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Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto: è ancora una volta il Novara ad affossare l`Inter.
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San Siro, 13/02/2012 -

Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto: è ancora una volta il Novara ad affossare l'Inter.
Diverso stadio, diversa data, diversi tecnici seduti sulle due panchine, ma il risultato non cambia: Novara vince e spera, Inter perde e si dispera.
Mondonico fa il mago, mentre Ranieri si accorge che il trucco c'è, ma non lo vede.
Trincea dietro, tanto sacrificio, attenzione maniacale e, dopo un momento di attesa, l'esecuzione da veri serial killer.
Colpisce l'Airone, l'uomo abituato a volare più in alto dei suoi compagni, e lo fa a suo modo: spicca il volo, individua il nemico, plana e colpisce da vero rapace.
E' il minuto 56 e il tabellone di San Siro recita l'inaspettato: Inter 0 Novara 1.

I nervi non bastano, le soluzioni individuali non sempre risolvono tutti i problemi: il muro di gomma piazzato a protezione di Ujkani regge fino al minuto 88, quando Sneijder colpisce la traversa con un siluro dal limite.
E' un segno: "La fortuna aiuta gli audaci e i più forti" diceva il vecchio saggio ed il Novara ha meritato questo aiuto.
Finisce tra le contestazioni e i fischi una gara che nessuno tra i presenti allo stadio avrebbe creduto di vedere.
Finisce con l'Inter sconfitta dal Novara, finisce tutto con un grande interrogativo: "Ora che succede?"

All'andata il Novara fu fatale all'Inter di Gasperini, Ranieri (per ora) sembra essere a riparo da scelte drastiche da parte della società.
Ci sono comunque i margini per fare bene. Il terzo posto è a sei punti che, in un campionato come questo, non sono nulla. Il Bologna in casa può essere un buon trampolino di lancio per ripartire.
C'è ancora la Champions League da giocare ed  il Marsiglia non sembra l'avversario più temibile che potesse tirare fuori l'urna di Nyon.
L'infermieria si sta svuotando; ora bisogna svuotare, liberare la mente da paure ed ansie, tornando a ragionare e giocare da campioni, perchè quelli che, ad inizio anno, tutti giudicavamo grandi giocatori sono tutt'un tratto che dei brocchi, dei perdenti.
Il duro compito sta a Ranieri: attuare una nuova rivoluzione mentale e trovare un ruolo centrale nei suoi schemi a Sneijder sono le priorità.

"Non è forte chi cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi".
I forti questa forza la trovano, ora sta all'Inter dimostrare di averla.

 

Manuel Barbetta

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