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11013775NewsEditorialeGrazie Roma2021050614:30L'importante significato di portare in Italia lo special one Josè Mourinho<p>S&#236;, proprio cos&#236;. Grazie Roma! Ma non &#232; l'inno della squadra capitolina scritto da Antonello Venditti, quello a cui facciamo riferimento, ma ad un vero e proprio ringraziamento da innamorato del calcio ad una societ&#224; che, assumendo <strong>Jos&#232; Mourinho</strong> come allenatore, ha reso un grande favore innanzitutto a se stessa e poi a tutto il movimento calcistico italiano. Eh s&#236;, bisogna riconoscere che il calcio in Italia ha preso una brutta piega, poich&#232; il gioco dal basso che ha avuto il suo profeta in <strong>Andrea Pirlo</strong> ha proprio stufato. Il gioco &#232; lento, farraginoso, prevedibile, nessun cambiamento di ritmo nel corso dei novanta minuti, organizzazione di gioco fumosa, atleti distratti e confusionari che mostrano carenze di tecnica di base e nessuna fantasia di gioco.</p><p>L'arrivo di <strong>Mourinho</strong> quindi, pu&#242; aiutare a insegnare nuove tecniche di allenamento, di comportamento in campo, pu&#242; mostrarci le carenze di preparazione dei nostri giocatori, pu&#242; indirizzare a una diversa formazione anche psicologica del team nell'affrontare e curare lo stress prima di un appuntamento agonistico di rilievo, pu&#242; cambiare le regole di formazione a Coverciano che sforna ogni anno migliaia di allenatori.</p><p>Il calcio &#232; in crisi e cerca nuovi sponsor per fare fronte al deficit economico delle sue societ&#224;, ma non sta tenendo conto dei giovani che cominciano a disamorarsi di un gioco sempre pi&#249; prevedibile e monotono, oltre che sospetto a causa degli scandali che lo stanno attraversando negli ultimi anni.</p><p><strong>L'ECA</strong> <strong>(Associazione dei Club Europei di Calcio)</strong> ha svolto un'analisi in 7 Paesi (Italia esclusa), dove ha rilevato che il <strong>27% dei &#171;Millenials&#187;</strong> (convenzionalmente chi ha dai 24 ai 39 anni di et&#224;) intervistati - dice testualmente il testo - <strong>&#171;Di non avere alcun interesse per il calcio&#187;</strong> - e il <strong>13% di odiarlo</strong>. Chi &#232; invece maggiore di <strong>13 anni</strong> dice di avere smesso di seguire il calcio: <strong>&#171;perch&#232; ho meglio da fare&#187;.</strong></p><p>Ecco, quindi, che l'arrivo di <strong>Mourinho</strong> pu&#242; segnare una svolta per fare avvicinare di nuovo i giovani a questo sport cos&#236; bello e imprevedibile, ma cos&#236; fragile da essere arrivato, almeno in Italia, sul viale del tramonto!</p><p><strong>Attilio Andriolo</strong></p>Milazzo (Me)fl0711fl0711roma_calcio.jpgSIncalcio-1013775.htmSI0101035n
21013744NewsEditorialeMauro Bellugi, ultimo baluardo del calcio in bianco e nero2021022111:50MauroBellugiL'Inter nel cuore e il calcio come professione che era passione.<p>Ci sono campioni di calcio che hanno fatto la storia di un tempo in cui il pallone si identificava soltanto alle ore 15,00 di ogni domenica, in tutto il calcio minuto per minuto, in 90esimo minuto, nella domenica sportiva e nel significato di recarsi allo stadio come fosse l'orario della Messa. Rita Pavone impazzava con la canzone «La partita di pallone» e la gara di campionato diventava come una sorta liturgia a cui non si poteva assolutamente mancare. Era la passione, lo svago di una domenica di calcio che precedeva la settimana del lavoro dove ciscuno al suo pensiero faceva ritorno. E i campioni, quelli di quel tempo, a far da complici nell'innamorarsi di un calcio che oggi sembra lontano anni luce per tecnica, interessi economici e per molto altro. Mauro Bellugi, 71 anni appena compiuti &#232; stato uno degli artefici di quel tempo, di quel calcio e di quegli uomini che anche noi giornalisti intervistavamo con facilit&#224; senza dovere passare attraverso la ghigliottina degli uffici stampa. Come fosse un'umanizzazione che era rispettosa del lavoro di entrambi e dove l'etica si sposava a prescindere con la deontologia giornalistica. Era tutto cos&#236; romantico che persino personaggi come Mauro Bellugi riuscivano a non essere focalizzati soltanto con la maglia che hanno indossato per lunghi tratti della carriera, ma si identificavano nel campione, nell'uomo..Difensore arcigno e stopper che si incollava all'avversario mordendo sempre le caviglie, Mauro Bellugi ha cominciato a giocare nelle giovanili dell'Inter nel 1967 e nel 1969 &#232; approdato in Prima Squadra fino al 1974. E' poi passato al Bologna, al Napoli e alla Pistoiese, rimanendo per&#242; di passione interista per sempre..L'ex difensore era ricoverato dal 4 novembre 2020 dopo essere risultato positivo al Coronavirus e poi ha subito l'amputazione delle due gambe. Una decisione presa dai medici per avere individuato patologie pregresse rispetto al Covid 19. Poi il peggioramento che l'ha portato alla morte. Bellugi lascia la moglie Loredana e la figlia Giada che aveva avuto dalla prima moglie Donatella. I funerali si svolgeranno nella Chiesa di Sant'Ambrogio, marted&#236; 23 febbraio alle ore 11,00. Con Bellugi muore un altro pezzo di calcio romantico ma, soprattutto, svanisce il sentimento primario di uno sport che si identificava nelle sue bandiere. E lui &#232; stato tutto questo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>fl0711fl0711mauro-bellugi.jpgSIncalcio-MauroBellugi-1013744.htm01,1001051n
31013662NewsCampionatiJuve Inter in silenzio? Macché, tutto era assordante!20200309164050Una entusiasmante Juventus sottolinea la sua superiorità sull`Inter di Conte.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Juve vince il derby d’Italia con un netto 2 a 0 in un ambiente di insolita assenza di tifosi per i provvedimenti presi a causa del coronavirus. Ma la partita non ha sofferto più di tanto dell’assenza di coreografie e vociare di tifosi, in quanto ha dato spettacolo di football e prelibati spunti tecnici, messi in campo soprattutto da parte della Juve di Sarri. I bianconeri hanno subito spinto la manovra fin dall’inizio della gara, mentre hanno sofferto nella seconda metà del primo tempo e all’inizio della ripresa. Poi, con l’entrata di Dybala la Juve ha azionato il turbo e l’Inter di Conte si è persa. In sede di intervista Antonio Conte è stato amaramente onesto nel dire che le due partite di andata e ritorno con la Juventus hanno mostrato la superiorità della Vecchia Signora, evidenziando quel gap che ancora c’è al confronto con i bianconeri. Tuttavia, Conte si è detto soddisfatto della prestazione della sua squadra, mettendo in evidenza il lavoro costruttivo fatto in questi primi mesi di lavoro della sua gestione. Ma è la Juve che dopo l’inguardabile partita di Champions contro il Lione si è liberata da tanti condizionamenti fisici e psicologici, per sfoderare una prestazione maiuscola sotto l’aspetto di un gioco finalizzato al risultato e, soprattutto, a quel divertimento tanto sperato e soltanto una volta messo in pratica proprio contro l’Inter all’andata. Si vede che la Juventus ha bisogno dello stimolo interista per ritrovarsi dal punto di vista della lucidità, del gioco e di quel giro palla veloce voluto da Sarri, che fino ad oggi è stato un grosso punto interrogativo. Tanto brutta prima, troppo bella adesso. Qual è la vera Juventus? Forse sta nel mezzo con evidenti sprazzi di miglioramento nell’intendere un gioco in cui bisogna per forza di cose dimezzare gli sbagli soprattutto a centrocampo e in difesa, i reparti che sono stati maggiormente presi di mira nelle varie analisi delle deludenti prestazioni della squadra di Sarri. L’idea di lasciare Pjanic in panchina con Bentancur nel suo ruolo ci è sembrata positiva, come pure strategica è stata la scelta di far giocare un Higuain molto motivato in un lavoro oscuro ma assai redditizio, lasciando in panchina Paulo Dybala fino a metà del secondo tempo, quando l’argentino ha sfoderato numeri di alta classe e un gol da cineteca. Adesso, blocco permettendo da parte degli organi competenti per l’interruzione di campionato che sarà eventualmente deciso martedì 10 marzo, la Juve ha l’obbligo di mostrare continuità fino alla fine delle competizioni che la vede in corsa per la conquista dei titoli in palio. Sarà così?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino, Allianz Stadium fl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuve-inter-in-silenzio-macche-tutto-era-assordante-1013662.htmSi100451001,02,03030133
41013657NewsCampionatiMarcello Chirico è ipercritico su Sarri e la sua Juventus.20200227151118Intervista a uno dei più popolari tifosi della Vecchia Signora d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Giornalista professionista, opinionista tv e juventino da legare, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marcello Chirico</b> rappresenta uno di quei personaggi che se non ci fossero dovremmo inventarli. Il suo modo di porsi, infatti, è sempre molto deciso nel sostenere le proprie verità, mettendo in mostra una chiarezza di idee pallonare che spesso vanno oltre la sua esuberanza da vero tifoso della Vecchia Signora d’Italia. Torinese, Marcello Chirico è attualmente direttore editoriale de “Il Bianconero.com”, dopo avere lavorato per 18 anni come cronista politico ne “Il Giornale”. Dal 2004 è opinionista sportivo sulle tv del gruppo Mediapason (Telelombardia, Antenna 3, Top Calcio 24, Videogruppo Piemonte) dove si occupa prevalentemente di Juventus. Per la sua squadra del cuore ha scritto diversi libri ed ha anche dedicato una canzone dal titolo “Atto d’amore”. Davvero inconfondibile questo personaggio, che dalla faccia, dai movimenti, dal suo gesticolare espressivo, mette sempre in mostra il carisma del suo essere juventino che esprime tutta la sua gioia nelle belle vittorie, ma che sa essere anche molto critico nelle partite perse senza gioco, passione e determinazione. Sono temi che abbiamo sviluppato in questa intervista, in cui Chirico manifesta tutto il suo interrogarsi sulla Juve di Sarri.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, cosa pensi del big match Juve Inter che si giocherà a porte chiuse?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che fosse l’unica cosa da fare, anzi credevo addirittura che già domenica scorsa si adottasse il sistema di giocare a porte chiuse tutte le partite di campionato. E’ un periodo delicato e c’è un’emergenza grave in atto, per cui ritengo che sia responsabile prendere delle precauzioni. Poi, se vogliamo parlare del lato sportivo, è chiaro che sarebbe stato meglio vedere una partita con una bella cornice di pubblico, le coreografie, i cori e tutto il resto. E’ evidente che da tutta questa storia, sempre dal punto di vista sportivo, se ne avvantaggia l’Inter perché gioca la partita dell’anno in uno stadio deserto, dove non c’è neanche un tifoso della Juve e quindi per l’Inter è ancora meglio che giocare in campo neutro, perché lì i tifosi sarebbero andati. Ma non solo, devo dire che la squadra di Conte è doppiamente fortunata perché non ha giocato neppure la partita contro la Sampdoria di domenica scorsa, e quindi sarà più riposata della Juve”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per Conte è dunque un vantaggio dal punto di vista ambientale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ un enorme vantaggio, anzi è un vantaggio gigantesco. Penso che neanche lui se lo immaginasse di avere questo vantaggio, perché un conto è giocare la partita in uno stadio ostile, e tale sarebbe stato nei suoi confronti, e un conto è giocare in uno stadio vuoto. E’ chiaramente un vantaggio enorme per Conte. Non ci sono dubbi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non credi che il coronavirus e la relativa psicosi, stiano producendo più danni del virus stesso?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sicuramente. Vedo gente che si va a fare i tamponi senza avere avuto contatti con nessuno e stando anche bene. Si è creata una psicosi perché ci siamo spaventati tutti, tuttavia, penso che l’allerta sia giusta ma a creare il panico siano soprattutto i politici ancor prima dei medici”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ banale dire che mancando la bolgia dello Stadium, sarà più difficile vincere la partita contro l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, la presenza dei tifosi sarebbe stata fondamentale, tuttavia mi viene da fare questa domanda: Quante volte quest’anno abbiamo visto la bolgia bianconera all’Allianz Stadium?. Sì, perché un conto è avere lo stadio pieno che fa il tifo, e un conto è vederlo come lo stiamo avendo quest’anno, in cui si notano dei vuoti. Dunque, ritengo che in questa particolare occasione avremmo sentito soltanto i cori dell’Inter”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Chiara la tua sottile critica al non gioco della Juve. A proposito, non pensi che tra Juve e Inter alla fine goda la Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che la Juve farà di tutto per vincere contro l’Inter, ma è chiaro che se dovesse pareggiare e la Lazio dovesse vincere contro il Bologna ci sarebbe un ribaltamento in classifica. Tra l’altro, mi sono chiesto perché la Lazio debba giocare a porte aperte, visto che ci sono stati anche dei casi di coronavirus a Roma. Ecco, non capisco la difformità delle regole. Se tu hai deciso di non volere raduni di persone nei luoghi pubblici, allora dovresti uniformare il campionato a questa regola e giocare con gli stadi vuoti per non creare aggregazioni di massa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, in questo periodo hai la fama di essere un tifoso ipercritico del gioco della Juve di Sarri. Cosa non ti piace della tua squadra del cuore? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Parto dal presupposto che a me non piaceva già come Allegri faceva giocare la Juve, nonostante si vincesse con il risultato di farci sentire tutti debitori dei tanti successi ottenuti. Poi si è cambiato allenatore perché si voleva vedere giocare la Juve in un modo più brillante e, soprattutto, con un’altra mentalità che fino ad oggi stiamo vedendo soltanto a sprazzi. Spero di vedere il bel gioco promesso domenica prossima contro l’Inter. Io do tempo a Sarri, anche se siamo già a fine febbraio e nulla di nuovo e di diverso si vede. Devo dire che qualche volta ho persino visto peggiorare il gioco rispetto all’anno scorso. Altro che cambiamento di mentalità!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cosa pensi delle parole dette pubblicamente da Andrea Agnelli, in cui si evince tra le righe il suo desiderio di portare Guardiola alla Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Che Guardiola piaccia ad Agnelli non lo scopriamo adesso, solo perché lo dice lui in quest’occasione. E’ già dalla scorsa estate che si sapeva quanto avesse tentato di portarlo alla Juve. Il problema è nato dal fatto che Guardiola non ha mai avuto voglia di lasciare il Manchester City. Tuttavia, penso che questo discorso sia soltanto rimandato a posteriori, anche perché sono convinto che se Sarri non vincerà, è molto probabile che il presidente Agnelli ritorni alla carica”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Restando sempre sulle rivelazioni che il presidente bianconero ha fatto nel corso di una diretta a Radio 24, emerge anche un velato avvertimento a Sarri e Paratici a riguardo del loro futuro. Te lo aspettavi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il fatto che Agnelli, nel corso della conferenza stampa di addio di Allegri avesse detto che i responsabili sarebbero stati a tutti gli effetti Paratici e Nedved, la dice lunga su come il presidente volesse delegare le responsabilità, come si fa esattamente in tutte le aziende. Poi, però, si attendono i risultati, e se questi non ci sono, è chiaro che al momento qualcosa è venuto a mancare. Quindi, se la Juve dovesse vincere, è chiaro che nulla cambierebbe, se invece non dovesse avvenire più questo, probabilmente qualcosa cambierà. Devo dire che c’è stato qualche colpo a vuoto da parte di Paratici nelle due campagne di mercato estivo e invernale. Quindi, mi sembra chiaro che se i risultati non verranno con scadenza 2021, così come ha detto Agnelli, è logico che sarà sostituito così com’è nella logica di ogni azienda che si rispetti. Paratici, è un bravissimo conoscitore di giocatori, ma come dirigente probabilmente è un novizio. Qualche errore l’ha fatto, e secondo me il mercato non è stato fatto in maniera totalmente corretta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, rimpiangi Marotta?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Assolutamente no. Non mi ha mai convinto del tutto. E’ uno fin troppo attento ai conti, e ricordo tanti giocatori di livello non presi per le sue titubanze. Non mi sembrava questo grandissimo fenomeno che tutti dicono. E’ un bravo dirigente ma non un top player. Paratici, invece, lo ritengo un top player per quello che riguarda la conoscenza dei giocatori, ma un neofita per quanto riguarda le pratiche dirigenziali, perché lo si vede chiaramente in difficoltà”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Con che stato d’animo vivrai il derby d’Italia davanti al teleschermo?<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Per ovvi motivi televisivi allo stadio ci vado quasi mai, perché devo essere presente in studio su 7 Gold. Gli interisti li ho sempre davanti in studio, e le così dette me le fanno girare abbastanza. Spero di vedere una bella partita. Ho grande fiducia nella Juventus”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Chi vincerà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve, naturalmente”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-chirico-marcello.jpgSiNmarcello-chirico-e-ipercritico-su-sarri-e-la-sua-juventus-1013657.htmSi100451001,02,0303077
51013643NewsEditorialeJavier Zanetti, l’esempio di un grande uomo di sport20191230155550Il vicepresidente dell`Inter è campione anche nella vita<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sono tanti anni che scrivo di calcio e intervistato uomini di sport dai quali ho colto prima d’ogni cosa il loro lato umano. Sì, perché ci sono calciatori senza maglia che pur identificandosi nella società in cui hanno militato per tanti anni, riescono a condividere la loro innata simpatia anche con chi non fa propriamente il tifo per la società cui è stato legato calcisticamente per molto tempo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Javier Zanetti</b>, capitano gentiluomo e poi vicepresidente dell’Inter è tra quelle figure che appartengono al mondo del calcio che maggiormente mi attraggono, proprio per le sue peculiarità di uomo simbolo di integrità, correttezza e sensibilità verso il sociale. Nato a Buenos Aires il 10 agosto del 1973, Zanetti è stato capitano dell’Inter dal 2001 al 2014, anno del suo ritiro. Ha origini friulane in quanto il suo bisnonno Paolo Zanetti era della provincia di Pordenone. Papà Rodolfo Ignacio Zanetti e mamma Violeta Bonazzola hanno avuto due figli maschi, Sergio e Javier che è il minore dei due eredi. Quando nacque Javier i genitori hanno deciso di dargli come secondo nome <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Adelmar,</b> in quanto si riferisce al nome di un medico argentino che gli salvò la vita da neonato, perché era affetto da problemi di respirazione. A saperle certe cose, ti fa pensare come poi il destino della vita ti porti ad abbracciare un mondo che non avresti mai conosciuto se quel medico non avesse salvato la vita a quel minuscolo essere umano, che con il suo esempio avrebbe poi dato segnali di grandi valori umani attraverso lo sport inteso come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“mens sana in corpore sano”.</b> Zanetti ha pubblicato tre autobiografie: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Capitano e gentiluomo”, “Giocare da uomo” e “Vincere, ma non solo”.</b> Nel 2012 ha aperto un ristorante assieme a Cambiasso, il “Botinero” che si trova nel quartiere Brera a Milano. Poi, nell’ottobre del 2011 ha ricevuto il premio alla carriera come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Leggenda del calcio”,</b> un riconoscimento che corona degnamente un ex calciatore, ma soprattutto un uomo davvero speciale. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“L’addio al calcio non è stato semplice.”</i></b> dice Zanetti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Era difficile per me pensare a quel giorno, ma prima o poi doveva arrivare. Tra l’altro, nella stagione 2013 – 2014 ho subito un grave infortunio al tendine d’Achille e tutti pensavano che quella sarebbe stata la mia ultima partita. La mia mente invece si è subito proiettata al mio ritorno in campo. Sì, perché volevo tornare a San Siro almeno per un’altra sfida e sentire ancora l’amore dei tifosi. E così è stato. Ricordo che quella notte è stata indimenticabile. Speravo non finisse più. Quell’amore dei tifosi dell’Inter resterà per sempre nel mio cuore”. </i></b>Padre di tre figli, Sol, Ignacio e Tomas avuti dal suo matrimonio con Paula de la Fuentes che ha sposato nel 1999, Javier Zanetti è un campione anche nella vita privata, ritenendo sacri e indissolubili i suoi affetti più cari intesi come famiglia vera e unita. Oggi vive nella sua casa sul lago di Como, un luogo che adora fin dal primo giorno in cui giunse a Milano. Ma c’è ancora un’altra cosa importante nella vita di questo straordinario campione, ed è il suo essere protagonista nel sociale attraverso la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fondazione Pupi,</b> un progetto che ha costruito 16 anni fa e che porta avanti con alto spirito di convinzione e solidarietà. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Da sportivi abbiamo grandi responsabilità</i></b><i style="mso-bidi-font-style: normal;">”</i> afferma Zanetti parlando a centinaia di ragazzi riuniti nella Sala Paolo Sesto in Vaticano nel corso dell’evento <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">calcio che amiamo</b><i style="mso-bidi-font-style: normal;">”. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“L’integrazione sociale fa parte del DNA dell’Inter. Il razzismo è un</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">problema trasversale”.</b> </i>Che dire di più di questo immenso ex calciatore vicepresidente dell’Inter, che per il suo esempio di vita e il suo messaggio sociale potrebbe essere presidente di tutte le squadre di calcio del mondo? Nulla! Ogni altra parola sarebbe inutile. Sì, perché certi uomini di sport hanno solo un’appartenenza universale.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711zanetti.jpgSiNjavier-zanetti-l-esempio-di-un-grande-uomo-di-sport-1013643.htmSi100451001,02,03010173
61013636NewsCampionatiChe cosa sta succedendo al Torino? Lo abbiamo chiesto a Claudio Sala20191204120155Assieme al poeta del gol, abbiamo analizzato il momento negativo della squadra di Mazzarri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’unico rammarico è di avere avuto poco spazio in Nazionale, perché prima avevo davanti Rivera e Mazzola, poi Franco Causio. Da lì, sono nate le difficoltà di trovare un posto in azzurro".</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Sala</b>, uno degli ultimi interpreti del calcio inteso come fantasia e poesia. Capitano del Torino dell’ultimo scudetto conquistato nella stagione 1975’76, questo poeta del gol che con i suoi dribbling e le discese sulla destra del campo, metteva sempre i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Gemelli del gol” Pulici e Graziani</b> in condizione di segnare numerose reti. Quello fu un Torino davvero particolare, proprio per quella concezione innovativa di un football che si ispirava molto a quello olandese. Atleta corretto e fantasioso, Claudio Sala per le sue undici stagioni giocate con la maglia granata, è considerato da tutti un fedelissimo del Toro. E non è un caso che abbiamo pensato di fargli questa intervista, proprio per affrontare insieme i vari temi che possano spiegare in qualche modo la situazione non certo brillante del Torino attuale.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Claudio, che cosa sta succedendo al Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che a questa domanda potresti rispondere meglio tu che sei dentro le cose del Toro, rispetto a quanto non lo sia io. Personalmente non credo alle favole di chi dice che nella squadra ci sia chi gioca contro l’allenatore e neanche a chi sostiene che ci siano giocatori che non passano la palla al compagno per partito preso. Questo è fantacalcio. Ogni squadra gioca per vincere e quindi non sono da considerare certe situazioni. Certo, per il Toro è un momento difficile, tuttavia, nonostante fosse partito bene in campionato, ha avuto quella sconfitta in casa con il Lecce, una squadra che poi a dimostrato fuori casa di farsi valere. Adesso sono arrivati questi tre punti conquistati contro il Genoa fuori casa. Questo secondo me è un dato importante, perché fa vedere le cose sotto un’ottica diversa e sicuramente più ottimistica.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Condividi i malumori dei tifosi che sono delusi anche dopo la vittoria esterna di Genova?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“I tifosi hanno sempre il diritto di potere esprimere il loro stato d’animo, però non è che si possa accettare sempre un certo tipo di atteggiamento, soprattutto quando la squadra si presenta sotto la curva per essere incoraggiata. E anche se a Genova si è vinto pur giocando male, il calcio ci insegna che la cosa che conta è il risultato. Io sono pratico oggi, così com’ero ieri quando giocavo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal punto di vista tecnico, che motivazioni dai a questo cattivo andamento di un Toro che all’inizio di campionato prometteva ben altro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, è vero. Il Toro prometteva ben altro, anche se ha fatto una campagna acquisti negli ultimi giorni, per inserire due pedine come Laxalt e Verdi e potenziare la squadra. Io avrei cercato di farlo molto tempo prima, una volta saputo che dovevi andare a giocare l’Europa League. Quindi, penso che tutto ciò sia stato un premio ai tifosi, i quali si aspettano sempre l’arrivo di giocatori di un certo livello.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu che sei stato capitano del Toro, ricordi momenti di questo tipo nell’ambito della squadra? Come si vivevano certe situazioni all’interno dello spogliatoio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, prima di vincere i campionati, qualche volta ci sono stati degli screzi con i tifosi. Tuttavia, devo dirti che adesso è cambiato tutto nel calcio e quindi è difficile fare un paragone. Per quanto riguarda la situazione attuale, penso che ci siano delle cose che noi non possiamo sapere e quindi i giocatori possono anche fare delle scelte sbagliate, come quelle di andare o no sotto la curva dopo la fine della gara.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso sta per arrivare la Fiorentina. Sarà una gara tra deluse?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Tra deluse non direi, perché il Torino viene da un risultato positivo fuori casa, mentre la Fiorentina ha perso malamente in casa e aveva pure perso la partita precedente. La squadra di Montella ha fatto un buon avvio di campionato e anche lei probabilmente sta patendo qualche problema.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire Claudio. Tu sei ottimista o no, per quanto riguarda il prosieguo del campionato del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono sempre ottimista, anche perché non considero mai che l’allenatore sia l’unica causa del cattivo andamento della squadra. Spero che da adesso in poi il Toro affronti le partite con un pizzico di morale in più, perché è una squadra che può fare molto bene e sicuramente meglio di quanto non abbia fatto fino adesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-claudio-sala.jpgSiNche-cosa-sta-succedendo-al-torino-lo-abbiamo-chiesto-a-claudio-sala-1013636.htmSi100451001,02,03030230
71013632NewsCampionatiFabio Viglione, “Il Toro? Un contrasto tra luci e ombre”20191119060915Il parere di un autorevole avvocato tifoso granata.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’Avvocato Fabio Viglione</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è uno di quei tifosi del Toro che maggiormente si sono distinti nel tempo, per qualità di opinioni calcistiche espresse sempre con la massima oggettività. Tante volte abbiamo avuto modo di intervistarlo per avere una sua idea sulla situazione della sua squadra del cuore, e in ogni occasione non ha mai deluso le nostre aspettative. Così come in questa esaustiva intervista, in cui pone l’accento, con evidente amarezza, sul momento negativo del suo Toro che ha deluso le aspettative di tanti tifosi granata. Giurista patrocinante in Cassazione, l’Avvocato Fabio Viglione vive a Roma ormai da molti anni e svolge la sua attività professionale presso il suo avviatissimo studio legale che si avvale dell’apporto di numerosi qualificati professionisti. Ma il lunedì di ogni settimana, quando il Toro vince, pareggia o perde, per lui c’è sempre modo di fare un’analisi critica e competente con amici e colleghi, con la stessa meticolosa attenzione e precisione che pone nel suo quotidiano, quando deve garantire assistenza in ambito giudiziale. Ascoltiamolo dunque in questa intervista.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo il 4 a 0 del Toro inflitto al Brescia in terra lombarda, il tuo giudizio sulla squadra è cambiato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“No, non è cambiato. Resta un giudizio in chiaroscuro. Un contrasto tra luci e ombre. La parte luminosa è la potenzialità della squadra, espressa nella stagione scorsa quando tutto girava al meglio. Le ombre sono rappresentate dal gioco che non mi ha mai completamente convinto. Neanche quando assistito dai risultati. Naturalmente tengo stretta la vittoria di Brescia e soprattutto i 3 punti perché cominciavo ad essere in astinenza e cominciavo a guardarmi alle spalle…” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A cosa pensi sia dovuto il periodo negativo che la squadra di Mazzarri sta attraversando?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Confesso che non sono riuscito a capirlo fino in fondo. Forse un calo della condizione atletica, una sfiducia dopo le prime impreviste difficoltà, un gioco troppo prevedibile e privo di coraggio e di un po’ di sana spregiudicatezza. Una punta come Belotti, isolata e senza rifornimenti, si sbatte facendo di tutto per conquistare palloni giocabili, ma è uno sforzo titanico con uno spreco mostruoso di energie. Essendo l’unico riferimento in attacco viene continuamente raddoppiato dai difensori avversari”. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu, come tanti tifosi del Toro, che idea ti eri fatto di questa squadra all’inizio del campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Avevo tante aspettative. Pensavo che, confermando tutto il gruppo e soprattutto non cedendo i cosiddetti “prezzi pregiati”, giocatori come Sirigu, Belotti e Izzo, tanto per fare tre nomi, saremmo stati in grado di mettere in campo una squadra solida e competitiva. Non cedere calciatori tanto richiesti sul mercato, poi, l’ho letto come una evidente dimostrazione di forza da parte del club. C’è un progetto e si porta avanti con continuità. Pensavo, poi, che l’affiatamento del gruppo, con una stagione in più sulle spalle avrebbe ulteriormente aumentato il tasso di esperienza e la complessiva affidabilità. Maggiore assimilazione degli schemi, più affiatamento. Gli acquisti di Verdi e Laxalt avrebbero dato poi ulteriore qualità. Due giocatori in cerca di riscatto dopo annate difficili. Si, in estate ero molto fiducioso. Ad oggi sono stato smentito dal campo. Ma credo ci voglia equilibrio di giudizio soprattutto nelle situazioni difficili, quando tutte le certezze sembrano venire meno”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se ci sono delle colpe, a chi sono maggiormente imputabili?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che quando, a quasi un terzo del campionato, si determini una situazione come quella attuale, è evidente che siano stati commessi errori. Preferisco parlare di errori e non di colpe, forse per la mia deformazione professionale. Errori commessi da tutti naturalmente. Credo che possano suddividersi in due tipi di errori. Quelli di valutazione iniziale, diciamo “programmatici”, sulle potenzialità dell’organico e quelli chiamiamoli “esecutivi” sulla realizzazione pratica del progetto. Dopo quasi un terzo di campionato, il bilancio parziale è certamente negativo. Abbiamo perso la metà delle partite, la maggior parte delle quali contro squadre costruite con diversi e meno ambiziosi obiettivi, certamente con organici meno competitivi. Credo che attualmente la squadra si esprima al di sotto delle proprie reali potenzialità”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se tu fossi il Presidente Cairo, cosa faresti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non è facile sostituirsi al Presidente e fare valutazioni dall’esterno. Io personalmente punterei sul potenziamento dei quadri dirigenziali della società, investendo su figure di massima professionalità ed esperienza. Per una società come il Torino saper individuare, in anticipo, prima che “esplodano”, i calciatori su cui puntare può essere determinante. E’ inutile far finta di niente: i fatturati delle società, i contributi dei diritti Tv creano fossati. La competizione oggi in Italia è figlia di questi dislivelli, in parte incolmabili. Guardiamo le classifiche finali degli ultimi 10 anni per averne una dimostrazione. Negli ultimi anni il Presidente Cairo attraverso una serie di investimenti - basti pensare a quanto sia salito il monte ingaggi e quanto abbia speso per acquistare alcuni calciatori da club di prima fascia - <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha cercato di far salire il livello del Toro. D’altronde, anche quest’anno, l’aver trattenuto tutti, l’aver acquistato Verdi e riscattato Aina per cifre importanti, rappresentava il chiaro intendimento di puntare ancora più in alto del precedente settimo posto. Qualcosa evidentemente, ad oggi, non ha funzionato. Ma credo che il Presidente Cairo sia perfettamente in grado di diagnosticare i problemi ed abbia la voglia e la capacità per cercare e trovare le soluzioni più appropriate.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabato prossimo il Toro affronterà in casa l’Inter di Antonio Conte. Che partita sarà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sarà una partita difficile per il valore dell’avversario e le motivazioni che spingono i nerazzurri. Ma il Toro ci ha abituati a meglio figurare contro questo tipo di squadre. Anche perché, a mio parere, quando è chiamato ad imporre il proprio gioco contro squadre chiuse fatica moltissimo. Credo che il Toro giocherà una partita ordinata ed attenta ed avrà l’atteggiamento giusto. Poi nelle singole partite, anche un episodio può indirizzare l’andamento e conseguentemente il risultato”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A parte il divario tecnico esistente tra queste due squadre, pensi davvero che sia possibile un’impennata d’orgoglio da parte del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la partita possa essere l’occasione per far scoccare la scintilla e riaccendere una stagione che oggi sembra essere andata in letargo. Perdere contro Sampdoria, Lecce, Parma, Udinese… A tacere dello sconfortante tonfo contro la Lazio. E’ inutile giraci intorno, tutti ci saremmo aspettati un’altra classifica a questo punto del campionato. Ma la squadra deve essere in grado di non farsi condizionare e vivere l’evento liberandosi di zavorre mentali e di un velato senso di sfiducia.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se potessi togliere qualche giocatore ai nerazzurri e inserirlo tra i granata, chi sceglieresti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ dura. L’Inter ha un organico molto competitivo ed un allenatore in grado di far tirar fuori il meglio delle potenzialità di ciascun calciatore. Ma dico Nicolò Barella anche perché credo che il centrocampo sia il punto di crisi del Torino. Un problema antico. E’ quello il luogo nevralgico del gioco. Un gioco che, purtroppo, anche per le difficoltà in quella zona e la penuria di uomini di qualità non consente verticalizzazioni e manovre ariose. Barella potrebbe farci davvero molto comodo…” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Fabio, da grande tifoso del Toro quale tu sei, come vivi la tua passione granata a Roma, città in cui abiti ed eserciti la tua professione di avvocato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Con grande orgoglio. Anche mio figlio, tredicenne, tifa Toro a testa alta. Ha seguito la passione di suo padre e, pur senza averlo mai conosciuto, di suo nonno, capostipite della tradizione granata in famiglia. Noi siamo tifosi di una squadra speciale, unica, ammirata per la storia e l’identità che esprime. A Roma la passione per il calcio è vissuta in modo molto intenso ma sia i tifosi romanisti che laziali hanno grande rispetto per la nostra identità calcistica. Ne siamo fieri ed il nostro sentirci un po’ fuori dal coro ci rafforza nella nostra passione. Certo il lunedì, lui a scuola ed io in Tribunale, quando il Toro vince o perde catalizziamo i commenti di tutti…Dobbiamo sempre essere sul pezzo… <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa ti auguri per il futuro del Toro? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una crescita continua, una stabilizzazione nella parte alta della classifica. Una dimensione che possiamo migliorare soprattutto facendo salire l’asticella delle ambizioni. Io credo nella crescita graduale purché sempre assistita da un progetto. Puntare all’Europa o alla vittoria della coppa Italia deve diventare la normalità. Nel far ciò non dovremo mai perdere di vista la nostra storia e le nostre peculiarità. Dalla valorizzazione del Filadelfia come fucina di “granatismo” al rafforzamento costante del settore giovanile. Continuo a pensare che dalla Primavera debbano essere selezionati in buona parte i calciatori “da Toro”. Proprio pensando a quella distinzione del nostro grande Emiliano Mondonico tra giocatori “del Toro” e giocatori “da Toro”. Abbiamo bisogno di questi ultimi, anche in un calcio ormai votato sempre più al freddo <i style="mso-bidi-font-style: normal;">business</i>. Noi siamo il Toro, non una semplice squadra di calcio…”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-avv.-fabio-viglione.jpgSiNfabio-viglione-il-toro-un-contrasto-tra-luci-e-ombre-1013632.htmSi100451001,02,03030393
81013631NewsCampionatiOmbretta Cantarelli, “Sì, l’Inter di quest’anno mi piace tanto”20191119054881Incontro con una interista doc <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Milanese, bella, cordiale, molto attenta alle relazioni e, soprattutto, interista da morire. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ombretta Cantarelli</i></b> non è conosciuta soltanto perché è moglie dell’attore - maestro di teatro - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Gianfranco Jannuzzo</i></b>, ma perché ha spiccate caratteristiche personali che fanno di lei una donna unica nel suo genere. Parli con lei e ti accorgi come non sia una persona che viva di riflesso alla grande notorietà del marito, ma, conoscendola, ti rendi conto come sia connaturato in lei il desiderio di intrattenimento, di relazioni, non soltanto con il pubblico del teatro ma anche nella vita comune. E’ una peculiarità che non è tanto generalizzata nel mondo dello spettacolo, là dove si tende ad essere particolarmente riservati e chiusi nell’ambito artistico. Ma Ombretta non è così, perché lei è solare, molto aperta al dialogo, e sa essere presente accanto al marito in tutte quelle situazioni che richiedono capacità di intrattenimento. E chissà, forse nel tempo ha pure assorbito quella sicilianità tipica delle profonde radici culturali che sono molto evidenti in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo</b>. Ma la città di Milano e l’Inter che è la sua squadra del cuore, sono insite nel suo essere lombarda orgogliosa e vera. Così abbiamo pensato di incontrarla, per intervistarla alla viglia della partita Torino Inter. Con lei ci siamo soffermati in argomenti approfonditi, che riguardano soprattutto la nuova Inter allenata da Antonio Conte.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ombretta, cominciamo a parlare della grave notizia di attualità in casa interista. Cosa pensi del proiettile che Antonio Conte ha ricevuto in una busta anonima?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ un gesto senza dubbio molto grave. Dalle notizie che trapelano, pare si tratti dell’azione di un mitomane che per qualche strana deviazione concentra la propria ossessione su un personaggio pubblico popolare. A mio avviso potrebbe trattarsi anche dell’idiozia di qualche frangia più scellerata del tifo estremo, non di stampo interista. Comunque, saranno gli inquirenti dopo che il materiale verrà sottoposto a tutte le analisi scientifiche, a cercare di scoprire l’autore di questo gesto assurdo.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo a discorsi più prettamente calcistici. Sei contenta dell’Inter di quest’anno?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, mi piace molto questa Inter. Mi piace il carattere che questo allenatore sta cercando di forgiare nei giocatori. Non è un lavoro facile il suo, perché il “Pianeta Inter” non ha tempo di aspettare e vuole subito i risultati. Ma soprattutto mi piace che la società, insieme all’allenatore, abbia deciso di introdurre nella rosa anche giocatori italiani che spero possano fare molto bene all’Inter, alla nostra Nazionale e al nostro mister che è amico di Roberto Mancini.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che questa Inter dia filo da torcere alla Juve fino alla fine del campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Da tifosa ti dico che lo spero ardentemente. Non sarà impresa facile, perché loro hanno una rosa di giocatori infinita e molte risorse dalle quali attingere. Tuttavia, quello che possiamo fare è lavorare, non perdere la concentrazione e tornare appena possibile sul mercato per rafforzare la squadra e renderla più competitiva.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che idea ti sei fatta delle ripetute lamentele pubbliche di Antonio Conte contro la dirigenza dell’Inter, per non avere allestito una rosa in grado di supportare i numerosi impegni della stagione in corso?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che Antonio Conte abbia ragione, perché per poter competere su diversi fronti servono delle forze fresche che sappiano che il campionato è molto lungo, ed arrivare alla fine senza squalifiche o infortuni è davvero impossibile. Penso che l’acquisto di un nuovo attaccante e di un centrocampista, aiuterebbe sicuramente la squadra. Dunque, spero che a gennaio la nostra rosa si possa arricchire di nuova energia.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Guardando la squadra di quest’anno, in cosa la ritieni migliore di quella dell’anno scorso?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi è difficile rispondere a questa domanda. Penso che ogni allenatore cerchi di dare un’impronta ben precisa alla propria squadra. L’Inter di questa stagione mi piace molto perché non si arrende, i giocatori sono molto coesi e si aiutano di più rispetto al passato. Infatti, sono andati in gol non solo con gli attaccanti titolari. Tuttavia, per esprimere un giudizio più preciso aspetterei ancora un po’, anche se sono stata colpita da una frase di Antonio Conte che ho letto recentemente in un noto quotidiano sportivo, dove dice che lui per l’Inter non dorme neanche la notte. Questo mi lascia ben sperare che non smetterà di lottare.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, sono due attaccanti che fanno realmente la differenza in questa Inter di Conte?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono due attaccanti eccezionali che si sono presi sulle spalle l’attacco dell’Inter. Lautaro sta disputando una grandissima prima parte di stagione. E’ un giocatore giovane, completo e con un altissimo margine di miglioramento. Romelu ha caratteristiche tecniche e fisiche che lo rendono unico nel panorama mondiale. E’ potenza pura e sono convinta che anche lui con il tempo saprà fare ancora meglio. Dopotutto, per portarlo all’Inter abbiamo sbaragliato la concorrenza e sono felicissima che giochi per noi!” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nicolò Barella e Stefano Sensi. Due calciatori importanti che danno lustro al centrocampo dell’Inter nell’assetto tattico voluto da Conte. Sei anche tu di questo avviso?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Assolutamente sì. Li adoro, sono due giocatori italiani fantastici. Ho ancora negli occhi l’eurogol che Nicolò Barella ha fatto nell’ultima partita di campionato contro l’Hellas Verona. Stefano Sensi ha uno stile di gioco estremamente diretto con lanci orizzontali e verticali importanti e colpisce le difese avversarie prima ancora che si possano organizzare. E poi è rapido ed è andato a segno anche lui. Dunque, si tratta di due giocatori importantissimi per l’Inter.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo alla prossima partita che l’Inter giocherà a Torino contro la squadra di Mazzarri. Secondo te, che insidie può nascondere questo match?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ogni match ha le sue insidie, per questo non bisogna mai perdere la concentrazione perché le partite sono tutte impegnative. Il Torino ha un grande attaccante che è il Gallo Belotti, ma ha anche un allenatore preparato come Walter Mazzarri che, a mio avviso, prepara bene la sua squadra.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Un’ultima cosa, Ombretta. Il fatto che Antonio Conte, pur essendo un ottimo professionista abbia ancora in sé quell’alone di mentalità professionale che sa di scuola Juventus, ti dà fastidio oppure lo accetti con il pensiero che apporterà sicuri benefici all’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Posso capire da tifosa interista che il passato bianconero di questo allenatore possa dare un po’ fastidio, tuttavia, ritengo che Antonio Conte sia prima di tutto un gran professionista e adesso anche nerazzurro. A proposito, vorrei ricordare l’Inter dei record allenata da Trapattoni, anche lui con un passato nella Juve, ma poi ha scritto con noi una pagina importante nella storia del calcio italiano.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-ombretta-cantarelli.jpgSiNombretta-cantarelli-si-l-inter-di-quest-anno-mi-piace-tanto-1013631.htmSi100451001,02,03030402
91013628NewsCampionatiNello Santin pone in analisi la crisi del Milan20191106111610Intervista all`ex calciatore del Milan, L.R.Vicenza, Torino e Sampdoria <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello Santin</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è uno dei gregari rossoneri che tanto hanno dato per la causa del Milan, contribuendo alla conquista di Coppe e scudetti (memorabile l’incredibile salvataggio sulla linea della porta, con Cudicini battuto nella semifinale di Coppa dei Campioni contro il Manchester United nel 1969). Da calciatore maturo emigra al Lanerossi Vicenza e poi al Torino, dove vince lo scudetto con l’allenatore Gigi Radice nel campionato 1975-‘76. Nato a Eraclea (Ve) il 3 luglio del 1946, Nello Santin alla fine degli anni sessanta è entrato in quel ciclo d’oro del Milan di Rocco e Rivera che ha vinto tutto. Oggi, in occasione della prossima partita che il Milan giocherà all’Allianz Stadium contro la Juventus, lo abbiamo intervistato per parlare dell’attuale crisi del “Diavolo rossonero”.<a name="_GoBack"></a> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello, che idea ti sei fatto dell’attuale crisi del Milan?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La crisi del Milan è figlia dei presidenti che nulla centrano con il calcio, ma volevano sfruttare l’occasione per investire e guadagnare altri soldi. Peccato che prima i cinesi, poi il Fondo Elliot divenuto proprietario del club rossonero per l’inadempimento dei prestiti ottenuti dagli stessi cinesi, non conoscono di fatto il mondo del calcio. L’idea era di fare un business, e invece questo è il risultato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, tutte le colpe di questo stato di cose milaniste sono attribuibili ai proprietari della società rossonera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ proprio così, perché si era ventilata questa storia di magnati che volevano fare il loro sporco gioco, e purtroppo dietro di loro sono andati dei personaggi che di calcio ne masticano davvero poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo a discorsi più tecnici. Secondo te la squadra di Pioli crea un po’ di più di quella di Giampaolo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ho visto una piccola reazione dopo l’innesto del nuovo allenatore. Tuttavia, posso dire che è ancora poca cosa rispetto a quello che si attendono i tifosi milanisti, i quali sono abituati a giocatori di una certa classe, capaci di inventare il gioco con destrezza, rendendolo piacevole ai buongustai del calcio. E invece, c’è poco materiale tecnico in questa squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Da più parti si parla di un Milan senza ossigeno, ma la paura di perdere condiziona la squadra. Potrebbe esserci una causa psicologica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Potrebbe essere una delle tante cause, ma ritengo che i giocatori risentano dei grossi problemi della società e fanno ancor più fatica a essere concentrati in campo. Se avessero alle loro spalle una società in grado di sollevare tutti i loro problemi, invece di acuirli, le cose andrebbero diversamente. Mi dispiace vedere uscire dal campo i giocatori a testa bassa e sotto un nugolo di assordanti fischi. Credimi, è demotivante”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E, infatti, a questo punto del campionato, il Milan deve necessariamente guardarsi alle spalle. Altro che pensare alla Champions........</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Anche questa è un’altra storia vergognosa, visto che dall’inizio hanno sbandierato ai quattro venti che questa squadra avrebbe avuto tutte le potenzialità di far parte della Champions del prossimo anno. Qui bisogna pensare a restare in Serie A, altro che Champions. Non è giusto illudere i tifosi, quando chi sa di calcio si accorge subito che è stata formata una squadra di giovani che nulla hanno fatto di concreto! Una o due partite a livello mediocre e poi basta, tutto finito. Questi giocatori non sono assolutamente da Milan, perché i suoi tifosi vogliono vedere calciatori di classe che possono inventare qualcosa. Questi, quando hanno terminato la benzina ritornano ad essere dei giocatori normalissimi e nulla più. E’ un brutto inizio, questo per il Milan!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te, è più giusto imputare di colpe il solo reparto difensivo, oppure è la squadra nel suo complesso a non essere all’altezza?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, il reparto difensivo è quello che è maggiormente sottoposto agli sbagli, perché se becchi gol è il momento in cui ci si dà la colpa l’uno con l’altro. Ritengo invece che non sia solo quello il problema, perché quando parliamo di squadra si parla di collettivo e di reparti che devono aiutarsi vicendevolmente ad affrontare l’avversario, Attaccanti e centrocampisti devono partecipare anche al gioco difensivo, proprio quando non si ha il possesso palla. A situazione inversa, invece, anche i difensori possono diventare a loro volta centrocampisti e attaccanti. C’è poi un’altra cosa che ho notato, ed è la cocciutaggine di far partire l’azione da dietro con piccoli passaggi che vanno dal portiere al difensore, ai centrocampisti e, se poi va tutto bene, arrivare alle punte. Per far questo devi avere i piedi buoni, possedere un tasso tecnico che i giocatori del Milan non hanno. Quindi, certi atteggiamenti tecnici e tattici, lasciamoli fare a squadre come il Barcellona. Questo Milan per evitare di prendere gol, deve lanciare la palla lunga e pedalare, esattamente come si faceva una volta. Ciascun faccia di necessità virtù, altrimenti sarà proprio dura!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ poi non c’è un vero leader, un capitano capace di creare un gruppo. E’ vero?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono assolutamente d’accordo. Non c’è un leader nello spogliatoio, nel campo, nelle cene, nel fare le interviste. Ai nostri tempi avevamo tre o quattro giocatori rappresentativi capaci di sistemare le cose e non c’era bisogno di accompagnatori o di ex calciatori che smettono di giocare e vogliono fare i presidenti delle società senza averne l’esperienza necessaria. Ritorno a dire che il Milan manca di una società solida, capace di gestire bene le cose interne senza fare interferire dall’esterno ciò che dovrebbe far parte della propria casa. C’è anarchia, perché al Milan tutti comprano, tutti parlano, tutti vendono e non si capisce più niente. E’ davvero un macello!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In conformità a quello che stai dicendo, mi sembra che sei sostanzialmente d’accordo con Fabio Capello, il quale nel corso di un’intervista a “Radio Anch’io”, ha affermato che i giocatori del Milan non sono di livello, che giocano con la paura addosso e non rendono per il loro valore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sostanza è questa, ma ci vuole anche un allenatore che sappia mettere bene in campo i giocatori, che li faccia correre bene e impartisca chiaramente il proprio credo calcistico”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E allora Pioli non va bene?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non è questo il punto, perché a ogni allenatore bisogna dare del tempo per lavorare. Non si può fare così come ha deciso il Milan, il quale ha sostituito in fretta e furia Giampaolo. Personalmente avrei continuato a lavorare con lo stesso allenatore, perché come ti ho già detto, non è il tecnico il vero problema del Milan, ma è la società”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso, all’orizzonte si profila l’incontro con la Juve. Che partita sarà secondo te?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nelle due ultime partite contro il Genoa e il Toro, io non ho visto una grande Juventus. Sono ancora in attesa di ammirare tutto questo bel gioco che Sarri ha promesso. Tuttavia, con un Milan in queste condizioni è facile pronosticare un risultato a favore della Juve. Piuttosto, mi auguro davvero che la squadra di Pioli non vada incontro a un’altra figuraccia”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-nello-santin.jpgSiNnello-santin-pone-in-analisi-la-crisi-del-milan-1013628.htmSi100451001,02,03030232
101013579NewsEditorialeAldo Agroppi, “Non so parlare sottovoce”20190526085338Recensione di un libro che racconta la vita dell`autore.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Una vita in contropiede (tra parole e pallone) </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sembra ieri, eppure è già passato un anno dalla sua presentazione alla Fiera del Libro di Torino. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non so parlare sottovoce” </b>pubblicato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>da<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Cairo Editore</b>, fa parte di quella letteratura italiana che appassiona sempre ed è senza tempo. Mai titolo di un libro fu adatto al suo contenuto. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Aldo Agroppi </b>è così, prendere o lasciare. E’ il destino di tutte le persone schiette come lui, toscano fino alla punta dei capelli nel non conoscere dove sta di casa l’ipocrisia. Ricordo di aver letto con molto piacere il file che mi era stato inviato via mail prima della pubblicazione del libro. Bozze corrette, parole sottolineate e ricorrette dall’autore, che sapevano di impegno letterario da parte di chi si accingeva per la prima volta a scrivere un libro da solo, svelando pubblicamente come egli è nella sua anima e nel suo più profondo essere, con i pro e i contro di un carattere che è simile a un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“legno storto”,</b> così come (dice lui), era il “su babbo”. Ricordo che lo scorrere di questo lungo e intenso lavoro letterario mi aveva affascinato sotto l’aspetto della conoscenza di un percorso di vita fatto in rettilineo, ma che spesso ha subito curve improvvise e inaspettate. L’amore eterno per Nadia, sua moglie, donna perfetta con la quale condivide lunghi anni di matrimonio felice. E poi tanti momenti di ricordi e figure incancellabili della sua famiglia, che tracciano un passato fatto di semplicità e tanto orgoglio. Tutto questo s’interseca perfettamente agli aneddoti che si sono sviluppati tra antipatie e polemiche vissute con personaggi del mondo pallonaro, vedi Mancini, Lippi, Sacchi. Pagine e<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>capitoli in cui Aldo mette a nudo le proprie ansie, le fragilità, l’oscurità e il pessimismo verso il mondo d’oggi che ha perso il senso dell’equilibrio e dei valori umani. Ma al contempo ho letto pagine che fanno sorridere, che sono esilaranti, capaci di contrapporsi a certi racconti commoventi. Il Toro, Gigi Meroni e la giornata di una maledetta domenica d’ottobre, che inizia con la vittoria sulla Sampdoria e si conclude tragicamente con la morte della “farfalla” granata. Chi conosce Aldo Agroppi lo ritiene un caro amico, e chi come me ha avuto l’occasione di intervistarlo più volte, coglie sempre in lui il tratto malinconico di un’anima spesso inquieta, sensibile, reattiva alle storture e alle ingiustizie della vita, ma al contempo capace di sciogliersi come un bimbo. Sono i forti sentimenti contrapposti che lo coinvolgono personalmente, e forse, chissà, sono stati gli artefici del suo male oscuro che a un certo punto gli ha cambiato la vita. E’ l’Aldo Agroppi degli estremi opposti tra loro, che si sviluppano tra picchi di positività ad altri di negatività. E’ il marchio della sua vita di ex calciatore professionista e di uomo che con la sua schiettezza si è inimicato anche i “papaveri” del Potere. Per questo ha pagato a lungo sulla sua persona, ma la cosa più bella è che egli fa di questo suo modo d’essere il suo orgoglio. Senza rimpianti, senza incertezze, ma con la consapevolezza che se la sua vita dovesse ricominciare rifarebbe esattamente ciò che ha fatto. E’ Aldo Agroppi, mediano arcigno e marcatore senza mezzi termini in campo e nella vita. Incendiario e mai pompiere, per questo non sa parlare sottovoce.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-agroppi.jpgSiNaldo-agroppi-non-so-parlare-sottovoce-1013579.htmSi100451001,02,03030275
111013557NewsCampionatiTonino Asta, “Il derby? Spero che il Toro mantenga spensieratezza….”20190430095511Intervista all`ex capitano del Toro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Antonino Asta è tornato in panchina a ottobre dello scorso anno. Attualmente allena la Pistoiese in Serie C, dopo avere affrontato le esperienze con Monza, Bassano Virtus, Lecce, Feralpi Salò e Teramo. Da giocatore è stato capitano ed anima vera di un Torino sanguigno, vero, capace di fare emergere antichi valori legati alla grande storia granata. Nato ad Alcamo il 17 novembre del 1970 è arrivato non più giovanissimo ad essere illuminato dai riflettori del calcio professionistico. Ha giocato con il Saronno, col Torino, con il Napoli e il Palermo. Ma è nelle fila del Toro che ha costruito il suo vero senso di calciatore esterno di fascia con caratteristiche da vero capitano. La leadership instaurata nello spogliatoio di quel suo Toro, è stata provvidenziale nell’inculcare ai suoi compagni di allora cosa volesse dire indossare la maglia granata. E non è un caso che tutti i suoi derby giocati nel Toro, hanno sempre avuto il gusto di un agonismo intenso e sempre pronto ad affilare i bulloni delle scarpe per rendere difficile la vita alla Juve. Potremmo definirla una vita da derby con l’essenza da Toro. Così, in occasione della prossima stracittadina torinese, abbiamo pensato di intervistarlo per capire cosa ne pensa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tonino, come vanno le cose con la Pistoiese?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Bene. Ci siamo salvati e questo è quello che conta. Adesso si programmerà il futuro. Per quanto mi riguarda, devo verificare alcune cose prima di decidere cosa fare. Vedremo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parliamo del derby. Juve già campione d’Italia e Toro con l’entusiasmo di chi vuole entrare in Europa e magari in Champions. Che derby sarà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“I derby in genere non danno mai una motivazione in più o in meno rispetto alla situazione di classifica. Il derby è derby, comunque sia. Tuttavia, penso che dopo la partita contro il Milan, il Toro cerchi di vincere questa gara non solo perché c’è la Juve ma anche perché si trova in una situazione importante di classifica. E’ brutto dire che i granata sono favoriti dal momento attuale, perché il derby sfugge sempre ad ogni pronostico. Io spero che il Toro mantenga questa spensieratezza, questa libertà mentale che gli permetta di fare una bella partita, pur sapendo che la Juve non ci starà a perdere il derby soprattutto in casa.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa ti piace del Toro di quest’anno. Pensi che sia la vera rivelazione di questo campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Aspetterei ancora la fine del campionato per dare una risposta precisa a questa domanda. Il Toro sta davvero facendo qualcosa d’importante e in questo senso potremmo ritenerlo come la rivelazione del campionato. Negli altri anni gli si chiedeva la continuità che poi non ha mai avuto, mentre quest’anno ha trovato proprio quella regolarità di risultati che gli ha permesso di andare avanti. Con questa voglia, questa determinazione e con quel non accontentarsi mai, si può essere determinati ad ambire di entrare in zona Champions.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal punto di vista mentale, pensi che per il Toro sia finalmente arrivata la convinzione di essere squadra da vertice?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questo va a pari passo di quello che dicevo pocanzi. Già l’anno scorso il Toro ha alzato l’asticella e la ricerca della continuità ha fatto sì di raggiungere una maturità proficua nel migliorare la propria autostima. Ho apprezzato molto che il Torino negli ultimi anni abbia corretto sempre i suoi errori. Adesso è arrivato il momento di prendersi le meritate soddisfazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Di questo ottimo momento granata, dai grandi meriti a Mazzarri oltre che alla squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sicuramente. Come in tutte le squadre l’allenatore ha la sua importanza. Dirti che Mazzarri è un valore aggiunto di questo Toro, per me che sono allenatore è semplice. E’ anche vero che sono i giocatori che vanno in campo e la verità sui meriti e demeriti dovrebbe essere ripartita in parti uguali. Tuttavia, nell’immaginario collettivo del mondo del calcio, se perdi è sempre colpa dell’allenatore con pochi demeriti dei calciatori, se vinci è solo merito dei giocatori. Ecco, io credo che ci sia sempre una via di mezzo nel valutare le varie situazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>D’accordo, il derby è sempre una partita a parte. Ma non credi che per il Toro sia un piccolo vantaggio affrontare la Juve in questo momento?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questa è una domanda cui è difficile dare una risposta ben precisa. La tua può essere una lettura giusta, ma dall’altra parte c’è da considerare che perdere la stracittadina non piace a nessuno. Mancano ancora quattro partite ed è impensabile che la Juve possa affrontarle in maniera svogliata e non da seria professionista. E’ logico che se penso a una squadra che ha maggiori motivazioni in questo derby, certamente il Toro ha un teorico minimo vantaggio che non è trascurabile.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tonino, cosa ricordi dei tuoi trascorsi granata e dei derby vissuti intensamente?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ricordo che la settimana prima della partita c’erano sempre gli sfottò dei tifosi da una parte e dall’altra. C’era l’attenzione dei tifosi del Toro che venivano al campo d’allenamento a caricarci per questa partita. Per questo dico che il derby di Torino non è una partita come le altre, non può esserlo né ora e né mai. Ci sono delle emozioni, delle sensazioni che sono diverse e vivi in maniera intensa. Personalmente non potrò mai dimenticare quel famoso 3 a 3 che resta tra i miei ricordi più belli della mia carriera di calciatore. “</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quale significato ha avuto per te essere stato il capitano del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ stato molto importante dal punto di vista umano perché mi ha dato modo di crescere ancora di più, anche se quella fascia da capitano l’ho raggiunta a quasi 30 anni. Mi ha dato una responsabilità diversa nel bene e nel male, anche nel farmi carico dei momenti negativi e di trovare delle motivazioni in tutto quello che facevo. Devo dire ancora oggi grazie a Giancarlo Camolese, perché volle affidarmi quella fascia da capitano che mi ha responsabilizzato molto. Non solo a Torino, ma anche in altre città mi ricordano affettuosamente come il capitano del Toro. Ecco, questo per me è motivo di grande soddisfazione.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Un pensiero sul 70esimo anniversario della tragedia del Grande Torino.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ già un successo che la data del derby sia stata cambiata. Il 4 maggio sarebbe stato davvero impossibile affrontare un derby. Quel giorno l’ho vissuto intensamente in quegli anni che sono stato capitano del Toro. Leggere i nomi dei grandi campioni del Torino davanti alla lapide di Superga, per me è stata una grande emozione che mi ha fatto capire cosa significa giocare nel Toro. Lì te ne accorgi ancor di più, perché quando il silenzio diventa assordante come in quei momenti, ti sembra di aver vissuto anche tu quella tragedia. E intanto sei portavoce del popolo granata, della sua storia, della sua tragedia. E’ una cosa che deve restare per sempre. E’ un evento da commemorare con sacro rispetto. Grande onore per quegli INVINCIBILI.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tonino, ti manca un po’ il Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi mancherà sempre. Seguo sempre il Toro e i suoi risultati. E poi come potrei dimenticare certe radici che parlano di me come giocatore per 5 anni di cui 2 da capitano, e poi 7 anni da allenatore nel Settore Giovanile Granata. Sono troppo legato affettivamente al Toro e alla città di Torino, dove torno sempre e ho tanti amici. Il Torino è come la mia carta d’identità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711asta.jpgSiNtonino-asta-il-derby-spero-che-il-toro-mantenga-spensieratezza-1013557.htmSi100451001,02,03030276
121013522NewsEditorialeLa vera faccia di Cristiano Ronaldo20190220192930Una notizia che fa riflettere.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mi è sempre piaciuto entrare nella sfera intima dei miei interlocutori in sede di intervista. Trovo che sia un momento di giornalismo esaltante e di verità che fa emergere quell’intrinseco recondito di ciò che non appare ma è. Si tratta in fondo della sostanza dell’essere, capace di capovolgere spesso ciò che appare ai nostri occhi ma non all’anima. Questo preambolo per significare l’apprezzabile notizia che CR7 ogni settimana segue nel tempio cattolico della Gran Madre di Dio a Torino, la funzione cattolica assieme alla sua Georgina. E’ la chiesa che per antica storia architettonica si erge maestosa tra la prospiciente Piazza Vittorio Veneto e il ponte sul fiume Po, mentre alle spalle c’è quella verde dolce collina torinese che ospita il campione portoghese nella sua villa personale. Ebbene, più volte, quando è libero da impegni, Cristiano Ronaldo si reca in questa chiesa prima di qualche momento di svago attraverso lo shopping per le vie del centro. Tutto in un anonimato che si avvale di occhiali scuri, cappello e chissà quale altro stratagemma per non essere riconosciuto. Certo, quei momenti mistici appartengono a situazioni intime in cui ritengo non si debba andare oltre l’invasione personale dei sentimenti più profondi, tuttavia, questa notizia della necessità personale di recarsi a pregare Dio, mi fa pensare come il desiderio di ritrovare la propria anima in serenità e attraverso la preghiera, si scosti molto dal personaggio costruito ad arte per scopi di immagine che è frutto di iperbolici introiti economici maturati attraverso il marketing e la pubblicità. E così, oltre il conclamato campione di calcio vincitore di trofei, Champions e tutto quanto il più grande calciatore al mondo possa vincere, c’è l’uomo, c’è la sua anima, c’è la sua fragilità. Un campione che appare spesso antipatico per il suo atteggiamento in campo, spocchioso dopo avere fatto uno dei suoi tanti gol, prepotente nel suo recitare la parte del leader di squadra. E invece si scopre che è il suo modo d’essere,&nbsp;di concepire la sua professione con serietà. Così negli allenamenti, così in partita. CR7 è questo; forza fisica che ha bisogno di ritrovarsi lontano dagli stadi, nel silenzio mistico della “sua” Gran Madre di Dio a riflettere, a pregare accanto alla sua Georgina. La sua ricchezza economica in questi momenti non lo distingue da altre persone magari povere, da altri esseri umani che come lui si rivolgono a Dio per pregare e ritrovarsi. Sono momenti personali che comunque danno modo di riflettere su ciò che siamo quando ci sentiamo pronti a giudicare. Ma chi siamo noi per poterlo fare?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-chiesa-gran-madre-di-dio-di-torino.jpgSiNla-vera-faccia-di-cristiano-ronaldo-1013522.htmSi100451001,02,03030123
131013510NewsCoppeLa Juve smaltirà l’umiliazione subita dall’Atalanta?20190131191007La pessima prova della Juventus in Coppa Italia pone tanti quesiti.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso la paura del mondo juventino è che nel presente e nell’immediato futuro, nella Juventus <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>restino tracce indelebili di Atalanta. Troppo brutta la Vecchia Signora e troppo bella l’Atalanta di Gasperini che per foga agonistica, qualità messa in campo e lucidità nell’aggredire l’avversario, sembra appartenere alla Premier League piuttosto che ad un campionato italiano povero di calcio atleticamente valido e continuativo fino al 95mo. La Dea è stata tutto questo, capace com’è apparsa a passare il turno di Coppa Italia convincendo nel gioco e nel risultato. Ma crediamo che neanche i bergamaschi si aspettassero una Juve così disarmante, distratta, imbarazzante e umiliata dall’avversario. Questa volta il Max toscano non ha potuto cominciare la sua intervista ai microfoni di Sky,dicendo la solita frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“C’è da fare i complimenti ai ragazzi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">perché non era facile affrontare……”,</b> frasi ripetute anche quando stonavano perché la Juve aveva giocato male e aveva vinto per il fattore C. Ma si sa, soprattutto nel calcio l’ipocrisia di dire il contrario di ciò che si pensa è all’ordine del giorno, ed è pari agli esorbitanti interessi economici che ruotano attorno al pallone. Detto questo, dobbiamo anche dire che da sempre siamo fautori dell’idea che nel calcio nulla si inventa, nulla si improvvisa e nulla è scontato. Sì, perché le partite bisogna giocarle tutte con il giusto cipiglio, proprio perché ti chiami Juve e contro di te si fa sempre la partita della vita. Era ormai da qualche tempo che vedevamo la Juventus soffrire e dare l’impressione di una corazzata che volesse impostare la gara adottando la filosofia del raggiungere il miglior risultato con il minimo sforzo. Solo apparenze, perché in realtà negli ultimi tempi la Juve ha sempre sofferto l’avversario di turno, offrendo prestazioni insufficienti e talora anche noiose di un calcio in cui la striminzita vittoria era sufficiente per allungare il proprio vantaggio in un campionato che, a onor del vero, non offre nessuna vera alternativa nell’intralciare il percorso di una squadra bianconera che ha sì, iniziato in maniera scoppiettante, ma che poi ha opacizzato quel suo furore agonistico, tecnico, tattico e fisico. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A questo punto la domanda sorge spontanea: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“PERCHE’ QUESTA INVOLUZIONE NELLA</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SQUADRA Di MAX ALLEGRI?”.</b> E allora vediamo di capirne qualcosa. Innanzi tutto la Società bianconera che liquida a settembre (o giù di lì) Beppe Marotta. A parer nostro una mossa errata, anche perché l’allievo Paratici avrebbe avuto ancora un po’ di tempo per maturare sull’esempio del maestro sornione e capace di coprire il delicato ruolo di Amministratore Delegato di una società importante come la Juventus. C’è poi la parte tecnica da considerare in un’ampia rosa di campioni messa a disposizione di Allegri il quale, forte delle sue tante vittorie ottenute negli anni in cui siede sulla panchina della Juventus, ha praticamente messo il suo modus operandi prima di ogni cosa. Dopo avere stravolto le caratteristiche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Mandzukic</b> ha fatto diventare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“tuttocampista”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b>, il quale, pur di giocare, ha dovuto accettare un ruolo che ha dovuto accogliere con visibile sforzo. Noi pensiamo che questo campione argentino esprima il meglio quando si trova a dovere giocare accanto alla prima punta. Le sue caratteristiche tecniche e il suo fisico minuto, a parer nostro non possono supportare un lavoro così dispendioso, in cui si richiede di interdire anche all’altezza della difesa e poi costruire palle gol ripartendo tra le linee e creare superiorità numerica. A nostro modo di vedere, così facendo si inibiscono le qualità del ragazzo che non si discute dal punto di vista tecnico, ma che non può intestardirsi a portare palla, dribblare e poi perdere sistematicamente di vista la dinamica dell’azione d’attacco, perché l’avversario furbescamente lo pressa anche con falli non fischiati dall’arbitro. Ma avete visto quante volte Dybala è preda dell’avversario? Avete notato quante volte viene sbattuto a terra di brutto? Ma c’è ancora un altro motivo per cui, secondo noi, questa Juventus sembra aver perso improvvisamente la forza nelle gambe. E’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la preparazione</b> che sarebbe atta ad allungare la resistenza dei giocatori e permettere di arrivare meno stanchi, a quello che in primavera è considerato il vero appuntamento cruciale della stagione della Juve: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la Champions League.</b> Ebbene, questo sistema imposto da Allegri e dal suo staff, lo riteniamo assai pesante in una rosa di giocatori fatta per avere addirittura due squadre ad alto livello. E non è un caso assistere a tanti infortuni degli ultimi tempi, i quali hanno falcidiato soprattutto la difesa e il centrocampo creando tanti problemi in quei settori vitali, soprattutto in una squadra che deve affrontare una lunga e impegnativa stagione agonistica. Ebbene, oggi si pensa a una non positiva gestione della lungimiranza, cosa che la Juventus non ha saputo fare soprattutto con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, un centrale di difesa che se fosse stato considerato meglio, adesso con il senno di poi degli infortuni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> avrebbe sicuramente fatto meglio “dell’adattato” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> o del ritorno di un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Caceres</b> che è al crepuscolo di una carriera mediocre. Dunque, alla luce di quanto è emerso nel dopo Atalanta – Juventus di Coppa Italia, pensiamo che questi siano i punti cruciali di una situazione che ha creato un chiaro nervosismo nell’ambito della Vecchia Signora. Tuttavia, per tutti i tifosi juventini che ci leggono, ci auguriamo di essere presto smentiti in questa nostra analisi che è semplice pensiero in un mondo in cui l’opinabilità del calcio impone il rispetto della diversa idea, anche se non condivisa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-smaltira-l-umiliazione-subita-dall-atalanta-1013510.htmSi100451001,02,03030205
141013492NewsCampionatiValerio Liboni e il suo inno, scenderanno in campo prima del derby 20181118192835«Ancora Toro« sul rettangolo verde dello Stadio Grande Torino.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Al contrario di altre volte in cui il Toro gioca in casa e il suo inno si ascolta in tutto lo stadio dalla riproduzione del cd, questa volta in occasione del prossimo derby con la Juventus del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">15</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dicembre 2018</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni</b>, microfono alla mano, scenderà sul prato dello <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadio Grande</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torino</b> per cantare il suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora Toro”.</b> Ce lo aveva annunciato ufficiosamente qualche mese fa, ma ora la direzione del Torino F.C. ne ha dato l’ufficialità. E lui, il Valerio dal cuore granata, non sta più nella pelle. Già, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni</b> è uno di quegli artisti che nonostante i suoi trascorsi musicali che ne hanno decretato tanti anni di successo, è ancora capace di emozionarsi e sentire i palpiti profondi di ciò che interpreta. Sì, perché a certe cose non si fa mai l’abitudine, non ci si fossilizza mai come qualcosa di scontato, di freddo, di piatto, ma è sempre come se fosse la prima. Tanti anni di contatto con il suo pubblico che lo ha acclamato fin da quando è stato batterista de I Nuovi Angeli, eppure ancora oggi dopo tanto tempo c’è questa attesa, questo palpitante desiderio di far bene e di sapere instaurare quell’empatia con il suo pubblico che egli definisce essenziale. I brividi sono sempre gli stessi, come lo stesso è il desiderio degli applausi, di quei consensi che per un artista sono come l’aria che respira. Così sul palcoscenico e così allo stadio con i tifosi del Toro che lo ritengono l’amico, il fratello di sangue granata che ha tradotto in musica e parole ciò che nel tempo gli ha ispirato la sua squadra del cuore: il Toro. E, conoscendolo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni</b> non poteva far altro che scrivere col cuore i suoi tanti inni dedicati al Torino. Tutti con la medesima impronta di chi ha tifato Toro fin da bambino e soffre quando le cose non vanno bene. Una storia granata fatta di passione che egli ha scritto nel suo ultimo libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Io questa maglia sognavo da bambino”</b>, che ha racchiuso in un cofanetto comprendente due cd dal titolo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora Toro”.</b> Un successo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Liboni</b> condivide con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Silvano Borgatta, </b>l’amico musicista<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>con il quale ha scritto l’inno ufficiale del Torino F.C. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sostanzialmente sono un panda, un sentimentale che non è mai cinico. Credo nell’amicizia e nell’amore. Sono un artista completo con cinquant’anni di carriera”</b> – così si definisce in una recente intervista <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Liboni</b>, nella quale si coglie il tratto di un artista che alla musica ha dato anima e corpo, scrivendo pagine indelebili di esperienze professionali e umane. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora Toro”</b> non è altro che il gol che egli ha fatto a coronamento della sua vita artistica, un successo che egli dedica al suo piccolo figlio Gianmarco, (che adora) a sua moglie Noelvis, ai tifosi del Toro e a lui stesso, che in cinquant’anni passati a costruire musica, oggi raccoglie la summa di grandi soddisfazioni ottenuti in carriera. In fondo, passare dalla composizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Se questo non è amore”</b> scritta per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mia Martini</b>, a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Una lettera</b>”, a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toro”</b>, il passo è breve per chi come lui ha scritto pagine che hanno messo in rilievo tutto il suo talento.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711valerio-liboni.jpgSiNvalerio-liboni-e-il-suo-inno-scenderanno-in-campo-prima-del-derby-1013492.htmSi100451001,02,03030291
