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ALTA MODA «SERIE A»


Sfilano tutti: vincitori e vinti. A vincere è sempre il Calcio e chi darebbe la vita per quello che ama fare.
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Roma, 15/05/2012 -

Collezione Serie A: bianco e nero, nero e bianco&
Mettiamola così: se la Serie A fosse una sfilata di alta moda, i colori più in voga nella stagione 2011/'12 sarebbero, senza dubbio, quelli a strisce bianche e nere.
Salta subito agli occhi la classe e l'eleganza di quella che tutti chiamano la "Vecchia Signora". Per alcuni anni è stata accantonata dai più grandi stilisti, ora si prende la propria rivincita.
E' stata per tanti anni la migliore sulle passerelle. "E' il trentesimo anno che sono la migliore", dichiara. "Ventottesimo" obiettano le altre modelle.
Polemiche inutili: si goda il successo... Il resto non conta. O meglio, non dovrebbe contare.
Mai un passo falso, mai un sorriso meno bello delle altre. L'hanno aiutata tutti: trucco, parrucco e stilista. Quell'Antonio Conte, anche se emergente, lo stilista lo sa fare davvero bene e i suoi collaboratori non sono stati da meno...
Poi, poi ci sono le altre che vestono bianconero a strisce. Anche loro eleganti, forse anche più geniali della "Vecchia Signora", vestono abiti più umili, ma riescono ad essere incredibilmente sorprendenti.
Anche qui i disegni degli stilisti sono stati fenomenali: Sannino e Guidolin li hanno cuciti addosso alle loro modelle alla grande. Ci sanno proprio fare, quei due.
 
"E i colori accesi?", Il rosso?", "Il blu?"
I curiosi iniziano a fare le prime domande...
Beh, diciamo che i colori accesi quest'anno si sono un po' spenti, le sfumature hanno fatto posto ai colori neutri.
L'anno scorso con la collezione "Il Diavolo veste Prada", Massimiliano Allegri era riuscito a portare la vittoria a Milano.
Il target quest'anno si è involuto: il Diavolo da Prada è passato a preda (degli juventini) e si è accontentato del secondo posto.
Si sa: nella moda, come nel calcio, arrivare secondi vale come arrivare ultimi.
Sicuramente meglio giungere secondi che sesti: chiedere per credere all'Inter, incostante modella, costretta a cambiare stilista ben tre volte in corso d'anno.
L'ultimo, gran bel ragazzo, dicono molte, sembra quello giusto.
Con la collezione Autunno/Inverno della prossima stagione capiremo se "Strama" è veramente l'uomo ideale per la Pazza che indossa nerazzurro.
Sicuramente non è l'uomo ideale per il giallo e rosso di Roma Luis Enrique, incompreso artista spagnolo che, ancora oggi, gli addetti ai lavori non riescono a capire se troppo avanti per la moda italiana o troppo indietro a causa del suo fin troppo rigido credo.
Dall'altra parte di Roma, invece, sorridono: i colori del cielo tendono a volare alto. Quarta piazza, quasi terza. Va bene così: Edy Reja, dall'alto della sua esperienza pluriennale, ha fatto l'ennesimo miracolo.
Miracolo che non è riuscito all'altra squadra azzurra d'Italia, il Napoli, che, pagando la prima esperienza sui palcoscenici europei, ha deluso in campo nazionale.
L'anno prossimo ci riproveranno i sarti di Udine ad esportare il bel "Made in Italy" in Europa insieme a Conte e (forse) Allegri.
 
Tacco, di che misura?
Giungiamo all'argomento che tutti seguono con più attenzione quando si parla di moda femminile.
Di che misura deve essere il tacco? 10 o 12?
Risposta: Zero.
Già, la moda a volte sa essere proprio anticonformista: questo è l`anno del tacco zero.
I veri giganti sono i campioni formato XS, con il cuore Extra-Large. Totò Di Natale e Sebastian Giovinco guidano la schiera di chi preferisce essere grande in campo, piuttosto che in altezza.
Certo, se ti chiami Ibra, sei alto 195 cm e hai 46 di piede è più facile che ti si veda, ma se hai classe da vendere come quei due, avere 30 cm in meno di un gigante della passerella, può essere quasi secondario&
Figuriamoci, poi, quanto possa sorprendere fare il portiere, essere alto 180 cm e guadagnarsi lo scettro di rivelazione tra i numeri uno della passerella Serie A.
Marco Benassi ha insegnato agli stilisti leccesi che i centimetri contano fino ad un certo punto.

Sfilata Serie B: discesa all`Inferno (più o meno meritata)
Non sempre quello che delude di più è quello che viene premiato meno: emblematico è il caso del Grifone, squadra flop dell`anno classificatasi quart`ultima, nonostante la stoffa pregiata di cui si disponeva a inizio anno.
Il pregiato cachemire del porto di Genova ha rischiato tanto, troppo.
Ha rischiato, addirittura, di essere preferito al ben più umile materiale giallo e rosso proveniente dalle coste salentine, tagliato e cucito da artigiani che il loro mestiere lo hanno fatto bene fino all`ultima giornata di moda.
Novara e Cesena si sono arrese prima: da elogiare i sarti della prima bottega, da licenziare in tronco quelli della seconda.

Addii eccellenti, artisti che mancheranno a tutti&
Poi, come in ogni sfilata che si rispetti, proprio un attimo prima della fine, arriva il momento delle standing ovation.
Eccoli, li vedi lì, dietro al sipario: stanno per uscire, già si sa che applaudiranno tutti.
Uno dopo l`altro sfilano per l`ultima volta&
Maestri del goal come Del Piero, Inzaghi e Di Vaio; guerrieri mai domi come Gattuso, Nesta, Zambrotta, Kaladze e Cordoba.
Un lungo, commosso, ultimo applauso se lo meritano.
Hanno regalato sorrisi e sogni a chi ama questo sport, hanno ricevuto tanto dalle medesime persone: trovare altri come loro sarà difficile.

E ora?
Il carrozzone del calcio non si ferma mai.
Una nuova sfilata in Polonia attende i più meritevoli, poi un nuovo anno da vivere tutto d`un fiato come quello appena trascorso.
Sogni uguali e aspettative invariate, tutti pronti a mettersi nuovamente in gioco: alcuni con il loro cachemire, altri con stoffe meno pregiate; alcuni con la fantasia, altri con impegno e costanza, alcuni con la maglia (da battere) bianco e nera, altri con colori più accesi&
Tutti diversi, ma tutti uguali: il carrozzone del calcio non si ferma mai e la passione degli amanti di questo sport, benzina di questo magnifico mezzo di trasporto, non mancherà mai.
Nonostante qualcuno provi a barattare le emozioni con i propri (sporchi) interessi personali.
Nonostante qualcuno provi a bucare un pallone troppo gonfio di fede per non resistere alle scommesse di uomini piccoli come coriandoli sovrastati dall`arcobaleno di colori che grida: Calcio!

[...]

Si sono spente le luci, non c'è più nessuno: un silenzio assordante invade la passerella...
Improvvisamente si accende lo schermo e appare un volto. Non è un volto qualsiasi, è il volto di un ragazzo speciale.
Si chiamava Piermario Morosini ed è morto in campo proprio quest'anno in una delle tante sfilate della meno alta moda della Serie B...
Si riaccendono le luci e sono tutti lì: nessuno, in realtà, è andato via.
Un lungo applauso avvolge l'aria.
Non lo vogliono dimenticare, non lo vogliamo dimenticare.

Ciao Piermario, lotteremo per un Calcio pulito anche per te!
 

Manuel Barbetta

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