampoli di partita da brivido per i tifosi rossoblu, con Totti che perde il personale duello con Agliardi, nuovamente autore di un intervento decisivo. Ma il risultato non cambia più: Bologna batte Roma a domicilio. In chiusura una nota di merito a Gilardino, auspicando sia l'ennesimo attaccante rossoblu in grado di avere una seconda giovinezza sotto le due Torri. Le premesse perchè il violino suoni ancora ci sono tutte!C1007650RomaFL0761FL0761gilardino.jpgSiNroma-bologna-sviolinata-romana-1008499.htmSiT1000020100844901,02,03010392
1481008496NewsCampionatiIl Bologna sbanca l`Olimpico!20120916171000BolognaIl Bologna vince in rimonta all`OlimpicoRoma 2 - 3 Bologna<BR><BR>Pioli contro Zeman si era detto, e così è stato. Primo tempo firmato dal tecnico boemo: tanta intensità, numerose occasioni, e padroni di casa in vantaggio per 2-0.&nbsp;Gara finita? Neanche per sogno. Pioli cambia il centrocampo e rimonta la partita: Gilardino-Diamanti-Gilardino! Bologna ritrova il gol su azione, ottiene i primi punti in classifica, ha di nuovo un portiere che offre ampie garanzie. E' cominciato anche il campionato dei Rossoblu...<BR><BR>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0771FL0771diamanti.jpgSiNil-bologna-sbanca-l-olimpico-1008496.htmNoT1000020100834901,02,03010210
1491008478NewsCampionatiRoma, i convocati per il Bologna20120915143130romaRoma BolognaZdenek Zeman ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla partita che la Prima Squadra disputerà domani alle 15:00 allo Stadio Olimpico contro il Bologna.<br><br> Roma, 16 settembre 2012<BR>ROMA-BOLOGNA<BR>Lista convocati A.S. Roma:<BR>BALZARETTI<BR>BURDISSO<BR>CASTAN<BR>DESTRO<BR>GOICOECHEA<BR>FLORENZI<BR>LAMELA<BR>LOPEZ<BR>LUCCA<BR>MARQUINHO<BR>MARQUINHOS<BR>PIRIS<BR>PJANIC<BR>ROMAGNOLI<BR>STEKELNBURG<BR>SVEDKAUSKAS<BR>TACHTSIDIS<BR>TADDEI<BR>TALLO<BR>TOTTI<br><br>C1007650Romaadm001adm001205928hp2.jpgSiNroma-i-convocati-per-il-bologna-1008478.htmNoT1000012100075501,02,03010117
1501008477NewsCampionatiInter, i convocati per il Torino20120915141531interInter Torino<BR>Andrea Stramaccioni ha convocato 23 giocatori per Totino-Inter, gara valida per il posticipo della terza giornata di serie A Tim 2012-2013, in programma domenica sera allo stadio "Olimpico", calcio d'inizio alle ore 20.45.<br><br> Portieri: 1 Samir Handanovic, 12 Luca Castellazzi, 27 Vid Belec;<br><br> Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Matias Silvestre, 23 Andrea Ranocchia, 25 Walter Samuel, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 44 Matteo Bianchetti, 55 Yuto Nagatomo;<br><br> Centrocampisti: 10 Wesley Sneijder, 11 Ricardo Alvarez, 14 Fredi Guarin, 19 Esteban Cambiasso, 21 Walter Gargano, 31 Alvaro Pereira , 41 Alfred Duncan;<br><br> Attaccanti: 7 Philippe Coutinho, 8 Rodrigo Palacio, 22 Diego Milito, 88 Marko Livaja, 99 Antonio Cassano.<BR><br><br>C1007650Milanoadm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNinter-i-convocati-per-il-torino-1008477.htmNoT1000026100075501,02,03010256
1511008437NewsCampionatiInter, Ranocchia: «Mai parlato con la Juventus. Stramaccioni mi sta dando fiducia»20120913101831inter, ranocchiaInter Ranocchia JuventusL'ex difensore del Bari, inetrvistato da Tuttosport, si sente di nuovo in forma dopo un periodo di crisi, che l'anno scorso gli è costato il posto all'Inter.<br><br> Sei mesi da incubo, un'estate passata a sgobbare e un inizio stagione da protagonista. In attesa di ritrovare pure la Nazionale (che gli manca assai), Andrea Ranocchia si confessa in questa lunga vigilia che porterà alla sfida di gala dell'Olimpico contro il Torino. Una partita speciale per lui che deve molto a Giampiero Ventura, l'allenatore che  insieme ad Antonio Conte -, gli ha permesso di fare il salto nel grande calcio.<br><br> Andrea cosa le ha insegnato Ventura?<BR>«Lui dà molta importanza al possesso palla, fa in modo che tu sia a tuo agio quando hai il pallone tra i piedi e ti dà grande tranquillità. Ventura è un maestro di calcio ed un tipo simpaticissimo che fa battute su battute. Sul lavoro però è molto, molto meticoloso e prepara la partita benissimo: quando scendi in campo sai perfettamente cosa devi fare e sai pure quello che faranno i tuoi avversari».<br><br> Le squadre di Ventura, di solito, partono forte: un problema in più per l'Inter?<BR>«Partono forte perché le sue squadre sanno giocare a calcio: dal portiere al centravanti, tutti sanno cosa fare col pallone, per questo è uno dei migliori allenatori che abbia mai conosciuto. Noi però siamo l'Inter e a Torino dobbiamo fare l'Inter: non possiamo perdere più altri punti dopo averlo fatto con la Roma».<br><br> A proposito, cosa è successo quella sera?<BR>«Si sono dette tante cose, ma con la Roma abbiamo giocato veramente bene e sull'1-1 pensavo che l'avremmo pure vinta la partita. Poi però è arrivato quel contropiede che ci ha tagliato le gambe. La strada però è questa: bisogna soltanto migliorare le cose che sono andate bene perché in un campionato come questo, vince chi fa meno errori».<br><br> Un Ranocchia così, farebbe bene anche alla Nazionale. Quanto le fa male non essere stato convocato?<BR>«Dispiace, però in questo momento forse è un bene perché posso lavorare, allenarmi e concentrarmi sulla mia squadra. Poi, se continuerò su questi livelli, il ritorno in Nazionale sarà soltanto una conseguenza».<br><br> Prandelli, o chi per lui, le ha spiegato il perché dell'esclusione?<BR>«No, non ho sentito nessuno. Il mister non è una persona che chiama per dare spiegazioni: lui fa le sue scelte e si accettano tranquillamente».<br><br> L'anno scorso cosa è successo?<BR>«Ho passato un periodo in cui non ci stavo molto con la testa, ci sono pure stati episodi sfortunati ma ci ho messo del mio. È stato un anno sbagliato, ma credo che, alla fine, queste esperienze ti facciano crescere tanto, anche più di quando vai bene. Perché, migliorando i tuoi errori, impari come persona e cresci da calciatore».<br><br> Vero, però ha trovato pure allenatori che non hanno creduto in lei&<BR>«Sì, anche quello è stato un problema perché nel mio ruolo è sicuramente importante sentire la fiducia, ma, ripeto, ci ho messo anche del mio. Però non voglio stare a dar colpe, me le assumo quasi tutte io e sono contento di quello che ho passato perché credo sia stata comunque una tappa fondamentale della mia crescita».<br><br> Cosa è scattato quest'estate?<BR>«Avevo voglia di riscattarmi. Ma già a fine stagione è cambiata qualcosa, ho capito di aver toccato il fondo e mi sono dato una spinta verso l'alto. Mi sono detto che dovevo fare qualcosa in più perché quello che avevo fatto non bastava e non è bastato. Così, ho preso tre giorni di vacanza e poi ho iniziato subito ad allenarmi e sono arrivato a Pinzolo che andavo già forte. Era l'unico modo che avevo per riscattarmi».<br><br> Chi l'ha aiutata a risalire?<BR>«Gigi (l'amico ed addetto stampa dell'Inter, ndr), mi è sempre stato vicino. In certe situazioni però gli altri possono soltanto darti una parola, ma ti devi tirare fuori da solo: così sono andato in America, ho staccato per tre giorni e poi mi sono rimesso ad allenarmi in palestra dopo aver spento il cellulare».<br><br> Quando l'ha riacceso, quanti sms ha trovato di Conte per convincerla ad accettare la Juventus?<BR>«No, no& Ho spento il telefono e avevo un numero americano. Non so se i dirigenti della Juve abbiano parlato con la società ma con me non hanno assolutamente parlato. Quest'estate mi sono allenato per l'Inter e non per un'altra squadra».<br><br> D'accordo, ma ha mai pensato di andare via?<BR>«Io ho un contratto fino al 2015 e darò tutto quello che avrò per questa maglia».<br><br> Con Stramaccioni, come va?<BR>«Quando è arrivato l'anno scorso, c'ero fisicamente ma non mentalmente. Quest'anno mi ha dato fiducia da subito e cercherò di ripagarlo. È una persona diretta che se deve dirti qualcosa te la dice in faccia e questo credo sia un bene».<br><br> Questa Inter è da scudetto?<BR>«Questa Inter deve pensare solo a lavorare. Dopo il Triplete con mondiale per club e Supercoppa arrivati nei mesi successivi, si è parlato tanto bisogna continuare a vincere ed è arrivata solo una coppa Italia. Per questo bisogna solo correre, poi i conti si faranno alla fine».<br><br> Essere coinvolto nell'inchiesta di Bari, quanto la disturba?<BR>«Quando è uscita questa cosa, sono rimasto di sasso perché non me l'aspettavo assolutamente. È giusto che la giustizia indaghi se ha dei dubbi perché il calcio deve essere pulito, perché le famiglie e i bambini che vengono allo stadio devono vedere uno spettacolo e non cose strane che non vanno d'accordo con questo mondo».<br><br> Ma lei è preoccupato?<BR>«No, io sono tranquillo e chi mi conosce sa che queste cose non mi toccano. Adesso faranno tutte le indagini del caso e finirà lì, assolutamente senza problemi».<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650Milanoadm001adm001ranocchia-mercato.jpgSiNinter-ranocchia-mai-parlato-con-la-juventus-stramaccioni-mi-sta-dando-fiducia-1008437.htmSiT1000026100075701,02,03010344
1521008416NewsCampionatiRoma-Bologna: filosofie a confronto...20120912140000ZemanZeman contro Pioli<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Dopo la sosta per le nazionali, ricomincia il campionato. All'Olimpico sarà di scena Roma-Bologna: da un lato la brillante formazione di Zeman, decimata però da squalifiche e infortuni; dall'altro i ragazzi di mister Pioli, che cercano i primi punti stagionali. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Per l'occasione il tecnico emiliano cambierà modulo, passando dal 3-5-2 al 4-3-2-1: viene abbandonata così la difesa a 3 (marchio di fabbrica della fortunata scorsa stagione) e si passa ad un più classico schieramento a 4, formato dal rientrante Natali e da Antonsson al centro, con Morleo e Motta sulle fasce; la mediana vede invece un solo mastino di centrocampo Diego "el Ruso" Perez affiancato da Taider e Guarente, i quali avranno il compito di agire a tutto campo (aiutando la difesa e proponendosi in avanti); infine Konè e capitan Diamanti, per innescare l`unica punta&nbsp; Gilardino (da cui Bologna si aspetta molto, e che spera possa ripetere le gesta di un altro ex genoano rinato in Emilia: Marco Di Vaio!). <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Problema portiere: dopo il grave errore che valso la sconfitta contro il Milan, Pioli "è inutile negarlo" deve aver pensato ad un avvicendamento tra Agliardi e Curci. Ciò almeno per il momento non avverrà: sembra la soluzione più giusta, sia perché l'estremo ex Brescia merita quantomeno un'altra possibilità (e metterlo fuori adesso vorrebbe dire perderlo psicologicamente), sia poiché Curci non offre idonee garanzie (tantoché la dirigenza aveva pensato di ingaggiare un nuovo portiere, per esempio Manninger, Boruc o Benassi). <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Passiamo all'avversario, la Roma del boemo Zdenek Zeman. Il modulo è il celebre 4-3-3, la tattica è risaputa: fare un gol in più dell'avversario. Mancheranno Bradley, De Rossi, Balzaretti (per infortunio) e Osvaldo (per squalifica); ciò nonostante i Giallorossi sono favoriti, mentre i Rossoblu hanno una sola possibilità per uscire dall`Olimpico con qualche punto: chiudere tutti gli spazi, soffrire il meno possibile la mole di gioco avversaria e cercare di colpire in contropiede la non eccelsa  Piris e Castan su tutti - difesa romanista. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Come in tutte le gare giocate dalle squadre del tecnico ex Pescara, è lecito aspettarsi&nbsp; gol e spettacolo; d'altro canto Pioli cura con molta attenzione la fase difensiva, soprattutto in trasferta. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Roma vs Bologna, Zeman contro Pioli, due modi opposti di vedere il calcio: chi la spunterà? <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650Roma, Stadio OlimpicoFL0771FL0771diamanti.jpgSiNroma-bologna-filosofie-confronto-1008416.htmSiT1000020100834901,02,03010482
1531008363NewsCampionatiRoma, De Rossi: confermate due settimane di stop20120910182220RomaDe Rossi rischia di saltare il match contro la JuveDaniele De Rossi, centrocampista giallorosso, infortunatosi durante il match di qualificazione ai mondiali 2014 tra Italia e Bulgaria venerdì scorso a Sofia, secondo quanto riportato da Sky Sport 24, dopo gli esami effettuati alla gamba destra, dovrà osservare due settimane di riposo. <BR><BR>Si tratta di una lesione di primo grado al bicipite femorale destro.è fortemente in dubbio la presenza del giocatore il prossimo 29 settembre, quando all'Olimpico Osvaldo e compagni affronteranno i campioni d'Italia in carica della Juventus. Non c'è però ancora stato il comunicato ufficiale da parte della società giallorossa, che dovrà confermare i tempi di recupero.<BR><BR>. <BR><BR>C1007650RomaFL0411FL0411165957076-f91f2f7c-eb64-485f-82fc-1c4759b93e78.jpgSiNde-rossi-confermate-due-settimane-di-stop-1008363.htmSiT1000012100427901,02,03010212
1541008310NewsCampionatiLo Juventus Stadium compie un anno: tiriamo le somme20120908152959Juventus, Juventus Stadium, statistiche, marketingBianconeri imbattuti in casa, record di pubblico e trionfo di marketing: così si batte la strada al rinnovamento del calcio.Un anno fa era festa bianconera a <STRONG>Torino</STRONG>, all'interno dello stadio che era destinato ad entrare nella storia del pallone italiano, in quanto primo ad essere di proprietà di una società calcistica. Con quel nome progressista ed anglofono, lo <STRONG>Juventus Stadium</STRONG>&nbsp;era stato&nbsp;costruito per dare una&nbsp;casa esclusiva alla Vecchia Signora, senza coabitanti&nbsp;e soprattutto, senza&nbsp;altri padroni. E&nbsp;l'amichevole simbolica contro il <STRONG>Notts County</STRONG> - la squadra che "donò" i colori sociali alla Juve - è stata la prima di una lunga serie che hanno sempre visto la squadra di <STRONG>Conte</STRONG> tenere testa agli avversari all'interno dello <EM>Stadium</EM>, al massimo pareggiare, ma mai perdere.&nbsp;E non è certo una casualità che il primo scudetto del dopo-Calciopoli sia arrivato proprio in concomitanza con il primo anno di utilizzo della nuova struttura, la quale si è rivelata un toccasana sia in termini di morale della squadra, che di statistiche finanziarie: il marketing ha stravinto. Il quotidiano&nbsp;<EM>La Stampa </EM>riporta infatti alcuni numeri che lasciano di stucco: <BR><BR>- <STRONG>850mila</STRONG> spettatori in dodici mesi<BR><BR>- <STRONG>50mila</STRONG> visitatori per l'annesso museo della Juventus<BR><BR>- <STRONG>2.320</STRONG>&nbsp;tour dell'impianto organizzati<BR><BR>- <STRONG>75</STRONG> eventi extra-calcistici ospitati <BR><BR>-<STRONG> 1.500</STRONG> hostess per l'accoglienza del pubblico<BR><BR>- <STRONG>8mila</STRONG> ore impiegate per la manutenzione e la cura del campo<BR><BR>- <STRONG>20mila</STRONG> magliette vendute solo nei giorni di partita<BR><BR>- <STRONG>105.500</STRONG> pasti consumati dal pubblico<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>Un successo, dunque, anche finanziario, contando il fatto che sono stati risparmiati anche i soldi che ai tempi del <STRONG>Delle Alpi</STRONG> e dell'<STRONG>Olimpico</STRONG> venivano versati nelle casse del Comune di Torino per l'affitto dello stadio. Così la Juventus si è ritrovata con un altro scudetto cucito sulla maglia - anche se per i tifosi sembra che sia più importante la stella -, e con un tesoretto da spendere sul mercato. Infatti i bianconeri sono stati la squadra che in Italia ha investito di più in compravendita di calciatori, mettendo su una squadra dall'ossatura più solida che, stando alle prime prove in campionato, non sta mancando le aspettative. Più che positivo il bilancio del primo anno di attività di uno stadio che fa da battistrada alle altre società, anch'esse alle prese con i progetti di impianti di proprietà le cui attuazioni pratiche però, anche per colpa&nbsp;della burocrazia, tardano ad arrivare. E adesso, il battesimo in&nbsp;Champions League, sperando che faccia fare bella figura al nostro Paese che, a livello di club, sembra nettamente inferiore rispetto agli altri. Bisognerà darsi da fare per&nbsp;invertire questa tendenza.&nbsp;<BR><BR>C1007650Juventus Stadium, TorinoFL0435FL0435IMG_8984699-inaugurazione-nuovo-stadio-juventus-bandiera-d-italia.jpgSiNlo-juventus-stadium-compie-un-anno-tiriamo-le-somme-1008310.htmSiT1000007100612201,02,03,06010312
1551008205NewsEditorialeLa Lezione Paralimpica e i campioni in chiaroscuro20120905102124Poco interesse mediatico e scarsa considerazione. L`errore di considerare le Paralimpiadi come i Giochi di Serie B.La sera del 29 agosto ho acceso il televisore. Mi aspettavo di trovare la cerimonia di apertura dei <STRONG>Giochi Paralimpici</STRONG> in prime time su Rai 2, ma mi sbagliavo. La festa era altrove, lontano dalla triade generalista di Viale Mazzini, ovvero su Rai Sport 1. Solo una scelta tecnica, quella di dirottare la trasmissione dell'evento in un canale specializzato? Allora si dovrebbe spiegare anche perché, in questi giorni, delle Paralimpiadi si parla sottovoce. Siamo ben lungi dai titoloni in prima pagina che, da novelle odi pindariche, descrivevano ed esaltavano le gesta degli olimpionici. Ora perlopiù si tratta di qualche piccolo spazio in taglio basso. Eppure l'Italia, in sei giorni di Giochi, ha già collezionato tre ori, quattro argenti e due bronzi. Ma i telegiornali non ne parlano a gran voce, come hanno fatto meno di un mese fa in occasione dell'en plein azzurro nella scherma femminile o addirittura di un flop come quello della <STRONG>Pellegrini</STRONG>. <BR><BR>Fortuna che la nostra Pellegrini ce l'abbiamo, e di medaglie ne ha già guadagnate tre, due d'oro e una di bronzo: <STRONG>Cecilia Camellini</STRONG>, classe '92, vincitrice nei 100 e nei 50 metri stile libero e terza nei 100 metri dorso. È cieca dalla nascita, ma vedendola nuotare sembra che sia stata strappata all'acqua a forza, per vivere sulla terraferma. Saettando nella piscina dell'<STRONG>Acquatics Center</STRONG>, ha centrato il record del mondo nei 50. L'altro primato azzurro viene dal tiro con l'arco, e ce lo regala <STRONG>Oscar De Pellegrin</STRONG>, un veterano che ha centrato l'oro alla sua sesta Paralimpiade. Senza poi dimenticare altri nomi, che non tutti conoscono e che probabilmente fra qualche mese quasi nessuno ricorderà, nel fisiologico declino post-olimpico di quelle discipline che, almeno qui in Italia, vedono la luce solo durante i Giochi. Atleti come <STRONG>Oxana Corso</STRONG> (argento 200 metri), <STRONG>Federico Morlacchi</STRONG> (due bronzi: nei 100 m farfalla e 400 m stile libero), senza dimenticare lo Yohan Blake paralimpico: <STRONG>Alvise De Vidi</STRONG>, italianissimo di San Biagio di Callalta, argento nei 100 metri piani, anch'egli alla sesta Paralimpiade. <BR><BR>Sono volti di atleti riusciti nell'impresa più grande di tutte, quella di prendere a pugni e calci il destino, superando ogni limite e diventando anch'essi icone del famoso <EM>corpore sano</EM> di cui parlava Giovenale. Ancor prima dell'allenamento costante e dell'abilità innata, la più grande fonte di alimentazione per ognuno di loro è la determinazione. A questo proposito è obbligatorio ricordare la vicenda di <STRONG>Oscar Pistorius</STRONG>. Dopo cinque medaglie paralimpiche e una dura battaglia con l'Iaaf, è riuscito a partecipare alle Olimpiadi, superando ogni limite e spingendosi avanti. Naturalmente lo aspettiamo a <STRONG>Rio de Janeiro</STRONG>. Alla luce di tutto ciò, fa male constatare che il più delle volte i Giochi Paralimpici vengano considerati <STRONG><EM>Olimpiadi di Serie B</EM></STRONG>; solo l'ombra, un misero lascito della ben più grande  e mediaticamente interessante  manifestazione che li precede. E a noi, incalliti sportivi che ci ostiniamo a soffrire e gioire per cose che non ci riguardano nemmeno  in fondo, cosa cambia nella nostra vita se l'Italia nel medagliere è alla posizione numero otto od ottantotto? -, danno una fitta al cuore certe dichiarazioni come quelle di <STRONG>Paolo Villaggio</STRONG>, il quale considera le Paralimpiadi come <EM>una specie di esaltazione della disgrazia</EM>, o che sostiene di non voler vedere una partita di basket in carrozzina perché, parole sue, <EM>non fa ridere</EM> - leggendo queste dichiarazioni mi domando se abbia confuso la <STRONG>Basketball Arena</STRONG> con il<STRONG> Teatro Arcimboldi</STRONG> -. Una figura a dir poco fantozziana, viste anche le pesanti  e, a mio avviso, sacrosante  critiche. <BR><BR>Ennesima discriminazione nei confronti dei <EM><STRONG>Giochi di Serie A</STRONG></EM>, il premio medaglia riservato agli atleti italiani. Infatti ai paralimpici decorati con l'oro è stato assegnato un compenso equivalente a poco più della metà di quello spettante ai normodotati (75 mila contro 140 mila). E la proporzione si mantiene, salvo piccole variazioni, anche per argento e bronzo. Molti fattori, dunque, rendono agli occhi di tutti le Paralimpiadi quasi una brutta copiadei Giochi Olimpici. Eppure, lo spirito olimpico e decoubertiniano si denota maggiormente proprio nella manifestazione che in questi giorni è in via di svolgimento. Quella in cui partecipare è davvero la prima, grande vittoria. Abbattendo mura e scalando vette in carrozzina o su protesi in fibra di carbonio, essi ci insegnano che la cosa più importante è fissare un obiettivo e crederci. Crederci sempre, nonostante le difficoltà e avversità. È questa è la più grande lezione che possano darci quei cinque cerchi colorati su un drappo di stoffa bianca.<BR><BR>FL0435FL0435unstoppable-paralimpiadi-770x432.pngSiNla-lezione-paralimpica-e-campioni-in-chiaroscuro-1008205.htmSi100612201,02,03010503