151013474NewsEditorialeQuel passo indietro di Gigi Meroni, che segnò la vita di Tilli Romero2018101519105351 anni fa, la tragica morte di Gigi Meroni e l`ineluttabile destino legato a Tilli Romero.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Destino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>. Insieme imponderabile delle cause che si pensa abbiano determinato gli eventi della vita. E quante volte abbiamo sentito dire frasi come: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Rassegnarsi al proprio destino”,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“L’ineluttabilità del destino”, “E’ fatale”, “E’ destino”.</b> Ma in realtà il destino che cos’è? E’ quel qualcosa che spesso viene inteso come personificazione di un essere o di una potenza superiore, che regola la vita secondo leggi imperscrutabili e immutabili. E allora ognuno di noi, in base al momento in cui viviamo, siamo soliti pensare che in fondo siamo proprio noi stessi a delineare il nostro destino. Tuttavia, ci sono situazioni in cui questa corrente di pensiero viene sostituita dalla convinzione che per l’accadere di un determinato fatto si dice che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“era già tutto scritto”.</b> Questo preambolo per ricordare la morte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Meroni</b> in quella maledetta domenica del 15 ottobre 1967, in cui attraversando la strada in Corso Re Umberto a Torino, fu investito mortalmente dal sopraggiungere di un’auto guidata da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tilli Romero,</b> un tifoso del Toro, un acceso fan di Meroni che poi divenne anche presidente granata. Una storia incredibile, ma vera. Sono passati 51 anni da quel giorno, eppure Attilio Romero, detto Tilli, convive con quel senso di colpa che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. Nel periodo in cui è stato presidente del Torino ho avuto modo di intervistarlo più volte, ritornando a parlare di quel tragico momento che ha segnato per sempre la sua vita. Ricordo con quale dovizia di particolari ha rivissuto quella storia così dolorosa, che tra le pieghe della sua anima resta ancora vivido come fosse successo nell’istante in cui ne parla. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vidi quei due pedoni in mezzo al corso (Poletti e Meroni) e pensai che ci fosse lo spazio sufficiente per passare. La mia è stata una colpevole leggerezza perché avrei dovuto pensare al peggio, all’imponderabile, rallentare e spostarmi a destra. Poi successe l’imprevisto, perché Meroni vide un’auto venire nel senso opposto alla mia, si impaurì e fece un passo indietro. Quel terribile passo indietro che fu letale, in quanto lo colpii sbalzandolo sull’altra corsia in cui fu travolto da una Lancia</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Appia”</b>. Da qui tutto un seguire di situazioni di lutto, dolore, lacrime e sensi di colpa, in cui il destino ha voluto accanirsi contro Tilli Romero,un giovane di 19 anni che ancora oggi, nonostante i suoi 70 anni e il suo tragico vissuto, ha tappezzato la sua camera con le foto di quel Gigi Meroni che è stato il suo idolo. Stravedeva per lui, e quando andava allo stadio litigava sempre con chi osava criticare quel giocatore che dribblava con leggerezza, proprio come fosse una farfalla. L’avevano paragonato a Omar Sivori anche per quel suo modo di tenere arrotolati i calzettoni fino alle caviglie. Prima della sua tragica morte, la Juventus lo voleva acquistare per una cifra che si aggirava intorno agli 800 milioni di lire e Tilli Romero si aggregò al popolo granata che scese in piazza a protestare. Ma Gigi Meroni, la leggiadra farfalla granata, prematuramente volò in cielo lasciando nello sconforto i tifosi del Toro, il calcio italiano di allora e quel Tilli Romero che ancora oggi e fino alla fine dei suoi giorni, rivive il racconto della sua vita come qualcosa che non ha spiegazione alcuna. Per lui è come essere sempre in mezzo a Gigi, ai suoi affetti più cari e al popolo granata che spesso collega questa tremenda storia come qualcosa legata al destino del Toro, che sa di tragedia cominciata proprio con la morte del Grande Torino e continuata in tanti altri tragici fatti avvenuti. E allora il destino cos’è? Forse qualcosa che decidiamo noi, oppure è già tutto scritto sulle pagine del libro della nostra vita?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-gigi-meroni.jpgSiNquel-passo-indietro-di-gigi-meroni-che-segno-la-vita-di-tilli-romero-1013474.htmSi100451001,02,03030238
161013471NewsEditorialePer non dimenticare20181007131880Grazie a una fotografia trovata dal mio angolo dei ricordi<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Capita a volte nella vita di rovistare tra i ricordi e ripercorrere in maniera carezzevole ciò che è stato. Questo mi è successo l’altro giorno, mentre ero intento a cercare altro. Tra mille cose che ho nel cassetto dei ricordi, infatti, mi è venuta tra le mani una fotografia che mi era stata fatta durante una bellissima serata trascorsa in locale torinese, assieme <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’ex presidente del</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torino calcio Beppe Aghemo</b>. Ricordo che in quella occasione, in cui presentai una serata dedicata al calcio, erano presenti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Ossola, la signora Maroso, Natalino Fossati e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Domenico Beccaria.</b> Tutti granata, tutta gente del Toro, tutti presenti per essere vicini a lui, il presidente del Torino. Ed ecco che mi sovvengono alla mente le mille cose fatte con Beppe Aghemo. Tante sono state le interviste che gli ho fatto fin da quando è stato presidente del Moncalieri calcio, ma soprattutto ricordo la generosità immensa di questo grande amico che mi ha sempre dato una mano, quando gli ho chiesto il suo aiuto nell’organizzare eventi a fini di beneficenza. Per il Parkinson o per qualsiasi altra cosa mi venisse in mente di fare per l’aiuto al prossimo, Beppe mi è stato sempre accanto, sposando senza il minimo dubbio ogni iniziativa a carattere sociale. Per me è stato un incontro fortunato che mi ha fatto entrare subito in empatia con una persona dall’apparente carattere impulsivo, ma che nascondeva attraverso la sua sensibilità antichi valori costruiti da un percorso di vita davvero ricco di umanità. Ed è stato subito idem sentire con questo grande personaggio che ancora oggi, a distanza di 4 anni dalla sua morte avvenuta a 71 anni di età dopo una breve malattia, mi addolora in maniera particolare. Lui che è ricordato come il presidente del Torino calcio che è rimasto in carica soltanto 54 giorni per vari dissidi con l’imprenditore Franco Cimminelli, lui che ha ricoperto un ruolo dirigenziale importantissimo nell’ambito dell’Unione Industriale di Torino, non ha mai dimenticato gli ultimi, i più bisognosi,coloro i quali nella vita non sono stati fortunati. Tutti argomenti a lungo sviscerati nel discorrere delle mie tante interviste fatte, in cui emergeva sempre l’uomo a caratteri cubitali prima ancora del professionista. Per me <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Aghemo</b> è stato un fratello maggiore, dal quale ho attinto tantissimi insegnamenti di vita che mi hanno fatto riflettere e forse anche un po’ crescere nella mia attività professionale e umana. E ho ancora in mente quella particolare intervista che gli fece proprio nel suo ufficio dell’Unione Industriale di Torino, che intitolai <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Beppe Aghemo dalla A alla Z”.</b> Mai titolo fu più appropriato per una intervista in cui è stata sviscerata la vera anima di un uomo, del presidente del Torino di allora, che seppe mettersi a nudo facendo emergere tutti i suoi valori in cui credeva fermamente. Ecco, a chi lo conosceva soltanto come personaggio vulcanico, Aghemo ha dato prova della sua vera essenza, del suo vero essere che non si confaceva con quell’apparire spesso distorto da chi si soffermava soltanto in maniera superficiale, senza mai andare a fondo dell’uomo. Un tifoso del Toro che aveva dentro la vera passione granata, radicata nel tempo come qualcosa che ti fa soffrire e poche volte anche gioire. Il Toro era dentro di lui, e il giorno in cui diede le sue dimissioni da presidente, salutando i tifosi disse: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“E’ come se avessi perso un figlio”.</b> Ebbene, grazie anche al fato che mi ha fatto ritrovare una foto a me cara che ha suscitato indimenticabili ricordi ed emozioni, tengo particolarmente a rinvigorire la figura di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Aghemo</b>, affinché non sia affievolita dall’impietoso trascorrere del tempo. Per non dimenticare!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cavallaro-aghemo-(600x800).jpgSiNper-non-dimenticare-1013471.htmSi100451001,02,03030164
171013413NewsCampionatiLa Juve che ti aspetti20180419194936La Vecchia Signora delude a Crotone<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è più una novità. Quando la Juventus va in provincia soffre maledettamente più che giocare in casa delle più titolate squadre del nostro campionato. E’ successo a Ferrara contro la Spal ed è successo a Crotone. Un film che continuiamo a vedere come fosse ormai qualcosa che t’aspetti. E l’aveva detto anche Marotta in una intervista televisiva poco prima dell’inizio del match in terra calabra: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per noi questa partita sarà ancora più difficile di quella contro il</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli”.</b> Evidentemente l’amministratore delegato della Juventus conosce già queste situazioni che Allegri, assieme alla squadra, non ha ancora saputo risolvere. Nei campi di provincia si suda, si corre maledettamente e si aggredisce con il pensiero fisso che non si ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. E così nasce sempre la partita della vita, naturalmente per gli avversari della Juve. E persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy, </b>il corpulento attaccante di colore del Crotone, ha vissuto la sua giornata di gloria da incorniciare per aver pareggiato i conti con la Juventus, grazie a una clamorosa rovesciata che amaramente ha ricordato quella di Cristiano Ronaldo. Ma non c’è nulla da fare, la Vecchia Signora in questi campi soffre sempre, non perché è stanca o vittima di ansia da prima in classifica, ma più semplicemente perché pecca di presunzione complicandosi il prossimo futuro. E’ una questione di testa, di approccio a queste gare caratterizzate da scarsa tecnica e grande forza fisica e atletica. L’unico a salvarsi dal naufragio calabro è stato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, il quale con il suo solito cross chirurgico ha colto la testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che ha portato in vantaggio i bianconeri. Ma il sonnecchiare della Juventus è continuato anche dopo essere andata in vantaggio, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> dalla panchina gesticola, inveisce, dà pugni alla lamiera della panchina, calci alle bottigliette d’acqua, ma la Juve sembra in ipnosi. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> corre a vuoto, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> delude ancora una volta e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> in novanta minuti e oltre di partita, sferra un solo tiro in porta che è degno di nota. In campo c’è molta confusione e tantissimi passaggi sbagliati. La Juve è proprio brutta da vedere. E così, gioco forza, la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zenga</b> sale in cattedra, spinta dal calore del suo pubblico che è complice anche del pareggio spettacolare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy</b>. Sì, l’abbiamo scritto più volte; questa Juve è cinica, quasi mai bella, ma punta sempre all’essenziale. E’ vero! Tuttavia, tutto ciò non preclude certi atteggiamenti che lasciano pensare ai problemi di una squadra che si nascondono proprio dietro al suo zoccolo duro. Troppe volte in questi campi di provincia abbiamo notato la difficoltà di sapere reagire con veemenza alla furia dell’avversario, proprio con i suoi giocatori più rappresentativi e con un Allegri che pur mettendo sempre tutti in guardia alla vigilia di certi incontri, anch’egli evidentemente ha le sue buone colpe perché non è in grado di mettere in campo una squadra che abbia maggiori motivazioni. Adesso, all’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz Stadium </b>arriva il Napoli di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri,</b> in una partita che molto probabilmente deciderà lo scudetto. Ci saranno le giuste motivazioni per la Juventus?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-che-ti-aspetti-1013413.htmSi100451001,02,03030205
181013386NewsCampionatiZaccarelli e Liboni in Sicilia per incontrare i tifosi del Toro20180307190354Trinacria Granata e Renzo Zambito hanno organizzato un evento per i tifosi siciliani del Toro.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Renato Zaccarelli</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni,</b> un connubio di ispirazione granata che si interseca tra calcio e musica. Due mondi apparentemente diversi ma eguali nel loro legarsi ai sentimenti e a quella passione capace di sfociare nell’emozione più pura. Grande centrocampista di quel Torino di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Radice</b> che conquistò lo scudetto nel 1976 dopo 27 anni dalla tragedia di Superga, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Renato Zaccarelli</b> è legato alla maglia granata da una lunga militanza professionale. Alto, elegante e di bella presenza, l’ex centrocampista del Toro ha ancora oggi un nutrito seguito di tifosi granata di tutta Italia, isole comprese. Ma anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni</b>, batterista e cantautore che ha scritto dieci inni ufficiali del Torino calcio interpretandone sei, ha un largo seguito di simpatizzanti tifosi del Toro che non mancano mai di cantare quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora Toro”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">(io questa maglia sognavo da bambino)</b> che è entrata ormai nell’anima della gente granata. Prova ne è stato il successo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni</b> ha avuto la scorsa estate a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milazzo (Me),</b> quando è stato invitato a presentare il suo libro racchiuso in un cofanetto comprendente un cd che porta il titolo dell’inno ufficiale del Toro. Ebbene, i due personaggi sono stati invitati in Sicilia per un viaggio itinerante che partirà da Agrigento il prossimo 22 marzo e terminerà il giorno 25 dello stesso mese. Due cuori Toro che sono attesi con trepidazione dalla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Trinacria Granata</b> e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>dall’organizzatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Renzo Zambito,</b> che con orgoglio contribuiscono alla passione granata in una terra che pur lontana logisticamente da Torino, non fa precludere mai la sua nutrita presenza alle varie partite che la squadra del cuore gioca in casa e fuori. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Agrigento e la Valle dei Templi, Noto, Siracusa, Raddusa, Rosolini, Taormina e Fiumefreddo,</b> rappresentano le tappe di un tour granata che si dipana tra storia, cultura, bellezze paesaggistiche e succulente prelibatezze siciliane. Ma per capire meglio quello che sarà l’itinerario di questo mini viaggio in terra di Sicilia da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaccarelli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Liboni</b>, abbiamo pensato di intervistare proprio il cantautore dell’inno del Toro, divagando anche su quello che è il suo pensiero sul Torino di oggi. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Valerio, vogliamo parlare di questo viaggio che farai assieme a Zaccarellli nel cuore della Sicilia granata?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sì, con piacere. Il tour che faremo in Sicilia dal 22 al 25 marzo compreso, è stato organizzato dalla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Trinacria Granata</b> nel nome di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Renzo Zambito</b>. Come hai già detto, andrò assieme a Renato Zaccarelli per partecipare alla manifestazione dal titolo : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Cena con Renato Zaccarelli e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Valerio Liboni, autore dell’inno del Toro”.</b> Porterò con me i cofanetti di “Ancora Toro” che presenterò a tutti i tifosi granata. Sarà una festa in cui si ricorderà il Toro dell’ultimo scudetto, grazie alla presenza di Zaccarelli. Ma si parlerà anche del mio libro e del Torino di oggi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Canterai dunque l’inno “Ancora Toro” e altre canzoni della tua carriera artistica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso che i tifosi vorranno ascoltare in primis l’inno del Toro, e poi se ci sarà l’occasione farò un revival della mia lunga carriera di cantautore”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ vero che tra i tifosi granata in Sicilia si sta cercando di ampliare ancora l’evento con aperitivi e pranzi conviviali?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Su internet ho letto qualcosa di simile, ma tutto è rimandato agli organizzatori e anche ai vari impegni di Renato Zaccarelli. Certo, l’idea è piacevole, ma vediamo cosa ne verrà fuori”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, ritorni in Sicilia dopo il successo che hai ottenuto la scorsa estate a Milazzo. Immagino che ti sei trovato bene!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Di questo nostro tour in Sicilia ho già informato il Dr. Andriolo e l’amico Salmeri, che la scorsa estate hanno organizzato un torneo di calcio a Milazzo con la partecipazione del Torino Primavera. Ho dato loro i contatti di Renzo Zambito per far conoscere il programma del tour. Mi fa molto piacere ritornare in Sicilia in questa circostanza. Devo anche dire che Milazzo mi ha colpito particolarmente per la sua bellezza paesaggistica e non è un caso che con il Dr. Andriolo abbiamo parlato di un eventuale ritorno durante la prossima estate. Mi piacerebbe davvero!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Valerio, cosa pensi di questo Toro deludente per gioco, risultati e classifica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi è stato riferito, anche se non posso rivelare la fonte, che Mazzarri ha rifatto la preparazione atletica che era già stata completata dal suo predecessore Sinisa Mihajlovic. Un segno inequivocabile di questo fatto è stato l’atteggiamento di De Silvestri, che non ha chiuso a dovere sul secondo gol del Verona. E poi la lentezza di movimenti che si è palesata nel corso del derby, lascia ancor più pensare a carichi di lavoro che sono più tipici della preparazione estiva, piuttosto che in questo periodo della stagione. Ecco perché i giocatori del Toro non corrono al cospetto degli avversari che sembrano saette”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma non pensi che i mali del Toro siano anche imputabili alla società?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“I mali del Toro partono da lontano, questo è appurato da sempre. Costruire un’ottima squadra di calcio, significa anche non vendere i giocatori più rappresentativi che costituiscono lo zoccolo duro del gruppo. E invece ti accorgi che già si parla di vendere Belotti per sostituirlo con Zaza o chissà quale altro acquisto non costoso dal punto di vista economico. Penso che Cairo costruisca delle squadre adatte alla metà della classifica, ma i tifosi sono profondamente delusi e questo lo avverto andando ospite nelle varie trasmissioni televisive. L’ambiente dei tifosi granata è convinto che il pensiero fisso di Cairo sia il bilancio e non la squadra. I risultati parlano chiaro e nel calcio nulla si fa se non si costruiscono basi solide e adatte al raggiungimento di prestigiosi obiettivi. Il Toro attuale è lontano da tutto questo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, il tuo “Ancora Toro” così carico di passione granata e antico romanticismo, sembra quasi in contrasto con tutto ciò che è il Toro di oggi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non farò più un pezzo legato al Torino, perché questo rimarrà nella storia. E’ chiaro che sono molto dispiaciuto per questa situazione legata al Toro, proprio io che sono uno dei più vecchi tifosi granata. Alla soglia dei 70anni, visto che io ne ho 68, avrei voluto almeno una volta vincere qualcosa per scendere in piazza a festeggiare. Invece sono continue delusioni, perché penso che il presidente del Toro abbia investito i suoi soldi in altre cose”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questo mi fa pensare che la tua idea di Toro sia solo romantica!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Esatto. Se voglio vedere giocare al calcio fatto di spettacolo, divertimento e grandi ambizioni, rivolgo lo sguardo a squadre che calcano scenari europei. Il Toro è nel mio cuore, ma il calcio è un’altra cosa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Agrigentofl0711fl0711valerio-liboni.jpgSiNzaccarelli-e-liboni-in-sicilia-per-incontrare-i-tifosi-del-toro-1013386.htmSi100451001,02,03030448
191013375NewsCampionatiPaolo Aghemo, tra ricordi personali e analisi approfondite 20180215155325Il giornalista di Sky Sport ripercorre il suo passato e il presente della sua attività professionale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino, Juventus, la Champions, il campionato e tanto di più è stato approfondito con il giornalista di Sky Sport, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paolo Aghemo.</b> Nato a Torino, Paolo è figlio del compianto ex presidente del Toro Beppe Aghemo, il quale gli ha trasmesso la passione per il calcio. Ama la storia ma soprattutto lo sport e il calcio che ha praticato fin da bambino. Dopo avere frequentato il liceo scientifico all’Istituto Sociale di Torino, dal quale ha attinto valori etici e sociali capaci di formarlo e indirizzarlo alla vita, si è laureato in Scienze Politiche ed ha iniziato a lavorare nei giornali locali. Una professione, quella del giornalista, che ama in maniera particolare perché si confà con il suo modo d’essere. Segue in maniera attenta e competente le vicende sportive di Juventus e Torino curando le interviste ai bordi del campo, oppure in sala stampa per informarci delle varie novità quotidiane delle due società torinesi. Oggi abbiamo pensato di intervistarlo per conoscerlo meglio, parlando di tante cose interessanti che riguardano non solo il calcio. Il suo è un narrare piacevole fatto di ricordi affettivi che lo rendono orgoglioso, mentre rivelano un certo tipo di personalità che si evidenzia anche dal punto di vista professionale. Ascoltiamolo dunque in questa esaustiva intervista, capace di farci conoscere meglio la persona dal punto di vista professionale e umano. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, cosa si prova ad essere figlio d’arte?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Si prova una sensazione di grande orgoglio e soddisfazione per quella che è stata la storia, la vita di mio padre. E ancora adesso sono tanti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>gli attestati di stima ricevuti, quando vado in giro e sentono il cognome che porto con grande orgoglio. Io so che quella sua vita è stata vissuta con grande passione e che ha saputo trasmettere dei valori, dei principi e un modo di stare al mondo e rapportarsi con gli altri che, vedendo queste testimonianze adesso che papà non c’è più, mi fanno capire che è una strada da seguire. Dall’altra parte dico che non è facile essere figlio d’arte. Non lo era ai tempi del calcio in cui mio papà era grande protagonista ed io giocavo, ma non lo è in generale per tutti. Infatti, avendo una figura genitoriale così importante, forse dall’esterno ci si aspetta che il figlio sia all’altezza del nome che porta, nell’essere capace di fare ciò che hanno fatto il padre o la madre. Non è così perché ognuno di noi è diverso, e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi devo dire che questo confronto l’ho patito per un certo periodo della mia vita. Poi ho trovato la mia strada e adesso sto cercando di seguire quel percorso precedentemente tracciato. E’chiaro che per me papà resta un punto fermo, una luce capace di illuminarmi nei momenti di difficoltà. E’ come segnare il sentiero da seguire, ma con la consapevolezza che non potrò mai essere come lui e neanche alla sua altezza. Lui è stato unico, così come ognuno di noi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma c’è qualcosa in particolare di papà che ricordi più d’ogni altra cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La generosità e la naturalezza, che però è una caratteristica che ognuno ha oppure no. Ma papà era un istintivo, un passionale. Tutte doti che però gli hanno creato più problemi che altro, soprattutto nel periodo in cui è stato presidente del Torino calcio in cui forse sarebbe stato meglio essere più diplomatici, frenando istinto e passione. Ma lui era fatto così, non c’era nulla da fare! Dunque, ciò che mi è rimasto di lui è la generosità, la passione, il rispetto degli altri e anche quell’intendere la propria professione come qualcosa che ti diverte. E io sono così nel mio intendere il lavoro di giornalista, esattamente come quando mio padre curava le pubbliche relazioni all’Unione Industriale di Torino. Sempre con passione!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che quando eri piccolo facevi la radiocronaca delle partite di calcio del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non solo del Toro, ma anche di tutte le partite del “Novantesimo Minuto”. A casa replicavo i servizi di domenica sprint con il pallone di spugna. Giocavo, facevo l’azione e intanto facevo il commento dell’azione stessa e mi inventavo i risultati. E, come se non bastasse, lunedì con i compagni di scuola elementare ricreavamo lo studio di Paolo Valenti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu sei stato alunno dell’Istituto Sociale di Torino per 13 anni. Quale importanza ha avuto per la tua formazione personale nella vita.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fondamentale, perché mi ha permesso di vivere un’esperienza di serenità nell’adolescenza e nell’infanzia. L’Istituto Sociale è stato un ambiente che mi ha messo nelle condizioni migliori per crescere, sia da un punto di vista delle strutture,dei rapporti, degli insegnanti e del clima che si respirava e coinvolgeva tantissimo la famiglia. Crescendo, i valori<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>cristiani, cattolici, di rispetto e di generosità che già si respiravano in famiglia, venivano assorbiti anche a scuola. Ma anche i valori più tecnici, tipo la disciplina e le regole da rispettare e seguire, sono state formative. C’è poi un’apertura mentale che il Sociale è riuscito a darmi, ed è la capacità di avere dei dubbi e mettersi in discussione con forma di autocritica. Una sorta di apertura mentale che l’Istituto che ho frequentato per 13 anni è riuscito a darmi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal 2007 sei reporter di Sky Sport. Come nasce la tua passione per il giornalismo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nasce da bambino, proprio quando facevo le cronache delle partite ed avevo una particolare passione per il calcio, visto che ho anche giocato fin da quando avevo sei anni. Poi, crescendo, ho sempre avuto l’idea di fare quel tipo di mestiere. Volevo fare il calciatore, ma ho capito ben presto che non era possibile farlo. Così, all’età di 17 anni ho cominciato a scrivere sui giornali locali. Da lì in avanti ho capito che era una cosa che mi piaceva fare e così ho continuato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando del Toro, che idea ti sei fatto della squadra di Walter Mazzarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi piace e penso positivo. Con Mihajlovic c’era una situazione difficile a livello di feeling, di clima pesante tra lo staff tecnico e la proprietà. Non si percepiva più anche a pelle quell’unità di intenti e condivisione che è necessaria tra le parti. E poi alcune divergenze sulla comunicazione e la valorizzazione di alcuni giocatori, che si concretizzavano in risultati negativi. Con Mazzarri credo che Cairo abbia trovato un allenatore che sa valorizzare quello che ha. Il nuovo tecnico non chiede più di quanto la società possa dare, e poi in questa squadra che è da ritenersi buona per come è stata costruita, il nuovo tecnico sta apportando delle modifiche tattiche tali da valorizzare i giocatori che già dimostrano un ottimo atteggiamento in campo e grande attenzione in fase difensiva. Tutto questo dimostra che Mazzarri è in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche di ogni giocatore. Ad esempio c’è il Baselli di turno che è stato messo in un ruolo diverso, piuttosto che Ansaldi inserito a centrocampo, Niang che sta facendo bene e Iago Falque che continua a fare benissimo e non viene mai tolto. Tutto ciò ci fa capire come Mazzarri stia cercando il miglior schema tattico, funzionale alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori e non viceversa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, ma perché il Torino non vince più lo scudetto da troppi anni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il primo motivo è economico, visto che c’è un gap talmente alto con le prime in classifica che hanno un cospicuo fatturato. Oggi come oggi è impossibile sostenere il costo dei grandi campioni e dei loro ingaggi. Un monte ingaggi come quello che ha la Juventus, per il Torino è praticamente impossibile sostenerlo e anche soltanto immaginarlo. Una volta si cercava di coprire queste differenze lavorando sui giovani. Adesso i giovani di valore ambiscono ad alti livelli con grandi palcoscenici e vengono subito acquistati da altre società. Quindi è praticamente impossibile trattenerli, a causa di una alta richiesta economica che il Torino non può sostenere”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco Paolo, tu hai toccato un tema di grande attualità: i settori giovanili. Quanto è responsabile la FIGC di avere ormai da troppi anni non supportato le società di calcio a incrementare la valorizzazione dei giovani calciatori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la Federazione interverrà presto, perché c’è stato questo cambio di rotta oltreché di uomini, per un intervento con i centri federali piuttosto che con altri sistemi e metodologie atte ad aiutare i giovani e le società. Quindi, si auspicano maggiori incentivi affinché i club siano portati ad investire ancor più di quanto non facciano adesso, cambiando un certo tipo di cultura nella reale valorizzazione dei giovani calciatori”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero sul campionato attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il Napoli gioca benissimo, è una squadra spettacolare, ma la Juventus è la grande squadra che vince anche quando non gioca bene e quindi è più forte. All’estetica del Napoli si oppone la mentalità vincente dei bianconeri, che per me sono i favoriti a vincere lo scudetto. La rosa della Juventus a livello di qualità e alternativa, è sicuramente superiore a quella della squadra di Sarri. Io credo che il Napoli farà molta fatica a mantenere il livello attuale, perché giocare su due fronti significa avere una rosa ampia di giocatori di qualità. La Juventus, invece, andrà fino in fondo in tutte e tre le competizioni, o comunque ci proverà perché ha i mezzi per farcela”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando di Napoli. Pensi che sia soltanto un limite economico quel suo insistere sempre sugli stessi giocatori, oppure è una mentalità apportata da Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A livello economico il Napoli non ha le stesse possibilità della Juve che ha un fatturato superiore. Però la Juve insegna che certi affari economici si possono fare spendendo poco e a parametro zero. Questa società è brava ad andare a prendere giocatori, prima ancora che esplodano e che diventino calciatori a livello internazionale. Aveva preso Vidal che era un buon giocatore ma non grandissimo come poi è diventato, aveva preso Pogba a parametro zero, Coman che poi era andato al Bayern a parametro zero. E quindi bisogna avere anche la capacità di fare certi colpi, anche senza grandi potenzialità economiche. Il Napoli ha fatto sicuramente grandissime operazioni, ma probabilmente in questo momento la Juve è più brava, grazie anche alle idee e alla vasta rete di osservatori capaci di scoprire quei giocatori che servono a quel tipo di squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che idea ti sei fatto del mezzo passo falso della Juve di Champions contro il Tottenham?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un blackout inaspettato. La Juventus ha iniziato la gara nel migliore dei modi, ha segnato due reti con Higuain e giocato un ottimo calcio, ma poi ha dato troppo campo agli avversari che hanno approfittato della situazione e hanno terminato la gara in parità. Ma ha ragione Allegri quando sostiene che non è il caso di drammatizzare per questo mezzo passo falso della Juve. Il Tottenham è un’ottima squadra dal centrocampo in avanti, ma è apparsa vulnerabile in difesa”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi delle critiche che sono state fatte in questa occasione al pipita Higuain?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Le ritengo esagerate. A mio avviso, pur avendo sbagliato un rigore, l’argentino ha fatto un’ottima partita non solo per aver segnato due gol, ma anche per aver sostenuto il centrocampo in fase di contenimento dell’avversario. Ma attenzione, perché il pipita si esalta sempre quando viene pungolato dalla critica, e poi nella partita successiva in genere sfodera prestazioni ancora più grandi. Per questo motivo penso che sarà il primo giocatore della Juve, che il Toro dovrà temere nel derby”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Già, il derby di domenica prossima. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve è nettamente favorita, però attenzione a Mazzarri e al Toro che soprattutto contro le squadre più forti riescono a leggere gli aspetti che rappresentano i punti deboli dell’avversario. Il Toro ha incartato molto bene la Sampdoria, con l’Udinese ha fatto una partita intelligente, essendo disposta bene in campo e dimostrando la capacità ad adattarsi bene all’avversario. Ed è proprio attraverso la rivoluzione tattica che c’è stata con l’avvento di Mazzarri, che si riescono a trovare i punti deboli dell’avversario per poi colpirlo; a differenza del Toro di Mihajlovic in cui bisognava attaccare e fare la partita con il pericolo di esporsi immancabilmente alle qualità dell’avversario. Quindi, Juve favorita. Ma attenzione a questo Toro che non parte sconfitto e cercherà di aggredirla alta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te i granata riusciranno ad entrare finalmente in Europa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che quest’anno sia difficile, perché c’è la Sampdoria che sta facendo una grande stagione, c’è il Milan che verrà fuori, c’è l’Atalanta che è una squadra che ha uno zoccolo duro e Gasperini la fa giocare benissimo e con meccanismi giusti. Mazzarri è arrivato in corsa, il Torino non è stato costruito da lui e per forza di cose si trova a far rendere al meglio una squadra non sua. Credo che il Torino abbia ancora bisogno di un paio di innesti da inserire su questo telaio. Mi riferisco soprattutto a un centrocampista di qualità superiore da inglobare in un centrocampo già ricco di incontristi. E poi tutto dipenderà dal gallo Belotti, se resterà o meno. Sì, perché se le strade tra il centravanti e il Torino dovessero dividersi, la società dovrà pensare a un sostituto che sia all’altezza della situazione come ad esempio Duvan Zapata, che secondo me è il giocatore perfetto per l’attacco del Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-paolo-aghemo.jpgSiNpaolo-aghemo-tra-ricordi-personali-e-analisi-approfondite-1013375.htmSi100451001,02,03030225
201013350NewsCampionatiSabrina Gonzatto: “Un altro calcio è possibile”. 20171215170226Un interessante progetto di legge che si diramerà sicuramente a carattere nazionale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il 2 dicembre scorso presso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">l’Aula Jona del Dipartimento di Management dell’Università</span> <span style="color: red;">degli</span></b><span style="color: red;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Studi di Torino</b>,</span> si è svolto un interessante convegno intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“ Un altro calcio è</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">possibile”</span></b><span style="color: red;">.</span> Un tema di assoluta attualità in cui la forza della partecipazione globale nello sport di questo nostro Paese che sembra andare alla deriva dei valori e del senso di correttezza, induce a trovare idee nuove, moderne e capaci di ricollegare effettivamente gli appassionati alla propria società sportiva di riferimento. Si chiama <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“TOROMIO”</span></b><span style="color: red;">,</span> l’associazione di tifosi che vuole partecipare alla gestione della società del Torino F.C. portando la tradizione che solo i tifosi sanno trasferire e consolidare. Da qui tutta una serie di iniziative si stanno sviluppando nell’intento di migliorare un mondo del calcio e dello sport in genere, che richiede la realizzazione di ambiziosi progetti. E così, a questo scopo, TOROMIO propone un progetto di legge in cui in ambito sportivo si vuole ripristinare la funzione sociale, educativa e sanitaria. Per fare questo è necessario agevolare un cambiamento culturale, attraverso una legge che indichi nuove direzioni da percorrere. Ma per saperne di più su questo interessante progetto di legge che riguarda lo sport, abbiamo pensato di intervistare la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">D.ssa Sabrina Gonzatto,</span></b> scrittrice, giornalista, responsabile&nbsp;&nbsp;relazioni esterne&nbsp;Università eCampus&nbsp;e membro del direttivo dell’Associazione Culturale e Sportiva TOROMIO. Con lei abbiamo parlato anche dei suoi progetti letterari futuri e del suo Toro, che sabato prossimo affronterà il Napoli allo stadio Grande Torino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un altro calcio è possibile”. Sabrina, di cosa si tratta?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Da qualche anno faccio parte del consiglio direttivo dell’Associazione Toro Mio, dove curo la Comunicazione. Il progetto “Un altro calcio è possibile” deriva in realtà da un desiderio, da un sogno e da una visione legata ad un libro scritto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Luciano Cavagnero</span></b> che si intitola <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Se</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">vogliamo possiamo”.</span></b> Quando è stata fondata questa associazione granata, da non confondersi con uno dei tanti Toro Club, si sono messe in evidenza le finalità sociali e culturali legati al territorio e al Torino come realtà sportiva. Da qui nasce l’idea del progetto, non come fatto impositivo ma essenzialmente come sviluppo culturale e comportamentale legato al calcio e allo sport in genere”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sappiamo che il Convegno svolto presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino ha avuto molto seguito. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Sì, è proprio così. Nonostante il tempo inclemente di quel 2 dicembre scorso che ha riservato i primi fiocchi di neve della stagione, l’aula dell’Università di Torino che ha accolto nella sua sede il convegno, si è subito riempita di molte personalità. E’ stato bello vedere tante persone partecipi a questo appuntamento dai connotati sociali e culturali che sono correlati allo sport. Io e Giulio Graglia ci siamo occupati di presentare l’evento e anche gli ospiti, tra i quali il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">giornalista del Sole 24 ore</span></b><span style="color: red;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marco Bellinazzo</b>.</span> Un profilo professionale davvero interessante, capace di fare una visione a 360 gradi del calcio e dell’economia internazionale ad esso legata. Una lezione di economia di notevole spessore, capace di andare a fondo sull’operato delle aziende calcio. E’ stata poi la volta del presidente di Toro Mio, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Massimiliano</span></b><span style="color: red;"> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Romiti,</b></span> che ha raccontato la genesi di questa proposta di legge presentata a Roma dalla stessa Associazione il 22 aprile 2017. E’ stata poi la volta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Andrea Canta</span></b>, Ufficio Stampa e Supporter Liaison Officer del Toro e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Alberto Barile</span></b>, direttore operativo del Torino F.C. apparso particolarmente emozionato al ricordo del giorno della sua laurea, che è avvenuta proprio in quell’Aula Jona dell’Università di Torino”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tra i tanti punti interessanti del progetto “Un altro calcio è possibile”, ci sembra molto importante la funzione sociale nello sport, che comprende anche la sicurezza con l’intento di contenere i fenomeni di infiltrazione criminale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Sì, si è parlato molto di questo punto del progetto di legge come monito ai vari presidenti di società di calcio, proprio perché le famiglie hanno sempre più paura di frequentare lo stadio. Insomma, si cerca di sensibilizzare e fare formazione comportamentale alla gran massa di tifosi, e non solo, cercando di contenere il più possibile l’infiltrazione dei fenomeni criminali nel calcio, ma anche nello sport in genere ”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Immaginiamo che questo progetto di legge si espanda a livello nazionale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ quello che Toro Mio desidera, perché non vuole attuare un&nbsp;progetto fine a se stesso ma vuole rendere fruibili in tutta Italia i vari punti che compongono questo piano di lavoro. E’ davvero importante sensibilizzare anche altre regioni d’Italia con altre squadre, e non solo quelle legate al territorio piemontese. Certo, come puoi vedere il progetto è molto ambizioso, tuttavia, crediamo fortemente che questa legge abbia l’intento di suggerire, consigliare, perché Toro Mio fa tutto in punta di piedi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabrina, quali sono dal punto di vista letterario i tuoi progetti futuri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sto scrivendo il nuovo testo drammaturgico che sarà presentato al prossimo Festival Luigi Pirandello del 2018, il quale è tratto da una novella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Luigi Pirandello</span></b> che si intitola <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Il</span></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">viaggio”</span></b><span style="color: red;">.</span> Il mio libro, che s’intitolerà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Il mio viaggio”,</span></b> è un testo autobiografico ed è ambientato ai giorni nostri. Abbiamo già i nomi degli attori che saranno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Andrea Beltramo</span></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Carlotta Micol De Palma</span>,</b> con la regia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">Giulio Graglia”.</span></b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Periodicamente ti vediamo partecipe e anche organizzatrice di eventi culturali. Sembra quasi che finita una cosa hai l’esigenza di cominciarne un’altra. E’ così?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ vero, è così. Vado sempre alla ricerca di qualcosa che sia sempre legata alla cultura. Pensa che prossimamente sarò relatrice di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Aspettando Sanremo”</span></b><span style="color: red;">,</span> una serata organizzata al Circolo dei Lettori il 19 gennaio. Questa volta mi occuperò di moda e di come sono cambiati i costumi nel corso degli anni”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cultura e lavoro s’intersecano perfettamente alla tua passione per il Toro. Ma cos’è mai questo Toro per te?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ una domanda che mi viene fatta spesso e mi porterò per sempre dietro. Cos’è il Toro? Un grosso punto interrogativo al quale tutti noi granata abbiamo cercato di dare delle risposte, proprio noi che negli anni ne abbiamo visto di tutti i colori. Abbiamo sofferto e gioito e ce ne siamo pure fatta una ragione. Sabato si gioca contro il Napoli, la squadra della quale riservo una grande simpatia perché sono stata un’ammiratrice di Maradona, che per me in assoluto è il migliore del mondo. So che il Napoli di Sarri è molto forte, ma io spero che Belotti ritrovi la forma dopo l’infortunio subito. Il Toro ha proprio bisogno dei suoi gol e io tiferò come sempre per lui e la mia squadra granata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711gonzatto.jpgSiNsabrina-gonzatto:-un-altro-calcio-e-possibile-1013350.htmSi100451001,02,03030342
211013311NewsCampionatiFabio Viglione, avvocato con il Toro nel cuore20171017174438Tutela dei diritti e rispetto dei valori umani, si intersecano perfettamente all`amore per il calcio e la passione per il Toro. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Roma città eterna. E’ la capitale dalle mille contraddizioni, capaci di intersecarsi tra una storica e immensa cultura che traspare evidente tra le pieghe di ogni angolo e uno stato depressivo di non accuratezza, che emerge evidente da situazioni civiche e sociali che la fanno apparire trasandata. Peccato, perché quelle volte che veniamo in questa città vorremmo respirare un’altra aria, quella dell’orgoglio che ogni capitale dovrebbe infondere. Tuttavia, pur nell’immancabile delusione, Roma resta sempre il centro di quel turismo universale che si manifesta dalle lunghe code per accedere ai Musei Vaticani piuttosto che al Colosseo, in Piazza San Pietro, Piazza Venezia, i Fori Imperiali, Fontana di Trevi e mille altre attrazioni storico culturali. Ma la capitale è il cuore pulsante del pallone che divide il tifo tra Roma e Lazio, ed è anche sede del Governo, degli uffici statali e di tanti professionisti che gravitano intorno all’immensità di una città sempre bisognosa di tanta specifica professionalità. E così, non per caso, ci troviamo nello studio dell’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Avv. Fabio Viglione</b>, giovane penalista che abbiamo conosciuto a Torino in occasione della presentazione del libro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Caro Toro ti</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">scrivo”,</b> che ha elaborato assieme all’On. Giorgio Merlo. Stanze che parlano di Toro, che si vestono di granata tra gagliardetti e fotografie ricordo. Poi, qua e là, alcuni oggetti che parlano del suo amore per le antichità, come ad esempio una vecchia radio che sembra trasmettere ancora una partita del Grande Torino attraverso la voce di Nicolò Carosio. Con lui abbiamo parlato della sua passione per il calcio e il Torino, ma anche dei suoi ricordi personali e della sua professione che va oltre il minimalismo spesso suscitato da chi in modo banale parla solo della propria fede calcistica. E’ stato piacevole disquisire sui vari punti che riportiamo in questa lunga ed esaustiva intervista, capace di fare emergere la vera natura del tifoso granata, del professionista, ma soprattutto dell’uomo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Avv. Viglione, proviamo a partire dall’inizio. Lei è cresciuto a Venosa, in Basilicata. Cosa ricorda del periodo della sua infanzia e cosa la lega alla sua terra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"Ho trascorso una infanzia felice, con genitori amorevoli e comprensivi che non mi hanno mai fatto mancare insegnamenti e positivi modelli di riferimento, pur senza eccessi di autoritarismo educativo. Abitavamo in Basilicata, a Venosa, una cittadina di circa tredicimila abitanti, dove ci si conosceva praticamente tutti. Vivevo in un ambiente che potrei definire “protetto” ed anche se, ad eccezione dell’oratorio, non c’erano spazi dedicati ai giovani, bastava un polveroso campo di calcio, spesso improvvisato, per trascorrere ore spensierate e sentirmi felice. Sono rimasto molto legato a Venosa, ricca di storia e di bellezze artistiche, con un fermento culturale molto intenso. Quando ci ritorno trascorro giorni di grande serenità.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Venosa è una città ricca di storia e di cultura, uno scrigno che contiene risorse artistiche straordinarie.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Mamma e papà, due figure determinanti per ogni bambino. Dal punto di vista della formazione, qual è la cosa che ancora oggi ritiene più importante del loro insegnamento?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La capacità di saper ascoltare e farsi ascoltare, senza eccessi di severità, offrendo esempi quotidiani per stimolare il senso del dovere e l’amore per la vita. Più che tante parole erano i comportamenti e l’esempio quotidiano a tracciare la strada. La strada della positività e dell’ottimismo che si coniugava con uno spiccato senso del dovere e del rispetto delle regole. Mi hanno dato tanto senza mai farmi pesare niente. Oggi, da genitore, spero di saper fare altrettanto con mio figlio.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Poi il suo trasferimento a Roma, la città che l’ha adottato. E’ in questa città che ha cominciato il suo percorso di studi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Si, mi sono trasferito a Roma a diciotto anni per gli studi universitari. Già dal primo anno di giurisprudenza avevo le idee piuttosto chiare: volevo fare l’avvocato penalista. Ero attratto da un ruolo che, per me, aveva un fascino particolare. Poter stare anche al fianco degli “ultimi”, per garantire il diritto di difesa a chi veniva accusato e messo all’angolo. L’università mi dava la possibilità di apprendere e gestire in autonomia i momenti di studio alternandoli ai momenti di svago, ai momenti che mi servivano per ricaricare le batterie. Una città come Roma, che mi sembrava immensa, ricca di stimoli e sfide quotidiane, ha rappresentato per me il luogo ideale in cui poter mettere a fuoco e valorizzare la mia identità. Senza particolari reti di salvataggio, senza nessuna certezza ed una quotidianità tutta da vivere tra la spensieratezza giovanile e la voglia di ritagliarmi uno spazio arioso, che mi proiettasse in una dimensione professionale da costruire passo dopo passo.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Laurea in Giurisprudenza, poi gli anni di pratica in un prestigioso studio che l’ha fatto diventare avvocato penalista. Perché questa sua scelta di vita? Era anche il desiderio dei suoi genitori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“I miei genitori mi hanno sempre lasciato libero di scegliere senza imposizioni o egoistiche proiezioni che non tenessero conto della mia identità e delle mie inclinazioni. Mio padre è stato un insegnante, un educatore ed un apprezzato psicologo che ha sempre cercato di fornirmi strumenti di autonomia affinché le mie scelte fossero dettate dalla passione. </span></i><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Né lui, né mia madre, donna di eccezionale vitalità e sensibilità, mi hanno mai condizionato nelle scelte finendo per tarparmi le ali o, al contrario, per caricarmi eccessivamente di responsabilità e di pressioni. In loro ho sempre trovato comprensione e partecipazione entusiastica, convinta, spesso volutamente silenziosa: la molla più stimolante per dare il meglio e guardare alla vita sempre con positività. Hanno cercato sempre di potenziare la mia autostima, affinché conquistassi, con serenità, i miei spazi e la mia autonomia.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Oggi ha un avviato studio a Roma. Quanto la gratifica il suo lavoro dal punto di vista professionale, visto che la impegna in modo particolarmente intenso per l’intera giornata?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Ho “sposato” una professione faticosa ma che mi appassiona. E’ una scelta di vita totalizzante che assorbe tante energie richiedendo quotidiani sacrifici. Ogni giorno ritrovo gli stimoli giusti per affrontare le complesse problematiche del settore e cercare di dare il meglio. Ho avuto la fortuna di avere un grande maestro, un eccellente avvocato, che ha acceso ulteriormente la mia passione mostrandomi una realtà professionale fatta di valori e di impegno costante vissuto con umiltà e determinazione. Per usare una metafora calcistica, giocando su tutti i palloni con la stessa grinta e la stessa dedizione dal primo all’ultimo minuto. Per rispondere alla domanda, il lavoro mi gratifica perché mi consente di mettermi sempre in discussione e rimboccarmi le maniche. Sono chiamato ad offrire un contributo tecnico ma al tempo stesso appassionato a chi si rivolge a me, riponendo la propria fiducia per la tutela dei propri diritti. E tanto avviene in contesti in cui non mancano le ansie, le angosce, i timori di chi è chiamato a difendersi in un processo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Mi gratifica sapere di aver dato il massimo, professionalmente. Toccare con mano la fiducia e la gratitudine degli assistiti per la dedizione e l’impegno.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Oltre a molti processi penali, alcuni dei quali particolarmente noti alle cronache, lei si è occupato anche di processi per illecito sportivo che hanno coinvolto atleti e squadre di calcio professionistiche. Quanto l’ha aiutato la sua passione per il calcio?<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Tantissimo, perché è stata sempre una componente in grado di darmi delle coordinate maggiori. Ho sempre amato il calcio, fin da bambino, soprattutto per la capacità di creare entusiasmo e senso di appartenenza trasversale, attraverso una passione in grado di accomunare anziani e bambini, adulti e giovani, senza distinzioni di alcun tipo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Chi la conosce la descrive come una persona sensibile. Come riesce a conciliare il suo modo d’essere con le varie problematiche che scaturiscono dalla sua professione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Vivo la sensibilità come un ingrediente imprescindibile per fornire assistenza nel difficile percorso che il processo rappresenta. Il mio è un apporto di tipo tecnico che rivolgo all’assistito ma in questo delicato cammino cerco di venire incontro, in modo artigianale, alle peculiarità che ogni situazione presenta. L’unica cosa che posso garantire, nel pieno rispetto delle regole e del sistema processuale, è l’impegno e la dedizione con le quali tento di rendere concreto e pieno l’esercizio del diritto di difesa cui ogni cittadino ha diritto. Non so se si tratta di sensibilità più o meno spiccata, ma registro con rammarico una vocazione generalizzata a ribaltare il principio costituzionale di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva. Frequentemente, questo principio non viene vissuto pienamente nella coscienza individuale e collettiva e già all’alba di una indagine, il cittadino accusato finisce per subire una prevenzione ed un pregiudizio che lo accompagnano per la vita, nel quotidiano, e neanche una sentenza pienamente assolutoria, talvolta, lo riabilita agli occhi della gente. Si tratta di un approccio culturale che spero possa cambiare, evitando così che si radichi una sorta di presunzione di colpevolezza in conflitto con la Costituzione. In questo senso, anche l’informazione dovrebbe dare un contributo più equilibrato. Spesso un avviso di garanzia è accompagnato da “titoloni” e grande risalto mediatico ed una sentenza di assoluzione rinchiusa in un “trafiletto”.</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“…<i style="mso-bidi-font-style: normal;">il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri</i>” (Voltaire). Questo si legge nella presentazione del sito del suo studio. Perché ha scelto proprio questa frase? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Perché è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Il sistema carcerario è un tema centrale in una democrazia avanzata, in uno stato liberale. La Costituzione ci propone una pena che deve tendere alla riabilitazione del condannato ma le condizioni in cui versano i detenuti, molto frequentemente, sono la sconfessione di tale principio. E’ importante, invece, che si pensi ai detenuti ed al loro percorso riabilitativo, affinché quel periodo di restrizione possa trascorrere all’insegna del riscatto, della voglia di trovare stimoli positivi che siano un viatico favorevole per il reinserimento effettivo. In questo senso, le condizioni delle strutture e lo spazio di praticabilità di vita al proprio interno lasciano spesso molto a desiderare. Il nostro Paese può e deve fare molto di più.” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Tra le cose più importanti della sua vita, in quale posto pone i valori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>I valori informano tutto il nostro agire e sono imprescindibili in ogni momento della nostra vita ed in ogni esperienza umana e professionale che ci vede protagonisti. L’onestà e la lealtà ci consentono di stare bene con noi stessi, anche nelle turbolenze che la vita può riservarci. Tuttavia, nel vivere all’insegna dei nostri valori, credo sia fondamentale offrirci al rispetto degli altri e delle opinioni altrui. Molto spesso siamo chiamati a dare testimonianza dei nostri valori e delle nostre idee anche confrontandoci con chi la pensa in modo profondamente diverso. Credo che sia necessario, proprio a fronte delle diversità di pensiero, riconoscersi nel rispetto reciproco per ogni persona e le proprie idee, evitando eccessi di chiusura e la radicalizzazione dello scontro. Sentirsi il bene contro il male o i buoni contro i cattivi finisce talvolta per dar corpo alla perdita di equilibrio, essiccando ogni fonte di reale confronto. Così come pensare di essere sempre nel giusto e chi non la pensa come noi nell’errore. Ma tornando ai valori, è sempre l’uomo che porta se stesso in qualunque professione, mettendo al centro la propria cifra umana nelle situazioni della vita in cui è chiamato ad operare. Credo che valori saldi ed equilibrio consentono di affrontare al meglio anche le situazioni professionalmente più difficili.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dai valori alla passione, dalla passione al Toro. Come è nata la sua passione per il Toro? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ nata sostanzialmente grazie a mio padre - che è purtroppo mancato quasi quindici anni fa – che <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>era un appassionato tifoso del Torino. Me ne parlava con entusiasmo anche perché aveva vissuto da bambino nel mito del Grande Torino. Non è stato difficile per me innamorarmi del Toro e perdermi in quella passione, anche cromatica. Ricordo ancora adesso l’emozione di quando mi portò per la prima volta allo stadio a sette anni e vidi sul prato verde quelle divise tutte granata….”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ne parla anche nel suo libro scritto con Giorgio Merlo “Caro Toro ti scrivo”…</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Si, quel libro è stato scritto tutto d’un fiato e quasi per gioco, attingendo proprio a quelle emozioni che ho cercato di raccontare con semplicità. La semplicità di una passione che ha attraversato la mia vita e che, nonostante tutto…non si è esaurita. E’ un libro di sentimenti più che di cronache sportive. Ho provato a mettere in fila le emozioni vissute attraverso le voci della radio, le immagini della televisione, i colori ed il calore dello stadio.” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Senta Avv. Viglione, cosa pensa del Torino attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"Credo che abbia una società solida ed una squadra ricca di qualità. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto e credo che la squadra attuale, per talento dei giocatori, sia competitiva per raggiungere l’Europa. Spero che abbia l’equilibrio per far rendere al meglio i tanti calciatori di spessore che compongono la rosa.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>E del rinato Filadelfia, cosa pensa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>"E’ meraviglioso poter rivivere il mito del Filadelfia e creare un fortino tutto granata dove ricordare il passato, vivere il presente e guardare al futuro. Sarà importante ricreare un collante forte tra la squadra e la gente granata. Il cuore granata non è retorica e può essere trasmesso attraverso quell’alchimia di un luogo unico che ci rende speciali. Nessuno in Italia ha un luogo come il Filadelfia. Abbina la qualità della moderna struttura di allenamento alla fusione con il territorio e con la gente granata, nel cuore pulsante della città. Nel luogo in cui si fece la storia e, sono certo, continueremo a vivere emozioni intense.”<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il suo pensiero circa la difficoltà del Torino di rivincere lo scudetto dopo tanti anni? Manca forse un adeguamento nella conduzione gestionale che si connaturi alle più moderne esigenze dell’azienda calcio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che il problema più grande sia da ricercarsi nella distribuzione delle risorse finanziarie per i diritti televisivi. In Italia c’è un divario troppo ampio che con il passare degli anni crea delle fasce di preclusione al raggiungimento dell’obiettivo scudetto. Società come il Toro devono puntare a crescere gradualmente e puntare a consolidarsi per farsi trovare pronte, immediatamente a ridosso delle solite corazzate economiche. Credo che la dirigenza negli ultimi anni abbia creato un sistema virtuoso che ci potrà consentire, mi auguro, di fare gli ulteriori passi in avanti per riportare il Toro stabilmente in Europa.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Anche suo figlio, pur abitando a Roma, tifa Toro. Oltre alla passione sportiva per il Toro, in cosa si rivede in lui?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Forse nella voglia di non accontentarsi della prima risposta che gli viene data. Nel cercare sempre il dialogo e stimolare il ragionamento, anche mettendo in discussione ciò che non convince. Ma anche nella voglia di sognare, di appassionarsi e di stimolare sempre la fantasia. Anche la sensibilità è un tratto che lo contraddistingue. Ha dieci anni, ma è dotato di una spiccata sensibilità che non finisce mai di sorprendermi.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensa di quei genitori che vedono nel proprio figlio ciò che loro avrebbero voluto essere e non sono stati?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;"</span><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo ed un errore educativo può capitare a tutti. In un contesto di naturalistica “normalità”, ogni genitore è votato all’amore incondizionato nei confronti dei propri figli. Tuttavia può accadere che nei figli alcuni genitori proiettino, forse, un eccesso di se stessi. “Voglio che mio figlio diventi…” o “non voglio che mio figlio faccia…” perdendo di vista proprio le specifiche identità dei figli stessi. Così, anche con le migliori intenzioni, si rischia di tarpare il processo di crescita e non potenziare le peculiarità dei propri figli seguendone le reali inclinazioni. Spesso i figli per assecondare specifiche proiezioni dei genitori vivono con ansia e disagio anche attività che dovrebbero svolgere in modo spensierato. Tra queste, le attività sportive rischiano di rappresentare spazi di compressione eccessiva, con carichi di</span></i><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">aspettative ed estremizzata competitività. Forse noi genitori dovremmo privilegiare maggiormente l’ascolto evitando imposizioni ed eccessive proiezioni di noi stessi.” </i></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A parte il desiderio di rivedere vincere lo scudetto del Toro, c’è un sogno che ha ancora chiuso nel cassetto della sua vita personale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3"> </font><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Lo scudetto, per le logiche che oggi governano il calcio e per quanto detto anche a proposito della distribuzione dei diritti televisivi, temo non sia un obiettivo realistico per società come il Torino. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Ma sognare è comunque lecito. Il Toro è sulla buona strada, pur con qualche difficoltà, sta tornando una squadra di livello. Mi auguro continui a crescere puntando con sempre maggiore decisione sulla tradizione del settore giovanile e sulla identità granata che, anche grazie alla rinascita del Filadelfia, avrà una dimensione più solida e tangibile. La nostra identità è così forte che travalica il mero successo sportivo e ci rende orgogliosamente unici. Un sogno della mia vita personale? Poter avere la fortuna di “accompagnare” mio figlio Tommaso in tutte le tappe della crescita e della maturazione e vederlo felice. Felice come quando esulta per un gol del Toro.”</span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Romafl0711fl0711avv.-fabio-viglione-(600x800).jpgSiNfabio-viglione-avvocato-con-il-toro-nel-cuore-1013311.htmSi100451001,02,03030315
221013309NewsEditorialeAldo Agroppi, “Non so parlare sottovoce”20171012191330Una vita in contropiede (tra parole e pallone)<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Adesso è ufficiale, il libro di Aldo Agroppi uscirà il prossimo dicembre in tutte le librerie d’Italia e sarà pubblicato da Cairo Editore. Mai titolo di un libro fu adatto al suo contenuto. Aldo è così, prendere o lasciare. E’ il destino di tutte le persone schiette come lui, toscano fino alla punta dei capelli nel non conoscere dove sta di casa l’ipocrisia. Ricordo di aver letto con molto piacere il file che mi era stato inviato via mail. Bozze corrette e ricorrette dall’autore, che sapevano di impegno letterario da parte di chi si accingeva per la prima volta a scrivere un libro da solo, chiarendo pubblicamente come egli è nella sua anima e nel suo più profondo essere, con i pro e i contro di un carattere che è simile a un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“legno storto”,</b> così come (dice lui), era il “su babbo”. Devo dire che lo scorrere di questo lungo e intenso lavoro letterario, mi aveva affascinato sotto l’aspetto della conoscenza di un percorso di vita fatto in rettilineo, ma che spesso ha subito curve improvvise e inaspettate. L’amore eterno per Nadia, sua moglie, donna perfetta, con la quale condivide lunghi anni di matrimonio felice. E poi momenti di ricordi e figure incancellabili della sua famiglia che tracciano un passato fatto di umiltà e tanto orgoglio. Tutto questo s’interseca agli aneddoti che si sono sviluppati tra antipatie e polemiche vissute con personaggi del mondo pallonaro, vedi Mancini, Lippi, Sacchi. Pagine e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>capitoli in cui Aldo mette a nudo le proprie ansie, le fragilità, l’oscurità e il pessimismo verso il mondo d’oggi che ha perso il senso dell’equilibrio e dei valori umani. Ma al contempo ho letto pagine che fanno sorridere, che sono esilaranti, capaci di contrapporsi a certi racconti commoventi. Il Toro, Gigi Meroni e la giornata di una maledetta domenica d’ottobre che inizia con la vittoria sulla Sampdoria e si conclude tragicamente con la morte della “farfalla” granata. Chi conosce Aldo Agroppi lo ritiene un caro amico, e chi come me ha avuto l’occasione di intervistarlo più volte, coglie sempre in lui il tratto malinconico di un’anima spesso inquieta, sensibile, reattiva alle storture e alle ingiustizie della vita, ma al contempo capace di sciogliersi come un bimbo. Sono i forti sentimenti contrapposti che lo coinvolgono personalmente, e forse, chissà, sono stati gli artefici del suo male oscuro che a un certo punto gli ha cambiato la vita. E’ l’Aldo Agroppi degli estremi opposti tra loro, che si sviluppano tra picchi di positività ad altri di negatività. E’ il marchio della sua vita di ex calciatore professionista e di uomo che con la sua schiettezza si è inimicato anche i “papaveri” del Potere. Per questo ha pagato a lungo sulla sua persona, ma la cosa più bella è che egli fa di questo suo modo d’essere il suo orgoglio. Senza rimpianti, senza incertezze, ma con la consapevolezza che se la sua vita dovesse ricominciare rifarebbe esattamente ciò che ha fatto. E’ Aldo Agroppi, mediano arcigno e marcatore senza mezzi termini in campo e nella vita. Incendiario e mai pompiere, per questo non sa parlare sottovoce.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-agroppi.jpgSiNaldo-agroppi-non-so-parlare-sottovoce-1013309.htmSi100451001,02,03030258
231013299NewsCampionatiMessina, c’è bisogno di tempo. E poi vedrai…..20170914193041Il legittimo entusiasmo del presidente del Messina Pietro Sciotto, non nasconde il messaggio di pazientare. I risultati arriveranno. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ciò che ci sembra di questo rinato Messina del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sciotto,</b> è il desiderio di fare le cose in fretta per dare alla città che è appena uscita dal fallimento del pallone, quel segnale di ripresa immediata che significa a tutti i costi un campionato al vertice. Chi vive di calcio ormai da diversi lustri, sa bene che in questo particolare mondo bisogna avere pazienza e che nulla si risolve con la bacchetta magica. Dopo le due sconfitte subite ad opera del Portici e della Nocerina, attorno alla squadra di Antonio Venuto c’è una sorta di inspiegabile delusione da parte di qualche critico e tifoso. A questo proposito si è tirato in ballo l’entusiasmo (forse eccessivo ma comprensibile) del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sciotto</b>, il quale fin dall’inizio ha promesso ai tifosi un campionato di vertice. E si sa che la passione talvolta gioca brutti scherzi, tuttavia, chi ascolta e legge i giornali dovrebbe mettere in conto che non sempre si dice nel calcio ciò che è razionale, ma si manifesta a chiari lettere ciò che nasce dal punto di vista emotivo. Certo, è bello avere entusiasmo, ma non è auspicabile fare dei voli pindarici per non farsi male. Noi che siamo testimoni di una lunga intervista fatta a mister Venuto durante il mese d’agosto, possiamo dire che nelle parole di questo coach che ha sempre avuto nel cuore il Messina, si è evidenziato (com’è giusto che sia) l’appello alla pazienza, pur con vere note di speranza nella crescita di una squadra che ha assoluto bisogno di lavorare in serenità per trovare l’assetto di gioco, la forza fisica e mentale per costruire qualcosa che scaturirà nell’armonia del gruppo e nell’inevitabile arrivo dei buoni risultati. D’altra parte il tecnico di Villafranca Tirrena, ha da sempre sposato il credo di un calcio propositivo che richiede particolare attenzione negli allenamenti e nel sistema tattico di gioco che coinvolge tutti i reparti e che si manifesta attraverso l’intento globale di squadra che non è mai affidato al singolo. Grinta, determinazione, cattiveria agonistica, sono da sempre le caratteristiche che hanno manifestato le squadre allenate da Venuto, ma, per fare questo, c’è bisogno di tanto impegno, di umiltà, di convinzione e tanta pazienza. Noi confidiamo nel lavoro di questo tecnico, perché lo seguiamo ormai da parecchio tempo e riconosciamo in lui il senso di appartenenza, anche nell’arrovellarsi se i risultati non arrivano come vorrebbe. Ma lui, prima o poi, la quadratura del cerchio la trova sempre, stiano tranquilli i tifosi giallorossi perché questo tecnico è la persona giusta al posto giusto. Quando nel calcio si rinasce si ha bisogno dell’opera del collettivo, con figure atte a esplicare il proprio ruolo nel migliore dei modi. E’ il mondo dell’azienda chiamata calcio, che deve essere intesa come una piccola industria in cui ogni investimento deve essere fatto con oculatezza, professionalità e capacità di settore. Il presidente Sciotto questo lo sa, ed è per tale motivo che sta costruendo attraverso il suo smisurato entusiasmo una Messina del pallone che oggi sogna legittimamente un ritorno a quella magica storia che non è neppure molto lontana nel tempo. Ma c’è bisogno di pazienza, dell’aiuto di tutti, dell’unione che fa la forza e che non disgrega mai. Oggi apprendiamo che un altro tassello è stato posto nei vertici dirigenziali della società peloritana. Infatti, con l’entrata in società di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabrizio Ferrigno</b> in qualità di direttore sportivo, riteniamo che si stia migliorando lentamente un’organizzazione tale da percorrere la strada giusta. Vedremo cosa accadrà in seguito. Noi siamo fiduciosi che questo nuovo Messina rappresenti la sorpresa di chi, troppo banalmente, oggi si lascia prendere da quelle eccessive delusioni iniziali che il calcio mette sempre in preventivo quando tutto è da riorganizzare. A Messina ci si liberi della facile negatività e si pensi oggettivamente a far gruppo, in campo e fuori. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>fl0711fl0711immagine-pietro-sciotto.jpgSiNmessina-c-e-bisogno-di-tempo-e-poi-vedrai-1013299.htmSi100451001,02,03030193
241013293NewsCampionatiMemorial Mamma Cairo, la Primavera di Coppitelli va in finale20170826082009La Primavera del Torino è una bella realtà.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Possiamo dire che avevamo visto giusto. Durante il III° Memorial Marco Salmeri che si è svolto a Milazzo in provincia di Messina, abbiamo apprezzato una squadra Primavera del Torino che ci ha impressionato per la compattezza di squadra e la qualità di alcuni suoi componenti. Intervistando mister Coppitelli, poi, abbiamo avuto la sensazione che questa squadra possa rappresentare per il Torino il fiore all’occhiello del Settore Giovanile targato 2017’18. Allenatore affidabile e preparato, staff con grande spirito di unione d’intenti e calciatori di sicuro avvenire, rappresentano una certezza su cui il numero uno del Toro Urbano Cairo può contare e rallegrarsi. Detto questo, diamo uno sguardo al Trofeo “Memorial Mamma Cairo” che quest’anno è giunto alla sua quinta edizione. Come tutti sanno questo Torneo sta particolarmente a cuore al presidente Cairo, perché commemora la figura di sua madre, signora Maria Giulia Castelli Cairo. Un legame affettivo che s’interseca a un calcio professionistico riservato a squadre Primavera. E non è un caso che ogni anno oltre al Torino, vi partecipino società importanti che danno lustro a questo interessante Memorial. Inter, Milan, Juventus e altre squadre dal nome altisonante, si ritrovano in quel di Quattordio in provincia di Alessandria per contendersi l’ambito Trofeo Mamma Cairo. In questa quinta edizione i ragazzi di Coppitelli hanno battuto il Milan di Gattuso con un secco 2 a 0, grazie ai gol di Rauti sul finire del primo tempo e di Bianchi nel recupero. E adesso la Primavera del Toro dovrà affrontare l’Inter in finale. Intanto il presidente Cairo si rallegra per l’impegno e la qualità del gioco espresso dalla squadra di Coppitelli : “Mi sono divertito perché ho visto una squadra ricca di qualità e composta da ottimi ragazzi” afferma il numero uno granata. Già, una squadra ricca di qualità e composta da ottimi ragazzi, la stessa che avevano già visto i nostri occhi. Sì, il merito va sicuramente alla squadra, allo staff di grande qualità, ma soprattutto va a quel tecnico Coppitelli che dimostra in ogni occasione un ottimo stato di chiarezza e sicurezza su schemi da adottare, sfruttando nel modo migliore le caratteristiche tecniche dei suoi ragazzi. Questa è l’impressione che abbiamo avuto seguendo la Primavera del Toro nelle sue prime uscite della stagione 2017’18. Adesso, siamo sicuri che questa squadra farà di tutto per conquistare contro l’Inter (che ha eliminato la Juve con il punteggio di 4 a 2) la finale che gli consentirà di conquistare il Trofeo tanto ambito in casa granata. Infine, per dovere di cronaca, diamo un accenno su Belotti. Su questo punto il presidente Cairo ha assicurato che il capitano del Toro non sarà ceduto, ed ha anche ipotizzato l’arrivo di un nuovo attaccante: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non ho avuto contatti con il Monaco, voglio tenere Andrea e mi aspetto di fare ancora un’operazione in entrata”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Quattordio (Alessandria)fl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNmemorial-mamma-cairo-la-primavera-di-coppitelli-va-in-finale-1013293.htmSi100451001,02,03030225
