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TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS, NASCE RADIO BIANCONERA


Intervista al giornalista Antonio Paolino, direttore di Radio Bianconera.
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Torino, 05/04/2019 -


Antonio Paolino ha la Juve dentro l’anima. Il suo profilo di giornalista sportivo si delinea fin dall’inizio della sua carriera come commentatore fazioso della Vecchia Signora d’Italia. Tuttavia, pur avendo ormai assunto a tutti gli effetti il ruolo di difensore della sua squadra del cuore, in più d’una occasione ha dimostrato attraverso i suoi commenti di essere non solo preparato dal punto di vista tecnico, ma di sapersi anche districare positivamente nei giudizi oggettivi. Giornalista, regolarmente iscritto all’Ordine Professionale del Piemonte dal 1999, Antonio Paolino ha inizialmente lavorato in alcune radio locali di Torino e poi nel 2003 ha fatto il salto di qualità, entrando a far parte del canale televisivo “7 Gold” come inviato e telecronista della Juventus. Nel 2006 ha fatto parte della redazione di “Juventus Channel” e nel 2012 è ritornato a “7 Gold”. Dal 2015 collabora con Tuttosport.com, mentre l’anno seguente è stato nominato nuovo telecronista tifoso della Juventus per “Premium Sport”, in sostituzione di Claudio Zuliani diventato direttore JTV. Tutte sfide professionali che Antonio Paolino ha superato in maniera brillante, dimostrando passione e grande attaccamento ai colori bianconeri. Sappiamo che adesso comincerà anche a lavorare in radio con un nuovo programma legato alla sua Juventus. Con lui abbiamo parlato della sua nuova esperienza radiofonica, dei vari temi legati alla prossima partita Juve – Milan, ma anche del finale di stagione bianconera che si presenta davvero interessante soprattutto in chiave Champions.

Antonio, sappiamo che tra breve inizierai in radio una nuova esperienza lavorativa in veste di direttore. Di che cosa si tratta?

“Penso che sia una iniziativa davvero intrigante e interessante sotto il profilo professionale e umano. Mi sento molto coinvolto nel progetto, perché ci sarà da dialogare tanto con colleghi e tifosi durante dieci ore di diretta continuativa da Torino, dagli studi di Roma, Firenze, Milano, (dove ci sono delle altre sedi da cui trasmettere), ma soprattutto c’è la possibilità di vivere un’iniziativa editoriale innovativa, perché sarà una radio web che ha l’ambizione di arrivare nel cuore dei tifosi di tutto il mondo, visto che in questo momento c’è un’attesa spasmodica. Parlare di Juve è facile e ci impegniamo a farcela nel disquisire le varie tematiche tecniche che fanno capo alla sportività. Questo è il mio obiettivo da raggiungere.”

Quando potremo ascoltare questa nuova trasmissione in radio?

“In questi giorni stiamo mettendo a punto la situazione tecnica. Lunedì 8 aprile ci sarà la presentazione alla stampa intorno alle ore 12 – 12,30 a Milano, presso la sede editoriale e commerciale di Tribù. In contemporanea alla presentazione ai colleghi della stampa, apriremo il mixer per questa iniziativa web che si potrà fare attraverso il cellulare, dal tablet e dal computer, collegandosi su www.radiobianconera.com oppure attraverso l’App che si potrà scaricare da Tutto Juve, Tutto Mercato Web o da Juventus news 24.com. C’è davvero grande attesa per questa nuova iniziativa editoriale che intriga noi, i tifosi di tutto il mondo che mi conoscono, quelli che amano la Juventus e quelli che avranno facilmente la parola in questa tavola rotonda allargata, dove sarà importante essere juventini, non esserlo, ed essere critici nei giudizi sportivi. ”

Già, la radio. Per te è come ritornare ai primordi della tua carriera. Provi emozione?

“Sì, provo molta emozione e spero di poterla provare ancora ogni volta che si presenterà qualche progetto nuovo. Sai, i progetti professionali sono come la vita, perché ti rimettono in gioco e sono sempre convinto che (come diceva mio nonno), quando si chiude un portone c’è sempre la porta aperta di chi ti vuole bene. Per questo dico che la radio è una palestra spettacolare che inviterei tutti a fare, perché ti dà modo nel raccontare sportivamente e umanamente la squadra che tu ami, tenendo conto che quello che tu dici non è sempre la verità, ma ci provi a dirla quasi interamente.”

La Juventus per te è un grande amore. Come sei riuscito negli anni a conciliare il ruolo di giornalista con quello di tifoso?

“Credo che sarebbe stato più facile nascondersi dietro una maschera e forse qualche volta l’ho fatto anche professionalmente. Penso che in campo giornalistico sia peggio negare qualsiasi tipo di appartenenza e poi scrivere o guardare solo la bandierina della propria squadra. Detto questo, devo dirti che per quanto mi riguarda, tutto nasce da una piccola bandiera che mi regalò il mio carissimo zio bianconero. Ebbene, da quel momento ho iniziato ad amare questa Signora e non un’altra. Per questo ne vado fiero.”