1561008155NewsCampionatiC`è un obbligo fondamentale per il Torino, restare con i piedi per terra20120903181998torinoTorinoVolare basso in tutta umiltà e senza montarsi la testa. Questo è in sintesi ciò che deve necessariamente fare il Torino e i suoi tifosi per il prosieguo del campionato. Quattro punti in due partite (ma il Toro ne ha solo tre in classifica per effetto del punto di penalizzazione iniziale) sono da apprezzare, soprattutto considerando che in classifica ci sono sei squadre sopra, sette a pari punti e sette dietro. C`è anche da dire che siamo soltanto a inizio campionato e, l`aver affrontato squadre come Siena e Pescara, può aver dato un vantaggio psicologico ai granata, per un inizio soft. Ma è necessario aspettare un confronto più probante per capire meglio il valore concreto di questo Torino. <BR><BR>E poi, esperienza insegna che in base alla preparazione estiva appena conclusa, ci sono squadre che partono immediatamente a mille per poi calare inevitabilmente all`inizio del girone di ritorno e altre che partono in sordina, per essere pronte poi allo sprint finale. Nel Torino visto soprattutto contro il Pescara, è emerso un gruppo che appare già plasmato e cementato da mister Ventura per restare unito anche senza l`esigenza di quelle grandi stelle che il Toro non ha. C`è sembrato operaio il Toro, esaltato com`è stato dai tre gol segnati ma anche dalla pochezza tecnica dimostrata dalla squadra di Stroppa. Aspettare dunque confronti più importanti è essenziale per capire cosa questo Toro valga veramente. E, dopo la sosta per la partita della Nazionale italiana, i granata aspettano all`Olimpico di Torino l`Inter di Stramaccioni la quale, dopo aver perso malamente il match casalingo contro la Roma, vorrà dimostrare a se stessa, ma anche ai suoi tifosi, di essere assieme ad altre squadre l`alternativa alla Juventus. Per questo, pensiamo che la partita sarà interessante sotto l`aspetto agonistico per tutte e due le squadre, proprio perché dovranno dare una risposta a tanti punti interrogativi. Il Toro deve mettere in campo le stesse qualità che l`hanno premiato contro il Pescara e cioè, possesso palla, attenzione in fase difensiva, buon gioco sugli esterni e caparbietà in fase risolutiva, tutte situazioni tattiche volute dal credo calcistico di mister Ventura. Interessante la partita di Brighi che ha anche segnato un gol, dimostrandosi instancabile in fase di interdizione e di costruzione del gioco. <BR><BR>Ma anche Santana ci è già sembrato caparbio e volenteroso nel tentativo di saltare l`avversario, servire le punte, e/o tirare direttamente in porta. Alternanza di situazioni positive da parte di Bianchi che, dapprima sbaglia il rigore e poi si fa perdonare l`errore mettendo la sua firma su uno dei tre gol granata. Valido anche Sgrigna che ha dimostrato amor proprio nel rispondere in campo e senza polemiche verbali, per la delusione di non essere stato titolare anche a Siena. Insomma, a parte queste individualità, il Toro è sembrato un gruppo fondamentalmente coeso. Indicazioni che lasciano ben sperare per un futuro quantomeno tranquillo, anche se il bello deve ancora arrivare.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711sgrigna.jpgSiNc-e-un-obbligo-fondamentale-per-il-torino-restare-con-i-piedi-per-terra-1008155.htmSiT1000099100451001,02,03010257
1571008099NewspronosticiSeconda giornata Serie A: I nostri pronostici20120901154661Serie A, seconda giornata, pronosticiMilan poco collaudato, tra Udinese e Juventus si prevede equilibrio. Inter-Roma: decideranno gli eventiSecondo gradino nella scalata alla vetta. Il cammino è ancora molto lungo, tuttavia il campionato ci offre già da questo week-end match appassionanti, come la gara di cartello tra Inter e Roma. Ecco i pronostici di <EM>IlCalcio24 </EM>per le gare in programma: <BR><BR><STRONG>Sabato 1 settembre<BR></STRONG>Torino - Pescara (ore 18) <STRONG>1</STRONG>&nbsp;&nbsp;- I granata sono tatticamente superiori e hanno dalla loro il fattore campo: per la prima nella massima serie al Delle Alpi ci si aspetta tanto entusiasmo da parte di tifosi e giocatori.<BR><BR>Bologna-Milan (ore 20:45) <STRONG>X</STRONG> - Cautela da entrambe le parti, perché non&nbsp;sarà una partita dall'esito scontato. Non ci sarà&nbsp;<STRONG>Perez</STRONG> per i padroni di casa, ma il Milan dal canto suo ha una formazione poco collaudata che potrà combinare di tutto, nel bene e nel male.<BR><BR><B>Domenica 2 settembre</B><BR>Udinese - Juventus (ore 18)&nbsp;<STRONG>X 2</STRONG> -&nbsp;Juve senza <STRONG>Giovinco</STRONG>, Guidolin con un&nbsp;<STRONG>Muriel</STRONG> in più che&nbsp;senz'altro darà una grossa mano. Se è vero che la squadra di Carrera gira molto bene,&nbsp;i friulani&nbsp;potrebbero essere ancora abbattuti dalla delusione di Champions, ma altrettanto stimolati a riscattarsi: si prevede spettacolo.&nbsp;<BR><BR>Cagliari - Atalanta <STRONG>2</STRONG> - Sulla carta&nbsp;i&nbsp;bergamaschi partono favoriti, anche perché <STRONG>Peluso</STRONG> sarà in campo dal 1'. I&nbsp;sardi non avranno dalla loro nemmeno il pubblico: si gioca&nbsp;a <STRONG>Quartu Sant'Elena</STRONG>, a porte&nbsp;chiuse.<BR><BR>Catania - Genoa <STRONG>1 X</STRONG> - Il bollente Cibali potrebbe essere la fonte di alimentazione dell'energia per i siciliani, ma attenzione all'attacco genoano: tra <STRONG>Merkel</STRONG>, <STRONG>Immobile</STRONG> e l'incognita <STRONG>Borriello</STRONG>, i difensori dovranno rimboccarsi le maniche.<BR><BR>Inter - Roma <STRONG>X </STRONG>- Primo big match della stagione, che vedrà due squadre equivalenti tatticamente, ma con grandi pregi e lacune. Partita che verrà decisa dagli episodi.<BR><BR>Lazio - Palermo<STRONG> 1</STRONG> - L'aquila Olimpia&nbsp;volerà sopra il rettangolo d'erba dello Stadio Olimpico, e presumibilmente lo farà anche la squadra di <STRONG>Petkovic</STRONG>, se il Palermo non dimostrerà di aver risolto i problemi che hanno portato alla sconfitta contro il Napoli: punto debole il centrocampo, che non dovrà assolutamente lasciare spazi agli attaccanti avversari.<BR><BR>Napoli - Fiorentina <STRONG>X 1</STRONG> - Match interessantissimo per i suoi contenuti: si affrontano due squadre che provengono da vittorie esaltanti, e il calore dei tifosi di casa si farà sentire. <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha a disposizione <STRONG>Zuniga</STRONG>, mentre <STRONG>Montella</STRONG> potrà vantare un attacco potenzialmente pericolosissimo, con <STRONG>El Hamdaoui</STRONG> e <STRONG>Jovetic</STRONG>.<BR><BR>Parma - Chievo <STRONG>2</STRONG> - Forse il colpaccio di giornata sarà proprio dei veronesi: squadra che vince non si cambia, eccezion fatta per <STRONG>Frey</STRONG>, che lascia il posto a <STRONG>Jokic</STRONG>. Con <STRONG>Thereau</STRONG>, <STRONG>Di Michele</STRONG> e <STRONG>Pellissier</STRONG> la difesa dei ducali, che ha mostrato segni di lentezza e scarsa reattività contro la Juventus, potrebbe nuovamente trovarsi in difficoltà.<BR><BR>Sampdoria - Siena <STRONG>1</STRONG> - Genovesi sulle ali dell'entusiasmo dopo il trionfo di Milano. Il Marassi attende i propri beniamini. <STRONG>Cosmi</STRONG> dovrà fare leva sulla forza di volontà e sullo spogliatoio, se vorrà fermare i blucerchiati.<BR><BR><BR>C1007650FL0435FL0435Osvaldo-rovesciata.jpgSiNseconda-giornata-serie-a-i-nostri-pronostici-1008099.htmSi100612201,02,03010823
1581007901NewsCalciomercatoRoma: il rimpianto Gomez20120827104320Gomez Catania RomaL`argentino era richiesto da molte big giallorossi compresiLa prima di Zeman in scena all'Olimpico non è stato esattamente uno spettacolo esaltante: se è vero che la prodezza di Osvaldo è stato un acuto degno di applausi e anche vero che per l'esordio in casa del boemo ci si aspettava un risultato diverso. Onore al Catania che però si dimostra l'ottima squadra dell'anno scorso (del resto tutti gli elementi importanti sono stati confermati) confermandosi la nomina di "ferma-big" . Tra i migliori della partita (se non il migliore) c'è Alejandro Gomez, giocatore che ha vissuto per due mesi le voci di mercato che lo volevano prima alla Roma, poi all'Inter, dopo alla Fiorentina e infine al Genoa. Ma, come ha detto Gasparin in una recente intervista in cui ha tolto dal mercato tutti i big restati a Catania dopo il 20 agosto, Gomez sembra destinato ad un'altra stagione sotto l'Etna. Sicuramente l'ennesimo campionato da protagonista con la maglia rossazzurra, ma quanti rimpianti per le big che potevano assicurarsi un giocatore che ieri ha messo Roma a ferro e fuoco per una cifra vicina agli 8 milioni che, paragonata a certi prezzi, sono sicuramente giusti. E tra coloro che devono rimpiangere il mancato acquisto del "Papu" possiamo includere anche la Roma: spezzando una lancia in favore dei giallorossi però c'è da dire che il club capitolino aveva puntato l'ala argentina nelle prime battute di mercato, virando poi su altri obiettivi. Ma bisogna includere la Roma tra coloro che possono rimpiangere questo acquisto non solo perché Gomez ha rovinato la festa, quello che doveva essere il "party di ben tornato" di Zeman, ma anche perché un giocatore di corsa, con un grande dribbling e un ottimo tiro, qualità messe in mostra anche nella serata di ieri, è il classico giocatore che piace al boemo e che generalmente viene esaltato dal gioco dell'ex allenatore del Pescara. "Buona la prima" Gomez, "ci vediamo alla seconda" Roma.C1007650RomaFL0676FL0676alejandro-gomez-catania_25889648_980x980.jpgSiNroma-rimpianto-gomez-1007901.htmSiT1000012100664801,02,03010338
1591007892NewsCampionatiNico Lopez salva la Roma: 2-2 col Catania. Top & flop20120826225817roma cataniaRossazzurri avanti per ben due voltePartita al cardiopalma all'Olimpico e 2-2 finale sostanzilalmente giusto: bel Catania avanti due volte (entrambi però in fuorigioco, soprattutto il primo) e giallorossi sbaditissimi in difesa in pieno stile zemaniano. Rossazzurri avanti al 28' quando Marchese sfrutta un rimpallo dopo un tiro da fuori di Almiron e la piazza a tu per tu con Stekelenburg. La Roma attacca ma è Gomez&nbsp; quasi a fine tempo a presentarsi a tu per tu col portiere, sbagliando. Nella ripresa partono subito forte gli uomini di Zeman che pareggiano al 59' con un gol pazzesco di Osvaldo, che su assist di De Rossi, segna con una splendida sforbiciata. Passano dieci minuti e Gomez, totalmente dimenticato dalla difesa romanista, insacca da sinistra, La Roma attacca, fuori Totti, stremato, dentro Nico Lopez: lancio dalle retrovie per lui che, al 91' minuto, fa un sembrero ad Alvarez&nbsp;e segna un gran gol. Ottimo Catania, ordinato e compatto come l'anno scorso nonostante il cambio in panchina: bene in attacco, catastrofica in difesa la Roma. Evidente il ritardo fisico negli automatismi di gioco giallorossi.<BR><BR><STRONG></STRONG>&nbsp;<BR><BR><STRONG>ROMA (4-3-3)</STRONG>Stekelenburg 6; Piris 5.5, Burdisso 5.5, Castan 5, Balzaretti 5.5, Bradley 6, De Rossi 6.5, Pjanic 6&nbsp;(dal 72' Florenzi 6); Totti 6&nbsp;(dall'85' Nico Lopez 7), Osvaldo 7, Lamela 6.5&nbsp;(dal 72' Marquinho 6)<BR><STRONG>CATANIA (4-3-3):</STRONG> Andujar 6.5, Alvarez 5, Bellusci 5.5, Legrottaglie 6, Marchese 7, Biagianti 6&nbsp;(dal' 85' Sciacca sv), Lodi 6.5, Almiron 6, Barrientos 6&nbsp;(dal 66' Castro 6.5), Bergessio 6&nbsp;(dal 76' Antenucci sv), Gomez 7. <BR><BR><BR>TOP<BR><BR>Osvaldo: 7, un gol pazzesco, da copertina! Sforbiciata volante imprendibile dal portiere. Oltre questo fa una partita splendida risultando costantemente il più pericoloso. Chi ben inizia...<BR><BR>Nico Lopez: 7, a 18 anni entrare in campo al posto di Totti, fare un sombrero ad un difensore e segnare è più che un sogno. Questo ragazzo ha classe e crescerà.<BR><BR>Gomez: 7, il Papu maicnia chilometri ed è sempre il più pericoloso: sbaglia nel primo tempo davanti a Stekelenburg, si rifà nella ripresa di sinistro.<BR><BR>Marchese: 7, prova maiuscola del terzino desiderato da mezza Serie A: Pulvirenti non ne vuole sapere di venderlo però, e probabilmente i motivi li avrà visti l'Italia intera stasera...<BR><BR>FLOP:<BR><BR>Castan: 5, la prima è da dimenticare: sbaglia nei tempi e delude tutti.<BR><BR>Alvarez: 5, al 90' si spazza via: lui invece cincischia, Lopez gli leva palla facendogli il sombrero e va a segnare. Pazzia.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141osvaldo.jpgSiNnico-lopez-salva-la-roma-col-catania-pagelle-top-e-flop-1007892.htmSi100205001,02,03,09010258
1601007879NewsCampionatiRoma: esordio tosto per Zeman20120826152528zeman maran roma cataniaIn avanti con Totti dentro Osvaldo e LamelaMagari avrebbe preferito iniziare in maniera più soft: o magari conoscendolo bene è contento di partire subito contro il Catania, una delle squadre più toste del campionato, che però non ha proprio un ottimo feelinga con l'Olimpico, almeno contro i giallorossi. Il pragmatico Zeman non ha affrontato temi di mercato e ha lasciato intuire che nessuno ha il posto assicurato: immancabile la polemica contro la Juve che, qualcosa ci dice, sarà il leit motive di questa stagione. Dall'altra parte il Catania, con qualche ritocchino, è più o meno la stessa squadra dell'anno scorso, senza ovviamente Montella in panchina. Sono rimasti i due gioiellini Barrientos e Gomez, mentre si attende di conoscere il futuro di Marchese. Pulvirenti ha rassicurato che il fallimento della Windjet non influirà sul Calcio Catania, che di conseguenza può continuare a far sognare i propri tifosi: per farlo una buona prestazione a casa di Zeman non sarebbe male.<BR><BR>QUI ROMA, Zdenek Zeman torna a casa: <EM>'<SPAN style="FONT-WEIGHT: bold" id=U3136310207830dF class=span>Mi sento a casa, voglio credere in quello che sto facendo</SPAN>. Non sono ossessionato: se siamo i migliori, è giusto che vinciamo. Spero che la Roma giochi bene e porti gente allo stadio. Voglio che i tifosi si divertano, voglio dargli emozioni. Totti? Sono convinto che sia uno dei più grandi della storia. Poi, ovviamente, tutto dipenderà anche dal rendimento della squadra attorno a lui. Può fare quello che ha fatto 13 anni fa: ha aiutato Di Francesco a segnare 11 gol e ha favorito gli inserimenti di Candela in avanti. Può fare lo stesso con Pjanic e Balzaretti. Stekelenburg? &nbsp;è uno dei migliori portieri d'Europa, è bravo. Ma non vuol dire che non si possa giocare senza Stekelenburg. Avevo indicato Goicoechea già a Pescara, è un portiere che mi piace'.</EM> Immancabile poi la frecciatina alla Juve: <EM>"Io dormo tranquillo. Loro, poco. 'Se uno si permetteva di dire certe cose, una volta, veniva deferito e squalificato. </EM><BR><BR>QUI CATANIA, Rolando Maran: "<EM>Andremo lì con il giusto rispetto per gli avversari, ma anche con la piena consapevolezza della nostra forza. In campo dovremo essere noi, mantenere l'identità a prescindere dall'avversario. Si comincia in uno stadio pieno, con grande entusiasmo, e la cornice esaltante deve galvanizzare anche noi. I dubbi di formazione sono già risolti, al di là di piccoli acciacchi. Affrontiamo la prima di campionato e l'emozione dell'esordio con lo spirito del primo giorno di scuola. Panchina lunga?&nbsp; darà l'opportunità di essere in distinta anche ai giocatori più specifici e non solo ai più duttili".</EM><BR><BR>FORMAZIONI: Zeman alla fine dovrebbe impiegarlo Stekelenburg, nonostante le sirene inglesi. Per il resto Piris è in vantaggio su Taddei e in attacco, con Destro squalificato, il tridente dovrebbe essere composto da Totti, Osvaldo e Lamela. Dall'altro lato ballottaggio Frison-Andujar con quest'ultimo leggermente in vantaggio e ritorno da titolare per Marco Biagianti, capitano dei rossazzurri. Probabile panchina per Marchese, protagonista di diverse voci di mercato.<BR><BR>ROMA: (4-3-3) Stekelenburg, Piris, Castan, Burdisso, Balzaretti; Bradley, De Rossi, Pjanic; Torri, Osvaldo, Lamela. A disp. Lobont, taddei, Romagnoli, Marquinhos, Florenzi, Tatchtsidis, Lopez, Bojan, Marquinho, Tallo, Svedskauskas.<BR><BR>CATANIA: (4-3-3) Andujar, Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Capuano; Biagianti, Lodi, Almiron; Gomez, Barrientso, Bergessio. A disp. Frison, Terracciano, Marchese, Bellusci, Salifu, Castro, Llama, Ricchiuti, Sciacca, Antenucci, Doukara, Morimoto.<BR><BR>FL0141FL0141totti_nuove_010.jpgSiNroma-esordio-tosto-per-zeman-1007879.htmSi100205001,02,03010241
1611007853NewsCampionatiCatania, i convocati per la Roma20120826095000roma, cataniaCatania RomaAl termine di un`intensa seduta d'allenamento, svolta in mattinata a porte aperte a Torre del Grifo e seguita dalla conferenza pre-gara, il tecnico del Catania Rolando Maran ha convocato 23 giocatori. Rossazzurri in ritiro a Roma da stasera, in vista della sfida in programma domani alle 20.45 allo stadio Olimpicocontro l'A.S. Roma, gara valida per la prima giornata del girone d'andata del Campionato Serie A Tim 2012/13.<BR><BR>Questi gli atleti a disposizione:<BR>Portieri -<BR>21 Andujar, 1 Frison, 29 Terracciano.<BR>Difensori -<BR>22 Alvarez, 14 Bellusci, 33 Capuano, 6 Legrottaglie, 12 Marchese, 3 Spolli.<BR>Centrocampisti -<BR>4 Almiron, 28 Barrientos, 27 Biagianti, 19 Castro, 16 Llama, 10 Lodi, 24 Ricchiuti, 30 Salifu, 8 Sciacca.<BR>Attaccanti - <BR>25 Antenucci, 9 Bergessio, 35 Doukara, 17 Gomez, 15 Morimoto.<BR><BR>C1007650CATANIAadm001adm001bergessio.jpgSiNcatania-i-convocati-per-roma-1007853.htmNoT1000014100075701,02,03,09010188
1621007865NewsCampionatiManchester United-Fulham, in campo anche Bolt20120825185531manchester united, fulham, boltManchester United Fulham BoltIl pluricampione olimpico Usain Bolt e' stato invitato dal Manchester United, squadra di cui e' un grande tifoso, ad assistere alla partita di oggi contro il Fulham. Prima del match e' andato in campo con al collo le 3 medaglie d'oro vinte a Londra 2012, e i 76mila dell'Old Trafford lo hanno acclamato. Poi si e' seduto in tribuna per assistere all'incontro. Il fenomeno giamaicano ha poi ribadito di voler un giorno effettuare un provino per lo United 'se Sir Alex Ferguson sara' d'accordo'.Manchesteradm001adm001usain-bolt-provino-manchester-united-calcio.jpgSiNmanchester-united-fulham-in-campo-anche-bolt-1007865.htmNo100075701,02,03010242
1631007860NewsCampionatiNapoli, Mazzarri: «Ho fiducia nella mia squadra. Carrera? Sono stanco di polemiche a distanza»20120825165938Napoli, Mazzarri, Carrera, campionatoIl tecnico del Napoli alla vigilia della prima di campionato. ®Possiamo fare bene. Panchina lunga proposta intelligente¯<STRONG>Walter Mazzarri</STRONG> comincia a scaldare l'atmosfera, tra sferzate alla <STRONG>Juve</STRONG> e buoni propositi per il campionato che sta per cominciare. Sull'allenatore dei bianconeri capitola: "<EM>Sono stanco di queste polemiche a distanza quindi se avrà tempo gli farò rispondere da <STRONG>Frustalupi</STRONG> (l'allenatore in seconda del Napoli, ndr)"</EM>.&nbsp;<BR><BR>E parlando delle possibilità della rosa a sua disposizione: "<EM>Ho fiducia nella mia squadra, non mi piace fare griglie o previsioni. Con i giocatori che abbiamo possiamo fare bene.&nbsp;<STRONG>El Kaddouri</STRONG> è un ragazzo giovane e di talento, sono contento del suo arrivo e curioso di vederlo con noi.Nei&nbsp;due ruoli di mediano abbiamo&nbsp;quattro giocatori, lo scorso anno tre. <STRONG>Donadel</STRONG> può giocare al posto di <STRONG>Inler</STRONG> oppure di <STRONG>Behrami</STRONG> e <STRONG>Dzemaili</STRONG>.&nbsp;<STRONG>Insigne</STRONG> ha dimostrato il suo valore, adesso deve farlo anche in Serie A quando avrà il peso della responsabilità.&nbsp;Non dovremo ripetere gli errori fatti lo scorso anno come contro il <STRONG>Catania</STRONG> in casa o all'Olimpico con la <STRONG>Roma</STRONG>."</EM> <BR><BR>Un commento anche sull'introduzione delle panchine lunghe: "<EM>Sono molto contento della decisione della Figc, una proposta intelligente accolta intelligentemente."</EM><BR><BR>C1007650NapoliFL0435FL0435mazzarri.jpgSiNmazzarri-ho-fiducia-nella-mia-squadra-carrera-sono-stanco-di-polemiche-a-distanza-1007860.htmSiT1000017100612201,02,03,08010204
1641007719NewsLondra 2012Montano: «La Pellegrini? l`unica un po` stronzetta che manco salutava... »20120822091032montano «Schwazer? mi ha fatto tenerezza e mi è sembrato sincero »Aldo Montano, intervistato da <EM>Vanity Fair</EM>,&nbsp; torna a parlare delle Olimpiadi, e lo fa parlando di due grandi protagonisti mancati come Alex&nbsp;Schwazer e Federica Pellegrini.<BR><BR>L'Aldo nazionale, parlando dello splendido ambiente olimpico presente nella nazionale azzurra trova una nota stonata:<EM> "L`unica un po` stronzetta era la Pellegrini. Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto". </EM>Montano poi all'Ansa ha corretto il tiro onde evitare polemiche: <EM>"Non nego di pensare che la mia collega sia una persona poco socievole, il termine stronzetta l'ho usato in modo ironico e non era mia intenzione essere offensivo nei suoi confronti". </EM><BR><BR>Capitolo Schwazer: <EM>"Non riesco a essere incazzato con lui, anche se da sportivo dovrei esserlo per primo.</EM> <EM>Mi ha fatto tenerezza, e mi è sembrato sincero. In un mondo in cui tutti si arrampicano sugli specchi e negano perfino l`evidenza, lui in conferenza stampa, davanti a 50 microfoni, si è letteralmente tirato giù le mutande e ha detto: fatemi quel che volete".</EM><BR><BR><BR>FL0141FL0141sd.jpgSiNmontano-la-pellegrini-l-unica-un-po-stronzetta-che-manco-salutava-1007719.htmSi100205001,02,03010709