251013287NewsCampionatiFederico Coppitelli, enfant prodige dei nuovi tecnici italiani20170813144545Intervista all`allenatore della squadra Primavera del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Federico Coppitelli </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>allenatore della squadra Primavera del Torino è la vera scommessa del responsabile del Settore Giovanile <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimo Bava. </b>Sì, perché fin dal 1° luglio 2016 in cui gli ha riposto la fiducia per il dopo Longo, non ha mai smesso di credere in lui. Classe 1984, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Coppitelli</b> predilige il modulo 4-2-3-1 rivedibile con le caratteristiche tecniche dei suoi giocatori, ed ha spiccate doti professionali che ben si intersecano alle aspirazioni del Torino. Ha allenato i giovani del Fascati, poi è andato al Frosinone, alla Roma e dall’anno scorso siede sulla panchina della Primavera granata. E’ l’enfant prodige dei tecnici italiani, una figura che lo mette in prima fila tra i più promettenti conoscitori del football giovanile d’Italia. Riflessivo, sempre attento a dare risposte concrete, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b> ci appare come personaggio non adatto a fare voli pindarici, ma, al contrario, è persona equilibrata che sposa la cultura del lavoro, associando l’armonia di fattiva collaborazione con il suo staff e tutti i ragazzi che compongono la sua squadra. Sembrava destinato a fare il grande salto tra i professionisti sostituendo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roberto Stellone</b>, invece all’ultimo momento il Frosinone gli ha preferito l’esperienza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pasquale Marino</b>, liberando di fatto il suo tecnico più giovane. Questo episodio non ha inficiato alcuna delusione in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli,</b> il quale, al contrario, ha continuato il suo percorso professionale con la lena di chi sa costruire il proprio lavoro attraverso il sacrificio e il sentire di una passione che è l’emblema di ogni cosa. Con lui ci siamo incontrati <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Hotel “La Bussola” di Milazzo in provincia di Messina</b>, dove si trova con la sua squadra per partecipare al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">3° Memorial “Marco Salmeri”,</b> triangolare di calcio organizzato dall’Associazione Culturale Teseo con la partecipazione del Merì e dell’Acireale. Abbiamo così approfittato dell’occasione, per intervistarlo e conoscerlo più da vicino come allenatore e come uomo.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mister Coppitelli, quale significato ha per lei essere l’allenatore della Primavera del Torino?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Per me è sicuramente un punto di arrivo, visto che era un obiettivo che mi ero prefissato di raggiungere fin dai tempi in cui ho allenato nei vari settori giovanili dei dilettanti. Per chi come me siede sulla panchina della Primavera di una delle più importanti società calcistiche d’Italia, non può essere che una grande soddisfazione nel tentativo di raggiungere campionati ancora più importanti. Ma in questo momento sono davvero molto felice di questa posizione.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per la sua squadra, quali sono gli obiettivi da raggiungere nel prossimo campionato 2017’18?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che la Primavera abbia il doppio compito di preparare i giocatori al calcio dei grandi. Naturalmente mi riferisco alla Serie A, ma anche alla Serie B e alla Lega Pro. Poi c’è anche l’obbligo di fare i risultati che la nostra gloriosa maglia richiede. Da quest’anno la nuova riforma dei campionati prevede un impegno maggiore, perché ci troveremo a confrontarci con il meglio delle società del calcio italiano. Siamo consapevoli dell’importanza di fare bene, ed è per questo che ci stiamo preparando in maniera adeguata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella sua squadra ci sono giocatori capaci di garantire il presente e un prossimo futuro di qualità?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Stiamo provando giocatori nati nel 2000, mentre per ogni fascia d’età abbiamo alcuni giocatori nazionali. Mi auguro che tra questi ragazzi ci sia la possibilità di entrare a far parte del calcio che conta, perché le premesse ci sono davvero tutte.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Oggi vi trovate a Milazzo in provincia di Messina, per partecipare al 3° Memorial Marco Salmeri. Che significato ha per voi, onorare questo evento sportivo siciliano?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che sia un’occasione importante per provare e conoscere meglio alcuni giocatori che alleno. Nonostante le difficoltà dovute alla lunga distanza, per noi è un onore essere stati invitati in questa splendida terra di Sicilia e in una Milazzo che annualmente ricorda Marco Salmeri, giovane calciatore scomparso in tragiche circostanze. La società ha voluto fortemente la nostra presenza a questo torneo, e noi cercheremo di onorarlo nel migliore dei modi.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tutto ciò fa veramente onore al Torino che, nonostante il lungo viaggio per raggiungere Milazzo, si è reso disponibile.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, come dicevo pocanzi, il Torino ha anche rinunciato la sua partecipazione ad altri tornei per essere presente a questo triangolare di calcio. Personalmente sono molto contento di fare questa esperienza assieme ai miei ragazzi.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Alla fine del mese di agosto avrete l’impegno annuale con il torneo “Mamma Cairo”. Siete pronti ad affrontarlo con il giusto impegno?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questo è un torneo che ci sta particolarmente a cuore perché tocca i sentimenti del nostro presidente. Ed è per tale motivo che ci stiamo preparando a dovere, con l’impegno di fare bella figura.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ieri abbiamo visto la squadra passeggiare sul lungomare Garibaldi di Milazzo. Molti sono stati i curiosi e anche i tifosi che hanno ammirato i ragazzi nella loro compostezza. Qual è stata la vostra prima impressione di questa città?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Milazzo è una bella città di mare che ha dalla sua parte il vanto di una storia culturale non indifferente. Sono molto contento che i miei ragazzi facciano questa esperienza sotto l’aspetto culturale e anche sportivo. Tutto serve per conoscere, crescere e maturare.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire mister Coppitelli. Qual è il suo sogno chiuso nel cassetto, vista la sua giovane età e la preparazione professionale che la rende interessante agli occhi di tanti media e agli addetti ai lavori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ In dieci anni di carriera di allenatore ho condiviso tante gioie e fatto molteplici esperienze che hanno arricchito il mio percorso professionale. Ho allenato tanti ragazzi e ho avuto la fortuna di vincere quattro scudetti tra dilettanti e professionisti e oggi sono arrivato tra le più importanti società giovanili d’Italia. Diciamo che il mio primo sogno l’ho già raggiunto e non nascondo ancora l’altro desiderio di potermi confrontare un giorno con il calcio dei grandi. Tuttavia non ho fretta perché ho tanta voglia di fare bene con questi ragazzi, ripagando tutta la fiducia che il Torino ha riposto su di me. Passo dopo passo, così come sono stato abituato a fare, continuerò a percorrere la mia strada senza voli pindarici ma nella consapevolezza di lavorare con impegno, dedizione, senso di appartenenza e serietà. In futuro si vedrà.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milazzofl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNfederico-coppitelli-enfant-prodige-dei-nuovi-tecnici-italiani-1013287.htmSi100451001,02,03030640
261013230NewsEditorialeQuagliarella, lo stalking e il perdono dei napoletani20170302194110Il calciatore di Castellammare di Stabbia, si svela in un`intervista alle Iene. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se questo nostro calcio finisse di stupire, forse non interesserebbe più a nessuno. Ma certi risvolti umani come quello capitato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Quagliarella</b>, centravanti del Napoli e poi di molte altre squadre tra cui la Juventus, non possono passare inosservati. E’ la storia di un ragazzo, calciatore professionista, che dopo avere realizzato il suo sogno di vestire la maglia del Napoli, è stato perseguitato da un avversario che non t’aspetti; un nemico che si chiama incubo persecutorio. Dopo avere assistito a una lunga e commovente intervista fatta a Quagliarella nel programma televisivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Le Iene”,</b> ci viene da pensare come la cattiveria umana sia sempre dietro l’angolo, pronta a colpire per chissà quale gusto&nbsp;satanico di vedere soffrire una persona. Si chiama stalking, la cattiveria gratuita di perseguitare una persona con vari scopi che possono essere dettati dalla vendetta o più semplicemente dall’invidia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Quagliarella</b>, che oggi gioca con la Sampdoria, ha dichiarato nel corso dell’intervista di essere stato perseguitato per cinque lunghi anni da un agente di polizia e di essere stato ceduto dal Napoli per via di questa situazione incresciosa. Quell’addio gli fu fatale, perché tutti i tifosi del Napoli, dopo aver saputo che era stato ceduto alla Juventus, si sono sentiti traditi ed hanno odiato il centravanti che da allora non&nbsp;è più potuto tornare nella sua Napoli. Proprio lui che è nato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Castellammare di Stabbia</b> e ama in maniera viscerale il popolo campano e la terra che gli ha dato i natali. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono passato per l’infame della situazione”</b> dice Quagliarella <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“e quando succede davanti alla tua gente fa davvero male. Ogni volta che dovevo tornare a Napoli mi nascondevo, mi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">camuffavo, per evitare che qualcuno dicesse qualcosa, perché poi faceva male”.</b> A questo punto, sul volto del calciatore sono apparse&nbsp;copiose lacrime di emozione. Il suo viso così eloquente, ha dato segnali di uno sfogo umano legittimo che pur in uno stato depressivo di un ricordo che l’ha ferito intimamente, si scorgeva anche l’espressione di chi si è finalmente liberato di un qualcosa che l’ha fatto soffrire&nbsp;rendendogli la vita impossibile.&nbsp;Un momento liberatorio di una verità celata&nbsp;per anni, ma per ovvie ragioni&nbsp;mai svelata prima. Adesso, “quell’amico” agente di polizia che è stato l’artefice di tutta questa penosa storia andrà in carcere, ed è per questo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fabio Quagliarella</b> ha potuto parlare pubblicamente. Certo, pensando con il senno di poi, oggi i napoletani si sentono in colpa per avere infierito a livello umano su un ragazzo che ha dovuto lasciare il Napoli per salvaguardare la sua serenità e quella dei suoi affetti più cari. Una storia di vita che ci fa pensare che non è sempre luccichio ciò che appare tale, e che a volte i soldi non sono tutto. Il pianto di un ragazzo classe ’83, professionista del pallone, che dopo aver realizzato il suo sogno di giocare nel Napoli è stato prima acclamato, portato alle stelle e poi denigrato, deve farci riflettere come troppe volte nella vita tutti noi siamo portati a giudicare dall’esterno, senza neanche sapere ciò che ci sta dentro. E adesso, dopo questa intervista, i tifosi napoletani chiedono scusa e sottoscrivono petizioni per un suo ritorno a Napoli. Sì, perché quegli abbracci passionali diventati poi ira per un tradimento che di fatto non c’è mai stato, sono l’emblema di una natura umana che è troppo minimalista nel giudicare i suoi simili, lasciandosi assalire dall’odio. Sono sentimenti che riscontriamo nel mondo di un pallone che ha la faccia del denaro, ma che non ha ancora imparato la cultura del rispetto. Un autogol imperdonabile di comportamento, incapace di chiedere scusa soltanto a verità conclamata. La storia di Fabio Quagliarella da Castellammare di Stabbia, ci insegna a riflettere e a non giudicare mai.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711lavezzi-quagliarella.jpgSiNquagliarella-lo-stalking-e-il-perdono-dei-napoletani-1013230.htmSi100451001,02,03030323
271013223NewsCampionatiAldo Agroppi: “Il Toro? Sbaglia troppi rigori”20170209193951Intervista ad uno dei grandi rappresentanti della storia del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Toscano di Piombino (Li), lingua sciolta e senza peli, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Aldo Agroppi</b> è l’emblema di verità scomode dette sempre senza freni inibitori. Con lui abbiamo parlato del Toro e del suo momento difficile, ma abbiamo volutamente toccato altri temi come il campionato di calcio, la Juve e le relative polemiche dell’Inter, piuttosto che Sanremo e il suo festival. Ma abbiamo anche fatto cenno alla prossima uscita del suo libro intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non so parlare sottovoce”.</b> Insomma di tutto un po’, in questa intervista che stuzzica la curiosità. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Aldo, che idea ti sei fatto di questo Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ un Toro che sbaglia i rigori e continua a buttare via dei punti. C’era la speranza di vedere una leadership dettata da qualche giocatore in più, tipo Ljajic. Ma questo non si è visto e così siamo ricaduti nella mediocrità”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se ci sono delle colpe, a chi le attribuisci?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non saprei dire. Quello che invece posso dirti che seguo marginalmente il calcio. Pensa che non riesco neanche più a vedere una partita per intero in televisione. Preferisco assistere ai gol e alle immagini che riportano spezzoni di partita. Quindi, per me è molto difficile rispondere alla tua domanda, anche perché sarebbe giusto, prima di parlare, essere dentro all’ambiente, vivere le giornate di allenamento e gli umori dello spogliatoio. E’ un fatto di correttezza, per questo ribadisco ciò che vedo da lontano, e cioè un Toro che ha cominciato bene ma che adesso si trova a metà classifica.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Cosa ti piace e cosa non ti piace di Mihajlovic?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non lo conosco personalmente. Non gli ho mai parlato e non so cosa dice nello spogliatoio. Per me gli allenatori sono tutti uguali, perché contano il 20%. L’importante è avere dei giocatori validi e una squadra che abbia un alto tasso tecnico da poter gestire al meglio. Provate a dare al fenomeno Conte la squadra del Crotone; cosa farebbe? E quindi sono i giocatori che contano.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il Filadelfia che sta per rinascere, un’aria granata che sembra più respirabile rispetto a prima, allenatore nuovo e giocatori nuovi. Tuttavia, il risultato non cambia mai e siamo sempre alle solite. Perché?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Ma dove sono i Graziani, Pulici, Claudio Sala, Zaccarelli, Pecci. Dove sono? Oltre Belotti non vedo grandi calciatori che possano fare la differenza in una squadra che ha desiderio di primeggiare. Diciamocelo pure, la qualità non è eccelsa. Certo, se fossero andati a segno quei calci di rigore sbagliati, il Torino avrebbe avuto 4 o 5 punti in più in classifica, senza tuttavia cambiare la sostanza di una squadra senza grandi campioni.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di calci di rigore sbagliati, perché nel Toro non si stabilisce la gerarchia che altre squadre hanno? E’ positivo il gesto di prendere il pallone, carpirlo ai compagni e metterlo sul dischetto per tirare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sono gli allenatori che decidono chi deve tirare i calci di rigore, già durante gli allenamenti della settimana. Spesso succede che sbagliano, com’è capitato a Belotti all’inizio di campionato. Quindi, il giocatore stesso non si sente più in grado di tirarli e così si decide di assegnare ad altri il compito. Ma, a quanto pare sia Ljajic, sia Iago Falque, continuano a sbagliare. Certo, è difficile dire perché. Evidentemente c’è un problema di timore che si è venuto a creare per mancanza di tranquillità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che il Torino sia destinato a non eccellere mai?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Quando c’erano Cerci e Immobile, se non sbaglio la squadra aveva fatto un buon campionato e la società aveva ottenuto considerevoli incassi economici. Poi, tutto è cambiato. Sono annate che vanno e che vengono, perché manca la continuità di proseguire la giusta strada intrapresa. E’ un po’ come cominciare e ricominciare, che è la cosa più difficile da fare. Sento le stesse cose a Firenze, dove non vedo grandi calciatori come non li vedo al Toro. Voglio dire che le società fanno quello che possono, ma poi sul campo ci vanno i calciatori.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Aldo, pensi che la Juve ha già vinto il campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Credo che debbano già pensare al prossimo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Cosa mi dici delle feroci polemiche che ci sono state dopo la partita Juventus – Inter? Pensi che i due rigori che non sono stati dati dal signor Rizzoli, dovevano essere concessi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non ti so rispondere perché la Juve non la guardo. E poi, ti sembrerà strano, ma come ti dicevo prima mi sono distaccato dal calcio. Questa, comunque, è storia vecchia. Diciamo sempre le stesse cose da anni e non cambia mai nulla.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>So che hai scritto un nuovo libro che dovrebbe uscire a maggio, il cui titolo è: “Non so parlare sottovoce”. Ci puoi dare qualche anticipazione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Al momento mi sembra opportuno non dare alcuna anticipazioni, perché l’Editore, che è Cairo, sta vagliando i contenuti di ciò che ho scritto. Diciamo che il titolo è l’unica cosa sicura di questo libro, composto da tanti paragrafi che delineano molte situazioni della mia vita. E’ un libro cui tengo davvero tanto e mi auguro che possa essere pubblicato e presentato nel prossimo mese di maggio.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che sei un estimatore di canzoni e che ami Mina, Lucio Battisti, Modugno e altri che hanno accompagnato la tua generazione e fatto la storia della canzone italiana, stai seguendo il Festival di Sanremo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il Festival di Sanremo è diventato un baraccone. Io sono rimasto a Domenico Modugno, Claudio Villa, Celentano, Peppino Di Capri. Oggi è diventata la passerella delle scosciate e dei cantanti che presentano canzoni che fra 50 anni non le ricorderà più nessuno.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Aldo, se per ipotesi un giorno dovessi vedere il Torino primo in classifica, ti piacerebbe vederlo giocare come il Napoli di Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Devo dirti che il Torino di Radice non era meno bello e forte di questo Napoli. Certo, la bellezza del gioco che applica Sarri in un Napoli fatto di giocatori tecnicamente validi e veloci, è indubbia. Ma se questa squadra trova delle compagini come il Palermo che è stato capace di essere attento alle ripartenze degli avversari, costruendo una ragnatela a centrocampo, allora il Napoli va in difficoltà perché non trova gli spazi necessari che gli consentono di realizzare il suo gioco.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-agroppi.jpgSiNaldo-agroppi:-il-toro-sbaglia-troppi-rigori-1013223.htmSi100451001,02,03030380
281013221NewsCampionatiSandro Mazzola, “La Juve? Non la conosco….”20170203203238Il parere dell`ex campione dell`Inter sul prossimo Derby d`Italia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo avere intervistato Pietro Anastasi per sapere il suo parere sul prossimo Derby d’Italia, per par condicio abbiamo voluto ascoltare anche Sandro Mazzola, una grande bandiera nerazzurra che ancora oggi è l’emblema di un calciatore e di un dirigente che ha scritto pagine importanti della storia dell’Inter. Figlio di Valentino Mazzola, Sandro è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Nelle fila del’Inter ha giocato dal 1960 al 1977, collezionando 565 presenze e 158 reti, vincendo quattro campionati nazionali, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Mazzola è stato anche uno dei punti di forza della Nazionale Italiana. Oggi è un ottimo opinionista ed un attento critico dell’Inter, che ama ancora come quel primo giorno in cui ne è entrato a far parte. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mazzola, che idea si è fatto di questa Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“A me non dispiace. E’ una squadra che va al sodo e sa anche quando affondare i colpi per andare a vincere.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Le piace Gagliardini?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Aspettiamo un attimo a valutarlo. A me piace e non credo che deluderà le aspettative.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lei che ha conosciuto fattivamente l’operato della famiglia Moratti, pensa che Suning potrà nel tempo ambire a vincere gli stessi allori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Io penso di si. A parer mio stanno lavorando bene, per cui ritengo che nel tempo questa Inter potrà tornare a conquistare grandi trofei.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo l’errore di dare la squadra all’olandese De Boer, pensa che con Stefano Pioli si sia finalmente trovato l’allenatore giusto per ritornare ad essere una grande Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Pioli mi sembra un allenatore molto valido. Lui sa quando è il momento di dare lezioni ai giocatori e quando è opportuno rincuorarli. Mi piace davvero come sta portando avanti il suo lavoro.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senta Mazzola, ricordo perfettamente che nelle sue recenti interviste, fin dai tempi in cui tutti criticavano l’operato di Mancini e poi di De Boer, lei ha sempre sostenuto che bisognava avere pazienza e dargli tempo per lavorare. Oggi, col senno di poi, è ancora convinto della tesi sostenuta allora?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Per me, quella è una regola fissa dalla quale non si può prescindere. Chi ha fatto calcio sa che per costruire una buona squadra ci vuole del tempo, e quindi anche i giocatori devono capire bene certi meccanismi voluti dal proprio allenatore.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dal punto di vista tecnico, pensa che la squadra sia già a posto così o ritiene che ci sia ancora bisogno di qualcosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Secondo me va bene così. Non vedo proprio dove possa essere ritoccata questa Inter, che sembra avere imboccato la strada giusta.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quindi, la ritiene già pronta per un eventuale ritorno di partecipazione alla Champions League?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sicuramente!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come vede l’incontro di domenica prossima contro la Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non conosco quella squadra! Ma che squadra è? A parte gli scherzi, penso che sarà una partita che potrà dire la verità sull’Inter. A mio modo di vedere la squadra di Pioli deve dimostrare di confermare la qualità e quella personalità che ha messo in mostra nelle recenti partite, anche contro una squadra come la Juve che di personalità ne ha da vendere. Penso che dopo la partita potremo sapere dove può arrivare questa Inter.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Insomma, un po’ come dire che si tratta di un banco di prova che per l’Inter arriva al momento giusto?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Secondo me, sì. E’ proprio il momento giusto!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ha un ricordo particolare legato alle sue innumerevoli sfide giocate nel Derby d’Italia contro la Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Si, ricordo bene quella mia prima partita contro la Juve. L’Inter era in testa alla classifica e dopo fu penalizzata per motivi che adesso mi sfuggono. In quel momento andò in testa la Juve, mentre nel frattempo c’era da recuperare una partita, perché c’era stata un’invasione di campo a Torino. Intanto, l’Inter aveva perso dei punti in classifica e non poteva più vincere lo scudetto. A questo punto la dirigenza dell’Inter, per smacco, decise di fare andare a giocare i ragazzi contro la Juve a Torino. La partita si giocò di sabato, ma io dovevo andare a scuola e quel mattino ricordo pure che avevo tre interrogazioni. Andai quindi alla sede dell’Inter per parlare con l’allora direttore generale Italo Allodi. Quando gli dissi che per quel motivo non sarei potuto andare a giocare contro la Juve, lui mi propose che si sarebbe interessato per farmi uscire dopo la terza ora. Ricordo che parlai con il preside dell’istituto per informarlo dei fatti, e quando alla terza ora di lezione di quel sabato, dissi al professore di matematica che dovevo uscire, lui che era abituato a farmi fare la schedina nella speranza di vincere, mi disse di mettere la vittoria dell’Inter, perché la mia presenza in campo sarebbe stata una garanzia di vittoria. Magari! Esclamai al mio professore, dopo averlo salutato per uscire di scuola. Così, dopo questo siparietto, raggiunsi i miei compagni che erano già a Torino. Ecco, questo è un ricordo che non rimuoverò mai dalla mia testa. Forse perché è coinciso con la mia partita contro la Juve.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mazzola, cosa le piace del calcio di oggi e cosa non le piace più?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi piace molto il modo di giocare che hanno oggi tutte le squadre. Una volta si giocava molto in difesa cercando le ripartenze in contropiede. Adesso, invece, si cerca di fare calcio attraverso la cultura del gioco propositivo. Quello che invece non mi piace è questa mania di protagonismo dei giocatori che ambiscono all’esteriorità dell’immagine, più che alla sostanza. Tanti fanno a gara per andare in televisione, mentre sarebbe più opportuno allenarsi pensando di lavorare e far bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Spesso si fa appello ai corsi e ricorsi storici. Ma sarebbe ancora proponibile il calcio di Helenio Herrera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Assolutamente no. Era un calcio che badava molto a difendere, anche se Giacinto Facchetti è stato il precursore di un ruolo di esterno sinistro, che ancora oggi potrebbe essere inserito in uno schema tattico moderno.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per finire, Sandro. Qual è il suo pronostico su Juventus –Inter di domenica prossima?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso a un pareggio, perché l’Inter ha la possibilità di controbattere bene le velleità della Juve.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-sandro-mazzola.jpgSiNsandro-mazzola-la-juve-non-la-conosco-1013221.htmSi100451001,02,03030308
291013220NewsCampionatiPietro Anastasi, “Allo Stadium la Juve è favorita, ma non vorrei……”20170202191249Intervista al giocatore che ha scritto pagine importanti nella storia della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla vigilia dell’attesissimo derby d’Italia che vede la Juventus affrontare l’Inter tra le mura del suo Stadium, abbiamo pensato di ascoltare l’opinione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b>, il campione siciliano che ha indossato la maglia bianconera dal 1968 al 1976, giocando 205 partite e segnando 78 reti in Serie A. Attaccante di razza, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha scritto pagine importanti della storia della Vecchia Signora d’Italia. Nato a Catania, è stato il simbolo di un’Italia che cambiava dal punto di vista sociale. Lo chiamavano “terrone”, ma fu l’orgoglio di un meridione che fece parlare finalmente di sé, come conquista di un’immagine rivalutata nel tempo. Oggi Anastasi vive a Varese, quella città che lo accolse tanti anni fa dopo aver lasciato la sua Catania, per realizzare quel sogno diventato poi realtà. Ascoltiamolo dunque in questa intervista. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, cosa pensi di questa Juve a trazione anteriore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi piace molto, perché vedo una squadra compatta. Soprattutto a Reggio Emilia, dove tutti gli attaccanti sono stati bravi a sacrificarsi per la squadra. Certo, se Mandzukic, Higuain, Dybala, Cuadrado e Pjanic vogliono giocare insieme, devono sacrificarsi. Devo dire che lo stanno facendo molto bene. E poi, soprattutto come gioco, si è fatto un grande salto di qualità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che questo schema di gioco così offensivo, sia proponibile anche in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso proprio di si. Se i giocatori che ho citato prima, sapranno sacrificarsi come hanno fatto a Reggio Emilia, sono convinto che anche in Champions League si potranno avere grandi soddisfazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si dice che il prossimo anno Allegri lascerà la Juve per andare ad allenare in Premier League. Se così fosse, tu chi vedresti bene sulla panchina della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vedrei un allenatore capace di continuare a percorrere la strada intrapresa prima da Conte e poi continuata da Allegri. Si parla di Paulo Sousa, un allenatore che ha fatto molto bene con la Fiorentina, dando una fisionomia di gioco propositivo. Ecco, direi proprio che lui, per il suo profilo di tecnico e per la sua conoscenza della società bianconera, potrebbe essere la persona giusta a proseguire il percorso di crescita tracciato dai suoi predecessori. E poi, avere a disposizione i giocatori che ti dà la Juve, significa indubbiamente farti fare un notevole salto di qualità anche come allenatore.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juve dovesse vincere la partita di domenica prossima contro l’Inter, pensi che metterà una seria ipoteca per la vittoria finale in campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il campionato non finisce certamente domenica, anche se la Juve dovesse battere l’Inter. Tuttavia, darebbe un segnale molto forte a squadre come la Roma, il Napoli e la stessa Inter che sta andando molto bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Vedi delle insidie in questo incontro con i nerazzurri di Pioli che arrivano da sette vittorie consecutive, nonostante siano usciti dalla Coppa Italia ad opera della Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“L’Inter ha trovato finalmente la quadratura del cerchio. Pioli sta facendo davvero un bel lavoro, ha inquadrato bene la squadra e i risultati ottenuti sono l’emblema di questa serie di vittorie consecutive. La sconfitta in Coppa Italia ci può anche stare, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>perché dopo tante vittorie la ritengo fisiologica. E poi, forse sono stati distratti dal pensiero della partita di domenica contro la Juve. Chissà!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che hai giocato tante partite contro l’Inter, è vero che durante la settimana preparavate questo incontro in maniera particolare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sai Salvino, queste partite non c’è bisogno di prepararle perché si predispongono da sole. Solo il nome dell’avversario ti galvanizza e non c’è bisogno di motivare i giocatori. L’allenatore, semmai, ha l’obbligo di tenere alta la concentrazione della propria squadra, proprio quando si affrontano partite che sulla carta sembrerebbero di facile portata. Il calcio ci ha insegnato che ogni partita fa storia a sé, per cui è fondamentale prepararsi a dovere e con mentalità da seri professionisti, prima di affrontare qualsiasi match. Poi, se si incontra l’Inter c’è un motivo in più per far bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, se tu fossi l’allenatore della Juve, come la sistemeresti tatticamente in campo per battere l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Proseguirei con lo stesso modulo, anche se mi sembra che Allegri sia intenzionato ad inserire Marchisio. In questo caso si dovrebbe scegliere tra Khedira e Pjanic, perché uno dei due dovrebbe restare fuori. Personalmente penso che Pjanic potrebbe essere l’escluso, almeno inizialmente. Questo giocatore dalle grandi qualità tecniche, lo stiamo tutti aspettando. Lui può dare molto di più di quanto ha fatto vedere alla Juve fino adesso, nonostante abbia dato segni di miglioramento nelle ultime partite. Vedremo. Comunque, ribadisco che se io fossi al posto di Allegri inserirei Marchisio al posto di Pjanic.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, qual è il tuo pronostico sulla partita Juventus – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita difficile da pronosticare, anche per la forma attuale e la bella espressione di gioco messa in mostra dalle due squadre. Tuttavia, è indubbio dare un leggero favore a questa Juve che statisticamente ha collezionato tante vittorie allo Juventus Stadium. Ma nel calcio non c’è nulla di scontato e anche le statistiche fanno storia a se. Sai, è vero che non si può sempre vincere, ma non vorrei perdere proprio contro l’Inter!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-allo-stadium-la-juve-e-favorita-ma-non-vorrei-1013220.htmSi100451001,02,03030351
301013131NewsCoppePietro Anastasi: “L’Italia? È un azzurro senza stelle”20160611101655Intervista con l`ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Calibri"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“Dopo l’1 a 1 nella prima sfida, Italia e Jugoslavia si sono affrontate nella ripetizione della finale dei Campionati Europei UEFA 1968. Gli azzurri, già in vantaggio, hanno trovato il gol della sicurezza al quarto d’ora della ripresa con Pietro Anastasi, che con una conclusione in girata dal limite dell’aria certifica il primo e tuttora unico titolo continentale per l’Italia.”</span></b><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"> Ricordi da incorniciare che si rispolverano di tanto in tanto come qualcosa di indelebile e che fa parte della storia del calcio italiano. E’ l’arricchimento totale di un calcio che ci riporta a ritroso nel tempo, quando il mondo era diverso, quando il pallone giocato era diverso, quando noi stessi eravamo diversi. E’ un affiorare di emozioni e ricordi che un po’ appaiono malinconici e un po’ ti rendono orgoglioso di quel momento, di quel gol spettacolare che ancora oggi appare da cineteca. Già, quel gol in mezza girata dal limite dell’area che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b> infilò nella porta della Jugoslavia, decretando l’alzata al cielo della Coppa d’Europa in una indimenticabile notte romana. Di questo e altro parliamo in questa intervista con lui, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b>, il siculo ex centravanti della Juventus e della Nazionale che ha scritto la storia di quegli anni sessanta sui libri del calcio italiano. L’occasione è ideale, proprio nel momento in cui inizia <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Europa 2016.</b> </span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, cosa ricordi di quella notte azzurra dell’Olimpico di Roma, in cui hai segnato il gol del 2 a 0 che decretò per l’Italia la conquista della prima e ancora unica Coppa d’Europa?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“I ricordi sono tanti e tutti bellissimi, se pensiamo soprattutto che avevo vent’anni e una carriera che cominciava nel migliore dei modi. Ricordo che la Jugoslavia era una grande squadra e nella prima partita, che loro avrebbero potuto vincere, ci hanno preso sottogamba. Questa è stata fondamentalmente la chiave di un match che abbiamo pareggiato 1 a 1. Nella seconda partita, invece, dopo il primo gol segnato da Gigi Riva realizzai la seconda rete che determinò la conquista della Coppa d’Europa.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Dopo aver fatto quel bellissimo gol in mezza rovesciata dal limite dell’area, che cosa hai provato in quel momento?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Ti lascio immaginare cosa può provare un ragazzo di 20 anni che fa un gol del genere in una notte stellare. Vedere tutti i compagni di squadra che venivano ad abbracciarti è stata un’emozione unica, un sogno che calcisticamente si era realizzato per me, per i miei compagni e per l’Italia intera. In carriera ho avuto altre soddisfazioni ed emozioni intense, ma quella notte del 10 Giugno 1968 la ricorderò per sempre”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Tra l’altro, in quella occasione sei stato anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. </font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Si, una bella attestazione ufficiale che ben si completava a mille altre grandi soddisfazioni di quel momento. Ricordo anche che in quella occasione, al contrario dei miei compagni di squadra che erano più vecchi di me, si è dovuto fare un’eccezione perché non avevo ancora compiuto 21 anni.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Cosa pensi della Nazionale di Conte?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Penso che è un azzurro senza stelle. I gravi infortuni di Marchisio, di Verratti e di altri giocatori, hanno costretto Conte a dover ridisegnare una Nazionale che deve in qualche modo essere competitiva al massimo. Personalmente non sono ottimista, perché sono dell’avviso che tecnicamente non è sicuramente una delle migliori nazionali degli ultimi tempi. Ottimi i giocatori convocati da Conte, ma non c’è un Del Piero, un Totti e neanche un Baggio che possa fare la differenza. Manca il classico leader di squadra. Tuttavia, è necessario aggrapparsi al senso del gruppo unito, alla grinta e alla determinazione che Conte sa dare alla squadra,così come fece alla Juventus.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Se tu fossi stato al posto di Conte, avresti convocato gli stessi giocatori o ti saresti orientato verso altri?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Conosco Leonardo Pavoletti per averlo visto giocare nel Varese. E’ una punta di ottima qualità, capace di fare molti gol. Ecco,se fossi stato io il C.T. della Nazionale lo avrei convocato, tenuto anche conto che non abbiamo il Riva della situazione, sul quale potere costruire l’attacco attorno a lui. Ci sono buoni giocatori, ma mancano i giocatori in grado di fare la differenza, così come il Portogallo di Cristiano Ronaldo e altre illustri Nazionali.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Pietro, tra i tuoi pronostici, chi vincerà il Campionato d’Europa 2016?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Partendo dal presupposto che tutte le volte che la Nazionale Italiana parte sfavorita, è statisticamente provato che fa ottimi risultati. Penso che arrivare nelle prime quattro squadre d’Europa sia già un ottimo risultato. Vedo la Francia favorita. Subito dopo la Germania, la Spagna e anche il Belgio potrebbe rappresentare una bella novità per la sua robustezza di squadra che è di ottimo livello tecnico. Poi c’è sempre la sorpresa, sarà l’Italia? E’ l’augurio sincero da parte di tutti gli sportivi e il mio in particolare.”</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi:-l-italia-è-un-azzurro-senza-stelle-1013131.htmSi100451001,02,03030343
311013119NewsCampionatiDavid William Caruso, tra musica rock e ultras laziale. 20160518142927La passione per la Lazio vista dalla parte degli ultras, si interseca all`amore per la musica rock. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nel variegato mondo della musica moderna, capita spesso di conoscere personaggi che per le loro peculiarità artistiche e umane, fanno la differenza e, per questo, sono capaci di stuzzicare la curiosità della gente. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nasce a Roma nel 1984 e studia pianoforte fin dall’età di 6 anni. A 16 anni prende in mano la chitarra e la suona da autodidatta. Inizia a cantare da piccolo, accompagnato da suo padre. Intanto passano gli anni e David si accorge che la musica rappresenta il senso della sua vita. Il rock è il genere musicale che più si confà con il suo modo d’essere e così inizia un percorso musicale che oggi lo pone tra le più interessanti proposte musicali dello scenario italiano. Ma c’è un altro aspetto importante di questo giovane artista romano: il suo amore per la Lazio e il modo di interpretarlo attraverso la filosofia degli ultras. Una fede che nasce fin da quando era piccolo, per essere vissuto in una famiglia dai colori biancocelesti. E non è un caso che tra le tante incisioni discografiche di David William Caruso ci sia l’inno della Lazio intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avanti</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio”</b>. Ultimamente ha anche girato il video del primo singolo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vita da ultras”</b> tratto dal suo album <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non voglio rimorsi”.</b> E’ notizia di questi giorni, l’uscita del suo primo singolo intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Splendida così”.</b> Ma noi che ci occupiamo di sport a tuttotondo, abbiamo voluto intervistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">David William Caruso</b> nella veste di tifoso ma anche di appassionato di calcio, cercando di entrare al contempo nel particolare mondo degli ultras da stadio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Vita da Ultras. A chi pensa che la figura dell’ultras da stadio sia da considerare pericolosa. Tu cosa rispondi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non posso negare che in parte lo è. Ma difficilmente nuoce alle persone “qualunque”. Il mondo ultras è una ricerca del fronte avversario e non di famiglie e bambini. Il calcio è uno sport popolare nel significato stesso della parola non in senso di fama. E' praticato e seguito anche e soprattutto nelle periferie dove spesso il degrado, in concomitanza con una miriade di problematiche sociali diverse, sfocia anche nel mondo ultras. E' inevitabile. In Inghilterra sono riusciti con leggi ferree ad assicurare tranquillità all'interno degli stadi. Ma ciò che accade fuori, in privato è un mondo poco conosciuto dai comuni tifosi, ma ben radicato in fazioni e persone molto numerose.” <br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ascoltando “Avanti Lazio”, l’inno che hai scritto per la tua squadra del cuore, mi è rimasta impressa una frase “Con le voci ogni domenica paghiamo il nostro dazio”. Perché?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Beh la frase che hai scelto mi “preme” in particolar modo perché unisce i miei due amori. Amo cantare e amo la mia squadra e l'unico modo che ho per ricambiare al meglio delle mie possibilità, l'amore verso i miei colori è usare la mia “canna” vocale e sputare fiato come se fossimo in 20 a cantare.”<br> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Penso che la tua passione per la Lazio risalga da varie generazioni di famiglia. Da tuo nonno, a papà, a te e tuo fratello. Ma dentro di te si erge l’anima dura che esprimi attraverso la tua musica. Sembra quasi una risposta a muso duro verso un mondo avverso. E’ così?</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La mia fede, la mia religione, proviene da entrambi i miei nonni. Venuti a Roma quando la Lazio era (e lo è ancora) l'unica squadra della capitale. Trasmessa da mio padre a me e mio fratello entrambi meno “facinorosi” e più calmi rispetto a me. Loro lo chiamano “temperamento artistico”. Io, perdonate il lessico, lo chiamo “incazzatura”. E' bello quando qualcosa ti viene tramandata. Anche se a scuola tu sei solo e “loro” sono tanti. Anche se devi abituarti a rispondere presto nei bar già da piccolo alla domanda “sei d' a' Lazio e 'n te vergogni?!”. La risposta ve la risparmio perchè la scurrilità preferisco lasciarla a loro e allo stadio dove mi è concesso. Scrivere l'inno e pensare a loro, tutti loro, è stato magnifico. La vera dedica va alla persona che mi ha motivato a scrivere questo brano: un grande uomo di principi. Sono felice di essere riuscito a scrivere qualcosa di diverso senza usare la solita terminologia “cielo , cuore , amore”. Ho voluto scrivere qualcosa che carichi gli 11 leoni che scendono nel santuario del pallone la domenica per dirgli : “Ragazzi … noi <br> siamo il dodicesimo in campo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei gemellaggi di certe tifoserie?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“I gemellaggi nascono spesso da amicizie createsi per diversi motivi: giocatori comuni, tifoserie affini nel loro atteggiamento ed, a volte, anche per motivi politici. Devo ammettere che però è davvero una cosa bella. Quando incontri determinate squadre e le loro tifoserie gemellate con la propria vieni trattato come uno di famiglia. E' strano ma questa è una cosa che amo del calcio. Entrare a Londra con la maglia della Lazio con il nome Di Canio sulla schiena, in un pub nei pressi di Upton Park ed essere sommerso da abbracci e birra è davvero una cosa strana e calorosa allo stesso tempo. Niente di male, insomma.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Da Chinaglia a Miro Klose, passando da Di Canio. E’ la storia di una Lazio che ha fatto sognare i suoi tifosi</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“La storia della mia Lazio passa anche dai nomi da te citati. Guerrieri, gente con gli attributi. Vanto della maglia che indosso la Domenica. Ma tanti nomi hanno fatto la storia e sono meno menzionati. Da Nesta, a Gazza, da Maestrelli a Fiorini. La rosa non è così bella senza spine e nella nostra storia di spine ne abbiamo avute molte lo ammetto. Ma che bella storia quando l'allenatore per antonomasia di questo secolo dice di aver incontrato la migliore squadra mai vista ed è proprio la mia Lazio. Di tante spine una non riusciamo proprio a toglierla , ma il tempo non guarda in faccia nessuno e spero ci aiuti presto. Tornerà il sereno!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi del calcio italiano e di questa Juventus che ha vinto cinque scudetti consecutivi? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Negli anni ho notato che una sola cosa accomuna tutte le tifoserie italiane: l'astio nei confronti della Juventus. Nei suoi trascorsi ha avuto tante “macchie” ed io personalmente non amo affatto alcuni loro idoli (in particolare Platini). Il calcio italiano oggi è calato nel suo prestigio perchè gli investitori non vengono certo a buttare i soldi qui in mazzette e burocrazia infinita per poter avere uno stadio proprio. Quotarsi in borsa , merchandising, insomma rispecchia la situazione socio-politica del nostro Paese. Devo però riconoscere che questa Juve ha davvero un organico molto forte. Giocatori unici come Pogba e Dybala. Ma soprattutto le partite le vince in difesa. Può permettersi di schierare spesso un uomo in più in mezzo al campo sostenuta da una difesa a 3 con Buffon che ancora fa reparto da solo. Poi che Chiellini dovrebbe finire la metà delle partite che gioca prima del fischio finale è solo un mio parere. Ma tanto di cappello a quello che sta facendo negli ultimi anni. Ma non riesco a perdonare anni di supremazia conquistata in modo losco e non </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>troppo cristallino.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero su Higuain e il Napoli di Sarri ?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“E' il giocatore che tutti vorrebbero, tra i miei preferiti nel mondo. Oltre alla sua prolificità è un guerriero, un combattente. Uno che non ci sta a perdere! Forse l'unico vero Top Player (punta) nel nostro campionato paragonabile con i Top Players dei grandi club europei. 36 reti in questa stagione… uomo che fa reparto da solo. Lo scatto d'ira tanto biasimato è emblematico di quanta grinta possegga! Averlo in prestito non ci dispiacerebbe, anche se mi accontenterei di un ottimo Gabbiadini. Lo so “sto a sognà”, come si dice dalle mie parti. Per quanto riguarda Sarri non credo di essere l'unico incredulo. Lo scetticismo iniziale è stato spazzato via dopo il primo mese e mezzo. Non sono un amante del suo predecessore ma questa è un'altra storia. Credo che in una squadra di calcio influiscano tanti fattori: allenamento, strategia, tattica, spogliatoio, incitamento. Poi c'è un termine poco usato che io chiamo “alchimia”. Questo è necessario in una squadra vincente. E questo Napoli lo possiede. Un paio di rinforzi dietro come si deve e la Juve faticherà l'anno prossimo anche se a mio parere meritava qualcosina in più in Champions quest'anno.” <br> </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ritornando alla tua Lazio. Perché non riesce più da anni a reinserirsi nel novero delle prime squadre della classifica italiana?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Citando un film che adoro,“la risposta al 90% delle domande è sempre :soldi”. La Lazio non sta investendo e non ha investitori come i top club stranieri. Quest'anno abbiamo avuto un'occasione e l'abbiamo buttata via. Era nata già “storta” perchè proveniva da un miracolo e cioè l'errore dal dischetto del Pepita nello scontro diretto. Ma non sono arrivati rinforzi. Pioli completamente incapace di capire non tanto il valore quanto la posizione, la scelta e le capacità degli uomini schierati in mezzo al campo. Una preparazione atletica ridicola a fare foto e autografi tra le montagne stile Heidi. No, non ci siamo proprio. Il pre-campionato è fondamentale. La Juve ne sa qualcosa visto l'inizio disastroso quest'anno. Sono un sostenitore della circolazione di tanti soldi nel calcio ai giocatori. Ma il lavoro è lavoro. Divertiti a Formentera ma se mi ritorni con 3 kg in più di birra sulla pancia te li tiro giù a calci nel sedere. Questo anche a causa del peso che oramai posseggono i grandi procuratori non è nemmeno più concesso di farlo agli allenatori. Miro in panchina per far giocare Djordjevic ; Keita schierato per metà campionato solo negli ultimi minuti. Gli occhi ce li avete?!?!?! Li vedete i giocatori in allenamento?!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Adesso si parla di un avvicendamento nella panchina biancoceleste. Pensi che sostituire Inzaghi con Sanpaoli sia un fatto positivo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Non ho seguito l'operato di Sanpaoli (almeno per quanto riguarda la sua carriera nei club) fino ad oggi e di conseguenza per me è un'incognita. Per quanto riguarda Inzaghi, sono partito senza pregiudizi e con buone aspettative. Ma ho notato che ha uno stile di gioco particolare. Tanta zona, e pressing solo dalla propria metà campo. Non è una tattica che prediligo o che mi faccia impazzire. La miglior difesa è l'attacco e con Miro, Keita e Candreva/Anderson avrebbe potuto fare molto di più. Parolo quest'anno è stato molto deludente eppure sempre titolare inamovibile. Un giovane Cataldi quasi “bruciato”, perchè secondo le regole degli “zonaroli” in conflitto con Biglia. Non per fare paragoni assurdi ma allora il Barcellona non avrebbe mai dovuto schierare Xavi e Iniesta insieme perchè doppioni?! A calcio servono i piedi. Due mediani che fanno girare il pallone fanno anche correre il doppio gli avversari. Il centrocampo della Lazio di quest'anno, a mio modesto parere doveva essere composta da Biglia, Cataldi e Savic nel ruolo di Tre-quartista. Mi sarebbe anche piaciuto vedere Morrison più di 14 minuti totali nel campionato ma non ci è stato concesso <br> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>questo lusso. Sarà un serial killer e non lo sappiamo? Bah!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, David. Se tu fossi al posto del presidente Lotito, cosa faresti per il bene della Lazio? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='color: black; line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi dimetterei all'istante! E’ il presidente della prima squadra di questa città, Capitale del nostro Paese, meritiamo rispetto e onore. I latinismi e le “pizzicate” ai giornalisti le lasciamo al parroco del </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>mio quartiere qui a Pietralata.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><br> <br> <br> <br> <br> <br> <br style="mso-special-character: line-break;"> <br style="mso-special-character: line-break;"> </span>Romafl0711fl0711dwc_splendida_cosi_cover_1440x1440-(1)-(800x800)-(640x640)-(350x350).jpgSiNdavid-william-caruso-tra-musica-rock-e-ultras-laziale-1013119.htmSi100451001,02,03030370
321013089NewsCampionatiGigi Buffon, leggenda bianconera.20160312120882Gigi Buffon, il suo record.La bella storia di un campione di calcio che è vicino al record d`imbattibilità di tutti i tempi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>In questo spregiudicato mondo del pallone, ci è capitato tante volte di intervistare campioni veri e giocatori, presunti tali, che spesso hanno dato dimostrazione di altezzosità e apparenza senza limiti. E’ il segno evidente delle scatole vuote che esteriormente appaiono belle e luminose, ma poi, nel momento in cui le apri, scopri che non c’è nulla. E’ l’eterna differenza tra uomini veri e piccoli giocatori che non scriveranno mai la loro storia di vita dedicata al calcio. Gigi Buffon, vera leggenda bianconera è invece il simbolo del campione vero e dell’uomo che c’è in lui. Capitano di tante battaglie della Juventus, egli è l’emblema di una figura sportiva di alto spessore etico, culturale e sportivo. Oggi è a un passo dal record di imbattibilità ottenuto da Sebastiano Rossi nel campionato 1993-’94 con 929 minuti. Buffon, con i suoi attuali 925 minuti di imbattibilità è a soli 4 minuti dal record di sempre, avendo già superato persino un’altra leggenda come Dino Zoff, che con 903 minuti d’imbattibilità, ottenuto nel campionato 1972-’73, si trovava in seconda posizione di classifica. Una figura, quella di Gigi Buffon, che ha ancora il senso antico dell’attaccamento alla maglia, espresso con alta professionalità e senso dei valori sportivi. La sua appartenenza alla Juventus si è concretizzata&nbsp;con i&nbsp;fatti e in maniera evidente, soprattutto in quell’anno in cui la sua squadra fu retrocessa in Serie B. Fu un anno mortificante per la levatura tecnica di un campione come lui che, al contrario di altri suoi colleghi i quali decisero di abbandonare la Juve, si accollò assieme a Del Piero e pochi altri, la responsabilità di riportare la sua squadra ai livelli che gli sono consoni. Da quel momento è stato un crescendo di momenti, di vittorie, di appuntamenti con i record, con le braccia alzate al cielo per dare visibilità ai tanti trofei conquistati. E’ una bella storia la sua, una storia scritta in maniera indelebile sul libro dei campioni veri che sono l’orgoglio del calcio italiano in tutto il mondo. E neanche le sue recenti vicissitudini di vita privata, hanno saputo distoglierlo dal suo lavoro, dalla sua alta professionalità, nonostante i mille pettegolezzi cui è stato coinvolto suo malgrado dai media di tutto il mondo. Ma lui,Gigi Buffon, con i suoi guantoni da portiere serio e di grandi capacità tecniche, ha sempre separato nettamente la sua vita privata dal suo essere professionista di un lavoro che dà successo e popolarità, ma che, proprio per questo motivo, non lascia serenità dal punto di vista della privacy. Davvero una bella storia, quella di Gigi Buffon, il grande portiere della Juventus e della Nazionale Italiana. Un ammirevole percorso professionale fatto di tanti punti di eccellenza calcistica e umana, del quale tanti giovani si accingono ad imitarne le gesta di campione e di uomo vero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNgigi buffon il suo record-1013089.htmSi100451001,02,03030381
331013071NewsUn Festival di Sanremo targato Carlo Conti.20160211132600Carlo Conti,festival di SanremoDal nostro inviato Salvino Cavallaro<div>Bocciato Gabriel Garko e insufficiente Madalina Ghenea, questo 66° festival della canzone italiana sembra essere quello di Carlo Conti e Virginia Raffaele. Geniale il direttore artistico e presentatore Carlo Conti che si conferma per il secondo anno consecutivo come anima insostituibile di una kermesse di canzoni capace di attrarre e far discutere per i tanti temi sociali e culturali offerti su un piatto davvero ricco di emozioni. Dal cilindro di Virginia Raffaele, dopo il successo della prima serata in cui ha imitato Sabrina Ferilli, questa volta appare Carla Fracci. Con oltre 11 milioni di spettatori e il 49,9% di share, la seconda serata del festival di Sanremo ci dice che è in grande salute. Standing ovation per il pianista Ezio Bosso affetto da una malattia neurodegenerativa, che ha emozionato il pubblico. Ma è stata anche la serata di Nicole Kidman, Nino Frassica ed Eros Ramazzotti. Al grande fascino di Nicole Kidman intervistata da Carlo Conti, Nino Frassica si presenta in maniera più impegnata sul tema della tragedia dei migranti con la canzone “A mare si gioca”, la favola in musica di Tony Canto dedicata a Aylan, il piccolo profugo siriano ritrovato sulla spiaggia di Bodrum. Una fiaba per spiegare ai bambini le immagini di morte, il dolore e la paura di chi perde la vita in mare. E’ il bello di un festival capace di sconvolgere, coinvolgere, divertire, far pensare, mentre fa venire voglia di ridere e al contempo piangere. In altre parole il Teatro Ariston diventa il palcoscenico della vita, con tutte le sue sfaccettature, le contraddizioni e le interminabili polemiche che derivano talvolta dalla mancanza di rispetto verso chi pensa in maniera diversa. Ma è l’emozione di un festival della canzone italiana che è un vestito cucito apposta per dare un tocco di alta qualità e grande professionalità. Dice Carlo Conti in conferenza stampa: “Sanremo è una gara di canzoni ma, qua e là, attraverso lo spettacolo, mi piace aprire la finestra sul mondo. Io non ho mai pensato di presentare un giorno il festival di Sanremo, ho lasciato che le cose arrivassero da sole, step by step”. E questo festival di Sanremo targato Carlo Conti, è davvero la grande espressione di una kermesse di canzoni chiamata “vita”. .</div>SanremoFL0711FL0711sanremo-2016-targato-carlo-conti.jpgSiNsanremo-2016-targato-carlo-conti-polemiche-1013071.htmSi100451001,02,03,04,05,06,07,08,09,400101196
341013063NewsEditorialeToro, s`interrompe bruscamente la strada della crescita20150525145319A Milano, una brutta sconfitta dei granata di Ventura vanifica le residue speranze d`Europa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Milan batte Torino 3 a 0. Dopo la debacle subita a San Siro nella partita che ha visto soccombere i granata di Ventura contro il Milan, necessitano alcune considerazioni. In casa granata si continua a fare tesoro del passato (anche recente), per giustificare una realtà calcistica cui riesce difficile diventare adulta. E così, in ogni intervista di Ventura risentiamo la solita litania del ricordo che il Torino pochi anni fa era in Serie B, che quest’anno ha fatto un anno eccezionale partecipando all’Europa League e uscendo a testa alta, che il Torino ha una rosa di sedici giocatori, quando invece ne occorrerebbero 24, che ha disputato circa 58 partite, che la stagione per i granata è iniziata a fine giugno 2014, e così via. Noi diciamo che questi meriti non li disconosce nessuno, ci mancherebbe! Tuttavia, messo in cassa forte quanto il Toro ha saputo fare a livello di riqualificata immagine nazionale ed europea, assieme alla soddisfazione di aver vinto il derby, condotto un ottimo campionato e battuto altre squadre importanti d’Italia, ci sembra che il percorso di crescita si sia fermato bruscamente proprio sul finire di questo campionato, a partire dalla partita casalinga contro l’Empoli. Milano è stata soltanto la goccia di una verità che non può essere dimenticata. Una verità che tarpa le ali del volo verso la giusta collocazione di un Toro che dovrebbe ambire a posizioni di alta classifica. Eppure Milano rappresentava l’estremo tentativo di aggrapparsi all’Europa. Ma il Toro è stato evanescente, senza anima, muscoli e cervello. Quest’anno non era facile riproporsi dopo aver perso Cerci e Immobile con i loro 40 gol del campionato precedente. Di questo, come già detto, diamo atto al Toro di Ventura di essersi addirittura migliorato. Ma poi…..! Finisce tutto e …”Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita…”. Citiamo irriverentemente Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, perché smarrire la strada giusta equivale alla difficoltà di ritrovarla. E’ sempre un ricominciare senza mai stabilizzarsi là, dove forse compete. Il secco 3 a 0 subito dal Milan trova molte attenuanti, a cominciare dalla mancanza di 6 titolari. Questo è vero! Ma cosa mancava contro l’Empoli? Forse le energie perdute e la forza mentale che dopo la vittoria nel derby è sembrata scemare all’improvviso? Sia chiaro che non intendiamo polemizzare contro nessuno, tuttavia, pur riconoscenti per un anno granata da incorniciare, nella delusione ci resta il legittimo dubbio che certa sostanza del pallone granata non cambi mai. Adesso vedremo cosa dirà e, soprattutto, farà il presidente Cairo. Dalla società partiranno chiari certi obiettivi da raggiungere nella prossima stagione. Ritrovare l’Europa, mantenendo alto in Italia il nome del Torino, è la priorità assoluta. Riuscirci non sarà facile, ma una certa impostazione di mercato ci dirà quali saranno gli intendimenti di un Torino che deve riprendere la strada interrotta. Quella della crescita definitiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtoro-s`interrompe-bruscamente-la-strada-della-crescita-1013063.htmSi100451001,02,03030595
351013031NewsCampionatiOmbretta Cantarelli: «Ho un sogno, diventare presidente dell`Inter»20150111121719Intervista a Ombretta Cantarelli, moglie dell`attore Gianfranco Jannuzzo. Dalle sfilate di moda alla passione intensa per il calcio e i colori nerazzurri dell`Inter, che ha fin da bambina.<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Com’è strana la vita e come si presenta talora inaspettata nella conoscenza e nelle relazioni umane. E’ la bellezza ma anche il mistero degli incontri casuali che affascinano, che ti fanno pensare come persone con i quali non hai alcun rapporto legato al DNA, diventino subito importanti come se li conoscessi da sempre. Si chiama feeling o idem sentire, empatia o vedere il mondo con gli stessi occhi: quelli della sensibilità. Ho sempre pensato che i contatti umani e l’importanza di conoscersi, scambiare le proprie vedute, le esperienze e i percorsi di vita, sia basilare principio del vivere quotidiano. Così, nel mio percorso giornalistico di cronista sportivo sensibile anche al racconto di ogni momento o fatto accaduto nella vita di tutti i giorni, ho scritto, recensito partite di calcio, spettacoli e quant’altro, ma, soprattutto, ho intervistato e conosciuto molti personaggi del mondo dello sport, della politica e dello spettacolo. In tutti questi incontri, ho sempre riflettuto a lungo sull’importanza del significato della centralità dell’uomo, su tutto ciò che è bene e ciò che è male che fa sempre capo a noi stessi, al di là di ogni raggiungimento professionale prestigioso o meno. Considerazioni che vanno oltre il minimalismo di intervistare ad esempio un personaggio sportivo o un tifoso che straveda per questa o l’altra squadra. Sì, perché si parte sempre dal principio del rispetto della storia di ognuno verso i sentimenti personali, che devono sempre e comunque emergere anche se non condivisi. E così possiamo parlare di politica, scrivere di calcio, di religione e di tutto ciò che sentiamo più vicini a noi. Questa introduzione, per significare e introdurre l’esaustiva intervista fatta a una persona che ho conosciuto da poco e, come dicevo prima, mi dà la sensazione, chissà perché, di conoscerla da sempre. Bella, solare, positiva, disposta piacevolmente al dialogo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, moglie dell’attore siciliano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianfranco Jannuzzo,</b> nasce a Milano. Una Milano che adora perché qui fondano le sue radici, anche se nel tempo si è anche innamorata di Roma, città in cui abita per diversi mesi dell’anno. Una vita suddivisa tra due città che lei definisce splendide anche se molto diverse per cultura e modus vivendi. Un passato da modella e di sfilate di moda, sono l’emblema della sua oggettiva bellezza cui traspare una sensibilità non comune. Poi anche un periodo di lavoro presso l’ufficio stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dolce &amp; Gabbana,</b> come addetta alle relazioni esterne con le testate di moda in Italia e all’estero. Dopo pochi anni, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta Cantarelli</b>, desiderosa di conoscere altri ambienti lavorativi e fare altre esperienze di vita, si inserisce nel mondo della medicina estetica. Attualmente lavora presso un avviato studio nel cuore di Milano. E’ anche amministratrice della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Girgenti Spettacoli”,</b> che ha fondato assieme a suo marito qualche anno fa. E’ molto affascinata dal teatro. E come non poteva esserlo la moglie di cotanto grande attore come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jannuzzo</b>. Ma la vera passione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ombretta</b> è il calcio, è la fede sportiva verso la sua squadra del cuore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’Inter</b>. Un mondo che si tinge di nerazzurro fin da piccola, una passione talmente radicata che non le fa perdere neanche una partita in cui gioca la sua squadra. Una persona dunque interessante, che colpisce per i suoi molteplici interessi. Ci stuzzica davvero ascoltarla come tifosa di calcio e tifosa dell’Inter e, tramite il pallone, proveremo a ricavarne anche alcune sensazioni che riguardano il suo profilo umano.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Buongiorno Ombretta, grazie di avere acconsentito a questa intervista. Come nasce la tua passione per l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’ho ereditata da mio padre, una persona splendida i cui connotati da vero interista doc, non potevano non proliferare nella mia anima di bambina. Anti-juventino e anti-milanista, mio padre è stato capace di regalarmi ogni cosa che avesse i colori nerazzurri dell’Inter, dalle bambole ai bambolotti, ai pupazzetti di ogni genere. Chissà, forse aveva paura che io crescendo avessi potuto fare il tifo per un’altra squadra. Ma questo per me, non era davvero possibile”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ti capita di andare allo stadio?<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Quando sono a Milano faccio di tutto per andare a vedere la mia Inter. Lo stadio mi affascina perché crea emozioni, pathos, e una moltitudine di sensazioni che vedendo la partita in televisione non posso avere. L’Inter è una passione che seguo fedelmente, nonostante i miei impegni di lavoro nel seguire mio marito Gianfranco in teatro. Quando c’è una partita importante come ad esempio il derby, se mi trovo anche in aeroporto cerco la prima televisione disponibile per poterla vedere. Mi è capitato una volta di trovarmi appunto in aeroporto e, mentre guardavo la partita, mi sono accorta che accanto a me si sono riuniti una serie numerosa di tifosi appassionati che hanno condiviso la mia passione. Che bello è stato. Poi devo dirti che l’ultima volta che siamo stati a Torino, in occasione della partita di inizio anno contro la Juve, io e Gianfranco eravamo nello stesso albergo in cui si trovava l’Inter in ritiro. Per me è stata una cosa meravigliosa, inaspettata, assolutamente emozionante. Questo ti dimostra quanto io ami l’Inter”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>C’è un giocatore dell’Inter che negli anni ti è rimasto particolarmente nel cuore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Quando si ha una passione così viscerale, è difficile discernere su chi è meglio di un altro. Per me chi veste quella maglia è importante a prescindere. Tuttavia, devo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andreas Brehme</b> per me è stato un mito, forse perché siamo amici con tutta la sua famiglia, grazie al fatto che sono la madrina del suo secondo figlio. C’è poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mancini</b> che reputo un grande allenatore, perché ha saputo dare all’Inter ciò che poi ha racconto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho</b> nel famoso triplete. E non dimentico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milito</b> che mi è rimasto nel cuore e mi ha dato grandi emozioni <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>più d’ogni altro. Ma anche il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zanetti,</b> che è stato una vera bandiera dell’Inter, è all’apice delle mie simpatie nerazzurre. Devo anche dire che con uno in particolare non ho goduto molta simpatia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ibrahimovic.</b> Non so bene qual è il motivo. Forse perché non ha saputo appiccicarsi addosso la maglia. Come vedi sono una tifosa passionale e forse anche un po’ romantica. Sì, perché io a queste cose ci credo ancora. Proprio come una vera tifosa sanguigna”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi dei nuovi acquisti, Podolski e Shaqiri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono una che ha bisogno di vedere i fatti. In questo momento posso dirti che Mancini sta lavorando bene e sta costruendo giorno dopo giorno un’Inter che ritengo presto sarà all’altezza della situazione. I due nuovi acquisti mi piacciono, bisognerà vedere come si inseriranno nell’assetto tattico di mister Mancini. Non credo che avranno delle difficoltà, anche perché è stato lo stesso allenatore che li ha fortemente voluti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi di ciò che ha fatto pubblicamente Osvaldo nei confronti di Icardi, durante la partita contro la Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non accetto certi comportamenti. Capisco la rabbia agonistica, ma in campo non è ammissibile litigare con un compagno. Semmai, queste cose si devono chiarire nello spogliatoio. E poi Osvaldo mi sembra che sia recidivo a queste situazioni. Il suo carattere è troppo impulsivo”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che quest’anno l’Inter possa raggiungere l’obiettivo finale del terzo posto in classifica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono positiva per natura. Tuttavia, se devo essere obiettiva, mi sembra un’impresa difficile da raggiungere, in quanto in classifica c’è troppa differenza di punti con le prime della classe. Ma l’Inter è imprevedibile e negli anni ci ha abituato a sorprenderci. Dunque, …..mai dire mai!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Pensi che il calcio in Italia debba cambiare? E se sì, in che cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che in un periodo di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi anni, si dovrebbero rivedere certi stipendi esorbitanti dei calciatori. Mi piacerebbe vederli abbassare e magari equipararli. Non è solo un fatto morale, ma anche un’oggettiva analisi di ciò che vuol dire mettere ordine ai bilanci delle aziende calcio. E poi ritengo che si debba dare maggiore spazio ai giovani incrementando i settori giovanili, ma anche rafforzando la ragnatela di osservatori per scoprire nuovi talenti nel mondo. Così come fa l’Udinese e qualche altra squadra come il Palermo di Zamparini. E’ un modo importante per comprare a poco prezzo e scoprire il campioncino che ti crea la plusvalenza economica. Mi piace pensare alla bella storia di Messi, un campione che da ragazzino ha avuto molti problemi fisici, ma qualcuno, a ragione, ha creduto in lui. E ha fatto bene!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pagheresti per rivivere l’emozione del triplete conquistato da quella fantastica squadra di Mourinho</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“ Pagherei tutto, perché è stata un’emozione straordinaria. Quel giorno in cui si è disputata la finale a Madrid, io c’ero in quello stadio. E’ stato fantastico e commovente vedere alzare quella coppa al cielo, mentre lo sventolio delle bandiere nerazzurre era totale. Avrei voluto accanto a me papà per abbracciarlo, baciarlo e condividere con lui quella forte emozione. Oggi, te lo ripeto, pagherei davvero tutto per rivivere quel magico momento”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire, Ombretta. Tu nella vita ti sei occupata di moda, di pubbliche relazioni e adesso sei pure inserita nel campo medico con finalità estetiche. Oggi sei felicemente sposata a Gianfranco Jannuzzo, con il quale hai fondato e amministri la “Girgenti Spettacoli”. Se dovessi tornare indietro nella vita, faresti tutto quello che hai fatto?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nella vita ho sempre fatto le cose che mi sono maggiormente piaciute. Mi ritengo fortunata in questo e non ho rimpianti, anzi rifarei esattamente tutto. Ho fatto la modella, mi sono occupata di moda, di pubbliche relazioni e di medicina estetica.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Adesso curo pure gli impegni degli spettacoli teatrali di mio marito Gianfranco. Ma c’è ancora un sogno che ho chiuso nel cassetto della mia passione calcistica: quello di poter diventare, un giorno magari non lontano, presidente dell’Inter. Chissà!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Auguri Ombretta. Nella vita i sogni spesso si avverano. E, se non si dovesse avverare di diventare presidente dell’Inter, resta sicuramente il bellissimo ricordo di averci creduto. Così come sei solita fare tu nella vita, con la passione che parte e arriva al cuore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Milanofl0711fl0711ombretta_cantarelli2.jpgSiNombretta-cantarelli:-«ho-un-sogno-diventare-presidente-dell`inter»-1013031.htmSi100451001,02,030303927
361013020NewsCampionatiL`intervista del Direttore su superscommesse.it: dove troverete pronostici e tanto altro20141031134999calcioLa rubrica di superscommesse.it Torna, come di consueto, l'appuntamento settimanale con Dietro le Quinte, la rubrica di <a href="http://www.superscommesse.it">www.superscommesse.it</a> dedicata a retroscena, avvenimenti e curiosità sul mondo dello sport, dei pronostici e delle scommesse.<br><br>Oggi andiamo a conoscere meglio IlCalcio24, testata di informazione dedicata al calcio e al calciomercato. Per l'occasione abbiamo intervistato Ivano Messineo, Direttore Responsabile del progetto editoriale.<br><br>Buongiorno Direttore, come e quando nasce IlCalcio24?<br>Un'idea di 4 amici amanti dello sport, del calcio in particolare, che dopo aver collaborato con diverse testate giornalistiche decidono di creare un sito dedicato allo sport, principalmente dedicato al calcio. IlCalcio24 nasce a gennaio del 2012.<br><br>Come nasce la sua passione per il calcio?<br>La mia passione per il calcio<br>nasce da bambino, sia perchè mio fratello maggiore, Mariano, era un grande appassionato di calcio, sia per la predisposizione verso questo sport di squadra, che ho iniziato a praticare a solo 5 anni.<br><br>Chi lavora in redazione?<br>In redazione lavora Pascal Desiato, vice direttore editoriale, e Michele Scaletta, responsabile web. Loro coordinano l'attività dei vari collaboratori.<br><br>Quali notizie possiamo trovare sul sito?<br>Calcio, quindi notizie dalle squadre del massimo campionato italiano, ma anche dai principali campionati esteri, sport in genere, ma sul portale IlCalcio24 trovi anche notizie di gossip, attualità e cronaca.<br><br>Molto seguito ha la sezione dedicata ai pronostici. Quali suggerimenti potresti dare a chi si avvicina alle scommesse per la prima volta?<br>Pensare poco e non farsi trasportare dai sentimenti. Dare un occhio ai suggerimenti è importante, ma spesso è solo questione di fortuna.<br><br>Sul sito è disponibile anche una sezione dedicata al calcio estero. Che cosa ci distingue e che cosa invece ci manca rispetto ai maggiori campionati europei?<br>Certamente il fattore economico sta incidendo molto. Campionati come la Premier League e Liga sono molto avanti a noi sia come ricavi che, di conseguenza, come&nbsp; valore della squadre. La possibilità di costruire&nbsp;&nbsp;&nbsp; nuove strutture piu moderne e a portata delle famigle contribuirebbe notevolemente ad aumentare i ricavi e gli investimenti.<br><br>Vogliamo concludere con un pronostico. Chi vincerà il campionato?<br>La Juventus e la Roma sono le favorite, mentre stentano Inter e Napoli. La Fiorentina, orfana dei suoi attaccanti titolari, alla lunga recupererà terreno anche se è partita male. Al Milan di Inzaghi bisogna dare il tempo giusto, ma credo che i rossoneri possano ambire alle prime posizioni, anche se siamo molto distanti dai livelli delle due battistrada. La sorpresa dell'anno sembra essere la Samp di Sinisa Mihajlovic.<br><br>C1012936adm001adm001superscommesse.jpgSiNl-intervista-del-direttore-su-superscommesse-sito-di-pronostici-e-tanto-altro-1013020.htmSi100075701,02,03030854
371013015NewsCampionatiDopo Catania-Vicenza parla il calatino Sampirisi, in forza ai veneti. «Abbiamo sprecato un`occasione. Il Catania ha ancora tempo per inserirsi nelle zone alte della graduatoria»20141025234828sampirisi, vicenza, pulvirenti, catania, sannino, rosina, calaiò, peuzzi, etnei, cibali, massimino, cocco, ragusa, bremech, frison, rinaudo, martinho.«Decisivi i primi minuti della ripresa con gli etnei avanti nel punteggio e con l`uomo in più«Torna al successo il Catania di mister Sannino, che frena la ripresa del Vicenza, sceso a Catania con l'intento di portare a casa un risultato positivo dopo la vittoria interna contro il Pescara, per continuare a risalire la classifica. I veneti, ripescati in extremis, rimangono a quota 10 punti in graduatoria, mentre gli etnei, vittoriosi per 3 reti a 1, salgono a 9 punti e lasciano momentaneamente l'ultimo posto. <br>Deluso per il punteggio maturato al Massimino il calatino Mario Sampirisi, in prestito dal Genoa al Vicenza, intervistato al termine dell'incontro. Commento a caldo dopo questa pesante sconfitta della tua formazione. "Abbiamo sprecato una buona occasione - dice l'esterno sinistro biancorosso - specie dopo il buon primo tempo in cui abbiamo contenuto gli etnei e ci siamo resi pericolosi in un paio di circostanze senza mai rischiare. Basti pensare che il Catania ha avuto la prima e unica palla-gol del primo tempo al 46' su tiro da fermo con Calaiò". <br>Come hai visto i rossazzurri? "Nei primi 45' ho visto un Catania teso e con la paura di sbagliare. Del resto per gli etnei non era semplice superare questo momento. Vi ricordo che i rossazzurri sono partiti tra i favoriti per la vittoria finale, e per una squadra costruita per vincere, ritrovatasi in coda dopo 10 turni, non diventa agevole affrontare ogni gara, subentra la paura di sbagliare e di non riuscire a risalire. Tra l'altro in settimana c'era stata la contestazione di alcuni tifosi alla dirigenza e ad alcuni giocatori". <br>La svolta della partita? "La magia di Calaiò che ha propiziato il vantaggio di Cani. Ma <a class="matchTooltip">oggi</a> a noi tutto è andato storto, a cominciare dagli infortuni di Ragusa, Sciacca e poi Cocco, per non parlare dell'inferiorità numerica, arrivata nel momento in cui avremmo dovuto spingere di più per cercare il pari". <br>Che campionato si prefigge di fare il tuo Vicenza? "La mia squadra, ripescata in extremis, ambisce ad una salvezza tranquilla, che pensiamo di poter raggiungere con questo organico, anche se non sarà un'impresa facile". <br>Come ti trovi con questa nuova maglia? "Sono felice di essere approdato al Vicenza, che mi ha voluto a tutti i costi. Qui mi trovo benissimo, sia con i dirigenti, che con mister Lopez e i compagni, siamo un gruppo affiatato. Sono certo che ci salveremo". <br>E invece come vedi il Catania? "Credo che nonostante la falsa partenza, non appena avrà recuperato tutti gli infortunati, la compagine di Sannino possa recuperare presto terreno e sperare ancora di inserirsi nel gruppone delle battistrada. Del resto il campionato di Serie B è lunghissimo, e la rosa del Catania è una delle più forti della categoria. In bocca al lupo ai rossazzurri, con l'augurio di rivedere presto nella massima serie la squadra del presidente Pulvirenti".<br> C1012937Catania, Stadio Massiminoivomesivomessampirisi.jpgSiNmsampirisi-vicenza-catania-rossazzurri-vittoria3a1-1013015.htmSi100075401,02,03030881
381013006NewsEditorialeDopo Totti, anche De Santis parla contro la Juve20141016190339Continua la furiosa polemica tra Roma e Juventus. Ma attenti ad alzare troppo i toni. A tutto c`è un limite! <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che noia. Che argomento monotematico. Che stucchevolezza di frasi dette e ridette. Gli uni contro gli altri. Eppure, nonostante l’intermezzo della Nazionale, il disastro idrogeologico che ha colpito Genova e altre città del nord d’Italia, l’argomento preferito resta sempre lo stesso: i veleni e l’odio tra Roma e Juventus. Non se ne verrà mai più fuori da questo tema noioso, ripetitivo fino alla nausea. Più parole che gioco, più offese che desiderio di chiarirsi in maniera democratica. Dopo le pesanti parole di Totti nel post gara di Juventus Roma e le risposte non certo affettuose di Bonucci e Buffon, adesso anche il portiere della Roma Morgan De Santis, in un’intervista al fulmicotone, parte a testa bassa contro i bianconeri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Con la Juve mai ad armi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">pari. Lì conta vincere, non come”,</b> è una delle tante frasi estrapolate dall’intervista a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis,</b> pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. Noi, che da sempre scriviamo di sport e di calcio in particolare, ci siamo sempre schierati a favore della moderazione, promuovendo un’opinione soft e possibilmente oggettiva. Sempre superpartes e mai con intenti maligni di volere favorire nessuno. Da anni sentiamo sempre lo stesso ritornello contro la Juve, contro gli arbitri che la favorirebbero per una sorta di sudditanza che viene a crearsi nei confronti del Potere: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il sistema italiano si muove con leggi non scritte, in cui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gli si può concedere tutto”</b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis</b> nella sua intervista. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fa riflettere la sproporzione su quanto hanno vinto in Italia e in Europa: qui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">loro studiano come influenzare gli arbitri” </b>continua senza freni inibitori il portiere giallorosso. Innanzitutto ci preme rilevare l’inadeguatezza di certi toni esacerbati che provengano da De Santis, da Totti, ma anche da Bonucci e Buffon, indiscutibili campioni di calcio, cui le parole hanno un peso determinante sulla psiche del tifoso che, inevitabilmente, si sente autorizzato alla diatriba per difendere a spada tratta la propria squadra. Certi discorsi sbandierati ad alta voce pesano come macigni, e si dovrebbe avvertire la responsabilità di ponderarle prima di dirle. C’è una coscienza sportiva che fa capo all’etica professionale che, troppe volte davvero, viene disillusa per chissà quale altro principio. Come abbiamo già fatto, possiamo disquisire ancora sui fatti avvenuti in campo durante la partita Roma e Juventus di quest’anno, e potremmo anche parlare dei precedenti match che si sono svolti in tanti anni di storia calcistica italiana, che ci portano persino al fatidico gol di Turone. Ma il tema è sempre lo stesso, monotematico e stucchevole, perché si parte sempre a priori dal presupposto che l’arbitro designato sia pervaso dal sentimento di sudditanza verso il Potere. E il Potere, a detta dei non juventini, si chiama Juventus. Noi, invece, parleremmo di errori arbitrali e disattenzioni di assistenti di linea e di porta, che nel tempo hanno penalizzato (ma anche favorito) le squadre, si chiamino Roma, Juventus, Inter, Milan, Napoli, Lazio, Fiorentina, e chi più ne ha più ne metta. Per porre fine o almeno attenuare questo stillicidio di interminabili polemiche e vicendevoli colpe, ci vuole la moviola in campo. Dissentiamo sul pensiero di Platini, in base al quale la moviola in campo non servirebbe a migliorare la situazione. Può darsi, ma almeno il mezzo meccanico non è certamente imputabile di riverenze e sudditanze verso il Potere. La moviola&nbsp;ci fa vedere ciò che è successo e ne stabilisce il rispetto delle regole per tutti. Diminuirebbero di conseguenza certe dichiarazioni e imperdonabili offese reciproche che provocano delle pericolose fomentazioni all’odio, là dove non vince nessuno e perdono tutti. Calcio, compreso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Romafl0711fl0711pallone8.jpgSiNdopo-totti-anche-de-santis-parla-contro-la-juve-1013006.htmSi100451001,02,03030610
