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ANTONIO VENUTO: “CON PAZIENZA RISORGEREMO DALLE CENERI”.


Intervista al neo allenatore del Messina.
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Torregrotta (Me), 01/09/2017 -


“Sogno che un giorno il Messina possa ritornare in Serie A”. A parlare è il neo allenatore della squadra dello stretto Antonio Venuto, che abbiamo incontrato sul campo comunale di Torregrotta in occasione di una partita di preparazione contro la squadra locale che milita in promozione. E’ fiducioso il mister di Villafranca Tirrena, anche se non nasconde le difficoltà di una preparazione frettolosa, dovuta al fallimento della società giallorossa che è poi stata salvata dal presidente Sciotto. Problemi che non mettono in disparte la sua gioia di essere finalmente diventato il coach della squadra che ha sempre amato. Antonio Venuto arriva sulla panchina del Messina dopo una lunga trafila di esperienze che l’hanno fatto conoscere agli addetti ai lavori come un allenatore di sicuro affidamento. Serio, preparato e con spiccato senso dell’appartenenza, Venuto ha sempre sposato il culto del lavoro, del sudore, della fatica, ma anche del rispetto dei ragazzi a sua disposizione che egli cura sotto l’aspetto tattico, tecnico e anche psicologico. E’ la caratteristica di questo allenatore siciliano, capace di non risparmiarsi mai e di restare sempre con i piedi ben piantati a terra. Per questo motivo il presidente Sciotto l’ha scelto tra tanti, perché sa che il suo Messina è in buone mani. E allora ascoltiamolo questo allenatore, dal quale traspare evidente la voglia di lavorare per portare il Messina ai livelli che gli compete.   

Mister Venuto, finalmente si realizza il sogno di diventare l’allenatore del Messina. E’ più contento o preoccupato?

“Entrambe le cose. Sono sicuramente felice di approdare nella squadra della mia città che sogno fin da quando ho cominciato a frequentare la tribuna e la gradinata del mitico stadio Celeste negli anni ’70. Non pensavo che un giorno sarei diventato l’allenatore della mia squadra del cuore. Questo oggi è accaduto e adesso sono felicissimo. Dall’altra parte, però, so benissimo che questo incarico ricopre una grandissima responsabilità, tuttavia, sono sicuro che con l’aiuto, dei ragazzi, dei tifosi e di tutto l’ambiente riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni”.

Qual è il vero progetto del Messina che è reduce da un fallimento?

“Il Messina è rinato dalle ceneri grazie alla famiglia Sciotto, che è riuscita a risollevare le sorti di questo club pagando 150 mila euro per l’iscrizione ai campionati e 50 mila euro per la fidejussione. Un’operazione di grande impatto economico, per riconsegnare il calcio a una città che per il suo blasone e la sua storia non poteva esserne priva. Adesso, sulle ali dell’entusiasmo, tutti si aspettano di vincere il campionato. Questo non sarà facile perché abbiamo un gravissimo ritardo nella partenza, visto che abbiamo cominciato praticamente il 6 agosto con una squadra rabberciata, e adesso, a poco a poco, stiamo costruendo un buon gruppo con calciatori che possono fare al caso nostro. Certo, mancano ancora dei tasselli tali da completare il puzzle per una squadra competitiva a tutti gli effetti, tuttavia, devo dire che la società sta lavorando alacremente, nonostante il grave ritardo della nostra partenza. Sono venuti parecchi giocatori a provare da noi, ma non tutti hanno avuto le caratteristiche di far parte di un disegno tattico tale da fare la differenza in campionato. Vedremo in seguito di trovare qualche giocatore svincolato o qualche under di sicuro valore. Attualmente, la mia squadra gode di un centrocampo importante, capace di giocare a due o a tre. In difesa ci siamo rinforzati dopo l’acquisto del centrale Colombini, anche se c’è ancora bisogno di un altro acquisto per completare un reparto che io ritengo assolutamente importante per il gioco che intendo fare con le mie squadre. Ma c’è anche bisogno di un ariete in attacco e di un portiere under”.

Possiamo dunque dedurre che i tre giocatori arrivati dalla Vibonese, rappresentino una sorta di riparazione momentanea?

“Sì, è proprio così. C’è un gap di partenza ritardata che al momento non abbiamo ancora colmato, perché buona parte degli under e i migliori giocatori sul mercato si sono accasati in altre squadre. Non è facile costruire frettolosamente una squadra competitiva, tuttavia sono convinto che attraverso la buona organizzazione societaria, il lavoro costante, la dedizione, la fame calcistica e la voglia di arrivare dei miei ragazzi, si possono anche raggiungere risultati che in partenza sembrerebbero insperati. Ci vuole pazienza, questo è sicuro, perché altre squadre si sono completate prima di noi e perciò dobbiamo andare avanti attraverso la cultura del lavoro, sperando ancora in qualche acquisto importante. Il campionato è lungo e chissà, magari alla fine si illumineranno non soltanto i fari ma anche tutto il resto”.

Questo ci lascia pensare a un eventuale cambiamento tattico di ciò che è il suo credo calcistico, fatto di gioco propositivo e mai difensivo.

“Ho degli attaccanti importanti e capaci di fare tanti gol, vedi Bonadio, Rizzo, oltre le punte centrali che possono essere Cocuzza e De Zai. Ritengo di avere un attacco prolifico e un centrocampo di qualità, capace di interdire nel momento di non possesso palla. Certamente, bisogna vedere se riusciremo a supportare questo peso nella fase difensiva, soprattutto nelle ripartenze degli avversari. C’è invece ancora molto da lavorare per quanto riguarda il gioco degli esterni, che ritengo indispensabili nelle due fasi di attacco e di difesa”.

Per finire mister Venuto, qual è il suo messaggio diretto ai tifosi del Messina?

 “Dico alla piazza di Messina di sapere aspettare, di avere pazienza, perché sono convinto che risorgeremo dalle ceneri. Questo è il mio pensiero da primo tifoso del Messina, perché ho sempre sognato che questa squadra e questa società potesse tornare presto in Serie A, figuriamoci se non lo penso adesso che sono il diretto interessato.”

Salvino Cavallaro

Salvino Cavallaro


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