1651007673NewsCampionatiOvazione dell`Olimpico: «De Rossi non si muove »20120820094729roma3-0 poi della squadra con l`ArisGrandissima ovazione per Daniele De Rossi e messaggio chiaro espresso in cori e striscioni: "De Rossi non si muove" si leggeva in uno di questi.<br><br> Capitan Futuro è entrato in campo prima del match con l'Aris prendendosi quest'ennesima testimonianza d'amore dei tifosi giallorossi: subito dopo lo speaker ha detto "Daniele resterà per sempre" scatenando gli insulti contro Roberto Mancini, ex laziale e allenatore del Manchester City, squadra interessata appunto a De Rossi.<br><br> In campo poi con l'Aris la squadra ha vinto 3-0 con gol di Osvaldo, Bradley e Destro, presentato prima del match assieme a Balzaretti e Piris.<br><br>1007856FL0141FL0141204211hp2.jpgSiNovazione-dell-olimpico-de-rossi-non-si-muove-1007673.htmSi100205001,02,03010237
1661007552NewsCampionatiElkann, stoccatona a Zeman: «Ha vinto più Carrera in una partita che lui in carriera»20120817111584juvePrepariamoci alla risposta del boemo...John Elkann, patron della Juve, nel classico appuntamento di Villar Perosa ( la Juve A ha battuto quella B 5-1 con gol di Quagliarella, Matri, Giaccherini, Giovinco e il giovane Ruggiero, buona la prova di Pogba, ndr.) non ha lesiato stoccate ed ha parlato un pò di tutto.<BR><BR>Pronti-via ecco la stoccatona a Zeman che aveva detto che Conte non doveva allenare perchè squalificato: <EM>"Ha vinto più Carrera in una partita che lui in una carriera" </EM><BR><BR>Il discorso poi prosegue sul tecnico bianconero:<EM> "La Juventus ha condotto una linea estremamente chiara, non sono vicende che fanno parte della Juve. Vogliamo che tutti se ne accorgano e ne siano consapevoli. Non vogliamo essere associati con cose che non ci riguardano. Detto ciò, è ovvio portare avanti una linea condivisa con giocatori, società e allenatore, per arrivare a una soluzione di una vicenda sgradevole e difficile. Poi dobbiamo riflettere su come deve andare la giustizia sportiva e su come funzionano le leggi. Attendiamo fiduciosi".&nbsp; </EM><BR><BR>Sulla mancata presenza alla premiazione in Supercoppa del Napoli, il rampollo di casa Agnelli è diretto: <EM>"Lo spirito dello sport deve essere quello olimpico. Gli atleti italiani si sono comportati nel rispetto delle regole, non ultimo Cammarelle<STRONG>. </STRONG>Quello è lo spirito che tutti noi che facciamo sport vorremmo vedere. Questo spirito olimpico deve fare riflettere noi tutti sui comportamenti che devono essere tenuti" </EM><BR><BR>Conclusione su Buffon, considerato il fatto che il patron si è presentato proprio con la sua maglia:<EM> "Buffon è il capitano della Juventus - ha spiegato - per me è un onore indossare la sua maglia. Ho visto una squadra molto affiatata, ci fa ben sperare per il campionato che comincia tra poco".</EM> <BR><BR>FL0141FL0141juve_12_672-458_resize.jpgSiNelkan-stoccatona-a-zeman-ha-vinto-piu-carrera-in-una-partita-che-lui-in-una-carriera-1007552.htmSi100205001,02,03010434
1671007534NewsCampionatiMilan, Pato: «Ho dato il meglio. Ora voglio vincere il campionato»20120816120131milan, patoMilan Pato<STRONG>Alexandre Pato</STRONG>, al termina del match vinto contro la Svezia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull`avventura alle Olimpiadi e sulla stagione che sta per iniziare con il <STRONG>Milan</STRONG>: Era importante vincere dopo aver perso l`oro olimpico. All`inizio mi hanno convocato perché avevano fiducia in me ed ho potuto lavorare bene. Si, ora sto bene. Ho sempre dato il meglio, la cosa più importante era acquistare tranquillità. Ora sono al 100%. A fine stagione mi sono riposato per una settimana, poi ho lavorato duramente in vista delle Olimpiadi e ho vinto l`argento. Ora ho il bronzo e l`argento. Speriamo di vincere l`oro nel 2016. Le Olimpiadi sono alle spalle. Adesso inizia una nuova stagione con il Milan e sono molto tranquillo e felice. Voglio giocare il più possibile, vincere il campionato con il Milan e continuare con la nazionale.C1000009adm001adm0011070572-pato.jpgSiNmilan-pato-ho-dato-il-meglio-ora-voglio-vincere-il-campionato-1007534.htmSiT1000027100075701,02,03,07010348
1681007461NewsLondra 2012Medagliere Olimpiadi Londra 2012 - Italia ottava con 28 medaglie20120813142542medaglie olimpiche,medagliere olimpico,giochi olimpici,london 2012,italia,oro,argento,bronzoL`Italia fra i grandi dello sport. Almeno alle olimpiadi lo spred dalla Germania rimane basso!<STRONG>Il medagliere aggiornato:<BR>12/09/2012<BR></STRONG>Nessuna Medaglia d'Oro nella giornati di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012, arrivano comunque&nbsp;le due medaglie di Argento di&nbsp;Roberto Cammarelle (pugilato +91kg),&nbsp;l'oro è stato assegnato al britannico Anthony Joshua con un verdetto molto discutibile. Medaglia di Bronzo per l'Italia della Pallavolo che batte l'ungheria e per la Ginnastica Ritmica a squadre che non arriva all'argento a causa di un errore nell'esercizio con nastri e cerchi.<BR>Eroica medaglia d'di Bronzo&nbsp;per Marco Aurelio Fontana che, per tutta la gara nel terzetto di testa, perde il sellino nelle fasi finali della gara.<BR><STRONG>11/08/2012</STRONG><BR>Clemente Russo conquista l'argento nel pugilato (pesi massimi). Splendida Medaglia d'Oro per Carlo Molfetta Taekwondo cat + 80 kg che vince per superiorità tecnica dopo che l'incontro era finito in parità.<BR><BR><BR> <H2>MEDAGLIERE ITALIA LONDRA 2012</H2> <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%"> <TBODY> <TR> <TD>Medaglia</TD> <TD>Disciplina</TD> <TD>Atleta</TD> <TD>Data</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro con l'Arco (Squadre/U) </TD> <TD>Michele Frangilli, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale)</TD> <TD>Elisa Di Francisca </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Canoa (K1 slalom) </TD> <TD>Daniele Molmenti </TD> <TD>01/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /D) </TD> <TD>Elisa Di Francisca , Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Valentina Vezzali </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /D) </TD> <TD>Jessica Rossi </TD> <TD>04/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /U) </TD> <TD>Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Andrea Baldini , Andrea Cassarà </TD> <TD>05/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 3 posizioni) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Taekwondo 80+ U</TD> <TD>Carlo Molfetta</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Pistola 10 metri a.c.) </TD> <TD>Luca Tesconi </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Arianna Errigo </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Sciabola individuale) </TD> <TD>Diego Occhiuzzi </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 10 metri) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>30/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Canottaggio (Due di coppia /U) </TD> <TD>Romano Battisti, Alessio Sartori </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /U) </TD> <TD>Massimo Fabbrizi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato Pesi Massimi</TD> <TD>Clemente Russo</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato (Categoria +91 kg) </TD> <TD>Roberto Cammarelle </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pallanuoto Maschile</TD> <TD>Matteo Aicardi, Arnaldo Deserti, Maurizio Felugo, Pietro Figlioli , Deni Fiorentini, Valentino Gallo, Massimo Giacoppo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Amaurys Perez, Christian Presciutti, Stefano Tempesti</TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Valentina Vezzali </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Judo (cat. 52 kg) </TD> <TD>Rosalba Forciniti </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Sciabola a squadre) </TD> <TD>Aldo Montano , Diego Occhiuzzi, Luigi Samele, Luigi Tarantino </TD> <TD>03/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Anelli ) </TD> <TD>Matteo Morandi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Nuoto Maratona 10Km Donne </TD> <TD>Martina Grimaldi</TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Salto Triplo </TD> <TD>Fabrizio Donato </TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Taekwondo U 80Kg</TD> <TD>Mauro Sarmiento</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pugilato SL</TD> <TD>Vincenzo Mangiacapre</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pallavolo maschile </TD> <TD>Andrea Bari, Emanuele Birarelli, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Samuele Papi, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica, Ivan Zaytsev </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Ritmica a squadre) </TD> <TD>Elisa Blanchi, Romina Laurito, Marta Pagnini, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Andreea Stefanescu </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ciclismo (Mountain Bike /U) </TD> <TD>Marco Aurelio Fontana </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR></TBODY></TABLE> <H1>MEDAGLIERE OLIMPICO LONDRA 2012</H1> <TABLE width="100%"> <TBODY> <TR> <TD></TD> <TD>Nazione </TD> <TD>Medaglie Oro</TD> <TD>Medaglie Argento</TD> <TD>Medaglie Bronzo</TD> <TD>Tot.Medaglie </TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie U.S.A." src="/pics/flag/usa.png"></TD> <TD>Usa</TD> <TD>46</TD> <TD>29</TD> <TD>29</TD> <TD>104</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Cina" src="/pics/flag/cina.png"></TD> <TD>Cina</TD> <TD>38</TD> <TD>27</TD> <TD>23</TD> <TD>88</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie G.B." src="/pics/flag/gb.png"></TD> <TD>Gran Bretagna</TD> <TD>29</TD> <TD>17</TD> <TD>19</TD> <TD>65</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/russia.png"></TD> <TD>Russia</TD> <TD>24</TD> <TD>26</TD> <TD>32</TD> <TD>82</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/coreas.png"></TD> <TD>Corea Del Sud</TD> <TD>13</TD> <TD>8</TD> <TD>7</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/germania.png"></TD> <TD>Germania</TD> <TD>11</TD> <TD>19</TD> <TD>14</TD> <TD>44</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/francia.png"></TD> <TD>Francia</TD> <TD>11</TD> <TD>11</TD> <TD>12</TD> <TD>34</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Italia Londra 2012" src="/pics/flag/italia.png"></TD> <TD>ITALIA</TD> <TD>8</TD> <TD>9</TD> <TD>11</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ungheria.png"></TD> <TD>Ungheria</TD> <TD>8</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/australia.png"></TD> <TD>Australia</TD> <TD>7</TD> <TD>16</TD> <TD>12</TD> <TD>35</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/giappone.png"></TD> <TD>Giappone</TD> <TD>7</TD> <TD>14</TD> <TD>17</TD> <TD>38</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kazakistan.png"></TD> <TD>Kazakistan</TD> <TD>7</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/olanda.png"></TD> <TD>Olanda</TD> <TD>6</TD> <TD>6</TD> <TD>8</TD> <TD>19</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ucraina.png"></TD> <TD>Ucraina</TD> <TD>6</TD> <TD>5</TD> <TD>9</TD> <TD>20</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/nuova-zelanda.png"></TD> <TD>Nuova Zelanda</TD> <TD>6</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/cuba.png"></TD> <TD>Cuba</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>6</TD> <TD>14</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/iran.png"></TD> <TD>Iran</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Giamaica" src="/pics/flag/giamaica.png"></TD> <TD>Giamaica</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Rep.Ceca" src="/pics/flag/repceca.png"></TD> <TD>Rep.Ceca</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/corean.png"></TD> <TD>Corea del Nord</TD> <TD>4</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Spagna" src="/pics/flag/spagna.png"></TD> <TD>Spagna</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD> <TD>4</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Brasile" src="/pics/flag/brasile.png"></TD> <TD>Brasile</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>6</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/sudafrica.png"></TD> <TD>Sudafrica</TD> <TD>3</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/etiopia.png"></TD> <TD>Etiopia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>7 <TD></TD> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/croazia.png"></TD> <TD>Croazia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/bielorussia.png"></TD> <TD>Bielorussia</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/romania.png"></TD> <TD>Romania</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>2</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kenia.png"></TD> <TD>Kenia</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>11</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/danimarca.png"></TD> <TD>Danimarca</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/azerbaigian.png"></TD> <TD>Azerbaigian</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/polonia.png"></TD> <TD>Polonia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Turchia" src="/pics/flag/turchia.png"></TD> <TD>Turchia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Svizzera" src="/pics/flag/svizzera.png"></TD> <TD>Svizzera</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>0</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lituania" src="/pics/flag/Lituania.png"></TD> <TD>Lituania</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Norvegia" src="/pics/flag/norvegia.png"></TD> <TD>Norvegia</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/canada.png"></TD> <TD>Canada</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD> <TD>18</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/svezia.png"></TD> <TD>Svezia</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/colombia.png"></TD> <TD>Colombia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/georgia.png"></TD> <TD>Georgia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Messico" src="/pics/flag/Messico.png"></TD> <TD>Messico</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/irlanda.png"></TD> <TD>Irlanda</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Argentina" src="/pics/flag/argentina.png"></TD> <TD>Argentina</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Serbia" src="/pics/flag/Serbia.png"></TD> <TD>Serbia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Slovenia" src="/pics/flag/slovenia.png"></TD> <TD>Slovenia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/tunisia.png"></TD> <TD>Tunisia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/dominicana.png"></TD> <TD>Rep.dominicana</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Trinidad" src="/pics/flag/trinidad.png"></TD> <TD>Trinidad e Tobago</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Uzbekistan" src="/pics/flag/Uzbekistan.png"></TD> <TD>Uzbekistan</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lettonia" src="/pics/flag/Lettonia.png"></TD> <TD>Trinidade Lettonia</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Algeria" src="/pics/flag/Algeria.png"></TD> <TD>Algeria</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt=Bahamas src="/pics/flag/Bahamas.png"></TD> <TD>Bahamas</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR></TBODY></TABLE>LondraWM01MSWM01MSmedaglie-olimpiche-londra-2012.jpgSiNmedagliere-olimpiadi-londra-medaglie-italia-oro-argento-bronzo-1007461.htmSi100075601,02,030103899
1691007418NewsLondra 2012Londra 2012: la maledizione del Brasile continua, oro al Messico20120811180431brasile-messicoSelecao battuta 2-1 dal MessicoClamoroso epilogo delle Olimpiadi maschili di calcio: il Brasile strafavorito infatti ha perso contro la rivelazione Messico 2-1 e continua a non contare sulla sua bacheca neanche un oro olimpico.<BR><BR>La Selecao dopo 30" è già sotto: assurdo disimpegno di Rafael, che sbaglia e regala a Peralta il gol del vantaggio: inizia il monologo brasiliano con Neymar, Hulk e Oscar a spingere senza però essere mai troppo pungenti. Nella ripresa entra anche Pato ma la musica non cambia: al 70' ancora Peralta, con un colpo di testa all'interno dell'area, totalmente dimenticato dai difensori, affonda totalmente i verdeoro. Hulk accorcia al 90', all'ultimo respiro Oscar sbaglia un colpo di testa a distanza ravvicinata.<BR><BR>Nell'anno in cui doveva vincere ad occhi chiusi, Mano Menezes, dopo la Coppa America, fallisce anche qui e si prepara a salutare la Selecao: dall'altra parte strepitoso Messico, vincente anche senza la stella Dos Santos.<BR><BR>FL0141FL0141NEWS_1344700286_150148677.jpgSiNlondra-la-maledizione-del-brasile-continua-oro-al-messico-1007418.htmSi100205001,02,03010688
1701007421NewsLondra 2012Caso Schwazer: Beppe Grillo attacca Petrucci20120811165021grillo-petrucciDure le parole del comico sul suo blogBeppe Grillo, lo si sa, non è uno che le manda a dire: e non l'ha fatto manco ora, attaccando il Presidente del Coni Petrucci che aveva avanzato la proposta di eleggere Alex Schwazer testimonial contro il doping.<br><br> <EM>"Il nazionalista Petrucci ha avuto un'idea formidabile: l'idea petrucciana ha però del buono. Si potrebbero proporre Riina e Provenzano come testimonial contro la mafia. Licio Gelli in prima fila contro la P2 e la Franzoni donna immagine contro i maltrattamenti ai minori."-</EM> parte forte Grillo.<br><br> <EM>"Non credo che Alex Schwazer possa essere entrato in una farmacia di Antalya e aver messo sul bancone 1.500 euro per comprare l'eritropoietina per doparsi. Il tutto dopo essersi 'informato' su internet.-</EM>continua il comico-&nbsp;<EM>Ma neppure alle Olimpiadi di Paperopoli potrebbe succedere. Il ragazzo mi sembra un capro espiatorio che assume su di sé, per motivi che non conosco, ogni responsabilità. Il portabandiera olimpico di Pechino e medaglia d'oro nella 50 km di marcia era l'atleta di punta della spedizione londinese. Nessuno lo ha seguito in questo periodo?-</EM>si chiede- &nbsp;<EM>E' stato lasciato solo a doparsi, come un tossico in uno slum, senza che nessuno sospettasse nulla tranne la Procura di Padova? Possibile?'</EM> <br><br>FL0141FL0141beppe_grillo.jpgSiNcaso-schwazer-beppe-grillo-attacca-petrucci-1007421.htmSi100205001,02,03010636
1711007405NewsLondra 2012Medagliere Olimpiadi Londra 2012 - Le 21 medaglie dell`Italia20120811093931medaglie olimpiche,medagliere olimpico,giochi olimpici,london 2012Russo, Cammarelle e il Settebello in finale per l`Oro<STRONG>Il medagliere aggiornato:<BR>10/09/2012<BR></STRONG>Arriva il bronzo di Mangiacapre nel Pugilato, Russo e Cammarelle vanno in finale.<BR>Taekwondo Mauro Sarmiento conquista la medaglia di bronzo nella categoria 80kg.<BR>Il settebello batte la Serbia e va in finale. L'Italia del Volley perde con il Brasile,lotterà per il Bronzo.<BR><STRONG>09/08/2012</STRONG><BR>Arriva la prima medaglia dal nuoto (bronzo) con Martina Grimaldi nella 10 Km Donne, e uno spendido Bronzo nel salto triplo conquistato da Fabrizio Donato. L'italia sale a quota 19, ma atlre tre medaglie sono sicure dal pugilato, e potremmo ancora aspettarci qualcosa di buono da Volley e Pallanuoto.