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MILAZZO, «SCHIAVI DI LO MONACO»


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30/01/2013 -

Il giornalista Mattia Brazzelli Lualdi ,corrispondente da Busto Arsizio del Giornale di Sicilia ,nella cronaca della partita Pro Patria-Milazzo,finita 5 a 0 per i bustocchi,scrive testualmente:” Pronti e via,il match inizia con la singolare,quanto isolata,contestazione di due tifosi milazzesi presenti in tribuna che,dal primo al novantesimo,si scaglieranno al testuale grido “schiavi di Lo Monaco” contro lo staff tecnico e dirigenziale rossoblu.” Questo è quanto fedelmente riportato e poi ripreso nelle interviste di fine gara dal maggiore quotidiano siciliano. Ci corre l’obbligo di ringraziare il cronista,bravo nel dare notizia della contestazione dei due tifosi mamertini,giunti nella città lombarda fra l’incredulità del pubblico di casa,che comunque, a smentire l’alea di razzismo,di cui erano stati accusati dopo l’episodio dei fischi a Boateng,ha  bene accolto i nostri tifosi,ma soprattutto fra lo stupore e l’imbarazzo dello staff tecnico e dirigenziale della squadra rossoblu,che non si aspettava una visita dalla Sicilia e che visita! Peccato che l’altro quotidiano locale “La Gazzetta del Sud” non parli dell’episodio,anche se non ci sorprende più di tanto, perché da tempo ha sorvolato sulle manifestazioni di protesta degli “ultras “ milazzesi. Col tempo ce ne daremo una ragione! Sbaglia,a parer nostro,chi considera il messaggio,che esce fuori dalle colonne del Giornale di Sicilia,un momento folcloristico,a cui spesso il calcio attinge per colorare le sue domeniche,specialmente quando il risultato è già scontato! I due tifosi rossoblu,che si sono sparati 2500 Km. di viaggio di tasca loro per gridare allo staff tecnico e dirigenziale tutta la loro rabbia contri i Lo Monaco,salvando dalla loro contestazione,si badi bene, i giocatori in campo,vanno considerati in realtà dei messaggeri di una città,stanca di assistere a questi spettacoli sportivamente indecorosi,a cui la nostra squadra ci ha ormai abituati.
Abbiamo parlato con uno di loro per farci raccontare cosa è successo a Busto Arsizio: “Dobbiamo ringraziare i bustocchi ,che ci hanno riservata un’accoglienza impeccabile. Siamo stati sistemati in tribuna centrale e lì abbiamo trovato persino qualche milazzese,che lavora probabilmente da quelle parti,munito di fascia e berrettino rossoblu,che ha sostenuto la nostra squadra per tutto l’incontro .Alla gente del posto abbiamo spiegato i motivi della nostra rabbia e loro ci hanno capito benissimo,anche perché qualcuno ricordava l’esperienza di Lo Monaco nel Brescia di Corioni,finita malamente, come finirono quelle di Pulvirenti e di Preziosi.”.
Alla fine della partita  negli spogliatoi mister Tudisco alle domande sugli slogan “schiavi di Lo Monaco” urlati dai tifosi del Milazzo presenti,ha così risposto:”Lo Monaco,che adesso è tornato a capo del club (ma non era Chialastri il presidente?) va solo ringraziato perché ha portato il professionismo a Milazzo”.
‘A bello,ma t’ hanno mai mandato a quel paese?direbbe l’indimenticato Albertone. E’ storia ormai ma “repetita iuvant”: La lega pro fu conquistata da Cannistrà ed il suo gruppo, dopo un campionato di serie D indimenticabile,mentre Lo Monaco raccolse a costo zero,tranne qualche mensilità ai giocatori, il titolo e promise di rimanere a Milazzo per farne una grande realtà calcistica,per poi rimangiarsi tutto ciò che aveva detto e trasferirsi armi e bagagli a Messina non prima di avere affidato la squadra milazzese ad un nullatenente come Peditto.Il resto è noia  e non vogliamo ritornarci. Alla luce di quanto detto mister Tudisco ha perso un’occasione per tacere e,forse,farebbe meglio a chiedere scusa ai milazzesi, a Cannistrà e al suo gruppo,riconoscendogli i meriti storici acquisiti sul campo.
Mister ,le chiediamo,non si è stancato di andare in giro per l’Italia a pubblicizzare la merce altrui,come fanno i commercianti ambulanti nei mercatini settimanali?Una settimana fa tesseva le lodi di Prestia,domenica scorsa si è sprecato in complimenti per Alongi.Non pensa di aver confuso la squadra del Milazzo con quella ad es. del San Papino,un squadra di oratorio milazzese? Non si può utilizzare la squadra di una città di oltre trenta mila abitanti come una vetrina di giovani promesse,che molto probabilmente rimarranno tali perché già alla loro età,se avessero la stoffa del campione,non avrebbero avuto bisogno di aspettare questo Milazzo per esordire in Lega Pro, perché già avrebbero rivestito la maglia di un club di serie A o B.  Sbaglio? Non credo e lei lo sa benissimo!
Se ne vada ,mister. Glielo chiede la città! Si  affranchi da questa gente!Sarà più bello per lei  vincere un campionato anche di terza categoria, piuttosto che continuare a collezionare cinquine in tutti i campi d’Italia ricoperto da insulti ed improperi. Altro che applausi alla squadra,di cui lei si vanta nei commenti post-partita, da parte dei tifosi avversari:mi ricordano tanto quelli che purtroppo si fanno all’uscita del morto dalla chiesa dopo il funerale! Se ne vada,mister Tudisco,nel suo interesse. E lei ,signor Sindaco,ripensi al nostro invito di qualche settimana fa: precluda a questi signori l’utilizzo delle strutture sportive  di quella città,che essi umiliano e offendono ogni domenica. Vadano pure ad allenarsi a San Pier Marina e a giocare  a Villafranca,la città e gli sportivi,signor Sindaco, gliene saranno grati!
                                                            
Attilio  Andriolo

IlCalcio24 Redazione

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