IL TORINO PRODUCE UN CALCIO AD ALTI LIVELLI.


Granata in ottimo stato di forma.
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Torino Stadio Grande Torino, 03/10/2016 -


Qualcuno, tra i tifosi del Toro, si lascia andare dicendo: “Era ora!”. Qualche altro, invece, incrocia le dita per scaramanzia, viste le ripetute delusioni che si sono avvicendate in tanti anni di speranze e di sogni mai realizzati. Ma oggi c’è da dire che si respira un’aria nuova, diversa dal solito. Un ambiente che è meno piagnone e più consapevole nei propri mezzi organizzativi, con spiccate capacità di gestione che si riflettono nella parte tecnica. Quindi, non c’è che dire su questo Toro che ha dato le sue avvisaglie di ambiente migliore fin da quest’estate, quando il presidente Cairo è sceso in campo con il ds Petrachi, per fare i fatti e non per sbandierare le solite illusorie demagogie calcistiche. E di questa serietà se ne stanno raccogliendo i frutti sul campo, esattamente come se rappresentassero la naturale logica di un lavoro fatto con scrupolosa attenzione. E siccome nel calcio, come nella vita, non si inventa o improvvisa nulla che non sia studiato nei minimi particolari, ecco che il Torino di oggi vince, diverte e, soprattutto, si diverte. Il gioco voluto da Sinisa Mihajlovic prevede un assetto tattico del 4-3-3; ma nulla sarebbe se non avesse a disposizione giocatori con spiccate caratteristiche tecniche, capaci di eseguire a memoria il credo calcistico del suo allenatore. Pressing a tutto campo, verticalizzazioni che inibiscono il possesso palla dell’avversario, gioco sugli esterni, movimento continuo e sovrapposizioni che garantiscono molti cross da fondocampo, sono soltanto alcune prerogative messe in mostra da questo bel Torino di Mihajlovic, prima contro la Roma e poi contro la Fiorentina. Stesso è l’atteggiamento tattico, stessa la fame calcistica messa in campo, e uguale è la capacità di arrivare sotto porta avversaria attraverso un gioco semplice, lineare e propositivo. Il risultato è sotto gli occhi di coloro i quali amano un calcio divertente e mai stressato da impedimenti tattici che sviliscono l’armonia del gioco. E così, anche contro la Fiorentina di Paulo Sousa, abbiamo visto il Toro che aveva fatto bene contro la Roma, con il tridente d’attacco formato da Iago Falque, Belotti, Boyè, con Ljajic prima in panchina, ma pronto ad entrare in campo non appena Mihajlovic ne avvertisse l’esigenza. Il primo tempo si tinge di color granata per le molte incursioni degli avanti del Toro, anche se, a onor del vero, dalla mezz’ora la Fiorentina è venuta fuori alla distanza. A sbloccare il risultato ci pensa l’esterno granata Iago Falque, il quale a quindici minuti dell’inizio della partita si invola nell’area di rigore viola e batte il portiere Tatarusanu con un tiro di rara precisione. Questo gol carica di entusiasmo il Toro, il quale si affida a molte giocate d’attacco che arrivano impetuose dagli esterni Barreca e Zappacosta. Belotti si danna in attacco, ed è intelligente tatticamente nonostante non riesca a trovare la via del gol. Intanto gli ospiti provano a ribattere per arrivare al pareggio, ma i traversoni effettuati dall’esterno per Kalinic non trovano alcun effetto. Nella ripresa Ilicic è sostituito da Zarate, ma al 15’ è ancora il Toro ad andare in vantaggio con Benassi su passaggio di Iago Falque. Una prova maiuscola, quella dello spagnolo, che non solo ha segnato il primo gol del Toro, ma per buona parte della partita ha rappresentato la spina nel fianco della difesa viola. Al 40’ la Fiorentina riapre i giochi con un gol di Babacar, ma il Torino di oggi è ben lungi da quella sofferenza conosciuta per tanti anni della sua storia, e così finisce in crescendo. Al fischio finale dell’arbitro c’è solo una considerazione da fare: il Toro ha vinto con merito una partita che è stata il frutto di un match giocato con grinta, determinazione, senso di compattezza di squadra e grande acume tattico. Questo è il Toro di oggi. Adesso, i tifosi granata si aspettano la continuità.

Salvino Cavallaro

                              

Salvino Cavallaro


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