<BR><BR><BR> <H2>MEDAGLIERE ITALIA LONDRA 2012</H2> <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%"> <TBODY> <TR> <TD>Medaglia</TD> <TD>Disciplina</TD> <TD>Atleta</TD> <TD>Data</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro con l'Arco (Squadre/U) </TD> <TD>Michele Frangilli, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale)</TD> <TD>Elisa Di Francisca </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Canoa (K1 slalom) </TD> <TD>Daniele Molmenti </TD> <TD>01/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /D) </TD> <TD>Elisa Di Francisca , Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Valentina Vezzali </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /D) </TD> <TD>Jessica Rossi </TD> <TD>04/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /U) </TD> <TD>Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Andrea Baldini , Andrea Cassarà </TD> <TD>05/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 3 posizioni) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Taekwondo 80+ U</TD> <TD>Carlo Molfetta</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Pistola 10 metri a.c.) </TD> <TD>Luca Tesconi </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Arianna Errigo </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Sciabola individuale) </TD> <TD>Diego Occhiuzzi </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 10 metri) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>30/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Canottaggio (Due di coppia /U) </TD> <TD>Romano Battisti, Alessio Sartori </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /U) </TD> <TD>Massimo Fabbrizi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato Pesi Massimi</TD> <TD>Clemente Russo</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato (Categoria +91 kg) </TD> <TD>Roberto Cammarelle </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pallanuoto Maschile</TD> <TD>Matteo Aicardi, Arnaldo Deserti, Maurizio Felugo, Pietro Figlioli , Deni Fiorentini, Valentino Gallo, Massimo Giacoppo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Amaurys Perez, Christian Presciutti, Stefano Tempesti</TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Valentina Vezzali </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Judo (cat. 52 kg) </TD> <TD>Rosalba Forciniti </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Sciabola a squadre) </TD> <TD>Aldo Montano , Diego Occhiuzzi, Luigi Samele, Luigi Tarantino </TD> <TD>03/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Anelli ) </TD> <TD>Matteo Morandi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Nuoto Maratona 10Km Donne </TD> <TD>Martina Grimaldi</TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Salto Triplo </TD> <TD>Fabrizio Donato </TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Taekwondo U 80Kg</TD> <TD>Mauro Sarmiento</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pugilato SL</TD> <TD>Vincenzo Mangiacapre</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pallavolo maschile </TD> <TD>Andrea Bari, Emanuele Birarelli, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Samuele Papi, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica, Ivan Zaytsev </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Ritmica a squadre) </TD> <TD>Elisa Blanchi, Romina Laurito, Marta Pagnini, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Andreea Stefanescu </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ciclismo (Mountain Bike /U) </TD> <TD>Marco Aurelio Fontana </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR></TBODY></TABLE> <H1>MEDAGLIERE OLIMPICO LONDRA 2012</H1> <TABLE width="100%"> <TBODY> <TR> <TD></TD> <TD>Nazione </TD> <TD>Medaglie Oro</TD> <TD>Medaglie Argento</TD> <TD>Medaglie Bronzo</TD> <TD>Tot.Medaglie </TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie U.S.A." src="/pics/flag/usa.png"></TD> <TD>Usa</TD> <TD>46</TD> <TD>29</TD> <TD>29</TD> <TD>104</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Cina" src="/pics/flag/cina.png"></TD> <TD>Cina</TD> <TD>38</TD> <TD>27</TD> <TD>23</TD> <TD>88</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie G.B." src="/pics/flag/gb.png"></TD> <TD>Gran Bretagna</TD> <TD>29</TD> <TD>17</TD> <TD>19</TD> <TD>65</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/russia.png"></TD> <TD>Russia</TD> <TD>24</TD> <TD>26</TD> <TD>32</TD> <TD>82</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/coreas.png"></TD> <TD>Corea Del Sud</TD> <TD>13</TD> <TD>8</TD> <TD>7</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/germania.png"></TD> <TD>Germania</TD> <TD>11</TD> <TD>19</TD> <TD>14</TD> <TD>44</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/francia.png"></TD> <TD>Francia</TD> <TD>11</TD> <TD>11</TD> <TD>12</TD> <TD>34</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Italia Londra 2012" src="/pics/flag/italia.png"></TD> <TD>ITALIA</TD> <TD>8</TD> <TD>9</TD> <TD>11</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ungheria.png"></TD> <TD>Ungheria</TD> <TD>8</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/australia.png"></TD> <TD>Australia</TD> <TD>7</TD> <TD>16</TD> <TD>12</TD> <TD>35</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/giappone.png"></TD> <TD>Giappone</TD> <TD>7</TD> <TD>14</TD> <TD>17</TD> <TD>38</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kazakistan.png"></TD> <TD>Kazakistan</TD> <TD>7</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/olanda.png"></TD> <TD>Olanda</TD> <TD>6</TD> <TD>6</TD> <TD>8</TD> <TD>19</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ucraina.png"></TD> <TD>Ucraina</TD> <TD>6</TD> <TD>5</TD> <TD>9</TD> <TD>20</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/nuova-zelanda.png"></TD> <TD>Nuova Zelanda</TD> <TD>6</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/cuba.png"></TD> <TD>Cuba</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>6</TD> <TD>14</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/iran.png"></TD> <TD>Iran</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Giamaica" src="/pics/flag/giamaica.png"></TD> <TD>Giamaica</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Rep.Ceca" src="/pics/flag/repceca.png"></TD> <TD>Rep.Ceca</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/corean.png"></TD> <TD>Corea del Nord</TD> <TD>4</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Spagna" src="/pics/flag/spagna.png"></TD> <TD>Spagna</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD> <TD>4</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Brasile" src="/pics/flag/brasile.png"></TD> <TD>Brasile</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>6</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/sudafrica.png"></TD> <TD>Sudafrica</TD> <TD>3</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/etiopia.png"></TD> <TD>Etiopia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>7 <TD></TD> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/croazia.png"></TD> <TD>Croazia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/bielorussia.png"></TD> <TD>Bielorussia</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/romania.png"></TD> <TD>Romania</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>2</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kenia.png"></TD> <TD>Kenia</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>11</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/danimarca.png"></TD> <TD>Danimarca</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/azerbaigian.png"></TD> <TD>Azerbaigian</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/polonia.png"></TD> <TD>Polonia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Turchia" src="/pics/flag/turchia.png"></TD> <TD>Turchia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Svizzera" src="/pics/flag/svizzera.png"></TD> <TD>Svizzera</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>0</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lituania" src="/pics/flag/Lituania.png"></TD> <TD>Lituania</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Norvegia" src="/pics/flag/norvegia.png"></TD> <TD>Norvegia</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/canada.png"></TD> <TD>Canada</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD> <TD>18</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/svezia.png"></TD> <TD>Svezia</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/colombia.png"></TD> <TD>Colombia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/georgia.png"></TD> <TD>Georgia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Messico" src="/pics/flag/Messico.png"></TD> <TD>Messico</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/irlanda.png"></TD> <TD>Irlanda</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Argentina" src="/pics/flag/argentina.png"></TD> <TD>Argentina</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Serbia" src="/pics/flag/Serbia.png"></TD> <TD>Serbia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Slovenia" src="/pics/flag/slovenia.png"></TD> <TD>Slovenia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/tunisia.png"></TD> <TD>Tunisia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/dominicana.png"></TD> <TD>Rep.dominicana</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Trinidad" src="/pics/flag/trinidad.png"></TD> <TD>Trinidad e Tobago</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Uzbekistan" src="/pics/flag/Uzbekistan.png"></TD> <TD>Uzbekistan</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lettonia" src="/pics/flag/Lettonia.png"></TD> <TD>Trinidade Lettonia</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Algeria" src="/pics/flag/Algeria.png"></TD> <TD>Algeria</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt=Bahamas src="/pics/flag/Bahamas.png"></TD> <TD>Bahamas</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR></TBODY></TABLE>WM01MSWM01MSmedaglie-olimpiche-londra-2012.jpgSiNmedagliere-olimpiadi-londra-e-medadlie-italia-1007405.htmSi100075601,02,03010879
1721007303NewsLondra 2012Medagliere Olimpiadi Londra 2012 - Tutte le medaglie dell`Italia20120807221645medaglie olimpiche,medagliere olimpico,giochi olimpici,london 2012Russo, Cammarelle e il Settebello in finale per l`Oro<STRONG>Il medagliere aggiornato:<BR></STRONG><BR><STRONG>09/08/2012</STRONG><BR>Arriva la prima medaglia dal nuoto (bronzo) con&nbsp;Martina Grimaldi&nbsp;nella 10 Km Donne, e uno spendido Bronzo nel salto triplo conquistato da Fabrizio Donato.&nbsp;L'italia sale a quota 19, ma atlre tre medaglie sono sicure dal pugilato, e potremmo ancora aspettarci qualcosa di buono da Volley e Pallanuoto.<BR><BR><BR> <H2>MEDAGLIERE ITALIA LONDRA 2012</H2> <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%"> <TBODY> <TR> <TD>Medaglia</TD> <TD>Disciplina</TD> <TD>Atleta</TD> <TD>Data</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro con l'Arco (Squadre/U) </TD> <TD>Michele Frangilli, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale)</TD> <TD>Elisa Di Francisca </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Canoa (K1 slalom) </TD> <TD>Daniele Molmenti </TD> <TD>01/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /D) </TD> <TD>Elisa Di Francisca , Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Valentina Vezzali </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /D) </TD> <TD>Jessica Rossi </TD> <TD>04/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /U) </TD> <TD>Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Andrea Baldini , Andrea Cassarà </TD> <TD>05/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 3 posizioni) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Pistola 10 metri a.c.) </TD> <TD>Luca Tesconi </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Arianna Errigo </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Sciabola individuale) </TD> <TD>Diego Occhiuzzi </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 10 metri) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>30/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Canottaggio (Due di coppia /U) </TD> <TD>Romano Battisti, Alessio Sartori </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /U) </TD> <TD>Massimo Fabbrizi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Valentina Vezzali </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Judo (cat. 52 kg) </TD> <TD>Rosalba Forciniti </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Sciabola a squadre) </TD> <TD>Aldo Montano , Diego Occhiuzzi, Luigi Samele, Luigi Tarantino </TD> <TD>03/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Anelli ) </TD> <TD>Matteo Morandi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Nuoto Maratona 10Km Donne </TD> <TD>Martina Grimaldi</TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Salto Triplo </TD> <TD>Fabrizio Donato </TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Taekwondo U 80Kg</TD> <TD>Mauro Sarmiento</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pugilato SL</TD> <TD>Vincenzo Mangiacapre</TD> <TD>09/08/2012</TD></TR></TBODY></TABLE> <H1>MEDAGLIERE OLIMPICO LONDRA 2012</H1> <TABLE width="100%"> <TBODY> <TR> <TD></TD> <TD>Nazione </TD> <TD>Medaglie Oro</TD> <TD>Medaglie Argento</TD> <TD>Medaglie Bronzo</TD> <TD>Tot.Medaglie </TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie U.S.A." src="/pics/flag/usa.png"></TD> <TD>Usa</TD> <TD>41</TD> <TD>26</TD> <TD>27</TD> <TD>94</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Cina" src="/pics/flag/cina.png"></TD> <TD>Cina</TD> <TD>37</TD> <TD>25</TD> <TD>19</TD> <TD>81</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie G.B." src="/pics/flag/gb.png"></TD> <TD>Gran Bretagna</TD> <TD>25</TD> <TD>15</TD> <TD>17</TD> <TD>57</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/russia.png"></TD> <TD>Russia</TD> <TD>15</TD> <TD>21</TD> <TD>27</TD> <TD>63</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/coreas.png"></TD> <TD>Corea Del Sud</TD> <TD>13</TD> <TD>7</TD> <TD>7</TD> <TD>27</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/germania.png"></TD> <TD>Germania</TD> <TD>10</TD> <TD>18</TD> <TD>14</TD> <TD>42</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/francia.png"></TD> <TD>Francia</TD> <TD>9</TD> <TD>9</TD> <TD>12</TD> <TD>30</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ungheria.png"></TD> <TD>Ungheria</TD> <TD>8</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>15</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/australia.png"></TD> <TD>Australia</TD> <TD>7</TD> <TD>14</TD> <TD>10</TD> <TD>31</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/italia.png"></TD> <TD>ITALIA</TD> <TD>7</TD> <TD>6</TD> <TD>8</TD> <TD>21</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/olanda.png"></TD> <TD>Olanda</TD> <TD>6</TD> <TD>5</TD> <TD>8</TD> <TD>19</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kazakistan.png"></TD> <TD>Kazakistan</TD> <TD>6</TD> <TD>0</TD> <TD>4</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/giappone.png"></TD> <TD>Giappone</TD> <TD>5</TD> <TD>14</TD> <TD>16</TD> <TD>35</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/iran.png"></TD> <TD>Iran</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>1</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/nuova-zelanda.png"></TD> <TD>Nuova Zelanda</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/corean.png"></TD> <TD>Corea del Nord</TD> <TD>4</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Giamaica" src="/pics/flag/giamaica.png"></TD> <TD>Giamaica</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/bielorussia.png"></TD> <TD>Bielorussia</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/cuba.png"></TD> <TD>Cuba</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ucraina.png"></TD> <TD>Ucraina</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>9</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/sudafrica.png"></TD> <TD>Sudafrica</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/etiopia.png"></TD> <TD>Etiopia</TD> <TD>3</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/spagna.png"></TD> <TD>Spagna</TD> <TD>2</TD> <TD>8</TD> <TD>3</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/romania.png"></TD> <TD>Romania</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>2</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/danimarca.png"></TD> <TD>Danimarca</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Rep.Ceca" src="/pics/flag/repceca.png"></TD> <TD>Rep.Ceca</TD> <TD>2</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kenia.png"></TD> <TD>Kenia</TD> <TD>2</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/brasile.png"></TD> <TD>Brasile</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>7</TD> <TD>11</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/polonia.png"></TD> <TD>Polonia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Turchia" src="/pics/flag/turchia.png"></TD> <TD>Turchia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/croazia.png"></TD> <TD>Croazia</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/svizzeta.png"></TD> <TD>Svizzera</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/canada.png"></TD> <TD>Canada</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>11</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/colombia.png"></TD> <TD>Colombia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/svezia.png"></TD> <TD>Svezia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/georgia.png"></TD> <TD>Georgia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/argentina.png"></TD> <TD>Argentina</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/slovenia.png"></TD> <TD>Slovenia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/norvegia.png"></TD> <TD>Norvegia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/tunisia.png"></TD> <TD>Tunisia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/dominicana.png"></TD> <TD>Rep.dominicana</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/irlanda.png"></TD> <TD>Irlanda</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>2</TD></TR></TBODY></TABLE>LondraWM01MSWM01MSmedaglie-olimpiche-londra-2012.jpgNoNmedagliere-olimpiadi-londra-1007303.htmNo100075601,02,03010800
1731007254NewsLondra 2012Clamoroso: Schwazer positivo al doping20120806184756Olimpiade Schwazer squalifica dopingIl 27enne, positivo all`Epo, è stato escluso dai giochi inglesiE' di pochi minuti fa una delle più brutte notizie che potessero capitare all'atletica azzurra: Alex Schwazer è risultato positivo all'Epo durante un controllo preolimpico. L'atleta italiano, che avrebbe dovuto partecipare alla 50 km marcia e che aveva rinunciato alla 20 km per l'influenza, è stato ovviamente escluso dal gruppo italiano e non prenderà quindi parte alla gara. Campione olimpico nella scorsa Olimpiade, l'altoatesino era sicuramente uno degli uomini di punta della spedizione azzurra e più di una speranza per un oro olimpico. Si attende in ogni caso la contro-analisi ma l'esclusione è già avvenuta. Resta soltanto l'amarezza e la tristezza per l'ennesimo campione macchiato dal cancro dello sport: il doping.C1000009LondraFL0676FL0676Alex-Schwazer.jpgSiNclamoros-schwazer-positivo-al-doping-1007254.htmSi100664801,02,030101172
1741007121NewsCampionatiBalzaretti saluta Palermo: «Resterete tutti quanti nel mio cuore»20120802093029balzarettMessaggio sul sito dei rosanero del terzinoFederico Balzaretti,appena trasferitosi alla Roma,&nbsp;con un messaggio sul sito del Palermo saluta e ringrazia tutto l'ambiente rosanero: <BR><BR><EM>«Mi avete incitato tante volte, dagli spalti del »Barbera« e da quelli degli stadi italiani ed europei. Ora sono io a rivolgervi un applauso ed un ringraziamento. Sono arrivato a Palermo convinto di vivere un'esperienza bella ed importante, e così è stato. Insieme abbiamo vissuto momenti bellissimi, come la finale di Tim Cup che ha colorato di rosanero l'Olimpico o il testa a testa con la Sampdoria per un posto in Champions League. Palermo ed i palermitani mi hanno sempre accolto come uno di loro, facendomi sentire amato, coccolato ed importante. E' grazie a voi, tifosi rosanero, e alla Società di viale del Fante se ho potuto dimostrare tutte le mie qualità, al punto di disputare una finale di un Europeo con la maglia azzurra. Per questo, nel momento in cui le nostre strade si dividono per una mia scelta di vita personale e professionale rivolgo al Presidente Maurizio Zamparini, ai miei compagni, al Palermo e a tutti i suoi sostenitori, a Fabrizio Miccoli e Giulio Migliaccio un sentito grazie. Un ringraziamento al quale partecipano anche Eleonora e le mie bambine, la mia famiglia, per come sono state accolte, trattate e amate da una città nella quale torneremo sempre. Resterete tutti quanti nel mio cuore».</EM><BR><BR>FL0141FL0141Balzaretti1.jpgSiNbalzaretti-saluta-palermo-resterete-tutti-quanti-nel-mio-cuore-1007121.htmNo100205001,02,03010366
1751007073NewsCalciomercatoLondra: la vittoria di Faisal, il pugile che abbattuto il muro dei talebani20120731163911Londra 2012, Afghanistan, Ajmal Faisal, talebani, boxeSconfitto al primo turno, torna a casa da simbolo: «Le mie Olimpiadi le ho vinte». E` il primo atleta olimpico dall`ascesa dei talebani nel suo paese.<STRONG>Ajmal Faisal</STRONG>, pugile 21enne proveniente dall'<STRONG>Afghanistan</STRONG>, è stato sconfitto dal francese <STRONG>Nordine Oubaali</STRONG> al primo turno per 22-9. Nulla di eclatante fin qui. Dopotutto, come disse qualcuno, la storia la fanno i vincitori. Eppure questo boxeur ha vinto la sua personale Olimpiade. La sua medaglia è stata la partecipazione alla sfilata della cerimonia di apertura dei Giochi, il suo podio il ring da cui è sceso dopo l'eliminazione. Già: Ajmal Faisal è il primo atleta olimpico afghano da quando il regime <STRONG>talebano</STRONG> è salito al potere in questo stato mediorientale. <br><br> <EM>«Io le mie Olimpiadi le ho comunque vinte</EM> - ha commentato Faisal dopo il match - <EM>Non credo che ce l'avrei mai fatta a partecipare ai Giochi. L'opposizione politica dei talebani ha causato non poche restrizioni e la preparazione è stata quella che è stata. Dove mi sono allenato non c'erano strutture sufficienti ed adeguate, per le attrezzature e la formazione ho dovuto pagare io, e comunque mi sono allenato non come avrei voluto.&nbsp;Ma gli allenamenti mi hanno permesso almeno di essere competitivo anche se poi sul ring mi è capitato un avversario davvero difficile»</EM>. <br><br> Dopo i sacrifici per potersi allenare nel suo paese, la spinta che ha riacceso in lui la speranza di incrociare i guantoni a <STRONG>Londra</STRONG> è venuta dall'<STRONG>Aiba</STRONG>, l'associazione mondiale del pugilato dilettantistico, che Faisal ringrazia perché, a lui e a 63 atleti provenienti da zone disagiate come <STRONG>Burkina Faso</STRONG>, <STRONG>Bosnia</STRONG> e <STRONG>Bahamas</STRONG>, <EM>«ha messo a disposizione alloggio e attrezzature»</EM> in una struttura a <STRONG>Cardiff</STRONG> in cui per gli aspiranti olimpionici è avvenuta la fase di allenamento pre-olimpico. <EM>«Alla fine siamo riusciti tutti a realizzare il nostro sogno»</EM>. Un sogno chiamato<STRONG> Londra 2012</STRONG>.<br><br>LondraFL0435FL0435faisal.JPGSiNlondra-la-vittoria-di-faisal-il-pugile-che-ha-abbattuto-il-muro-dei-talebani-1007073.htmSi100612201,02,03010228
1761007014NewsLondra 2012Londra 2012: Occhiuzzi argento nella sciabola individuale20120729210022schermaBattuto in finale da Szilagyi 15-8Altra medaglia dalla scherma: Diego Occhiuzzi, dopo aver eliminato tra gli altri Aldo Montano, ha conquistato l'argento nella sciabola individuale, cedendo soltanto in finale all'ungherese Aron Szilagyi per 15-8.<br><br> A fine match il napoletano, vincitore della settima medaglia azzurra, ha dichiarato: <EM>«Forse all'inizio potevo fare meglio, sapevo che partiva forte, ma è la mia prima medaglia e me la godo tutta. Non sono più il gregario di nessuno, ora sono il vice campione olimpico. E' un sogno che in parte giunge inaspettato ed in parte no perché me lo sentivo da questa mattina. Mi sono messo a tirare e tutto è arrivato naturale: non mi sono mai divertito così, è stata la giornata perfetta, una figata. Dedico questa medaglia&nbsp;alla mia famiglia ma soprattutto a me stesso. E' stata una sofferenza da quando avevo sei anni, non è stato poi facile restare all'ombra di grandi campioni come Montano e Tarantino. Ora ci sono anch'io, ed è una grande soddisfazione»</EM> <br><br>FL0141FL0141868465-14657290-640-360.jpgSiNlondra-occhiuzzi-argento-nella-sciabola-individuale-1007014.htmSi100205001,02,03010286