391013002NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Cosatti - SkySport24: «Io, Agnelli e quella volta con Del Piero in una favelas di Rio»20141010160445Francesco Cosatti, intervista, Sky, JuventusFrancesco Cosatti, giornalista di Sky, ci ha raccontato la sua lunghissima intervista con Andrea Agnelli fino a Tokyo e molto altro ancora.Poter parlare con un giornalista che segue una delle squadre più blasonate d'Italia, peraltro per una delle emittenti satellitari più importanti del mondo, non é cosa da ogni giorno. Accade però un pomeriggio che ti trovi in un bar in centro a Udine e difronte ti trovi Francesco Cosatti, giovane inviato di Sky Sport 24 al seguito della Juventus. Friulano, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo in questa pausa del campionato per la Nazionale per chiacchierare un po' sulle recenti polemiche di Juve-Roma ma non solo. <DIV><BR> <DIV>Iniziamo con l'argomento topico di questa settimana: Juve-Roma. Cosa ne pensi delle recenti polemiche?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Fa parte del gioco. Credo sia nella tradizione italiana, dopo una grande partita, parlare di episodi molto discussi...ognuno vuol dire la sua opinione. Per quanto ci riguarda (Sky, ndr) abbiamo cercato di presentare un ventaglio di quello che é successo, degli episodi, nella maniera più chiara possibile dando spazio a tutte le voci nel post-partita. Ovviamente guardando le immagini, che però riguardandole più volte non hanno lasciato un'idea certa. Ho visto un "box" dove i diversi moviolisti, di tutte le reti, avevano idee diverse. Per dire quanto è stato difficile e quanto, su certi episodi, non ci fosse un unico punto di vista. Ho apprezzato moltissimo la lettera del Presidente della Roma Pallotta, che ha ottenuto una grande visibilità perché la merita: probabilmente il fatto che arrivi da molto lontano lo ha aiutato in tutto questo. Ha rimandato alla gara di ritorno, per la voglia di un confronto e ha fatto capire che la Roma c'è."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Tu segui la Juventus, appunto: che idea ti sei fatto di lei dopo gli scandali di questi ultimi anni che l'hanno coinvolta?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sicuramente é una cosa che ha segnato la storia recente della Juventus e ce se ne accorge quotidianamente, quando di questi scandali se ne continua a leggere sui giornali, social media...É una cosa su cui ancora si discute. La nuova gestione di Andrea Agnelli, da quando è arrivato nel 2010, ha voluto andare oltre questi aspetti. Ovvio, ci sono cose che rendono chiaro che la Juve conosce il suo successo, come il diverso conteggio degli scudetti rispetto alla FIGC, e quelle sono scelte della società. Altrettanto vero é che la gestione Andrea Agnelli é mirata ad andare avanti. Anche punto di vista delle decisioni tecniche, dei giocatori, e ciò non ha niente a che fare con le precedenti gestioni. Stiamo andando verso il futuro. Mi piacerebbe che se ne parlasse (degli scandali, ndr) sempre di meno e che nuovi sfottò derivassero per risultati nuovi. Io credo che, con il passare del tempo, queste cose accadranno."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Proprio con Andrea Agnelli hai girato una lunga intervista, fino a Tokyo andata e ritorno. Che impressione hai avuto di lui come uomo, dirigente e soprattutto com'è nata l'idea?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"L'idea é nata attraverso la Juventus e Sky, che insieme hanno pensato di seguire il Presidente Agnelli da Parigi a Tokyo, in questo viaggio dalle finalità ben precise. É andato a Tokyo per inaugurare lo Juventus Lunch, un punto di ristoro che é rimasto aperto per pochi mesi, e quello é un motivo commerciale; poi ha avuto anche altri momenti e incontri formali, di cui abbiamo ripreso il 90%: con giornalisti stranieri; il Tokyo Football Club, con il Presidente vigente non solo per conoscerli ma per instaurare collaborazioni; ha incontrato l'ambasciatore italiano in Giappone e altri manager. É stato un tour de force assurdo, perché siamo partiti giovedì mattina da Linate per Parigi, lì abbiamo seguito la giornata di Andrea Agnelli all'UNESCO dove ha parlato di due grossi progetti legati al calcio e al razzismo che la Juventus sta portando avanti. Il materiale girato a Parigi abbiamo subito inviato a Milano; alle 18.30 abbiamo preso il volo alle 14 di venerdì siamo arrivati a Tokyo. Da lì in hotel, abbiamo lavorato tutto il giorno e quello seguente. Sabato alle 21 siamo ripartiti e siamo tornati, andando indietro nelle ore, alle 15.30 a Parigi e da lì a Torino, alle 9.30 di domenica mattina. Calcola, in quei quattro giorni, noi abbiamo dormito una sola notte, quella del venerdì. Abbiamo viaggiato in quattro, insieme al Presidente: lui, il suo braccio destro e responsabile alla comunicazione Claudio Albanese, io e il mio operatore. Abbiamo vissuto per quei quattro giorni sempre insieme, posso assicurarti che la telecamera é stata per il 90% del tempo accesa. Ci sono stati casi, anche per privacy, che é stata spenta ma abbiamo veramente testimoniato quasi tutto. É una rarità, perché Andrea Agnelli é un Presidente diverso da tutti gli altri: non ama parlare ogni giorno ma lo fa solo in sedi precise. É capitato ad esempio con noi a fine stagione o in Lega quando parla agli altri Presidenti. Proprio un anno fa parlò a Londra, al Leaders In Football, un evento che peraltro penso ci sarà anche quest'anno...É molto attento ai media internazionali, come quando c'è stata la tournée in Asia, rilasciando diverse interviste come a Fox Australiana e a un'altra televisione di Hong Kong, se non sbaglio. É molto attento alla visione internazionale del brand, e in questo c'è strategia della comunicazione. Personalmente, sono stati quattro giorni molto intensi...ovvio che viaggiare con un membro della famiglia Agnelli é diverso per la sicurezza, l'organizzazione perché si é corso tanto e dovevamo sbrigarci. Ho trovato un Presidente, un manager molto attento, che veramente non si è mai fermato un attimo. É stata una bella intervista, abbiamo parlato del suo rapporto con il Giappone, e poi siamo andati su temi d'attualità: mi ricordo che allora mi disse che il rapporto con Antonio Conte sarebbe durato molto, molto a lungo secondo quelle che erano le volontà di entrambi. Così non è stato."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Spesso si parla dei giovani per rilanciare il calcio italiano. Ma, dal dietro le quinte, si punta veramente tanto su di loro o é più uno slogan?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"É una domanda complessa. Io ho uno sguardo molto specifico su quella che è una grossa realtà nazionale e internazionale, com'è la Juventus, e un po' più largo sulla Serie A. Banalmente ti dico che di giovani se ne vedono. Poi, é vero, che lanciare un giovane in una società di medio livello é un conto, farlo in una come la Juventus è un altro. Sono rimasto molto sorpreso quando, alla prima di campionato, ho visto Komand giocare dal primo minuto, causa l'influenza di Llorente. Ecco, quindi, che puntare sui giovani alla Juventus è più difficile che farlo in un'altra società. É altrettanto vero che, se il giovane che arriva alla Juventus è forte, é veramente forte. É facile pensare a Pogba, ha il potenziale per diventare uno dei centrocampisti più forti del calcio moderno. Quindi, per quello che è il mio sguardo, i giovani li vedo. Guardando anche alla Serie A, ci sono: penso al ruolo di Scuffett l'anno scorso all'Udinese, un '96 che si è imposto da titolare. Forse sì, mi piacerebbe vedere qualche giovane italiano di più, e forse straniero in meno, banalmente. Perché credo che, a lungo andare, anche la nostra Nazionale possa essere meno competitiva. Non so e non mi va di entrare nel merito dei sistemi più complessi delle serie minori...ecco lì si potrebbe fare ancora di più. Però è solo una mia personalissima opinione."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Il Presidente della Sampdoria Ferrero ha dichiarato, qualche tempo fa, che l'Udinese é un fuoco di paglia destinato a spegnersi presto. Cosa ne pensi? Con Stramaccioni tornerà ai risultati di Guidolin?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Credo che il lavoro cominciato sia molto positivo. Sicuramente Stramaccioni é stato un netto cambiamento rispetto al passato. É vero che, sostanzialmente, la squadra non è cambiata molto: Basta e Pereyra, due giocatori di grande qualità, sono andati via. Però alla fine la struttura è rimasta quella: Widmer ha preso il posto di Basta, su cui ci sono gli occhi di società importanti tra cui la Juventus stessa, e davanti é arrivato Thereau, si é data fiducia a Muriel...Credo che la qualità all'Udinese ci sia e, forse, con l'arrivo di Stramaccioni sono arrivate quelle cose mancate l'anno scorso. Ossia una continuità di risultati e penso che, dopo la salvezza, sia un Udinese dalla parte sinistra della classifica. Solo una piccola nota: l'importanza di Dejan Stankovic in tutto questo. Perché so che è molto apprezzato dallo spogliatoio, dai "vecchi" perché in una società di provincia lavorare con un giocatore come lui porta a tanto. Poi mi dicono che è molto legato allo spogliatoio, é un uomo di campo, é viceallenatore ma ha anche un ruolo in campo. La piazza di Udine é stata la scelta ideale per Stramaccioni per ripartire, non era facile. So che ha studiato a lungo come lavorano i grandi allenatori in tutta Europa, é stato molto apprezzato con commentatore a Fox Tv, e bisogna fargli i complimenti per la scelta di Stankovic con secondo. Anche perché a Strama manca il "pedigree" internazionale."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Di Natale é spesso stato accostato alla Juventus. Personalmente non ci ho mai creduto, ma é stato veramente vicino a lei?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sì, quattro anni fa si può dire che fu praticamente un giocatore della Juventus. La società e il suo procuratore avevano trovato l'intensa, anche per noi (Sky, ndr) era una cosa praticamente fatta. Poi si dice che Totò parlò con il patron, lui era disponibile a lasciarlo andare e pare che lì Di Natale disse che non voleva andare via. Perché la sua vita a Udine aveva trovato radici profonde, anche se quella privata viene spesso messa in secondo piano e quando non é così é una novità. Le scelte di cuore sono una rarità, in un ambiente dove il denaro fa da padrone, ma ti posso confermare che Di Natale é stato vicinissimo alla Juventus, era praticamente suo ma poi decise il contrario. Vediamo anche il risvolto della medaglia, perché la scelta di legarsi all'Udinese é stata molto apprezzata dai tifosi e lui é il giocatore più forte della storia di questa squadra. Ho avuto tante volte la fortuna di vederlo a bordo campo, i suoi gol pazzeschi, e le qualità che ha, cito Andrea Carnevale, lui le ha viste fare a Maradona. A Torino, invece, é stata una scelta criticata perché in quel caso Di Natale non ebbe il coraggio di andare in una grande società."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Hai parlato di scelte di cuore. Un altro grande giocatore attaccato alla maglia é stato Del Piero. Come hai vissuto il suo addio e il passaggio dall'Australia all'India?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Ero presente quel giorno, Atalanta-Juve ma soprattutto quello é il giorno in cui Del Piero la Juventus. Ti posso assicurare che rimane una delle emozioni professionali più forti che abbia mai provato ma come fortunato spettatore di quel momento storico. Perché quando, in una partita in corso, tutto lo stadio guarda tutt'altro: questo calciatore che fa il giro e saluta, raccoglie sciarpe e ringrazia, é un qualcosa di assolutamente mai visto. Del Piero é veramente la storia della Juventus e per i tifosi é stato uno shock, perché ha rappresentato per la maggior parte di noi un qualcosa di simbolico ed è riuscito ad andare oltre i colori della Juventus. Un giocatore apprezzato anche dai tifosi delle altre squadre, perché ha le caratteristiche del bravo ragazzo e in Serie A spesso vengono celebrati i "bad boy". L'addio arrivò dopo due anni molto complessi, basti pensare al videomessaggio girato da lui in cui diceva "firmo in bianco". La società accettò e il contratto fu firmato nel cantiere dello Juventus Stadium...Ecco, la Juventus è una società che da molta importanza ai simboli e ai luoghi. Luoghi speciali per momenti speciali, lo ritroviamo spesso nella sua storia. Poi, mesi dopo, il Presidente Agnelli all'assemblea dei soci disse "Ringrazio Del Piero - prepensionandolo in pratica - ma questa è l'ultima stagione che fa con noi". Anticipò i tempi ad ottobre, forse per anticipare un altro video, no? Qualcuno ha criticato Alessandro per la scelta fatta, doveva finire la carriera lì, invece io credo che sia una persona molto intelligente. E quindi é andato dall'altra parte del mondo, non solo con stella dei Sidney ma come ambasciatore del calcio australiano. Ho lavorato con lui l'anno scorso a Jesolo, in quello che fu il primo ritiro di una squadra australiana in Italia. A ogni allenamento, pensa, c'erano circa mille tifosi! Ore e ore di autografi e questo fa capire quanto Del Piero, in quell'occasione, sembrò una rock star in tournée. Adesso c'è la scelta dell'India, da curioso del mondo. So che poi l'ultimo suo grande sogno é giocare nella Lega americana, e questa scelta di tre mesi glielo permetterà, perché l'MLS inizia a gennaio. É un giocatore, icona globale che la gente possa riconoscere. Ho avuto di lavorare con lui anche in Brasile, ho trovato tantissima attenzione da parte di tanti media, ed è stato l'unico giocatore italiano ad andare in onda nella trasmissione tv di Diego Armando Maradona. La sera ero con lui, fuori dallo studio poiché potevano entrarci solo Maradona, il conduttore della trasmissione e Del Piero. É particolarissima, un'ora in cui a Maradona si chiede un giudizio praticamente su tutto, senza immagini e fa record di ascolti. Chiudo con un ricordo piacevolissimo: la giornata che abbiamo passato insieme in una favelas a nord di Rio, con una visuale pazzesca. L'abbiamo trascorsa con dei ragazzini, vedere la felicità di loro giocare con lui é un qualcosa che mette ancora i brividi a ricordare adesso, abbiamo fatto una bella intervista e la cosa che fece ridere, soprattutto Alex, é: primo pallone della partita, un ragazzino gli fa un sombrero! Del Piero c'è rimasto malissimo (rude, ndr). Gli ho visto luccicare gli occhi in quell'occasione, parlò per un'ora con questi ragazzi e sono cose che in televisione non riescono neanche a rendere. Fu un bel progetto, legato all'UNICEF."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Un ultima domanda: pensi che questa stagione le squadre italiane riusciranno finalmente a farsi valere? Magari anche in Europa League?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sono tanti anni che l'Italia non riesce ad arrivare fino in fondo, la Juve l'anno scorso arrivò fino alle semifinali, era una finale scritta quella all'Juventus Stadium e fu veramente una doccia per fredda per lei non arrivarci. Avere la possibilità di giocarla in casa non credo capiterà mai più nella sua storia. Quest'anno è molto forte, é stata criticata per la sconfitta a Madrid ma ha fatto un primo tempo in cui a momenti ha dominato sull'Atletico. Non so dirti dove arriverà, perché poi il livello si alza tantissimo. Ma se esce bene dai gironi, io credo che a gennaio potremo assistere a qualcosa di nuovo sul mercato. A Torino valuteranno sicuramente un grande giocatore per andare avanti. Il primo giorno di Allegri si è detto che l'obiettivo é i quarti di finale, é dichiarato. Roma: ci ha fatto grande impressione, ha preso molto il carattere di Garcia ma è in un girone molto, molto complesso...Potrei dire che già il calcio che ha dimostrato in queste prime partite potrebbe essere un passo in avanti. Quanti anni erano che la Roma non era in Champions League? Se la gioca. In Europa League vedo molto positivo, non so dirti quante di queste squadre hanno messo la coppa nel mirino e che valore gli hanno dato. Sicuramente é importante per il Napoli, però è anche vero che in certi momenti l'Europa League viene sfruttata per un grande turn-over dei giocatori. E quindi i grandi risultati fatti domenica non vengono replicati giovedì perché vengono usate seconde linee. Anche l'Inter ha bisogno di una ribalta europea. Sarebbe bello ritrovare una squadra italiana fino alle fasi finali e, con spettatore e amante del calcio, vedere già a febbraio che non c'è nessuna a portare avanti il calcio italiano é un po' deprimente. Perché è vero che siamo appassionati delle grandi sfide, Bayer Monaco, Barcellona, Real Madrid...ma quando c'è un'italiana in campo é diverso. Il mio é un augurio e credo che Roma e Juve possono darci qualche soddisfazione."</DIV></DIV>C1012936Udineuttd01uttd01altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-francesco-cosatti-intervista-juventus1013002.htmSiT1000007101268101,02,03,06,07,080302613S
401012988NewsCampionatiThe 42 Football Academy, tra divertimento, etica e fair play 20141001141043Il calciatore della Roma, fermo da 11 mesi per infortunio, inaugura la sua scuola di educazione sportiva<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il calcio mi ha dato molto e credo sia giusto ripartire dalle origini: The 42 Football Academy vuole ripartire dal calcio di una volta, con istruttori qualificati che sappiano educare e</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">coinvolgere tutti, prima ancora di insegnare uno stop o un tiro in porta”.</b> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Balzaretti</b> che vanta 16 presenze con la maglia azzurra tra il 2010 e il 2013 e che dopo un lungo infortunio che lo tiene lontano dai campi di calcio da undici mesi, ha maturato l’idea, assieme al Tennis Club Parioli di Roma che ospita i corsi, di aprire una scuola calcio per bambini dai 3 ai 12 anni. Fin qui nulla di strano, visto che iniziative di questo genere pullulano in tutta Italia. Ma l’idea di Balzaretti ha qualcosa di diverso, di singolare, che si identifica nel suo amore per il calcio e per i bambini in particolare. C’è poi una forma romantica fatta di ricordi personali, mentre si manifesta ancora vivo in lui quel giorno in cui suo padre lo prese per mano e lo portò al campo Filadelfia per iscriverlo ai primi calci del Torino F.C. Impossibile dimenticare quel momento, quell’emozione unica che ha rappresentato l’inizio di una lunga e fortunata carriera di calciatore. Noi, che siamo testimoni dei suoi trascorsi per averli vissuti attraverso una lunga e interessante intervista registrata su cd, possiamo dire che per Federico non è stato facile il percorso iniziale nel settore giovanile del Torino, allorquando venne momentaneamente penalizzato per il suo fisico gracilino. Una mancanza di robustezza muscolare che la natura tardava a fargli arrivare. Furono giorni terribili per lui, giorni in cui stava maturando l’idea di smettere con il calcio. Suo padre lo incoraggiava e insisteva a non abbattersi e di continuare a giocare, perché, secondo lui, Federico possedeva delle qualità tecniche tali da non trascurare. Poi, come per incanto, trovò un allenatore che gli diede fiducia. Seppe lavorare sul suo fisico in crescita ma, soprattutto, sul suo cervello, ridandogli quell’autostima persa per strada. Federico rifiorì, s’impossessò del ruolo di terzino sinistro e fu titolare e poi capitano della Prima Squadra del Torino fino a quel fatidico anno 2005, in cui si consumò il fallimento della società granata. Il resto è storia recente che conoscono tutti. Certo, ripensandoci, possiamo davvero dire che la storia di Federico Balzaretti si può accostare ad una favola, un sogno diventato realtà, che oggi, memore dei suoi trascorsi fortunati, ripropone alle nuove generazioni di bambini. Sembra incredibile il fluire veloce della vita che si tramanda da padre in figlio, da generazione in generazione. Cambiano le tecnologie, cambiano certi usi e modus vivendi, ma la storia è sempre la stessa, fatta di legittime ambizioni e sogni a cui devi credere per dare un senso alla vita stessa. E così nasce The 42 Football Academy, una filosofia di calcio per bambini, in cui l’attenzione si accentra sull’insegnamento e il divertimento, lavorando quotidianamente per il raggiungimento di obiettivi e motivazioni. L’istruttore non trasmette esclusivamente delle conoscenze, ma stimola un percorso personale lasciando che ogni ragazzo esprima sé stesso attraverso il gioco. Così, ogni esercizio è spiegato nei dettagli per rendere il gioco dei bambini consapevole. Ma c’è poi un altro obiettivo da raggiungere in The 42 Football Academy che Balzaretti spiega così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il nostro obiettivo non è formare calciatori, perché l’attenzione è tutta sull’insegnamento, sull’etica, sul fair play e non ultimo sul divertimento. Il calcio è la metafora della vita, e quando usciranno da questa Academy a 12 anni, a prescindere dal lavoro che faranno, i bambini porteranno con loro il bagaglio di conoscenze apprese in questa scuola”.</b><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Ed è questo il vero focus, e cioè formare attraverso lo sport gli uomini di domani. Che diventino calciatori o che facciano altro nella vita. La scuola, che sta già avendo un notevole successo di iscritti (150 bambini sono già all’opera), si avvale di un nutrizionista e di un docente di psicopedagogia del settore tecnico di Coverciano, nel nome di Aldo Grauso. E’ bello sentire dire da Balzaretti che questa idea non nasce dai suoi undici mesi di inattività che mettono in dubbio il suo futuro di calciatore, ma più semplicemente si materializza dall’amore di educare i bambini, attraverso la magia che nasce spontanea dal divertimento di rincorrere un pallone. Una scuola calcio voluta fermamente anche da tutta la sua famiglia, da sua moglie, l’etoile <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eleonora Abbagnato</b> dalla quale aspetta il secondo figlio ed è il quarto per il calciatore. E poi, il nostro augurio sincero di chi ha vissuto l’escalation professionale e umana di Federico Balzaretti, si accompagna idealmente ad un abbraccio che racchiude un Ad Maiora beneaugurante per la sua vita futura.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Romafl0711fl0711Balzaretti1.jpgSiNthe-42-football-academy-tra-divertimento-etica-e-fair-play-1012988.htmSi100451001,02,03030418
411012955NewsCampionatiLuciano Moggi: «Sono 34 gli scudetti della Juventus. Del Piero? Troppo permaloso»20140914165650luciano moggi, del piero, juventusUn Moggi agguerrito si toglie i sassolini nella scarpa.Ci vediamo con&nbsp; Luciano Moggi a S. Lucia del Mela durante l’incontro organizzato dal locale Juve Club e gli chiediamo un’intervista in esclusiva per IlCalcio24.com. Acconsente subito con estrema&nbsp; cordialità e ci rimanda così&nbsp; a mangiare al ristorante, dove potremo parlare con calma.<br><br>La prima impressione che se ne ricava è quella che il tempo e le traversie giudiziarie non hanno scalfito minimamente la sua sicurezza, lo spirito di combattente nato, e il fisico che non mostra il peso degli anni.<br><br>Direttore – iniziamo l’intervista mentre distribuisce autografi e pazientemente si sottopone ai selfie- nel suo libro “Ve lo do io il pallone” (ed. Mondadori) il primo capitolo è dedicato all’episodio dell’atterramento di Ronaldo da parte di Juliano, in quella famosa partita&nbsp; Juve-Inter divenuta ormai l’emblema, per tutti gli anti-juventini, del potere che Lei esercitava sulla classe arbitrale. Ma si parla anche, sempre nel primo capitolo del suo libro, del contratto che Lei tiene gelosamente in cassaforte, sottoscritto da Moratti e da Lei e che non fu onorato per cause a tutt’oggi sconosciute. Questi due episodi sono all’origine di calciopoli,se è mai esistita, e del rancore di Moratti verso di Lei?<br><br>"La partita in questione- ci risponde- non si sarebbe mai dovuta giocare. Questa è l’unica verità accertata perché l’Inter in realtà doveva essere retrocessa quell’anno per il tesseramento irregolare di Recoba ed il regolamento della Federazione parla chiaro:” La società che&nbsp; deposita un contratto irregolare, ovvero con dati falsi quali la nazionalità, deve essere retrocessa”. Ebbene lo sa cosa mi confidò il signor Carraro,presidente della FIGC di allora?&nbsp; “ Non me la sento di&nbsp; retrocedere l’Inter dopo tutti&nbsp; i soldi spesi da Moratti”. Le pare una giustificazione accettabile questa? <br><br>Il contratto sottoscritto da me e da Moratti è vero, ma per capire perché non fu mai onorato ho invitato il signor Moratti a uscirlo dalla sua cassaforte e renderlo pubblico, così anch’io lo tirerei fuori e allora ne vedremmo delle belle. Moratti non l’ha mai fatto!&nbsp; Perché? Ve lo dico io: perché è un coniglio, un pavido! Lo scriva pure sul suo giornale, perché io non ho paura di essere querelato,anzi li invito a querelarmi, tutti quanti! Perché non lo fanno?" <br><br>Adesso si accende il solito sigaro,con cui si fa immortalare nelle foto e così ho il tempo di respirare, riordinare le idee e fargli un’altra domanda. <br><br>Direttore, gli chiedo, quanti scudetti ha effettivamente&nbsp; vinto la Juve 32 o 33 ,secondo Lei? <br><br>Mi risponde con una vampata di fumo di sigaro in viso per dirmi:” Eh no,caro Attilio,ti sbagli perché non sono né 32,né 33, ma 34 perché tutti quanti vi siete scordati lo scudetto della Roma,che vinse con il tesseramento irregolare del giapponese Nakatà, che segnò,proprio lui,un gol alla Juve e ne propiziò un altro con un terribile assist. In realtà anche in quel caso la Roma doveva essere retrocessa per il passaporto falso di Nakatà,ma il Commissario della FIGC era Petrucci,che era anche presidente del Coni e che era stato anche dirigente della Roma fino a qualche anno prima e poi era il 2000, l’anno del Giubileo, così fecero durare il Giubileo un anno in più!" <br><br>Ha&nbsp; quel sorriso un po’ sfottente che lo ha reso famoso in mezza Italia, rendendolo però&nbsp; inviso al resto dell’Italia calcistica. Sembra proprio un “boss”, lasciateci passare il termine in senso benevolo, naturalmente, e simpatico . <br><br>Senta- lo pressiamo- come mai&nbsp; Antonio Conte, da allenatore della nazionale di calcio, in una intervista ha affermato che per lui gli scudetti vinti dalla Juve e che Lui ricorda da giocatore e da allenatore bianconero sono otto e non nove,come dichiarava quando era il mister della Juve?<br><br>“A dire il vero Antonio Conte ha cercato di difendere se stesso e non la Juve in questo caso ed ha fatto riferimento soltanto a quelli, dove era presente da atleta o da allenatore. Ma per lui, se devo dire cosa penso, è normale farsi i fatti suoi! A buon intenditor, poche parole!”. <br><br>Ritornando al libro “ Ve lo do io il pallone” , proseguo con le domande, lei ha scritto che Del Piero non è stato e non sarà mai un giocatore simbolo della Juve come invece Totti lo è stato e lo sarà per la Roma. Cosa c’è che non va in Alessandro Del Piero?&nbsp; <br><br>Mi risponde molto sinteticamente, forse non mi dice tutta la verità:<br><br>“Del Piero è troppo permaloso, volubile, instabile, introverso. Ci vuole ben altro per fare l’uomo simbolo di una squadra come la Juve. Le sue spalle sono troppo leggere per reggere il carico di una storia così importante come quella bianconera.” <br><br>Proseguiamo con la nostra intervista e gli chiediamo cosa pensa della dichiarazione dell’ex portiere dell’Inter Toldo: “Dopo Calciopoli il calcio in Italia è cambiato.”<br><br>“Ha ragione Toldo, il calcio è cambiato, perché prima vincevamo le Champions League e la Coppa del Mondo e adesso invece ci buttano fuori dopo il girone di qualificazione. “&nbsp; Adesso s’incavola e ci dice:” Toldo si dovrebbe vergognare di ciò che ha detto, perché lui sa che prima di un Juve-Inter , il presidente della FIGC Carraro,che tifava Milan perché era stato presidente della squadra rossonera, telefonò a Bergamo,designatore degli arbitri, e gli disse.” Chi arbitra domenica Juve-Inter?”&nbsp; . Bergamo gli rispose :” Rodomonti”. “ Bene. Digli di non favorire la Juve” gli aggiunse Carraro, sottintendendo di favorire l’Inter e così anche il Milan che ci superava in classifica di un paio di punti. Bergamo telefonò due ore prima della partita a Rodomonti e gli disse testualmente: “Stai attento,come sei salito puoi scendere; lo sai che è più facile scendere che salire. Arbitra bene e non favorire la Juve e ,se riveli questa telefonata, ne pagherai le conseguenze!”. Un ricatto bello e buono. Noi pareggiammo 2-2 quella partita e il Milan aumentò il distacco,mentre Toldo fece un fallo in area di rigore e non fu espulso! Capito? Si dovrebbe vergognare Toldo di aver detto quelle&nbsp; parole!”.&nbsp; <br><br>“Direttore- incalziamo- c’è qualcosa che l’ha rammaricata nei comportamenti della società bianconera nei suoi confronti al di là delle vicende di Calciopoli?”. <br><br>Ci risponde con un velo di tristezza che s’intuisce dalla smorfia del suo viso, perché porta sempre gli occhiali scuri che impediscono di scrutare nei suoi occhi:” Quando sono andato a visitare lo Juve Museum, mi è presa la tristezza perché hanno cancellato la storia fantastica della Juve degli anni dal ’96 al 2006. Anche se ci sono gli scudetti,mancano le immagini più significative e i personaggi che portarono a termine&nbsp; quelle imprese gloriose di un decennio che non si potrà più cancellare nei cuori dei tanti tifosi juventini. Non è bello,vi assicuro, e vivo con la speranza che un giorno possano rimediare a questa vergognosa dimenticanza,chiamiamola&nbsp; così!”<br><br>Un’ultima domanda, Moggi, prima che finisca il suo sigaro: “Lei si è sempre dichiarato vittima,ma di chi e di che cosa?”<br><br>Stavolta posa il sigaro e diventa serio,come finora non si era mai mostrato.<br><br>“Tutto è iniziato con la morte dell’Avv. Agnelli perché si innescò una guerra senza esclusioni di colpi fra gli eredi. Qualcuno pensò che io,Giraudo e Bettega volessimo impadronirci della Juve. Proprio noi che non abbiamo mai preso una lira più di quello che ci spettasse e abbiamo fatto incassare lauti dividendi agli azionisti. Attraverso i giornali di famiglia, La gazzetta dello Sport e La Stampa, fummo attaccati duramente . Il presidente della Juve era l’avv. Grande Stevens, legale della famiglia Agnelli, il quale si presento al processo sportivo auto –accusando la società e chiedendo di essere retrocessi in serie B! Incredibile! Stento a crederci tuttora! La società rinunziò a difendersi e si autoaccusò! Questo comportamento ha avuto ripercussioni anche nei successivi procedimenti civili,danneggiandomi grandemente. Fummo denunciati per irregolarità nei bilanci per cifre molto inferiori a quelli dei bilanci di Milan e Inter: ebbene Grande Stevens chiese il patteggiamento,riconoscendo quindi anche in questo caso la colpa. Sai come finì? Il giudice respinse la richiesta di patteggiamento per chiara insussistenza del reato contestato. Pensa il processo durò due anni, mentre quelli del Milan e dell’Inter ancora si devono concludere. Hai capito adesso come sono andate le cose veramente? Pensa che se Grande Stevens fosse rimasto,alla Juve avremmo avuto mautro direttore sportivo e Vialli allenatore. Era già stato deciso. Chissà che allegria!&nbsp; Non&nbsp; aggiungo altro se non l’invito a tutti i tifosi juventini a continuare a tifare per la maglia,per Allegri ,che è un allenatore stile Juve e non vi deluderà,anche se non è vero che l’ho suggerito io ad Andrea Agnelli, ma soprattutto tifate per Andrea Agnelli che è un grande presidente, e anche se i cordoni della borsa li tiene Elkann, lui è figlio di quell’Umberto e sarà degno del padre”. <br><br>Finisce qui la nostra chiacchierata con Luciano Moggi, che resta pur sempre nel cuore di tutti gli juventini che non hanno mai dimenticato i suoi eroi :Zidane,Ibrahimovic,Nedved,Vialli,Buffon,Del Piero, con i quali ci fece salire sul tetto del mondo. Buona fortuna Direttore! <br><br>&nbsp; <br><br>Attilio Andriolo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012936FL0711FL0711moggi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-luciano-moggi-gli-scudetti-trentaquattro-del-piero-permalosodella-juventus-1012955.htmSiT1000007100451001,02,03,06,070302822S
421012934NewsCalcio EsteroBalo-Reds: l`ultimo «happy ending»20140827164887balotelli Liverpool raiolaDa adesso SuperMario non può più sbagliareMario Balotelli saluta per la seconda&nbsp;volta l’Italia e torna in Inghilterra: la sua nuova casa sarà <strong>Anfield Road</strong>, la tana del Liverpool. Ennesima contrattone confezionato da <strong>Mino Raiola</strong>, ennesima chance per l'attaccante: l’<strong>ultima</strong> questa volta però. <br><br>Mario non può più sbagliare: l’ha detto proprio il suo procuratore, l’ha&nbsp;fatto capire&nbsp;il suo nuovo allenatore&nbsp;Brendan <strong>Rodgers</strong>, lo sa lui; in Inghilterra c’è chi è scettico e chi assolutamente entusiasta. Uno di quelli più felici è proprio il tecnico dei Reds: Balo va gestito con grande attenzione, non lo si deve far sentire un leader (lì con <strong>Gerrard</strong> non si corre questo rischio) ma solamente un giocatore forte tecnicamente che deve essere utile per la causa, e si deve aiutare a fargli mettere per una buona volta la testa a posto. Non è stata&nbsp;inserita alcuna clausola anti-Balotellate sul suo contratto, ma non saranno ammesse mancanze d’impegno in campo, sceneggiate assurde coi compagni in allenamento, comportamento scorretto fuori dal campo: siamo in Inghilterra qui Mario, of course. <br><br>Dal canto suo, l’ormai ex Bad-boy (o almeno questo è quello che dice a ogni presentazione), già promette rose e fiori, oltre a dare una bella spallata al campionato italiano: <em><strong>“Ho sbagliato a tornare in Italia”,</strong></em> ha tuonato alla prima intervista da Reds. Forse tralasciando che, quando Galliani lo prese, lui passava dalla tribuna alla panchina e viceversa, e che, proprio in Inghilterra, <strong>nessuno c’avrebbe puntato un solo centesimo</strong>. Ora Mario deve dimostrare d’esser cambiato, d’esser diventato uomo: questa è la sua ultima chance, l’ultima spiaggia d’un calciatore con un talento immenso ma appeso a un filo che lo separa dall’esser un<strong> talento incompleto senza testa</strong> (un<em> “circo”</em> come l’ha definito qualche tabloid) a un fuoriclasse di livello mondiale. Rodgers l’anno scorso ha allenato Suarez con ottimi risultati: riuscirà nell’impresa ardua anche quest’anno con lui? Tra l’altro Balotelli rischia fortemente di perdere la nazionale: <strong>Conte</strong> è tutto tranne che “leggero” con chi non si comporta a dovere, ed ha già lanciato qualche frecciatina al numero 45 dei Reds durante la presentazione. <br><br>Più che per la Nazionale o per il Liverpool però, Mario, devi crescere per te: non sei più un <strong>ragazzino</strong>, non puoi fare sciocchezze, non devi più lanciare freccette dalla finestra, avrai imparato a 24 anni che non si parcheggia in doppia fila o sulle strisce pedonali, sposati e smettila di mettere sui social anche quando vai in bagno. <strong>Il mondo non è contro di te</strong>, non ce l’hanno tutti con te come se fossi l’uomo più importante dell’universo: esistono problemi più gravi d’ esser rimproverato da Buffon e lo sfarzo e il lusso in cui vivi o i tuoi modi di fare sono un pugno in faccia alla tua nazione e a chi magari fatica ad arrivare a fine mese. Cerca d’essere più <strong>umile</strong> Mario, tu sei solo un <strong>privilegiato</strong>: sei uno che fa un mestiere fantastico, che prende uno stipendio stellare, che ha dei piedi che i bambini invidiano (non per bellezza, altrimenti pubblichi subito la foto), e tu che fai? <strong>Sprechi tutto</strong>? E’ il momento di diventare uomini, il bambino lascialo a Milano, per sempre. The end, <strong>the happy ending</strong>. Speriamo.<br><br>C1012317LiverpoolFL0141FL0141mario-balotelli-gives-his-first.jpgSiNbalo-reds-l-ultimo-happy-ending-1012934.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,090101008
431012913NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Franco Leonetti «La Juve? Aspettiamo a valutare il lavoro di Allegri»20140729065516La situazione della Juventus analizzata dal giornalista Franco Leonetti <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Giornalista, scrittore di romanzi, editorialista su siti web a tinte bianconere, presentatore di eventi, opinionista, già autore del romanzo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Linea d’Ossigeno”</B> pubblicato nel febbraio 2008, ha scritto e pubblicato anche <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma</B>” edito da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Lettere</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Animate editore”</B>, in libreria da dicembre 2012. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> si divide tra grandi passioni calcistiche per la “sua” amata Juventus e il diletto di scrivere libri e comporre testi che manifestano il suo interesse verso l’analisi, le ispezioni e le osservazioni dell’individuo contemporaneo, in una sorta d’introspezione capace di dare una logica spiegazione a certi comportamenti apparentemente insignificanti che emergono preponderanti nell’uomo di oggi. Uno scrutatore dei nostri tempi, capace di analizzare attentamente tutto ciò che sembra privo di logica. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma”</B> é un titolo che prende spunto dal suo amore per la musica. Tutti sanno che le note musicale sono sette, ma nel suo libro se ne manifestano solo sei. La nota che non c’è, infatti, è quella che manca alla nostra società per ritenersi compiuta. Proprio quello che i media contemporanei ci illudono che ci sia per chissà quale interesse suggerito dal dio denaro. Ma la vera vita di tutti i giorni manca della settima nota, un ammanco considerevole che, nonostante appaia insignificante, assume invece connotazioni di vitale importanza che si riflettono su una non buona qualità di vita. Di questi temi ci parla l’autore <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> nel suo ultimo libro. Un’analisi concreta della realtà contemporanea che si manifesta con una punta d’amarezza e delusione su quello che potrebbe essere con l’aggiunta di quella magica nota mancante del pentagramma musicale, e che invece non é. Un libro che parla dell’uomo, con i propri progetti, i sogni, le delusioni, le vittorie, le amarezze e le speranze che s’infiltrano in un quotidiano difficile, fatto comunemente di difficoltà di vivere. Questo è Franco Leonetti, uomo sensibile, aperto al dialogo, pronto alle relazioni sociali che sono l’essenza e il vero significato della vita di sempre. Come dicevamo altre due passioni lo caratterizzano: l’amore per la musica e per il calcio, del quale é ottimo giornalista competente e vero tifoso della Juventus. Egli è opinionista di punta, con la sua rubrica <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il ruggito di Leonetti”</B> nella trasmissione televisiva <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Forza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juve”</B>, in onda su Rete 7 Piemonte e sul canale SKY 825. Ed è proprio in questa veste di giornalista che oggi abbiamo pensato di intervistarlo, anche in considerazione del momento delicato che la Juventus e tutto il popolo bianconero sta vivendo, dopo le scioccanti dimissioni di Antonio Conte. Da questa lunga ed esaustiva intervista, si evince la razionalità giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> che, nonostante il polverone sollevato da una situazione che non era prevista, anche se era già nell’aria da tempo, non si lascia trascinare da commenti emotivi che, aprioristicamente, assumerebbero soltanto connotati distruttivi, senza neanche aver visto ancora all’opera il nuovo corso juventino targato <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Massimiliano Allegri</B>; il coach della Juventus chiamato a sostituire Antonio Conte.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN></SPAN><SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #333333; FONT-SIZE: 12pt; mso-bidi-font-family: Helvetica">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Franco, cosa succede a questa Juventus?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Beh è accaduto l’imprevedibile, un vero cataclisma, ovvero Conte e la Società si sono separati al secondo giorno di ritiro, una cosa scioccante per tutto il popolo bianconero, una vicenda mai accaduta nella storia della Juventus. Traumatizzante, sia per le modalità che per il risultato finale, che hanno portato repentinamente Allegri ad occupare la panchina bianconera. Un flash accecante, improvviso e mal gestito a mio parere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il giocattolo perfetto si sia rotto, dopo la dipartita di Conte?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Certamente la Juve di Conte, come siamo stati abituati a conoscerla nell’ultimo triennio, non esiste più, questo mi pare fuor di dubbio. Ogni allenatore ha le proprie caratteristiche nella gestione del gruppo, nel motivare gli interpreti, nello svolgere la preparazione, nell’apparecchiare il gioco. Ora resta da capire come verrà schierata in campo la Juventus dal nuovo allenatore e quali saranno le scelte tecnico-tattiche del nuovo corso,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>a parere mio non si può aprioristicamente affermare che il giocattolo perfetto si è rotto: solo il campo darà una risposta chiara e netta. Certo che Antonio Conte era Antonio Conte, punto”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quali sono i motivi per cui Conte ha deciso di lasciare la Juve?</SPAN></B> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Sul mercato si sono incentrate le principali distonie tra le due parti, Conte voleva nuovi arrivi capaci di rafforzare fortemente la squadra, per tentare di poter competere a grandi livelli europei, per cercare di stare nell’Olimpo della Champions servono investimenti e campioni. Tutto ciò non è accaduto e il Mister, che non aveva rinnovato il suo contratto, ha deciso di levare le tende in maniera eclatante, giustamente o meno, ognuno ormai si è fatto una propria opinione. In ogni caso i malumori non sono sbocciati all’improvviso, ma la questione rafforzamento era una situazione che permaneva da qualche tempo. Peccato davvero perdere Conte in questa maniera”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Secondo il tuo punto di vista, perché è stato scelto Allegri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Allegri era già un nome che circolava nell’ambiente, a maggio, quando i mal di pancia di Conte si erano fatti più veementi: insieme a quelli di Mancini e Spalletti era tra i più gettonati. La Juve, improvvisa orfana di Conte , ha avuto la necessità di non far passare troppo tempo, non poteva rimanere nemmeno un’ora in più senza la figura basilare del tecnico. Quindi la dirigenza ha colmato subito la falla apertasi, virando su Max Allegri perché ha un profilo alto, ha già vinto in Italia, è abituato a certi palcoscenici europei, costa relativamente poco d’ingaggio e viene considerato adatto. Le eventualità di Mancini e Spalletti nascondevano motivazioni e insidie variegate, da ingaggi troppo onerosi a contratti in essere, vedasi Spalletti”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi del mercato della Juve sin qui svolto?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Un buon mercato sino ad oggi, 28 luglio, ci sono però dei nodi importanti da sciogliere, e penso a quello di Vidal , anzitutto. La dirigenza ha saputo portare a Torino giocatori che vanno ad occupare caselle scoperte, rafforzando i vari reparti, penso a Evra sulla corsia mancina, a Pereyra duttile e abile in vari ruoli a centrocampo, penso a Romulo sulla destra e a Morata che purtroppo starà fuori per due mesi. Se la Juve manterrà tutti i suoi campioni in rosa, questo sarà un mercato egregio, magari in attesa di un centrale difensivo e di un grande campione la davanti. Senza dimenticare che Coman, il francesino, potrebbe stupire molti e Morata, se in condizioni,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>smentirà molti dubbiosi”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che ci siano malumori all’interno della dirigenza bianconera?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“No, la Società è compatta e unita verso l’obiettivo che in casa Juventus, da sempre, è uno e uno solo: vincere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">R</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">oma e Napoli sembrano sulla carta le più accreditate a vincere il prossimo scudetto. Tu pensi la stessa cosa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Già lo scorso anno, molto più la Roma in verità, si sono dimostrate avversarie considerevoli e competitive per lo scudetto, quindi entrambe partono da una base importante. In questa prima fase di mercato i capitolini hanno operato parecchio e si sono nettamente rinforzati sulla carta, con nomi e spese ingenti, il Napoli, invece, continua ad avere problemi a centrocampo e in difesa, e ritengo, opererà sino alla scadenza del 1° settembre quando il mercato chiuderà i battenti. Teoricamente queste sono le due squadre che possono ambire a contendere il tricolore alla Juventus, ma ricordo che dopo estati a parlare e a teorizzare, il campo, spesso, regala realtà ben diverse dai proclami sotto l’ombrellone. Non basta rilasciare dichiarazioni bellicose o erigere proclami che fanno scalpore, i campionati si vincono con il gioco, i gol e i punti in classifica. Insomma fatti non parole. Sono poi curioso di vedere cosa sapranno produrre la nuova Fiorentina di Montella e l’Inter di Mazzarri con Thohir a fare capolino”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa manca alla Juve per essere competitiva ad alti livelli anche in Europa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I campioni sono coloro i quali fanno sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Molti colleghi portano l’esempio delle ultime due finaliste Borussia Dortmund e Atletico Madrid, per cercare di scardinare il teorema, ma io ricordo che a gioire tra i coriandoli sono state Bayern Monaco e Real Madrid, compagini zeppe di campionissimi. La grande qualità ha sempre fatto la differenza in Europa e così sempre sarà. Chi vuole ambire al sommo gradino continentale ha bisogno di tante cose, ma i campioni con la C maiuscola sono la base su cui costruire. Alla Juventus non mancano i campioni, mi pare evidente, ma andrebbero implementati ”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Non ti preoccupa la prima negativa sgambata della Juve a Vinovo, che ha perso contro i dilettanti del Lucento?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Una sgambata non ufficiale, tra l’altro la prima della stagione, non può e non deve preoccupare sul finire di luglio, i test importanti saranno altri e cominceranno a dare un forte antipasto a riguardo della Juventus “reggenza Allegri”. Il Lucento è calcio di luglio e non può fare testo, ai più catastrofisti ricordo solo che mancavano tutti i nazionali e la formazione era infarcita di ragazzini con pochissimi titolari”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questo momento l’ambiente juventino sembra essere caduto in depressione. Secondo te, qual è la medicina adatta per far riprendere entusiasmo ai tifosi bianconeri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“L’ambiente del tifo non è in depressione, è stato fortemente scosso dall’abbandono di Conte, e credo che tutto ciò sia innegabilmente fisiologico. L’entusiasmo da parte dei tifosi fedeli <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>si recupera e rigenera con prove convincenti e vittoriose sul terreno di gioco, con la voglia di non mollare mai e di onorare la maglia fino alla fine. Ora è normale che molti siano sul chi va là, creando sacche di resistenza e titubanza, ma alle prime vittorie il tifoso sosterrà e accompagnerà con passione questo nuovo corso bianconero. Non ho dubbi a riguardo”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che Allegri riuscirà a farsi accettare dal popolo bianconero?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mai come ora sta al Mister conquistarsi l’affetto della gente juventina, schierando formazioni vincenti e portando a se lo Stadium con un gioco efficace e brillante. Con i risultati tutto passa in seconda battuta, anche il suo passato milanista e certe frasi non felicissime quando guidava dalla panca colori diversi. Succedere a Conte non sarebbe stato facile per nessuno, figuriamoci dopo un ribaltone improvviso di mezza estate. Allegri ha esperienza, e sa bene ciò che deve fare, senza farsi prendere dalla frenesia”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">La trasmissione televisiva “Forza Juve” che va in onda sull’emittente privata Rete7 Piemonte e in contemporanea su Sky, prevede novità rispetto all’anno calcistico appena trascorso?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Ripartiremo con l’inizio del nuovo campionato, i primi di settembre torneremo in video. Ci sono al vaglio alcune novità, anche se il canovaccio che ci ha contraddistinti e premiati con grandi ascolti, rimarrà pressoché invariato. Chi sceglie di sintonizzarsi su Forza Juve sa già chi e cosa troverà”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il tuo “Ruggito di Leonetti” sarà combattivo come sempre e capace di risollevare gli animi sconsolati di molti juventini? </SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Il mio Ruggito è sempre coerente, sincero e schietto: commento con il mio stile personale la realtà che osservo settimanalmente. In questo momento dico a tutto il popolo bianconero di stare calmo, di attendere la Juve in campo, anche perché sino ad oggi non si è praticamente mai vista, e di essere paziente, la vera stagione parte nell’ultimo week-end di agosto. Quindi al bando lo scetticismo, in attesa delle competizioni ufficiali, solo allora potremo capire di che Juve stiamo parlando. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>La mia speranza è di poter illustrare un’altra stagione trionfale di successi, se così non dovesse essere, naturalmente, non farò mancare mai i miei rilievi e critiche all’ambiente, così come duramente feci negli anni pre –Conte”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Per finire. Tutti sanno che oltre il calcio, la tua grande passione è la musica. Come fai a conciliare due mondi così diversi?&nbsp;<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Le passioni sono le travi portanti della mia vita, senza passioni, l’esistenza perde nerbo. Quindi, anche se di primo acchito alcune possono apparire inconciliabili, ben vengano sentimenti di questa tipologia, che mantengono alto il carico di entusiasmo e voglia bruciante di vita. Un caro saluto a te Salvino e un immenso abbraccio a tutti gli amici siciliani che ci leggono, amo profondamente la vostra terra. Grazie e a presto, magari di persona”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711franco-1.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-franco-leonetti-«la-juve-aspettiamo-a-valutare-il-lavoro-di-allegri»-1012913.htmSi100451001,02,03,06,08030804
441012910NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Intervista a Christian Poulsen20140723155558Conte? Aveva bisogno di rinnovati stimoli. Li troverà da C.T. della Nazionale Italiana.<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Capita di essere in vacanza, di trovarsi a Milazzo per un pomeriggio di relax nel Lungo Mare Garibaldi e lasciarsi cullare dai pensieri alla vista dell’immenso Mar di Levante. Seduti su una delle tante panchine, si scorgono in lontananza le numerose imbarcazioni che vanno e vengono dalle bellissime Isole Eolie. Uno spettacolo che non finiresti mai di ammirare. E intanto, sulla passeggiata, numerose persone s’incrociano tra di loro in un andirivieni tipico di chi ha voglia di camminare per mettere in moto muscoli e circolazione sanguigna. Il vociare gioioso dei bimbi che vanno in bici e rincorrono il pallone, è la sicurezza che in questa Marina Garibaldi di Milazzo non c’è alcun pericolo di sorta. E ci sta pure che in tutto questo splendido quadretto estivo, lungo la passeggiata passi pure un campione di calcio molto conosciuto: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Christian Poulsen</B>, il biondo danese che tutti ricordano per quell’increscioso episodio legato allo sputo in faccia ricevuto da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Francesco Totti</B> nel corso della partita tra la Nazionale della Danimarca e l’Italia nel corso dei campionati europei del 2004. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Poulsen </B>nasce il 28 febbraio del 1980 ad Asnaes in Danimarca. Centrocampista della Nazionale danese è attualmente svincolato ed è l’unico giocatore ad aver giocato nei cinque campionati più importanti d’Europa. Il biondo danese, infatti, ha giocato in <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Spagna, Inghilterra, Germania, Italia e Francia.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Holbaech, Copenaghen, Schalke 04, Siviglia, Juventus, Liverpool, Evian TG e Aiax, </B>dove ha chiuso praticamente la carriera dopo aver firmato nel 2012 un contratto biennale che l’ha legato alla società olandese fino a giugno 2014. Classico mediano di rottura, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Christian Poulsen</B> è stato anche impiegato come centrale o laterale di difesa a quattro. Il 14 luglio del 2008 firma un contratto quadriennale con la Juventus, che lo acquista per circa 10 milioni di Euro. Ma nella città di Torino resta solo fino al 2010, anno in cui fu ceduto anzitempo al Liverpool. Il giocatore danese non fu accolto in maniera esaltante dalla critica e dai tifosi, i quali erano ancora legati a quel brutto episodio con Totti, cui facevamo cenno pocanzi. Ricordiamo il titolo a tutta pagina del Tuttosport d’allora: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Purtroppo, Poulsen”.</B> Segno evidente che tutti erano in disaccordo con la dirigenza di allora, formata <B style="mso-bidi-font-weight: normal">dall’Amministratore Delegato</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Blanc, Secco e dall’allenatore Ranieri</B>, per aver acquistato un calciatore che aveva fatto parlare di sé in maniera non proprio positiva e per essersi fatto la nomea di giocatore ruvido, arcigno e falloso. Ma non fu proprio così, perché nei due anni trascorsi a Torino in maglia bianconera, seppe rispondere sul campo con i fatti e non a parole. Ma a inizio stagione 2009, dopo un serio infortunio che lo lasciò fuori dal campo per tre mesi, Poulsen divenne la riserva del brasiliano Felipe Melo, un calciatore che per la Juventus si rivelò un vero e proprio flop. Così, ritornando al nostro casuale incontro milazzese con il campione danese, approfittiamo per fargli una veloce intervista seduti su una panchina del lungomare. Accanto a lui la sua famiglia composta dalla biondissima moglie e dai&nbsp;suoi figli che sono altrettanto biondi; un maschietto e una femminuccia davvero graziosi. Poulsen è gentile, ci stringiamo la mano e accetta anche di fare una foto e quattro chiacchiere con noi.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Poulsen, come mai ti trovi in vacanza a Milazzo?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Ci torno tutti gli anni. Amo questa terra di Sicilia e il suo mare, così come l’apprezza la mia famiglia”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi di quello che sta accadendo alla Juventus?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Conte si è rivelato il più bravo allenatore d’Italia, ma ha bisogno di motivazioni forti per poterle trasmettere ai suoi giocatori, i quali devono avere fame di vittorie. Tre anni fa, quando è arrivato alla Juve del dopo Del Neri, ha trovato terreno fertile per ricostruire una squadra e una gloriosa società che non poteva essere quella del settimo posto conquistato in campionato. E così, cominciò un lavoro intenso che ha portato la Juve a vincere tre scudetti di fila, due supercoppe e un punteggio da record che difficilmente sarà superato”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che Conte sarà il prossimo C.T. della Nazionale Italiana?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Penso proprio di sì. Ha tutte le carte in regola per poterlo fare e, soprattutto, troverà quell’ambiente adatto alle sue esigenze di selezionatore e a quelle motivazioni ideali, cui prima facevo riferimento”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quindi, non credi che le sue dimissioni siano la causa di una campagna acquisti non adeguata a quello che Conte stesso aveva chiesto alla società bianconera, per essere competitiva in Champions League?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Non saprei rispondere a questa domanda, perché bisognerebbe essere dentro la questione”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa ricordi della tua permanenza a Torino nelle fila della Juve?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“E’ stato un periodo che ricordo con piacere, anche se un infortunio ha complicato la mia permanenza tra i bianconeri”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">E di quello sgradevole episodio che è stato lo sputo di Totti, che cosa pensi a distanza di tempo?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Sono cose che accadono in partita. Più di una volta ci siamo sentiti a telefono con Totti, e di quell’episodio non resta più nulla”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa farai adesso che hai appeso le fatidiche scarpette al chiodo?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Penso di restare nel mondo del calcio e di diventare un allenatore”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Mentre accarezziamo la testolina bionda di suo figlio, chiediamo ancora a papà Christian se gli piacerebbe se da grande facesse il calciatore.</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“No, preferisco che nella vita faccia altro”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Non sapremo mai perché.&nbsp;Intanto ci salutiamo&nbsp;e, mentre lo ringraziamo per la gentilezza di un’intervista improvvisata ma esaustiva, vediamo che il suo sguardo si rivolge ancora al bellissimo panorama che Milazzo è in grado di offrire ai propri turisti. Chiunque essi siano.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>MilazzoFL0711FL0711poulsen.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-intervista-a-christian-poulsen-1012910.htmSi100451001,02,03,04,06030673
451012908NewsEditorialeJuventus, basta un attimo e il giocattolo si rompe20140716151031Massimiliano Allegri approda in casa Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Massimiliano Allegri</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è il nuovo allenatore della Juventus, ma i tifosi bianconeri sono in apprensione perché l’84% si dimostra a sfavore e soltanto il 16% degli intervistati pensa che sia il tecnico adatto alla Vecchia Signora. Ci sono troppe cose che conducono al pensiero che per l’ex allenatore del Milan questo approdo in casa Juventus non sia dei più facili, non solo perché eguagliare ciò che ha fatto Conte è impresa, se non ardua sicuramente difficile per chiunque, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>per Allegri lo sarà ancor di più. Troppe cose lo mettono in svantaggio agli occhi dei bianconeri e le recenti polemiche contro la Juve di Conte che vinse il campionato nonostante fosse in svantaggio dal Milan di ben sette punti, non è il solo neo da sottolineare. Sì, perché oltre questo episodio c’è il suo non rapporto con Andrea Pirlo che lasciò il Milan proprio per i contrasti con l’allenatore livornese. Il regista della Juventus che si trova ancora in vacanza alle isole Baleari, ha già fatto sapere alla società bianconera che vuole delle garanzie tecniche, altrimenti andrà al Galatasaray di Cesare Prandelli, che lo accoglierebbe a braccia aperte. Allegri, intanto, ha già firmato un contratto che lo lega alla Juve per due anni, con il compenso di due milioni di euro più i premi partita. E’ lo stesso stipendio che percepiva al Milan e, al cospetto di Mancini e Spalletti che erano stati nominati quali probabili sostituti di Conte, la scelta è ricaduta su Allegri proprio perché percepisce meno dei suoi colleghi. Magra consolazione questa, per una Juventus che dovrebbe avere mire alte. Adesso, anche la campagna acquisti entra in confusione. Iturbe, che sembrava già della Juve nonostante il no secco di Conte che voleva Cuadrado e Sanchez, è stato acquistato dalla Roma per 31 milioni di euro. Al momento, dunque, l’unico acquisto è Morata, un ragazzo di belle speranze che è stato riserva del Real Madrid. Resta calda la pista Romulo e spunta l’idea Astori come centrale di difesa. Insomma, nulla è per sempre, e nel calcio men che meno. Il problema è ripartire da zero con una strada in salita, vista anche la freddezza dimostrata dai tifosi juventini nell’apprendere tutta questa storia. Un fulmine a ciel sereno in quest’estate capricciosa, che sembra fare le bizze non soltanto dal punto di vista meteorologico. Il calcio italiano, dopo il fallimento del campionato mondiale in Brasile, dimostra di essere in crisi nera, sia dal punto di vista economico ma anche come idee e progettazione. C’è molta confusione in merito, e il risultato non può essere altro che quello che abbiamo visto. In campo europeo contiamo poco e in campo nazionale esportiamo i migliori giocatori per importare delle mezze figure straniere. Vedremo cosa accadrà in casa Juve che per tre anni ha rappresentato il meglio del calcio italiano. Conte lascia la Juve probabilmente anche per la dipartita di Vidal che si accaserà al Manchester United per circa quaranta milioni di euro. E forse la chiave del discorso sta proprio in questa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mentre Agnelli e Marotta mettono in primis le plus valenze a beneficio del bilancio societario, Conte che è uomo di campo, ha sempre ragionato in maniera diversa. Pensiamo che le due mentalità che convergono per il bene della Juventus, non si siano incontrate perché se è vero che c’era l’esigenza di migliorare una Juve che ha dato tutto quanto era nelle sue possibilità, è altresì vero che l’orientamento della proprietà è quello di andare al risparmio sperando di ottenere il massimo da ciò che ha. Questo è successo nei tre anni della gestione di Antonio Conte, sarà la stessa cosa con la nuova gestione tecnica di Massimiliano Allegri? Ai posteri l’ardua sentenza! Intanto il giocattolo s’è rotto (anzi, l’hanno rotto?) e per ricostruirlo ci vorrà sicuramente del tempo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711allegri400.jpgSiNjuventus-basta-un-attimo-e-il-giocattolo-si-rompe-1012908.htmSi100451001,02,03030489
461012893NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Intervista a Beppe Gandolfo, giornalista Mediaset20140625202826Abbiamo sentito il parere di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, sul fallimento della nostra nazionale in Brasile <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align=center><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I motivi del fallimento della nostra Nazionale? E’ colpa di un sistema sbagliato”</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questi giorni in cui il calcio italiano è sottoaccusa per il fallimento della nostra nazionale ai campionati del mondo in Brasile, abbiamo pensato di avvalerci dell’autorevole opinione del <B style="mso-bidi-font-weight: normal">giornalista Mediaset, Beppe Gandolfo.</B> Volto conosciuto dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Beppe Gandolfo</B> è anche famoso per la sua competenza calcistica che sa essere oggettiva, nonostante la sua grande fede di parte granata per il Torino. Gandolfo scopre quasi per caso la sua passione per il giornalismo e, quando razionalizza il sacro fuoco che c’è in lui, comincia a lavorare nei piccoli schermi regionali piemontesi di GRP e Telesubalpina. In questa emittente privata, Gandolfo ha il compito di creare il nuovo telegiornale e, a soli 22 anni, mette in pratica ciò che aveva imparato nella sua piccola esperienza di giornalista in GRP. Dopo dieci anni di televisione, percorre una nuova esperienza presso l’ANSA come redattore della cronaca giudiziaria, inviato per i fatti del Piemonte e giornalista sportivo. Beppe Gandolfo inizia così a seguire la sua Torino, nella cronaca, nei fatti di tutti i giorni, nei palpiti che emergono dalla città sabauda che gli ha dato i natali e alla quale è particolarmente affezionato. Poi, nel ’92, destino ha voluto che Beppe Gandolfo seguisse passo dopo passo la storia del Torino, proprio in quell’anno in cui i granata giocarono la finale di Coppa Uefa ad Amsterdam. Intanto, la sua avventura giornalistica continua con l’entrata in Mediaset, al TG5 e Italia 1 come corrispondente del Piemonte e della Valle d’Aosta. Una bella storia la sua, fatta di sacrifici, passione e tanta voglia d’arrivare là, dove oggi, voltandosi indietro, ne percepisce la carriera fatta ad ottimi livelli. Beppe Gandolfo, oltre a essere uno dei più preparati giornalisti italiani è anche scrittore di numerosi libri, tra cui la sua ultima fatica letteraria: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il mio Toro”-</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">La mia missione-</B> E’ il suo racconto del Toro che, assieme a Don Aldo Rabino, Padre Spirituale del Torino Calcio, ci fa riflettere su quanto la storia di questa straordinaria e al contempo particolare società di calcio, sia una vera e propria religione per tutti i tifosi granata. Tuttavia, come dicevamo pocanzi, la preparazione giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Beppe Gandolfo</B> va oltre ogni giudizio di parte, nonostante il suo cuore palpiti per una sola squadra: il suo Toro. Con lui, oggi parliamo del tema scottante che riguarda il presente e il futuro della nostra Nazionale di calcio.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Beppe Gandolfo, qual è il tuo commento sulla dèbacle della nostra Nazionale di calcio ai campionati mondiali in Brasile?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“E’ il risultato del calcio italiano. Se noi pensiamo a quella finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina ci accorgiamo che in campo c’erano solo due giocatori italiani: Insigne e Pasqual. A questo punto è impossibile trovare il meglio. Se non si cambia qualcosa radicalmente, a partire dai settori giovanili, e se non si mettono delle regole sulle squadre Primavera e Beretti per dare modo di portare in panchina della Prima Squadra almeno tre o quattro giovani calciatori del vivaio, non riusciremo mai ad uscire da questo giro. Troppe squadre sono infarcite da stranieri, proprio nei ruoli più importanti”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quindi, sostieni che la colpa è del sistema calcio italiano.</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Assolutamente si. Poi, possiamo disquisire se era meglio portare Rossi anziché Cassano, oppure far giocare Cerci piuttosto che qualche altro. Tutto questo ci può stare, tuttavia, ritengo che non sia questo il punto focale del fallimento degli azzurri in Brasile. E’ nel sistema, il vero errore. Non si può continuare a comprare all’estero giocatori che, talora, sono meno bravi dei nostri. Dieci anni fa, un ragazzino su trentamila arrivava a essere professionista; oggi è solo uno su quarantamila”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi delle dimissioni del Presidente Federale Abete e del C.T. Prandelli?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mi dispiace molto per <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Prandelli,</B> che reputo un signore nell’aver dato le sue dimissioni con onestà intellettuale. Per quanto riguarda invece <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Abete</B>, penso che questa sia un’occasione per rifondare davvero il calcio italiano”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">A prescindere dai nomi, quale deve essere il profilo professionale del nuovo Presidente Federale e anche del nuovo C.T.?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mi auguro che il nuovo presidente federale sia una persona che arrivi completamente da fuori, così ci potrà essere una ventata di aria completamente nuova. Una persona che vada oltre certi pastrocchi legati al rispondere a certe maggioranze o minoranze, in base alle quali non se ne esce mai fuori. Per quanto riguarda il Commissario Tecnico, invece, mi piacerebbe avesse maggiore spessore internazionale. Prandelli è senza dubbio un ottimo allenatore di squadra di club, tuttavia, ritengo che in questo momento ci sia bisogno di un C.T. che respiri un aria più internazionale. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Mancini </B>potrebbe essere la persona ideale”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 14pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711giuseppe-gandolfo.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-intervista-a-beppe-gandolfo-giornalista-mediaset-1012893.htmSi100451001,02,03,08030808
471012882NewsCampionatiIn ricordo dell`ex Presidente del Torino Calcio: Giuseppe Aghemo, dalla A alla Z20140617175149E` mancato l`ex presidente granata, un uomo di calcio dai grandi principi sportivi e morali <br><br><strong> </strong><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><font size="3">Beppe Aghemo</font></b><font size="3"> per me era un amico, prima ancora che l’ex Presidente del Torino calcio. La notizia della sua morte mi ha lasciato inerme, mi ha addolorato profondamente come quando viene a mancarti una persona cara. E così mi sovvengono tante cose fatte insieme, tanti incontri e interviste che hanno arricchito d’umanità il mio essere giornalista sportivo. Troppe volte davvero, parlando di persone care che ci mancano improvvisamente, siamo tentati di cadere nella tenaglia della facile retorica, tuttavia, in questa particolare circostanza desidero non prevaricare il confine del composto e affettuoso dolore, per lasciarmi andare all’enfasi gratuita. Beppe non lo gradirebbe, lo so. Lui, uomo generoso legato ai sacri principi cristiani e umani, mi ha sensibilizzato ad aiutare gli altri, così come quel giorno in cui lui, Presidente del glorioso Moncalieri, si è prodigato a versare l’incasso di una importante partita di campionato </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><font size="3">all’AIP, (Associazione Italiana Parkinson) di Torino.</font></b><font size="3"> Oggi che non c’è più, potrei continuare a raccontare altre mille cose buone fatte insieme, ma voglio fermarmi qui per non apparire eccessivo. Mi resta il ricordo di lui, del suo sguardo sempre rassicurante, della sua pacca sulle spalle, delle tante interviste in cui, prima del desiderio di conoscere il</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">Presidente, ho voluto scavare nell’intimità dell’uomo, non certo per morbosa curiosità. Per questo, in ricordo di Beppe, caro amico che non dimenticherò mai, desidero porre all’attenzione dei lettori una delle tante interviste, (forse la più significativa dell’uomo Aghemo) che pubblicai a suo tempo, subito dopo la sua elezione a Presidente del Torino Calcio. </font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Con affetto</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Salvino Cavallaro</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></span></font></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><font face="Times New Roman">&nbsp;</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><font face="Times New Roman">Intervista al neo presidente del Torino.</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><font face="Times New Roman">Il personaggio più chiacchierato di questi ultimi tempi.</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt;"><font face="Times New Roman">Giuseppe Aghemo dalla A alla Z</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm;"><font face="Times New Roman" size="3">Torino – Tutto Giuseppe Aghemo. Un gioco, questo alfabetico, delle cose che valgono nella vita e che danno la giusta misura dell’uomo che c’è dentro colui il quale, in questi mesi ha fatto parlare di sé in maniera davvero insistente. Lui, Giuseppe Aghemo, personaggio schietto, sanguigno, passionale, sensibile e generoso, ha accettato di buon grado questa nostra intervista, pur tra le mille che gli vengono richieste giornalmente da quando è diventato ufficialmente presidente del Torino. Noi desideriamo portare a conoscenza di tutti, senza l’ausilio della carta di credito della pubblicità gratuita, il torinese più amato e odiato di questi ultimi tempi. Ci vantiamo di essere stati tra i primi conoscitori di Giuseppe Aghemo, allorquando neo presidente dell’ A.C. Moncalieri, si presentò alla ribalta del calcio piemontese dilettantistico con idee assolutamente innovative, vincenti e cariche di entusiasmo. I più scettici lo giudicarono subito ciarliero e fanfarone, ma dovettero presto ricredersi di fronte ad un’evidenza che ha visto in pochi anni emergere in maniera davvero incontrastata il Moncalieri calcio, diventato modello esemplare di organizzazione e competenza, dalla Scuola Calcio, al Settore Giovanile e alla Prima Squadra. Oggi Aghemo, che ha realizzato il suo sogno da lungo tempo inseguito di diventare presidente del Toro, si adopererà con i fatti a fare grande questa società di calcio, la cui storia non ha eguali in Italia. Torino da Scudetto dunque, Torino in Coppa Campioni, Torino che impone la propria personalità e il proprio gioco. In questo momento in cui Aghemo ha preso le redini di un Toro che è ad un passo dal baratro della retrocessione in serie B, un Toro in cui le scritture contabili evidenziano un bilancio societario a dir poco disastroso, parlare di una squadra e di una società autorevole e vincente, sembra quasi volere ripetere al popolo di fede granata, quel ritornello della facile illusione a cui ormai nessuno più crede. Il Toro e i suoi tifosi, ora hanno assoluto bisogno di certezze, e noi siamo certi che Giuseppe Aghemo saprà mantenere tutto ciò che ormai da tempo ha promesso. Conosciamo dunque questo straordinario personaggio, attraverso quel gioco dell’alfabeto, capace di evidenziare l’intrinseco valore umano del presidente che farà grande il Toro.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">A</span><font size="3"> = AMICIZIA.</font></b><i><font size="3">”Per me non è soltanto una parola fine a se stessa. Amicizia significa mettersi nei panni di coloro che ci stanno davanti. Sono convinto che la dote fondamentale di un uomo sia il rispetto verso se stesso ma soprattutto verso gli altri, in particolare per un amico. La lealtà è un qualcosa di cui un uomo non può prescindere, anche quando si devono dire delle cose che comunque corrispondono a verità. Io ho forse un difetto, quello di dire sempre le cose che penso, magari sotto forma di battuta. Mia moglie, dopo trent’anni di matrimonio si arrabbia ancora, tuttavia questo è il mio modo di dire la verità, anche agli amici.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">B</span><font size="3"> = BISOGNO. </font></b><i><font size="3">“ Credo che fin dal momento in cui ci svegliamo la mattina, tutti noi abbiamo bisogno degli altri, io più che mai. Paradossalmente devo dire, che nonostante io creda di essere sicuro di me stesso, ho molto bisogno degli altri, soprattutto quando questi si lasciano aiutare da me.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">B</span><font size="3"> = BENEFICENZA. </font></b><i><font size="3">“ La beneficenza è anche un altro aspetto della mia vita che deriva da un’educazione che ho avuto dai miei genitori e dai Gesuiti durante il periodo scolastico. Donare a chi è stato più sfortunato di me, questo è il mio principio. Io credo in Dio e penso di essere stato un uomo estremamente fortunato, tanto è vero che quando mi arrabbio, mi chiedo con quale diritto lo faccio, visto che ci sono persone al mondo che vivono in condizioni disperate, ma con quella serenità d’animo che è l’emblema della semplicità e del comportamento. Quando penso a queste cose, mi vergogno un po’ e cerco di scusare me stesso facendo del bene agli altri. Tuttavia non è mai abbastanza, perché sono convinto che potrei fare molto di più.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">C</span><font size="3"> = CASA. </font></b><i><font size="3">“ La casa per me è qualcosa d’importante, anche se mi ritengo un girovago anarchico della propria vita. Credo che tra i valori fondamentali della vita, la casa rappresenti il punto d’incontro degli affetti famigliari, quegli affetti tanto cari ai miei genitori, i quali erano molto schivi e per nulla amanti della pubblicità.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">D</span><font size="3"> = DROGA. </font></b><i><font size="3">“La droga purtroppo è uno dei mali del nostro tempo. Io ho avuto la fortuna di non conoscerla, oggi invece è molto più difficile essere giovani, imparare a vivere e diventare uomini. E’ dunque sempre più impegnativa, l’opera degli educatori e dei genitori, che devono costantemente aiutare i giovani. Io credo che ci voglia maggiore fermezza ma allo stesso tempo più comprensione. Si devono creare le condizioni necessarie affinché i ragazzi non si avvicinino alla droga.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">E</span><font size="3"> = EMOZIONI. </font></b><i><font size="3">“ Le emozioni sono alla base dell’uomo Aghemo. I giornalisti in questi giorni hanno coniato su di me un sacco do nomignoli, tipo:” L’uomo dalle bretelle granata” oppure “Scossa elettrica” o “Generalissimo”, ma nessuno ancora mi ha chiamato “ L’uomo dalla lacrima facile”. Forse sto invecchiando. Credevo di essere forte, eppure dopo che sono diventato presidente del Torino, non riesco più a nascondere le mie emozioni. Devo dire tuttavia, che non mi vergogno di manifestare chiaramente i miei sentimenti. Credo che un uomo debba mostrarsi agli altri così com’è, con i propri pregi ed i propri difetti.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">F</span><font size="3"> = FAME NEL MONDO. </font></b><i><font size="3">“E’ un altro di quei problemi drammatici che affliggono una grande parte del mondo. Troppo spesso dimentichiamo che ci sono più di un miliardo e mezzo di persone che lottano tutti i giorni per la sopravvivenza. Noi cosa facciamo per queste persone?. Io in qualità di presidente del Torino, desidero fermamente che una parte della società granata si occupi dei problemi nel mondo. Una delle poche cose buone che aveva fatto la presidenza uscente, era quella di occuparsi dei problemi del Congo. Noi vogliamo continuare non solo questo discorso, ma desideriamo aprirne altri. Per quanto riguarda quest’aspetto, preferisco prima fare e poi parlare.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">G</span><font size="3"> = GIOCO. </font></b><i><font size="3">“ Il gioco fa parte della vita, ed è una continua sfida con noi stessi e con chi ci sta intorno. Attraverso il gioco ci si identifica nella speranza di conoscersi meglio. Il gioco è un rischio, ed io interpreto la vita nella continua ricerca di me stesso.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">H</span><font size="3"> = HOBBY. </font></b><i><font size="3">“Credo che un uomo debba avere tanti hobby. Non è possibile focalizzare le proprie attenzioni solo sullo sport, sul lavoro o sulla famiglia, perché si rischia di essere incompleti. Più si hanno interessi più si conosce il mondo e maggiore è la ricchezza culturale che ti aiuta a superare le difficoltà della vita.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">I</span><font size="3"> = INVESTIMENTI. </font></b><i><font size="3">“Questo è uno dei tanti difetti della mia vita. Dal punto di vista imprenditoriale, sono un ottimo consulente per gli altri, ma non per me stesso. Tanto è vero che </font><b><font size="3">Cimminelli</font></b><font size="3">, non mi farà gestire il Toro dal punto di vista economico, perché in pochi mesi acquisterei Rivaldo ed i migliori campioni di calcio, mettendo a rischio il bilancio societario. A casa mia, mia moglie si occupa diligentemente di gestire la parte economica con estrema oculatezza. Io penso che nella vita, ci sono delle cose importanti che vanno oltre il semplice denaro.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">L</span><font size="3"> = LAVORO. </font></b><i><font size="3">“ Il lavoro è la base fondamentale della vita. Io sono felice di fare il mio lavoro, amo la mediazione, le trattative, il rapporto con la gente. Posso dire di essere stato davvero fortunato, perché attraverso il mio lavoro ho realizzato me stesso.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">M</span><font size="3"> = MUSICA. </font></b><i><font size="3">“ Non sono molto amante della musica, anche se la rispetto. Tuttavia, prediligo l’opera e le canzonette allegre, giusto per dare una certa vivacità alla vita.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">M</span><font size="3"> = MONCALIERI. </font></b><i><font size="3">“ Il Moncalieri calcio è stato importante nella mia vita, perché mi ha permesso di confrontarmi con un mondo in cui non ero mai entrato. E’ stato un mondo, quello calcistico, che io ho sempre amato, ma da dirigente sportivo ho incontrato qualche difficoltà. Infatti, dopo il primo anno poco brillante di presidenza, ho avuto l’umiltà di capire dove avevo sbagliato e da quel momento il Moncalieri è diventata la società di calcio che ormai tutti conoscono.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">N</span><font size="3"> = NAZIONALE. </font></b><i><font size="3">“La Nazionale è l’Italia. Io sono un nazionalista, soprattutto quando giro il mondo per lavoro. Amo l’Italia ed amo la Nazionale di calcio che è la massima espressione di questo sport.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">O</span><font size="3"> = ORGOGLIO. </font></b><i><font size="3">“Io sono orgoglioso e non presuntuoso, quando riesco a convincere gli altri di determinate cose. L’orgoglio rappresenta uno dei miei pregi, anche se difetti ne ho davvero tanti.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">P</span><font size="3"> = POVERTA’. </font></b><i><font size="3">“La povertà è un fatto umano difficile accettare. Tuttavia, si può essere poveri ma ricchi di spirito e vivere comunque felici. La mia non è retorica, ma&nbsp;una profonda convinzione.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">P</span><font size="3"> = PERDONO. </font></b><i><font size="3">“Il perdono fa parte di una grande cultura cattolica che è simbolo del Vangelo. Io ultimamente ho perdonato un ragazzo che avrebbe potuto essere mio figlio, il quale dopo la partita di calcio Moncalieri – Sestrese, mi ha colpito in un modo che avrebbe potuto essere fatale per la mia vita. Quando tutto è passato, ho perdonato quel ragazzo, perché ho capito che solo così non avrei rovinato la sua vita futura.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">Q</span><font size="3"> = QUALITA’. </font></b><i><font size="3">“La qualità rappresenta uno dei punti fondamentali nella vita di un uomo. Si vive nella ricerca continua di migliorarsi attraverso la scuola, la cultura, il lavoro e il rapporto con gli altri. Che vita sarebbe se un uomo vivesse senza quel necessario spessore che è simbolo di grande qualità personale?.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">R</span><font size="3"> = RELIGIONE. </font></b><i><font size="3">“La Religione ha rappresentato il grande incontro della mia vita. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno insegnato dei valori attraverso la religione cattolica. Il resto lo ha fatto la scuola dei Gesuiti, che io ho frequentato in gioventù. Credere in Cristo fatto uomo, per me significa vivere quotidianamente i suoi insegnamenti, pur con tutte le mie debolezze umane, le quali spero che un giorno si purifichino nel momento del grande incontro con Dio.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">S</span><font size="3"> =SCONFITTA. </font></b><i><font size="3">“Nella mia vita, generalmente, ho avuto poche sconfitte, anche perché ho fatto di tutto per non incontrarle. Ho perso delle battaglie ma mai la guerra. Chi dice che non ha mai subito sconfitte, non è un uomo sincero. Se dopo una sconfitta si riesce ad essere più forti di prima, allora vuol dire che tutto è stato positivo.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">T</span><font size="3"> = TRASPARENZA.</font></b><i><font size="3">” La trasparenza è una dote naturale che non ha mezzi termini.Per me è difficile non essere trasparente, anche perché manifesto chiaramente i miei sentimenti e le mie emozioni. Ho detto a Cimminelli, di non dirmi quando ha in mente di acquistare un calciatore, perché prima o poi lo direi a mia volta. Sono un istintivo, so fare gli interessi degli altri, ma per quanto riguarda i miei sono come un libro stampato.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">T</span><font size="3"> = TORO. </font></b><i><font size="3">“E’ la grande passione della mia vita, un qualcosa indelebile che ti ritrovi dentro la pelle e che non va più via fino alla fine dei tuoi giorni. Il più grande dolore della mia vita è stato quando è morto il grande Toro un dolore che paradossalmente mi ha colpito ancor più della scomparsa dei miei genitori. Ero bambino, ma quel dolore mi ha davvero distrutto.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">U</span><font size="3"> = UMILTA’. </font></b><i><font size="3">“Umiltà è conoscersi per quello che si è. Chi dice di non essere bravo e intelligente, è un falso umile. Umiltà è capire se stessi, anche se è molto difficile. Importante è che nella vita si faccia ciò che si sa fare, avendo l’umiltà’ di farsi aiutare in quelle cose in cui si è maggiormente carenti.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">V</span><font size="3"> = VITTORIA. “</font></b><i><font size="3">Chi nella vita arriva secondo, è il primo degli ultimi. La vittoria per me è un qualcosa che mi permette di realizzare le cose in cui credo fermamente. Fin da ragazzo mi sono prefissato dei traguardi che ho raggiunto grazie alla mia naturale grinta e determinazione. Questo è il mio carattere.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">Z</span><font size="3"> = ZELANTE. </font></b><i><font size="3">“ Le persone zelanti non le sopporto. Io non sono zelante per natura, perché accetto gli insegnamenti da tutti e ne do a mia volta.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><font size="3">……..E SE RICOMINCIASSIMO? </font></b><b><span style="font-size: 20pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">A</span><font size="3"> = AGHEMO. </font></b><i><font size="3">“Credo che sia una degna conclusione di tutto il nostro discorso. Aghemo chi sei?…è la domanda più difficile che possiate farmi. Molto spesso mia moglie ed i miei figli mi dicono:” ma perché sei sempre alla ricerca di qualcosa?” è vero. In fin dei conti io ho avuto moltissimo dalla vita, la famiglia, un ottimo stato economico,la salute( nonostante io sia diabetico), eppure dopo aver conquistato una meta ne cerco un’altra da raggiungere. Sicuramente, essere diventato presidente del Torino mi migliorerà molto sotto il profilo dell’esperienza umana e sono sicuro che capirò ancora meglio io stesso chi è Giuseppe Aghemo.”</font></i></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><font size="3"><br></font></b></font><br><br><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><font size="3">Salvino Cavallaro</font></b><i><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></span></i><b><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span></b><i><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font></span></i><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><i><span style="mso-spacerun: yes;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></span></i><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 31.9pt 0pt 0cm; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><b><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span></b><i><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></span></i><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font></span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711beppe-aghemo.jpgSiNin-ricordo-dell`ex-presidente-del-torino-calcio:-giuseppe-aghemo-dalla-a-alla-z-1012882.htmSi100451001,02,03030405
