ANNO NUOVO, JUVE VECCHIA E IRRICONOSCIBILE


La Juve e l'idea di gioco che non c'è
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Torino, 07/01/2022 -

In fondo, nell'animo dei tifosi della Juventus c'è sempre quel legittimo senso di speranza in qualcosa di nuovo, di migliore, di quello che significa essere Juventus. E così, partita dopo partita si consuma la delusione di avere sperato con l'animo del tifoso che sventola la propria bandiera, la sciarpa e si riconosce nel suo inno ufficiale, mentre poi si ricade nella realtà di ciò che questa squadra non può dare per tanti motivi tecnici e mentali. E' la sintesi di quanto abbiamo visto in Juventus Napoli, in cui si è constatata l'ennesima difficoltà emersa dalla squadra di Allegri che si perde in ogni angolo del campo. Ormai non è neanche più l'autoconvincersi che nel calcio sia normale che finisca un ciclo dopo nove scudetti consecutivi e quindi sia fisiologico rallentare il passo in attesa della nuova costruzione per un nuovo ciclo. Tutto questo rientrerebbe nella normalità anche se ti chiami Juventus, ma la cosa preoccupante è come questa società sia caduta in una inaspettata confusione che la porta a sbagliare scelte importanti, proprio nell'ottica di una ricostruzione che sembra sempre in fase involutiva. E allora tutti questi errori si riflettono sulla squadra, là dove per squadra s'intende la parte tecnica che ne assorbe alla grande la confusione della gestione societaria. E così vediamo una squadra senza un'idea di gioco in cui ognuno cerca di giocare per conto suo senza preoccuparsi del gioco di squadra. Morata che si affatica a correre a vuoto in tutte le zone del campo e risulta inutile alla causa del suo ruolo di punta, Bernardeschi che prende palla e si avventura nel nulla, Chiesa che è il più incisivo, ma anche lui si perde in sgroppate solitarie talora utili al beneficio dei pochi gol all'attivo della Juve. E poi? poi c'è la noia di un trascorrere minuti vuoti di calcio, vuoti di globalità di intese che evidenziano errori su errori nei passaggi. Insomma, questa Juve di Allegri è poca, pochissima cosa. Naturalmente anche l'allenatore ha la sua buona dose di colpe nel non sapere illuminare la squadra di un'idea di calcio che pur non avendo a disposizione un centrocampo di qualità, un attacco che non sa arrivare a tirare in porta e una difesa che spesso vediamo in affanno, anche per l'onnipresenza di un Cuadrado che fa il difensore, il centrocampista e l'attaccante. E Dybala che fine ha fatto? La società come sta gestendo il contratto in scadenza di questo giocatore diventato enigmatico? Quanti nodi, quante cose oscure in questa società che era amata e odiata per la sua perfezione, capacità di scelte, sicurezza, competenza calcistica. La storia della Juventus ha abituato i suoi tifosi ad essere prima anche nel programmare in tempo la fine di un ciclo in modo non traumatico. Oggi non è più così, perchè quello che si assiste nel rettangolo di gioco non è neanche l'ombra di ciò che è stato. Non basta più dire :«arriva la Juventus» come fosse la squadra da battere, come quella che ti fa fare il salto di qualità se riesci a superarla. No, non è più così. E adesso il quarto posto diventa sempre più lontano da raggiungere, nonostante Allegri dica che si deve lavorare per migliorare. A noi sembra che lui e la sua squadra si trovi nell'oscurità di un tunnel in cui la luce non si vede neanche in lontananza. Ci pensi la società, perchè abbiamo anche l'impressione che abbia persino lasciato al suo destino l'allenatore che ha tanto voluto nel ritorno al passato.

Salvino Cavallaro .




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