1771006982NewsLondra 2012Oro! Argento! Bronzo! Il fioretto è azzurro!20120728210029fiorettoTre azzurre sul podioE da oggi la storia sono loro: pazzesca affermazione delle tre italiane Elisa Di Francesca, Arianna Errigo e Valentina Vezzali, che nel fioretto individuali hanno occupato il podio conquistando tutt'e tre le medaglie.<br><br> Ha vinto Elisa Di Francesca, battendo la Errigo con un incredibile 12-11 in rimonta: inizialmente sotto 2-7 infatti è riuscita a rimontare e a fissare il risultato finale nell'extra-time. L'eterna Valentina Vezzali invece nella finalina ha battuto 13-12&nbsp;la sudcoreana Nam-Hyun-Hee.<br><br> Emozionatissima la Di Francesca:<EM> «E' una grandissima emozione, sono felicissima. Questo oro me lo sono sudato, in tutti i sensi. Oggi tutto è stato un po' in salita. Era da Pechino che voleva questa medaglia, ci sono riuscita perché sono cambiata e maturata».&nbsp;</EM><br><br> Delusa invece&nbsp;ovviamente la Errigo:<EM> «Sì, certo, è un argento olimpico. Potrei essere contenta ma tra il primo e secondo posto c'è un abisso... Avessi sorriso sul podio, sarebbero scese le lacrime. Ho tirato bene per tutto il torneo, c'era la tensione giusta che però non è andata a buon fine».&nbsp;</EM><br><br> Soddisfatta la Vezzali: <EM>«L'ultima medaglia l'ho portata a casa. Ho tirato col cuore e alla fine la medaglia l'ho portata a casa. La gente ha avuto tanto affetto nei miei confronti, è stato bellissimo, ma mi dispiace non aver tirato tutto fuori quando potevo. E' stata dura andare in pedana dopo aver mancato la finale».</EM><br><br>FL0141FL0141podio_italiano_fioretto_londra20123.jpgSiNoro-argento-bronzo-il-fioretto-e-azzurro-1006982.htmSi100205001,02,03010251
1781006976NewsLondra 2012Londra 2012: arriva dalla pistola la prima medaglia azzurra20120728170646tesconiLuca Tesconi conquista l`argento nella pistola 10mArriva dalla Toscana la prima medaglia azzurra di questa Olimpiade: l`ha centrata il 30enne toscano Luca Tesconi, all`esordio olimpico. Il tiratore ha conquistato l'argento nella pistola 10 m al termine di una gara che lo ha visto rimontare nel finale finendo dietro il sucoreano Jin Jongh, assoluto dominatore.<br><br> Tesconi ha chiuso con 685,8 punti, mentre Jongoh Jin, medaglia d'oro con 688,2. Bronzo al Andrija Zlatic (685,2). Approdato a Londra solo grazie all`ultimo pass disponibile, conquistato agli Europei di Vierumaki con una grande rimonta, il carabiniere non ha sprecato l`occasione.<BR><BR><br><br>FL0411FL041118249629_al-via-gli-europei-di-tiro-segno-0.jpgSiNlondra-arriva-dalla-pistola-la-prima-medaglia-azzurra-1006976.htmSi100427901,02,03010350
1791006939NewsCalciomercatoCavani: «Ma quale Manchester United e Chelsea. Resto a Napoli. Le rapine succedono ovunque» 20120727151531napoli, cavaniNapoli CavaniSorride quando gli chiedono cosa gli ha ispirato l`Old Trafford. «La voglia di tornare al più presto in Champions». Cavani lancia la sfida per la prossima stagione uscendo da un prefabbricato-spogliatoio nel garage dello stadio del Manchester United. L`Uruguay ha vinto soffrendo al debutto olimpico e le bandiere della Celeste sventolano anche nella zona interviste. Edinson parla prima di abbracciare la signora Liliam Kechichian, bionda e corpulenta ministro dello sport di Montevideo che scatta foto ai suoi idoli.<BR><BR>In campo due giorni dopo la rapina a sua moglie Soledad a Napoli, sono stati giorni difficili.<BR>«Sono cose che succedono dappertutto, adesso dobbiamo reagire e recuperare la tranquillità. Io sono tranquillo anche se è stata una giornata difficile: ero lontano, in ritiro qui a Manchester, mi sentivo impotente. Poi sono passate le ore e adesso la famiglia deve cercare di avere fiducia nel futuro».<BR><BR>Ha pensato di lasciare Napoli?<BR>«Se fosse stato un tifoso del Napoli a fare quella rapina, non ci avrei pensato un secondo e sarei andato via. Ma quello non è un tifoso, non è uno di quei napoletani che in questi anni mi hanno dimostrato grande affetto».<BR><BR>Ha letto le parole di De Laurentiis?<BR>«Qualche titolo di giornale».<BR><BR>Il presidente ha posto un ultimatum su una eventuale richiesta di aumento di stipendio, minacciando di mandarla in panchina.<BR>«De Laurentiis sa cosa dice. Io non rispondo a parole, ma sul campo. Credo che quanto ho fatto finora rappresenti qualcosa di importante per il Napoli».<BR><BR>Sessantasei gol tra campionato e coppe in due stagioni.<BR>«Una buona percentuale, mi sembra».<BR><BR>Che effetto le ha fatto tornare a Manchester, dove ha segnato il primo gol in Champions?<BR>«Belle sensazioni. C`è la voglia di tornare presto in Champions League».<BR>Il Manchester United è uno dei club inglesi che si sono interessati a Cavani, come il Chelsea.<BR>«Rispondo forza Napoli».<BR><BR>Le piacerebbe giocare in Premier League?<BR>«Sicuramente. Si dice che il calcio inglese sia all`avanguardia, perché non pensarci un giorno se ci fosse questa possibilità?».<BR><BR>Per ora si è presentato a Manchester con l`Uruguay: non è stata una grande partita.<BR>«Abbiamo sofferto contro gli Emirati Arabi, un match difficile specie nel primo tempo. Meglio nella ripresa, quando Tabarez ha cambiato modulo. Non bisogna farsi illusioni: è difficile giocare contro l`Uruguay, ma è difficile giocare anche per noi, gli avversari sono tutti di qualità ormai».<BR><BR>Cavani sotto tono, perché?<BR>«Abbiamo sofferto un po` tutti. Io ho giocato lontano dall`area, perché c`era la necessità di rientrare. Ma l`ho fatto volentieri, come anche nel Napoli. Siamo un gruppo, dobbiamo aiutarci e cercare di arrivare più avanti possibile».<BR><BR>Qual è l`obiettivo dell`Uruguay?<BR>«Partita dopo partita, vorremmo arrivare in finale. Abbiamo sempre puntato al massimo e così siamo riusciti ad arrivare quarti ai Mondiali e a vincere la Coppa America».<BR><BR>Ha saputo? La prima di campionato sarà Palermo-Napoli.<BR><BR>1007856adm001adm001matador-esulta.jpgSiNcavani-ma-quale-manchester-united-e-chelsea-resto-a-napoli-le-rapine-succedono-ovunque-1006939.htmSiT1000017100075701,02,03,08010377
1801006938NewsLondra 2012Olimpiadi di Londra 2012 Il medagliere azzurro20120727145036medaglie olimpiche,medagliere olimpico,giochi olimpici,london 2012<STRONG><BR><BR> <H2> <H2>MEDAGLIERE ITALIA LONDRA 2012</H2> <TABLE border=0 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%"> <TBODY> <TR> <TD>Medaglia</TD> <TD>Disciplina</TD> <TD>Atleta</TD> <TD>Data</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro con l'Arco (Squadre/U) </TD> <TD>Michele Frangilli, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale)</TD> <TD>Elisa Di Francisca </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Canoa (K1 slalom) </TD> <TD>Daniele Molmenti </TD> <TD>01/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /D) </TD> <TD>Elisa Di Francisca , Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Valentina Vezzali </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /D) </TD> <TD>Jessica Rossi </TD> <TD>04/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Scherma (Fioretto a squadre /U) </TD> <TD>Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Andrea Baldini , Andrea Cassarà </TD> <TD>05/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 3 posizioni) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Oro</TD> <TD>Taekwondo 80+ U</TD> <TD>Carlo Molfetta</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Pistola 10 metri a.c.) </TD> <TD>Luca Tesconi </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Arianna Errigo </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Scherma (Sciabola individuale) </TD> <TD>Diego Occhiuzzi </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Segno (Carabina 10 metri) </TD> <TD>Niccolò Campriani </TD> <TD>30/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento </TD> <TD>Canottaggio (Due di coppia /U) </TD> <TD>Romano Battisti, Alessio Sartori </TD> <TD>02/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Tiro a Volo (Fossa Olimpica /U) </TD> <TD>Massimo Fabbrizi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato Pesi Massimi</TD> <TD>Clemente Russo</TD> <TD>11/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pugilato (Categoria +91 kg) </TD> <TD>Roberto Cammarelle </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Argento</TD> <TD>Pallanuoto Maschile</TD> <TD>Matteo Aicardi, Arnaldo Deserti, Maurizio Felugo, Pietro Figlioli , Deni Fiorentini, Valentino Gallo, Massimo Giacoppo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Amaurys Perez, Christian Presciutti, Stefano Tempesti</TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Fioretto individuale) </TD> <TD>Valentina Vezzali </TD> <TD>28/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Judo (cat. 52 kg) </TD> <TD>Rosalba Forciniti </TD> <TD>29/07/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Scherma (Sciabola a squadre) </TD> <TD>Aldo Montano , Diego Occhiuzzi, Luigi Samele, Luigi Tarantino </TD> <TD>03/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Anelli ) </TD> <TD>Matteo Morandi </TD> <TD>06/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Nuoto Maratona 10Km Donne </TD> <TD>Martina Grimaldi</TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Salto Triplo </TD> <TD>Fabrizio Donato </TD> <TD>09/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Taekwondo U 80Kg</TD> <TD>Mauro Sarmiento</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pugilato SL</TD> <TD>Vincenzo Mangiacapre</TD> <TD>10/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Pallavolo maschile </TD> <TD>Andrea Bari, Emanuele Birarelli, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Samuele Papi, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica, Ivan Zaytsev </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ginnastica (Ritmica a squadre) </TD> <TD>Elisa Blanchi, Romina Laurito, Marta Pagnini, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Andreea Stefanescu </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR> <TR> <TD>Bronzo</TD> <TD>Ciclismo (Mountain Bike /U) </TD> <TD>Marco Aurelio Fontana </TD> <TD>12/08/2012</TD></TR></TBODY></TABLE> <H1>MEDAGLIERE OLIMPICO LONDRA 2012</H1> <TABLE width="100%"> <TBODY> <TR> <TD></TD> <TD>Nazione </TD> <TD>Medaglie Oro</TD> <TD>Medaglie Argento</TD> <TD>Medaglie Bronzo</TD> <TD>Tot.Medaglie </TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie U.S.A." src="/pics/flag/usa.png"></TD> <TD>Usa</TD> <TD>46</TD> <TD>29</TD> <TD>29</TD> <TD>104</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Cina" src="/pics/flag/cina.png"></TD> <TD>Cina</TD> <TD>38</TD> <TD>27</TD> <TD>23</TD> <TD>88</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie G.B." src="/pics/flag/gb.png"></TD> <TD>Gran Bretagna</TD> <TD>29</TD> <TD>17</TD> <TD>19</TD> <TD>65</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/russia.png"></TD> <TD>Russia</TD> <TD>24</TD> <TD>26</TD> <TD>32</TD> <TD>82</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/coreas.png"></TD> <TD>Corea Del Sud</TD> <TD>13</TD> <TD>8</TD> <TD>7</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/germania.png"></TD> <TD>Germania</TD> <TD>11</TD> <TD>19</TD> <TD>14</TD> <TD>44</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/francia.png"></TD> <TD>Francia</TD> <TD>11</TD> <TD>11</TD> <TD>12</TD> <TD>34</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Italia Londra 2012" src="/pics/flag/italia.png"></TD> <TD>ITALIA</TD> <TD>8</TD> <TD>9</TD> <TD>11</TD> <TD>28</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ungheria.png"></TD> <TD>Ungheria</TD> <TD>8</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/australia.png"></TD> <TD>Australia</TD> <TD>7</TD> <TD>16</TD> <TD>12</TD> <TD>35</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/giappone.png"></TD> <TD>Giappone</TD> <TD>7</TD> <TD>14</TD> <TD>17</TD> <TD>38</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kazakistan.png"></TD> <TD>Kazakistan</TD> <TD>7</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/olanda.png"></TD> <TD>Olanda</TD> <TD>6</TD> <TD>6</TD> <TD>8</TD> <TD>19</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/ucraina.png"></TD> <TD>Ucraina</TD> <TD>6</TD> <TD>5</TD> <TD>9</TD> <TD>20</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/nuova-zelanda.png"></TD> <TD>Nuova Zelanda</TD> <TD>6</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>13</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/cuba.png"></TD> <TD>Cuba</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>6</TD> <TD>14</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/iran.png"></TD> <TD>Iran</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>3</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Giamaica" src="/pics/flag/giamaica.png"></TD> <TD>Giamaica</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>4</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Rep.Ceca" src="/pics/flag/repceca.png"></TD> <TD>Rep.Ceca</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/corean.png"></TD> <TD>Corea del Nord</TD> <TD>4</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Spagna" src="/pics/flag/spagna.png"></TD> <TD>Spagna</TD> <TD>3</TD> <TD>10</TD> <TD>4</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Brasile" src="/pics/flag/brasile.png"></TD> <TD>Brasile</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD> <TD>6</TD> <TD>17</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/sudafrica.png"></TD> <TD>Sudafrica</TD> <TD>3</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/etiopia.png"></TD> <TD>Etiopia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>7 <TD></TD> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/croazia.png"></TD> <TD>Croazia</TD> <TD>3</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/bielorussia.png"></TD> <TD>Bielorussia</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/romania.png"></TD> <TD>Romania</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD> <TD>2</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/kenia.png"></TD> <TD>Kenia</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>5</TD> <TD>11</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/danimarca.png"></TD> <TD>Danimarca</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>9</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/azerbaigian.png"></TD> <TD>Azerbaigian</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/polonia.png"></TD> <TD>Polonia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>6</TD> <TD>10</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Turchia" src="/pics/flag/turchia.png"></TD> <TD>Turchia</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Svizzera" src="/pics/flag/svizzera.png"></TD> <TD>Svizzera</TD> <TD>2</TD> <TD>2</TD> <TD>0</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lituania" src="/pics/flag/Lituania.png"></TD> <TD>Lituania</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Norvegia" src="/pics/flag/norvegia.png"></TD> <TD>Norvegia</TD> <TD>2</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/canada.png"></TD> <TD>Canada</TD> <TD>1</TD> <TD>5</TD> <TD>12</TD> <TD>18</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/svezia.png"></TD> <TD>Svezia</TD> <TD>1</TD> <TD>4</TD> <TD>3</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/colombia.png"></TD> <TD>Colombia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD> <TD>8</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/georgia.png"></TD> <TD>Georgia</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Messico" src="/pics/flag/Messico.png"></TD> <TD>Messico</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>3</TD> <TD>7</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/irlanda.png"></TD> <TD>Irlanda</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD> <TD>5</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Argentina" src="/pics/flag/argentina.png"></TD> <TD>Argentina</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Serbia" src="/pics/flag/Serbia.png"></TD> <TD>Serbia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Slovenia" src="/pics/flag/slovenia.png"></TD> <TD>Slovenia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/tunisia.png"></TD> <TD>Tunisia</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>3</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie " src="/pics/flag/dominicana.png"></TD> <TD>Rep.dominicana</TD> <TD>1</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Trinidad" src="/pics/flag/trinidad.png"></TD> <TD>Trinidad e Tobago</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Uzbekistan" src="/pics/flag/Uzbekistan.png"></TD> <TD>Uzbekistan</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Lettonia" src="/pics/flag/Lettonia.png"></TD> <TD>Trinidade Lettonia</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD> <TD>2</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt="Medaglie Algeria" src="/pics/flag/Algeria.png"></TD> <TD>Algeria</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>0</TD> <TD>1</TD></TR> <TR> <TD><IMG class=sm alt=Bahamas src="/pics/flag/Bahamas.png"></TD> <TD>Bahamas</TD> <TD>1</TD> <TD>0</TD> <TD>3</TD> <TD>4</TD></TR></TBODY></TABLE></H2></STRONG>WM01MSWM01MSmedaglie-olimpiche-londra-2012.jpgNoNmedagliere-olimpiadi-londra-1006938.htmNo100075601,02,03010359
1811006687NewsLondra 2012Olimpiadi, Londra fortino militare20120720140937Olimpiadi, terrorismoGrande spiegamento di forze per scongiurare minaccia terrorismo. E la paura di Monaco `72 si ravviva...<SPAN style=«FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial»><STRONG>Londra</STRONG> blindatissima per i <STRONG>Giochi Olimpici</STRONG>, che inizieranno tra otto giorni. Per scongiurare la minaccia terrorismo, il governo britannico ha disposto l'impiego di circa <STRONG>19mila</STRONG> soldati, il doppio dei militari inglesi presenti di stanza in <STRONG>Afghanistan</STRONG> secondo il quotidiano <EM><SPAN style=«FONT-FAMILY: Arial»>The Sun</SPAN></EM>. Il tabloid londinese rivela anche che il Ministro dell'Interno Theresa May oggi&nbsp;predisporrà l'eventuale introduzione di altri duemila soldati. Già in questi giorni l'aeroporto della capitale è&nbsp;in stato di stretta sorveglianza, con poliziotti armati di mitra e giubbotti antiproiettile. <?xml:namespace prefix = o ns = «urn:schemas-microsoft-com:office:office» /><o:p></o:p></SPAN><br><br> <SPAN style=«FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial»>Con questa grande mobilitazione di forze per evitare, come ribadito sopra, possibili atti terroristici, la mente non può che ritornare all'attentato di <STRONG>Monaco '72</STRONG>. Un gruppo di feddayn appartenenti all'organizzazione <EM><SPAN style=«FONT-FAMILY: Arial»>Settembre Nero</SPAN></EM> penetrò all'interno del villaggio olimpico sequestrando diversi atleti della rappresentativa israeliana. Dopo trattative e uno scontro a fuoco con la polizia, il bilancio fu di 17 morti (11 atleti, 5 terroristi e un poliziotto) in quello che fu ricordato come il <EM>Massacro di Monaco</EM>. A proposito: a Londra probabilmente non verrà ricordata la strage nonostante ricorra quest'anno il quarantesimo anniversario dell'accaduto.</SPAN><br><br>Londra FL0435FL0435guardie.JPGSiNolimpiadi-londra-fortino-militare-1006687.htmSi100612201,02,03010495
1821006660NewsCalciomercatoRoma, Totti: «Vogliamo essere protagonisti per i nostri tifosi»20120719221531roma, tottiRoma Totti«Inizia una stagione in cui vogliamo una grande Roma, perche' questa e' una grande squadra che merita grandi riconoscimenti. Li meritano i nostri tifosi, che ci seguono sempre. Il loro amore e' indicibile». <br><br> <STRONG>Francesco Totti</STRONG> ha chiuso l'evento organizzato all'Olimpico per salutare la squadra in partenza per la tournee in Usa tra Chicago, Boston e New York. «Penso sia doveroso essere conosciuti in tutto il mondo e avendo una proprieta' americana poi e' giusto andare negli Usa».<br><br>C1000009adm001adm001totti.jpgSiNroma-totti-vogliamo-essere-protagonisti-per-i-nostri-tifosi-1006660.htmSiT1000012100075701,02,03010276
1831006419NewsLondra 2012Gioia Pistorius, a Londra ci sarà20120711175000Londra 2012, Oscar PistoriusPrimo paratleta nella storia dei Giochi, correrà 400 metri e staffetta 4x400<P>Chi la dura la vince. <STRONG>Oscar Pistorius</STRONG>, l'atleta paralimpico che corre con delle protesi in fibra di carbonio dopo aver subito l'amputazione di entrambi gli arti inferiori, parteciperà ai Giochi Olimpici di <STRONG>Londra 2012</STRONG>, disputando la staffetta 4x400 e i 400 metri. Proprio la partecipazione alla gara individuale era stata messa a rischio dal tempo di 45"52 conseguito nelle qualificazioni, che non era sufficiente per ottenere il pass (il tempo minimo era di 45"30).&nbsp;Ma poiché&nbsp;il paratleta ha registrato il miglior tempo&nbsp;dell'anno&nbsp;in Sudafrica ai campionati nazionali di Pretoria - 45"20 -&nbsp;Il comitato olimpico ha deciso di scegliere comunque Pistorius. Un sogno che si avvera, dopo sacrifici e polemiche (riguardo le sue "gambe artificiali", che ne agevolerebbero le&nbsp;prestazioni). Sogno che sembrava essersi infranto dopo la mancata partecipazione all'edizione precedente dei Giochi a <STRONG>Pechino</STRONG>, dopo aver addirittura superato i test di qualificazione. La sua partecipazione entrerà nella storia a prescindere dai risultati che conseguirà, in quanto si tratta del primo&nbsp;corridore paralimpico a partecipare alle Olimpiadi. Altri due paratleti hanno partecipato ai Giochi, nella disciplina del tiro con l'arco: la neozelandese Neroli Fairhall a Los Angeles 1984 e l'italiana Paola Fantato nel '96 ad Atlanta. Ma nell'atletica leggera quello di Pistorius è un <STRONG>caso inedito</STRONG>. </P> <P>L'atleta sudafricano ha usato Twitter per esprimere tutto il suo gaudio: <EM>"Oggi e' uno dei giorni più felici della mia vita. Sarà un'esperienza fantastica, andrò a Londra 2012 per prendere parte sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi. Sarà un onore e sono fiero per tutti i sacrifici che ho fatto in questi anni. Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di diventare l'atleta che sono! Dio, la mia famiglia, gli amici, i mie avversari e i miei sostenitori"</EM>. </P> <P>Il&nbsp;presidente del&nbsp;Comitato Italiano Paralimpico <STRONG>Luca Pancalli</STRONG> ha&nbsp;commentato il fatto con queste parole: <EM>"La qualificazione di Oscar ai Giochi è un risultato straordinario.&nbsp;Non solo per lui, ma per tutto il movimento, che non potrà che trarre ulteriore visibilità da questo evento storico. La sua caparbietà nel raggiungere l'obiettivo è stata encomiabile"</EM>. Comunque vadano questi Giochi, Pistorius ha già conseguito la sua <EM>Sweetest Victory </EM>- come la definirebbero i <EM>Touch </EM>- . La vittoria&nbsp;più dolce di tutte, quella di aver superato i propri limiti con la forza di volontà. La prima, platonica, medaglia d'oro dei Giochi è sua d'obbligo.</P>FL0435FL0435pistorius.jpgSiNgioia-pistorius-a-londra-ci-sara-1006419.htmSi100612201,02,03010469
