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OBI METTE UNA PEZZA ALLA CRISI DEL TORO


Insufficienza di risultati e precarietà tecnica della panchina di Mihajlovic, enfatizzano la vittoria del Toro contro il Cagliari.
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Torino Stadio Grande Torino, 30/10/2017 -


Alla fine del match Torino – Cagliari, i granata esultano come se si fosse usciti da un tunnel il cui buio fitto non lasciava trasparire neanche un piccolo spiraglio di luce speranzosa di miglioramento. E invece, dai e dai, il Toro ha superato il Cagliari grazie al gol di Iago Falque e poi di Obi, che hanno reso vano il momentaneo vantaggio dei sardi ad opera di Barella. Una partita che alla vigilia presentava diversi interrogativi per il Torino, sulla necessità o meno di continuare il suo rapporto con Sinisa Mihajlovic. La squadra granata, nonostante il rientro di capitan Belotti, è apparsa nervosa per quell’aria così pesante che si respirava sotto il cielo dello Stadio Grande Torino. C’era una chiara e diffusa protesta generata da troppi motivi di insoddisfazione verso un Toro dal non gioco, dai risultati negativi, dalle scelte tattiche del mister, dal suo comportamento e da una comunicazione mediatica non sempre condivisibile. Contro il Cagliari serviva la vittoria che garantisse i tre punti in classifica, al di là di un ritrovato gioco che non poteva esserci per ovvi motivi. La vittoria è dunque arrivata con la speranza di guarire in fretta da una salute precaria, alla ricerca di quella brillantezza di gioco che non c’è mai stata. Con il rientro del gallo Belotti, il tecnico serbo è tornato a riproporre quel 4-3-3 di suo personale convincimento, per un Toro cui meglio si adatterebbero le caratteristiche tecniche dei giocatori della sua rosa. E così, mentre Niang e Sadiq si sono accomodati in panchina, è stato rispolverato Valdifiori a centrocampo accanto a Baselli e Acquah, che poi è sostituito da Obi. Il Cagliari è stato bravo nelle ripartenze, ma ha difettato nella sua difesa di destra, tanto è vero che Ansaldi e Ljajic ne hanno approfittato. Questa è stata la vera chiave di volta della partita, che si è risolta a favore del Toro grazie anche all’inadeguatezza del tecnico sardo Lopez, che non è stato in grado di correre ai ripari in tempo dovuto. Nel primo tempo, Barella ha segnato per i sardi in una delle tante ripartenze della sua squadra. Poi il Toro, ferito nell’orgoglio e esortato da un pubblico tendente a spazientirsi, ha cominciato a macinare gioco più con la forza dei nervi che con la concreta lucidità di pensiero. Così Iago Falque imbeccato da Ansaldi segna la prima rete per il Toro, e poi Obi raddoppia spingendo in rete di testa il pallone della disperazione che salva la panchina di Mihajlovic. Dunque, tutto è bene ciò che finisce bene. Ma attenzione, perché i problemi del Toro non sono stati eliminati con una spugna e neanche attraverso la pia illusione di un’improvvisa ritrovata magia capace di portarlo dritto in Europa. I nodi da sciogliere sono ancora tanti e cominceranno già a venire a galla nel prossimo turno di campionato, in cui i granata dovranno giocare a San Siro contro l’Inter. Vedremo cosa accadrà. Noi restiamo scettici su molti punti.

Salvino Cavallaro           

Salvino Cavallaro


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