481012847NewsCampionatiMerkel, talento diviso tra Italia e Inghilterra pieno di rammarico20140511120458Aleksander Merkel, Guidolin, Udinese, Watford, Pozzo, Hoffenheim, Dundesliga, GenoaIl 22enne attaccante tedesco Merkel ha vestito le maglie di Milan, Genoa e Udinese per poi approdare alla serie B inglese. Tra rammarico e voglia di riscatto, il giovane sogna di tornare protagonist nei campi che contano. Anche a costo di dire ciao alle zebre friulane, ancora proprietarie del cartellino.Che non ci fosse mai stato buon sangue tra mister <b>Gudolin</b> e&nbsp;<b>Aleksander Merkel</b>, giovane attaccante tedesco <b>ex Milan</b>, era a chiaro a tutti fin dall'inizio. Da quando era arrivato a Udine, grazie alla trattativa con il <b>Genoa</b> che aveva trasferito in <b>Liguria</b> <b>Floro Flores</b>, il ragazzo 22enne ha trovato ben poco spazio là davanti (colpa sua? poca simpatia con il Guido?), per cui patron <b>Pozzo</b> ha preferito mandarlo a giocare in Inghilterra, nel satellite <b>Watford</b>, per non fargli fare la muffa in <b>Friuli</b>. E pensare che il clima lì è così simile alla madre patria <b>Germania</b>: freddo, tempo da cani tutto l'anno, ancora freddo...&nbsp; <div><br>In un intervista rilasciata pochi giorni fa a <b>Monica Tosolini</b> su <i><b>Udineseblog.it</b></i>, Merkel non si è detto molto entusiasta per come sia andata la sua carriera fin'ora. Maturato nella giovanili del diavolo rossonero, era arrivato in prima squadra per poi approdare a <b>Genova</b>, sponda rossoblu. Sballottato da una parte e dall'altra, lontano dalla <b>Bundesliga</b> che ama tanto.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>Poi è arrivata l'Udinese, ne acquista la metà del cartellino ma non lo fa giocare. Il perché non lo sa nemmeno Merkel, fatto è che si trova a passare da una delle squadre più titolate del mondo al campionato cadetto inglese, la <b>Championship</b>, con il Watford dei Pozzo.<br><br>Deluso è dir poco e sicuramente il giovane tedesco mirava a qualcosa di più alto. Non ne fa mistero, dire chiaramente che a quest'ora si vedeva già in un top club europeo. Molti giornali davano per fatto il suo passaggio, già a gennaio, all'<b>Hoffenheim</b> ma alla fine era rimasto comunque nell'orbita dell'<b>Udinese</b>. Dicevano che non avesse legato con l'allenatore in Italia, che non lo facesse giocare per antipatia, nessuno sa la verità se non i due diretti interessati. Comunque sia, di stare a lungo nella serie B d'oltremanica a Merkel non va proprio.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>La chiamata della madre patria non si rinuncia mai, anche perché il giovanotto vorrebbe tornare in nazionale e di strada ne può fare tanta. Se solo la facesse come quando era al Milan, ai tifosi friulani verrebbero veramente le lacrime agli occhi per la gioia.</div>uttd01uttd01merkel.jpgSiNmerkel-udinese-rammarico-watford-1012847.htmSi101268101,02,03010409
491012829NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Pietro Anastasi in un` intervista a tuttotondo20140426205223Anastasi, tra l`amore eterno per la Juve e la sua Sicilia<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Contro il Benfica, a Lisbona, la Juventus del primo tempo non mi è piaciuta, ma nel secondo tempo ho rivisto una squadra efficace e volitiva. Dopo il gol di Tevez, infatti, i bianconeri</SPAN></B><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">avrebbero potuto anche vincere. Ma, per quell’attimo di distrazione……”.</B> A parlare è <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietro Anastasi</B>, ex calciatore della Juventus e juventino doc da sempre, che abbiamo intervistato dopo la prima semifinale di Europa League. Anastasi è arrabbiato con Bonucci, il quale soffre di reiterate amnesie che penalizzano periodicamente la difesa e tutta la Juve. “<B style="mso-bidi-font-weight: normal">Non si può subire un gol così a soli due minuti dall’inizio della gara. Su quel calcio d’angolo, il centrale juventino avrebbe dovuto alzarsi e prendere di testa quel pallone anticipando l’avversario. Invece, Bonucci si è abbassato ed ha dato l’opportunità di segnare a Garay. Un’ingenuità che a questi livelli non è davvero ammissibile”.</B> Pietro parla senza freni inibitori, amareggiato com’è nell’aver visto la sua Juve soffrire nel primo tempo in maniera eccessiva. Poi, l’analisi della partita si sposta al secondo tempo, e qui ci siamo. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Nella ripresa la Juve è sostanzialmente cambiata, ed è ritornata a essere la squadra che tutti conosciamo. Evidentemente, Conte ha dato la giusta strigliata ai suoi giocatori che sono apparsi subito più attenti e sicuri nel voler ribaltare il risultato. Ho visto molte azioni di pregevole fattura e un Tevez all’altezza della situazione, che però non è stato supportato a dovere da un Vucinic apparso nullo in ogni azione d’attacco”.</B> E’ grande amore quello di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietruzzu Anastasi,</B> un amore per la sua Juve che spesso lo fa arrabbiare, soprattutto in considerazione del fatto che i grandi numeri che ha potenzialmente la squadra di Conte, episodicamente vengono ridimensionati da amnesie e ingenuità che non possono essere riconducibili a giocatori di questo livello. Poi, il gol di Tevez che interrompe il suo lungo digiuno di reti in campo internazionale è coinciso con il meritato pareggio della Juve. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“La rete dell’argentino”</B> dice Anastasi, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“è arrivata dopo una lunga supremazia territoriale dei bianconeri che hanno saputo imporre il proprio gioco con i suoi esterni e con Pogba, un giocatore che nonostante la sua giovane età si può certamente considerare un vero</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">campione”</B>. Intanto passano i minuti e la Juve di Conte dopo il gol di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Tevez</B> sembra ancor più concentrata a far sua la gara o, perlomeno, conservare quel punteggio di parità che sarebbe importante per la gara di ritorno allo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juventus Stadium.</B> Ma, sul finire della gara, ecco ancora un gol dei lusitani che si poteva evitare con maggior attenzione. Pietro, adesso, appare meno arrabbiato e, nonostante la sua Juve abbia perso il confronto contro il Benfica per 2 a 1, è fiducioso per la gara di ritorno e per la qualificazione dei bianconeri alla finale di Europa League nel “teatro” dello Juventus Stadium. E così, girando pagina, chiediamo ad Anastasi cosa manca ancora a questa Juve per essere competitiva con le prime della classe in Champions League, fin dalla prossima stagione. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sento che le migliori squadre europee ci chiedono Pogba e che vorrebbero acquistarlo per 70 milioni di euro. A mio avviso, il “sacrificio” del francese è da prendere in considerazione perché con quei soldi puoi comprare Madzukic che vale 30 milioni di euro, De Maria che ne vale altri 30 e con i rimanenti 10 milioni di euro puoi comprare un ottimo difensore con grande esperienza internazionale”.</B> Ha le idee chiare, il buon Pietruzzu da Catania, il quale non dimentica mai la sua Sicilia e neanche la squadra etnea che, purtroppo, sembra destinata alla Serie B. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sono molto contento che il Palermo ritorni in Serie A, ma mi rattrista il pensiero di vedere il mio Catania in una situazione di classifica che pregiudica il declassamento nella serie inferiore. Tuttavia, da quando è stato chiamato Maurizio Pellegrino sulla panchina etnea, ho rivisto un Catania diverso, sia a Milano contro il Milan, sia in casa contro la Sampdoria. Restano purtroppo quattro partite al termine e 12 punti disponibili. E chissà cosa può succedere ancora, se il Catania dovesse</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">vincere a Verona….”.</B> Finisce qui il nostro incontro con <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietro Anastasi</B>, il Pietruzzu siciliano di lontana memoria che è stato l’orgoglio della sua amata terra. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Io amo la mia Sicilia, ogni angolo mi ricorda la mia giovinezza e il mio inizio di carriera. Permettetemi un saluto speciale a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Milazzo e ai milazzesi che mi hanno accolto così bene la scorsa estate in occasione di una conferenza stampa svolta nel bellissimo Hotel Il Principe, posto nell’antico</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">e pittoresco borgo marinaro di Vaccarella. Non dimentico neppure quella bellissima serata di teatro dialettale, cui sono stato invitato presso il piazzale del Carmine nel cuore di Milazzo, in</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">una calda serata d’estate sotto le stelle.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">E’ stato bello vedere tanti giovani venirmi incontro e chiedermi l’autografo. Chissà, forse i loro padri gli avevano raccontato di me e di quanto ho fatto nella mia carriera di calciatore”.</B></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 14pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>LisbonaFL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-pietro-anastasi-in-un`-intervista-a-tuttotondo-1012829.htmSi100451001,02,03,06,07,09030491
501012823NewsCampionatiUn giorno a Villar Perosa nel ricordo dell` «Avvocato»20140421111940«Aprite quella cappella e consentite l`omaggio alla tomba di Gianni Agnelli«&nbsp; <br><strong> </strong><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Villar Perosa<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>per i tifosi bianconeri, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>non solo, rappresenta la località<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>collinare,dove la<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Signora del calcio italiano svolgeva ogni estate negli anni ’80 <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>il ritiro pre-campionato. Questa cittadina della Val Chisone situata a poco più di <st1:metricconverter w:st="on" productid="400 m">400 m</st1:metricconverter>. sul mare, ideale quindi per favorire l’ossigenazione e lo smaltimento delle tossine <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>muscolari,che si accumulavano durante la dura <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>preparazione pre-campionato, è famosa anche per aver dato <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>i natali <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>a quasi tutti membri della famiglia<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Agnelli,compreso quindi l’Avvocato,indimenticato e insuperabile presidente del club bianconero,che qui si trova seppellito nella cappella di famiglia ,che domina dall’alto <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>il piccolo cimitero di Villar Perosa.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Così una fredda mattina di Aprile siamo saliti fin quassù,io e l’amico fraterno Salvino,giornalista,che divide il cuore fra la passione granata e l’amore per la sua Milazzo ,entrambi animati da un sentimento romantico di <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>amarcord sui luoghi ,che furono calpestati dai tacchetti degli <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>eroi bianconeri di quegli anni,ma con la voglia inconfessata di portare anche<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>un semplice saluto e forse,chissà,recitare una preghiera, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>davanti all’ultima dimora<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>del<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>presidentissimo .</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Sorpresa e delusione si stampano però <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ben presto sui nostri volti, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>allorchè ci accorgiamo che la cappella,dove giacciono gli Agnelli è chiusa,ma che non lo è solo per quella giornata magari sfortunata per noi,ma lo è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>per tutto l’anno,tranne,come ci informa l’unica visitatrice presente quella mattina al Cimitero,nel giorno della commemorazione dei Defunti,in cui viene aperta a quanti, tifosi bianconeri o meno, volessero visitarla.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">La delusione si tramuta ben presto in rabbia, quando avvicinandoci con la speranza di sbirciare all’interno <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>della cappella,ci rendiamo conto che pesanti lastre marmoree coprono alla nostra vista le tombe del mausoleo. “Sono messe lì perché gli uccelli,penetrando attraverso i buchi delle inferriate dei cancelli,portavano danno alle tombe”, così ci dice <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>la nostra amica, forse per addolcire un po’ la nostra amarezza.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">E’ così che, quasi naturalmente, inizia una sorta di intervista,si proprio un’ intervista, nel silenzio delle <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>tombe di quel piccolo cimitero, fra una donna anziana,che viene tutte le mattine in quel luogo triste, ma ben curato,dove riposa il marito<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>due siciliani,intirizziti dal freddo pungente che solo<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>un giorno di primavera nella Val Chisone può regalarti,ma anche piacevolmente<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>sorpresi da quell’incontro inatteso con una donna ,di nome Amalia,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>abbarbicata ai suoi ricordi,alle sue radici:Villar Perosa, un tempo animatissimo e ricco paese di brava e bella gente, perché gli Agnelli sono stati la fortuna e la maledizione<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di questa vallata,caduta in disgrazia come la Fiat.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“Guardate giù, vedete? il mio paese <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è deserto,non c’è più nulla,tutti hanno chiuso ; i ragazzi scappano con la speranza di trovare un lavoro altrove. Anch’io ho una figlia che&nbsp;studia&nbsp;a&nbsp; Londra. Mentre parla i suoi occhi si riempiono di lacrime e il suo petto di sussulti.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>“ Quando veniva la Juve,sapeste che festa però ragazzi! Ricordo bene Trapattoni,si proprio lui,il mister:ha avuto tanto dalla Juve e dall’Avvocato… e adesso? chi l’ha visto? Non è più venuto neanche a portargli un fiore al nostro Avvocato!<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>E così tanti altri come lui!Che pena!”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>E’ un fiume in piena la povera Amalia adesso che ha preso confidenza con i suoi interlocutori. “Tutto il paese si è arricchito con gli Agnelli e anch’io ho lavorato tanto,anche troppo mi diceva mio padre,ma mi son fatta una bella casa con i<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>risparmi messi da parte. Scusate per le lacrime,ma non le riesco proprio a trattenere! E’ anche la rabbia di assistere a tanta ingratitudine. La cappella? Dovrebbero curarla i giardinieri,che si occupano della Villa degli Agnelli, giù in paese,,ma non vengono quasi mai; e dire che dovrebbero farlo <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>gratis, dopo tutto quello che gli Agnelli hanno portato <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>alle nostre famiglie.” </font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Fa più freddo da quando siamo arrivati o forse è <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>lo sfogo di Amalia a raggelarci dentro.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">L’intervista può bastare ,ce lo leggiamo negli occhi io e Salvino, non vogliamo affondare il coltello sulla ferita aperta e Amalia ci appare veramente prostrata. Le foto di rito alla nostra intervistata sulla scalinata della Cappella e ,prima di andare via, chiediamo ad Amalia se possiamo pubblicare il suo sfogo.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">“Ma si….tutti devono sapere che non è consentito <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>portare neanche un fiore sulla tomba dell’Avv. Agnelli”.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Parole sante! Del resto c’è chi si spinge<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>facendo migliaia di chilometri fin quassù per testimoniare il proprio affetto, immutato negli anni, davanti alla tomba di un uomo,che ormai è entrato a far <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>parte della storia del nostro Paese.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">E anche se la vita di un individuo finisce in cenere con la morte, i valori,gli ideali,le illusioni,che quell’uomo ci ha regalato vanno ben oltre la sua morte;esse rimangono nella memoria dei vivi consentendo così di lasciare quell’ “eredità d’affetti”,di Foscoliana memoria,che è garanzia per una sopravvivenza ideale dopo la morte. </font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">“Aprite quella cappella e consentite l’omaggio alla tomba di Gianni Agnelli!” : è un invito ai suoi eredi,che ci sentiamo di avanzare assieme ad Amalia,che, chi si troverà a passare da queste parti,riconoscerà facilmente perchè ogni mattina non si stanca mai di pregare sulla tomba del marito, con quegli occhi lucidi,che non smettono mai di volgersi<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>verso la cappella degli Agnelli e sulla sua Villar Perosa.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">E’ così che chi muore,può essere ricordato dai vivi, attraverso la sua sepoltura e dinanzi ad essa quei ricordi, rimpianti, insegnamenti,che ci ha lasciato in eredità, daranno un<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>senso e non renderanno vana la sua esistenza.</font><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;</font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Attilio<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Andriolo</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Villar Perosa (To)fl0711fl0711orologio-007.jpgSiNun-giorno-a-villar-perosa-nel-ricordo-dell`-«avvocato»-1012823.htmSi100451001,02,030301032
511012732NewsCampionatiInter, Mazzarri: «Siamo sfortunati. Ci prepariamo per il prossimo match»20140224193734interAbbiamoL'allenatore dell'Inter, Walter Mazzarri, è stato intervistato da&nbsp;Sky Sport&nbsp;a Biella per la presentazione del suo libro "Il meglio deve ancora venire".<br><br> Che lunedì è questo dopo la gara di ieri?<BR>"Un lunedì non tanto bello, non sono contento del risultato. Non è una sconfitta, ma pensavamo di aver meritato i 3 punti".<br><br> La prestazione?<BR>"Abbiamo faticato nel primo tempo anche per merito del Cagliari, ma nel secondo tempo abbiamo fatto il massimo sotto tutti i punti di vista. Purtroppo ci è andato un po' tutto male e non è la prima volta: ormai ci mancano diversi punti, direi anche 7-8. C'è rammarico. A volte facciamo fatica a sbloccare il risultato in casa, specie con squadre chiuse. E' successo di non aver giocato bene, ma spesso - come ieri - non siamo stati nemmeno fortunati".<br><br> Sugli errori arbitrali: "Ho già parlato ieri, siamo sfortunati. Ma non mi fate dire di più".<br><br> Su Hernanes e Icardi: "Icardi è migliorato, ha fatto 45' molto bene: valuterò in settimana e vedrete le mie scelte. Hernanes ci può servire tanto quest'anno e anche in futuro: ha caratteristiche che non avevamo in rosa".<br><br> Sabato c'è il match con la Roma: cosa pensa di Garcia?<BR>"E' stato molto bravo al suo primo anno in Italia. Non lo conosco di persona, ma mi piace tanto, anche come si pone. Ha fatto bene al nostro calcio uno come lui. E poi anche la società ha lavorato bene: sono forti. Cercheremo di prepararci al meglio come sempre, è un match dal grande fascino".<br><br> D'Ambrosio non ancora pronto?<BR>"Si sta allenando bene, migliorando anche lui senza problemi. Io chiedo cose particolari agli esterni e chi sta giocando sta facendo bene, quindi ho preferito dare continuità".<BR><br><br>C1012317adm001adm001mazzarri-inter.jpgSiNinter-mazarri-siamo-sfortunati-prepariamo-il-prossimo-match-1012732.htmSiT1000026100075701,02,03030608
521012589NewsCampionatiInter, ma quanto è simpatico questo Thoir20131123223242interErick Thohir si presenta Faccia rotonda, sorriso accattivante, modi da gentiluomo e, a suo dire, ha l’Inter nel sangue ormai da tanti anni . Erick Thohir si presenta così al grande pubblico italiano, con le credenziali che sembrano cucite addosso per avere successo. I soldi non gli mancano, la simpatia è connaturata in lui come l’aria che respira e il rispetto per i media presuppone una simpatia particolare per il mondo dell’informazione. Già, l’informazione. Un mondo cui è molto legato per essere anche proprietario in Indonesia del giornale “La Repubblica”. Lo abbiamo visto ieri sera da Fabio Fazio in “Che tempo che fa”. Idee chiare e particolare senso dello humour sembrano scolpiti sulla sua pelle come la maglia dell’Inter. “Non so se Berlusconi sia a conoscenza che possiedo un giornale in Indonesia” – scherza – “ma io non voglio presentarmi candidato nel mio Paese….” Poi l’argomento si sposta sul futuro e sul mercato dell’Inter: “Stiamo costruendo un sistema che prevede l’acquisto di giocatori le cui caratteristiche siano compatibili con il modulo tattico di Mazzarri. Ho fiducia in lui e sono molto contento che Moratti lo abbia scelto. Abbiamo una buona base per i prossimi due o tre anni, ma l’Inter deve prepararsi per il 2016, quando la finale di Champions League sarà a Milano”. E’ interessante seguire la sua intervista e, mentre parla, ci chiediamo come un manager della sua levatura venuto dall’altra parte del mondo si sia innamorato così intensamente dell’Inter e, soprattutto, come possa seguirla tutte le settimane. “Ovviamente” dice “non potrò essere in Italia tutte le domeniche, tuttavia, sarò un tifoso nerazzurro a distanza. Infatti, mi alzerò alle 2,45 del mattino per vedere i match dall’Indonesia”. Non l’ha detto, ma dalle sue parole sembra davvero trasparire l’anima del vero tifoso, uno di quelli che alla domanda : “Ma chi te lo fa fare…..?” la risposta è scontata: “Per l’Inter, questo e altro…!”. Ma, su quello che sarà il prossimo scudetto dell’Inter, Thohir non si sbilancia: “Lasciamo che sia Dio a decidere. Non potrò mai fare ciò che ha fatto Moratti in 18 anni, ma punto a ottenere risultati regolari nel tempo”. E come può non essere simpatico un presidente che si presenta così?<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317FL0711FL0711thoir.jpgSiNma-quanto-e-simpatico-questo-thoir-1012589.htmSiT1000026100451001,02,03,07030607
531012583NewsCampionatiItalia, Montolivo: «Sfottò e discriminazione un confine molto labile»20131114201843montolivoTra le tante, abbiamo apprezzato Ci fa piacere riscontrare che, ultimamente, vista la situazione che sta vivendo il calcio, certe interviste fatte ai giocatori risultano meno banali e più culturalmente cariche di arricchimento. Tra le tante, abbiamo apprezzato l’intervista a Riccardo Montolivo che, dal ritiro azzurro di Coverciano, ha saputo sapientemente analizzare temi e concetti di scottante attualità. In primis, neanche a dirlo, il tema degli stadi, dei tifosi al suo interno e del razzismo, un problema culturale che sarà difficile da estirpare in breve tempo. “Non solo in curva ma in ogni settore dello stadio ci sono persone che non si comportano da tifosi” dice Montolivo “Lo sfottò deve esserci, fa parte del colore del calcio ma il confine con la discriminazione è assai labile, vanno messe delle regole ben chiare anche se il problema non si risolve così, bisogna partire dalla base. Non sono in grado di dire se le curve sono in mano alla criminalità organizzata. Giudicando da fuori non sembra che sia così”. Parole chiare, inconfutabili e allo stesso tempo costruttive che aiutano a riflettere prima di inoltrarsi su temi più calcistici, inerenti la Nazionale, il Milan e Mario Balotelli. Ma c’è ancora un’idea di Montolivo per quanto riguarda la cultura da stadio. Tuttosport ha lanciato l’ipotesi di fare accedere soltanto i bambini, alle curve squalificate dello Juventus Stadium di Torino. “Personalmente” dice Montolivo “li farei entrare non solo in curva, ma anche in tutti gli altri settori dello stadio”. Noi pensiamo che qualsiasi ipotesi atta a migliorare la cultura sbagliata di chi va allo stadio ad assistere a una partita di calcio sia ben accetta. Questo vuol dire prendere coscienza di una situazione insostenibile che, di fatto, è diventata molto pericolosa. Poi si passa al pallone. “La Nazionale è un’oasi felice per mettersi alle spalle un po’ dei problemi del Milan”. Ma, forse, non è questo il contesto adatto per approfondire le problematiche rossonere, anche se, Montolivo, da buon capitano, si cuce addosso il modello di difensore della “nave” milanista. Egli, infatti, difende Allegri per aver criticato Mario Balotelli. “Le critiche, quando sono costruttive, è bene farle a tutti indistintamente, dai ragazzi che arrivano dalla Squadra Primavera fino a Mario”. E poi, dice ancora, “ci vuole equilibrio nel giudicare. Non si può essere un giorno pallone d’oro e un altro essere ceduti. Non capisco perché ogni cosa che faccia Mario sia una notizia. Non è possibile che sia sempre messo sulla graticola. Adesso si parla addirittura di una sua cessione a gennaio. Non è vero niente, perché sono sicuro che Mario resterà ancora con noi”. Sono queste le parole di Riccardo Montolivo dal ritiro degli azzurri, in attesa di incontrare venerdì 15 novembre la Germania in amichevole. Una cosa è certa, il ragazzo ha dato capacità di maturità e di approfondimento su temi e situazioni che fanno della sua intervista un momento di assoluto interesse.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711montolivo-6.jpgSiNitalia-montolivo-sfotto-e-discriminazione-confine-molto-labile-1012583.htmSi100451001,02,03,06,07030313
541012540NewsCampionatiDe Laurentiis: Con Benitez abbiamo fatto Bingo20131026102332De Laurentiis: Con Benitez abbiamo fatto BingoDe Laurentiis: Con Benitez abbiamo fatto Bingo"<EM>Con Rafa Benitez abbiamo fatto Bingo</EM>". <STRONG>Aurelio De Laurentiis </STRONG>ai microfoni di Radio Kiss Kiss fa il punto sui primi mesi del nuovo Napoli targato Benitez ed elogia pubblicamente il lavoro del tecnico azzurro.<br><br> "<EM>Rafa è un grandissimo signore, è un grande allenatore, un maestro di calcio teorico e pratico e sa gestire benissimo i suoi uomini. L'esempio è come ha saputo gestire Higuain che è il nostro gladiatore. Un campione come Gonzalo deve andare in campo quando si sente forte e al massimo della forma. Su questo il mister sa valutare i sentimenti e la condizione del calciatori. <BR></EM><br><br> <EM>"Sotto questo profilo Benitez sta seguendo alla grande Gonzalo ed averlo fatto giocare dall'inizio a Marsiglia è stato importante per fargli ritrovare la sicurezza e la forma. Benitez ha poi brillantemete inserito il nostro Duvan facendolo giocare in Champions e dandogli l’opportunità di segnare un gol fantastico</EM>".<br><br> <SPAN class=null></SPAN> Poi il Presidente puntualizza alcune dichiarazioni rilasciate in una intervista sull'Equipe..."<EM>Io ho fatto una disamina sulla differenza che c'è tra la Champions League e L'Europa League. Purtroppo quest'ultima non può supportare economicamente i grandi Club che sono di livello superiore ed hanno costi di gestione elevato.&nbsp; L'Europa League è un torneo stancante ed inconcludente che ti porta via energie per il campionato. A quel punto io compro solo 17-18 giocatori e mi concentro sull'Italia. <SPAN class=null>Platini, che ha introdotto il fair play finanziario, poi però va in contraddizione istituendo un torneo per ricchi ed un altro per poveri".</SPAN></EM><br><br> <EM>"Platini poi deve capire che non basta un miliardo per la Champions, che non sono pochi ma neppure tantissimi per i costi di gestone dei calciatori.&nbsp; bisognerebbe dare almeno 5 miliardi di euro alle squadre partecipanti. Altrimenti Platini facesse una Champions con le squadre con minor indotto di tifoserie virtuali e noi organizziamo un campionato europeo in parallelo prendendo le squadre più importanti delle nazioni che hanno vinto più mondiali facendole giocare tra di loro in una super Lega. Il Napoli oggi come valore e indotto di tifosi virtuali non può giocare con pincopallo ma con Club titolati quali Barcellona, Real, Manchester, Bayern, PSG e così via</EM>".<br><br>gp01ctgp01ctde laurentiis.jpgSiNde laurentiis: con benitez abbiamo fatto bingo-1012540.htmSi-01,02,03,08010203
551012508NewsCampionatiDejan Lazarevic, nuovo acquisto gialloblu, si racconta in un intervista.20131019090848chievo, lazarevicDejan Lazarevic, nuovo acquisto gialloblu, si racconta in un intervista.Dejan Lazarevic, nuovo acquisto gialloblu, si racconta in un intervista.<br><br> "Arrivare qui è un gran passo per me, sono molto contento. Sono reduce da una buona annata, ho disputato molte partite e per questo devo ringraziare il Modena.<BR>Spero di giocare più possibile, devo allenarmi bene, c’è ancora tanta strada da fare ma sto lavorando per raggiungere la condizione migliore"<BR>Come ti ha accolto il gruppo? "Mi hanno accolto tutti molto bene, sono diventato amico di tutti, specie di Manuel Pamic."<BR>"In Serie A ho già debuttato, 4 anni fa ormai. Voglio giocarci di nuovo dando il meglio di me stesso e cercando di far la differenza il più possibile."<BR>Un pensiero infine sui tifosi: "Ho ricevuto una bellissima accoglienza da parte dei tifosi, con la festa al Bottagisio e quella a San Zeno. Li aspetto per le prossime partite a San Zeno di Montagna ed allo stadio!"<br><br>gp01ctgp01ctlazarevic.jpgSiNchievo lazarevic-1012508.htmSi-01,02,03010165
561012399NewsCampionatiUdinese, Totò Di Natale: trecentesima presenza in maglia bianconera20130927074440Di Natale, UdineseEnnesimo bagno di folla per Totò Di Natale, protagonista all`Udinese Store di Via Portanuova di un evento dedicato alla sua trecentesima presenza in maglia bianconera. Ennesimo bagno di folla per Totò Di Natale, protagonista all'Udinese Store di Via Portanuova di un evento dedicato alla sua trecentesima presenza in maglia bianconera.<BR><BR>Il capitano ha autografato centinaia di t-shirt celebrative e si è prestato volentieri per foto ricordo con i tifosi che hanno affollato il punto vendita del merchandising dell'Udinese.<BR><BR>Udinese Channel ha seguito l'evento in diretta. L'inviata Sarah Castellana ha intervistato Totò.&nbsp;<BR><BR>"<I>Sono contento perché anche oggi è venuta tanta gente, mi sento orgoglioso di aver indossato questa maglia per tanti anni. Spero di continuare e far bene</I>".<BR><BR><BR><BR><BR><B>La Lega Calcio ti ha "restituito" il gol segnato al Genoa, hai raggiunto Boniperti...</B><BR><BR>"<I>Mi fa piacere, il gol l'ho sempre sentito mio. Ho calciato in porta e la regola dice che se inquadri lo specchio il gol è tuo anche in caso di deviazione. Al di là di questo, sono contento soprattutto per la vittoria, ne avevamo bisogno</I>".<BR><BR><BR><BR><BR><B>Il tuo obiettivo personale?</B><BR><BR>"<I>L'obiettivo è di squadra, puntiamo a fare bene e migliorare di partita in partita. Il campionato è difficile, la squadra è giovane ma se avremo pazienza sono sicuro che alla fine i risultati arriveranno</I>. <I>Se lo meritano i tifosi e se lo merita la famiglia Pozzo che fa tanto per l'Udinese</I>"<BR><BR>GP01CTGP01CTudinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNdi natale udinese-1012399.htmSi-01,02,03010204
571012246NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Anastasi: «Giaccherini era fondamentale. Tevez e Llorente faranno bene»20130721124029calcioPietruzzo Anastasi <br>Pietruzzo Anastasi, detto “Petru u tuccu” (Pietro il turco) per la sua carnagione scura, è stato calciatore della Juventus dal 1968 al 1976. Centravanti di manovra ma anche di sostanza, ha realizzato numerosi gol condivisi con Roberto Bettega, suo compagno di squadra nella Juve di allora. E’ stato campione d’Europa con la Nazionale Italiana nel 1968. Si considera juventino doc, non solo perché ha militato tra le fila della “Vecchia Signora”, ma anche perché, come lui dice, si tratta di una passione che ha radici lontane. E, come tutti gli juventini, in questo momento appare raggiante di gioia per il secondo scudetto consecutivo ottenuto dall’era di Antonio Conte e per i grandi obiettivi che la squadra bianconera si prefigge per il nuovo anno calcistico 2013’14. Il nostro incontro avvenuto a Milazzo in un pomeriggio assolato d’estate è amichevole, spontaneo, lontano da ogni logica professionale. Pietro è rimasto così, un ragazzo semplice lontano da ogni schema predestinato a farsi pubblicità gratuita. Lui non ne ha bisogno, non ne ha mai avuto la mentalità, neanche quando la ribalta ha acceso per lunghi anni i riflettori sulla sua persona. Insieme a sua moglie Anna, all’amico Dr. Attilio Andriolo e a mia moglie, gli facciamo vedere Milazzo, visitare il Castello e ammirare il paesaggio da mozzafiato che offre la cittadina mamertina. Uno spettacolo per gli occhi e per l’anima che, nonostante la calura del giorno estivo, il faticoso saliscendi di ripide salite, i gradini sconnessi dal tempo e le mura antiche del Castello che esprimono tutto l’orgoglio di una storia davvero unica nel suo genere, non tiene conto dei disagi e dello sforzo fisico per arrivare fino in cima ad assistere al meraviglioso panorama . Ma Pietro Anastasi e Anna non si arrendono alla fatica, sono caparbi perché capiscono l’importanza di visitare le stanze, i cunicoli e gli angoli crepati di una storia antica le cui radici affondano attraverso le sue pieghe più profonde. E, dopo questo tuffo tra storia e magnifici scorci panoramici, ci rechiamo all’Hotel “Il Principe” di Milazzo per la nostra intervista. Lì, nel borgo antico di Vaccarella, fulcro della pesca e del duro lavoro della gente di mare, sorge il magnifico albergo gestito con sapienza e professionalità da Pino Ragusi. L’accoglienza e l’ospitalità del personale dell’elegante albergo sono perfette e lo sparuto gruppo di amici e sostenitori venuti ad assistere all’intervista, fa da cornice perfetta a ciò che Anastasi desiderava, e cioè un incontro informale fatto di semplicità, privo di orpelli e clamori. Noi che siamo giornalisti di lungo corso, non possiamo far altro che rispettare il volere di un ex campione calcio che non perde occasione per dimostrare la sua semplicità d’animo e il desiderio profondo di ritrovarsi a rievocare i suoi trascorsi calcistici e umani con pochi intimi rappresentanti della sua Sicilia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Anastasi, quali sentimenti provi nel ritornare ogni anno nella tua terra natia?<br>“E’ sempre una grande emozione. Quando arriva l’estate mia moglie mi dice che sono ansioso; in effetti sento a livello di pelle questo ritorno annuale nella mia terra d’origine e non vedo l’ora di rivedere i miei fratelli, gli amici, il mio mare e risentire i profumi particolari che solo la nostra Sicilia è in grado di emanare”.<br>Che cosa pensi della città di Milazzo?<br>“Bellissima città, uno straordinario angolo di mondo che dovrebbe essere protetto e curato come un tesoro da custodire. Purtroppo, ho seguito da lontano le vicende legate al declassamento repentino del calcio Milazzo. Non conosco i motivi di questa disfatta, tuttavia, ritengo un vero peccato aver disperso ciò che faticosamente si era creato in breve tempo. Auguro a Milazzo e a tutti i tifosi mamertini di ritrovare presto la tranquillità e la soluzione al problema. Il calcio è linfa di aggregazione sociale, apportatore di grande turismo e movimenti economici e commerciali assolutamente rilevanti per la vita di una città. No, il calcio a Milazzo non può morire. Sarebbe un sacrilegio!”<br>Cosa ti dà la Sicilia che altri posti al mondo non ti hanno saputo dare?<br>“La Sicilia mi dà la spensieratezza e la rilassatezza di una vacanza serena. Poi si ritorna a casa e, chissà perché, ricominciano i problemi dovuti a una quotidianità che non ha più il sapore intenso della vacanza“.<br>Il pallone, la tua vita. Prima praticato per passione e poi da professionista del calcio. Che cosa ricordi del tuo glorioso passato?<br>“ Ripenso spesso a tanti momenti della mia vita legata al pallone, a un excursus fatto di arrivi e ripartenze. Ricordo gli anni dei giochi all’Oratorio San Filippo Neri di Catania e la mia partecipazione ai campionati CSI con la squadra Juniores della Trinacria. Poi, a sedici anni, sono passato alla Massiminiana di Catania dove sono rimasto per due anni, conquistando assieme ai miei compagni la Serie C. Poi, per caso, Il direttore sportivo del Varese Casati mi vide giocare e mi fece acquistare dalla squadra lombarda per 40 milioni di lire”.<br>Ti ritieni più fortunato o più bravo?<br>“La vita ci insegna che per raggiungere certi obiettivi c’è bisogno di entrambe le cose e, come tale, ritengo di essere stato fortunato ma anche bravo”.<br>Come nasce la tua fede sportiva per la Juventus?<br>“ Fin dai tempi in cui facevo il raccattapalle al Cibali di Catania. Ricordo che la Juve di allora composta da Charles, Sivori,&nbsp; Boniperti e altri illustri giocatori mi conquistò. Feci una foto con Charles e, ancora oggi, la conservo tra le mie cose più care. Chi l’avrebbe mai detto che da lì a qualche anno dopo, avrei indossato la maglia che ho sognato per una vita!”.<br>Quando ti volle l’allora dirigente della Juventus Catella, diventasti subito l’emblema sociale di tanti meridionali che in quel periodo storico lasciarono la propria terra in cerca di fortuna al Nord d’Italia. Sentivi una certa responsabilità per questo?<br>“ Ero il terrone venuto dal Sud e con me lo erano anche Causio, Cuccureddu, Furino. Diciamo che non era facile essere titolare della Juventus a vent’anni. Noi rappresentavamo il sogno di tanti giovani calciatori di allora che desideravano di poter inseguire con lo stesso successo quello che noi avevamo ottenuto”.<br>Ricordo il bagno di folla nel ritiro estivo di Villar Perosa e il delirio di tuoi fan alla ricerca di un autografo o di una foto con dedica. Perché tu più di altri?<br>“Diciamo che ho sempre avuto un buon rapporto con i tifosi. Io non so se mi hanno voluto bene più di altri, so soltanto che tra di noi si era creato un feeling colmo di simpatia e affetto che era assolutamente reciproco”.<br>Alcuni dicevano che non sapevi stoppare la palla!<br>“Forse. Ma ero veloce, arrivavo sempre prima degli altri sul pallone e, qualche volta, pressato com’ero dagli avversari di turno, mi capitava di sbagliare alcuni gesti tecnici fondamentali”.<br>Certi maligni d’allora dicevano che non andavi d’accordo con Bettega. E’ vero?<br>“Non è vero. Con Roberto si era instaurata una bella amicizia. Allora eravamo entrambi giovani. Poi lui si ammalò ed io fui molto dispiaciuto di non averlo in squadra accanto a me per un certo periodo. Quando tornò in squadra, fui felice per lui e per me”.<br>E lasciamo per un attimo i ricordi per tuffarci nel presente. Che cosa pensi della Juventus di oggi che ha acquistato Tevez, Llorente, Ogbonna, è interessata a Zuniga e Diamanti ma ha anche ceduto Giaccherini?<br>“ Giaccherini era una pedina troppo importante per Conte che poteva sistemarlo in diversi ruoli del suo schema tattico. Tuttavia, per la necessità di fare cassa e arrivare all’acquisto di un Top Player, era necessario dover vendere. Ritengo che il processo di sfoltimento della rosa della Juve non sia ancora terminato e penso che qualcuno tra Matri, Quagliarella, Giovinco, debbano essere ceduti per forza di cose”.<br>Pensi che alla Juve bastino già questi acquisti per essere finalmente competitiva in Champions League?<br>“Sicuramente è stato fatto un notevole salto di qualità e il gap tra la Juve e le altre squadre europee si è accorciato di molto. Peccato non essere arrivati ad acquistare Jovetic, perché con lui in squadra sarebbe stata un’altra cosa”.<br>Pensi che un trequartista come Diamanti potrebbe servire alla causa della Juventus?<br>“Sicuramente. Diamanti é un giocatore che mi piace; è estroso e capace di giocate interessanti. Sono certo che con il suo eventuale acquisto, la rosa della Juventus si avvantaggerebbe sotto l’aspetto della qualità”.<br>Vucinic e Marchisio sono richiesti da alcune squadre estere. Pensi che sia opportuno cederli per un fatto economico?<br>“ Vucinic è importante per la Juve ma non è un giocatore che assicura continuità di rendimento. Marchisio, invece, vista la sua giovane età e la sua importanza nell’assetto tattico del centrocampo bianconero, può diventare l’emblema di questa Juventus”.<br>A questo punto del mercato di calcio, quale squadra può rappresentare realmente l’anti Juventus?<br>“Sempre le stesse squadre. Penso che alla fine si contenderanno lo scudetto sia la Juve, che il Milan, l’Inter, il Napoli, la Fiorentina, la Roma, la Lazio. Non vedo altre novità nello scenario del calcio italiano”.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Tu che hai rappresentato una parte storica importante della Juve di tutti i tempi, perché a fine carriera non sei rimasto nei ranghi della società con incarichi differenti?<br>“ Perché le società non si possono inventare dei ruoli per tutti i calciatori che hanno giocato tra le proprie fila. Furino, Bettega, Morini, hanno deciso di rimanere a Torino e hanno assunto ruoli importanti nell’ambito della società bianconera. Io non volli propormi; forse aspettavo una proposta che non arrivò mai. Avrei dovuto chiedere, ma non l’ho mai fatto forse per orgoglio. Ma, con il senno di poi……!” <br>Pietro Anastasi davanti allo specchio. Il bello e il brutto del tuo carattere.<br>“Ero abbastanza permaloso, ma nel tempo sono cambiato in meglio. Il lato buono del mio carattere? l’applicazione che ho sempre messo nel mio lavoro”.<br>Che cosa hai provato dopo aver segnato quello storico gol nella Nazionale Italiana contro la Jugoslavia, nel corso dei Campionati Europei del 1968?<br>“Avevo vent’anni e sinceramente non ricordo bene neanche come ho fatto a fare quel gol. Sarà stata la forza dei miei giovani anni, oppure l’istinto che alberga in me da sempre come qualità importante del mio essere calciatore. Fatto è che ho provato una gioia indescrivibile, un qualcosa di così grande che ancora oggi a parlarne mi suscita forti emozioni”.<br>Per finire. Se dovessi tornare indietro nel tempo a ripercorrere la strada professionale che ti ha dato tanto, rifaresti le stesse cose o cambieresti qualcosa?<br>“Forse avrei dato più ascolto a mia moglie Anna nell’essere meno impulsivo e più riflessivo in certe decisioni importanti della mia vita. Ma si sa che la vita è anche fatta di queste cose. Si nasce, si cresce e si cambia. L’importante è ravvedersi e migliorare! Anche se tornare indietro, non è più possibile”.<br><br>Salvino Cavallaro<br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-anastasi-giaccherini-era-fondamentale-teve-e-llorente-faranno-bene-1012246.htmSiT1000007100451001,02,03030669
581012125NewsCalcio EsteroMou attacca CR7: «Pensa di sapere tutto...»20130606094663mourinho Ronaldo pepe«Non mi pento di nulla, non ne vale la pena«<strong>Josè Mourinho</strong> non le ha mai mandate a dire, e manco stavolta si tira indietro: intervistato dal giornale "Punto Pelota" infatti, il tecnico portoghese ha degli argomenti più caldi riguardanti la sua avventura al Real Madrid.<br><br>Tanto per gradire ecco la stoccata, ecco la stoccata a<strong> Cristiano Ronaldo</strong>, con cui negli ultimi tempi si era intaccato il feeling: <em>"<strong>Lui pensa di sapere tutto e che un allenatore non possa farlo crescere</strong>. Ho avuto un problema molto semplice con lui: l'ho criticato dal punto di vista tattico e non l'ha presa bene. Nelle ultime settimane diceva di essere infortunato e non ne dubito...&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lui con me ha fatto<strong> tre stagioni fantastiche</strong>: non so se sono state le migliori della sua carriera, ma abbiamo trovato delle soluzioni per far esprimere al meglio il suo potenziale."</em><br><br>Da Ronaldo a Pepe, altro portoghese:<em> " Era con più d'un piede fuori dal Real, ma<strong> ho lottato per fargli avere un contratto adeguato.</strong> Poi ha cominciato a giocare un ragazzo 13 anni più giovane di lui</em> (Varane, ndr), <em>che a mio parere meritava di più, e lui ha capito. Pepe comunque resta un giocatore fantastico."</em><br><br>Lo Special One però non si pente di nulla: <em>" Sono orgoglioso di aver allenato il Real, sono arrivato nel momento migliore della mia carriera e se non fossi passato da questo "monstro" non sarei rimasto soddisfatto. <strong>La cosa migliore per i miei giocatori era che andassi via, ma non mi pento di nulla, non ne vale la pena."</strong></em><br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL0141cristiano-mourinho.jpgSiNmou-attacca-cr7-pensa-di-sapere-tutto-1012125.htmNo100205001,02,03,06,07,08,09030362
591012101NewsCalcio EsteroESCLUSIVA ILCALCIO24 - Monachello: «Voglio ripagare sin da subito la fiducia del Monaco»20130529134835Monachello Monaco mercato intervistaIntervista all`attaccante siciliano dopo il suo approdo al Monaco<P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Sono passati circa 10 mesi da quando noi di "Il Calcio 24" abbiamo intervistato, con grande piacere, Gaetano Monachello che aveva militato nelle giovanili di Inter e Parma e si apprestava ad affrontare un'avventura all'estero, con gli ucraini del Metalurg (qui potete leggere l'intervista: <A href="http://www.ilcalcio24.it/calciomercato/esclusiva-intervista-a-gaetano-monachello-il-vieri-ucraina-1006779.cfm">http://www.ilcalcio24.it/calciomercato/esclusiva-intervista-a-gaetano-monachello-il-vieri-ucraina-1006779.cfm</A> ). In questi mesi sono cambiate davvero tante cose e la carriera del giovane attaccante nato in provincia di Agrigento ha subito una notevole accellerata. Dopo 6 mesi in Ucraina infatti, nel mese di gennaio Monachello è passato all'Olympiakos Nicosia, club che milita nella prima divisione del campionato cipriota. Qui il ragazzo ha avuto modo di mettere in mostra tutte le proprie doti, segnando goal importanti e ricevendo continui elogi sia dalla stampa locale che da quella del nostro paese. Ma la vera e propria consacrazione dell'attaccante classe '94 arriva qualche settimana fa, quando arriva la chiamata del Monaco che decide di acquistare l'ex Olympiakos. Il club francese, fresco della promozione in Ligue 1 dopo un anno di "purgatorio" nella seconda divisione transalpina, è al centro di un importante progetto di ricostruzione, grazie anche al consistente capitale economico che è stato investito (si pensi agli arrivi di Moutinho e Rodriguez dal Porto per una cifra complessiva vicina ai 70 milioni) e che verrà investito per portare subito il club biancorosso ai vertici prima del campionato francese e poi delle competizioni continentali. Abbiamo contattato in esclusiva Gaetano Monachello, che si segnala sempre per la sua grande umiltà e professionalità oltre che per le sue doti balistiche, per parlare con lui dei mesi trascorsi e soprattutto del suo approdo nel nuovo club, sperando che anche questa seconda intervista possa portare fortuna alla carriera del giovane attaccante siciliano.<BR><BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Gaetano c'eravamo lasciati lo scorso luglio quando ti eri appena trasferito al Metalurg, squadra militante nel campionato ucraino. Come sono cambiate in 10 mesi la tua vita e la tua carriera?</B><BR>In questi mesi sono cambiate tante cose fortunatamente tutte in positivo. Soprattutto l'esperienza che ho fatto da gennaio fino a giugno a Cipro mi ha fatto crescere parecchio.<BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Lasciato appunto il Metalurg a gennaio sei andato a giocare a Cipro, dove ti sei messo in mostra come uno dei protagonisti della tua squadra. Cosa hai imparato da queste prime due vere e proprio esperienze all'estero?</B><BR>La cosa più importante che ho imparato è l'inglese, quello è stato fondamentale per me. Poi sono cresciuto molto anche a livello umano perché la lontananza dai miei familiari e dai miei cari è stata davvero dura, però mi ha aiutato a maturare molto in questo periodo.<BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Parlando però del presente è arrivata una chiamata molto importante: quella del Monaco. Cosa hai provato quando hai saputo dell'interessamento del club francese?</B><BR>Sono stato felicissimo, mi sono sentito più o meno come un bambino che riceve il suo primo giocattolo! E' un traguardo davvero importante per la mia carriera, ma non lo vedo assolutamente come un punto di arrivo, voglio fare sempre meglio!<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Il Monaco, pur essendo stata appena promossa in Ligue 1, sta investendo un capitale economico molto importante che lo porterà sin da subito ad essere un club tra i più importanti in Francia. Pensi di poter dare un contributo importante sin da subito per raggiungere gli obiettivi di una squadra come quella biancorossa?</B><BR>Io credo che ognuno dia sempre quello che può in base alle proprie capacità. I dirigenti del club francese hanno creduto subito in me e io voglio ripagare la loro fiducia, magari segnando qualche goal sin dall'inizio<B><BR></B><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- I francesi hanno battuto tutti sul tempo assicurandosi il tuo ingaggio già da maggio. C'erano altri club, magari italiani, che avevano preso contatti in vista di un possibile trasferimento?</B><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">C'erano altre squadre interessate, ma ciò che è importante è che il Monaco si sia mosso prima di tutti ed io sono davvero orgoglioso di questo e della scelta che ho fatto<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Parlando dei tuoi sogni durante la scorsa intervista hai detto che sicuramente speravi di arrivare il più in alto possibile e perché no, un giorno, tornare nel calcio che conta in Italia. Può essere questa un'opportunità che ti potrebbe portare decisamente più vicino ai tuoi sogni?</B><BR>Come ho già detto poco fa l'approdo nel club francese non lo considero un punto di arrivo ma un momento della mia carriera dal quale spero di imparare moltissimo. Poi per sogni e speranze c'è sicuramente tempo!<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><B>- Oltre a te il club ha già messo a segno alcuni colpi importanti, si pensi a Rodriguez e Moutinho dal Porto. Cosa si prova a sapere che a breve giocherai al fianco di campioni di questo calibro?</B><BR>Sono davvero emozionato ed orgoglioso. Spero di riuscire a dare il massimo e di dimostrare anche in Francia tutto il mio valore!<BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007858FL0676FL0676monachello2.jpgSiNintervista-monachello-voglio-ripagare-fiducia-del-monaco-1012101.htmSi100664801,02,03010647
601011989NewsCampionatiCristiano Ronaldo tradisce Irina con Miss Bum Bum VIDEO20130430102523Cristiano Ronaldo e Miss Bum BumVideoIl presunto tradimento di Cristiano Ronaldo finisce sui tabloid inglesi. Il Sun ha pubblicato infatti una lunga intervista a Andressa Urach, 27 anni, una delle partecipanti a “Miss Bum Bum”, il concorso che premia il miglior fondoschiena del Brasile. La modella brasiliana ha raccontato una notte di sesso con l’asso del Real Madrid.<br><br>Ecco un video della sexy modella brasiliana.<br><br>Link Video: <a href="http://livehighlights24.com/2013/04/30/andressa-urach-miss-bumbum/">http://livehighlights24.com/2013/04/30/andressa-urach-miss-bumbum/</a><br><br>FL0411FL0411andressa-urach.jpgSiNcristiano-ronaldo-tradsce-irina-con-miss-bum-bum-1011989.htmSi100075701,02,03010465
611011881NewsCampionatiAntonio Caprarica: «Deluso dal calcio italiano dopo gli scandali che hanno coinvolto la mia squadra del cuore. Bisogna cambiare»20130421202719antonio capraricaEsclusiva a cura di Pascal DesiatoOspite a Caltagirone dell'Accademia italiana della Cucina per parlare della sua esperienza ospite a pranzo dalla Regina Elisabetta,&nbsp;avvenuta qualche anno fa, e presentare il suo ultimo capolavoro "Ci vorrebbe una Thatcher", omaggio all'omonima lady di Ferro britannica, ha parlato in esclusiva per IlCalcio24.com l'inviato per la Rai a Londra Antonio Caprarica. <BR><BR>Il giornalista, nativo di Lecce, ha esordito come redattore sindacale del settimanale Mondo Nuovo; tra il 1976 e il 1978 ha commentato prima la cronaca romana e poi la politica interna su l'Unità, in seguito è stato per soli nove mesi da febbraio a ottobre 1989 condirettore del quotidiano romano Paese Sera. Con Giorgio Rossi, ha scritto il suo primo libro: La ragazza dei passi perduti, nel 1986.<BR><BR>Nel 1989 ha lasciato la carta stampata per dedicarsi alla televisione: entrato in Rai, si è occupato di politica estera, poi è inviato e, quindi, corrispondente fisso del Tg1 nei paesi mediorientali, con base al Cairo ed a Gerusalemme. È inviato in Afghanistan, sui carri armati sovietici, che si ritirano sotto l'offensiva dei mujaheddin. Poi a Baghdad, nell'autunno del 1990. Quando è scoppiata la prima guerra del Golfo, si è trovato a Gerusalemme e ha raccontato la caduta degli Scud su Israele.<BR><BR>Nel 1993 è trasferito a capo dell'ufficio di corrispondenza Rai di Mosca, sotto la presidenza di Boris El'cin. Ha intervistato Michail Gorbačëv, è si è recato a Groznyj, capitale della Cecenia. Nel 1997&nbsp;&nbsp;viene inviato&nbsp;a Londra, occupando lo stesso incarico per la Rai, ma per la capitale britannica. Dopo nove anni nel Regno Unito, nel marzo 2006 è stato posto a capo della Rai di Parigi.<BR><BR>È ritornato in Italia nel novembre 2006: viene nominato direttore del Giornale Radio Rai (GRR) e di Rai Radio Uno, incarichi che ha mantenuto sino ad agosto 2009. Nel settembre 2010 ritorna nella sede di corrispondenza britannica della Rai. Insieme a Claudio Icardi commenta la cerimonia d'apertura dei Giochi della XXX Olimpiade.<BR><BR>Caprarica affronta i temi caldi della politica nostrana, cercando di analizzare anche cosa potrebbe cambiare nel nostro bel paese.<BR><BR>Dottor Caprarica come vede la situazione politica italiana? "Sono tuttora sbalordito e costernato da quello che sta succedendo. Sono ormai più di vent'anni che non si riesce ad andare avanti e la situazione peggiora in maniera radicale".<BR><BR>Cosa servirebbe a questo paese per provare a cambiare? "Serve maggiore&nbsp; responsabilità individuale, cercare di trovare un percorso comune, questa paralisi è un lusso che possiamo permetterci di mantenere".<BR><BR>I maggiori partiti hanno riportato Napolitano come Presidente della Repubblica nonostante lo stesso non fosse in un primo momento disponibile. "Stimo molto Napolitano sia come persona che come politico, due anni fa ci salvò dal collasso, ma ora era giusto anche per lui voltare pagina anche perché a 87 anni aveva anche il diritto di non rimettersi in gioco e quanto successo certamente è un avvenimento storico per la nostra nazione".<BR><BR>Come bisogna fare nell'immediato? "Bisogna cambiare questa legge elettorale, come in Inghilterra dove vi è una legge elettorale maggioritaria, in qualsiasi paese del mondo civile il giorno dopo le elezioni si sa chi ha vinto, da noi sono più di due mesi che siamo in balia dei venti, senza un governo. Bisogna intervenire o si rischia il tracollo".<BR><BR>Direttore cambiamo argomento e parliamo un po' di Sport. Dal punto di vista dell'etica sportiva certamente apprezzerà molto di più il modello inglese rispetto a quello italiano. Cosa si può cambiare da noi per avere nello specifico un calcio migliore fuori e dentro gli stadi? "Sarebbe inutile fare proclami, in Italia non si riesce ad andare ad una partita senza aver la paura che possa succedere qualcosa. Circa 25 anni fa ricorderete che in Inghilterra c'era il grosso problema degli hooligans che è stato risolto. Ora succede che un tifoso inglese va a Roma e viene accoltellato, abbiamo veramente sostituito la testa con i piedi e viceversa".<BR><BR>Segue dal Regno Unito il calcio italiano? "Devo dire la verità dopo&nbsp;calciopoli, che coinvolse la Juventus nel 2006, non ebbi più lo stesso entusiasmo che ora è del tutto svanito dopo che la mia squadra del cuore, il Lecce, la scorsa stagione è retrocessa per lo scandalo delle partite truccate. Però in compenso sono un fan sfegatato della Nazionale".<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001capraricaant.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-caprarica-deluso-dal-calio-italiano-dopo-gli-scandali-che.hanno-coinvolto-la-mia-squadra-del-cuore-bisogna-cambiare-1011881.htmSiT1000007,T1000012,T1000017,T1000018,T1000026,T1000014,T1000027100075501,02,03,06,080302666S
621011923NewsCampionatiIl talento Ficili detto Memmo si racconta: «E` stato emozionante arrivare in Serie A»20130419173735Guglielmo ficiliDai piedi dell`Etna ai vertici del calcio a 5 italianoDai piedi dell'Etna ai vertici del calcio a 5 italiano. Si chiama Guglielmo Ficili ma nella squadra in cui gioca, Acqua e Sapone Fiderma, è noto come&nbsp; Memmo. La sua è una vera e propria fiaba sportiva. Ventiquattro anni, studente universitario iscritto a Farmacia, all'università di Catania, siciliano, originario di Scicli, Memmo è il nuovo volto della serie A di calcio a 5.&nbsp; In poco tempo è passato dalla serie C1 siciliana (Futsal Battiati), dove già si metteva in luce segnando gol a raffica, alla serie A. A 24 anni l’Acqua e Sapone Fiderma gli ha dato la chance della vita: misurarsi tra i grandi del calcio nazionale. E così, con una valigia carica di sogni, Memmo è volato alla volta di Pescara ingaggiato come nuovo laterale dell'AcquaeSapone. Ficili, laterale con propensione offensiva, è stato una delle rivelazioni del club siciliano nella stagione della promozione in A2. Gli allenatori siciliani lo hanno premiato come miglior giocatore del campionato regionale isolano consegnandoli l’ambito “Pallone d’oro siciliano”. Ed è grazie alla sua bravura e al supporto del suo procuratore Vincenzo Portelli - unico referente italiano della società spagnola “ Proneo Sports “ specializzata nelle procure sportive – che adesso Memmo gioca in serie A. lo abbiamo incontrato e intervistato. <BR><BR><BR>1) Dal campionato regionale siciliano alla serie A. Quanto è stato difficile lasciare la tua terra e gli affetti per inseguire un sogno? <BR><BR>Ciao Angela prima di tutto volevo ringraziarti per avermi dedicato parte del tuo tempo con questa piacevole intervista. Ritornando alla tua domanda posso dirti&nbsp; che ho preso al volo questo treno, senza pensarci due volte. Grazie all’amico Vincenzo Portelli - unico referente italiano della società spagnola “ Proneo Sports “ specializzata nelle procure sportive - mi è stata data questa opportunità in estate. Per la prima volta ho lasciato la Sicilia. Questo mi ha stimolato molto, avevo voglia di mettermi alla prova, in più l’ idea di confrontarmi nel massimo campionato italiano non mi ha fatto avere ulteriori tentennamenti. <BR><BR><BR>2) Il debutto in serie A, che emozioni hai provato? <BR><BR>Un po’ teso ed emozionato! Anche se non ho avuto tempo di rendermene conto, ero abbastanza concentrato sulla partita e su quello che dovevo fare. <BR><BR><BR>3) Che&nbsp; rapporto hai con Bellarte e con la dirigenza? <BR><BR>Ho un bel rapporto col mister e la dirigenza. Entrambi mi hanno messo subito nelle condizioni di stare bene ed ambientarmi al meglio in questa nuova realtà.&nbsp; <BR><BR><BR>4) Inizialmente il mister ti ha tenuto in panchina. E’ stato difficile accettare questa decisione? <BR><BR>Difficilmente si accetta volentieri di non giocare. In questo caso, posso dire che venendo da una categoria inferiore, ero già preparato a questo. Il mio rapporto con il mister sta migliorando giorno dopo giorno, sotto tutti i punti di vista. Il mio pensiero è quello di mettermi al pari coi miei compagni di squadra così da poter&nbsp; dare il mio contributo ogni volta che vengo chiamato in causa. <BR><BR><BR>5) Quali sono le tue caratteristiche di calciatore? <BR><BR>Sono un laterale molto dinamico, che fa di velocità e potenza fisica i suoi punti di forza.&nbsp; <BR><BR><BR>6) Perché hai scelto di giocare a calcio a 5? <BR><BR>Ho giocato a calcio fino all’età di 18 anni, anche se con le giovanili c’erano dei periodi in cui facevamo anche calcio a 5. Poi con l’ iscrizione all’università ho iniziato a giocare a calcio a 5, col mio primo campionato in C2. Da lì la scalata di tutte le categorie fino alla serie A. <BR><BR><BR>7) Credi che il calcio a 5 futsal sia sottovalutato rispetto al grande calcio? <BR><BR>Si penso proprio di si!!Nonostante i sacrifici siano gli stessi di un qualsiasi giocatore di calcio, il calcettista non viene riconosciuto come professionista, quindi non otterrà mai gli stessi benefici di un calciatore. Purtroppo tutto gira intorno al “ dio denaro “ gli investimenti del calcio non sono minimamente paragonabili a quelli del calcio a 5. La visibilità che danno i media al calcio a 5 è ridotta e anche la promozione risulta rallentata. Tuttavia, devo dire che negli ultimi anni sono stati fatti numerosi passi avanti. Spero che col passare del tempo almeno possa diventare una disciplina olimpica, magari già a partire dalle prossime olimpiadi in Brasile, patria del calcio a 5. <BR><BR><BR>8) Il tuo più bel goal in serie A, descrivicelo. <BR><BR>Sinceramente non ho ancora fatto goal particolarmente belli con l’Acqua &amp; Sapone. Sicuramente il goal segnato nel derby abruzzese contro il Pescara è stato il più importante. Grazie a quella segnatura siamo poi riusciti a portare a casa la vittoria in una partita molto difficile ed importante per noi. <BR><BR><BR>9) Sei iscritto alla facoltà di Farmacia, a Catania. Quanto è difficile giocare e studiare al tempo stesso? <BR><BR>E’ difficilissimo far coincidere le due cose. Ci alleniamo tutti i giorni, spesso anche due volte al giorno. Spero, terminata la stagione, di riuscire a trovare del tempo da dedicare ai miei studi.&nbsp; <BR><BR><BR>10) La tua famiglia condivide la tua scelta? <BR><BR>Si hanno condiviso la mia scelta, senza influenzarmi minimamente, ovviamente con la promessa di continuare e terminare gli studi. <BR><BR><BR>11) A 24 anni sei approdato alla serie A. Sogni la maglia azzurra? <BR><BR>Penso che per la maggior parte delle persone che praticano sport a livello agonistico la massima aspirazione sia quella di vestire la maglia della nazionale. Io lavoro tutti i giorni per migliorarmi e cercare di affermarmi nella massima categoria,&nbsp; poi se arrivasse pure la chiamata della nazionale sarei pronto ad accoglierla a braccia aperte, sarebbe una grandissima gratificazione per i sacrifici fatti in tutti questi anni.&nbsp; <BR><BR><BR>12) Cosa ti aspetti per il futuro? <BR><BR>Come ti ho detto prima, sono arrivato in Serie A e spero di rimanerci più a lungo possibile. Cercherò di impegnarmi al massimo per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e che mi possano rendere felice. Queste esperienze so che saranno importanti, non solo a livello calcistico ma anche per la mia formazione personale, cercherò di godermele fino in fondo. <BR><BR><BR>Angela Failla <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001ficili.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-il-talento-ficili-detto-memmo-si-racconta-e-stato-emozionante-arrivare-in-serie-a-1011923.htmSi100075701,02,03,090301366S
631011826NewsCampionatiMilan, ora Robinho vuole restare20130419105240milan, robinhoL`attaccante del Milan RobinhoL'attaccante del Milan Robinho, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando sopratutto del suo futuro in rossonero che non sarebbe più così in bilico. A gennaio sembrava ormai ad un passo dal Santos, più che altro per una questione di saudade, poi però ha deciso con la famiglia di rimanere a Milano. Quando arrivò a Milano dichiarò di voler rimanere dieci anni "ne mancano ancora 7" scherza il brasiliano, che però parla della volontà di rinnovare il proprio rapporto con i rossoneri proprio perchè al Milan non gli manca niente. Per rassicurare i tifosi milanisti poi dichiara che "queste restanti sei partite di campionato non saranno le mie ultime con la maglia rossonera". Chiusura sulla gara contro la Juventus con il giocatore che spiega come si può battere la Vecchia Signora: "Non dobbiamo farli giocare ripetendo la gara di andata per centrare il secondo posto". C1007650adm001adm001fesrf.jpgSiNmilan-ora-robinho-vuole-restare-1011826.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07030240
641011967NewsCampionatiBrucato, tecnico del Mantova: «Il Monza di Gasbarroni mi ha impressionato»20130419092943lega pro, brucatoDopo la partita con il Milazzo Dopo la partita con il Milazzo non abbiamo avuto il tempo di intervistarlo, perché la sua squadra ,il Mantova, andava di fretta per raggiungere l’aeroporto di Catania,dove c’era un aereo che l’aspettava. Tuttavia ci siamo dati appuntamento&nbsp;&nbsp; e così lo chiamiamo al telefono&nbsp; a distanza di alcuni giorni dal pareggio conseguito al “Grotta di Polifemo “. <BR>Giuseppe Brucato è&nbsp; siciliano&nbsp; ed è lui stesso a dichiararlo con un pizzico di orgoglio al telefono,quando lo chiamiamo. E’ nato a Caltanissetta 53 anni fa e ci tiene a precisare che conosce bene la Sicilia ,anche se ormai da parecchi anni vive al Nord. La sua storia di allenatore è impreziosita da numerose panchine di grande tradizione&nbsp; calcistica. Infatti&nbsp; dopo l’Orbassano,l’Ivrea.l’Aosta ,arrivo’ al Moncalieri,che trascinò in 3 anni dall’Eccellenza piemontese alla C2 nel 2001.Quindi dopo l’esperienza con la Biellese,con lui iniziò nel campionato 2004-2005 il&nbsp; progetto&nbsp; Sassuolo, che sta per concludersi con la conquista della Serie A,com’è noto quest’anno. Il 25 febbraio del 2008 però è una data che mister Brucato non dimenticherà facilmente perché è il giorno del suo esordio in serie B alla guida del Mantova,che eredita in quella occasione da Attilio Tesser,il quale a sua volta passerà al Novara l’anno successivo. Riconfermato sulla panchina dei virgiliani l’anno dopo,viene però esonerato la domenica della sconfitta con il Parma in casa per 1-3 e sostituito il 27 Ottobre del 2008 da Alessandro Costacurta,che però dopo qualche tempo abbandonerà per dedicarsi anima e corpo alla carriera di commentatore sportivo. Nel campionato 2009-2010&nbsp; il presidente del Taranto lo chiama alla guida della squadra pugliese,ma dopo la sconfitta casalinga con il Foligno viene licenziato ed al suo posto chiamato Davide Dionigi,che quest’anno ha allenato per gran parte del campionato la Reggina.<BR><BR>Un anno fa è lui ad essere chiamato al posto del collega Osvaldo Jaconi sulla panchina del Bassano,che però retrocede in seconda divisione. Infine il 28 Dicembre il Mantova gli regala una gioia immensa richiamandolo a distanza di 4 anni,avendo licenziato mister Sauro Frutti,che aveva salvato la squadra biancorossa l’anno precedente agli spareggi di playout con la Vibonese. Inizia così la nuova avventura sulla panchina da lui più amata,con la speranza di conquistare i playoff,che però sono svaniti,ma è rimasta la fiducia di tutto l’ambiente,che conserva ancora un buon ricordo di lui per l’ultimo campionato di Serie B.<BR><BR>Mister Brucato a Milazzo un pareggio,che non si aspettava? I ragazzi hanno forse affrontato la trasferta in Sicilia senza l’opportuna concentrazione pensando ad una vittoria facile?<BR>Non credo perché conosco i miei ragazzi e li avevo già catechizzati a dovere. Probabilmente ha inciso la lunga trasferta,&nbsp; se pensa che siamo arrivati all’una di notte !<BR><BR>E poi devo riconoscere che il Milazzo ci ha affrontato a viso aperto perché insegue la prima vittoria in campionato e&nbsp; non avendo più nulla da chiedere a questo torneo,giocano con la mente libera da pressioni di qualsiasi genere.<BR>Con quale modulo preferisce schierare i suoi?<BR>In genere un 3-5-2&nbsp; anche se non mi irrigidisco e preferisco cambiare tenendo conto delle caratteristiche dei miei giocatori,per cui ,specialmente in casa, non è difficile vedermi giocare ad esempio con un 4-3-3 leggermente più aggressivo. Importante è ottimizzare il patrimonio di giocatori,che la società mi mette a disposizione.<BR><BR>Cosa ne pensa,mister,della regola dell’utilizzo degli “under”&nbsp; in campo per ottenere i rimborsi a fine torneo?<BR>In linea di massima sono contrario per una serie di motivazioni,tutte valide. Intanto un giovane, quando possiede la qualità e le doti naturali,gioca senza bisogno di regole e senza tener conto della sua data di nascita. Ai miei tempi i giovani,se valevano,rubavano il posto ai titolari più anziani e nessuno ci obbligava a mandarli in campo. Oggi si rischia di creare false aspettative in ragazzi,che non si rendono&nbsp; conto di non essere all’altezza della categoria,in cui vengono impiegati. Oltrepassato il limite d’età previsto sarà dura per un giovane riadattarsi, scendendo di categoria e la sua maturazione ne potrebbe risentire.<BR><BR>Quale squadra l’ha più impressionata in questo girone?<BR>Il Monza mi è sembrato meglio organizzato,più propositivo,gioca alla palla ed anche se fra le sue fila gioca un certo Gasbarroni, un vero lusso per la categoria, è un gruppo&nbsp; che gira bene in attacco e sa chiudersi con ordine in difesa. Puo’ fare bene se arriva a qualificarsi per i playoff!<BR><BR>I suoi programmi per il futuro?<BR>Mi piacerebbe restare qui a Mantova e programmare una bella squadra ,che sia all’altezza della storia di questa società ,che merita di ritornare a quella serie B ,in cui ha militato con onore per tanti anni.<BR><BR>Un’ultima domanda:le è piaciuta la città di Milazzo? E’ stato accolto bene dai tifosi milazzesi?<BR>Sono nato in&nbsp; Sicilia,come vi ho confessato all’inizio dell’intervista,conosco la mia terra abbastanza, ma non conoscevo Milazzo. Non ho avuto modo di girare molto per&nbsp; visitarla ,ma abbiamo fatto la domenica mattina una breve passeggiata lungo la cortina del porto e la Marina Garibaldi,che è un posto splendido,dove finalmente ho potuto respirare la brezza del vostro e del mio mare,che mi manca molto lassù al Nord. Ma ho saputo che i nostri tifosi,ben accolti dai vostri, non hanno aspettato granchè per farsi una bella nuotata nelle acque del mar di Ponente. Cosa ricorderò di questo soggiorno in Sicilia? Sicuramente quella granita con brioshe ,gustata al mio arrivo all’una di notte, con il suono delle onde&nbsp;&nbsp; e l’odore del vostro mare a fare da splendida cornice :sono sensazioni uniche, che sicuramente mi accompagneranno&nbsp; per molto tempo ancora durante le mie giornate in quel di Mantova!<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>adm001adm001brucato.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-brucato-tecnico-del-mantova-il-monza-di-gasbarroni-mi-ha-impressionato-1011967.htmSi100075701,02,03,090301080S
651011809NewsCampionatiIrina Shayk, la sexy compagna di Cristiano Ronaldo non taglia la maglia Messi FOTO20130418124525irina shayk, cristiano ronaldo, messiOspite di Mtv Ospite di Mtv in Grecia la bellissima Irina Shayk, fidanzata di Cristiano Ronaldo, ha rifiutato la richiesta di un intervistatore di tagliare con delle forbici la maglia di Messi per fare scoop. La russa ha agito con molta saggezza evitando quella che sarebbe sicuramente diventata una polemica in terra spagnola.C1007650adm001adm001irina.jpgSiNirina-shayk-la-sexy-compgna-di-cristiano-ronaldo-non-taglia-la-maglia-di-messi-1011809.htmSi100075701,02,03030674