1841006203NewsCalciomercatoL`Inter vuole Monzon20120704100775InterL`Inter su Monzon&nbsp; <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">In attesa di formalizzare la cessione di Maicon e con il probabile dirottamento al centro di <STRONG>Chivu</STRONG>, come vice <STRONG>Samuel</STRONG>, i principali obiettivi del mercato dell'<STRONG>Inter</STRONG> diventano indiscutibilmente gli esterni difensivi. Possibilmente giovani e a basso costo. </P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Nella lista degli osservati speciali spunta un nome nuovo: l' argentino <STRONG>Luciano Fabian Monzon</STRONG>. </P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><A name=divAdnetKeyword1></A>Campione olimpico a Pechino 2008 in compagnia dei vari <STRONG>Messi</STRONG>, <STRONG>Aguero</STRONG> e <STRONG>Di Maria</STRONG>, il laterale nizzardo si distingue per l`eccellente capacità propulsiva e per quel mix di delicatezza e potenza che è il suo piede mancino. Facilità di calcio con la quale ha realizzato addirittura 10 reti nell`ultima Ligue 1, frutto di rigori e punizioni tirati con straordinaria precisione e sicurezza. </P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><A name=divAdnetKeyword2></A>Malgrado la quotazione sia già salita intorno ai 5/6 milioni, il prezzo rimane comunque accessibile. Ma occhio alla concorrenza di <STRONG>Arsenal</STRONG>, <STRONG>Schalke</STRONG>, <STRONG>Marsiglia</STRONG> e <STRONG>Lione.</STRONG> </P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR></P> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Bisogna anche ricordare che due anni fa il suo trasferimento all`Udinese fu bloccato sul più bello per un problema cardiaco riscontrato nelle visite mediche: Fabian ha infatti la valvola aortica bicuspide (normalmente sarebbe tricuspide), una malformazione congenita che però, di per sé, non preclude in tutti i casi l`idoneità sportiva agonistica. </P>C1000009MilanoFL0411FL0411massimo-moratti.jpgSiNinter-vuole-monzon-1006203.htmSiT1000026100427901,02,03010434
1851006033NewsLondra 2012Londra 2012, la lista dei partecipanti al torneo di Tennis. Per l`Italia tutte le big20120627124531tennisLondra 2012 Tennis<P>Questa la lista dei partecipanti al torneo olimpico di Londra 2012. Si giocherà sui campi in erba di Wimbledon:</P> <P>MEN`S SINGLES ENTRY LIST</P> <P>Argentina Juan Martin del Potro, Juan Monaco, Carlos Berlocq, David Nalbandian</P> <P>Australia Bernard Tomic, Lleyton Hewitt (*)</P> <P>Austria Jurgen Melzer</P> <P>Belgium Olivier Rochus, David Goffin, Steve Darcis</P> <P>Brazil Thomaz Bellucci (*)</P> <P>Bulgaria Grigor Dimitrov</P> <P>Canada Milos Raonic, Vasek Pospisil (*)</P> <P>Chinese Taipei Lu Yen-Hsun</P> <P>Colombia Santiago Giraldo, Alejandro Falla</P> <P>Croatia Marin Cilic, Ivo Karlovic, Ivan Dodig</P> <P>Cyprus Marcos Baghdatis</P> <P>Czech Republic Tomas Berdych, Radek Stepanek</P> <P>Finland Jarkko Nieminen</P> <P>France Jo-Wilfried Tsonga, Gilles Simon, Gael Monfils, Richard Gasquet</P> <P>Germany Philipp Kohlschreiber</P> <P>Great Britain Andy Murray</P> <P>India Somdev Devvarman (*)</P> <P><STRONG><EM>Italy Andreas Seppi, Fabio Fognini</EM></STRONG></P> <P>Japan Kei Nishikori, Go Soeda, Tatsuma Ito</P> <P>Kazakhstan Mikhail Kukushkin</P> <P>Luxembourg Gilles Muller</P> <P>Netherlands Robin Haase</P> <P>Poland Lukasz Kubot</P> <P>Romania Adrian Ungur (*)</P> <P>Russia Mikhail Youzhny, Alex Bogomolov Jr, Nikolay Davydenko, Dmitry Tursunov</P> <P>Serbia Novak Djokovic, Janko Tipsarevic, Victor Troicki</P> <P>Slovak Republic Lukas Lacko, Martin Klizan</P> <P>Slovenia Blaz Kavcic (*)</P> <P>Spain Rafael Nadal, David Ferrer, Nicolas Almagro, Fernando Verdasco</P> <P>Switzerland Roger Federer, Stanislas Wawrinka</P> <P>Tunisia Malek Jaziri (*)</P> <P>Ukraine Sergiy Stakhovsky (*)</P> <P>USA John Isner, Andy Roddick, Donald Young, Ryan Harrison</P> <P>Uzbekistan Denis Istomin</P> <P>(*) ITF Place</P> <P><BR>WOMEN`S SINGLES ENTRY LIST</P> <P>Australia Samantha Stosur</P> <P>Belarus Victoria Azarenka</P> <P>Belgium Yanina Wickmayer, Kim Clijsters</P> <P>Bulgaria Tsvetana Pironkova</P> <P>Canada Aleksandra Wozniak</P> <P>China, P.R. Li Na, Peng Shuai, Zheng Jie</P> <P>Chinese Taipei Hsieh Su-Wei</P> <P>Croatia Petra Martic</P> <P>Czech Republic Petra Kvitova, Lucie Safarova, Petra Cetkovska, Klara Zakopalova</P> <P>Denmark Caroline Wozniacki</P> <P>Estonia Kaia Kanepi</P> <P>France Alize Cornet (*)</P> <P>Georgia Anna Tatishvili (*)</P> <P>Germany Angelique Kerber, Sabine Lisicki, Andrea Petkovic, Julia Goerges</P> <P>Great Britain Anne Keothavong (*), Elena Baltacha (*)</P> <P>Hungary Agnes Szavay</P> <P>Israel Shahar Peer</P> <P><STRONG><EM>Italy Sara Errani, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Francesca Schiavone</EM></STRONG></P> <P>Kazakhstan Galina Voskoboeva, Yaroslava Shvedova</P> <P>Liechtenstein Stephanie Vogt (#)</P> <P>New Zealand Marina Erakovic</P> <P>Paraguay Veronica Cepede Royg (#)</P> <P>Poland Agnieszka Radwanska, Urszula Radwanska</P> <P>Romania Monica Niculescu, Simona Halep, Sorana Cirstea, Irina-Camelia Begu</P> <P>Russia Maria Sharapova, Vera Zvonareva, Maria Kirilenko, Nadia Petrova</P> <P>Serbia Ana Ivanovic, Jelena Jankovic</P> <P>Slovak Republic Dominika Cibulkova, Daniela Hantuchova</P> <P>Slovenia Polona Hercog</P> <P>Spain Anabel Medina Garrigues, Carla Suarez Navarro, Maria Jose Martinez Sanchez, Silvia Soler-Espinosa</P> <P>Sweden Sofia Arvidsson</P> <P>Switzerland Timea Bacsinszky</P> <P>Tunisia Ons Jabeur (*)</P> <P>Ukraine Alona Bondarenko, Kateryna Bondarenko (*)</P> <P>USA Serena Williams, Christina McHale, Venus Williams, Varvara Lepchenko</P> <P>(*) ITF Place</P> <P>(#) Tripartite Commission Invitation Place</P> <P>MEN`S DOUBLES ENTRY LIST</P> <P>Argentina David Nalbandian/Eduardo Schwank (*)</P> <P>Austria Jurgen Melzer/Alexander Peya</P> <P>Belarus Alexander Bury/Max Mirnyi</P> <P>Brazil Marcelo Melo/Bruno Soares, Thomaz Bellucci/Andre Sa (*)</P> <P>Canada Daniel Nestor/Vasek Pospisil</P> <P>Colombia Juan Sebastian Cabal/Santiago Giraldo (*)</P> <P>Croatia Marin Cilic/Ivan Dodig</P> <P>Czech Republic Tomas Berdych/Radek Stepanek</P> <P>France Michael Llodra/Jo-Wilfried Tsonga, Julien Benneteau/Richard Gasquet</P> <P>Germany Christopher Kas/Philipp Petzschner</P> <P>Great Britain Andy Murray/Jamie Murray, Colin Fleming/Ross Hutchins</P> <P>India Leander Paes/Vishnu Vardhan, Mahesh Bhupathi/Rohan Bopanna</P> <P>Israel Jonathan Erlich/Andy Ram (*)</P> <P><STRONG><EM>Italy Daniele Bracciali/Andreas Seppi</EM></STRONG></P> <P>Japan Kei Nishikori/Go Soeda (*)</P> <P>Netherlands Robin Haase/Jean-Julien Rojer</P> <P>Poland Mariusz Fyrstenberg/Marcin Matkowski</P> <P>Romania Horia Tecau/Adrian Ungur (*)</P> <P>Russia Nikolay Davydenko/Mikhail Youzhny (*)</P> <P>Serbia Janko Tipsarevic/Nenad Zimonjic, Novak Djokovic/Victor Troicki</P> <P>Slovak Republic Martin Klizan/Lukas Lacko (*)</P> <P>Spain Marcel Granollers/Rafael Nadal, David Ferrer/Feliciano Lopez</P> <P>Sweden Johan Brunstrom/Robert Lindstedt</P> <P>Switzerland Roger Federer/Stanislas Wawrinka</P> <P>USA Bob Bryan/Mike Bryan, John Isner/Andy Roddick</P> <P>(*) ITF Place</P> <P>WOMEN`S DOUBLES ENTRY LIST</P> <P>Argentina Gisela Dulko/Paola Suarez</P> <P>Australia Jarmila Gajdosova/Anastasia Rodionova, Casey Dellacqua/Samantha Stosur</P> <P>Canada Stephanie Dubois/Aleksandra Wozniak (*)</P> <P>China, P.R. Peng Shuai/Zheng Jie, Li Na/Zhang Shuai</P> <P>Chinese Taipei Chuang Chia-Jung/Hsieh Su-Wei (*)</P> <P>Czech Republic Andrea Hlavackova/Lucie Hradecka, Petra Cetkovska/Lucie Safarova</P> <P>France Alize Cornet/Kristina Mladenovic (*)</P> <P>Georgia Margalita Chakhnashvili/Anna Tatishvili (*)</P> <P>Germany Angelique Kerber/Sabine Lisicki, Julia Goerges/Andrea Petkovic</P> <P>Great Britain Laura Robson/Heather Watson (*)</P> <P>Hungary Timea Babos/Agnes Szavay (*)</P> <P>India Rushmi Chakravarthi/Sania Mirza (*)</P> <P><STRONG><EM>Italy Sara Errani/Roberta Vinci, Flavia Pennetta/Francesca Schiavone</EM></STRONG></P> <P>Kazakhstan Yaroslava Shvedova/Galina Voskoboeva</P> <P>Poland Agnieszka Radwanska/Urszula Radwanska, Klaudia Jans-Ignacik/Alicja Rosolska</P> <P>Romania Irina-Camelia Begu/Monica Niculescu, Sorana Cirstea/Simona Halep</P> <P>Russia Maria Kirilenko/Nadia Petrova, Ekaterina Makarova/Elena Vesnina</P> <P>Slovak Republic Dominika Cibulkova/Daniela Hantuchova</P> <P>Slovenia Andreja Klepac/Katarina Srebotnik</P> <P>Spain Nuria Llagostera Vives/Maria Jose Martinez Sanchez,</P> <P>Anabel Medina Garrigues/Arantxa Parra Santonja</P> <P>Ukraine Alona Bondarenko/Kateryna Bondarenko (*)</P> <P>USA Liezel Huber/Lisa Raymond, Serena Williams/Venus Williams</P> <P>ubitennis.com</P>adm001adm001tennis italia.jpgSiNlondra-la-lista-dei-partecipanti-al-torneo-di-tennis-per-l-italia-tutte-le-big-1006033.htmSi100075701,02,03010575
1861005646NewsCampionatiPetrucci: «Coni-Roma: un matrimonio felice»20120609154531RomaRaggiunto l`accordo per l`OlimpicoL'obiettivo è arrivare a poter giocare nel nuovo impianto di proprietà entro il 2016-17. Fino ad allora, però, la casa della Roma sarà l'Olimpico. La società giallorossa ha infatti presentato la partnership triennale che la vedrà al fianco del Coni per lo sfruttamento dello stadio e del Parco del Foro Italico. Quello tra il club giallorosso e il comitato olimpico è stato definito dal presidente del Coni, Gianni Petrucci "<I>un matrimonio felice</I>".<STRONG> "<I>Con la Roma è stato un colpo di fulmine, amore a prima vista</I></STRONG>- le parole del massimo dirigente dello sport italiano, che per l'occasione ha ricevuto in regalo dalla Roma una maglia col proprio nome e il numero 1 stampati sulle spalle -<STRONG><I>Stiamo dimostrando le cose con i fatti e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. È un matrimonio felice perchè si va oltre l'accordo sportivo. Il marchio Roma infatti è importante e dà sempre risultati. La Roma è partita con il piede giusto, noi siamo contenti e fieri</I>".<BR></STRONG>C1000009RomaFL0112FL0112Roma-stadio-Olimpico-bis.jpgSiNroma-raggiunto-accordo-per-olimpico-1005646.htmNoT1000012100456601,02,03010192
1871005475NewsLondra 2012Brasile meravigliao20120531145019pato-neymar-thiago silvaIn gol anche Pato<P>Vince e convince il Brasile&nbsp;olimpico guidato dal ct Menezes: 4-1 agli Stati Uniti e con tanto spettacolo.</P> <P>In gol Neymar, su calcio di rigore procuratosi da Leandro Damiao, Thiago Silva, su assist da calcio d'angolo di Neymar, Marcelo,&nbsp;dopo una&nbsp;splendida azione sulla sinistra tra lui e il solito Neymar, e, udite udite, Alexandre Pato, con uno splendido diagonale destro dall'interno dell'area.</P> <P>Adesso il prossimo banco di prova per i verdeoro in vista di Londra 2012&nbsp; è l'Argentina di Leo Messi.</P>FL0141FL0141soc_u_neymar01jr_576.jpgSiNbrasile-meravigliao-1005475.htmNo100205001,02,03030215
1881005223NewsCampionatiGame over Juve: al Napoli la coppa Italia20120521095542juve-napoliVittoria per 2-0 degli azzurri<P>Uno scudetto, 42partite da imbattuta e tanta convinzione nel poter vincere anche questa coppa Italia contro un Napoli che ha concluso il campionato al di sotto delle aspettative.</P> <P>Ma il calcio è tutt'altra cosa e pronostici e aspettative spesso vengono totalmente deluse: il "piccolo" Napoli batte la Juve campione d'Italia 2-0 e vince un trofeo molto rivalutato negli ultimi anni. </P> <P>Era l'ultima con le rispettive maglie di due fenomeni come Del Piero e Lavezzi: se quest'ultimo non ha deluso le aspettative, il bianconero fra un pò d'anni probabilmente preferirà ricordarsi come ultima partita in bianconero la grande festa dello Juventus Stadium di domenica scorsa. Nella splendida cornice dell'Olimpico, pieno in ogni ordine di posto,Conte s affida agli uomini di cppa Storari, Caceres, Estigarribia e Borriello, mentre Mazzarri schiera l'11 titolare con Dzemaili (al posto di Gargano) accanto a Inler a centrocampo e i tre tenori in avanti.</P> <P>Non un grande match nel primo tempo con la Juve che fa la partita senza però incidere più di tanto: degna di nota solo una bella conclusione di Borriello, fuori di poco. </P> <P>Nella ripresa al 53' Dzemaili chiede il rigore per fallo di mano di Liechsteiner, l'arbitro non concede: al 62' però su una bellissima imbucata del Pocho Lavezzi, costringe Storari a metterlo giù. Dal dischetto Cavani non sbaglia.</P> <P>Attacca la Juve, dentro Pepe e Vucinic per Del Piero e Liechsteiner e la squadra diventa molto più veloce: sfiorano il pari Bonucci e Quagliarella che si devono arrendere a un grande De Sanctis. In contropiede all'83' Pandev avanza centralmente e mette a tu per tu con Storari Hamsik, che non sbaglia.</P> <P>Dopo 22 anni il Napoli rialza una coppa con un valore speciale.</P> <P>&nbsp;</P>Stadio Olimpico di RomaFL0141FL0141hamsik.jpgSiNgame-over-juve-al-napoli-la-coppa-italia-1005223.htmSi100205001,02,03030301
1891005195NewsCoppeJuventus, i convocati per il Napoli20120519144531juventus, napoliAssente Chiellini<STRONG>Antonio Conte</STRONG> ha convocato 20 giocatori per la finalissima di Coppa Italia contro il <STRONG>Napoli</STRONG>, in programma domani sera alle 21 allo Stadio Olimpico di Roma. Non figurano nella lista gli infortunati Chiellini e De Ceglie. Fuori per scelta tecnica anche Elia e Krasic.<BR>Questo l`elenco completo:<BR>PORTIERI: 1 Buffon, 13 Manninger, 30 Storari<BR>DIFENSORI: 4 Caceres, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 26 Lichtsteiner<BR>CENTROCAMPISTI: 7 Pepe, 8 Marchisio, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Vidal, 24 Giaccherini, 28 Estigarribia, 34 Marrone.<BR>ATTACCANTI: 10 Del Piero, 14 Vucinic, 18 Quagliarella, 23 Borriello, 32 Matri.<BR>C1000009adm001adm001chiellini 2.jpgSiNjuventus-napoli-conte-1005195.htmSiT1000007100075701,02,03,06030230
1901005184NewsCalciomercatoNapoli, De Laurentiis: «Destino di Lavezzi legato alla sua clausola»20120519091531napoli, de laurentiis, lavezziArrivare a questo punto è un motivo di orgoglioSul <EM>Corriere dello Sport</EM>, troviamo le parole di<STRONG> Aurelio De Laurentiis</STRONG>, presidente del <STRONG>Napoli</STRONG> che domani sera affronterà la <STRONG>Juventus </STRONG>nella finale di Coppa Italia: "Arrivare a questo punto è un motivo di orgoglio: in questi anni abbiamo lavorato a testa bassa per il popolo azzurro. In 30.000 all'Olimpico? Spero che per questi tifosi, ma anche per quelli che resteranno a casa, sia possibile festeggiare. Sarebbe un premio meritato per la squadra, il tecnico, i collaboratori e la società. Lavezzi? Ha una clausola rescissoria, il suo destino è legato ad essa. Non piace solo in Italia e Francia, ma anche in Inghilterra, Germania e Russia. Mazzarri? È il nostro allenatore, non solo in ragione di un contratto, ma anche della condivisione sulle scelte sin qui fatte".C1000009adm001adm001de laurentiis.jpgSiNnapoli-de-laurentiis-destino-lavezzi-legato-a-clausola-1005184.htmSiT1000017100075701,02,03,08030263
1911005175NewsCoppeJuventus-Napoli, i convocati di Mazzarri20120518211531juventus, napoli, mazzarriLa squadra partirà per Roma <P>Seduta pomeridiana per il <STRONG>Napoli</STRONG> a Castelvolturno. Gli azzurri preparano la finale di Tim Cup 2012 di domenica all'Olimpico di <STRONG>Roma </STRONG>contro la<STRONG> Juventus</STRONG>.</P> <P>In avvio riscaldamento col pallone. Successivamente esercitazioni atletiche e seduta tecnico tattica. La squadra partirà per Roma domani mattina e nel pomeriggio effettuerà la rifinitura all'Olimpico. Non sarà del match lo squalificato Gargano.</P> <P>Questi i convocati: De Sanctis, Rosati, Colombo, Aronica, Britos, Campagnaro, Cannavaro, Fernandez, Fideleff, Grava, Dossena, Dzemaili, Hamsik, Inler, Maggio, Zuniga, Cavani, Lavezzi, Pandev, Vargas, Ammendola. (sscnapoli)</P>C1000009adm001adm001mazzarri.jpgSiNjuventus-napoli-coppa-italia-mazzarri-1005175.htmSiT1000017100075701,02,03030207
1921005168NewsCoppeCoppa Italia, Moggi: «Il Napoli dovrà giocare in maniera diversa, altrimenti vincerà la Juventus»20120518131531napoli, juventus, moggiLa squadra di Mazzarri è nella condizione di poter vincere una coppa, e dovrà farlo, altrimenti la stagione diventerebbe non troppo positivaA <EM>Radio Crc</EM> nella trasmissione <EM>Si gonfia la rete</EM> è intervenuto <STRONG>Luciano Moggi</STRONG>, ex direttore generale della <STRONG>Juventus</STRONG>: La coppa Italia? Me la immagino come ogni finale. La Juventus viene da tanti festeggiamenti e psicologicamente non sarà con la mente lucida ma è importante che il Napoli non si presenti all`Olimpico come si presentò allo Juventus Stadium. La Juventus non scenderà in campo per perdere per cui gli azzurri non avranno sconti. È necessario vedere un Napoli diverso. La squadra di Mazzarri è nella condizione di poter vincere una coppa, e dovrà farlo, altrimenti la stagione diventerebbe non troppo positiva, non avendo raggiunto nessun obiettivo. Se non si vincerà la coppa Italia, la delusione sarà completa. È tutto nei piedi del Napoli. Poi, alla Juventus mancherà un calciatore importante come Chiellini e se il Napoli non ne approfitterà è chiaro che sarà un Napoli deludente in tutto e per tutto.<BR>Sarebbe un errore far partire Lavezzi dalla panchina. Che poi andrà via, è un altro discorso. Ma farlo giocare contro la Juventus è un obbligo. Quasi sicuramente il Pocho andrà al Psg.<BR>Cavani? Il Napoli ha vinto anche senza Cavani o senza Lavezzi. Ma nelle partite importanti ci vogliono calciatori di altrettanta importanza. Lavezzi salta l`uomo, crea spazi e diventa una pedina essenziale nel match contro la Juventus di coppa Italia.<BR>Insigne? È un calciatore in proiezione futura. È uno di quei napoletani che è destinato a fare carriera, è destinato a diventare un campione. Ha doti tecniche non indifferenti. Jovetic, Giovinco e Insigne però non mi sembrano calciatori che possano stare bene con Cavani. Jovetic e Giovinco non sono calciatori risolutivi, credo ci voglia un calciatore diverso da affiancare a Cavani. L`uruguagio ha fatto benissimo insieme a Lavezzi e credo che le caratteristiche migliori di Cavani emergano quando è affiancato da calciatori che prediligono il contropiede.<BR>Mazzarri? Resta in funzione di un contratto. Nessuno parla di Mazzarri, nonostante a Napoli abbia fatto bene. Fossi nell`allenatore azzurro, rinnoverei il contratto col Napoli. <BR>Ricordo quella coppa Italia vinta col Napoli contro la Juventus ma lì non c`era storia perché il Napoli era troppo superiore. Parlare di quella squadra è sempre un piacere. Adesso, con tutto il rispetto per chi gioca, sono tutte riserve di quei titolari del Napoli.<BR>Maradona? L`ho visto ed ha Napoli nel cuore. Ha fatto tutto il possibile per arrivare in Italia ma con il fisco non c`è stato un accordo. Quando parla di Napoli, negli occhi emerge la voglia di ritornare.<BR>1007858adm001adm001moggi.jpgSiNcoppa-italia-moggi-1005168.htmSiT1000007,T1000017100075701,02,03,06030310
