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TORO, HAI PERSO LA FACCIA.


Il Napoli ha battuto un Torino inesistente.
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Torino Stadio Grande Torino, 15/05/2017 -


Che brutta figura! Che partita da dimenticare per il Toro! Dire che c’è da vergognarsi è un eufemismo. Ma il Torino visto in campo contro il Napoli non ci lascia neanche fare un’analisi tecnico tattico sulla reale superiorità della squadra di Sarri, perché il suo atteggiamento e l’approccio alla gara è stato letteralmente disarmante. 11 figure senza attributi hanno vagato per il campo in balìa di un Napoli che infliggendo un secco 5 a 0 ha dato lezioni di calcio. Sì, una lectio magistralis del pallone nostrano che purtroppo non lascia nulla di positivo alla squadra di Sinisa Mihajlovic, presa com’è stata a ritirarsi negli spogliatoi dopo essersi presentata a capo chino davanti alla curva maratona. Ma cosa è successo al Torino per essere così inaspettatamente amorfo, privo di reattività e attributi? E’ vero, il Napoli è una squadra che aveva mille motivazioni in più del Toro, ma questo non può giustificare un comportamento così remissivo da parte dei granata. Nessuno si è salvato nel marasma generale che ha visto Belotti in chiara difficoltà e in debito d’ossigeno, in una giornata di caldo afoso. A parer nostro la società deve intervenire nel cambiare quell’antica cultura granata in cui si vive il senso del proprio campionato soltanto se si batte la Juve. E’ un modo come un altro per non crescere mai, per restare in quel minimalismo calcistico fatto di niente, che non porta a nulla se non al fatuo orgoglio di avere messo alle corde gli odiati cugini. E poi? Nulla più, perché si vivacchia sempre nell’anonimato di una metà classifica che vuol dire essere sempre fuori dall’Europa, di non essere coinvolti nel pericolo della Serie B e di accontentarsi continuando a sperare nelle disgrazie altrui. Toro, è ora che ti svegli, che cresci, che diventi adulto pur restando attaccato alla tua storia immensa, alla tua estrazione popolare di squadra sanguigna che più d’ogni altra esprime lo spirito sportivo di anti Juve. Ma poi c’è dell’altro. C’è il carattere, c’è la personalità, c’è l’orgoglio, c’è il desiderio della continuità di risultati, di impegno, di foga agonistica che non può essere limitata a una sola partita o poche altre, perché i campionati si giocano con la testa. Poi si può riconoscere il valore e la superiorità dell’avversario, quello ci sta pure se perdi la partita in maniera dignitosa. Ma quel 5 a 0 subito da Insigne, Callejon, Mertens e compagni, brucia troppo per il modo con cui è arrivato. Capiamo le lacrime di sconforto del gallo Belotti a fine gara, come pure ci affianchiamo a Sinisa Mihajlovic nel vederlo sconfortato in tribuna, dov’è stato ripreso con le braccia penzolanti in senso di abbandono. Che serva da lezione questa figuraccia. Sì, perché se non sarà così,  i tifosi del Toro dovranno dire che: “Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”.

Salvino Cavallaro     

Salvino Cavallaro


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