661011963NewsCampionatiAgroppi: «Il Torino non ha giocatori di valore. Alla Juventus basterebbe Ibrahimovic»20130418033880agroppi, torino, juventusAgroppi ci appare come rinatoAldo Agroppi da Piombino, classe 1944. Da qualche giorno ha compiuto 69 anni, davvero ben portati. Dopo la brutta parentesi di salute a causa di un infarto che l’ha colpito lo scorso anno, Agroppi ci appare come rinato. E’ loquace come sempre, pronto alla battuta e a non nascondersi mai dietro inutili ipocrisie. E’ la sua natura di uomo fatto tutto d’un pezzo che combatte sempre per quelle verità nascoste che quasi sempre non si dicono per non turbare la suscettibilità altrui. Lui è un toscano verace dalla lingua tagliente che, tuttavia, non intende mai offendere nessuno ma, se è il caso, dire pubblicamente certe verità per un puro senso di giustizia. L’ultima volta che lo abbiamo sentito non ci appariva così in forma come oggi che, invece, sembra piacevolmente tornato a essere come desiderano tutti coloro che gli vogliono bene davvero. Va a ruota libera Aldo, ed è davvero un fiume in piena. Ricorda&nbsp; con affetto e,&nbsp; come se fosse ieri, la sua crescita calcistica e umana nel Settore Giovanile del Toro, ed il suo sogno di giocare in prima squadra che è diventato poi realtà il 15 Ottobre 1967 contro la Sampdoria. Da allora, il suo cuore e la sua passione calcistica hanno avuto un solo colore: quello granata del Toro. Ed è per questo motivo che, nonostante il passare degli anni e la sua lontana dimora da Torino (tutti sanno che Agroppi vive a Piombino), lo hanno legato affettivamente al Toro in maniera indissolubile. E, ogni volta che gli si chiede un giudizio sul Toro, egli è prodigo di utili consigli. Anche in questa occasione, da noi intervistato sull’attuale situazione del Toro e sull’imminente derby di Torino, Aldo Agroppi si rivela come sempre un opinionista di grande competenza e cultura calcistica.<BR><BR><BR>Agroppi, cosa pensi del prossimo derby di Torino?<BR><BR>“Mi piacerebbe che il Toro potesse vincere, non tanto per un fatto di costume cittadino ma, soprattutto, per la classifica che vede i granata affrontare la Juve, il Milan a San Siro, poi lo scontro diretto con il&nbsp; Genoa e così via. Il Toro non è ancora salvo e, considerando la forza della Juve, non può perdere assolutamente il derby. Tuttavia, devo dire che non sono fiducioso nel risultato finale in quanto la Juve, pur conducendo da sola il campionato, nei derby trova sempre tutte le sue forze, le determinazioni e la sua voglia di vincere. La Juve non regalerà niente, anche se è quasi già campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il Toro deve fare una grossa partita sotto il profilo tecnico e tattico, perché questa Juventus è obiettivamente più forte”.<BR><BR>Tu che hai vissuto tanti derby torinesi, qual è quello che ricordi maggiormente?<BR><BR>“ Il derby scudetto del marzo ’72, quando si vinse 2 a 1. Ricordo che la Juventus segnò prima con Anastasi, poi pareggiò Claudio Sala su punizione e io feci il gol vincente. Ci portammo a un punto dalla Juve e quello fu l’anno in cui mi annullarono il gol a Genova. Fu così che alla fine del campionato arrivammo dietro alla Juve. Quello non fu l’unico gol che feci ai bianconeri juventini, perché ne seguirono altri due in derby diversi. Tuttavia, quello che ricordo maggiormente fu quello legato a quel fatidico anno ‘72”.<BR><BR>Perché il derby di Torino si differenzia particolarmente dagli altri?<BR><BR>“E’ una partita diversa dalle altre e bisogna viverla per rendersene conto. E’ il confronto tra la razza padrona e quella operaia. Già in settimana avverti qualcosa nell’aria che è diverso dagli altri giorni. C’è aspettativa e tensione per le strade, nei negozi, in famiglia. I tifosi ti permettono tutto ma non di perdere un derby. E’ un fatto personale con i propri calciatori che non ammette la sconfitta e, se si perde, per un certo periodo di tempo non ti sono più amici. Se invece vinci sei il padrone della città almeno per una settimana. Si tratta davvero di una partita diversa, anche perché c’è il problema che lunedì si torna al lavoro e se hai perso il derby, non mancano gli sfottò talora anche pesanti”.<BR><BR>Il Torino gioca bene e non fa punti. Perché?<BR><BR>“Perché non sono giocatori di valore. Possiamo disquisire di tattiche, geometrie di gioco e anche di cuore granata, ma se non hai i giocatori validi non si va da nessuna parte. Il valore antico del Cuore Granata, il Toro l’ha avuto anni fa quando giocavano i vari Pulici, Graziani, Sala, Zaccarelli, Pecci, Castellini, io, e via discorrendo. La gente si affezionava a questo sentimento legato al Cuore Granata, all’ardore, all’agonismo e alla maglia intrisa di sudore, associandolo al vero valore tecnico della squadra che poteva contare su veri campioni di calcio. Oggi, il Toro, non ha giocatori all’altezza della situazione e si limita a fare quel che può. Poi, quando si perde, viene spontaneo dire che non c’è più il Cuore Granata per i motivi che ho appena detto”.<BR><BR>Quindi, se mancano i giocatori importanti la colpa è della società?<BR><BR>“ I giocatori importanti li conoscono anche Cairo e Petrachi, ma le possibilità economiche sono quelle che sono e di conseguenza ti devi adattare con quello che hai senza potere fare una grande squadra. A mio avviso l’obiettivo del Torino sarà ancora per molti anni quello di salvarsi, perché nel Toro non vedo ombra di grandi calciatori. Bisogna anche capire che un presidente non può rischiare di fallire. Gestire oggi una squadra di calcio come il Toro vuol dire un esborso di denaro incredibile, dove non si hanno nemmeno molti ritorni economici a causa della scarsa media di spettatori e dei pochi sponsor a disposizione. Quindi, penso che per il Torino, fermo restando questo stato di cose, la salvezza è sicuramente un obiettivo davvero importante da non sottovalutare”.<BR><BR>Pensi che, nonostante la sconfitta, gli applausi finali della curva maratona ai suoi giocatori, rappresenti un fatto di civiltà sportiva?<BR><BR>“Sicuramente. I tifosi del Toro hanno capito che in certe partite perse, tipo quelle contro il Napoli e la Roma, i propri giocatori hanno dato il massimo, enfatizzando quel senso del cuore granata che vuole l’impegno fino all’ultimo minuto della partita. Ma se tutto quello che la squadra ha dato in campo non è bastato, vuol dire che non è certo colpa dei giocatori. L’applauso, a seguito di una sconfitta, è sicuramente un segnale importante di maturità sportività da non sottovalutare”.<BR><BR>Un’ultima domanda di football a carattere generale. Sei d’accordo con Conte quando afferma che ci vorranno ancora degli anni, prima che una squadra italiana possa vincere in Europa?<BR><BR>“Ma che ne sa Conte cosa potrà succedere in futuro. Basta che la Juve acquisti Ibrahimovic e non deve più cambiare nient’altro per risolve tutti i suoi problemi. Sento dire che la sua presenza possa destabilizzare lo spogliatoio bianconero. Io penso che non ci sarebbe nulla di questo, perché è un giocatore capace di risolvere il problema della carenza del gol della Juve. A Conte è stata apposta l’etichetta dell’allenatore che sbraita, che è irrequieto e irrefrenabile, ma in realtà ritengo che non ci sia bisogno di tale atteggiamento, in quanto ha in mano una squadra di giocatori forti. Vorrei vedere cosa accadrebbe se ritornasse ad allenare squadre di provincia”.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711agroppi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-agroppi-il-torino-non-ha-giocatori-di-valore-alla-juventus-basterebbe-ibrahimovic-1011963.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,080301144S
671011609NewsCalciomercatoClamoroso Roma, Reja: «Se mi chiamano i giallorossi lo prendo seriamente in considerazione»20130408135411roma, rejaNel giorno di Roma-LazioNel giorno di Roma-Lazio, ennesimo capitolo del derby della Capitale, l'ex allenatore biancoceleste Edy Reja non ha chiuso la porta a una clamorosa ipotesi di mercato. Intervistato da 'Radio Manà Sport', il goriziano ha dichiarato: "Un ritorno? Io ho già dato alla Lazio, non sono più un ragazzino. Se chiamasse la Roma? Non potrei non prenderla in considerazione..."C1007650adm001adm001Reja.jpgSiNclamoroso-roma-reja-se-chiamano-i-giallorossi-prendo-in-considerazione-1011609.htmNoT1000012100075701,02,03030268
681011513NewsCampionatiCurioso sondaggio, il desiderio erotico delle tifose giallorosse non è Totti: ma un laziale20130404182325lazioQuello alle porteQuello alle porte non è weekend come gli altri. E' il weekend che separa giallorossi e biancocelesti dal temutissimo derby. Per ingannare l'ansia pre-match, un sondaggio condotto tra i mariti e le mogli della Capitale, da Ashleymadison.com, rivela che i romanisti perdonerebbero alle proprie mogli una notte con il capitano Francesco Totti. Nonostante l'attaccante 37enne sia idolatrato, a tal punto, dai suoi tifosi, non è lui il sogno proibito delle loro consorti.&nbsp;&nbsp; Ad alimentare i sensi di colpa delle mogli giallorosse è la passione inconfessabile per il cannoniere biancoceleste Miroslav Klose. "Non amo il calcio. Seguo le partite indirettamente perché mio marito non ne perde una – confessa un'utente - Se sapesse che impazzisco per Klose mi darebbe un bel cartellino rosso o forse una squalifica a vita dal solotto. E' un desiderio inconfessabile soprattutto se si vive sotto lo stesso tetto con un romanista sfegatato!" Il 'Kaiser Klose' non perdona, neanche tra le mura domestiche. E travolge il Pupone nazionale con un bruciante risultato: due mogli (di romanisti) su tre sono rapite dal suo fascino. <br><br>La restante percentuale preferisce non schierarsi nel duello tra Klose e Totti ma esprime apprezzamento per gli altri sex simbol per eccellenza del derby: Daniele De Rossi, Federico Balzaretti e Daniel Osvaldo. Nonostante gli scarsi risultati in campo, le romane non vogliono proprio lasciare in panchina l'attaccante argentino. Le donne intervistate da Ashleymadison.com si sono sbizzarrite, poi, in un toto convocazioni e hanno votato la formazione ideale per rendere l’appuntamento di lunedì sera un piacere per gli occhi. In porta Marchetti, terzini Balzaretti e Konko, centrali Cana e Ciani. Centrocampo a tre con Mauri, De Rossi e Pjanic. Tridente offensivo composto da Osvaldo, Totti e Klose. Il modulo, ovviamente, è uno 'spregiudicato' 4-3-3, frutto delle fantasie calcistiche delle consorti capitoline.<br><br>C1007650adm001adm001totti-6.jpgSiNcurioso-sondaggio-il-desiderio-erotico-delle-mogli-giallorosse-non-e-totti-ma.un-laziale-1011513.htmSiT1000012100075701,02,03030432
691011507NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, ag. Santon. «Trattiamo con lo Zenit San Pietroburgo»20130404162883milanIl Milan Il Milan deve fare i conti con la concorrenza di Luciano Spalletti per il terzino del Newcastle Davide Santon. La conferma arriva dal suo agente Renzo Contratto in una intervista a 'Izvestia': "Abbiamo avuto diversi contatti con lo Zenit e sono interessati al mio assistito. Ma per ora è concentrato soltanto sul Newcastle. 12 milioni di euro per il suo cartellino? So che i Magpies non lo cederanno per meno di una certa cifra".C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-agente-santon-trattiamo-con-lo-zenit-san-pietroburgoo-1011507.htmNoT1000027100075701,02,03030208
701011443NewsCampionatiLo Monaco è un fiume in piena: «Zamparini lo citerò in tribunale. Il Catania lo salvai io e se voglio lo spengo»20130403071558lo monacoL`ex dirigente di Catania e Palermo, Pietro Lo MonacoL'ex dirigente di Catania e Palermo, Pietro Lo Monaco, intervistato da TMW ha detto la sua sulle vicende che lo stanno attraversando: <br><br> Su Zamparini: "Ho saputo e ho affidato tutti ai miei legali che stanno raccogliendo il materiale utile e subito dopo sono pronto a portare Zamparini in tribunale. Quello che ha detto è gravissimo, oltre ad essere falso. Si è divertito abbastanza durante la mia assenza, è una grande delusione. Come Presidente avevo già capito il suo valore ma adesso mi sto ricredendo anche come persona. Se queste dichiarazioni - continua Lo Monaco- Zamparini crede che possano servire a far salvare il Palermo, ben vengano perchè ci tengo a ribadire che sono il primo tifoso dei rosanero e spero, col cuore, che possano raggiungere la salvezza".<br><br> Sui 6,5 milioni chiesti al Catania: "Il compenso di un amministratore delegato normalmente si stabilisce sulla base di due parametri: l’incremento patrimoniale della società conseguito grazie all’'opera svolta dall’'amministratore e gli emolumenti degli altri Amministratori Delegati della serie A. La vertenza è partita e quando prenderò quei soldi so anche cosa farò. Devolverò la cifra alle povere famiglie dei dipendenti Wind Jet (compagnia aerea italiana gestita da Pulvirenti, in crisi tanto da aver sospeso tutte le operazioni di volo n.d.r.) e non aggiungo altro".<br><br> Perchè questi soldi non li ha chiesti prima?<BR>"Perché da aziendalista quale sono ho sempre pensato prima al bene delle mie aziende e mai alle mie tasche. Ho gestito la società con oculatezza e questo ha permesso che una piccola realtà come il Catania potesse crescere nel modo che oggi tutti conoscono. E poi a chi dovevo chiederli i soldi? A me stesso? Cioè a chi addirittura è stato costretto a metterci di tasca propria? Nessuno sa che il Catania Calcio si è potuto iscrivere al campionato 2011-2012 grazie al conto corrente personale di Pietro Lo Monaco. Dopo aver chiesto a Pulvirenti di anticipare la somma necessaria al pagamento degli stipendi del mese di aprile 2011 (adempimento necessario senza il quale il Catania non si sarebbe potuto iscrivere al campionato successivo) fui costretto ad intervenire io personalmente perché il presidente non se ne volle occupare, lavandosene le mani. Ho dato io una garanza bancaria e il Catania si potè iscrivere al campionato. Ricordo a qualcuno che finge di aver dimenticato qualcosa che come ho acceso la luce al Catania, in un attimo la posso spegnere. Avviso per i naviganti".<br><br>C1007650adm001adm001lo-monaco.jpgSiNlo-monaco-e-un-fiume-in-pienazamparini-lo-citero-in-tribunale-il-catania-lo-salvai-io-e-se-voglio-lo-spengo-1011443.htmSiT1000014,T1000023100075701,02,03,09030617
711011436NewsCampionatiJuventus, Pirlo: «Possiamo rimontare»20130402225836juventus, pirloBreve intervista Breve intervista rilasciata ai microfoni di Mediaset Premium dal centrocampista della Juventus Andrea Pirlo al termine della gara persa 2-0 contro il Bayern Monaco: "Il gol dopo 30 secondi non ci ha agevolato, ma dobbiamo fare i complimenti a loro perché hanno disputato una grande partita. Non siamo riusciti a fare quello che avevamo preparato in allenamento. Speranze in vista del ritorno? Le partite si possono rimontare tutte, nel calcio tutto è possibile. Finché c'è da giocare possiamo sperare". C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-pirlo-possiamo-rimontare-1011436.htmSiT1000007100075701,02,03,06030196
721011417NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani deciderà il destino di Inzaghi20130402150819milan, gallianiDopo la vittoria nel Torneo Internazionale Dopo la vittoria nel Torneo Internazionale di Rieti con gli Allievi Nazionali, Pippo Inzaghi ha rilasciato una lunga intervista alle pagine di Milano e Lombardia della Gazzetta dello Sport.<br><br> Fra l'altro ha dichiarato: "Ho un contratto di due anni col Milan, saranno Galliani e Galli a decidere il mio futuro. Sono qui per crescere e quello che faccio mi strapiace. La società mi stima e mi sta vicino: una delle prime chiamate dopo la vittoria di Rieti è stata quella di Galliani".<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-decidera-il-destino-di-inzaghi-1011417.htmSiT1000027100075701,02,03,07030321
731011354NewsCampionatiInter-Juventus, Boninsegna: «C`erano arbitri corrotti. Moggiopoli è esistita»20130329122731inter, boninsegnaL`ex attaccante dell`InterL'ex attaccante dell'Inter, Roberto Boninsegna, intervistato dalla rubrica SOLO INTER ha parlato anche del passato:<br><br> Inter e Juventus hanno sempre avuto grande rivalità calcistica, ma dopo il 2006 la tensione fra le due società e i tifosi si è acuita ulteriormente. Lei cosa pensa di tutto quello che è stato Calciopoli? "L'Inter è stata penalizzata e questo è fuori di dubbio. C'erano arbitri corrotti che sono stati squalificati, dirigenti federali radiati e chi più ne ha chi ne metta, era calcio sì, ma non era veritiero. C'era addirittura chi forniva gli arbitri di schede svizzere, tutto questo è stato Moggiopoli".<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001boninsegna.jpgSiNinter-juventus-boninsegna-c-erano-arbitri-corroti-moggiopoli-e-esistita-1011354.htmSiT1000026100075701,02,03,06010293
741011337NewsCampionatiBari, Fedato: «Vogliamo la salvezza»20130329034952bari, fedatoFrancesco Fedato, attaccante del BariFrancesco Fedato, attaccante del Bari, intervistato da Sky Sport, ha commentato il pareggio raccolto contro il Livorno che permette ai pugliesi di raggiungere il sesto risultato utile consecutivo: "Allunghiamo la striscia di risultati utili, potevamo avere anche raccogliere di più perchè abbiamo avuto tante occasioni. Puntiamo alla salvezza il primo possibile, abbiamo tanti buoni giocatori. Ora dobbiamo pensare alla difficile trasferta sul campo della Reggina".C1007651adm001adm001bellomo.jpgSiNbari-fedato-vogliamo-la-salvezza-1011337.htmNo100075501,02,03010231
751011290NewsCalciomercatoInter, Bedy Moratti esalta i tifosi nerazzurri: «Il ritorno di Mourinho è possibile»20130327155654inter, morattiLa sorella del presidente Moratti, Bedy MorattiIn fondo sognare non costa nulla, certo però che i tifosi dell’Inter in questi giorni stanno facendo tanti sogni. Perché parlare di un clamoroso ritorno di José Mourinho è per i supporters nerazzurri qualcosa di importante. Lo Special One è stato l’artefice dei successi dell’Inter negli ultimi anni, ha riportato la Champions League a Milano dopo oltre 45 anni. La sorella del presidente Moratti, Bedy Moratti, intervistata&nbsp;da MagazineInter, ha dichiarato: “Ritorno di Mourinho? La gente fa bene a sognare, è difficile realizzarlo, ma nella vita tutto è possibile“.<br>adm001adm001cristiano-mourinho.jpgSiNinter-bedy-moratti-esalta-i-tifosi-nerazurri-il-ritorno-di-mourinho-e-possibile-1011290.htmSi100075701,02,03030426
761011281NewsCalciomercatoRoma, Sabatini elogia Andreazzoli20130327151819roma, sabatiniIl direttore sportivo della RomaIl direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne de Il Giornale di Sicilia. Tanti i temi, legati chiaramente al suo passato al Palermo ed ai ricordi della bella e lunga esperienza in rosanero. Di Andreazzoli dice che il tecnico è "un uomo che lavora con competenza, la squadra lo segue spontanamente", mentre di Totti che "farà di tutto per mantenere questa condizione". Sulla possibile retrocessione del Palermo, invece dice che "non sarebbe una vergogna: in serie B hanno giocato Juventus, Napoli, Torino e qualche tempo fa addirittura il Milan. La vergogna sarebbe non risollevarsi subito, istituire processi e far mancare fiducia e affetto alla squadra e a Zamparini che come l'araba fenice risorge sempre. Ma questo non accadrà perché Palermo è una città tollerante e di grande civiltà sportiva".C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-sabatini-elogia-andreazzoli-1011281.htmSiT1000012100075701,02,03030234
771011280NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, Benteke vuole i nerazzurri20130327125520inter, bentekeLa ricerca di rinforzi per il reparto offensivo La ricerca di rinforzi per il reparto offensivo ha portato l’Inter a guardare in casa dell’Aston Villa, dove milita il 22enne centravanti congolose naturalizzato belga Christian Benteke. Per saperne di più, Interlive ha intervistato in esclusiva il suo procuratore: “Personalmente non ho avuto alcun contatto con i nerazzurri, non so se si sono parlati i due club – ha dichiarato Eris Kismet ai nostri microfoni – Di certo l’Inter è uno di quei club in cui Christian sogna di giocare. Cessione in estate? Nel calcio tutto è possibile se le tre parti in causa trovano una soluzione che renda tutti felici: Benteke ha un ottimo rapporto con il manager Lambert e se come penso l’Aston Villa rimarrà in Premier League potrebbe restare, visto che si trova benissimo con la società ed i tifosi. Detto questo, se un grande club come l’Inter dovesse fare un’offerta la valuteremo".C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-benteke-vuole-i-nerazzurri-1011280.htmNoT1000026100075701,02,03030398
781011259NewsCampionatiAntonio Venuto, un allenatore dai metodi moderni e vincenti20130327033418antonio venutoAllenatore dell’Hinterreggio squadra di Seconda Divisione del Campionato di Lega ProAntonio Venuto da Villafranca Tirrena in provincia di Messina, oggi allenatore dell’Hinterreggio squadra di Seconda Divisione del Campionato di Lega Pro, è stato allenatore della S.S. Milazzo dal 2008 al 2011 conquistando due promozioni tra Campionato di Eccellenza e poi di Serie D, raggiungendo il terzo posto nel Campionato di Lega Pro di Seconda Divisione nell’anno 2010’11. Una scalata professionale che l’ha visto crescere fin da quando, allenatore dilettante di terza categoria nel 1989, ha deciso di continuare i suoi studi calcistici per conquistare l’abilitazione di allenatore di seconda categoria fin dal 2007. Poi, non contento di quanto ottenuto, si misura con se stesso per verificare le sue potenzialità. Si iscrive al Corso di Allenatori Professionisti di Prima Categoria a Coverciano nell’anno 2011’12 e, con notevoli sforzi economici personali (visto l’ingente esborso che richiede l’iscrizione) s’incammina nell’avventura con l’ardire di chi ama il calcio, desidera studiarne approfonditamente i sistemi di preparazione, l’individuazione e l’abilità nel percepire la chiave tattica giusta (anche a partita in corso), conoscere le varie scuole di pensiero e l’anima da tirar fuori dai giocatori per poterli motivare positivamente. Ma è soprattutto la psicologia di gruppo e anche individuale per ogni singolo giocatore che alla fine del corso lo porta a discutere la sua interessantissima tesi dal titolo, “Leadership e motivazione: il ruolo dell’allenatore”. Non è un caso che mister Antonio Venuto abbia scelto di discutere questa tesi davanti a una commissione d’esame competente, (tra gli altri c’era pure mister Spalletti). <BR><BR>Infatti, chi lo conosce bene, sa che il suo desiderio di approfondimento teorico - pratico sulle più moderne discipline tecniche calcistiche europee lo caratterizza come uomo-allenatore dai connotati personali talmente chiari che non si possono confondere con chi vede la professione di coach in maniera minimalista, raffazzonata e senza l’opportuna etica . Lui sa che nel calcio non c’è nulla d’improvvisato e neanche di definitivo e che i risultati positivi sono la chiave del successo ripartito tra società, allenatore, giocatori e tifosi, ma sa anche che ai primi insuccessi chi paga per primo è l’allenatore. Troppo navigato è mister Venuto per illudersi di successi facili che in prospettiva non danno alcuna garanzia. Lui sa come lavorare sodo con i suoi ragazzi, dai quali pretende impegno, serietà e vita ordinata anche fuori dal campo. Ma è anche pronto a capire se un giocatore non rende come potrebbe a causa di problemi psicologici che non rientrano propriamente nell’infortunio fisico. Ed è questa la peculiarità più naturale e interessante di mister Venuto: Saper capire i suoi ragazzi e motivarli a un impegno maggiore dal quale possa scaturire il meglio di loro. Senza stress, ma con la naturalezza e la consapevolezza che si ha quando si ama qualcosa, quando si sogna di raggiungere un obiettivo che è frutto della fatica e del lavoro serio. Sono queste le caratteristiche naturali di Venuto, un allenatore che non ha solo imparato attraverso i libri e gli studi tecnico-calcistici certi valori che sono insiti nel suo DNA, semmai le ha affinate confrontandosi con i suoi compagni di corso dai nomi altisonanti come Roberto Baggio, Valerio Bertotto, Benito Carbone, Benoit Fabiens Cauet, Alessandro Dal Canto, Davide Dionigi, Gianluca Festa, Emanuele Filippini, Devis Mangia, Fabio Pecchia, Lamberto Zauli, Zè Maria, per citarne solo alcuni tra i più famosi. Ma lui, mister Venuto, pur non vantando un curriculum altisonante di calciatore importante, non si è lasciato intimidire da nessuno, anzi si è confrontato consapevolmente con grinta e determinazione di chi deve dimostrare a se stesso prima che agli altri la propria preparazione. E non è un caso che ha ottenuto uno dei più alti punteggi finali di tutto il corso: 97/110. <BR><BR>Oggi, come dicevamo, Mister Venuto allena l’Hinterreggio, la Società calabrese che, dopo una difficile partenza in campionato con un altro allenatore, ha deciso di affidargli la guida tecnica. C’era molto da fare in quella squadra e, soprattutto, bisognava risalire la china e tirarsi fuori dalla bassa classifica. Così, mister Venuto, mette in campo pazientemente tutto il suo sapere di uomo e allenatore, rimboccandosi le maniche. E oggi l’Hinterreggio incomincia a respirare un’aria più serena, ma non ancora completamente tranquilla. E la vera forza di questa squadra creata dal suo allenatore, è l’unione di gruppo coeso che sa cementare meriti e&nbsp; demeriti da ripartire in egual misura a tutti, indistintamente. Ma lui, mister Venuto, è il vero condottiero della “nave” Hinterreggio, capace di assumersi ogni responsabilità e lasciare i giusti meriti ai suoi ragazzi. Possiamo dunque dire che l’altra squadra di Reggio Calabria ha intrapreso la strada giusta, quella via maestra che la condurrà alla salvezza anche attraverso il bel gioco. Tutto ciò è merito della società, della squadra e del suo condottiero. <BR><BR>E, per meglio conoscere il sentire e gli intendimenti di Antonio Venuto, allenatore che stuzzica curiosità e interesse per il suo modus operandi nell’ambito della preparazione del calcio moderno, abbiamo pensato di intervistarlo. <BR><BR>Mister Venuto, a parte lo scivolone esterno che la sua squadra ha subito domenica scorsa in casa del Chieti, l’Hinterreggio ha avuto una striscia di risultati positivi che l’ha collocato in una posizione di classifica interessante, anche se ancora non tranquilla. Come spiega tutta questa escalation?<BR>“E’ tutto frutto del lavoro serio e dell’applicazione continua, valori cui ho sempre creduto. Penso che i grandi risultati che si ottengono nello sport e nella vita si raggiungono soltanto se dietro c’è un grande impegno nell’applicazione e la passione per il lavoro che si fa. Questi, secondo me, sono stati gli ingredienti che hanno permesso all’Hinterreggio di risollevarsi dalla bassa classifica. Per quanto riguarda invece lo scivolone che ci ha visto battuti in casa del Chieti, devo dire che si è trattato di un match particolare che si è sviluppato maggiormente su alcuni episodi quantomeno discutibili che dovrebbero essere rivisti, in quanto hanno condizionato fortemente l’andamento della gara, nonostante che i miei ragazzi abbiamo fatto per l’ennesima volta una splendida prestazione. Questi episodi, purtroppo, hanno innescato un eccessivo nervosismo che è stato ancor più penalizzante per la mia squadra. Su questo, dobbiamo riflettere e lavorare ancora molto durante la settimana, perché bisogna evitare di penalizzarci a causa di qualche espulsione di troppo”.<BR><BR>Non ritiene che la Forma mentis inculcata alla sua squadra, che è proiettata costantemente all’attacco, possa a gioco lungo essere penalizzante?<BR>“Non sono d’accordo su questo pensiero di ordine tattico, in quanto sono sempre stato, e sempre sarò, fautore di un calcio propositivo. Non riesco a vedere la mia squadra attuale, ma anche quelle che ho allenato in passato, capaci di gestire il risultato e attendere l’avversario. Penso che quello non sia il vero calcio. La mia mentalità è prettamente offensiva, capace di andare a pressare l’avversario nella sua metà campo, non concedendogli spazi e possibilità di sviluppare il loro gioco. Aggredire l’avversario significa non farlo ragionare, inibendo al contempo le fonti del loro gioco. D’altra parte, sono convinto che se l’Hinterreggio non avesse assunto questo modo d’agire, probabilmente ancora oggi si troverebbe nella zona bassa della classifica”.<BR><BR>Mister Venuto, ma dove vuole arrivare questo Hinterreggio?<BR>“In primis l’Hinterreggio deve pensare a salvarsi prima possibile. Partite perse, come quelle contro il Chieti, che è una signora squadra e che non avrebbe avuto bisogno di essere agevolata dalla terna arbitrale, devono farci riflettere profondamente su tante cose. Dopo sette risultati utili consecutivi ottenuti dopo il mio avvento, ci ritroviamo a 2 punti dalla zona play out&nbsp; e a pochi dalla zona play off. E’ necessario dunque, vista la classifica così corta, fare più punti possibili per allontanarsi dalla zona retrocessione. L’Hinterreggio, purtroppo, paga ancora oggi a caro prezzo i pochi punti totalizzati a inizio campionato”.<BR><BR>Qual è stato il suo primo pensiero, quando a fine ottobre 2012 l’Hinterreggio le ha affidato la panchina?<BR>“L’anno scorso, ho avuto parecchio coraggio nel non accettare la riconferma alla guida della Squadra Primavera di una società come la Reggina, perché ho sempre aspirato ad allenare una Prima Squadra. Il mio excursus parla chiaro. Io ho allenato fin da giovane tutte Prime Squadre, anche se in campionati dilettanti. Poi ero entrato a far parte del mondo dei professionisti vincendo il Campionato di Serie D a Milazzo, e il mio primo pensiero era sempre quello di allenare le Prime Squadre. Chiaramente, l’esperienza maturata in Lega Pro ha fatto si che in me si instaurasse un grandissimo spirito di rivalsa e un desiderio profondo di accasarmi, fin dall’inizio dell’attuale campionato, presso una società capace e dal progetto ambizioso che potesse in qualche modo valorizzare anche le mie capacità professionali. E’ l’eterno gioco del dare e dell’avere, creato da sempre dalle opportunità. Oggi, ringrazio il presidente Pellicanò e la società Hinterreggio, per aver creduto in me e dal quale desidero un rinnovamento del contratto per continuare insieme quel processo di miglioramento che è nelle corde di questa giovane ma competente società di calcio professionista”.<BR><BR>Tra le sue esperienze precedenti, a quale può essere paragonabile quella attuale?<BR>“Ricordo la mia esperienza alla Spadaforese, squadra che partecipava al campionato di Eccellenza siciliana. Mi affidarono la squadra dopo la prima partita del girone di ritorno, ed era ultima in classifica a otto punti di distacco dalla possibile salvezza. All’apparenza sembrava una Mission Impossible, tuttavia, in quelle 14 partite rimanenti abbiamo centrato 8 vittorie, 5 pareggi e solo una sconfitta. Un trend che ci ha permesso di disputare i play out contro il Messina (oggi Città di Messina). Ricordo che disputammo quella partita sul campo neutro di Acireale e che soltanto una nostra vittoria ci avrebbe salvato definitivamente dalla retrocessione. Ebbene, quella partita la vincemmo 1 a 0 e così si è potuto coronare il sogno della Spadaforese di restare di diritto nel Campionato di Eccellenza siciliana. Penso che quell’esperienza fatta d’impegno, motivazioni e fatica di lavoro, possa essere emblematica e paragonabile a quella che sto vivendo oggi all’Hinterreggio”.&nbsp;&nbsp; <BR><BR>Mister Venuto, qual è il segreto che unisce le motivazioni di un gruppo di calciatori alla volontà di conquistare risultati positivi. Forse la fame calcistica?<BR>“ Penso che questo sia il vero segreto che racchiuda il senso della vittoria. Fame agonistica significa voglia di vincere e raggiungimento di grandi traguardi che, nel calcio, hanno il significato di migliorarsi e di scalare vette che, talora, appaiono irraggiungibili. Da quando faccio l’allenatore, ho sempre cercato di trasmettere ai miei ragazzi il mio credo, la forza di volontà, il mio carattere e la voglia di vincere come unica logica ai sacrifici, al lavoro intenso e, non ultimo, all’esaltazione dei valori sportivi e umani, che consentono promozioni anche verso categorie più importanti”. <BR><BR>Quanto è importante la cura dell’aspetto psicologico nell’ambito di una squadra di calcio?<BR>“Penso che nel calcio di oggi, sia di vitale importanza curare la qualità della squadra. Dal punto di vista tecnico, tattico e atletico i giocatori di oggi si equivalgono specie nel calcio d’elite, ed hanno una preparazione di base che ha raggiunto livelli davvero importanti. La differenza è data dalla concentrazione, dall’attenzione, dalla voglia di fare bene. Tutte qualità che rientrano nella sfera emotiva. Per questo, un allenatore moderno deve essere bravo a incidere e inculcare determinati valori che nello sport sono premianti. Partecipare non vuol dire vincere, ma è vincere che dà il significato alla propria partecipazione. Antonio Conte, ad esempio, è l’emblema di certe motivazioni essenziali che un allenatore deve saper trasmettere ai propri giocatori. In fondo, la Juventus esprime un bel calcio e vince nonostante non abbia, secondo me, dei grandissimi calciatori in grado di conquistare ciò che stanno invece ottenendo. Questa è la prova provata che non sono i singoli a fare la squadra, ma è la coesione di gruppo a fare la differenza”.<BR><BR>A prescindere dal divario di punti in classifica, ritiene che dal punto di vista tecnico ci sia realmente tutta questa differenza tra l’Hinterreggio e le prime della classe?<BR>“L’Hinterreggio sta pagando a caro prezzo le incertezze d’inizio campionato. Dopo la ristrutturazione avvenuta in corso d’opera, si sono attuati miglioramenti che ne hanno determinato la qualità della squadra. Certo, il gap accumulato dall’inizio del campionato con le prime della classe sembra incolmabile, tuttavia, ritengo che se si fosse iniziato a lavorare in un certo modo, sono sicuro che oggi l’Hinterreggio avrebbe una posizione di classifica ben più importante di quella attuale”.<BR><BR>Pensare che la sua squadra possa oggi ambire ai play off, è azzardato?<BR>“Chieti era lo sparti acqua importante per poter ambire a qualcosa di questo tipo. Per questo avevo detto ai ragazzi di scendere in campo per vincere la partita. Era davvero troppo importante la nostra vittoria per scacciare l’incubo della retrocessione e avvicinarsi alla zona play off. E non è un caso che la prestazione dei ragazzi sia stata ammirevole sotto il profilo del gioco e della convinzione, soprattutto nel primo tempo che abbiamo chiuso in vantaggio nonostante essere rimasti in dieci dopo l’espulsione di Angelino. Tuttavia, nulla è perduto, anche perché alla fine di questo campionato restano 6 partite da disputare e, se riuscissimo a conquistare i 18 punti a disposizione, nulla ci sarebbe precluso anzitempo”.<BR><BR>Antonio Venuto, allenatore professionista emergente nel panorama calcistico italiano. Quali sono le sue ambizioni e il suo sogno chiuso nel cassetto?<BR>“Tanti anni fa, ho cominciato a praticare l’atletica, uno sport duro che ti dà modo di capire quanto ogni vittoria sia conquistata attraverso la fatica e l’impegno. Poi mi sono appassionato al calcio e da allora mi sono dedicato anima e corpo a questo sport affascinante. Ma fin da quando ho cominciato ad amare lo sport in genere, ho capito l’importanza di essere ambiziosi nel volere raggiungere traguardi sempre più importanti, senza mai adagiarsi sugli allori. E’ il mio modo d’essere, è la mia concezione di vita. In me c’è sempre stato radicato quell’orgoglio che non è presunzione, ma più semplicemente un continuo misurarsi con se stesso e con gli altri. Per quanto riguarda invece il mio sogno chiuso nel cassetto, devo ribadire che mi piacerebbe realizzare con l’Hinterreggio una salvezza tranquilla, cosa che al momento non è. Poi, se riuscissimo a vincere tutte le 6 partite restanti, probabilmente per noi si aprirebbero scenari importanti, inaspettati e sognati. In fondo i sogni si possono realizzare anche nella vita di tutti i giorni e non solo nelle favole. Importante è crederci, continuare a lavorare sodo e avere fiducia. I conti li faremo alla fine!". <BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-venuto-un-allenatore-dai-metodi-moderni-e-vincenti-1011259.htmSi100451001,02,03,06030915S
791011209NewsCampionatiLega Pro, il Milazzo di Lo Monaco già retrocesso in Serie D20130325152052lega pro, milazzoIl Milazzo e’ retrocesso matematicamente in serie DIl Milazzo e’ retrocesso matematicamente in serie D! Questa è la notizia del giorno,anzi dell’anno e forse degli ultimi tre anni. Noi siamo un po’ sollevati moralmente,ma non fraintendeteci, la verità è che non ce la facevamo più a leggere le interviste di Marino,che fino al giorno prima sparlava di possibile salvezza .E’&nbsp; così ripetitivo&nbsp; che temiamo che continuerà a dire:”Ce la possiamo fare,ci mancano dieci punti,etc.”,ma speriamo che qualche giornalista di passaggio gli stacchi la spina! <br>Importa a qualcuno della retrocessione,ci chiediamo?Si è la risposta.,ma a quanti? Sicuramente a quei 4-5 tifosi,che si sono sparati 2000 Km. circa per gridare a squarciagola :” Schiavi di Lo Monaco” e poi agli altri 1500 tifosi,che ricordiamo gremire le tribune del Grotta di Polifemo negli anni passati. E’ altrettanto vero che da molto tempo le vicende del Milazzo non interessano più i media nazionali,non fanno notizia insomma. La retrocessione del Milazzo probabilmente non importerà&nbsp; più di tanto ai nostri amministratori ed imprenditori locali,che, dopo i tempi dell’on. Merlino, non se la sentono più di&nbsp; investire nel calcio,tranne poi a cavalcare la tigre,come si suol dire,in coincidenza con la campagna elettorale per catturare i voti dei tifosi e degli&nbsp; sportivi rossoblu. A conti fatti questa&nbsp; retrocessione verrà percepita con vero dolore soltanto dagli sportivi e da tutti i tifosi compresi quelli del Nord Italia,che abbiamo ritrovato in questo campionato nei tanti stadi dell’Italia Settentrionale, quando le nostre aquile sono andate a giocare in trasferta.<br>Come ormai tutti sanno,il D.G.&nbsp; ha rilasciato una lunga intervista ad un sito on-line dove ,fra le tante cose dette, si è lamentato dell’accoglienza fredda ricevuta,tanto da farli sentire degli estranei. Anzi carica la dose,parlando dei tifosi e dice:”Chi ?quei 4-5 che mi hanno gridato “schiavo di Lo Monaco”? o quei pochi neutri,che ci seguivano in casa la domenica? Direttore però metta un po’ di ordine alle sue idee: lei dice che vi sono mancati i tifosi .Ma di quali tifosi parla? I 4-5 ,di cui parlava l’anno scorso anche Ferrigno,che le hanno sventolato a Busto Arsizio la sua obbedienza cieca ed assoluta a Lo Monaco? Quei pochi “neutri”,come li chiama lei,che hanno regolarmente pagato il biglietto per poter assistere ad uno spettacolo vergognoso?o quei 1500 tifosi degli anni passati,che rappresentavano il dodicesimo uomo in campo? Penso che si riferisca a questi ultimi,no?Ma si ricorda che dalle colonne di Terminal Sport l’abbiamo invitato a chiedere perdono&nbsp; o scusa almeno a costoro? Ci lasci immaginare che lei l’avrebbe anche fatto,specialmente dopo l’esperienza di Acireale quando gli ultras l’accompagnarono fino al casello dell’autostrada per accertarsi che non ritornasse in dietro,ma ,sapendo,che Lo Monaco non avrebbe gradito l’iniziativa ,ha rinunciato .Ha fatto male ,mi creda e ,se così fosse,avrebbe tutta la nostra comprensione.<br>Nella stessa intervista il Direttore Generale non perde l’occasione per tessere le lodi dei giovani calciatori in forza al Milazzo ed in particolare di un tale Migliore,un ’95 in prestito dal Palermo.Visto che si tratta di fare previsioni su un ipotetico futuro roseo di queste giovani promesse,tranne che lei non sia andato ,magari con un pacco di zucchero,da “zia Checchina” a farsi leggere le carte,anch’io mi lancio in previsioni e ritengo che questi ragazzi,alcuni dei quali mancano dei fondamentali del calcio,sono stati mandati allo sbaraglio;non riusciranno a terminare la loro maturità calcistica e rischiano tantissimo di diventare dei disadattati del calcio non appena avranno superato l’età,che obbliga le società di Lega pro&nbsp; a farli giocare per ottenere i famosi rimborsi. Basta avere un minimo di cultura calcistica,per sapere che un ’95 di un club di serie A con doti naturali riconosciute,viene mandato a maturare al massimo in serie B e non certamente al Milazzo,ultima in classifica della 2^ Divisione di Lega Pro. Per chiudere il discorso signor D.G. i suoi campioni in erba sono titolari della squadra,che ha stabilito un record europeo: fra tutte le squadre professionistiche del continente è l’unica a non aver mai vinto! E ancora lei ci “mette paglia”? Ma ci faccia il piacere,come direbbe il mitico Totò! Ma perché tutto questo amore per i giovani non lo applica ai ragazzi della squadra Berretti? Ma chi è che fa svegliare questi ragazzi alle 4 del mattino e gli dà un panino per colazione,pranzo e cena? Ma partecipano ad un torneo di calcetto o di calcio,visto che partono regolarmente in 7 e buscano da 4 a 7 reti ad incontro? Lo sa cosa le dico?Faccia attenzione perché ci sono genitori inviperiti che parlano di “sfruttamento di minori”!<br>Un altro argomento su cui&nbsp; il D.G. ritorna, è quello del manto erboso del Grotta di Polifemo e ne parla come chi, ad esempio, per recitare al teatro Trifiletti deve pagare 450 euro a spettacolo e,udite-udite,50 euro per la pulizia ogni volta che fa anche una prova costume con le lampadine fulminate e senza talora utilizzare il&nbsp; bagno&nbsp; causa la brevità delle prova, ma lei non solo non ha mai pagato un euro per l’uso del&nbsp; Grotta di Polifemo,ma neanche del Ciantro ed in più si lamenta delle condizioni pietose del fondo ,ben sapendo che sarebbe compito suo provvedere al ripristino del tappeto erboso. Complimenti signor D.G. perchè lei sì che recita bene, non paga e passa la palla all’Amministrazione,il cui silenzio suona come&nbsp; senso di colpa nei confronti delle compagnie dilettantistiche di recitazione milazzesi. <br>Terminal Sport resta dell’opinione che già da tempo si doveva inibire l’uso delle strutture sportive ad una società,che non ci rappresenta più e che non avverte nessun rimorso di coscienza o debito di riconoscenza per la città,che gratuitamente&nbsp; gli ha messo a disposizione gli impianti.<br>Adesso veniamo alla frase incriminata,che riporto ad onor di cronaca: “Certi giornaletti locali di puro diletto e a cura di persone di misera cultura calcistica e non solo.” <br>Mi scusi se reitero il contenuto dell’articolo dell’editore dr. Smedili,ma Terminal Sport,a cui lei pensiamo faccia riferimento nell’intervista,ha finanziato di tasca sua la radiocronaca delle partite del Milazzo del campionato precedente coprendo i diritti di Lega,quasi tre mila euro, e versando altre somme di sponsorizzazione a radio Amore. Non sono “quisquilie” ,come lei sa,per un giornale a distribuzione gratuita o di puro diletto.Lo Monaco questo non gliel’ha raccontato,vero? Come non gli ha riferito che l’anno scorso il figlio ha ricevuto il premio Terminal Sport per aver conquistato i play-off nel campionato precedente,anche se lui mandò a ricevere il premio il fido segretario Raffa e il capitano b.,il cui nome non vogliamo citare per rispetto dei tifosi,davanti ad una platea rappresentata dal comandante dell’Arma dei Carabinieri,un rappresentante della Polizia di Stato,della Guardia di Finanza,della Marina Militare,magistrati,giornalisti,medici,etc.<br>Dopo averle dato queste notizie,si sentirebbe di ripetere che si tratta di “giornaletto locale di puro diletto”?&nbsp; E ancora lo sa che Terminal Sport ha organizzato quest’estate un incontro al Palazzo D’Amico, con affitto regolarmente pagato(ma la prossima volta per risparmiare lo faremo al Grotta di Polifemo),con il maestro del giornalismo sportivo nazionale Bruno Bernardi?Lei ritiene che un grande come Bruno Bernardi sarebbe venuto da Torino a Milazzo per un incontro organizzato da un giornaletto locale di puro diletto? Dica la verità,su ,se non fosse che Lo Monaco si dispiacerebbe,ci chiederebbe scusa! Per chiudere l’argomento,aggiungo che Terminal Sport ha pubblicato interviste “in esclusiva” di personaggi del calibro di Aldo Agroppi,Pietro Anastasi,Nello Santin,Enzo Di Palma,il danese ex iuventino Paulsen,Antonio Venuto,Balzaretti,Cabrini ed infine Tonino Asta,la cui ultima intervista in esclusiva rilasciata al sottoscritto si può ancora leggere sul sito ilcalcio24.it.<br>Le sembra ancora questo un giornaletto locale di puro diletto? Non credo.<br>Adesso vorrei affrontare ,possibilmente insieme a lei, se me ne desse l’opportunità in un incontro pubblico,dove possiamo confrontarci e guardarci negli occhi,l’ultima parte della frase,di cui sopra:”di misera cultura calcistica e non solo”. Vede lei avrebbe potuto raggiungere lo stesso scopo se avesse detto ad esempio:” di misera cultura calcistica ma di rispettabile cultura professionale,nel cui merito non entro”.In questo caso&nbsp; avrei potuto convenire con lei che aveva ragione, perché cultura calcistica,ma bisogna intenderci su cosa s’intende per cultura calcistica,potremmo non averne&nbsp; granchè, in quanto ci siamo interessati di altro nella nostra vita.Ma lei ha voluto strafareed ha fatto un’aggiunta :”e non solo”.Evidentemente non l’hanno informato per niente.<br>Come lei sa ,chi scrive è un medico,che per più di trent’anni ha aperto la pancia di migliaia di persone e, se non ci fosse la cultura oltre la tecnica,questo lavoro non te lo fanno fare ma ti fermano prima i pazienti e poi i magistrati. D.G. mi ha conosciuto però come medico sociale del Milazzo,ma,a differenza di lei,non ho mai chiesto né ricevuto alcun compenso.Sono stato a Norcia in ritiro con la squadra pagandomi il viaggio di andata e ritorno ed ho acquistato fin da allora i farmaci per i giocatori di tasca mia. Ho fatto eseguire presso un centro di alta professionalità di Messina i test d’idoneità agonistica ad un centinaio di atleti;test che non mi risulta siano stati pagati,rimettendoci la faccia con i colleghi e la benzina per accompagnare tutti questi giocatori presso il centro da Milazzo.Potrei raccontarle di medici sportivi,ben noti dalle nostre parti e dalle sue,che non sottopongono i ragazzi alla spirometria,esame fondamentale per l’idoneità, e ,si stappi le orecchie, neanche all’ecg da sforzo con cyclette, ma fanno tutto” in famiglia”. Del resto lei può chiedere ai componenti del suo staff,che mi conoscono e mi riferisca anche in un confronto pubblico il loro giudizio sulla&nbsp; professionalità dimostrata in questa breve esperienza,che,tengo a precisare,non mi appartiene, in quanto sono un chirurgo prestato allo sport ed ho voluto rispondere ad una chiamata per amore della mia squadra. Questo però non mi basta. Mi dica lei adesso che titolo di studio possiede:licenza elementare?scuola media?diploma di istruzione secondaria?laurea? Mi mandi però la copia via fax del titolo di studio perché in Italia abbiamo&nbsp; avuto candidati a premier ,che si sono inventati una laurea. Inoltre mi pare corretto sapere che lavoro fa, perché io faccio il medico e lei?Non&nbsp; mi dica nessun lavoro tranne questo ., perché dal 12 Maggio lei rischia di stare a spasso e non confidi troppo su Lo Monaco, perché anche lui è a spasso e rischia di rimanerci per un bel po’. Direttore Generale per favore non ci confonda con altri medici sportivi,che in occasione di partite chiacchierate spuntano all’allenamento infrasettimanale con&nbsp; Suv nuovi di zecca. Noi da professionisti seri all’arrivo in forza dei Lo Monaco nella società,ce ne siamo andati in punta di piedi ,come eravamo arrivati. Non abbiamo chiesto di essere remunerati per la nostra attività e per le spese sopportate,ma siamo contenti ugualmente perché abbiamo vissuto un sogno e tale deve rimanere.Il sogno si è però infranto domenica per i tanti tifosi e i pochi giornalisti,a cui prude un po’ la coscienza per non avervi mai saputo rinfacciare le innumerevoli bugie,di cui avete riempito i loro articoli. Pazienza.”Domani è un altro giorno” disse Rossella&nbsp; O ‘Hara a Clark Gable in “Via col Vento” e per i tifosi delle aquile rossoblu il domani è già cominciato e forse qualcuno comincia già a tremare al pensiero della loro vendetta.<br>Per concludere ,caro Direttore generale,se accetterà l’invito a pranzo del nostro editore,stia pure tranquillo che&nbsp; io non ci sarò perché a tavola voglio digerire e lei ,per me, è come un peso grosso sullo stomaco,che non riuscirei mai mandar giù.Il nostro editore?Boh,lui forse ha lo stomaco di ferro!!!<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Attilio Andriolo<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>adm001adm001milazzo.jpgSiNlega-pro-il-milazzo-di-lo-monaco-gia-retrocesso-in-serie-d-1011209.htmSi100075701,02,03030278
801011187NewsCampionatiRoma, Castan: «Zeman non mi ha mai parlato in sei mesi»20130325114725roma, castanLunga intervista Lunga intervista sulle colonne di Leggo per Leandro Castan, numero 5 della Roma che parla di tanti temi. Dal sogno di arrivare in Nazionale a quello che è il futuro della panchina giallorossa. "Faccio il tifo per Andreazzoli, certo che lo confermerei". Queste e tante altre parole d'elogio per il tecnico della Roma, uno che "parla coi giocatori", mentre, dice Castan, "Zeman non ha mai parlato neanche un giorno con me in sei mesi". Auspici: quello di non vedere Marquinhos lontano da Roma ed uno personale. "Vorrei restare qui tanti anni". <BR>C1007650adm001adm001castan.jpgSiNroma-castan-zeman-non-mi-ha-mai-parlato-in-sei-mesi-1011187.htmSiT1000012100075701,02,03030161
811011183NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «Sono stato frettoloso nell`esonerare Sannino»20130325084727Zamparini, Sannino, Palermo, Gasperini, Zamparini ha fatto un piccolo «confessionale«, ammettendo una certa fretta nell`allontanare ad inizio campionato Sannino dalla panchina dei siciliani.<STRONG>A Boccadifalco riprenderanno&nbsp;oggi gli allenamenti del Palermo</STRONG>, mentre da mercoledì si riuniranno in gruppo i Nazionali attualmente in giro per il mondo.<BR><BR>Zamparini, intervistato a <EM>Radio Radio</EM>, ha fatto un piccolo "confessionale", ammettendo una certa<STRONG> fretta nell'allontanare ad inizio campionato Sannino</STRONG> dalla panchina dei siciliani: "<EM>Sono stato frettoloso, non ho avuto pazienza; poi pensavo che Gasperini, con il suo gioco d'attacco, mi risolvesse tutti i problemi...</EM>"<BR><BR>Il Presidente recrimina anche per un mercato di gennaio non condotto in maniera adeguata malgrado un grosso budget messo a disposizione.<BR><BR>Adesso <STRONG>Zamparini ci crede nella salvezza così come ci crede anche Sannino,&nbsp;</STRONG>&nbsp;già dalla sfida contro la Roma si vuole risalire la china: "<EM>Ci vorrà anche un pizzico di fortuna, i giallorossi sono in forma ma potrebbero perdere un colpo..... anche se <STRONG>Totti fa sempre la differenza</STRONG></EM>".<BR><BR>Sia in caso di retrocessione che non, il Presidente rosanero è pronto ad allestire una squadra forte: "<STRONG><EM>La voglio tosta, stiamo già lavorando</EM></STRONG>".C1007650GP01CTGP01CTmiccoli.jpgSiNzamparini-sannino-palermo-gasperini-1011183.htmNoT1000023101114901,02,03010468
821011153NewsCampionatiTorino, Jonathas: «Mi ispiro a Ibrahimovic»20130323142044torino, jonathasL`attaccante brasiliano del Torino Jonathas L'attaccante brasiliano del Torino Jonathas ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport per parlare del buon momento che sta attraversando con la maglia granata. Il suo obiettivo da qui a fine stagione è quello di mettere a segno altri quattro gol, per raggiungere l'obiettivo di 5 reti che si era prefissato a gennaio. Per il futuro lui punta a dare il massimo, sperando di poter rimanere al Torino dove si trova benissimo. Per quanto riguarda l'ispirazione, il bomber non ha dubbi nel dire Zlatan Ibrahimovic. Compagno nella "scuderia Raiola", il brasiliano pensa che Ibra sia il vero Pallone d'Oro, perchè è anche più forte di Messi. <BR>C1007650adm001adm001jonathas.JPGSiNtorino-jonathas-mi-ispiro-a-ibrahimovic-1011153.htmNoT1000099100075701,02,03030155
831011094NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Santon: «Torno solo per giocare in rossonero»20130321101647milan, santonDavide SantonDavide Santon ha rilasciato una bella intervista alla Gazzetta dello Sport dopo che la settimana scorsa con il suo Newcastle ha messo a segno la prima rete da professionista. L'esterno nel giro della Nazionale ha parlato di un suo possibile ritorno in Italia dichiarando che sta bene in Inghilterra visto che ha messo anche su famiglia, ma anche che se arrivasse una proposta dal Milan, sua squadra del cuore, penserebbe seriamente a rifare le valigie per tornare in Serie A. Continuando su questa ipotesi e parlando dell'intesa con Balotelli, dichiara che sarebbe un incentivo in più potergli giocare a fianco, sopratutto vista la grande intesa che i due hanno sempre avuto sia con la maglia dell'Inter sia in Nazionale. C1007650adm001adm001santon-davide-newcastle-milan-anteprima-525x334-842384.jpgSiNmilan-santon-torno-solo-per-vestire-rossonero-1011094.htmSiT1000027100075701,02,03030245
841011087NewsCampionatiInter, Palacio: «Vorrei concludere carriera in Argentina»20130320170759inter, palacioRodrigo Palacio, attaccante dell’InterRodrigo Palacio, attaccante dell’Inter, tornato ad essere convocato dall’Argentina, ha rilasciato un’ intervista ESPN Deportes: "Sono contento di essere tornato in Nazionale, e, anche se è molto difficile, spero di poter giocare. Higuain e Aguero hanno sempre fatto bene vicino a Messi, è giusto che siano loro i titolari. Zanetti? E' l'emblema dell'Inter. Milito? E' stato davvero un duro colpo per noi, Diego è un giocatore troppo importante per l'Inter, è l'uomo che può fare la differenza. Il mio futuro? Mi piacerebbe chiudere la carriera in Argentina, sono stato bene in tutti i club che ho giocato”.<br>C1007650adm001adm001palacio-4.jpgSiNinter-palacio-vorrei-concludere-carriera-in-argentina-1011087.htmNoT1000026100075701,02,03030163
851011048NewsCampionatiReal Madrid, Mourinho: «La Fifa imbroglia. Mi hanno negato un premio»20130319171035real madrid, mourinhoJosé Mourinho si prepara a una battaglia con la FIFAJosé Mourinho si prepara a una battaglia con la FIFA. L'allenatore del Real Madrid ha lanciato gravi accuse in merito al premio di Miglior allenatore del mondo, gettando discredito sulla trasparenza della votazione. Intervistato dall'emittente portoghese 'RTP', lo 'Special One' ha tuonato: "La FIFA sapeva di alcune irregolarità nelle votazioni per il premio di miglior allenatore del mondo, ma non ha fatto nulla, dimostrando mancanza di trasparenza. Sono stato avvertito da alcuni amici: mi hanno detto di avermi votato, ma che hanno scoperto che il loro voto era stato trasformato in favore di Del Bosque. Evidentemente le amicizie del C.t. della Spagna pesano più delle mie". La FIFA, dal canto suo, ha contattato la stessa emittente per ribadire che la votazione sarebbe stata assolutamente limpida.C1007650adm001adm001cristiano-mourinho.jpgSiNreal-madrid-mourinho-la-fifa-imbroglia-mi-hanno-negato-un-premio-1011048.htmSi100075701,02,03030132
861010868NewsCampionatiMilan, Constant: «Dobbiamo stare attenti»20130312160416milan, constantKevin Constant, intervistato da beInsport per Le Club Kevin Constant, intervistato da beInsport per Le Club, ha parlato della sfida di stasera contro i blaugrana: "Credo che il Barcellona giocherà lo stesso calcio, cercheranno di creare di spazi. Dovremmo approfittare degli spazi per fargli male e provare a segnare. Dovremmo essere uniti, restare concentrati ed approfittare dei palloni che recupereremo". <br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001constant-4.jpgSiNmilan-constant-dobbiamo-stare-attenti-1010868.htmNoT1000027100075701,02,03030114
871010805NewsCampionatiRoma, Torosidis: «Meglio vincere la Coppa Italia che il terzo posto»20130308172014roma, torosidisIl difensore della Roma, Vasilis TorosidisIl difensore della Roma, Vasilis Torosidis, ha rilasciato una lunga intervista a Il Romanista. <br><br>Qual è il tuo obiettivo?<br>"Diventare titolare fisso, guadagnarmi il posto, sudarmelo, dare tutto per la Roma, arrivare il più in alto possibile. Questa è la mia ambizione, e quello che voglio fare".<br><br>Il tuo obiettivo è giocare, quello vostro? Quello della Roma? Tutti parlano del terzo posto...<br>"L'obiettivo è quello perché se non lottiamo per un posto Champions non saremmo all'altezza della Roma. I numeri ci sono, i giocatori pure, la voglia anche".<br><br>Lo sai che c'è una finale di Coppa Italia molto importante da giocare?<br>"Lo sai che prima c'è una semifinale di Coppa Italia molto importante da giocare? Per fare quella finale bisogna prima arrivarci".<br><br>Se dovessi scegliere, meglio arrivare terzi o vincere la coppa contro la Lazio?<br>"Tutte e due. Ma se devo scegliere scelgo la Coppa perché è un trofeo".<br><br><br>C1007650adm001adm001torosidis.jpgSiNroma-torosidis-meglio-vincere-la-coppa-italia-che-il-terzo-posto-1010805.htmNoT1000012100075701,02,03030171
881010798NewsCampionatiGenoa, Foschi: «Battere il Milan per fare un favore al Napoli»20130308161823genoa, foschiRino Foschi vuole rinforzare l`amicizia tra Genoa e NapoliRino Foschi vuole rinforzare l'amicizia tra Genoa e Napoli. Il Direttore sportivo del 'Grifone', intervistato da 'Radio Crc', ha dichiarato: "Il Napoli sta facendo molto bene, e ha tifosi innamorati della squadra. Proveremo a battere il Milan stasera per le ambizioni degli azzurri: siamo decimati ma cercheremo comunque una prestazione importante. Il Napoli deve credere nello Scudetto, mentre per quanto riguarda Genoa-Milan il passato tra le due tifoserie è stato messo a posto: deve prevalere lo sport, ci auguriamo che il pubblico sia una bella cornice".<br><br>ROMA-GENOA - "Kucka non ci sarà stasera, e avete visto tutti le immagini della gara contro la Roma. Ballardini? Squalificarlo sarebbe stato il massimo: stava chiedendo ai suoi di buttare fuori la palla, è stato espulso per fair play. Due pesi e due misure? Diciamo che è stata una giornata sfortunata per l'arbitro. Quando si lamenta un dirigente del Genoa è brutto, ma quando lo fa uno della Juventus o del Milan è tutto regolare. Siamo stati penalizzati a Roma".<br><br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-foschi-battere-il-milan-per-fare-un-favore-al-napoli-1010798.htmNoT1000022100075701,02,03030217
891010777NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, vicini Botta e Peruzzi20130307170718inter, botta, peruzziLa già ampia colonia Argentina dell`Inter potrebbe accogliereLa già ampia colonia Argentina dell'Inter potrebbe accogliere altri due elementi la prossima stagione. I nerazzurri seguono infatti con attenzione Ruben Botta e Gino Peruzzi.<br>Il primo è un attaccante classe 1990 del Tigre, il secondo è un esterno destro classe 1992 del Velez Sarsfield, entrambi dotati del passaporto italiano. Per saperne di più, Interlive.it ha intervistato in esclusiva José Alberti, mediatore di mercato tra i massimi esperti di calcio argentino: “Botta lo hanno già preso i nerazzuri. E’ un attaccante che è esploso questa stagione: un centravanti classico che ricorda un po’ Batistuta e Milito come caratteristiche di gioco. Ma sinceramente non pensavo che andasse subito all’Inter perché è un buon giocatore ma non è un top player: lo avrei visto meglio a Catania o Palermo come prima esperienza in Italia. L’anno scorso non giocava mai nel Tigre che è arrivato penultimo nel campionato di Apertura. Ora ha avuto la possibilità di mettersi in mostra anche nella Coppa Libertadores. Poi l’Inter ha i suoi osservatori e se lo hanno scelto vuol dire che hanno visto delle qualità in Botta“.<br><br>Un giudizio più positivo quello su Gino Peruzzi: “E’ stato segnalato direttamente da Javier Zanetti: è un buon giocatore di fascia che viene tenuto molto in conto in Argentina dove ha giocato nelle Nazionali giovanili e potrebbe presto essere chiamato anche da quella maggiore. Nuovo Zanetti? Sì, lo ricorda e non solo in campo ma anche fuori: è un ragazzo molto disciplinato ed un professionista serio, proprio come il Pupi – prosegue Alberti a Interlive.it – Certo, poi bisognerebbe vedere come si ambienterebbe in Europa, dove c’è un gioco diverso e soprattutto una preparazione diversa rispetto a quella argentina”.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-vicini-botta-e-peruzzi-1010777.htmNoT1000026100075701,02,03030364
901010774NewsCalciomercatoRoma, Perrotta e Balzaretti parlano del loro futuro20130307170252roma, perrotta, balzarettiSul sito della Roma è stata pubblicata una intervista Sul sito della Roma è stata pubblicata una intervista doppia a Simone Perrotta e Federico Balzaretti. Alla domanda su cosa faranno dopo il calcio, Perrotta ha risposto: "Non mi vedo francamente come allenatore, preferirei altri lavori legati a calcio, come il ds o l'agente", mentre il terzino: "Mi piacerebbe fare il tecnico, ma solo coi ragazzini. Ho una grande pazienza coi più giovani, mentre con gli adulti devi essere più fermo. Come ds mi posso immaginare, come agente francamente no".C1007650adm001adm001perrotta.jpgSiNroma-perrotta-e-balzaretti-parlano-del-loro-futuro-1010774.htmNoT1000012100075701,02,03030270
911010726NewsCalciomercatoPalermo, Zamparini: «Volevo Amauri e mi hanno preso altro»20130304174129palermo, zampariniMaurizio Zamparini non ci sta ad incassare Maurizio Zamparini non ci sta ad incassare tutte le colpe della situazione del Palermo. Il patron rosanero, intervistato da 'Stadionews24', ha dichiarato: "A gennaio la campagna di mercato è stata dissennata: è arrivato solo il portiere, ed è stato un errore rimpiazzare Budan, Brienza e Giorgi con calciatori non pronti. Lo Monaco mi ha dato tutta la colpa, ma non ho risposto. Penso che i nuovi arrivi siano validi, ma devono inserirsi".<br><br>"Dobbiamo fare 19 punti in 11 partite, ed è più difficile farli col Siena che con Milan o Inter, perché le squadre di bassa classifica si chiudono: per me la quota salvezza è 38 punti. Il disfattismo non mi piace e mi turba: se anche dovessimo scendere in Serie B, poi risaliremmo in Serie A. Davanti ci manca un combattente come Amauri. A gennaio lo rivolevo, ma il Parma ha detto no. Mi aspettavo un Calaiò, un Floro Flores... Boselli? Diventerà bravo quando si ambienterà".<br><br><br>C1007650adm001adm0011622717_w2.jpgSiNpalermo-zamparini-volevo-amauri-e-mi-hanno-preso-altro-1010726.htmNoT1000023100075501,02,03030264
921010648NewsCampionatiJuventus, Vucinic: «In Europa paura di nessuno»20130228105755juventus, vucinicL`attaccante della Juventus Mirko Vucinic ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport dove oltre che presentare la sfida contro il Napoli L'attaccante della Juventus Mirko Vucinic ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport dove oltre che presentare la sfida contro il Napoli ha parlato anche di Champions e di scudetto. Sulla sfida contro i partenopei si aspetta una gara infuocata dal pubblico, dove i bianconeri dovranno restare concentrati come fatto al Celtic Park in coppa Campioni. In caso di vittoria crede che la mazzata al Napoli sarebbe forte ma non decisiva, perchè i cali di tensione nel girone di andata sono sempre dietro l'angolo. Poi parla dell'importanza di Conte a bordocampo che continuamente lo incalza urlandogli "Fai gol!" caricandolo come una molla. Chiusura sulla Champions dove preferirebbe incontrare il Milan rispetto che il Barcellona, anche se non ha paura di nessuno nemmeno di Real e Bayern perchè la Juve "ce la può fare contro qualsiasi avversario". C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-vucinic-in-europa-paura-di-nessuno-1010648.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07,08030301
931010637NewsCalciomercatoPalermo, Gasperini richiamato perché conosce la squadra20130227155020palermoIl Presidente del Palermo Maurizio ZampariniIl Presidente del Palermo Maurizio Zamparini, intervistato da Rai Sport, ha parlato del momento rosanero: "Ho richiamato Gasperini perché conosceva già la squadra ed adesso spero che con lui si possa fare meglio. Con lui credo nella salvezza. Melsani è un'ottima persona ed un ottimo allenatore, ma non è riuscito a dare una scossa, come pensavo". Zamparini ha continuato parlando dei nuovi innesti: "Noi abbiamo fatto bene, il problema è che ci sono tanti infortuni gravi, come quelli che hanno colpito Hernandez e Mantovani. E' stata sicuramente fin qui una stagione sorta per noi".C1007650adm001adm001gasperini.jpegSiNpalermo-gasperini-richiamato-perche-conosce-la-squadra-1010637.htmSiT1000023100075501,02,03030233
941010505NewsCampionatiBarcellona, Iniesta: «Vorrei Sergio Ramos»20130218121884barcellona, iniestaAndres Iniesta ha le idee chiareAndres Iniesta ha le idee chiare, e forse un futuro da dirigente nel Barcellona. Il centrocampista blaugrana, intervistato da 'Radio Catalunya', ha dichiarato: "Voglio migliorare ogni anno per mantenermi ai massimi livelli. Qui sto bene, ci gioco da dodici anni e intendo ritirarmi con questa maglia, se le mie prestazioni lo consentiranno. La mia debolezza? Sono troppo testardo. Senza Vilanova è più difficile, ma lavoriamo tutti duramente. E anche Guardiola ci manca. Un calciatore del Real Madrid che vorrei nel Barça? Sergio Ramos: è impressionante. Ma vorrei acquistare anche Isco del Malaga".<BR>adm001adm001spagna-euro-20121.pngSiNbarcellona-iniesta-vorrei-sergio-ramos-1010505.htmNo100075701,02,03030142
951010442NewsCampionatiInter, Zanetti: «Mi sento ancora importante»20130214121420inter, zanettiInter ZanettiA tutto Javier Zanetti. Dopo la vittoria ottenuta contro il Chievo Verona, il capitano dell'Inter si è soffermato ai microfoni di ESPN. Una lunga intervista, nella quale vengono trattati tanti temi. Si parte dal suo stato di forma attuale. "Io sto bene - spiega Pupi -, mi preoccupo sempre di sentirmi utile e i miei compagni mi fanno sentire importante. Essere rimasto per tanti anni in questo club è veramente importante per me, mi identifico con l'Inter, è una squadra a cui tengo veramente tanto. Sono il capitano e ho anche responsabilità. Quando sono arrivato qui per me era importante per far conoscere le mie qualità, perché ho avuto questa possibilità e sinceramente la prima cosa che mi passò per la testa era quella di sfruttare questa chance".<br><br> Ma cosa spinge un calciatore del suo carisma a rimanere tutta la carriera con la maglia dell'Inter? "Sono sempre rimasto ambizioso, ho avuto la possibilità di andare in un altro club di un altro paese (Real Madrid, ndr), ma ho preferito rimanere qui. La testa è fondamentale per un calciatore, ma anche allenarsi, stare con i miei compagni, giocare, è tutto importante. Il fisico mi ha aiutato tanto per la mia carriera, e quando smetterò rimarrò sempre all'Inter, con un altro ruolo".<br><br> E quale sarà allora il ruolo che Zanetti ricoprirà, nel giorno del suo addio al calcio? "Certamente non farò il direttore tecnico, certamente no - ride -. Rimarrò vicino alla squadra, un ruolo con grande responsabilità perché voglio sentirmi utile per questa squadra così come mi sento importante in campo".<br><br> Non manca il capitolo dedicato alla Nazionale: "E' una buona squadra, Sabella ha creato un buon gruppo. E' sempre nel mio cuore, se Alejandro avesse bisogno di me sa che io ci sono. Almeyda, Veron e Simeone? El Cholo l'ho sentito, siamo amici, gli ho fatto davvero i complimenti per ciò che sta facendo all'Atlético Madrid, veramente un grande lavoro e conosco il modo di lavorare che ha. Veron adesso è dirigente del club che ama, l'Estudiantes, sono tutte cose importanti per chi ha avuto una carriera in Europa".<br><br> Chiosa finale dedicata a Samuel: "Walter è uno degli amici che mi ha dato il calcio. Io lo stimo come difensore, come uomo in campo e fuori, per la sua personalità. Spero che rientri il prima possibile e ci aiuti per il finale di questa stagione. Da questo club sono passati tanti argentini, è veramente un orgoglio anche perché quasi tutti hanno lasciato il segno". <br><br>C1007650adm001adm001004_4928-160966.jpgSiNinter-zanetti-mi-sento-ancora-importante-1010442.htmNoT1000026100075701,02,03030172
961010380NewsCampionatiMilan, El Shaarawy: «Giusto cambiarmi. Non stavo bene»20130211184154milan, el shaarawyMilan El ShaarawyStephan El Shaarawy, attaccante rossonero, è stato intervistato in esclusiva dai microfoni di Milan Channel. Il ventenne savonese ha parlato del suo momento, della gara disputata ieri a Cagliari e dela compatibilità con Mario Balotelli: "Mi dispiace molto non essere andato al torneo di Viareggio a causa del meteo. Sono rimasto qui a Milanello e ne ho approfittato per fare i miei lavori al ginocchio. Mi sarebbe piaciuto andare ma la cosa non era fattibile. Faccio il mio in bocca al lupo alla Primavera e spero che facciano bene perché è un torneo prestigioso e una grande vetrina per i giovani. Io l'ho disputato due volte ma non sono riuscito a vincerlo. Il Viareggio è una vetrina ma per arrivare in alto devi fare bene nella stagione e nel tuo campionato. A Cagliari è stata una partita difficile perché loro se la giocavano ed erano aggressivi e determinati. Ci hanno messo in difficoltà nel primo tempo dove hanno creato molte occasioni. Noi, come in quasi tutte le partite siamo usciti nel secondo tempo e verso la fine siamo riusciti a trovare la via del gol. E' un punto guadagnato. Il loro gol è stata una piccola disattenzione nostra dove Ibarbo è stato bravo. Poi abbiamo reagito e abbiamo fatto una buona prova nel secondo tempo. Incompatibilità tra me e Mario? Accettiamo tutto quello che viene scritto dai giornali però mi sembra un po' eccessivo parlare di questo perché sono passate solo due partite e abbiamo bisogno di tempo per trovare e provare le nostre idee e i nostri schemi. Ci vuole tempo e sappiamo che dobbiamo migliorare in certi aspetti e non credo che ci sia incompatibilità tra noi anche perché con l'Udinese è arrivato un mio assist per Mario e anche in allenamento ci troviamo molto bene. Non c'è nessun tipo di problema. La lotta per il terzo posto con l'Inter sarà lunga e andrà oltre il derby. Ci sono ancora tante partite e tanti punti in ballo e in queste partite può succedere di tutto. Noi puntiamo a fare il massimo. Con il Parma sarà, come tutte le partite, difficile perché sono una buona squadra. All'andata abbiamo pareggiato. Dobbiamo scendere in campo determinati. Giochiamo in casa e dovremo fare il nostro gioco per cercare la vittoria. Sarebbe bello riuscire a segnare ma in questo momento e, come dico sempre, l'importante è importante la vittoria. Ho questo problema al ginocchio che mi porto dietro da due-tre anni. Ci convivo però con lo staff del Milan lo riusciamo a gestire ma ogni tanto, durante la partita, mi viene qualche fastidio. Anche ieri ho accusato un po' di dolore ed è stato giusto togliermi perché non ero in grado di finire la partita. Il fatto che stiano recuperando tutti gli infortunati è positivo perché nelle partite che contano ci serve il contributo di tutti. C'è bisogno dell'applicazione di tutti. Il Pazzo ha fatto tanti gol e per noi è veramente importante".C1007650adm001adm001el-shaarawy-6.jpgSiNmilan-el-shaarawy-giusto-cambiarmi-non-stavo-bene-1010380.htmSiT1000027100075501,02,03,07030208
971010285NewsCampionatiInter, Moratti prova a stimolare la squadra20130207105913inter, morattiInter MorattiI rossoneri sono riusciti ad agganciare in classifica i cugini. Una situazione che, secondo il presidente Massimo Moratti, intervistato da TuttoSport, deve servire da motivazione ulteriore e non come un fattore preoccupante. Per uscire da questa situazione, sempre secondo il presidente, l'unico modo è lavorare su tutto: la parte atletica, la motivazione e soprattutto il sentirsi dentro una bufera dovrebbe caricare tutti. Un Moratti che si è mostrato ottimista anche dopo il mercato di gennaio: "La formazione di domenica era tosta; la cosa importante è capire se abbiamo giocatori buoni e secondo me sì". Con una sottolineatura particolare sul gioiellino Kovacic: può essere l'aggiunta importante e ha molta personalità.C1007650adm001adm001107812768.jpgSiNinter-moratti-prova-a-stimolare-la-squadra-1010285.htmSiT1000026100075701,02,03030124
981010281NewsCalciomercatoInter, Laxalt si presenta: «Voglio giocare la Champions League»20130206190993inter, laxaltInter LaxaltDiego Laxalt (19) è arrivato in Italia per legarsi all'Inter. L'attaccante uruguagio - intervistato dal collega Alfredo Pedullà - ha spiegato le ragioni per le quali ha deciso di accettare la soluzione nerazzurra: "Perché l'Inter? Perché mi ha cercato con discrezione e con convinzione. E perché era evidentemente destino. Alla playstation - si legge su alfredopedulla.com - la mia squadra era l'Inter, quindi mi sembra tutto chiaro... E poi in Uruguay in tanti sono cresciuti con il mito di Alvaro Recoba e Ruben Sosa, quindi i conti tornano. Al Sub 20 ho fatto bene, sapevo di essere seguito. Ma quando mi hanno detto che l'Inter stava uscendo allo scoperto ho scoperto la felicità. Giusto arrivare in Italia con cinque mesi di anticipo: potrò ambientarmi nel migliore dei modi. E nel frattempo farò un tifo sfrenato perché l'Inter arrivi in Champions League, voglio giocarla l'anno prossimo. Non vedo l'ora di conoscere Zanetti, un mito. Sono pronto a tutto pur di conquistare l'Inter...".C1007650adm001adm001laxalt.jpgSiNinter-laxalt-si-presenta-voglio-giocae-la-champions-league-1010281.htmSiT1000026100075501,02,03030254
991010261NewsCampionatiMilan, Salamon: «Orgoglioso di essere in rossonero. Voglio esordire in Serie A»20130205171887milan salamonMilan SalamonBartosz Salamon, nuovo difensore del Milan, ha rilasciato una lunga intervista al giornale polacco Przeglądu Sportowego. Il ventunenne nativo di Poznan ha svelato tutti le fasi del trasferimento in rossonero, illustrando le sue sensazioni e le ambizioni per il futuro <br><br> Sei riuscito a dormire giovedì notte dopo la firma con il Milan?<BR>"Verso le 2 di notte sono crollato per la stanchezza. E' stata una giornata difficile, piena di eventi inaspettati e colpi di scena. Ho ricevuto un sacco di telefonate di congratulazioni, sms e messaggi su Facebook dai tifosi del Milan. Non mi aspettavo un tale entusiasmo. Il giorno successivo ho pensato: "Facciamolo!". Mi aspettavano le visite mediche e un'altra giornata intensa, mi sono alzato alle 8. Dopo sono andato a Brescia a prendere le mie cose. Di sabato mi sono alzato di nuovo all'alba, alle 10 c'è stato il mio primo allenamento a Milanello".<br><br> I compagni come ti hanno accolto?<BR>"Benissimo, non mi aspettavo che fossero così umili. Specialmente Mario Balotelli. Abbiamo avuto una bella chiaccherata. Con lui ho degli amici in comune, così abbiamo avuto qualcosa di cui parlare. Mario mi ha detto: "Non avere fretta, guarisci con calma alla caviglia e torna da me. C'è del lavoro da fare"".<br><br> E mister Allegri come ti è parso?<BR>"Come Mario. Mi ha detto che mi sta aspettando e che conta su di me. Nella prossima settimana sarò allenato individualmente, adesso sto svolgendo la riabilitazione per la caviglia. Tra dieci giorni dovrei tornare ad allenarmi a pieno regime".<br><br> Com'è cominciato il trasferimento?<BR>"Giovedì mattina ho parlato col mio agente Mino Raiola. Mi aveva detto che sarei rimasto a Brescia. Ho pensato agli aspetti positivi: giocare regolarmente, migliorare ancora e fare di tutto per convincere il Milan ad acquistarmi in estate".<br><br> Hai pensato ad altri club?<BR>"In quel momento sembravano più probabili le destinazioni inglesi o russe. Ma non sapevo quello che avrei scelto nel caso che col Milan non avesse funzionato. Se sarei rimasto in Serie B? Speravo silenziosamente che arrivasse qualcosa di diverso. Giovedì pomeriggio ho terminato l'allenamento a Brescia. All'improvviso mi è stato detto di vestirmi in fretta, perchè avrei dovuto andare a Milano per firmare il contratto".<br><br> Le prime impressioni?<BR>"Fino a che non ho visto il contratto non ci ho creduto. Sentivo che c'era qualcosa in corso, altrimenti non mi avrebbero fatto andare a Milano nell'ultimo giorno di mercato. Durante il tragitto in macchina controllavo sempre il cellulare. Mi sono stati chiesti i numeri dei documenti ed altre informazioni, allora ho capito che il momento stava arrivando".<br><br> Dopo cos'è successo?<BR>"Ho firmato il contratto nella sale dei trofei del Milan. Guardavo in alto, a destra, a sinistra. Una sensazione incredibile. Adriano Galliani ha indicato le coppe e mi ha detto: "Renditi conto di dove sei e guarda tutti questi trofei". Gli ho risposto con un sorriso: "I più importanti saranno quelli che vincerete con me"".<br><br> Poi c'è stata la cena ufficiale...<BR>"Sì, ho parlato a lungo con Galliani. Mi ha detto che ha iniziato ad osservarmi dopo le prime partite della stagione a Brescia, quando ho cominciato a giocare in difesa. In quel momento ha ricevuto tante telefonate dai suoi uomini più fidati: "Guarda quel ragazzo". Poi mi ha guardato durante le partite, convincendosi di volta in volta che ne valessi la pena. Per fortuna il trasferimento è andato a buon fine. Poteva non realizzarsi in questa sessione, il Milan poteva spendere solo quello che guadagnava in Italia. Fino a quel momento non avevano ceduto nessuno e non potevano comprarmi. Ma nell'ultimo giorno di mercato il Chievo ha preso Paloschi e il Milan ha avuto il soldi per prendermi".<br><br> Poi cos'è successo?<BR>"Sono arrivato al ristorante, ho rilasciato la mia prima intervista alla tv del Milan. Ho fatto una foto con una sciarpa. C'era qualche persona vicina al club, come il mio agente e i legali. Abbiamo parlato di calcio, del Milan, del mio futuro e di quello del club, ma non solo. Galliani ha parlato della Polonia, è stato a Varsavia e a Cracovia. Gli ho consigliato di fare un'altra visita. Gli ho detto che dopo l'Europeo tante cose sono cambiate molte cose. Sono stato accolto molto cordialmente, tutto è stato organizzato alla perfezione. Non ho avuto paura del palcoscenico. Telecamere, interviste, contatti con queste persone. Ero a mio agio".<br><br> I tifosi del Milan?<BR>"Sono arrivati prima della cena. Hanno fatto delle foto con me, mi hanno parlato. E' stato molto bello. Ovviamente non mi hanno accolto fragorosamente come accaduto a Mario Balotelli".<br><br> Il venerdì?<BR>"Di mattina ho fatto le visite mediche. Anche qui ho capito la grandezza di questo club. Sono stato esaminato dalla testa ai piedi. Hanno fatto tutto per escludere qualsiasi piccolo problema. I risultati sono stati molto buoni, sono sano come un pesce".<br><br> Come è stato l'addio al Brescia?<BR>"Sono andato a Brescia venerdì sera. Sono andato a trovare i miei compagni, per me sono come una famiglia. Ho giocato lì per cinque anni".<br><br> E Corioni?<BR>"E' molto legato a me, ha sempre creduto in me. Da quando sono arrivato, mi ha detto che sarei diventato un grande giocatore e sperava che mi prendesse una grande squadra. Sarò sempre grato al Brescia. Hanno investito su di me, se non fosse per loro non so dove sarei ora. La mia carriera è solo all'inizio. Sono arrivato ad un grandissimo club, ma ora devo lottare per restarci".<br><br> Un'ipotesi di prestito?<BR>"L'allenatore pensa che al momento sono un giocatore utile per la prima squadra. Ne farò parte, devo solo guarire e lottare per questo".<br><br> Giocherai in difesa?<BR>"Mi vedono come difensore. Se necessario potrei giocare anche a centrocampo, ma mi trovo meglio in difesa".<br><br> Vivrai ancora a Brescia?<BR>"Per arrivare a Milano da Brescia ci vogliono quasi due ore, così ho dovuto lasciarla. Ho preferito abitare in una città vicino a Milanello. Preferisco un posto tranquillo e vicino al centro di allenamento. Milano è una città bellissima, ma il suo fascino non si sposa con il mio stile di vita. Mi concentro sugli allenamenti, sulla buona alimentazione e sul riposo. Questa è la cosa più importante. Qualche vado al cinema con la mia ragazza, ma non ne vado pazzo".<br><br> Il ruolo di Raiola in questo trasferimento?<BR>"Ho deciso di lavorare con lui dopo l'ultima finestra di trasferimento. Mi voleva già tre anni fa, ma rifiutai".<br><br> Perché?<BR>"Mi fidavo del mio precedete procuratore, ma non mi rendevo conto quale ruolo giocasse l'agente. Pensavo fosse sufficiente essere un buon giocatore e sarei potuto arrivare ovunque. Nelle ultime sessioni di trasferimento ho capito che non era così. Ho preso questa decisione consultandomi con alcuni colleghi, per esempio Omar El Kaddouri. Abbiamo capito che bisognava affidarsi a qualcuno come Mino, per raggiungere ciò che meritavamo. Omar è al Napoli e io sono al Milan".<br><br> L'esclusione dalla lista Champions?<BR>"Me lo aspettavo. Anche un giocatore come Cristian Zaccardo non è stato inserito. Il Milan ha tanti grandi difensori".<br><br> Adesso pensi di poter arrivare in Nazionale?<BR>"Non penso che il solo trasferimento possa essere sufficiente. Devo giocare, voglio esordire il prima possibile in Serie A".<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001salamon.jpgSiNmilan-salamon-orgoglioso-di-essere-in-rossonero-voglio-esordire-in-serie-a-1010261.htmSi100075701,02,03,07,08030246
1001010234NewsCampionatiInter, Cassano: «Dobbiamo trovare un equilibrio»20130204155452inter, casanoInter CassanoLunga intervista concessa dall'attaccante dell'Inter, Antonio Cassano, ai microfoni di Sky. Queste le sue dichiarazioni: "L'Inter è a tre punti dalla Champions League. Io accetto tutte le critiche. È un periodo nel quale non giochiamo bene, però ci sono anche alcune situazioni. Adesso ci sono questi nuovi giocatori che ci possono dare una mano. Dobbiamo risollevarci da questa situazione. In questo momento chi ha più personalità deve dare qualcosa in più e gli altri gli devono andare dietro. Non credo che il problema sia solo dell'attacco o della difesa. Serve trovare un certo equilibrio, vanno trovate delle soluzione. Io è da tanti anni che gioco e un gruppo migliore di questo non l'ho visto, è chiaro che adesso dobbiamo venir fuori da questo momento soprattutto con i giocatori di esperienza. Stramaccioni è una bella persona ed un allenatore che ci sa fare; il nostro presidente ci dà una tranquillità unica. È una persona unica e date le tante persone fasulle nel calcio non c'entra nulla. Kovacic? Sarà un grandissimo giocatore, ne sono convinto al 100%. Balotelli? Forse a lui piace andare sui giornali, a me meno. Lui è un bravo ragazzo, sicuramente io ho fatto molte più cassanate; sono stato cacciato da 5 squadre".C1007650adm001adm001cassano-6.jpgSiNinter-cassano-dobbiamo-trovare-un-equilibrio-1010234.htmSiT1000026100075701,02,03030160