Tra 7 Gold, Juventus Channel e Premium Sport. Tre esperienze professionali diverse o simili tra loro?

“Simili e complementari. A Juventus Channel ho imparato a stare vicino ai giocatori e a capire il loro umore. 7 Gold è una palestra interessante proprio come la radio, dove devi farti capire con poche parole. E poi Premium, dove la telecronaca era il momento clou della giornata sportiva che ti faceva confrontare con grandi giornalisti. Diciamo che sono andato in palestra e adesso spero di mettere in atto ciò che ho imparato da queste esperienze.”

E veniamo al prossimo big match Juventus – Milan. Come vedi questo incontro?

“Vedo la Juve più in salute. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento della squadra a Cagliari, in cui si è evidenziato un grande spirito di gruppo nonostante le varie assenze di rilievo. Tutto ciò mi fa pensare a una Juve capace di arrivare fino in fondo alla Champions.”

E allora, mi pare di capire che vuoi simpaticamente dare un dispiacere al tuo amico milanista Tiziano Crudeli.

“Con Tiziano ci pizzichiamo spesso in trasmissione, ma tra di noi c’è un rapporto di correttezza che va al di là di quelle che possono sembrare le apparenze. In 90 minuti di trasmissione, siamo agguerriti nemici dal punto di vista sportivo. Spero dunque di potere urlare sui suoi baffi la mia gioia.”

Che idea ti sei fatto di Allegri. Pensi che andrà via dalla Juve anche se dovesse vincere la Champions?

“Penso che né la società e né Allegri aspetteranno l’ultimo giorno per decidere il futuro. Credo che le parti sappiano già da molto tempo quello che sarà il finale di stagione. Nel bene e nel male diciamo che ci avviciniamo ancora una volta nella scelta dell’eccellenza, e sono quindi convinto che Allegri non sarà più l’allenatore della Juventus del prossimo anno. Pur con tutte le soddisfazioni possibili, penso che si sia chiuso ormai un ciclo. In Italia i cicli calcistici hanno una durata ben precisa, anche per questo motivo credo che sulla panchina della Juve ci sarà un altro allenatore. E poi è importante finire al meglio, perché ciascuno decide quando è giusto smettere. Non quando lo dicono gli altri. ”

E allora chi sarà il nuovo allenatore della Juve?

“Le speranze della Juventus credo che portino al nome di Pep Guardiola. Tutto è possibile per la famiglia Agnelli, compatibilmente con l’attenzione ai bilanci. Poi ci potrebbe essere il ritorno di Didier Deschamps, anzi ti dirò che ci sono molte piste che mi portano a dire che questo allenatore francese sia già stato contattato dalla Juventus e possa seriamente diventare il prossimo allenatore bianconero.”

Allora le voci che parlano di Luis Enrique alla Juve, non sono da considerare?

“Penso che ci siano molti allenatori bravi, i cui profili potrebbero essere adatti ad allenare la Juve. Tuttavia, anche se le caratteristiche di Luis Enrique non si discutono, penso che su di lui si siano fatte soltanto delle riflessioni che non sono compatibili con il futuro della Juventus.”

A proposito di Champions, pensi che la Juve possa superare il turno contro l’Ajax, anche senza CR7 nel match di andata?

“Dopo l’estrazione dall’urna che aveva decretato l’Atletico Madrid quale avversario della Juve, avevo detto che chi passava questo turno sarebbe arrivato in finale. Ebbene, oggi lo riconfermo più che mai!”

Ritorniamo al campionato. Nonostante la quasi conquista dell’ottavo scudetto consecutivo, molti non sono contenti del gioco della Juventus che appare più redditizio che divertente. Qual è il tuo pensiero in merito?

“ E’ vero che ci sono molti tifosi che non sono contenti del gioco della Juve. Ma ce ne sono molti di più, tra questi anche il sottoscritto, che pretendono sempre qualcosa di più nonostante si riconoscano i meriti di quello che è il migliore allenatore italiano; ovvero Massimiliano Allegri. Quindi, preferisco arrivare primo con questo gioco, piuttosto che arrivare secondi, terzi o quarti con un gioco migliore.”

Per finire Antonio. Da giornalista tifoso bianconero è facile immaginare il tuo sogno di rivincere la Champions dopo tanti anni. Ma tu, quale altro desiderio hai chiuso nel cassetto?

“Professionalmente mi piacerebbe che dopo 23 anni, con Radio Bianconera e con me direttore si potesse festeggiare la vittoria di quella Champions che ho vissuto da semplice tifoso. Dal punto di vista umano, invece, mi piacerebbe che fossimo tutti d’accordo almeno quando guardiamo una partita insieme. Questo è il mio augurio nel mondo del calcio.”

Salvino Cavallaro         

        



Salvino Cavallaro


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