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AL MASSIMINO CI SI GIOCA L`EUROPA: CATANIA-INTER È DA BRIVIDI


Era il 4 giugno 1961 quando l’immenso Sandro Ciotti, calciatore ma soprattutto giornalista e radiocronista sportivo, coniò un’espressione destinata ad avere grande fortuna
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01/03/2013 -

Era il 4 giugno 1961 quando l’immenso Sandro Ciotti, calciatore ma soprattutto giornalista e radiocronista sportivo, coniò un’espressione destinata ad avere grande fortuna.
Non ci crederebbe, ora, se gli diceste che, ormai, non fa nemmeno più tanto clamore una vittoria degli etnei contro una big del calcio italiano. Quel giorno d’inizio estate il Mago Herrera cadde allo stadio Cibali, conosciuto meglio Massimino dal 2002, contro un Catania che riuscì a compiere l’impresa: battere quell’Inter che diventerà la Grande Inter di presidente Angelo Moratti. ‘Clamoroso al Cibali!’. Ciotti aveva già capito che quella sconfitta sarebbe costata lo scudetto ai nerazzurri. Quel 2-0 fece scappare via la Juventus, contro cui l’Inter, per protesta, giocò schierando i ragazzi della primavera.
I bianconeri umiliarono i giovani milanesi, cui spiccò solo il gol di un giocatore che costruirà la storia dell’Inter: Sandro Mazzola.

No, non ci crederebbe Sandro Ciotti, nemmeno vedendo che con una vittoria, tutt’altro che impossibile, il Catania supererebbe gli avversari in classifica, entrando definitivamente in corsa per l’Europa, quella che conta. Domenica pomeriggio sarà una partita vera, di quelle che ti condizionano una stagione. Maran e i suoi meravigliosi argentini hanno obiettivamente poco da perdere: la stagione dei rossoazzurri resta straordinaria anche se continuare a coltivare il sogno di portare la Sicilia in Europa stuzzica molto.
Stramaccioni è chiamato al match più importante della stagione: dopo il k.o. contro la Fiorentina e il pareggio nel derby (tutt’altro che convincente), la vittoria a Catania è obbligatoria per risollevarsi ancora una volta, per tornare a vincere lontano da San Siro dopo mesi di delusioni. Che non sarà facile per l’Inter, ormai, l’abbiamo capito tutti: non è un caso se le uniche squadre a tornare a casa dal Massimino con la pancia piena dei tre punti siano state Juventus e Milan.

Ricordate? Si, proprio quelle partite che provocarono proteste e bufere sui clamorosi errori arbitrali a sfavore degli etnei. Maran intende affidarsi ai suoi soliti uomini per cercare l’ennesima impresa stagionale: l’unica assenza pesante è quella di Legrottaglie, squalificato per somma d’ammonizioni contro il Parma. Spazio comunque al regista Lodi, all’esterno Gomez e al rapace Bergessio. Cosa hanno in comune questi tre giocatori oltre a condividere la stessa maglia? Un forte interesse da parte della società milanese, che sarebbe pronta a strappare qualche pietra preziosa dalla corte catanese nella prossima sessione di mercato. Per l’Inter invece ennesimo cambio di modulo e di giocatori: Stramaccioni deve rinunciare a Ranocchia e Nagatomo, oltre che ai soliti indisponibili. Spazio quindi al 4-2-3-1 con la conferma di Schelotto e la sorpresa Rocchi che agirà aiutato da Guarin e uno fra Palacio e Cassano. Senza dubbio: sarà una partita bellissima, da dentro o fuori. E, questa volta, clamoroso al Cibali sarebbe se i padroni di casa non vincessero.

Giovanni Morotti

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