1011010024NewsCampionatiIntervista a Gianfranco Jannuzzo20130116094720jannuzzoJannuzzoGianfranco Jannuzzo, una bellissima storia di vita che parte dalla sua Sicilia.<BR>Più volte abbiamo avuto modo di decantare la Sicilia, terra d’arte, storia, cultura e tradizioni, terra riarsa dal sole che ha dato i natali a nomi illustri, poeti e narratori, scrittori e commediografi dalla pregiata raffinatezza intellettuale quali, Pirandello, Sciascia, Quasimodo, che hanno saputo trasmettere al mondo il fascino culturale di una regione che, per certi versi, è davvero unica. L’intenso profumo della citronella, del finocchio selvatico, del gelsomino e della zagara, sono capaci d’inebriarti e consapevolmente farti capire di trovarti in un luogo che non ha eguali. Chiudere gli occhi, respirare a pieni polmoni e guardare in lontananza il mare che si confonde con l’azzurro del cielo, è la bellezza di questi luoghi naturali. Ma la Sicilia, come dicevamo pocanzi, è anche terra di grandi tradizioni culturali e artistiche. E, tra gli altri, ha dato anche i natali a un attore teatrale di pregiata bravura e grandi capacità artistiche, apprezzate e riconosciute da tutti.&nbsp; <br><br> Gianfranco Jannuzzo nasce ad Agrigento il 7 dicembre 1954. Attore teatrale e commediografo italiano di grande spessore artistico, è anche attore cinematografico e intrattenitore televisivo. Giovanissimo si trasferisce a Roma con la famiglia. Iniziati gli studi universitari, frequenta il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti. Diplomatosi nel 1982, partecipa ai varietà televisivi della RAI “Attore amore mio” e “A come Alice”, per la regia di Antonello Falqui. E, sempre con la stessa regia, partecipa alle commedie musicali “Applause”. Continua con “Tito Andronico” di W. Shakespeare con Turi Ferro per la regia di Gabriele Lavia. Gianfranco Jannuzzo è un vulcano di entusiasmo, simpatia, cortesia e personalità. E noi, che da anni seguiamo il suo percorso professionale e umano, siamo testimoni di cotanta verità per avere costatato di persona il suo eclettismo ma, soprattutto, la sua affabilità che si antepone a un’innata simpatia di uomo semplice e al contempo intelligente. La sua sicilianità traspare dalla sua predisposizione ai rapporti umani e da quell’accattivante sorriso vero, sincero e mai di circostanza, che è sinonimo di simpatia. Emblematica una sua recente intervista in cui si definisce semplicemente “Uno di voi”. Ama la Sicilia con i suoi profumi, adora i suoi conterranei e ne parla con orgoglio perché gli hanno sempre dimostrato calore e affetto.<br><br> Gianfranco, come nasce la sua passione per il teatro?<BR>“ Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Roma nel ’57 ma, d’estate, ritornavamo sempre ad Agrigento per le vacanze estive. Ricordo che in quel periodo seguivo con passione un grandissimo attore siciliano che si chiamava Renzino Barbera. Mi piaceva molto il suo particolare modo d’intrattenere il pubblico in un modo molto affascinante. Conservai quel ricordo bellissimo per tanti anni fino a che, per varie vicissitudini, sono riuscito a conoscerlo con mia grande soddisfazione. Intanto, a Roma, frequentavo la scuola di recitazione di Gigi Proietti poiché, da ragazzino, avevo coltivato questo desiderio di recitare e di fare l’attore. In un primo momento ebbi paura di dirlo a mio padre perché pensavo che mi avrebbe negato il piacere di farlo. Poi, invece, fu fiero della mia scelta perché vide in me l’entusiasmo di frequentare una scuola che, grazie anche alla filosofia artistica di Proietti, mi dava l’opportunità di diventare attore a tutto campo. Egli, infatti, su modello dei grandi attori americani, sostiene che un artista debba saper recitare, cantare, ballare, suonare uno strumento, essere divertente e al contempo drammatico; insomma un attore completo e senza differenze. Come vede, la mia passione per il teatro parte da lontano; proprio da quando ero ragazzino”.<BR>&nbsp; <BR>La sua tendenza a imitare gli altri, è un fatto naturale?<BR>“Imitare, è per me un fatto naturale. Fin da piccolo, ricordo che mi veniva spontaneo raccogliere le impressioni degli altri. Mi piaceva vedere cosa facevano le persone intorno a me e, così, imitavo in dialetto siciliano i miei compagni di scuola e gli amici durante le mie vacanze estive. Ho sempre sostenuto che il dialetto è una forma di comunicazione immediata che dà l’opportunità di essere più spontanei e ricchi di vocaboli. Il dialetto, poi, ha avuto il pregio di unificare questo nostro Paese così pieno di contraddizioni, ma che, spesso, si rivede in un’Italia unita. Mi auguro davvero, che tutti i dialetti siano interpretati come patrimonio culturale da tramandare anche alle nuove generazioni ”.<BR>Che cosa ricorda del periodo in cui si trasferì con la famiglia da Agrigento a Roma?<BR>“E’ stata un’avventura fantastica. Io sono il più grande di cinque figli e quando ci siamo trasferiti a Roma avevo dodici anni. Ricordo che prima di partire ci fu una riunione di famiglia, in cui abbiamo stabilito all’unisono che a Roma avremmo studiato e ci saremmo laureati. Questa è stata la promessa, poi mantenuta, fatta a mio padre. D’estate tornavamo ad Agrigento, era come continuare a coltivare l’amore per la propria terra d’origine. Un amore profondo che negli anni non è stato mai reciso. E, ancora adesso, se non riesco ad andare a causa dei miei impegni professionali, mi manca qualcosa. Ho bisogno di respirare l’aria e il profumo della mia terra, odori particolari che ricordano la mia infanzia”.<br><br> Lei si è sposato nel 1989 con Gabriella Carlucci a Vulcano, splendida isola della schiera delle Eolie. Come mai scelse proprio quella località?<BR>“ Fu una casualità. Ricordo che c’era un mio carissimo amico, l’architetto Cancina, che possedeva una casa a Vulcano. Ci propose di far celebrare le nozze all’arcivescovo di Lipari che era un suo amico. Così, Gabriella ed io accettammo volentieri. Come lei sa, quel matrimonio non andò bene. Oggi, sono felicemente sposato con Ombretta, una ragazza milanese molto affettuosa, cara e anche bella. Sono molto felice con lei, anche perché ci attraiamo pur essendo caratterialmente diversi. Lei milanese, sempre di fretta, io siciliano, riflessivo e metodico”.<br><br> La cultura che affonda nel mare della crisi economica. Che cosa pensa di questo grave problema che investe i teatri italiani?<BR>“Il teatro è un luogo sacro e, come tale, deve sempre essere aperto a tutti e mai chiuso; per nessuna ragione al mondo. Purtroppo ci sono dei politici che non ne comprendono appieno l’importanza. Il Teatro è il luogo di comunicazione tra gli spettatori e gli attori, è il seme di tutto. Dobbiamo essere tutti molto grati al teatro, capace di sviluppare i valori di democrazia e dell’agorà. Purtroppo, i nostri politici sono miopi e non capiscono l’importanza vitale di sostenere i teatri, quale luogo per incrementarne lo sviluppo. Io, quando sento certe cose, non faccio altro che arrabbiarmi sonoramente. Non si può sottovalutare l’importanza storica di luoghi che hanno visto crescere la cultura, da Plauto ad Aristofane; un gioco meraviglioso d’interscambiabilità tra pubblico e attori che si perpetua da anni. Penso che, per questo problema, dovrebbe esserci un’insurrezione di massa, una protesta popolare capace di far cambiare idea a questi nostri politici che non sanno neanche di ciò che parlano. I teatri bisogna aprirli, altro che chiuderli”.&nbsp; <br><br> Quali sono le differenze tra attore di cinema, teatro e televisione?<BR>“I più bravi attori di cinema sono soprattutto grandi attori di teatro. Infatti, quando andiamo a&nbsp; vedere un film con Al Pacino, Dustin Hoffman oppure Marlon Brando ne apprezziamo la qualità interpretativa. Spesso, tuttavia, dimentichiamo che questi grandi attori provengono tutti dal teatro; una palestra necessaria per proseguire la professione artistica. I nostri attori più grandi, da Gian Maria Volonté a Enrico Maria Salerno, da Giancarlo Giannini a Sergio Castellitto, per fare qualche esempio, sono soprattutto attori nati in teatro. Poi li vediamo al cinema e, incantati dalla loro qualità di recitazione, ci dimentichiamo qual è la loro provenienza. In Italia abbiamo i più grandi attori di teatro, pensi che Salvo Randone avrebbe dovuto recitare al cinema “Il Padrino” al posto di Marlon Brando, poi non se ne fece nulla, ma non per questo sarebbe stato interpretato in maniera minore. Penso, dunque, che tra gli attori di teatro e del cinema non ci siano sostanziali differenze per i motivi appena esposti. Per quanto riguarda invece la televisione, devo dire che è diventata una cosa di massa, un mezzo di mercificazione dove si pensa solo agli ascolti. Si penalizza la qualità e si premia la quantità intesa anche come linguaggio becero e scurrile, ma che porta ascolti e introiti commerciali. Personalmente, non mi scandalizzo di cotanta volgarità, tuttavia, penso che si perda l’opportunità di assistere a programmi di un certo spessore, capaci di lasciare dentro lo spettatore qualcosa d’importante che resti duraturo nel tempo”.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> Per questo motivo, oggi non fa più televisione?<BR>“ No, non è per questo motivo e non mi piace nemmeno avere un atteggiamento snobistico nei confronti della televisione. Dico solo che mi piacerebbe farla bene come in passato. Recentemente, per esempio, me la faceva fare bene Paolo Limiti, il quale&nbsp; metteva a mia disposizione lo studio, mi dava l’opportunità di fare le prove anche un’ora prima d’andare in onda, funzionavano a meraviglia le luci, le coreografie e l’orchestra: insomma una cosa fatta bene. Adesso, invece, ti chiamano per fare il tuttologo e parlare di aria fritta. Insomma, se dovessero chiamarmi per fare un programma d’intrattenimento con interviste e parlando al pubblico di temi di qualità, sarei assolutamente disponibile. Al contrario, non accetterei. Desidero fare una&nbsp; televisione come la intendo io, non come la impongono gli altri”. <br><br> Jannuzzo, oggi è più difficile far ridere rispetto a ieri?<BR>“E’ sempre stato difficile far ridere. Noi italiani, ma direi anche gli europei in genere, siamo stati sempre sollecitati dalle corde malinconiche. Ridere è un’arte. Fare scaturire la risata e saperla fare senza vergognarsi, è un privilegio di pochi”.<BR>&nbsp;“Cercasi tenore” è la commedia del drammaturgo americano Ken Ludwing, che lei sta recitando con successo nei migliori teatri italiani. Nonostante l’esilarante e piacevole commedia ambientata a Broadway negli anni ’30, non ha pensato che potesse disorientare coloro i quali si aspettano da lei la comicità siciliana?<BR>“ Non è presunzione, ma devo dire che mi piace fare l’attore a tutto tondo, anche perché durante il corso di tutti questi anni di recitazione mi è stata data la patente di credibilità, sia nella parte comica che in quella drammatica. Ho recitato Pirandello, Shakespeare e altri grandi autori, proprio perché lo ritengo un completamento artistico e culturale di notevole importanza. E poi, è importante rinnovarsi per avere nuovi stimoli e, soprattutto, non rischiare di stancare il pubblico. Detto questo, voglio però assicurare il mio pubblico che, periodicamente, ritornerò in teatro, come per altro faccio da anni, nel ruolo di One man show che diverte anche me”.<br><br> Che cosa le è rimasto dentro, della sua Sicilia?<BR>“Tutto! Vedo molti pregi in noi siciliani, dal senso dell’amicizia, della lealtà, dell’ospitalità, dell’aggregazione, dal rispetto verso la propria donna che è qualcosa di più che la semplice compagna di vita, la persona che tu sposi o l’amante che hai avuto nell’età adolescenziale. Per noi siciliani, la donna è la madre, la terra, la radice, l’appartenenza, un qualcosa che ti accompagna durante il percorso della tua vita. Per questo sono&nbsp; molto orgoglioso di essere siciliano, perché mi rivedo in tutti questi valori, anche se ho mille altri difetti!” .<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNintervista-a-gianfranco-jannuzzo-1010024.htmSi100451001,02,03030627S
1021009967NewsCampionatiJuventus, ma è proprio vero che ha sbagliato solo Marchisio?20130110220758juventusJuventusCi sono storie nel calcio che si ripetono in maniera ciclica. Storie che riguardano il campo di calcio, ma anche situazioni talora incresciose che si ripetono e fanno polemica. Da poco tempo avevamo parlato di quel collega giornalista della Rai di Torino che, in un servizio fuori dallo Juventus Stadium, destinato al TGR Piemonte, aveva fatto una domanda a un tifoso bianconero che aveva suscitato giustamente clamore e disgusto perché offendeva chiaramente il popolo napoletano: ricordate? Oggi, a distanza di poco tempo, apprendiamo di un’altra situazione giornalistica atta alla provocazione: “C’è un giocatore in particolare che ti ispira una sana vena di antipatia?” e Marchisio risponde: “Non qualche faccia in particolare, ma una squadra, soprattutto dopo le finali ruvide di Coppa Italia e di Supercoppa: il Napoli”.&nbsp; L’intervista pubblicata sul Corriere della Sera Style, ha ovviamente procurato un vespaio di polemiche. Verrebbe da dire “Marchisio, ma che dici ? Sei improvvisamente impazzito?”. Ma potremmo anche dire la stessa cosa al collega che, in maniera provocatoria, ha fatto una domanda a dir poco trabocchetto. Con tutto il rispetto e la benevolenza verso la categoria che mi vede partecipe, devo dire che il collega, di cui non conosco il nome, non può fare simili domande al suo interlocutore e, il suo intervistato non può neanche cadere così facilmente nel tranello della provocazione gratuita. Fin da quando abbiamo preso la tessera di giornalisti, dopo tanta gavetta, abbiamo imparato che in questo particolare settore dell’informazione, esiste un codice etico che non può essere dimenticato e, soprattutto, non appartiene a mode imposte dalle nuove generazioni. A noi hanno insegnato che essere giornalista, significa dare un apporto d’informazione e comunicazione corretta che va al di là di ogni interesse personale o scoop che dir si voglia. C’è una deontologia professionale da rispettare e, questa, non la si può disconoscere. Ritornando al fatto in questione, ci sembra che l’errore marchiano è da imputare in egual misura ad entrambi, giornalista e interlocutore. E’vero, Marchisio avrebbe dovuto non dare una simile risposta come se fosse un vero e proprio ingenuo del pallone che non ha mai incontrato un giornalista e, il collega poteva, anzi doveva, risparmiare la sibillina domanda che nascondeva insidie di vasta e stucchevole polemica. Pur non volendo insegnare nulla a nessuna, ci pare davvero che trovandosi davanti a un calciatore importante come Marchisio, si dovevano preparare domande consone alla curiosità legittima ma mai morbosa, dei tifosi e degli appassionati di calcio. Nei nostri numerosi incontri con calciatori, ex calciatori, dirigenti, arbitri, abbiamo sempre pensato che attraverso l’intervista si può dare un contributo sociale promuovendo l’esempio e la messa in atto di valori etici e sportivi. In altre parole, abbiamo sempre creduto che il giornalista che si trova faccia a faccia davanti a un calciatore o altro interlocutore importante, deve interpretare attraverso la propria sensibilità ciò che il lettore vorrebbe chiedere se lì, in quel preciso momento, al posto del giornalista ci fosse lui. In quel caso, è un servizio che si fa nel rispetto del lettore e del tifoso che non ha bisogno di essere istigato alla diatriba e alla violenza, ma ha bisogna di conoscere il campione, la sua storia, l’uomo che c’è in lui, e il sogno di tanti giovani che desiderano emularne le gesta. Ricordo Alessandro Del Piero in una delle tante profonde interviste rilasciate a noi giornalisti ai tempi in cui i giovani buttavano le pietre dai cavalcavia delle autostrade. Ebbene, attraverso quell’intervista fatta a uno dei calciatori più esemplari di tutti i tempi, ci fu un messaggio sociale a tanti giovani, parole non fatue e banali ma penetranti, capaci di entrare nell’anima, far riflettere e toccare le coscienze. Ma v’immaginate se in quell’occasione fosse stata fatta a Del Piero, da qualcuno di noi, la stessa domanda che è stata fatta a Marchisio? Non siamo indignati, credete, ormai non ci meravigliamo più di nulla in questo mondo del pallone in cui si parla e si scrive sempre meno di fatti tecnici, dell’emozione di un gol, di una vittoria o di una sconfitta, tuttavia, riteniamo opportuno precisare che se noi giornalisti siamo responsabili di ciò che diciamo e scriviamo, è altresì vero che anche i nostri interlocutori devono essere messaggeri di fair play.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-ma-e-proprio-vero-che-ha-sbagliato-solo-marchisio-1009967.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030247
1031009942NewsCampionatiAntonio Cabrini, tra passato e presente: «La Juventus è la favorita»20130109171139cabriniCabrini“Mi sono presentato da solo, avevo quattordici anni. Cercavano ragazzini, quel giorno eravamo una cinquantina. C’erano diversi allenatori, fra i quali Nolli, ex giocatore della Sampdoria ai tempi di Baldini. E’ stato il mio vero scopritore, lui mi ha creato come giocatore. Inizialmente giocavo all’attacco, ala sinistra. Negli allievi c’era bisogno di un terzino e Nolli mi mise lì”. Comincia così la bella storia calcistica di Antonio Cabrini, il “Bell’Antonio” e “Fidanzato d’Italia” che tutti ricordano, in particolar modo le giovani ragazze d’allora. Nato l’8 ottobre 1957 tra i paesi di Casalbuttano e Casalverde, a pochi chilometri da Cremona, Cabrini approda alla Juventus nel 1977 ed esordisce il 13 febbraio dello stesso anno. Proveniente dall’Atalanta, che allora militava in Serie B, Cabrini bruciò subito le tappe della sua carriera e, divenuto titolare inamovibile in bianconero, ebbe ben presto anche la promozione di titolare anche in Nazionale, dove è diventato campione del mondo nel 1982 con gli azzurri di Enzo Bearzot.”Ho un carattere abbastanza espansivo e aperto” dice il bell’Antonio, “per cui non ho avuto difficoltà di ambientamento a Torino e non ho mai avuto problemi di solitudine; per questo ringrazio Tardelli e il povero Scirea, due ragazzi straordinari con i quali ho legato moltissimo, sin dai primi giorni del mio arrivo alla Juventus”. Ma, come dicevamo pocanzi, Antonio Cabrini è stato anche l’idolo delle teenager. Non beve, non fuma, ama leggere soprattutto Hemingway, gli piace la musica leggera e apprezza Bob Dylan. Al cinema l’hanno appassionato Jacqueline Bisset e Robert De Niro. Qualcuno, in passato, gli ha pure proposto di fare l’attore, ma lui, con aria sorpresa, ha mormorato: “Sarebbe bello girare un film con Ingmar Bergman”. Ma la vera vita di Cabrini è nel calcio, è proprio lì che ha espresso il meglio di sé fino all’ultimo, proprio quando, dopo tredici anni di Juventus ad alti livelli passò al Bologna, dove chiuse la sua splendida carriera di calciatore con molti rimpianti, perché, dice: “Con il senno di poi avrei dovuto restare alla Juve fino a fine carriera..”. Oggi ci concede questa particolare intervista, in esclusiva per Il Calcio 24. In questa occasione, Cabrini esprime molto sinceramente e con l’ausilio di quella sintesi verbale che è l’emblema della sua concretezza d’espressione priva di inutili orpelli, i ricordi del passato che sono ancora vividi in lui e la realtà del suo presente che lo vede impegnato nel ruolo di C.T. della Nazionale di Calcio Femminile. Un destino segnato? Forse, ma lui è contento così.<BR><BR>Cabrini, come si trova un ex campione di calcio come te, nella veste di C.T. azzurro della Nazionale di calcio femminile?<BR>“Benissimo, trovo poca differenza con il calcio maschile. Alta professionalità da parte delle donne e buoni rapporti che si manifestano in maniera professionistica in campo e fuori”.<BR><BR>Ricordo il tuo essere stato grande calciatore della Juventus. Perché la società bianconera d’allora non ha pensato a te, come anche a Gentile e Tardelli, nell’affidare un incarico tecnico nell’ambito della Juve stessa?<BR>“Nel periodo in cui abbiamo smesso di giocare, ci sono stati alcuni cambiamenti ai vertici della società Juventus. Così sono state fatte altre scelte. Ma va bene così, dai”.<BR><BR>Dopo tutto ciò che avevi dato alla Juventus, ti è dispiaciuto?<BR>“Non è sempre scontato che un giocatore che ha avuto una lunga milizia in una società di calcio, debba necessariamente rientrare nei loro progetti. La Juventus di allora si era espressa chiaramente su altre scelte. Per cui, è stato importante accettare la realtà”.<BR><BR>Che cosa ricordi dei tuoi anni vissuti alla Juve?<BR>“Sono passati tanti anni da allora, ma sono convinto ancora oggi di essere stato particolarmente fortunato per aver fatto parte di una grande società di calcio come la Juventus”.<BR><BR>C’è un aneddoto particolare di quegli anni, che ricordi con particolare affetto?<BR>“Sono stati tredici anni della mia vita assolutamente meravigliosi. E sono davvero tanti gli aneddoti che mi legano affettivamente alla Juve, tutti egualmente belli e talmente emozionanti che mi è difficile estrapolarne qualcuno in particolare. Tuttavia, posso raccontare quello legato alla figura del presidente Boniperti. Lui è stato un grande dirigente. Un personaggio carismatico e decisivo che viveva per la Juventus, ventiquattrore su ventiquattro. Tra i tanti episodi di vita in comune ce n’è uno più significativo di ogni altro. Ricordo che, appena fui operato al ginocchio, la prima cosa che fece fu quella di rinnovarmi il contratto. Un gesto che va al di là degli aspetti materiali e che dà il senso della vera forza di quella squadra”.<BR><BR>Rispolverando i ricordi della tua esemplare carriera, viene anche in mente quel famoso rigore che hai fallito in occasione della finale di Coppa del Mondo in Spagna, contro la Germania. Che cosa si prova in certi momenti?<BR>“Confesso che non è stato un bel momento. Tuttavia, me ne sono fatto subito una ragione, perché ho pensato che, in fondo, l’errore ci può stare e quindi ho continuato a giocare in modo tranquillo. Ero convinto che ci fosse ancora tutto il tempo per riparare e, infatti, così è stato….”.<BR><BR>Che cosa pensi della Juve di oggi, subito dopo la sconfitta subita in casa da una Sampdoria rimasta in dieci uomini?<BR>“ La Juve ha un grande gruppo, e lo sta dimostrando con i risultati. Ritengo che la partita persa in casa contro la Sampdoria, sia un incidente di percorso”.<BR><BR>Secondo te, quale squadra potrà contrastarla in campionato per la vittoria finale?<BR>“Non lo so. Forse, la Juve stessa”.<BR><BR>A tuo avviso, che cosa manca ancora a questa Juve per primeggiare anche in Europa?<BR>“Penso l’esperienza. Secondo me, alcuni giocatori non hanno ancora acquisito la necessaria esperienza internazionale, anche se sono in una fase di crescita”.<BR><BR>Non pensi che a questa Juve, manchi un top player?<BR>“Sono scelte della società. La Juve ha puntato su una squadra e su un allenatore il cui gioco globale, inteso come scambio di ruoli, non prevede un giocatore da venti gol per campionato che abbia caratteristiche particolari. Tutti possono andare in gol e, al contempo, aiutare difesa e centrocampo. Comunque, i risultati stanno dando ragione alla società bianconera che ha scelto un gruppo che è stato capace di vincere uno scudetto, di essere prima in campionato, di esprimere un bel gioco, di aver vinto il proprio girone di Champions League e di essere in corsa per la Coppa Italia. Nel calcio, in fondo, sono i risultati che contano, non le parole”.<BR><BR>In generale, pensi che il calciomercato d’inverno serva davvero a migliorare la situazione di alcune squadre?<BR>“Penso per tanti motivi, che il vero calciomercato sia quello estivo. Tuttavia, ritengo importante la riparazione invernale per alcune squadre che hanno l’obiettivo di salvarsi. In quel caso, può essere determinante scegliere sul mercato ciò che può aiutare alla salvezza e restare in Serie A”.<BR><BR>Cabrini, cosa resta in te di quel Bell’Antonio e Fidanzato d’Italia che ti ha contraddistinto per tanti anni?<BR>“Sono gli altri che mi hanno coniato tali aggettivi. Voglio dire ancora una volta che tali appellativi che hanno costruito la mia immagine, non mi hanno mai interessato più di tanto. Da sempre sono stato abituato ad andare dritto per la mia strada, senza ascoltare ciò che intorno a me ritengo fatuo. Oggi, faccio ancora così”.<BR><BR>Finisce qui la nostra lunga e interessante intervista ad Antonio Cabrini, campione di un calcio diverso che, tuttavia, è rimasto sempre uguale nel creare miti e personaggi stereotipati. In fondo, tutti noi abbiamo bisogno di affezionarci a campioni e personaggi, la cui immagine è desiderata dalla nostra fantasia ma, anche, da ciò che ci viene imposto dai media.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711cabrini.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-cabrini-tra-passato-e-presente-la-juventus-e-la-favorita-1009942.htmSiT1000007100451001,02,03,06030616S
1041009890NewsCalcio EsteroLa voce dei calciatori e il rovescio di Sir Football20130105152827calcio inglese, droga, combine, razzismo, sondaggio, stipendi, calciomercato, Dalla droga al razzismo: il lato vizioso del calcio inglese in un sondaggio.&nbsp;Il calcio d'Oltremanica che conosciamo è&nbsp;quello dei trasferimenti ad otto cifre, dei <STRONG>Top Player</STRONG>, dei club manager, dei cinque <STRONG>derby</STRONG> londinesi. Un paradiso terrestre per ogni appassionato, fatto di stadi moderni, di proprietà e soprattutto pieni. La <STRONG>Gran Bretagna</STRONG> ha incoronato <STRONG>Mr. Football</STRONG>, in virtù della ultracentenaria tradizione pallonara nata proprio nel cuore della <EM>Big Smoke</EM> ottocentesca. E' così il più popolare degli sport diventa<STRONG> Sir Football</STRONG>, conquistando il rispetto dei borghesi - che ogni domenica vanno a fargli visita, non risparmiandosi nemmeno durante la settimana di Natale - e degli stranieri, che guardano a lui con timore e riverenza. Ma cosa accade se si rivela fondato&nbsp;il sospetto che il baronetto rampante abbia delle macchie sotto l'impeccabile tenuta? A mostrare il rovescio sporco è oggi il magazine <EM>FourFourTwo</EM>, che ha realizzato un sondaggio&nbsp;riportante tutti i vizi del calcio inglese. Il campione d'indagine è stato composto da calciatori professionisti: 11 di loro militano in <STRONG>Premier League</STRONG>, 29 in <STRONG>Championship</STRONG>, 18 in<STRONG> League One</STRONG>, 31 in<STRONG> League Two</STRONG> e 11 nella <STRONG>Scottish Premier League</STRONG>, la massima divisione del calcio scozzese. Gli interpellati, in forma anonima,&nbsp;hanno risposto a ventisette domande riguardanti l'ambiente calcistico. Il problema&nbsp;riscontrato dalla maggior parte di&nbsp;loro è la <STRONG>depressione</STRONG> nell'ambiente professionale. Secondo il 78%&nbsp;molti&nbsp;si rifugiano nell'alcol e nelle droghe a scopo "ricreativo".&nbsp;La metà di essi&nbsp;ha rivelato che l'assunzione&nbsp;di stupefacenti è&nbsp;diffusa&nbsp;soprattutto nei periodi di vacanza, in cui i controlli antidoping si allentano. A&nbsp;volte sono proprio le società a procurare la droga: "Durante una trasferta di fine stagione il presidente&nbsp;ha comprato roba per tutti" dichiara un difensore scozzese.&nbsp;Secondo molti&nbsp;degli intervistati&nbsp;la cocaina non influenza le prestazioni sul campo; d'altra parte solo il 14% ammette l'esistenza di doping e combine. <br><br> Non solo partite e prestazioni truccate. Tra le tematiche trattate anche il comportamento professionale e privato. Un quinto degli interpellati ritiene che se un collega rivelasse la sua <STRONG>omosessualità</STRONG> verrebbe emarginato.&nbsp;Il 26%&nbsp;ammette di aver sentito <STRONG>insulti</STRONG> a sfondo razziale&nbsp;durante un match, in un campionato - la Premier League - nel quale il 63,9% dei calciatori non è inglese. A tal proposito, poco meno della metà considera eccessivo il numero degli stranieri nel calcio britannico. <br><br> La <STRONG>fedeltà</STRONG> alla maglia diventa un optional: il 54% non seguirebbe l'esempio di <STRONG>Zanetti</STRONG> o <STRONG>Del Piero</STRONG>, ritenendo che restare legati ad un solo club per tutta la carriera, o per la maggior parte di essa, sia roba d'altri tempi. Colpa del denaro? Il 63% ritiene che le cifre del calciomercato siano ormai fuori controllo, ma solo un quinto degli interpellati sarebbe disposto ad abbassare gli <STRONG>stipendi</STRONG>.&nbsp;Mentre il 70%&nbsp;si dichiara&nbsp;machiavellicamente disposto a <STRONG>simulare</STRONG> pur di ottenere un calcio di rigore.<br><br> Insomma, la schiettezza a volte può far male, ma rappresenta un'occasione per ripartire.&nbsp;Il quadro&nbsp;generale è piuttosto chiaro: troppi interessi economici, poco spirito sportivo e un disagio psichico di fondo,&nbsp;causato anche da&nbsp;un'esagerata mole di aspettative che travolge soprattutto i più giovani. Pochi semplici puntelli su cui basarsi per ripulire la giacca di Sir Football, dalla trasparenza all'educazione sportiva. Vale davvero la pena di barattare una convocazione in <STRONG>nazionale</STRONG> con un buono stipendio? Per il 51% dei calciatori&nbsp;sì. Allora bisogna chiedersi se davvero non sia stato travisato il senso del calcio, quello che <STRONG>Johan Cruijff</STRONG> identificava semplicemente con "la vittoria del migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio o dal budget". E' per questo che ci rivolgiamo a lei, Sir; per poter&nbsp;ritornare a questi&nbsp;ideali.&nbsp;Avanti, ci stupisca ancora. Stavolta in bene, però.<br><br>FL0435FL0435premier-league-4.jpgSiNla-voce-dei-calciatori-e-il-rovescio-di-sir-football-1009890.htmSi100612201,02,03030158
1051009859NewsCampionatiMario Giordano: «I giovani ormai preferiscono il calcio estero a quello italiano. Continuo la mia battaglia contro le caste»20130101213008giordanoMario Giordano Giornalista, scrittore e direttore della rete televisiva all – news TGcom24, Mario Giordano è anche conosciuto per essere intenditore di calcio (sport che ama profondamente) ma, soprattutto, per essere un grande tifoso del Toro, la sua squadra del cuore. Nato ad Alessandria nel 1966, Mario Giordano è laureato in Scienze Politiche. Sposato con 4 figli, inizia la sua carriera di giornalista a Torino presso la redazione del “Nostro Tempo”, settimanale diocesano, fino poi ad approdare a “Il Giornale” di Vittorio Feltri. Quello, fu un passaggio importante per la carriera e la formazione giornalistica di Mario Giordano. Infatti, a seguire, è stato direttore di “Studio Aperto”, il Tg di Italia 1 e poi è ritornato alla redazione de “Il Giornale”, questa volta nelle vesti di direttore. Il resto è storia recente, una storia di giornalista e scrittore che fa emergere il grande spessore e la qualità culturale dell’uomo. Oggi lo intervistiamo in esclusiva per Il Calcio 24.Com, toccando temi calcistici granata del “suo” Toro, non dimenticando, al contempo, la realtà attuale del mondo del pallone nostrano, i cui problemi, spesso, sono riflessi dall’andamento difficoltoso della nostra vita politica, economica e sociale. <BR><BR>Direttore buongiorno. Grazie di avere acconsentito a questa intervista esclusiva per “IlCalcio24. Com”.<BR>“Grazie, a voi”.<BR><BR>Vogliamo fare un primo bilancio sul campionato di calcio di Serie A sin qui svolto?<BR>“Ci si aspettava un campionato sottotono, rispetto a quelli che eravamo abituati a vedere negli ultimi anni, e così è stato. Evidentemente la crisi si fa sentire anche sui campi di calcio. Diciamo che non abbiamo visto, almeno fino ad oggi, un grandissimo campionato fatto da grandi campioni. Vedo mio figlio, in particolare, che tende a fuggire dal nostro calcio appassionandosi alle partite del calcio estero. Questo non mi sembra un bel segno per il nostro pallone, che non riesce ad appassionare i giovani. Per il resto, vedo la Juventus indirizzata alla vittoria finale, lasciando agli altri la lotta per entrare in Champions League, che mi pare ancora molto aperta. Poi, c’è il gruppetto di squadre (cui noi del Toro siamo purtroppo coinvolti) che vede la lotta per non retrocedere”.<BR><BR>Parlando di calcio spettacolo redditizio, quale squadra secondo lei esprime meglio questo concetto?<BR>“Anche se da tifoso del Toro mi è difficile ammetterlo, devo dire per onestà intellettuale, che la Juve è la squadra che esprime meglio di tutte certi concetti di calcio spettacolo e continuità. Tuttavia, mi pare che anche la Fiorentina di Montella, nonostante la mancanza per lungo tempo di Jovetic, suo giocatore più rappresentativo, ha saputo dare sprazzi di bel gioco ma, al pari della Roma di Zeman, manca ancora di continuità”.<BR><BR>E veniamo al “suo” Toro. Lei è contento o solo moderatamente soddisfatto dell’andamento in campionato della squadra granata?<BR>“Dico sempre che bisogna scindere la ragione dal cuore, perché se si ragiona col cuore, il tifoso del Toro non può essere contento di avere vinto con il Chievo e avere raggiunto quota 20 punti conquistati sul campo, (ricordiamo che il Toro è partito con 1 punto di penalizzazione per effetto del calcio scommesse). Il posto del Toro non può essere questo. Chi, come me, ha vissuto le vittorie del Torino dell’ultimo scudetto (ricordo che avevo 10 anni) e continua a vivere la straordinaria storia degli “Invincibili”, non può essere soddisfatto di tale situazione, perché pensa col cuore. La ragione, invece, come sostiene il presidente Cairo, ci dice che la vittoria sul Chievo deve farci riflettere sull’importanza di avere messo un mattoncino in più per la salvezza e, soprattutto, di averci dato la consapevolezza di un Toro cinico e reattivo che, di fronte al rischio di abbandonarsi a un periodo di crisi di risultati, ha saputo rispolverare la sua vera entità di squadra aggressiva. Questo, ci deve far sperare in bene per il prossimo futuro e, soprattutto, dobbiamo dare merito al lavoro di Giampiero Ventura”.<BR><BR>Che cosa pensa quando vede il mega Stadium della Juve e lo mette in contrapposizione con i ruderi vergognosi e desolanti del mitico stadio Filadelfia?<BR>“Dicevo ad alcuni amici che, siccome vivo a Milano, quando prendo la tangenziale di Torino e vedo la segnalazione per lo Juventus Stadium, mi si torcono le budella. Premetto che io non ci sono mai entrato, ma coloro i quali l’hanno fatto, mi riferiscono di uno stadio molto bello. Questo mi fa arrabbiare ancora di più, perché è inimmaginabile che Torino non abbia lo stadio del Toro. Il Filadelfia era qualcosa di più che uno stadio. Non dico delle banalità ma delle cose che i tifosi del Toro sanno benissimo. Io, che ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera di aspirante giornalista alle prime armi, ho vissuto e respirato il sapore di quelle stanze, di quel luogo che era un qualcosa di più che un posto fisico, ma la casa della storia e dei valori calcistici e umani perpetrati nel tempo”.<BR><BR>Possiamo dire che questi preziosi concetti, ripetuti mille volte nel tempo, possono essere percepiti e capiti soltanto dai tifosi del Toro?<BR>“Premetto che queste frasi possono sembrare apparentemente retoriche. Tuttavia, chi ha vissuto il Torino, chi ha frequentato quelle stanze e le mura dello spogliatoio, sa che non sono parole vuote ma qualcosa che appartiene all’anima. Sono cose che non centrano nulla con la vittoria della squadra. Si tratta di un qualcosa di molto più concreto. L’odore di quegli stanzoni, la memoria, i ragazzini che sostavano nell’attesa di vedere i giocatori da vicino, era tutto molto importante. Oggi, l’Olimpico di Torino, con i suoi mille difetti strutturali e la vicinanza dei ruderi del mitico Fila, non può essere considerato il vero stadio del Toro; manca l’anima. E, intanto, la Juve si gode il suo bellissimo Stadium……!”<BR><BR>Direttore, due anni fa, in occasione della contestazione del popolo granata nei confronti del presidente Cairo, lei disse: ” Se fossi in lui, andrei via e venderei il Toro”. Oggi, la pensa ancora così?<BR>“ Penso che Cairo non abbia guadagnato nulla dal Toro e che si sia preso alcune palate di me…. dai tifosi, in maniera assolutamente gratuita. Non ho mai negato che abbia commesso degli errori di gestione. Tuttavia, è innegabile che abbia messo del denaro di tasca sua, pagando regolarmente gli stipendi e non lasciando alcun debito. E questo, in considerazione delle difficoltà economiche in cui viviamo, non è cosa da poco. Per questo avevo sostenuto quella tesi, anche per rafforzare l’idea di tenersi stretto questo presidente, senza sperare in maniera velleitaria nell’arrivo del “cavaliere bianco” che, con la bacchetta magica, possa risolvere tutto. Proprio in questo momento in cui anche l’Inter di Moratti, che in passato comprava i campioni del mondo, adesso si limita ad acquistare Rocchi dalla Lazio a costo zero. Tutto ciò deve farci riflettere attentamente”.<BR><BR>Il Toro in ritiro a Ragusa. Che cosa pensa di questa idea della società granata di svernare in Sicilia?<BR>“ Sono molto contento che il Toro abbia deciso di fare un ritiro in Sicilia, dove so che ci sono molti tifosi granata. Certo, meglio in Italia piuttosto che a Dubai, anche se, il Torino, non ha purtroppo quell’importanza tale da interessare commercialmente una grande struttura come quella degli Emirati Arabi. Detto questo, devo dire che questi raduni non mi piacciono molto, perché spezzettano in maniera esagerata il campionato, facendo perdere continuità”.<BR><BR>Direttore, ma qual è oggi il vero significato di tifare per il Toro?<BR>“Quello di partire in una situazione di svantaggio e, alla fine, riuscire a rimontare. Il messaggio del Toro è racchiuso tutto qui. Chi tifa Toro sa di non partire benedetto dall’alto della fortuna, dagli arbitri e dalla sorte. Parte sempre in una posizione di svantaggio, ma ha la grinta, la voglia e la capacità di sovvertire ogni pronostico negativo ”.<BR><BR>Se potesse cambiare qualcosa nel calcio di oggi, cosa cambierebbe?<BR>“Cambierei tantissime cose, nel senso che il calcio di oggi mi fa venire tanta nostalgia di quello di ieri. Intanto comincerei a togliere i cinque arbitri in campo che mi sembrano davvero inutili. Poi toglierei l’abitudine di scendere in campo con la seconda o terza maglia, quando proprio non è necessaria. E, non ultimo, come filosofia generale, darei al campionato più continuità, lasciando spazio al calciomercato, esclusivamente nei mesi estivi. E’ una maniera come un’altra, per sognare un calcio più giocato e meno chiacchierato”.<BR><BR>Direttore, che cosa butterebbe via del vecchio anno 2012 e cosa si augura per il nuovo 2013?<BR>“ Avendo passato buona parte della mia vita professionale pensando di continuare a dedicarla alla lotta contro le sanguisughe e le caste, ho notato che si sono continuati a perpetrare furti ai danni dei contribuenti in modo vergognoso. Penso agli scandali del Lazio, della Lombardia, delle Regioni, penso a quelli che compravano con i soldi pubblici, dal lecca lecca, al tosa erbe, alle serate in discoteca, alle vacanze ai Caraibi con la fidanzata. E, nonostante si siano denunciati questi fatti ripugnanti, si continua ad andare avanti imperterriti con questi vizi che offendono l’essere umano. Ecco, a proposito del nuovo anno 2013, chiederei un moto di ribellione per porre fine a questa indecenza che colpisce le famiglie, che fanno davvero fatica ad arrivare alla fine del mese e pagare le spese. Speriamo davvero che non si continuino più a perpetrare scandali e privilegi di questo genere”.<BR><BR>Per dovere di cronaca, riferiamo che a quest’ultima domanda la voce del direttore Mario Giordano ha assunto un tono pacato, serio, sicuro del proprio pensiero vissuto in maniera quasi sofferta. Un sentimento d’intima convinzione che gli fa onore ed esprime ancora una volta l’alto senso di umanità e di giustizia che alberga in lui.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711giordano.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-mario-giordano-i-giovani-preferiscono-il-calcio-estero-continuo-la-lotta-alle-caste-1009859.htmSi100451001,02,03,04,06,070302215S
1061009824NewsCampionatiInter, Milito: «All`Inter sto benissimo, ma in futuro...»20121225185737milito«Mi piacerebbe tornare nel mio Paese, non so quando«Diego Milito, intervistato da Skysport, fa il punto della situazione in casa Inter, tracciando il proprio bilancio personale con un occhio pure al futuro:<BR><BR><EM>"Il bilancio, fino a questo momento, è tutto sommato positivo. Siamo una squadra nuova ma stiamo migliorando molto, riuscendo ad andare forse anche al di sopra delle aspettative. Certo, la Juventus va veramente forte... Ma noi speriamo di portarci a casa qualche trofeo nel 2013</EM>. <EM>Stramaccioni vado d'accordo, è un tipo sincero: appena arrivato ci ha detto tutto quello che pensava di noi. Ovvio, è giovane, ma penso sia in grado di allenare una squadra come l'Inter. Sneijder? Vado molto d'accordo con lui, gli voglio bene, ma deve decidere lui da solo il futuro con la società, non dobbiamo stargli addosso</EM>. <EM>Sto benissimo qui, all'Inter sono molto felice. Per questa squadra mi sento molto importante, l'allenatore ha fiducia in me e sento questa responsabilità. Mi dispiace non aver segnato in qualche partita, ma cerco di rendermi utile alla squadra anche in altri modi. Ho ancora un contratto e spero di continuare. Cerco ogni giorno di ripagare la fiducia con un comportamento da professionista. Quello che succede da qua a un anno e mezzo non si sa mai. Mi piacerebbe tornare nel mio Paese, non so quando. Devo vivere giorno dopo giorno. Sono contento di stare all'Inter".</EM> <BR><BR>C1007650FL0141FL01411074355-milito.jpgSiNmilito-all-inter-sto-benissimo-ma-in-futuro-1009824.htmSiT1000026100205001,02,03,06030198
1071009816NewsCampionatiMassimo Caputi: «Ecco la mia top 11»20121224151080massimo caputi«Sneijder? ha finito ormai il suo tempo all`Inter«Dopo avervi chiesto di scegliere i migliori giocatori del 2012 ruolo per ruolo, noi della redazione de "IlCalcio24" abbiamo intervistato in esclusiva Massimo Caputi, chiedendogli di stilare tra l'altro la sua top 11;<br><br> <EM>"Allora, sicuramente&nbsp;<STRONG>Marchetti</STRONG> in porta, difesa con<STRONG> Lichtsteiner</STRONG> e <STRONG>De Sciglio</STRONG> esterni, <STRONG>Barzagli </STRONG>e <STRONG>Ogbonna</STRONG> centrali: <STRONG>Pirlo</STRONG>, <STRONG>Vidal</STRONG> e <STRONG>Marchisio</STRONG> a centrocampo, <STRONG>El Shaarawy</STRONG>, <STRONG>Lamela</STRONG> e <STRONG>Cavani</STRONG> in avanti. In panchina? sarebbe troppo facile dire Conte, mettiamo <STRONG>Montella</STRONG>: per tutto quello che ha fatto l'anno scorso a Catania e quest'anno a Firenze ci sta!"</EM><br><br> Dicembre è tempo di Pallone d'oro: <EM>"Io lo darei a <STRONG>Messi</STRONG>: ci sono tanti altri giocatori bravi come Iniesta e Xavi però io sceglierei ancora lui." </EM><br><br> Capitolo Champions:<EM> "Nel calcio dagli ottavi in poi <STRONG>non c'è niente di scontato</STRONG> però è anche vero che il Celtic è un avversario nettamente<STRONG> alla portata</STRONG> della Juve: tra tutte quelle che potevano capitare era impossibile che andasse meglio. I bianconeri hanno<STRONG> l'80% di possibilità</STRONG> di passare il turno. Il Milan? Tra Pato e Robinho terrei, visto il rendimento, <STRONG>Binho</STRONG>. Se deve migliorare la squadra rossonera lo deve fare in <STRONG>difesa</STRONG> e a <STRONG>centrocampo</STRONG>. Se li cede entrambi secondo me dovrebbe investire su questi due reparti: in avanti con El Shaarawy, Pazzini, Bojan, etc etc, secondo me sono sulla buona strada. Io, comunque entrambi non li venderei: <STRONG>ne leverei uno solo</STRONG>."</EM><br><br> Il colpo di questo mercato però molto probabilmente sarà Sneijder:<EM> "Io credo che il giocatore <STRONG>abbia finito il suo tempo all'Inter</STRONG> oramai perchè quello che è accaduto non promette niente di buono e gli stimoli del giocatore sono diminuiti: la cosa più importante però è che l'Inter, attraverso la cessione di Sneijder, possa comunque da una parte risparmiare, dall'altra puntellare una rosa che comunque può essere migliorata soprattutto dietro e in mezzo."</EM> <br><br> A inizio anno Caputi, sempre intervistato da noi, aveva pronosticato la Fiorentina come grande sorpresa del campionato: detto-fatto.<EM> "Sono contento d'averci azzeccato: la Fiorentina è proprio una gran<STRONG> bella squadra</STRONG>. Sorprese da qui in avanti? non credo, ormai lotteranno per l'Europa queste sei, sette squadre che stanno dietro la Juve. Il Napoli?&nbsp;c'è stato un<STRONG> calo&nbsp;sia sul punto di vista atletico che su quello&nbsp;nervoso</STRONG>. Inoltre poi secondo me sta influendo sul periodo no anche il fatto che&nbsp;Mazzarri non è stato bene fisicamente, che comunque<STRONG> non sarà l'allenatore del Napoli la prossima stagione</STRONG>,&nbsp;l'incubo penalizzazzione e la squalifica di Cannavaro.&nbsp;Scudetto? La Juve è <STRONG>padrone del suo destino</STRONG> ormai in campionato:<STRONG> o lo vince&nbsp;o lo perde</STRONG>. Non credo che ci sia qualche squadra in grado di poterselo prendere questo campionato. I bianconeri sembrano nettamente più forti e con delle certezze e con quella maturità che le altre squadre per un motivo o per un altro non hanno." </EM><br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141dsc04749.jpgSiNmassimo-caputi-ecco-la-mia-top-11-1009816.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,090301464S
1081009531NewsCampionatiRoma, Zeman parla di De Rossi: «Non si è adattato al gioco della squadra»20121205203814RomaRomaIl tecnico boemo, intervistato dai microfoni del Tg1, torna a parlare dell'argomento che suscita maggiore tensione in casa giallorossa, ovvero la situazione di Daniele De Rossi.<BR>Il centrocampista, come si sa, non gode a pieno della stima del suo allenatore che lo ha spesso messo in discussione, cosa che ha accreditato sempre più l'ipotesi di una sua clamorosa cessione.<BR>Sullo stesso giocatore, dunque, Zeman ha dichiarato:"Daniele non è una nota dolente, è un giocatore importante, ha fatto la sua carriera nella Roma e l'ha fatta molto bene. Purtroppo nelle gare in cui è stato impegnato non ha reso per problemi di affiatamento con la squadra. Sono contento di averlo a disposizione poi l'utilizzo si vedrà. Negli ultimi tempi si sta allenando molto bene, con molta applicazione e spero riuscirà a fare meglio rispetto a prima."<BR>Da come si può notare dalle sue dichiarazioni, il tecnico ex Pescara riconosce le qualità tecniche e l'importanza potenziale del mediano romanista, ma allo stesso tempo ribadisce che al momento non rappresenta un elemento cardine del suo progetto di gioco.<BR>Una considerazione abbastanza sorprendente, considerato il fatto che De Rossi sin dal 2003, anno in cui appena 20enne si consacrò ad altissimi livelli, ha assunto un ruolo di vitale importanza per la Roma&nbsp;a prescindere dal tecnico che lo aveva a disposizione.<BR>Il City, dunque, continua a stare alla finestra.<BR>Uno che invece è stato e continua ad essere fondamente per il club capitolino è capitan Francesco Totti, per la quale Zeman ha invece speso queste parole: "Sono felice che si trovi a suo agio in quello che stiamo facendo, mi ha dato soddisfazioni anni fa e lo sta facendo oggi". <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0657FL065720120902_zeman.jpgSiNzeman-parla-de rossi-1009531.htmSiT1000012100664701,02,03030128
1091009529NewsCampionatiRoma, Winterling: «Gli obiettivi della nuova proprietà»20121205154442Winterling Winterling parla della proprietà della Roma<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>«La nuova proprietà americana della Roma sta costruendo una struttura aziendale forte» parola del responsabile marketing e commerciale della società giallorossa Cristoph Winterling. In un intervista al portale Sponsornet l’AD ha sottolineato come la strategia intrapresa dalla nuova società sia chiara: «Gli americani&nbsp; si propongono come i "custodi" della società e sanno che devono far "vivere la società" ai tifosi, dando loro sempre più accesso, ogni giorno, onorando chi ha scritto la storia della società: è questa la filosofia che viene vissuta ogni giorno. Trasmettendo questo messaggio ai tifosi, ai partner, agli sponsor, stanno costruendo una struttura aziendale forte: così la società sta attirando diversi professionisti, scegliendo figure professionali in base alle effettive competenze specifiche». <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>«La società si aspetta, ovviamente, risultati di rilievo – ha continuato Winterling - ma allo stesso tempo a me è stata data una grande opportunità, perché è disposta ad investire numeri importanti sul marchio per raggiungere gli obiettivi. Quali sono? In primis la globalizzazione del marchio. L'AS Roma per fortuna beneficia delle potenzialità che offre la Capitale, con il nome della città e milioni di turisti ogni anno, oltre ad avere circa 87 milioni di tifosi nel mondo; è su questa base che abbiamo definito una strategia chiara, sapendo già su quali paesi punteremo nell'immediato futuro: negli anni degli europei e dei mondiali andremo in America, mentre negli anni dispari in Asia. L'altro obiettivo principale è quello di personalizzare i nostri pacchetti. Esiste quindi un'offerta specifica per il tifoso che va in curva sud, quello che va nel settore famiglie, quello che porta allo stadio i suoi clienti». <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp;<br><br>C1007650RomaFL0511FL0511christoph-winterling.jpgSiNwinterling-su-obiettivi-roma-1009529.htmNoT1000012100436401,02,03010281
1101009467NewsCampionatiRoma, Baldissoni replica alla Sensi20121130152012Baldissoni-SensiL`avvocato Mauro Baldissoni risponde alla Sensi su dichiarazioni alla Gazzetta<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Ai microfoni di Roma Channel l’avvocato Mauro Baldissoni ha chiarito il senso delle dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport, dichiarazioni che avevano provocato la stizzita reazione dell’ex presidente giallorosso Rosella Sensi <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>"Rifiuto di essere intervistato perché non è il mio ruolo, stavolta ho accettato per chiarire uno sciocco equivoco. Sono stato invitato a un convegno dell'Associazione Nazionale Forense sulla deontologia del magistrato, dell'avvocato e dello sportivo, ho fatto alcuni esempi citando la carta olimpica e alcuni autori del passato, nulla a che vedere con la gestione quotidiana, se non su ciò che la Roma cerca di fare per rispettare l'etica. Nessun accenno è stato da me fatto alla gestione pregressa della Roma o alla famiglia Sensi, in nessun momento dell'intervento, come può confermare chiunque fosse a quell'incontro come Palazzi, l'avv. Conte e magistrati della Corte dei Conti. Le parole di Rosella Sensi? Ha ragione lei, sono un dilettante e non un dirigente sportivo. E' intervenuta a tutela della sua gestione in relazione a ciò che ha trovato sulla stampa di questa mattina, frutto di una strana elucubrazione di un giornalista, che mi ha seguito fino all'uscita del convegno cercando di farmi domande, non volevo rilasciare interviste, mi ha chiesto dell'assenza della proprietà e l'ho liquidato brevemente dicendo di aver chiarito mille volte la differenza tra i ruoli, come accadeva in passato. Non ho fatto nessun attacco alla famiglia Sensi e accolgo questa opportunità per ricordare che una missione di questa società è quella di recuperare il passato, la storia e il legame di questa società con il suo ambiente. Uno dei primi atti è stato quello di cambiare l'indirizzo della sede sociale in omaggio al presidente Dino Viola, oltre all'intestazione del campo a Di Bartolomei e la Hall of Fame. E' stato detto che sono state staccate foto di Franco Sensi: nulla di più sciocco, le foto del presidente Sensi campeggiano nella presidenza e nella stanza di Baldini e in molte altre sale. Spero di chiarire queste sciocche polemiche che cercano di metterci contro la precedente proprietà, che è la cosa più lontana dalle nostre intenzioni e sfido chiunque a trovare dichiarazioni in merito. Attaccare il presidente Sensi per me, che il giorno dello Scudetto del 2001 ero in Curva Sud con una bandiera, come richiesto per quel giorno, ho invaso il campo e mi sono portato via un pezzo di prato, sarebbe una cosa ridicola". <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>&nbsp; <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><BR>&nbsp;<br><br>C1007650RomaFL0511FL0511baldissori-6.jpgSiNroma-baldissoni-replica-alla-sensi-1009467.htmSiT1000012100436401,02,03010170
1111009352NewsCampionatiNapoli, Cavani: «Lo scudetto? noi ci siamo. A Napoli sto benissimo»20121120102226cavani«Devo tutto a Mazzarri«Edison Cavani, intervistato da <EM>Il Mattino </EM>lancia la sfida alla Juve:<EM> "Quest’anno <STRONG>abbiamo messo a lungo sotto la Juventus</STRONG> a Pechino nella finale di Supercoppa e giocato alla pari a Torino in campionato perdendo solo negli ultimi minuti della partita. <STRONG>Noi ci siamo</STRONG>, ma c'è grande <STRONG>equilibrio nella lotta al vertice</STRONG>: Inter, Fiorentina e Lazio sono più o meno squadre sullo stesso livello. Dobbiamo ancora migliorare tanto. <STRONG>Loro sono in testa da due anni e lo meritano, ma noi ci siamo</STRONG>. Il Napoli non molla mai".&nbsp; </EM><BR><BR>80 gol in due anni e mezzo ripagati da un amore viscerale da parte della piazza napoletana:&nbsp; <EM>"Il mio futuro è il presente. A Napoli sto benissimo, il gruppo di compagni è fantastico, la tifoseria molto passionale e ci segue con grande entusiasmo, la mia famiglia si trova bene in città: <STRONG>è tutto fantastico</STRONG>. Sono molto contento della scelta fatta. Mazzarri?&nbsp;</EM> <EM><STRONG>Devo tutto a lui</STRONG>, ha creduto in me e ha esaltato le mie caratteristiche. Tutto il Napoli deve tantissimo a Mazzarri.<STRONG> Il Napoli grazie a lui è diventato una grande realtà in Italia e in Europa</STRONG>. Spero rimanga anche in futuro".</EM><BR><BR>Inevitabile poi il pensiero a Maradona, detentore del record di segnature in azzurro (115): <EM>"Cercherò di segnare più gol possibili con la maglia del Napoli e scavalcare il maggior numero di posizioni nella classifica dei cannonieri azzurri. Diego ha segnato tantissimi gol, in questa società ha lasciato un segno e fa parte della storia azzurra. <STRONG>Anche a me piacerebbe lasciare un segno a Napoli".</STRONG></EM><BR><BR>Battuta&nbsp;finale sul Pallone d'Oro: <EM>"Se dovesse arrivare sarebbe un qualcosa in più,<STRONG> la cosa più importante resta sempre il risultato della squadra e non quello personale</STRONG>",&nbsp; <BR></EM><BR><BR><BR>C1007650FL0141FL0141124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNcavani-lo-scudetto-noi-ci-siamo-a-napoli-sto-benissimo-1009352.htmSiT1000017100205001,02,03,08030250
1121009344NewsCampionatiJuventus, Pirlo: «Sono stato molto vicino al Chelsea»20121119151531juventus, pirloJuventus PirloAndrea Pirlo, fenomenale in campo quanto taciturno e riservato fuori. In linea di massima è questo il ritratto che si può fare del regista e anima della Juventus di Antonio Conte. Dalle colonne del Daily Mail, arriva, invece, una lunga intervista che l'ex giocatore di Inter e Milan ha concesso alla stampa inglese alla vigilia del match di Champions League contro il Chelsea. La prima domanda per il numero 21 bianconero è però riferita alla sua avventura al Milan e a quanto sia realmente stato vicino proprio alla maglia del Blues durante la gestione di Carlo Ancelotti: "A dire il vero il Milan non mi avrebbe lasciato andare. Ho un legame molto forte con Ancelotti ed ero in contatto con lui quando era al Chelsea così come oggi che è il tecnico del PSG. Avevo intavolato la trattativa con i dirigenti londinesi, ma il Milan non mi ha lasciato andare. Sarebbe stata un esperienza diversa da solito e che mi sarebbe piaciuto fare. Sfortunatamente non è successo. In Premier League in futuro? Forse, chi lo sa. Non so cosa può accadere. Ho ancora due anni di contratto con la Juventus. Il calcio inglese però mi piace molto, ci sono molte squadre ottime. E' bello vedere le partite di Premier League. Non credo che per me sarebbe un problema l'adattamento visto che in carriera ho giocato con calciatori molto diversi fra loro".<br><br> Sul match di martedì allo Juventus Stadium Pirlo ha poi detto: "Quella è una partita fondamentale per noi. Non possiamo rischiare di arrivare all'ultima partita del girone con un punto di svantaggio. Per questo puntiamo molto sulla gara di domani".<br><br>C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-pirlo-sono-stato-molto-vicino-al-chelsea-1009344.htmSiT1000007100075701,02,03,06030198
1131009296NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, Hernanes parte solo per una grossa offerta20121116094992lazio, hernanesLazio HernanesNel corso di una lunga intervista rilasciata a TuttoSport, il presidente della Lazio Claudio Lotito apre ad un'eventuale cessione di Hernanes alla Juventus: "Il mio modo di lavorare lo conoscete - afferma Lotito - non ho mai messo nessun giocatore in vendita, ma se arriva un'offerta una super offerta possiamo parlarne.C1007650adm001adm001hernanes_700.jpgSiNlazio-hernanes-parte-solo-per-una-grossa-offerta-1009296.htmSi100075701,02,03,06030334
1141009207NewsCampionatiRoma, il derby per Zeman20121108093552RomaPer Zeman il derby e` una partita come le altre<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Voglio parafrasare Nanni Moretti che tempo fa invito’ Massimo D’Alema a dire qualcosa di “sinistra” e rivolgo lo stesso invito a Zeman: stupisci col dire qualcosa di ROMANISTA. Per il boemo, si sa, la stracittadina e’ una partita come le altre, “i punti in palio son sempre 3” ha detto qualche giorno fa. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Ma, caro Zdenek, per il tifoso giallorosso (e anche per quello biancoceleste) il derby non e’ e non sara’ mai una partita “come le altre”. Lo sa bene Zeman il quale nella stessa intervista ha detto di sapere che per i tifosi e la citta’ questa non e’ una partita qualsiasi, ce in ballo molto di piu’, la supremazia cittadina in primis e la possibilita’ di passare una settimana tranquilla a sfottere i ”cugini” piuttosto che essere bersaglio di dileggio per almeno 7 giorni. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Lo ha ben capito il tecnico laziale Petkovic il quale, nonostante l’imminente impegno di Europa League contro il Panathinakos ha gia’ detto che i 3 punti del derby sono “3 punti d’oro”. E allora caro Zeman i tifosi giallorossi, che in maggioranza ti adorano non fosse altro per le battaglie anti juventine per le quali sei diventato un’icona, credo arriverebbero ad issarti una statua in quel di Trastevere se solo tu riuscissi a dire qualcosa di ROMANISTA “NO, IL DERBY NON E’ UNA PARTITA COME LE ALTRE!”. <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Fermo restando che il tutto, l’acerrima rivalita’ e lo “scontro” rimangano nel rettangolo di gioco cosi come giustamente auspicato dal dg Franco Baldini.<BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0511FL05111286715-zeman.JPGSiNzeman-e-il-derby-1009207.htmSiT1000012100436401,02,03010259
1151009169NewsCampionatiJuventus, Marotta: «Stramaccioni? gli ho fatto un complimento...»20121105215115marotta stramaccioni«Gli errori si bilanciano«Beppe Marotta, intervistato a <EM>Gr Parlamento </EM>ritorna sul match con l'Inter di sabato e lo fa spegnendo ogni polemica riguardante il suo botta e risposta con Stramaccioni: <BR><BR><EM>"Per me la spensieratezza è una<STRONG> virtù</STRONG>, ho anche controllato sul <STRONG>vocabolario </STRONG>ed è sinonimo di serenità: volevo dire che è nelle migliori condizioni per gestire la sua squadra.<STRONG> Il mio era un apprezzamento</STRONG> verso il suo lavoro, per me è una virtù."</EM>&nbsp; L'ad poi continua parlando degli arbitri:<EM> "Gli errori arbitrali ci sono da sempre, ne faceva anche Concetto Lo Bello e comunque alla fine <STRONG>si bilanciano</STRONG>. Il<STRONG> </STRONG>Catania<STRONG> </STRONG>l'anno scorso ha ricevuto 11 rigori, noi 4. E affidarsi alla moviola in campo non eliminerebbe tutti gli errori".</EM> Mercoledi intanto arriva il Nordsjelland: <EM>"Pensiamo alla Champions League: facciamo tesoro della sconfitta e ritroviamo le motivazioni. <STRONG>Conte ci manca</STRONG>, è una grossa forza tolta alla Juventus".</EM><BR><BR><EM>&nbsp;</EM><BR><BR>C1007650FL0141FL0141marotta.jpgSiNmarotta-stramaccioni-gli-ho-fatto-un-complimento-1009169.htmSiT1000007100205001,02,03,06030107
1161009149NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Juventus, Inter e Campionato visti da Anastasi e Mazzola20121103200131juventus, inter, anastasi, mazzolaJuventus Inter Anastasi MazzolaJuventus – Inter. Dopo i recenti risultati positivi ottenuti consecutivamente dalla squadra di Stramaccioni e il perdurare dell’imbattibilità dei bianconeri di Conte, giunti a 49 risultati utili consecutivi, tutti parlano di questa partita come l’attesissimo match dell’anno. E, in effetti, in aggiunta alla storica rivalità tra le due contendenti si è inserita l’ipotesi, per nulla remota, che l’Inter possa essere la reale antagonista della Juventus, per la conquista dello scudetto 2012’13. Molti sono i temi legati a questo incontro di calcio che, per storica importanza, è giustamente definito con l’appellativo di derby d’Italia. Sono molti i media al seguito del match, tantissimi sono i tifosi delle due contendenti che si allineano a pensieri di vittoria legittima della propria squadra. Ma sono anche numerosi gli aficionados “eccellenti”che, nella fervida attesa dell’incontro, si sbizzarriscono in probabili pronostici e autorevoli disamine. E, a questo proposito, in esclusiva, noi de “Il Calcio24.com”, abbiamo pensato di intervistare due grandi ex calciatori del passato, storicamente rappresentativi delle due squadre in questione: Sandro Mazzola e Pietro Anastasi.<BR><BR><STRONG>Sandro Mazzola</STRONG> è stato considerato giustamente uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, si è legato alla storia dell’Inter fin dalla gestione presieduta da Angelo Moratti, padre dell’attuale presidente Massimo. Scatto bruciante e agilità di dribbling sono state le sue caratteristiche più importanti. Finita la carriera di calciatore, ha occupato il ruolo di Dirigente Sportivo nell’Inter e nel Torino, ed è commentatore televisivo presso le reti RAI. Resta una delle più importanti bandiere nerazzurre della storia.<BR><BR>Mazzola, ritieni che a questo punto del campionato il confronto diretto tra Juve e Inter possa essere indicativo ai fini dell’assegnazione dello scudetto?<BR>“Credo di no, perché ci sono ancora troppe partite da disputare. Il confronto tra Juve e Inter potrà dare al massimo delle valide indicazioni, però non possiamo parlare certamente di match decisivo”.<BR><BR>Come consideri l’attuale momento dell’Inter?<BR>“Ultimamente l’ho vista giocare bene. Buona condizione atletica, buona disposizione tattica e tecnica, grazie anche a giocatori che in attacco possono far male all’avversario di turno”. <BR><BR>Pensi che Stramaccioni, grazie anche all’inserimento di Cassano, sia riuscito a trovare finalmente l’assetto tattico giusto?<BR>“Credo che Stramaccioni, il quale sostiene appieno il progetto dell’Inter, dopo aver provato due o tre moduli interessanti, abbia finalmente trovato l’assetto tattico giusto. Questa squadra può giocare indifferentemente con due o tre punte e avere delle ottime alternative. D’altra parte, i risultati positivi raggiunti in queste ultime partite dai nerazzurri, sono l’espressione della chiarezza di idee che la squadra ha saputo esprimere in campo”.<BR>&nbsp;<BR>Che cosa deve temere maggiormente l’Inter, nell’affrontare questa Juve?<BR>“Credo che l’Inter debba andare a Torino con il piglio giusto, e cioè quello di disputare la partita contenendo gli attacchi della Juve almeno per un’ora del match. E’ importante fare diga a centrocampo, producendo pressing e possibilmente ripartire in contropiede. E’ assolutamente importante non dare spazio alla Juve, contenere le sue folate offensive e non concedere il possesso palla. Perché quella è la vera forza della Juventus di oggi. Non farla ragionare è essenziale, altrimenti ti castiga”. <BR><BR>E’ quindi necessario che i nerazzurri non diano spazio ai suggerimenti di Pirlo?<BR>“Pirlo è un campione, ed è anche uno che ti inventa il passaggio e detta il lancio giusto. La Juve, tatticamente, ha trovato il modo di dargli una posizione in campo, capace di far beneficiare tutta la squadra. L’Inter deve essere attenta, proprio in quella zona di campo”.<BR><BR>A quale Inter del passato può essere paragonata quella di oggi?<BR>“Voi giornalisti, amate spesso fare paragoni con il passato di squadre e calciatori. Sinceramente non vedo alcuna similitudine da accostare a questa Inter; almeno per il momento. E poi ogni epoca ha avuto il suo calcio e i suoi campioni. Oggi è tutto diverso”.<BR><BR>A parte l’Inter, chi può essere la vera antagonista della Juve per la conquista dello scudetto?<BR>“Di sicuro il Napoli che, nonostante i suoi alti e bassi, è comunque la squadra che ha giocatori di qualità che fanno davvero la differenza. Comunque, tutto dipende dalla Juve, perché è lei in testa alla classifica”. <BR><BR>Che cosa pensi della Roma di Zeman?<BR>“ A me Zeman piace. E’ un allenatore che fa giocare a calcio, anche se in maniera un po’ troppo offensiva. Poi, in campo, ci vanno i giocatori e sono solo loro che devono saper esprimere in modo pratico tutto il credo tattico del proprio allenatore. Ci vorrà del tempo, ma penso che la Roma possa riprendersi”.<BR><BR>Infine, qual è il tuo pensiero sul Torino attuale?<BR>“Mi piace molto, ho rivisto la grinta del Toro sanguigno. Penso che Ventura abbia fatto un ottimo lavoro, che il Toro farà un buon campionato e che si salverà senza soffrire”.<BR><BR>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”.<BR><BR>&nbsp;Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e fra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu <STRONG>Anastasi</STRONG> ha rappresentato attraverso il calcio, un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania per passare al Varese e poi procedere il suo destino con la Juventus, si è legato indissolubilmente alla squadra dell’avvocato Agnelli e, soprattutto, a Giampiero Boniperti che l’ha subito accolto a braccia aperte. Oggi è opinionista sulle reti private di Quarta rete.<BR><BR>Anastasi, pensi che la Juve, imbattuta ormai da diverso tempo, possa inciampare su questa Inter dal gioco concreto?<BR>“ Il risultato è aperto a ogni pronostico, soprattutto in considerazione del buon momento dell’Inter. Mi auguro che la Juve non perda l’imbattibilità proprio contro i nerazzurri. E’ importante conquistare un risultato positivo”.<BR><BR>La difficoltà di andare in gol della Juve, si è palesata soprattutto in questi ultimi incontri. Qual è il tuo pensiero in merito?<BR>“ E’ l’annoso problema di questa Juventus, incapace di rendere concreto l’alto volume di gioco prodotto. Penso che se ci fosse in area di rigore un giocatore come Treseguet, si risolverebbero molti problemi. Purtroppo, come dici te, il problema si evidenzia in maniera lampante e, alla fine, potrebbe pesare sulla squadra e sui risultati. A gennaio, urge l’intervento della società per ovviare a questo grave problema”.<BR><BR>In cosa si differenzia e/o somiglia la Juve di Conte con l’Inter di Stramaccioni?<BR>“ Si tratta di squadre e due allenatori di grande qualità. Conte e la Juve, hanno dimostrato fin dall’anno scorso la loro potenzialità e grande capacità di risultati. Stramaccioni e la sua Inter, hanno cominciato in sordina un percorso importante e capace di portare i nerazzurri ai livelli che gli competono. Stramaccioni ha saputo fare un mix tra giocatori esperti e giovani promesse. Comunque, è presto per dare dei giudizi o fare paragoni affrettati tra le due squadre. In questo momento, la Juve è a un livello superiore perché è cresciuta in maniera esponenziale fin dall’anno scorso. L’Inter, invece, sta appena iniziando il suo percorso. Vedremo che cosa accadrà in seguito”. <BR><BR>Oltre l’Inter, quale altra squadra può intralciare la Juve per la conquista dello scudetto?<BR>“ Sicuramente la Lazio, ma anche il Napoli e l’Inter stessa, hanno buone probabilità di vittoria finale. Devo dirti che mi piace molto il gioco della Fiorentina di Montella, un allenatore che apprezzo davvero. Tuttavia, non ritengo ancora che La Viola possa dire la sua in tema scudetto”.<BR><BR>Che cosa hai pensato dopo le furibonde polemiche di Catania – Juventus?<BR>“Non è facile rispondere a questa domanda perché, come tu sai, io sono catanese, adoro il Catania e amo la Juve. Ma, se devo proprio risponderti, ti dico che se facciamo una disamina concreta di tutta la partita, la Juve ha meritato la vittoria. Certamente, non è facile vedersi annullare un gol valido e subire quello della vittoria finale in posizione di fuorigioco da parte dell’avversario. Un abbaglio degli arbitri che hanno creato confusione e danni nei confronti di un Catania apparso concreto e pimpante fino al fattaccio. La Juve non ha certo bisogno di sbagli arbitrali a favore. Tutto ciò non fa altro che deturparne l’immagine. Questo non lo merita”.<BR><BR>Come vedi il Catania di quest’anno?<BR>“Assolutamente bene. Il Catania mi aveva impressionato positivamente già l’anno scorso con Montella. Quest’anno sta continuando sulla falsa riga della precedente esperienza anche con Rolando Maran. Al Massimino, il Catania è in grado di giocarsela con chiunque, basti pensare come ha messo sotto anche la Juve dei record. Penso che si salverà con assoluta tranquillità”.<BR><BR>La zona UEFA è un sogno per questo Catania?<BR>“Nulla è precluso. Questo Catania non finisce mai di stupire e, se continua così, è possibile realizzare il sogno in realtà. I presupposti ci sono tutti”.<BR><BR>Per finire, torniamo all’incontro Juventus – Inter. Qual è il tuo pronostico?<BR>“ 1 x 2. Ma io spero di cuore che vinca la Juve, anche se un pari la potrebbe pure accontentare”.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711mazzola.jpgSiNesclusiva-ilcalcio-juventus-inter-e-campionato-visti-da-anastasi-e-mazzola-1009149.htmSi100451001,02,03,06,08,09030604S
1171009084NewsCampionatiMilan, Allegri: «Giocherò con la difesa a tre»20121026163130milan, allegriMilan AllegriMassimiliano Allegri, intervistato da Milan Channel nel pre-conferenza, ha parlato del momento della squadra, reduce dalla sconfitta di Champions contro il Malaga: "Mercoledì credo che i ragazzi abbiamo fatto una buona partita, era la prima volta con questo modulo che porterò avanti. Nel primo tempo abbiamo subito poco e abbiamo avuto alcune situazioni favorevoli. Nella ripresa abbiamo avuto l'unica disattenzione difensiva sul gol. Ai ragazzi non rimprovero nulla, è normale che la situazione non è facile perché mancano i risultati ma credo che in campionato ne verremo fuori e domani dovremo avere pazienza, senza innervosirsi, è una partita da vincere e i ragazzi possono farlo. Modulo? Giocando con i tre dietro si può partire anche con il gioco da lì. Il modulo dipende anche dalle caratteristiche dei giocatori soprattutto quelli nei 3 davanti".<BR><BR>Il tecnico toscano si è poi concentrato sui singoli: "Pato ha giocato mezz'ora a Malaga e potrebbe partire anche dall'inizio domani. Boateng è stato fuori mercoledì ma rimane molto importante, Robinho tornerà a breve, ma a tutti non rimprovero niente, dobbiamo migliorare ed essere più incisivi negli ultimi 30 metri. Emanuelson può giocare anche a sinistra come esterno, visti i tre dietro. E' un ruolo che spesso ha fatto. Flamini ha giocato molto nei miei primi due anni, ha avuto l'infortunio al crociato dal quale non è facile recuperare ma è un giocatore di cui mi fido molto. Muntari sta molto bene, domani giocherà con la Primavera ma bisogna sempre stare attenti e monitorare la situazione del ginocchio perché è sempre un infortunio delicato. La scelta di cambiare modulo è soprattutto legata alla fase offensiva, per liberare di più gli esterni e cercare di sfruttare meglio Pazzini. Cosa serve adesso soprattutto? L'unica cosa che serve è vincere, la squadra crea e fa delle buone prestazioni, abbiamo un equilibrio e dobbiamo farlo anche domani e non può essere sempre come stanno andando le cose. Dobbiamo rimanere concentratissimi e partire dalle cose buone che abbiamo".<BR><BR>C1007650adm001adm001allegri400.jpgSiNmilan-allegri-giochero-con-la-difesa-a-tre-1009084.htmSiT1000027100075701,02,03,07030159
1181009010NewsCampionatiCatania, Izco: «Se segno all`Inter festeggio con Silvestre»20121020093054catania, izcoCatania IzcoIl capitano del Catania Mariano Izco ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in vista della sfida contro l'Inter. Il primo argentino a sbarcare in Sicilia ancora non si da pace per la gara del marzo scorso proprio contro i nerazzurri che li vide in vantaggio per due reti a fine primo tempo per poi essere raggiunti durante la ripresa. Parlando del suo arrivo in Italia parla di molte lacrime versate e di un periodo durissimo. All'Inter è legata anche la storia della sua fascia da capitano, indossata la prima volta proprio contro i nerazzurri al posto di Capuano nella scorsa stagione, fascia che poi non gli è stata più tolta dal braccio. A trent'anni sogna di poter vincere qualcosa, magari l'Europa League visto che il Catania ormai è una realtà. In caso di rete vincente contro l'Inter invece ha già deciso di rimanere a Milano per mangiare con il grande amico interista Silvestre.C1007650adm001adm001izco.jpgSiNcatania-izco-se-segno-all-inter-festeggio-con-silvestre-1009010.htmNoT1000026100075701,02,03,09030214
1191008997NewsCampionatiFiorentina, Jovetic: «Ho rifiutato la Juventus»20121019111448fiorentina, joveticFiorentina JoveticSulle colonne de La Nazione ha rilasciato una lunga ed interessante intervista il talento della Fiorentina, Stevan Jovetic. "Quando un grande club ti prende in considerazione fa sempre piacere. Io però sto bene qui ed ho scelto la Fiorentina: è questo quello che conta". Parole che suonano come una dolcissima musica, per il tifosi viola, ai quali il montenegrino racconta di aver ascoltato le proposte di Juventus e Manchester City ma di aver optato per la permanenza in gigliato. Il tutto, dopo "un colloquio con Della Valle", che gli ha spiegato come quella viola sarebbe diventata una bella squadra. Promessa mantenuta, visto che Jovetic ammette di avere accanto a sè grandi giocatori e di essere contento. Sbagli estivi? "Neanche del mio procuratore, ha fatto il suo lavoro". Del campo, racconta di voler battere il record di quattordici reti e di avere un conto in sospeso con i rigori. Quinto o sesto posto è l'obiettivo stagionale, mentre sul futuro è chiaro. "Non penso al poi, sono felice qui. Per il domani e per la clausola rescissoria, inizieremo a parlarne ma non in tempi brevissimi. Non c'è fretta e non credo ci saranno problemi".C1007650adm001adm00120120419_sj.jpgSiNfiorentina-jovetic-ho-rifiutato-la-juventus-1008997.htmNoT1000024100075701,02,03,06030195
1201008992NewsCampionatiJuventus, Marchisio: «Siamo più forti del Napoli»20121019091531juvntus, marchisioJuventus MarchisioSulle pagine de La Gazzetta dello Sport, troviamo una lunga intervista a Claudio Marchisio, centrocampo della Juventus. Domani i bianconeri affronteranno il Napoli, in una sfida che ha il sapore dello scudetto. Non è dello stesso parere Marchisio: "Non sarà decisiva per lo scudetto, la strada è ancora troppo lunga. Vincere potrebbe essere importante a livello psicologico". Juventus e Napoli sono entrambe in testa alla classifica con 19 punti, con il centrocampista bianconero che non ha dubbi sulla squadra più forte: Secondo me siamo superiori in tutto, per giocatori, storia ed abitudine a vincere".<BR>C1007650adm001adm0010LVWR0BL--630x365.jpgSiNjuventus-marchisio-siamo-piu-forti-del-napoli-1008992.htmNoT1000007100075701,02,03030274
1211008986NewsCampionatiCalciomercato Bologna, ag. Diamanti: «L`Udinese non lo ha cercato»20121018172041bologna, diamantiBologna DiamantiLorenzo Marronaro, ex attaccante dell'Udinese ed agente di molti giocatori tra cui Diamanti, è stato intervistato da Udineseblog.it riguardo anche al presunto interesse dell'Udinese nei confronti di Diamanti. "Da quanto ne so nè Brescia nè Bologna, le due società che detenevano il cartellino del giocatore, avevano avuto reali avances dall'Udinese. Nemmeno io sono mai stato contattato dai bianconeri per lui". Forse avrebbe fatto comodo per i preliminari di Champions: "Alla fine è arrivato Maicosuel che in quell'occasione ha commesso un peccato di gioventù. Credo che la scelta di tenerlo fermo per un po' sia stata corretta, anche per dare al giocatore un insegnamento dal punto di vista comportamentale. Ed è anche vero che il ragazzo aveva bisogno di riprendersi".<br><br> Dei giocatori di cui è procuratore, ne consiglierebbe uno all'Udinese? "Ce l'ha già, è Daniele Mori. Un ragazzo molto sfortunato che sta recuperando dall'operazione. E' un Under 21 che potenzialmente può rientrare nell'ottica Udinese. Adesso è a Udine a fare riabilitazione e poi rientrerà in campo per riprendere la condizione. Sarà a disposizione dell'Empoli questa stagione ma credo che poi potrà essere utile all'Udinese".<BR><br><br>C1007650Bolognaadm001adm001diamanti.jpgSiNbologna-agente-diamanti-l-udinese-non-lo-ha-cercato-1008986.htmSiT1000020100075701,02,03030168
1221008981NewsCampionatiLazio, Petkovic vuole il titolo20121018103850lazio, petkovicLazio PetkovicIl tecnico della Lazio Vladimir Petkovic ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando a tutto tondo della sua squadra e del modo in cui crede di farla diventare grande. Dello scudetto non vuole neanche sentire parlare, anche se per lui ci sono almeno una decina di squadre che se lo giocheranno, Lazio compresa ovviamente. Ai suoi occhi i biancocelesti partono sempre favoriti, ma ci tiene a dire di essere diverso da Zeman, calcio proattivo si, ma partendo dalla fase difensiva. Parlando dei suoi campioni vede Hernanes campione di livello assoluto anche grazie alla sua comprensione e descrive un Klose che non si fermerebbe mai e a cui gli toccherà mettere un freno.C1007650Romaadm001adm001petkovic.jpgSiNlazio-petkovic-vuole-il-titolo-1008981.htmSiT1000018100075701,02,03030177
1231008940NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, Paulinho aspetta i nerazzurri20121011113130inter, corinthians, paulinhoInter Corinthians PaulinhoIn una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il centrocampista obiettivo di mercato dell'Inter Paulinho, ha spiegato che il motivo per il quale non è arrivato in estate è stato perchè non si sentiva pronto per l'Europa e perchè si sentiva in debito con il Corinthians. Poi continua dicendo che i nerazzurri sono stati gli unici a farsi veramente avantio e che dopo il Mondiale per Club se l'Inter si farà nuovamente avanti, lui sarà pronto per decidere il suo futuro. Parlando dei propri idoli Zidane è il campione del recente passato mentre Xabi Alonso e Busquets l'ispirazione contemporanea.C1007650Milanoadm001adm001Paulinho-Corinthians-Foto-Eduardo-Viana_LANIMA20111105_0117_26.jpgSiNinter-paulinho-aspetta-i-nerazzurri-1008940.htmSiT1000026100075701,02,03010210
1241008938NewsCampionatiSydney, Del Piero: «La priorità era restare alla Juventus. Non ho fatto problemi di contratto»20121011100530juventus, del piero, sydneyJuventus Del Piero SydneyAlessandro Del Piero, ex capitano della Juventus, in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport parla del momento che vive a Sydney e della voglia che aveva di restare in bianconero.<br><br> "Sono felice e convinto nell'aver scelto di andare a giocare in Australia. Per quanto riguarda la proposta del Livepool il rifiuto dettato sopratutto alla memoria dell'Heysel, che per molti tifosi bianconeri è ancora una ferita aperta". <br><br> "La festa che mi hanno dedicato durante l'ultima partita con la maglia della Juventus, mi ha fatto provare emozioni uniche che mi accompagneranno per sempre". <br><br> "Non mi sarei aspettato che la lunga avventura bianconera sarebbe finita in questo modo. Si dice indifferente dell'indifferenza di Andrea Agnelli, ma anche che se fosse stato nel presidente della Juve lo avrebbe invitato alla prima di questo campionato. Non ho mai fatto problemi di contratto, io volevo solo rimanere alla Juventus".<br><br>C1007650Milanoadm001adm001562873_10150963307486227_506195389_n.jpgSiNsydney-del-piero-priorita-restare-alla-juventus-non-ho-fatto-problemi-di-contratto-1008938.htmSiT1000007100075501,02,03010206