1931005129NewsCampionatiTorino capitale del calcio italiano20120516214531serie b, torinoDa troppo tempo mancano<P>Attenzione, stiamo arrivando..E` la risposta del popolo granata ai bagordi rumorosi dei cugini bianconeri che hanno da poco festeggiato il loro 28° scudetto. Subito dopo la partita vinta meritatamente contro il Sassuolo, infatti, i tifosi del Toro hanno fatto invasione di campo in quel dell`Olimpico torinese per festeggiare anzitempo la promozione in Serie A. Ma al Toro, in realtà, mancano ancora due punti in classifica per avere la matematica certezza della promozione diretta. E, mancando due partite al termine del campionato, si pensa davvero che affrontare gli ultimi confronti contro Modena e Albinoleffe, significhi non far sfuggire la concreta possibilità di conquistare i due punti necessari. C`è voglia sfrenata di derby a Torino, c`è il desiderio di confronto diretto, di sfottò e di rabbiasportiva.&nbsp; Da troppo tempo mancano certi brividi provocati dal confronto cittadino, perché il Toro è stato per tre lunghi anni nel purgatorio, anzi nell`inferno della Serie B. La città sabauda, dapprima dinamica metropoli industriale e ora fulcro di cultura e turismo, splende di luce propria anche grazie all`essere diventata la capitale dell`italico pallone. Finalmente sorride la città della Mole, tinta più che mai di colori granata e bianconeri. Torino si sta abituando lentamente ai festeggiamenti del calcio, anche se, quasi non ci crede ancora dopo gli anni di oscurantismo dovuti agli infausti fatti bianconeri dovuti a calciopoli e all`eterno piangere a seguito degli insuccessi granata. Oggi, con ironia della sorte, si ipotizza addirittura una domenica (il 20 maggio prossimo) in cui non si esclude l`intasamento di tifosi per i festeggiamenti dovuti alla promozione granata e all`eventuale conquista della Coppa Italia da parte della Juventus. Sarebbe davvero un fatto storico per il calcio italiano, un evento forse irripetibile che gli annali del pallone nostrano scriverebbero a caratteri cubitali. Ma, per il momento, ci sembra il caso di restare con i piedi per terra e commentare un campionato, quello del Toro, che fin dall`inizio ha proiettato la squadra granata ai vertici della classifica. Il canonico 4-4-2 voluto da Ventura, ha dato i suoi frutti nonostante l`appannamento del capitano Bianchi che, proprio nel momento in cui i suoi compagni viaggiavano a mille, ha condotto un campionato con molte ombre e poche luci. Ma, nonostante ciò, mister Ventura ha saputo dare mordente a un gruppo che, indomito, ha reagito con vigoria fisica a un ambiente composto da tifosi disamorati per le continue promesse di promozione rimaste puntualmente disilluse. Questa è stata la forza del Toro targato 2011`12, un Toro operaio, con mentalità provinciale che, senza prime donne, ha saputo compattarsi con umiltà nel tutti per uno e uno per tutti. Quanto detto, lo dimostra la reazione concreta, volitiva e arrembante che il Toro ha dimostrato contro il Sassuolo dopo la scoppolasubita contro il Pescara domenica scorsa. Insomma, tutto lascia pensare che la Serie A, questa volta, non possa più sfuggire al Toro che, visti i chiari di luna del recente passato, incrocia bene le dita e tocca pure qualcos`altro!</P> <P>Salvino Cavallaro <BR></P>C1000075FL0711FL0711tifosi 6.jpgSiNtorino-capitale-del-calcio-italiano-1005129.htmSiT1000099100451001,02,03030231
1941005120NewsCampionatiLazio-caso Olimpico, vicina l`intesa con il Coni20120516132000LazioAccordo vicino?La Lazio depone le armi e tende la mano al Coni. Lotito e Petrucci tornano a parlare per trovare un`intesa per il rinnovo del contratto d`affitto dello stadio Olimpico.<BR><BR>E scongiurare così l`eventualità che la Lazio giochi le competizioni europee al Barbera di Palermo. Lo stadio siciliano era stato indicato da Lotito come impianto d`uso per le coppe europee e grazie a questo escamotage, la Lazio ha ottenuto la licenza Uefa. «Giusto abbassare i toni. Le distanze ora sono minime, troveremo un`intesa», le parole di Gianni Petrucci. Dopo le polemiche, torna il sereno. Il primo passo è stato della società laziale che qualche giorno fa ha inviato via fax una lettera al Coni nella quale sottolineava la massima disponibilità a trovare un accordo in breve tempo. Il Coni ne ha preso atto e nei prossimi giorni (forse già oggi) Lotito e Pagnozzi si vedranno per siglare il nuovo accord un anno a circa 3 milioni di euro.C1000009RomaFL0112FL0112Roma-stadio-Olimpico-bis.jpgSiNlazio-accordo-col-coni-1005120.htmNoT1000018100456601,02,03030209
1951005014NewsCampionatiInter, Stramaccioni fiducioso alla vigilia della Lazio20120512141239Lazio-Inter 13/05/12Conferenza di Stramaccioni <P><STRONG>Andrea Stramaccioni</STRONG> allenatore dell'Inter da poco ma ormai ambientato come se fosse in prima squadra da una vita parla della sfida contro la Lazio.</P> <P>Ci sono molti indisponibili, ma lui non ne parla molto, parla di più dell'entusiasmo dei tifosi nerazzurri anche dopo questo campionato non proprio alle aspettative dell'Inter ma che non si può definire fallimentare perchè ha fatto esplodere molti giovani e un allenatore così giovane e allo stesso tempo con molta esperienza in valigia.</P> <P><BR>Mancherà molta qualità a Roma, perchè sono Out sia Sneijder(risentimento) che Forlan(ormai fuori da molto) e anche Zarate(Scelta tecnica) ma è uno Strama che sa cosa fa:<BR>"Andrà all'Olimpico un'Inter da battaglia, con un po' meno qualità, ma con tantissima voglia di fare risultato. Wesley già ieri aveva accusato un dolore, ma oggi si è dovuto fermare per un problema alla coscia destra, ha fatto gli accertamenti con il dottor Combi e, a malincuore, è out per Roma. Quella di Zarate è una mia scelta tecnica, l'Inter giocherà in maniera diversa e lui non rientra in questa idea. Forlan aveva problemi alla caviglia. Sarà una gara diversa".<BR>&nbsp;</P> <P>In fine scherza con i giornalisti dicendo:<BR>'Vi avviso prima, stavolta la sbagliate tutti...ma davvero tutti perchè non l'ho comunicata neanche ai giocatori. Se Longo è pronto? Ha 20 anni, è un giocatore dell'Inter, se non è pronto è meglio che si ritira".</P> <P>Stramaccioni fa vedere la grinta che ha e che la tiene per domenica sera perchè non vuole sentire assolutamente la parola bilancio:"solo domenica perchè già in sé la parola bilancio racchiude qualcosa di consuntivo, qualcosa del quale non possiamo parlare se non prima di concludere la stagione".</P> <P>Rimane sempre sulla stessa onda con le ultime parole per il terzo posto dicendo:"la vittoria dell'Inter all'Olimpico, poi guardiamo il tabellone e vediamo che cosa è accaduto. Ognuno è artfice del proprio destino, noi non possiamo fare altro che vincere e pensare al nostro. Rimango credibile, dico che è difficilissimo, ma dobbiamo provarci. Il traguardo importante che abbiamo raggiunto è comunque quello di avere l'Inter in Europa con una giornata in anticipo sulla fine del campionato".<BR></P>C1000009Milano, PinetinaFL0433FL0433stramaccioni 2.jpgSiNintervista-stramaccioni-fiducioso-1005014.htmSiT1000026100501101,02,03030206
1961004956NewsCalciomercatoLazio-Klose: divorzio dopo gli Europei?20120510211531LazioVoci di corridoio parlano già di un addio<P>La possibilità è stata confermata ieri sera su Sportitalia. <A name=more></A>Nello spogliatoio biancoceleste la situazione non è stata digerita ed in molti si sentono traditi dall`atteggiamento assolutamente non professionale del tedesco. Dopo le 19:00 del 31 gennaio, tra la Lazio e Klose si è rotto qualcosa: l'attaccante tedesco ha saltato diverse partite importanti e non ha più fatto sognare i tifosi. Il presidente Lotito è indicato come colpevole numero uno quel 9 giugno 2011, promise al forte attaccante un gran progetto seguito da una grande squadra. L'intento del patron non è riuscito, e Miroslav è rimasto molto deluso. Inoltre, secondo indiscrezioni, proprio quel primo febbraio, contro il Milan (vinta per 2-0 dai capitolini) il forte attaccante rifiutò di giocare per protesta, facendo passando il caso per un presunto infortunio. </P> <P>C'è poi da sciogliere il nodo legato agli Europei. I tifosi credono che Klose &nbsp;si sia "risparmiato" per l'Europe opinioni diverse, fatto sta che il Tedesco ha saltato le partite più importanti per lo sprint-Champions. Un giocatore, comunque, che non va criticat se tutt'ora la Lazio è tra le primi cinque d'Italia, il merito va in gran parte a lui, capace nella prima parte della stagione di far sognare più volte i tifosi. 13 reti messe a segno in 25 partite, sempre decisivo, dove quando la Lazio si spegneva si accendeva lui: come non ricordare il Derby al 93', ma anche Fiorentina 1-2 Lazio all'83', per arrivare al 6 novembre di Lazio 1-0 Parma (84' Sculli) quando illuminò l'Olimpico con quella giocata; al "via del Mare", quando mise a tacere Serse Cosmi all 87' con un gran colpo di testa.&nbsp; Naturalmente sono solo voci di corridoio, ma non si sa mai. </P>C1000009RomaFL0112FL0112klose 2.JPGSiNklose-forse-andra-via-dalla-lazio-1004956.htmSiT1000018100456601,02,03030285
1971004795NewsCampionatiPari all`Olimpico (2-2) per un bel Catania20120505224751catania, montella, aeroplanino, roma, marcheseMontella punto fermo per la squadra del futuroIl Catania che non rinuncia mai a giocare e che "rischia" persino di vincere (ma alla fine subisce il forcing della Roma) è la fotografia della mentalità che l'allenatore, Vincenzino Montella, è riuscito a inculcare ai suoi giocatori. E, in una partita a cui l'Aeroplanino, per ovvie ragioni, tiene in modo particolare, gli etnei regalano sprazzi di bel gioco e un altro splendido gol (con uno schema costruito in allenamento) di un Giovanni Marchese sempre più uomo - rivelazione. Prima di lui Ciccio Lodi aveva raddrizzato su rigore le sorti dell'incontro. Dal match dell'Olimpico vengono fuori utili indicazioni per il futuro dei rossoazzurri. A partire da un punto fermo: la conferma di Montella, attorno al quale costruire una squadra capace di regalare ulteriori soddisfazioni ai tifosi siciliani.&nbsp; <br>C1000009romamarmesmarmesmontella.jpgSiNcatania-montella-roma-aeroplanino-1004795.htmSi100075301,02,03,09030255
1981004626NewsCampionatiSiena, 22 convocati per la trasferta dell`Olimpico. 20120501134000SienaI convocati per Lazio-Siena<P><STRONG>Al termine della rifinitura di questa mattina</STRONG>, <STRONG>Giuseppe Sannino ha diramato la lista dei convocatiper la trasferta di domani sera contro la Lazio. </STRONG></P> <P><STRONG>Saranno 22 i giocatori che partiranno per Roma:</STRONG></P> <P><STRONG>Brkic, Farelli, Pegolo; Belmonte, Contini, Del Grosso, Pesoli, Rossettini, Rossi, Vitiello; Bolzoni, Brienza, D`Agostino, Gazzi, Grossi, Mannini, Parravicini, Sestu, Vergassola; Bogdani, Destro, Larrondo. </STRONG></P> <P><STRONG><STRONG>Non saranno invece <STRONG>disponibili: Angelo, Calaiò, Giorgi, Gonzalez, Terzi.</STRONG></STRONG></STRONG></P>C1000009SienaFL0112FL0112sannino.jpgSiNsannino-dirama-i-convocati-1004626.htmSiT1000025100456601,02,03030251
1991004615NewsCampionatiLazio-Coni: E` rottura.20120430203500LazioIl presidente della Lazio ha rifiutato l`offerta del Comitato Olimpico<P>Mancano 4 ore. Solo 4 ore prima della scadenza della concessione per giocare la prossima Champions League, o coppa europea di tono minore che sia, ed è rottura tra Coni e Lotit il presidente biancoceleste avrebbe rifiutato, come riporta Sky, l'offerta del Comitato Olimpico. Fitto mistero sul quale sia la soluzione all'ennesima grana in casa biancoceleste, quel che è certo, è che le parti sono lontane. "<STRONG><EM>Più passa il tempo e più mi rendo conto che con certa gente è impossibile andare d'accordo".</EM></STRONG></P> <P><STRONG>Gianni Petrucci, presidente del Coni, motiva così la rottura della trattativa con Claudio Lotito per il rinnovo dell'affitto dello stadio Olimpico alla società biancoceleste. E mancano 4 ore, solo 4 ore.</STRONG></P>C1000009RomaFL0112FL0112lotito.jpgSiNlazio-olimpico-rottura-1004615.htmSiT1000018100456601,02,03030158
2001004609NewsCampionatiLa lotta Champions20120430112611Volata 3° posto entusiasmante, analisi squadra per squadra. Napoli favorito su tutteA tre giornate del termine del campionato la lotta per il terzo posto diventa sempre più entusiasmante con Napoli, Udinese, Inter e Lazio tutte appaiate a quota 55punti.<br><br>NAPOLI&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Palermo&nbsp;&nbsp; Bologna*&nbsp;&nbsp; Siena<br>UDINESE&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cesena*&nbsp;&nbsp; Genoa&nbsp;&nbsp; Catania*<br>INTER&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Parma*&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; Milan&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lazio*<br>LAZIO&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Siena&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Atalanta*&nbsp; Inter&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; * GARE IN TRASFERTA<br><br>Calendario alla mano il Napoli, anche in virtù degli scontri diretti è il favorito per un posto nell' Europa che conta.<br>Fine campionato difficile quello dell' Inter che pur avendo recuparato punti su tutte, si trova ad affrontare Milan e Lazio dove la prima è ancora in lotta per lo scudetto e la seconda si trova anch essa a 55 punti e il match dell' Olimpico dell' ultima giornata potrebbe rivelarsi un vero spareggio Champions. Inoltre pur facendo 9 punti nelle ultime tre giornate non potrebbe bastare per l' Europa, in quanto se anche il Napoli termina a 64 punti il campionato la champions è sua per gli scontri diretti a loro vantaggio.<br>Calendario facile così come per il Napoli anche per l' Udinese dove l' unica insidia per i friulani potrebbe essere il Genoa che è in lotta salvezza con il Lecce.<br>Prepariamoci dunque ad un finale di stagione entusiasmante, dove vincere tutte i match non potrebbe bastare ad entrare in Champions<br>FL0191FL0191champions-league1.jpgSiNvolata-champions-league-1004609.htmSi100412801,02,03030114
2011004585NewsCampionatiNapoli, Aronica: «Dobbiamo vincere tutte le ultime partite»20120429094531napoli, aronicaSiamo rientrati col piede giusto nella ripresa Dopo il pareggio in extremis di Simplicio, si può parlare tranquillamente di piccolo passo falso del Napoli all'Olimpico. Lo sa bene il difensore azzurro <STRONG>Salvatore Aronica</STRONG>, che commenta così la sfida ai microfoni di<EM> Sky Sport</EM>: "C'è rammarico per i punti persi all'87'. Siamo rientrati col piede giusto nella ripresa dopo aver sofferto una Roma gagliarda. Il terzo posto? Dobbiamo vincere queste ultime tre gare, sperando che le avversarie rallentino. Abbiamo due gare in casa e una fuori, ce la giochiamo a viso aperto"<BR>C1000009adm001adm001aronica.jpgSiNnapoli-aronica-terzo-posto-1004585.htmSiT1000017100075701,02,03,0803089
2021004488NewsCoppeCoppa Italia, al via la vendita dei biglietti. Raddoppiato il costo dei tagliandi20120426124531coppa italia, juventus, napoliPrima erano più bassi dei big match di campionato<P>In un articolo apparso sull'edizione odierna della <EM>Gazzetta dello Sport</EM>, si evidenzia l'aumento dei prezzi dei biglietti, rispetto ad un anno fa, per la finale di <STRONG>Coppa Italia</STRONG> tra <STRONG>Napoli </STRONG>e <STRONG>Juventus</STRONG>. Questo quanto si legge: "Finale mia, quanto mi costi. In tempi di crisi, i prezzi dell`atto conclusivo della Coppa Italia, in programma il 20 maggio all`Olimpico, sono paradossalmente schizzati alle stelle. «Prima erano più bassi dei big-match di campionato», si giustifica la Lega che ha condiviso la politica al rialzo di Juventus e Napoli, pronte a spartirsi il 90% dell`incasso. Oggi, dalle 10, scatta la vendita digitale dei tagliandi, attraverso il circuito LisTicket: prelazione riservata agli abbonati delle due società, col titolo d`accesso che verrà caricato sulla tessera del tifoso. Dal 2 maggio sarà il turno dei possessori di «Juventus Membership» e «Napoli Club Azzurro Card». Il 9 maggio saranno messi in circolo i biglietti cartacei restanti.Maecco i prezzi: tribuna Monte Mario e Tevere 130 euro, distinti 50, curve 30. Tariffe superiori non solo alle finali di minor richiamo Inter- Palermo (2011) e Lazio- Sampdoria (2009) ma anche alla doppia sfida tra Inter e Roma del 2010 e 2008. Due anni fa le curve e i distinti costavano 15 euro,mentre in tribuna si andava da 60 a 100 euro. Insomma, prezzi raddoppiati per Juve-Napoli: diversi tifosi si sono già lamentati, ma i club (32 mila biglietti a testa, i restanti 3 mila verranno venduti dalla Lega) pensano all`enorme richiesta e si leccano i baffi.</P> <P>Sicurezza Intanto, massima allerta da parte della Questura di Roma per la gestione dell`ordine pubblico: i tifosi del Napoli (come per il match di campionato di sabato) verranno raccolti a Saxa Rubra, per evitare disagi alla mobilità urbana".<BR>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001pallone 2.jpgSiNcoppa-itlia-costo-biglietti-1004488.htmSiT1000007,T1000017100075701,02,03,06,08030301
2031004463NewsCampionatiRoma-Fiorentina, la pagelle. Top Totti e Jovetic. Flop la difesa della Roma20120425174131roma, fiorentinaVittoria meritata dei viola<P>Finisce 2 a 1 all'olimpico goal di Lazzari al 92°. La Fiorentina nel secondo tempo non ha avuto chiare occasioni da goal, ma la rete della vittoria è arrivata come al solito per una disattenzione della difesa della Roma.<BR>Una squadra a pezzi senza identità con poco spessore tecnico e tattico. Nonostante alla metà del secondo tempo abbiamo cercato di recuperare. Invano è stato il tentativo di tirare in porta,la squadra non ci ha creduto, era spaesata e senza la voglia di fare il risultato.<BR>L' espulsione di Osvaldo e l'ammonizione di De Rossi saranno l'ennesima tegola in vista della partita contro il Napoli.<BR>La crisi della Roma è ormai evidente, in due partite la squadra è totalmente cambiata&nbsp; sembra essere ritornata quella dell'inizio di stagione.<BR>L'unica cosa positiva è l'ingresso in campo del giovane Tallo che ha fatto intravedere una ventata di freschezza in una squadra sofferente e demotivata.</P> <P>Roma (4-3-1-2): Curci 5.5; Taddei 5, Kjaer 5, Heinze 5 (dal 80' Tallo 6), Josè Angel 5 (dal 46' Marquinho 6); De Rossi 6, Greco 5 (dal 46' Gago 5.5), Pjanic 5.5; Totti 6; Borini 6, Osvaldo 4. All. Luis Enrique 5</P> <P>Fiorentina (3-5-2): Boruc 6.5; Camporese 7, Natali 7, Nastasic 7; Cassani 6.5, Behrami 6.5, Kharja 6.5, Lazzari 7, De Silvestri 6.5; Cerci 6 (dal 54' Amauri 6 dal 89' Oliveira s.v.), Jovetic 7.5 (dal 77' Ljajic 6.5). All. Rossi 7</P> <P><STRONG><EM>Top Roma <BR></EM></STRONG>Totti: ha il merito di deviare in rete il tiro di Gago.</P> <P><STRONG><EM>Flop Roma<BR></EM></STRONG>difesa: come al solito distratta e troppo imprecisa.</P> <P><STRONG><EM>Top Fiorentina<BR></EM></STRONG>Jovetic: è il faro dei viola.</P> <P><STRONG><EM>Flop Fiorentina<BR></EM></STRONG>nessuno</P> <P><BR>&nbsp;</P>C1000009FL0611FL0611jovetic 2.jpgSiNroma-fiorentina-pagelle-top-flop-cronaca-tabellino-risultato-marcatori-1004463.htmSiT1000012,T1000024100445701,02,03030264
2041004377NewsCampionatiLa Roma al bivio20120424091531RomaDue decisive partite in 4 giorni per la squadra giallorossa<P>Il tempo dei se e dei ma e` finito, stavolta come non mai in 4 giorni la Roma si gioca una stagione: mercoledi 25 alle 15 con la Fiorentina nel recupero della 33 giornata rinviata per la morte del povero Morosini e sabato 28 alle 20:45 con il Napoli, tra l`altro una concorrente diretta per l`ultimo posto utile per un piazzamento Champions, la Roma e Luis Enrique si giocano gli ultimi spiccioli di credibilita`per dare un minimo di senso ad un`annata purtroppo deludente. </P> <P>Nel luglio scorso chi appoggiava il progetto Roma aveva messo in preventivo una stagione interlocutoria con alti e bassi ma alla fine le ombre hanno di gran lunga superato le luci mettendo a dura prova anche la pazienza di coloro che, come me, credevano e ancora vogliono dare credito al nuovo corso.</P> <P>&nbsp;La societa` sta sicuramente lavorando bene cercando partnership commerciali(vedi accordo con la Walt Disney), portando avanti il discorso stadio di proprieta` (entro giugno l`advisor Cushman &amp; Wakefield dovrebbe comunicare alla AS Roma le aree selezionate tra le quali scegliere quella su cui costruire) per non parlare delle molteplici iniziative a livello internet e degli accordi con il Coni per un piu` razionale utilizzo dello Stadio Olimpico e zone limitrofe, il tutto con l`intento di far crescere il numero dei tifosi nel mondo e fidelizzare ancora di piu quelli gia` esistenti. </P> <P>Di contro purtroppo la squadra per il momento non si e` dimostrata all`altezza, faticando piu` del previsto ad assimilare i nuovi dettami calcistici . Le perplessita` di tifosi ed addetti ai lavori crescono e ci si domanda se il tipo di calcio che il tecnico asturiano vuole imporre sia adatto al campionato italiano. E come sempre accade quando le cose non vanno bene sui giornali e sulle radio rimbalzano voci di malumori nello spogliatoio, di litigi di giocatori (che per inciso ci possono stare, basta che in campo si remi tutti dalla stessa parte) e addirittura di confronti a muso duro tra Baldini e alcuni senatori(qualcuno ha parlato di uno scontro verbale piuttosto caldo dopo Roma Udinese tra il direttore generale e De Rossi, Heinze e Osvaldo i quali avrebbero, per cosi dire, invitato Baldini a ripetere in faccia il discorso della mancanza di personalita` espresso nel dopo partita di Lecce). </P> <P>Sara` vero o non sara` vero resta il fatto che siamo in un momento topico: gia` da domani con la Fiorentina la squadra giallorossa dovra` tornare a fare la sua proposta di gioco, senza quegli equivoci tattici e di ruoli in campo visti nella disastrosa trasferta di Torino. Infatti, per assurdo, l`aver snaturato il credo calcistico portato avanti con tanta tenacia per non dire integralismo dal mister piazzando Perrotta sulle orme di Pirlo (in pratica marcandolo a uomo!) e l`aver insistito su De Rossi centrale di difesa, togliendo cosi dal centrocampo l`uomo di maggior qualita`, ha di fatto messo in confusione la squadra che ha anche pagato la scarsa forma di Borini e dello stesso Perrotta, entrambi al rientro dopo periodi piu o meno lunghi. Senza contare la scelta di lasciare fuori capitan Totti: mettiamo anche che sia stata fatta per preservarlo in vista dei due incontri in 4 giorni all`Olimpico, pero` secondo me in questo modo si e` dato un segnale di resa anticipata a squadra e ambiente nel match di Torino. </P> <P>Voglio azzardare la formazione di domani , anche se con Luis e` praticamente impossibile indovinarla: considerando le squalifiche di Stekelenburg, Bojan e Lamela (quest`ultimo con la prova tv per il famoso sputo e la societa`, in ossequio al nuovo codice comportamentale, ha gia` annunciato che non fara` ricorso) questi dovrebbero essere gli 11 titolari </P> <P>Curci Rosi Kjaer De Rossi Taddei Gago Marquinho Pjanic Totti Osvaldo Borini </P> <P>Quanti ne avro` azzeccati?????</P>C1000009Roma Stadio OlimpicoFL0511FL0511totti 2.jpgSiNroma-al-bivio-champions-1004377.htmSiT1000012100436401,02,03030267
