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OGGI TORINO SI VESTE DI GRANATA


La città Sabauda ricorda il Grande Torino
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Torino, 04/05/2018 -


E’ il giorno del ricordo e dell’omaggio al Grande Torino. La Messa officiata da Mons. Robella alle ore 17,00 a Superga, non sarà il solo appuntamento per commemorare la Leggenda del calcio. In questo 4 maggio 2018, infatti, la città sabauda ha pensato di vestire di granata la sua Mole Antonelliana, aprire le porte dello Stadio Filadelfia e rendere fruibile l’accesso al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, il quale sarà aperto eccezionalmente dalle ore 10,00 alle ore 13,30. E’ il primo anno di commemorazione in cui non ci saranno Sauro Tomà (morto all’età di 92 anni) e la signora Maroso vedova di Virgilio. E a causa della sua recente morte, non ci sarà neppure Emiliano Mondonico, che si era legato ai veri valori del Toro e all’odissea granata durante i gli anni della sua permanenza sulla panchina granata. Per la città di Torino questa giornata è particolare, perché vive nel ricordo della tragedia di Superga che sancì la morte della squadra del Grande Torino e di tutto l’equipaggio al seguito. E’ come se nell’aria ci fosse ancora quell’odore acre di bruciato che fu caratterizzato dallo scoppio dell’aereo, il quale si schiantò su un’ala della Basilica di Superga. E così ti sembra di vedere dietro ogni angolo le sagome di Bacigalupo, Mazzola, Maroso, Menti, Ossola, Gabetto e di tutti gli altri Invincibili calciatori che rappresentano la Leggenda Granata. Sì, perché Torino oggi è granata e si stringe all’unisono per sollecitare sempre la memoria di quella straordinaria squadra capitanata da Valentino Mazzola, che tanti “se” ha portato via per sempre. Già, i “se” che non fanno la storia, ma che fanno sognare e ti stimolano a pensare “se” quella tragedia non fosse mai accaduta, “se” tutto fosse proseguito nel tempo, “se”………..”se”……..”se”. Ma la vita non dà risposte a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Dà soltanto la certezza di quell’attimo, di quel preciso momento in cui la tragedia si è consumata senza nessun “perché”. Resta soltanto il ricordo dei fasti sportivi e umani, oltreché  il sogno di color granata che senza quella tragedia…….!

Salvino Cavallaro   

Salvino Cavallaro


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