1251008871NewsCampionatiTorino, Ogbonna: «Sono rimasto per Ventura»20121005115949torino, ogbonnaTorino OgbonnaIn una lunga intervista concessa ai microfoni di <EM>Tuttosport</EM>, il difensore del <STRONG>Torino</STRONG>, <STRONG>Angelo Ogbonna (24)</STRONG>, ha parlato della sua esperienza in maglia granata. Il giocatore, già protagonista nella Nazionale maggiore dell'Italia, ha identificato nel divertimento l'obiettivo primario nella scelta della carriera da calciatore; e lo stesso potersi divertire sarà, per Ogbonna, uno dei fattori principali per le sue scelte future. L'arrivo sulla panchina granata di Giampiero Ventura ha sicuramente influito sul presente del forte difensore, che ha dichiarato che l'allenatore ha qualcosa di affascinante e che predica un gioco che affascina.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650Torinoadm001adm001ogbonna.jpgSiNtorino-ogbonna-sono-rimasro-per-ventura-1008871.htmNoT1000099100075701,02,03010147
1261008859NewsCampionatiFigc, Abete smorza i toni dopo il blitz della Guardia di Finanza20121004164029figc, abeteFigc AbeteNessuna preoccupazione per <STRONG>Giancarlo Abete</STRONG> dopo il blitz della <STRONG>Guardia di Finanza</STRONG> nella sede della <STRONG>Federcalcio </STRONG>a Roma nella mattinata di ieri. Il presidente della Figc ha cercato di smorzare i toni della vicenda e di spiegare l'accaduto a margine di una riunione con i rappresentanti dell'Aic e della Lega Pro in cui si è discussa la riforma della prima e seconda divisione."La visita della Guardia di finanza negli uffici del Napoli e della Figc è solo una normale acquisizione di documenti - ha dichiarato Abete -. E'stato anche intervistato il magistrato che si sta occupando dell'inchiesta, e' stato precisato che non ci sono indagati, quindi onestamente, io non sono stupito. Lo sarei se non vivessi nel mondo del calcio. Un mondo che ha una visibilità assoluta. Una qualsiasi persona che valuti serenamente le situazioni, vede il rapporto fra l'acquisizione di documenti, che e' quanto avvenuto ieri, e l'effetto mediatico, e si rende conto che e' un rapporto largamente scompensato. In ogni caso non c'è motivo di preoccupazione". <BR>C1007650RomaFL0531FL0531abete.jpgSiNfigc-abete-smorza-i-toni-dopo-il-blitz-della-guardia-di-finanza-1008859.htmSi100875201,02,03010146
1271008840NewsCampionatiIntervista a Bagni: «Napoli-Juve per lo scudetto,dietro solo l`Inter; Messi vale mezzo Maradona»20121003195046Bagni intervista esclusivaIntervista esclusiva a Salvatore Bagni, ex Perugia, Inter e NapoliAbbiamo contatto in esclusiva per Ilcalcio24, Salvatore Bagni, ex giocatore dell'Inter e del Napoli. L'ex centrocampista, che ha vestito per 3 anni i colori nerazzurri e per 4 quelli del Napoli vincendo 1 scudetto con i campani e 2 coppe italiane, una con l'Inter e l'altra con i partenopei, ha vestito per ben 41 volte la maglia della Nazionale e da un paio d'anni è ormai opinionista e commentatore per le partite proprio degli azzurri con la Rai. Per lui anche un'esperienza da dirigente con il Bologna durata però solo qualche mese. Abbiamo chiesto all'ex Napoli cosa ne pensasse del Napoli e delle altre protagoniste del nostro campionato, rispolverato un pò della sua esperienza da calciatore e confrontato, come ormai tutti fanno, il suo ex compagno Diego Armando Maradona a quello che sembra essere l'erede naturale dell'argentino, Lionel Messi.<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal"><STRONG>Come vede l'inserimento di Cassano negli schemi della nuova Inter di Stramaccioni?</STRONG><BR>"Credo che per rendere al meglio Cassano debba essere felice. Lui all'Inter è felice, si trova bene, forse non ha mai avuto un inizio di stagione così brillante e direi proprio che sia per lui che per l'Inter questo è davvero positivo".<BR><BR><STRONG>Il Napoli continua ad andare sempre più in alto, grazie anche alle reti di Cavani, ormai diventato un vero leader. Dove possono arrivare gli azzurri?</STRONG><BR>"Credo che i partenopei possanno assolutamente ambire alla vittoria del campionato. E' una squadra che è attrezzata, hanno 22 titolari, una squadra che quindi può far riposare i giocatori il giovedì quando è impegnata in Europa League, cosa che la Juve non può fare dato che la Champions è una priorità. Poi ci sono da considerare varie varianti, l'anno scorso per il Napoli la Champions aveva la priorità, come per la Juve quest anno.. comunque le squadre che però possono vincere il campionato, al momento, sono solo due, o vince l'una o vince l'altra (Juve o Napoli ndr)".<BR><BR><STRONG>Lei è stato un forte centrocampista ai suoi tempi. Oggi vede qualcuno che si potrebbe definire il suo erede?</STRONG><BR>"Non saprei, so che sono stato fortunato perché nasco attaccante e quando mi hanno portato a centrocampo dovevo gestire le due fasi (difensiva-offensiva), ed è stata anche questione di fortuna. I centrocampisti di oggi però sono o più offensivi o più difensivi, difficilmente riescono a giostrare bene entrambe le fasi. Il Conte di una volta, quelli che si inserivano e poi riuscivano anche a difendere, è difficile da ritrovare, però già fare una delle due fasi bene è importante e fondamentale".<BR><BR><STRONG>Qual'è il suo ricordo più bello dell'esperienza da calciatore?</STRONG><BR>"Non c'ho un ricordo specifico a cui sono particolarmente legato. Il ricordo è propria tutta la bellissima esperienza della mia carriera da calciatore. Ho avuto l'opportunità, per fortuna, di poter giocare a buoni livelli, ma credo che sarebbe stata la stessa cosa se avessi giocato a livelli diversi".<BR><BR><STRONG>Lei ha detto che vede il Napoli come unica rivale al dominio della Juventus nel nostro campionato. Chi potrebbe fare però da terzo incomodo? Una delle milanesi?</STRONG><BR>"Forse l'Inter. Ma c'è solo ed assolutamente l'Inter che credo possa disturbare Juve e Napoli".<BR><BR><STRONG>Proprio l'Inter è guidata da Andrea Stramaccioni, un tecnico giovane ma che sembra poter riportare i nerazzurri sui binari giusti. Che ne pensa del tecnico romano?</STRONG><BR>"Stramaccioni è alla prima esperienza, ha l'appoggio da parte della società, onestamente non penso che possa vincere il campionato come ho detto, ma già arrivare tra i primi tre per lui, che è al primo anno in una stagione "completa", credo sarebbe un successo".<BR><BR><STRONG>Cosa pensa della nuova nazionale di Cesare Prandelli che sembra essere pronto a lanciare diversi giovani?</STRONG><BR>"Credo che lui non voglia anticipare i tempi, del resto ha fatto bene agli Europei. E' ovvio che quando ci sono partire che, almeno sulla carta, sembrano più abbordabili, come quella giocata a Modena, è ovvio provare qualche giovane alle prime esperienze in nazionale maggiore, ammettendo però la possibilità che possano toppare la partita. Ma in ogni caso l'obiettivo del tecnico, ovviamente, è quello di costruire una squadra forte da poter portare ai Mondiali".<BR><BR><STRONG>Nel corso della sua carriera vinse lo scudetto col Napoli, che poteva vantare in squadra un certo Maradona, da tutti considerato il giocatore più forte della storia del calcio. Oggi invece i campioni, scappano dalla serie A. Di cosa ha bisogno la serie A per ritrovare il proprio appeal?</STRONG><BR>"Il livello è molto più basso. Non ci sono più i giocatori che c'erano quando giocavamo noi o fino a qualche anno fa. Già solo il fatto di aver avuto la fortuna di giocare con i vari Platini, Rummenigge e Maradona, Van Basten, Gullit, i più forti giocatori al mondo, credo basti, il resto sono chiacchere. C'erano giocatori fenomenali mentre adesso, con tutto il rispetto, il livello oggettivamente è differente".<BR><BR><STRONG>Ultima domanda proprio su Maradona. Il paragone con Messi ormai si spreca da diversi anni. Lei chi preferisce: Messi o Maradona?</STRONG><BR>"A Messi manca il 50% delle qualità di Maradona, e cioè la parte caratteriale. Magari se si guarda solo al lato tecnico, i goal che fa, le statistiche che sono anche migliori rispetto a quelle di Diego, il paragone regge, ma per essere un trascinatore gli manca quel 50% che aveva Diego, il carattere appunto. Il carattere del campione che se anche non è in condizione riesce a trascinare ugualmente i compagni e a fargli dare quel qualcosa in più che serve per vincere le partite. Sicuramente Messi ha grandi doti, ma quando non è in giornata non è che riesce a trasmettere qualcosa ai propri compagni come faceva el Pibe de Oro".<BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0676FL0676bagni.jpgSiNesclusiva-intervista-a-bagni-1008840.htmSi100664801,02,03010538S
1281008827NewsCampionatiA Messina, sponda ACR, torna l`entusiamo:«La storia siamo noi»20121003154419ACR MessinaIntervista alla Gioventù Giallorossa di MessinaNei giorni scorsi ci siamo occupati dei derby giocati a Messina tra l'ACR e il Città di Messina. Per la cronaca ricordiamo che la doppia sfida si è conclusa per 1-0 per il Città, in una partita valida per la coppa Italia di serie D, e 2-1 per l'ACR in campionato, Serie D Giorne I. <BR><BR><BR>Per questo abbiamo raggiunto e intervistato in esclusiva per IlCalcio24.com&nbsp;lo zoccolo duro degli ultras dell'ACR e, in particolare, la fantastica e colorita&nbsp;GIOVENTÙ GIALLOROSSA di Gioiosa Marea.<BR><BR><BR>Con noi si è fermato a parlare Giuseppe Donzelli, responsabile del club "Gioventù Giallorosa Messina sezione di Gioiosa Marea". <BR><BR><BR><STRONG>1)</STRONG> Giuseppe parlaci un po' della storia delle GGR di Gioiosa Marea.<BR>"Il gruppo nasce nei primi anni '90 come un gruppo di amici appassionati di calcio e del Messina. A partire della stagione 90/91 incominciammo a frequentare la Curva Sud del Celeste. In quegli anni siamo stati molto attenti alle vicissitudini del calcio Messinese, vivendo gli anni di Mister Materazzi, Protti ma anche il fallimento dell'ACR Messina con alla guida della Società i figli di Turi Massimino. Successivamente con il passare degli anni e con l'avvento alla guida del calcio Messinese del Presidente Aliotta l'entusiasmo crebbe e da qui la volontà di darci una vera e propria organizzazione come tifosi del Messina della costa tirrenica. La prima uscita ufficiale con lo stendardo "Gioiosa Marea" con il disegno del cinque di spade avvenne il 28 Marzo 1998 a Capo D'Orlando contro l'Orlandina in serie D. Vincemmo 1-0 con rete di Criaco su punizione. Ma la data storica rimane, certamente, l'inaugurazione ufficiale del nostro club avvenuta il 6 Dicembre 1999 presso il Circolo Mediterraneo di Gioiosa Marea alla presenza del bomber Vittorio Torino, Emanuele Manitta e del direttivo GGR di Messina. Negli anni successivi abbiamo molto spesso organizzato incontri e feste con giocatori, dirigenti ed allenatori del Messina con la squadra che dalla Serie D arrivò in Serie A. Un'altra data importante è una festa organizzata il 17&nbsp; maggio 2004 presso l'Auditorium di Gioiosa Marea qualche settimana prima della promozione in serie A con i giocatori Alessandro Parisi, Ametrano e dirigenti vari.Erano presenti centinaia di persone provenienti da tutta la costa tirrenica e un entusiasmo alle stelle. Negli anni di maggiore entusiasmo abbiamo conosciuto e intrecciato rapporti con tanti ragazzi di tantissimi centri della provincia tirrenica da Patti, S.Giorgio di Gioiosa Marea, Naso, Librizzi, Rocca Caprileone, S.Piero Patti, Tusa, Sinagra etc etc con i quali eravamo legati dalla passione giallorosa. Anche oggi che militiamo in Serie D non abbiamo mai mollato e siamo certi che tutti questi ragazzi torneranno allo stadio".<BR><BR><STRONG>2)</STRONG> Raccontaci di qualche partita che è rimasta nel cuore dei tifosi.<BR>"Tantissimi sono i ricordi legati al Messina e veramente mi viene molto difficile stilare una&nbsp; graduatoria. Come non ricordare, per esempio, la vittoria alla Favorita contro il Palermo per 2-1 nel Dicembre del 2000 in C1. Perdevamo dopo solo 14 secondi 1-0 con rete di Cappioli o la vittoria per 2-1 a S.Siro con il Milan in serie A o la vittoria di Foggia nel &nbsp;2000 con rete di Scaringella o la vittoria di Catanzaro 2-1 nel 1999 o le vittorie interne &nbsp;contro l'Inter con rete di Rafael all'ultimo minuto o, ancora, l'indimenticabile 4-3 contro la Roma con il cucchiaio di Zampagna. Emozioni e sensazioni fortissime che solo il Messina ci ha saputo regalare".<BR><BR><STRONG>3)</STRONG> Nella stagione 2008/09 all'ACR non viene permesso iscriversi al campionato di Serie B. Come avete vissuto quella circostanza?<BR>"La mancata iscrizione al campionato di Serie B 2008/2009 è stata vissuta dalla tifoseria Messinese con molta maturità e dignità. Siamo ripartiti dalla Serie D con tanti presidenti faccendieri che si sono succeduti in questi ultimi anni. Ne abbiamo viste veramente di tutti i colori ed abbiamo rischiato la radiazione ma non ci siamo mai arresi perché l'attaccamento ai colori giallorossi va oltre ogni cosa e non ci importa la categoria di appartenenza".<BR><BR><STRONG>4)</STRONG> Adesso c'è Pietro Lo Monaco e sembra che i risultati inizino a vedersi. Vi preoccupa che, adesso, abbia preso impegni anche con il Palermo?<BR>"Nei confronti del gruppo Lo Monaco c'è molta fiducia e si registra molto ottimismo all'interno della tifoseria.&nbsp;I Lo Monaco hanno dimostrato di essere persone serie, credibili e capaci.<BR>Sono dirigenti molto radicati nel Messinese e questa entrata di Pietro Lo Monaco nel Palermo non credo che ci debba molto preoccupare anche perché riteniano che per i Lo monaco il Progetto Messina sia un capitolo a parte, fermo restando che ad inizio stagione nonostante i Lo Monaco avessero rilevato il Messina, Pietro Lo Monaco aveva assunto un ruolo nel Genoa che comunque non precludeva il progetto Messina".<BR><BR><STRONG>5)</STRONG> Che tipo di rapporti avete, se ne avete, con i tifosi del Città di Messina ex Camaro?<BR>"Con i tifosi del Città di Messina non vi è alcun tipo di rapporto anche perché il Città di Messina non ha una propria tifoseria organizzata ma è seguita solo da amici dei dirigenti e dai parenti e fidanzate dei giocatori. La storia siamo noi, la storia di Messina intera appartiene a noi".<BR><BR><STRONG>6)</STRONG> Infine, quali sono le speranze per il futuro?<BR>"Siamo molto fiduciosi per il cammino del nostro amato Messina. Non è solo un caso che, sia nella partita contro il Città di Messina che contro l'Agropoli eravamo circa 5 mila persone al S.Filippo; numeri quasi impossibili da riscontrare in un campionato di serie D ed ancora siamo solo all'inizio. Siamo certi che tra poco torneremo a calcare i palcoscenici calcistici che ci appartengono e che&nbsp;la città e l'intera provincia meritano". <BR><BR>C1007655,C1007654MessinaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNtorna-l-entusiasmo-a-messina-intervista-esclusiva-alla-ggr-1008827.htmSi100427901,02,030101426S
1291008811NewsCampionatiNapoli, Cavani: «Voglio raggiungere Messi e Ronaldo»20121002123130napoli, cavaniNapoli CavaniIl bomber del Napoli Edinson Cavani si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui si dice molto convinto delle proprie potenzialità e delle possibilità del Napoli di vincere lo scudetto. In particolare El Matador condivide l'ottimismo generale della piazza, vedendo nella stagione attuale quella buona per puntare allo scudetto. Poi, sugli obiettivi personali, Cavani è molto ambizioso, confidando di lavorare ogni giorno per raggiungere i livelli di Messi e Ronaldo. Infine il mercato: felicissimo di restare a Napoli, ha raccontato che nessuna società quest'estate ha fatto offerte irrinunciabili alla società.C1007650Napoliadm001adm001cavani.jpgSiNnapoli-cavani-voglio-raggiungere-ronaldo-e-messi-1008811.htmNoT1000017100075701,02,03,08010247
1301008798NewsCampionatiInter, Antonio Cassano: l`ultimo numero 1020121002091992Cassano InterFantantonio Cassano: il vero numero 10 con l`Inter nel destinoDe Gregori in una sua celebre canzone, "La leva calcistica della classe '68" parlando della storia di un giovane ragazzo con la passione del calcio diceva "Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette..". Tutti sentendo questo pezzo storico del repertorio del cantautore italiano abbiamo immaginato la storia di un fantasista, il classico numero 10, fisicamente non forte ma con fantasia da vendere. E noi in Italia nel corso della storia del calcio fantasisti e numeri 10 ne abbiamo avuti tantissimi che ormai fanno parte della storia del calcio mondiale: si pensi a Roby Baggio (il numero uno in questo senso), Gianfranco Zola o ai più recenti Alessandro Del Piero e Francesco Totti (ormai diventato una vera e propria punta, ma nato come trequartista-fantasista), dimenticandone, colpevolmente, un bel pò, perché andando a scavare nel passato del calcio italiano di fantasisti ne abbiamo avuti davvero tanti. E ormai però, complice anche la migrazione dei nostri campioni in campionato con un appeal maggiore o semplicemente con squadre con portafoglio più largo, questi artisti del pallone difficilmente vengono fuori. Diamanti avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare un grande numero 10, ma come molti altri, paga il fatto di essere sbocciato troppo tardi. <BR><BR>Miccoli è più una seconda punta, se si intende con fantasista chi ha più piacere nel regalare l'assist al compagno con un'invenzione geniale rispetto a chi l'invenzione la fa nel tentativo di ricercare il goal. Ma il numero 10 per antonomasia del nostro campionato è sicuramente Antonio Cassano. Alla fine all'Inter c'è arrivato Fantantonio, un matrimonio che sembrava destinato a farsi da anni ormai, da quando il barese fece il provino con i nerazzurri ancora giovanissimo, da quando non nascose il fatto che è da sempre un tifoso interista, da quando segnò ancora ragazzino un goal proprio ai nerazzurri all'esordio con la maglia dei Bari e finì sulla bocca di tutti come uno dei migliori giovani italiani con un futuro assicurato nell'Olimpo del calcio. Prima di arrivare all'Inter però Roma, Real Madrid, Sampdoria e Milan nel mezzo. Gli anni coi giallorossi sono stati anni controversi per il talento barese: viene fuori il suo genio e sregolatezza, si afferma si definitivamente a giocatore di talento piuttosto che "giovane promessa", ma a volte il suo carattere "caldo" viene fuori rischiando anche di minare quello che è talento puro. Poi arriva al Real Madrid, il top per un calciatore in quegli anni. <BR><BR>Cassano non riesce mai ad entrare nei cuori dei tifosi spagnoli, vivendo un momento, calcisticamente parlando, non proprio positivo, vede più spesso la panchina che il campo, prende peso. Finita l'esperienza in Spagna, chi ha il "coraggio" di scommettere ancora una volta sull'eterna promessa Cassano, nonostante le dicerie sulla sua condizione fisica ed il suo carattere, è la Sampdoria che gli affianca un altro campione italiano da rilanciare, Giampaolo Pazzini, anche lui messo in mostra dall'Atalanta come uno dei migliori italiani in prospettiva, ma perso un pò nel cammino. I doriani riescono a rilanciare entrambi, con Cassano che si prende le redini della squadra. Dopo però un periodo di ottime prestazione e ottimi piazzamenti per i blucerchiati, arriva la rottura col presidente della Sampdoria e l'abbandono del club genovese segnato dal passaggio al Milan. Al Milan Cassano vive una concorrenza foltissima, oltre che un brutto momento dovuto ai problemi fisici avuti nella scorsa stagione, ma si riprende la Nazionale e si riconferma un giocatore ritrovato. La rottura però avviene anche coi rossoneri: il barese scontento della cessione dei big chiede la cessione, e Galliani offre l'ex Roma più sette milioni di euro ai cugini dell'Inter per avere un altro "scaricato", Giampaolo Pazzini, con cui i destini si incrociano per la seconda volta. Cassano arriva all'Inter di Stramaccioni, con cui aveva già parlato prima del suo passaggio in nerazzurro facendogli i complimenti come rivela l'allenatore nerazzurro in una celebre intervista, nonostante le maldicenze sul fatto che il barese potesse (e abbia..) rotto lo spogliatoio, il clima sembra davvero essere ottimo: i rapporti con i giocatori sono eccezionali (specie con Sneijder, vicino di casa), dentro il campo l'intesa c'è specie con l'olandese e con Milito,i tifosi lo osannano, forse proprio per la sua fede nerazzurra, e lui cerca la spinta di essi (come si è visto a S.Siro nel match contro la Fiorentina) e il giocatore sembra star bene fisicamente. Cassano da quando è all'Inter ha dato più gioie che problemi, assist, goal, lampi di genio e tocchi vellutati. <BR><BR>Ormai Cassano non si può considerare una promessa, non si può considerare un giocatore che avrà tanto tempo per dimostrare chi è, dall'alto dei suoi 30anni non può sprecare l'occasione Inter per arrivare ai traguardi meritati e a cui sembrava destinato già anni e anni fa ma che, per vari motivi, non è riuscito ad ottenere. Sempre col sorriso stampato sulle labbra, Fantantonio sembra sempre quel ragazzino che con il goal all'Inter vestendo la maglia del Bari sorprese tutti i tifosi italiani segnalandosi come uno dei campioni della nuova generazione. In un calcio, almeno quello italiano, ormai diventato tattico e molto fisico, in cui conta più la fisicità che la fantasia, in cui ormai i veri numeri 10 (chiaramente per il ruolo coperto, non per il numero dietro la maglia dato che il barese veste il suo "solito" 99) stentano ad emergere e ad avere spazio, la storia, la classe, la fantasia, la genuinità di Antonio Cassano sono un bene non solo per i tifosi interisti ma anche per i tifosi di tutta Italia che, come oggi rimpiangono i vari Zola e Baggio, rimpiangeranno un giorno le giocate di Fantantonio. <BR><BR>Del resto lo diceva De Gregori quando invitava Nino, il ragazzo della storia, a non temere di sbagliare il rigore, dal momento che "non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.. un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.".&nbsp;<BR><BR>C1007650MilanoFL0676FL06761134705-prandelli_cassano.jpgSiNinter-cassano-lultimo-numero-dieci-1008798.htmNoT1000026100664801,02,03010279
1311008717NewsCalciomercatoInter: Fernando allontana i nerazzurri20120927160127Inter Porto FernandoIl centrocampista brasiliano giura fedeltà al PortoIn estate sembrava destinato a vestire la maglia nerazzurra. Chiuso il mercato, il suo futuro in nerazzurro sembrava solo rimandato a gennaio, ma ora è lui stesso a cancellare ogni possibilità. Stiamo parlando di Fernando, centrocampista del Porto vicino all'Inter nel mese di luglio affare poi saltato a causa delle richieste economiche del Porto. Neanche la volontà del giocatore, che avrebbe ricomposto la coppia che con Villas Boas vinse l'Europa League giocando al fianco di Guarin, riuscì a far andare in porto l'affare. Volontà che ora sembra essere cambiata, viste le ultime dichiarazioni del brasiliano. In una recente intervista il centrocampista ha infatti detto: ""Sono felice al Porto, ho altri due anni di contratto e vorrei rispettarli. Adesso penso solo a fare una grande stagione con la mia squadra"C1007650MilanoFL0676FL0676200446hp2.jpgSiNinter-fernando-allontana-il-porto-1008717.htmSiT1000026100664801,02,03010276
1321008459NewsCampionatiPsg, Nené: «Mi voleva il Milan»20120914111531milan, nenéMilan NenéCon l'arrivo di Ibra, Lavezzi e Gameiro, Nenè questa estate ha provato a lasciare il Psg. L'attaccante brasiliano si confessa in una lunga intervista a L'Equipe. Il Milan era in pole, "ma Leonardo mi ha spiegato che non è stato possibile a causa della cifra che il Psg chiedeva per me" (si parla di 7 milioni di euro, ndr). Sulle sue tracce anche il Corinthians ("mi avrebbe dato maggiore visibilità in chiave nazionale e l'avrei fatto anche per i miei figli"), mentre verso la fine del mercato si erano fatti avanti Besiktas e Galatasaray, "ma ero stato inserito nella lista dei 25 per la Champions, era uno dei miei obiettivi e mi sentivo vincolato". Ma fin qui, per lui, tanta panchina e non è detto che a gennaio arrivi il divorzio dal Psg. "E' una possibilità - conferma - Penso di poter giocare ancora in Europa per altri tre anni ad alto livello".C1007650Milanoadm001adm001nene 4.jpgSiNpsg-nene-mi-voleva-il-milan-1008459.htmNoT1000027100075701,02,03,07010226
1331008439NewsCampionatiIn viaggio con Mirko Vucinic e Cristina Chiabotto. L`attaccante bianconero: «Siamo più forti dell`anno scorso» 20120913163130juventus, vucinicSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro «Quello che ho scritto, pensato e pubblicato« e «Tra interviste e altro« edito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itSul volo Alitalia AZ1417 Roma&nbsp;- Torino del 12 settembre 2012, ho avuto modo di viaggiare assieme a Mirko Vucinic e Cristina Chiabotto. L'incontro è stato casuale, una piacevole coincidenza che ci ha accomunato in un viaggio di ritorno a Torino. Il centravanti montenegrino era reduce dalla partita della sua nazionale contro il San Marino. Una "passeggiata" calcistica dal risultato tennistico. Un 6 a 0 a favore del Montenegro che non si presta a nessun commento di sorta e che non ha avuto neanche il bisogno di fare giocare il suo campione più rappresentativo. Vucinic, infatti, è rimasto in panchina. Ha l'aria rilassata Mirko, con l'espressione di chi si è dovuto spostare da Torino solo per onorare la convocazione della sua nazionale impegnata in un incontro di calcio di facile portata. Ci incontriamo sui gradini della scaletta che porta all'interno dell'aereo e, dopo essermi accorto di lui, mi presento con il mio titolo di giornalista sportivo. Non abbiamo avuto mai l'occasione d'incontrarci prima d'ora, se non per le interviste del dopo partita in conferenza stampa che, di solito, sono rappresentative di un covo di banalità. Così, approfittando dell'appetibile occasione della nostra vicinanza dettata dal fato, gli faccio i complimenti per il suo nuovo look personale. "Senza barba né baffi, sembri più giovane" gli dico per rompere il ghiaccio. "Sarà", risponde lui con tono scherzoso "l'ho fatto per pesare meno e, di conseguenza, faticare ancora meno nella corsa". Ma, bando agli scherzi, parliamo di cose serie, gli dico salendo a rilento la scaletta.<EM> Che cosa pensi della Juve di oggi? "Posso dirti che è più forte dell'anno scorso e, anche se non è arrivato il top player che tutti desideravano, sono sicuro che io, Giovinco, Matri e Quagliarella non lo faremo rimpiangere. Senza dimenticare il danese Bendtner che è un campione e sono certo che si integrerà presto nella nostra squadra"</EM>. Intanto, frettolosamente, arriviamo in alto alla scaletta e, entrati in aereo, lui si accomoda in un posto che però è lontano dal mio. Ciao Mirko e auguri per il tuo futuro. Mentre proseguo per la ricerca del mio posto numerato, vedo Cristina Chiabotto. Alta, statutaria, bella come l'avevo vista due anni fa. Ricordo che la intervistai per "Stadio Goal" in veste di tifosa juventina. Commentavamo insieme quella Juventus di Del Neri che, nonostante fosse la brutta copia della squadra di oggi, non fu mai criticata dalla bella Cristina che stravede da sempre per la "Signora del calcio italiano". Ricordo che non fu un'intervista imperniata sull'approfondimento di concetti tecnici e tattici, non lo poteva essere per una bella tifosa come lei che s'intende solo di passione legata alla sua Juventus e, nonostante il mio insistere velato, per fomentare la polemica del pallone bianconero di allora, lei non si scompose più di tanto. Oggi la rivedo, mi guarda con gli occhi di chi sta pensando "Ma questo dove l'ho visto?". Le stringo la mano, la saluto cordialmente e le tolgo il piccolo dilemma e la fatica di ricerca mnemonica sulla mia persona. "Sono Salvino Cavallaro, il giornalista sportivo di Torino, ricordi?". <EM>"Si, come no! Ecco chi sei. La mia Juve è sempre più forte anche senza Alex Del Piero. Devo però dirti che mi manca. Per me è il simbolo del calcio pulito, un autentico campione che ha fatto grande una certa Juventus".</EM> A questo punto, non posso ancora continuare il mio dialogo con lei perché dietro di me la gente spinge per andare avanti e, io, non posso più dilungarmi, altrimenti intralcerei tutto. La saluto frettolosamente con un arrivederci alla prossima volta. Volevo anche dirle che quell'intervista l'ho pubblicata nel mio ultimo libro intitolato "Tra interviste e altro", ma non ho proprio fatto in tempo. Pensavo di poterglielo dire al nostro arrivo all'aeroporto di Caselle Torinese, ma non è stato possibile. Mirko e Cristina sono scomparsi misteriosamente tra la folla, ma è stato bello ugualmente incontrare persone che, nonostante la notorietà, non disdegnano le relazioni con la gente comune. Non avere la "puzza sotto il naso" è segno d'intelligenza e di rispetto verso le persone. Questo ci piace davvero!<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711vucinic.jpgSiNin-viaggio-con-mirko-vucinic-e-cristina-chiabotto-l-attaccante-bianconero-siamo-piu-forti-dell-anno-scorso-1008439.htmSiT1000007100451001,02,03,060101819S
1341008432NewsCampionatiRoma, Zeman: «Abete è nemico del calcio»20120912175920RomaRomaTorna a far parlare di se Zdenek Zeman, intervistato dal settimanale "Sette" l'allenatore della Roma analizza la condizione del calcio italiano. "C`è qualche miglioramento. Ma temo che sia più paura di essere scoperti che per convinzione. Servono più esempi positivi. Il calcio per lui dovrebbe essere semplicitàe sempre riferendosi agli intrighi di palazzo ammonisce: Bisogna vincere dimostrandosi superiori sul campo e non fuori dal campo.&nbsp;L'ex tecnico del Pescara&nbsp;parla anche di Massimo Moratti che si è sempre detto intenzionato a metterlo sotto contratto: ""Molte parole. Ma poi bisogna vedere se ci sono le condizioni per lavorare bene. E non parlo di giocatori da acquistare. L`allenatore è critico anche sulle quotazioni delle società di calcio in Borsa: Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica. E alla domanda con che nemico andrebbe a cena, se con il presidente di Federcalcio Giancarlo Abete replica: <B>Perché no? Abete non è nemico mio</B>. È nemico del calcio.<br><br>C1007650RomaFL0655FL065520120902_zeman.jpgSiNroma-zeman-abete-e-nemico-del-calcio-1008432.htmSiT1000012100758301,02,03010337
1351008379NewsCampionatiMan United, Rooney: «Non ho dubbi, Messi è il migliore di sempre»20120911105647Rooney: «Non ho dubbi, Messi è il migliore di sempre«Wayne Rooney elegge Lionel Messi come miglior calciatore di sempre. L'attaccante del Manchester United e della Nazionale inglese, che ha giocato anche con Cristiano Ronaldo ai<I>Red Devils</I>, ha infatti parlato della stella del Barcellona nel corso di una sua intervista alla stampa inglese: "Messi? Il modo in cui gioca e fa gol è spettacolare. Dal mio punto di vista, è il miglior calciatore di sempre".FL0744FL0744rooney.jpgSiNrooeny-messi-migliore-1008379.htmNo100796901,02,03010287
1361008283NewsCalciomercatoBarcellona, Fabregas: «Su di me hanno esagerato»20120907190131barcellona, fabregasBarcellona Fabregas"Tutto quello che si dice su di me è esagerato, incluse alcune illazioni uscite sulla stampa". <STRONG>Cesc Fabregas</STRONG> risponde così, in una intervista a <EM>Radio Catalunya</EM>, alle voci di un rapporto ormai logoro con la dirigenza del <STRONG>Barcellona</STRONG> e alla presunta volontà di andarsene dal club che per riaverlo la scorsa stagione ha pagato 40 milioni di euro. "Voglio precisare che la mia volontà è quella di terminare la carriera al Barca, non ho fatto tutti questi sforzi per tornare solo un anno, ma per chiudere qui. Ho sempre fatto le mie scelte seguendo l'istinto - sottolinea il centrocampista 25enne che ha mosso i primi passi nel calcio che conta al Camp Nou per poi passare nel 2003 all'Arsenal -. Sono tornato con la consapevolezza di dover competere con i migliori giocatori al mondo".C1007857Barcellonaadm001adm001fabregas.jpgSiNbarcellona-fabregas-su-di-me-hanno-esagerato-1008283.htmSi100075701,02,03010302
1371008262NewsCampionatiMilan, Mexes: «Quante bugie sul mio conto...»20120907091561mexes«Voglio dimostrare ai tifosi il mio attaccamento alla maglie«Philippe Mexes, intervistato da <EM>Skysport</EM>, &nbsp;esce allo scoperto e si toglie qualche sassolino:&nbsp;&nbsp;<BR><BR> <DIV style="Z-INDEX: 2; POSITION: absolute; BOTTOM: 16px; RIGHT: 16px"><A title="Visualizza Archivio Foto" href="http://www.tuttomercatoweb.com/?action=foto2&amp;id=84105" target=_blank> <DIV class="lente novis"></DIV></A></DIV><EM>"Sono state dette tante bugie sul mio conto.&nbsp;Ho sentito tante voci false sul mio conto, ma l'importante è che sono ancora qui. Voglio dimostrare ai tifosi il mio attaccamento a questa maglia. Non ho mai pensato di andare via, ho sempre lavorato per cercare di tornare il più in fretta possibile in campo."</EM> <BR><BR>Il francese prosegue parlando della squadra e della sua Nazionale: <EM>"Ci sono state delle partenze importanti in difesa, ma sono arrivati calciatori validi come Acerbi e Zapata. Nazionale? Sono state dette alcune parole molto cattive su di, la stampa ha detto che mi ero presentato ad Euro 2012 in condizioni indecenti e che ero grasso. Ma non era vero".</EM> <BR><BR>C1007650FL0141FL0141Mexes_immagine_oleft.jpgSiNmexes-quante-bugie-sul-mio-conto-1008262.htmSiT1000027100205001,02,03,07010348
1381008261NewsCampionatiInter, Zanetti è sicuro: «Le critiche? mi faccio una risata...»20120907090028zanetti«Del Piero è un grande campione che al calcio italiano mancherà molto«Javier Zanetti, intervistato da <EM>Sportmediaset</EM>, fa il punto della situazione respingendo al mittente tutte le critiche sulla squadra:<BR><BR>"<EM>Dobbiamo migliorare la nostre prestazioni a San Siro, ma abbiamo cambiato tanto e ci sta avere qualche difficoltà all'inizio. Le critiche?</EM> "<EM>Mi faccio una risata, la partita con la Roma l'abbiamo vista tutti, l'Inter ha giocato bene fino a un certo punto, poi è successo qualcosa e non abbiamo più trovato il goal".</EM><BR><BR>Il Capitano nerazzurro poi saluta Alessandro Del Piero, avversario di mille battaglie ed adesso trasferitosi in&nbsp;Australia: "<EM>Ci tengo a fargli arrivare il mio pensiero. È un grande campione e al calcio italiano mancherà molto".</EM><BR><BR><EM>&nbsp;</EM><BR><BR>C1007650FL0141FL0141004_4928-160966.jpgSiNzanetti-e-sicuro-le-critiche-mi-faccio-una-risata-1008261.htmSiT1000026100205001,02,03010295
1391008243NewsCampionatiGenoa, aspettando la Juve De Canio si mostra fiducioso20120906140524de canio«I tifosi si stanno accorgendo che stiamo lavorando bene«Gigi De Canio, intervistato da SkySport24, ritorna sul match perso&nbsp;col Catania cogliendo però gli aspetti positivi:<br><br> <EM>"Perdere non fa mai piacere, ma il tifoso genoano ha apprezzato gli sforzi fatti contro il Catania, nonostante la sconfitta. I tifosi si stanno accorgendo di come stiamo lavorando, rasserenando anche loro l'ambiente. Un campionato come l'anno scorso non accadrà più."</EM><br><br> Il match con la Juve si avvicina e gradualmente il tecnico sta recuperando due pedine preziose del suo scacchiere: <EM>"Atleticamente Borriello e Ferronetti hanno lavorato bene; quest'ultimo, dopo aver rescisso col Torino, ha pagato un preparatore di tasca sua per prepararsi. Gli manca il rapporto con la palla, ma può giocare. Gradualmente si inseriranno, quindi possono esser pronti, ma c'è volontà di far risultato e di fare bene". </EM><br><br>C1007650FL0141FL0141de canio.jpgSiNgenoa-aspettando-la-juve-de-canio-si-mostra-fiducioso-1008243.htmNoT1000022100205001,02,03010216
1401008242NewsCalcio EsteroCity, Nastasic: «Non me l`aspettavo»20120906135741nastasicMatija NastasicMatija Nastasic, intervistato da CityTv, ha rilasciato le sue prime parole da Citizens raccontando come è avvenuto il suo trasferimento:&nbsp;&nbsp;<BR><BR> <DIV style="Z-INDEX: 2; POSITION: absolute; BOTTOM: 16px; RIGHT: 16px"><A title="Visualizza Archivio Foto" href="http://www.tuttomercatoweb.com/?action=foto2&amp;id=81086" target=_blank> <DIV class="lente novis"></DIV></A></DIV><EM>" La prima volta che ho sentito parlare dell'interesse del Manchester City è stato circa 15/20 giorni fa e ne sono stato sorpreso. Non mi aspettavo di trasferirmi in uno dei più importanti club della Premier League dopo un solo anno alla Fiorentina. Kolarov? Quando ho sentito che c'era una concreta possibilità di trasferirmi al City ci siamo sentiti. Lui mi ha parlato della sua esperienza, ma poi ne abbiamo riparlato quando ci siamo trovati in Nazionale"</EM><BR><BR>C1007856FL0141FL0141NASTASIC MESSAGE.jpgSiNcity-ecco-nastasic-non-me-l-aspettavo-1008242.htmNo100205001,02,03010269
1411008234NewsCalcio EsteroCesc Fabregas: sembra «triste» anche lui20120906110634BarcellonaCesc Fabregas fischiato<STRONG><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal">Cesc Fabregas non trova la posizione ideale nel Barcellona. È Messi che come finto 9occupa il posto per il quale fu riacquistato un anno fa il campione catalano. </SPAN></STRONG><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal">I tifosi stanno perdendo la pazienza nel vedere che il giocatore non ha reso come ci si aspettava, soprattutto dopo essere stato uno dei principali artefici della vittoria finale ad Euro 2012.</SPAN></STRONG><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal"></SPAN></STRONG>Domenica scorsa di fronte al Valencia, Tito Vilanova ha detto che Cesc aveva giocato una buon incontro. Tutto sommato è vero, eccetto per due errori che gli hanno impedito di segnare due gol.<BR><BR>Per ben due volte, smarcato da Messi, Cesc, forse sotto pressione, si è mangiato due gol fatti ipnotizzato dal portiere valencianista Diego Alves. Due gol che avrebbero potuto aumentare lo score ed anche i gol a favore(da non dimenticare che in Spagna in caso di parità di punti alla fine del campionato prevale la migliore differenza reti) e che invece hanno fatto levare contro Cesc i fischi del Camp Nou stanco di aspettarlo.<BR><BR>Vilanova ha dichiarato che si fida di Cesc, gli ha dato libertà di spaziare per il fronte offensivo come meglio crede e gli ha dato la possibilità di giocare molto di più di quello che gli aveva concesso Guardiola nell'ultima parte dello scorso campionato. <BR><BR>La sfida che Fabregas dovrà affrontare è quella di tornare a segnare ed essere decisivo. Ha l'appoggio dei suoi compagni(l'ostinazione con la quale Messi lo ha cercato è emblematica) e del suo tecnico. I tifosi, invece, iniziano a spazientirsi e i fischi en sono una chiara dimostrazione.<BR><BR>A calmare gli animi, però, ci ha pensato proprio lui in una lunga intervista concessa ai microfoni di Radio Catalogna:Tutta questa situazione è esagerata. Non è vero che mi hanno fischiato e che sto male. Io sto bene sia dal punto di vista mentale che fisico e lavoro più di chiunque altro e quando non gioco bene il primo ad arrabbiarsi sono proprio io.<BR><BR>L'impressione è che, quasi vi fosse un filo invisibile che unisce gli eterni nemici Real e Barcellona, alla tristezza di CR7 fà eco la non comoda situazione del numero 4 azulgrana che a denti stretti cerca di smorzare le polemiche.<BR><BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007857BarcellonaFL0411FL0411fabregas.jpgSiNcesc-fabregas-e-fischiato-al-camp-nou-1008234.htmSi100427901,02,03010322
1421008232NewsCampionatiMourinho chiama CR7...e incorona Conte!20120906105065mourinho ronaldo conte«E` un vincente, sa quello che vuole, ha carisma«Josè Mourinho, intervistato dal <EM>Corriere dello Sport</EM>, elogia la Juve (avete letto bene) e il suo allenatore:<br><br> "<EM>Volete sapere se la Juve può essere la sorpresa della prossima Champions? No, la Juventus non può essere una sorpresa perché ha una grande tradizione. E` vero che lo scorso anno non ha partecipato alle coppe europee, ma uno scivolonedi una stagione può starci. Adesso i bianconeri sono tornati sul palcoscenico che meritano di occupare. Una sorpresa sarebbe se riuscissero a vincere immediatamente la coppa, questo sì. </EM><EM>La Juve non ha comprato un top player in attacco? Magari lo farà a gennaio. Llorente si svincola a giugno e forse il presidente dell`Atletico lo cederà prima di perderlo a zero euro. Trattare con il Bilbao non è facile: o paghi la clausola o è dura, ma a gennaio</EM>...»&nbsp;<EM> </EM><br><br> Dicevamo dunque su Conte: "<EM>Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma</EM>»<br><br> Intanto a teere banco in casa Real è la situazione legata a Cristiano Ronaldo e alla sua tristezza: lo special One per recuperare la situazione ha impugnato il telefono e ha chiamato il suo pupillo impegnato con la Nazionale portoghese.<br><br> Ecco cosa ha detto mou a CR7, almeno stando a quanto riporta <EM>Marca:</EM> <EM>" Qui sei un giocatore importante. Non devi avere dubbi. Deve essere chiaro. Sei tenuto in grande considerazione e devi sentirti amato, puoi contare sul nostro affetto e ti aiuteremo in qualsiasi situazione. Ne parleremo quando sarai tornato. Devi sapere che siamo qui per ascoltarti e per aiutarti".</EM> <br><br>C1007857FL0141FL0141mourinho_cristiano_ronaldo_getty.jpgSiNmourinho-chiama-ronaldo-e-incorona-conte-1008232.htmSi100205001,02,03010269
1431008215NewsCalciomercatoAtletico Madrid, Falcao: «Mi ispiro a Inzaghi»20120906083130atletico madrid, inzaghi, falcaoAtletico Madrid Inzaghi Falcao<STRONG>Radamel Falcao</STRONG>, bomber dell`<STRONG>Atletico Madrid</STRONG> e della nazionale colombiana, in un intervista rilasciata a Tuttosport ha dichiarato di avere una maglia autografata da Filiippo Inzaghi chiesta al compagno di Nazionale Mario Yepes: "Inzaghi è un giocatore che mi è sempre piaciuto per il suo fiuto del gol e al quale mi sono ispirato".C1007857Madrid adm001adm001falcao.jpgSiNatletico-madridi-falcao-mi-ispiro-a-inzaghi-1008215.htmNo100075701,02,03010404
1441008109NewsCampionatiMilan, Bojan: «Vittoria fondamentale. Mi piace questo gruppo»20120902083130milan, bologna, bojanMilan Bologna Bojan<STRONG>Bojan Krkic</STRONG>, intervistato dai microfoni di <EM>Milan Channel</EM>, ha parlato del suo esordio e della vittoria contro il <STRONG>Bologna</STRONG>: "Sono contento e felice per la vittoria in un campo difficile, dopo l'1-1 sembrava complicato ma poi è arrivata la vittoria e i 3 punti. Sfiorato il gol? Ho provato ad alzarla, ero un po' lontano ma va bene era la prima partita dopo pochi giorni qui, ma mi piace questo gruppo, c'è la voglia di far bene".C1007650adm001adm001Bojan-Milan-420x420.jpgSiNmilan-bojan-vittoria-fondamentale-mi-piace-questo-gruppo-1008109.htmNoT1000027100075701,02,03,07010194
1451007970NewsCalciomercatoMoglie Kakà: «Stiamo preparando il ritorno a San Paolo»20120829123130real madrid, kakàReal Madrid<STRONG>Kaka' </STRONG>potrebbe tornare in Brasile. Intervistata dalla rivista brasiliana<EM> RG</EM> la moglie dell'ex Pallone d'Oro, Carol Celico, dice che 'stiamo programmando il ritorno a San Paolo, molto presto, di tutta la famiglia. Se Kaka' lascia Madrid per un altro paese, non andremo con lui' Rientrare in Brasile potrebbe aiutare Kaka' anche a riconquistare la nazionale, a cui tiene molto in vista del Mondiale in casa.C1007650Madridadm001adm001kakà.jpgSiNmoglie-kaka-stiamo-preparando-ritorno-a-san-paolo-1007970.htmNoT1000027100075701,02,03010282
1461007963NewsCampionatiJuventus, Conte: è il giorno del ricorso al Tnas20120829103014JuventusJuventusAntonio Conte non ci sta, oggi ricorrerà al Tnas (Tribunale Nazionale Arbitrale&nbsp;per lo&nbsp;Sport), i legali del tecnico bianconero, dopo aver studiato a fondo le motivazioni di una sentenza piena di contraddizioni e di dati oggettivamente inesatti, consegneranno il ricorso con richiesta di sospensiva e procedura d'urgenza. La difesa punterà sulla questione del giocatore Mastronunzio, che per la Corte Federale venne messo fuori rosa da Conte per aver rifiutato la combine per la partita AlbinoLeffe-Siena, ma è lo stesso Mastronunzio intervistato un paio di giorni fa dal giornalista Michele Criscitiello, che sostiene di non avere giocato le ultime partite a causa di in infortunio, che lo stesso&nbsp; Siena comunicò sul suo sito ufficiale. Si affronterà anche la questione del "non poteva non sapere", evidenziando le diverse incongruenze all'interno delle motivazioni della sentenza che ha condannato per 10 mesi di squalifica Antonio Conte. La Juventus e il tecnico puntano al proscioglimento, Conte spera di tornare in panchina dopo la sosta per la Nazionale,&nbsp;per&nbsp;la&nbsp;partita contro il Genoa.C1007650TorinoFL0655FL0655sdpojw.jpgSiNconte-e-il-giorno-del-ricorso-al-tnas-1007963.htmSiT1000007100758301,02,03,06010204
1471007901NewsCalciomercatoRoma: il rimpianto Gomez20120827104320Gomez Catania RomaL`argentino era richiesto da molte big giallorossi compresiLa prima di Zeman in scena all'Olimpico non è stato esattamente uno spettacolo esaltante: se è vero che la prodezza di Osvaldo è stato un acuto degno di applausi e anche vero che per l'esordio in casa del boemo ci si aspettava un risultato diverso. Onore al Catania che però si dimostra l'ottima squadra dell'anno scorso (del resto tutti gli elementi importanti sono stati confermati) confermandosi la nomina di "ferma-big" . Tra i migliori della partita (se non il migliore) c'è Alejandro Gomez, giocatore che ha vissuto per due mesi le voci di mercato che lo volevano prima alla Roma, poi all'Inter, dopo alla Fiorentina e infine al Genoa. Ma, come ha detto Gasparin in una recente intervista in cui ha tolto dal mercato tutti i big restati a Catania dopo il 20 agosto, Gomez sembra destinato ad un'altra stagione sotto l'Etna. Sicuramente l'ennesimo campionato da protagonista con la maglia rossazzurra, ma quanti rimpianti per le big che potevano assicurarsi un giocatore che ieri ha messo Roma a ferro e fuoco per una cifra vicina agli 8 milioni che, paragonata a certi prezzi, sono sicuramente giusti. E tra coloro che devono rimpiangere il mancato acquisto del "Papu" possiamo includere anche la Roma: spezzando una lancia in favore dei giallorossi però c'è da dire che il club capitolino aveva puntato l'ala argentina nelle prime battute di mercato, virando poi su altri obiettivi. Ma bisogna includere la Roma tra coloro che possono rimpiangere questo acquisto non solo perché Gomez ha rovinato la festa, quello che doveva essere il "party di ben tornato" di Zeman, ma anche perché un giocatore di corsa, con un grande dribbling e un ottimo tiro, qualità messe in mostra anche nella serata di ieri, è il classico giocatore che piace al boemo e che generalmente viene esaltato dal gioco dell'ex allenatore del Pescara. "Buona la prima" Gomez, "ci vediamo alla seconda" Roma.C1007650RomaFL0676FL0676alejandro-gomez-catania_25889648_980x980.jpgSiNroma-rimpianto-gomez-1007901.htmSiT1000012100664801,02,03010338
1481007829NewsCalciomercatoCalciomercato Catania: Gasparin toglie dal mercato Gomez20120824190438Catania Gomez GenoaL`amministratore etneo nega la cessione dell`esterno nell`ultima parte del mercatoDopo l'arrivo di Castro e il rinnovo di Barrientos e viste le tante squadre interessate a lui, sembrava Alejandro Gomez il "sacrificio" di mercato da compiere a Torre del Grifo. Così non è stato per un mese e mezzo nonostante che club del blasone dell'Inter, del Genoa e della Fiorentina abbiano, più o meno timidamente, chiesto il giocatore, e così potrebbe non essere per la prossima settimana, l'ultima utile per le operazioni di mercato. Gasparin, amministratore delegato del Catania, ha però lasciato dichiarazioni importanti in una recente intervista, a metà tra la parola "fine" della telenovela Gomez e la solita smentita di mercato. Gasparin ha infatti &nbsp;ammesso che in passato ci sono stati contatti con diversi club che però non sono riusciti a mandare in porto la trattativa e che, come tutti i prezzi pregiati del Catania che dal 20 agosto sono stati tolti dal mercato, il giocatore a questo punto è incedibile. Il fattore data è molto importante perché è un chiaro segnale che il Catania non vuole trovarsi a dover cercare nel giro di poche ore un sostituto valido dell'esterno argentino, senza però sottovalutare quello che potrebbe essere il vero messaggio nascosto: Gomez parte solo alle condizioni del Catania.C1007650CataniaFL0676FL0676alejandro-gomez-catania_25889648_980x980.jpgSiNcalciomercato-catania-gasparin-toglie-dal-mercato-1007829.htmSi100664801,02,03,09010285
1491007817NewsCampionatiPrandelli: «Cassano all`Inter? Geniale... »20120824145238prandelli «La Juve parte favorita »Cesare Prandelli, intervistato dal Tg1, fa i suoi pronostici per il campionato che sta per iniziare ed elegge la sua favorita: <EM>"La Juve parte favorita, perchè ha fatto una stagione straordinaria, non ha mai perso, ha avuto una grande continuità di gioco, ha voglia di vincere e sarà ancora la squadra da battere"</EM><br><br> Il ct poi applaude il trasferimento di Cassano all'Inter: <EM>"Trovo il trasferimento di Cassano in nerazzurro una genialità, all'inizio mi sembrava una cosa non realizzabile e invece possono tutti e due trarre qualcosa di positivo". </EM><br><br> &nbsp;<br><br> <EM></EM>&nbsp;<br><br> <EM></EM>&nbsp;<br><br>FL0141FL01411134705-prandelli_cassano.jpgSiNprandelli-cassano-all-inter-geniale-1007817.htmSi100205001,02,03010227
1501007740NewsCampionatiMassimo Caputi: «Juve favorita, poi Napoli. Serve la tecnologia in campo» 20120822195030massimo caputiIntervista fiume al giornalista sportivoAbbiamo intervistato, in esclusiva per IlCalcio24, il giornalista sportivo Massimo Caputi, con cui abbiamo fatto il punto sulla stagione che sta per iniziare.<BR><BR>Notizia di oggi è la conferma della squalifica di Conte, proprio a ridosso dell'inizio del campionato:&nbsp;<EM> "E' una situazione anomala e strana: è chiaro che il gran lavoro un tecnico lo fa durante la settimana, però anche la presenza durante i 90'minuti di gioco, per il suo carisma, per scelte tecniche e tattiche, ha il suo peso. Non è ne facile ne piacevole gestire per dieci mesi questa situazione."&nbsp; </EM><BR><BR>Nonostante questo comunque per Caputi la favorita è sempre la Vecchia Signora:<EM> "In pole position per il titolo vinto, per gli acquisti fatti e per la forza generale metto la Juventus: ha il ruolo da squadra da battere. Dopo metto Napoli, Inter e Roma: poi il Milan"</EM><BR><BR>Campionato che non vedrà al via giocatori come Lavezzi, Ibra e T.Silva: <EM>"E' chiaro che il nostro campionato perde giocatori di grande talento, però credo che grazie a scambi interni e ricerche di giovani talenti all'estero si possa compensare con un discorso in prospettiva: noi sappiamo che le nostre squadre non possono comprare i giocatori più importanti europei, però possono investire sui giovani e sui giocatori di prospettiva. Questo alla lungasarà un bene per noi. La cessione di Thiago Silva e Ibra? Se uno ha un castello e non se lo può mantenere, vende il castello e va a vivere in una villa..."</EM><BR><BR>Capitolo mercato; si inizia dalla Juve<EM>:&nbsp;"Top player? è difficile da dirsi. Io comunque non ritego un top player Llorente: diciamo che Dzeko dei due potrebbe essere quello di maggiore affidamento e spessore. Non credo che ci sia tanta chiarezza in giro: aspettiamo comunque gli ultimi giorni, che sono quelli che possono portare delle sorprese. Credo che la Juve vada bene già così: è chiaro che per fare il salto di qualità in Europa servirebbe un attaccante di spessore, ma di spessore vero. Llorente non mi sembra così di spessore: preferisco tenermi Matri a questo punto."</EM><BR><BR>Cassano-Pazzini, chi ci guadagna?: <EM>"A primo impatto mi viene da dire Milan visto che aveva bisogno di un attaccante con delle caratteristiche diverse da quelli che aveva: è un acquisto giusto per i rossoneri visto che mancava un attaccante d'area di rigore. Cassano per caratteristiche invece è simile ad altri giocatori già presenti all'Inter: però se sta bene e si mette a disposizione della squadra può essere un valore aggiunto. Dal punto di vista tecnico il Milan ha completato un reparto, mentre l'Inter l'ha allargato ulteriormente con Cassano."</EM><BR><BR>In casa Milan però il sogno resta Kakà: <EM>"Ptrebbe arrivare, negli ultimi giorni di mercato però quando i prezzi scendono un pò, come è successo negli ultimi anni. Il Milan non può spedere tanto, ed è altrettanto vero che il Real si ritroverebbe sul groppone un giocatore che costa tanto e che non serve più&nbsp;di tanto alla causa madridista. Tirando un pò si potrebbe ottenere ciò che si vuole: da una parte l'acquisto, dall'altra la cessione. In ogni caso a prescindere dall'arrivo del brasiliano, se il Milan vuole restare ad alti livelli qualcosa sul mercato la deve prendere. I rossoneri hanno vinto tanto regalando grandi soddisfazioni ai tifosi oltre che a livello&nbsp;internazionale al Paese, ma questo credo che possa essere un anno di transizione. E' una squadra forte ma, rispetto alla Juventus, rispetto ad altre squadre e rispetto all'anno scorso, è più scarsa."</EM><BR><BR>Elogi poi per Inter e Roma: <EM>"La Juve parte favorita, davanti al Napoli, squadra forte e con un gruppo già collaudato negli anni, e alle novità Roma e Inter: io metterei queste due squadre come due squadre da seguire con particolare attenzione. Saranno le guastafeste del campionato.&nbsp; A me piacciono: hanno due allenatori molto diversi ma con idee molto interessanti. Sono due squadre sottovalutate ma che nascondono grandi potenzialità: l'Inter è una squadra con meno stelle ma con grandi prospettive&nbsp; che può fare grandi cose specialmente se vince molte partite all'inizio. Lo stesso discorso vale per la Roma: ci sono grandi potenzialità a livello di gioco e di singoli che possono man mano far diventare più ambizioso il progetto. De Rossi? Ha scelto di rimanere alla Roma non ieri ma sei mesi fa: io in lui avrei lasciato la Roma solo per Real, Barca o United. Il City può vincere ma&nbsp;non è una squadra di grande tradizione. Per lui meglio la Roma visto che è di&nbsp;Roma, romanista e soprattutto simbolo di squadra e città."</EM><BR><BR>Il giornalista punta forte poi sulla Fiorentina come squadra rivelazione del campionato:<EM> "A me piace tantissimo la Fiorentina. Mi piace il suo allenatore e credo che abbiano fatto una campagna acquisti intelligente: ha un centrocampo molto forte, che dipende comunque dalla disponibilità e dalla continuità di Aquilani: lui con Borja Valero e Pizarro forma un gran centrocampo. Penso che possano fare un'ottima stagione."</EM><BR><BR>Umori diversi nell'altra parte della Capitale: se in casa Roma si sogna, alla Lazio regna lo scetticismo.<EM> " E' una squadra vecchia con un allenatore nuovo. Vecchia non di età ovviamente, ma è lo stesso gruppo da un pò di tempo: ha fatto molto bene fino all'anno scorso, quest'anno però è un'incognita. Ha delle ottime potenzialità ma mi sembra disorientata, un pò perchè&nbsp; ha un allenatore nuovo che non conosce il campionato, un pò perchè non ha quegli stimoli che aveva negli anni passati. Vedremo sul campo comunque."</EM><BR><BR>Italiane in&nbsp;Europa già spacciate? &nbsp;<EM>"Intanto speriamo che stasera l'Udinese si porti avanti col lavoro e riesca a partecipare ai gironi: poi credo che per la Juve sia molto importante questo ritorno nell'Europa che conta e pensa che voglia farlo nel migliore dei modi. La gestione delle competizione in casa Juve sarà uno degli aspetti più interessanti della stagione visto che l'anno scorso ha potuto dedicarsi solo al campionato: sappiamo tutti quanto il doppio confronto logori mentalmente e fisicamente. La squadra è stata rafforzata: può far bene, ma dobbiamo essere realisti e sapere che le nostre squadre vengono dopo le big d'Europa.</EM><BR><BR>La nuova Nazionale, giovane e spettacolare, entusiasma tutti:<EM> "A me piace tantissimo. Ho sempre apprezzato sin dall'inizio il lavoro di Prandelli perchè ha dato un qualcosa di nuovo alla nostra Nazionale: una Nazionale che finalmente è propositiva, fa il suo gioco e il suo calcio. E' giusto, pensando ai prossimi Mondiali, lavorare con dei giovani: l'Europeo ha dimostrato che in Italia ci sono dei buoni calciatori e dei giovani su cui vale la pena puntare."</EM><BR><BR>Arbitri scarsi o squadre esagerate? la risposta di Caputi, in conclusione, è<EM> innovativa</EM>: <EM>"nè l'uno, nè l'altro. Gli arbitri sbagliano ma sono esseri umani e quindi continueranno a sbagliare. D'altra parte molte volte le reazioni a queste decisioni non sembre sono lucide e composte, però credo che il calcio abbia bisogno della tecnologia per evitare una serie di situazioni antipatiche che al giorno d'oggi appaiono anacronistiche. Credo che solo l'ottusità di chi governa il calcio impedisca a quest'ultimo di godere della tecnologia quanto meno in alcuni momenti codificati, visto che sarebbero di grande aiuto e porterebbero una maggiore serenità."</EM><BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141Quelli+Che+Il+Calcio+E+Press+Conference+Photocall+-dSQdAYoxiTl.jpgSiNesclusiva-il-calcio-massimo-caputi-juventus-favorita-poi-napoli-serve-la-tecnologia-in-campo-1007740.htmSi100205001,02,03010343s
1511007733NewsCalciomercatoInter, Cassano: «Finalmente arrivo nella squadra del cuore» 20120822141531inter, cassanoInter CassanoPrime parole da giocatore nerazzurro per <STRONG>Antonio Cassano</STRONG>, intervistato da Roberto Scarpini per<EM> Inter Channel</EM> nel suo primo giorno alla Pinetina. Questo quanto raccolto da<EM> IlCalcio24.it</EM>: "Grazie, dopo un'eternità sono arrivato alla squadra che tifo. Per me è importante; se tifi una squadra e poi arrivi a giocarci è il massimo, mi è ritornato il sorriso. La cosa importante per me è rimettermi a posto, già per Pescara. Che numero avrò? Il 99, l'ho detto anche a Branca ed Ausilio. Ci sono affezionato". Infine, un saluto "agli interisti come me".adm001adm00120120820_cassano_pazzini.jpgSiNinter-cassano-finalmente-nella-squadra-del-cuore-1007733.htmSi100075501,02,03010161
1521007719NewsLondra 2012Montano: «La Pellegrini? l`unica un po` stronzetta che manco salutava... »20120822091032montano «Schwazer? mi ha fatto tenerezza e mi è sembrato sincero »Aldo Montano, intervistato da <EM>Vanity Fair</EM>,&nbsp; torna a parlare delle Olimpiadi, e lo fa parlando di due grandi protagonisti mancati come Alex&nbsp;Schwazer e Federica Pellegrini.<BR><BR>L'Aldo nazionale, parlando dello splendido ambiente olimpico presente nella nazionale azzurra trova una nota stonata:<EM> "L`unica un po` stronzetta era la Pellegrini. Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto". </EM>Montano poi all'Ansa ha corretto il tiro onde evitare polemiche: <EM>"Non nego di pensare che la mia collega sia una persona poco socievole, il termine stronzetta l'ho usato in modo ironico e non era mia intenzione essere offensivo nei suoi confronti". </EM><BR><BR>Capitolo Schwazer: <EM>"Non riesco a essere incazzato con lui, anche se da sportivo dovrei esserlo per primo.</EM> <EM>Mi ha fatto tenerezza, e mi è sembrato sincero. In un mondo in cui tutti si arrampicano sugli specchi e negano perfino l`evidenza, lui in conferenza stampa, davanti a 50 microfoni, si è letteralmente tirato giù le mutande e ha detto: fatemi quel che volete".</EM><BR><BR><BR>FL0141FL0141sd.jpgSiNmontano-la-pellegrini-l-unica-un-po-stronzetta-che-manco-salutava-1007719.htmSi100205001,02,03010709
1531007716NewsCampionatiGattuso: «Il Milan mi manca! Cassano? si vedeva che era scontento... »20120822081927gattuso «Kakà? se torna a lavorare bene può essere devastante »Gennaro Gattuso, intervistato da <EM>Speciale Calciomercato</EM> su <EM>Sky</EM>, ha fatto il punto sugli argomenti colu vicini al "suo" Milan.<br><br> In Svizzera però intanto Ringhio è felicissimo:<EM> "Per 13 anni credo di aver giocato un altro sport. Non ho giocato a pallone, qui si gioca il calcio vero. Bisogna adattarsi a tutto, ma mi sto divertendo. Non vedo l'ora di scendere in campo la domenica, mi sento molto responsabilizzato. Mi sono subito messo a disposizione dei miei compagni. Sono il primo che scende in campo e l'ultimo che va via. Questo mi piace, sto provando le sensazioni di quando avevo 18 anni. Andrea</EM>&nbsp;(D'amico, il suo agente, presente in studio, ndr)&nbsp;-<EM> in questi 15 anni che lavoriamo insieme ha sempre fatto tanto per me, ma il fatto che mi sono trasferito in Svizzera non gli è andato giù. Sono malato di calcio, amo il mio lavoro e ho fatto questa scelta perché voglio giocare ancora e proseguire in uno spogliatoio più semplice, fatto di ragazzi giovani. Questa è un'esperienza bellissima, mi sveglio alle 8 e torno a casa alle 20. Sono felice di questo". </EM><br><br> Il discorso poi&nbsp;si sposta sul Milan e Gattuso tra le linee intravede il problema: <EM>"Penso che i successi si creano in uno spogliatoio coeso con tutti sulla stessa linea. Questo è troppo importante, da quando ho iniziato a vedere cose storte e a non dire più nulla avevo capito che il mio ciclo ero finito". </EM><br><br> Capitolo Cassano: <EM>"Si vedeva che Antonio non era contento, meglio per tutti e due che le strade si sono divise. Penso che sarebbe andato via anche se fossi rimasto io, l'intervista con la Nazionale aveva fatto capire che non si sentiva più a suo agio".&nbsp;</EM> <br><br> Gattuso poi esclude la possibilità di vedere Del Piero con la maglia del Sion: <EM>"Io con Ale ne ho parlato un po' di tempo fa, anche col presidente, ma mi sembra una trattativa molto difficile. La squadra è stata fatta, il presidente vuole vedere a dicembre in che posizione saremo e solo dopo si muoverà sul mercato".&nbsp; </EM><br><br> Anno di transizione in casa Milan: <EM>"Ho giocato 13 anni al Milan, in 25 anni di presidenza Berlusconi s'è vinto tanto, un paio di anni di ridimensionamento ci possono stare. Meglio vendere Thiago Silva e Ibrahimovic che lasciare 1000 dipendenti di Mediaset a casa". </EM><br><br> Qualche parola su Kakà <EM>("se torna a lavorare bene può diventare un calciatore devastante. In Spagna non ha lavorato a livello fisico con continuità e questo l'ha pagato</EM>") e finale amarcord: <EM>"Mi manca il Milan, per 13 anni ho vissuto un sogno. Ho fatto più di quello che mi aspettavo, ma avevo dato tutto e non volevo diventare un peso e chiudere in bellezza".&nbsp; </EM><br><br>FL0141FL01411245727-milan_gattuso.jpgSiNgattuso-il-milan-mi-manca-cassano-si-vedeva-che-era-scontento-1007716.htmSi100205001,02,03010295
1541007705NewsCampionatiJuventus, Conte si sfoga: «Adesso parlo io» 20120821120131juventus, conteJuventus ConteDopo giorni di silenzi <STRONG>Antonio Conte</STRONG> torna a parlare, e decide di farlo dalle pagine de<EM>&nbsp;La</EM> <EM>Gazzetta dello Sport</EM>, in una lunga intervista in cui il tecnico sfoga tutta la sua frustazione. Questo quanto raccolto da <EM>IlCalcio24.it</EM>:<br><br> "SBAGLIATO VOLER PATTEGGIARE PERCHE' IO SONO INNOCENTE" - "C`è una cosa che non rifarei se potessi tornare indietro: accettare controvoglia il patteggiamento. Non si patteggia l`innocenza anche se gli avvocati ti consigliano di farlo perché è un`opportunità e i rischi del dibattimento sono alti. E` stato un errore. Certo, non avrei ammesso nulla, ma si sarebbe percepita una cosa diversa. Ecco, anche se oggi avessi la certezza dei tre mesi di stop, la mia risposta sarebbe no. Su un fatto concordo con i giudici: 90 giorni non erano una pena congrua. Quella giusta è zero: non ho commesso nè illeciti, nè omesse denunce. In molti non conoscono i fatti. Spero che dopo questa intervista anche al mio peggior nemico vengano dei dubbi".<br><br> <BR>"FIDUCIA NEI GIUDICI, EVITERANNO UN'INGIUSTIZIA. AL MACELLO SENZA RISCONTRI" - "Se ho fiducia nei giudici che valuteranno il ricorso? Sì, sono convinto che leggeranno le carte con attenzione evitando, con il proscioglimento, un`ingiustizia. Ho la coscienza a posto, non penso possa dire lo stesso chi ha gettato fango su di me. Sbaglio o parliamo di un ex giocatore che ha ammesso di aver truccato partite per anni? Per carità, il fenomeno del calcioscommesse va stroncato. Ma non si può squalificare una persona in questo modo, senza nessun riscontro. Chiunque può alzarsi, puntare il dito su qualcuno e mandarlo al macello. Dei giudici ho fiducia, del sistema meno. Un passaggio è fondamentale: se per assurdo avessi ammazzato delle persone, il tifoso juventino sarebbe lo stesso pronto a difendermi. Per gli altri accade il contrario. Ma questa storia va al di sopra delle fazioni. Voglio che la gente sappia che una cosa così può capitare a chiunque. Per questo quando le Procure avranno finito le indagini, penso che la Federcalcio debba chiedersi se le regole attuali del processo sportivo siano rispettose della difesa di un tesserato e delle società quotate in Borsa. Credo si possa coniugare la lotta alle combine con un dibattimento meno sommario: vi sembra normale quello dove i difensori non hanno la possibilità almeno di controinterrogare un pentito considerato credibile anche quando si contraddice in modo evidente? I collaboratori sono tutelati in modo spropositato".<br><br> "ALL'INIZIO MI MISI A RIDERE, POI..." - "Cosa ho provato quando per la prima volta ha sentito il mio nome associato al calcioscommesse? Quasi mi mettevo a ridere. L`avevo presa alla leggera. Tutto cambiò con la perquisizione. Le mie parole dure contro la Procura di Cremona? Solo io so il dolore che ho provato quel giorno. Non ero in casa, ma c`erano mia figlia piccola e sua nonna. Sa che cosa ha detto un poliziotto a mia suocera che domandava perché? Lo chieda a suo genero il perché. Ha detto così, in modo quasi sprezzante. Ecco, non avendo fatto nulla non potrò mai dare una risposta a mia suocera. Gli avvocati mi hanno spiegato che quello era un atto dovuto, ma questo non lenisce una ferita che resterà aperta per tutta la vita".<br><br> "LA LOGICA IMPORREBBE IL PROSCIOGLIMENTO" - "Il pm di Martino ha detto che la mia posizione (indagato per associazione per delinquere) dovrebbe essere archiviata? Non avendo trovati riscontri alle accuse, la logica imporrebbe un proscioglimento. E la giustizia deve avere una logica. La storia insegna che i nomi eccellenti alzano il valore della collaborazione e magari permettono patteggiamenti stracciati a chi accusa".<br><br> "CAROBBIO? ACCUSA INSENSATA" - Perché Carobbio avrebbe deciso d`inventarsi le accuse per le gare con Novara e AlbinoLeffe? Perchè gli avevo negato un permesso per assistere alla nascita della figlia? Anche qui fatico a trovare una risposta. Certo, tornassi indietro valuterei con più attenzione quella richiesta. Il parto è un momento importante nella vita di una coppia. Secondo Carobbio avrei annunciato il pari combinato durante la riunione tecnica, davanti a tutta la squadra? Accusa insensata: sarei stato così fesso da rendermi ridicolo e ricattabile da 25 giocatori? Lo stesso Carobbio fa riferimento al mio discorso: intenso e carico di motivazioni. E dopo averli spronati per lui avrei concluso dicendo "comunque pareggiamo"? Ma che senso ha?".<br><br> "DUE PENTITI RITENUTI CREDIBILI RACCONTANO COSE DIVERSE" - Gervasoni sostiene che la gara col Novara è stata combinata da alcuni giocatori prima dell`inizio. Carobbio dalla stessa versione per due volte a Cremona, poi davanti a Palazzi cambia e l`accusa. "Mi faccia spiegare l`importanza del fatto: due pentiti ritenuti credibili raccontano cose diverse su Novara-Siena. Non avendo altri riscontri, una versione annulla l`altra. E poi Carobbio ha continuato a cambiare le sue dichiarazioni in modo camaleontico, altro che arricchimenti come li ha definiti Palazzi. L`ultimo aggiustamento è arrivato, guarda caso, tre giorni prima della mia audizione. Carobbio in realtà non è un vero collaboratore, ma un soggetto che si sta difendendo. Se vuole posso fare degli esempi. Dice a Palazzi di aver interrotto i rapporti con gli slavi perché a Siena non voleva combinare le partite e invece si sentiva con loro, anche prima delle gare, con una scheda taroccata. Il suo filo conduttore è chiaro: cercare di spostare l`attenzione su altri. Senza dimenticare che faceva da tramite anche sul fronte Bari".<br><br> "SE QUALCOSA E' SUCCESSO, E' SUCCESSO ALLE MIE SPALLE" - "Per la Procura di Cremona ci sono 8 partite sospette del mio Siena? Se ho mai avuto nessun dubbio? Non solo non ho avuto sentore, ma faccio presente una cosa. Bisogna capire quello che è il mio rapporto con squadra e collaboratori: non sono amico dei giocatori, i ruoli sono ben separati. C`è sempre stato un timore reverenziale nei miei confronti. E` un rapporto intenso, ma funzionale a un obiettivo. Fuori dal campo ognuno ha la propria vita. Ecco perché quel tipo di notizia non poteva mai arrivarmi e così sarà per il futuro. Se qualcosa è avvenuto, è successo alle mie spalle".<br><br> "STELLINI MI HA TENUTO ALL'OSCURO. MI SONO ARRABBIATO, MA L'AFFETTO UMANO RESTA" - "Stellini: ha patteggiato la squalifica e per la giustizia sportiva io non potevo non sapere? Sono rimasto allibito dinnanzi a questa motivazione: non dimostra nulla. E` proprio la separazione dei ruoli a spiegare le cose. Stellini mi ha tenuto all`oscuro perché sapeva bene quale sarebbe stata la mia reazione. E` vero, ho un carattere difficile. Per una volta dovrebbe essermi d`aiuto. E invece...&nbsp; Deluso da quello che ha fatto Stellini? Mi sono arrabbiato molto con Cristian. Mi spiace averlo perso come assistente. Sta vivendo un momento difficile: dando le dimissioni ha dimostrato senso di responsabilità. Dal punto di vista umano l`affetto resta, è chiaro che i suoi comportamenti mi hanno messo in difficoltà e danneggiato".<br><br> "NON SAPEVO NULLA DEI MOVIMENTI DI STELLINI E CAROBBIO. E MASTRONUNZIO.... -&nbsp; "Palazzi&nbsp; mi contesta di aver messo fuori rosa Mastronunzio perché si sarebbe rifiutato di «dare» la vittoria all`Albino- Leffe? Carobbio racconta che io avrei asciato ai giocatori la scelta se fare o non fare quella combine? Mastronunzio non era più titolare da marzo per scelta tecnica e poi nelle ultime gare non potevo utilizzarlo perché si era fatto male. Quanto alla seconda accusa, cade tutto a monte: dei movimenti tra Stellini e Carobbio non sapevo nulla. Di cosa dovevo discutere?".<br><br> "NON SI PUO' PERMETTERE A DEI CRIMINALI DI ROVINARE IL CALCIO" - Il gip Salvini ha puntato il dito sui giocatori? Mentalità sbagliata e consuetudine di «regalare» partite, specie a fine stagione, sono terreno fertile per gli illeciti? A obiettivi raggiunti, un rilassamento è naturale. Ma questo non vuol dire permettere a dei criminali di rovinare il calcio Se la frase 'meglio due feriti di un morto' è un`uscita infelice? Se la frase è riferita a una situazione sportiva, dove ognuna delle squadre in modo autonomo e tacito cerca e trova un risultato gradito, ci può stare. Se invece la intendiamo come una pianificazione del risultato, è inaccettabile".<br><br> "PARTITI COL PIEDE GIUSTO. PUNTIAMO AD ESSERE COMPETITIVI SU OGNI FRONTE" - "Supercoppa e Trofeo Berlusconi sono un buon inizio? Siamo partiti col piede giusto. Vincere aumenta la consapevolezza e arricchisce la bacheca. Il triangolino sulla maglia ci responsabilizza, ma è il ruolo naturale della Juve. La Champions? Puntiamo a essere competitivi su ogni fronte".<br><br> "ROSA DA COMPLETARE. LLORENTE O DZEKO? SINTONIA CON MAROTTA" - "Contento della campagna acquisti? Per ora, sì. Abbiamo fatto quello che avevamo programmato. Ora c`è da completare la rosa. Chi scelgo tra Llorente e Dzeko? C`è sintonia con Marotta. Il top player non deve essere solo per il costo. Qualcuno arriverà".<br><br> "LA JUVE SI E' ISPIRATA A MAZZARRI? MENTALITA' DIVERSA E...." - "Mazzarri afferma che un intenditore di calcio non potrebbe mai considerare meritata la vittoria della Juve a Pechino? Ognuno vede le cose a modo suo. Sento dire anche che la Juve attuale si è ispirata a Mazzarri. Si possono copiare i numeri, ma di sicuro è molto diversa la mentalità, il modo di affrontare la gara, la voglia di essere propositivi, i principi di gioco. Devo continuare?".<br><br> "ZEMAN? CI VEDREMO IN CAMPO" - "Zeman? Lo aspetto. Vedrò il verdetto del campo".<br><br> "TUTTI ALLA JUVE MI SONO STATI VICINI. MAI PENSATO A DIMETTERMI" - "Si è parlato di sue possibili dimissioni e divisioni nel club? Nella tristezza della vicenda il grande aspetto positivo è che tutti all`interno della società mi sono stati vicini umanamente, supportandomi in ogni momento. Mai pensato a dimettermi e neanche John Elkann, il presidente Agnelli e il direttore Marotta hanno mai preso in considerazione questa ipotesi".<br><br> "CONTRO IL PARMA CONTO DI TORNARE IN PANCHINA" - "Se sabato inizierà anche il mio campionato? Ribadisco l`ennesima fiducia nei giudici, la mia presenza in aula era proprio un segnale di rispetto verso di loro. Ho annusato l`aria di questo processo, ho ascoltato i miei avvocati e la controreplica di Palazzi. Da quello che ho sentito sono molto sereno e fiducioso: contro il Parma conto di ritornare in panchina".<BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpgSiNjuventus-conte-si-sfoga-adesso-parlo-io-1007705.htmSiT1000007100075701,02,03,06010365
1551007704NewsCampionatiGenoa, Lo Monaco: «Io e il presidente avevamo dei programmi diversi»20120821113013lo monaco«Velazquez? L`Independiente vuole riprenderselo »Pietro Lo Monaco, intervistato da Radio Mana Mana Sport, ritorna a parlare del litigio con Preziosi, che ha poi portato al suo licenziamento: <BR><BR><EM>"Ci sono state divergenze sulla linea di conduzione, meglio agire prima che le situazioni diventino irreparabili. Io pensavo di costruire un Genoa forte, capace nel tempo di recitare un ruolo importante. Dall'altra parte c'erano altri obiettivi. La situazione Perin non c'entra, anche se era una operazione con cui non ero d'accordo. I giocatori bravi bisognava tenerli ma ciò non combaciava con la linea programmatica del presidente (Preziosi, ndr). Velazquez? E' una trattativa che ho concluso io, ma le firme le ha dovute mettere l'attuale ad, anche se nelle intese avrebbe già dovuto lasciare la mano. Velazquez è un difensore centrale di grande prospettiva. Ho sentito che l'Independiente non ha ancora ricevuto niente e vuole riprenderselo. Ecco questo è un giocatore di prospettiva notevole."</EM> <BR><BR>Sul campionato l'ex ad di Catania e Genoa poi sembra avere le idee chiare: <BR><BR> <DIV style="Z-INDEX: 2; POSITION: absolute; BOTTOM: 16px; RIGHT: 16px"><A title="Visualizza Archivio Foto" href="http://www.tuttomercatoweb.com/?action=foto2&amp;id=58565" target=_blank> <DIV class="lente novis"></DIV></A></DIV><EM>"Per lo Scudetto vedo la Juventus avanti alle altre, ma attenzione al Napoli e alla Roma. Milan e Inter le metto in terza fila, poi ci sono Udinese e Lazio. La Juve ha un parco giocatori rilevante. L'arrivo di Llorente sarebbe un bel problema per l'allenatore, anche se sarà difficile vederlo in Italia. Oggi i club di Serie A non si possono permettere follie</EM> - spiega Lo Monaco -. <EM>Devono andare in giro per il mondo, ci sono tanti giocatori bravi da scovare che non sono pubblicizzati dai media. C'è poca voglia di mettersi in discussione. Si tende ad andare sul prodotto finito".</EM>&nbsp; <BR><BR>Chiusura sul suo futuro:<EM> "Sono dodici anni che riesco a muovermi solo dieci giorni l'anno e solo in Argentina. Vorrei vedere il calcio che si fa in Spagna, Germania e Olanda e poi vedremo cosa si riuscirà a fare. La Premier è un altro mondo e presto mi piacerebbe andare a vedere qualche partita. Ma non andrò lì per fare il dirigente, mi piace troppo l'Italia".&nbsp; </EM><BR><BR>FL0141FL0141lo monaco.jpgSiNcatania-lo-monaco-io-il-presidente-avevamo-dei-programmi-diversi-1007704.htmSi100205001,02,03010319
1561007691NewsCalciomercatoAg. Rolin: «Tra mercoledì e giovedi la firma col Catania»20120821091531alfaro pazienza rolin«Pazienza al Torino? gli ultimi giorni si chiude»Vincenzo D'Ippolito, intervistato in esclusiva da noi di IlCalcio24, svela un importante scenario di mercato&nbsp;e fa il punto sui suoi assistiti: <BR><BR><EM>" Rolin è vicino al Catania: nei prossimi giorni si chiuderà. Credo tra Mercoledì e Giovedì." </EM>Altra trattativa bloccata è quella riguardante Michele Pazienza al Torino:<EM> "Per ora no, negli ultimi giorni però si sbloccherà e si chiuderà l'affare"</EM><BR><BR>Alla Lazio invece non rimarrà Alfaro:<EM> "Andrà in prestito. La Lazio ha qualche offerta già e adesso tocca a loro decidere dove mandarlo"</EM><BR><BR>FL0141FL0141rolin.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ag-rolin-tra-mercoledi-giovedi-la-firma-col-catania-1007691.htmSi100205001,02,03,09010498s
1571007684NewsCampionatiClaudio Chiellini: «Pazzini-Cassano? conviene ad entrambi...»20120820194531chiellini«Maicon alla Juve? Invenzioni giornalistiche...»Abbiamo intervista in esclusiva per <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Claudio Chiellini</STRONG>, agente Fifa oltre che fratello del centrale della Juve Giorgio: "<EM>Come procede il suo recupero? procede bene, non so però se ce la fa a recuperare per la prima col Parma"</EM><BR><BR>Chi sicuramente col Parma non ci sarò invece è Antonio Conte:<EM> "Difficile valutare il peso della sua assenza da fuori, queste sono cose di campo che solo i giocatori possono giudicare"</EM>&nbsp;. Sul mercato bianconero invece Chiellini non crede ad una Juve vicina a Maicon <EM>"Ne so quanto voi ma secondo me queste sono solo invenzioni giornalistiche",</EM><EM> </EM>e non mostra particolare sorpresa di fronte allo scambio Pazzini-Cassano:<EM> "Se lo fanno è perché conviene ad entrambi i club..."</EM><BR><BR>Chiusura dedicata a Michele Camporese, centrale della Fiorentina e suo assistito: "<EM>Michele ha rinnovato qualche mese fa quindi è impossibile che vada via. A Firenze si sta costruendo una squadra nuova e c'è tanto entusiasmo. Jovetic? E' incedibile, l'hanno detto più volte i Della Valle..."</EM><BR><BR>FL0141FL01412m4ufeq.jpgSiNesclusiva-il-calcio-claudio-chiellini-e-pazzini-cassano-conviene-ad-entrambi-1007684.htmSi100205001,02,03010502s
1581007590NewsCampionatiIl solito insaziabile Inzaghi «Voglio la Champions da allenatore»20120818093017inzaghi«Finchè ci saranno Galliani e Berlusconi il Milan è in buone mani »Primo allenamento da mister, seguito da prima intervista per il nuovo allenatore degli Allievi Nazionale del Milan Pippo Inzaghi:<BR><BR><EM>"Preferisco essere chiamato mister e non più Pippo</EM>"&nbsp;ha tuonato l'ex bomber rossonero a SkySport 24 prima di&nbsp;parlare del suo passato e, soprattutto, del suo futuro:<BR><BR><EM>"Tra gli allenatori che ho avuto sicuramente quelli che mi hanno lasciato qualcosa in più sono stati Cagni e Mutti. Anche Ancelotti mi ha insegnato tanto e questa mattina mi ha anche chiamato alle 8.30 per ricordarmi che c'era l'allenamento</EM> (ride, <SPAN style="FONT-STYLE: italic">ndr</SPAN>). <EM>Giocherò con quattro difensori, che è un dogma del Milan e tre attaccanti quindi sulla carta una squadra molto offensiva. Ho visto due o tre attaccanti molto interessanti nel mio gruppo, ma è difficile individuare un attaccante con le mie caratteristiche. Il mio sogno da calciatore era quello di vincere la Champions adesso, da allenatore, l'obiettivo è ancora lo stesso, il meglio. Giocare ancora? col&nbsp;Milan non potevo, quindi meglio prendere questa decisione."</EM><BR><BR>Inzaghi poi parla anche dei suoi&nbsp;ex compagni e punta forte su El Shaarawy: <EM>"Io sono tranquillo, ci sono stagioni più difficili delle altre, ma finchè ci saranno Galliani e Berlusconi il Milan è in buone mani, torneranno gli anni delle tre finali di Champions League in 5 anni, magari bisognerà soffrire nei prossimi mesi, ma la squadra tornerà a vincere perchè il Milan ha questo nel suo dna. Mi auguro che El Shaarawy&nbsp;faccia una bella stagione, so che ragazzo è, gli auguro di dare il meglio. Ai giovani dico che l'importante è avere tanta voglia di giocare e di far bene, la stessa che avevo io e che la gente, dopo 20 anni di carriera, ancora mi riconosce ringraziandomi per quello che ho fatto".&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</EM><BR><BR>FL0141FL0141C_27_photogallery_7118_listphoto_itemPhoto_15_immagine.jpgSiNil-solito-insaziabile-inzaghi-voglio-la-champions-da-allenatore-1007590.htmNo100205001,02,03010264
1591007589NewsCampionatiPrandelli stregato da Balotelli-Destro: « Una coppia da sogno »20120818090053prandelli« Cassano? se gioca con continuità al Milan lo convoco »Cesare Prandelli, intervistato da Sky Sport 24, si gode la&nbsp;giovane Italia&nbsp;vista in settimana, in particolar modo il suo nuovo centravanti Mattia Destro: <br><br> <EM>"Bisogna programmare altrimenti si arriva impreparati. Se programmi puoi perdere qualche amichevole ma puoi avere in testa qualche giocatore in più. L'idea è quella di fare le qualificazioni con lo spirito che ci ha contraddistinto nel bienno degli Europei, dobbiamo avere le idee chiare, cercare il risultato e dopo un anno di lavoro avere giocatori pronti per l'evento mondiale. Abbiamo disputato la partita con l'Inghilterra contro una squadra vera, torniamo con la consapevolezza di avere giocatori pronti. Destro è un ragazzo che ha qualità, l'entusiasmo del giovane ma la capacità di farsi trovare pronto in zona gol. Può giocare le qualificazioni, vogliamo giocatori pronti, non abbiamo tempo per recuperare, quindi è pensabile che anche lui possa essere tra gli 11 con la Bulgaria".</EM> <br><br> L'idea di schierare Balotelli accanto a lui già elettrizza il mister: "<EM>E' una coppia che può far sognare. Moratti può essere orgoglioso visto che sono nati entrambi nel settore giovanile dell'Inter. Poi hanno fatto delle scelte."</EM><br><br> Cassano intanto non è per niente escluso dal progetto azzurro: <EM>"È un giocatore che farà di tutto per esserci ancora, lo vuole. Io devo valutare quelli che hanno buona condizione fisica, se giocherà nel Milan troverà posto anche in Nazionale. Sta vivendo una fase particolare della sua carriera, è riuscito ad arrivare all'Europeo, abbiamo rapporti sinceri, è ancora giovane, mi auguro possa trovare stimoli e motivazioni per lavorare bene, dipende da lui".</EM><br><br> Nessun pronostico per il campionato che sta per iniziare:<EM> "Non lo so, mi auguro che possiamo assistere, come negli ultimi anni, ad una lotta finale con 3