2051004346NewsCampionatiNapoli, De Laurentiis convoca Cavani per discutere del futuro20120423123130napoli, cavaniSul giocatore forte interesse di Chelsea e Juventus<P>Il mal di pancia c`è anche se le strategie di <STRONG>Edinson Cavani</STRONG> non prevedono per ora lo scontro frontale con<STRONG> De Laurentiis</STRONG>. I due dovranno guardarsi negli occhi al ritorno in Italia del presidente, impegnato per una decina di giorni in una tournée di lavoro in Cina: cinema e calcio. Il Matador non ha rettificato di una virgola le sue dichiarazioni di sabato sera, che avevano offuscato il sollievo per la vittoria contro il Novara. «Non so se resto qui&». Ma su Twitter, ieri pomeriggio, l`attaccante uruguaiano ha fatto un riferimento diretto al valore della fedeltà, chissà se solamente casuale. Di rompere in maniera unilaterale il contratto con il Napoli, in scadenza nel 2016, non se ne parla proprio, del resto. Il club azzurro ha la forza per non permetterlo. Altra storia se arriverà davvero a fine stagione un`offerta irrinunciabile, di quelle vantaggiose per tutti. Dai 50 milioni in su se ne potrebbe pure discutere, si sussurra. Non adesso, però. Cavani e il suo mal di pancia dovranno attendere, come minimo fino al ritorno di De Laurentiis in Italia. Il presidente è stato informato ieri delle dichiarazioni del Matador e non le ha gradite. Ma è apparso sereno. «Non abbiamo mai ricevuto alcuna offerta».</P> <P>Bollate come chiacchiere le presunte avance di Manchester City, Chelsea e Juventus per l`attaccante uruguaiano, a cui sarà chiesto di rinviare a tempi migliori la questione mercato. I punti di distacco dal terzo posto si sono ridotti a quattro, complice il mezzo passo della Lazio. S`è dunque riaperto un minuscolo e insperato spiraglio, anche se la rincorsa del Napoli alla zona Champions League rimane in salita. Ma adesso, più che mai, per gli azzurri diventerà un obbligo provarci fino in fondo. «Dobbiamo farlo per noi e ancora di più per i nostri tifosi», ha dato la carica il capitano Cannavaro, autore di uno dei gol che hanno consentito alla squadra di Mazzarri di rialzare la testa, con il Novara. Il ritorno al successo dopo un black-out di cinque partite ha avuto l`effetto di una scarica d`adrenalina, sul gruppo. «Vittoria fondamentale per ripartire, grandissimi ragazzi », ha scritto su Twitter Lavezzi, che ha già ripreso gli allenamenti. Il Pocho dovrebbe essere convocato per il maxi ritiro deciso dal Napoli in vista delle due trasferte consecutive: cruciali per la rincorsa al terzo posto. Gli azzurri partiranno per Lecce già domani e dopo la partita di mercoledì voleranno direttamente nella capitale, per prepararsi alla super sfida di sabato notte contro la Roma, all`Olimpico. Mazzarri vuole sfruttare nel modo migliore le energie rimaste: ottimizzando gli allenamenti e riducendo il più possibile lo stress dei viaggi. Ma i cinque giorni di clausura, nella zona di Trigoria, serviranno anche per ricompattare il gruppo, infastidito dal mal di pancia di Cavani. E` l`ultima chiamata per la Champions. Il resto deve attendere. (tuttonapoli)</P>1007856adm001adm001cavani 4.jpgSiNnapoli-de-laurentiis-cavani-futuro-1004346.htmSiT1000017100075701,02,03,08030281
2061004318NewsCampionatiLazio-Lecce, le pagelle. Top Esposito e Candreva. Flop Hernanes20120422190935lecceContinua il sogno del Lecce<P>Continua il sogno del Lecce di Cosmi.<BR>Nella sfida dell'Olimpico contro la Lazio i giallorossi giocano una partita di carattere respingendo gli attacchi dei biancocelesti e portando a casa un pareggio che, alla luce della pesante sconfitta del Genoa in casa contro il Siena,li porta a un solo punto di svantaggio dalla squadra di Malesani.<BR>Primo tempo scialbo con due occasioni per la Lazio: traversa di Candreva al 22' e doppia ribattuta di Benassi sui tiri di Rocchi e Candreva al 36'.<BR>Il secondo tempo inizia con i giallorossi vicini al vantaggio grazie a una girata al volo di Quadrado che si stampa sulla traversa al 4' minuto.<BR>Al 37' del secondo tempo, con le squadre ormai stanche, Matuzalem incorna un cross di Scaloni e porta in vantaggio la Lazio.<BR>Il finale di partita, come a Catania, è di marca giallorossa con Bojinov che, appena subentrato a Bertolacci,conclude in gol un batti e ribatti in area laziale iniziato da una percussione di Corvia.<BR>Pagelle:<BR>Lecce: Benassi 6,5; Oddo 6,5; Esposito 7; Tomovic 6; Cuadrado 6; Delvecchio 6; Giacomazzi 5,5;Bertolacci 5,5; Brivio 6; Muriel 5; Di Michiele 4,5; dal 73' Corvia 6; dal 90' Bojinov 6.<BR>Allenatore: S. Cosmi 7.<BR>Lazio: Marchetti 6; Scaloni 6,5; Diakitè 5; Biava 6; Garrido 5,5; Ledesma 6; Matuzalem 6,5; Gonzalez 5; Hernanes 4; Candreva 6,5; Rocchi 5,5; dal 46' Alfaro s.v.; dal 75' Cana 5; dal 82' Dias&nbsp; s.v.<BR>Allenatore: E. Reja 6.</P> <P>Top Lazio: Candreva, il più attivo dei biancocelesti in diverse occasioni sfiora il gol e colpisce una traversa nel primo tempo.<BR>Flop Lazio: Hernanes, per lui solo un tempo poi esce per infortunio ma dal "Profeta" ci si aspetta di più.</P> <P>Top Lecce: Esposito, non fa rimpiangere l'infortunato miglionico e con lui al centro della difesa Rocchi diventa sterile.<BR>Flop Lecce: Di Michele, una volta tanto non è decisivo, sbaglia passaggi e non tira in porta.&nbsp; </P>C1000009FL0211FL0211di michele.jpgSiNlecce-lazio-serie-a-pagelle-1004318.htmSiT1000013100413601,02,03010393
2071004284NewsCampionatiDel Piero Vs Totti, titoli di coda......20120421190931Del Piero, Totti, Juventus, Roma, Serie ADomani sera, calcio d`inizio ore 20:45, ultimo duello tra due campioni, Del Piero e Totti.Inconsapevolmente non ci accorgiamo che stiamo assistendo alla fine di un era calcistica, alla fine di una classe di calciatori che, a livello di talento, era ed è un altro pianeta rispetto ai nastri nascenti dell`era moderna. Dopo aver assistito ai vai addii di Roby Baggio, Cristian Vieri, Paolo Maldini e via dicendo, cala il sipario su di una sfida piena di passione, emozioni, di polemiche, di grinta, di gran talento, paragonabile solo a quella tra Rivera e Mazzola: stiamo parlando di Del Piero e Totti. Sfido chiunque stia leggendo nel domandare se non si sia mai trovato nel bel mezzo di una discussione da bar, sorseggiando un caldo caffè, in cui le due posizioni erano, da una parte, prendere le difese del capitano bianconero e sostenere che sia stato lui il più forte, dall`altra, il ragionamento opposto...siamo sicuri anche che nessuna delle due parti avrà mai ragione, perché c`è così tanta classe tra i due monumeti calcistici italiani, che non se ne uscirà mai vivi da questo tipo di confronto. Domenica sera, quando scoccheranno le 20.45 e i due capitani si scambieranno i classici auguri e gagliardetti, forse si emozieranno un pò, perché nonostante tutto, tutte le storie che sono state scritte su di loro, gli mancheranno; di sicuro mancheranno ai tifosi bianconeri, ormai rassegnati a veder partire il loro unico leader, lontano dai colori sempre indossati, per altri colori, che nessuno sa ed ipotizza ancora. Risale ormai a 17 anni fa il primo incontro tra i due, a quel 28 Maggio 1995 allo stadio olimpico, da una parte la Juventus del sicuro tricolore, dall`altra la Roma di Mazzone, che sperava ancora in un piazzamento Uefa. Finì 3-0 per la squadra di casa, con lo juventino titolare tutta la partita, ed il re di Roma a subentrare negli ultimi dieci minuti di partita. Da lì, un continuo susseguirsi di incontri(scontri), ben 15 partite in campionato, con Del Piero a prevalere nelle vittorie nello scontro personale con l`altra bandiera. Ma il duello calcistico è solo l`input che i due raccolgono per far nascere una sana amicizia che va al di là dell`esito sportivo, perché rappresenteranno anche due città opposte, la fredda Torino, con la calda Roma, ma tra loro c`è molto di simile, una famiglia come le altre, un numero che si porteranno dietro per tutta la loro vita, la nazionale, mai veramente luogo di grandi giocate in entrambi i casi, una fascia da capitano e tanta beneficenza che li ha contraddistinto. Il duello terminerà per l`addio del campione di Conegliano, amaro per tutti i suoi tifosi, ma che sembra inevitabile, visti gli evidenti malintesi con il presidente Agnelli e l`intenzione, da parte del capitano bianconero, di tornare ad esser protagonista titolare, cosa che non potrà avvenire nella squadra torinese e cosa che ha fatto pensare in lui, che questa sia stata la stagione più difficile della sua carriera. Dall`altra parte il pupone, intervistato in settimana, ha manifestato la voglia di voler giocare fino a 40 anni e che se si accorgerà un giorno di esser un problema per la squadra, sarà il primo a farsi da parte. È proprio di questa settimana l`apertura del Ct della nazionale italiana, Cesare Prandelli, ad un eventuale convocazione in vista degli Europei in Ucraina e Polonia, dimostrazione che per questi eterni campioni non si finirà mai di parlare, nonostante molti li abbiano dati per finiti, sulla via del ritiro, perché vedevano in loro prove deludenti. Lasciamo giocare questi esempi di calcio e monumenti dello sport, facciamo esprimere tutta la loro pazzia calcistica, perché quando in campo non li vedremo più, saremo tutti un pò più privi di emozioni.C1000009Torino, Juventus StadiumFL0181FL0181del piero 8.jpgSiNincontri-campionato-serie-a-1004284.htmSiT1000007,T1000012100410701,02,03,06030388
2081003929NewsCampionatiRoma, Totti: «Dedica alla gente. Luis Enrique persona vera»20120412171670lecce, roma, luis enriqueTornare indietro e rivedere la gara di Lecce <P>Il capitano della <STRONG>Roma</STRONG>, <STRONG>Francesco Totti</STRONG> ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di <EM>Roma Channel</EM> dopo la vittoria contro l'Udinese. "Tornare indietro e rivedere la gara di Lecce credo ci sia solo da vergognarsi. Dispiace a tutti, squadra, società, per i tifosi e sono cose che non bisogna più vedere. Dobbiamo vedere questa gara, lo spirito e la determinazione da grande squadra. Sono passati cinque secondi bellissimi, sia per il risultato di Torino che per l'Olimpico, però è normale che pensi più a me stesso, perché era molto che non facevo gol e mi dispiace. Erano importanti i tre punti".</P> <P>"Luis Enrique? E' una persona vera, ci mette la faccia e si prende le responsabilità anche perché non è semplice a Roma accollarsi tutte le cose negative accadute la scorsa settimana. Dimostra di essere una persona vera e noi, come ho sempre detto, diciamo che è un grande allenatore, sperando di fare grandi cose insieme. Siamo sempre a quattro punti, adesso dobbiamo continuare con cattiveria e foga agonista, poi tireremo le somme".</P> <P>"Una dedica? Alla gente perché dopo la brutta figura che abbiamo fatto a Lecce era giusto recuperare subito".</P>C1000009adm001adm001totti 2.jpgSiNroma-luis-enrique-lecce-totti-1003929.htmSiT1000012100075701,02,03030155
2091003936NewsCoppeCoppa Italia, date e prezzi dei biglietti per la finale tra Napoli e Juventus20120412171131coppa italia, napoli, juventusLa Lega calcio ha comunicato <P>La Lega calcio ha comunicato date e prezzi dei biglietti della finale di Coppa Italia Juve-Napoli, in programma allo Stadio Olimpico di Roma, domenica 20 maggio alle ore 21. I bianconeri giocheranno in casa per effetto del sorteggio effettuato per determinare pro forma la società di casa. La partita sarà trasmessa in diretta su RaiUno. Ai sostenitori della Juve sono riservati i biglietti dei settori Curva e Distinti Sud e Tribuna Juventus [Monte Mario], ai sostenitori del Napoli sono riservati i biglietti dei settori Curva e Distinti Nord e Tribuna Napoli [Tevere]. </P> <P>PREZZI DEI BIGLIETTI - Le categorie ed i prezzi dei biglietti sono i seguenti:<BR>TRIBUNA Monte Mario e Tevere: Intero ¬ 130.00 Ridotto ¬ 70.00 <BR>DISTINTI ¬ 50.00 ---<BR>CURVE ¬ 30.00 ---</P> <P>DATE DI VENDITA - I biglietti saranno posti in vendita a partire dalle ore 10.00 di giovedì 26 aprile 2012, con le seguenti modalità: <BR>dal 26 aprile 2012 - in prelazione agli abbonati delle due Società, in modalità digitale, con caricamento sulla Tessera del Tifoso e rilascio contestuale del segna posto;<BR>dal 2 maggio 2012 - in prelazione ai possessori delle carte Juventus Membershipe Napoli Club Azzurro Card, in modalità digitale, con caricamento sulla Tessera del Tifoso e rilascio contestuale del segna posto;<BR>dal 9 maggio 2012 - biglietti cartacei, con modalità che saranno comunicate successivamente. <BR>Per il rilascio dei biglietti in modalità digitale, la rete prevede l`abilitazione della vendita dei titoli on line sul sito <A href="http://www.listicket.it">www.listicket.it</A> e su rete terrestre (oltre 1.000 punti vendita) in almeno un punto vendita per capoluogo di provincia su tutto il territorio italiano. L`elenco dei punti vendita è consultabile sul sito <A href="http://www.listicket.it">www.listicket.it</A> alla sezione punti vendita LisTicket, voce Biglietteria finale Tim Cup. I sostenitori di entrambe le squadre potranno acquistare un biglietto a persona. Tutti i titoli di accesso saranno rigorosamente non cedibili. I sostenitori diversamente abili potranno accreditarsi da lunedì 7 a venerdì 11 maggio: ? presso la Lega Serie A, inviando una mail a <A href="mailto:finaletimcup@lega-calcio.it">finaletimcup@lega-calcio.it</A>. Le modalità di ritiro dei biglietti da parte dei sostenitori diversamente abili accreditatisi saranno comunicate successivamente. L`accredito degli invalidi di guerra avverrà il giorno della gara direttamente allo stadio, dietro presentazione della necessaria documentazione, con modalità che saranno comunicate successivamente. <BR></P>C1000009adm001adm001pallone 2.jpgSiNcoppa-italia-biglietti-napoli-juventus-1003936.htmSiT1000007,T1000017100075701,02,03,06030282
2101003771NewsCampionatiNapoli, Hamsik: «Rigore netto su Pandev»20120408200131hamsik, napoliAbbiamo preso un gol dopo pochi minuti, ma poi abbiamo giocato beneAnche<STRONG> Marek Hamsik</STRONG>, attraverso un messaggio sul proprio sito ufficiale, si scaglia contro la direzione arbitrale nel commentare la sconfitta dell'Olimpico. Il centrocampista slovacco, però, non molla l'obiettivo terzo posto e invita tutti ad andare avanti, a continuare a lottare: "Abbiamo preso un gol dopo pochi minuti, ma poi abbiamo giocato bene. Siamo stati in grado di rientrare e abbiamo avuto altre occasioni da gol. Non spetta a me parlare dell'arbitro, ma c'era il rigore per il fallo su Goran Pandev. La partita poi è stata decisa da un gol bellissimo di Mauri". Ad un quarto d'ora dalla fine, però, Hamsik ha avuto l'opportunità di battere a rete da due passi su assist di Cavani per siglare il 2-2: "L'arbitro non ha riconosciuto il gol, è stato segnalato un fuorigioco ma l'azione era regolare. Abbiamo perso le ultime due gare, ma dobbiamo andare avanti. Mancano sette turni alla fine del campionato, lottiamo per il terzo posto".C1000009adm001adm001hamsik.jpgSiNnotizie-napoli-hamsik-lazio-1003771.htmSiT1000017,T1000018100075701,02,03,08030172
2111003577NewsCoppeCoppa Italia, tagliandi solo ai possessori della tessera del tifoso20120403143130coppa italia, juventus, napoliGarantisce sicurezza alla finaleIl d.g. della federcalcio Antonello Valentini ribadisce, da Radio Crc, che i biglietti della finale dell'Olimpico Juve-Napoli dovrebbero essere venduti solo ai possessori della tessera. 'La finale di Coppa? Non tutti la pensano allo stesso modo, a cominciare da De Laurentiis. Mettendosi a tavolino con il Viminale ed il questore di Roma si troveranno gli accordi per non mortificare due grandi tifoserie e si fara' un piano. Ma la tessera del tifoso garantisce sicurezza alla finale di coppa Italia'.C1000009,C1000075adm001adm001pallone 2.jpgSiNcoppa-italia-finale-tessera-del-tifoso-juventus-napoli-1003577.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075701,02,03,06,07,09030230
2121003413NewsCoppeCoppa Italia, Juventus-Napoli: pasticcio biglietti20120330144010juventus, coppa italia, napoliSi giocherà all`Olimpico di Roma il 20 maggio<P>La finale di Coppa Italia, Juventus-Napoli, si giocherà all'Olimpico di Roma il 20 maggio. Ma adesso che stanno preparando, un altro controsenso. Su pressioni di Aurelio De Laurentiis la tessera del tifoso (o fidelity card, che poi è la stessa cosa) varrà solo in alcuni settori degli stadi. La Juve è d'accordo: la finale, dal loro punto di vista, è affare loro, e dunque decidono loro.</P> <P>Il patron del Napoli lo fa perché una parte, consistente, dei suoi ultrà non ha mai voluto sottoscrivere la tessera del tifoso e così invoca da giorni "stadio libero per tutti". Non lo sarà, per tutti: ma alcune zone dell'Olimpico saranno a disposizione anche per i "non tesserati" con qualche escamotage che le società stanno già studiando. Il principio è condivisibile: sarebbe saggio che ci fossero biglietti anche per chi non è tifoso della Juve o del Napoli, e vuole solo andare a seguire l'evento (come capita a Olimpiadi o finali Champions). In realtà, il compromesso serve solo per venire incontro ad alcuni ultrà (ma non ditelo a Maroni...). E resta l'incertezza su quali posti dello stadio saranno acquistabili da tutti, evitando contatti tra le due tifoserie. A cosa serve allora la tessera del tifoso? Tanto vale abolirla (tuttonapoli)</P>C1000009adm001adm001de laurentiis.jpgSiNjuventus-napoli-coppa-italia-1003413.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075701,02,03,06,07,09030270
2131003408NewsCampionatiZoff: «Juventus e Napoli devono entrambe vincere, sarà una bella partita»20120330131531zoff, napoli, juventusHo amato molto sia il Napoli che la Juventus A Radio Crc nella trasmissione Si gonfia la retedi Raffaele Auriemma è intervenuto Dino Zoff: Ho amato molto sia il Napoli che la Juventus e seguo entrambe le formazioni sempre con grande piacere. Quella di domenica sarà una sfida interessante. Sarà pericolosa per il Napoli che dopo la trasferta di Torino contro la Juventus, dovrà sfidare la Lazio all`Olimpico.<BR>La Juventus sta facendo grandissime cose, essere imbattuti dopo 32 gare è una cosa straordinaria. Il Napoli nelle prossime due partite si giocherà molto. Sia Napoli che Juventus avranno voglia di vincere ed è per questo che il match di domenica sera sarà affascinante.<BR>Gli uomini chiave del match? Quando Vucinic è in giornata è capace di essere molto pericoloso. Nel Napoli invece Cavani credo sia l`uomo di punta.<BR>Non ho una preferenza tra Mazzarri e Conte. Conosco l`allenatore della Juventus perché lo allenai e devo dire che in bianconero sta facendo cose immense.<BR>Domenica sera non sarò allo Juventus Stadium ma vedrò certamente la partita. Che vinca il migliore.C1000009adm001adm001zoff.jpgSiNnapoli-zoff-juventus-1003408.htmSiT1000007,T1000017100075701,02,03,06030143
2141003329NewsCampionatiJuventus, Agnelli: «La finale si dovrà fare a Roma»20120328124531juventus, napoli, roma, agnelliLa Coppa Italia è definita da alcuni anni Coppa del Presidente della Repubblica Riguardo la questione della finale di Coppa Italia, il Presidente Andrea Agnelli ha espresso il proprio pensiero: La Coppa Italia è definita da alcuni anni Coppa del Presidente della Repubblica quindi è naturale che la sede della finale sia a Roma. Appena tre anni fa si è disputata allo Stadio Olimpico la finale Barcellona Manchester United, non si vede per quale motivo non si possa giocare Juventus-Napoli. (juventus.com)1007856adm001adm001agnelli.jpgSiNjuventus-napoli-agnelli-1003329.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075401,02,03,06,07,09030176
2151003292NewsCoppeCoppa Italia, Petrucci: «Stiamo valutando la possibilità di non dare l`Olimpico per la finale»20120327193779petrucciPotrebbero esserci grosse novità Come riportato da Sky Sport, potrebbero esserci grosse novità per quanto riguarda la finale di Coppa Italia. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha dichiarato: "Pensiamo di non dare l'Olimpico per la finale. Stiamo valutando la possibilità di non concedere lo stadio".C1000009adm001adm001petrucci.jpgSiNpetrucci-coppa-italia-1003292.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075701,02,03,09030202
2161003124NewsCampionatiLazio, Mauri: «Domenica torneremo a vincere»20120323121120lazio, mauriGiochiamo in casa e voglio sentire l`urlo dell`OlimpicoIl centrocampista della Lazio, Stefano Mauri, ha parlato dal proprio sito ufficiale del prossimo match dei biancocelesti: "Mancano 10 partite e saranno 10 battaglie. Dobbiamo tornare a vincere e domenica è l'occasione giusta... giochiamo in casa e voglio sentire l'urlo dell'Olimpico".C1000009adm001adm001mauri.jpgSiNlazio-lotito-mauri-1003124.htmSiT1000018100075701,02,03030128
2171003111NewsCoppeCoppa Italia Primavera, la Roma pareggia con la Juventus e si aggiudica il trofeo20120322223220roma, juventusAll`andata i capitolini si erano imposti per 2-1<P>La Coppa Italia Primavera va alla Roma. All'Olimpico la squadra giallorossa pareggia per 0-0 contro i pari età della Juventus, dopo che all'andata i capitolini si erano imposti per 2-1.</P> <P>Roma-Juventus <STRONG>0-0</STRONG></P> <P>ROMA (4-2-3-1): 1 Pigliacelli; 2 Sabelli, 4 Orchi, 5 Barba, 3 Nego; 6 Viviani, 8 Verre; 7 Politano (70' Frediani), 10 Ciciretti (55' Cittadino), 11 Piscitella (81' Leonardi); 9 Tallo<BR>A disp.: 12 Proietti Gaffi, 13 Carboni, 14 Rosato, 16 Lopez<BR>All: De Rossi</P> <P>Juventus (4-2-3-1): Branescu; Untersee, Rubin, Gouano, Liviero; Appelt, Cibsah; Bouy (46' Beltrame), De Silvestro (78' Ruggiero), Spinazzola; Padovan (55' Libertazzi)<BR>A disp.: Sluga, Magnusson, Schiavone, Margiotta<BR>All: Baroni</P> <P>Arbitro: De Benedictis </P>C1000009,C1000075adm001adm001coppa italia.jpgSiNroma-primavera-juventus-1003111.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022